Ai confini della realtà: la legge 106/2004.

Urbani, ora ex-ministro, ha presentato e fatto approvare lo scorso anno la legge 106/2004 che impone a chiunque distribuisca contenuti per via telematica, quindi Internet, di inviarne copia alle biblioteche centrali di Firenze e di Roma.
Chi ha un sito, una newsletter o una mailing list dove vengono diffuse informazioni, deve farne copia ed inviarla periodicamente alle biblioteche, in caso contrario è soggetto ad un’ammenda di 1.500 euro.
La legge vuole "conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana".
Ma Urbani sa cos’è Internet, sa che i suoi contenuti cambiano ogni secondo, sa che i siti registrati in Italia sono circa un milione, o forse ha chiesto una consulenza a Stanca?
Potremmo fare un’urbanata, ed inviare siti, blog, newsletter alla Biblioteca di Firenze, alla cortese attenzione di Urbani, per conoscenza Stanca: peccato che neppure la Biblioteca di Firenze sappia cosa farsene.
Postato il 3 Maggio 2005 alle 17:41 in Tecnologia/Rete | Scrivi |
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Ho scritto saltuariamente le mie __opinioni__ su questo Blog, oggi credo ci sia veramente poco da dire, se non invitare tutti ad una profonda riflessione. Sono ormai mesi che ogni giorno assistiamo all'ennesima, stupida, legge/riforma o peggio ancora scandalo della politica italiana. Giusto ieri alla trasmissione "Le Iene" hanno detto che sono stati condannati a 5 anni di carcere per il servizio dell'anno scorso in cui test alla mano, informavano gli italianan che un politico su tre si droga. Non mi dilungo ma chi ha seguito la faccenda sa che quel servizio non violava la privacy perchè erano dei testi anonimi, loro hanno pagato perchè hanno mostrato che razza di marciume occupa il nostro parlamento.
Quello che leggiamo oggi è scandaloso, perchè volendo ragionare a in modo razionale si può giungere ad una sola conclusione, l'Italia è al collasso a causa di una classe politica incompetente, inadeguata, ma soprattutto corrotta e non potendo in nessun modo fermare il dissenso della maggior parte dei cittadini, cercano di mettere il bavaglio a tutte quelle persone che in modo democratico mostrano all'Italia intera chi sono i responsbili di questa situazione, facendo un'informazione del tutto disinteressata e __onesta__. Nei giorni scorsi i nostri politici si sono imbottiti la bocca con parole di disprezzo per la repressione che viene applicata nello Myanmar è strano che oggi non commentino sprezzanti e con lo stesso pathos dei giorni scorsi la repressione che vogliono attuare nei confronti di chi vuole liberamente esprimere le sue opinioni.
Beppe nelle ultime righe fa capire che se passa una legge del genere lascia l'Italia, io non so cosa sia giusto. Da una parte penso che l'Italia mi appartiene e che all'articolo 1 della costituzione italiana di legge, "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", dall'altra mi rendo conto e mi rattristo nel dirlo, che oggi in Italia non siamo in democrazia, siamo allo sbando e forse
Impedire o richiedere il pagamento di esose somme di denaro per l'utilizzo senza scopi di lucro di immagini di vari quadri da parte della Siae impone quindi la nascita di un ampio dibattito sulla moralità e la validità giuridica di un tale comportamento e sulla necessità di interpretare al meglio la legge sui diritti d'autore, che mina gravemente il diritto alla diffusione libera del sapere, della cultura, della conoscenza e che al tempo stesso mira a lasciare i cittadini nell'ignoranza più totale e si accanisce contro quei poveri intellettuali che con grande fatica ed impegno cercano di divulgare e di diffondere una certa sensibilità artistica, letteraria e sociale, ovvero che cercano in pratica di migliorare la sensibilità etica ed estetica di tutta l'umanità del nostro pianeta. Ma questo accade solo in Italia dove la stupidità e la rigidità del nostro sistema bloccano la creatività e la crescita dei siti culturali e quindi al tempo stesso inibiscono la promozione del nostro territorio, del nostro genio, delle nostre imprese e allontanano i navigatori stranieri e locali dalla nostra realtà, la qual cosa costituisce un gravissimo danno per tutto il paese. Questa situazione richiede dunque non solo l'intervento immediato di tutti gli intellettuali di buona volontà che abbiano un minimo a cuore le sorti culturali, sociali, economiche e scientifiche del nostro paese, ma anche di tutti quei naviganti che di questo passo diventeranno sempre più succubi di una cultura straniera, non sempre amicale nei nostri confronti, e che vedranno di pari passo impoverirsi a grandi falcate le loro già misere finanze.
Pretendere soldi sotto forma di pagamento per i diritti d'autore per l'utilizzo di fotografie di opere artistiche in siti didattici, culturali, scolastici, di privati e di associazioni no profit senza fini di lucro che operano nello spirito del "cooperative learning" non è morale, non è economico, non è intelligente, non è legale, ma è da stupidi e da ignoranti. Queste pagine internet infatti esaltano la creatività degli stessi autori, e di coloro che ne divulgano l'arte, e aiutano tutti i cittadini di buona volontà ad approfondire la propria conoscenza estetica e quindi etica del mondo in cui vivono, ed è inutile dire che questo processo oltre che ad essere didattico e pedagogico aiuta inevitabilmente ad incrementare la sensibilità degli esseri umani e quindi ne stimola il loro progresso e la loro evoluzione. In questa ottica la legislazione americana prevede il "fair use", istituto prettamente statunitense che sancisce la possibilità di utilizzare le immagini protette da copyright senza autorizzazione del proprietario, questo però, a determinate condizioni, ossia, per finalità di promozione "del progresso della scienza e delle arti utili".
ma io quasi quasi per dispetto glie lo manderei il cd, cosi' poi quando sono invasi da milioni di CD capiscono che stronzata e' questa legge.
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