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#Rai sotto il controllo del governo


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"La riforma della Rai annunciata ieri dal governo non libererà la tv pubblica dalla politica. Non ci sarà nessuna inversione di tendenza. Anzi, la situazione peggiorerà. È la Gasparri 2.0. Non è un'occupazione manu militari della Rai ma poco ci manca. Il blitz del giglio magico su quella che dovrebbe essere la principale azienda culturale del Paese è servito, Un disegno di legge governativo che prevede il completo controllo della Rai da parte di maggioranza e governo. Una di quelle riforme che se Berlusconi avesse solo ipotizzato avrebbe portato una mobilitazione straordinaria del centrosinistra italiano.
Il consiglio di amministrazione viene ridotto a sette membri: due scelti dal governo, due dalla Camera e due dal Senato, più un settimo membro scelto dai dipendenti Rai (ma non si sa ancora in che modo). Il Partito democratico assieme agli alleati di governo potrebbe eleggere sei consiglieri di amministrazione su sette. La maggioranza nel Cda sarà sempre espressione dell'esecutivo e delle forze che lo supportano. Quindi non cambia nulla: i partiti continuano ad avere le mani nella Rai ed esercitare potere al suo interno.
Il MoVimento 5 Stelle conserva la sua proposta. Una proposta seria che prevede l'uscita di scena della politica dalla Rai. I consiglieri devono essere scelti per il proprio curriculum, con un procedimento pubblico e trasparente, sulla base di precisi requisiti di onorabilità, competenza e soprattutto indipendenza. Non devono rispondere al potente di turno che li ha piazzati in Cda, ma lavorare per il bene dell'azienda e dell'interesse dei cittadini. Lo stesso deve valere per l'amministratore delegato, che invece si vorrebbe nominato dal Cda "sentito il governo".
Faremo opposizione, cercando in ogni modo di migliorare la riforma Rai, anche se con questi presupposti, sembra un'impresa impossibile. Si rispetti il Parlamento nelle sue prerogative, senza aut aut. Le forze politiche devono poter confrontarsi e introdurre modifiche durante l’esame. Così com’è non può andare bene. Sono necessari correttivi come
- l’individuazione di maggioranze qualificate per l'elezione dei consiglieri in modo da ampliare quanto più possibile il consenso in Aula
- la previsione di requisiti come quelli ipotizzati nella proposta di legge del Movimento 5 Stelle. - - Chi sarà chiamato a guidare la Rai non potrà provenire dalla politica: siano esclusi tutti coloro i quali negli ultimi sette anni abbiano ricoperto cariche politiche (ministri, sottosegretari, parlamentari o dirigenti di partito).
L'obiettivo deve essere una Rai finalmente libera dalle pressioni politiche, tanto dei partiti quanto del governo. So che la maggioranza del parlamento è contro questa falsa riforma. È ora di cacciare le palle!"
Roberto Fico cittadino M5S portavoce alla Camera, presidente Vigilanza Rai

29 Mar 2015, 10:53 | Scrivi | Commenti (208) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: governo, pd, rai, roberto fico, tv pubblica



#Redditodicittadinanza contro la povertà

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Il reddito di cittadinanza contro povertà e sfiducia. Dieci milioni di italiani sono sotto la soglia di povertà. La UE stessa ci ha chiesto (da tempo) di introdurre il reddito di cittadinanza che in Europa è assente solo in Grecia, Ungheria e Italia.
I nuovi dati dell'osservatorio socio-economico ixè fotografano la stagnazione dell'economia italiana ai livelli più bassi raggiunti in questi anni di crisi. L'indagine si basa su interviste sulla percezione rispetto alla ripresa dell'economia, al reddito familiare, al risparmio e alla sicurezza del posto di lavoro.

"La ripresa dell'economia e l'ottimismo di famiglie e imprese esiste solo nelle favole di Renzi e dei suoi ministri.
Entriamo nel dettaglio.
Al 12 marzo 2015 il 64% degli italiani vede la ripresa ancora lontana e il 9% crede che non ci sarà. La grande maggioranza è molto sfiduciata sull'azione del Governo Renzi (73%), mentre gli ottimisti scendono di un punto percentuale rispetto al luglio 2014 (da 25% a 24%).
Per il risparmio aumentano di ben 11 punti percentuali gli intervistati di un nucleo familiare che non sta risparmiando: dal 51% del luglio 2014 al 61% di oggi. La memorabile uscita di Renzi ("Gli italiani si stanno arricchendo") è una barzelletta ogni giorno di più.
Aumentano coloro che sono preoccupati per la perdita del proprio lavoro o di un famigliare. Il Jobs Act spaventa gli italiani. Ad oggi il 47% teme di rimanere senza occupazione nel giro di sei mesi.
Le conclusioni più interessanti, però, si traggono dalla percezione degli italiani riguardo al reddito familiare. Diminuiscono nettamente le famiglie che grazie ai redditi percepiti riescono a vivere "serenamente e senza particolari affanni" (dal 41% del luglio 2014 al 32% del marzo 2015), mentre aumentano le famiglie che riescono a "pagare appena le spese" (dal 41% al 52%). Questo significa che la classe media sta scomparendo, erosa dall'austerità, dalla pressione fiscale e dalla repressione salariale. Ma a (non) sorprendere è il dato sulle famiglie più ricche. Crescono infatti di un punto (dal 3% al 4%) i nuclei che hanno la fortuna di "vivere agiatamente" e si possono anche "concedere dei lussi".
Impoverimento generale e redistribuzione al contrario sono le facce della stessa medaglia neoliberista.
Il tutto inserito in un contesto di povertà dilagante e in crescita.
Secondo i dati Istat per il 2013 i poveri assoluti sono sei milioni, ovvero il 10% della popolazione, mentre tra assoluti e relativi si raggiunge il vertice impressionante dei 10 milioni (16,6% della popolazione).
È evidente che disoccupazione, povertà, sfiducia, crisi e stagnazione si alimentano a vicenda. Serve una politica economica espansiva con provvedimenti che permettano al ciclo di invertirsi grazie all'aumento della liquidità familiare (non bancaria, vero Draghi?). Della ripresa dei consumi gioverebbero immediatamente sia le imprese che i lavoratori in cerca di impiego.
Il reddito di cittadinanza proposto con serietà, coerenza e coperture finanziarie dal M5S è la chiave di volta di questa drammatica situazione. Si tratta di un vero piano di lavoro e di diritti sociali. 780 euro al mese garantiti a chi non raggiunge una soglia minima di sopravvivenza, che aumentano in base al numero di componenti familiari secondo un criterio di progressività.
Il M5S vuole inaugurare al più presto l'era del reddito di cittadinanza, per ridare dignità agli italiani e per rilanciare la spesa, e quindi la produzione industriale, attraverso i consumi".
M5s Senato

 
(continua...)

28 Mar 2015, 14:15 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (253)
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Un uomo solo al comando #FermiamoRenzie

renzicomanda.jpg

Ci sono inquietanti analogie tra Andrea Lubitz, il copilota dell'Airbus A320 della Germanwings che si è schiantato sulle Alpi francesi, e Matteo Renzie che sta schiantando l'Italia. Si tratta in entrambi casi di uomini soli al comando. Entrambi si sono chiusi dentro eliminando ogni interferenza esterna. Dall'interno della cabina di pilotaggio Lubitz ha azionato il cockpit door, Renzie ha eliminato il Senato e ogni opposizione interna e ridotto il Parlamento a un ratificatore di decreti legge. I passeggeri dell'Airbus hanno capito solo all'ultimo che il copilota li stava portando al disastro, dopo otto lunghi minuti. L'Italia lo capirà anch'essa all'ultimo, quando non ci sarà più niente da fare. Un uomo solo al comando lo si è già visto in passato e non è stato un bello spettacolo. In Francia si è notata la commozione della Merkel abbracciata a Hollande, due personaggi che piangeranno in futuro lacrime di coccodrillo se l'Italia andrà in default per pagare gli interessi sui titoli pubblici comprati dai loro Paesi. L'Airbus Italia ha un copilota chiuso in cabina, non soffre di depressione, ma la fa venire agli italiani, ha un ego ipertrofico. Si è chiuso dentro e ogni due minuti spara cazzate attraverso l'interfono per rassicurare i passeggeri che cominciano ad avere dei dubbi più si avvicina il massiccio
Le compagnie aeree hanno ripristinato la regola di mai meno di due in cabina. Infatti, ad oggi i regolamenti europei non impedivano che un pilota rimanesse da solo all'interno della cabina. Fermiamo Renzie finché siamo in tempo e evitiamo che dopo aver chiuso all'esterno il Senato si faccia una legge elettorale ad hoc per pilotare l'Italia a suo piacimento. Se lo lasciamo fare non ci saranno superstiti, ma soltanto "morceaux".
Una differenza tra il copilota e l'ex sindaco di Firenze comunque c'è: il copilota era depresso, ma non i passeggeri. Renzie non è depresso, ma lo sono gli italiani.

 
(continua...)

27 Mar 2015, 12:08 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (936)
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Le parole non bastano più

nostreparole.jpg

Le parole non bastano più.
Le denunce non bastano più.
Contro ladri e corrotti non bastano più.
Le menzogne del Governo e del suo imbonitore da strapazzo non reggono più.
L'indignazione non basta più.
Il rispetto istituzionale non basta più.
Il Parlamento non c'è più, non rappresenta più nulla,
incostituzionale involtino di nominati.
Le parole non bastano più.
La corruzione non gli basta mai.
La criminalità organizzata non basta più.
Tutto sta esondando.
Le parole, le nostre parole,
le manifestazioni, le elezioni non bastano più.
Dobbiamo inventarci qualcos'altro di fronte
alla sfacciataggine del Potere,
alla distruzione del Paese,
alle famiglie ridotte in povertà
ai nostri figli emigranti dopo la laurea
a un ex sindaco nominato capo del Governo
dalla massoneria e dalla finanza internazionale.
Ma, ora, almeno sappiamo che le parole non bastano più.
Questo lo abbiamo imparato.
Abbiamo giocato con dei bari, siamo stati forse ingenui,
credevamo che avessero un minimo di pudore
nel macellare la democrazia,
ma la stanno addirittura squartando
sotto i nostri occhi
abusando delle loro cariche.
Cambieremo gioco,
definiremo le nostre regole sul territorio.
Le parole non bastano più
contro un parlamento incostituzionale,
un presidente del consiglio mai eletto dalle urne,
contro istituzioni prive di ogni legittimità,
contro centinaia di miliardi rubati con le Grandi Opere Inutili.
contro Mafiacapitale, Expo, Mose, Tav, Salerno-Reggio Calabria.
Le parole non bastano più.
Un popolo senza voce,
senza futuro,
impaurito,
questo è diventato oggi il popolo italiano.
un cane di paglia (*), il più pericoloso tra i cani, che può prendere fuoco ad ogni momento.
Le parole non bastano più.

"Parole non ne voglio più. Le rose e i violini
raccontateli ad altri
violini e rose li posso sentire
quando la cosa mi va, se mi va
quando è il momento
e dopo si vedrà
".

(*) "Il Cielo e la Terra non usano carità,
tengono le diecimila creature per cani di paglia. Il santo non usa carità tiene i cento cognomi per cani di paglia." Tao Te Ching

 
(continua...)

26 Mar 2015, 14:06 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (397)
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Chi è questa stronza?


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Telecamere in tutti gli asili e pene durissime per chi picchia i bambini abusando del suo ruolo.

 
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25 Mar 2015, 18:14 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (236)
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Interrogazione parlamentare M5S su MPS - #Sorgenia

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Un'azienda di De Benedetti, Sorgenia, ha ottenuto in passato un prestito di 600 milioni (provate voi a chiedere un fido di qualche decina di migliaia di euro...) da MPS , banca notoriamente sotto l'influenza del PD, partito che ha ormai la Repubblica come suo organo ufficiale. La Sorgenia sostanzialmente fallisce (ha un debito di 1,8 miliardi di euro), la banca invece di chiedere il rientro del prestito si offre per uno scambio di quote con il prestito erogato, ma che valore hanno oggi le quote? C'è poi un piccolo particolare. MPS ha ottenuto da parte del governo Monti un finanziamento di circa 5 miliardi per evitare il fallimento. Quindi, lo Stato è oggi uno dei principali azionisti di MPS (che a rigor di logica dovrebbe essere nazionalizzata). In sostanza con i soldi dei contribuenti dati a MPS stiamo salvando un imprenditore privato. Il M5S ha presentato una interrogazione parlamentare. Aspettiamo risposte dal Governo.

"Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Premesso che:
Sorgenia spa, nata nel 1999, è uno dei principali operatori del mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale, con circa 400.000 clienti su tutto il territorio nazionale, concentrati in particolare nel segmento dei professionisti e delle piccole e medie aziende. Dispone di impianti di generazione per circa 5.000 MW di potenza installata. Sorgenia spa in circa 10 anni di attività, ha accumulato un debito societario pari a 1,8 miliardi di euro per il quale si è reso necessario giungere ad un accordo di ristrutturazione con le banche creditrici a norma dell’art. 182 bis della legge fallimentare che disciplina in forma negoziale i risanamenti di aziende.
Le principali banche creditrici della società erano Monte dei Paschi (600 milioni), IntesaSanpaolo (371 milioni), Unicredit (180 milioni), Ubi (180 milioni), Bpm (177 milioni), Banco popolare (157 milioni); il piano dei creditori ha dato vita ad un nuovo veicolo controllante, che ha quale primo azionista MPS con il 22%, seguito da Ubi con il 18%, Banco popolare con il 11,5%, Unicredit con il 9,8%, Intesa Sanpaolo con il 9,7%, Bpm con il 9%. Cir, Sorgenia Holding e Verbund non detengono più azioni di Sorgenia. Il processo di ristrutturazione dell'indebitamento di Sorgenia attuato nell’autunno 2014 ha previsto, tra l’altro, un aumento di capitale da 400 milioni di euro interamente sottoscritto dalle banche finanziatrici – e dunque anche MPS - attraverso la conversione di crediti nel capitale della società.
A parere degli interroganti è inaccettabile che la MPS sia diventata la principale azionista di Sorgenia; nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea, il 26 febbraio 2015 presso la VI^ Commissione Finanze e Tesoro del Senato della repubblica si è tenuta l’audizione dei rappresentanti di MPS; in quella sede, il presidente Alessandro Profumo e l’amministratore delegato Fabrizio Viola hanno rappresentato che “il Gruppo MPS ha superato l’AQR (Asses Quality Risk) confermando la solidità della struttura patrimoniale della Banca” e che “il Common Equity Tier 1 (CET1) post AQR è stato del 9,5% (al 31 dicembre 2013), sopra la soglia minima prevista (8,0%)". Gli interroganti contestano queste affermazioni che non rispondono in alcun modo al vero poiché dal rapporto stilato dalla BCE sulla Banca Monte Paschi Siena (pagina 2, cella B18) risulta che la banca abbia evidenziato un deficit di capitale per l’AQR pari a 847 milioni di euro, a fronte di un livello di capitale (CET1) di 6.99% ovvero 101 punti base sotto la soglia dell’8%. A questo risultato negativo sull’AQR si aggiunge poi il deficit generato dagli stress test per un importo cumulato di ben €4,2 miliardi incluso l’AQR. Nonostante la banca sia stata salvata grazie allo Stato italiano, cioè ai 4 miliardi di euro di prestiti (cosiddetti Monti Bond) di cui oltre un miliardo ancora da restituire ed il successivo aumento di capitale di 5 miliardi nel giugno 2014, il 26 ottobre 2014 la Banca Centrale Europea ha stabilito che mancano ancora 2,5 miliardi di capitale per mettersi in regola.
Monte Paschi Siena, dal 2011 ad oggi ha registrato perdite per circa quindici miliardi di euro di cui circa dieci miliardi nel corso della gestione degli attuali vertici (Presidente Profumo, Amministratore Delegato Viola). Sempre dal rapporto della BCE del 27 ottobre 2014 è emerso che la vigilanza europea ha trattato come derivati una gigantesca operazione riportata da MPS come investimenti in titoli di stato (la c.d. Operazione Nomura) con questo potendosi prefigurare possibili profili di responsabilità sui bilanci.
I cinque miliardi di aumento di capitale versato dagli azionisti, la cui maggioranza è oggi costituita da migliaia di piccoli azionisti, sono andati letteralmente in fumo in meno di sei mesi (piu di quanto abbia perso la capitalizzazione di Parmalat nei mesi che hanno preceduto il fallimento) i vertici attuali della banca, a fronte di nuove perdite per oltre 5 miliardi appena annunciate per l’esercizio 2014, si apprestano a chiedere ai risparmiatori di versare altri tre miliardi in un nuovo aumento di capitale che si intende varare a maggio-giugno 2015; di fatto gli aiuti di stato pagati con i soldi dei contribuenti ed i quattrini raccolti con l’aumento di capitale (5 miliardi) eseguito a giugno 2014 e quelli che ancora si vuole raccogliere saranno serviti anche per convertire il debito di Sorgenia in azioni evitando il fallimento della società di De Benedetti. Sul Mps ed in particolare sul mancato commissariamento da parte da parte della Banca d'Italia in virtù degli articoli 70 e ss. del Testo unico bancario è stata presentata, in data 11 febbraio 2015, un’interrogazione a risposta in VI^ Commissione Finanze della Camera dei deputati, ad oggi rimasta inevasa.
Si chiede se il Ministro interrogato:
- sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
- ritenga opportuno che Sorgenia sia stata salvata da MPS salvata a sua volta salvata con i quattrini dei contribuenti che dunque sono andati anche a Sorgenia
- se intende domandare alla Banca d’Italia per quale motivo l’autorità di vigilanza non abbia presentato istanza di commissariamento ai sensi dell’art 70 TUB a seguito delle ingenti perdite (15 miliardi in 4 anni) e di possibili profili di responsabilità per l’errata contabilizzazione dell’Operazione Nomura evidenziati dalla BCE
- ha intenzione di chiedere alla Consob di verificare la correttezza del prospetto dell’aumento di capitale di MPS eseguito nel giugno 2014 posto che l’AQR ha fatto emergere rettifiche sui crediti per oltre quattro miliardi a valere sul bilancio 2013 (ultimo bilancio approvato disponibile prima di eseguire l’aumento di capitale);
- condivida la riconferma del vertice di MPS (Presidente Profumo e dell’Amministratore Delegato Viola), proposta dalla Fondazione MPS su cui il MEF ha funzioni di controllo" M5S Parlamento

 
(continua...)

25 Mar 2015, 13:07 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (123)
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#Renzie finanzia Mediaset

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"Si fa presto a dire fine del patto del Nazareno. Un recente articolo del Fatto Quotidiano riporta uno studio della società Nielsen sulle spese pubblicitarie affrontate dal governo in carica e da quello precedente. Secondo il dossier, nel 2013, quando a Palazzo Chigi c’era Enrico Letta, le reti Mediaset avrebbero raccolto il 10% della pubblicità istituzionale del governo, ovvero circa 540 mila euro in 12 mesi. Si tratta degli spot e delle comunicazioni che ministeri e presidenza del consiglio diffondono abitualmente su tutti i media per far conoscere l’attività dei dicasteri, eventuali nuovi provvedimenti o per approfondire temi di interesse generale. Bene. Da quando c’è Renzi a capo dell’esecutivo, queste cifre sarebbero cresciute in modo esponenziale. Nel 2014 il governo avrebbe infatti acquistato spazi pubblicitari sulle reti del gruppo di Silvio Berlusconi per un totale di 2,5 milioni di euro. Avete letto bene: il 369% in più rispetto all'anno precedente. Giù gli introiti, invece, per web, radio e per altre emittenti private come La 7 e Sky. Occorre vederci chiaro, anche perché esiste una normativa che stabilisce precisi paletti per l’acquisto da parte delle pubbliche amministrazioni di spazi sui mezzi di comunicazione di massa. Per questo motivo ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri. Se, infatti, tali dati fossero confermati, ci troveremmo di fronte a plurime violazioni della legge e a un’evidente ed ingiustificata predilezione del governo nei riguardi di Mediaset. Renzi, infatti, non solo avrebbe destinato il 57% degli investimenti in pubblicità istituzionale a Canale 5, Italia 1, Rete 4 e a tutto l'impero televisivo del Biscione, ma avrebbe anche drasticamente ridotto le campagne informative su internet (500 mila euro a fronte di 1,7 milioni impegnati da Letta), cosa che appare oltremodo contraddittoria rispetto alla stessa strategia di promozione ed utilizzo di internet, tanto declamata dal premier. Chiediamo, dunque, di conoscere l’ammontare esatto della spesa in pubblicità per il 2014, la ripartizione di tale spesa tra i vari mezzi di comunicazione e la percentuale indirizzata alle reti di Berlusconi, che a sua volta, quando era Presidente del Consiglio, ci aveva già abituati a questo genere di operazioni in una situazione di lampante conflitto di interessi. Ora che Silvio non siede più in Parlamento (grazie al M5S), ci pensa Matteo a tutelarne gli interessi e a non ostacolarne gli affari". Roberto Fico

Approfondisci: VIDEO - L'assalto di Mediaset alla RAI grazie a Renzie, la denuncia di Airola M5S
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(continua...)

24 Mar 2015, 15:58 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (176)
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Salviamo gli alberi di Milano! #573alberi


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Il Comune di Milano sta abbattendo alberi a iosa (ne hanno già fatto fuori più di 700 in piazza Dateo e Corso Plebisciti) perché "non compatibili" con il progetto della Metro M4 di Milano. Il progetto in questione non è accurato, nè definitivo. Per di più è gestito dalla SPM Consulting di Stefano Perotti, arrestato neppure una settimana fa insieme ad Incalza per le tangenti sulle grandi opere. Gli alberi non si toccano! Oggi il consigliere comunale del M5S Mattia Calise si è arrampicato su uno degli alberi a Lorenteggio per impedirne l'abbattimento.

"Non avrei mai pensato di fare un comunicato politico da un albero, ma la situazione è davvero allucinante. Nelle scorse settimane hanno abbattuto gli alberi in Frattini, ieri e oggi in Lorenteggio e continueranno.

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Alberi abbattuti le scorse settimane a Milano in piazza Dateo e Corso Plebisciti

Oggi inizia una battaglia civica per salvare o almeno ridurre i danni che porteranno i cantieri di M4 (la nuova linea metropolitana di Milano) ad abbattere 570 alberi.
La società che sta gestendo questi progetti esecutivi della M4 è la SPM Consulting di Perotti, arrestato pochi giorni fa con Incalza. Perotti era l'uomo chiave di Incalza e la SPM Consulting era quella società che ha reso possibile il far la cresta sulle opere pubbliche negli ultimi 7 anni per 25 miliardi. La M4 è uno di queste. La città di Milano rischia di perdere degli alberi per sempre a causa di progetti inaccurati.
La gran parte sono salvabili perché i progetti non sono né accurati né definitivi. Buttano giù gli alberi anche se non c'è nulla di definitivo. La nostra richiesta è semplice: interrompere l'abbattimento degli alberi (tanto non sarà mai pronta per Expo 2015), ridiscutere con i cittadini e limitare il numero degli alberi abbattuti, dato che a Milano ne abbiamo pochi.
Noi rimarremo qui fino a oggi pomeriggio insieme agli attivisti. Chiunque è benvenuto! Siamo tutti a favore della metropolitana e che passi in Lorenteggio, ma non può essere fatta con progetti inaccurati!" Mattia Calise, consigliere M5S Milano

 
(continua...)

24 Mar 2015, 11:56 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (62)
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#Passaparola: Expo, la fiera della corruzione - di Gianni Barbacetto


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Il Passaparola di Gianni Barbacetto, autore assieme a Marco Maroni di "Excelsior - Il gran ballo dell'Expo" Ed. Chiarelettere

"Ciao a tutti gli amici del blog di Beppe Grillo, oggi parliamo di Expo. Mancano ormai poche settimane all’apertura dell’evento, il cantiere è ancora indietro, paga i ritardi che sono stati fatti in questi 6 anni di attesa, di questi almeno 3 sono stati persi perché i politici hanno litigato tra loro per decidere chi comandava, chi governava l’evento, chi distribuiva i soldi.

Appalti e deroghe
Negli ultimi 3 anni è stata fatta una corsa pazzesca per realizzare davvero l’evento, realizzarlo con molti sprechi, molte gare fatte in deroga, in deroga di almeno un’ottantina di articoli di vari codici che dovrebbero presiedere alla regolarità degli appalti. Moltissimi soldi sono stati dati a una trattativa privata, senza gara, anche cose importanti, centrali come per esempio i ristoranti. I ristoranti italiani che sono un po’ il cuore dell’evento sono stati affidati a Farinetti senza nessuna gara. Farinetti diventerà colui che decide chi c’è e chi non c’è, quali cuochi, quali ristoranti ci sono e quali non ci sono dentro Expo, una scelta molto importante per qualificare l’evento.

Appalti sotto indagine
Dei molti appalti, quelli affidati con gara regolare, si fa per dire, i 4 principali sono tutti e 4 sotto indagine della Magistratura. Ci sono stati anche degli arresti: sono 18 le persone fino adesso arrestate per cose che hanno a che fare con Expo e sono una sessantina le aziende che sono state escluse dai cantieri perché in qualche modo in contatto con la criminalità organizzata, soprattutto l’ndrangheta. L’Expo che doveva essere la bandiera dell’Italia, dell’Italia che produce, che realizza il meglio di se e lo fa vedere al mondo intero, è diventata la fiera della corruzione. Le inchieste al momento sembrano un pochino rallentate, se non addirittura fermate, è possibile che dopo la fine dell’Expo prendano nuovo impulso, chissà... questo non lo sappiamo, bisogna aspettare cosa succederà.

Le promesse non mantenute
All’inizio su Expo sono stati fatti conti faraonici, si sono promessi investimenti per 15 miliardi, 11 per opere connesse a Expo: autostrade, strade, bretelle etc. e 4 per realizzare il sito vero e proprio. Non sappiamo cosa sarà fatto a consuntivo, se queste cifre sono state rispettate, se saranno in più o se saranno in meno, lo vedranno soltanto alla fine, certamente sono state promesse cose che non verranno mantenute. Non sappiamo quanti saranno i visitatori, la previsione era 29 milioni di biglietti venduti, vedremo, allo stato delle cose non sembra possibile raggiungere questa cifra. Sono state promesse cifre altissime per quanto riguarda l’occupazione, si era promesso che l’Expo avrebbe dato occupazione a centinaia di migliaia di persone, invece allo stato attuale sono poche migliaia.

I costi faraonici a carico dei cittadini
Invece per quanto riguarda i costi e soprattutto chi ha guadagnato, un ragionamento lo si può fare fin da ora e per farlo bisogna spiegare qual è il peccato originale di Expo. È stato scelto dalla politica, sostanzialmente dall’ex Sindaco Letizia Moratti, Sindaco nel 2008 e dall' allora Presidente della Regione, Roberto Formigoni. È stato scelto come sito per realizzare l’Expo una strana area bislacca alla periferia di Milano, stretta tra un cimitero, un carcere, due autostrade, una ferrovia, un’area agricola inutilizzata e inutilizzabile. Il valore di quell’area era di circa 20 milioni di Euro. È stata acquistata dai privati a 160 milioni di Euro, questo è il peccato originale, perché adesso quei soldi andati ai privati, Fondazione Fiera e gruppo Cabassi, sono stati messi dal pubblico, soprattutto Comune di Milano e Regione Lombardia, in realtà a metterceli davvero sono state le banche, ma Comune e Regione dovranno restituire questi soldi alle banche con gli interessi. Hanno fatto una gara cercando di rivendere questa area dopo la fine di Expo ai privati, una gara per 314 milioni di Euro, nessuno si è presentato, quindi allo stato attuale non sappiamo 1) cosa succederà dell’area finito l’Expo; per cosa sarà utilizzata: 2) non sappiamo se i soldi nostri di Comune e Regione, 160 milioni più gli interessi che sono stati messi torneranno nelle casse di Comune e Regione, questo è il grande peccato originale e potrà essere, se non si troverà il modo di farli rientrare, il grande buco che resterà a carico dei contribuenti, dei cittadini.

Gli sponsor
I soldi che sono investiti per Expo dovranno, almeno in parte essere recuperati con la vendita dei biglietti, le sponsorizzazioni, ci sono le sponsorizzazioni? Sì perché Expo in realtà è diventata anche una grossa fiera, vera e propria perché ci sono i padiglioni della Coca Cola, della Nestlè, delle grandi multinazionali del food and beverage, le quali hanno il loro padiglione e pagano Expo, aiuteranno a rientrare nei conti, ma certo fanno perdere quella che era la vocazione iniziale di Expo: da grande iniziativa sul nutrire il pianeta, diventerà una grande fiera del settore agro- alimentare.

Chi ci guadagna
I conti si potranno fare soltanto alla fine dell’evento, per ora si può già dire chi ci ha perso e chi ci ha guadagnato, a perderci rischiano di essere i cittadini del Comune di Milano e della Regione Lombardia che allo stato attuale non hanno ancora capito come poter rientrare dei 160 milioni più gli interessi, spesi per acquistare delle aree private. Di solito le manifestazioni di questo tipo si fanno su aree pubbliche; a Milano c’erano grandi aree pubbliche possibili, quella di Porto di Mare, per esempio.
Invece chi ci ha guadagnato? Ci hanno guadagnato le imprese che sono sul posto, che lavorano, molte di esse hanno dimostrato alle indagini che hanno vinto le gare truffando, pagando le stecche, circuendo i manager di Expo, tant’è vero che alcuni di questi sono stati arrestati. Ci hanno guadagnato i manager che hanno alti compensi, alcuni di questi manager sono anche stati arrestati, per il resto il Consuntivo finale si potrà fare soltanto a manifestazione finita, aprirà il primo maggio, terminerà il 31 ottobre, dal 31 ottobre in poi si faranno i bilanci." Gianni Barbacetto, scrittore e giornalista

 
(continua...)

23 Mar 2015, 15:13 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (180)
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Le locuste di #Equitalia non muoiono mai

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Credits vignetta: TheHand

Chiudiamo Equitalia! Con un un precedente post abbiamo chiesto le vostre testimonianze sul rapporto con Equitalia. Oggi pubblichiamo la sesta. Nei commenti inserite la storia delle vostra esperienza con Equitalia, per chi ha avuto la sfortuna di averla. Ricordiamo che le testimonianze saranno raccolte in un libro scaricabile on line gratuitamente.

"Salve, eredito piccola azienda di famiglia nel 1999, ricco di entusiasmo e speranze, gli affari vanno bene tanto che dopo soli 2 anni ci trasformiamo in una s.a.s. metto su famiglia e compro casa; in quel periodo il commercialista per errore non trasferisce le rimanenze alla società, che mi restano su groppone. All'agenzia delle entrate concordo un rateizzo, ma con mia sorpresa mi viene notificata cartelle equitalia. Concordo quindi rateizzo con Equitalia, il debito intanto passa da 10.000.000 vecchie lire a 20.000 euro. Inizia il calvario mi applicano una rata di 600 euro mensili che riesco a pagare solo per sei rate. Dopo sei mesi mi pignorano la casa. La crisi incalza, chiudo l'azienda cercando di vendere l'immobile e ripianare ma nulla; nel frattempo il valore della mia casa scende del 50% e non riesco a pagare più il mutuo... ora la mia casa è all'asta. Intanto il debito con Equitalia è fuori ogni controllo e logica siamo arrivati a cifre intorno alle 60.000 euro. La banca non sente ragioni e non cerca nessun accordo. Posso solo dire che lo Stato e le banche mi hanno distrutto e rischio che dopo l'asta sarò sempre debitore in quanto la vendita all'asta non coprirà mai i debiti. Grazie Italia." Antonio Simeone

Leggi le altre testimonianze:
Dalla moglie si divorzia, da #Equitalia no!
#Equitalia è sempre l'ultima a sapere, e il cittadino il primo a pagare
#Equitalia bussa sempre due volte
Dio perdona, Equitalia no!
#Equitalia tassa anche i morti

 
(continua...)

23 Mar 2015, 08:55 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (87)
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Gli scarrafoni di Renzie #corruzione

grandiopereinutili.jpg

Cinque sottosegretari del governo Renzi non devono fare la stessa scelta di Lupi, come avverrebbe in ogni democrazia occidentale. Perché “ci si dimette per questioni politiche (tipo fallimento di ogni politica economica dopo più di un anno?) ed etiche (tipo elicottero di Stato e vacanze a Courmayeur?), non per gli avvisi garanzia“. Quindi non tocca anche ai sottosegretari indagati Barracciu, Del Basso De Caro, De Filippo, Faraone fare un passo indietro? Per Renzie “Assolutamente no”. Ogni scarrafone è bello a mamma sua e gli scarrafoni piddini per l'ebetino sono molto più scarrafoni di Lupi che si è dimesso per un rolex al figlio e un biglietto aereo alla moglie (meglio un aereo di Stato per la moglie, Renzie? Più etico?).
Però: se a ogni pioggia l’Italia frana, se i cittadini muoiono, se le strade sono devastate, se il welfare è scomparso, è anche colpa loro.
Il MoVimento 5 Stelle lo sta denunciando da mesi, con interrogazioni, question time, interpellanze. Adesso le intercettazioni ci danno ragione.
L’unica soluzione è bloccare le Grandi Opere e cacciare via gli indagati dal Ministero.
Al posto dell’arrestato e potentissimo Ercole Incalza adesso ci troviamo Paolo Emilio Signorini finito in un’inchiesta della procura di Venezia. Una sua telefonata di due anni fa con Giovanni Mazzacurati, in carcere da luglio per lo scandalo Mose, rivela una vacanza a spese del Consorzio Venezia nuova. Signorini era capo del Cipe, da lui dipendevano i soldi per il Mose e per gli inquirenti quella vacanza era un “pressing”. La carriera di Signorini è legata a doppio filo con Incalza: è stato lui a scrivergli il bando per farlo assumere al ministero. Un bando cucito addosso al curriculum del super dirigente.
Il vice di Lupi è il sottosegretario Riccardo Nencini: già da europarlamentare s’è fatto conoscere (dal 1994 al 1999): indagato dall’Olaf, l’Ufficio anti-frode dell’Unione europea, poi condannato a restituire al Parlamento europeo 456 mila Euro di spese indebitamente accreditate durante il mandato. Può un politico condannato dal Tribunale della Corte di giustizia dell’Unione Europea, festeggiato dai dominus della cricca Incalza-Bargone, ricoprire ancora il ruolo di vice-ministro dei Trasporti? Dalle intercettazioni emerge che Nencini chiese favori e piazzò un ex esponente del Psi attraverso l’indagato Giulio Burchi. “Ti ringrazio a anche a nome di Riccardo”, dice al telefono il suo capo della segreteria. Burchi che ammette: La Orte Cesena è un project financing che non sta da nessuna parte. È una roba allucinante. Questo Vito Bonsignore è un mascalzone che deve aver usato dell’olio». E poi: « I soldi che ho guadagnato in questo Paese di merda deregolarizzato… non li avrei mai guadagnati in Inghilterra o in America».
Paese di merda, ma non per lui: per gli italiani che sono depredati dalle tangenti (+40% del costo reale) delle Grandi Opere Inutili.
Tutti insieme, inquisiti, indagati, avvisati marciano per far approvare la Orte Mestre, la superautostrada che attraverserà cinque regioni, affidata a Vito Bonsignore, amico fraterno di Lupi e cofondatore di Ncd, il tutto sempre con i soldi nostri. E pure la Cispadana s’ha da fare: ma qui ci spostiamo direttamente nell’orbita Pd. Dentro la Cispadana troviamo l’indagata Coopsette, che ha affidato molti lavori alla Eco.Ge dei Mamone, legata al boss Gullace e colpita da interdittive. Sempre loro, sempre gli stessi, che miracolosamente vincono appalti, si aggiudicano gare, piazzano i propri uomini. Relazioni poco chiare, indagati sistemati al calduccio da viceministri, tutti seduti a mangiare alla stessa tavola. Peccato che il conto del ristorante di decine di miliardi lo paghiamo sempre noi. E poi dicono che non ci sono le coperture per il reddito di cittadinanza. Bisogna bloccare le Grandi Opere sotto inchiesta una per una e utilizzare quei soldi per la manutenzione pubblica e contro il dissesto idrogeologico e contro la povertà.
Le regole in Italia per Renzie valgono solo per gli altri. Nessuno ha particolare simpatia per Lupi, ma è stato cacciato senza avvisi di garanzia "Gesto saggio", mentre gli scarrafoni piddini rimangono al loro posto. Del resto il loro partito è una fogna, quale posto migliore?

 
(continua...)

22 Mar 2015, 16:30 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (141)
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#Expo, the final countdown (meno 39 giorni)

expofarinetti.jpg

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"Benvenuti alla grande abbuffata dell'Expo, l'evento che dovrebbe cambiare faccia a Milano e innescare la ripresa italiana. Un'avventura che inizia nel 2008, poi tre anni persi a litigare e altri tre anni in cui si cerca di recuperare il tempo perduto e di disinnescare le inchieste che rivelano clamorosi casi di corruzione" dal libro EXCELSIOR - Il Gran Ballo dell'Expo di Gianni Barbacetto e Marco Maroni.
Libri sulla corruzione e sullo sperpero di denaro pubblico ne sono stati scritti molti, e purtroppo ne saranno scritti molti altri in futuro, ma questo libro sull'Expo che dovrebbe partire il primo maggio in uno dei luoghi più desolati dell'hinterland di Milano è probabilmente irraggiungibile per citazioni, indagati, aziende e personaggi con il tovagliolo pronti al magna magna. Non è difficile prevedere che oltre agli arrestati e agli indagati per l'Expo di cui si è perso il conto ci sarà un sequel con altri nomi eccellenti e plotoni di faccendieri nei tribunali o in galera. Il libro cita un numero di persone impressionante, sembra di percorrere i gironi infernali della Divina Commedia di Dante o un elenco telefonico. Nominarli tutti è impossibile, dovendo fare delle scelte iniziamo dall'ex venditore di elettrodomestici (proprietario a suo tempo di (Unieuro) Oscar Farinetti. Farinetti ottiene la gestione del cuore gastronomico dell'Expo sul cibo in due grandi padiglioni chiamati "Italy is Eataly" di 8.000 metri quadri complessivi senza gara.
Dal libro EXCELSIOR: "Expo, l'annuciata manifestazione planetaria della sostenibilità e della cooperazione alimentare, si è trasformata in una grossa sagra postmoderna della gastronomia. Nei suoi due "store" Farinetti progetta di far funzionare 20 ristoranti, uno per regione italiana, che nei sei mesi dell'evento dovrebbero servire 2,2 milioni di pasti, in collaborazione con l'Università delle Scienze gastronomiche di Pollenzo... I ristoranti saranno gestiti a turno , un mese ciascuno, da 120 ristoratori italiani scelti a insindacabile giudizio di Farinetti, un operatore del settore che avrà così nelle mani l'immenso potere di stabilire i sommersi e i salvati, di decidere quali sono le aziende , i marchi e gli chef che devono rappresentare la cucina italiana davanti al mondo. Ai prescelti spetterà il 70% degli incassi, il 5%a Expo, il resto a Farinetti."
Quando il Fatto Quotidiano chiese al presidente dell'Autorità anticorruzione Cantone nel dicembre 2014 precisazioni sull'incarico affidato senza gara a Eataly, questi rispose: "Su questo affidamento non abbiamo potere. E' avvenuto prima del 24 giugno 2014, giorno in cui è entrata in campo, per decreto del governo, l'Autorità nazionale anticorruzione."
A una successiva interrogazione di due deputati di Sel in cui si chiedeva al ministro delle Politiche Agricole "se non intendeva intervenire al fine di sospendere l'assegnazione dei due padiglioni e fare indire una gara a evidenza pubblica tenendo in debito conto delle migliaia di microcosmi del cibo che il nostro Paese sa raccontare"
Farinetti risponde "Abbiamo ipotizzato investimenti fissi per sette milioni di euro, in più ci è stato imposto di pagare il 5% su tutti gli incassi lordi. Questo rappresenterà un bell'introito per l'Expo."
Farinetti, un benefattore.
Ps: Le informazioni riportate nel post sono tratte del libro EXCELSIOR di Barbacetto e Maroni.
Al momento si stimano parecchi mesi di ritardo per il completamento dell'area Expo, le più pessimistiche sono di sei mesi, giusto in tempo per chiudere la manifestazione che dura appunto sei mesi.

 
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22 Mar 2015, 09:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (159)
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#EQUITALIAFUORINOMI

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767 dirigenti di Equitalia sono illegali, così come le cartelle esattoriali che hanno firmato. Il M5S vuole che siano resi noti nomi perché i cittadini possano fare ricorso. Più del 50% delle cartelle che, negli ultimi anni anni, Equitalia ha notificato agli italiani, sono infatti nulle. Quando saranno resi noti i nomi dei 767 verranno pubblicati sul blog.

Intervento di Carlo Sibilia cittadino portavoce alla Camera dei deputati
"Se lo Stato si fa nemico dei cittadini diventa anti-Stato.
E questo accade purtroppo quando gli Enti pubblici contravvengono alle leggi o, ancor peggio, tentano maldestramente di aggirarle per ottenere risultati contrari alle regole, indebolendo così la fiducia della gente nelle istituzioni. Capita spesso che noi italiani, figli di questa Repubblica, anziché essere tutelati dal sistema normativo che regola i rapporti sociali, siamo vessati da meccanismi che rendono impossibile la vita.
E’ il caso del mostro chiamato Equitalia che massacra le famiglie e i piccoli imprenditori mettendoli in ginocchio e pretendendo anche laddove non potrebbe perché in carenza di diritto. Leggete questa storia e inorridite pure.
Per supplire alla mancanza di organico dirigenziale l’Agenzia delle Entrate, circa un anno e mezzo fa, nel chiuso dei propri uffici, ha “promosso” a dirigenti ben 767 (su un totale di 1.143: più della metà!) funzionari, senza averli sottoposti ad un concorso pubblico in dispregio della nostra Costituzione e alcuni senza averne i requisiti (“agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso”, art. 97 Cost).
Subito è intervenuta la giustizia e grazie al Tar del Lazio e alla Commissione Tributaria di Messina quelle promozioni erano state bloccate con la conseguenza che gli avvisi fiscali di quei falsi dirigenti dovevano essere considerati nulli o addirittura inesistenti perché firmati da soggetti privi di potere.
Nulle o inesistenti anche le cartelle esattoriali di Equitalia emesse a seguito del mancato pagamento dei primi.
Un vero e proprio terremoto finito lì... Magari! Ed invece no… perché in Italia sbagliare è umano, perseverare è della politica. E ancora di più – qui siamo alla farsa – di quella politica non legittimata dal consenso popolare.
L’allora Governo Monti (non votato da nessun italiano) , invece di chiedere scusa per l’errore, ha sfoderato l’arma più usata negli ultimi anni come panacea di ogni male: la sanatoria.
In un decreto legge del 2012 ha concesso, retroattivamente, all’Agenzia delle Entrate il potere di attribuire, a proprio piacimento ed in barba alla stessa Costituzione, incarichi dirigenziali ai propri funzionari (con contratti di lavoro a tempo determinato, la cui durata è fissata in relazione al tempo necessario per la copertura del posto vacante tramite concorso).
Insomma, in attesa di una maxi-selezione pubblica tutte le nomine dovevano ritenersi valide.
Apriti cielo! Si è scatenato il putiferio e la questione è finita al Consiglio di Stato che ha rinviato la legge di sanatoria in odore di incostituzionalità alla Corte Costituzionale, che si è espressa qualche giorno fa
(C. Cost. sent. n. 37/15 del 17.03.2015)... Indovinate come?
Quella legge del 2012 è incostituzionale e, dunque, le nominefasulle” dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate, portati al ruolo di dirigenti senza un pubblico concorso, sono nulle. Nulli anche gli atti fiscali da questi firmati e notificati ai contribuenti. Nulle pure le cartelle esattoriali emesse da Equitalia sulla scorta di tali accertamenti.
E pensare che la durata di quegli incarichi, che doveva essere a termine, cioè era legata al tempo necessario a indire il maxi-concorso, era stata prolungata e anche le proroghe contenute nei vari provvedimenti del Governo sono state dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale.
I giudici hanno finalmente messo la parola fine ad un pasticcio italiota.
Ma quegli accertamenti sottoscritti da quei funzionari-dirigenti che fine fanno?
Essendo state dichiarate nulle ben 767 nomine su circa 1.143 dirigenti di ruolo, più del 50% delle cartelle che, in tutti questi anni, Equitalia ha notificato agli italiani, sono nulle!
O, secondo una interpretazione ancora più restrittiva, del tutto inesistenti perché firmate da soggetti che non avevano il potere di farlo.
Le conseguenze? Chi non ha ancora pagato potrà fare ricorso al giudice per ottenere l’annullamento della richiesta di pagamento. Lo potrà fare anche chi ha chiesto o ha già avviato una rateazione e anche se i termini per impugnare sono scaduti.
Ma come si fa a sapere se un atto è stato firmato da un falso dirigente?
L’elenco dei 767 non è mai stato diffuso ufficialmente. Il contribuente potrebbe depositare una istanza di accesso agli atti amministrativi e chiedere una verifica della documentazione inerente alla carriera del dirigente firmatario.
Il Movimento 5 Stelle ritiene che Equitalia, che è una spa illegale che si porta a casa soldi dei contribuenti in concessione pubblica, debba pubblicare i nomi e debba procedere alla restituzione del mal tolto.
I cittadini che hanno pagato sulla base di un atto fiscale nullo o addirittura inesistente, devono poter recuperare le somme senza aggravio per loro e, quindi, senza iniziare un procedimento oneroso come un ricorso.
Ristabiliamo il diritto nel nostro Paese. #Equitaliafuoriinomi!

 
(continua...)

21 Mar 2015, 10:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (256)
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