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“Il Governo svedese si sta impegnando per migliorare la qualità della vita nel proprio Paese. E dopo aver annunciato di voler diminuire le ore di lavoro giornaliere da 8 a 6, il primo ministro svedese, Stefan Lofven, ha annunciato che il suo paese si adopererà per diventare “il primo stato dove non si utilizzano i combustibili fossili per produrre energia“.

L’ha annunciato durante un discorso tenuto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, come riporta l’Independent.
Tra i Paesi del Nord Europa la Svezia è già leader nelle energie rinnovabili, genera circa due terzi della sua energia elettrica attraverso fonti rinnovabili. Ma non è l’unica. In una giornata insolitamente ventosa lo scorso luglio, la Danimarca ha coperto il 140 per cento del proprio fabbisogno di energia elettrica attraverso l’energia eolica. Il restante l’ha esportando alla Germania, alla Svezia e alla Norvegia (uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo). E quasi il 100 per cento di energia elettrica islandese proviene da fonti rinnovabili, grazie agli investimenti in energia idroelettrica e geotermica.
La Svezia è un Paese industrializzato, che conta 10 milioni di abitanti. Nel bilancio autunnale, annunciato a settembre, il governo ha garantito investimenti per 4,5 miliardi di corone (484 milioni di euro) da utilizzare per infrastrutture verdi, dai pannelli solari alle turbine a vante, dal trasporto pubblico ecologico a reti energetiche più “intelligenti“. Altri 50 milioni di corone saranno spesi in ricerca e sviluppo per lo stoccaggio dell’elettricità e un miliardo sarà investito per migliorare i palazzi residenziali e renderli più efficienti.
Ma la Svezia non investirà solo all’interno dei propri confini ma anche all’estero, per realizzare infrastrutture verdi nei paesi in via di sviluppo con l’obiettivo di dare “un segnale importante” al mondo occidentale in vista della conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si terrà a dicembre a Parigi.” fonte