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Saranno presenti, tra gli altri: Charleston, Flavio Oreglio, John De Leo, The Niro, Ivan Segreto, Francesco Baccini, Stefano Bollani, Samuele Bersani, Max Gazzé, Cattive abitudini, L'invasione degli Omini Verdi, Leo Pari, Supa & DJ Nais, Mamasita, Blastema, Perturbazione, Dente, Bud Spencer Blues Explosion, Calibro 35, Fabri Fibra, Marracash, Sud Sound System, Tre allegri ragazzi morti, Marta sui tubi, Paolo Benvegnù, Teatro degli orrori, Linea 77, Daniele Silvestri

Mediterraneo di Plastica

Liberazione di una tartaruga a Nora presso Pula
(4:19)
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Chi, camminando su una spiaggia italiana, getti lo sguardo nella sabbia alla ricerca di una conchiglia o di un segno del mare lasciati dalla marea, troverà immancabilmente tracce della Civiltà della Plastica. Gli sembrerà di trovarsi in un grande supermercato con bottiglie di plastica di ogni marca e tipo, di acqua minerale, di aranciata, di Coca Cola, di succhi di frutta semi sepolte. In lontananza l'immancabile chioschetto spacciatore di bevande e di sacchetti di plastica con il bidone dei rifiuti semi vuoto (o debordante) e un cartello ammonitore sulle conseguenze per chi abbandona i rifiuti. Non è raro trovare un intero sacco di spazzatura indifferenziata sulla battigia trascinato e riportato dalle onde. Cicche di sigaretta disseminate ovunque insieme ai pacchetti, tra i più presenti Camel e Malrboro. Al largo qualche delfino, tartaruga, talvolta una balena inghiottirà la plastica scambiandola per cibo e morirà.
Ci sono per fortuna anche esempi positivi come Il Centro di recupero dei Cetacei e delle Tartarughe della Laguna di Nora, in Sardegna, dove i pescatori prelevano i rifiuti dal mare e
portano tartarughe e altri piccoli animali marini semi soffocati o feriti al Centro, dove sono salvati da volontari e ospitati prima di essere liberati. All'ingresso del Centro c'è un enorme pesce formato dalla plastica recuperata dal mare e un cartello che spiega:
"Ogni anno si arena sulle nostre spiagge un'enorme quantità di rifiuti, da 400 a 4.000 kg per km di costa. L'80% di questi "macrorifiuti" arriva in mare dai fiumi e dai canali di scolo. I macrorifiuti sono composti da molti tipi di materiali e quasi tutti cedono sostanze tossiche. il materiale più pericoloso per la vita delle specie marine è la plastica. L'ONU stima che il 70% della plastica presente in mare finirà per depositarsi sul fondo, formando uno strato tossico in grado di impedire gli scambi naturali tra l'acqua e i sedimenti e di generare fenomeni di asfissia. La plastica è biodegradabile in tempi lunghissimi:
- Buste di plastica 10/20 anni
- Prodotti di nylon 30/40 anni
- Polistirolo 1.000 anni
- Bottiglie di plastica mai completamente
Per azione meccanica e a causa degli effetti della temperatura e dei raggi UV, si spezzetta in particelle sempre più piccole fino a diventare invisibile a occhio nudo. Quando assume questa forma viene chiamata "plancton di plastica" e non è più possibile rimuoverla dall'ambiente marino. I frammenti di plastica possono bloccare il sistema digerente e respiratorio di molti orgnismi marini e causarne la morte
."
Le bottiglie di plastica uccidono il mare e galleggiano purtroppo molto più a lungo degli stronzi che le abbandonano.

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Woodstock cult: "Magliette e cappellini ufficiali dell'evento"
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Postato il 4 Settembre 2010 alle 17:26 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Centro di recupero dei Cetacei e delle Tartarughe della Laguna di Nora, Mediterraneo, naylon, Nora, plancton di plastica, plastica, polistirolo, rifiuti, Sardegna, tartarughe

Le feste di partito

Fassino e la strategia per l'Europa della sinistra
(5:33)
Festa_Unita_2010.jpg

E’ settembre, il mese dei ripensamenti sul tempo e sull’età. Il mese in cui, implacabili, ritornano, insieme alla vendemmia, le feste di partito. Non c’è grande città, cittadina, paese che non ne abbia una. La festa di partito ha i suoi cerimoniali, le sue liturgie, un rito sacro celebrato con i soldi pubblici. La prima sono gli ospiti, di solito degli altri partiti. La seconda sono i dibattiti politici con gli ospiti degli altri partiti. La terza sono i giornalisti che riportano sui media i dibattiti politici del segretario del partito ospite, o di un suo delegato, con deputati e senatori degli altri partiti.
Alle feste di partito non mancano mai i fotografi che celebrano storiche strette di mano tra il segretario di partito sorridente con i membri degli altri partiti. La coreografia prevede pranzi e cene, aperitivi e buffet freddi a tutte le ore, da una festa di partito a un’altra cambiano solo le etichette delle bottiglie di acqua minerale. Le feste di partito hanno questo di bello, sono un periodo di tregua e di riappacificazione dopo le dure battaglie parlamentari, Fassino può cinguettare con Schifanibastalaparola a Torino e Casini fare lingua in bocca a Rutelli a Labro in provincia di Rieti. Celebri sono rimaste le feste di partito del ceppalonico Mastella con portate pantagrueliche e bocche tracimanti di ogni ben di Dio per giornate intere per placare la fame del partito. Le feste dell’Unità hanno il dono di farsi sempre ricordare, quest’anno per la pubblicità occulta alla Ferrarelle e per l’occupazione militare di ogni spazio pubblico nazionale, prati, parchi, giardini, per intere settimane.
La crisi non ferma le feste di partito, che anzi sono utili per spiegare al cittadino ignaro e sempre più preoccupato i motivi della crisi e a prospettare le giuste soluzioni. Un pensatore, di solito un filosofo, è sempre presente per spiegare che ci vuole più Stato e meno mercato (filosofo di estrema sinistra, ormai raro) o più mercato e meno Stato (tutti gli altri filosofi). Gli ospiti celebri o di grido sono molto ricercati nelle feste di partito, più li paghi per partecipare (e di solito il loro ingaggio è notevole) più dimostrano un sincero attaccamento al partito. Se ogni artista, scrittore, giornalista ha il suo prezzo, il partito ha comunque la sua borsa, piena di finanziamenti elettorali, per pagarlo.
E’ un periodo gioioso in cui si lanciano leggi elettorali, alla francese, alla tedesca, alla lituana, in cui i partiti si prendono e si lasciano nel giro di pochi giorni nella costruzione di nuove e vecchie alleanze, un momento alto e profondo di dichiarazioni “forti” e importanti , subito riportate dai giornali di “area”, e per dare i giusti messaggi al Paese. A ottobre, In Senato e alla Camera si ritroveranno tutti un po’ appesantiti, dai segretari all’ultimo dei parlamentari, ma felici di aver scritto un’altra pagina di democrazia.

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Postato il 3 Settembre 2010 alle 18:28 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Casini, Fassino, festa dell'Unità, feste di partito, finanziamenti elettorali, Labro, Mastella, Rutelli, Schifani, Torinio

Italia corrotta, Europa infetta

Beppe Grillo al Parlamento Europeo
(12:50)
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Italia corrotta, Europa infetta. Il Bel Paese è da decenni un terreno di coltura del virus mafioso, un'area protetta, un'oasi WWF della delinquenza. Le mafie hanno due redditi: dallo Stato attraverso gli appalti e i contributi europei, miliardi di euro annui che sfuggono a ogni controllo, e dalle attività più classiche, dalla droga che entra a tonnellate dal porto di Gioia Tauro, alla prostituzione, ai rifiuti, al traffico di armi. Le mafie sono cresciute forti e potenti nell'indifferenza della Comunità Europea e del suo asfittico Parlamento diretto dalla BCE e con la benevolenza di parte dello Stato italiano. Lo Stivale gli va stretto da tempo, sono come un paguro che cerca sempre una conchiglia più grande.
La strage di Duisburg è passata quasi inosservata. La cancrena europea però non si può più nascondere. Il settimanale francese L'Express ha dedicato copertina e servizio principale alla diffusione delle mafie nei Paesi europei. La copertina è la più inquietante dopo quella che ci dedicò il Der Spiegel ai tempi delle BR (un piatto di spaghetti con una P38). L'articolo de L'Express inizia con queste parole: "La Mafia non conosce la crisi. Il suo volume di affari oscilla tra i 120 e i 150 miliardi di euro annuo, dal 5 al 7% del PIL italiano. Le tre principali organizzazioni criminali della penisola, Mafia siciliana, 'Ndrangheta e Camorra non hanno mai avuto una tale potenza. Se reinvestono dal 40 al 50% della loro ricchezza nelle attiità tradizionali come la droga, le armi e il pagamento dei salari agli "affiliati", esse reinvestono il resto di questa manna nell'economia legale. E ben al di là dei confini italiani...". Seguono mappe geocriminali, tratte dal libro: " Mafia Export" di Francesco Forgione, con i nomi delle famiglie in Francia, in Germania, in Spagna, in Portogallo. Ovunque un'epidemia di clan e di famiglie con presenti tutti i nomi più noti: dai Piromalli, ai Mazzarella, ai Santapaola.
Se non si circoscrive la fonte di contagio, l'Itala, il fenomeno non potrà che svilupparsi al ritmo di 40/50 miliardi di euro annui di investimento mafioso in Europa. Quanto ci vorrà per trasformare il nostro continente in Euromafia? Nessuna multinazionale ha le disponibilità finanziarie delle mafie. Io sono andato due volte al Parlamento europeo per avvertire i Belli Addormentati di Bruxelles. La prima per chiedere che non fossero più inviati in Italia i fondi europei, pari a circa 9 miliardi all'anno, che in gran parte sono gestiti dalla criminalità organizzata. La seconda per avvertirli che la mafia stava colonizzando l'Europa. Dopo due anni nessuna risposta è pervenuta dalla UE e non possiamo aspettarci che venga dall'Italia. Nel Bel Paese Mafioso i condannati per mafia stanno in Parlamento, le amicizie camorristiche e 'ndranghetiste sono credenziali per incarichi governativi. Il presidente del Consiglio si vanta di aver avuto un pluriomicida di Cosa Nostra in casa e lo chiama eroe, Casini deve il suo elettorato a Cuffaro e Schifani è l'interlocutore del Pdmenoelle.
Per salvarsi l'Europa deve nominare un commissario straordinario per l'Italia, se necessario un liquidatore, altrimenti il prossimo presidente europeo sarà eletto a Corleone o a Torre Annunziata.

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Postato il 2 Settembre 2010 alle 15:03 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: 'ndrangheta, Beppe Grillo, camorra, Francesco Forgione, L'Express, mafia, Mafia Export, Parlamento europeo

I partiti rumenta contro la Corte Costituzionale

Rifiuti in Romagna
(2:16)
Rifiuti_romagnoli_cop.jpg

Non passa settimana senza che qualche giunta non sia indiziata per appalti illeciti per lo smaltimento dei rifiuti. I rifiuti sono l'oro nero dei partiti, il loro salvadanaio. In effetti tra loro si assomigliano. La cosa più odiosa è però il menefreghismo dei partiti verso le sentenze quando sono a favore dei cittadini, anche nel caso dei rifiuti. La cui raccolta dovrebbe essere a profitto zero per le municipalizzate trattandosi di un servizio sociale essenziale, ma così non è, la spazzatura si quota in borsa e paga ricchi stipendi ai dirigenti nominati dai partiti. L'ultima schifezza (siamo in tema trattandosi di partiti e di rumenta...) è l'applicazione dell'Iva del 10% nonostante il parere contrario della Corte Costituzionale che ha imposto il rimborso agli utenti dell'Iva pagata negli ultimi anni. L'Iva non può essere pagata su una tassa e lo smaltimento rifiuti è considerato tale. Il costo dello smaltimento rifiuti dovrebbe tendere a zero con politiche di riciclo e di diminuzione degli imballaggi, ma i partiti, per usare un termine metaforico, se ne fottono.
"Lo scorso anno una sentenza della Corte Costituzionale decretò che l'Iva del 10% sulla bolletta dei rifiuti era illegittima e che andava rimborsata. Il Parlamento dei "nominati" dalle segreterie di partito, senza una sola voce contraria, ha deciso di fregarsene con il decreto legge numero 78 del 31 maggio 2010, convertito in legge numero 122 del 30 luglio scorso. Con il solito gioco di parole, il decreto ha precisato "che la Tia non ha natura tributaria, per cui ai corrispettivi del servizio deve essere applicata l'Iva di legge (il 10%)". Una beffa diventata realtà, che il Movimento 5 Stelle aveva denunciato lo scorso 22 aprile con il consigliere comunale di Reggio Emilia Matteo Olivieri.
I partiti della finta opposizione hanno votato contro il decreto Tremonti. Opposizione di facciata, perchè non si è levata alcuna voce contraria sull'argomento relativo all'illeggitimità dell' Iva del 10% dalla tassa rifiuti e sul mancato rimborso di quanto versato in passato dai cittadini. Il perchè è presto detto. Tutti i partiti nominano i loro uomini all'interno delle ex municipalizzate come Hera Spa o la appena nata Iren Spa. Quando pagherete il 10% in più in bolletta e non vi verrà rimborsato quanto avete già pagato sapete chi ringraziare: Pdl, Lega e la finta opposizione".
Andrea Defranceschi e Giovanni Favia, consiglieri regionali Movimento 5 Stelle Emilia Romagna

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Postato il 1 Settembre 2010 alle 20:25 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Andrea Defranceschi, Corte Costituzionale, Giovanni Favia, Hera, Iren, Matteo Olivieri, MoVimento 5 Stelle, partiti, rifiuti, Tarsu

Il gang bang dei gattopardi

Dell'Utri contestato a Como
(6:45)
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Il gattopardismo indica il cambiare tutto perché nulla cambi. Lo scrittore Tomasi di Lampedusa lo riferiva ai baroni siciliani, improvvisamente garibaldini e savoiardi dopo essere stati convinti borbonici, nella sostanza immutabili nella gestione dei loro interessi. 150 anni dopo, il gattopardismo è diventato prassi di governo e opposizione, l’uno compenetrato nell’altra. L’opposizione nasce infatti per continua partenogenesi di chi governa il Paese.
Il governo Berlusconi del primo quinquennio del 2000 comprendeva Fini e Casini, ai quali dobbiamo la partecipazione attiva a tutte le leggi porcata, da quella elettorale alla legge Schifani (progenitrice del Lodo Alfano). Oggi, Casini e Fini rappresentano improvvisamente l’opposizione, con un salto carpiato con doppio avvitamento sono diventati l’alternativa. I poteri che li sostengono sono gli stessi che hanno banchettato e banchetteranno con Berlusconi. Si è così manifestato il miracolo evangelico della moltiplicazione del governo all’opposizione. Al posto dei pesci, deputati. Alle prossime elezioni si potrà votare il listone unico e bino. Da una parte Berlusconi e Bossi, dall’altra Casini, Fini e Bersani (il portavoce di D’Alema). L’attuale legge elettorale premia le coalizioni e per non fare la fine di Bertinotti e ritagliarsi qualche spazio di potere, anche marginale, è probabile che molti partiti e partitini andranno a Canossa, per il bene del Paese si intende!
E’ un gioco in cui vince sempre il banco e perdono gli italiani. Un teatrino dei pupi con insulti accademici in cui la parola più usata tra loro (ad uso dei cittadini) è: "Vergogna”, ma nel quale non si vergogna mai nessuno di ricevere i finanziamenti pubblici, di maturare il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo, di privatizzare i servizi essenziali e il demanio, di realizzare la Tav e la base militare americana Dal Molin, la più grande base in Europa. O di tollerare in Parlamento Dell’Utri (confortato da Casini presidente della Camera ai tempi della prima condanna per contiguità mafiose) e Cuffaro e portare i cittadini all'esasperazione. O di essere seduti nei banchi di Camera e Senato “nominati” dai loro capi partito e non dagli elettori in assenza del voto diretto al candidato. I partiti non sono tutti uguali, sono in realtà tutti lo stesso partito di lotta e di governo con gli stessi obiettivi.
Bersani lo ha dichiarato con un lapsus, tra una privatizzazione dell’acqua e l’inaugurazione di un inceneritore: “Siamo partiti di governo provvisoriamente all’opposizione”, lo stesso vale per la Lega e per Fini, anche loro partiti di governo, saltuariamente all’opposizione.E' il gang bang dei gattopardi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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Postato il 31 Agosto 2010 alle 17:45 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Berlusconi, Bersani, Bertinotti, Bossi, Casini, Cuffaro, Dell'Utri, Fini, gang bang, Il gattopardo, Tomasi di Lampedusa

Schifani, basta la parola

Schifani, basta la parola - Marco Travaglio
(40:20)
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Testo:

Buongiorno a tutti, torniamo in diretta dopo le vacanze, spero che siano andate bene per tutti quanti voi.
Torniamo a parlare di attualità, in particolare della seconda e terza carica dello Stato, la quarta, il Cavaliere, lasciamola un attimo da parte, perché è interessante vedere le novità che sono emerse sul presidente del Senato e sul presidente della Camera in questo mese in cui non ci siamo parlati in diretta e l'eco che le novità sui presidenti dei due rami del Parlamento hanno avuto presso la pubblica opinione. Cosa è emerso, quanto è grave e quanto se ne è saputo: c'è un'asimmetria totale sulle informazioni a proposito della seconda carica dello Stato, Schifani, e della terza Fini.

Il "caso" Fini (espandi | comprimi)
Fini, alla fine di luglio, è stato di fatto messo alla porta dal partito che aveva cofondato insieme a Berlusconi, è stato di fatto cacciato con una segnalazione ai probi viri del PDL – pare che il PDL abbia addirittura trovato dei viri probi, non si sa bene dove li abbia trovati – questi probi viri rimasti inattivi tutti questi anni, del resto non c'era materia per coinvolgere i probi viri, c'erano solo casi come quelli di Dell'Utri, Verdini, Cosentino, Brancher, Berlusconi quindi a che servono i probi viri?


Schifani e l'ombrello del Cavaliere (espandi | comprimi)
Vediamo ora che cosa succede a chi rimane sotto l'ombrello protettivo del Cavaliere, per esempio la seconda carica dello Stato, Renato Schifani.

Schifani e i fratelli Graviano (espandi | comprimi)
Altri due anni di indagine, una parte degli indagati assieme a Schifani viene poi arrestata per bancarotta aggravata dal favoreggiamento alla mafia, mentre viene archiviata sempre per insufficienza di elementi utili a ottenere il rinvio a giudizio, la posizione di Schifani e il filone principale.

Schifani e il palazzo dei mafiosi (espandi | comprimi)
La quarta e ultima novità su Schifani la racconta Marco Lillo sul Fatto Quotidiano e cioè che tra i vari clienti di Schifani c'era un certo Lo Sicco, un costruttore anche lui arrestato per mafia e condannato con sentenza definitiva nel 2008, che aveva costruito un enorme e mostruoso palazzo in piazza Leoni a Palermo, a due passi dal parco della Favorita; in quel palazzo abitavano fior di mafiosi, anche latitanti per un certo periodo.


Questo è in fondo la migliore prova su strada del conflitto di interessi, ed è anche la migliore spiegazione del perché nessuno, a destra come a sinistra, ha mai pensato a risolverlo.
Buona settimana, passate parola.

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Postato il 30 Agosto 2010 alle 13:45 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Belpietro, Feltri, Fini, Marco Travaglio, Passaparola, passaparola-travaglio, Schifani, Tulliani

Tutti i post del mese di Settembre 2010

4 Settembre 2010

L'inizio della fine


Schifani_Fassino_Torino.jpg
Il Pdmenoelle ha invitato Schifanibastalaparola alla Festa Nazionale dell'Unità a Torino. Lo attendeva Fassino, il plurideputato, per discutere di democrazia e Istituzioni. Schifani era una terza scelta, erano stati interpellati prima di lui Dell'Utri e Gianni Letta (lo zio di suo nipote) che dopo le uscite comasche e veneziane in cui sono stati costretti alla fuga hanno rifiutato. Non solo per quello, ma anche perchè Fassino porta leggermente sfiga. Ad ascoltare il forbito eloquio tra la seconda carica dello Stato e l'ex segretario dei Ds c'era una folla di persone che chiedevano, tra l'altro, che fine hanno fatto le 350.000 firme che marciscono in Senato per la proposta di legge elettorale: Parlamento Pulito. Il discorso sulla tenuta della democrazia è stato interrotto dai fischi e dalle forze anti sommossa. Fassino ha parlato di squadrismo e Morfeo Napolitano di gazzarra intimidatoria. Io parlerei piuttosto del fatto che gli italiani si sono stancati di essere sempre presi per il culo.

3 Settembre 2010

Il Commento:
Campania: rifiuti e tumori

Campania_roghi_rifiuti.jpg
I cittadini campani bevono, mangiano, respirano rifiuti tossici e muoiono di tumore nella più totale indifferenza delle Istituzioni.
"Ogni giorno muovendomi per lavoro da Caserta a Napoli,mi imbatto in un rogo o in pennacchi di fumo nero, le chiamate che io e la mia ragazza facciamo al 115 sono solo un palliativo, ci vorrebbe prevenzione e vigilanza sul territorio, un nucleo di Polizia Ambientale provvisto di elicotteri, in grado di avere anche una visione notturna,si spendono fior di milioni in apparati militari per guerre senza senso quando la guerra ce l'abbiamo in casa. Quello che mi sono chiesto è che senso hanno i posti di blocco, chi si pensa di colpire? I veri delinquenti lavorano nella notte, nascosti da occhi indiscreti, lontano da strade cittadine o da grandi autostrade. La cosa più preoccupante è che ormai la maggioranza delle persone è narcotizzata, inerte, abituata a sentire nell'aria il puzzo di fumo, non ci si meraviglia più di vedere bruciare cumuli di immondizia. Ci si chiude in casa pensando di essere protetti da tutto questo... ma l'aria irrespirabile entra anche in casa, i cibi contaminati ce li troviamo sulle tavole, e sempre di più sono le persone colpite da tumori, chiunque in Campania ha o ha avuto fra i suoi parenti o amici una persona malata di cancro, e purtroppo ci siamo abituati anche a questo ... ci sconcertiamo per un incidente, per una tragedia improvvisa, ma siamo del tutto indifferenti a quello che capita giorno per giorno sotto i nostri occhi.Credo che oltre alla nostra vigilanza, di ogni singolo cittadino ci sia bisogno delle Istituzioni che controllino e preservino il territorio,credo che sia venuto il momento di spingere per la costituzione di un nucleo della Polizia specializzato per l'emergenza Ambiente,atttraverso una raccolta firme oppure attraverso delle proteste forti.Abbiamo bisogno di uno Stato forte che riesca ad arrestare questo scempio perchè qui in Campania si continua a morire di indifferenza." Umberto F.
Sito: La Terra dei Fuochi

La Settimana - Vol. 5 N°34

Razzi nostri e cazzi vostri
GavaVenezia

Gli Stati Uniti si ritirano dall'Iraq. E' una buona e strana notizia, di solito non succede. L'esercito americano si trova così bene all'estero che di solito ci rimane per sempre. Dall'Italia e dal Giappone, per esempio, gli americani non se ne sono mai andati dal dopoguerra, così come da decine di altri Paesi...


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