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#Fuoridalleuro per salvare le imprese! - sondaggio


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Chi ha pagato il prezzo dell'euro e chi ci ha guadagnato? Le aziende italiane hanno pagato un prezzo altissimo. Dal 1997, quando l'Italia rivalutò la lira per agganciarla all'ECU (condizione postaci per poter entrare nell'euro) la produzione industriale italiana è scesa del 25%. Nello stesso arco di tempo la produzione industriale della Germania è aumentata del 26%. Come se tutto le industrie del Centro Italia fossero scomparse per ricomparire in Germania. Dall'entrata in vigore dell’Euro il saldo positivo della bilancia dei pagamenti della Germania è uguale a quello negativo dei paesi periferici come Spagna, Italia, Grecia, Portogallo, Irlanda, Cipro. In altre parole è avvenuto un trasferimento netto di ricchezza da periferia a centro con un gioco a somma zero per l'Eurozona nel suo complesso.
Alla perdita di ricchezza si aggiunge la perdita di know-how delle imprese, la perdita di competitività, di prestigio, di competenza. Nel concreto un PIL in caduta libera, un tessuto industriale devastato, una disoccupazione alle stelle, lavoratori non specializzati e salari da fame.
Fuori dall'euro con una sovranità monetaria associata al valore della nostra economia le aziende italiane sarebbero avvantaggiate nelle esportazioni e produrre in Italia diventerebbe più conveniente che produrre all'estero. Rinascerebbero nuove attività, si svilupperebbe il conseguente indotto e si creerebbero posti di lavoro.
I collaborazionisti che hanno permesso questo sfacelo sono gli stessi che vogliono ancora la testa dell'Italia dentro il capestro dell'euro. Il ricatto a cui sottopongono gli italiani è il motivo per cui vengono mantenuti al potere dai burocrati della Troika. Non vogliono uscire dall'euro per preservare il loro potere.
Nel primo semestre del 2014 in Italia 8.101 imprese hanno dichiarato fallimento, il 10% in più rispetto all'anno precedente. In media sono fallite 63 imprese ogni giorno: più di due imprese ogni ora. Non c'è un minuto da perdere! Fuori dall'euro per salvare le imprese!

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IT11F0333201404000000812864 - Grillo Giuseppe - per Alluvione Genova - Banca Passadore, agenzia di Nervi <<<



24 Ott 2014, 15:36 | Scrivi | Commenti (413) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: debito pubblico, default, fuoridalleuro, grecia, imprese, interessi sul debito, PMI, sovranità monetaria



Il Mezzogiorno dimenticato nell’epoca dell’euro #fuoridalleuro

Fuori dall'euro, anche per il Sud Italia!
02:00
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"Il Sud Italia sta subendo gli effetti di una disoccupazione che si attesta al 19,7% di media e a oltre il 50% tra i giovani, mentre si acuisce il processo di de-industrializzazione e i migliori cervelli sono come sempre costretti all’emigrazione per vedere riconosciute altrove le loro capacità, quando va bene. Dal 2007 ad oggi il pil del sud Italia è calato di 47,7 miliardi di euro; ci sono 32mila imprese in meno; oltre 600mila i posti di lavoro perduti; 114mila persone in cassa integrazione. Da gennaio hanno chiuso i battenti 573 imprese al giorno; i fallimenti sono cresciuti del 5,7% rispetto ai primi 6 mesi 2013 e il saldo tra aziende nate e cessate al Sud segna -14mila unità.
Lo Stato italiano avrebbe il compito morale e costituzionale di favorire lo sviluppo delle aree geografiche in ritardo o depresse, ma invischiato nei trattati europei e nei vincoli assurdi della moneta unica deve dimagrire il bilancio e tagliare le spese, a costo di farlo senza nessuna idea guida. I famosi tagli lineari inaugurati da Monti sono ora riproposti da Renzi, che aveva gridato la sua ostilità all’Europa dell’austerità in campagna elettorale ma ora ne rispetta fedelmente ogni virgola. Intanto il Sud deperisce. Ogni giorno in queste condizioni è un ostacolo in più sulla strada di una possibile ripresa futura del Mezzogiorno. Perdere occupati, laureati, lavoratori specializzati significa proseguire in un circolo vizioso di sottosviluppo che incancrenisce i problemi rendendoli strutturali e moltiplica i mali tradizionali del Sud. Questo circolo vizioso va spezzato al più presto, ma non sarà di certo Renzi a farlo. Anzi, il massacro del Mezzogiorno prosegue a ritmi spediti.
Nello Sblocca-Italia, ad esempio, non è previsto alcun fondo aggiuntivo per la ferrovia Napoli-Bari, mentre altre 29 opere sono finanziate con circa 3,8 miliardi di euro freschi. Il punto è che 3 di questi 3,8 miliardi provengono dalla ri-allocazione del cofinanziamento nazionale ai fondi Ue per il Mezzogiorno. Se guardiamo alla distribuzione delle opere sussidiate nello Sblocca-Italia vediamo che il 62% dei lavori è distribuito nel Centro-Nord, mentre al Sud solo il 38%. Un travaso di fondi da un’area depressa ad un’altra in crescente difficoltà. Meraviglie dell’euro e dell’austerità.
Ad una politica nazionale miope e omicida si accompagna spesso e volentieri una politica regionale succube dell’austerità renziana. Il presidente Pd della Regione Sicilia Rosario Crocetta, infatti, ha rinunciato colpevolmente alle pendenze che i siciliani vantano nei confronti dello Stato per imposizioni tributarie o prelievi di risorse con profili di illegittimità. La moneta di scambio è stata con ogni probabilità l’approvazione, da parte del Governo nazionale, del bilancio siciliano, in linea ai vincoli del Patto di Stabilità 2013. Come dire che Crocetta, per rispettare un patto disastroso per la qualità della vita dei siciliani, rinuncia anche a recuperare risorse sottratte talvolta in maniera illegittima ai cittadini. La fedeltà al Pd viene prima dei siciliani! Per questo e per tanti altri motivi il M5S si unirà contro Crocetta nello #SfiduciaDay, il 26 ottobre a Palermo, dove i cittadini stessi potranno firmare una petizione per liberarsi del Governatore.
Il Mezzogiorno era già di per sé in ritardo rispetto al Nord. Dalla crisi esplosa nel 2008, le difficoltà del Sud Italia sono ancora aumentate. A ciò si aggiungono quelle del Nord Italia e del bilancio dello Stato, tartassato da tagli controproducenti. Come afferma l’economista napoletano Emiliano Brancaccio, all’interno dell’euro e dei suoi trattati insostenibili si rischia “la mezzogiornificazione dell’intero Sud Europa”. Bisogna uscire dall’euro, riprendersi la sovranità economica e monetaria e saldare Sud e Nord Italia con misure urgenti di solidarietà e di sviluppo economico. Solo uno Stato autonomo da poteri esterni può farlo. Fuori dall’euro anche per il Mezzogiorno!" M5S Senato

 
(continua...)

23 Ott 2014, 14:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (510)
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#Fuoridalleuro: quanto ci costa l'euro

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Quando si parla di ritorno alla sovranità monetaria, quindi di una moneta sotto il controllo dello Stato italiano e non di entità bancarie straniere spesso le persone pensano "E dopo cosa ci succederà?". Si sono assuefatte all'euro e si fidano di più dei killer economici, degli strozzini della porta accanto, in questo caso rappresentati da istituti di Paesi europei che hanno comprato i nostri titoli pubblici in questi anni (ben il 30% sono detenuti all'estero), che di qualunque governo italiano. E vanno capiti con i governi che abbiamo avuto... Gli stessi dubbiosi non si fanno però la domanda opposta "Quanto ci costa rimanere nell'euro?" Una prima risposta sono gli interessi sul debito pubblico che si accumula di anno in anno, che a luglio ha segnato il record storico di 2.168 miliardi di euro. Con la moneta emessa dallo Stato italiano, attraverso la Banca d'Italia, che tornerebbe prestatore di ultima istanza così come era prima dell'entrata nello SME, gli interessi richiesti unitamente all'avanzo primario consentirebbero ai tassi di rimanere sotto controllo e certamente di portarci fuori dal panico da spread a cui siamo esposti oggi con cadenza ormai regolare. Meglio per le banche private ammazzare il debitore che rinegoziare. Il debitore, l'Italia, ha invece l'interesse contrario. L'Italia ha un avanzo primario di circa 40 miliardi prima di pagare gli interessi sul debito."Quanto ci costa rimanere nell'euro?". Comunque troppo e senza nessuna ragione.

LEGGI ANCHE:
Uscire dall'euro si può fare! Ecco la procedura
L'endorsement di Pritchard al referendum M5S sull'euro
Sovranità monetaria o default!

 
(continua...)

22 Ott 2014, 20:42 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (426)
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#Fuoridalleuro: O sovranità monetaria o default

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Gli interessi sul debito pubblico stanno ammazzando il Paese e smantellando lo Stato Sociale. Gli interessi passivi annui sul debito pubblico sono destinati ad aumentare e a raggiungere quota 100 miliardi nel 2015. Dai 78 miliardi pagati dallo Stato per finanziare il proprio debito nel 2011 si passa agli 89 nel 2012 per salire ai 95 nel 2013 e per arrivare a quota 99,808 nel 2015. Negli ultimi 30 anni l'Italia ha pagato 3.100 miliardi di interessi sul debito, una mostruosità.
I miliardi che lo Stato destina al pagamento degli interessi sul debito sono sottratti ai servizi primari dei cittadini: pensioni, sanità, ammortizzatori sociali, istruzione, risorse per le PMI. Con l'euro il debito pubblico non potrà che continuare a crescere e gli interessi ad aumentare fino a quando lo Stato Sociale italiano non sarà completamente smantellato e diventerà un guscio vuoto. Un corpo spolpato dalla BCE.
Il debito pubblico va ridenominato in una nuova moneta associata al valore della nostra economia. Pagheremo quindi meno interessi sul debito. Lo Stato ricomincerebbe ad utilizzare il suo avanzo primario di cui già dispone (al netto degli interessi sul debito) per finanziare attività e welfare. Con l'Italia fuori dall'euro, le PMI italiane potranno tornare nuovamente competitive e l'occupazione in crescita e gli investitori stranieri finanzieranno comunque il nostro debito che sarà sostenibile e onorabile.
Fuori dall'euro c'è salvezza, ma il tempo è scaduto. Riprendiamoci la sovranità monetaria e usciamo dall'incubo del fallimento per default. Per non finire come la Grecia. Fuori dall'euro o default. Non ci sono alternative.

LEGGI ANCHE:
Uscire dall'euro si può fare! Ecco la procedura
L'endorsement di Pritchard al referendum M5S sull'euro

 
(continua...)

21 Ott 2014, 12:29 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (969)
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Qualcosa è cambiato

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In questi mesi qualcosa è cambiato sul tema immigrazione:
- ISIS sta producendo flussi migratori insostenibili, negli ultimi mesi sono arrivati in 100.000, e in futuro con l'espandersi della guerra, la situazione peggiorerà
- Ebola sta penetrando in Europa, è solo questione di tempo perché in Italia ci siano i primi casi
Nel frattempo i partiti si stanno baloccando tra razzismo e buonismo un tanto al chilo, ma sempre sulle spalle delle fasce più deboli della popolazione, il tutto per un pugno di voti.
E' tempo di affrontare l'immigrazione come un problema da risolvere e non come un tabù.
Chi entra in Italia con i barconi è un perfetto sconosciuto: deve essere identificato immediatamente, i profughi vanno accolti, gli altri, i cosiddetti clandestini rispediti da dove venivano.
Chi entra in Italia ora deve essere sottoposto a una visita medica obbligatoria all'ingresso per tutelare la sua salute e quelle degli italiani che dovessero venirne a contatto
Il trattato di Dublino, firmato a suo tempo dalla coalizione di centrodestra che ora si strappa le vesti e c'erano Alfano, Lega e Berlusconi, va disdetto immediatamente. Cosa dice il Trattato? Il profugo che arriva in un Paese non può più uscirne per essere accolto altrove. Chi arriva in Italia dalla Siria per esempio non può andare in un altro Paese della UE e passa il tempo a cercare di fuggire dal nostro Paese in stazione per recarsi in Germania o in altri Paesi del Nord Europa. L'Italia è diventata la sala di aspetto, la porterei dei disperati del mondo. Chi arriva qui deve avere il diritto di muoversi liberamente nella UE.
In mancanza di queste immediate misure avremo sempre più razzismo e malattie epidemiche. E' questo quello che vogliamo? Basta saperlo.

 
(continua...)

20 Ott 2014, 18:30 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (804)
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Passaparola: Earth Overshoot Day, quante Italie consumiamo, di Mathis Wackernagel

Guarda il video con i sottotitoli
08:00
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Il 22 Agosto è stato l’ Earth Overshoot Day che ha segnato la data in cui l’umanità ha esaurito il suo budget ecologico per un anno.
Earth Overshoot Day è il giorno in cui, secondo le stime del Global Footprint Network, il fabbisogno umano di risorse eccede la capacità rigenerativa del pianeta: in poco meno di otto mesi abbiamo consumato tutti i beni “a disposizione”, quindi dal 22 agosto fino a fine dell’anno stiamo consumando oltre quanto ci potremmo permettere, indebitandoci col Pianeta. Beppe Grillo


Il Passaparola di Mathis Wackernagel,
Buongiorno, sono Mathis Wackernagel, presidente di Global Footprint Network, pertanto siamo attivi a livello globale per porci questa domanda: “Quanta natura abbiamo e quante ne utilizziamo?.
Possiamo affermare che a livello mondiale abbiamo circa 1.8, a dire il vero quest’anno solo 1.7 ettari di spazio produttivo ecologico, ovvero aree adibite a pascolo, terreni coltivati, zone umide, boschi, aree produttive dell’oceano, dove vi sono molti pesci, e se le sommiamo tutte arriviamo a circa 1.8 ettari per persona e con questo dato possiamo porci direttamente la domanda “Quanta superficie mi serve per il mio cotone?” “Quanta superficie mi serve per il mio latte?” “Quanta superficie mi serve per assorbire i miei CO2?” Queste sono tutte domande che comportano una lotta per la superficie, perché la vita stessa è lotta per la superficie. In Italia avete circa 1.2 ettari globali per un’attività e ne usate quattro volte tanti. Di conseguenza, utilizzate una superficie pari a quattro volte l’Italia, e se tutti nel mondo vivessero come gli italiani, in media sarebbero necessari tre pianeti. È verosimile che sottostimiamo la situazione; quello che possiamo dire anche con questi dati è che la nostra domanda per l’umanità e pari a circa il 50% in più rispetto a quello che la terra può rinnovare. In altre parole, sono necessari circa 18 mesi perché il pianeta ripristini quello che noi consumiamo in un anno. Per il 2014, la data è stata approssimativamente il 22 agosto: abbiamo evidenziato che l’Earth Overshoot Day [giorno del superamento] non è una data precisa. Come avviene con il denaro, è possibile spendere più di quanto si guadagna, per un determinato periodo di tempo: I boschi, ad esempio, possono essere utilizzati in modo eccessivo per un certo periodo di tempo. La pesca si indebolisce un po’ più rapidamente. I CO2 possono accumularsi per un periodo abbastanza lungo, ma hanno effetti a lungo termine. In numerose aree del mondo la disponibilità di acqua potabile è sempre più bassa e ciò ha un impatto sull’agricoltura. In questo momento vi parlo dalla California, dove ci troviamo in un periodo di siccità e le prime risorse idriche che vengono chiuse sono quelle per l’agricoltura, perché meno redditizie per l’acqua, ma poiché la California ha molto denaro rispetto, ad esempio, al Bangladesh, possiamo comprare il cibo nel mercato internazionale; ma la realtà è che la produttività agricola senza l’acqua è molto molto più scarsa. Di conseguenza possiamo modificare il potere d’acquisto al rialzo o al ribasso, possiamo modificare la nostra richiesta ma, in ultima analisi, anche a medio termine se si utilizza più di quello che si ha le conseguenze si faranno sentire. E quando noi, in quanto Global Footprint Network, guardiamo alla crisi dell’euro che dura dal 2008, è difficile non istituire collegamenti con la situazione delle risorse. I cosiddetti paesi PIGS, Portogallo, Grecia, Italia e Spagna, hanno ottenuto prestiti agevolati dall’Unione Europea per costruire le loro infrastrutture e le infrastrutture richiedono più risorse per il loro funzionamento: aeroporti o nuovi hotel, o ancora nuove strade, il traffico aumenta e richiede più risorse, pertanto tali paesi si sono resi vulnerabili accettando questo denaro a condizioni agevolate, senza essere in grado di mantenere la produttività economica e un budget bilanciato: a livello mondiale, l’85% della popolazione vive in paesi che utilizzano più di quello che i loro ecosistemi possano rinnovare, pertanto abbiamo un numero sempre crescente di paesi in deficit ecologico.


Fig. Variazione della bio-capacità della Terra dal '60 ad oggi.
The Global Footprint Network

Alcuni di essi sono paesi a reddito elevato, come la Svizzera, ma ve ne sono anche altri come la Cina e l’India che hanno livelli di consumi molto più bassi e vedono un deficit di potere d’acquisto. Pertanto per il 71% della popolazione mondiale la situazione è già abbastanza complessa; le risorse non sono sufficienti come non è sufficiente il potere contrattuale per accedere facilmente a risorse extra da altri paesi o la concorrenza per le risorse si fa più serrata, complicando le cose, la concorrenza si fa sempre più strenua e ciò significa che quello che è davvero importante è la mia abilità di negoziazione per quelle risorse. Dal 1980 la fetta della torta globale che i cittadini svizzeri portano a casa si è dimezzata, perché l’espansione economica è divenuta più rapida in altre zone del mondo, la popolazione è aumentata, pertanto gli svizzeri hanno visto dimezzato il loro potere contrattuale rispetto al resto del mondo. La Svizzera vedrà la sua situazione complicarsi: sebbene adesso possa schermarsi a breve termine, strutturalmente sta percorrendo un sentiero che renderà abbastanza difficile per l’economia svizzera il successo a lungo termine; Proprio oggi, nell’ottobre 2014, vediamo un declino del prezzo del petrolio e verrebbe da pensare: “Wow, questo significa che ce n’è in abbondanza ", ma l’aspetto interessante è il seguente: la maggior parte dei paesi OPEC non è in grado di raggiungere gli obbiettivi di budget del proprio governo se il prezzo del petrolio è inferiore a $ 100 al barile. Che cosa significa? Poiché dipendono molto da questi introiti, continuano a estrarre più olio sebbene il prezzo sia più basso, perché hanno bisogno del denaro: e in numerosi settori della nostra economia, noi realizziamo una vera e propria liquidazione. Realizzare introiti significa vendere le mie risorse nel modo più rapido possibile, vendiamo l’argenteria, vendiamo i mobili, vendiamo il vestito di mia nonna! È senz’altro vero che gli agricoltori non sono pagati bene, in questo momento le risorse non sono redditizie, tuttavia senza fattorie, senza cibo, sarebbe molto difficile vivere. Non intendo dire che non ci sarà cibo, ma ce ne sarà meno per ogni persona, i vincoli saranno più serrati e aumenteranno conflitti: il fatto che l’Italia utilizzi quattro volte quello che ha a disposizione nei suoi ecosistemi è un fattore incisivo? L’Italia deve occuparsi innanzitutto di questa domanda, e capire cosa realmente cosa conta: avere un’economia stabile? Garantire l’occupazione? Avere una società prospera? Quante Italie dovrebbe consumare? L’Italia è all’avanguardia in numerosi ambiti per arrivare a questi risultati. Se confrontate le città italiane, le città classiche, e penso che l’esempio più chiaro sia Siena, perché ha vietato la circolazione delle auto, è compatta, è possibile muovervisi a piedi, con città quali Houston, in America, o Dallas, o qualsiasi altra enorme ed estesa città, prendendo una persona e facendola trasferire da Houston a Siena, senza fornirle alcuna istruzione, automaticamente utilizzerà una quantità di risorse tre o quattro volte inferiore e probabilmente sarà più felice, perderà peso e si sentirà più sana. Pertanto sono numerosi i modi in cui possiamo affrontare tali questioni, che ritengo siano importanti.
Mi fermerò qui, perché potrei parlare all’infinito: questi argomenti mi appassionano molto.
Passate parola

Clicca qui per leggere l'intervista integrale

 
(continua...)

20 Ott 2014, 16:40 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (105)

Press obituary/5: I gruppi editoriali

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"Questo quinto post sulla morte dei giornali sarà inserito nello studio "Press obituary" di prossima pubblicazione su questo blog. La fine dei giornali è una delle cose più prevedibili del nostro futuro, gli unici che non lo sanno ancora sono i giornalisti. Si tratta solo di stabilire la data del decesso che da Stato a Stato varia tra i 5 e i 10 anni.

Sono stati presi in considerazione i ricavi da pubblicità dei principali gruppi editoriali italiani Rcs, Gruppo Espresso, Gruppo Editoriale Mondadori, Gruppo 24 Ore, Poligrafici Editoriale, Caltagirone Editore. Secondo il recente rapporto della Fieg “La stampa in Italia 2011–2013” (uscito ad aprile di quest’anno) il fatturato complessivo dei quotidiani e dei periodici, per quanto attiene l’advertising, in Italia è passato dai 1.588 milioni di euro del 2012 ai 1.252 milioni del 2013 con una flessione in un solo anno di 306 milioni, che percentualmente corrisponde a un meno 21,2.

Gli investitori sono consci del declino dei gruppi editoriali, che non è certo una novità per gli osservatori più attenti. Abbiamo raccolto i dati delle variazioni gli ultimi 5 anni in borsa dei gruppi editoriali italiani sopracitati, i quali hanno perso rispettivamente:
RCS: -89,57%
Mondadori: -79,67%
Sole 24 ore: -70,94%
L'Espresso: -54,38%
Caltagirone Editore: -54,21%
Poligrafici Editoriale: -48%
dati da Yahoo!Finanza

Investire oggi in borsa su un quotidiano o un gruppo editoriale è come investire sulla stele di pietra del codice di Hammurabi." Gianroberto Casaleggio

Post precedenti:

- Press obituary/1 Pubblicità
- Press obituary/2 Estinzione
- Press obituary/3 Iceberg Italia
- Press obituary/4: Pure Player 2013

PS: Giorgio Filosto, Orazio Ciccozzi, Pierfrancesco Rosselli, Daniele Lombardi, hanno disatteso ai loro compiti di responsabili della sicurezza del palco di Italia5Stelle per occupare il palco stesso. I 4 sopracitati sono fuori dal MoVimento 5 Stelle.

 
(continua...)

20 Ott 2014, 11:52 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (482)
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L'apocalisse alimentare arriva con il Ttip

TTIP: il video che nessuno vi farà mai vedere
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"Il premier Matteo Renzi lo ha definito "vitale". Gli industriali italiani lo considerano una benedizione. Gli scettici, invece, lo descrivono come un’apocalisse. Nessuno, però, al momento sa bene cosa sia il Ttip, il Trattato transatlantico sugli investimenti che Europa e Stati Uniti stanno negoziando da diversi mesi. Sulle trattative in corso e gli accordi finora raggiunti vige infatti la massima segretezza. Eppure, l’approvazione del Ttip potrebbe cambiare le nostre vite.
Con il Trattato transatlantico potrebbe nascere la più grande area di libero scambio del mondo: niente più dazi, niente più confini commerciali tra Europa e Usa. E questo, secondo quello che sostiene il governo italiano, porterebbe a un aumento del Pil italiano tra lo 0,5% e addirittura il 4, a più posti di lavoro, più esportazioni (si calcola il 28% in più).
Ma tutto ciò rischia di avere un costo elevato. Insieme alle barriere tariffarie salteranno anche alcune barriere non tariffarie. Vale a dire regole, controlli e standard minimi richiesti per la circolazione della merce, norme sulle sostanze chimiche tossiche, leggi sanitarie, prezzi dei farmaci, libertà di Internet e la privacy dei consumatori, l’energia, i brevetti e copyright e gli albi professionali. Meno regole potrebbe significare ripercussioni enormi, innanzitutto sul settore agro alimentare che in questa trattativa gli Usa considerano strategico.
Tutti i negoziatori europei al momento lo negano, ma per molti il rischio è che il Ttip possa spalancare le porte a carni trattate con ormoni e antibiotici, latte arricchito e produzioni con organismi geneticamente modificati. E a vigilare sulla corretta applicazione del Trattato ci sarebbe un tribunale internazionale privato le cui decisioni saranno superiori alle sentenze dei tribunali e alle leggi dei parlamenti nazionali.
Vista la segretezza dei negoziati il dubbio è più che legittimo: il Ttip sarà una grande opportunità o un pericolo per le piccole imprese e i consumatori italiani?". (fonte)

Ps: Le uniche votazioni valide degli iscritti certificati del M5S sono quelle che avvengono all'interno del Sistema Operativo del M5S. Non esistono altri siti o piattaforme riconducibili al M5S e ai suoi iscritti.

 
(continua...)

19 Ott 2014, 16:14 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (340)
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Ebola a Roma?

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"L’Epidemia del Virus Ebola, la più violenta mai registrata nella storia, ormai spaventa tutti i Paesi del mondo compresi gli Stati Uniti. Eppure i sintomi di quello che stava per succedere erano chiari: già in aprile 2014 i membri della nostra Commissione sanità avevano studiato e capito la pericolosità del virus ebola e la potenziale epidemia che stava nascendo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità pensava si sarebbe esaurito tutto in pochi mesi con poche centinaia di morti. E invece siamo arrivati ad ottobre 2014 con 4500 morti e 9000 nuovi contagiati e le stime dicono che per dicembre arriveremo a 10.000 contagi a settimana.
Negli Stati Uniti vi sono già dei casi di contagio ed in Europa ulteriori casi, dopo quelli di Spagna e Germania, sembrano inevitabili. E intanto il Governo Italiano procede a rilento, seguendo a ruota gli altri stati per i protocolli di emergenza, ma senza introdurre nessuna misura eccezionale, né prendendo alcuna iniziativa per cercare di prevenire un possibile disastro. Il Ministro Lorenzin, riferendo al Senato in pratica ha detto che possiamo solo aspettare e sperare confidando che i protocolli vengano rispettati e che nulla vada storto in caso di italiani contagiati.
Peccato che proprio in queste ore ci arrivano delle preoccupanti segnalazioni dall’ospedale Spallanzani di Roma, uno dei due centri Italiani destinati alla gestione di una possibile emergenza Ebola. Vi sono gravi carenze nella preparazione del personale (che non faceva esercitazioni da anni) e nella quantità insufficiente del materiale di protezione!
Invece il MoVimento 5 Stelle agisce: dopo la notizia che il virus potrebbe essere contagioso anche nel periodo di incubazione (cosa che renderebbe inutili tutti i protocolli), ha deciso di organizzare un incontro con i vertici del laboratorio IRBM di Pomezia, all’avanguardia nel mondo sulla ricerca di un possibile vaccino in fase di sviluppo e di sperimentazione. Perché il Governo, dall’alto della sua posizione privilegiata, non si attiva e non cerca di aprire un tavolo con i vertici della Glaxo (proprietaria del brevetto) per ottenere un’esclusiva o almeno una convenzione per i propri operatori? Perché mentre tutti i Paesi sono in allerta, i nostri media non riportano notizie chiare e non viene fatta un’informazione sul virus Ebola ai cittadini? Per la sua posizione geografica l’Italia è uno dei Paesi più a rischio per l’Ebola. Dopo mesi passati a sottovalutare il problema non possiamo più aspettare: dobbiamo agire adesso".
M5S Senato

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19 Ott 2014, 11:08 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (198)
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L'asse Roma Bruxelles #orellana

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14 ottobre 2014, Roma. Il governo Renzie viene salvato dal voto di Orellana, eletto a febbraio 2013 con i voti degli elettori del MoVimento 5 Stelle (che mai avrebbero voluto salvare il governo, capito a che serve il vincolo di mandato?) e poi passato al gruppo misto. Nelle prossime ore Orellana otterrà una poltrona: diventerà Presidente della delegazione parlamentare Ince, l’Iniziativa Centro Europea. L’elezione, prevista per mercoledì scorso, è stata rinviata solo di una settimana.
16 ottobre 2014, Bruxelles. Il gruppo europeo in cui siede il M5S, l'EFDD, viene messo in discussione in seguito alla fuoriuscita della deputata lettone Iveta Grigule che causa la perdita del numero minimo di sei differenti nazionalità necessarie per la costituzione di un gruppo europeo. Simultaneamente Iveta viene nominata presidente della delegazione europea in Kazakistan. L'Ukip, il partito di Farage, ha rilasciato una nota in cui riporta che la Grigule ha riferito al segretario generale del gruppo le motivazioni del suo abbandono: "Devo farlo per essere eletta" e che Martin Schulz le ha detto che per ottenere la presidenza della delegazione avrebbe dovuto lasciare il gruppo del M5S causandone lo scioglimento.
Dal metodo Boffo al metodo Goffo al metodo 30 denari. La politica di Giuda.

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18 Ott 2014, 15:42 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (464)
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#Italia5Stelle: tutti i numeri di un successo

Il discorso di chiusura di Beppe Grillo al Circo Massimo
10:00
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Italia5Stelle è stata un grande successo e un momento di condivisione e comunità tra cittadini che vogliono cambiare l'Italia. Senza i 600 volontari che hanno dedicato giorni e notti all'organizzazione e alla realizzazione dell'evento tutto questo non sarebbe stato possibile. Li ringrazio e li abbraccio virtualmente uno per uno. Alla prossima!

"#Italia5Stelle è appena passata ed è già storia. tre giorni di incontri, dibattiti, progetti, musica, per costruire insieme il futuro di questo Paese.
Più di 1500 portavoce eletti a tutti i livelli istituzionali (municipale, comunale, regionale, parlamentare, europarlamentare) sono stati virtualmente abbracciati dalle 500.000 persone che per tutto il week end hanno partecipato ai vari eventi, programmati e spontanei, lungo tutto il Circo Massimo. Quell'energia che abbiamo respirato non riusciamo a trasmetterla attraverso questo post ma qualche numero va dato per raccontare quei giorni.
Prima di tutto i soldi, siamo riusciti a coprire le spese, che hanno reso insonni le notti di tanti preoccupatissimi giornalisti.
Ovviamente appena il misteriosissimo Comitato Organizzatore avrà saldato l'ultimo fornitore e chiuso la contabilità pubblicheremo il rendiconto dell'evento, per rasserenare tutti quei solerti professionisti della sedicente informazione (molti di loro vivono di finanziamenti all'editoria) che nulla si chiedono su come vengano spesi miliardi di euro di soldi pubblici ma si crucciano sul centesimo della donazione privata al M5S.
600 volontari hanno lavorato gratuitamente ed infaticabilmente per tre giorni, disponibili sempre con un sorriso nei confronti dei visitatori dei circa 200 gazebo montati. Per gli amanti del trash (inteso alla lettera) abbiamo raccolto 1,45 t di rifiuto indifferenziato, 0,8 t. di rifiuto organico, 1,6 t. di rifiuto multimateriale da avviare alla differenziata e 1,9 t. di rifiuto cartaceo: quasi il 75% dei rifiuti prodotti sarà quindi avviato al riciclo, un modello virtuoso che chiederemo al sindaco Marino di imporre a tutti i futuri eventi che Roma ospiterà.
Per la delizia delle nostre papille gustative abbiamo distribuito più di 34.000 pasti biologici e a km. 0 e tracannato oltre 10.000 litri di buona birra gelata, oltre ad aver goduto della buonissima acqua pubblica romana distribuita attraverso le casette e le macchinette allacciate direttamente alla rete idrica, arrivando a più di 13.000 litri consumati di acqua fresca e/o frizzante al punto giusto.
Quanto avanzato del cibo è stato poi devoluto alla Onlus Equoevento che recupera le eccedenze alimentari dagli eventi e le distribuisce tra le mense dei poveri, perchè siamo 5 Stelle anche quando la festa finisce.
Ci sono stati anche i complimenti del Servizio Giardini del I Municipio di Roma per le eccellenti condizioni in cui abbiamo riconsegnato alla città il Circo Massimo. Ringraziamo ancora una volta tutti per il gran lavoro fatto e le meravigliose soddisfazioni che questi tre giorni ci hanno regalato e vi aspettiamo per il prossimo evento!" Roberta Lombardi portavoce M5S alla Camera, il gruppo Task Force Eventi Roma e tutti i 600 volontari

 
(continua...)

18 Ott 2014, 10:15 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (119)
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Giornali, fate pace con voi stessi

giornalisti_m5s.jpg

immagine: vignetta di elchicotriste

"Candidiamo incensurati
"siete i soliti puristi"
Candidiamo studenti
"candidate disoccupati"
Candidiamo imprenditori
"candidate gente che ha società" (come se fosse un'accusa)
I nostri eletti rispettano le regole
"sono rigidi"
I nostri eletti non rispettano le regole e vengono cacciati
"nazisti"
I nostri eletti vengono indagati
"come gli altri"
Fino a che non li cacciamo
"sono come gli altri"
Cacciamo quelli che vengono condannati
"nazisti"
Ci opponiamo alla mafia, ai partiti e alle lobby
"sanno solo dire di NO"
Passiamo il tempo a stendere decreti per il popolo
"sanno solo scrivere leggine, ma la politica è un altra"
Difendiamo la Costituzione a costo della nostra vita
"sanno solo salire sul tetto"
Stiamo in parlamento fino a mezzanotte
"occupate le istituzioni"
Stiamo in Parlamento più degli altri
"non siete tra la gente"
Facciamo continui agorà in piazza per informare
"il vostro posto è il Parlamento"
Vogliamo restituire i soldi
"impossibile, non si può"
Inventiamo un modo per restituire i soldi
"populisti"
Restituiamo i soildi
"i problemi del Paese sono altri"
Beppe è a Roma
"perchè non è a Genova"
Beppe va a Genova
"perchè non è a Roma"
Beppe dona
"così son capaci tutti"
Beppe sbadila
"vuol solo farsi una foto"
Beppe li manda a fanculo
"è volgare"
Sì, è volgare. E lo siamo tutti."
Gabriele Betti

PS: Il MoVimento 5 Stelle ritira la candidatura di Fernanda Rombolà dalle elezioni regionali del prossimo 23 Novembre in Calabria.

 
(continua...)

17 Ott 2014, 17:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (401)

#RenzieTagliaLaSanità

renzi_taglia_sanita.jpg

"Renzi infila nella manovra la porcata della clausola taglia-sanità! Il Presidente del Consiglio, se ha coraggio, vada in tv a dire la verità agli italiani, quella verità che ieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha nascosto: cioè che la sua Legge di Stabilità scarica sulle spalle delle Regioni 4 miliardi di tagli e che questi si tradurranno in tagli alla Sanità, cioè sulla carne viva dei cittadini.
La bozza presentata ieri in pompa magna dal premier nasconde una vera e propria trappola per le Regioni, la cosiddetta clausola 'taglia-sanità': se entro il 31 gennaio 2015 i governatori non troveranno un accordo per ripartire i 4 miliardi di spending review a loro carico, il governo potrà intervenire 'considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale'. Un vero e proprio ricatto, una porcata che lascia al governo la libertà di mettere mano anche ai fondi che normalmente sono previsti per la sanità e che rischia di mandare in tilt un Sistema sanitario nazionale già ridotto al collasso. Questo governo ci sta truffando, spacciando per buona una manovra irresponsabile che in realtà ammazza uno dei comparti più delicati del Paese e viola palesemente il Patto della Salute che lo stesso governo aveva firmato ad agosto con le Regioni. Il Patto stanziava 112 miliardi per il 2015 e 115 per il 2016, ma ora questi soldi rischiano di sfumare via. E tutto questo perchè? Perchè Renzi ha usato la Legge di Stabilità per poter dire di non aver sforato i margini del 3% imposti dall'Europa, anche se in realtà le coperture non ci sono, e accreditarsi così agli occhi della Merkel, facendo pagare però un conto salatissimo ai cittadini. Un'azione inaccettabile, che ancora una volta ci fa vergognare di averlo come Presidente del Consiglio." M5S Senato

 
(continua...)

17 Ott 2014, 08:26 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa | Commenti (388)
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