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Parlamento in piazza - risultati

parlamentoinpiazza.jpg

>>> Le votazioni online si sono concluse. Hanno partecipato alla consultazione in 21.569. E queste sono le preferenze espresse:
Favorevoli alla proposta di Beppe: 17.770
Contrari alla proposta di Beppe: 3.799
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato. <<<

Ieri ho incontrato a Roma i parlamentari a cui ho sottoposto la proposta del Parlamento in piazza che è stata votata a larga maggioranza. Di seguito il testo del mio discorso e infine la richiesta del voto degli iscritti al M5S sulla proposta:

"Il tempo è (quasi) scaduto. Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti della democrazia. Abbiamo pensato di migliorare il Paese attraverso le leggi popolari di Parlamento Pulito, prima vera riforma della legge elettorale, era il 2007 (leggi mai discusse in due legislature nonostante 350.0000 firme raccolte), con referendum sulla libera informazione, era il 2008 (referendum mai presi in considerazione dalle altre forze politiche e le cui firme furono cassate da Carnevale il giudice ammazza-sentenze). Ci siamo organizzati quindi in gruppo politico, il M5S, e siamo riusciti senza finanziamenti pubblici, con tutti i media contro, a diventare il primo soggetto politico nel febbraio del 2013. Da allora nei confronti del M5S c'è stata una guerra senza quartiere mai vista prima in Italia per delegittimarlo, spaccarlo, da parte del Sistema. Pd e Pdl, Napolitano regista, si sono inventati le larghe intese per tagliarci fuori, come due gangster che si spartiscono il territorio pur di non mollare nulla. Più di 160 cittadini incensurati sono entrati in Parlamento. Proposti dal basso da altri cittadini. Hanno lavorato duro per un anno e mezzo, fatto proposte di legge, emendamenti, interpellanze. Sono stati completamente ignorati, come se non ci fossero. Come se non rappresentassero milioni di elettori. Considerati come cani in chiesa. Ed ora assistiamo impotenti, grazie a partiti corrotti e complici, a un Presidente della Repubblica impresentabile e a un condannato in via definitiva. il cui partito è stato fondato con il concorso della mafia allo scempio della democrazia. Nessuna delle nostre istanze è presa in considerazione. Ci guardano con il sorriso sarcastico di chi ha il potere per diritto divino, di: "Io sono io e tu non sei un cazzo" e ci ignorano. Allora, che ci rimaniamo a fare in Parlamento? A farci prendere per il culo, a sostenere un simulacro di democrazia mentre questi fanno un colpo di Stato? Rimarremo ancora fino a quando sarà possibile cercare di impedire il colpo di Stato con l'eliminazione del Senato elettivo. Dopo, se questi rottamatori della Costituzione non ci lasceranno scelta, ce ne andremo. Meglio uscire e parlare con i cittadini nelle piazze di Roma e d'Italia, meglio fare agorà tutti i giorni tra la gente che reggere il moccolo ai traditori della democrazia e della Patria. Li lasceremo soli a rimestare le loro leggi e usciremo tra i cittadini. Aria fresca." Beppe Grillo

29 Lug 2014, 09:58 | Scrivi | Commenti (1333) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: beppe grillo, movimento 5 stelle, parlamento in piazza



Arriva la dittatura

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"Questo è certamente il peggior Presidente della Repubblica che ci sia mai stato. Segni e Cossiga gli fanno un baffo! Già lo sapevamo, ma adesso sta andando oltre ogni limite. E’ in corso un tentativo di revisione costituzionale senza precedenti, che tocca la stessa forma di governo della Repubblica, non dico che nel merito questo sia un bene o un male, che si debba fare in un modo più che in un altro, dico soltanto che, per la sua importanza è il maggiore mai profilatosi in sessantasei anni dalla proclamazione della Carta costituzionale. Si immagina, pertanto, che la discussione debba essere al livello delle ambizioni di dare agli italiani un nuovo ordinamento costituzionale e che questo richieda il tempo e la profondità di discussione necessari, e questa dovrebbe essere materia riservata al Parlamento. Soprattutto, che la discussione avvenga nel modo più libero, senza condizionamenti di sorta del Parlamento.
Invece abbiamo:
- una iniziativa di governo discussa e decisa da un Parlamento eletto con un sistema elettorale dichiarato incostituzionale
senza un ampio consenso fra le forze politiche presenti in Parlamento, ma deciso sostanzialmente solo da due, di cui una rappresentata da un interdetto dagli incarichi pubblici e perciò decaduto dal Senato con modalità anomale che applicano un contingentamento dei tempi, che sarebbe tollerabile per una legge ordinaria, ma che non lo è affatto per una riforma costituzionale.
- tutto questo si aggiunge un Capo dello Stato, che ha giurato fedeltà alla Costituzione (quella vigente, non una qualsiasi Costituzione presente o futura) e che dovrebbe svolgere funzioni di garante super partes, che invece si spoglia della maglietta dell’arbitro per indossare quella di centravanti di una delle due squadre e che interviene a gamba tesa nella discussione, minacciando lo scioglimento delle Camere se non dovesse passare la riforma voluta dal governo.

Insomma: se non è un colpo di Stato ci manca davvero poco!
Il Presidente minaccia lo scioglimento delle Camere non si capisce bene per quale motivo formale: non c’è una crisi di governo insolubile, non c’è un blocco dell’attività legislativa. Certo: questo Parlamento non è rappresentativo del corpo elettorale, ma questo lo sapevamo già dalla sentenza della Corte costituzionale, quel che non ha impedito al Presidente di considerarlo pienamente legittimo, al punto di avviare (proprio lui!) una riforma dell’art 138 con procedure assolutamente incostituzionali. Insomma, adesso lo sciogliamo perché non fa quello che il Presidente vorrebbe?
Ma, poi, che minaccia sarebbe questa? Votare per la palese non rappresentatività di questo Parlamento era la richiesta delle opposizioni (in particolare del M5s), già dai primi del 2014, per cui, in sé la decisione sarebbe pienamente condivisibile e sarebbe quello che andava fatto già in Primavera. Ma, sia chiaro, non con una legge elettorale nuova: se si deve sciogliere il Parlamento perché non più rappresentativo, non può, quello stesso Parlamento, decidere sulle regole con cui eleggere il successivo e, per di più, con regole che somiglierebbero terribilmente a quelle già dichiarate incostituzionali. Bisognerebbe votare con il “Consultellum”, cioè la vecchia legge Calderoli senza premio di maggioranza e con preferenze. Magari! Il Pd potrebbe sognarsi l’attuale maggioranza assoluta alla Camera ed avremmo un parlamento di eletti e non di nominati.
Ma, qualcuno dice, prima votiamo l’Italicum che è già passato alla Camera ed attende solo il voto del Senato. Solo che è per lo meno discutibile che una Camera sciolta possa discutere e votare una nuova legge elettorale, perché lo scioglimento mette immediatamente in moto la macchina elettorale, con le sue norme per la definizione dei collegi, la formazione delle liste ecc per cui, una volta avviata non si possono modificare le regole in corso d’opera. Dunque, occorrerebbe prima cambiare la legge elettorale per poi votare. Ma in quali tempi? E con quale certezza di risultato? E se il Senato bocciasse l’Italicum? In fondo avrebbe tutto l’interesse a farlo per impedire il suo stesso scioglimento.
Basterebbe anche solo che ne modificasse qualsiasi per doverlo rispedire alla Camera. Inoltre, il calendario del Parlamento è già pieno di adempimenti irrinviabili (ad esempio l’elezione dei membri laici del Csm, senza dei quali, l’organo non può insediarsi). Dunque, si tratterebbe di uno scioglimento “a futura memoria” o se preferite “a babbo morto”. Poi c’è un altro problemino: il Senato non è stato abrogato per cui, intanto, occorrerebbe rieleggerlo e, siccome l’Italicum riguarda solo la Camera, occorrerebbe rieleggerlo con la legge Calderoli che non è stata toccata dalla sentenza della Corte. Sulla carta, stando alle elezioni di maggio, il Pd potrebbe conquistare la maggioranza assoluta anche al Senato vincendo in tutte le regioni, ma chi può garantire che si riproduca lo stesso risultato? I sondaggi per il Pd sono buoni, ma non sarebbe la prima volta che poi le urne lo rovescino. In fondo, c’è stata una marea di astenuti che potrebbero tornare a votare e non è detto che l’elettorato reagisca bene a quella che, a tutti gli effetti, sarebbe una grave sconfitta politica di Renzi. E saremmo di nuovo all’anatra zoppa con due maggioranze diverse fra Camera e Senato. L’unico vantaggio per Renzi sarebbe quello di togliersi dai piedi gli oppositori massacrando bersaniani, cuperliani e civatiani che, però, consci di questa possibilità, potrebbero iniziare a muoversi in modo diverso dal previsto, compreso il rischio di una scissione che metterebbe in forse lo strepitoso successo che Renzi si attende.
Poi ci sono altri piccoli problemi da risolvere: votare va bene, ma quando? In autunno è teoricamente possibile, ma solo rinunciando ad ogni nuova legge elettorale, perché non ci sarebbe il tempo di farla. Inoltre non è mai successo che un paese votasse mentre il suo capo del governo è il presidente di turno nel “semestre europeo”.
Nella primavera prossima: non prima di marzo, perché, in caso di legge elettorale nuova occorrerebbero i tempi tecnici per rifare i collegi e poi ci sono le regionali ed un abbinamento è impossibile per legge. Poi a maggio inizia l’expo e le due cose si intralcerebbero a vicenda e, sino alla fine del 2015 non se ne potrebbe parlare. Ci sarebbe la possibilità di votare a marzo per le regionali ed aprile per le politiche, ma i primi ad insorgere sarebbero i corpi di polizia che sarebbero assoggettati ad un tour de force fra regionali, politiche ed expo, inoltre dopo le regionali ci sarebbe il rischio di un “effetto saturazione” con conseguente astensionismo. Si potrebbero invertire le date, ma occorrerebbe procedere con legge apposita… Insomma, come la voltate e la girate, la scadenza del 2015 sarebbe molto disagevole e dovremmo andare al 2016. E questo cosa è? Uno scioglimento a scoppio ritardato? E Napolitano nel frattempo resta sempre al Quirinale? Insomma, come minaccia, questa dello scioglimento non mi pare una grande minaccia. Il che non toglie che Napolitano sia sempre più un pericolo per la democrazia in questo paese. Bisognerà pensarci".
Aldo Giannuli

 
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28 Lug 2014, 14:50 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (676)

Volantino

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28 Lug 2014, 12:40 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (103)

Braccia rubate all'agricoltura

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Quello che segue è un articolo a firma di Gabriella Cerami pubblicato sull'Huffington Post. Ulteriori commenti sono inutili.

"La trattativa sulla legge elettorale, negli ultimi giorni, gli è sfuggita di mano. Dunque Beppe Grillo domani arriva a Roma con l'intento di rimettere ogni cosa al suo posto. Dopo una settimana di passi in avanti e poi di retromarce ("trattiamo con il Pd", "no, tempo scaduto, non trattiamo più"), si tireranno le somme.
Il leader M5S è atteso nella Capitale dopo pranzo per incontrare i gruppi parlamentari di Camera e Senato, ma prima dell'assemblea congiunta con i deputati e i senatori, è con Luigi Di Maio che avrà un faccia a faccia. Con quello considerato da tanti il suo delfino, scelto per dialogare con il premier perché tra tutti è colui che ha un profilo più istituzionale, ma che adesso è stato delegittimato dallo stesso Grillo e da Casaleggio, che non hanno gradito la decisione di fissare un nuovo appuntamento con i democratici per continuare a trattare sulla legge elettorale.
Così domani bisognerà stabilire la nuova strategia da mettere in atto e soprattutto cosa fare in quella che si prospetta una settimana di fuoco. "Faremo iniziative fuori e dentro il palazzo", fanno sapere i pentastellati reduci dalla "marcia democratica" sul Quirinale. "Dobbiamo sensibilizzare le persone e sopratutto far capire loro che noi non vogliamo bloccare le riforme. Vogliamo una riforma fatta bene nel rispetto delle regole democratiche".
Ed è di regole democratiche che i grillini vogliono parlare accusando il premier e il governo tutto di essere autoritari. In fondo, fanno notare, "noi abbiamo presentato 200 emendamenti, non è giusto aver contingentato i tempi". La battaglia è contro il premier reo di aver definito la protesta di giovedì scorso "una passeggiata". "La nostra manifestazione sotto al Quirinale, contro gli attacchi alla democrazia e alla Costituzione da parte del governo Renzi, deve aver spaventato quest'ultimo ancora più di quanto credevamo", scrive su Facebook il senatore M5S Nicola Morra. Il premier ha usato "arroganza per declassare la nostra protesta pacifica. Passeggiatina? Sembravamo pochi, certo. Pero' Renzi forse non considera i milioni di cittadini al nostro fianco dei quali siamo portavoce! Hanno cercato di minimizzare chiamandola 'Rivoluzione Selfie' per via delle foto che abbiamo pubblicato sui social network. Si chiama informazione (altra cosa che non piace a chi disprezza la democrazia)", attacca ancora Morra mentre allo studio ci sarebbe altre azioni eclatanti. Sicuramente preteste in Aula. abbandono dei lavori e manifestazioni in piazza.
Domani però, durante l'assemblea congiunta, non si parlerà solo di riforme. Bisognerà eleggere il nuovo direttivo dei gruppi e anche il tesoriere. Mentre Federico D'Incà dovrebbe subentrare a Riccardo Nuti come presidente giuridico del gruppo a Montecitorio. Infine, secondo quanto viene raccontato, in agenda, ci sarebbe un altro tema che scotta e che ancora non è stato toccato: "il licenziamento", secondo alcuni, "l'abbandono", secondo altri, di Nicola Biondo, responsabile comunicazione del gruppo alla Camera. In tanti, tra i parlamentari, si pongono domande senza ricevere risposte. Grillo e Casaleggio dovrebbero dare spiegazioni anche su questo. Ma il condizionale, si sa, è d'obbligo".
Gabriella Cerami - HuffingtonPost

 
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28 Lug 2014, 09:58 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (197)

Le balle economiche di Renzie

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"Il Governo Renzi, impegnato al braccio di ferro sulle riforme costituzionali care alla P2, nasconde la testa sotto la sabbia negando l’evidenza di dati ed indicatori economici sempre più preoccupanti ed allarmanti, che necessitano di una robusta ed inevitabile manovra autunnale di aggiustamento, evidente anche agli studenti ai primi anni dei corsi di economia per corrispondenza, da 24 a 36 miliardi di euro.
Debito-Pil: in Italia nel primo trimestre 2014, il rapporto tra debito pubblico e Pil, che secondo i parametri europei dovrebbe attestarsi al 60%, è salito al 135,6% dal 132,6% del trimestre precedente. Con un aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando si attestava al 130,2%. A maggio 2014 il debito è cresciuto a 2.166,3 miliardi di euro, con un incremento di 92 mld di euro rispetto a 12 mesi prima. Nell'UE e nella zona euro in rapporto al Pil, il debito italiano è secondo solo a quello greco, che alla fine del primo trimestre era al 174,1%.
Crescita economica: Il Def del Governo aveva stabilito un rapporto Debito/Pil al 134,9%, basato sulla proiezione di crescita del Pil per il 2014, pari allo 0,8% ed un rapporto di indebitamento netto del 2,6% sul Pil. Sia Bankitalia (+0,2%) che FMI (+0,3%), nel prevedere una crescita più bassa, ritengono inevitabile un buco nei conti che dovrà essere ripianato.
Spesa pubblica: invece di diminuire è aumentata nei primi 5 mesi del 2014, passando da 181,9 miliardi di euro a 206,7 con un incremento di 25 miliardi di euro.
Privatizzazioni: il Def, che dava conto di esborsi al Fondo Salvastati o Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) per 92,552 miliardi di euro nel biennio 2012 (36,932 mld euro) e 2013 (55,620), aveva stabilito proventi da privatizzazioni pari allo 0,7% del Pil (quindi per 10,9 miliardi di euro), diventati una chimera.
Disoccupazione: a maggio (Istat) sale ancora il tasso di disoccupazione che si porta al 12,6% rispetto al 12,5% del mese precedente. I giovani senza lavoro sono il 43%, con 2,3 milioni di occupati in meno sotto i 35 anni dal 2004.
Fisco: la pressione fiscale, pari al 43,8%,per le imprese arriva al 68,6 % sui profitti, dati che non hanno eguali in tutta Europa e non sono riscontrabili neppure tra i grandi paesi industriali extra Ue.
Consumi: Prosegue il tracollo delle vendite al dettaglio calate del 3,5% su base annua. L’andamento nell’indicare una fase recessiva, conferma che la voce “Consumi interni privati” costituisce circa il 60% del PIL Italiano, per cui se non si riprende questo indicatore, difficilmente il PIL si “riprende”.
Sofferenze bancarie: 168,5 miliardi di euro a maggio, con un apporto sofferenze impieghi pari all’8,9%;
Conti Correnti: i costi di gestione dei conti correnti, più elevati della media Ue di un +225%, dove sono attestati a 114 euro, 257 euro in più su ogni conto fissato in Italia a 371 euro contro 114 (+225%), che si traduce in costi complessivi di 6,7 miliardi di euro in più l’anno a carico di famiglie ed imprese.
Tassi mutui: la presunta maggiore solidità delle banche italiane, è stata pagata da correntisti ed utenti dei servizi bancari, che continuano a pagare su ogni mutuo trentennale di 100.000 euro (fissato oggi al tasso del 5,11% in Italia contro 3,79% dell’area euro), uno spread di circa 30.000 euro in più alla scadenza dei mutuatari europei.
RCAuto: dal 1994 (ultimi 20 anni), i costi delle polizze (per una cilindrata media) sono aumentati di oltre il 254%, non giustificati dall’andamento dell’incidentalità’. Tra il 2008 e il 2013 in Italia gli automobilisti hanno pagato 231 euro annui in più rispetto alla media Ue (con un aggravio di circa 8,5 miliardi di euro l’anno a carico dei cittadini)”.
Corruzione: Corruption Perceptions Index 2013, la lista dei 177 Paesi più corrotti al mondo, redatta dalla Ong Trasparency International, assegna all’Italia il 69esimo posto nella classifica, tra il Montenegro e il Kwait. Tra gli indici presi come riferimento, attraverso un punteggio che va da 0 (molto corrotto) a 100 (non corrotto), nella percezione della corruzione, c'è l'analisi del settore pubblico, seguita dall'abuso di potere, dagli scarsi livelli di integrità e gli accordi segreti. Fattori che non solo opacizzano la governance di un Paese, ma che lo indeboliscono anche dal punto di vista economico e sociale.
Per queste ragioni in autunno, arriverà una manovra lacrime e sangue, da 24 a 30 miliardi di euro per tappare il dissesto dei conti pubblici, sui quali incombono fiscal compact e pareggio di bilancio".
Elio Lannutti

 
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27 Lug 2014, 14:12 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (478)

Immigrati, cause ed effetti

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Il pietismo peloso verso gli immigrati clandestini che muoiono annegati, che fuggono dai loro Paesi verso l'ignoto nasconde sempre le motivazioni per cui delle persone sono costrette ad abbandonare le loro Patrie, i loro affetti per un salto nel buio. Noi siamo allo stesso tempo carnefici e salvatori dal cuore di pietra. che fanno mostra di sé a Lampedusa o con discorsi sull'accoglienza sempre disattesi. Quando infatti questi poveri cristi arrivano, non vengono accolti, ma lasciati a sé stessi o rinchiusi in qualche centro.Non sono mai discusse le cause di questi esodi, ma fotografati solo i loro effetti perché fa comodo e anche molto radical chic (quanto ci sentiamo più buoni...). Chi vende armi ai Paesi di questi fuggitivi? Chi li bombarda allegramente? Chi ne sfrutta le risorse (spesso enormi)? Governi, multinazionali, aziende produttrici di armi. Sono queste le cause, ed è qui che bisogna intervenire, non sugli effetti, non sui barconi, ma nessuno apre bocca. Pecunia non olet. Le persone che muoiono annegate nel Mediterraneo, muoiono due volte, la prima in mare, la seconda per la nostra ipocrisia.

 
(continua...)

27 Lug 2014, 10:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (236)

Dazi sociali

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Come competere in un mondo globale dove in alcuni Paesi vengono negati i diritti minimi per i lavoratori, che hanno un costo per le imprese, e non sono obbligatorie misure per la protezione dell'ambiente? Se due Paesi producono la stessa merce e uno usa gli schiavi e la distruzione del territorio, per chi invece ha raggiunto delle conquiste dopo secoli di battaglie sociali e ambientali non c'è possibilità alcuna di competere. Ha perso in partenza. I suoi prodotti costeranno sempre di più dei concorrenti, L'unica possibilità è rinunciare a diritti acquisiti e importare schiavitù. Che è poi quello che sta avvenendo. La parola Dazi da quando il capitalismo selvaggio ha preso il sopravvento e la parola "globalizzazione" ha sostituito nell'immaginario il progresso è un tabù. Ma va ripristinata. Chiamiamola "dazio sociale". Se in un Paese non ci sono protezioni sociali per i lavoratori e questo vuole esportare in un altro dove ci sono dovrà pagare dazio fino a un riequilibrio dei costi di produzione. Altrimenti vengono di fatto istituiti vasi comunicanti della schiavitù nel mondo e, in nome della concorrenza, sono aboliti nel tempo tutti i diritti dei lavoratori. Un mondo di schiavi La globalizzazione deve essere giocata ad armi pari e va riequilibrata con l'introduzione dei dazi. Le aziende italiane non possono competere con aziende straniere se non ad armi pari. Non possiamo giocarci la nostra economia e tanto meno le tutele per i lavoratori in nome della globalizzazione selvaggia. L'applicazione delle regole di tutela ha dei costi. O li pagano tutti, o si torna ai dazi, o meglio ai "dazi sociali".

 
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26 Lug 2014, 15:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (526)

Una risata li seppellirà

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"Quello che sta succedendo in questi giorni alla Camera ed in Senato è a dir poco grottesco, soprattutto l’agilità degli uomini di governo, che ad ogni costo vogliono arrivare a far accettare dal Parlamento leggi impossibili, per non dire indegne. Questa situazione sta assomigliando sempre più ad una farsa di Aristofane, Antifane o di Menandro, dove logica e ragione vengono buttate a sguazzare nel lerciume delle cloache.
C’è di che sghignazzare ad ogni sortita del gruppo governativo fino allo scompiscio. Ma come diceva Mirone di Corinto, per intendere la comicità di un gesto folle della politica bisogna essere informati e saper leggere l’assurdo becero che sta dentro ogni programma esposto a comando dal nocchiero che spinge la barra del timone.
“Il riso abbonda sulle labbra degli stolti”, diceva un saggio del Senato romano. Mai sentenza più falsa e cialtrona fu pronunciata al mondo. Infatti gli stolti non ridono. Restano attoniti davanti ad ogni lazzo o battuta ironica, specie se sottile. Lo stolto ride solo se sollecitato da una situazione palesemente triviale, ovvia e scontata. Ascoltando un’ironia di gusto intelligente rimane immancabilmente allocchito.
È quello che succede oggi a una gran quantità di pubblico, ascoltando le capovolte acrobatiche messe in campo dai furbacchioni di potere. Non riescono a riconoscere l’inganno e la sfacciataggine ipocrita che i conducenti si stanno inventando per far passare quelle infamie ad ogni costo.
È il problema posto dall’opposizione con la valanga di emendamenti sulla riforma costituzionale che abolisce il Senato elettivo. E quindi si ricorre un’altra volta puntualmente alla ghigliottina. È un’invenzione paradossale, assurda. Qualcuno l’ha chiamata “oscena”. L’effetto equivale all’esplosione di una carica di tritolo che fa saltare in aria il pacco degli emendamenti, un bel botto e il problema sparisce all’istante. L’opposizione urla indignata e la maggioranza, stupita, ribatte: “Perché tanta caciara? Che c’è di strano?”. “Questa tagliola è un atto infame! Oltretutto incostituzionale!”. “Piano con le offese, noi agiamo nell’interesse, anzi, per volontà del popolo”.
E qui un pubblico degno di rispetto dovrebbe esplodere in una risata a sganascio, e urlare: “Ma quale popolo? L’avete un’altra volta imbesuito, messo con il sedere in umido quel popolo, costretto a guardare ma non reagire”.
Ormai aspettiamo di giorno in giorno l’apparire dell’uomo che s’affaccia solo al balcone per proporci finalmente il pensiero unico. Ma alla sua sortita non possiamo restare con la faccia attonita e indignata. Bisogna saperlo accogliere con una gran risata. Il riso si dovrebbe insegnare fin dalle scuole elementari. Spiegare ai bimbi che ridere significa intelligenza e conoscenza, che solo i popoli che ne fanno uso sono composti da gente civile.
Per la prima volta dopo tanto tempo, ecco che finalmente l’opposizione, formata anche da personaggi inconsueti in una protesta democratica, sale al Quirinale, chiedendo di poter parlare con il capo dello Stato, un uomo sempre disponibile (specie se deve incontrare gente che la pensa come lui) a dare buoni consigli, a commuoversi persino, davanti ai loro applausi e complimenti adulatori, fermando lacrime che gli rigano il viso. Ma davanti a questo gruppo di facinorosi no, il nostro beneamato presidente non può scendere per ascoltarli. “Sono lievemente indisposto” fa dire. Mi aspettavo una risata, ma siamo evidentemente fuori allenamento. Per intendere l’assurdo smaccato bisogna essersi preparati a interpretare ogni paradosso.
A 'sto punto avrei urlato di gioia, vedendo arrivare di fronte al parlamento un gruppo di ragazzi che spingono una ghigliottina a grandezza naturale, su ruote magari, al canto di “Allons, enfants de la Patrie”.
È troppo presto. Per riscoprirci spiritosi abbiamo bisogno di entrare in partita.
Ma tornando ai temi della commedia satirica dobbiamo ammettere che ci si sta muovendo verso la nascita di una coppia di partiti gestiti smaccatamente da un giovane toscano dalla parola facile e da un condannato alla galera riabilitato. Quest’ultimo, poveretto, andava a ragazzine senza sapere che rischiava una condanna per prostituzione minorile. Un brav’uomo, candido, che pagava un numero enorme di Olgettine da spasso, alloggiandole in un residence a poca distanza da casa per averle sempre sottomano.
Questa strana coppia sta imponendo uomini scelti da loro, mossi come burattini, e minaccia di espellere chiunque si ponga in contrasto con la loro guida e soprattutto insulta e chiama rozzi mestatori coloro che fanno riferimento alla P2 a proposito del loro modo d’agire.
E, a 'sto punto, penso che imparare tutti ad emettere risate corali ben modulate sia importante, ma non basti. Davanti a questa vergognosa imposizione autoritaria dobbiamo apprendere insieme ad emettere in coro giganteschi pernacchi frastornanti, al punto di svegliare tutto il popolo dei dormienti avvolti nell’oblio".
Dario Fo

 
(continua...)

26 Lug 2014, 10:08 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (315)

The P2 brothers - #sidicep2

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(continua...)

25 Lug 2014, 16:53 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (344)

Aridatece er puzzone

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Un Parlamento votato con una legge incostituzionale, un presidente della Repubblica che nomina come e peggio di un monarca tre presidenti del Consiglio senza passare dalle elezioni, un patto per cambiare la Costituzione di cui nessuno sa un beneamato cazzo fatto con un pregiudicato. Ora si vuole eliminare il Senato elettivo inserendovi i gerarchetti locali dei partiti e una Camera di nominati. Questo si chiama colpo di Stato. Mussolini ebbe più pudore. non lo chiamò "riforme".
Il regista di questo scempio è Napolitano che dovrebbe almeno per pudore istituzionale dimettersi subito e con il quale le forze democratiche non dovrebbero avere più alcun rapporto. Il M5S non terrà d'ora in poi alcun contatto con un uomo che ha abdicato al suo ruolo di garante della Costituzione. Si spera che anche altre forze politiche si associno e lo isolino prima che sia troppo tardi, prima del buio a mezzogiorno. La via d'uscita da questa situazione è rappresentata da nuove elezioni, la legge c'è. E' quella emendata dalla corte costituzionale, con le preferenze e senza un abnorme premio di maggioranza. Il M5S non ha paura di tornare alle urne per rilegittimare il parlamento, anche domani se necessario. La minaccia di Renzie di nuove elezioni è una pistola scarica e lui lo sa.

 
(continua...)

25 Lug 2014, 11:21 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (575)

Ghigliottina al Senato

Vogliamo un Senato eletto dal popolo!
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"Ci sono voluti tre anni di dibattito per arrivare alla nostra Costituzione. Ora in piena estate, in sole 115 ore vogliono stravolgere tutto. Il Governo Renzi ha imposto la "ghigliottina" che taglia i tempi per la discussione sulla contro-riforma. In questo modo il governo viola l'articolo 72 della Costituzione il quale prevede che: "La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale". Renzi ha ordinato: Abolite le elezioni per il Senato (ma non il Senato)! Raddoppiate le firme per i referendum! Quintuplicate quelle per presentare le leggi d'iniziativa popolare! Più potere al Presidente del Consiglio e Governo e meno al Parlamento e cittadini! Il tutto in una Camera che, se l'Italicum non verrà modificato, continuerà ad essere di soli nominati dai partiti. Da oggi, con il Patto del Nazareno Renzi-Berlusconi, l'Italia cambia verso... in peggio. Ancora più potere alla Casta sempre meno ai cittadini. Non lo permetteremo. Il Movimento 5 Stelle, con tutte le altre opposizioni si recherà al Quirinale".
M5S Camera e Senato

 
(continua...)

24 Lug 2014, 18:57 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (497)

La carica dei Fiorito

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"Hanno rubato soldi pubblici quando erano in Regione, ora ruberanno in Senato. Tra i tanti primati negativi che l'Italia vanta a livello europeo, ce n'è uno in particolare che i cittadini devono conoscere: siamo il Paese con il maggior numero di consiglieri regionali sotto inchiesta. L'accusa più diffusa è quella di peculato: politici che si mettono in tasca soldi pubblici, per intenderci, e che si fanno rimborsare mutande griffate e casse di champagne con i nostri soldi. Solo negli ultimi tre anni l'accusa di peculato riguarda 280 politici su 1.356 tra presidenti, assessori e consiglieri regionali. I Consigli regionali sotto inchiesta sono 17 su 20. E su 1.100 consiglieri regionali, 521 sono stati indagati, per 300 è stato chiesto il giudizio.
Numeri che farebbero tremare i polsi a chiunque, ma non a Renzi e al Ministro Boschi. Cosa prevede infatti la loro (contro)riforma costituzionale? Che i futuri senatori invece che eletti direttamente dal popolo, siano nominati dai partiti, scelti - oltre che tra i sindaci - all'interno di quei Consigli regionali che negli ultimi anni sono stati travolti da scandali e inchieste, insomma lì dove la politica ha mangiato a mani basse alla faccia dei cittadini onesti. Come dire: portiamoci i ladri in casa!
Non c'è un solo motivo valido per cui il Senato non debba più essere eletto a suffragio universale diretto! E non c'è logica, ma solo bieca miopia, nel voler trasformare il Senato nella 'Camera degli indagati': i cittadini chiedono onestà e invece con questa riforma si va nella direzione opposta. Se i politici hanno rubato quando erano in Regione, perchè non dovrebbero farlo quando sbarcheranno in Senato, dove potranno godere anche dell'immunità?".
M5s Senato

 
(continua...)

24 Lug 2014, 12:48 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (341)

Economia senza governo

"Renzi non corre più"
1:17
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"Al di là degli annunci ottimistici e delle tanto decantate prospettive di ripresa che ricordano un film purtroppo già visto (protagonista Berlusconi quando negava la crisi dinanzi ai ristoranti pieni...), qual è la situazione economica dell'Italia nell'era di Renzi? Se si guarda ai principali parametri economici c'è poco da stare allegri e l'attuale esecutivo non ha affatto cambiato rotta rispetto alle nefaste politiche di austerità attuate dai governi precedenti.
Partiamo dal debito pubblico: italiano ha segnato un nuovo record: 2.166 miliardi di euro!!! Il tanto decantato PIL, poi, pare che quest’anno non andrà oltre un modesto + 0,6 . Stima che va sempre più calando.
E’ diminuito anche il ricorso al credito: il timore e l’incertezza di non poter onorare i propri impegni ha tagliato del 7,4% l’importo medio dei prestiti personali: significa meno acquisti di beni e servizi sia di consumo che di investimento.
Il tasso di disoccupazione è ormai alle stelle: il 12,6% (al 43% per i giovani...), l'equivalente di 3 milioni e 222 mila disoccupati. Il potere di acquisto delle famiglie è calato -2,4% su base annua, -94 miliardi dall’inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo. Meno acquisti anche di beni durevoli, con una spesa calata mediamente del 18%! E a tutto questo si aggiunge un tasso di povertà assoluta pari al 16,6% della popolazione!!! In Italia ci sono 10.048.000 persone che vivono in condizioni di povertà. Tra questi 6.020.000 sono poveri assoluti, cioè non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa (9,9%). L'unico dato in controtendenza, ma solo apparente, è che crescono i depositi bancari: +67% dal 2007!!
Ma cosa significa questo? Che nessuno spende e tutti tengono i soldi in banca. Quindi la liquidità non circola e non alimenta l'economia reale. Le persone, infatti, hanno votato Renzi ma non si fidano della sua politica economica perché temono che ciò che è stato loro concesso per motivi elettorali (bonus di 80 euro) possa essere ripreso attraverso subdoli aumenti di tassazione, Ed infatti da quando si è insediato Renzi si rincorrono costantemente i timori di nuovi rincari di tasse ed imposte, purtroppo confermati.
Sul fronte della tassazione immobiliare c’è un rincaro del 60% delle tasse sull'abitazione principale rispetto ai livelli del 2013, a causa dell'introduzione della TASI: dipenderà dalle scelte dei comuni che però nel complesso non navigano in buone acque. Si paventa addirittura il rischio che la TASI sulla prima casa costi persino più dell'IMU. Per non parlare del possibile aumento della stessa IMU qualora scatti, dal primo gennaio 2015, la famigerata clausola di salvaguardia, per 671,1 milioni nel 2015 ( 17,8 nel 2016). La scure del fisco si è abbattuta anche sul risparmio delle famiglie: il prelievo sulle rendite finanziarie è passato dal 20 al 26% colpendo anche i conti correnti, i depositi bancari e postali e il risparmio gestito. Invariata solo la tassazione sui titoli di stato.
Rincari previsti anche per le accise sui carburanti: nel Decreto Irpef (quello sugli 80 euro) sono stabiliti ulteriori aumenti oltre quelli già previsti dalla legge di Stabilità. Aumentano del 700% i prelievi su smartphone, tablet e in generale sull' acquisto di dispositivi dotati di memoria digitale: beni di largo consumo che tutti i cittadini acquistano. Si pagherà dai 3 (dispositivi fino a 8 Gb) ai 4,80 euro (32 Gb) per il diritto d’autore contro gli appena 0,9 previsti fino a ieri per i telefonini. Rincari ancora più salati per altri dispositivi come pendrive e hard disk.
Non dimentichiamo, infine, l’aumento del contributo unificato del 15%, previsto nel decreto legge del 24 giugno n.90, ora al vaglio del Parlamento! Chiediamo al governo, quindi, di chiudere presto e, soprattutto bene, il capitolo delle riforme costituzionali e dedicarsi con estrema urgenza a serie e decisive riforme economiche."
Carla Ruocco, Commissione Finanze M5S

 
(continua...)

24 Lug 2014, 10:09 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (132)

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