Sinonimocontrario

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Non siamo più né carne né pesce. Siamo sia carne che pesce. Sinonimi e contrari hanno lo stesso significato. Essere e non essere non è più un problema. Si è e, allo stesso tempo, non si è. Le parole sono diventate, senza che ce accorgessimo, sinonimecontrarie. Il contrario di guerra è pace, ma pace è diventata sinonimo di guerra. I bombardamenti si chiamano infatti missioni di pace. Le conversazioni quotidiane, gli articoli dei giornali, le notizie dei mezzibusti televisivi sono sinonimicontrari. Spiegano la realtà usando termini con il significato opposto o completamente diverso. E' la tecnica della confusione, un non luogo dove i gatti sono tutti grigi, come di notte. Governare-sfasciarel'Italia. Razzismo- immigrazioneregolamentata. Banche-usura. Pdl-pdmenoelle. Largheintese-inciucio. Stato-mafia. Informazione-diffamazione. Onorevole-condannato. Leader-Letta. Economista-Monti. Statista-Berlusconi. Pacificazione-calarelebraghe. Intelligente-Gasparri. Prendi una parola, trova il suo contrario e lo trasformi in sinonimo. La parola in questione non avrà più barriere. Diventerà invincibile. Il suo opposto è inglobato e assimilato. Piduista-servitoredelloStato. Altavelocità-bucotrenimerciinValdiSusa. Contributi-finanziamentielettorali. Giurista-Violante. Partiti-democrazia. Talkshow-approfondimento. Riflettete, quante volte vi succede di non trovare più la parola per dirlo? Per opporvi? Il pensiero unico non vuole contrari, ma solo sinonimi.

Postato il 21 Maggio 2013 alle 16:18 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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La legge Finocchiaro - Zanda contro il M5S #NonSiamoUnPartito

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>>> Oggi, martedì 21 maggio sarò a Lodi ore 17 e a Brescia, ore 21. Domani mercoledì 22 maggio sarò a Sestri Levante ore 14 e a Imola, ore 20. Le dirette saranno trasmesse su La Cosa
L'evento finale del "Tutti a Casa Tour" sarà il 24 maggio in piazza del Popolo a Roma. Sostieni con una donazione
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*** Zanda del pdmenoelle ha ritirato il testo della legge anti MoVimento. Il M5S potrà quindi partecipare e vincere le prossime elezioni. ***

Il MoVimento 5 Stelle non è un partito, non intende diventarlo e non può essere costretto a farlo. Se la legge anti MoVimento di Finocchiaro e Zanda del pdmenoelle sarà approvata in Parlamento il M5S NON si presenterà alle prossime elezioni.
I partiti si prenderanno davanti al Paese la responsabilità di lasciare milioni di cittadini senza alcuna rappresentanza e le conseguenze sociali di quello che comporterà.

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Postato il 20 Maggio 2013 alle 18:25 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: elezioni, Finocchiaro, legge anti movimento, M5S, Zanda

Passaparola - La Cultura è tutto

Intervista ad Andrea Camilleri
(15:00)
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>>> Oggi, lunedì 20 maggio sarò ad Aosta ore 20. Domani martedì 21 maggio sarò a Lodi ore 17 e a Brescia, ore 21. Le dirette saranno trasmesse su La Cosa
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"Una volta c’erano le guerre, i giovani partivano e ci lasciavano la pelle e saltavano tre generazioni di giovani. Oggi questo fortunatamente non avviene più, però avviene un altro tipo di omicidio che è quello del loro avvenire. L’impossibilità di realizzarsi attraverso il lavoro, questa è la cosa più atroce che succede in Italia a un giovane.
E allora l’unica cosa che io posso umilmente dire a loro, con molta umiltà, è io non credo alla speranza. Chi vive di speranza muore disperato, io credo nei propositi, che si mettano in testa dei propositi, di fare, comunque, di resistere alla contingenza, anche alla disperata..." Andrea Camilleri

Il Passaparola di Andrea Camilleri, scrittore

"Vorrei parlare di un tema che per me è fondamentale, di cui sembrano interessarsi pochi e la grandissima maggioranza di Italia fregarsene assolutamente, invece la cosa è seria; vorrei parlare della protezione della lingua italiana, dice: “Da quale pulpito viene la predica, scrivi in dialetto”, a parte che scrivo anche in italiano, però vedete il problema è un altro, che recentemente, qualche anno fa, in Europa si è deciso che le leggi, erano tradotte in inglese, tedesco e francese. Prima si traducevano in italiano e poi è stato escluso, non vengono più tradotte in italiano, se vuoi conoscere le leggi dell’Europa ti devi assolutamente sapere l’inglese o il francese, altrimenti nisba, te le devi fare tradurre.
Questo significa una regressione della nostra lingua, i nostri deputati europei avrebbero dovuto opporsi, e con forza, perché? Perché io avverto come dalla tecnologia dove l’uso di una terminologia di lingua inglese è corrente, si sia passati sempre di più alla adozione di parole inglesi anche nella vita comune, non solo, ma persino a politici adoperano per leggi italiane o norme italiane terminologie inglesi, “election day” e via di questo passo. Che senso ha tutto questo?! E’ prima di tutto un provincialismo assoluto sentire parlare un presidente del Consiglio che adopera parole inglesi a me, italiano, fa impressione! È come se il presidente del Consiglio inglese usasse parole italiane mentre parla al Parlamento! È una follia! È una pura follia.
Esistono parole italiane che significano esattamente la stessa cosa, perché non usare le parole italiane? Nel campo della moda non ne parliamo, ormai si parla solo inglese.
È così che muoiono le lingue! Sapete quante lingue muoiono? Sei lingue ogni 15 giorni nel mondo, perché una lingua diventa e, fino a farla scomparire.
Dio mio, noi abbiamo una tradizione letteraria fortissima, quella per fortuna non scomparirà, ma si rischia di fare diventare l’italiano una lingua morta.
Quindi io non sono, attenzione, un autarchico, come capitò ai tempi del fascismo, quando Wanda Osiris dovette cambiarsi il nome in Wanda Osiri, levando la esse finale, perché faceva straniero, o "Saint Luis Blues" diventava "Tristezza di San Luigi", un delirio mentale insomma, ma una giusta difesa della lingua bisogna che sia fatta assolutamente.
Noi abbiamo fatto una guerra infame ai dialetti, ma i dialetti sono la forza di una lingua, noi abbiamo questa rara cosa, che sono i dialetti, che altre nazioni e popoli non hanno, la lingua è nazionale, è come un albero, che affonda le sue radici in tutta l’Italia e trae dalla periferia verso il centro le parole, le parole così una volta diventavano lingua, dalla periferia al centro.
E erano come una linfa vitale per l’albero della lingua.
Producevano foglie, vive. Se il terreno su cui si nutre la radice dell’albero è inquinato da parole straniere le foglie diventano gialle, l’albero muore è questo il rischio che corriamo, non ora, certo, ma tra trent’anni sì! E allora io vi invito a un minore provincialismo e al recupero delle bellissime parole della nostra bellissima lingua.
Io ho scritto, è stato pubblicato in questi giorni, un libro, che si intitola “Come la penso”. In questo libro ci sono alcune cosine: "Perché con la cultura si mangia?" La cultura non è una cosa sacrale, una cosa da colti, per pochi, è di tutti! E poi che cosa è la cultura? Non è solo la letteratura, ma la cultura è lavoro dell’operaio, è come lavora un impiegato, è come la pensa il capo condominio. La cultura siamo noi! Perché noi siamo cultura, l’uomo è cultura.
Quindi, certo che poi ci sono forme più alte di cultura, ma quando sento che l’Italia è l’ultimo Paese europeo a spendere per la cultura, a me cascano le braccia, perché dico a che punto siamo arrivati? Oltretutto c’è l’imbecillità di non capire che se tu spendi per la cultura, la cultura la tua spesa te la restituisce triplicata, perché spendere per la cultura significa tenere in piedi Pompei e non farla cadere a pezzi, significa dare la possibilità di tenere aperti musei, sempre e comunque, significa sfruttare le nostre opere d’arte, anche in senso turistico. Io non so se faccio cultura pubblicando libri, ma comunque scrivo libri e nel momento in cui in Germania ho venduto sei milioni di copie e mi scrivono dalla Germania: “Ma come è la Sicilia? Io vorrei andare in questo posto, vorrei andare”, e io certe volte nelle risposte mi trasformo in una sorta di operatore turistico. Io non so se è un fatto culturale, ma un fatto di soldi che rientrano in Italia sicuramente lo è attraverso il turismo.
Facciamo Montalbano in televisione… racconto un’altra storia. Lo prende la BBC e lo manda in prima serata in Inghilterra. Non ci crederete! Non ricevo una lettera da un organizzatore turistico inglese che fa due voli charter per la Sicilia con quelli che avevano visto Montalbano?! La cultura fa mangiare, i soldi che si investono in cultura, torno a ripetere, vengono restituiti allo Stato almeno triplicati.
Quindi la cultura oltre a elevare l’uomo intellettualmente, fa bene anche dal punto di vista delle finanze delle Stato italiano.
A me queste cose di dare messaggi ai giovani non mi va tanto giù, perché a parte il fatto che ho 88 anni e uno che dà consigli ai giovani presume a 88 anni di capire i giovani di oggi, e è un atto di presunzione.
Per questo io non faccio mai né il buon nonno, cerco sempre di evitarlo accuratamente.
Oggi però una cosa posso vedere, non come la pensano, perché se la pensano per i fatti loro e fanno bene. Per capire i giovani di oggi bisognerebbe essere loro contemporanei e la cosa mi è assolutamente negata, io sono contemporaneo della bomba atomica, della televisione e della minigonna e mi fermo alla minigonna che mi sembra un bel soffermarsi.
Oltre mi inizia a diventare difficile, mi viene difficile il computer, internet non ne parliamo, però è chiaro che una serie di contingenze economiche, sociali, finanziarie, politiche, sta ammazzando i giovani di oggi.
Una volta c’erano le guerre, i giovani partivano e ci lasciavano la pelle e saltavano tre generazioni di giovani. Oggi questo fortunatamente non avviene più, però avviene un altro tipo di omicidio che è quello del loro avvenire. L’impossibilità di realizzarsi attraverso il lavoro, questa è la cosa più atroce che succede in Italia a un giovane.
E allora l’unica cosa che io posso umilmente dire a loro, con molta umiltà, è io non credo alla speranza. Chi vive di speranza muore disperato, io credo nei propositi, che si mettano in testa dei propositi, di fare, comunque, di resistere alla contingenza, anche alla disperata, facciano conto di trovarsi su una zattera, ma devono assolutamente questa zattera portarla su una spiaggia, senza mai perdere, non la tenerezza, ma il coraggio e la forza che viene a loro dal fatto di essere giovani.
Questo l’augurio che faccio loro, non perdere mai la forza e la fede nella loro gioventù.
In quanto agli adulti, molti degli adulti sono responsabili della situazione di oggi, quindi il consiglio che posso dare agli adulti assennati è quello di interessarsi assai di più alla vita politica seria, perché l’astensionismo peggiora le cose, partecipare alla vita pubblica e alla vita politica con le proprie opinioni è sempre e comunque un atto positivo, quindi continuare a essere esistenti nella società.
Passate parola se lo ritenete opportuno e se non lo ritenete opportuno tacete."

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Postato il 20 Maggio 2013 alle 14:00 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: andrea camilleri, beni culturali, beppegrillo-passaparola, come la penso, cultura, dialetto, esistenza, gioventù, lingua italiana, montalbano, passaparola, pompei, resistenza, sicilia, turismo, zattera

La santabarbara delle larghe intese

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>>> Oggi, lunedì 20 maggio sarò ad Aosta ore 20. Domani martedì 21 maggio sarò a Lodi ore 17 e a Brescia, ore 21. Le dirette saranno trasmesse su La Cosa
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"Corruzione di un senatore, finanziamento illecito ai partiti, frode fiscale, prostituzione minorile, concussione aggravata, rivelazione di segreto d’ufficio: questi sono soltanto alcuni dei capi d’imputazione dei processi pendenti nei confronti di Silvio Berlusconi. In gioco però c’è soprattutto la richiesta della pena accessoria di interdizione perpetua dai pubblici uffici prevista dall’art. 28 del codice penale che priva del diritto di elettorato e di eleggibilità nel caso di condanna. Va peraltro ricordato che la Giunta delle Elezioni della Camera ha ritenuto in passato (caso Dell’Utri, 2 dicembre 1999) che la pena dell’interdizione, quando temporanea, non comporta l’automatica decadenza del mandato parlamentare. Resta in ogni caso il fatto che sarà sempre la Giunta a doversi pronunciare sulla sopravvenuta ineleggibilità conseguente alla pena accessoria.
Berlusconi ed il Pdl reagiranno in questo caso con la solita trita accusa di persecuzione giudiziaria, tentando in tal modo di delegittimare, anche attraverso il ricorso alla piazza, le decisioni di un potere – quale quello giudiziario – indipendente e separato dal legislativo e dall’esecutivo. Indipendenza difficilmente garantita, se alla recente manifestazione di Brescia ha partecipato addirittura il Vice Presidente del Consiglio Alfano. Il messaggio è chiaro: se la magistratura condannerà Berlusconi, questi farà cadere il Governo. L’attuale Governo si regge dunque su un ricattoc: la neutralizzazione del potere giudiziario in cambio del sostegno all’esecutivo. Fatto unico, crediamo, in Europa. Certo, la magistratura andrà avanti coraggiosamente per la sua strada, così come ci auguriamo vada avanti sino in fondo sullo scandalo del Monte dei Paschi contro il silenzio assordante imposto dal Pd.
Ma concentriamoci qui sul caso Berlusconi. C’è un’altra via percorribile rispetto a quella giudiziaria, che non consente a Berlusconi di gridare alla persecuzione dei giudici. Una via schiettamente politica. Esiste una legge, la n. 361/1957, che prevede l’ineleggibilità per coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica. Silvio Berlusconi è dunque eleggibile?
La Giunta delle Elezioni della Camera dei Deputati, per ben tre volte (seduta 20 luglio 1994, seduta 17 ottobre 1996, seduta 18 aprile 2002) è stata chiamata a verificare l’applicabilità della disposizione al “caso” Berlusconi. C’è un dato di fatto: la Giunta ha sempre interpretato la disposizione in questione ritenendo che la locuzione “coloro che in proprio” dovesse significare “coloro che in nome proprio”. Così si è semplicemente aggirata la questione: nessun contratto con lo Stato in nome proprio, nessuna ineleggibilità. Vi sono, però, alcune considerazioni da fare. Vero è che, secondo la Costituzione (articolo 66), «ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità». Sempre secondo la Costituzione, però, è la legge che «determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di deputato o di senatore» (articolo 65).
Qui si apre il primo problema: gli eletti devono giudicare della loro stessa eventuale ineleggibilità. Il circolo vizioso è antico: Chi custodirà i custodi? Forse, però, si può ragionare a partire da un’altra considerazione. La Giunta è espressione degli equilibri politici presenti in Parlamento: essa è, cioè, un organo politico, sebbene dotato di competenze tecnico-giuridiche. Cosa significa? Che, pur attraverso decisioni politiche, la Giunta è obbligata ad applicare la legge. Dovremmo, allora, chiederci se l’interpretazione sinora invalsa della disposizione della legge 361/1957 sia un’interpretazione corretta. Intendiamo dire che non ogni interpretazione vale l’altra: vi sono, in altri termini, casi in cui l’interpretazione data a una legge è palesemente “arbitraria” o “ingiusta” o “irragionevole”.
Più autori si sono espressi a questo proposito, rilevando le contraddizioni dell’interpretazione restrittiva data dalla Giunta. Ma non solo. Quando si è trattato di interpretare disposizioni pressoché identiche ma riferite non ai parlamentari, ma ai membri dei Consigli regionali o locali, la giurisprudenza si è costantemente espressa nel senso opposto alla Giunta delle Elezioni. Si è, ad esempio, riconosciuta l’ineleggibilità dei dirigenti di S.p.a. con quote di maggioranza possedute dalla Regione o dei dirigenti di S.p.a. con capitale superiore al 50% del Comune o della Provincia (cfr. anche Cass., 20 Maggio 2006, n. 11893). Ossia: nessuna interpretazione “restrittiva” o “letterale” ma, piuttosto, un’interpretazione estensiva, che risponda alla ratio della norma, vale a dire ai fini che essa vuole perseguire, ai rischi che vuole evitare.
Ma vi è di più. La Cassazione ha riconosciuto come l’art. 63, comma primo, n. 2, del D.Lgs. n. 267 del 2000 (che prevede che non può ricoprire la carica di Sindaco colui il quale, come "titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o coordinamento" "ha parte", "direttamente o indirettamente", in appalti nell'interesse del Comune), risponda alla ratio di colpire quanti, per la loro posizione, versino in una situazione di potenziale conflitto di interessi con l'ente (Cass. civ. Sez. I, 08-08-2003, n. 11959). La Suprema Corte ha aggiunto che il conflitto di interessi con l’ente è sempre presente ogni qualvolta si accerti che, secondo le circostanze del caso concreto, l’eletto è portatore di un interesse economico "particolare", suscettibile di entrare in conflitto con l'interesse dell'ente medesimo.
È evidente come la ratio della disposizione sopra richiamata e di quella prevista dalla legge del 1957 sia identica. Non esiste alcuna ragione per interpretare in un modo l’ineleggibilità con riferimento alle cariche degli enti territoriali minori (Regione, Provincia, Comune) e in un altro l’ineleggibilità a membro del Parlamento. Se la Giunta ha, sinora, rifiutato l’interpretazione consolidatasi nella giurisprudenza, ciò non significa che l’interpretazione della Giunta non possa, in futuro, mutare, adeguandosi e uniformandosi ai princìpi che valgono per gli altri enti pubblici. Non c’è ragionamento di opportunità politica che possa giustificare un’interpretazione distorta, forzata e ingiusta di una legge dello Stato. L’obiezione secondo cui la dichiarata ineleggibilità di Berlusconi metterebbe a rischio la «pacificazione nazionale» (Schifani) non è che la prova che questo Governo si regge sul ricatto di un uomo e del suo partito. Forse una legge dello Stato dovrebbe valere per tutti, ma non per Berlusconi? O forse, essendo del 1957, è una legge “desueta”, per qualcuno? Desueta non più, certamente, del reato di vilipendio previsto dall’art. 278 c.p. che sta funzionando come strumento contro il M5S, una norma del codice penale fascista che viene utilizzata per reprimere la rete e di cui prossimamente i nostri portavoce chiederanno l’abrogazione.
È il momento di proporre con decisione la questione alla Giunta delle Elezioni. E sarà il MoVimento 5 Stelle l’unica forza che potrà sostenere la linea della legalità, del rispetto della legge, contro ogni ricatto o gioco di bassa politica. Al Senato, nella Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari, il M5S può contare su quattro esponenti (Crimi, Fuksia, Giarrusso, Bucarella). Alla Camera un deputato del M5S, Giuseppe D’Ambrosio, presiede la Giunta delle Elezioni, nella quale sono presenti altri deputati del MoVimento (Crippa, Dadone, Mucci, Sarti). Questa sarà una battaglia che il M5S dovrà affrontare con decisione e coraggio: dimostrare che non c’è compromesso politico possibile contro la legalità e il rispetto della legge. Dimostrare al Governo del ricatto che nel nostro Paese è ancora possibile il Governo delle leggi." Paolo Becchi

Definizione di "santabarbara" sulla Treccani

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Postato il 20 Maggio 2013 alle 10:03 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: Berlusconi, ineleggibilità, legge del 1957, Paolo Becchi

Il M5S non è di sinistra (e neppure di destra)

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Il MoVimento 5 Stelle non è di sinistra (e neppure di destra). E' un movimento di italiani. Non vuole fare "percorsi insieme" a chi ha rovinato l'Italia. Pesi a bordo non ne vogliamo. Pd, Sel o Pdl, questi o quelli, per me pari sono.

"Cos'è la destra? Cos'è la sinistra?" (*)

Essere un po' razzisti è di destra
far entrare chiunque in Italia invece è di sinistra
la prescrizione accelerata è di destra
il giustizialismo verso gli avversari è di sinistra.
Il clandestino è di sinistra
il nazionalismo esasperato è di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una bella minestrina Ogm è di destra
il cemento sopra un campo di grano è sempre di sinistra
tutti i talk show sono di giornalisti a libro paga,
sia di destra che di sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Gridare Forza Italia alle partite di pallone
ha un gusto un po' di destra
ma portare una canoista al governo, un po' tedesca,
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

La Tav in Val di Susa è un segno di sinistra
con i manganelli e i fumogeni sono andati verso destra
i pensionati in piazza per Berlusconi sono po' di destra
quando sono iscritti al sindacato sono anche di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I matrimoni omosessuali sono una bandiera di sinistra
le puttane a pagamento sono più che mai di destra
il Monte dei Paschi in compagnia, come la pisciata, è di sinistra
il fondo nero è sempre in fondo a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La P2 bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre la burocrazia che strangola lo Stato è di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
non credo ancora che ci sia
è un paravento per fottere la gente.
Il MoVimento è sopra e oltre e parla agli italiani,
non ai piddini o ai berlusconiani.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il pensiero confindustriale è nato a destra
ora è diventato buono anche per la sinistra
non si sa se la corruzione sia stata solo di destra
ma ora è certamente pure di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
con la mazzetta alzata è ora un gesto dei dirigenti di sinistra
quello un po' romano, a mano aperta, anche se sdoganato,
è rimasto sempre fascista.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Anche il Papa ultimamente
è diventato qualunquista e un po' populista,
dice di pensare agli ultimi e non alle banche
che siano di destra o di sinistra.
Lo Stato che ha trattato con la mafia
è uno Stato di merda, da vent'anni la stessa puzza a destra
come a sinistra
La legge elettorale Porcellum è stata partorita dalle scrofe di destra
però con l'aiuto dei verri di sinistra

L'ideologia, l'ideologia
non credo ancora che ci sia
è un paravento per fottere la gente.
Il MoVimento è sopra e oltre e parla agli italiani,
non ai piddini o ai berlusconiani.

(*) Liberamente ispirato a "Destra Sinistra" di Giorgio Gaber

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Postato il 19 Maggio 2013 alle 12:37 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: destra, Gaber, M5S, MoVimento 5 Stelle, sinistra

Ridicule

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Tutto è ridicolo e niente lo è più. L'unica misura di cui sono stati capaci gli interdetti al governo è lo spostamento dell'IMU di tre mesi. Lo vendono come una grande vittoria. Il Paese va a pezzi con gente che si butta dalla finestra, si spara, si dà fuoco e ci regalano lo zuccherino dell'IMU. Questi sono venditori di pentole in giacca e cravatta che usano giornalisti tromboni a libro paga, specialisti nel bacio della pantofola, per iniettare bromuro nella popolazione. Incapaci, dilettanti, specialisti del nulla. Un minestrone rancido. Ridicolo è affidarsi al Nipote di Letta, uno che mentre lo guardi ci vedi attraverso, un signor nessuno con nessuna credenziale se non di aver vissuto da sempre di politica. Ridicolo è aver consegnato il Governo a Berlusconi condannato per evasione, amico di mafiosi, piduista. Ridicolo è avere confermato presidente della Repubblica un vecchio di 88 anni per evitare qualunque cambiamento. Una Nazione ridicola dove le emergenze non sono mai la priorità. Dove si vuole salvare il mondo, ma si lasciano i nostri vecchi nell'indigenza e si costringono i ragazzi a emigrare. Tutto è ridicolo in un Paese in cui non esiste il reato di tortura e viene però applicato quello di vilipendio al presidente della Repubblica. Tutto è ridicolo quando ci si accorge, con grande meraviglia, all'improvviso, che esiste il problema della disoccupazione giovanile, che il debito pubblico esplode, che il sistema delle Pmi è al collasso. Ma va... Chi lo avrebbe mai detto? Dove eravate in tutti questi anni uomini ridicoli che ora avete la pretesa di governarci senza pagare dazio? Ridicolo è non avere la minima idea del futuro, un piano a medio termine, almeno triennale, per l'energia, per l'ambiente, in un'Italia che frana per due giorni di pioggia, per il rilancio della produzione, per l'innovazione, per il rientro del debito. Ridicole sono queste facce che governano attraverso la disinformazione televisiva. Maschere grottesche di una commedia dell'assurdo. Cui prodest questa rappresentazione mal recitata, questo teatrino indecente? Alle aziende di Berlusconi, al mancato coinvolgimento del pdmenoelle nel MPS, a guadagnare tempo per neutralizzare il M5S attraverso l'informazione televisiva delle Bocche di Rosa e degli Stuoini. Ridicolo. L'iceberg è davanti a noi, il caposala celebra le danze nel salone delle feste al Ballo dell'IMU e i gonzi volteggiano ignari. Quale fine può attendere una nazione ridicola?

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Postato il 18 Maggio 2013 alle 11:20 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: Berlusconi, Enrico Letta, IMU, Napolitano, Ridicolo, ridicule

Napolitano contro il reato di vilipendio

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>>> Oggi, sabato 18 maggio sarò a Cinisello Balsamo, ore 14, Brugherio ore 16, e a Imperia ore 21. Domani domenica 19 maggio sarò a Orbassano, ore 18, e a Ivrea, ore 21. Le dirette saranno trasmesse su La Cosa
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Mentre in tutta Italia proseguono le indagini per 22 persone che hanno commentato su Napolitano in questo blog, ho scoperto che il Presidente è d'accordo sull'abolizione dell'articolo 278, il reato di vilipendio al Presidente della Repubblica. Lo ha detto in tempi non sospetti, nel 2009, come rivelato dal suo ex portavoce Pasquale Cascella secondo il quale Napolitano invitò "chiunque abbia titolo per esercitare l'iniziativa legislativa a liberamente proporre l'abrogazione", lasciando all'opinione pubblica ogni valutazione "giudichino poi i cittadini che cosa è libertà di critica, e che cosa non lo è, nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica". Forte di questo viatico presidenziale e che "su vilipendio al capo dello Stato decide Parlamento", il MoVimento 5 Stelle depositerà oggi in Senato, e lunedì alla Camera, la proposta di abrogazione dell'articolo 278. Una legge del Codice Rocco che tutelava Mussolini e il Re. Sono certo dell'adesione plebiscitaria in aula alla nostra iniziativa. Napolitano è con noi, chi voterà contro l'abrogazione, voterà anche contro il presidente della Repubblica e potrebbe macchiarsi di vilipendio.

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Postato il 17 Maggio 2013 alle 15:15 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: articolo 278, Beppe Grillo, blog, codice Rocco, Mussolini, Napolitano, vilipendio

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