L'Europa della Goldman Sachs

L'Europa della Goldman Sachs
(2:17)
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La BCE ha erogato 498 miliardi di euro alle banche europee al tasso dell' 1% per tre anni. A fine febbraio è previsto un altro mega prestito di 400 miliardi alle stesse condizioni. Lo scopo dichiarato è nobile, far ripartire l'economia con finanziamenti alle imprese. I soldi sono ovviamente nostri, pagati attraverso l'aumento dell'inflazione e la sottrazione di agevolazioni degli Stati all'economia reale. Ricordo di passaggio che il sistema bancario è sostanzialmente parassitario e, senza un tessuto produttivo, non esisterebbe. Al più i banchieri potrebbero giocare a Monopoli con Monti e Draghi con banconote finte.
898 miliardi di euro sono una cifra colossale. Le piccole e medie imprese dovrebbero fare quindi salti da canguro, le loro sofferenze finanziarie sono finalmente finite. E presentarsi in banca per un fido, un prestito temporaneo, un piccolo finanziamento, per pagare Equitalia, per dare le tredicesime almeno un mese dopo. Mi pare di vederli, partite iva, capi azienda, piccoli proprietari, allegri come un italiano in gita, correre agli sportelli di Unicredit, IntesaSanPaolo, Monte dei Paschi di Siena, che insieme hanno prelevato circa 35 miliardi dalla BCE a gennaio, per vedersi il solito gentile rifiuto con il solito untuoso sorriso di compatimento. I soldi (nostri) le banche ovviamente se li tengono. Qualcuno ne dubitava? Le banche li investiranno in titoli di Stato, che le remuneranno con il 6/7%, e per coprire investimenti sbagliati che le hanno lasciate senza liquidità. I nostri soldi (la BCE è solo un tramite) serviranno quindi a far guadagnare senza alcun rischio le banche e a piazzare titoli pubblici senza valore. Nel frattempo le aziende chiudono, le persone sono licenziate, le famiglie perdono le case perché non riescono a pagare le rate del mutuo, gli imprenditori si suicidano.
Se invece che alle banche italiane il prestito all'1% per tre anni, che si aggirerà alla fine a circa 100 miilardi (nella prima rata hanno prelevato circa 50 miliardi) fosse stato erogato alle imprese l'Italia sarebbe già ripartita. Caro Rigor Mortis, a quando la liberalizzazione delle banche italiane, tra le più care d'Europa? L'Italia fallisce mentre i banchieri brindano.

Guarda i risultati.

Ps. Il sondaggio resterà aperto fino alle ore 14 del 28/1/2012.

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Postato il 27 Gennaio 2012 alle 13:45 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: BCE, Draghi, Goldman Sachs, Grecia, IntesaSanPaolo, Monte dei Paschi di Siena, Monti, Papademos, Unicredit

Il Movimento No Tav in galera

Il Movimento No Tav in galera
(5:20)
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Un'operazione di geometrica potenza è avvenuta in Italia. La polizia ha eseguito 26 arresti su tutto il territorio nazionale. L'ora segnata dal destino (gli arresti sono avvenuti verso le 5 nelle dimore dei criminali) è scoccata nel cielo della nostra Patria. Notificati 15 obblighi di dimora. Perquisiti tre centri sociali. Il ripristino della legalità è avvenuto in Val Susa, oltre a Asti, Biella, Cremona, Milano, Torino, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Macerata, Bergamo, Parma e Modena. Persino in Francia con un arresto internazionale. Il PIL esulta, le cooperative rosse e bianche esultano, Bersani e Fassino esultano. Monti e Passera esultano insieme alle banche e alla Confindustria. La 'ndrangheta esulta. Gli italiani e il debito pubblico un po' meno. La Tav per il trasporto delle merci costerà 22 miliardi di euro a nostro carico per la creazione di un tunnel inutile in un percorso che vede da decenni una costante diminuzione del traffico. Io sono valsusino! Sarà dura!

Intervista a Alberto Perino, leader movimento No Tav

"Quella di oggi non è stata una sorpresa perché era da prima di Natale che noi aspettavamo questo blitz. Questo blitz è stato fatto per due motivi ben precisi: 1) è per dare all’Italia un messaggio sbagliato, ma volutamente sbagliato in cui si fa credere alla gente che il movimento No Tav non è più un movimento popolare, ma è un movimento inquinato da un sacco di antagonisti di tutta Italia, non a caso hanno arrestato due persone della valle e tutti gli altri in giro per l’Italia, ma soprattutto questo messaggio è stato fatto qui dove oggi, ora, per dare un segnale fortissimo a tutti quelli che in questo momento stanno cercando di alzare la testa contro il Governo Monti e contro le porcate di Monti, per dire: "Cari signori state calmi, tranquilli, fatevi tosare in assoluto silenzio, perché chi si permette di contestare verrà sbattuto in galera". Questo è il segnale, perché siccome il movimento No Tav era un movimento di spicco del panorama italiano e era visto da molti come un faro di resistenza e di libertà, colpendo il movimento No Tav si vuole rimandare a cuccia tutti quelli che stanno cercando di rialzare la testa contro questo governo infame!
In valle hanno arrestato un Consigliere comunale stimatissimo in tutta la valle, accusato di avere utilizzato una stampella, in quel momento aveva una gamba fuori uso per resistere ai poliziotti che stavano sgombrando contro gli scudi dei poliziotti che venivano a sgombrare la Maddalena di Piemonte, il giorno 27 giugno del 2011 e l’altro è un barbiere di Bussoleno che non partecipava alla manifestazione del 3 luglio e erano la stessa zona dove c’era Beppe Grillo che ci hanno gasati tutti, compreso Beppe! Il movimento sta preparando tutta una serie di risposte che partiranno da stasera e vanno avanti, il movimento “Non abbassa la testa” la gente è incazzata, questi arresti hanno fatto arrabbiare moltissimo la gente, la gente è sempre più determinata a resistere e a continuare questa lotta.
Stasera ci sarà una fiaccolata a Bussoleno proprio contro questa repressione. Oggi a mezzogiorno ci sarà la conferenza stampa della Procura della Repubblica, dove Caselli ovviamente magnificherà la sua repressione nei confronti del movimento No Tav, perché in Piemonte non bisogna fare la lotta contro la mafia e l’’ndrangheta, bisogna fare la lotta contro il movimento No Tav, perché la mafia e la ’ndrangheta sono colluse e sono collegate con le cooperative rosse, invece il movimento No Tav non vuole che si faccia il Tav."

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Postato il 26 Gennaio 2012 alle 14:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: 'ndrangheta, 26 gennaio 2012, Arresti, blitz, Caselli, galera, Monti, No Tav, Notav, Passera, Perino, Politica, Susa Valley, Torino, Treno Alta Velocità, Val di Susa

L'Enel e il popolo Maya

L'Enel e il popolo Maya
(7:20)
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In Sudamerica dai tempi dei Conquistadores, un nome completamente inappropriato per i responsabili del più grande genocidio della Storia, sono cambiati solo i volti e le forme. Ai macellai Pizarro e Cortés si sono sostituite le multinazionali che hanno come armi il denaro e l’esproprio benedetto dalle autorità del luogo. Un giornalista ci racconta, insieme al leader indigeno, la storia delle zone Ixil del Guatemala, del popolo Maya e del neocolonialismo dell’Enel Green Power. Un’azienda che appartiene agli italiani per il 31%. L’Enel siamo noi!
Ps: Se l’Enel vuole rispondere alla testimonianza del popolo Maya, la sua replica sarà pubblicata sul blog.

Intervista a Concepción Santay Gómez, Sindaco Ixil di San Juan Cotzal

"Caro Beppe,
purtroppo la militarizzazione di un territorio, le comunità locali inascoltate, l'assenza di informazione e la presenza di una politica che dimentica il bene generale e sa solo eseguire i dettami delle grandi imprese non riguardano soltanto la Val di Susa. In Guatemala, nella zona indigena Ixil, si sta consumando la solita silenziosa tragedia.
L'Enel Green Power, la società di Enel per lo sviluppo e la gestione delle rinnovabili ha quasi terminato l'impianto idroelettrico di Palo Viejo.
L'acqua del fiume Cotzal e di tre suoi affluenti è stata canalizzata e sta già riempendo l'enorme vasca che permetterà alla centrale di produrre 370 milioni di chilowattora. Fino a qui tutto bene. Energia verde, 280.000 tonnellate di CO2 risparmiate e il made in Italy che ci rende famosi nel mondo. Ma per le comunità Maya della zona non va affatto bene. Sulla carta Enel è inattaccabile, ha ottenuto i permessi, il progetto è buono e nei suoi documenti si parla di responsabilità sociale d'impresa, ma il modus operandi è ancora oggi di stampo coloniale.
Cinquecento anni fa un manipolo di spagnoli è riuscito a cancellare civiltà millenarie utilizzando la strategia della divisione. Non è cambiato nulla. Enel è entrata a Cotzal senza interpellare le comunità ancestrali che da 2.500 anni vivono in quei territori e che si sentono storicamente padroni di fiumi e montagne. E' entrata in silenzio, forte dell'autorizzazione ottenuta dal vecchio sindaco Josè Perez Chen e dal Governo del Guatemala. Probabilmente sperava che quei maya ignoranti non si sarebbero mai organizzati o quantomeno si fossero accontentati di quattro galline e qualche sacco di mais. Così non è stato e grazie al lavoro dei sindaci indigeni oggi c'è un fronte che raccoglie 28 delle 36 comunità coinvolte da Palo Viejo. Vogliono essere ascoltati, vogliono partecipare ai processi decisionali e alla divisione dei guadagni.
Ma “l'energia che ti ascolta” fa orecchie da mercante. Circa un anno fa la popolazione locale sfinita dall'assenza di risposte da parte di Enel ha deciso di bloccare il passaggio ai macchinari. Alla loro azione nonviolenta lo Stato guatemalteco ha risposto con centinaia di soldati in assetto antisommossa, tre elicotteri e un nido di mitragliatrice posizionato nella scuola di San Felipe Chenla, il villaggio più battagliero. Alla popolazione sembrava di essere tornati negli anni del conflitto armato, quando lo Stato si macchiò di 114 massacri etnici nell'area Ixil. I leader contadini sono stati minacciati e accusati di terrorismo. Per Enel è inconcepibile rallentare i lavori però non lo è scendere a patti con dei criminali. L'Enel non ha coinvolto le popolazioni indigene, ma ha scelto come interlocutori Josè Perez Chen e Pedro Brol. Il primo, l'uomo che diede l'ok ai lavori, dopo essere stato fermato per contrabbando di legname attualmente si trova in carcere con l'accusa di aver istigato i suoi uomini al linciaggio di un poliziotto. Il secondo, latifondista proprietario della tenuta San Francisco dove passano i macchinari Enel, paga una miseria decine di bambini costretti dalla fame a raccogliere il suo caffè. Ma per l'Enel i criminali sono donne, vecchi e bambini che non ci stanno a farsi prendere in giro da un'impresa che fatturerà centinaia di milioni di euro grazie alle loro risorse naturali.
Oggi il tavolo della trattativa è di nuovo in piedi. La popolazione chiede il 20% della produzione della centrale. Si domandano perché se le montagne e i fiumi sono loro non possono essere soci dell'impianto.
Ma Enel prende tempo, sa che quando si inizierà a produrre energia la sua forza sarà raddoppiata e il Governo guatemalteco sarà ancora più obbligato a rispondere con violenza alle dimostrazioni dei maya di Cotzal. E poi mette in campo le solite strategie: "social washing" e divisione delle comunità. Enel promette progetti, un pozzo, una scuola, una strada asfaltata per ripulirsi la coscienza e ammansire la popolazione. Non è un caso che Enel Cuore onlus finanzi progetti di sviluppo solo nei paesi dove è presente il gruppo Enel. Far del bene è importante ma lo è ancor di più far vedere che loro sono i buoni. Inoltre, regalando lamiere e capre, tentano di comprare le comunità più povere e obbligarle a rinunciare alla protesta e lasciare soli quei “sovversivi” di San Felipe Chenla. Li dovresti conoscere Beppe quei sovversivi. Sono solo contadini impolverati che amano la loro terra.
Il popolo Ixil continuerà a lottare. Io ho provato a stargli vicino scrivendo questo pezzo e registrando l'intervista. Se le informazioni non ci arrivano occorre andarcele a prendere. Il 31% di Enel è pubblico, è roba nostra, e quindi i diritti calpestati nell'area Ixil ci riguardano, eccome." Alessandro Di Battista

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Postato il 25 Gennaio 2012 alle 14:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: Conquistadores, Cortés, Cotzal, Di Battista, Enel, Enel Green Power, Guatemala, Ixil, José Pérez Chen, massacri, Maya, Pedro Brol, Pizarro, San Felipe Chenla

Il water della democrazia

Monti HAL (Odissea nello spazio)
(1:55)
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Ho una sensazione di freddo alla schiena. Guardo Rigor Montis, la Frignero, Passera e le facce di cera dei vari ministri e vedo dei contabili, degli esattori, dei curatori fallimentari, degli ESTRANEI. Chi li ha invitati? Chi li ha votati? Mi ricordano la pubblicità degli anni '80 della Johnson, la signora Luisa, la domestica seria e precisa, dal fare sicuro, che si presentava alla tua porta, dal motto "Comincia presto, finisce presto e di solito non pulisce il water" perché usava la schiuma attiva di Magic Water.
Il governo di Magic Monti sta facendo le pulizie di casa nostra senza preoccuparsi di chi ci abita in questa casa. Le categorie sociali gli sono indifferenti. Pensionati, camionisti, tassisti, cassintegrati, piccoli imprenditori è come se non ci fossero, come se non avessero mai abitato in Italia. I ministri non fanno parte del tessuto sociale, non sono stati eletti, non devono rispondere a nessuno, non discutono con le controparti, eseguono il loro mandato. Sembrano alieni in visita ispettiva, alteri. Indifferenti a tutto tranne che alle banche. Ospiti che sono diventati padroni, che dopo tre mesi cominciano a puzzare tremendamente e il water non lo puliscono mai.
Mi inquieta la perdita totale, definitiva della democrazia e la accettazione di questa perdita da parte degli italiani come se fosse ineluttabile, ovvia, scontata. Come se la democrazia fosse un optional. Negli anni '70 andava di moda l'esproprio proletario. Si entrava in un supermercato e si faceva la spesa senza pagare. Si usava così. Oggi assistiamo all'esproprio bancario, una sottrazione dei diritti dei cittadini, dall'art.18 alla cassa integrazione, fatta alla luce del sole con rigidità burocratica da persone grigie, in giacca e cravatta, per salvare le banche e l'euro. Li guardo e non vedo umanità, ma lo sguardo fisso e indecifrabile degli squali. Il Paese va a fuoco, ma per loro è solo una pratica da chiudere al più presto. Magic Monti, la schiumattiva che mantiene il water profumato.

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Postato il 24 Gennaio 2012 alle 13:45 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: crisi, Fornero, Frignero, Johnson, magic water, manovra, Mario Monti, Passera

Passaparola - I Forconi risalgono l'Italia - Pino Aprile

I Forconi risalgono l'Italia - Pino Aprile
(12:00)
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"Una rivoluzione in Italia, se ci sarà mai, partirà dal Sud. Se nelle regioni settentrionali la crisi porterà una diminuzione del livello di vita e sacche di povertà, il Sud è condannato alla miseria e all'emigrazione. Il movimento dei Forconi non nasce dal nulla, ma dalla consapevolezza del fallimento dello Stato e dal rifiuto di fare la fine della Grecia dove i bambini vengono abbandonati a scuola dai genitori perché non riescono a sfamarli. Pino Aprile, studioso dei movimenti meridionali e autore di "Terroni" ci spiega le origini del movimento dei Forconi e del possibile incendio italiano." Beppe Grillo


Il Passaparola di Pino Aprile, scrittore e giornalista.

Produrre senza garanzie (espandi | comprimi)
Salve, un saluto a tutti gli amici del blog di Beppe Grillo, sono Pino Aprile, sono un giornalista, uno scrittore, mi occupo soprattutto di cosa sta succedendo al Sud d’Italia e perché il Mezzogiorno d’Italia pare cumulare oggi una quantità di risentimenti, diciamo anche le parole che possono suonare grosse, di rabbia che non ci si riesce a spiegare.

La riforma scolastica dimentica Quasimodo (espandi | comprimi)
Raccogliendo poi intorno a sé i sentimenti di tutti i tipi, non posso fare un’enciclopedia, ma provo a raccontarne alcuni diversissimi tra di loro, c’è molto malumore nella scuola e soprattutto nella scuola del sud, non fa notizia che l’allora, purtroppo infausto ministro alla Pubblica Istruzione Gelmini, abbia sottratto circa mezzo miliardo di Euro destinato alle scuole cadenti del Sud per distribuirlo in tutta Italia

Italiani conoscetevi e unitevi (espandi | comprimi)
Quando i produttori di formaggio in Italia entrano in crisi, il governo con i soldi destinati al Sud salva i produttori di parmigiano e non avendo più quei soldi disponibili per i produttori di pecorino sardi, perché li ha consumati dove non doveva spenderli, va a far randellare i produttori sardi di pecorino, a sfasciare le teste dei sardi e questa differenza la trovi dappertutto.

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Postato il 23 Gennaio 2012 alle 14:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: Aquila, Borghezio, ciliegino, Don Milani, Giolitti, Giù al Sud, Grecia, Marco Polo, Messina, movimento dei Forconi, Movimento pastori sardi, Napoletani, passaparola, passaparola-beppegrillo, Pino Aprile, Resistenza, Sciopero, Sicilia, Terroni, Venezia

La guerra dei bottoni

Uguaglianza
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Il valore di un titolo pubblico per i creditori è considerato intangibile. Se lo Stato che ha contratto il debito non paga, allora va all'inferno, finisce in default. Il valore di un BOT, in principio, non è però diverso da quello di qualsiasi azione di un'azienda quotata in Borsa. Chi acquista un titolo di Fiat o di ENI sa che può guadagnare o perdere. Non chiede l'intervento del FMI o della BCE. Fa parte del gioco. L'economia di uno Stato si fonda su molte variabili, un PIL che può crescere o diminuire, un disavanzo, o un avanzo, di bilancio, e fattori imponderabili, come disastri naturali o guerre, che lo possono mettere in ginocchio. Chi compra un'azione si assume un rischio, lo stesso dovrebbe valere per chi acquista un BOT. Se Formigoni, per fare un esempio, ha acquistato milioni di euro di titoli greci che oggi valgono il 60% in meno, la responsabilità è sua, non dei greci (ma perchè la Regione Lombardia investe in titoli? La Corte dei Conti sa rispondere?).
Chi compra il debito pubblico si assume il rischio della sua svalutazione. Con questa regola il rischio ricadrebbe in prevalenza sugli acquirenti, in particolare sulle banche che hanno in pancia centinaia di miliardi di euro di debito, a cui cinicamente si potrebbe dire "Nessuno vi ha costretto" o, metaforicamente, "Sono c...i vostri". Questo approccio ridurrebbe l'uso del debito per tenere in piedi le economie malate degli Stati. Le aste pubbliche andrebbero semideserte. E sarebbe un bene per un pianeta che farnetica di una "crescita" senza limiti sostenuta da un debito senza fine. Nel 2012 sono in scadenza nel mondo almeno 11.000 miliardi di titoli pubblici. Chi li comprerà?
Una moglie, stanca di vedere il marito rigirarsi nel letto per un debito con il vicino, apre la finestra e grida "Giovanni, i soldi mio marito non li ha e non li avrà mai!". E quindi al coniuge "Ecco, ora il problema lo ha lui". Nel romanzo francese la "Guerra dei bottoni", due bande di ragazzi si rubano i bottoni come trofeo di guerra. Chi possiede più bottoni è il vincitore. La battaglia finale è vinta dai ragazzi che decidono di combattere nudi. Un debito si può cancellare o ristrutturare, la responsabilità è anche del compratore. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure, Ci vediamo in Parlamento se non fanno una legge elettorale per impedirlo.

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Postato il 22 Gennaio 2012 alle 13:09 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: BOT, debito pubblico, Formigoni, La guerra dei bottoni, Regione Lombardia

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