Cerca il meetup della tua città
Iscriviti al M5S
Partecipa alla scrittura delle leggi del M5S

Balle nucleari

  • 1086


nucleare.jpg

Dai dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell'Energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al'8.5%. Come risulta dalla tabella aumenterà la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica.

Ciònonostante aumentano le pressioni del mondo politico ed economico per un ritorno all'energia nucleare.

I sostenitori del nucleare affermano che questo tipo di energia sia sicuro, meno inquinante ed economico.

Non è vero.

Non è sicura.
Esiste una lunga casistica di incidenti nel mondo (come Detroit, Three Mile Island, Chernobyl, il Superphenix in Francia) che hanno causato disastri ambientali, con centinaia di migliaia di persone esposte alle radiazioni che ne hanno provocato la morte o danni genetici irreversibili.
Se le centrali nucleari sono così sicure per quale motivo non esistono Compagnie Assicurative disposte a stipulare una RC (Responsabilità Civile) per assicurarle?

Non è pulita.
I sostenitori affermano che le centrali nucleari non inquinano perchè non immettono anidride carbonica nell'atmosfera.
Vero.
Ma non si preoccupano di dire che il funzionamento di una centrale e il trattamento e la sepoltura delle scorie radioattive, determinano dei danni all'ambiente molto più gravi e duraturi.

Non è economica.
Non è vero che il costo aziendale dell'elettricità ottenuta con il nucleare sia inferiore a quello dell'elettricità ottenuta da altre fonti. Bisogna infatti includere anche i costi di smantellamento delle centrali nucleari alla fine della loro vita utile e i costi di stoccaggio, nel lungo periodo, del combustibile nucleare e delle scorie radioattive.

Ha ragione il Professor Giorgio Nebbia quando sottolinea la necessità di domandarci se valga la pena di proseguire questa corsa alla produzione di merci ed energia senza chiederci che cosa produciamo, che cosa acquistiamo, cosa accade all'interno delle fabbriche e delle centrali e a cosa servano le merci prodotte.

Un controllo pubblico sugli atti dei Governanti e degli imprenditori ridurrebbe le morti e i danni per gli uomini e costituirebbe un formidabile stimolo per l'innovazione, la ricerca scientifica e per la realizzazione di prodotti in grado di soddisfare i veri bisogni umani che comprendono la sicurezza, il diritto alla vita e la dignità.

27 Giu 2005, 16:53 | Scrivi | Commenti (1086) | listen_it_it.gifAscolta
Invia il tuo video | Invia ad un amico | Stampa

  • 1086


Commenti

 

Beppe aderisci anche tu alla trasformazione in legge del conto energia....magari anche da noi "scoppierà" la moda del solare

comprare mi piace facebook Commentatore certificato 28.09.15 15:45| 
 |
Rispondi al commento

La logica ci dice che è sbagliato. Abbiamo la consapevolezza che è inevitabile che se giochiamo con il fuoco, ci bruciamo...se facciamo il bagno nel mare in tempesta, affoghiamo...se viaggiamo a 200 all'ora in auto, ci sfracelliamo... Ma se neanche la logica ci basta, gurdiamo indietro alla storia, che non è poi così lontana. A loro si, e a noi no? No, gli altri SIAMO NOI. Possiamo fermarli se vogliamo. Insieme possiamo, prima che sia troppo tardi

nadia marangon 31.01.10 21:25| 
 |
Rispondi al commento

Per favore qualcuno mi aiuti!!
ho bisogno di sapere dei dati UFFICIALI su quanto scritto nella frase di "copertina" che risponde alle argomentazioni sul nucleare!!

Vi prego è per me davvero importante!così saprò come rispondere a tono e con i numeri a chi vuole riportare un'abominio (o meglio un DELIRIO) simile in Italia...

Se qualcuno mi risponderà gliene sarò davvero grato!!! GRAZIE!!!
la mia mail personale è blackaxe83@libero.it

DAVVERO GRAZIE!!!

Carlo Bessone 03.05.09 14:12| 
 |
Rispondi al commento

Visto che il nostro paese è tutto a rischio sismico, che succede alle centrali nucleari colpite da terremoto?
E non mi venite a dire che i terremoti sono prevedibili!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

cristina corti 06.04.09 18:54| 
 |
Rispondi al commento

Ho trovato un'articolo molto interessante sul nucleare, è di un Professore di Fisica di Firenze, è il più chiaro che abbia trovato anche perchè indica tutte le referenze a cui si rifà:

http://www.carta.org/archivio/autori/1127

Giudicate voi!!
Ciao

Massimo Taronna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 10.06.08 16:48| 
 |
Rispondi al commento

(3) segue dal sottostante punto (2)
Possiamo permetterci il lusso di snobbare il petrolio, rivolgendoci ad una fonte energetica alternativa che ha dato origine al nome Lucania: terra della luce del sole nascente (da qui le ore ante-lucane), che deriva da una radice indo-europea luc o dal nome di un antico popolo proveniente dall’Anatolia-Turchia, i Liky. Una luce adamantina che, oltre alla grande capacità di assorbire e condurre il calore, ha in comune con il diamante la limpidezza e ancor più il candore, trasmettendo una luminosità speciale, capace di far brillare della natura anche il più sottile filo d’erba. Ciò che gli antichi avevano scoperto empiricamente viene, oggi, confermato dagli scienziati (non quelli prezzolati). Secondo i dati UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) la Lucania, assieme alla Turchia (a volte ritornano e tutto torna), è una delle zone che ha la più grande quantità di irraggiamento solare del bacino del Mediterraneo. Una vera pacchia per gli impianti fotovoltaici e solari termici (quest’ultimi si possono facilmente autocostruire). Interessante è il rapporto: 1 mq di pannello solare = 1 barile di petrolio. Se in occasione della volontà manifestata, illo tempore, dal Governo di costruire qui in Basilicata il deposito nazionale delle scorie radioattive protestai: “Anche le formiche nel loro piccolo si ... Scanzano”, ora suggerirei di seguire l’esempio de “i ribelli dell’energia”, gli abitanti di Schönau, un piccolo centro della Foresta Nera - Germania i quali, dopo Chernobyl, acquistarono la rete elettrica locale e cominciarono a produrre energia per proprio conto (pur avendo una quantità di irraggiamento solare di gran lunga inferiore alla nostra), sganciandosi dalle centrali atomiche per dimostrare che era possibile rinunciare al nucleare. Per ulteriori informazioni visitate il sito: www.tecnosolarpz.it
Antonio Adobbato, poeta e novelliere lucano

Antonio A. Commentatore certificato 04.04.08 12:53| 
 |
Rispondi al commento

(2) segue dal sottostante punto (1)
Prima che quest’ultimo tornerà a sedimentarsi, liberando l’acqua dalle impurità, ci vorranno tempi biblici. Maledette sanguisughe! Che voi possiate annegare nel petrolio che “succhiate”, così come chi affoga nel proprio sangue. Estrarre, oltreché innaturale, è immorale. Continuando di questo passo andremo allegramente sull’orlo del baratro per precipitarvi dentro. Ma una soluzione c’è. Se solo noi tutti iniziassimo una volta per tutte ad avere la consapevolezza che il futuro dobbiamo tenercelo ben stretto nelle nostre mani e non affidarlo in quelle incoscienti dei politici che, già prima di essere eletti, sono stati “sequestrati” dalle lobby (sostenute da scienziati prezzolati) di cui innanzi, solo allora potremmo dirci ospiti degni del suolo che calpestiamo. Procederemo, altrimenti, sempre come quel bambino che inizia a muovere i primi passi e le cui gambe vanno nella direzione opposta all’obiettivo che vuole raggiungere, perché non sono ancora ben coordinate con gli occhi. Saremo degli eterni schizofrenici. Infatti la logica comune suggerisce talune soluzioni ai problemi. La “politica” delle altre è in tutt’altra direzione. Dobbiamo trasformarci da consumatori a datori di lavoro. Protagonisti delle nostre scelte. E’ giunto il momento di usare l’intelligenza. Del suo buon uso, prima o poi, ci verrà chiesto conto. Ricordate la parabola evangelica dei talenti? No! Non sto delirando libertà contro il servile buon senso da più parti, pappagallescamente, invocato. Occorre avere il coraggio di rivedere l’attuale modello di vita, senza poi troppi sconvolgimenti. E come? Noi lucani siamo favoriti dalla natura (una volta tanto), ma dobbiamo spostare l’attenzione dal sottosuolo al cielo. (continua)

Antonio A. Commentatore certificato 04.04.08 12:50| 
 |
Rispondi al commento

(1)OUTLET LUCANIA O TERRA DELLA LUCE DEL SOLE NASCENTE?
Prima in Basilicata, già Lucania, c’era, a causa della povertà di questa terra, l’emigrazione delle braccia al ritmo di un noto adagio che recitava: “Se sei brutto ti tirano le pietre”. Ora, a causa dell’attuale “ricchezza” (Petrolio, Fiat, Fondi UE – per quest’ultimi si può affermare, senza tema di smentita, che non è vero che la Basilicata è l’unica regione a sfruttarli tutti se si considera che alcuni di questi, ad esempio, sono scomparsi con un colpo di bacchetta magica dopo che è stata pronunciata la famosa formula, qui riveduta e corretta: “Bibbidi-Bibbibo-Bubbico” per finanziare un’impresa di bachi da seta mai apparsi in terra lucana) c’è l’emigrazione dei cervelli al ritmo incalzante dello stesso adagio che rincarava la dose con: “Se sei bello ti tirano le pietre”. Se nel primo caso le pietre erano “meritate”, nel secondo la colpa va cercata in colui che le scaglia. Ad ogni modo la verità, che nasce da questo paradosso, è che noi lucani, comprese le future generazioni, siamo stati venduti ai poteri occulti (lobby, massoneria, servizi deviati dello Stato, malavita organizzata, ecc.) al prezzo di una scodella di lenticchie. Questa terra è diventata crocevia di traffici illeciti: sparizione di rifiuti altamente tossici e di esseri umani, nonché di delitti inspiegati che hanno addentellati sparsi per il mondo (l’inchiesta di Ilaria Alpi in Somalia ne è un esempio emblematico). Il Parco Nazionale della Val d’Agri è solo il fumo gettato negli occhi dei lucani. Dopo il danno, la beffa. Su questo suolo sorge il più grosso giacimento petrolifero d’Europa. La crosta terrestre di questa valle sta crepando (lesionandosi oggi e … chissà! Sprofondando domani) sotto i colpi inferti dalle trivelle e a causa dello svuotamento da estrazione. Per via di quest’ultimo le falde acquifere soprastanti i giacimenti si stanno abbassando, con la conseguente sparizione delle sorgenti, e mescolandosi con il petrolio.
(continua)

Antonio A. Commentatore certificato 04.04.08 12:47| 
 |
Rispondi al commento

(2) segue dal punto (1)

Antonio A. Commentatore certificato 04.04.08 12:21| 
 |
Rispondi al commento

ciao bebbe una domanda
ma la cosidetta fusione fredda che fine a fatto? è stata ocultata da i signori del petrolio dicendo che era una bufala?

cristiano a. Commentatore certificato 17.10.07 16:28| 
 |
Rispondi al commento

Secondo me, caro beppe, la catena degli incidenti di Cernobyl ecc... sono stati dalla noncuranza del reattore: questo però sottointende che basta un'attimo di distrazione per generare una catastrofe. Ma a dire la verità, dobbiamo aspettare che qualcuno inventi un metodo per smaltire una volta per tutte le scorie radioattive dopo l'uso in centrale, in modo tale da salvaguardare l'ambiente.

Giuseppe Criscione 19.08.07 10:27| 
 |
Rispondi al commento

Vorrei segnalare alcuni link sull'Energy Amplifier un progetto sviluppato da Rubbia e dal suo team al CERN.

http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_amplifier

http://preprints.cern.ch/cgi-bin/setlink?base=preprint&categ=.&id=CERN-LHC-96-001

http://www.inesap.org/bulletin17/bul17art25.htm

Paris Pennesi 25.03.07 22:15| 
 |
Rispondi al commento

Ciao Beppe, aspetto con impazienza il tuo spettacolo a Roma ed intanto mi tengo allenato con il DVD. Volevo dirti che un fisico ricercatore, impegnato in importanti esperimenti circa sulla materia e con il quale ho sporadici rapporti di lavoro, alla mia domanda sul futuro della "fusione (non fissione) nucleare" mi ha risposto che questa sarebbe possibile se ci fosse un serio impegno politico a livello europeo. Visto che non se ne sente minimamente parlare devo dedurre che di volontà non c'è nè neanche l'ombra. Tu cosa ne sai?

vittorio d. Commentatore certificato 08.03.07 21:43| 
 |
Rispondi al commento

per tutti quelli che parlano continuamente della necessità di investire nel nucleare e che dicono che le fonti alternative non sono sufficenti, vorrei far notare che esiste un nucleare non inquinante. Già la tanto vituperata fusione fredda funziona perfettamente. invio a tale proposito il link da dove si può scaricare un breve filmato di una nuova cella in funzione.

Video del nuovo sistema al Plasma Elettrolitico (Cirillo-Germano-Iorio-Tontodonato) realizzato in PROMETE S.r.l. - 6,5Mb - file .wmv

//xoomer.alice.it/progettomeg/download-cella.htm

Saluti Angdrak

Angelo Mangiaracna 22.02.07 10:12| 
 |
Rispondi al commento

per tutti quelli che parlano continuamente della necessità di investire nel nucleare e che dicono che le fonti alternative non sono sufficenti, vorrei far notare che esiste un nucleare non inquinante. Già la tanto vituperata fusione fredda funziona perfettamente. invio a tale proposito il link da dove si può scaricare un breve filmato di una nuova cella in funzione.

Video del nuovo sistema al Plasma Elettrolitico (Cirillo-Germano-Iorio-Tontodonato) realizzato in PROMETE S.r.l. - 6,5Mb - file .wmv

http://xoomer.alice.it/progettomeg/download-cella.htm

Saluti Angdrak

Angelo Mangiaracina 22.02.07 10:08| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 2)
 |
Rispondi al commento

per tutti quelli che parlano continuamente della necessità di investire nel nucleare e che dicono che le fonti alternative non sono sufficenti, vorrei far notare che esiste un nucleare non inquinante. Già la tanto vituperata fusione fredda funziona perfettamente. invio a tale proposito il link da dove si può scaricare un breve filmato di una nuova cella in funzione.

Video del nuovo sistema al Plasma Elettrolitico (Cirillo-Germano-Iorio-Tontodonato) realizzato in PROMETE S.r.l. - 6,5Mb - file .wmv

http://xoomer.alice.it/progettomeg/download-cella.htm

Saluti Angdrak

angdrak angdrak 22.02.07 10:05| 
 
  • Currently 3.4/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 5)
 |
Rispondi al commento

La radioattività è un fenomeno naturale, con la quale conviviamo anche se i “verdi” non ce lo dicono. Noi stessi, come persone, siamo radioattivi, perché il nostro corpo contiene una componente di radioisotopi che ci rende tali. Sembra assurdo, ma quanti partecipano ad una manifestazione contro una struttura energetica nucleare scambiano tra loro, proprio a causa dell’assembramento, dosi di radiazione superiori a quelle che assorbirebbero passando il resto della loro vita appesi, come un quadro, alle pareti della struttura che contestano.

Ad esempio, la radioattività media in Piazza San Pietro, selciata con cubetti di porfido che contengono un elemento radioattivo, è di 7,50 mSv annui, una volta e mezza i 5 mSv della zona rossa di Chernobyl. La stazione ferroviaria di New York, lastricata con granito uranifero quando ancora non si conosceva la radioattività, supera i 10 mSv annui, che sono il doppio di quelli della zona pericolosa di Chernobyl. Le Catacombe di Priscilla, tra le più belle di Roma, hanno un fondo di 48 mSv annui; gli antichi cristiani che le frequentavano ebbero a soffrire per ragioni diverse dalla così “elevata” radioattività, alla quale ancora oggi si espongono normali turisti laddove valori simili riscontrati in qualsivoglia installazione nucleare porterebbero alla chiusura ed alla bonifica del sito. Se qualcuno facesse una “pernacchia” nelle Catacombe di Priscilla e poi venissero i “verdi” a misurare la radioattività dell’obiettivo, ne concluderebbero che è stato fatto oggetto di “pernacchiamento nucleare”, con sonorità proibite.
Raccontava un ufficiale britannico di marina che nel periodo in cui prestava servizio a bordo di un sommergibile a propulsione nucleare non poteva recarsi nei fine settimana nella sua casa di campagna, perché il fondo naturale dovuto alle emissioni di radon lo contaminava ad un livello tale da fare scattare tutti i sistemi d’allarme di bordo, con il rischio di venire radiato dall’incarico per il superamento dei valori

Gabriele Campurra 13.11.06 11:52| 
 
  • Currently 3.4/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 5)
 |
Rispondi al commento

La radioattività è un fenomeno naturale, con la quale conviviamo anche se i “verdi” non ce lo dicono. Noi stessi, come persone, siamo radioattivi, perché il nostro corpo contiene una componente di radioisotopi che ci rende tali. Sembra assurdo, ma quanti partecipano ad una manifestazione contro una struttura energetica nucleare scambiano tra loro, proprio a causa dell’assembramento, dosi di radiazione superiori a quelle che assorbirebbero passando il resto della loro vita appesi, come un quadro, alle pareti della struttura che contestano.

Ad esempio, la radioattività media in Piazza San Pietro, selciata con cubetti di porfido che contengono un elemento radioattivo, è di 750 millirem annui, una volta e mezza i 500 millirem della zona rossa di Chernobyl. La stazione ferroviaria di New York, lastricata con granito uranifero quando ancora non si conosceva la radioattività, supera i 1000 millirem annui, che sono il doppio di quelli della zona pericolosa di Chernobyl. Le Catacombe di Priscilla, tra l’altro relativamente poco distanti dalla mia abitazione, hanno un fondo di 4.800 millirem annui; gli antichi cristiani che le frequentavano ebbero a soffrire per ragioni diverse dalla così “elevata” radioattività, alla quale ancora oggi si espongono normali turisti laddove valori simili riscontrati in qualsivoglia installazione nucleare porterebbero alla chiusura ed alla bonifica del sito. Mi raccontava un ufficiale britannico di marina che nel periodo in cui prestava servizio a bordo di un sommergibile a propulsione nucleare non poteva recarsi nei fine settimana nella sua casa di campagna, perché il fondo naturale dovuto alle emissioni di radon lo contaminava ad un livello tale da fare scattare tutti i sistemi d’allarme di bordo, con il rischio di venire radiato dall’incarico a causa del superamento dei valori massimi consentiti al personale addetto.

Gabriele Campurra 13.11.06 11:41| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento

Durante l'esplosione del nocciolo morirono due lavoratori della centrale travolti dei detriti. Tra le circa 1000 persone che si trovavano nella centrale durante il disastro e i pompieri che intervennero per spegnere l'incendio 134 contrassero la sindrome da intossicazione radioattiva acuta avendo ricevuto dosi di radiazioni comprese tra i 2 e i 20 gray. Di queste 28 morirono nel 1986 e 19 nei vent'anni successivi. In totale un rapporto della FAO poi confermato dal Chernobyl Forum stima che vi siano state 58 vittime del disastro dal 1986 al 2006.
È stato riscontrato che molti individui hanno sviluppato tumori alla tiroide dovuti all'accumulo di iodio radioattivo all'interno dell'organo, fortunatamente le probabilità di guarigione da questo tipo di tumori è molto alta (fino al 99% per i casi legati a Chernobyl, il 90% nei paesi occidentali) e di conseguenza le vittime sono state relativamente poche secondo il rapporto dell'OMS. Inoltre l'assorbimento di iodio radioattivo sembra abbia un effetto considerevole solo sugli individui che erano ancora bambini nel 1986.
Anche studi epidemiologici sulle 600 mila persone, per la maggior parte militari, che parteciparono alla costruzione del rivestimento di cemento hanno evidenziato un aumento dell'incidenza di vari tipi di tumori, per lo più leucemie.
In questo modo è stato stimato che il numero di vittime dal 2006 in poi sarà di 4000 tra gli abitanti dei dintorni e i militari per salire a più 9000 persone considerando anche i dati sugli effetti a lungo raggio.
Per fare un paragone durante il disastro di Bhopal in India morirono 4000 persone in una sola notte e, si stima, circa 30 mila nel giro di qualche mese, ed un totale di 500 mila intossicati. È da tenere in considerazione che i dintorni di Chernobyl erano (e tuttora sono) molto meno popolati dei dintorni di Bhopal.
Caro Grillo ti stai veramente dimostrando un campione di disinformazione! Una curiosità: quanto rende ciò?

Gabriele Campurra 13.11.06 11:07| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento

Cercando di limitare la portata del disastro le autorità sovietiche inviarono immediatamente sul posto delle squadre di pulizia. Vigili del fuoco furono mandati sul luogo dell'incidente per provare ad estinguere l'incendio sebbene non fossero stati avvisati di quanto fossero pericolosi i fumi radioattivi che si sprigionavano dal reattore esploso. Nei mesi successivi molte persone, in gran parte membri dell' esercito e altri lavoratori, furono coinvolte nei lavori di pulizia e di messa in sicurezza del sito. Anche in questo caso, come in quello dei pompieri accorsi subito dopo l'incidente queste persone non erano state informate sui rischi e non avevano dispositivi di sicurezza, non erano nemmeno disponibili tute protettive.
Inizialmente il disastro di Chernobyl fu tenuto nascosto. La notizia che un grave incidente nucleare era accaduto fu resa nota non da fonti sovietiche ma dalla Svezia dove il 27 aprile sugli indumenti di addetti della centrale nucleare di Forsmark furono rilevate particelle radioattive. Dopo avere constatato che nel loro impianto non c'erano perdite gli svedesi ricercarono l'origine della radioattività giungendo alla conclusione che si dovesse essere verificato qualche problema di natura nucleare in Unione Sovietica.
200 persone furono ricoverate immediatamente, di cui 31 morirono (28 di queste per l'esposizione diretta alle radiazioni). Molti di loro erano pompieri e addetti che cercarono di mantenere l'incidente sotto controllo e che non erano stati informati di quanto pericolosa fosse l'esposizione diretta alle radiazioni.

Gabriele Campurra 13.11.06 11:03| 
 
  • Currently 4.2/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 5)
 |
Rispondi al commento

In particolare Il reattore RBMK ha un coefficiente di vuoto pericolosamente positivo, questo significa che le bolle di vapore, che si formano nell'acqua usata come refrigerante, incrementano la reazione nucleare in modo incontrollato. Ancora peggio, alle basse potenze, il coefficiente positivo non è compensato da altri fattori, rendendo il reattore instabile e pericoloso in tali condizioni.
Il reattore RBMK presenta un difetto nelle barre di controllo. Normalmente inserendo le barre di controllo in reattore nucleare si riduce la reazione. Nel reattore RBMK le barre di controllo terminano con gli estensori (la parte finale lunga circa 1 metro) in grafite, mentre la parte funzionale, che riduce la reazione assorbendo neutroni, è in carbonato di boro, per cui significa che quando si inseriscono le barre, gli estensori rimpiazzano l'acqua refrigerante (che assorbe neutroni) con la grafite (che fa da moderatore di neutroni) e quindi inizialmente, per pochi secondi, si ottiene un incremento della reazione. Questo comportamento contro-intuitivo era ignoto agli operatori della centrale. Tale anomalia creò un problema nel 1983 in Lituania con un reattore dello stesso tipo.
Gli operatori commisero diverse violazioni delle procedure, e questo insieme alla scarsa comunicazione tra gli addetti alla sicurezza e gli operatori che dovevano condurre l'esperimento contribuì all'incidente.
Va anche sottolineato che gli operatori disattivarono i sistemi di sicurezza del reattore, che è proibito dai manuali operativi dell'impianto. Secondo il rapporto dell'agosto 1986 della commissione governativa, gli operatori rimossero almeno 204 barre di controllo delle 211 presenti, lasciandone solo 7. Anche questa condizione è vietata dai manuali operativi, che pongono a 15 il numero minimo di barre nel reattore RBMK-1000 in funzione.

Gabriele Campurra 13.11.06 10:57| 
 
  • Currently 4/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 4)
 |
Rispondi al commento
Discussione

Viva l'ignoranza! Che tristezza! Caro Grillo perchè parli di cose che non conosci? Sono un medico che da più di 30 anni si occupa di radioprotezione e ormai non mi arrabbio più di fronte a tale ignoranza, mi pervade solo un senso di grande tristezza. Di tutti gli incidenti che citi, l'unico con conseguenze serie è stato quello di Chernobyl: una centrale obsoleta, costruita con criteri sorpassati e con materiali assolutamente inadeguati, ma eravamo nel paradiso tecnologico comunista! E la gestione era affidata a tecnici incompetenti e dirigenti piazzati ai loro posti esclusivamente per la loro .... fedeltà al partito! Anche la gestione dell'incidente è stata a dir poco criminale: l'importante era soprattutto non far sapere all'estero che la tecnologia rossa aveva fallito. Vediamo cosa dice in merito il Chernobyl Forum (Il Chernobyl Forum è stato un incontro istituzionale promosso dall'IAEA che ha avuto luogo dal 3 al 5 febbraio 2003, a Vienna. Vi hanno partecipato, oltre all'IAEA, altre organizzazioni dell'ONU (FAO, UN-OCHA, UNDP, UNEP, UNSCEAR, OMS), la Banca Mondiale e le autorità della Russia, della Bielorussia e dell'Ucraina. Un secondo incontro si è tenuto il 10 e 11 marzo 2004 e un terzo dal 18 al 20 aprile 2005).
L'incidente fu causato da debolezze nel progetto del reattore RBMK, in particolare alle barre di controllo. Inoltre gli operatori della centrale non erano a conoscenza dei problemi del reattore. I progettisti sapevano che il reattore era pericoloso in certe condizioni, ma nascosero intenzionalmente tale informazione. In aggiunta il personale dell'impianto era composto per la maggior parte da operatori non qualificati per il reattore RBMK: il direttore, V.P. Bryukhanov aveva esperienza di impianti a carbone; anche il capo ingegnere, Nikolai Fomin, proveniva da impianti convenzionali; anche Anatoliy Dyatlov, capo ingegnere dei reattori 3 e 4 aveva solo una limitata esperienza con reattori nucleari.

Gabriele Campurra 13.11.06 10:54| 
 
  • Currently 4/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 4)
 |
Rispondi al commento
Discussione

Caro (nel senso di costoso) Beppe,
qui di balle nucleari ci sono solo le tue.
Se leggi le stesse statistiche che hai letto distrattamente, ti accorgerai che la quota delle fonti fossili aumenta per lo sviluppo impetuoso di paesi che hanno poco nucleare.
Riguardo al resto... sono SOLO TUE OPINIONI maturate sempre per la tua DISATTENTA consultazione delle fonti (scelte PURE ditrattamente).

Luisa Comefare 23.10.06 19:44| 
 
  • Currently 3.7/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento
Discussione

Da una mia attenta verifica Internazionale con decine di contatti diretti,
ho potuto verificare che :
In Cina costano meno i pannelli Termici (di cui io sono importatore e
distributore )di qualunque tipo, a tubi , sottovuoto, piani ecc..
In Italia Costano meno i pannelli Fotovoltaici, strano ma vero, abbiamo una
meravigliosa fabbrica di Potenza
(di cui io sono distributore)
Inoltre la Rai e la stampa in genere spesso dicono sciocchezze, cioè che non
abbiamo fabbriche di Eolici, e non è vero abbiamo una bella ditta di
Taranto.

Mancano informazioni importanti e non vi è sito che ne parli (neanche il mio!)

Dunque:

Perchè non dobbiamo far lavorare gli Italiani ?
Perchè compriamo spesso All'estero senza sapere ?
Perchè non costruiamo anche i Termici in Italia a prezzi bassi ?
Perchè non compriamo al prezzo più basso ?

Ma ci vorrebbe poco a fare trasmissioni di cultura, di utilità e soprattutto
di informazione.

Ma allora è proprio lo Stato (attraverso le sue reti )che non vuole renderci le informazioni giuste non vuole farci acculturare, ci tiene come i Talebani... o no??

c'è tanta gente in gamba veramente ,, tiriamoli fuori , e ora della

Meritocrazia e non della Partitocrazia.

bravi ragazzi ..bravi

speriamo ci legga qualcuno buono....

cordialità a Tutti


Le tecnologie ci sono e le fabbriche pure, sfruttiamole!



Buona sera a tutti,
Volevo segnalare un documentario Ormai di 3 anni ma che credo non tutti abbiamo visto..e come dice beppe L'OVVIO bisogna controllarlo!!!ECONOMIA,lotta sociale, energia.
questo doc
Per certi aspetti sintetizza molto bene un aggressione silenziosa (ormai non troppo)che la societa convezionale ci impone e ordina!!! SURPLUS di Eric Gandini
Surplus: terrorized into being consumers è un documentario di contenuti forti e di perizia tecnica. Le contraddizioni del mondo moderno si materializzano nelle immagini della tv, nei volti dei capi politici, nei simboli del consumismo, negli scontri durante il G8, nel lavoro di operai indiani, nella Cuba di Fidel Castro.
Il commento parlato è affidato principalmente a John ZERZAN, intellettuale anarchico americano, intervistato appositamente per il film. La sua posizione radicale ha portato a considerarlo l’ideologo dei black block; lui, pur non dichiarandosi tale, sostiene che «distruggere banche e vetrine non è violenza, è più violento stare a guardare Mtv ingurgitando cibo svaccati sul divano».
In realtà, il commento più incisivo è ottenuto dalla ricerca tecnica, attraverso cui il documentario si sviluppa con un ritmo che lo avvicina molto al videoclip. Il regista si è affidato in gran parte alle potenzialità del montaggio e del commento musicale, dai quali nasce la vera e propria denuncia.
L’accostamento ragionato in termini sarcastici di voci e immagini (molto utilizzata la reiterazione) sono la maniera più efficace per evidenziare l’assurdità di un mondo in cui "il 20% della popolazione consuma l'80% delle risorse".
Nel 2003 Surplus ha vinto il Silver Wolf award, come miglior documentario al festival IDFA di Amsterdam.
Hey beppe ...dai da bere agli assetati!!!! Siamo in tanti

tito magliocchetti 17.09.06 01:01| 
 |
Rispondi al commento

Io, ai tempi che il nucleare in Italia era ancora in funzione, ho fatto degli interventi di manutenzione su apparecchiature elettroniche delle centrali ed ho visto il sistema di lavoro e la sicurezza e pertanto al referendum ho votato per il no alle centrali nucleari e voterei ancora no non per la sfiducia della tecnica con cui sono costruite, ma per il personale che le gestisce.
Le centrali nucleari in Italia non sono necessarie, basterebbe far funzionare quelle esistenti, visto che in tutti i paesi europei il rapporto tra potenza prodotta e installata delle centrali e' di circa 54-57% mentre in Italia e' solo del 37%.

gabriele montagner 07.03.06 19:46| 
 
  • Currently 4.2/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 5)
 |
Rispondi al commento

dispiace vedere che sul nucleare c'è ancora troppa
disinformazione.
chi conosce la differenza fra un reattore a coefficiente termico positivo ed uno negativo, fra uno moderato ad acqua leggera o pesante, fra un reattore PWR o BWR, fra uno termico ed uno veloce? solo gli "addetti ai lavori" o chi ha reale interesse a conoscere.
ecco perchè il referendum sul nucleare, il cui esito ha tagliato le gambe all'intero paese, non doveva nemmeno essere proposto, maledetti i verdi e chi stava con loro.
L'energia nucleare E' a tutti gli effetti l'energia più pulita, sicura e, teoricamente, abbondante (considerando anche la fissione veloce e, speriamo, la fusione quanto prima possibile.
L'Italia NON ha rinunciato al nucleare, paga solo quello degli altri. SVEGLIAMOCI.
P:S: i reattori russi del tipo Chernobyl non vengono più ordinati nè prodotti da almeno 40 anni. BASTA con la dietrologia!

Davide Pierobon 02.03.06 23:28| 
 
  • Currently 1/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 2)
 |
Rispondi al commento

Le solite balle di Beppe Grillo!!! La dimostrazione che sono balle è data dal fatto che beppe Grillo non ha realizzato e in seguito brevettato ciò di cui parla.

Piero Zanetta 24.02.06 18:34| 
 
  • Currently 1/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 2)
 |
Rispondi al commento

Lo hai detto; “a Chernobyl è stato un errore umano!” E' proprio questo il problema, non sono le tecnologie, molto spesso, ad essere inaffidabile, é sempre e soltanto LUI: l'UOMO!
... Comunque faccio un esempio concreto; Dalle mie parti un dipendente di un Centro di ricerca e di rigenerazione e stoccaggio di Plutonio radioattivo, camuffato da centro di ricerca generico, decantava, circa un anno fa, l'assoluta affidabilità e sicurezza del centro, tanto é che: "Il nostro Centro per fare un esempio, ha ben tre condotte di approvvigionamento dell'acqua, di modo che in caso di avaria su una condotta ce ne siano sempre due di riserva!". Bene, a questo punto due considerazioni: 1) Se l'avaria su una condotta avviene quando non se ne è ancora riparata un'altra, la sicurezza sarebbe solo legata all'unica condotta ancora funzionante! 2) Se qualcuno con la testa calda e piuttosto arrabbiato, (indubbiamente ce ne sono tanti!) decidesse di fare un bell’attentato in Italia facendo saltare quel tale celato reattore nucleare di questo bellissimo e accogliente centro di ricerca, basterebbero semplicemente tre piccoli detonatori simultanei nel punto giusto! Nota Bene: le suddette condotte idriche (nessuno ci ha pensato!) non sono mica presidiate lungo i chilometri di percorso da un militare, diciamo ogni 50 metri, e anche se lo fossero? Dai retta a me, incominciamo a GUARDARE COME E DOVE NON ABBIAMO MAI GUARDATO! ... Forse abbiamo bisogno solo di un po’ di poesia per vivere e continuare a vivere...accarezzati, magari, dalla brezza marina, con lo sguardo catturato da quella forza prorompente dell’acqua che infiltrandosi, tra gli anfratti della scogliera, si gonfia paurosamente, per poi ritirarsi seducente e ricominciare. Quanta energia in quelle onde! E’ la forza dell’Universo; enorme, infinita e paradossalmente gratuita. Forse è bene CHE SE NE INCOMINCI A PARLARE e dare il ben servito alla nostra classe politica e giù(o su) di lì.

Maurizio De Sangro 11.02.06 12:14| 
 
  • Currently 3/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 4)
 |
Rispondi al commento

Purtroppo il vizio è sempre lo stesso: parlare sempre e comunque anche quando gli argomenti in oggetto hanno bisogno del supporto di conoscenze scientifiche. La tecnica per sua natura risolve dei problemi e ce ne mette di fronte altri: il modo più efficace di tentare un approccio logico razionale è l'analisi dei costi\benefici. Ora chi è colui il quale dice che il nucleare è la soluzione a tutti i mali energetici del mondo? Chi può affermare con sicurezza che il rischio associato all'istallazione di una centrale nucleare è zero? Però bisogna essere anche consapevoli che non esistono attività umane che hanno stime di rischio pari a zero! Su questa asserzione si basa l'analisi dei costi\benefici.
Purtroppo le fonti alternative non sono competitive per la grande produzione elettrica: intendo dire che non è ragionevole pensare che una grande industria sia come un condominio sul quale s'installano pannelli solari sul tetto ed è tutto risolto. Lo spazio occupato da un impianto solare a parità di energia prodotta è circa 100 volte superiore a quello necessario per esempio ad un impianto nucleare.
La sicurezza degli impianti nucleari di IV generazione è paragonabile a quelli convenzionali, e paragonabile in questo caso significa dire che per alcune voci di sicurezza essi sono addirittura più affidabili. Degli incidenti citati solo quello di Chernobyl ha avuto conseguenze per la popolazione: la causa fu la negligenza del personale. Io non so neanche se è possibile fare una stima degli incidenti che hanno interessato gli impianti convenzionali: credo siano un numero smisuratamente più grande.
Ci sarebbero innumerevoli motivi per preferire il nucleare e mi rendo conto che in 2000 caratteri non è possibile citarli tutti. Quello che voglio mettere in evidenza è che il problema non è la tecnologia ma il ritardo culturale(scientifico) che la società italiana accusa ormai da qualche anno:la frangia ecologista italiana credo sia tra le più ignoranti in materia scientifica d'Europa!

Luca de Ruvo 07.02.06 12:45| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 2)
 |
Rispondi al commento

- Non è sicura.
Gli incidenti legati al petrolio sono molti di più.
http://www.wwf.it/news/20112002_2594.asp

- Non è pulita.
C'è chi pensa il contrario.
http://www.ecolo.org/intro/introit.htm

- Non è economica.
Chiedilo ai francesi che la producono e ce la vendono...

Nicola Cesca 06.02.06 14:02| 
 
  • Currently 1/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 2)
 |
Rispondi al commento
Discussione

Io sull’energia la penso come questoarticolo: BEPPE GRILLO E L’ENERGIA sul fatto che Grillo o si adegua al sistema lo fanno fuori

http://www.fottilitalia.com/index.php
il sito antitaliano per eccellenza

marcello

marcello ariosti 02.02.06 10:09| 
 
  • Currently 3/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 2)
 |
Rispondi al commento

Sul mio sito ho scritto una pagina relativa all'energia:
http://www.geocities.com/pietromele/opinions/PeggiorProblema.html


Il petrolio sta finendo, così come il gas naturale e il carbone. L'inquinamento sta aumentando. Ad oggi, esiste un'unica strada per evitare una tragedia di proporzioni immani, che potrebbe portare alla morte i tre quarti della popolazione mondiale tra 15-20 anni: l'energia nucleare.

Quando si estrae una materia prima, ad esempio il petrolio, da un giacimento, si suol dire che si è raggiunto il "picco" quando si è estratta la metà di ciò che il giacimento contiene.
In realtà il raggiungimento del picco significa che il giacimento si è quasi esaurito.
Il motivo è che estrarre la prima parte della risorsa è facile ed economico (molti pozzi petroliferi in Arabia, ad esempio, nella prima fase della loro vita fanno uscire il greggio come una fontana, senza bisogno di alcun intervento). Man mano che si va ad estrarre più in profondità, si devono utilizzare tecniche più complesse e costose, e l'ultima parte della materia prima sarà comunque non estraibile.

Ebbene, gran parte dei giacimenti di petrolio nel mondo ha già raggiunto il picco (Mare del Nord, Golfo del Messico, Alaska, Canada occidentale, Norvegia). Per quanto riguarda gli altri, è questione di pochi anni (Russia nel 2015, OPEC nel 2025).

...per leggere il testo completo, potete andare sul mio sito:

http://www.geocities.com/pietromele/opinions/PeggiorProblema.html



Il mio piu' che un commento e' una domanda fatta da un cittadino italiano qualunque quindi privo di specifiche conoscenze tecnologiche, si parla tanto di automobili con motori all'idrogeno, ma perche' non si potrebbe pensare a centrali elettriche ad idrogeno che non inquinano e utilizzano una fonte energetica rinnovabile. Si potrebbero poi utilizzare auto elettriche con batterie intercabiabili, tipo vado al distributore, lascio la batteria scarica e la sostituisco con una gia' caricata dal distributore stesso pagando la differenza fra l'eventuale carica residua della batteria che viene sostituita e la carica piena della batteria che inserisco...forse e' fantascienza???

manuel bonera 22.01.06 23:45| 
 |
Rispondi al commento

E' PAROLA DI NOBEL!
A proposito di centrali nucleari, voglio sottolineare la recente posizione del Nobel sulla Fisica Carlo Rubbia, che ritiene decisamente da archiviare tale tecnologia; I favorevoli al nucleare, semplici avventori o gli stessi politici, cospiratori e quant'altri, spesso esordiscono infelicemente con la improvvida e strumentale considerazione che siamo circondati da centrali nucleari, per cui non ha senso l'ostinazione a non metterle anche in Italia;a questi, a parte il problema delle scorie, farei osservare che in caso di incidenti, una cosa è stare a 10 km di distanza, un'altra cosa a 100 o meglio ancora a 200 e più km! A parte ciò se dovessimo rassegnarci all'idea che l'entropia dell'Universo
è fatalmente in aumento (legge della termodinamica) non avrebbe senso qualsiasi attenzione alla civiltà, alla vita, e al benessere dell'uomo. Credo che l'imperativo morale sia invece ostinarci a portare avanti le sane e buone idee e convinzioni, sperando quanto meno che questa ineluttabile degenerazione dell'Universo sia la più lenta possibile. E' un atto dovuto fino a quando vogliamo trovare il coraggio di guardare negli occhi i nostri bambini. Per dare una indicazione operativa, comunque,solleciterei una domanda: perché non parliamo di energia delle maree e dei moti ondosi dei mari; ho la netta senzazione che che ci troviamo di fronte ad una risorsa infinita, pulita e... gratuita!

Maurizio De Sangro 21.01.06 19:02| 
 |
Rispondi al commento

Forniture di uranio: avviati i colloqui tra Canberra e Pechino - oggi, ore 7:51
Sono iniziati oggi, nella capitale australiana, i negoziati fra Canberra e Pechino per l'esportazione in Cina di uranio estratto dalle miniere australiane. I colloqui a livello diplomatico, che proseguono fino a domani, sono condotti dal direttore dell'Ufficio per la sorveglianza della non proliferazione nucleare, John Carlson. L'obiettivo principale dei negoziati consiste nella creazione di un regime di controlli, atti a impedire che la Cina utilizzi l'uranio australiano a scopi militari, o lo impieghi per sostituire le scorte cinesi destinate alla costruzione di ordigni nucleari.

miki prezzy 18.01.06 11:11| 
 |
Rispondi al commento

Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:30| 
 |
Rispondi al commento

Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:24| 
 |
Rispondi al commento

Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:14| 
 |
Rispondi al commento

Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:12| 
 |
Rispondi al commento

Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:11| 
 |
Rispondi al commento

Buongiorno a tutti. Abito in Germania da pochi mesi, in un condominio riscaldato dall'energia prodotta dal vicino termovalorizzatore che utilizza i rifiuti non altrimenti riciclabili. (Qui in Germania il riciclaggio è una cosa molto seria e non una pagliacciata come in molti comuni italiani). Prima domanda: Perchè in Italia ad ogni proposta sull'utilizzo di questo tipo di energia si scatenano interminabili risse? E' perchè si tratta di un sistema inquinante, o perchè interessi privati indirizzano a scegliere un tipo di termovalorizzatore-obsoleto- rispetto a un'altro, più all'avanguardia, o cos'altro? Veramente non sono riuscita a capirlo e vorrei che qualcuno mi desse la sua opinione.
Il secondo punto riguarda questa magnifica invenzione, il contatore applicato ad ogni termosifone, una delle realtà del mio appartamento che non cessa mai di deliziarmi e stupirmi. Invece di pagare costi condominiali assurdi, come mi capitava quando abitavo a Roma, e rimanere peraltro sempre al gelo, qui posso disporre del riscaldamento 24 ore al giorno, regolando la temperatura secondo parametri sensati. Il consumo inoltre non è moltissimo grazie anche ai meravigliosi infissi tedeschi che veramente evitano l'eccessiva dispersione termica. Quindi inevitabile la domanda: perchè non in Italia?
La terza cosa che voglio farvi sapere è che la Germania, che produce anche il nucleare, ha intenzione di smantellare le sue centrali in futuro. E' un bene? E' un male? Non lo so, però mi pare di aver capito che anche l'uranio non sia proprio disponibile in quantità illimitate, un po' come il petrolio, insomma. Nel frattempo vedo molte pale eoliche, che non mi pare deturpino il paesaggio più dei tralicci dell'alta tensione (altra polemica italiana che non ho interamente capito, e portata avanti dai verdi, altra cosa per me inspiegabile) e ovviamente pannelli solari che starebbero anche meglio in italia visto che qua di sole se ne vede meno. Grazie a chi vorrà illuminarmi sui punti oscuri...

alessandra allocco 13.01.06 12:11| 
 |
Rispondi al commento

Il problema vero secondo me non è dato dalla sicurezza degli impianti. Il rischio di incidente nucleare oggi è talmente basso che lo si potrebbe quantificare in uno ogni mille anni per ogni mille reattori.
Ciò che deve preoccupare è che questi impianti producono scorie radioattive che vanno stoccate in depositi permanenti. E, ad oggi, in realtà ciò che si pone in discussione è la sicurezza nel tempo di tali depositi.
Individuare il sito per la costruzione di un reattore nucleare è poca cosa, in confronto all'individuazione di molteplici siti nel tempo per lo stoccaggio delle scorie.
A ciò aggiungiamo che in Italia, precisamente a Saluggia, abbiamo 230 metri cubi di scorie radiottative attualmente stoccate in depositi che si stanno rapidamente deteriorando e che andranno spostate in altri depositi (soggetti anch'essi a deterioramento), prima che possano filtrare nel Po. I nuovi depositi non sono ancora stati realizzati.
Se pensiamo che i reattori nucleari siano il nostro futuro, dobbiamo pensare che anche le scorie radiottive faranno parte di questo futuro, che se i reattori saranno pochi, le scorie saranno in continuo aumento e con esse il numero dei depositi. E visto che a quanto pare non siamo in grado di gestire le scorie esistenti, mi chiedo come faremo quando le scorie rappresenteranno esse stesse produzione costante. Saremo in grado di individuare siti per costruire maxi depositi permanenti senza deturpare quel poco di paesaggio che ci resta, o penseremo a stoccaggi in terrapieno un pò ovunque, abituandoci a vedere viaggiare le scorie al pari dei pendolari, e ai recinti intorno ai vecchi terrapieni contaminati.
Forse allora ci coglierà la sindrome "non nel mio giardino" e penseremo che era meglio cercare soluzioni energetiche alternative, ma sopratutto abituarsi a un consumo delle risorse che tenga conto che non sono illimitate.

Cristina Rigutto 13.01.06 10:36| 
 
  • Currently 2.5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 2)
 |
Rispondi al commento

non credo che siano "balle nucleari"...
penso purtroppo che inevitabilmente i nostri figli (forse noi non saremi costretti) dovranno ritornare al nucleare perchè l'energia delle fonti alternative (fotovoltaico, eolico, biomasse ecc.) ci aiuteranno a tamponare l'emergenza ma non sono in grado di soddisfare i futuri GRANDI NUMERI della fame di energia.
Penso però che se avremo il coraggio di investire nello sviluppo di nuove centrali nucleari, pensate e progettate per l'uso civile della produzione di energia e non costruite rattoppando e riconvertendo progetti concepiti per scopi militari, dove la produzione di energia era solo una trascurabile evenienza o addirittura un fastidioso sottoprodotto da eliminare, i pericoli che tanto preoccupano (Three Miles Island, Chernobyl, Superfenix....) possono essere limitati in maniera accettabile.
Mentre scrivo, ascolto le notizie sulla "crisi politica" legata alle forniture del metano siberiano e mi viene in mente la cosa più assurda che stiamo facendo e incentivando in ogni modo: bruciare il metano per far andare milioni di caldaiette per impianti di riscaldamento autonomi...
Lo sapete che già oggi sono disponibili gruppi termici, costituiti da una turbina a gas + scambiatori termici, in grado di fornire un rendimento dell'80-85% complessivo fra energia elettrica e calore disponibile per il riscaldamento, che hanno una potenza di soli 200 Kw termici e 80 Kw elettrici (disponibili per l'autoconsumo o riversabili in rete)?
Questi gruppi termici sono "piccolissimi" se confrontati con le turbine a gas impiegate normalmente dall'industria, e potrebbero essere adottate per tantissimi impianti civili (abitazioni, negozi, mercati, ospedali) che richiedono potenze termiche di quest'ordine di grandezza e potrebbero avere una diffusione incredibile!
link: www.bowmanpower.co.uk ; www.jucker.it

Renato Bentivogli 03.01.06 20:46| 
 
  • Currently 1/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 1)
 |
Rispondi al commento

Salute, da un paio d'anni al mio paese è iniziata la raccolta differenziata dei rifiuti. Pare che la cosa incominci a girare, ma comunque resta un discreto problema quello di smaltire la semplicissima "monnezza" che produciamo; e se è (e lo è) difficile trovare una soluzione per questo tipo di "monnezza", figuriamoci per quella derivata dalle centrali nucleari! E non solo per il materiale radiattivo, ma per quello normale che ha assorbito la radioattività durante l'uso,e che deve essere sostituito. In Italia poi? Dove è pieno di quelli col fiammifero in mano, pronti a dar fuoco alla propria madre per vendersi le ceneri.
Carlo Leonardi

Carlo Leonardi 29.12.05 23:11| 
 |
Rispondi al commento

Ciao a tutti, mi dispiace essere in disaccordo con parecchi di voi. Io credo che il nucleare sia la sola alternativa al petrolio veramente fattibile almeno fino a che non riusciremo a controllare la fusione. Faccio alcune precisazioni le centrali moderne NON hanno costi di SMANTELLAMENTO: sono costruite in moduli sostituibili e i sistemi di sicurezza sono ormai basati su sistemi fisici (come ad esempio la gravità) che non si possono guastare. Inoltre sono l'unico mezzo per fornire idrogeno a buon mercato per alimentare le automobili. Trovo molto fantasiose idee come quella di ricoprire il deserto del sahara di pannelli fotovoltaici: al massimo si può produrre l'energia per quei paesi ma a trasportarla in Europa si perderebbe tutta per strada. Inoltre è vero che ci sono stati incidenti nucleari ma la casistica è di circa una decina mentre sono innumerevoli quelli legati al petrolio come petroliere che affondano e liberano nel mare il loro carico, disastri negli stabilimenti, guerre , ecc... Inoltre non so quanti siano i morti (arriveranno a 100?) ma penso non siano minimamente paragonabili con le migliaia di persone che muoiono all'anno di inquinamento o per tumori, o le 100.000 vittime del recente conflitto in Iraq (non ne è il petrolio la causa?) L'unico problema vero del nucleare è lo stoccaggio delle scorie ma anche il petrolio ne produce e le stocchiamo nell'aria che respiriamo. Inoltre la maggior parte delle scorie viene riutilizzate, rimane una piccola parte i Lantanidi (forse il nome è sbagliato non sono andato a controllare) per i quali il nostro fisico Rubbia sta studiando un sistema che ne riduce i tempi di dimezzamento da decine di migliaia di anni a secoli. Forse in futuro si potrà fare anche di meglio. Per adesso lo stoccaggio è cmq sicuro come ha ben documentato un servizio di Report (che consiglio di vedere) sul sito per lo stoccaggio in Francia.Una preghiera: comprate elettrodomestici classe A e andate a lavoro coi mezzi Questo possiamo farlo tutti!

Mario Arcari 23.12.05 04:14| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Per quanto riguarda il nucleare: attualmente è controproducente contrastare sulla pericolosità delle centrali. Sono più sicure di altri tipi di centrali;quindi basta dire che anche se noi non le costruiamo le abbiamo ai confini. Il vero e per il momento irrisolvibile problema è quello delle scorie. Noi abbiamo costruito pochissime centrali e le scorie sono ancora tutte lì dentro! Pensate se ne costruissimo ancora. Dove metteremmo le scorie? Nelle miniere (come fanno Gran Bretagna, Francia , Germania e USA)? Non le abbiamo, e anche se le avessimo (vedi Basilicata)di certo non sarebbero altrettanto sicure, il nostro è notoriamente un territorio sismico.
Probabilmente finiremmo per trafficare per nasconderle in qualche paese del terzo mondo, grazie ai loro governanti spesso facilmente corrompibili.
baciamo le mani

Gianni Siracusano 18.12.05 20:42| 
 |
Rispondi al commento

Beppe non sono esperto nell usare il p.c.,vorrei sapere come si fa a usare il telefono senza passare tramite i vari gestori,grazie

vorrei sapere come installare i pannelli fotovoltaici io vivo a lecce,e se ci sono ditte in loco ,ti ringrazio

coli mino 08.12.05 12:32| 
 |
Rispondi al commento

Buongiorno, io sono un giovane ingegnere nucleare, laureato presso il Politecnico di Torino. Ho anche una laurea in ingegneria fisica applicata all'Ecole Centrale Paris, una delle migliori scuole francesi.
Mi sento toccato in prima linea quando si parla di nucleare.

Innanzitutto nel computo dei costi derivanti dal nucleare SI TIENE sempre conto di tutto il processo: dall'estrazione dell'Uranio in miniera fino al confinamento del combustibile e alla messa in sicurezza del sito.

Secondo, non è affatto vero che gli altri Paesi stiano abbandonando il nucleare. A parte i Paesi extraeuropei (vedi India, Cina,...), Paesi europei come Francia (dove anche l'Enel vorrebbe partecipare) e Finlandia (dove sono già iniziati i lavori per un nuovo reattore ancora più SICURO) puntano ancora fortemente sul nucleare.
Solo la Germania si è presa 20 anni di tempo per riflettere sul proprio futuro energetico, ma non ha minimamente pensato di fermare le centrali in funzione.
Inoltre quasi tutti i Paesi hanno deciso di prolungare la vita dei reattori esistenti: ciò ovviamente in seguito ad accurate analisi sullo stato delle centrali. E' un segnale forte sul fatto che i reattori occidentali sono sicuri.

Incidenti del tipo di Chernobyl non sono possibili nei reattori di tipo occidentale, la cui sicurezza è stata analizzata fin dal progetto dei primi reattori e sempre migliorata.


Per concludere, io non so se l'Italia tornerà mai al nucleare. Quello che vorrei è solo una giusta informazione sull'argomento. Così pure su tutte le altre fonti di energia... poi spero che i governi decidano la cosa migliore, che a mio modesto avviso è un mix di tante fonti e una razionalizzazione dei consumi.

Arrivederci

Riccardo Chiarelli 04.12.05 10:09| 
 |
Rispondi al commento

Segnalo il "kite wind generator", generatore eolico di nuova concezione ancora in fase di studio, ma molto promettente.

Si tratta di una centrale composta da pale d'acciaio che ruotano grazie all'ausilo di aquiloni che raggiungono altezze anche di un kilometro. A quell'altezza il vento è sempre disponibile e ben più forte che a terra. Simulazioni al computer hanno confermato la validità dell'idea che ora ha bisogno di finanziamenti per essere messa in pratica.

Un solo impianto potrebbe produrre anche 1 Gigawatt elettrico o più (lo stesso ordine di grandezza di una centrale nucleare) a costi irrisori (sia d'investimento che operativi); sarebbe una rivoluzione nella produzione di energia!

Non sembra affatto una balla, ed anche se lo fosse non è "nucleare".

Potessi, io vorrei investirci il soldi del mio salvadanaio...

Perché chi la propone (che peraltro è italiano) ha difficoltà a trovare finanziamenti per sviluppare l'idea e costruire il primo prototipo?

Come essergli di appoggio?

Vedi www.kitewindgenerator.com

mauro fehervari 29.11.05 00:04| 
 |
Rispondi al commento

SCIE CHIMICHE

ecco un problema che nessuno affronta neanche Beppe, il problema delle SCIE CHIMICHE l'unico che ne parla è il sito
http://www.fottilitalia.com/
il sito anti-italiano per eccellenza
praticamente in esclusiva

Invito ancheBeppe Grillo ad occuparsene
Marcello

marcello ariosti 25.11.05 13:51| 
 |
Rispondi al commento

C'è qualcuno che ha i dati nazionali sull'andamento della frequenza delle patologie relative alla tiroide? Perché, a occhio (cioè guardandomi attorno nel giro dei miei concittadini che conosco), mi sembra che negli ultimi anni, ci siano state molte persone che hanno avuto problemi alla suddetta ghiandola; ricordate Chernobyl?
Ciao.
Carlo Leonardi

Carlo Leonardi 24.11.05 20:07| 
 |
Rispondi al commento

Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:52| 
 |
Rispondi al commento

Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:52| 
 |
Rispondi al commento

Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:51| 
 |
Rispondi al commento

Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:50| 
 |
Rispondi al commento

Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:49| 
 |
Rispondi al commento

Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:47| 
 |
Rispondi al commento

Egr. Signori,

Gradirei un Vs.commento su:
1)Centrali nucleari a fissione alimentate con Torio, esperienza indiana e proposta di C. Rubbia;

2)Progetto Iter: Prototipo di centrale a fusione per il quale e' stato selezionato il sito di Cadarache, vicino Marsiglia;

3) Alcohol come conbustibile per auto,vedi Brasile.

Rimgrazio.
Giacomo Matturro

Giacomo Matturro 23.11.05 12:46| 
 |
Rispondi al commento

caro Beppe sono uno studente di ingegneria meccanica del politecnico di Milano, dopo aver visto il video della data di Milano sono rimasto scioccato...ammetto di non essermi mai interessato molto all'ambito dell'energia però mi sento confuso perchè durante uno dei corsi che ho sostenuto durante il primo anno(Fisica Tecnica) mi sono state "propinate" come buone per il futuro le energie derivate da carbone e nucleare.
Forse sono un po' presuntuoso ma se a noi studenti di ingegneria che probabilmente ci troveremo a lavorare in importanti industrie italiane e non ci viene data una formazione già "vecchia" come possiamo sperare in una generazione di ingegneri preparati e al passo coi tempi...mi rendo conto che subire le informazioni che ci vengono date da un docente non sia il modo migliore per formarsi una cultura autonoma ma se non posso fare affidamento su ciò che mi viene insegnato come posso affrontare con fiducia il mio ,e dunque nostro, futuro? non voglio entrare in merito dei problemi del'università ma se stiamo perdendo anche i grandi docenti che ci hanno dato lustro credo che la crisi sia veramente irreversibile

Francesco Delfino 13.11.05 14:04| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe, ho sentito per radio il discorso del notro Presidente del Consiglio alla festa della liberta' (??) del 9.11.2005. Tra gli innumerevoli temi trattati dal Cavaliere c'è anche quello sull'energia. Per chi non lo sapesse riporto sue testuali parole (Fonte : www.forzaitalia.it):

'Silvio Berlusconi ha anche toccato il problema del nucleare, diventato di attualita’ con l’aumento del costo dell’energia: "Abbiamo approfittato poco del nucleare attraverso la realizzazione di nuove centrali. Bisogna rivedere questa posizione. Credo che soltanto l’Unione europea, centralmente, potra’ dare il via alla realizzazione e alla costruzione di nuove centrali nucleari, perche’ i singoli governi non hanno la forza per convincere i cittadini visto che il nucleare e’ un termine che li spaventa ancora, nonostante sia una necessita’ per il futuro"'.

Con mia incredulità penso che razza di futuro abbiamo intenzione di costruire dando credito a personaggi come Berlusconi? Lui ci viene a dire che il futuro è il nucleare? Che per tagliare i costi dell'energia è necessario mettere a repentaglio l'incolumita' della vita sul pianeta? Sicuramente non rappresenta un grosso pericolo per lui visto che ha già provveduto a costriuirsi un bunker sotterraneo anti-nucleare a Villa Certosa.
Mi rammarico che tanta gente si lasci infinocchiare da personaggi cosi'...

Dario Altieri 13.11.05 08:54| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 1)
 |
Rispondi al commento


a mio parere la guerra che si fa sul nucleare e'figlia di una malainformazione e del terrorismo mediatico che se ne fa attorno.
prego tutte le persone interessate all'argomento di visitare il sito
http://digilander.libero.it/nucleare
dopo aver visitato tale sito la mia personale idea e' che non bisogna abbandonare il nucleare bensi' metterlo in stand-by convogliando al tempo stesso risorse umane ed economiche sullo studio per lo smaltimento delle scorie.IL NUCLEARE E' UNA GRANDE FONTE DI ENERGIA CHE PUO' ESSERE PULITA,VA STUDIATO NON ABBANDONATO!

marco liberato 11.11.05 15:05| 
 
  • Currently 1/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 1)
 |
Rispondi al commento

Carissimo Beppe, per quanto ieri impossibilitato a sentirti da Napoli, confesso che solo ora conosco il tuo sito.
sono un dottore in Fisica.... e da poco ho ricominciato ad interessarmi di energia.

Per quanto il mio attuale "Mestiere" sia legato all'imprenditoria informatica, molto lontano dal tema dell'Energia, ti cheidevo se non avessi cominciato ad interessarti all'argomento "FUSIONE FREDDA".

Su molti siti in varie lingue l'attenzione è oramai portata all'estremo.
Ti consiglio, se non lo hai ancora fatto, di iniziare ad informarti sul problema legato alla disinformazione voluta dalle "sette Sorelle" sull'argometno in questione.

posso inviarti link utili e testimonianze che non possono essere trascurate. Quello che sta accadendo è di rilevanza MONDIALE e non può lasciarci indifferenti.

Ma devi anche sapere che lo stesso argomento è stato trattato più volte in vari contesti mediali e dagli stessi occultato prontamente.

saluti

PS: ecco i link
www.disinformazione.it
http://disinformazione.it/eugenemallove.htm/

Domenico Lanzo 30.10.05 11:18| 
 |
Rispondi al commento

Carissimo Beppe, per qwuanto ieri impossibilitato a sentirti da Napoli, confesso che solo ora conosco il tuo sito.
sono un Fisico.... e da poco ho ricominciato ad interessarmi di energia.

Per quanto il mio attuale "Mestiere" sia legato all'imprenditoria informatica, molto lontano dal tema dell'Energia, ti cheidevo se non avessi cominciato ad interessarti all'argomento "FUSIONE FREDDA".

Su molti siti in varie lingue l'attenzione è oramai portata all'estremo.
Ti consiglio, se non lo hai ancora fatto, di iniziare ad informarti sul problema legato alla disinformazione voluta dalle "sette Sorelle" sull'argometno in questione.

posso inviarti link utili e testimonianze che non possono essere trascurate. Quello che sta accadendo è di rilevanza MONDIALE e non può lasciarci indifferenti.

Ma devi anche sapere che lo stesso argomento è stato trattato più volte in vari contesti mediali e dagli stessi occultato prontamente.

saluti

PS: ecco i link
www.disinformazione.it
http://disinformazione.it/eugenemallove.htm/

Domenico Lanzo 30.10.05 11:16| 
 |
Rispondi al commento

Sono convinto che fino a che non ci renderemo conto che il futuro non sarà del "mega" ma del "mini", es: no mega centrali, si mini impianti, e cioè finchè non lasceremo che ognuno possa nei propri limiti essere indipendente dal "mega" per la produzione del proprio fabbisogno energetico........ ai, ai, ai.
Ed aspettate quando tra qualche anno cominceremo a rubarci l'acqua l'un l'altro....... ri ai, ai, ai.
Buon lavoro a tutti, siete forti.

mirko festi 24.10.05 20:06| 
 |
Rispondi al commento

Per Atomo Spento (...)
Caro amico non disperare...vedrai che col petrolio a 100 dollari al barile qualcuno comincerà a ragionare!
Zapatero in Spagna ritira le truppe dall'Iraq ma, anche se è di sinistra, il presidio atomico se lo tiene ben stretto e puo' cosi vendere crediti di emissioni CO2 agli altri paesi (essendo in regola con il protocollo di Kioto). In Italia invece a parlare bene di nucleare sembra quasi che sei un fascista...ma possibile che anche a sinistra non si possa parlarne in modo adeguato e razionale?
Ci crediamo i più grandi ecologi del mondo perchè non usiamo il nucleare e poi insozziamo l'aria come nessun altro ( i dati che porti tu li ho visti anch'io...sono del mestiere). Investiamo lo 0.9 del PIL in ricerca contro il 4% della Finlandia ( tra l'altro un paese leggermente piu' ecologico del nostro) che si sta costruendo il suo bel reattore nucleare di potenza SICURO!!! Che sporcaccioni guerrafondai i finlandesi vero? Diamogli una lezione di educazione civica a quei porci!!!
Ahimè, l'Italia è diventato il paese dei falsi ( in bilancio) e ideologici...

Giovanni Mercurio 03.10.05 12:08| 
 |
Rispondi al commento

Dopo una lezione di politica estera, dal Professore Prodi in caso di "vittoria"ci piacerebbe tanto conoscere pure come intende affrontare la crisi energetica verso cui è proiettata l'Italia grazie ai suoi amici "Verdi"...
" ... La domanda di energia è infatti in continuo aumento, più 2,6 per cento nel 2001, più 3 per cento nel 2002 – e stiamo parlando di due anni di quasi stagnazione per la nostra economia e dunque anche di risparmio energetico – mentre se guardiamo al medio periodo, dal 1980 ad oggi il fabbisogno di elettricità è cresciuto del 40 per cento a fronte di un’offerta aumentata solo del 30 ... tanto che da qualche anno siamo saldamente in testa anche alla classifica dei maggiori importatori di elettricità sia nell’Unione europea sia nella più vasta famiglia dei paesi dell’Ocse. Non basta. Il sistema energetico italiano oltre ad essere il più costoso e il meno autosufficiente, è anche il più inquinante dell’intero mondo industrializzato. Insomma, dipendiamo dai reattori nucleari transalpini che hanno gli stessi livelli di sicurezza dei nostri, che invece abbiamo preferito spegnere. Senza con questo metterci al riparo da nuove Chernobyl nell’Est europeo, dove quello della sicurezza è invece un problema serio. A sedici anni dal referendum italiano, il nucleare contribuisce per circa il 18 per cento alla produzione elettrica mondiale, per il 25 per cento a quella dei paesi Ocse e per il 35 per cento nell’Unione europea, dove l’atomo è addirittura la prima fonte di produzione di elettricità. Anzi, secondo l’Ocse nei prossimi cinquant’anni il peso del nucleare è destinato a crescere fino al 25 per cento nel Nordamerica e dal 40 al 60 per cento nell’Europa occidentale e in Giappone. Eppure in Italia il nucleare è ancora un argomento tabù. Per mantenere alta la guardia, c’è poi anche chi periodicamente rivendica la giustezza di quella scelta referendaria... http://www.ideazione.com/settimanale/1.politica/94_26-09-2003/94mensurati.htm

Atomo Spento 30.09.05 15:14| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe, sono un ing. nucl. indirizzo impianti (conta!) classe 1952 (conta?), tesi all'Euratom su un'abitazione 'autonoma' a 2.000 metri di quota! Già al quart'anno ci era chiaro che a tutto avremmo potuto risponder 'subito' (!!!) tranne che al problema delle scorie e che quindi DUE fossero i motivi per abbandonare il nucleare 'per ora': il primo la maturità e l'onestà intellettuale dei gestori (tecnici e politici, i primi messi lì dai secondi -come nelle cliniche e nelle università del resto- e tutti con in mente il proprio 'particulare' e non il bene di tutti, progenie compresa; allora si valutava che solo i crucchi tedeschi avessero la serietà, il senso del 'servizio' nelle cariche pubbliche e la cultura 'gestionale' in grado di condurre e mantenere in efficienza un'impianto) ed il SECONDO il fatto che avevamo anche l'idea di come evitare di produrle quelle scorie ma dovessimo ancora terminare dei progetti nuovi. Una leggenda voluta dai barbari americani invece il 'credo' imposto che il nucleare dovesse avere i limiti che tuttora ha nella gran maggioranza degli impianti in esercizio. Non creder che dimensione, costi (tutti esclusi quelli 'nascosti' delle scorie), sicurezza ed impatto ambientale (esclusi...) non sian da decenni ampiamente risolti anche in realizzazioni 'commerciali': è solo una prepotenza dei barbari imporre con l'uso anche della violenza estrema il 'nuovo petrolio' di cui anche vorrebbero il monopolio: l'uranio 'arricchito' (e guai a chi se lo arricchisce!) polverizzando ogni tecnologia alternativa, economica, semplice, alla portata dei Paesi emergenti. Su queste basi è intellettualmente GIUSTO segare il nucleare. Non lo sarebbe più se POTESSIMO adottare i reattori autofertilizzanti raffreddati a piombo (vedi un aggiornamento su Le Scienze marzo 2005) e che digeriscon di tutto, a cominciare dalle scorie degli altri (appetibili concentrati di energia inespressa ma irrefrenabile, in fondo!) per continuare con il torio eventualmente al posto dell'uranio, di cui è tanto più diffuso. Come a dire un inceneritore che cava energia dal pattume e che, in mancanza, brucia torba o qualsiasi altra cosa non sia un distillato d'energia. Riguardo ai fossili ed alle radiazioni poi, ricordo troppo male per citarli i dati impressionanti delle radiazioni nucleari emesse dagl'impianti a combustibile fossile ma sappi che quando si cava dal sottosuolo qualsiasi cosa, pietre pel calcestruzzo comprese, ci si tira dietro almeno il radon (da cui la raccomandazione d'arieggiare gli ambienti chiusi soprattutto sotterranei nelle case) e che estraendo e bruciando combustibili fossili (carbone in testa) si liberano nell'ambiente circostante materiali radioattivi in quantità di parecchi ordini di grandezza maggiori della peggiore delle centrali russe. La prima delle conclusioni 'generali' della mia tesi era che il maggior 'ritorno' da un investimento volto a 'bilanciare' il bisogno d'energia venisse dal RISPARMIO, in testa l'isolamento termico, dove contener lo spreco costava assai meno che aumentar la disponibilità; una 'scoperta' impressionante per chi 'credeva' d'essere indispensabile (noi tutti avevamo il 'fuoco' dei salvatori del mondo dopo il 1973, c'era del sincero idealismo e tuttora ci sarebbe, ad 'America' piacendo! Il genio poi... No, non fatecele progettare nel dettaglio, costruire, figurati, e men che meno gestire, ma ideare soprattutto ed impostare il progetto.. lascia fare, siam dei grandi!). Come per le auto però, dopo aver ridotto dell'80% il loro uso a spese di un probabile 20% di disagio, direbbe Wilfredo Pareto, che Dio l'ascolti, qualcosa si dovrebbe pur produrre, e sarei davvero disonesto intellettualmente se, tenendo per me quel che so anziché tentar di spiegarlo a rischio di incomprensioni, dicessi che un BEL nucleare sarebbe sia la soluzione delle scorie vecchie che una gran bella soluzione, elegante, pulita, sicura, non invasiva e democratica (salvo che non comperare petrolio ed uranio arricchito dagli u.s.a. venga considerato terrorismo e come tale motivo d'esportazione della democrazia, come pare ora si chiamino le guerre, mi tocca di cambiare il dizionario, poveri soldi miei!) non meno delle altre, idroelettrico, geotermico, solare ed eolico, nessuna delle quali dovrebbe mai cancellare le altre. E non è finita qui, di energia ne circola a bizzeffe nelle forme più esotiche, il vero problema è di CAPIRE: che belle le lezioni 'ecologiche', che potenza i modelli che già ci insegnavano (Kyoto non venne dal nulla) 'a porte chiuse', ché i migliori professori rischiavano persin la vita (vedi il caso Ippolito!) affrontando equanimemente la modellizzazione degl'ecosistemi 'al di là' delle conclusioni anche pericolosamente paralizzanti, almeno fino a nuove soluzioni, cui avrebbero portato. Il mare d'Aral è stato prosciugato dai miei colleghi russi; non lo volevano ma non l'avevan previsto, s'eran mossi prima di capire (o li avevan spinti...) la diga di Assuan è una barzelletta, ma noi... sapevamo! E sappiamo quel che NON sappiamo e VOGLIAMO SAPERE, poter studiare, e... poter DIRE, perché la cultura condivisa (siamo in sintonia perfetta) è l'unica nostra fuga in avanti!

GianMarco Tavazzani 03.09.05 12:41| 
 |
Rispondi al commento

Il problema,almeno per quel che riguarda l'Italia,e quindi le misure che intendono adottare le due coalizioni è che noi non siamo autosufficienti a livello energetico e dovremmo diventarlo il prima possibile. La nostra energia elettrica la importiamo dalla Francia in grandissima parte e loro usano delle centrali nucleari dipendere da loro non è il massimo della vita,anzi è uno scempio totale!
Ora,utilizzare il carbone come propone il centro-sinistra mi sembra del tutto fuori discussione,inquina e molto,non ne avremmo abbastanza (non importiamo l'energia ma la materia prima per farla,che gran passo in avanti!) e non è neppure rinnovabile,finirebbe piuttosto in fretta.
Perchè non ritornare sulle nostre (ok ok vostre io nn sapevo nemmeno dire 'mamma' nell'86) decisioni e riprendere la via del nucleare? Nemmeno questo ci converrebbe!Lasciando anche da parte il discorso dello stoccaggio delle scorie,che nessuno saprebbe mai dove depositare (già non ce la facciamo con i rifiuti)...noi stiamo pagando ancora per lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari,proprio quelle che volevamo costruire qui...
Sarebbe magnifico,paghiamo per demilirne un po' qui e pure per costruirne un po' la,ma il punto è che anche volendo fare uno sforzo del genere dovremmo importare la tecnologia e gli ingegneri dall'estero che sanno come fare per costruirle e renderle operative,perchè qui queste abilità e competenze non esistono più!
Quali dovrebbero essere le nostre fonti allora? Eolica? rovina il paesaggio secondo alcuni. Solare? stessa storia...eppure potremmo primeggiare in questo settore,per lo meno all'interno della UE...
Allora idroelettrica,che cavolo aspettiamo a sfuttare come si deve le nostre acque,non inquinandole,facendoci dare energia,accidenti.
E poi geotermica,in Islanda ci vivono TUTTI quei cavolo di geyser e qui abbiamo a parte larderello abbiamo solo terme?! Cos'hanno in comune queste fonti? Sono infinite a portata di mano e non inquinano NULLA! La soluzione c'è,anzi ce ne sono molte,forse bisogna ficcarle negli occhi dei nostri politici con dei paletti di legno per fargliele vedere?

Maurizio Squadrito 02.09.05 07:03| 
 |
Rispondi al commento

Mi e' arrivata questa mail: mi ha sconvolto. Oltre cento anni di guerre, inquinamento, finto progresso.. tutto da buttare. Ci siamo rovinati con le nostre mani. Ci hanno rovinati con le nostre mani. Avevamo la soluzione in mano. Il futuro nel passato. Un mondo migliore, pulito, in cui nessuno ha la possibilita' di speculare. E abbiamo buttato via tutto. Un principio banale, di cui si parla a scuola sin dalle medie: il campo elettrico terrestre. Un uomo, circa settanta anni fa, era riuscito ad attingere energia dal campo elettrico terrestre. Energia infinita, per tutti, senza cavi, senza contatori, senza generatori, senza bollette. Abbiamo remato cento anni controcorrente. Segue il testo della mail. E' lunga, e romanzata, ma vale la pena leggerla.
Al fondo ci sono le fonti.
Comincia cosi, facendo riferimento al progetto eolo, la macchina ad aria compressa, centro di scalpori di pochi anni fa. Dice:
"Non e' la prima auto del genere che viene fatta scomparire. Questa era stata costruita nel 1931 da Nikolas Tesla, uno scienziato piu' o meno come Albert
Einstein:


L’automobile spinta dall’etere di Nikola Tesla
Di Igor Spajic - tratto da Nexus Gold maggio-giugno 2005
www.nexusitalia.com

La città di Buffalo, nel nord dello stato di New York negli USA, fu silenziosa testimone di un fatto straordinario nel corso di una settimana durante l'estate del 1931. Nonostante la depressione economica avesse compromesso la produzione e i commerci, la città nondimeno rimaneva una fucina di attività. Un giorno, tra le migliaia di veicoli che ne percorrevano le vie, una lussuosa automobile si fermò accanto, al marciapiede presso il semaforo di un incrocio. Un passante notò come si trattasse di una berlina Pierce-Arrow ultimo modello, coi fari che s'integravano con grazia nei parafanghi nel tipico stile di questa marca. Quello che caratterizzava l'auto in quella fredda giornata estiva era l'assoluta assenza di emissione di vapore o fumi dal tubo di scarico. Il passante si avvicinò al guidatore e attraverso il finestrino aperto commentò l'assenza di fumi dallo scarico. Il guidatore ringraziò il passante per i complimenti sottolineando che era così perché l'automobile "non aveva motore".
Questa dichiarazione non è stravagante o maliziosa come potrebbe sembrare. C'era una certa verità in essa. Infatti, la Pierce-Arrow non aveva un motore a combustione interna; aveva invece un motore elettrico. Se l'autista si fosse preoccupato di completare la sua spiegazione al passante, avrebbe potuto dirgli che il motore elettrico non era alimentato da batterie
- da nessun tipo di "carburante".
L'autista era Petar Savo, e nonostante stesse guidando quell'auto non era il responsabile delle sue incredibili caratteristiche. Queste erano il lavoro dell'unico passeggero, un uomo che Petar Savo conosceva come uno
"zio": non altri che il genio dell'elettricità Nikola Tesla (1856-1943).
Negli anni '90 del 19' secolo Nikola Tesla aveva rivoluzionato il mondo con le sue invenzioni per sfruttare l'elettricità, dandoci il motore elettrico a induzione, la corrente alternata (AC), la radiotelegrafia, il radiocomando a distanza, le lampade a fluorescenza ed altre meraviglie scientifiche. In realtà fu la corrente alternata polifase di Tesla e non la corrente continua di Thomas Edison ad inaugurare la moderna epoca tecnologica.
Tesla non rimase a dormire sugli allori ma continuò a fare scoperte fondamentali nei campi dell'energia e della materia. Scoprì i raggi cosmici decenni prima di Millikan e fu il primo a sviluppare i raggi-X, il tubo a raggi catodici e altri tipi di valvole.

Comunque, la scoperta potenzialmente più significativa di Nikola Tesla fu che l'energia elettrica può essere propagata attraverso la Terra ed anche attorno ad essa in una zona atmosferica chiamata cavità di Schumann. Essa si estende dalla superficie del pianeta fino alla ionosfera, all'altezza di circa 80 chilometri . Le onde elettromagnetiche di frequenza estremamente bassa, attorno agli 8 hertz (la risonanza di Schumann, ovvero la pulsazione del campo magnetico terrestre) viaggiano, praticamente senza perdite, verso ogni punto del pianeta. Il sistema di distribuzione dell'energia di Tesla e la sua dedizione alla free energy significavano che con l'appropriato dispositivo elettrico sintonizzato correttamente sulla trasmissione dell'energia, chiunque nel mondo avrebbe potuto attingere dal suo sistema.
Lo sviluppo di una simile tecnologia rappresentava una minaccia troppo grande per gli enormi interessi di chi produce, distribuisce e vende l'energia elettrica.
La scoperta di Tesla finì con la sospensione dell'appoggio finanziario alle sue ricerche, l'ostracismo da parte della scienza ufficiale e la graduale rimozione del suo nome dai libri di storia. Dalla posizione di superstar della scienza nel 1895, Tesla nel 1917 era virtualmente un "signor nessuno", costretto a piccoli esperimenti scientifici in solitudine. Nei suoi incontri annuali con la stampa in occasione del suo compleanno, una figura sottile nel cappotto aperto di stile anteguerra avrebbe annunciato ai giornalisti le scoperte e gli sviluppi delle sue idee. Era un triste miscuglio di ego e genio frustrato.
Nel 1931, Nikola Tesla compì 75 anni. In una rara dimostrazione di omaggio da parte dei media, la rivista Time gli dedicò la copertina e un profilo biografico. L'anziano ingegnere e scienziato appariva emaciato anche se non sofferente, i suoi capelli ancora di un nero lucido e lo stesso sguardo lontano nei suoi occhi di sognatore.

Le Auto Elettriche Rimangono Indietro
All'inizio del ventesimo secolo, per le automobili elettriche le prospettive erano luminose. Futuristi come Jules Verne avevano anticipato veicoli elettrici alimentati da batterie che erano meccanicamente più semplici, silenziosi, inodori, facili da adoperare e con meno problemi di qualunque automobile con motore a benzina.
Nell'automobile con motore a benzina occorreva regolare la valvola a farfalla, l'anticipo dell'accensione, pompare sull'acceleratore e far girare il motore con una manovella. In un'auto elettrica bastava soltanto girare una chiave e premere l'acceleratore. Rilasciando l'acceleratore l'auto rallentava immediatamente.
Se necessario, in un'epoca in cui vi erano poche officine per auto, un normale elettricista poteva eseguire la manutenzione del semplice motore a corrente continua. Non vi era olio da cambiare, né radiatore da riempire, né pompe della benzina o dell'acqua da sistemare, nessun problema di carburazione, nessuna marmitta che si arrugginiva, nessun differenziale o trasmissione da controllare, e nessun inquinamento! Il grasso e l'olio erano limitati a un paio di cuscinetti a sfere del motore elettrico e ad alcuni raccordi del telaio.
Per le loro consegne i grandi magazzini impiegavano camion elettrici. I medici iniziarono a recarsi alle visite al domicilio dei pazienti con “l’elettrica”, sostituendo il proprio cavallo e calesse con qualcosa di altrettanto semplice da mantenere. Le donne preferivano le auto elettriche per la facilità di guida. Poiché le vetture elettriche erano limitate in velocità e autonomia dalle loro batterie, diventarono popolari come trasporti cittadini.

Al di fuori delle città, le strade dell'America di allora erano così primitive che diventarono riservate ai veicoli con motore a combustione interna, più veloci, con autonomia maggiore e in rapido progresso. Così, negli USA vi fu una specie di età dell'oro per i veicoli elettrici dopo che il resto del mondo iniziò ad abbandonarli. Detroit Electric, Columbia, Baker, Rauch & Lang e Woods furono le principali aziende tra quelle che producevano questo tipo di veicoli elettrici; si svilupparono nella loro nicchia di mercato con una serie di carrozzerie formali, spesso eleganti.
Il tallone d'Achille delle vetture elettriche, comunque, fu sempre la densità energetica delle sue batterie, ovvero la sua scarsità. Le batterie erano dei tipo al piombo, pesanti e ingombranti, e sottraevano molto spazio prezioso. Il peso eccessivo riduceva la maneggevolezza e limitava le prestazioni, anche per gli standard di quegli anni. I veicoli elettrici non potevano superare i 70- 80 Km/h , poiché a queste velocità la batteria si poteva distruggere in un attimo. Spunti attorno ai 60 Km/h si potevano sostenere per tempi brevissimi, e la tipica gamma di velocità dei percorsi era di 25- 35 Km/h . Le batterie richiedevano ricariche ogni notte e l'autonomia massima superava difficilmente i 160 chilometri . Nessun costruttore di veicoli aveva mai installato un generatore elettrico di corrente continua, che avrebbe potuto restituire piccole quantità di energia alle batterie mentre il veicolo era in movimento, aumentandone così l'autonomia. Vi furono promesse su future potenti batterie innovative sin dai tempi di Edison, ma alla fine non se ne vide traccia.
Non appena la velocità e l'affidabilità delle automobili a benzina migliorarono, le auto elettriche furono abbandonate e rimasero le preferite dai pensionati e dalle signore anziane. L'introduzione della messa in moto elettrica nelle auto a benzina mise il chiodo finale alla bara delle auto elettriche.

La Comparsa di Nikola Tesla
Negli anni '60 un ingegnere aeronautico di nome Derek Alilers incontrò Petar Savo e sviluppò una lunga amicizia con lui. Durante il loro sodalizio durato dieci anni, Savo gli parlò del suo illustre "zio" Nikola Tesla e delle sue realizzazioni negli anni '30. (Savo era un giovane parente di Tesla anche se non un nipote, ma si riferiva a lui come "zio".)
Nel 1930 Nikola Tesla chiese a suo “nipote" Petar Savo di venire a New York. Savo (nato in Jugoslavia nel 1899, quindi 43 anni più giovane di
Tesla) era stato nell'esercito austriaco ed era un esperto pilota, così colse fervidamente l'opportunità di lasciare la Jugoslavia (paese natale di Nikola Tesla). Si trasferì negli USA stabilendosi a New York.
Nel 1967, in una serie di interviste, Savo descrisse la sua parte nell'episodio dell'auto elettrica di Tesla.
Durante l'estate del 1931, Tesla invitò Savo a Buffalo, nello stato di New York, per mostrargli e collaudare un nuovo tipo di automobile che aveva sviluppato di tasca sua. Casualmente, Buffalo è vicina alle cascate del Niagara - dove era entrata in funzione nel 1895 la stazione idroelettrica a corrente alternata di Tesla che lo aveva innalzato al culmine della stima da parte della scienza ortodossa. La Westinghouse Electric e la Pierce-Arrow avevano preparato questa automobile elettrica sperimentale seguendo le indicazioni di Tesla. (George Westinghouse aveva acquistato da Tesla i brevetti sulla corrente alternata per 15 milioni di dollari all'inizio del 20' secolo.)
La Pierce-Arrow adesso era posseduta e finanziata dalla Studebacker Corporation, e utilizzò questo solido appoggio finanziario per lanciare una serie di innovazioni. Tra il 1928 e il 1933 l 'azienda automobilistica presentò nuovi modelli con motori ad 8 cilindri in linea e 12 cilindri a V, i futuristici prototipi Silver Arrows, nuovi stili e miglioramenti di tecnica ingegneristica. La clientela reagì positivamente e le vendite della Pierce-Arrow aumentarono la quota aziendale nel mercato delle auto di lusso, nonostante nel 1930 quest'ultimo fosse in diminuzione. In una situazione così positiva, progetti "puramente teorici" come l'auto elettrica di Tesla erano all'interno di questa sfera concettuale. Nella tradizionale mistura di arroganza e ingenuità dell'azienda, niente sembrava impossibile.
Così, per le sperimentazioni era stata selezionata una Pierce-Arrow Eight del 1931, proveniente dall'area di collaudo dell'azienda a Buffalo, nello stato di New York. Il suo motore a combustione interna era stato rimosso, lasciando intatti la frizione, il cambio e la trasmissione verso l'asse posteriore. La normale batteria da 12 volt rimase al suo posto, ma alla trasmissione era stato accoppiato un motore elettrico da 80 cavalli.

Tradizionalmente, le auto elettriche montavano motori a corrente continua alimentati da batterie, dato che quella continua è il solo tipo di corrente che le batterie possono fornire. Si sarebbe potuto utilizzare un convertitore corrente continua/corrente alternata, ma a quei tempi tali dispositivi erano troppo ingombranti per essere montati su un'automobile.
Il crepuscolo delle auto elettriche era già passato da tempo, ma questa Pierce-Arrow non venne dotata di un semplice motore a corrente continua. Si trattava di un motore elettrico a corrente alternata progettato per raggiungere 1.800 giri al minuto. Il motore era lungo 102 centimetri con un diametro di 76, senza spazzole e raffreddato ad aria per mezzo di una ventola frontale, e presentava due terminali di alimentazione indirizzati sotto il cruscotto ma lasciati senza collegamento. Tesla non disse chi costruì il motore elettrico, ma si ritiene che fu una divisione della Westinghouse. Sul retro dell'automobile era stata fissata un'antenna di 1,83 metri .

L’Affare "Etere-Arrow"
Petar Savo raggiunse il suo famoso parente, come quest'ultimo gli aveva chiesto, e a New York salirono assieme su un treno diretto verso il nord dello stato omonimo. Durante il viaggio l'inventore non commentò la natura dell'esperimento.
Arrivati a Buffalo, si recarono presso un piccolo garage dove trovarono la nuova Pierce-Arrow. Il Dr. Tesla sollevò il cofano e fece qualche regolazione sul motore elettrico a corrente alternata sistemato al suo interno. In seguito si recarono a predisporre gli strumenti di Tesla. Nella camera di un hotel delle vicinanze il genio dell'elettricità si mise a montare il suo dispositivo. In una valigia a forma di cassetta si era portato dietro 12 valvole termoioniche. Savo descrisse le valvole “di costruzione curiosa", sebbene in seguito almeno tre di esse siano state identificate come valvole rettificatrici 70L7-GT. Furono inserite in un dispositivo contenuto in una scatola lunga 61 centimetri , larga 30,5 e alta 15. Non era più grande di un ricevitore radio ad onde corte. Al suo interno era predisposto tutto il circuito elettronico comprese le 12 valvole, i cablaggi e le resistenze. Due terminali da 6 millimetri di diametro e della lunghezza di 7,6 centimetri sembravano essere le connessioni per quelli del motore.
Ritornati all'auto del l'esperimento, misero il contenitore in una posizione predisposta sotto il cruscotto dalla parte del passeggero. Tesla inserì i due collegamenti controllando un voltmetro.

"Ora abbiamo l'energia", dichiarò, porgendo la chiave d'accensione a suo nipote. Sul cruscotto vi erano ulteriori strumenti che visualizzavano valori che Tesla non spiegò.
Dietro richiesta dello zio, Savo mise in moto. “Il motore è partito", disse Tesla. Savo non sentiva alcun rumore. Nonostante ciò, col pioniere dell'elettricità sul sedile del passeggero, Savo selezionò una marcia, premette sull'acceleratore e portò fuori l'automobile.
Quel giorno Petar Savo guidò questo veicolo senza combustibile per lungo tempo, per circa 80 chilometri attorno a Buffalo, avanti e indietro nella campagna. Con un tachimetro calibrato a 190 chilometri orari a fondo scala, la Pierce-Arrow venne spinta fino a 145 km/h , e sempre con lo stesso livello di silenziosità del motore.
Mentre percorrevano la campagna Tesla diventava sempre più disteso e fiducioso sulla sua invenzione; cominciò così a confidare a suo nipote alcuni suoi segreti. Quel dispositivo poteva alimentare le richieste di energia del veicolo per sempre, ma poteva addirittura soddisfare il fabbisogno energetico di un'abitazione - e con energia in avanzo.
Pur se riluttante, inizialmente, a spiegarne i principi di funzionamento, Tesla dichiarò che il suo dispositivo era semplicemente un ricevitore per una "misteriosa radiazione, che proviene dall'etere" la quale "era disponibile in quantità illimitata".

Riflettendo, mormorò che "il genere umano dovrebbe essere molto grato per la sua presenza".
Nel corso dei successivi otto giorni Tesla e Savo provarono la Pierce-Arrow in percorsi urbani ed extraurbani, dalle velocità estremamente lente ai 150 chilometri all'ora. Le prestazioni erano analoghe a quelle di qualunque potente automobile pluricilindrica dell'epoca, compresa la stessa Pierce Eight col motore da 6.000 cc di cilindrata e 125 cavalli di potenza.
Tesla raccontò a Savo che presto il ricevitore di energia sarebbe stato utilizzato per la propulsione di treni, natanti, velivoli e automobili.
Alla fine della sperimentazione, l'inventore e il suo autista consegnarono l'automobile in un luogo segreto, concordato in precedenza - il vecchio granaio di una fattoria a circa 30 chilometri da Buffalo. Lasciarono l'auto sul posto, ma Tesla si portò dietro il suo dispositivo ricevitore e la chiave d'accensione.
Questo romanzesco aspetto dell'affare continuò. Petar Savo raccolse delle indiscrezioni secondo le quali una segretaria aveva parlato delle prove segrete ed era stata licenziata. Ciò spiegherebbe un impreciso resoconto sulle sperimentazioni che apparve su diversi quotidiani.
Quando chiesero a Tesla da dove arrivasse l'energia, data l'evidente assenza di batterie, egli rispose riluttante: "Dall'etere tutto attorno a noi".
Alcuni suggerirono che Tesla fosse pazzo e in qualche modo collegato a forze sinistre e occulte. Tesla fu incensato. Rientrò assieme alla sua scatola misteriosa al suo laboratorio di New York. Terminò così la breve esperienza di Tesla nel mondo dell'automobile.
Questo incidente dell'infrazione nella sicurezza può essere apocrifo, dato che Tesla non disdegnava di utilizzare la pubblicità per promuovere le sue idee ed invenzioni, sebbene quando questi dispositivi mettevano in pericolo lo status quo dell'industria egli aveva ogni buona ragione per essere circospetto nei suoi rapporti.
L’azienda Pierce-Arrow aveva già toccato il culmine del suo successo nel 1930. Nel 1931 era in calo. Nel 1932 l 'azienda perse 3 milioni di dollari. Nel 1933 vi furono problemi amministrativi anche nell'azienda madre Studebacker che vacillò sull'orlo della liquidazione. L’interesse passò dall'innovazione alla pura sopravvivenza, e qui la Pierce-Arrow abbandona il nostro racconto.

Un mistero all'interno di un enigma
Circa un mese dopo la pubblicazione dell'episodio, Petar Savo ricevette una telefonata da Lee DeForest, un amico di Tesla e pioniere nello sviluppo delle valvole termoioniche. Egli chiese a Savo se i test lo avessero soddisfatto. Savo rispose con entusiasmo e DeForest lodò Tesla come il più grande scienziato vivente al mondo.
In seguito, Savo chiese a suo "zio" sugli sviluppi del ricevitore energetico in altre applicazioni. Tesla rispose che era in contatto con uno dei principali cantieri nautici per realizzare una nave con un dispositivo simile a quello dell'automobile elettrica sperimentale. Tuttavia, non gli si potevano chiedere maggiori dettagli dato che era ipersensibile riguardo alla sicurezza del suo dispositivo - e non si può dargli torto. In passato, potenti interessi avevano cercato di ostracizzare Tesla, ostacolando ogni suo sforzo per promuovere ed applicare le proprie tecnologie.
Chi scrive non è a conoscenza di alcun documento pubblico che descriva un esperimento nautico, o se quest'ultimo accadde. Non venne divulgata alcuna informazione.
Il New York Daily News del 2 aprile 1934 riportava un articolo intitolato "Il sogno di Tesla di un'energia senza fili vicino alla realtà", che descriveva un "esperimento programmato per spingere un'automobile utilizzando la trasmissione senza fili di energia elettrica". Questo successe dopo l'episodio e non vi era menzione di "free energy".
Nel periodo in cui l'automobile dovrebbe essere stata svelata, la Westinghouse Corporation , sotto la presidenza di F. A. Merrick, pagò per la sistemazione di Tesla al New Yorker, il più nuovo e lussuoso hotel di New York. In esso l'anziano scienziato visse gratuitamente per tutto il resto della sua vita. Tesla venne anche reclutato dalla Westinghouse per ricerche non ben specificate sulle trasmissioni senza fili ed egli interruppe le sue dichiarazioni pubbliche sui raggi cosmici.
Forse che la Westinghouse comprò il riluttante silenzio di Tesla sulle sue scoperte free energy? Oppure venne finanziato per proseguire dei progetti segreti talmente speculativi da non costituire una minaccia per il complesso industriale nell'immediato futuro? Cala il sipario su un mistero all'interno di un enigma."

Riferimenti
- Abram, Arthur, "The Forgotten Art of Electric-Powered Automobiles", The Cormorant, bollettino del Packard Club (data sconosciuta)
- Intervista di Derek Ahiers a Petar Savo, 16 settembre 1967 (dagli archivi di Ralph Bergstrasser)
- Childress, David H., The Fantastic Inventions of Nikola Tesla, Adventures Unlimited Press, Illinois , 1993, ISBN l932813-19-4
- Childress, David H. (ed.), The Tesla Papers, Adventures Unlimited Press, Illinois , 2000, ISBN 0-932813-86-0
- Decker, Jerry, "Tesla's Electric Car - The Moray Version", KeelyNet BBS, postato il 31 gennaio 1993
- Extraordinary Technology, vol. 1, nr. 2, aprile/maggio/giugno 2003
- Greene, A.C., "The Electric Auto That Almost Triumphed", Dallas Morning News, 24 gennaio 1993
- Nieper, Hans A., Revolution in Technology, Medicine and Society, MIT Verlag, Oldenburg, 1985, ISBN 3-925188-07-X (inizialmente pubblicato in Germania come Revolution in Technik, Medizin, Gesellschaft, 1981)
- Siefer, Marc I., Wizard. The Life and Times of Nikola Tesla, Birch Lane Press/Carol Publishing Group, NJ, 1996, ISBN 1-55972-329-7
- Seife, C., "Running on Empty", New Scientist, 25 aprile 1998
- Southward Car Museum Trust Inc., The illustrated Motor Vehicle Collection, Paraparaumu, Nuova Zelanda, ISBN 0-47305583-X
- TFC Books FAQ, http://www.tfcbooks.com/tesiafaq e Vassilatos, Gerry, "Tesla's Electric Car, KeelyNet BBS

La mail era firmata in questo modo:
www.disinformazione.it

Nicola Brecciaroli 01.09.05 10:53| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

il problema delle pompe di calore è:
-basso rendimento con temperature vicino o sotto alla zero e con alti tassi di umidità,
- costi notevolmente + alti rispetto alle caldaie
- costo delle energia elettrica 3 volte superiore a quella del metano
- ora con caldaie a condensazione il rendimento delle caldaie è amentato di circa un 15-20%
- la pompa di calore fa romure
ecc.... ecc....

roberto sciamanna 31.08.05 19:36| 
 |
Rispondi al commento

Risposta ad Antonio Scalisi:
Grazie per l'interesse dimostrato verso le pompe di calore elettriche, ti devo però togliere un'illusione: le pompe di calore elettriche sono efficaci per produrre calore (...acqua calda per uso riscaldamento fino ca. 55°C) con rendimenti elevatissimi (con 1KWh elettrico si producono fino 5 KWh termici)ma non produrranno mai neanche 1 Watt di energia elettrica. Ma non importa, un'alloggio da 150 mq consuma in media in un anno 16.000 kWh termici e ca. 3.000 kWh elettrici, è nel riscaldamento che si deve risparmiare non tanto nel consumo elettrico! Lo spreco enorme (ambientale e di costi) è bruciare combustibili con temperatura di fiamma tra 800 e 1200°C per scaldare ambienti a 20°C.
Noi siamo abituati a credere che per riscaldare non si possa che bruciare qualcosa, completamente falso, la termodinamica (ciclo di Carnot) ci insegna che il calore si può "concentrare e trasportare": da una massa a bassa temperatura (p.es. il mare) si può estrarre calore e scaldare una massa più piccola per portarla ad una temperatura elevata (p.es. l'acqua di un impianto).
Si può quindi estrarre calore da un secchio di acqua fredda (10°C) e trasferirlo ad un bicchiere affinchè diventi bollente? La risposta è si, purchè si utilizzi una seppur piccola percentuale di energia meccanica o elettrica (compressore).
E' possibile riscaldare i condomini che intendi ma attenzione ai requisiti dell'impianto: i condomini devono essere ben coibentati (non ha senso avere una grande pompa di calore per coprire le perdite da muri e finestre non coibentate) meglio una piccola pompa di calore ed edifici a bassa dispersione, inoltre gli impianti devono essere preferibilmente a bassa temperatura (pavimento radiante o radiatori per bassa temperatura). Esistono anche grandi pompe di calore abbinate a motori diesel o a gas per essere svincolate dalla rete elettrica, hanno una resa DOPPIA rispetto le comuni caldaie.
All'estero ce ne sono centinaia, in Germania e Svizzera tutte le piscina coperte sono riscaldate in questo modo.
Più pompe di calore elettriche significa più centrali elettriche? Assolutamente no, in Germania ci sono diverse centinaia di migliaia di pompe di calore elettriche e non hanno costruito centrali aggiuntive nonostante abbiano comunque anche loro problemi di potenza. Come hanno fatto? Semplice, le pompe di calore girano in orari prestabiliti saltando le quelle poche ore di punta critiche per la rete elettrica.
Le reti elettriche digitali servono anche a questo.
Perchè non si installano pompe di calore in Italia? Mancano tecnici preparati, manca la promozione (meno tasse e più informazione) da parte degli enti pubblici, manca la sensibilità e cultura degli utenti (chi ha i mezzi preferisce acquistare una barca e non un sistema di risparmio energetico), oltre al fatto che il risparmio energetico non interessa a chi vende idrocarburi e a chi incassa le relative tasse.
Armati di coraggio e vai avanti, visita i siti internet dedicati, non ti scoraggiare, io di pompe di calore ne ho installate 500 nei primi anni 80 prima che cominciasse la campagna del metano.

Marco List 31.08.05 16:29| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

vorrei segnale che il nuovo reattore a fusione nucleare, noto con il nome Iter, utilizza un combustibile composto da isotopi dell'idrogeno (deuterio e trizio). questi nuovi reattori, al contrario di quelli esistenti, a fusione sono sicuri in quanto non ci sono rischi di esplosione. infine come scarto la fusione produce solo elio, un gas inoffensivo, e neutroni, che saranno resi innocui scegliendo i materiali adatti per le pareti del reattore. la convenienza di questo reattore è che una tonnellata di combustibile (come detto prima deuterio e trizio)produce tanta energia quanto otto milioni di tonnellate di petrolio. il deuterio si trova nell'acqua (33 grammi ogni metro cubo di acqua di mare), mentre il trizio si fabbrica a partire dal litio, anch'esso presente nell'acqua.
il tempo previsto per gestire al meglio questa nuova tecnologia è di 50 anni!

daniele colombi 28.08.05 14:41| 
 |
Rispondi al commento

Il nucleare è roba di 70 anni fa. Pensare al futuro non è proprio possibile?
Senza le lobby del petrolio oggi viaggeremo ad acqua, sole e vento!

michele martelli 28.08.05 06:06| 
 |
Rispondi al commento

Volevo chiedere a Marco List un chiarimento.
Il 24 ago egli dice: "Con l'energia elettrica si possono invece azionare DA OGGI pulite ed efficienti pompe di calore con rendimenti fino a COP 5 (1KWH elettrico rende 5 KWH come calore)!".
Questo riaccende le speranze di un mio "progetto nel cassetto" che illustro brevemente: abito a Genova in un condominio di 5 palazzi da 7 piani ciascuno (tot 120 famiglie), riscaldamento ed acqua centralizzati: da anni mi chiedo, ma possibile che con le fuel cells (a genova c'e Ansaldo Fuel Cells n.d.r.) il nostro condominio non possa sostituire sta maledetta caldaia e in piu anche diventare autoproduttore di energia elettrica? Mi rispondevo di no perche' ricordavo che usare enegia elettrica per produrre calore era una bestemmia. Ma Marco mi riaccende le speranze. Si puo' approfondire?

Grazie

Antonio Scalisi 26.08.05 16:48| 
 |
Rispondi al commento

vorrei semplicemente far notare che la finlandia, una delle nazione al mondo con le leggi ambientali piu' severe, ha recemente approvato la costruzione di un nuovo impianto nucleare definito EPR (European Pressurised Reactor).
Caro Beppe mi potresti spiegare perche', se il nucleare fa cosi schifo come dici, una nazione cosi attenta alle politiche ambientali ha fatto questa scelta?
ciao e grazie per l attenzione
Gianluigi

gianluigi clemente 26.08.05 14:46| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe! Sei un grande! Ci vorrebbero qualche centinaio di Beppi Grilli con vita eterna... L'ultima frase che hai detto però mi dà da pensare... Anche con i referendum decidiamo direttamente ma ci influenzano talmente attraverso i loro TG... Finische che, la maggioranza, vota quello che vogliono loro con la differenza che ufficialmente abbiamo scelto noi: quindi siamo cornuti e mazziati. E dopo non sai più nemmeno con chi prendertela se le cose van male! Questo tipo di democrazia che dicevi si potrà attuare solo creando cultura nella popolazione. Non è cambiando politici o regole elettorali che si arriva alla svolta ma cambiando mentalità. Purtroppo è un processo che richiede tempo, una forse due generazioni (a patto di iniziare) però siamo già in piena crisi idealistico-sociale e servirebbe cambiare "registro" subito.

Daniele Casella 26.08.05 14:20| 
 |
Rispondi al commento

Il Dio denaro piu' potente del nostro Dio?

Rifletti: di chi e' la nostra vita? Di sicuro non nostra e quei quintali di carta straccia chiamata moneta diventaranno polvere, per inquinare meno una casa automobilistica ha immesso sul mercato ora finalmente anche Italiano un'auto ibrida che regolarmente guido tutti i giorni perche' l'ho acquistata, aspettando quella di Beppe a vapore acqueo,e' un Ibrida ed a 2 motori uno elettrico e uno a scoppio termico in euro 5, indi produco l'89 per cento in meno di gas responsabili del cambiamento del nostro amato ecosistema dove ci viviamo tutti belli e brutti, l'auto non si mette in moto ma cammina spenta... gestendo il motore termico da se' e accendendosi quando le condizioni di guida lo richiedono mentre il fase di rilascio dell'accelleratore l'energia cinetica delle ruote ricarica la batteria piccola
agli idruri mantenendo sempre un ottimo stato di carica ottimale. In citta' sei un eletto fortunato perche' si guida spenti.....una goccia nel mare direte, ma io ci credo e amo tanto questa terra.

elia rizzuti 25.08.05 23:43| 
 |
Rispondi al commento

Purtroppo il nucleare è necessario altrimenti abbiamo come mestiere solo il valore aggiunto più misero del mondo: il turismo (tutti camerieri, cuochi e bagnini). Gli svantaggi del nucleare menzionati da Beppe sono indubbi ma esiste un crimine 1.000.000 di volte più orrendo: bruciare petrolio al ritmo di una petroliera ogni 30 minuti e in aggiunta consumare carbone 2 volte tanto, oltre allo spreco un inquinamento inimmaginabile.
Il nucleare deve accompagnare l'utilizzo delle energie rinnovabili per una sostituzione del consumo di petrolio per produrre energia elettrica e, ATTENZIONE, anche per sostituire gas/gasolio per uso riscaldamento! Bruciare quantità massicce di combustibili preziosi per scaldare le nostre casa a 20°C è CRIMINALE!! Con l'energia elettrica si possono invece azionare DA OGGI pulite ed efficienti pompe di calore con rendimenti fino a COP 5 (1KWH elettrico rende 5 KWH come calore)!
La tecnica è molto più avanti delle scelte politiche e delle alternative che la gente comune conosce. Solo che le scelte tecniche vengono privilegiate nelle nazioni a cultura scientifica (centro / nord europa) dove che le utilizza ha interesse a c0onoscerle e a sceglierele. Qui da noi, umanisti (medici, avocati, notai, professori, deputati, ecc) le tecnologie non interessano se non a fine propagandistico e quindi strumento politico per arrivare o rimanere al potere (vedi referendum sul nucleare), inoltre il monopolio dei combustibili (ENI) fa comodo per tanti finanziamenti sottobanco.
Il nucleare è antieconomico? Non è meglio investire p.es. 10 miliardi di euro per le centrali (soldi per le nostre imprese) che versarne p.es. 5 miliardi ai paesi arabi per un petrolio in via di esaurimento? Da che parte siete?
Il nucleare è pericoloso? Ma certo che lo è, ma non deve essere qusto l'ostacolo per chi deve renderlo sicuro, altrimenti non andremmo neanche in automobile.
Se qualcuno mi fa un'offerta di lavoro per andare a lavorare in una centrale termonucleare ci vado di corsa, io e mia moglie. Aspetto un'offerta.

Marco List 24.08.05 09:00| 
 |
Rispondi al commento

BASTAAAAAAA! Voglio aria pulita. Basta con il petrolio, il gas, il carbone, la NUCLEARE, il diesel, polveri sottili, il consumismo, i politici....... Cerchiamo di crearci la nostra ARIA PULITA partendo dai panneli solari (non è da escludere anche l'energia eolica), io mi sto già informando per come installarli sul tetto di casa mia. Oltre a questo vogliamo queste benedette macchine a idrogeno. Se ci fosse qualche ingegnere in giro con le controp...e creerebbe anche un'automobile che funziona con la m...a, basta studiarci su! Pultroppo il Dio denaro e diventato più potente del nostro Dio!

valerio zanni 23.08.05 18:15| 
 |
Rispondi al commento

staranno esagerando il berlusca lo scajola & Co.?

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/08_Agosto/22/scorie.shtml

davide patti 22.08.05 15:51| 
 |
Rispondi al commento

Per Matteo Martini:

“Come mai una centrale del genere non l’hanno ancora costruita in India/Brasile/Australia/Messico?
Tutti cretini?”

Perché bisogna essere capaci (v. Rubbia/progetto Archimede - http://www.enel.it/eventi/priolo/progettoArchimede.asp?m=2 )

Perché bisogna averne voglia (spesi 70 miliardi di dollari in ricerca sul nucleare, 10 miliardi per le rinnovabili - world-nuclear.org/info/inf68.htm ).

Comunque qualche tentativo lo stanno facendo:
Torre solare nel deserto australiano, un chilometro di altezza, 5 chilometri quadrati di vetri, 200 MW di energia.
http://www.enviromission.com.au/solar-mission-project/solar-mission.htm

Centrale solare concentrazione da 500 MW abbinata a motori Stirling in California
http://www.renewableenergyaccess.com/rea/news/story?id=35263

Gaetano Subacchi 18.08.05 08:52| 
 |
Rispondi al commento


Per Gaetano Subbacchi:
" Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno"

Come mai una centrale del genere non l` hanno ancora costruita in India/Brasile/Australia/Messico?
Tutti cretini?

matteo martini 18.08.05 02:54| 
 |
Rispondi al commento

Approposito dei costi cito ancora Rubbia sul solare termodinamico (non foftovoltaico):
“Oggi, cioè in fase preindustriale, il costo complessivo dell'impianto oscilla tra i 100 e i 150 euro a metro quadrato. E da un metro quadrato si ricava ogni anno un'energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno".

Gaetano Subacchi 17.08.05 05:46| 
 |
Rispondi al commento

“Si stima che la quantità di uranio disponibile sul pianeta ammonti a 4 milioni tonnellate.

Nel mondo, il consumo annuale di uranio delle centrali nucleari è stato valutato pari a circa 60.000 tonnellate.

Oggi, la potenza nucleare installata è di 350 gigawatts, cioè circa il 3 % dell'energia prodotta nel mondo.

Per ridurre del 50% le emissioni di anidride carbonica, sarebbe necessario costruire parecchie migliaia di nuovi reattori.

Questi esaurirebbero le riserve mondiali di uranio, in meno di cinque anni.”

( http://www.mybestlife.com/ambiente/News/07052002_energia_nucleare_avvenire.htm )

Gaetano Subacchi 17.08.05 05:38| 
 |
Rispondi al commento


L` energia solare ad oggi non e` competitiva economicamente con le tradizionali fonti di energia

matteo martini 17.08.05 02:28| 
 |
Rispondi al commento

Per l'amico Gaetano Subacchi e tutti gli altri amici del Forum.


Il Prof.Rubbia oltre che ispiratore del progetto italiano del solare termodinamico ( l'impianto dimostrativo dovrebbe partire a Priolo...salvo pastoie politiche e/o mafiose di vario tipo) è anche l'ispiratore del progetto ADS che rappresenta una interessante e valida soluzione al problema dello stoccaggio di scorie nucleari con tempi di decadimento geologici.
Questo per dire che uno scienziato serio agisce a 360° e non ha preclusioni ideologiche e/o politiche verso nessun tipo di tecnologia. Semplicemente cerca di risolvere i problemi posti dai cittadini e dalla società nel suo insieme.
Tornando a noi un reattore ADS accoppiato ai reattori di quarta generazione a ciclo del combustibile chiuso rappresenta, insieme alla fusione termonucleare controllata, il cardine della ricerca nel settore della tecnologia nucleare sostenibile.

Mi permetto di riportare un paio di citazioni prese dal documento "Calore ad alta temperatura ed Energia Solare" edito dall'ENEA e scaricabile dal sito:
1-
"...nella nicchia creata dall’evoluzione
epidemica delle tecnologie attuali,
è prevista l’apparizione e la crescita
di una nuova forma di energia,
per la quale l’energia solare è la più
accreditata candidata, eventualmente
seguita da un’altra nuova ipotetica
tecnologia, che potrebbe essere un
nuovo nucleare (fissione o fusione).
La conclusione è rafforzata dal fatto
che, nel futuro, soltanto il sole e una
rinnovata fonte di origine nucleare
hanno potenzialità di contributo energetico
tali da sostenere l’enorme domanda
di energia primaria, aggiuntiva
a quella dei combustibili fossili, i quali
evidentemente dovrebbero continuare
a seguire la loro curva epidemica."

2-

"Uno dei problemi fondamentali sarà
la produzione di idrogeno su larga
scala a costi competitivi ed in modo
sostenibile. Ciò significa l’uso di acqua
come materia prima e di una fonte
energetica primaria che non produca
gas serra. Le due opzioni possibili
sono ad oggi, per le fonti primarie,
il ricorso all’energia solare concentrata
ovvero all’uso dell’energ i a
nucleare con reattori nucleari di nuova
generazione."

Aggiungo io e concludo con un evviva l'energia solare che a me piace moltissimo insieme al risparmio energetico!
Ma anche i dati stessi della tabella di Beppe e tutte le previsioni dei massimi organismi internazionali preposti sugli scenari futuri ci dicono che le fonti rinnovabili, nonostante il loro straordinario sviluppo, purtroppo non bastano.
Dobbiamo renderci conto che la situazione dei gas serra nell'atmosfera si sta avvicinando al punto di non ritorno e che quindi occorre fare in fretta ed avere un approccio razionale al problema.

Saluti

Giovanni Mercurio 11.08.05 14:05| 
 |
Rispondi al commento


Per Gaetano Subbacchi:
Deduco quindi è un problema di soldi, non di spazio. Ma in fondo 500 dollari per kW mi sembra un’offerta generosa. Io ci starei.

MM
Non e` un problema di soldi.
E` un problema di moooooooltissimi soldi

Per Gaetano Subbacchi:
Ricapitolando:
Oggi abbiamo bisogno di circa 13 TW. Nel 2050, di circa 30 TW. Perciò nei prossimi 45 anni dovremmo investire circa 335 miliardi di dollari all’anno. Non mi sembra una tragedia se pensiamo che 15 000 miliardi di dollari sono i soldi spesi nel mondo per gli armamenti in 15 anni (circa 1000 miliardi di dollari all’anno).

MM
Dovrei andare a fondo dei calcoli e onestamente non ho tempo.
Tieni presente che i pannelli oggi hanno una vita media di 20 anni per cui il calcolo che fai tu lo devi ammortizzare su 20 anni ( i pannelli non sono eterni ).
Poi devi tener conto che i calcoli da me proposti parlano di picco di energia, se devi installare dei pannelli solari questi la sera non funzionano a pieno per cui la capacita` installata deve essere maggiore.
Tieni inoltre presente che la rendita dei pannelli e` teorica e che ci sono delle ( grosse ) perdite di carico nello spostare l` energia.
Cosa ancora piu` importante, io ho assunto del tutto arbitrariamente che il costo dei pannelli diventi un decimo con la produzione di massa, probabilmente questo non succedera`.

Per Gaetano Subbacchi:
Per fare un paragone dei costi cito questo articolo:
“Nel Regno Unito ad esempio i costi di costruzione di una centrale nucleare assommano a 1.828 $/kW a cui vanno aggiunti 420 $/kW di interessi passivi durante la costruzione (fonte OCSE-NEA). A titolo di confronto un Ciclo Combinato a gas viaggia ormai intorno ai 500

MM
Ti dico solo che il costo del solare oggi come oggi e` dalle 3 alle 5 volte piu` caro dell` energia elettrica che si trova in rete.

matteo martini 09.08.05 11:16| 
 |
Rispondi al commento

Per Matteo Martini

“a) visto che abbiamo bisogno di 30 TW di energia = 30000 GW = 30000000 MW = 30000000000 KW = 3 X 10^10 KW = 3 X 10^13 W, e visto che il costo di un pannello solare da 170W costa 780 dollari ( link http://www.affordable-solar.com/solarpanels--by-manufacturer.html ), quanto costerebbe installare pannelli solari per produrre 30 TW?
Soluzione alla domanda a):
Costo totale = 3 X 10^ 13 W / 170 * 785 = circa 15 X 10 ^ 13 dollari.
Assumendo che i costi con la produzione di massa si riducano pure del 90% grazie a economie di scala mettiamo pure si arrivi a 15 X 10 ^ 12 dollari, cioe` 15 000 miliardi di dollari!!”


Grazie per il calcolo, interessante.

Deduco quindi è un problema di soldi, non di spazio. Ma in fondo 500 dollari per kW mi sembra un’offerta generosa. Io ci starei.

Ricapitolando:
Oggi abbiamo bisogno di circa 13 TW. Nel 2050, di circa 30 TW. Perciò nei prossimi 45 anni dovremmo investire circa 335 miliardi di dollari all’anno. Non mi sembra una tragedia se pensiamo che 15 000 miliardi di dollari sono i soldi spesi nel mondo per gli armamenti in 15 anni (circa 1000 miliardi di dollari all’anno).

Per fare un paragone dei costi cito questo articolo:
“Nel Regno Unito ad esempio i costi di costruzione di una centrale nucleare assommano a 1.828 $/kW a cui vanno aggiunti 420 $/kW di interessi passivi durante la costruzione (fonte OCSE-NEA). A titolo di confronto un Ciclo Combinato a gas viaggia ormai intorno ai 500 Euro/kW.” ( http://www.cambiaclima.it/apps/essay.php?id=103 )

Gaetano Subacchi 09.08.05 05:22| 
 |
Rispondi al commento


Per Gaetano Subacchi:
" Servirebbero circa 30 Tw, non 90.000! (cioè la tremilesima parte)

Per l'Italia, Rubbia dice:"Basterebbe un impianto solare di 50 chilometri per 50 per fornire all'Italia tutta l'energia che utilizza”.

Cioè un decimo della Sicilia. Oppure un centoventesimo dell'Italia. "

Gia` cosi` le cose stanno diversamente da come avevi scritto prima.
Adesso per cortesia ti chiedo di fare i seguenti due conti:
a) visto che abbiamo bisogno di 30 TW di energia = 30000 GW = 30000000 MW = 30000000000 KW = 3 X 10^10 KW = 3 X 10^13 W, e visto che il costo di un pannello solare da 170W costa 780 dollari ( link http://www.affordable-solar.com/solarpanels--by-manufacturer.html ), quanto costerebbe installare pannelli solari per produrre 30 TW?
Soluzione alla domanda a):
Costo totale = 3 X 10^ 13 W / 170 * 785 = circa 15 X 10 ^ 13 dollari.
Assumendo che i costi con la produzione di massa si riducano pure del 90% grazie a economie di scala mettiamo pure si arrivi a 15 X 10 ^ 12 dollari, cioe` 15 000 miliardi di dollari!!

Per concludere, gente ( Grillo compreso ) non sapete quello di cui state parlando!!

matteo martini 07.08.05 01:38| 
 |
Rispondi al commento

Chiedo scusa,
per Matteo Martini

"Senza tener conto che circa 2/3 della superficie terreste sono coperti da oceani, non vedo l` ora che qualcuno metta pannelli solari sopra terre arabili, nei ghiacciai e sulle spiagge.. "

Servirebbero circa 30 Tw, non 90.000! (cioè la tremilesima parte)

Per l'Italia, Rubbia dice:"Basterebbe un impianto solare di 50 chilometri per 50 per fornire all'Italia tutta l'energia che utilizza”.

Cioè un decimo della Sicilia. Oppure un centoventesimo dell'Italia.

Gaetano Subacchi 06.08.05 05:25| 
 |
Rispondi al commento

Per Giovanni Mercurio

"Senza tener conto che circa 2/3 della superficie terreste sono coperti da oceani, non vedo l` ora che qualcuno metta pannelli solari sopra terre arabili, nei ghiacciai e sulle spiagge.. "

Servirebbero circa 30 Tw, non 90.000! (cioè la tremilesima parte)

Per l'Italia, Rubbia dice:"Basterebbe un impianto solare di 50 chilometri per 50 per fornire all'Italia tutta l'energia che utilizza”.

Cioè un decimo della Sicilia. Oppure un centoventesimo dell'Italia.

Gaetano Subacchi 06.08.05 00:33| 
 |
Rispondi al commento

Non cambiera mai nulla...fino a quando nonb si potrà guadagnare di più con le fonti pulite...fino ad allora tutto resterà Possiamo solo combattere perchè questo avvenga il più presto possibile.
Saluti a tutti.

Giovanni Dellaferrera 05.08.05 01:33| 
 |
Rispondi al commento

L'inziativa GENERATION IV
Ciao a tutti! Volevo, riallacciandomi al tema originale del blog proposto da Beppe, informarvi sull'iniziativa GENERATION IV ( Generazione 4) portata avanti dai seguenti 10 paesi:
USA, Gran Bretagna, Francia,Argentina, Corea del Sud, Sud Africa, Canada,Brasile e Giappone.
Aggiungo che l'Unione Europea nel suo insieme supporta e partecipa al progetto.
In sintesi si tratta del piu' grande progetto a livello mondiale nel campo del nucleare da fissione innovativo che ha lo scopo di realizzare una nuova generazione di reattori nucleari ( la quarta appunto) che soddisfi le esigenze poste dalla società con particolare riferimento ai seguenti punti:
1- Sostenibilità ( soddisfacimento delle esigenze dell'attuale società senza pregiudicare quelle delle società future:vedi il problema delle scorie)
2- Competitività economica
3- Sicurezza ed affidabilità della tecnologia
4- Protezione fisica e resistenza alla proliferazione (ossia protezione contro attacchi terroristici e tecnologia che eviti l'incremento degli arsenali nucleari militari).
Personalmente ritengo che Generation IV sia un progetto che cerca di rispondere ai problemi ( reali) posti da Beppe nell'incipit di questo Blog e dai cittadini giustamente preoccupati.
Si tratta di un progetto molto complesso e articolato ma che, in un ottica di diversificazione delle fonti di approvigionamento energetico, sarebbe doveroso prendere in considerazione. In particolare mi parrebbe ragionevole che anche l'Italia, vista la sua difficile situazione in termini di approvigionamento energetico, partecipasse a Generation IV insieme agli altri 10 paesi. Grazie a tutti per l'attenzione e la pazienza.

Giovanni Mercurio 03.08.05 23:07| 
 |
Rispondi al commento


Per Gaetano Subacchi:
" Consideriamo ora l’energia solare:
L’energia inviata dal sole è pari a 170.000 (centosettantamila) Tw.
50.000 TW vengono riflessi dagli strati superiori dell’atmosfera.
30.000 TW vengono assorbiti dall’atmosfera.
90.000 TW arrivano alla superficie terrestre.

Di questi 90.000 Tw qualche briciola serve al ciclo dell’acqua (400 Tw), al vento (370 Tw), e alla fotosintesi (80 Tw).

Abbiamo quindi a disposizione una quantità enorme di energia gratuita che aspetta solo di essere sfruttata. "

Senza tener conto che circa 2/3 della superficie terreste sono coperti da oceani, non vedo l` ora che qualcuno metta pannelli solari sopra terre arabili, nei ghiacciai e sulle spiagge..

matteo martini 03.08.05 10:11| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe, per quanto riguarda il nucleare, condivido le paure ed i dati, tuttavia in un tuo spettacolo hai affermato che le compagnie assicurative non assicurano le centrali nucleari. Incuriosito da questa cosa ho fatto un po di ricerche; in USA, dove sono sempre più all'avanguardia di noi sud europei (non degli scandinavi però) e dove per quanto se ne dica è l'unico mercato al mondo dell'energia davvero
liberalizzato) TUTTE le centrali nucleari sono OBBLIGATORIAMENTE assicurate
(con un meccanismo complesso regolato dal Price-Anderson act) fino ad una
soglia superiore ai 9 miliardi di dollari (l'una).Superato questo limite in
teoria dovrebbe intervenire lo Stato,ma in pratica nessun incidente in
nessuna centrale *occidentale* ha provocato danni di tale entità.Faccio
presente che oggi una centrale nucleare di grosse dimensioni,1000 MWe ad
es.,non costa più di 1 o 2 miliardi di dollari,per cui costruire ed
eventualmente smantellare dopo un incidente grave (una fusione del
combustibile) un reattore non costa nemmeno un terzo di più di quei 9
miliardi di dollari che dicevo

Voglio inoltre sottolineare che io non sono nè favorevole,nè contrario al
nucleare (non ho mai sostenuto,ad es.,che il nucleare "costa meno" di altre
fonti eneretiche),ma sostengo che bisogna avere in Italia un'approccio serio
e pragmatico verso argomenti così importanti come quello energetico.Molti
dei nostri problemi (basti vedere quello che è successo a Terni o quello
che sta succedendo all'industria pesante a Taranto o in altre zone
d'Italia-peraltro è il mio settore lavorativo)sono causati dalla scelta
fatta una ventina di anni fa,di affidare,in maniera totalmente
irresponsabile,la nostra produzione elettrica pressocchè totalmente agli
idrocarburi (metano e petrolio),cioè le fonti più costose e rischiose dal
punto di vista geo-politico.
Le alternativa sono molto tristi di questa dipendenza sproposita dagli
idrocarburi:sono l'instabilità politica,il terrorismo internazionale e le
migrazioni di massa.Dal punto di vista etico è assolutamernte necessario,a
mio parere,che i paesi maggiormente industriali investano nelle tecnologie
più complesse (comprese quelle delle nuove rinnovabili) e lascino ai paesi
più poveri le loro riserve di idrocarburi (o almeno riservarli per il
settore dei trasporti dove oggi non ci sono alternative su larga
scala),anzicchè letteralmente *rubarli* ad essi con tutte le conseguenze
politiche e sociali che prima ho elencato

Paolo Sassi 02.08.05 13:51| 
 |
Rispondi al commento


Per Donato Bartoli:
" La rivista ‘Designengineer’ [ www.engineerlive.com ] nel mese di Aprile ha pubblicato uno studio sui motori delle navi che si avvalgono di essi: meno 30% di peso, notevole riduzione di ingombro e dei consumi… e se in un certo tempo riuscissimo a dotarci solo di macchine industriali a superconduttori non sarebbe un’altra aliquota di energia risparmiata? Ora mi domando infine: quanti sono i politici che si informano a fondo riguardo ai problemi energetici? Non sarà che alla fine si fidano solo del tecnico a cui affidano le loro indagini la cui opinione conta in via definitiva più di tanti dibattiti aperti a tutti? "

Mi scuso se e` un po` di tempo che manco dal blog, non avevo molto tempo.
1) se riusciamo ad applicare il lavoro della ricercatrice italiana sara` perche` il mercato lo richiede e non perche` i governi " desiderano " e " incentivano " questa o quella soluzione
2) In queste discussioni chi bisogna ascoltare se non i tecnici?
Sono loro che conoscono i problemi, non certo Luca Frangella ( mi perdoni per l` ironia )

matteo martini 02.08.05 08:11| 
 |
Rispondi al commento

Vorrei sottoporre un'altra tabellina ricavata da un'intervista a Daniel Nocera (ricercatore del MIT), apparsa sul sole 24 ore del 5 marzo 2005.

Potenza necessaria oggi al genere umano: 12,8 Tw.

Potenza necessaria nel 2050: da 28 a 35 Tw.

Potenza teoricamente ricavabile da tutte le biomasse disponibili: da 7 a 10 Tw.
Costruendo 8000 (ottomila) nuove centrali (una ogni due giorni!): 8 Tw.
Saturando il pianeta di impianti eolici: 2,1 Tw
Costruendo dighe ovunque: 2 Tw.

Sommando il tutto arriviamo a circa 20 Tw, ben lontani dai 28-35 previsti.

Fine della citazione Sole 24 ore.

Consideriamo ora l’energia solare:
L’energia inviata dal sole è pari a 170.000 (centosettantamila) Tw.
50.000 TW vengono riflessi dagli strati superiori dell’atmosfera.
30.000 TW vengono assorbiti dall’atmosfera.
90.000 TW arrivano alla superficie terrestre.

Di questi 90.000 Tw qualche briciola serve al ciclo dell’acqua (400 Tw), al vento (370 Tw), e alla fotosintesi (80 Tw).

Abbiamo quindi a disposizione una quantità enorme di energia gratuita che aspetta solo di essere sfruttata.

Se voi foste gli amministratori di una nazione su quale fonte energetica concentrereste le risorse per la ricerca?

http://www.provincia.torino.it/ambiente-provto/prog_energia/energia/ensol.htm

Gaetano Subacchi 30.07.05 07:40| 
 |
Rispondi al commento

Salve a tutti, lavoro nella ricerca da una quindicina d'anni, soprattutto nel campo della fusione nucleare controllata e nel campo dei rettori nucleari di nuova generazione. Vorrei dare un mio piccolo contributo al blog con spirito costruttivo.
In effetti mi sembra di poter dire che la ricerca sta cercando di fare degli sforzi notevoli per rendere la tecnologia nucleare più sicura ed economica. Ho avuto diversi ripensamenti durante la mia carriera sull'uso del nucleare ma ora posso dire che, tenendo conto del grave problema dell'effetto serra e della migliorata tecnologia dei reattori a fissione, abbiamo il dovere di considerare il nucleare come un opzione possibile.
Purtroppo la disponibilità di fonti tradizionali è sempre più scarsa e le fonti rinnovabili da sole purtroppo non possono bastare a soddisfare il nostro enorme fabbisogno energetico, per questo motivo il nucleare potrebbe diventare addirittura una scelta obbligata ( vedi Cina e paesi emergenti).
Comunque alla base di tutto dovrebbe cambiare il nostro atteggiamento basato sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse. Concludo dicendo che sono disponibile ad aggiornarvi, almeno per quanto è a mia conoscenza, sullo stato delle ultime ricerche in campo nucleare (scorie, sicurezza del reattore, ciclo del combustibile,non proliferazione). Io sono un ricercatore al servizio del mio paese e della collettività pertanto ritengo che informarvi sia un mio preciso dovere.
Grazie per l'attenzione

Giovanni Mercurio 28.07.05 22:46| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe,tu che da anni stai parlando di energie alternative,saprai certamente del carburante sintetico che i tedeschi erano riusciti a produrre durante la seconda guerra mondiale in enormi quantità,con un procedimento che prende il nome dal chimico che l'ha inventato,tale BERGIUS,ora quel brevetto è stato comprato nel 1948 da una delle famose sette sorelle del petrolio,basterebbe che quando il prezzo del petrolio al barile sale si immettesse sul mercato un milione di barili di quello prodotto sinteticamente per calmierare il mercato del petrolio,ma evidentemente non interessa nessuno se gli "arabi "fanno quello che vogliono,forse sono in molti quellli però che se nè aprofittano.marcello

marcello-montagner 28.07.05 18:45| 
 |
Rispondi al commento

La fusione nucleare controllata è ancora un miraggio! Forse occorreranno 50 o 100 anni prima di poterla rendere disponibile per scopi civili.

domenico zavattolo 26.07.05 22:53| 
 |
Rispondi al commento

Ho letto che la Cina sta per costruire 40 (QUARANTA !!) centrali atomiche a fissione (ovviamente) per il crescente bisogno di energia.
Pazzesco, proprio quando iniziano le sperimentazioni su modelli 1:1 per la fusione in Francia!
Possibile che la gente giochi ancora con prodotti che hanno tempi di dimezzamento di migliaia d'anni?
Quale Geologo serio potrà mai asserire che una regione è stabile (?), sicura (?), fin tanto che le scorie saranno ancora pericolose?
La geologia è una scienza recente, troppo recente.

Michael Brunetti 25.07.05 09:31| 
 |
Rispondi al commento

Caro beppe io sono daccordo su tutte le cose che dici ,ma sul nucleare credo che ci sia poca informazione su tutti i fronti,la gente non sa.Il nucleare potrebbe essere una alternativa se la gente che ci governa fosse più saggia e competente,ma questo per il momento è solo un sogno.Però come persona che studia l'idrogeno e forme di enrgia alternative ti posso dire che le cose potrebbero cambiare subito anche domani.Purtroppo nel nostro paese chi la fa da padrone è l'incopetenza e la mediocrità.W l'italia Ciao

messina gian franco 24.07.05 13:42| 
 |
Rispondi al commento

Io ho trovato un link che mi ha fatto un pò pensare voi cosa ne dite?
http://www.nwo.it/potere_occulto.html

Giorgio Salomone 22.07.05 01:23| 
 |
Rispondi al commento

Ciao a tutti.
Si parla sempre del nucleare (pro e contro) in termini di sicurezza e smaltimento dei rifiuti. Non ho avuto la pazienza di leggermi tutti i 900 commenti e mi scuso subito se sarò ripetitivo. Però non sento mai porre la questione dal punto di vista delle risorse. Quali sono i combustibili delle centrali? Da quali paesi arriva? E chi ce lo venderebbe?
Mentre mi aspetto che la sicurezza migliori col tempo e che una soluzione possa essere trovata per smaltire i rifiuti, nella mia ignoranza mi domando se per le risorse minerarie sorgeranno prima o poi gli stessi problemi che abbiamo oggi col petrolio: guerre per imposessarsi delle materie prime e nascita di una lobby in grado di uniformare e far lievitare i prezzi.
Abbiamo la caratura morale necessaria a risolvere questo problema nel caso in cui il nucleare diventi l'alternativa?

Fabio Strozzi 20.07.05 23:04| 
 |
Rispondi al commento

davvero interessante l'articolo sulla fusione fredda.

è un argomento che nei corridoi dei dipartimenti di fisica viene sussurrato quasi con timore.
ricordo tempo fa quando per la prima volta sentì parlare di Preparata. non ne seppi più niente.
i miei studi mi hanno portato altrove.

l'inquadramento del fenomeno nell'ambito della teoria dell'elettrodinamica quantistica mi stimola.

negli ultimi anni la natura quantistica di alcuni fenomeni ha stupito il mondo scientifico: superatomi, superconduttori, superfluidi, entanglement (e dunque "teletrasporto"), laser (sempre "magica" sebbene più "vecchiotta" come tecnologia).

i "miracoli", o meglio, le "magie" sono oramai pane per la scienza. la fisica dei quanti ha aperto nuove prospettive epistemologiche e cognitive alla scienza e dunque alla visione del mondo fenomenico e all'approccio ad esso (anche tecnologico): peccato che gli stessi ambienti accademici non se ne siano accorti: sono rimasti ancorati al determinismo e al meccanicismo della fisica classica...

e poi gli ingegneri...
non voglio screditare un intera categoria, ho anche fratelli e amici ingegneri...
però in genere gli manca la minima cognizione di cosa sia la scienza, delle sue problematiche etc.
in genere sono dei tecnici, non c'è niente da fare..
mi spiace ma la penso così; ho un ottimo rapporto con gli studenti di ingegneria e con gli ingegneri, ma non posso fare a meno di notare questa differenza.

fra l'altro i più obiettivi fra di loro confermano la mia opinione e danno a cesare quel che è di cesare; e anche il ministero dell'istruzione visto che ora gli ingegneri non potranno più insegnare matematica e fisica nei licei...(era ora, ne hanno fatte di rovine!)
fra l'altro nei nuovi programmi universitari di ingegneria è stato diminuita l'importanza di materie come fisica e matematica di base: vedete? non sono io che faccio discriminazioni...

ingegnere: tecnico laureato: è così...
e poi i più cercano di trarre solo profitto dalla tecnologia e spesso hanno "le mani in pasta".
insomma se un ing vi parla di scienza non vi fidate ciecamente... per quanto oggi l'ambiente scientifico è dominato da loro.

e il brutto è che i fisici per non essere da meno cercano di adeguarsi a loro per cui anche noi stiamo diventando dei tecnici.
bleah! sigh! :-(

luca frangella 20.07.05 17:18| 
 |
Rispondi al commento

Per tutti coloro che credono che non esistono alternative pulite valide al nucleare consiglio vivamente di leggere questa interessante intervista al Prof. E. Del Giudice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano sulla Fusione Fredda!

http://www.progettomeg.it/ffreddadelgiudice.htm

Maurizio Cantone 20.07.05 13:46| 
 |
Rispondi al commento

giro questa notizia che ho trovato oggi.

PROMOZIONE DELL'USO DEI BIOCARBURANTI NEI TRASPORTI
E' in vigore dal 13 luglio scorso il decreto legislativo 30 maggio 2005,
n. 128 concernente "Attuazione della direttiva 2003/30/CE relativa alla
promozione dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili
nei trasporti". Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del
12 luglio 2005, è finalizzato alla promozione dell'uso di biocarburanti
(carburanti liquidi o gassosi per i trasporti, ricavati dalla biomassa) o
di altri carburanti rinnovabili in sostituzione del diesel o della benzina,
al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali in
materia di riduzione delle emissioni di gas serra e di sicurezza
dell'approvvigionamento di fonti di energia. In base alla direttiva
2003/30/CE tutti i carburanti per i mezzi di trasporto dovranno
contenere una quota minima di combustibili rinnovabili. Il decreto
legislativo fissa i seguenti obiettivi indicativi nazionali, calcolati sulla
base del tenore energetico, di immissione in consumo di
biocarburanti e altri carburanti rinnovabili, espressi come
percentuale del totale del carburante diesel e di benzina nei
trasporti immessi al consumo nel mercato nazionale: 1,0 per cento
entro il 31 dicembre 2005 ; 2,5 per cento entro il 31 dicembre 2010.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/biocarburanti/index.html

M.Paladini 19.07.05 11:05| 
 |
Rispondi al commento

per Paolo Serra,

sono pienamente d'accordo con te! Tutto questo è tragicamente ridicolo! Ma questa volta ho paura che non sia solo un problema politico, ogni volta che si bloccano queste iniziative ci sono sempre di mezzo vari comitati locali con partecipazione di ambientalisti vari e non. Il problema siamo noi italiani che per anni abbiamo coltivato la cultura del "furbo" a dispetto della cultura del "bene comune" non ce ne frega un c...o dell'energia pulita, basta che qualunque cosa sia stia lontana da casa nostra!
E pensare che dagli ultimi studi condotti dall'universita di stanford (http://news-service.stanford.edu/news/2005/may25/wind-052505.html)che ha realizzato una nuova mappa mondiale del vento, ce ne sarebbe a sufficenza per il fabbisogno di energia elettrica di tutti.

M.Paladini 18.07.05 16:10| 
 |
Rispondi al commento

Bloccati i progetti degli impianti eolici in Puglia
Legge regionale mette in stand-by quelli presentati dopo il 30 aprile
--------------------------------------------------------------------------------


13/07/2005 - La giunta regionale della Puglia ha approvato uno schema di disegno di legge che blocca le procedure di valutazione di impatto ambientale e, quindi, le autorizzazioni per l’installazione di impianti per la produzione di energia eolica.

Il blocco, valido per le istanze presentate dopo il 30 aprile 2005, durerà fino al 30 giugno 2006, data entro la quale la regione dovrà approvare il Piano energetico ambientale regionale.

Critiche al provvedimento vengono da molti Comuni dell’Appennino dauno che vedono sfumare gli introiti derivanti dalle royalties pagate dalle aziende produttrici di energia per installare le pale.

Non è molto diversa la situazione in alcune altre regioni: in Sardegna una legge regionale ha bloccato tutti i nuovi progetti di impianti eolici; la Basilicata introdurrà nuovi vincoli mentre in Calabria gli impianti possono essere installati, previ accordi con la Regione e a condizione che siano rispettati l’equilibrio e la sostenibilità ambientale.

Fonte www.edilportale.com

...questo per confermare la tesi che nè la destra nè la sinistra fanno l'interesse del nostro Paese.

Mi sono rotto i c....i, facciamo qualcosa!speriamo almeno nel decreto legge per gli incentivi sul solare...

Paolo Serra 18.07.05 11:44| 
 |
Rispondi al commento

i pannelli possono essere montati sui tetti delle case e dei palazzi senza dunque creare ulteriore ingombro e senza causare danni alla salute.

il solare a mio parere non andrebbe centralizzato e questo sarebbe uno dei suoi pregi.

ognuno di noi potrebbe usare e vendere l'energia che produce.

luca frangella 18.07.05 03:08| 
 |
Rispondi al commento

Visto che l'energia solare potrebbe essere una vera alternativa a questo modello energetico mi sono chiesto dove potrebbero essere installati questi pannelli...la soluzione secondo me è quella di istituire piattaforme marine (che rispettino l'ambiente marino) sun cui sono disposti una miriade di pannelli solari...non sono moltom informato sulla resa di un pannello solare ma penso che una piattaforma di qulache migliaio di metri quadrati possa veramente aiutarci a mantenere più pulito il mondo...

antonello tancredi 17.07.05 21:20| 
 |
Rispondi al commento

sono io che ringrazio lei signor Bartoli.

intervento saggio ineccepibile ed eccellente.

luca frangella 15.07.05 19:08| 
 |
Rispondi al commento

X MATTEO MARTINI

Caro Martini sono felice di risponderle dal momento che ho trovato la sua replica finalmente idonea ad una sana conversazione e non inquinata da eccessiva aggressività. Faccio per chiarire, se mi è possibile, qualcosa ovvero la filosofia generale del mio discorso. Quello che lei afferma è vero: la potenza generata in Germania tramite le fonti rinnovabili è bassa se confrontata con le altre fonti ‘tradizionali’; a fronte di incentivi ed investimenti promossi con volontà si è arrivati cioè a percentuali di produzione che non superano il 4% in totale (prendo i suoi ufficiali ed indiscutibili dati). A fronte di queste affermazioni credo che il problema che sta alla base sia però una questione di scelte di spesa, utilità, obiettivi. Chiarendo fin da subito che con le fonti rinnovabili non si possono coprire i bisogni energetici dei paesi industrializzati vorrei dire però che arrivare con campagne di investimenti a coprire un 10-15% del fabbisogno di ciascuna nazione darebbe già un risultato in termini di minori emissioni di gas serra. La logica fino ad oggi perseguita dai governi è stata quella di sfruttare il petrolio da portare a casa con qualche guerra mirata o con il controllo dei paesi ‘produttori amici’. Adesso ci sono lo scoglio della produzione di CO2 che cambia lo scenario di fronte a noi e lo spettro della fine della fonte-petrolio nell’arco di qualche decennio (breve termine). Quello che mi interessava di comunicare è che deve cambiare la mentalità di chi ci governa, che dobbiamo cercare di incentivare anzi, di mettere a profitto, tutto ciò che è disponibile in termini ‘alternativi’ (anche il riscaldamento dell’acqua sanitaria) in maniera da ridurre la quantità di fonte energetica ‘tradizionale’ nella ‘speranza’ che si arrivi a migliorare la tecnologia esistente per lo sfruttamento del rinnovabile e facendo le opportune modifiche per consumare meno; se tutti gli utilizzatori utilizzassero lampade a basso consumo infatti la percentuale di risparmio delle medesime sarebbe, per quella tipologia, automaticamente trasferita a livello nazionale. Non si può abbandonare lo sfruttamento delle rinnovabili aprioristicamente solo perché ad oggi sappiamo bene che anche utilizzando tutto il possibile non si arriverebbe mai ad una percentuale sufficiente di energia elettrica per le nostre nazioni e lo dimostro con un esempio: se dalle mie parti non si fosse mai sviluppata la geotermia adesso questa non costituirebbe una congrua percentuale della produzione elettrica della regione Toscana. Cominciamo a fare quel che possiamo fare. Una centrale a pannelli fotovoltaici che produce 1 MW occupa approssimativamente 1 ettaro e costa 6,5 milioni di euro circa: quanta superficie possiamo destinare, quante risorse abbiamo a disposizione, quante possiamo farne (di centrali di questo tipo) per ogni regione? E per il solare? E per l’idroelettrico? Non sono poi affatto d’accordo con lei sui tempi delle scoperte scientifiche per i quali non si può dire niente salvo fare previsioni di carattere aleatorio…il fatto che nei passati 40 anni non si sia trovata una soluzione ad un problema non comporta però che non la si trovi nei prossimi 40 che verranno. Una cosa è certa: CHI FA RICERCA SI PONE NELLA CONDIZIONE DI POTER SCOPRIRE LE COSE, CHI NON LA FA ‘CAMPA DI RENDITA’ SU SCOPERTE VETUSTE E DEVE INFINE ACQUISTARE A CARO PREZZO DAGLI ALTRI. Negli Stati Uniti una ricercatrice italiana (uno dei tanti cervelli ‘fuggiti’ dall’Italia) studia le proprietà dei superconduttori. La rivista ‘Designengineer’ [ www.engineerlive.com ] nel mese di Aprile ha pubblicato uno studio sui motori delle navi che si avvalgono di essi: meno 30% di peso, notevole riduzione di ingombro e dei consumi… e se in un certo tempo riuscissimo a dotarci solo di macchine industriali a superconduttori non sarebbe un’altra aliquota di energia risparmiata? Ora mi domando infine: quanti sono i politici che si informano a fondo riguardo ai problemi energetici? Non sarà che alla fine si fidano solo del tecnico a cui affidano le loro indagini la cui opinione conta in via definitiva più di tanti dibattiti aperti a tutti?

Cordialmente, Donato Bartoli

p.s.1 l’ultima volta non mi ha offeso ed ha letto bene; mi scusi la lentezza nel rispondere ma la telecom ha deciso che la mia linea telefonica non debba più funzionare o giù di lì…

p.s.2 ringrazio comunque Luca Frangella per la solidarietà…


Donato Bartoli 15.07.05 01:48| 
 |
Rispondi al commento

Caro Sig Sauri Giorgi,
sarei tentato di rispondere ai suoi insulti gratuiti, ma non lo faccio: la esorto, invece a parlare con numeri e cifre, come io faccio di sistema.
Lei richiama l'acido solforico utilizzato nella produzione dell'uranio (processo che non conosco: conosco solo quello di arricchiomento del 238 convertito iln gas esafluoruro di uranio, per aver costruito dei componenti dei 760 stadi di compressione dell'usine di pierallatte ,Francia ) io ho solo costruito gli internals (in inox ASI 316 low carbon)della centrale di Caorso.
Per inciso non ho perso il lavoro per il referendum: sono solo andato a pigliare il doppio di stipendio in quel di Bergamo a dirigere un'azienda che ha lavorato sul superphenix (dopo essere stato nel mirino delle Brigate rosse, ed aver viaggiato per un anno con i lacci emostatici in tasca: i dieci colpi di calibro 9 nelle gambe, a me destinati, sono capitati al collega che mi aveva sostituito, come scrissero i brigatisti nel loro volantino, che conservo!).
Come può immaginare so cosa costa un bidone di AISI 316.
Vedo che lei non sa quanto difficile sia spaccare un blocco di vetro da un m3: lo chieda a chi lavora nel campo specifico.

Vedo che lei poi, mettendosi nei panni di un gruppo di terroristi considera facile portarsi a spasso un "bambino" di quel peso, quale è un contenitore in oggetto.
Nelle officine in cui ho lavorato per 17 anni ho imparato qualcosa di sollevamenti e trasporti (per tre anni ho costruito anche diversi tipi di mezzi di sollevamento: lei parla, evidentemente per esperienza, vero?

Ma poi le aggiungo la considerazione che con un po' più di attenzione poteva farsi da solo: se metto i bidoni a 1000 m di profondità di una miniera abbandonata un terremoto (uno tsunami???, suvvia!!!!, i bidoni galleggiano vero?) che riporti alla luce i bidoni da quelle profondità, su per gallerie non diritte, (sa che bella mescolata di terra!!) chi troverebbe ancora vivo sulla faccia della terra da irragiare?

Certo, lei ha ragione, ho sbagliato, se nella lista ho messo il Brasimone, ma sa dopo trent'anni la mia memoria comincia ad avere buchi: il brasimone non c'entra nella produzione di scorie, di cui si parlava: mi scusi!.

Vedo, per contro che lei non mastica di gestione di centrali nucleari (o di centrali tout-court): la dose di irragiamento ammessa dalle leggi dello stato e dalle specifiche di best practice (dopo trent'anni non saprei esserle preciso in merito), dopo la quale scatta un periodo di riposo e controlli medici continui, è proprio di 50 millirem anno: il sole emette radiazioni gamma e a Rimini o Jesolo in una giornata di sole (lo ripeto, e mi dimostri il contario!) se ne prendono almeno 30-40.
Questa notizia me la davano i miei colleghi che lavoravano a Caorso che per gioco e per prendere in giro il troppo severo limite suddetto, hanno fatto la prova con un dosimetro a pellicola (sostititi ben presto con quelli a "penna" : un piccolo misuratore di radiazioni a lettura istantanea, che non si dovevano rinnovare più come quelli a pellicola)lasciandolo al sole per una giornata!

Vedo poi che lei si intestardisce ad affermare che l'idroelettrico , il solare , il geotermico ecc. ecc, sono alternative valide. La invito a leggersi i numeri della tabella di Grillo (spero che non me la contesti!): stiamo parlando di potenzialità complessiva di ordine di grandezza del 2% di solare e altre rinnovabili e 17% per l'idro, che penso lei sappia non si possa incrementare (anzi sta pericolosamente dimnuendo!).
Parli con numeri alla mano! e scoprirà che purtroppo non ci sono alternative al carbone e petrolio! Sottolineo purtroppo!!
So anche che se volessimo incrementare il nucleare, decidendo oggi, ne riparleremmo tra 15 anni: abbiamo, infatti, smantellato tutte le officine in grado di fare queste grandi costruzioni e, quel che è peggio, abbiamo perso tutto il patrimonio di conoscenze tecnologiche: i nostri governanti andrano a comperare le centrali dai francesi, tedeschi, svizzeri, che le sapevano fare molto peggio di noi (mi creda sulla parola!) e ad un prezzo almeno doppio di quello italiano attualizzato!

Vedo anche che lei ha letto il mio vecchio blog che riportava le migliaia di tonnellate/ora emesse da una centrale a carbone/petrolio e non dice nulla! provi a commentare!. Vedo che si fissa solo sull'acido solforico (per attaccare il sistema nucleare), ma il resto?

Non mi dice nulla delle decine di tonnellate giorno di gesso sacricato bellamente in Adriatico? nulla sulle 596 tonn /ora (per 24 ore al giorno per almeno 360 giorni anno) per gruppo da 660 MW di CO2 (ce ne sono 12 in Italia?)

Quando lei dice che una centrale nucleare deve solo andare a tavoletta, evidentemente non sa che lo stesso succede per le 120 caldaie UP da 320 MW di centrali a carbone/petrolio(io ne ho costruite una ventina), pena un rendimento disastroso.
Ed evidentemente lei sa pochino di reti di distribuzione (anche io, sa, non ne so molto!, ma vivendo nell'ambiente queste informazioni le giuro che sono veritiere, se poi vuole le faccio parlare direttamente con due ex direttori di zona ENEL, che ne sanno moltissimo) un certo numero di centrali è bene che vada a tavoletta e si moduli il fabbisogno con altre della rete/anello/zona!

Concludendo, non usi male parole, vedo che la supponenza di cui lei mi taccia, non le manca! Veda di sostituire i sarcasmi con i numeri: così possiamo confrontarci.

Se no, le auguro ogni bene: ricordo una strofa di una poesiola di un grande poeta inglese "go, go ,little fly, the world is wide enough to hold both you and I)
cordiali saluti
Paolo Ruffatti

Paolo Ruffatti 15.07.05 01:22| 
 |
Rispondi al commento

Il Governo riparte alla carica con il nucleare? E' normale !!! Deve farci preoccupare per qualcosa, no? E così nel 2003 black out in Italia... quest'anno s'era paventato un nuovo black out. Produciamo poca energia e la dobbiamo acquistare dall'estero... ma il vero motivo è che non sanno più quali "Grandi Opere" realizzare. E di conseguenza la costruzione di un paio (anche 3) centrali nucleari, rilancerebbe l'occupazione, gli investimenti (di chi non si sa), e bla bla bla... La verità vera è che non sanno più dove andare a trovare il rilancio economico del nostro Paese. Ma il nucleare, per quanto dicano che sia ormai diventato "sicuro", non rilancerà proprio un bel niente. Addiooooo!

Giovanni Rosati 14.07.05 10:29| 
 |
Rispondi al commento

non è del tutto esatto affermare che attualmente montare pannelli fotovoltaici costi uno sproposito. il prezzo è quello di una utilitaria. i vantaggi in 30 anni (tanto durano i pannelli) superano di gran lunga i costi iniziali e saranno maggiori se sarà possibile vendere l'energia prodotta in eccesso. al momento è possibile solo addebitarla all'enel ed è già un gran guadagno.
ogni tanto spuntano delle finanziarie che tagliano del 70% i costi dei pannelli e dell'installazione.

inoltre costituiscono un investimeno per i vostri figli e sui valori di rispetto dell'ambiente e di condivisione sociale ed ecomonica. l'energia solare non è centralizzabile e monopolizzabile. la luce del sole è di tutti.

allora invece di acquistare un automobile fiammante di grossa cilindrata, acquistate un utilitaria per svolgere il vostro lavoro e montate i pannelli fotovoltaici sulla vostra casa.

luca frangella 14.07.05 03:34| 
 |
Rispondi al commento

è appunto l'errore umano che preoccupa. è il primo fattore da tenere in considerazione.

il nucleare si è sviluppato grazie all'interesse bellico.

il solare non si sviluppa perchè non interessa ai signori della guerra e per di più viene messo in sordina da petrolieri e nuclearisti.

questo è il mondo in cui viviamo.

di conseguenza no al nucleare e si al solare ( e alle altre fonti alternative).

voglio vivere da uomo non da caporale.
alle future generazioni voglio lasciare un buon esempio e se possibile un mondo migliore.

cambiamo strada invertiamo rotta: invochiamo a gran voce le fonti alternative e consumiamo di meno.

luca frangella 14.07.05 03:29| 
 |
Rispondi al commento

Ben detto Daniele Brunetti! In particolare vorrei porre l'accento sui nuovi (riprogettati) reattori di seconda generazione da te citati. Si tratta di reattori nei quali al posto dell'acqua o del sodio liquido(usato nei reattori autofertilizzanti come il Superphoenix) viene utilizzata una lega liquida di metalli pesanti (piombo e bismuto). La sicurezza intrinseca di questi reattori è notevole: la lega metallica liquida assorbe in maniera estremamente efficiente i neutroni veloci e i raggi gamma; nel caso di fusione del nocciolo il rischio di fuoriuscite è minimo in quanto lo stesso non è pressurizzato e, cosa fondamentale, cessata la fissione, il metallo liquido, raffreddandosi, solidificherebbe attorno al nocciolo isolandolo dall'ambiente esterno. Infine questo tipo di centrali è in grado di bruciare il 98% delle scorie a lungo tempo di decadimento convertendole in scorie il cui tempo di decadimento è dell'ordine di mesi (al limite qualche anno).
Occorre andare avanti con la ricerca: solo così si può pensare di costruire una tecnologia che trasformi l'insicurezza del passato e del presente in tranquillità nel futuro.
Il referendum italiano è stato un errore!

domenico zavattolo 13.07.05 19:35| 
 |
Rispondi al commento

sono convinto che sia inevitabile il ritorno al nucleare: innanzi tutto bisogna dire che per quanto riguarda l'incidente di Chernobyl le cause sono da attribuire a errori umani (erano stati disattivati per un test i sistemi di emergenza che avrebbero dovuto spegnere il reattore in caso di anomalie), e soprattutto al fatto che si trattava di un reattore tipo RBMK-1000, moderato a grafite raffreddato ad acqua leggera, un tipo di reattore che risulta essere altamente instabile alle basse potenze, ma che in occidente è assolutamente vietato costruire. Quindi incidenti simil Chernobyl non possono avvenire. Anche in Three Mile Island l'errore fu umano, ma l'edificio di contenimento (assente a Chernobyl) ha evitato il disperdersi nell'ambiente di ingenti quantità di sostanze radioattive.
Ora inoltre sono in fase di studio reattori raffreddati con una lega liquida di piombo-bismuto (già però utilizzati dai sovietici negli anni '60), i quali hanno una elevata sicurezza intrinseca, grazie alle basse pressioni di funzionamento e anche al fatto che il liquido refrigerante è già una buona schermatura contro le radiazioni. Opera ad alte temperature il che permette la produzione industriale di idrogeno. Poi naturalmente vengono tuttora perfezionati i PWR e i BWR con misure di sicurezza ancora più efficaci. Per il futuro penso si debba optare per una combinazione del tipo reattori nucleari a fissione e reattori nucleari a fusione: i primi producono elettricità e idrogeno per i secondi i quali fondendo idrogeno in elio liberano energia che poi verrà utilizzata nelle industrie o nelle città.

daniele brunetti 13.07.05 15:46| 
 |
Rispondi al commento

Per quanto riguarda il pericolo di uso di scorie a fini terroristici io sono convinto che non valga la pena sfidare misure di sicurezza dei siti di stoccaggio quando ad un terrorista basta entrare nottetempo in uno studio dentistico o in un ospedale e prendere il contenitore di materiale radioattivo in una macchina per raggi X, attaccarci una bomba a mano ed il gioco è fatto, una bella bomba sporca per rendere inagibile qualche sito sensibile. Dopo il poco (relativamente) risalto dato agli attentati di Londra l'attacco radiologico è secondo me molto probabile.
Non credo pero' che l'industria nucleare abbia grandi ricadute in campo bellico a meno che i reattori non siano progettati specificamente per l'uso militare (Chernobyl serviva a produrre plutonio da bomba). Il plutonio che esce dalle centrali occidentali non e' adatto ad essere utilizzato in una bomba e l'uranio impoverito, in se' molto poco radiattivo, sara'indispensabile per la produzione di energia in reattori autofertilizzanti.

Gliulio Bettanini 13.07.05 14:23| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe,
per cercare di delocalizzare la produzione di energia elettrica, e ridurre la nostra dipendenza dalle grosse centrale, sarebbe bello avere uno sportello informativo (anche un sito internet... non per forza un presidio fisico) su dove e come muoversi per montare, ad esempio, un paio di pannelli solari sui propri tetti, o sui propri balconi, se proprio.

Ho dato un'occhiata in giro su internet... ma purtroppo questi pannelli pare che costino un occhio della testa, uno sproposito.
Ho a disposizione alcune decine di mq di tetto, ma non ho avuto modo di reperire informazioni utili su eventuali montatori e incentivi. Ormai ho desistito. Quando affronto l'argomento mi guardano come se fossi matto e la risposta è sempre la solita "non so se le conviene"...

Sai mica se c'è qualche produttore cinese di pannelli solari? magari i loro costano meno... ho sentito che si stanno per buttare in questo settore per ridurre la loro dipendenza dal petrolio.

grazie,
Mario

Mario Sirna 13.07.05 14:21| 
 |
Rispondi al commento

ho detto dieci volte ma forse dovevo dire 100..
dimenticavo i fondi bellici del nucleare...
grazie al signor Giorgi ora la stima mi sembra più realistica...

:-)

luca frangella 12.07.05 23:36| 
 |
Rispondi al commento

le volevo anche ricordare che è la ricerca sulle fonti alternative va incentivata; è chiaro che al momento attuale queste non costituiscono una soluzione immediata.
ovvio con investimenti, passati e presenti, almeno dieci volte inferiori a quelli per il nucleare...

luca frangella 12.07.05 23:32| 
 |
Rispondi al commento

Egr. Sig. Paolo Ruffatti,
da quello che scrive sembra che non sia mai stato in una centrale nucleare e che le sue opinioni in merito siano dettate più dal preconcetto che da altro. Lei è forse un ingegnere? Lavora alla Ansaldo? E' rimasto senza lavoro per colpa del referendum?

Qualora non lo sapesse la informo che il PEC del Brasimone, genialmente costruito in zona ad alto rischio sismico, non ha mai funzionato e nel wessel non c'è mai stato combustibile di alcun genere, nemmeno gasolio; doveva essere un reattore veloce raffreddato a sodio liquido, tipo il super phoenix francese. Nessuno smantellamento è previsto per quell'impianto mai completato (forse nella segreta speranza che un giorno si possa attivare). Se non ci crede può recarsi sul posto e accedere al sito con visita guidata.

Quanto da lei affermato sui rifiuti a bassa radiattività invece è preoccupante. Gli impiegati non usano sempre le tute monouso? E gli esterni dei subappalti nemmeno? Neanche quelli di servizio al reattore o quelli delle pulizie? Gli stracci vengono rigorosamente conservati? L'acqua delle docce non è filtrata e i residui stoccati? La polvere scopata la buttano alla normale raccolta urbana? E i filtri dei condizionatori dove li mettono? I dosimetri durano un anno? Ma da quando? Un giorno di sole al mare è peggio di un anno in una centrale nucleare? Uno scenario che fa tremare le ginocchia quello che lei dipinge. Nei luoghi più pericolosi del pianeta si lavora senza alcuna cautela! Mi ricorda quegli stupidi tecnici giapponesi che trasportando liquido altamente contaminato in un secchiello da spiaggia, provocarono il più grave incidente nucleare nella storia del Giappone.

Lo stoccaggio delle scorie un problema politico? Questa, mi scusi, è una bestemmia in chiesa. Chi è in grado di rompere un cubo di vetro?
Il tempo, un terremoto, l'erosione, un'eruzione vulcanica, uno tsunami, un meteorite e tutte le forze incontrollate e incontrollabili della natura. Anche una molto meno naturale banda di terroristi decisi a tutto, perchè no? Le ricordo che stiamo parlando di materiali che mantengono la loro radioattività per secoli e alcuni per millenni. Tra 10000 anni i nostri pronipoti si ricorderanno del pericolo? Solo un egoismo scraniato e irresponsabile può fregarsene così delle generazioni future.
Lei la vorrebbe una discarica nucleare sotto casa? Dalla sicumera che sfoggia direi proprio di si. Si accomodi prego, si sieda su un bel bidone inox pieno! Ma lo sa lei quanto costa un bidone inox AISI 316? Lo sa quanto costa una discarica nucleare?
No, evidente che non lo sa, altrimenti saprebbe anche che l'elettronucleare costa quasi il doppio del termoelettrico e 10 volte l'idroelettrico. E non mi si venga a dire che l'Italia compre il nucleare all'estero e allora bla bla bla. La Francia e la Svizzera ci vendono energia elettrica sotto costo perchè non sanno dove metterla visto che il nucleare non si può spengere e riaccendere al bisogno come fosse un frullatore girmi.

In ultimo un invito al rispetto dell'altrui intelligenza. Secondo lei l'unica alternativa al nucleare sarebbero le centrali termoelettriche? O nucleare o inquinamento atmosferico? E tutti noi del blog, Beppe compreso, siamo dei fessi che discutono di aria fritta? I gas di scarico di una centrale termica vengono abbattuti dalle intemperie in tempi relativamente brevi e quindi il giorno che l'ultima ct sarà spenta, il pianeta potrà riprendersi, non come il suo plutonio che sopravviverà alla razza che l'ha generato.

Un'ultima domanda: l'acido solforico (H2SO4 se no non capisce) altamente radioattivo che avanza dal processo di arricchimento dell'uranio dove lo mettiamo? Si perchè quando si parla di nucleare non si parla solo di centrali ma di industria nucleare. L'uranio deve essere estratto, trasportato, arricchito, trasportato a destinazione o mi sbaglio. L'unico problema brillantemente risolto è quello dell'uranio esausto: lo metteremo nei proiettili d'artiglieria da sganciare nel culo a qualche ignaro beduino.

Prima di criticare gratuitamente si accerti di essere completamente edotto sull'argomento e non mosso da interessi personali o politici. Altrimenti l'unico risultato che ottiene è il mancar di rispetto all'interlocutore che le assicuro, è intelligente almeno quanto lei.

L'unico scopo dell'industria nucleare è quello bellico.

Sauro Giorgi 12.07.05 23:27| 
 |
Rispondi al commento

a meno che intorno e dietro al nucleare non ci sia un business tutt'altro che disinteressato...

il nucleare e i valori di cui parlo cozzano come l'acqua e il fuoco....

ma ho apprezzato il suo intervento.
e la mia è solo un opinione come la sua.

a proposito: lo sapevate che le ricerche sulla fissione nucleare nacquero nella germania nazista?

luca frangella 12.07.05 23:26| 
 |
Rispondi al commento

Completamente daccordo con te Luca..scelti i valori si seguono le strade migliori per raggiungerli.

E, seppur amante della natura e dell'ambiente, non credo che le fonti alternative (per ora) siano la risposta.

La ricerca di nuove strade o il miglioramento di quelle vecchie (che ci sono state) la lascio a chi e' piu' competente di me.

Quello che non vorrei e'che le vecchie strade (vedi nucleare) vengano abbandonate solo perche'nel passato sono stati commessi degli errori.

Non sono un sostenitore del nucleare, ma sono convinto che bisogna ammettere che passi in avanti sono stati fatti, sia in materia di efficienza, che di sicurezza, che di gestione delle scorie (che ricordo quelle a media-bassa radiazione servono in campi come la medicina).

Se poi ci sono delle nuove tecnologie, che perseguono meglio i nostri valori, che vengono nascoste per proteggere interessi allora dobbiamo veramente incazzarci...

Ma dobbiamo incazzarci contro tiene nascoste le tecnologie, non con il nucleare (o chi per lui).

Giuseppe Ricchi 12.07.05 18:12| 
 |
Rispondi al commento

A proposito dell'idrogeno incollo questo scritto che ne smonta l'efficacia.


I firmatari della presente - ricercatori e persone a vario titolo impegnate in ambiente accademico e scientifico - desiderano esprimere la loro forte preoccupazione e un netto dissenso rispetto alla campagna mediatica che viene sostenuta per propagandare «l'idrogeno come combustibile pulito», addirittura alla base di una pretesa «rivoluzione ecologica». Questa campagna è stata avviata dal noto economista Jeremy Rifkin (Economia all'idrogeno, Mondadori 2002), presidente della Foundation on Economic Trends di Washington, e continua ad essere alimentata, nonostante incongruenze piuttosto evidenti negli assunti di fondo. L'idrogeno è un gas infiammabile che non esiste sulla superficie terrestre, e produrlo artificialmente richiede di per sé un notevole dispendio di energia. Di conseguenza esso non può essere di per sé etichettato come di energia, ma soltanto come vettore, cioè come mezzo per immagazzinare l'energia prodotta da altre fonti. Notiamo qui subito che tale immagazzinamento, come ogni conversione da un tipo di energia ad un altro, ha un costo energetico, cioè comporta la degradazione in calore e la conseguente perdita di una parte dell'energia coinvolta. Oggi quasi tutto l'idrogeno prodotto industrialmente viene ottenuto a partire da fonti di energia fossili, più precisamente dal metano o da derivati del petrolio, attraverso processi detti di «reforming». L'idrogeno prodotto in questi processi contiene circa il 75% dell'energia fornita in ingresso, mentre il restante 25% viene perso sotto forma di calore. Il nostro vettore di energia è quindi in realtà assimilabile a un secchio bucherellato.

Inoltre, per ogni atomo di carbonio presente negli idrocarburi utilizzati nei processi di reforming, si produce una molecola di anidride carbonica. Come sappiamo, l'anidride carbonica è il principale tra quei gas che, immessi nell'atmosfera, contribuiscono al riscaldamento del nostro pianeta, con gravi e ancora non del tutto prevedibili conseguenze sul clima. In effetti, la quantità di anidride carbonica ottenuta producendo idrogeno per reforming è la stessa che si produrrebbe se il metano o il petrolio utilizzati fossero bruciati direttamente in una centrale elettrica. Dal punto di vista dell'effetto serra, che dovrebbe essere uno dei criteri di valutazione principali della compatibilità ecologica di una tecnologia, l'uso dell'idrogeno così prodotto non apporta quindi alcun vantaggio, anzi, come vedremo, può risultare svantaggioso quando si consideri l'anidride carbonica prodotta per unità di energia generata.

Come si utilizza l'idrogeno? Se consideriamo l'uso per autotrazione, che è quello per il quale viene maggiormente propagandato, esistono due opzioni. La prima, più immediata, è di utilizzarlo come combustibile per un motore a combustione interna opportunamente modificato, simile a quelli attualmente utilizzati nelle automobili. Questa soluzione avrebbe effettivamente l'effetto di liberare le città da buona parte dei gas di scarico prodotti dagli autoveicoli, e quindi di migliorare la qualità dell'ambiente urbano. Purtroppo, si tratta di un approccio al problema assolutamente insostenibile dal punto di vista globale. Ammettendo per i motori a idrogeno un rendimento pari a quello dei motori a benzina, come abbiamo detto vi è nel processo di produzione dell'idrogeno una perdita di energia che fa sì che, a parità di energia utile, occorra un consumo maggiore di idrocarburi, e conseguentemente il rilascio di una maggiore quantità di anidride carbonica nell'atmosfera.

La seconda opzione è quella di usare l'idrogeno in celle a combustibile. Si tratta di dispositivi che convertono l'energia immagazzinata nell'idrogeno in energia elettrica, che può essere usata per alimentare un motore elettrico. Anche in questo caso, il merito dell'idrogeno sarebbe quello di spostare l'inquinamento dalle città alle centrali di produzione dell'idrogeno. Visti i buoni rendimenti delle celle a combustibile, con questa tecnologia ci si può aspettare un livello di consumi di idrocarburi - e quindi di produzione di anidride carbonica - pressoché pari a quello attuale, a parità di energia utile prodotta. Neanche questa dunque è una opzione valida dal punto di vista ambientale, stante la necessità di ridurre prima possibile i consumi di combustibili fossili e le emissioni di anidride carbonica.

C'è poi una visione che prevede la produzione di idrogeno senza il ricorso a sorgenti fossili, per mezzo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (solare, eolico, ecc.). L'idea di un sostanziale incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili non può che trovarci pienamente favorevoli. Tenuto conto però che, ragionevolmente, queste fonti potranno al più fornire solo una parte dell'attuale fabbisogno energetico mondiale, è possibile verificare che l'elettricità così prodotta sarebbe utilizzata in maniera più efficiente, cioè con minore spreco, immettendola direttamente nella rete elettrica piuttosto che non immagazzinandola nel nostro «secchio bucherellato».

Infine, va citato il fatto che l'idrogeno può essere ottenuto per reforming anche dal carbone. Questo procedimento, che come detto sopra equivale, in termini di produzione di anidride carbonica, a bruciare il carbone stesso (ma con minore resa energetica), aprirebbe in pratica la strada all'uso per autotrazione, e non solo, delle abbondanti riserve di carbone ancora esistenti sul pianeta, con un effetto sul riscaldamento globale ancora peggiore di quello degli scenari descritti precedentemente. Infatti, a parità di energia prodotta il carbone produce ancora più anidride carbonica del petrolio e del metano. Né può risultare di conforto la prospettiva oggi propagandata che la produzione dell'idrogeno avvenga in impianti in cui l'anidride carbonica venga «sequestrata» e immagazzinata in siti sotterranei. Infatti, al di là dei grossi problemi tecnici ancora da superare e del costo energetico del procedimento, nessuno è in grado di predire se nel lungo periodo questa anidride carbonica non sia comunque in grado di raggiungere l'atmosfera, per diffusione o in occasione di terremoti o altri eventi geologici violenti.

Riassumendo: gli idrocarburi fossili (petrolio e metano) sono preziosi in quanto esistono sul nostro pianeta in quantità limitate e costituiscono, oltre che fonti di energia, anche materie prime preziose per una grande quantità di processi industriali. Di conseguenza essi vanno risparmiati ed indirizzati agli usi strettamente necessari, non solo perché il loro utilizzo aumenta l'effetto serra, ma anche perché il prossimo raggiungimento del picco mondiale di produzione (previsto entro pochi anni) è causa di gravi tensioni internazionali, e sempre più lo sarà in futuro. Le azioni militari contro la repubblica federale di Jugoslavia e l'Afghanistan erano motivate principalmente dalla preoccupazione degli Usa e dei loro alleati di assumere il controllo delle vie di trasporto del petrolio del Mar Caspio. Il riferimento al petrolio è ovviamente ancora più esplicito quando si parla dell'Iraq.

I combustibili fossili, per poterli risparmiare, vanno utilizzati nel modo più efficiente possibile, il che oggi vuol dire che bisogna bruciarli in centrali elettriche. Altri usi vanno disincentivati. In quest'ottica, il motore a combustione interna rappresenta una tecnologia terribilmente inefficiente che va superata quanto prima, in quanto utilizza solo metà o anche meno dell'energia che si riesce a estrarre in una centrale elettrica. L'introduzione dell'idrogeno non può modificare questa visione, anzi renderebbe la situazione ancora più critica qualora venisse usato come combustibile per motori a combustione interna. Per di più, qualora la scarsità di petrolio e metano portasse in futuro all'utilizzo di idrogeno prodotto a partire dal carbone, gli effetti in termini di cambiamenti climatici sarebbero ancora più devastanti.

Invitiamo quindi tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro pianeta a non cadere nel tranello dell'idrogeno, che è in realtà uno stratagemma di marketing utilizzato dalle compagnie petrolifere con l'intento di mantenere l'attuale situazione di spreco dei combustibili fossili, e da alcuni governi in vista di un insostenibile passaggio ad un regime di produzione di energia basato principalmente sul carbone. L'idrogeno non rappresenta quindi la rivoluzione energetica promessa, ma una semplice riedizione degli odierni scempi ambientali (si pensi alle truffe della benzina verde e dell'ecodiesel). Il grosso problema dell'energia non è come immagazzinarla (anche questo ha un peso, ma diverso e di portata molto più limitata), ma come produrla e come utilizzarla con minori sprechi. Se ci sta a cuore il futuro del pianeta diventa improcrastinabile, accanto a un deciso sviluppo nel campo delle fonti rinnovabili e delle politiche di risparmio e di uso differenziato delle diverse fonti, uno sforzo collettivo verso l'elaborazione di un nuovo concetto dello sviluppo, che non sia basato sulla continua crescita economica, cioè sul continuo aumento quantitativo delle merci, dei prodotti e dei consumi. Tale crescita, la cui insostenibilità diventa di giorno in giorno più evidente, ci sta portando ad un stato di guerra infinita e permanente per appropriarsi delle sempre più scarse risorse energetiche.

Firmato,
Angelo Baracca, Franco Marenco, Emilio Martines, Andrea Martocchia, Luca Nencini, Maria Luigia Paciello, Libero Vitiello, aderenti al Comitato «Scienziate e scienziati contro la guerra»

tratto da Il Manifesto del 9 marzo 2003

Sauro Giorgi 12.07.05 13:29| 
 |
Rispondi al commento

EOLO non rappresenta di per se una soluzione al problema energetico. In effetti sposta il problema sulla produzione di energia elettrica (per muovere il compressore)e qui siamo da capo. Però introduce un concetto interessante che è quello di un'automobile con consumi molto ridotti. Tutto sommato sono convinto che sia possibile realizzare auto con motore a combustione interna (comunque decenti e sicure) con consumi molto ma molto ridotti.
Il punto cruciale però è questo:

1)Lo Stato italiano può rinunciare ai proventi dell'accisa? (basati su un largo consumo del prodotto petrolifero).

2)Gli Stati Uniti (appoggiati dagli altri produttori) permetteranno all'Europa di consumare meno petrolio? (senza ad esempio aumentare enormemente il prezzo e mettere in ginocchio un'economia non totalmente petrolio-indipendente).

Ricordiamoci bene che come è stato detto "i politici sono i camerieri dei banchieri"

M.Paladini 12.07.05 12:30| 
 |
Rispondi al commento


Giusto per chi dice che non si sta facendo nulla in America per emanciparsi dal petrolio:
http://www.hydrogenhighway.ca.gov/

Un progetto che prevede per il 2010 la costruzione di oltre un centinaio di stazioni di servizio a idrogeno

matteo martini 12.07.05 05:35| 
 |
Rispondi al commento


" Grazie
Dott.Ing.M.Paladini "

Stai attento a firmarti cosi` che poi il buon Francesco prende di mira anche te..
:)

matteo martini 12.07.05 05:34| 
 |
Rispondi al commento

e sempre a propositi di EOLO sembra che ci siano anche storie poco chiare su costi molto "sgonfiati" in business plan per accedere a finanziamenti finiti italiamente in tasca a qualcuno.
Il complotto c'è, ma al contrario.

Andrea Marzo 11.07.05 18:14| 
 |
Rispondi al commento

Per quanto riguarda l'auto EOLO è interessante notare come si tenda a parlare sempre di complotti quando una tecnologia che sembra promettente non vede la luce. Nella realtà dei fatti se la macchina EOLO non viene prodotta o se non viene utilizzata la fusione freddà è perchè queste tecnologie o non esistono o non sono economicamente sfruttabili, il perchè è tra le pagine dei libri di fisica e per capirlo bisogna avere qualche conoscenza di base. Secondo me si puo' ragionare semplicemente in questo modo: in questo mondo ognuno pensa al suo tornaconto , se qualcuno dimostra che la fusione fredda funziona vince un Nobel e la 'gloria', se qualcuno rende economicamente valida la EOLO diventa miliardario (in euro). Nessuno finora lo ha fatto quindi nessuno è ancora stato in grado di farlo..... e smettiamola di parlare di complotti.

giulio bettanini 11.07.05 17:09| 
 |
Rispondi al commento

La macchina ad aria compressa...
finisce in una nuvola di fumo
Il caso Eolo auto di Marco Pagani

Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato
alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di
Bologna una macchina rivoluzionaria: la Eolo (questo il nome originario dato
al
modello), era una vettura con motore ad aria
compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e
resina, leggerissima ed ultraresistente. Capace di fare 100 Km con 0,77
euro, poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e funzionare per più di
10 ore consecutive nell'uso urbano.
Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che
veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore
il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria
compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche
la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una
bicicletta.
Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle
vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.
Qualcuno l'ha mai vista in Tv?
Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it
venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei
tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione,
la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare
ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della
benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia,
dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato
sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.
Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure
stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie.
Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it
risulta essere in vendita. Questa vettura rivoluzionaria, che senza
aspettare 20
anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo
venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di
problemi, scompare senza lasciare traccia.
A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia
è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,
hanno usato Internet per far circolare informazioni.
Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella
prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana
storia.

Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti:
Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca
cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90
dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente
in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto.
I dirigenti di Eolo auto Italia rimandano l'inizio della produzione a
data da destinarsi, di anno in anno. Oggi si parla, forse della prima metà
del
2006...
Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda?
Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio
non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti. La benzina oggi,
l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.
Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi né di cambi olio,
che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia
elettrica,
non fa guadagnare abbastanza.
Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei
cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di
qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed
intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie
del petrolio e le case costruttrici, senza che l'"informazione" ufficiale
dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto
al
tavolo...


... fatele girare certe informazioni!!! La gente deve SAPERE!!!!!!!


luca livoti 11.07.05 10:15| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Bravo Beppe, hai centrato il punto in pieno. Ma purtroppo c'è un piccolo problema: l'Italia è un paese di egoisti. Ognuno pensa sempre prima al proprio tornaconto, alla propria immagine, alla propria opinione che è sempre la migliore. Non c'è confronto perché non c'è la volontà di confrontarsi. Ognuno sostiene la propria tesi senza dare il braccio a torcere. Non c'è un'unione di intenti che porti all più saggia via di mezzo.
Un esempio vivente sei tu. Il nostro paese "dovrebbe" garantire la libertà di parola a tutti, a me, a te e a chiunque voglia dire la sua denunciando, ove provatamente vero, i casi di abusi, mala gestione, dolo ecc. ecc. Ma garantire a qualcuno la libertà di parola significa anche sopportare le critiche e gli attacchi verso gli organi garantisti. Significa che se io ti do la libertà di critica, devo sopportare che tu critichi me. Se io vado dal tronchetto dell'infelicità e gli dico che, secondo me, è un ladro bugiardo mafioso corrotto, mi fa un culo in tribunale che finisce di suturarmelo mio figlio perché avrò i reumatismi per farlo da solo. Ma la colpa non è del tronchetto, ma del giudice, il vero garante del mio diritto di opinione.
Mentre, d'altro canto, io non posso citare il costruttore di casa mia perché mi si è staccato il calorifero del bagno che, cadendo sulla vasca, mi ha spaccato rubinetteria e vasca stessa. E se qualcuno fosse seduto sulla vasca che sarebbe successo? Questo dopo altre mille incompetenze, come l'inversione dell'acqua calda e l'acqua fredda sempre in bagno (avevo il vapore nel cesso!!!), inversione delle piastrelle nei due bagni, e altre cosucce ancora. Per non parlare dei mobilieri!!!
Mi sono consultato con più di un avvocato e TUTTI mi hanno sconsigliato di procedere perché, se anche avessi vinto, avrei comunque perso dei soldi!!!.
E allora di che cosa abbiamo bisogno? Di un cambio GENERALIZZATO di mentalità. Siamo tutti con l'ambiente ma ce ne sbattiamo le palle se mischiamo la plastica con la carta e, anzi, ci rompe pure le palle smistarle. Siamo tutti caritatevoli, ma non ci occupiamo di sapere dove cazzo sono finiti i nostri doni ai paesi, tanto per dirne una, colpiti dallo tsunami. E Bertolaso! Che dio l'abbia in gloria, mi viene a dire "Be', forse è meglio controllare perché forse non tutti gli aiuti sono arrivati a destinazione"!!??!! E tu che cazzo ci stai a fare lì??!!!
Recentemente sono stato in Australia (viaggio di nozze) e me ne sono innamorato. Non perché sia di "moda", ma perché, tra le innumerevoli altre cose che mi hanno portato a volermi trasferire là definitivamente, ho notato un tratto della loro vita che mi ha colpito molto: la loro è una mentalità positiva e propositiva. Non è una lotta continua come qui!!! Là ognuno si fa il culo per offrire il miglior prodotto possibile, perché sa che 1) da quello dipende la propria possibilità di vendere e 2) perché sa che avrà altrettanto acquistando a sua volta!!!! La vita non è una LOTTA continua contro il datore di lavoro, il costruttore o il fisco. E' un lavoro comune per addivenire ad un fine che beneficia tutta quanta la comunità! Poi ci mancherebbe, anche loro hanno i loro tronchetti dell'infelicità, i loro capretti rampanti (cordero in spagnolo vuol dire capretto), e i loro nani portatori di democrazia, ma non hanno il margine osceno di azioni e impunità che hanno qui. E lo sai perché? Perché sono coscienti di avere in mano l'arma che tutti temono: il voto!!

Scusa lo sfogo.
Marcos

Marcos Ingaldi 11.07.05 09:26| 
 |
Rispondi al commento

se avete seguito la discussione fin quà, vi sarete resi conto che ognuno ha detto la sua in merito al problema energetico: c'è chi mette avanti la fissione, chi la fusione, chi il solare, chi la geotermica, chi l'eolica, chi il petrolio, chi il carbone, chi l'idrogeno etc. etc.

da un punto di vista scientifico nessuno potrà mai dare certezze ed un valore assoluto riguardo la scelta di una fonte più che di un altra. la scienza non da certezze.

da un punto di vista economico idem: certezze non ce ne sono poichè il concetto di economia è di per se stesso molto ma molto relativo.

i valori, i valori in gioco sono la chiave di tutto, i valori condivisibili di solidarietà, condivisione sociale ed economica, rispetto per l'uomo e per l'ambiente, i valori umani e democratici, etc. etc.

in base ad essi dovremmo fare le nostre scelte per il futuro e tagliare i ponti con un inglorioso passato e un penoso presente.

guardiamo assieme alle fonti alternative e rinnovabili. la scienza e l'economia saranno solo degli strumenti al servizio dei valori condivisi e non più degli interessi di pochi.

luca frangella 11.07.05 00:16| 
 |
Rispondi al commento

Leggendo questo blog ho visto tante discussioni sulle differenze tra diverse fonti di energia. Se sia meglio una che l'altra, secondo considerazioni di pulizia sicurezza ed efficienza.

Purtroppo, se si vogliono fare veramente dei discorsi che portino a qualcosa, bisogna mettersi sullo stesso piano di chi "abbiamo" votato e chi ci e' stato imposto (vedi amministratori delegati vari).

D'altronde tutti sarebbero d'accordo sull'utilizzo di fonti rinnovabili, pulite, sicure, ecc, ecc, se pero' queste possano sostenere il bisogno di energia che ogni giorno noi italiani richiediamo ed a un costo sostenibile (avere una bolletta triplicata per avere questo tipo di energia, non farebbe piacere comunque a nessuno).

Possiamo dire moltissime cose positive sull'eolica, sull'energia solare, ecc, ma se facciamo un'analisi, anche spicciola, possiamo vedere come i risultati di anni di investimenti (se non ricordo male qualcuno, in un post precedente, accennava a 18 miliardi di euro) abbiano portato ad un 2% di soddisfazione del bisogno energetico italiano.
Io la vedo un po' scarsina la situazione...il perche' ci sono, e sono dati sostanzialmente da vingoli fisici (del processo di trasformazione) e (strutturali delle centrali). L'uniche fonti rinnovabili sotto questo punto di vista sono l'idrotermica e la geotermica.

Probabilmente se questi soldi fossero stati investiti per fare un piano energetico, che in Italia non c'e' mai stato (si e', infatti, sempre giocato alla rincorsa della domanda), che prevedesse una migliore gestione dei finanziamenti ad iniziative di autoproduzione (e non dico maggiori finaziamenti), a un incentivo ad sostituire elettrodomestici, lampadine, e quant'altro, antiquati e con consumi che sono quasi il doppio di quelli in commercio oggi, Il discorso potrebbe essere migliore.

Per quanto riguarda l'autoproduzione, in Germania (questa informazione mi e' stata riferita e non posso garantire sulla sua autenticita') funziona che: le banche ti prestano soldi per costruire l'impianto. Quest'ultimo, allaciato alla rete nazionale, vende l'elettricta' che produce in eccesso e quel guadagno del privato serve per restiture il finanziamento.
Una procedura snella semplice, che porta ad un effettivo vantaggio anche per il privato.

Se guardiamo alla possibilita' di scelta da parte dell'ENEL di diversificare la produzione, cercando strade alternative, vediamo che e' un po' limitata (e con questo non e' mia intenzione difendere l'ENEL). Importazione e' resa difficile dall'imposibilita' di costruzione di altri elettrodotti. Neanche io vorrei dei cavi di alta tensione sopra la mia casa.
Il nucleare e' vietato in Italia e da poco e' possibile per aziende italiane all'estero. Strada dove e' indirizzata l'ENEL (e questo sarebbe discorso per un altro blog...pensaci tu Beppe).
Le politiche finanziarie dell'ENEL hanno portato ad una incapacita' della stessa a incrementare rese e capacita' delle centrali a carbone e a petrolio...con conseguente perdita di produttivita'. Ma vi rendete conto che ci sono delle centrali che producono sotto costo? l'ENEL paga lo stato per poterle utilizzare perche' troppo inquinanti? in pratica si compra la licenza di inquinare piu' del dovuto.
Restano quindi le fonti dove si fa ricerca ,o almeno cosi' si dice, ancora oggi: vale a dire fusione e spaziale (mi ricordo una missione, anche italiana, per vedere se era possibile produrre energia dal campo magnetico terreste).
Purtroppo per la fusione, come anche per l'idrogeno, il costo di produzione supera la produzione in termini di energia (fonte "Le Scienze"). E per quanto riguarda la spaziale non ne ho saputo piu' niente.

Forse da questa situazione se ne uscira' solamente nel 2007 con la liberizzazione del mercato, dove ENEL, con questi presupposti, ne verra' tagliata fuori.

Se in questo post avessi detto qualcosa di non veritiero, o che le mie informazioni sono sbagliate vi pregherei di segnalarmelo con relativa fonte.

Giuseppe Ricchi 10.07.05 05:13| 
 |
Rispondi al commento

per Francesco Spina e Matteo Martini:

scusate ma trovo la vostra diatriba piuttosto sterile e scarsamente interessante. Quindi se per favore avete da dire qualcosa di interessante, oppure interrogativi da porre o ancora spazio per uno sfogo personale ok, se vi interessa invece che la platea stabilisca chi tra voi due ha il pisello più lungo vi chiederei di smetterla. Non si capisce nemmeno qual'è (se c'è) la tesi dibattuta. Scambiatevi le mail e continuate in privato, oppure trovatevi e risolvetela con un duello rusticano! (ancor meglio spegnete la rissa con due belle birre gelate e una stretta di mano). Se vi ho offeso pazienza, vi passerà. In ogni caso non inviatemi messaggi, non risponderò, non ho alcuna intenzione di condurre in questo blog inutili discussioni.

Grazie
Dott.Ing.M.Paladini

M.Paladini 09.07.05 17:22| 
 |
Rispondi al commento

Ma esiste ancora qualcuno chesi riferisce all'idrogeno come ad una "FONTE" di energia? E' UN VETTORE' come una pila che non produce niente ma costa soltanto! Poi tanto per spaventare i duri e puri dell'ecologia: IL SOLE é RADIOATTIVO!! lo spegnamo? ;-)

Gabriele Radice 09.07.05 11:43| 
 |
Rispondi al commento

Un bel blog! Complimenti merita veramente tanto! Inoltre volevo complimentarmi per lo spettacolo fatto a Milano! Cose sagge e soprattutto vere e come al solito la verità fa male!!
Un abbraccio.
Alessandro

Alessandro Demicheli 09.07.05 11:08| 
 |
Rispondi al commento

Ciao, mi chiamo Mario e vorrei avere delle informazioni riguardo i finanziamenti per l'installazione di pannelli fotovoltaici, perchè sto costruendo un'abitazione a basso consumo di energia, ora sono nella fase dell'installazione dei pannelli solari per la produzione dell'acqua calda e volevo attendere appunto i fondi per posare anche quelli per la produzione di energia elettrica.
Chi sa qualcosa me lo passi, Grazie.
e mail:info@fratellivisini.com

Mario Visini 09.07.05 09:25| 
 |
Rispondi al commento


FS
conclusione:conviene effettuare la fase di compressione in fase liquida,perchè è necessario meno lavoro...è più facile "comprimere" un fluido allo stato liquido.

MM
Di male in peggio.
Quello che vuoi dire e` che e` richiede meno lavoro far aumentare di pressione un liquido anziche` un gas.

FS
Si.(NB:densità diversa)
La fase si chiama di compressione perchè qlcs si comprime... indovina cosa?...ciclo bifase!..quindi??
ma scusa non sai com'è fatta una centrale termoelettrica??

FS
il lavoro di compressione di un fluido incomprimibile è semplicemte uguale al prodotto del volume specifo del fluido per il salto di pressione o ancora è pari al salto entalpico misurato tra i due livelli di pressione.
entalpia di un liquido? che cos'è?
è più corretto parlare di pompaggio,

MM
Era ora!!

FS
lo avevo già detto... ma la fase è di compressione..il lavoro è di...?


FS
gli antichi romani dicevano : spiritu ducere (=aspirare)

aspirare ad-spirare..vuol dire curiosamente soffiare :)

si succhia..si aspira..ci sono le pompe per il vuoto...ma il fluido non si tira...è una sbagliata percezione...

MM
E quindi un fluido non si puo` nemmeno " soffiare "?
Nelle trombe cosa si "soffia" se non un fluido?

FS
volevo farti notare che aspirare ha assunto un significato diverso rispetto all'origine latina... soffiare in italiano non mi pare sia sinonimo di aspirare...

certo i gas si possono:"spingere"(soffiare),comprimere,aspirare(ma non come si pensa).
non si possono tirare!
si succhia l'aranciata con la cannuccia dalla lattina,ma come si fa a succhiare qualcosa che non resiste a trazione??
io bevo l'aranciata è innegabile...

aspirare(da vocobalario..lo hai scritto tu!):trarre a sè...

trarre(latino:trahere)=tirare... trascinare..
un gas tirato? trascinato??
ma tu che stai dicendo??
ma scherziamo??
non faccio affatto confusione!!
si dice aspirare,ma in realtà non si aspira...lo sò sembra una scemenza...

FS
lo stantuffo dell'auto non risucchia dentro il gas..è il gas SPINTO dalla pressione atmosferica ad entrare dentro la camera dove sussiste una condizione di minore pressione....(e non solo x questo)

MM
Il che e` per l` appunto l` " aspirazione "

FS
il gas è spinto...non tirato.. attenzione!
si dice aspirazione,ok...ma... ripeto.. sbagliata percezione...

vedo che ti intendi bene di momenti torcenti etc,,vai a vedere il tensore degli sforzi nel caso di un fluido...

FS
si parla di combustibile per le centrali nucleari... non fai nessuna osservazione?
ma l'uranio non è un combustibile!! o no?
cacchio..che imbecilli non sanno scrivere!!

MM
ma cosa stai dicendo?

FS
aspirare un gas non è sbagliato in italiano,però è simile a dire combustibile quando si parla di centrali nucleari... capì?
l'uranio non brucia !!! eppure si chiama combustibile...


fai la prova con la siringa...
togli l'ago..tira un pò indietro lo stantuffo per esempio fino a 1ml...poi tappala con un dito(premi forte) e cerca di tirare indietro lo stantuffo...

oppone resistenza??
perchè??
ti ho già risposto.

ripeto...si usa dire aspirazione o aspirare i gas ma in realtà è un modo di dire ingannevole,anche se esatto in italiano.

ripeto..si parla di fase di compressione ..quindi lavoro di compressione nella fase liquida oltra la curva di isotitolo zero dove le isobare sono ripidissime(diagramma di Gibbs dell'acqua o vapore saturo)...

ripeto..il liquido viene portato a una pressione maggiore..però a notare bene qualcosa viene compressa...che cosa?
il circuito è chiuso e cis ono parti con vapore e parti con liquido...
capì????

ripeto...fase di compressione di fluido allo stato liquido ..lavoro di compressione..

ripeto...aspirazione di un gas...ma in realtà non si succhia ne tira..

ripeto...si dice combustibile nucleare ..ma l'uranio non brucia..


mi dispiace non sà che altro dirti...
rileggiti i testi di fisica tecnica,meccanica dei fluidi...
mi spiace è così!!


ma ora davvero basta... leggti qlcs in merito..se ho sbagliato io..ok sono un cazzone ..se hai sbagliato tu...ehm...aggettivo a scelta...

chiedo scusa per avere abusato dello spazio riservato ai commenti in questo blog.

Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 09.07.05 01:01| 
 |
Rispondi al commento

Ridurre il consumo energetico in Europa.

È l'obiettivo di una direttiva europea che entrerà in vigore il prossimo anno. Secondo un recento studio i cittadini del continente passano il novanta percento del tempo al chiuso, e lo spreco energetico è enorme.Le esperienze condotte e cosa cambierà nel futuro prossimo è il tema di europeans in onda fino a giovedì. Siamo a Linz, nel nord dell'Austria. In questa città il centro regionale di consulenza energetica ha accolto nel corso degli anni centinaia di persone desiderose di ridurre l'ammontare delle proprie bollette. I frequentatori sono giovani coppie che hanno deciso di far costruire la propria abitazione, o prioprietari che vogliono rinnovare la propria residenza.


Fonte:Euronews

Giuseppe Verdi 08.07.05 22:31| 
 |
Rispondi al commento

Sig. Bettanini, mi scusi, ma a quanto ne so io sul Vajont, le vittime sono da imputare SOLO all'orgoglio umano, in quanto la diga, capolavoro di ingegneria, non ha ceduto ed è ancora al suo posto.
La tragedia che si è consumata era stata da tempo segnalata e monitorata, erano stati anche fatti degli esperimenti all'epoca per calcolarne il comportamento su di un plastico grande all'incirca 40 mt. ed era stato ritenuto il risultato molto allarmante.
Non si è voluto però evacuare il paese e svuotare la diga solo per l'orgoglio dei responsabili della SADE.
I morti ci sono stati per il cedimento della cima del monte TOC che ha fatto traboccare l'invaso.Il tutto è ancora visibile per chi lo vuole vedere.
La diga è ancora un capolavoro di ingegneria italiana.
In quanto all'orgoglio: come abbiamo visto sopra è proprio questo da temere quando si parla di sicurezza per le centrali nucleari.

E' poi curioso quanto asserisce sull'anidride carbonica; a me sembra vero il contrario: l'anidride è riassorbibile dall'ecosistema in relativamente breve tempo, una contaminazione nucleare mi sembra che ci metta qualche migliaio di anni, mi sbaglio?

Giuseppe Verdi 08.07.05 22:07| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe perchè non ti esprimi chiaramente sulle magagne della chiesa? Del servilismo politico ai voti dei cattolici?

vito aloisi 08.07.05 19:36| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe,
mi chiamo Massimiliano Cesaretti e leggendo questo articolo ho finalmente scoperto una questione sulla quale non corcordo con te(è la prima volta!). Le tue considerazioni, a mio avviso, possono valere in parte e solo per quanto riguarda i processi di fissione nucleare. I processi di fusione (sui quali si dovrebbe basare la futura centrale Iter, finanziata dalle maggiori potenze mondiali) permetterebbero invece di ottenere energia senza alcun tipo di rischio radioattivo.
Resta invece il problema delle scorie, sul quale si stanno comunque facendo importanti passi avanti.
Grazie per l'attenzione e continua così perchè sei un grande.
Ciao!
Massimiliano Cesaretti

Massimiliano Cesaretti 08.07.05 17:37| 
 |
Rispondi al commento

In realtà, signori, non è il nucleare in sé ad essere pericoloso, ma il metodo (fissione o fusione a caldo) utilizzato per ottenere l'energia. La fissione a caldo ha come risultato l'emissione di raggi gamma (quelli radioattivi, per intenderci) ed è questo che la rende pericolosa. Forse qualcuno di voi saprà che, tuttavia, la fissione non è il solo metodo per ottenere energia elettrica dal nucleare. C'è una "nuova" tecnologia (per la quale i finanziamenti, guarda caso, sono stati sospesi e soppressa l'esperimentazione) che si chiama "fusione a freddo" ed è davvero 1) pulita, 2) economica 3) molto produttiva. vi allego il link ad un libro molto interessante.

http://www.progettomeg.it/FFlibrofreeIT.htm

Marcos

Marcos Ingaldi 08.07.05 16:58| 
 |
Rispondi al commento

Le informazioni date da Beppe sono un po' imprecise, come il commento della tabella. Comunque volevo solo dare uno spunto di riflessione. L'energia pulita in Italia ha gia' fatto 2000 morti (Vajont). Quello che bisogna decidere adesso senza fretta ed arroganza è se vogliamo continuare ad avvelenarci con centrali c onvenzionali e con il traffico o vogliamo guardare al futuro. Allo stato attuale della tecnologia il futuro energetico (prossimi 50 anni) sara' dominato da carbone+petrolio+nucleare (versione occidentale, molto diversa da Chernobyl che era versione sovietica ad uso militare). Nei prossimi 100 anni potra', se adeguatamente finanziata, vedere la luce la fusione nucleare piu' pulita economica e sicura della fissione. L'anidride carbonica avvelena il pianeta nel suo complesso con conseguenze per adesso imprevedibili, l'esplosione di una centrale nucleare come Chernobyl porta invece a livello globale danni localizzati e riassorbibili dall'ecosistema. Pensiamoci.

Giulio Bettanini 08.07.05 16:55| 
 |
Rispondi al commento


Per Francesco Spina:
"mi sono espresso male sia sull'aspirazione che sulla compressione...
vediamo se va meglio..."


Gia meglio..

Per Francesco Spina:
"il lavoro di compressione durante la fase di compressione nel ciclo Rankine del fluido di lavoro allo stato liquido è di un ordine di grandezza nettamante inferiore(circa 100 volte)rispetto a quello del lavoro di espansione ottenuto durante la fase di espansione del fluido di lavoro."

MM
NON si parla di compressione di un liquido!!
Lo hai appena detto tu qui sopra..

FS
conclusione:conviene effettuare la fase di compressione in fase liquida,perchè è necessario meno lavoro...è più facile "comprimere" un fluido allo stato liquido.

MM
Di male in peggio.
Quello che vuoi dire e` che e` richiede meno lavoro far aumentare di pressione un liquido anziche` un gas.

FS
Si,lo sò..fa orrore anche a me,ma si dice così!!

MM
NON si dice cosi` e lo hai detto a chiare lettere tu qui sopra, quando dici" mi sono espresso male sia sull'aspirazione che sulla compressione... ".
Perche` continui a insistere?

FS
il lavoro di compressione di un fluido incomprimibile è semplicemte uguale al prodotto del volume specifo del fluido per il salto di pressione o ancora è pari al salto entalpico misurato tra i due livelli di pressione.
è più corretto parlare di pompaggio,

MM
Era ora!!

FS
i gas nello studio dei compressori posoono essere ritenuti in particolari condizioni di moto incomprimibili(sono 3 volte che te lo dico!!)


FS
certo,è scorretto anche se entrato nel linguaggio comune(e non) parlare di aspirazione di un fluido.

MM
ERRATO!
In Fisica Tecnica si parla comunemente di aspirazione di un fluido!!

FS
i fluidi (a rigore sono gas o liquidi che si trovano oltre la temp e/o pressione K) non si oppongono alla trazione!!!

MM
Ho capito, ma che Kaiser centra questo con l` aspirazione?
La trazione significa applicare una forza all` estremita` di una trave tesa ad " allungare " la trave stessa, che ca**o centra la trazione, il momento torcente, il momento flettente ( che NON si applicano ai fluidi ) con l` aspirazione ( che interessa SOLO E PROPRIO i fluidi? )
Ti ho dato anche i link al vocabolario della lingua italiana, leggitelo

FS
più corretto parlare di "intake" "immissione" e non aspirazione anche se non è sbagliato.

MM
Adesso dici che pero` " non e` sbagliato ". Guarda che e` proprio giusto, ti ripeto che si parla comunemente di aspirazione di gas, di aspirazione di aria all` interno della camera di combustione, etc.

FS
non si possono fare cestini di acqua liquida..o funi...
quando mi fai un cestino di azoto gassoso?? :)

MM
Confondi l` aspirazione con la trazione!!
I fluidi nonresistono a trazione ma possono essere aspirati

FS
gli antichi romani dicevano : spiritu ducere (aspirare)

aspirare ad-spirare..vuol dire curiosamente soffiare :)

si succhia..si aspira..ci sono le pompe per il vuoto...ma il fluido non si tira...è una sbagliata percezione...

MM
E quindi un fluido non si puo` nemmeno " soffiare "?
Nelle trombe cosa si "soffia" se non un fluido?

FS
lo stantuffo dell'auto non risucchia dentro il gas..è il gas spinto dalla pressione atmosferica ad entrare dentro la camera dove sussiste una condizione di minore pressione....etc

MM
Il che e` per l` appunto l` " aspirazione "

FS
prendi una siringa togli l'ago(non usarla per quello che la usi abitualmente...scherzo!)aspira un pò di aria,tappa il forellino e adesso tira lo stantuffo(come se dovessi riempirla)...è difficile tirare vero??

MM
Ma cosa stai dicendo?

FS
cavolo i fluidi resistono a trazione!!!!
Nobel per la fisica a Martini!!...

MM
Vedi sopra, confondi trazione con aspirazione

FS
no...è la pressione atmosferica esterna che preme!
non esistono valori di pressione assoluta negativa!!
si parla di depressione e pressione negativa quando si parla di pressione relativa.

MM
E allora?

FS
si parla di combustibile per le centrali nucleari... non fai nessuna osservazione?
ma l'uranio non è un combustibile!! o no?
cacchio..che imbecilli non sanno scrivere!!

ORRORE attenti le centrali nucleari producono biossido di carbo uranio CUO2...che provoca l'effetto radietta guasta...diventeremo tutti sordi...

MM
Ma cosa stai dicendo?

FS
bella la storia dell'aspirazione?
se è bella...e sei ing..cambia lavoro... :)alla svelta!!
adesso capisco perchè saltano in aria i reattori delle centrali.
ti aiuto per la lettera di licenziamento??
iscriviti a un corso di recupero.

corso finito.
ciao

MM
Non mi sembri proprio un professore di corsi di recupero.

matteo martini 08.07.05 15:13| 
 |
Rispondi al commento

Beppe,non sai mica dove si possono trovare celle fotovoltaiche ad un prezzo accettabile? In Italia hanno tutti adeguato i costi a quanto viene rimborsato nei bandi regionali, che sono notoriamente senza fondi. Risultato i prezzi per chi vuole fare senza essere finanziato dallo stato sono doppi di quelli reali. Non è che ci si potrebbe dare una mossa in questo senso?

Filippo Trascinelli 08.07.05 13:28| 
 |
Rispondi al commento

Ci terrei a segnalare un avvenimento molto importante per quanto riguarda l'energia: l'avvio della costruzione presso Cadarache in Francia del prototipo di reattore a fusione nucleare, un sistema che permetterebbe di creare energia pulita e abbondante.
Per maggiori informazioni, vi consiglio di leggere il sito www.iter.org (in inglese), visto che io non sono uno studioso di fisica (studio scienze politiche) e quindi non sono in grado di darvi informazioni dettagliate sul funzionamento.
Posso solo dire che la fusione nucleare prende due atomi, credo di deuterio e sfrutta l'energia che si crea quando questi due atomi si fondono.
Il deuterio si può ricavare dall'acqua di mare, quindi non c'e' necessità di usare l'acqua dolce (di cui c'e' una obbiettiva scarsità).
Bene, spero che questa sia per voi, come per me, una bella notizia di cui tutti abbiamo bisogno, ogni tanto :)

Enrico Rampazzo 07.07.05 21:02| 
 |
Rispondi al commento

x matteo martini

i gas sono comprimibili..in particolare risultano più o meno comprimibili rispetto ai gas ideali tanto che è necessario introdurre in una formula che tu hai scritto un fattore di correzione(fattore di compribilità Z)

i liquidi sono difficilmente comprimibili..cioè...scarse variazioni di densità o volume specifico.

i liquidi ideali sono incomprimibili.

mi sono espresso male sia sull'aspirazione che sulla compressione...
vediamo se va meglio...

il lavoro di compressione durante la fase di compressione nel ciclo Rankine del fluido di lavoro allo stato liquido è di un ordine di grandezza nettamante inferiore(circa 100 volte)rispetto a quello del lavoro di espansione ottenuto durante la fase di espansione del fluido di lavoro.se si comprimesse vapore(aeriforme) ad alta temperatura il lavoro di compressione sarebbe molto più grande.
se si comprimesse in condizioni di vapore saturo ci sarebbe il rischio di cavitazione nelle pompe e problemi anche in un compressore e inoltre sarebbe molto difficile costruire un impianto che possa soddisfare queste condizioni di funzionamento..non solo..ma verrebbe meno il vantaggio della compressione in fase liquida.
il lavoro di compressione durante la fase di compressione nel ciclo Joule del fluido di lavoro allo stato gassoso è di un ordine di grandezza quasi pari a quello del lavoro di espansione ottenuto durante la fase di espansione del fluido di lavoro.
conclusione:conviene effettuare la fase di compressione in fase liquida,perchè è necessario meno lavoro...è più facile "comprimere" un fluido allo stato liquido.

si,lo sò..fa orrore anche a me,ma si dice così!!

il lavoro di compressione di un fluido incomprimibile è semplicemte uguale al prodotto del volume specifo del fluido per il salto di pressione o ancora è pari al salto entalpico misurato tra i due livelli di pressione.
è più corretto parlare di pompaggio,ma è lo stesso discorso sull'aspirazione(leggi dopo)
il lavoro di compressione di un fluido comprimibile è uguale all'integrale del volume specifico in dp tra gli stati termodinamici
di ingresso e uscita della macchina termica operatrice.

suggerimento:c'è vapore..è un ciclo bifase(Rankine)... sibillino come suggerimento??..


i gas nello studio dei compressori posoono essere ritenuti in particolari condizioni di moto incomprimibili(sono 3 volte che te lo dico!!)
per bassi rapporti di compressione e M=0.2-0.3 C=1.01..1.02 (fattore di comprimibilità).... sei ing? allora sai di cosa sto parlando... che cavolo me lo chiedi a fare??

certo,è scorretto anche se entrato nel linguaggio comune(e non) parlare di aspirazione di un fluido.

i fluidi (a rigore sono gas o liquidi che si trovano oltre la temp e/o pressione K)

non si oppongono alla trazione!!!

è più corretto parlare di "intake" "immissione" e non aspirazione anche se non è sbagliato.

non si possono fare cestini di acqua liquida..o funi...
quando mi fai un cestino di azoto gassoso?? :)

gli antichi romani dicevano : spiritu ducere (aspirare)

aspirare ad-spirare..vuol dire curiosamente soffiare :)

si succhia..si aspira..ci sono le pompe per il vuoto...ma il fluido non si tira...è una sbagliata percezione...

lo stantuffo dell'auto non risucchia dentro il gas..è il gas spinto dalla pressione atmosferica ad entrare dentro la camera dove sussiste una condizione di minore pressione....etc

prendi una siringa togli l'ago(non usarla per quello che la usi abitualmente...scherzo!)aspira un pò di aria,tappa il forellino e adesso tira lo stantuffo(come se dovessi riempirla)...è difficile tirare vero??
cavolo i fluidi resistono a trazione!!!!
Nobel per la fisica a Martini!!...
no...è la pressione atmosferica esterna che preme!

non esistono valori di pressione assoluta negativa!!
si parla di depressione e pressione negativa quando si parla di pressione relativa.

si parla di combustibile per le centrali nucleari... non fai nessuna osservazione?
ma l'uranio non è un combustibile!! o no?
cacchio..che imbecilli non sanno scrivere!!

ORRORE attenti le centrali nucleari producono biossido di carbo uranio CUO2...che provoca l'effetto radietta guasta...diventeremo tutti sordi...


bella la storia dell'aspirazione?
se è bella...e sei ing..cambia lavoro... :)alla svelta!!
adesso capisco perchè saltano in aria i reattori delle centrali.
ti aiuto per la lettera di licenziamento??
iscriviti a un corso di recupero.

corso finito.
ciao


Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 07.07.05 20:36| 
 |
Rispondi al commento

Comincio a non tollerare più l'IGNORANZA e la grettezza di buona parte degli ambientalisti!
Il fatto: Il GRTN ha (da tempo)pubblicato la sintesi degli impianti qualificati al 31 maggio 2003 (ce n'è una copia ne il Giornale dell'Ingegnere - n.11 15/06/05 pag.6) da questi emerge che è previsto un massiccio incremento di centrali eoliche, oggi ci sono 21 impianti in esercizio con producibilità pari a 272,2 GWh ce ne sono in progetto 95 con producibilità pari a 7207,9 GWh! Fantastico, fonte totalmente naturale e rinnovabile con ZERO emissioni inquinanti e con materia prima GRATIS. PERO' appena si presentano i finanziatori con i progetti esecutivi spuntano comitati locali come funghi!(vedi valtaro PR o sicilia) Quasi sempre appoggiati da esponenti di Legambiente o del CAI ecc. ecc. CONTRARI alla realizzazione degli impianti eolici! E' una follia! Cacchio dato che nessuno di noi può o vuole rinunciare all'energia elettrica da qualche parte e in qualche modo bisogna pure produrla!! dico, se c'è la possibilità di produrla da una fonte gratuita (le altre fonti le compriamo all'estero pagandole di tasca nostra) e che in più NON INQUINA, che se la vuoi smantellare lo fai in una settimana senza lasciare traccie e i materiali li ricicli al 100%, NON VA BENE?? Beh allora dico che le possibilità sono due:
1)qualcuno ha il cervello grande come una mandorla.
2)qualcuno è in malafede, in realtà non gliene frega unca di inquinare il pianeta, basta che sia fatto a casa del vicino e non a casa propria!
Bella roba!!

M.Paladini 07.07.05 16:27| 
 |
Rispondi al commento


Per Francesco Spina:

Caro Francesco, prima mi dici che ( post del 30.06.05 alle 23.01 ) " il lavoro necessaario per comprimere un gas è maggiore di quello necessario per comprimere un liquido. " e poi che ( post del 4.07.05 alle 17.40 ) " i liquidi come giustamnete fai notare sono quasi incomprimibili e infatti quelli ideali sono incomprimibili. "

Caro Francesco, poi dici che ( post del 6.07.05 alle 15.57 ) " si confermo i gas negli studi dei compressori(stadi..sezioni di passaggio..palettature) sono ritenuti incomprimibili. " ma subito dopo specifichi che "
complessivamente però vengono compressi " e dici che e` pure " ovvio "!!

Infine sostieni che ( post del 5.07.5 alle 16.47 ) " ..perché i fluidi non si possono aspirare …non resistono a trazione. "
Questa non l` avevo vista ma e` la piu` bella di tutte!
Leggiti nel Vocabolario della lingua italiana cosa si dice del termine " apirare ": http://www.sapere.it/gr/DictionarySearchServlet?DS_action=ItalySearch&DS_resType=14&DS_userInput=aspirare
C` e` scritto " est. anche di macchine e apparecchi, trarre a sé gas, liquidi "
Immagino che tu ora dica che gas e liquidi magari NON sono fluidi, ti prevengo: http://www.sapere.it/gr/DictionarySearchServlet?DS_action=ShowArticle&DS_tid=10020982&DS_resType=14, dove e` scritto: " flùido: flùido
agg.
corpo allo stato liquido o aeriforme ".
Dunque, secondo il vocabolario della lingua italiana, i " fluidi " si possono proprio " aspirare "!!

Infine dici: " ps:non sono la cepu!!! "
Francesco, non te la prendere, ma non c` era proprio bisogno di dirlo!!


matteo martini 07.07.05 15:56| 
 |
Rispondi al commento

Riguardo al nucleare e alle fonti rinnovabili,
rispondetemi a questo: rivista "Le Scienze"
Giugno 2005, editoriale di Enrico Bellone, articolo di Ugo Spezia. Dati alla mano:
"All'epoca di Chernobyl, la potenza nucleare mondiale era di 250000 magawatt, mentre nel 2003 era di 361000, una crescita del 45%.... sono in costruzione 31 nuovi impianti e 7 sono già stati ordinati......la Francia si regge sul nucleare per il 78% dell'energia prodotta e la Germania per il 33%.Le fonti rinnovabili in Italia coprono un fabbisogno nazionale dello 0.5% con una spesa complessiva di 100000 miliardi."

Davide Basagni 06.07.05 19:25| 
 |
Rispondi al commento

X matteo martini

matteo ma che lavoro fai?
studi?che fai a tokyo?

uhhhh come sei pignolo!!!!
ma sempre così??

come si chiama Messner di nome? Reynold..s(non si scrive così) ma suoba uguale.

il numero di Mach non ha neinte a che fare con pomep e compressori..sei sicuro??
sicuro ..sicuro...sicuro??

sezione di passaggio...convergente divergente...chocking..blocco sonico della portata.. numero di Mach... ricorda qlcs??

il lavoro specifico è proporzionale al vulume specifico...

"peso o volume??" vedi tu.. matteo!!!ti boccio :)

lavoro specifico per portata dà il lavoro.. come non ha importanza?

c'è lo stallo causato da problemi del flusso d'aria sul profilo alare..e c'è lo stallo negli aerei a reazione nel compressore...
per fortuna evento piuttosto raro.

i profili alari sono per certi versi simili ai profili delle palettature dei compressori.

la differenza tra ciclo rankine e ciclo joule è fondamentale...
è proprio quello il nocciolo della questione e spiega pechè pompare un liquido(contento?) è meglio che comprire un gas(uhhh come sei pignolo!!)

le pompe a stantuffo sono sistemi chiusi?
sul motore dell'auto non ne usciamo...,,siamo in stallo :)

"se il ciclo viene eseguito spesso in minuto"...potrebbe voler dire che è eseguito molte volte!

non ho detto un ciclo...

è una sottigliezza che non hai capito...
nel singolo ciclo per esempio la fase di compressione dura pochi millesimi quindi non sufficienti ad uniforme la temperatura nella camera fino alle pareti,però in un minuto ci sono moltissime compressioni che rimetto in contatto ogni volta un fluido caldo con le pareti...è come se riscaldassi ad intermittenza...ma così velocemente che il riscaldamento sembra continuo(ma non è così)

sbagliato?? e allora togli l'acqua dal motore...
purtroppo è di ghisa...si dilata..è...grippp azzo!

mi spiace deluderti i gas non si aspirano...i sensi ingannano la mente... tu aspiri acqua con una siringa?? sicuro??
realizza una fune di acqua..

se è corretto parlare di aspirazione,,perchè non è corretto parlaredi fase di compressione in un ciclo rankine?

la pressione è un tensore...non è filosofia...
la pressione idrostatica è un tensore speciale.
la pressione relativa può essere negativa...la pressione assoluta no!!!! al massimo si può avere pressione zero...o cmq condizione di vuoto.

non è la depressione che risucchia,ma la pressione che spinge...


le pompe non pompano vapore!!ci mancherebbe!!! le vuoi distruggere??

se consideri un liquido come caso particolare di un gas ...incomprimibile...lavoro di compressione di un fluido incomprimibile ha senso...anche se non è un'espressione molto corretta.

si il liquido non diminuisce molto di volume...

ti ho citato la compressione in un sistema aperto e in uno chiuso,perchè tu insistevi con la storia del bussolotto e dello stantuffo che comprime il gas.

si confermo i gas negli studi dei compressori(stadi..sezioni di passaggio..palettature) sono ritenuti incomprimibili.
complessivamente però vengono compressi(ovvio!!!)

si i compressori volumetrici sono pompe rotative...mi dispiace.

ciao...
ps:non sono la cepu!!!

THE END.


Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 06.07.05 15:57| 
 |
Rispondi al commento


Per Daniele:
" Guardata il sito se vi interessa, io non commento per mancanza di informazioni. So solo che è indirizzata ai possessori di partita IVA, per adesso, e che la pubblicità per radio è sparita dopo poche settimane...
Saluti "

Ho cercato su Google e non ho trovato niente ne` sulla societa` ne` sul presidente.
La cosa mi puzza

matteo martini 06.07.05 14:39| 
 |
Rispondi al commento

Quante parole spese.
Sono riuscito a leggere tutti i post i questo blog ma alla fine non ho ricavato altro che dubbi.
Comprendo bene chi si schiera nell'ecologia ad oltranza e capisco anche chi è favorevole al nucleare. Non capisco invece chi non è in grado di accettare le opinioni dell'altro. Soprattutto qui, in un blog che non pretende altro che ci scambiamo idee e conoscenze.
Vabbè è una mia considerazione.

Energia Pulita, vantaggio economico.
Dal sito: http://www.la220.it/index.htm

La 220 verde

elettricità 100% solare, eolica, geotermica o idroelettrica da bacini naturali, a un prezzo inferiore a quello del tuo attuale fornitore.

Guardata il sito se vi interessa, io non commento per mancanza di informazioni. So solo che è indirizzata ai possessori di partita IVA, per adesso, e che la pubblicità per radio è sparita dopo poche settimane...
Saluti

Daniele Farneti 06.07.05 12:50| 
 |
Rispondi al commento

Evvai grande Borselli, un altro genio..

allora vediamo un po', dopo 4000 post dovremmo aver capito che il nucleare fa male alla pelle, che il solare è economicamente conveniente e magari che i combustibili fossili non provocano emissioni di Co2.

Veniamo al dunque: greenpeace afferma che il solare è una scelta economicamente conveniente? Bene, smettetela di rompere i koglioni con i vostro gommoni, prendetevi i soldi di Borselli e dei suoi amici e mettete in piedi la solargreenborsellipower. Il mercato è libero e NESSUNO ve lo impedisce. Se mi fate le tariffe anche il 50% più care di quelle di ENEL compro da voi. Ma smettetela di rompere il kazzo con sta storia dell'economicità e di pretendere contributi da mezzoeuro al kwh. Se è economica c'è un mercato porka troia, i contributi li diamo ai bambini africani, non a sti puzzolenti di merda.
E se ci sono le lobby amerikane andatevene in cina, o in iran o in corea del nord, ma smettetela di parlare a kazzo.

Il nucleare non è conveniente? si, può darsi, degli ultimi 20 anni i francesi hanno costruito 8 centrali nucleari per il mercato italiano. Saranno koglioni? Secondo me no, poi può darsi.

Borsè Frangè e tutta la massa dei rinkoekologisti, il famoso Terawatt Indocinese come lo facciamo a carbone metano e petrolio?

Sicuro che sia più facile gestire cambiamenti climatici apocalittici invece che un deposito del di scorie radioattive che se ne stanno lì senza rompere il kazzo a nessuno?

Vogliamo provare ad azionare il cervello prima di postare tutte ste cagate da ecoterroristi?

Andrea Marzo 06.07.05 09:42| 
 |
Rispondi al commento


PER Francesco Spina:
FS
Secondo te,un fluido entra in un tubo ed esce dall’altra parte se ti dimostri gentile?
Non ti sorge il dubbio che ci sia una differenza di pressione?

MM
OK, ma il liquido a fronte di un delta di pressione non diminuisce di volume ( i.e. non si comprime ), il misunderstanding e` tutto qua

FS
Attrito? No? Perdite di carico? Regime di moto?
Il numero di Messner?(suona simile,ma si scrive diverso)

MM
Che e` il numero di Messner?

FS
Quello di Bach? Bach 1…2…3 aerei supersinfonici …

MM
Numero di Mach, ma non c` entra molto con le pompe e i compressonri, semmai centra con il Concorde

FS
Ti sei scordato tutto? ..scherzo…dai non te la prendere…
Ok,un gas ha densità minore di un liquido,ma è piuttosto capriccioso…
Quello di cui tu parli è il lavoro specifico.

MM
No, no io to parlando del lavoro di compressione ( gas ) e pompaggio ( liquidi ). Il lavoro specifico, se ricordo bene, e` il lavoro per unita` di fluido pompato ( peso o volume? ) ma questo non ha molta imprtoanza con la discussione

FS
Se un pilota di un aereo, malauguratamente, ha uno stallo al compressore ha pareggiato ad una partita a scacchi o rischia di precipitare?
Ok..sono serio…

MM
Gli aerei stallano quando salgono con un angolo troppo elevato per cui la portanza dell` aereo stessa e` al picco relativamente all` angolo di salita ( che poi e` l` angolo tra l` ala e l` aria che colpisce l` aereo ) per cui la portanza stessa non puo` essere aumentata ulteriormente inclinando ulteriormente l` ala ( perche` sei gia` al massimo ).
Non capisco cosa centri il compressore qui..

FS
Ripeto i gas sono capricciosi…
In un ciclo Joule il salto entalpico in compressione è paragonabile come ordine di grandezza con quello in fase di espansione.
In un ciclo Rankine il salto entalpico in compressione è trascurabile rispetto a quello in espansione.
E’ arcinoto!! Mi meraviglio che tu non te lo ricordi.

MM
E questo che centra con la " compressione del liquido " di cui parlavi tu?

FS
Visto che sei pignolo…
La compressione non è un sistema,semmai è una trasformazione termodinamica o una fase di un ciclo termodinamico che avviene nell’esempio che riporti in un sistema chiuso e isolato.
Il motore di un’auto funziona con una portata di aria e combustibile quindi globalmente è un sistema aperto.

MM
Questo fino a che non hai iniettato il combustibile ( o la miscela aria-combustibile ) nella camera di combustione. Da allora in poi, cioe` quando avviene la compressione, il sistema si puo` considerare chiuso

FS
La compressione è adiabatica per la velocità con la quale avviene,ma è anche vero che il ciclo è eseguito spesso in un minuto

MM
COSA COSA COSA??
Che ciclo viene eseguito in un minuto?
Stai parlando dei cicli Otto-Diesel?
Le ruote della tua macchina fanno un giro al minuto?
Il numero di cicli al minuto del tuo motore lo vedi sul cruscotto e varia da circa mille a tre- quattromila.
Al minuto.
Per cui il tuo motore esegue questo ciclo circa 20-50 e piu` volte AL SECONDO, a queste velocita` il calore non riesce a propagarsi velocemente per cui il sistema PUO` definirsi chiuso

FS
e il gas caldo rimane in contatto delle pareti per circa tre fasi quindi le la camera si scalda ed è necessario disperdere il calore attraverso un sistema di raffreddamento per garantire il corretto accoppiamento tra i pezzi e evitare il grippaggio.

MM
Tutto sbagliato mi dispiace, vedi osservazione di prima

FS
Quando si parla di motori si usa il termine aspirazione…se fossi pignolo come te,direi che è una colossale stupidaggine perché i fluidi non si possono aspirare …non resistono a trazione.

MM
Guarda che su tutti i libri di testo si parla di aspirazione dell` aria, e` corretto in italiano

FS
Si parla anche di depressione…ma è una convenzione…non esistono valori negativi di pressione .

MM
Esistono pressioni positive in senso opposto.
Ma qui si va sulla filosofia.

FS
Ancora un altro esempio? Le fasi di aspirazione e scarico in un motore sono chiamate fasi di pompaggio…si pompono i gas?? Orrore??
Contropressione allo scarico? Perdite di carico nei condotti di aspirazione?
Orrore??


La fase di prelievo del liquido saturo (nel ciclo Rankine,ciclo bifase..come il ciclo di una macchima frigorifera ad assorbimento) dal condensatore e di innalzamento di pressione e immissione nel generatore di vapore si chiama fase di compressione(NON é COLPA MIA)

MM
Per appunto stai parlando di vapore non di acqua.

FS
Il lavoro di questa fase si dice…lavoro di compressione(lc) o meglio lavoro di pompaggio(lp).
Il liquido saturo esce dal condensatore a una pressione inferiore a quella atmosferica e deve essere portato alla pressione massima di esercizio dell'impianto attraverso un sistema di pompe in serie e in parallelo pluristadio(in particolare il primo gruppo di pompe è a bassa prevalenza manometrica e collocato a una precisa altezza per evitare la cavitazione).

MM
Riappunto qui si parla di lavoro di pomaggio infatti e` un liquido

FS
Il lavoro specifico di pompaggio o compressione è pari all'integrale (calcolato tra gli stati termodinamici del fluido di lavoro rilevati alle sezioni di ingresso e uscita della macchina) del volume specifico o dell'inverso della densità per il differenziale della pressione o...detto più semplicemte è pari al salto entalpico tra l'isobara di uscita dal condensatore e l'isobara di ingresso nel generatore di vapore.
Il lavoro specifico di compressione di un fluido incomprinibile è semplicemente uguale al prodotto tra il volume specifico e la differenza di pressione.

MM
” Lavoro di compressione di un fluido incomprimibile " io la trovo una contraddizione in termini;     

FS
cavolo...un liquido aumenta di pressione??
ma non è incomprimibile?? scherzo..

MM
Il liquido aumenta di pressione ma, a differenza del gas, NON diminuisce di volume, quindi non viene compresso

FS
La compressione adiabatica in un sistema chiuso è pari alla variazione di energia interna...
La compressione adiabatica in un sistema aperto è pari alla variazione di entalpia(nelle cui espressione è contenuto un termine noto come potenziale di trasporto che tiene conto del fluire della massa).

MM
E quindi?

FS
Inoltre i gas nei calcoli per lo studio dei compressori sono ritenuti incomprimibili.orrore?? :)

MM
Ma cosa stai dicendo?
Un compressore che comprime un gas che e` incomprimibile?
I gas nei calcoli dei compressori vengono ritenuti comprimibili eccome!!

FS
Pompe rotative…mai sentito parlare?? Bene,il compressore volumetrico di tipo Roots è una pompa rotativa. Orrore??

MM
Il compressore volumetrico, non so se lo puoi definire una pompa rotativa, comprime gas ( e non liquidi )

FS
P.S:non parliamo di queste cose nel Blog di Beppe Grillo.
ciao...

MM
Concordo..
E` meglio se la piantiamo qua..

matteo martini 06.07.05 02:49| 
 |
Rispondi al commento

MM
Se vuoi pompare un fluido lungo un tubo e farlo passare dall` altra parte mi pare di ricordate che il lavoro fosse inversamente proporzionale alla densita` del fluido per cui maggiore per il gas che non per il liquido

FS
Secondo te,un fluido entra in un tubo ed esce dall’altra parte se ti dimostri gentile?
Non ti sorge il dubbio che ci sia una differenza di pressione?
Attrito? No? Perdite di carico? Regime di moto?
Il numero di Messner?(suona simile,ma si scrive diverso)
Quello di Bach? Bach 1…2…3 aerei supersinfonici …
Ti sei scordato tutto? ..scherzo…dai non te la prendere…
Ok,un gas ha densità minore di un liquido,ma è piuttosto capriccioso…
Quello di cui tu parli è il lavoro specifico.
Se un pilota di un aereo, malauguratamente, ha uno stallo al compressore ha pareggiato ad una partita a scacchi o rischia di precipitare?
Ok..sono serio…
Ripeto i gas sono capricciosi…
In un ciclo Joule il salto entalpico in compressione è paragonabile come ordine di grandezza con quello in fase di espansione.
In un ciclo Rankine il salto entalpico in compressione è trascurabile rispetto a quello in espansione.
E’ arcinoto!! Mi meraviglio che tu non te lo ricordi.


MM
Tu stavi parlando di compressione.
La compressione adiabatica che avviene nel cilindro della tua auto e` un sistema aperto?
E` chiuso sia per quanto riguarda lo scambio di calore ( la compressione si suppone adiabatica perche` il calore non ha tempo di propagarsi ) e decisamente chiuso per quanto riguarda lo scambio di materia.
Si tratta quindi di un sistema chiuso

FS
Visto che sei pignolo…
La compressione non è un sistema,semmai è una trasformazione termodinamica o una fase di un ciclo termodinamico che avviene nell’esempio che riporti in un sistema chiuso e isolato.
Il motore di un’auto funziona con una portata di aria e combustibile quindi globalmente è un sistema aperto.
La compressione è adiabatica per la velocità con la quale avviene,ma è anche vero che il ciclo è eseguito spesso in un minuto e il gas caldo rimane in contatto delle pareti per circa tre fasi quindi le la camera si scalda ed è necessario disperdere il calore attraverso un sistema di raffreddamento per garantire il corretto accoppiamento tra i pezzi e evitare il grippaggio.

Quando si parla di motori si usa il termine aspirazione…se fossi pignolo come te,direi che è una colossale stupidaggine perché i fluidi non si possono aspirare …non resistono a trazione.
Si parla anche di depressione…ma è una convenzione…non esistono valori negativi di pressione .
Ancora un altro esempio? Le fasi di aspirazione e scarico in un motore sono chiamate fasi di pompaggio…si pompono i gas?? Orrore??
Contropressione allo scarico? Perdite di carico nei condotti di aspirazione?
Orrore??


La fase di prelievo del liquido saturo (nel ciclo Rankine,ciclo bifase..come il ciclo di una macchima frigorifera ad assorbimento) dal condensatore e di innalzamento di pressione e immissione nel generatore di vapore si chiama fase di compressione(NON é COLPA MIA)
Il lavoro di questa fase si dice…lavoro di compressione(lc) o meglio lavoro di pompaggio(lp).
Il liquido saturo esce dal condensatore a una pressione inferiore a quella atmosferica e deve essere portato alla pressione massima di esercizio dell'impianto attraverso un sistema di pompe in serie e in parallelo pluristadio(in particolare il primo gruppo di pompe è a bassa prevalenza manometrica e collocato a una precisa altezza per evitare la cavitazione).
Il lavoro specifico di pompaggio o compressione è pari all'integrale (calcolato tra gli stati termodinamici del fluido di lavoro rilevati alle sezioni di ingresso e uscita della macchina) del volume specifico o dell'inverso della densità per il differenziale della pressione o...detto più semplicemte è pari al salto entalpico tra l'isobara di uscita dal condensatore e l'isobara di ingresso nel generatore di vapore.
Il lavoro specifico di compressione di un fluido incomprinibile è semplicemente uguale al prodotto tra il volume specifico e la differenza di pressione.
cavolo...un liquido aumenta di pressione??
ma non è incomprimibile?? scherzo..

La compressione adiabatica in un sistema chiuso è pari alla variazione di energia interna...
La compressione adiabatica in un sistema aperto è pari alla variazione di entalpia(nelle cui espressione è contenuto un termine noto come potenziale di trasporto che tiene conto del fluire della massa).

Inoltre i gas nei calcoli per lo studio dei compressori sono ritenuti incomprimibili.orrore?? :)
Pompe rotative…mai sentito parlare?? Bene,il compressore volumetrico di tipo Roots è una pompa rotativa. Orrore??


P.S:non parliamo di queste cose nel Blog di Beppe Grillo.
ciao...

.


Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 05.07.05 16:47| 
 |
Rispondi al commento

CILIEGINA SULLA TORTA! dal corriere della sera, notizia recente

ESTERI
Il premier Koizumi: «Ogni sforzo per garantire la sicurezza»
GIAPPONE; INCIDENTI IN TRE CENTRALI NUCLEARI
Quattro morti e sette feriti nel giorno dell’anniversario di Nagasaki. «Non c’è stata fuga radioattiva»
Una sequenza impressionante. Tre incidenti in tre diversi impianti nucleari, nello stesso giorno, ieri, in Giappone. Quattro le vittime, ma altri sette operai sono ricoverati in fin di vita. La Kansai Electric Power che gestisce, a 350 chilometri da Tokio, la centrale di Mihama, quella dove si è verificato l’incidente più grave, si è affrettata a comunicare che «non c’è stata contaminazione radioattiva e non ci saranno effetti sull’ambiente circostante».

Si pesca davanti alla centrale nucleare di Mihama (Ansa)
PAURA E BUGIE - Dichiarazione accolta con un misto di paura e scetticismo, se si tiene conto che la Tepco (Tokyo Electric Power), la più grande azienda produttrice di energia in Giappone, che controlla due delle tre centrali coinvolte negli incidenti di ieri, lo scorso aprile ha dovuto ammettere di aver falsificato i documenti riguardanti la sicurezza per più di dieci anni e per questo è stata costretta al blocco temporaneo dei suoi 17 impianti nucleari. Il primo ministro Junichiro Koizumi, che proprio ieri, poche ore prima degli incidenti, aveva partecipato alle cerimonie commemorative per il bombardamento atomico di Nagasaki, ha assicurato che sarà fatto ogni sforzo per garantire la sicurezza nelle centrali atomiche.
In Giappone (terzo Paese per produzione di energia nucleare dopo Usa e Francia) le centrali atomiche soddisfano un terzo del fabbisogno energetico. Sono 52, gestite da dieci società private. I gravi incidenti di ieri riaccenderanno la polemica su due fronti. Da una parte, sull’opportunità di continuare a far gestire ai privati un settore che ha un impatto così forte sulla vita dei cittadini. Dall’altra, sull’opportunità d’insistere nello sviluppo del nucleare. Negli ultimi anni in Giappone si sono svolti diversi referendum sull’energia nucleare e la maggioranza degli elettori ha votato contro la realizzazione di nuovi impianti. Ma il governo giapponese non sembra tenere conto di questa indicazione: «Servono altre centrali - sostengono i rapporti presentati dal ministero dell’Economia, industria e commercio -. L’ideale è arrivare a coprire con il nucleare il 50% del fabbisogno nazionale».


UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA - L’incidente alla centrale di Mihama è il più grave della storia giapponese, per quanto riguarda lo sfruttamento civile dell’energia atomica. L’esplosione è avvenuta alle 15,30 (8,30 italiane) nella sala turbine del terzo reattore, probabilmente a causa di un buco nelle tubazioni del condensatore dell’impianto di raffreddamento. Dalla falla si è sprigionata un’onda di vapore ad altissima temperatura (270 gradi) che ha investito gli operai. «Le vittime avevano il volto completamente bianco - ha raccontato ai cronisti Yoshihiro Sugiura, il medico che ha soccorso i feriti gravi all’ospedale di Tsuruga -. Questo dimostra con quale rapidità e intensità siano state esposte al calore».
Malgrado la proverbiale efficienza giapponese, gli incidenti alle centrali si verificano con cadenza periodica. Sempre la centrale di Mihama, nel febbraio del 1991, versò in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva. Altri due gravissimi incidenti hanno colpito la centrale di Tokaimura. Quello più recente, nel settembre del 1999, ha provocato la morte di due tecnici, il ricovero di 600 persone colpite da radiazioni e l’evacuazione di 320 mila abitanti.
Fortunatamente ieri gli altri due incidenti non hanno fatto vittime. A Shimane, in un impianto adiacente alla Prefettura, gestito dalla Tepco, si è sviluppato un incendio nel settore di smaltimento delle scorie, accanto al reattore due. Anche in questo caso, secondo i dirigenti della centrale, non ci sarebbe stata fuga radioattiva.
Il terzo incidente si è verificato nell’impianto nucleare di Ekushima-Daini. Secondo un comunicato della Tepco, che controlla anche questa centrale, c’è stata una perdita d’acqua dal generatore, che non ha prodotto conseguenze gravi.

Claudio Lazzaro
15 giugno 2005

antonio borselli 05.07.05 11:55| 
 |
Rispondi al commento

dal sito

http://www.lifegate.it/ambiente/articolo.php?id_articolo=1978&parte=2

Inghilterra
Fine marzo 2005: circa 10 dei 12 reattori nucleari in Inghilterra potrebbero essere chiusi nel giro di poco tempo. "New Scientist" riporta la notizia direttamente da enti governativi di controllo, i quali hanno riscontrato in diversi casi rotture interne delle sbarre di grafite nel nucleo dei reattori (che dovevano durare fino al 2010...)! Oltre ai rischi per la fuoriuscita di radiazioni, si prospetta anche una crisi energetica: spegnendo diversi impianti contemporaneamente ci sarà un calo verticale nella produzione di energia.
La British Energy, che gestisce le centrali nucleari inglesi, l'anno scorso ha presentato un bilancio in rosso di 130 milioni di sterline. Un quadro critico, tanto che il governo inglese è stato costretto ad accollare alle finanze pubbliche spese di decommissioning delle centrali nucleari per 200 milioni di sterline l'anno.
Secondo la Reuters (10 aprile 2005), nessuno dei tre partiti politici inglesi si sogna di mettere la costruzione di nuove centrali nucleari in agenda nel dibattito politico. L'obbiettivo invece è arrivare al 20% della generazione elettrica da fonti rinnovabili entro il 2020.

Svizzera
Lunedì di Pasqua 2005: nella centrale nucleare di Leibstadt, nel canton Argovia, il generatore e la turbina dell'impianto si disattivano automaticamente in seguito a un cortocircuito. Si decide di disattivare il reattore. Poi, i responsabili annunciano che i lavori di riparazione sarebbero durati più del previsto: la centrale sarebbe rimasta fuori servizio almeno fino alla fine di aprile. A fine aprile, l'annuncio che l'arresto della centrale nucleare sarebbe durato un mese in più. Le cause esatte dell'avaria non sono ancora state accertate. Durante la revisione annuale del 2004 il generatore era stato esaminato da specialisti che ne avevano accertato il buon funzionamento.

Italia
A gennaio 2005, il premier Silvio Berlusconi ribadisce l'esigenza di avviare una "riflessione" sull'utilizzo del nucleare per la produzione di energia. Gli fanno eco il presidente della commissione attività produttive, Bruno Tabacci, e altri esponenti politici. Il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio risponde lanciando la sfida per un nuovo referendum sul nucleare in Italia: "Vediamo chi vuole una centrale nucleare sotto casa... pensiamo ai veri problemi, quelli di una vera energia pulita, a cominciare dall'energia solare e dall'idrogeno". Secondo una ricerca di "Energia 1-2003", la nuova centrale atomica in costruzione in Finlandia, parametrata agli ipotetici investimenti italiani per un impianto del genere, dà un costo di generazione elettrica di 54 euro al Mwh, valore che conferma che "in una situazione di mercato non monopolistica, con tassi di remunerazione del capitale non dettati dal mercato e ai prezzi dei combustibili fossili ipotizzati, l'energia nucleare non è oggi economicamente competitiva".

Usa
Negli Stati Uniti è dal 1978 che non viene commissionata una nuova centrale ed è dal 1995 che non ne entra una in funzione. Il 40 per cento dei 103 impianti esistenti continua a rischiare la chiusura a causa degli alti costi. E secondo una rapporto del Department of Energy (DOE) il 31 per cento dell'attuale capacità produttiva sarà smantellata entro il 2015.
Il 19 aprile 2005 esperti hanno testimoniato davanti al Congresso che gli Usa "dovrebbero essere più decisi nell'organizzare le difese contro i possibili attentati terroristici contro centrali nucleari".

Il costo per la conservazione delle scorie nucleari è enorme: secondo stime fatte nella seconda metà degli anni Novanta, solo per incapsulare e disporre in condizioni di sicurezza le scorie ad alto livello di radioattività, si dovranno spendere negli Stati uniti oltre 110 miliardi di dollari; in Francia e Germania, rispettivamente oltre 7 e 5 miliardi.
Se gli scenari ecologici (cambiamento del clima) e geopolitici (instabilità del Medio Oriente) ridanno fiato alle "sirene atomiche", restano inalterati i problemi di fondo che, negli ultimi quindici anni, hanno bloccato il suo proliferare: gli alti costi, lo smaltimento delle scorie, le questioni di sicurezza sanitaria, ambientale e militare.

Stefano Carnazzi

antonio borselli 05.07.05 11:51| 
 |
Rispondi al commento

ecco come ha avuto inizio il calvario del sito unico di stoccaggio delle scorie (fonte: la repubblica):

Il governo firma un'ordinanza di protezione civile
per i siti di Trino, Caorso, Garigliano e Latina
Centrali nucleari sotto tutela
"Alto il rischio attentati"
Ci sono 55 mila metri cubi di scorie in tutta Italia
Il Sisde: "La mafia vuole mettere le mani sull'uranio"

ROMA - Siti nucleari italiani sotto tutela contro il rischio attentati. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato oggi un'ordinanza di protezione civile per consentire l'attività di messa in sicurezza dei materiali radioattivi presenti nelle centrali nucleari e nei siti di stoccaggio situati in Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Basilicata. A guidare le operazioni sarà il generale Carlo Jean, presidente della Sogin (la società che gestisce lo smantellamento delle quattro centrali nucleari italiane), che è stato nominato commissario delegato.

L'ordinanza arriva dopo una serie di allarmi lanciati dal commissario straordinario dell'Enea, il premio Nobel Carlo Rubbia e dallo stesso Jean, rimarcati anche dai servizi segreti nella relazione semestrale inviata al Parlamento.

Il provvedimento consentirà così di procedere in maniera più veloce a rafforzare le misure anti-attentati nelle aree su cui sorgono le ex centrali nucleari - Caorso (Piacenza), Garigliano (Caserta), Latina e Trino (Vercelli) - e nelle altre aree in cui è presente materiale radioattivo, in attesa dell'individuazione del deposito nazionale in cui stoccare tutte le scorie sparse nei diversi siti; sono 55 mila metri cubi complessivamente, di cui 35 mila solo nelle ex centrali.

Gli eventi dell'11 settembre, aveva detto Rubbia nel corso di un'audizione alla commissione Ambiente della Camera, "hanno profondamente modificato la strategia da seguire per la messa in sicurezza dei residui radioattivi e hanno introdotto un carattere di assoluta urgenza". Prima dell'11 settembre, aveva proseguito, "la gestione di questi materiali era esclusivamente determinata da considerazioni che esulavano dalla volontà di nuocere. Oggi in Italia ci troviamo in una situazione di intollerabile fragilità che deve essere urgentemente risolta".

Per questi motivi "il deposito nazionale deve essere realizzato nei tempi più brevi. Un sito unico, adeguatamente protetto, dà più garanzie di sicurezza rispetto alla situazione attuale, con tanti siti più difficili da sorvegliare".

Analoghe preoccupazioni sono state espresse nella stessa sede dal generale Jean. I siti Sogin, aveva rilevato, "sono già a prova di attacco aereo: se un velivolo, anche militare, cade sopra uno dei siti, i contenitori delle scorie resistono all'impatto. Ma questa protezione è inefficace nel caso di caduta di grossi aerei civili come i Boeing 747". Ci vorrebbero zone di rispetto aereo, aveva osservato Jean, "ma questo in Italia non è possibile perché ci sono molte rotte che passano nelle vicinanze dei luoghi contenenti i rifiuti nucleari".

E il rischio di eventuali azioni terroristiche contro gli ex impianti nucleari è aggravato dall'attuale situazione internazionale, come rilevano Sisde e Sismi nella relazione inviata due giorni fa al Parlamento. In attesa della realizzazione di un deposito centralizzato di rifiuti nucleari, sostengono gli 007, "la sicurezza del combustibile nucleare, delle scorie radioattive e degli altri materiali irraggiati ha assunto una crescente valenza nel quadro della continua evoluzione del rischio terroristico, nonché in relazione all'eventualità di traffici illeciti della criminalità organizzata".

(7 marzo 2003)

antonio borselli 05.07.05 11:48| 
 |
Rispondi al commento

dal sito

http://www.altramurgia.it/html/modules.php?name=News&file=article&sid=55

NO AL NUCLEARE,
NO bombe, NO centrali, NO scorie

IL RISCHIO
La Murgia rischia di ospitare una discarica di scorie nucleari. Infatti tra i 214 siti idonei individuati sul territorio nazionale, ben 65 si trovano in Puglia. O, peggio ancora, rischia di ospitare uno o più siti per le centrali nucleari per la produzione dienergia elettrica, auspicate ormai da quasi tutta la nostra classe dirigente dopo il grande blackout del 28 settembre, una data che in realtà segna l’inizio dell’attacco all’Italia delle multinazionali del nucleare.

AGIRE LOCALMENTE, PENSARE GLOBALMENTE
La grave crisi economica Usa, che non accenna a risolversi, ha indotto l’amministrazione Bush a rilanciare il “complesso militare-industriale”, 85.000 aziende, vero motore dell’economia americana, nell’intento di sostenere la domanda e di superare così la depressione. Dopo aver destinato una forte spesa pubblica militare, tra le maggiori della loro storia, quasi 400 miliardi di dollari l’anno, al settore degli armamenti convenzionali, giustificati con le guerre in Afganistan e in Iraq, ora il governo Usa sta tentando anche il rilancio del settore nucleare, giustificandolo con i blackout elettrici degli ultimi mesi. Una serie sospetta che in rapida successione ha colpito Stati Uniti, Gran Bretagna, Paesi Scandinavi, Italia, le cui cause, in realtà ancora tutte oscure, sono state invece sbrigativamente trovate dai rispettivi governi nella mancanza di centrali nucleari. Tanto che, per esempio, il Senato Usa ha già stanziato 15 miliardi di dollari per la loro costruzione (con la stessa cifra si potrebbe invece eliminare nel mondo la morte per fame). Ma non si tratta affatto di sole centrali.

CENTRALI e BOMBE
infatti sono due momenti dello stesso processo produttivo: alla tecnologia del nucleare civile mancano solo gli “ultimi 5 minuti” per la produzione delle bombe. Ed è proprio la quarta generazione di queste bombe che ha preso l’avvio negli Usa lo scorso marzo: dopo le testate a fissione, a fusione, al neutrone, ora si producono, con le nano-tecnologie, bombe nucleari “low yeld”, a basso potenziale. Ed è questa la vera ragione per cui si costruiscono anche le nuove centrali (la famigerata “weapon connection”): infatti non avrebbe senso costruire queste centrali solo per produrre elettricità, perché il nucleare è il modo più costoso e più pericoloso di produrre energia. Torna dunque il terrore nucleare come ai tempi della Guerra fredda, ma con la drammatica differenza che queste nuove bombe, più piccole, non sono più solo un deterrente, ma sono fatte per essere effettivamente usate, in dotazione ai militari in battaglia. Tende così a scomparire la differenza tra armi nucleari e convenzionali e quindi il commercio internazionale delle armi potrà trattare ora anche le piccole bombe nucleari, o la tecnologia per fabbricarle truccata da nucleare civile. Le nuove bombe verranno vendute ai paesi amici o stoccate, come è gia successo in passato, in depositi strategici in questi paesi, magari accanto ai depositi delle scorie nucleari. Non a casoinfatti il governo italiano ha affidato a un militare, il generale Jean, la scelta dei siti per questi depositi (uno in ogni regione secondo il ministro Giovanardi), ed all’esercito il compito di gestirli, rendendo così nel contempo non ispezionabili i depositi ed inefficace l’opposizione delle amministrazioni locali. Se si trattasse solo di scorie nucleari infatti, perché tanta fretta se le nostre vecchie centrali, disattivate negli anni ’80, non possono essere smantellate prima del 2016 per la radioattività ancora troppo forte? Secondo l’ing. Alvise Rilli, un dirigente della Sogin, l’ente che si occupa del nucleare presieduto dal generale Jean, in Italia verrebbero riattivate subito due vecchie centrali, e ne verrebbero costruite altre 10 ma con tecnologia ‘Caorso’, vecchia di quarant’anni. Seguirebbero solo in un secondo tempo le centrali a letto di sfere, definite “più sicure”: qualcuno ci sta vendendo vecchi fondi di magazzino? E’ chiaro che almeno una di queste centrali tipo ‘Caorso’ ce la ritroveremmo sulla Murgia.

SULLA MURGIA
infatti, oltre ai poligoni militari ci sono altri siti a rischio. C’è per esempio una zona - il “campo dei missili” nel territorio di Bitonto - su cui si sono accaniti tutti i mali del secolo, passata direttamente dal neolitico all’era atomica, per anni rampa di lancio di testate nucleari, ceduta poi per la costruzione di una centrale, bloccata appena in tempo dal referendum antinucleare del 1987, poi discarica dei peggiori rifiuti ed oggi, non a caso esclusa dal Parco, col rilancio del nucleare ancora una volta esposta a tutti i pericoli. E’ ciò che tutti i cittadini già sanno benissimo, sanno di Cernobyl e delle altre tragedie nucleari: ma è necessario, ancora una volta, esprimere nettamente questo generale rifiuto perché non sempre i nostri rappresentanti politici siimpegnano come invece dovrebbero: se molti di essi conducono una vigorosa opposizione alle scorie e alle centrali nucleari, ce ne sono alcuni che sostengono che l’allarme per il nucleare sulla Murgia sia solo una stupidaggine estiva, e ce ne sono altri già al servizio della lobby nucleare.

IL PARCO DELLA MURGIA
invece deve essere un parco di PACE, un primo importante passo per liberare TUTTA la Murgia e l’intera regione da ogni strumento di guerra.

COME OPPORSI.
Le nuove bombe nucleari, e le connesse centrali, sono la continuazione della guerra, la sua intensificazione. Il nucleare è una tecnologia di morte, e come la guerra va bandito dalla Puglia, dall’Italia, dal mondo.

Il disarmo nucleare e il rifiuto del nucleare civile diventano questioni vitali per il futuro di noi tutti. Per questo il Movimento contro la guerra si mobilita contro la ripresa dell’intero settore nucleare, la bandiera della PACE significa anche NO AL NUCLEARE in tutte le sue forme: bombe, centrali e scorie.

antonio borselli 05.07.05 11:44| 
 |
Rispondi al commento

L'Europa e il nucleare

L'Italia e l'allarme vicini di casa
(articolo pubblicato su Corriere.it nel 1999)

Da tredici anni l'Italia ha chiuso col nucleare, ma 13 centrali straniere sono a un passo da casa nostra e l'Anpa, l'Agenzia nazionale per la protezione ambientale, le considera come se fossero praticamente nel territorio italiano, ai fini delle conseguenze di un incidente rilevante sulla popolazione e sugli ecosistemi naturali.

Le 13 centrali che si trovano a meno di 200 km dai nostri confini sono quelle di: Phenix, Tricast, Cruas, Saint-Alban, Bugey e Fessenheim in Francia; Muenleberg, Goesgen, Beznau e Leibstadt in Svizzera; Grundemmingen e Isar in Germania; Krsko in Slovenia.

Per esse sono state fatte valutazioni di rischio ed è stato messo a punto un piano nazionale d'emergenza. Sebbene protette dalla barriera alpina, le nostre regioni confinanti con le centrali elencate subirebbero ugualmente il fall-out di un'eventuale nube di particelle radioattive liberata nel caso di un incidente. Le province italiane più direttamente interessate sono quelle di: Cuneo, Torino, Aosta, Varese, Sondrio, Bolzano, Udine e Trieste. Ma, a seconda della quantità del materiale liberato e della direzione dei venti, le aree coinvolte potrebbero estendersi ben sotto la fascia settentrionale del nostro Paese.

Anche altre centrali nucleari dell'Est europeo più lontane, di cui una quindicina del tutto simili all'impianto di Chernobyl, vengono considerate sorgenti di rischi potenziali perché, in caso di grave incidente, potrebbero disperdere il materiale radioattivo fino nel nostro Paese.

57 CENTRALINE - Per difendere la popolazione, e non solo quella delle regioni più vicine alle centrali nucleari, dal rischio di esposizione a nubi radioattive che dovessero essere rilasciate in caso di incidente, l'Anpa sta per completare una nuova rete di rilevamento della radioattività in atmosfera costituita da 57 stazioni (in media, 3 per ogni regioni italiana), collegate alla Sala Operativa della stessa Anpa e in parte finanziate dalla Protezione Civile. Entrerà in funzione all'inizio dell'estate, ma già da tempo è parzialmente attiva in fase sperimentale. La rete è composta da 7 stazioni ad alta tecnologia che rilevano istantaneamente i tre tipi di radioattività: alfa, beta e gamma; e da 50 centraline più semplici, che rilevano solo la radioattività gamma.

CASI DI ALLARME - Il nuovo sistema di monitoraggio servirà a fare scattare in pochi minuti l'emergenza nucleare in caso di:

* incidente rilevante a una delle centrali nucleari che si trovano ai margini dei confini italiani, seguito da rilascio di sostanze radioattive in atmosfera del tipo nube di Chernobyl;

* dispersione di materiale radioattivo sul territorio nazionale, a causa di incidente o errore umano presso nostri siti industriali, di ricerca, biomedici, di stoccaggio rifiuti, o nel corso di operazioni di trasporto;

* caduta di satellite artificiale contenente materiale radioattivo sul territorio italiano.

ESERCITAZIONI - A seconda della gravità dell'incidente, il piano nazionale di emergenza prevede azioni che vanno dal confinamento della popolazione all'interno delle proprie abitazioni, in attesa che i valori della radioattività tornino a livelli normali, al divieto di consumo di verdure, latte fresco e altri alimenti eventualmente contaminati. A seguito di accordi con i Paesi nuclearizzati confinanti, sono anche previste esercitazioni congiunte di Protezione Civile con il coinvolgimento delle diverse istituzioni italiane.

(articolo di Franco Foresta Martin pubblicato su Corriere.it nel 1999)

antonio borselli 05.07.05 11:41| 
 |
Rispondi al commento

scusate ma non era il caso di ricopiare il contenuto del seguente articolo a cui vi rimando con il link:

http://www.greenpeace.it/new/rapporto_nucleare.pdf

antonio borselli 05.07.05 11:40| 
 |
Rispondi al commento

Domanda

Se i materiali radioattivi, come per esempio l'uranio, sono presenti in certe quantità, si raggiunge una "massa critica" e si innesca naturalmente la fissione nucleare. Perché succede ciò?
Posta da Luca Trevisan
Ricevuta il

15 marzo 2001
Risposta

La radioattività di un materiale consiste nella emissione di particelle (elettroni, protoni, raggi X, particelle alfa, neutroni) prodotte dalla esplosione spontanea dei nuclei atomici di quel materiale. Si sa che i nuclei di ogni atomo contengono protoni in numero che va da 1 a 92, detto numero atomico: ad ogni elemento della tavola di Mendeleev corrisponde un preciso numero atomico. Essendo ogni protone carico positivamente ed essendo che cariche di segno uguale si respingono secondo la legge di Coulomb, ci si deve aspettare che tutti i nuclei tendano a esplodere (eccetto quello dell'idrogeno che ha solo un protone). A impedire questa esplosione interviene un'altra forza — la forza nucleare — che funziona come una colla che tiene attaccate tra loro le cariche positive purché siano opportunamente circondate dai neutroni (particelle neutre, di massa circa uguale a quella dei protoni).

I neutroni sono presenti mediamente in numero circa doppio del numero di ioni: la somma del numero di protoni e di neutroni dà all'incirca la massa atomica del nucleo (per esempio nell'uranio 235 ci sono 92 protoni e 143 neutroni).

Riassumendo, il nucleo si può assimilare a una pentola a pressione in cui i protoni per via della repulsione coulombiana tendono a esplodere come un gas e la forza nucleare costituisce le pareti di contenimento.

La funzione di contenimento è tanto più difficile quanto più la "pentola" è popolata di protoni. Il numero massimo di protoni che possono essere "tenuti insieme" dalla forza nucleare è 92 (l'uranio per l'appunto).Anche nel caso che la "pentola" funzioni c'è però una certa probabilità che sia insatabile e che esploda casualmente. Questa probabilità dipende dal numero di protoni e dal numero di neutroni che stanno nel nucleo. Quando ciò avviene, il nucleo si distrugge e frammenti di esso vengono sparati nello spazio dando origine alla radioattività naturale scoperta dai Curie.

Questo modello supersemplificato ci dà gli elementi per capire che cosa sia una reazione a catena: è facile convincersi che se un frammento di nucleo sparato nello spazio da un decadimento radioattivo urta un altro nucleo "sotto pressione", quest'ultimo può esplodere a sua volta mandando altri frammenti nello spazio che inducono altre esplosioni "a catena". Si capisce che questo avviene solo se intorno al nucleo che decade per primo, c'è una densità di nuclei instabili sufficiente: se questi sono troppo rarefatti, le particelle prodotte dal primo decadimento si perdono nello spazio senza provocare altre esplosioni.

Supponiamo per esempio che in una esplosione si producano in media due frammenti in grado di "rompere" un nucleo instabile colpendolo. Affinchè la reazione si mantenga è necessario che almeno uno dei due frammenti incontri un atomo di materiale fissile prima di lasciare il reattore, cioè che per ciascuno dei due ci sia probabilità maggiore di 0,5 di urtare un nucleo. Se l è la dimensione del reattore e s è la sezione di ciascuna "pentola", il numero di atomi che il frammento può urtare prima di uscire dal reattore sarà n·l·s (dove n è il numero di atomi radioattivi per unità di volume): questo numero deve essere maggiore di 0,5. Se N è il numero totale di nuclei presenti nel reattore, N = n·V, si ha N·s/l2 > 0,5 che dice che la reazione a catena può avvenire solo se si ha nel reattore un numero minimo di atomi N > 0,5·l2/s, detto massa critica.
A cura di Fulvio Carnolti
Dipartimento di fisica
Università di Pisa

antonio borselli 05.07.05 11:27| 
 |
Rispondi al commento

Negli ultimi 30 anni, a livello globale (con esclusione di Russia e Cina), sono stati spesi 70 miliardi di dollari di fondi pubblici per ricerca e sviluppo del settore nucleare, anche per questo l'attuale tecnologia si può definire economicamente matura e con un accettabile grado di sicurezza di gestione ( rimane fondamentale la professionalità dei gestori), per le rinnovabili sono stati dedicati fondi pubblici per meno di 10 miliardi di dollari, probabilmente anche per questo alcune rinnovabili non hanno ancora raggiunto una adeguata maturità tecnica ed economica.

world-nuclear.org/info/inf68.htm

antonio borselli 05.07.05 11:20| 
 |
Rispondi al commento

Da Repubblica :

È la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita
perfettamente competitiva, abbondante e sicura.

"Il nuovo solare termodinamico ad alta temperatura, l'energia catturata dagli specchi parabolici e immagazzinata da un fluido salino, è la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita, perfettamente competitiva, abbondante e sicura. Basta un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare. E per giunta è tecnologia italiana: una ricchezza che possiamo utilizzare direttamente ed esportare". E' un Carlo Rubbia in grande forma quello che si accinge a battezzare la fase uno del suo sogno. A meno di quattro anni dall'ideazione del progetto Archimede, il premio Nobel che guida l'Enea festeggerà oggi l'inaugurazione della nuova centrale elettrica di Priolo, in provincia di Siracusa, l'impianto Enel ristrutturato per far posto al sole. Si tratta della prima dimostrazione della realizzabilità del programma solare dell'Enea, un primo passo concreto che potrebbe aprire la strada a una filiera energetica made in Italy.

Eppure, dopo Archimede che l'aveva usata per altri scopi, questa forma di energia solare ha avuto poco successo. E l'esperienza della centrale siciliana a specchi di Adrano, che ha inghiottito molti fondi e prodotto poca energia, aveva indotto al pessimismo. Cosa è cambiato?
"Lasciando da parte Archimede, troviamo che il primo brevetto per gli specchi solari risale al 1860. Da allora è stato un succedersi di prove ed errori. Per esempio vent'anni fa, in California, avevano costruito centrali ibride che usavano il solare e il gas naturale, ma bastava una nuvoletta per bloccare il solare e far partire l'impianto a gas: il rendimento era scarso. E poi come fluido per accumulare il calore si usava un olio minerale poco sicuro e ad alto impatto ambientale. Oggi parliamo di una tecnologia completamente diversa".
- Pubblicità -


Molto più affidabile?
"Non c'è paragone. Noi usiamo specchi di nuova progettazione che si muovono lungo l'arco della giornata seguendo il sole e quindi riescono a catturare più luce. Al posto del vecchio olio infiammabile abbiamo una miscela di sali fusi che non causa problemi e consente di accumulare l'energia in moda da renderla disponibile in ogni momento, anche quando non c'è il sole, in modo da ottenere la flessibilità richiesta dal mercato. E infine c'è il fattore temperatura che è fondamentale perché lo scopo finale è produrre vapore per far girare le turbine: la vecchia tecnologia solare non arrivava a superare i 350 gradi; ora raggiungiamo i 550 gradi, la stessa temperatura che si usa negli impianti a combustibili fossili".

Siamo comunque ancora alla fase di sperimentazione.
"Come esperimento pilota i 20 megawatt aggiunti dalle tecnologie solari alla centrale di Priolo non sono da buttar via: bastano a una città di 20 mila abitanti, consentono di risparmiare 12.500 tonnellate equivalenti di petrolio l'anno ed evitano l'emissione di 40 mila tonnellate l'anno di anidride carbonica. E il bello è che questo tipo di energia è conveniente: ai prezzi attuali l'impianto si ripaga in 6 anni e ne dura 30. Oltretutto, una volta avviata la produzione di massa, i prezzi di costruzione tenderanno al dimezzamento".

Quanto costa oggi un metro quadrato di specchi?
"Oggi, cioè in fase preindustriale, il costo complessivo dell'impianto oscilla tra i 100 e i 150 euro a metro quadrato. E da un metro quadrato si ricava ogni anno un'energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno".

Per esempio?
"Non si producono rifiuti né emissioni. L'energia è abbondante e rinnovabile. Non bisogna costruire sistemi di trasporto per i combustibili perché il sole arriva da solo. Gli investimenti e i costi sono più bassi rispetto alle centrali convenzionali. Il sistema è estremamente flessibile e si presta ad essere usato con impianti di piccola taglia in località isolate. I tempi di costruzione sono brevi, circa tre anni".

Ritiene che questa tecnologia cambi il ruolo delle rinnovabili?
"Secondo le previsioni dell'Iaea le rinnovabili di nuovo tipo, escludendo dunque l'idroelettrico e la biomassa tradizionale, non supereranno il 3,5 per cento del totale energetico nel 2030. Per andare oltre occorrono due condizioni. La prima è che i costi siano competitivi. La seconda è che il sistema sia flessibile: non a caso l'unica rinnovabile che ha mercato è l'idroelettrico perché le dighe consentono di usare l'acqua quando ce n'è bisogno. La tecnologia che si sperimenta a Priolo soddisfa entrambe queste condizioni".

Quanta energia si può produrre con questo tipo di centrali?
"In prospettiva, arrivando a un'applicazione industriale su larga scala, si può pensare che in regioni con una buona insolazione come il Sud dell'Italia si ricavi energia sufficiente a sostituire carbone, petrolio e metano".

Ma se la tecnologia è così semplice e i costi così bassi, perché il sistema non si è già imposto?
"Perché è un'idea nuova, e come tutte le idee nuove fatica ad essere assimilata. Noi stiamo aprendo un mercato dalle potenzialità enormi in un momento in cui c'è un disperato bisogno di un'energia non inquinante. Decidere tempi e modi spetta ai politici. Certo dal punto di vista scientifico una cosa va detta: o si lavora seriamente alla costruzione di un sistema energetico diverso da quello attuale, più pulito e in grado di ottenere più consenso, oppure si va avanti continuando a immettere gas serra nell'atmosfera e ci si assume il rischio dell'instabilità climatica legata a questo processo".


(19 maggio 2004)

antonio borselli 05.07.05 11:08| 
 |
Rispondi al commento

Egregio Ing. Ruffatti,

mai titolo (Ing.) fu' piu' azzeccato.
Chi ha studiato con spirito critico e si è provato nel mondo del lavoro si distingue sempre per classe e lucidità delle sue affermazioni. Lei rappresenta uno di questi casi. La cultura scientifica e il pensiero critico sono oramai concetti cosi' assopiti nella mente degli italiani che addirittua nemmeno chi studia riesce ad affrancarsene. E questa è la cosa più triste perchè queste persone con un titolo di studio vuoto e acritico saranno usate demagogicamente per circuire la maggioranza della popolazione.
Purtroppo la nostra decadenza è iniziata anni addietro, nuove prospettive saranno possibili solo se toccheremo il fondo (la storia lo insegna).

Per esempio quando si parla del referendum sul nucleare nessuno ha approfondito la questione.
Tutti parlano, parlano...i nostri nonni e genitori non sanno nemmeno cosa sono andati a votare (se poi pensiamo al numero di persone laureate nel 1987, a parte i vari Frangella ovviamente...)...

Giusto un riepilogo (per fare due amare risate):
1) i tre sì ai quesiti del referendum sul nucleare del 1987 hanno ormai perso efficacia giuridica da oltre 10 anni;
2) nuove centrali sarebbero legali;
3) che quesiti erano?
Bene, non c’era nessun quesito secco sull’uso del nucleare (la disciplina del referendum lo impediva e lo impedirebbe tuttora).
I cittadini approvarono a stragrande maggioranza tre quesiti, mirati a bloccare nei fatti la costruzione di nuovi impianti, che riguardavano:
a) l'abolizione della norma che consentiva al Cipe di decidere la localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non deliberassero entro tempi stabiliti.
b) l'abrogazione del compenso previsto per i Comuni disponibili ad ospitare centrali nucleari ma anche a carbone.
c) l'abrogazione della norma che consentiva all'Enel di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero (oggi il problema non sussiste poichè con l'apertura del mercato elettrico e il superamento del monopolio, l'Enel ha uno statuto nuovo che cancella ogni riferimento a vincoli di questo tipo).


Il solito pasticciaccio all'italiana...

Raging Mad 05.07.05 10:38| 
 |
Rispondi al commento


Per Francesco Spina,
scusa se ho postato il post precedentemente in maniera disordinata.
" le pompe,i compressori sono tutti sistemi aperti. "
Non mi ricordo di aver MAI sentito parlare di " compressori " per liquidi, solo per gas.
Per i liquidi di parlare di " pompe ".

matteo martini 05.07.05 05:35| 
 |
Rispondi al commento

salve!

antonio borselli 05.07.05 04:24| 
 |
Rispondi al commento


Per Francesco Spina:
" x matteo martini

continuo a meravigliarmi che me lo fai notare...


anche se di natura diversa..si misura la pressioen dei gas e qualle dei liquidi.

MM
OK e con cio`?

Per Francesco Spina:
i liquidi come giustamnete fai notare sono quasi incomprimibili e infatti quelli ideali sono incomprimibili.

i gas sono comprimibili(però anche qui si possono fare delle ipotesi semplificative a livello locale o in certe condizioni di moto)

MM
Appunto
il ciclo termodinamico che eseguono le centrali termoelettriche (nucleari e non) è bifase(vapore liquido) ciclo Rankine Hirn

il ciclo termodinamico che eseguono alcuen centrali nucleari e tutti i turbogas è un ciclo Joule.

anche se non è corretto si usa dire indifferentemente lavoro di pompaggio..lavoro di compressione. "

MM
Se vuoi pompare un fluido lungo un tubo e farlo passare dall` altra parte mi pare di ricordate che il lavoro fosse inversamente proporzionale alla densita` del fluido per cui maggiore per il gas che non per il liquido.
OK

Per Francesco Spina:
le pompe,i compressori sono tutti sistemi aperti.

MM
Tu stavi parlando di compressione.
La compressione adiabatica che avviene nel cilindro della tua auto e` un sistema aperto?
E` chiuso sia per quanto riguarda lo scambio di calore ( la compressione si suppone adiabatica perche` il calore non ha tempo di propagarsi ) e decisamente chiuso per quanto riguarda lo scambio di materia.
Si tratta quindi di un sistema chiuso

Per Francesco Spina

queste informazioni dovrebbero aiutarti a ricordarti fisica tecnica e capire a cosa mi riferivo. "

MM
Avevi parlato di " lavoro per comprimere un liquido "
E i liquidi ideali sono incomprimibili.
Da qui la mia osservazione!
Probabilmente intendevi, il lavoro per far aumentare di pressione un liquido e` maggiore di quello per far aumentare di pressione un gas, con la differenza che il gas diminuisce di volume all` aumetnare della pressione seguendo la legge pV=nRT il liquido no

matteo martini 05.07.05 03:00| 
 |
Rispondi al commento

desiderei che si meditasse su una questione molto importante(scusate il fuori tema):

la velocità con cui stiamo immettendo CO2 nell'atmosfera è maggiore della velocità con la quale stiamo cercando di capire quali effetti possa causare.

mom è un gioco di parole.
non è un frase a favore del nucleare o viceversa,ma è una questione molto importante.

Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 04.07.05 20:17| 
 |
Rispondi al commento

Ma poi scusate: ma avete letto quella tabella??? le colonne sono in percentuale e danno poi un risultato globale di energia prodotta...uhm...pensiamoci bene: io tolgo un 2% di carbone, un 7,5% di nucleare, e ancora metto via un 5% di petrolio...aggiungo un 2%di rinnovabile e un bel 15% di gas...et voilà! Si è passati da 15,5Twh a 31!! Ma è meraviglioooooso!!! tutti quanti allora possiamo poi divertirci a fare tabelline! E' facilissssimo!

E proseguendo il Post (che pochi hanno analizzato nel profondo):
1. non sono sicure:
Nulla è sicuro a questo mondo: si parla di rischio accettabile. Sembra cinico ma non lo è. In pratica noi accettiamo tantissimi rischi perchè il beneficio che ne deriva è alto. Ad esempio prendiamo un aereo perchè la velocità dello spostamento è superiore al rischio di morte certa che è insito in un non troppo probabile incidente; eppure di incidenti aerei ce ne sono stati a migliaia.
Le assicurazioni non stipulano RC: neanche ai 14enni con il motorino a Napoli. Che vogliamo fare: facciamo un referendum e li ammazziamo tutti?

2. Non è pulita:
nessuno dice "E' PULITA" (tranne i demagoghi) ma dicono l'inquinamento prodotto su lungo termine è minore di quello prpdotto da altre centrali a parità di potenza prodotta. C'è tantissima differenza.

3. Non e' economica:
Quando si fanno i calcoli economici il costo di creazione e smantellamento e' inserito. Non so se lo sapete ma nessuno lavoro per cattiveria o per assoluta bontà: lo si fa per denaro. Quindi, poichè lo smantellamento è un costo, è stato analizzato. E ancora una volta è economicamente vantaggioso il nucleare. Che strano, eh?

Pietro Li Castri 04.07.05 20:03| 
 |
Rispondi al commento

x pietro li castri

hai ragione. quel referendum è stato un autentico suicidio. purtroppo allora ebbero la meglio le emozioni sulla razionalità. fu gioco facile far leva sulla paura (legittima ma irrazionale) della gente.

il problema delle scorie sussiste anche senza l'uso di energia nucleare (poichè sono prodotte dagli ospedali). facile lavarsi le mani mandandole all'estero spendendo milioni su milioni. grazie scanzano ionico!

oscar odetti 04.07.05 19:54| 
 |
Rispondi al commento

"Che valori diamo ai nostri figli?"
Postato da: Beppe Bravi il 04.07.05 18:24

Ma tu trovi moralmente giusto che per colpa di noi italiani, un bel po' di francesi vivano in mezzo a un sovrannumero di centrali nucleari? Ti sembra una cosa da insegnare ai tuoi figli? Perché è proprio come comprare le scarpe fatte dai bambini cinesi, a noi farle fare ai nostri bambini non piace, però poi gliele facciamo fare a quelli dei cinesi. Capirei se tu dicessi, piuttosto rinunciamo all'energia elettrica, d'ora in poi abbandoneremo la distribuzione continua e passeremo ad una distribuzione a macchia di leopardo ed alternata per luoghi ed orari.

Per quanto riguarda le scorie, non sono l'unica schifezza esistente, c'è di peggio. Però tali rifiuti, che in Italia produciamo pare non facciano così tanta paura. Eppure fanno male tanto uguale, provocano cancri tanto uguale. Solo che quelle si possono tranquillamente lasciare stipate in depositi merci, sui vagoni dei treni. Pensa un po' che noi è da più di un secolo che usiamo il mercurio, ma che dico, da molto di più:
"Alcune parti interessate ritengono che il mercurio debba essere tolto dalla circolazione e immagazzinato. Secondo un'altra idea, il mercurio dovrebbe essere eliminato in modo definitivo mediante un trattamento specializzato, anche se questo metodo comporta rischi ambientali a lungo termine e potrebbe rivelarsi molto costoso."
http://europa.eu.int/comm/environment/news/efe/17/print_article_1424_it.htm
(L'unione Europea vuole vietare tutto quello che contiene mercurio entro il 2020 mi pare)
Eliminare in modo definitivo ha solo 2 possibili significati, o lo trasmutano nuclearmente in qualcos'altro, cosa che non credo, oppure lo sotterrano, proprio come le scorie nucleari. Solo che il mercurio, ci sarà per l'eternità, visto che non decade nuclearmente; si spera che l'attenzione che si dà ai depositi di scorie nucleari, ci sia anche per quest'altri.

Infine, le scorie nucleari sono cmq prodotte in Italia oggigiorno, dagli ospedali. Si parla di rifiuti diversi da quelli che vengono prodotti in impianti nucleari, ma cmq sono sempre e solo elementi radioattivati (radioterapia, PET, etc). Ecco, anche di quelli cosa ne facciamo, giù nella spazzatura normale, o li vogliamo mettere in qualche deposito speciale per loro? Possibilmente in Italia e non in Francia, se no io ai miei figli preferisco non dovergli insegnare niente.

(Anche le batterie, sono rifiuti speciali e che non vanno buttate nella spazzatura da cui può fuoriuscire quel liquido che si dice sia cancerogeno)

Roberto Rossi 04.07.05 19:33| 
 |
Rispondi al commento

Evviva. Sembra che qualcuno un pò più tecnico si sia svegliato. Il problema è che quel dannatissimo referendum sul nucleare è stato fatto in maniera demagogica, in maniera non tanto diversa da quello che ho letto oggi su questo blog. in pratica gli italiani si sono sentiti dire "Vuoi una Bomba Nucleare sotto casa? " e chiaramente tutti i non addetti ai lavori hanno risposto NO!. E vorrei ben vedere! Se domani si facesse un altro referendum "Lo vuoi il cancro?" tutti risponderebbero NO e allora via le automobili, i cibi grassi, le sigarette etc etc etc.

Ma perchè tanta gente che non ha idea neppure da lontano di come si generi energia elettrica nè di cosa sia realmente l'energia elettrica o la sicurezza nel nucleare, si mette in cattedra? Ma voi pensate davvero che la Francia, o il Giappone o altri stati *importanti* investetrebbero tanto nel nucleare se la contropartita fosse un fungo nucleare con milioni di morti??? Non vi passa neanche per la testa che voi (che magari siete maestri nelle vostre professioni) possiate avere *qualche* informazione in meno di un ingegnere che lavora nel settore dell'energia? Pensate davvero che Beppe Grillo, per quanto stimatissimo comico e uomo di cultura, sia un'arca di scienza ? Ma se sa tutto, perchè non produce un mega reattore cosmico che va ad immondizia e produce fiorellini?

Pietro Li Castri 04.07.05 19:00| 
 |
Rispondi al commento

Il nucleare mi fa paura.
Il futuro che stiamo preparando per i nostri figli è disarmante.
Facciamo finta che il problema non ci sia.
Chi dice "tanto ce l'hanno in Francia" trova una buona scusa. Verissimo che un disastro appena sopra le nostre teste ci coinvolgerebbe pienamente, ma non è una scusa sufficiente per fare altrettanto.
Le scorie non si possono smaltire... non c'è ancora conoscenza sufficiente.
Nel 73.. ero piccolo... durante la prima crisi "austerity" camminavo per strada con papà, mamma e fratello senza macchine...e già allora si parlava di solare, eolico...ma niente... uno dei paesi più assolati e ventosi d'europa non ha una ricerca degna di questo nome per queste energie alternative...
Se poi leggo "basta che mi fanno pagar meno non me ne puo' fregar meno di come fanno l'energia" rabbrividisco...
Che valori diamo ai nostri figli?
Allora compriamo le scarpe cinesi di contrabbando fatte da bambini chiusi in fabbriche con schiavisti che li torturano...
Se solo penso a questo mi arrabbio.. anzi .. mi inc..o...!!!
Ci tappiamo occhi e orecchie perchè.. costa meno.. e' più facile.. e ci fa dormire tranquilli di notte...
Grazie Beppe per aiutarci a svegliarci ...
The Matrix is here..!

Beppe Bravi 04.07.05 18:24| 
 |
Rispondi al commento

x matteo martini

continuo a meravigliarmi che me lo fai notare...


anche se di natura diversa..si misura la pressioen dei gas e qualle dei liquidi.

i liquidi come giustamnete fai notare sono quasi incomprimibili e infatti quelli ideali sono incomprimibili.

i gas sono comprimibili(però anche qui si possono fare delle ipotesi semplificative a livello locale o in certe condizioni di moto)

se entra acqua in un motore di un'auto si ha la spiacevole sorpresa di ritrovare gli steli della valvole e le bielle piegate.

il ciclo termodinamico che eseguono le centrali termoelettriche (nucleari e non) è bifase(vapore liquido) ciclo Rankine Hirn

il ciclo termodinamico che eseguono alcuen centrali nucleari e tutti i turbogas è un ciclo Joule.

anche se non è corretto si usa dire indifferentemente lavoro di pompaggio..lavoro di compressione.

le pompe,i compressori sono tutti sistemi aperti.

queste informazioni dovrebbero aiutarti a ricordarti fisica tecnica e capire a cosa mi riferivo.

Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 04.07.05 17:40| 
 |
Rispondi al commento

Cari Andrea Marzo e Raging Mad,

a proposito di Frangella:

Poverino!, perchè lo attaccatte a male parole? solo perchè si fa forte di quanto ha studiato e, beato lui, ha delle certezze sulla fisica?, perchè non sa nulla (lo ha detto lui, mi pare!) sulle centrali nucleari a fissione?
perchè ha tante ma confuse idee tra la differenza che passa tra le conoscenze teoriche e l'esperienza di lavoro ?
Anche a me ha seccato quando ha detto (cito a memoria perchè non ho nessunissima voglia di andare a vedere il suo fiume di parole su tutto e su tutti) che se uno parla bene del nucleare è un prezzolato!.

Lui evidentemente non ha esperienza, come il sottoscritto, che si è visto proporre una tangente del valore equivalente a due appartamenti da un notissimo imprenditore italiano (lavorando nel campo dell'energia!) e che ha pagato molto salata la scelta del rifiuto!

Lui non è a conoscenza che quello che gli hanno raccontato a scuola è per lo meno vecchio di 20 anni!

Da giovane ingegnere, avendo fatto una tesi proprio sugli impianti per la produzione di energia, sono andato a lavorare in una grande azienda (privata) del settore e mi sono immediatamente reso conto di quanto ho affermato sopra.

Quando ho cominciato a lavorare sulla centrale di Caorso (e su altre centrali nucleari europee) mi sono accorto di che cosa sapevano all'università sul nucleare: tanta teoria, ma abissalmente all'oscuro di tutto ciò che riguarda gli impianti (dalle teconologie costruttive e dei materiali, ai sistemi di progettazione, ma anche e solo dei sistemi di controllo e sicurezza!) tutta teoria e vecchia.

Voi sapete il perchè!.

Per Frangella dirò che chi spende in ricerca, nel privato (con in testa le multinazionali) non è mica matto a farsi copiare!!, questa è la logica "normale" in tutto il mondo: io stesso facendo ricerca tecnologica avanzata feci una pubblicazione, ma il mio capo mi disse di pubblicare i risultati di 5 anni prima!

All'università che veniva a chiedere notizie si davano le cose vecchissime e i professori si leccavano le dita (per questo Raging Mad le ha detto dispregiativamente che lei ha studiato sulle "dispensine": purtroppo per lei è tutto vero!

Ma lei no si deve adombrare: non è mica colpa sua! è colpa dell'università e di chi dice che la vuole cambiare per portarla più vicina alle aziende. Se ci credete sietre dei poveri illusi!

Io, mosso a pietà dei miei colleghi che erano rimasti ad insegnare all'università ho fornito moltissimo materiale (c'è chi si è fatto dei corsi interi, con grosso successo!!), anche rischiando di divulgare materiale segreto!.

Se volete ho ancora una cassetta (che ho trasformato in CD) che fa vedere come è fatta una centrale elettrica a carbone, ma non coi disegnetti: si tratta di una centrale che esiste (Brasile) e si vedono tutti i pezzi , mentre si lavorano e si controllano in officina. Lo posso dare ai professori di università, ancora adesso (è del 1985!) sicuri di fare loro cosa gradita: ci si può fare un esame di macchine!

Concludendo, cari Marzo e Raging Mad (che brutto nick name!) lasciate Frangella nel suo beato nirvana della conoscenza scolastica: ci penserà il lavoro a svegliarlo! Trattatelo bene!

A lei Frangella, chiedo di considerare il mio vecchio post del 29/7 15:35, in cui davo dei dati sulle emissioni gassose (e non) di una centrale a carbone o petrolio, tanto per inquadrare il problema (lei lo avrà letto, ma certamente lo ha ignorato: mi piacerebbe provasse a rispondermi!); con questo non voglio dire che sono depositario di certezze e verità, ma solo esorto a parlare di numeri.

Ho visto che alla fine delle lunghe diatribe e chiacchierate lei si è rifugiato sul solare!.

Tenga sempre presente che un qualsiasi paese che ha bisogno di energia ha bisogno "seriamente" di tanta energia! (la prego però di non fare filosofia e vagheggiare al ritorno del focolare e dell'andare a letto con le galline: ormai voi giovani non rinuncereste a tante comodità, per nessuna cosa al mondo!).
Potrei darle ragguagli sul solare di Rubbia (non l'impianto nuovo che hanno avviato, ma quello di Adrano): da ingegnere le dico comunque che i m2 di specchi non sono cambiati: hanno solo scoperto il principio del girasole, hanno usato forse il sodio o sali che abbiano la capacità di ridurre l'effetto notte, ma la notte e i giorni di pioggia, purtroppo non si possono eliminare, mentre la necessità di energia c'è sempre, anche di notte, quindi questo tipo di generazione dovrà sempre essere immesso in una rete e....siamo sempre al solito problema che le energie alternative possono solo e sempre essere COADIUVANTI (per il 2-5 %), non ALTERNATIVE.
Certo! si può strategicamente decidere di investire per ricercare, per passare da 2 a 10, al 20!...purtroppo ricasciamo sull'egoismo ed il tornaconto di pochi marpioni che comandano il mondo...la mia vecchiaia dice che sarà molto dura! Coraggio ragazzi!

cordiali saluti

Paolo Ruffatti

Paolo Ruffatti 04.07.05 16:45| 
 |
Rispondi al commento

X Roberto Rossi

non è ,ovviamente, un 1MW,ma un 1kW!
errore di battitura...

1kW per 10 metri quadrati.
0.1kW al metro quadrato. 100W circa...

è un valore puramente indicativo ma non molto lontano dalla realtà.

la potenza irraggiata dal Sole è di 1kW/m^2...quindi auto al fresco mi raccomando :)

invece 0.4-0.6kWh è l'energia media ottenuta in un giorno.

in un anno in media si ottengono 180kWh.
questo valore dipende molto dal tipo di pannelli solari(rendimento),dalla latitudine(stagione,ore di sole e ore di picco),dalla presenza di zone d'ombra..e naturalmente dall'inutilizzo nelle ore notturne.

Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 04.07.05 16:08| 
 |
Rispondi al commento

Ah, un ultima cosa: un grosso ospedale produce più scorie radiottive che una centrale nucleare. che si fa allora? Chiudiamo gli ospedali ? Oppure le scorie degli ospedali sono meno "scorie" ?

oops ancora una cosa per gli amanti del solare: un impianto fotovoltaico ha una vita media di 10 anni, dopodicchè va smanetllato e sostituito altrimenti rende molto meno e soprattutto gli acidi che si formano sono incredibiolmente inquinanti (e vanno direttamente nella terra). Quanti di voi dopo avere speso 30 mila euro di impianto dopo 10 anni ne rispendono 30 mila ? mmm...mi sa che qui si fa un pò tanta demagogia.

Pietro Li Castri 04.07.05 14:44| 
 |
Rispondi al commento

Considerazioni sul solare:
"10m^2 di pannelli solari fotovoltaici al silicio in pieno sole erogano una potenza di 1 MW!!! e solo per poche ore aliorno(poi la potenza cala)

mediamente si riesce a ottenre in un giorno 0.4..0.6KWh/m^2

la potenza messa a disposizione dal sole sulla superficie terrestre è di 1kW/m^2.
dpmani:si vedrà... ma alcuni problemi rimangono(condizioni meteo...alternarsi giorno notte)"
Postato da: Francesco Spina il 02.07.05 23:45
Quindi in piena luce il sole dà 100kw/mq (10mq=1MW), sembra parecchio, poi però in media dà 1kW/mq, e infine si ottiene solo 0,4kW/mq

Se guardo fonti di centrali solari:
http://www.enel.it/rinnova/app_sole.asp
"La centrale di Serre è attualmente la più grande centrale fotovoltaica operante al mondo; si sviluppa su un'estensione di territorio pari a circa 5 ettari e mezzo, con una superficie di pannelli installati di 26.500 mq.
...
La potenza installata è di 3,3 MW."
Quindi, 3,3MW/26500mq=0,1245283kW/mq, se però considerò i 5 ettari (1ettaro=100x100=10000mq) di terreno occupato, si avrebbero 0.66MW/ettaro ovvero 0,066kW/mq.

Se cerco su altre fonti più fisiche,
"Fuori dall'atmosfera la radiazione solare su una superficie perpendicolare alla radiazione è di circa 1,4 KW/m².
Sulla superficie terrestre la radiazione solare su una superficie perpendicolare alla radiazione minore o uguale a 1KW/m²."
http://www.confartigianato.it/minisiti/energia/documenti/Servizi/prontuario/solar.htm
Quindi il dato di 1kW/mq potrebbe essere attendibile.

Il solare può essere una soluzione per il privato, per chi sia appassionato, qualcuno che sia un hobbysta del campo, come: http://www.vogliaditerra.com/solar/solar.htm.
Ma per il resto, il solare non c'ha i numeri adatti in termini di kW/mq, per essere una soluzione, cioè, per avere una centrale da 1GW, servirebbe nella migliore delle ipotesi con 1kW/mq, 1kmq di superficie e già questo numero fa impressione. Restando invece nell'ipotesi di Serre, con .12kW/mq, servirebbero 6.8kmq di pannelli solari, se poi il rapporto pannelli solari superficie fosse lo stesso di Serre, cioè .66MW/ettaro allora ci vorrebbe una superficie territoriale di 15kmq per avere una centrale da 1GW.

Roberto Rossi 04.07.05 14:36| 
 |
Rispondi al commento

D'accordo. Avete ragione Voi. Il nucleare fa schifo. Inoltre, e qui rispondo a due o tre post che ho letto, in Italia non abbiamo aree *desertiche* in cui impiantare metri quadrati di pannelli solari. Giusto un informazione: un aeroporto di medie dimensione vuole 7.500 MWatt per funzionare, un ospedale piccolo (100pl) ne vuole 2.000. E quindi che si fa?. Possiamo demolire, ad esempio, l'Umbria per dare energia a metà Lombardia ? Facilisimo dire *NO* ad ogni cosa che puzza ma la soluzione qual'è? Non mi venite a dire eolica o solare, per favore. E allora? Sig. Grillo, come li raggiungiamo quei famosi 2030 in cui le fonti di energia saranno quasi tutte rinnovabili? Ancora mancano 25 anni in cui l'aumento di energia elettrica cresce a ritmi spaventosi. So perfettamente che anche se si decidesse ora di costrure una centrale nucleare servirebbero 10 anni, ma che dobbiamo fare? Possiamo, come vedo Vi riesce benissino, continuare ad insultare il politico di turno destra o sinistra non importa) e pensare a chissà quale complotto lobbistico americano. Fate voi. Io da ingegnere posso solo constatare che il problema è serio e che "le fonti alternative", non nascono dal nulla. (ah, tanto per curiosita l'unico modo per produrre idrogeno a prezzi competitivi è attraverso il nucleare).

Pietro Li Castri 04.07.05 14:35| 
 |
Rispondi al commento

Concordo e ribadisco: se non parlano gli esperti perchè di parte, chi resta a parlare?

Bisogna smetterla di credere che postare un link o leggere qualcosa qua e là porti alla verità.
Ci si deve rassegnare, gli italiani devono scoprire l'importanza dello studio e della cultura scientifica, senza demandare pur di non aprire un libro o incorciare due dati. E che diamine...
Si può fare, si possono dare numeri a fare prove, con testimoni, con documenti veri.

Cosa c'è di male nel riciclare? Come al solito le cose non vanno bene se vengono dette in faccia. Ma se faccio gli stessi oggetti senza dire nulla della provenienza delle materie prime allora va bene!

Senza parole...buio...sempre più...

Raging Mad 04.07.05 13:11| 
 |
Rispondi al commento

"Io sono rimasto sconcertato voi cosa ne pensate?"

Caro Antonio è una vergogna, ma non ti stupire più di tanto. L'ekologismo di alcuni non ha nulla a che fare con il miglioramento dell'ambiente in cui l'uomo vive e prospera, è semplice e pura decadenza e distruttività.
Perchè credi che Grillo sia contro l'olio di colza?
Perchè grillo vuole che in cina ed india si producano terawatt a carbone?
Perchè gli ecologisti sono contro le linee ad alta velocità ed il ponte sullo stretto?
Ti lascia stupefatto il post di grillo contro il riciclaggio?

Andrea Marzo 04.07.05 12:52| 
 |
Rispondi al commento

l'unico prof in fisica che si sveglia nel pomeriggio e passa la notte a scrivere kagate...

frangè lavori negli USA e c'hai il fuso orario sballato oppure di sballato c'hai il cervello, non fai una sega dalla mattina alla sera e c'hai bisogno di postare sul blog di grillo per sentirti un premio nobel???

Andrea Marzo 04.07.05 12:45| 
 |
Rispondi al commento

Che strano...i nucleari spargono scorie radioattive in giro...i rinnovabili invece assolutamente nulla (eppure tacciono queste fughe di olii, non dicono nulla su come li smaltiranno, non fanno mica tutti i controlli di sicurezza, ecc. ecc.). Fate una prova: andate a vedere un parco eolico e osservate le sottili strisce marroni rilasciate attraverso i labirinti dei cuscinetti degli impianti in questione. Basta l'usura a permettere questo malfunzionamento. E voi credete che per "un po'" di olio fermano tutto e smontano un aggeggio del genere? Poveri illusi...
Questo dimostra quanto siete distanti nella realtà. Chi sta' leggendo ed ha oppure ha avuto esperienze nel campo della Safety (in senso lato) sa' che se l'industria (a meno a che abbia a che fare con argomenti resi sensibili dalla demagogia politico-ideologica) farà qualcosa solo perchè costretta non tanto dalle norme ma piuttosto dalle ricadute anti-aconomiche che può avere una non osservanza delle misure di sicurezza.
Ma avete ancora la sveglia al collo, le biglie di vetro colorate e le caramelle in tasca?

P.S.
Per l'esimio: bene non lavora per il CEPU, ma allora per chi? Sembra l'unico fisico in Italia a fare fisica...mah...dall'analisi dei sui scritti sembra uno sbarbatello che si atteggia a fare l'adulto.
E poi, perchè ce l'ha con gli ingegneri e i tecnici in generale?

Raging Mad 04.07.05 12:31| 
 |
Rispondi al commento

Grazie "r g", la notizia un po' mi conforta, se poi quel 4% diventasse il 40...

cmq a quanto pare c'è qualcuno che ragiona

http://www.infomanager.it/index.php?id=42233

Andrea Marzo 04.07.05 11:12| 
 |
Rispondi al commento


ERRATA CORRIGE:
Innanzitutto, chiariamo che pompaggio e compressione sono due cose RADICALMENTE diverse.
Io pompo un fluido = il fluido rimane alla pressione atmosferica ( o quasi, bisogna considerare il dislivello ) e io semplicamente installo una pompa ad una estremita` del tubo e il fluido esce dall` altra` estremita`.

Io comprimo un fluido = Io metto il fluido nel cilindro di un motore e spingo il pistone comprimendolo.

matteo martini 04.07.05 10:46| 
 |
Rispondi al commento


Per Francesco Spina:
" x matteo martini

era equivoco..capisco..
ma un pò mi meravglia che me lo fai osservare...
comprimere=pompare..va meglio così?

fidati..anzi dai un'occhiata al diagramma entropico dell'acqua.
ti accorgerai che il lavoro di "compressione" ..pompaggio(contento?) di un liquido è nettamente inferiore rispetto a un gas.

in una macchina ad assorbimento acqua ammoniaca..il solvente è l'acqua il soluto e refrigerante è l'ammoniaca.

si comprime questa miscela dopodichè con il calore si separa l'ammoniaca che poi passando da liquido in vapore nell'evaporatore della macchina frigorifera raffredda. "

Innanzitutto, chiariamo che pompaggio e compressione sono due cose RADICALMENTE diverse.
Io pompo un fluido = il fluido rimane alla pressione atmosferica ( o quasi, bisogna considerare il dislivello ) e io semplicamente installo una pompa ad una estremita` del tubo e il fluido esce dall` altra` estremita`.
Io metto il fluido nel cilindro di un motore e spingo il pistone comprimendolo.

Sono due cose 100% diverse.

Tornando a bomba, ho cercato le formule edl lavoro di compressione adiabatica, ma non ho gli appunti del corso di fisica tecnica qui a Tokyo.
Solo prova a immaginare di riempire una bottiglia di plastica di:
a) aria;
b) acqua
Poi chiudi ermeticamente il tappo, in quale dei due casi fai piu` fatica a comprimere il fluido?
Da quel che mi ricordo, i liquidi sono QUASI incomprimibili, i cicli di Carnot, Otto, etc. si riferiscono a fluidi in fase gassosa.
Ma, come ti ripeto, le formule le ho dimenticate..

matteo martini 04.07.05 10:42| 
 |
Rispondi al commento

X Andrea Marzo
non preoccuparti
http://www.infomanager.it/index.php?id=42233

r g 04.07.05 10:32| 
 |
Rispondi al commento

e allora?????
Ecofave scatenate nel we, non leggo nessuna risposta, i + 1000GWe di indiani e cinesi nei prossimi 25 anni, come li vogliamo produrre?

Carbone metano petrolio?

Diamo retta alle kagate di grillo mettiamo una pietra sopra al nucleare e fra 25 anni facciamo la sauna a gennaio? Figlio mio, ho fatto di tutto credimi, purtroppo all'imbecillità umana non c'è veramente rimedio...

Andrea Marzo 04.07.05 09:11| 
 |
Rispondi al commento


Per Donato Bartoli:
" Rispondo al simpaticissimo (come al solito) matteo martini e chiudo la polemica da lui innescata nei miei confronti; lo faccio soltanto adesso perché non sono sempre sul blog come lui che, credo, non abbia niente da fare dalla mattina alla sera salvo offendere gli altri mentre confrontano civilmente le proprie opinioni… "

MM
Vabbe`..

Per Donato Bartoli:
La riflessione che lei contesta era basata su notizie acquisite da due diversi servizi giornalistici (tg1 economia e tg7) che parlavano a proposito delle fonti rinnovabili. Dal momento che non ricordo le date delle trasmissioni provvedo a fornirle un link [ http://www.fonti-rinnovabili.it/energie.htm ] dove trova il confronto (sugli anni passati) tra le produzioni in termini di fonti rinnovabili relativo a vari paesi europei. Se lei dopo aver letto accuratamente ciò che è stato scritto nella pagina osserva in maniera adeguata la tabella di confronto tra lo sviluppo negli anni del solare termico, del solare fotovoltaico e dell’eolico nei vari paesi noterà che mentre la Germania risulta sempre fissa al primo posto per potenze installate l’Italia è sempre negli ultimi posti.

MM
Giusto caro Bartoli, ma il suo discorso fa acqua come una fontana!
Cosa vuol dire che la Germania e` al primo posto?
La potenza installata di fonti rinnovabili ( escluso l` idroelettrico ) in Europa e nel mondo E` RISIBILE!
Che poi in Germania la potenza installata sia il 2% dell` energia totale prodotta ( tenendo fuori le auto ! ) mentre da noi siamo allo 0,2%, RIMANE IL FATTO CHE IN TUTTI I DUE I CASI LA POTENZA INSTALLATA E` RISIBILE.

Per Donato Bartoli:
Mi dispiace contraddirla e deluderla ma non ho mai detto che le fonti rinnovabili sono la panacea dei nostri mali energetici, stavo semplicemente osservando che mentre altre nazioni hanno imboccato negli anni un certo TREND di sviluppo delle fonti rinnovabili

MM
Dove porta questo trend?
L` utilizzo dell` energia solare e` vecchio di almeno quarant` anni, quello dell` energia eolica forse anche di piu`.
Nella " verde " Germania in 40 anni si e` passati dallo 0% di energia prodotta con il rinnovabile al 2%.
Quanto tempo ci vorra` prima che arriviamo a qualche percentuale degna di nota?
Tenga presente che tra 40 anni secondo molti studi il petrolio potrebbe finire..

Per Donato Bartoli:
(il che comporta poi che si faccia ricerca per migliorare le soluzioni, che si arrivi a scoperte innovative ed alla fine magari alla vendita a terzi di tecnologia) noi stiamo passivamente ad osservarli.

MM
Sempre SUPPONENDO che si riescano a trovare soluzioni, etc.
Lei da troppe cose per scontate.
Ricordo che negli anni`80 Montaigner diceva che non voleva arrivare al 2000 prima di aver trovato un vaccino per l` AIDS.
Mi ricordo anche che molti all` inizio degli anni `80 prevedevano l` uomo su Marte nel 2000.
Vuole fare delle previsioni anche lei?
Ma forse chiedendole questo la offendo?

Per Donato Bartoli:
Non possiamo limitarci a dire che l’energia prodotta con fonti alternative è attualmente più costosa di quella prodotta con altre fonti più inquinanti: si devono cercare soluzioni che vadano nella direzione dell’abbassamento dei costi.

MM
Lei ha qualche idea che gli scienziati interessati non conoscono?

Per Donato Bartoli:
A parte la battuta su un ministro, il post continuava poi con una osservazione (ci tengo a sottolinearlo) che riguardava un certo generalizzato malo modo di fare politica che spesso hanno i partiti in Italia e non voleva essere un concetto da leggersi solo contro lo schieramento che attualmente ci governa.

MM
Cosa ci dobbiamo fare?
Alle prossime elezioni voteremo Unione ma non credo cambiera` molto

Per Donato Bartoli:
Chiariti gli eventuali equivoci, caro martini, la invito a leggere un po’ meglio (se vuole farlo, altrimenti può passare oltre!) quello che scrivo e le idee che esprimo e che voglio confrontare apertamente con gli altri SENZA OFFENDERE, SENZA FARE (NE’ IO NE’ GLI ALTRI) I PROFESSORI, MA CON LA VOGLIA DI ARRIVARE A CONDIVIDERE O ANCHE SOLTANTO CONFRONTARE IN MODO PACIFICO SOLUZIONI AI PROBLEMI DELL’OGGI O DEL DOMANI. "

MM
Ho offeso?
Spero di no.

Ho letto bene?
Spero di si`

matteo martini 04.07.05 06:05| 
 |
Rispondi al commento

x giuseppe verdi

sono contento di esserle stato utile.

grazie anche a lei per le sue belle parole.

luca frangella 04.07.05 02:19| 
 |
Rispondi al commento

Grazie mille Sig. Frangella, in poco tempo ha demolito i mulini a vento che avevano costruito con delle notizie a dir poco..."incomplete" i suoi detrattori, e a quanto pare "Esimi Colleghi".
Mi sembra che il suo intervento sia sufficentemente chiaro da essere compreso e valutato da chi vuole capire se ci sono rischi reali o "pilotati".
A me francamente sembrano molto pilotati e non riesco a capire bene il perchè certa gente si voglia fare del male; anche se è vero che molti fumano nonostante non sia per niente positivo per la salute...

La saluto cordialmente

giuseppe verdi 03.07.05 22:43| 
 |
Rispondi al commento

per non cadere nel baratro bisogna invertire rotta e non continuare sulla stessa strada. cosa ardua ma possibile.

il nucleare rappresenta la solita logica del passato e del presente che ci ha portato e ci sta precipitando nel baratro.

luca frangella 03.07.05 20:50| 
 |
Rispondi al commento

non sono daccordo "sull'affidarci" alla tecnologia e alla ricerca "consolidata".


non sono per gli atteggiamenti fideistici verso la scienza, bensì per quelli critici.

consolidata è una parola fuori luogo in ambito scientifico, soprattutto nel panorama scientifico odierno, quasi del tutto assoggettato a logiche di potere.

prima i valori poi le scelte poi la tecnologia come strumento di tali valori e concretizzazione di tali scelte.

luca frangella 03.07.05 20:46| 
 |
Rispondi al commento

purtroppo le fonti di energia alternative non potranno MAI garantire una buona percentuale sul fabbisogno energetico nazionale. l'uso del petrolio invece sta diventando troppo dispendioso, sia in termini di costi (visto che è quasi totalmente importata dall'estero), sia in termini ambientali.
per risparmiare e sopperire in parte alla mancanza di energia, durante la notte la importiamo dalla francia e dalla svizzera.
ritengo invece che l'autonomia energetica sia un obbiettivo di primaria importanza.
per avvicinarsi a tale scopo (visto che la sua realizzazione è utopica) bisogna superare questo bigottismo medioevale insito nell'animo della maggior parte degli italiani, affidarci alle tecnologie consolidate e alla ricerca.
ciò che voglio dire è che se l'italia non vuole toccare il fondo (visto che nel baratro ci sta già cadendo) deve tornare al nucleare.

oscar odetti 03.07.05 18:40| 
 |
Rispondi al commento

x giuseppe verdi

non ho trovato al momento notizie che colleghino gli oli pcb agli impianti eolici, ma solo notizie sui suddetti oli lubrificanti e refrigeranti:

http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Temi/Rifiuti/Analisi_di_particolari_flussi_di_rifiuti/I_policlorobifenili-policlorotrifenili_(PCB-PCT)/

http://www.geatech.com/Oli.htm

http://www.safetal.com/articoli_uni/id_articolo__547-utente__Business___visualizza_articolo.asp

dubito fortemente sull'accusa di mancanza di severe norme di sicurezza e di sorveglianza degli impianti eolici, una delle tecnologie più all'avanguardia in tal senso. visto che per legge esistono da tempo dei precisi parametri sul contenimento di tali oli e l'eolico è una tecnologia recente, dubito che le torri eoliche non siano state costruite nel rispetto di tali parametri e perdano così tanto olio da inquinare ettari di terreno. più che altro il problema potrebbe essere quello dello smaltimento di tale olio che potrebbe essere gettato illegalmente nel terreno in grosse quantità.

in ogni caso il problema degli oli pcb prescinde dagli impianti eolici. sono usati massicciamnete da decenni e decenni come lubrificanti e refrigeratori in altre tecnologie molto molto più diffuse dell'eolico. qualsiasi generatore e qualsiasi turbina possono usare questi oli dunque il problema è comune a tutti gli impianti di produzione di energia elettrica che usino questi metodi. attualmente questi oli sono in fase di dismissione e possono essere sostituiti da altri oli più raffinati e molto meno pericolosi per l'ambiente.

i problemi ambientali che vengono accollati agli impianti eolici sono solo quelli legati all'impatto paesaggistico e faunistico della struttura e, secondariamente, all'impatto acustico.

luca frangella 03.07.05 18:12| 
 |
Rispondi al commento

A proposito del fenomeno "tutti ne parlano ma nessuno fa niente" volevo attirare l'attenzione su un articolo apparso sul Corriere della Sera del 4 giugno 2005 per la precisione a pagina 14.
Il titolo è "Puglia, stop all'energia eolica Giunta rossa contro i sindaci". Il fattaccio è successo in Puglia, precisamente nel foggiano dove già da tempo alcuni comuni hanno pensato di installare dei generatori eolici con grande successo e rendimento: si parla di tasse comunali ridotte se non annullate(per i cittadini), spese per corrente elettrica annullate,royalties versate ai comuni che risanano i bilanci(altro che task force per multare ogni oggetto che si muove)e la possibilità di respirare aria pulita grazie all'assenza di una centrale a carbone nelle immediate vicinanze. Ho un amico che abita nella zona,nel suo territorio comunale sono installate una trentina di queste pale e mi ha giurato che l'unico fastidio che si ha è un po di rumore ma solo nelle immediate vicinanze ossia 150/200 metri. Tutto questo solo grazie ad un accordo tra comune, cittadino proprietario del terreno e l'azienda che vuole investire.Ora ci sono dei comuni che vorrebbero aumentare le installazioni e altri che vorrebbero iniziare. MA come nella migliore tradizione italiana questa possibilità deve passare sotto il vaglio della regione, nella persona specifica dell' assessore regionale all'Ambiente e alle politiche Energetiche Michele Losappio(inutile citare il partito tanto uno vale l'altro in questi problemi)il quale con grande immediatezza ha annunciato una MORATORIA contro l'installazione di queste nuove centrali eoliche. La motivazione? Impatto visivo(è meglio una centrale a carbone con le sue schifezze), bloccano le migrazioni degli uccelli(vuoi che i cacciatori abbiano meno passeri da usare come bersaglio) e poi... la Puglia pordurrebbe troppa energia eolica!(siete mica tutti matti a voler produrre più energia eolica della Danimarca o della Germania) Inoltre dice di avere al suo fianco Italia Nostra e una parte di Legambiente.


Io sono rimasto sconcertato voi cosa ne pensate?

ANTONIO RICCIARDI 03.07.05 12:28| 
 |
Rispondi al commento

caro beppe sono d'accordo sul nucleare , ma c'è un ma ! grande grande - i nostri Verdi mi dici da che parte stanno bocciano tutto ciò che serve per produrre energia pulita . Es. nelle marche si volevano installare i mulini a vento per produrre energia , ma sono stati bocciati grazie alla profusione in giunta dei verdi, poi ins. verdi promuovono un albergo in un parco cittadino ??? - giorni fà è stato demolito un inceneritore (10 Mld di lire)AN che poteva produrre energia come fanno in Danimarca ,in germania e via, ma noi no perchè inquina , ma mi dici che ca... vogliono sti verdi l'energia dove la pigliamo dalle centrali NUCLEARI intorno all'Italia vedi Enel che finanzia le centrali in Slovenia .
Dobbiamo metterci in testa che l'energia in qualche modo la dobbiamo produrre ed è logico scegliere il modo meno inquinate e i VERDI vedano di non seguire solo le logiche di partito o di parte Grazie Maurizio

Maurizio ELIA 03.07.05 09:10| 
 |
Rispondi al commento

x giuseppe verdi

la ringrazio profondamente per il suo intervento.
sono le persone sensibili ragionevoli e civili come lei che mi danno speranza e fiducia nel continuare il mio lavoro e perseguire la mia strada.

mi impegnerò a trovare il maggior numero di informazioni possibili sul problema che mi pone.

luca frangella 03.07.05 02:54| 
 |
Rispondi al commento

sul nucleare nutro dei dubbi(ci sono "nuove" soluzioni in questo campo)..ma non nego la pericolosità delle scorie e le conseguenze di un incidente coem quello di chernobyl.

sono d'accordo però su quello che scrive Grillo:...
Ha ragione il Professor Giorgio Nebbia quando sottolinea la necessità di domandarci se valga la pena di proseguire questa corsa alla produzione di merci ed energia senza chiederci che cosa produciamo, che cosa acquistiamo, cosa accade all'interno delle fabbriche e delle centrali e a cosa servano le merci prodotte.

Un controllo pubblico sugli atti dei Governanti e degli imprenditori ridurrebbe le morti e i danni per gli uomini e costituirebbe un formidabile stimolo per l'innovazione, la ricerca scientifica e per la realizzazione di prodotti in grado di soddisfare i veri bisogni umani che comprendono la sicurezza, il diritto alla vita e la dignità.

Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 02.07.05 23:53| 
 |
Rispondi al commento

io ognitanto faccio l'avvocato del diavolo e dico stupidaggini...ma non esageriamo...

sul nucleare ne ho sentite tante!

sul solare e eolico ...un bel mucchio!

io vi invito a informarvi bene su alcuni argomenti,prima di dare giudizi.

io ho l'impressione che si giudichi senza sapere.

vorrei che qualcuno riflettesse su alcuni numeri...

la potenza elettrica richiesta(se preferite..uso il termine energia)in Italia varia da 25000MW a circa 50000MW(qlcs di più)

il "consumo" di energia elettrica in Italia si attesta su circa 300000 GWh annui(di più!)

oggi:
10m^2 di pannelli solari fotovoltaici al silicio in pieno sole erogano una potenza di 1 MW!!! e solo per poche ore aliorno(poi la potenza cala)


mediamente si riesce a ottenre in un giorno 0.4..0.6KWh/m^2

la potenza messa a disposizione dal sole sulla superficie terrestre è di 1kW/m^2.
dpmani:si vedrà... ma alcuni problemi rimangono(condizioni meteo...alternarsi giorno notte)

si può fare di meglio d'accordo...ma...cautela...

di quei 300000 GWh..circa circa 250000 son prodotti con centrali termoelettriche...

quanto petrolio si consuma??

sapete di cosa sono fatte le scorie??

sapete cos'è la radioattività naturale??

il radon??

credete che gli aerogeneratori possano migliorare e diventare molto più efficienti di oggi??

sapete quanta energia ci vuole per estrarre un kg di idrogeno dall'acqua?

Francesco Spina 02.07.05 23:45| 
 |
Rispondi al commento

Sig. Frangella, io la ammiro per come riesce ad esprimere il suo parere e ad apportare informazioni utili, altri lo potrebbero fare se solo la smettessero di fare gli sbruffoni.
Anche per questo molti scienziati e ricercatori si precludono molti progressi:per delle banali incomprensioni e falso orgoglio.

Se non le è di disturbo, potrebbe informarci sulla veridicità degli effetti dell'olio che usano per l'energia eolica, come poco sotto affermato e non meglio precisato?"

per esempio l'eolico è promettente, certo. Peccato che nessuno si soffermi sul fatto che gli oli lubrificanti ad alte prestazioni utilizzati in tali impianti contengano PCB. E siccome non sono tecnologie controllate come per esempio il nucleare i banditi che vendono tali impianti non sanno nemmeno cosa sia l'affidabilità e la sicurezza. Chieda a chi ha i campi vicino a tali alternatori. Sono imbibiti di questi oli, non cresce più nulla e l'acqua nel giro di km è non potabile, anzi di più, è teratogena."

Vorrei riportare che quello che sostiene Lei riguardo la scienza, lo affermava anche il professor Zichichi quando rispondeva alle domande dei telespettatori la domenica mattina alla RAI,e cioè:"la scienza non è in grado di dare sicurezze o certezze, anzi tutt'altro; se dava certezze sarebbe stato un contro senso perchè la scienza è ricerca, curiosità e se uno pensa di giungere a certezze il gioco è finito."

Complimenti a tutti e cordiali saluti :-)

Giuseppe Verdi 02.07.05 20:44| 
 |
Rispondi al commento

in google digitare e invio:
crimine solicitationies

carlo raggi 02.07.05 15:23| 
 |
Rispondi al commento

caro Beppe,
da sempre ti seguo ed apprezzo il tuo coraggio appassionato in difesa dei brandelli di democrazia che rimangono nel nostro paese. Devo dire però che la tua voce e la tua opera mi appaiono come i samizdat al tempo della non rimpianta Unione Sovietica,soffocati e rincoglioniti come siamo da programmi televisivi e da giornali e giornalisti allineati, ligi e proni alle direttive del potere.Non voglio e non intendo mollare anche se mi rendo conto che
Il mio è un pessimismo della ragione che non piace a Berlusconi.
Non parlo tanto per me che presto porterò via le palle, quanto per i giovani per la loro sempre più sfocata visione del mondo e per le loro scarsissime prospettive future.
Abbiamo in questi ultimi anni consumato più risorse del pianeta che in tutta la storia precedente dell'umanità.
Siamo come la locomotiva di Guccini che corre verso il disastro e fingiamo di non accorgercene.
Quando parlo di queste cose sono considerato un profeta di sventure e un menagramo, come se appartenessi ad una setta di catastrofisti per partito preso.
Il dilemma oggi non è più tra apocalittici ed integrati ma fra esseri pensanti e non, fra vivi e morti.
"Ora e sempre Resistenza"
Ciao

Sandro de Paoli 02.07.05 09:13| 
 |
Rispondi al commento

non lavoro per il cepu.
non studio su dispensine.
si classifichi lei che straparla tanto.

tiro ad indovinare:
un ingegnere con le mani in pasta nel settore del nucleare.

non mi fido di ciò che dice e invito anche gli altri utenti a non farlo.

è facile farsi gli esperti e i depositari della verità con i paroloni e le offese senza portare avanti un ragionamento sensato.

l'idea di scienza che lei rappresenta mi fa venire i brividi: un insieme di nozioni prive di anima.

scienza è una forma mentis, un modo di interfacciarsi con la realtà che ci circonda, capacità di astrarre di osservare e dedurre.

non si arrampichi sugli specchi, vedo che sta scivolando...

luca frangella 02.07.05 00:50| 
 |
Rispondi al commento

Egregio Prof. Dott. Frangella,
allora lavora per il CEPU, si o no?
E quanto anni ha?

P.S.
Ah dimenticavo...ancora una volta le dispensine l'hanno tradita. Lei, ma se prefereisce Le do' del LORO, ha citato reattori lwr e hwr...ma questa è una classificazione basata sul moderatore/refrigerante in questione. Se vuole parlare della instabilità (strano, questo termine Le sta' davvero a cuore...o a testa?) deve citare la loro classificazione in base al principio di estrazione del calore di fissione, e.g. bwr oppure pwr. Va bene? Non ne abbia a male, Le avevo detto che le dispensine che le passa il giornalaio sono un po' datate.

Raging Mad 02.07.05 00:18| 
 |
Rispondi al commento

Ho letto molte cose terribili su chernobyl e le centrali nucleari, ma vorrei che chi riporta gli effetti di questi incidenti si informasse anche sugli effetti dei gas serra che con la combustione sono inevitabilmente immessi in atmosfera!
Le cifre di cernobyl fanno sicuramente paura.... ma il pianeta si scalda x colpa dei gas serra... chernobyl ha fatto tanti morti in un colpo solo.... forse fa paura x questo, il gas serra invece zitto zitto fa più danni di quanto immaginiamo!

vahid baharvand 01.07.05 23:52| 
 |
Rispondi al commento

x morpurgo

quello della ricerca in italia è un altro grande problema. siamo sempre fra gli ultimi posti nel settore e il governo attuale ha mostrato posizioni oscurantiste a riguardo.

vorrei invece che fosse favorita e finanziata massicciamente la ricerca per la fonti alternative come il solare.

luca frangella 01.07.05 21:37| 
 |
Rispondi al commento

Poco ma sicuro, il petrolio ha fatto molti più morti del nucleare.
Le energie rinovabili non bastano da sole. (Si parla di un 5% massimo di produzione per il 2020).
Se vogliamo continuare ad ammazzarci con petrolio e carbone ok, ma non venitemi a parlare di sicurezza o simili.
Evidentemente vi fa più impressione vedere y morti in una volta piuttosto che vederne 10 volte tanto morire nello stesso lasso di tempo, ma sparpagliati.

Fabio Morpurgo 01.07.05 21:08| 
 |
Rispondi al commento

x luca frangella

allora, la radioattività c'è, ma si parla di un tempo di decadimento dell'ordine dei 50 anni, nulla a che vedere rispetto alle al tempo di decadimento dei prodotti di fissione.

La fusione nucleare è intrinsicamente sicura: se succede qualcosa, semplicemente si spegne tutto

L’energia che si sviluppa per ogni grammo di miscela deuterio - tritio è superiore a quella che deriva dalla combustione di oltre diecimila litri di benzina ed è circa 6 volte maggiore di quella derivante da fissione (per unità di massa).
Un esempio che rende ancora meglio l’idea è che 10 gr di Deuterio estratti da 500 litri di acqua e 15gr di trizio estratti da 30 gr di Litio produrrebbero sufficiente energia da coprire i fabrisogni energetici di una persona che abitasse in uno stato industrializzato per l’intera durata della sua vita.

Non ti preoccupare che la ricerca va avanti, anche qua in Italia.

Fabio Morpurgo 01.07.05 21:03| 
 |
Rispondi al commento

In Europa è pieno di centrali nucleari. Se volete questa è una mappa di quelle di potenza, così la prossima volta che viaggiate sapete bene che percorsi evitare, visto la nucleofobia dilagante.
http://www.insc.anl.gov/pwrmaps/map/europe.php

Roberto Rossi 01.07.05 20:22| 
 |
Rispondi al commento

per chi ha letto l'articolo di spazia su Le Scienze invito a leggere quest'altro articolo

http://www.lanuovaecologia.it/energia/politiche/4375.php

Giacomo Dorigo 01.07.05 19:45| 
 |
Rispondi al commento

a proposito di petrolio..
sapete che cose'è quella fumetta che esce dal serbatoio quando fate benzina??
provate a indovinare...

sapete quanti anni ci impiega la natura per degradare una bottiglia di plastica?

Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 01.07.05 19:33| 
 |
Rispondi al commento

CIAO,
guardando qua' e la su internet ho trovato una cosa riguardo le centrali nucleari, dato che fra non molto il meraviglioso governo decidera' tra le energie che loro chiamano alternative, ma che sono decisamente pessime per l'ambiente tipo quella del il carbone che andava nell'ottocento :-).

Ora pero' al di la' del governo ho letto anche notizie sulla strage che la centrale di chernobyl (penso si scriva cosi) ha fatto al mondo e alle persone.

Qusto risottolinea quanto GRILLO abbia ragione sulla sicurezza delle centrali nucleari, in quanto sicure non sono.

Quanto segue e' tratto da un sito SERIO per gli aiuti alle persone.
--------------------------------------------------

Data incidente: 26.04.1986 (esplosione del quarto reattore)

Conseguenza dell’esplosione:
Proiezione all’esterno di 35 tonnellate di combustibile nucleare
La colonna degli elementi radioattivi dispersi si è alzata a due chilometri d’altezza e si è dispersa per un raggio di 1.200 Km
Livello di radiazioni pari a 20 milioni di curie equivalente ad un miliardo di Giga Beckerel (200 volte superiore a Hiroshima e Nagasaki

Area contaminata: 155000 kmq (un’area grande due volte l’Irlanda fra Bielorussia, Russia, Ucraina).

Paese più coinvolto: Bielorussia (70% di ricaduta radioattiva; 23% del territorio contaminato, fra cui il 20% del territorio boschivo e 3.000 kmq di terreno agricolo; danno economico valutato in 200 miliardi di $ USA)

Persone coinvolte: 10000000

Persone evacuate definitivamente: 400000 (l’area compresa in un raggio di 30 Km dalla centrale, grande come l’Olanda, è completamente evacuata ed inabitabile):
Liquidatori (addetti al controllo degli effetti dell’esplosione) impegnati: 800000 (10000 morti, 400000 affetti da patologia tumorale)
Vittime (dirette ed indirette) dell’incidente: 3,2 milioni (di cui un terzo bambini)
Persone decedute a tutt’oggi a causa dell’incidente: 200000

Durata degli effetti dell’esplosione: centinaia di anni a causa dell’azione del Cesio, dello Stronzio, del Plutonio (il Plutonio ha un’emivita di 14000 anni; il ritorno all’originaria situazione dei terreni contaminati dal Cesio 137 è prevista fra 300 anni)

La situazione in Bielorussia(10000000 di abitanti)

SITUAZIONE SANITARIA:
11000 casi di cancro tiroideo nei bambini
aumento esponenziale delle patologie da immunodeficienza
cancro ai polmoni passato da 6 a 7,5 casi su 100000 persone
tumore alla vescica da 5,5 a 19,7 casi su 100000 persone
tumore ai reni aumentato di 2,5 volte
in 7 anni passaggio delle leucemie da 9,34 a 11,52 casi su 100000 bambini
mortalità prossima al 14 per mille
2500 nascite annuali con anormalità genetiche (3% dei nati)
500 aborti non spontanei per presenza anomalie
picco delle conseguenze genetiche previsto, dagli esperti dell’ONU, fra il 2006 ed il 2010 quando coloro che erano bambini all’epoca dell’incidente cominceranno a procreare

SITUAZIONE SOCIALE:
tasso di povertà infantile aumentato del 150% rispetto ai tassi globali di povertà
stipendio medio mensile: 50/70 $ USA
aumento dell’alcolismo e dei casi di Aids (legati alla tossicodipendenza)
aumento delle patologie della povertà (tubercolosi e difterite)

LO STATO ATTUALE DELLE COSE:
15.12.00: chiusura definitiva dell’ultimo reattore funzionante
presenza di 1000 mq di crepe sul sarcofago che ricopre il reattore esploso. Da esse fuoriescono costantemente polveri e materiale radioattivi
il sarcofago di contenimento è stato costruito utilizzando, oltre le parti rimanenti del reattore esploso, 300000 tonnellate di cemento e 1000 tonnellate di strutture metalliche
il peso sulle fondamenta del reattore esploso è aumentato di 10 volte (dalle 20 alle 200 ton/mq): il reattore è sprofondato di 4 metri
lo sprofondamento del reattore ha messo in contatto il materiale radioattivo con le falde acquifere tributarie dei fiumi Pripiat e Dniepr che convogliano le loro acque nel Mar Nero e che fungono da bacino idrico per 30 milioni di persone (ad aggravare la situazione vi è la presenza di 800 siti di smaltimento di scorie radioattive, allestiti in emergenza subito dopo l’esplosione)
all’interno del sarcofago sono presenti: 180 tonnellate di combustibile e pulviscolo radioattivi, 11000 metri cubi e 740000 metri cubi di macerie altamente contaminati. La radioattività totale supera i 20 milioni di curie
la centrale è costruita su terreno sismico
il rischio di esplosione è elevato.

--------------------------------------------------
PER CHI E' INTERESSATO IL SITO E'

www.progettohumus.it

Di queste cose alla tv non se ne parla eppure i dati parlano chiaro,
"Il rischio di esplosione e' elevato".
e non si tratta di esplosione di palloncini.....

Vedo piu' servizi al telegiornale per cani ciechi o senza una gamba, che servizi che aiutano ad informare che decine di migliaia di persone mangiano beveno e vivono tuttora in zone contaminate, e ve lo dice uno che adora i cani ma che non le puo' tenere per problemi di spazio.

GRAZIE...


Diego Rossi 01.07.05 19:33| 
 |
Rispondi al commento

x bartoli

ci faccia il callo a questi incivili e maleducati. è inevitabile se vuole continuare a partecipare alle discussioni.

luca frangella 01.07.05 19:30| 
 |
Rispondi al commento

io ho l'impressione da quello che leggo nei commenti che ci sia molta passione per la fantascienza(sognare non fa male..per carità) e tanto odio e paura per la scienza.
ho notato che si son molti pignoli...quindi...

anche se nel linguaggio comune(lo faccio pure io)dico:"prodotti tot Watt di energia.."vi pregherei di usare il Watt come unità di misura della potenza elettrica.
l'unità di misura dell'energia è invece il Joule,ma se preferite..potete usare il Watt-ora..Wh.
vi assicuro che non è pignoleria...:)

Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 01.07.05 19:29| 
 |
Rispondi al commento

CHI E' SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA...

:-)

luca frangella 01.07.05 19:28| 
 |
Rispondi al commento

è assolutamente vero.
quando ci dicono che quella nucleare è l'energia più economica non vengono inseriti i costi di costruzione dell'impianto e smaltimento delle scorie, che sono a carico della collettività.
ma se il costo della costruzione dell'impianto può in qualche modo essere certo, quelo dello smaltimento delle scorie no.
a causa delle variabili: se ti rivolgi alla mafia italiana hai un costo, la mafia russa ne ha un'altro, quella cinese un'altro ancora....
dipende anche dai siti: le grotte della bielorussia sono più economiche dell'interramento in un campo agricolo del casertano o nei sabbioni di chioggia, ma ci sono gli alti costi di trasporto, magari rallentati da quei rompic******i dei verdi.
i costi variano, per cui manco li inseriscono.
tanto, chi se ne accorge?

davide fragiacomo 01.07.05 19:22| 
 |
Rispondi al commento

Ok i disastri ci sono stati.... Ma pensate che il cancro provocato dall'inquinamento da petrolio abbia fatto meno danni?? O forse ne ha fatti meno l'innalzamento della temperatura causato dall'aumento dell'anidride carbonica nell'aria? Con uragani, desertificazione e innalzamento del mare connessi. Le risorse rinnovabili per ora non possono coprire il fabbisogno energetico.
Forse il nucleare sarebbe il male minore fino a quando le risorse rinnovabili non saranno in grado di coprire una buona parte del fabbisogno energetico.

Pellegrini Roberto 01.07.05 19:20| 
 |
Rispondi al commento

Chi mi conosce sa che non amo le polemiche; questo non significa comunque che mi faccia “maltrattare” dal primo che incontro, anzi… Rispondo al simpaticissimo (come al solito) matteo martini e chiudo la polemica da lui innescata nei miei confronti; lo faccio soltanto adesso perché non sono sempre sul blog come lui che, credo, non abbia niente da fare dalla mattina alla sera salvo offendere gli altri mentre confrontano civilmente le proprie opinioni… La riflessione che lei contesta era basata su notizie acquisite da due diversi servizi giornalistici (tg1 economia e tg7) che parlavano a proposito delle fonti rinnovabili. Dal momento che non ricordo le date delle trasmissioni provvedo a fornirle un link [ http://www.fonti-rinnovabili.it/energie.htm ] dove trova il confronto (sugli anni passati) tra le produzioni in termini di fonti rinnovabili relativo a vari paesi europei. Se lei dopo aver letto accuratamente ciò che è stato scritto nella pagina osserva in maniera adeguata la tabella di confronto tra lo sviluppo negli anni del solare termico, del solare fotovoltaico e dell’eolico nei vari paesi noterà che mentre la Germania risulta sempre fissa al primo posto per potenze installate l’Italia è sempre negli ultimi posti. Mi dispiace contraddirla e deluderla ma non ho mai detto che le fonti rinnovabili sono la panacea dei nostri mali energetici, stavo semplicemente osservando che mentre altre nazioni hanno imboccato negli anni un certo TREND di sviluppo delle fonti rinnovabili (il che comporta poi che si faccia ricerca per migliorare le soluzioni, che si arrivi a scoperte innovative ed alla fine magari alla vendita a terzi di tecnologia) noi stiamo passivamente ad osservarli. Non possiamo limitarci a dire che l’energia prodotta con fonti alternative è attualmente più costosa di quella prodotta con altre fonti più inquinanti: si devono cercare soluzioni che vadano nella direzione dell’abbassamento dei costi. A parte la battuta su un ministro, il post continuava poi con una osservazione (ci tengo a sottolinearlo) che riguardava un certo generalizzato malo modo di fare politica che spesso hanno i partiti in Italia e non voleva essere un concetto da leggersi solo contro lo schieramento che attualmente ci governa. Chiariti gli eventuali equivoci, caro martini, la invito a leggere un po’ meglio (se vuole farlo, altrimenti può passare oltre!) quello che scrivo e le idee che esprimo e che voglio confrontare apertamente con gli altri SENZA OFFENDERE, SENZA FARE (NE’ IO NE’ GLI ALTRI) I PROFESSORI, MA CON LA VOGLIA DI ARRIVARE A CONDIVIDERE O ANCHE SOLTANTO CONFRONTARE
IN MODO PACIFICO SOLUZIONI AI PROBLEMI DELL’OGGI O DEL DOMANI. Capisco che il caldo di questi giorni dia noia alle nostre teste ma LA PROSSIMA VOLTA NON PERDA TEMPO a “fare il lavoro di ricerca che spettava a me” come lei stesso afferma (no, vero.. siamo impazziti?), LEGGA ATTENTAMENTE ciò che ho scritto, RIFLETTA SUI CONCETTI CHE VOLEVO ESPRIMERE SENZA ISOLARE UNA SINGOLA FRASE DAL CONTESTO ED INFINE ANZICHE’ RISPONDERMI ESCA A CENA CON UNA BELLA DONNA… DIA RETTA A ME… LA RITROVEREMO CON LE SUE IDEE SU QUESTO BLOG MA… MOLTO MENO NERVOSO!
DONATO BARTOLI p.s. riguardo al mio commento sul post di renzo piano pur vivendo nella società attuale mi impegno ogni giorno per produrre meno rifiuti e per sprecare (o se vuole consumare) meno energia possibile.Tanto per fare un esempio la mia casa servita da impianto di teleriscaldamento generato da vapore geotermico naturale (fortuna geografica!), quando d’estate non c’è distribuzione di acqua calda dalla rete provvedo con pannelli solari che in casa mia sono stati installati per la prima volta nel lontano 1985… se in tutta Italia li avessero già installati tutti il consumo energetico sarebbe più basso. PASSO E CHIUDO!

Donato Bartoli 01.07.05 19:03| 
 |
Rispondi al commento

ci si lamenta del prezzo più caro del solare e delle fonti alternative in generale.

è un atteggiamento sbagliato a mio avviso.

infatti nel considerare la convenienza economica di una tecnologia dobbiamo considerare non solo i benefici imediati al nostro portafogli ma anche quelli a lungo termine.

investire nelle tecnologie alternative vuol dire investire sulla salute, sull'energia senza padroni. questo avrebbe un ingente ritorno economico a nostro favore.

spendiamo adesso qualche lira in più per poi avere in futuro enormi vantaggi. ai vostri figli che mondo volete lasciare? almeno la speranza gliela vogliamo lasciare?

luca frangella 01.07.05 17:08| 
 |
Rispondi al commento

geniale e semplice il sistema geoexchange!!
grazie a GUIOTTO per avermelo segnalato!

ma vi rendete conto delle possibilità che offrono la scienza e la tecnologia?

siamo noi che buttiamo tutto agli squali!!

basta alzare gli occhi e individuare la nuova strada da percorrere!

siamo ormai così abituati alle miserie della nostra società che non ci accorgiamo delle alternative. come se avessimo i paraocchi, complici i mass media. rimaniamo chiusi sempre nelle stesse logiche, dando corda ai potenti che ne approfittano.

altro che condizionatori!!
e se il sistema si diffondesse state certi che il prezzo già basso scenderebbe ancora!


http://web.tiscali.it/geonet/geology/geotech/story.html

luca frangella 01.07.05 17:02| 
 |
Rispondi al commento

questo sito è una vera risorsa; si leggono tante cose interessanti anche sul geotermico con tanto di links di approfondimento.

http://www.energoclub.it/a%20geotermico.htm

questa è la ricerca che mi piace...
ah, se fosse più finanziata, quanti benefici che ne ricaveremmo...

l'energia senza padroni...
un sogno che può diventare realtà, dipende dalle scelte che facciamo..

luca frangella 01.07.05 16:50| 
 |
Rispondi al commento

x il disilluso (!)

con il terzo punto metti in evidenza un'altra stortura italiana.
so che si stanno raccogliendo firme per una petizione pro conto energia solare.

questo uno dei siti che partecipa:

http://www.nimer.it/nimer.asp?ar=320

luca frangella 01.07.05 16:38| 
 |
Rispondi al commento

chi dorme non piglia pesci.

chi è maleducato dovrebbe farsi un esame di coscienza.

gradirei che il dibattito continuasse sul piano civile e scientifico, scambio di idee e di opinioni; non è corretto offendere sul piano personale.

luca frangella 01.07.05 16:34| 
 |
Rispondi al commento

chi guarda alle pagliuzze del suo portaflogli e non alle minacciose travi che pendono sulle nostre teste non è degno di risposta.

luca frangella 01.07.05 16:28| 
 |
Rispondi al commento

Riguardo il commento di Renzo Piano sul costo di un bombardiere americano, questo dovrebbe far capire una volta di più quali sono i veri notivi di una guerra: il danaro! Le lobbies costruttrici di armi, che hanno finanziato la campagna elettorale di George Bush. il quale ha ricambiato tutti i soldi investiti per la sua elezione.

Sergio Genovese 01.07.05 16:21| 
 |
Rispondi al commento

In punta di piedi vorrei anche io aggiungere qualcosa a questo ribollire di idee:

Odio la retorica, e parlare di pro o contro nucleare quando non c'è ancora nessun referendum o altro mi sembra inutile, preferirei invece discutere (come in parte si sta appunto facendo) di cose più concrete

1) Domanda per Grillo
Più volte ho sentito parlare del famoso motore a idrogeno, ne ho visto anche una dimostrazione ai tuoi spettacoli ma, se permetti, le informazioni che davi al riguardo erano frammentarie, siccome sarei, da fisico, molto interessato all'idea vorrei che specificassi:
A) chi lo produce
B) le specifiche tecniche
C) la capacità di immagazzinamento del combustibile (tallone di achille delle attuali macchine a idrogeno), ottenere un po di idrogeno, e riuscire cosi a far funzionare il motore per due minuti durante lo spettacolo, non si può considerare un traguardo praticamente interessante

2) Non riesco a capire perchè non sia possibile (come viene già fatto in Spagna e penso anche altri posti) rivendere, anche qui in Italia, l'elettricità in eccesso prodotta dai pannelli solari, in modo da trasformare l'attacco dell'enel in una specie di mega accumulatore di elettricità, di giorno la dai, di notte la prendi.
E non riesco proprio a capire perchè i verdi ( ma questo è proprio uno dei motivi per cui non li voto) non si buttino a capofitto in questa battaglia, i cui effetti, a lungo termine sarebbero notevoli, invece di portare avanti stupide e ambigue battaglie ideologiche.

un disilluso 01.07.05 16:16| 
 |
Rispondi al commento

mitico frange' buongiorno,

però se vuoi fare divulgazione scientifica devi svegliarti prima, non puoi stare a dormì fino all'una...

oggi sono così intrinsecamente instabile che non ho manco voglia di insultarti. Vabbè senti na cosa, te che sei professore de sto kazzo, mi spieghi come si fa a produrre energia dal sole pagandola 2 cent a kwh?

devo dare un consiglio ad un paio di miliardi di amici dall'altra parte del pianeta, di più non vogliono spendere, m'hanno detto che si fanno 1000 GW di carbone metano e petrolio e un po' inizavo a preoccuparmi...

ma te da dove esci fuori, se il figlio illeggittimo di beppegrillo e rosybindi?

Vabbè ti lascio, quando torno voglio trovarti a 1000 post ok?

Andrea Marzo 01.07.05 15:37| 
 |
Rispondi al commento

x novelli

si piccoli sforzi sono stati fatti verso la sicurezza con almeno mezzo secolo di ritardo....
e si parla di reattori sperimentali...

i reatori attivi sono lwr e hwr che sono sinonimo di instabilità e criticità ergo insicurezza intrinseca! oggi ancora paghiamo lo scotto di una tale follia! non so come faccia la gente che vive vicino le centrali a fare sonni tranquilli! ma c'è da temere per tutti: le radiazioni se ne fregano delle distanze che a noi sembrano grandi.

e le scorie rimangono qualunque sia il reattore.

poi la sicurezza è qualcosa da definire: e se dei terroristi prendono di mira un reattore htr la sicurezza intrinseca diventa estrinseca? :-)
e se ci seppelliscono le scorie sotto casa?

abbandoniamo il nucleare, pensiamo alle fonti alternative come il solare.

luca frangella 01.07.05 15:25| 
 |
Rispondi al commento

ops.. la frase è rimasta tagliata..
ripeto:

sia chiaro che qui non si fa dell'oscurantismo verso la ricerca e la scienza, ma si muovono delle pesanti e giustificate critiche verso un modo di intenderle e organizzarle.

luca frangella 01.07.05 15:13| 
 |
Rispondi al commento

sia chiaro che qui non si fa dell'oscurantismo verso la ricerca e la scienza in generale, ma verso un modo di intenderle e di organizzarle.

luca frangella 01.07.05 15:09| 
 |
Rispondi al commento

si parla tanto male del nucleare...ma qualcuno si è ricordato di parlare delle radiografie,della TAC,della RMN,della PET...se non ci fossero stati gli studi e esperimenti di fisica nucleare...esisterebbero?

Francesco Spina 01.07.05 14:59| 
 |
Rispondi al commento

x matteo martini

era equivoco..capisco..
ma un pò mi meravglia che me lo fai osservare...
comprimere=pompare..va meglio così?

fidati..anzi dai un'occhiata al diagramma entropico dell'acqua.
ti accorgerai che il lavoro di "compressione" ..pompaggio(contento?) di un liquido è nettamente inferiore rispetto a un gas.

in una macchina ad assorbimento acqua ammoniaca..il solvente è l'acqua il soluto e refrigerante è l'ammoniaca.

si comprime questa miscela dopodichè con il calore si separa l'ammoniaca che poi passando da liquido in vapore nell'evaporatore della macchina frigorifera raffredda.

Francesco Spina Commentatore in marcia al V2day 01.07.05 14:37| 
 |
Rispondi al commento


Per Fabio Morpurgo:
" vi ricordo che prima del 2040 con la fusione nucleare non se ne fa nulla, a detta di chi ci lavora sopra... cosa facciamo fino ad (almeno) il 2040? "

Petrolio

matteo martini 01.07.05 14:30| 
 |
Rispondi al commento

x locatelli

ha centrato un altro aspetto del problema nucleare.

tutti abbiamo una tv e possiamo vedere con occhi la campagna acritica pro nucleare che i mass media stanno portando avanti, le vili pressioni che stanno facendo per convincere i giovani dell'opportunità del nucleare.

ciò dimostra i grossi interessi in gioco, da ragione alle mie riflessioni, e quindi ci invita ancor di più a contrastare l'ascesa del nucleare.

chi ha ancora uno spirito nobile ed intelligenza da vendere si schieri apertamente contro il nucleare.
fosse anche manna dal cielo (e non lo è, tutt'altro..), chi cerca di imporre subdolamente e incivilmente le cose non merita soddisfazione.

luca frangella 01.07.05 14:23| 
 |
Rispondi al commento

"Ci informiamo tanto di tutto e di piú, ci interoghiamo sulla vita di quello o quell'altro che poco ha a che vedere con il nostro quotidiano, guardiamo lontano e oltre il nostro raggio di visione e tutto ció ci fa sentire importanti, indispensabili e partecipi nella societá, ma chi vi domanda mai qualcosa in merito di tutto cio prima di prendere una decisione?"

il fatto è che oggi è tutto così dannatamente complicato e complesso. non vedete come le nuove generazioni sono disorientate?

e purtroppo non si può abbassare la guardia perchè se no i potenti di turno continuano a mettercela nel di dietro.

bisogna distinguere però fra chi vuole imporre con inciviltà a proprio vantaggio e chi invece invita a ragionare e a fare scelte condivisibili.

luca frangella 01.07.05 14:15| 
 |
Rispondi al commento

"perché pensiamo sempre che i paesi in via di sviluppo debbano seguire i nostri passi e imitarci e invece non viceversa?
Perché chi determina le scelte del pianeta é quello piú forte e|o meglio quello che stia messo economicamente meglio? che percaso qualcuno Ha detto che forza e ricchezza siano legati all'inteligenza e\o che furbizia e intelligenza vadano a braccietto? chi lo pensa contempla un campo di visione molto ristretto. Chi é saggio sa che é vero il contrario!.."

ottima riflessione, complimenti! daccordo al 1000 per 1000!

luca frangella 01.07.05 14:12| 
 |
Rispondi al commento

i fatti parlano chiaro, lasciate stare i giustificazionisti dell'ultima ora che hanno le mani in pasta (per di più incivili): i soldi destinati alle ricerche di fonti alternative come il solare sono una minima frazione di quelli destinati al nucleare e al petrolchimico. che fanno tutt'uno con quelli destinati agli armamenti. o avete dimenticato il post di grillo?

il sistema attuale inibisce la ricerca di fonti pulite e sicure e condivisibili da tutti, ma non per schiribizzo, ma per interesse, per convenienza. è uno stato di cose marcio fino al midollo che prosegue la sua folle corsa verso l'autodistruzione.

detronizziamo chi ci comanda, mandiamo a casa i nuclearisti: hanno toppato di brutto, hanno fatto scelte sbagliate che hanno condizionato e condizionano la nostra vita, ma non contenti tornano alla carica più arroganti e incivili che mai. e sbandierano ancora la scienza come fosse portatrice di verità incontestabile e assoluta, la loro verità, ergo il loro interesse, il loro egoismo.
in questo blog ne avete chiara testimonianza. è inutile che aggiunga altro.
a voi il compito di riflettere.

luca frangella 01.07.05 14:03| 
 |
Rispondi al commento

"1)chi produce energia lo fa per aiutare il mondo oppure per guadagnare dei soldi?"
E chi consuma energia lo fa per aiutare il mondo, magari pensando anche a non sprecarla, o lo fa solo per suoi interessi privati e personali.
"2)partendo da questo presupposto se esistesse un modo per fare energia pulita e gratuita i nostri produttori ce la fornirebbero?"
Quante sono le persone disposte a pagare di più per avere energia, tipo il solare? E quanti pochi di questi potrebbero usufruirne? Quanti andrebbero in vacanza viaggiando a cavallo o sul dorso di un mulo per non inquinare? Eppure tutte quelle auto messe insieme non è che facciano proprio bene in questi giorni di luglio.
"3)perchè i vari amministratori delegati, presidenti e quantaltro a capo dell' industria dell'energia in genere sono sempre dei pregiudicati?"
Vabbe.., perché esistono migliaia di persone che prendono la macchina per andare al supermarket a 50metri da casa loro sbattendosene altamente dell'inquinamento?
"4)il sole fornisce ogni giorno una quantità di energia incredibilmente grande in grado di soddisfare il nostro pianeta più che abbondantemente, però non costa nulla."
E allora sfruttatela, ma non a parole; che nessuno al mondo impedisce di costruirsi la propria centrale solare o di comprarsi due pannelli da installare sopra il tetto.
"5)mi rattista leggere nei vostri commenti una sorta di battaglia per vedere chi c'è la più grosso. ricordatevi che siamo tutti dallo stesso lato della barricata."
Sembra che alcuni credano di vivere nel mondo delle meraviglie e non si rendano conto, che ogni anno vengano prodotti chilometri cubi di spazzatura, non più riciclabili, tonnellate di rifiuti tossici che non devono contaminare l'ambiente e tante altre belle sostanze e che cmq se vengono trattate bene non possono fare assolutamente niente, se no sono molto più pericolose di tutte le scorie nucleari che ci sono. Infine le scorie nucleari diminuiscono nel tempo (effetivamente, almeno quelle a vita breve), i rifiuti tossici non decadono mai. Continueremo fino a quando a chiudere gli occhi su tutta una serie di rifiuti dannosi e a tenerli aperti solo sulle scorie? (ci sarebbe anche da dire che ci sta il fattore 10^6 riguardo all'energia prodotta per tonnelate bruciate del nucleare, rispetto agli altri combustibili, cioè se per produrre x energia brucio una ton di nucleare, per produrre la stessa x ne devo bruciare un milione di ton col carbone, con conseguente aumento di rifiuti da smaltire)

Roberto Rossi 01.07.05 14:01| 
 |
Rispondi al commento

anche la fusione suscita delle perplessità:

1) personalmente non ne ho una conoscenza profonda
essendo qualcosa di relativamente nuovo (intendo la tecnologia non il processo in sè)

2) nessuno scienziato ne ha una conoscenza profonda essendo una sperimentazione che avrà bisogno di molti e molti anni per dare qualche risultato.

eppure, strano, senza incertezze tutti vi si fiondano come squali....
il dilemma è : sono cambiati i presupposti di tale ricerca?
ovvero la sperimentazione avrà termine solo quando darà come risultato una tecnologia assolutamente sicura e pulita? o si fermerà non appena sarà possibile produrre energia fregandosene come al solito delle conseguenze? la seconda che hai detto...

si parte già male poichè i primi reattori a fusione che si vogliono realizzare usano il trizio e i neutroni in una configurazione che è la più facile da ottenere e da realizzare. insomma il problema scorie e fuga di radiazioni rimane.
ce ne sono altre al momento più difficili e più costose che però promettono maggiori sicurezza e pulizia.

ma come vedete il lupo perde il pelo ma non il vizio. viene prima l'interesse e poi casomai i valori.

e gli attori di questa "commedia" sono sempre gli stessi: nuclearisti incivili come quelli che scrivono su questo blog (ne avete una prova concreta non mi invento niente!), militari, industriali, mercanti di scorie, etc.

è la solita pantomima? energia in grandi quantità al minimo costo col massimo profitto per continuare questa immane tragedia che è la nostra società? le tecnologie come fossero vangeli? la scienza come fosse religione?

penso di si.

io propongo invece di voltare pagina se possibile.
investiamo sul solare e le atre fonti alternative.

luca frangella 01.07.05 13:55| 
 |
Rispondi al commento

Pur essendo un tuo ammiratore Beppe, non concordo. Ti invito a leggere "Energia, quale futuro?" lo speciale pubblicato sull'ultimo numero de "Le scienze". http://www.lescienze.it/

Ciao Andrea

Andrea Ghilardi 01.07.05 13:33| 
 |
Rispondi al commento

Qualche domanda a tutti prima ancora di altri commenti!
Vi siete mai chiesti da dove derivino tutte quelle situazioni che alterano repentinamente il comportamento fisico psicologico delle persone?
E gli attacchi di isterismo o nervoso improvvisi?
Non vi siete mai chiesti quali siano i nostri legami con la natura e a quale livelli? noi siamo fatti solo di carne e altro di tipo materico?
qual'é il primo legame che accompagna sin dalla nascita (in veritá ancor prima) e fino all'ultimo giorno in questo mondo (e dimensione)?
Perché non la finiamo di correre appresso a cause ed effetti di problemini e problemacci sempre nuovi e essenzialmente sempre gli stessi, quando il vero problema ad ascoltare la nostra coscenza é un altro? Di cosa abbiamo veramente bisogno e che cavolo vogliamo alla fine dei conti? cavoli e capre é quasi impossibile averli allo stesso tempo.
perché pensiamo sempre che i paesi in via di sviluppo debbano seguire i nostri passi e imitarci e invece non viceversa?
Perché chi determina le scelte del pianeta é quello piú forte e|o meglio quello che stia messo economicamente meglio? che percaso qualcuno Ha detto che forza e ricchezza siano legati all'inteligenza e\o che furbizia e intelligenza vadano a braccietto? chi lo pensa contempla un campo di visione molto ristretto. Chi é saggio sa che é vero il contrario!..
Ora come ultima domanda: Ci informiamo tanto di tutto e di piú, ci interoghiamo sulla vita di quello o quell'altro che poco ha a che vedere con il nostro quotidiano, guardiamo lontano e oltre il nostro raggio di visione e tutto ció ci fa sentire importanti, indispensabili e partecipi nella societá, ma chi vi domanda mai qualcosa in merito di tutto cio prima di prendere una decisione? non avete anche voi la sensazione del tempo senza sapore senza sostanza?
e la vita vi va bene o vi scorre via di mano?
Come sta il vostro vicino, il vostro gatto, il vostro giardino il vostro fiore (e pensare che un tempo tutti lo potevano avere un giardino o prato,ricchi e poveri, anche se solo da vedere)? e il vostro anulare o il vostro pelo bianco sotto l'ascella o quel passero che ogni primavera sentivate cinguettare sotto il tetto di casa?...
tutto ció non vi manca,ca,ca,ca,ca,ca,ca,ca?!................
porca vacca d'oro!

Ilventomariolino

ugo percome 01.07.05 13:28| 
 |
Rispondi al commento

Grillo,

altro post, solite cazzate...

Perchè citi gli scenziati che ti fanno comodo.. e solo quelli... è la solità libertà di pensiero che tu neghi... perchè tutti devono pensarla come te... e accetti pareri solo di chi la pensa come te...

Vai dal professor carlo rubbia... premio nobel per la fisica.. e senti cosa ti dice sul nucleare...
E basta dire che l'energia nucleare non è sicura...
Il nucleare è sicuro quanto un aereo.... tu vuoi la matematica certezza ma questa chi mai te la potrèà dare??

Tu sei rimasto fermo a 200 anni fa... e da allora quanti passi sono stati fatti...

Questi amientalisti di merda ci negano tutto... ponti... strade.. ferrovie... energia.... tutto.... ma bravi

luca morini 01.07.05 13:26| 
 |
Rispondi al commento

Il problema che i media iniziano a farci pensare che se non passiamo al nucleare rimarremo senza energia. Ho molti amici che dicono"tanto è sicuro" oppure "Anche la Francia possiede centrali". Vi rendete conto che nessuno persa ai resti della lavorazione?????? Anche se la centrale avesse vita eterna e nessun incidente delle scorie cosa ne facciamo? "Le farei mangiare a loro."

luca locatelli 01.07.05 13:19| 
 |
Rispondi al commento

"chi produce energia lo fa per aiutare il mondo oppure per guadagnare dei soldi?"

Per fare soldi

"partendo da questo presupposto se esistesse un modo per fare energia pulita e gratuita i nostri produttori ce la fornirebbero?"

assolutamente sì, se ci fosse la possibilità di vendere un dispositivo per produrre energia a costo zero qualcuno lo farebbe.
E se per ipotesi fosse vietato dalle potentissime lobby del pianeta girerebbe di contrabbando.
Si contrabbanda la cocaina, si contrabbandano le schede di sky, non si capisce perchè nessuno contrabbandi scatolette da un kw...

"il sole fornisce ogni giorno una quantità di energia incredibilmente grande in grado di soddisfare il nostro pianeta più che abbondantemente, però non costa nulla."

sicuro non costi nulla? a me risultano 0,5 €/kwh, se effettivamente non costa nulla mi spieghi come si fa? Mi sono rotto di pagare l'Enel, sul serio...

P.S. avete visto come stanno zitti gli ecogrilli quando gli chiedi come vogliono produrre i 1000GW che servono a indiani e cinesi per i prossimi 25 anni?


Andrea Marzo 01.07.05 13:09|