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Balle nucleari

nucleare.jpg

Dai dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell'Energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al'8.5%. Come risulta dalla tabella aumenterà la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica.

Ciònonostante aumentano le pressioni del mondo politico ed economico per un ritorno all'energia nucleare.

I sostenitori del nucleare affermano che questo tipo di energia sia sicuro, meno inquinante ed economico.

Non è vero.

Non è sicura.
Esiste una lunga casistica di incidenti nel mondo (come Detroit, Three Mile Island, Chernobyl, il Superphenix in Francia) che hanno causato disastri ambientali, con centinaia di migliaia di persone esposte alle radiazioni che ne hanno provocato la morte o danni genetici irreversibili.
Se le centrali nucleari sono così sicure per quale motivo non esistono Compagnie Assicurative disposte a stipulare una RC (Responsabilità Civile) per assicurarle?

Non è pulita.
I sostenitori affermano che le centrali nucleari non inquinano perchè non immettono anidride carbonica nell'atmosfera.
Vero.
Ma non si preoccupano di dire che il funzionamento di una centrale e il trattamento e la sepoltura delle scorie radioattive, determinano dei danni all'ambiente molto più gravi e duraturi.

Non è economica.
Non è vero che il costo aziendale dell'elettricità ottenuta con il nucleare sia inferiore a quello dell'elettricità ottenuta da altre fonti. Bisogna infatti includere anche i costi di smantellamento delle centrali nucleari alla fine della loro vita utile e i costi di stoccaggio, nel lungo periodo, del combustibile nucleare e delle scorie radioattive.

Ha ragione il Professor Giorgio Nebbia quando sottolinea la necessità di domandarci se valga la pena di proseguire questa corsa alla produzione di merci ed energia senza chiederci che cosa produciamo, che cosa acquistiamo, cosa accade all'interno delle fabbriche e delle centrali e a cosa servano le merci prodotte.

Un controllo pubblico sugli atti dei Governanti e degli imprenditori ridurrebbe le morti e i danni per gli uomini e costituirebbe un formidabile stimolo per l'innovazione, la ricerca scientifica e per la realizzazione di prodotti in grado di soddisfare i veri bisogni umani che comprendono la sicurezza, il diritto alla vita e la dignità.

Postato il 27 Giugno 2005 alle 16:53 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

La logica ci dice che è sbagliato. Abbiamo la consapevolezza che è inevitabile che se giochiamo con il fuoco, ci bruciamo...se facciamo il bagno nel mare in tempesta, affoghiamo...se viaggiamo a 200 all'ora in auto, ci sfracelliamo... Ma se neanche la logica ci basta, gurdiamo indietro alla storia, che non è poi così lontana. A loro si, e a noi no? No, gli altri SIAMO NOI. Possiamo fermarli se vogliamo. Insieme possiamo, prima che sia troppo tardi

nadia marangon 31.01.10 21:25| 
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Per favore qualcuno mi aiuti!!
ho bisogno di sapere dei dati UFFICIALI su quanto scritto nella frase di "copertina" che risponde alle argomentazioni sul nucleare!!

Vi prego è per me davvero importante!così saprò come rispondere a tono e con i numeri a chi vuole riportare un'abominio (o meglio un DELIRIO) simile in Italia...

Se qualcuno mi risponderà gliene sarò davvero grato!!! GRAZIE!!!
la mia mail personale è blackaxe83@libero.it

DAVVERO GRAZIE!!!

Carlo Bessone 03.05.09 14:12| 
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Visto che il nostro paese è tutto a rischio sismico, che succede alle centrali nucleari colpite da terremoto?
E non mi venite a dire che i terremoti sono prevedibili!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

cristina corti 06.04.09 18:54| 
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Ho trovato un'articolo molto interessante sul nucleare, è di un Professore di Fisica di Firenze, è il più chiaro che abbia trovato anche perchè indica tutte le referenze a cui si rifà:

http://www.carta.org/archivio/autori/1127

Giudicate voi!!
Ciao

Massimo Taronna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 10.06.08 16:48| 
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(3) segue dal sottostante punto (2)
Possiamo permetterci il lusso di snobbare il petrolio, rivolgendoci ad una fonte energetica alternativa che ha dato origine al nome Lucania: terra della luce del sole nascente (da qui le ore ante-lucane), che deriva da una radice indo-europea luc o dal nome di un antico popolo proveniente dall’Anatolia-Turchia, i Liky. Una luce adamantina che, oltre alla grande capacità di assorbire e condurre il calore, ha in comune con il diamante la limpidezza e ancor più il candore, trasmettendo una luminosità speciale, capace di far brillare della natura anche il più sottile filo d’erba. Ciò che gli antichi avevano scoperto empiricamente viene, oggi, confermato dagli scienziati (non quelli prezzolati). Secondo i dati UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) la Lucania, assieme alla Turchia (a volte ritornano e tutto torna), è una delle zone che ha la più grande quantità di irraggiamento solare del bacino del Mediterraneo. Una vera pacchia per gli impianti fotovoltaici e solari termici (quest’ultimi si possono facilmente autocostruire). Interessante è il rapporto: 1 mq di pannello solare = 1 barile di petrolio. Se in occasione della volontà manifestata, illo tempore, dal Governo di costruire qui in Basilicata il deposito nazionale delle scorie radioattive protestai: “Anche le formiche nel loro piccolo si ... Scanzano”, ora suggerirei di seguire l’esempio de “i ribelli dell’energia”, gli abitanti di Schönau, un piccolo centro della Foresta Nera - Germania i quali, dopo Chernobyl, acquistarono la rete elettrica locale e cominciarono a produrre energia per proprio conto (pur avendo una quantità di irraggiamento solare di gran lunga inferiore alla nostra), sganciandosi dalle centrali atomiche per dimostrare che era possibile rinunciare al nucleare. Per ulteriori informazioni visitate il sito: www.tecnosolarpz.it
Antonio Adobbato, poeta e novelliere lucano

Antonio A. Commentatore certificato 04.04.08 12:53| 
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(2) segue dal sottostante punto (1)
Prima che quest’ultimo tornerà a sedimentarsi, liberando l’acqua dalle impurità, ci vorranno tempi biblici. Maledette sanguisughe! Che voi possiate annegare nel petrolio che “succhiate”, così come chi affoga nel proprio sangue. Estrarre, oltreché innaturale, è immorale. Continuando di questo passo andremo allegramente sull’orlo del baratro per precipitarvi dentro. Ma una soluzione c’è. Se solo noi tutti iniziassimo una volta per tutte ad avere la consapevolezza che il futuro dobbiamo tenercelo ben stretto nelle nostre mani e non affidarlo in quelle incoscienti dei politici che, già prima di essere eletti, sono stati “sequestrati” dalle lobby (sostenute da scienziati prezzolati) di cui innanzi, solo allora potremmo dirci ospiti degni del suolo che calpestiamo. Procederemo, altrimenti, sempre come quel bambino che inizia a muovere i primi passi e le cui gambe vanno nella direzione opposta all’obiettivo che vuole raggiungere, perché non sono ancora ben coordinate con gli occhi. Saremo degli eterni schizofrenici. Infatti la logica comune suggerisce talune soluzioni ai problemi. La “politica” delle altre è in tutt’altra direzione. Dobbiamo trasformarci da consumatori a datori di lavoro. Protagonisti delle nostre scelte. E’ giunto il momento di usare l’intelligenza. Del suo buon uso, prima o poi, ci verrà chiesto conto. Ricordate la parabola evangelica dei talenti? No! Non sto delirando libertà contro il servile buon senso da più parti, pappagallescamente, invocato. Occorre avere il coraggio di rivedere l’attuale modello di vita, senza poi troppi sconvolgimenti. E come? Noi lucani siamo favoriti dalla natura (una volta tanto), ma dobbiamo spostare l’attenzione dal sottosuolo al cielo. (continua)

Antonio A. Commentatore certificato 04.04.08 12:50| 
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(1)OUTLET LUCANIA O TERRA DELLA LUCE DEL SOLE NASCENTE?
Prima in Basilicata, già Lucania, c’era, a causa della povertà di questa terra, l’emigrazione delle braccia al ritmo di un noto adagio che recitava: “Se sei brutto ti tirano le pietre”. Ora, a causa dell’attuale “ricchezza” (Petrolio, Fiat, Fondi UE – per quest’ultimi si può affermare, senza tema di smentita, che non è vero che la Basilicata è l’unica regione a sfruttarli tutti se si considera che alcuni di questi, ad esempio, sono scomparsi con un colpo di bacchetta magica dopo che è stata pronunciata la famosa formula, qui riveduta e corretta: “Bibbidi-Bibbibo-Bubbico” per finanziare un’impresa di bachi da seta mai apparsi in terra lucana) c’è l’emigrazione dei cervelli al ritmo incalzante dello stesso adagio che rincarava la dose con: “Se sei bello ti tirano le pietre”. Se nel primo caso le pietre erano “meritate”, nel secondo la colpa va cercata in colui che le scaglia. Ad ogni modo la verità, che nasce da questo paradosso, è che noi lucani, comprese le future generazioni, siamo stati venduti ai poteri occulti (lobby, massoneria, servizi deviati dello Stato, malavita organizzata, ecc.) al prezzo di una scodella di lenticchie. Questa terra è diventata crocevia di traffici illeciti: sparizione di rifiuti altamente tossici e di esseri umani, nonché di delitti inspiegati che hanno addentellati sparsi per il mondo (l’inchiesta di Ilaria Alpi in Somalia ne è un esempio emblematico). Il Parco Nazionale della Val d’Agri è solo il fumo gettato negli occhi dei lucani. Dopo il danno, la beffa. Su questo suolo sorge il più grosso giacimento petrolifero d’Europa. La crosta terrestre di questa valle sta crepando (lesionandosi oggi e … chissà! Sprofondando domani) sotto i colpi inferti dalle trivelle e a causa dello svuotamento da estrazione. Per via di quest’ultimo le falde acquifere soprastanti i giacimenti si stanno abbassando, con la conseguente sparizione delle sorgenti, e mescolandosi con il petrolio.
(continua)

Antonio A. Commentatore certificato 04.04.08 12:47| 
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(2) segue dal punto (1)

Antonio A. Commentatore certificato 04.04.08 12:21| 
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ciao bebbe una domanda
ma la cosidetta fusione fredda che fine a fatto? è stata ocultata da i signori del petrolio dicendo che era una bufala?

cristiano a. Commentatore certificato 17.10.07 16:28| 
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Secondo me, caro beppe, la catena degli incidenti di Cernobyl ecc... sono stati dalla noncuranza del reattore: questo però sottointende che basta un'attimo di distrazione per generare una catastrofe. Ma a dire la verità, dobbiamo aspettare che qualcuno inventi un metodo per smaltire una volta per tutte le scorie radioattive dopo l'uso in centrale, in modo tale da salvaguardare l'ambiente.

Giuseppe Criscione 19.08.07 10:27| 
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Vorrei segnalare alcuni link sull'Energy Amplifier un progetto sviluppato da Rubbia e dal suo team al CERN.

http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_amplifier

http://preprints.cern.ch/cgi-bin/setlink?base=preprint&categ=.&id=CERN-LHC-96-001

http://www.inesap.org/bulletin17/bul17art25.htm

Paris Pennesi 25.03.07 22:15| 
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Ciao Beppe, aspetto con impazienza il tuo spettacolo a Roma ed intanto mi tengo allenato con il DVD. Volevo dirti che un fisico ricercatore, impegnato in importanti esperimenti circa sulla materia e con il quale ho sporadici rapporti di lavoro, alla mia domanda sul futuro della "fusione (non fissione) nucleare" mi ha risposto che questa sarebbe possibile se ci fosse un serio impegno politico a livello europeo. Visto che non se ne sente minimamente parlare devo dedurre che di volontà non c'è nè neanche l'ombra. Tu cosa ne sai?

vittorio d. Commentatore certificato 08.03.07 21:43| 
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per tutti quelli che parlano continuamente della necessità di investire nel nucleare e che dicono che le fonti alternative non sono sufficenti, vorrei far notare che esiste un nucleare non inquinante. Già la tanto vituperata fusione fredda funziona perfettamente. invio a tale proposito il link da dove si può scaricare un breve filmato di una nuova cella in funzione.

Video del nuovo sistema al Plasma Elettrolitico (Cirillo-Germano-Iorio-Tontodonato) realizzato in PROMETE S.r.l. - 6,5Mb - file .wmv

//xoomer.alice.it/progettomeg/download-cella.htm

Saluti Angdrak

Angelo Mangiaracna 22.02.07 10:12| 
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per tutti quelli che parlano continuamente della necessità di investire nel nucleare e che dicono che le fonti alternative non sono sufficenti, vorrei far notare che esiste un nucleare non inquinante. Già la tanto vituperata fusione fredda funziona perfettamente. invio a tale proposito il link da dove si può scaricare un breve filmato di una nuova cella in funzione.

Video del nuovo sistema al Plasma Elettrolitico (Cirillo-Germano-Iorio-Tontodonato) realizzato in PROMETE S.r.l. - 6,5Mb - file .wmv

http://xoomer.alice.it/progettomeg/download-cella.htm

Saluti Angdrak

Angelo Mangiaracina 22.02.07 10:08| 
 
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per tutti quelli che parlano continuamente della necessità di investire nel nucleare e che dicono che le fonti alternative non sono sufficenti, vorrei far notare che esiste un nucleare non inquinante. Già la tanto vituperata fusione fredda funziona perfettamente. invio a tale proposito il link da dove si può scaricare un breve filmato di una nuova cella in funzione.

Video del nuovo sistema al Plasma Elettrolitico (Cirillo-Germano-Iorio-Tontodonato) realizzato in PROMETE S.r.l. - 6,5Mb - file .wmv

http://xoomer.alice.it/progettomeg/download-cella.htm

Saluti Angdrak

angdrak angdrak 22.02.07 10:05| 
 
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La radioattività è un fenomeno naturale, con la quale conviviamo anche se i “verdi” non ce lo dicono. Noi stessi, come persone, siamo radioattivi, perché il nostro corpo contiene una componente di radioisotopi che ci rende tali. Sembra assurdo, ma quanti partecipano ad una manifestazione contro una struttura energetica nucleare scambiano tra loro, proprio a causa dell’assembramento, dosi di radiazione superiori a quelle che assorbirebbero passando il resto della loro vita appesi, come un quadro, alle pareti della struttura che contestano.

Ad esempio, la radioattività media in Piazza San Pietro, selciata con cubetti di porfido che contengono un elemento radioattivo, è di 7,50 mSv annui, una volta e mezza i 5 mSv della zona rossa di Chernobyl. La stazione ferroviaria di New York, lastricata con granito uranifero quando ancora non si conosceva la radioattività, supera i 10 mSv annui, che sono il doppio di quelli della zona pericolosa di Chernobyl. Le Catacombe di Priscilla, tra le più belle di Roma, hanno un fondo di 48 mSv annui; gli antichi cristiani che le frequentavano ebbero a soffrire per ragioni diverse dalla così “elevata” radioattività, alla quale ancora oggi si espongono normali turisti laddove valori simili riscontrati in qualsivoglia installazione nucleare porterebbero alla chiusura ed alla bonifica del sito. Se qualcuno facesse una “pernacchia” nelle Catacombe di Priscilla e poi venissero i “verdi” a misurare la radioattività dell’obiettivo, ne concluderebbero che è stato fatto oggetto di “pernacchiamento nucleare”, con sonorità proibite.
Raccontava un ufficiale britannico di marina che nel periodo in cui prestava servizio a bordo di un sommergibile a propulsione nucleare non poteva recarsi nei fine settimana nella sua casa di campagna, perché il fondo naturale dovuto alle emissioni di radon lo contaminava ad un livello tale da fare scattare tutti i sistemi d’allarme di bordo, con il rischio di venire radiato dall’incarico per il superamento dei valori

Gabriele Campurra 13.11.06 11:52| 
 
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La radioattività è un fenomeno naturale, con la quale conviviamo anche se i “verdi” non ce lo dicono. Noi stessi, come persone, siamo radioattivi, perché il nostro corpo contiene una componente di radioisotopi che ci rende tali. Sembra assurdo, ma quanti partecipano ad una manifestazione contro una struttura energetica nucleare scambiano tra loro, proprio a causa dell’assembramento, dosi di radiazione superiori a quelle che assorbirebbero passando il resto della loro vita appesi, come un quadro, alle pareti della struttura che contestano.

Ad esempio, la radioattività media in Piazza San Pietro, selciata con cubetti di porfido che contengono un elemento radioattivo, è di 750 millirem annui, una volta e mezza i 500 millirem della zona rossa di Chernobyl. La stazione ferroviaria di New York, lastricata con granito uranifero quando ancora non si conosceva la radioattività, supera i 1000 millirem annui, che sono il doppio di quelli della zona pericolosa di Chernobyl. Le Catacombe di Priscilla, tra l’altro relativamente poco distanti dalla mia abitazione, hanno un fondo di 4.800 millirem annui; gli antichi cristiani che le frequentavano ebbero a soffrire per ragioni diverse dalla così “elevata” radioattività, alla quale ancora oggi si espongono normali turisti laddove valori simili riscontrati in qualsivoglia installazione nucleare porterebbero alla chiusura ed alla bonifica del sito. Mi raccontava un ufficiale britannico di marina che nel periodo in cui prestava servizio a bordo di un sommergibile a propulsione nucleare non poteva recarsi nei fine settimana nella sua casa di campagna, perché il fondo naturale dovuto alle emissioni di radon lo contaminava ad un livello tale da fare scattare tutti i sistemi d’allarme di bordo, con il rischio di venire radiato dall’incarico a causa del superamento dei valori massimi consentiti al personale addetto.

Gabriele Campurra 13.11.06 11:41| 
 
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Durante l'esplosione del nocciolo morirono due lavoratori della centrale travolti dei detriti. Tra le circa 1000 persone che si trovavano nella centrale durante il disastro e i pompieri che intervennero per spegnere l'incendio 134 contrassero la sindrome da intossicazione radioattiva acuta avendo ricevuto dosi di radiazioni comprese tra i 2 e i 20 gray. Di queste 28 morirono nel 1986 e 19 nei vent'anni successivi. In totale un rapporto della FAO poi confermato dal Chernobyl Forum stima che vi siano state 58 vittime del disastro dal 1986 al 2006.
È stato riscontrato che molti individui hanno sviluppato tumori alla tiroide dovuti all'accumulo di iodio radioattivo all'interno dell'organo, fortunatamente le probabilità di guarigione da questo tipo di tumori è molto alta (fino al 99% per i casi legati a Chernobyl, il 90% nei paesi occidentali) e di conseguenza le vittime sono state relativamente poche secondo il rapporto dell'OMS. Inoltre l'assorbimento di iodio radioattivo sembra abbia un effetto considerevole solo sugli individui che erano ancora bambini nel 1986.
Anche studi epidemiologici sulle 600 mila persone, per la maggior parte militari, che parteciparono alla costruzione del rivestimento di cemento hanno evidenziato un aumento dell'incidenza di vari tipi di tumori, per lo più leucemie.
In questo modo è stato stimato che il numero di vittime dal 2006 in poi sarà di 4000 tra gli abitanti dei dintorni e i militari per salire a più 9000 persone considerando anche i dati sugli effetti a lungo raggio.
Per fare un paragone durante il disastro di Bhopal in India morirono 4000 persone in una sola notte e, si stima, circa 30 mila nel giro di qualche mese, ed un totale di 500 mila intossicati. È da tenere in considerazione che i dintorni di Chernobyl erano (e tuttora sono) molto meno popolati dei dintorni di Bhopal.
Caro Grillo ti stai veramente dimostrando un campione di disinformazione! Una curiosità: quanto rende ciò?

Gabriele Campurra 13.11.06 11:07| 
 
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Cercando di limitare la portata del disastro le autorità sovietiche inviarono immediatamente sul posto delle squadre di pulizia. Vigili del fuoco furono mandati sul luogo dell'incidente per provare ad estinguere l'incendio sebbene non fossero stati avvisati di quanto fossero pericolosi i fumi radioattivi che si sprigionavano dal reattore esploso. Nei mesi successivi molte persone, in gran parte membri dell' esercito e altri lavoratori, furono coinvolte nei lavori di pulizia e di messa in sicurezza del sito. Anche in questo caso, come in quello dei pompieri accorsi subito dopo l'incidente queste persone non erano state informate sui rischi e non avevano dispositivi di sicurezza, non erano nemmeno disponibili tute protettive.
Inizialmente il disastro di Chernobyl fu tenuto nascosto. La notizia che un grave incidente nucleare era accaduto fu resa nota non da fonti sovietiche ma dalla Svezia dove il 27 aprile sugli indumenti di addetti della centrale nucleare di Forsmark furono rilevate particelle radioattive. Dopo avere constatato che nel loro impianto non c'erano perdite gli svedesi ricercarono l'origine della radioattività giungendo alla conclusione che si dovesse essere verificato qualche problema di natura nucleare in Unione Sovietica.
200 persone furono ricoverate immediatamente, di cui 31 morirono (28 di queste per l'esposizione diretta alle radiazioni). Molti di loro erano pompieri e addetti che cercarono di mantenere l'incidente sotto controllo e che non erano stati informati di quanto pericolosa fosse l'esposizione diretta alle radiazioni.

Gabriele Campurra 13.11.06 11:03| 
 
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In particolare Il reattore RBMK ha un coefficiente di vuoto pericolosamente positivo, questo significa che le bolle di vapore, che si formano nell'acqua usata come refrigerante, incrementano la reazione nucleare in modo incontrollato. Ancora peggio, alle basse potenze, il coefficiente positivo non è compensato da altri fattori, rendendo il reattore instabile e pericoloso in tali condizioni.
Il reattore RBMK presenta un difetto nelle barre di controllo. Normalmente inserendo le barre di controllo in reattore nucleare si riduce la reazione. Nel reattore RBMK le barre di controllo terminano con gli estensori (la parte finale lunga circa 1 metro) in grafite, mentre la parte funzionale, che riduce la reazione assorbendo neutroni, è in carbonato di boro, per cui significa che quando si inseriscono le barre, gli estensori rimpiazzano l'acqua refrigerante (che assorbe neutroni) con la grafite (che fa da moderatore di neutroni) e quindi inizialmente, per pochi secondi, si ottiene un incremento della reazione. Questo comportamento contro-intuitivo era ignoto agli operatori della centrale. Tale anomalia creò un problema nel 1983 in Lituania con un reattore dello stesso tipo.
Gli operatori commisero diverse violazioni delle procedure, e questo insieme alla scarsa comunicazione tra gli addetti alla sicurezza e gli operatori che dovevano condurre l'esperimento contribuì all'incidente.
Va anche sottolineato che gli operatori disattivarono i sistemi di sicurezza del reattore, che è proibito dai manuali operativi dell'impianto. Secondo il rapporto dell'agosto 1986 della commissione governativa, gli operatori rimossero almeno 204 barre di controllo delle 211 presenti, lasciandone solo 7. Anche questa condizione è vietata dai manuali operativi, che pongono a 15 il numero minimo di barre nel reattore RBMK-1000 in funzione.

Gabriele Campurra 13.11.06 10:57| 
 
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Viva l'ignoranza! Che tristezza! Caro Grillo perchè parli di cose che non conosci? Sono un medico che da più di 30 anni si occupa di radioprotezione e ormai non mi arrabbio più di fronte a tale ignoranza, mi pervade solo un senso di grande tristezza. Di tutti gli incidenti che citi, l'unico con conseguenze serie è stato quello di Chernobyl: una centrale obsoleta, costruita con criteri sorpassati e con materiali assolutamente inadeguati, ma eravamo nel paradiso tecnologico comunista! E la gestione era affidata a tecnici incompetenti e dirigenti piazzati ai loro posti esclusivamente per la loro .... fedeltà al partito! Anche la gestione dell'incidente è stata a dir poco criminale: l'importante era soprattutto non far sapere all'estero che la tecnologia rossa aveva fallito. Vediamo cosa dice in merito il Chernobyl Forum (Il Chernobyl Forum è stato un incontro istituzionale promosso dall'IAEA che ha avuto luogo dal 3 al 5 febbraio 2003, a Vienna. Vi hanno partecipato, oltre all'IAEA, altre organizzazioni dell'ONU (FAO, UN-OCHA, UNDP, UNEP, UNSCEAR, OMS), la Banca Mondiale e le autorità della Russia, della Bielorussia e dell'Ucraina. Un secondo incontro si è tenuto il 10 e 11 marzo 2004 e un terzo dal 18 al 20 aprile 2005).
L'incidente fu causato da debolezze nel progetto del reattore RBMK, in particolare alle barre di controllo. Inoltre gli operatori della centrale non erano a conoscenza dei problemi del reattore. I progettisti sapevano che il reattore era pericoloso in certe condizioni, ma nascosero intenzionalmente tale informazione. In aggiunta il personale dell'impianto era composto per la maggior parte da operatori non qualificati per il reattore RBMK: il direttore, V.P. Bryukhanov aveva esperienza di impianti a carbone; anche il capo ingegnere, Nikolai Fomin, proveniva da impianti convenzionali; anche Anatoliy Dyatlov, capo ingegnere dei reattori 3 e 4 aveva solo una limitata esperienza con reattori nucleari.

Gabriele Campurra 13.11.06 10:54| 
 
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Caro (nel senso di costoso) Beppe,
qui di balle nucleari ci sono solo le tue.
Se leggi le stesse statistiche che hai letto distrattamente, ti accorgerai che la quota delle fonti fossili aumenta per lo sviluppo impetuoso di paesi che hanno poco nucleare.
Riguardo al resto... sono SOLO TUE OPINIONI maturate sempre per la tua DISATTENTA consultazione delle fonti (scelte PURE ditrattamente).

Luisa Comefare 23.10.06 19:44| 
 
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Da una mia attenta verifica Internazionale con decine di contatti diretti,
ho potuto verificare che :
In Cina costano meno i pannelli Termici (di cui io sono importatore e
distributore )di qualunque tipo, a tubi , sottovuoto, piani ecc..
In Italia Costano meno i pannelli Fotovoltaici, strano ma vero, abbiamo una
meravigliosa fabbrica di Potenza
(di cui io sono distributore)
Inoltre la Rai e la stampa in genere spesso dicono sciocchezze, cioè che non
abbiamo fabbriche di Eolici, e non è vero abbiamo una bella ditta di
Taranto.

Mancano informazioni importanti e non vi è sito che ne parli (neanche il mio!)

Dunque:

Perchè non dobbiamo far lavorare gli Italiani ?
Perchè compriamo spesso All'estero senza sapere ?
Perchè non costruiamo anche i Termici in Italia a prezzi bassi ?
Perchè non compriamo al prezzo più basso ?

Ma ci vorrebbe poco a fare trasmissioni di cultura, di utilità e soprattutto
di informazione.

Ma allora è proprio lo Stato (attraverso le sue reti )che non vuole renderci le informazioni giuste non vuole farci acculturare, ci tiene come i Talebani... o no??

c'è tanta gente in gamba veramente ,, tiriamoli fuori , e ora della

Meritocrazia e non della Partitocrazia.

bravi ragazzi ..bravi

speriamo ci legga qualcuno buono....

cordialità a Tutti


Le tecnologie ci sono e le fabbriche pure, sfruttiamole!



Buona sera a tutti,
Volevo segnalare un documentario Ormai di 3 anni ma che credo non tutti abbiamo visto..e come dice beppe L'OVVIO bisogna controllarlo!!!ECONOMIA,lotta sociale, energia.
questo doc
Per certi aspetti sintetizza molto bene un aggressione silenziosa (ormai non troppo)che la societa convezionale ci impone e ordina!!! SURPLUS di Eric Gandini
Surplus: terrorized into being consumers è un documentario di contenuti forti e di perizia tecnica. Le contraddizioni del mondo moderno si materializzano nelle immagini della tv, nei volti dei capi politici, nei simboli del consumismo, negli scontri durante il G8, nel lavoro di operai indiani, nella Cuba di Fidel Castro.
Il commento parlato è affidato principalmente a John ZERZAN, intellettuale anarchico americano, intervistato appositamente per il film. La sua posizione radicale ha portato a considerarlo l’ideologo dei black block; lui, pur non dichiarandosi tale, sostiene che «distruggere banche e vetrine non è violenza, è più violento stare a guardare Mtv ingurgitando cibo svaccati sul divano».
In realtà, il commento più incisivo è ottenuto dalla ricerca tecnica, attraverso cui il documentario si sviluppa con un ritmo che lo avvicina molto al videoclip. Il regista si è affidato in gran parte alle potenzialità del montaggio e del commento musicale, dai quali nasce la vera e propria denuncia.
L’accostamento ragionato in termini sarcastici di voci e immagini (molto utilizzata la reiterazione) sono la maniera più efficace per evidenziare l’assurdità di un mondo in cui "il 20% della popolazione consuma l'80% delle risorse".
Nel 2003 Surplus ha vinto il Silver Wolf award, come miglior documentario al festival IDFA di Amsterdam.
Hey beppe ...dai da bere agli assetati!!!! Siamo in tanti

tito magliocchetti 17.09.06 01:01| 
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Io, ai tempi che il nucleare in Italia era ancora in funzione, ho fatto degli interventi di manutenzione su apparecchiature elettroniche delle centrali ed ho visto il sistema di lavoro e la sicurezza e pertanto al referendum ho votato per il no alle centrali nucleari e voterei ancora no non per la sfiducia della tecnica con cui sono costruite, ma per il personale che le gestisce.
Le centrali nucleari in Italia non sono necessarie, basterebbe far funzionare quelle esistenti, visto che in tutti i paesi europei il rapporto tra potenza prodotta e installata delle centrali e' di circa 54-57% mentre in Italia e' solo del 37%.

gabriele montagner 07.03.06 19:46| 
 
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dispiace vedere che sul nucleare c'è ancora troppa
disinformazione.
chi conosce la differenza fra un reattore a coefficiente termico positivo ed uno negativo, fra uno moderato ad acqua leggera o pesante, fra un reattore PWR o BWR, fra uno termico ed uno veloce? solo gli "addetti ai lavori" o chi ha reale interesse a conoscere.
ecco perchè il referendum sul nucleare, il cui esito ha tagliato le gambe all'intero paese, non doveva nemmeno essere proposto, maledetti i verdi e chi stava con loro.
L'energia nucleare E' a tutti gli effetti l'energia più pulita, sicura e, teoricamente, abbondante (considerando anche la fissione veloce e, speriamo, la fusione quanto prima possibile.
L'Italia NON ha rinunciato al nucleare, paga solo quello degli altri. SVEGLIAMOCI.
P:S: i reattori russi del tipo Chernobyl non vengono più ordinati nè prodotti da almeno 40 anni. BASTA con la dietrologia!

Davide Pierobon 02.03.06 23:28| 
 
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Le solite balle di Beppe Grillo!!! La dimostrazione che sono balle è data dal fatto che beppe Grillo non ha realizzato e in seguito brevettato ciò di cui parla.

Piero Zanetta 24.02.06 18:34| 
 
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Lo hai detto; “a Chernobyl è stato un errore umano!” E' proprio questo il problema, non sono le tecnologie, molto spesso, ad essere inaffidabile, é sempre e soltanto LUI: l'UOMO!
... Comunque faccio un esempio concreto; Dalle mie parti un dipendente di un Centro di ricerca e di rigenerazione e stoccaggio di Plutonio radioattivo, camuffato da centro di ricerca generico, decantava, circa un anno fa, l'assoluta affidabilità e sicurezza del centro, tanto é che: "Il nostro Centro per fare un esempio, ha ben tre condotte di approvvigionamento dell'acqua, di modo che in caso di avaria su una condotta ce ne siano sempre due di riserva!". Bene, a questo punto due considerazioni: 1) Se l'avaria su una condotta avviene quando non se ne è ancora riparata un'altra, la sicurezza sarebbe solo legata all'unica condotta ancora funzionante! 2) Se qualcuno con la testa calda e piuttosto arrabbiato, (indubbiamente ce ne sono tanti!) decidesse di fare un bell’attentato in Italia facendo saltare quel tale celato reattore nucleare di questo bellissimo e accogliente centro di ricerca, basterebbero semplicemente tre piccoli detonatori simultanei nel punto giusto! Nota Bene: le suddette condotte idriche (nessuno ci ha pensato!) non sono mica presidiate lungo i chilometri di percorso da un militare, diciamo ogni 50 metri, e anche se lo fossero? Dai retta a me, incominciamo a GUARDARE COME E DOVE NON ABBIAMO MAI GUARDATO! ... Forse abbiamo bisogno solo di un po’ di poesia per vivere e continuare a vivere...accarezzati, magari, dalla brezza marina, con lo sguardo catturato da quella forza prorompente dell’acqua che infiltrandosi, tra gli anfratti della scogliera, si gonfia paurosamente, per poi ritirarsi seducente e ricominciare. Quanta energia in quelle onde! E’ la forza dell’Universo; enorme, infinita e paradossalmente gratuita. Forse è bene CHE SE NE INCOMINCI A PARLARE e dare il ben servito alla nostra classe politica e giù(o su) di lì.

Maurizio De Sangro 11.02.06 12:14| 
 
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Purtroppo il vizio è sempre lo stesso: parlare sempre e comunque anche quando gli argomenti in oggetto hanno bisogno del supporto di conoscenze scientifiche. La tecnica per sua natura risolve dei problemi e ce ne mette di fronte altri: il modo più efficace di tentare un approccio logico razionale è l'analisi dei costi\benefici. Ora chi è colui il quale dice che il nucleare è la soluzione a tutti i mali energetici del mondo? Chi può affermare con sicurezza che il rischio associato all'istallazione di una centrale nucleare è zero? Però bisogna essere anche consapevoli che non esistono attività umane che hanno stime di rischio pari a zero! Su questa asserzione si basa l'analisi dei costi\benefici.
Purtroppo le fonti alternative non sono competitive per la grande produzione elettrica: intendo dire che non è ragionevole pensare che una grande industria sia come un condominio sul quale s'installano pannelli solari sul tetto ed è tutto risolto. Lo spazio occupato da un impianto solare a parità di energia prodotta è circa 100 volte superiore a quello necessario per esempio ad un impianto nucleare.
La sicurezza degli impianti nucleari di IV generazione è paragonabile a quelli convenzionali, e paragonabile in questo caso significa dire che per alcune voci di sicurezza essi sono addirittura più affidabili. Degli incidenti citati solo quello di Chernobyl ha avuto conseguenze per la popolazione: la causa fu la negligenza del personale. Io non so neanche se è possibile fare una stima degli incidenti che hanno interessato gli impianti convenzionali: credo siano un numero smisuratamente più grande.
Ci sarebbero innumerevoli motivi per preferire il nucleare e mi rendo conto che in 2000 caratteri non è possibile citarli tutti. Quello che voglio mettere in evidenza è che il problema non è la tecnologia ma il ritardo culturale(scientifico) che la società italiana accusa ormai da qualche anno:la frangia ecologista italiana credo sia tra le più ignoranti in materia scientifica d'Europa!

Luca de Ruvo 07.02.06 12:45| 
 
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- Non è sicura.
Gli incidenti legati al petrolio sono molti di più.
http://www.wwf.it/news/20112002_2594.asp

- Non è pulita.
C'è chi pensa il contrario.
http://www.ecolo.org/intro/introit.htm

- Non è economica.
Chiedilo ai francesi che la producono e ce la vendono...

Nicola Cesca 06.02.06 14:02| 
 
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Discussione

Io sull’energia la penso come questoarticolo: BEPPE GRILLO E L’ENERGIA sul fatto che Grillo o si adegua al sistema lo fanno fuori

http://www.fottilitalia.com/index.php
il sito antitaliano per eccellenza

marcello

marcello ariosti 02.02.06 10:09| 
 
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Sul mio sito ho scritto una pagina relativa all'energia:
http://www.geocities.com/pietromele/opinions/PeggiorProblema.html


Il petrolio sta finendo, così come il gas naturale e il carbone. L'inquinamento sta aumentando. Ad oggi, esiste un'unica strada per evitare una tragedia di proporzioni immani, che potrebbe portare alla morte i tre quarti della popolazione mondiale tra 15-20 anni: l'energia nucleare.

Quando si estrae una materia prima, ad esempio il petrolio, da un giacimento, si suol dire che si è raggiunto il "picco" quando si è estratta la metà di ciò che il giacimento contiene.
In realtà il raggiungimento del picco significa che il giacimento si è quasi esaurito.
Il motivo è che estrarre la prima parte della risorsa è facile ed economico (molti pozzi petroliferi in Arabia, ad esempio, nella prima fase della loro vita fanno uscire il greggio come una fontana, senza bisogno di alcun intervento). Man mano che si va ad estrarre più in profondità, si devono utilizzare tecniche più complesse e costose, e l'ultima parte della materia prima sarà comunque non estraibile.

Ebbene, gran parte dei giacimenti di petrolio nel mondo ha già raggiunto il picco (Mare del Nord, Golfo del Messico, Alaska, Canada occidentale, Norvegia). Per quanto riguarda gli altri, è questione di pochi anni (Russia nel 2015, OPEC nel 2025).

...per leggere il testo completo, potete andare sul mio sito:

http://www.geocities.com/pietromele/opinions/PeggiorProblema.html



Il mio piu' che un commento e' una domanda fatta da un cittadino italiano qualunque quindi privo di specifiche conoscenze tecnologiche, si parla tanto di automobili con motori all'idrogeno, ma perche' non si potrebbe pensare a centrali elettriche ad idrogeno che non inquinano e utilizzano una fonte energetica rinnovabile. Si potrebbero poi utilizzare auto elettriche con batterie intercabiabili, tipo vado al distributore, lascio la batteria scarica e la sostituisco con una gia' caricata dal distributore stesso pagando la differenza fra l'eventuale carica residua della batteria che viene sostituita e la carica piena della batteria che inserisco...forse e' fantascienza???

manuel bonera 22.01.06 23:45| 
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E' PAROLA DI NOBEL!
A proposito di centrali nucleari, voglio sottolineare la recente posizione del Nobel sulla Fisica Carlo Rubbia, che ritiene decisamente da archiviare tale tecnologia; I favorevoli al nucleare, semplici avventori o gli stessi politici, cospiratori e quant'altri, spesso esordiscono infelicemente con la improvvida e strumentale considerazione che siamo circondati da centrali nucleari, per cui non ha senso l'ostinazione a non metterle anche in Italia;a questi, a parte il problema delle scorie, farei osservare che in caso di incidenti, una cosa è stare a 10 km di distanza, un'altra cosa a 100 o meglio ancora a 200 e più km! A parte ciò se dovessimo rassegnarci all'idea che l'entropia dell'Universo
è fatalmente in aumento (legge della termodinamica) non avrebbe senso qualsiasi attenzione alla civiltà, alla vita, e al benessere dell'uomo. Credo che l'imperativo morale sia invece ostinarci a portare avanti le sane e buone idee e convinzioni, sperando quanto meno che questa ineluttabile degenerazione dell'Universo sia la più lenta possibile. E' un atto dovuto fino a quando vogliamo trovare il coraggio di guardare negli occhi i nostri bambini. Per dare una indicazione operativa, comunque,solleciterei una domanda: perché non parliamo di energia delle maree e dei moti ondosi dei mari; ho la netta senzazione che che ci troviamo di fronte ad una risorsa infinita, pulita e... gratuita!

Maurizio De Sangro 21.01.06 19:02| 
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Forniture di uranio: avviati i colloqui tra Canberra e Pechino - oggi, ore 7:51
Sono iniziati oggi, nella capitale australiana, i negoziati fra Canberra e Pechino per l'esportazione in Cina di uranio estratto dalle miniere australiane. I colloqui a livello diplomatico, che proseguono fino a domani, sono condotti dal direttore dell'Ufficio per la sorveglianza della non proliferazione nucleare, John Carlson. L'obiettivo principale dei negoziati consiste nella creazione di un regime di controlli, atti a impedire che la Cina utilizzi l'uranio australiano a scopi militari, o lo impieghi per sostituire le scorte cinesi destinate alla costruzione di ordigni nucleari.

miki prezzy 18.01.06 11:11| 
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Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:30| 
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Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:24| 
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Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:14| 
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Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:12| 
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Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:11| 
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Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:11| 
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Il problema vero secondo me non è dato dalla sicurezza degli impianti. Il rischio di incidente nucleare oggi è talmente basso che lo si potrebbe quantificare in uno ogni mille anni per ogni mille reattori.
Ciò che deve preoccupare è che questi impianti producono scorie radioattive che vanno stoccate in depositi permanenti. E, ad oggi, in realtà ciò che si pone in discussione è la sicurezza nel tempo di tali depositi.
Individuare il sito per la costruzione di un reattore nucleare è poca cosa, in confronto all'individuazione di molteplici siti nel tempo per lo stoccaggio delle scorie.
A ciò aggiungiamo che in Italia, precisamente a Saluggia, abbiamo 230 metri cubi di scorie radiottative attualmente stoccate in depositi che si stanno rapidamente deteriorando e che andranno spostate in altri depositi (soggetti anch'essi a deterioramento), prima che possano filtrare nel Po. I nuovi depositi non sono ancora stati realizzati.
Se pensiamo che i reattori nucleari siano il nostro futuro, dobbiamo pensare che anche le scorie radiottive faranno parte di questo futuro, che se i reattori saranno pochi, le scorie saranno in continuo aumento e con esse il numero dei depositi. E visto che a quanto pare non siamo in grado di gestire le scorie esistenti, mi chiedo come faremo quando le scorie rappresenteranno esse stesse produzione costante. Saremo in grado di individuare siti per costruire maxi depositi permanenti senza deturpare quel poco di paesaggio che ci resta, o penseremo a stoccaggi in terrapieno un pò ovunque, abituandoci a vedere viaggiare le scorie al pari dei pendolari, e ai recinti intorno ai vecchi terrapieni contaminati.
Forse allora ci coglierà la sindrome "non nel mio giardino" e penseremo che era meglio cercare soluzioni energetiche alternative, ma sopratutto abituarsi a un consumo delle risorse che tenga conto che non sono illimitate.

Cristina Rigutto 13.01.06 10:36| 
 
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non credo che siano "balle nucleari"...
penso purtroppo che inevitabilmente i nostri figli (forse noi non saremi costretti) dovranno ritornare al nucleare perchè l'energia delle fonti alternative (fotovoltaico, eolico, biomasse ecc.) ci aiuteranno a tamponare l'emergenza ma non sono in grado di soddisfare i futuri GRANDI NUMERI della fame di energia.
Penso però che se avremo il coraggio di investire nello sviluppo di nuove centrali nucleari, pensate e progettate per l'uso civile della produzione di energia e non costruite rattoppando e riconvertendo progetti concepiti per scopi militari, dove la produzione di energia era solo una trascurabile evenienza o addirittura un fastidioso sottoprodotto da eliminare, i pericoli che tanto preoccupano (Three Miles Island, Chernobyl, Superfenix....) possono essere limitati in maniera accettabile.
Mentre scrivo, ascolto le notizie sulla "crisi politica" legata alle forniture del metano siberiano e mi viene in mente la cosa più assurda che stiamo facendo e incentivando in ogni modo: bruciare il metano per far andare milioni di caldaiette per impianti di riscaldamento autonomi...
Lo sapete che già oggi sono disponibili gruppi termici, costituiti da una turbina a gas + scambiatori termici, in grado di fornire un rendimento dell'80-85% complessivo fra energia elettrica e calore disponibile per il riscaldamento, che hanno una potenza di soli 200 Kw termici e 80 Kw elettrici (disponibili per l'autoconsumo o riversabili in rete)?
Questi gruppi termici sono "piccolissimi" se confrontati con le turbine a gas impiegate normalmente dall'industria, e potrebbero essere adottate per tantissimi impianti civili (abitazioni, negozi, mercati, ospedali) che richiedono potenze termiche di quest'ordine di grandezza e potrebbero avere una diffusione incredibile!
link: www.bowmanpower.co.uk ; www.jucker.it

Renato Bentivogli 03.01.06 20:46| 
 
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Salute, da un paio d'anni al mio paese è iniziata la raccolta differenziata dei rifiuti. Pare che la cosa incominci a girare, ma comunque resta un discreto problema quello di smaltire la semplicissima "monnezza" che produciamo; e se è (e lo è) difficile trovare una soluzione per questo tipo di "monnezza", figuriamoci per quella derivata dalle centrali nucleari! E non solo per il materiale radiattivo, ma per quello normale che ha assorbito la radioattività durante l'uso,e che deve essere sostituito. In Italia poi? Dove è pieno di quelli col fiammifero in mano, pronti a dar fuoco alla propria madre per vendersi le ceneri.
Carlo Leonardi

Carlo Leonardi 29.12.05 23:11| 
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Ciao a tutti, mi dispiace essere in disaccordo con parecchi di voi. Io credo che il nucleare sia la sola alternativa al petrolio veramente fattibile almeno fino a che non riusciremo a controllare la fusione. Faccio alcune precisazioni le centrali moderne NON hanno costi di SMANTELLAMENTO: sono costruite in moduli sostituibili e i sistemi di sicurezza sono ormai basati su sistemi fisici (come ad esempio la gravità) che non si possono guastare. Inoltre sono l'unico mezzo per fornire idrogeno a buon mercato per alimentare le automobili. Trovo molto fantasiose idee come quella di ricoprire il deserto del sahara di pannelli fotovoltaici: al massimo si può produrre l'energia per quei paesi ma a trasportarla in Europa si perderebbe tutta per strada. Inoltre è vero che ci sono stati incidenti nucleari ma la casistica è di circa una decina mentre sono innumerevoli quelli legati al petrolio come petroliere che affondano e liberano nel mare il loro carico, disastri negli stabilimenti, guerre , ecc... Inoltre non so quanti siano i morti (arriveranno a 100?) ma penso non siano minimamente paragonabili con le migliaia di persone che muoiono all'anno di inquinamento o per tumori, o le 100.000 vittime del recente conflitto in Iraq (non ne è il petrolio la causa?) L'unico problema vero del nucleare è lo stoccaggio delle scorie ma anche il petrolio ne produce e le stocchiamo nell'aria che respiriamo. Inoltre la maggior parte delle scorie viene riutilizzate, rimane una piccola parte i Lantanidi (forse il nome è sbagliato non sono andato a controllare) per i quali il nostro fisico Rubbia sta studiando un sistema che ne riduce i tempi di dimezzamento da decine di migliaia di anni a secoli. Forse in futuro si potrà fare anche di meglio. Per adesso lo stoccaggio è cmq sicuro come ha ben documentato un servizio di Report (che consiglio di vedere) sul sito per lo stoccaggio in Francia.Una preghiera: comprate elettrodomestici classe A e andate a lavoro coi mezzi Questo possiamo farlo tutti!

Mario Arcari 23.12.05 04:14| 
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Discussione

Per quanto riguarda il nucleare: attualmente è controproducente contrastare sulla pericolosità delle centrali. Sono più sicure di altri tipi di centrali;quindi basta dire che anche se noi non le costruiamo le abbiamo ai confini. Il vero e per il momento irrisolvibile problema è quello delle scorie. Noi abbiamo costruito pochissime centrali e le scorie sono ancora tutte lì dentro! Pensate se ne costruissimo ancora. Dove metteremmo le scorie? Nelle miniere (come fanno Gran Bretagna, Francia , Germania e USA)? Non le abbiamo, e anche se le avessimo (vedi Basilicata)di certo non sarebbero altrettanto sicure, il nostro è notoriamente un territorio sismico.
Probabilmente finiremmo per trafficare per nasconderle in qualche paese del terzo mondo, grazie ai loro governanti spesso facilmente corrompibili.
baciamo le mani

Gianni Siracusano 18.12.05 20:42| 
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Beppe non sono esperto nell usare il p.c.,vorrei sapere come si fa a usare il telefono senza passare tramite i vari gestori,grazie

vorrei sapere come installare i pannelli fotovoltaici io vivo a lecce,e se ci sono ditte in loco ,ti ringrazio

coli mino 08.12.05 12:32| 
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Buongiorno, io sono un giovane ingegnere nucleare, laureato presso il Politecnico di Torino. Ho anche una laurea in ingegneria fisica applicata all'Ecole Centrale Paris, una delle migliori scuole francesi.
Mi sento toccato in prima linea quando si parla di nucleare.

Innanzitutto nel computo dei costi derivanti dal nucleare SI TIENE sempre conto di tutto il processo: dall'estrazione dell'Uranio in miniera fino al confinamento del combustibile e alla messa in sicurezza del sito.

Secondo, non è affatto vero che gli altri Paesi stiano abbandonando il nucleare. A parte i Paesi extraeuropei (vedi India, Cina,...), Paesi europei come Francia (dove anche l'Enel vorrebbe partecipare) e Finlandia (dove sono già iniziati i lavori per un nuovo reattore ancora più SICURO) puntano ancora fortemente sul nucleare.
Solo la Germania si è presa 20 anni di tempo per riflettere sul proprio futuro energetico, ma non ha minimamente pensato di fermare le centrali in funzione.
Inoltre quasi tutti i Paesi hanno deciso di prolungare la vita dei reattori esistenti: ciò ovviamente in seguito ad accurate analisi sullo stato delle centrali. E' un segnale forte sul fatto che i reattori occidentali sono sicuri.

Incidenti del tipo di Chernobyl non sono possibili nei reattori di tipo occidentale, la cui sicurezza è stata analizzata fin dal progetto dei primi reattori e sempre migliorata.


Per concludere, io non so se l'Italia tornerà mai al nucleare. Quello che vorrei è solo una giusta informazione sull'argomento. Così pure su tutte le altre fonti di energia... poi spero che i governi decidano la cosa migliore, che a mio modesto avviso è un mix di tante fonti e una razionalizzazione dei consumi.

Arrivederci

Riccardo Chiarelli 04.12.05 10:09| 
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Segnalo il "kite wind generator", generatore eolico di nuova concezione ancora in fase di studio, ma molto promettente.

Si tratta di una centrale composta da pale d'acciaio che ruotano grazie all'ausilo di aquiloni che raggiungono altezze anche di un kilometro. A quell'altezza il vento è sempre disponibile e ben più forte che a terra. Simulazioni al computer hanno confermato la validità dell'idea che ora ha bisogno di finanziamenti per essere messa in pratica.

Un solo impianto potrebbe produrre anche 1 Gigawatt elettrico o più (lo stesso ordine di grandezza di una centrale nucleare) a costi irrisori (sia d'investimento che operativi); sarebbe una rivoluzione nella produzione di energia!

Non sembra affatto una balla, ed anche se lo fosse non è "nucleare".

Potessi, io vorrei investirci il soldi del mio salvadanaio...

Perché chi la propone (che peraltro è italiano) ha difficoltà a trovare finanziamenti per sviluppare l'idea e costruire il primo prototipo?

Come essergli di appoggio?

Vedi www.kitewindgenerator.com

mauro fehervari 29.11.05 00:04| 
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SCIE CHIMICHE

ecco un problema che nessuno affronta neanche Beppe, il problema delle SCIE CHIMICHE l'unico che ne parla è il sito
http://www.fottilitalia.com/
il sito anti-italiano per eccellenza
praticamente in esclusiva

Invito ancheBeppe Grillo ad occuparsene
Marcello

marcello ariosti 25.11.05 13:51| 
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C'è qualcuno che ha i dati nazionali sull'andamento della frequenza delle patologie relative alla tiroide? Perché, a occhio (cioè guardandomi attorno nel giro dei miei concittadini che conosco), mi sembra che negli ultimi anni, ci siano state molte persone che hanno avuto problemi alla suddetta ghiandola; ricordate Chernobyl?
Ciao.
Carlo Leonardi

Carlo Leonardi 24.11.05 20:07| 
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Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:52| 
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Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:52| 
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Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:51| 
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Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:50| 
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Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:49| 
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Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:47| 
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Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:46| 
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caro Beppe sono uno studente di ingegneria meccanica del politecnico di Milano, dopo aver visto il video della data di Milano sono rimasto scioccato...ammetto di non essermi mai interessato molto all'ambito dell'energia però mi sento confuso perchè durante uno dei corsi che ho sostenuto durante il primo anno(Fisica Tecnica) mi sono state "propinate" come buone per il futuro le energie derivate da carbone e nucleare.
Forse sono un po' presuntuoso ma se a noi studenti di ingegneria che probabilmente ci troveremo a lavorare in importanti industrie italiane e non ci viene data una formazione già "vecchia" come possiamo sperare in una generazione di ingegneri preparati e al passo coi tempi...mi rendo conto che subire le informazioni che ci vengono date da un docente non sia il modo migliore per formarsi una cultura autonoma ma se non posso fare affidamento su ciò che mi viene insegnato come posso affrontare con fiducia il mio ,e dunque nostro, futuro? non voglio entrare in merito dei problemi del'università ma se stiamo perdendo anche i grandi docenti che ci hanno dato lustro credo che la crisi sia veramente irreversibile

Francesco Delfino 13.11.05 14:04| 
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Caro Beppe, ho sentito per radio il discorso del notro Presidente del Consiglio alla festa della liberta' (??) del 9.11.2005. Tra gli innumerevoli temi trattati dal Cavaliere c'è anche quello sull'energia. Per chi non lo sapesse riporto sue testuali parole (Fonte : www.forzaitalia.it):

'Silvio Berlusconi ha anche toccato il problema del nucleare, diventato di attualita’ con l’aumento del costo dell’energia: "Abbiamo approfittato poco del nucleare attraverso la realizzazione di nuove centrali. Bisogna rivedere questa posizione. Credo che soltanto l’Unione europea, centralmente, potra’ dare il via alla realizzazione e alla costruzione di nuove centrali nucleari, perche’ i singoli governi non hanno la forza per convincere i cittadini visto che il nucleare e’ un termine che li spaventa ancora, nonostante sia una necessita’ per il futuro"'.

Con mia incredulità penso che razza di futuro abbiamo intenzione di costruire dando credito a personaggi come Berlusconi? Lui ci viene a dire che il futuro è il nucleare? Che per tagliare i costi dell'energia è necessario mettere a repentaglio l'incolumita' della vita sul pianeta? Sicuramente non rappresenta un grosso pericolo per lui visto che ha già provveduto a costriuirsi un bunker sotterraneo anti-nucleare a Villa Certosa.
Mi rammarico che tanta gente si lasci infinocchiare da personaggi cosi'...

Dario Altieri 13.11.05 08:54| 
 
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a mio parere la guerra che si fa sul nucleare e'figlia di una malainformazione e del terrorismo mediatico che se ne fa attorno.
prego tutte le persone interessate all'argomento di visitare il sito
http://digilander.libero.it/nucleare
dopo aver visitato tale sito la mia personale idea e' che non bisogna abbandonare il nucleare bensi' metterlo in stand-by convogliando al tempo stesso risorse umane ed economiche sullo studio per lo smaltimento delle scorie.IL NUCLEARE E' UNA GRANDE FONTE DI ENERGIA CHE PUO' ESSERE PULITA,VA STUDIATO NON ABBANDONATO!

marco liberato 11.11.05 15:05| 
 
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Carissimo Beppe, per quanto ieri impossibilitato a sentirti da Napoli, confesso che solo ora conosco il tuo sito.
sono un dottore in Fisica.... e da poco ho ricominciato ad interessarmi di energia.

Per quanto il mio attuale "Mestiere" sia legato all'imprenditoria informatica, molto lontano dal tema dell'Energia, ti cheidevo se non avessi cominciato ad interessarti all'argomento "FUSIONE FREDDA".

Su molti siti in varie lingue l'attenzione è oramai portata all'estremo.
Ti consiglio, se non lo hai ancora fatto, di iniziare ad informarti sul problema legato alla disinformazione voluta dalle "sette Sorelle" sull'argometno in questione.

posso inviarti link utili e testimonianze che non possono essere trascurate. Quello che sta accadendo è di rilevanza MONDIALE e non può lasciarci indifferenti.

Ma devi anche sapere che lo stesso argomento è stato trattato più volte in vari contesti mediali e dagli stessi occultato prontamente.

saluti

PS: ecco i link
www.disinformazione.it
http://disinformazione.it/eugenemallove.htm/

Domenico Lanzo 30.10.05 11:18| 
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Carissimo Beppe, per qwuanto ieri impossibilitato a sentirti da Napoli, confesso che solo ora conosco il tuo sito.
sono un Fisico.... e da poco ho ricominciato ad interessarmi di energia.

Per quanto il mio attuale "Mestiere" sia legato all'imprenditoria informatica, molto lontano dal tema dell'Energia, ti cheidevo se non avessi cominciato ad interessarti all'argomento "FUSIONE FREDDA".

Su molti siti in varie lingue l'attenzione è oramai portata all'estremo.
Ti consiglio, se non lo hai ancora fatto, di iniziare ad informarti sul problema legato alla disinformazione voluta dalle "sette Sorelle" sull'argometno in questione.

posso inviarti link utili e testimonianze che non possono essere trascurate. Quello che sta accadendo è di rilevanza MONDIALE e non può lasciarci indifferenti.

Ma devi anche sapere che lo stesso argomento è stato trattato più volte in vari contesti mediali e dagli stessi occultato prontamente.

saluti

PS: ecco i link
www.disinformazione.it
http://disinformazione.it/eugenemallove.htm/

Domenico Lanzo 30.10.05 11:16| 
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Sono convinto che fino a che non ci renderemo conto che il futuro non sarà del "mega" ma del "mini", es: no mega centrali, si mini impianti, e cioè finchè non lasceremo che ognuno possa nei propri limiti essere indipendente dal "mega" per la produzione del proprio fabbisogno energetico........ ai, ai, ai.
Ed aspettate quando tra qualche anno cominceremo a rubarci l'acqua l'un l'altro....... ri ai, ai, ai.
Buon lavoro a tutti, siete forti.

mirko festi 24.10.05 20:06| 
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Per Atomo Spento (...)
Caro amico non disperare...vedrai che col petrolio a 100 dollari al barile qualcuno comincerà a ragionare!
Zapatero in Spagna ritira le truppe dall'Iraq ma, anche se è di sinistra, il presidio atomico se lo tiene ben stretto e puo' cosi vendere crediti di emissioni CO2 agli altri paesi (essendo in regola con il protocollo di Kioto). In Italia invece a parlare bene di nucleare sembra quasi che sei un fascista...ma possibile che anche a sinistra non si possa parlarne in modo adeguato e razionale?
Ci crediamo i più grandi ecologi del mondo perchè non usiamo il nucleare e poi insozziamo l'aria come nessun altro ( i dati che porti tu li ho visti anch'io...sono del mestiere). Investiamo lo 0.9 del PIL in ricerca contro il 4% della Finlandia ( tra l'altro un paese leggermente piu' ecologico del nostro) che si sta costruendo il suo bel reattore nucleare di potenza SICURO!!! Che sporcaccioni guerrafondai i finlandesi vero? Diamogli una lezione di educazione civica a quei porci!!!
Ahimè, l'Italia è diventato il paese dei falsi ( in bilancio) e ideologici...

Giovanni Mercurio 03.10.05 12:08| 
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Dopo una lezione di politica estera, dal Professore Prodi in caso di "vittoria"ci piacerebbe tanto conoscere pure come intende affrontare la crisi energetica verso cui è proiettata l'Italia grazie ai suoi amici "Verdi"...
" ... La domanda di energia è infatti in continuo aumento, più 2,6 per cento nel 2001, più 3 per cento nel 2002 – e stiamo parlando di due anni di quasi stagnazione per la nostra economia e dunque anche di risparmio energetico – mentre se guardiamo al medio periodo, dal 1980 ad oggi il fabbisogno di elettricità è cresciuto del 40 per cento a fronte di un’offerta aumentata solo del 30 ... tanto che da qualche anno siamo saldamente in testa anche alla classifica dei maggiori importatori di elettricità sia nell’Unione europea sia nella più vasta famiglia dei paesi dell’Ocse. Non basta. Il sistema energetico italiano oltre ad essere il più costoso e il meno autosufficiente, è anche il più inquinante dell’intero mondo industrializzato. Insomma, dipendiamo dai reattori nucleari transalpini che hanno gli stessi livelli di sicurezza dei nostri, che invece abbiamo preferito spegnere. Senza con questo metterci al riparo da nuove Chernobyl nell’Est europeo, dove quello della sicurezza è invece un problema serio. A sedici anni dal referendum italiano, il nucleare contribuisce per circa il 18 per cento alla produzione elettrica mondiale, per il 25 per cento a quella dei paesi Ocse e per il 35 per cento nell’Unione europea, dove l’atomo è addirittura la prima fonte di produzione di elettricità. Anzi, secondo l’Ocse nei prossimi cinquant’anni il peso del nucleare è destinato a crescere fino al 25 per cento nel Nordamerica e dal 40 al 60 per cento nell’Europa occidentale e in Giappone. Eppure in Italia il nucleare è ancora un argomento tabù. Per mantenere alta la guardia, c’è poi anche chi periodicamente rivendica la giustezza di quella scelta referendaria... http://www.ideazione.com/settimanale/1.politica/94_26-09-2003/94mensurati.htm

Atomo Spento 30.09.05 15:14| 
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Caro Beppe, sono un ing. nucl. indirizzo impianti (conta!) classe 1952 (conta?), tesi all'Euratom su un'abitazione 'autonoma' a 2.000 metri di quota! Già al quart'anno ci era chiaro che a tutto avremmo potuto risponder 'subito' (!!!) tranne che al problema delle scorie e che quindi DUE fossero i motivi per abbandonare il nucleare 'per ora': il primo la maturità e l'onestà intellettuale dei gestori (tecnici e politici, i primi messi lì dai secondi -come nelle cliniche e nelle università del resto- e tutti con in mente il proprio 'particulare' e non il bene di tutti, progenie compresa; allora si valutava che solo i crucchi tedeschi avessero la serietà, il senso del 'servizio' nelle cariche pubbliche e la cultura 'gestionale' in grado di condurre e mantenere in efficienza un'impianto) ed il SECONDO il fatto che avevamo anche l'idea di come evitare di produrle quelle scorie ma dovessimo ancora terminare dei progetti nuovi. Una leggenda voluta dai barbari americani invece il 'credo' imposto che il nucleare dovesse avere i limiti che tuttora ha nella gran maggioranza degli impianti in esercizio. Non creder che dimensione, costi (tutti esclusi quelli 'nascosti' delle scorie), sicurezza ed impatto ambientale (esclusi...) non sian da decenni ampiamente risolti anche in realizzazioni 'commerciali': è solo una prepotenza dei barbari imporre con l'uso anche della violenza estrema il 'nuovo petrolio' di cui anche vorrebbero il monopolio: l'uranio 'arricchito' (e guai a chi se lo arricchisce!) polverizzando ogni tecnologia alternativa, economica, semplice, alla portata dei Paesi emergenti. Su queste basi è intellettualmente GIUSTO segare il nucleare. Non lo sarebbe più se POTESSIMO adottare i reattori autofertilizzanti raffreddati a piombo (vedi un aggiornamento su Le Scienze marzo 2005) e che digeriscon di tutto, a cominciare dalle scorie degli altri (appetibili concentrati di energia inespressa ma irrefrenabile, in fondo!) per continuare con il torio eventualmente al posto dell'uranio, di cui è tanto più diffuso. Come a dire un inceneritore che cava energia dal pattume e che, in mancanza, brucia torba o qualsiasi altra cosa non sia un distillato d'energia. Riguardo ai fossili ed alle radiazioni poi, ricordo troppo male per citarli i dati impressionanti delle radiazioni nucleari emesse dagl'impianti a combustibile fossile ma sappi che quando si cava dal sottosuolo qualsiasi cosa, pietre pel calcestruzzo comprese, ci si tira dietro almeno il radon (da cui la raccomandazione d'arieggiare gli ambienti chiusi soprattutto sotterranei nelle case) e che estraendo e bruciando combustibili fossili (carbone in testa) si liberano nell'ambiente circostante materiali radioattivi in quantità di parecchi ordini di grandezza maggiori della peggiore delle centrali russe. La prima delle conclusioni 'generali' della mia tesi era che il maggior 'ritorno' da un investimento volto a 'bilanciare' il bisogno d'energia venisse dal RISPARMIO, in testa l'isolamento termico, dove contener lo spreco costava assai meno che aumentar la disponibilità; una 'scoperta' impressionante per chi 'credeva' d'essere indispensabile (noi tutti avevamo il 'fuoco' dei salvatori del mondo dopo il 1973, c'era del sincero idealismo e tuttora ci sarebbe, ad 'America' piacendo! Il genio poi... No, non fatecele progettare nel dettaglio, costruire, figurati, e men che meno gestire, ma ideare soprattutto ed impostare il progetto.. lascia fare, siam dei grandi!). Come per le auto però, dopo aver ridotto dell'80% il loro uso a spese di un probabile 20% di disagio, direbbe Wilfredo Pareto, che Dio l'ascolti, qualcosa si dovrebbe pur produrre, e sarei davvero disonesto intellettualmente se, tenendo per me quel che so anziché tentar di spiegarlo a rischio di incomprensioni, dicessi che un BEL nucleare sarebbe sia la soluzione delle scorie vecchie che una gran bella soluzione, elegante, pulita, sicura, non invasiva e democratica (salvo che non comperare petrolio ed uranio arricchito dagli u.s.a. venga considerato terrorismo e come tale motivo d'esportazione della democrazia, come pare ora si chiamino le guerre, mi tocca di cambiare il dizionario, poveri soldi miei!) non meno delle altre, idroelettrico, geotermico, solare ed eolico, nessuna delle quali dovrebbe mai cancellare le altre. E non è finita qui, di energia ne circola a bizzeffe nelle forme più esotiche, il vero problema è di CAPIRE: che belle le lezioni 'ecologiche', che potenza i modelli che già ci insegnavano (Kyoto non venne dal nulla) 'a porte chiuse', ché i migliori professori rischiavano persin la vita (vedi il caso Ippolito!) affrontando equanimemente la modellizzazione degl'ecosistemi 'al di là' delle conclusioni anche pericolosamente paralizzanti, almeno fino a nuove soluzioni, cui avrebbero portato. Il mare d'Aral è stato prosciugato dai miei colleghi russi; non lo volevano ma non l'avevan previsto, s'eran mossi prima di capire (o li avevan spinti...) la diga di Assuan è una barzelletta, ma noi... sapevamo! E sappiamo quel che NON sappiamo e VOGLIAMO SAPERE, poter studiare, e... poter DIRE, perché la cultura condivisa (siamo in sintonia perfetta) è l'unica nostra fuga in avanti!

GianMarco Tavazzani 03.09.05 12:41| 
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Il problema,almeno per quel che riguarda l'Italia,e quindi le misure che intendono adottare le due coalizioni è che noi non siamo autosufficienti a livello energetico e dovremmo diventarlo il prima possibile. La nostra energia elettrica la importiamo dalla Francia in grandissima parte e loro usano delle centrali nucleari dipendere da loro non è il massimo della vita,anzi è uno scempio totale!
Ora,utilizzare il carbone come propone il centro-sinistra mi sembra del tutto fuori discussione,inquina e molto,non ne avremmo abbastanza (non importiamo l'energia ma la materia prima per farla,che gran passo in avanti!) e non è neppure rinnovabile,finirebbe piuttosto in fretta.
Perchè non ritornare sulle nostre (ok ok vostre io nn sapevo nemmeno dire 'mamma' nell'86) decisioni e riprendere la via del nucleare? Nemmeno questo ci converrebbe!Lasciando anche da parte il discorso dello stoccaggio delle scorie,che nessuno saprebbe mai dove depositare (già non ce la facciamo con i rifiuti)...noi stiamo pagando ancora per lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari,proprio quelle che volevamo costruire qui...
Sarebbe magnifico,paghiamo per demilirne un po' qui e pure per costruirne un po' la,ma il punto è che anche volendo fare uno sforzo del genere dovremmo importare la tecnologia e gli ingegneri dall'estero che sanno come fare per costruirle e renderle operative,perchè qui queste abilità e competenze non esistono più!
Quali dovrebbero essere le nostre fonti allora? Eolica? rovina il paesaggio secondo alcuni. Solare? stessa storia...eppure potremmo primeggiare in questo settore,per lo meno all'interno della UE...
Allora idroelettrica,che cavolo aspettiamo a sfuttare come si deve le nostre acque,non inquinandole,facendoci dare energia,accidenti.
E poi geotermica,in Islanda ci vivono TUTTI quei cavolo di geyser e qui abbiamo a parte larderello abbiamo solo terme?! Cos'hanno in comune queste fonti? Sono infinite a portata di mano e non inquinano NULLA! La soluzione c'è,anzi ce ne sono molte,forse bisogna ficcarle negli occhi dei nostri politici con dei paletti di legno per fargliele vedere?

Maurizio Squadrito 02.09.05 07:03| 
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Mi e' arrivata questa mail: mi ha sconvolto. Oltre cento anni di guerre, inquinamento, finto progresso.. tutto da buttare. Ci siamo rovinati con le nostre mani. Ci hanno rovinati con le nostre mani. Avevamo la soluzione in mano. Il futuro nel passato. Un mondo migliore, pulito, in cui nessuno ha la possibilita' di speculare. E abbiamo buttato via tutto. Un principio banale, di cui si parla a scuola sin dalle medie: il campo elettrico terrestre. Un uomo, circa settanta anni fa, era riuscito ad attingere energia dal campo elettrico terrestre. Energia infinita, per tutti, senza cavi, senza contatori, senza generatori, senza bollette. Abbiamo remato cento anni controcorrente. Segue il testo della mail. E' lunga, e romanzata, ma vale la pena leggerla.
Al fondo ci sono le fonti.
Comincia cosi, facendo riferimento al progetto eolo, la macchina ad aria compressa, centro di scalpori di pochi anni fa. Dice:
"Non e' la prima auto del genere che viene fatta scomparire. Questa era stata costruita nel 1931 da Nikolas Tesla, uno scienziato piu' o meno come Albert
Einstein:


L’automobile spinta dall’etere di Nikola Tesla
Di Igor Spajic - tratto da Nexus Gold maggio-giugno 2005
www.nexusitalia.com

La città di Buffalo, nel nord dello stato di New York negli USA, fu silenziosa testimone di un fatto straordinario nel corso di una settimana durante l'estate del 1931. Nonostante la depressione economica avesse compromesso la produzione e i commerci, la città nondimeno rimaneva una fucina di attività. Un giorno, tra le migliaia di veicoli che ne percorrevano le vie, una lussuosa automobile si fermò accanto, al marciapiede presso il semaforo di un incrocio. Un passante notò come si trattasse di una berlina Pierce-Arrow ultimo modello, coi fari che s'integravano con grazia nei parafanghi nel tipico stile di questa marca. Quello che caratterizzava l'auto in quella fredda giornata estiva era l'assoluta assenza di emissione di vapore o fumi dal tubo di scarico. Il passante si avvicinò al guidatore e attraverso il finestrino aperto commentò l'assenza di fumi dallo scarico. Il guidatore ringraziò il passante per i complimenti sottolineando che era così perché l'automobile "non aveva motore".
Questa dichiarazione non è stravagante o maliziosa come potrebbe sembrare. C'era una certa verità in essa. Infatti, la Pierce-Arrow non aveva un motore a combustione interna; aveva invece un motore elettrico. Se l'autista si fosse preoccupato di completare la sua spiegazione al passante, avrebbe potuto dirgli che il motore elettrico non era alimentato da batterie
- da nessun tipo di "carburante".
L'autista era Petar Savo, e nonostante stesse guidando quell'auto non era il responsabile delle sue incredibili caratteristiche. Queste erano il lavoro dell'unico passeggero, un uomo che Petar Savo conosceva come uno
"zio": non altri che il genio dell'elettricità Nikola Tesla (1856-1943).
Negli anni '90 del 19' secolo Nikola Tesla aveva rivoluzionato il mondo con le sue invenzioni per sfruttare l'elettricità, dandoci il motore elettrico a induzione, la corrente alternata (AC), la radiotelegrafia, il radiocomando a distanza, le lampade a fluorescenza ed altre meraviglie scientifiche. In realtà fu la corrente alternata polifase di Tesla e non la corrente continua di Thomas Edison ad inaugurare la moderna epoca tecnologica.
Tesla non rimase a dormire sugli allori ma continuò a fare scoperte fondamentali nei campi dell'energia e della materia. Scoprì i raggi cosmici decenni prima di Millikan e fu il primo a sviluppare i raggi-X, il tubo a raggi catodici e altri tipi di valvole.

Comunque, la scoperta potenzialmente più significativa di Nikola Tesla fu che l'energia elettrica può essere propagata attraverso la Terra ed anche attorno ad essa in una zona atmosferica chiamata cavità di Schumann. Essa si estende dalla superficie del pianeta fino alla ionosfera, all'altezza di circa 80 chilometri . Le onde elettromagnetiche di frequenza estremamente bassa, attorno agli 8 hertz (la risonanza di Schumann, ovvero la pulsazione del campo magnetico terrestre) viaggiano, praticamente senza perdite, verso ogni punto del pianeta. Il sistema di distribuzione dell'energia di Tesla e la sua dedizione alla free energy significavano che con l'appropriato dispositivo elettrico sintonizzato correttamente sulla trasmissione dell'energia, chiunque nel mondo avrebbe potuto attingere dal suo sistema.
Lo sviluppo di una simile tecnologia rappresentava una minaccia troppo grande per gli enormi interessi di chi produce, distribuisce e vende l'energia elettrica.
La scoperta di Tesla finì con la sospensione dell'appoggio finanziario alle sue ricerche, l'ostracismo da parte della scienza ufficiale e la graduale rimozione del suo nome dai libri di storia. Dalla posizione di superstar della scienza nel 1895, Tesla nel 1917 era virtualmente un "signor nessuno", costretto a piccoli esperimenti scientifici in solitudine. Nei suoi incontri annuali con la stampa in occasione del suo compleanno, una figura sottile nel cappotto aperto di stile anteguerra avrebbe annunciato ai giornalisti le scoperte e gli sviluppi delle sue idee. Era un triste miscuglio di ego e genio frustrato.
Nel 1931, Nikola Tesla compì 75 anni. In una rara dimostrazione di omaggio da parte dei media, la rivista Time gli dedicò la copertina e un profilo biografico. L'anziano ingegnere e scienziato appariva emaciato anche se non sofferente, i suoi capelli ancora di un nero lucido e lo stesso sguardo lontano nei suoi occhi di sognatore.

Le Auto Elettriche Rimangono Indietro
All'inizio del ventesimo secolo, per le automobili elettriche le prospettive erano luminose. Futuristi come Jules Verne avevano anticipato veicoli elettrici alimentati da batterie che erano meccanicamente più semplici, silenziosi, inodori, facili da adoperare e con meno problemi di qualunque automobile con motore a benzina.
Nell'automobile con motore a benzina occorreva regolare la valvola a farfalla, l'anticipo dell'accensione, pompare sull'acceleratore e far girare il motore con una manovella. In un'auto elettrica bastava soltanto girare una chiave e premere l'acceleratore. Rilasciando l'acceleratore l'auto rallentava immediatamente.
Se necessario, in un'epoca in cui vi erano poche officine per auto, un normale elettricista poteva eseguire la manutenzione del semplice motore a corrente continua. Non vi era olio da cambiare, né radiatore da riempire, né pompe della benzina o dell'acqua da sistemare, nessun problema di carburazione, nessuna marmitta che si arrugginiva, nessun differenziale o trasmissione da controllare, e nessun inquinamento! Il grasso e l'olio erano limitati a un paio di cuscinetti a sfere del motore elettrico e ad alcuni raccordi del telaio.
Per le loro consegne i grandi magazzini impiegavano camion elettrici. I medici iniziarono a recarsi alle visite al domicilio dei pazienti con “l’elettrica”, sostituendo il proprio cavallo e calesse con qualcosa di altrettanto semplice da mantenere. Le donne preferivano le auto elettriche per la facilità di guida. Poiché le vetture elettriche erano limitate in velocità e autonomia dalle loro batterie, diventarono popolari come trasporti cittadini.

Al di fuori delle città, le strade dell'America di allora erano così primitive che diventarono riservate ai veicoli con motore a combustione interna, più veloci, con autonomia maggiore e in rapido progresso. Così, negli USA vi fu una specie di età dell'oro per i veicoli elettrici dopo che il resto del mondo iniziò ad abbandonarli. Detroit Electric, Columbia, Baker, Rauch & Lang e Woods furono le principali aziende tra quelle che producevano questo tipo di veicoli elettrici; si svilupparono nella loro nicchia di mercato con una serie di carrozzerie formali, spesso eleganti.
Il tallone d'Achille delle vetture elettriche, comunque, fu sempre la densità energetica delle sue batterie, ovvero la sua scarsità. Le batterie erano dei tipo al piombo, pesanti e ingombranti, e sottraevano molto spazio prezioso. Il peso eccessivo riduceva la maneggevolezza e limitava le prestazioni, anche per gli standard di quegli anni. I veicoli elettrici non potevano superare i 70- 80 Km/h , poiché a queste velocità la batteria si poteva distruggere in un attimo. Spunti attorno ai 60 Km/h si potevano sostenere per tempi brevissimi, e la tipica gamma di velocità dei percorsi era di 25- 35 Km/h . Le batterie richiedevano ricariche ogni notte e l'autonomia massima superava difficilmente i 160 chilometri . Nessun costruttore di veicoli aveva mai installato un generatore elettrico di corrente continua, che avrebbe potuto restituire piccole quantità di energia alle batterie mentre il veicolo era in movimento, aumentandone così l'autonomia. Vi furono promesse su future potenti batterie innovative sin dai tempi di Edison, ma alla fine non se ne vide traccia.
Non appena la velocità e l'affidabilità delle automobili a benzina migliorarono, le auto elettriche furono abbandonate e rimasero le preferite dai pensionati e dalle signore anziane. L'introduzione della messa in moto elettrica nelle auto a benzina mise il chiodo finale alla bara delle auto elettriche.

La Comparsa di Nikola Tesla
Negli anni '60 un ingegnere aeronautico di nome Derek Alilers incontrò Petar Savo e sviluppò una lunga amicizia con lui. Durante il loro sodalizio durato dieci anni, Savo gli parlò del suo illustre "zio" Nikola Tesla e delle sue realizzazioni negli anni '30. (Savo era un giovane parente di Tesla anche se non un nipote, ma si riferiva a lui come "zio".)
Nel 1930 Nikola Tesla chiese a suo “nipote" Petar Savo di venire a New York. Savo (nato in Jugoslavia nel 1899, quindi 43 anni più giovane di
Tesla) era stato nell'esercito austriaco ed era un esperto pilota, così colse fervidamente l'opportunità di lasciare la Jugoslavia (paese natale di Nikola Tesla). Si trasferì negli USA stabilendosi a New York.
Nel 1967, in una serie di interviste, Savo descrisse la sua parte nell'episodio dell'auto elettrica di Tesla.
Durante l'estate del 1931, Tesla invitò Savo a Buffalo, nello stato di New York, per mostrargli e collaudare un nuovo tipo di automobile che aveva sviluppato di tasca sua. Casualmente, Buffalo è vicina alle cascate del Niagara - dove era entrata in funzione nel 1895 la stazione idroelettrica a corrente alternata di Tesla che lo aveva innalzato al culmine della stima da parte della scienza ortodossa. La Westinghouse Electric e la Pierce-Arrow avevano preparato questa automobile elettrica sperimentale seguendo le indicazioni di Tesla. (George Westinghouse aveva acquistato da Tesla i brevetti sulla corrente alternata per 15 milioni di dollari all'inizio del 20' secolo.)
La Pierce-Arrow adesso era posseduta e finanziata dalla Studebacker Corporation, e utilizzò questo solido appoggio finanziario per lanciare una serie di innovazioni. Tra il 1928 e il 1933 l 'azienda automobilistica presentò nuovi modelli con motori ad 8 cilindri in linea e 12 cilindri a V, i futuristici prototipi Silver Arrows, nuovi stili e miglioramenti di tecnica ingegneristica. La clientela reagì positivamente e le vendite della Pierce-Arrow aumentarono la quota aziendale nel mercato delle auto di lusso, nonostante nel 1930 quest'ultimo fosse in diminuzione. In una situazione così positiva, progetti "puramente teorici" come l'auto elettrica di Tesla erano all'interno di questa sfera concettuale. Nella tradizionale mistura di arroganza e ingenuità dell'azienda, niente sembrava impossibile.
Così, per le sperimentazioni era stata selezionata una Pierce-Arrow Eight del 1931, proveniente dall'area di collaudo dell'azienda a Buffalo, nello stato di New York. Il suo motore a combustione interna era stato rimosso, lasciando intatti la frizione, il cambio e la trasmissione verso l'asse posteriore. La normale batteria da 12 volt rimase al suo posto, ma alla trasmissione era stato accoppiato un motore elettrico da 80 cavalli.

Tradizionalmente, le auto elettriche montavano motori a corrente continua alimentati da batterie, dato che quella continua è il solo tipo di corrente che le batterie possono fornire. Si sarebbe potuto utilizzare un convertitore corrente continua/corrente alternata, ma a quei tempi tali dispositivi erano troppo ingombranti per essere montati su un'automobile.
Il crepuscolo delle auto elettriche era già passato da tempo, ma questa Pierce-Arrow non venne dotata di un semplice motore a corrente continua. Si trattava di un motore elettrico a corrente alternata progettato per raggiungere 1.800 giri al minuto. Il motore era lungo 102 centimetri con un diametro di 76, senza spazzole e raffreddato ad aria per mezzo di una ventola frontale, e presentava due terminali di alimentazione indirizzati sotto il cruscotto ma lasciati senza collegamento. Tesla non disse chi costruì il motore elettrico, ma si ritiene che fu una divisione della Westinghouse. Sul retro dell'automobile era stata fissata un'antenna di 1,83 metri .

L’Affare "Etere-Arrow"
Petar Savo raggiunse il suo famoso parente, come quest'ultimo gli aveva chiesto, e a New York salirono assieme su un treno diretto verso il nord dello stato omonimo. Durante il viaggio l'inventore non commentò la natura dell'esperimento.
Arrivati a Buffalo, si recarono presso un piccolo garage dove trovarono la nuova Pierce-Arrow. Il Dr. Tesla sollevò il cofano e fece qualche regolazione sul motore elettrico a corrente alternata sistemato al suo interno. In seguito si recarono a predisporre gli strumenti di Tesla. Nella camera di un hotel delle vicinanze il genio dell'elettricità si mise a montare il suo dispositivo. In una valigia a forma di cassetta si era portato dietro 12 valvole termoioniche. Savo descrisse le valvole “di costruzione curiosa", sebbene in seguito almeno tre di esse siano state identificate come valvole rettificatrici 70L7-GT. Furono inserite in un dispositivo contenuto in una scatola lunga 61 centimetri , larga 30,5 e alta 15. Non era più grande di un ricevitore radio ad onde corte. Al suo interno era predisposto tutto il circuito elettronico comprese le 12 valvole, i cablaggi e le resistenze. Due terminali da 6 millimetri di diametro e della lunghezza di 7,6 centimetri sembravano essere le connessioni per quelli del motore.
Ritornati all'auto del l'esperimento, misero il contenitore in una posizione predisposta sotto il cruscotto dalla parte del passeggero. Tesla inserì i due collegamenti controllando un voltmetro.

"Ora abbiamo l'energia", dichiarò, porgendo la chiave d'accensione a suo nipote. Sul cruscotto vi erano ulteriori strumenti che visualizzavano valori che Tesla non spiegò.
Dietro richiesta dello zio, Savo mise in moto. “Il motore è partito", disse Tesla. Savo non sentiva alcun rumore. Nonostante ciò, col pioniere dell'elettricità sul sedile del passeggero, Savo selezionò una marcia, premette sull'acceleratore e portò fuori l'automobile.
Quel giorno Petar Savo guidò questo veicolo senza combustibile per lungo tempo, per circa 80 chilometri attorno a Buffalo, avanti e indietro nella campagna. Con un tachimetro calibrato a 190 chilometri orari a fondo scala, la Pierce-Arrow venne spinta fino a 145 km/h , e sempre con lo stesso livello di silenziosità del motore.
Mentre percorrevano la campagna Tesla diventava sempre più disteso e fiducioso sulla sua invenzione; cominciò così a confidare a suo nipote alcuni suoi segreti. Quel dispositivo poteva alimentare le richieste di energia del veicolo per sempre, ma poteva addirittura soddisfare il fabbisogno energetico di un'abitazione - e con energia in avanzo.
Pur se riluttante, inizialmente, a spiegarne i principi di funzionamento, Tesla dichiarò che il suo dispositivo era semplicemente un ricevitore per una "misteriosa radiazione, che proviene dall'etere" la quale "era disponibile in quantità illimitata".

Riflettendo, mormorò che "il genere umano dovrebbe essere molto grato per la sua presenza".
Nel corso dei successivi otto giorni Tesla e Savo provarono la Pierce-Arrow in percorsi urbani ed extraurbani, dalle velocità estremamente lente ai 150 chilometri all'ora. Le prestazioni erano analoghe a quelle di qualunque potente automobile pluricilindrica dell'epoca, compresa la stessa Pierce Eight col motore da 6.000 cc di cilindrata e 125 cavalli di potenza.
Tesla raccontò a Savo che presto il ricevitore di energia sarebbe stato utilizzato per la propulsione di treni, natanti, velivoli e automobili.
Alla fine della sperimentazione, l'inventore e il suo autista consegnarono l'automobile in un luogo segreto, concordato in precedenza - il vecchio granaio di una fattoria a circa 30 chilometri da Buffalo. Lasciarono l'auto sul posto, ma Tesla si portò dietro il suo dispositivo ricevitore e la chiave d'accensione.
Questo romanzesco aspetto dell'affare continuò. Petar Savo raccolse delle indiscrezioni secondo le quali una segretaria aveva parlato delle prove segrete ed era stata licenziata. Ciò spiegherebbe un impreciso resoconto sulle sperimentazioni che apparve su diversi quotidiani.
Quando chiesero a Tesla da dove arrivasse l'energia, data l'evidente assenza di batterie, egli rispose riluttante: "Dall'etere tutto attorno a noi".
Alcuni suggerirono che Tesla fosse pazzo e in qualche modo collegato a forze sinistre e occulte. Tesla fu incensato. Rientrò assieme alla sua scatola misteriosa al suo laboratorio di New York. Terminò così la breve esperienza di Tesla nel mondo dell'automobile.
Questo incidente dell'infrazione nella sicurezza può essere apocrifo, dato che Tesla non disdegnava di utilizzare la pubblicità per promuovere le sue idee ed invenzioni, sebbene quando questi dispositivi mettevano in pericolo lo status quo dell'industria egli aveva ogni buona ragione per essere circospetto nei suoi rapporti.
L’azienda Pierce-Arrow aveva già toccato il culmine del suo successo nel 1930. Nel 1931 era in calo. Nel 1932 l 'azienda perse 3 milioni di dollari. Nel 1933 vi furono problemi amministrativi anche nell'azienda madre Studebacker che vacillò sull'orlo della liquidazione. L’interesse passò dall'innovazione alla pura sopravvivenza, e qui la Pierce-Arrow abbandona il nostro racconto.

Un mistero all'interno di un enigma
Circa un mese dopo la pubblicazione dell'episodio, Petar Savo ricevette una telefonata da Lee DeForest, un amico di Tesla e pioniere nello sviluppo delle valvole termoioniche. Egli chiese a Savo se i test lo avessero soddisfatto. Savo rispose con entusiasmo e DeForest lodò Tesla come il più grande scienziato vivente al mondo.
In seguito, Savo chiese a suo "zio" sugli sviluppi del ricevitore energetico in altre applicazioni. Tesla rispose che era in contatto con uno dei principali cantieri nautici per realizzare una nave con un dispositivo simile a quello dell'automobile elettrica sperimentale. Tuttavia, non gli si potevano chiedere maggiori dettagli dato che era ipersensibile riguardo alla sicurezza del suo dispositivo - e non si può dargli torto. In passato, potenti interessi avevano cercato di ostracizzare Tesla, ostacolando ogni suo sforzo per promuovere ed applicare le proprie tecnologie.
Chi scrive non è a conoscenza di alcun documento pubblico che descriva un esperimento nautico, o se quest'ultimo accadde. Non venne divulgata alcuna informazione.
Il New York Daily News del 2 aprile 1934 riportava un articolo intitolato "Il sogno di Tesla di un'energia senza fili vicino alla realtà", che descriveva un "esperimento programmato per spingere un'automobile utilizzando la trasmissione senza fili di energia elettrica". Questo successe dopo l'episodio e non vi era menzione di "free energy".
Nel periodo in cui l'automobile dovrebbe essere stata svelata, la Westinghouse Corporation , sotto la presidenza di F. A. Merrick, pagò per la sistemazione di Tesla al New Yorker, il più nuovo e lussuoso hotel di New York. In esso l'anziano scienziato visse gratuitamente per tutto il resto della sua vita. Tesla venne anche reclutato dalla Westinghouse per ricerche non ben specificate sulle trasmissioni senza fili ed egli interruppe le sue dichiarazioni pubbliche sui raggi cosmici.
Forse che la Westinghouse comprò il riluttante silenzio di Tesla sulle sue scoperte free energy? Oppure venne finanziato per proseguire dei progetti segreti talmente speculativi da non costituire una minaccia per il complesso industriale nell'immediato futuro? Cala il sipario su un mistero all'interno di un enigma."

Riferimenti
- Abram, Arthur, "The Forgotten Art of Electric-Powered Automobiles", The Cormorant, bollettino del Packard Club (data sconosciuta)
- Intervista di Derek Ahiers a Petar Savo, 16 settembre 1967 (dagli archivi di Ralph Bergstrasser)
- Childress, David H., The Fantastic Inventions of Nikola Tesla, Adventures Unlimited Press, Illinois , 1993, ISBN l932813-19-4
- Childress, David H. (ed.), The Tesla Papers, Adventures Unlimited Press, Illinois , 2000, ISBN 0-932813-86-0
- Decker, Jerry, "Tesla's Electric Car - The Moray Version", KeelyNet BBS, postato il 31 gennaio 1993
- Extraordinary Technology, vol. 1, nr. 2, aprile/maggio/giugno 2003
- Greene, A.C., "The Electric Auto That Almost Triumphed", Dallas Morning News, 24 gennaio 1993
- Nieper, Hans A., Revolution in Technology, Medicine and Society, MIT Verlag, Oldenburg, 1985, ISBN 3-925188-07-X (inizialmente pubblicato in Germania come Revolution in Technik, Medizin, Gesellschaft, 1981)
- Siefer, Marc I., Wizard. The Life and Times of Nikola Tesla, Birch Lane Press/Carol Publishing Group, NJ, 1996, ISBN 1-55972-329-7
- Seife, C., "Running on Empty", New Scientist, 25 aprile 1998
- Southward Car Museum Trust Inc., The illustrated Motor Vehicle Collection, Paraparaumu, Nuova Zelanda, ISBN 0-47305583-X
- TFC Books FAQ, http://www.tfcbooks.com/tesiafaq e Vassilatos, Gerry, "Tesla's Electric Car, KeelyNet BBS

La mail era firmata in questo modo:
www.disinformazione.it

Nicola Brecciaroli 01.09.05 10:53| 
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Discussione

il problema delle pompe di calore è:
-basso rendimento con temperature vicino o sotto alla zero e con alti tassi di umidità,
- costi notevolmente + alti rispetto alle caldaie
- costo delle energia elettrica 3 volte superiore a quella del metano
- ora con caldaie a condensazione il rendimento delle caldaie è amentato di circa un 15-20%
- la pompa di calore fa romure
ecc.... ecc....

roberto sciamanna 31.08.05 19:36| 
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Risposta ad Antonio Scalisi:
Grazie per l'interesse dimostrato verso le pompe di calore elettriche, ti devo però togliere un'illusione: le pompe di calore elettriche sono efficaci per produrre calore (...acqua calda per uso riscaldamento fino ca. 55°C) con rendimenti elevatissimi (con 1KWh elettrico si producono fino 5 KWh termici)ma non produrranno mai neanche 1 Watt di energia elettrica. Ma non importa, un'alloggio da 150 mq consuma in media in un anno 16.000 kWh termici e ca. 3.000 kWh elettrici, è nel riscaldamento che si deve risparmiare non tanto nel consumo elettrico! Lo spreco enorme (ambientale e di costi) è bruciare combustibili con temperatura di fiamma tra 800 e 1200°C per scaldare ambienti a 20°C.
Noi siamo abituati a credere che per riscaldare non si possa che bruciare qualcosa, completamente falso, la termodinamica (ciclo di Carnot) ci insegna che il calore si può "concentrare e trasportare": da una massa a bassa temperatura (p.es. il mare) si può estrarre calore e scaldare una massa più piccola per portarla ad una temperatura elevata (p.es. l'acqua di un impianto).
Si può quindi estrarre calore da un secchio di acqua fredda (10°C) e trasferirlo ad un bicchiere affinchè diventi bollente? La risposta è si, purchè si utilizzi una seppur piccola percentuale di energia meccanica o elettrica (compressore).
E' possibile riscaldare i condomini che intendi ma attenzione ai requisiti dell'impianto: i condomini devono essere ben coibentati (non ha senso avere una grande pompa di calore per coprire le perdite da muri e finestre non coibentate) meglio una piccola pompa di calore ed edifici a bassa dispersione, inoltre gli impianti devono essere preferibilmente a bassa temperatura (pavimento radiante o radiatori per bassa temperatura). Esistono anche grandi pompe di calore abbinate a motori diesel o a gas per essere svincolate dalla rete elettrica, hanno una resa DOPPIA rispetto le comuni caldaie.
All'estero ce ne sono centinaia, in Germania e Svizzera tutte le piscina coperte sono riscaldate in questo modo.
Più pompe di calore elettriche significa più centrali elettriche? Assolutamente no, in Germania ci sono diverse centinaia di migliaia di pompe di calore elettriche e non hanno costruito centrali aggiuntive nonostante abbiano comunque anche loro problemi di potenza. Come hanno fatto? Semplice, le pompe di calore girano in orari prestabiliti saltando le quelle poche ore di punta critiche per la rete elettrica.
Le reti elettriche digitali servono anche a questo.
Perchè non si installano pompe di calore in Italia? Mancano tecnici preparati, manca la promozione (meno tasse e più informazione) da parte degli enti pubblici, manca la sensibilità e cultura degli utenti (chi ha i mezzi preferisce acquistare una barca e non un sistema di risparmio energetico), oltre al fatto che il risparmio energetico non interessa a chi vende idrocarburi e a chi incassa le relative tasse.
Armati di coraggio e vai avanti, visita i siti internet dedicati, non ti scoraggiare, io di pompe di calore ne ho installate 500 nei primi anni 80 prima che cominciasse la campagna del metano.

Marco List 31.08.05 16:29| 
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vorrei segnale che il nuovo reattore a fusione nucleare, noto con il nome Iter, utilizza un combustibile composto da isotopi dell'idrogeno (deuterio e trizio). questi nuovi reattori, al contrario di quelli esistenti, a fusione sono sicuri in quanto non ci sono rischi di esplosione. infine come scarto la fusione produce solo elio, un gas inoffensivo, e neutroni, che saranno resi innocui scegliendo i materiali adatti per le pareti del reattore. la convenienza di questo reattore è che una tonnellata di combustibile (come detto prima deuterio e trizio)produce tanta energia quanto otto milioni di tonnellate di petrolio. il deuterio si trova nell'acqua (33 grammi ogni metro cubo di acqua di mare), mentre il trizio si fabbrica a partire dal litio, anch'esso presente nell'acqua.
il tempo previsto per gestire al meglio questa nuova tecnologia è di 50 anni!

daniele colombi 28.08.05 14:41| 
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Il nucleare è roba di 70 anni fa. Pensare al futuro non è proprio possibile?
Senza le lobby del petrolio oggi viaggeremo ad acqua, sole e vento!

michele martelli 28.08.05 06:06| 
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Volevo chiedere a Marco List un chiarimento.
Il 24 ago egli dice: "Con l'energia elettrica si possono invece azionare DA OGGI pulite ed efficienti pompe di calore con rendimenti fino a COP 5 (1KWH elettrico rende 5 KWH come calore)!".
Questo riaccende le speranze di un mio "progetto nel cassetto" che illustro brevemente: abito a Genova in un condominio di 5 palazzi da 7 piani ciascuno (tot 120 famiglie), riscaldamento ed acqua centralizzati: da anni mi chiedo, ma possibile che con le fuel cells (a genova c'e Ansaldo Fuel Cells n.d.r.) il nostro condominio non possa sostituire sta maledetta caldaia e in piu anche diventare autoproduttore di energia elettrica? Mi rispondevo di no perche' ricordavo che usare enegia elettrica per produrre calore era una bestemmia. Ma Marco mi riaccende le speranze. Si puo' approfondire?

Grazie

Antonio Scalisi 26.08.05 16:48| 
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vorrei semplicemente far notare che la finlandia, una delle nazione al mondo con le leggi ambientali piu' severe, ha recemente approvato la costruzione di un nuovo impianto nucleare definito EPR (European Pressurised Reactor).
Caro Beppe mi potresti spiegare perche', se il nucleare fa cosi schifo come dici, una nazione cosi attenta alle politiche ambientali ha fatto questa scelta?
ciao e grazie per l attenzione
Gianluigi

gianluigi clemente 26.08.05 14:46| 
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Caro Beppe! Sei un grande! Ci vorrebbero qualche centinaio di Beppi Grilli con vita eterna... L'ultima frase che hai detto però mi dà da pensare... Anche con i referendum decidiamo direttamente ma ci influenzano talmente attraverso i loro TG... Finische che, la maggioranza, vota quello che vogliono loro con la differenza che ufficialmente abbiamo scelto noi: quindi siamo cornuti e mazziati. E dopo non sai più nemmeno con chi prendertela se le cose van male! Questo tipo di democrazia che dicevi si potrà attuare solo creando cultura nella popolazione. Non è cambiando politici o regole elettorali che si arriva alla svolta ma cambiando mentalità. Purtroppo è un processo che richiede tempo, una forse due generazioni (a patto di iniziare) però siamo già in piena crisi idealistico-sociale e servirebbe cambiare "registro" subito.

Daniele Casella 26.08.05 14:20| 
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Il Dio denaro piu' potente del nostro Dio?

Rifletti: di chi e' la nostra vita? Di sicuro non nostra e quei quintali di carta straccia chiamata moneta diventaranno polvere, per inquinare meno una casa automobilistica ha immesso sul mercato ora finalmente anche Italiano un'auto ibrida che regolarmente guido tutti i giorni perche' l'ho acquistata, aspettando quella di Beppe a vapore acqueo,e' un Ibrida ed a 2 motori uno elettrico e uno a scoppio termico in euro 5, indi produco l'89 per cento in meno di gas responsabili del cambiamento del nostro amato ecosistema dove ci viviamo tutti belli e brutti, l'auto non si mette in moto ma cammina spenta... gestendo il motore termico da se' e accendendosi quando le condizioni di guida lo richiedono mentre il fase di rilascio dell'accelleratore l'energia cinetica delle ruote ricarica la batteria piccola
agli idruri mantenendo sempre un ottimo stato di carica ottimale. In citta' sei un eletto fortunato perche' si guida spenti.....una goccia nel mare direte, ma io ci credo e amo tanto questa terra.

elia rizzuti 25.08.05 23:43| 
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Purtroppo il nucleare è necessario altrimenti abbiamo come mestiere solo il valore aggiunto più misero del mondo: il turismo (tutti camerieri, cuochi e bagnini). Gli svantaggi del nucleare menzionati da Beppe sono indubbi ma esiste un crimine 1.000.000 di volte più orrendo: bruciare petrolio al ritmo di una petroliera ogni 30 minuti e in aggiunta consumare carbone 2 volte tanto, oltre allo spreco un inquinamento inimmaginabile.
Il nucleare deve accompagnare l'utilizzo delle energie rinnovabili per una sostituzione del consumo di petrolio per produrre energia elettrica e, ATTENZIONE, anche per sostituire gas/gasolio per uso riscaldamento! Bruciare quantità massicce di combustibili preziosi per scaldare le nostre casa a 20°C è CRIMINALE!! Con l'energia elettrica si possono invece azionare DA OGGI pulite ed efficienti pompe di calore con rendimenti fino a COP 5 (1KWH elettrico rende 5 KWH come calore)!
La tecnica è molto più avanti delle scelte politiche e delle alternative che la gente comune conosce. Solo che le scelte tecniche vengono privilegiate nelle nazioni a cultura scientifica (centro / nord europa) dove che le utilizza ha interesse a c0onoscerle e a sceglierele. Qui da noi, umanisti (medici, avocati, notai, professori, deputati, ecc) le tecnologie non interessano se non a fine propagandistico e quindi strumento politico per arrivare o rimanere al potere (vedi referendum sul nucleare), inoltre il monopolio dei combustibili (ENI) fa comodo per tanti finanziamenti sottobanco.
Il nucleare è antieconomico? Non è meglio investire p.es. 10 miliardi di euro per le centrali (soldi per le nostre imprese) che versarne p.es. 5 miliardi ai paesi arabi per un petrolio in via di esaurimento? Da che parte siete?
Il nucleare è pericoloso? Ma certo che lo è, ma non deve essere qusto l'ostacolo per chi deve renderlo sicuro, altrimenti non andremmo neanche in automobile.
Se qualcuno mi fa un'offerta di lavoro per andare a lavorare in una centrale termonucleare ci vado di corsa, io e mia moglie. Aspetto un'offerta.

Marco List 24.08.05 09:00| 
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BASTAAAAAAA! Voglio aria pulita. Basta con il petrolio, il gas, il carbone, la NUCLEARE, il diesel, polveri sottili, il consumismo, i politici....... Cerchiamo di crearci la nostra ARIA PULITA partendo dai panneli solari (non è da escludere anche l'energia eolica), io mi sto già informando per come installarli sul tetto di casa mia. Oltre a questo vogliamo queste benedette macchine a idrogeno. Se ci fosse qualche ingegnere in giro con le controp...e creerebbe anche un'automobile che funziona con la m...a, basta studiarci su! Pultroppo il Dio denaro e diventato più potente del nostro Dio!

valerio zanni 23.08.05 18:15| 
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staranno esagerando il berlusca lo scajola & Co.?

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/08_Agosto/22/scorie.shtml

davide patti 22.08.05 15:51| 
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Per Matteo Martini:

“Come mai una centrale del genere non l’hanno ancora costruita in India/Brasile/Australia/Messico?
Tutti cretini?”

Perché bisogna essere capaci (v. Rubbia/progetto Archimede - http://www.enel.it/eventi/priolo/progettoArchimede.asp?m=2 )

Perché bisogna averne voglia (spesi 70 miliardi di dollari in ricerca sul nucleare, 10 miliardi per le rinnovabili - world-nuclear.org/info/inf68.htm ).

Comunque qualche tentativo lo stanno facendo:
Torre solare nel deserto australiano, un chilometro di altezza, 5 chilometri quadrati di vetri, 200 MW di energia.
http://www.enviromission.com.au/solar-mission-project/solar-mission.htm

Centrale solare concentrazione da 500 MW abbinata a motori Stirling in California
http://www.renewableenergyaccess.com/rea/news/story?id=35263

Gaetano Subacchi 18.08.05 08:52| 
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Per Gaetano Subbacchi:
" Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno"

Come mai una centrale del genere non l` hanno ancora costruita in India/Brasile/Australia/Messico?
Tutti cretini?

matteo martini 18.08.05 02:54| 
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Approposito dei costi cito ancora Rubbia sul solare termodinamico (non foftovoltaico):
“Oggi, cioè in fase preindustriale, il costo complessivo dell'impianto oscilla tra i 100 e i 150 euro a metro quadrato. E da un metro quadrato si ricava ogni anno un'energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno".

Gaetano Subacchi 17.08.05 05:46| 
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“Si stima che la quantità di uranio disponibile sul pianeta ammonti a 4 milioni tonnellate.

Nel mondo, il consumo annuale di uranio delle centrali nucleari è stato valutato pari a circa 60.000 tonnellate.

Oggi, la potenza nucleare installata è di 350 gigawatts, cioè circa il 3 % dell'energia prodotta nel mondo.

Per ridurre del 50% le emissioni di anidride carbonica, sarebbe necessario costruire parecchie migliaia di nuovi reattori.

Questi esaurirebbero le riserve mondiali di uranio, in meno di cinque anni.”

( http://www.mybestlife.com/ambiente/News/07052002_energia_nucleare_avvenire.htm )

Gaetano Subacchi 17.08.05 05:38| 
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L` energia solare ad oggi non e` competitiva economicamente con le tradizionali fonti di energia

matteo martini 17.08.05 02:28| 
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Per l'amico Gaetano Subacchi e tutti gli altri amici del Forum.


Il Prof.Rubbia oltre che ispiratore del progetto italiano del solare termodinamico ( l'impianto dimostrativo dovrebbe partire a Priolo...salvo pastoie politiche e/o mafiose di vario tipo) è anche l'ispiratore del progetto ADS che rappresenta una interessante e valida soluzione al problema dello stoccaggio di scorie nucleari con tempi di decadimento geologici.
Questo per dire che uno scienziato serio agisce a 360° e non ha preclusioni ideologiche e/o politiche verso nessun tipo di tecnologia. Semplicemente cerca di risolvere i problemi posti dai cittadini e dalla società nel suo insieme.
Tornando a noi un reattore ADS accoppiato ai reattori di quarta generazione a ciclo del combustibile chiuso rappresenta, insieme alla fusione termonucleare controllata, il cardine della ricerca nel settore della tecnologia nucleare sostenibile.

Mi permetto di riportare un paio di citazioni prese dal documento "Calore ad alta temperatura ed Energia Solare" edito dall'ENEA e scaricabile dal sito:
1-
"...nella nicchia creata dall’evoluzione
epidemica delle tecnologie attuali,
è prevista l’apparizione e la crescita
di una nuova forma di energia,
per la quale l’energia solare è la più
accreditata candidata, eventualmente
seguita da un’altra nuova ipotetica
tecnologia, che potrebbe essere un
nuovo nucleare (fissione o fusione).
La conclusione è rafforzata dal fatto
che, nel futuro, soltanto il sole e una
rinnovata fonte di origine nucleare
hanno potenzialità di contributo energetico
tali da sostenere l’enorme domanda
di energia primaria, aggiuntiva
a quella dei combustibili fossili, i quali
evidentemente dovrebbero continuare
a seguire la loro curva epidemica."

2-

"Uno dei problemi fondamentali sarà
la produzione di idrogeno su larga
scala a costi competitivi ed in modo
sostenibile. Ciò significa l’uso di acqua
come materia prima e di una fonte
energetica primaria che non produca
gas serra. Le due opzioni possibili
sono ad oggi, per le fonti primarie,
il ricorso all’energia solare concentrata
ovvero all’uso dell’energ i a
nucleare con reattori nucleari di nuova
generazione."

Aggiungo io e concludo con un evviva l'energia solare che a me piace moltissimo insieme al risparmio energetico!
Ma anche i dati stessi della tabella di Beppe e tutte le previsioni dei massimi organismi internazionali preposti sugli scenari futuri ci dicono che le fonti rinnovabili, nonostante il loro straordinario sviluppo, purtroppo non bastano.
Dobbiamo renderci conto che la situazione dei gas serra nell'atmosfera si sta avvicinando al punto di non ritorno e che quindi occorre fare in fretta ed avere un approccio razionale al problema.

Saluti

Giovanni Mercurio 11.08.05 14:05| 
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Per Gaetano Subbacchi:
Deduco quindi è un problema di soldi, non di spazio. Ma in fondo 500 dollari per kW mi sembra un’offerta generosa. Io ci starei.

MM
Non e` un problema di soldi.
E` un problema di moooooooltissimi soldi

Per Gaetano Subbacchi:
Ricapitolando:
Oggi abbiamo bisogno di circa 13 TW. Nel 2050, di circa 30 TW. Perciò nei prossimi 45 anni dovremmo investire circa 335 miliardi di dollari all’anno. Non mi sembra una tragedia se pensiamo che 15 000 miliardi di dollari sono i soldi spesi nel mondo per gli armamenti in 15 anni (circa 1000 miliardi di dollari all’anno).

MM
Dovrei andare a fondo dei calcoli e onestamente non ho tempo.
Tieni presente che i pannelli oggi hanno una vita media di 20 anni per cui il calcolo che fai tu lo devi ammortizzare su 20 anni ( i pannelli non sono eterni ).
Poi devi tener conto che i calcoli da me proposti parlano di picco di energia, se devi installare dei pannelli solari questi la sera non funzionano a pieno per cui la capacita` installata deve essere maggiore.
Tieni inoltre presente che la rendita dei pannelli e` teorica e che ci sono delle ( grosse ) perdite di carico nello spostare l` energia.
Cosa ancora piu` importante, io ho assunto del tutto arbitrariamente che il costo dei pannelli diventi un decimo con la produzione di massa, probabilmente questo non succedera`.

Per Gaetano Subbacchi:
Per fare un paragone dei costi cito questo articolo:
“Nel Regno Unito ad esempio i costi di costruzione di una centrale nucleare assommano a 1.828 $/kW a cui vanno aggiunti 420 $/kW di interessi passivi durante la costruzione (fonte OCSE-NEA). A titolo di confronto un Ciclo Combinato a gas viaggia ormai intorno ai 500

MM
Ti dico solo che il costo del solare oggi come oggi e` dalle 3 alle 5 volte piu` caro dell` energia elettrica che si trova in rete.

matteo martini 09.08.05 11:16| 
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Per Matteo Martini

“a) visto che abbiamo bisogno di 30 TW di energia = 30000 GW = 30000000 MW = 30000000000 KW = 3 X 10^10 KW = 3 X 10^13 W, e visto che il costo di un pannello solare da 170W costa 780 dollari ( link http://www.affordable-solar.com/solarpanels--by-manufacturer.html ), quanto costerebbe installare pannelli solari per produrre 30 TW?
Soluzione alla domanda a):
Costo totale = 3 X 10^ 13 W / 170 * 785 = circa 15 X 10 ^ 13 dollari.
Assumendo che i costi con la produzione di massa si riducano pure del 90% grazie a economie di scala mettiamo pure si arrivi a 15 X 10 ^ 12 dollari, cioe` 15 000 miliardi di dollari!!”


Grazie per il calcolo, interessante.

Deduco quindi è un problema di soldi, non di spazio. Ma in fondo 500 dollari per kW mi sembra un’offerta generosa. Io ci starei.

Ricapitolando:
Oggi abbiamo bisogno di circa 13 TW. Nel 2050, di circa 30 TW. Perciò nei prossimi 45 anni dovremmo investire circa 335 miliardi di dollari all’anno. Non mi sembra una tragedia se pensiamo che 15 000 miliardi di dollari sono i soldi spesi nel mondo per gli armamenti in 15 anni (circa 1000 miliardi di dollari all’anno).

Per fare un paragone dei costi cito questo articolo:
“Nel Regno Unito ad esempio i costi di costruzione di una centrale nucleare assommano a 1.828 $/kW a cui vanno aggiunti 420 $/kW di interessi passivi durante la costruzione (fonte OCSE-NEA). A titolo di confronto un Ciclo Combinato a gas viaggia ormai intorno ai 500 Euro/kW.” ( http://www.cambiaclima.it/apps/essay.php?id=103 )

Gaetano Subacchi 09.08.05 05:22| 
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Per Gaetano Subacchi:
" Servirebbero circa 30 Tw, non 90.000! (cioè la tremilesima parte)

Per l'Italia, Rubbia dice:"Basterebbe un impianto solare di 50 chilometri per 50 per fornire all'Italia tutta l'energia che utilizza”.

Cioè un decimo della Sicilia. Oppure un centoventesimo dell'Italia. "

Gia` cosi` le cose stanno diversamente da come avevi scritto prima.
Adesso per cortesia ti chiedo di fare i seguenti due conti:
a) visto che abbiamo bisogno di 30 TW di energia = 30000 GW = 30000000 MW = 30000000000 KW = 3 X 10^10 KW = 3 X 10^13 W, e visto che il costo di un pannello solare da 170W costa 780 dollari ( link http://www.affordable-solar.com/solarpanels--by-manufacturer.html ), quanto costerebbe installare pannelli solari per produrre 30 TW?
Soluzione alla domanda a):
Costo totale = 3 X 10^ 13 W / 170 * 785 = circa 15 X 10 ^ 13 dollari.
Assumendo che i costi con la produzione di massa si riducano pure del 90% grazie a economie di scala mettiamo pure si arrivi a 15 X 10 ^ 12 dollari, cioe` 15 000 miliardi di dollari!!

Per concludere, gente ( Grillo compreso ) non sapete quello di cui state parlando!!

matteo martini 07.08.05 01:38| 
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Chiedo scusa,
per Matteo Martini

"Senza tener conto che circa 2/3 della superficie terreste sono coperti da oceani, non vedo l` ora che qualcuno metta pannelli solari sopra terre arabili, nei ghiacciai e sulle spiagge.. "

Servirebbero circa 30 Tw, non 90.000! (cioè la tremilesima parte)

Per l'Italia, Rubbia dice:"Basterebbe un impianto solare di 50 chilometri per 50 per fornire all'Italia tutta l'energia che utilizza”.

Cioè un decimo della Sicilia. Oppure un centoventesimo dell'Italia.

Gaetano Subacchi 06.08.05 05:25| 
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Per Giovanni Mercurio

"Senza tener conto che circa 2/3 della superficie terreste sono coperti da oceani, non vedo l` ora che qualcuno metta pannelli solari sopra terre arabili, nei ghiacciai e sulle spiagge.. "

Servirebbero circa 30 Tw, non 90.000! (cioè la tremilesima parte)

Per l'Italia, Rubbia dice:"Basterebbe un impianto solare di 50 chilometri per 50 per fornire all'Italia tutta l'energia che utilizza”.

Cioè un decimo della Sicilia. Oppure un centoventesimo dell'Italia.

Gaetano Subacchi 06.08.05 00:33| 
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Non cambiera mai nulla...fino a quando nonb si potrà guadagnare di più con le fonti pulite...fino ad allora tutto resterà Possiamo solo combattere perchè questo avvenga il più presto possibile.
Saluti a tutti.

Giovanni Dellaferrera 05.08.05 01:33| 
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L'inziativa GENERATION IV
Ciao a tutti! Volevo, riallacciandomi al tema originale del blog proposto da Beppe, informarvi sull'iniziativa GENERATION IV ( Generazione 4) portata avanti dai seguenti 10 paesi:
USA, Gran Bretagna, Francia,Argentina, Corea del Sud, Sud Africa, Canada,Brasile e Giappone.
Aggiungo che l'Unione Europea nel suo insieme supporta e partecipa al progetto.
In sintesi si tratta del piu' grande progetto a livello mondiale nel campo del nucleare da fissione innovativo che ha lo scopo di realizzare una nuova generazione di reattori nucleari ( la quarta appunto) che soddisfi le esigenze poste dalla società con particolare riferimento ai seguenti punti:
1- Sostenibilità ( soddisfacimento delle esigenze dell'attuale società senza pregiudicare quelle delle società future:vedi il problema delle scorie)
2- Competitività economica
3- Sicurezza ed affidabilità della tecnologia
4- Protezione fisica e resistenza alla proliferazione (ossia protezione contro attacchi terroristici e tecnologia che eviti l'incremento degli arsenali nucleari militari).
Personalmente ritengo che Generation IV sia un progetto che cerca di rispondere ai problemi ( reali) posti da Beppe nell'incipit di questo Blog e dai cittadini giustamente preoccupati.
Si tratta di un progetto molto complesso e articolato ma che, in un ottica di diversificazione delle fonti di approvigionamento energetico, sarebbe doveroso prendere in considerazione. In particolare mi parrebbe ragionevole che anche l'Italia, vista la sua difficile situazione in termini di approvigionamento energetico, partecipasse a Generation IV insieme agli altri 10 paesi. Grazie a tutti per l'attenzione e la pazienza.

Giovanni Mercurio 03.08.05 23:07| 
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Per Gaetano Subacchi:
" Consideriamo ora l’energia solare:
L’energia inviata dal sole è pari a 170.000 (centosettantamila) Tw.
50.000 TW vengono riflessi dagli strati superiori dell’atmosfera.
30.000 TW vengono assorbiti dall’atmosfera.
90.000 TW arrivano alla superficie terrestre.

Di questi 90.000 Tw qualche briciola serve al ciclo dell’acqua (400 Tw), al vento (370 Tw), e alla fotosintesi (80 Tw).

Abbiamo quindi a disposizione una quantità enorme di energia gratuita che aspetta solo di essere sfruttata. "

Senza tener conto che circa 2/3 della superficie terreste sono coperti da oceani, non vedo l` ora che qualcuno metta pannelli solari sopra terre arabili, nei ghiacciai e sulle spiagge..

matteo martini 03.08.05 10:11| 
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Caro Beppe, per quanto riguarda il nucleare, condivido le paure ed i dati, tuttavia in un tuo spettacolo hai affermato che le compagnie assicurative non assicurano le centrali nucleari. Incuriosito da questa cosa ho fatto un po di ricerche; in USA, dove sono sempre più all'avanguardia di noi sud europei (non degli scandinavi però) e dove per quanto se ne dica è l'unico mercato al mondo dell'energia davvero
liberalizzato) TUTTE le centrali nucleari sono OBBLIGATORIAMENTE assicurate
(con un meccanismo complesso regolato dal Price-Anderson act) fino ad una
soglia superiore ai 9 miliardi di dollari (l'una).Superato questo limite in
teoria dovrebbe intervenire lo Stato,ma in pratica nessun incidente in
nessuna centrale *occidentale* ha provocato danni di tale entità.Faccio
presente che oggi una centrale nucleare di grosse dimensioni,1000 MWe ad
es.,non costa più di 1 o 2 miliardi di dollari,per cui costruire ed
eventualmente smantellare dopo un incidente grave (una fusione del
combustibile) un reattore non costa nemmeno un terzo di più di quei 9
miliardi di dollari che dicevo

Voglio inoltre sottolineare che io non sono nè favorevole,nè contrario al
nucleare (non ho mai sostenuto,ad es.,che il nucleare "costa meno" di altre
fonti eneretiche),ma sostengo che bisogna avere in Italia un'approccio serio
e pragmatico verso argomenti così importanti come quello energetico.Molti
dei nostri problemi (basti vedere quello che è successo a Terni o quello
che sta succedendo all'industria pesante a Taranto o in altre zone
d'Italia-peraltro è il mio settore lavorativo)sono causati dalla scelta
fatta una ventina di anni fa,di affidare,in maniera totalmente
irresponsabile,la nostra produzione elettrica pressocchè totalmente agli
idrocarburi (metano e petrolio),cioè le fonti più costose e rischiose dal
punto di vista geo-politico.
Le alternativa sono molto tristi di questa dipendenza sproposita dagli
idrocarburi:sono l'instabilità politica,il terrorismo internazionale e le
migrazioni di massa.Dal punto di vista etico è assolutamernte necessario,a
mio parere,che i paesi maggiormente industriali investano nelle tecnologie
più complesse (comprese quelle delle nuove rinnovabili) e lascino ai paesi
più poveri le loro riserve di idrocarburi (o almeno riservarli per il
settore dei trasporti dove oggi non ci sono alternative su larga
scala),anzicchè letteralmente *rubarli* ad essi con tutte le conseguenze
politiche e sociali che prima ho elencato

Paolo Sassi 02.08.05 13:51| 
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Per Donato Bartoli:
" La rivista ‘Designengineer’ [ www.engineerlive.com ] nel mese di Aprile ha pubblicato uno studio sui motori delle navi che si avvalgono di essi: meno 30% di peso, notevole riduzione di ingombro e dei consumi… e se in un certo tempo riuscissimo a dotarci solo di macchine industriali a superconduttori non sarebbe un’altra aliquota di energia risparmiata? Ora mi domando infine: quanti sono i politici che si informano a fondo riguardo ai problemi energetici? Non sarà che alla fine si fidano solo del tecnico a cui affidano le loro indagini la cui opinione conta in via definitiva più di tanti dibattiti aperti a tutti? "

Mi scuso se e` un po` di tempo che manco dal blog, non avevo molto tempo.
1) se riusciamo ad applicare il lavoro della ricercatrice italiana sara` perche` il mercato lo richiede e non perche` i governi " desiderano " e " incentivano " questa o quella soluzione
2) In queste discussioni chi bisogna ascoltare se non i tecnici?
Sono loro che conoscono i problemi, non certo Luca Frangella ( mi perdoni per l` ironia )

matteo martini 02.08.05 08:11| 
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Vorrei sottoporre un'altra tabellina ricavata da un'intervista a Daniel Nocera (ricercatore del MIT), apparsa sul sole 24 ore del 5 marzo 2005.

Potenza necessaria oggi al genere umano: 12,8 Tw.

Potenza necessaria nel 2050: da 28 a 35 Tw.

Potenza teoricamente ricavabile da tutte le biomasse disponibili: da 7 a 10 Tw.
Costruendo 8000 (ottomila) nuove centrali (una ogni due giorni!): 8 Tw.
Saturando il pianeta di impianti eolici: 2,1 Tw
Costruendo dighe ovunque: 2 Tw.

Sommando il tutto arriviamo a circa 20 Tw, ben lontani dai 28-35 previsti.

Fine della citazione Sole 24 ore.

Consideriamo ora l’energia solare:
L’energia inviata dal sole è pari a 170.000 (centosettantamila) Tw.
50.000 TW vengono riflessi dagli strati superiori dell’atmosfera.
30.000 TW vengono assorbiti dall’atmosfera.
90.000 TW arrivano alla superficie terrestre.

Di questi 90.000 Tw qualche briciola serve al ciclo dell’acqua (400 Tw), al vento (370 Tw), e alla fotosintesi (80 Tw).

Abbiamo quindi a disposizione una quantità enorme di energia gratuita che aspetta solo di essere sfruttata.

Se voi foste gli amministratori di una nazione su quale fonte energetica concentrereste le risorse per la ricerca?

http://www.provincia.torino.it/ambiente-provto/prog_energia/energia/ensol.htm

Gaetano Subacchi 30.07.05 07:40| 
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Salve a tutti, lavoro nella ricerca da una quindicina d'anni, soprattutto nel campo della fusione nucleare controllata e nel campo dei rettori nucleari di nuova generazione. Vorrei dare un mio piccolo contributo al blog con spirito costruttivo.
In effetti mi sembra di poter dire che la ricerca sta cercando di fare degli sforzi notevoli per rendere la tecnologia nucleare più sicura ed economica. Ho avuto diversi ripensamenti durante la mia carriera sull'uso del nucleare ma ora posso dire che, tenendo conto del grave problema dell'effetto serra e della migliorata tecnologia dei reattori a fissione, abbiamo il dovere di considerare il nucleare come un opzione possibile.
Purtroppo la disponibilità di fonti tradizionali è sempre più scarsa e le fonti rinnovabili da sole purtroppo non possono bastare a soddisfare il nostro enorme fabbisogno energetico, per questo motivo il nucleare potrebbe diventare addirittura una scelta obbligata ( vedi Cina e paesi emergenti).
Comunque alla base di tutto dovrebbe cambiare il nostro atteggiamento basato sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse. Concludo dicendo che sono disponibile ad aggiornarvi, almeno per quanto è a mia conoscenza, sullo stato delle ultime ricerche in campo nucleare (scorie, sicurezza del reattore, ciclo del combustibile,non proliferazione). Io sono un ricercatore al servizio del mio paese e della collettività pertanto ritengo che informarvi sia un mio preciso dovere.
Grazie per l'attenzione

Giovanni Mercurio 28.07.05 22:46| 
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Caro Beppe,tu che da anni stai parlando di energie alternative,saprai certamente del carburante sintetico che i tedeschi erano riusciti a produrre durante la seconda guerra mondiale in enormi quantità,con un procedimento che prende il nome dal chimico che l'ha inventato,tale BERGIUS,ora quel brevetto è stato comprato nel 1948 da una delle famose sette sorelle del petrolio,basterebbe che quando il prezzo del petrolio al barile sale si immettesse sul mercato un milione di barili di quello prodotto sinteticamente per calmierare il mercato del petrolio,ma evidentemente non interessa nessuno se gli "arabi "fanno quello che vogliono,forse sono in molti quellli però che se nè aprofittano.marcello

marcello-montagner 28.07.05 18:45| 
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La fusione nucleare controllata è ancora un miraggio! Forse occorreranno 50 o 100 anni prima di poterla rendere disponibile per scopi civili.

domenico zavattolo 26.07.05 22:53| 
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Ho letto che la Cina sta per costruire 40 (QUARANTA !!) centrali atomiche a fissione (ovviamente) per il crescente bisogno di energia.
Pazzesco, proprio quando iniziano le sperimentazioni su modelli 1:1 per la fusione in Francia!
Possibile che la gente giochi ancora con prodotti che hanno tempi di dimezzamento di migliaia d'anni?
Quale Geologo serio potrà mai asserire che una regione è stabile (?), sicura (?), fin tanto che le scorie saranno ancora pericolose?
La geologia è una scienza recente, troppo recente.

Michael Brunetti 25.07.05 09:31| 
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Caro beppe io sono daccordo su tutte le cose che dici ,ma sul nucleare credo che ci sia poca informazione su tutti i fronti,la gente non sa.Il nucleare potrebbe essere una alternativa se la gente che ci governa fosse più saggia e competente,ma questo per il momento è solo un sogno.Però come persona che studia l'idrogeno e forme di enrgia alternative ti posso dire che le cose potrebbero cambiare subito anche domani.Purtroppo nel nostro paese chi la fa da padrone è l'incopetenza e la mediocrità.W l'italia Ciao

messina gian franco 24.07.05 13:42| 
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Io ho trovato un link che mi ha fatto un pò pensare voi cosa ne dite?
http://www.nwo.it/potere_occulto.html

Giorgio Salomone 22.07.05 01:23| 
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Ciao a tutti.
Si parla sempre del nucleare (pro e contro) in termini di sicurezza e smaltimento dei rifiuti. Non ho avuto la pazienza di leggermi tutti i 900 commenti e mi scuso subito se sarò ripetitivo. Però non sento mai porre la questione dal punto di vista delle risorse. Quali sono i combustibili delle centrali? Da quali paesi arriva? E chi ce lo venderebbe?
Mentre mi aspetto che la sicurezza migliori col tempo e che una soluzione possa essere trovata per smaltire i rifiuti, nella mia ignoranza mi domando se per le risorse minerarie sorgeranno prima o poi gli stessi problemi che abbiamo oggi col petrolio: guerre per imposessarsi delle materie prime e nascita di una lobby in grado di uniformare e far lievitare i prezzi.
Abbiamo la caratura morale necessaria a risolvere questo problema nel caso in cui il nucleare diventi l'alternativa?

Fabio Strozzi 20.07.05 23:04| 
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davvero interessante l'articolo sulla fusione fredda.

è un argomento che nei corridoi dei dipartimenti di fisica viene sussurrato quasi con timore.
ricordo tempo fa quando per la prima volta sentì parlare di Preparata. non ne seppi più niente.
i miei studi mi hanno portato altrove.

l'inquadramento del fenomeno nell'ambito della teoria dell'elettrodinamica quantistica mi stimola.

negli ultimi anni la natura quantistica di alcuni fenomeni ha stupito il mondo scientifico: superatomi, superconduttori, superfluidi, entanglement (e dunque "teletrasporto"), laser (sempre "magica" sebbene più "vecchiotta" come tecnologia).

i "miracoli", o meglio, le "magie" sono oramai pane per la scienza. la fisica dei quanti ha aperto nuove prospettive epistemologiche e cognitive alla scienza e dunque alla visione del mondo fenomenico e all'approccio ad esso (anche tecnologico): peccato che gli stessi ambienti accademici non se ne siano accorti: sono rimasti ancorati al determinismo e al meccanicismo della fisica classica...

e poi gli ingegneri...
non voglio screditare un intera categoria, ho anche fratelli e amici ingegneri...
però in genere gli manca la minima cognizione di cosa sia la scienza, delle sue problematiche etc.
in genere sono dei tecnici, non c'è niente da fare..
mi spiace ma la penso così; ho un ottimo rapporto con gli studenti di ingegneria e con gli ingegneri, ma non posso fare a meno di notare questa differenza.

fra l'altro i più obiettivi fra di loro confermano la mia opinione e danno a cesare quel che è di cesare; e anche il ministero dell'istruzione visto che ora gli ingegneri non potranno più insegnare matematica e fisica nei licei...(era ora, ne hanno fatte di rovine!)
fra l'altro nei nuovi programmi universitari di ingegneria è stato diminuita l'importanza di materie come fisica e matematica di base: vedete? non sono io che faccio discriminazioni...

ingegnere: tecnico laureato: è così...
e poi i più cercano di trarre solo profitto dalla tecnologia e spesso hanno "le mani in pasta".
insomma se un ing vi parla di scienza non vi fidate ciecamente... per quanto oggi l'ambiente scientifico è dominato da loro.

e il brutto è che i fisici per non essere da meno cercano di adeguarsi a loro per cui anche noi stiamo diventando dei tecnici.
bleah! sigh! :-(

luca frangella 20.07.05 17:18| 
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Per tutti coloro che credono che non esistono alternative pulite valide al nucleare consiglio vivamente di leggere questa interessante intervista al Prof. E. Del Giudice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano sulla Fusione Fredda!

http://www.progettomeg.it/ffreddadelgiudice.htm

Maurizio Cantone 20.07.05 13:46| 
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giro questa notizia che ho trovato oggi.

PROMOZIONE DELL'USO DEI BIOCARBURANTI NEI TRASPORTI
E' in vigore dal 13 luglio scorso il decreto legislativo 30 maggio 2005,
n. 128 concernente "Attuazione della direttiva 2003/30/CE relativa alla
promozione dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili
nei trasporti". Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del
12 luglio 2005, è finalizzato alla promozione dell'uso di biocarburanti
(carburanti liquidi o gassosi per i trasporti, ricavati dalla biomassa) o
di altri carburanti rinnovabili in sostituzione del diesel o della benzina,
al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali in
materia di riduzione delle emissioni di gas serra e di sicurezza
dell'approvvigionamento di fonti di energia. In base alla direttiva
2003/30/CE tutti i carburanti per i mezzi di trasporto dovranno
contenere una quota minima di combustibili rinnovabili. Il decreto
legislativo fissa i seguenti obiettivi indicativi nazionali, calcolati sulla
base del tenore energetico, di immissione in consumo di
biocarburanti e altri carburanti rinnovabili, espressi come
percentuale del totale del carburante diesel e di benzina nei
trasporti immessi al consumo nel mercato nazionale: 1,0 per cento
entro il 31 dicembre 2005 ; 2,5 per cento entro il 31 dicembre 2010.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/biocarburanti/index.html

M.Paladini 19.07.05 11:05| 
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per Paolo Serra,

sono pienamente d'accordo con te! Tutto questo è tragicamente ridicolo! Ma questa volta ho paura che non sia solo un problema politico, ogni volta che si bloccano queste iniziative ci sono sempre di mezzo vari comitati locali con partecipazione di ambientalisti vari e non. Il problema siamo noi italiani che per anni abbiamo coltivato la cultura del "furbo" a dispetto della cultura del "bene comune" non ce ne frega un c...o dell'energia pulita, basta che qualunque cosa sia stia lontana da casa nostra!
E pensare che dagli ultimi studi condotti dall'universita di stanford (http://news-service.stanford.edu/news/2005/may25/wind-052505.html)che ha realizzato una nuova mappa mondiale del vento, ce ne sarebbe a sufficenza per il fabbisogno di energia elettrica di tutti.

M.Paladini 18.07.05 16:10| 
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Bloccati i progetti degli impianti eolici in Puglia
Legge regionale mette in stand-by quelli presentati dopo il 30 aprile
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13/07/2005 - La giunta regionale della Puglia ha approvato uno schema di disegno di legge che blocca le procedure di valutazione di impatto ambientale e, quindi, le autorizzazioni per l’installazione di impianti per la produzione di energia eolica.

Il blocco, valido per le istanze presentate dopo il 30 aprile 2005, durerà fino al 30 giugno 2006, data entro la quale la regione dovrà approvare il Piano energetico ambientale regionale.

Critiche al provvedimento vengono da molti Comuni dell’Appennino dauno che vedono sfumare gli introiti derivanti dalle royalties pagate dalle aziende produttrici di energia per installare le pale.

Non è molto diversa la situazione in alcune altre regioni: in Sardegna una legge regionale ha bloccato tutti i nuovi progetti di impianti eolici; la Basilicata introdurrà nuovi vincoli mentre in Calabria gli impianti possono essere installati, previ accordi con la Regione e a condizione che siano rispettati l’equilibrio e la sostenibilità ambientale.

Fonte www.edilportale.com

...questo per confermare la tesi che nè la destra nè la sinistra fanno l'interesse del nostro Paese.

Mi sono rotto i c....i, facciamo qualcosa!speriamo almeno nel decreto legge per gli incentivi sul solare...

Paolo Serra 18.07.05 11:44| 
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i pannelli possono essere montati sui tetti delle case e dei palazzi senza dunque creare ulteriore ingombro e senza causare danni alla salute.

il solare a mio parere non andrebbe centralizzato e questo sarebbe uno dei suoi pregi.

ognuno di noi potrebbe usare e vendere l'energia che produce.

luca frangella 18.07.05 03:08| 
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Visto che l'energia solare potrebbe essere una vera alternativa a questo modello energetico mi sono chiesto dove potrebbero essere installati questi pannelli...la soluzione secondo me è quella di istituire piattaforme marine (che rispettino l'ambiente marino) sun cui sono disposti una miriade di pannelli solari...non sono moltom informato sulla resa di un pannello solare ma penso che una piattaforma di qulache migliaio di metri quadrati possa veramente aiutarci a mantenere più pulito il mondo...

antonello tancredi 17.07.05 21:20| 
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sono io che ringrazio lei signor Bartoli.

intervento saggio ineccepibile ed eccellente.

luca frangella 15.07.05 19:08| 
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X MATTEO MARTINI

Caro Martini sono felice di risponderle dal momento che ho trovato la sua replica finalmente idonea ad una sana conversazione e non inquinata da eccessiva aggressività. Faccio per chiarire, se mi è possibile, qualcosa ovvero la filosofia generale del mio discorso. Quello che lei afferma è vero: la potenza generata in Germania tramite le fonti rinnovabili è bassa se confrontata con le altre fonti ‘tradizionali’; a fronte di incentivi ed investimenti promossi con volontà si è arrivati cioè a percentuali di produzione che non superano il 4% in totale (prendo i suoi ufficiali ed indiscutibili dati). A fronte di queste affermazioni credo che il problema che sta alla base sia però una questione di scelte di spesa, utilità, obiettivi. Chiarendo fin da subito che con le fonti rinnovabili non si possono coprire i bisogni energetici dei paesi industrializzati vorrei dire però che arrivare con campagne di investimenti a coprire un 10-15% del fabbisogno di ciascuna nazione darebbe già un risultato in termini di minori emissioni di gas serra. La logica fino ad oggi perseguita dai governi è stata quella di sfruttare il petrolio da portare a casa con qualche guerra mirata o con il controllo dei paesi ‘produttori amici’. Adesso ci sono lo scoglio della produzione di CO2 che cambia lo scenario di fronte a noi e lo spettro della fine della fonte-petrolio nell’arco di qualche decennio (breve termine). Quello che mi interessava di comunicare è che deve cambiare la mentalità di chi ci governa, che dobbiamo cercare di incentivare anzi, di mettere a profitto, tutto ciò che è disponibile in termini ‘alternativi’ (anche il riscaldamento dell’acqua sanitaria) in maniera da ridurre la quantità di fonte energetica ‘tradizionale’ nella ‘speranza’ che si arrivi a migliorare la tecnologia esistente per lo sfruttamento del rinnovabile e facendo le opportune modifiche per consumare meno; se tutti gli utilizzatori utilizzassero lampade a basso consumo infatti la percentuale di risparmio delle medesime sarebbe, per quella tipologia, automaticamente trasferita a livello nazionale. Non si può abbandonare lo sfruttamento delle rinnovabili aprioristicamente solo perché ad oggi sappiamo bene che anche utilizzando tutto il possibile non si arriverebbe mai ad una percentuale sufficiente di energia elettrica per le nostre nazioni e lo dimostro con un esempio: se dalle mie parti non si fosse mai sviluppata la geotermia adesso questa non costituirebbe una congrua percentuale della produzione elettrica della regione Toscana. Cominciamo a fare quel che possiamo fare. Una centrale a pannelli fotovoltaici che produce 1 MW occupa approssimativamente 1 ettaro e costa 6,5 milioni di euro circa: quanta superficie possiamo destinare, quante risorse abbiamo a disposizione, quante possiamo farne (di centrali di questo tipo) per ogni regione? E per il solare? E per l’idroelettrico? Non sono poi affatto d’accordo con lei sui tempi delle scoperte scientifiche per i quali non si può dire niente salvo fare previsioni di carattere aleatorio…il fatto che nei passati 40 anni non si sia trovata una soluzione ad un problema non comporta però che non la si trovi nei prossimi 40 che verranno. Una cosa è certa: CHI FA RICERCA SI PONE NELLA CONDIZIONE DI POTER SCOPRIRE LE COSE, CHI NON LA FA ‘CAMPA DI RENDITA’ SU SCOPERTE VETUSTE E DEVE INFINE ACQUISTARE A CARO PREZZO DAGLI ALTRI. Negli Stati Uniti una ricercatrice italiana (uno dei tanti cervelli ‘fuggiti’ dall’Italia) studia le proprietà dei superconduttori. La rivista ‘Designengineer’ [ www.engineerlive.com ] nel mese di Aprile ha pubblicato uno studio sui motori delle navi che si avvalgono di essi: meno 30% di peso, notevole riduzione di ingombro e dei consumi… e se in un certo tempo riuscissimo a dotarci solo di macchine industriali a superconduttori non sarebbe un’altra aliquota di energia risparmiata? Ora mi domando infine: quanti sono i politici che si informano a fondo riguardo ai problemi energetici? Non sarà che alla fine si fidano solo del tecnico a cui affidano le loro indagini la cui opinione conta in via definitiva più di tanti dibattiti aperti a tutti?

Cordialmente, Donato Bartoli

p.s.1 l’ultima volta non mi ha offeso ed ha letto bene; mi scusi la lentezza nel rispondere ma la telecom ha deciso che la mia linea telefonica non debba più funzionare o giù di lì…

p.s.2 ringrazio comunque Luca Frangella per la solidarietà…


Donato Bartoli 15.07.05 01:48| 
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Caro Sig Sauri Giorgi,
sarei tentato di rispondere ai suoi insulti gratuiti, ma non lo faccio: la esorto, invece a parlare con numeri e cifre, come io faccio di sistema.
Lei richiama l'acido solforico utilizzato nella produzione dell'uranio (processo che non conosco: conosco solo quello di arricchiomento del 238 convertito iln gas esafluoruro di uranio, per aver costruito dei componenti dei 760 stadi di compressione dell'usine di pierallatte ,Francia ) io ho solo costruito gli internals (in inox ASI 316 low carbon)della centrale di Caorso.
Per inciso non ho perso il lavoro per il referendum: sono solo andato a pigliare il doppio di stipendio in quel di Bergamo a dirigere un'azienda che ha lavorato sul superphenix (dopo essere stato nel mirino delle Brigate rosse, ed aver viaggiato per un anno con i lacci emostatici in tasca: i dieci colpi di calibro 9 nelle gambe, a me destinati, sono capitati al collega che mi aveva sostituito, come scrissero i brigatisti nel loro volantino, che conservo!).
Come può immaginare so cosa costa un bidone di AISI 316.
Vedo che lei non sa quanto difficile sia spaccare un blocco di vetro da un m3: lo chieda a chi lavora nel campo specifico.

Vedo che lei poi, mettendosi nei panni di un gruppo di terroristi considera facile portarsi a spasso un "bambino" di quel peso, quale è un contenitore in oggetto.
Nelle officine in cui ho lavorato per 17 anni ho imparato qualcosa di sollevamenti e trasporti (per tre anni ho costruito anche diversi tipi di mezzi di sollevamento: lei parla, evidentemente per esperienza, vero?

Ma poi le aggiungo la considerazione che con un po' più di attenzione poteva farsi da solo: se metto i bidoni a 1000 m di profondità di una miniera abbandonata un terremoto (uno tsunami???, suvvia!!!!, i bidoni galleggiano vero?) che riporti alla luce i bidoni da quelle profondità, su per gallerie non diritte, (sa che bella mescolata di terra!!) chi troverebbe ancora vivo sulla faccia della terra da irragiare?

Certo, lei ha ragione, ho sbagliato, se nella lista ho messo il Brasimone, ma sa dopo trent'anni la mia memoria comincia ad avere buchi: il brasimone non c'entra nella produzione di scorie, di cui si parlava: mi scusi!.

Vedo, per contro che lei non mastica di gestione di centrali nucleari (o di centrali tout-court): la dose di irragiamento ammessa dalle leggi dello stato e dalle specifiche di best practice (dopo trent'anni non saprei esserle preciso in merito), dopo la quale scatta un periodo di riposo e controlli medici continui, è proprio di 50 millirem anno: il sole emette radiazioni gamma e a Rimini o Jesolo in una giornata di sole (lo ripeto, e mi dimostri il contario!) se ne prendono almeno 30-40.
Questa notizia me la davano i miei colleghi che lavoravano a Caorso che per gioco e per prendere in giro il troppo severo limite suddetto, hanno fatto la prova con un dosimetro a pellicola (sostititi ben presto con quelli a "penna" : un piccolo misuratore di radiazioni a lettura istantanea, che non si dovevano rinnovare più come quelli a pellicola)lasciandolo al sole per una giornata!

Vedo poi che lei si intestardisce ad affermare che l'idroelettrico , il solare , il geotermico ecc. ecc, sono alternative valide. La invito a leggersi i numeri della tabella di Grillo (spero che non me la contesti!): stiamo parlando di potenzialità complessiva di ordine di grandezza del 2% di solare e altre rinnovabili e 17% per l'idro, che penso lei sappia non si possa incrementare (anzi sta pericolosamente dimnuendo!).
Parli con numeri alla mano! e scoprirà che purtroppo non ci sono alternative al carbone e petrolio! Sottolineo purtroppo!!
So anche che se volessimo incrementare il nucleare, decidendo oggi, ne riparleremmo tra 15 anni: abbiamo, infatti, smantellato tutte le officine in grado di fare queste grandi costruzioni e, quel che è peggio, abbiamo perso tutto il patrimonio di conoscenze tecnologiche: i nostri governanti andrano a comperare le centrali dai francesi, tedeschi, svizzeri, che le sapevano fare molto peggio di noi (mi creda sulla parola!) e ad un prezzo almeno doppio di quello italiano attualizzato!

Vedo anche che lei ha letto il mio vecchio blog che riportava le migliaia di tonnellate/ora emesse da una centrale a carbone/petrolio e non dice nulla! provi a commentare!. Vedo che si fissa solo sull'acido solforico (per attaccare il sistema nucleare), ma il resto?

Non mi dice nulla delle decine di tonnellate giorno di gesso sacricato bellamente in Adriatico? nulla sulle 596 tonn /ora (per 24 ore al giorno per almeno 360 giorni anno) per gruppo da 660 MW di CO2 (ce ne sono 12 in Italia?)

Quando lei dice che una centrale nucleare deve solo andare a tavoletta, evidentemente non sa che lo stesso succede per le 120 caldaie UP da 320 MW di centrali a carbone/petrolio(io ne ho costruite una ventina), pena un rendimento disastroso.
Ed evidentemente lei sa pochino di reti di distribuzione (anche io, sa, non ne so molto!, ma vivendo nell'ambiente queste informazioni le giuro che sono veritiere, se poi vuole le faccio parlare direttamente con due ex direttori di zona ENEL, che ne sanno moltissimo) un certo numero di centrali è bene che vada a tavoletta e si moduli il fabbisogno con altre della rete/anello/zona!

Concludendo, non usi male parole, vedo che la supponenza di cui lei mi taccia, non le manca! Veda di sostituire i sarcasmi con i numeri: così possiamo confrontarci.

Se no, le auguro ogni bene: ricordo una strofa di una poesiola di un grande poeta inglese "go, go ,little fly, the world is wide enough to hold both you and I)
cordiali saluti
Paolo Ruffatti

Paolo Ruffatti 15.07.05 01:22| 
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Il Governo riparte alla carica con il nucleare? E' normale !!! Deve farci preoccupare per qualcosa, no? E così nel 2003 black out in Italia... quest'anno s'era paventato un nuovo black out. Produciamo poca energia e la dobbiamo acquistare dall'estero... ma il vero motivo è che non sanno più quali "Grandi Opere" realizzare. E di conseguenza la costruzione di un paio (anche 3) centrali nucleari, rilancerebbe l'occupazione, gli investimenti (di chi non si sa), e bla bla bla... La verità vera è che non sanno più dove andare a trovare il rilancio economico del nostro Paese. Ma il nucleare, per quanto dicano che sia ormai diventato "sicuro", non rilancerà proprio un bel niente. Addiooooo!

Giovanni Rosati 14.07.05 10:29| 
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non è del tutto esatto affermare che attualmente montare pannelli fotovoltaici costi uno sproposito. il prezzo è quello di una utilitaria. i vantaggi in 30 anni (tanto durano i pannelli) superano di gran lunga i costi iniziali e saranno maggiori se sarà possibile vendere l'energia prodotta in eccesso. al momento è possibile solo addebitarla all'enel ed è già un gran guadagno.
ogni tanto spuntano delle finanziarie che tagliano del 70% i costi dei pannelli e dell'installazione.

inoltre costituiscono un investimeno per i vostri figli e sui valori di rispetto dell'ambiente e di condivisione sociale ed ecomonica. l'energia solare non è centralizzabile e monopolizzabile. la luce del sole è di tutti.

allora invece di acquistare un automobile fiammante di grossa cilindrata, acquistate un utilitaria per svolgere il vostro lavoro e montate i pannelli fotovoltaici sulla vostra casa.

luca frangella 14.07.05 03:34| 
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è appunto l'errore umano che preoccupa. è il primo fattore da tenere in considerazione.

il nucleare si è sviluppato grazie all'interesse bellico.

il solare non si sviluppa perchè non interessa ai signori della guerra e per di più viene messo in sordina da petrolieri e nuclearisti.

questo è il mondo in cui viviamo.

di conseguenza no al nucleare e si al solare ( e alle altre fonti alternative).

voglio vivere da uomo non da caporale.
alle future generazioni voglio lasciare un buon esempio e se possibile un mondo migliore.

cambiamo strada invertiamo rotta: invochiamo a gran voce le fonti alternative e consumiamo di meno.

luca frangella 14.07.05 03:29| 
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Ben detto Daniele Brunetti! In particolare vorrei porre l'accento sui nuovi (riprogettati) reattori di seconda generazione da te citati. Si tratta di reattori nei quali al posto dell'acqua o del sodio liquido(usato nei reattori autofertilizzanti come il Superphoenix) viene utilizzata una lega liquida di metalli pesanti (piombo e bismuto). La sicurezza intrinseca di questi reattori è notevole: la lega metallica liquida assorbe in maniera estremamente efficiente i neutroni veloci e i raggi gamma; nel caso di fusione del nocciolo il rischio di fuoriuscite è minimo in quanto lo stesso non è pressurizzato e, cosa fondamentale, cessata la fissione, il metallo liquido, raffreddandosi, solidificherebbe attorno al nocciolo isolandolo dall'ambiente esterno. Infine questo tipo di centrali è in grado di bruciare il 98% delle scorie a lungo tempo di decadimento convertendole in scorie il cui tempo di decadimento è dell'ordine di mesi (al limite qualche anno).
Occorre andare avanti con la ricerca: solo così si può pensare di costruire una tecnologia che trasformi l'insicurezza del passato e del presente in tranquillità nel futuro.
Il referendum italiano è stato un errore!

domenico zavattolo 13.07.05 19:35| 
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sono convinto che sia inevitabile il ritorno al nucleare: innanzi tutto bisogna dire che per quanto riguarda l'incidente di Chernobyl le cause sono da attribuire a errori umani (erano stati disattivati per un test i sistemi di emergenza che avrebbero dovuto spegnere il reattore in caso di anomalie), e soprattutto al fatto che si trattava di un reattore tipo RBMK-1000, moderato a grafite raffreddato ad acqua leggera, un tipo di reattore che risulta essere altamente instabile alle basse potenze, ma che in occidente è assolutamente vietato costruire. Quindi incidenti simil Chernobyl non possono avvenire. Anche in Three Mile Island l'errore fu umano, ma l'edificio di contenimento (assente a Chernobyl) ha evitato il disperdersi nell'ambiente di ingenti quantità di sostanze radioattive.
Ora inoltre sono in fase di studio reattori raffreddati con una lega liquida di piombo-bismuto (già però utilizzati dai sovietici negli anni '60), i quali hanno una elevata sicurezza intrinseca, grazie alle basse pressioni di funzionamento e anche al fatto che il liquido refrigerante è già una buona schermatura contro le radiazioni. Opera ad alte temperature il che permette la produzione industriale di idrogeno. Poi naturalmente vengono tuttora perfezionati i PWR e i BWR con misure di sicurezza ancora più efficaci. Per il futuro penso si debba optare per una combinazione del tipo reattori nucleari a fissione e reattori nucleari a fusione: i primi producono elettricità e idrogeno per i secondi i quali fondendo idrogeno in elio liberano energia che poi verrà utilizzata nelle industrie o nelle città.

daniele brunetti 13.07.05 15:46| 
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Per quanto riguarda il pericolo di uso di scorie a fini terroristici io sono convinto che non valga la pena sfidare misure di sicurezza dei siti di stoccaggio quando ad un terrorista basta entrare nottetempo in uno studio dentistico o in un ospedale e prendere il contenitore di materiale radioattivo in una macchina per raggi X, attaccarci una bomba a mano ed il gioco è fatto, una bella bomba sporca per rendere inagibile qualche sito sensibile. Dopo il poco (relativamente) risalto dato agli attentati di Londra l'attacco radiologico è secondo me molto probabile.
Non credo pero' che l'industria nucleare abbia grandi ricadute in campo bellico a meno che i reattori non siano progettati specificamente per l'uso militare (Chernobyl serviva a produrre plutonio da bomba). Il plutonio che esce dalle centrali occidentali non e' adatto ad essere utilizzato in una bomba e l'uranio impoverito, in se' molto poco radiattivo, sara'indispensabile per la produzione di energia in reattori autofertilizzanti.

Gliulio Bettanini 13.07.05 14:23| 
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Caro Beppe,
per cercare di delocalizzare la produzione di energia elettrica, e ridurre la nostra dipendenza dalle grosse centrale, sarebbe bello avere uno sportello informativo (anche un sito internet... non per forza un presidio fisico) su dove e come muoversi per montare, ad esempio, un paio di pannelli solari sui propri tetti, o sui propri balconi, se proprio.

Ho dato un'occhiata in giro su internet... ma purtroppo questi pannelli pare che costino un occhio della testa, uno sproposito.
Ho a disposizione alcune decine di mq di tetto, ma non ho avuto modo di reperire informazioni utili su eventuali montatori e incentivi. Ormai ho desistito. Quando affronto l'argomento mi guardano come se fossi matto e la risposta è sempre la solita "non so se le conviene"...

Sai mica se c'è qualche produttore cinese di pannelli solari? magari i loro costano meno... ho sentito che si stanno per buttare in questo settore per ridurre la loro dipendenza dal petrolio.

grazie,
Mario

Mario Sirna 13.07.05 14:21| 
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ho detto dieci volte ma forse dovevo dire 100..
dimenticavo i fondi bellici del nucleare...
grazie al signor Giorgi ora la stima mi sembra più realistica...

:-)

luca frangella 12.07.05 23:36| 
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le volevo anche ricordare che è la ricerca sulle fonti alternative va incentivata; è chiaro che al momento attuale queste non costituiscono una soluzione immediata.
ovvio con investimenti, passati e presenti, almeno dieci volte inferiori a quelli per il nucleare...

luca frangella 12.07.05 23:32| 
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Egr. Sig. Paolo Ruffatti,
da quello che scrive sembra che non sia mai stato in una centrale nucleare e che le sue opinioni in merito siano dettate più dal preconcetto che da altro. Lei è forse un ingegnere? Lavora alla Ansaldo? E' rimasto senza lavoro per colpa del referendum?

Qualora non lo sapesse la informo che il PEC del Brasimone, genialmente costruito in zona ad alto rischio sismico, non ha mai funzionato e nel wessel non c'è mai stato combustibile di alcun genere, nemmeno gasolio; doveva essere un reattore veloce raffreddato a sodio liquido, tipo il super phoenix francese. Nessuno smantellamento è previsto per quell'impianto mai completato (forse nella segreta speranza che un giorno si possa attivare). Se non ci crede può recarsi sul posto e accedere al sito con visita guidata.

Quanto da lei affermato sui rifiuti a bassa radiattività invece è preoccupante. Gli impiegati non usano sempre le tute monouso? E gli esterni dei subappalti nemmeno? Neanche quelli di servizio al reattore o quelli delle pulizie? Gli stracci vengono rigorosamente conservati? L'acqua delle docce non è filtrata e i residui stoccati? La polvere scopata la buttano alla normale raccolta urbana? E i filtri dei condizionatori dove li mettono? I dosimetri durano un anno? Ma da quando? Un giorno di sole al mare è peggio di un anno in una centrale nucleare? Uno scenario che fa tremare le ginocchia quello che lei dipinge. Nei luoghi più pericolosi del pianeta si lavora senza alcuna cautela! Mi ricorda quegli stupidi tecnici giapponesi che trasportando liquido altamente contaminato in un secchiello da spiaggia, provocarono il più grave incidente nucleare nella storia del Giappone.

Lo stoccaggio delle scorie un problema politico? Questa, mi scusi, è una bestemmia in chiesa. Chi è in grado di rompere un cubo di vetro?
Il tempo, un terremoto, l'erosione, un'eruzione vulcanica, uno tsunami, un meteorite e tutte le forze incontrollate e incontrollabili della natura. Anche una molto meno naturale banda di terroristi decisi a tutto, perchè no? Le ricordo che stiamo parlando di materiali che mantengono la loro radioattività per secoli e alcuni per millenni. Tra 10000 anni i nostri pronipoti si ricorderanno del pericolo? Solo un egoismo scraniato e irresponsabile può fregarsene così delle generazioni future.
Lei la vorrebbe una discarica nucleare sotto casa? Dalla sicumera che sfoggia direi proprio di si. Si accomodi prego, si sieda su un bel bidone inox pieno! Ma lo sa lei quanto costa un bidone inox AISI 316? Lo sa quanto costa una discarica nucleare?
No, evidente che non lo sa, altrimenti saprebbe anche che l'elettronucleare costa quasi il doppio del termoelettrico e 10 volte l'idroelettrico. E non mi si venga a dire che l'Italia compre il nucleare all'estero e allora bla bla bla. La Francia e la Svizzera ci vendono energia elettrica sotto costo perchè non sanno dove metterla visto che il nucleare non si può spengere e riaccendere al bisogno come fosse un frullatore girmi.

In ultimo un invito al rispetto dell'altrui intelligenza. Secondo lei l'unica alternativa al nucleare sarebbero le centrali termoelettriche? O nucleare o inquinamento atmosferico? E tutti noi del blog, Beppe compreso, siamo dei fessi che discutono di aria fritta? I gas di scarico di una centrale termica vengono abbattuti dalle intemperie in tempi relativamente brevi e quindi il giorno che l'ultima ct sarà spenta, il pianeta potrà riprendersi, non come il suo plutonio che sopravviverà alla razza che l'ha generato.

Un'ultima domanda: l'acido solforico (H2SO4 se no non capisce) altamente radioattivo che avanza dal processo di arricchimento dell'uranio dove lo mettiamo? Si perchè quando si parla di nucleare non si parla solo di centrali ma di industria nucleare. L'uranio deve essere estratto, trasportato, arricchito, trasportato a destinazione o mi sbaglio. L'unico problema brillantemente risolto è quello dell'uranio esausto: lo metteremo nei proiettili d'artiglieria da sganciare nel culo a qualche ignaro beduino.

Prima di criticare gratuitamente si accerti di essere completamente edotto sull'argomento e non mosso da interessi personali o politici. Altrimenti l'unico risultato che ottiene è il mancar di rispetto all'interlocutore che le assicuro, è intelligente almeno quanto lei.

L'unico scopo dell'industria nucleare è quello bellico.

Sauro Giorgi 12.07.05 23:27| 
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a meno che intorno e dietro al nucleare non ci sia un business tutt'altro che disinteressato...

il nucleare e i valori di cui parlo cozzano come l'acqua e il fuoco....

ma ho apprezzato il suo intervento.
e la mia è solo un opinione come la sua.

a proposito: lo sapevate che le ricerche sulla fissione nucleare nacquero nella germania nazista?

luca frangella 12.07.05 23:26| 
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Completamente daccordo con te Luca..scelti i valori si seguono le strade migliori per raggiungerli.

E, seppur amante della natura e dell'ambiente, non credo che le fonti alternative (per ora) siano la risposta.

La ricerca di nuove strade o il miglioramento di quelle vecchie (che ci sono state) la lascio a chi e' piu' competente di me.

Quello che non vorrei e'che le vecchie strade (vedi nucleare) vengano abbandonate solo perche'nel passato sono stati commessi degli errori.

Non sono un sostenitore del nucleare, ma sono convinto che bisogna ammettere che passi in avanti sono stati fatti, sia in materia di efficienza, che di sicurezza, che di gestione delle scorie (che ricordo quelle a media-bassa radiazione servono in campi come la medicina).

Se poi ci sono delle nuove tecnologie, che perseguono meglio i nostri valori, che vengono nascoste per proteggere interessi allora dobbiamo veramente incazzarci...

Ma dobbiamo incazzarci contro tiene nascoste le tecnologie, non con il nucleare (o chi per lui).

Giuseppe Ricchi 12.07.05 18:12| 
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