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Pecore parlamentari



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"Dopo che Renzi non ha risposto al nostro appello di fare pubblicamente i nomi dei suoi candidati, due giorni fa il M5S ha inviato a tutti i parlamentari una proposta per condividere in modo trasparente una persona super partes per la Corte Costituzionale dopo la rinuncia di Violante. Il M5S era ed è disposto a considerare qualunque candidatura, purché indipendente dai partiti e con le caratteristiche adeguate al ruolo. E' arrivata su 630 parlamentari una sola risposta, di Francesco Palermo, che riportiamo:
"Grazie della lettera. Non mi esprimo sui nomi (alcuni sono colleghi che conosco bene e non mi pare opportuno farlo, né è intento della lettera chiedere adesione sul punto) ma concordo pienamente con lo spirito dell'iniziativa. Con i migliori saluti"
Una SOLA risposta, sostanzialmente di cortesia, dimostra che:
- i parlamentari non contano nulla oppure hanno il coraggio di Don Abbondio, a partire da Civati per arrivare a Cuperlo
- i parlamentari non sono gli interlocutori, avremmo dovuto mandare due raccomandate: una a Berlusconi e a Renzie in via del Nazareno e una a Napolitano al Quirinale
- i parlamentari hanno il terrore della trasparenza e preferiscono gli inciuci se no la prossima volta chi li nomina?
Votare seguendo gli ordini del capo è la scelta più facile, più sicura e più deresponsabilizzante. Peccato sia la scelta peggiore per il bene del Paese.
Usare il metodo trasparente proposto dal M5S comporta solo un po' di coraggio e di onestà.
È chiedere troppo?" M5S Camera e Senato

31 Ott 2014, 19:01 | Scrivi | Commenti (134) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Corte Costituzionale, Danilo Toninelli, giudice della Corte Costituzionale, Luciano Violante, M5S, M5S Camera



La lemming economy

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Immagine: l'Italia è il primo Paese euroscettico d'Europa

Nonostante la propaganda di regime gli italiani cominciano a capire che l'euro sta strangolando la nostra economia e sta trasformando l'Italia in un deserto. Paghiamo interessi mostruosi sul debito a banche estere sottraendo risorse al Paese. L'Italia si sta trasformando in una "lemming economy", dove l'unica difesa è l'estinzione. Siamo il secondo Paese per emigrazione europea dopo la Romania. I nostri ragazzi si laureano e poi vanno a fare i lavapiatti o i camerieri a Londra. Nel 2013 al Sud i decessi hanno superato le nascite, confermando il trend già in atto dall'anno precedente. Un fenomeno così grave si era verificato solo nel 1867 e nel 1918, alla fine di due guerre, la terza guerra d'Indipendenza e la prima Guerra Mondiale. Ieri una signora il cui figlio era uscito di casa per andare a convivere con la sua ragazza, mi ha detto "La fidanzata di mio figlio ha abortito", le ho chiesto perché "Ragioni di salute?". "No!", mi ha risposto."Hanno fatto due conti e hanno capito che un figlio non possono permetterselo", farsi una famiglia è diventato un lusso. L'euro non è più sostenibile e gli italiani si stanno trasformando in un popolo di lemming. Fuori dall'euro o default, non ci sono alternative. Riprendiamoci la sovranità monetaria. Si può fare!

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#Fuoridalleuro per salvare le imprese!
L'euro e la strage delle imprese #fuoridalleuro
L'Italia, il malato morente dell'Europa - The Spectator

 
(continua...)

31 Ott 2014, 15:09 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (163)
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L'Apocalypto dei partiti

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Nel film Apocalypto in cui si combattono i popoli indigeni del Sud America, nella parte finale, sul tratto di mare visibile sono ancorate navi spagnole enormi e totalmente estranee ai nativi. Che non capiscono di cosa si tratti e non percepiscono che è l'inizio della loro fine. Una civiltà estranea sta per impossessarsi delle Americhe e li sterminerà. Una similitudine valida per il M5S e i partiti. Questi ultimi non possono capirlo. Parole come comunità, partecipazione, democrazia diretta per gente vissuta all'interno di interessi personali e strutture verticistiche, auto celebrative che si sono impossessate dello Stato sono incomprensibili. Così come è incomprensibile che il M5S viva senza finanziamenti pubblici e riesca a organizzare eventi come Italia5Stelle unicamente con contributi volontari. Un evento in cui gli eletti si sono mescolati agli iscritti e ai simpatizzanti per tre giorni in agorà pubbliche per discutere di temi concreti come ambiente, sanità, trasporti con la presenza complessiva di 500.000 persone. Per i partiti è incomprensibile che dei cittadini facciano politica senza averne un ritorno personale, che le decisioni siano prese a maggioranza con votazioni in Rete tra gli iscritti. Che nel M5S NON possano entrare massoni o pregiudicati. INCOMPRENSIBILE come i galeoni spagnoli per i maya. Si difendono con le armi del passato equiparabili alle lance contro i cannoni: disinformazione con una riverniciata di selfie e di tweet e agganci con i poteri finanziari e mafiosi. Ma quanto possono durare? Qualche anno e poi per loro sarà finita. Sono solo rottami di una finta democrazia. Non si può fermare il vento, né le vele dei galeoni. E' questione di tempo, non importa quanto ci vorrà, ma abbiamo già vinto.

 
(continua...)

31 Ott 2014, 13:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (127)

#fuoridalleuro: L'Italia, il malato morente dell'Europa - The Spectator

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"Le recenti ondate di panico sui mercati azionari globali hanno ricordato al mondo intero la vulnerabilità dell’euro, e questa settimana i commentatori della stampa britannica hanno discusso molto sul possibile fallimento della Francia. Quasi nessuno si affligge più per l'Italia, sebbene la settimana scorsa la sua borsa abbia subito il tonfo più importante dopo quello della Grecia: l’irreversibile declino dell’Italia è ormai una certezza, vista la situazione disperata del paese.
L’esperienza italiana dell’unione monetaria europea è stata particolarmente dolorosa: gli italiani sono entrati nell’euro come sonnambuli, senza un serio dibattito, ed erano talmente favorevoli a firmare che hanno accettato un tasso di scambio con la lira talmente elevato che alla fine li ha strozzati. Il prezzo dei prodotti di prima necessità, quali sigarette, caffè e vino è raddoppiato improvvisamente, mentre i salari sono rimasti statici, sebbene allora fosse relativamente facile trovare lavoro e ricevere prestiti. Ma dopo il crac, l’Italia, prigioniera di un’unione monetaria senza unione politica, non poteva più fare niente, neanche ricorrere alla tradizionale medicina della svalutazione della moneta.
L’unica possibilità di ripresa ammessa da Bruxelles e Berlino — quella dell’austerity — si è rivelata controproducente, perché è stata solo superficiale. Se l’austerity deve stimolare la crescita, deve farlo fino in fondo, il che comporta inevitabilmente terribili sofferenze e il rischio di agitazioni popolari, e nessun politico italiano riesce a digerire questa circostanza.
Tuttavia l’Italia non può attribuire tutti i suoi problemi all’unione monetaria: l‘euro non ha causato la catastrofe, ma ha privato il Paese dei mezzi per combatterla, esponendolo alle sue fatali debolezze strutturali.
Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 43 percento, il più alto mai registrato. Tale cifra non tiene conto del mercato del sommerso, che ha raggiunto proporzioni tali che il governo italiano sta pensando di includerne alcune parti, quali prostituzione, traffico di stupefacenti e contrabbando di vario genere, nei dati ufficiali del PIL: si ritiene che il loro contributo abbia dimensioni tali da portare il paese fuori dalla sua terza recessione entro sei anni.
Occorre ricordare che le aziende italiane ricevono denaro dallo Stato per pagare i dipendenti per non lavorare, evitando di doverli licenziare: attualmente circa mezzo milione di lavoratori è in cassa integrazione. Il reale tasso di disoccupazione in Italia deve pertanto essere pari ad almeno il 15 percento, e tale cifra non include tutti coloro che hanno ormai rinunciato a cercare un lavoro. Solo il 58 percento degli italiani in età da lavoro ha un impiego, rispetto alla media del 65 percento del mondo sviluppato.
Ma anche includendo cocaina e bunga-bunga, non si risolve la straordinaria stagnazione dell’economia italiana, che perdura dal 2000: negli ultimi cinque anni si è addirittura verificata un’ulteriore contrazione del 9,1 percento. Ancora peggio, il mese scorso il Paese è entrato in deflazione, fenomeno temutissimo da tutti, ancora più dell’iperinflazione, e che ha causato una stagnazione dell’economia giapponese per 20 anni.
Dalla defenestrazione di Silvio Berlusconi, avvenuta nel novembre 2011 in conseguenza dello scandalo bunga-bunga e del mostruoso spread tra bond italiani e tedeschi, l’Italia ha avuto tre primi ministri non eletti.
L’ultimo di essi, Matteo Renzi, di sinistra, è considerato il Tony Blair italiano perché è riuscito a costringere il suo partito, il Partito Democratico post-comunista, a dimenticare il passato e affrontare il futuro. Inizialmente, ha promesso che avrebbe realizzato tutte le necessarie riforme strutturali entro 100 giorni, ma ovviamente non l’ha fatto, e oggi afferma di avere bisogno di 1.000 giorni.
Il “rottamatore”, come viene definito Renzi, ha appena imposto una legge di riforma che ha suscitato un grande clamore e addirittura risse in Senato. La leggi di Renzi intende abolire il leggendario articolo 18, che rende virtualmente impossibili i licenziamenti in aziende con un numero di dipendenti superiore a 15, tuttavia, trattandosi dell’Italia, se la legge entrerà in vigore sarà sicuramente tanto annacquata da perdere il proprio significato. I sindacati hanno promesso un “autunno caldo” per proteggere i loro più preziosi e indiscutibili principi.
È la solita storia: indipendentemente da chi è al potere in Italia, è quasi sempre di tutto fumo e niente arrosto, il che è dovuto in parte al sistema elettorale, che costringe a governi di coalizione, e in parte al fatto che la Costituzione, per paura dei regimi dittatoriali, concede al primo ministro uno scarso potere esecutivo.
La televisione italiana trasmette ogni genere di talkshow politico (la maggior parte dei quali di orientamento sinistrorso, anche sulle reti di Berlusconi) ma anche questo tipo di programma è in crisi: gli italiani, fatalmente disillusi, non si preoccupano più di guardare la televisione.
Nel frattempo, il debito sovrano italiano continua a crescere in maniera esponenziale, arrivando a toccare 2.2 trilioni di euro, che equivalgono al 135 percento del PIL: è il terzo debito sovrano a livello mondiale, dopo quello di Giappone e Grecia. E maggiore è la deflazione italiana, maggiori sono il debito e i suoi costi in termini reali.
In Italia, come in Francia, dopo la Seconda Guerra Mondiale la filosofia predominante è stata quella dirigista: il governo è gestito come un racket delle protezioni, e il denaro si insinua in ogni angolo dell’economia. Tutti i giornali ricevono sovvenzioni pubbliche, e questo spiega anche il loro numero così elevato.
Chiunque lavori nel settore privato, in quelle attività a conduzione famigliare che hanno reso il paese celebre in tutto il mondo, si trova in una condizione di svantaggio. Secondo il Sole 24 Ore, l’Italia ha il più elevato onere fiscale totale di tutto il mondo sulle proprie aziende, pari al 68 percento, seguita dalla Francia, con il 66 percento, contro il 36 percento della Gran Bretagna. Avviare un’attività in Italia significa entrare in un incubo burocratico kafkiano, che può addirittura peggiorare; significa anche dover corrispondere allo Stato almeno 50 centesimi per ogni euro pagato ai propri dipendenti. Se a ciò si aggiunge un sistema giudiziario bizantino, politicizzato e dotato di poteri terrificanti, si comincia a comprendere perché nessuna azienda estera voglia stabilire la propria sede in Italia.
Per circa un decennio, fino a un anno fa, ho lavorato per un giornale locale, La Voce di Romagna, come rubricista, ma ho rinunciato dopo che il mio datore di lavoro, pur ricevendo cospicue sovvenzioni di denaro pubblico, non mi ha pagato per tre mesi. Non avevo titolo per richiedere il sussidio di disoccupazione perché ero un libero professionista; i dipendenti con contratto possono ricevere il sussidio, ma solo per un anno, all'incirca. Molti dei miei colleghi non hanno ricevuto il loro stipendio addirittura per un intero anno. Adesso, La Voce sta per dichiarare fallimento e chiudere, e non scommetterei neanche un euro sul fatto che i miei ex colleghi riescano a ricevere il denaro che spetta loro.
Sì, c’è un’altra Italia, quella finanziata dallo Stato, dove tutto sommato la vita, sebbene non tutta rose e fiori, è ancora vivibile, anche se i licenziamenti del Teatro dell'Opera di Roma hanno causato qualche ansia. I parlamentari italiani sono i più pagati del mondo civilizzato, il loro stipendio è pari a quasi il doppio di quello dei loro colleghi britannici. I barbieri che lavorano all’interno del Parlamento possono arrivare a guadagnare €136.120 lordi l’anno. Tutti i dipendenti statali ricevono una favolosa pensione pari quasi al loro salario a fine carriera: non è pertanto difficile comprendere la rabbia del lavoratore italiano medio del settore privato, il cui reddito lordo annuo è pari a circa €18,000.
La parola “inimmaginabile” rispecchia alla perfezione il dorato mondo del dipendente statale italiano, specialmente nel Mezzogiorno, il disperato sud del paese. La Sicilia, ad esempio, ha un esercito di 28.000 guardie forestali, più grande di quello del Canada, e 950 autisti di ambulanza, che non hanno alcuna ambulanza da guidare.
Un governo italiano serio opererebbe urgenti e drastici tagli non solo al tronfio, parassitario e corrotto settore statale, ma anche a tasse, costo del lavoro e burocrazia. Tuttavia, a oggi, solo Beppe Grillo e la Lega Nord chiedono che l’Italia esca dall’euro. Ma gli italiani ancora non capiscono: l’euro è il problema, non la soluzione, a meno che non accettino una vera austerità, di proporzioni ben maggiori, e non l’accetteranno a meno che non vengano minacciati con le armi.
L’Italia, più della Francia, è il grande malato dell’Europa, ed è anche il malato morente. Le donne italiane erano quelle che avevano più figli in tutta Europa: era frequente incontrare uomini anziani di nome Decimo. Tuttavia da decenni il tasso delle nascite in Italia è il più basso di tutta Europa, e se non ci fosse l'immigrazione, la popolazione sarebbe in calo. Che le donne italiane rifiutino di avere figli, è un chiaro segno di una società malate terminale."
Nicholas Farrell, The Spectator

 
(continua...)

30 Ott 2014, 12:54 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (610)
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Lettera aperta del M5S a tutti i parlamentari per l’elezione dei giudici della Corte costituzionale e del componente laico del Csm

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Lettera del M5S inviata a tutti i parlamentari della Repubblica

Gentile collega,
da ormai due mesi si cerca invano di eleggere i due giudici costituzionali di spettanza parlamentare. Nomi anche importanti sono stati passati nel tritacarne della gara senza che si giungesse a nulla. Ormai è chiaro che la logica della spartizione fra alcuni partiti, per cui ciascuno piazza il proprio candidato ed offre i voti per quello dell’altro, non funziona più e l’unico modo per uscirne è quello di trovare nomi di garanzia largamente condivisi. Noi crediamo che questo sia il momento di basare la nostra azione di parlamentari, indipendentemente dalla forza politica che rappresentiamo, sullo spirito con il quale i Padri Costituenti avevano pensato l’elezione di un organo di garanzia come la Corte Costituzionale e il Csm. L’alto quorum richiesto andava proprio contro la logica di spartizione di potere che in questi mesi si è imposta.
Anche la previsione della non rieleggibilità dei giudici ed il loro lungo mandato (ben più lungo di quello di una legislatura) erano finalizzati ad una Corte che esercitasse il suo mandato in piena libertà, al di fuori delle logiche del conflitto interpartitico.
Per questa ragione, sin dall’inizio il M5S non ha presentato un proprio candidato alla Consulta, ma ha proposto alcuni candidati, nessuno dei quali ha mai aderito al M5S e dei quali si conoscevano solo la figura di studiosi o di professionisti. Dunque, non candidati di parte ma possibili nomi da condividere quali garanti di tutte le posizioni dei cittadini.
Nessuna forza politica, per verità, ha preso in considerazione le nostre proposte, perché forse altre logiche guidavano i maggiori partiti, con i risultati che abbiamo visto. Dunque, torniamo a proporre il metodo della trasparenza e, con esso, la rosa di nomi già offerta per la Corte Costituzionale:
prof. Antonio D’Andrea;
avv. Felice Besostri;
prof. Franco Modugno;
prof.ssa Silvia Niccolai.
Non siamo affatto chiusi a valutarne altre purché fatte nello stesso spirito di un’onesta condivisione.
Aspettiamo, pertanto, un segnale che vada in questa direzione e dichiariamo sin d’ora di mettere a disposizione i nostri nomi per candidature che abbiano lo stesso profilo morale, scientifico e professionale. Speriamo in un’adesione alla nostra iniziativa, le risposte alla lettera saranno rese pubbliche sul blog di Beppe Grillo.
Cordiali saluti,

M5S Camera e Senato

 
(continua...)

29 Ott 2014, 18:02 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (392)

Le domande dei giudici a Napolitano sulla #trattativa - sondaggio

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Un presidente della Repubblica che fa distruggere i nastri delle conversazioni con un indagato in un processo di mafia, Nicola Mancino, e poi si rifiuta di rispondere pubblicamente (e cosa c'è di più pubblico del presidente della Repubblica?) ai giudici non si è mai visto.
Cosa teme Napolitano? Più di così non potrebbe essere squalificato agli occhi dell'opinione pubblica. La sua reazione è già di per sé un'ammissione di colpevolezza. Forse la sua rielezione è servita proprio a questo, a metterlo in una situazione di massima sicurezza. Lo sapremo in futuro, questo è certo, troppi sono stati coinvolti nella Trattativa Stato-Mafia perché non venga alla luce la verità. qualunque essa sia.
C'è qualcosa di inquietante nelle ripetute telefonate di Mancino, al di là del contenuto delle stesse. Mancino sapeva di essere intercettato. Telefonare al Quirinale con l'insistenza con cui lo ha fatto non poteva che inguaiare Napolitano, cosa che poi è puntualmente successa, e quindi "ubi maior minor cessat", l'attenzione si è spostata completamente sul presidente della Repubblica che invece sulle eventuali responsabilità di Mancino che, va ricordato, vide poco prima del suo assassinio Paolo Borsellino nel suo ufficio al Viminale (era allora ministro degli Interni) in cui era presente Bruno Contrada, condannato in seguito in via definitiva a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Borsellino uscì dall'ufficio sconvolto e fumando due sigarette alla volta come testimoniò un suo amico/collaboratore. Mancino in seguito non ricordò neppure di averlo incontrato.
Se sulle risposte di Napolitano ai giudici non sussistono dubbi, saranno state del tenore: "Non c'ero, se c'ero non mi sono accorto di nulla e alla mia età mi appisolo di frequente", sono invece più interessanti le domande che possono avergli posto i giudici.

Il sondaggio è stato chiuso! Grazie a tutti coloro che hanno partecipato!
Guarda i risultati!

 
(continua...)

29 Ott 2014, 11:12 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (214)
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Consulta, con il M5S: la trattativa si fa alla luce del sole

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La scorsa settimana Renzi, dopo venti votazioni fallite e milioni di euro buttati, ha bussato alla porta del M5S invitandoci a trovare un accordo sui candidati da eleggere alla Corte Costituzionale ed al CSM. Ben arrivato!
Da cinque mesi il M5S ha comunicato PUBBLICAMENTE una rosa di nomi super partes, scelti solo per i loro meriti professionali, e sempre PUBBLICAMENTE ha invitato i partiti a fare altrettanto. Ma Renzi aveva altri piani: piazzare Violante, una sua colonna, garante di Berlusconi, anche se privo dei requisiti.
Solo quando si è reso conto che il patto del Nazareno non reggeva e che non sarebbero stati in grado di eleggerlo, hanno chiesto i nostri voti ipotizzando una trattativa, proponendoci in cambio una poltrona al CSM. Così è arrivata la chiamata di Renzi ad un nostro parlamentare per individuare i nomi in segreto e scambiarsi le poltrone. Ancora non hanno capito con chi hanno a che fare.
Ribadiamo la risposta, chiarissima, per l’ennesima volta: i nostri nomi sono a disposizione da tempo. Se il PD vuole condivisione non tenti la via della trattativa segreta. Renzi faccia i suoi nomi PUBBLICAMENTE.
CHIUNQUE abbia i requisiti per essere eletto in ruoli di garanzia così importanti può essere candidabile per il M5S se valido e indipendente.
Altrimenti saranno ancora fumate nere.
Trasparenza è quello che chiediamo, non poltrone!

 
(continua...)

28 Ott 2014, 18:31 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (293)

PD, Partito di lotta e di massoneria

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"Il PD ai tempi di Matteo Renzi è un partito al governo, ma anche in piazza a protestare contro il governo.
Il PD ai tempi di Matteo Renzi è per la pace nel mondo, ma regala armi ai paesi in guerra.
Il PD ai tempi di Matteo Renzi è contro i vincoli economici dettati dall'Europa, ma scodinzola davanti ai diktat della Merkel.
Il PD ai tempi di Matteo Renzi vuole sensibilizzare sul tema della Sla, ma taglia 100 milioni al fondo per la non autosufficienza.
Il PD ai tempi di Matteo Renzi è per le nozze gay, ma anche a difesa della famiglia cattolica che non vuole le nozze gay.
Il PD ai tempi di Matteo Renzi è per l'abolizione delle province, ma poi abolisce soltanto le elezioni democratiche che sceglievano i consiglieri provinciali.
Il PD ai tempi di Matteo Renzi è per la sanità pubblica, ma fa tagli lineari che costringono le regioni a fare tagli sulla sanità pubblica.
Il PD ai tempi di Matteo Renzi vuole tutelare i diritti dei lavoratori, ma poi distrugge ogni minima conquista sindacale.
Il PD ai tempi di Matteo Renzi è tutto, è governo e opposizione, tiene insieme un 20% di moderati rigidi conservatori e un 20% di progressisti rivoluzionari indignati. Nè il primo 20% nè il secondo 20% vedranno mai realizzati i loro sogni e le loro aspettative, ma nella supercazzola quotidiana del premier stanno insieme e il totale fa 40%.
Quando vi renderete conto che vi prende per il culo potrebbe essere un po' tardino."
Max Bugani

 
(continua...)

28 Ott 2014, 15:11 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (218)
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Draghi ingrassa solo le banche

Il M5S interroga Mario Draghi
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"Vi ricordate le operazioni di LTRO del 2011 dove le banche hanno ricevuto 1.000 miliardi dalla BCE a tassi vicini allo 1% e con i quali hanno comperato titoli di stato facendo utili a palate con i BTP al 6/7% di rendimento senza rischiare nulla? Bene, la BCE durante l'estate, dopo quasi 6 anni di crisi, disoccupazione record ed inflazione quasi piatta, si è resa conto della necessità di erogare denaro all'economia reale. Draghi ha quindi annunciato il lancio delle TLTRO.. quella T in più sta per Targeted, cioè destinate a finanziare qualcosa in particolare: l'economia reale.
Il 3 Luglio la BCE ha annunciato in maniera trionfale le nuove operazioni definendone la quantità, circa 1.000 miliardi, e le modalità di erogazione. Draghi con vigore e sicurezza dichiarava: “le banche private che riceveranno questi soldi saranno obbligate a prestarli all'economia reale”. Mentre tutti osannavano le nuove operazioni e il presidente della BCE, i nostri portavoce studiavano attentamente il documento tecnico di attuazione, scoprendo purtroppo che al suo interno non era previsto nessun obbligo concreto di prestito da parte delle banche verso l'economia reale.
Le banche private avranno quindi la possibilità di ottenere finanziamenti a lungo termine ad un tasso dello 0,15% annuo e per minimo due anni, e con questi soldi potranno fare quello che vogliono: speculare sui titoli di stato, sui derivati, sul mercato azionario, ecc. Nelle varie audizioni di Draghi al Parlamento europeo i nostri portavoce gli hanno chiesto più volte di chiarire ai cittadini la faccenda, ma a voce il presidente ha sempre cercato di sviare il discorso, dicendo l'ultima volta "io faccio l'interesse dei cittadini e non degli amici della City e Wall Street". Stanchi di questo atteggiamento, i nostri ragazzi in parlamento hanno fatto un'interrogazione diretta alla BCE con obbligo di risposta scritta, per smascherare l'inganno. La risposta è arrivata. Il presidente Mario Draghi, incalzato, non ha potuto girare intorno alle domande e ha ammesso che le banche potrebbero comperare titoli di stato con questi soldi e che non esistono di fatto obblighi concreti di destinazione. Alcuni media hanno ripreso la notizia, omettendo tuttavia di citare il fatto che fosse grazie al M5S che la verità era venuta a galla.
Chiederemo ora a Draghi se ritiene giusto continuare a prestare soldi a tassi dello 0,15% alle banche private per ingrassare le tasche dei top manager e dei loro azionisti mentre cittadini e imprese in difficoltà devono morire, affidarsi agli strozzini o, quando sono fortunati, pagare tassi di interesse molto più alti. Avrà il coraggio di dirci la verità? Alla prossima puntata." I portavoce M5S al parlamento europeo

 
(continua...)

28 Ott 2014, 08:30 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (150)

Passaparola: La trattativa Stato-Mafia di Sabina Guzzanti

Guarda il video
07:00
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L’avvocato del boss Totò Riina potrà interrogare domani il Capo dello Stato nell'ambito del processo sulla trattativa Stato-Mafia e porre domande a Napolitano,
Il Passaparola di oggi è di Sabina Guzzanti, regista del film La Trattativa. Film che tutti gli italiani dovrebbero vedere nelle poche sale cinematografiche che lo hanno accolto prima che sparisca dalla circolazione tra pochi giorni. Un film che dovrebbe essere proiettato nelle scuole e che, al contrario, non ha ricevuto nemmeno un euro di finanziamento pubblico o privato
.

Il Passaparola di Sabina Guzzanti,
In questi giorni si parla del fatto che Napolitano dovrà andare a deporre alla procura di Palermo, nel processo sulla trattativa e molti si domandano: "Che c’entra Napolitano con la trattativa?". In effetti Napolitano con la trattativa, in teoria non c’entra niente per quello che sappiamo noi, nel senso che Napolitano è stato coinvolto nella trattativa soltanto che è entrato a gamba tesa contro la procura di Palermo in modo tale da far pensare a tutti: "Ma che razza di modi, un Presidente della Repubblica dovrebbe essere imparziale e soprattutto dovrebbe augurarsi che si arrivi a una verità". Invece Napolitano ha fatto un gesto gravissimo, ovvero è intervenuto sulla cassazione e sul Procuratore Nazionale Grasso per aiutare Nicola Mancino, allora indagato e oggi imputato nel processo sulla trattativa Stato-Mafia.
Ma soprattutto Napolitano c’entra con la trattativa da un punto di vista politico: quale è il ragionamento che si può fare? Che cosa stava avvenendo in quegli anni? L’Italia in quegli anni stava cambiando. Dopo 40 anni in cui c’era stato sempre al governo la Democrazia Cristiana, sempre la stessa classe dirigente al potere, finalmente, visto che cambiavano gli equilibri internazionali, c’erano stati gli scandali di Tangentopoli. C’era Falcone che aveva messo in ginocchio Cosa Nostra, l’opinione pubblica stava crescendo e la democrazia pure. Il Paese sarebbe cambiato.
Tutti quelli che come me hanno vissuto in quell' epoca avevano la certezza che niente sarebbe più potuto essere come prima. Invece cominciano le stragi, e durante le stragi succede qualche cos'altro, che è questa trattativa a cui segue, forse un patto politico. Che cosa sappiamo noi di quel patto? Nulla, però conosciamo le conseguenze: come è cambiata l’Italia da quel momento in poi?
Nel MoVimento 5 Stelle si fa spesso ironia dicendo che il centrosinistra e centrodestra sono la stessa cosa, PDL e PD meno L. Verissimo! Prima delle stragi non era così.
Prima c’era un partito di sinistra e uno di destra, dopo le stragi invece appare dal nulla questo partito di destra con delle caratteristiche che in Italia non si erano mai viste, e soprattutto l’opposizione cambia completamente disegno. Da dopo le stragi la politica del centrodestra e del centrosinistra seguiranno lo stesso progetto, sulla giustizia, sull’informazione, sulla partecipazione, sulla scuola, sulle privatizzazioni, e da quel momento in poi entrambe le forze staranno lì, semplicemente a garantire che nessun cambiamento vero sarà mai più possibile.
Nell’ambito di questo discorso politico Napolitano è sicuramente una figura in perfetta sintonia con questo progetto, è stato anzi uno dei precursori di questo progetto politico. Era nel Partito Comunista, e quando Berlinguer nell’84 dichiarava che questo sistema andava cambiato, perché avrebbe portato soltanto molte ricchezze nelle mani di pochi e miseria dei più, che ci avrebbe resi infelici, un sistema invivibile insomma, Napolitano tramava alle sue spalle, trattando sottobanco con Craxi, il tutto mentre Berlinguer veniva fischiato al congresso del Partito Socialista. Napolitano tramava alle spalle di Berlinguer affinché anche il Partito Comunista andasse nella direzione in cui poi in effetti andò.
Tutti i protagonisti della trattativa o meglio quelli sospettati di aver trattato, da Violante ad Amato, e che erano a conoscenza di questi fatti, (parliamo di tutta la sinistra democristiana e una parte del Partito Comunista che poi è diventato PDS, DS, PD) sono poi stati protagonisti della trasformazione politica, che riguardò soprattutto il centrosinistra. Il centrosinistra prima era una cosa diversa, infatti, da quello che poi è diventato.
Per questo motivo è importante che si conoscano i fatti riguardanti la trattativa. Gli italiani devono sapere che la trattativa, non si limitò ad eventuali concessioni fatte dalle Istituzioni a Cosa Nostra per cessare le stragi, neanche per sogno, ma del fatto che le stragi stesse siano state progettate anche dall’interno delle Istituzioni e che furono utilizzate per ostacolare il naturale corso della democrazia. Non solo impedirono anche che questo Paese evolvesse. Fu grazie a quel patto scellerato di cui parla D’Ambrosio, che morì poco dopo, e su cui Napolitano è chiamato a testimoniare, che l’Italia oggi è paralizzata, fallita dal punto di vista economico, gestita in modo criminale e da criminali in buona parte, azzerata dal punto di vista culturale. L’Italia da quel momento in poi ha avuto infatti una "cultura dominante" che coincide perfettamente con quella mafiosa.
È importante che i fatti riguardanti la trattativa vengano conosciuti e discussi. Per quel che mi riguarda, ci ho messo la faccia con un film qualche anno per un film che è uscito nelle sale solo in ottobre e che vi invito a vedere, un film che resterà lì, nonostante tutte le difficoltà per realizzarlo e portarlo nelle sale, per tutti quelli che hanno voglia di cambiare questo Paese. Passate parola. Sabina Guzzanti

Guarda il trailer del film "La Trattativa"

Lista delle Sale dove potrete vedere La Trattativa
Gravina - SIDION, Lecce - DB D'essai, Calimera - ELIO, Bologna - RIALTO, Ravenna -ASTORIA, F. Freddo - MACHERIONE, Palermo - AURORA, San Giovanni Gemini - VITTORIA, Milano - CENTRALE, Conegliano Veneto - MELIES, Riva del Garda - COMUNALE, Tesero - COMUNALE, Roma - 4 FONTANE, Montefiascone - FLAVIA, Torino - MASSIMO

Sito ufficiale del film

>>> Per aiutare gli alluvionati di Genova fai la tua donazione a questo conto:
IT11F0333201404000000812864 - Grillo Giuseppe - per Alluvione Genova - Banca Passadore, agenzia di Nervi <<<

 
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27 Ott 2014, 15:10 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (387)
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#SfiduciaDay: Metti una croce su Crocetta!

BEPPE GRILLO ALLO #SFIDUCIADAY DI PALERMO
05:00
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Si ribadisce per l'ennesima volta che non esistono piattaforme, portali o altro alternativi al sistema operativo del blog per le votazioni delle liste regionali. Pertanto la "cosiddetta" nuova piattaforma regionale della Liguria del M5S. intestata a Eric Festa, che attualmente dovrebbe svolgere un'attività per il gruppo parlamentare, non ha alcuna legittimità.


Guarda il video integrale dell'intervento di Beppe Grillo su YouTube

Crocetta non può condannare all'emigrazione il popolo siciliano. La vita in Sicilia è stupenda, ma sempre più dura. I siciliani che per amore della loro terra decidono di non lasciarla devono lottare per sopravvivere, ma ormai sono in tanti che non ce la fanno più. L'euro - oppressione che sta devastando il Sud, colpisce anche la Sicilia. Una famiglia su 3 in Sicilia è povera. 547 mila famiglie, il 27,3% della popolazione, vivono con un reddito insufficiente a garantire una vita dignitosa a tutti i componenti. Sono 180 mila le famiglie in condizioni di povertà assoluta. Solo a Palermo e provincia 100.000 persone vivono con reddito zero. Chi ha la possibilità fugge: la Sicilia con 687.394 residenti, è la prima regione di origine degli italiani residenti all’Estero.
La disoccupazione in Sicilia è quasi raddoppiata nel giro di 7 anni. Era al 13% nel 2007, ora è al 23%, circa il doppio della media nazionale che si assesta al 12,3%. In questo arco di tempo sono scomparsi 178.000 posti di lavoro, di conseguenza rispetto al 2008 i consumi sono calati del 13%. Per i giovani la situazione è ancora più tragica. Il 60% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati assieme al 32,5% di quelli tra i 25 e i 34. Nei soli primi 3 mesi del 2014 in Sicilia hanno chiuso 9.733 imprese, 1.093 in più di quelle che negli stessi mesi hanno iniziato un'attività. Il tessuto economico industriale dell'isola si sta sfaldando. Non ci sono investimenti, che hanno visto un calo rispetto al 2008 del 38%.
Nel frattempo la fallimentare politica economica e finanziaria dell’attuale Governo, caratterizzata dall’immobilismo dell’esecutivo, non ha fatto che peggiorare la situazione. I parlamentari regionali eletti e nominati dai partiti se ne fregano: il loro tasso di assenteismo ai lavori delle commissioni parlamentari e dell’aula è altissimo.
Crocetta ed il suo esecutivo non sono stati in grado di portare avanti una strategia di sviluppo legata all’utilizzo dei Fondi comunitari. Sul punto, il dato relativo alla promozione della Ricerca e Sviluppo è emblematico; su una spesa programmata di € 46.979.800, ben € 31.797.400 stanno ritornando all’Europa perchè non spesi. Il Presidente della Regione ha ritenuto opportuno sottoscrivere con lo Stato un “mutuo” di 30 anni per coprire i debiti della spesa sanitaria, la cui copertura delle rate è garantita con quota parte del gettito derivante dalle maggiorazioni dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e dell’addizionale regionale all’IRPEF, già disposte per la copertura di “buchi” di bilancio. Le famiglie siciliane, pertanto, oltre a non vedere un futuro in termini occupazionali sono oberate da una pressione fiscale insostenibile.
Crocetta se ne deve andare. Subito!

 
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26 Ott 2014, 21:30 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (367)
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Diretta streaming da Palermo: #SfiduciaDay

LO #SFIDUCIADAY DI PALERMO
LIVE ORA
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Oggi siamo tutti a Palermo per lo #SfiduciaDay!
I portavoce del M5S alla Regione Siciliana hanno presentato una mozione di sfiducia contro il governatore Crocetta. Oggi in piazza raccoglieremo le firme dei cittadini che vogliono sfiduciare Crocetta e i partiti assieme a noi per una Sicilia a 5 Stelle!
Firma anche tu la petizione online per sfiduciare Rosario Crocetta. Facciamo sentire la nostra voce!
Qui trovate tutte le informazioni sull'evento
Aiutaci con una piccola donazione

IL PROGRAMMA DDELLA GIORNATA
16 - Apertura - Francesco Cappello (RegioneSicilia)
16.15 - Skitzomovimento (musica)
16.45 - Nicola Morra (Senato)
17 - Ignazio Corrao (Europarlamento)
17.15 - Patrizio Cinque - Sindaco M5S Bagheria e Federico Piccitto - Sindaco M5S Ragusa
17.30 - Bringantini (musica)
18 - Riccardo Nuti e Alessio Villarosa (Camera)
18.15 - Nunzia Catalfo e Maurizio Sant'Angelo (Senato)
18.30 - Alessandro Di Battista (Camera)
18.45 - Giampiero Trizzino (RegioneSicilia)
19 - Vallanzaska (musica)
19.30 - Paola Taverna (Senato)
19.45 - Valentina Zafarana (RegioneSicilia)
20 - Luigi Di Maio (Camera)
20.15 - Giancarlo Cancelleri (RegioneSicilia)
20.30 - Beppe Grillo
21.30 - Meganoidi (musica)

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26 Ott 2014, 15:43 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (161)
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L'euro e la strage delle imprese #fuoridalleuro

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>>> Oggi a partire dalle 16 sul blog e su La Cosa verrà trasmessa da Palermo la diretta streaming dello #SfiduciaDay. Tra gli altri interverranno anche Paola Taverna, Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Nicola Morra e alle 20.30 Beppe Grillo <<<

Fotomontaggio tratto dal quadro di Giotto di Bondone, Strage degli innocenti

Le aziende italiane stanno pagando l'imposizione dell'euro a caro prezzo. Mentre una miriade di aziende fallisce, altre nonostante abbiano una tradizione, una storia e offrano prodotti di estrema qualità vengono acquistate e passano in mani straniere.
Dal 1998, quando la lira era già agganciata all'ECU (condizione postaci per poter entrare nell'euro), sono state vendute all'estero centinaia di imprese italiane che hanno fatto la storia e la fortuna del Made in Italy e del nostro Paese,tra queste: Locatelli, Algida, Fendi, Peroni, Lucchini, Wind, Riso Scotti. Solo negli ultimi quattro anni quasi 500 marchi nostrani sono passati in mano straniera. Uno degli ultimi marchi a perdere la proprietà italiana è stata la Garofalo a giugno di quest'anno, acquistata per il 52% da Ebro Foods. Secondo i dati diffusi dalla Coldiretti il valore dei soli marchi alimentari italiani venduti all'estero dal 2008 ad oggi oltrepassa i 10 miliardi.
L'euro ha fatto dell'Italia terra di conquista e di vendita all'asta al ribasso dei nostri marchi più prestigiosi. I gruppi stranieri hanno speso circa 55 miliardi di euro per portarsi via i marchi italiani più famosi, soldi che non portano alcun valore aggiunto alla comunità che invece si vede depredata di una ricchezza inestimabile.
E' una strage delle imprese che porta l'economia al collasso.
Non c'è più tempo!
Fuori dall'euro per salvare le imprese del Made in Italy e recuperare la nostra identità.

Di seguito alcune della maggiori aziende italiane finite all'estero (fonte):

1998
Locatelli (Svizzera)
San Pellegrino (Svizzera)

1999
Algida (Unilever)

2000
Emilio Pucci (Arnault, Francia)
Fiat Ferroviaria (Alstom, Francia)

2001
Bottega Veneta (Francia)
Fendi (Francia)

2003
Peroni (Sudafrica)
Sps Italiana Pack Systems (Usa)

2005
Acciaierie Lucchini (Russia)
Benelli (Cina)

2006
Carapelli Sasso e Bertolli (Spagna)
Galbani (Francia)

2008
Osvaldo Cariboni (Alstom, Francia)

2009
Fiat Avio (divisione Fiat per il settore aerospaziale) (Usa,Inghilterra)

2010
Fastweb (Svizzera, aveva già parte delle azioni dal 2007)
Belfe (Sud Corea)
Lario (Sud Corea)
Boschetti alimentare (confetture) (Francia)

2011
Gancia (Russia)
Fiorucci (salumi) (Spagna)
Parmalat (Lactalis, Francia)
Bulgari (Francia)
Brioni (Francia)
Wind (Russia, prima Egitto)
Edison (Francia)
Mandarina Duck (Sud Corea)
Loquendo (leader nelle tecnologie di riconoscimento vocale) (Usa)
Eridania (zucchero) (Francia)

2012
Star (Spagna) Controlla i marchi RisoChef, Pummarò, Sogni d'Oro, GranRagù Star, Orzo Bimbo ed Olita
Ducati (Germania)
Eskigel (produzione gelati per varie catene di supermercati) (UK)
Valentino (Qatar)
Ferretti (nautica) (Cina)
AR Pelati (pomodori) (Giappone)
Coccinelle (Sud Corea)
Sixty (Cina) Proprietaria dei marchi Miss Sixty e Energie

2013
Richard Ginori (venduta a Gucci, Francese)
Loro Piana (Francia)
Pernigotti (Turchia)
Chianti Gallo Nero Docg (Cina)
Pomellato (Francia)
Scotti Oro (Spagna per il 25%)

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25 Ott 2014, 19:06 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (484)
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