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Renzie #FiglioDiTroika

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"Per reagire ad una presa in giro bisogna innanzitutto essere consapevoli dell’inganno. E bisogna accorgersene prima che sia troppo tardi. Renzi e l’Europa lo sanno bene. Per questo l’uno spalleggia l’altra e viceversa. Almeno fino al 25 maggio: dopo quella data, infatti, il destino di milioni di elettori non sarà più affar loro. Ma se gli va in porto il raggiro, avranno arginato la presa di Bruxelles da parte di milioni di cittadini stanchi di subire.
Prendiamo i famosi 80 euro al mese, ad esempio: non sono altro che il cavallo di Troia con cui Renzi vuole entrare in Europa per poi aprire i confini italiani all’austerity della Troika. Innanzitutto non riguarderanno una platea di 10 milioni di italiani. Probabilmente saranno poco più della metà a riceverli, e solo a tempo determinato: solo chi si trova in una fascia di reddito compresa tra i 16 e i 24 mila euro lordi. Il bonus scatta infatti solo quando l’imposta lorda , cioè quella pre-applicazione delle detrazioni, è superiore agli sconti già previsti dalle leggi in vigore. Per esempio, un lavoratore dipendente con un reddito di 15-16 mila euro con moglie e figli a carico (una platea vastissima di contribuenti) non percepirà mai alcun bonus. I “chimerici80 euro saranno solo un miraggio. Cosi come lo saranno per tutti quei lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito fino a 8 mila euro, per i pensionati e per il popolo delle partite IVA, mentre i dipendenti pubblici si vedranno addirittura bloccare l’adeguamento dei contratti, già fermi da 5 anni. Questo non si chiama sostegno, si chiama illusione. E anche quei pochi fortunati che riusciranno a percepire qualcosa non si illudano: il comma 2 dell’art. 1 del decreto, infatti, dice: “Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per il solo periodo d’imposta 2014. A decorrere dal 1°gennaio 2015, si applicano le disposizioni dell’art.13 del testo unico dell’imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel testo vigente anteriormente alle modifiche di cui al comma 1 del presente articolo.”. Insomma, una botta e via, un’elemosina una tantum che non cambia la vita a nessuno ma che vorrebbe costituire il viatico per consegnare nelle mani di Renzi i nostri destini europei, per i quali ha già dato ampie rassicurazioni pubbliche alla Merkel.
Ma non è finita. Incombe un’altra legge sulle vostre teste, denunciata solo dal M5S che ne chiede l’abrogazione già dal novembre dello scorso anno. Si tratta del comma 430 della legge 147/2013. Eccolo: “Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 15 gennaio 2015, […] sono disposte variazioni delle aliquote di imposta e riduzioni della misura delle agevolazioni e delle detrazioni vigenti tali da assicurare maggiori entrate pari a 3.000 milioni di euro per l'anno 2015, 7.000 milioni di euro per l'anno 2016 e 10.000 milioni di euro a decorrere dal 2017. Le misure di cui al periodo precedente non sono adottate o sono adottate per importi inferiori a quelli indicati nel medesimo periodo ove, entro la data del 1º gennaio 2015, siano approvati provvedimenti normativi che assicurino, in tutto o in parte, i predetti importi attraverso il conseguimento di maggiori entrate ovvero di risparmi di spesa mediante interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica.
Una vera e propria mannaia, inserita nel DEF, che è fonte di preoccupazione perfino per la Corte dei Conti, la quale a pag. 12 della sua relazione dice: “Vi è, infine, un terzo fattore che stende un velo di incertezza sulla dinamica delle entrate previste dal DEF 2014 e anche in questo caso si tratta di un rapporto di “dipendenza”: quello che lega la crescita delle entrate attesa a partire dal 2015 all’attuazione della misura di revisione delle agevolazioni fiscali contenuta nella legge di stabilità 2014. Si tratta di una partita che vale 3 miliardi nel 2015, 7 miliardi nel 2016 e 10 dal 2017, e che rappresenta fra il 26 per cento e il 62 per cento delle maggiori entrate tributarie previste dal DEF fra il 2015 e il 2018
E vogliamo parlare del pericolo dell’abolizione della detrazione sul coniuge a carico? Se credevate che fosse stato superato, vi sbagliate: nel testo di legge delega al Governo si è solo sostituito il termine abolizione con armonizzazione. Visto quanto conta “la parola d’onore” per il nostro attuale Premier, non c’è motivo di essere ottimisti. Sarà inoltre punita l’agroenergia dalla limitazione dell’esenzione IMU nelle aree svantaggiate, dove il Governo rastrellerà 350 milioni di Euro. Stanno per riscrivere le mappe dei comuni montani e svantaggiati, quelli in cui si applica l’esenzione. Per non parlare poi di un chiaro, smaccato, regalo alle lobby dell’energia: gli agricoltori che hanno piccoli impianti di produzione da fonti rinnovabili passeranno dalla tassazione attuale (che considera il reddito agrario) alla tassazione ordinaria sul 25% dei ricavi prodotti.
Insomma, oltre ai 91 milioni di Euro in bilancio a favore dei Partiti ed ai 5 milioni aggiuntivi chiesti da SEL per l’invio di propaganda elettorale a mezzo posta, pagheremo quindi anche lo spot elettorale di Renzi per le Europee, e sarà la stessa Commissione europea a chiedercene conto. Già, infatti Renzi non dice che la deroga approvata per i famigerati 80 euro (se qualcuno li dovesse poi realmente avvistare, per favore si metta in contatto con la redazione di Chilhavisto?), varrà solo per il 2014. Non dice che grazie al Fiscal Compact, che noi vogliamo eliminare e che lui vuole mantenere, nel 2014 il nostro disavanzo strutturale si attesterebbe allo 0,6% del PIL, riducendosi così di soli 0,2 punti percentuali rispetto al 2013 invece degli 0,5 richiesti dal Patto di Stabilità, e questo comporterebbe che la Commissione Europea ci imporrebbe la riduzione dell’aggregato della spesa pubblica di un ammontare che garantisca una diminuzione del saldo strutturale di bilancio di almeno 0,5 punti percentuali ogni anno. Saranno tagli lineari che smantelleranno ulteriormente lo stato sociale. Tra l’altro, il tasso di crescita della spesa in termini reali, nel 2014, nel 2015 e nel 2016, sarà ridotto rispettivamente dello 0,64, dello 0,74 nel 2015 e dello 0,41 nel 2016, valori non in linea con i parametri che la Commissione impone, ovvero l’1,07% ogni anno.
Presto gli italiani sperimenteranno sulla loro pelle le bugie di Renzi, perché saranno chiamati a pagare con nuove manovre correttive la campagna elettorale del PD. Lui questo lo sa benissimo, e come dicevamo all’inizio lo sa ancor meglio l’Europa. E allora perché lo spalleggia, anziché denunciarlo subito? Semplice: teme il consenso elettorale del Movimento 5 Stelle." M5S Senato

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19 Apr 2014, 18:52 | Scrivi | Commenti (512) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: 80 euro, BCE, fiscal compact, FMI, M5S Senato, Renzie, Troika, UE



La Pasqua di Napolitano e il venerdì di passione degli italiani

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"Per annunciare la morte della repubblica, Re Giorgio ha scelto, nel giorno della passione assoluta, del Venerdì Santo, una lettera al Corriere della Sera. Lettera con la quale difende il colpo di Stato permanente di cui egli è stato l’architetto fin dall’estate del 2011. Dopo aver guidato la caduta di Berlusconi ed aver inaugurato con Monti il primo governo del Presidente della nostra storia repubblicana, Re Giorgio a quasi ad un anno di distanza si giudica e si assolve, a partire dalla decisione della sua rielezione che ci ha condotto nella situazione in cui siamo.
Anzitutto, chiariamo una cosa: ricordate come finì il Governo Monti? Con un atto di dimissioni anticipate, con un Governo dimissionario che, senza essere stato sfiduciato e senza neppure ricorrere alla «parlamentarizzazione della crisi», forza, di fatto, i tempi per le nuove elezioni politiche, che vengono anticipate, d’improvviso. Con la conseguenza che, contrariamente a quanto sarebbe avvenuto nel caso in cui la legislatura fosse stata fosse stata portata a termine “naturalmente” (con elezioni in Aprile), la formazione del nuovo Governo, dopo il voto di Febbraio, viene ancora affidata a Re Giorgio. Ed il tutto viene, a suo tempo, candidamente confessato dallo stesso Napolitano: «Diversamente da come sarebbe accaduto se, ed è quel che ho fortemente auspicato e sollecitato, la legislatura si fosse conclusa alla normale scadenza dei 5 anni e le elezioni si fossero svolte nell'aprile del 2013, all'insediamento delle nuove Camere si sarebbe succeduta senza soluzione di continuità, l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, e a questi sarebbe toccato avviare il procedimento per la formazione del nuovo governo. Così non è stato» (Intervento del Presidente Napolitano alla Cerimonia per lo scambio degli auguri con le Alte Cariche dello Stato - Palazzo del Quirinale, 17/12/2012). Ovviamente a tutto questo, nella lettera di oggi sul Corriere, non si fa più cenno.
Re Giorgio dimentica, poi, come, dopo le elezioni, il “boom” del M5S – e boom fu davvero, nonostante l’ironia ostentata dallo stesso Napolitano (forse, come cantava Guccini, «ride chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura»?) – ha costretto la partitocrazia a “bloccare” il sistema parlamentare, a trovare quelle “larghe intese” a tutti i costi, a costo di far fuori Bersani e preferire una controfigura di Monti, Letta.
Oggi Re Giorgio si vanta di aver promosso «la formazione di un governo di ampia coalizione, il solo possibile nel Parlamento uscito dalle elezioni del febbraio 2013». Il solo possibile? O il solo che poteva assicurare la neutralizzazione del primo partito in Italia, il M5S?
Quanto alla rielezione, si è già detto molto, se ne dirà ancora, spero, insistendo sulla avvenuta “rottura” di quella che fu, pur nel silenzio della norma, quantomeno l’intenzione dei nostri Costituenti. Certo è che, dopo le elezioni del Capo dello Stato, in Italia c’è sempre stata un’atmosfera di gioia e di consenso diffuso. E se oggi uno dei tanti lacchè di Re Giorgio ricorda il diluvio di applausi che accompagnò la rielezione, forse dimentica che gli applausi vennero solo dall’interno del Parlamento. Sarebbe stato sufficiente, allora, aprire una finestra, per vedere le migliaia di persone che stavano per accerchiare l’assemblea, per rendersi conto che, in quel momento si stava rischiando il bagno di sangue. Forse ci si dimentica che, se non fosse stato per l’atto di responsabilità compiuto da Beppe Grillo, migliaia di cittadini italiani avrebbero realmente dato l’assedio il Parlamento.
Felice è, poi, il Re dei lavori condotti dai suoi Saggi, dall’ «autorevole e imparziale Commissione di studiosi ed esperti che ha presentato la sua relazione finale nel settembre 2013». E, per far vedere quanto è democratico, ricorda anche le critiche di alcuni costituzionalisti. Poco convincente: la verità, ben più inquietante, è che i costituzionalisti italiani, di fatto, non hanno mai sollevato obiezioni, si sono allineati al progetto di Re Giorgio, si sono piegati al cospetto di un Re che ha usurpato il ruolo che la Costituzione gli attribuiva, tanto da essere messo giustamente in stato di accusa.
Non voglio tornare sull’impeachment, sulle ragioni che hanno giustificato la richiesta presentata dai parlamentari 5 Stelle, sulle reazioni delle forze politiche, sulla sufficienza con la quale tutto questo è stato accolto dalla stampa e dai media. Una cosa ai cittadini italiani dovrebbe, però, essere chiara, più d’ogni altra. Non c’è alternanza tra Pd e Forza Italia. Non c’è veramente mai stata. Da tempo governano insieme, e continueranno a farlo per sempre. L’unica alternativa è tra questo regime voluto e diretto da un Re, che se ne andrà solo quando il massacro della Costituzione, dopo quello sociale, sarà realizzato, e il M5S, che rappresenta l’unica concreta possibilità democratica per il Paese." Paolo Becchi

Alessandro Di Battista a Cagliari:


Tutte le date dei portavoce M5S!

 
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18 Apr 2014, 19:24 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (730)

Il M5S abolirà il Fiscal Compact

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"Giulio Tremonti ha presentato un disegno di legge costituzionale che prevede la modifica degli articoli 97, 117 e 119 della carta Costituzionale riferiti alla questione del vincolo di pareggio. Subito sono comparsi articoli con titoli allarmati del tipo: “Tremonti vuole cancellare l’Europa dalla Costituzione”, che fanno pensare all’ennesima mutilazione del testo costituzionale. Le cose non stanno affatto così e mi spiego. Il testo originario della Costituzione non contiene alcun riferimento all’Europa e, tantomeno, alla Ue. L’attuale formulazione è assai recente ed è un’eredità del governo Monti di infelice memoria. Esso fu la conseguenza dell’accordo intergovernativo del 2012 meglio noto come accordo del “Fiscal Compact”, che determinava l’introduzione del pareggio di bilancio obbligatorio e l’obbligo di chiedere l’autorizzazione delle Camere in caso di deviazione dall’ obiettivo.
La prima modifica riguardò l’art. 97 nel quale venne introdotto un brevissimo comma iniziale:
<<Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.>>
Il che, in buona sostanza, significa che le decisioni delle pubbliche amministrazioni, ed ovviamente in particolare in materia fiscale, sono subordinate ai dettami UE e, qualora il responsabile di una di esse (di qualsiasi livello) dovesse decidere in modo difforme, potrebbe anche vedersi chiamato dalla Corte dei Conti a rispondere di “danno erariale”. Il richiamo alla UE è poi ribadito da un inciso nell’art 117 ed un altro nel 119. Da questo poì scaturì la legge applicativa 24 dicembre 2012 n 243 che rende esecutive le norme fissate a partire dal 2014.
Tutto questo va poi letto insieme alla trasformazione dell’art. 81 deciso sempre con legge di revisione costituzionale dell’aprile 2012. La stesura originaria dell’art. 81 si limitava a prevedere, nell’ultimo comma, l’obbligo di copertura di ogni ulteriore legge di spesa oltre il bilancio annuale. Peraltro, questo obbligo nei fatti non fu mai osservato troppo scrupolosamente. Poi nel 2012, a seguito dello sciagurato accordo cui abbiamo fatto cenno, l’articolo venne riformulato come segue:
<< Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale.
>>
Dunque, occorre mettere in relazione le norme che legano il pareggio di bilancio -ed i limiti di oscillazione possibili- con le direttive Ue.
Di fatto, quella modifica costituzionale diventa, in questo modo, il “catenaccio” che garantisce l’accordo intergovernativo del fiscal compact e rende non aggirabili i limiti al disavanzo, neppure nelle fasi economicamente sfavorevoli come questa.
Detto in soldoni: se il Governo volesse “sforare” i limiti fissati, non potrebbe farlo contro le indicazioni Ue, perché basterebbe un intervento della Corte dei Conti a bloccare tutto. Ma se anche la Ue ( o la Merkel, per essa), in un accesso di benevolenza, autorizzasse l’Italia a discostarsi dai limiti concordati, così come Renzi ha chiesto vanamente nella sua visita berlinese, ugualmente il Governo non potrebbero far nulla, perché a legargli le mani resterebbero le procedure costituzionali. Di fatto si tratta di un combinato di norme assolutamente micidiale che vincola la politica economica del nostro paese alle decisioni Ue ed il punto più pesante (di cui in questa campagna elettorale proprio non si sta parlando nemmeno per cenni) è quello che riguarda il rientro del debito. Gli accordi da cui è nato l’Euro, prevedono che ogni paese non possa avere un debito superiore al 60% del suo Pil, mentre il nostro debito era al 120% prima del governo Monti e, dopo i sacrifici, è salito al 130%. La Ue ci ha imposto il rientro della quota eccedente entro 20 anni. Questo significa un onere di circa 40-60 miliardi l’anno (la cifra è solo stimabile perché variando il Pil occorre calcolare anno per anno la cifra in assoluto da reperire) che si aggiunge agli interessi.
Anche tagliando brutalmente le spese oltre ogni tollerabilità ed inasprendo la tassazione ordinaria, è materialmente impossibile fare fronte all’impegno. E le strade che restano non possono essere che due: l’alienazione di beni pubblici (le privatizzazioni ovviamente in termini di svendita) ed un prelievo forzoso. Insomma: gli italiani entrino nell’ordine di idee che ci aspetta un prelievo forzoso sui risparmi in banca e, con ogni probabilità, una patrimoniale sulla casa. E neppure è detto che questo basti.
E dire che gli accordi iniziali che hanno preceduto il fiscal compact –prima che Monti svendesse il nostro paese- prevedevano clausole ben più favorevoli per l’Italia, a cominciare dal criterio di calcolo sul debito. Da un punto di vista giuridico, peraltro, è vero che l’Italia consente limitazioni della propria sovranità, ma in condizioni di parità (art 11 Costit.), mentre qui siamo gli unici ad aver messo mano alla Costituzione.
Ed allora, concludendo, qui si fa sul serio: vogliamo il superamento dell’attuale ordine monetario come sostiene il M5S? Vogliamo una “Europa diversa” che rifiuti l’austerità del fiscal compact come vuole la Lista Tsipras? Vogliamo anche solo una politica di bilancio più elastica, come predica Renzi? Per fare tutto questo il passaggio obbligato è eliminare quelle modifiche costituzionali volute da un governo al servizio dei poteri forti stranieri. Ristabilire la sovranità nazionale è il passo preliminare e qui si vede chi fa sul serio e chi no: Hic Rhodus, hic salta." Aldo Giannuli

PS: I documenti necessari alla presentazione delle liste (il modello di dichiarazione attestante che le liste sono presentate in nome e per conto di partiti o gruppi politici e la liberatoria per l'uso del logo) sono stati inviati e arriveranno a partire da martedì 22 aprile.

 
(continua...)

18 Apr 2014, 10:05 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (396)

L'Italia in mano agli usurai

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>>> Stasera Giulia Sarti, portavoce del M5S alla Camera, parteciperà a Servizio Pubblico di Michele Santoro in onda su La7 a partire dalle 21.10 <<<

Mentre in campagna elettorale Renzie promette 80 euro, una mancia miserabile, un voto di scambio politicomafiosomassonico con cui comprare voti, il debito pubblico aumenta ogni mese. Ma non doveva diminuire grazie ai sacrifici? Dove eravamo rimasti nel 2011? Al duo Napolitano presidente di sé stesso e a Rigor Montis, senatore in una notte, che dovevano salvare l'Italia dallo spread impazzito? E poi a Letta, silurato per manifesta incapacità mediatica, che voleva morire per Maastricht, e infine all'Ebetino slinguazzante di Merkel, Bce e dintorni. Dopo anni di cura, dove sono state ammazzate le imprese, creato disoccupazione a livello del dopoguerra e tassato anche l'aria, lo spread è sceso. E allora? A chi abbiamo fatto un favore devastando l'Italia?
L'Italia è quasi fallita, non c'è alcuna correlazione tra lo spread e la nostra economia. Questo nessuno può negarlo. Al massimo il rapporto può essere inversamente proporzionale. Meno spread, più fallimenti. A che serve quindi lo spread basso garantito da Napolitano con tre governi illegittimi, nessuno eletto dagli italiani, graditi alla Bce, Ue e Fmi? A garantire il pagamento dei titoli pubblici in scadenza e dei relativi interessi alle banche, in particolare tedesche, francesi e britanniche. Con lo spread sotto controllo i nostri titoli sono salvi e i creditori sono soddisfatti.
Siamo tornati al '600 in Italia. Al posto degli eserciti stranieri, i poteri finanziari, ma almeno, allora, non ci prendevano per il culo con una finta democrazia e le riforme costituzionali fatte solo per perpetuare la Casta. Lo Stato italiano spende circa 800 miliardi di euro ogni anno. Di questi, 100 sono di interessi sul debito, senza questa zavorra avremmo un avanzo primario. Le entrate sarebbero superiori alle spese nonostante gli sprechi, che comunque sono enormi, tra i 100 e i 150 miliardi. Stiamo morendo di debito, di interessi sul debito, di crescita esplosiva del debito. In febbraio è aumentato di 17,5 miliardi, toccando 2.107,2. Alla fine dello stesso mese del 2013 l’ammontare del debito era di 2.018,2 miliardi, su base annua l’aumento è stato di 89 miliardi di euro. Non possiamo svalutare il debito perché è agganciato all'euro e non a una moneta nazionale, con questi dilettanti (collusi?) non possiamo arrestarlo. Stiamo morendo per pagare gli usurai. Qui o si affronta il debito e si mandano a fanculo i poteri che manovrano l'Italia come una marionetta grazie ai loro emissari autoctoni, o si muore.

 
(continua...)

17 Apr 2014, 15:30 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (621)

La frana #franatutto

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Non la sentite la frana? Sta venendo giù tutto. Mafie, partiti, corrotti, corruttori, piduisti, lobbisti, banchieri. Sono i detriti della Seconda Repubblica, la parte più infame della Storia d'Italia. Viene giù tutto insieme come in quegli smottamenti improvvisi che travolgono in pochi secondi ponti e strade in apparenza indistruttibili. L'Italia frana, i cittadini, anche i più distratti, lo sanno. Si percepisce un temporale violento annunciato dall'aria umida, che soffia a piccole raffiche. L'impalcatura, ormai instabile come un castello di carte, è tenuta in piedi come un miraggio di massa solo dall'informazione televisiva e giornalistica che ha dal Sistema ogni privilegio per leccargli il culo. Slap... telegiornali, slap... quotidiani. Giornalisti ma non vi fate mai schifo? Dopo la frana cosa farete? Vi cercherete nuovi padroni? Continuerete il vostro mestiere di servi? L'Italia frana senza scampo, senza interruzione. Disoccupazione, emigrazione, chiusura del tessuto produttivo nazionale, distruzione della moralità pubblica e gambe aperte a qualunque interferenza straniera. Tra un anno di Berlusconi rimarrà il ricordo, di Napolitano neppure quello, Renzie sarà ricordato come uno zimbello, come il dito inserito in un buco della diga prima della crepa definitiva, si apriranno finalmente processi come MPS e i nomi della trattativa Stato-mafia saranno espulsi dalle Istituzioni. Nuovi moralisti si stracceranno le vesti. E' una giovane Italia senza paura quella che si muove e si annuncia sotto i detriti che andranno però rimossi con pazienza, senza mai fermarsi. Questa volta non deve finire come nel 1945, dopo la frana del fascismo, la pulizia dovrà essere completa, radicale, senza sconti. Nessun compromesso, nessuna riabilitazione. A giudizio dovrà andare l'intera classe politica, imprenditoriale e dell'informazione. Fuori, dopo la frana, ci saranno cieli nuovi e stelle luminose. Gli italiani non sono finiti qui, si libereranno di questo sudario che li avvolge, che ne ha distrutto l'anima e la Storia. Non sentite la frana? Sta venendo giù tutto. Uscirete presto a riveder le stelle, i vostri occhi sono stati creati per questo.

 
(continua...)

16 Apr 2014, 11:36 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (1212)

#AbolirEquitalia

Equitalia va abolita
(01:16)
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Anche tu perseguitato da Equitalia? Fai come Beppe!
Invia QUI il tuo selfie con la cartella esattoriale, per dire che vuoi ABOLIRE EQUITALIA!
Per dire a tutti che sostieni la proposta di legge per cancellare Equitalia per sempre del MoVimento 5 Stelle! (Ps: ricorda di coprire in parte il viso e cancellare i dati personali)

"Su Equitalia è ora di guardarsi in faccia. Ed è ora di uscire allo scoperto: il braccio armato dell'Agenzia delle Entrate non ha mai perseguito "gli evasori", ma è diventata uno sgherro che opprime piccoli e piccolissimi chiudendo un occhio sui ricchi e potenti. A volte persino facendosene complice, come da inchieste degli ultimi giorni. Nessun italiano è stato risparmiato dalle terribili cartelle, o almeno nessun italiano senza santi in Paradiso e conti alle Cayman. Una vera tortura: cartelle a bambini di sette anni, a invalidi e pensionati al minimo, cartelle ripetute o gonfiate, piccole aziende messe in ginocchio con il sequestro dei macchinari, e famiglie gettate in strada e private della case per debiti di poche migliaia di euro.
Altro che colpire gli evasori... A quanti milionari Equitalia ha pignorato lo yacht? Innumerevoli invece i disgraziati che pagano rate mensili agli spietati gabellieri, nell'impossibile tentativo di correre dietro a multe e relativi interessi da strozzini che si accumulano negli anni. Gabellieri medioevali che seminano terrore e disperazione, finendo con lo spingere la gente al suicidio o alle intifade di protesta che abbiamo visto in questi anni.
Sappiamo i nomi di chi ha voluto e votato Equitalia, a destra, e chi l'ha potenziata, a sinistra: gente che ancora siede in Parlamento, che ancora prova a raccattare voti promettendo "giustizia ed equità". Insospettabili come Cuperlo ed eroi del "basta tasse" come Alfano; "anti-austerity" come Crosetto e "brave persone" come Bersani; persino l'ambientalista Realacci.
Abolire Equitalia, allora, non è più solo un gesto di giustizia verso le tante vittime. E' un gesto di civiltà, che ci faccia uscire dai metodi da medioevo e dall'oppressione dei cittadini ad opera di scherani onnipotenti inviati dal signorotto di turno. La legge M5S presentata oggi è il modo per dire il nostro NO ad un'Europa che fa macelleria di tante conquiste sociali e ci riporta ai tempi del terrore. Abolire Equitalia significa un'inversione di marcia, l'intraprendere finalmente la strada giusta fuori da questo incubo. Noi siamo pronti, vediamo la luce in fondo al tunnel: ed è la luce di 5 Stelle.
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Scarica la legge M5S e le slides su Equitalia da qui! ( )
M5S Camera

 
(continua...)

15 Apr 2014, 13:31 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (911)

Passaparola - I Diavoli della Finanza - Guido Maria Brera

I Diavoli della Finanza
(12:30)
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La verità è che per stampare denaro e comprare con questo denaro i Titoli di Stato devi avere due pilastri fondamentali: avere una moneta di riserva forte, come il Dollaro, poco soggetta a svalutazioni improvvise; non devi avere inflazione, perché in automatico nessuno vuole più sottoscrivere il tuo debito pubblico. Guido Maria Brera, chief investment officer di una società di gestione patrimoniale e scrittore

Mi chiamo Guido Brera, mi occupo da vent'anni di risparmio gestito. Oggi parliamo di tematiche importanti, che riguardano la crisi politica ed economica attuale. Il mio punto di osservazione parte dal concetto del neoliberismo, che è qualche cosa che nasce circa trent’anni fa ed è una filosofia totalizzante che mette l’individuo al centro del mondo. Mi ricordo la Thatcher che disse: "Noi siamo una somma di individui, non dobbiamo considerare la società come tale, ma come una somma di singole persone."

Con il neo liberismo l’individuo può scegliere che cosa effettivamente è bene per lui, in maniera autonoma. Viene quindi abbandonato il concetto dello Stato, che ti accompagna dalla culla fino alla morte, ma il nuovo welfare state sono le banche, quindi lo Stato delega alle banche affinché eroghino credito all'individuo, che con quel credito facile può comprarsi una casa, una polizza vita, l’education, andare a scuola e pagarsi le scuole migliori. Tutto quanto, però, indebitandosi. Apparentemente la struttura poteva avere anche un certo fascino, la verità è che ha portato a conseguenze imprevedibili e gravi, quale lo smantellamento della classe media, ha portato a quella che è la conseguenza più grave: l’assenza delle pari opportunità. Abbiamo una disuguaglianza tra ricchi e poveri che è ai massimi del dal 1929.

Concentriamoci un attimo su uno dei cardini del neoliberismo, cioè il dare credito facile a tutti, che comporta bassi tassi di interesse, basso tasso di inflazione e comporta la possibilità di stampare denaro in quantità importante.

Secondo me stampare denaro è una delle forme che più aumentano la disuguaglianza tra ricchi e poveri. Nel mio libro "I Diavoli" - un romanzo in cui cerco di spiegare la finanza un po’ a tutti - c’è un padre che racconta al figlio che cosa vuole dire stampare denaro. Io ho utilizzato lo strumento della neve: c’è una bellissima nevicata che si posa su tutto il manto terrestre, solo che dove c’è ombra la neve si accumula, dove invece c’è il sole la neve si scioglie. Ergo: stampare denaro non fa altro che aumentare il denaro dove il denaro già c’è e dove non ci sono le condizioni perché quel denaro proliferi il denaro lì, la neve si scioglie. Stampare denaro è stato sempre invocato come la soluzione di ultima istanza per risolvere i problemi della crisi, però chiediamoci una cosa: chi può veramente stampare denaro e finanziare la spesa pubblica? La verità è che per stampare denaro e comprare con questo denaro i Titoli di Stato devi avere due pilastri fondamentali: avere una moneta di riserva forte, come il Dollaro, poco soggetta a svalutazioni improvvise; non devi avere inflazione, perché in automatico nessuno vuole più sottoscrivere il tuo debito pubblico.

Per non avere inflazione devi continuamente fare una svalutazione interna, che vuol dire aumentare la diseguaglianza anche a livello di politica economica. Io non posso stampare denaro se non comprimo i salari al ribasso costantemente. E qui veniamo all’imbroglio, perché il consumatore occidentale è sempre più indebitato in Stati sempre più indebitati, e in più con una compressione di salari al ribasso. Questo comporta che le pari opportunità per tutti svaniscono.

Perché la classe media e le classi più basse sono quelle che più pagano una politica basata solamente sulla espansione della base monetaria, cioè sullo stampare denaro? Perché l’inflazione davvero sotto controllo è l’inflazione da domanda, cioè il consumatore in realtà si sente più ricco, perché importando da Paesi che hanno un costo del lavoro molto basso, può effettivamente comprare più beni, ma sono discrezionali, cioè beni di cui lui non ha realmente bisogno. Le magliette oggi costano molto meno che vent'anni fa, e anche un sacco di componenti di elettronica, dai cellulari al registratore, alle televisioni valgono e costano molto meno, quindi c’è l'illusione per il consumatore di essere più ricco in quanto lui può spendere più soldi o meglio con i soldi che spende può avere più cose da comprare.

C’è però un altro tipo di inflazione, che pochi citano, l'inflazione da Asset che impatta sui beni di cui realmente abbiamo bisogno. Le case nessuno più se le può permettere, perché costano di più, l’educazione dei propri figli nessuno più se la può permettere, perché costa di più, e ricordiamoci che l’education è la più grande arma per favorire l’ascensore sociale, se tu poi devi spendere 20-30 mila Euro l'anno come è in Inghilterra oggi per educare un figlio, è ovvio che dopo uno o due anni devi smettere di farlo.

E' ovvio che più stampi denaro e più il potere di acquisto del denaro vale meno. Il problema di stampare denaro è che il denaro è un po’ come le radiazioni, va ovunque. Siccome c’è una libera circolazione dei capitali se la banca centrale americana o quella giapponese stampano denaro le inefficienze di questo sistema arrivano anche in Europa. La Banca Centrale Europea in questo senso è la più virtuosa, nel senso che le resistenze a fare il cosiddetto quantitative easing a oggi sono state tutto sommato corrette. Il problema dell’Euro e della soluzione della crisi dell’Euro non va ricercato quindi nello stampare più denaro, ma nel fatto che noi dobbiamo migliorare l’Euro.

Oggi in realtà noi non abbiamo una moneta unica europea, perché è come se avessimo in Italia, una Lira piegata al Marco, perché il tasso di interesse dell’Euro in Italia è diverso dal tasso di interesse dell’Euro in Germania. Il cosiddetto spread vuole dire che l’Italia emette a un tasso di interesse superiore a quello tedesco. Su questo ovviamente dobbiamo combattere. L’Euro di per se è un bellissimo progetto, ma deve essere seguito da una unione fiscale e prima di tutto, politica e poi bancaria. Nel 2012 l’attacco all’Euro è stato fatto anche per alcuni versi in maniera scientifica, perché in quella fase il dollaro si era visto davvero insediata la sua posizione di moneta di riserva su scala mondiale.

Nei Diavoli ho paragonato la finanza a un palcoscenico di un teatro. E’ buio e c’è qualcuno che muove questo faro, questo occhio di bue, illuminando determinati temi. Ecco, io credo che a un certo punto nel 2012 si è voluto illuminare l’Euro, con tutte le sue fragilità, per fare risultare l’Euro più fragile e il dollaro come un bene rifugio.

Sono ottimista sull’Italia. E lo sono perché questo veramente è il più bel Paese del mondo, dove la qualità della vita è molto alta e pensiamo alle nuove tecnologie, queste ti consentiranno sempre più di delocalizzare l’impresa e di andare a lavorare più o meno dove uno vuole. Cambiare motore, le ricette sono sempre le stesse, investire sulla cultura, sul turismo, rispettare l’ambiente, più di ogni altra cosa, perché l’asset più importante che l’Italia oggi ha è l’ambiente. Se questo è vero, come è vero che l’Italia è uno dei posti più belli del mondo, secondo me noi dobbiamo solamente curare il paese il più possibile per poter accogliere più imprese possibili e più gente possibile che vuole venire a lavorare qui e venendo a lavorare qui creerà indotto e creerà nuovo lavoro e nuovi posti per tutti. Passaparola !

 
(continua...)

14 Apr 2014, 15:27 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (993)

Se questo è un Paese

pdue_macht.jpg

Voi che vi disinteressate della cosa pubblica
come se vi fosse estranea e alla vita delle persone
meno fortunate che vi circondano
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il telegiornale di regime caldo e visi di mafiosi e piduisti sullo schermo
mentre mangiate insieme ai vostri figli
che educate ad essere indifferenti e servi
Considerate se questo è un Paese
che vive nel fango
che non conosce pace, ma mafia
in cui c'è chi lotta per mezzo pane e chi può evadere centinaia di milioni
di gente che muore per un taglio ai suoi diritti civili, alla sanità, al lavoro, alla casa
nell'indifferenza dell'informazione
Considerate se questo è un Paese
nato dalle morti di Falcone e Borsellino
dalla trattativa Stato mafia
schiavo della P2
Comandato da un vecchio impaurito
delle sue stesse azioni
che ignora la Costituzione
Considerate se questo è un Paese
consegnato da vent'anni a Dell'Utri e a Berlusconi
e ai loro luridi alleati della sinistra
Un Paese che ha eletto come speranza un volgare mentitore
assurto a leader da povero buffone di provincia
Considerate se questa è una donna,
usata per raccogliere voti,
per raccontare menzogne su un trespolo televisivo,
per rinnegare la sua dignità
orpello di partito
vuoti gli occhi e freddo il cuore
come una rana d'inverno.
Meditate che questo AVVIENE ORA e che per i vostri figli non ci sarà speranza
per colpa della vostra ignavia, per aver rinnegato la vostra Patria
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Liberamente ispirata alla poesia Se questo è un uomo di Primo Levi

PS: Il nuovo candidato sindaco di Bari per il MoVimento 5 Stelle è Sabino Mangano

 
(continua...)

14 Apr 2014, 11:22 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (1232)

#Renzieacasa

Davide Bono a Torino per un nuovo Piemonte
(03:11)
TORINO_pieno.jpg

Il primo provvedimento del governo Renzie in campo fiscale, che nessun giornalista si è degnato di spiegare agli italiani, è un ricco aumento del prelievo fiscale sulla casa grazie alla possibilità concessa ai sindaci di aumentare l’aliquota della Tasi, la tariffa dei servizi indivisibili corrisposta ai comuni, fino ad un ulteriore 0,8 per mille. Il limite massimo dell’aliquota passa così dal 2,5 per mille al 3,3 per mille. Un aumento, che secondo uno studio della UIL, costa 1 miliardo e mezzo di euro alle famiglie italiane colpevoli di avere una casa. La giustificazione della stangata, è la copertura, con solo parte della somma, delle detrazioni che prima spettavano alle fasce più deboli sul pagamento dell’Imu e che si erano perse per strada con la Tasi.
Ecco le tasse che dovrai pagare sulla tua casa o esercizio commerciale grazie a Renzie:
Prima casa
- Imu per le categorie catastali a1, a8 e a9. Queste continueranno a pagare l’imu per intero, con aliquota fino al 6 per mille (sommata con la tasi, l’aliquota totale non potra’ superare il 6,8 per mille);
- Mini imu per tutte le prime case (che si trovano nei comuni che avevano applicato aliquote sulla vecchia imu superiori al 4 per mille);
- Tasi con un’aliquota che parte dall’1 per mille e può arrivare, grazie al nuovo aumento, fino al 3,3 per mille.
- Tari in quanto tariffa rifiuti.
Seconde case e tutti gli altri fabbricati (uffici, negozi, capannoni, ecc.)
- Imu per intero
- Irpef (50% sulla rendita catastale dell’immobile per le seconde case non affittate che si trovano nello stesso comune della prima abitazione)
- Tasi
- Tari
Prima di Renzie la somma delle aliquote di Imu più Tasi non poteva superare il 10,6 per mille. Invece, anche in questo caso ci saranno aumenti, perché le aliquote sommate potranno raggiungere l’11,4 per mille. Per il M5S la prima casa è sacra e i soldi vanno trovati altrove. Abbiamo proposto di prendere il miliardo e mezzo delle detrazioni dell'Imu per la prima casa da un un'ulteriore prelievo sulla tassazione al gioco d'azzardo. Il pd si è opposto. Le lobby non si toccano, i cittadini si spremono fino all ultimo centesimo.

PS: Il nuovo candidato sindaco di Bari per il MoVimento 5 Stelle è Sabino Mangano

 
(continua...)

13 Apr 2014, 16:02 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (456)

#CarosenatorePd ti scrivo

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Egregio senatore,
Lei il 28 gennaio votò la punibilità del voto di scambio (il cosiddetto 416/ter) prevedendo pene che andavano dai 7 ai 12 anni. Pene che garantivano il carcere e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per il politico che si mette a disposizione della mafia in cambio del voto. Alla Camera, il 2 aprile, con un accordo "Pd-Forza Italia-Ncd" le pene sono state abbassate a 4-10 anni, misura che non dà più le stesse garanzie al cittadino.
Quando la norma è tornata al Senato, il suo partito ha presentato emendamenti a prima firma Felice Casson per ripristinare le pene originarie, ma successivamente e inspiegabilmente ha ritirato tali emendamenti, poi fatti propri dal Movimento 5 Stelle.
Martedì, in aula, verrà votato l'emendamento che prevede il ripristino delle pene a 7 - 12 anni. Le chiedo di essere coerente con il voto favorevole che aveva espresso il 28 gennaio. Le chiedo di non ridurre la pena del 40% e di ripristinare la punibilità della messa a disposizione del politico con le cosche mafiose, votando i due emendamenti originariamente presentati dal senatore Casson. Se vuole togliersi qualunque dubbio residuo, legga questa intervista ad Alessandro Milita, il pm del processo a Nicola Cosentino. Non disarmiamo la magistratura nella guerra alle cosche mafiose. Fuori la mafia dallo Stato!
M5S Camera e Senato

Manda anche tu questa lettera ai senatori Pd

 
(continua...)

13 Apr 2014, 11:12 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (194)

Renzie e Dell'Utri per me pari sono

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"Per 20 anni sinistra e destra l'hanno menata con l'antimafia. Da una parte i "buoni" - Violante e compagnia bella. Dall'altra i "cattivi": Berlusconi e i suoi compari Dell'Utri e Cosentino.
Come al solito ci fottevano con le parole, era tutta una recita. Perché poi quando era il momento si accordavano sempre. Prendi il caso del 416ter, la legge che punisce lo scambio politico-elettorale con la mafia. Falcone sapeva che le organizzazioni criminali non vendono i loro voti in cambio di soldi, quelli li fanno in altro modo. Ma Falcone morì mentre Violante fu uno degli artefici del 416ter, una delle legge più inutili che infatti non è mai stata applicata: il politico va punito se in cambio di voti da soldi ai boss. Un genio. Se quella legge fosse stata scritta come oggi chiede il M5S il latitante dell'Utri sarebbe stato processato e condannato non per concorso esterno - avvenuto fino al 1992 - ma per lo scambio elettorale con la mafia e con una pena più alta, un reato che Dell'Utri ha commesso - secondo le indagini - fino all'altro ieri. Mentre la sinistra faceva i convegni antimafia - pagati con i soldi pubblici - chiudeva gli occhi sull'invasione delle cosche nelle regioni che amministrava. Fino ad arrivare ad appoggiare il TAV definito dal Movimento il tunnel della mafia. Per vent'anni la sinistra ha parlato di Falcone e Borsellino mentre li tradiva, per vent'anni la destra difendeva l'eroe Mangano per difendere il boss di Arcore. E in mezzo c'eravamo noi: quelli che la legalità di uno Stato criminale - quello di Equitalia, quello delle Grandi opere - provavamo a rispettarla, con le immagini di Capaci e Via d'Amelio a bruciarci ancora il cuore e gli occhi.
L'antimafia dei "buoni" vi chiedeva il voto contro Dell'Utri e poi contrattava con il suo padrone, vi chiedeva il voto contro la mafia e non ci pensavano nemmeno a fare una legge anti-corruzione. Vi chiedevano il voto in nome di Falcone e Borsellino e poi quando il Quirinale prova a far saltare l'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, in attesa magari che il pm Nino Di Matteo salti in aria per mano del Riina di turno, nessuno a sinistra apre bocca. Forse perché i giudici antimafia buoni, a sinistra, sono solo quelli morti. Quelli su cui fare campagna elettorale. Ma quando poi si arriva in Parlamento i "mafiosi", i cattivi, come Dell'Utri diventano interlocutore per le riforme o per l'elezione di D'Alema al Quirinale e per mille altri patti.
Oggi hanno gettato la maschera, oggi è finita la recita della sinistra antimafia, dei buoni contro i cattivi. Li abbiamo visti questi soloni - loro sì veri professionisti dell'antimafia - come hanno votato per il Tav a cui non si applicherà la normativa antimafia, li abbiamo visti votare per un 416ter depotenziato, li abbiamo visti come da una parte si facevano vergini strillando contro il Cosentino di turno e dall'altra battevano le strade per vendersi l'ultimo appalto. Ecco un'altra vittoria del M5S, l'antimafia parolaia,imbelle e complice è finita.
Vinciamo noi!" Nicola Biondo

 
(continua...)

12 Apr 2014, 10:30 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (900)

La vendetta di Renzie #renzieparaculo

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"Renzi cerca la vendetta contro la Corte dei Conti che lo ha condannato in primo grado per danno erariale. Al sindaco Renzi, abituato ad essere ripreso e condannato dalla Corte dei conti per le sue allegre gestioni di spese di rappresentanza e soldi del bilancio degli enti locali, non gli pare vero di potersi rivalere ora che è al Governo. I suoi colleghi, Marino (sindaco di Roma) e De Magistris (sindaco di Napoli) devono, in questi, giorni, prendere atto delle criticità dei loro bilanci: nel caso di Roma conclamate già politicamente e a rischio di accertamento tecnico da parte della Magistratura contabile, nell’altro già accertate dalla Corte dei conti.
I giudici contabili, infatti, possono con le loro pronunce intervenire determinando il commissariamento degli enti locali i cui bilanci sono ormai decotti (art. 243-bis e ss. del Dlgs. 267/2000 e art. 6 del Dlgs. 149/2011)
Così, capitanando un bel nugolo di sindaci e amministratori spreconi, cosa decide di fare questa allegra combriccola, una volta al potere? Intervenire per Decreto per modificare, in corsa, le regole che sanciscono i poteri di controllo della Corte sugli enti locali, ponendo nel nulla, tra l’altro, pronunciamenti già intervenuti (clamoroso il dissesto già dichiarato del comune di Napoli, ai sensi dell’art. 243-quater, comma 7, del Dlgs. 267/2000).
Il decreto in questione è il d.l. 6 marzo 2014, n.16 del 28 febbraio scorso ed approvato oggi, blindato dal voto di fiducia, “recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche”, meglio noto come “Salva Roma ter”. Un atto, il primo del Governo Renzi, che, invece di salvare i Comuni e i cittadini di Roma e di Napoli dalle fallimentari amministrazioni di Marino e de Magistris, fa di tutto per salvare gli stessi Marino e De Magistris dal commissariamento, e lo fa allargando le maglie del controllo contabile della Corte dei Conti che viene aggirato da una legge creata ad arte.
Ci sono squilibri di bilancio che, normalmente, potrebbero portare al dissesto? I piani di riequilibrio risultano inadeguati? Il governo risolve il problema indebolendo i poteri della Corte dei conti! In particolare, nel capitolo “disposizioni per gli enti locali in difficoltà finanziarie”, al comma 2 dell’articolo 3, viene infatti deciso che "per l’esercizio 2014 gli enti locali che abbiano presentato, nel 2013, piani di riequilibrio finanziario che non sono poi stati approvati dalla Corte dei Conti, hanno la facoltà di presentare un nuovo piano entro 120 giorni dal diniego della Corte dei Conti a condizione che “sia avvenuto “un miglioramento, inteso sia come aumento dell'avanzo di amministrazione che come diminuzione del disavanzo di amministrazione, registrato nell'ultimo rendiconto approvato”.
Per la serie, “Caro Sindaco, il tuo comune è al dissesto e per legge rischi l’ineleggibilità per i prossimi dieci anni? Ritenta, sarai più fortunato!”. O, meglio, come se, alla fine dei 90 minuti di una partita di calcio, la Federazione andasse dalla squadra perdente dicendogli: “dai, ti do altri 45 minuti di tempo per recuperare!”, costringendo arbitro e giocatori a tornare in campo.
Sì, perché, in questo modo la Corte dei Conti, che aveva già espresso il proprio giudizio negativo sul piano di riequilibrio finanziario di un ente locale o territoriale, si ritroverà, dopo appena tre mesi, a doversi esprimere nuovamente sullo stesso piano, sotto la pressione politica di un Governo/legislatore che, a braccetto con l’amministratore locale inadempiente, spinge all’approvazione forzosa di un piano già bocciato. Gli amministratori fallimentari rimarranno in carica, senza perciò dover restituire i soldi percepiti per il piano di riequilibrio (già respinto) ed evitando soprattutto un probabile commissariamento, con il conseguente “doloroso” stop alla gestione politico-clientelare di assunzioni, appalti e municipalizzate varie...
Infine, per essere sicuri che, in futuro, la Corte non li privi della possibilità di tergiversare con finti piani di risanamento, lo stesso decreto prevede all’art. 3, comma 2-bis, lettera a) la possibilità di presentare tali piani anche laddove la Corte ha ormai accertato il disastro delle finanze dell’ente locale e ha già mandato le pratiche al Prefetto per il commissariamento. In pratica, mentre fino a ieri la Corte poteva fischiare il calcio di rigore e costringere il comune a fare bene i conti, pena il dissesto, ora gli enti locali possono contare su un guardalinee che in extremis metta in fuorigioco non i giocatori, ma lo stesso arbitro. E chi ha fatto falli da espulsione, come al solito, la passerà liscia, evitando la sanzione dell’ineleggibilità!
Renzie, non potendo contare sui voti dei cittadini, tenta di consolidare la propria poltrona garantendosi la servile e dimessa soggezione dei cattivi amministratori locali che i partiti hanno seminato in tutta Italia".
Alfonso Bonafede, M5S Camera

 
(continua...)

11 Apr 2014, 14:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (471)

Noi nel M5S facciamo così

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"Quando una persona è stanca di subire passivamente, quando una persona si ribella alla quieta disperazione, noi apriamo le nostre porte e le diamo la possibilità di diventare protagonista senza dover leccare piedi maleodoranti per minimo 20 anni.
Noi nel M5S facciamo così.
Quando durante i nostri comizi i cittadini chiedono la parola, noi diamo loro il microfono in mano senza alcuna paura, senza alcun timore e rispettiamo la loro eventuale critica.
Noi nel M5S facciamo così.
I parlamentari, i consiglieri regionali, i consiglieri comunali del M5S che stanno girando l'Italia per fare campagna elettorale passano le notti a casa di amici, cenano insieme a centinaia di cittadini che non conoscono, si spostano sulle auto degli attivisti.
Noi nel M5S facciamo così.
Quelli che si montano la testa e che iniziano a vantarsi di essere deputati o senatori, noi li deridiamo e li umiliamo col sorriso e il sudore degli attivisti che combattono senza guadagnare un euro.
Noi nel M5S facciamo così.
Quelli che cambiano idea, quelli che si comportano male, quelli che si vogliono intascare soldi dei cittadini, quelli che vogliono fare carriera, quelli che si attaccano alla poltrona, quelli che provano a creare gerarchie, quelli che non rispettano i sacrifici dei loro colleghi, quelli in cerca di visibilità a tutti i costi, noi li mettiamo al giudizio democratico della rete e li lasciamo liberi, a disposizione dei partiti che amano i furbacchioni e i frustrati.
Noi nel M5S facciamo così.
I nostri portavoce sanno cosa votano e quando non sono sicuri, ammettono di avere un dubbio e chiedono informazioni con grande umiltà.
Noi nel M5S facciamo così.
I nostri portavoce eletti nelle istituzioni portano a termine il loro mandato, non si candidano per altri ruoli a metà mandato ed ognuno di noi non supera i due mandati politici. Crediamo nelle idee, nella forza della comunità e non abbiamo bisogno di leader o leaderini.
Noi nel M5S facciamo così.
Noi facciamo politica a bassissimo costo, rinunciando ai rimborsi elettorali e a tutti i privilegi ingiustamente regalati ai politici. Noi siamo sovvenzionati dalle offerte libere e volontarie di cittadini che credono in noi e nel nostro progetto. Non abbiamo lobby, non abbiamo sponsor, non abbiamo aziende o gruppi industriali alle nostre spalle. Viviamo di energia pura e di vera passione politica.
Noi nel M5S facciamo così.
Noi non vogliamo che nessuno rimanga indietro. Crediamo che in questo mondo ci sia posto per tutti, la natura è ricca ed è sufficiente per tutti noi. Bisogna solo ridare potere al popolo, togliendolo dalle mani delle multinazionali che hanno guidato la politica e affamato il Paese con politiche economiche scellerate.
Noi nel M5S facciamo così.
Noi forse stiamo portando avanti una battaglia impossibile e già persa in partenza contro poteri troppo forti, ma la sensazione nelle piazze, in mezzo alla gente e davanti allo specchio, è quella di avere già vinto
Noi nel M5S facciamo così".
Max Bugani

 
(continua...)

11 Apr 2014, 10:06 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (370)

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