I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo blog. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. [Leggi i dettagli] [OK]

Cerca il meetup della tua città
Iscriviti al M5S
Partecipa alla scrittura delle leggi del M5S

Sblocca Italia: inceneritori imposti con la forza

inceneritori_imposti.jpg

"Nel decreto cosiddetto Sblocca Italia del governo renzusconi, tra le varie porcherie quali la cementificazione di aree demaniali, la trivellazione senza freni del territorio e l’aggiramento di norme a tutela dell’ambiente (spacciato per “semplificazione burocratica”) per la realizzazione di grandi opere, trova spazio anche la realizzazione manu militari degli inceneritori. L’ultimo inchino del governo alla lobby inceneritorista risale al cosidetto collegato ambientale alla legge di stabilità 2014 – ancora oggi in discussione in parlamento – dove si prevede una moratoria alla costruzione di nuovi forni a fronte della creazione della “rete nazionale degli inceneritori”, una sigla elegante sotto la quale si cela una tragica volontà: mettere a disposizione dei forni esistenti (in gran parte lombardi e emiliano romagnoli), spesso (fortunatamente) sottoutilizzati o a rischio di sottoutilizzo, la monnezza proveniente da tutta Italia. Sarebbe un danno gravissimo all’ambiente e alla salute dei cittadini lombardi e emiliani, e un danno economico altrettanto grave per le comunità da cui verrebbero presi i rifiuti, che pagherebbero per l’incapacità gestionale e organizzativa delle classi politiche locali. La “solidarietà” tra i territori e tra le regioni non c’entra nulla. Sappiamo tutti che, in qualunque contesto insediativo, bastano pochi mesi per portare a regime un sistema di raccolta differenziata porta a porta (magari con tariffazione puntuale) in grado di portare la raccolta differenziata oltre il 75%. E allora che senso ha questo provvedimento? E’ una truffa ai danni di tutti i cittadini! Il MoVimento 5 Stelle Lombardia si è duramente opposto a questa norma portandosi dietro tutto il consiglio regionale, tanto che l’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi si è espressa più volte contro questa porcata ed è andata in audizione in parlamento a ribadire la contrarietà della Regione. Ora, dalle bozze che sono circolate in questi giorni si evince che nel decreto Sblocca Italia il governo rilancia la rete nazionale degli inceneritori (definita, questa volta, “sistema integrato”) e gli stessi forni diventano “opere strategiche di interesse nazionale” il cui piano di realizzazione si farà centralmente a Roma, esautorando le regioni e militarizzando i cantieri come in Val di Susa. È quasi inutile sottolineare la gravità di questa svolta autoritaria del governo, che con la scusa di voler risolvere i problemi, con la scusa del “fare”, fa la cosa sbagliata e per farla sposta il centro decisionale lontano dai territori e minaccia l’uso della violenza. Tirando le somme se ne deduce che non solo si mettono tutti i rifiuti prodotti in Italia a disposizione dei forni esistenti, ma si impone con la forza ai territori la volontà del governo di costruirne di nuovi!
Questo è semplicemente inaccettabile e ci opporremo con tutte le nostre forze!" I Portavoce M5S in Lombardia

2 Set 2014, 13:38 | Scrivi | Commenti (279) | listen_it_it.gifAscolta
Invia il tuo video | Invia ad un amico | Stampa

Tags: autoritarismo, energia, inceneritori, M5S, M5S Lombardia, Renzi, Renzie, sblocca italia



Passaparola: Poliziotti senza protezioni, di Igor Gelarda - segretario CONSAP

Guarda il video denuncia!
poliziotti_tubercolosi_test.jpg

Il Passaparola di Igor Gelarda, segretario generale del sindacato di polizia Consap

"Questi giorni noi come sindacato di polizia Consap abbiamo lanciato una class action contro il ministero dell’interno, che cosa è successo? Che migliaia di miei colleghi della Polizia di Stato, ma anche dei Carabinieri, delle altre forze dell’ordine, sono stati impegnati in servizi di accoglienza o gestione a vario titolo dei migranti. Inevitabilmente questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi.

La TBC in Italia
Leggevo l'altro giorno le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in Italia c’è un morto al giorno per la tubercolosi. A oggi abbiamo circa 40 poliziotti che sono risultati positivi al test di Mantoux, che è quella macchinetta che quando eravamo più puntini facevamo a scuola e fa 4 buchini, e quella fa la spia, perché se sei stato a contatto con la tubercolosi si gonfia e si irrita tutta la parte accanto. Più di 40 miei colleghi sono risultati positivi. Ora la cosa che ci sembrava strana, in televisione, ma anche dal vivo, quando vedevamo gli uomini della marina che erano sulle navi accogliere i migranti con gli occhialetti, la tuta bianca, la maschera con il filtro e i guanti, e poi vedevamo i miei colleghi inizialmente, con i guantini e con la mascherina quella del dentista.

La Class Action dei poliziotti abbandonati dallo Stato
Dopo avere protestato, perché la Consap si sta battendo fortemente per questa cosa sono iniziate a spuntare le mascherine con il filtro, che sono le uniche che ti possono dare un minimo di difesa. Attenzione, io parlo di tubercolosi, ma ci sono le malattie ancora peggiori! C’è il meningococco, c’è l’ebola, che non sappiamo in realtà come e dove poter gestire. E vi ricordo che un poliziotto infettato, oltre a patire danni personali, sta a contatto con la propria famiglia e diventa a sua volta un involontario vettore di infezione! Allora che cosa abbiamo fatto? Ci siamo messi d’accordo con la Assotutela, che difende appunto i diritti dei consumatori, in particolare l’Avvocato Cicchetti, che è molto valido. Quali sono le difesa che il ministero dice che i poliziotti dovrebbero avere? Quelli impegnati in Mare Nostrum e nella attività coi migranti? E leggiamo che nelle disposizioni c’erano le mascherine, la tutina bianca e tutto il resto, diciamo, degli apparati dispositivi in dotazione personale. La polizia non li aveva quasi mai. Per questo motivo abbiamo messo su questa class action che purtroppo ha avuto poco risalto, perché è scomoda, abbiamo fatto questa conferenza stampa e adesso stiamo raccogliendo decine di adesioni dei colleghi. Il numero di colleghi entrati in contatto con il virus sono diventati tanti e molti ci stanno contattando e vogliono i danni, perché la paura, la preoccupazione di tornare a casa con la tua bambina piccola. Sapere di essere stato in contatto con la tubercolosi, perché l’organismo per cui lavori non ti ha protetto per come doveva, sicuramente dà fastidio, da molto molto fastidio. Dopo questa class action che abbiamo fatto il 7 agosto, il ministero nel giro di due giorni ha diffuso un vademecum con delle belle slide per informare i colleghi e dire che: "No! Attenzione! Quello che ci vuole sono guantini, mascherina, occhialini e tutina" e ha fatto una circolare in cui demanda il ministero la responsabilità di questi dispositivi di protezione ai questori, cosa di per se giusta, se non fosse che il questore ha difficoltà a reperire questi strumenti, perché questi dovrebbero essere dati al sanitario provinciale della polizia, ma in tanti casi ancora non sono stati distribuiti. L’incontro con Alfano c’è stato precedentemente, abbiamo interpellato più volte il ministero e nello specifico il direttore dell’immigrazione, il dottor Pinto, che è quello che noi stiamo cercando di stimolare. Noi non siamo polli da batteria. Noi abbiamo oltre la nostra dignità personale anche la dignità professionale e le nostre famiglie che ci aspettano. Se lo Stato ci chiama noi andiamo, ma lo Stato che ci chiama ci deve dare anche gli strumenti per poter fare bene e in sicurezza il nostro lavoro.

Controlli medici sommari ai migranti
Sulla nave c’è un controllo velocissimo, e potremmo dire anche un po’ sommario, da parte di un medico, che vede se ci sono evidente tali da fare isolare questa persona, successivamente poi vengono presi in carico nei centri dove vengono svolte delle visite, ma si parla di virus, batteri, vibrioni, tutte cose che hanno fatto penare la scienza per circa 1800 anni prima di essere isolate, perché si vedono soltanto con determinati strumenti. Per cui abbiamo centinaia di casi di scabbia. Di scabbia non si muore, però beccarla è brutto: un insetto che ti scava i tunnel sotto la pelle prima di cacciarlo via ce ne vuole! In un sistema sanitario come il nostro, che già ha delle difficoltà questo sovraccarico è diventato qualche cosa di difficile da gestire e lo sarà sempre di più. L’incidenza sui migranti di malattie infettive è di circa 15 volte in più rispetto a una persona che vive in Italia: si tratta di percentuali molto alte. Sono involontari vettori, su questo non c’è dubbio, ma lo sono. Ci hanno spiegato che l’ebola ha un tempo di incubazione di circa tre settimane. Poniamo che salga sul barcone una persona che l’ha appena preso, il viaggio dura uno o due giorni, ha tutto il tempo di poter infettare le altre persone, questi arrivano in Italia, apparentemente non sembrano avere nulla, perché diciamo ancora il tempo non è passato e dopo un paio di settimane iniziano a manifestare questi sintomi.

Il silenzio assordante dei giornali
I giornali ci hanno dato un minimo di attenzione, però in realtà abbiamo notato che nessuno ha veramente, tranne rari casi, nessuno ha voluto veramente approfondire la vicenda e era quello che invece ci avrebbe fatto piacere. Noi non siamo degli strilloni che vogliono mettere paura alle persone. Noi vogliamo spiegare quello che è la condizione lavorativa della Polizia. Questo oltre a cercare di migliorare la situazione lavorativa della polizia e renderla più efficiente, è anche un modo per accorciare quelle distanze che purtroppo a volte si creano tra il cittadino e il poliziotto. Tante cose brutte sono successe per l’errore di uno, poi pagano in tanti. Spiegare alla popolazione come lavoriamo, in quali condizioni lavoriamo, ma che comunque lavoriamo, è anche un modo per riavvicinarci a loro. In questo momento noi, come società civile, abbiamo bisogno di tutte le componenti per tornare insieme." Igor Gelarda, segretario Generale Consap

 
(continua...)

1 Set 2014, 14:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (511)

Il "Pacco" giustizia, di Antonio Di Pietro

di_pietro_craxi.jpg

"Ho appena finito di leggere il reale contenuto delle tanto sbandierate decisioni epocali prese ieri dal Consiglio dei Ministri in materia di riforma della giustizia e mi son chiesto: “ma fino a che punto è lecito truffare la buona fede degli italiani?”. Poi, però, ho letto i titoli e gli articoli dei soliti giornali di regime e soprattutto le dichiarazioni di alcuni “illuminati” Ministri e mi sono detto: “ma come possono gli italiani valutare l’effettiva bontà delle suddette riforme, se ad essi vengono propinate notizie così false e fuorvianti da rasentare il reato di truffa?”.
Volete alcuni esempi? Eccoli:
1 - “La Repubblica” così titola quel che sarebbe stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri: “La rivoluzione Giustizia, prescrizione congelata, nuovo falso in bilancio e vacanze dimezzate”;
2 - “Il Corriere della Sera” così sintetizza l’umore del Governo: “il Premier Renzi parla di rivoluzione, il Ministro della Giustizia Orlando è molto soddisfatto perché è riuscito a far varare dal Consiglio dei Ministri l’intero pacchetto Giustizia”;
3 - Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando (sì, tale Ministero è diretto proprio da Orlando, anche se pare impossibile) ha esclamato, all’uscita dal Consiglio dei Ministri: “sono soddisfatto, aver portato a casa il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e la nuova prescrizione lo considero un vero successo. Francamente, fino a ieri non ci avrei scommesso”.
Ma è davvero così? Nel senso che davvero è stata congelata la prescrizione? Davvero è stato ripristinato il reato di falso in bilancio e davvero è stato finalmente introdotto il reato di autoriciclaggio nel nostro sistema penale? Ed ancora: davvero i provvedimenti approvati servono a “rivoluzionare” la giustizia, nel senso di farla diventare più efficace e celere? E soprattutto: davvero tutti i provvedimenti riguardanti il cosiddetto “pacchetto Giustizia” sono stati “approvati” o non invece, ed ancora una volta, sono solo delle banali proposte, come ce ne sono già state migliaia di tante altre in questi ultimi 20 anni?
Ebbene, se esaminiamo con attenzione cosa effettivamente ha varato ieri il Consiglio dei Ministri, non possiamo non accorgerci che non ci troviamo affatto di fronte ad un nuovo e più efficace “pacchetto Giustizia” ma solo e sempre ad un ennesimo “pacco” rifilato agli italiani per illuderli che - fra 100, massimo 1000 giorni tanto cari a Renzi – vivremo tutti felici e contenti.
Ed allora, ristabiliamo una prima inconfutabile verità: in materia penale non è stato approvato alcun provvedimentovero e reale” (dicasi decreto legge), tale cioè da poter incidere da subito e con maggiore determinazione contro la dilagante criminalità economica, istituzionale e politica che attanaglia e blocca lo sviluppo del nostro paese e ci fa rimanere, agli occhi del mondo, con il gelato (pardon, con il cerino) in mano.
E’ stata invece varata solo una sfilza di cosiddetti “disegni di legge”, vale a dire semplici “proposte” che andranno a riempire gli scaffali del Parlamento, come migliaia di tante altre proposte che già occupano i magazzini e gli scantinati di Camera e Senato, senza alcuna possibilità di poter essere in futuro approvate.
Anzi, diciamola tutta, dobbiamo pure augurarci che i disegni di legge varati ieri non vengano approvate, giacchè trattasi di proposte che – per non scontentare nessuna forza politica che, direttamente o indirettamente, rappresenta l’attuale maggioranza parlamentare “renzusconiana” in materia di giustizia – dopo essere state scopiazzate qua e là da precedenti proposte, sono state manipolate ed assemblate in modo tale che tutti i partiti della “nascosta” maggioranza possano ora dire che hanno vinto loro. Ed infatti già ieri, subito dopo il varo dei predetti disegni di legge, il leader dello sconosciuto partito NCD Angelino Alfano ha esclamato: “centrato l’obiettivo, grazie a noi!”.
L’obiettivo sarà stato pure “centrato” ma chi è stato colpito a morte non è la criminalità dei potenti, bensì la funzionalità della giustizia.
Un esempio? Eccolo. E’ stato ribadito che risponde del reato di concussione solo il pubblico ufficiale e non anche l’incaricato di pubblico servizio. Soprattutto è stato ribadito che non esiste più la figura del reato di “concussione per induzione” (cosa che invece c’era prima della famigerata riforma Severino). Ebbene, pure le pietre sanno che gli amministratori pubblici (politici e funzionari che siano) non chiedono denaro puntando addosso alle loro vittime una pistola o minacciandoli di incendiare la loro casa (come invece avviene per il reato di estorsione da parte della criminalità comune) ma semplicemente non dando seguito alla “pratica” richiesta, frapponendo mille ostacoli burocratici, fischiettando e girandosi dall’altra parte ad ogni istanza, facendo finta di non capire e così via, fino a farsi “mettere letteralmente in mano il denaro” e farsi pure dire “grazie” per essersi “abbassati” ad accettarlo! Posso assicurare che tutta l’inchiesta “Mani Pulite” a suo tempo realizzata dal Pool di Milano e le tante altre inchieste simili che si sono svolte in tutta Italia si sono basate proprio sulla contestazione del reato di concussione “per induzione” e non anche “per costrizione”, forma, questa, pure prevista dal codice penale. Ma si sa come vanno le cose nel nostro Paese: quando si scopre la malattia, invece di curare la malattia si cura “il medico” ed infatti l’unica norma immediatamente operativa approvata ieri è stata l’inasprimento della responsabilità civile dei magistrati, con il risultato che – per paura di sbagliare – c’è il rischio che qualche magistrato si accontenti di fare da “passacarte” invece che rovistare ogni angolo delle notizie di reato che riceve.
Un altro esempio? Eccolo. Per poter mettere sotto intercettazione i corrotti e corruttori non basta che ci siano “sufficienti indizi di reato” come è previsto per i delitti di mafia ma rimane sempre necessario che ci siano “gravi indizi di reato”, come se i crimini commessi dai pubblici ufficiali facciano meno danni di quelli commessi dai mafiosi!
Un altro esempio ancora? Eccolo. Il cosiddetto Ministro Orlando ieri si è vantato di aver “portato a casa la nuova prescrizione” (parole sue sparate a vanvera, giacchè, ripetesi, tutta la materia penale è stata affrontata solo con generici disegni di legge che chissà quando e chissà come vedranno la luce). In realtà, sono state previste solo brevi interruzioni dei termini di prescrizione tra un grado e l’altro del giudizio (primo grado, appello e cassazione). Invece (e lo ripeto ancora una volta), pure le pietre sanno (e figurarsi se non lo sanno i delinquenti) che l’unico modo per impedire che chi commette un delitto debba pure e quasi sempre farla franca è quello di emanare una norma che semplicemente dica: “dopo il decreto di rinvio a giudizio, la prescrizione si interrompe”. In tal modo, chi deve rispondere dei suoi reati di fronte alla legge deve necessariamente sottoporsi al processo. A questa proposta, solitamente si obietta che – siccome ogni imputato ha diritto a conoscere il suo destino giudiziario in un tempo ragionevole – se la sentenza definitiva non arriva entro un certo termine, il processo non deve farsi più. No, ogni processo può e deve farsi entro un termine ragionevole. Come? Come si fa in tutte le moderne democrazie occidentali dove è vigente il cosiddetto “sistema accusatorio” (quello, cioè che consente ad accusa e difesa di potersi confrontare alla pari durante il processo): eliminare il doppio giudizio di merito, ovvero non più giudizio di primo grado e giudizio di appello, ma un solo giudizio di merito e poi eventualmente il giudizio di legittimità riservato alla Corte di Cassazione.
Ancora un altro esempio di cosa non è stato previsto nel tanto decantato pacchetto giustizia? Eccolo. Nulla è stato previsto in merito alla necessaria riformulazione del reato di voto di scambio di cui all’art. 416 ter codice penale, furbescamente approvato (da tutti i partiti presenti in Parlamento, ad eccezione del MoVimento 5 stelle) lo scorso 16 aprile di quest’anno con la scusa di combattere meglio i “rapporti gelatinosi” fra criminalità mafiosa e politica ma che, in realtà, si è rivelata essere solo un altro modo per assicurare impunità a quei politici che – per poter essere eletti – si affidano ai mafiosi per cercare i voti necessari. Infatti, proprio in questi giorni la Cassazione ha dovuto riconoscere la non colpevolezza del cuffariano Antonello Antinoro (detto, mister Preferenze) in quanto, pur essendosi egli incontrato un paio di volte con il boss di Resuttana, ed avergli consegnato una busta di 5.000 euro in cambio di voti per le elezioni regionali del 2008, il nuovo articolo 416 ter rende penalmente irrilevanti tali comportamenti qualora non si riesce a dimostrare (come nel caso di specie) che il mafioso si sia impegnato a procurare i voti con la “forma di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e omertà”. Insomma, secondo l’attuale art. 416 ter del codice penale (che ieri non è stato nemmeno preso in considerazione di cambiare) il mafioso che chiede all’elettore Caio di votare il politico Sempronio ma lo fa non minacciandolo esplicitamente bensì limitandosi a chiederglielo con un sorrisino di circostanza, non commetterebbe alcun reato di voto di scambio né lui né il politico che è stato favorito. Ma ve lo immaginate voi, lo stato d’animo di quei poveri cristi di elettori che – trovandosi in una ben determinata zona geografica ed in una chiara situazione ambientale sfavorevole - si vedono venire incontro un mafioso che – mani in tasca e cappello in testa - se la ride e gli chiede “il favore” di un voto? Secondo voi, essi vivono tale richiesta come una banale richiesta elettorale di questo o quel militante di partito o come un diktat a cui “resistere non potest”?
Mi fermo qui, per oggi e per non tediare oltremodo chi ha avuto la pazienza di leggermi finora ma – se mi sarà data ancora la possibilità di intervenire – potrei segnalare altre decine e decine di incongruenze di cui è infarcito il “pacchetto giustizia” presentato ieri in pompa magna dal Governo.
Per ora mi limito solo a prendere atto di una verità incontestabile: Berlusconi è sempre stato un abile venditore di fumo ma almeno nei suoi confronti vi è stata la possibilità di conoscere “l’altra versione dei fatti” grazie ad una parte degli organi di informazione che non si sono lasciati sedurre dalle sue promesse.
Con Renzi, invece, c’è un “appecoronamento” generale (ad eccezione di qualche testata, di cui pure va dato atto) che preoccupa soprattutto per la tenuta democratica del nostro paese. Ma forse no: fino a quando abbiamo un Presidente del Consiglio che “gira con il gelato in mano” per reclamizzare il prodotto Italia, il nostro paese non si trova in una situazione drammatica ma solo ridicola!
Staremo a vedere!" Antonio Di Pietro

 
(continua...)

31 Ago 2014, 10:21 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (404)

Italia 5 Stelle chiama Rolling Stones #RollingStones5Stelle


03:15
beppe_rolling_stones.jpg

"Mick! Mick torna da noi. Mick, con i Rolling Stones, tornate! Dobbiamo fare una grande manifestazione come MoVimento 5 Stelle al Circo Massimo! Se non tornate voi Marino, il sindaco di Roma, non ci da lo spazio. Tornate! Così Marino vive una seconda giovinezza. Mick per favore! Ci conosciamo, ti ricordi vent'anni fa venivi sul set a controllare la tua ex moglie, allora tua moglie, Jerry Hall, quando la baciavo facevi dei casini che eri geloso. La baciavo? Sì l'ho baciata! Te lo dico adesso. Va bene? Sul set del film "Topo Galileo". Torna! Non essere più geloso, son passati tanti anni. Dammi una mano! Quello spazio lì è stato dato a tutti. E' stato dato a te per pochi soldi anche, ti abbiamo trattato benissimo. E' stato dato alla CISL, alla UIL, a un sacco di società! Perché Marino non ce lo deve dare a noi? Perché noi non entriamo nell'infanzia di Marino, mentre tu SEI l'infanzia di Marino! Per favore Mick torna con tutta la band dei Rolling Stones e "I can't get no satisfaction" lo cantiamo insieme!
Marino per favore! Tanto se tu non ci darai il permesso e farai finta di dire di sì per far passare del tempo poi probabilmente il permesso ce lo prenderemo lo stesso. Marino stai con noi e una volta nella vita prendi una decisione "rockettara"!
Chiunque di voi può avere un'idea di un video per convincere i Rolling Stones a tornare! Fatelo, offritegli qualcosa! Se c'è un macellaio, un ortofrutticolo, qualsiasi cosa. Dategli anche cose che loro possono degustare. Facciamoli venire qua così Marino ci da finalmente quello spazio lì.
Marino DACCE ER CIRCO MASSIMO! A Marinooo!" Beppe Grillo

Carica il tuo video su Youtube con il tag #RollingStones5Stelle, diffondilo sui social e segnalalo ai Rolling Stones sulla loro pagina Facebook e sul loro profilo Twitter! Ci vediamo a ottobre (con i Rolling Stones?)

 
(continua...)

30 Ago 2014, 14:26 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (245)

La mafia ha vinto grazie a Renzusconi #GrassoDimettiti

Lo storico intervento di Giarrusso in Senato contro la mafia
03:15
fuori_i_mafiosi.jpg

"Renzi e Berlusconi cancellano il voto di scambio politico mafioso. Secondo la cassazione, in base alla nuova formulazione del 416ter, voluta da Renzi e Berlusconi e da noi ferocemente avversata, accordarsi per il voto di scambio con un mafioso non è più reato se non viene usato il metodo mafioso nel procacciamento dei voti. Quindi se gli elettori non vengono spinti alle urne con i kalashinkov o con le lupare non esiste il reato ed il politico che si è accordato con i mafiosi può andare assolto. Questo è il senso di una pronuncia della Cassazione pubblicata ieri pomeriggio. Ecco la lotta alla mafia secondo Renzi e Berlusconi. Quanti hanno salutato la nuova formulazione del 416ter osannando il governo (con frasi disgustose quali "la norma è bellissima") e che ricoprono posti di rilievo negli apparati che lottano la mafia, sono invitati a rassegnare le loro dimissioni avendo ampiamente comprovato la loro manifesta incompetenza e quindi inadeguatezza a ricoprire tali posti. Noi avevamo previsto tutto questo e ci eravamo opposti alla approvazione di questa norma, proponendone un'altra ben diversa ed efficace.
Questo è quello che è successo invece con la nefasta norma approvata dal governo Renzi Berlusconi:
"(ANSA) - ROMA, 28 AGO - La nuova norma sul voto di scambio di aprile scorso ha sì esteso esteso l'ambito di applicazione, prevedendo oltre al denaro anche "altre utilità" come contropartita per il procacciamento di voti, ma ha pure concesso un favore all'imputato prevedendo espressamente che i voti vengano procurati con modalità mafiose", restringendo così la fattispecie. Lo scrive la Cassazione. Alla luce della nuova formulazione del reato di voto di scambio, la sesta sezione penale della Suprema Corte ha disposto un nuovo processo di appello per Antonio Antinoro, ex politico siciliano dell'Udc, accusato di aver incontrato prima delle elezioni del 2008 esponenti di un clan palermitano per stringere un accordo elettorale. Il ricorso della difesa dell'imputato, rappresentato tra gli altri dall'avvocato Valerio Spigarelli, presidente delle Camere penali, aveva appunto chiesto di applicare in via retroattiva la nuovo legge, più favorevole. E su questo punto la Corte ha dovuto convenire. La nuova norma sul voto di scambio di aprile scorso, ha sì esteso esteso l'ambito di applicazione, prevedendo oltre al denaro anche "altre utilità" come contropartita per il procacciamento di voti, ma ha pure concesso un favore all'imputato prevedendo espressamente che i voti vengano procurati con "modalità mafiose", restringendo così la fattispecie. Con la legge di aprile, spiega la Cassazione, è stato introdotto "un nuovo elemento costitutivo della fattispecie incriminatrice" che rende, rispetto alla versione precedente, "penalmente irrilevanti condotte pregresse consistenti in pattuizioni politico-mafiose che non abbiano espressamente contemplato concrete modalità" mafiose "di procacciamento voti". Di conseguenza, argomentano gli ermellini, per far sussistere l'accusa bisogna dimostrare la "piena rappresentazione e volizione da parte dell'imputato di aver concluso uno scambio politico-elettorale implicante l'impiego da parte del sodalizio mafioso della sua forza di intimidazione e costrizione della volontà degli elettori". Nella sentenza i giudici tra l'altro sottolineano che il riferimento alle modalità mafiose "ha costituito oggetto di specifica ponderazione" da parte del parlamento e citano un passaggio della relazione parlamentare nel quale si sottolineava come "l'ulteriore diabolica necessità di provare l'utilizzo del metodo mafioso ... rischia di vanificare la portata applicativa della disposizione". Tuttavia, rimarcano i giudici, sul punto il testo approvato in prima lettura alla Camera nel luglio 2013 non è più stato modificato: si deve ritenere, conclude la Cassazione, che "il mantenimento sia stato ritenuto funzionale" a punire il solo e specifico comportamento di chi accetta "l'impegno del gruppo malavitoso ad attivarsi nei confronti del corpo elettorale con le modalità intimidatorie tipicamente connesse al suo modo di agire".
Chi ha votato questa norma non può dire adesso di non aver ben compreso cosa stesse facendo.
Noi lo avevamo detto in tutti modi possibili che si stava commettendo un terribile sbaglio. Quindi non si tratta di un "errore" ma di un atto volontario, posto in essere per favorire le associazioni mafiose ed i politici che si accordano con esse. Qualsiasi altro cittadino, in una fattispecie simile sarebbe stato perseguito per favoreggiamento o per concorso esterno nella associazione mafiosa. I nostri scellerati parlamentari invece, godono della impunità per i voti dati e quindi possono favoreggiare la mafia senza temere alcunchè. Vergogna ed infamia infinita per quanti hanno favorito le cosche ed i loro fiancheggiatori in parlamento." Mario Giarrusso, M5S Senato

 
(continua...)

29 Ago 2014, 17:03 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (352)

Il gelataio #Renzicongelato

renzi_congelato.jpg

"Solo pochi mesi fa, i leader della zona euro hanno creduto che, avendo calmato la tempesta, si fossero salvati giusto in tempo. Incoraggiati dalla promessa di Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea, di fare "tutto il possibile" per sostenere la moneta, la fiducia era penetrata di nuovo nel continente. La crescita sembrava tornata, anche se a un ritmo lento. I Paesi periferici più in difficoltà beneficiarono di una ripresa, dopo salvataggi e misure dolorose per ridurre i deficit di bilancio e migliorare la competitività. La disoccupazione, soprattutto tra i giovani, era ancora disperatamente alta, ma almeno nella maggior parte dei Paesi si stava calando. Lo spread si era ridotto drasticamente e i mercati finanziari avevano smesso di scommettere che l'euro sarebbe caduto a pezzi.
Era un'illusione. Nelle ultime settimane i Paesi della zona euro hanno cominciato a imbarcare acqua ancora una volta. Il loro PIL ristagna nel secondo trimestre: l'Italia è caduta in recessione vera e propria, il PIL francese è immobile e anche la potente Germania ha visto un inatteso calo della produzione. Il terzo trimestre sembra piuttosto malsano, in parte perché la zona euro subirà un peso inaspettato a causa delle sanzioni occidentali sulla Russia. Nel frattempo, l'inflazione è scesa a un livello pericolosamente basso, circa il 0,4%, ben al di sotto dell'obiettivo di quasi il 2% della Banca centrale europea, sollevando il timore che la zona nel suo insieme potrebbe cadere preda di una deflazione radicata. I rendimenti dei titoli tedeschi sono in bilico al di sotto dell'1%, un altro presagio di caduta dei prezzi. La zona euro vacilla in netto contrasto con l'America e la Gran Bretagna, le cui economie stanno godendo una crescita sostenuta.
Quello che era iniziato più di quattro anni fa come una crisi bancaria e del debito sovrano si è trasformata in una crisi di crescita che sta avvolgendo le tre maggiori economie. La Germania è in bilico sul bordo della recessione. La Francia è invischiata nella stagnazione. Il PIL in Italia è appena sopra il suo livello da quando la moneta unica è arrivata 15 anni fa. Dal momento che questi tre Paesi rappresentano i due terzi del PIL della zona euro, la crescita in posti come la Spagna e l'Olanda non riesce a compensare il loro torpore.
Le cause alla base dei nuovi mali europei sono tre problemi molto familiari e interconnessi. In primo luogo, vi è una carenza di leader politici con il coraggio e la convinzione di far passare le riforme strutturali per migliorare la competitività e, infine, riaccendere la crescita: i grandi Paesi hanno sprecato i due anni guadagnati da Draghi. In secondo luogo, l'opinione pubblica non è convinta della necessità urgente di cambiamenti profondi e radicali. E in terzo luogo, nonostante gli sforzi del signor Draghi, il quadro monetario e fiscale è troppo stretto, strozza la crescita, il che rende le riforme strutturali più difficili.
Le differenti manifestazioni di questi problemi possono essere viste in tutta la zona euro. Ma il paese che incarna più drammaticamente tutti e tre è la Francia. Questa settimana il suo presidente socialista , François Hollande, è stato costretto a rimescolare il suo governo per espellere Arnaud Montebourg, che, pur essendo ministro dell'economia, è stato il critico più accanito della sua parte da sinistra. Il signor Hollande, che è entrato in carica nel 2012 promettendo un futuro indolore, non è certo un riformatore thatcheriano. Ma poiché egli ha nominato Manuel Valls come primo ministro nel mese di marzo, ha almeno abbracciato il principio di tagli alla spesa pubblica, meno tasse e riforme strutturali.
In teoria un governo riformista potrebbe fare progressi, ma l'opinione pubblica non è neppure lontanamente preparata per questo. Il signor Hollande non è solo profondamente impopolare; a differenza di Matteo Renzi in Italia, che ha coraggiosamente intrapreso (ma non portato a termine) riforme difficili, il presidente francese non è riuscito a convincere gli elettori che il doloroso cambiamento, tra cui una riduzione delle dimensioni dello stato, sia inevitabile. Invece, il signor Montebourg e suoi sodali offrono l'idea accattivante che, se solo la zona euro ripudiasse le sue regole e permettesse maggiore flessibilità sui deficit di bilancio e una spesa pubblica sufficientemente generosa, non saranno necessarie riforme più dolorose, perché l'economia si risolleverebbe miracolosamente con le sue sole forze.
L'argomento del sig Montebourg è tanto più seducente perché è proprio il terzo problema dell'Europa: eccessiva austerità, in gran parte imposta al continente dalla Germania. Draghi ha implicitamente ammesso che la politica fiscale e monetaria nella zona euro è troppo restrittiva al raduno economico annuale di Jackson Hole. Ha fatto capire di essere a favore del quantitative easing, che sia l'America e la Gran Bretagna hanno usato, e ha richiesto una politica fiscale che possa incoraggiare la crescita, un messaggio chiaramente rivolto al cancelliere tedesco, Angela Merkel. Lei è il leader che più insiste fermamente sulla attenersi alle regole della zona euro in materia di disciplina di bilancio, così come lo è la Bundesbank tedesca che è fortemente contro il quantitative easing.
Nonostante il pessimismo, ci potrebbe essere la possibilità per un buon affare. Se il signor Hollande e il signor Renzi possono dimostrare la loro sincerità riguardo le riforme strutturali, la signora Merkel dovrebbe essere disposta a tollerare una politica di bilancio più semplice (compreso un aumento degli investimenti pubblici in Germania) e una politica monetaria più flessibile. Chiudete gli occhi, e immaginate i tre leader che lavorano con la Commissione europea per completare il mercato unico e che spingono a un accordo commerciale con gli Stati Uniti. Purtroppo, nel mondo reale, la signora Merkel ha pochi motivi per fidarsi della Francia o dell'Italia: ogni volta che la pressione esterna su di loro ha facilitato, hanno prontamente fatto marcia indietro sulle promesse di riforma. E lei ha appena installato Jean-Claude Juncker, il candidato del "non fare", come presidente della Commissione europea.
Così sarà difficile. Ma senza una nuova spinta da parte dei leader del continente, la crescita non tornerà e la deflazione potrebbe dilagare. Il Giappone ha subito un decennio di crescita perso nel 1990, e sta ancora lottando. Ma, a differenza del Giappone, l'Europa non è un paese coeso. Se l'unione monetaria non porta altro che stagnazione, disoccupazione e deflazione alcune persone finiranno per votare per abbandonare l'euro. Grazie alla promessa di Draghi di attutire il colpo della crisi del debito pubblico, il rischio di mercato che le pressioni finanziarie possano innescare un "break-up" è svanito. Ma il rischio politico che uno o più Paesi decidono di tirarsi fuori dalla moneta unica è in aumento. La crisi dell'euro non è passata; è solo in attesa oltre l'orizzonte." The Economist

 
(continua...)

29 Ago 2014, 11:07 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (186)

#Italia5Stelle al Circo Massimo

piano_italia_5_stelle.jpg

Italia a 5 Stelle, Una tre giorni insieme di incontri tra i duemila eletti del M5S in tutta Italia e in Europa e cittadini e simpatizzanti, da venerdì 10 a domenica 12 ottobre. Un evento ambizioso, ma che non sarà nè il primo nè l'ultimo nella nostra storia. D'altronde siamo abituati a gettare il cuore oltre l'ostacolo e quindi abbiamo iniziato per tempo, il 1 luglio, la trafila dei permessi al Circo Massimo a Roma seguendo ogni passo burocratico nel massimo rispetto delle procedure e delle regole.
Peccato che tra il dire ed il fare ci siano di mezzo il Comune di Roma ed il Ministero per i Beni e Attività Culturali, nelle persone del "Direttore della «promozione, pianificazione strategica e coordinamento attuativo di progetti speciali, per lo sviluppo e la valorizzazione della città di Roma e delle sue risorse»", il camaleontico Maurizio Pucci, ex ad di Musica per Roma, ex sovrintendente alle grandi opere come l'apertura dell'Auditorium di Renzo Piano, ex direttore dei cantieri del Giubileo che ora torna con un ingaggio da 115 mila euro. Un uomo che costa ai cittadini romani (e italiani che ogni volta sono costretti a mettere mano al portafogli per ripianare i buchi di Roma Capitale) bei soldini e la cui nomina è già stata inserita in due fascicoli di inchiesta, uno della Corte dei Conti ed uno della Procura della Repubblica. E nella persona dell'Architetto Federica Galloni, Responsabile della Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, la donna la cui firma tutto può. Tristemente molto nota ai cittadini romani ed ai comitati che si occupano di tutela del territorio e dell'Agro Romano.
Il Comune di Roma ed il MIBAC, che negli anni hanno autorizzato al Circo Massimo un po' di tutto nonostante il solito parere contrario della Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma, ci ha inviato il 31 luglio una secca risposta: la manifestazione è troppo importante, l'allestimento troppo grande per questa area. Se volete, Italia 5 Stelle la fate altrove, forse.
Perché noi siamo il Movimento 5 Stelle e non abbiamo corsie preferenziali come tutti i partiti o sindacati che negli anni ci hanno organizzato di tutto o come i Rolling Stones che hanno pagato profumatamente l'occupazione suolo pubblico ed in più erano un "sogno da ragazzo" di Marino.
Noi siamo quelli che in due eventi a San Giovanni con folle oceaniche hanno lasciato la piazza più pulita di quando l'avevano presa in consegna, noi siamo quelli che vanno alle manifestazioni con la famiglia perché il cambiamento culturale è l'aria che si respira quando ci muoviamo per i nostri diritti.
A noi, proprio a noi, viene negato Circo Massimo con una risposta pretestuosa che ci fa immediatamente capire che NESSUNO dei soggetti coinvolti (nè la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma, nè il profumatamente pagato Direttore Pucci, nè il povero Vice Capo Gabinetto Vastola che ha firmato il primo foglio che gli hanno messo sotto il naso) abbia minimamente visionato il progetto dell'allestimento e soprattutto compreso la tipologia di manifestazione che vogliamo fare. Ci danno un riferimento ad un'ignota area consentita e ad una sconosciuta scheda tecnica che prevede massimo 15 gazebo piazzati in tutto Circo Massimo. Figurarsi la nostra meraviglia quando da una velocissima ricerca su internet troviamo foto come queste:

Il Circo Massimo durante il concerto dei Rolling Stones
rolling.jpg

Il Circo Massimo dopo il concerto dei Rolling Stones coperto dai rifiuti
rolling_rifiuti.jpg

Manifestazione Race for the cure
race_for_thecure_.jpg

Stand della Casa di Carità
stand_casa_carita_.jpeg

Giornata delle Forze armate
giornataforzearmate_.jpg

Manifestazione Cibi d'Italia
cibi_italia.jpg

Alle nostra ferma richiesta di spiegazioni sulle motivazioni del diniego e soprattutto sui riferimenti di legge, decreti, regolamenti, delibere etc che lo hanno causato, o se la scelta di concedere Circo Massimo o meno sia discrezionale in base al colore politico o al portafogli del richiedente, abbiamo creato il panico in Comune e siamo stati celermente ricevuti e rassicurati che con qualche piccola modifica (che abbiamo prontamente apportato) ci avrebbero rilasciato il permesso per l'area.
E' passato un altro mese e la risposta definitiva ci viene posticipata giorno per giorno, sempre infiocchettata con belle parole di rassicurazione. In pratica è un no, avere l'autorizzazione pochi giorni prima non ci consentirebbe di organizzarla e loro lo sanno benissimo. Prima l'ultima settimana di agosto, poi il 26, poi il 27. Adesso la prossima data indicataci è lunedì 1 settembre. Ma sapete cosa? Noi Italia 5 Stelle la faremo. Con il permesso del Comune di Roma così come l'avevamo pensata a Circo Massimo o senza permesso in una pacifica adunata di liberi cittadini. Pacifica ma un po' incazzata. Perché noi siamo gandhiani ma non coglioni.

 
(continua...)

28 Ago 2014, 13:10 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (457)

Le virgolette

virgolette.jpg

Le virgolette sono un segno tipografico usato per contraddistinguere una parola o una frase come citazione. In Italia sono perlopiù usate come invenzione letteraria all'interno di articoli nei quali è attribuita un'affermazione di fantasia a qualcuno. Insomma, quasi sempre un falso. La citazione falsa spesso dilaga perché gli stessi colleghi del giornalista falsario non credono che si arrivi a tanto, A inventarsi delle dichiarazioni in modo così sfacciato. E il falsario diventa una fonte abituale di cazzate. Una fonte da cui attingere.
Ciriaco da la Repubblica: «Ora basta con le interviste – si infuria in privato il guru (Casaleggio ndr)– e basta con la presenza dei nostri in tv. D’ora in poi parla solo Di Maio».(*)
Altro modo di usare il virgolettato è attribuire a qualcuno frasi estrapolate da un discorso fatto da altri come fa Repubblica.it. "Tg Rai, blog Grillo ancora all'attacco "Gentaglia che pagherà" in cui si estrae in modo scorretto un passo da un articolo di Alberto Airola, capogruppo M5S in Vigilanza Rai in cui denuncia con fatti e numeri la situazione economica e di disinformazione del servizio pubblico per far passare Grillo per sanguinario con la chiusa di Enzo Iacopino presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti (istituito da Mussolini, a proposito perché non viene sciolto?) che definisce le affermazioni di Airola "volgarità criminali".
Ma la fantasia dei giornalisti è senza fine e ci sono persino i virgolettati anonimi,senza padre certo, ma anche senza madre, che il lettore può attribuire a chiunque come in un gioco a quiz. In un articolo sul Fatto Quotidiano sul mancato incontro con il ministro Orlando per trattare sulla riforma della Giustizia dettata dal notopregiudicato nel Patto del Nazareno a firma di "l.d.c" dal titolo "Casaleggio imbavaglia i parlamentari", sono presenti i virgolettati "Avevamo già pronte le nostre proposte su prescrizione e falso in bilancio" afferma un parlamentare ignoto e un altro parlamentare anch'esso protetto dall'anonimato aggiunge "La discussione non era del tutto chiusa, ma dall'alto hanno deciso per noi"..
Andateaffanculovirgolettato, anonimo artista genovese.

(*)"Mai pronunciate queste parole e in particolare che possa parlare solo Di Maio." Gianroberto Casaleggio.

 
(continua...)

27 Ago 2014, 16:25 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (388)

I burattini dei partiti della RAI

Le menzogne dei tg
burattini_rai_partiti.jpg

"Il M5S lotta da un anno e mezzo per eliminare la lottizzazione in Rai dei partiti e l'influenza nefasta della politica. Basta andare al sito della vigilanza Rai e leggersi i resoconti o vedere qualche nostro intervento in audizione, per rendersene conto immediatamente. Il problema della politicizzazione della Rai non è certo il M5S, visto che coerentemente, non ha chiesto nessuna nomina di direttori di tg o di rete o membri del cda che invece sono tutti di nomina politica da più di 30 anni, in primis del PD e poi della cricca berlusconiana e degli ex DC. A proposito di Berlusconi e degli “editti bulgari”: vi pare che chi è fuori dai giochi politici come noi, possa avere il potere di "cacciare" un “Orfeo qualsiasi” dal Tg1?
Noi chiediamo che sia licenziato, perchè i direttori di TG quali Orfeo, Masi, la Berlinguer, la Maggioni, operano per un regime informazionale degno della peggiore dittatura sud americana.
Chiedetevi perchè siamo al 49° posto nella classifica dell'informazione mondiale, sotto la Nigeria. Chiedetevi perchè il commissario delle NU Frank La Rue, per le libertà di informazione, è seriamente preoccupato per la situazione italiana.
Chiedete al mio insignificante collega in vigilanza Rai, Anzaldi del PD, quello che denunciava la satira contro la Boschi, perenne zerbino di Renzi, se ha mai speso una parola per la trasparenza del servizio pubblico o se ha mai fatto una interrogazione in merito, per mostrare ai cittadini italiani come vengono spesi gli oltre 1miliardo e 700 milioni di soldi pubblici che finiscono in tasca per lo più a dirigenti Rai, nominati dai suddetti partiti e a società esterne di produzione e di consulenza di amici e amici degli amici (circa 1 miliardo, il grosso della fetta) in oltre 30 anni di lottizzazione politica.
Chiedetevi come mai anche un ente al soldo delle larghe intese come AGCOM ha dovuto ammettere la sovraesposizione mediatica di Renzi, del PD e del resto della marmaglia al Governo. Chiedetevi perchè il vate della imminente riforma Rai, il signor De Siervo, presidente dell'associazione dirigenti Rai, ADRAI, è un amico personale e collaboratore di Renzi.
Forse perchè c'è una oligarchia di dirigenti e una pletora di giornalisti (ovviamente non tutti) servi del potere politico PD e delle larghe intese?
Domanda retorica. Di certo la causa non siamo noi del M5S, anzi. Sentire un burattino come Orfeo, nominato dai partiti, citare “l'editto bulgaro” del M5S, contro di lui, non è solo ridicolo, è un insulto all'intelligenza degli Italiani. Ho lavorato per anni come tecnico di ripresa per i tg e so di cosa sto parlando. Vedo come voi la tv e da un anno e mezzo sputo sangue per avere un servizio pubblico d'informazione degno, alla faccia di una “Rai come la BBC” come questa paccotiglia di politici va ripetendo. Da un anno e mezzo torno a casa ogni sera e sento i TG nazionali vomitare letame sul M5S. Non sono solo indignato, sono infuriato per la palese e indecente disinformazione che vige in questo paese e per come molti cittadini continuino a bersi le bufale di questa gentaglia. Basta credere a questi TG. Basta sentire le notizie di TG come quello di Orfeo o della Maggioni (Rainews) talmente incapace da avere oltre 200 giornalisti e fare lo 0,4% di share. Non ci arrenderemo MAI e questa gentaglia pagherà, forse non oggi ma domani sicuramente.
Se qualcuno osa ancora dire che attacchiamo la categoria dei giornalisti indiscriminatamente può trovare tutte le audizioni col dg Gubitosi (altro complice) in cui difendo i precari del settore, i quali in partita IVA fanno vite misere in confronto ai direttori e a quelli pagati oltre 200.000 € l'anno. E adesso venite a contestarci e vediamo chi ha ragione." Alberto Airola – capogruppo M5S in comm Vigilanza Rai

 
(continua...)

27 Ago 2014, 10:41 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (212)

La carta stampata contro la diffusione della cultura

Beppe Grillo e la rivoluzione digitale
03:15
ebook_libro.jpg

In Italia la diffusione della cultura è bloccata dalla carta stampata. Gli editori cartacei godono dell'agevolazione fiscale dell'iva al 4%, per i libri digitali l'iva invece è al 22%. Questa disparità di trattamento non ha alcun senso, se non lo scopo di tutelare gli interessi dell'editoria tradizionale. La cultura va tutelata. Tutta. In qualsiasi formato essa venga proposta. L'agevolazione dell'iva al 4% deve essere estesa anche agli ebook. Negli USA Amazon combatte una battaglia per abbassare i prezzi degli ebook voluti dalle case editrici tradizionali. Hanno diffuso una lettera indirizzata ai lettori in cui raccontano lo stato dell'editoria digitale e le resistenze di quella tradizionale. Oggi la pubblichiamo sul blog. Buona lettura.

"Poco prima della Seconda Guerra Mondiale, una grandiosa invenzione ha scosso le fondamenta dell’editoria libraria: il libro tascabile. In quegli anni, un biglietto del cinema costava tra i 10 e i 20 cent., un libro $2.50. Le nuove edizioni tascabili costavano 25 cent: dieci volte meno. Gli amanti della lettura hanno accolto molto favorevolmente il nuovo formato e già durante il primo anno sono stati venduti milioni di copie. Con prezzi così bassi e con un numero maggiore di persone in grado di acquistare e leggere libri, verrebbe da pensare che l’establishment letterario dell’epoca abbia salutato l’invenzione del libro tascabile con grande entusiasmo, ma non fu così: al contrario, ha scavato trincee e fatto quadrato. Riteneva che le edizioni tascabili economiche avrebbero distrutto la cultura letteraria e danneggiato il settore (oltre ai loro conti bancari). Furono numerose le librerie che rifiutarono di rifornirsene e i primi editori di libri tascabili furono costretti a utilizzare metodi di distribuzione non convenzionali, avvalendosi di edicole ed empori. Il famoso autore George Orwell si espresse pubblicamente a riguardo, affermando che se gli editori avessero avuto buonsenso, si sarebbero coalizzati per sopprimerli. Sì, George Orwell stava proprio suggerendo un accordo collusivo. Ebbene, la storia non si ripete, ma imita se stessa: oggi tocca all’e-book suscitare l’ostilità dell’establishment letterario. Amazon e Hachette, importante editore statunitense e parte di un conglomerato del settore dei media da 10 milioni di dollari, sono nel bel mezzo di una controversia commerciale riguardante gli e-book. Noi desideriamo ridurre i prezzi, ma Hachette non è d’accordo. Numerosi e-book vengono venduti a $14.99 o addirittura a $19.99: prezzi così alti non sono giustificabili. Un e-book non richiede stampa, sovrastampa né gestione delle scorte di magazzino. Inoltre, non è soggetto al rischio di resi, vendite perse per esaurimento scorte, costi di magazzinaggio o di trasporto e non esistono mercati secondari, perché gli e-book non possono essere rivenduti come libri usati. Gli e-book possono e devono costare meno. Forse cogliendo il suggerimento di Orwell di molti decenni fa, Hachette è già stata colta in flagrante a fare, illegalmente, cartello con la concorrenza per alzare i prezzi degli e-book. Fino a oggi, le parti coinvolte hanno pagato 166 milioni di dollari in penalità e risarcimenti: gli accordi collusivi con la concorrenza per alzare i prezzi non sono solo illegali, ma rappresentano anche una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti dei lettori di Hachette. Numerosi operatori affermati del settore hanno preso posizione asserendo che una riduzione dei prezzi degli e-book “svaluterebbe i libri” danneggiando il settore delle arti e delle lettere: si sbagliano. Analogamente a quanto è avvenuto con le edizioni tascabili, che non hanno distrutto la cultura libraria malgrado costassero dieci volte meno, neanche gli e-book la danneggeranno: le edizioni economiche hanno finito per ringiovanire l’industria libraria, rafforzandola, e lo stesso succederà con gli e-book. Sono in tanti, all’interno della camera d’eco del settore, ad avere una visione ristretta secondo la quale i libri possono competere solo con i libri. In realtà, i libri si confrontano con giochi per cellulari, televisione, film, Facebook, blog, siti di news gratuite e altro: se desideriamo mantenere la cultura della lettura sana, dobbiamo lavorare sodo per assicurarci che i libri siano in grado di competere con questi altri media e a tal fine è fondamentale renderli meno costosi. Oltretutto, la domanda di e-book è molto elastica rispetto ai prezzi, pertanto se i prezzi scendono, i clienti tendono a comprarne molti di più. Abbiamo quantificato questo dato effettuando ripetute valutazioni su diversi titoli: per ogni copia di e-book venduta a $14.99, se il prezzo veniva ridotto a $9.99, il numero di copie vendute diveniva pari a 1.74. Pertanto, se a un prezzo unitario di $14.99 i clienti comprano 100.000 copie di un particolare e-book, a $9.99 ne acquistano 174.000. Con un prezzo unitario di $14.99 gli introiti complessivi ammonterebbero a $1.499.000, mentre con $9.99 a $1.738.000. È importante notare che una riduzione dei prezzi sarebbe vantaggiosa per tutte le parti coinvolte: il cliente pagherebbe il 33% in meno, l’autore riceverebbe un importo per le royalties maggiorato del 16% mentre il pubblico dei suoi lettori aumenterebbe del 74%. È semplice: la torta è più grande. Ma quando un’abitudine si consolida per lungo tempo, la resistenza al cambiamento è un riflesso incondizionato e i potenti interessi dello status quo diventano difficili da sradicare. George Orwell si sbagliava: non avrebbe tratto alcun giovamento da una soppressione dei libri tascabili.[...]
Non rinunceremo mai alla nostra lotta per poter vendere gli e-book a prezzi ragionevoli, perché siamo consapevoli che una maggiore accessibilità ai libri promuoverebbe la cultura libraria." The Amazon Book Team - leggi la lettera completa con l'appello ai lettori americani

 
(continua...)

26 Ago 2014, 17:30 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (274)

ULTIM'ORA: IL M5S DOMANI NON INCONTRERA' IL MINISTRO ORLANDO PER LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - L'ARTICOLO DI LABATE SUL CORRIERE DELLA SERA RIPORTA IL FALSO

 
(continua...)

26 Ago 2014, 17:17 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (37)

Orlando, ministro senza dignità

orlando_senza_dignita.jpg

Il M5S non parteciperà ad alcuna discussione sulla cosiddetta riforma della Giustizia voluta da un pregiudicato i cui obiettivi sono la separazione delle carriere, l'abolizione della obbligatorietà dell’azione penale, la responsabilità diretta dei magistrati, la proibizione della pubblicazione delle intercettazioni e la riduzione dei tempi di prescrizione. Una riforma fatta su misura per i ladri e preceduta da leggi ignobili di Berlusconi durante i suoi governi. Se Renzie vuole parlarci insieme sono fatti suoi, non nostri, questo nonostante appelli continui di sirene istituzionali avvenuti in questi giorni con telefonate private ai nostri senatori. Sirene astenetevi! Noi non siamo in vendita. Nè siamo un call center del Soccorso Piduista. Sedersi al tavolo con il manichino Orlando vorrebbe dire riconoscerne la dignità, ma lui l'ha persa nel momento in cui ha scelto di negoziare la giustizia con un condannato in via definitiva per truffa fiscale. Che credibilità può avere un ministro del genere? Da chi prende ordini e, soprattutto, cosa c'entra con la giustizia?

 
(continua...)

26 Ago 2014, 09:11 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (248)

Passaparola: Cooperativa Sociale A.la.t.ha. ONLUS

Guarda il Passaparola
10:00
alatha.jpg

A.la.t.Ha. è una Cooperativa Sociale Onlus che da quasi un ventennio si occupa di rendere più semplice la vita della persona con disabilità fisica e motoria. A.la.t.ha. nasce dal sogno di un uomo che ha deciso di trasformarsi da imprenditore puro a imprenditore del sociale… quest’uomo è Donato Troiano, fondatore di A.la.t.Ha e oggi pubblichiamo il suo Passaparola

"Ciao, benvenuti in Alatha. Qui ci occupiamo della creazione di tanti posti di lavoro sia per persone disabili sia di persone normali, quindi una integrazione totale, generale, la semplicità, la normalità di quello che dovrebbe essere per tutti.
Tutto quello che abbiamo come i box per la fisioterapia o i mezzi per il trasporto dei disabili è stato fatto tutto con il sostegno dei sostenitori: non abbiamo avuto finanziamenti da nessuno, tutto privatamente con i cittadini che da venti anni sostengono Alatha e le sue attività.
Abbiamo una palestra dove ci sono anziani, disabili e persone normali che vengono da noi.
Abbiamo dato vita a un centro di odontoiatria sociale. Qui abbiamo l’ambulatorio medico, dove il dottore fa le visite, che viene una volta alla settimana. Lo abbiamo fatto in collaborazione con l’accademia dentale, una associazione di dentisti. La abbiamo chiamata odontoiatria sociale perché deve mettere in condizione le persone che non possono, le persone svantaggiate, quelle meno abbienti di poter avere una cura dentistica. Stiamo parlando anche con il comune peri avere un servizio di qualità. Hanno fatto tutto loro a spese loro, noi non abbiamo speso una lira, cioè, abbiamo messo una poltrona, tutto questo è nato anche perché uno dei dentisti, il Dott. Acciarini, è sempre stato un nostro grande sostenitore, molto vicino a Alatha e al sociale, una persona molto sensibile.
La comunità di Via Amoretti, in questa anni ha ospitato persone che hanno un livello di performance cognitiva nella norma, però hanno grossi problemi di disabilità fisica. Noi cerchiamo di impostare il nostro lavoro nel modo più vicino all’ambiente famigliare possibile, per cui pure essendo una comunità dove c'è personale turnante (quindi non è una vera e propria famiglia) si cerca di offrire a tutti gli ospiti un loro spazio più indipendente possibile. Di fattp ospitiamo soltanto 5 persone, quindi una comunità molto piccola. Abbiamo tre camere singole e ogni ospite ha la possibilità di arredare la camera con oggetti di suo gusto, di potersi mettere una linea telefonica e quindi di condurre una vita il più vicino possibile alla vita indipendente. I nostri ospiti, poi, hanno tante attività extracomunitarie molto importanti, abbiamo due ragazze che fanno i campionati italiani di atletica leggera per disabili, abbiamo ospiti che fanno teatro, che frequentano associazioni al di fuori di Alatha, al di fuori della comunità, e la comunità in qualche maniera vuole essere anche un pochino un trampolino verso quella che è la vita indipendente, là dove questo sia possibile. Tanto è vero che abbiamo un ospite, che è con noi da 10 anni, è anche stato l’ospite che per certi aspetti ha aperto la comunità, in quanto è stato il primo a entrare, il primissimo, e adesso a brevissimo ci lascerà per andare a vivere in maniera indipendente, cioè da solo, in una casa sua e questo è un successo sia suo che della Comunità Montana del nostro progetto, noi siamo molto contenti!
Alatha è nata per mia volontà, non so se sia una vocazione o ero destinato a occuparmi di persone svantaggiate, che hanno bisogno di stare bene. Ho dismesso, quasi venti anni fa, tutte le mie attività e ho creato Alatha per dare un servizio, per migliorare la qualità della vita delle persone svantaggiate.
Può sembrare una frase fatta, però un Paese lo vai a valutare delle condizioni delle fasce deboli. Credo che continueremo, sempre di più, a fare quello che abbiamo fatto, cioè a continuare su questa strada che abbiamo intrapreso, perché aiuta e si occupa veramente di tante persone che hanno bisogno.
Lo facciamo in modo naturale, forse come dicevo prima non ci accorgiamo, ma credo che sul successo, non so, chiamatelo come volete, ma la riuscita di tutto questo è la semplicità di quello che facciamo. Il rispetto della persona nella sua essenza, punto e basta, questo è quello che ogni giorno ci fa alzare e ci fa lavorare e continuare su questa strada. Ringraziando il blog di Beppe Grillo e Grillo volevo fare una chiusura appunto su Alatha. Alatha è un bene comune, del territorio, un bene non solo delle persone disabili, non solo delle persone svantaggiate, ma un bene che va a beneficio di tutta la comunità." Donato Troiano, fondatore Alatha

Sostieni Alatha con una donazione

 
(continua...)

25 Ago 2014, 18:05 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (83)

Tutti i post del mese di Settembre 2014