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#BuonNatale italiani


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Buon Natale!
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Renzi come Monti porta Iva e Tasi alle stelle: casa, carne, uova e latte costeranno di piu'. Buon Natale a tutti!
"In arrivo per gli italiani un bel pacco di Natale da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi: è l'aumento della tassa sulla casa, la Tasi, infiocchettato con una pioggia di aumenti di beni alimentari come la carne, le uova, il latte, prodotti di panetteria. Sono gli effetti della Legge di Stabilità che il governo farà ingoiare al Parlamento a colpi di fiducia.
Partiamo dall'aumento dell'Iva. Nel maxiemendamento in arrivo c'è l'aumento dell'Iva a partire dal 2016. Quella oggi al 22% arriverà gradualmente fino al 25,5% e quella che oggi è al 10 arriverà al 13%. Stiamo parlando dell'Iva applicati a prodotti di panetteria e pasticceria, carni, salumi, pesci e frutti di mare freschi, latte, yogurt, formaggi e latticini, uova, zucchero.
In questo modo Renzi saccheggia le già misere tasche degli italiani, andandoli a colpire su beni di prima necessità. E lo fa con la sua solita arroganza, senza guardare in faccia nessuno. Mentre Enrico Letta, prima di lui, aveva previsto l'aumento dell'Iva solo come possibilità a cui ricorrere in caso ce ne fosse stato bisogno, Renzi la infila automaticamente nella legge di Stabilità. Dunque, dal 2016, il costo della vita schizzerà alle stelle e gli italiani dovranno ringraziare il premier che, a colpi di tweet e di slogan, farà credere all'Italia di aver abbassato le tasse e di aver fatto una Legge di stabilità che aiuta i più poveri e le famiglie.
Renzi dice anche di aver bloccato le aliquote sulla famigerata Tasi (giochino interessante: era stato lui stesso a prevederne l'aumento e ora fa finta di essere lui il benefattore degli!). Ma anche questa è una menzogna che racchiude invece un'amara realtà: con questa Legge di Stabilità, il governo toglie ai Comuni 625 milioni di euro che Letta aveva destinato per le detrazioni alle famiglie con figli a carico. Questo significa che una coppia con due figli, ad esempio, non avrà modo di poter detrarre alcun importo e sarà costretta a pagare l'imposta sulla casa al 100%. Quindi altro che riduzione delle tasse sulla casa: Renzi le ha aumentate di 625 milioni!
Cosa resta in mano ai cittadini e alle famiglie? Il costo del cibo da portare in tavola aumenterà, le tasse sulla casa pure, e poiarriveranno i tagli ai Comuni per un totale di 1 miliardo e duecentomila euro. Mentre in un primo tempo era previsto che questi soldi potessero essere recuperati con tagli alle spese correnti (ad esempio le consulenze), ora si lascia libertà ai Comuni di recuperarli tramite tagli agli investimenti. Meno investimenti significa che i Comuni potranno decidere, per risparmiare, di non aggiustare una strada o un argine di un fiume distrutto da un alluvione. Dulcis in fundo, abbiamo la farsa degli 80 euro in busta paga, il cui costo ricadrà in parte anche sulle spalle delle piccole e medie imprese. I soldi, infatti, arriveranno dalla riduzione di quel Fondo con cui lo Stato dovrebbe pagare i crediti alle imprese. Cos'è questo se non un raggiro?
Buon natale, italiani!"
Barbara Lezzi, M5s Senato, e tutto il MoVimento 5 Stelle

25 Dic 2014, 12:00 | Scrivi | Commenti (43) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Barbara Lezzi, Buon Natale, IVA, M5S, Natale 2015, Renzi, Renzie, tasse



I fallimenti europei di Renzi dalla A alla Z #Renziprofondorosso

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Dopo il curatore fallimentare Monti e Letta "staisereno", Renzie rappresenta il fallimento europeo più eclatante. La sua azione alla presidenza della UE è stata nel migliore dei casi inutile e fanfaronesca, nel peggiore un disastro. Di seguito tutte le corbellerie del bischero di Rignano.

Dalla A alla Z, tutti i fallimenti del semestre di Presidenza europea di Renzi e le proposte del M5S

A. come Austerity. Prendendo le redini dell'Europa per sei mesi l'Italia poteva essere il croupier che distribuiva carte nuove. E invece nulla è cambiato. È sempre la Germania a imporre rigore e disciplina. Renzi si è accontentato delle briciole: una proroga di ulteriori tre mesi per fare riforme draconiane e adeguare il bilancio italiano ai diktat della Commissione europea. Forse i falchi del rigore concederanno uno sconto di qualche decimale di virgola sul calcolo dell’"output gap" con il quale si definisce la quota di rientro del debito, ma l'austerity è ancora il mantra indiscusso di questa Europa. Il Movimento 5 Stelle ha proposto un piano pluriennale d’investimento pubblico mirato, abolendo di fatto i vincoli di bilancio che stanno uccidendo l'Italia di tasse e tagli.
B. come Bilancio UE. Tra i “grandi successi” della Presidenza Italiana c'è sicuramente quello sull’accordo sul Bilancio dell’UE. Per il 2015 verrà ampliata la forbice tra impegni e pagamenti fino a oltre quattro miliardi di euro (145 miliardi in impegni e 141 in pagamenti). Il Ministro Padoan - che ha condotto i negoziati in qualità di Ministro della Presidenza di turno dell'Unione - ha nascosto la realtà di questi dati perché, così facendo, non si farà altro che aumentare il numero delle fatture non pagate, che già adesso ammontano a 25 miliardi di euro. Renzi è riuscito a esportare tutti i difetti tipicamente italiani in Europa, dove non esiste un piano concreto di rientro dai debiti. I portavoce del Movimento 5 Stelle avevano proposto nelle Commissioni competenti del Parlamento europeo degli emendamenti per ridurre gli euro-sprechi: taglio degli stipendi e delle indennità dei burocrati e meno fondi ad Agenzie e programmi di dubbia utilità. I partiti delle larghe intese PPE e S&D li hanno bocciati tutti.
C. come Cambiamenti climatici. Nel 2015 a Parigi ci saranno i negoziati sul futuro accordo internazionale per il dopo 2020, con l’adozione degli orientamenti per prevenire gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici. Per il Movimento 5 Stelle si deve puntare sul risparmio energetico e sulla sostenibilità ambientale. No al rilascio di nuove concessioni petrolifere, vero Renzi?
E. come Energia. L'accordo sul pacchetto Energia e clima raggiunto dai 28 Paesi dell'UE è deludente. L'Italia ha svolto un mero ruolo notarile fra le parti: manca un significativo impegno sulla efficenza energetica ed espone l'Europa ai ricatti delle aziende e degli Stati che fanno affari con il petrolio. Non convince anche la strategia dell'Ue per la sicurezza degli approvvigionamenti. Si investe solo in costruzioni di grandi infrastrutture per l’importazione. Complessivamente, però, questi gasdotti - fra cui il TAP, che dovrebbe trasportare ogni anno 10 miliardi di metri cubi di gas in Puglia - hanno una capacità in eccesso pari al 70% circa. La strada da percorrere, secondo il Movimento 5 stelle, è invece quella dell’autosufficienza energetica, cioè energie rinnovabili ed efficienza energetica ottenuta attraverso una miriade di piccole opere sul territorio, come l'installazione di pannelli fotovoltaici su tutti i tetti delle case.
F. come Federica Mogherini. La nomina dell’ex ministro degli Esteri a capo della diplomazia europea altro non è che l’emblema della politica renziana. Tutta apparenza, zero sostanza. La Mogherini è infatti un Commissario senza portafoglio. Con la Russia i rapporti restano pessimi ed è ancora non pervenuta sul caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il nuovo no al rimpatrio giunto da Nuova Delhi pochi giorni fa testimonia il flop del suo operato.
I. come Immigrazione. Renzi ha fatto il maquillage. Grazie al suo portabandiera Alfano ha sostituito 'Mare nostrum' con 'Triton', cambiando nome ma non la sostanza alle fallimentari politiche europee su questo tema. Questa Europa non vuole gestire in comune i problemi legati all'immigrazione, scaricando l'emergenza sugli Stati frontalieri che poi - come ricorda il caso di Mafia Capitale - usano i fondi messi a disposizione per ingrassare le lobby amiche. Bisognerebbe intervenire alla radice, nei Paesi di origine o di transito, al fine di evitare che i migranti rischino la propria vita pur di fuggire da conflitti interni o da persecuzioni. Papa Francesco, durante la sua visita a Strasburgo, ha affermato che non si può tollerare che il mar Mediterraneo diventi un grande cimitero. Dov'era Renzi?
L. come LuxLeaks. Altro che Cayman o Isole Vergini, i paradisi fiscali si trovano nel cuore dell'Europa e i loro inventori ne hanno le chiavi. Renzi ha sostenuto come presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker, votato poi al Parlamento europeo da PD, FI e NCD. Grazie a lui e al suo (complice?) silenzio decine di miliardi di euro son stati elusi dalle multinazionali a vantaggio del Gran Ducato di Lussemburgo e a danno di tutti i contribuenti europei. L'Europa di Juncker ha credibilità pari a zero.
M. come "Made In”. Sì, perché l’Europa non avrà l’etichetta con l’indicazione di origine degli ingredienti, un requisito fondamentale per tutelare le aziende italiane di qualità dalla concorrenza estera e per ridurre il rischio di frodi e infiltrazioni delle ecomafie. La presidenza italiana è riuscita a fallire su un dossier talmente vitale per la nostra economia che anche un quotidiano non certo “sovversivo” come il Sole24Ore non ha lesinato critiche al Governo.
O. come OGM. Sotto la presidenza italiana si è chiuso l'accordo sulla controversa direttiva OGM. Ci sono molte ombre e pochissime luci. Sebbene, infatti, siano indicate le procedure per vietare la coltivazione degli OGM sui territori degli Stati membri, si lascia ampio spazio alle multinazionali nella fase di autorizzazione. E' chiaro, dunque, il ruolo centrale attribuito alle aziende biotech che potranno quindi stilare la lista dei paesi "buoni" e di quelli "cattivi" ed avviare dei ricorsi contro quei Paesi che imporranno il divieto di coltivazione, appellandosi alle deboli motivazioni dal punto di vista giuridico con le quali gli Stati possono vietare la coltivazione di OGM. La sovranità non può essere messa in discussione e per questo motivo il M5S Europa voterà contro questo accordo, quando a gennaio verrà presentato in plenaria per la sua ratifica.
P. come Processo di Khartoum. Su una debolissima impalcatura poggia anche la cooperazione avviata con i paesi dell’Africa Orientale (in base alla strategia del “Processo di Khartoum”) per fronteggiare i flussi migratori. Il “Processo di Khartoum” prevede il dialogo con regimi repressivi e sanguinari come l’Eritrea (una dittatura militare de facto con migliaia di oppositori politici rinchiusi ) o il Sudan (dove da decenni avvengono crimini contro l’umanità). E’ una cooperazione piena di ipocrisie che, anziché combattere le cause dell’immigrazione, si interessa solo a bloccare i migranti che fuggono dalle guerre. L'Europa non può avallare la costruzione di ghetti e campi profughi senza nessuna tutela per i diritti fondamentali.
S. come Strategia Europea 2020. Come combattere la povertà e l’emarginazione? Per l'Europa bisogna creare nuovi posti di lavoro, peccato però che, nel frattempo, le aziende licenziano e non assumono più. È buffo vedere come in assenza totale di risultati il sottosegretario Gozi del pd cerchi di appropriarsi anche di meriti non suoi. La revisione della strategia 2020 è infatti "figlia" di una riflessione nata ben prima dell'inizio del semestre italiano e cioè nel marzo 2014, quando la Commissione Barroso ha pubblicato una comunicazione che faceva un primo bilancio sulla revisione di questa Strategia. Per il Movimento 5 Stelle c'è un solo modo per rendere l'Europa più coesa: estendere a tutti i suoi cittadini il reddito di cittadinanza. Italia compresa.
T. come Tonno rosso. Durante il semestre italiano si è concluso uno scandaloso accordo che mette a repentaglio l'ecosistema del Mar Mediterraneo. A partire dal 2015 aumenta del 20% la quota del tonno rosso che potrà essere pescato. L'incremento complessivo nell'arco dei prossimi tre anni sarà pari a circa il 72%! (da 13.500 tonnellate odierne a 23.155 previste per il 2017). I piccoli pescatori non ringraziano, perché questa decisione farà crollare il prezzo del tonno rosso, favorendo di fatto solo chi lo compra e cioè il Giappone.
Z. come Zero all'Europa di Renzi. Al di là della retorica di Palazzo, cosa è cambiato per i cittadini durante questi sei mesi di presidenza italiana del Consiglio europeo? Qualcuno se n'è accorto? Che fine ha fatto il #cambiamoverso del Presidente del Consiglio? Meglio #stendereunvelopietoso e #voltarepagina

 
(continua...)

24 Dic 2014, 19:50 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (197)
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Regolamento M5S e Comitato di Appello

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Il M5S è obbligato a depositare un Regolamento che ne attesti alcune modalità operative in particolare con riferimento alla cosiddetta democrazia interna (molte già esistenti) entro il 28 dicembre 2014. Non ottemperarvi potrebbe portare a contestazioni sulla possibile partecipazione a elezioni politiche. Il Regolamento è leggibile nella sua interezza qui.
Nel Regolamento è prevista la creazione di un comitato di appello sul quale gli iscritti al M5S dovranno pronunciarsi.
Dal punto 5) del Regolamento: "Il comitato d'appello è composto di tre membri, due nominati dall'assemblea mediante votazione in rete tra una rosa di cinque nominativi proposti dal consiglio direttivo dell'associazione MoVimento 5 Stelle ed uno dal consiglio direttivo dell'associazione medesima.
I componenti del comitato d'appello sono nominati tra iscritti.
Il comitato d'appello dura in carica cinque anni.
In caso venga a mancare anticipatamente un componente, provvede alla sua sostituzione l'organo che aveva designato il componente cessato dalla carica secondo la stessa modalità per la prima designazione. Il sostituto resta in carica sino alla scadenza del comitato d'appello in carica al momento della sostituzione."

Il comitato di appello può intervenire su vari temi. In particolare sul tema delle espulsioni, dal punto 4) del Regolamento:
"Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle sono passibili di espulsione:
a) per il venire meno dei requisiti di iscrizione stabiliti dal “non statuto”;
b) per violazione dei doveri previsti dall'articolo 1 del presente regolamento;
c) se eletti ad una carica elettiva, anche per violazione degli obblighi assunti all'atto di accettazione della candidatura.
Verificandosi una causa di espulsione, il capo politico del MoVimento 5 Stelle, su segnalazione comunque ricevuta:
i) dispone la sospensione dell'iscritto, dandone comunicazione al gestore del sito, il quale provvede alla disabilitazione dell'utenza di accesso;
ii) contesta all'interessato la violazione con comunicazione a mezzo e-mail, assegnandogli un termine di dieci giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni.
Decorso tale termine, il capo politico del MoVimento 5 Stelle, se non sono pervenute controdeduzioni ovvero ritiene non accoglibili le controdeduzioni presentate, dispone l'espulsione dell'iscritto, dandone comunicazione all'interessato con comunicazione a mezzo e-mail.
Entro i dieci giorni successivi, l'interessato può proporre ricorso contro l'espulsione, a mezzo e-mail da inviare al link www.beppegrillo.it/movimento/regolamento/9.html. Il ricorso viene esaminato dal comitato d'appello entro il mese successivo. Il comitato d'appello ha facoltà di acquisire informazioni o chiarimenti, nel rispetto del contraddittorio. Se il comitato d'appello ritiene sussistente la violazione contestata, conferma l'espulsione in via definitiva. Se il comitato d'appello ritiene insussistente la violazione contestata, esprime il proprio parere motivato al capo politico del MoVimento 5 Stelle, che se rimane in disaccordo rimette la decisione sull'espulsione all'assemblea mediante votazione in rete di tutti gli iscritti, la quale si pronuncia in via definitiva sull'espulsione.
In ogni caso di espulsione, il gestore del sito provvede alla cancellazione dell'espulso dall'elenco degli iscritti."

Domani saranno resi noti i nomi dei cinque candidati del Comitato di Appello e aperte le votazioni dalle ore 10 alle ore 19.

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(continua...)

23 Dic 2014, 17:40 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (317)
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I conflitti di interessi di Poletti #PolettiDimettiti

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"Vengono fuori le magagne del maxiemendamento stabilità, quei favori inseriti all'ultimo momento per accontentare "gli amici" e che tanto caos hanno creato in Senato venerdì notte.
Ancora una volta si tratta, manco a dirlo, delle cooperative, di cui il Ministro del Lavoro Poletti è Presidente dell'Alleanza dal 2013 dopo essere stato Presidente della Lega Coop per 10 anni. Poletti e suo governo in questa Legge di Stabilità stanno elargendo altri 130 milioni per le cooperative e le ditte di pulizia nelle scuole. Si tratta delle stesse aziende coinvolte nell’indagine dell'Antitrust perché sospettate di aver fatto cartello per aggiudicarsi gli appalti. Tra queste figura la Manutencoop (Legacoop), il cui presidente è indagato nelle indagini sullo scandalo EXPO.
I lavori di quelle imprese sono solo una scusa, già utilizzata negli scorsi mesi per mettere in piedi lo spottone di Renzi “Scuole Belle” che si è rivelato un flop studiato ad arte: 450 milioni spesi non per fare vera manutenzione nelle scuole, che restano in uno stato pietoso, ma per risolvere momentaneamente il problema degli ‘ex Lsu’: migliaia di lavoratori che, attraverso le esternalizzazioni a cooperative, svolgono le pulizie nelle strutture scolastiche del Paese. Con quali risultati lo abbiamo denunciato noi: i bambini fanno lezione letteralmente nella sporcizia.
Tutto allo scopo di continuare a mantenere in piedi, con soldi pubblici, la mangiatoia di stato per ditte e cooperative.
Non bastassero i 130 milioni, nel frattempo è partita la riforma del Terzo Settore, di competenza del ministero di Poletti, che nelle intenzioni del governo dovrebbe portare all'esternalizzazione dei servizi (leggi: privatizzazione dello Stato sociale). Un business gigantesco, soprattutto per le coop, a cui è garantito senza paletti su trasparenza e anticorruzione.
Oggi però, a parte noi, di conflitto di interessi e grave inopportunità da parte di Giuliano Poletti non parla nessuno. Tutti zitti, da una parte e dall'altra. La Santa Allenza delle coop è direttamente entrata in Parlamento, perché le inchieste hanno dimostrato che quello è un piatto di pasta nel quale vanno a ingrassarsi tutti." Deputati M5S commissione Cultura

 
(continua...)

23 Dic 2014, 09:38 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (176)
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Passaparola - La polizia militare europea, di Igor Gelarda

TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE SULL'EUROGENDFOR
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Nuova Gladio a livello europeo? Strumento dei banchieri per reprimere il popolo in rivolta soffocato dai debiti e dall’Euro, come si ipotizza sia successo in Grecia.? Queste sono alcune delle accuse mosse a Eurogendfor, la Gendarmeria militare europea. Un’istituzione extra nazionale militare con tratti indefinibili, non soggetta ad alcuna autorità parlamentare. Il suo quartier generale si trova in Italia, a Vicenza, accanto alla più importante base militare statunitense in Europa. Eurogendfor può intervenire con più di 800 uomini armati in 30 giorni. Cosa succederà se l’Italia volesse uscire dall’Euro? Abbiamo intervistato Igor Gelarda, dirigente nazionale del sindacato di polizia Consap che ha raccontato come funziona Eurogendfor nell'ebook "La polizia militare Europea".

"Ufficialmente Eurogendfor è nata a Velsen in Olanda nel 2007 diventa operativa a tutti gli effetti nel 2006 quando venne inaugurato il suo quartiere generale, a Vicenza presso la Caserma Antonio Chinotto. Ne fanno parte la Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Italia (con i Carabinieri) si sono successivamente aggiunte anche Romania e Polonia come partner esterna si è associata la Lituania, mentre osservatore esterno, non facendo ancora parte dell'Unione Europea e la gendarmeria turca.
Si tratta di una Polizia militare, già nel nome gendarmeria (gente d’armi) l’Art. 1 nel trattato di Velsen spiega gli obiettivi: costituire una forza di gendarmeria europea operativa, preorganizzata forte e dispiegabile in tempi rapidi, composta unicamente da elementi delle forze di Polizia a Statuto militare.
Eurogendfor rende conto a un comitato ristretto di ministri e militari in quanto,in quanto dipende esclusivamente dal CIMIN, acronimo di Comitato Interdipartimentale di alto livello ed è formato da un rappresentante del Ministero degli affari esteri, un rappresentante del Ministero degli interni o della difesa, dal Comandante generale delle forze di gendarmeria di ciascun Paese. La presidenza del Cimin con cadenza annuale ruota. Il budget medio annuale ripartito da tutti i paesi dell'unione europea che ne fanno parte prevede il mantenimento del quartiere generale, l’addestramento e le esercitazioni ed è di circa 450 mila Euro. Ovviamente non possiamo considerare in questo budget le missioni, perché le missioni possono fare schizzare in alto molto il budget a seconda di quanto durino, quanto personale è impegnato. Il Trattato di Velsen impone all'Italia in quanto paese ospitante di pagare delle quote maggiori di fatto, l'Italia paga circa 190 mila Euro annui, il 50% di questo importo annuo di questi 450€.
Si tratta di una Polizia militare che comunque gode di una certa immunità, di ampia autonomia e di vaste prerogative che hanno destato un certo scalpore, tra le persone ve ne cito alcuni: inviolabilità totale dei locali e degli archivi, la non intercettabilità delle comunicazioni, ancora i membri del personale di Eurogendfor non possono subire alcun procedimento per le attività svolte durante il servizio, quindi una sorta di immunità e ancora i paesi firmatari del trattato rinunciano a pretendere ogni indennizzo in caso di danno alle sue proprietà nell’ambito delle attività svolte da Eurogendfor.
Il battesimo è avvenuto nell’ambito della missione dell’Unione Europea in Bosnia Erzegovina, nel 2009 ha partecipato con una missione Nato in Afghanistan, nel 2010 è andato a Haiti sempre con le Nazioni Unite per garantire mantenimento dell’ordine pubblico in questo paese che era stato devastato dal tremendo terremoto. Dal 2014 partecipa a una missione nella Repubblica centro africana, mentre recentemente è stato annunciato che avrebbe preso parto a una missione in Mali. Nel trattato di Velsen non è chiaramente specificato, o definito in quale caso o tipologia di crisi internazionale Eurogendfor possa essere utilizzato." Igor Gelarda, dirigente nazionale Consap

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(continua...)

22 Dic 2014, 17:30 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (237)
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Renzie il depenalizzatore

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"Profondo sconforto delle forze dell’ordine per la depenalizzazione dei reati minori: umiliati cittadini e poliziotti! Riuscite ad immaginare lo sconforto da parte degli operatori di Polizia - dichiara il segretario nazionale della Consap Giorgio Innocenzi - a seguito di questo provvedimento di depenalizzazione? Provate un attimo ad immaginare come dobbiamo sentirci noi poliziotti nel pensare che un omicidio colposo, furto, le percosse, il maltrattamento di un animale, la truffa, gli atti osceni, o una omissione di soccorso anche fatte sotto i nostri occhi possono non essere più oggetto di condanna penale. Riteniamo che questa forma di ingiustizia, non potrà fare altro che fomentare rabbia e sconforto tra gli operatori di polizia ma anche tra la gente comune!
Il provvedimento di depenalizzazione dei reati minori sancisce un balzo all’indietro della giustizia in Italia - dichiara Igor Gelarda dirigente nazionale e Segretario regionale Sicilia del Sindacato di Polizia Consap. Si tratta, nei fatti, di una specie di amnistia preventiva nei confronti di numerosi reati, giacché lo Stato rinuncia a perseguirli. Oggi come mai mi sento di sottoscrivere quanto dichiarato dal mio conterraneo Leonardo Sciascia: Italia, altro che culla del diritto. Ne è la bara!
È vero che si tratta di reati che non sono gravissimi- continuano dalla Consap- ma molti di questi influiscono notevolmente sulla vita quotidiana della gente e la loro non punibilità farà crollare sotto zero la percezione della sicurezza tra la brava gente, e farà invece schizzare la percezione di farla franca da parte di chi invece tanto bravo non è! Il carico giudiziario non si allenta in questo modo, ma potenziando i tribunali, le strutture di detenzione e assicurando, piuttosto la certezza della pena."
Il Segretario Nazionale Generale del Consap Giorgio Innocenzi

 
(continua...)

22 Dic 2014, 09:51 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (312)

Sindaco di Trani: arrestato #TuttiInGalera

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Lo slogan del M5S era solo un anno e mezzo fa "Tutti a casa", ora va aggiornato con "Tutti in galera". La corruzione a livello di amministrazioni locali è diventata endemica, per diventare amministratore devi superare le prove di ladrocinio della cosa pubblica. Una ciliegia tira l'altra, come le bustarelle, e sta coinvolgendo un po' alla volta tutti i comuni e le regioni. Altro che uno tsunami ci vorrebbe per pulire le stalle di Augia d'Italia il cui il letame tracima ormai fino al governo, Si sente puzza infatti di Poletti. A proposito, in quale cooperativa si nasconde? A quando le dimissioni del commensale di Buzzi beneficiato dal ministero del Lavoro con un bando milionario? Napolitano ha esaurito i suoi moniti e Renzie non ha nulla da dire in proposito? L'eversore è diventato il cittadino onesto. L'unica difesa è il voto. Tutti a casa, ma prima in galera.

Intervento di Giuseppe Brescia, portavoce M5S alla Camera

"E' inutile, finché i cittadini italiani metteranno nelle mani dei partiti i loro Comuni, le loro Regioni, la loro Nazione, non ci sarà scampo, saremo tutti condannati alla corruzione e al malaffare.
Ecco un altro scempio del pudore e dell'etica politica: è stato arrestato Luigi Nicola Riserbato, Sindaco di Trani, vincente alle scorse amministrative con la lista “La Puglia Prima di Tutto”, partito di centrodestra, vicino a Forza Italia, che ha come referente politico il deputato, ex ministro ed ex governatore della Regione Raffaele Fitto, che lo ha fondato il 1º febbraio 2005.
Ma d'altronde cosa può nascere da un fondatore così, ricordiamo che Fitto è stato condannato nel 2013 a quattro anni di carcere per peculato, corruzione e abuso d'ufficio.
Ci chiediamo come sia possibile che con una storia così Fitto sia risultato il più suffragato alle ultime elezioni europee. Evidentemente certi italiani non impareranno mai!
Ma il sindaco di Trani non è stato l'unico destinatario dell'azione del gip Francesco Messina, che su richiesta del pubblico ministero, Michele Ruggiero, nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Trani, su questioni relative ad appalti pubblici e altri provvedimenti della civica amministrazione, ha disposto i domiciliari anche per Edoardo Savoiardo, funzionario del Comune di Trani; sono invece finiti in carcere l'ex vicesindaco Giuseppe Di Marzio (Fi), il consigliere comunale Nicola Damascelli (movimento Schittulli), l'ex consigliere Maurizio Musci (Fi) e l'ex amministratore unico dell'Amiu, Antonello Ruggiero.
I destinatari della misura sono tutti politici, dirigenti ed amministratori locali del Comune di Trani ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la pubblica amministrazione, concussione, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, ed altro.
E' stato chiamato il “Sistema Trani”! Dopo Mose, Tav, Expo e Mafia Capitale ecco un altro sistema politico-mafioso.
Cari cittadini italiani, prima lo capite, meglio è: o entrate a far parte della Comunità a 5 Stelle, vi interessate alla politica e diventate protagonisti del vostro futuro, o li mandate tutti a casa il prima possibile o sarete condannati alla corruzione e al malaffare. I partiti non sono capaci d'altro."

Giuseppe Brescia, portavoce M5S alla Camera

Cerca il banchetto per firmare contro l'euro più vicino a te cliccando su questa mappa:
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PS: Il tuo contributo per il referendum sull'uscita dall'euro è importante:
- organizza il tuo banchetto e segnalalo su questa mappa (che sarà in continuo aggiornamento)
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21 Dic 2014, 12:31 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (350)
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La Repubblica fondata sulla trattativa Stato - mafia, di Petra Reski

L'intervista esclusiva
05:00
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Intervista esclusiva alla giornalista e scrittrice tedesca Petra Reski che ci parla di Mafia. La Reski fa nomi e cognomi come quello di Marcello Dell’Utri. Durissimo l’attacco della giornalista contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una profonda riflessione sulla percezione del fenomeno Mafia fuori dai confini italiani. I tedeschi, ad esempio, pensano che la mafia sia un elemento di Folklore made in Italy. I giornalisti non sanno e politici non dicono. Petra Reski ci racconta di aver ricevuto minacce di morte che l’hanno obbligata all’utilizzo della scorta. La Cosa

LaCosa
Il suo libro, Santa Mafia è stato censurato dopo pubblicazione avvenuta in Germania. Lei cita alcuni nomi che appunto non è possibile nominare, ha avuto credo anche una minaccia di querela da Marcello Dell’Utri. Scrive nel libro che i tedeschi sottovalutano la ‘ndrangheta e dicono sostanzialmente che è un fenomeno esclusivo italiano e lei invece dice no, i capitali di questa vengono investiti anche e adesso in questa fase soprattutto in Germania. Ecco, secondo lei perché c’è questa sottovalutazione del fenomeno in Germania?

Petra Reski
L’ultima volta quando si è parlato di Mafia in Germania era stato nel '92, in seguito agli attentati in Sicilia, Falcone o Borsellino, perché Falcone ha avuto l’ultima lettera di minacce dalla Germania, da Wuppertal, e Falcone e Borsellino tutti e due avevano fatto ricerche in Germania, riguardo l’uccisione di Rosario Livatino, il giudice siciliano, perché i killer sono stati mandati dalla Germania.
All’epoca, dopo l’uccisione di Falcone e Borsellino i media italiani parlavano della cosiddetta pista tedesca. Questo arrivava con un po’ di ritardo anche in Germania e tutti sorpresi: “Ma quando mai la pista tedesca?” Da quella volta, dal ’92, praticamente fino al 2007, quando c’è la strage di Duisburg non si è mai parlato di Mafia in Germania. Io in tutti questi anni non ho mai sentito un politico tedesco utilizzare la parola Mafia.

LaCosa
Manca anche una legislazione adeguata che combatta la criminalità organizzata?

Petra Reski
Sì, certo! L’associazione mafiosa non è reato, non viene definita come quella italiana 416 bis, perché? E questo è interessante: perché in Germania c’è un’associazione a delinquere di stampo mafioso, però in questo caso deve essere dimostrato che stavano preparando un preciso delitto. La confisca è praticamente impossibile, perché un soggetto deve avere già una sentenza definitiva per Mafia, visto che in Germania non si viene condannati per Mafia, i mafiosi semmai vengono condannati per traffico di droga, di armi, raramente per corruzione. Non hanno precedenti in Italia, perché vivono da tanti anni in Germania, dunque non hanno sentenze per mafia e non possono essere confiscati i beni dunque. Le intercettazioni non sono possibili né a casa né in luoghi pubblici, dunque nessuno tenta neanche più di intercettare qualcuno.
Riciclaggio, in Germania c’è l’inversione l’onere della prova, che cosa vuole dire? Che il poliziotto o il magistrato deve dimostrare che i soldi che hai investito sono sporchi.

LaCosa
Lei avrà appreso, come tutti noi, tristemente, la notizia secondo la quale sarebbe arrivato il tritolo a Palermo per un attentato al Giudice Di Matteo, il PM che sta seguendo e istruendo il processo sulla trattativa, che sensazione le ha dato questa notizia?

Petra Reski
Mi stupisce il poco eco che ha avuto nei media italiani. Tutti questi giudici della trattativa sono sotto pressione, da quando hanno iniziato il processo. Ogni italiano dovrebbe sapere veramente che cosa è successo durante questi anni, come ha detto Salvatore di Borsellino, giustamente, questo è il peccato originale della seconda Repubblica che è stata creata, proprio sui cadaveri di Falcone e Borsellino no? Dunque con la trattativa tra lo Stato e la mafia. Io vorrei anche sentire un monito da Napolitano, per esempio, in favore dei giudici palermitani, perché lui dovrebbe essere quello che fa moniti a chiunque… un giudice che fa queste indagini, giustamente, dovrebbe essere protetto e non essere in pericolo, e lo trovo veramente allucinante. Diciamolo chiaramente, tutti questi giudici di Palermo sono odiati dalla politica perché sono stati quelli che hanno fatto i processi contro i politici, contro Marcello Dell’Utri prima e dopo per la trattativa e anche contro Andreotti, bisogna ricordarsi. In Italia si cercava da sempre di neutralizzare questa procura e trovo che gli italiani dovrebbero saperlo, perché questa è la politica di ogni giorno, che definisce ancora la politica di oggi! Io capisco benissimo gli interessi politici a non diffondere questa notizia delle minacce contro Di Matteo e gli altri giudici, però questo fatto che Napolitano ha insistito a fare distruggere il contenuto della telefonata con Mancino: è una grande vergogna! E' una cosa che tutti gli italiani dovrebbero sapere!

LaCosa
I media tedeschi hanno riportato questa notizia dell’arrivo del tritolo a Palermo? Che lei sappia?

Petra Reski
No, oggi per lo meno per quello che ho letto proprio no! In Germania non si è parlato della Trattativa, non si parla neanche di giudici minacciati, perché è una cosa per un giornalista tedesco complicata. La mafia viene descritta come una cosa folkloristica che balla e canta e ogni tanto si ammazzano tra di loro e non come succede veramente.

LaCosa
Lei ha mai avuto paura? Ha mai ricevuto minacce?

Petra Reski
Sì, io ho ricevuto minacce. Sono stati anni abbastanza duri, ho avuto delle minacce durante la presentazione di un libro, varie volte sono stata minacciata anche in Tribunale, purtroppo ero l’unica che parlava italiano in Tribunale e dunque gli altri non hanno capito che mi stavano minacciando e come. Ho ricevuto lettere, mail, circostanze non molto chiare. La polizia tedesca ha preso molto sul serio questa cosa quando avevo delle cose, in pubblico avevo sempre la scorta. Quando uno è minacciato, il fatto di sentirsi solo, questo è peggio ancora delle minacce. I miei colleghi giornalisti tedeschi pochissimi hanno capito veramente che cosa è successo e che cosa significa una cosa, non solo contro di me, ma contro un giornalista in generale, e questo mi ha frustrato molto e sono contenta di vivere in Italia perché in Italia grazie a Grillo, grazie anche a Enrico Fiero, che all’epoca lavorava per l’Unità, che mi ha dedicato un articolo, così ho avuto un sostegno in Italia incredibile, che mi ha rassicurato, perché in Germania veramente è stato per me molto molto umiliante questo fatto, perché io volevo fare capire ai tedeschi che cosa sta accadendo lì. E sentirmi dire: “Che cosa sarebbe, beh, ha fatto uno scherzo”, sì, è stato abbastanza pesante.

Guarda anche l’intervista Petra Reski spiega perché l’informazione italiana è contro il MoVimento5Stelle

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20 Dic 2014, 18:01 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (145)
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Dittatura con la vaselina #governovaselina

Vacciano, portavoce M5S, in Senato: ''La fiducia su Topolino"
03:00
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Votare di notte come i ladri con un presidente del Senato senza dignità un testo con parti addirittura mancanti. Ieri notte e' andata in onda l'ennesima pagliacciata di una repubblica in mano a golpisti e tangentari. Il parlamento va sciolto e bisogna andare a nuove elezioni al più presto. Siamo nelle mani di folli che stanno facendo a pezzi la nazione sotto gli occhi di un presidente della Repubblica tremebondo che ha tradito la Costituzione. Il portavoce del M5S Vacciano ha chiesto a Grasso questa notte che testo si doveva votare visto che mancavano dei pezzi. Quello di Topolino? L'ineffabile Grasso ha risposto che il governo avrebbe integrato il testo. Ma chi crede di prendere per il culo? I cittadini dovranno subire una legge finanziaria che li massacrerà di tasse senza che il contenuto sia discusso e neppure scritto. Questa e' dittatura con la vaselina.

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20 Dic 2014, 09:25 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (309)
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#PolettiDimettiti subito!

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"Non sono solo foto, quelle in cui il braccio imprenditoriale della mafia capitale, Salvatore Buzzi, viene ritratto insieme al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. C'è un appalto. La cooperativa di Buzzi, al centro dello scandalo romano, si occupa delle pulizie del ministero di Poletti. Cinque mesi fa è subentrata a un'altra cooperativa, di cui improvvisamente sono state scoperte carte non proprio in regola.
L'appalto non è diretto, passa attraverso in Cns, il Consorzio nazionale servizi, nel cui consiglio di sorveglianza sedeva pure il solito Buzzi e il cui direttore commerciale per il Centro Italia, Salvatore Forlenza, è indagato per turbativa d'asta. Ma, nel subentro della cooperativa di Buzzi, c'è stato l'obbligatorio avallo del Ministero.
Noi l'avevamo chiesto al ministro Poletti, con un atto parlamentare ufficiale, una interpellanza urgente. Gli avevamo domandato se il ministero del Lavoro intrattenesse rapporti con la cooperativa di Buzzi. Poletti era troppo impegnato per venire a rendere conto al Parlamento italiano e ha mandato il sottosegretario Teresa Bellanova. Che ha deciso di non rispondere, ha saltato a piè pari la domanda. Ora capiamo perché.
Poletti andava a cena con Buzzi e tutto il cucuzzaro, presenziava alla presentazione del faraonico bilancio della sua cooperativa. Poletti era presidente della Legacoop, ma non si è accorto di nulla. Ora è il ministro del Lavoro e non si è accorto dell'appalto dato con l'avallo del suo ministero alla cooperativa di Buzzi. Poletti, forse, non si è accorto neanche di essere un ministro. Poletti deve dimettersi, per restituire un minimo di dignità all'istituzione che rappresenta." Massimo Baroni, M5S Camera

 
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20 Dic 2014, 09:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (129)
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Le cene furfanti #magnamagna

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Siamo passati dalle cene eleganti di Berlusconi alle cene furfanti di Renzie. Indovina chi viene a cena per finanziare il pd? Non si sa. Si aspetta ancora l'elenco dei partecipanti alla cena elettorale come promesso da Renzie. Mille euro a botta come neppure una escort di alto bordo, 10.000 per un tavolino. L'unico ad aver fatto outing è Buzzi di mafiacapitale. Lo avrà fatto per solidarietà con Marino? Per simpatia politica? Per un moto di affetto nei confronti di Poletti? Nell'intervista con Enrico Mentana a “Bersaglio Mobile” di mercoledì 3 dicembre Renzie aveva affermato che esiste un elenco dei partecipanti alla cena dell’Eur, ma di non aver idea sull’eventuale presenza di Buzzi. Se esiste questo elenco perché allora Renzie non lo pubblica? Oltre a Buzzi chi c'era a finanziare le casse ormai vuote del pd in asfissia di iscritti (e quindi di tessere a pagamento) e di finanziamenti elettorali?
il vice di Buzzi, Claudio Bolla, ha rivelato su La7 a Piazzapulita . «Eravamo in cinque, tra i quali Buzzi. Abbiamo pagato mille euro a testa. L’unico dubbio che mi è rimasto è che forse il tavolo costava diecimila. A Buzzi Renzi piaceva, perché è decisionista".
Le cene furfanti sono meglio o peggio delle cene eleganti? Nelle prime sono i criminali a pagare per fottere i cittadini, nelle seconde almeno si fottono in privato. Il bunga bunga va rivalutato, sempre meglio del magna magna. L'elenco dei partecipanti potrebbe forse eguagliare quello della P2 di Castiglion Fibocchi dell'indimenticabile Gelli di cui Renzie è il degno erede nonché attuatore del Piano di Rinascita Democratica. Renzie, non faccia il timido, non sia ritroso, cacci l'elenco. Finanzieri, corrotti e corruttori, piddini e tangentisti, mafiosi e massoni, è tutto un magna magna? Fino a quando l'elenco non sarà pubblicato ogni sospetto è lecito. Come disse Totò: "A proposito di politica non si potrebbe mangiare qualche coserellina!"

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19 Dic 2014, 13:09 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (239)
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Il calendario dei Santi Laici 2015

GUARDA IL TRAILER DEL CALENDARIO
01:00 - HD
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Le immagini del calendario Santi Laici 2015 sono state realizzate da Maurizio Di Bona, in arte TheHand

"La scorta", così ribattezzano comunemente - condannandoli all'anonimato - i poliziotti e i carabinieri che vengono trucidati durante un rapimento, come avvenne per Aldo Moro, o un omicidio, come per Falcone e Borsellino. Gli agenti di Polizia e i Carabinieri hanno pagato il più alto tributo di sangue al terrorismo e alla criminalità organizzata, nel nostro Paese. Ne sono morti a centinaia, dal dopoguerra a oggi. Uomini e donne citati e ricordati solo come "La scorta". Il calendario dei Santi Laici del 2015 cerca di riparare almeno in parte a questo oblio, riportando nomi e cognomi delle vittime appartenenti alle forze dell'ordine. Sono gli angeli custodi di magistrati o politici, che spesso addirittura chiedono di entrare a far parte delle squadre di protezione, sapendo i rischi a cui vanno incontro. Come Emanuela Loi, che si sarebbe sposata pochi giorni dopo via D'Amelio, la strage in cui perse la vita. Emanuela fu la prima agente donna della Polizia di Stato a rimanere uccisa in servizio. Troppo spesso le "scorte" vengono sterminate insieme a chi devono proteggere, per colpa dell'ignavia e della collusione dello Stato. Per ogni "scorta" esistono istituzioni occulte e servizi deviati che hanno obiettivi opposti e si nascondono come scarafaggi negli anfratti delle istituzioni, senza pagare mai dazio. Secondo gli agenti di scorta, via d'Amelio era una strada pericolosa. E lo era a tal punto che fu chiesto di procedere preventivamente a una rimozione dei veicoli parcheggiati davanti casa della madre di Paolo Borsellino. La richiesta non venne accolta dal Comune di Palermo, come ricordato da Antonino Caponnetto, giudice antimafia, in un'intervista rilasciata alla Rai. E Borsellino fu ammazzato. Anche nel caso Moro esistono terrificanti scheletri nell'armadio dello Stato italiano. Per la tutela del segretario della Dc erano stati richiesti da mesi un'auto blindata e un potenziamento della scorta. Ma nessuno rispose. E Moro fu ammazzato.

Puoi avere il calendario con un'offerta libera, qui.

 
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19 Dic 2014, 08:15 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (79)
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Beppe Grillo presenta il referendum #FuoriDallEuro alla stampa estera

L'INTERVENTO DI BEPPE - HD
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Guarda la prima parte dell'intervento di Beppe Grillo
Guarda l'intervento iniziale di Luigi Di Maio

Il M5S alle ore 15 presenta alla Stampa Estera la proposta di legge d'iniziativa popolare per indire un referendum sull'uscita dell'Italia dall'euro. In un solo week end abbiamo raggiunto le 50.000 firme necessarie! Porteremo in Parlamento la legge popolare per indire il referendum sull'euro!

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La legge di iniziativa popolare che è stata proposta dal M5S per indire il referendum è di livello costituzionale, questo vuol dire che ha lo stesso livello di importanza della Costituzione. Infatti il referendum consultivo non è stato previsto dalla Costituzione, ma come è già stato fatto nel 1989 prima dell'ingresso nell'euro è possibile prevederlo con una legge costituzionale: ossia quella proposta come legge popolare dal M5S e che i cittadini potranno sostenere con una firma a partire da sabato 13 dicembre. Il nostro obbiettivo è portare milioni di firme, far emergere la suprema volontà popolare e portare gli italiani al referendum entro l'anno prossimo. L'Italia deve uscire dall'euro prima che sia troppo tardi. Durante il primo week end sono state raccolte migliaia di firme in tutta Italia grazie all'attività volontaria di tantissimi attivisti e portavoce sul territorio, al freddo e in alcuni casi sotto la pioggia. La raccolta andrà avanti fino a giugno 2015, puntiamo a milioni di adesioni!
Saranno presenti alla conferenza: Beppe Grillo, Barbara Lezzi, Laura Castelli, Giorgio Sorial, Luigi Di Maio

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18 Dic 2014, 14:04 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (314)
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