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L'Odio al vino

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Odio il vino, quello "buono".

Il vino barricato con retrogusto di muschio, il vino degustato non bevuto, il vino tenuto in bocca, il vino fatto respirare.

Questo vino lo odio con tutte le mie forze.

Odio il vino prodotto dai Panerai, Rotschild, con le cantine fatte dai grandi architetti Botta, Weber, Yokonimo, Rikowski.

Cantine arredate, attrezzate a sala congressi, con sopra un Relais Chateaux con 50 camere lusso.

Odio le vigne perfettamente allineate, senza un filo d'erba superfluo.

Odio lo spreco delle bottiglie di vetro, belle, strardinarie, e buttate vie dopo l'uso.

Odio il tappo di silicone.

Odio i grandi intendiori.

Odio tutto ciò che gravita intorno al vino: le riviste, le trasmissioni televisive, i sommelier, gli accessori.

Il vino buono è un'altra cosa.

Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici.

Il vino dai 20 euro in su va odiato.

Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente.
Mi raccomando solo di non farvelo stappare, altrimenti vi applicano un servizio stappo che vi rovina.

5 Giu 2005, 13:45 | Scrivi | Commenti (722) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Odio il vino prodotto dai Panerai, Rotschild, con le cantine fatte dai grandi architetti Botta, Weber, Yokonimo, Rikowski.

comprare mi piace facebook Commentatore certificato 28.09.15 15:59| 
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L'odio non mi appartiene... ma talvolta se ne può venire colpiti per essere, mio malgrado in questo caso, appassionati di qualcosa. Non vedo nulla di male nell'intendersi o no di un argomento, ivi compreso l'argomento vino. Ecco perchè non capisco l'odio per tutto ciò che gravita intorno ad esso. Il resto posso in parte condividerlo, anche se mi sfugge (?) il motivo per il quale non venga citato l'architetto Renzo Piano, che ha progettato una nota cantina per Panerai. Il business che ruota intorno al vino dà fastidio pure a me, come molte altre cose di questo sistema malato e in declino, ma preferisco le analisi precise e documentate alle mitragliate di invettive che hanno l'unico risultato di far sfogare un'eccessiva impulsività. Con immutata stima e simpatia, Ivan (sommelier professionista nato a Savona e che si è fatto un culo quadrato in Italia e all'estero per sapere qualcosa di vino e di ristorazione in generale...)

ivan corocher 29.11.11 21:03| 
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AMO IL VINO
Il vino barricato, degustato e NON BEVUTO, prodotto da Gaja, Frescobaldi ed Incisa della Rocchetta, le vigne perfettamente allineate senza un filo d'erba superfluo, CON UN SOL GRAPPOLO PER PIANTA. NON AMO, invece, il vino del contadino fatto con i piedi ed il Tavernello in brick prodotto da un miscuglio di... 800 uve. VOI continuate a bere Galassi e Tavernello, che a bere quello buono CI PENSO IO!

Lorenzo De Letteriis (degustatore ufficiale), Bari Commentatore certificato 22.11.10 15:46| 
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"Il peggior vino contadino è migliore del miglior vino d'industria" L.Veronelli viva il sommo poeta, viva tutti i viticoltori onesti italiani che fanno il vino con passione e tradizione, viva i piccoli viticoltori cileni che fanno il vino con passione e non potranno mai venderlo in Italia nemmeno a 1 euro al litro, viva chi ha voglia di lavorare e bere e mangiare bene, no alle multinazionali per l'impatto ambientale che creano, no alla globalizazione del cibo e delle bevande bere vino buono per me per lo meno è un bene essenziale e quando mi ubriaco con vino di qualità non ho mal di testa a differenza di chi beve il vino nel cartone, fatto stà viva il vino nel cartone per chi se lo vuole bere io non lo uso nemmeno per fare il sugo della pasta, ma chi lo vuole bere lo beva affari suoi, ma sappia che il cartone con foglia di alluminio e con molto inchiostro sull'etichetta inquina molto più del vetro se non reciclato ovvero abbandonato nell'ambiente o in discarica. Viva Beppe Grillo, ma questa la poteva risparmiare il vino Italiano è il miglior vino al mondo ed importante difenderlo dalla globalizazione.

Andrea Diotallevi 30.03.10 19:27| 
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Signore e Signori Buonasera..l'altro ieri gironzolando per una soleggiata e particolarmente rilassante giornata di Marzo in una stanca e pigra Catania,mi sono imbattuto in una splendida piazza proprio nel cuore del quartiere universitario. In un attimo la mia curiosita' ha preso il sopravvento sulla mia voglia di restare in disparte e in mezzo ad una folla che nemmeno il concerto dei Sonic Youth o dei Marlene Kuntz erano riuciti ad assemblare in quella stessa piazza (ma forse l'Orchestra di Bregovic si!!)mi sono ritrovato invaso da un'energia positiva che mi ha cambiato stato d'animo...Forse,ho pensato,non e' poi cosi' difficile riuscire a sentire questa energia ogni attimo della propria vita...basta volerlo,basterebbe che i sorrisi stampati sui visi di tutta quella gente (e nel frattempo anche nel mio)trovassreo piu' spazio nei palinsesti di quei media(...e quali non?) che sembrano non facciano altro che cercare in ogni modo di mettere ansia,pressione,angoscia,deviazione...paranoia insomma! Beh certo...non sara'facile parlare di certi fatti col sorriso...non sara' facile vedere certe facce pensando che il nostro futuro e' nelle loro mani e sorridere...ma ieri ho capito che l'ironia e' un'arma molto affilata e che certe giornate possono durare anche una vita!!! A proposito,Signore e Signori,avete spento i vostri televisori?

Antonio V. Commentatore certificato 01.04.08 15:36| 
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Il vino.
Se ne parla, se ne discute, ci si riempie la bocca di parole, si riempie quel mondo di lustrini inutili.
Ma davvero sappiamo come si fa, cosa c'è dietro alla produzione, quello che viene messo dentro la bottiglia e come ci viene messo e attraverso quali procedimenti?
Difficile trovare queste informazioni, molto più facile il solito impomatato venditore di luoghi comuni, la persona smielata che insegna come degustarlo, come tenerlo in bocca, quale status simbol modaiolo deve seguire, quali sono le bottiglie in...
Abbiamo perso le radici, dimentichiamo che il vino è un alimento ed un piacere a tavola che deve accompagnare i pasti, si parla di vini da meditazione, ma che minchia vuole dire? Sarà piacevole per persone del nuovo mondo bere vino alle 4 del pomeriggio o la sera dopo cena, ma gustato e bevuto in quel modo, mi rimanda ai barbari, a persone danarose che stappano una bottiglia da cento euro per merenda, che senso ha?
Ma aldilà di questo, sarebbe molto interessante sapere e conoscere cosa si trova alla radice del prodotto, a come vengono accuditi i vigneti, come arriva e viene trasformata l'uva in cantina, quali sono le aggiunte, le tecniche, quelle vere, per vinificare.
Perchè non viene detto questo?

dante pirillo 09.01.08 14:16| 
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Aggiungo anche un dato....tra i vini australiani ve ne sono molti (cito ad esempio il Penfolds Grange) che costano, franco enoteca, intorno ai 300 €. Buttiamo via anche quelli?

Giuliano Lemme Commentatore certificato 03.09.07 14:48| 
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Perchè odiare un vino sopra i 20 euro? Perchè non poter pagare, se si vuole, 400 euro per una bottiglia (che in molti casi li vale tutti)? Perchè molte volte chi è di sinistra (e lo sono anche io) odia il piacere, considerandolo, come la chiesa cattolica, figlio del peccato?

Giuliano Lemme 03.09.07 12:34| 
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Perchè odiare un vino sopra i 20 euro? Perchè non poter pagare, se si vuole, 400 euro per una bottiglia (che in molti case li vale tutti)? Perchè molte volte chi è di sinistra (e lo sono anche io) odia il piacere, considerandolo, cioem la chiesa cattolica, figlio del peccato?

Giuliano Lemme 03.09.07 12:33| 
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Continuo il messaggio precedente...

Un bel giorno il vinaio (l'uomo che fa il vino) si sveglia con un'idea, ho voglia di creare un vino che susciti delle emozioni particolari, lo voglio rosso, fruttato, vellutato, floreale, che sappia di vaniglia, insomma sta per creare qualcosa che gli viene dal cuore ,dalla passione e dall'esperienza. Sceglie l'uva, la semina, la raccoglie è sa quando è il momento giusto, l'assaggia ogni giorno, vuole il meglio! Vendemmia e mette il mosto nella botte che ha scelto. Fermenta, è vivo. Lo cura come un bambino. Lo crea ma è ancora un novello, decide di farlo riposare un po in botte, lo cura, lo travasa, lo assaggia. Gli piace ma non è cio che voleva, lo pastorizza e lo affina altri anni in bottiglia, secondo la sua tradizione, in una cantina buia ma curata, nei minimi particolari, maniacalmente. Sta creando il suo vino, unico! E' il momento, stappa la prima bottiglia insieme ai suoi più cari amici, alla sua famiglia, è proprio una bella riunione. Una volta si chiamava simposio! Il vino fa anche questo. Era proprio quello che desiderava, il suo vino si potrebbe descrivere anche con colori, con suoni, con odori richiamati dal profondo delle nostre esperienze. Questo vino odora di antico ma anche di qualcosa di nuovo, come la frutta, mi ricorda quando ero piccolo. Mi ricorda anche le bacche rosse, le ciliege, le more, che sensualità. Ma non c'è nulla di tutto questo. Eppure tutto questo è racchiuso in quella bottiglia. Peccato bere questo vino!!! NON BEVETELO!! DEGUSTATELO! Immaginate di leggere una poesia velocemente, senza dare la giusta intonazione! Che senso ha!??? Forse quel poeta voleva dirci qualcos'altro?! W il vino, w l'arte e con essa vivano le emozioni. Siate più sensibili e meno superficiali, più romantici! Peppe ma è possibile che un critico come te sia cosi refrattario? Ciao a tutti e scusate se non mi esprimo chiaramente, ma cio che dico mi viene dal cuore!

Gianluca Sciacca 20.05.07 12:16| 
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Continuo il messaggio precedente...

Un bel giorno il vinaio (l'uomo che fa il vino) si sveglia con un'idea, ho voglia di creare un vino che susciti delle emozioni particolari, lo voglio rosso, fruttato, vellutato, floreale, che sappia di vaniglia, insomma sta per creare qualcosa che gli viene dal cuore ,dalla passione e dall'esperienza. Sceglie l'uva, la semina, la raccoglie è sa quando è il momento giusto, l'assaggia ogni giorno, vuole il meglio! Vendemmia e mette il mosto nella botte che ha scelto. Fermenta, è vivo. Lo cura come un bambino. Lo crea ma è ancora un novello, decide di farlo riposare un po in botte, lo cura, lo travasa, lo assaggia. Gli piace ma non è cio che voleva, lo pastorizza e lo affina altri anni in bottiglia, secondo la sua tradizione, in una cantina buia ma curata, nei minimi particolari, maniacalmente. Sta creando il suo vino, unico! E' il momento, stappa la prima bottiglia insieme ai suoi più cari amici, alla sua famiglia, è proprio una bella riunione. Una volta si chiamava simposio! Il vino fa anche questo. Era proprio quello che desiderava, il suo vino si potrebbe descrivere anche con colori, con suoni, con odori richiamati dal profondo delle nostre esperienze. Questo vino odora di antico ma anche di qualcosa di nuovo, come la frutta, mi ricorda quando ero piccolo. Mi ricorda anche le bacche rosse, le ciliege, le more, che sensualità. Ma non c'è nulla di tutto questo. Eppure tutto questo è racchiuso in quella bottiglia. Peccato bere questo vino!!! NON BEVETELO!! DEGUSTATELO! Immaginate di leggere una poesia velocemente, senza dare la giusta intonazione! Che senso ha!??? Forse quel poeta voleva dirci qualcos'altro?! W il vino, w l'arte e con essa vivano le emozioni. Siate più sensibili e meno superficiali, più romantici! Peppe ma è possibile che un critico come te sia cosi refrattario? Ciao a tutti e scusate se non mi esprimo chiaramente, ma cio che dico mi viene dal cuore!

Gianluca Sciacca 20.05.07 12:13| 
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continuazione del mio messaggio precedente.

Prendiamo in considerazione un quadro singolare nel suo genere che potrebbe suscitare pareri contrapposti. La Guernica di Pablo Picasso. Qualcuno potrebbe dire che è solo confusione, qualcuno potrebbe apprezzarlo collocandolo in un momento storico che lo rappresenta ed esso rappresenta quel momento. ecc ecc ecc. Ma quel quadro, che valore poteva avere realmente al suo esordio, alla sua apparizione? Un valore scarso. e adesso dopo diversi anni quale valore ha la Guernica? Inimmaginabile. Cosa le ha attribuito questo valore in questo periodo? Analizzate questo sotto il punto di vista del vino....

Gianluca Sciacca 19.05.07 17:40| 
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Credo, caro Peppino, prima di odiare il vino che tu citi come sofisticato, dovresti odiare altre bevande veramente e lo sottolineo veramente dannose quali la Coca Cola e altre bevande del genere che di naturale non hanno nulla. Per esempio, sai che la cocacola contribuisce nelle donne ad aggravare l'osseoporosi? Inoltre in commercio ci sono migliaia di vini per tutti i gusti, puoi anche rivolgerti ad un contadino se preferisci il vino genuino. Ma è bene che tu sappia che per conferire al vino certe qualità sia organolettiche sia igieniche, bisogna sofisticarlo. La sofisticazione di un vino deve rispettare alcuni parametri che si prendono in considerazione secondo cio che si vuole ottenere dalla sua produzione. La sofisticazione di un vino è per me studio, scienza, arte, tradizione, se rispetta parametri qualitativi. Altrimenti si parla di quantità, ed ecco dove casca l'asino! Questo non vuol dire che chi spende 100euro per una bottiglia avrà meno danni al fegato di chi spende 5 euro per un'altra. Partiamo dal presupposto che in qualunque dose, anche minima, l'alcool danneggia le cellule, (discussione a parte per il metanolo) quindi in ogni caso il vino va bevuto con parsimonia. Ma dato che si parla di arte e di tradizione, è bene prima di spendere 100 euro per una bottiglia di vino chiedersi se si ha la sensibilità per apprezzarlo, altrimenti non vi è differenza con quello di 5 euro. E' come mettere un bambino completamente ignorante d'avanti un caravaggio o un picasso e gli si chieda di apprezzarne le qualità. Immagino che quel bambino apprezzi di più un fumetto o un giochino della play station bello colorato. Una differenza abissale, non credi? Da una parte troviamo una tecnica unica, inequivocabile, accademica, che suscita delle forti emozioni. Dall'altra parte vi è un prodotto semplice, riprodotto in milioni di copie che deve andare bene a tutti. Mi piace fare il paragone del pittore e del produttore di vino perchè trovo diverse analogie.

Gianluca Sciacca 19.05.07 17:27| 
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I produttori di vino cosidetto DOC dovrebbero rispondere sinceramente ad una sola domanda:
" quanti quintali realmente di uva produce un ettaro del loro vigneto?"
"Quanti ne consente il disciplianare da loro accettato e non imposto ?"
"Che fine fa il vino in eccesso?"
Rispondere con sincerità.
Attendo risposte che poi riscontreremo la veridicità nel vigneto in prossimità della vendemmia

LORIS DELLA MORA 13.05.07 10:24| 
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Volevo sapere se qualcuno sa rispondere alla mia domanda:
Da come ho capito io fra un po (dal 01/04/07) non si potra' piu' vendere il "tocai" (ottimo vino bianco prodotto in friuli)con questo nome ,allora i produttori hanno chiesto alla comunita' europea e fatto ricorso al tar per poterlo chiamare "friulano" pero' oggi 01/03/2007 ho sentito per radio che la proposta non e' stata accettata. Adesso volevo sapere cosa sucedera'? Ovvimente non si puo' piu' chiamarlo "tocai" perche' la piantina originale di vite che produce questo vino viene da altri paesi(da come ho capito io).
se qualcuno ha capito qualcosa e sa di preciso tutta la storia me lo dica a me e a beppe grillo.

ISI FASAN 01.03.07 16:11| 
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Da come parli si vede che di vino non capisci molto. Non sai perchè le viti sono allineate e perfettamente pulite, dietro c'è un motivo tecnico. Non conosci le problematiche legate al tappo, sucghero o silicone che sia. Non conosci l'evoluzione del gusto del settore vinicolo. Sei una delusione, non hai rispetto per chi lavora tutti i giorni le vigne e si spacca la schiena per dare da bere a te, che non capisci nulla, un buon vino . Ti suggerisco più rispetto per le persone che lavorano.

Francisco morales 01.02.07 14:14| 
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Secondo me non capisci una sega!

giacomo signorini 31.01.07 20:48| 
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Il vino californiano non e' poi cosi' buono Beppe... anzi a dire il vero non ha nulla a che vedere con i nostri vini... meglio bere del buon vino italiano doc.

Massimo Lotto 22.01.07 21:35| 
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SCUSA BEPPE DIMENTICAVO UN COSA:
SAI COME HA FATTO MIO PADRE A SUPERARE LA CRISI DEL METANOLO, PIU' DI VENT'ANNI FA, IN ITALIA, CHE HA PURTROPPO UCCISO 26 PERSONE? HA CONTINUATO A VENDERE "VINO BUONO"!!!!! RICORDATI CHE IL VINO CONTENETE IL FAMIGERATO METANOLO ERA QUELLO PRODOTTO DA UNA TRENTINA DI AZIENDE, CHE SI CONCENTRARONO SULLA QUANTITA' E NON SULLA QUALITA'! NEL 1986 ESISTAVANO SOLO POCHI PRODUTTORI DI VINO CHE SI POTEVANO CONSIDERARE DI PRESTIGIO. GUARDACASO, ANCORA TUTTI ESISTENTE, FORSE PRODUCONO VINI UN PO COSTOSI, MA DI SICURO CON LORO NON RISCHI DI MORIRE!!!! ALLORA, ATTENTO ALLE CANTINE SOCIALI (HAI PRESENTE IL METANOLO?), MA ANCOR DI PIU' ATTENTO AL CILE, ALL'AUSTRALIA, ALLA CALIFORNIA; LO SAPEVI CHE ALCUNI TRA I VINI PIU' COSTOSI AL MONDO , PROVENGONO PROPRIO DA QUESTI PAESI? ANCHE NOI ABBIAMO VINI INTORNO AI 4/6 €, COME LORO, MA LA QUALITA' E' DAVVERO POCA, COME LA LORO! NOI ABBIAMO LA TRADIZIONE, ABBIAMO I VITIGNI AUTOCTONI(VARIETA' DI UVE NATE IN UNA DETERMINATA REGIONE E DA SEMPRE COLTIVATE CON PASSIONE), GUARDA COSA PROVIENE DA STATI UNITI, AUSTRALIA, CILE, SUD AFRICA, NUOVA ZELANDA ETC.ETC. IL 90% DELLA PRODUZIONE E' CABERNET SAUVIGNON, MERLOT, CHARDONNAY E SAUVIGNON... TI RICORDANO NIENTE QUESTI NOMI? FORSE LA FRANCIA? ESATTO, CARO BEPPE, QUESTI STATI IMPORTANO DA SEMPRE I CLONI E LE BARBATELLE DALLA FRANCIA, STUDIANO I TERRENI, CRESCONO LE VIGNE ED IL GIOCO E' FATTO: PRODUZIONI INDUSTRIALI DI VINO CON L'AGGIUNTA DI 50/60 COMPONENTI CHIMICI DALLA COLTIVAZIONE ALL'IMBOTTIGLIAMENTO. E' DAVVERO QUESTO CHE VUOI COSIGLIARE AI TUOI AFFEZIONATI LETTORI? SAI QUAL'E' UNA DELLE AZIENDE CHE PRODUCONO PIU' VINO AL MONDO? E' UN'AZIENDA AUSTRALIANA, DI PROPRIETA' UDITE UDITE DELLA PHILIP MORRIS!!! BUSINESS IS BUSINESS.
ALLORA BEPPE, VUOI METERE UN BUON CHIANTI DOCG (SANGIOVESE), UN TAURASI (AGLIANICO), UN BAROLO (NEBBIOLO). QUESTA E' LA NOSTRA TERRA, NON ODIARLA! IL VETRO? CON LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, IL VETRO SI RICICLA, IL TETRAPACK NO!CON AFFETTO S.

Stefano Pirro 14.01.07 18:55| 
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CARO BEPPE, L'ODIO E' UN SENTIMENTO TROPPO FORTE E SINCERO, NON TROVI CHE FORSE SAREBBE IL CASO DI UTILIZZARLO PER ALTRI ARGOMENTI? COSA TI HA FATTO DI MALE IL VINO? MA SOPRATTUTTO, COSA TI HANNO FATTO DI MALE GLI OLTRE 2.000.000 DI CITTADINI E ONESTI LAVORATORI ITALIANI CHE GRAVITANO ATTORNO AL SETTORE ENOGASTRONOMICO? LIBERO ARBITRIO, CARO BEPPE! IO (SEMPRE PER IL LIBERO ARBITRIO) CONTINUERO' A SEGUIRTI CON AMMIRAZIONE, CONTINUERO' A VENIRE AI TUOI SPETTACOLI. CHISSA' SE GLI ALTRI 1.999.999 PERSONE LA PENSANO COME ME? SO CHE SEI UNA PERONA SINCERA, MA VOGLIO DIRTI UNA COSA: MIO PADRE HA INIZIATO A VENDERE VINO NEGLI ANNI SESSANTA, QUANDO SI VENDEVA ANCORA NELLE DAMIGIANE, E' ANDATO IN PENSIONE TRE ANNI FA! HA MANTENUTO UNA FAMIGLIA, CRESCIUTO DUE FIGLI E, DOPO QUARANT'ANNI DI SACRIFICI, ADESSO VIVE SERENO, CON UN PICCOLO MA MODESTO APPARTAMENTO ED UNA UTILITARIA DA DODICIMILA EURO. LUI NON HA MAI VISTO CANTINE SUPERLUSSO, CON CINQUANTA CAMERE SUPERLUSSO. IO , GRAZIE A MIO PADRE E AL SUO SUDORE, FACCIO LO STESSO LAVORO. VENDO VINI CHE VARIANO DAI 2.00 € AI 5.000 € A BOTTIGLIA. COSA C'E' DI MALE? SONO DA POCO SPOSATO, STO METTENDO SU FAMIGLIA, ONESTAMENTE, SONO SOMMELIER PROFESSIONISTA, PER QUESTO ODI ANCHE ME? ODI MIO PADRE? ODIERAI FORSE MIO FIGLIO, SE UN GIORNO VORRA' PROSEGUIRE LE ORME DEI SUOI PREDECESSORI? IO NON TI ODIO... HAI IL DIRITTO DI SPENDERE 1.00 EURO, SE VUOI, MA SE POI IL TUO VICINO DI CASA NE SPENDE 50.00, TI PREGO, NON ODIARLO.
A PRESTO
STEFANO

Stefano Pirro 14.01.07 18:14| 
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IL vino delle Cantine sociali è spesso eccezionale (ma bisogna cercare bene), costa poco, e non ci costringe al supermarket o alle cagate d'oltreoceano. Gambe spalle e in cerca del Soave a Soave, del Bardolino a Bardolino e di tutti i vini nel loro luogo d'origine...

Piero Pasini 07.01.07 14:13| 
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Invito ufficiale per bere il clinton (quello vero, poichè esistono varie mistificazioni) a casa mia.


Odio il tappo si silicone e quelli che lo usano gli americani vi propinano tutto...w il sughero e le querce da sughero in spagna sardegna portogallo...il silicone viene usato solo per il suo basso costo...0,02 centesimi di euro , ma sapete quanto lavoro e serietà dietro un tappi di sughero

andrea C 12.12.06 18:35| 
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da qualche anno sto assaggiando più spesso i vini di altre regioni vinicole del mondo e non ne sono più tanto sicuro. Il vino in molti Paesi oltremare ed oltreoceano non gode di tutele, regole e controlli, ma è un prodotto agricolo come un altro e proprio laggiù c’è piena libertà di sperimentazione di tutto ciò del quale oggi abbiamo almeno timore, se non paura. Quando va bene si tratta di assemblaggi e miscele senza costrutto, ma se pensiamo anche a fitofarmaci, antiparassitari, viti transgeniche, lieviti biomodificati e sostanze chimiche in vinificazione... allora si suda freddo, perché già oggi sono in vendita prodotti del genere senza nessuna specifica dichiarazione in etichetta.

È vero che i migliori vini californiani, australiani, cileni e via dicendo sono degli ottimi vini. Quando si parla di grandi marche che competono sul piano della tradizione e della qualità, spesso i risultati sono sorprendenti, qualche volta bagnano il naso ai cugini galletti d’oltralpe ed onestamente anche a noi in quelle prove d’assaggio alla cieca, dove i bicchieri e le bottiglie sono contraddistinte solo dai numeri e non si conoscono quindi la provenienza e il produttore.

Ma accanto a questi vini di alta qualità sono già in vendita anche i vini di largo consumo, quelli che hanno in genere prezzi più bassi, confezioni più spoglie, vie promozionali facilitate e condizioni di pagamento allettanti, attraverso alcuni ipermercati. Sono vini ottenuti con interventi tecnologici massicci in allevamento e nel processo di vinificazione e assemblaggio, con l’aggiunta di chips, concentratori, stabilizzatori, zucchero, glicerina e quant’altro e tutto perfettamente in regola con le legislazioni dei Paesi d’origine.

Assaggiandoli, si avverte subito che il vino è senza personalità. I profumi non sono intensi e variegati, il gusto è troppo morbido, troppo rotondo, senza emozioni, piatto. La costruzione fatta in laboratorio di un prodotto commerciale è davvero evidente, ma solo per i palati più fini e preparati, che non ci ricascano una seconda volta. Il novanta per cento della popolazione però compra solo sulla base del prezzo e della novità di un vino che viene da molto lontano e stimola perciò la curiosità del mercato. Dov’è la certezza che questi vini siano stati prodotti con le necessarie norme di cautela obbligatorie nei paesi della Comunità Europea? Chi ci assicura che le viti non siano transgeniche e le sostanze chimiche non siano tossiche? Qualcuno può mettere la mano sul fuoco a proposito dei controlli nelle regioni d’origine africane o sudamericane?

Dopo il vino al metanolo che fece numerose vittime circa vent’anni fa, in Italia si sta più attenti, ma l’allargamento a tanti nuovi Paesi della Comunità Europea e le differenze consistenti tra le legislazioni dei singoli Stati europei in materia di importazione extracomunitaria, con la libera circolazione delle merci ormai affermata nel vecchio continente un po' di timori me li fanno venire. A questi timori non so davvero chi sia in grado di rispondere e il consumatore deve essere pure tutelato da qualcuno. Un’autorità super partes del vino ancora manca, sia in Europa che in Italia.

Mauro Amati 13.10.06 02:56| 
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VUOI CONFRONTARE I VINI DEI SUPERMERCATI CON I NOSTRI?FIFLETTI DA SOLO.

SALVATORE MASTROENI 15.02.06 02:29| 
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VATTI A BERE IL VINO DEI SUPERMERCATI.

SALVATORE MASTROENI 15.02.06 02:26| 
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VATTI A BERE IL VINO DEI SUPERMERCATI E NON ROMPERE.

SALVATORE MASTROENI 15.02.06 02:26| 
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caro marco gilles sono perfettamente d'accordo con te,vedrai che fra altri due giorni se continuano cosi si berranno pure l'acua piovana nelle bottiglie provenienti dall'estero.ancora non hanno capito un c....... in italia,l'italia è il primo paese a livello mondiale sulla qualita' del vino,poi guarda pure quell altro che mi dice che nell'ipermercato c'è il vino buono e costa 1.60.ma quello che ha detto questo si deve mettere una maschera.fatelo voi il vino buono e vediamo quanto vi costa se siete tutti cosi bravi,vi metto a disposizione pure la cantina e vediamo se riuscite a far bel vino buono in bottiglia a meno di 4 euro.tutte quelle persone che favoriscono il mercato internazionale per me possono sprofondare nel vuoto.in italia come il vino come tutto il resto riguardo gli alimentari abbiamo dei prodotti genuini,che non fanno male all'uomo.il problema non è il vino o i prodotti italiani(i migliori del mondo)il problema è che I POLITICI si sono fregati milioni e milioni di miliardi e l'economia si è fermata.ma voi pensate quante famiglie avrebbero potuto vivere?in italia l'economia si è fermata e se non se ne andra' QUELLA BELLA FACCIA CHE ABBIAMO PER ORA COME PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ce ne possiamo andare a dormire sotto i ponti.avete capito?????????per me il primo LUI va IMPIC!!!!!!

salvatore mastroeni 15.02.06 02:18| 
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caro marco gilles sono perfettamente d'accordo con te,vedrai che fra altri due giorni se continuano cosi si berranno pure l'acua piovana nelle bottiglie provenienti dall'estero.ancora non hanno capito un c....... in italia,l'italia è il primo paese a livello mondiale sulla qualita' del vino,poi guarda pure quell altro che mi dice che nell'ipermercato c'è il vino buono e costa 1.60.ma quello che ha detto questo si deve mettere una maschera.fatelo voi il vino buono e vediamo quanto vi costa se siete tutti cosi bravi,vi metto a disposizione pure la cantina e vediamo se riuscite a far bel vino buono in bottiglia a meno di 4 euro.tutte quelle persone che favoriscono il mercato internazionale per me possono sprofondare nel vuoto.in italia come il vino come tutto il resto riguardo gli alimentari abbiamo dei prodotti genuini,che non fanno male all'uomo.il problema non è il vino o i prodotti italiani(i migliori del mondo)il problema è che I POLITICI DI DESTRA si sono fregati milioni e milioni di miliardi e l'economia si è fermata.ma voi pensate quante famiglie avrebbero potuto vivere?in italia l'economia si è fermata e se non se ne andra' QUELLA BELLA FACCIA CHE ABBIAMO PER ORA COME PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ce ne possiamo andare a dormire sotto i ponti.avete capito?????????per me il primo LUI va IMPIC!!!!!!

salvatore mastroeni 15.02.06 02:18| 
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caro marco gilles sono perfettamente d'accordo con te,vedrai che fra altri due giorni se continuano cosi si berranno pure l'acua piovana nelle bottiglie provenienti dall'estero.ancora non hanno capito un c....... in italia,l'italia è il primo paese a livello mondiale sulla qualita' del vino,poi guarda pure quell altro che mi dice che nell'ipermercato c'è il vino buono e costa 1.60.ma quello che ha detto questo si deve mettere una maschera.fatelo voi il vino buono e vediamo quanto vi costa se siete tutti cosi bravi,vi metto a disposizione pure la cantina e vediamo se riuscite a far bel vino buono in bottiglia a meno di 4 euro.tutte quelle persone che favoriscono il mercato internazionale per me possono sprofondare nel vuoto.in italia come il vino come tutto il resto riguardo gli alimentari abbiamo dei prodotti genuini,che non fanno male all'uomo.il problema non è il vino o i prodotti italiani(i migliori del mondo)il problema è che berlusconi e tutti quelli sotto di lui si sono fregati milioni e milioni di miliardi e l'economia si è fermata.ma voi pensate quante famiglie avrebbero potuto vivere?in italia l'economia si è fermata e se non se ne andra' berlusconi ce ne possiamo andare a dormire sotto i ponti.avete capito?????????per me il primo berlusconi va IMPIC!!!!!!

salvatore mastroeni 15.02.06 02:14| 
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Salve a tutti e anche a te' Beppe che ci piaci tanto anche se a volte esageri... come a proposito del caro vino.
A dire il vero di vino io un po' me ne intendo a causa del mio lavoro in U.K. e anche se sono in parte d'accordo con voi (spesso vini sotto i 20 euro sono veramente buoni ), quasi sempre vini sopra i 100 euro sono davvero eccezionali.
Il prezzo pagato( negozi o fornitori) ha spesso a che fare con numero di bottile prodotte, margine di guadagno, costo manodopera e periodo di invecchiamento...
Quello che poi si paga al ristorante e' un altra cosa.
Inoltre vorrei fare presente che la maggioranza dei vini economici dal nuovo mondo e' costituita da vini "costruiti" per piacere a un consumatore meno sofisticato! Io personalmente trovo questi vini troppo pronunciati spesso con acidita' sbilanciata. Si ha l'impressione che vengano lasciati con frutta/segatura in sospensione.( a volte lo fanno davvero visto che regolamentazioni laggiu' ne hanno poche)
I tecnicismi etc. sono a portata di tutti nel web.
Direi alla fine che visto la presenza di vino buono in tutte le fasce di prezzo, spendete quello che vi pare ma non giudicate chi spende una fortuna in vino che forse in qualche caso ne sa' piu' di voi.
D'altra parte non si puo' essere un "genio" in tutto, o no?
flavio carenzi

ps il vino rumeno l'ho bevuto anchio ma il mio non era buono per niente

flavio carenzi 17.01.06 14:45| 
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Salve a tutti e anche a te' Beppe che ci piaci tanto anche se a volte esageri... come a proposito del caro vino.
A dire il vero di vino io un po' me ne intendo a causa del mio lavoro in U.K. e anche se sono in parte d'accordo con voi (spesso vini sotto i 20 euro sono veramente buoni ), quasi sempre vini sopra i 100 euro sono davvero eccezionali.
Il prezzo pagato( negozi o fornitori) ha spesso a che fare con numero di bottile prodotte, margine di guadagno, costo manodopera e periodo di invecchiamento...
Quello che poi si paga al ristorante e' un altra cosa.
Inoltre vorrei fare presente che la maggioranza dei vini economici dal nuovo mondo e' costituita da vini "costruiti" per piacere a un consumatore meno sofisticato! Io personalmente trovo questi vini troppo pronunciati spesso con acidita' sbilanciata. Si ha l'impressione che vengano lasciati con frutta/segatura in sospensione.( a volte lo fanno davvero visto che regolamentazioni laggiu' ne hanno poche)
I tecnicismi etc. sono a portata di tutti nel web.
Direi alla fine che visto la presenza di vino buono in tutte le fasce di prezzo, spendete quello che vi pare ma non giudicate chi spende una fortuna in vino che forse in qualche caso ne sa' piu' di voi.
D'altra parte non si puo' essere un "genio" in tutto, o no?
flavio carenzi

flavio carenzi 17.01.06 14:44| 
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(segue)
Sono trentina e spesso mi sento isolata dalle questioni nazionali a causa dell’Autonomia di cui gode la mia Regione, ma in cuor mio non è così: mi sento italiana, adoro il mio paese e soffro molto vedendo come stanno le cose. Vorrei inoltre sottolineare che le uniche tessere che rinnovo ogni anno sono quelle dell’AIS e dell’ ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino) , per cui niente Partiti e niente Sindacati…
Penso a tutti coloro – non lombardi e/o non padani – che hanno letto quest’articolo: sommeliers italiani che operano nel settore o semplicemente appassionati di enogastronomia: sicuramente non sono l’unica ad essere rimasta colpita dall’ennesimo affronto di politicanti che ahimè occupano pure ruoli istituzionalmente importanti.
Scusate lo sfogo ma a ragion di logica e di cuore non mi sento pienamente convinta di rinnovare anche quest’anno la mia adesione all’AIS finchè la Redazione non riponderà a questa mia lettera.
A mio avviso andava censurato il suo intervento dato che in Italia si assiste a punizioni e censure ad ogni braccio alzato, satira politica e via dicendo… e comunque ha il sapore di falso ideologico.
Non pretendo delle scuse, sebbene ci starebbero bene, ma una semplice giustificazione, e se dovessi essere radiata dall’Albo Nazionale per questa insubordinazione ne sarei fiera.
Salute!

ANNA PANCHERI 11.01.06 14:05| 
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Beppe e Amici di Beppe, vi propongo la lettera che ho spedito alla Redazione della rivista "Il Sommelier Italiano". Vorrei che mi diceste la vostra in merito. Grazie!
Leggendo l’ultimo numero de “Il Sommelier Italiano”, rivista che ricevo poiché membro dell’AIS Associazione Italiana Sommelier), rimango per l’ennesima volta turbata nel leggere l’intervento del Vicepresidente della Regione Lombardia, nonché Assessore Regionale all’Agricoltura Viviana Beccalossi nell’articolo “Al Circolo della Stampa il Premio Viniplus 2005” (pp.20 e 21) che recita: “L’appuntamento di quest’anno è ancora più importante perché abbiamo deciso di giocare in casa. Facendo un parallelo con la stretta attualità, il riferimento corre alla recente approvazione della devolution, potremmo dire che con la giornata di oggi lanciamo il concetto di vino federalista. In estrema sintesi il concetto è chiaro e preciso: vino lombardo per i lombardi.”
Sgomenta ritorno indietro di alcune pagine e leggo il prodigarsi della Delegazione AIS in Giappone per stringere accordi e collaborazioni al fine di promuovere l’enogastronomia italiana… sfoglio altre pagine e ritrovo frasi riecheggianti dal Salone del Vino presso il Lingotto di Torino lo scorso ottobre sull’importanza della salvaguardia dei vitigni autoctoni italiani, la promozione dei vini italiani all’estero, a fronte del pericolo derivante dalla concorrenzialità dei prezzi dei vini del Nuovo Mondo, senza pensare che fra qualche anno dovremo affrontare anche nel comparto vitivinicolo l’entrata della Cina.
Mentre tutti invocano la piena collaborazione ai fini di difendere il Made in Italy c’è chi vuole disgregare l’Italia solo per questioni di stupido orgoglio padano, strumentalizzando ogni questione, senza nemmeno pensare in quale contesto essi stiano parlando e operando.
Sono turbata, offesa e preoccupata: questa non è politica ma senso civico e morale, non voglio fare della retorica anche perché non è né il mio mestiere né la mia indole. (continua

ANNA PANCHERI 11.01.06 14:02| 
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Io non odio il vino anzi ho cominciato da poco ad apprezzarlo. Certo e' che spendere 100 euro per una bottiglia mi sembra una gran caz..ta.
La stappi e sa di tappo che fai? ti spari una bordata sui maroni???
Ci sono delle ottime bottiglie sotto i 10 euro, e molte che non superano i 7.

La soluzione????
Andate in vacanza bevete vini locali, non pretendete un GEWURZTRAMINER quando siete nel Salento.
Comprate direttamente dalle Cantine Sociali.
La scorsa estate in Trentino ho speso 74 euro e mi sono portato a casa 14 bottiglie!!!
Con sommo piacere ho notato che erano tutte menzionate nella guida ALMANACCO DEL BERE BENE(3500 bottiglie sotto gli 8 euro) del Gambero Rosso. Non che la cosa abbia cambiato il mio attengiamento qundo me le stappo :-) .
Trovate qualche dritta su dove compare del buon vino sul mio sito
http://www.ristoroma.net/modules.php?name=Web_Links&l_op=viewlink&cid=12

Cin Cin!!!

Diego Cosenza 11.01.06 12:45| 
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Nell'ultimo numero de "Il Sommelier Italiano" che ricevo poichè socia AIS (Ass.ne Italiana Sommeliers)leggo e riporto intervento Vicepresidente della Regione Lombardia nonchè Assessore all'Agricoltura Viviana Beccalossi: "L’appuntamento di quest’anno è ancora più importante perché abbiamo deciso di giocare in casa. Facendo un parallelo con la stretta attualità, il riferimento corre alla recente approvazione della devolution, potremmo dire che con la giornata di oggi lanciamo il concetto di vino federalista. In estrema sintesi il concetto è chiaro e preciso: vino lombardo per i lombardi."
Mi sento offesa, indignata e preoccupata. Sono italina e adoro il mio paese da cima a fondo. Sono stufa di queste uscite offensive e fuori luogo.

ANNA PANCHERI 11.01.06 12:30| 
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ciao abbasso il vino

marco baluba 28.12.05 20:41| 
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ciao

marco baluba 28.12.05 20:37| 
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Il Patto dello Sciacchetrà

Le ultime dichiarazioni di Fiorani stanno facendo emergere la verità sull’incontro che ha visto il SENATORE LUIGI GRILLO, Gran Maestro dell’operazione di corruzione e appropriazione indebita più sporca dalla fine di Tangentopoli.

L’incontro ha visto la partecipazione di: Fazio, Fiorani, Berlusconi e Grillo. Le dichiarazioni ufficiali vollero far passare l’idea di una difesa delle banche italiane contro l’assalto dei Barbari europei.

In realtà, il Senatore Luigi Grillo, eletto in Liguria nelle fila di Forza Italia, aveva bisogno di tanti soldini per costruirsi la VILLA nella Riviera Ligure (costruita abusivamente nel Parco Naturale delle Cinque Terre e poi condonata); quale sistema migliore per fare ciò se non fregare un po’ di soldi ai correntisti della Banca Popolare di Lodi.

Il sistema a quanto sta dicendo Fiorani era semplice: bastava aprire un conto nella sua Banca, dare l’appoggio politico all’operazione bancaria più sporca della Seconda Repubblica e in cambio ci si ritrovava un bel gruzzoletto sul proprio conto corrente.

Il Senatore Grillo, una delle figure più losche della Politica italiana, ha fiutato subito l’affare e si è lanciato nella strenua difesa della scalata di Fiorani, ovviamente le sue dichiarazioni pubbliche sono state ripagate a suon di MILIONI di euro.

Il problema è che i soldi affluiti nelle tasche di LUIGI GRILLO erano dei correntisti della Banca Popolare di Lodi che sono stati truffati, rapinati e beffati; una persona che ha rubato dei soldi agli italiani dovrebbe stare in GALERA e non in Parlamento in una posizione chiave (Presidente della Commissione Trasporti del Senato).


IL SENATORE LUIGI GRILLO DEVE STARE IN GALERA E NON IN PARLAMENTO !!!!


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Marco Gilles 21.12.05 14:56| 
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Il Patto dello Sciacchetrà

Le ultime dichiarazioni di Fiorani stanno facendo emergere la verità sull’incontro che ha visto il SENATORE LUIGI GRILLO, Gran Maestro dell’operazione di corruzione e appropriazione indebita più sporca dalla fine di Tangentopoli.

L’incontro ha visto la partecipazione di: Fazio, Fiorani, Berlusconi e Grillo. Le dichiarazioni ufficiali vollero far passare l’idea di una difesa delle banche italiane contro l’assalto dei Barbari europei.

In realtà, il Senatore Luigi Grillo, eletto in Liguria nelle fila di Forza Italia, aveva bisogno di tanti soldini per costruirsi la VILLA nella Riviera Ligure (costruita abusivamente nel Parco Naturale delle Cinque Terre e poi condonata); quale sistema migliore per fare ciò se non fregare un po’ di soldi ai correntisti della Banca Popolare di Lodi.

Il sistema a quanto sta dicendo Fiorani era semplice: bastava aprire un conto nella sua Banca, dare l’appoggio politico all’operazione bancaria più sporca della Seconda Repubblica e in cambio ci si ritrovava un bel gruzzoletto sul proprio conto corrente.

Il Senatore Grillo, una delle figure più losche della Politica italiana, ha fiutato subito l’affare e si è lanciato nella strenua difesa della scalata di Fiorani, ovviamente le sue dichiarazioni pubbliche sono state ripagate a suon di MILIONI di euro.

Il problema è che i soldi affluiti nelle tasche di LUIGI GRILLO erano dei correntisti della Banca Popolare di Lodi che sono stati truffati, rapinati e beffati; una persona che ha rubato dei soldi agli italiani dovrebbe stare in GALERA e non in Parlamento in una posizione chiave (Presidente della Commissione Trasporti del Senato).


IL SENATORE LUIGI GRILLO DEVE STARE IN GALERA E NON IN PARLAMENTO !!!!


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Marco Gilles 21.12.05 14:49| 
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Ciao, nn ho la presunzione di convincere nessuno..pero se consideri che spesso i vini da + di 20€ sono lasciati in cantina a maturare per 4-5 e più anni capirai che il prezzo è dato d costi alti e chi produce (come me) deve anche camparci..per me che sono salentno il vino rappresenta una risorsa importante, per me è stata l'alternativa all'emigrazione. Cosa odiare? i vini che, a torto, costano +di 20€ che sono riconoscibilissimi se ci si informa un po e che contrariamente a quanto dici sono molto poco diffusi..Vorrei poi dire la mia sui vini californani, cileni ecc..sapete quanto costa una botte di rovere? noi in italia le usiamo e il risultato è constatabile e oggettivo..forse nn tutti snno che in california (in america in generale) il vino viene fatto invecchiare in fusti di inox con dei trucioli di rovere e viene venduto per vino invecchiato in barrique. oppure che in america è diffusa la pratica dell' aggiunta di zuccheri al mosto per aumentarne il grado alcoolico e poi viene diluito con altre sostnze (pratiche tutte VIETATISSIME in Italia). Perciò nn si puo fare di tutta l'erba un fascio..l'unica cosa sulla quale sono d'accordo è tutto il gran parlare di deusazioni e quelle che qualcuno ha chiamato "seghe mentali" anche se sono, a volte e nei modi corretti, necessarie al fine di migliorare la produzione. Considerate che il vino italiano è il miglior vino al mondo e..un motivo ci sarà!

CArlo Serra del Mito 19.12.05 16:07| 
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Sono giovane, ma da oltre 20 anni vivo nel mondo del vino e lo faccio. Anche io ho la stessa reazione di Beppe nel vedere come è cambiato il settore e l'approccio di chi lo beve beve: anni fa potevo vedere qualche persona intorno ad una bottiglia di vino, bevendolo senza parlarne o al massimo dire:"...buono questo, chi lo fa?". Oggi vedo fare delle lunche seghe mentali intorno ad un bicchiere e posso garantirvi che se lo gustano meno di prima. Non condivido chi fa una cantina come una gioielleria e ritiene di vendere un prodotto senza prezzo, anche 20 euro per una bottiglia sono giustificati molto raramente (forse mai).
Comunque è un lavoro duro e alla lunga quello che da la forza non è il conto in banca che aumenta (e non sempre), ma il pensiero che migliaia di persone bevono e godono del tuo vino. Quindi dobbiamo fare in modo che siano acquistabili ad un prezzo decente, altrimenti resteranno sugli scaffali dei negozzi.
Ultimo appunto sull'informazione (o disinformazione) che orbita (e guadagna) sul mondo del vino: non è diversa da quella che c'è per il resto del nostro paese. Vivendola dall'interno posso garantirvi che molto di quello che si legge è falso soprattutto perchè la stampa è spesso pagata dai produttori invece che dagli utenti. Anche in questo settore sono pochi i giornalisti che hanno il coraggio di fare il loro lavoro.
E'inutile dire che sono tra i pochi produttori a condividere i servizi di Report (Rai 3) sul vino. Non sono certo masochista, ma da buon contadino sono lungimirante e tutto questo rumore sul vino alla lunga stancherà la gente. Il bicchiere di vino deve semplificarci la vita, invece oggi è più facile (ed economico) compilare una denuncia dei redditi che ordinare un vino al ristorante.

Roberto di Filippo 01.12.05 09:10| 
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Caro Beppe, eri partito bene poi ti sei omolgato anche tu .....
"Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi e economici."
La bontà del vino si misura nell'emozione che ci da.
Il vino è una materia viva!
Il vino è l'unico prodotto della natura che si conserva per molto tempo.
Se fatto seriamente è il segno di un territorio, il lavoro dell'uomo e l'espressione del vitigno.
Anche il costo è importante deve essere dignitoso per carità ma attenzione che tutto ha un prezzo e se i vini d'oltreoceano sono economici un motivo c'è.
Magari le prossima volta che ci vediamo beviamo un'ombra assieme e ti faccio capire come si può amare un vino.
Con immutata stima. Giampi che ama il vino buono.

Gianpaolo Giacobbo 23.11.05 18:07| 
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e bravo,
fai bene ad odiare il vino da 20 € in sù
dalle mie parti c'è un ipermercato che vende
Trebbiano, nero d'avola, tocai, castelli romani, e tanti altri vini tutti DOC ad 1,59 €, cioè a poco più di tremila lire!!!!!!
come fanno le enoteche a venderlo così caro!?!?!?


"Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente."

La legge lo consentirà pure, ma è proprio da genovesi.

Marco Rossi 26.10.05 23:45| 
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odio i ristoranti

odio la stoffa ruvida di quei tovaglioli di terz'ordine

odio le file, le attese e le liste per entrare

odio la freneticità dei camerieri

odio la loro scortesia o la loro troppa, falsa cortesia

odio il "porto un antipastino per tutti?"

odio il "per secondo cosa vi porto?"

odio il solo sfiorarmi del pensiero di cosa accade nelle cucine

odio i volti annoiati delle persone ai tavoli accanto

odio osservare i loro silenzi, il loro guardarsi attorno mentre ingoiano pane

odio realizzare che io sto facendo lo stesso

odio aspettare il conto

odio vedere le facce ebeti dei cassieri

odio scoprire che sono il proprietario, la moglie del proprietario, il fighlio del prorpietario

odio contribuire ad arricchire dei porci

odio contribuire ad arricchire dei porci che si sono arricchiti in quanto unica alternativa per gente annoiata, con soldi da spendere ma con poca, troppo poca fantasia.

ciao beppe, non smettiamo di credere di poter cambiare...in meglio si spera,sei grande.

andrea maresca 22.10.05 02:46| 
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Il ministro Alemanno inviterà i produttori di vino a scrivere sulle bottiglie «Il vino è piacere e salute. Bevi con sobrietà».
E se Storace, ministro della Salute, volesse scrivervi «il vino uccide», parafrasando quanto succede col tabacco? «Un calcio nel sedere, ma non lo farà», risponde Alemanno (dichiarazioni rilasciate a San Patrignano, il giorno 3 ottobre 2005, in margine al convegno a titolo "Il vino è una droga?").

Purtroppo in Italia sono milioni le famiglie per le quali il vino non è “piacere e salute”.
Milioni di famiglie che probabilmente si vergognano di essere rappresentate da un ministro come Alemanno, e che, se proprio si dovesse dare un calcio nel sedere a qualcuno, avrebbero idee piuttosto precise sul destinatario prescelto per l'insano gesto.
Il vino uccide, signor ministro, nel nostro paese, nonostante i consumi siano pressochè dimezzati negli ultimi decenni, da solo uccide circa cinquanta volte di più di tutte le droghe illegali messe insieme. Ma non si può dire.
Non stupisce che questa drammatica verità voglia essere nascosta ai cittadini da Alemanno, resosi protagonista già in passato di una vergognosa censura all’informazione scientifica seria sui rischi del bere, quando fece oscurare l'opuscolo predisposto sull'argomento in questione da Istituto Superiore di Sanità e Società Italiana di Alcologia, su dati ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ancora una volta l'informazione scientifica soccombe agli interessi commerciali.

Alessandro Sbarbada 05.10.05 16:42| 
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CARO BEPPE,
NON BISOGNA ODIARE IL VINO, MA CHI APPROFITTA DEL SUDORE ALTRUI PER SPECULARE.
MI PIACEREBBE CHE VENISSI IN VALTELLINA PER TOCCARE CON MANO UNA GRANDE ED "EROICA VITICOLTURA", CHE NON RAPPRESENTA SOLO LA PRODUZIONE DI UVA MA LA MERAVIGLIOSA OPERA DI
SALVAGUARDIA DI UN PAESAGGIO MOLTO ATTINENTE ALLE
5 TERRE.
ADORO LA MIA "VALTELLINA" E INVITO TUTTI A VENIRE A VEDERLA, NON IN AUTO, MA A PIEDI IN MEZZO AI VIGNETI DOVE S'INCONTRANO I VECCHI VIGNAIOLI CHE
LAVORANO E CHE SONO DISPOSTI A SCAMBIARE DUE PAROLE CON I VISITATORI.
PURTROPPO ANCORA OGGI TROPPE PERSONE "USANO" IL
VINO PER "FARE GLI ESPERTI" O PER FAR VEDERE LA
LORO "POSIZIONE SOCIALE", DOBBIAMO TORNARE A
BERE IL VINO CONOSCENDO L'AZIENDA CHE LO PRODUCE
E IL TERRITORIO DA DOVE PROVIENE SOLO COSI' CAPIREMO SE EFFETTIVAMENTE QUEL VINO RAPPRESENTA EFFETTIVAMENTE IL TERRITORIO DOVE E' PRODOTTO. GRAZIE PER LO SPAZIO.
Paolo Bombardieri - Sondrio

paolo bombardieri 30.09.05 14:32| 
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Secondo me il vino, è la bibita più buona e naturale che ci sia in commercio.
Quindi non mi pare giusto criticare la bevanda degli Dei.
Generalmente si dice che il vino fa buon sangue, e che attisa la pistola.
Infatti il vino è un ottima bevanda afrodisiaca, che usata prima di fare l'amore, rende magica la serata.
Comunque no si può dire che il vino faccia male, poichè è un liquido naturale ottenuto dalla fermentazione del mosto, ottenuto dalla pigiatura della uva.
Dalle mie parti usualmente si usa creare un mosto ottenuto dalla pigiatura dei grappoli delle migliori uve.Una volta che il mosto ha raggiunto la fermetazione, si aspetta la prima luna piena per metterci dentro lo spelma del toro. Il tutto viene messo all'interno delle botti di rovere.

Rocco Macrì 28.09.05 19:55| 
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Secondo me il vino, è la bibita più buona e naturale che ci sia in commercio.
Quindi non mi pare giusto criticare la bevanda degli Dei.
Generalmente si dice che il vino fa buon sangue, e che attisa la pistola.
Infatti il vino è un ottima bevanda afrodisiaca, che usata prima di fare l'amore, rende magica la serata.
Comunque no si può dire che il vino faccia male, poichè è un liquido naturale ottenuto dalla fermentazione del mosto, ottenuto dalla pigiatura della uva.
Dalle mie parti usualmente si usa creare un mosto ottenuto dalla pigiatura dei grappoli delle migliori uve.Una volta che il mosto ha raggiunto la fermetazione, si aspetta la prima luna piena per metterci dentro lo sperma del toro. Il tutto viene messo all'interno delle botti di rovere.

Rocco Macrì 28.09.05 19:50| 
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ciao beppe!
l altra sera a codroipo ho lasciato tre bottigllie di vino ai fonici...
te le hanno date?!?!?!!
spero ti sia piaciuto almeno un pochino...
perche lo produco io.e nn e un vino di lusso.
sei un grande.
grazie per questo spazio che avete creato...
finalmente si possono leggere e sapere altre verita!
ciao

gradnik melita 23.09.05 18:00| 
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Perchè l'italiano medio si distingue cosi facilemte per la sua ignoranza ed arroganza, accaparrandosi un argomento senza esserne corretamente informato?
Per Vs. conoscenza in Australia non esiste produttore che impieghi uvaggio geneticamente modificato poichè NON CONCESSO DALLA LEGGE. State confondendo l'acronimo OGM (genetically modified organisms) con Cross-fertilisation System, che non è altro che un antichissimo metodo di Ibridazione Interspecifica. Per capirci meglio, le tecniche di ibridazione sono già note in Italia all'inizio dell'800, per la coltivazione dei broccoli, pomodori ciliegini ed altri ortaggi che ogni giorno vi arrivano in tavola. L'Ibridazione è del tutto naturale e non ha nulla a che vedere con l'OGM!
A parte questo, cari i miei esterofobici, credo proprio che il progresso del resto del mondo vi impaurisca cosi tanto da scatenare critiche e conclusioni affrettate, sintomi emblematici del provincialismo italico.Sono stanca di sentire le solite lagne, sulle importazioni tessili Cinesi o vini "del nuovo mondo" Insomma, nessuno qui cerca di togliere il primato al "made in italy", ma bisogna dare al consumatore l'opportunità di SCEGLIERE, e ostacolare le importazioni dall'estero mi fa pensare ad un EMBARGO.

Beppe, sei stato GRANDE!

Alice Morrison

Alice Morrison 23.09.05 15:43| 
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Salve sono un piccolo rivenditore di vino, Comunque grillo sei troppo bravo a dire le cose e ti ammiro... ti potrei dare ragione su quello che dici del vino ma nn pensi che siano sempre i soliti "media ecc" che stanno essagerando e cosi è una catena che va avanti?

Prova solo pensare in francia come va il vino.

Se noi in italia faremo il proprio lavoro.
contadino
cantiniere
rappresentate
enotecario
privato
i costi diminuirebbero di molto e che ti pare giusto che ci sia una IVA di 20% sul vino? è un alimento nn un bene per poche persone che facciano l'IVA del 40% sulle pellicce che li potrebbero farne a meno ma nn del 20 come le pellicce?

Volette fare delle sane risate vai è andate a vedere il filmato su raiclik di repoter "in vino Verita" e li ne vedi delle belle il ministro che nn sa che denominazione sia il sassicaia (cito la minore)

Comunque e una cosa impressionente questo mondo del vino guardato dall'interno vedere le possibilita di cambiamenti possibili ma noi che stiamo li a guardare.

P.s. scusa se nn ho messo il cognome intero ma nn mi va di far sapere a tutti la mia identità spero che almeno te mi leggerai e ci penserai un po su la mia mail l'hai contattami pure

Ciao a tutti

Andrea Gxxxxx 20.09.05 13:09| 
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Salve sono un piccolo rivenditore di vino, Comunque grillo sei troppo bravo a dire le cose e ti ammiro... ti potrei dare ragione su quello che dici del vino ma nn pensi che siano sempre i soliti "media ecc" che stanno essagerando e cosi è una catena che va avanti?

Prova solo pensare in francia come va il vino.

Se noi in italia faremo il proprio lavoro.
contadino
cantiniere
rappresentate
enotecario
privato
i costi diminuirebbero di molto e che ti pare giusto che ci sia una IVA di 20% sul vino? è un alimento nn un bene per poche persone che facciano l'IVA del 40% sulle pellicce che li potrebbero farne a meno ma nn del 20 come le pellicce?

Volette fare delle sane risate vai è andate a vedere il filmato su raiclik di repoter "in vino Verita" e li ne vedi delle belle il ministro che nn sa che denominazione sia il sassicaia (cito la minore)

Comunque e una cosa impressionente questo mondo del vino guardato dall'interno vedere le possibilita di cambiamenti possibili ma noi che stiamo li a guardare.

P.s. scusa se nn ho messo il cognome intero ma nn mi va di far sapere a tutti la mia identità spero che almeno te mi leggerai e ci penserai un po su la mia mail l'hai contattami pure

Ciao a tutti

Andrea G. 20.09.05 13:08| 
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bhe! che dire..il vino per come la vede mio nonno è buono,e fa sangue, e quando c'è sangue c'è vita..
poche parole buon intenditore..

credo che il settore sia in forte ascesa, e debba essere controllato. esaltando i nostri di vini che sono tra i più buoni al mondo, ma una volta per tutte questo "VINO" deve essere Bevuto con gusto giusto per fà "SANGU".

salvatore urso 15.09.05 00:58| 
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CARO BEPPE, SONO UN TUO GRANDE ESTIMATORE, HO VISTO DIVERSE VOLTE I TUOI SPETTACOLI E TI CONSIDERO UN VERO "MITO".
QUESTO ARTICOLO PERO' TE LO POTEVI VERAMENTE RISPARMIARE, ALMENO IN PARTE.
IL MONDO DEL VINO E' IN PARTE CORROTTO, QUESTO
- E' VERO, PERCHE' QUANDO ENTRANO IN GIOCO INTERESSI ALTISSIMI, COME IN OGNI ALTRO SETTORE,QUALCHE MECCANISMO INIZIA A DIVENTARE LOSCO E POCO TRASPARENTE.
COME LE MODALITA' DI INSERIMENTO DEI VINI SULLE GUIDE E SULLE RIVISTE TANTO PER DIRNE UNA.
- E' VERO CHE GLI EDIFICI DELLE CANTINE SONO SEMPRE PIU' STRAVAGANTI, A VANTAGGIO DEL'OFFERTA ENOTURISTICA MA A DISCAPITO DI QUELLA CULTURA CONTADINA ALLA QUALE BISOGNEREBBE ESSERE ANCORA LEGATI, PERCHE' RINNEGARE LE PROPRIE RADICI E' COME RINNEGARE IL PROPRIO PASSATO E QUINDI SE' STESSI.
- E' VERO CHE IL VINO BUONO, PER QUELLI CHE SI DEFINISCONO INTENDITORI(MAGARI NON SANNO NEMMENO COME E' FATTO UN GRAPPOLO D'UVA) NON E' L'UNICO VINO BUONO, ANZI.......... MAGARI CI SONO VINI DELLA STESSA TIPOLOGIA PIU' "BUONI" A UN PREZZO PIU' CONVENIENTE, QUESTI INTENDITORI SONO, PER LA GRAN PARTE, CORROTTI.
- E' VERO CHE I VINI NEI RISTORANTI HANNO UN PREZZO CHE ESAGERATO E' DIR POCO, QUESTA E' UNA DELLE CAUSE CHE STANNO FACENDO MOLTO MALE AL MONDO DELL'ENOLOGIA.
- PERO' LE VIGNE SONO PERFETTAMENTE ALLINEATE PER AGEVOLARE LA RACCOLTA MECCANICA E ABBATTERE I COSTI DI MANODOPERA, CHE TRA L'ALTRO E' DI DIFFICILE REPERIMENTO.
-PERO' I VIGNETI NON HANNO UN FILO D'ERBA PERCHE' MAGARI IN QUELLA ZONA LE RISORSE IDRICHE NON SONO SUFFICENTI PER SODDISFARE SIA L'ESIGENZA IDRICA DI UN MANTO ERBOSO SIA L'ESIGENZA IDRICA DEL VIGNETO.
- PERO' DEVI SAPERE CHE IL TAPPO DI SILICONE, CONSENTE DI RISPARMIARE LEGGERMENTE SUL COSTO DI CONFEZIONAMENTO E DI NON AVERE IL CLASSICO SAPORE DI TAPPO CHE A VOLTE CI ROVINA L'INTERA BOTTIGLIA. IL TAPPO DI SILICONE E' RICICLABILE, COSI' COME IL VETRO.

I VINI AUS E CILENI SONO BUONI MA IN QUESTI PAESI GLI ENOLOGI POSSONO AGGIUNGERE AL VINO PRATICAMENTE TUTTO.

VINCENZO PROTTI 06.09.05 15:33| 
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SAI QUENTO è LA RICARICA DEI COMMERCIANTI?
SAI QUANTO COSTA PRODURRE VINO IN LIGURIA?
SE VUI DARE UNA MANO AI PICCOLI PRODUTTORI E CONSUMATORI CHE SONO L'ANELLO DEBOLE DELLA CATENA LAVORA SU QUESTO E SULLA QUALITà. GIà PERCHE CHI FA FARE LA CANTINA DAI NOMI CHE HAI CITATO LAVORA SUL MARCHIO E NON SULLA QUALITà, NON SULLA STORIA, NON SULLA CULTURA. mA SOLO ESCLUSIVAMENTE SUL MARCHIO.
CIAO DA UN PICCOLO VITICOLTORE.

Luciano.Capellini 01.09.05 09:14| 
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Il vino oggi è un nuovo mito per subumani: intere trasmissioni televisive metteono al torchio copywriters che devono inventarsi valori storico-culturali-organolettici.
La gente non fa pasti normali ma solo aperitivi pieni di stuzzichini, pagando singoli calici anche 10 euro l'uno.
Odio e basta.

Helios Pu 25.08.05 21:41| 
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Mancavo dal blog da un po di tempo, mi è spiaciuto leggere i tuoi Odio al vino, in ogni attività ci sono persone oneste e meno oneste, ma produrre il vino è una cosa faticosissima soprattutto per le piccole cantine, che hanno meno forza economica, la mia famiglia produce vino da anni, non lo vendiamo ma lo usiamo in famiglia, l'unico lavoro prestato è il nostro e dei miei genitori, ti garantisco che se volessimo rivendere una bottiglia di 750ml non basterebbero 50 € per la fatica che richiede,ti invito alla prossima vendemmia...
Tutte le cose quando diventano "di moda" spesso risultano fastidiose ora è il periodo del vino, formaggi e agriturismo ma la colpa non è degli operatori di settore... un salutissimo

Ornella gaudio 25.08.05 12:50| 
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ho bisogno di saper dove posso fare un corso per somelier nella sicilia
grazie

jairo pèrez 25.08.05 02:41| 
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ho bisogno di saper dove posso fare un corso per somelier
grazie

jairo pèrez 25.08.05 02:41| 
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Salve a tutti.
Mi chiamo Gianpaolo e sono il rappresentante di tre generazioni di produttori vitivinicoli, e per caso sono incappato in questo sito che ho trovato molto costruttivo.
Devo dire che mi rattrista il modo in cui le persone vedono i produttori e i frutti delle loro fatiche, visto che non tutti si possono permettere cantine da sogno, con appartamenti di lusso annessi. Molti, infatti, vivono ancora con la semplice passione di fare un lavoro che li realizza, creando alla fine di uno o più anni di lavoro, un quadro, dipinto dal terreno, la vite, il clima e le mani di chi lo produce.
Perchè prima di giudicare non guardiamo bene nel particolare?
Perchè prima di elogiare qualcuno non andiamo a vedere fino in fondo il suo operato,aldilà del "mi piace"?
Devo avvertirla signor Grillo, che molti produttori stranieri tra cui cileni e australiani, aggiungono al vino sostanze che qui in Italia sono giustamente proibite, tra cui antibiotici e O.G.M.
Termino qui il mio forse eccessivo sfogo dicendole, che in Italia non sono tutti Santi produttori, ma c'è gente che da più di mezzo secolo fa un lavoro per passione semplice e genuina, cercando di dare il meglio alle persone che ci danno fiducia, non roviniamo tutto a causa di pochi.
Grazie per l'ascolto, un saluto Gianpaolo.

Pillon Gianpaolo 20.08.05 09:32| 
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sentite questa: a gusto, programma del tg5, un sommelier ha detto che un vino sa di pan brioches... ne ho sentite di tutti i colori, dal vino che sa da humus (ancora capibile), al tabacco, con un retrogusto di sottobosco... a quando il vino che sa di piedi?

pietro marini 26.07.05 15:56| 
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E' vero che il vino non deve essere un lusso, è vero che alcune bottiglie costano troppo per quello che valgono, ma credo comunque che il vino vada bevuto bevuto e bevuto ancora, se non altro per dimenticare ogni tanto che aria grama che tira.
La prima cosa che ti insegnano qui a Modena quando fai il primo corso da sommelier, è che il vino va bevuto, con gioia e ti ricirdano sempre che bisogna essere umili, soprattutto se si lavora con la gente, è evidente ch equalcuno, per strada se lo scorda.Ma questo succede in tutte le professioni: sono forse umili i medici, o gli insegnanti universitari o i meccanici che aggiustano la mia macchina.
Io con il vino ci lavoro, il diritto di tappo è una vecchia legge che nessuno applica perchè nessuno conosce e nessuno la sfrutta, io personalmente chiedo la tassa di assaggio, come farebbe qualsiasi altro gestore appassionato cioè: "tu lo porti però me lo fai sentire!!"
C'è tanta confusione, ma alcuni vini costano tanto perchè valgono tanto, uve selezionatissime, invecchiamento,stoccaggio, buone bottiglie, buoni tappi di sughero, buoni imballaggi, buoni trasporti, queste sono le cose che fanno la differenza fra 3€ e 30€, sopra ci sono operazioni commerciali e importazione.
Sai qual'è il vero scandalo?
Un fusto di Guiness (30 litri) mi costa 100€ circa finito da iva, con la stessa cifra compro due damigliane (106 litri) di bardolino del garda da imbottigliare.Vendo più in fretta il fusto di Guiness... ma non è questo il problema. Non ho niente contro la birra, ma E' ACQUA FERMENTATA!!!! Il nostro è succo d'uva fermentato e l'uva non sgorga da una fonte, ha bisogno di amore e attenzione.
salute e cin cin a tutti!!!
PER massimo di Acqui Terme, spero che quello che dici non sia vero, o perlomeno non lo sia per i vostri Barbaresco e Barolo sono stati la nostra bandiera nei tempi bui...comunque complimenti per il locale, il più bello di Acqui.

francesca guidetti 13.07.05 03:04| 
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CHIARIAMO UNA VOLTA PER TUTTE CHE L'ALTO COSTO DEL VINO E' INTERAMENTE DA ATTRIBUIRE AI RIVENDITORI FINALI, CHE PONGONO UN MARGINE ALTISSIMO DI GUADAGNO, SPECULANDO SUL CONSUMATORE. LE CANTINE PRODUTTRICI HANNO PREZZI AL LIMITE E SONO VITTIME COME I CONSUMATORI DI QUESTA POLITICA COMMERCIALE CHE FA DIMINUIRE LE LE VENDITE DEL VINO. I COMMERCIANTI ED I RISTORATORI DEVONO ABBASSARE I PREZZI DEL VINO PER SALVARE QUESTO SPENDIDO ED IRRINUCIABILE ALIMENTO!

BACCO PER BACCO 06.07.05 22:28| 
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Ciao Beppe,
avrei piacere che tu approfondissi,sempre che tu lo ritenga argomento interessante, la materia VINO in una tua prossima lettera.
Io come vedi dall'intestazione del mio web sono titolare di un'enoteca-ristorante e tutti i tuoi "io odio...." li maneggio giornalmente.
In questi ultimi tempi mi sono venuti dei seri dubbi sulla tipicità, tradizionalità e territorialità delle DOCG più importanti del nostro Paese cioè Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino e Chianti Classico (senza nulla togliere agli altri vini non meno importanti),in poche parole come fanno tutti i più grandi e famosi produttori a produrre milioni e milioni di bottiglie, quando gli ettari di vigneti considerati DOCG sono sempre gli stessi.
Spero sia un'argomento che ti possa interessare,
con infinita stima. Bernaschina Massimo di Acqui Terme

bernaschina massimo 23.06.05 14:40| 
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Caro Beppe ODIO quei tuoi tanto amati vini Australiani e Californiani che sono tutti uguali perchè creati con viti OGM ed hanno tutti il tappo di silicone.
ODIO i vini Cileni creati dai "imprenditorotti" delle provincie toscane che SFRUTTANDO il basso costo della mano d'opera locale ed l'irrisorio costo della terra possono permettersi di venderti una bottiglia alla cifra di 2 euro e mio caro Beppe il tuo risparmio è frutto dello sfruttamento di una popolazione e di un paesaggio che muta per seguire la dittatura commerciale dei gusti del ricco e grasso popolo del dollaro.
ODIO chi si arroga il diritto di commentare il costo del vino senza capire cosa c'è alle spalle di una buona bottiglia di vino.
Caro Beppe non farti odiare anche tu!!!

Fabrizio De Vta 20.06.05 18:52| 
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chissà perché questo messaggio m'era sfuggito. Lo condivido solo in parte.
Sono d'accordo su tutto ma non sui vini australiani, californiani cileni, molti di quelli sono OGM, in Cile si fa un grand euso di pesticidi, come in Italia, io direi di esaltare quei vini italiani o stranieri che siano fatti bene senza additivi ne porcherie, ho trovato otitmo vino biologico a prezzi bassissimi, sotot i 10 euro, vino che fortuna loro noné mai finito nella bocca dei sommellier
Odio i sommellier non il vino.

Claudio Testa 20.06.05 15:43| 
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io bevo il vino bevo anche l'urina che mi propina il somellier della mediolanum .
massimiliano ma che te vorrai bere meglio de noi ,,,,,,,,,,,,,
il vino buono è per i ricchi a ripiiate

veronelli cafiero maletesta 17.06.05 23:41| 
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il vino............australiano ? californiano ?
ettore de michelis dal munfrà.
etanolo per sciupà .
italiano però!!!!!!!!!!!!!!!!!!

piero ciampi 17.06.05 23:35| 
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SCUSA BEPPE , MA DOVE ABITI?
A SANT ILARIO O A CORNIGLIANO ?
A VOLTE PREDICHI BENE E RAZZOLI MALE
COSA INTENDI X VINO OTTIMO ED ECONOMICO IN ARRIVO DA CALIFORNIA CILE E AUSTRALIA ????
QUALI AZIENDE CONOSCI , COSA HAI MAI BEVUTO ,
MA CHE NE SAI .....
PERCHE' INCENTIVARE L'ACQUISTO DI PRODOTTI ESTERI A BASSO PREZZO CHE FANNO CAGARE ????
I PAESI DA TE CITATI PRODUCO OTTIMI VINI , MA TI POSSO GARANTIRE CHE ESCONO SUL MERCATO CON UN PREZZO ASSAI SUPERIORE AI TUOI 20 EURO .
CI SONO PRODUTTORI ITALIANI CHE OFFRONO VINI A PREZZI DECISAMENTE INFERIORI GARANTENDO QUALITA' E TIPICITA' .
PROVA AD INVESTIRE QUALCHE EURINO COMPRANDO UN PAIO DI BOTTIGLIE " COSTOSE " E MAGARI UN PO' VECCHIOTTE DI QUALCHE PRODUTTORE ITALIANO IMPORTANTE ,
TI ASSICURO CHE CAPIRAI MEGLIO QUESTO MONDO .
IL TURISMO ENOGASTRONOMICO ITALIANO E'UNA FONTE DI REDDITO X IL NOSTRO PAESE , NON DISTRUGGERLO
LASCIACI LAVORARE IN PACE .
MASSIMILIANO SEDDA
AGENTE DI COMMERCIO - GENOVA .

MASSIMILIANO SEDDA 17.06.05 16:59| 
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ciao beppe,anche oggi in questa italia di merda siamo diventati extracomunitari pure noi (senza offesa).a torino come in italia succedono delle cose vergognose.il 14 di maggio nel nostro centro commerciale SHop ville le gru di grugliasco torino sono state lasciate a casa otto persone con un semplice telegramma neanche consegnato a mano e ovviamente senza preavviso.queste persone addette alla movimentazione carrelli dopo anni sono tutti a casa con una famiglia a carico.oggi 17 giugno 2005 questa persone disperate stanno manifestando appollaiate sul tetto del ingresso principale del centro commerciale e minacciano atti estremi.noi ci chiediamo cosa mangeranno domani queste persone e le loro famiglie???la società in questione ALFA SPLENDOR di brescia è responsabile di tutto ciò.AIUTACI A FARE QUALCOSA!!grazie

STAFFIERO ANTONIO 17.06.05 12:48| 
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Il vino buono è un'altra cosa.

Infatti sei invitato a condividere una
bottiglia di barbera (costata 4 euro)uva pigiata da un tipo come te...insomma una rarita'

attendo fiduciosa
credo che un bicchiere di vino sia la giusta pausa
per poi riprendere le battaglie della vita

grazy placidi 17.06.05 08:13| 
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Ciao Beppe
solo un piccolo problema per mandare l'email a Barroso. Mi mandi l'indirizzo email a cui mandarlo.

Ringraziando per quello che fai e per alleviare la mia depressione porgo i miei migliori saluti

fabio barone 16.06.05 21:24| 
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Amo il vino. Amo la terra, i vigneti e i contadini onesti. Amo la falanghina, il greco di tufo e l'aglianico.
Amo i vini italiani, da quelli piemontesi a quelli siciliani passando per il Friuli e i vigneti del bresciano.
Amo chi riesce far capire ad uno come me cosa c'è nella bottiglia e come posso fare per gustarlo appieno. Amo chi mi consiglia il vino vicino al cibo. Sono entusiasta che un Brunello o un Barolo costino così tanto e che tutto il mondo c'è li individi.
Odio i vini ogm americani e astraliani. Odio il silicone, odio le bottiglie di plastica e quella schiefzza di liquido rossastro che vendono nei cartoni. Odio le contraffazioni, le alterazioni, i raggiri e tutto quanto disonesto.
Mi spiace Beppe ma stavolta un po' mi sento di dissentire.

Ciao,
Giulio

Giulio Dottorini 16.06.05 19:07| 
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è un tarlo che mi rode da lunedì..
che vino spumante si sarà mai bevuto il politico Marini alla notizia del mancato quorum ?
mi auguro che sia stato uno di quei frizzantini traditori, dal fruttato spiritoso da provocare meditazioni fredde alle tempie e corse ai servizi da primato olimpionico con il risultato di un bel bronzo sulle mutande.
p.s.
a prescidere dal costo del vino sicuramente scroccato alla buvette del parlamento

giampiero senno 16.06.05 15:57| 
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Anche io odio il vino troppo costoso quel vino, cioè, il cui prezzo supera eccessivamente i costi sostenuti dalla cantina per produrlo. Odio quindi i vini Californiani, cileni etc. che sono il frutto delle grandi cantine costruite da architetti famosi, il cui sapore è stato costruito a tavolino da ingegneri e enologi per affrontare il grande pubblico (come la coca-cola). Odio i vini che passano così tanto tempo in barrique da avere il piatto sapore del legno, così "internazionale". Odio quelli che ordinano una bottiglia di barolo solamente perchè è il più costoso della lista e fa molto figo! Odio quelli che preferiscono il vino del contadino perchè è più genuino, poi bevono un vino senza solforosa (il più comune dei conservanti) e il loro fegato si spappola per l'eccessiva presenza di acido acetico, molto più pericoloso. Odio quelli che annacquano il vino con la gassosa o quelli che provano a fare gli intenditori ma non riconoscono i profumi.
Amo quelli che il vino lo amano e lo gustano. Amo quelli che, pur di fare un buon vino, lo tengono per sei anni o più fermo dentro la botte, rischiando che vada tutto in malora pur di provare a fare un prodotto unico nel suo genere. Amo quelli che si sforzano di pulire la vigna, perchè la pulizia apparente significa anche pulizia in cantina, meno parassiti da eliminare sull'uva, un sapore più intenso perchè la pianta riceve più nutrimento. Amo quei produttori della Valtellina che conquistano alla montagna metri di coltivazione della vite. Amo i produttori delle cinque terre che devono raccogliere l'uva con l'aiuto di un trenino a cremagliera. Amo i produttori toscani che da settecento anni continuano a migliorare il loro prodotto. Amo i produttori del Brunello che, nonostante avessero vicino un concorrente che farebbe impallidire chiunque (il chianti) hanno avuto il coraggio di lavorare fino a ottenere un prodotto di livello ottimo. Amo i produttori Siciliani che devono lottare con la siccità ogni anno. Amo quello che si è inventato l'appassimento dell'uva ed ha dato il via al Recioto, l'Amarone, il passito etc. etc. A dire il vero li odio pure quando aumentano in maniera ingiustificata i prezzi perchè trovano qualche migliaio di polli che pagano un vino solamente per il nome. Allora vi do pure un consiglio: scegliete. Informatevi e scegliete. Andate a comperare il vino in cantina, riciclate le bottiglie, non vi fidate dei tappi di silicone, andate nei ristoranti dove la carta dei vini è ampia e non dispendiosa. Ci sono migliaia di cantine oneste, migliaia di ristoratori onesti. Odiare il vino non serve, conoscerlo è importante.

raffaele

raffaele paolini 16.06.05 14:52| 
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amo la natura
odio il silicone

marco sanna 16.06.05 00:19| 
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caro beppe ti ringrazio per l'informazione del tappo a me non capita anche perchè al ristorante quando e se ci vado prendo il vino della casa,questa scelta però risulta,a volte, rischiosa per lo stomaco che non sempre regge questi nettari dai 2 ai 5 euri.Mi chiedo dunque se ,a prescindere dal gusto,la salute della mia pancia sia legata al portafoglio.Voglio congratularmi con te per la soglia dei 20 euri che io supero raramente e quasi sempre durante le feste comandate.

emiliano brioschi 15.06.05 18:34| 
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caro beppe, ho letto il tuo articolo sul vino. premetto che sono un appassionato di vino e anche secondo me esistono alcune bottiglie che costano piu' del dovuto. ma dire di lasciar perdere "se costano piu' di 20 euro " mi sembra una mezza cazz. in quanto la differenza esiste fra una bottiglia da 5 euro comprata dal droghiere sotto casa e da una comprata in una enoteca, non solo di etichetta ma anche nel sapore, nella produzione, invecchiamento..ecc.ecc.Quindi secondo me alcune bottiglie che costano sopra i 20 euro hanno tutto il diritto di costare quella cifra.
Quando sei a Roma dimmelo che ti porto ad degustarle.
Certo in una tua non risposta.
ti saluto.
ciao iacopo.

iacopo almeyda 15.06.05 16:48| 
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Ciao Beppe, ho scritto ieri e ritorno sull'argomento vino. Non so come la pensi ma se tu potessi comperare un libro direttamente da chi l'ha scritto non preferiresti farlo, rispetto all'andare in un negozio e comperare lì il suo libro? Io sì. Per il vino questo si può fare. Basta andare direttamente da chi lo produce, alle cantine. Ma non quelle grandi dove ti pare di entrare in una cosa che sta a metà strada tra una banca e una fazenda argentina, ma in quelle del propio paese, piccole, dove si va a parlare direttamente con il contadino, quello che l'ha fatto davero il suo vino. Basta guardargli le mani per sapere con chi si sta parlando, se sono troppo curate meglio desistere. Sarebbe un modo semplice e alla portata di tutti per prendere del buon vino, a prezzo accessibile, e farsi magari quel minimo di cultura senza dover diventare per forza degustatori di professione. Andare al supermercato non ha valore in questo senso; deresponsabilizza rispetto all'acquisto, ed è un male. Per cui se vogliamo bere del vino, prendiamoci del tempo e andiamo direttamente da chi l'ha fatto, parlando e facendoci spiegare come lo lavora, da dove proviene la sua uva, che trattamenti gli fa, e così via (vista la difesa si potrebbe sospettare che sono un produttore, ma puntualizzo che non lo sono).
Sul prezzo poi aggiungo la mia opinione. Non ho niente in contrario a bottiglie che costano decine di euro, ma si tratta di fuori classe. Come mettersi a parlare di orologi e limitarsi ai Rolex. Si può discutere di questo a non finire. Però dico anche che le bottiglie "normali" non possono neppure costare troppo poco. Pensare di prendere una bottiglia di vino al supermercato a un euro non ha senso. Considerati tutti quelli che ci devono guadagnere prima che arrivi nel nostro carrello quello è qualsiasi cosa ma non è vino.
ciao

fabio boscaini 15.06.05 12:29| 
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Che ridere il coglione di turno che sente il profumo di muschio bianco e il sapore coriandolo nel vino da 3 euro la cassa ma che lui crede sia chissà cosa!!!

mimmo capo 14.06.05 23:24| 
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Io aggiungo che odio i proprietari di cantine che se la tirano con i loro paroloni altolocati come se stessero trattando con una materia divina. Preferisco sicuramente il vino alle altre bevande alcooliche, certamente i vini vanno valorizzati e promossi, ma tutta quest'aria di superiorità che circonda tutti gli addetti ai lavori e gli stessi consumatori che vanno in fibrillazione di fronte ad un bicchiere decantante e volteggiante è veramente ipocrita.
Siate calmi, alla fine è solo un bicchiere!

marco pellegrini 14.06.05 18:42| 
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Io aggiungo che odio i proprietari di cantine che se la tirano con i loro paroloni altolocati come se stessero trattando con una materia divina. Preferisco sicuramente il vino alle altre bevande alcooliche, certamente i vini vanno valorizzati e promossi, ma tutta quest'aria di superiorità che circonda tutti gli addetti ai lavori e gli stessi consumatori che vanno in fibrillazione di fronte ad un bicchiere decantante e volteggiante è veramente ipocrita.
Siate calmi, alla fine è solo un bicchiere!

marco pellegrini 14.06.05 18:41| 
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Ciao,
A QUANDO IL VINO DELLA NIKE ??????
Alla salute !

GIUSEPPE COLELLA 14.06.05 16:36| 
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Caro Beppe,
complimenti per tutto il lavoro che hai svolto finora e che continuerai in futuro, ho assistito spesso ai tuoi spettacoli al Forum di Assago però su questa sparata sul vino mi trovo in disaccordo con te perchè si tratta, ma forse era quello che volevi, di una generalizzazione senza alcun senso logico e anche se si possono condividere certamente alcune idee che hai scritto purtroppo buttate nel pentolone perdono di valenza, di forza e di significato. Peccato perchè sarebbe stata un'occasione per parlare di vino in modo diverso e forse costruttivo, non solo distruttivo come invece hai fatto. Alla prossima!

Gregorio Mulazzani 14.06.05 14:36| 
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Ciao Beppe. Da Verona sfrequento da anni il VinItaly ormai diventato l'espressione di quello che dici tu, però, sempre da Verona, partono iniziative interessanti. Dai un'occhiata a Criticalwine.org e magari facci un salto il prossimo anno, i ragazzi che l'organizzano saranno sicuramente felici di spiegarti cosa c'è dietro (ovvero un grande, il mai abbastanza compianto Luigi Veronelli)

ciao (e ricorda che è una manifestazione itinerante, sul sito puoi sapere dove sarà prossimamente)

fabio boscaini 14.06.05 12:37| 
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grande beppe!!!
abbasso i vino e viva la birra: belga ;)

stefano "akiro" meraviglia 13.06.05 20:48| 
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epperò... scrivo per le guide, sto di qua dalla barricata, si sta esagerando, è vero, ma c'è gente che la-vo-ra... bisogna smettere di parlare di vino come fosse tutto metanolo da una parte o come fosse tutto nettare di bacco, dall'altra. c'è una filiera, ci sono contadini, direttori commerciali, sommelier... osti, agronomi, guidaroli... c'è tanta gente che degusta centinaia di vini perché voi possiate andarli a comprare senza fregature, anche a 20 euro. se poi comprate sempre gli stessi non vi lamentate se dopo un po' costano 40 euro... salute!

aldo fiordelli 13.06.05 17:05| 
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Provato il vino Rumeno, ottimo !
Stessa qualità del nostro ma al prezzo moltoooo più basso.

Maurizio D'Aniello 13.06.05 16:18| 
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Solo una domanda: avere un figlio "eterologo" non è certo la stessa cosa che averlo non talassemico grazie alle ormai irrealizzibili (vista la scarsa affluenza) nuove tecniche. Vero è che chi si accanisce nel forzare la natura dovrebbe a un certo punto chiedersi se magari questo accanimento va diretto verso altri scopi che non quello di avere un figlio geneticamente suo a tutti i costi. Tuttavia c'è invece chi il figlio lo può avere ma geneticamente malato: perché precludergli la possibilità di averlo sano (appunto come i portatori d'anemia mediterranea)?
M'ha fatto un non so che votare sì sapendo che Veronesi è favorevole agli ogm, ma penso che la tutta la gente vada tutelata, non solo i benestanti (che continueranno ad espatriare per avere ciò che in Italia non si vuole). Che ci sia chi ci speculerebbe sulla manipolazione degli embrioni è chiaro e limpido. Dicendo no in Italia non riusciremo comunque a frenarla questa manipolazione (né in Italia né altrove) se non nella sua applicazione terapeutica per le coppie sterili.
Come al solito sono andata a votare turandomi il naso ma con la convinzione DI NON APPARTENERE AL PARTITO DEGLI ASTENSIONISTI, A QUELLO PROPRIO NO!
Saluti

Giusi Lapadula 13.06.05 14:56| 
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Ciao a tutti,
effettivamente molti vini sono diventati inavvicinabili, molti vini sono sopravalutati, molti vini sono una presa in giro, MA... VIVA I VINI DA 200 Euro alla bottiglia, se esiste una persona straricca che pensa che sia meglio spendere quella cifra per un vino anzichè usarla per migliorare la vita di qualcuno (anche se quel livello di spesa è un insulto per un operaio), è giusto fregarlo alla grande!!! Intanto in piemonte è nata da qualche anno l'associazione buta stupa che permette di portarti a casa, adeguatamente confezionato, il vino che avanzi al ristorante. Un idea carina a cui aderiscono molti ristoratori.
Un brindisi a tutti!

Paolo Barbieri 13.06.05 11:09| 
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...mi piacerebbe..
dire..
la mia...
ma sono già ubriaco.
Credo fosse vino....
rosso!.

Guido Rossi 13.06.05 10:22| 
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Gent.mo Sig. Beppe Grillo,

Ho appena letto il Suo articolo "Il business degli embrioni" e sono un po confusa.. Ho appena compiuto 22 anni convivo da 1 anno con il mio fidanzato che ha 21 anni. L'anno scorso a gennaio sono stata operata d'urgenza all'ospedale di Careggi a Firenze (città la quale sono nativa e residente), lasciando perdere tutti i particolari dello schifo che c'è nell'ospedale (sono arrivata il sabato sera e mi hanno operato solo il lunedì mattina, quando ero già in peritonite, perchè avevo un'emorragia interna) mi hanno fatto un bellissimo taglio nell'addome, perchè appunto ero piena di sangue (una cisti mi era scoppiata) e mi hanno trovato una cisti di endomentriosi in un ovaio. Conclusione mi hanno tagliato un pezzo dell'ovaio e mi hanno messa in menopausa per sei mesi.Non appena mi è tornato il ciclo mestruale mi sono tornati i dolori (nel giro di due-tre mesi, periodo in cui stavavamo provando ad avere un figlio)e così sono tornata all'ospedale mi hanno ritrovato una cisti in entrambi le ovaie (sempre di natura endometriosica) e la loro terapia di nuovo in menopausa. Questa volta mi sono rifiutata e mi sono messa alla ricerca di qualche informazione su questa malattia. Molto spesso ti porta a non avere figli, o meglio a rendere molta difficile la fecondazione "naturale", e le probabilità per quella assistita sono bassissime. Io capisco che per un uomo è difficile da capire, ma io farei qualsiasi cosa pur di riuscire ad avere una mia gravidanza, io rifiuterei alla fecondazione con il seme di un donatore, ma se c'è anche una sola persona in tutto Italia che sarebbe disposta a fare anche quella perchè vietarli IL DIRITTO DI SCEGLIERE. Io non discuto e non ne sono in grado di dire cosa è giusto o no, capisco solo il gran desiderio di una donna ad avere na propria gravidanza, e secondo il mio modestissimo parere dobbiamo avere il diritto di scegliere cosa noi vogliamo fare. Sono anche dell'idea che ogni donna al mondo, anche chi puo avere figli, dovrebbe adottare un bambino (uno o un milione) ma forse Lei saprà meglio di me le immense difficoltà che ci sono per l'adozione. Anche li girano miliardi di interessi. Io vivo in affitto in un bilocale poco fuori firenze e pago 600euro al mese, mi dice quante possibilità abbiamo noi di adottare un figlio? Mi scuso davvero per il mio email lunghissimo e per forse le molte cavolate che o scritto, ma penso di avere espresso solo il mio umile pensiero, e forse da persona un po ignorante. Capisco inoltre che Lei non può farci niente e che forse non avrà nemmeno interesse in questo mio email, lo prenda come un sfogo. La ringrazio comunque per tutto. Saluti Ilaria

Ilaria Romolini 12.06.05 16:25| 
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Caro beppe io da sommelier e da enotecnico posso dirti che hai perfettamenta ragione, un vino ad una cantina per quale sia il processo di vinificazione che utilizza nn supererà mai la spesa di 2 euro a bottiglia, la penso come te, i vini a più di 20 euro a bottiglia devono morire. NON SI POSSONO PAGARE 18 EURO DI NOME!!Ci sono vini al prezzo di 250 euro e io cosa pago?Il nome???E poi i vini barriccati...I vini barriccati....vai a vedere le barrique piene d'acqua nelle cantine perche costa troppo fare i travasi e perche il processo è troppo lungo.Per dare sentori di legno si utilizzano i trucioli, scaglie di legno aromatizzate per preparare un vino dall'invecchiamento di anni in pochi mesi. Chiedete alle cantine delle aggiunte di gomma arabica per colorare e ammorbidire....La coca cola è più pulita, almeno sai che c'è dentro di tutto.

Fabio pic 12.06.05 02:52| 
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ho la conferma che lei signor Grillo, con la sua sparata sul vino, padroneggia l'arte della provocazione; come dare una bastonata al favo dei calabroni... un casino magnifico!
Quando aprirò il mio blog quindi la plagierò parzialmente, nel senso che per dar sugo alla discussione affermerò che io
non sopporto le donne bellissime
quelle con un corpo atletico
come Rossella Brescia
quelle mostruosamente erotiche
come Angelina Jolie
non sopporto cioè le stragnocche
Io amo le racchie
grasse basse e pelose
con la forfora e le ascelle marce
perché quelle sono VERACI e GENUINE!
Lei col vino, io colle donne e la cazzatona è servita!
Prosit

gino felino 12.06.05 00:13| 
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insomma...

gino felino 11.06.05 23:54| 
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Sono un sommelier e mi dispiace che tu mi odi, anche perchè io ti ho sempre ammirato e continuerò a farlo.
Questa volta però hai toppato alla grande: primo perchè il vino italiano buono significa cultura e
anche se alcune bottiglie costano care e carissime
non si può odiare la cultura. Prova a dirlo a chi fatica nei campi e in cantina.
Secondo : prova a chiedere quanto costa GRANGE (australiano)o OPUS ONE (americano)o i migliori vini Argentini, Cileni, Sudafricani, senza parlare dei Francesi o degli Spagnoli. Si può bere bene italiano anche con 5€ o 6€ e se vuoi ti faccio dei nomi, e sei sicuro di bere sano.
In Australia, ti assicuro, che nei vini da 2 o 3 € ci sono troiai che neanche immagini.
Caro Grillo documentati meglio la prossima volta e sappi che nessuno ti obbliga a spendere 50€ per una bottiglia di vino e non è giusto che tu odi chi apprezza questi vini e li sa capire (non come te).
Scusami per la presunzione, ma se tante volte sono stato io a imparare da te questa volta lascia che ti dica che hai scazzato di brutto.

Alessandro Monti 11.06.05 16:53| 
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Odio i telegiornali della Fininvest.Odio gli amori dei vip inseriti nei telegiornali.Odio i commenti personali ai fatti.Odio le interviste al mare o in montagna mentre la povera gente è a casa e non ha nemmeno i soldi per pagarsi una pizza o un cinema.Odio le previsioni del tempo ogni minuto-secondo.Odio i catastrofismi..gli allarmi valanghe,gli allarmi traffico,gli allarmi freddo e gli allarmi caldo...odio queste persone spregevoli che rendono ansiosa una vita già per se difficile.Chi è con me?????

laura rosa Commentatore in marcia al V2day 11.06.05 13:02| 
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Caro Beppe, sono uno studente del corso di laurea in enologia di una delle tante facoltà italiane. visto la crisi che il mercato del vino italiano sta attraversando (2002, annata schifosa, 2003, annata senza uva, 2004, non si è venduto il vino) dì qualcosa ai produttori italiani! Dobbiamo si continuare a fare la qualità, ma non possiamo fare pagare le bottiglie 20, 50 o 100 euro! Non c'è alcuna ragione tecnica! gli australiani arrivano sul mercato con bottiglie da 2-3 euro, che non saranno eccelse, ma che non hanno difetti, e che si posizionano sulla fascia di quel vino che noi vendiamo a 10-12 euro! Ci stanno facendo il culo! il loro export nell ultimo anno è cresciuto del 400%, il nostro del 3,7%.
Poi non ti dico gli australiani cosa ci mettono nel vino; la loro legge dice "Se non fa male alla salute, si può usare".
Ciao
Enrico

Enrico Salvatori 10.06.05 16:12| 
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Odio Grillo quando fa il massimalista. Fatti un giro nelle vigne, Grillo, valli a vedere che lavorano. Poi metti il naso nelle loro cantine e giudica da te. Prima assaggia, poi fatti dire il prezzo. Poi riscrivi questa stronzata.
Prosit.

Paolo Guido 10.06.05 00:29| 
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Caro Beppe,

con riferimento alla tua iniziativa di dedicare la Domenica alla parola ODIO e dopo aver letto tutti i postati in merito, mi permetto di consigliarti di dedicarene uno speciale per provocazione a:

ODIO la Lecciso per le sue apparizioni demenziali in TV, atte solo a far risorgere il marito, visto che da anni nessuno lo c...va più

ODIO pure il marito Al Bano, che invece di fare il cantante, si mette a fare il contadino-vignaiolo

che te ne pare?????

Ciao
Lili

Liliana Amadò 09.06.05 23:50| 
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Morellino di Scansano, Beppe! Morellino di Scansano con le trenette al limone. Altro che fecondazione assistita!

Filippo Trascinelli 09.06.05 23:08| 
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- complimenti per il Suo spettacolo che ho molto apprezzato alla TV (svizzera naturalmente).
- in merito al Suo sito, condivido pienamente, tra l'altro, la Sua presa di posizione contro il dilagante (pessimo) gusto del vino barricato, un vino morto, sempre uguale, piatto e squallido, propinatoci da una manica di soloni in grado sentire i gusti piu' strani (ma quale muschio, quale cioccolato ...).
- nella vicenda del vino sembra poi di leggere una metafora che rispecchia fedelmente il nostro andazzo quotidiano, fatto di ormai solo di apparenze e di scelte imposteci da un potere sempre piu' complesso e tentacolare (la partitocrazia e la burocrazia che stanno uccidendo la nostra societa', i management che stanno uccidendo le nostre aziende, le lobbies di vario genere che uccidono ogni rigurgito di novita' e cambiamento etc. etc.).
Continuo a sperare nel formarsi di un movimento liberale con senso dello stato, che persegua principi di giustizia sociale nel rispetto delle regole, un movimento riformista che scalzi questa destra vergognosa. Ma arrivera' mai ???
A proposito, io bevo vino di mia produzione, 300 bottiglie l' anno, vino che non conosce metasolfito, non conosce chiarificanti chimici, che non viene stressato con filtrazioni di alcun genere; non sara' bello vedere la "camicia" all' interno delle bottiglie, ma almeno quando lo bevo riconosco un gusto indiscutibile: quello dell' uva e credo che cio' basti. Non le offro qualche bottiglia perche' nella sua posizione scomoda non credo accetti alcunche' da sconosciuti. Ma ho una casa ed una cantinetta che saranno lieti di offrirle "un bicchiere in amicizia" se un giorno passera' da queste parti.
Saluti e avanti cosi'.

giovanni corbellini 09.06.05 22:05| 
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A proposito hai assaggiato "Lo Stravizzo" che ti abbiamo dato ad Asciano (SI) in occasione del tuo spettacolo? Fammi sapere; quello è buono e molto sudato da mani contadine. Noi piccoli agricoltori abbiamo bisogno di una mano non di concorrenza dei grossi industriali del vino italiani ed esteri.
Di nuovo ciao.

Luciano Pagni 09.06.05 19:53| 
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Aggiungo la mia voce ai difensori del silicone. Senza un corretto imballaggio si butta via fino al 40% delle merci deperibili e il vino non fa eccezione. Se lo spreco è un obiettivo, magari per alzare il prezzo delle bottiglie più antiche, allora il sughero mi sembra un ottimo mezzo per raggingerlo.
Il silicone usato per i tappi è poroso (quindi fa "respirare" il vino), molto leggero (quindi poco materiale che si butta via), igienico (quindi non ospita muffe cancerogene), economico (se volete date in beneficenza quello che risparmiate rispetto al sughero) ma soprattutto è un ottimo imballaggio per il vino.
L'unica cosa che forse ancora manca è il suo riciclo: non si può riciclare insieme alla plastica?

Anche il vetro si ricicla benissimo, tra l'altro, ed io non mi ricordo di aver buttato nel "nero" una bottiglia di vino da parecchi anni. Certo gli scatoloni in poliaccoppiato da 5 litri con rubinetto sarebbero un imballaggio ancora migliore ma come convincere il consumatore che contengono un buon vino?

Carlo Volpi 09.06.05 16:59| 
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Amo il vino, quello buono nato nelle nostre campagne.
Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ma fatti dalle grandi case vinicole e non dai nativi australiani o cileni o argentini o sudafricani sicuramente grandi estensioni, curate con diserbi e prodotti chimici delle grandi industrie chimiche, e sicuramente senza un filo d'erba. Che dire poi dei vitigni OGM? dove vengono usati? sicuramente questi paesi (gli operatori economici) sono molto più disposti ad usare questi nuovi soggetti genetici. Come sarà il vino prodotto? Ottimo ed economico si, ma poi?
Un saluto Luciano

Luciano Pagni 09.06.05 10:09| 
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xRoberto Giuliani
Ti ringrazio per la precisazione,chiedo venia ma era un bel pezzo che non accedevo al sito Winereport;mi dispiace per Ziliani,però era immaginabile,dato che non era tra i più "malleabili" in fatto di enogiornalismo,chapeau bas.
Interessante il tuo link,nei giorni a venire approfondirò la visita,anche perchè non bisogna smettere mai di conoscere.
Saluti.

sergio leone 08.06.05 22:18| 
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Una nuova legge regionale toscana vieta la somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione "negli esercizi operanti nell'ambito di impianti sportivi, fiere, complessi di attrazione dello spettacolo viaggiante installati con carattere temporaneo, nonché nell'ambito di manifestazioni sportive o musicali all'aperto" come recita l'articolo 42, comma 4 della legge regionale 28 del 2005.
Si stanno già scatenando le prime polemiche.
Mi hanno chiesta un parere, che vi giro per conoscenza.
Ciao.
Alessandro - -

Una amica, lettrice della mailing list di alcolonline, mi ha chiesto un parere sulla nuova legge Toscana (http://www.comune.firenze.it/cgi-bin/ufstampa/comu.cgi?tipo=5&id=20296): il discorso mi pare molto interessante, e così ho pensato di proporre le mie riflessioni a voi.
Il divieto, a mio parere, è una sconfitta, il riconoscimento dell'incapacità di educare prima, e di gestire poi.
Io penso che proibizione e repressione siano utili e necessari, ad esempio, per quanto riguarda il fenomeno della guida in stato di ebbrezza, fenomeno che miete così tante vittime da "sbronza passiva".
Per tutto il resto basterebbe applicare le leggi che già ci sono, e che nessuno fa rispettare.
In questo senso sono contrario a "leggi speciali", tanto altro si può fare... e soprattutto non fare.

Il problema sta a monte.

La nostra cultura associa ogni occasione di celebrazione, festa, divertimento, convivialità con l'alcol.
Chi non beve in compagnia...
Questa è la cultura trasmessa ai giovani dai loro genitori e nonni.

I bambini cominciano a bere ancora prima di nascere, e proseguono da neonati (attraverso l'alcol bevuto da mamma in gravidanza e allattamento).
Già prima dei 10 anni di età del bambino, i suoi genitori si scoprono osti, e cominciano orgogliosi a somministrare le primi dosi di alcol all'allegro pargoletto.
Intanto le scuole elementari cominciano a insegnargli la cultura del vino, portando il bimbo con tutta la classe nella vigna o magari nella cantina sociale, a scoprire la "cultura del territorio".
Comincia subito l'opera di emarginazione sociale e culturale di chi desiderasse non bere, l'astemio viene tagliato fuori, è un "diverso", quando non un malato.

Nel frattempo la televisione ha già installato nelle giovani menti di questi bambini un fortissimo condizionamento verso l'alcol, mediante pubblicità dichiarate e, soprattutto, mediante più pericolosi messaggi, tambureggianti, che si esprimono attraverso i vari servizi sul vino che costellano i nostri programmi televisivi, già a partire dai telegiornali.

L'adolescente tende naturalmente a riprodurre la cultura che gli è stata inculcata, e comincia a bere per conto suo, da solo o con gli amici (quasi mai bere è una scelta, come ad esempio fumare: chi beve comincia a farlo senza mai averlo deciso).

Comincia allora la frequentazione di locali esondanti bevande alcoliche, promosse magari tramite "happy hour" (da notare la scelta dei termini), di feste di paese, sempre all'insegna del vino o della birra, spesso con il patrocinio o l'organizzazione delle locali Pubbliche Amministrazioni.
Le stesse Amministrazioni spendono i nostri soldi per promuovere percorsi enoturistici, strade del vino, eccetera.
Intanto il Ministero delle Politiche Agricole ti porta a scuola il concerto di Edoardo Bennato (proprio lui, quello di "Mangiafuoco" e del "Burattino senza fili"), testimonial della campagna "Vino e Giovani"... ( http://www.vinoegiovani.it/ ).

Tutto ciò premesso, ci si accorge che, misteriosamente, questi giovani strani e cattivi bevono alcol, chissà come mai, tra lo stupore dei genitori, dei nonni, degli insegnanti di scuola, dei programmi televisivi e degli Amministratori locali e di Edoardo Bennato... che gridano tutti insieme indignati allo scandalo rispetto alla gioventù bruciata (è sempre stato così, i nonni di oggi sono nati insieme a James Dean).

Considerate le caratteristiche proprie della sostanza alcol, inevitabilmente accadono dei problemi.

Preso atto dell'incapacità educativa, ecco che si interviene con la proibizione, con la disperazione di chi non sa più dove sbattere la testa.
Ricordate i Mondiali di Italia 90?
Tanti soldi pubblici investiti per la sponsorizzazione di VINI ITALIA, ma nelle città dove giocavano le partite era proibito vendere il vino e gli altri alcolici...

La proibizione è riconoscere un fallimento, ma è la cultura che è tutta da cambiare.
Non serve fare (dopo) leggi nuove, serve NON FARE (prima) tutte quelle iniziative, non mettere in atto (prima) tutti quei comportamenti che creano le condizioni per lo sviluppo dei problemi.

Quanto hanno investito per promuovere l'alcol le Amministrazioni che, sempre più numerose, oggi intervengono con i divieti, per arginare le violenze e gli incidenti alcolcorrelati?

Il bello è che questa gente, se gli parlo (prima) dei rischi del bere, mi da' del proibizionista.
Loro, che fanno i divieti, danno del proibizionista a me.

Forse sono io che non mi faccio capire, chissà...

Alessandro Sbarbada 08.06.05 20:26| 
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non avrei saputo odiare meglio

Vincenzo De Simone 08.06.05 19:27| 
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Ciao Beppe, sono un "ragazzo" ligure che ti ha sempre ammirato ma sopratutto provo un gran rispetto per quello che dici sempre...
Ho un mio piccolo Blog, nulla di esagerato, ma mi piacerebbe tanto ripostare alcuni tuoi interventi e e pensieri... Ovviamente segnalando la provenienza ecc... come da prassi .. e anche per il fatto che sinceramente odio fare mie le idee degli altri e mi pare giusto dare a Cesare quel che è di Cesare....
Ovviamente ringraziandoti e se mi permetti abbracciandoti.. Sei Troppo Un Grande !!!!

Pan solamente 08.06.05 18:30| 
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Sono Gianclaudio da Cosenza e protesto perche' hanno impiegato 20 anni per costruire una stazione grandissima(da cui partivano moltissimi treni diretti per il nord)e adesso che fa TRENITALIA??LA CHIUDE!!!VERGOGNA..VERGOGNA per tutti i lavoratori che rimangono disoccupati e VERGOGNA per tutti i cittadini che per prendere un treno dovranno andare alla stazione di PAOLA(la meta')e farsi(30 km) ogni volta..VERGOGNA..Ringraziamenti ovviamente faccio al Comune che nn hanno fatto nulla per evitare cio'.

Gianclaudio Rossato 08.06.05 18:09| 
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"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva; e la massa ignora, perché non se ne preoccupa: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti".

Antonio Gramsci "La città futura" 1917

Antonio Gramsci 08.06.05 17:55| 
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è una delle poche volte che non sono daccordo con lei, il vino non va odiato ma compreso.
bisognerebbe odiare chi con prezzi stellari non consente a questo straordinari prodotto possa essere a disposizione di tutti

giacomo pantone 08.06.05 17:20| 
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mi dispiace, ma faccio parte dei ridicoli che cercano odori e sapori (e colori) nel vino. perchè ci sono.
nel vino come nel cibo. non sono un intenditore sborone, lo faccio perchè mi piace.
quanto ai vini che arrivano dall'estero, spero siano buoni. davvero lo spero. esserne sicuro no.
in italia il vino è migliore qualitativamente che, ad esempio, in francia, perchè la legislazione qui da noi è molto più seria e severa. un paese come l'argentina, ad esempio, che produce quantità enormi di vino, non riesce ad esportarlo perchè la qualità è lasciata al buon cuore del produttore, in assenza di un legislazione vera e propria. non si può sapere cosa si sta bevendo, tanto per intenderci.
qualità, per esempio, significa non aggiungere zuccheri nè (troppe) altre porcherie al prodotto della fermentazione.
quanto all'amico finlandese, beh... con la metà di quella cifra avrebbe potuto comprare ottimi brunelloni. magari, però, voleva sentire quel particolare aroma di sottobosco che solo in quella bottiglia di quel particolare produttore di quel particolare anno acquistata in quella particolare enoteca poteva trovare. come dargli torto? :o)
vgl

nicola barbato 08.06.05 17:03| 
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Che strano... Commentando il post "Odio il calcio" mi era venuto spontaneo fare un parallelo tra calcio e vino: calcio e vino possono essere dei provvidenziali piaceri, tutto dipende da come te li propongono e da come li consumi. E come per il calcio, sono sicuro che Grillo non odia il vino in sè e per sè (si accettano scommesse) ma quello che il vino è diventato in quanto prestigioso bene di consumo. Come per il calcio c'è chi se lo gode nella rarefatta atmosfera della tribuna VIP (rarefatta... ma non era da lì che era partita la monetina all'arbitro Frisk? Bah...) e chi si droga di Biscardi e Cannavò, altrettanta differenza passa tra chi degusta un bicchiere di Amarone nell'enoteca raffinata e chi si imbottisce di vinaccio da supermercato che costa meno della minerale. Sia per il calcio che per il vino, entrambi i tipi di consumatore sono lontani anni-luce dal godimento estetico autentico del prodotto. A questo punto ci starebbe anche che il prossimo post domenicale di Grillo sia un bel "Odio la f...a", dopo di che bisognerebbe veramente cercare di capire dove Grillo vuole portare il suo scelto pubblico.

Luca Rinaldoni 08.06.05 16:57| 
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Certo, sarà provocatoria ma è molto centrata!
Il problema non è che i buoni vini Italiani non siano poi così buoni, il problema è che si cerchi di convincere la gente che quelli prodotti in altri paesi facciano schifo e concorrenza sleale!
Inoltre i nostri vini hanno prezzi talvolta spropositati (un "normalissimo" Brunello di montalcino venduto ad uno sprovveduto Finlandese - mio amico - ad oltre 50 € la bottiglia è un furto!) e poco importa se all'estero la stessa bottiglia sarebbe costata molto di più.
Ho assaggiato vini Californiani di ottima qualità che meritano (ed hanno talvolta) attenzione dagl'intenditori (quelli veri, mica quelli che nel vino, quando lo assaggiano, ci trovano aroma di fiori e sottobosco - ridicoli!!!) mentre in Italia sono recensiti quasi come quelli al metanolo.
Il vino proviene dalla terra, dal clima e dalla cura di chi lo coltiva e dalla qualità del vitigno, perché in altri paesi del mondo non devono esserci condizioni per realizzare ottimi vini? Possibile che ciò avvenga solo in Italia?

Massimiliano Ciceri 08.06.05 16:37| 
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concordo e dissento, al solito.
il vino è un caro amico ma, purtroppo, se bevo una bottiglia da 10 euri e dopo ne assaggio una da 40, 99 volte su cento la differenza è abissale.
abissale.
il che, tuttavia, non giustifica certi prezzi. e infatti mi do dei limiti di decenza, al ristorante come in enoteca.
un sassicaia o un tua rita non li berrò mai, a meno che non me li regalino (ahem). ma distinguo tra chi ha costi maggiori perchè, ad esempio, fa un'agricoltura biologica della vite e chi ha costi maggiori perchè si è fatto rimettere a nuovo la cantina da un architetto dai pantaloni a scacchi.
e la barrique?
la barrique, come dice un vignaiolo pazzo che la ha in odio, è come il trucco per le donne: un filo può aiutare, ma troppo è da mignotte.
detto questo, cercando e avendo pazienza, si trovano produttori eccezionali ed onesti.
se la pazienza e il tempo scarseggiano si capita a bere un supertuscan barricato da 50 euri (ma la fortuna serve anche in questi casi...).
buono, sì.
tuttavia.

nicola barbato 08.06.05 16:29| 
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anch'io in parte condivido lo sfogo di beppe grillo. Il vino si è allontanato dalla dimensione più genuina e culturale per diventare una sorta di oggetto prezioso da sfoggiare o collezionare.
Mio padre ha 83 anni, è viticoltore e fa vino all'incirca da 60 anni; si è sempre rifiutato di trasformare la sua piccola cantina in un'azienda più moderna e ha continuato a fare vino senza saper nulla di enologia o di tecniche di produzione. Quando bevo il suo vino sento l'appartenenza al luogo, è un gusto imperfetto, ma in quei sapori io ritrovo, in parte, la mia identità familiare.

Non dimentichiamoci inoltre che l'uva è una delle poche produzioni agricole che permette di vivere dignitosamente pur avendo una piccola proprietà terriera. Il nostro modesto benessere è dipeso da questo: se avessimo coltivato fagioli, pesche o grano, chissà dove saremmo ora, chissà se avrei potuto laureami...

I veri speculatori sono chi vende il vino in bottiglia o i ristoratori. L'uva ha un prezzo persino basso: provate, provate a coltivare la vite, a sentire la fatica nelle vostre braccia, nella vostra schiena

Cordialmente

andrea demagistris 08.06.05 16:00| 
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vino californiano! "PREZZI BUONI"

POVERI MESSICANI.

marco sanna 08.06.05 15:51| 
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FINALMENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma voi sapete veramete cosa bevete?
E' ora che si faccia luce su questo mondo oscuro,dove la qualità la fa solo il prezzo e l'etichetta e un risretto gruppo di "esperti"! Invece non sai che c....o ti danno da bere,le uve viaggiano tutto lo stivale comprate a pochi euro da un "morto di fame" di un contadino e te di danno da bere un vino costosissimo e super trattato.

Marco Tiberi 08.06.05 15:14| 
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caro Bebbe sul vino l'hai sparata grossa,non si può odiare un prodotto che è un vanto dell'economia e della cultura italiana.
Un settore dove le regole vengono rispetttate e dove i cialtroni vengono puniti(altro che la politica),non sono d'accordo nemmeno sull'eccessivo prezzo dei vini,c'è ampia scelta da 3 euro in sù sta al consumatore decidere.
Viva il buon vino italiano caro Bebbe,grazie per tutte le informazioni che ci dai,ma su questo tema sei in torto.

nicola mongiardo 08.06.05 14:31| 
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E' vero, meglio non generalizzare.
Però credo che l'iniziativa "odio" sia soprattutto una provocazione.

Francesco Rustichelli 08.06.05 14:15| 
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Mi pare ci sia un gran casino (in Italia almeno, all'estero no so) sul tema del "mangiare e bere bene" (all'italiana appunto).

Premetto che sono genovese (e quindi mi sento istintivamente vicino all'esortazione alla parsimonia invocata dal mio conterraneo).

Ciò detto non capisco tanta veemenza da parte di molti opinion maker (non so se in questo contesto piaccia l'espressione, me ne scuso) contro la qualità del cibarsi e del bere. E' vero che la qualità non è per forza legata al prezzo (una enoteca a Roma vicino Largo Argentina ne è la riprova). E' altrettanto vero che non può essere l'economicità un parametro di riferimento per la qualità.

L'industria del vino d'elite, in quanto tale, può interessare solo le elite e quindi penso di poterla trascurare in questo caso. Attenzione a non sacrificare invece la qualità dei prodotti tradizionali in nome di quell'economicità talvolta (spesso?) raggiunta a scapito di materie prime o procesi produttivi di scarso vaore, nonchè di strategie commerciali basate su economie di scala a grande raggio e sradicamento di tradizioni e peculiarità locali.

Il mondo è (sempre stato) complesso (vaglielo a dire ai mercanti cinquecenteschi che la loro era una vita "semplice"!!!), ma la soluzione non mi pare possa essere fornita da alternative radicali. Occorre credo un misto di ragione, intuito, capacità e incoscienza (sense and sensibility, potremmo dire). Mi spiace quindi si incorra spesso in posizioni massimaliste pro/contro aspetti cruciali dello stare nel mondo quali ad esempio la qualità dei cibi di cui ci nutriamo.

In appendice spendo una parola in soccorso del tappo in silicone che: è riciclabile, resiste più del sughero in ambiti climatici non favorevoli e permette maggiore resistenza del prodotto. Tutto sommato per vini di qualità anche medio-alta fa il suo sporco lavoro!

Saluti e grazie per l'attenzione.

Matteo.

Matteo Bocci 08.06.05 14:10| 
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Ma davvero è possibile portarsi il vino da casa anche in Italia?

Se è così è fantastico! Negli USA lo fanno da una vita e non c'è nulla di cui scandalizzarsi!

Cosi porto il vino che voglio oppure lo stesso che hanno sulla carta dei vini al ristorante ma con un costo decisamente inferiore!

Pierpaolo Palmisano 08.06.05 12:55| 
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ciao, beppe volevo dirti che appoggio pienamente le tue critiche sopratutto sul tema" embrioni"..vorrei sopratutto che le donne non si facciano convincere dalla loro ignoranza alimentata dalla falsa moralitá

federica puddinu 08.06.05 12:31| 
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Ciao.
E' sicuramente vero, bisogna "ridimensionare" alcuni aspetti del mondo del Vino, ma ritengo che Uccidere l'agricoltura Italiana ed i viticoltori "onesti" promovendo una concorrenza staniera talvolta SLEALE ( vedi coso manodopera, fruttamento etc. )non sia una mossa così saggia. Bere bene ed ad un prezzo onesto è un obbiettivo, darci mattonate sui coglioni da soli, non penso lo sia. Cosa ci mettiamo al prosto dei Vigneti ?? Le ville dei politici ?
Bye.

Fabrizio Favro 08.06.05 12:15| 
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Discussione

Caro Beppe e cari tutti, io il vino non me lo posso fare da me in quanto non ho la vigna. Fortunatamente abito in una zona, il canavese, dove il vino buono c'è e lo trovi anche a buon prezzo. Comunque credo che il punto centrale sia il business e non il prodotto in se stesso!! che può essere il vino, il calcio o i pannolini...la guerra da combattere è un'altra...e chi segue Grillo dovrebbe ormai saperlo. Cos'è il business? è trppo grande e bisogna scinderlo per catturare l'attenzione di quanta piu' gente possibile. Se dici odio il business e posti il tuo pensiero ti risponderanno 3 persone. Ma se cominci a sm...are tutto quello che lo compone crei una discussione pazzesca come è stato con questo post di Beppe. Mio nonno, come me e mio padre, è un'amante del vino (anche se io lo distinguo solo dall'aceto) e non si siede al tavolo senza il suo bicchierino ( il calice me lo ha scambiato per il decanter ) e senza la sua bottiglia da 2 euro il litro!! 20 euri a bottiglia?? il nonno Paolo mi ha detto che sono pazzo e che me lo posso bere tutto io...ahahaha!!ragà sveglia...l'informazione: per risparmiare basta cercarle le cose e non per forza andare oltre oceano. Guardate vicino la vostra città o il vostro paese, cercate chi produce vino e chiedete al vostro ristoratore, wine beer, taverna o quello che volete di annoverare tra i suoi fornitori il vino o la cantina che avete trovato. Ad Ivrea l'erbaluce lo trovi in bottiglia in cantina a 2,75 (poco meno di 2 euri sfuso da botte )euri e 8/9 euri nelle enoteche...non sono i 5 euri di Marsala ma che volete...non lo comprate...non siete obbligati. Detto questo mi defilo e...cin cin a tutti.

Stefano Mercurio 08.06.05 10:45| 
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Caro Grillo... mi dispiace ma non approvo il tuo messaggio per una volta.
Io lavoro come ristoratore nei Caraibi a San Juan Puerto Rico, e vivendo fuori dall`italia ho potuto vedere le differenze dei vini nostrani ai vini mondiali.
L`italia come la Francia e la Spagna vendono vini che hanno un controllo e una qualita` superiore ai vari cileni, californiani e australiani.

Senza dire che il regori della varie denominazioni italiani non permettono come ai vini californiani e chileni di irrigare le vigne cosi da avere sempre ogni anno una buona produzione che abbassa notevolmente il prezzo.
Continuando dal fatto che nei californiani ci sono vini economici come gallo (non lo bevete vi prego :D) ma ci sono i vari silver oack (100$ a bottiglia) e molti altri che non vado a nominare.
Bhe onestamente di sicuro siamo meno competitivi.... ma e` come quando vendi le macchine... la bmw la paghi piu cara della fiat ma corre della madonna :D
Spero che tu passi per puerto rico cosi ti incazzi anche per me... qui una bottiglia di vino a meno di 10$ non la trovi!!!

Lasciamo stare il vino italiano... ancora e` buono!!!!

Dario Iovannone 08.06.05 07:58| 
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AMO IL VINO DELL'ANTICHITA' quello greco,romano ed etrusco con aggiunta di acqua che purtroppo non è "in" per i degustatori,AMO anche il vino con un filo di miele...bellissimo il libro di uno studioso americano sulla storia del vino nel mondo antico,il titolo:l'archeologo e l'uva...

davide ferro 08.06.05 06:56| 
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Caro Signor Grillo.
Metto questo post nella sezione "Odio" pur riferendomi all`argomento della settmimana scorsa.
Forse sono paranoico, ma la coincidenza tra il suo post di "odio" al calcio e la nuova reclame di non so quale automobile con famosi calciatori che dicono "ferma chi odia il divertimento!" riferendosi al calcio, non mi sembra solo una coincidenza.
Il suo sfogo e la sua affermazione di cominciare ad odiare il calcio mi trovano d`accordo. Ho sentito il suo intervento pubblico al convegno "Crescere tra le righe" tenuto a LaBagnaia e quindi mi domando se non abbia infastidito qualcuno che non ha perso tempo a fare una pubblicita' tutta carina ed allegra, come sanno ben fare, e diretta ai "giovani" dove bisogna bandire "chi odia il divertimento".
Nella reclame suddetta chi odia il calcio e` visto come una vecchina con un cortile pieno di palloni bucati, persi dai ragazzini che giocando le buttavano la palla nel cortile.

Lo so, posso sembrare eccessivamente prevenuto fino a vedere fantasmi dove non ci sono, ma conoscendo la maniara subdola e totalmente di parte di fare informazione che la televione usa per pilotare le menti con il medium di massa, la mia perplessita` mi sembra lecita. Anche a lei a fatto lo stesso effetto?
La ringrazio per la sua attenzione.
-Claudio Cecchetti-

Claudio Cecchetti 08.06.05 00:33| 
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Caro Beppe

Nel vino ci sono dentro da quando sono nato ,ero piccolo ma ricordo bene i tempi eroici e carbonari premetanolo con pochi produttori che cercavano veramente la qualità ed i pochi adepti che ne apprezzavano gli sforzi ;poi ventanni di Paese dei Balocchi ed infine eccoli i miei Lucugnoli con la coda e gli orecchi da Asino a piagnucolare la loro innocenza!

Quindi bravo Beppe a porre l'argomento anche se per me hai sparato una cazzata (grossa) ed hai perso un'occasione (buona).

Andiamo per ordine:
1-America e Australia producono vini/bibite devitalizzati ,completamente costruiti pezzo per pezzo con tecniche aberranti(acido tartarico ,polifenoli aggiunti ,concentratori ,aromi ,polvere di legno ,irrigazioni massicce a pioggia!! è tutto vero leggiti The Wine Spectrum di Chris Somers padre dell'enologia australiana ,c'è da aver paura solamente a prenderla in mano una bottiglia siffatta!).Beppe sveglia!Questi sono i cinesi del vino!Il bello è che spesso ci siamo vergognati delle nostre diversità acquisite in secoli di storia enologica e ci siamo messi a rincorrerli sulla strada del "gusto internazionale" Noi che avevamo tutto da perdere!

2-Il vino è RIVOLUZIONE!Essere veramente esperti di vino signifca essere esperti dei propri sensi.
Significa spegnere il cervello e avvicinarsi ad un calice senza nessun preconcetto ,aspettativa ,pensiero.
Significa lasciarsi guidare dai propri sensi ,lasciare che questi frughino nel magnifico archivio olfattivo-emozionale che c'è nell'hard disk della nostra mente.Saranno loro ,i nostri sensi ,che a un certo punto ci diranno "mi emoziona -non mi emoziona" ,il vino parla a chi lo sa ascoltare.
E allora Beppe capisci bene che gli imperanti professionisti della menzogna (scusa loro lo chiamano marketing...) hanno un fottuto bisogno di riempirci la testa di pensieri indotti anche su un argomento edonistico ed intimo come il consumo di vino.
Essere liberi bevitori di vino significa anche essere liberi pensatori e non più cavie/consumatori sulle quali trapiantare falsi bisogni a fini di lucro.
E ti sembra poco?

Ce ne sono tante di persone belle in questo mio mondo ,solo che non fanno rumore ,bisogna saper ascoltare ed aspettare...

Gabriele Martinetti 07.06.05 23:50| 
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Amo il vino!

Avrei voluto scrivere su questo blog solo per ringraziare Beppe delle tante informazioni che ogni giorno ci fa conoscere o ci inviata a ricercare, invece mi trovo quasi offeso e i ringraziamenti li ridimensiono un po’.
Purtroppo questa volta ha voluto generalizzare su un argomento che ritengo viva una realtà diversa.
Proprio Beppe che cerca di far crescere una coscienza, un senso critico alla gente, anche se è un comico, questa volta è caduto in una banalità sostenuta solo dalla televisione.

Il mercato italiano del vino è così ampio e ricco di diversità che non merita tanto ODIO !!!

Si può essere d’accordo su alcuni passaggi del suo articolo, però questa volta non c’è nessun Tronchetti–Provera da demonizzare.
E’ vero, in questi ultimi anni la moda per il vino e il suo indotto è cresciuto moltissimo, e c’è chi ne ha approfittato.
Quello che voglio sottolineare è che la realtà economica del vino è ben diversa, specialmente per le cooperative che ogni giorno lottano per restare sul mercato anche se hanno prodotti di buona qualità con prezzi super accessibili.

Vivo a Vignanello in provincia di Viterbo, da millenni (fonti verificabili, es. LIVIO, storico latino) qui si produce un buon vino che raramente raggiunge in cantina un prezzo superiore ai 3 euro, tranne che per un solo prodotto un rosso “bariccato”, invecchiato 2 anni che costa 10 euro; i vini di questa zona seguono i disciplinari del Biologico, dell’Indicazione Geografica Tipica IGT o della Denominazione di Origine Controllata DOC, i consumatori hanno tutte le garanzie che i vini non subiscono “manipolazioni”o sofisticazioni.
A Vignanello c’è una Cooperativa con circa 1200 soci che lavorano tutto l’anno le proprie vigne affinché producano ottima uva, che poi si trasformerà in ottimo vino.
Arriva BEPPE GRILLO e dice a migliaia di persone
ODIATE IL VINO ITALIANO E ACQUISTATE QUELLO STRANIERO!!!!
NO, NON LO ACCETTO.
La cooperativa si è costituita per portare dei benefici ai soci e ai consumatori, grazie ad essa, ma anche altre migliaia in giro per l’Italia, si riesce ad avere un prodotto di qualità a un prezzo accessibile che ottimizza le spese, soprattutto per l’impegno diretto di tutti i soci.

A questo punto mi pongo alcune domande:
I vini del resto del mondo come vengono prodotti???
A quali sofisticazioni vengono sottoposti???
Quanto inquinano, dato che devono essere importati?????
Quanti bambini vengono arruolati per la raccolta delle uve???

Sono certo che le risposte non sono facilmente reperibili, in Italia, invece, esistono regolamentazioni molto serie e sono continuamente verificate da varie autorità competenti tra cui reparti speciali dei Carabinieri.
Per i prodotti italiani possiamo stare sicuri.

Caro Beppe, o chi la pensa come lui, se passi per Roma, per Viterbo o per Terni fammelo sapere, Vignanello è nei dintorni.
Ti vorrei portare a visitare le nostre vigne, le cantine, quelle nel tufo e gli stabilimenti attuali, infine ti farei assaggiare i nostri vini bianchi e rossi che sicuramente apprezzerai dal primo all’ultimo.

Chissà se non ti viene voglia di propagandare la bontà del prodotto come fai per le cose che pensi possano, in qualche modo, aiutare a migliorare la qualità della vita, es Skype o Wikipedia.
Comunque vorrei anche far sapere a tutti che ogni anno dal 10 al 15 agosto si organizza la festa del vino di Vignanello venite a trovarci, non ve ne pentirete.

Vincenzo Pacelli 07.06.05 23:47| 
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Caro Beppe, è proprio vero quello che dici sul vino. Per tre anni ho vissuto in campagna mi sono fatto il vino ed ho scoperto una cosa. Solo chi si fa il vino per se, e per vino intendo la spremuta d'uva fermentata può capire di cosa sto parlando. Il vino è davvero un dono del cielo: il vino(la spremuta d'uva fermentata) ti regala l'ebbrezza sensazione davvero magica ed indescrivibile. La mente è leggera e vola alta, lo stomaco libero e non aggravato. C'è solo un piccolo handicap:devi rischiare. Ovvero devi dire: io questi 3, 5, 10 quintali d'uva me li gioco; se va bene avrò un buon succo d'uva sennò no. Chi lo fa per mestiere lo deve inevitabilmente lavorare, modificare, addizionare, pastorizzare ecc. ecc. ecc. ecc. E' difficile assaggiare il succo d'uva fermentato perchè chi lo produce, e gli viene bene, è mooolto restio a separarsene. A regà, arifamose er vino!

luigi de benedictis 07.06.05 23:06| 
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Cosa diavolo è questa cosa ODIO-ODIO-ODIO... non scadiamo così per piacere! L'eccellenza nel vino come in tutte le cose va rispettata anche se a permettercela non siamo noi! Se 40 anni fa non c'erano i ricchi a comprare le macchine costose, dove venivano installate per la prima volta le innovazioni tecnologiche anche in fatto di sicurezza, oggi non avremmo macchine più sicure per tutti!! Cosa diavolo è questa cosa che una bottiglia di vino non può costare più di venti euro??!!??! Non sta ne in cielo ne in terra... abbi rispetto per chi ci crede, chi ne capisce o ha la pretesa di capire le differenze tra una bottiglia ed un altra. ... Ma è logico o no??

fabio garau 07.06.05 20:47| 
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...io non odio nulla,semplicemente a pari qualità scelgo il vino più buono e conveniente. Ma visto che in america OGM è legale, evito il vino OGM. Visto che la cina è sempre + inquinata, evito il vino al chimicone. E poi, visto che al vino italiano lavorano viticultori italiani,sempre mantenendomi lontano da certi eccessi.. ciao a tutti e...moderazione!

alberto castiglioni 07.06.05 20:28| 
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il vino...dalla california?

Proprio tu che "perchè ognuno non si beve la sua c***o di acqua?!?"

Sto giro non ci siamo proprio.Eh no...

Matteo Strada 07.06.05 18:53| 
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ODIO L'ODIO

BOICOTTIAMO I POST DELL'ODIO.

GG

giorgio gabel 07.06.05 18:35| 
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Per Vittorio Rena:
" La parola odio, in questi casi, va assolutamente usata. "
Se usi la parola " odio " contro il vino, che parola userai per i pedofili assassini?
La parola " amore " ??

matteo martini 07.06.05 18:17| 
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Per Iavan Iorio:
" acquistare dalla cina, che voglio invadere il mercato barbaricammente, senza regole, un paese in cui ti mettono in galera per una semplice infrazione impensambile in europa..allora non va bene, meglio i dazio contro questa genete : momento: non ho nulla contro i cinesi ma molto contro i pseudo industriali che sfruttano i icesi per poi guadagnare l'ira di dio in italia "

Il paese " senza regole " e' senza regole perche' ancora non sviluppato e se vogliamo che si sviluppi bisogna che favoriamo il progresso industriale cinese e gli imprenditori italiani che investono in Cina

matteo martini 07.06.05 18:15| 
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Io il vino me lo faccio e me lo bevo...
e sono SICURO che dentro c'è l'uva solo l'uva...
negli altri vini "buoni" cosa c'è???
il tabacco muschiato con retrogusto di violetta del sottobosco ecc.ecc. ma facciamola finita..

Ettore Carloni 07.06.05 18:04| 
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Io adoro il vino. Ma questo non fa testo. Anche perché il suo post non si riferisce alla bevanda ma all'insopportabile sematica (presunta) di cui il prodotto è stato (a scopo di marketing) dotato. Causando ahimé un rigetto.
L'unico punto che contrasto è che invece di osannare i buoni ed economici vini cileni, possiamo pensare ad una politica che non rincari le nostre bottiglie in enoteca di puù del 100% (quello che ha chiamato "effetto stappo"). Ciò che paghiamo 20 in vineria, ci viene 10 dal rappresentante, al negozio di coloniali, o anche al supermercato se non cerchiamo le firme esclusive. 10 è tanto ugualmente. Ma io ho trovato un bianco cileno a 12 € in birreria (!) e un gustoso Nero d'Avola a 13 in enoteca. Mah...

Deborah Marinacci 07.06.05 18:00| 
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Oh, Grillo ! ma non hai nient'altro da fare che odiare il vino ?? Sei bravo, ma con l'età che avanza ti stai rimbambendo... avanti così e ti ritroviamo Presidente della Repubblica. Ti adoro lo stesso, ciao.

Tullio Quagliotti 07.06.05 17:21| 
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X Mario Panzieri

grazie per la tua cortese risposta.

permettimi solo di dirti che qui si tratta di sostanza e non di forma

come dire: non guardiamo il dito, ma a cosa quel dito ci indica.

E un bel dito ci indica che dobbiamo detestare chi ha trasformato qualsiasi piacere della vita in una sporca macchina mangiasoldi e spremipersone

E un altro bel dito (MEDIO) lo dobbiamo puntare noi verso queste persone.

La disputa sui termini corretti da usare è un qualcosa che non mi interessa affatto.
Se proprio non vogliamo usare odio, possiamo usare una frase proveniente da Oxford come: "mi sta sulle balle", ma intanto il risultato non cambia e poi abbiamo sprecato 3 parole per dire la stessa cosa

Mark Brio 07.06.05 17:16| 
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AMO il vino, quello "buono".

AMO il vino barricato (non eccessimente) con retrogusto di muschio,
il vino VA degustato, AMATO NON BEVUTO, il vino DEVE ESSERE tenuto in bocca, il vino VA fatto respirare.

AMO questo vino con tutte le mie forze.

AMO il vino prodotto dai Gaja, Frescobaldi, Incisa della Rocchetta (Sassicaia dice qualcosa?), MA NON SOLO LORO!!!
AMO le cantine fatte dai grandi architetti.
NON CONOSCO Cantine arredate, attrezzate a sala congressi, con sopra un Relais Chateaux con 50 camere lusso.

AMO le vigne perfettamente allineate, senza un filo d'erba superfluo. QUELLE CON UN SOLO GRAPPOLO PER PIANTA!

AMO le bottiglie di vetro, belle, straordinarie, e RICICLATE dopo l'uso.

NON AMO il tappo di silicone, meglio quello di sughero

AMO i grandi intendiori, hanno molto da insegnare se uno vuole ascoltare

TOLLERO tutto ciò che gravita intorno al vino: le riviste, le trasmissioni televisive, i sommelier, gli accessori.

AMO il vino buono!

Per te e chi ti segue i vini australiani, cileni, californiani: economici, sì, ma PESSIMI...
quelli buoni, COSTANO!!!
A VOI, il vino del contadino, quello fatto con i piedi... che bontà!
A VOI, il tavernello quello in brick fatto con un miscuglio di 800 uve di m... In produzione industriale!
A NOI IL VINO BUONO, QUELLO VERO!

AMO e apprezzo tutto i il vino dai 5 ai 500 euro.

Quando vado al ristorate guardo la lista dei vini e, se posso, scelgo quello buono: costa, sì, ma lo AMO!!!
voi continuate a bere galassi e tavernello, il promemoria già ce l'avete

W IL VINO, buono!

Carlo Colomba 07.06.05 17:05| 
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Discussione

Amo il vino.
Mi mette di buon umore, mi alleggerisce e a volte mi aiuta a ridere.
Ho passato momenti meravigliosi con un calice in mano...a volte era anche solo un bicchiere di plastica. Ma andava bene lo stesso..forse ero più giovane.

E poi ci sono state tutte le sbronze..quelle leggere e quelle audaci, che ti devono portare a casa le amiche e il giorno dopo non ne vuoi più sentir parlare...

E poi ci sono state le sbronze di mio fratello, del mio ragazzo, delle persone che amo..e mi hanno fatta ridere..ridotte a uno straccio..con la bocca impastata e i movimenti rallentati e lo sguardo assurdo...
e li ho accuditi con cura..ho ascoltato attenta i discorsi senza senso..e il giorno dopo ci abbiamo riso sopra...

Ho sempre pensato che le persone che non bevono vino siano poco curiose, poco passionali...molto poco interessanti.

Io sono felice..e stasera vado pure a vedere Vasco, che ci ha messo così poco a laurearsi mentre io ho dovuto studiare 5 anni...
però non riesco ad essere piena d'odio...

Mi dispiace per la mia Italia che va a rotoli..
e guardo tutto questo mondo strano che quando ero piccola mi sembrava così semplice.. e poi finisce che diventi grande.

Francesca Berti 07.06.05 16:56| 
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che dire, mi stupisco di stupirmi ancora nell'apprendere quanto rumore si fa su una parola come sull'espressione di un pensiero. Personalmente credo che dovremmo fare più autocritica e meno "al posto tuo" Beppe ha espresso il suo modo di vedere le cose, noi non diciamo "anch'io, nemmeno io, io forse..." perchè probabilmente siamo abituati a criticare e a giudicare, ma come sarebbe possibile il contrario nella realtà in cui viviamo? Ci insegnano a stare "fuori" da noi fin da bambini insegnandoci ciò che è buono e ciò che non lo è
"mangia la pappa che è buona", "no, quello è cacca" ce lo dicono appena nasciamo quando l'isinto primario fa si che portiamo alla bocca qualsiasi cosa per conoscerla, per apprenderla, per incorporarla esatamente come il latte materno che ci nutre. Per favore smettiamola di fare gli insegnanti o i critici, prendiamo i pensieri degli altri come una possibilità di crescita o di conoscenza, poi se ci piacciono li abbracciamo, se no li lasciamo dove si trovano, ma perchè distgruggerli? Sì, è vero anche i "maestri" che hanno criticato Beppe hanno espresso un pensiero, ma vorrei sottolineare che non lo hanno fatto sull'argomento bensì sul modo di vedere o di sentire di una persona che ha il suo vissuto come il suo bagaglio culturale come la sua città di nascita come la sua realtà quotidiana che per forza di cose non può essere come quella di ognuno di noi così come quella di ognuno di noi non può essere uguale ad un'altra.
Con questo non voglio dire che allora tutto è giustificabile, no, personalmente combatto ciò che non gradisco la dove mi è possibile, dove non lo è per forza di cose devo accettarla e mi sforzo di riuscire a distinguere quando è possibile e quando non lo è. Ciao a tutti Rita

Rita Maracchioni 07.06.05 16:26| 
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Amo il Vino, quello BUONO.
Ho gustato con molto piacere quello barricato, passando poi ad altri sapori. Potrei saziarmi del profumo di un vino così come faccio con il suo sapore. Un vino a volte va fatto respirare perché è semplicemente come una persona che è stata rannicchiata in una bottiglia per tanto tempo: si "stiracchia" un po' all'aria prima di dare di nuovo il meglio di sè.
Amo le vigne perfettamente allineate, che disegnano colline e piani pettinati dalla mano dell'uomo; so quale e quanta fatica costi tenerle pulite, senza un filo d'erba. So che chi le coltiva e lo fa con passione non consce sosta, non sa di vacanza. I fili d'erba superflui, il più delle volte, sono piante infestanti che, se non tolte, renderebbero difficile se non impossibile la cura delle piante di vite.
Amo le bottiglie di vetro, di diverse fogge e ciascuna con un senso (la spalla della bottiglia, per esempio, ha la sua utilità per fermare il deposito. alcuni vini on ne hanno bisogno!). Di più: amo anche le etichette che possono raccontare la storia di quel vino.
Mi dispiace per i tappi di silicone (però garantiscono la conservazione perfetta di alcuni vini), perché sicuramente sono meno romantici, oltre che meno naturali.
Mi piace ascoltare alcune persone che amano il vino. Non per questo si deve essere "grandi intenditori", né per forza ai grandi intenditori interessa sempre sapere se un vino sa di gambo di pomodoro o di pipì di gatto per dire se gli piace!
Mi fa sorridere tutto quello che SUI MASS MEDIA orbita attorno al mondo del vino. Però alcuni libri mi sono piaciuti molto, come per esempio: "Confesso che ho bevuto"- racconti sul vino e sul piacere del bere" a c. di Luigi Anania e Silverio Novelli, o "la filosofia del vino" di Massimo Donà, o ancora -storceranno il naso gli anti-slowFood- la giuda "Il piacere del vino", ben fatta, semplice, adatta a chi volesse avvicinarsi a capire un pochino come si arrivi a certe produzioni...
Alcuni vini cileni o californiani non sono malvagi, ma sarebbe interessante, più che fare un distinguo tra la provenienza geografica in sé, guardare a come alcuni vitigni vengono cresciuti e trattati in maniera differente di paese in paese, ti garantisco che si potrebbe capire qualcosa di più dei gusti e dunque anche della cultura dei paesi in questione.
Il vino buono non è più quello del contadino, che gli dà giù di bisolfito o di zuccheri (che in Italia sono illegali) per alzare la gradazione.
Il vino dai 20 euro in su non va necessariamente odiato, né obbligatoriamente apprezzato. Un buon vino si può trovare anche in un range tra i 5 e gli 8 euro a bottiglia in negozio, a 2 euro e mezzo per bottiglia in una cantina. Sul ristorante è differente perché-pensiamoci- il guadagno del ristorante è tutto lì alla fine: il vino è una delle poche cose non deperibili che il ristorante acquista/vende: con quello vengono un po' amortizzate le altre spese. Purtroppo, ma è così.
Portarsi le bottiglie da casa è certo possibile (è capitato di farlo con amici), ma fatelo solo se conoscete molto bene il ristoratore: se è una persona intelligente capirà e magari vi chiederà di assaggiare un po' di quel che avete portato con voi. Se non lo è allora sarebbe comunque meglio cambiare ristorante!

Il vino migliore però, è e resta quello bevuto in compagnia del giusto 'Lui' (o della giusta 'Lei', per i signori ;o). Che sia solo la compagnia a fare girare la testa dopo una buona bottiglia! Salute a tutti e ricordatevi sempre di guardare dritto negli occhi le persone con cui brindate :o)

Lucia Falzari 07.06.05 16:26| 
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Meglio l'odio al vino che l'odio di ricino...

Lupo Marsicano 07.06.05 16:14| 
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Davvero si puo' portare da casa???!!!
Cavolo quanto siamo ignoranti (o dovrei dire quanto sono) e se il gestore dice che non è ammesso come posso obbligarlo?
GRANDE BEPPE!
Rita

Rita Maracchioni 07.06.05 15:56| 
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Mark Brio:

Non ti farebbe male conoscere meglio l'italiano ..non perchè scrivi male ma perchè non sai cosa stai dicendo

Dici : chi si scandalizza per la parola ODIO è solo un bigotto.

Non si tratta di scandalo, ma di avversione per un sentimento che genera solo altro odio. Le persone bigotte
sono colore che sono ostinatamente devote alle proprie opinioni e pregiudizi. Bene, ipotizziamo che io sia
bigotto circa l'odio. Dimostrami , se ne sei capace, come l'odio sia un sentimento costruttivo e positivo. Io sono aperto alle opinioni, non all'odio.


Dici : Chi detesta qualcosa o qualcuno(e questo capita alla totalità degli esseri umani), in quel preciso momento sta odiando.

No, chi odia sta odiando. C'e' una differenza fra detesta ed odiare. Detestare vuol dire non gradire assolutamente qualcosa, a tal
punto da provarne ripugnanza (es detesto il gelato squagliato). Tuttavia NON lo odio..perchè tu odi il gelato ? Vuoi distruggerlo,
annientarlo, schiacciarlo ?

Le parola devono essere usate con moltissima attenzione e tutti possiamo usarle per comunicare ; ovviamente usando un linguaggio
diverso le parole diventano solo dei suoni senza significato , ma anche parlando la stessa lingua è necessario non abusare della
sinonimia : è inutile usare le parole prendendolo a caso.


CRIS TOR

Non credo che debba esistere una tabù nell'utilizzo delle parole, perchè di solito i tabù sono fondati sulle paure. Dunque avere
paura o timore di usare una parola serve solo ad erigerla a feticcio della paura stessa, mentre trattasi sempre e solo di una parola,
uno strumento di comunicazione. Ovviamente, bisogna usarla in modo da rappresentare veramente l'odio e non l'avversione o altre sentimenti meno nefandi.

Mario Panzieri 07.06.05 15:50| 
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Posso cortesemente odiare anche il vino di mio suocero ?.
Vera spremuta d'uva senza " medicina " colore rosso ducotone, sapore gasolio da autotrazione.

Pure gratis.

Abbiamo scoperto l'energia alternativa.

( l'uomo ha novant'anni e non ha intenzione di arrendersi ... Boooh, sarà il vino ?)

marco careddu 07.06.05 15:49| 
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A proposito del referendum o lo scritto di Beppe.Meno male che non sono sola a pensarla allo stesso modo, e vorrei aggiungere una postilla. Una donna che ha il vero instinto materno, non disdegnerebbe crescere un trovatello. Non soffre di una brama egoistica del DOVER avere un figlio proprio a tutti costi. Non parliamo poi della dignità della persona , madre o padre che siano: come si fa all'interno di coppia mettere al mondo un figlio di NN?! (parlando della inseminazione da sconosciuto).Ciao!

mora nika 07.06.05 15:08| 
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Chi si scandalizza per la parola ODIO è solo un bigotto.

Chi detesta qualcosa o qualcuno(e questo capita alla totalità degli esseri umani), in quel preciso momento sta odiando.

Continua così Beppe, anzi raddoppia la dose !


ah dimencavo: odio i bigotti !

Mark Brio 07.06.05 14:57| 
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La parola odio, in questi casi, va assolutamente usata.
L'indifferenza invece sarebbe inaccettabile soprattutto per noi, pubblico di questo blog.
Forza Bebbe, esprimi liberamente il tuo ODIO senza inibizioni.
I giornali, le radio e le televisioni, per accattivarsi il maggior numero di pubblico possibile, sono diventate insipide. Almeno che il Blog di Beppe Grillo sia pepato e salato il giusto.
Ciao
Vittorio Rena
virking72@yahoo.it

Vittorio Rena 07.06.05 13:49| 
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Il servizio "stappo" ... come in Australia!!

Il vino ... non c'è cosa più bella di un bicchiere di vino, sulla spiaggia, di fronta agli amici.

Grande Beppe, ti seguo sempre!

roberta bacchini 07.06.05 13:39| 
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Qualche giorno fa alcuni miei amici hanno messo sul piatto una bella patata bollente, quella patata che più passa il tempo e più scotta, ma che in questi giorni trovi ugualmente nella bocca di tutti.
Mi riferisco al referendum, cui domenica e lunedì prossimi alcuni sono chiamati ad esprimere un parere, altri sono chiamati a disertare.
Ecco i quesiti: 1) Si può fare ricerca clinica e sperimentale sulle cellule embrionali con finalità terapeutiche e diagnostiche? Si…No…vo al mare.
2) Possono accedere alla procreazione assistita anche coppie portatrici di malattie genetiche, senza che per forza gli vengano fatti produrre solo 3 (tre) embrioni e dopodiché gli verranno infilati a forza nella pancia anche se si sa che il figlio potrebbe nascere…che so…senza gambe, con mezzo cervello, ecc…ecc..? Si…No…sto a casa a grattarmi.
3) Un embrione ancora in gestazione e una persona nata sono la stessa cosa? Si…No…chi ha vinto il Gran Premio?
4) Se è il marito sterile, si può far fecondare l’ovulo della moglie da uno spermatozoo di un donatore esterno se entrambi sono d’accordo? Si…No…c’è la gara di pesca a Cornia.
Quelli che di noi si sono espressi, hanno sostanzialmente appoggiato l’ipotesi della diserzione referendaria, per il fatto che i quesiti riguardano una sfera a cui non ci si sente in grado di poter dare un giudizio.
Ora…secondo voi, quelle poche persone che hanno concepito, portato avanti e approvato una legge del genere su questo argomento ne capiscono più di noi? Ne dubito altamente, molti dei promotori della legge sono arciconvinto che non sa nemmeno cosa sia la meiosi o la differenza tra una cellula animale e vegetale o cosa sia un procariote o un eucariote.
La legge 40 è il tentativo evidente di nascondere l’ignoranza umana con dogmi proibizionistici nel nome dell’Etica e della Morale.
Il mio amico Maurizio è entrato nel merito, onestamente tirando fuori tutte le sue sacrosante perplessità di essere umano che si trova di fronte alla problematica di “cosa è la vita, quando comincia, da quando inizia un essere umano?”. Lui in 30 righe ha detto molto, Oriana Fallaci in 4 pagine di giornale non ha detto niente.
Siccome sui quotidiani sportivi sul Siena non era riportato praticamente niente, mi sono letto avidamente l’articolo che costei ha scritto sul Corriere della Sera.
E’ stata costretta a tirare in ballo Fidel Castro, Mengele, Hitler, Frankenstein, la vivisezione, Auschwitz e Mauthausen, Huxley e una ventina di autocitazioni, per far capire al lettore, alla fine del suo articolo, che il succo fondamentale dell’esistenza umana è il sesso.
Si il sesso.
Quando da troppo tempo non si assapora il gusto passionale della carne, oppure nella propria vita se n’è assaporato poco e forse male, succede che vanno in acido gli ormoni e uno poi si sfoga con quello che si trova tra le mani. Lei se l’è presa con la scienza, con le libertà naturali degli individui, con la gamba di legno di Pietro Gamba di Legno che piace tanto a Trudy.

L’argomento è tosto lo so, ma è bene non delegare in queste cose chi ne sa forse meno di noi.
Questa legge non ha nessuna base scientifica, ha solo una base ideologica. Punto.
La morale è un bel piatto di spaghetti fumante, il moralismo è un piatto di spaghetti vomitato in terra. L’ideologia sta all’ideale come il moralismo sta alla morale.
Da un punto di vista scientifico una cellula uovo fecondata da uno spermatozoo non è un individuo, può diventare uno zigote unicellulare, poi dividersi in 2 poi 4 poi 8 cellule, fino ad arrivare ad un individuo di un milione di miliardi di cellule, ma il cammino è lungo.
La trascrizione del genoma o se preferite del DNA avviene allo stadio di 4 cellule, circa dopo 50 ore dalla fecondazione, forse in quel caso si può parlare di inizio dell’individuo, ma certo non prima.
Perché se ideologicamente potenzialmente un ovulo fecondato è un individuo, lo è anche quello non fecondato così come lo spermatozoo.
Forse è per questo motivo che le mestruazioni femminili sono tradizionalmente considerate impure, in quanto la donna ha sprecato il suo ovulo, quindi in peccato, oppure la masturbazione maschile è considerata l’atto impuro per eccellenza in cui noi tutti abbiamo provveduto a creare dei genocidi di dimensioni galattiche.
Essendo un comune cittadino che ha qualche conoscenza messa in croce di genetica, biologia e biochimica ho cercato di farmi un’idea sulla questione, anche perché tendenzialmente ho la brutta abitudine di vedere o bianco o nero (sempre fedele alla balzana insomma..) e purtroppo c’è sempre una zona vasta di grigio, invisibile ai miei occhi, che le persone forse meno impulsive del sottoscritto riescono a cogliere.
Ho il brutto carattere di voler sempre avere un parere su tutto e fino a quando qualcuno non mi dimostra il contrario, mi do anche ragione!
Figuriamoci come posso considerare chi vuol dimostrare la realtà delle cose attraverso l’ideologia, anziché attraverso il ragionamento scientifico.

Prendiamo il primo e più dibattuto quesito referendario.
Per la Legge 40 le cellule embrionali non possono più essere utilizzate per la ricerca, in quanto non etico.
La situazione è delicata, dato che in effetti da un embrione potenzialmente si può avere un nuovo individuo e per chi sostiene questa legge utilizzarne le cellule è una sorta di violazione al diritto dell’embrione a svilupparsi come essere umano.
Si entra in un mondo assai complesso, di difficile e sempre parziale lettura da qualunque punto si guardi, in quanto si va a stabilire con questo divieto in modo categorico, cosa è la vita e lo si fa solo da un punto di vista ideologico.
Praticamente si rinuncia a salvare alcune migliaia di vite umane nel prossimo futuro, per preservare alcune cellule a cui si attribuisce il valore supremo della sacralità della vita. Da qui si apre una nuova domanda, è più etico tentare di curare e debellare malattie mortali che affliggono il genere umano oppure è più etico lasciare che la natura segua il suo corso?
In pratica si vede solo in un certo tipo di cellula la vita, come se tutte le cellule non fossero dotate di una vita propria che le fa nascere, mangiare, respirare, riprodurre e morire.
Da un punto di vista etico, anche questa non è ugualmente una forma di vita? Dov’è scritto che esiste una vita più vita e una vita meno vita? Nei dogmi ideologici. Solo perché alcune potenzialmente danno origine ad un essere umano e altre invece ne fanno parte? E’ qui la differenza?
Allora si ritorna sulla preservazione anche della vita degli spermatozoi e degli ovociti..
Come la Fallaci, molti vomitano strali inquisitori su tutte le sperimentazioni scientifiche anche se portano e hanno portato alla risoluzione di un sacco di patologie, collegando poi questo aspetto delle staminali embrionali alla vivisezione, ai macellai nazisti, al miglioramento della razza.
Alcuni sono promotori di una sorta di fatalismo divino, in cui se una cosa deve andare in un certo modo è giusto non interferire.
Se uno è malato di cancro allora è bene non interferire? Se hai l’alzaimer è bene non interferire? Se hai l’hiv è bene non interferire? Se hai bisogno di un trapianto è bene non interferire?
Già..anche questo altro aspetto non da poco, su cui vorrei fare una domanda agli “astensori”..è etico aspettare e sperare che qualcuno tiri le cuoia quanto prima perché hai un fegato da buttare che deve essere sostituito quanto prima? E’ morale?
Ho un pensiero che mi rimbalza nella testa ormai da anni e si rafforza sempre più. Ad un certo tipo di cultura integralista-occidental-filomedievale piacciono molto più gli esseri umani potenziali che quelli reali. Si fa di tutto per far nascere individui, in qualunque modo e situazione, poi però una volta nati perdono d’interesse. Anzi più sono disgraziati e la condizione di vita è disagiata meglio è, per appagare quel desiderio di commiserazione e cupezza intrinseco a questo tipo di cultura strisciante.
E ancora.
E’ morale fare la sperimentazione sugli animali? Chi crede che non lo sia, deve smettere di usare ogni tipo di medicina e non farsi più un vaccino, in quanto prima di infilarci in bocca anche una pasticca per il mal di testa, chissà quanti maiali, scimmie e topi sono dovuti morire!
Detto questo…pensiamo anche che grazie a questa legge il nostro paese ha già perso un anno di ricerca sulle staminali, che pagheremo in costi monetari e sociali prima o poi nei confronti di tutti gli altri paesi.

Secondo quesito.
In tutti i paesi del mondo e prima dell’entrata in vigore di questa legge in Italia, quando ad una donna che per vari motivi non riusciva ad avere figli, attraverso una stimolazione ormonale venivano fatti produrre diversi ovociti, poi fecondati e impiantato quello sano che avrebbe potuto portare a termine la gravidanza, gli altri chiaramente venivano utilizzati per la ricerca delle cellule staminali embrionali.
Oggi avviene la stessa cosa, ma se ne fecondano solo 3. Comunque siano venute vengono impiantate.
Non importa cosa accadrà, anche se il figlio avesse una grave malattia che magari lo fa campare un’ora o un giorno con sommo strazio della madre e del padre, con la benedizione di qualche sacerdote e la commiserazione degli integralisti-occidental-filomedievali, così dovrà essere.
Meno male che ancora esiste la possibilità di scelta sull’aborto (ancora per poco se questo referendum fallisce), dato che avere un figlio diversamente abile è una scelta coraggiosa, richiede un sacrificio assoluto della propria vita dal momento della sua nascita fino alla fine dei suoi giorni, sia in termini economici che di condizione umana. E chi non se la sente fa bene a non prendere nemmeno in considerazione tale ipotesi, prima magari di tenerlo legato ad una catena a vita, come accade di trovare di tanto in tanto, oppure di ucciderlo dalla disperazione.
Ma alla nostra società voieristica, ipocrita e in cerca di mostri da sbattere in prima pagina piace così.
Far nascere figli a forza, scagliando strali contro chi vorrebbe magari interrompere una gravidanza impossibile e plaudendo e divorando avidamente le cronache che parlano di genitori che affogano bambini o li vendono o li rinchiudono in un armadio appena nato, lasciandocelo a putrefare per un mese (ricordate? E’ accaduto anche a Siena qualche mese fa). Chiedendo magari per loro la pena di morte. Sarebbe stato il caso magari di spiegare a queste madri che se non se la fossero sentita avrebbero potuto scegliere di abortire…dato che abbiamo un tessuto sociale non in grado di aiutare una madre in difficoltà e di conseguenza ad accogliere i suoi figli. Cinquant’anni fa le famiglie erano composte da dieci-quindici persone, con le donne che si aiutavano l’un l’altra dopo una gravidanza, quando ti nasceva un figlio li avevi visti nascere altri 4 o 5 da zie e sorelle e casi come questi non sarebbero mai accaduti. Una madre in difficoltà non sarebbe mai stata sola e avrebbe superato la depressione post-parto senza ripercussioni. Oggi non è così.
Ma l’importante è che nascano, non importa come, non importa per quanto…perché così ci piace, perchè è terribilmente etico!

Il terzo quesito.
E’ praticamente legato al secondo. Parla di “diritti del concepito”, neanche embrione…concepito.
Quindi una cellula fecondata ha il diritto di essere infilata in pancia, anzi ce la infilano a forza.
Poi però del diritto della madre, considerata alla stessa stregua di un contenitore di embrioni, fatta di carne e sangue, non ce ne importa una sega.
Non ci importa una sega, secondo questa legge, se occorre sottoporre una donna a cure ormonali dolorose e dannose per poi prenderle 3 ovociti solamente e se la cosa non va a buon fine deve ricominciare tutto da capo. Tutto ciò è molto etico.

Quarto quesito.
Questa legge non prevede che se ad essere sterile è l’uomo, qualcuno esterno alla coppia possa donare uno spermatozoo sano.
Molto più etico in questo caso farsi trombare la moglie, almeno non ci sono più imbarazzi morali e non si infrange la legge.
I fans di questa legge, difendono questo articolo perché considerano il fatto che un figlio abbia un padre biologico diverso da quello legale non sia etico, anzi illegale. Bene tutti i figliol di troia sono fuorilegge da un anno.
Non importa se un padre amerà questo figlio, anche se non sarà parte del suo sangue. La cosa importante è che non abbia figli.

Un altro cavallo di battaglia dei fans dell’oscurantismo medievale, è quello delle adozioni.
Già.
Se una coppia non può avere figli, deve adottarli.
Qualcuno ha un’idea delle difficoltà di adottare un figlio in Italia? Occorrono svariati anni, occorrono svariati viaggi per il mondo perché un figlio italiano non lo adotterai mai e occorrono minimo 40 milioni (20 mila euro) a disposizione. Una cosa alla portata di tutti insomma.
Tutto molto facile. Tutto molto naturale. Tutto molto etico.

Sono del parere che il proibizionismo non ha mai portato a niente e mai lo porterà. Né lo stato, né la chiesa, né un partito può decidere di scelte morali, etiche totalmente personali e individuali.
Uno stato, una società deve preservare prima di tutto i suoi cittadini, facendo in modo che possano godere di cure appropriate, le migliori possibili e che un figlio sia una scelta non un’imposizione.
Uno stato dovrebbe scegliere di investire in ricerca se si vuole poi dare un futuro ai nostri figli, invece di mettere dazi medievali e di vendergli le spiagge.
Purtroppo lo sviluppo sociale e scientifico ha sempre dovuto fare i conti con i dogmi clericali.
Se non fossero combattute queste battaglie, molto probabilmente saremmo ancora al punto della teoria geocentrica del sistema solare, perché pensare diversamente non sarebbe etico.
I moderni Torquemada si stanno organizzando per riuscire a incanalare le scelte individuali non per il bene umano, ma per la loro stessa sopravvivenza.

Io spero che qualunque scelta facciate, sia ponderata, meditata, consapevole e non per fare dispetto ai rossi o ai neri. Così facendo fate solo un dispetto ai vostri figli.

Alessandro


Alessandro Pieri 07.06.05 13:18| 
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Beppe, credo che la parola ODIO non vada mai usata, come tra l'altro il buddismo laico insegna.

Facciamo qualcosa per cambiare il mondo senza usare questa parola. Grazie. E' una tua caduta di stile che speriamo non continui, visto che hai ventilato il continuo post sull'odio.

CRIS TOR 07.06.05 13:07| 
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Beppe, credo che la parola ODIO non vada mai usata, come tra l'altro il buddismo laico insegna.

Facciamo qualcosa per cambiare il mondo senza usare questa parola. Grazie. E' una tua caduta di stile che speriamo non continui, visto che hai ventilato il continuo post sull'odio.

CRIS TOR 07.06.05 13:07| 
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Questa volta Sign.Grillo sono parzialmente d'accordo,infatti lo sono per l'affermazione che non necessariamente il vino buono deve costare caro,ma non lo sono per il fatto che al di la' di tutte le schifezze che facciamo in Italia e la continua esigenza genetica di volerci fregare tra noi(ecco perchè non credo nell'unita' italiana,non siamo piu' un popolo unito, ogni regione è un'Italia a se.....)io continuo ad acquistare seppur nel limite del possibile prodotti di produzione Italiana,e gli alimentari ed il Vino sono la scelta eccellente se Italiana;perchè comprare bottiglie Australiane,cilene che troviamo a €.5,00 e che ci deve far capire che tra spedizione e tasse "cosa ci stiamo bevendo"?...allora compro il tavernello in busta........

gianluigi canevari 07.06.05 12:40| 
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Sig Grillo, il suo odio per il vino non mi convince. E' vero che negli ultimi anni il vino e' passato da prodotto alimentare a fenomeno di moda. Molti italiani si sono trasformati da bevitori di bibite a presunti sommelier. Consideri pero' questi tre elementi. Primo in Italia si possono trovare vini buoni o molto buoni fra i cinque e i dieci euro, quindi nella fascia di prezzo dei vini importati che lei cita. Basta cercare un rivenditore onesto ed evitare i furbi. Secondo, si documenti sulla politica che c'e' dietro alla produzione australiana o californiana: pochissimi vitigni e gusto standardizzato. Il mercato globale ha orrore delle sorprese e il vino deve diventare come la coca-cola, gusto uguale in tutto il mondo. L'Italia rappresenta una delle pochissime alternative a questa banalizzazione del gusto avendo un patrimonio unico di vitigni autoctoni.
Terzo condivido molte delle sue critiche all'Italia di oggi. Ma quello enologico e' uno dei pochi settori dove l'Italia ha fatto grandi passi in avanti negli ultimi anni e non riconoscerlo sarebbe stupido. Se non cresciamo nelle nano-tecnologie o nei processori la colpa non e' del vino ne' di chi lo produce. Chissa', un bicchiere di Sangiovese in piu' ci potrebbe far venire qualche buona idea. Saluti

Massimo Barbieri

massimo barbieri 07.06.05 11:46| 
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non vedo il motivo di un post settimanale dedicato all'ODIO. si può essere intelligenti, controcorrente, efficaci anche SENZA odiare. ciao

alberto luccaro 07.06.05 11:43| 
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Si è mai visto un cane mordere la mano del padrone che gli sta riempiendo la ciotola?
Io ho solo visto cani in sciopero per avere un tozzo di pane in più!
Le informazioni,per chi le vuole,sono gratis su internet,spegnete il televisore e la radio,non pagate il canone e niente decoder,poi voglio vedere che c^^^^o si inventano!

Marina Boccatonda 07.06.05 11:28| 
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W IL VINO CHE FA MIO PADRE !
-----------------------------------------
Bravo Beppe, sottoscrivo ogni parola che hai scritto

Mark Brio 07.06.05 11:08| 
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prima il calcio poi il vino
sempre quelle cose dell'italiano medio
bravo, bravo, bravo
quand'è che passi all'odio per l'automobile
all'odio per il televisore come strumento di distruzione
all'odio per la falsa tecnologia che ci ha imprigionato da mezzo secolo
all'odio per la chiesa e per tutto quello che ancora sta facendo per fare stare peggio le persone ...
... all'odio per l'odio che è il carburante con cui questa civiltà - se così possiamo ancora definirla - si alimenta e con cui sta curando in modo certosino l'istinto di distruzione verso tutto ciò che è diverso da essa ( anche alcune parti di sè )
avete letto il libro di Lorenz sull'aggressività
ciao raga'

marco marongiu 07.06.05 10:44| 
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E' commovente la tua ode Beppe!
Chi non l'ha compresa non ha compreso l'atto d'amore che hai proclamato nei confronti del vino vero, quello che unisce e accompagna, che ha sporcato le tavole dei nostri pranzi familiari, che profumava i baci dei nostri nonni. Il vino del "Vinoeoli" sotto casa, quello venduto a mescita nei fiaschi avvolti con la paglia, quello che accompagnato all'acqua dissetava anche noi bambini.
Meravigliosa la tua ode Beppe!
A cagare il Gambero Rosso, i casali del Chianti e della Val d'Orcia, i percorsi country, i week-end eno-gastronomici tra BMW X5 e Porsche "cayenna"; le atmosfere raffinate delle enoteche in centro, piene di sbarbatelli sinistrorsi che non sanno distinguere un Merlot da un Primitivo ma che apprezzano i retrogusti di frutto di bosco del primo aceto rosso che gli versano tra le mani! A cagare le annate di Sassicaia vendute tra i collier di diamanti in centro a Milano!
A cagare l'industria del vino d'eccellenza italiano che sfrutta braccianti rumeni per scorrazzare in Ferrari i suoi proprietari di Montalcino, per pagare Master in economia aziendale a rampolle che non sanno tenere nemmeno una partita doppia e foraggiare giovinotti dalla penna sveglia sulle principali riviste di settore.
Grazie Beppe! La tua e' poesia per l'anima ferita.

Leo Perutz 07.06.05 10:25| 
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Bravo Grillo!!!
indignazione...ah che bella parola!peccato sia caduta in disuso.
Non tutto è perduto però...prima o poi forse tornerà la voglia concreta e liberatoria di erigere un VAFFANCULO di quelli mastodontici,in onore di chi,a priori,decide che siamo tutti coglioni.
Speriamo sia prima e non poi.
W il vino buono di cui tutti possono godere e alla cui fonte tutti possono attingere.

Luca Maggiore

Luca Maggiore 07.06.05 10:18| 
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XXX Sergio Leone XXX


Caro Sergio,
Winereport ERA un'ottima rivista internet finché ci lavorava il caro amico Franco Ziliani, un giornalista amato-odiato dal mondo vinicolo. Diverse vicissitudini e idee non corrisposte dai proprietari del sito, lo hanno spinto ad andarsene.
Ciao

Roberto Giuliani 07.06.05 10:02| 
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Quella del vino fatto dal contadino che è 'per definizione' BUONO è una bufala che ormai solo i cittadini si 'bevono'. L'ultimo posto dove comprare il vino è proprio dal 'contadino' perchè è proprio lui che fa gli intrugli peggiori , crede di essere il genio del vino mentre è solo un pirla che non conosce i tempi di fermentazione ,butta dentro zucchero per 'fare la gradazione'e usa tini luridi.
Se proprio volete bere bene , e non spendere troppo, cercatevi una buona Cantina Sociale.
Luigi

Luigi Accomazzo 07.06.05 09:59| 
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Questa volta Grillo ha esagerato, comportandosi da tuttologo di bassa lega. Mi dispiace, perché mi è simpatico, trovo le sue provocazioni (spesso) intelligenti e stimolanti, da voce fuori dal coro. Ma questa volta, come si dice da noi, "gà pissà fora dal bocàl". E dice portatevi il vino da casa, e stappatevelo pure, così non vi fanno pagare "la stappatura". Ma allora tanto vale invitare a portarsi i bicchieri, magari di carta che non si rompono, la tovaglia, il tavolino e le sedie da picnic. Di fronte al mio ristorante, ad esempio, c'è un piccolo spazio verde, vicino all'edicola, ci si può sedere e nessuno verrà a disturbare. Non passano più di dieci auto al minuto, e se piove posso prestare gratis un ombrello, è quello che mi hanno regalato con la pubblicità.
Non sparare sul mucchio dei ristoratori, signor Grillo, non è il giusto tempo.

Marco Boscarato 07.06.05 09:54| 
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quale odio ? ma come si fa a dire delle robe così ? io non odio niente e nessuno, ma mi dà fastidio la non curiosità che sfocia nel non sapere. Mi dà fastidio il vino (qualsiasi) nei bicchieri di plastica perchè non riesci ad annusarlo. Mi dà fastidio chi: "i francesi sono solo bravi a vendere", mentre "evviva i cileni che costano poco e gli si dà una mano". Mi dispiace che in italia non nasca una VERA cultura del vino e del cibo. Mi dà fastidio chi "odio il vino sopra i 20" o "sopra i 50" o "sopra i 100". Mi dà fastidio che non si legga di più. Che basti un discutibile sommelier su "Gusto" per far odiare l'intera categoria. Che basti "Gusto" per far odiare l'intero mondo del cibo e del vino. Che tristezza, tutti figli di mediaset, soprattutto quelli che la odiano proprio perchè la odiano. Spegnete la tivù e andate dai produttori. quelli veri.

Lorenzo Fortini 07.06.05 09:53| 
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XXX ivan padula XXX

Caro Ivan,
Winereport ERA un'ottima rivista internet finché ci lavorava il caro amico Franco Ziliani, un giornalista amato-odiato dal mondo vinicolo. Diverse vicissitudini e idee non corrisposte dai proprietari del sito, lo hanno spinto ad andarsene.
Ciao

Roberto Giuliani 07.06.05 09:52| 
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Quella del vino fatto dal contadino che è 'per definizione' BUONO è una bufala che ormai solo i cittadini si 'bevono'. L'ultimo posto dove comprare il vino è proprio dal 'contadino' perchè è proprio lui che fa gli intrugli peggiori , crede di essere il genio del vino mentre è solo un pirla che non conosce i tempi di fermentazione ,butta dentro zucchero per 'fare la gradazione'e usa tini luridi.
Se proprio volete bere bene , e non spendere troppo, cercatevi una buona Cantina Sociale.
Luigi

Luigi Accomazzo 07.06.05 09:38| 
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Quella del vino fatto dal contadino che è 'per definizione' BUONO è una bufala che ormai solo i cittadini si 'bevono'. L'ultimo posto dove comprare il vino è proprio dal 'contadino' perchè è proprio lui che fa gli intrugli peggiori , crede di essere il genio del vino mentre è solo un pirla che non conosce i tempi di fermentazione ,butta dentro zucchero per 'fare la gradazione'e usa tini luridi.
Se proprio volete bere bene , e non spendere troppo, cercatevi una buona Cantina Sociale.
Luigi

Luigi Accomazzo 07.06.05 09:38| 
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Carissimo Beppe da ciò che scrivi mi sembra più che odi la speculazione che gravita intorno al soggetto "vino" che il vino di per sè e su questo non posso certo darti torto.
Ma sarebbe sufficiente,per demolire questa commercializzazione sfrenata di tutto,che gli stessi consumatori per primi ridessero il valore reale alle cose.Come?Evitando di spendere troppo per una cosa che vale troppo poco...e questo vale per tutto.ciao ciao.

Susanna Melis 07.06.05 09:13| 
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Mancava alla fine la firma
Oriana Fallaci

Andrea De Gradi 07.06.05 06:04| 
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ha ragione beppe. al disopra di 10 euro e pura speculazione su u prodotto naturale difusissimo, quindi non ce una ragione per farlo pagare 50,100,500 euro.
io al ristorante me lo porto sempre da casa.
lo compro dal contadino di fiducia che lo sà fare, a 1,30 euro .Anche dopo un litro alla mattina non mi fa male la testa, come succede con vini comprati in bottiglia.
Il mio preferito è il Terrano del carso Triestino, e pure il refosco istriano, una bomba di bontà!

valter pernice 07.06.05 01:45| 
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A Pasqua sono andato dai parenti in America a gli ho portato una bottiglia di Barolo:
"yeah yeah 'comm e' bbuono, 'comm e' bbuono and now chi la vuole un po' di birra che ci sciacquammu la bocca?!"

Mi hanno fatto una tenerezza!
Loro non sono stati contaminati dai teatrini che si fanno intorno ad una bottiglia di vino.Per loro e' una cosa da bere.


Vincenzo Carluccio 07.06.05 00:39| 
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Si vabbe' ma ora stai esagerando!!!Forse ti sei svegliato male...gli eccessi non stanno bene magari se si deve fregare il prossimo! ma mi sembri completamente sfiduciato.
Sono un tuo fan da sempre...mi sei sempre piaciuto......toh la prendo come una provocazione...e non ci do peso.altrimenti mi fai dubitare anche di altri argomenti con cui sono d'accordo con te!! Ciao
Giovanni

giovanni capra 07.06.05 00:30| 
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Si vabbe' ma ora stai esagerando!!!Forse ti sei svegliato male...gli eccessi non stanno bene magari se si deve fregare il prossimo! ma mi sembri completamente sfiduciato.
Sono un tuo fan da sempre...mi sei sempre piaciuto......toh la prendo come una provocazione...e non ci do peso.altrimenti mi fai dubitare anche di altri argomenti con cui sono d'accordo con te!! Ciao
Giovanni

giovanni capra 07.06.05 00:28| 
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Non sono d'accordo.

Amo il vino buono e ODIO le esasperazioni.

Beppe, stavolta hai esagerato.

Attacchi il vino e non parli della Coca Cola?

NonAllineato 06.06.05 23:40| 
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distico di circostanza
qui si tenta di spiegare se col vino puoi campare

pro: il vino produce milioni di euro di fatturato e fa campare molta gente
contro: la ciucca porta a incidenti stradali
pro: pare che un buon vino faccia bene alla salute
contro: pare che un buon vino faccia male al portafoglio
pro: se lo bevono dall'antichità, qualcosa di buono avrà pure
contro: ma sono veri tutti gli aromi assurdi che gli intenditori trovano degustando il nettere degli dei o se la tirano e basta?


summa: in quanto astemio totale e involontario ci guadagno qualcosa o ci perdo qualcosa?

andrea chiarugi 06.06.05 23:19| 
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Odio la tendenza di assemblare i vini con cabernet sauvignon e con merlot, odio chi chiede un vino toscano pensando sempre di bere chissà quale nettare, odio chi chiede un vino "profumato", odio chi esordisce con l'oste chiedendo "che vini hai?" senza neppure specificare se bianco o rosso o rosato, odio i locali che mi fanno pagare un vino mediocre 5 euro il bicchiere.

Cazzo, ogni volta sono stupito per le tue provocazioni che vanno a colpire esattamente l'atteggiamento dell'italiano medio finto ricco e finto intenditore. (vino compreso).
SEI L'UNICA VOCE FORTE CHE DA VOCE ANCHE A ME.
Hai tutto il mio sostegno.

paolo severi 06.06.05 23:17| 
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Il vino che amo di più é quello che bevo con gli amici, perché é di compagnia. Se é buono tanto meglio e solitamente cerco che lo sia. Se é vero che l'abito non fa il prete é anche vero che il buon vino non lo fa la bella etichetta, ne tanto meno il prezzo elevato. Dovremmo dare maggiore valore al nostro istinto, al nostro palato e alla nostra ragione.

Fabrizio Fontana 06.06.05 22:56| 
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Ragazzi sinceramente vi sconsiglio di andare in un ristorante con la bottiglia di casa vostra o del supermarket e pretendere di berla perché la legge lo consente. Non so se avete visto il filmetto "road trip" ma preferirei evitare che il cuoco sputi nella mia cena...
ciao ;)

Giovanni Bernasconi 06.06.05 22:41| 
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Caro Beppe,
non penso che tu odi il vino:)penso che come tutti gli uomini appassionati della vita, non Ti piace chi la violenta, la usa senza rispetto,
la manipola per fini stupidi, la spreca, la condiziona, la imprigiona e l'umilia.
Penso che non sia facile vedere come si uccide la vita, delle volte il sangue ci ribolle dentro, vorremmo dare fuoco a tutto il putridume.....
Penso che Tu appartenga alla stirpe degli Uomini
e non dei fantasmi. Le parole ci cambiano il mondo
ricordi l'hai detto Tu. Non usiamo parole che alimentano il mondo degli zombi assetati di sangue. Inventiamo il linguaggio degli uomini liberi:))
Ti ricordi un tempo qualcuno diceva "una risata vi seppellirà":))
L'autoironia è sintomo di intelligenza e spirito libero:).
Forse c'è bisogno di trasformare la rabbia, la sana rabbia, quel sano rodimento interiore che ci tiene vivi, in un atto creativo.
Ti abbraccio
il guerriero poeta

roberto berera 06.06.05 22:36| 
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Mi è capitato di andare in un locale tipo birreria inglese in provincia di vicenza e nella lista oltre alle solite bierre con nomi impronunciabili ma comunque buone si suppone, c'era la lista delle acque minerali. In particolare c'erano delle acque mi ricordo scozzesi e francesi ma anche italiane, di cui non ricordo il nome, comunque cosrtavano mediamente da 3 a 4,5 € di mezzo litro.

Non so se vi rendete conto ma è una cosa incredibile, considerate il fatto che l'acqua di rubinetto costa in lire circa 1 lira litro,quindi circa 50 centesimi per mille litri.
Neanche i metalli più preziosi hanno un ricarico così alto dall'estrazione alla commercializzazione, e considerate che che "estrae" acqua dal sottosuolo paga una concessione fissa allo stato e non in proporzione al prelievo.

Allora il problema è sempre lo stesso, si presume che se ci sono questi prezzi ci sarà sicuramente qualche imbecille sottosviluppato che compra quest'acqua da 6 a 9 euro al litro.

Allora il problema non è il vino ma l'imbecille di turno.

Andrea Refosco Commentatore in marcia al V2day 06.06.05 22:29| 
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Come dire odio tutti quelli che han la Porsche o la Ferrari (Grillo compreso).Si spera che il suo dipendente che scrive queste boiate sia già stato redarguito,perchè non ci si può presentare sul posto di lavoro ubriachi o in stato di alterazione psichica...

carlo rubbia 06.06.05 22:17| 
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perchè nei vini comercializzati non sono indicati gli ingrdienti sull'etichetta come per gli altri prodotti?

michele del vecchio 06.06.05 22:13| 
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vergogna!fatti il vino in casa e non ci rompere i coglioni!

demis mancinelli 06.06.05 22:00| 
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il vino dai CINQUE euro in su va odiato.

tiziano ruggia 06.06.05 21:58| 
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EDDAI COSTA MENATA DELL'ODIO ODIO ODIO

Mi piacerebbe sapere se è proprio Beppe a scrivere o se è un suo aiuto volontario ..perchè Beppe parla con misura di odio, non fa liste di proscrizione.

L'ODIO, quello vero , l'unico vero sentimento di odio è micidiale e sbilancia e deconcentra e distrare..genera solo altro ODIO in una catena a valanga. Infatti c'e' chi odia chi odia e chi odia il Puffo che Odia Tutto. Farà ridere voi...

E TIENITELO il tuo odio si vede proprio cosa produce, NULLA TRANNE altro odio...e altro odio

Perchè invece non dici di come il prezzo del vino sia assurdamente alto rispetto al costo di produzione ?

Perchè invece non sottolinei come sia i consumatori degli enormi deficienti che comprano tutto quello che gli capita sotto tiro senza pensare ?

AHHHHH ma non bisogna prendersela con il pubblico specie se è permaloso ...e saccente.

Mario Panzieri 06.06.05 21:39| 
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Ho postato per sbaglio nel post informazione malata, anzichè quì: poveri giornalisti!

Mauro Mazzerioli 06.06.05 20:57| 
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Ciao beppe,
secondo il mio modesto parere dovresti togliere la domenica dedicata all'odio..l'odio non porta da nessuna parte..e generalizzare in questo modo mi sembra un po' superficiale. Sinceramente non capisco come si fa a disprezzare il vino, se non ti piace non berlo..a me il vino buono piace..e non bisogna certo essere esperti per capire la differenza.

P.S. L'ACQUA FA MALE..IL VINO FA CANTARE!!

Marcello Cagliani 06.06.05 20:30| 
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Quando ero più piccolo mi sono comprato un paio di scarpe da ginnastica che costavano 25.000 lire.

Tutti i miei compagni mi hanno preso per il culo perchè secondo loro dovevo per forza comprarmene un paio da 150.000 in su.

Se i mondo è pieno di c......i non ci si può fare niente, li si può solo prendere per il culo e spillargli un sacco di soldi, come quelli che vanno dai maghi o che si giocano milioni al lotto.

Perchè odio al vino? Grasse risate in faccia agli scemi che lo pagano centinaia di Euro (e magari comprano merda), forse sarebbe meglio odiare quei bastardi che servono coctails "arricchiti" sui banconi dei bar e delle discoteche. Odiare tutte ste schifezze che ne sanno di shampoo al cocco fatte con chissà cosa, che sono dolci e non hanno l'aria di essere super alcoolici quando li butti giù (non io) ma che diventano armi micidiali al rientro a casa.

Il vino, da quello più economico a quello più costoso (talvolta non a torto più costoso perchè migliore) è soprattutto una bevanda da pasto, da bere con un bel pesce sotto il naso od coniglio appeso alla forchetta, raccontando barzellette con gli amici, magari a casa. Pace se poi ci sono i belinoni che vanno a degustare il vino e si fannno fare un mazzo così in quei locali (come si chiamano, vinerie, vinoteche....???) per fare gli splendidi.

Filippo Noceti 06.06.05 20:10| 
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vini sudamericani, australiani...???
Ottimi prezzi, peccato che per farli assomigliare ai nostri, realmente barricati ed invecchiati, utilizzino trucioli di legno!!!!
Grillo, da buon genovese, però, mi fai caso solo al prezzo!!!

Alessandro Sky 06.06.05 20:04| 
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Amo il vino, in special modo quello buono.

Il vino barricato dagli aromi piacevolissimi, il vino degustato e poi bevuto, il venuto tenuto in bocca golosamente per rimandare ancora di poco il piacere della bevuta, il vino da respirare.

Questo vino lo amo con tutte le mie forze.

Come spesso mi è parso di leggere dai suoi “post”, lo scopo ultimo del messaggio al quale lei giustamente vorrebbe tendere, finisce per perdersi in un calderone di argomenti troppo diversi tra loro in cui non si comprende esattamente quale siano i capi di accusa, né chi sia l’imputato.

Spero di non aver frainteso il suo j’accuse.

Non vedo comunque in che modo possano rientrare splendidi filari di viti perfettamente allineati e ripuliti, frutto spesso della sola meticolosità e dell’amore dei familiari di una piccola azienda vinicola.

Né capisco quanto possa essere stretto il legame tra la sua accusa e problemi di riciclaggio e inquinamento relativi a vetro e silicone. Problemi seri, entrambi, ma fare di tutta l’erba un fascio……

Avrei qualche riserva anche sul suo presunto odio verso i grandi intenditori. Sarebbe più appropriato forse restringere il campo a coloro che ci prendono per il culo con termini e descrizioni prive di ogni significato, piuttosto che al “genere” degli intenditori.

E poi le riviste, gli accessori, le televisioni….qui potremmo perderci in un dibattito lungo cent’anni. L’accusa è palesemente contro una società che vedo regredire sempre di più, contro chi mangia e beve media e televisione, non contro il vino. Qual è la colpa del vino in questo caso? E quella dei viticoltori? Quella dei produttori? La colpa è solo di quelle menti deficienti che si fanno portare in giro al guinzaglio dalla tv e dai magazines, lobotomizzati dal potere mediatico.

Aprirei poi un ulteriore capitolo che potremmo intitolare “ Vino e concorrenza internazionale: modelli economici sul giusto prezzo”. Torno a non capire chi o cosa si stia giudicando in questo tribunale…

…forse i ristoratori, il libero mercato, i coltivatori, le cooperative vinicole, la televisione, tutti i media, i sommeliers, le vigne senza erba superflua, gli agriturismi, il sistema di riciclaggio, cosa esattamente?…sono confuso!
Forse avrebbe potuto aggiungere l’ultimo pizzico di sale al calderone accusando l’euro di aver fatto lievitare i prezzi al consumo del vino, magari affermando: “ Ehh, una volta un’ottima bottiglia la pagavi 20000 lire, oggi la compri con 20 euro!”.

Mi rincresce ma nonostante apprezzi e spesso condivida i suoi sforzi genuini nella ricerca di migliorare e migliorarci, credo che talvolta vengano gettati in un’unica grossa urna argomenti troppo diversi tra loro, che forse andrebbero affrontati, vista l’importanza, con maggior delicatezza ed obiettività. Pare invece che tutti i giorni da quest’urna venga estratta una capsula contenente un tema su cui lei si scaglia non considerando le conseguenze delle sue recriminazioni.

Un esempio. Scrive: “Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici”
E’ vero. Vero è anche il fatto che la nostra economia non può certo permettersi di perdere quote di mercato e competitività anche in questo settore. Non è certo una situazione rosea. Ma questi sono problemi di politica economica…..ancora un altro argomento.

Con tutta la più sincera cordialità, Ti saluto e Ti auguro buon lavoro.
Piero

Piero Vietta 06.06.05 19:59| 
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Ma dai Beppe!
vabbe, non si puo essere brillanti in tutto, ma almeno riconoscere la propria ignoranza e quindi scegliere la via del maestoso silenzio me la sarei aspettata da una mente colta e tagliente come la tua. fare il rivoluzionario solo contro il mondo adesso mi sembra un po esagerato... ma come fai a bestemmiare in questo modo sul meraviglioso mondo del vino? ma ti rendi conto che la gastronomia (che secondo te e' praticamente un circo composto da pagliacci che prendono per il culo la gente) rappresenta uno degli ultimi link (per parlare da figo come te) con il nostro ricchissimo passato? abbiamo la fortuna di essere il paese con la piu' alta varieta' di uve al mondo, perche' sprecare cosi un patrimonio simile? odiando... ma dai beppe!! al ristorante non ci si va a mangiare, ignorante!! se devi mangiare ti basta una scatola di crackers! esci al ristorante perche apprezzi il lavoro incessante di migliaia di cuochi, sommeliers, camerieri che danno libero sfogo alla loro arte fantasiosa per farti oltrepassare i confini del gusto, e non solo! e' l'esperienza che non dimenticherai per il resto della tua vita che stai veramente comprando... spendi 20 euro? 50 euro? non sara' quello che ricorderai dopo anni se invece di sprecare il tuo tempo a odiare il brutto cominciassi a goderti il bello della vita! non ci andare al ristorante te ne prego, che mi fai passare la poesia...

Francesco Coldesina 06.06.05 19:56| 
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Vorrei avere l'articolo della legge che consente di portarselo da casa. Credo anch'io che a volte da ogni parte ci si giri c'è qualcuno che ci deruba!

Veronica Cielo 06.06.05 19:54| 
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Si! vabbè! hai ragione ... gli scemi stanno ovunque... ma per apprezzare le cose bisogna conoscerle, altrimenti si fa come chi critica Picasso perche "non gli dice niente". Non è che forse non gli piace perchè non lo capisce? e non lo capisce perchè non lo conosce? Come tutte le cose, più si conoscono e più si palesano le sfumature, e datemi retta, il vino ne ha da goderne per una vita intera.
Comunque... W GRILLO che forse cel'ha più con gli idioti che col vino!!!

riccardo croce 06.06.05 19:16| 
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Questo commento sul vino mi è sembrato un po' troppo "tappa buchi".
Sopra i 20 euro si trovano prodotti che non sono da odiare ma da cercare di apprezzare ... basta saperli trovare.

Paolo Morellini 06.06.05 19:15| 
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Se hai del vino buono che odi e di cui vuoi disfarti,dimmelo.Per il prezzo di spedizione non preoccuparti,vengo fino a Genova a toglierti l'ingombro.
Ciao da Max.
P.S:Grande spettacolo il tuo.
Voglio fuggire e lavorare all'estero.Magari in Austria.O in Svizzera.

massimiliano bugno 06.06.05 19:11| 
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tempo fà, bevevo. Tequila, rum, vodka eccetera.
Mi sono accorto che se bevevo prodotti scadenti, il giorno dopo stavo male.
Adesso bevo solo prodotti di origine controllata. Il giotno dopo sto male ma il melessere è d'origine controllato.
Ho smesso di bere superalcolici e grazie a una staordinaria promozione sul vino, ho deciso di bere solo lui. Fantastico, se bevo tavernello sto malissimo con i sensi di colpa perchè tutti sanno che costa meno dell'uva. Se bevo vino Doc, mi ubriaco senza sensi di colpa. Il vino fa bene al cuore, alle arterie ed'è anche una prevenzione verso i tumori.Peccato che anche il vino buono abbia la trascurabile caratteristica della dipendenza. Adesso bevo solo vino buono, mi ubriaco ancora di più e i miei sensi di colpa, le mie giornate da stonàto, i miei problemi con il lavoro,la famiglia, la mia incapacità di vivere e di pensare sono tutti
di origine controllata. Grazie Carlin Petrin, grazie slofud o come si chiama, adesso sono finalmente un alcolizzato d'origine controllata.
Non importa se spendo il triplo di prima. Adesso sono un alcolizzato DOC senza soldi. Domani tornerò al tavernello, ma adesso.........

sandro ficco 06.06.05 19:03| 
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Mi odierai (embè), ma se hai del vino che odi, e voui disfartene, contattami pure tranquillamente. Per il costo di spedizione possiamo metterci daccordo. Sono sempre contento quando posso aiutare qualcuno.
Ciao, Ivan.

ivan padula 06.06.05 18:58| 
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Semplicemente: pasteggio con un bicchere di vino.
Non so se è quello buono, ma a me piace.
La mia terra (Salento) ha una buona tradizione vitivinicola, quella del "niuru maru", secondo me,è la migliore.
Mi piace conoscere anche altri sapori, odori, fragranze, colori.
Tra tutti i vini con cui ho pasteggiato l'ultimo che mi è rimasto impresso, per il momento indelebile, l'ho bevuto a Natale 2004: "Nero" Conti Zecca non conosco il prezzo vero, comunque non dovrebbe costare più di 20,00 €.
Grillo rilassati fatti una bevuta e poi facci sapere se hai altri argomenti.
Ciao a tutti, Ivan.

ivan padula 06.06.05 18:47| 
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AMO il vino buono, quello che se lo compri e lo imbottigli troppo presto, ti lascia il fondo;
AMO il vino che se ti macchia la tovaglia, resta il viola per 5 lavatrici di seguito;
AMO il vino che se ne bevi due litri, basta fare pipì e lo hai già smaltito;
AMO il vino che sa d'uva pestata, con tutti i suoi retrogusti amabili o amarotici;
AMO il vino che non si offende se lo tieni in frigorifero;
AMO il vino che se lo imbottigli a febbraio-marzo .... Attento che non scoppi la bottiglia;
AMO il vino che finisce subito, soprattutto quando hai ospiti che solitamente lo comprano barricato o dai 20 euro in su;
AMO il vino che, fatto assaggiare ad un estimato viticoltore piemontese, questo ti chiede ... "Ce l'abbiamo anche Noi questa vite?" e la tua risposta orgogliosa è NO, CACCHIO ce l'abbiamo solo noi! (possibile che tutti i migliori vini ce li abbiano solo i piemontesi?);
AMO il vino rigorosamente in bottiglia di vetro, che non butto assolutamente via, ma che riciclo ormai da qualche anno;

ODIO il vino TROPPO BUONO, troppo limpido e con il gusto troppo rotondo;
ODIO chi sta tentando di eliminare dal sapore del vino i retrogusti considerati (a torto) meno armonici (i ricercatori, se non ricordo male, dell'università enologica trentina)
ODIO il nuovo modo di bere vino nelle "osterie" venete: con il calice lungo 20 cm., barricato o comunque di marca, accompagnato da crostini sofisticati;
ODIO i tappi di silicone. Comprendo che eliminando l'utilizzo del sughero la natura ne guadagna, ma ... che fine fanno poi i tappi di silicone?
Non mi interessa poi se la vigna è pulita o sporca, l'importante è che il vino sia buono. Non è poi vero che i vari IGT, IGP, DOC, DOCG, DOP influiscono molto sul prezzo di vendita: io ad esempio compro un IGP ad € 1,15/l. rigorosamente da imbottigliare, pertanto risparmio anche la nomea, l'etichetta e quant'altro.
Infine, e poi giuro non Vi rompo più le balle, NON E' BUONO CIO' CHE E' BUONO, MA E' BUONO CIO' CHE PIACE, inteso come: non occorre intendersene di vini per dire ODIO questo o ODIO quello, ma uno esprime ciò che prova.

Mauro Nordio 06.06.05 18:43| 
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Discussione

Sono un tuo fan, ho visto 5 dei tuoi spettacoli, fra rimini e pesaro, ma questa volta non sono d'accordo con te, non c'è bisogno di andare in australia o in cile per trovare un buon vino e spendere poco, in italia non è tutto oro ma nemmeno tutta merda, se smettiamo tutti di bere il vino italiano , i dipendenti delle case vinicole italiane che fine farebbero?
anche io odio l'imperante tendenza a essere tutti esperti di vino, cene celebrte con vini da 80 euro da gente che potrebbe bere tavernello e non accorgersene, ma la soluzione non è bere il vino cileno ma non bere vino da idioti.
ciao sei un grande
continua cosi

HEROS.GARAVALLI 06.06.05 18:34| 
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Mi sembra proprio che questa questione dell'embrione ,sia un bell'incastro o si fà un regalo al bisness selvaggio,tra scenziati accondiscendenti e dogmatici ricercatori o lo si fà nutrendo l'arroganza di chi ritiene di detenere l'esclusiva di cosa sia la vita,la cara madre chiesa e amici...boh....

Francesco Dal Pino 06.06.05 18:34| 
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