Le sette sorelle
La parola dipendente per i politici mi piace sempre di più. Sono dipendenti pagati a progetto a tutti gli effetti.
Pagati troppo per quello che fanno.
Indifferenti ai problemi della nazione, ma ben attenti ai loro interessi.
L’ho già detto, se i nostri dipendenti ci hanno ipnotizzato e noi viviamo in uno stato di torpore, come sotto un incantesimo, una ragione c’è. Ed è una sola: ci fregano con l’informazione.
Non con quella dei giornali di partito, o di quelli schierati.
Lì sappiamo chi scrive e perchè.
E’ l’informazione televisiva delle sette sorelle (rai1rai2rai3retequattrocanalecinqueitaliaunolasette)
che ci trasforma in beoti.
Se ripeti una cosa 1.000 volte in televisione questa diventa vera.
Se in televisione non si parla di un fatto o di una persona, questi scompaiono.
Le televisioni pubbliche devono diventare veramente pubbliche, non più controllate dai partiti.
Quelle private a diffusione nazionale devono essere ad azionariato popolare con veri giornalisti.
Un giornalista non “deve” essere indipendente, è indipendente o non è un giornalista.
Ma forse, grazie alla Rete, la televisione come la conosciamo scomparirà, destinata a diventare una scatola stupida, o “stupid box”.
La Rete arriva prima, gli altri media possono solo rincorrerla come si è visto con l’attentato di Bali e prima ancora a Londra e a New Orleans.
La BBC ha annunciato di spostarsi in Rete, noi abbiamo il digitale terrestre, di cui mi occuperò, che serve solo a guardare le partite di calcio a pagamento.
Bisogna odiare questo calcio e queste televisioni.
Postato il 3 Ottobre 2005 alle 15:47 in Informazione | Scrivi |
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