Pomodori e buoi dei paesi tuoi

buoi.jpg

Da più di vent'anni in Europa e nel mondo il trasporto delle merci cresce a velocità quasi doppia di quella della crescita del PIL. Miliardi di tonnellate di merci vanno avanti e indietro sulle strade, sulle ferrovie, nei cieli e sui mari. E ogni anno aumentano e vanno più lontano.

Il progresso non si può fermare, dicono. Come se il progresso fosse per forza una locomotiva in discesa e senza freni. L'unica cosa che non è stata ancora toccata dal progresso è l'idea di progresso. Io sono stufo di immaginarmi il progresso come facevano Marinetti e i futuristi dell’inizio del secolo scorso: macchine rombanti e sferraglianti, sempre più grosse, sempre più potenti.

Se vogliamo continuare a credere nel progresso, dobbiamo far progredire anche l'idea di progresso.
Un progresso progredito è un progresso che sussurra, che non romba. E' un progresso in punta di piedi, non un progresso con i cingoli. "Dall'atomo al bit" ci avevano promesso vent'anni fa i guru della tecnologia. Avevo capito che invece di spostare sempre più atomi, cioè materia, si sarebbero spostati sempre più bit, cioè informazione.

Avevo capito male.

Quello che sta succedendo è ben diverso. Stanno esplodendo lo scambio delle merci materiali e l'impiego di miliardi di tonnellate di infrastrutture e di combustibili per trasportare sempre più lontano sempre più cose, spesso sempre più insensate. Mi è ben chiaro che per secoli le vie di comunicazione sono state le arterie della civiltà e che commerci equi e liberi hanno portato vantaggi a tutti.

Ma la situazione è cambiata. Per più di duemila anni le merci sono state trasportate con varie forme di energia solare indiretta, quella degli animali da soma, del vento, dell’acqua. Oggi i mezzi di trasporto non usano più energia solare ma energia del petrolio, centinaia di milioni di tonnellate all'anno, che diventano miliardi di tonnellate di CO2 nell'atmosfera e che producono danni economici sotto forma di effetto serra, tifoni, uragani, siccità.

Gli storici dell'economia stimano che per secoli i tassi di crescita economica siano stati di qualche punto per mille ogni anno. Adesso i tassi di crescita economica sono di alcuni punti percentuali all'anno, e gli scambi monetari dell'economia raddoppiano ogni 10-30 anni. Inoltre i commerci materiali aumentano ancora più velocemente dell'economia monetaria. Mi sembra chiaro allora che il ritmo attuale di crescita dei trasporti è un mostro mai esistito prima e che mai potrà esistere in futuro. Stiamo vivendo pochi decenni di follia.

Se i prezzi di una bottiglia di vino australiano trasportato fino in Piemonte o di acqua San Pellegrino trasportata fino a Sidney, bruciando a ogni viaggio una bottiglia di petrolio, coprissero anche i costi dei danni ambientali generati, quel vino e quell'acqua costerebbero il doppio, il triplo, il quadruplo.

Perché le salsicce vendute a Norimberga devono essere fatte con maiali bavaresi portati a macellare a Mola vicino a Napoli? E i pigiami tessuti e venduti in Svizzera devono andare fino in Portogallo per farsi cucire i bottoni? E i gamberetti del mare del Nord venduti in Germania devono andare in Marocco per essere lavati? E nei supermercati di Stoccarda deve arrivare acqua minerale irlandese a prezzi inferiori a quella tedesca? E lo speck "nostrano" altoatesino deve essere fatto coi maiali belgi? E la carne secca dei Grigioni con i manzi brasiliani? E i corn flake a Ginevra con il granturco argentino? E la pizza a Napoli con il pomodoro cinese? E il pesto a Genova con il basilico del Vietnam?
La Gran Bretagna importa ogni anno duecentomila tonnellate di carne di porco straniero. Ma esporta anche duecentomila tonnellate di porco britannico. E se ognuno si mangiasse i porci suoi?

In un pianeta sempre più affollato, dove miliardi di persone vogliono a un maggior benessere materiale, si potrà soddisfare tutti solo se si ricomincerà a produrre e consumare localmente tutto quello che è possibile, lasciando ai commerci a lunga distanza il resto.

Un pomodoro prodotto in Cina , in Italia deve costare 50 euro, 10 centesimi di prodotto e 49,90 di danno ambientale.
Poi chi vuole il pomodoro esotico lo compri pure.

In questo folle su e giù per il pianeta di aerei, navi, traghetti, camion e treni sempre più TAV chi ci guadagna è il commercio e non più la produzione.
Anzi, il contadino, l’artigiano vengono espulsi dal sistema produttivo dagli ipersupermegamercati, punti di carico e scarico delle merci del pianeta.
Sentinelle delle multinazionali che ci dicono cosa mangiare attraverso l’informazione e la pubblicità.
E se poi la carne, il miele, il latte prodotti localmente sono più sani e costano meno, chi se ne frega.

Postato il 16 Dicembre 2005 alle 18:43 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Commenti

 

se continua cosi', con questa caz-zo di economia,
mi sa che l'orticello, la gallina, il coniglio..e magari il piccolo porcellino che gira per l'aia sarà

fondamentale per vivere

Paolo S. 05.10.07 16:13| 
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Credo che bisognerebbe iniziare dalle cose piccole. Le cose piccole sono essenziali.

Credo che se, tutti riprendessero la vecchia pratica di avere un orto ..... questo aiuterebbe ... a ritrovare una dimensione umana ..... lo so, lo so, in città non si può, .... comunque credo sia sempre vero che quando qualcuno sa prendersi cura di una è
pianta è diventato grasnde !!!

Corrado Fuà 30.06.07 23:05| 
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Caro Beppe,ti mando qsto articolo ,mi sembra un interessante spunto di riflessione sul fondamentale tema dell'ambiente..e chi ci pensava che una bella bistecca poteva fare tutti qsti danni?? Rivoluzione vegetariana
di Jeremy Rifkin

Mentre va diffondendosi la preoccupazione per le centinaia di milioni di
automobili, autobus e camion, come pure per gli aerei e i treni che emettono
anidride carbonica nell'atmosfera, surriscaldano il pianeta e fanno incombere
la minaccia di un radicale cambiamento climatico sulla Terra, viene quasi
ignorata una fonte ancor più insidiosa di gas inquinanti. Forse potrà
sorprendervi sapere che la carne che mangiamo è oggi il principale fattore di
alterazione globale del clima.

Secondo un recente rapporto della Fao, l'organizzazione delle Nazioni Unite
per l'alimentazione e l'agricoltura, il bestiame genera il 18 per cento dei
gas di serra. Più ancora di quelli prodotti dai trasporti. Ma se gli animali
da allevamento, in special modo i bovini, producono solo il 9 per cento
dell'anidride carbonica derivante dalle attività umane, generano una
percentuale maggiore di gas più nocivi. Come ad esempio il 65 per cento delle
emissioni di protossido d'azoto, un gas che contribuisce al riscaldamento
terrestre quasi 300 volte di più del biossido di carbonio, provenienti in gran
parte dal letame. O il 37 per cento del metano, che ha un effetto 23 volte
superiore a quello dell'anidride carbonica come fattore di riscaldamento del
globo.

Il bestiame occupa attualmente il 26 per cento della superficie terrestre non
ricoperta dai ghiacci. Non solo, ma oltre un terzo delle terre coltivabili è
sfruttato oggi per produrre cereali per gli animali anziché per gli uomini.

Tradizionalmente, il bestiame si nutriva del foraggio delle praterie. Solo nel
XX secolo si è cominciato a convertire vaste estensioni di terreno coltivabile
producendo cereali per la zootecnia invece che per l'alimentazione umana, in
modo

Federica Fiori 23.01.07 11:21| 
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Carissimi

Io non rimpiango il mondo della mia infanzia dove per scoprire il Fois Gras dovevi andare una settimana in Francia e i Wurstel erano innominabili salsicce di carne NN della Citterio. Credo uno scambio di merci sia propedeutico ad uno scambio di ideologie e arma contro l'integralismo, il razzismo, e tutti gli egoismi propri dell'uomo. Non a caso solo i Leghisti duri e puri sono fermi alla "casouela" e al risotto con lo zafferano... anche Bossi mangia pizza e spaghetti (con una moglie siciliana vorrei vedere portare in tavolo "risi e bisi").
Però qui si esagera, e questo è vero.... il commercio deve essere il complemento di una economia "nazionale" e non l'unico Dio. Da sempre si compera quello che non si ha e mangia prima quello che cresce nell'orto. Questo è buonsenso ed economia spicciola della povera gente. Ma il salmone non può costare meno del tonno... non è mai successo infatti i ricchi mangiavano pane nero con burro salato e salmone ed i poveri il paninozzo straunto con l'olio che colava ed il tonno.
Oggi il tonno che peschiamo in Sicilia lo vediamo ai giapponesi che lo strapagano e se lo mangiano crudo, poi ci compriamo il salmone scozzese e il tonno delle Azzorre...e ci facciamo lo Spuntì.

Per favore... vediamo di fare una via di mezzo...????

Sandro DEGIANI 29.11.06 16:42| 
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da marano di napoli i rifiuti aumentano in modo pauroso l'aria e irrespirabile ma analizzando la cosa si potrebbe differenziare i rifiuti cosi ci sarebbe più posto aiutooooo

giuseppe esposito 04.10.06 20:41| 
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Premetto che sono uno studente universitario di agraria (in scienze agroambientali e del territorio) e mi piacerebbe lavorare ancora in agricoltura. Il problema è che un giovane agricoltore è svantaggiato nel continuare a lavorare in agricoltura sia con un allevamento di bovine da latte o da carne sia come agricoltore (e non contadino) perchè oramai vige la legge del più grosso e il piccolo chiude.... La PAC introdotta quest'anno rovina di più la già precaria condizione di noi giovani senza guardare che l'agricoltura SALVA l'ambiente da incendi e da frane che il nostro paese ne è pieno e ogni anno la finanziaria taglia i fondi di intervento al territorio.... Io dico i nostri prodotti sono più sani visto che abbiamo leggi più restrittive di quelle in ambito europeo (per alcuni prodotti),
e comunque sono raccolti nel momento (cinque giorni prima) della maturazione completa e risp. a tutti gli altri prodotti sono molto più buoni come gusto e sani e poi si difende il made in italy che viene scopiazzato da tutto il mondo ci sarà un perchè???????

Simone Segalini 24.02.06 13:54| 
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ciao beppe,il tuo sito e meraviglioso e anche tu io mi batto contro la vivisezione,la politica ingiusta,l inquinamento ecc.ma vedo solo indifferenza e mi sono un po scoraggiata ma continuo a lottare.i tuoi blog sono attaccati su tutti i muri del mio paese ma mi e sorto un dubbio...la gente li capisce?ti prego rispondimi e incoraggiami un po grazie

mina vitolo 23.02.06 17:59| 
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Innanzitutto è necessario ridare un significato alla parola progresso distinguendo dal significato di sviluppo. e a me sembra che ce sia stata una mistificazione linguistica. Pasolini è molto chiaro:
Ci sono due parole che ritornano frequentemente nei nostri discorsi: anzi, sono le parole chiave dei nostri discorsi. Queste due parole sono «sviluppo» e «progresso». Sono due sinonimi? O, se non sono due sinonimi, indicano due momenti diversi di uno stesso fenomeno? Oppure indicano due fenomeni diversi che però si integrano necessariamente fra di loro? Oppure, ancora, indicano due fenomeni solo parzialmente analoghi e sincronici? Infine; indicano due fenomeni «opposti» fra di loro, che solo apparentemente coincidono e si integrano? Bisogna assolutamente chiarire il senso di queste due parole e il loro rapporto, se vogliamo capirci in una discussione che riguarda molto da vicino la nostra vita anche quotidiana e fisica.
Vediamo: la parola «sviluppo» ha oggi una rete di riferimenti che riguardano un contesto indubbiamente di «destra». Chi vuole infatti lo «sviluppo»? Cioè, chi lo vuole non in astratto e idealmente, ma in concreto e per ragioni di immediato interesse economico? È evidente: a volere lo «sviluppo» in tal senso è chi produce; sono cioè gli industriali. E, poiché lo «sviluppo», in Italia, è questo sviluppo, sono per l’esattezza, nella fattispecie, gli industriali che producono beni superflui. La tecnologia (l’applicazione della scienza) ha creato la possibilità di una industrializzazione praticamente illimitata, e i cui caratteri sono ormai in concreto transnazionali. I consumatori di beni superflui, sono da parte loro, irrazionalmente e inconsapevolmente d’accordo nel volere lo «sviluppo» (questo «sviluppo»). Per essi significa promozione sociale e liberazione, con conseguente abiura dei valori culturali che avevano loro fornito i modelli di «poveri», di «lavoratori», di «risparmiatori», di «soldati», di «credenti». continua...

Sonia Bordacchini 06.02.06 18:28| 
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Innanzitutto credo che tutti dovremmo riflettere sul significato delle parole "sviluppo" e "progresso".a me sembra che ci sia stato un mutamento di significato, che oramai la parola progresso comprenda anche il significato di sviluppo. una specie di mistificazione linguistica. Pasolini diceva:Ci sono due parole che ritornano frequentemente nei nostri discorsi: anzi, sono le parole chiave dei nostri discorsi. Queste due parole sono «sviluppo» e «progresso». Sono due sinonimi? O, se non sono due sinonimi, indicano due momenti diversi di uno stesso fenomeno? Oppure indicano due fenomeni diversi che però si integrano necessariamente fra di loro? Oppure, ancora, indicano due fenomeni solo parzialmente analoghi e sincronici? Infine; indicano due fenomeni «opposti» fra di loro, che solo apparentemente coincidono e si integrano? Bisogna assolutamente chiarire il senso di queste due parole e il loro rapporto, se vogliamo capirci in una discussione che riguarda molto da vicino la nostra vita anche quotidiana e fisica.
segue...

Sonia Bordacchini 06.02.06 18:07| 
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CIAO BEPPE
LE TASSE PER I RIFIUTI SONO IMPOSSIBILI. IO ABITO A SALSOMAGGIORE TERME QUANDO MI SONO INCAZZATA CON IL RESPONSABILE TRIBUTI , IN COMUNE ,PER LA SOMMA (EURO 650,00 CIRCA) CHE DOVEVO PAGARE , QUESTO MI RISPONDE "CHE ANCHE LUI PAGA TANTISSIMO PERCHE' CI SI BASA SULLA METRATURA E CHE COMUNQUE DIPENDE DALLA AMMINISTRAZIONE ".
NON E' GIUSTO FACCIO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, HO IL COMPOSTER E SONO PARTICOLARMENTE ATTENTA AL RICICLO , INOLTRE NON SONO QUASI MAI A CASA.
SCUSAMI PER LO SFOGO .
CIAO LUCIANA

Luciana Boscaini 05.02.06 18:13| 
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caro peppe, hai proprio ragione e purtroppo c'è chi in nome della cultura finea se stessa dei grandi paroloni e delle grandi idee distrugge l'idea del terzario. non sono rimasta all'ottocento ma credo che il vero progresso sia quello che rimmemora, x usare un termine caro ad Heidegger, se stesso anzichè cercare relazioni metafisiche con un mondo che non vale x quello che è. non immaggino la mia vita dietro ai fornelli 24x24 e quindi sono abbastanza sicura che se mangiassi la pizza con il pomodoro di campano non sentirei sicuramente la mancanza di quello cinese...e se proprio devo mangiare cinese mangerò solo le loro specialità e le pagherò care x il discorso del trasporto, non mi cambia la vita vita non mangiare carne argentina a cena se questa mi costa un patrimonio in inquinamento.....in nome del progresso hanno distrutto la positività del progresso ed intanto il dragone ci sta divorando. sono affascinata dalla cultura asiatica ma stanno distruggendo il mercato. si parla tanto di diritti e lavoro ma la cina è sulla terra o sono di un altro pianeta.....fanno compressi solo x guadagnare..... Teresa Ippolito da Napoli

teresa ippolito 22.01.06 16:08| 
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Una bella idea.

In certi supermercati si iniziano a vedere dei distributori di detersivo in cui uno porta la sua bottiglia da casa la riempie del prodotto che vuole piatti,lavatrice lavastoviglie poi si stampa il biglietto con il costo e si paga alla cassa.

Pensate il risparmio di plastica che si può fare, considerando poi che di tutto ciò che compriamo almeno la metà del peso va a finire dritto in discarica si potrebbe attuare questa politca per molti altri prodotti

andrea riaudo 13.01.06 14:44| 
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Una bella idea.

In certi supermercati si iniziano a vedere dei distributori di detersivo in cui uno porta la sua bottiglia da casa la riempie del prodotto che vuole piatti,lavatrice lavastoviglie poi si stampa il biglietto con il costo e si paga alla cassa.

Pensate il risparmio di plastica che si può fare, considerando poi che di tutto ciò che compriamo almeno la metà del peso va a finire dritto in discarica si potrebbe attuare questa politca per molti altri prodotti

andrea riaudo 13.01.06 14:19| 
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Una bella idea.

In certi supermercati si iniziano a vedere dei distributori di detersivo in cui uno porta la sua bottiglia da casa la riempie del prodotto che vuole piatti,lavatrice lavastoviglie poi si stampa il biglietto con il costo e si paga alla cassa.

Pensate il risparmio di plastica che si può fare, considerando poi che di tutto ciò che compriamo almeno la metà del peso va a finire dritto in discarica si potrebbe attuare questa politca per molti altri prodotti

andrea riaudo 13.01.06 14:05| 
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ho sempre pensato che i pugliesi sono persone toste
e questo mi convince sempre di piu!!!!!!!


http://www.ilbrigante.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7926

ALTAMURA,
DOVE IL MADE IN ITALY
SCONFIGGE IL FAST FOOD

Pane e prodotti tipici locali
portano alla chiusura di una filiale
della Mc Donald’s

Diego Cosenza 13.01.06 10:05| 
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purtroppo nn ho nn sono riuscito a partecipare attivamente al problema del tav... ma passivamente nel mio piccolo sto sensibilizzando la gente a me vicina, e cerco di fargli capire limportanza del problema, grazie beppe.
Adesso visto ke ho le possibilità e nn vedo lora di manifestare..."basta con il potere assoluto" mi domando per i giorni di capo d'anno hanno organizzato qualcosa?
Mi auguro ke qualcuno mi sa dare una risposta...oddio l'indifferenza e il piagnistei da eterni inocenti, oddio ki nn parteggia!

pietro toniato 29.12.05 11:41| 
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Grazie Giovanni, sul serio. Mi scusi se il tono era provocatorio, ma sono finito in una discussione che così si era subito fatta e che, sembrava, non potesse in altro modo continuare.
La rassicuro che non sto facendo pubblicità a nessun video, anche se sinceramente spero che, come nel sito si dice, presto esca (e così esca allo scoperto) il documentario su cd, così che almeno ne possano nascere risposte, conferme o confutazioni, serie.
In effetti ci sono le vittime, anche se, di mio, non ho mai visto ne doc. ufficiali, testimonianze ec ec...
rimangono parecchi buchi purtroppo. Le foto che io ho visto erano di parti troopo piccole, il fattore dell'ora e successione degli accaduti, i video che mancano anche se andrebbe a favore loro alla fine trasmetterli,la ricerca nella scuola di volo fortunatamente subito azzeccata dopo l'attentato, la discesa della borsa i giorni prima, l'incazzatura dei parenti dele vittime...
Mi ha fatto cmq piacere ricevere sua risposta, ora si tratta di vedere se e a chi il tempo darà ragione. Gli stati uniti non sono gli ultimi arrivati nel coprire fatti, pensi a cosa fu per la popolazione di allora il vietnam (pochissime immagini violente trasmesse) o, oggi, falluja.
Non è per far pubblicità, sono solo di opinione diversa, la tesi della parte attiva negli attentati era anche volutamente provocatoria, rimane, il tacito consenso. ed io, in questo, ne rimango convinto.
a risentirci allora!

Lorenzo Zanotti 29.12.05 02:36| 
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Ciao Beppe e un saluto a tutti gli utilizzatori e visitatori di questo blog. A proposito di merci: viviamo in un mondo in cui quando si verifica un surplus di produzione, questo surplus viene distrutto perchè altrimenti i produttori sono costretti a pagare una sanzione. Vi ricordate per esempio le quote latte? Ma perchè non esportiamo il surplus invece di distruggerlo? Il paradosso è che distruggiamo il surplus per poter continuare ad importare merce da altri paesi in nome di una sorta di fair play commerciale. Questo è libero mercato? E' concorrenza? Non credo proprio! Se esistesse un libero mercato consumeremmo le nostre merci esportando le eccedenze e importando merci straniere in caso di sottoproduzione.

Marco Cristiani 28.12.05 11:20| 
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Ciao Beppe e un saluto a tutti gli utilizzatori e visitatori di questo blog. A proposito di merci: viviamo in un mondo in cui quando si verifica un surplus di produzione, questo surplus viene distrutto perchè altrimenti i produttori sono costretti a pagare una sanzione. Vi ricordate per esempio le quote latte? Ma perchè non esportiamo il surplus invece di distruggerlo? Il paradosso è che distruggiamo il surplus per poter continuare ad importare merce da altri paesi in nome di una sorta di fair play commerciale. Questo è libero mercato? E' concorrenza? Non credo proprio! Se esistesse un libero mercato consumeremmo le nostre merci esportando le eccedenze e importando merci straniere in caso di sottoproduzione.

Marco Cristiani 28.12.05 11:18| 
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Ciao Beppe, ciao a tutti,

potreste dare un'occhiata al seguente sito http://www.acton.org/ital/ppolicy/environment/GWN/2003/gwn8.html e poi lasciare qualche commento in merito l'argomento che parla dei "danni arrecati dagli ambientalisti all'ambiente"? Sono curiosa di sentite la tua e la vostra.

Grazie e a presto!
Paola

Paola Feraiorni 27.12.05 22:41| 
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Questa è una limpida ricostruzione della critica al capitalismo industriale fatta da sinistra, ben inteso della sinistra democratica e liberale; la sinistra, appunto, di Beppe Grillo.
Devo dirti la verità, non so neanche io cosa pensare del progresso. Basta ricordarsi che il più grande critico e analista del progresso industriale (Marx) non si è mai posto il problema di uno sviluppo sostenibile. E' un problema estremamente complesso, è davanti agli occhi di tutti che se cominciassimo a girare con automobili a vapore, a idrogeno o ad aria compressa le famose sette sorelle del petrolio andrebbero in fallimento. Che la catena produttiva sia legata con un doppio filo fra tutte le sue strutture è evidente. La mia paura è che una forma umana di capitalismo smetta di chiamarsi capitalismo, che se vogliamo vivre in un mondo diverso ci sia veramente bisogno di una rivoluzione, non una cosa tipo "ottobre rosso", una rivoluzione nella prassi esistenziale, ne modo di vivere. Come si fa a immaginare di cambiare il modo di produzione senza modificare le leggi della produttività? Una celebre frase di Ernesto "Che" Guevara, che è stata un motto el '68 intellettuale, dice che "siamo realisti, esigiamo sempre l'impossibile" e forse era proprio questo l'impossibile, una democrazia liberale e a misura d'uomo. Non a caso nessun marxista ha mai chiamato marxista il "Che".
Quando vedo il latte umbro viaggiare verso Nord, andando a foraggiare le tavole di una famiglia bergamasca, e il latte orobico muoversi per andare a macchiare il un caffè a Megellina penso ai guadagni che si disperdono, ma che nello stesso tempo si accumulano. Pneumatici, benzina, camionisti, sindacati dei camionisti, metalmeccanici che costruiscono camion etc. etc. etc... Sono queste le famose contraddizioni interne al capitalismo di cui parlano le infuocate pagine della "Critica all'economia politica", la contraddizione di ferirsi per sopravvivere.

Mario Farina 27.12.05 17:39| 
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Questa è una limpida ricostruzione della critica al capitalismo industriale fatta da sinistra, ben inteso della sinistra democratica e liberale; la sinistra, appunto, di Beppe Grillo.
Devo dirti la verità, non so neanche io cosa pensare del progresso. Basta ricordarsi che il più grande critico e analista del progresso industriale (Marx) non si è mai posto il problema di uno sviluppo sostenibile. E' un problema estremamente complesso, è davanti agli occhi di tutti che se cominciassimo a girare con automobili a vapore, a idrogeno o ad aria compressa le famose sette sorelle del petrolio andrebbero in fallimento. Che la catena produttiva sia legata con un doppio filo fra tutte le sue strutture è evidente. La mia paura è che una forma umana di capitalismo smetta di chiamarsi capitalismo, che se vogliamo vivre in un mondo diverso ci sia veramente bisogno di una rivoluzione, non una cosa tipo "ottobre rosso", una rivoluzione nella prassi esistenziale, ne modo di vivere. Come si fa a immaginare di cambiare il modo di produzione senza modificare le leggi della produttività? Una celebre frase di Ernesto "Che" Guevara, che è stata un motto el '68 intellettuale, dice che "siamo realisti, esigiamo sempre l'impossibile" e forse era proprio questo l'impossibile, una democrazia liberale e a misura d'uomo. Non a caso nessun marxista ha mai chiamato marxista il "Che".
Quando vedo il latte umbro viaggiare verso Nord, andando a foraggiare le tavole di una famiglia bergamasca, e il latte orobico muoversi per andare a macchiare il un caffè a Megellina penso ai guadagni che si disperdono, ma che nello stesso tempo si accumulano. Pneumatici, benzina, camionisti, sindacati dei camionisti, metalmeccanici che costruiscono camion etc. etc. etc... Sono queste le famose contraddizioni interne al capitalismo di cui parlano le infuocate pagine della "Critica all'economia politica", la contraddizione di ferirsi per sopravvivere.

Mario Farina 27.12.05 17:38| 
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Questa è una limpida ricostruzione della critica al capitalismo industriale fatta da sinistra, ben inteso della sinistra democratica e liberale; la sinistra, appunto, di Beppe Grillo.
Devo dirti la verità, non so neanche io cosa pensare del progresso. Basta ricordarsi che il più grande critico e analista del progresso industriale (Marx) non si è mai posto il problema di uno sviluppo sostenibile. E' un problema estremamente complesso, è davanti agli occhi di tutti che se cominciassimo a girare con automobili a vapore, a idrogeno o ad aria compressa le famose sette sorelle del petrolio andrebbero in fallimento. Che la catena produttiva sia legata con un doppio filo fra tutte le sue strutture è evidente. La mia paura è che una forma umana di capitalismo smetta di chiamarsi capitalismo, che se vogliamo vivre in un mondo diverso ci sia veramente bisogno di una rivoluzione, non una cosa tipo "ottobre rosso", una rivoluzione nella prassi esistenziale, ne modo di vivere. Come si fa a immaginare di cambiare il modo di produzione senza modificare le leggi della produttività? Una celebre frase di Ernesto "Che" Guevara, che è stata un motto el '68 intellettuale, dice che "siamo realisti, esigiamo sempre l'impossibile" e forse era proprio questo l'impossibile, una democrazia liberale e a misura d'uomo. Non a caso nessun marxista ha mai chiamato marxista il "Che".
Quando vedo il latte umbro viaggiare verso Nord, andando a foraggiare le tavole di una famiglia bergamasca, e il latte orobico muoversi per andare a macchiare il un caffè a Megellina penso ai guadagni che si disperdono, ma che nello stesso tempo si accumulano. Pneumatici, benzina, camionisti, sindacati dei camionisti, metalmeccanici che costruiscono camion etc. etc. etc... Sono queste le famose contraddizioni interne al capitalismo di cui parlano le infuocate pagine della "Critica all'economia politica", la contraddizione di ferirsi per sopravvivere.

Mario Farina 27.12.05 17:37| 
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Io abito in un paese in provincia di Bs a 20 km dalla città. Abbiamo sempre consumato acquistato e consumato Latte di Alta Qualità fresco della Centrale del Latte di Brescia.Qualche giorno prima di natale è stato installato, come in alcuni paesi vicini, un distributore di latte fresco prodotto in loco. Acquistando questo latte, riutilizzando sempre la stessa bottiglia di vetro, abbiamo eliminato circa 180 bottiglie di plastica prodotte in un'anno! Se ogni nucleo familiare di Prevalle ( 6.000 abitanti circa 1500 nuclei familiari)facesse altrettanto sarebbero eliminate dal circolo 270.000 bottiglie di plastica in un'anno!!! Senza calcolare l'inquinamento "non prodotto" per la raccolta del latte stesso e la sua distribuzione....
Grazie Mariano Mazzacani

mariano mazzacani 27.12.05 10:47| 
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Quello che è pazzesco è che importiamo i pomodori cinesi sul quale sistema di produzione non sappiamo nulla: presumo che usino tonnellate di pesticidi per la loro produzione e che noi, indirettamente ci mangiamo. Per di più ho visto recentemente un filmato dove si vedeva un aereo che passava sui campi per distibuire pesticidi: dopo circa 20 minuti il filmato faceva vedere decine di uccellini morti per terra a causa del pesticida. Tutto questo è pazzesco, chi gli dà il diritto di disintegrare la natura anche nostra?

marco massimi 27.12.05 10:29| 
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Gentile Emanuele, ho letto il tuo scritto con attenzione. Concordo con te sul prezzo dell'asilo è esagerato. Ho visto l'importo dello stipendio netto circa 1100 ma per quante ore: 8 ?
Una giornata ne conteniene 24; tolte le otto di sonno e le otto di lavoro te ne restano altre 8 usane una perte per fare qualche lavoretto che ti permetta di arrotondare. I tempi cambiano, ma la ricetta è sempre la stessa: inutile illudersi di avere dallo stato, cioè noi stessi aumenti che per essere fatti devono essere per forza controbilanciati da altre entrate ,quindi tasse.

Mirko Sbalchiero 26.12.05 10:54| 
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Gentile Emanuele, ho letto il tuo scritto con attenzione. Concordo con te sul prezzo dell'asilo è esagerato. Ho visto l'importo dello stipendio netto circa 1100 ma per quante ore: 8 ?
Una giornata ne conteniene 24; tolte le otto di sonno e le otto di lavoro te ne restano altre 8 usane una perte per fare qualche lavoretto che ti permetta di arrotondare. I tempi cambiano, ma la ricetta è sempre la stessa: inutile illudersi di avere dallo stato, cioè noi stessi aumenti che per essere fatti devono essere per forza controbilanciati da altre entrate ,quindi tasse.

Mirko Sbalchiero 26.12.05 10:53| 
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Volevo porgere alla tua attenzione un fatto che avviene oramai in tutti i comuni d'italia.Alla mattina si vedono gli operatori ecologici in azione con degli strani soffioni x la pulizia delle ns strade e marciapiedi.La domanda e questa:ma le polveri sottili generate dalle nostre automobili altamente inquinanti cosi facendo non si rimettono in circolo nell'aria sopratutto anche nel periodo dei pollini questi non vengono rimessi in circolo creando grossi problemi alla salute? Saluti Gian Carlo

Gian Carlo Muru 25.12.05 19:51| 
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Scusate se parlo di Natale a Natale...faccio un appello a tutti affinche'per il "santo"giorno,ognuno pensi solo a se stesso,si lasci andare all'edonismo piu'sfrenato e non guardi piu'lontano del suo naso.
Poi magari dal 26 cominciamo ad essere piu'"buoni"per il resto della nostra esistenza...
Ma poi buono che significa?Non si offenda,ma il signor Grillo tutto sembra tranne che buono :con quel barbone e quel ghigno quasi mefistofelico.Il signor Grillo forse e'onesto,giusto,altruista ma buono...Cmq se proprio dovete,oggi,non siate buoni ma altruisti.Siatelo come volete,ispiratevi a San Franceso,a Gandi o Che Guevara,purche'vi ricordiate di essere dei semplici esseri umani con gli stessi diritti alla felicita'o alla sua speranza.
Fabrizio

fabrizio torella 24.12.05 12:59| 
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ciao grillo, posso indicarti un indirizzo web dove ormai si è raggiunti il culmine?
www.precaricri.it sì è il ns. sito dei precari di croce rossa (non quelli di scelli) ma quelli che si spaccano il .... nelle ambulanze in convenzione . la finanziaria maledetta ci ha esclusi (siamo 2600 precari in tutta italia)sia civili che militari e saremo a casa dal 1° gennaio !!!! nè ci rinnoveranno i contratti determinati nè ci vogliono assumere una buona volta per tutte. sono 13 anni che faccio la vita da precario .......... anche tanti altri; pero' in compenso la finanziaria ha ASSUNTO 3500 professori di RELIGIONEEEEEEEEE !!! yuhuu'' che bello !!!!! se sapevo nascevo prete !!!!!!!!!
Pui darci una mano ?????? saremo a fare casino il 29 c.m. a palazzo chigi e a roma si sono attendati a mo' di protesta !!!!!

GRILLO DACCI ANCHE TU UNA MANOOOOOOOOOO !!!!!!!

e meno male che Scelli ci aveva promesso che .................. VFC !!!

francesco righi 24.12.05 10:11| 
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Cari amici,
sono un musicista di 36 anni e vi voglio raccontare che proprio in questo periodo sto per raggiungere un traguardo importante, quello che è triste è che non sarà il mio paese a darmi questa occasione... andrò in uno studio di Los Angeles in California a registrare il mio primo disco per la XXX Production, non amo particolarmente gli Stati Uniti ma daltronde sto proprio rendendomi conto che in Italia il concetto di mafia è arrivato a imbrattare anche ambienti come la musica.

Claudio Simoncini 24.12.05 03:35| 
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Dici bene, i prodotti locali sono più buoni e più sani di quelli che si trovano nella grande distribuzione, ma il più delle volte sono molto più cari. E non si tratta solo di dire "ok, spendo meno ma spendo meglio", perchè già adesso io, impiegato pubblico con una compagna anche lei impiegata (budget complessivo circa 2200 euro al mese) ed un figlio piccolo, ce la faccio a stento ad arrivare a fine mese tra mutuo, rate per i mobili, asilo nido (qui va fatta una nota: 460 euro per il nido privato, visto che al comunale qui a Roma siamo stati esclusi...), bollette, condominio, tasse... e per riuscire ad arrivare a fine mese devo acquistare negli hard discount, altro che prodotti biologici locali... (anche se devo ammettere che la qualità dei prodotti discount negli ultimi anni è migliorata enormemente) Anche la sana alimentazione ormai è diventata un privilegio dei ricchi...
Mi piacerebbe fare un calcolo... vedere quanto resta a fine mese ad una famiglia media con uno stipendio normale da impiegato pubblico di area B tolte le spese fisse. Lo faccio in un messaggio successivo perchè qui non entra più...

Ah, Buon Natale a tutte le famiglie che devono fare i salti mortali per arrivare a fine mese a causa di un sistema malato che sostiene sempre di più chi ha tanto e sempre di meno a chi ha poco.

Emanuele



Nel 2004 è uscito un film-documentario dal titolo "THE CORPORATION", una produzione canadese firmata da j.Abbott e M.Achbar, tratto dall'omonimo libro inchiesta di J.Bakan.
Il film boicottato negli Stati Uniti, ma premiato dal pubblico del Sundance Festival.
Non si tratta di un manifesto politico, vi si rivelano illuminati e paradossali confessioni di manager, dirigenti, guru finanziari, spie industriali e pubblicitari.
Assolutamente da vedere.
VEDI LINK http://filmup.leonardo.it/sc_thecorporation.htm
N.B.
E' possibile scaricarlo tramite sharing, ma nella versione italiana è censurata la parte riguardante la multinazionale MONSANTO

emanuele biondi 23.12.05 21:10| 
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Segnalo che su internet è presente un test di autovalutazione sul grado di "ecologicità" dei nostri comportamenti. Ad ogni domanda è abbinata una frase di consiglio per come migliorare tali comportamenti e renderli maggiormente eco-compatibili, quali ad esempio l'argomento di questo post sulla provenienza degli alimenti e quello precedente riguardo al problema degli imballi. A me sembra fatto bene. E' redatto da un'associazione di consumatori, non riporto il nome perché non vorrei contravvenire al regolamento del blog che vieta la pubblicità.

Doriano Pennati 23.12.05 11:07| 
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xxx


http://www.superenalottonline.com/

xxx xxx 22.12.05 21:19| 
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PROFETI DI SVENTURA

Negli anni 70, un gruppo di scienziati pubblicarono un rapporto sui "LIMITI DELLO SVILUPPO" il quale dimostrava che ai livelli di consumo energetico attuali il petrolio si sarebbe esaurito nel termine di 20-30 anni e lanciavano un accorato allarme per la drastica riduzione dei consumi e degli stili di vita. All'epoca fece scalpore, poi....si scoprirono enormi giacimenti di greggio e il rapporto finì nella spazzatura. Nell'800 Thomas Malthus sosteneva che se la popolazione aumentava ai ritmi allora vigenti presto si sarebbe esaurita la terra coltivabile e la fame avrebbe provocato una moria riducendo la popolazione. Pertanto predicava la limitazione delle nascite mediante il rinvio del matrimonio.
Però...la popolazione ha continuato a crescere ugualmente e a dispetto di Malthus e seguaci anche a mangiare. Potrei continuare, ma non voglio annoiare. Ogni epoca storica ha avuto i suoi profeti di sventura e la nostra non fa eccezione. Anche in questo blog ce ne sono.
I miei figli non vogliono mangiare la carne perchè hanno letto che è fatta col petrolio e che a furia di immettere CO2 nell'atmosfera si svilupperanno incredibili uragani, pertanto hanno deciso di frequentare un corso di sopravvivenza per prepararsi al pegggio.
Non bisogna preoccuparsi dei profeti di sventura, sono stati sempre sconfitti dalla storia.
Profeti di sventura non si nasce, si diventa.
In genere sono persone colte, troppo sicure delle proprie conoscenze e un'attitudine genetica a menar gramo. Nascono come coscienza critica della nostra società, ne individuano i problemi e le contraddizioni prima degli altri. Il nostro Grillo è un esempio simpatico di questo primo tipo, ci fa riflettere, ma evita di prendersi troppo sul serio. Altri però, eccessivamente confidenti nel proprio sapere, sedotti dalla propria intelligenza, innamorati di formule e curve le scambiano per la realtà e finiscono per dimenticare una cosa banale, che il futuro non si può prevedere.

gianfranco maruccio 22.12.05 10:14| 
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Visto che si parla di cibo, colgo al volo l'occasione per ricordarti, mitico Beppe, il prof. Andrea Segrè ed il suo libro "Lo spreco utile". Con i suoi studenti universitari, questo docente ha dato il via a un "non mercato"in cui cibo perfettamente integro che però veniva scartato da supermercati e negozianti perchè prossimo alla scadenza o non attraente dal punto di vista estetico (una fragola troppo piccola a decorare la torta alla panna...)viene recuperato e distribuito ad associazioni benefiche ed enti caritatevoli. Visto che se continua così a breve anch'io andrò a mangiare alla mensa del povero (a meno che non trovi un nuovo lavoro mooolto alla svelta), mi pare doveroso citare chi contribuirà a darmi di che campare. Cito un solo dato: nel 2003, anno di sperimentazione del progetto "Last Minute Market", nelle "bolle" di accompagnamento dei prodotti donati alle associazioni e agli enti caritatevoli risultavano 140 TONNELLATE DI CIBO di tutti i tipi pari ad un valore medio di OLTRE MEZZO MILIONE DI EURO. Di ciò che altrimenti si sarebbe buttato via ben il 95% è stato recuperato e in gran parte - circa il 70% - destinato al consumo umano, il resto a quello animale. Tutti prodotti mangiati ogni giorno da una media di 250 persone e da un numero variabile (tra 300 e 500) di cani,gatti e altri animali da compagnia. Parliamo anche di queste cose, caxxo! Abbattono gli sprechi, quindi l'inquinamento, e danno da mangiare a chi non può permettersi di far la spesa tutti i giorni! Tra l'altro, i diritti d'autore del libro vengono donati alle associazioni e agli enti caritativi che partecipano al Last Minute Market stesso...
Grazie dell'attenzione e di tutto ciò che fai per noi.

Elena Bianchi 22.12.05 08:24| 
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Notizia ferale sig. Deufemia.

Nel libro "Collasso" di Jared Diamond (pubblicazione 2005) si fa il calcolo termodinamico di questi biocarburanti alternativi.

Comprensivo di fertilizzanti chimici, macchine agricole necessarie, infrastruttura di trasformazione, ecc... .

Alla fine si scopre che per 1 litro di alcool o biodiesel si consumano 3 litri di petroliazzo.

In + si spreca una quantità immensa di acqua, si dilavano i terreni, si aumenta l'assotigliamento dell'humus, si incentiva il disboscamento, si aumnta la desertificazione, l'essicazione dei corsi d'acqua.

O si esce dalla logica attuale, cioè che qualsiasi cosa facciamo la facciamo dentro alla logica combustibili fossili a basso prezzo e inesauribili come risorsa, o non faremo mai soluzioni alternative migliorative.

Oggi non siamo in grado di produrre 1 litro di biocarburante senza utilizzare energia fossile.

Con un rapporto di 3 a 1.

Rapporto che resta, in ogni caso, invariato.

Il che significa che se dovessimo fare biocarburanti, per ogni litro prodotto ne consumiamo 3.

Cioè è utopia.

Ma si sapeva già, seconda legge della termodinamica.

L'etanolo brasilero è un palliativo economico locale, ma una presa per il culo termodinamica, aumenta lo sfascio ambientale, ma all'apparenza così non sembra, lo chieda ai fisici !

Non avete ancora capito che il futuro è a cavallo con un'economia a dorso di mulo, la termodinamica ci condanna senza se e senza ma, non si cambiano le leggi della fisica, tra poco, cioè 20 anni al massimo, non sarà evidente, sarà questione di pura soppravivenza quotidiana.

Questo modello socio culturale produttivo è finito, oltre che essere suicida.

massimo guerra 22.12.05 04:58| 
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Caro beppe,
scusa se ti do del tu ma oramai sei un amico.Recentemente su RAI3,in un programma di RAI educational hanno mandato in onda un documentario sul Brasile. In questa nazione usano come combustibile delle auto l'alcool, ricavato dalla canna da zucchero o grazie a un invenzione di una centralina made in italy, le auto a preferenza possono usare come combustibile sia l'alcool che la benzina. Il risultato di quest'inchiesta è stato che il governo brasiliano, per far fronte al problema del rialzo del prezzo del petrolio sta impiegando quest'energia alternativa.Però dobbiamo fare una ulteriore precisazione per la quale questa storia si meriterebbe un tuo blog. Un esperto affermava che è vero che l'alcool inquina come la benzina e forse anche più, ma la CO2 emessa nell'atmosfera viene assorbita interamente dalla stessa canna da zucchero che è la stessa fonte per produrre l'alcool appunto il carburante.Quindi oltre al risparmio economico sul combustibile di quasi il 50%,l'inquinamento è uguale a zero.Inoltre gli scarti venuti dalla lavorazione per produrre l'alcool, vengono usati per sostituire altri derivati del petrolio come:plastica,carta,tessuti,ecc.Lui aggiungeva pure che era stato in un certo modo anche intimidito dai padroni dell'oro nero...Secondo poi una mia ultima ricerca ho scoperto che tutte le stesse propietà della canna da zucchero sono vere anche per la canapa indiana (cannabis), anzi ti dirò di più che la combustione del bio-carburante ottenuto da quest'ultima non produrrebbe nessun inquinamento e aggiungo pure che una pianta di cannabis assorbe CO2 quanto una quercia secolare,allora tutto un guadagno per l'AMBIENTE. Se ti informi bene c'è stato un vero e propio complotto politico-economico sulla cannabis come sempre partito dagli USA e esteso in tutta Europa.Ora io dico che attraverso l'informazione facciamo il possibile che non ci sia un altro complotto anche sulla canna da zucchero.

ASPETTO CON ENTUSIASMO UN TUO BLOG!!

donato deufemia 22.12.05 03:51| 
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e' un mondo di m....a, tutto ci fa soffocare,tante volte la nausea mi assale,ed allora smetto di sognare....mi rode e mi risveglio ,sono di nuovo pronta alla lotta...mai mollare, i dipendenti vanno costantemente osservati....

eleonora carrella 21.12.05 22:08| 
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Caro Beppe,

Questa mattina, quando mi sono alzato, era una giornata tipicamente invernale, limpida e fredda. Mentre mi recavo al lavoro (A piedi, sono uno dei pochi fortunati), ho potuto ammirare il sorgere del sole la cui luce mattutina colorava di rosa le cime delle montagne circostanti, coperte di neve.
Uno spettacolo naturale che pochi penso possono ammirare recandosi quotidianamente al lavoro.
Verso l’una, dopo aver consumato il pranzo cucinato da mia moglie a casa mia, ho allungato le gambe sulla panca di legno della cucina, per gustarmi l’ultimo bicchiere di vino. Fra poco sarei dovuto tornare al lavoro.
Ma uno spettacolo inquietante, fuori dalla finestra, ha attirato la mia attenzione. Il cielo era solcato da innumerevoli tracce di vapore bianco che uscivano dai motori degli aerei che in quel momento volavano sopra di me. A poco a poco le tracce si sono diffuse e disperse nel cielo azzurro, fino a creare una sottile ma persistente nuvolaglia che attenuava sensibilmente i raggi del sole. L’effetto era così evidente che sono rimasto sorpreso ed infastidito.
Qualcuno aveva già previsto il fenomeno e l’oscuramento globale che ne deriverà, con tutti i suoi nefasti effetti. Oggi ne ho avuto la prova tangibile a casa mia, all’ora di pranzo.

Cordiali saluti,


Edoardo Pellegrini

Edoardo Pellegrini 21.12.05 15:06| 
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@ Lorenzo Zanotti

Ci sono, ci sono caro il mio bel Zanotti, mi hai cercato? Eccomi qua'! Visto che ti e' venuto il dubbio che cambiassi nome, ricordati che scrivo sempre e solo con questo. Il sig. Guerra, con il suo fare tronfio tipico dei palloni gonfiati, si attira le ire di molte persone qui' nel blog, fatti un giro e vedrai che spesso e' in lite con qualcuno.

Prima di rispondere alle tue domande, vorrei che ti facessi un giretto qui':
http://www.disinformazione.it/911inplanesite.htm
e mi spiegassi tu il motivo del rettangolino nero sulla pancia dell'aereo nella foto bordata di rosso ed in quella successiva. Il fatto poi che ci sia gente come te che continua a far pubblicita' ad un sito che mette in vendita il dvd di quelle panzane, mi puzza tanto di campagna pubblicitaria, piu' che di voglia di far chiarezza.

Dunque: I vetri non si sono rotti perche' erano anti esplosione, quell'ala del pentagono era stata appena ristrutturata per evitare danni come successo nell'attentato al palazzo FBI di Oklahoma City. Se fosse stato un aereo militare piu' piccolo pieno di esplosivo o un missile come suggerito dal suo bel sito, si sarebbero dovuti comunque rompere, o no?

In aereo ci vado spesso, il 757 e' un'aereo di medie dimensioni, si faccia un giro sul sito della Boeing. La fusoliera del 757 e' 3.70Mt in diametro. Sulle foto del luogo in cui e' caduto l'aereo in Pensylvania, non si distinguono pezzi che ricordino un velivolo, nemmeno i tanto indistruttibili motori che lei cita. Sara' stato un'ufo.

Sul sito che le ho mandato un paio di giorni fa' ci sono le fotografie di pezzi d'aereo disseminati ovunque e identificati, e se si fosse degnato di andare fino in fondo alla pagina, c'e' anche la lista dei testimoni che hanno visto l'aereo schiantarsi. Anche loro parte del complotto?

Segue in discussione

Giovanni Senzitalia 21.12.05 13:14| 
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A.A.A. CERCASI VERDI DISPERATAMENTE - Ma dove sono tutti i Verdi? Dove sono quando importo miliardi di biscotti danesi ed esporto in Danimarca miliardi di biscotti italiani? Dove sono quando in Puglia arrivano tir pieni di acqua naturale imbottigliata sulle Alpi e tornano indietro VUOTI invece di essere utilizzati per altri trasporti? Dove sono quando in Sardegna i militari fanno esercitazioni a Capo Teulada sparando schifezze all'uranio impoverito nel mare? Dove sono quando si costruiscono centri commerciali enormi in cui i quindicenni vanno a sprecare le domeniche senza comprare un c...o? Dove sono quando si decidono i tagli del personale delle società di trasporto pubblico e al contempo si aumenta il costo di biglietti e di abbonamenti (tanto per non incentivare la gente a comprarsi una macchina...)? Sono col cu...o al caldo in Parlamento e giù giù fino ai consigli comunali o di circoscrizione, interessati solo a riempirsi le tasche pure loro. E io mi ci incazzo perchè li ho pure votati!!! ...errore che non ripeterò... (Ma allora chi caxxo devo votare? Il portatore nano di debiti? Il prosciuttone provolone? Rutellino bellino bellino? Fini convertito all'ebraismo? CHIII???)

Elena Bianchi 21.12.05 12:33| 
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Il Patto dello Sciacchetrà

Le ultime dichiarazioni di Fiorani stanno facendo emergere la verità sull’incontro che ha visto il SENATORE LUIGI GRILLO, Gran Maestro dell’operazione di corruzione e appropriazione indebita più sporca dalla fine di Tangentopoli.

L’incontro ha visto la partecipazione di: Fazio, Fiorani, Berlusconi e Grillo. Le dichiarazioni ufficiali vollero far passare l’idea di una difesa delle banche italiane contro l’assalto dei Barbari europei.

In realtà, il Senatore Luigi Grillo, eletto in Liguria nelle fila di Forza Italia, aveva bisogno di tanti soldini per costruirsi la VILLA (costruita abusivamente nel Parco Naturale delle Cinque Terre e poi condonata) nella Riviera Ligure; quale sistema migliore per fare ciò se non fregare un po’ di soli ai correntisti della Banca Popolare di Lodi.

Il sistema a quanto sta dicendo Fiorani era semplice: bastava aprire un conto nella sua Banca, dare l’appoggio politico all’operazione bancaria più sporca della Seconda Repubblica e in cambio ci si ritrovava un bel gruzzoletto sul proprio conto corrente.

Il Senatore Grillo, una delle figure più losche della Politica italiana, ha fiutato subito l’affare e si è lanciato nella strenua difesa della scalata di Fiorani, ovviamente le sue dichiarazioni pubbliche sono state ripagate a suon di Milioni di euro.

Il problema è che i soldi affluiti nelle tasche di GRILLO erano dei correntisti della Banca Popolare di Lodi che sono stati truffati, rapinati e beffati; una persona che ha rubato dei soldi agli italiani dovrebbe stare in GALERA e non in Parlamento in una posizione chiave.

GRILLO IN GALERA

GRILLO IN GALERA


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Marco Gilles 21.12.05 10:58| 
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per quanto mi riguarda da anni sto ad ascoltare Beppe che dice di comprare i prodotti del luogo dove si vive...io per qunato possibile faccio sempre così.sono di Palermo e cerco di comperare prodotti tipici siciliani anche se a volte non capisco come mai costano il doppio o il triplo rispetto a quelli di altre regioni o stati..non è che bisogna stare attenti anche ai produttori locali?????
chi ci capisce qualcosa è bravo!!!!

Giovanni La Mantia-Palermo 21.12.05 09:08| 
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Ciao Beppe , leggendo il tuo blog sul movimento delle merci mi e' venuto in mente (forse un po piu' difficile lo ammetto) ma sulla tua falsa riga ..... perche' un operaio (o chiunque) di Abbiategrasso deve alzarsi alle 6 per andare a lavorare a Milano e uno di Milano idem per andare ad Abbiategrasso ? Non potremmo scambiarceli e rendere piu' felici entrambi , usare meno la macchina ecc ecc ...... ciao

Angelo Martinelli 21.12.05 09:04| 
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POST CENSURATI
Questo sito è manipolato nei contenuti.
Post "regolari" vengono censurati per omogenizzare la discussione.

Per questo:
Non può mancare ogni mattina la giusta dose di guano per lo staff.

BUON GUANO STAFF DI MERDA (umana)!!!

Steppen Wolf 21.12.05 06:00| 
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ma...dove sei finito?sono disperato, qualcuno ha visto senzitalia? mi doveva un pò di risposte...cavoli, che peccato, proprio sul più bello...
ma non è che, giovanni, lei è un burlone? non è che burlescamente mi ha cambiato nome, magari adesso è un nome d'arte...non lo so, in effeti , lui,con le mie preziose risposte ultime,se ne andò proprio quando poco dopo intervenne una nuova mente, la quale aveva cmq pur sempre in testa una cosa: offendere quello li, quel massimo guerra!
ma, alle volte le conicidenze....
UN APPELLO: sentitalia, dove sei?!

Lorenzo Zanotti 20.12.05 21:47| 
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La razionalizzazione delle Poste Italiane.
In Sardegna, la lavorazione dei prioritari e' stata concentrata a Cagliari. Significa che se io devo spedire un prioritario da Sassari per Porto Torres (15 km), questo deve prima passare da Cagliari (Sassari-Cagliari-Porto Torres km 440) e questo, a detta dei responsabili, per "migliorare la qualita' del servizio". Ogni commento e' superfluo.

Bruno cleriti 20.12.05 20:41| 
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Vorrei portare l'esempio di uno spostamento inutile non tanto di merci, quanto piuttosto di denaro.
L'Airbus, con sede in germania, riceve soldi dagli stati membri dell'eu per fabbricare il suo aereo, ma essendo più un ente che un'azienda, appalta questo compito a aziende esterne (tedesche), le quali per risparmiare fanno fare il lavoro ad aziende del terzo mondo, dove il lavoro costa moooolto meno che da loro: cioè in Italia. La fortunata azienda italiana che vince il lavoro, non ci pensa neppure a far fare il lavoro ai suoi dipendenti, ma li prende da società di consulenza: guarda un po', tedesche!
L'impiegato di quest'ultima (italiano!), che fa il lavoro all'atto pratico, naturalmente prende due lire, chissà perchè... con tutti i soldi che erano stati cacciati!

Marco Sabatini 20.12.05 19:10| 
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Ciao Beppe, a proposito di "ri"sviluppo di un'agricoltura "di prossimità", qua in Francia, dove abito da circa 13 anni, si stanno sviluppando delle associazioni dette AMAP 'Associazione per il Mantenimento di un'Agricoltura Contadina" (ho provato una traduzione volante).
Se vuoi maggiori informazioni :
http://www.alliancepec-rhonealpes.org/site-all/

Giovanni CAVINI 20.12.05 16:25| 
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Non credo che il ragionamento debba portare al comprare italiano tout court. Piuttosto si dovrebbe acquistare "autentico": se voglio tortellini, devono essere emiliani, ma se voglio wurstel dovranno essere tedeschi.
Elementare poi è il richiamo al consumo di prodotti ortofrutticoli di stagione. Ovviamente se voglio l'uva a Natale e le pere a Ferragosto mi troverò a mangiare qualcosa che ha accumulato più punti Millemiglia di un pilota, oppure ha sopra mesi di cella frigo!
Soprattutto però io sono convinta che si dovrebbe mangiare MENO CARNE. Come spiegava Massimo Guerra nel suo Post più sotto, l'allevamento degli animali da carne causa degli orribili squilibri economici (si spende di più per allevare una vacca che per nutrire i bimbi), e non NON ABBIAMO BISOGNO di mangiare carne tutti i giorni. Riscopriamo i legumi: sono gustosi, fanno bene, costano poco e sono a prova di frode alimentare (e non fanno soffrire nessun animale!!).

Valentina Cocco 20.12.05 16:00| 
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Ciao Beppe.
A proposito del pezzo "Pomodori e Buoi dei paesi tuoi" dove, in fondo, accenni ai grandi supermercati quali "sentinelle delle multinazionali".
Probabilmente molti avranno già compreso e, insieme, riflettuto sulle famose fidelity card promosse, ormai, da tutte le grandi catene di distribuzione.
MI riferisco alle famose carte per la raccolta punti che ci permettono, spendendono migliaia di euro, di portare a casa un "prodotto omaggio" o di ottenere qualche decina di euro di sconto.
Ebbene, queste card, nominative, sono numerate e hanno un codice che viene automaticamente associato al cliente.
Così, al momento del pagamento, il lettore ottico alla cassa su cui vengono "passati" i prodotti e poi la card personale potrà raccogliere una ricca serie di informazioni sulle abitudini di acquisto del soggetto-codice che la carta rappresenta..per l'appunto, ricostruisce il comportamento del consumetore.
E' anche così che le grandi multinazionali ottengono le informazioni sui loro affezionatissimi clienti.

Paolo Tritapepe 20.12.05 14:31| 
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Caro Beppe,
nello spettacolo del 28 aprile a Roma, ci hai detto che contrariamente a quanto succede negli altri paesi europei, le merci in Italia viaggiano per buona parte su gomma invece che su rotaia causando numerosi disagi.
Il tunnel della Val di Susa non e' altro che la realizzazione di una parte della infrastruttura che tu chiedevi fosse realizzata.
Condivido pienamente le ragioni e le preoccupazioni dei valsusini nei riguardi delle sostanze pericolose (amianto), e questo problema deve essere risolto prima di andare avanti.
Detto questo, percepisco una contraddizione fra quello che ci hai detto e il fatto che adesso ti opponga alla realizzazione di questa opera.
E' vero che tu sei un comico...ma anche i comici, non devono essere coerenti?

Riccardo Guggino 20.12.05 14:12| 
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lungi da me difendere chi non conosco nemmeno, ma dovete smetterla voi sostenitori del portatore nano di tragedie di infiltrarvi nei blog solo x offendere chi scrive! Se al governo adesso c'è Berlusca e tutti i suoi compagni di tangenti a rovinare l'Italia, con chi ce la dovremmo prendere!? Se l'opposizione andrà al governo e, presumibilmente purtroppo, la situazione non cambierà, noi ci rivolgeremo a loro con le stesse parole,come Beppe ha ampiamente dimostrato anche in questo blog.. invece che essere uniti nel proteggere noi stessi e le ns famiglie dalla voragine in cui questo governo da anni ci sta facendo rovinosamente precipitare, c'è ancora gente la cui preoccupazione è insultare e offendere chi denuncia questo stato di cose... ma dove si va di questo passo!?

Maria Teresa 20.12.05 12:37| 
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l'unica cosa da fare è chiudere le frontiere e utilizzare solo i prodotti nostrani: così tutti ci guadagneremo qualcosa, dal produttore al consumatore che saprà cosa mangia...

Raffaele Settembre 20.12.05 12:17| 
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Di Napoli, vivo e lavoro a nord di Londra in un mega magazzino che fa shopping by internet (OCADO) dove siamo collegati ad un computer tramite uno scanner che ci dice tutta la vita come deve andare. I prodotti consegnati i clienti li vedono solo in foto e poi quando li consegnano, ma sembrano piu' reali in foto. Tutti uguali e perfettini, piu' o meno sintetici anche i vegetali. In un tuo show dicevi che la distrib. ital doveva attrezzarsi contro questi per via dei prezzi ma seguirli nella loro strada portera' il commercio minuto a sparire e con esso tanti piccoli produttori perche' i grandi distrib hanno bisogno di megaproduzioni tutte uguali e costanti cloni eterni. Sei d'accordo?
Viva il fruttivendolo!

gennaro de santis 20.12.05 11:21| 
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Come al solito sono daccordo con Beppe... la spesa è una lotta, giornaliera, contro eserciti di prodotti inutili e adulterati... io la faccio per me, il mio bambino e il mio compagno, comprando prevalentemente prodotti biologici della catena di supermercati dove vado da anni, perchè il biologico forse quello + vero, nei negozi specializzati costa troppo,e io mi servo in quella specie di "seconda famiglia", di cui mi fidavo... almeno fino a un mese fa, quando ho comprato un pesce che puzzava di ammoniaca, come berla da una bottiglia! Ho chiamato il direttore, ha cercato di rassicurarmi, ma non ci è riuscito. E' successo altre TRE volte, lui mi ha fatto vedere un fax a detta sua mandatogli dal responsabile del settore pescheria, in cui mi si diceva che era tutto normale, che era il metabolismo del pesce ad "esalare" questi acidi urici. Acidi urici! Non sanno nemmeno che cosa siano! Non mi sono arresa e sono andata all'ASL e poi ho fatto indagini in supermercati della stessa catena. Come pensavo! Non era affatto NORMALE!Il direttore? La mia seconda "famiglia?" Si sono inc******, mi guardano male tutte le volte che entro in quel supermercato, non sanno ancora che ho mandato una comunicazione alla direzione e che sono pronta ad avisare i NAS se non viene fuori niente. Io lì ci vado ancora e, come una presenza oscura e inquietante, voglio che mi vedano molto bene.. che non stiano mai tranquilli.. loro, che volevano farmi dar da mangiare al mio piccolino un pesce all'ammoniaca...!!!!

Maria Teresa Ficchì 20.12.05 11:02| 
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caro Beppe sei sempre un grande
forse ti sei dimenticato pure delle prostitute anche quelle adesso vengono dall'estero, costano meno e vengono picchiate o ricattate di più mi piacerebbe che una volta ti esprimessi anche su questo argomento (molto delicato, lo so).
Non sarebbe possibile incaricare Di Pietro, con il quale, mi sembra, su alcune questioni di società civile, si sia convergenti, di proporre una raccolta di firme per introdurre una tassa del tipo che tu dicevi, tassando in base non solo al fabbisogno di denaro dello stato per mangiare sempre più soldi e spolparci come cosciotti di tacchino, ma anche in base alle condizioni dei lavoratori impiegati nel luogo di lavoro, ai danni ambientali derivanti dal sistema produttivo e di trasporto, al non uso di pesticidi antibiotici che poi ci ingeriamo noi, ecc.
Ieri alla trasmissione di andrea pezzi il tornasole morgan ex blu vertigo (non so se lo conosci) ha detto una cosa per me giustissima:
ricchezza ce n'è ma è distribuita male
può essere una banalità, ecco questo potrebbe essere un modo per redistribuirla meglio.
vuoi la bistecca dei manzi amercicani che la tagli con un grissino c...o la paghi come se il grissino fosse d'argento e oro tempestato di diamanti

gianluigi maculan 20.12.05 10:56| 
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Aggiungerei pomodori, MOGLI e buoi dei paesi tuoi....


Ops se continuo a pensarla così muoio zitella a Milano!!! :-)


Sissi (MI)
settembre_01@excite.it

Alfonsina Massa 20.12.05 10:08| 
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come l solito mi risulta difficoltoso caricare la pagina, ma tanto l'importante è leggere la notizia...;)

volevo solo chiedervi come si può fare per combattere ciò...

io vivo in un paseino piccolo, dove, benomale, molti prodotti sono disponibili da agricoltori ed allevatori locali...

ma in città?..

quando servono le conserve come fare?..

è un problema complesso, anche perchè si potrebbe puntare sull'equo e solidale, solo che costa molto per via del non avallo economico dello stato...

Bacini & Rock'n'Roll!!!

P.S.

passatemi a trovare sul blog...

www.miodiomiami.splinder.com

Giuseppe Gelato 20.12.05 09:57| 
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Fare la spesa è diventato un lavoro vero e proprio, io cerco di fare la mia parte per limitare la "follia" che hai descritto e ogni volta che compro un prodotto leggo le etichette.
Preferisco sempre e in ogni caso prodotti italiani e prodotti nella regione più vicina alla mia ma questo comporta tempo!Scelgo prodotti di stagione e cucino in base alle offerte migliori "qualità - prezzo" anche per contenere i costi. Tutti vanno sempre troppo di corsa ma i primi a dover dimostrare che vogliamo cambiare questo sistema siamo noi! Il mercato ci offre quello che chiediamo, e la pubblicità ci impone cosa mangiare. Dipende moltissimo da noi! Educhiamo i nostri figli e le nostre famiglie alla buona tavola, alle cose semplici.Dedicare tempo alla spesa è una forma di amore verso se stessi,verso chi si ama e verso l'ambiente. Se i consumatori la smettessero di acquistare prodotti pre-cotti, pre-digeriti, iper-confezionati, iper- protetti e plastificati,prodotti che provengono da paesi lontani e prodotti pubblicizzati forse andrebbe meglio!
Certo i costi dei prodotti provenienti dalla Cina costano meno ma cosa mangiamo? Come sono trattati per resistere al trasporto? Iniziamo a consumare con intelligenza senza riempire i carrelli con tutto ciò che ci passa per la testa o per la "gola", senza sprecare e dedicando tempo. Meglio spendere più tempo per la spesa intelligente che pagare le conseguenze della nostra "fretta" :inquinamento e di conseguenza salute!
Ciao.
Catia

catia masiero 20.12.05 08:27| 
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E' proprio vergognoso tutto questo. Pagheremo le conseguenze tra anni, non so a chi dar la colpa, ma la fame di crescere sempre di più(per arrivare dove???????a scoppiare, credo) è il male dell'uomo. non di tutti, ovviamente di chi ha il potere.

Fancesco R 19.12.05 21:25| 
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La dimostrazione che per vedere le cose ci vuole buon senso, onestà ed uno sguardo limpido. Il mondo è pieno di economisti strapagati incapaci di vedere l'economia come Grillo.

fabrizio turroni 19.12.05 20:26| 
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Sono stufa di sentir parlare di spreco di acqua criminalizza ndo i cittadini.
Si dice che chi usa più acqua del dovuto la spreca.. ma l'acqua se la mando via semipulita, va nei fiumi semipulita, nel mare semipulita, nelle nuvole semipulita, nei ghiacciai semipulita e a casa mia, di nuovo, più pulita di come sarebbe se l'avessi inquinata ben bene...
Il vero spreco d'acqua a mio giudizio è di chi non mette depuratori, di chi la manda al mare inquinata.
Il vero spreco è mettere il detersivo dei piatti nell'acqua perchè poi va al mare e insapona tutto! Praticamente è data ai cittadini la colpa dello spreco quando è il Sistema che costringe il cittadino in scelte e costumi di vita..
L'acqua non si spreca, Giusto! ma i veri sprechi si fanno non depurando l'acqua o non mettendo in commercio alternative ecologiche per lavare, smacchiare e altro... il cittadino vive di ciò che fornisce il sistema e poi lo critica se non spora ben bene ogni centilitro d'acqua. Ad essere criticato deve essere il sistema che lascia che gli inquinanti vadano al mare! Poi ci si stupisce che i cetacei si spiaggiano... ma chi vorrebbe nuotare nel detersivo?
Sono proprio quelli che fanno questi spot buonisti sullo spreco dell'acqua che dovrebbero vergognarsi. In conclusione parlare di uso oculato dell'acqua è una cosa e sono d'accordo ma lo spreco è un'altra cosa, se mi offrono prodotti non inquinanti qualcosa posso fare, se mettono i depuratori qualcosa si fa.. ma se non mi danno nulla, anche se adopero poco detersivo per inquinare poco (e vengo criticata perchè non sporco bene l'acqua) comunque prima o poi tutta la bottiglia di detersivo andrà negli occhi ai delfini.
Grazie dell'attenzione signor Grillo

Adele Remoli 19.12.05 20:02| 
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Non e' proprio la stessa cosa ma qualcosa di simile succede nel settore in cui lavoro.
Siamo una grande industria nel settore moda,facciamo del made in italy il nostro vanto e dove produciamo le scarpe??? Romania, Tunisia, Vietnam.....
Le scarpe costano meno?
Certo che NO !!!!
Pero' cosi'creiamo nuovi disoccupati in italia mentre il "grande capo" guadagna ancora di piu'perche' la scarpa fatta all'estero costa la meta' .
E' il Made in Italy che dobbiamo salvaguardare come dicono i "grandi" Montezemolo in primis?
E' una grossa barzelletta credetemi.
Ciao

Maurizio Luciani 19.12.05 20:00| 
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82 milioni di barili di greggio al giorno... per essere precisi

Nicola De Rossi 19.12.05 18:36| 
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buonasera Beppe grillo,

e la prima volta che scrivo a questo blog, per mancanza di tempo, comunque li ho sempre letti i suoi commenti. Oggi ho voluto scrivere per dire la mia.
Io sono un produttore agricolo, un allevatore, un macellatore e anche un commerciante e ho una azienda all'estero. esporto il 95% di carne prodotto qua nei paesi europei (germania, italia, svizzera, belgio francia e olanda).
Purtroppo quello che dice lei nel suo blog in parte a perfettamente ragione, nel senso che sembra assurdo che nazioni come l'italia possa produrre piu carne di quanto ne consumi e allo stesso tempo ne acquista dall'estero. Peró c'é da dire anche un'altra cosa che noi italiani non possiamo girare con solo macchina del gruppo fiat le sembra giusto? Le poi ha una macchina giapponese (e vero che é ibrida peró é giapponese).
Quello che voglio dire é questo: io sarei anche pronto a trasportare le mie merci su dei camion che vanno a girasole o a mentanolo basta che li facciano, pero questo commercio purtroppo non si puo fermarlo, perché si stagna nella propria nazione produttrice, noi italiani non avremmo i telefonini che sono per la gran maggioranza svedesi o americani, avremo dei computer dell'olivetti, gireremo in fiat, non useremo le macchine anche perché non c'é il petrolio in italia (solo una piccola parte in basilicata) niente gioielli per mancanza di materie prime, e niente banane perche in italia non si fanno. ecc
Allo stesso tempo non si puo delocalizzare le aziende perche se io vendo 20,000 conigli in germania alla settimana cosa faccio apro un macello da 20,000 conigli in germania? e gli altri 20,000 in italia? e i dipendenti qua gli dico: dividetevi meta in germania e meta in italia? Purtroppo il problema e ben grave, non é colpa del commercio la colpa e di chi ha voluto portare il commercio in questa direzione: la comunitá europea. Perché fanno dei finanziamenti errati. Esempio: in Italia ci sono dei prodotti ad denominazione di orgine prottetta,

Francesco Menozzi 19.12.05 17:16| 
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Finalmente, ripeto, finalmente!!!

Questa è la realtà!!

Mi chiedo soltanto quale potrà essere il modo per poter ritornare sui ns passi e...sulle ns risorse.

A me vengono in mente due modi:

-il governa si schiera per se stesso e rivoluziona la legge della economia commerciale estera puntando sulle proprie risorse, con tutti gli annesi e connessi: UTOPIA
-una bella guerra civile o mondiale: DISASTROSA.

Altri metodi "storici" non li conosco, a parte le battaglie sociali per i diritti umani o altro che alla fine hanno sicuramente portato piccoli o grossi cambiamenti, ma con il solito spargimento di sangue che non ha nulla da invidiare ad una guerra.

Sono molto curioso di come andrà a finire in NO-TAV in Val di Susa (qui le manganellate, come sappiamo, sono già arrivate ma per fortuna non il morto, per ora). Se "riusciremo" (come italiano che paga i suoi dipendenti politici) a fermare veramente i progetti in modo definito ed assoluto, si creerebbe un forte precedente e chissà....

Emanuele

Emanuele Palombi 19.12.05 17:15| 
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Mi viene in mente un altro piccolo insignificante problema di fondo…
Come cita il buon Grillo, Negroponte negli anni 70 nel suo bel “Essere Digitali” descrive come sia piu’ pratico trasportare bit invece di atomi. Per ora parliamo di atomi ma cosa succederà quando verrà anche per il momento dei bit?
L’ecologia passa in secondo piano in questo caso… ma pagare che so, un disegnatore cad-cam* 1/5 di un italiano potrebbe portare qualche altro “piccolo” scompenso economico... e il tutto senza che il nostro extracomunitario si sposti. Ehm... se non ricordo male, il centro contabile della società** piu’ ricca del mondo, è già in India...

(* sostituite la categoria con qualunque attività “informatica”)
(** Microzoz)


UbyOne

U. Coppola 19.12.05 15:40| 
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sentito oggi,
il ministero della sanità deve effettuare dei controlli sulle scarpe importate dalla cina , perchè usano prodotti nocivi.
che schifo

barattieri marco 19.12.05 15:38| 
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Beppe Grillo wrote:
> E lo speck "nostrano" altoatesino deve essere fatto coi maiali belgi?
Perché? perché le zone agricole del Sudtirolo (di fondo valle) ormai sono una (quasi) monocultura: mela (e un po' di viticoltura).
Completamente abolita la cultura agricola precedente (patate, segale, grano saraceno, orzo).
Ormai decine di km di monocultura.
Monocultura nella monocultura (70% Golden Delicious)
Super specializzazione.
Rischiosa.
Ora ci sono le mele polacche, quelle dell Valtellina, quelle cilene...
I maiali non vivono di mele.
A dire il vero neppure gli uomini...
Assurdo, no!?

http://it.groups.yahoo.com/group/ValleVerdeDelReno/

Cesare Zecca 19.12.05 15:25| 
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Dove possiamo andare se in comune come il mio (gaggiano, mi) si dà per scontato che le cascine prima o poi chiuderanno perchè il riso arriverà dall'asia a prezzi inferiori???? Intanto l'assessore all'urbanistica che una volta era di sinistra non si vergogna di dire che il suo compito è di fare metri cubi e che ha fatto fare dei capannoni rimasti vuoti giusto per far prendere un pò di soldi al comune.

emanuele bertolotti 19.12.05 15:20| 
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Hai sentito Beppe??? Dopo lo scandalo delle uova marce rimesse in commercio pastorizzate ecc.ecc. (durato lo spazio di 2 3 giorni) siamo passati alla "passata di pomodoro" marcia, con i vermi ecc.ecc. che è stata pubblicizzata soltanto un giornooooo!
Credevo tu avessi + informazioni in merito...
Dicci qualcosa...
I tuoi fans attendono.

Pietro Rizzo 19.12.05 14:49| 
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COMPLIMENTI BEPPE,
QUESTO E' IL POST PIU' BELLO CHE TU ABBIA MAI SCRITTO PER QUESTI MOTIVI:
1. COMPLETEZZA NELL'ESPOSIZIONE DI UN ARGOMENTO AMPIO MA BEN CIRCOSCRIVIBILE
2. USO DELLA GIUSTA IRONIA CHE SEMPRE TI CONTRADDISTINGUE E SOPRATTUTTO, PIU' DEGLI ALTRI POST, QUESTO DA' DAVVERO L'IDEA DELLA FOLLIA DEL MONDO DI OGGI, CHE VA DIVULGATA, DENUNCIATA E FRONTEGGIATA SUBITO!!!

Grazie di esistere!!!

Mauro CARDAMONE 19.12.05 14:30| 
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anche chi compera è parte della catena.
So che è difficile, ma bisogna leggere le etichette, farsi un esame di coscienza e comperare di conseguenza.
basta acquistare lamerce prodotta in italia o il più vicino possibile

marco rota 19.12.05 14:27| 
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è un uomo di merda il pizzaiolo napoletano che condisce la pizza con il pomodoro cinese!
Aggiungo che questo fenomeno dei trasporti è in apparenza folle, ma poi sembra logica spiegazione alla mia modesta mente il fatto che forse queste merci non viaggerebbero da sole ma accompagnate da merci fantasma che verrebbero cosumate molto più in fretta...ma è solo un dubbio, l'ennesimo; dubito di ogni processo di questo marcio sistema e per questo anche l'approvigionamento di cibo mi sembra
relazionato ad altri fini.
Comunque sia sempre sosterrò:
W la legalizzazione di tutte le sostanze naturali,
W la libertà di ammazzarsi consapevolmente e con quello che si preferisce.
stop agli avvelenamenti in massa, stop alle stragi con sostanze chimiche occultate,
lunga vita all'humus!

francesco ottaiano 19.12.05 14:16| 
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Beppe, non parliamo più di infrastrutture e opere mastodontiche sul blog....
....va a finire che a qualche genio gli viene in mente che per andare dall'altro capo del mondo sarebbe più semplice passare per il centro della terra con una bella galleria.
Come mai il portatore nano di democrazia & compagni di merenda non se lo sono ancora fatto venire in mente? Vuoi vedere che sono tagliato per la politica e non lo sapevo? (^_^)

con Affetto
Carlo.

Carlo Ventimiglia 19.12.05 13:51| 
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Caro Beppe, BRAVO. Finalmente un bell'articolo. Hai colto nel segno: per secoli i tassi di crescita sono stati di qualche punto PER MILLE. Quello che dobbiamo capire è che arriva un momento (ora è questo momento) in cui non si può pretendere di crescere ancora. Uno sportivo si allena, cresce, migliora ma poi arriva il momento che si ferma: è arrivato al massimo delle sue possibilità. Noi oggi siamo arrivati a quel punto: siamo arrivati al massimo delle nostre possibilità: se vogliamo crescere ancora dobbiamo DOPARE noi stessi e tutto ciò che ci circonda. Con tutto quello che ne consegue!
PS Questi sono gli argomenti da trattare. Bella la pagina sul giornale sui "nostri dipendenti" ma cosa pensi di risolvere? Tutto è conseguenza dell'argomento che hai trattato oggi: tutto parte da lì.

Santa Ilario 19.12.05 13:14| 
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Riferimento a "Pomodori e buoi dei paesi tuoi"

Caro Beppe,

SANTE PAROLE !

E perchè non cogliere l'occasione del dibattito sulla Tav in Val di Susa per aprire finalmente un dibattito serio e approfondito su GLOBALIZZAZIONE (della povertà ) e LIBEROSCAMBISMO (libero o selvaggio ? ). Parlarne, infatti, è tabù e viene accettato come fosse un dogma di fede.
Per me, invece, è su questo tema che si gioca il nostro futuro

ENRICO ZANETTO 19.12.05 12:48| 
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Riferimento a "Pomodori e buoi dei paesi tuoi"

Caro Beppe,

SANTE PAROLE !

E perchè non cogliere l'occasione del dibattito sulla Tav in Val di Susa per aprire finalmente un dibattito serio e approfondito su GLOBALIZZAZIONE (della povertà ) e LIBEROSCAMBISMO (libero o selvaggio ? ). Parlarne, infatti, è tabù e viene accettato come fosse un dogma di fede.
Per me, invece, è su questo tema che si gioca il nostro futuro

ENRICO ZANETTO 19.12.05 12:48| 
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Sono in pieno accordo con quanto scrive Grillo anzi, ormai, queste idee circolano anche negli ambienti ufficiali di studio e previsione della sostenibilita ambientale del pianeta per i prossimi decenni.

Non bisogna dimenticare che questo periodo storico e' UNICO non e' mai avvenuto ne mai avvera piu in futuro che la popolazione mondiale tocchi i livelli di crescia attuali: il pianeta si e' quasi riempito al livello massimo sotenibile di esseri umani per la prima volta.

La sfida e' mantenere il livello attuale si popolazione (o poco di piu) mantenendo le risorse ambientali sotto controllo (cosa di cui, non noi, ma nessuno MAI nella storia si e'preoccupato a partire dalle prime civilta storiche).

E' opinione comune di molti studi in atto che l'ECONOMIA DEVE RALLENTARE! Per farlo gli stessi studi indicano due punti:
1) Inglobare i COSTI AMBIENTALI in TUTTE le transazioni finanziarie.
2) utilizzare economie A PICCOLA SCALA che son di gran lunga + efficienti e sfruttano al meglio costi e risorse

Stefano Passoni 19.12.05 12:43| 
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premesso che sono fiorentino (abituato a vedere viti ed ulivi), quest'anno sono stato in vacanza in puglia (ed ho visto moltissime viti ed ulivi)...

a firenze trovo l'olio di oliva AGRIDE prodotto in puglia
in puglia ho trovato l'olio carapelli prodotto a pistoia

a firenze compro il latte granarolo prodotto a parma

in puglia ho trovato il granarolo prodotto in francia

a Castro mi hanno portato l'olio per condimento in bustine prodotte a milano

a senigallia il ristoratore mi ha servito un ottimo vino della casa, lo volevo comprare ma ho rinunciato quando mi ha detto che era del veneto

Solo in un caso l'acqua minerale era locale (gargano)

fate un po voi...


alberto rossi Commentatore in marcia al V2day 19.12.05 12:42| 
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oppure ragazzi che per fumare l'erba al posto di coltivarsela in casa devono acquistarla importata da orde di banditi...

yhea man 19.12.05 12:11| 
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Caro Grillo,

Credo che lei non sia una persona poco colta o scarsamente informata, eppure per quanto provi gioia nel leggere il suo blog, non crede di perdersi un pò nel populismo?
Parlare del settore del commercio e della produzione in questi termini fa piacere a chi legge e ha un pò le palle girate, ma è un modo un pò banale di osservare il problema.
C'è molto altro dietro il commercio internazionale e non è un caso che la regola che aspeiga perchè la stessa quantità di porco viene acquistata e venduta in Inghilterra risale a ben prima dell'invenzione del motore a scoppio...
Con stima

Paolo Ermano

Paolo Ermano 19.12.05 12:10| 
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X Bianchini 10:31 - Hai proprio ragione: che ce frega a noi se inquiniamo in Sud America, basta che noi risparmiamo e respiriamo meglio! In oltre il trasporto merci in questo caso è pienamente giustificato... Bel modo di pensare!

Giogio Onofri 19.12.05 12:00| 
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Vorrei fare un appello a tutti i lettori. Molti di voi sicuramente conosceranno già i GAS (Gruppi di Acquisto Solidali) comunque per chi non lo sa riassumo brevemente: sono gruppi di famiglie che decidono di non fare più acquisti nei negozi e supermercati tradizionali e scelgono insieme di cercarsi dei produttori locali (e che magari seguano anche dei criteri di produzione eco-compatibili) e acquistano direttamente da loro. I vantaggi sono molti tra gli altri sicuramente si mangia meglio, si risparmi acquistando in gruppo, si rispetta la natura, si promuove l'economia locale. La morale: è smettiamola di lamentarci per come vanno le cose impariamo a FARE QUALCOSA per migliorare le condizioni del nostro povero pianeta, anche se siamo granelli di sabbia ricordiamoci che tanti granelli fanno una spiaggia.

Barbara Giammattei 19.12.05 11:52| 
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Credo che stavolta è stato centrato in pieno uno dei più grandi problemi del mondo. Bravo Beppe, l'hai riassunto alla perfezione. Sono veramente decenni di follia. Pochi uomini al mondo strapotenti (10-100-1000?) riescono a manipolare tutti noi "pecorelle". E noi magari siamo anche contenti di attivarci ogni volta per la difesa di una singola questione. Ovviamente tutto questo va benissimo. Non sarebbe però meglio concentrare le energie per risolvere i grandi problemi del mondo? Sono convinto che a catena si risolverebbero chissà quanti "piccoli" problemi che vedono impegnate oggi una miriade di associazioni umanitarie. L'economia degli ultimi 30 anni ha ad esempio sconvolto il mondo rendendoci schiavi del PIL, facendo crescere a dismisura la ricchezza di pochi a sfavore di molti. Il problema del nord del mondo non è più CRESCERE ma DISTRIBUIRE; all'interno ma soprattutto all'esterno. Basta con questo debito dei paesi del sud del mondo. Con la colonizzazione li abbiamo saccheggiati di tutto ciò che avevano di buono ed ora sono ancora in debito con noi? Siamo noi quelli in debito!!!
Io ho una bimba piccola e mi rifiuto di pensare che debba vivere in un mondo così ingiusto e schifoso in un'epoca storica che invece dovrebbe essere meravigliosa. Mai prima d'ora le scienze fisiche ma soprattutto sociali sono state così grandi. L'uomo impara dai propri errori. Perchè il genere umano non può fare lo stesso?
Un abbraccio a tutti

Stefano Morena 19.12.05 11:03| 
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Caro Beppe,

accidenti se vorrei che ci fosse un mondo in cui tutto gira e va come deve andare (o almeno ci prova), purtroppo ho perso la speranza....tutto cio' che dici lo condivido e mi immalinconisce di brutto.
Capisco che siamo ad un punto di non ritorno, non sono insomma ottimista per il futuro.

Comunque la gente come te mi fa venire voglia di continuare a dire la nostra anche se la moggior parte non ci ascolta (almeno per il momento).

ernesto gorla 19.12.05 10:55| 
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Pisano.

Questa è la risposta che ti diedi per prima.

Blablablabla, uno che ringrazia Dio di essere presuntuosamente superiore mi sta già sul caxxo solo per la presunzione di essere un preferito da Dio.
Il resto è noiosa arroganza autoreferenziale.
Così cacofonica che esclude a priori nell'altro la capacità critica.
Weack Mind.

RI-CONFERMO.

Pisano la mia tolleranza ha dei limiti come quella di tutti.

Non tiri la corda perchè ha già superato ampiamente il limite.
Ha ben 4 possibilità.
1° Continuare così e lo trovo decisamente irritante, infatti lei lo sa' e lo fa abusando di internet, perchè dal vivo non se lo può affatto permettere.
2° Confrontarsi sul serio qui dentro cambiando la sua strategia provocatoria aggressiva insolente del punto 1°.
3° Confrontarsi sul serio dal vivo
4° Non confrontarsi neppure dal vivo aggredendomi e subendo le conseguenze della cosa, le garantisco che le faccio male in questo caso.

RICONFERMO che hai quelle 4 possibilità e vedo che non avevo sbagliato di un mm nel prevedere che stavi solo dentro la prima.

La tua arrogante violenza verbale si prende indietro quello che dispensa, se ci provi con le mani è un piacere romperti la faccia.

Penso che sia chiarissimo.

Ora vai a fanculo con cortese sollecitudine. ^-^

massimo guerra 19.12.05 10:42| 
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Credo che il capitalismo cosi' come lo si sta interpretando in questi anni sia molto distante dalla sua idea iniziale e si stia allontanando sempre di piu'.
Non sono un economista, ma si sente sempre di piu' la 'necessita'' di invadere nuovi mercati, raggiungere nuove frontiere per la vendita dei propri prodotti. Ecco che una Punto in germania costa meno della stessa comprata in italia, cosi' come una Golf in Italia costa meno di una in germania e cosi' via.

Mi sembra ci sia sempre di piu' l'intenzione non tanto di guadagnare dalla vendita dei propri prodotti, ma di lucrarci sopra, il piu' possibile.

E lo stesso vale, a modo suo, tra questa ipermegasupermercati, dove ogni giorno vengono buttati via tonnellate di prodotti, per mantenere gli scaffali sempre pieni (so per certo che succede all'Auchan, ma credo sia lo stesso per gli altri). Poi pero' organizziamo una giornata all'anno in cui la gente regala la spesa a gente bisognosa: per un anno buttiamo via ogni sorta di cosa e ci sentiamo a posto per aver comprato un omogeneizzato a qualcuno che non avra' nemmeno il cucchiaio per mangiarselo.

christian zanata Commentatore in marcia al V2day 19.12.05 10:39| 
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Ciao Beppe. Mi chiedo se sia mai possibile che arrivi nel porto di Bari una motonave carica di grano canadese contaminato. Poi, io, piccolo produttore, se devo venderlo, sono costretto a farlo a prezzi stracciati. Se devo comprarlo per la semina, i prezzi arrivano alle stelle. Non ho parole per i commenti, sono davvero disgustato. Un abbraccio e 1, 10, 100, 1000 Val di Susa.

giovanni dimita 19.12.05 10:33| 
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Per ONOFRI.Ci mancava uno come te che c'aveva da ridire anche sui pannelli solari.Per te io auspicherei una bella dinamo che si ricarica a pedali!!!!Ma smettiamola di andare a cercare le assurdità è ovvio che ogni metodo di produzione di energia ha sempre un costo ambientale anche una centrale idroelettrica ha un costo ambientale!Ormai non possiamo + vivere senza elettrodomestici -telefoni automobili ecc. dobbiamo trovare il modo di alimentarle in maniera + innocua possibile x l'ambiente.


Blablablabla, uno che ringrazia Dio di essere presuntuosamente superiore mi sta già sul caxxo solo per la presunzione di essere un preferito da Dio.
Il resto è noiosa arroganza autoreferenziale.
Così cacofonica che esclude a priori nell'altro la capacità critica.
Weack Mind.

Puppa Piasno Ivo, puppa e rosika. ^-^
Fine della sharada con la fonte della BCE.
Così la testa di manzo è nuda caro weack mind troll.
Tu mi stai sul caxxo tanto che se t'incontro sono botte da orbi, e quello che non ci vede sei tu. ^-^

Pisano sei l'imprenditore dell'agenzia Shitting?

Il metalivello è quello giusto, il tuo pertugio anale, non hai mai superato la fase anale, l'unico a non rendersene conto sei tu. ^-^


La trovi sul testo di Marvin Minsky del MIT "La Società della Mente".
Metalivello intrusivo del tuo pertugio anale.


Pisano la mia tolleranza ha dei limiti come quella di tutti.

Non tiri la corda perchè ha già superato ampiamente il limite.
Ha ben 4 possibilità.
1° Continuare così e lo trovo decisamente irritante, infatti lei lo sa' e lo fa abusando di internet, perchè dal vivo non se lo può affatto permettere.
2° Confrontarsi sul serio qui dentro cambiando la sua strategia provocatoria aggressiva insolente del punto 1°.
3° Confrontarsi sul serio dal vivo
4° Non confrontarsi neppure dal vivo aggredendomi e subendo le conseguenze della cosa, le garantisco che le faccio male in questo caso.
=================================================
Ciao nanerottolo patetico, hai sentito la mia mancanza ?
Non posso credere che tu abbia una natura così inconsistente e vuota...sei davvero senza pudore.
Vuoi confrontarti con me dal vivo ?
Come ti ho già detto, devi dirmi solo come, quando, dove.
Al resto penso io.
NANEROTTOLO PATETICO .


Ivo Pisano 19.12.05 10:31| 
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Non ne avessimo noi, di pomodori. Io che sono pugliese (noi navighiamo nell'olio, nel grano e nei pomodori, oltre che nell'uva, ma come consumatori non ce ne siamo accorti, salvo negli stand fieristici e all'aeroporto), ho di recente scoperto di mangiare fiduciosamente i pelati cinesi che vengono però pubblicizzati come prodotto locale...
Caro Beppe, se andassi in cina potrei mangiare i pomodori italiani o mi devo accontentare di comprare roba di cui ignoro la provenienza e mi tocca di assistere allibita alla campagna pasti-genuini-Marr (vedi carne Montana, vedi chicca Report) nelle stazioni ferroviarie statali italiane? Firmato una consumatrice e commessa viaggiatrice barese.

Eleonora Bolsi 19.12.05 10:25| 
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Caro Grillo,

la Sua argomentazione non fa una piega. Io stesso
mi annovero tra i peccatori, perché vivendo nella
Foresta Nera, faccio fatica a rinunciare al parmi-
giano, al barbera ed a qualche altro prodotto ita-
liano. Mi giustifico pensando che i carciofi pu-
gliesi percorrono 800 Km per arrivare a Milano.
I pomodori cinesi e l`acqua minerale irlandese
invece, sono un paradosso ecologico, lo sostengo
anch`io da parecchio tempo.

Con stima, Massimo Callegari

massimo callegari 19.12.05 10:23| 
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noto con disappunto che il mio post è sparito...forse a Beppe dispiace che qualcuno gli faccia notare che non ha mai specificato l'appartenenza partitica degli esperti che lui cita come fonti attendibili con il fine di avere un metro di giudizio sulle sue affermazioni. Ma se dalla non specificazione passiamo alla censura spero non pretenderà ancora di essere riconosciuto come il nuovo illuminista!!

Saverio Baggio 19.12.05 10:22| 
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Discussione

Una domanda mal posta in forma polemica non aiuta a trovare la risposta esatta.

Ho appena inserito diversi post che trattano l'argomento.

Non è in discussione un modello nuovo di tipo PURAMENTE autarchico ma un cambio di modello che punti alla massimizzazione dell'autarchia possibile con scambi commerciali perchè le risorse (quasi tutte) non sono equidistribuite.

Le navi per trasporto di materie prime sono efficacissime con il minore impatto termodinamico, la loro resa è la migliore.

Il postulato presupposto (e non dichiarato) della sua domanda è un'autarchia assoluta.

Una provocazione con una domanda errata che non porta alla risposta esatta.

In ogni caso i pannelli solari dovranno essere utilizzati con l'intento di produrre energia ma senza avere la folle idea di mantenere l'attuale stato delle cose.

Perchè è così ho cercato di farlo capire coi post che trova sotto.

massimo guerra 19.12.05 10:17| 
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Beppe, hai sempre inneggiato ai pannelli solari per il risparmio energetico. Mi risulta che in essi vi sia impiegato molto rame: la maggior produzione di rame mi sembra che sia in Sud America. Lì, per l'estrazione del rame, non c'è inquinamento ambientale? E da lì, come lo trasportiamo in Italia: a nuoto? Oppure se lo estraggono loro e loro se lo devono tenere?

Giorgio Onofri 19.12.05 10:07| 
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produrre localmente sarebbe utile al pianeta come il reintrodursi del baratto al posto di un'economia tragicomica come quella che ci regola. ahimè sembra difficile. tuttavia le esportazioni garantiscono possibilità di mercato per le aziende che in locale non trovano spazio; non possiamo mica fare tutti i comici costruttivi/distruttivi ed in ogni caso non ne abbiamo le qualità. severe commissioni di controllo potrebbero essere una strada da percorrere, ma la garanzia del loro operato? il problema in realtà sta nel "potere"; chi lo brama spesso arriva in alto ad ogni costo e questo suo percorso non può certamente renderlo una persona tale da poter prendere decisioni nell'interesse comune. ho mischiato un po' di argomenti alla rinfusa. perdono.

alessio lo vecchio 19.12.05 10:05| 
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Domande: "Non comprendo una cosa: costruire pannelli solari pare che implichi una produzione di CO2 improponibile, mentre farci cambiare un cellulare o un televisore o un computer all'anno non sembra produrre effetti negativi.

Così come costruire un rotore eolico pare esteticamente inaccettabile e assolutamente improponibile, mentre costruire grattacieli, autostrade, ponti e perfino centrali nucleari pare accettabilissimo per l'ambiente.

C'è chi ragiona veramente in modo strano".

Producono effetti negativi entrambi.

Ma fammi capire una cosa:

Tu con le fonti energetiche rinnovabili cosa vorresti, esattamente, fare?
Continuare a vivere in una società dove si cambia telefono, PC e televisore una volta all'anno?
Magari con vacanzina a Palma, week end low cost a Parigi in autunno e bistecchina tre o quattro volte la settimana?


Te lo chiedo perché, secondo l'opinione di una gran parte di persone, l'uso di fonti energetiche rinnovabili dovrebbe servire per continuare a condurre proprio questo stile di vita.

Se qualcuno dice: guardate che queste cose NON si potranno più fare e prima ce ne renderemo conto meglio sarà, salta su immediatamente qualcun'altro che risponde: "Ma tu vorresti tornare al carretto e all'asinello!"

Una risposta miope.

L'unica cosa certa è che continuando come adesso, tra qualche anno la proposta "carretto-asinello" potrebbe rischiare di sembrarci addirittura
un esistenza invidiabile.

Il problema non sono le fonti di energia.
Il problema è nel loro utilizzo distorto e dissipatorio.

Continuo a pensare che sia lo stile di vita e non i pochi watt di differenza tra una lampadina ed un'altra il responsabile della prossima catastrofe.

La lampadina a basso consumo peggiora solo le cose, perché, scusa se lo ripeto, ti mette la coscienza in salvo e non sposta di una virgola il problema.

...(segue in discussione)...

massimo guerra 19.12.05 09:57| 
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Beppe hai perfettamente ragione. Sono trent'anni che mi occupo di imballaggio e di marketing per il settore lattiero caseario ed ho potuto constatare di persona cosa succede in questo comparto: siamo deficitari nella produzione di latte ed importiamo il 50% dall'estero; i prezzi italiani del latte alla stalla sono fra i più alti d'Europa; la produttività in Italia viene penalizzata perchè ci obbligano a non superare il tetto di produzione imposto dalla comunità europea; l'avvento negli anni '70 del latte a lunga conservazione, che permette di farlo viaggiare confezionato in cartoni brick per tutta Europa, ha esasperato la concorrenza per cui un litro di latte UHT parzialmente scremato confezionato in Germania costa in Italia meno di un litro di latte intero appena munto; chi vende in casa cerca di tenere i prezzi alti mentre vende a sotto costo fuori casa, morale, tutti si ritrovano con un mercato totalmente sputtanato.
Chi ne beneficia?: I mediatori, la distribuzione ed i trasporti.
La composizione del prezzo è tale per cui solo una piccola percentuale del tutto, e sempre meno da trent'anni, viene destinata alla produzione: la tecnologia, il libero commercio ed i trasporti veloci non hanno prodotto progresso e il prezzo che paga il consumatore è sempre più alto se confrontato con quello che potrebbe pagare alla stalla!
Ma ci sono già timidi segnali di un risveglio socio-ecologico: anche in Italia, dopo la Svizzera, l'Olanda e la Germania, cominciano a vedersi distributori di latte crudo appena munto dove il consumatore, con una moneta ed una bottiglia di vetro a rendere, si va a prendere il suo litro di latte di altissima qualità, ad un costo inferiore per se e ad un prezzo più alto per la stalla; un latte non trattato che dura non più di due giorni ma con benefici economici, ecologici e salutistici per tutti!
Questi distributori potrebbero essere presenti ovunque in Italia, dalle stalle ai supermercati, senza problemi.
Forza Beppe non mollare!

Alberto Punzi 19.12.05 09:56| 
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Beppe, solo una precisazione se non è già stata fatta da qualche altro lettore:
Mola è in provincia di Bari; quella in provincia di Napoli è Nola!


Beppe, le tue argomentazioni, per quanto riguarda prodotti e merci, potrebbero anche essere giuste, ma perchè non le estendi anche alle persone: genti e buoi dei paesi tuoi? Niente prodotti africani e gli africani a casa loro, niente prodotti cinesi e i cinesi a casa loro e così via. Allora sì che potrei essere pienamente d'accorto con te!

Giorgio Onofri 19.12.05 09:51| 
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Domanda: Perchè si generano effetti a catena?

Molti sono convinti, proprio a causa di questi effetti a catena, che il cambiamento climatico sarà repentino e non più reversibile.
Sono noti parecchi sistemi di regolazione della biosfera che hanno consentito fino ad oggi di mantenere l'equilibrio che più o meno conosciamo.

Superate certe soglie,tuttavia, questi cambiamenti non sembrerebbero essere graduali, ma piuttosto, catastrofici.

Il problema è che non si sa dire con esattezza se il grilletto di questa catastrofe sia stato già premuto oppure no.

Lo scenario, tuttavia, assomiglia ad un incubo all'interno del quale, la corsa all'acquisto dei pannelli fotovoltaici, le macchine ad idrogeno, gli areogeneratori, le lampadine a basso consumo, assume connotati patetici.

Già in un libro di Rifkin, (entropia) dell'inizio degli anni '80, era stato calcolato che per costruire solamente il VETRO necessario a fabbricare le centinaia di milioni di pannelli fotovoltaici per produrre LA META' dei kilowatt installati ALL' EPOCA nel mondo, si sarebbe dovuta impiegare una quantità di energia a dir poco colossale con un'incremento dei valori di temperatura e di CO2 del tutto improponibile.
Solo per produrre il vetro.

Stesso discorso per qualsiasi altro prodotto che debba servire a riconvertire la maggior parte del petrolio che oggi bruciamo per produrre elettricità.

Qualsiasi fisico intellettualmente onesto, SA che ne usciremo solamente modificando in profondità il nostro stile di vita.
Il nostro modo di consumare, di produrre, di spostarci.
SA che qualsiasi energia sostenibile per secoli sarà, per forza di cose , un'energia a lenta cessione; una lentezza pari a quella con cui il sole ce la invia.
Potremo anche avere il nostro pannelletto solare, o il nostro piccolo aerogeneratore per tirare su l'acqua dal pozzo.

Quello che non potremo più fare sarà di pensare di riempirci di pannelli solari per fare lo stesso uso che dell'energia facciamo ora.

massimo guerra 19.12.05 09:47| 
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Sistemi complessi e necessità di visione analitica cibernetica.

Domanda: "Non capisco cosa c'entri il mangiare carne con l'energia e il clima?".

C'entra, c'entra.... c'entra eccome!

La produzione di carne di manzo assorbe circa il trenta per cento di tutta l'energia da idrocarburi che si consuma nel mondo.

Vi sembra eccessivo?

Lo sembra anche a me, ma è così.

Nel libro "Ecocidio" Jeremy Rifkin tratta l'argomento e fa derivare questa mania anglosassone per la carne di manzo da una moda culturale nata, secondo lui, "per futili motivi".

Sta di fatto che la sua produzione non è solo responsabile del sopracitato consumo di energia.

E' anche alla base di altri sconquassi planetari, dalla fame alla desertificazione, dall'eutrofizzazione del mare , all'abbassamento delle falde di acqua dolce e al conseguente ingresso di quella marina, salata, al suo posto, per finire all'aumento di CO2 derivato, tra l'altro, dall'abbattimento di foreste per far posto a coltivazioni di granaglie, passando per la colossale perdita annuale di Humus dovuta al dilavamento che i terreni concimati chimicamente e sterilizzati con pesticidi subiscono per via della perdita della loro "struttura naturale".

Forse ricorderete che nelle catene alimentari il rendimento proteico, tra un anello e il successivo, è molto basso e gli animali, sopratutto quelli carnivori stanno ai vertici.

Se un bue mangia cento chili di erba per aumentare di un chilo, e noi mangiamo dieci chili di bue per aumentare di un chilo, è come se noi , per aumentare di un chilo avessimo mangiato mille chili di erba.

Se poi decidessimo di nutrirci di carnivori che hanno mangiato a loro volta altri erbivori, è come se, per produrre quel nostro chilo di ciccia in più avessimo mangiato diecimila chili di erba.

...(segue in discussione)...

massimo guerra 19.12.05 09:36| 
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Beppe, in linea di massima hai ragione, molti prodotti vengono spediti in punti diversi del globo per subire le varie fasi di lavorazione. Ma se questo fosse impedito da una sorta di "embargo" non credi che succederebbe qualcosa di diverso e forse peggiore?
Siccome non si può obbligare la Cina a vivere a riso ed acqua per i prossimi 3 secoli, si amplificherà il fenomeno che già ho visto in tante aziende italiane: se i cinesi vogliono per forze fare affari con i pomodori, andranno a Napoli, compreranno una fabbrica di pomodori e se ne torneranno in Cina. Da quel momento in poi, tu non lo saprai, ma comprerai pomodori italiani fatti da una fabbrica italiana, ma i soldi andranno in Cina. E' già così in tante realtà industriali, le nostre imprese sono sottocapitalizzate per via delle tasse, i capitali vanno all'estero. Così facendo per i nuovi industriali arricchiti cinesi è uno scherzo venire in italia e fare spesa delle nostre aziende; con 3 o 4 milioni di euro si portano a casa una bella S.p.A. di lavorazioni meccaniche.

Paolo Settimelli 19.12.05 09:31| 
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Completamente d'accordo! Complimenti Beppe Grillo!!!
Siamo stufi di leggere sulle etichette del vitellone che arriva sulle nostre tavole che:
è nato in Olanda,
allevato in Francia (non si sa dove),
macellato in Belgio e poi
sezionato in Italia (???)
Laura Roletti

Laura Roletti 19.12.05 09:28| 
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ma come..prima leggo sul tuo blog a proposito della val di susa che ormai non passano piu' merci su rotaia e poi in questo articolo sostieni esattamente il contrario???
non è che i tuoi esperti dicono esattamente quello che tu vuoi far passare a seconda di ciò che ti interessa dire???contando sul fatto che l'italiano medio cala le braghe appena sente che un "esperto" ha detto questo o quest'altro??? ma chi legge il tuo blog ha una mezza idea dei partiti di appartenenza delle fonti che citi come assolutamente attendibili??mi piacerebbe un po' piu' di trasparenza perchè è bellissimo poter dire io mi batto per dirvi le cose come stanno, ma poi bisognerebbe farlo senza preconcetti..un'idea non va giudicata a seconda del partito che la propone, ma solo per quanto essa sia una buona o una cattiva idea.

Saverio Baggio 19.12.05 09:22| 
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Beppe ti scrivo x' so ke le leggi tutte.....
Hai proprio ragione....
ma x' io devo bere l'acqua delle fonti alpine, qdo gli alpini bevono l'acqua delle fonti delle mie zone??? x' nei ns supermercati non c'è l'acqua delle ns fonti????
x' è come hai detto tu.... i soldi oggi si fanno con il trasporto.....
ke schifo.....

Max Magi 19.12.05 09:20| 
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Parole sante Beppe e per questo ti consiglio di parlarne con Carlin Petrini di SlowFood.
Il progetto Terra Madre si muove proprio nella direzione che tu auspichi.

gio* 19.12.05 09:19| 
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Non vedo cos'altro si possa aggiungere.
Ragazzi oggi "PROGRESSO E' FARE UN PASSO INDIETRO".
alla faccia della TAV

enrico d'agostino 19.12.05 08:59| 
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se pero' davvero il prodotto locale costasse meno...
in effetti il miele, il pomodoro etc nostrano diventa un prodotto di nicchia sicuramente piu' costoso del prodotto che si puo' reperire tramite la GDO.
come al solito i commercianti alla fine riescono sempre a cavarsela no?
se poi riesci a trovare un contadino che ti vende il vino ad un euro al litro (vino genuino); dopo poco incominciano ad andarci tante persone e come conseguenza i prezzi aumentano mentre la qualita' del prodotto peggiora...

alessandro ginesi 19.12.05 08:53| 
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hai proprio ragione beppe

barattieri marco 19.12.05 08:24| 
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Ma, se quello che la cultura ambientalista dice, da ormai 40 anni, ha un senso, e cioè:

A) Che l'umanità sta imboccando una pericolosa deriva nei suoi rapporti con la biosfera.

B) Che è necessario ripensare il nostro modo di produrre, di consumare, di trasportare, di coltivare e allevare.

C) Che sarà un imperativo dei prossimi anni riconsiderare in qualche modo il nostro tenore di vita ed eliminare tutti gli sprechi delle nostre società nelle quali non esiste NULLA (nemmeno le centrali nucleari, i pannelli solari, gli accumulatori, le pale eoliche o i villaggi Valtur) che possa funzionare al di fuori di una logica da petrolio a BASSO prezzo.

D) Che, quanto prima, dovremo ripensare tutti quei comportamenti, individuali o collettivi, che portano ad uno sfruttamento dissennato di risorse sempre più rarefatte e preziose.

E) Che non potremo più permetterci di sprecare energia facendo 100 km ogni giorno per andare a lavorare, per mangiare pomodori che vengono dalla Cina e uva che viene dal Cile. Bere, a Palermo, acqua minerale trasportata dal Trentino e in Trentino acqua minerale che viene da Caserta.

F) Che qualsiasi sarà la fonte energetica del futuro, dovrà essere RIN-NO-VA-BI-LE! (e, ça va sans dir, consumata a ritmi tali da poter essere rinnovata, quindi RITMI NECESSARIAMENTE PIU' LENTI perché fondati sulla trasformazione dell'energia solare attraverso la fotosintesi e non , come avviene adesso, sulla trasformazione degli idrocarburi in concime: processo questo che fa credere agli sprovveduti che si possa far volare aerei col "biodisel").

G) Che non potremo più, ancora per molto altro tempo, permetterci di lasciare abbandonate terre che dovranno essere necessariamente rimesse a coltura con un crescente riutilizzo di lavoro umano e animale contro una quantità sempre più bassa di fertilizzanti chimici di derivazione petrolifera.

...(segue in discussione)...

massimo guerra 19.12.05 08:21| 
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Gent.le sig. Guerra

La termodinamica non c'entra un tubo. Non sto invocando l'energia gratuita e infinita, che non esiste. Lo sfruttamento dell'energia fossile (che non è "nostra" e la stiamo rubando alle generazioni future) DEVE cessare, gradualmente ma cessare.
Questo comporta scelte e sacrifici da parte di tutti (passaggio al consumo di flusso, si consuma SOLO la parte del flusso solare che possiamo assorbire con pannelli FV, idroelettrico, vento, ecc) ed eventualmente si sfrutta la fissione ela fusione nucleare (se e quando ci si arriverà). Altra cosa fondamentale, la terra non può sostenere sei miliardi di persone che consumino metà di quanto consuma un citttadino europeo (in energia e cibo, che cmq è una forma di accumulo di energia).
Illudersi che si possa dire "no grazie" a ciò che ci è antipatico e poi pretendere che basti "limitarsi" un pò per risolvere i problemi del mondo è illusorio. Cercare di far credere che sia realistico per andare incontro ai desideri inconsci di noi tutti è demagogia.
Sono altrettanto preoccupato di Lei sulle prospettive del mondo, ma certo non mi consolo pensando che se compro prosciutto italiano dò il mio bravo contributo alla causa.
L'energia da fossile si sta esaurendo. Se non capisce che al suo esaurimento (ma molto prima, dia retta...) i comportamenti "virtuosi" tipo la rinuncia alla gita fuori porta non varranno ad evitare uno scontro planetario quello che non ha capito nulla non sono io, mi spiace.
Poi, per carità, sono opinioni. Decrescita significa costi sociali, basta che lo capiate e non chiediate ad "altri" di accollarseli... poi liberi di fare gli apprendisti stregoni sociali finchè si vuole.

Simone Fontana 18.12.05 17:37

Parlare di energia ed escludere la termodinamica?

Ha le idee confuse.

Apprendista stregone sociale?

Quanti problemi di definizione impropria, tutti indicanti l'interlocutore nella posizione che fa comodo alla propria tesi, oggetto dell'argomento eluso, attacca il relatore.

massimo guerra 19.12.05 08:17| 
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Sono una persona moderata, disposta al dialogo quando si vuole dialogare. Il nanerottolo patetico (gruera) mi ha attaccato (mentre rispondevo ad un post di un altro intollerante come lui)dicendo che gli sto sul cazzo perchè ho detto che, grazie a Dio, ho ottenuto nella mia professione un discreto successo.
Proprio così, rileggere per credere.
Ora, vedi, se tu ti poni così, per me è evidente che non c'è spazio al dialogo. Con chi ti chiama troll, con chi è così presupponente, vacuo ed idiota crolla qualsivoglia premessa per un costruttivo confronto.
E fosse almeno, ciò che dice, pregno di un qualsiasi costrutto...
Credimi, e passami la volgarità, è un cazzo pieno di piscio.
E da tale va trattato.
Ivo Pisano 18.12.05 20:33
Come al solito non hai capito un cazzo....più ti leggo, più ti figuro come un tronfio pavone, fisicamente inconsistente (nanerottolo) che ha dei complessi grandi ed irrisolti e vuole mostrare a tutti il proprio vigore intellettuale (peraltro senza riuscirvi, quindi : patetico) . Io mi firmo e sono Ivo Pisano, non ho bisogno di nascondermi dietro nickname o altri paraventi, se devo mandarti a cagare lo faccio con il mio nome, senza problemi .
Giuseppe Ricci semplicemente ti ha chiesto di mettere un pò di sostanza nella tua vacua apparenza e quindi ti ha visto subito venire meno. Giuseppe, massimo gruera è un genio incompreso e come tale non può abbassarsi a discutere con il resto dei poveri mortali che mai potranno capire l'alto acume dei suoi argomenti .
gruera, detto tra noi, più posti e più dimostri di essere quel nanerottolo di cui prima.
Ivo Pisano 18.12.05 18:06
Quello che tu sai e sai fare di conseguenza travalica il limite del pudore consentito in questo blog vagamente (!?) sinistrorso, ma del resto essendo tu un vecchio praticante di pederastia è anche inutile ricordartelo.
Sei presuntuoso, arrogante, un nanerottolo evanescente.
E tale resterai, anche se dici di leggere tomi da oltre 800 pagine con 6 (!?) metalivelli.
Nanerotto

massimo guerra 19.12.05 07:59| 
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Veramente Grande questo Post!

Se i governi (o meglio qualche istituzione sovra-nazionale, tipo l'UE), imponesse una "tassa sull'inquinamento", tutto ciò scomparirebbe in pochi anni.

Alcune Aziente, autonomamente, già ci stanno provando (http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/cose.html), impiantando alberi secondo la quantità di CO2 che immettono nell'atmosfera per produrre la loro merce (certo non tengono conto dei trasporti, ma è già qualcosa). Io direi di comprare da queste aziende (quelle che mostrano il marchio indicato nel sito), se non altro si da una spinta in questa direzione.

Purtroppo quando le istituzioni sono latitanti siamo NOI che dobbiamo spostare l'ago politico secondo una visione migliore del pianeta, quindi, PER FAVORE, quando comprate qualcosa non fermatevi al prezzo proposto, cercate di guardare OLTRE.

Saluti!

Patrick

Patrick De Angelis 19.12.05 07:41| 
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Togliamo le sovvenzioni e tutto finirà. In Europa (ma anche in altre parti del mondo) non si produce quasi più nulla senza sovvenzioni. Il cittadino paga il pomodoro tedesco apparentemente di meno perchè in realtà sta sovvenzionando il produttore ed il distributore. Se facciamo bene i conti: pomodoro tedesco + sovvenzioni = pomodoro italiano. Lo stesso vale per il tedesco che compra il pomodoro "made in Italy".

Che fare quindi ? Dato che la produzione alimentare europea è decisamente sovrabbondante rispetto al fabbisogno, tagliamo le sovvenzioni.

Pierre Greborio 19.12.05 06:16| 
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Non solo il costo ambientale del trasporto, dobbiamo anche inserire il costo ambientale cagionato da chi abbagliato dal centro commerciale percorre 15/20 km bruciando benzina o GPL nella migliore delle ipotesi, per raggiungerlo e comperare lo speck altoatesino prodotto con i maiali sudamericani,

Daniel Caliari 19.12.05 02:55| 
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RAGAZZI LEGGETE QUESTA:
ANSA - Dom 18 Dic, 8:40

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(ANSA) - WASHINGTON, 18 DIC - Una specie di vespe che non punge l'uomo e' meglio dei cani a trovare esplosivi e potrebbe diventare una nuova arma antiterrorismo Usa . E le stesse vespe potrebbero essere usate dalle forze dell'ordine per sventare traffici di droga e dalle squadre di soccorso per individuare corpi rimasti sepolti in caso di catastrofi. Scienziati e ricercatori americani ci stanno lavorando per conto del Pentagono. Secondo la stampa americana, le vespe potrebbero mandare in pensione i cani poliziotto.


massimiliano mariani 19.12.05 00:53| 
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Quando lavoravo per la grande distribuzione, che vitaccia ragazzi, ero costretto a acquistare i peperoni dalla Spagna a 1,90 euro pur avendo la possibilità di comprarli dal fornitore locale, che ci procurava già la rucola, per soli 70 centesimi.
Il risultato: il contadino va in malora sia in Friuli che in Andalucìa (che costretto a vendere i suoi prodotti a un prezzo stracciato), il consumatore paga il peperone il doppio, la grande distribuzione ci guadagna. Alla faccia di tutti, dipendenti compresi.

Giuseppe Lazzari 19.12.05 00:14| 
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Se come dire, mangiare i porci propri invece di quello degli altri è più proficuo allora che decide il tutto cambi le regole, anche se non credo sia così facile, perchè a parlare penso sia facile ma nella pratica non ci si può svegliare e dall'oggi al domani cambiare tutto.. bisogna fare le cose gradualmente, questo è sicuro e se non ci rimbecilliamo ma appunto progrediamo il tutto dovrebbe andare avanti da solo verso una certa direzione. Il problema è che anche con i buoni propositi seguendo quella direzione come dire buona va tenuto conto che nel mentre cambiano ancora tante altre cose.
Insomma questi discorsi è giusto che ci siano e ci saranno sempre se no il mondo sarebbe semplicemente perfetto e invece non lo sarà mai e continueremo a impegnarci a fare e risolvere nuovi problemi.
Poi bisogna vedere i punti di vista, magari vivere nel medioevo senza lo scaldabagno e la carta igenica, senza il frigorifero era un altro discorso quindi nel tempo stiamo materialmente meglio poi se stiamo anche moralmente meglio non saprei, io penso sempre, pensieri forse ovvi e normali che come ogni età anche ogni epoca ha i suoi problemi ed è comunque tutto relativo, magari un contadino del medioevo poteva essere più felice di che ne so un industriale pieno di soldi e agi del ventunesimo secolo.
Bisogna fare tutti le nostre corse e lottare dietro i nostri obiettivi e le nostre missioni, semplicemente. è così ed è difficile che succeda altrimenti, salvo profezie e cazzi vari che possono confermarsi con il collasso del mondo per poi ricominciare, ciclicamente ancora una volta allo stesso modo del progredire delle singole epoche.

Roberto Bandini 19.12.05 00:07| 
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L'unica cosa, paradossalmente, che non è progredita è stata l'economia e le sue teorie. Non pensate che da Adamo Smith o Malthus (1700/1800)gli impianti dottrinari siano cambiati poi tanto: ancora oggi, con qualche modello matematico + raffinato, si confrontano economisti di scuola keynesiana e economisti monetaristi. Alla base continua ad esserci un consumatore felice di consumare e una impresa felice di produrre, in mezzo enne livelli di intermediazione che opprimono i primi e tiranneggiano i secondi.
E intanto l'ambiente va a rotoli.
Forse è arrivato il momento di scrivere nuovi manuali di economia dove al centro non ci sia più solo l'accumulazione del capitale e la soddisfazione del cliente ma anche il limite allo sfruttamento delle risorse ambientali, un nuovo modo di produrre e di consumare.
Si può partire dal consumo informato che può diventare etico: sulle etichette dei prodotti oltre al prezzo, alla provenienza dovrebbe essere pensato e applicato un parametro di impatto ambientale riconoscibile per tutti. In questo modo chi vuole comprare il pomodoro cinese deve sapere che sta comprando anche qualche tonnellata di CO2 con relativo sfruttamento del lavoratore. Forse non basterà, ma può essere un inizio.
Saluti ai bloggers

Alfredo Morfini 18.12.05 23:00| 
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