31 Luglio 2010

Giorgio Napolitano ha accarezzato all'aeroporto di Ciampino il viso di un ragazzo, orfano di guerra. Chissà cosa ha pensato mentre portava il saluto dello Stato alle vedove di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, morti in Afghanistan per una guerra insensata di cui non si vede la fine e non si capiscono gli scopi. Dopo le rivelazioni del sito Wikileaks sulle centinaia di vittime civili occultate dagli americani si doveva tornare subito a casa. Così non è stato e alla lista delle vittime si sono aggiunti altri due italiani. Persino Karzai, il presidente afghano ha dei dubbi sulle operazioni militari nel suo Paese: "La comunità internazionale è qui per combattere il terrorismo, ma c'è un pericolo altrove e non si agisce. La guerra contro il terrorismo non è nei villaggi dell'Afghanistan... ma nei santuari, fonti di finanziamento e di training, fuori dall'Afghanistan" (dal Financial Times 30/7/10)). L'Italia deve ritirare i suoi soldati. Chi è il vero responsabile delle morti dei caduti italiani?
31 Luglio 2010

La Lombardia Tossica Nociva fa un passo avanti. Gli ospedali costruiti direttamente sui rifiuti tossici. Più costi per l'assistenza ai malati di tumore e meno costi per lo smaltimento delle sostanze che causano i tumori. Un'equazione economica perfetta. Il nuovo ospedale di Como del costo di 260 milioni di euro è per Formigoni, il presidente illegittimo della Regione Lombardia arrivato al quarto mandato: "Il più moderno dei dieci che stiamo costruendo in Lombardia”. L'ospedale è costruito su discariche di bentonite e amianto, secondo le rivelazioni di alcuni ex dipendenti di un'azienda finita nell'inchiesta contro la 'ndrangheta in Lombardia che ha portato a più di 300 arresti.
"C'è un altro caso molto "strano" nella "perfetta Lombardia" che potrebbe dare delle grosse "sorprese".... è quello del nuovo Ospedale di Como dove c'è il sospetto che sotto, prima di costruire, i soliti "specialisti" del rifiuto tossico vi abbiano seppellito delle meraviglie...." Stefano Pilone
La Settimana - Vol. 5 N°29

Dalla Russia con calore. Non è solo una questione di spie russe sparse un po’ in tutto il pianeta. A Mosca la temperatura è arrivata a 40 gradi. I moscoviti abituati a 30 gradi sottozero si sono rifugiati nei laghi nei dintorni. Vodka gelata e un tuffo nell’acqua fresca prima di tirare le cuoia, più di mille sono affogati. I sopravvissuti hanno però potuto respirare l’aria pura delle torbiere in fiamme che hanno provocato un inquinamento atmosferico superiore dieci volte alla media. ...
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