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Dalla prefazione del libro di Gunter Pauli “100 domande in 100 pagine” scaricabile gratuitamente a questo link.

di Gunter Pauli – Tutto è cominciato con un Tweet: ho domandato se fosse o meno il caso di applicare il metodo di ricerca scientifico nelle correlazioni, in particolare a Wuhan e nel Nord Italia, per identificare cause ed effetti di questa insidiosa pandemia.

Ho ricevuto centinaia di migliaia di risposte. La maggior parte tutt’altro che gentile, e buona parte richiamata da chi ha ritenuto insolente la mia domanda. Quando le persone soffrono, o peggio, quando muoiono, dobbiamo nel modo più assoluto chiederci: perché? Solo allora potremmo affrontare la causa all’origine.

E così ho fatto una ricerca approfondita all’interno del gruppo di scienziati con cui ho collaborato per oltre 25 anni. Ho scoperto che le mie domande sono quelle di molti altri. E che anche le risposte che ho raccolto sono le stesse di molti altri. Con mio grande stupore, sono venuto a conoscenza che un numero sproporzionato di coloro ai quali è stato chiesto di spiegare le correlazioni tra alcuni fenomeni, è stato trattato ancor più aggressivamente e denigrato da una fitta rete di persone.

Ho parlato con medici ed infermieri, ricercatori, virologi, scambiato pareri con epidemiologi. Ho constatato che alcuni account (riconducibili a tre uniche fonti) attaccano sistematicamente qualsiasi suggerimento, notizia o parte di un’informazione non allineata con il loro punto di vista. A quel punto il mio desiderio di fare domande è cresciuto, e con determinazione ho posto ancora più interrogativi raccogliendo risposte suffragate dalla Scienza e da testimonianze personali. In breve ho messo insieme cento domande con altrettante risposte. Nessun dubbio che ce ne siano ancora molte altre.

Nello spirito di tutto il mio lavoro, non ho il tempo e neppure la necessità di argomentare che cosa sia “giusto” oppure “sbagliato”. Il mio unico interesse è cercare le migliori soluzioni, che potrebbero anche emergere da domande pertinenti fatte dalla gente su qualcosa che non comprende, che non vuole, che non immagina. Questo breve trattato propone qualche chiarimento senza pretendere di offrire risposte esaurienti.

Tuttavia domande e suggerimenti pratici potrebbero essere incompleti senza tener conto di qualche considerazione e scelta politica. I responsabili politici di ogni grado necessitano di una concreta linea guida per passare all’azione. C’è bisogno di andare oltre le accese discussioni riguardanti vaccini, campi elettromagnetici e blocchi del Paese. Tutti dovrebbero avere l’opportunità di comprendere il contesto sociale entro cui sono definite ed attuate le strategie.

Deve esserci spazio per uno scambio di opinioni sulla difficile realtà della quarantena, insieme a ciò che potenzialmente abbia una logica o meno. Abbiamo bisogno di guardare urgentemente avanti ed affrontare le alternative possibili per rilanciare l’economia, ponendoci qualche interrogativo su come svilupparla al di là del modello globalizzato. Tali questioni considerano le spese a lungo termine e i danni conseguenti al taglio avventato e poco lungimirante degli investimenti nel settore sociale, sanitario, educativo e ambientale.

Quello che è scaturito da un semplice Tweet mi ha indotto a prendere in considerazione una gamma di ragionamenti, conoscenze e competenze. Un altro recente Tweet mi attribuisce direttamente la colpa di condizionare e fomentare di pari passo le migliaia di persone che vogliono liberare il Paese da misure inadeguate, stanche del fatto che nulla cambi. Le persone non sono ingenue, e sono coscienti di essere manipolate da gruppi di interessi che sgomitano per rafforzare la propria posizione sfruttando le debolezze della gente e diffondendo la paura.

D’altra parte, sono molte le persone al limite fisico, psichico ed economico che vorrebbero avvicinarsi ad una società che si trasformi in meglio. Come dice un vecchio proverbio: “uno non dovrebbe perdere l’occasione di imparare da una tragedia o da un errore”.

Ho imparato molto da questo metodo di porre sempre più domande. Mentre mi accingo a fornire queste considerazioni attraverso i social e tramite un libro gratuito online, mi auspico che la gente tenga in mente un principio alla base di ogni riflessione e azione: non stiamo cercando ciò che è giusto o ciò che è sbagliato, e neppure la prova degli errori altrui. Al contrario, vogliamo motivare le persone, ed offrire misure possibili e concrete con un obiettivo in mente: insieme possiamo fare molto meglio di quanto immaginiamo, purché disposti a crescere.

A questo link è possibile scaricare il libro di Gunter Pauli “100 domande in 100 pagine”

 

 

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