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Studenti geneticamente modificati

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I Ministri di questo Governo, che fa tutto tranne che governare, sono tormentati dall'idea di lasciare un segno ai posteri del loro passaggio.

Per questo, invece di risolvere i problemi dei loro Ministeri, "partoriscono" leggi che portano il loro nome (Gasparri, Moratti, Urbani...), un compito che spetterebbe al Parlamento.

La legge Moratti per la riforma della scuola ne è un esempio.

- I genitori possono scegliere se mandare a scuola i propri figli a due anni e mezzo o tre. Per la Moratti due anni e mezzo o tre sono la stessa cosa, mentre 6 mesi di differenza a quell'età sono tantissimo.

- Una volta lo studente veniva rimandato in alcune materie e riparava a settembre. Oggi ha il debito (tanto per abituarlo fin da piccolo) ed è la scuola a recuperarlo.

- Sono state abolite Scuola Materna, Scuola Elementare e Scuola Media. Era chiaro. Oggi ci sono Scuola dell'Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di Primo Grado...Se a un bambino si chiede: "Che classe fai?", risponde : " Che c...o ne so!"

- Ogni scuola ha un POF, Piano di Offerta Formativa (corsi di chitarra, giardinaggio,...).
Non è la qualità degli insegnanti a contraddistinguere una scuola, ma i progetti che propone. Oggi l'insegnante "accoglie", "colma", "coordina", "progetta", "esplicita" e "pianifica". Fa tutto tranne che insegnare.

- Gli studenti hanno il portfolio delle competenze... il portfolio delle competenze!

A 8 anni i bambini devono rispondere a dei Questionari di autovalutazione, di cui pubblico alcune pagine (faccio notare i disegnini esplicativi dei concetti cardine del documento).

A 8 anni un bambino:

"- OSSERVA l'albero sul quale è progettata la casa degli obiettivi formativi e cerca di orientarsi fra i rami per scoprire quale percorso gli sia più congeniale per raggiungerla e completare la sua costruzione.

- RIFLETTE sul modo in cui gli risulta più facile apprendere per capire qual è la situazione in cui impara meglio e come possa migliorare,

- ESPRIME la sua autovalutazione per stendere il suo profilo educativo e culturale".

Come se non bastasse il bambino, deve darsi anche un'autovalutazione: buono, ottimo, adeguato...

Con questa legge gli studenti, a 9 anni, avranno nel loro Portfolio un esaurimento nervoso.


P.S. Sulla scuola consiglio di leggere il libro: "La scuola raccontata al mio cane", di Paola Mastrocola, ed Guanda.

23 Mag 2005, 16:23 | Scrivi | Commenti (625) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

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Educazione (intesa come principi di comportamento)

Ecco il mio piano di studio per la Scuola Primaria. E se qualcuno si degnasse di insegnarlo effettivamente, senza schede e quadernoni, sono convinto, ne guadagneremo tutti.

comprare mi piace facebook Commentatore certificato 28.09.15 15:04| 
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Mi Consenta!!

Silvio Berlusconi 23.06.07 12:59| 
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BIMBI SPENTI

Sono una mamma di due bambini di 4 e 8 anni che frequentano entrambe la scuola pubblica in un quartiere periferico di Roma.Il ns primogenito ha cominciato a frequentare l'asilo a 2 anni e mezzo e' stata dura ma grazie alle maestre dell'asilo di montecompatri(dove all'epoca vivevamo)abbiamo superato i pianti e ladisperazione per il distacco.IL problema e' tornato piu' rilevante quando e' arrivato in prima elementare a 5 anni e mezzo.Con la riforma moratti e la ua tenera eta' ne iamo usciti dopo due anni e lasciando il mio lavoro full-time con il risultato che ora va' bene a scuola ma sopravviviamo per pagare le bollette dato che l'unico possibilita' e' il lavoro interinale che promette piu o meno 200 euro mediamente mensili.Con la piccola e' andata bene il primo anno di asilo perche' e' entrata a scuola a 3 anni e si è inserita in un buon gruppo dove le insegnanti si alternavano tra una senza figli e sindacalista e l'altra dolcisssima ma non di ruolo.Premesso che non hanno l'autorizzazione ad uscire in giardino e che passano tutto il giorno in un aula con dei pezzi di carta sulle finestre per non farli distrarre dai bambini delle elementari che giocano,l'anno scolastico e' passato comunque bene per le varie attivita'proposte e finanziate da noi genitori.
E'finito il primo anno scolastico nella speranza che magari andavamo migliorando il programma e questi bambini fossero incentivati ad andare a scuola e magari a giocare come gli altri nel giardino e hissa'a fare di nuovo un corso di teatro o di cucina o di inglese o di canto come l'anno precedente e invece qui casca l' asino perchè ci vietano di finanziare qualsiasi progetto non proposto dall'insegnante di ruolo e oltre ad essere prese in giro dal direttore giorgio polsinelli che ci aveva promesso di occuparsi dell'aula che e' monitorata perche' all'interno c'e' una fenditura nel muro portante continua a non vedere questi bambini che d'estate sono costretti a dormire in classe perche'non hanno nu

Alessia Arduini 20.05.07 01:03| 
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Parliamo di futuro concreto, parliamo del sistema scolastico italiano, sempre se ci si ricorda che in Italia esiste una scuola, perché dai media sembra che l'argomento sia tabù, ah, dimentico forse sono troppo indaffarati a misurare le variazioni di seni e sederi delle bellone, che poi magari si beccano pure la laurea hormonis causa, ops honoris causa.

Abbasso Croce, Gentile e la Moratti!.

Scusate qualche sfogo qua e la, ma vi giuro che mi sto trattenendo. In Italia la tortura inizia a tre anni e continua....

- scuola materna (alcuni pupilli già rodati all'asilo nido).

Ognuno di noi ha traumi di vario tipo, dall'obbligo a fagocitare minestre dall'odore di pneumatico abbrustolito, alla crisi di nervi causata dall'attività del punteggiare cartoncini colorati sino al compagno da accudire con una costante diarrea o caccola perenne. Vabbè, tutti si resiste all'ameno ambiente pseudo-materno della scuola dell'infanzia, così denominata da qualche anno. Mi permetto di aggiungere un commento personale, avendo lavorato per un anno in una di queste scuole: se sono dell'infanzia, lasciamo un po' più di libertà, senza naturalmente sottovalutare ordine e disciplina, ma vediamo di non rendere difficile la vita di questi piccoli pulcini spelacchiati (e futuri polli di macello?), lasciamoli un po' più liberi di esprimersi, rinnoviamo la didattica con maggior attività all'aria aperta, attività motoria ed espressione corporea, insegnanti madre lingua e non sottovalutiamo il riposo, ne avranno di stress da accumulare..

Elena Di Gregorio 18.04.07 19:31| 
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- scuola primaria (elementari).

I piccoli pulcini entusiasti e spesso annoiati (soprattutto le bambine) dalle ripetitive attività della scuola materna continuano il loro cammino sulla catena di montaggio scolastica. Tempo pieno o modulo? Risposta: non cambia molto in sostanza e genitori potete pure scordarvi fine settimana senza compiti, o il sabato o la domenica vi tocca. (Vi risparmio le crisi familiari e problemi vari causati dai compiti del week-end). Mi chiedo ma se passano 6 ore al giorno a scuola il lavoro di casa dovrebbe essere di completamento, revisione e memorizzazione di ciò fatto in classe. Purtroppo nella maggior parte dei casi non è così. Non parliamo poi degli zainetti che questi poveri pollastri trasportano ogni giorno nel tragitto casa -scuola e scuola- casa e dei relativi problemi di postura connessi. Per quanto riguarda la didattica il troppo stroppia! I pollastri dai primi anni di scuola vengono sottoposti ad un marasma di discipline, molte delle quali implicano una facoltà mentale ad astrarre che non tutti hanno acquisita a tale stadio "evolutivo".

Matematica, italiano, educazione fisica, musica lingue straniere ed educazione all'immagine, queste dovrebbero essere le discipline insegnate al primo anno di scuola. (Non mi esprimo sull' insegnamento della religione, che ritengo inutile, ma questa è un'altra faccenda). Sulle modalità didattiche e professionalità degli insegnanti, questa è tutta questione di fortuna. Vorrei soffermarmi sull'insegnamento della storia e delle scienze, non ho molta voce in capitolo se non quella di aver frequentato una scuola elementare e di avere attualmente un fratello in quarta elementare. La storia viene insegnata a scaglioni e con molte ripetizioni nei programmi durante i cicli scolastici, per quanto riguarda le scienze, non vengono suddivise in ambiti ma si fa di tutto un calderone e i programmi, almeno ai miei tempi erano a discrezione del docente (Anche qui vi risparmio il calvario di tre anni di scuole

Elena di Gregorio 18.04.07 19:30| 
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scuola secondaria ( medie e superiori)

I nostri pulcini sono ormai pollastrelli in carne e in apparenza si sentono già uomini duri e donne vissute (notate l'abbigliamento, il modo di fare e parlare degli odierni scolaretti delle medie e confrontatelo con quello di 10 anni fa, un abisso incolmabile, colpa della TV?..., non mi dilungo ma invito a riflettere sulle quattordicenni col tanga a vista, bullismo and Co. Poi mi chiedo, i nostri genitori hanno lottato per non dover più indossare la divisa scolastica poiché limitante del loro modo di esprimersi, ma date un occhiata ai ragazzi delle medie di oggi, non vi sembrano tutti uguali?!, che non abbiano forse nulla da esprimere se non i centinaia di euro in abbigliamento che indossano?. Poveri Ssissini (i docenti che escono dalle Ssis) freschi freschi che devono insegnare in queste classi di polletti da macello. Meglio la didattica alla Hitler edulcorato o alla Madre Teresa? Io opterei per la prima, ma non ne sono capace nella pratica.

Per quanto concerne la scuola superiore tornerei a riflettere sulla questione: è meglio la quantità o la qualità?. Concordo sul fatto che a 14 anni è difficile intraprendere una scelta scolastica, ma tuttavia non implica la deviazione definitiva del proprio futuro, l'importante è focalizzare prima di tutto se si prova piacere nello studio, se si ha veramente voglia di studiare e in quali ambiti si è maggiormente portati. Saper scegliere è caratteristica peculiare del raggiungimento di uno stato di maturità, non mi vengano a dire che nemmeno a 16 anni si è in grado di scegliere la via per il proprio futuro, se davvero è così allora ecco che ci saranno sempre i trentenni bambini attaccati al capezzolo materno.

Prendiamo spunto dal sistema di ripartizione didattica inglese e del Nord Europa. A mio parere il sistema andrebbe rivisto ponendo uno o due anni comuni a tutti gli indirizzi e poi un triennio di specializzazione, ma che sia veramente specializzazione, non 12 materie, alcune

Elena di Gragorio 18.04.07 19:28| 
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caro Beppe, siamo tre studentesse fuori sede (ciò implica: affitto a roma in stanza doppia visti i prezzi, lavori sotto sotto sotto pagati, tasse universitarie, testi superaggiornati dai docenti, quindi difficilmente reperibili nelle biblioteche, abbonamento mensile per i trasporti da non residenti - ossia 30euro anzichè 18)... ma veniamo al punto:
vorremmo lanciare una campagna di sensibilizzazione a tutti i giovani delle periferie romane - PIU' WIRELESS PER LE FASCE DEBOLI!!!
Negli ultimi mesi la giunta veltroniana della "sinistra culturale" ha attivato zone wireless gratuite esclusivamente nelle zone del centro storico. forse per i turisti? O per i residenti delle zone?(flaminio, lepanto, colosseo, cavour...tutte aree con un tenore di vita a dir poco di lusso).
Ci si chiederà perchè non raggiungere quelle zone "libere"; ebbene, noi abitiamo a centocelle, dove non arriva neanche la metropolitana, ciò significa che per arrivare alla zona più prossima impiegheremmo minimo 45 minuti.
Una soluzione sarebbe recarsi nella biblioteca più vicina (ben distribuite sul territorio) dove troveremmo solo 2 o 3 postazioni internet perennemente occupate.
Poichè in ogni biblioteca esiste già una connessione adsl, perchè non attivare un wireless?
ovviamente non possiamo permetterci TELECOM e visto che ancora oggi non ha abbandonato il monopolio in questo municipio, non possiamo rivolgerci ad altri gestori più economici.
Questa è una piccola testimonianza di una categoria numerosa di studenti fuori sede squattrinati.
STUDENTI DI TUTTE LE PERIFERIE, UNIAMOCI!!!

valentina katia 12.02.07 17:13| 
 
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SCUSATE LA RIPETIZIONE, MA QUALCUNO DI VOI STUDIOSI DI ECONOMIA,O SOLTANTO INFORMATO SUI FATTI, MI PUO' SPIEGARE COSA E' IL DEBITO PUBBLICO
E A CHI DOBBIAMO QUESTI SOLDI,E SPECIALMENTE
PERCHE'????........
VI RINGRAZIO
RENATO

renato amico 18.12.06 19:18| 
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come fanno, zii e nonni materni, a tutelare la salute "fisica" e "mentale" di 2 nipoti (2 e 6 anni), quando: la mamma e' in cura presso il csm (centro sanità mentale del suo paese)e non lavora e il papa' è un disoccupato che "dice" di non poter lavorare per "problemi di salute" ;
gli stessi zii e nonni vengono "cacciati" ma "obbligati" moralmente a pagare il fitto della casa dove risiede la famiglia in difficoltà in questione...
e i dottori del CSM rispondono: "fate come volete" "ci vuole tempo"..."non sono figli vostri"...e l'assistente sociale, interpellata piu' volte, non fa praticamente nulla....??????!!!!!
e, per motivi di "privacy" non puoi neanche avvivinarti a scuola del bimbo di 6 anni...per capire se, in tutto questo casino, ha comunque la forza di praticare un suo diritto: "studiare serenamente"...
????scusate lo sfogo, ma io e i miei genitori siamo disperati, non sappiamo piu' che fare!
Chi puo' "illuminarci"? daniela

daniela trisolini 23.11.06 10:09| 
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Caro Beppe è la prima volta che scrivo sul tuo blog, volevo sapere cosa ne pensi fei test di ammissione per determinate facoltà.
Io sn uno di quesi tanti ragazzi che nn ha potuto perseguire la sua passione a causa di questo metodo assurdo. Io sn fortemente contrario a questo metodo di selezione, perchè credo che nn si possa stabilire chi potrà o nn potrà essere un buon medico o odontoiatra in base a domande del tipo "qual è il reale nome di topolino?" (è una domanda realmente uscita e nn inventata). Quindi volevo un tuo parere!
Sei un mito
Antonio

Antonio Miele 18.03.06 10:46| 
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Oggi mi sono ritrovato a consultare il programma scolastico del liceo informatico e ho notato un grosso regresso nel suo piano di studi rispetto al passato, soprattutto in campo scientifico. Questo tipo di liceo non è molto diffuso ed è stato considerato come un liceo sperimentale. Per spiegarvi brevemente in cosa consiste, potrei paragonarlo con un liceo scientifico, dove si lascia molto più spazio alle materie ad indirizzo scientifico rispetto a quelle classiche(come il latino). La colonna portante di questo indirizzo è la matematica, che presenta un programma più ampio rispetto ad un più comune liceo scientifico.
Con la nuova riforma questa colonna portante è stata mutilata. Il programma del biennio è rimasto invariato mentre quello del triennio ha avuto nel complesso delle aggiunte. Il problema è che il programma non segue uno schema logico, in pratica molti argomenti risultano impossibili da essere spiegati se non si sono date le spiegazioni che secondo legge andrebbe date tra un paio di mesi. Per essere più chiaro sarebbe paragonabile a voler spiegare ad un bambino come si fanno le equazioni se nessuno gli ha spiegato a fare la somma.
Fino a qui una persona potrebbe pensare che basta un buon professore per riordinare il programma e sono d’accordo. Il vero problema è che le ore a disposizione per la matematica sono passate da 6 a 3. Con questo cambiamento risulta inaccettabile riuscire a completare il programma in maniera adeguata.
Questo problema è molto serio perché dall’istruzione dipende il futuro del nostro paese, che è sempre meno legato ad un lavoro manuale e con il passare del tempo si distanzierà sempre di più da lavori tecnologici. Se non rinnoviamo la nostra cultura scientifica saremo sempre più un paese povero e in declino. Spero che le mie parole non vadano perse in un vecchio blog. Ma che vadano prese come uno tra i problemi più seri che si ripercuoteranno in futuro. Con questa legge si rischia di perdere il passo con il progresso.

Luca Galvan 03.02.06 16:24| 
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Articolo tratto da Italymedia.it Portale dell'Informazione Nazionale diretto da Antonello De Pierro.


Dati allarmanti sull'edilizia scolastica sono emersi nella conferenza stampa di An a Roma
La scuola dimenticata del Lazio
Duro attacco del Presidente della Provincia Moffa al centrosinistra: "Poco creativi nei confronti dell'istruzione"

di Federica Soldani

La lotta per il possesso ed il controllo della conoscenza e della scienza, della comunicazione
e dell’informazione, sono oggi al centro, come mai prima, dell’attenzione dei più grandi gruppi economici. Inoltre, il sapere e l’informazione appaiono strumenti fondamentali per mantenere o trasformare qualsiasi struttura sociale o produttiva. Da qui emerge, più che mai, la centralità che assegniamo all’istruzione.
Edifici che vengono descritti al limite della fatiscenza da Roberta Angelilli (UEN),
con cornicioni pericolanti e impianti elettrici non a norma,locali freddi e sporchi,infissi
in pessimo stato e persino presenza di amianto.
Ed è così che si è aperta la conferenza stampa tenuta da Alleanza Nazionale nel XV Municipio.
Dati estremamente preoccupanti sulla sicurezza degli edifici scolastici in particolare nella regione Lazio e segnatamente nel comune di Roma, che sono stati presentati dall’Assessore Marco Clark,
che ha puntato l'indice contro gli aspetti principali che vengono gettati nel dimenticatoio, quali la manutenzione ordinaria o per meglio dire un aumento dei fondi, una nuova edilizia, un fenomeno molto diffuso quale il pendolarismo ed una manutenzione straordinaria.
Particolarmente duro l’intervento mirato del Presidente Silvano Moffa nei confronti della sinistra, a cui ha rimproverato la mancanza di creatività nei confronti della scuola, eleggendo ad esempio l’Istituto Machiavelli in Piazza dell’Indipendenza che agli occhi degli studenti appariva come un edificio lugubre ed austero.<<<< segue http://www.italymedia.it/articoli/attualita&cronaca/0032.htm

Dario Domenici 27.01.06 14:09| 
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Articolo tratto da Italymedia.it Portale dell'Informazione Nazionale diretto da Antonello De Pierro.

Dati allarmanti sull'edilizia scolastica sono emersi nella conferenza stampa di An a Roma
La scuola dimenticata del Lazio
Duro attacco del Presidente della Provincia Moffa al centrosinistra: "Poco creativi nei confronti dell'istruzione"

di Federica Soldani

La lotta per il possesso ed il controllo della conoscenza e della scienza, della comunicazione
e dell’informazione, sono oggi al centro, come mai prima, dell’attenzione dei più grandi gruppi economici. Inoltre, il sapere e l’informazione appaiono strumenti fondamentali per mantenere o trasformare qualsiasi struttura sociale o produttiva. Da qui emerge, più che mai, la centralità che assegniamo all’istruzione.
Edifici che vengono descritti al limite della fatiscenza da Roberta Angelilli (UEN),
con cornicioni pericolanti e impianti elettrici non a norma,locali freddi e sporchi,infissi
in pessimo stato e persino presenza di amianto.
Ed è così che si è aperta la conferenza stampa tenuta da Alleanza Nazionale nel XV Municipio.
Dati estremamente preoccupanti sulla sicurezza degli edifici scolastici in particolare nella regione Lazio e segnatamente nel comune di Roma, che sono stati presentati dall’Assessore Marco Clark,
che ha puntato l'indice contro gli aspetti principali che vengono gettati nel dimenticatoio, quali la manutenzione ordinaria o per meglio dire un aumento dei fondi, una nuova edilizia, un fenomeno molto diffuso quale il pendolarismo ed una manutenzione straordinaria.
Particolarmente duro l’intervento mirato del Presidente Silvano Moffa nei confronti della sinistra, a cui ha rimproverato la mancanza di creatività nei confronti della scuola, eleggendo ad esempio l’Istituto Machiavelli in Piazza dell’Indipendenza che agli occhi degli studenti appariva come un edificio lugubre ed austero. <<<<< segue http://www.italymedia.it/articoli/attualita&cronaca/0032.htm

Dario Domenici 27.01.06 13:59| 
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Faccio parte del 3° consiglio di circolodi una scuola elementare di Chieri -to-, 10 giorni prima di Natale ci siamo trovati assieme al Direttore Didattico a dover risolvere un grave problema, il Governo aveva infatti deciso di tagliare del 45%i fondi destinati e promessi ai laboratori all'inizio dell'anno scolastico, si è dovuti ricorrere quindi ad una scelta o si andavano a penalizzare dei bambini eliminando dei laboratori o si chiedeva un contributo a carico dei genitori pari a Euro 4, la cifra può non sembrare esosa, ma se si va ad aggiungere alla quota assicurativa, al contributo di inizio anno al fatto che i nostri figli si devono portare a scuola scottex, carta igienica, fazzoletti di carta e quant'altro mi sembra che ci sia qualcosa che non va, soprattutto se teniamo conto che con la Legge Moratti si vanno ad aiutare con contributi non indifferenti le scuole private, la cui maggioranza è di origine cattolica, e si vede quindi aiutata non solo nei contributi, ma anche nella quopta di iscrizione e dall'abolizione dell'ici.
Sarebbe opportuno a questo punto pareggiare un po' le cose

paola rapallo 19.01.06 15:20| 
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ANTICIPO SCUOLA MATERNA DA 2 anni e 1/2?????!!!!
Sono andata questa mattina a consegnare l'iscrizione alla materna per mia figlia per il nuovo anno scolastico.....
Mi pongo una domanda: Come si può pensare di emanare una legge che prevede l'anticipo a 2 anni e 1/2 per l'entrata nella scuola materna e ci sono liste d'attesa comprendenti bambini di oltre 3 anni e 1/2?
Mia figlia che di anni ne compie 4 a marzo, risulta ora essere al V^ posto nella lista di attesa (a settembre era VII^).... Il problema è che per accedere non si fa più riferimento all'età anagrafica, bensì al punteggio ottenuto sommando i punti assegnati ad una serie di condizioni per tutti i bambini che compiono 3 anni nell'anno (da gennaio a dicembre): bambino di 4 anni (15 p.), bambino con un solo genitore (10 p), bambino con entrambi i genitori che lavorano (8p), bambino con un genitore che lavora (6p), per ogni altro figlio minorenne (2p)..... E' in questo modo che alla scuola materna sono entrati bambini che di anni ne compivano 3 a dicembre e mia figlia che li aveva già compiuti a marzo è rimasta fuori....
La cosa che ritengo di assoluto interesse è che la designazione dei punteggi viene decisa dal Consiglio di Istituto e quindi non esiste nessuna regolamentazione dei criteri da adottare per l'assegnazione dei punteggi....Vi pare normale????
Il prossimo anno scolastico mia figlia otterrà 23 punti... Mi auguro che siano sufficienti per poter accedere a 4 anni e 1/2 alla scuola materna... ma se non bastassero?
Ho anche una domanda per quanti leggeranno: Come accertarsi il rispetto della graduatoria durante l'anno scolastico....

Annamaria Cascioli 18.01.06 13:35| 
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Vogliamo evidenziare quello che succede nei CONSERVATORI ITALIANI?????
1:mia esperienza :studiavo composizione e oggi solo pianoforte.Oggi posso studiare solo una disciplina perche' avevo lasciato composizione essendomi trasferita in un'altra citta'.ho lasciato per solo un anno e non per menefreghismo,ma solo perche' nel nuovo conservatorio il corso di composizione non era pareggiato.be' dopo soli 6 anni di studio cosa volete che sia non poter finire?
2:dopo 10 anni,invece,(durata del corso di pianoforte:vecchio ordinamento)siamo costretti a marcire all'interno dei conservatori per altri 2 anni ancora(la famosa laurea di secondo livello!)
3:sapete chi fa le lezioni dell'"alta formazione"??ma come???non immaginate??
ma sempre e solo gli stessi insegnanti che da 60 anni insegnano al conservatorio .e noi altri?
quando lavoreremo?
4:il biennio di specializzazione, non si capisce proprio,...e' abilitante o no???ancora la "signora Letizia"non ce lo ha spiegato...stiamo aspettando ..tanto siam qui...
e soprattutto ...anche se lo e' o lo diventera'..in un'Italia in cui la burocrazia e' piu' contorta della mente dell'Enigmista o di un film trhiller a puntate,noi poveri studiosi di musica di cultura potremmo mai lavorare e scavalcare quell'oscena idea della musica(vedi Saranno famosi...sfide e c....te varie)che vige nell'italietta del nuovo millennio???
Io personalmente spero di si..
La musica(quella vera di qualita' e non per questo per forza "classica")e' la vita stessa!!!
Siete daccordo?
Valeria Tonna.

Valeria Tonna 08.01.06 15:16| 
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Ciao sono una docente di scuola dell'infanzia di Genova.Come sottolineavi tu l'anticipo a due anni e mezzo si è rivelato un vero disastro!La mia scuola è piccolissima,due sezioni,un salone di circa 4 metri quadrati e una piccola aula che usiamo come laboratorio polivalente.Non abbiamo fasciatoi,abbiamo 2 e sottolineo 2 brandine per far dormire i bambini.Le bidelle oltre ai loro compiti già numerosi devono cambiare i bambini che hanno ancora il pannolino,aiutarli a mensa per farli mangiare.In più le nostre sezioni sono eterogenee e chi ne fa le spese sono gli alunni di 5 anni a cui non si riesce a dedicare il tempo che meriterebbero perchè sei sempre con un piccolino in braccio che dorme o che piange o che deve finire il biberon della colazione! Siamo diventati un parcheggio! E' una vergogna!Coraggio! Auguro a te e a tutti i maestri un felice 2006!

Antonia Rossi 06.01.06 21:03| 
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hai parlato nel tuo spettacolo del farmaco novartis e hai fatto vedere un testo edito da tal casa con la storia del plipetto infelice.per professione e studio sono molto interessata all argomento hai aggiornamenti? è possibile ricevere copia della storia?
grazie paola allera
e....buon lavoro!!!

paola allera 27.12.05 16:26| 
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Il Patto dello Sciacchetrà

Le ultime dichiarazioni di Fiorani stanno facendo emergere la verità sull’incontro che ha visto il SENATORE LUIGI GRILLO, Gran Maestro dell’operazione di corruzione e appropriazione indebita più sporca dalla fine di Tangentopoli.

L’incontro ha visto la partecipazione di: Fazio, Fiorani, Berlusconi e Grillo. Le dichiarazioni ufficiali vollero far passare l’idea di una difesa delle banche italiane contro l’assalto dei Barbari europei.

In realtà, il Senatore Luigi Grillo, eletto in Liguria nelle fila di Forza Italia, aveva bisogno di tanti soldini per costruirsi la VILLA nella Riviera Ligure (costruita abusivamente nel Parco Naturale delle Cinque Terre e poi condonata); quale sistema migliore per fare ciò se non fregare un po’ di soldi ai correntisti della Banca Popolare di Lodi.

Il sistema a quanto sta dicendo Fiorani era semplice: bastava aprire un conto nella sua Banca, dare l’appoggio politico all’operazione bancaria più sporca della Seconda Repubblica e in cambio ci si ritrovava un bel gruzzoletto sul proprio conto corrente.

Il Senatore Grillo, una delle figure più losche della Politica italiana, ha fiutato subito l’affare e si è lanciato nella strenua difesa della scalata di Fiorani, ovviamente le sue dichiarazioni pubbliche sono state ripagate a suon di MILIONI di euro.

Il problema è che i soldi affluiti nelle tasche di LUIGI GRILLO erano dei correntisti della Banca Popolare di Lodi che sono stati truffati, rapinati e beffati; una persona che ha rubato dei soldi agli italiani dovrebbe stare in GALERA e non in Parlamento in una posizione chiave (Presidente della Commissione Trasporti del Senato).


IL SENATORE LUIGI GRILLO DEVE STARE IN GALERA E NON IN PARLAMENTO !!!!


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Marco Gilles 21.12.05 14:54| 
 
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'giorno a tutti!sn una studentessa del liceo socio psico pedagogico frequento il secondo anno e devo riconoscere che leggere i post riguardanti la riforma Moratti ma hi charito alcune idee...per questo ringrazio tutti voi.Però ho ancora qualche dubbio...giorni fa ho sentito dire che tra tante menate la riforma Moratti prevede anche l' esclusione dello studio del DIRITTO dal programma scolastico della maggior parte delle scuole superiori!!!nn volendo credere a tale scempio della cultura(che paroloni)ho cercato di informarmi tramite il web ma nn ho trovato nulla che sodisfasse la mia sete di sapere...così mi rivolgo a tutti voi...ne sapete qualcosa???
rispondetemi per favore!!

"contro la scuola dei padroni 10, 100, 1000 occupazioni"
Eva.

Eva Corifeo 11.12.05 16:12| 
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'giorno a tutti!sn una studentessa del liceo socio psico pedagogico frequento il secondo anno e devo riconoscere che leggere i post riguardanti la riforma Moratti ma hi charito alcune idee...per questo ringrazio tutti voi.Però ho ancora qualche dubbio...giorni fa ho sentito dire che tra tante menate la riforma Moratti prevede anche l' esclusione dello studio del DIRITTO dal programma scolastico della maggior parte delle scuole superiori!!!nn volendo credere a tale scempio della cultura(che paroloni)ho cercato di informarmi tramite il web ma nn ho trovato nulla che sodisfasse la mia sete di sapere...così mi rivolgo a tutti voi...ne sapete qualcosa???
rispondetemi per favore!!

"contro la scuola dei padroni 10, 100, 1000 occupazioni"
Eva.

Eva Corifeo 11.12.05 16:10| 
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No alla riforma Moratti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Damiani Riccardo 22.11.05 16:42| 
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Sapeva gia che la riforma moratti era una ca..ta, ma non pensavo che fosse così tanto una ca..ta! Grazie per avermi aperto gli occhi, ora posso partecipare informato alla manifestazione contro la riforma Moratti della mia città, grazie!

Damiani Riccardo 22.11.05 16:38| 
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Signor Catalani,
credo che Lei debba informarsi prima di sentenziare su ciò che il corpo docente "sa" o "dovrebbe sapere" e "saper fare" in termini di conoscenze e operato.
La informo che il docente era chiamato a "programmare" ancor prima della bella invenzione della Signora Moratti. Si programmava in termini di UD partendo dai contenuti (che tristezza eh!). Ho imparato a programmare per obiettivi, per mappe concettuali etc...
La programmazione non è un'illuminazione di questo ministro.
Attualmente si favoleggia in termini di UDA che predilige l'allievo e le sue esigenze (mah!).
E non commento...
Formazione insegnanti?
E' vero qualcuno (?) dovrebbe aggiornarsi e soprattutto "imparare ad imparare", ma il dimemma non riguarda solo noi insegnanti.
Dopo questo Le dico che sono una maestra precaria e spero di poter cambiare lavoro il prima possibile.
Le ragioni?
Sono "stufa" di studiare: due lauree di cui una abilitante all'insegnamento e tanta insoddisfazione per la mancanza di chiarezza.
Lei cita Gardner o meglio si limita a scrivere il cognome.
Quanta bella teoria da Piaget a Vygotsky ed alle rinomate intelligenze multiple.
Ho sperimentato che la teoria è una cosa e la pratica un'altra e che il sistema ti assorbe.


Antonella Magurno 20.11.05 16:54| 
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LAAAA OOOOOOOOOOOOOOODIOOOOOOOOOOOOOOOOOO BRUTTA FACCIA DI M***AAAAAAAAAAAAAAAAAAAA.
chiedo venia per la schiettezza... ormai mi vengono proprio i conati di vomito quando vedo la sua faccia

Eva Lacorte 19.11.05 19:21| 
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Sono un'educatrice precaria e vorrei rendervi partecipi della situzione che ogni giorno noi educatrici dobbiamo far fronte grazie, e non solo, alla Moratti.Partendo dal presupposto che in quasi tutte le scuole d'infanzia( prima scuole materne)c'è una carenza di personale ingente,ogni giorno dobbiam far fronte a sezioni scoperte,bambini divisi nelle sezioni rimanenti e genitori sempre più arrabbiati con il personale presente.Ma tutto ciò è il minimo... Con la legge Moratti,i bambini di due anni e mezzo potranno frequentare anticipatamente la scuola materna..."E' una bella cosa" dice il ministro "ci sono state migliaia di iscrizioni anticipate...è una risposta al bisogno delle famiglie che non possono pagare le rette dei nidi..."Probabilmente il ministro non ha capito che 1° a quell' età sei mesi sono davvero importanti per lo sviluppo cognitivo intellettivo e motorio del bambino 2° che sarebbe perlomeno necessario attrezzare ( fasciatoi...)le scuole dell'infanzia per poter accogliere in modo efficiente questi bambini 3°le rette dei nidi vengono stabilite a seconda del reddito e che per le famiglie più disagiate le rette sono GRATUITE... Io mi domando perchè ha voluto applicare una riforma alla scuola d'infanzia senza aver cercato di risolvere i probelemi già esistenti (es. precariato)? perchè anticipare l'ingresso dei bambini senza tener conto delle strutture inappropriate a riceverle?come crede che questi bambini si sentiranno con delle educatrici spesso e purtroppo precarie che non possono garantire la tanto aspirata continuità didattica?come si sentiranno i bambini perdendo il rapporto priviligiato che avevano al nido con le loro educatrici (il rapporto ed/b al nido è1 a 8 mentre alla materna è 1 a 12-13??

niny Di stefano 07.11.05 20:43| 
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Buongiorno Beppe
E' la prima volta che ti scrivo e lo faccio dopo aver letto (e per segnalarti)quello che stamani ho trovato sul sito di Repubblica in merito al rapporto Darwin/oratti: ne sarai sicuramnte a conoscenza. Volevo chiederTi soltanto un tuo commento visto che sei persona attenta e sensibile ai problemi della scuola. Ti ringrazio per la tua grande disponobilità.Un saluto Alessandro Rinaldi

alessandro rinaldi 03.11.05 08:36| 
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la moratti inizia a rovinarli fin da piccoli cosi una volta arrivati all'università nn riusciranno a vedere la distruzione del patrimonio culturale italiano e saranno perfino contenti di "nn sapere".
bisogna bloccare la riforma della moratti a qlsiasi livello di istruzione nn possiamo permettere che venga distrutto il primo e principale luogo di formazione per i ragazzifatto qst senza neanche muovere un dito
NO alla MORATTI e NO a qualsiasi iniziativa volta a distruggere a colpi di decreti la scuola e l'università italiana!
stella
facoltà di legge
univ."la sapienza"
roma

stella isacchini 20.10.05 11:44| 
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Volevo aggiungere un'altra perla di saggezza che riguarda la scuola elementare, pardon primaria. Questo è un articolo della finanziaria 2005:
ART. 16.
(Disposizioni in materia di organizzazione scolastica).
3. L’insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria e` impartito dai docenti della classe in possesso dei requisiti richiesti o da altro docente facente parte dell’organico di istituto sempre in possesso dei requisiti richiesti. Possono essere attivati posti di lingua straniera da assegnare a docenti specialisti, solo nei casi in cui non sia possibile coprire le ore di insegnamento con i docenti di classe o di istituto. Al fine di realizzare quanto previsto dal presente comma, sono attivati corsi di formazione, nell’ambito delle annuali iniziative di formazione in servizio del personale docente, la cui partecipazione e` obbligatoria per tutti i docenti privi dei requisiti previsti per l’insegnamento della lingua straniera.

Aggiungo che i corsi per docenti sono già stati attivati e, per il momento, non sono obbligatori. Io, insegnante specialista di inglese, laureata in lingue, suppongo che dovrò riciclarmi...magari insegnerò tedesco, non lo parlo, ma chissenefrega!

Ciao :0)

Valeria Facchini 15.10.05 12:09| 
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Mio Dio...

Aniello Russo 13.10.05 15:29| 
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sono le dieci e scrivo x la prima volta. la politica,la scuola(insegno e ho figli all'università)la spesa i soldi la corruzione dei ns uomini e donne della politica mi hanno disgustato. il mio dirigente non fa altro che sorridere da dietro la scrivania senza fare asolutamente nulla per migliorare la situazione scolastica: ragazzi abbandonati a se stessi che fumano vanno i giro e non hanno nessuno interesse x lo studio: certo +ignoranti ci saranno, + ignoranti saremo e + riusciranno a fregarci basterà saper accendere la tv e barrare un simbolo su una scheda elettorale: al resto ci penserà lui:la scuola ci prepara il futuro, ke futuro ci sarà??

rita fedele 09.10.05 22:38| 
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Caro Beppe e company,
complimenti per il sito !!!!!!!!!
Impossibile per me, che ho poco tempo, poter leggere tutte le notizie interessanti che pubblicate.
Se qualcuno ha voglia e tempo per levarmi una curiosità, dovrei farvi una domanda: siete per caso a conoscenza se il famoso "bonus" promesso dal ministro Moratti due anni fa agli studenti delle scuole paritarie, è stato rimborsato a qualcuno?
Mio figlio, che ora frequenta la IIIa media, deve ancora ricevere quello della Ia: peccato, perchè in famiglia ci contavamo, ma quello che mi dispiace di più, è di essere stati di nuovo presi in giro.
Di nuovo chiniamo il capo ai potenti, tanto noi chi ci ascolta........

Delusa 2003/2004/2005 e precedenti

cinzia romei 08.10.05 16:57| 
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Caro Beppe,

vorrei richiamare l'attenzione anche sulla scuola "non dell'obbligo": l'universita'.

Sono laureato di fresco in matematica e vista la PRESTIGIOSA riforma moratti (non ancora approvata credo) che interessera' i futuri ricercatori avevo deciso, a malincuore, di rinunciare al dottorato di ricerca.

"Purtroppo" ho tentato ugualmente un concorso alla SISSA di Trieste, una delle migliori universita' in Italia nel ramo che mi interessa, vincendolo. Ora mi trovo a dover prendere la decisione piu' difficile della mia vita: faccio cio' che mi piace, ricerca, guadagnando zero, non potendo accendere un mutuo se non appoggiandomi alla famiglia, tirando la cinghia per almeno 8 anni, se non 13, col rischio di rimanere disuccupato alla scadenza del contratto di ricerca (a 32 anni o peggio a 36), o cerco un lavoro che dia piu' solidita' e meno gioia?

La soluzione dell'estero sembrerebbe la piu' conveniente ma non e' facile lasciarsi dietro tutto e tutti, senza un lavoro e senza concrete possibilita'.

Ciao e complimenti per l'ottimo lavoro che fai,
Daniele

Daniele Conca 08.10.05 01:59| 
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Caro Beppe,
parliamo di scuola dell'obbligo.
Cosa vuol dire? Che è obbligo per me genitore mandare i miei figli a scuola al fine di garantire loro un'istruzione di base (parliamo di diritti costituzionali!)
Qualcuno può allora spiegarmi perchè per mandare i miei figli alla scuola dell'obbligo sono OBBLIGATA a comprare libri scolastici che costano una tombola (senza indagare poi su quali sono le case editrici i cui libri sono imposti dai professori)?
Quest'anno poi, grazie alla MITICA riforma Moratti (...) non potrò nemmeno riutilizzare i libri degli anni scorsi di mio figlio che fa la terza media per mia figlia che fa la prima media nè comprarli usati, dato che sono cambiati i programmi e che (anche per i testi che sono rimasti uguali) è previsto che il libro abbia allegato un fascicolo chiamato "PORTFOLIO".
Ho portato con me i vecchi libri al mercatino dell'usato: mi hanno detto di buttarli! Premesso che non butterei mai un libro (di nessun genere), ma ti rendi conto dello spreco di carta? E del fatto che tanti bambini non possono studiare, mentre io butto nella spazzatura testi che sarebbero tranquillamente utilizzabili (nuovi!!!).
Non ho avuto il coraggio, ed ho pregato uno dei librai di provvedere in vece mia...
Ricordo ancora la mia professoressa di storia e filosofia del liceo, che si presentò il primo giorno di scuola dicendo: "Usate i libri di testo che avete in casa, vorrà dire che se sono diversi esamineremo i vari punti di vista". Fu uno scandalo!!!
Non pretendo che ciò accada anche alle medie inferiori, ma trattandosi di scuola dell'obbligo non ritieni che sarebbe giusto fornire ai ragazzi i testi da parte del Ministero o perlomeno calmierare i prezzi in modo da consentire a tutti di acquistare il libro nuovo, anzichè gettare fin da ora le basi per un futuro classista (che questa riforma rende inevitabile già dal liceo)?

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi!
Ciao (sei sempre grande!!)

Monica

Monica Serra 20.09.05 19:43| 
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Beh, ho scoperto oggi questo sito sensazionale dove è possibile fare ciò che al mondo viene sempre meno.. cioè esprimere il proprio parere e di questo ringrazio. Ma dopo ore, ore e ore che leggo tutti i post, Vi dico solo una cosa: Come può (ed è solo uno dei migliaia di esempi..) un'INSEGNANTE di Italiano arrivare in Aula tutti i giorni e dire sempre la solita frase: "OK, USCITE LE ANTOLOGIE DAI ZAINI!", e vi assicuro che non è una battuta.. In questo momento sto frequentando i corsi di Laurea di 1° livello di Ingegneria Aerospaziale, e dopo aver letto ciò che il grande Beppe ha sopra citato, vi dico.. non darò mai la soddisfazione ad un mio vecchio insegnante di continuare a sostenere che nella vita, secondo loro, non saremo niente. E il giorno che mi rivedrà, dovrà chiamarmi Ingegnere. Non si può valutare una persona senza raccogliere le sue capacità e penso che il compito principale della formazione degli studenti da parte di un professore sia proprio quello di cogliere queste informazioni e trarne vantaggi sulla valutazione dello stesso studente. Quando invece è purtroppo tutto il contrario. Ogni singolo giorno che li guardavo in faccia era come se dicessero solo: "IO SONO QUELLO CHE INSEGNA!".. ho letto anche commenti qui sopra con scritto Educazione Mentale oltre che Fisica, ma davvero!! Altro che scuola. Infine un'ultima cosa.. c'è chi dice che la scuola da piccoli è leggera.. venite a vedere qui da me, bambini con cartelle da 20Kg sulle spalle perchè la maestrina li obbliga a comprare pigne di libri che non leggerà MAI!!!

Fabry

Fabrizio Fischetti 01.09.05 14:07| 
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Buongiorno a tutti!
Grazie per lo spazio che ci dedichi Grillo!
Hmm... che dire della riforma Moratti bhè nulla voglio essere imparziale.
Eh già non sono Dio per dire se è buona o cattiva
sarà il tempo e la gente a giudicarlo.
Parlare a priori mi sembra inopportuno!
Però mi era venuta in mente una idea da tempo e
oggi leggendo un libro di uno che fesso non mi sembra ( il Dalai Lama ) mi so detto ma va guarda te la pensa come me!
Vi spiego!
Ai tempi dei latini si diceva : "mens sana in corpore sano". ( spero di aver scritto bene )
bhè insomma mente sana in corpo sano !
Tutti lo sanno no!
Eppure è così ovvio che ce ne siamo dimenticati!
Hmmmm strana sta cosa non vi pare?
Mi chiedo ma come si fa ad avere una mente sana?
Bhè gli psicologi e lo stesso Daiala Lama ce lo dicono: basta una vita senza stress, dedicata all'amore, alla compassione, ( rendersi conto che c'è gente che soffre e lo sperare e fare in modo che non soffri +).
Il rendersi conto che siamo collegati ( come i pc in internet ) l'uno con l'altro se ci pensiamo bene! ( senza il contadino la vedura non si mangia etc).
Che i sentimenti da perseguire e da porre in essere sono l'onestà, il rispetto, la fiducia, l'amicizia, l'aiuto verso gli altri.
Il non farci prendere in giro dalla Tv ma spegnerla di tanto in tanto, idem per la radio e in generale per gli altri mass media.
Che l'omicidio che accade qui o la, non avviene in ogni luogo di Italia, e che non accade tutti i giorni.
Che non tutti, come siano tentati a pensare o come ci fanno pensare, sono Gentaccia ma che ci sta anche la brava gente che lavora sodo, che aiuta le persone in difficoltà, che da l'anima per gli altri.
Bhè detto ciò mi chiedo: forse abbiamo bisogno di qualcuno che dica ai nostri giovani che la realtà non è quella rappresentata dai media fatta di furti, di malvagità, di crimini, di atti motivati dall'avidità e dall' odio.
I media hanno un grande potere informativo, ma non solo, anche di formare le coscienze della gente perchè è ovvio che decidiamo sulla base delle informazioni che abbiamo.
Ora se informazioni sono distorte, ( hmm si alcuni dicono che siamo capaci di giudicare tra informazione giusta e sbagliata , parziale etc...però guarda caso esiste l'autority sulle telecomunicazioni....chissà come mai ....forse siamo meno intelligenti di quanto crediamo? ), anche le nostre decisioni lo saranno ed è anche ovvio che non abbiamo tempo e denaro per controllare queste informazioni, quindi è molto facile che la nostra mente sia fallace.
Se è così se possiamo sbagliare ( dicevano i latini :errare è umano ! " ) allora forse è il caso che qualcuno ci aiuti a farci capire come va il mondo reale quale sono i veri valori ( leggere la costituzione italiana .....è molto interessante) che dovremo tentare di perseguire!
Forse Abbiamo bisogno di una nuova materia di studio :" L'EDUCAZIONE MENTALE " oltre che L'EDUCAZIONE FISICA!
Perchè mi chiedo si cura il corpo a scuola ma non si cura la mente!
Ci vedo una bella disparità di trattamento ed una violazione dell'art.3 della costituzione!
Ma non solo: "Dove la mettiamo il diritto inviolabile dell'uomo alla formazione e allo sviluppo della personalità sia come singolo che nelle formazioni sociali?
Ed il diritto alla salute? "
Non hanno forse pari dignità la mente rispetto al corpo?
Lo dicevano anche i latini mente sana e non solo corpo sano!
I ragazzi a scuola devono essere seguiti e corretti sin da subito come un albero che tende ad inclinarsi!
I genitori a casa non hanno gli strumenti adeguati non sono esperti della mente!
Non percepiscono il minimo disagio del piccolo essere che sono i bimbi e le bambine!
Non sono tutti psicologi e pensano al lavoro a tenere su la famiglia.
é compito dello Stato intervenire per aiutarli!
Se si aiutano i ragazzi quando sono piccoli da grandi probabilmente saranno "alti e dritti" e sani come quercie, altrimenti tenderanno a deviare e forse, forse, avranno una loro realtà diversa dalla vera realtà e potranno perseguire delle strane tendenze criminali a volte.
Quindi uno/una psicologo/a a scuola non ce lo vedo male!
Ok anche gli insegnanti studiano psicologia certo!
Ma uno psicologo che insegna psicologia ai ragazzi è il miglior sistema!
Sono i ragazzi a dover imparare a regolare se stessi ...ma hanno bisognoa di conoscersi, di conoscere la loro mente sin da subito, ed imparare ad esercitarla così come fanno col loro corpo in educazione fisica.
Non per studiare i ragazzi e rivendere le informazioni a multinazionali ( le persone vanno rispettate ), quindi, ma per capire i campanelli di allarme ed agire per aiutare i ragazzi a formare se stessi e a credere in loro stessi per un futuro migliore.
Molto dipende dai giovani, se tutti si disinteressano di un futuro migliore, non si attivano, non vengono ispirati a controllarsi e a migliorarsi ed in nostro paese andrà in decadimento come il resto del mondo.
Grazie di nuovo Grillo.
Fredi.

P.s.
EDUCAZIONE MENTALE OLTRE CHE FISICA A SCUOLA!
(capire noi stessi vuol dire capire il mondo).

fredi ricchioni 10.08.05 10:30| 
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Rispondo a Fabio Bellantoni:

- Per quanto riguarda la prima domanda: sì, può capitare che si chieda ai genitori qualche piccolo contributo, ma, almeno nella scuola dove lavoro io, è per progetti di "breve respiro" tipo qualche uscita per andare al cinema. Tutto il resto è coperto dal diritto allo studio e lì dipende dal Comune dove si trova la scuola!!! Se il Comune non dà i soldi ecco che la scuola deve chiedere spesso alle famiglie...
- Seconda questione: le assicuro che almeno fino alle elementari (dove ho lavorato in passato) non prendiamo alcun contributo per i libri di testo e penso sia così anche dopo!!! Al massimo ci regalano la copia che ci serve per fare lezione. A me è capitato di usarne di orrendi e me li sono dovuti tenere, supplivo con le fotocopie (fatte a scuola, quindi non a carico degli alunni) e in certi plessi erano pure contate). Inoltre se voglio aggiornarmi i libri e le riviste me li devo comprare!!! Forse forse mi danno un piccolo rimborso quest'anno, ma finché non vedo...

Antonella Tadini 08.08.05 23:57| 
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Ho letto questa cosa che allego qui in calce e non nascondo di esserne rimasto quantomeno perplesso..

I libri scolastici in conflitto d´interessi
di Gian Antonio Stella

Non è solo Berlusconi, il quale pattuglia appena può antiquari e gioiellerie, a fare regalini agli amici, come
il prezioso orologio Longines impacchettato per tutti i deputati l´ultimo Natale. Càpita a volte che siano gli
amici a fare regalini a lui. Letizia Moratti e le Poste Italiane, ad esempio, per il prossimo compleanno che il
Cavaliere festeggia in coincidenza con l´apertura delle scuole, hanno deciso di donargli la possibilità di
sbaragliare anche il mercato dei libri scolastici. Uno dei pochi settori, col commercio dei coleotteri o la
produzione di mostarda mantovana, nel quale non si era ancora cimentato.

Cosa rappresentino i libri scolastici è presto detto: con 400 milioni di euro l´anno di fatturato, sono una
fetta di un terzo circa dell´intero mercato del libro. Ma, ciò che più conta, sono la boccata di ossigeno che
una volta l´anno permette alle piccole librerie sparse per la provincia italiana, dove si vende il 28% scarso di
tutti i volumi, di tirare il fiato e non abbassare le saracinesche vinte dalla sciatta indifferenza di un paese
che legge poco come il nostro. Tanto per capirci: in molti casi, nelle cittadine del Nord come del Mezzogiorno,
l´incasso per i testi adottati dalle elementari alle medie superiori può superare il 60% degli introiti annuali.


Il costo di questi libri imposti agli studenti, del resto, è spesso elevato se non, in certi casi,
stratosferico. Basti dire che la «dote» di un ragazzino di prima media può costare oltre 300 euro, quella di un
ragazzo delle commerciali intorno ai 350, di un liceale anche 500. Un peso che in questi anni di vacche magre
può essere, per molte famiglie, esorbitante. Al punto di incidere, nei casi più gravosi, perfino sulla scelta di
molti studenti di abbandonare la scuola. Per non dire delle code interminabili che ogni genitore si deve
sobbarcare ogni anno per rastrellare tutto il bagaglio editoriale necessario ai figli.

Va da sé che ogni iniziativa per alleviare questa soma sulle spalle delle famiglie, magari tenendo conto anche
delle esigenze delle piccole librerie locali che sono un patrimonio preziosissimo (si pensi alla Calabria, alla
Basilicata o al Molise dove sono meno di una ogni 100 mila abitanti) è la benvenuta. E così è andata, infatti,
con l´iniziativa delle Poste Italiane che, tra cori di consensi, hanno distribuito 5 milioni di locandine e
avvisi vari per segnalare agli istituti scolastici e alle famiglie italiane la possibilità di ordinare i testi,
via internet o via telefono, per poi comodamente riceverli a casa portati dal postino.
Con l´optional di poter rateizzare il pagamento in 12 mesi al tasso del 7.5%. Che non sarà basso, visto che il
tetto massimo sarebbe il 7,77%, ma potrebbe aiutare molte famiglie a sopportare meglio l´impatto della spesa
supplementare autunnale. Fin qui, tutto ok.

Ma il bello deve ancora arrivare. A chi hanno deciso di affidare l´operazione, infatti, il ministero della
Pubblica Istruzione e le Poste Italiane? Voi direte: avranno fatto una gara d´appalto. Macché.
Avranno sentito gli editori? No, tranne uno: indovinate quale. Avranno consultato i librai? Neppure: «Manco una
telefonata», spiega furente Rodrigo Diaz, presidente dell´Ali, l´Associazione librai italiani, «abbiamo saputo
tutto a cose fatte e tutti i telegrammi mandati alla Moratti o a Letta non hanno avuto risposta. E´ stata una
cosa sporca». Avranno sondato il mercato per vedere chi è il più forte nel commercio di libri on-line?
«Assolutamente no», risponde Mauro Zerbini, amministratore delegato di Ibs, gruppo Longanesi, «il nostro è il
sito di questo tipo più visitato d´Italia, a giugno abbiamo avuto 991 mila contatti e nel 2004 abbiamo fatturato
13,2 milioni di euro. Ma non abbiamo avuto dal ministero o dalle poste neppure una telefonata. Neppure una.
Abbiamo saputo tutto a cose fatte».
Ma allora, come è stato scelto il fornitore di tutto quel bendidio di libri? E´ quello che chiede in una
interrogazione, tra gli altri, il senatore Stefano Passigli. Il quale, oltre ad accusare la Moratti poiché «il
suddetto servizio postula che Poste Italiane abbiano ottenuto dal ministero la lista delle adozioni dei testi
con largo anticipo su tutte le librerie», ha anche presentato un esposto ad Antonio Catricalà, l´ex segretario
generale di Palazzo Chigi nominato presidente dell´Autorità per la concorrenza e il mercato. Il fortunato
fornitore prescelto per il businness è infatti «Bol». Una società di vendita di libri on-line che fattura meno
della metà di Ibs (5,5 milioni contro 13,2), ha meno della metà dei contatti internet (a giugno 434 mila contro
991 mila) ma, per pura coincidenza, appartiene alla Mondadori. Cioè alla casa editrice di proprietà del
«principale» di Letizia Moratti, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Che le Poste Italiane vogliano bene al capo del governo non è un mistero. Prima di questo piacerino, per dire,
avevano già fatto un accordo per mettere a disposizione di Mediolanum, la banca del premier, i loro 14 mila
sportelli col risultato di trasformare una banca virtuale, quale era fino ad allora quella presieduta da Ennio
Doris, nell´istituto di credito con la maggiore copertura territoriale. Non bastasse, Massimo Sarmi,
l´amministratore delegato etichettato come vicino ad An e in particolare a Gianfranco Fini, era arrivato al
punto di invitare a Roma il capo del governo, poco prima di Natale, all´inaugurazione del più bello e
avveniristico ufficio postale d´Italia. Un gioiello che ruotava intorno al Sistema Informatico Livelli Virtuali
di Integrazione Operativa. Ma che meraviglia di acronimo: S.i.l.v.i.o.!

Nicola Rauso 29.07.05 08:49| 
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Sono molto perplesso riguardo alla scuola. Mio figlio all'asilo quest'anno ha dovuto fare diversi corsi alternativi tipo nusica ecc. Ogni volta chiedono soldi, non tanti è vero, ma con una certa regolarità per libri , corsi ecc.
Sono anche preoccupato per un'altro fatto: i libri di scuola.
Perchè ogni anno cambiano testo rispetto all'anno prima? Per non farteli mai comprare usati, è chiaro. Non solo, ogni volta succede che nel corso dell'anno(praticamente subito)l'insegnante si dimostra insoddisfatto del libro di testo(scelto anche da lui in teoria) e chiede che ne venga comprato un altro.
Forse gli insegnanti prendono una percentuale dalle case editrici? Che ne pensate?

Fabio Bellantoni 27.07.05 07:20| 
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Caro Beppe,
sono iscritta al primo anno fuori corso in scienze della comunicazione alla Sapienza di Roma.
Sto da 4 anni in una facoltà che più va avanti e più mi sorprende...in negativo.
Sono al primo anno fuori corso e come me migliaia di studenti, perchè sa quanti esami ci tocca fare in tre anni con questa nuova riforma,organizzata malissimo?45, se lo racconto in giro nessuno ci crede.45 esami in tre anni significa dover fare più o meno 6 esami a sessione(sessioni che durano 1 mese), e questo porta alcune di noi cavie a prendere una decisione tra due possibili alternative:
1- prediligere la qualità degli esami, in questo caso i voti saranno alti ma la laurea ad arrivare ci metterà 30 anni

2- prediligere la quantità;fare cioè 5 esami o 6 a sessione e laurearsi in tempo o al massimo con un anno fuori corso, e in questo caso le medie e i voti saranno più bassi.

inoltre noi cavie della nuova riforma, soprattutto in questa facoltà paghiamo le tasse per fare lezione nei cinema, violando le norme di sicurezza, perchè i posti a sedere non bastano;perciò dobbiamo star seduti a terra.paghiamo le tasse per fare una raccolta punti, chi arriva a 180 crediti formativi si laurea...sembra più un'offerta del supermercato, e in questi anni non si ha tempo er fare stage o esperienze lavorative...tutta teoria e niente pratica. Così appena prenderò la mia laurea a febbraio mi dovrò iscrivere ad un master che costa moltissimo e che mi permette di entrare a contatto col mondo del lavoro.Ma chi non se lo può permettere?perchè sono avvantaggiate le scuole e i corsi privati?Perchè la scuola e l'università pubblica stanno andando allo sfascio?E del caso disperato di scienze della comunicazione alla sapienza non se ne sta preoccupando nessuno, abbiamo protestato, abbiamo chiamato anche dei programmi in tv ma dopo 4 anni le cose sono solo peggiorate. Alcuni professori non sono nemmeno al corrente di quanti esami dobbiamo fare, e di conseguenza ci fanno comprare libroni di 400-600 pagine per una media di 3 libri ad esame. So che lei non può farci nulla...ma era per aggiungere la mia esperienza di studentessa universitaria al suo
blog, che tra l'altro è molto interessante e lei è davvero un grande.

Serena Protano 25.07.05 18:12| 
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Rispondo a Paola Maggioni:

Non è che non le voglia dare ragione, ma io non generalizzerei. Un anno mi è capitato di essere invitata al mare da una mia amica, che mi ha offerto il soggiorno e un piccolo stipendio in cambio di un aiuto con i 3 figli (uno di questi molto piccolo). Non è mai stato "ti mollo i bambini", ma "ho bisogno di una mano, così anch'io riesco a riposarmi un pò". Chi le dice che non sia così anche per le madri che vede lei e che queste non siano delle madri bravissime?
Concludo con un consiglio. Visto che lo stesso Beppe cita Paola Mastrocola... c'è un libro suo che parla proprio di una madre in vacanza con i figli e la tata: "Palline di pane" (Guanda). Magari non sempre si è d'accordo col punto di vista della protagonista (che non è necessariamente quello dell'autrice), ma si può almeno rifletterci su.

Antonella Tadini 04.07.05 21:08| 
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volevo solo riallacciarmi al discorso dell'educazione dei nostri figli per dire che sono una mamma di due bambini inorridita dalla quantità di altre madri che vengono in vacanza , e sottolineo in vacanza, con un figlio e la baby sitter. Arrivano da Milano (io sono milanese ma vivo in Liguria) già organizzate di sere che trascorreranno al cinema, al ristorante senza il pargolo che rompe le scatole, perchè tranquillamente a casa con la sua tata. Per non parlare dei sonnellini a spiaggia che queste mamme si possono serenamente (?) concedere tanto l'amata tata curerà il piccino e lo farà giocare per tutto il tempo. del resto questa "povera" mamma si dovrà pure rilassare....ma poi ci si lamenta della scuola? E a casa? Cosa possono imparare i nostri piccoli da queste madri? Cosa potranno pensare di loro domani?

paola maggioni 29.06.05 15:07| 
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Per Matteo:


"Eh si!!
Parole sante!!
Si stava meglio quando si stava peggio..
Non ci sono piu` i giovani di una volta..
Non ci sono piu` le mezze stagioni.. "

Certo, la frase non era delle migliori riuscite, ti chiedo scusa se ho urtato la tua sensibilità. Sicuramente le tue esperienze di docenza nell'università di oggi sono più delle mie e dall'alto di queste potrai con buona ragione rilevare che ho scritto solo una valanga di frasi nostalgiche da regime. Mi dispiace che il mio opinabile punto di vista si scontri con la sua verità assoluta.

fabio de vito 26.06.05 12:34| 
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Per Raffaele Romano

Non penso che sia un dovere della scuola materna insegnare a leggere e a contare ai bambini... ma attività logiche di avvio al calcolo e alla scrittura con i bambini di 5 anni si fanno, certo adeguandole all'età.
Quindi sarebbe da capire se la proposta non è adeguata all'età o se è tuo nipote a non essere pronto per questo tipo di proposta o magari ancora se con lui potrebbe essere utile un tipo di approccio diverso.
In ogni caso non aiuta dare delle "maestrine" alle insegnanti, cosa che denota poca fiducia in loro o quantomeno poco dialogo e tanto meno mandare "affa" le sopraddette.

Antonella Tadini 26.06.05 00:26| 
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ho ventitrè anni, laureata in comunicazione e dal secondo anno di università un dubbio assillante non mi ha permesso di dormire...la notte mi giravo e rigiravo nel letto e nella testa una domanda rimbalzava da parete a parete del mio cranio, la domanda era:"cosa c**** sto facendo?perchè sto spendendo i soldi per studiare?ma soprattutto...cosa sto studiando?"..al terzo anno ho cominciato a dormire con un cuscino sulla testa per soffocare i pensieri..ora sono laureata in "Culture per la comunicazione" un corso che avrebbe dovuto farmi apprendere molta cultura...ma mentre apprendevo non avevo più nulla da comunicare...io ho sbagliato tutto, ho sbagliato strada, ho sbagliato a sacrificare ogni mio dubbio per il raggiungimento di un traguardo che, in realtà, non m'interessava raggiungere...ma loro stanno sbagliando sulle nostre e vostre teste...attendiamo rivolta o suicidio di massa...

pamela prosperi 24.06.05 00:51| 
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mia sorella è leggermente perplessa,il figlioletto di 5 anni l'anno prossimo dovrà fare la prima elementare e le maestrine della materna si sono lamentate del piccolo visto che è troppo vispo e non presta molta attenzione alla disciplina che riguarda la lettura ele prime operazioni matematiche..'signora le raccomandiamo di seguire suo figlio quest'estate altrimenti si troverà indietro con il resto della classe.
Ma ha solo 5 anni ed ha voglia di giocare,è un sognatore non vuole stare lì a pensare 2*2 quanto fa...ma lasciateli in pace sti poveri bambini,andate a fa****o...

raffaele romano 23.06.05 17:10| 
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Caro Torre,grazie accendi la provocazione,"insegnante",professione privilegiata?Infatti, dipende da come lo fai,come in tutte le professioni.UNICA,PICCOLA,SEMPLICE DIFFERENZA,HAI DAVANTI BAMBINI,RAGAZZI, ADOLESCENTI,BOMBARDATI DA SCHIFEZZE,INTOSSICATI DA DIPENDENZE DI TUTTI I TIPI(FIRME CELL,TV,PUBBLICITA' OCCULTE ECC,)Vorrei poter inventare un modo per VERIFICARE LA QUALITA' DEL MIO LAVORO.No di certo con un concorso o con un bello scritto o da una commissione di burocrati ignoranti in materia che mancano dalla scuola da 50 anni,ma non trovo rimedi,forse un prelievo del sangue per vedere in tre anni(durata della s,.dell'infanzia),quanto e cosa ho dato.Boh!Unica alternativa forse è FARSI SPIARE,visto che siamo spiati in ogni campo,propongo VIDEOCAMERA FISSA NELLA SCUOLA,dimenticavo,non posseggo reti televisive,quindi NESSUNO manderebbe in onda il programma.
Ma oggi Sara 5 anni mi ha fatto fare una risata che vale come un posto da......ministro.
Cosa vorresti fare da grande,era l'argomento,mentre Sara disegna chiacchiera,racconta,che farà la dottoressa degli animali,dice:-sai Giovi mia sorella(10 anni)ha detto che da grande farà la maestra,ma io le ho detto che è pazza,perchè lei morirà d'un colpo con tutti sti figlioli scalmanati,dopo un giorno sicuro che more d'un colpo,invece io faccio la dottoressa degli animali,tengo lo studio,li visito,do le medicine,quelli se ne vanno a casa loro e guariscono e io non sto in questa confusione,mica voglio morì. Scusate ma sono felice e rido ancora,baci Giovanna.

giovanna ribechini 17.06.05 16:59| 
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Per Michele Borrielli:

Pur essendo anch'io una precaria storica, è la terza volta che ti scrivo che io non capisco il tuo accanimento contro le assunzioni dai concorsi ordinari. Non è assolutamente vero che da quelle graduatorie vengano assunte solo persone che non hanno esperienza o ne hanno poca (e anche se fosse anche loro hanno dei diritti, mi pare), perché a mio parere più della metà delle persone presenti nelle graduatorie dei concorsi ordinari fa parte del gruppo dei precari. Quest'anno una mia collega, precaria da anni come me, è entrata in ruolo dalla graduatoria del concorso ordinario. Quindi perché vuoi togliere una duplice possibilità di entrare in ruolo? L'importante è che assumano, trovo assurdo accanirsi sulle graduatorie dei concorsi ordinari che, ribadisco, per me rappresentano una seconda possibilità.
Antonella
PS) E poi da dove la prendi quella notizia che gli altri li butterebbero tutti fuori? I sindacati starebbero a guardare se fosse vera una cosa simile?

Antonella Tadini 14.06.05 19:01| 
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ANIPS - ASSOCIAZIONE NAZIONALE INSEGNANTI PRECARI STORICI
www.anips.it fax 178 275 8832 tel. 335 6066164 e-mail precario_storico@yahoo.it
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COMUNICATO

ASSUNZIONI INSEGNANTI: IL DECRETO LEGGE E' NECESSARIO ED URGENTE, MA PER GLI INSEGNANTI PRECARI STORICI

CHIEDIAMO UN DECRETO INTERMINISTERIALE PER LE ASSUNZIONI SULL'ORGANICO DI DIRITTO MA, PER EVITARE CHE TALI ASSUNZIONI PROVOCHINO L’ESPULSIONE DI MIGLIAIA DI PRECARI STORICI, ANCHE UN DECRETO LEGGE PER LE ASSUNZIONI SULL'ORGANICO DI FATTO PER IL 100% DA GRADUATORIA PERMANENTE (CONCORSO PER TITOLI) E LA RICONVERSIONE A DOMANDA PER I PRECARI, A PARTIRE DAI PIU' STORICI.

Da qualche giorno la stampa ha diffuso la notizia di un possibile DECRETO LEGGE da parte del Governo per le assunzioni a tempo indeterminato di insegnanti.

L'ANIPS, rispettando i diritti acquisiti relativi alla normativa precedente, chiede che le assunzioni su organico di diritto VADANO FATTE, e secondo la normativa vigente (L. 143/04 E 124/99) e quindi con ricorso ad un decreto interministeriale.

Fa però presente che TALI ASSUNZIONI DETERMINERANNO L’ESPULSIONE DI MIGLIAIA DI INSEGNANTI PRECARI STORICI.

IL DECRETO LEGGE E' QUINDI NECESSARIO ED URGENTE, MA PER GLI INSEGNANTI PRECARI STORICI.

CHIEDIAMO A GOVERNO, PARLAMENTARI, ORGANIZZAZIONI SINDACALI, FORZE POLITICHE UN FORTE APPOGGIO IN QUESTO SENSO.

Infatti su migliaia di cattedre lavoreranno persone che finora non hanno MAI lavorato o hanno lavorato per pochissimo tempo nella scuola, migliaia di posti sui quali gli insegnanti precari storici non potranno più lavorare: in effetti solo il 50% dei posti (rispetto al 100% per il personale ATA, amministrativi) è assegnato tramite concorso per titoli (graduatoria permanente); il restante 50% dei posti va agli abilitati del concorso ordinario del 2000, molti dei quali giovani abilitati, vista anche la inopportuna e colpevole contemporaneità delle procedure abilitanti nel 2000 (ordinario e sessione riservata di esami). Tale situazione ha creato l’acquisizione di diritti da parte di questi giovani, ma che avrà come risultato l'espulsione di migliaia di insegnanti precari storici. E non si può aspettare che il problema che lo Stato ha creato agli insegnanti precari storici prima con il non espletamento di concorsi per oltre 10 anni (con un ricorso al precariato sempre conveniente per tutti tranne che per il precario) e poi con detta contemporaneità di procedure abilitanti, si presenti in tutta la sua drammaticità per persone e famiglie: È UN OBBLIGO MORALE PER LO STATO, IL GOVERNO, IL PARLAMENTO PORVI UN RIMEDIO URGENTE DI TIPO LEGISLATIVO (DECRETO LEGGE (DL) O DISEGNO DI LEGGE (DDL) URGENTISSIMO).

Riportiamo di seguito una delle proposte di decreto legge dell’ANIPS, rinviando ad approfondimenti e chiarimenti, ed alla proposta di provvedimento legislativo urgente relativo alla riconversione, al sito www.anips.it e rimanendo comunque a disposizione per ulteriori eventuali chiarimenti.

PROPONIAMO CHE LA PROPOSTA RECENTEMENTE PUBBLICATA DALLA GILDA SIA RECEPITA DAL GOVERNO E DAL PARLAMENTO NELLA SEGUENTE FORMA,E COME PROPOSTA DI BOZZA DI DECRETO LEGGE O IN SUBORDINE DI B OZZA DI DISEGNO DI LEGGE URGENTISSIMO, SOLLECITANDO IL GOVERNO, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI, LE FORZE POLITICHE ED I SINGOLI PARLAMENTARI AD INTERVENIRE FATTIVAMENTE ED AL PIU' PRESTO

BOZZA DI Decreto Legge ...............
(in GU ......................)

Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2005/2006

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
Vista la legge 3 maggio 1999, n. 124;
Vista la legge del 4 giugno 2004, n. 143, art.1;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza dell'assunzione a tempo indeterminato di insegnanti anche sui posti in organico di fatto al fine di garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2005/2006 e per i successivi, in aggiunta alle assunzioni dei docenti su organico di diritto, da effettuarsi secondo le procedure stabilite dalla legge n. 124/99 e dall'art. 1 della legge 143/04;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare specifiche disposizioni per assicurare le predette assunzioni a tempo indeterminato di insegnanti anche sui posti in organico di fatto, e quindi garantire l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2005/2006 e le attività didattiche dei successivi, garantendo nel contempo l'uscita da una situazione di precariato da parte di docenti con anche numerosi anni di servizio, mediante concorso pubblico per titoli (assunzione mediante scorrimento da graduatorie provinciali permanenti);

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del .................;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la funzione pubblica;

Emana
il seguente decreto-legge:

Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico

Art. 1.
(Accesso ai ruoli del personale docente)

1. L'articolo 399 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, di seguito denominato "testo unico", viene integrato delle seguenti disposizioni:

2. A partire dal 1° settembre 2005, in ottemperanza a quanto previsto dall’Art 1 bis della legge143/04, si procede ad un piano di assunzione del personale precario secondo le due diverse tipologie:

- TIPOLOGIA A (assunzione con assegnazione di sede definitiva): Sulla base di tutti i posti disponibili in organico di diritto, fatta salva la quota di posti destinata alla mobilità professionale.

- TIPOLOGIA B (assunzione senza assegnazione di sede definitiva): Sulla base del 50% dei posti in organico di fatto eventualmente aumentato di un ulteriore 20% qualora la previsione dei pensionamenti superi il 50% dei posti in organico di fatto; i docenti con contratto a tempo indeterminato di cui alla tipologia B vengono inseriti d'ufficio dal CSA in una fascia delle graduatorie permanenti di cui all'articolo 401 del Testo Unico, denominata fascia B, che precede tutte le altre della graduatoria permanente, con il punteggio che avevano al momento dell'assunzione a tempo indeterminato, che non sarà più suscettibile di variazione.

3. Le assunzioni a tempo indeterminato attinenti la tipologia A, sono effettuate, secondo lemodalità previste dalla L. 124/99, per il 50 per cento dei posti mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, sulla base delle graduatorie permanenti di cui all'articolo 401 del Testo Unico, così come modificate dal precedente comma 2.

4. Le assunzioni a tempo indeterminato attinenti la tipologia B, sono effettuate attingendo al 100% dalle graduatorie permanenti di cui all’articolo 401 del Testo Unico.

5. All’art 401 del Testo Unico si aggiungono i comma 6 e 7 dell'art. 1 della presente legge;

6. Le porzioni delle graduatorie relative ai concorsi per soli titoli del personale docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte, relative ai docenti assunti a tempo indeterminato senza assegnazione di sede definitiva, fanno partedella fascia B delle graduatorie permanenti di cui all'articolo 401 del Testo Unico, così come modificate dal precedente comma 2;

7. Le porzioni di graduatoria di cui alla fascia B di cui delle graduatorie permanenti di cui all'articolo 401 del Testo Unico, così come modificate dal precedente comma 2, sono annualmente integrate con l'inserimento, in coda alle precedenti, di successive porzioni di graduatoria permanente contenenti quei docenti che hanno acquisito il diritto all’assunzione a tempo indeterminato ai sensi della tipologia B di cui al comma 2;

Art. 2.

(Norme transitorie relative al personale docente)
1. Le assunzioni di Tipologia B di cui all’art 1 comma 2 della presente legge, hanno inizialmente valore ai soli fini giuridici; gli assunti, senza titolarità di sede, sono inseriti in una dotazione provinciale e vengono utilizzati di anno in anno su di una sede provvisoria.

2. L’inserimento nella dotazione provinciale con contratto a tempo indeterminato, con valore ai soli fini giuridici, viene trasformata in contratto con valore a tutti gli effetti compresi quelli economici e di carriera all’atto della firma del contratto con assegnazione di sede definitiva.

3. Di anno in anno, sulla base del piano di assunzioni pluriennale calibrato in base al numero di pensionamenti previsti, le assunzioni su sedi definitive avvengono secondo le modalità della legge 124/99 e quindi sul 50% dei posti destinati alla bisogna; il resto essendo destinato alle graduatorie per esami e titoli.

Ovviamente la parte iniziale, nel caso di DDL urgente andrebbe omessa, iniziandosi dall'art.1. L'ANIPS ritiene che tale proposta possa e debba essere fatta propria da tutte le Organizzazioni Sindacali, dal Governo e da tutti i Parlamentari e le forze politiche, in modo che venga posta la parola fine al precariato scolastico storico in maniera diversa e più giusta della semplice espulsione dei precari storici dalla scuola nella disoccupazione senza ritorno.

N.B.: Una ulteriore proposta di decreto legge, e la proposta di provvedimento legislativo urgente per la riconversione degli insegnanti precari, a partire dai più storici, sono riportate nel sito www.anips.it

Il Presidente dell'ANIPS - Associazione Nazionale Insegnanti Precari Storici
Michele Borrielli

Michele Borrielli 13.06.05 22:02| 
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Sono stufa...22 anni e ben 19 anni di scuola se si conta anche l'asilo...non mi lamento, l'ho scelto io...ma la Moratti mi ha proprio rotto i coglioni...
Beppe, posso odiare anch'io?
ODIO LETIZIA MORATTI

Anna Goletti 13.06.05 15:06| 
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Per Bruno Torre:

il sospetto che potesse essere una provocazione mi è venuto, ma poi non capivo quella seconda risposta così "provocatoria" (in altro senso) a Valentina.
Comunque rispondo:
anche qui capita male, nel senso che io domande di quel tipo me ne pongo, anche adesso che sono alla materna. Però, non per rigirare la frittata, ma dopo 9 anni di esperienza (non saranno i suoi, ma non sono pochi), pochissime volte ho trovato comprensione e aiuto da parte di genitori intelligenti, perché la maggior parte tende a guardare al proprio figlio e a quanto è bravo, bello e buono, anche se è un asino, oppure sanno benissimo com'è, ma cercano di prenderti in giro facendoti credere che sia bravissimo (a me una volta è successo quando ero alle elementari: una mamma ha cercato di farmi credere che suo figlio non aveva mai preso una nota, invece poi ho saputo dalle colleghe che non era assolutamente vero). E questo è solo un esempio...

Antonella Tadini 10.06.05 18:46| 
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Mi spiace per l'equivoco ma... il mio era un tentativo - evidentemente mal riuscito - di provocazione. Mi piacerebbe trovare, per una volta, qualche collega disposto a fare autocritica perché fino ad ora le colpe dei mali della scuola sono sempre state date ai governi e ai relativi ministri. Noi ci tiriamo sempre fuori. Se i ragazzi non imparano è perché non studiano, non sono seguiti dalle famiglie, non capiscono niente; mai una volta che abbia visto un collega piombare, o anche soltanto scivolare temporaneamente, nel dubbio: sarà colpa mia? sto sbagliando qualcosa? il mio modo di propormi e proporre è adeguato? ce la sto mettendo davvero tutta?
Mai successo. E a voi?

bruno torre 08.06.05 23:36| 
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grazie antonella.condivido il tuo sfogo,ci siamo capite.

valentina zago 08.06.05 22:17| 
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Cara Valentina,
ti capisco e condivido le tue opinioni, ma forse a persone come il professor Torre non vale la pena di rispodere. Dico "forse", perché in realtà sono qui a farlo.
Non posso dire che siano del tutto sbagliate alcune delle sue idee, la nostra per certi versi è davvero una professione privilegiata se pensiamo a chi lavora 40 ore alla settimana ed ha 3 settimane di ferie all'anno. Bisogna però calcolare anche il livello di stess che l'insegnare comporta (e se il signor Torre non ne ha, beato lui), l'impegno (e anche qui devo smentirlo... io in passato ho lavorato alle elementari, avevo un totale di 43 alunni e ogni settimana portavo a casa da correggere alternativamente i quaderni di una classe e dell'altra a seconda delle materie che spiegavo) e lo stipendio (mi dispiace deluderla, ma la informo che alle elementari non si prende quanto prende lei, e ancora meno alla materna dove sto ora... e sgobbo comunque, non creda!!!). Calcoli inoltre che per insegnare sono rischiesti anni e anni di studio, per poi prendere uno stipendio che è simile a quello di un operaio (le assuciro che il mio lo è). Non voglio offendere gli operai, come ho già scritto in un'altra occasione, ma per fare quel lavoro non occorre studiare anni, o sbaglio?

Antonella Tadini 08.06.05 19:39| 
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a parte il fatto che di segni ai posteri ne hanno lasciati parecchi e anche di molto tangibili (leggi-garanzia per delinquenti incalliti, un deficit pubblico per cui l'Europa ci punirà e che sarà risanato forse tra 10 anni,...), bisogna dire che la storia di debiti, crediti e port-folio per valutare uno studente era già iniziata con Berlinguer (e faceva già sbellicare), ma ora con l'autovalutazione ad otto anni abbiamo toccato il fondo. ho 25 anni, mi sto laureando e non so cosa potrò fare dopo, come fa un bambino a compilare quella buffonata di uqestionario? tuttavia bisogna riconoscere che dato che questo governo ha già fatto l'impossibile (ha peggiorato la scuola italiana), forse4 possiamo davvero sperare nei miracoli promessi!!

fabiano teodori 08.06.05 13:13| 
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è chiaro che b.torre non ha capito la causa del mio disagio professionale e della mia preoccupazione per la mia carriera futura.siamo su due piani diversi:è evidente che c'è chi si bea del suo "privilegio" e chi non ci sta bene perchè non lo vive come tale.forse il sentimento che ultimamente accomuna gli insegnanti della scuola ELEMENTARE è diverso dal suo. senza forse.

VALENTINA ZAGO 08.06.05 10:40| 
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Non capisco la meraviglia per l'ammontare dello stipendio che percepisco dopo 35 anni di insegnamento. Perché sarei beato? Dice che mi faranno santo? Ho 56 anni e, chiaramente Valentina Zago è più giovane, altrimenti prenderebbe quanto il sottoscritto. Ma ci arriverà anche lei, abbia fede. E non si preoccupi per le riforme che ancora si succederanno nel tempo. Qualunque sarà il colore dei governi che le partoriranno non modificheranno di un millimetro il nostro status di super privilegiati. Nemmeno se decidessero di fare una verifica seria sulla nostra produttività (ultimi o quasi in Europa) dovremmo preoccuparci: sotto i portici non c'è più posto per gli ambulanti. E poi non ce l'hanno ancora fatto fare un corso di aggiornamento sulla manifattura di ceste e collane.

bruno torre 07.06.05 19:33| 
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ecco come siamo messi nel nostro paese.dopo aver letto B.Torre non ho parole.(1600 euro al mese?beato lui)

valentina zago 07.06.05 15:11| 
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Quella dell'insegnante è la professione ideale. Per chi ama la vita. La propria.
Dopo trent'anni, se sei nella scuola media inferiore metti in saccoccia 1600.00 € lavorando (non è il termine esatto, ma non ne trovo uno maggiormente adeguato) una media di 19 ore settimanali (contando il consiglio di classe mensile): meno di quattro ore al giorno. Quella delle ore passate al pomeriggio a preparare le lezioni e a correggere i compiti è una delle tante storielle metropolitane sulla scuola. Non credeteci. Dopo una meritata pennichella, se proprio si è masochisti, si possono dare lezioni "provate" (nel senso di fatica: quelle purtroppo richiedono un certo impegno perché al saldo non si rilascia la ricevuta) oppure, alle 15,00 si va in studio (quello di architetto, di ingegnere, di collercialista...) a lavorare duro. Per la pensione niente polizze integrative: è bastato organizzarsi un po' e, al momento giusto, provvederà lo Stato. Chi preferisce non stancarsi troppo in vista dell'impegno scolastico dell'indomani può leggere, ascoltare musica, fare passeggiate nel parco o andare a funghi - se è stagione -, dedicarsi all'hobby preferito oppure anche solo stravaccarsi al sole e osservare lo spettacolo della natura. L'unica seccatura è che per trent'anni spieghi le stesse cose a una pletora di personaggi che non riescono a capirti e, ogni tanto, ti tocca ripetere la pappardella anche due volte! Purtroppo, nonostante tutto l'impegno profuso, c'è sempre qualcuno che arriva alla fine dell'anno senza avere imparato granché. Fortunatamente controlli o ispezioni in tutti questi anni non ne ha mai visto nessuno e 'sti poveri ragazzi continuiamo a promuoverli lo stesso. D'altra parte è la scuola dell'obbligo.
Unico appunto: è vero che farci aspettare da settembre fino a giugno per permetterci di ricaricare un po' le batterie è, mi permetto di dirlo, poco delicato, ma, fortunatamente, anche quest'anno, tra scioperi, elezioni, feste patronali, malattie vere o presunte sono stati molti i giorni in cui non siamo potuti andare a scuola. Sono sicuro che i nostri alunni non se ne sono nemmeno accorti.
Ad ogni modo, tra un giorno libero e l'altro, siamo arrivati al termine delle lezioni e bisogna cominciare a pensare a come far passare i 70 giorni che ci dividono dall'agognato ritorno a Scuola. Speriamo che ci venga in mente qualcosa.

bruno torre 06.06.05 23:44| 
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Carissimo Michele Borrielli,

rispondo nuovamente al tuo articolo dicendoti di nuovo che, pur non essendo sicuramente io una fautrice della riforma Moratti, non concordo con te sul fatto che le assunzioni dal concorso ordinario riguardino soltanto quelli che tu chiami "i giovani". Io, per esempio, pur insegnando in modo continuativo da 9 anni, ho superato e sono presente nella graduatoria di ben 2 concorsi ordinari e non penso di essere l'unica. 'E molto probabile che io venga assunta prima dalla graduatoria permanente, ma il concorso ordinario per me rappresenta una doppia possibilità. Non capisco perché tu lo consideri così in negativo.
L'altra cosa che mi sembra inverosimile è che dopo aver fornito a tutti i precari la possibilità di abilitarsi, adesso questa diventi di punto in bianco carta straccia.
Perché i sindacati non ne parlano allora?

Antonella Tadini 05.06.05 23:41| 
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Caro beppe puoi scrivere qualcosa sulla Sardegna e la sua "continuità territoriale"?
Continua così, complimenti...!!!

Stefano Deiana 04.06.05 17:46| 
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INSEGNANTI, non scoraggiatevi. Fate il mestiere più bello del mondo e anche se a volte (o spesso) è frustrante, non arrendetevi! Io ho dei bellissimi ricordi di insegnanti che sono stati fondamentali per la mia crescita. Non sono soddisfazioni che arrivano immediatamente, ma se voi lavorate con passione, anche in mezzo alle difficoltà, i vostri studenti vi ricorderanno PER SEMPRE. FORZA E CORAGGIO!!!

Martina Fanari 04.06.05 15:19| 
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Caro Beppe,cosa dire! Non ho parole.Se ti è capitato di vedere qualche manifestazione in difesa della scuola pubblica,io ero li per:

DIFENDERE IL BAMBINO,I SUOI DIRITTI I SUOI TEMPI;
DIFENDERE LE FAMIGLIE, LE LORO NUOVE E DIVERSE ESIGENZE;
DIFENDERE E VALORIZZARE LE NUOVE CULTURE ;
DIFENDERE IL RUOLO DELLA SCUOLA PUBBLLICA NEL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE,
-DIFENDERE IL LAVORO SERIO DI TANTI CHE OPERANO NELLA SCUOLA.
DIFENDERE IL SACROSANTO DIRITTO DI ESSERE ASCOLTATI,PER PRENDERE QUELLO CHE DI BUONO E' STATO FATTO E BUTTARE VIA QUELLO SBAGLIATO..GRAZIE A TUTTI COLORO CHE CERCANO DI CAPIRE,CHE HANNO DEI DUBBI,CHE NON SI FERMANO DAVANTI ALLE APPARENZE.
GRAZIE AI GENITORI CHE "PERDONO"TEMPO CON I LORO FIGLI.
INTANTO IO,MI RIMBOCCO LE MANICHE,DOMANI A SCUOLA PARLEREMO DI EMOZIONI,CON 24 BAMBINI DI 5 ANNI E 4 DI TRE,INOLTRE CI CHIEDEREMO COME ABBIAMO PASSATO INSIEME QUESTI 3 ANNI DI SCUOLA,RICORDI BELLI-BRUTTI DI COME SI IMMAGINANO LA SCUOLA "PRIMARIA"ECC,ECC.
CONSIGLIO DI LEGGERE "LA SCUOLA CHE HO SEMPRE SOGNATO"DI RUBEM ALVES ED.COLLANA MONDIALITA'
INTANTO LA RIFORMA MACINA TUTTO E TUTTI,DELUDE E INGANNA,DIVIDE DISGREGA E UMILIA,ALLA BARBA DELLE PARI OPPORTUNITA'.E' UNA RAPINA FATTA AI BAMBINI CHE PAGHERANNO IL DEBITO MASSIMO CHE UN INDIVIDUO PUO' PAGARE. LA SUOLA SU MISURA,PERCORSI PERSONALIZZATI,SCELTA DELLE FAMIGLIE,AUTOVALUTAZIONE,QUINDI :
FATE LE VOSTRE VALUTAZIONI E CHIEDETEMI COME POSSO ROVINARE UN BAMBINO,HO TANTI STRUMENTI A MIA DISPOSIZIONE.CHIEDETEMI COME POSSO AIUTARE UN BAMBINO,STO CERCANDO DI FARLO DA 25 ANNI E GRAZIE A LORO(AI BAMBINI)CHE MI SENTO VIVA E INCA..ATA.BACI A TUTTI.
P.S.ANCHE A QUEI COLLEGHI MORTI DENTRO CHE INVECE DI DARSI DA FARE PER CAMBIARE IN MEGLIO,CERCANO DI OTTENERE POSIZIONI DI PRIVILEGIO(TUTOR,COMMISSIONI,STAF),MIRANDO AD INCENTIVI DA MISERIA NERA,PUR DI PRENDERE 100/200 EURO NETTI IN UM ANNO.SCUSATE LO SFOGO FINALE.


giovanna ribechini 03.06.05 20:44| 
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ANIPS - ASSOCIAZIONE NAZIONALE INSEGNANTI PRECARI STORICI
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COMUNICATO:

ESPULSIONE SENZA PRECEDENTI PER MIGLIAIA DI INSEGNANTI PRECARI STORICI

QUATTRO LE MODALITÀ: LE ATTUAZIONI DELLA RIFORMA SU 2° CICLO ED ARTICOLO 5 (SE IMMUTATE), I TAGLI IN FINANZIARIA, LE ASSUNZIONI DI GIOVANI. GIÀ’ DA SETTEMBRE CERTE LE PRIME ESPULSIONI, NONOSTANTE ED IN PARTE A CAUSA DELLE ANNUNCIATE ASSUNZIONI


L’ANIPS, Associazione Nazionale Insegnanti Precari Storici, denuncia quanto segue:

· gli schemi di decreto legislativo attuativo della riforma Moratti approvati in prima lettura dal governo, SE CONFERMATI IN TALE FORMA, comporteranno le seguenti conseguenze:

a) relativamente al 2° ciclo (schema di d.lgs approvato in prima lettura il 27/5/05) autofinanziandosi con il taglio delle ore di lezione e conseguentemente degli organici di fatto, nei prossimi anni tale D.Lgs PORTERÀ ALLA ESPULSIONE DI MIGLIAIA DI INSEGNANTI PRECARI STORICI,

b) relativamente all'attuazione dell'articolo 5 (schema di d.lgs approvato in prima lettura il 25/2/05) tale D.Lgs tra qualche anno PORTERÀ ALL'ESPULSIONE DEGLI INSEGNANTI PRECARI STORICI in quanto (dice il Ministro) "...a regime sarà possibile insegnare solo con il livello più alto della formazione universitaria..." : gli attuali insegnanti precari abilitati all'insegnamento dal ministero si ritroveranno da un momento all'altro della loro esistenza per volontà dello stesso Ministero come "di fatto disabilitati" e "indesiderati" in favore dei neolaureati specialistici "con il livello più alto della formazione universitaria"

Ricordiamo inoltre che se si continuerà con la politica del risparmio mediante i tagli diretti o indiretti di organici di fatto e di diritto nelle Leggi Finanziarie, ALTRE MIGLIAIA DI INSEGNANTI PRECARI STORICI SARANNO ESPULSI DALLA SCUOLA, semplicemente non stipulandogli più il contratto che anno per anno li ha impegnati "in esclusiva" anche per oltre 10 anni al servizio della comunità, per una politica del risparmio che nuoce anche ed in primo luogo agli alunni.

SI SOTTOLINEA INFINE CHE GIÀ DA SETTEMBRE DI QUEST’ANNO SARANNO MIGLIAIA I PRECARI STORICI ESPULSI MEDIANTE LA “SCOMPARSA” DI POSTI PER EFFETTO DELLE ASSUNZIONI DI MOLTISSIMI GIOVANI TRA GLI ABILITATI DELLA GRADUATORIA DEL CONCORSO ORDINARIO (50% DEI POSTI); INFATTI SOLO IL 50% DEI POSTI VIENE ASSEGNATO AL CONCORSO PER TITOLI (GRADUATORIA PERMANENTE) (PER GLI ATA (amministrativi, tecnici, ausiliari) E' IL 100%).

CHIEDIAMO L'INTERVENTO (DL o DDL URGENTE) DA PARTE DI GOVERNO E PARLAMENTARI E L’APPOGGIO DELLE FORZE POLITICHE E SINDACALI SU QUESTI OGGETTIVI ATTACCHI ALLA SOPRAVVIVENZA DEGLI INSEGNANTI PRECARI STORICI ED ALLA QUALITÀ DELLA SCUOLA:

· Per quanto riguarda il punto a) (2°ciclo) innanzitutto chiediamo di riflettere su alcuni aspetti di interesse per la comunità. Tra altri aspetti emerge infatti con estrema chiarezza che:

1) eliminare Diritto ed Economia in tutti i Licei tranne che in quello economico significa non considerarne l’importanza ai fini della crescita culturale dell’allievo ma, soprattutto, condizionare negativamente o addirittura vanificare il processo di formazione della sua coscienza civica.

2) la presenza della Chimica come disciplina a sé stante ed insegnata dai docenti con una laurea in discipline chimiche SOLO nel liceo tecnologico e non in tutti gli altri, è indicativa della superficialità ed approssimazione nel predisporre il migliore apprendimento delle discipline scientifiche: ci si chiede come possa essere affidata tale complessa disciplina a docenti che non dispongono di una preparazione adeguata, arbitrariamente incorporandola nelle "scienze naturali", probabilmente unico caso al mondo, a livello di scuola secondaria! A questo fatto si aggiunga la eccessiva teorizzazione della disciplina, inscindibile dal suo aspetto pratico e laboratoriale, che dovrebbe invece essere fatto applicare applicare agli studenti di ogni liceo ed istituto professionale, non solo del liceo tecnologico!

3) su tutte le discipline, dalle scientifiche a quelle classiche (lo stesso latino), perfino sulla tanto pubblicizzata lingua inglese, viene calata in maniera irragionevole ed ingiustificabile la scure del taglio del numero di ore di lezione, finalizzato all'autosostenimento del D.Lgs attuativo, diventato praticamente un fine a sé stesso, e: a) con pretese demagogiche (stile ipermercato) per le ore opzionali, lasciate ad una scelta che spesso nè l'alunno nè le famiglie hanno le competenze di saper fare; b) con pretese pseudo europeiste si motivano i tagli, ma in realtà questi regaleranno agli studenti di un prossimo futuro una scuola di serie B, ed al nostro Paese diplomati non all'altezza dei loro coetanei europei e nordamericani, con un conseguente progressivo declino delle attività economiche, tecniche, scientifiche e culturali del nostro Paese. Non possiamo comunque non sottolineare che tale declino generale (c’è già chi ha iniziato lo sciopero della fame contro tale schema di D.Lgs, il Prof. Dott. Chim. Antonio Marraccini dell’ITIS di Borgomanero) ne porterebbe con sé uno particolare ed ulteriore.

Infatti MEDIANTE IL TAGLIO DELLE ORE DI LEZIONE ed il conseguente impoverimento culturale degli alunni si avrà LA PROGRESSIVA ED INESORABILE ESPULSIONE DI MIGLIAIA DI INSEGNANTI PRECARI STORICI nella disoccupazione senza ritorno: laddove ci sarebbe potuta essere una valorizzazione delle competenze, nei fatti si sceglie la emarginazione nella "morte sociale" per persone e famiglie.

E' QUINDI NECESSARIO UN RIPENSAMENTO GLOBALE DI TALE SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO CHE RIPORTI IL NUMERO DI ORE di lezione non opzionali AD UNA CONGRUITA' TALE CHE GLI ALUNNI ESCANO DALLA SCUOLA SECONDARIA NON AVENDO GENERICAMENTE "IMPARATO AD IMPARARE", obiettivo proprio della scuola media inferiore e non di quella superiore, ma con una formazione culturale, giuridica, scientifica, non solo sufficiente, ma PRIVA DI IMBARAZZANTI LACUNE E INADEGUATEZZE QUALITATIVE, che li formi come persone e li ponga in condizioni di poter vittoriosamente competere con i loro coetanei europei e non solo. Un investimento nella scuola, SOPRATTUTTO IN TERMINI DI TEMPO SCUOLA, VISTE LE CRESCENTI SOLLECITAZIONI ESTERNE AL VUOTO TOTALE non è una spesa ma avrebbe un ritorno anche economico positivo potentissimo e tra non molti anni.

· Per quanto riguarda il punto b) (art.5) secondo lo schema approvato in prima lettura dal Governo, in futuro, di fatto, i precari storici saranno “DISABILITATI” ED ESPULSI IN QUANTO POTRANNO INSEGNARE SOLO I NEOLAUREATI SPECIALISTICI. Questi ultimi giovanissimi crediamo debbano semplicemente mettersi in coda senza corsie preferenziali; il problema di qualche docente universitario ad invogliare all'iscrizione a corsi che portano all'insegnamento a fronte di migliaia di insegnanti già abilitati ed esperti, è semplicemente fuorviante: che senso ha sfornare nuovi abilitati quando ce ne sono già a sufficienza? Se del caso i giovanissimi vengano indirizzati verso altri settori (e qui sorge spontanea la domanda del perchè dell'apertura continua di cicli SSIS).

· MA A QUESTO PUNTO DOBBIAMO DENUNCIARE CHE UNA MASSICCIA ESPULSIONE DALLA SCUOLA, oltre a quella prevedibile per i prossimi anni da detti schemi di decreto attuativo, PER MOLTI INSEGNANTI PRECARI STORICI SARÀ REALE GIÀ DAL MESE DI SETTEMBRE di quest'anno paradossalmente proprio per effetto dell'imminente decreto di assunzione di insegnanti su oltre 50.000 posti. Infatti su migliaia di cattedre lavoreranno persone che finora non hanno MAI lavorato o hanno lavorato per pochissimo tempo nella scuola, migliaia di posti sui quali gli insegnanti precari storici non potranno più lavorare: in effetti solo il 50% dei posti (rispetto al 100% per il personale ATA, amministrativi) è assegnato tramite concorso per titoli (graduatoria permanente); il restante 50% dei posti va agli abilitati del concorso ordinario del 2000, molti dei quali giovani abilitati, vista anche la inopportuna e colpevole contemporaneità delle procedure abilitanti nel 2000 (ordinario e sessione riservata di esami). Tale situazione ha creato l’acquisizione di diritti da parte di questi giovani, ma che avrà come risultato l'espulsione di migliaia di insegnanti precari storici. E non si può aspettare che il problema che lo Stato ha creato agli insegnanti precari storici prima con il non espletamento di concorsi per oltre 10 anni (con un ricorso al precariato sempre conveniente per tutti tranne che per il precario) e poi con detta contemporaneità di procedure abilitanti, si presenti in tutta la sua drammaticità per persone e famiglie: È UN OBBLIGO MORALE PER LO STATO, IL GOVERNO, IL PARLAMENTO PORVI UN RIMEDIO URGENTE DI TIPO LEGISLATIVO (DECRETO LEGGE (DL) O DISEGNO DI LEGGE (DDL) URGENTISSIMO).

L'ANIPS HA GIÀ FATTO LE SUE PROPOSTE DI BOZZA DETTAGLIATA di DL, RIPORTATE NEL SITO www.anips.it , anche basandosi su quanto elaborato dall'Organizzazione Sindacale GILDA, che ha dimostrato che l'argomento "non ci sono soldi" è destituito di fondamento: L'IMMISSIONE IN RUOLO DA SOLA GRADUATORIA PERMANENTE (CONCORSO PER TITOLI) SULL'ORGANICO DI FATTO È PERFETTAMENTE ATTUABILE E VA ISTITUITA CON DL O DDL URGENTE ed attuata in tempo utile.

Nel sito www.anips.it vi è anche una dettagliata proposta di provvedimento legislativo urgente riguardante la riconversione a domanda per i precari storici non collocati nemmeno con tale nuova procedura di assunzione. Anche questa va presa in seria considerazione.

E' INFATTI UN DOVERE MORALE PER LO STATO GARANTIRE AGLI INSEGNANTI PRECARI STORICI ED ALLE LORO FAMIGLIE UN FUTURO DIVERSO DALLA DISOCCUPAZIONE SENZA RITORNO. AI SUOI ERRORI DEL PASSATO LO STATO PONGA RIMEDIO IN TEMPO UTILE; E NON NE AGGIUNGA DI ALTRI E GRAVISSIMI PER IL FUTURO (SCHEMA SUL 2° CICLO E SCHEMA SULL'ARTICOLO 5)

03/06/2005

Il Presidente dell'ANIPS - Associazione Nazionale Insegnanti Precari Storici
Michele Borrielli

Michele Borrielli 03.06.05 20:02| 
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Ciao, sono uno studente di ingegneria informatica ad ancona, e proprio pochi giorni fà facevo una considerazione molto interessante con i miei amici! PERCHE' CI SONO SEMPRE PIU' ISCRITTI ALL'UNIVERSITA'???
L'istruzione italiana ormai è diventata il fine secondario, oggi si predilige il denaro!!!
La mia università supera i 5000 iscritti, è inpensabile fare lezione in aule piccole con un solo professore che deve spiegare davanti a 400-500 alunni...
Facendo un po di calcoli approssimativi 5000 studenti per 600-700 euro di tasse annuali fanno più di 3000000 di euro annuali, che l'università intasca e non investe in tecnologie utili alla stessa università, è inpensabile avere aule di ingegneria senza nemmeno un proiettore digitale, 5000 studenti e solo 2 laboratori con 30 computer a disposizione per la connessione ad internet... O ore di pratica per gli ingegneri informatici...
DOVE ANDREMO A FINIRE????
L'università è una macchina economica a tutti gli effetti che fa invidia a le più grandi aziende economiche!!! NON CREDETE???

Nazario Cruciano 03.06.05 19:31| 
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sono 12 anni che insegno nella scuola elementare come ins.di ruolo,moduli,tempo prolungato, 4 su 3, tempo pieno,corsi aggiornamento...la mia famiglia mi ha insegnato che l'educazione è fondamentale e lo studio altrettanto.ma in 12 anni ho incontrato la maggior parte dei genitori convinti che per imparare ci sia sempre tempo,per cui l'educazione è un passatempo.trovavo la forza per continuare nelle soddisfazioni che avevo dagli alunni, ma sinceramente è dura basarsi solo su quelle.ed è anche ingiusto.mi sembra troppo facile la critica alla scuola,agli insegnanti,alla riforma: bisognerebbe passare un po' di tempo DENTRO per rendersi conto della babele in cui siamo. forse sono troppo pessimista per i miei 33 anni,ma più passa il tempo più mi sento presa in giro.e mi chiedo in quale direzione stia andando la professione di un insegnante in un mondo come il nostro:c'è davvero posto per noi? ci viene davvero chiesto di fare il nostro mestiere? o dovremmo tornare indietro?:l'insegnante che ho sostituito 12 anni fa lavorava a ferri durante le lezioni in classe, poi è andata in pensione serena.cosa ho sbagliato nella mia carriera?

valentina zago 02.06.05 23:42| 
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Caro Beppe !Ti scrivo per parlarti brevemente della mia esperienza in una SQUALLIDA UNIVERSITA' del SUD !!
Dopo la laurea (110 e lode) cerco di fare carriera in quella stessa SCHIFOSA UNIVERSITA'.
Faccio un concorso per un dottorato di ricerca, lo vinco (MA SENZA BORSA chissà perchè ??!!), mi accorgo che lì dentro si fanno trucchi, sotterfugi e porcherie di ogni genere per favorire I FIGLI DEI BARONI, I SOLITI RACCOMANDATI E GLI AMICI DEGLI AMICI e sai che faccio ??? LASCIO PERDERE IL DOTTORATO !!! MI SONO NAUSEATO !!! PIUTTOSTO CERCO DI RIVOLGERMI ALL'ESTERO !!!
SE QUALCUNO CONOSCE ANCHE UNA SOLA UNIVERSITA' ONESTA IN ITALIA MI CONTATTI !!!MA SONO CERTO CHE NON ESISTE !!
Grazie !!

Gabriele Licitra 02.06.05 15:52| 
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Rispondo a Michele Borrielli:

mi trovi d'accordo quasi completamente con la lettera che hai postato, tranne che per due cose:

- non trovo giusto assumere solo dalla graduatoria permanente in quanto penso che tutti o quasi i precari storici (tra cui anch'io: i miei 10 anni si compiono nel 2006) abbiano fatto anche i concorsi ordinari e ciò rappresenta una doppia possibilità di assunzione. Per quanto mi riguarda io spero di più nella graduatoria permanente, ma c'è anche chi è riuscito ad entrare in ruolo con il concorso ordinario.
- Non mi piace l'idea di una "riconversione" nella Pubblica Amministrazione. Non penso che chi si trovasse in questa situazione saprebbe svolgere bene e serenamente un lavoro che non avrebbe mai fatto se non... per necessità. In questo caso, però, capisco il problema e non ho altre soluzioni, solo questa non mi sembra certo l'ideale.

Antonella Tadini 02.06.05 00:03| 
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MA STO PORTFOLIO CHI CAZ LO LEGGERA'?

TERESA CHESSA 01.06.05 22:45| 
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MA STO PORFOLIO CHI CAZ LO LEGGERA'?

maria teresa chessa 01.06.05 22:43| 
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dal sito www.korazym.org
pagina web http://www.korazym.org/news1.asp?Id=13178

(per maggiori informazioni vedi sito www.anips.it )

LETTERA DALLA SCUOLA

A rischio il lavoro per migliaia di insegnanti precari.

di Emanuela Massaro/ 30/05/2005

Nonostante le annunciate assunzioni l’Anips (Associazione Nazionale Insegnanti Precari Storici) denuncia il fondato timore che molti insegnanti precari storici si ritrovino a settembre senza una cattedra.

E’ questo il grido di allarme che l’Anips ha diffuso nei giorni scorsi tramite un comunicato. Secondo alcuni politici, giornalisti, ed anche qualche sindacalista, le annunciate migliaia di assunzioni di insegnanti sull'organico di diritto risolverebbero l’annoso ‘’problema dei precari storici’’. Ma questo, secondo l’Associazione non corrisponde al vero.

L'Anips, premettendo che gli insegnanti precari storici non vanno visti come un problema, ma come una risorsa umana esperta da valorizzare, segnala infatti che: ‘’Le assunzioni a tempo indeterminato degli insegnanti sul solo organico di diritto non risolvono il problema, anzi ne espellono una parte rilevante, facendo entrare molti giovani abilitati dalla graduatoria del concorso ordinario, a cui sono assegnati il 50% dei posti. Solo il restante 50% va alla graduatoria permanente, in cui rientrano i precari’’.

Ciò vuol dire che, già dal prossimo mese di settembre, la disoccupazione sarà riservata a migliaia di insegnanti precari storici, ‘’mentre – continua il comunicato - sarebbe loro moralmente dovuto che lo Stato si facesse carico dei problemi che gli ha causato con 10 anni di assenza di concorsi e di ricorso sistematico al precariato (economicamente sempre conveniente per tutti, tranne che per il precario)’’.

I provvedimenti da prendere per evitare che questa situazione riproponga lo scontro tra il mondo della scuola e lo stato sarebbero due:
1) disporre l’assunzione degli insegnanti anche sull'organico di fatto e dalla sola graduatoria permanente.
2) in caso di non assunzione per gli insegnanti precari storici prevedere la loro riconversione professionale in altre amministrazioni.

Questi i suggerimenti dell’Anips che ricorda ancora che, se si procederà all'attuazione dell'articolo 5 della tanto contestata riforma scolastica, gli attuali insegnanti precari abilitati all'insegnamento dal Ministero tra qualche anno si ritroveranno di fatto ‘’disabilitati’’ e ‘’indesiderati’’ in favore dei neolaureati specialistici ‘’con il livello più alto della formazione universitaria’’.

Le posizioni dell’Associazioni sono chiare. Resta da vedere ora come e se il Ministero della Pubblica Istruzione vorrà rispondere a questi interrogativi che non possono non essere condivisi per il semplice dato di fatto che si deve anche a quei precari se la scuola negli ultimi 10 anni ha potuto contnuare ad offrire il suo servizio alla comunità.

Certo non saranno d’accordo con l’Anips i neolaureati specialisti, a cui è stato chiesto di proseguire la propria formazione per avere la possibilità di entrare nel mondo scolastico! Ma non si possono dimenticare coloro che nella scuola ci sono già e vedono a rischio il loro lavoro!

Dispiace ammetterlo ma, ancora una volta, non si sono date giuste risposte a domande lecite e, legiferando, non si sono tenute in giusto conto le situazioni preesistenti. Anche io sono stata allieva di insegnanti precari storici, ed ora sono una laureata che non riesce ad entrare nel mondo della scuola, ma per farlo non sono disposta a rubare il posto ai miei professori!

Michele Borrielli 01.06.05 16:30| 
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dal sito www.korazym.org
pagina web http://www.korazym.org/news1.asp?Id=13178

(per maggiori informazioni vedi sito www.anips.it )

LETTERA DALLA SCUOLA

A rischio il lavoro per migliaia di insegnanti precari.

di Emanuela Massaro/ 30/05/2005

Nonostante le annunciate assunzioni l’Anips (Associazione Nazionale Insegnanti Precari Storici) denuncia il fondato timore che molti insegnanti precari storici si ritrovino a settembre senza una cattedra.

E’ questo il grido di allarme che l’Anips ha diffuso nei giorni scorsi tramite un comunicato. Secondo alcuni politici, giornalisti, ed anche qualche sindacalista, le annunciate migliaia di assunzioni di insegnanti sull'organico di diritto risolverebbero l’annoso ‘’problema dei precari storici’’. Ma questo, secondo l’Associazione non corrisponde al vero.

L'Anips, premettendo che gli insegnanti precari storici non vanno visti come un problema, ma come una risorsa umana esperta da valorizzare, segnala infatti che: ‘’Le assunzioni a tempo indeterminato degli insegnanti sul solo organico di diritto non risolvono il problema, anzi ne espellono una parte rilevante, facendo entrare molti giovani abilitati dalla graduatoria del concorso ordinario, a cui sono assegnati il 50% dei posti. Solo il restante 50% va alla graduatoria permanente, in cui rientrano i precari’’.

Ciò vuol dire che, già dal prossimo mese di settembre, la disoccupazione sarà riservata a migliaia di insegnanti precari storici, ‘’mentre – continua il comunicato - sarebbe loro moralmente dovuto che lo Stato si facesse carico dei problemi che gli ha causato con 10 anni di assenza di concorsi e di ricorso sistematico al precariato (economicamente sempre conveniente per tutti, tranne che per il precario)’’.

I provvedimenti da prendere per evitare che questa situazione riproponga lo scontro tra il mondo della scuola e lo stato sarebbero due:
1) disporre l’assunzione degli insegnanti anche sull'organico di fatto e dalla sola graduatoria permanente.
2) in caso di non assunzione per gli insegnanti precari storici prevedere la loro riconversione professionale in altre amministrazioni.

Questi i suggerimenti dell’Anips che ricorda ancora che, se si procederà all'attuazione dell'articolo 5 della tanto contestata riforma scolastica, gli attuali insegnanti precari abilitati all'insegnamento dal Ministero tra qualche anno si ritroveranno di fatto ‘’disabilitati’’ e ‘’indesiderati’’ in favore dei neolaureati specialistici ‘’con il livello più alto della formazione universitaria’’.

Le posizioni dell’Associazioni sono chiare. Resta da vedere ora come e se il Ministero della Pubblica Istruzione vorrà rispondere a questi interrogativi che non possono non essere condivisi per il semplice dato di fatto che si deve anche a quei precari se la scuola negli ultimi 10 anni ha potuto contnuare ad offrire il suo servizio alla comunità.

Certo non saranno d’accordo con l’Anips i neolaureati specialisti, a cui è stato chiesto di proseguire la propria formazione per avere la possibilità di entrare nel mondo scolastico! Ma non si possono dimenticare coloro che nella scuola ci sono già e vedono a rischio il loro lavoro!

Dispiace ammetterlo ma, ancora una volta, non si sono date giuste risposte a domande lecite e, legiferando, non si sono tenute in giusto conto le situazioni preesistenti. Anche io sono stata allieva di insegnanti precari storici, ed ora sono una laureata che non riesce ad entrare nel mondo della scuola, ma per farlo non sono disposta a rubare il posto ai miei professori!

Michele Borrielli 01.06.05 16:29| 
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Rispondo a Fabio Catalani,
mi pare di aver capito che si tratti di un genitore. Lo sono anch'io, ma sono anche insegnante e devo dire che effettivamente ci sono due facce della madaglia. La propaganda rivolta ai genitori ha presentato una nuova perfetta organizzazione delle scuola, ma non è così. Parli di unità didattiche senza sapere che c'erano prima della riforma e che da questa sono state abolite e sostituite dalle unità d'apprendimento. Che differenza c'è? Che ora è vietato parlare di programmazione nel senso che, per dirla alla buona, si fa quello che si può in base alla risposta che via via la classe dà. Se affermo questo è perché sono reduce da due lunghi corsi di aggiornamento sulla riforma con tanto di compiti ed esercitazioni. Correggo temi e programmo (alla faccia di chi mi dice che non devo più farlo) di notte e mi urta un po' passare per una sfaticata perché, nonostante tutto credo ancora nella SCUOLA!!!

Maria Talamona 01.06.05 15:08| 
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Non sapevo dove postare questo mio commento così mi metto in coda ai commenti sulla riforma Moratti per rilevare un qualcosa di scandaloso che riguarda l'istruzione in generale ed in particolare l'Università, premetto che sono un docente universitario. Siamo divenuti aziende vere e proprie, anche l'Università deve farsi pubblicità per avere un gran numero di iscritti e, quindi sopravvivere. Così aumentiamo l'offerta formativa, per esempio, ed è un bene. Ma se siamo costretti per farci pubblicità ad elargire lauree Honoris causa, bè lo trovo umiliante. Premetto che sono anche una mamma e un figlio come Valentino Rossi, simpatico, intelligente, spontaneo, di successo, grintoso e chi più ne ha più ne metta, renderebbe fiera qualsiasi famiglia. Da qui ad attribuirgli una laurea (penso che Valentino non abbia nemmeno un diploma di scuola secondaria) mi sembra davvero esagerato. Non è proprio un bell'esempio per i giovani di oggi.
Mi chiedo dove stiamo andando o, più semplicemente, dove siamo finiti!!!
Giusi Pitari

giusi pitari 01.06.05 12:56| 
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Ciao a tutti, mi dispiace ma devo dissociarmi dal coro quasi unanime dei contrari alla riforma.
La critica che faccio alla Moratti è che la riforma è ottima ma avrebbe dovuto prevedere almeno 2 anni di formazione per gli insegnanti.
Dico che la riforma è ottima perchè costringe gli insegnanti a lavorare in modo sistematico, a preordinare e preparare le lezioni (unità didattiche) e permetterà a noi genitori di verificare su documenti OGGETTIVI il cammino e l'evoluzione dei ns figli. Purtroppo ad oggi abbiamo una classe insegnante pessima, per nulla aggiornata sull'evoluzione delle teorie pedagogiche e psicologiche (vedi Gardner...)perchè si ritiene che chi è competente in una materia sia in grado di insegnarla. NON E' COSI'.
Abbiamo almeno l'80% delle maestre che insegna come si faceva 30 anni fà perchè non si sono aggiornate. E' VERGOGNOSO.
E' ORA CHE GLI INSEGNANTI CHE NON LO HANNO FATTO FINO AD OGGI IMPARINO AD INSEGNARE E LA RIFORMA E' IN QUESTO SENSO.

Fabio Catalani 01.06.05 11:36| 
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Per Pietro:
" Beppe, sei il mio eroe! ho solo 20 anni, ma mi rendo perfettamente conto di come le informazioni che arrivino al popolino siano pilotate da potenti mani "ombra".. "

I famosi MEN IN BLACK?

matteo martini 01.06.05 06:31| 
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Per Teresa Nunnari:
" Se lo Stato mettesse da parte tutti i soldi coi quali finanzia i progetti nelle scuole, potrebbe sfamare mezza Africa. "

Ma non parlavamo che alla scuola italiana arrivano POCHI soldi?

Per Teresa Nunnari:
" Basterebbe che la scuola tornasse quella di prima. quando si studiavano le poesie a memoria, che ancora oggi ricordiamo: "Eran trecento, eran giovani e forti....." - "L'albero a cui tendevi la pragoletta mano...." e così via."

Quanto hai ragione!!
Si stava meglio quando si stava peggio..

matteo martini 01.06.05 06:29| 
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SCANDALOSO!!!
... QUESTA è FANTAPOLITICA!
...POSSIBILE CHE NESSUNO LEGGA I POST-IT? a vedere i commenti!: PER FORZA BEPPE...SONO ANNI CHE a scuola, MI CHIEDO SE CI FANNO...O CI SONO!
a chi frega se a scuola non si studia: ILLUSI, vi state facendo succhiare l'anima!

Lara Costantino 31.05.05 19:57| 
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Sono un padre di famiglia che per motivi di lavoro viaggia in varie parti d'Europa, in alcuni casi come in Francia ho portato con me i miei bambini. Per 4 anni hanno studiato in Francia e in quel paese c'è il portafolio delle competenze ed i bambini delle elementari hanno un esame ogni trimestre. Per loro fare un esame è diventato normale tant'è vero che all'esame di 5 in Italia non hanno avuto nessuno stress. Il vantaggio per i genitori che si interessano all'andamento scolastico dei loro figli è sapere rapidamente e con precisione in quali materie i loro figli sono più portati ed in quali hanno carenze. Non ho le capacità di dire se la legge proposta dalla Moratti è effettivamente adeguata, ma dobbiamo essere coscienti che la nostra scuola è lontana da essera la migliore e le nostre scuole sono dell'étà della pietra (e quando si costruiscono le nuove, crollano, poichè ci sono altri genitori, i costruttori, che pensano solo ai soldi ed alle proprie comodità). Vogliamo parlare degli insegnanti di prima e di oggi? Per il 40% fanno gli insegnanti per avere un posto fisso anche se mal pagato. Se non c'é rinnovo, non si va avanti.

Giuseppe Rendina 31.05.05 16:29| 
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Complimenti, finalmente c'è qualcuno che ha avuto il coraggio di mettere a nudo una tale banalità...la riforma di legge che porta il nome del ministro Letizia Moratti. Che scuola frequenterà un mio ipotetico figlio?..ma soprattutto che grado di istruzione avrà? e sarà in grado di confrontarsi con gli altri suoi coetanei europei?

tatiana bellizzi 30.05.05 22:54| 
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Per chi fosse interessato ecco la conferenza stampa del ministro Moratti sulla riforma del II ciclo della scuola.....buona visione

http://www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=25318

giusi lucarelli 30.05.05 14:08| 
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********A TUTTI I PROTESTANTI********

IT-ALT.FAN.BEPPE-GRILLO

FINALMENTE MI E' STATA APPROVATA LA RICHIESTA PER IL NG.
E' GIA' POSSIBILE SCRIVERCI.
TUTTI COLORO CHE HANNO QUALCOSA DA DENUNCIARE O DA CHIEDERE E SI ASPETTANO UNA RISPOSTA DA QUALCUNO E' OPPORTUNO CHE OLTRE A POSTARE QUI', POSTINO ANCHE DI LA'.
PER CHI NON SA COS'E' UN NEWSGROUP O PER CHI NON SA DOVE CERCARLO:
APRITE OUTLOOK EXPRESS; SOTTO POSTA ELETTRONICA, C'E' SCRITTO NEWSGROUP; SOTTO C'E' SCRITTO SOTTOSCRIVI NEWSGROUP; CI CLICCATE SOPRA E VI SCARICATE TUTTI I NEWSGROUP.
QUESTA OPERAZIONE VA FATTA UNA VOLTA SOLTANTO.
VI VERRANNO CHIESTE ALCUNE INFORMAZIONI ALLE QUALI DOVETE RISPONDERE. UNA VOLTA TERMINATO DI SCARICARE TUTTI I NG ANDATE A CERCARE
IT-ALT.FAN.BEPPE-GRILLO E VE LO SCARICATE.
A QUESTO PUNTO, OGNI VOLTA CHE VOLETE SCRIVERE UN POST QUI' E SUFFICIENTE CHE CLICCHIATE ANCHE SUL NG E CON UN SEMPLICE COPIA/INCOLLA INVIATE LO STESSO POST ANCHE SUL NG.
L'UNICA COSA CHE DOVETE AGGIUNGERE E IL TITOLO DEL POST.
IN QUESTO MODO L'UTENTE CAPISCE SUBITO IL SOGGETTO DEL POST GIA' DAL TITOLO, SE E' INTERESSATO A QUELL'ARGOMENTO SE LO VA A LEGGERE, ALTRIMENTI PASSA AD UN ALTRO.
IN QUESTO MODO CHI INTENDE RISPONDERE AD UN POST CHE HA COME TITOLO "IL REFERENDUM", CI CLICCA SOPRA E RISPONDE, IL POST SI VA A COLLOCARE SUBITO SOTTO IN MODO CHE TUTTI COLORO CHE SONO INTERESSATI A QUELLA DISCUSSIONE POSSONO SEGURE SOLO QUELLA SENZA LEGGERSI DECINE DI POST SU ALTRE COSE.

QUI DI SEGUITO VI POSTO LE PASSWORD DI ALCUNI DEI MAGGIORI NEWSREADER; SE IL VOSTRO NON E' TRA QUESTI, ANDATE SUL VOSTRO SERVER E LA CERCATE LI'

Tin - news.virgilio.it
Alice - news.tin.it
Libero - powernews.libero.it
Tiscali - news.tiscali.it
Supereva - news.supereva.it
Ciaoweb - news.ciaoweb.it
Infinito - news.albacom.net
kataweb - news.albacom.net
mclink - news.mclink.it
Interfree - news.interfree.it

PER QUANTO RIGUARDA IL FORUM C'E' DA ASPETTARE UN PO DI TEMPO IN QUANTO IL FORUM PREVEDE DEI MODERATORI; INTANTO VEDIAMO DI SFRUTTARE AL MEGLIO IL NG. CHE NON E' MODERATO; IL FORUM VERRA' DI CONSEGUENZA


Yuri Rossini 30.05.05 13:50| 
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Discussione

ABOMINEVOLE...viene voglia di non mandarli più a scuola. Sembra quasi un sistema preordinato per rendere i bambini di oggi i perfetti "malati di domani", assolutamente privi di immaginazione, conformi valutatori di se stessi e del mondo, miopi come gli adulti proprio perchè gli viene stroncata la più grande capacità che hanno, cioè quella di vedere le cose con I PROPRI OCCHI e CON I LORO TEMPI.

Complimenti al tuo blog, Beppe...ti seguo da molto tempo e questo è veramente un "colpo da maestro"per un comico costretto a fare informazione. Grande rispetto al tuo lavoro

Andrea Levorato 30.05.05 09:12| 
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Rispondo a Katia Galleano e Paola Spadola:

accumuno i due post perché mi sembra mettano in luce due questioni molto simili. Da un lato c'è chi si lamenta perché la Scuola dell'Infanzia sta diventando a tutti gli effetti una scuola (credo siano ormai anni che ai mezzani si propone la conoscenza di cerchio, quadrato, triangolo e magari anche rettangolo... certo con attività ludiche e giochi di movimento, prima di arrivare ad una verifica di una prima acquisizione del concetto: sarebbe da vedere se la modalità della proposta in sé fatta a suo figlio è valida o meno... ma questo è un altro discorso) dall'altro si chiede un luogo sicuro dove lasciare il proprio figlio prima di andare al lavoro... quindi non importa cosa si propone alla scuola dellì'infanzia, basta che si possa lasciarci tranquillamente i figli. Ok, ma la qualità della scuola che fine farà quando le classi saranno a 28 alunni dai 2 anni e mezzo ai 5 e quindi una parte di essi avrà bisogno di coccole e di cambiargli il pannolino e un'altra avrà bisogno di essere preparata ad andare alla scuola primaria?
Non mi permetterei mai di discutere il problema di chi deve andare al lavoro e non ha chi gli tenga i figli, ma inserire bambini così piccoli alla scuola materna senza garantire spazi e strumenti (aule, fasciatoio, bagno attrezzato...)e il personale assistente è assolutamente sbagliato. Certo, la Moratti poteva pensarci prima di fare false promesse... come in tante altre occasioni del resto.

Antonella Tadini 29.05.05 22:04| 
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Dopo 533 commenti sono sicura che nessuno leggerà il mio, ma non posso esimermi. Sono un medico, un medico qualunque. E non mi vergogno ad ammettere che ho delle difficoltà a carpire il significato concreto dei concetti espressi in quel documento. Sono stupefatta, io in terza elementare facevo la raccolta di figurine di Remy, leggevo il Corriere dei Piccoli con la Pimpa e il Signor Bonaventura... E dedicavo UNA PARTE del pomeriggio allo studio. A me la scuola non è mai piaciuta troppo e penso che se avessi avuto quel documento a guidarmi, l'avrei odiata proprio: mette un'ansia pazzesca solo a guardarlo! E fa sentire inadeguati a prescindere. Come se non ci fossero già abbastanza falsi modelli a far sentire inadeguati i nostri figli...

Nicoletta Steani 29.05.05 19:44| 
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Stanno esagenrando!!!
Ho un figlio di tre anni e mezzo che ha frequentato il primo anno della "Scuola dell'Infanzia" dove le maestre lo mettono in riflessione... perchè non vuole ripetere le forme geometriche!
Lui continua a ripetermi che non vuole più andare a scuola perchè non si diverte, posso dargli torto?
Grazie Moratti.

Paola Spadola 29.05.05 14:08| 
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Mi sembra che stiamo formando i nuovi balilla (se l'ho scritto giusto) comunque dal testo precedente non capisco il senso io che ho 30 anni pensa un bambino di 8

Stefano zaja 29.05.05 13:49| 
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Sono una insegnante di scuola elementare, e, a parte lo stupore allucinato che mi prende ogni qualvolta leggo i nuovi Programmi, Vi chiedo: li avete letti? Oltre al pof, al portfolio delle competenze e compagnia bella, date uno sguardo al programma di storia della scuola primaria,che si interrompe all'improvviso, troverete delle chicche interessanti. Un esempio? L'importanza della sola religione cattolica,e (sic) le differenze fondamentali tra bambini e bambine (scienze ed ed.civica). Che dire? Già, dimenticavo, gli alunni diversamente abili sono tali solo se gravissimi!!! Saluti disgustati (non certo da voi e da Beppe)

Maria Assunta Pratesi 29.05.05 02:30| 
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Se lo Stato mettesse da parte tutti i soldi coi quali finanzia i progetti nelle scuole, potrebbe sfamare mezza Africa. Basterebbe che la scuola tornasse quella di prima. quando si studiavano le poesie a memoria, che ancora oggi ricordiamo: "Eran trecento, eran giovani e forti....." - "L'albero a cui tendevi la pragoletta mano...." e così via.
Forse sono una nostalgica, forse perchè ricorda la mia gioventù... Ma perchè ce le ricordiamo ancora quelle poesie? Avranno lasciato qualcosa dentro di noi? Credo proprio di si.
Oggi io sono un insegnante e più rifletto su questo mio lavoro, più lo sconforto mi pervade, e non riesco a non pensare che, in Italia, oggi, chi non ha le palle fa l'insegnante, perchè non c'è più nulla da insegnare.
Propongo, quindi, di posare i registri e prendere i rastrelli e cominciare a togliere il superfluo che ci sta sommergendo. E una volta imparato questo... potremo, allora, insegnarlo ai nostri ragazzi.

teresa nunnari 29.05.05 01:22| 
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Sono un'insegnante della scuola elementare...anzi primaria;un'insegnante precaria che ogni anno a giugno viene licenziata x essere assunta nuovamente quando inizia la scuola a metà settembre, giusto per fare risparmiare un pò di soldini allo Stato. Sto leggendo il libro che hai consigliato e vivendo la realtà della scuola non posso dire altro che..."che schifo di scuola" e pensare che questo lavoro mi è sempre piaciuto,ma come dici tu, ormai l'insegnante fa tutto tranne che insegnare....!

Sabrina Colangelo 29.05.05 01:12| 
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Se lo Stato mettesse da parte tutti i soldi coi quali finanzia i progetti nelle scuole, potrebbe sfamare mezza Africa. Basterebbe che la scuola tornasse quella di prima. quando si studiavano le poesie a memoria, che ancora oggi ricordiamo: "Eran trecento, eran giovani e forti....." - "L'albero a cui tendevi la pragoletta mano...." e così via.
Forse sono una nostalgica, forse perchè ricorda la mia gioventù... Ma perchè ce le ricordiamo ancora quelle poesie? Avranno lasciato qualcosa dentro di noi? Credo proprio di si.
Oggi io sono un insegnante e più rifletto su questo mio lavoro, più lo sconforto mi pervade, e non riesco a non pensare che, in Italia, oggi, chi non ha le palle fa l'insegnante, perchè non c'è più nulla da insegnare.
Propongo, quindi, di posare i registri e prendere i rastrelli e cominciare a togliere il superfluo che ci sta sommergendo. E una volta imparato questo... potremo, allora, insegnarlo ai nostri ragazzi.

teresa nunnari 29.05.05 00:57| 
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carissimo Beppe, a proposito della riforma Moratti , ovvero mandare i bimbi all'asilo a due anni e mezzo, un piccolo appunto: nella nostra Genova non si può pensare di concepire un figlio e mandarlo al nido, perchè i nidi non sono assolutamente sufficienti (eufemismo!)e le liste di attesa interminabili, allora per motivi di budget familiare ho pensato di appigliarmi alla riforma e mandare all'asilo la mia bimba a quell'età, ma visto che la legge è tutta italiana mi sono sentita rispondere che sì potrà frequentare nell'anno scolastico, ma solo al compimento del 3° anno,ovvero dopo il 29 gennaio,in pratica potrei cercare lavoro verso marzo......!no comment

katia galleano 29.05.05 00:11| 
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Per Sthéphanie Donatantonio:

Anche io non posso fare altro che ringraziarla per le notizie che mi ha fornito su come funziona la scuola dell'infanzia francese e le chiedo scusa se sono stata un pò "drastica" nella mia risposta. Come ha potuto vedere da noi non è affatto come da voi...
Riguardo alla programmazione per i bambini di tre anni: per quanto riguarda la mia scuola (e anche per tutte quelle in cui ho lavorato) posso dire che certamente le richieste che si fanno a quell'età non sono sicuramente simili a quelle che si fanno a 4 o 5 anni. Nella mia scuola le sezioni sono eterogenee e 3 o 4 mattine a settimana facciamo dei laboratori per età. Perciò durante le attività ins ezione i bambini di 3 anni seguono la programmazione per tutti e spesso per loro le prososte sono molto impegnative, quindi non si ha la pretesa che le seguano alla perfezione, mentre il lavoro nel laboratorio a tre anni è soprattutto mirato alla conoscenza di sé e dello schema corporeo, ovviamente con la consapevolezza che i tempi di attenzione sono ridotti. Tutto ciò per dire che vi sono sicuramente spazi di gioco libero, ma non siamo al livello di "pascolo" che ha visto nella sua esperienza italiana... Certo, di questo passo e con questa riforma non si può mai dire!!! Se solo, ad esempio, ci tolgono le compresenze (che noi usiamo per suddividere i bambini e fare i laboratori)...

Per Luca Morini:

OK. L'esame a settembre non risolveva niente, ma almeno uno d'estate forse un pò studiava. Il debito informativo invece!!!
Personalmente non mi interessa se quest'ultima sia stata un'invenzione della Moratti o meno, gli ultimi Ministri della Pubblica Istruzione valgono uno quanto l'altro!!!
Riguardo poi alla questione dell'aumento: mi pare che con la sua affermazione lei individui una stretta correlazione tra "non voglia di lavorare" e "richiesta di uno stipendio più alto". Io credo invece che le richieste di aumento vengano per la maggior parte, se non per tutti, proprio dagli insegnanti che si impegnano al massimo per fare bene il proprio lavoro. Io terrei presente che lo stipendio non andrebbe misurato in base alle ore che si fanno in classe (tra parentesi, come ho già scritto io non finisco tutti i giorni alle 14, sebbene con questo non voglia assolutamente dire che chi fa questo orario non lavori, avrà ben altro da preparare dopo e magari ha solo un pò più di tempo di me per farlo) ma in base a tutto il lavoro da preparare a casa, al grado elevatissimo di stress che comporta il nostro lavoro e agli studi richiesti per prendere uno stipendio non molto dissimile a quello di un operaio (anche qui: non denigro gli operai, ho fatto loperaia anch'io per un certo periodo della mia vita, ma per fare quel lavoro non ho dovuto prendere una laurea e fare due anni di specializzazione dopo come viene richiesto adesso).

Antonella Tadini 27.05.05 21:59| 
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Caro Beppe,
finalmente leggo un commento alla "nuova riforma" della scuola, che pur non essendo di un addetto al settore, coglie l'essenza della riforma Moratti: IL NULLA.
Il portfolio, che era nato come portfolio europeo delle lingue e che perseguiva obbiettivi prettamente linguistici, è stato fagocitato dalla Moratti che ha provveduto a far perseguire un altro obbiettivo, ben più difficile da comprendere e da attuare: riuscire a distogliere del tutto gli insegnanti dal loro interesse primario cioè la crescita cognitiva, relazionale ed emotivo-affettiva dei loro alunni.
In che modo?! Ma facendo riempire carte su carte, facendo perdere tempo a disquisire sulle incongruenze e sulle ambiguità di una riforma che nella scuola, nessuno vuole; riducendo il sapere ad un arido contratto, promuovendo la conoscenza come fabbrica di prodotti inscatolati da vendere agli utenti da parte delle scuole per evitare prima o poi, di chiudere.
Grazie per questo spazio !!!
Patrizia Fausti

Patrizia Fausti 27.05.05 21:26| 
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Beppe, sei il mio eroe! ho solo 20 anni, ma mi rendo perfettamente conto di come le informazioni che arrivino al popolino siano pilotate da potenti mani "ombra"..il tuo blog è il mio telegiornale!auguri e continua così!!

PIETRO ZAMBON 27.05.05 18:37| 
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Non mi sembra giusto attribuire alla MOratti colpe che non sono sue. L'idea di eliminare gli esami di riparazione è precedente ed è stata partorita dal centrosinistra.
Calcherei piuttosto la mano sul fatto che la riforma sembra ideata per omologare verso il basso le coscenze degli individui, quasi facesse paura l'essere pensante.
Con stima
Daniele Casalegno

Daniele Casalegno 27.05.05 18:26| 
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qunado letizia va dal parrucchiere io e mio marito tremiamo (lui precario della scuola pubblica) perchè sappiamo già che ha cambiato idea........e partorisce una nuova LEGGE
secondo me è il parrucchiere che le suggerisce certe str....ate

ba

barbara alberigo 27.05.05 18:15| 
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Grillo sei un ciarlatano senza scrupoli...

Tu butti lì tante frasi... ma dici tante cazzate imputandole a chi non ha nessuna colpa...

Solo perchè ti fa comodo...

IL DEBITO FORMATIVO NELLE SCUOLE NON L'HA MESSO LA MORATTI...

Ma è vero, tu la scuola non sai neanche che cos'è... perchè non hai sudato 18 anni sui libri di scuola come ho fatto io!

Non è con l'esame di riparazione a settembre che si fa imparare una materia ad uno studente, ma con insegnanti che lavorano con criterio e che non chiedono l'aumento lavorando tutti i giorni fino alle 14

Luca Morini 27.05.05 10:37| 
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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà:se ce n'è uno,è quello che abitiamo tutti i giorni,che formiamo stando insieme.Due modi ci sono per non soffrirne.

Il primo riesce facile a molti:accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:cercare e saper riconoscere chi e cosa,in mezzo all'inferno,non è inferno,e farlo durare,e dargli spazio.

da "LE CITTA' INVISIBILI" di Italo Calvino.

nicola cellamare 27.05.05 10:11| 
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Per la Sig.ra Tadini:

la ringrazio molto della sua risposta.

Io abito in Francia e qui è possibile far entrare i bambini alla materna dietro condizioni, di cui una è che non portino il pannolino di giorno né durante il riposino pomeridiano. Ogni bambino di meno di tre anni viene accettato a discrezione del direttore della scuola, in accordo con l'insegnante. L'ètà legale è tre anni ma per i più piccoli si valuta caso per caso (alcuni sono ammessi in prova e se non abastanza indipendenti per intergrarsi vengono rimandati a casa). Fin'ora il sistema funziona benissimo, ma ammetto di non conoscere le differenze tra i programmi francesi e quelli italiani per la piccola infanzia. Mio figlio ha frequentato il primo anno di materna in Italia ed il secondo in Francia. Praticamente il primo anno lo mettevano a pascolare con altri bimbi, attività quasi inesistenti. Ma il mio giudizio è di parte: sono scappata in Francia per estirparmi dalle sabbie mobili italiane (ok, sono scappata, lo ammetto ;) ).

Stéphanie Donatantonio 27.05.05 09:28| 
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X Palazzani
Sei come una boccetta di peperoncino nel culo!!!
Sei tu che continui a criticare e non vedi che il Beppe lo dice di sbattersi ognuno nel proprio piccolo per cambiare lo stato delle cose.
Percui sbattiti e non rompere!!!

Michele Cervini 26.05.05 23:55| 
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Ringrazio Maria Talamona per la gentilezza con cui mi ha risposto, anche se non posso dire che le noizie che mi ha dato mi abbiano reso felice e vorrei rispondere a
Stéphanie Donatantonio

Carissima Stéphanie,
non so se Beppe riuscirà a trovare il tempo di risponderti, ma intanto posso dirti qualcosa io in base alla mia esperienza.

Non contesto quello che dici, ma lavorando alla materna (ops!!! scuola dell'infanzia!!!) in modo continuativo da 4 anni posso dirti che i bambini di 2 anni e mezzo avrebbero bisogno più di cure ed assistenza che delle proposte didattiche che negli ultimi anni si stanno proponendo ai bambini dai 3 ai 6 anni.
La proposta della Moratti mira certamente ad agevolare i genitori che non possono permettersi di mandare i figli al nido, ma non aiuterebbe certo il proseguimento della scuola dell'infanzia sulla strada che la rende, appunto, una SCUOLA. Per farti un esempio: a 3 anni si da per assodato che il bambino abbia raggiunto il controllo sfinterico, ma nonostante questo qualche bambino di 3 anni che porta ancora il pannolino ci arriva lo stesso e, ovviamente, quando è necessario va cambiato. Non sto contestando questo compito, ma tu immagina se su 25 bambini come ne ho adesso anche solo 10 fossero da cambiare più volte al giorno... vuol dire che io smetto di fare laboratori per età o qualsiasi altra attività in sezione(nella mia scuola le classi sono miste con bambini di 3, 4 e 5 anni), vuol dire che vado in bagno con un bambino per volta e gli altri a chi li lascio?
E questo è solo un esempio...
Gli inserimenti a gennaio sono un'altra mega cavolata perché quando il lavoro ormai è ben avviato lo devi inrerrompere per permettere ai nuovi arrivati di ambiantarsi... e comunque l'anno dopo ripartono da capo, a meno che non vogliano fare l'anticipo per le elementari, certo!!!

Antonella Tadini 26.05.05 19:02| 
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Come mamma non posso dirmi che preoccupata da quello che nell'insieme questa riforma ci prospetta. Sono moliti i punti su cui mi trovo in disaccordo con la signora Moratti. Personalmente confido in una controriforma in particolare modo per la voluta "regressione" circa il libero accesso alle università... in senso generale sono per aprire più possibilità ai giovani alunni e studenti e non per chiudergli eventuali sbocchi.

Michela Caldarella 26.05.05 16:12| 
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x beppe
ciao sono matteo da firenze senti come mai in questo breve articolo non hai spiegato come reagisce un ragazzo di 13 anni dopo la lettura della legge dalla signora moratti,come era stato
fatto nel tuo spettacolo a firenze!!!!

matteo anichini 26.05.05 16:01| 
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Non sono d'accordo sulla polemica dell'età minima per entrare in scuola materna. Proprio perché a quella età sei mesi sono tanti, ci sono bimbi con grado di sviluppo molto diversi. Alcuni sanno parlare, disegnare e colorare, e postrebbero anche andare a scuola perchè saprebbero raccontare cosa hanno fatto e se sono stati infelici o no. Altri sono degli "impapiti" persino a tre anni e mezzo, e forse proprio per questo potrebbe giovargli cambiare ambiente. Per non parlare della mancanza di asili nido, e dei bimbi che compiono 3 anni a gennaio. Avrei gradito che il Sig. Grillo sviluppasse di più i suoi dubbi in merito alla questione.

Stéphanie Donatantonio 26.05.05 15:38| 
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Vanità...Vanità.
In un modo o nell'altro è evoluzione.
Cambiano le leggi, le regole e le convenzioni...è la natura dell'uomo che, nonostante tutto, rimane identica. E tutto scorre !

Anna Giordano 26.05.05 15:15| 
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Per Antonella Tadini,

cara Antonella è proprio così: 50 crediti per superare l'anno di prova. Si tratta di lavoro a punti (non ti suona strano detto in questo modo?) e se non raggiungi la quota prevista, non passi l'anno di prova. Ti dirò di più: potendo finalmente frequentare tutti i corsi, mi sono iscritta ai dl 59 e, esagerata come sempre, ho scelto sia quello per tutors da 80 punti che quello di informatica da 48. Ora aggiungerò qualche euro e mi prenderò il servizio di cristallo. Scherzi a parte, ho quasi 200 punti di che? Dovrebbero rappresentare le circa cento ore on line di lavoro. Mi chiedo per esempio perché non si possa fare in modo di avere pacchetti gratuiti di ore di connessione corrispondenti alle ore in rete previste dai corsi? Sarebbe troppo?!
Cara Antonella, ti capisco perché anch'io ho superato corsi abilitanti e concorsi, sono stata funzione strumentale ed obiettivo in scuole diverse e se il mio contributo è stato utilizzato e apprezzato è solo grazie a Dirigenti Scolastici che hanno saputo guardare oltre il loro naso e la burocrazia scolastica. Ho potuto per esempio frequentare lo scorso anno il corso C2 (per responsabili delle infrastrutture tecnologiche) solo grazie alla loro segnalazione, ma soprattutto grazie al fatto che mancavano iscritti ad un corso tanto impegnativo. Morale: la mia scuola da due anni non spende una lira per la manutenzione dei PC, per la costruzione del sito o per la LAN perché, grazie alle mie conoscenze di base e a quel corso, ora ci penso io. Se i Presidi non mi avessero iscritto e si fossero attenuti rigidamente al regolamento ora non farei nulla di ciò che ho imparato.
Un caro saluto

Maria Talamona 26.05.05 14:55| 
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Senza contare le tonnellate di carta che vengono sprecate per permettere a questa bestia di Satana di portare avanti la riforma.e poi ci sono i questionari per i genitori nei quali si chiede:il bambino è sonnambulo? parla nel sonno?...domande che fanno pensare a un tentativo di inventare nuove forme di disagio,giusto per rovinare la vita a qualcuno.è un merdaio,caro beppe,e il giorno che la moratti si troverà davanti al nulla,il nulla ci rimarrà malissimo.
Mattia "Maler" Andreoli

mattia andreoli 26.05.05 13:36| 
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prima ancora di riformare la scuola, eliminerei i genitori che raccomandano i figli ai propri insegnanti dalla prima elementare (come la chiamavamo noi) fino alla maturità (grazie ai debiti formativi... all'università arrivano anche gli analfabeti: 38 errori di ortografia e di grammatica fatti da uno studente!).
impedirei qualsiasi incontro personale, ma solo riunioni generiche con "tutti presenti".
è deprimente e poco stimolante vedere avanti persone ignoranti ma con genitori (chissà perché') potenti pur avendo un cognome qualsiasi.
comunque non importa se i nomi cambiano, se i bambini sono costretti a fare di più... le scuole private hanno sempre avuto programmi di questo tipo, solo che nessuno lo sapeva. per esempio, io sono cresciuta così... il problema era che i bambini che andavano nelle scuole statali/comunali mi sembravano molto più addormentati e privi di interessi forti e stimolanti.

Chiara Gaggero 26.05.05 11:45| 
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insegno anch'io, anche se da pochi anni (6). ho iniziato a 24, ma adesso tra progetti, riunioni, pof, uda e altro, la scuola mi delude.... però non mollo.

forse entrerò in ruolo all'età della pensione, non mi interessa, è il mio lavoro e stare con i raggazzi è l'esperienza più entusiasmante del mio lavoro.... alla faccia delle cartacce.

Pasetto Paola 26.05.05 09:53| 
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Essendo le 3 del mattino non mi sento particolarmente brillante; il mio commento e solo questo:
Non ho mai visto una str##zata piu pazzesca di quel ridicolo albero del progetto futuro... o come si chiama. Io ho vent`anni e mi considero una persona bbastanza brillante e nonostante cio non ho idea di quali saranno i rami della vita che percorrero e quali siano i sistemi di apprendimento a me piu congeniali. Quella dell`autovalutazione mi sembra poi una cosa inutile e negativa per l`autostima dei bambini meno sicuri di se.
La cosa che mi ha colpito di piu, pero, e che un bambino di otto anni deve si essere in grado di progettare il suo futruro, ma e allo stesso tempo considerato cosi idiota da doversi sorbire degli schifosi ideogrammi, che tra l`altro non fanno altro che confondere -vedasi il pianoforte-. Infine, perche mai un ragazzino che butta il suo tempo a fare queste idiozzie qui dovrebbe conoscere parole come RAPPRESENTAZIONE ICONOGRAFICA ? E in quale futuro di m##da potra mai sperare dopotutto?
Questa bella trovata ricorda poi nella sua veste grafica quei libretti vergognosi che davano alle piccole baionette nel ventennio, disegnino della maestra e parole ingigantite in particolare. Bella roba, davvero.
Una nota positiva: senza dubbio questa riforma mettera finalmente una pezza all`annoso problema della fuga di cervelli all`estero. NOn ce ne saranno piu. In compenso avremo tanti bei rin######niti in piu da sfruttare e abbindolare. That`s the italian style.

Alessandro Ulemba 26.05.05 03:20| 
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Scusate l'ingombro... La mia generazione ha studiato con un solo insegnante per l'intero ciclo elementare ed ha completato la propria istruzione al vecchio modo: tra tanti mediocri annovera buona parte dell'attuale classe dirigente del paese, oltre che scienziati, letterati, intellettuali, santi poeti e navigatori. La facciamo un'anagrafe dei ruoli, prima di dichiarare bancarotta e buttarci tra le pezze e gli scampoli? Mi ha istruito la scuola, mi ha persino educato. Eroici insegnanti hanno ancor prima alfabetizzato e ricostruito l'Italia, coronando la loro opera con successo, mi sembra. Dovremmo dedicargli un monumento come al Milite Ignoto. Se nel '68 abbiamo messo a ferro e fuoco la Pubblica Istruzione è stato per una larga istanza sociale, che non si limitava a voler migliorare gli standard. Volevamo una scuola più popolare, una università che non fosse feudo o area di parcheggio e prospettasse invece lavoro e progresso per tutti. Nessuno oggi dubita che gli insegnanti debbano essere pagati meglio, che si debbano tutelare i loro diritti così come quelli di qualunque altro lavoratore. Ma garantisco che molti come me sono vagamente urtati dalle indicazioni tecniche e dai contenuti sindacali che gli insegnanti sovraespongono in tutti gli spazi dedicati all'Istruzione; nei bei tempi andati il contenuto delle rivendicazioni era molto più politico e partecipativo. Perdonatemi la stronzaggine, ma se un insegnante per capire che i problemi di questa società non sono soltanto suoi deve proprio star male, allora gli auguro di stare peggio. Guardate il disastro che sta combinando la riforma del lavoro in tutto il Paese, le condizioni di miseria fisica e morale in cui minaccia di ripiombare il Mezzogiorno. Avete appreso i primi segnali dalle elezioni a Catania... vi andrebbe una Moratti-bis, professori di buone speranze? Ma perchè nelle vostre rivendicazioni non denunciate l'organizzazione delle gerarchie universitarie in congreghe e massonerie varie, il modo di dividere posti e risorse, le corsie preferenziali e underground... se è da lì che provenite e se queste cose le gridavate nei cortei e durante le occupazioni, da studenti? Perchè non suscitate il problema del degrado nelle periferie, prima ancora di parlare di evasione scolastica? Perchè non invocate a gran voce e insieme agli altri soggetti il ritorno dello Stato nei quartieri a rischio (notevoli, nel Sud) garantendo lavoro e legalità a chi è predestinato alla manovalanza criminale ed al voto di scambio? Chi vuole essere maestro non può esimersi dall'essere, alla lettera, cittadino esemplare.
Il limite dell'attuale leva di insegnanti è, a parere mio, di volere supplire con la tecnica psicopedagogica a lacune culturali gravi: manca innanzi tutto - se non è così, datemene segnale, vi prego - la capacità della Scuola di riflettere su se stessa, di assumere consapevolmente il proprio ruolo nelle contraddizioni presenti. L'istruzione deve trasmettere cultura, compreso il background tecnologico che permette ad un bambino di orientarsi in Internet meglio che tra gerundi e tabelline. Ma la formazione al lavoro è un problema che non può sobbarcarsi da sola. Educare, egualmente, investe tutto l'ambiente in cui vivono i nostri figli, compresa la famiglia. Porco mondo, se il PRIMO - dico il PRIMO in tutti i sensi - mattone dell'istruzione è la lingua, posso accettare che la scuola italiana non prenda posizione nettamente contro l'ingerenza della pubblicità nei processi di formazione del pensiero? Contro l'assedio televisivo che declassa il linguaggio dei nostri figli? Sono apocalittico, furioso? Molti professori queste cose le riferivano con sussiego ai loro esaminatori, se sfioravano nomi come Chomsky e Neurolinguistica. Oggi un sedicenne possiede la metà del dizionario di un coetaneo della mia generazione: questi sono i fatti. E a scuola gli prospettano uno schema opinabilissimo che simula i processi del pensiero, precostituendo un itinerario critico. Stiamo applicando il Test di Turing agli esseri umani! Ma non avete tutti insieme la forza di dire alle famiglie dei vostri alunni SPEGNETE LA TELEVISIONE.

sergio pensato 26.05.05 01:33| 
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Totalmente in disaccordo (come quasi sempre).
Per capire come la Moratti sia comunque meglio leggere Segmenti e bastoncini (Feltrinelli), vecchio di qualche anno, impietosissima critica della fallita riforma berlinguer (perché si criticano le leggi col nome, se poi il nome viene messo dai giornalisti?)... e non ci sono poi le leggi nominali di sinistra (e la legge Bassanini? e... e... eh?). I pregiudizi implicano metà giudizio (Camus)

Paolo della Sala 26.05.05 01:04| 
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x alessio zini
ciao alessio, ti rispondo, e lo faccio con rispetto per le tue idee, polemicamente se vuoi, ma pacatemente. ho fatto anche un giro nel tuo sito e , anche se non ho potuto leggere tutto, in generale l'ho trovato simpatico, allegro. Io credo nel sacrificio personale di ognuno x ottenere dei risultati perchè questo, oltre che pervenirmi dalle mie idee, mi arriva anche dalla mia esperienza diretta. Capisci la differenza ?
tu, mi è sembrato di capire, sei molto giovane e questo non prelude da parte mia alla solita paternale del 40enne che non crede nei più giovanmi di lui (o i meno vecchi, fai tu). Conosco troppo bene i ragazzi per fare questo errore, suono con ragazzi che hanno 20 anni meno di me e quindi penso di conoscervi abbastanza bene, insomma non superficialmente. Voglio solo dire che a me l'esperienza ha insegnato che troppo spesso emergono solo quelli che si sanno vendere meglio, magari non sanno fare/dire una beata fava, ma fanno scendere quel po' di apparenza direttamente dalla cintura di orione. A me è capitato di essere valorizzato per quel che so fare (poco o tanto è quello che riesco) solo nell'ambito del servizio pubblico e questo x una montagna di motivi che x non annoiarti non ti elenco. Prima nell'impresa privata ho trovato spessissimo lavativi leccaculi che facevano carriera solo x la capacità di fare quel poco al momento giusto, e dovevi pure cercare di non scontrartici altrimenti potevano essere anche cazzi amari. Adesso che la mia azienda è privatizzata e quotata in borsa, ho rivisto riaffiorare i soliti fenomeni. Sarà che chi usa queste pratiche è avvantaggiato nel riaffiorare data una curiosa tendenza al galleggiamento, la spiegazione scientifica la lascio a te, visto che mi hai dato del superficiale !
Che pèosso dirti ? non credo che sia superficiale Valentina, così come non credo di esserlo io. Non fosse altro perchè anch'io come te ho la passione per la musica e per la lettura, cose che mal si conciliano con la superficialità, non credi ?
un saluto anche a Valentina, vincenzo.

vincenzo gitti 26.05.05 00:42| 
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Per Maria Talamona:

ma davvero c'è da compilare un questionario così allcinante?

Io ne ho sentita un'altra: ho saputo che alcune mie colleghe entrate in ruolo quest'anno devono preparare, oltre alla tesina, un certo numero di elaborati scritti per accumulare 50 punti di crediti. Ora, se questo è vero, mi chiedo cos'altro dovrò dimostrare io, quando toccherà a me (???) con 3 concorsi + 2 corsi abilitanti superati ed una laurea. Di saper fare un tema? (io continuo ad ostinarmi a chiamarlo così!!!)

Antonella Tadini 26.05.05 00:26| 
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Mia madre è una maestra elementare e quindi sono piuttosto vicina a questo problema.

Ovviamente l'obiettivo non è riformare l'educazione in quanto servizio ai cittadini, ma di togliere lavoro a molte maestre per dover spendere meno soldi.
Infatti sarà ripristinata la maestra unica nella classe (come negli anni Cinquanta) e gli altri faranno dei "laboratori" di canto, informatica, disegno. A cosa possano servire nella società di oggi, beato chi lo capisce.

Se proprio devono effettuare tagli, penso io, lo facciano in settori che siano meno importanti: poi ci lamentiamo della "fuga di cervelli" all'estero e del fatto che nel resto del mondo sono più evoluti di noi. Bè, con l'istruzione che promettono di darci, non mi sorprende.

Lisa

Lisa Vitolo 25.05.05 23:26| 
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Scusate, visto che si parla di bambini: qualcuno mi spiega perchè nei venti (20) minuti di cartoni animati serali la RAI infila ben tre spazi pubblicitari? Ma non c'era una legge che impediva o limitava al massimo la pubblicità durante i programmi per i bimbi?

luisa Pasuto 25.05.05 23:20| 
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Consiglio di leggere anche il libro "Una barca Nel bosco" sempre di Paola Mastrocola. Detto questo, mi trovo in linea con i coleghi insoddisfatti della riforma "Morattti".Le grandi parole della riforma, sono solo...parole, ideate da chi non ha mai operato nella scuola, soprattutto nelle scuole dove vi sono gravissimi disagi (sociali, culturali, economici)ad esempio nelle scuole situate nelle periferie delle grandi città .Avete presente i Piani di studio Personalizzati? (PSP), e gli OSA, e gli OF, e il PECUP...e così via. Quanti di voi nel corso di questo disastroso anno scolastico sono riusciti a personalizzare i piani di studio, ad esempio insegnando (Matematica, Scienze, Inglese, Informatica) in una classe formata da 25 alunni, di cui uno diversamente abile, senza compresenze, con la riduzione oraria (da 30 a 27 ore),andando in supplenza durante le ore di religione?
I Piani Nazionali, dovrebbero indicarci, con una certa elesticità nei tempi (tanto per non stressare i nostri alunni), quali obiettivi gli alunni devono raggiungere alla fine della scuola Primaria (beata la scuola elementare), visto che abbiamo l'obbligo di personalizzare i percorsi didattici, ed invece no..sono stracolmi di contenuti: es scienze secondo biennio classi IV e V usare la livella e il filo a piombo; matematica:sempre secondo biennio, ricerca di informazioni desunte da statistiche ufficiali,ISTAT ecc..Inglese: saper esprimere i propri stati d'animo (due ore settimanali di lingua).......potrei andare avanti così per altre, innumerevoli pagine, quante sono quelle dei Piani Nazionali.Ho anche una classe terza, quindi fine I biennio, e non ho raggiunto tutti gli obiettivi indicati dai Piani Nazionali, ho adottato la "Pedagogia della Lumaca". Avrò delle conseguenze per questo? Spero di no, intanto invito tutti i colleghi che veramente credono in una scuola che educa, che forma, che offre cultura di rispettare i tempi dei nostri bambini, già in famiglia hanno i loro problemi. Grazie per l'attenzione.
Chi di voi ha seguito i corsi Indire DL59? Sarebbe interessante qualche commento in proposito

Marina Nassuato 25.05.05 23:03| 
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Sono una dei fortunati neoimmessi in ruolo dopo soli 10 anni di precariato. Adoro stare con i miei ragazzi (ex medie) e vederli incantati di fronte ad un Achille infuriato letto sull'antologia o scoprirli entusiasti per un insolito viaggio virtuale alla scoperta di Francia e Regno Unito: è solo questo ciò che mi fa andare avanti!
Ho sempre creduto nella necessità di approfondire le mie conoscenze e tutti i corsi più interessanti mi sono stati preclusi perché insegnante non di ruolo. Ora ho il DOVERE di formarmi in un solo mese (a maggio) con un una serie di incontri, su cui preferisco non esprimermi, per POTERE imparare a fare lo stesso lavoro che svolgo appunto da un decennio.
Vorrei soltanto proporre almeno una domanda tra quelle presenti nel questionario che ci è stato chiesto di compilare (13 pagine!!!).

Ritiene che l’esperienza come docente precario sia soprattutto: (può scegliere fino a due risposte)
1. Un utile apprendistato, per poter imparare il mestiere
2. Una fase da sfruttare per orientarsi, prima di decidere se l’insegnamento è davvero la professione da svolgere in futuro Vedi sopra
3. Un lungo “rituale di iniziazione”, che la scuola utilizza per selezionare solo gli insegnanti più motivati, scoraggiando gli altri
4. Un iter logorante, che può portare alla perdita di motivazione per l’insegnamento
5. Una fase umiliante della vita professionale, in cui ci si sente ingiustamente sfruttati
6. Altro (specificare) …………………………….

Chiedo io se c'è altro da aggiungere mentre umilmente ringrazio il MIUR per l'utile apprendistato che concede a tutti i docenti, ma soprattutto per la continuità didattica che garantisce ai nostri figli.
Un caro saluto a Beppe e a tutti voi.

P.S. manca la scuola nel muro del pianto!!!

Maria Talamona 25.05.05 22:47| 
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Scusate tutti (ma non la moratti).
Io questa moratti, più la guardo e più
riscontro degli aspetti strani, come dire
satanici, diabolici. Mah!
Tante sensazioni può trasmettere ma di sicuro
non quello di una Signora, di una Donna,
figuriamoci poi se olistica.

giosuele.volante@tin.it

giosuele volante 25.05.05 21:05| 
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Vorrei rispondere a Valentina Romano, in quanto credo abbia fatto riferimento ad una mia frase, relativa al fatto che alla materna si fanno 25 ore e non 18.
Prima, però vorrei premettere che concordo pienamente su tutto quello che hai scritto e che il mio commento non era certo mirato a "farci la guerra tra di noi", ma solo a segnalare che c'è anche chi fa più ore in classe (ed è una realtà, puoi negarlo?). E adesso anche per la materna ci vuole la laurea, ma immagino che non ci aumenteranno lo stipendio...
Detto questo:
- è vero che io non ho compiti a casa da correggere, però mi è capitato di avere programmazioni da stendere, schede da preparare, progetti, valutazioni, inventare poesie per i bambini, scrivere verbali di riunioni in quanto a scuola non ho ore per farlo, sono SEMPRE con i bambini. In questo periodo, per esempio, sto facendo i profili dei bambini e le schede di passaggio per le elementari.
- In passato ho lavorato alle elementari, dove sì avevo quaderni da correggere, ma anche 2 o 3 pomeriggi alla settimana e di ore ne facevo 22.
- Un'altro punto su cui non concordo è che sembra tu denigri le persone che hanno anni di precariato alle spalle ed entrano in ruolo dalle graduatorie permanenti. Beh, io sono una di queste... alla maturità ho preso 38/60, poi però sono andata all'università e mi sono laureata in Lettere con 110/110, ho superato due concorsi alla materna (adesso i voti a memoria non li ricordo, ma se vuoi li cerco e li scrivo), un concorso alle elementari e un corso abilitante sempre per le elmentari, infine non ho superato l'ordinario per le medie e superiori, ma ho superato con il massimo punteggio l'abilitante per le classi A043 e A050. Mi sembra che proprio proprio ignorante non sono, no? E ti dirò che più di tutti questi concorsi e studi fatti quello che mi è servito di più per insegnare è stata l'esperienza sul campo.
- Infine: scusami se mi sono lasciata trascinare, ma pochi tra i professori delle medie che ho visto ai collegi docenti in questi anni mi hanno portato a credere quello che scrivi... tuttavia so che è vero perché gli insegnanti validi nella scuola CI SONO, forse sono solo esasperati da tante inutili perdite di tempo dei loro colleghi (non mi sto riferendo a te, ma a quelli che ho conosciuto personalmente).

Antonella Tadini 25.05.05 20:42| 
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L'assurdo della nostra Italia imbambolata è che spesso conosciamo i mali e sappiamo perfino proporre i rimedi, eppure ci facciamo puntualmente prendere per il naso da chi muove le leve... non voglio divagare, ma credo che il nostro comportamento collettivo sia imputabile per una buona parte alle radici cattoliche della nostra cultura, evidentemente difficili da estirpare: stentiamo a realizzare una società laica, che si esprima al di là dei pregiudizi ideologici e delle tessere di partito. Da parte mia, ho un'educazione cattocomunista e riconosco almeno una debolezza di fondo nel mio catechismo: l'apparato politico, già prima della fine del Bipolarismo, nella nostra società si fondeva per i comuni interessi (considerate la divergenza di trattamento economico tra un parlamentare e i comuni cittadini di serie B) e diventava organico al regime, connotandosi oggi come una tecnocrazia del consenso. Cosa intendevano i dinosauri come me, quando dicevamo che il PCI si imborghesiva senza rimedio? Il problema del monopolio televisivo di Berlusconi è gravissimo, ma a monte c'è la questione di come utilizzare la TV; se deve continuare ad essere un sostrato per i network che spacciano spot, o altrimenti vogliamo tagliare la grande rendita parassitaria della pubblicità ed impedire che si reinvesta in potere occulto. Non voglio vendere la mia mercanzia, dico e concludo che i rapporti di classe( appesantiti ulteriormente dall'attuale modello di sviluppo) costituiscono in ogni epoca il punto cruciale; e quindi dovremmo romperci la testa per trovare un'alternativa reale al mondo in cui ci arrangiamo; sono molto scettico sulla praticabilità di soluzioni parziali, di una democrazia limitata intanto che la globalizzazione ingoia tutte le connotazioni di classe nella semplice opposizione di possidenti e precari. Scusate lo sfogo... e torniamo a sta benedetta istruzione. 1) L'Università deve fare ricerca e promuovere lo sviluppo; 2 gli insegnanti, a tutti i livelli, devono essere preparati e ben motivati; 3 l'istruzione di base dev'essere realmente gratuita; 4 l'orientamento ed il controllo della scuola devono essere saldamente controllati dallo Stato, s'intende nel pieno ripetto della democrazia. Se si gioca pulito, non è particolarmente difficile. Qui invece si cambia tutto e non si cambia niente. Ad ogni riforma aumentano esponenzialmente i disagi e le complicazioni, col risultato di sfinire i cittadini e distrarli fisicamente dai molti concretissimi punti deboli che potremmo invece, se ci fossero tra noi unità e coordinamento, attaccare. Primo tra tutti, lo scandalo dei libri di testo: vi sembra plausibile costringere gli alunni a ricomprare l'edizione di un classico dopo un anno appena, perché hanno modificato i commentari? Eppure ricordo l'insediamento di una commissione parlamentare presieduta da autorevoli esponenti della Sinistra, allo scopo di studiare (?) il problema. Siamo al punto di partenza. Per il poco di politica che faccio, constato che mai uno schieramento è compatto; il torto dei professori è di presentarsi all'opinione pubblica come uno e non denunciare invece divisioni e contraddizioni tra di loro. Aree di potere, favoritismi, negligenti e collusi, orticelli meschini finiscono nello stesso fascio dei virtuosi. No, neppure gli insegnanti sono tutti uguali, e sarebbe bene che la democrazia entrasse di fatto nei processi più intimi della scuola. Se oggi è possibile una mostruosità come la Moratti, non si è fatto abbastanza. Non sindacalizziamo eccessicamente l'istruzione il cui fondamento è politico, perchè appartiene a tutti. Penso modestamente che dovremmo chiedere il conto PRIMA delle elezioni a tutti i partiti politici ed imporre come prassi che i programmi contengano orientamenti e impegni concreti, non promesse vaghe. Invece dei cartelli elettorali, delle telepromozioni e della cattiva informazione. Chiunque affida ad un architetto la realizzazione della propria casa lo licenzia , appena quello gli espone un disegno incompiuto in luogo del progetto; perchè dobbiamo poi essere così irresponsabili nell'affidare le sorti dello Stato?

sergio pensato 25.05.05 19:20| 
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Non capisco come ciò che dice Alessio sia in contraddizione con le mie affermazioni! Quest'individuo, che forse è un insegnante, forse no, che ne sa di quante volte ho parlato in classe di sacrificio, impegno, dedizione? Di quante volte ho spiegato loro che nella scuola, nello sport, nel lavoro, nulla si ottiene senza fatica? Che la scuola, quindi, non è che una metafora di ciò che li aspetta più avanti? E poi, che significa che noi non siamo danneggiati perchè apparteniamo al vecchio sistema?? E' il ruolo dell'insegnante che viene svilito da questo progetto di scuola; in ogni caso non mi preoccupo per gli insegnanti di domani, ma per tutti gli adulti di domani se, come dice Alessio, non avranno la cultura dell'impegno. Quella serve anche per fare l'idraulico! (ma è sicuramente un'altra affermazione superficiale!!!)

Valentina Romano 25.05.05 19:16| 
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A questo punto intervengo anche io.

Trovo le affermazioni di Valentina Romano e di Vincenzo Gitti molto superficiali.

- Il sacrificio non basta. Ci vuole un sistema che premi il sacrificio.

- Il sistema "cambiato" non danneggia gli insegnanti di adesso...perchè appartengono al vecchio sistema! Ma gli insegnanti prossimi, quelli avvenire, cresciuti con l'idea del DEBITO FORMATIVO, secondo voi possono avere in testa l'idea del SACRIFICIO? O della DEDIZIONE?

O CON L'IDEA CHE PER AVERE OCCORRE STUDIARE E AVERE RISULTATI?

Possono avere l'idea che le aspirazioni non basta desiderarle, non basta volerle, non basta avere una predisposizione, ma occorre COLTIVARLE con serietà?

Ragazzi miei, mi sa che qui ci dobbiamo dare una bella svegliata.

Alessio Zini 25.05.05 19:02| 
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Mi sorge un dubbio...sulla copertina della rivista inglese manca qualcosa...la Sardegna.

Ignoranza anglosassone in fatto di geografia o il nano malefico ha spostato di notte il recinto della villa fino ad occuparsi tutta la regione? :-)

Adriano Cresto 25.05.05 18:39| 
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X Vincenzo
Hai ragione! Il rispetto (per le idee e per le persone) può essere insegnato solo con l'esempio. Ma quanti sono gli adulti che mettono in pratica questa semplice regola? Ad esempio, il mio Dirigente scolastico, poichè dissentiva dalla mia valutazione (positiva!) su alcune alunne, ha detto ai genitori in mia presenza che io "dico cose senza sostanza"! E' già un miracolo che loro mi rispettino ancora! Altro esmpio: la collega politicamente orientata (F.I.) che puntualmente a ogni sciopero fa allusioni ai colleghi "che hanno voglia di prendersi una vacanza"... e tocca spiegare che questa "vacanza" ci costa 50€, e ci sarebbero modi meno costosi per riposarsi... Del resto, vivo nella bergamasca, la terra del pregiudizio per eccellenza: verso i milanesi (si danno troppe arie), i meridionali (tutti lavativi), gli extracomunitari (tutti delinquenti), gli insegnanti (si danno troppe arie, sono lavativi e a volte anche delinquenti)...per carità, non tutti la pensano così; non tutti sono muratori ignoranti, non tutti sono leghisti, non tutti parlano male di noi...ma la tentazione di generalizzare è forte, specie quando si è esasperati! Dobbiamo però guardarcene bene, perchè TUTTI i pregiudizi sono scemi, che si avvicinino o meno alla verità, e bisogna ricordare che I BAMBINI CI OSSERVANO!

Valentina Romano 25.05.05 18:29| 
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x Valentina Romano
...centro perfetto !!
mia moglie insegna da 23 anni, prima maestra unica, poi nei moduli (ci ho messo un po' a capirli poi mi sono reso conto), adesso insegna francese (2^ lingua, scuola elementare dal 1995....che ha inventato la signora moratti??)
se il pupo è bravo è lui che è un genio, il nuovo Einstein. Se non riesce sono gli insegnanti che non fanno un piffero !!
a proposito, una domanda :
mia moglie ha partecipato a un concorso, piazzandosi bene, a 18 anni, subito dopo la maturità, dopo essersi iscritta a psicogia e pedagogia all'università (pensa che speranze aveva di vincere il concorso..) ; le hanno offerto il posto per graduatoria, niente "spinte", niente tessere nè politiche nè sindacali, e lei ha accettato e dopo 23 anni fa il suo lavoro con passione e entusiasmo come il primo giorno. io ho partecipato a un concorso da saldatore, nel frattempo ho ripreso a studiare da solo per conseguire il diploma, raggiunto dopo 5 anni di tempo libero sacrificato alla causa, (anch'io non pensavo di riuscire).
34° su 1200, con 90 posti a disposizione, 7 mesi e assunto, (adesso sono 15 anni), anch'io senza spinte o tessere. cos'è ? siamo casi anomali ?
oppure facciamo parte (credo io ) di una maggioranza di persone che arriva da qualche parte, magari senza grandi cose, ma che ci arriva col sacrificio, con i propri mezzi, senza barare come si fa nel libero mercato per esempio (falso in bilancio, truffe, bancarotte fraudolente... contabilità creativa insomma)?
perchè ci deve essere sempre qualcuno che offende, denigra attraverso luoghi comuni da sottosviluppeti mentali ??
non credi che ci sia bisogno, da noi adulti intendo, di un po' di rispetto per il prossimo ?
cosa pretendiamo di insegnare a i piccoli, se siamo noi adulti i primi portatori scemi di pregiudizi ? perchè dobbiamo sempre pensare che è solo la nostra fetta di pane che ha anche la crosta oltre la mollica ?
hai capito che non mi riferisco a te, ma è a te che chiedo un commento .
grazie, vincenzo

vincenzo gitti 25.05.05 17:36| 
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Rispondo a Vincenzo:
Ho letto tutti gli interventi del sig. Crema, di cui condivido la sostanza ma non la forma. Capisco però l'esasperazione, perchè dopo otto mesi e mezzo siamo tutti un po' tirati. Molti dei miei allievi sono, e sono stati, dei barbari spalleggiati da genitori ignoranti; altri sono ragazzini "che capiscono poco" e hanno genitori a volte rassegnati, a volte indifferenti; c'è per fortuna una minoranza di ragazzini intelligenti, responsabili, svegli. Quelli che mi ricordano ogni giorno perchè ho scelto questo lavoro. Quelli che, guardacaso, hanno alle spalle genitori che, colti o meno, sanno trasmettere loro dei valori, ritagliano ogni giorno tutto il tempo che possono per coinvolgerli in attività formative, li lodano e li rimproverano quando è giusto farlo. In dieci anni di insegnamento ho capito almeno questo: se scuola e famiglia operano insieme, non c'è cattiva riforma che possa far danno; se la famiglia pensa agli insegnanti come a dei fannulloni con uno stipendio da miserabili ma comunque troppo alto per ciò che fanno, neanche un miracolo potrebbe far funzionare il sistema dell'istruzione...

Valentina Romano 25.05.05 16:55| 
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Non sono un insegnante, ma ho sentito che i ministri di questi ultimi governi e coloro che lavorano per loro, non hanno mai insegnato o non lo sono neanche.

Per me è sconcertante che una riforma della scuola sia fatta da persone che non hanno mai insegnato.

In questi ultimi anni, inoltre, le varie riforme sono state osteggiate da quasi tutto il corpo insegnante: perché un ministro non ne tiene conto? Così facendo va a farsi benedire il suo specifico ruolo (il ministro) dimostrandosi un despota.

Cosa c'è che non andava nella nostra scuola?
Se il risultato sono le magnifiche menti di chi ci ha governato in questi decenni (non è solo Berlusconi & C., ma anche il D'Alema non scherza; senza considerare il Rutelli) è vero! La scuola era scandalosa!

In Italia, per fortuna, non esistono solo coloro che ho nominato (ce ne sarebbero altri, ma la lista è lunga), ma, penso, ci siano persone uscite con una più che buona istruzione e formazione (sbaglio o nel secolo passato qualche premio nobel lo abbiamo avuto anche noi).

Circa venticinque anni fa, alla RAI, dissero che un'indagine internazionale collocava l'Italia e la Germania al primo posto come qualità scolastica, mentre la scuola pubblica americana risultava all'ultimo posto.
Un articolo di circa sette/dieci anni fa, sul "Resto del Carlino", riportava analoghi risultati.

Gli italiani, a quanto pare, non erano poi così ignoranti, al contrario.

Cosa si doveva cambiare nella scuola se i risultati erano molto buoni?

E' certo che ora, dopo le varie riforme, siamo veramente caduti in basso (di solito si cambia per migliorare non per peggiorare) e non è che cambiando i nomi la scuola risulterà migliore (la faccenda dei nomi è per caso colpa della ISO 9000?).

Una riflessione sui questionari di autovalutazione:

Come può un bambino, ma anche un ragazzo, sapere cosa vuole fare o dove vuole andare, quando, al contrario, cercano figure che indichino loro una traccia?

Qualcuno di voi, in un viaggio, si farebbe guidare dal ragazzino (o peggio fargli guidare la macchina) in nome del rispetto della sua persona e di quel che egli vuole?
Se già alle elementari sa cosa vuole dalla vita, può benissimo guidare gli adulti nel cammino, non vi pare?
Che servono, allora i genitori?
Perché aspettare di dare il titolo di maggiorenni a 18 anni?

Chiedete a Don Oreste Benzi e ad altri come lui che operano nel disagio, quanti di questi bambini, una volta diventati grandi vanno a finre nei centri di recupero per tossicodipendenti, per alcolisti, per giocatori d'azzardo, in galera o a condurre vite disagiate.

Provate a far crescere una pianta senza, nei primi anni (ovvero fino a quando non diventerà sufficientemente matura da affrontare le intemperie), affiancargli un sostegno.

Questi ministri che hanno dato queste direttive e coloro che li sostengono, sono pronti ad affrontare personalmente le responsabilità del disastro che ci troveremo di fronte?

Saluti a tutti

Giovanni Marucci Commentatore in marcia al V2day 25.05.05 16:44| 
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Sinceramente, se a otto anni mi avessero chiesto il mio profilo culturale, gli avrei chiesto cosa significava e cosa intendevano.
Inoltre penso che per farsi tali idee sul proprio futuro e sulle proprie inclinazioni serva fare esperienze di vita, costruire e conoscere se stessi.
E' un percorso lungo, che necessita di ben piu' di otto anni per essere compiuto, e soprattutto di piu' di otto anni di vita di un adulto.
Un bambino non puo' e non deve a quell'eta' avere tali preoccupazioni.
Dovrebbe pensare a divertirsi, finche' puo'.

Elena Franco 25.05.05 15:51| 
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Caro Beppe, mi perdoni se ti do del tu? Ti conosco da talmente tanto tempo che mi sento di chiederti cio'.
Non si dovrebbero fare certi commenti e ne convengo, ma l'hai guardata bene il ministro Moratti nella foto? La chiameresti a far da baby sitter ai tuoi figli (io ne ho due in eta' idonea)???
Va pero' detto che nemmeno Berlinguer come nonno mi dava molte garanzie.
Questa era solo un'apertura di messaggio, a la "Beppe Grillo".
La realta' che vivo da diversi anni (ne ho 43) e' di "straniero in terra straniera". Non mi sento italiano, non mi sento nemmeno essere umano in questo paese.
Ma ti rendi conto! Siniscalco dice che la situazione e' grave... dopo che l'ha detto l'OCSE pero'! prima andava abbastanza, va; ma adesso e' proprio grave, quindi dobbiamo fare tutti dei sacrifici... aiuto!!! ancora tasse, denaro che continuera' a perdere valore, stipendi congelati, tasse locali che aumentano a dismisura e senza controllo, prezzi che salgono al parossismo... ma loro, i politici, faranno dei sacrifici? o al prossimo stormir di foglie si aumenteranno gli stipendi e le agevolazioni come fanno sistematicamente e senza perdite di tempo ogni pugno di mesi??? da destra a sinistra??? li' l'accordo c'e' sempre all'unanimita' ed e' trasversale, bipartisan, fraterno. E' l'occasione in cui destra e sinistra pari sono: quando rubano alla gente!
Ti ricordi la Svezia 20 e forse piu' anni fa? attraverso' una crisi economica allarmante, per loro. I politici si diminuirono lo stipendio e la moglie del primo ministro che faceva la bibliotecaria, torno' a fare il suo vecchio mestiere: la postina!... ma ti rendi conto!!!
Sono andato in Austria a suonare a un festival, in una cittadina di 50.000 abitanti; ci fuorono dei ritardi e dei contrattempi, il sindaco della citta' ci aiuto', in maniche di camicia, a spostare le nostre attrezzature! in Italia non l'avremmo nepure visto il sindaco: era impegnato a ordire qualche appalto truccato o ad amministrare qualche azienda partecipata.
E noi dovremmo fare i sacrifici!?
Io i sacrifici li ho fatti in abbondanza e continuo a farli e anche i miei bimbi li fanno, se continua cosi', tra i politici che rubano, i commercianti e tutta la filiera che rubano, i manager che rubano e affossano le aziende, i padroni che dislocano in Cina, il sud che continua ad esportare mafia e disoccupati di lusso e di lungo corso (ma tu lo sai che nella scuola al sud c'e' solo personale del... sud sia docente che non docente, e al nord... quasi uguale? forse non e' giusto e la scuola e' allo sfascio da decenni) e truffe a man bassa. Quando vado all'estero mi sento un delinquente peggio di Bin Laden o di Vallanzasca.
AIUTO!!! che devo fare?

Beppe, mia moglie e' gelosa di te. Ti amo trooooppo.

Ciao, un abbraccio e continua che anch'io sono con te, Paolo

Paolo Manfrin 25.05.05 15:49| 
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x Yang Chenping
cosa dovrebbero insegnare a cantare a scuola secondo te ??
" e foorza itaalia ...." oppure " faccetta nera.." ?
Cos'hai contro chi ti cerca di spiegare che c'è anche chi fa il proprio dovere con passione e professinalità ?
ma pensa te !! dopo il dott. Spock, il liberal nostalgico della Tatcher, il puffo ingegnere, ci mancava giusto il pokemon fustrato.
x Valentina Romano
sono daccordo con te ! se uno non sa leggere a 18 anni, è impossibile chiederlo alla scuola superiore di insegnarlelo. Però ti posso dire che la professionalità, la passione e il senso di responsabiltà è presente e molto forte anche nelle scuole primarie (ex materne e elementari). Non è che per caso abbia delle ragioni forti per dire quel che dice il sig. Crema ??
io trovo che abbia ragioni da vendere, tu cosa ne pensi ??
ciao, vincenzo

vincenzo gitti 25.05.05 15:45| 
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Quando parlo di "rudimenti" mi riferisco alle prime classi elementari. Quelle nelle quali, lo sappiamo, si apprendono lettura, scrittura e quattro operazioni. Ma senza i rudimenti che tu disprezzi tanto non si possono affrontare gli approfondimenti!
La battuta sul razzismo e l'orrendo occidente non mi sembra utile: chi l'ha detto che orientiamo anche politicamente i bambini? E che siamo tutti antioccidentali o filoarabi?
Perchè un diciottenne non "sa leggere" (immagino in modo scorrevole ed espressivo)? Di certo non possono insegnarglielo i docenti delle superiori, e forse è tardi anche alle medie; purtroppo certe abilità, se non conseguite nei primi anni di scuola, non vengono più interiorizzate. Non lo dico io, lo dicono gli esperti di pedagogia.

Valentina Romano 25.05.05 15:13| 
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Ho 20 anni, sono al primo anno di Università e l'anno scorso mi sono diplomato e mi sento quindi preso in causa.

Sintetizzo il mio pensiero in poche parole: la scuola è malata.

Gli adulti non hanno la minima idea del disagio che tutti gli studenti provano andando a scuola che non è in grado [più] di offrire serietà e competenza.

Ogni bambino o ragazzo per diventare uomo ha bisogno di un punto di riferimento, ha bisogno di qualcuno che gli insegni che cosa sono serietà e rispetto. Tutto questo nella scuola non esiste più.

Il DEBITO FORMATIVO è la forma scolastica che denigra e sminuisce la figura non solo di qualsiasi studente, ma di ogni insegnante non che di ogni scuola.

Il NUMERO CHIUSO è una scusa bella e buona, un luogo comune per evitare di dire "Non vogliamo investire nelle Università, non vogliamo pagare insegnanti, non vogliamo migliorare l'offerta formativa, non vogliamo costruire più stabili, preferiamo l'ignoranza, per poter COMANDARE meglio".

Ci chiediamo perchè facciamo poca matematica e scienza?

Fate un salto nelle facoltà scientifiche, venite nella mia facoltà e ne riparliamo:
- Ricercatori obbligati a insegnare
- Divergenze esagerate tra OFFERTA SULLA CARTA e OFFERTA PRATICA [Es. sulla carta esistono i laboratori, in verità in un anno di studio e facendo informatica, non ne ho visto neanche uno)

Mi batterò e sarò sempre dalla parte degli studenti finche la scuola, o meglio, l'ISTITUZIONE SCOLASTICA non sarà in grado di offrire quella serietà e quel rispetto che ogni uomo ha il diritto di pretendere.

Alessio Zini 25.05.05 14:45| 
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Università e scuola ormai sono un oggetto in demolizione. Sia questo governo, come tuttavia anche quelli precedenti, non hanno mai avuto una seria intenzione di riformare il sistema educativo. E' un peccato e nello stesso tempo un male, perchè una scuola pubblica aiuta a ridurre le distanze tra le persone nonostante il censo. Fino a qualche tempo fa la scuola pubblica italiana forniva una buona educazione. Adesso, come ho detto prima, è un rottame. Ci sono fattori economici, ma anche ideologici, alla base di questa decadenza: invece di creare "cultura" e dare alle menti capacità di pensare autonomamente, si creano "competenze", per cui una persona deve imparare poche e molto specifiche abilità. In altri termini, invece di educare si pensa a programmare i cervelli.
Peccato che i nostri governanti siano anche dei grandi ignoranti (tutto sommato).

Marco Tommasi 25.05.05 14:40| 
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perche in italia ,internet costa tre volte di piu che in Francia Germania ECC?E A CONNESSIONI senza paragoni ?come mai nonstante ciò si continua ad accettare tutto ?non sarebbe meglio FARE UNO SCIOPERO GENERALE DI UN TRIMESTRE O PIU ,FINO AL GIORNO CHE CAMBIANO IDEA?ANZI PREZZO?TANTO SIAMO NOI A PAGARE..

fabio moriconi 25.05.05 14:29| 
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> Per un armonioso sviluppo psicofisico ora non si dedicano più, come facevamo noi, solo ai rudimenti della lingua e del calcolo

Anche perché, a forza di "rudimenti" non vedo dove si possa andare.

> sport, musica, immegine, lavori di psicomotricità sottraggono fatalmente tempo al tanto odiato "insegnamento frontale curricolare".

Dimentichi l'angolino ecologista e mondialista in cui si spiega ai bambini che sono "razzisti" e "cattivi" per il solo fatto di vivere nell'orrendo occidente.

Domanda semplice: perché la gente a 18 anni non sa ancora leggere? Cosa ha fatto per 18 anni? Ha cantato canzoncine multiculturali e suonato il tamburello?

:-)

Yang Chenping 25.05.05 14:27| 
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Ma nel pdf sull'autovalutazione ci sono:
- errori ortografici (percome invece di per come)
- acronimi (a un bambino di 8 anni)

Ho il massimo rispetto per gli educatori, ho una formazione tecnico scientifica e invidio la loro capacità di "lettura" diversa e spesso più profonda. Però ogni tanto mi sembra che perdano il contatto con la realtà o che "valorizzino" l'idea del bambino attribuendogli capacità che deve ancora poter sviluppare. Una capacità critica così "raffinata" per saper valutare cos'è bene e cos'è male per la propria formazione non la si ha pienamente neanche quando fai il piano di studi universitario. Ma non sarebbe più semplice parlare coi bambini invece del questionario e chiedergli cosa ti piace e cosa no?
Forse è troppo banale, troppo semplice, troppo da bambini.

Ciao,

Cri

Cristina Bollini 25.05.05 14:10| 
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Per Ale Rossi (e molti altri)
Come insegnante di scuola media (ops, secondaria di I grado) la prima cosa che insegno ai miei alunni è a NON ragionare per stereotipi, luoghi comuni, generalizzazioni; qualche cosa che evidentemente a te non è stato insegnato. I professori sono tutti laureati con 66? Nessuno dei colleghi che conosco ha meritato meno di 100; alcuni hanno anche due lauree o corsi di specializzazione post laurea. L'hanno presa tutti nel post-68? I miei colleghi di lettere si sono laureati negli anni '90, quando non esistevano nè il 18 politico nè i crediti formativi, ma esami seri e INDIVIDUALI, con un minimo di 10 e un massimo di 30 testi da portare ogni volta. Senza contare le tesine, i seminari e le esercitazioni IN PRESENZA. Siamo stati assunti tutti per anzianità o scorrimento automatico di graduatorie? Veramente ricordo di aver studiato ulteriori due anni post laurea per superare un concorso a cattedra in cui non sono stati promossi tutti, ma solo il 30% degli iscritti. E solo il 30% di questo 30% è stato assunto a distanza di quattro anni. I professori hanno meno voglia di fare dei loro alunni? Alcuni sicuramente sì (ma anche i medici, gli impiegati, i postini...); ma vedo anche molta gente che realizza progetti aggiuntivi non per il tornaconto a fine mese (a nessun progetto vengono assegnate più di 30 ore, pari a circa 400 euro annui, anche se il docente ne lavora 60, 100 o più) ma per realizzare lavori interessanti, stimolanti, coinvolgenti. Noi abbiamo realizzato il sito della scuola, un blog per i ragazzi, molti film e spot premiati in festival nazionali, un libro che raccoglie le fiabe dei bambini, un giornale con gli articoli dei ragazzi, uno spettacolo teatrale di fine anno...ma non siamo di certo più bravi di tanti altri colleghi appartenenti ad altri Istituti!
Ci si lamenta dell'ignoranza dei ragazzi in Italiano e Matematica? Di certo il livello medio non è migliorato, ma credo che ciò sia da attribuire al bombardamento eccessivo cui sono sottoposti i bambini e gli adolescenti. Per un armonioso sviluppo psicofisico ora non si dedicano più, come facevamo noi, solo ai rudimenti della lingua e del calcolo: sport, musica, immegine, lavori di psicomotricità sottraggono fatalmente tempo al tanto odiato "insegnamento frontale curricolare". Anche alle "medie" le famiglie vogliono il nuoto, l'educazione sessuale e stradale, gli interventi sul fumo, sull'alcool, sulla droga, sulla legalità... e poi ci sono le giornate della memoria (due!), gli incontri coi partigiani e i repubblichini, il raccordo con la storia locale, le visite di istruzione, la gita di fine anno, il Consiglio Comunale Ragazzi... tutte lodevoli iniziative, ma spesso ci si guarda in faccia e ci si chiede: "Ma quando si fa lezione di grammatica?". Ora la Riforma toglierà ulteriore spazio agli insegnamenti di base, perchè prevede di lavorare per "unità di apprendimento" trasversali e non più con l'insegnamento sistematico di una disciplina. Vale a dire che, se in un progetto mi serve che i ragazzi sappiano condurre un'intervista, dovrò spiegarlo per sommi capi perchè "imparino facendo". Insomma, emerge un concetto utilitaristico della conoscenza... e non del tutto fondato: ve lo dice chi ha tentato di apprendere il tedesco col metodo generativo-trasformazionale (da una frase-tipo si apprendono, con l'uso e le simulazioni, tutte le possibili frasi)ma non è mai riuscita a districarsi fra le declinazioni e i verbi irregolari. L'inglese e lo spagnolo, invece, che ho studiato in modo sistematico, li conosco bene...
Tutto ciò per dire che è comodo e facile prendersela solo coi docenti (tanto che lo fanno anche i colleghi es. della scuola d'infanzia, che lamentano che noi siamo pagati troppo e non lavoriamo quanto loro. Ma quanto tempo dedicano a casa alle correzioni??); non sarebbe meglio che tutti i soggetti coinvolti (insegnanti sì, ma anche famiglie, alunni, dirigenti scolastici, provveditori, sindacalisti, luminari della pedagogia, ministri) facessero della sana autocritica?

Valentina Romano 25.05.05 13:57| 
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Ciao a tutti,

SE NE AVETE LE PALLE PIENE COME ME...............

cerco 2 soci tra i 30/40 anni per rilevare locale ai Caraibi.
30.000 €uro a testa e buona volontà
P.S.: cuoco o pizzaiolo sarebbe il massimo
Ciao
contattami: samor@interfree.it

Manlio Saglietti 25.05.05 13:50| 
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Ciao a tutti,

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Manlio Saglietti 25.05.05 13:48| 
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Sono daccordo su una frase in particolare con te Beppe. E' propio vero il nostro governo fa di tutto, tranne che govenare. Io sono di sinistra e purtroppo devo dirti che se ci troviamo ad essere in questa situazione è propio grazie al mio partito.

Riccardo Tei 25.05.05 13:38| 
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Ci sono due soluzioni possibili: o i ministri di cui sopra sono in cattiva fede, oppure hanno tutti quanti una percazione estremamente distorta della realtà.
Ora, se non basta la semplice considerazione che la seconda possibilità è quantomeno improbabile, basta andarsi a vedere la storia di molti personaggi presiedenti i vari dicasteri e la maggioranza stessa per avere agevole e immediata certezza di scelta in merito alle due opzioni sopra elencate.

Luca Canavese 25.05.05 13:17| 
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Per quanto riguarda invece l'università, forse è ancora peggio......
Io sono una studentessa di scenografia al terzo anno, faccio parte del vecchio ordinamento, perchè non mi conviene assolutamente rientrare nel nuovo ordine di studi varato dalla signora moratti.
L'accademia di belle arti da semplice accademia è passata quest'ultimi anni a istituzione universitaria; cosa cambia?
Solamente il nome e il fatto che per finirla ci vorranno dei discreti anni fuori corso in quanto:
sono aumentati i corsi da frequentare obbligatoriamente, anzi il piano di studi è varato obbligatoriamente dalla scuola in relazione alle classi (1° anno, 2° anno...), i corsi nuovi sono tenuti da professori di materie obbligatorie del vecchio ordinamento (il mio assistente di scenografia fa il professore del corso di storia dello spettacolo...) ne consegue che non riescono a stare dietro bene neanche ad una corso.....
I corsi vecchio ord. sono mischiati con i corsi nuovo ord... io del terzo faccio costume obbligatoriamente con 50 ragazzi del primo anno che non hanno le basi e devono fare tutto da capo, risulato: il professore fa fare delle cose che per il mio grado di apprendimento sono abbastanza inutili.
Inoltre io del vecchio ord. posso solo scegliere i 9 corsi complementari del vecchio, assolutamente non quelli del nuovo..e quelli del vecchio li devo frequentare con studenti dei primi anni,.. questo solo per elencare alcuni disagi creatisi con la nuova riforma...
In conclusione, mi ritrovo a dover fare la maggior parte di studio a casa per conto mio, pur dovendo pagare delle tasse di immatricolazione e frequenza, per non contare le tasse per fare un esame!!
E' questo è quanto fa di buono la signora Moratti.....

chiti serena 25.05.05 13:16| 
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Forse la Sig.ra Moratti non ha figli o, se li ha, vengono "cresciuti" dalla tata: i figli questi sconosciuti!
Io conosco un Uomo che parla di Pedagogia per il Terzo Millennio ed i bimbi che stanno crescendo con questa direzione sono splendidi bimbi felici, educati, equilibrati, divertenti e casinari, così come si deve essere alla loro età, qualunque essa sia.

maddalena grillo 25.05.05 12:50| 
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Pochi giorni fa, tornando dal lavoro, mi sono ritrovato seduto a tavola per il pranzo con mia madre. Lei fa l' insegnante da tempo immemore, fin da quando insegnare era davvero insegnare, e non era un aparola per indicare un lavoro in cui si devono solo attuare delle norme.
Ebbene, l' ho ascoltata, ho ascoltato la rabbia e la frustazione di uan persona che crede nell' insegnamento, crede nella missione di formare le nuove generazioni con un cervello libero da pregiudizi e pensante!!

Ora si ritrova a dover seguire cosi tante norme che non si ha neppure il tempo per decidere cosa dire o insegnare ai propri alunni.
I professori possono ancora sceglier i libri di testo, che devono poi essere passatial vaglio del preside..il quale deciderà se sono conformi o meno al volere educazionale ( politico? ) del provveditorato!!

Mi raccontava che qualche giorno prima aveva interogato un alunno che non veva studiato.
bene ai miei tempi se non studiavo e facevo scena muta all' interrogazione, il professore mi metteva un due ( una volta ho preso pure un uno, ebbene si in matematica ) o se era clemente mi diceva, ok vai a posto e ti metto impreparato, ma alla prossima è un due!!!
Ora non si può più fare...
se un professore mette un due ad un alunno, secondo il ministero questo alunno viene scoraggiato, non studierà più e ne avrà un trauma che non gli permetterà di inserirsi nelal scietà!!
Strano perche io cosi come mo,te altre persone ne abaimo presi di due ed impreparati eppure siamo perfetatmente inseriti.
La cosa bella e che ora un insegnante debba sentirtsi dire dal proprio alunno, >. C'è da apprezzare che quanto meno si sono informati sulalnormativa.
quando andavo a scuola, pure io con altri rispondevamo a tono all' insegnante, ma era per parlare di storia e ideologie durante l' ora di lettere, o di religione durante quella di religione appunto, o al massimo di calcio col prof di educazione fisica!!!

Se i professori creano dei progetti, engono automaticamente bocciati, soprattutto se prevedono l'utilizz di fondi.

Un collega di mia madre, insegnate di storia voleva far vedere un filmato sul nazismo ai suoi ragazzi, filmato con delle scene crude, lo stesso filamto che hanno fatto vedere a me a scuola.
Hanno detot no, potrebbe turbar ei ragazzi.
Io non ne sono rimasto trbato, ma ho capito a fondo gli orrori del nazismo....

la scuola oltre a dare cultura, dovrebbe formar epure il cittadino del mondo....
la nuova generazione...
ma andando avanti cosi....
devo davvero far dei figli? per ridurli a degli automi?

sempre più deluso....

Alessandro Panno 25.05.05 12:48| 
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Vorrei segnalare questo sito, non è schierato politicamente il dibattito, ma si tratta di un documento redatto da storici del dipartimento di discipline storiche dell'Università di Bologna. Lo trovo davvero preoccupante

http://www.storia.unifi.it/_RM/DocDipStoBO.pdf

Michela Calderigi 25.05.05 11:59| 
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per informazioni:
http://www.palazzochigi.it/Governo/Biografie/moratti_letizia.html

nicola cellamare 25.05.05 11:42| 
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Ma chi se ne frega. Se i bambini si esauriscono gli diamo il Ritalin e tornano tranquilli. Fatta la legge trovato l'inganno.

luca cordello 25.05.05 11:37| 
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Tutto vero sul POF... ma indovina, i fondi per attuarlo non ci sono!

Abito in provincia di Bologna (una delle province più ricche d'italia, e una di quelle che spende di più nei servizi) e le scuole, nonostante ne abbiano la possibilità sulla carta di aggiungere attività extra-curricolari, non hanno le possibilità finanziarie. Cioè, non riescono a recuperare manco 20 centesimi!

chi lo paga l'insegnante di chitarra? chi compra i materiali per il giardinaggio?
So che alcune scuole il pomeriggio si occupano di teatro... non a caso è una delle poche attività per la quale si può fare a meno del denaro!

Virginia Tarozzi 25.05.05 10:41| 
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con un governo pessimo si ottiene una società pessima.

la scuola migliorerà quando l'Uomo deciderà di migliorare.

dario ravasi 25.05.05 10:30| 
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Quando penso ad un ministro della Repubblica Italiana mi viene in mente una persona seria.
Quando penso al Ministro dell'istruzione mi immagino una persona un po' anziana, colta e pacata.
Quando vedo Letizia Moratti...
...mi viene solo da ridere.
Ma c'è veramente poco da ridere...
Sperare che questa persona sia in grado di dire qualcosa di sensato è come giocare al superenalotto CONVINTI di fare 6 con una schedina da 1 euro. Dargli un ministero e dargli l'onere di portare avanti questa riforma è, a mio avviso, una delle tante caz***te che il governo ha fatto.
Anche se lei, poverina, figuruamoci quanto ci combina con questa riforma...gliel'han data belleppronta...
Tra i fautori di questa riforma (tanto per cercare quali menti illuminate l'hanno pensata) vi segnalo l' associazione treelle: http://www.associazionetreelle.it
Sarebbe utile capire chi sono, cosa fanno davvero e quali legami hanno coi vari governi.

Giacomo Santini 25.05.05 10:05| 
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Caro Beppe Grillo, ti scrivo innanzi tutto per ringraziarti del tuo bellissimo lavoro, che ci restituisce la dignità di esseri pensanti, che vogliono prendere in mano il proprio futuro e quello dei propri figli e non vivere conformandosi e lasciandosi intimidire da qualunque idiozia che la massa ti propone. Io sono una madre e sono profondamente preoccupata, ho un bambino di due anni e cerco a fatica di essere una madre consapevole, è difficile in questo mondo, ti passano per vere delle idee assurde anche sui bambini, si cerca di far diventare i bambini indipendenti il prima possibile, perché abbiano sempre meno bisogno della madre e degli altri, essere indipendenti sta diventando un valore universale anche a pochi mesi... una follia! E la scuola? Sto girando tutta Roma per cercare per mio figlio una scuola che lo sappia accogliere in maniera diversa, che gli parli di arte, di amore, che gli dia sicurezza, e scopri cose tremende, vogliamo togliere l'infanzia ai bambini, perchè la vera infanzia, quella pura, non è produttiva, chiede solo amore e noi abbiamo ben altro da fare...i pof...
Una madre preoccupata

Solvejg Locurcio 25.05.05 10:05| 
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cara Giada, scusami per questo eccesso di confidenza ma la tua mail mi fa tenerezza.
Sono del parere che il principio della scuola non dovrebbe essere quello di insegnare un lavoro, per cui non ti affliggere se la tua facoltà non ti soddisfa come vorresti. In relatà la scuola dovrebbe insegnare solo ad aprire la mente; ti insegna a leggere, così puoi studiare quello che vuoi; ti insegna a scrivere, così puoi trasmettere quello che pensi; ti insegna a comunicare, così puoi esprimerti in maniera che i tuoi interlocutori possano capire esattamente quello che intendi dire.
La cultura nozionistica dei tuoi genitori era sbagliata, perchè si basava sull'uso della memoria anzichè dell'intelligenza (di cui la memoria è solo una piccola parte); studiare le guerre puniche imparando le date non serve, perchè le date si dimenticano, mentre non si dimentica che per saperle basta saper sfogliare un volume che le contenga.
Ci sono persone che non sanno esprimersi correttamente, che non sanno comunicare correttamente. Non sanno utilizzare i congiuntivi, eppure la scuola, per quanto scadente, li ha istruiti. Non sanno leggere un orario ferroviario, un foglio illustrativo di un medicinale, un manuale di istruzioni di un apparecchio hitech. Tutte banalità, ma la cultura è anche questa.
Esiste uno studio internazionale denominato P.I.S.A. che valuta il grado di preparazione degli studenti dei vari Paesi. Se ne parla in tutto il mondo. In Germania sono sconvolti, perchè si sono trovati solo due posizioni più avanti dell'Italia (o, meglio, 34 posizioni dietro la prima) e se ne parla su ogni giornale. In Italia sembra che non interessi a nessuno. I questionari sono uguali per tutti, quindi i risultati sono perfettamente confrontabili. E' desolante. Il fatto è che noi leggiamo meno degli altri, e chi non legge non impara.
La scuola dovrebbe insegnare solo questo.
Un cordiale abbraccio.

Lucio Gobbetti 25.05.05 09:59| 
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per Luca Battaglia:
Darwin ha elaborato una teoria. Si dice Teoria qualcosa che per vari motivi non è ancora possibile dimostrare. Che sia la spiegazione delle nostre origini è un'opinione sua e tua, e di quanti lo credono; ma resta sempre un'opinione. La scienza comunque, quello scibile umano che si contrappone alle "puttanate della chiesa", non è ancora riuscita a spiegare la questione dell'anello mancante, che da sola invalida tutta la teoria, e dico teoria, dell'evoluzione dell'uomo.

Per buttarla in burla:
l'insegnante di religione a scuola sta spiegando la creazione dell'uomo da parte di Dio. Dal fondo dell'aula un bambino si alza e dice: "mio papà dice che noi discendiamo dalle scimmie". L'insegnante: "devi dire a tuo padre che le origini della vostra famiglia non ci interessano..."

Buona giornata a tutti.

Lucio Gobbetti 25.05.05 09:13| 
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All'universita' poi e' tutta una corsa nel tentare gli esami perche' sono tanti.Tutto un calcorare di crediti.Grillo non vedo l'ora di sentirti in radio.

rancan sara 25.05.05 09:10| 
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Scusate , è un po' lungo. Però fate uno sforzo, e considerate che queste cose Calamandrei le disse già nel 1950...

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950
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Roma 11 febbraio 1950
[Pubblicato in Scuola democratica, periodico di battaglia per una nuova scuola, Roma, iv, suppl. al n. 2 del 20 marzo 1950, pp. 1-5]

Cari colleghi,
Noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università [...]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perché difendiamo la scuola? Forse la scuola è in pericolo? Qual è la scuola che noi difendiamo? Qual è il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo? Può venire subito in mente che noi siamo riuniti per difendere la scuola laica. Ed è anche un po' vero ed è stato detto stamane. Ma non è tutto qui, c'è qualche cosa di più alto. Questa nostra riunione non si deve immiserire in una polemica fra clericali ed anticlericali. Senza dire, poi, che si difende quello che abbiamo. Ora, siete proprio sicuri che in Italia noi abbiamo la scuola laica? Che si possa difendere la scuola laica come se ci fosse, dopo l'art. 7? Ma lasciamo fare, andiamo oltre. Difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde a quella Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perché questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà [...].

La scuola, come la vedo io, è un organo "costituzionale". Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola "l'ordinamento dello Stato", sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, la Camera dei deputati, il Senato, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l'organismo costituzionale e l'organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell'organismo umano hanno la funzione di creare il sangue [...].

La scuola, organo centrale della democrazia, perché serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente. La formazione della classe dirigente, non solo nel senso di classe politica, di quella classe cioè che siede in Parlamento e discute e parla (e magari urla) che è al vertice degli organi più propriamente politici, ma anche classe dirigente nel senso culturale e tecnico: coloro che sono a capo delle officine e delle aziende, che insegnano, che scrivono, artisti, professionisti, poeti. Questo è il problema della democrazia, la creazione di questa classe, la quale non deve essere una casta ereditaria, chiusa, una oligarchia, una chiesa, un clero, un ordine. No. Nel nostro pensiero di democrazia, la classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall'afflusso verso l'alto degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie. Ogni classe, ogni categoria deve avere la possibilità di liberare verso l'alto i suoi elementi migliori, perché ciascuno di essi possa temporaneamente, transitoriamente, per quel breve istante di vita che la sorte concede a ciascuno di noi, contribuire a portare il suo lavoro, le sue migliori qualità personali al progresso della società [...].

A questo deve servire la democrazia, permettere ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perché solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali.

Vedete, questa immagine è consacrata in un articolo della Costituzione, sia pure con una formula meno immaginosa. » l'art. 34, in cui è detto: "La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". Questo è l'articolo più importante della nostra Costituzione. Bisogna rendersi conto del valore politico e sociale di questo articolo. Seminarium rei pubblicae, dicevano i latini del matrimonio. Noi potremmo dirlo della scuola: seminarium rei pubblicae: la scuola elabora i migliori per la rinnovazione continua, quotidiana della classe dirigente. Ora, se questa è la funzione costituzionale della scuola nella nostra Repubblica, domandiamoci: com'è costruito questo strumento? Quali sono i suoi principi fondamentali? Prima di tutto, scuola di Stato. Lo Stato deve costituire le sue scuole. Prima di tutto la scuola pubblica. Prima di esaltare la scuola privata bisogna parlare della scuola pubblica. La scuola pubblica è il prius, quella privata è il posterius. Per aversi una scuola privata buona bisogna che quella dello Stato sia ottima (applausi). Vedete, noi dobbiamo prima di tutto mettere l'accento su quel comma dell'art. 33 della Costituzione che dice cos": "La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi". Dunque, per questo comma [...] lo Stato ha in materia scolastica, prima di tutto una funzione normativa. Lo Stato deve porre la legislazione scolastica nei suoi principi generali. Poi, immediatamente, lo Stato ha una funzione di realizzazione [...].

Lo Stato non deve dire: io faccio una scuola come modello, poi il resto lo facciano gli altri. No, la scuola è aperta a tutti e se tutti vogliono frequentare la scuola di Stato, ci devono essere in tutti gli ordini di scuole, tante scuole ottime, corrispondenti ai principi posti dallo Stato, scuole pubbliche, che permettano di raccogliere tutti coloro che si rivolgono allo Stato per andare nelle sue scuole. La scuola è aperta a tutti. Lo Stato deve quindi costituire scuole ottime per ospitare tutti. Questo è scritto nell'art. 33 della Costituzione. La scuola di Stato, la scuola democratica, è una scuola che ha un carattere unitario, è la scuola di tutti, crea cittadini, non crea né cattolici, né protestanti, né marxisti. La scuola è l'espressione di un altro articolo della Costituzione: dell'art. 3: "Tutti i cittadini hanno parità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali". E l'art. 151: "Tutti i cittadini possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge". Di questi due articoli deve essere strumento la scuola di Stato, strumento di questa eguaglianza civica, di questo rispetto per le libertà di tutte le fedi e di tutte le opinioni [...].

Quando la scuola pubblica è cos" forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene. Può essere un bene che forze private, iniziative pedagogiche di classi, di gruppi religiosi, di gruppi politici, di filosofie, di correnti culturali, cooperino con lo Stato ad allargare, a stimolare, e a rinnovare con varietà di tentativi la cultura. Al diritto della famiglia, che è consacrato in un altro articolo della Costituzione, nell'articolo 30, di istruire e di educare i figli, corrisponde questa opportunità che deve essere data alle famiglie di far frequentare ai loro figlioli scuole di loro gradimento e quindi di permettere la istituzione di scuole che meglio corrispondano con certe garanzie che ora vedremo alle preferenze politiche, religiose, culturali di quella famiglia. Ma rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica è espressione di unità, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata è espressione di varietà, che può voler dire eterogeneità di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire che divengano correnti disgregatrici. La scuola privata, in altre parole, non è creata per questo.

La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta. Quindi, perché le scuole private sorgendo possano essere un bene e non un pericolo, occorre: (1) che lo Stato le sorvegli e le controlli e che sia neutrale, imparziale tra esse. Che non favorisca un gruppo di scuole private a danno di altre. (2) Che le scuole private corrispondano a certi requisiti minimi di serietà di organizzazione. Solamente in questo modo e in altri più precisi, che tra poco dirò, si può avere il vantaggio della coesistenza della scuola pubblica con la scuola privata. La gara cioè tra le scuole statali e le private. Che si stabilisca una gara tra le scuole pubbliche e le scuole private, in modo che lo Stato da queste scuole private che sorgono, e che eventualmente possono portare idee e realizzazioni che finora nelle scuole pubbliche non c'erano, si senta stimolato a far meglio, a rendere, se mi sia permessa l'espressione, "più ottime" le proprie scuole. Stimolo dunque deve essere la scuola privata allo Stato, non motivo di abdicazione.

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime. Facciamo l'ipotesi, cos" astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).

Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Cos" la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: (1) ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. (2) Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. (3) Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest'ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l'operazione [...]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito [...].

Per prevedere questo pericolo, non ci voleva molta furberia. Durante la Costituente, a prevenirlo nell'art. 33 della Costituzione fu messa questa disposizione: "Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato". Come sapete questa formula nacque da un compromesso; e come tutte le formule nate da compromessi, offre il destro, oggi, ad interpretazioni sofistiche [...]. Ma poi c'è un'altra questione che è venuta fuori, che dovrebbe permettere di raggirare la legge. Si tratta di ciò che noi giuristi chiamiamo la "frode alla legge", che è quel quid che i clienti chiedono ai causidici di pochi scrupoli, ai quali il cliente si rivolge per sapere come può violare la legge figurando di osservarla [...]. E venuta cos" fuori l'idea dell'assegno familiare, dell'assegno familiare scolastico.

Il ministro dell'Istruzione al Congresso Internazionale degli Istituti Familiari, disse: la scuola privata deve servire a "stimolare" al massimo le spese non statali per l'insegnamento, ma non bisogna escludere che anche lo Stato dia sussidi alle scuole private. Però aggiunse: pensate, se un padre vuol mandare il suo figliolo alla scuola privata, bisogna che paghi tasse. E questo padre è un cittadino che ha già pagato come contribuente la sua tassa per partecipare alla spesa che lo Stato eroga per le scuole pubbliche. Dunque questo povero padre deve pagare due volte la tassa. Allora a questo benemerito cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, per sollevarlo da questo doppio onere, si dà un assegno familiare. Chi vuol mandare un suo figlio alla scuola privata, si rivolge quindi allo Stato ed ha un sussidio, un assegno [...].

Il mandare il proprio figlio alla scuola privata è un diritto, lo dice la Costituzione, ma è un diritto il farselo pagare? » un diritto che uno, se vuole, lo esercita, ma a proprie spese. Il cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, se la paghi, se no lo mandi alla scuola pubblica.
Per portare un paragone, nel campo della giustizia si potrebbe fare un discorso simile. Voi sapete come per ottenere giustizia ci sono i giudici pubblici; peraltro i cittadini, hanno diritto di fare decidere le loro controversie anche dagli arbitri. Ma l'arbitrato costa caro, spesso costa centinaia di migliaia di lire. Eppure non è mai venuto in mente a un cittadino, che preferisca ai giudici pubblici l'arbitrato, di rivolgersi allo Stato per chiedergli un sussidio allo scopo di pagarsi gli arbitri! [...]. Dunque questo giuoco degli assegni familiari sarebbe, se fosse adottato, una specie di incitamento pagato a disertare le scuole dello Stato e quindi un modo indiretto di favorire certe scuole, un premio per chi manda i figli in certe scuole private dove si fabbricano non i cittadini e neanche i credenti in una certa religione, che può essere cosa rispettabile, ma si fabbricano gli elettori di un certo partito [...].

Poi, nella riforma, c'è la questione della parità. L'art. 33 della Costituzione nel comma che si riferisce alla parità, dice: "La legge, nel fissare diritti ed obblighi della scuola non statale, che chiede la parità, deve assicurare ad essa piena libertà, un trattamento equipollente a quello delle scuole statali" [...]. Parità, s", ma bisogna ricordarsi che prima di tutto, prima di concedere la parità, lo Stato, lo dice lo stesso art. 33, deve fissare i diritti e gli obblighi della scuola a cui concede questa parità, e ricordare che per un altro comma dello stesso articolo, lo Stato ha il compito di dettare le norme generali sulla istruzione. Quindi questa parità non può significare rinuncia a garantire, a controllare la serietà degli studi, i programmi, i titoli degli insegnanti, la serietà delle prove. Bisogna insomma evitare questo nauseante sistema, questo ripugnante sistema che è il favorire nelle scuole la concorrenza al ribasso: che lo Stato favorisca non solo la concorrenza della scuola privata con la scuola pubblica ma che lo Stato favorisca questa concorrenza favorendo la scuola dove si insegna peggio, con un vero e proprio incoraggiamento ufficiale alla bestialità [...].

Però questa riforma mi dà l'impressione di quelle figure che erano di moda quando ero ragazzo. In quelle figure si vedevano foreste, alberi, stagni, monti, tutto un groviglio di tralci e di uccelli e di tante altre belle cose e poi sotto c'era scritto: trovate il cacciatore. Allora, a furia di cercare, in un angolino, si trovava il cacciatore con il fucile spianato. Anche nella riforma c'è il cacciatore con il fucile spianato. » la scuola privata che si vuole trasformare in scuola privilegiata. Questo è il punto che conta. Tutto il resto, cifre astronomiche di miliardi, avverrà nell'avvenire lontano, ma la scuola privata, se non state attenti, sarà realtà davvero domani. La scuola privata si trasforma in scuola privilegiata e da qui comincia la scuola totalitaria, la trasformazione da scuola democratica in scuola di partito.

E poi c'è un altro pericolo forse anche più grave. » il pericolo del disfacimento morale della scuola. Questo senso di sfiducia, di cinismo, più che di scetticismo che si va diffondendo nella scuola, specialmente tra i giovani, è molto significativo. » il tramonto di quelle idee della vecchia scuola di Gaetano Salvemini, di Augusto Monti: la serietà, la precisione, l'onestà, la puntualità. Queste idee semplici. Il fare il proprio dovere, il fare lezione. E che la scuola sia una scuola del carattere, formatrice di coscienze, formatrice di persone oneste e leali. Si va diffondendo l'idea che tutto questo è superato, che non vale più. Oggi valgono appoggi, raccomandazioni, tessere di un partito o di una parrocchia. La religione che è in sé una cosa seria, forse la cosa più seria, perché la cosa più seria della vita è la morte, diventa uno spregevole pretesto per fare i propri affari. Questo è il pericolo: disfacimento morale della scuola. Non è la scuola dei preti che ci spaventa, perché cento anni fa c'erano scuole di preti in cui si sapeva insegnare il latino e l'italiano e da cui uscirono uomini come Giosuè Carducci. Quello che soprattutto spaventa sono i disonesti, gli uomini senza carattere, senza fede, senza opinioni. Questi uomini che dieci anni fa erano fascisti, cinque anni fa erano a parole antifascisti, ed ora son tornati, sotto svariati nomi, fascisti nella sostanza cioè profittatori del regime.

E c'è un altro pericolo: di lasciarsi vincere dallo scoramento. Ma non bisogna lasciarsi vincere dallo scoramento. Vedete, fu detto giustamente che chi vinse la guerra del 1918 fu la scuola media italiana, perché quei ragazzi, di cui le salme sono ancora sul Carso, uscivano dalle nostre scuole e dai nostri licei e dalle nostre università. Però guardate anche durante la Liberazione e la Resistenza che cosa è accaduto. » accaduto lo stesso. Ci sono stati professori e maestri che hanno dato esempi mirabili, dal carcere al martirio. Una maestra che per lunghi anni affrontò serenamente la galera fascista è qui tra noi. E tutti noi, vecchi insegnanti abbiamo nel cuore qualche nome di nostri studenti che hanno saputo resistere alle torture, che hanno dato il sangue per la libertà d'Italia. Pensiamo a questi ragazzi nostri che uscirono dalle nostre scuole e pensando a loro, non disperiamo dell'avvenire. Siamo fedeli alla Resistenza. Bisogna, amici, continuare a difendere nelle scuole la Resistenza e la continuità della coscienza morale.


Paul Olden 25.05.05 08:50| 
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Per Leoneo Moldavio:
" Meglio ambientalista che fatalista. Il solare non e' ancora tutto ma e' qualcosa di buono da cui cominciare a sperimentare il "nuovo" che avanza!
L.M. "

Giusto, ma non andiamo sul palco dei teatri e raccontiamo cose utopiche sul solare facendole passare per scoperte assodate.

matteo martini 25.05.05 06:54| 
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Meglio ambientalista che fatalista. Il solare non e' ancora tutto ma e' qualcosa di buono da cui cominciare a sperimentare il "nuovo" che avanza!
L.M.

Leoneo Moldavio 25.05.05 05:53| 
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Scegliamo l'educazione del buon senso.

Leoneo Moldavio 25.05.05 05:45| 
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Pisano`:
" Matteo Martini se sempre il solito impertinente :) "

:) :)


matteo martini 25.05.05 02:22| 
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Sono un italiano in un'università estera e di una cosa andavo fiero: siamo generalmente pochi, ma con cultura generale, senso critico e ottime capacità. I nostri collaboratori ci stimano e ci ammirano (e ci sfruttano ovviamente, ma quello succede dappertutto).
Eravamo il risultato di una preparazione un po' lunga, ma molto buona. Eravamo tutto sommato selezionati.
Mi dispiace vedere come oggi nella nostra economia, un ingegnere guadagni (1200€/mese) meno di un mungitore specializzato (1700€/mese). Per lo meno pero' puo' coltivare il sogno di poter fare carriera.
Ma soprattutto mi dispiace vedere come il nostro sistema di istruzione sia stato progressivamente smantellato (e mi guardo bene dal dare tutta la responsabilità alla Moratti, perchè il tutto era incominciato molto prima, compreso Berlinguer), come livello complessivo degli studi, come selezione degli studenti e degli insegnanti, come livello dell'università.
Grillo predica la conoscenza, ma ... Beppe ti accorgi che ci stanno togliendo anche gli strumenti per elaborare quel minimo di coscienza critica che serve per cercare la conoscenza?
Non possiamo lasciarla solo al web, dove i download piu' cliccati e i siti piu' visitati sono quelli porno.

Che senso ha produrre un laureato in piu' se costui vivrà in maniera sfrustante la sua laurea perchè non troverà lavoro? Meglio allora non ingannare le persone, mettere numeri chiusi nelle univerità, alzare i requisiti per accedere e soprattutto poter superare i tests di ammissione, creare un circolo virtuoso e meritocratico.
Tutto questo purtroppo, mi rendo conto, fa molta paura, perchè i primi ad andare a casa, nel caso in cui si creasse una società meritocratica, sarebbero molti nostri politici.

Carlo Beretta 25.05.05 01:15| 
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O Captain! My Captain...

luca frangella 24.05.05 23:48| 
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x Paola Corti

bellissimo il testo che hai riportato.
non lo conoscevo.
ci sta benissimo in questo blog.
è la cosa più bella e saggia che sia stata detta su questo sito.

adesso me lo incornicio per tenerlo sempre davanti agli occhi e non dimenticare mai la profondità delle sue parlole!

grazie!

luca frangella 24.05.05 23:43| 
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Questa la conoscerete già...però mi piace tanto e la posto lo stesso, perchè secondo me in questo blog ci sta bene!


NON INSEGNATE AI BAMBINI

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno
di un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore, il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

Giorgio Gaber (24 gennaio 2003)

E adesso me ne vado a dormire, sempre col mio dilemma......

Serena notte a tutti!!!

Paola Corti 24.05.05 23:27| 
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Oggi mia figlia (7 anni) è arrivata a casa col seguente questionario.
Alla prima parte (vi prego di notare attentamente la sequenza delle domande, soprattutto nella parte riservata ai bambini) ha risposto lei, la seconda parte è per i genitori.
Ve lo riporto tale e quale,con le risposte della bambina:

RISPONDI ALLE DOMANDE DEL QUESTIONARIO

3) TI PIACEREBBE IN CLASSE QUINTA SOSTENERE UN
ESAME DI INGLESE CHE TI DIA UNA CERTIFICAZIONE
VALIDA IN TUTTA EUROPA?
SI'[] NON SO [X] NO []

4) PENSI CHE TI INVOGLIEREBBE A STUDIARE DI PIU'?
SI' [] NON SO [X] NO[]

3) SAI CHE COSA E' UNA CERTIFICAZIONE?
SI'[] NON SO[] NO[X]
**************************************************
CHIEDO AI GENITORI LA GENTILEZZA DI RISPONDERE A QUESTE TRE DOMANDE. LE VOSTRE RISPOSTE SONO IMPORTANTI PER SAPERE QUALE POSSA ESSERE L'ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA' IN FUTURO. VI RINGRAZIO MOLTO.

4) SAREBBE FAVOREVOLE CHE SUA FIGLIA SOSTENGA UN
ESAME DI INGLESE, VALIDO PER LA CERTIFICAZIONE
EUROPEA?
SI'[] NON SO[] NO[]

5) RITIENE POSSA ESSERE UTILE?
SI'[] NON SO[] NO[]

6) E' INFORMATO SU CHE COSA SIANO LE
CERTIFICAZIONI EUROPEE?

SI'[] NON SO[] NO[]


A parte il fatto che prima di sostenere un esame di inglese, preferirei di gran lunga che mia figlia imparasse correttamente l'uso della lingua italiana, cosa che a quanto pare non è riuscita all'insegnante di inglese (non è madrelingua!), non sono riuscita a capire il senso di questo questionario.
Non so se sia stato stralciato da qualche parte per cui la sequenza 3), 4) 3) possa avere un senso a me sconosciuto.
Mi chiedo se non sarebbe più logico chiedere ai bambini (seconda elementare o primaria che dir si voglia)INNANZITUTTO se sanno cosa sia una certificazione e poi, a seguire, le altre domande.
Mi sono chiesta se, invece di spendere tanto tempo con mia figlia a leggere libri che le possano interessare ed arricchire, a seguire documentari che le aprano la mente sul resto del mondo, a farla giocare con bambini anche stranieri affinchè cresca considerandoli come PERSONE e non come extracomunitari ed impari ad apprezzare le differenze ed a godere di tutto ciò che di positivo ci si può scambiare con altre etnie e tante altre cose che mi sono proposta e mi propongo di fare con lei affinchè diventi una persona (perchè questo è innanzitutto un bambino!) indipendente, rispettosa delle idee e delle differenze altrui, ma capace di dire la sua senza subire condizionamenti o pressioni nocive....mi sono chiesta dicevo...se invece non dovrei insegnarle cosa siano le certificazioni...gli ogm...il portfolio delle competenze...
ODDIO...MI SA CHE HO SBAGLIATO TUTTO!!!!
Sono ancora qui a rigirarmi il questionario tra le mani...cosa faccio? Faccio la brava e rispondo SI'[X] a tutto o chiedo se per caso mi sono persa qualcosa? (Magari il cervello...)

P.S.: Se tra di voi c'è qualche insegnante che conosce da dove provenga questo questionario, chiedo cortesemente che mi illumini. Grazie.

P.S.n.2: Scusate, ma non sono brava ad impostare gli schemi...sigh

Paola Corti 24.05.05 22:51| 
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Matteo Martini se sempre il solito impertinente :)

cmq complimenti lo stesso per l'azione audace.

La mia ulcera gastrica è andata peggiorando di pari passo con il peggioramento della qualità dell'informazione e dei programmi della televisione..

Ma sto notando segni di miglioramento del mio stato di salute da quando non l'accendo più .. :)

rosario pisanò 24.05.05 22:00| 
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Cosa ne pensate di questa?
http://fratelliditalia.iobloggo.com/archive.php?eid=254

Domiziano Galia 24.05.05 21:42| 
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Si può (e si deve) supporre che non esista governo, di qualsiasi colore politico, interessato a tale ignoranza di massa

Mario Scafroglia 24.05.05 21:34| 
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La prima cosa che mi viene in mente, ogni volta che penso alle varie riforme sull'istruzione, è che sia nell'interesse di chi sta al potere che il popolo rimanga ignorante. Non ricordo di chi sia questa affermazione, ma purtroppo penso che sia così.

Mario Colajanni 24.05.05 21:16| 
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Concordo in gran parte con quanto scritto da Roberto Crema (incuriosita dalle molte citazioni ho cercato e letto il tuo post), anche se sento di dover fare una precisazione:

- io insegno in una "scuola dell'infanzia" e il mio orario di servizio prevede 25 ore. Il mio stipendio, però, è ancora inferiore a chi ne fa 18 e, facendo questo lavoro da 9 anni come precaria, non ho neppure quel minimo scatto di anzianità... se ancora esiste.

Antonella Tadini 24.05.05 20:49| 
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ma cosa si vuole pretendere da una che ha provato a togliere dal programma scolastico la teoria dell'evoluzione di charles darwin???
il cardine dell'eveoluzione degli esseri umani!!!
le spiegazioni scientifiche di cosa siamo,da dove arriviamo.
e tutto questo con la spinta del cardinal ruini!
che ovviamente vede male la teoria di darwin,che si contrappone frontalmente con le puttanate della chiesa!
luca

luca battaglia Commentatore in marcia al V2day 24.05.05 20:36| 
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In primo luogo segnalo la questione dell’insegnamento del Novecento. Non è il caso di riaccendere la discussione sulla direttiva 682 del 1996 (ministro Berlinguer), con argomenti ampiamente dibattuti e, peraltro,sovradimensionati rispetto al disastro prospettato da questa riforma: ora non si tratta di continuare a ragionare dell’importanza e del ruolo formativo dello studio del Novecento, ma – molto più radicalmente – di intervenire per impedire la sua sparizione.

Questa riforma, infatti, ci mette di fronte ad un’autentica emergenza. Pochi calcoli bastano a illustrare con evidenza il problema. Al momento attuale, un insegnante di III media ha a disposizione circa 50 ore (al netto di scioperi, gite, neve e così via), alle quali solitamente aggiunge 30 ore di educazione civica. Dovrebbero servire a spiegare bene e diffusamente il Novecento. Secondo la riforma, invece, l’insegnante futuro avrà qualcosa di meno delle 50 ore annuali – a causa delle riduzioni di orario – , né potrà disporre della riserva dell’educazione civica: meno ore e, per giunta, il compito di spiegare non uno, ma ben due secoli (dal 1796 in poi). Grosso modo: 25 ore per l’Ottocento, e altrettante per il secolo successivo. Meno, addirittura, di quello che era previsto dai programmi del ’79, che facevano iniziare la III media con il Trattato di Vienna: un dispositivo che, come sanno tutti gli studiosi della questione, già impediva allora lo studio del Novecento. Tutto ciò è aggravato da un fatto, del quale pochi, anche fra i docenti, si sono resi conto. Fra due anni, i futuri esami di III media (esami di stato come quelli di maturità) avranno, molto presumibilmente, un particolare impatto sull’andamento della scuola, dal momento che costituiranno uno snodo (pressoché) definitivo per gli allievi, e vedranno con ogni probabilità l’esordio delle prove INVALSI, almeno per italiano, scienze e matematica. È facile il paragone con gli esami attuali di maturità, che, pur nel nuovo assetto con la Commissione tutta composta da membri interni, spingono i professori a sospendere la programmazione a maggio (almeno) per preparare adeguatamente gli allievi: e un mese di meno comporta 10 ore di storia in meno.
Questa è l’emergenza: in 15-25 ore si dovrebbero spiegare le due guerre mondiali, la società di massa, la crisi europea, il secondo dopoguerra, la crisi degli anni ’70 ….

Si ricordi che la direttiva sul Novecento nacque sull’onda di una scoperta collettiva, innescata da un programma televisivo (Combat Film, 1994: era il tempo del primo governo Berlusconi) nel quale una studentessa confessò candidamente di non sapere chi fosse Badoglio. Fu allora che l’opinione pubblica scoprì che nessuno studiava il Novecento, né nelle medie né nelle elementari. Se ne scandalizzarono tutti, commentatori di destra e di sinistra. Ma con la riforma Moratti, tutti – di destra e di sinistra – torneremo a quelle tristi sorprese. Questo governo, per altri versi, è tanto sensibile alla conoscenza del Novecento, che ha aggiunto alla Giornata della memoria, celebrata in tutto il mondo, una particolare, solo italiana (per la verità prontamente bilanciata da un’analoga istituita in Slovenia), destinata al ricordo dei massacri delle foibe. Saremo un paese con ben due giornate della memoria, dunque, e qualche milione di ragazzi ignari del Novecento?

Si può (e si deve) supporre che non esista governo, di qualsiasi colore politico, interessato a tale ignoranza di massa. Si deve (e si può) supporre che un curricolo verticale – dalle elementari alle medie – di oltre 300 ore di storia, che ne riservi solo due decine al Novecento, sia materialmente (e non politicamente o ideologicamente) sbagliato. Si può ipotizzare che si tratti di un mero errore tecnico, di una svista, alla quale lo stesso ministro potrebbe porre rimedio, senza essere costretto a rinnegare nessuna sua convinzione, ma senza convocare, nemmeno, commissioni di Nobel (come nella riuscita operazione prendi-tempo su Darwin): semplicemente spostando il discrimine cronologico fra II e III media.
È sufficiente iniziare la storia della III secondaria inferiore con il 1870, o, in alternativa, lasciare liberi i docenti di stabilire loro la data, così come questo stesso programma prevede nel biennio I-II media.

Ma guarda un pò...
E pensareche è il periodo storico che più mi ha interessato...

http://www.novecento.org/brusa_bo.htm

Mario Scafroglia 24.05.05 19:56| 
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moratti letizia:
non riesco a capire se sei un clone o un ogm.
Mah.
Giosuele Volante

giosuele volante 24.05.05 19:48| 
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13 maggio 2005 da La Sicilia:

Il segretario dei Popolari-Udeur, Clemente Mastella, «non crede che il voto di Catania in caso di sconfitta della Casa delle libertà porterà alla crisi di governo», ma ritiene che la «maggioranza ha sbagliato a non andare subito al voto» perché, ha spiegato, «è un continuo stillicidio». «Il voto di Catania - sottolinea Mastella a margine di una manifestazione elettorale - legittimerà le grandi opportunità che Bianco e questa città potranno avere. Per vincere bisogna continuare a spiegare alla gente che la Cdl dice bugie sul piano economico. La verità è che non ci sono soldi e la gente non crede più alla Casa delle libertà».

Esposto di Fiumefreddo
«Presenterò un esposto all'autorità giudiziaria per accertare i reati di voto di scambio e corruzione elettorale di cui si sarebbero resi protagonisti gli schieramenti di centrosinistra e centrodestra nella campagna elettorale in corso in vista delle elezioni amministrative di domenica e lunedì prossimi». Lo ha annunciato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa il candidato sindaco del movimento "EvvivaCatania", Antonio Fiumefreddo. Questi ha denunciato «la vergogna e l'illegalità che stanno contraddistinguendo questa campagna elettorale», e ha affermato come «le regole di democrazia siano state violate da alcuni candidati». Secondo Fiumefreddo, ci sono troppi indizi che non lascerebbero dubbi sul fatto che si è operato per «comprare voti facendo favori, promesse e assunzioni». Tra gli esempi citati «le troppe assunzioni di trimestrali alla Multiservizi, il concorso dei vigili urbani bandito sotto campagna elettorale che crea lunghe file nelle segreterie politiche, le promozioni dei vigili urbani e i concorsi interni al Comune che lasciano molti dubbi sulle modalità. Mi hanno segnalato gravissime irregolarità nel concorso all'Amt - ha aggiunto Fiumefreddo -. Chiederò alla GdF di fare controlli sulle spese di ogni singolo candidato e sulle regolarità degli spazi elettorali. So anche di strani movimenti nei quartieri popolari della città, dove pare che molti candidati di centrodestra e centrosinistra stiano comprando i voti. La Digos, sono certo, farà un ottimo lavoro». Fiumefreddo ha concluso dicendo di sperare «di essere smentito». «Ma nel caso vi fossero riscontri - ha aggiunto - chiederemo l'intervento del ministro dell'Interno per sottoporre le elezioni al vaglio di validità o invalidità e, se è il caso, di bloccare sul nascere un Consiglio comunale frutto di voto non libero».
Lista Consumatori «pulisce» i muri
Alla fine della campagna elettorale, Lista Consumatori Codacons dà appuntamento per oggi alle 16 sotto i portici di via Gabriele D'Annunzio nel tratto compreso tra il viale Vittorio Veneto e la piazza Corsica per staccare dai muri «i numerosissimi manifesti che "a strati" sono stati barbaramente apposti dagli operosissimi addetti assoldati da numerosi candidati e anche di esponenti politici tuttora in carica che ricoprono importanti ruoli istituzionali». saranno presenti il candidato sindaco Alessandra Zappalà e il capolista Carlo Rienzi.
Zaccà-Forza Italia, botta e risposta
Il candidato sindaco del Pri, Francesco Zaccà, in una dichiarazione sostiene di «avere subito da parte di Forza Italia il tentativo di "intercettare" la propria candidatura». Zaccà ribadisce che «è e resta candidato sindaco» e auspica «che le pressioni non raggiungano i vertici del Pri. Nel qual caso - aggiunge - si avrebbe l'amara contezza di come la Casa delle Libertà sia degenerata in Casa della sopraffazione». A Zaccà ha risposto seccamente il sen. Guido Ziccone, coordinatore cittadino di Fi: «Posso escludere, con assoluta tranquillità, che Fi abbia fatto o intenda fare pressioni su chicchessia.

http://www.listaconsumatori.it/articles.asp?id=1223

Mario Scafroglia 24.05.05 19:46| 
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Ok, comunque il debito formativo non è stato un errore della moratti ma c'è mi pare dal ministero della pubblica istruzione di Berlinguer oppure De Mauro...no no mi pare fosse Berlinguer

marco rapino 24.05.05 19:20| 
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Interessante,
a 8 anni il portfolio di non ricordo neanche cosa... ma una volta i bambini non dovevano giocare, imparare, sognare, divertirsi, imparare un po' di educazione, e soprattutto FARE I BAMBINI??????

Laura

Laura Guarnieri 24.05.05 19:18| 
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Ma la distruzione della scuola arriva fino alle università. Con l'introduzione del nuovo ordinamento universitario la preparazione che viene fornita agli studenti non è paragonabile con quella del vecchio ordinamento.

Lorenzo Sterani 24.05.05 18:51| 
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Sono un insegnante o quello che resta di lui: ha ragione Grillo, oggi un insegnante a scuola fa di tutto tranne che insegnare e non perchè non vuole:semplicemente non può. Dobbiamo al caro ex-ministro Berlinguer, cui la sig.ra Brichetto succede con pari dignità, il vero inizio dello sfascio della scuola, è lui che ha introdotto il progettificio ed ha introdotto i debiti formativi e/o scolastici...diciamo che ai politici della scuola italiana (cito parafrasando Caparezza) "nonglienefregauncazzo).

Giovanni Iannaccio 24.05.05 17:37| 
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x stefano crema
sig. stefano o lei è un insegnante o e sposato/fidanzato/figlio/fratello di un insegnante.
io sono sposato da 23 anni con una maestra elementare ,(ho anche due figli), e faccio un solo commento:
trovo i suoi commenti gli unici con un po' di lucidità e competenza.
non commento altri: non ce la faccio.
buona sera, vincenzo

vincenzo gitti 24.05.05 17:14| 
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Forse sarebbe utili ricordare che molti di quelli che sono oggi insegnano ai nostri figli, andavano a scuola ai tempi del 6 politico e delle lauree "di massa".
Non sarà anche per questo che la scuola non fornisce il supporto "culturale" che dovrebbe?
Il fatto che i laboratori linguistici (il divertinglese) non li fa esprimere come se fossero di madrelingua in 4 elementare non mi stupisce. Magari però (o almeno questa è la mia esperienza) li incuriosisce, e può essere di stimolo. Idem dicasi per l'utilizzo del pc (che tra l'altro spesso non offre grandi conoscitori nemmeno tra gli addetti ai lavori).
Non riconsegnamole le schede conoscitive del portfolio, se non vogliamo, ma almeno usatiamole noi genitori per farci alcune domande su come sono, cosa fanno, come reagiscono i nostri figli.
In tanti si spavantano non tanto della scheda in sé e per sé, ma perchè giusta o sbagliata che sia la richiesta, non si sa come rispondere:
- come passa le giornate il bambino? Bho, io sto al lavoro
con chi fa i compiti a casa? Non saprei, io sto navigando in internet
- quanto tempo passa davanti alla tv? Ma non saprei, comunque mi sembra che guardi solo documentari - credo - mi pare...

Sono pur sempre il futuro, e dei nostri NO (e dei nostri SI) per partito preso non sanno che farsene, e nemmeno delle deleghe sulla loro educazione/cultura/apertura mentale che continuiamo a dare al altri.
Lala

lala sala 24.05.05 17:10| 
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...quando avrò un figlio dovrò passare un sacco del mio tempo a diseducarlo, per salvarlo dall'educazione scolastica...ma sono sicuro che otterrò un sacco di soddisfazioni !!

Moreno Dore 24.05.05 17:04| 
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Mio figlio frequenta la 4° elementare (preferisco chiamarla ancora così), e si trova nel passaggio tra il vecchio sistema ed il nuovo.
L'orario settimanale è infarcito d’ore di attività che, a mio avviso, disorientano i bambini, lasciandoli, alla fine, con un senso di vuoto e d’ignoranza.
Si passa da diverse ore di Divertinglese, dove non si impara assolutamente l'Inglese, ma al massimo ci si diverte solo (giudizio unanime di tutti i genitori) , al laboratorio d’informatica, dove con un computer per ogni 7-8 bambini, si passa il tempo a fare disegni col paint o ad impostare un carattere giallo in formato Arial.
Poi esiste il laboratorio audiovisivo, l’ora di psicomotricità e così via.

Tutte queste attività tolgono tempo all’insegnamento dell’Italiano e Matematica, che sembrano essere diventate materie meno importanti.
Non parliamo del Portfolio (che ho rifiutato di compilare) dove, tra l’altro, veniva chiesto una sorta di giudizio di noi genitori sui propri figli, con suggerimenti alle insegnanti sulla metodologia d’insegnamento.
Purtroppo viviamo nella scuola delle 3 I a cui aggiungerei un’altra : IGNORANZA.
E’ solo importante farci credere ad una scuola elementare moderna ed al passo con i tempi, ma che invece mi sembra solo riempita di parole vuote ed indebolita nella sua principale funzione: fornire ai bambini le basi del linguaggio (ITALIANO) e della Matematica.
Forse sbaglio, ma credo non interessi preparare le basi culturali e linguistiche necessarie agli approfondimenti successivi, ma solo presentare un manifesto luccicante con niente dietro.
Forse è la naturale conseguenza della ns. società delle immagini che sostituiscono la sostanza delle cose.
Ciò che mi fa più rabbia è che questi sporchi giochi avvengono sulle spalle dei bambini, che formeranno la società del domani.

Silvio De Peppo 24.05.05 16:55| 
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>E perche' Grillo non aveva creato un blog allora? Perche' e' un fanfarone...
Perche' non ci dice OGGI, maggio 2005, quali ditte italiane stanno per fallire? A prevedere il passato siamo bravi tutti..

Grillo nel suo spettacolo (2005) registrato a milano dalla TSI parla del debito Fiat e di come sia il doppio di quello che la parmalat aveva poco prima di fallire
Uno dei processi OGGI in atto riguarda le affermazioni di suoi interventi sulla parmalat 3 anni fa..
A volte Grillo delle inesattezze le dice; ma arrivare a diere il falso per volerlo sputtanare a tutti i costi, la dice lunga sulle proprie intenzioni..

Complimenti per la correttezza e la coerenza (come già aveva dimostrato con le frasi incomplete prese da un altro sito a proposito di cure mediche, davvero complimenti..)

>Grillo non ha mai preso parte in questo blog da quando e' stato creato, quindi probabilmente continuera' a non farlo... A quanto pare non risponde nemmeno alle email.

forse proprio perchè questo è un blog e non un forum, chissà..

Cordialmente..

marco paganella 24.05.05 16:55| 
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Matteo Martini:

Hai ragione, sono stato troppo provocatorio... Mi ero lasciato prendere un po' la mano, sorry.

bruno panetta 24.05.05 16:34| 
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Siamo qui per capire, e nessuno santifica Grillo, lui fornisce degli spunti di discussione, pertanto poi sta a noi sviluppare gli argomenti e cercare le notizie per avvalorare o meno le tesi proposte. L'importante è che la gente cominci a capire questo...e direi che piano piano stiamo imboccando la direzione giusta. Come ha detto qualcun'altro su questo Blog...non bisogna guardare il dito di Grillo che indica la Luna...

Alessandro Fiorillo 24.05.05 16:33| 
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Rilascio in questa che è la sezione "informazione" un pensiero personale che riguarda lo stato dei nostri organi di "informazione". Ho notato con grandissimo rammarico e incazzatura che, la settimana scorsa (non ricordo il giorno preciso), guardando alcuni tg della fascia di pranzo e della sera (tg1,tg5,studioaperto,tg4,tg3) solo il tg3 ha dato la notizia che il quotidiano "ilsole24ore" ha pubblicato un articolo in cui si parlava di un dossier costituito da relazioni che il nostro ministero per le attività produttive ha chiesto ad esperti riguardo la zona dell'Iraq che avrebbe fatto più comodo agli italiani da "proteggere". Caso strano, il risultato della ricerca ha individuato la zona di Nassyrya!..........ma va!!!!!!che caso strano!La cosa più strana è che l'incarico è stato dato ben 6 mesi prima dello scoppio del conflitto!!Nessuno (tra quelli che ho visto) a parte il tg3 ha dato questa informazione!!!!.......già perchè forse il culo di una Letterina o l'ultima abbronzatura del finto divo di turno o dell'ultima creatura televisiva per menti obnubilate della premiata ditta Costanzo-DeFilippi erano e sono più importanti!

Maurizio Romano 24.05.05 16:29| 
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Per Alessandro Fiorillo:
" è perché a quanto pare è uno dei pochi che già vende energia elettrica all'Enel, quindi avrà stipulato un contratto con la compagnia, quindi chi meglio di lui può delucidarci sul funzionamento della cosa? "

Sempre che Grillo stia dalla parte della verita`, cosa che mi sembra tutti danno per scontato.
Non fidarti di quello che dice Grillo, non fidarti di quello che dico io, vai sui siti seri, fai ricerche con Google e guarda perche` continuiamo a non avere le centrali a pannelli fotovoltaici.
Una ragione c` e`.

Riguardo allo stesso discorso, Panetta ha fatto un` osservazione intelligente:
" Chi ha i pannelli non e' deficiente, pero' e' gente che per vari motivi (per es. sono ricchi) si puo' permettere di fare un sacrificio economico per vivere secondo le loro convinzioni di ambientalisti. "

Grillo probabilmente e` anche in buona fede quando elogia le qualita` del solare, ma probabilmente non si rende conto che non tutti hanno 30000 euro e piu` da investire in un impianto che magari ti fornisce la meta` dell` energia di cui hai bisogno.

Solo un consiglio per Panetta, so che e` dura ma per piacere ( te lo chiedo nel TUO interesse ) .. NON PROVOCARE!!

matteo martini 24.05.05 16:29| 
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Alessandro:

Grillo non ha mai preso parte in questo blog da quando e' stato creato, quindi probabilmente continuera' a non farlo... A quanto pare non risponde nemmeno alle email.
Sul fatto che usi energia solare abbiamo solo la sua parola, cosi' come su gran parte delle sue sparate. Es. che qualche anno fa Callisto Tanzi gli aveva detto che i bilanci della Parmalat erano truccati... E perche' Grillo non aveva creato un blog allora? Perche' e' un fanfarone...
Perche' non ci dice OGGI, maggio 2005, quali ditte italiane stanno per fallire? A prevedere il passato siamo bravi tutti.
Poi se la prende con l'ENEL perche' e' un monopolio, ma e' contrario alle privatizzazioni e al libero mercato... E' una contraddizione vivente.

Bruno Panetta 24.05.05 16:27| 
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"Non l'ho scritta io, l'ha scritta l'autore dell'articolo, io ho soltanto riportato il testo dell'articolo"

Si' scusa, volevo dire l'articolo che hai citato, non scritto.
In ogni caso Beppe Grillo non rispondera' mai.


Ok, va bene. Perché dici che Grillo non risponderà...può darsi pure che risponda, quando avremo tutti gli elementi forse potremo farci un idea più precisa della cosa.

Alessandro Fiorillo 24.05.05 16:16| 
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" Nei paesi nordici, Olanda e Germania in testa, ma anche in Giappone, i pannelli solari sono molto diffusi "

Sono attualmente in Giappone, che dovrebbe essere la nazione che ha il maggior numero di pannelli solari ( area ) per abitante.
In due mesi avro` visto quattro o cinque case con pannelli solari.

Ance dove i pannelli solari sono " molto diffusi ", l` energia generata dal solare e` sotto l` 1% del totale dell` energia prodotta ( non ricordo esattamente la percentuale esatta, ma siamo li` )

NON FIDATEVI DI QUELLO CHE VI DICONO< ANDATE A SFOGLIARE I DATI IN SITI SERI !!

matteo martini 24.05.05 16:14| 
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E non aspettarti delucidazioni da Grillo che prende piu` granchi di tanti altri, vai a fondo delle cose tu, se vuoi un consiglio


Su quest'ultimo passaggio...io già vado a fondo delle cose per conto mio, non preoccuparti, se ho chiamato in causa Beppe Grillo
è perché a quanto pare è uno dei pochi che già vende energia elettrica all'Enel, quindi avrà stipulato un contratto con la compagnia, quindi chi meglio di lui può delucidarci sul funzionamento della cosa?

Alessandro Fiorillo 24.05.05 16:13| 
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"Non l'ho scritta io, l'ha scritta l'autore dell'articolo, io ho soltanto riportato il testo dell'articolo"

Si' scusa, volevo dire l'articolo che hai citato, non scritto.
In ogni caso Beppe Grillo non rispondera' mai.

Bruno Panetta 24.05.05 16:11| 
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"Bisognerebbe proprio che Beppe Grillo scriva qualcosa..."

Non lo fara' mai! Grillo non ha capito che una caratteristica essenziale di internet e' il dibattito, non e' come i suoi spettacoli in cui parla solo lui e tutti applaudono.
E se partecipasse a un dibattito lo sa benissimo che gli farebbero gli occhi neri, perche' quello che dice e' pieno di contraddizioni.

Bruno Panetta 24.05.05 16:10| 
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Alessandro, ma hai letto questa parte di quello che hai scritto?

Non l'ho scritta io, l'ha scritta l'autore dell'articolo, io ho soltanto riportato il testo dell'articolo, perché vuoi farmi passare per colui che ha scritto ciò che non ho scritto (ma che ho soltanto qui riportato)? Il link all'articolo è evidente.
Ad ogni modo, come già detto, soltanto Beppe Grillo può chiarire la cosa, spero che scriva qualcosa sull'argomento.

Alessandro Fiorillo 24.05.05 16:10| 
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Alessandro Fiorillo:
" Lo dicono persone che hanno già da tempo i pannelli solari che autoproducono energia elettrica...possono anche dire cose non vere...però se in Germania questo sistema è diffusissimo forse lì sono tutti coglioni? Un motivo ci sarà. "

Alessandro, il solare in Germania NON e` diffusissimo, la sua incidenza sul totale dell` energia prodotta e` molto bassa ( adesso non ricordo con esattezza ) del totale dell` energia prodotta.
E` diffusissimo se RAPPORTATO con la situazione italiana, dove praticamente il solare e` nullo.

Ma non c` e` nessun posto nel mondo dove il solare e` realmente una fonte energetica significativa.

E non aspettarti delucidazioni da Grillo che prende piu` granchi di tanti altri, vai a fondo delle cose tu, se vuoi un consiglio

matteo martini 24.05.05 16:08| 
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Aspetta, qui vedo qualche contraddizione: se Grillo gia' vende energia solare all'ENEL, allora vuol dire che la vendita di energia solare non e' illegale.

Bisognerebbe proprio che Beppe Grillo scriva qualcosa...in effetti se lui la rivende evidentemenete la cosa non è illegale. Beppe scrivi un articolo che possa chiarire questo interessante argomento.

Alessandro Fiorillo 24.05.05 16:07| 
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Alessandro, ma hai letto questa parte di quello che hai scritto?

"Oltre a soddisfare i fabbisogni energetici della famiglia di Grillo, l'impianto solare produrrà energia in eccesso che verrà "venduta" alla Rete. Un contatore apposito - a fine anno - permetterà la lettura dei kilowatt ceduti all'Enel, che saranno scalati dalla bolletta."

Scalati dalla bolletta... Signfica che nonostante i pannelli solari Grillo paga ugualmente una bolletta elettrica! Ergo i pannelli solari *non bastano* a coprire il suo fabbisogno energetico!

Bruno Panetta 24.05.05 16:06| 
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Ecco un interessante passo trovato in rete (basta cercare, questo è internet), leggete attentamente, si parla anche di Beppe Grillo:

link: http://web.tiscali.it/zona.nucleare/more_info/pannelli_solari.htm

Cosa sono i pannelli solari?

I pannelli solari (pannelli termici o pannelli fotovoltaici a seconda dell'uso) trasformano l' energia solare in energia termica (pannelli termici: per produrre acqua calda per il bagno, la lavastoviglie e la lavatrice, ma anche per il riscaldamento) oppure trasformano energia solare in energia elettrica (pannelli fotovoltaici: hanno diverse applicazioni come l' illuminazione o l' alimentazione di elettrodomestici o anche per il riscaldamento). Il pannello solare è un dispositivo, sistemato spesso anche su un tetto, costituito da una superficie piana che contiene un fluido che, riscaldato dal sole, trasferisce calore all’ acqua contenuta in un serbatoio isolato termicamente.
I costi del fotovoltaico dipendono dal tipo di applicazione e installazione, e sono in continua evoluzione. Per quanto riguarda il "guadagno" ambientale, un piccolo impianto fotovoltaico sufficiente a soddisfare le esigenze di una famiglia produce mediamente nell'arco di trenta anni 90.000 Kwh, con un risparmio di 22.500 kg di olio combustibile e dell'emissione di 63 tonnellate di Co2. Nei paesi nordici, Olanda e Germania in testa, ma anche in Giappone, i pannelli solari sono molto diffusi. Il Italia la presenza di un monopolio in campo energetico frena notevolmente lo sviluppo delle energie alternative. Un gruppo di privati ha dato il via a un progetto di legge per il "diritto al sole": mira a dichiarare inalienabile il diritto di ogni cittadino a utilizzare in via fototermica o fotovoltaica la radiazione solare incidente sulla sua proprietà. Tra i sostenitori dei pannelli solari, c'è anche il comico Beppe Grillo, che è molto polemico con l' Enel. "L'Italia - dice - è il paese dove la corrente elettrica si paga di più". L'attore genovese ora è anche produttore di energia elettrica ed è titolare di un contratto di fornitura all' Enel. Nell'abitazione del comico, a Nervi, è stato infatti installato il primo impianto fotovoltaico (un impianto di 25 metri quadri che produce 2 Kw) regolarmente allacciato alla rete Enel. Oltre a soddisfare i fabbisogni energetici della famiglia di Grillo, l'impianto solare produrrà energia in eccesso che verrà "venduta" alla Rete. Un contatore apposito - a fine anno - permetterà la lettura dei kilowatt ceduti all'Enel, che saranno scalati dalla bolletta.
La direttiva europea sulla "promozione dell' elettricità generata da fonti rinnovabili di energia nel mercato interno dell' elettricità" ha fatto crescere l'interesse per la tecnologia termo-solare e le relative applicazioni commerciali, per le quali i pannelli solari a canale continuano a costituire l'elemento chiave. Alla luce di ciò, il progetto "EUROTrough" si e concentrato sullo sviluppo di un collettore a canale, basato sull'ampia gamma di conoscenze e sull'esperienza operativa attualmente disponibili. Questa nuova generazione di collettori solari consente svariate applicazioni a temperature comprese fra i 200 e i 400 °C, per la produzione di elettricità, la desalinizzazione e le applicazioni di produzione di calore, erogando energia da pochi a centinaia di MegaWatt.
Il progetto "10.000 tetti fotovoltaici": ogni cittadino può usufruire dell'energia elettrica derivante dall'energia solare con sistemi fotovoltaici. Sembra che installando un sistema fotovoltaico ( con contributo a fondo perduto del 75%), l'energia elettrica prodotta possa essere inserita nella rete Enel con un secondo contatore. Quindi mediante un conguaglio periodico: energia elettrica consumata-energia elettrica prodotta si paga soltanto la differenza all'Enel. Questo progetto è partito nel 1997.

Alessandro Fiorillo 24.05.05 16:02| 
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Alessandro:

Aspetta, qui vedo qualche contraddizione: se Grillo gia' vende energia solare all'ENEL, allora vuol dire che la vendita di energia solare non e' illegale.
Per il resto ho forti dubbi che l'energia solare sia cosi' efficiente, altrimenti tutto il mondo andrebbe ad energia solare.
Chi ha i pannelli non e' deficiente, pero' e' gente che per vari motivi (per es. sono ricchi) si puo' permettere di fare un sacrificio economico per vivere secondo le loro convinzioni di ambientalisti.

Bruno
bpanetta@gmail.com

Bruno Panetta 24.05.05 16:02| 
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Per Alessandro Fiorillo:
" Il "Conto Energia" fissa una tariffa di acquisto dell'energia elettrica. Tutti i cittadini interessati o le imprese possono installare pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione o sui terreni al fine di produrre energia elettrica da rivendere alle società elettriche in cambio di una tariffa incentivata (cd "Conto Energia"). "

Caro, Alessandro, perche` uno dovrebbe produrre energia spendendo 15, quando quella che gli arriva dall` ENEL gli costa 5 ??

Io vado a produrre energia con i miei pannelli se mi viene a costare MENO di quella disponibile in rete, e non DI PIU`

Link dal sito pro-solare Solabuzz:

Guideline electricity generation costs today (cents/kWh)
Combined cycle gas turbine
3-5
Wind
4-7
Biomass gasification
7-9
Remote diesel generation
20-40
Solar PV central station
20-30
Solar PV distributed
20-50

E` cosi` conveniente il solare?

Smettetela di bervi tutto quello che vi raccontano, ragazzi, andate a fondo delle cose..

Se non ci sono pannelli solari dappertutto, una ragione c` e`

matteo martini 24.05.05 16:00| 
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Per Alessandro Fiorillo:
" Si i pannelli bisogna pagarli di tasca propria, ma molti assicurano che già dopo circa 1 anno e mezzo dall'installazione i costi rientrano con i benefici dell'energia autoprodotta. "

Dove lo hai letto?
Non ti viene in mente che se le cose stessero cosi` avremmo tutta l` Italia piena di pannelli solari?
Oppure c` e` il complotto dell` Enel per mantenere il monopolio e boicottare il solare?
Perche` non inserisci il sito o la fonte da dove l` hai letto?

Non credete a tutte le cose che vi raccontano ragazzi..

Lo dicono persone che hanno già da tempo i pannelli solari che autoproducono energia elettrica...possono anche dire cose non vere...però se in Germania questo sistema è diffusissimo forse lì sono tutti coglioni? Un motivo ci sarà...io dico...informiamoci, non dico che quello che ho scritto sia vero in assoluto e neanche l'ho mai affermato...ma informiamoci. Sarebbe importantissimo se Beppe Grillo ci delucidasse in materia...io ricordo di aver letto che lui già rivende energia elettrica autoprodotta al fornitore nazionale.

Alessandro Fiorillo 24.05.05 15:56| 
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La scuola italiana negli ultimi anni sta subendo un rapido declino; non c'è da scandalizzarsi nel dire che gli studenti di oggi che escono dalle scuole superiori siano meno preparati da un punto di vista scolastico, professionale e umano.
Paradossalmente però voglio dire che i ragazzi di oggi sono più aperti mentalmente a ricevere informazioni forse con maggiori potenzialità.
Allora qual'è l'anomalia?
Forse mi si pone il dubbio, che manca quel briciolo di disciplina, quel briciolo di paura che incutevano i professori di una volta....i vecchi esami di riparazione....
Certo era una mannaia che poteva cadere sul collo, ma è stato un modo anche per crescere e affrontare i primi problemi della vita.

Ma un altro punto centrale rimane questo:
va bene il dibattito sulla scuola, ma alla fine tutti i nostri sforzi per un titolo studio a cosa servono se poi diventa titanica l'impresa di trovare un posto lavoro.

Ai miei figli un giorno consiglierò d'imparare un mestiere....perchè con quello si vive ma con un pezzo di carta non ci fai niente a meno che sia una lettera di raccomandazioni.

Francesco Pintus 24.05.05 15:53| 
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Per Alessandro Fiorillo:
" Si i pannelli bisogna pagarli di tasca propria, ma molti assicurano che già dopo circa 1 anno e mezzo dall'installazione i costi rientrano con i benefici dell'energia autoprodotta. "

Dove lo hai letto?
Non ti viene in mente che se le cose stessero cosi` avremmo tutta l` Italia piena di pannelli solari?
Oppure c` e` il complotto dell` Enel per mantenere il monopolio e boicottare il solare?
Perche` non inserisci il sito o la fonte da dove l` hai letto?

Non credete a tutte le cose che vi raccontano ragazzi..

matteo martini 24.05.05 15:52| 
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Io non so se era meglio prima o se sara' meglio dopo, come non posso giudicare se i ragazzi della mia eta (31) sono cresciuti meglio di quelli che vanno a scuola adesso, quello che penso pero', e' che il misnistro dell'istruzione e i maestri e professori (sempre se si chiamano cosi) sono in piccola controtendenza con la logica!e che la scuola non e' altro che un contenitore per stupidi o presunti tali! Secondo me ci dovrebbe tornare la Moratti a scuola!

Alessandro Cortigiani 24.05.05 15:48| 
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X LALA
Ci sono i genitori sul blog ed io sono una di questi che legge i commenti di Stefano ed altri che giudicano tutti i ragazzini dei cerebrolesi fin dall'infanzia!
Cosa vuoi che risponda un genitore sentendosi additare così?
Come sai non è facile allevare figli (io ne ho due di due anni) ma non è mai stato facile neanche per i nostri genitori, è un mestiere che nessuno insegna e che ognuno si deve "imparare!". Quello che invece dovrebbero insegnare è il mestiere dell'insegnamento che ai nostri tempi si faceva, con gente competente che andava a scuola per diffondere la cultura, anzichè guardare il tornaconto a fine mese. Sentendo i tg si vedono sempre questi pseudo-insegnati che si lamentano che guadagnano meno di un'idraulico? Bene e allora che vadano a fare gli idraulici, sicuramente è un mestiere che s'impara prima e con meno costi...o NO? Caro il mio Stefano da Crema, se hai contratto i debiti per poter fare un lavoro pulito, non è colpa di quelli che mettono al mondo i figli! Inoltre è facile generalizzare, ma si dice che la madre dei cretini è sempre incinta, mentre chi desidera realmente avere una famiglia perchè crede in alcuni valori deve sottoporsi a delle torture allucinanti! A PROPOSITO: ANDATE A VOTARE I PROSSIMI REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA E CERCATE DI VOTARE PER IL SI SE VI FIDATE ALTRIMENTI INFORMATEVI VOI! Grazie della cortese attenzione.

Stefania Monsini 24.05.05 15:47| 
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Per Stefano Crema:

Come volevasi dimostrare: chi è senza argomenti non sa far altro che attaccare le relazioni tra le persone. Ma come sei bravo a spargere giudizi basandoti su quattro righe scritte! complimenti! da un commento hai già capito che dormo e non faccio niente nella vita.
sono sempre più convinto di quello che ho scritto.. visto che non si fa altro che confermare.
Ciao

Michelangelo Sanguineti 24.05.05 15:46| 
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Salve sig. Grillo
leggevo oggi su un quotidiano (la repubblica)che la giornalista Oriana Fallacci e' stata rinviata a giudizio per vilipendio alla religione islamica e accusata di razzismo.
Avendo letto i libri della Fallaci in questione, mi sento di dire che pur non condividendo a volte le forme di esposizione dei testi, ritengo la fallacci una dei pochi veri giornalisti ancora in azione. E' una persona che esprime i propri pensieri e li porta avanti e non come i giornalisti blasonati di oggi (Vespa??)che non fanno mai domande scomode e non danno mai giudizi (forse per non finire come Biagi e Santoro). Inoltre condannare la Fallacci e non procedere contro l'accusatore un certo Smith, il quale esulto' nelle televisioni italiane al domani della strage dell 11 settembre, mi sembra davvero ridicolo. Permettiamo a questo signore di fare come gli pare ed esprimere giudizi contro l'occidente nel nostro paese e in piu' denunciare una nostra connazionale, senza che nessuno muova un dito. E sa perche'? perche in Italia se si esprimono giudizi contro una comunita straniera si e' automaticamente RAzzisti! Il ministro degli interni ha dichiarato che la meta dei crimini in Italia e' commesso da stranieri...vorra' dire pur qualcosa.
Riprendiamoci la nostra nazione e la nostra dignita'...
La saluto
Igor Serra

Igor Serra 24.05.05 15:43| 
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x Tiziana Furlan

Chissà...per ora con il Blog abbiamo cominciato a confrontarci, in un certo senso a conoscerci e a misurare i nostri pensieri, la nostra capacità di sviluppare un senso critico, chissà...magari anche la nostra forza (se siamo un pugno di sognatori...ci sono poche speranze di riuscire a fare qualcosa). Può darsi che le cose maturino con il tempo...l'importante è continuare ad utilizzare questi strumenti, quale il Blog di Beppe, che ci permettono di attingere alle fonti reali dell'informazione. Magari, col tempo che corre, un dì neanche troppo lontano (già ora?) saremo costretti ad una vera e propria Resistenza Telematica, intesa quale unico strumento sul quale andare a cercare le informazioni vere, l'unico strumento grazie al quale sottrarci ai tentativi di massificazione delle menti e del pensiero...restiamo in contatto, confrontiamo le idee (chi a proposte le faccia), e magari qualcosa sboccerà...

Alessandro Fiorillo 24.05.05 15:41| 
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Beh, io come liberista sono favorevolissimo a liberalizzare il mercato dell'energia e ad abolire i monopoli. Se i pannelli solari funzionano, ben vengano. Il problema con questo Conto Energia purtroppo e' che prevede una "tariffa incentivata" di 0,574 euro per kilowatt prodotto. Cioe' si costringerebbe le societa' energetiche a comprare energia solare da privati ad un costo prestabilito, non di mercato.
Se questo prezzo a un certo punto sara' minore del prezzo di mercato, allora ci perderanno i privati. Se e' maggiore ci perderanno le societa' energetiche... E magari per compensare saranno costrette a comprare energia dall'estero, prodotta con metodi tutt'altro che ecologici.
Io dico che non conviene. Vendere l'energia solare si', ma non a prezzi fissati dallo Stato.

Ciao

Bruno

Bruno Panetta 24.05.05 15:40| 
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A : Sergio Anzi

Non vorrei deluderti ma la legge è stata fatta temo e già approvata, ora se fumi un paio di canne puoi decidere se andare in galera o in comunità per tossico dipendenti ^^
che tristezza

marco bianchi 24.05.05 15:37| 
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salve a tutti, ho quasi 23 anni e vedo con terrore la situazione del mondo che ci circonda. Sono al quarto anno della prestigiosa facoltà di architettura di firenze, nella quale non e sottolineo non, mi stanno preparando per diventare un capace architetto. Mi ritengo purtroppo una persona di media cultura, dico purtroppo perchè nonostante la mia ignoranza al giorno d'oggi passo per sapientona. Ma arrivando finalmente al nocciolo della questione: io so con certezza di essere uscita dalla scuola sapendo molto meno dei miei genitori, e questo prescindendo dalle carriere scolastiche più o meno brillanti e più o meno impegnative, e nonostante ci si lamentasse dell'"eccessivo nozionismo" del sistema precedente. Il risultato è davanti a tutti noi, giovani anzi praticamente adulti, che non sanno nemmeno quando è caduto il muro di Berlino(figurati se uno gli chiede delle guerre puniche!!!)e il tragico è che i bambini di adesso sono messi ancora peggio, la mia sorellina, sta per terminare le medie, è una delle più brave della classe, sia perchè è molto intelligente, sia perchè studia come una forsennata! Ebbene la povera piccola in molte occasioni si è trovata a dover ammettere delle difficoltà anche sul significato di parole semplici come , non parliamo del fatto che non ricorda nulla di quello che studia. Quello che tento di dire è che si dà la priorità ad aspetti che non la meritano, per lo meno in questo ambito..andiamo chi se ne frega se un bambino parla benissimo l'inglese se poi tutta la vita deve litigare con i congiuntivi italiani? Con questa riforma scolastica si andrà a finire come in tutte le altre cose: i ricchi potranno avere il meglio, gli altri chi se ne frega.

giada

giada greco 24.05.05 15:35| 
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mamma mia Beppe, tutto ciò è ALLUCINANTE !!!!!

D'altronde la Moratti è parente di quel tipo che si sospetta trafficsse cavalli di razza, uno di quelli che prendeva soldi dallo stato per ammazzare i tossicodipendenti o per renderli dipendenti dalla comunità terapeutica invece che dalla droga....
Uno che non c'è più, ma la cui progenie spera e spinge perchè Fini faccia una legge per mandare in comunità chi si fuma uno spinello (a spese dello stato, ovviamente)

Come dire: buon sangue non mente !!!!!

Sergio Anzi 24.05.05 15:34| 
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x Lala e Fiorillo.
Assolutamente d'accordo con voi. Basta parlarsi addosso: organizziamoci. Un distintivo per contarci? Un incontro? Una qualsiasi cosa, pur di non restare a guardarci toccare il fondo e....scavare....

Tiziana Furlan 24.05.05 15:30| 
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Si i pannelli bisogna pagarli di tasca propria, ma molti assicurano che già dopo circa 1 anno e mezzo dall'installazione i costi rientrano con i benefici dell'energia autoprodotta.
L'energia in surplus dipende dalla quantità dei pannelli installati, e chiaramente dai propri consumi elettrici.
Perché le compagnie sono contrarie? Trattandosi di transazione dovrebbe convenire sia alle compagnie che a chi installa i pannelli...bisognerebbe chiedere loro perché non incentivano tale metodo.
Bisognerebbe che Beppe Grillo scriva qualcosa in proposito, anche perché mi sembra che lui stesso sia uno dei pochi che rivende l'energia elettrica all'Ente, già da anni se non sbaglio, quindi sarà informatissimo sulla cosa.
Ad ogni modo esiste già un concorrente al gestore nazionale (Enel), per il momento soltanto per chi ha la partita iva:

http://www.la220.it/

Alessandro Fiorillo 24.05.05 15:25| 
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Riguardo al fatto che il governo non ha fatto nulla, beh è meglio così.

Mi spiego: l'"oscuro signore dei Sith" si era presentato come una Tatcher maschile.
Ella ha fatto una politica talmente di destra che i sindacati (e la stessa confindustria) inglesi devono ancora riprendersi dal mal di testa. Non hanno praticamente più potere, sono stati svuotati e messi in "miande" dalla "Lady di ferro".
Da noi invece il governo non ha nemmeno avuto il coraggio di andare fino in fondo con la storia dell'articolo 18, ed ha fatto una mezza riforma delle pensioni.
Fidatevi, meglio per noi che non abbia fatto quasi nulla, perché se avesse fatto qualcosa di più, sarebbe stato qualcosa di PEGGIO in più.

Riguardo alla Scuola, la Moratti ha dato il colpo di grazia (di stampo imprenditoriale: "Portfolio!!") ad un sistema scolastico tenuto per il collo da Berlinguer.
Tale sistema già prima di Berlinguer faceva acqua.
In poche parole: lui ha rigirato il coltello nella piaga di un appestato, lei ha sostituito il coltello con una lama MIRACLE BLADE III SERIE PERFETTA.

Il problema della scuola, purtroppo, sono ANCHE I SUOI INSEGNANTI. In questo caso, forse, saranno anche la sua salvezza. Se non si cambia la ZUCCA (dura!) della classe insegnante nn c'è riforma che funzioni.

(Ho spedito ad un sacco di gente in àmbiti scolastici la proposta di contribuire come istituti medi e superiori all'ampliamento di Wikipedia. Risposte: vuoto cosmico a 2.875°K
Il problema sarà forse che non sanno usare l'e-mail?)

Davide Ricci 24.05.05 15:19| 
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Alessandro:

Grazie per le informazioni, ma un paio di cose non mi sono chiare:

1. Chi paga per i pannelli solari? Immagino che chi li installi paghi di tasca sua.

2. Come fa ad esserci energia in surplus? Se io metto dei pannelli solari sulla mia abitazione e' molto difficile che riusciranno a coprire il mio fabbisogno elettrico al 100%.

3. Se fosse possibile una cosa del genere, perche' le societa' elettriche dovrebbero essere contrarie a comprare energia solare? In una transazione ci guadagnano entrambe le parti.

Qualcosa non quadra...

Bruno Panetta 24.05.05 15:17| 
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Il Conto Energia è questo:

Il "Conto Energia" fissa una tariffa di acquisto dell'energia elettrica. Tutti i cittadini interessati o le imprese possono installare pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione o sui terreni al fine di produrre energia elettrica da rivendere alle società elettriche in cambio di una tariffa incentivata (cd "Conto Energia").

Oggi chi mette dei pannelli per produrre energia solare sui tetti della propria abitazione può farlo soltanto nella misura sufficiente a coprire i propri consumi i quanto il surplus non viene in nessun modo pagato (o "rimborsato" attraverso una tariffa agevolata) dal fornitore di Energia elettrica...in sostanza il surpluss viene regalato alla stessa...questo limita la diffusione dell'energia solare in Italia, noi che siamo il paese del "sole". Questo sistema in Germania è diffusissimo, lì chi produce energia con i propri pannelli solari la rivende al fornitore elettrico...questo è quello che si vorrebbe ottenere con la petizione (sintetizzando)

Alessandro Fiorillo 24.05.05 15:08| 
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Teniamo in mente che dopo 15 anni di referendum inutili per non raggiungimento del forum (50%) a molti viene in mente che il referendum è inutile spesa e inutile mezzo.
Abrogare una legge è esprimere il proprio parere e opinione, mettere una X su una lista è esprimere la propria preferenza su 'programmi' che comunque sono uguali, se non a parole nei fatti.
Sinistra: federalismo, privatizzazioni, lotta coi sindacati, riforma inutile della scuola, lotte interne per poltrone.
Destra: federalizmo, privatizzazioni, lotta coi sindacati, riforma scuola ecc.ecc.
Cosa ha fatto il governo di sinistra degno di essere legge di sinistra? R: NIENTE
Cosa ha fatto il governo di destra degno di essere legge di destra? R:NIENTE
Cosa hanno fatto i governi presente e passati? fare in modo che il paese sia spaccato a metà arrangiando le leggi che devono per forza di cosa essere emanate.
Andiamo a votare tutti ;)

marco bianchi 24.05.05 15:08| 
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ue! :-) ne dite di cotte e di crude su i nostri ragazzi!! sarà che ho poca esperienza o che ho avuto fortuna, ma non mi ritrovo in quel che dite.

i ragazzi sono... simpatici... ecco! nel bene e nel male!

certo poi ci sono delle realtà davvero problematiche e tragiche, ma non è di questo che si parla.

licenziare i professori in base alla loro prestazione di lavoro?
e chi dovrebe giudicare il mio lavoro? chi dovrebbe prendere il provvedimento?
gli studenti? il preside? gli altri colleghi?

forse una commissione esterna? e come farebbe a giudicare il mio lavoro? con che diritto? in base a quali criteri? fissati da chi?

guardate che insegnare non è come lavorare in fabbrica. in fabbrica se non lavori non produci e non rendi e la cosa è palese, riscontrabile, oggettiva.
ma nell'insegnamento cosa riscontri? insegnare è un arte e l'arte non si oggettivizza.

e poi sono a favore del licenziamento solo in casi estremi, mentre sono a favore della tutela e delle garanzie per i lavoratori dipendenti, soprattutto da privati.

forse gli impiegati statali godono di eccessive garanzie, ma più che il licenziamento proporrei altri metodi di intervento.

sicuramente la cosa migliore è prevenire, selezionando opportunamente i propri impiegati, puntando sulla preparazione e sull'affidabilità, facilmente testabili (ma se lo si vuole fare sul serio) durante un periodo di prova o un corso in ingresso o in base ad esperienze precedenti (curriculum).
se invece si regalano i posti per via clientelare....

per l'insegnamento vale lo stesso discorso. imposterei un iter di studi molto lungo, articolato e profondo in cui risaltino contenuti pedagogici, studio critico delle discipline, approfondimenti di cultura generale, pratica diretta nelle scuole.
ad ogni tappa l'aspirante prof. deve esprimere le proprie capacità e la propria preparazione producendo materiale proprio (lezioni, riflessioni pedagogiche, articoli sulla metodologia didattica, approfondimenti disciplinari, dissertazioni sulla scuola, riflessione critica sulla propria esperienza di tirocinio, etc. etc.)
e solo i migliori dovrebbero andare avanti.
la feccia , come dite voi, dovrebe ritirarsi con la coda fra le gambe.

i nostri ragazzi meritano il meglio.

luca frangella 24.05.05 15:07| 
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Barrio:

Ok, per quale partito seconde te BISOGNEREBBE votare? Non suisciare via, rispondi...

Bruno Panetta 24.05.05 15:05| 
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Stefano Crema:

Bravo! Ora dimmi, se qualcuno ti svaligia la casa tu chiami la polizia? No perche' se sei contrario a tutte le leggi tranne a quella sul fumo nei locali, allora devi pure essere contrario alla legge sul furto...

Bruno Panetta 24.05.05 15:04| 
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Fiorillo:

La petizione che continui a ripeterci dice questo

"Come cittadino italiano, venuto a conoscenza dell'esistenza del "Conto Energia" (Dlgs 387 del 2003) e del ritardo dei decreti di attuazione, chiedo al Governo di emanare entro il 2005 le tariffe di acquisto incentivate per l'energia elettrica prodotta dai pannelli solari FV. "

Mi puoi spiegare per favore che cos'e' questo "conto energia" e cosa sono le "tariffe di acquisto incentivate"? Visto che hai firmato la petizione e continui a menarla in continuazione, immagino che tu lo sappia.
Saluti,

Bruno Panetta
bpanetta@gmail.com

Bruno Panetta 24.05.05 15:02| 
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considerando chi ci governa l'unica legge che salverei è quella sul fumo nei locali pubblici, si vede che le lobby del tabacco non hanno foraggiato a sufficienza, tutte le altre sono da abrograre e quindi SI su tutta la linea.

Stefano

stefano crema 24.05.05 15:02| 
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Sanguinetti

il paese è allo sfascio totale e tu chiedi di fare analisi tranquille e moderate?
Contro lo sfacelo totale dello stato si risponde con la stessa aggressività. Altrimenti dormendo diventiamo tutti come te.

Panetta: vota per chi ti pare, tanto per quelli come te non c'è alcuna speranza.

Chi ha un po' di cervello si sa fare 4 conti da solo senza bisogno dei consigli di nessuno. Io so solo che avevano promesso una marea di cose, ma non hanno fatto nemmeno le cose più minime da fare. Non solo!
Hanno educato il paese alla cultura mafiosa, all delinquenza, all'impunità e via dicendo

Adamo Barrio 24.05.05 15:01| 
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Adamo Barro:

Ne' l'una ne' l'altra. Dimmi tu, per chi dovrei votare?

Bruno Panetta 24.05.05 14:54| 
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Ciao, intanto trovo molto interessante il blog e ringrazio Beppe Grillo per averlo creato e per l'impegno. Detto questo mi dispiace davvero che i commenti delle persone siano spesso carichi di aggressività nei confronti di governo o delle persone che ne fanno parte e la cosa che mi fa pensare è che le stesse persone sono di quella ideologia politica che si dichiara pacifista ma che nelle persone spesso lo è solo a parole.
Anche se non si condividono scelte e modalità di un governo ... l'insulto resta sempre l'arma di chi non ha nulla da dire.
Per il resto la la gestione scolastica attuale non la condivido, è un po' semplicistica e in mano a persone che am io parere l'educazione l'hanno solo studiata e non praticata davvero. Però è vero che ai bambini è importante dare non solo nozioni ma anche esperienze creative, quindi i laboratorio potrebbero essere una buona cosa.
Qualcuno ha scritto che " La percentuale di professori decenti nella scuola italiana è davvero infima" e mi piacerebbe su quale base si fanno queste osservazioni. La persona è andata a visitare la maggior parte delle scuole italiane?
Fare l'insegnante è un lavoro difficlie e appasionante, il problema sta nel fatto che a per fare l'insegnante ,un volta laureato, devi fare altri 3 anni di corsi e alla fine non hai il posto, entri solo in graduatoria. E' chiaro che anche uno motivato, se trova lavoro prima sceglie la certezza per l'incertezza, mentre i disoccupati provano e magari passano anche se non sono appassionati di educazione.
Ciao a tutti

Michelangelo Sanguineti 24.05.05 14:53| 
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Andate sul sito sottostante e firmate, se lo riterrete opportuno, la petizione a favore dell'energia solare. Da essa può dipendere il futuro energetico del nostro paese. Un futuro più pulito e libero dall'egida delle grandi compagnie petrolifere e dalle bollette ENEL!!!

http://www.nimer.it/nimer.asp?ar=320

Alessandro Fiorillo 24.05.05 14:53| 
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X TANU PALMIOTTO
Certo, ma non sono gli unici responsabili. Ognuno faccia la sua parte, e non sara' solo la Scuola a migliorare.
ciao
GG

Giorgio Gabel 24.05.05 14:50| 
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Panetta, tu in quale categoria ti collochi?
Quella dei rincoglioniti o quella dei mafiosi?

Sei una vergogna come pure chi ti rappresenta !

Adamo Barrio 24.05.05 14:49| 
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Concordo con quanto detto da Stefano Crema. Come si può convincere un ragazzo ad impegnarsi nello studio se gli idoli che egli ha continuamente davanti agli occhi sono calciatori, veline e "bellocci vari", che con la cultura non hanno niente a che fare? Su questo dovrebbero lavorare i politici...
Il vero problema, secondo me, è che chi fa le leggi non ha la minima idea di come funzionano le cose veramente e probabilmente nemmeno di come "funzionano" i bambini...
Tra le proposte di Offerta Formativa ho visto corsi di scacchi! Ma ve li immaginate 20 bambini in una stanza a giocare a scacchi in silenzio? ^^ e tutto questo quando nelle scuole manca la carta per fare le fotocopie, si chiedono soldi o libri per farsi una biblioteca, e i ragazzi devono portarsi la carta igienica da casa...

Giovanni Venanzini 24.05.05 14:49| 
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Furio:

Ti sbagli, il referendum in Italia puo' essere solo abrogativo, non propositivo, quindi il suo uso per scopi politici e' necessariamente limitato.

Bruno Panetta 24.05.05 14:49| 
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tanto non conta per chi voti (partiti), fanno esattamente le stesse cose, o non te ne sei accorto? il referendum è l'unico modo che abbiamo per esprimere il nostro volere...

furio parodi 24.05.05 14:46| 
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e per chi votiamo?

Bruno Panetta 24.05.05 14:45| 
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Per i referendum la vedo dura, si dice che le liste elettorali non siano state pulite e che siano quindi ancora presenti persone morte e sepolte e credo sarà difficile convincerli ad andare a votare.....
L'unico paese in cui votano anche i morti...

stefano crema 24.05.05 14:44| 
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Come ex studente ho fatto tutte le scuole fino all' università intera finita l' anno scorsa mi sono reso conto che: I corsi di studi sono un pò arretrati... che il 10% dei docenti insegna bene, il 60 % si impegna ma proprio non è capace, il 30% sta a scaldare la sedia e a badare a lavoro extra scuola invece che lavorare per migliorare il proprio insegnamento.
Purtroppo non è una legge che può cambiare lo status attuale, questa legge moratti non risolve nessuno dei problemi che ha la scuola: problemi che per altro nenche sono del tutto reali visto che la cultura e preparazione in Italia non è così pessima (almeno parlando del 10% di materie-professori che fanno il loro dovere e insegnano passione e metodo di studio per una materia).

Ma ripongo un altro quesito, prima dicevo metà dicono bianco metà nero: 75% di votanti, un polo dice di votare e uno no: risultato: dal 1990 affluenza del 35-40 per cento, tutti i referendum inutili.(risultato, potere alla classe politica Prodi-BErluskoni e soci)
Andiamo a votare sta volta, si o no non conta, ma andiamo a votare tutti !!!

marco bianchi 24.05.05 14:37| 
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Beppe, sei un mito, ma hai troppo poco ascolto, pultroppo in Italia tochi troppi interessi e non ti fanno parlare.
Nonostante tutto, se non ci fossi, sarebbe un danno enorme..
Con affetto..
Stefano

PS:Continua così, noi Italiani "comuni" abbiamo bisogno di te.

Stefano Collini 24.05.05 14:30| 
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Non ho molto da dire, l'ipocrisia regna sovrana in questo governo

Giuseppe Virzi 24.05.05 14:30| 
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Bravo Luca,
sono i genitori da prendere a calci.
E possibile che su questo blob non ci sono genitori?
Oppure ci sono e dicono che la colpa è della scuola e della MOratti?
L'importante continua ad essere solo il poter dare le colpe a qualcun'altro.

Comodo no?

Per Stefano:
non credo che tutti abbiano la fortuna di alzarsi la mattina e andare a fare un lavoro che amano, li soddisfa pienamente, ed è la propria ragione di vita. L'importante è cercare di fare al meglio delle proprie capacità quello che si deve fare. E non dare la colpa agli altri se si è frustrati e incapaci di farsi rispettare. Dice il saggio: l'autorità si impone, l'autorevolezza si conquista. E se non si riesce a conquistarla forse non la si merita.
Lala

lala sala 24.05.05 14:27| 
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Ale Rossi:

Hai perfettamente ragione, la maggior parte degli insegnanti (non tutti) sono degli incapaci. La soluzione e' ovviamente quella di licenziare gli incapaci e di mettere dei criteri severi all'assunzione.
Questo pero' e' impossibile perche' per la stragrande maggioranza degli italiani (Grillo compreso!) il Posto di Lavoro e' sacro, e guai a chi licenzia i lavoratori... Meditate gente, meditate...

Bruno Panetta
bpanetta@gmail.com

Bruno Panetta 24.05.05 14:27| 
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Io parlo delle prime due classi delle superiori e della feccia che ci arriva, non dovrebbero essere più tanto bambini e dovrebbero cominciare a prenderersi un po di responsabilità per quanto fanno e dicono, ma poi ci pensano i genitori a deresponsabilizzarli.

stefano crema 24.05.05 14:26| 
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Stefano, spero che non tu sia un insegnante e che non abbia una pistola in casa…. LOL

Ti capisco, mia madre ha insegnato tutta la vita e me ne ha raccontato di cotte e di crude.
Però i bambini sono falsi bersagli…
I bambini sono delle spugne. Se vivono in un ambiente violento imparano a comunicare con la violenza, se i genitori sono degli stronzi al 99 % si comporteranno come degli stronzi, non che lo siano, e che divengono stronzi…
Una volta al mare mi ricordo di un bambino che buttava per terra la carta del gelato che stava mangiando, subito ho pensato “ma guarda che maleducato!!”, nel mentre, il pargolo si è avvicinato all’ombrellone dei familiari. Allora ho capito a chi doveva andare tutta la mia disapprovazione. Di colpo ho capito da chi il ragazzino aveva imparato simili abitudini. Quando ho visto andar via la famiglia di maiali di cui sopra, mi è bastato avvicinarmi e dire al capofamiglia “guardi che si è dimenticato di pulire….” E con la faccia rossa (lui sì stronzo, mica il bambino…) ha ripulito l'immondezza lamentandosi col resto della famiglia per le condizioni in cui “LORO” avevano lasciato la spiaggia.

Povero ragazzo…

Sono i genitori che devono essere presi a calci nel culo.

Luca Floris 24.05.05 14:16| 
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La cosa che mi "disturba" di più è la quasi totale ignoranza che c'è sui contenuti di questa legge, forse perchè in pochi sono riusciti a decodificarla. Io che sono solo una povera madre disinformata, ho constatato che, alle scuole medie inferiori, hanno trovato il modo di sopprimere 1 ora di inglese, 1 di italiano e1 di ed. tecnica, con l'opzione di scelta tra le 27 ore obbligatorie (fortunatamente la scuola di mio figlio ha suggerita caldamente le 30 ore settimanali, reintregando così le ore tolte). Mia figlia in prima elementare a tempo pieno, (e quante battaglie per non farla sopprimere!) ha solo 1 ora di compresenza in una classe di 24 bimbi (alcuni dei quali con notevoli problematiche).
Insomma le nostre scuole locali, grazie all'autonomia scolastica, hanno trovato degli escamotage per andare avanti, ma queste soluzioni sono molto instabili non si mai quali direttive arriveranno dal ministero, sopratutto in estate, quando tutti sono disattenti al problema.
In questi giorni mi è arrrivato dalla scuola un foglio che mi chiede eventuali attestati di corsi, attività sportive etc. da poter eventualmente inserire nel portfolio: questo a dimostrare che veramente si sta cercando di selezionare i ragazzi secondo il loro grado di benessere.... possibile che nessuno, a partire dai sindacati dalla politica di sinistra, dai massmedia, riesca a far emergere questo enorme disagio che sta vivendo la scuola?
Un anno fa, quando facevamo battaglie per salvare il tempo pieno, non c'è stato nessuno che ci ha appoggiato, e sto parlando per lo più dei sindacati.
Si sono mossi sopratutto i genitori, i quali si sono organizzati in comitati, poi quando i pezzi grossi si sono resi conto che eravamo veramente tanti,solo allora si sono un pò mossi,facendo naturalmente propaganda politica.
Insomma a nessuno interessa dei nostri figli, perchè non votano e quindi non hanno diritti...
Forse a scuola dovremmo mandare i pensionati ( non ho niente contro di loro ma lo dico perchè fanno gola ai nostri partiti) forse allora si vedrebbe una vera battaglia su come dovrebbe o non dovrebbe essere la scuola (caspita, sono un sacco di voti!).

angelini tania 24.05.05 14:16| 
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ma perchè la Moratti invece di fare convegni del c... non gira un po' le scuole,forse (ma proprio forse...) capirà che le leggi che servono non sono quello col debito formativo o la ridenominazione dei periodi scolastici ma leggi per migliorare le strutture delle scuole e l'aggiornamento degli insegnanti. Ma forse (e mi sa senza forse) il fine di questa "riforma" Moratti è tenere i nostri ragazzi ( e quindi il nostro futuro ) nell'ignoranza e di conseguenza in balia di questi guru-imprenditori riformisti....

Fabrizio Ticozzi 24.05.05 14:12| 
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In tutto questo assalto alla Moratti mi pare che ci si dimentichi di un paio di cosucce.
Lasciamo perdere la legge Moratti, perchè se è vero che alcune cose sono agghiccianti, è anche vero che la scuola italiana è da decenni in uno stato di sfacelo totale e la Moratti non c'entra nulla.
Dagli anni sessanta ad oggi nelle scuola italiane sono stati assunti come insegnanti individui laurati con 66 e tesi di gruppo per corrispondenza, raccomandati veri e fancazzisti ignoranti di ogni genere.
In tutto il sud Italia, quando uno non aveva voglia di studiare o voleva diplomarsi e trovare subito un lavoro, lo si mandava (e ancora oggi è così) alle magistrali.
I laureati incapaci in un concorso pubblico hanno la stessa graduatoria di chi ha studiato per tutta la vita e sa cosa fa. Solo che un ignorante non passerebbe mai un colloquio di lavoro in un'azienda privata. Ma se anche lo passasse, in un'azienda privata non trasmetterebbe la propria ignoranza agli studenti.
Trent'anni fa a scuola si studiava storia, lettere, geografia, matematica, lingue, musica e arte.
Oggi si studiano queste materie oltre ad altre trenta: com'è possibile ?
Semplice, provate a parlare con un ragazzo di 15 anni: non sa parlare italiano, se non ha una calcolatrice non sa nemmeno fare le addizioni, il massimo concetto artistico in suo possesso è legato ai manga giapponesi, crede la storia si quella raccontata dalla WB e simili, Pensa che Mozart sia palloso e ascolta solo Hip Hop...
I ragazzi credono di essere in grado di autodeterminarsi a 15 anni, di essere in grado di decidere cosa sia meglio studiare e questo perchè qualcuno gli ha inculcato che tutto ciò che non ti serve per fare soldi, direttamente o indirettamente, sia inutile, a meno che non sia divertente.
Poi non sono in grado di leggere un giornale o un libro senza credere a tutto ciò che ci trovano sopra.
Tutti a lamentarsi della riforma Moratti, ma la scuola non isnegna più nulla ai ragazzi da almeno 20 anni e questo è frutto di scelte politiche fatte trent'anni fa.
Secondo una certa classe politica un ragazzo deve poter ritardare fino all'ultimo la scelta della direzione da prendere nel modno del lavoro: questo comporta che 25 anni stia ancora studiando cose che non gli serviranno a nulla nel mondo del lavoro;
secondo un'altra classe politica un ragazzo deve scegliere il più in fretta posssibile, e così a 12 anni, appena è in grado di fare qualcosa, gli insegnano nozioni specialistiche.
La commistione di queste due correnti, unita al fatto che un ragzzino fino a 10-12 anni non ha voglia di fare nulla e che, sempre più spesso, i suoi insegnanti hanno voglia di fare meno di lui, oppure non ne sono capaci, crea ignoranti acculturati.
Gli adulti di domani avranno un sacco di nozioni inculcategli nel cervello ma non saranno in grado di analizzarle, di cercare la verità da soli, poichè non avranno le basi del pensiero libero e della cultura.
Saranno degli ottimi automi in mano al potere di qualsiasi tipo: convinti di essere liberi, intelligenti e colti, quindi incapaci di ammettere di aver sbagliato, mentre in realtà saranno senza libertà, ignoranti e incolti e continueranno a perseverare nei propri errori perchè, oltre a non volerli ammettere, non sapranno come uscirne.

Ale Rossi 24.05.05 14:11| 
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In una classe nel tempo che gli insegnanti delle diverse materie si avvicendavano alcuni ragazzi hanno pensato bene di prendere un loro compagno di classe e buttarlo fuori dalla finestra, così tanto per giocare, alla riunione fatta con i genitori per comunicare i provvedimenti disciplinari contro i geni che avevano compiuto il gesto, un genitore ha tentato di difendere il figlio bastardo con un: "tanto non si è fatto niente erano a piano terra!!!" , non solo hanno dei figli deficenti ma li difendono pure, e se invece di andare tutto bene fosse andata male, se il ragazzo avesse sbattuto la testa e fosse andato in coma o se fosse addirittura morto chi ci andava nei casini ? I professori e la scuola perchè sono stati disattenti per una manciata di secondi, e uno deve andare in galera solo perchè ha in classe dei cerebrolesi ??

Stefano

stefano crema 24.05.05 14:10| 
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Volevo mettere in primo piano qualcosa:

ma vi siete accorti che questi stronzi che ci hanno governato dal 2001 si sono comportati come se avessero dovuto rimanere lì in eterno?

Forse hanno fatto i conti senza l'oste!
No l'oste non sono gli italiani che vanno a votare, che sembrano rincitrulliti (solo un citrullo o un mafioso poteva votare per questi qui).

L'oste è la matematica:

quando vai a guardare il bilancio dello stato e nello specifico delle famiglie non c'è santo che tenga. E perfino in una dittatura soft come la nostra.

1) la Moratti vuole fare una riforma pensando di rimanere lì in eterno. Solo un lungo periodo di suo governo avrebbe infatti garantito a lei di portare a compimento il suo disegno antidarwiniano (che significa cattolico integralista e quindi a favore delle scuole cattoliche private) e pro-classi abbienti.

2) Berlusconi copre una villa (completamente abusiva) col segreto di stato, pensando di rimanere premier per molti anni ancora e quindi potendola giustificare per motivi di sicurezza

3) la lega pensa di riformare la costituzione sapendo che ci vuole un lungo iter + un referendum nazionale. Per inculcare la mentalità separazionista, ci sarebbero voluti svariati anni di governo Berlusconi.

potrei continuare ma mi fermo qui.
Il disegno criminoso era chiarissimo.
Ma gli italiani continuavano a guardare i reality show, mentre il grande manovratore portava alla deriva la barca italiana.
Ora la barca fa acqua da tutte le parti e sta affondando e voi continuate a guardare i reality.

Mark Brio 24.05.05 14:10| 
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Personalmente credo che la scuola non si progetti a tavolino nè da sinistra nè da destra ma segua sempre il contesto culturale in cui una società si trova.

Noi siamo in una società che sta diventando da un lato ultra-tecnicista e dall'altro ultra-consumistica. Nel primo caso si cerca spasmodicamente di imbrigliare i comportamenti umani all'interno di un rigoroso schema formale (si pensi al principio stesso delle norme iso9000 per la qualità aziendale, che nulla hanno a che vedere con la qualità effettiva) mentre nel secondo caso si cerca di avere un bacino di consumatori che NON ragionano così da avere un mercato più facilmente controllabile e prevedibile.

Risposta: La Moratti è la persona giusta al posto giusto!

Claudio Guidi 24.05.05 14:02| 
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non so se Stefano Crema sia un insegnante o meno. Io sono un genitore ma condivido pienamente quanto egli asserisce. La prima cosa che insegno a mio figlio è aver rispetto per gli insegnanti, perchè è la prima forma di autorità extra famigliare con la quale si ha a che fare; sono disposto a tralasciare un teorema non compreso, non non un atteggiamento maleducato. Forse perchè ho rispetto per chi lavora.
Qualcuno pensa che la scuola sia un surrogato della famiglia a cui è demandata ogni forma di educazione, altri la considerano un male necessario ma non la sopportano, altri ancora ritengono che non serva a nulla. Così ci troviamo ancora una volta a criticare tutto e tutti senza alla fine venire a capo di nulla.
Ho vissuto la scuola pre e post sessantottina e francamente ora, digerite entrambe, posso dire che la prima era migliore. E' un mio parere, naturalmente. Non credo che gli insegnati di allora fossero più preparati di quelli di adesso. In realtà eravamo noi molto più ignoranti per cui anche un mediocre ci sembrava un Vate. Ora ci siamo evoluti, ci siamo acculturati anche grazie a coloro che critichiamo. O forse nonostante loro, non lo so. Metteriamo dunque a frutto la nostra cultura, proponendo qualcosa di serio, pacato e argomentato. Per chi non sa far questo, non c'è scuola che glielo possa insegnare.
Buona giornata a tutti.

Lucio Gobbetti 24.05.05 14:00| 
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x Simona

ma allora che si parcheggia a fare in una scuola
che non gli piace e che non vuole seguire ?
che vada subito a lavorare e si tolga dalle palle.

> Insegnare è un compito difficile e delicato. Pochi, anche tra coloro che vogliono e credono di sapere insegnare, lo sanno fare nel modo giusto.

E anche a saperlo fare bene che soddisfazione ne traggono ? Vengono trattati come pezze da piedi da tutti, dagli studenti, dalle famiglie, dallo stato considerati nulla facenti e mangiasoldi a ufo, prova tu ad alzarti una mattina pensando che il mondo intero ti ritiene una merda e poi dimmi con che motivazione andresti a lavorare.

> Buona parte degli insegnanti e definibile come "incapace feccia raccomandata"

Come buona parte degli studenti ormai sono dei cerebrolesi incapaci di intendere ma capaci solo di volere.

> La percentuale di professori decenti nella scuola italiana è davvero infima.

Magari anche perchè con uno stipendio da fame
uno ci pensa due volte prima di intraprendere la
carriera dell'insegnante, guarda caso in altri paesi l'insegnante è considerato un lavoratore
a tutti gli effetti e pagato per tutte le ore che spende per fare il proprio lavoro e non solo per le 18 ore passate a domare le belve feroci in classe.

> I professori "incapaci" NON possono essere allontanati dall'insegnamento.

Questo certo non per colpa loro, ma daltronde se potessero, anche i pargoli farebbero a meno di tanti genitori che non gli danno la minima attenzione.

> I lavori su cui venivano indirizzati dalle scuole, solo 20 anni fa, gli studenti dalle scuole superiori (tutti quelli per lavorare nel settore auto nel nord italia) o altri che sembravano essere le "professioni del futuro" (es: programmatore di computer) ora sono carta straccia o lavori inflazionati con stipendi da fame e contratti cococo.

Allora facciamoli studiare tutti da veline e calciatori, oppure facciamo dei reality show nelle classi così imparano a farsi largo nella vita, certo se la scuola non ti permette di accedere ad un lavoro con stipendi da favola non vale neppure la pena di seguirla, ma con cosa ragioni.
La scuola , specialmente quella italiana, non ha mai dato accesso diretto ad alcun lavoro, le uniche scuole a prepararti ad un lavoro sono quelle professionali, alberghiere, agrarie o tecniche, quando l'economia tirava non facevi a tempo a finire la scuola che erano le aziende a cercarti, ma se non è più così non credo lo si possa attriuire alla scuola.
Le altre ti devono dare solo una forma mentale
che si adatti ad un lavoro, una organizzazione mentale, ma con le teste di cavolo che vanno a scuola oggi non è più possibile nemmeno questo.

stefano crema 24.05.05 13:57| 
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qualcuno guarda ancora all'università come il punto di riferimento per l'istruzione e la cultura.

gli insegnanti della scuola secondaria dovrebbero fare "carriera" come i docenti universitari?

no, grazie, io con quel mondo schifoso non voglio avere nulla a che fare e nè tantomeno voglio fare carriera.
la mia unica ambizione è fare il mio lavoro di insegnante dando tutto me stesso ai ragazzi.

certo che se gli insegnanti fossero premiati e ricompensati adeguamente per il loro delicato e fondamentale compito sociale, sarebbero più stimolati ad aggiornarsi e ad impegnarsi nel proprio lavoro (in questo senso si può adottare il termine ricerca per la scuola). inoltre c'è bisogno di una selezione maggiore, ma non fondata sulle stesse basi del sistema universitario.

l'università seleziona "squali" la cui ambizione è fare carriera, accedere ad un posto ben remunerato e di grande considerazione sociale. quando va bene (raramente) e non si fregano i soldi inventandosi le ricerche più fantasiose e sterili, si impegnano nel loro lavoro di ricercatori, scrivono saggi, fanno conferenze, magari si impegnano anche socialmente.

ma l'insegnamento? cioè, all'università bisogna insegnare ai ragazzi che vi si iscrivono.
il sistema si regge soprattutto sulle tasse che questi pagano. e invece gli studenti universitari vengono trascurati, sono solo merce di scambio, servi della gleba, subiscono uno squallido insegnamento sterile, nozionistico, tecnico ed accademico e vengono "usati" a vantaggio dei baroni (i professori) che mandano avanti la baracca a colpi di raccomandazioni e scambi di potere e fanno il bello e il cattivo tempo. l'università gira intorno agli interessi dei prof. e invece dovrebbe girare intorno a quelli degli studenti.

ma dov'è finito l'input pedagogico? secondo me non c'è mai stato nelle università!
per questo penso che università e scuola dovrebbero essere separati anche a livello di ministero.
nella scuola di oggi lo studente è posto al centro dell'attenzione. il sistema scolastico è fondato su basi democratiche e non feudatarie!

ecco perchè giudico inadeguate le famose SSIS (che ho frequentato) che vogliono essere un tentativo per certi versi encomiabile di qualificazione della professione docente, ma che falliscono il loro obiettivo nel momento in cui delegano al mondo universitario (prof e strutture) il compito di gestirle. si decreta implicitamente una inferiorità o quanto meno una dipendenza della scuola( e quindi degli insegnanti) dall'uni (e quindi dai prof. universitari).

non è così! è l'uni che deve imparare il rispetto per gli studenti dalla scuola. anche in fatto di preparazione l'uni non ha niente da insegnare a alla scuola. il sapere universitario sterile tecnico e nozionistico non è adatto alla scuola e alle sue finalità pedagogiche. bisogna creare un polo pedagogico-culturale, da cui l'uni impari qualcosa con umiltà e da cui la scuola tragga linfa vitale.

luca frangella 24.05.05 13:56| 
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X Marco Ligas.

Purtroppo è tutto vero. Se hai visto un pò i giornali regionali e la televisione sarda, avrai notato che nessuno parla di questo quesito referendario. Ti prego copia il post o creane uno tu (come ti pare...) e spediscilo via mail a tutte le persone che conosci. E chiedi loro di fare lo stesso.

Ci bolinti coddai custa borta puru...

Luca Floris 24.05.05 13:51| 
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il 28 maggio '05 il comitato "Giùlemanidaibambini" presenta il convegno "psicofarmaci e bambini" (Ospedale San Giovanni "Molinette") ore 8,45

Alessandra Arona 24.05.05 13:49| 
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x Giorgio Gabel

Alla fine, col tuo ragionamento, la colpa è dei politici...

Tanu Palmiotto 24.05.05 13:48| 
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Non bisogna mettere una petroliera a gestire l'educazione dei nostri figli.

Stanno rovinando la scuola aumentando le differenze fra scuola e tv. Un prof. delle medie non può fumare davanti alla porta d'ingresso perchè può essere un cattivo esempio per gli alunni che lo guardano.Al grande fratello fumano quando vogliono ed è vietato leggere libri nella casa.
Il problema è molto più grande di quanto sembra perchè il maestro risulta sempre più uno sfigato e nessuno vuole imparare qualcosa da uno sfigato.

prof.di musica scuola media statale "Parmigianino"

nicola cellamare 24.05.05 13:44| 
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Sono anch'io convinta che non deve essere per niente facile, fare l'insegnante di questi tempi..spesso si trovano a dover "combattere" oltre che con gli studenti, anche con i genitori (quelle poche volte, magari, che vanno ai colloqui...);io non so se adesso è diverso, ma,ai tempi in cui mio figlio faceva le superiori..parliamo di 5 o 6 anni fa..a parlare con i professori ci trovavo sempre le stesse persone, come dire...quelli che effettivamente seguivano i figli erano veramente pochi!!E spesso, molto spesso, si trova qualcuno che quando il professore dice che il figlio non studia, non s'impegna, chiacchera o quel che è peggio, disturba...si sente rispondere che non è vero, che non può essere, perchè SUO FIGLIO è bravissimo...come se in classe ci fosse il genitore e non il prof.!Più di una volta mi sono sentita dire da un prof.che mio figlio era molto educato (al contrario di molti altri, ma l'educazione non si dovrebbe imparare prima di tutto a casa?), ma che lui non ci poteva fare niente se era capitato in una classe di 30 studenti, quasi tutti indisciplinati...le punizioni se le beccava anche lui, anche se tutti (prof. compresi!) sapevano che mio figlio non aveva fatto niente...
Aveva ad es. un professore di disegno, mio figlio adesso è geometra, che, quando non riusciva a tenere la disciplina in classe (cioè quasi sempre...) sorteggiava il nome di qualche studente al quale STRAPPAVA un certo numero di disegni già fatti, così, per la volta seguente, se li doveva rifare tutti:inutile dire che mio figlio è stato sorteggiato più di una volta ed il commento, alle mie lamentele, era sempre quello:"Lo so che suo figlio non ha fatto niente, ma cosa ci posso fare se è capitato in una classe così?" Questo succedeva, appunto, un po' di anni fa...adesso invece?Se dovesse succedere una cosa del genere, cosa farebbe un genitore?Io, una cosa l'ho fatta: gli ho fatto cambiare scuola!!!!
Rita

Rita Porrega 24.05.05 13:42| 
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Discussione

x luca floris io sono sardo ma non sapevo niente del referendum. Ho chiesto un pò in giro nessuno ne sa niente ce lo mettono in quel posto anche stavolta??Io ho cominciato a spargere la voce non voglio questo genere di rifiuti, bastano già quelli che abbiamo.Grande Beppe ogni giorno appena accendo il pc controllo subito la posta e devo dire che la mia nausea aumenta di giorno in giorno un saluto a tutti fortza paris

marco ligas 24.05.05 13:39| 
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LA BUONA SCUOLA

Forse che la buona scuola la fanno i POLITICI con le loro LEGGI?
A mio avviso, la BUONA SCUOLA non puo' prescindere da BUONI MAESTRI, buoni maestri non servono a nulla se non ci sono BUONI ALLIEVI, buoni allievi non nascono se non ci sono BUONI GENITORI, buoni genitori richiedono una BUONA SOCIETA', una buona società richiede l'esistenza di buone/i CULTURA, LAVORO, ECONOMIA,RELAZIONI, SOLIDARIETA', POLITICA.
In Italia oggi la SCUOLA NON PUO' ESSERE BUONA.

GG

Giorgio Gabel 24.05.05 13:35| 
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l'apocalisse imminente, è una sensazione a pelle, l'ignoto che ci si para davanti ghiaccia il seangue nelle vene.
A volte penso che avrei voluto vivere in un epoca con più ideali e più giustizia, ma giustizia ce ne è stata sempre poca.
Qualcuno dice che un altro significato di apocalisse è cambiamento, trasformazione, in effetti lo abbiamo innescato e non credo potremmo tornare sui nostri passi.
E quindi viviamolo, godiamoci in diretta la fine del mondo così come lo conosciamo, chissà che non ne risorga uno migliore dove i portatori nani di democrazia si prendono raffiche di coppini quando sparano le loro cazzate.
Un mondo in cui le uniche cose importanti siano l'uomo con i suoi bisogni, la famiglia, gli amici..
Stefano

stefano crema 24.05.05 13:35| 
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Io voglio che mio figlio a 4 anni sappia fabbricare un ordigno nucleare e scoprire la fusione fredda, altrimenti lo considero un fallito....
moratti, fa fai del buon sesso ogni tanto, invece di tutte ste seghe mentali!!!

Paolo Nicolini 24.05.05 13:34| 
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per Stefano Crema:

Prima di definire testoline di c...o gli studenti non mi sembra una cosa carina prova a tenere in considerazione queste cosucce:

- Insegnare è un compito difficile e delicato. Pochi, anche tra coloro che vogliono e credono di sapere insegnare, lo sanno fare nel modo giusto.

- Buona parte degli insegnanti e definibile come "incapace feccia raccomandata"

- La percentuale di professori decenti nella scuola italiana è davvero infima.

- I professori "incapaci" NON possono essere allontanati dall'insegnamento.

- I lavori su cui venivano indirizzati dalle scuole, solo 20 anni fa, gli studenti dalle scuole superiori (tutti quelli per lavorare nel settore auto nel nord italia) o altri che sembravano essere le "professioni del futuro" (es: programmatore di computer) ora sono carta straccia o lavori inflazionati con stipendi da fame e contratti cococo.

- chiusi rincoglionire in una aula, i ragazzi capiscono quello che vogliono fare nella vita intorno ai 25/30 anni (se va bene), i più fortunati lo sanno (o credono di saperlo) prima della laurea, gli altri mai.

Quindi, con che spirito, uno studente con un minimo di intelligenza (ma anche uno pressocchè stupido), dovrebbe sopportare di sprecare anni all'interno di una struttura vetusta e muffita come quella della scuola italiana?

Simona Verdura 24.05.05 13:34| 
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Quando si fa una riforma, l'intelligenza vuole che si parli e si discuta, PRIMA, con gli addetti ai lavori. Ora la Moratti, secondo me, si è circondata di tecnici e burocrati e ha partorito sta ca....ta. Se tutti o quasi ti dicono che così non va, non ti viene il dubbio, a te Moratti, che forse forse hai toppato????
NO MA CHE! avanti così verso il botto...e che botto! Questa cerebrolesa prima ce la leviamo e meglio stiamo!!

Roberto Gentili 24.05.05 13:32| 
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Caro Beppe Grillo,

hai dimenticato di dire che scuola dell' infanzia, scuola primaria, e scuola secondaria di primo grado costituiscono messe insieme "L'ISTITUTO COMPRENSIVO", un nome che francamente al primo ascolto mi ha turbato(sembra un centro di recupero per disadattati).
E dell' università non ne vogliamo parlare???
3+2(talmente nuova che è già obsoleta)
1+2+2(riforma a Y)
nel giro di 2 anni gli studenti non sanno più dove si trovano, che facoltà frequentano, e a che anno sono iscritti.
Ma stiamo dando i numeri?????

Marcello Macagnano 24.05.05 13:28| 
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Dalla Svizzera!! La scuola! Con una votazione plebiscitaria l'80% degli elettori ticinesi cinque ani fa ha salvato la scuola pubblica dall'impoverimento a beneficio delle scuole private, per la maggior parte religiose, che voleva ottenere degli aiuti finanziari. Io capisco che si mette alla testa di un Ministero debba forzatamente progettare qualcosa di nuovo. Se no che ci sta li a fare. Ma cent'anni e passa di scuola pubblica e anche privata avranno si prodotto anche dei Totò Riina detto U' Curtu. ma anche dei premi Nobel e degli illustrissimi scienziati e professoroni e medici e giudici e ministri etc. Lasciamo la scuola com'era nel passato. Con i banchi e le seggiole, la lavagna, il/la maestro/a. Stando a quanto letto nel blog la scuola dovrebbe usare i termini aziendali e preparare le nuove leve al Berlusconismo o la Morattismo sfrenato. La scuola non deve diventare l'anticamera dell'azienda. la Scuola deve insegnare a leggere a scrivere e a far di conto. Poi le lingue... il modo di vivere.... e la Storia,.... la Fisica la letteratura.. la matematica... l'economia etc. etc.

Giovanni Panzera 24.05.05 13:28| 
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Ecco il mio impatto con il "Portfolio" (ho un figlio alla materna e uno alle elementari)


Tra le varie cose contenute anche il seguente questionario che i genitori sono invitati a compilare:

NOSTRO FIGLIO A CASA SI INCONTRA PREVALENTEMENTE CON…..

FA PARTE DI GRUPPI ORGANIZZATI (indicare quali)….


ATTIVITA’ ALL’APERTO…..


GIOCHI PREFERITI…


LETTURE PREFERITE…


ESPERIENZE/ATTIVITA’ PARTICOLARMENTE IMPORTANTI PER LUI….


PROGRAMMI TELEVISIVI PREFERITI……


ALTRO….


Personalmente sono alquanto perplesso sulla effettiva utilità di una cosa simile, ma soprattutto non mi va affatto di rendere noti – almeno fino al diciottesimo anno di età dei miei figli - a tutto il corpo docente, presente e futuro(e che quindi non conosco) aspetti della vita dei miei figli che potrebbe essere utile tenere riservati.
Adesso forse non farà molta differenza se comunico che mio figlio preferisce leggere Topolino invece che i Barbapapà, ma fra qualche anno potrebbe fare molta differenza dire che l’autore preferito è l’evangelista Giovanni piuttosto che Carl Marx.
In altre parole, il sospetto e il timore che queste informazioni possano essere in futuro utilizzate CONTRO i miei figli è alto.

Credo che non restituirò il questionario.

Andrea Ferrari 24.05.05 13:26| 
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Probabilmente sto esagerando, ma siete proprio sicuri che le educative tirate di orecchi dei nostri tempi erano una cattiveria? Oggi se tocchi un bambino Dio solo sa che ti capita... e allora cosa vuoi che te ne freghi se quel mostriciattolo di 10 anni ti prende per il culo, e non gli frega un cavolo di quello che dici! Per carità è solo un bambino...
Io purtroppo c'ho lavorato con i bambini, non vi nascondo le voglie pazze di fare una strage!!! Mi pare che le nuove generazioni siano troppo "coccolate"! Sbaglio?

Simone Maccanti 24.05.05 13:24| 
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NEURONI ALLA RISCOSSA!!!!
Ma vi siete mai accorti che ormai la societa ha reso tecnico anche il sapere,negli anni passati perche si studiava?per trovare lavoro?nooo ma per trovare
risposte!!nel epoca moderna il sapere non e piu visto come crescita spirituale-culturale,che forma la persona ma come lo studio di cosa e relativamente "utile"in ambito economico cosi
abbiamo commercialisti che evadono le tasse manco fossero houdini ma non sanno formulare un cogiuntuivo,calciatori che scambiano il latino per l'inglese(totti),ormai da alcuni miei coetani,colleghi di lavoro sono visto come1 ALIENO "madooo che fa con quel libro in mano invece di imparare la partita doppia,sta male chiamate il manicomio interniamolo"personalmente il piacere di leggere libri lo scoperto da poco sono sincero,pero ora ho capito!se vuoi trovare risposte la scuola non serve piu!puoi farlo meglio da solo leggi solo quello che di volta in volta t'interessa(il qui presente e stato bocciato 2volte alle superiori)senza costrizioni
non come a scuola che ti costringevano a imparare 5 maggio a memoria,c'e' pero da dire che il risveglio della mente deve essere indotto da stimoli forti talmente forti da vincere la concorrenza di tv,playstation,bei vestitiecc.
e qui che dovrebbe intervenire la scuola(la moratti lettera minuscola dovrebbe intervenire sul suo apparato riproduttivo al fine di eliminare le piattole,ma sopratutto di rendersi sterile)indurre gli studenti a imparare da soli!!1cosa quasi immpossibile visto le menti ottenebrate delle nuove generazioni,che credono di essere in1perenne reality show,nascono e hanno gia il cervello "mangiato" perquesto dico"BUTTATE LA TV FUORI DAL BALCONE",il mio raggionamento vale anche per gli amanti della "disinformazione" veramente credete che ci sia1cospirazione mondiale giudata da1nuovo ordine(americano-ebraico)che ci governa tutti treamite telecamere e microcip neurali(ma k droghe usate le voglio anch'io) e che in realta sono tutti alieni!!!! (a tale proposito leggetevi il Mistero di Maria Rogers di 1 certo E.POE per capire come i giornali rigirino la verita invece di spararvi le sege d' avanti a Dana Scully in xFILES)la maggir beffa che il diavolo ha fatto all'uomo e di fargli creder che egli non esiste!!(soiliti sospetti vedetevelo)e vi dico di piu in 1prossimo futuro i libri saranno vietati(ma chi so Nostradamus) o usati in mancanza di carta igenica!cocludo con 1frase di SENECA in latino che non tradurro perche a buon itenditor poche parole:
"NIL SAPIENTIAE ODIOSIUS ACUMINE NIMIO"
PACE


ANTONIO CAIAZZO 24.05.05 13:22| 
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Sono un banbino di 9 anni e frecuento la tersa elementare. Non capischo perche criticcate tanto la siniora Morati. La squola di oggi funziona...ecome! Io per esenpio o imparatto tante cose anche grazzie ai labboratori. Non sono stato ameso al labboratorio di citarra, ma in conpenso o imparato a ricamare.
Grazzie e tanti salutti a tutti e viva la squola!!!

Paolo Vitali 24.05.05 13:20| 
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Ciao beppe, volevo sapere la tua sui referendum del 12 e 13 giugno, e come mai i politici quanto si tratta di essere votati chiedono a noi poveri elettori di recarci alle urne, invece quanto non c'è un tornaconto economico ci chiedono di astenersi. SEI GRANDE

P IERFRANCESCO LUZZI 24.05.05 13:20| 
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Caro Beppe, magari questo commento passerà tra le centinaia di commenti che ricevi del tutto inosservato o magari come spero servirà a qualcuno per capire che non è da solo a combattere questa sorda battaglia.Da anni ormai ritengo che il beneamato occidente abbia intrapreso una strada senza ritorno che porterà solo ad un improvviso e drastico burrone dove cadranno tutti coloro che hanno o non hanno aperto gli occhi in questi anni, tranne coloro che questa strada l'hanno scelta. Mi sento un po' come uno dei tanti che veniva trasportato in mezzo alla massa nel lagher nazisti, incredulo di ciò che stava accadendo, già consapevole di che cosa sarebbe successo senza però avere alcuna informazione su ciò che sarebbe davvero accaduto.La verità è talmente evidente che secondo me non ci sarebbe neanche bisogno di dati o ricerche o pubblicazioni o dichiarazioni, la verità è che non abbiamo più idea di che cosa sia il rispetto per la vita. Ringrazio te che cerchi di far aprire gli occhi alle persone e che semrpe di più ci riesci con chi però è già sulla via alternativa. Forse ci si nasce, forse ci si diventa, forse ci sculacciano diversamente quando si viene alla luce o forse siamo solo pazzi da legare, ma almeno cerchiamo di usare quella massa organica che teniamo in testa e che chiamiamo cervello. Io sento le verità senza che debba ascoltarle dalla voce o vederle dalla TV perché forse ho ancora intatta quella cosa strana che si chiama coscenza. Mi sento però sempre più solo e sconcertato. Non so come muovermi, non riesco a fare progetti per il futuro, non mi piace il futuro e neanche il presente. Guardo i più anziani e li vedo rassegnati e spenti, guardo i più giovani e li vedo privi di autonomia di pensiero e di azione, guardo me stesso e vedo un marziano che un bel giorno si è sveglliato sulla terra con tutto questo puzzo, tutta questa confusione, tutta questa sofferenza e non sa come tornare a casa talmente è frastornato e straziato e confuso che non riesce a mettere in fila due idee. Ti ringrazio per quello che fai, per quello che dici e soprattutto per quello che avrestida dire e che vorresti dire, ma che non puoi divulgare e spargere come polline dei fiori facendo crescere altri fiori, perché anche tu sei un uomo e devi stare attento alle azioni degli uomini. Grazie comunque.Come ho detto prima spero solo che queste righe scorrano un giorno davanti agli occhi di qualcuno che come me ha valanghe di grida da far uscire, ma che rimangono dentro perché fuori c'è troppa confusione.... e scrivere tutto questo a 30 anni non è quello che mi apsettavo dalla vita.

Andrea

Andrea Maio 24.05.05 13:19|