Balle nucleari

Dai dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell'Energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al'8.5%. Come risulta dalla tabella aumenterà la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica.
Ciònonostante aumentano le pressioni del mondo politico ed economico per un ritorno all'energia nucleare.
I sostenitori del nucleare affermano che questo tipo di energia sia sicuro, meno inquinante ed economico.
Non è vero.
Non è sicura.
Esiste una lunga casistica di incidenti nel mondo (come Detroit, Three Mile Island, Chernobyl, il Superphenix in Francia) che hanno causato disastri ambientali, con centinaia di migliaia di persone esposte alle radiazioni che ne hanno provocato la morte o danni genetici irreversibili.
Se le centrali nucleari sono così sicure per quale motivo non esistono Compagnie Assicurative disposte a stipulare una RC (Responsabilità Civile) per assicurarle?
Non è pulita.
I sostenitori affermano che le centrali nucleari non inquinano perchè non immettono anidride carbonica nell'atmosfera.
Vero.
Ma non si preoccupano di dire che il funzionamento di una centrale e il trattamento e la sepoltura delle scorie radioattive, determinano dei danni all'ambiente molto più gravi e duraturi.
Non è economica.
Non è vero che il costo aziendale dell'elettricità ottenuta con il nucleare sia inferiore a quello dell'elettricità ottenuta da altre fonti. Bisogna infatti includere anche i costi di smantellamento delle centrali nucleari alla fine della loro vita utile e i costi di stoccaggio, nel lungo periodo, del combustibile nucleare e delle scorie radioattive.
Ha ragione il Professor Giorgio Nebbia quando sottolinea la necessità di domandarci se valga la pena di proseguire questa corsa alla produzione di merci ed energia senza chiederci che cosa produciamo, che cosa acquistiamo, cosa accade all'interno delle fabbriche e delle centrali e a cosa servano le merci prodotte.
Un controllo pubblico sugli atti dei Governanti e degli imprenditori ridurrebbe le morti e i danni per gli uomini e costituirebbe un formidabile stimolo per l'innovazione, la ricerca scientifica e per la realizzazione di prodotti in grado di soddisfare i veri bisogni umani che comprendono la sicurezza, il diritto alla vita e la dignità.
Postato il 27 Giugno 2005 alle 16:53 in Energia | Scrivi |
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Cercando di limitare la portata del disastro le autorità sovietiche inviarono immediatamente sul posto delle squadre di pulizia. Vigili del fuoco furono mandati sul luogo dell'incidente per provare ad estinguere l'incendio sebbene non fossero stati avvisati di quanto fossero pericolosi i fumi radioattivi che si sprigionavano dal reattore esploso. Nei mesi successivi molte persone, in gran parte membri dell' esercito e altri lavoratori, furono coinvolte nei lavori di pulizia e di messa in sicurezza del sito. Anche in questo caso, come in quello dei pompieri accorsi subito dopo l'incidente queste persone non erano state informate sui rischi e non avevano dispositivi di sicurezza, non erano nemmeno disponibili tute protettive.
Inizialmente il disastro di Chernobyl fu tenuto nascosto. La notizia che un grave incidente nucleare era accaduto fu resa nota non da fonti sovietiche ma dalla Svezia dove il 27 aprile sugli indumenti di addetti della centrale nucleare di Forsmark furono rilevate particelle radioattive. Dopo avere constatato che nel loro impianto non c'erano perdite gli svedesi ricercarono l'origine della radioattività giungendo alla conclusione che si dovesse essere verificato qualche problema di natura nucleare in Unione Sovietica.
200 persone furono ricoverate immediatamente, di cui 31 morirono (28 di queste per l'esposizione diretta alle radiazioni). Molti di loro erano pompieri e addetti che cercarono di mantenere l'incidente sotto controllo e che non erano stati informati di quanto pericolosa fosse l'esposizione diretta alle radiazioni.
Io, ai tempi che il nucleare in Italia era ancora in funzione, ho fatto degli interventi di manutenzione su apparecchiature elettroniche delle centrali ed ho visto il sistema di lavoro e la sicurezza e pertanto al referendum ho votato per il no alle centrali nucleari e voterei ancora no non per la sfiducia della tecnica con cui sono costruite, ma per il personale che le gestisce.
Le centrali nucleari in Italia non sono necessarie, basterebbe far funzionare quelle esistenti, visto che in tutti i paesi europei il rapporto tra potenza prodotta e installata delle centrali e' di circa 54-57% mentre in Italia e' solo del 37%.
La radioattività è un fenomeno naturale, con la quale conviviamo anche se i “verdi” non ce lo dicono. Noi stessi, come persone, siamo radioattivi, perché il nostro corpo contiene una componente di radioisotopi che ci rende tali. Sembra assurdo, ma quanti partecipano ad una manifestazione contro una struttura energetica nucleare scambiano tra loro, proprio a causa dell’assembramento, dosi di radiazione superiori a quelle che assorbirebbero passando il resto della loro vita appesi, come un quadro, alle pareti della struttura che contestano.
Ad esempio, la radioattività media in Piazza San Pietro, selciata con cubetti di porfido che contengono un elemento radioattivo, è di 750 millirem annui, una volta e mezza i 500 millirem della zona rossa di Chernobyl. La stazione ferroviaria di New York, lastricata con granito uranifero quando ancora non si conosceva la radioattività, supera i 1000 millirem annui, che sono il doppio di quelli della zona pericolosa di Chernobyl. Le Catacombe di Priscilla, tra l’altro relativamente poco distanti dalla mia abitazione, hanno un fondo di 4.800 millirem annui; gli antichi cristiani che le frequentavano ebbero a soffrire per ragioni diverse dalla così “elevata” radioattività, alla quale ancora oggi si espongono normali turisti laddove valori simili riscontrati in qualsivoglia installazione nucleare porterebbero alla chiusura ed alla bonifica del sito. Mi raccontava un ufficiale britannico di marina che nel periodo in cui prestava servizio a bordo di un sommergibile a propulsione nucleare non poteva recarsi nei fine settimana nella sua casa di campagna, perché il fondo naturale dovuto alle emissioni di radon lo contaminava ad un livello tale da fare scattare tutti i sistemi d’allarme di bordo, con il rischio di venire radiato dall’incarico a causa del superamento dei valori massimi consentiti al personale addetto.
Durante l'esplosione del nocciolo morirono due lavoratori della centrale travolti dei detriti. Tra le circa 1000 persone che si trovavano nella centrale durante il disastro e i pompieri che intervennero per spegnere l'incendio 134 contrassero la sindrome da intossicazione radioattiva acuta avendo ricevuto dosi di radiazioni comprese tra i 2 e i 20 gray. Di queste 28 morirono nel 1986 e 19 nei vent'anni successivi. In totale un rapporto della FAO poi confermato dal Chernobyl Forum stima che vi siano state 58 vittime del disastro dal 1986 al 2006.
È stato riscontrato che molti individui hanno sviluppato tumori alla tiroide dovuti all'accumulo di iodio radioattivo all'interno dell'organo, fortunatamente le probabilità di guarigione da questo tipo di tumori è molto alta (fino al 99% per i casi legati a Chernobyl, il 90% nei paesi occidentali) e di conseguenza le vittime sono state relativamente poche secondo il rapporto dell'OMS. Inoltre l'assorbimento di iodio radioattivo sembra abbia un effetto considerevole solo sugli individui che erano ancora bambini nel 1986.
Anche studi epidemiologici sulle 600 mila persone, per la maggior parte militari, che parteciparono alla costruzione del rivestimento di cemento hanno evidenziato un aumento dell'incidenza di vari tipi di tumori, per lo più leucemie.
In questo modo è stato stimato che il numero di vittime dal 2006 in poi sarà di 4000 tra gli abitanti dei dintorni e i militari per salire a più 9000 persone considerando anche i dati sugli effetti a lungo raggio.
Per fare un paragone durante il disastro di Bhopal in India morirono 4000 persone in una sola notte e, si stima, circa 30 mila nel giro di qualche mese, ed un totale di 500 mila intossicati. È da tenere in considerazione che i dintorni di Chernobyl erano (e tuttora sono) molto meno popolati dei dintorni di Bhopal.
Caro Grillo ti stai veramente dimostrando un campione di disinformazione! Una curiosità: quanto rende ciò?
per tutti quelli che parlano continuamente della necessità di investire nel nucleare e che dicono che le fonti alternative non sono sufficenti, vorrei far notare che esiste un nucleare non inquinante. Già la tanto vituperata fusione fredda funziona perfettamente. invio a tale proposito il link da dove si può scaricare un breve filmato di una nuova cella in funzione.
Video del nuovo sistema al Plasma Elettrolitico (Cirillo-Germano-Iorio-Tontodonato) realizzato in PROMETE S.r.l. - 6,5Mb - file .wmv
http://xoomer.alice.it/progettomeg/download-cella.htm
Saluti Angdrak
Purtroppo il vizio è sempre lo stesso: parlare sempre e comunque anche quando gli argomenti in oggetto hanno bisogno del supporto di conoscenze scientifiche. La tecnica per sua natura risolve dei problemi e ce ne mette di fronte altri: il modo più efficace di tentare un approccio logico razionale è l'analisi dei costi\benefici. Ora chi è colui il quale dice che il nucleare è la soluzione a tutti i mali energetici del mondo? Chi può affermare con sicurezza che il rischio associato all'istallazione di una centrale nucleare è zero? Però bisogna essere anche consapevoli che non esistono attività umane che hanno stime di rischio pari a zero! Su questa asserzione si basa l'analisi dei costi\benefici.
Purtroppo le fonti alternative non sono competitive per la grande produzione elettrica: intendo dire che non è ragionevole pensare che una grande industria sia come un condominio sul quale s'installano pannelli solari sul tetto ed è tutto risolto. Lo spazio occupato da un impianto solare a parità di energia prodotta è circa 100 volte superiore a quello necessario per esempio ad un impianto nucleare.
La sicurezza degli impianti nucleari di IV generazione è paragonabile a quelli convenzionali, e paragonabile in questo caso significa dire che per alcune voci di sicurezza essi sono addirittura più affidabili. Degli incidenti citati solo quello di Chernobyl ha avuto conseguenze per la popolazione: la causa fu la negligenza del personale. Io non so neanche se è possibile fare una stima degli incidenti che hanno interessato gli impianti convenzionali: credo siano un numero smisuratamente più grande.
Ci sarebbero innumerevoli motivi per preferire il nucleare e mi rendo conto che in 2000 caratteri non è possibile citarli tutti. Quello che voglio mettere in evidenza è che il problema non è la tecnologia ma il ritardo culturale(scientifico) che la società italiana accusa ormai da qualche anno:la frangia ecologista italiana credo sia tra le più ignoranti in materia scientifica d'Europa!
Caro Beppe, ho sentito per radio il discorso del notro Presidente del Consiglio alla festa della liberta' (??) del 9.11.2005. Tra gli innumerevoli temi trattati dal Cavaliere c'è anche quello sull'energia. Per chi non lo sapesse riporto sue testuali parole (Fonte : www.forzaitalia.it):
'Silvio Berlusconi ha anche toccato il problema del nucleare, diventato di attualita’ con l’aumento del costo dell’energia: "Abbiamo approfittato poco del nucleare attraverso la realizzazione di nuove centrali. Bisogna rivedere questa posizione. Credo che soltanto l’Unione europea, centralmente, potra’ dare il via alla realizzazione e alla costruzione di nuove centrali nucleari, perche’ i singoli governi non hanno la forza per convincere i cittadini visto che il nucleare e’ un termine che li spaventa ancora, nonostante sia una necessita’ per il futuro"'.
Con mia incredulità penso che razza di futuro abbiamo intenzione di costruire dando credito a personaggi come Berlusconi? Lui ci viene a dire che il futuro è il nucleare? Che per tagliare i costi dell'energia è necessario mettere a repentaglio l'incolumita' della vita sul pianeta? Sicuramente non rappresenta un grosso pericolo per lui visto che ha già provveduto a costriuirsi un bunker sotterraneo anti-nucleare a Villa Certosa.
Mi rammarico che tanta gente si lasci infinocchiare da personaggi cosi'...
per tutti quelli che parlano continuamente della necessità di investire nel nucleare e che dicono che le fonti alternative non sono sufficenti, vorrei far notare che esiste un nucleare non inquinante. Già la tanto vituperata fusione fredda funziona perfettamente. invio a tale proposito il link da dove si può scaricare un breve filmato di una nuova cella in funzione.
Video del nuovo sistema al Plasma Elettrolitico (Cirillo-Germano-Iorio-Tontodonato) realizzato in PROMETE S.r.l. - 6,5Mb - file .wmv
http://xoomer.alice.it/progettomeg/download-cella.htm
Saluti Angdrak
La radioattività è un fenomeno naturale, con la quale conviviamo anche se i “verdi” non ce lo dicono. Noi stessi, come persone, siamo radioattivi, perché il nostro corpo contiene una componente di radioisotopi che ci rende tali. Sembra assurdo, ma quanti partecipano ad una manifestazione contro una struttura energetica nucleare scambiano tra loro, proprio a causa dell’assembramento, dosi di radiazione superiori a quelle che assorbirebbero passando il resto della loro vita appesi, come un quadro, alle pareti della struttura che contestano.
Ad esempio, la radioattività media in Piazza San Pietro, selciata con cubetti di porfido che contengono un elemento radioattivo, è di 7,50 mSv annui, una volta e mezza i 5 mSv della zona rossa di Chernobyl. La stazione ferroviaria di New York, lastricata con granito uranifero quando ancora non si conosceva la radioattività, supera i 10 mSv annui, che sono il doppio di quelli della zona pericolosa di Chernobyl. Le Catacombe di Priscilla, tra le più belle di Roma, hanno un fondo di 48 mSv annui; gli antichi cristiani che le frequentavano ebbero a soffrire per ragioni diverse dalla così “elevata” radioattività, alla quale ancora oggi si espongono normali turisti laddove valori simili riscontrati in qualsivoglia installazione nucleare porterebbero alla chiusura ed alla bonifica del sito. Se qualcuno facesse una “pernacchia” nelle Catacombe di Priscilla e poi venissero i “verdi” a misurare la radioattività dell’obiettivo, ne concluderebbero che è stato fatto oggetto di “pernacchiamento nucleare”, con sonorità proibite.
Raccontava un ufficiale britannico di marina che nel periodo in cui prestava servizio a bordo di un sommergibile a propulsione nucleare non poteva recarsi nei fine settimana nella sua casa di campagna, perché il fondo naturale dovuto alle emissioni di radon lo contaminava ad un livello tale da fare scattare tutti i sistemi d’allarme di bordo, con il rischio di venire radiato dall’incarico per il superamento dei valori
In particolare Il reattore RBMK ha un coefficiente di vuoto pericolosamente positivo, questo significa che le bolle di vapore, che si formano nell'acqua usata come refrigerante, incrementano la reazione nucleare in modo incontrollato. Ancora peggio, alle basse potenze, il coefficiente positivo non è compensato da altri fattori, rendendo il reattore instabile e pericoloso in tali condizioni.
Il reattore RBMK presenta un difetto nelle barre di controllo. Normalmente inserendo le barre di controllo in reattore nucleare si riduce la reazione. Nel reattore RBMK le barre di controllo terminano con gli estensori (la parte finale lunga circa 1 metro) in grafite, mentre la parte funzionale, che riduce la reazione assorbendo neutroni, è in carbonato di boro, per cui significa che quando si inseriscono le barre, gli estensori rimpiazzano l'acqua refrigerante (che assorbe neutroni) con la grafite (che fa da moderatore di neutroni) e quindi inizialmente, per pochi secondi, si ottiene un incremento della reazione. Questo comportamento contro-intuitivo era ignoto agli operatori della centrale. Tale anomalia creò un problema nel 1983 in Lituania con un reattore dello stesso tipo.
Gli operatori commisero diverse violazioni delle procedure, e questo insieme alla scarsa comunicazione tra gli addetti alla sicurezza e gli operatori che dovevano condurre l'esperimento contribuì all'incidente.
Va anche sottolineato che gli operatori disattivarono i sistemi di sicurezza del reattore, che è proibito dai manuali operativi dell'impianto. Secondo il rapporto dell'agosto 1986 della commissione governativa, gli operatori rimossero almeno 204 barre di controllo delle 211 presenti, lasciandone solo 7. Anche questa condizione è vietata dai manuali operativi, che pongono a 15 il numero minimo di barre nel reattore RBMK-1000 in funzione.
Viva l'ignoranza! Che tristezza! Caro Grillo perchè parli di cose che non conosci? Sono un medico che da più di 30 anni si occupa di radioprotezione e ormai non mi arrabbio più di fronte a tale ignoranza, mi pervade solo un senso di grande tristezza. Di tutti gli incidenti che citi, l'unico con conseguenze serie è stato quello di Chernobyl: una centrale obsoleta, costruita con criteri sorpassati e con materiali assolutamente inadeguati, ma eravamo nel paradiso tecnologico comunista! E la gestione era affidata a tecnici incompetenti e dirigenti piazzati ai loro posti esclusivamente per la loro .... fedeltà al partito! Anche la gestione dell'incidente è stata a dir poco criminale: l'importante era soprattutto non far sapere all'estero che la tecnologia rossa aveva fallito. Vediamo cosa dice in merito il Chernobyl Forum (Il Chernobyl Forum è stato un incontro istituzionale promosso dall'IAEA che ha avuto luogo dal 3 al 5 febbraio 2003, a Vienna. Vi hanno partecipato, oltre all'IAEA, altre organizzazioni dell'ONU (FAO, UN-OCHA, UNDP, UNEP, UNSCEAR, OMS), la Banca Mondiale e le autorità della Russia, della Bielorussia e dell'Ucraina. Un secondo incontro si è tenuto il 10 e 11 marzo 2004 e un terzo dal 18 al 20 aprile 2005).
L'incidente fu causato da debolezze nel progetto del reattore RBMK, in particolare alle barre di controllo. Inoltre gli operatori della centrale non erano a conoscenza dei problemi del reattore. I progettisti sapevano che il reattore era pericoloso in certe condizioni, ma nascosero intenzionalmente tale informazione. In aggiunta il personale dell'impianto era composto per la maggior parte da operatori non qualificati per il reattore RBMK: il direttore, V.P. Bryukhanov aveva esperienza di impianti a carbone; anche il capo ingegnere, Nikolai Fomin, proveniva da impianti convenzionali; anche Anatoliy Dyatlov, capo ingegnere dei reattori 3 e 4 aveva solo una limitata esperienza con reattori nucleari.
Caro (nel senso di costoso) Beppe,
qui di balle nucleari ci sono solo le tue.
Se leggi le stesse statistiche che hai letto distrattamente, ti accorgerai che la quota delle fonti fossili aumenta per lo sviluppo impetuoso di paesi che hanno poco nucleare.
Riguardo al resto... sono SOLO TUE OPINIONI maturate sempre per la tua DISATTENTA consultazione delle fonti (scelte PURE ditrattamente).
Lo hai detto; “a Chernobyl è stato un errore umano!” E' proprio questo il problema, non sono le tecnologie, molto spesso, ad essere inaffidabile, é sempre e soltanto LUI: l'UOMO!
... Comunque faccio un esempio concreto; Dalle mie parti un dipendente di un Centro di ricerca e di rigenerazione e stoccaggio di Plutonio radioattivo, camuffato da centro di ricerca generico, decantava, circa un anno fa, l'assoluta affidabilità e sicurezza del centro, tanto é che: "Il nostro Centro per fare un esempio, ha ben tre condotte di approvvigionamento dell'acqua, di modo che in caso di avaria su una condotta ce ne siano sempre due di riserva!". Bene, a questo punto due considerazioni: 1) Se l'avaria su una condotta avviene quando non se ne è ancora riparata un'altra, la sicurezza sarebbe solo legata all'unica condotta ancora funzionante! 2) Se qualcuno con la testa calda e piuttosto arrabbiato, (indubbiamente ce ne sono tanti!) decidesse di fare un bell’attentato in Italia facendo saltare quel tale celato reattore nucleare di questo bellissimo e accogliente centro di ricerca, basterebbero semplicemente tre piccoli detonatori simultanei nel punto giusto! Nota Bene: le suddette condotte idriche (nessuno ci ha pensato!) non sono mica presidiate lungo i chilometri di percorso da un militare, diciamo ogni 50 metri, e anche se lo fossero? Dai retta a me, incominciamo a GUARDARE COME E DOVE NON ABBIAMO MAI GUARDATO! ... Forse abbiamo bisogno solo di un po’ di poesia per vivere e continuare a vivere...accarezzati, magari, dalla brezza marina, con lo sguardo catturato da quella forza prorompente dell’acqua che infiltrandosi, tra gli anfratti della scogliera, si gonfia paurosamente, per poi ritirarsi seducente e ricominciare. Quanta energia in quelle onde! E’ la forza dell’Universo; enorme, infinita e paradossalmente gratuita. Forse è bene CHE SE NE INCOMINCI A PARLARE e dare il ben servito alla nostra classe politica e giù(o su) di lì.
Io sull’energia la penso come questoarticolo: BEPPE GRILLO E L’ENERGIA sul fatto che Grillo o si adegua al sistema lo fanno fuori
http://www.fottilitalia.com/index.php
il sito antitaliano per eccellenza
marcello
Il problema vero secondo me non è dato dalla sicurezza degli impianti. Il rischio di incidente nucleare oggi è talmente basso che lo si potrebbe quantificare in uno ogni mille anni per ogni mille reattori.
Ciò che deve preoccupare è che questi impianti producono scorie radioattive che vanno stoccate in depositi permanenti. E, ad oggi, in realtà ciò che si pone in discussione è la sicurezza nel tempo di tali depositi.
Individuare il sito per la costruzione di un reattore nucleare è poca cosa, in confronto all'individuazione di molteplici siti nel tempo per lo stoccaggio delle scorie.
A ciò aggiungiamo che in Italia, precisamente a Saluggia, abbiamo 230 metri cubi di scorie radiottative attualmente stoccate in depositi che si stanno rapidamente deteriorando e che andranno spostate in altri depositi (soggetti anch'essi a deterioramento), prima che possano filtrare nel Po. I nuovi depositi non sono ancora stati realizzati.
Se pensiamo che i reattori nucleari siano il nostro futuro, dobbiamo pensare che anche le scorie radiottive faranno parte di questo futuro, che se i reattori saranno pochi, le scorie saranno in continuo aumento e con esse il numero dei depositi. E visto che a quanto pare non siamo in grado di gestire le scorie esistenti, mi chiedo come faremo quando le scorie rappresenteranno esse stesse produzione costante. Saremo in grado di individuare siti per costruire maxi depositi permanenti senza deturpare quel poco di paesaggio che ci resta, o penseremo a stoccaggi in terrapieno un pò ovunque, abituandoci a vedere viaggiare le scorie al pari dei pendolari, e ai recinti intorno ai vecchi terrapieni contaminati.
Forse allora ci coglierà la sindrome "non nel mio giardino" e penseremo che era meglio cercare soluzioni energetiche alternative, ma sopratutto abituarsi a un consumo delle risorse che tenga conto che non sono illimitate.
dispiace vedere che sul nucleare c'è ancora troppa
disinformazione.
chi conosce la differenza fra un reattore a coefficiente termico positivo ed uno negativo, fra uno moderato ad acqua leggera o pesante, fra un reattore PWR o BWR, fra uno termico ed uno veloce? solo gli "addetti ai lavori" o chi ha reale interesse a conoscere.
ecco perchè il referendum sul nucleare, il cui esito ha tagliato le gambe all'intero paese, non doveva nemmeno essere proposto, maledetti i verdi e chi stava con loro.
L'energia nucleare E' a tutti gli effetti l'energia più pulita, sicura e, teoricamente, abbondante (considerando anche la fissione veloce e, speriamo, la fusione quanto prima possibile.
L'Italia NON ha rinunciato al nucleare, paga solo quello degli altri. SVEGLIAMOCI.
P:S: i reattori russi del tipo Chernobyl non vengono più ordinati nè prodotti da almeno 40 anni. BASTA con la dietrologia!
Le solite balle di Beppe Grillo!!! La dimostrazione che sono balle è data dal fatto che beppe Grillo non ha realizzato e in seguito brevettato ciò di cui parla.
- Non è sicura.
Gli incidenti legati al petrolio sono molti di più.
http://www.wwf.it/news/20112002_2594.asp
- Non è pulita.
C'è chi pensa il contrario.
http://www.ecolo.org/intro/introit.htm
- Non è economica.
Chiedilo ai francesi che la producono e ce la vendono...
non credo che siano "balle nucleari"...
penso purtroppo che inevitabilmente i nostri figli (forse noi non saremi costretti) dovranno ritornare al nucleare perchè l'energia delle fonti alternative (fotovoltaico, eolico, biomasse ecc.) ci aiuteranno a tamponare l'emergenza ma non sono in grado di soddisfare i futuri GRANDI NUMERI della fame di energia.
Penso però che se avremo il coraggio di investire nello sviluppo di nuove centrali nucleari, pensate e progettate per l'uso civile della produzione di energia e non costruite rattoppando e riconvertendo progetti concepiti per scopi militari, dove la produzione di energia era solo una trascurabile evenienza o addirittura un fastidioso sottoprodotto da eliminare, i pericoli che tanto preoccupano (Three Miles Island, Chernobyl, Superfenix....) possono essere limitati in maniera accettabile.
Mentre scrivo, ascolto le notizie sulla "crisi politica" legata alle forniture del metano siberiano e mi viene in mente la cosa più assurda che stiamo facendo e incentivando in ogni modo: bruciare il metano per far andare milioni di caldaiette per impianti di riscaldamento autonomi...
Lo sapete che già oggi sono disponibili gruppi termici, costituiti da una turbina a gas + scambiatori termici, in grado di fornire un rendimento dell'80-85% complessivo fra energia elettrica e calore disponibile per il riscaldamento, che hanno una potenza di soli 200 Kw termici e 80 Kw elettrici (disponibili per l'autoconsumo o riversabili in rete)?
Questi gruppi termici sono "piccolissimi" se confrontati con le turbine a gas impiegate normalmente dall'industria, e potrebbero essere adottate per tantissimi impianti civili (abitazioni, negozi, mercati, ospedali) che richiedono potenze termiche di quest'ordine di grandezza e potrebbero avere una diffusione incredibile!
link: www.bowmanpower.co.uk ; www.jucker.it
a mio parere la guerra che si fa sul nucleare e'figlia di una malainformazione e del terrorismo mediatico che se ne fa attorno.
prego tutte le persone interessate all'argomento di visitare il sito
http://digilander.libero.it/nucleare
dopo aver visitato tale sito la mia personale idea e' che non bisogna abbandonare il nucleare bensi' metterlo in stand-by convogliando al tempo stesso risorse umane ed economiche sullo studio per lo smaltimento delle scorie.IL NUCLEARE E' UNA GRANDE FONTE DI ENERGIA CHE PUO' ESSERE PULITA,VA STUDIATO NON ABBANDONATO!
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