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Beppe Grillo arriva a sorpresa a Bologna


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Beppe Grillo a sorpresa si presenta a Bologna
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Ieri sera Beppe Grillo a Bologna ha chiuso la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna, in vista delle elezioni regionali di domani. Di seguito (e in video) un estratto del suo intervento:

Oggi si ha bisogno di un reddito per rimanere nella società. Allora è il reddito che ti respinge o ti inserisce, non è il lavoro. Milioni di persone sono convinte di avere un posto di lavoro ma in realtà hanno un reddito, e quindi sei costretto a fare qualsiasi lavoro, a qualsiasi prezzo, per non essere espulso dalla società. E questa è la cosa più antidemocratica che abbiamo inventato negli ultimi 50 o 100 anni.
E allora tiriamo su generazioni di frustrati. Io ho 7 figli e studiano per una cosa ma ne fanno un’altra, accettano qualsiasi cosa pur di sopravvivere. Bisogna chiedersi che tipo di società vogliamo. Vogliamo una società che ti alzi e pensi al lavoro, vai a dormire e pensi al lavoro, e vai a lavorare a 100 km da casa tua, a lavorare sempre più distante? Questa è la società che vogliono loro. Una società in cui trovi lavoro lontano da casa, così che cambi casa ogni due anni. Ma che società è questa? Io voglio avere un lavoro che è una parte importante della mia vita, ma non deve essere tutta la mia vita. Perché la mia vita deve essere fatta da altre cose. Voglio leggermi un libro, giocare con un cane, parlare con la mia famiglia. Voglio una vita!
E allora vogliamo iniziare a progettarla una vita diversa? Senza parlare di sindacati, che sono cose fuori secolo. Bisogna prendersi il futuro.
Ci avete mai pensato a quanto costava un frigorifero vent’anni fa e quanto costa oggi? Oggi costa un terzo di quanto costava vent’anni fa. Un parrucchiere invece costa il triplo. E questo sapete cosa vuol dire? Che tutto il lavoro dell’uomo è tassato, mentre tutto il lavoro della macchina è in nero, non è tassato. Se oggi hai dei capitali dove investi? Nell’automazione, ovviamente. Quindi non investi in posti di lavoro. Questa crescita non crea posti di lavoro, li toglie. Abbiamo passato 100 anni per liberarci dalla morsa del lavoro con l’automazione, e oggi ci stiamo scannando per fare qualsiasi cosa a qualsiasi prezzo, per il lavoro. Abbiamo toppato in tutti i sensi. E’ questo che dobbiamo insegnare ai nostri figli, bisogna lottare per queste cose. Il lavoro che scompare non torna più. I negozi che chiudono, purtroppo, non riapriranno. Beppe Grillo

22 Nov 2014, 12:27 | Scrivi | Commenti (362) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: beppe grillo, bologna, emilia romagna, giulia gibertoni



Cono Cantelmi per la Calabria 5 Stelle #CalabriaPuoi

Cono Cantelmi presenta il programma 5 Stelle per la Calabria
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Per governare la Calabria ci vuole coraggio. Cono Cantelmi, 41 anni, avvocato di Catanzaro, è il candidato del Movimento 5 Stelle per la Regione Calabria per le elezioni regionali del 23 novembre. Oggi ci racconta nel dettaglio il programma del M5S per la Calabria che può finalmente cambiare.

Quali sono i punti principali del programma del M5S in Calabria?

Il primo: il reddito di cittadinanza per aiutare chi non ce la fa, per tornare a dare speranza ai calabresi senza lavoro e alle calabresi che perdono il posto quando aspettano un figlio, per togliere i ragazzi dal giro della manovalanza malavitosa.

I soldi per il reddito di cittadinanza dove li prendete?

Attingeremo dal fondo di riserva per i debiti fuori bilancio, ma soprattutto faremo una guerra senza quartiere contro gli sprechi della casta in Regione: e lì i soldi ci sono eccome!

Il secondo punto del programma?

La bonifica del territorio, perchè oggi in Calabria abbiamo un territorio martoriato che è causa di morte e malattie. E più malattie significano più soldi alla sanità privata, che non aspetta altro per arricchirsi.

Come si affronta l'emergenza sanità in Calabria?

Il diritto alla salute è inviolabile, ma in Calabria la sanità è al collasso, c'è un sistema marcio che alimenta il sistema privato a danno della salute e delle tasche dei calabresi. Dicono che gli ospedali chiudono perchè non ci sono soldi, e invece le risorse ci sono, peccato che vengano distribuite agli amici dei potenti. Noi puntiamo invece sulla sanità pubblica e guardiamo con attenzione alle Case della salute, sul modello emiliano.

E poi c'è l'emergenza lavoro.

Lo ripeto sempre: produciamo lavoro, non produciamo rifiuti. Che tradotto significa: facciamo la differenziata porta a porta, affidiamo il servizio in house ai Comuni e così creiamo nuovi posti di lavoro. E basta con la filosofia del 'lasciar correre': favoriamo i sindaci virtuosi e colpiamo le tasche di quelli che si rifiutano di fare la differenziata.

Da dove comincerà la lotta agli sprechi?

Dai vitalizi dei consiglieri regionali. Ho chiesto agli altri candidati presidenti di sottoscrivere un impegno etico per ridursi lo stipendio a 2.500 euro e restituire i rimborsi elettorali, ma fanno finta di non sentire.

Il M5S cosa farà?

Quello che restituiremo andrà in un fondo per l'emergenza abitativa perchè in Calabria c'è chi non ce riesce nemmeno ad avere un'abitazione dignitosa.

Come affronterete la lotta alla mafia?

Innanzitutto serve un cambiamento culturale: cambiando i piccoli gesti di ognuno di noi si comincia a combattere il terreno fertile per la mafia. E poi faremo le pulci ai bandi pubblici perchè è lì che si annida il malaffare. In Calabria se non c'è l'interesse del potente, non si fanno bandi e chi ne ha veramente bisogno quei soldi non li vede mai.

I calabresi come possono tornare ad essere protagonisti del loro territorio?

Vorremmo un progetto di bilancio partecipato e dare ai cittadini la possibilità di decidere come spendere i soldi che la Regione stanzia. Un cittadino che partecipa attivamente alla cosa pubblica ed entra nel fortino della corruzione, è in grado di generare trasparenza e consapevolezza. Da qui nasce passione e coinvolgimento e quello che ne può venire fuori è uno tsunami di civiltà!

Come sarebbe la Calabria a 5 Stelle?

Una Calabria in cui i calabresi tornano ad appassionarsi alla buona politica ed entrano insieme a noi nel Palazzo per abbattere gli sprechi, pagare meno tasse e rimettere in circolo buoni soldi. Ci vuole coraggio, lo so, ma quello non ci manca.

Segnala la pagina Facebook di Cono Cantelmi a tutti i tuoi amici calabresi e invitali a iscriversi
PS: Sostieni la campagna elettorale del M5S in Calabria con una donazione! Ecco l'IBAN:
IT31R0200804406000102727025

 
(continua...)

21 Nov 2014, 17:20 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (409)
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Imola: 15 amministratori PD indagati nell'inchiesta Photored

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immagine: il sindaco pd di Imola, indagato, con Renzie

La notizia del mattino da TzeTze

Sui giornali non v'è traccia della notizia. Che strano. Potete comunque leggerla qui. Riportiamo di seguito il comunicato ufficiale del MoVimento 5 Stelle Imola:

"Il PD non si ferma più. Tutta la giunta del comune di Imola, il primo cittadino e alcuni dipendenti del Comune per un totale di 15 persone sono indagati nell'inchiesta "Photored", ovvero gli apparecchi per la rilevazione automatica delle infrazioni ai semafori.
Il giallo al semaforo durava meno di quanto doveva, non venivano prodotte le foto, i dispositivi erano stati affidati non alla polizia municipale ma illegittimamente ad Area Blu e infine gli apparecchi non rispettavano le prescrizioni di omologazione. Insomma, in classico PD-style!
La Guardia di Finanza di Bologna ha sequestrato tutti gli apparecchi e contesta ai nostri amministratori e al sindaco Manca Daniele, i reati di abuso d'ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Come MoVimento 5 Stelle Imola proporremo subito una mozione per chiedere (in caso di condanna) il risarcimento a tutti gli automobilisti illegittimamente multati." M5S Imola


Facciamo conoscere la candidata M5S Giulia Gibertoni e i candidati emiliano-romagnoli.
Invita sulla pagina facebook di Giulia Gibertoni tutti i tuoi contatti emiliano-romagnoli! E' un attimo!

Scarica, stampa e diffondi il volantino del programma M5S per l'Emilia Romagna

PS: Il MoVimento 5 stelle rinuncia ai rimborsi elettorali. Tutte le spese sostenute la campagna elettorale sono finanziate con le microdonazioni dei liberi cittadini. Aiutaci anche tu! Clicca sul bottone per donare online o utilizza l'iban IT 21 K 05387 1290 5000002246277 per donare con un bonifico






GLI APPUNTAMENTI DEL WEEKEND CON IL M5S IN EMILIA ROMAGNA

Venerdì 21

IN TV - Ore 9.30-11 in diretta su La7 - CofeeBreak
NONANTOLA (MO) - ore 18 - c/o Teatro Troisi con Giulia Gibertoni e candidati di Modena
FERRARA - ore 18 - Corso Ercole d'Este 1 bar Gallery con Alberto Airola e i candidati di Ferrara
BOLOGNA - ore 21 - c/o Circolo Mazzini - via Emilia Levante 6 con Giulia Gibertoni, Luigi Di Maio vice presidente Camera M5S e i candidati di Bologna.

 
(continua...)

21 Nov 2014, 11:40 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (140)
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Portate l'onestà al governo dell'Emilia Romagna

Giulia Gibertoni trionfa al confronto Sky tra i candidati presidente
10:00
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Domenica 23 novembre l’Emilia Romagna andrà al voto anticipato. Qualcuno si è dimenticato il motivo. Il perché è semplice: il presidente uscente del Pd, Vasco Errani, è stato condannato ad un anno per falso ideologico per lo scandalo“Terre Emerse” che ha visto il fratello Giovanni condannato a due anni e mezzo per truffa ai danni della Regione per un finanziamento di un milione di euro alla sua cooperativa.
Il giorno dopo la condanna il Pd lo implorò di non dimettersi. Renzi telefonò a Errani per esprimergli "vicinanza" e poi lo accolse a Palazzo Chigi come il figliol prodigo del Patto del Nazareno.
Nel frattempo la Regione Emilia-Romagna è stata travolta dallo scandalo “spese pazze che vede coinvolti 41 consiglieri uscenti, accusati di peculato per la gestione di due milioni di euro pubblici assegnati ai gruppi consiliari. C'era chi si faceva rimborsare la luce di casa spacciandola per la sede di partito, assistenti, oggi consiglieri comunali Pd , che acquistavano sex toys (vibratori) con i soldi assegnati alla consigliera, chi spendeva 1.200 euro per un week end a Venezia.
A volte ritornano, senza vergogna. 12 consiglieri uscenti indagati per peculato e uno sotto inchiesta per corruzione si presentano alle elezioni. Sette sono nelle liste che sostengono il leghista Alan Fabbri e la coalizione Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia. Sono gli indagati per “spese pazze” di Forza Italia Bignami, Aimi, Bartolini, Lombardi, Pollastri e Malaguti. A loro si aggiunge Salvatore Campanaro (Fratelli d'Italia) ex carabiniere sotto indagine per corruzione e altri gravi reati in un’inchiesta per aver coperto l’ex pentito di mafia, Giuseppe Galiandro nelle sue attività imprenditoriali illegali del Doro Group presso l’aeroporto di Bologna. Le tradizioni berlusconiane in materia vanno sempre rispettate. Sono cinque gli indagati nelle liste di centrosinistra a sostegno del Pd Bonaccini. Tutti per peculato: Mumolo, Mandini, Vecchi del Pd , Riva (Centro Democratico) e Meo (Verdi-Socialisti).
Di Matteo Riva si ricorda un bel viaggio a Lampedusa con la segretaria (anche lei indagata). Viaggio spacciato per convegno sull'immigrazione. Una candidata indagata è in lista con UDC-NCD : Silvia Noè, la cognata di Casini che si faceva rimborsare... cene di beneficenza.
L’unica lista che non presenta indagati o condannati è il Movimento 5 Stelle. Chi si candida deve sempre essere al di sopra di ogni sospetto, anche in attesa del giudizio della magistratura.
Il Movimento 5 Stelle è anche l’unica lista che rinuncia ai rimborsi elettorali, che si taglia lo stipendio (2.500 netti il resto al fondo per le piccole imprese) , che ha proposto l’abolizione dei vitalizi e che rendiconterà ogni spesa. In un momento di crisi i primi a dover fare sacrifici sono gli eletti nelle istituzioni, quelli che i partiti chiamano “politici”.
La candidata presidente del Movimento 5 Stelle Giulia Gibertoni durante il dibattito su Sky che l’ha vista vincente (il 45% dei telespettatori ha giudicato lei la più convincente) ha proposto che in via cautelativa la Regione sospenda l’erogazione dei trattamenti di fine mandato(vanno dai 30mila ai 60mila euro dell’ex capogruppo Pd Monari ) per tutti i 41 indagati per peculato. Tutti gli altri candidati hanno inseguito il M5S… Ma potete credere a chi candida indagati per peculato? Avete ancora dubbi su chi votare domenica? Mancano pochi giorni. Il blog lancia un appello alla mobilitazione. Facciamo conoscere la candidata M5S Giulia Gibertoni e i candidati emiliano-romagnoli.
Invita sulla pagina facebook di Giulia Gibertoni tutti i tuoi contatti emiliano-romagnoli! E' un attimo!
In alto i cuori, che la forza dell'onestà sia con noi!

Scarica, stampa e diffondi il volantino del programma M5S per l'Emilia Romagna

PS: Il MoVimento 5 stelle rinuncia ai rimborsi elettorali. Tutte le spese sostenute la campagna elettorale sono finanziate con le microdonazioni dei liberi cittadini. Aiutaci anche tu! Clicca sul bottone per donare online o utilizza l'iban IT 21 K 05387 1290 5000002246277 per donare con un bonifico






GLI APPUNTAMENTI DEL WEEKEND

Giovedì 20

IN TV - Ore 15.10 - Tribuna elettorale su Rai 3 Emilia-Romagna (replica su Rai Radio Uno alle 16.05)
FAENZA - Ore 18.30 - c/o Museo Internazionale delle Ceramiche con Giulia Gibertoni, Roberto Fico portavoce M5S e Presidente della Commissione di Vigilanza Rai e candidati di Ravenna.
FORLIMPOPOLI - ore 21 - c/o piazza Fratti (interna alla Rocca) con Roberto Fico, Carlo Sibilia, Giulia Grillo M5S Camera (collegamento con Giulia Gibertoni) e candidati di Forlì-Cesena.
PARMA - Ore 21 - Sala Civica Bizzozero, in via Bizzozero con Giulia Gibertoni, Alberto Airola, Elisa Bulgarelli, Michela Montevecchi M5S Senato e Danilo Toninelli M5S Camera e i candidati di Parma.

Venerdì 21

IN TV - Ore 9.30-11 in diretta su La7 - CofeeBreak
NONANTOLA (MO) - ore 18 - c/o Teatro Troisi con Giulia Gibertoni e candidati di Modena
FERRARA - ore 18 - Corso Ercole d'Este 1 bar Gallery con Alberto Airola e i candidati di Ferrara
BOLOGNA - ore 21 - c/o Circolo Mazzini - via Emilia Levante 6 con Giulia Gibertoni, Luigi Di Maio vice presidente Camera M5S e i candidati di Bologna.

 
(continua...)

20 Nov 2014, 18:30 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (400)
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La UE vuole più disoccupazione in Italia #fuoridalleuro

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Su Insight un articolo di Dean Baker notevole per la sua onestà intellettuale: l’autore ammette senza falsa retorica che la disoccupazione prolungata è un obiettivo della Commissione UE per abbassare i salari e riportare la competitività, e che la logica dell’economia imporrebbe al nostro paese di uscire dall’euro; ma visto che per motivi politici questa soluzione non risulta praticabile, cerca di proporre strade alternative per abbassare i prezzi che non pesino sempre e solo sui lavoratori. da vocidallestero.it

di Dean Baker

"Non vi può essere dubbio che il problema principale dell’economia italiana è la mancanza di domanda. Quando le bolle immobiliari che stavano guidando la crescita delle economie della zona euro sono scoppiate nel 2008, non c’era nulla con cui sostituire questa fonte di domanda. L’Italia si è unita agli altri paesi della zona euro e di tutto il mondo nell’utilizzare degli stimoli fiscali per stimolare la domanda, ma poi nel 2010 è stata costretta a tornare all’austerity.
La sua economia da allora sta calando, come previsto dai manuali di economia keynesiana. Si prevede che nel 2014 il Pil sarà quasi il 9,0 per cento in meno rispetto al picco del 2007. Secondo le proiezioni del FMI, che sono sempre state troppo ottimistiche, nel 2019 il PIL italiano sarà ancora del 3,5 per cento al di sotto del livello del 2007. Questo vorrebbe dire dodici anni di crescita cumulata negativa, una performance di gran lunga peggiore di quanto accaduto in qualsiasi grande paese nella Grande Depressione.
La contrazione dell’economia è stata disastrosa per i lavoratori italiani. Il tasso di occupazione dei lavoratori di età tra i 25 e i 54 anni è sceso di quasi sei punti percentuali. Il tasso di occupazione giovanile è calato di dieci punti percentuali, il che si traduce in tassi di disoccupazione giovanile di quasi il 40 per cento.
Naturalmente la sofferenza dei lavoratori è la strategia. Il piano studiato per l’Italia dalla Commissione Europea è che l’Italia riguadagni competitività con la Germania forzando verso il basso i salari. Un periodo prolungato di alta disoccupazione è una parte essenziale di questo processo.
Da un punto di vista di semplice logica economica, l’Italia non ha altra scelta che recuperare competitività, a meno di un cambiamento di politica da parte della Commissione UE. L’Italia può indebitarsi solo nella misura consentita dalla Commissione, e questo richiede il rispetto delle politiche di bilancio che chiede la Commissione. Dati questi vincoli, uscire dalla zona euro avrebbe chiaramente per l’Italia un senso economico. Le consentirebbe di ripristinare rapidamente la competitività abbassando il valore della propria valuta rispetto all’euro, tuttavia per motivi politici questa soluzione non sembra praticabile.
Se l’Italia non può perseguire una politica macroeconomica ragionevole all’interno dell’euro, e non può, per motivi politici, lasciare l’euro, allora non ha grandi prospettive. Tuttavia, si può fare del proprio meglio anche in una brutta situazione.
Chiaramente l’intento della Commissione europea è quello di imporre il peso dell’aggiustamento sui lavoratori italiani. Ma la logica dell’aggiustamento non richiede che siano i lavoratori a sopportarne il peso, o almeno non da soli. L’Italia deve ridurre il suo livello di prezzi interni rispetto al livello dei prezzi in Germania. Le autorità della zona euro vorrebbero vedere i prezzi abbassarsi in conseguenza dell’abbassamento dei salari reali, ma anche la riduzione di altre spese può aiutare ad abbassare i prezzi in Italia.
I costi più ovvi sarebbero quelli delle abitazioni. L’Italia non ha avuto lo stesso tipo di bolla immobiliare degli Stati Uniti o della Spagna, ma i prezzi delle case sono aumentati rapidamente in rapporto ai salari, agli affitti, e a tutti gli altri metri di misura. Gran parte di questo aumento è rientrato, ma i prezzi delle case sono ancora notevolmente più alti rispetto al reddito di quanto non fossero nella media degli ultimi quattro decenni. Ciò suggerisce la possibilità di ulteriori riduzioni, che potrebbero tradursi in un notevole risparmio per i lavoratori, sotto forma di affitti più bassi.
Un modo per fare pressione al ribasso sui prezzi è quello di tassare le proprietà sfitte. Unità abitative che rimangano vuote per più di un certo limite di tempo (ad esempio 3 mesi) potrebbero essere soggette a una tassazione punitiva. Ciò da un lato aumenterebbe le entrate in modo relativamente progressivo e farebbe pressione sui proprietari perché affittassero o vendessero le loro case, riducendo così il prezzo delle abitazioni. (Come bonus aggiuntivo, le case vacanza di proprietà estera possono essere soggette all’imposta.)
Tale imposta è relativamente facile da implementare poiché il governo ha già i documenti fiscali sulla proprietà e il suo valore stimato. Inoltre, anche gli sforzi per eludere l’imposta hanno l’effetto desiderato in quanto aumentano il costo di tenere di una casa sfitta.
I benefici potenziali di una pressione al ribasso sui prezzi anche modesta sono notevoli. Se l’abitazione rappresenta il 25 per cento della spesa per consumi, e una tassa sulle abitazioni sfitte può ridurre i costi medi delle case anche di appena il 4 per cento, questo sarebbe l’equivalente di un aumento del salario reale di 1,0 punto percentuale. Naturalmente molti dei proprietari colpiti da questa imposta non saranno ricchi, ma l’Italia non ha opzioni che non comportino un male per le persone non ricche. E considerati come categoria, non c’è dubbio che i proprietari di case sono più ricchi dei lavoratori. Certamente questo percorso per la riduzione del livello dei prezzi è migliore rispetto a forzare un altro punto percentuale di calo del salario reale.
Un’altra possibilità per un calo dei prezzi è l’industria farmaceutica. Secondo l’OCSE, nel 2012 l’Italia ha speso € 23,1 miliardi di euro, pari all’1,7 per cento del PIL, in prodotti farmaceutici e altri prodotti medici non durevoli. Molto meno che negli Stati Uniti, dove alle case farmaceutiche sono concessi monopoli di brevetto illimitati, ma è probabilmente ancora più di due volte tanto quello che il paese pagherebbe se le medicine fossero disponibili al prezzo di libero mercato.
Ci sono dei limiti su quanto l’Italia possa spingersi nel deprimere i prezzi dei medicinali, ma certamente dovrebbe far pressione su questi limiti. Anche in questo caso, l’alternativa è una maggiore pressione al ribasso sui salari reali. Inoltre, il sistema dei brevetti è un meccanismo antiquato, inefficiente e corrotto per finanziare lo sviluppo del settore. Se l’Italia potesse contribuire a dare una spinta verso alternative più efficaci, farebbe al mondo un servizio enorme.
Allo stesso modo, l’Italia spende miliardi ogni anno in pagamenti per il software di Microsoft, per i film di Hollywood, per i videogiochi protetti da copyright, e per la musica registrata. Ha degli obblighi derivanti da trattati che richiedono di rispettare i diritti d’autore, ma c’è un enorme spazio per una certa discrezionalità in materia. Ad esempio, non c’è ragione perché la protezione del diritto d’autore della Disney su Mickey Mouse debba essere una priorità in materia di applicazione della legge più alta del riscuotere imposte arretrate da milionari e miliardari che derubano il popolo italiano. (Questa discrezionalità verrebbe probabilmente erosa dalle disposizioni del Trans-Atlantic Trade and Investment Pact.)
Questo elenco indica alcune delle aree in cui vi sono delle rendite sostanziali che potrebbero essere individuate come un modo per ridurre i prezzi in Italia. Indubbiamente ci sono molte altre aree. Prendere di mira i percettori di alti redditi da locazione non sostituisce una buona politica macroeconomica, ma questa buona politica è preclusa dalla troika e dalla realtà della politica italiana. La questione diventa quindi il percorso migliore da seguire dati i vincoli macroeconomici esistenti.
Certamente una politica che cerchi di compiere la deflazione prescritta dalle autorità dell’Eurozona riducendo queste e altre rendite che affluiscono principalmente alle persone ad alto reddito è meglio che realizzare la deflazione attraverso dei tagli salariali ai lavoratori ordinari. Inoltre, se la sofferenza in Italia è condivisa da potenti società come Microsoft e Pfizer, questo potrebbe aiutare la troika a riconsiderare la saggezza delle sue politiche."

traduzione da vocidallestero.it

 
(continua...)

20 Nov 2014, 08:27 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (155)
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Caso Corona: l'appello della mamma ai politici italiani

ESCLUSIVA: L'appello della mamma di Fabrizio Corona a Napoliano
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In Italia chi sbaglia non paga. Certezza della pena? Una chimera. Crollano ponti, case, quartieri interi sono spazzati via come è successo a Olbia un anno fa, decine di morti, ma nessuno è mai responsabile. Tangenti come per il MOSE e l’EXPO, ma i colpevoli non spuntano mai fuori. I processi durano anni, decenni e spesso finiscono in prescrizione. Con lo svuotacarceri, un indulto mascherato, 6.000 pregiudicati sono stati messi in libera circolazione nel giro di 8 mesi. I reati nel 2013 sono aumentati del 2,6%, i borseggi del 12%, i furti del 6%, le truffe del 20%. E allora perché parlare di Fabrizio Corona? Quello di Corona è un caso particolare. Corona ha sbagliato e sta pagando: deve farsi 14 anni di reclusione per una estorsione aggravata, di cui 5 per il “caso Trezeguet”, la stessa pena di un omicidio in giudizio abbreviato. Lo sproposito è evidente. Abbiamo incontrato la mamma di Corona, Gabriella, che attraverso il Blog vuole lanciare un appello: Fabrizio Corona è malato, ma non può essere curato a dovere finché non potrà accedere ad una pena alternativa, per la quale è necessaria la grazia di Napolitano sui 2 anni e mezzo residui del “caso Trezeguet”. Riportiamo il suo appello.

Abbiamo intervistato Gabriella Corona, la mamma di Fabrizio Corona e l'Avvocato Ivano Chiesa per i dettagli giuridici.

Avvocato Ivano Chiesa: Come si fa a dare 14 anni di reclusione a una roba come quella di Corona? È uno sproposito pazzesco, ci sono casi che sono sotto gli occhi di tutti dove insomma uno immediatamente il paragone lo fa!

LaCosa: Gabriela è la mamma di Fabrizio Corona, che oggi si trova attualmente?

Gabriella Corona: Allora attualmente Fabrizio si trova nel carcere di Opera, un carcere cosiddetto di massima sicurezza, quello che io voglio denunciare è il fatto che nei confronti di Fabrizio si è consumata una vera ingiustizia.

LaCosa: Facciamo un passo indietro e raccontiamo molto sinteticamente un po’ i passaggi della vicenda…

Gabriella Corona: Fabrizio è stato condannato per il caso Trezeguet per una estorsione aggravata con una pena di 5 anni, che contiene il cosiddetto 4 Bis per cui lui non può accedere a nessun beneficio.

LaCosa: L’Avvocato Ivano Chiesa è l’Avvocato difensore di Corona, un altro aggravamento della Pena per Fabrizio Corona?

Avvocato Ivano Chiesa: Sembra di sì, ma non è così, in realtà è soltanto un provvedimento di cumulo che è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Lanciano, che tra l’altro è incompetente, perché è competente quella di Milano, hanno rifatto i calcoli e la pena è aumentata di un anno e mezzo circa, basta cioè, 14 anni e due mesi non bastano?! Dobbiamo dargli ancora un anno e mezzo in più?!

LaCosa: Vogliamo raccontare con la voce dell’Avvocato quale è la situazione attuale di Corona?

Avvocato Ivano Chiesa: La somma complessiva delle pene è 14 anni e due, che detto da me che faccio il penalista da trenta anni suona a me stesso una roba distonica, perché bisogna iniziare a pensare che 14 anni è una pena per l’omicidio in giudizio abbreviato, l’abbreviato è un terzo in meno della pena, la pena di omicidio è ventuno, meno un terzo fa 14, quindi Corona è riuscito a accumulare una pena da omicidio abbreviato. 14 anni e due, che siamo riusciti a fare ridurre a nove attraverso un provvedimento di continuazione, che è lo strumento tecnico con cui vari reati vengono riuniti uno con l’altro, perché c’è un fil rouge che li unisce.
La situazione detentiva di Corona è legata quindi a questi nove anni in questo momento di cui 5 sono dati dalla sentenza di Torino del caso Trezeguet, questi 5 anni generano un problema molto molto grave, perché? Perché sono relativi a un reato cosiddetto ostativo, ostativo deriva da ostacolo, cioè ostacola qualche cosa e quindi l’accesso ai benefici alternativi, cioè tutti, dal permesso premio alla liberazione condizionale all’affidamento in prova non sono permessi, su tu hai un reato ostativo.
Perché è un reato ostativo? Perché è una estorsione aggravata, che è credo il quarto o quinto reato per gravità del nostro intero sistema penale, più grave di tutti è l’omicidio, poi c’è la associazione a delinquere di stampo mafioso, la associazione a delinquere per lo spaccio di stupefacenti, l’estorsione aggravata, la rapina aggravata, insomma, sono reati gravi.
Finiscono dentro a un cesto, che è quello del 4 Bis, dell’ordinamento penitenziario, che è stato scritto proprio pensando ai casi più gravi e a questi soggetti, che cadono dentro a questo cesto non vengono dati i benefici detentivi o per accedervi è estremamente difficile.
Di conseguenza si creano due binari, il binario della carcerazione per i cattivi e quella per i normali.
Corona, pazzescamente, come ritengo di poter dire dopo trenta anni di carriera, avendo fatto processi dall’omicidio in giù, è dentro il cesto dei cattivi, perché ha avuto estorsione aggravata.
Perché è una estorsione aggravata? Perché lui ha venduto le famose fotografie a Trezeguet..

LaCosa: Che tra l’altro la mamma di Corona ci ha inviato, le abbiamo visto e noi stessi ci siamo stupiti..

Gabriella Corona: Fabrizio è stato giudicato nello stesso modo per avere venduto due fotografie, assolutamente innocue e aveva anche fatto un contratto con il cosiddetto estorto che era Trezeguet, con un pagamento e con una ricevuta fiscale, quindi ditemi voi se questa è una estorsione aggravata di tipo mafioso.
Io credo che sia una ingiustizia enorme...

Avvocato Ivano Chiesa: Allora dico ma dove è la minaccia? Non c’è, perché non c’è mai stata nessuna minaccia, Trezeguet l’ha detto in televisione, io non sono stato minacciato, ma quella capisco che sia una novità, per chi l’ha visto ha lasciato tutti stupiti, ma io no, perché io avevo già detto gli atti e lui non ha mai detto di essere stato minacciato, perché non è vero.
Quale è il problema che si è generato? È stata violata la privacy di Trezeguet, cioè un uomo che era il centravanti della nazionale di Calcio francese e della Juventus, in mezzo alla strada, con quelle fotografie lì, avrebbe visto violata la sua privacy.
Allora per carità del cielo io ho visto di tutto nella mia carriera, ma la privacy si viola se uno è a casa sua e gli fanno delle fotografie che non devono fare, non in mezzo alla strada.
Se poi non è un personaggio pubblico magari, se addirittura.. il fotografo paparazzo, dite come volete, cioè quello che quelle fotografie lì ha fatto è stato condannato, ha preso se non mi ricordo male, otto mesi e lui è stato condannato per la violazione della privacy.
Di conseguenza si legge nelle sentenze l’oggetto, cioè le fotografie, diventa illecito, perché sono state prese in violazione della privacy, venderle non è permesso e quindi diventa un ingiusto profitto prendere i soldi e quindi diventa una estorsione, è chiaro come è l’estorsione?
Perché è aggravata? È aggravata quando si presentano in 5 e ti danno un sacco di botte no? È aggravata da che cosa? Dalla presenza dell’autista, perché c’era l’autista? Perché non poteva guidare, perché gli avevano tolto la patente, quindi aveva l’autista, che è stato lì zitto e silenzioso e intanto Trezeguet era accompagnato da due amici, quindi anche come rapporto di forza erano tre a due.
Allora voi capite come una situazione del genere porta Corona dentro a una confezione che onestamente non gli appartiene, credo che lo capiscano tutti, l’hanno capito così tanto, credo, la gente ormai perché a me mi fermano per strada e poi ci sono personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, che si sono già schierati e hanno già detto la loro opinione e hanno tutti chiesto che questa situazione venga risolta.

LaCosa: Sì, assolutamente, l’hanno fatto giornalisti, personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, dello sport, non si è ancora mosso non politico.

Avvocato Ivano Chiesa: Io spero che si muova il mondo politico, perché quella di Corona è una ingiustizia sostanziale e evidente.
Dobbiamo deciderci o lasciamo questo ragazzo in una situazione detentiva sbagliata con il rischio di dovere scontare anni di carcere senza poter accedere ai benefici a cui ha diritto e per cui ci sono già state delle valutazioni interne al carcere in cui è, cioè Opera, che hanno già detto per noi Corona ha finito il percorso qui, può tranquillamente accedere i riti alternativi, alle misure alternative, ai benefici di legge, però c’è l’ostacolo che glielo blocca e quindi ci toccherà fare una domanda di grazie.
Ho detto ci toccherà.

LaCosa: Infatti la mamma di Corona, Gabriella, è più volte tornata a ribadire il fatto che Fabrizio Corona non sta bene.

Gabriella Corona: Avendo lui una patologia e dei problemi reali ha anche una certificazione dell’equipe socio sanitaria del carcere che prevede che lui debba andare a continuare la sua pena al di fuori delle mura carcerarie, a una pena alternativa, bisogna assolutamente rimuovere questo ostacolo, questo ostacolo si potrebbe rimuovere se il Presidente della Repubblica ci concedesse una grazie parziale, che riguarda soltanto questi due anni e mezzo residui di pena dei 5 anni di Trezeguet, e con questo diciamo grazie parziale Fabrizio potrebbe risolvere il suo problema e accedere alle pene alternative, Fabrizio non vuole restare impunito, vuole pagare quello che ha fatto...

Avvocato Ivano Chiesa: La domanda di grazia sul reato ostativo è perché se la si fa la si fa soltanto parziale, cioè per quel pezzettino di pena che manca, lui ha bisogno di avere un percorso alternativo, lasciamoglielo fare, tutto qua, non è quello che dice sono malato e non è vero, non scherziamo, qui c’è un problema molto serio di mezzo, che va affrontato nella sede opportuna, e quello che si chiede è solo questo.
Come si fa a dare 14 anni di reclusione a una roba come quella di Corona, è uno sproposito pazzesco, ci sono casi che sono sotto gli occhi di tutti dove insomma uno immediatamente il paragone lo fa, ma è più grave vendere due fotografie o vendersi un appalto? Vuole scommettere con me che qualunque imputato lei possa pensare, dall’Expo al Mose, nessuno prenderà 5 anni? E hanno dato 5 anni per avere venduto due foto?!
Ci deve essere in qualche modo una giustizia equa, perché non la vedo e non la riconosco.

LaCosa: E Fabrizio ci crede alla giustizia oggi?

Gabriella Corona: Io credo che lui alla fine vorrebbe tanto che si risolvesse il suo problema, perché si sente... la parola giusta è disperato, si sente disperato, perché crede di non meritare quello che gli è stato dato, ripeto ha riconosciuto gli errori, però si sente una vittima del sistema.

 
(continua...)

19 Nov 2014, 18:07 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (432)
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I sondaggi del #FuffingtonPost

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In barba alle leggi e disposizioni che vietano la diffusione di sondaggi nei 15 giorni precedenti le elezioni, l'Huffington Post (legato in Italia a L'Espresso di De Benedetti) diffonde un fantomatico e falso sondaggio del PD sulla regione Emilia Romagna. Non contento in maniera falsificatoria e strumentale parla di "crollo" del Movimento 5 Stelle quando se i risultati fossero quelli, sarebbero in linea con il trend delle Europee di maggio 2014 in Emilia Romagna e perfettamente allineati con gli esiti elettorali delle amministrative dello stesso giorno ad esempio nei Comuni capoluogo di Modena, Reggio Emilia, Cesena. Da sempre infatti il Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative (regionali e comunali) raccoglie meno che in quelle nazionali ( politiche ed europee). Qualche esempio. Nel febbraio 2013 nello stesso giorno in Lazio e Lombardia il M5S alle regionali raccolse rispettivamente il 16,6% e il 14,33% contro il 25,9% e il 19,5% delle politiche. Lo scorso maggio nello stesso giorno, in Abruzzo alle regionali il M5S fu votato dal 21,3% degli elettori contro il 29,7% che lo scelsero per le europee. Non è credibile il dato del Pd (che tutti i sondaggi danno in netto calo e con alleati praticamente inesistenti in Emilia Romagna come altrove) e quello di Forza Italia che in questa regione risulterebbe ancora in doppia cifra quando non si nota un solo elettore ai suoi comizi come dimostra la foto della piazza di Imola confrontata con una medesima iniziativa del Movimento 5 Stelle. Sembra di rivivere in grande stile la mossa dello scorso aprile, quando il Pd diffuse su Reggio Emilia un sondaggio simile, dove il M5S veniva sottostimato al 12% e Forza Italia sovrastimata al 16-17%. Alla fine il M5S raggiunse il 17% in città e la coalizione con Forza Italia il 13% e il 7% di lista.
E' chiaro il tentativo di invogliare gli elettori delusi ad astenersi oppure di scegliere qualsiasi formazione politica che non sia il Movimento 5 Stelle, unica scelta di vero cambiamento che non presenta candidati indagati e condannati. Il centrosinistra a guida Pd ne ha 5 per peculato, il centrodestra a guida Lega ne ha 7 (6 per peculato e 1 per corruzione).
Si invitano i giornalisti dell'Huffington Post ad un breve corso di analisi di flussi elettorali comparati.
Nel frattempo verrà presentata denuncia contro la testata Huffington Post e chiunque diffonderà tale sondaggio falso e non pubblicato sul sito Sondaggipoliticoelettorali come prescrive la legge.

 
(continua...)

19 Nov 2014, 12:20 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (276)
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Titanic Italia #fuoridalleuro

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A.E.Pritchard sul Telegraph rilancia le parole di Fassina secondo cui il Titanic Europa sta naufragando e bisogna uscire dall’euro se la politica non cambia rotta, e le motiva con forza: l’Italia è sprofondata nella crisi peggiore dall’unità d’Italia, intrappolata in una dinamica maligna del debito senza via d’uscita, le politiche sono sbagliate e gli elettori hanno sopportato stoicamente sinora solo perché contavano su una ripresa che non arriverà. da vocidallestero.it

di Ambrose Evans-Pritchard

Un ex ministro italiano avverte che il “Titanic Europa” sta naufragando, e chiede uno scioglimento “ordinato” dell’euro, a meno di un cambiamento di rotta radicale.
La zona euro ha evitato una tripla recessione, ma rimane bloccata in una profonda crisi strutturale, con troppo poco slancio per creare posti di lavoro o per fermare un aumento inesorabile del rapporto debito/Pil.
Nel terzo trimestre l’area dell’euro ha visto una crescita dello 0,2%, ma l’economia in Italia è in contrazione ancora una volta e lo è ormai da più di tre anni.
Stefano Fassina, l’ex viceministro delle finanze italiano, ha dichiarato che senza un cambiamento di rotta radicale il “Titanic Europa” si sta dirigendo verso il naufragio.
Ha avvertito che le politiche di contrazione stanno distruggendo l’economia italiana e ha invitato i leader del Paese a “battere i pugni sul tavolo”. Ha detto che dovrebbero minacciare uno “scioglimento ordinato” dell’euro, a meno di forti cambiamenti nelle politiche economiche. I suoi commenti hanno sollevato molto clamore a Roma, in quanto egli è un personaggio rispettato nel Partito Democratico di Matteo Renzi.
La Francia ha rimbalzato dello 0,3%, ma il balzo è dovuto ad un aumento delle scorte e a un picco dello 0.8pc nella spesa pubblica, soprattutto per l’assistenza sanitaria. Il trimestre precedente era stato rivisto al ribasso, a meno 0,1%.
E’ una falsa promessa” ha detto Marc Ostwald di Monument Securities. “Fondamentalmente la Francia sta malissimo. Come qualcuno possa festeggiare questo rimbalzo come una storia di ripresa va al di là della mia capacità di comprensione.” “Una lettura attenta dei dettagli fa riflettere. Tutti i motori della crescita sono quasi spenti” ha detto Denis Ferrand, direttore dell’istituto di ricerca francese Coe-Rexecode.
Michel Sapin, ministro delle Finanze francese, ha detto che l’economia rimane “troppo debole” per incidere sulla disoccupazione. Il piccolo rimbalzo della Francia in materia di occupazione si è già fermato. Nel terzo trimestre l’economia ha perso 34.000 posti di lavoro. Non sarà facile invertire questa tendenza perché Parigi si è impegnata a far passare € 50 miliardi di ulteriori tagli fiscali in tre anni per raggiungere gli obiettivi di disavanzo dell’UE.
Maxime Alimi di Axa ha detto che il debito pubblico della Francia potrebbe raggiungere il 100pc del PIL entro il 2017, avvertendo che la pazienza degli investitori potrebbe non durare. Ha detto che nella prossima recessione i rendimenti dei titoli potrebbero salire “in modo brusco, non-lineare”.
L’Europa è sospesa in un limbo. I dati non sono abbastanza deboli per forzare un cambiamento radicale nella politica dell’UEM, come un blitz di ‘New Deal’ degli investimenti o un pieno allentamento quantitativo da parte della Banca Centrale Europea.
Il rischio è che il blocco della moneta unica vada alla deriva per un altro anno, in condizioni di deflazione, senza alcun catalizzatore che possa innescare una vera ripresa. Il Segretario al Tesoro deli Stati Uniti, Jacob Lew, questa settimana ha avvertito che l’Europa si trova di fronte a un “decennio perduto”, a meno che i paesi in surplus come la Germania non facciano di più per stimolare la domanda.
La zona euro è l’epicentro di una trappola della liquidità Keynesiana globale” ha detto Lena Komileva di G + Economics. “Per i mercati, il precedente consenso a una ripresa guidata dalla periferia è già crollato.
La Germania se l’è appena cavata senza cadere in una recessione tecnica, con una crescita dello 0,1% dopo una contrazione dello 0,1% nel trimestre precedente. Sta chiaramente soffrendo le conseguenze della crisi russa e dell’indebolimento della domanda in Cina, Brasile e in gran parte dei mercati emergenti.
Jörg Krämer, chief economist di Commerzbank (Xetra: CBK100 – news), ha detto che c’era stata una ripresa degli investimenti da parte delle imprese tedesche dopo che la crisi dell’UEM si era placata a metà 2012. Ma ora si stanno fermando, e la “soft patch” (fase di debole ripresa, ndt) sta volgendo al termine.
Ci aspettiamo una ripresa della crescita tedesca il prossimo anno. Il deprezzamento dell’euro contro il dollaro alzerà PIL di almeno uno 0.5pc nel corso dei prossimi quattro trimestri. Inoltre, la politica monetaria è molto allentata per le condizioni dell’economia tedesca“ ha detto.
Qualsiasi ripresa tedesca avrà un effetto a doppio taglio. Aumenterà leggermente la domanda intra-UEM, ma genererà una resistenza ancora più forte di Berlino verso lo stimolo fiscale o l’acquisto di titoli di Stato della BCE. L’effetto netto potrebbe essere negativo per le zone del sud Europa, ancora intrappolate nella deflazione da debito.
L’Italia è oggi il Paese in più profonda difficoltà, bloccato in un sistema di cambi fissi con una valuta sopravvalutata di almeno il 25%. La produzione si è ridotta di quasi il 10% dal suo picco, tornando ai livelli del 1999. La produzione industriale è sotto del 24%. La disoccupazione giovanile ufficiale è al 42,9%, ma l’Italia ha anche il più alto livello di disoccupati non registrati nella zona euro, secondo la Commissione europea.
E’ una crisi più profonda della Grande Depressione, e quasi certamente è il peggior episodio in tempo di pace dal momento della creazione dello Stato italiano nel 1859. Una “svalutazione interna” che recuperi la competitività è quasi impossibile in condizioni di deflazione, in quanto ciò aggraverebbe la dinamica del debito.
Il rapporto debito/Pil in Italia sta già aumentando ad un tasso del 5%del PIL all’anno nonostante un avanzo di bilancio primario del 2,5%. Lo stock del debito aumenta sulla base di un PIL nominale in contrazione, una dinamica maligna nota come “effetto denominatore”.
Uno studio del think-tank Bruegel di Bruxelles ha concluso che l’Italia deve aumentare il suo avanzo primario dell’1.4pc del PIL per ogni punto percentuale di calo del tasso di inflazione solo per tenere il passo, un compito quasi impossibile. “I dati dell’area dell’euro sono terribili” ha detto Simon Tilford dal Centre for European Reform.
E’ un segno di quanto vadano male le cose che i leader europei si attacchino ad ogni barlume di speranza per giustificare delle politiche alle quali si aggrappano ancora tenacemente. Ma il fatto è che la produzione è ancora indietro di diversi punti percentuali rispetto al 2008, ed enormemente più indietro di dove dovrebbe essere. Inoltre, probabilmente abbiamo già superato il picco del ciclo” ha detto. “Gli elettori in Italia e Spagna fino ad ora sono stati stoici, ma basandosi sulla convinzione che le cose sarebbero andate meglio. C’è una falsa compiacenza che non tiene conto di quel che accadrà se questa depressione va avanti anno dopo anno” ha detto.

traduzione da vocidallestero.it

 
(continua...)

18 Nov 2014, 13:33 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (358)
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Il Guardian annuncia: ''L'Italia pronta a tornare alla Lira'' #fuoridalleuro

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La notizia del mattino da TzeTze

Negli ultimi giorni si parla molto all'estero della proposta del MoVimento 5 Stelle di un referendum popolare per uscire dall'Euro. Secondo quanto scritto ieri dal Guardian, questa è l'unica via d'uscita per l'economia italiana. Di seguito la traduzione dell'articolo pubblicato dal quotidiano inglese:

"L'Italia si prepara ad imboccare l'uscita. Anche se l'ipotesi di uscire dall'Euro può sembrare fantasiosa per uno dei membri fondatori, c'è una crescente sensazione che fra non più di 2 anni da oggi, Roma sarà nuovamente amministrata dalla propria moneta. I dati della scorsa settimana hanno fotografato un Paese in profonda crisi. Con un PIL inferiore del 10% rispetto a prima della crisi finanziaria, l'Italia è bloccata da una profonda depressione. Tutti gli sforzi per rilanciare l'economia hanno fallito, tale è la natura sclerotica delle norme fiscali, del mercato del lavoro e delle sue regole. Tutto questo ha impedito il progresso verso un'economia più efficace libera da sussidi e benefici tradizionali.
C'è stato un tempo in cui la classe media italiana non voleva sentir parlare di un'uscita dell'euro. Grazie all'Euro hanno mantenuto i loro risparmi e tutte le altre attività, in particolare le loro proprietà, hanno goduto di un valore sicuro con la moneta unica. L'uscita dell'Euro avrebbe portato ad un'enorme calo della ricchezza. Questa paura sembra essere evaporata oggi. Il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo si è schierato a favore dell'uscita dall'Euro. Il comico diventato politico sta promuovendo un referendum per uscirne. Più in generale, le mancate promesse di crescita hanno fatto mancare sostegno di Bruxelles e della Banca centrale europea all'Italia.
Gli italiani hanno aspettato tre anni che il capo della Bce Mario Draghi iniziasse a stampare moneta coma la Banca d'Inghilterra e la Federal Reserve. Draghi parla all'infinito di immettere liquidità nelle economie in difficoltà della zona euro, per poi tirarsi indietro. La settimana scorsa è successo di nuovo.
Ma anche quando una spinta di Draghi viene messa in pratica, è improbabile che sia efficace. Gli italiani stessi lo sanno. Hanno bisogno di una svalutazione della moneta. E' l'unica via di salvezza. I giapponesi lo hanno fatto. Questo può essere un buon modello di riferimento, a differenza di quanto stanno facendo gli altri Paesi più importanti creando un enorme debito nel settore pubblico.
Non si possono commettere errori, un ritorno alla lira sarà doloroso. Eppure sembra che gli elettori siano disposti a contemplare questa possibilità per fermare la deriva dell'economia italiana."

 
(continua...)

18 Nov 2014, 08:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (232)
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Passaparola - Il controllo della UE sui media - Udo Ulfkotte - #freejournalism

Il controllo delle UE sui media
14:00
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Sembra che l’Unione Europea paghi i giornalisti per scrivere articoli pro-Unione: è libertà di stampa questa? È veramente questo quello che voi cittadini volete? Giornalisti pagati per scrivere articoli in favore dell’Unione Europea? No, penso di no, ed è per questo che ho scritto questo libro, in cui fornisco le prove del fatto che, ad esempio, l’ambasciata statunitense in Germania, e l’ambasciata statunitense in Italia, a Roma, hanno programmi specifici per i giornalisti. Un giornalista italiano può ricevere fino a 20.000 dollari per scrivere articoli filostatunitensi. Vi è una formula alla fine delle pagine, ho realizzato screenshot, l’ho copiata e ho pubblicato tutto. Udo Ulfkotte, giornalista tedesco

"Mi chiamo Udo Ulfkotte, sono un giornalista tedesco, sono nato nel 1960, ho lavorato per 17 anni per famosi giornali tedeschi quali la Frankfurter Allgemeine e per tanti anni per altre organizzazioni internazionali. Ho smesso di scrivere come giornalista, mi sono fatto un esame di coscienza e mi sono reso conto di vergognarmi, perché come giornalista ho tradito i miei lettori: sono stato usato come una marionetta dalle agenzie di intelligence, da una rete di élites e sono pronto a rispondere alle vostre domande su questo argomento. Ho scritto un libro a riguardo e mi vergogno di quello che ho fatto, vi ringrazio per la vostra attenzione.

Blog: Sig. Ufkotte, il suo libro sui “giornalisti in vendita” sta destando molto scalpore. Perché ha deciso di fare una simile confessione, esponendosi a critiche o persino a rischi personali?

U. Ulfklotte: Per 17 anni ho lavorato per la Frankfurter Allgemeine, un giornale prestigioso, come corrispondente di guerra e sono stato parte del sistema: oggi me ne vergogno, perché ho prodotto propaganda e disinformazione, e insieme ai miei colleghi dei media tedeschi ho simulato la libertà di stampa. Ho aiutato il sistema a preparare guerre, ad esempio, e questo non è giusto.
Se ripercorriamo la storia, ad esempio abbiamo preparato la guerra in Afghanistan, la guerra in Iraq: sono stato corrispondente di guerra per tanti anni e ho contribuito alla disinformazione. Avevo alle spalle le agenzie di intelligence che hanno in parte scritto gli articoli che i giornali pubblicavano a mio nome. Questo non è giornalismo, non è giusto. E ho scritto un libro per informare le persone, non solo in Germania, di quanto il sistema sia marcio, corrotto, e di come le stiano imbrogliando. Ho voluto scrivere questo libro perché tante persone che ci guardano hanno la sensazione che quello che vedono come una notizia non sia in realtà tale, ma pura propaganda e disinformazione. Ma non ne hanno le prove. Per questo motivo ho citato centinaia e centinaia di nomi di giornali tedeschi ed esteri, che producono propaganda e disinformazione, e ho fornito le prove di questo.

Blog: Il suo libro è focalizzato sulla situazione in Germania. Ritiene che anche nel resto d’Europa e del mondo la situazione sia simile? Tutte le grandi potenze e i grandi poteri applicano questi metodi?

U. Ulfklotte:Sì, avete assolutamente ragione, questo libro è focalizzato sulla Germania, ma il sistema non riguarda solo la Germania: il sistema è mondiale, è in parte un sistema transatlantico, dietro il quale si celano gli Stati Uniti con le organizzazioni di propaganda filostatunitense, nelle quali è fortemente coinvolta la CIA, ma leggendo il mio libro si trovano storie che toccano anche altri Paesi, come l’Italia, ad esempio. Se andate sul lago di Como, a Cadenabbia troverete una villa, Villa La Collina. Un tempo era la residenza estiva dell’ex cancelliere Konrad Adenauer, il primo cancelliere tedesco. Oggi, è di proprietà di un partito politico, il partito conservatore CDU, del cui comitato di pianificazione io sono stato membro. Il partito è proprietario di questa residenza e sono rimasto scioccato quando ho visto i politici tedeschi, i più eminenti politici tedeschi recarsi in questa villa e poi spostarsi in battello, in gran segreto, da Cadenabbia a Bellagio, sul lago di Como: sull’altra riva li attendevano membri della CIA americana per trasferirli alla Rockefeller Foundation, dove si tenevano incontri segreti, nascosti all’opinione pubblica. Ho visto il sistema che si nasconde dietro tutto questo, un sistema di corruzione, e tanto i politici quanto i giornalisti sono marionette, non tutti, ma molti di essi. E questo è quello che descrivo in questo libro: non riguarda solo la Germania, è un sistema mondiale ed è pericoloso renderlo pubblico, ma ne vale la pena, per dare un'idea di quello che avviene a porte chiuse. Ti avvicinano in quanto giornalista, non un giornalista qualsiasi di un piccolo paese come Cadenabbia, ma in quanto giornalista di importanti giornali italiani, o tedeschi o inglesi: prima o poi le agenzie di intelligence ti avvicinano per chiederti di scrivere quello che loro vogliono che tu scriva. E come funziona? Nessuno viene a dirti “Ciao, lavoro per i servizi segreti italiani o americani”, assolutamente no. Io sono stato invitato dalla divisione tedesca del German Marshall Fund (Fondo Marshall tedesco) degli Stati Uniti, ma vi sono altre organizzazioni, quali l’Atlantic Bridge, l’Istituto Aspen… Sono numerosissime le organizzazioni internazionali filoamericane e se accetti questi inviti, ti avvicinano e ti danno tutto quello che vuoi. Non ho ricevuto denaro, ma ti offrono cose che il denaro non potrebbe comprare. Ad esempio, nel mio caso, all’improvviso il governatore dell’Oklahoma (Stato al centro degli Stati Uniti), che a quel tempo era David Walters, mi ha avvicinato con un rappresentante della CIA, e mi ha reso cittadino onorario dello stato dell'Oklahoma, solo perché scrivessi qualcosa di positivo sugli Stati Uniti.
Analogamente, sembra che l’Unione Europea paghi i giornalisti per scrivere articoli pro-Unione: è libertà di stampa questa? È veramente questo quello che voi cittadini volete? Giornalisti pagati per scrivere articoli in favore dell’Unione Europea? No, penso di no, ed è per questo che ho scritto questo libro, in cui fornisco le prove del fatto che, ad esempio, l’ambasciata statunitense in Germania, e l’ambasciata statunitense in Italia, a Roma, hanno programmi specifici per i giornalisti. Un giornalista italiano può ricevere fino a 20.000 dollari per scrivere articoli filostatunitensi. Vi è una formula alla fine delle pagine, ho realizzato screenshot, l’ho copiata e ho pubblicato tutto.

Blog: La corruzione tra i giornalisti è collegata alle paghe da miseria che la globalizzazione impone o fa parte di un sistema che fa leva sulla vanità personale oltre che sugli aspetti economici?

U. Ulfklotte:L’intero sistema non è a favore di un Paese o di un uomo: il sistema difende gli interessi di una piccolissima élite mondiale. Se si considera che 85 persone in questo mondo, nel mondo occidentale, possiedono quanto tre miliardi e mezzo di persone poverissime, si comprende che la ricchezza non è assolutamente distribuita in modo equo: da una parte vi è un’incredibile povertà, e dall’altra un’incredibile ricchezza, pertanto queste 85 persone sono estremamente ricche e possiedono quasi la metà del mondo. Hanno creato un sistema, con l’aiuto degli Stati Uniti, per controllare grandi masse di persone al fine di tutelare i loro interessi, per accrescere ulteriormente le loro ricchezze. L'intero sistema non è contro un Paese, o contro un gruppo di persone: serve a rendere alcuni ancora più ricchi. Ad esempio pensiamo all'Italia e al volere dell’uomo della strada in città come Napoli e Roma, o Como, o qualsiasi altra città: esistono spin doctors pagati per manipolare le masse, che votano per partiti politici che non fanno gli interessi delle persone, ma quelli di quei potenti gruppi, ed è proprio questo che cerco di descrivere. Non sono a favore di o contro uno o due partiti politici, non voglio aiutare un partito o una religione o altro. Voglio solo provare a guardare oltre la manipolazione, perché per 17 anni sono stato io stesso profondamente coinvolto nella creazione della propaganda e della disinformazione e me ne vergogno: vorrei solo potermi guardare di nuovo allo specchio.

Blog: Il sistema di corruzione e collusione ha per oggetto solo i singoli giornalisti o coinvolge anche intere testate e gruppi editoriali? E con quali metodi?

U. Ulfklotte:Il sistema è una tela di ragno, ma non pensate che solo un giornalista o due, oppure tre giornalisti di un determinato Paese ne siano intrappolati: la tela di ragno coinvolge naturalmente intere società del settore dei media.
Se si considera il modo in cui i media sono stati creati, ad esempio in Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale, da parte di Stati Uniti, Francia e Regno Unito, si comprende che fino a oggi per i media è stato impossibile esprimere una libera opinione. Se io, che ho lavorato per 17 anni per la Frankfurter Allgemeine, avessi scritto una sola volta a favore della Russia o della Cina, avrei perso il lavoro. Noi giornalisti, in paesi come la Germania, facciamo carriera solo se obbediamo alle regole e le regole sono dettate da queste persone, che operano sullo sfondo. Certamente interi gruppi media cooperano con il sistema: se consideriamo quelli tedeschi, i più importanti, ad esempio il gruppo del settore media Axel Springer è una delle più grandi holding ed è pro-Washington, se consideriamo Gruner Jahr, Amburgo, anch’esso è pro-Washington: non esistono grandi gruppi media neutrali in Germania. E lo stesso vale per altri Paesi europei. Se consideriamo paesi come l’Ungheria, in cui i grandi gruppi non sono interamente filoamericani, la propaganda prenderà di mira quel Paese, e lo stesso vale per l’Italia.

Blog: Come può il cittadino riconoscere e diffendersi dall’informazione manipolata?E come invece dovrebbe intervenire la politica per arginare questo grave fenomeno senza essere tacciata di “mettere bavagli all’informazione”?

U. Ulfklotte:La politica, gli uomini politici, non intervengono in questo sistema, perché ne fanno parte. Questi gruppi, che coordinano la propaganda e la disinformazione, non comprendono solo giornalisti: vi sono politici, banchieri, e insieme formano una rete di grandi dimensioni. In quanto gruppi di élite, siedono in grandi organizzazioni come la Commissione Trilaterale, il gruppo Bilderberg, i grandi centri di politica estera, etc.. Queste persone formano gruppi di élite speciali nel mondo, pertanto che possibilità ha un comune cittadino di riconoscere il sistema? Quello che io ho fatto per il mio paese è stato leggere gli annuari di queste grandi organizzazioni quali Atlantic Bridge, Istituto Aspen, Marshall Fund e gruppo Bilderberg: se verificate chi ha partecipato alle conferenze, se seguite il loro percorso attraverso tutte queste organizzazioni, potete vedere questa rete e rendere pubblici i nomi delle persone che vi partecipano. Se seguite il percorso dei giornalisti di La Repubblica, La Stampa, della Rai, di Tele 1 etc. all’interno di queste organizzazioni vicine alla CIA, rendete i loro nomi pubblici: è quello che ho fatto io per la Germania, ho 321 nomi di giornalisti molto vicini alle agenzie di intelligence che perlopiù diffondono propaganda e disinformazione. Per favore, fate lo stesso in Paesi come l'Italia, rendeteli pubblici: in questo modo anche l'uomo della strada non pagherà più per ricevere quella propaganda. Questo è quello che vi chiedo: distruggete queste reti dell’intelligence nei media, nella politica e nella finanza.

Blog: qualcuno ha insinuato che ci siano grandi interessi sovranazionali dietro le sue confessioni. Come risponde a queste accuse?

U. Ulfklotte:Nessuno mi ha mai chiesto di scrivere questo libro, tranne un giornalista, che è appena mancato, a oltre novant’anni di età. Ho deciso io di scriverlo, non nell’interesse di qualche gruppo, non per denaro o per fama o per altri interessi, perché se consideriamo quello che potrebbe succedere se mi denunciassero, andrei in prigione per il resto della mia vita, se solo una frase di questo libro non fosse corretta. Ho scritto questo libro non nell'interesse di altre persone o altri gruppi, l'ho scritto perché ho avuto tre infarti, il mio stato di salute non è buono, sono stato un corrispondente di guerra e i miei medici dicono che non mi resta molto da vivere, pertanto ho scritto questo libro perché volevo avere la coscienza pulita e lasciare questo mondo con un messaggio, quello di non seguire il mio esempio, manipolando e imbrogliando le persone nell’interesse di piccole élite che vogliono solo arricchirsi, tradendo tutte le persone coraggiose che ci sono là fuori. Grazie. Passate parola!" Udo Ulfkotte

 
(continua...)

17 Nov 2014, 18:25 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (301)
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Press obituary 6: Robotic journalism #pressobituary

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"Questo sesto post sulla morte dei giornali sarà inserito nello studio "Press obituary" di prossima pubblicazione su questo blog. La fine dei giornali è una delle cose più prevedibili del nostro futuro, gli unici che non lo sanno ancora sono i giornalisti. Si tratta solo di stabilire la data del decesso che da Stato a Stato varia tra i 5 e i 10 anni.

Il tema di oggi è il "robotic journalism", l'utilizzo di programmi di content management che combinano intelligenza artificiale, analisi di dati e programmi ad apprendimento continuo che producono contenuti non distinguibili da quelli scritti da un giornalista. Da alcuni anni la crescita esplosiva dei Big Data ha reso obbligatoria l'estrazione e la validazione dei dati da parte di algoritmi e programmi specializzati, impossibile per un essere umano per la quantità enorme dei dati prodotti continuamente. Oggi il 90% dei dati esistenti è stato creato negli ultimi due anni. In sostanza i programmi sostituiranno i giornalisti nella maggior parte della scrittura di articoli o, nel migliore dei casi, forniranno loro il materiale per un'analisi approfondita.
Articoli creati da programmi esistono già da anni nei settori della finanza, dello sport e della meteorologia. Quest'anno l'Associated Press ha deciso di pubblicare i rapporti di bilancio delle società, i cosiddetti "quaterly earning reports", avvalendosi di una società di robotic journalism, l'Automated Insights, che consentirà di creare 4.400 rapporti per gli Stati Uniti invece dei 300 attuali.
In futuro come in Highlander il numero di giornalisti diminuirà, ma crescerà la qualità dei superstiti. Già oggi i lettori on line cercano gli opinionisti di cui si fidano direttamente sui loro Facebook che spesso fanno numeri superiori alla testata on line che li ospita. Un futuro con meno giornalisti, ma credibili e senza testate e ed editori. I giornali non gli serviranno più." Gianroberto Casaleggio

Post precedenti:

- Press obituary/1 Pubblicità
- Press obituary/2 Estinzione
- Press obituary/3 Iceberg Italia
- Press obituary/4: Pure Player 2013
- Press obituary/5: I gruppi editoriali

 
(continua...)

17 Nov 2014, 08:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (206)

Non può piovere per sempre #nonpuòpioverepersempre

Non può piovere per sempre
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Fessura, crepa. voragine. Tra il Paese reale e quello della "cosiddetta" politica si sta allargando sempre più la distanza. L'informazione è diventata propaganda. Nelle all news televisive ha ormai assunto una dimensione comica e surreale come in un racconto di Ionesco. Mentre il giornalista in ginocchio di turno intervista l'ebetino o un qualunque membro del governo, che sparano le loro mirabolanti cazzate di giornata per rassicurare il Paese, sotto l'immagine scorre la striscia con le notizie di fallimenti di aziende, di disastri naturali, di immigrazione fuori controllo, di tagli selvaggi (pudicamente chiamati lineari) allo Stato sociale. Sembrano sottotitoli all'incontrario. I tweet del Paese contro i tweet del Sistema. Montanelli aveva nella sua Storia d'Italia ribattezzato i vari periodi con diversi nomi. Uno, riferito al periodo 1978 - 1993, è stato "L'Italia degli anni di fango", un titolo quanto mai attuale. L'Italia sta sprofondando nel fango mentre questi fanno le "riforme" perché "ce lo chiede l'Europa". Tra un po' Genova scivolerà in mare e nessuno avrà alcuna responsabilità. La colpa sarà della pioggia. La manutenzione ordinaria non genera maxi tangenti al contrario delle Grandi Opere come il Mose o la Tav, non convengono ai partiti. L'Europa non chiede all'Italia di intervenire sul dissesto idrogeologico? Che strano... L'Europa vorrebbe invece la riduzione degli spazi di democrazia con l'abolizione sostanziale del Senato, una legge elettorale decisa sulla base degli interessi dei partiti con la collaborazione del noto "statista" pregiudicato Berlusconi, la schiavitù dei lavoratori attraverso l'abolizione dell'articolo 18? Ma questa roba, che chiamano "riforme", come chiamare cioccolato svizzero la merda, serve a far ripartire l'economia o mantenere in sella i poteri pro euro? Davvero l'Europa ci chiede questo? E chi? La frattura tra il Paese reale e i ministri che mangiano brioches con riti che ricordano quelli bizantini e pensano solo a mantenere la poltrona sotto il culo è sempre più ampia. Difficile che si rimargini. Diventerà crepaccio. Tor Sapienza a fuoco gli sgomberi forzati delle occupazioni abusivi delle case popolari a Milano sono solo l'inizio di una guerra tra poveri. E questo avviene mentre si tagliano le forze dell'ordine e si introducono norme che impediscono nei fatti gli arresti. Ma in che Paese vivono Renzie e Alfano? In quello delle fate? Hanno una bomba sotto il culo e morti di pioggia sulla coscienza e fanno solo comizi.
In Australia fa caldo, lì le stagioni sono rovesciate rispetto all'Italia e ci sono anche i koala per la first lady di Rignano
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Intanto qui si muore affogati per strada. Ma, come nel film "Il Corvo": "non può piovere per sempre".

 
(continua...)

16 Nov 2014, 15:02 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (387)
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Il Governo disarma le forze dell’ordine #cittadinisenzadifesa

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"Sono tempi duri. Servono sacrifici. E sull’altare si può sacrificare anche la sicurezza nazionale. Tutto ciò ha un nome. Si scrive: “Riorganizzazione delle specialità e dei servizi specializzati”, lanciata dal ministero dell’Interno lo scorso 6 novembre. Si legge: eliminare centinaia di presidi territoriali di polizia, carabinieri e guardia di finanza.
Risparmi utili” li declama chi sta nelle stanze dei bottoni. In realtà si tratta di soppressioni, accorpamenti, allargamenti e declassamenti. Il Governo taglia tutti i reparti speciali, quelli dotati di alta specializzazione ed esperienza specifica, trasferendo tutto il personale ad altri incarichi di cui non hanno la stessa competenza ed efficacia.
Il risultato atteso è il collasso operativo dei rimanenti presidi territoriali che si troveranno a gestire tutto il carico di lavoro delle sezioni soppresse. La logica interna al Palazzo è misteriosa. Creare nuove squadre con personale esterno alla specializzazione significa duplicare le competenze, spendere di più e non essere efficienti. Non vi sarà risparmio economico, si disperderanno specializzazioni ed esperienze. L’opposto della razionalizzazione. E tutto a discapito della sicurezza dei cittadini.
Il M5S ha già presentato un’interrogazione parlamentare e chiesto che Alfano venga a riferire sulla situazione. Ci si chiede cosa accadrà in quei territori dove esiste un unica caserma o un unico commissariato nel raggio di decine di chilometri. Cosa succederà in quei territori dove uno sparuto drappello di uomini e donne delle forze dell'ordine sono l'ultimo avamposto dello Stato?
La sicurezza dei cittadini non è un costo, ma un investimento.
Possiamo opporci a questo piano di tagli senza criterio: controllate il documento, controllate se anche il vostro territorio rientra tra quelli delle soppressioni e segnalateci alla mail m5s.sicurezza@gmail.com la necessità o meno di mantenere o sopprimere i presidi locali." Roberta Lombardi, portavoce M5S Camera

 
(continua...)

16 Nov 2014, 09:59 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (159)
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