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Sognando la California!


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L’Italia perde i suoi cervelli.

I nostri ragazzi quando escono dalle Università hanno ormai come prospettiva :
- la disoccupazione
- lavori sottopagati
- l’emigrazione.

Chi può sceglie quest’ultima strada, come Marcello, che mi ha inviato questa lettera:

Caro Beppe,

A trentacinque anni, ho appena rassegnato le dimissioni da Ricercatore di Ruolo presso il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano.
Mi fermo in California, presso la Naval Postgraduate School di Monterey.

A Milano, con lo stipendio da ricercatore, non arriverei a metà mese.
Con lo stipendio, qui mantengo la famiglia e ne risparmio ancora più della metà senza sacrifici.
Con un po' di immodestia e tanta tristezza faccio notare che l'Italia non solo perde me, ma anche mia moglie e le nostre due bambine.

Cari saluti.

PS: Colgo l'occasione per ringraziare i contribuenti Italiani per il diploma di maturita' classica, la laurea e il dottorato in ingegneria.

Marcello Romano

22 Dic 2005, 17:18 | Scrivi | Commenti (1578) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

CIAO A TUTTI,
MI CHIAMO D'AMBROSIO VINCENZO SALVATORE, LAUREATO IN INGEGNERIA AEROSPAZIALE TRIENNALE. SONO DELUSO, MOLTO DELUSO DEL CONTESTO LAVORATIVO IN CUI VIVO, TRA 15 GIORNI MI SPOSO SENZA UN FUTURO LAVORATIVO SOLIDO. VOGLIO SCAPPARE VIA DALL'ITALIA, NON RIESCO A REALIZZARMI, NON MI DANNO MODO, LE AZIENDE, DI DIMOSTRARE DI CHE PASTA SONO FATTO E DELLA MIA UTILITA' PRESSO QUALCHE AZIENDA. TUTTI MI DICONO CHE MI SPOSO A FARE. HO 29 ANNI E VOGLIO FARLO PERCHE' AMO LA MIA DONNA. SE C'è QUALCUNO CHE LEGGE IL MIO COMMENTO E MI PUO' DARE UNA MANO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE LAVORATIVA NEL CAMPO AERONAUTICO/AEROSPAZIALE SOPRATTUTTO AL DI FUORI DELL'ITALIA, SCRIVETERMI LA MIA MAIL è LA SEGUENTE: vinsaldam@libero.it
SE PER MOLTI L'ITALIA E' UN PAESE CHE DA MODO DI COSTRUIRTI IL FUTURO, PER MOLTI ALTRI DICO E PENSO CHE NON è TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA.
UN ABBRACCIO
VINCENZO

VINCENZO D'AMBROSIO 16.02.10 11:35| 
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Ciao a tutti.
Anche io purtroppo,nonostante amo la mia Italia,devo dire che,dopo cinque anni che lavoro a New York,torno a casa solo per salutare famiglia ed amici e poi ritorno a New York.Di professione faccio lo chef di un modesto locale,anche se ho avuto la fortuna di lavorare in ottimi ristoranti di NYC.Guadagno circa $6000 al mese e mi basta e avanza molto bene.Piu' che altro qui' mi piace molto perche' c'e' molto rispetto della mia professione,mentre in Italia tale rispetto c'e' solo per chef di grandissimi livelli.

Alberto Ricci 24.09.08 04:21| 
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caro beppe e caro marcello
anche io mi unisco a quelli che a malincuore hanno abbandonato l'italia. io gestivo un piccolo ristorantino con mia moglie, e nonostante i sacrifici lavoravamo bene, pero' non so perche' pagando tutto a stento si arrivava alla fine del mese. abbiamo venduto tutto e con quel poco che ci e' rimasto siamo venuti nel paese di mia moglie (argentina) in realta' qui mi sento quasi come a casa, la gente si arrangia hai alti e bassi come in italia, il potere di acquisto e molto piu basso ma con una piccola attivita (molto meno balzelli per iniziare) ti puoi permettere di vivere costruirti una casa con terreno, e mandare tuo figlio al collegio privato. ho un mucchio di cose da dire...tante amarezze...pero cerco di dimenticarmele. adesso sono felice con mia moglie e mio figlio un saluto grande da puertorico (misiones) argentina

nicholas rossi 09.09.07 22:08| 
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Discussione

Ciao Beppe, è la prima volta che scrivo e come tutte le persone sopra, sono amareggiato dal fatto che molti di loro abbiano lasciato l’Italia non per loro scelta. Fortunatamente io non faccio parte di questa cerchia, fortunatamente sono riuscito a trovare un lavoro in Italia e con un po di sacrifici, riesco a vivere bene con il mio stipendio e fare una vita dignitosa alla mia famiglia. Però l’amarezza è tanta, perché intorno a noi, si è fatto il vuoto. L’ultima amica che era rimasta in Italia come ricercatrice è partita un mese fa per San Francisco. Scherzando con loro dico sempre che “è bello andare in un altro paese” mai se lo fai per vacanza è un conto, se ti costringono ad abbandonare tutto il resto, amici, famiglia, affetti cari, è come se ti mandassero in esilio. Ho regalato a tutti i miei amici, che come ogni “emigrante” per le feste tornano a casa, un libro intitolato La scienza tradita. Parla di cervelli in fuga, di tutto quello che lo stato, di destra o di sinistra, non ha mai fatto per trattenere le menti eccelse in casa. Si parla di scienziati famosi e di studenti che lo diventeranno, e che, come i miei amici spero tornino prima di invecchiare nel nostro paese.

“…L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.” Canta De Gregari.
Ciao Lele

Daniele T. Commentatore certificato 06.01.07 09:02| 
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Ciao Beppe,
come Marcello, anch'io ho una storia simile.
Ho 36 anni, tecnico e programmatore, emigrato in Irlanda per due anni per acquisire esperienza ed imparare l'Inglese. Sono rientrato in Italia nel 2001, dopo molta fatica ho trovato un lavoro con contratto a termine, poi rinnovato ma che non superava i 1300 Euro. Ovviamente con moglie e 3 bimbi era impensabile arrivare a fine mese, o meglio sopravvivere, quindi, a nostro malincuore, abbiamo deciso di rientrare in Irlanda, dove di Euro ne guadagno 2800 al mese facendo lo stesso identico lavoro che facevo in Italia.

Come Marcello vorrei sottolineare che un'altra bella famigliola italiana se n'e' andata perdendo parte della giovane popolazione a scapito della popolazione piu' vecchia d'Europa.
Perche' qualche istituto di ricerca non calcola quanti giovani tra i 20 e i 30 anni hanno lasciato l'Italia negli ultimi 5 anni?Solo io, personalmente, ne conosco 32.

Avanti cosi' Italia!!!
Lettera firmata da un Italiano arrabbiato e costretto cause forza maggiore a lasciare il proprio paese.
Un caro saluto e continua il tuo stupendo lavoro.

Fabio Messori 24.11.06 16:06| 
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Caro Beppe,
forse è il momento che tu faccia sentire la tua voce per quanto riguarda il precariato.
Dopo oltre 5 anni di lavoro ininterrotto presso un comune, previo 18 rinnovi di convenzione, mi sono sentito dire che, purtroppo, io non sono da considerarsi un precario del lavoro, ma, un PROFESSIONISTA e che quindi non ho diritto alla trasformazione del mio contratto a tempo solo perchè ero pagato con emissione di fattura da parte mia!
Mi sembra incredibile!
Considera che nelle varie convenzioni mi era imposto o meglio, ero " obbligato a lavorare presso la sede comunale dal lunedì al venerdì, compresi i due rientri pomeridiani, osservando l'orario di servizio degli altri dipendenti".
Il che denota, a mio avviso, la piena subordinazione e non la libera professione che è cosa ben diversa.
Pertanto, mi sono sentito dire, che il mio contratto a tempo (trattasi di 18 rinnovi consecutivi e senza interruzione)non rientra nei contratti che potrebbero essere trasformati a tempo indeterminato solo perchè mi è stata imposta la fatturazione mensile(altrimenti mi mandavano a casa) e non la busta paga!!
I N C R E DI B I L E!
Caro Beppe, questa è l'italietta che va..........

n e 17.09.06 11:07| 
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Chi ha mai detto che andare a vivere e far successo all'estero è un male per l'Italia.Non pratichiamo del riduzionismo nella direzione che ci rende bambini.Vi assicuro che riuscire a sopravvivere in un'altra cultura dalla propria è una grande cosa e merita tutte le lodi.Tutti gli italiani , che veramente si possano chiamare tali , amerebbero poter trovare occupazione degna della loro fatica e dei soldi usati per poter studiare qui in Italia, ma quando non si riesce è giusto che vadano all'estero e che rendano il loro paese fiero.
FIERO DI ESSERE ITALIANO
ciao a tutti
aldo

aldo marchini 14.09.06 18:33| 
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aggiungo il mio commento a questa infinita lista di tristezza: ho 25 anni e tra poco mi laureo per la seconda volta, già, la seconda e ho anche alcune qualifiche professionali il tutto in un settore deprimente I BENI CULTURALI.vado a chiedere lavoro ovonque pubblico privato musei fondazioni mostre...niente non ci sono fondi, ma sapete quale è stata le scusa più bella? "hai un profilo professionale troppo alto". per fare la commessa devi essere apprendista e senza esperienza così ti assumono perchè gli costi poco, stessa cosa vale per la cultura , paradosso, devi essere ignorante e ovviamente figlio di tizio cugino di caio.
io non ho di queste facilitazioni e le mie due lauree non aprono nessuna porta. porto pazienza e finchè i miei non mi buttano fuori di casa intanto prendo la specialistica...ma io VOGLIO LAVORARE!!!!anche perchè sono convinta che se si punta sulla cultura riparte il turismo e anche l'economia, è evidente possibile che nessuno se ne renda conto?
sia chiaro per iniziare sto volentieri anche alla biglietteria ,anche se ho i titoli per fare il direttore, perchè l'esperienza non s'impara studiando.

Gori valentina 12.09.06 21:03| 
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E' una vergogna ragazzi..una vera vergogna!!
Il bello è che nell'università tutti lo sanno e nessuno fa niente, anzi!! Alla fine i professori si prendono il loro bel stipendio, non facendo praticamente un cazzo!! Ce ne sono così tanti!!Io studio biotecnologie industriali a Padova e rimango veramente scandalizzato nel vedere come alcuni prof pur di non organizzare didatticamente un corso e dedicare del tempo per le lezioni, o delegano le lezioni in aula ai ricercatori (che fortunatamente a volte spiegano molto meglio del prof stesso!!) oppure direttamente a noi studenti!! Oppure prof che sanno molto meno di noi studenti (ma che cazzo spieghi a fare??).. potrei andare avanti ancora, in 4 anni di università ne ho viste di tutti i colori!!
Poi il peggio del peggio è stato raggiunto proprio poche settimane fa: per il nostro corso la tesi si basa su un tirocinio sperimentale di 10 mesi, svolto in un laboratorio che svolge un lavoro di ricerca, quindi già le aziende troppo piccole (che non hanno un settore di ricerca) sono escluse a priori se uno volesse svolgere il tirocino all'esterno dell0'università. Ma questo se vogliamo può anche avere un senso!! Il guaio è più di metà dei miei compagni di corso ha fatto domanda di svolgere il tirocinio all'estero presso laboratori di università straniere. Questo non è andato bene al nostro ccs che praticamente ha vietato di partire a quei studenti che all'estero si occuperanno di un progetto simile già presente a Padova!! Stesso discorso vale per chi volesse fare il tirocinoio in azienda!!
Premetto che salvo poche rare strutture (cmq sedi distaccate dall'università) i laboratori fanno veramente schifo, sono piccoli, poco spazio per lavorare, penso anche al limite delle norme di legge, quindi oltre che una possibiltà a livello di crescita personale, lavorare all'estero è meglio anche dal punto di vista tecnico (a sentire altri compagni che hanno avuto esperienze in Francia!!). Si sarebbero tante altre cose da dire, ma ritornerò!!

Fabio Munari 21.07.06 00:15| 
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Ciao Beppe,

il 23 giugno parto per il Canada. Scappo da un paese che mi ha sfruttato lavorativamente per 6 anni, dall'anno della laurea, con contratti da fame, rinnovati mensilmente, con mille lavori cambiati per mancanza di contratto rinnovato, zero prospettive per il futuro.Sono delusissimo, al limite della depressione. I miei, poi, come tutti i genitori italiani, fanno di tutto per impedirmi di andare, dicendo che fallirò sicuramente e che tornerò a mani vuote, quindi una valanga di sfiducia e tristezza per il loro comportamento egoistico, meschino, demenziale. Partirò comunque e spero di non tornare più in Italia.Marco, Como.

Marco Sisti 12.06.06 16:29| 
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Ciao a tutti,e soprattutto a te Caro Grande Beppe,vedo che non vieni mai al Sud Italia e questo mi dispiace molto,comunque non scrivo solo per questo,qualche mese fa avevo segnalato la mia storia ma ho visto che il mio calvario non interessa a nessuno.
Questo mi fa capire ancora di più perchè l'Italia è messa cosi male!Siamo soprattutto un popolo Menefreghista...Ecco il termine giusto,comunque ti ringrazio per aver pubblicato quella lettera e grazie anche doppiamente se pubblicherai questa.
Mia moglie è ancora in Albania è adesso è anche incinta vorrei fare una domanda dato che mia moglie è ancora bloccata in Albania se mio figlio nasce li che cittadinanza avrà? E poi avrà bisogno del visto per venire in Italia?Sono stato da mia moglie un mese e mezzo fa e avevo parlato con il Console il quale mi aveva dato la sua disponibilità per risolvere questo annoso problemo ma a Oggi vedo ancora lontana la soluzione mia moglie ha un decreto di rientro in Italia firmato dal Ministro Dell'Interno e nello stesso tempo non può avere il visto perchè ha una espulsione dalla Grecia Dell'anno 2003.Preciso che ho fatto domanda di cancellazione in Grecia da più di 6 mesi e a tutt'oggi non ho avuto nessuna risposta,e oggi il segretario del Console mi dice in maniera molto fredda che loro non possono come consolato controllare se la cancellazione è stata effettuata o meno e che la cosa riguarda il nostro Ministero Dell'Interno.Ti prego anzi ti supplico con le lacrime negli occhi di un futuro padre che di questo passo non potrà vedere nascere suo figlio tratta questo argomento che riguarda davvero i diritti umani ho fiducia ancora in qualcosa che mi potrà aiutare ad avere la mia famiglia qui in Italia ma possibili che tutto questo incubo non debba mai trovare una soluzione?Grazie a tutti coloro che leggeranno queste mie righe mi auguro ancora una volta che qualcuno mi possa aiutare.Soprattutto per risparmiare tanta sofferenza ad una nuova vita che cresce nel corpo di mia moglie.Grazie

Roberto Verta 24.05.06 17:10| 
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Caro Beppe, aggiungo la mia testimonianza. Mi sono sposato da pochi mesi e vivo in Francia perché era impossibile in Italia trovare un'occupazione dignitosa che mi permettesse di vivere tranquillamente. Qui a Parigi, senza alcun problema sono stato assunto in un museo occupando un posto statale e io e mia moglie, ora, non abbiamo preoccupazioni economiche. Spero che le cose possano cambiare nel nostro paese e dare più opportunità a noi tutti che amiamo l'arte! L'Italia rappresenta l'80 percento dell'arte di tutto il mondo, una percetuale che umilia le altre nazioni europee ma che a quanto pare non sappiamo gestire.. Mi ferisce particolarmente, soprattutto dopo tutti gli studi che ho fatto in questi anni, sono costretto a metterli al servizio di un'altra nazione che pure amo e rispetto, ma che non è il mio paese..
Sono sicuro che molti di voi capiranno i miei sentimenti.
Un saluto a tutti
Antoine NOTARO

Antoine NOTARO 22.05.06 17:07| 
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Voglio farvi una domanda: secondo voi quante probabilità c'erano che la polizia di Londra decidesse nel 2005 di fare una esercitazione antiterrorismo, immaginando degli attacchi con esplosivi piazzati proprio nelle stesse stazioni in cui poi gli attacchi sono realmente avvenuti, nello stesso giorno e alla stessa identica ora? La risposta è semplice: le stesse probabilità che c'erano, nel 2001, che la difesa aerea americana e la CIA decidessero di simulare un attacco a palazzi e grattacieli, con aerei civili dirottati, proprio nel giorno e nell'ora in cui i veri attacchi sono avvenuti...
Non ci credete?
E' tutto documentato sul mio sito: www.xander.it/verità11settembre.htm e su http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3048

Alberto Lupo 12.05.06 16:26| 
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caro beppe, cari amici del blog, sono architetto da dieci anni, ho studiato con entusiasmo e passione, per me , per il mio futuro e per i miei genitori, mi sono laureata a pieni voti e dopo una breve esperienza come dipendente di uno studio tecnico, mi sono lanciata a fare la libera professione da sola, non avevo nè genitori ( mamma parrucchiera, papà operaio), nè parenti archiettti neanche geometri, ero sola mi sono rinboccata le maniche,ed ora a dieci anni di distanza posso dirti di essere contenta , ma a volte, ed ultimamente spesso, grazie a questo periodo fiorente di crisi, mi angoscio. I miei sogni si sono un pò offuscati, riesco a mantenermi da sola, vivo sola, ma a volte la rata del mutuo me la paga il mio babbo. Ho un caratterino particolare, in poche parole mi sono rotta di vedere palloni gonfiati che per le conoscenze politiche hanno incarichi, io sono per la meritocrazia , ma la possibilità di poter farsi valere o conoscere dovrebbe essere data a tutti, e invece quando mi è capitato di recapitare il mio curriculum vitae per collaborazioni con enti pubblici, mi è stato riferito che c'erano delle feste per farsi conoscere, oppure che qualche pezzo che contava era incline al fascino femminile. Ma sarà possibile. Non faccio vita mondana risultato vado avanti con i miei clienti e la mia più grande soddisfazione è renderli felici.baci

annalisa balzoni 07.03.06 17:51| 
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Come al solito in italia si privilegia la mediocrità e l'apparenza,invece della ricerca, scviluppo e cultura - vedasi medici specializzandi che in quanto tale a 30 anni suonati lavorano gratis non vedono il becco di un quattrino e così sono costretti a entrare nelle grazie dei "baroni"
senza ironia: grazie Marcello per aver usato al meno tu bene i soldi di noi contribuenti e scusaci se non riusciamo a mandare definitivamnete all'estero (senza la poi rumenerativa pensione)i nostri attuali dipendenti e a tenere persone valide come tè nel nostro paese
P.s. se rivince il dipendete di piccola statura chiedo asilo politico all'islanda

LABONIA PATRICK 28.02.06 17:25| 
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Anch 'io mi chiamo Riccardo Bevilacqua, come l'ingegnere aerospaziale che ha scritto un commento prima di me. Ed anche io mi sono laureato con 110 e lode, in cinque anni, ma in fisica nucleare.
Dopo la laurea, le alternative proposte in Italia sono: 1) il dottorato di ricerca a 800 euro , 2) un assegno di ricerca, rinnovato forse di anno in anno, senza ferie, contributi, malattie ed infortuni.

Naturalmente sto cercando un impiego all'estero.


Ciao Beppe e ciao a tutti.
Anche io colgo l' occasione per ringraziare gli italiani per aver pagato la mia laurea in scienze biologiche (110/110) e il mio dottorato di ricerca in genetica umana. Dopo un anno negli USA,un breve intervallo in Italia (pagato con Co Co Co pro a paga da fame) da tre mesi mi sono ritrasferito all' estero (Germania). Qui mi trovo molto bene, sono pagato bene (piu' di 2000 euro mensili con affitto di 400 euro mensili), trattato bene e con buone prospettive di miglioramento. In questi giorni mi sono per caso soffermato su un dato molte volte ripreso dai "vostri" governanti. Ormai so a memoria che sono stati creati 1 milione e 600 mila posti di lavoro nuovi e che l' 87.7% di queste persone con un contratto a tempo indeterminato. Non pretendo nessuna rilevanza statistica, ma nella cerchia dei miei amici italiani piu' dell' 80% e' con contratto a tempo determinato o lavoro interinale. Anche qui parliamo di realta' reale (quella dei nostri governanti) e realta' percepita (la mia)? Ho visto Ballaro' o un altro talk show (sicuramente di sinistra) dove si intervistavano associati al nuovo sindacato per i lavoratori a tempo determinato. Tutti con lauree specialistiche o con dottorati di ricerca.........che si fa? All'estero ci sono si' contratti a termine (come il mio) ma le paghe sono piu' che dignitose, e tutti i contributi vengono pagati. Inoltre persone con questo tipo di contratto che lavorano per la maggior parte in universita' o in associazioni governative possono avere diverse agevolazioni dal biglietto dell' autobus ad entrate grais al cinema. Be volevo invitare i giovani sindacalisti e non che si lamentano della situazione italiana a provare a rivolgersi al lavoro europeo in quanto non siamo piu' italiani, ma ormai europei. Magari un giorno le imprese europee che risiedono in Italia dovranno di nuovo assumere e voi potreste tornare. Fino a quel momento con la mentalita' italiana, non vedo margini di migliormanento......
Buona Giornata
Micky

micky 12.02.06 13:11| 
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ciao a tutti. questa è la prima volta che leggo il blog ma sembra una cosa carina. ho 30 anni e faccio un dottorato di ricerca all'università. 4 anni pagati poco e che dovrebbero darmi una formazione(faccio le stesse cose che facevo facendo il Volontario nello srtesso posto). le motivazioni sono enormi ma le prospettive fino ad ora nulle. tutti i miei colleghi mi consigliano di andare all'estero ma io sono un po' titubante non solo per cosa troverei ma soprattutto perchè ho studiato in Italia e vorrei cercare di ripagarla e migliorarla con il mio lavoro! se qualcuno la pensa come me mi contatti.
Grazie!
Beppe sei grande!!

rodolfo bianchini 07.02.06 00:51| 
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Gli ho detto: farò l'attrice.
E loro: "non sei portata".
Poi: "allora la regista"
E loro: "vedremo"
Ancora: "Vi prego, fatemi fare qualsiasi cosa mi permetta di stare in teatro"
E loro: "avremmo bisogno di una bigliettaia"
SONO 3 ANNI CHE VENDO BIGLIETTI, nel frattempo studio... a volte mi faccio pena ma quasto è l'unico legame con l'arte che ho.

Delusissima

Silvia Vanni 06.02.06 19:59| 
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Discussione

Caro Beppe, grazie della possibilita' che dai di esprimere cio' che pensiamo probabilmente per una volta essendo capiti. Quante volte si parla di politica mondiale tra amici e vedi dei volti quasi spaventati perche' cio' che stai dicendo li potrebbe far venire a contatto con la vera realta', quella che molti rifuggono e negano.
Ho molti argomenti da sottoporti, ma per presentarmi vorrei parlare di una mia piccola esperienza di vita:

Ho quasi 32 anni, single laureato in Economia e Commercio con la lode etc. etc. Per farla breve vivo in Australia dal 2003 dove lavoro e provo a costruire quel futuro che il mio paese mi ha negato; e non parlo solo di stipendi o macchine...ma di stile di vita, parlo dell'Italia che ricordo da piccolo (quella di te la do io l'america o il brasile!)parlo degli Italiani brava gente, che non esistono quasi piu', parlo del "genuino" calcio degli anni 80, dei grandi giornalisti, della grande cultura, dei musicisti che inneggiavano a qualcosa di vero perche' avevano da dire, dei politici che pur se politici un minimo di etica l'avevano.... Vivendo in Australia ho conosciuto i veri Italiani , coloro che preservano il meglio di come eravamo. Sono diventato un triste nazionalista, perche' tocco ancor di piu' con mano quanto grandi siamo in tutti i campi e quanto sia assurdo che volontariamente o no siamo la causa dei nostri mali. Quando sono partito era un po' che lo pianificavo, diciamo da quando Berlusconi fu eletto...e dicevo a tutti che avremmo fatto una brutta fine , e che malgrado quello che i media dicevano, la matemetica non e' un opinione e prima o poi tutti avremmo pagato il prezzo di quel governo; Non mi avrete come comlpice gli ho detto! Comunque ora mi danno dell'eroe! io mi ritengo un esiliato!
Solo un piccolo suggerimento prima di chiudere questo sproloquio....ma Gelli e la P2? Berlusconi e le lobby di potere?
Grazie del tuo tempo...magari la prossima volta saro' piu' specifico! FORZA ITALIA (riprendiamocelo!)Donato

Donato Manfredi 06.02.06 09:23| 
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Caro Beppe, grazie della possibilita' che dai di esprimere cio' che pensiamo probabilmente per una volta essendo capiti. Quante volte si parla di politica mondiale tra amici e vedi dei volti quasi spaventati perche' cio' che stai dicendo li potrebbe far venire a contatto con la vera realta', quella che molti rifuggono e negano.
Ho molti argomenti da sottoporti, ma per presentarmi vorrei parlare di una mia piccola esperienza di vita:

Ho quasi 32 anni, single laureato in Economia e Commercio con la lode etc. etc. Per farla breve vivo in Australia dal 2003 dove lavoro e provo a costruire quel futuro che il mio paese mi ha negato; e non parlo solo di stipendi o macchine...ma di stile di vita, parlo dell'Italia che ricordo da piccolo (quella di te la do io l'america o il brasile!)parlo degli Italiani brava gente, che non esistono quasi piu', parlo del "genuino" calcio degli anni 80, dei grandi giornalisti, della grande cultura, dei musicisti che inneggiavano a qualcosa di vero perche' avevano da dire, dei politici che pur se politici un minimo di etica l'avevano.... Vivendo in Australia ho conosciuto i veri Italiani , coloro che preservano il meglio di come eravamo. Sono diventato un triste nazionalista, perche' tocco ancor di piu' con mano quanto grandi siamo in tutti i campi e quanto sia assurdo che volontariamente o no siamo la causa dei nostri mali. Quando sono partito era un po' che lo pianificavo, diciamo da quando Berlusconi fu eletto...e dicevo a tutti che avremmo fatto una brutta fine , e che malgrado quello che i media dicevano, la matemetica non e' un opinione e prima o poi tutti avremmo pagato il prezzo di quel governo; Non mi avrete come comlpice gli ho detto! Comunque ora mi danno dell'eroe! io mi ritengo un esiliato!
Solo un piccolo suggerimento prima di chiudere questo sproloquio....ma Gelli e la P2? Berlusconi e le lobby di potere?
Grazie del tuo tempo...magari la prossima volta saro' piu' specifico! FORZA ITALIA (riprendiamocelo!)Donato

Donato Manfredi 06.02.06 09:23| 
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Caro Beppe, grazie della possibilita' che dai di esprimere cio' che pensiamo probabilmente per una volta essendo capiti. Quante volte si parla di politica mondiale tra amici e vedi dei volti quasi spaventati perche' cio' che stai dicendo li potrebbe far venire a contatto con la vera realta', quella che molti rifuggono e negano.
Ho molti argomenti da sottoporti, ma per presentarmi vorrei parlare di una mia piccola esperienza di vita:

Ho quasi 32 anni, single laureato in Economia e Commercio con la lode etc. etc. Per farla breve vivo in Australia dal 2003 dove lavoro e provo a costruire quel futuro che il mio paese mi ha negato; e non parlo solo di stipendi o macchine...ma di stile di vita, parlo dell'Italia che ricordo da piccolo (quella di te la do io l'america o il brasile!)parlo degli Italiani brava gente, che non esistono quasi piu', parlo del "genuino" calcio degli anni 80, dei grandi giornalisti, della grande cultura, dei musicisti che inneggiavano a qualcosa di vero perche' avevano da dire, dei politici che pur se politici un minimo di etica l'avevano.... Vivendo in Australia ho conosciuto i veri Italiani , coloro che preservano il meglio di come eravamo. Sono diventato un triste nazionalista, perche' tocco ancor di piu' con mano quanto grandi siamo in tutti i campi e quanto sia assurdo che volontariamente o no siamo la causa dei nostri mali. Quando sono partito era un po' che lo pianificavo, diciamo da quando Berlusconi fu eletto...e dicevo a tutti che avremmo fatto una brutta fine , e che malgrado quello che i media dicevano, la matemetica non e' un opinione e prima o poi tutti avremmo pagato il prezzo di quel governo; Non mi avrete come comlpice gli ho detto! Comunque ora mi danno dell'eroe! io mi ritengo un esiliato!
Solo un piccolo suggerimento prima di chiudere questo sproloquio....ma Gelli e la P2? Berlusconi e le lobby di potere?
Grazie del tuo tempo...magari la prossima volta saro' piu' specifico! FORZA ITALIA (riprendiamocelo!)Donato

Donato Manfredi 06.02.06 09:19| 
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Caro Beppe, grazie della possibilita' che dai di esprimere cio' che pensiamo probabilmente per una volta essendo capiti. Quante volte si parla di politica mondiale tra amici e vedi dei volti quasi spaventati perche' cio' che stai dicendo li potrebbe far venire a contatto con la vera realta', quella che molti rifuggono e negano.
Ho molti argomenti da sottoporti, ma per presentarmi vorrei parlare di una mia piccola esperienza di vita:

Ho quasi 32 anni, single laureato in Economia e Commercio con la lode etc. etc. Per farla breve vivo in Australia dal 2003 dove lavoro e provo a costruire quel futuro che il mio paese mi ha negato; e non parlo solo di stipendi o macchine...ma di stile di vita, parlo dell'Italia che ricordo da piccolo (quella di te la do io l'america o il brasile!)parlo degli Italiani brava gente, che non esistono quasi piu', parlo del "genuino" calcio degli anni 80, dei grandi giornalisti, della grande cultura, dei musicisti che inneggiavano a qualcosa di vero perche' avevano da dire, dei politici che pur se politici un minimo di etica l'avevano.... Vivendo in Australia ho conosciuto i veri Italiani , coloro che preservano il meglio di come eravamo. Sono diventato un triste nazionalista, perche' tocco ancor di piu' con mano quanto grandi siamo in tutti i campi e quanto sia assurdo che volontariamente o no siamo la causa dei nostri mali. Quando sono partito era un po' che lo pianificavo, diciamo da quando Berlusconi fu eletto...e dicevo a tutti che avremmo fatto una brutta fine , e che malgrado quello che i media dicevano, la matemetica non e' un opinione e prima o poi tutti avremmo pagato il prezzo di quel governo; Non mi avrete come comlpice gli ho detto! Comunque ora mi danno dell'eroe! io mi ritengo un esiliato!
Solo un piccolo suggerimento prima di chiudere questo sproloquio....ma Gelli e la P2? Berlusconi e le lobby di potere?
Grazie del tuo tempo...magari la prossima volta saro' piu' specifico! FORZA ITALIA (riprendiamocelo!)Donato

Donato Manfredi 06.02.06 09:06| 
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Caro Beppe,
sono una ragazza di 30anni che come tanti giovani ha scelto d'intraprendere la cariera forense...dopo anni passati sui libri all'università, dopo due lunghissimi anni di pratica in cui gli studi legali mi hanno sempre sfruttata facendomi fare qualsiasi mansione senza mai essere retribuita ho finalmente sostenuto l'esame di abilitazione alla professione lo scorso dicembre. I risultati si sapranno forse a luglio...
siamo una delle poche catagorie che ha due anni di pratica prima di sotenere l'esame.
siamo l'unica, forse, in cui l'esame si sostiene una sola volta all'anno.
A Bologna quest'anno eravamo tantissimi e probabilmente non tutti i compiti saranno corretti ed anche chi passerà lo scritto si ritroverà a dover poi affrontare lo scoglio dell'orale...e comunque anche con il titolo si continua ad essere sottopagati salvo che non si possieda già una certa clientala...
in molti si lamentano...possibile che non riusciamo ad unire le forze e ribellarci a tutto ciò?

Petra Querella 02.02.06 12:43| 
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salve, io scrivo dalla California. Vivo in california da 17 anni, ho sposato un Americano 17 anni fa quando era giovanissa.
Da quando sono arrivata a San Diago il mio solo sogno e' stato di poter ritornare in Italia un giorno. Qui sto molto bene, ho un bel lavoro, una bella casa e due piccoli bimbi. Io e mio marito vogliamo trasferci in Italia perche` mi manca la mia famiglia, ma leggendo le lettere su questo sito sento tanta paura. La situazione sembra davvero molto grave in Italia. Perche` nessuno fa niente per cambiare la situazione? perche` la gente acceta tutto questo? qui le cose sono molto diverse, la gente non ha paura di parlare e di unirsi ad altri per cambire cio` che non va`.
Il mio sogno e` di ritornare a casa quest'anno ma non vorrei fare un sbaglio, voglio offrire un futuro solido ai miei figli. Mi sento chiusa in una prigione da cui non posso scappare. Che tristezza dover abbandonare la mia Italia per sempre e sacrificare cosi` tanto per poter offrire un futuro a i miei figli.
Scusate se il mio Italiano ha qualche errore. Grazie

Ella Hoskin 01.02.06 23:33| 
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Ho 24 anni, laurea in Marketing e specializzanda in Comunicazione d'Impresa.
Centinaia di CV spediti e risposte quasi zero, al massimo qualche stage non retribuito.
Uniche esperienza di lavoro all'attivo (oltre ad uno stage non retribuito dove venivo supersfruttata e con l'unica allettante prospettiva di proroga alle medesime condizioni per altri 3 mesi che potevano diventare 6 -ma vaff...-): commessa in vari negozi. Due lire e rientravo la sera alle nove, non potevo mai studiare, succedevano le tragedie greche per chiedere un permesso (non retribuito, ovviamente)per andare a sostenere un esame.
Mi dispiace dover lavorare per i militari ma ho deciso di fare un anno da volontaria nell'esercito: stipendio buono (ma solo per i canoni italiani, il che significa 800 Euro al mese) permessi pagati e treno rimborsato per andare a fare gli esami, tempo per studiare, vitto e alloggio gratis.
Finito l'anno, con i soldi messi da parte faccio l'emigrante in inghilterra. Non posso restare in un Paese dove, se e si è massimamente fortunati/raccomandati, arrivare ad un'occupazione "decente" per un laureato significa prendere max 800 - 900 Euro, con un contrattini ridicoli se non si è in nero.
E chi non è così "fortunato" cosa fa? Sempre il commesso? L'operatore nei call center? L'agente di vendita degli aspiravolperi?
BASTA.

Virginia Regina S. 29.01.06 19:21| 
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Ho 24 anni, laurea in Marketing e specializzanda in Comunicazione d'Impresa.
Centinaia di CV spediti e risposte quasi zero, al massimo qualche stage non retribuito.
Uniche esperienza di lavoro all'attivo (oltre ad uno stage non retribuito dove venivo supersfruttata e con l'unica allettante prospettiva di proroga alle medesime condizioni per altri 3 mesi che potevano diventare 6 -ma vaff...-): commessa in vari negozi. Due lire e rientravo la sera alle nove, non potevo mai studiare, succedevano le tragedie greche per chiedere un permesso (non retribuito, ovviamente)per andare a sostenere un esame.
Mi dispiace dover lavorare per i militari ma ho deciso di fare un anno da volontaria nell'esercito: stipendio buono (ma solo per i canoni italiani, il che significa 800 Euro al mese) permessi pagati e treno rimborsato per andare a fare gli esami, tempo per studiare, vitto e alloggio gratis.
Finito l'anno, con i soldi messi da parte faccio l'emigrante in inghilterra. Non posso restare in un Paese dove, se e si è massimamente fortunati/raccomandati, arrivare ad un'occupazione "decente" per un laureato significa prendere max 800 - 900 Euro, con un contrattini ridicoli se non si è in nero.
E chi non è così "fortunato" cosa fa? Sempre il commesso? L'operatore nei call center? L'agente di vendita degli aspiravolperi?
BASTA.

Virginia Regina S. 29.01.06 19:08| 
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Per Liliana... Prova intanto a battere per marciapiedi, dato che è un'idea che ho sentito 1000 volte uscire dalla tua bocca. Chissà, conoscendoti so che ce la puoi fare! Comunque il tuo solito errore è quello di dare demeriti agli altri e non cercare i meriti tuoi. Ciao.

un "EX" amico 26.01.06 22:09| 
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Per Liliana... Prova intanto a battere per marciapiedi, dato che è un'idea che ho sentito 1000 volte uscire dalla tua bocca. Chissà, conoscendoti so che ce la puoi fare! Comunque il tuo solito errore è quello di dare demeriti agli altri e non cercare i meriti tuoi. Ciao.

un "EX" amico 26.01.06 22:08| 
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....e intanto poliziotti carabinieri finanzieri e adesso anche gli impiegati dello Stato stanno tutti in coda alla Libera Università San Pio V per comprarsi la laurea in Scienze Politiche senza neanche passare un esame e in meno di un anno!!!!
CHE SCHIFO!!!!!

mimmo puleggio 25.01.06 10:18| 
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Perché andare al lavorare all'estero significa importare valuta, come i nostri nonni ci hanno imparato, l'emigrazione ha sempre riepito le tasche all'Italia. E chi se ne importa se i lavoratori stano a casa.
Ciao

Fabio Trapasso 23.01.06 14:20| 
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che tristazza!!! Domani compio 31 anni, mi sono laureta da quasi 4 anni e sono ancora in uno stato perenne di disoccupazione. Perchè dobbiamo essere costretti a fare la valigia ed andarcene dal nostro paese?
povera Italia!

Francesca Colomba 22.01.06 17:39| 
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caro beppe.
sono uno studente universitario di 25 anni,di Bari,ma che,tra mille sacrifici,studia a Roma.mio padre ha appena visto fallire,a 65 anni,la sua piccola impresa di accessori per salotti.mia madre,di 53 anni,lavora come professoressa,ha un mutuo di 800 euro al mese,e mantiene mia sorella,di 21 e mio fratello di 28.laureato in giurisprudenza e disoccupato.faccio questo preambolo per renderti chiaro lo stato d'animo con cui ti scrivo questo:MI SONO ROTTO.Di Berlusconi,della sinistra molliccia a lui asservita,di chi non se ne accorge.MI SENTO PRESO IN GIRO nella mia,seppur probabilmente modesta e sicuramente limitata intelligenza,dal cambiare canale e sentir parlare di politica da Anna La rosa coadiuvata da Antonella Elia,e pensare a Biagi,Santoro,Massimo Fini a casa.Ritrovarmi a guardare,in un Break pubblicitario su rete4 prima lo spot della nuova collana mensile su Mussolini e il fascismo,fra parentesi chi è che può avere piacere a collezionare i fascicoli su di una pagina così triste della vita italiana?,e la pubblicità della nuova trasmissione VITE STRAORDINARIE,prima puntata BENITO MUSSOLINI.e non è certo per memoria storica,perchè se avessimo un minimo di memoria storica col c.. che faremmo fare al"presidente operaio" tutti i porci comodi suoi che perpetua mentre guarda il paese scivolare nell'abisso.Beppe,mi sono stancato.scusa lo sfogo.Andrea

andrea corona 20.01.06 23:59| 
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scusate l'ignoranza ma, se Leonardo avesse dovuto emigrare, che ne so, in Inghilterra non sarebbe stato comunque un italiano?? o non sarebbero comunque state geniali e importanti le sue idee per tutta l'umanità??
Colombo non era uno scienziato ma anche se con "sponsor" spagnolo resta comunque un italiano quello che ha scoperto le americhe (se proprio la vogliamo mettere sul patriottismo).
forse una cosa sono i cervelli e un'altra è ciò che fa un governo per la ricerca.

Giampaolo Reni 19.01.06 19:14| 
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CONTINUA DA SOTTOQuesto biennio in continuità funzionale e formale con il triennio propedeutico, come era durante il vecchio ordinamento è molto meglio delle lauree specialistiche e non presenta né tremila materie con relativi esami, né test d’ingresso e numero chiuso. La Licenza universitaria consente che tutti gli esami siano riconosciuti come un valido titolo di studio anche se non si e conseguito ancora il tirocinio e la tesi (uno che ha fatto tutti gli esami ne saprà sicuramente di più di un semplice diplomato o uno che si è fermato all’attestato triennale). Anche in questo caso sono garantiti il massimo del rigore e della qualità didattica.

Spero che mi facciate molte critiche (costruttive) e commenti, che potete inviarmi a mailto:lightblade@libero.it , e che diffondiate questo documento anche a Beppe Grillo e ad eventuali esponenti politici e di partito se li conoscete o se ne siete in contatto, è importante per il futuro della nostra nazione. Un saluto;-)

Paolo Caferra 15.01.06 17:41| 
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CONTINUA DA SOTTOI due titoli intermedi oltre a servire per avere in mano qualcosa che abbia un valore seppur inferiore alla laurea, se no si riescono a finire gli studi fino alla fine servono anche per mantenere gli esami per tutta la vita ed eventualmente proseguire in un secondo momento durante la vita dell’individuo la propria carriera universitaria fino alla laurea (e gli eventuali titoli accademici successivi).
TRIENNIO PROPEDEUTICO
I ANNO
Chimica generale e inorganica
Citologia e istologia
Fisica
Genetica
Istituzioni di matematiche
Laboratorio di fisica
Colloquio di lingua inglese
II ANNO
Botanica
Chimica fisica fondamenti
Chimica organica
Chimica biologica
Laboratorio di chimica
Metodi matematici e statistici
Zoologia
Laboratorio di biologia sperimentale I
III ANNO
Anatomia comparata
Biologia dello sviluppo
Biologia molecolare
Ecologia
Fisiologia generale
Fisiologia vegetale
Laboratorio di biologia sperimentale II
CONSEGNA DELL’ATTESTATO UNIVERSITARIO TRIENNALE

Come potete costatare il numero degli esami e notevolmente ridotto rispetto alle nostre lauree triennali, e la qualità della conoscenza e dell’insegnamento, libera da vincoli di tempo e di crediti è tarata sull’eccellenza come era quando c’era il vecchio ordinamento. Ribadisco che ho preso un corso di laurea a caso per far capire meglio la mia idea.
BIENNIO DI APPLICAZIONE
Indirizzo Fisiopatologico
IV e V ANNO
Anatomia umana
Microbiologia generale
Farmacologia (semestrale)
Fisiologia generale II
Igiene
Patologia generale
Un corso complementare a scelta dello studente
CONSEGNA DELLA LICENZA UNIVERSITARIA
Tirocinio e Tesi
LAUREA


In questo caso ho scelto fra i tanti bienni di applicazione uno a caso, altri bienni di applicazione hanno per esempio due corsi a scelta dello studente, ma questo è un esempio per cui ciò è irrilevante.

Paolo Caferra 15.01.06 17:37| 
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CONTINUA DA SOTTOLa visione del corso di laurea in questo senso è unitaria e solida e non frammentato da 3 e successivamente 2 anni, che molto spesso invece di essere collegati dal “+” sono separati e bloccati da test d’ingresso e numero chiuso per passare dalla laurea triennale a quella specialistica o magistrale come si suole dire Inoltre, ci saranno dei bonus (che sottolineano la visione unitaria del corso di laurea nonostante la presenza dei titoli intermedi):
• Coloro che conseguiranno l’attestato triennale esattamente nei tre anni di studio legali, oppure coloro che conseguiranno la votazione di “buono” non dovranno pagare la prima rata delle tasse universitarie del quarto anno; coloro che conseguiranno la votazione di “ottimo” invece non dovranno pagare sia la prima che la seconda rata delle tasse universitarie del quarto anno; coloro che conseguiranno la votazione di “ottimo” in esattamente tre anni di studio dall’inizio del corso di laurea non dovranno pagare oltre alla prima e la seconda rata del quarto anno neanche la prima rata del quinto anno del corso di laurea.
• Le propedeuticità saranno solo consigliate non più obbligatorie.
• Non ci sarà l’obbligo di frequenza.
• Eventuali voti registrati potranno essere annullati mediante il pagamento di 500,00 euro, di cui tre quarti andranno al fondo per la ricerca dell’università e il restante allo stato.
• Abolizione delle classi di laurea.
Tutto questo per favorire sia studenti che docenti i quali non dovranno fare altro che fare quello che facevano fino a cinque anni fa per la soddisfazione di tutti e la riqualificazione del sapere.

Paolo Caferra 15.01.06 17:32| 
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CONTINUA DA SOTTOTale titolo di studi sarà elargito automaticamente dalla segreteria appena conclusi tutti gli esami dei primi tre anni del corso di laurea, e servirà per coloro che come oggi per esempio vogliono fermarsi alla laurea triennale e non continuare oltre negli studi, ovviamente potranno aspirare a professioni che oggi sono garantite dalla laurea triennale e non oltre. Il secondo titolo che potrà essere dato dall’università sarà la licenza universitaria che si acquisirà automaticamente quando si concluderanno TUTTI gli esami del proprio corso di laurea che riporterà anche esso un voto sintetico (sufficiente, discreto, buono, ottimo) riferito alla media dei voti dei singoli esami come nel caso dell’attestato universitario triennale. Le attività lavorative per chi acquisisce questo titolo dovranno essere pensate dal legislatore, in sostanza però garantisce il riconoscimento di tutti gli esami fatti all’università, per tutta la vita, impedendo che scadano o non siano più ritenuti validi. Anche questo titolo sarà elargito direttamente dalla segreteria a compimento dell’ultimo esame del proprio piano di studio. A questo punto lo studente durante il IV e/o V anno di università fa il tirocinio e la tesi secondo le modalità del vecchio ordinamento, (in quanto in ogni caso questa mia idea si basa su RIPRISTINO TOTALE DEL VECCHIO ORDINAMENTO DELL’UNIVERSITA’) e consegue la laurea (che si chiamerà laurea senza nessun aggettivo al seguito) con il voto espresso in centodecimi come da sempre si fa e acquisirà il titolo di dottore (senza aggettivi al seguito). Questa idea presuppone che sia abolito totalmente anche il sistema dei crediti, altro disastro del famigerato “3+2” e si ritorni alla durata tradizionale dei corsi obbligatori e complementari dell’università del vecchio ordinamento.

Paolo Caferra 15.01.06 17:27| 
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IDEA PER CERCARE DI SALVARE CIO’ CHE RIMANE DELLA NOSTRA UNIVERSITA’

Ho avuto una idea che si potrebbe proporre per salvare l’università italiana dai mali del “3+2” riforma voluta dai ministri della sinistra Zecchino e Berlinguer e proseguita disastrosamente dal ministro della destra Moratti, su presunta applicazione del “Processo di Bologna”, che non è una direttiva europea, per cui non c’era nessuna necessità di applicarla con tanta fretta e così male. La mia idea è semplice e dovrebbe anche risolvere il problema dei fuori corso e degli abbandoni universitari, evitando però il decadimento della qualità didattica, che si è verificato recentemente e che penalizza fortemente coloro che vogliono continuare negli studi universitari. Qui di seguito c’è il piano di studi di Scienze Biologiche del vecchio ordinamento dell’università di Pisa che ho preso a modello per spiegare meglio la mia idea. In sostanza il corso di laurea viene RIPRISTINATO INTEGRALMENTE a vecchio ordinamento, ma si introducono due nuovi titoli di studio sostanzialmente: l’attestato universitario triennale, in tutto e per tutto equipollente alla nostra attuale Laurea Triennale con l’unica differenza che non è necessario fare nessuna tesi né nessun tirocinio per acquisirlo, basterà semplicemente concludere tutti gli esami del triennio del corso di laurea per ottenerlo. Tale titolo sarà spendibile in campo lavorativo esattamente come adesso è spendibile la nostra laurea triennale con la differenza che non avrà quei caratteri “professionalizzanti” tanto voluti dai nostri politici, ma sarà invece basati sulle conoscenze che dava il vecchio ordinamento nel triennio del corso di laurea. Il voto attribuito a tale attestato sarà la traduzione sintetica della media dei voti riportati nei singoli esami (sufficiente, discreto, buono, ottimo per le varie classi di voto es: da18 a 21,4 compreso si ha come voto sintetico sufficiente). CONTINUA

Paolo Caferra 15.01.06 17:23| 
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Cosa sono oggi le nostre Università? Accanto a ricercatori coscienziosi che tengono in piedi la baracca, sono sempre più attive e aggressive consorterie e cordate di personaggi che, in base a “titoli” clientelari o familistici, riescono ad assicurare e assicurarsi un “posto al sole” in concorsi da ricercatore o professore (e sempre più anche da tecnico…). Chi è fuori da questi ambiti deve andare lontano o accettare squallidi do ut des. Il dottorato di ricerca cosa è in realtà? Un modo per selezionare i prossimi ricercatori o semplicemente un “binario” per depositare senza traumi il candidato X o Y a destinazione (magari parcheggiandolo in qualche insegnamento creato ad hoc…)? Con la riforma del “3+2” abbiamo assistito alla gemmazione di corsi e moduli SENZA FUTURO E VALORE SCIENTIFICO (vedi ad es. i corsi afferenti a psicologia et simili) e SPESSO SENZA STUDENTI (ma con l’indubbia “valenza” di poter distribuire un po’ di bottino a torme di affamati contrattisti, modulisti, etc.). Mi chiedo: quando la politica e, soprattutto, LA SINISTRA, inizieranno ad occuparsi DAVVERO di questo mondo? Alcune cose da fare subito: 1) Abolizione del valore legale del titolo di studio. 2) Inserimento della componente Tecnico-amministrativa nel governo degli Atenei, al fine di aumentare il controllo democratico su atti e decisioni. 3) Gestione RIGOROSAMENTE E ESCLUSIVAMENTE nazionale dei concorsi, basata su standard di eccellenza verificabili e universalmente noti, per ricercatore con Lista unica divisa per area e settore disciplinare. 4) Creazione di una Authority davvero indipendente (!) che verifichi periodicamente la gestione contabile e amministrativa degli Atenei, con la creazione di un disciplinare di qualità che determini la base irrinunciabile sul versante dell’offerta didattica e di ricerca. 5) Aggancio dello stipendio dei docenti a parametri verificabili dall’esterno sulla qualità complessiva del proprio lavoro e dell’Ateneo di appartenenza.

David Bersani 15.01.06 15:31| 
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Purtroppo i ricercatori italiani hanno paghe da fame, è un dato di fatto, ma forse la cosa più triste è che spesso all'interno delle università per arrivare a fare i dottorati,c'è un percorso lungo e a volte non molto "chiaro".
Non sarà forse anche questo una delle cause dell' attuale crisi economica:la poca ricerca!

M.Ester Contro 15.01.06 01:24| 
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Sono un ricercatore italiano che lavora in UK. Mi sono laureato in Fisica a pieni voti nel 1997, ma in quell'anno non ho vinto nessuno dei pochissimi posti di dottorato di ricerca disponibili in Italia. Autonomamente e senza raccomandazioni mi sono quindi rivolto all'estero dove con una semplice lettera di presentazione, due referenze e un colloquio telefonico ho potuto accedere al corso di dottorato presso l'Universita' di Oxford. Li' ho quindi coronato il desiderio di poter mettere il "Dr" davanti al mio nome. Dopo il dottorato ho continuato a lavorare in Inghilterra come ricercatore associato presso due Universita' (Exeter ed Oxford) perche' in Italia tutti i Professori italiani che ho contattato mi hanno risposto di non avere fondi al momento per un mio eventuale inserimento. Mi piacerebbe tanto poter vincere un posto da ricercatore di ruolo in Italia come quello che aveva il collega emigrato in USA, ma i concorsi italiani sono davvero strani. Basta leggere uno di questi bandi di concorso per rendersi conto che c'e' scritto tutto tranne che il tipo di ricerca che uno andra' a fare e la figura professionale ricercata, cose che sono messe sempre in evidenza in qualsiasi offerta di lavoro. Se ci fosse qualcuno interessato al mio rientro in Patria, me lo faccia sapere, altrimenti o resto qui in UK o rientro in Italia e cambio mestiere.

Armando Giannattasio 14.01.06 11:30| 
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Caro Marco,
ho letto con molta attenzione il tuo commento al post di Marcello...e credimi, l'ho capito! Non è facile essere una voce fuori dal coro...e per di più all'interno di un blog che va per la maggior parte nella stessa direzione.
Ma mi sento di farti un piccolo appunto...bisogna comunque opporsi con cognizione di causa!
Tu fai riferimento al cervello come sintomo di intelligenza....guarda che non è cosi! Quello (il cervello sia ben chiaro!!) ce lo hanno tutti (chi più chi meno); qui si fa riferimento alla possibilità di crescita attraverso la ricerca!! Non è facile essere un ricercatore e credere nel potere della ricerca per portare benessere algi altri e al tuo paese quando rischi di non arrivare a fine mese....non è una scelta di un percorso di vita....è solo avere del cervello inteso come intelligenza!!!Non si sta parlando di geni come tu sostieni ma di gente che crede nella ricerca...e vorrebbe fare di questa ricerca il suo lavoro, senza per questo essere al servizio di qualcuno che ti dice "dimostrami per favore che questo farmaco non ha effetti collaterali" (e guarda che non è contemplato il contrario!!!!).
Perciò caro Marco, è vero che in rete finisce anche tanta spazzatura....ma li in mezzo vengono gettate anche tante verità che non si vogliono far emergere....
Perciò Marco SCAVA e buon lavoro!

Stefania Prizzi 13.01.06 18:21| 
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Cari tutti, quanti luoghi comuni...
1) Ognuno è libero di scegliere come meglio crede il proprio percorso di vita, soppesando vantaggi e svantaggi secondo la propria morale. Le decisioni che si prendono sono questioni personali.
2) Scusate, ma sono proprio stanco di sentire sempre questo discorso della "fuga dei cervelli". Sembra che tutti quelli che trovano un'occupazione -spesso più vantaggiosa economicamente- all'estero siano dei geni che qui da noi non vengono compresi. Certo, ci saranno anche casi come questi, ma come definireste uno che da Roma trova un azienda che lo paga il doppio e si trasferisce a Milano? Un "cervello in fuga"? Suvvia.
3) Accanto ai "cervelli in fuga", ci sono anche tanti "cervelli" che rimangono in Italia! Sembra che qui da noi rimangano solo i deficienti e gli incapaci appoggiati politicamente. Certo, ci sono anche questi, MA NON FUNZIONA SEMPRE COSI'! Il problema è che pensare a grandi linee e per luoghi comuni è meno faticoso che documentarsi realmente.
3) Visto che si parla sempre di conoscenza... lancio un sasso nello stagno. Vi siete mai chiesti perchè molti "cervelli" fuggiti -e che ad ogni occasione si lamentano di come in italia non hanno potuto esprimere le loro reali potenzialità di geni- cercano spesso e disperatamente di tornare all'ovile con operazioni definite demagogicamente "rientro dei cervelli"? Dovreste farlo.
4) Internet ed il web sono mezzi fantastici per accedere alla conoscenza, MA ATTENZIONE, quello che si legge va filtrato ed analizzato attentamente utilizzando il solo reale mezzo che garantisce l'accesso alla conoscenza: il cervello... Non tutto quello che si trova su Internet è necessariamente vero e nella "rete" ci finisce anche un bel pò di spazzatura.
5) Siamo tutti a rischio. Nel suo ultimo spettacolo Beppe dichiara che bisogna smettere di finanziare la ricerca, perchè tutta in mano alle aziende farmaceutiche, notizia suffragata da prestigiose riviste scientifiche. BEPPE, MA SEI PROPRIO SICURO???

Marco Lombardo 13.01.06 01:29| 
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Bravo Marcello

Ho messo anch'io a frutto la mia laurea all'estero (in Svizzera) ed il mio unico pentimento è di non averlo fatto subito. Il nostro Belpaese è una mamma crudele che non ricambia il nostro affetto. Riusciremo mai a cambiarla?

Francesco Gatti 12.01.06 20:18| 
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ciao a tutti

bè devo proprio dire che il problema è discusso e molto sentito, in realtà credo che il problema non sia solo Economico-politico, ma molto più legato ai valori che ci legano al ns paese.
Non solo mancano le occasioni, ma manca la serenità e la gioia di vivere, sudare lottare e soffrire per qualcosa....
non ci stanno fregando solo i ns anni migliori della vita, molto peggio ... ci hanno illuso, gabbato, rubandoci sogni e speranze....
un giorno prima o poi riuscirò anch'io ad andarmene, perchè sono tornati i secoli bui per cui chi è ultimo non sarà primo ma rimane sempre più indietro ( non è mia è uan citazione)
e soprattutto mi sono stancato di vedere cialtroni incompetenti ai vertici...
in bocca al lupo Marcello, anche se non ti conosco te lo auguro di cuore .....

denis baldi 11.01.06 21:52| 
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Ciao Marcello,
sono solidale con te io ho dovuto fare la stessa scelta e trasferirmi in Irlanda...aspettando tempi migliori.
Ciao

Federica Massari 11.01.06 11:55| 
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Ciao Marcello,
sono solidale con te io ho dovuto fare la stessa scelta e trasferirmi in Irlanda...aspettando tempi migliori.
Ciao

Federica Massari 11.01.06 11:52| 
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LE IMPRESE DEL SENATORE LUIGI GRILLO

Il senatore Luigi Grillo, portavoce dei furbetti del quartierino e strenuo difensore del governatore Antonio Fazio, preso con le mani nella marmellata, con un conto alla Banca popolare di Lodi sul quale risultano depositate plusvalenze anomale (250.000 Euro) derivanti da trading su titoli, scoperte dagli ispettori della Banca d'Italia e dalla magistratura.

UNA CARRIERA TUTTA CAPRIOLE
Democristiano della corrente di Base, eletto per la prima volta in Parlamento nel 1987, Grillo arriva al governo nel 1992 con Giuliano Amato, che lo nomina sottosegretario alle Finanze con ministro Franco Reviglio.
Nel 1994 viene rieletto per i popolari di Mino Martinazzoli, ma è subito folgorato da Berlusconi, cui consegna il voto che consente al Centrodestra di avere la maggioranza al Senato. I popolari lo espellono, ma il Cavaliere lo premia con la poltrona di sottosegretario alle Aree urbane. Rieletto nel 1996 e nel 2001, nominato presidente della Commissione lavori pubblici e comunicazioni, è tutto un turbine di zelo berlusconiano.

E’ relatore della legge Gasparri fatta su misura per il capo, presenta l'emendamento per scorporare dai tetti pubblicitari le televendite e quello al condono edilizio che cancella il divieto di costruzione nelle aree incendiate e che gli vale il "premio Attila".

MA LA SUA VERA PASSIONE SONO LE BANCHE
E' lui che aiuta Fiorani nelle prime scalate, come quella della Banca di Chiavari, è lui che difende le fondazioni bancarie da Giulio Tremonti.
Poi il capolavoro. IL "PATTO DELLO SIACCHETRÀ", che segna la pacificazione tra Berlusconi e Fazio. Venerdì 14 gennaio, cena a palazzo Grazioli tra il premier, il governatore, il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco e Grillo, il quale offre ai commensali la bottiglia di vino delle Cinque Terre che battezzerà l'accordo per la difesa dell'"italianità delle banche".

UN AFFARISTA?
Lo accerteranno i giudici, che indagano su quei conticini nella banca di Fiorani

Marco Gills 10.01.06 11:47| 
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Non sai quanto ti capisco. Naturalista convinto, studiavo con piacere nei primi anni dell'università. Poi capivo che qualcosa non quadrava alla perfezione. I professori incominciavano a indolcirsi, a diminuire i programmi. Decisi allora di lasciarmi gli esami + difficili alla fine della carriera visto il trend buonista. Scelsi la tesi con un prof di potere e molto preparato, ma odiato da tutti per la sua isteria. Stando giorno e notte nel suo laboratorio incominciai a capire perchè era sempre isterico: non accettava che l'università fosse diventata una fossa di politicanti venditori di pezzi di carta. L'abbasso della difficoltà degli esami era dovuta alla stessa sopravvivenza dei corsi, più facili=più iscritti. Pensai seriamente di cambiare corso e iscrivermi ad una laurea forte per poi trasferirmi all'estero. Ormai pero mi mancavano pochi esami, così continuai e finii a lug 2003. Possibilità di lavoro: solo lavoro a nero nel laboratorio del mio prof. Entro nella SISS per l'insegnamento, dove ritrovo il mio prof-boss-protettore, sempre più isterico e scoraggiato. Per due anni lavoro (a nero e appassionato) con il mio boss, mentre termino la SISS(altro letamaio di baroni, il 95% dei quali pretendeva di spiegarci come insegnare in una scuola media senza esserci mai stato, con prof di chimica che insegnavano internet , esami fotocopia per raddoppiare le cattedre, e via dicendo). Alla fine il dilemma: rimango come schiavetto del mio prof, sempre più esaurito e scoraggiato, o me ne vado? Laureato in corso con 110 e lode, abilitato alla Siss a 25 anni, vado dal mio prof, che ormai mi aveva adottato e le dico: me ne vado dove c'è un lavoro. Il prof mi dice: fai benissimo! Ma quale rinascimento? La ns città affonda nella merda!!! Avevo molti progetti su di te: ma fai bene ad andartene!". Che dire? Progetto di andare all'estero, ma non so bene l'inglese. Quest'anno insegno in una fredda provincia del nord. Qui i professori non ce ne sono...

Gius.V. 09.01.06 23:49| 
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Simpatie a parte NON C'E' MOLTA INFORMAZIONE SULL'UNIVERSITA' IN AMERICA. Lo stato americano anticipa TUTTA la cifra occorrente per ottenere la laurea, master e specializzazioni varie, ti permette inoltre di avere vitto e aloggio, lo studente sceglie lo stato e la facoltà.
Lo studente quando inizierà a lavorare ( ed avrà la possibilità )restituirà la cifra a rate.
saluti


silvana cosenza 09.01.06 09:30| 
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Egregio Beppe Grillo
Sono un insegnante confuso: - perchè non so, quando il Primo Ministro afferma che sono comunista, che la scuola tutta è in mano ai comunisti,… se ridere o piangere; - perchè non so, quando lei dice che vorrebbe mandarmi a casa con il doppio dello stipendio (vedi dvd), …se essere contento o arrabbiarmi.
Sono confuso da questa classe politica e mediatica che insegue: la storia, i consensi, e gli interessi personali (poco male). Sono confuso sulla scuola che dovrebbe rappresentare il futuro, su cui destra e sinistra realizzano una strana fusione. Semplificando molto, la scuola della sinistra ha come slogan: una scuola per tutti! …(di schifo). Scambiano poi promozione scolastica (a costo zero) con promozione sociale. Scambiano l’educazione con la formazione. Riducono gli insegnanti a baby-sitter, a surrogati di genitori da tempo svaporati, diventati nel miglior caso amici dei loro figli. Diffondono l’idea che nessuno è davvero responsabile di qualcosa perché: - troppo piccolo, troppo ignorante, troppo sfortunato. La scuola di destra ha come slogan: una buona scuola !... (per alcuni e di schifo per tutti gli altri). Una scuola in cui ad operare la selezione non è l’attitudine, l’impegno, e le capacità ma l’appartenenza. Diffondono l’idea che nessuno troppo furbo, troppo potente, e con tanti Amici è davvero responsabile di qualcosa. Figlio di operaio con la quinta elementare, destinato muratore, mi sono laureato nella “scuola di massa”. Alla fine destra e sinistra si ritrovano uniti nella: scuola di schifo per tutti!… anche se lo schifo non è lo stesso. Obiettivo portato avanti da decenni, indipendentemente dal Ministro di turno, dalla stessa classe Dirigente ministeriale affiancata da Professori della Educazione. Grandi Docenti Universitari che osservano lo studente da lontano, attraverso uno specchio semiriflettente , attenti al contagio. Poi ci dicono ciò che è giusto, forse corretto, auspicabile fare … se il vento non cambia direzione. Agli insegnanti non rimane che resistere, approfittando di ogni spazio di discrezionalità, aggrappati alla speranza che per errore qualcosa cambi in meglio. Lontano dai Presidi Manager, resistere e cercare di vivere giorno per giorno insieme ai nostri allievi una scuola che non sta dentro nessuna riforma . Cordiali saluti - girolamo ciullo
P.S. Il suo lavoro mi ricorda una frase: “se non del tutto giusto… quasi niente sbagliato”.

girolamo ciullo 08.01.06 18:32| 
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In base a quanto dici, i DS sono stati costretti ad agir male per l'agire male altrui. Insomma la chiamata di correo craxiana non era molto diversa.
Ma se è così (e comunque sono stati eccellenti allievi tanto che viene il dubbio che per l'elevazione a "sistema economico" del finanziamento della poltica nel modo tanto ben descritto da Di Pietro e per gli episodi citati da Travaglio), abbiano abbondantemente superato i maestri...
Il problema che risulta francamente intollerabile da parte loro è la mistificazione, la coda di paglie e l'ipocrisia!
bveh che facciano le stesse cose e non gli si possa manco dire che le fanno perché, come ha detto Angius, sono un pavtito integevvvvimo è cosa veramente incredibile! Mi ricorda questo modo di afre un episodio del film "Made in Italy" con Alberto Sordi e Rossella Falk (Ah, magari trovassi la cassetta). Beh il marito Sordi viene trovato inflagrante a letto con l'amante, l'amica della moglie. Ebbene riuscirà fino allo stremo a negare persino l'evidenza. Mica è vero ciò che maliziosamente pensa la moglie. L'apparenza inganna! Fino al punto che, ovviamente, alla moglie alla quale fa venire il dubbio di essere una psicolabile, attribuisce tutta la responsabilità. Ecco i diesse mi hanno sempre ricordato questo episodio di Made in Italy!

Bruna Gazzelloni Commentatore in marcia al V2day 06.01.06 14:03| 
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Il fatto che le cooperative rosse si siano gettate nell'arengo capitalistico con la benedizione di Fssino e Dalema non mi scandalizza più di tanro: Dove si prenderebbero i soldi per la campagna elettorale se no? Mi indigna ( se ciò è avvenuto ) che Consorte abbia approfittato della sua posizione....ma per il resto...vorreste che i DS fossero le uniche pecore a muoversi tra un branco di lupi? In un contesto come quello attuale è giusto,ripeto:- Giusto agire in conformità.

piero fassio 06.01.06 12:20| 
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Se Consorte si è messo in tasca i soldi sia perseguito. Ma demonizzare la direzione dei DS perchè, in un ambiente capititalistico si muove da capitalista non mi disturba ne mi indigna: dove si andrebbero a prendere i soldi per la campagna elettorale se no? Eppoi amici dovrebbero essere proprio i DS a fare i buoni?,cioè: In mezzo ad un branco di lupi i DS dovrebbero mettersi a belare? Evvia....

piero fassio 06.01.06 12:10| 
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Ciao Beppe, mi chiamo elio 38 anni emofilico e a causa di trasfusioni lo Stato mi ha regalato l'epatite C, oggi dopo anni di battaglie giudiziali non si arriva a capo di niente, ma che me ne frega tanto ormai non ho piu' voglia di vivere.............elio

elio gennari 05.01.06 15:46| 
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Leggo i commenti con un bel po' di ritardo: Marcello, hai fatti incazzare un sacco di persone, brutto ingrato. Ma come, noi ti si paga (noi evasori fiscali) la laurea e tu te ne vai a lavorare in California? Invece di accettare una bella borsa di studio di 1200 euro mese? Invece di stare lì ad aspettare il tuo turno, che non può non essere dopo i parenti del capobastone e giocoforza dopo quella che gli succhia l'uccello, per far carriera?
Scherzi a parte Marce', hai fatto bene, attento solo che lì il governatore è quella TESTA DI CAZZO di Schwarzenegger

Andrea Brizzi 05.01.06 10:37| 
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Complimenti al giovane ingegnere aereospaziale che se ne è volato, spero temporaneamente, in California per migliori prospettive di lavoro. Poteva accadere qualcosa di diverso? Di chi sono le responsabilità? Non aveva qualche importante conoscenza politica per infilarsi in qualche buco residuo ben pagato? Un pò di colpa non l'ha anche il giovane ingegnere che poco o nulla ha fatto per cambiare il sistema politico italiano dominato da potenti ed inamovibili oligarchie di politici professionisti che ne fanno la peggiore democrazia rappresentativa dell'Occidente? Vere e proprie élites di tutti i colori dell'arcobaleno formate quasi eslusivamente da petulanti tromboni che sono riusciti a fare credere ad una massa di cittadini ingenui di essere insostituibili. Un sistema dominato da una congrega di pirati che sono preoccupati esclusivamente di non perdere il cadreghino della delega pubblica senza il quale non saprebbero cosa fare. Eppure il sistema per renderli innocui, per mandarli in pensione, ci sarebbe sempre che i cittadini lo volessero. Certo molti di loro dovrebbero rinunciare ai molteplici privilegi di cui godono i vantaggi. Grazie agli imbonitori, giocatori delle tre carte, che ci governano da decenni non siamo nemmeno in grado di comprendere che senza l'unione federale dell'Europa i vari stati sovrani non sono che delle nullità in balia delle tempeste del nostro momento storico. Per l'Italia più che di nullità si dovrebbe parlare di "cacatina" vagante senza una meta fissa. Auguri al giovane ingegnere che gira che ti rigira ha finito per affidarsi alle cure di mamma America, in assenza di mamma Europa e di mamma Italia gli è andata ancora passabilmente. Salutoni cordiali.

GIORGIO RITUCCI 03.01.06 17:58| 
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Gentili amici,

non sono nè PROUSA nè PROITALIA.

Voglio solo ricordare che in Italia non sono costretti ad emigrare solo i 'cervelli';
voglio anche ricordare che in Italia la situazione universitaria è LAVORATIVAMENTE pessima, nel senso che ha l'immondo difetto di non prepararti al mercato del lavoro, anche se ha il grande pregio di essere sostanzialmente a numero aperto e di essere ancora acifre abbordabili.

Negli USA, ho visto che chi ha voglia di lavorare non resta mai 'a bocca asciutta', è vero, i poco di buono esistono dappertutto (e gli USA non ne sono immuni nella maniera più assoluta), ma è anche vero che raccomandazioni e clientelismi (presenti in tutto il mondo) non ti fanno morire di fame.

Negli USA non andrei mai, perchè amo più l'Italia del lavoro, ammiro chi riesce ad emigrare per cercare fortuna, voglio solo dire (ricordando che non mi sono mai risparmiato di sparare a zero sullo Stato italiano) che l'America è anche lo Stato delle pistole a 10 dollari e dell'assicurazione sanitaria!

Giacomo Feno 02.01.06 17:49| 
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Caro Marcello per prendere quella laurea in America lo sai che costa un capitale, non ti lamentare dell'Italia perche ce ne una sola.
Adesso che sei in America te ne accorgi che schifo che c'e` anche qui.
Sei propio un ingenuo se credi di averci guadagnato.
Ringrazia iddio che hai preso una laurea a spedse delle tasse italiane e no fare l'ingrato.
PS:tutto il mondo e` un paese

Gabriele lasco 02.01.06 04:33| 
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finalmente qui posso sfogarmi anch'io.

Caro Beppe e caro Marcello,
il tema che toccate è molto delicato, ho letto alcuni commenti e devo dire che ci sono cose in cui sono d'accordo ed altre no...
prima di tutto "cervelli" ci si diventa (a parte i rari geni che ci nascono) per volontà, per sacrificio, per amore della scienza e per avere qualche possibilità in più un domani per non farsi fregare e per trovare un lavoro un pò più interessante e stimolante.

secondo: uno che ha sacrificato parte della sua vita sui libri (ingegnere, medico, avvocato, filosofo, linguista etc...) ha diritto che la sua scienza sia dignitosamente riconosciuta

ora: dove uno va sono problemi suoi...e sinceramente dove si trova la migliore possibilità è giusto che ci si vada!

I LECCACULO (come qualcuno ha commentato) se valgono come "cervelli" è giusto che si facciano strada anche leccando il culo...quindi non ci vedo niente di strano ma vorrei precisare che a volte stare dietro ad un professorone, avvocatone o a chi vogliate, non significa leccare il culo perchè anzi c'è chi di merda ne mangia parecchia prima di arrivare in alto! CHIAMASI GAVETTA in alcuni casi per chi non la conoscesse! Ricordate che gli alberi tirati su velocemente e con poche radici prima o poi cadono...la foresta si fa con gli anni (a buon intenditor poche parole).

terzo: i soldi non sono tutto ma oggi ti aiutano molto...alla pensione bisogna pensarci, ai figli pure, ad assicurarsi contro tutto e tutti diventa sempre più necessario, e qualche sfizietto uno se lo vorrebbe togliere prima di morire. La casa non te la regala nessuno ed i ponti cominciano ad essere affollati.

quarto: meno male che c'è qualcuno che studia e va altrove tanto qui gli segano le gambe perchè non ti fanno fare niente o poco...non si cresce professionalmente...è molto difficile...

questa è solo una parte di ciò che vorrei dire, spero che qualcuno commenti....
a te la parola Beppe!!!

carlo camplone 02.01.06 01:33| 
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Sono un ingegnere aerospaziale, laureato in corso con 110 e lode all'età di 24 anni (vecchio ordinamento). Ho lavorato per un anno in Spagna come progettista software per satelliti, ho VINTO un concorso di Dottorato per il quale ho DOVUTO studiare e volare da Madrid a Roma A MIE SPESE due volte, nell'arco dello stesso giorno, per sostenere gli esami. So cosa vuol dire lavorare in USA, dato che sto collaborando, per il mio LAVORO di Dottorato, con un Professore oltre oceano. I leccaculo sono in qualsiasi ambito, i corrotti sono in qualsiasi ambito, ma prima di gettare sentenze su un argomento una persona matura ed intelligente dovrebbe documentarsi al riguardo. Suggerisco, a chi vuole sapere cosa si prova veramente, di laurearsi, provare a vincere un concorso di Dottorato, trovare il modo di sostenersi per 6 mesi in USA con la borsa di studio (meno di 830 euro al mese), sbracciarsi per vivere ed andare avanti in un sistema vecchio e malato...poi, dopo tutto questo, suggerisco di sciacquarsi un pochino la boccuccia prima di fare di tutta l'erba un fascio. Si rischia di offendere un'elevata percentuale di persone che valgono oro solo per il gusto di sfogare le proprie frustrazioni. Io non mi ritengo un cervello, non mi ritengo eccezionale, anzi...ma di certo sono frustrato dal mio paese che non riesce a trovare per me una degna collocazione. Non per questo insulto le altre categorie. Meglio studiare ed imparare prima di parlare.
P.S.:
Dei Professori, Ricercatori ed Ingegneri che ho conosciuto in USA, non ne ho visto uno riparare un televisore...forse esiste differenza tra tecnico ed ingegnere? Ad ognuno il suo.

Riccardo.

Riccardo Bevilacqua 01.01.06 21:18| 
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Sono un ingegnere aerospaziale, laureato in corso con 110 e lode all'età di 24 anni (vecchio ordinamento). Ho lavorato per un anno in Spagna come progettista software per satelliti, ho VINTO un concorso di Dottorato per il quale ho DOVUTO studiare e volare da Madrid a Roma A MIE SPESE due volte, nell'arco dello stesso giorno, per sostenere gli esami. So cosa vuol dire lavorare in USA, dato che sto collaborando, per il mio LAVORO di Dottorato, con un Professore oltre oceano. I leccaculo sono in qualsiasi ambito, i corrotti sono in qualsiasi ambito, ma prima di gettare sentenze su un argomento una persona matura ed intelligente dovrebbe documentarsi al riguardo. Suggerisco, a chi vuole sapere cosa si prova veramente, di laurearsi, provare a vincere un concorso di Dottorato, trovare il modo di sostenersi per 6 mesi in USA con la borsa di studio (meno di 830 euro al mese), sbracciarsi per vivere ed andare avanti in un sistema vecchio e malato...poi, dopo tutto questo, suggerisco di sciacquarsi un pochino la boccuccia prima di fare di tutta l'erba un fascio. Si rischia di offendere un'elevata percentuale di persone che valgono oro solo per il gusto di sfogare le proprie frustrazioni. Io non mi ritengo un cervello, non mi ritengo eccezionale, anzi...ma di certo sono frustrato dal mio paese che non riesce a trovare per me una degna collocazione. Non per questo insulto le altre categorie. Meglio studiare ed imparare prima di parlare.
P.S.:
Dei Professori, Ricercatori ed Ingegneri che ho conosciuto in USA, non ne ho visto uno riparare un televisore...forse esiste differenza tra tecnico ed ingegnere? Ad ognuno il suo.

Riccardo Bevilacqua 01.01.06 21:17| 
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Mi sono rotto con la monotona litania dei cosiddetti "cervelli" che sono costretti a lasciare il nostro paese per appagare all'estero le loro aspirazioni professionali. La verità è che la maggior parte di coloro che accedono al Dottorato sono solo dei leccaculo di qualche professore(che sono loro volta ricercatori) e che svolgono la loro attività all' interno dell' università in ambito quasi esclusivamente didattico, fino a ricoprire con il passare del tempo la carica di professore associato e poi quindi di ordinario. Cioè fanno tutto tranne che ricerca! O se fanno qualcosina di ricerca, non serve a un c...o! All' estero un ingegnere meccanico, aeronautico, elettronico ecc. se si guasta la televisione o la macchina, non chiama il meccanico o l'elettricista ma se la ripara da se, mentre in Italia no perchè i "grandi" pofessorini e ricercatori, che ora vogliono fare le vittime, non danno agli studenti(io studio ingegneria delle telecomunicazioni) nessuna nozione per operare in modo pratico(dovrebbe essere essenziale per un ingegnere) ma si limitano a spiegare in maniera astratta, vaga ed eccessivamente teorica non permettendo agli studenti di tradurre nella pratica ciò che studiano. Perciò non si venga a dire che la colpa è dei politici perchè i veri responsabili sono solo questi presunti "cervelli" che fanno la loro vita da parassita nell' università e cmq non è stato loro prescritto dal medico che devono per fare per forza "ricerca" perchè potrebbero tentare di trovare un posto di lavoro(e un ingegnere lo trova quasi sempre).......e invece vogliono continuare a rimanere a rompere i coglioni e poi piangere.........

Raffaele

Raffaele Ardolino 01.01.06 17:01| 
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Cari Giuseppe, Marco e Valeria prima di tutto è necessaria una laurea nella specifica materia (che penso già avrete)e un attestato in Inglese quale Proficiency o lo IELS (con almeno un voto di 6/9). Poi date un occhiata al sito http://www.gttr.ac.uk/. Contattatemi in caso ci sia bisogno di ulteriori info o aiuto.

Per Elena io sono a Leeds, un po' piu' a nord.

Saluti a tutti. Ric

Ricardo Tulli 31.12.05 20:47| 
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*scusate, ho sbagliato il posto del post ! e quindi ci riprovo*
Volendo essere assolutamente imparziale credo che sia un argomento abbastanza delicato ... Francesco chiude ringraziando i soldi dei contribuenti per la sua formazione e mi vien subito da pensare che lui abbia un grosso debbito con l'Italia. Peggio ancora (e molto grave secondo me) se un formato con soldi pubblici in Italia o qualsiasi posto del mondo finisce a lavorare per aziende private e grandi multinazionali...
Io capisco che *bisogna pur vivere* ma non ci credo fino in fondo alla onestà morale di certe affermazioni ... tutto sommato uno a priori a cosa va incontro in campo lavorativo prima ancora d'iniziare lo studio !
E' anche immorale che uno Stato non metta in condizioni di vita degne a tutte le persone che lavorano e in speciale a quelli che hanno studiato tanti anni della loro vita.

Guillermo Ibanez 31.12.05 17:33| 
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Caro Francesco, per esperienza diretta, ho vissuto per lavoro all'estero 10 anni e posso solo dirti che non voglio APPIATTIRE il discorso ai soli soldi, ma.........non dimenticare che i soldi di permettono di fare quello che piu' ti piace, studiare, viaggiare......che cosa c'e' di piu' bello di spendere soldi in viaggi e libri ?
Io credo che si stia bene dovunque, se hai soldi ....stai bene, che sia l'America o l'Asia, senza soldi stai male da per tutto. Non si tratta di esere prosaico ma realista e con i piedi ben piantati per terra. Se guadagni bene puoi far studiare i tuoi figli, se guadagni bene riesci a vivere serenamente e vedere la vita.con occhio olimpico come diceva Goethe......ciao

carlo ancona 31.12.05 15:28| 
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Ciao Riccardo. Io mi sono laureata da poco e devo dire che la tua decisione è frullata nella mia testa più di qualche volta. Potresti dirmi com hai fatto esattamente? Dove si trovano le informazioni? Grazie

Valeria Carturan 31.12.05 13:26| 
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Giuliano, penso che con questo commento tu abbia colto nel segno. Vivo da ca. 9 mesi, con la mia famiglia, in un piccolo paese del Galles e la nostra sensazione e' che qui la ricchezza sia piu' distribuita e chi ha voglia di lavorare sia rispettato e giustamente retribuito.

Elena Noe' 31.12.05 11:28| 
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Ciao, mi chiamo Domenico. Io invece sono un Ingegnere Elettronico, ma lavoro nel campo del cemento. Come parecchi miei colleghi, studiamo un ramo ma siamo costretti per mancanza di lavoro a fare un altro lavoro totalmente diverso.
Però devo ringraziare il sistema universitario italiano che ci rende più flessibili al contrario di quello americano.
Vorrei finire dicendo che sono costretto a spostarmi per lavoro ogni due anni da un punto all'altro dell'Italia.

Domenico Susca 31.12.05 10:43| 
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Sì, Cara Aglio, hai ragione.
Ma non vedo ancora cosa abbia da vantarsi.
Dopo la laurea si è precipitato disperatamente a prendere due certificazioni alla portata di tutti ed è riuscito a spuntarla in extremis contro uno smanettone con la terza media.
E lo smanettone che avrà come capo lo cavalcherà fino alla fine e, malgrado sia magari più giovane di lui, andrà pure in pensione prima.
Penso proprio che il nostro matematico, concordo con te per riconoscergli delle buone facoltà intellettuali, abbia voluto fare dell'ironia.

Ivano Cancro 31.12.05 10:24| 
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Penso che Marcello abbia fatto benissimo ad emigrare negli USA per lavoro.
Questo come scelta individuale.
Devo dire, però, che è sbagliato a livello colettivo.
Anche se il concetto di nazione ultimamente si è molto svalutato con la globalizzazione, penso che dovremmo(noi giovani e italiani)rimboccarci le maniche e tentare di ricostruire sulle macerie di questo scempio chiamato Italia.
Ma questo sarà molto difficile visto che le "macerie" sono ormai bloccate nel cemento armato costituito da vecchie e nuove patologie tutte italiane.

IELPO DOMENICO 30.12.05 19:53| 
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A proposito di istruzione in questi giorni ospitiamo una mia nipote australiana che , parlando del loro sistema scolastico, mi ha detto che da loro (N.S.W.):
- finchè studi con 18 dollari l'anno hai diritto a viaggiare gratuitamente sul percorso casa-scuola
- se non puoi pagarti gli studi ti danno un prestito per poterlo fare. Lo restituirai quando lavorerai guadagnando almeno ( non ne è certissima ) 40.000 dollari l'anno senza pagare nessun interesse.
Mi sembrano due cose intelligenti che dovremmo copiare.

alessandro diana 30.12.05 18:36| 
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A proposito di istruzione in questi giorni ospitiamo una mia nipote australiana che , parlando del loro sistema scolastico, mi ha detto che da loro (N.S.W.):
- finchè studi con 18 dollari l'anno hai diritto a viaggiare gratuitamente sul percorso casa-scuola
- se non puoi pagarti gli studi ti danno un prestito per poterlo fare. Lo restituirai quando lavorerai guadagnando almeno ( non ne è certissima ) 40.000 dollari l'anno senza pagare nessun interesse.
Mi sembrano due cose intelligenti che dovremmo copiare.

alessandro diana 30.12.05 18:36| 
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A proposito di istruzione in questi giorni ospitiamo una mia nipote australiana che , parlando del loro sistema scolastico, mi ha detto che da loro (N.S.W.):
- finchè studi con 18 dollari l'anno hai diritto a viaggiare gratuitamente sul percorso casa-scuola
- se non puoi pagarti gli studi ti danno un prestito per poterlo fare. Lo restituirai quando lavorerai guadagnando almeno ( non ne è certissima ) 40.000 dollari l'anno senza pagare nessun interesse.
Mi sembrano due cose intelligenti che dovremmo copiare.

alessandro diana 30.12.05 18:36| 
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A proposito di istruzione in questi giorni ospitiamo una mia nipote australiana che , parlando del loro sistema scolastico, mi ha detto che da loro (N.S.W.):
- finchè studi con 18 dollari l'anno hai diritto a viaggiare gratuitamente sul percorso casa-scuola
- se non puoi pagarti gli studi ti danno un prestito per poterlo fare. Lo restituirai quando lavorerai guadagnando almeno ( non ne è certissima ) 40.000 dollari l'anno senza pagare nessun interesse.
Mi sembrano due cose intelligenti che dovremmo copiare.

alessandro diana 30.12.05 18:35| 
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Ciao Beppe volevo dirti che mi è arrivata una mail da un amico in cui mi invitava a visionare un sito dove veniva esposta una proposta di legge per destinare l'8x1000 alla ricerca scientifica e se ero d'accordo sottoscrivere quanto proposto e diffondere il messaggio a più persone possibile...pertanto ho pensato subito al tuo sito. di seguito riporto l'indirizzo. http://www.clubfattinostri.it/8x1000/ spero che possa essere diffuso il più possibile. Inoltre a mio avviso non ritengo giusto destinare l'8x1000 a scopi religiosi e pertanto proporrei personalmente di abolire tale possibilità, anche per poter destinare tali soldi (visto che per legge li dobbiamo destinare a qualcuno) a scopi sociali e umanitari. Grazie per l'attenzione anche a coloro che leggeranno il messaggio.

David Baccellini 30.12.05 18:18| 
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Prima di tutto mi scuso se non sono riuscito a leggere tuti i messaggi in coda, il tempo è tiranno.
Voglio solo sfogare la mia frustrazione. Sono un altro dei tanti che dopo aver lavorato per dieci anni in Italia si è trovato senza lavoro.
Ora ho deciso di sfrutare la mia laurea e fare l'insegnante in UK.
***Il corso per l'abilitazione dura un anno (in Italia dura due anni)
***Il corso è pagato dalla UE (In italia te lo paghi ed è circa 4mila euro)
***Prendo uno stipendio di 1.100 euro al mese e ci campo bene (In Italia avrei preso calci in culo e non avrei saputo come campare per 2 anni)
In UK mancano insegnanti e dal secondo anno avro' un lavoro ben pagato, no resse per una cattedra.
Scusate se me ne sono andato ma dovevo vivere e non avevo abbastanza agganci.
Saluti a Mamma, Papà, Partner, Parenti ed Amici. Vi amo ancora.

Riccardo Tulli 30.12.05 15:07| 
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Caro matematico,ti chiedo subito perdono per la spudoratezza che uso nel risponderti:una ragioniera non dovrebbe assolutamente permettersi di comunicare con un essere onnipotente quanto te.Ma voglio ugualmente provarci,sapendo che andrò incontro a un castigo divino!Prima di tutto mi puoi dire quanti anni hai?Perchè se non superi i 26 anni,allora la spiegazione al fatto che tutti i colloqui che hai intrapreso ti sono andati bene,è molto semplice e banale.E non sta di sicuro nelle tue capacità,fidati.Secondo poi,ho conosciuto molto persone spocchiose e superbe come te,dalle mille opportunità e sai che fine hanno fatto?Dunque,una ora fa la panettiera(lavoro nobilissimo,non fraintendetemi,ma in base ai discorsi che faceva questa ragazza,mi aspettavo come minimo di vederla Presidente del consiglio);uno è diventato letteralmente matto,non scherzo.Una volta tutte le industrie più importanti se lo contendevano,conosceva il codice civile a memoria,era in grado di fare dei calcoli impossibili in pochi minuti senza l'ausilio di carta e calcolatori e adesso..Va in giro per la città senza rendersi conto di quello che gli sta attorno,parlando con sè stesso,senza più lavoro,soldi,superbia.Un altro ancora doveva diventare il nuovo Nobel per la letteratura : adesso non fa niente tutto il giorno.Ha 30 anni e i suoi genitori lo devono ancora mantenere, mentre lui si diletta a fare il rivoluzionario in un centro sociale.Non si è ancora reso conto,che non c'è più nessuno che lo ascolta.Io,con tutta probabilità,faticherò ancora molto,prima di ottenere ciò che mi spetta,ma sai che ti dico:vedere quelli come te cadere e ritrovarsi nella m! ti allevia davvero la pena.Per favore,tienici informati sulla tua carriera.Tra qualche anno,vedremo chi aveva ragione!E ricorda:Chi semina vento,raccoglie Tsunami!Che la sfiga sia con te.....SEMPRE!!!!

Stefy Mano 30.12.05 00:39| 
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Una semplice equazione:

Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo Stage=lavorare gratis=schiavo

Giovanni Andreoletti 29.12.05 20:32| 
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Carissimo Beppe Grillo,
ho 69 anni, ho sempre lavorato e i miei ultimi 10 anni li ho vissuti,lavorando in proprio, in Sud America, Ecuador, citta' di Quito. Il 30 marzo c.a. ho deciso di rientrare,a Roma, città dove sono nato e dove vive (ancora ) mia madre.
A parte lo sfacelo che ho trovato al mio rientro in Italia,mi sono sentito uno straniero.
La legge italiana, pensa molto agli emigranti e agli immigrati.
Una legge regionale , (valida in tutto il Paese)fatta per aiutare gli italiani che rientrano in Italia, dopo piu' di tre anni ,da un paese straniero, concede un contributo di PRIMA SISTEMAZIONE......rimborso del 50% del costo del biglietto aereo, 70% della spesa per il trasporto delle masserizie ed altri benefit.
Questi contributi dovrebbero andare a quei soggetti che versano in particolari condizioni di disagio economico.
Al mio rientro a Roma , dove sono residente, ho fatto le domande rispettive all'ente comunale preposto, consegnando tutti i documenti richiesti.......ok, hanno detto tutto e' a posto.....era il mese di aprile......
Sono, tornato varie volte in quell'ufficio, ma di soldi neanche a parlarne......non abbiamo fondi, la regione Lazio non ha soldi, quindi noi non possiamo pagare ........al mese di dicembre, sono andato direttamente alla Regione Lazio. Un palazzo con centinaia di uffici , mezzi vuoti, con un sacco di gente che non fa ....letteralmente una c.....o, dalla mattina alla sera, con incarichi fantastici, che non giustificano i soldi che gli vengono dati lautamente tutti i mesi con le varie indennita'....le quali fanno salire le cifre dei loro emolumenti a cifre con molti zeri.....ma per noi.....non ci son fondi....forse ce li daranno .......a febbraio, marzo ......ottembre!
Ora mi domando, ma che cosa dovrei fare ?
Ho vissuto in un paese che mi ha rubato tutto quello che avevo guadagnato onestamente, iniziando con un capitale mio, portato li per fare una attivita'........L'Ecuador è un paese di ladri..

carlo ancona 29.12.05 18:25| 
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E' possibile evitare la perdita del patrimonio intellettivo del Paese? Esistono associazioni come Italia Nosta, Lega Ambiente, ecc... E' possibile, mi chiedo, creare un'associazione (senza fini di lucro) che sostenga la ricerca e nostri ricercatori...??!!
Un'esempio "L'8x1000" da destinare alle confessioni religiose(?)o allo stato nella denuncia dei redditi. Possiamo e dobbiamo chiedere che chi firma per lo stato venga destinato alla ricerca o a stipendio integrativo per i ricercatori, rompiamo le balle al Min. del Tesoro e a quello dell'Istruzione, quest'ultimo ha istituito un sito sulla ricerca in Italia:
http://www.ricercaitaliana.it
Ciao a Tutti

Alessandro Blasi 29.12.05 17:34| 
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ma qual'è la soluzione?? perchè tutti piangono e si disperano e nessuno cerca di dare una soluzione???? io ho cominciato ora a studiare ingegneria e questa è la mia ipotesi di futuro??? la cultura e la coscienza politica devono essere le armi della nostra rivoluzione d'ottobre... affinche la società cominci un graduale sviluppo e una lenta ricrescita!!! convinciamoci della nostra forza e sproniamo la gente a pensare... solo così, piano piano, salveremo il nostro paese

stefano foglietta 29.12.05 17:03| 
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caro collega,
anch'io prederò il volo per gli stati uniti,nn sono entusiasta,mi sento un traditore,ma è necessario per fare qualcosa di buono nella vita

Giuseppe Ragusa 29.12.05 16:52| 
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Faccio i miei più sentiti auguri a Marcello. La situazione e gravissima. Almeno lui è un "tecnico" e ha buone speranze di trovare qualcosa all'estero, ma per gli "umanisti" è ancora peggio! Dopo la laurea, il dottorato, diversi saggi e, magari, qualche libro devi ancora sperare nella "magnanimità" e possibilità di qualche amico per aspirare ad un posto di ricercatore. Non vado altre. Purtroppo, siamo di fronte ad una selezione che non è solo meritocratica (chiedo scusa per la parolaccia che spesso significa: non rispetto della persona), ma soprattutto "alimentare" (come faccio a mangiare oggi e domani?), quindi spietatamente censitaria. Ovvio, porsi a 90° risolve molti problemi. Purtroppo mio nonno (perdonate, era un vecchio operaio socialista nato alla fine del secolo XIX), mi diceva sempre: meglio avere le braghe rotte nel culo, che il culo rotto nelle braghe. Possibile che a destra e, purtroppo, anche a sinistra tutto si basi sulle "scuole", le "chiese", le "cordate", etc. e non ci sia più spazio per l'autonomia (in questo caso sei sempre un figlio di NN -e va già bene così- o un cane sciolto), e rispetto per il pensiero libero?

Gian Luca Balestra 29.12.05 16:47| 
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evvai ! un'altro che se ne va (con famiglia).
Viva l'Italia

lorenzo mansutti 29.12.05 16:20| 
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@ Leonardo TERRA TERRA:

un cognome, un programma. Da dove hai copiato il tuo post, dal Giornale o da Libero?
Come fai e definire forbice uno di sinistra? Non è nient'altro che uno squallido reazionario borghese.
Ancora credi che ds e compagnucci sostengono i girotondini spaccavetrine? Ancora non hai capito che vogliono solo il loro voto e poi li scaricheranno (come scaricheranno tutti i deficienti che sperano in un cambiamento)?
L'Italia sta sprofondando nella merda, e ben vi sta. Domani quando saremo emigranti per fame, e magari incroceremo il borghezio di turno che disinfetterà i posti dove si sono seduti gli italiani, forse apriremo gli occhi.
Comunque non ti preoccupare, continuiamo a cantarcela e a suonarcela con la favola del paese della moda, della creatività, della buona cucina e del buon vivere...finchè siamo in tempo...

ciccio pasticcio 29.12.05 15:23| 
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BRAVO GRILLO, nella stessa home page riesci a sputtanare quello che scrivi in un colpo solo...

Cosa importa che ogni forma di progresso la contrasti, che ogni opera civile se costa ti stia sui maroni e con post creati ad arte non la sostieni (escluse quelle proposte dal tuo gruppone politico connesso).

E poi i ricercatori fuggono.
I ricercatori fuggono perchè l'italia negli anni 80-90 grazie a gente come quella da cui attingi perle di ecologia ha bloccato gli investimenti.
I ricercatori ed i progettisti fuggono perchè qui per fare qualcosa a cui serve lo studio (come quello di marcello) bisogna farsi il segno della crocie, chiudere gli occhi e buttarlo lì sperando che intrallazzatori e ciarlatani non sollevino il popolo verso uno sviluppo sostenibile (mica mari e monti, per esempio soltanto gli inceneritori che bruciano la spazzatura che noi ogni giorno paghiamo per traportare via treno(simil Susa?!) in germania per poi pagare improtando energia elettrica prodotta con quella).
I soldi e i ricercatori ci sono perchè ci sono i terroristi (nel senso che creano terrore) ecologici come te e altri.

Siete capaci di criticare mettendo i bastoni fra le ruote ai ricercatori-progettisti-pianificatori che cercano di rilanciare il paese e siete pure capaci di criticare i risultati che ne derivano da questo terorrismo psicologico basato sui pregiudizi.

Avete rotto i maroni...e non lamentatevi poi se la gente se ne va, perchè non è solo una questione di soldi...è anche che da altre parti si può fare progresso.
Qui in italia con gente come te si può fare solo un riso amaro alle battute totalmente staccate dalla realtà del tipo quella dei 3000000 di biscotti.

Regime arnaldo 29.12.05 15:19| 
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caro beppe e cari amici del blog,come tutti voi sono profondamente disgustato dalle azioni(ma non provano nessuna vergogna?)dei "dipendenti" di milano,parenti stretti dei dipendenti che stanno al governo,spero che tra i dimostranti ci sia comunque qualcuno di quelli che ha votato per loro.Comunque è un pessimo modo di imparare una lezione.

danilo calabrese 29.12.05 13:55| 
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50.000.000- DI EURO DOVE SONO FINITI ????????????
PERCHE' NON PARLI DI QUESTI ARGOMENTI CHE SONO DI ATTUALITA????????????
NON PUOI TOCCARE 'CERTA GENTE' DI COLORE ROSSO?????????????
LA TUA FERRARI E' ASSICURATA CON L'UNIPOOL??????????????????
FACCI AVERE TUE NOTIZIE, SEMPRE SE PUOI.

antonio manicone 29.12.05 12:53| 
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GRILLO PARLACI DELLE COOP ROSSE E DELLA LORO FUNZIONE.
PUOI FARLO vero....

antonio manicone 29.12.05 12:41| 
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salve sono ermanno e scrivo da roma vorrei conoscere un po di piu chi è Mario Draghi.
ho appreso che è diventato governatore b. d'italia un saluto a tutti e buone feste.

ermanno montaldi 29.12.05 12:28| 
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Caro Beppe, chi ti scrive è un'altra di quelle menti che per ora sono in Italia, ma che presto o tardi sarà costretta ad andarsene. Sono un'archeologa, laureata col massimo dei voti e la lode e con due specializzazioni (sempre con il massimo dei voti e la lode) all'attivo e un dottorato in corso. L'Italia è il Paese della cultura, dell'arte e della storia, almeno così recitano gli slogan delle agenzie turistiche... Ma i nostri dipendenti del governo (purtroppo non solo quello attuale, ma anche quelli passati) sembrano accorgersene solo quando sono in campagna elettorale. E' facile dire che col suo tesoro d'arte l'Italia potrebbe vivere di rendita e accaparrarsi così dei voti. Il guaio è che dopo le elezioni dei nostri (e lo sottolineo, perché il Colosseo è anche mio, come di tutti gi italiani) monumenti artistici e paesaggistici non se ne ricorda nessuno. Anzi no, mi correggo, se ne ricordano al momento di varare manovre finanziarie che (guarda un po'...) tagliano sempre più i fondi destinati alla ricerca e alla cultura. Forse i nostri dipendenti non sanno che per far vivere un Paese sulla sua ricchezza culturale e artistica bisogna innanzi tutto tutelare quello che già c'è e poi incentivare e promuovere gli eventi culturali nuovi. Il teatro, la danza, la musica, l'arte in genere non sono oggetti statici, sono cose vive, che crescono e si modificano in continuazione. E per quanto possa sembrare strano anche l'archeologia è una disciplina viva, che ha bisogno di studio e di ricerca costante per risalire alle nostre radici. E invece l'unico provvedimento costante dei nostri governanti è quello di togliere risorse economiche e strumenti legali di tutela a tutti quei don Chisciotte che lottano contro i mulini a vento dell'ignoranza. Ma un popolo ignorante si governa certo meglio di uno che usa la testa e che pensa...

Alessandra Negroni 29.12.05 12:14| 
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E' la prima volta che mi collego al Suo Blog.
E Le dichiaro la mia delusione visto che non sono riuscito a trovar altro che luoghi comuni.
Una chicca? definire l'OTTIMO giornalista Forbice un leccapiedi! (Preciso che essendo Forbice palesemente di sinistra a me non é simpatico. Ma ne riconosco l'onestà intellettuale e l'efficacia delle sue campagne umanitarie).
Le pongo infine alcune domande: perché Lei non é coerente con l'invito che fa ai suoi lettori di non usare turpiloquio e poi in una pubblica piazza come la Pellerina a Torino definisce l'ottimo Sindaco Chiamparino una testa di c....(lui é comunista e quindi a me non simpatico. Ma anche di lui devo riconoscere l'onestà intellettuale).
Non le sembra di predicare male e razzolare peggio?
Non le sembra di esacerbare ancora di più gli animi dei facinorosi violenti e spaccavetrine infiltrati in mezzo all'onesta gente della Val di Susa (che sono solo parecchio ottusi ma corretti).
Concludo CON DUE DOMANDE FINALI alle quali premetto una precisazione per chiarire il mio pensiero: io voto il centro (purtroppo alleato con la lega) solo perché é il male minore rispetto ad un altro centro spostato più a sinistra ma condivisibile fino ai DS, che però per vincere si allea colpevolmente con i vari BERTINOTTI, DI LIBERTO, PECORARO, PANNELLA.
EBBENE QUEI SIGNORI NON AVRANNO MAI IL MIO VOTO - NEANCHE INDIRETTO - PERCHE' SI ALLEANO CON GLI SPACCAVETRINE DEI GIROTONDI.
E vengo alle domande: Una persona come Lei che formalmente fa di tutto per difendere i diritti dei deboli, NON DOVREBBE PRENDERE SEVERAMENTE POSIZIONE CONTRO CHI CALPESTA PALESEMENTE LE LEGGI A DANNO DELLA GENTE NORMALE CHE MANTIENE CON SACRIFICIO LA PROPRIA FAMIGLIA E LA MATTINA SI ALZA PRESTO PER ANDARE A LAVORARE SPERANDO DI NON TROVARSI LA STRADA SBARRATA DAI FACINOROSI IN CORTEI NIENTE AFFATTO PACIFICI ???
E NON LE SEMBRA CHE QUESTE STESSE PERSONE quando la sera ritornano a casa stanche hanno diritto a non essere scippate o stuprate ????

Leonardo TERRA 29.12.05 11:28| 
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Vedi, Marcello non credo che abbia davvero lo stomaco vuoto, è una scelta di vita, di stipendio.
L'etica è alla base di ogni nostra scelta, oggi siamo nello stato di emergenza ambientale e sociale creato da scelte e stili di vita tutt'altro che etici. Forse in certi casi non c'era scelta, ma in questo momento non possiamo permetterci più errori, l'equilibrio non è mai stato così precario. Non mi permetto di giudicare le scelte di nessuno, bisogna esserci nelle situzioni per parlare, il mio è un pensiero oggettivo, personalmente Marcello ha ritenuto di fare la cosa migliore per lui e la sua famiglia, e va bene così.

emiliano gotelli 29.12.05 11:12| 
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Un applauso a marcello che è uno dei non molti cervelli che hanno le palle di andarsene per vivere secondo gli standard economici e sociali che la sua laurea dovrebbe dargli.
In Italia c'è disprezzo per i laureati e per la meritocrazia. E dire che le nostre università, con tutti i limiti che gli riconosciamo - dal baronaggio alla disorganizzazione -, sono tra le più formative e dure al mondo proprio perchè mettono i ragazzi in condizione di superare migliaia di ostacoli.
Ciò non toglie il fatto che i nostri laureati sono privi di spirito imprenditoriale: tutti cercano il posto fisso, ma nessuno si degna di creare qualcosa dal nulla.

E adesso vi racconto la mia storia:

Io, siciliano, ho deciso di studiare alla Facoltà di Interpretazione e traduzione con l'unico scopo dichiarato di andarmene dall'Italia e, magari con un pò di fortuna, di approdare all'Unione Europea.
Non starò certo qui ad aspettare un lavoro sottopagato, ammesso che lo trovi!
Almeno connoscendo già le lingue non avrò grosse difficoltà ad ambientarmi.

Giuseppe Orlando 29.12.05 11:11| 
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In molti posts ho letto note di biasimo per la decisione di Marcello che emigrando offrirebbe il suo supporto più o meno diretto e consapevole alla cosiddetta "America di Bush", additata solo come foriera di disgrazie ed ingiustizie. In cuor mio mi sentirei di condividere quelle illazioni se noi non fossimo dei lacché di Bush e se ci distinguessimo coi fatti dalla schiera dei paesi allineati con la politica estera statunitense. Penso che tanto in Italia quanto in America esistano delle persone responsabili e coscienziose alle quali risulti molto indigesta la massiva ed indiscriminata esportazione di democrazia operata in collaborazione con molti paesi europei.
Purtroppo non esportiamo solo olio d’oliva, vino, moda ed altre squisitezze (sperando che non siano solo assemblate in Italia, condizione sufficiente per fregiarsi del marchio Made in Italy). Dovremmo essere più onesti con noi stessi perché penso sia noto a molti che anche nel nostro paese esistono fiorenti industrie di armamenti che contribuiscono alla crescita del nostro PIL ed all’annichilazione delle popolazioni con tanta solerzia omaggiate della democrazia in pronta consegna, via aerea e con pacco confezionato con tanto amore che è una bomba.

Buone feste a tutti e speriamo che l'anno a venire sarà davvero migliore di quelli passati.

PS: molto bello il commento di Giuliano Bacchi

Antonio D'Angelantonio 29.12.05 09:03| 
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ma sbaglio...o un giorno a porta a porta parlavano delle raccomandazioni....
sentivo come se fosse giusto raccomandare...e parlavano poi dottori,che oggi lavorano all'estero, parlavvano dello schifo che c'e' qui' in italia...se conosci....se sei figlio di quel prof dotto grand uff chirurgo famoso, e tu sei in figlio...allora....trovi lavoro.
e poi parlavano delle liste che hanno i sindacati....ma cavolo proprio loro, che sbaglio o mi dovrebbero tutelare'??
Allora caro Romano dottor, hai fatto la cosa giusta per me....io il lavoro c'e' l'ho gia', ma ho dovuto patire l'anima mia, non sono raccomandato, mi sono fatto largo a suon di "obiettivi", ho la 3 media, non sono laureato, mi ritengo pero' lo stesso una persona acculturata.E dal mio modestissimo parere fai bene.Qui' in italia c'e' il sovraffolamento alle università da quel che si dice.Quindi...se sei bravo...vai e fattti valere.

ernesto 29.12.05 01:46| 
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ciao Beppe

ho visto il tuo video credo sia l'ultimo in giro quello registrato a Roma durante il tuo tour
è molto bello e pieno di carattere che fa di te unico e impareggiabile ma purtroppo stai combattendo una battaglia con i mulini a vento quando spingi le persone ad andare a navigare su internet a cercare informazioni sui fatti quotidiani o fatti accaduti nel passato recente,la gente è pigra e purtroppo il pc è un mondo a parte.
Io combatto ogni giorno con i miei genitori dicendogli muovetevi e godetevi il mondo viaggiate spegnete la tv e respirate l'aria fuori di casa.Il target dei programmi tv è sviluppato in modo da catturare la fascia di età tra i 40 e i 80, dopo mezzanotte appaiono qualchevolta dei programma appena accettabili!
Magalli è sempre pronto a mettere una musichetta una canzoncina dei bei tempi per catturarli e ingabbiarli nel passato e poi arriva il tg e fa il resto.
Mi dirai ma che cazzo a che fare con internet?
Internet è difficile se prendi un virus sei fottuto ti si blocca tutto;allora ti serve un antivirus e lo paghi !dirai ne puoi trovare gratis, ok ma lo devi installare e poi lo devi aggiornare, poi ti serve un antispyware e devi aggiornare anche quello e forse dopo puoi visitare siti interesasanti come il tuo, puoi leggere i giornali anche quelli stranieri.
mi piacerebbe che il tuo sito avesse un'area nella quale indichi anche dove trovare programmi o applicazioni gratuiti in internet,intendo sempre programmi base(antivirus e antispyware).
Voglio fare l'avvocato del diavolo in questa lettera ,scusami ma odio la gente con la faccia di chi sa tutto e non vuole imparare più nulla e si lascia andare sotto l'effetto catalizzatore della televisione.
grazie del tuo (vostro) tempo
ciao Paolo

paolo penso 29.12.05 01:40| 
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Il 15 luglio scorso la Banca Popolare Italiana ag.3 di Genova ha fatto acquistare 1320 azioni della stessa banca ad un prezo complessivo di Euro 10.560,00 (oltre altri 300 euro di diritti warrant???) senza che le venisse esattamente spiegato di cosa si trattasse ma parlando in generale di investimento migliore dei BOT che mia madre sottoscriveva da circa 30 anni. Le hanno fatto sottoscrivere oltre il 50% dei soldi depositati sul c/c.
Avete notizie di casi analoghi??.
Grazie et saluti.
Anna Quatrale

Anna Quatrale 28.12.05 23:50| 
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Il 15 luglio scorso la Banca Popolare Italiana ag.3 di Genova ha fatto acquistare 1320 azioni della stessa banca ad un prezo complessivo di Euro 10.560,00 (oltre altri 300 euro di diritti warrant???) senza che le venisse esattamente spiegato di cosa si trattasse ma parlando in generale di investimento migliore dei BOT che mia madre sottoscriveva da circa 30 anni. Le hanno fatto sottoscrivere oltre il 50% dei soldi depositati sul c/c.
Avete notizie di casi analoghi??.
Grazie et saluti.
Anna Quatrale

Anna Quatrale 28.12.05 23:50| 
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non posso fare altro che farti i miei migliori auguri....in effetti perchè rimanere in un paese che ti chiede soltanto senza darti niente? non ti da neanche la possibilita di vivere decorosamente nonostante i tuoi sacrifici per studiare cosi tanto...
oppure...rimanere per mettere al servizio degli altri "italiani" che quando è ora di unirsi son capaci solo di nascondersi...vedi NO TAV..oppure guarda chi ci governa.....bravo marcello...scappa finche sei in tempo!!!

Ludovico Cortese 28.12.05 22:47| 
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beppe io sono nessuno.

massimiliano cardia 28.12.05 20:59| 
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Sono un laureato in Matematica
Ho preso un Master in Information Tecnology
Ho preso anche la certificazione Cisco (Th Power of the network now)
Ho fatto 3 colloqui di lavoro sotto natale e sono andati bene tutti e tre!!!!!!!!!!!!!!!!
Alla fine sono stato io a scegliere il lavoro che volevo!!!!!!!!!!!!
Io sono un GRANDE e l'Italia è un grande paese!!!
VIVA L'ITALIA
ABBASSO QUELLI CHE L'ABBANDONANO

Piero Paolo 28.12.05 19:39| 
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Non si perdono solo cervelli. Si perde forza lavoro, si perdono forze giovani, si perde fiducia nel proprio paese. Io vivo a Dublino da 10 anni. All'epoca questo paese stava cominciando la sua marcia verso il boom economico, ma l'aria generale era ancora quella della disoccupazione cronica e del sussidio. L'Italia era gia' passata sotto un governo Berlusconi. Da allora ho visto tantissimi Italiani emigrare in questo paese e rimanerci. Qualcuno, come me, ha provato piu' volte a tornare, ma alla fine siamo tutti, di nuovo qui. Il fenomeno piu' preoccupante che trovato e' che ora i ragazzi che arrivano qui a Dublino provengono per la maggior parte da regioni "ricche" come la Lombardia e il Veneto. Il problema non e' piu' solo il lavoro, ma la qualita' (triste) della vita. La gente e' scura in volto, e' avvilita, non sa piu' divertirsi. Ci vuole un cambiamento radicale.

raoul ciannella 28.12.05 18:51| 
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Non si perdono solo cervelli. Si perde forza lavoro, si perdono forze giovani, si perde fiducia nel proprio paese. Io vivo a Dublino da 10 anni. All'epoca questo paese stava cominciando la sua marcia verso il boom economico, ma l'aria generale era ancora quella della disoccupazione cronica e del sussidio. L'Italia era gia' passata sotto un governo Berlusconi. Da allora ho visto tantissimi Italiani emigrare in questo paese e rimanerci. Qualcuno, come me, ha provato piu' volte a tornare, ma alla fine siamo tutti, di nuovo qui. Il fenomeno piu' preoccupante che trovato e' che ora i ragazzi che arrivano qui a Dublino provengono per la maggior parte da regioni "ricche" come la Lombardia e il Veneto. Il problema non e' piu' solo il lavoro, ma la qualita' (triste) della vita. La gente e' scura in volto, e' avvilita, non sa piu' divertirsi. Ci vuole un cambiamento radicale.

raoul ciannella 28.12.05 18:50| 
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Non si perdono solo cervelli. Si perde forza lavoro, si perdono forze giovani, si perde fiducia nel proprio paese. Io vivo a Dublino da 10 anni. All'epoca questo paese stava cominciando la sua marcia verso il boom economico, ma l'aria generale era ancora quella della disoccupazione cronica e del sussidio. L'Italia era gia' passata sotto un governo Berlusconi. Da allora ho visto tantissimi Italiani emigrare in questo paese e rimanerci. Qualcuno, come me, ha provato piu' volte a tornare, ma alla fine siamo tutti, di nuovo qui. Il fenomeno piu' preoccupante che trovato e' che ora i ragazzi che arrivano qui a Dublino provengono per la maggior parte da regioni "ricche" come la Lombardia e il Veneto. Il problema non e' piu' solo il lavoro, ma la qualita' (triste) della vita. La gente e' scura in volto, e' avvilita, non sa piu' divertirsi. Ci vuole un cambiamento radicale.

raoul ciannella 28.12.05 18:50| 
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Non si perdono solo cervelli. Si perde forza lavoro, si perdono forze giovani, si perde fiducia nel proprio paese. Io vivo a Dublino da 10 anni. All'epoca questo paese stava cominciando la sua marcia verso il boom economico, ma l'aria generale era ancora quella della disoccupazione cronica e del sussidio. L'Italia era gia' passata sotto un governo Berlusconi. Da allora ho visto tantissimi Italiani emigrare in questo paese e rimanerci. Qualcuno, come me, ha provato piu' volte a tornare, ma alla fine siamo tutti, di nuovo qui. Il fenomeno piu' preoccupante che trovato e' che ora i ragazzi che arrivano qui a Dublino provengono per la maggior parte da regioni "ricche" come la Lombardia e il Veneto. Il problema non e' piu' solo il lavoro, ma la qualita' (triste) della vita. La gente e' scura in volto, e' avvilita, non sa piu' divertirsi. Ci vuole un cambiamento radicale.

raoul ciannella 28.12.05 18:50| 
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Non si perdono solo cervelli. Si perde forza lavoro, si perdono forze giovani, si perde fiducia nel proprio paese. Io vivo a Dublino da 10 anni. All'epoca questo paese stava cominciando la sua marcia verso il boom economico, ma l'aria generale era ancora quella della disoccupazione cronica e del sussidio. L'Italia era gia' passata sotto un governo Berlusconi. Da allora ho visto tantissimi Italiani emigrare in questo paese e rimanerci. Qualcuno, come me, ha provato piu' volte a tornare, ma alla fine siamo tutti, di nuovo qui. Il fenomeno piu' preoccupante che trovato e' che ora i ragazzi che arrivano qui a Dublino provengono per la maggior parte da regioni "ricche" come la Lombardia e il Veneto. Il problema non e' piu' solo il lavoro, ma la qualita' (triste) della vita. La gente e' scura in volto, e' avvilita, non sa piu' divertirsi. Ci vuole un cambiamento radicale.

raoul ciannella 28.12.05 18:49| 
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Non si perdono solo cervelli. Si perde forza lavoro, si perdono forze giovani, si perde fiducia nel proprio paese. Io vivo a Dublino da 10 anni. All'epoca questo paese stava cominciando la sua marcia verso il boom economico, ma l'aria generale era ancora quella della disoccupazione cronica e del sussidio. L'Italia era gia' passata sotto un governo Berlusconi. Da allora ho visto tantissimi Italiani emigrare in questo paese e rimanerci. Qualcuno, come me, ha provato piu' volte a tornare, ma alla fine siamo tutti, di nuovo qui. Il fenomeno piu' preoccupante che trovato e' che ora i ragazzi che arrivano qui a Dublino provengono per la maggior parte da regioni "ricche" come la Lombardia e il Veneto. Il problema non e' piu' solo il lavoro, ma la qualita' (triste) della vita. La gente e' scura in volto, e' avvilita, non sa piu' divertirsi. Ci vuole un cambiamento radicale.

raoul ciannella 28.12.05 18:48| 
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Ragazzi, sono laureato in Filosofia, e se avessi usato solo la laurea ora sarei a lavare cessi! Ho fatto un corso professionale di manutentore meccanico, e ora guadagno molto più di un ricercatore universitario! Ovviamente devo nascondere il fatto di avere la laurea, mi licenzierebbero subito!

Ragazzi, affrontate la realtà! In Italia ci sono TROPPI laureati, non servono! Diventate tecnici specializzati (elettricisti, meccanici, idraulici, edili) e avrete la strada spianata nel mondo del lavoro! E coglione me per averlo capito troppo tardi!

Davide amato 28.12.05 18:32| 
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Dopo numerosi viaggi verso l'Est Europa mi accorgo con sempre piu' sconcerto che l'Italia si trova ormai nella medesima situazione della maggior parte d'essi...molti giovani laureati, nessuna disponibilita' ad investire su di loro e conseguente fuga all'estero.
A voi le conclusioni.
Fino a che non arriveremo al totale sfacelo economico non credo proprio vi sara' modo di rovesciare la gerontocrazia e cominciare a costruire le cose in modo diverso.
Tuttavia non credo dovremo aspettare poi molto...
Buon anno a tutte e tutti!

Denis Tezza 28.12.05 18:00| 
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Caro Marcello
ti farà piacere sapere che mentre tu emigri il CIRA (Centro Ricerche Aerospaziali) ha emesso un bando invece che per ricercatori per la manutenzione delle aree verdi: importo del bando 1.300.000 euro. Alla faccia del giardino
www.cira.it
da Repubblica del 27 dic 2005 pag 24

tobia pescia 28.12.05 17:48| 
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SCRIVO QUESTO POST A TUTTI VOI,GIUSTO PER RIFLETTERE INSIEME...
SARO' BREVE E CONCISA,PERCHE' IL MIO MESSAGGIO NON HA BISOGNO DI ESSERE COMMENTATO DA TANTE RIGHE.
LEGGO IL BLOG QUASI QUOTIDIANAMENTE E RISCONTRO I TANTI PROBLEMI CHE MOLTI GIOVANI HANNO NEL POTER PIANIFICARE IL LORO FUTURO A CAUSA DEL MERCATO DEL LAVORO FERMO E DELLA PRECARIETA',RIMANGO SCONVOLTA NEL CONSTATARE QUANTI RAGAZZI,DOPO ANNI DI STUDIO,SACRIFICI E DEDIZIONE DEVONO ACCONTANTARSI DI LAVORETTI GIUSTO PER "PRENDERE QUALCOSINA" IN ATTESA DELL'OCCASIONE O DI UN CONTRATTO DECENTE!
FORSE DOVREBBE FAR FIFLETTERE QUANTO SIA IGNOBILE,VOLGARE E IMMORALE CHE LA VOSTRA TELEVISIONE SPONSORIZZI COSI' CALDAMENTE L'UOMO E LA DONNA MODELLO TRONISTA,CHE SENZA ARTE NE' PARTE SI RECA IN TELEVISIONE(POCO IMPORTA SE HA QUALCOSA DA DIRE E LE CAPACITA' VERBALI PER FARLO) E NEL GIRO DI POCHI MESI TRA OSPITATE E SERATE IN DISCOTECA SI ACCAPARRA BOTTINI FA FAR GIRARE LA TESTA. LA SOLITA POLEMICA? NO,TANTA RABBIA VERSO L'INGIUSTIZIA NEI CONFRONTI DI TUTTI QUEI RAGAZZI CHE CERCANO DI CRESCERE,METTERSI IN DISCUSSIONE ED ACQUISIRE DELLE COMPETENZE LAVORATIVE CON ELEGANZA E DIGNITA'.
MA QUAL'E' IL MESSAGGIO CHE ARRIVA A CASA?
"NON STUDIATE,TANTO NON VI PORTERA' A NULLA E AVRETE SEMPRE PROBLEMI ECONOMICI! ANDATE IN TV:REALITY,DE FILIPPI ETC ETC DIVENTERETE I NUOVI COSTANTINO,LE NUOVE ALESSANDRE: PERSONE IGNORANTI CHE HANNO RISOLTO LA LORO VITA CON UN PASSAGGIO TELEVISIVO E PER RESTARE NELLA SCATOLA IN MODO VOLGARE SI IMPROVVISANO ATTORI E ATTRICI A DISCAPITO DEI TANTI VOLTI CHE ABITANO LE ACCADEMIE.
RETORICA? NO REALTA'. FORSE,CHI FA LA TELEVISIONE DOVREBBE SENTIRSI SULLE SPALLE NON SOLO IL PESO DEGLI SPONSOR O DEL LORO PADRONE,MA TUTTI GLI SPETTATORI! PERCHE' LANCIARE SEMPRE MESSAGGI VERSO IL BASSO? PERCHE' NON CERCARE DI ELEVARE LO SPETTATORE?

GRETA BOCCI 28.12.05 17:41| 
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Caro Marcello, è una triste realtà quella Italiana che ancora non riesce a trovare una propria identità ed a seguire la propria vocazione turistico-cultural-artigianal-eno-gastronomica. Grazie alla Cina, all'India, alla Corea riusciremo a spazzare via tutte quelle imprese che non c'entrano con la nostra vera vocazione. Come dice l'Economist noi saremo il paese dei balocchi, il luna park del mondo. L'Economist lo dice con toni sarcastici, ma noi saremo davvero il paese della Bellezza del Godimento della Vacanza, della Ri-Creazione. Tienti in contatto, soprattutto per le tue figlie!

luigi de benedictis 28.12.05 17:00| 
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L'Italia ha un mercato del lavoro che è fortemente caratterizzato da risorse umane super remunerate e altre sottoretribuite rispetto al loro reale valore economico di mercato: il risultato da una lato è questo, si perdono risorse per le quali la collettività ha contribuito e dall'altro si spreca denaro (non solo pubblico)per mantenere risorse di modesto valore. Forse è proprio il cinismo verso ciò che è etico che fa tollerare una situazione perversa come la nostra. Ad esempio l'identità fra valore della risorsa e il costo per ottenerla. I cervelli che fuggono all'estero sono fortunati; siamo meno fortunati noi che rimaniamo con i mediocri super retribuiti, incapaci di rendere efficace il sistema.

Giuliano Bacchi 28.12.05 16:35| 
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Caro Emiliano, in un certo senso il tuo discorso è perfetto e ricalca anche il mio pensiero. Ma permettimi di porti alla tua attenzione il discorso (in un certo senso egoistico e che si usa dalle mie parti) che sono i maccheroni a riempirti la pancia, nel senso che putroppo il "povero" Marcello doveva tirare a campare con il suo misero stipendio, e allora visto che ha una famiglia da portare avanti tu credi veramente che a lui interessi molto un discorso etico/morale? (che, ripeto, mi trova comunque d'accordo).
Saluti.
Ah! Povera Italia.

Angelo Gambera 28.12.05 14:58| 
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Capisco perfettamente la delusione di Marcello Romano. Anche io sono sul punto di farlo e solo qualche problema di salute un po' precaria di mia madre mi mantiene ancora qui. Ho un curriculum scolastico eccellente e dopo la laurea ho lavorato per molti anni in posizioni sempre più gratificanti dal punto di vista delle aspirazioni professioni, ma... Già, ci sono i ma! Alla crescita di responsabilità e direzione professionale non ha certo corrisposto un aumento dello stipendio: dopo 7 anni di lavoro 998,00 euro al mese! Ma fosse quello il problema!! Dopo 7 anni di lavoro non sono riuscita ad ottenere uno straccio di assunzione a tempo inderminato. Li ho passati tutti, eh! Dalle borse lavoro, ai contratti di formazione, ai cococò, ai contratti a progetto, alle collaborazioni, al contratto a tempo determinato. Encomiabili gli sforzi profusi dai datori di lavoro per verificare come passare da un contratto a tempo ad un altro rimanendo nei limiti della legalità. Commoventi. Poi arriva la crisi di questo periodo e non ci viene nemmeno rinnovato un contratto a tempo.
Anche perchè arrivano le nuove agevolazioni per i giovani laureati con massimo 27 anni (come l'hanno chiamato adesso? contratto di apprendistato?).
Benvenuti a bordo, ragazzi; prego accomodatevi nel treno della flessibilità. Io, e chi come me ha circa 35 anni, sto scendendo per lasciarvi il posto.

Annalisa Monni 28.12.05 14:55| 
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Sottoscrivo in pieno l'idea di creare una associazione a supporto dei dottorati e ricercatori in difficoltà, pur sapendo che già qualcosa in tal senso esiste ma si tratta di reltà piuttosto piccole.. Vorrei provare a lavorare in questa prospettiva, anche per non lasciare cadere nel vuoto tutte queste invocazioni di aiuto. Ancora non ho una idea di quanto si potrebbe fare, ma magari con l'aiuto di chi ha scritto si potrebbe inventare qualcosa...invito perciò ad allargare la discussione per riflettere assieme su quali strumenti utilizzare per supportare i ricercatori e migliorare la situazione

marco unia 28.12.05 14:34| 
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Volevo solo esprimere la mia solidarietà al sig.ing. Marcello ....e confermare che qui in Italia l'istruzione e l'università non funziona affatto...La mia migliore amica per poter fare la specializiazione in pediatria è andata a vivere in Svizzera...lavora tantissimo ma è molto gratificata ...perchè nonostante stia ancora facendo la specializzanda( e sta imparando tantissimo)...guadagna molto bene...quasi 2500.00 euro... mentre qui chi fa la specializzazione prende un rimborso spese di 800.00 euro...quindi come si può notare ci sono delle differenze enormi già restando nella dolce Europa...

ciao a tutti da Napoli

giusi scotto di carlo 28.12.05 13:05| 
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...sinceramente io credo che tutti noi abbiamo visto e fatto sacrifici per trovare lavoro e per lavorare..però quando sento sempre la stessa storia:VANNO AVANTI SOLO I FIGLI DI PAPà!!!!mi arrabbio!!!
SI in alcuni casi è vero, però c...o stì figli di papà quanti sono?
Allora già io e te siamo figli normali, che hanno sacrificato feste, ore di sonno e delle volte anche la propria vita solo per ritrovarsi con un lavoro che alla fine non gratifica o svanisce nel nulla.
Però cerchiamo di essere un po' più positivi e di non fare come LORO (il ns governo ) e non guardare sempre l'erba del vicino ma imparare a fumarsi la propria perchè alla fine troveremo ciò che ci spetta!!
NON FACCIAMOCI SCHIACCIARE, NON DIVENTIAMO OTTUSI, INVENTIAMOCI QUALCHE COSA, SCAMBIAMOCI IDEE, NESSUNO PUò TOGLIERCI QUESTA FORZA, certo le idee non si mangiano e non pagano le bollette ma la nostra integrità e la nostra voglia di lavorare nessuno DEVE toccarcela.
La speranza c'è nel futuro, basta che noi cerchiamo di farlo stò futuro invece di guardare il fututro degli altri.
p.s. Prima o poi i figli di papà si estingueranno e lì ci saremo noi: i figli di ....

Gabriella Romano 28.12.05 12:24| 
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Capisco che l'attrattiva verso "l'America" è sempre allettante, ma è sempre l'America di Bush, quella delle guerre, quella del consumismo assassino, delle multinazionali impietose e affariste, quella che sta disboscando mezza amazzonia, quella che vuol tenere il mondo sotto il suo controllo, magari in nome di dio...la maggior parte dei "cervelli" sappiamo bene che non finirà di certo a lavorare per quella parte di americani che si batte per i diritti civili o ambientali, finiranno da chi possiede i dollari, e i dollari in america li possiedono le multinazionali e gli Enti governativi, due "entità" che stanno piegando il pianeta a loro consumo.
La nostra è certamente la repubblica delle banane, ma finchè tutti quelli con le palle vanno ad arricchire (non solo economicamente, ma soprattutto culturalmente) gli altri paesi, a noi rimarranno solo gente come castelli, borghezio, fini..e chi più ne ha più ne metta.

emiliano gotelli 28.12.05 11:59| 
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Ciro, fratello di mia cognata, si è laureato al politecnico di Torino ed ora lavora in Norvegia. Mio figlio si è iscritto quest'anno al politecnico di Torino, siccome è bravissimo è quasi sicuro che troverà sbocchi lavorativi seri solo all'estero. Con mia moglie ci stiamo preparando fin d'ora, per non avere un colpo quando ciò succederà. Non abbiamo nessuna fiducia nelle Istituzioni nè nelle aziende italiane... speriamo di sbagliarci... comunque sia Ciro che Marcello hanno fatto la cosa giusta e probabilmente, purtroppo, la cosa giusta per mio figlio sarà la stessa.

Rosario Vitale 28.12.05 11:00| 
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…segue dal post precedente.

Così ho la certezza che quando dovrò cambiare lavoro non ne troverò un altro, alla faccia della tanto decantata flessibilità che, è evidente, vige solo in un senso. L’importante è acquisire il modus operandi di altri paesi, ma nella più rigorosa disorganizzazione ed impreparazione alla gestione dei problemi conseguenti.
E' orribile, anni di università spazzati da pochi mesi di buffonesco lavoro. E dire che sono uno di quelli fortunati fra i molti del mio corso di laurea, dopotutto ho un lavoro relativamente remunerativo e, da alcuni anche ambito.
Ormai vedo nei miei studi solo tanti sacrifici economici, anni buttati nel cesso, ritardato ingresso nel mondo lavorativo, mancanza di entusiasmo nell’imparare cose che non mi interessano, grande imbarazzo nell’indicare il titolo di studio nei curricula. Ah, quasi scordavo, un risvolto positivo c’è, in fondo non voglio dare l’impressione di essere uno che si lasci scivolare inerte sulla viscida china del pessimismo: 50 Euro al mio corniciaio di fiducia…così l'economia gira!
Avrei dovuto decidere anch’io di abbandonare questo paese che non merita altro, come ha fatto Marcello. L’UNICO potente freno a questa soluzione è il voler rimanere vicino alla mia famiglia.
Mi viene da piangere pensando a tutte le vite sacrificate in nome della Patria per giungere ad un’Italia come questa.
Non mi interessa affatto di avere montagne di bellezza ineguagliabile, campagne idilliache, cibi sopraffini e monumenti di impareggiabile antichità e valore storico, se poi tutto il resto è deludente.

Un grande augurio a tutti coloro che mollano gli ormeggi per lidi più felici, state tranquilli, potrete tornare qui in vacanza quando vorrete, rafforzerete così la certezza di aver fatto la scelta giusta.

Antonio D'Angelantonio 28.12.05 10:46| 
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La personale esperienza mi porta a ritenere i miei studi universitari inutili ai fini di una collocazione sul mercato del lavoro nella repubblica delle banane. Buona parte dell'Università italiana pensa di dover fare solo cultura e di poter andare ancora avanti così.
Ho vissuto il passaggio tra il vecchio ed il nuovo ordinamento della facoltà di Scienze Geologiche di Milano, prolifica fabbrica di disoccupati, purtroppo questa trasformazione è stata una bieca operazione di marketing, banale revisione stilistica superficiale della vecchia merce. L’ingresso nel mondo del lavoro è stato un incubo, ho apprezzato l’inutilità degli studi, portati a termine con lode, e ho capito cosa significhi lavorare in Italia. Ho studiato per piacere personale e nella speranza di trovare un’occupazione consona alle mie attitudini, ed utile socialmente (e perché no, anche ricerca…), ma nel bel paese ciò che si fa per i geologi ed il territorio rimane sulla carta, è noto che il nostro lavoro è svolto da geometri o schiere di volontari male o nulla pagati. Ed il lavoro con cui campo? L'ho imparato "on the job" che tradotto dall’odioso aziendalese vuol dire prendere un neolaureato, spacciarlo per esperto consulente e mandarlo allo sbaraglio, la sua formazione è determinata dalla sopravvivenza al trattamento. Beh, però ora sono un "professional" che “implementa” strategie di "problem solving", acquisisce il "target" ai fini di una "performance" impeccabile volta alla piena "customer satisfaction"! Dopo alcuni mesi di "consulenza", durante un colloquio lavorativo, sono stato ulteriormente avvilito da uno delle risorse umane che esponeva gli sviluppi della mia vita "professionale": "…lei sta cambiando orientamento…è da alcuni mesi che fa un lavoro diverso da quello previsto…".

…continua nel post successivo.

Antonio D'Angelantonio 28.12.05 10:44| 
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Ciao a tutti ho 32 anni e lavoro da 8 nel campo dell'informatica e delle telecomunicazioni.
Personalmente concordo con quanto letto nei post e a breve mi trasferirò anche io all'estero.
Nella mia esperienza mi è capitato raramente di vedere capi/dirigenti che occupassero quella posizione per reali capacità/meriti ma spesso si veniva a sapere che erano parenti/amici/amanti dei titolari.
L'azienda in cui lavoro attualmente sta chiudendo a causa di manovre finanziarie speculative operate dalla dirigenza passata e attuale e circa 50 persone validissime sotto il profilo professionale e umano stanno perdendo il posto di lavoro.
Sono riusciti a cambiare azienda solo i miei ex colleghi che potevano conoscenze\amicizie personali con altri imprenditori del settore.
Mi sono quindi "guardato in giro" e, nonostante i miei 8 anni di esperienza nel settore, le offerte migliori erano di 1000 euro al mese a progetto.
Quindi ho deciso di mettermi in gioco e di accettare un'offerta di lavoro all'estero per il doppio dello stipendio che percepisco attualmente.
Non so se sia una scelta di coraggio o di vigliaccheria, ma la vita è una sola e se il mio Paese non è in grado di offrirmi un lavoro che mi consenta di vivere decorosamente mi sento in diritto di abbandonarlo per vedere se da un'altra parte riesco a trovare quella gratificazione che cerco e che solo in alcuni brevi periodi ho trovato qui.
Spero che vada bene ma alla fine comunque andrà la mia avventura potrò dire di averci provato e sarò a posto con me stesso.
Per cui, Marcello, ti faccio i miei complimenti e spero di seguire anche io la tua strada!!!!

Ciao

M G 28.12.05 10:27| 
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Sono profondamente dispiaciuto per l'ingegnere che abbandona l'Italia. D'altronde la realtà della ricerca nel nostro paese è drammatica, in questi ultimi anni i pagliacci che sono al governo hanno devastato pure quella. Non rendendosi conto che proprio la CREATIVITA' intutti i campi è UN BENE NAZIONALE!!! Ma loro i beni nazionali li "cartolarizano"...buffoni dementi.
Una cosa però vi imploro di continuare a pensarla: il nostro è un Paese stupendo, il più bello del mondo. Non pensiamo che all'Estero la situazione sia molto migliore, non è così. E' solo che all'estero i buffoni stanno o nei circhi o in galera, qui governano...stiamo qui, cerchiamo di cambiare questo nostro Paese violentato da infami, tutti insieme!

Antonio Pili 28.12.05 09:24| 
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Sono uno studente di chimica industriale, sto per laurearmi e ormai andare via è l'unico pensiero che ho in testa. Sono nauseato dell'Italia, del suo governo, della disinformazione e del disinteresse di tuttiversotutto. Amici miei lavorano a Londra, Finlandia e Canada e nessuno, nemmeno per un solo istante, ha mai rimpianto la scelta fatta...
chiamatemi pure vigliacco ma la forza di lottare è esaurita, quella di andare via è al momento l'unica cosa sensata da fare.

Luca Napolitano 28.12.05 02:28| 
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Ciao Beppe,
mi spieghi come mai, chi nelle università italiane
diventa docente entro i 30 anni ha spesso e volentieri lo stesso cognome di un docente della stessa materia. E se magari si scopre che è suo padre? Saranno doti genetiche!!
Con queste menti andremo alla rovina totale.
Siamo già rovinati

Luca Miceli 28.12.05 00:52| 
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Non ho nient'altro da dire se non questo:
ITALIA : SUICIDE
ESTERO : VITA

Daniele Comoglio 27.12.05 22:55| 
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Io sono una semplice e sfigata ragioneria,che tutto ha fatto nella vita,fuor chè la ragioniera!Una volta diplomata mi sono adattata a fare i lavori più svariati,sperando sempre in un miglioramento.Ho fatto l'operaia,la cameriera,le pulizie,e altro ancora.Ho lavorato i sabati,le domeniche,i festivi (da 8 anni a oggi,a Pasqua,pasquetta,primo maggio,ferragosto,insomma,ad ogni festa comandata,tranne il Natale che è l'unica ricorrenza che amo,io lavoro).E mentre vedevo gli altri miei coetanei o conoscenti,farsi strada nella vita solo grazie al loro cognome o alle amicizie influenti,io continuavo a testa china a sgobbare come un'animale,credendo,da cretina quale che sono,che alla fine la mia fatica sarebbe stata ricompensata,che l'occasione giusta sarebbe arrivata anche per me.Ora,a 28 anni,io non credo più a niente.Sono sempre al punto di partenza.Nessuno mi vuole come ragioniera perchè non ho esperienza (come se coloro che mi ripetono queste cavolate fossero nati imparati),addirittura qualcuno mi dice che sono ormai troppo vecchia.Già perchè qua in Italia tutti vogliono fare i furbi e tutti pensano solo a guadagnare di più,sempre di più,per cui assumono solo più ragazzi e ragazze dai 18 anni ai 25,per potergli così affibiare i soliti contratti di apprendistato e quindi risparmiare.Poi ovviamente,una volta che l'apprendista ha raggiunto il limite d'età dei 25 anni,il più delle volte viene sbattuto fuori senza tanti complimenti,e la cara azienda senza scrupoli ricomincia il perverso gioco con qualcun'altro.Per fortuna ho una famiglia unita,economicamente non abbiamo problemi,anche se non possiamo permetterci molte cose,e ringraziando Dio,la mia salute per ora,va a gonfie vele.Ma il mio morale è davvero a terra.Non posso ancora credere che vivo in una Nazione,dove a vincere sono sempre e solo gli inetti,i "figli di papà",e i soliti immortali raccomandati.
Ormai da tempo,anch'io sto pensando di andare a tentare la fortuna all'estero.E' solo che mi piange il cuore quando ci penso.Mi sento annientata da un sistema in cui,una volta,credvo!

Stefy Mano 27.12.05 22:08| 
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caro beppe,
lo dico a te che sei un comico!
Anche io come marcello sono scappato dall'italia in cerca di un futuro migliore,sono scappato dalle terre che io amo poiche non offrono altro che miseria.Quattro anni fa venni a Londra senza la conoscenza dell' inglese(i miei professori leggevano il giornale in classe dicendo che era meglio se cambiavamo lavoro )e con tanta tenacia e voglia sono riuscito a diventare manager di un bellissimo bar di questa citta.
L'Italia ha perso marcello con la sua famiglia me con la mia ....e molto di piu'....
un augurio a tutti gli italiani all'estero che hanno trascorso un'altro natale lontano dalle propie famiglie con tanta rabbia di essere ITALIANI
marcello non mollare !!!!


pasquale bartiromo 27.12.05 20:29| 
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Ciao Marcello e Beppe,

Applaudo la denuncia d’un sistema universitario italiano profondamente degradato, corroto e nepotistico. Sull’argomento aggiungo parte d’una mia lettera a JUSTResponse (giornale dedicato a dare voce a chi soffrono ingiustizie e violazioni ai loro diritti umani nel mondo):

L’Universita Vampiro italiane

Caro Sig. Editore,

Ho letto le osservazioni di David Petrie circa l'inchiesta del giornalista di RAI 3 sulla ricerca accademica in Italia. Desidero formulare alcune osservazioni circa le università italiane, poiché io stesso sono stato combattendo una battaglia prolungata per i miei propri diritti umani e accademici contro il sistema .

Credo che se desiderate capire perchè l'università italiana e in una tal carreggiata,penso che ci sono alcune parole che possono descriverla chiaramente: Potere, corruzione e nepotismo. Sì, potere, corruzione e nepotismo descrivono molto bene lo stato del sistema universitario italiano. L'incapacità o il rifiuto dei leaders e dei professori dell'università italiana di cedere quote di potere o provare a minimizzare la corruzione ed il nepotismo sono state per molti anni i mali che hanno di fatto impedito lo sviluppo moderno e democratico dell'università italiana.

Denomino molti di quelle università e reparti, universita e reparti vampiri. Sì, universita e reparti vampiri, perché succhiano la vitalità dei ricercatori e degli allievi giovani ed idealisti, e anche i soldi dei contribuenti italiani. L'università e reparti vampiri sono semplicemente università o reparti che sono stati dirottati da un gruppo di banditi e di truffatori che userebbero gli strumenti e la burocrazia dell'università per arricchirsi e/o perpetuarsi insieme ai loro amici nelle loro posizioni e per escludere ognuno altrimenti.

Quando vedo i tanti guai dell'università italiana, sento che quello umilia il mio orgoglio e dignità come accademico e ricercatore di origine italiana.

Per quanto riguarda il mio proprio caso:

doctoral torture: http://www.justresponse.net/doctoral_torture.html

lettere a: http://www.unica.it/libroaperto/Estero.htm

e un articolo recente nell’importante rivista Science:

sciencecareers.sciencemag.org/career_development/issue/articles/3570/researchers_charter_a_paradigm_leap/

David Aliaga

www.justresponse.net/Aliaga4.htm

David Aliaga 27.12.05 20:23| 
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La mia laurea in lettere è il mio successo, l'ho incorniciata e la conservo dovunque vada, la mia tesi, con un briciolo di immodestia, è splendida, ogni tanto la rileggo... e dal giorno dopo la laurea non sono più passata davanti alla Sapienza per il timore di vederla in vetrina da Bulzoni, col nome del mio relatore stampato sopra.
Sono di quelle che ha provato il lavorare sottopagato, o peggio la magia del sentirsi dire "almeno tre anni di stage" - gratis- o la più bella di tutte"non sta bene dire che sei laureata, il tuo capo non lo è"....
... Ho Sette amici che hanno studiato economia, ormai cinque di loro vivono fuori.
Mia sorella è una ricercatrice in fisica, ha fatto un buon lavoro, l'hanno chiamata a parlare in una conferenza internzionale a Monaco: ha dovuto pagarsi da sola il biglietto aereo e l'hotel, LaSapienza non se lo poteva permettere. So che, a meno che non violenti la sua anima e molli la ricerca, un giorno la vedrò di nuovo con la valiglia in mano, come cinque anni fa, e so anche con terrore che stavolta non ci sarà un viaggio di ritorno, l'unica cosa che spero è che sia un posto dove poterla raggiungere, perché se continua coì l'italia non ha perso solo un'infinità di "cervelli", di famiglie.
Se continua così l'Italia Ha perso, Punto.
In bocca al Lupo Marcello

Francesca Piantanida 27.12.05 16:16| 
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Caro Marcello,
sono felice di aver pagato le tasse per Persone come Te, che credono in ciò che fanno e sono così coraggiose da metter su famiglia in una società che punta solo a estinguerne la specie...
Ho pagato, però, anche per personucole squallide, scarsamente dotate e pronte a dare... la parte migliore di sé a politicanti e "baroncini" per una carriera - manco a dirlo! - brillante e rapidissima: individui che non lasceranno mai l'Italia, poiché quest'italia l'hanno voluta loro e continueranno a infognarla...
Quando ancora studiavo tentavo di sopravvivere scrivendo stupidari - le frasi erano rigorosamente registrate su nastro: non inventavo nulla... - e frequentando le lezioni di quei docenti degni di questo nome. Ce ne sono ancora, per Fortuna!
Adesso che la mia brava laurea l'ho conseguita, mi reputo fortunata per aver trovato un impiego part-time come segretaria. Non posso non esserlo.
Primo perché ho trovato delle brave eprsone.
Poi perché, mi si dice, il mio stipendio è più della nmetà di quello di un ricercatore "impiegato" full-time a condizioni inaccettabili, dato il ruolo, gli anni di studio, la necessità di pianificare un futuro - anche - in termini di crescita intellettuale.
Non smetto di credere che ci sia una soluzione, un'altra possibilità, non smetto di sperare.
Grazie anche a questo blog.
E, naturalmente, a Beppe e al mio Lupo adorato.

Anna Durini 27.12.05 15:38| 
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Caro Beppe,
leggo e non posso che approvare la scelta di Marcello.
Io sono scappato da anni, ora sono direttore della ricerca all'Istituto di Medicina dello Sport del comitato olimpico britannico. Dopo tanti anni all'estero e dopo essere stato invitato a tenere conferenze in 14 paesi mi sono arreso a rinunciare per sempre all'Italia. Perche'? Perche' sono stufo di vedere raccomandati e veline proseguire in carriera, sono stufo di essere preso per il culo da stipendi da fame e sono stufo delle lobby da pecorai dell'universita' e dello sport Italiano. Ringrazio l'italia per avermi insegnato tante cose, ma anche per avermi convinto a diventare una persona migliore fuori.
Purtroppo siamo senza speranza, sia a destra che a sinistra abbiamo gente interessata solo al potere e alla protezione degli amici degli amici, se a questo aggiungiamo che molti dei nostri politici non ha MAI lavorato e/o studiato, possiamo ufficialmente dichiarare che il nostro paese e' oramai condannato.
A tutti quelli che hanno ambizione nella vita, a tutti quelli che hanno voglia di lavorare e migliorarsi, dico di scappare il prima possibile, prima che sia troppo tardi.
Un saluto da Londra e un arrivederci alle Olimpiadi del 2012 (dove con la Gran Bretagna faremo il "mazzo" agli azzurri...[purtroppo]).


Marcello, ho vissuto una esperienza simile alla tua:

maturita' classica, laurea, dottorato in ingegneria meccanica e lavoro in California.
Ho 31 anni.
Come decidere se lavorare in USA o in Italia?
Meglio Bush o Berlusconi?
Meglio pochi o tanti soldi?
Meglio cultura o tecnologia?
Meglio essere liberi o legati alla famiglia?

Non e' facile scegliere. Non appiattiamo il discorso parlando solo di soldi. Per sapere cosa perdete e cosa guadagnate veramente lavorando in America, vi consiglio di starci almeno un anno.

Francesco Cepolina 27.12.05 12:56| 
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"I nostri ragazzi quando escono dalle Università hanno ormai come prospettiva :
- la disoccupazione
- lavori sottopagati
- l’emigrazione."
Aggiungerei che le prospettive possono anche essere peggiori, tipo il suicidio o la follia pura.
Non voglio raccontare la mia situazione perchè sarebbe pesante, dico solo che per studiare ho dovuto fare dall'età di 15 anni e fino ad oggi, ne ho 31 ed ho finito il dottorato da circa 9 mesi, i lavori più disparati, dal cameriere al lavapiatti, dal raccoglitore di tabacco a quello di uva, dal manovale imbianchino all'ultimo cioè manovale sondatore. Tutto ciò ha fatto sì che oggi io mi ritrovi "non occupato" e con la schiena a pezzi, tre ernie e tre protusioni, non avevo e non ho più il fisico.

Antonio Diligenti 27.12.05 12:28| 
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Caro Beppe mi rivolgo a te e a tutti coloro che come quel ragazzo di milano si sono dovuti trasferire altrove per poter coltivare il proprio sogno quello di poter contribuire con la conoscenza e la ricerca al miglioramento e ad una più piena comprensione del mondo.
Sono una studentessa all'ultimo anno di neuropsicologia presso l'università "LA Sapienza" di Roma, una delle università più popolose e caotiche della nostra penisola.
Scrivo a te come a tutti quelli che forse non lo sanno per gridare il mio sdegno e la mia rabbia, che dopo anni di ingiusti trattamenti e di condizioni di studio e lavoro pietosi mi hanno portato alla triste decisione di emigrare in un paese più civilizzato del nostro che sappia valorizzare le mie competenze.
Da due anni, prima con una misera borsa erasmus e poi con un'altrettanta misera borsa per tesi all'estero, vivo in Inghilterra, tentando disperatamente di stare al passo con i nostri colleghi europei che sicuramento hanno strumenti formativi molto più avanzati dei nostri. Nonostante questo sono riuscita senza avere una laurea (poichè quella cosi' detta triennale non vale assolutamente nulla in italia)a lavorare l'anno scorso con un contratto a termine come ricercatrice ad un livello di dottorato presso un'università britannica che non solo mi ha accolto come un ricercatore con tutti i diritti degli altri, con una scrivania, un compiter dei laboratori (mi occupo di ricerca in n euroscienze) e di seminari a cui poter partecipare attivamente. Il docente che mi ha voluto con se in UK mi ha trattato come un suo pari, forse meno esperto, ma con la stessa sua capacità contributiva ed intelletuale. Questo per la prima volta mi ha fatto sentire utile, competente e libera, libera dai servilismi che si devono sopportare in italia, libera dalle angherie dei docenti, libera di usare la testa.
Sono in Italia per qualche mese per finire la mia "laurea specialistica" e sono pronta a ripartire,con un fondo ditristezza nel cuore.
saluti Alessia

Alessia Correani 27.12.05 12:17| 
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Chi pensa e chi può se ne va, qui rimangono solo gli anziani e le pecore selezionate del gregge per nutrire i pastori....

Mario Rossi 27.12.05 12:16| 
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Mai scritto nulla su un blog, ma ti faccio un gran in bocca al lupo Marcello!

Approfitto Sono decisamente preoccupato per la pochezza su cui si fonda il nostro sistema economico, sulle polarizzazioni finanziarie mondiali, sul fatto che stiamo in caduta libera e stiamo distruggendo il nostro paracadute.

A Natale ho ricevuto un regalo: badate che mediamente ritengo di essere molto informato, leggo, discuto, ascolto, mi confronto .... insomma, partecipo.
Bene, per Natale mi hanno regalato l'ultima fatica S.Guzzanti: DVD + volumetto allegato.
Conosco l'autrice, conosco il suo orientamento politico, l'atteggiamento talvolta fazioso ma i FATTI (fatti non opinioni) ed il livello di dettaglio delle informazioni è veramente notevole, anzi, notevolmente preoccupante.

Sono ovviamente partito dal volumetto, ho letto alcuni approfondimenti nella seconda parte del testo, bene, .... stanotte ho dormito male, .... e non scherzo.

.... stiamo molto attenti, ...... spegnamo la TV e fermiamoci a pensare, solo 10 minuti ma pensiamo ....


Ciao

Giorgio Galli 27.12.05 12:06| 
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Vista la lettera di Marcello e letti buona parte dei vostri commenti, forse questa è l'occasione buona per chiedere di aderire alla proposta di donare 8 x 1000 alla ricerca. Scrivete a farotv@fastwebnet.it o collegatevi al sito www.clubfattivostri.it/8x1000.
Potrà pure essere poco, ma meglio poter scegliere di dare qualche soldo alla ricerca, che sia tecnologica o medica, che dare soldi a chiese evangeliste o simili.
Bravo Marcello hai avuto coraggio. A cosa serve rimanere in Italia dove si sta bene solo se hai....tanti soldi, altrimenti ..vegeti
MG

Giuseppe Manuli 27.12.05 11:57| 
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Caro Beppe,
dopo aver passato un bel Natale in famiglia e tutti insieme ci siamo divertiti a vedere il tuo spettacolo in dvd,gli animi si sono infiammati, generazioni a confronto, io faccio parte di quella generazione dei quasi 30enni che ad oggi non hanno ancora un'idea precisa di cosa ci riserva il futuro, mio padre che il futuro l'ha fatto, mio nonno l'ha combattuto,e mia nipote...vedrà il tuo dvd invece di binaca e berny perchè così quando potrà capire( ma forse capisce meglio di noi ) vedrà cosa è la verità.
Holetto di quel ragazzo che è andato all'estero a lavorare per vivere bene, ma già si sapeva che le nostre migliori menti devono andarsene per trovare ciò che gli spetta..allora penso:_ noi che restiamo siamo più scemi? oppure speriamo ancora in un'utopia?
Ci dicono che la disoccupazione è diminuita..ma dove? E' normale che le statistiche dicono che i disoccupati sono in diminuzione, fra i tirocini, i contratti interinali, e gli stage, ogni tot mesi c'è un riciclo di carne umana giovane che non sà più a che santo votarsi per trovare un lavoro.
Vorrei aver scritto a Babbo Natale per chiedergli se fosse possibile trovare gente nuova al governo, con idee SANE per far cambiare la situazione...infondo trovare un lavoro oggi è come una lotteria, io ci provo a giocare stì numeri: ONESTA', COMPETENZA E VOGLIA DI METTERCELA TUTTA!!!!
Che dici, prima o poi pagherà stà gran voglia di lavorare che io, come tanti, abbiamo?

Grazie per l'attenzione...e sono ORGOGLIOSA di sapere che esistono ancora italiani come te e tutti quelli che scrivono su questo blog, perchè l'Italia oltre ad essere un BEL Paese è anche il Paese della Bella Gente e DIMOSTRIAMOLO ogni giorno nelle piccole e grandi cose.

Gabriella Romano 27.12.05 11:25| 
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Caro Marcello, come vedi la tua scelta a destato ammirazione e perplessita da parte di tutti i frequentatori del blog. Ammirazione in quanto la tua scelta è stata definita coraggiosa e condivido con tutti coloro la hanno definita tale, ma c'è chi invece ha reagito con perplessità a riguardo, difatti come hanno fatto notare in tanti, se un giorno se ne saranno andati tutti quelle persone veramente meritevoli che all'alternativa delle supplenze precarie o al lavoro di ricercatore precario scelgono opportunità migliori in paesi migliori cosa rimarrà in Italia? A domanda rispondo:
In Italia rimarranno solo quei figli di papàche della ricerca non hanno mai capito un tubo, però sono stati in grado di laurearsi, di vincere un dottorato e poi di diventare ricercatori di ruolo il tutto grazie alle amorevoli spinte dei genitori. In sintesi dovremo essere noi a sovvertire le cose e far in modo che in Italia ci sia meritocrazia, a partire dalle urne ognuno dovrebbe dare merito a chi ne ha, il vero disfattismo sta nel votare chi non merita il voto, e tale signore che attualmente si ricandida avrebbe fatto bene a non ricandidarsi visto che (lo dico ad alta voce) IN CINQUE ANNI LA SITUAZIONE ECONIMICA DELL'ITALIA E' PRECIPITATA E NON LO DICO LO DICO TUTTI QUEI PARAMETRI CHE CHIUNQUE ABBIA STUDIATO UN MINIMO DI ECONOMIA LI INTENDE, INCOMINCIAMO DALLA % DI CRESCITA DEL PIL.
Ad ogni modo tanti auguri marcello e spero sempre in un tuo ritorno perchè abbiamo bisogno di persone come te.

Daniele Scalera 27.12.05 11:21| 
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Ricercatore postdoc ("non strutturato") ca 900 E/mese
Ricercatore non confermato 1100 E/mese
Ricercatore confermato 1500 E/mese
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.
.
Docente a contratto (contratti solo di didattica, non di ricerca) ca dipende dall'universita' e dal suo budget, fatti i conti e visto che ti pagano con un anno di ritardo, di solito i soldi non ti bastano neanche per i trasporti.

Olimpia Dukakis 27.12.05 11:09| 
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Penso valga la pena di trascrivere dal libro ''Lobby d'Italia'' di Francesco Giavazzi, capitolo 2, Scuola,università, ricerca a pag.22.
....................
'' Il professor Tosi si aspetta grandi benefici da un sistema centralizzato di valutazione delle università che consenta di concentrare le risorse sui dipartimenti migliori. L'esperienza della Gran Bretagna, che da alcuni anni adotta un sistema simile, non è buona. Se si crede davvero nel mercato si deve avere il coraggio di usarlo, non di sostituirlo con meccanismi sovietici di controllo dal centro. Perchè i rettori non hanno il coraggio di chiedere piena autonomia nel determinare gli stipendi dei professori?.
Finché offriranno 1000 euro al mese a un giovane ricercatore e 4000 a un professore con studio professionale ben avviato, che frequenta l'università solo per tenere le sue lezioni (magari facendosi ogni tanto sostituire proprio da quel ricercatore), i giovani migliori rimarranno all'estero. Servono entrambi, il professore-professionista famoso e il giovane bravo a fare ricerca, ma è il primo che deve guadagnare 1000 euro al mese, non il secondo.
Al Massachussetts Institute of Techology (MIT)
più di un premio Nobel..........continua.

Mi sono stancato e non voglio togliere il gusto a chi sta leggendo, o vuole comprare il libro. Ma continuando corro il rischio di fare propaganda!!!!!!!!!! Dimenticavo, è uno scritto di quattro anni fa.

Gennaro Tosti 27.12.05 10:55| 
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Auguro a Marcello e a tutti coloro che fanno scelte così importanti i migliori auguri di fortuna e felicità.Sicuramente sia negl'USA che in altri paesi la meritocrazia vale molto di più che da noi.
A mio avviso è lo stesso stato e i nostri politici, che hanno interesse che persone come Marcello e tanti altri, facciano scelte così radicali. Se pensate già un secolo fa scienziati luminari hanno cambiato Nazione, e da allora nulla è cambiato.

marco rugo 27.12.05 10:50| 
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Leggendo i vostri commenti mi sento sconfortato. Perchè, siete ormai grandi come età per sperare di entrare nella PA (salvo raccomandazioni), piccoli per iniziare un'attività in proprio (salvo raccomandazioni) e senza soldi. Capisco che la vostra determinazione è potenza pura, ma a nulla serve se non c'è risveglio ideologico e identità in questa nazione, dandovi spazio a voi giovani. in una nazione come la nostra dove la vita media è di circa 75 anni con grossi problemi economici, non ricanbiantoci nel mondo del lavoro chi porterà avanti la conoscenza in tutti i campi,la ricerca fatta da voi giovani dottori è speranza di vita per una nazione ( i vecchi professoroni rompono solo i c...) è continuità.
a voi dottori vi auguro le migliori fortune nella vita professionale che privata, credo in voi. io spero di poter finire i miei giorni in un mondo di pace.

zw giacomo 27.12.05 10:19| 
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nel mio piccolo mondo anche io ho tentato di fare l'inventore; da 5 anni, insieme ad alcuni avventurieri, realizziamo veicoli elettrici (moto e kart) per competizioni FIA (la stessa della formula 1). Abbiamo raggiunto interessanti livelli prestazionali che ci hanno ampiamente appagato delle notti insonni. La domanda è: ma perchè l'unica collaborazione ricevuta dai fenomeni della FIA è stata l'ostacolazione da parte dei suoi delegati a farci andare avanti?
bho? il risultato è che mi è scappata la voglia!!!

Lello Centa Commentatore in marcia al V2day 27.12.05 10:15| 
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Cari Beppe e Marcello,
purtroppo la storia di Marcello mi suona molto familiare. Non ho fatto grandi studi come Marcello e figuratevi che non ho nemmeno la maturità, ho provato a prenderla da privatista studiando e lavorando contemporaneamente visto che lo avevo già fatto prima conseguendo un diploma federale nel paese dove lavoro attualmente.

In Italia pur essendo single non riuscivo ad arrivare in fondo al mese con la paga da fame che mi davano nel settore in cui lavoravo prima, figuratevi cosa mi sarebbe successo da sposato...

Decisi di emigrare e provai in un paio di paesi fino a che non ho trovato terreno fertile nel paese dove mi trovo ora.

In Italia il mio Diplomino di qualifica professionale era carta da cesso e nessuno me lo ha mai chiesto prima di darmi un lavoro, a parte il fatto che per molti anni ho lavorato a nero per ben 16 ore al giorno, senza giorni di riposo o ferie e tutto a lire 400.000 mensili!!! Questo è avvenuto in Toscana non a Napoli o a Palermo ok?

Bene nel posto in cui sono emigrato è stata la prima cosa che mi è stata chiesta se avessi una qualifica riconosciuta! È la prima volta in vita mia che mi sono visti riconosciuti i sacrifici fatti per studiare, si sacrifici perché eravamo poveri e vivevamo con la pensione di invalido di guerra di mio padre che prendeva la fantastica somma di lire 55.000 mensili!!! Invalidità di ottava cateegoria, vedovo con quattro figli! Altro che terzo mondo... Provate a farci vivere i gerarchi del nostro governo con questi soldi e poi vediamo come se la cavano...

Grazie a questo pezzo di carta ed alle mie 4 lingue parlate e scritte trovai un buon posto di lavoro in una compagnia assicurativa che cercava un madre lingua italiano. Da li è cominciato tutto, le ditte per cui ho lavorato mi hanno pagato i vari corsi di lingue, il corso per il diploma federale che ho conseguito poi qui ed anche il mio tentativo di maturità in Italia. Oggi sono un quadro dirigente!
Giudicate voi.
Buon Anno
Mat

Mat Di Maio 27.12.05 10:03| 
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Leggendo le risposte allo sfogo di un giovane italiano che va a lavorare all'estero mi chiedo dove stiamo andando.
Mi dispiace enormemente per Marcello e per le decine o centinaia di italiani che devono emigrare per andare a vendere non semplici braccia ma il proprio intelletto all'estero.
Sono mortificato come italiano che pezzi preziosi della nostra nazione debbano cercare fortuna altrove per sopravvivere.
Sono pure mortificato per tutti quelli che rispondono senza ascoltare o fanno a gara a “io sto peggio di lui” ma dimenticano di guardare il mondo con gli occhi degli altri o di mettersi nei panni degli altri.
Il problema qui non è il precariato, non sono i dipendenti sottopagati, il problema è che l'italia continua e persiste a non investire nella ricerca e a non trattenere le risorse preziose e “rare” che per caso si trovano a nascere e vivere in italia.
L'economia mondiale si sta modificando, il costo del lavoro dei paesi dell'est è molto più basso del nostro, in cina costa ancora molto di meno e in india molto meno che in cina.
Nello stesso tempo internet sta abbattendo le comunicazioni, le frontiere tra i vari stati stanno diventando sempre più evanescenti e il trasporto delle merci è sempre più veloce e meno costoso. Tutto questo fa pensare che una nazione intelligente che ha un costo del lavoro alto dovrebbe cercare di essere la mente ideatrice dei prodotti, dovrebbe studiare inventare distribuire i prodotti prodotti altrove. Quasi tutti i paesi industrializzati hanno lo stesso problema, e quasi tutti stanno investendo in ricerca.. quasi tutti tranne l'italia.
Possiamo disquisire sul sesso degli angeli, possiamo difendere ad oltranza milioni di italiani che per un modo o per un altro sono in crisi per queste trasformazioni economiche ma il problema reale è che tutte le nostre discussioni non fermeranno le trasformazioni economiche che stiamo già subendo.
È inutile di parlare di italianità di difesa dei posti di lavoro se poi chiunque non si pone il proble

Luca Nuvoli 27.12.05 10:01| 
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Ciao. Ho letto i post delusi ed amareggiati di quanti, giovani (Sic!) laureati in materie scientifiche, devono abbandonare l'Italia per avere in cambio quel pò di dignità, risocoscimento sociale ed indipendenza economica che questo paese oramai non riconosce più. Li capisco benissimo e vorrei rincarare la dose: esiste tutta una categoria di laureati, ed oltre, che non ha neppure questa possibilità: quando infatti il tuo unico torto è stato quello di dare seguito alle naturali inclinzioni ed intraprendere studi umanistici (lettere, filosofia, pedagogia, storia, geografie che siano), non è ti è neppure data questa scelta. Un paese che ha rotto il patto sociale implicito che voleva i "dotti" rappresentare la parte più dinamica, solida e socialmente rispettata della collettività, un paese che non investe più un soldo nella ricerca, un paese dove è impossibile persino accedere ai dottorati di ricerca senza un valido appoggio esterno; ecco, un paese così cosa poteva offrire a quanto non producono beni tangibili? La risposta è ovvia: assolutamente nulla, ormai neppure quella valvola di sfogo che una volta era rappresentata dall'insegnamento.
E allora monta la frustrazione e la rabbia per aver passato una vita sui libri ed aver creduto ad una società che faceva promesse non mantenute. Invidio sinceramente quanti, grazie al proprio titolo, posso abbandonare quest'infame realtà e cercare una vita migliore, come una volta i loro nonni con le valigie di cartone! Del resto quale sarebbe l'alternativa? Guadagnare meno di un muratore (senza offesa) ed essere considerati degli immorali solo perchè non si accetta questa situazione e si vorrebbe un impiego confacente alle proprie capacità ed alle fatiche sostenute.
Vi invidio davvero. Se potessi tornare indietro farei l'idraulico o l'elettricist, studierei per hobby, citerei Kant o parlerei delle Termopili mentre aggiusto un rubinetto. Non mi toglierebbe nulla in fatto di dignità ed in più avrei di che mangiaere.

Daniele Satta 27.12.05 09:23| 
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http://www.clubfattinostri.it/8x1000/
questa proposta che mi è arrivata tramite un amico è in tema: se vi piace commentatela e magari aiutatemi/ci a capire se c'è del buono, come mi appare, oppure no dato che avete + tempo di me per approfondire.
Grazie

christian tassinari 27.12.05 09:10| 
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Conosco Marcello perchè anche io sono un ingegnere aerospaziale del Politecnico di Milano con qualche anno meno di lui (4 ndr) ...e capisco perfettamente la sua scelta.
Malgrado una laurea cosi' "prestigiosa" il panorama italiano e' deludente: nell'università occorre molta pazienza e accontentarsi di stipendi miserevoli a fronte degli sforzi fatti.....nell'industria invece: l'Italia non ha saputo proseguire la strada iniziata da protagonista; offrendo ora ben poco, rispetto ad altri paesi come Germania, Francia, Inghilterra, Spagna e USA.
Anche io ho percio' deciso di andare a lavorare all'estero per avere uno stipendio dignitoso.
Ho anche accettato un altro compromesso, ovvero quello di cambiare settore e abbandonare l'aerospazio. Perche'?
Perche' questa scelta, anche se difficile e rischiosa, mi ha pero' consentito di lavorare per una importante azienda italiana e di questo sono molto orgoglioso. L'Italia e' un paese meraviglioso e' chiunque vada in giro per il mondo a lavorare non puo' non rendersene conto e avere voglia di tornarci.

Mauro Begnini 27.12.05 02:48| 
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ciao Liliana,
io sono un pò più giovane di te e sto incrociando purtroppo la tua stessa strada, sono convinto però che bisogna farsi coraggio e cercare con tutte le forze di andare avanti.. anch'io come ti consigliva Walter sto pensando di fuggire dall'Italia e in qualche modo costruire il mio futuro all'estero.. come ben sai anche per questo c'è comunque bisogno di un certo budget.. vorrei chiedere a Walter in quest'ultima parte del messaggio, come intende aiutarti o consigliarti concretamente, perchè a questo punto ne sono fortemente interessato anch'io..
Walter ti chiedo dunque di contattarmi se possibile ed illustrarmi la tua iniziativa.

mauro pagnani 26.12.05 23:54| 
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Quanto mi fa incazzare quando leggo o sento di imbecilli che dicono: "i trentenni di oggi non lasciano il nido, preferiscono rimanere a casa con i genitori perchè hanno paura di crescere..." e altre amenità del genere.Beh, io mi sono laureato in legge con un ottimo voto nel 1985. A ventotto anni sono riuscito finalmente a vincere un concorso pubblico per funzionario statale. Ho iniziato quindi a lavorare trasferendomi in un altra città, abitando in una stanza di tre metri per quattro in appartamento condiviso con altre tre persone perchè - malgrado qualifica e trattamento economico fossero corrispondenti al massimo livello di ingresso nella PA- non potevo permettermi di più. Dopo dieci anni (sì, dico dieci tondi tondi) la situazione era rimasta praticamente identica, malgrado mi proponessi (inutilmente) alla Amministrazione per incarichi che mi permettessero di integrare lo stipendio almeno di quel minimo per vivere dignitosamente. Eppure godevo fama di "gran lavoratore" ed ero titolato per svolgere le mansioni che richiedevo. Così,ho approfittato di una favorevole coincidenza pietosamente offertami da un amico potente e (con molte tribolazioni viste le resistenze della mia Amministrazione)sono riuscito a farmi trasferire nella mia città, tornandomene a casa di mio padre, a trentotto anni, lasciando una città e un lavoro che adoravo nonchè dei colleghi stupendi per ricominciare tutto da capo, con mansioni diverse, in una altro Ministero. Tutto questo accadeva nel 1997, e meno male che l'ho fatto: a causa dell'euro , quella stanza 3x4 che allora costava (oltre le spese) 500.000 lire al mese costa oggi 500 Euro. Lo stipendio, invece , è rimasto sostanzialmente invariato. Tremo al solo pensiero del se fossi rimasto lì... ma perchè in Italia a un lavoro dignitoso non corrisponde la possibilità di una vita dello stesso genere? Ma è possibile che da noi, per condurre una esistenza normale, si debba per forza diventare magistrati o notai o medici o superavvocati?

Gianni Amendola 26.12.05 23:39| 
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Promemoria precario x le prossime elezioni (da
http://www.ilvangelosecondosanprecario.org/ )

1. Tutto cominciò con il Presidente del Consiglio Massimo D’Alema che, durante il discorso alla Fiera del Levante di Bari, nel 1996 pronunciò la
storica frase ‘Scordatevi il posto fisso!’.

2. La dichiarazione d’intenti trova un immediata applicazione nella Legge n.196 del 27 luglio 1997, nota ai più come Legge Treu, che istituiva in Italia il lavoro interinale. Il primo comma dell’art. 4 recita nel seguente modo:
"Art. 4. È vietata la fornitura di lavoro temporaneo:
a) per le qualifiche di esiguo contenuto professionale, individuate come tali dai contratti collettivi nazionali della categoria di appartenenza dell'impresa utilizzatrice, stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi;"

Come mai allora il lavoro interinale, grazie alla firma di Cgil, Cisl e Uil nei contratti collettivi, è stato introdotto:
* Nel settore artigianale
* Nel settore dell'edilizia
* Nel settore metalmeccanico
* Nel settore pubblico

Dove sta in questi settori l’elevato contenuto professionale?

* Rinnovo contratto tessili-abbigliamento (maggio 2004). Vengono introdotti norme sul tempo determinato, job sharing e apprendistato che recepiscono interamente il decreto 368/01 che consente ai padroni di introdurre tali contratti atipici per un certo ammontare, non sempre verificabile. La stessa Cgil si era pronunciata contro tale decreto. Perché allora oggi approva la sua applicazione?

* Legge 30 (detta legge Biagi) del 2004. Posizione fortemente contraria della Cgil e dei Ds. Perché allora la Cgil ha firmato più volte a livello locale e settoriale l'applicazione del decreto 848 che della Legge Biagi è il degno figlio?

* Ma più in generale. Perché la Cgil (con alcune eccezioni, vedi Fiom) non ha mai proposto una seria campagna sul tema della precarietà, salvo poi occuparsene "a parole" in vista delle elezioni?

Vincenzo Salani 26.12.05 23:36| 
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Dopo quanto letto nel tuo articolo, carissimo beppe, non sò piu di che cibarmi, penso che ci sia ancora qualche alimento privo di tutte quelle ferraglie, se si,sarei curioso di saperlo. Ciao un abbraccio e anche se non cè bisogno di dirtelo, continua così ad aprire il cervello alla gente, sei un grande.

* Campi obbligatori

alessandro gazzola 26.12.05 23:35| 
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Carissimi, ecco la dolente nota del nostro paese:
il suo futuro.
Abbiamo i nostri soldati a Nassiria, quindi può andare bene lo stesso. No?
Abbiamo gli "esseri americani" come amici, e anche questo ci porta ad essere completamente disinteressati, poichè stiamo in una botte di ferro...
Mavvaffanculo va...

Mauro Mazzerioli 26.12.05 23:33| 
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sig.Marco Antonini,
nel suo post del 25/12/05 avrebbe dovuto essere più preciso nel dichiarare "certamente le organizzazioni sindacali hanno contribuito a far sì che questo avvenisse......, hanno mostrato collusione con il sistema imprenditoriale".
Le vorrei ricordare che nel già lontano 2001 la CGIL, denunciava una politica governativa fatta di provvedimenti inefficaci (quelli dei cento giorni) e pieni di iniquità (le ricorda qualcosa l'intervento sull'articolo 18?).
La stessa CGIL, non condividendo quanto contenuto nel Patto per l'Italia (anno 2002 legge 30,ecc)ha fatto la scelta solitaria di non firmare quell'accordo.Per quanto concerne "l'assoluta inadeguatezza di preparazione dei quadri sindacali", ritengo che non si possa generalizzare un giudizio di questo genere; sapesse sig.Antolini quanti quadri aziendali privi di preparazione che incontro, ma non mi permetto, al proposito, di giudicarli tutti "inetti".
Sull'affermazione "...le organizzazioni sindacali abbiano fatto dell'ignoranza degli isritti un'arma di potere" mi permetta di dissentire; la CGIL ha come impegno la difesa democatica dei diritti (tutti quanti)e il legame tra questi e la libertà.
Se le r.s.u. della sua azienda l'hanno attaccata per quel fatto preciso, a mio parere hanno fatto male. Al riguardo potrei consigliare di organizzare anche loro un corso sugli elementi della busta paga, magari confrontando se le detreminazioni finali sono le stesse!
Concludendo, la CGIL non ha nessun timore e lo ha dimostrato di fronte ad eventi molto più seri e pericolosi (alcuni sindacalisti sono stati uccisi perchè denunciavano, molti sono i sindacalisti minacciati per il loro impegno)!.
Abbiamo un secolo di storia che ci ha visti difendere le condizioni di lavoro e di vita di tutti i lavoratori.
Cordialmente.
Finchi Natale funzionario FILCAMS CGIL FERRARA


natale finchi 26.12.05 23:26| 
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Siti per i precari di ogni sorta:

http://www.lavorivariabili.it/lv/

http://www.sanprecario.info/#

http://www.chainworkers.org/dev/noi/precariato


Vincenzo Salani 26.12.05 23:03| 
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Confrontare gli "Uomini d'Onore" (camorristi, 'ndranghetosi, mafiosi ecc.), con i "dipendenti", fa pendere la bilancia nettamente ai primi. Perché in un contesto x, si rispettano le Regole, e chi sgarra in malafede paga! E poi il sistema di welfare degli Uomini d'Onore è molto efficiente e capillare, ed aiuta le famiglie degli affiliati. Il lavoro offerto è pure ottimo e ben pagato, tra lavoretti facili come nascondere "droghe", e vendere di contrabbando sigarette, cd e dvd. Fino a svolgere mansioni come quella di esattore o convincitore. Propugno l'Italia in mano ai Mammasantissima, e le cose andrebbero meglio! Basta con questa ipocrisia!

ciro peiotini 26.12.05 22:04| 
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non solo i cervelli se ne vanno...
www.precaricri.it la situazione dei precari della croce rossa italiana che ogni fine anno non sanno di che morte morire..

fabrizio raglia 26.12.05 21:38| 
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beh allora caro Enzo Berardi le rispondo da imprendidore .
lei dice che le PMI non valgono più nulla io invece penso l'opposto e che sono le grandi industrie al collasso almeno per ciò che riguarda l'europa ,il sistema GRANDE INDUSTRIA ha fallito ed è tuttora un peso per i cittadini italiani ed europei vedi fiat che la tengono in piedi non so come ,col tempo tutte le multinazionali europee pianteranno tenda in india o africa perchè la cina è gia acqua passata ,all'europa resterà il settore logistico e le PMI, perchè la grande industria è in mano ormai ai cinesi indiani e tra poco all'africa in generale.
noi europei dovremmo puntare sulla qualità non abbiamo scampo , e questo vale anche per i cervelli che ci dovranno guidare e io dico che questi ultimi dovranno essere persone scelte ,basta coi raccomandati ,quelli devono rimanere a casa non abbiamo soldi da buttare per gente che no produce .
poi sull'america potrei stare qui un giorno a parlare con lei,l'america con tutti i suoi cervelli che porta via di quà e di là per il mondo ,è la nazione più indebitata del mondo ,è sul filo della catastrofe monetaria,arricchisce il singolo individuo,allora mi chiedo e le chiedo ,sono i cervelloni che servono all'america ,oppure è l'america che serve ai cervelloni.

maurizio musco 26.12.05 20:08| 
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da due mesi, anche mio figlio se n'è andato all'estero; alternativa? sperare in qualche borsa post-doc (650-800 euro mensili), lecchinare i baroni in attesa di un concorso per ricercatore, invecchiare nel frattempo guardando marcire la ricerca scientifica italiana; invece, è migrato in un paese in cui la Ricerca non solo si scrive con la R maiuscola, ma esiste davvero quella che retoricamente si chiama "comunità scientifica"; scienziati anziani e riveriti come santoni stanno insieme ai più giovani nella stessa sala, una volta alla settimana, per confrontare e discutere liberamente i migliori "lavori" dei vari gruppi; anche l'ultimo arrivato, avendone argomenti, viene incitato a "conferenziare"; ha la stessa possibilità di parlare dei santoni-baroni (proprio come nei ns atenei..); il suo salario attuale gli permetterebbe di mantenere i suoi genitori (oppure una famiglia, se l'avesse); è il suo primo lavoro concreto dopo 21 anni di studio (spesso difficili e faticosi) e, purtroppo, permanendo questa Italia - matrigna - chissà quando potrà ritornare..
il futuro: se vince Prodi e mantiene le promesse, e rimane coerente a quello che ha sempre detto, la ricerca scientifica dovrebbe ritornare l'avanguardia di una ripresa che ormai l'Italia attende da troppo tempo; se vince Berlusconi, resteremo nella cacca

lorenzo mazzucato 26.12.05 20:04| 
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Bravo Marcello, sii coerente con te stesso e con le tue scelte, e continua a vivere veramente la vita; impara, cresci nel tuo campo e poi torna in Italia a sbattere fuori a calci qualche vecchio bacucco ignorante barone universitario (quando te lo permetteranno).

Signor Giuliano De Santis, spero che lei non sia un docente universitario, se tra i neolaureati ci sono "tantissime zucche vuote" è solo colpa vostra e dei vostri esami-farsa; Marcello non si vergogna di essere italiano, è molto amareggiato e si è stufato di essere umiliato dal non-lavorare, non-pensare e non-guadagnare a cui ti costringe lo schifoso sistema-Italia.

E poi spiegatemi una cosa, voi anime belle che sparate a zero su chi deve emigrare per cercare un po' di dignità: siamo immersi nel libero mercato dalla testa ai piedi, e sembra che purtroppo lo saremo sempre di più in futuro; perchè mai non dovrebbe valere per i cervelli??

Cordialmente

Un giovane italiano (un "cervello"?) schifato dal sistema-Italia e da un' altissima percentuale di italiani, che presto vi saluterà come ha fatto Marcello; per godermi qualche centinaio di chilometri di spiagge, le colline toscane, i borghi medioevali ed i ristoranti c'è tempo, adesso cerco altro.

Massimo Musumeci 26.12.05 18:58| 
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sono un architetto di 30 anni in procinto di partire per un lavoro in francia. sapete a cosa mi tocca rinunciare? ad un bel lavoretto in nero a 750 euro al mese! e non mi posso lamentare: c è gente della mia stessa età e situazione che prende 400 euro CON PARTITA IVA!!! ovvero un cazzo! altro che fuga di cervelli... qui si è persa la testa da un pezzo!
l architettura è un bene di tutti!

W CHI LOTTA E CREDE !
Erika

Erika Bianchi 26.12.05 18:04| 
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E' GIUSTO SACRIFICARSI MA NON LO E' MORIRE DI FAME, E PER COSA,PER POI CONSEGNARE, IL FRUTTO DELLA PROPIA RICERCA NELLE MANI DI MULTINAZIONALI PRONTE A SFUTTARE IL TUTTO E LASCIARE A TE SOLO 3 LIRE E UN PO' DI GLORIA? NO CHI LAVORA E' GIUSTO CHE SIA RETRIBUITO IN BASE ALLE PROPRIE CAPACITA'. MARCELLO HA FATTO UNA SCELTA GIUSTA, E' ANDATO IN UN PAESE IN CUI VIENE APPREZZATO E LODATO TUTTI I GIORNI.
AUGURI DI BUON ANNO MARCELLO

ANGELO GRIECO 26.12.05 18:01| 
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Beh è una strana società quella in cui viviamo che strapaga veline e calciatori e lascia le briciole a chi cerca di approfondire il sapere umano, il progresso, occorre lavorare insieme per cambiare le cose...

http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=78497

Paolo Morelli 26.12.05 17:51| 
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Scrivo in merito al messaggio del Dr. Marcello Romano. Se ho capito bene, cambia lavoro perché negli Stati Uniti guadagna di più. Tutto qui. Che bisogno c’era di segnalarlo al mondo? Se invece cambia lavoro per altri motivi, potrebbe darci il suo parere in merito ai problemi della ricerca in Italia. Visto che i contribuenti italiani hanno contribuito (poco) al suo eccellente curriculum scolastico, mi sembra il minimo. Il primo passo verso la soluzione è conoscere il problema.

Gianluca Borgia 26.12.05 17:40| 
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mi rammarico a sentire certe cose, probabilmente chi pensa che questo ragazzo, come molti altri se ne sia andato solo per i soldi neanche sa che cosa vuol dire fare ricerca e vive chiuso nei suoi orizzonti tascabili di chi aspetta il 27 per godersi lo stipendio facendo i consumatori. Fare ricerca significa amare la propia materia ed il genere umano, perchè un ricercatore attraverso sforzi immani si colloca alla frontiera della conoscenza e con la propria vita, si con la propria vita, poichè serve una vita intera per farlo, fa fare un ulteriore passo al genere umano. Con tutto il rispetto per ogni professione, ci mancherebbe altro, ma è scandaloso che questa gente, elitè modiale del sapere, che per amore del sapere ha sacrificato anni ed anni su una scrivania venga pagata come un magazziniere o una cassiera. ancor più male fa sentire che c'è gente piccola piccola che si permette di giudicare una persona esasperata dal fatto che i suoi sforzi e i suoi contributi non vengano affatto riconosciuti.

vito frugis 26.12.05 16:36| 
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La scelta di Romano è l'ennesima storia che ti riempie di rabbia, ma dopo la furia emotiva mi chiedo se possiamo fare qualcosa di concreto per i nostri ragazzi. Costituire un fondo..., un'associazione, un "qualcosa" che possa supportarli economicamente ed impedirne la fuga. E' dimostrare così ai nostri mediocri dipendenti che una società civile può fare veramente qualcosa al contrario di loro.

Alessandro Blasi 26.12.05 14:32| 
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C'è qualcuno che ha frainteso, evidentemente, le parole di Marcello Romano, o che non conosce nulla del mondo universitario italiano.
Allora ci tengo a precisare, per chi pensa che Romano sia un fallito che giustamente non trova soddisfazioni lavorative in Italia, che l'essere ricercatore presso il Politecnico di Milano è tutt'altro che da falliti! Non solo: essere assunti da una università americana lo è ancora di meno.
Il problema non è la situazione del solo Romano, in Italia, E SOLO IN ITALIA, un ricercatore universitario riceve - per contratto nazionale!!! - una paga di circa 1000 euro al mese!!!!!!!
Un ricercatore universitario è uno che ha conseguito una laurea, dopo la laurea ha conseguito un dottorato di ricerca (il titolo più alto conferito dall'Università italiana, al cui corso si accede tramite un concorso estremamente selettivo), ha vinto il concorso, appunto, per ricercatore, e dopo tre anni è stato confermato alla luce della sua produzione scientifica e del suo impegno didattico.
Ecco: dopo tutta questa trafila si guadagnano circa 1000 euro al mese. Non Marcello Romano, TUTTI i ricercatori italiani che lavorano presso le università pubbliche.

Ciro Russo 26.12.05 13:33| 
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per alfonso

hai ragione!!!
all'Italia servono migliaia di cervelli che picchettino le strade, e migliaia di pensioni che mantengano le nuove famiglie allargate.

sauro soriani 26.12.05 12:43| 
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leggendo qua e la' i commenti, ho notato che chi pensa che Marcello abbia scelto la via piu' comoda (e bhe' è proprio facile andarsene via con moglie e due figlie, sembra quasi una vigliaccata neh??) ha dato motivazioni, quando c'erano, molto superficiali e rozze: perchè non lottare, cambiare il sistema, associarsi, spianare la strada a chi verrà dopo di noi... parole bellissime, ma solo parole.uno si fa un cxlo cosi', spende energie, tempo e denari per una laurea( e ing. al poli non è per tutti), riesce ad entrare nella ricerca, si fa una famiglia e poi gli si prospetta che dovra campare sulle spalle dei parenti e concentrarsi su come cambiare il sistema e come far sentire la propria voce per smuovere le acque del settore universitario: studio ingegneria per diventare politico.
la situazione universitaria e' uno schifo ma perchè martirizzare i capa tanta? chi ha l'opportunità ed il coraggio di andare deve andare. si salvi chi puo.
anche altri miei colleghi universitari che hanno trovato lavoro in aziende italiane sono sempre impiantati all'estero.
non so se l'italia affonda, chi dice si chi dice no, per fortuna ci sono i prodotti doc, docg,dop.

ciao a tutti un saluto da BZ

sauro soriani 26.12.05 12:31| 
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IO ho 35 anni e sono da 5 anni disoccupata,prima facevo la barista, laureata e eseguito corsi e stage a non finire, non sono sposata e nemmeno ho figli per fortuna anche se mi piacerebbe avere un futuro diverso! Sono tuttora sulle spalle dei miei genitori ormai anziani. A che mi è servito laurearmi dopo sacrifici dei miei genitori e miei se poi continuano a mantanermi? Le scuse che finora ho ricevuto dai datori di lavoro, quando elemosino un colloquio è: una la mia età perchè troppo vecchia,un'altra troppi titoli e poi che sono troppo lontana dal posto di lavoro. Con una raccomandazione le cose sarebbero diverse ma non conosco nessuno che mi possa raccomandare e siamo in mano dappertutto di raccomandati incapaci con appena uno straccio di diploma che occupano un posto che nemmeno se lo meritano. Purtroppo non ho nammano i soldi per andare lontano da dove abito per cercarmi un posto di lavoro. Ma deve fare una ragazza? Ridursi a battere i marciapiedi?

Liliana Falzone 26.12.05 12:20| 
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Viviamo nell'era dell'armiamoci e andate.In Italia poi,sembra che essere imbecilli sia un pregio.Tutta teoria e niente pratica,e così nessuno fa niente.Se sei imbecille comandi,ed il tuo compito é quello di non far crescere nessuno che abbia un minimo di talento.Siamo un gregge di pecoroni diretti verso il dirupo.Perchè non cambiano modo di pensare?

Antonio Cataldi 26.12.05 12:20| 
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per Alfonso, se la mia risposta è demagogiga, dimmi il perché.

marisa bonsanti 26.12.05 12:00| 
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Caro Beppe,
a leggere tutte queste grida, non c'é da consolarsi ne da consolare questi bravi ragazzi, e vedo che molti dei gridaioli danno segno di non tentare nemmeno di pensare quello che sente in cuor suo Marcello.
Si é vero e colpa nostra, i disastri italiani, la smania di ricchezza, la carriera facile, l'auto nuova, la casa bella, la vita bella!
Sono proprio loro quelli della bella vita che ci stanni condannando ad essere quelli della punultima fila; fino a quando ci saranno piazze monumenti musei e colossei da vendere non ritroveremo la nostra vera inclinazione, il turismo!;
fino a quando non si potrà girare l'Italia senza timore di essere aggrediti o scippati come ai tempi dei briganti, e le città saranno chiuse entro mura oggi invisibili, come ai tempi dei gonzaga, non ci potrà essere vero sviluppo, e non sarà un ponte od una ferrovia a renderci fieri di essere italiani.
auguri e ciao a presto

dr.bauli 26.12.05 11:51| 
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Credo ci sia necessità di fare un passo indietro. Il famoso miracolo economico non è da attribuirsi e noi ma ai lauti finanziamenti americani in cambio di occupazione di suolo necessario a loro per fronteggiare il comunismo russo. Caduto il muro di berlino grazie al papa,eletto a proposito, l'interesse per l'italia è decaduto e sono finiti pure i soldi per tenere calmo il popolo. Ora non ci rimane che rimboccarci le maniche e lavorare sodo, per non diventare servi, senza scendere a compromessi con noi stessi e mettiamoci in testa che se lo stato siamo noi, noi dobbiamo risolvere i nostri problemi cuotidiani senza mendicare lavoro, ma inventarcelo. Lo stato di necessità e l'amore per il nostro meraviglioso paese ci farà tirare fuori il nostro acume e la nostra dignità. Con questo non denigro certo chi emigra, conta molto lo spirito col quale se ne va altrove.

marisa bonsanti 26.12.05 11:22| 
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Se tu fossi davvero legato alla tua terra e non al Dio denaro potresti impegnarti per ricercare un'occupazione migliore e non ti lasceresti allettare dalle proposte economicamente agiate. Lotteresti qui (caro Grillo questa storia mi ricorda quella delle aziende con la sede alle Cayman..ricordi?)per cercare di migliorare il problema che ti sta portando via, lotteresti anche per coloro che verranno dopo di te, perchè sia ben chiaro che andandotene lascerai un vuoto e scaverai ancora più profondo il fosso che coloro dopo di te, i ragazzi di domani, dovranno saltare e superare per cercare di migliorare il loro presente, sperando che le nuove generazioni di ricercatori siano più forti di carattere di quelle precedenti.
Magari, se proprio guadagnerai così tanti soldi in California, mandane un po' indietro, qui, nella vecchia e tanto amata Italia, perlomeno come risarcimento per noi contribuenti che abbiamo sovvenzionato i tuoi studi.
Senz'offesa, s'intende.
Buone feste a tutti, soprattutto a quelli che il loro mondo lo vogliono davvero cambiare, in meglio, senza scappare da problemi ma affrontandoli.
Ale

Alessandro Fabretto 26.12.05 11:08| 
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Ciao Beppe,

Non c'è solo la fuga dei cervelloni ma anche dei cervellini. Io ho 35 anni, parlo tre lingue e da dodici anni lavoro nell'export. A quanto pare un profilo professionale come il mio in Italia non serve più perché non si esporta più nulla. Così mi son trovato di colpo bloccato in un'azienda in crisi, dove una figura come la mia era diventata superflua, ed allo stesso tempo non trovavo lavoro altrove. Ho mandato domande dappertutto, anche al di fuori della regione e non ho trovato risposte. Poi ho mandato tre curriculum in Francia e addirittura mi son potuto permettere di scegliere tra due alternative. Oggi vivo a Parigi e sono contento. L'Italia non ha più avuto bisogno di me, pazienza. Quelli che criticano le persone che se ne sono andate all'estero è perché non si sono mai trovate nella situazione di dire: o l'emigrazione o la fame e secondo me sono gli stessi che vorrebbero tirare cannonate ai gommoni che fanno la spola per l'Adriatico.

Alberto Zanchi 26.12.05 11:01| 
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... e bravo hai scoperto l'acqua calda, ottimo per un ricercatore. E' facile scaricare la propria inacapacità sulle spalle degli altri...La tua storia è comune a tutti i paesi del mondo ed è raro che se uno non riesce a fare le sue cose a casa propria brillerà fuori...molto raro..Anche questa volta i giornali e le televisioni hanno colpito ancora!!!!

Giovanni Steri 26.12.05 10:42| 
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Faccio l'avvocato da 15 anni in un piccolo paese del sud Italia, dopo una laurea presa a 24 anni, e un 110 e lode. Tante volte sono stata tentata di fare le valige e partire verso mete più allettanti. Ma mi sono fermata a guardare il mio paese, abbandonato da quasi tutti i giovani migliori. Con pochissimi altri cerchiamo di lottare contro una classe politica mafiosa e retrograda. Il sistema politico, anche quello di sinistra, ci ha espulsi da candidature e dirigenze. Ma la nostra piccola lotta continua sempre. Qualcosa la cambieremo. E se fossimo di più cambieremmo più cose e più in fretta. Voglio che il mio paese cresca perchè non posso pensare che in futuro verranno gli americani e ci annienteranno culturalmente e socialmente, magari con tecnologie e metodologie create dai miei compaesani italiani che per vivere più agiatamente, o avere riconoscimenti professionali, egoisticamente hanno dato ad altri paesi quello che con più umiltà, coraggio e spirito di sacrificio avrebbero potuto dare al loro paese. E questo anche per dare una speranza ai propri figli.

Lara Greco 26.12.05 10:40| 
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Ancora per M. Musco.
Vede... le PMI sono andate bene in Italia quando la produzione industriale in Italia poteva essere trainata da manufatti e servizi, come dicevo, a basso valore aggiunto e quando la competititività si misurava su scala regionale o al più nazionale. E va dato ad atto, come lei ha ricordato, che esse sono state alla base del "cosiddetto" miracolo italiano. Così come mi trova concorde nel dire che in Italia le "grandi" industrie hanno sempre avuto fin troppi aiuti a fondo perduto.
Ora però, da qualche anno, non è più così. In una era di economia globalizzata (che piaccia o no siamo in questa era), la PMI, salvo alcuni casi, è una realtà perdente a meno che non si rivolga verso tematiche di tipo innovativo. Le applicazioni nelle nuove tecnologie, nano e ottiche p.e., sono oggi appannaggio ancora di PMI nel mondo, ma sono PMI la cui nascita richiede una assunzione di rischio imprenditoriale sconosciuto in italia. Io stesso collaboro con una di queste nel campo della security. Ma sono mosche bianche e non vi è alcuna previsione di incremento nel loro numero. L'unica cosa realmente nuova in Italia sono i "consorzi di ricerca", che attraverso la unione di piccole entità industriali danno vita a soggetti in grado di fare grossi investimenti.
Ma per il resto vedo solo il deserto intorno a me.
Per quanto riguarda l'Italia e l'amor di patria... le dico che ovemai mi riuscisse di andar via, non avrei alcuna remora a rinunciare anche alla cittadinanza italiana, dal momento che disprezzo questa nazione.
saluti eb.
(ps... conosco molto bene l'america anche io è vero che ti valutano per quel che meriti e nulla più. Ma a me basta.)

Enzo Berardi 26.12.05 09:33| 
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ho 56 anni, quasi una vita spesa nel mio lavoro, con uno sguardo continuo alla politica, vengo da una quasi laurea in sociologia, quindi molto attento a tutti gli eventi di massa.
mi sembra che in questi 30 anni, tutto sia andato, lentamente peggiorando, la nostra classe politica, sembra attenta agli interessi di partito, e quelle poche cose positive, trapelano solo se coincidono con questi interessi.
non vedo all'orizzonte, uomini propensi a lottare, o quantomeno, a interessarsi, dei reali interessi della collettività. da qui, facile comprendere questo stato di malessere e di difficoltà, che pur in un momento in cui tutto è messo in discussione nel mondo, nel nostro paese si trasforma in una sorta di vivere alla giornata, in una malsana gestione della vita quotidiana sorda, accecata dalla inconscia consapevolezza della consuetudine piatta e disinteressata, specchio virtuale della nostra classe politica, e che purtroppo, in fondo, credo sia, conseguenza dello specchio della nostra vita sociale.
non vedo all'orizzonte nulla di nuovo, non vedo personalita eccellere, non vedo interessi collettivi, e ancor di più, non vedo in noi, quella voglia di cambiamento e di forza, che sarebbe necessaria per irrorare di fertile humus, la nostra classe politica.
Da ciò, nasce il disinteresse verso la ricerca, verso la formazione delle menti e della cultura che partoriscono le idee, le conoscenze, le novità.
Ci rimane solo "l'orgoglio" di sperare, di credere nel futuro, tralasciando l'energia vitale della partecipazione, che oggi è l'unica cosa che ci rimane, l'unica cosa che ci permette di trasformarci in quell'humus di prima, terreno fertile a germogliare personalità superiori.
Mi rimane solo la certezza, che solo un movimento rivoluzionario forte e determinato, sia oggi in grado di cambiare qualcosa, e che non vedo nella nostra classe politica, nessuna, tale viatalita.
saluti

Renato VITOLO 26.12.05 09:26| 
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vorrei rispondere anche a Gianni Barba perchè mi è piaciuta molto la frase che hai scritto ed è verissimo ciò che dici ,in italia anch'io vedo quella mancanza di ambizione nei giovani, il negativismo,quell'aspettare la manna, in italia ormai sembra che ti sia dovuto tutto,e appena viene detto "no" si sciopera selvaggiamente senza neanche provare a discutere.
come ho già acennato nell'intervento precedente conosco molto bene l'america ,e non so dove tu abiti ,ma anch'io avrei dovuto venire a vivere lì e guadagnare molto di più , perchè l'america ti dà ciò che meriti ,se hai ambizione e voglia di fare di sicuro ti realizzi ,mentre qui da noi si realizzano anche quelli che non hanno voglia di fare nulla e sono molti,ma amo troppo l'italia ,e verona e sono rimasto per dare il mio piccolo contributo affinchè tutto ciò possa cambiare e sono certo che cambierà.
ti saluto e salutami l'america

maurizio musco 26.12.05 09:12| 
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Cari Miei,
Io dall'Italia me ne sono andato nel '78. Le condizioni peggiori, e i Dottori lavoravano parcheggiando macchine... Io, con la seconda dello scientifico completata, me ne sono approffittato del fatto che avevo doppia cittadinanza e sono tornato negli States... Da Allora, dopo venticinque anni di carriera militare e di governo, non mi rattristo di niente... Non sento la nostalgia di niente... Perche` non me ne sono andato rammaricato, non ho lanciato invettive ed insulti... Ho solo fatto la mia scelta ed ho mantenuto i contatti... Devo ammettere pero` che nonostante le numerose visite nel corso di 25 anni, una cosa non e` mai diminuita, l'assenza d'ambizione causata da negativismo e mancanza d'un clima che permetta l'avanzare d'una persona indipendente. Pero` amo l'Italia, il Veneto, la mia Bella Verona, la mia famiglia, la mia via, e saranno sempre nel mio cuore, anche cosi` lontano...

Gianni Barba 26.12.05 04:27| 
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Salve, sono Antonio Drago, 37 anni di Ravenna.
Ho una Laurea in Belle Arti con specializzazione in Arteterapia e la qualifica di Educatore specifica per assistenza di minori in strutture educative. Attualmente lavoro come Educatore in una casa famiglia; ho esperienze professionali come filmaker e insegnante di batteria. Da tempo penso all'insegnamento presso una Universtià americana per i motovi che hai (ci diamo del tu?)espresso sul Blog di Grillo:
potresti darmi informazioni al riguardo?
Cordialmente,
Antonio

antonio drago 26.12.05 00:43| 
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ATTENTO BEPPE, tra i neolaureati ci sono tantissime zucche vuote! Tanti buoni a nulla. Perché le aziende li dovrebbero ben pagare? Facciamola finita di piangerci addosso.

Sono un designer-progettista-docente.
Anch'io non navigo nell'oro e faccio tanti sacrifici e rinunce ma a differenza di Marcello Romano NON MOLLO il mio Paese e NON mi vergogno di essere italiano. L'Italia deve vivere un nuovo Rinascimento.

Marcello Romano appena gli farà comodo tornerà in Italia. E se i suoi figli vivranno in un'Italia migliore non sarà certo per merito suo.

Giuliano De Santis 25.12.05 23:56| 
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Sono d'accordo con te M. Antonini.
In queste poche non puoi che essere riduttivo.
In altri post ho pure scritto che i sindacati cioè gli "apparati" sprecano più del 60% di risorse ed energie per se stessi.
Tranne poche persone non trovo la preparazione neanche sufficiente, non mi piace il modo come vengono scelte le persone per fare i funzionari, contesto meccanismi di "elezione" dei segretari e potrei continuare per parecchio.

Ridi un po'.
C'era da eleggere una segreteria di una categoria lombarda.
Prima della votazione un gruppo di "saggi" ha sentito i componenti votanti dell'assemblea per capire le intenzioni di voto, già questo è da scompisciarsi, si fa per dire.
Tieniti, i "saggi" chi erano?
Il segretario generale da eleggere e massimi rappresentanti delle componenti politiche, che avrebbero concordato gli altri componenti della segreteria.
E il conflitto di interessi?
E la libertà di voto, dovendola dichiarare a chi poi sarebbe stato eletto?
Io li come ovunque mi sono incazzato e gliene ho dette di tutti i colori, come me altri, ma come nelle aziende siamo sempre in pochi a parlare chiaramente anche a costo di rimetterci.
Vedo tutti giorni quadri primi livelli che non osano mai dire un no, non si sognano nemmeno di contrastare dirigenti e amministratori pur non condividendo affatto questo o quel progetto, accondiscendere e basta e trarne vantaggi personali.
E' così ovunque!
Se leggi e adesso scrivi su questo blog trovo ovvio un comportamento come tu descrivi, non che manchino gli stronzi anche sul questo blog, quanto alla risposta stupida che hai ricevuto, che ti posso dire, se credi di fare una cosa giusta per i dipendenti e per l'azienda (in senso ampio), fallo, scontrati e fottitene, i dipendenti e colleghi saranno con te, anche se non tutti.
Se non credo in un dio, men che meno negli uomini e nelle ideologie e par farlo bisogna essere molto critici, prima di tutto con i "tuoi".
Non paga un cazzo, nessuno vuole essere criticato da un segua

diego dagostino 25.12.05 22:42| 
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E mi perdoni signor E. Berardi lei ha citato l,america ,paese che io conosco molto bene , beh l,america ti dà cio che ti meriti e nulla di più.

maurizio musco 25.12.05 22:25| 
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beh sig berardi dire che le piccole e medie imprese sono la disfatta dell'italia mi sembra troppo , dal momento che abbiamo tenuto in piedi ,questo paese e tamponato tutte le malefatte delle grosse industrie continuamente finanziate dallo stato,e anche dagli enti statali che se non sbaglio alla guida hanno come vogliono farci credere loro dei cervelloni.
il mio intervento sui laureati non era inerente al numero che ha poca importanza ma al livello di dottorato che c'è in italia ,mi è capitato di vedere un medico che non sapeva usare il defribillatore ,e cosa più assurda un architetto che non sapeva disegnare sembra assurdo ma è così.
Secondo me non conta quanti laureati ci sono in un paese ma conta la preparazione che questi ultimi hanno e spirito di sacrificio ,io non so che dottorato lei abbia ma se lei è come credo preparato ,è uno di quelli che deve combattere per non lasciare l'italia in mano a quei disfattisti ,è da persone preparate e convinte che si può rinascere .

maurizio musco 25.12.05 22:02| 
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CARO MARCELLO..
MI POTRESTI GENTILMENTE INFORMARE
SE PERCASO DA QUELLE PARTI CERCANO PURE UN ELETTRICISTA?

Ivo Calcaterra 25.12.05 21:46| 
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E' la prima volta che scrivo sul blog e vorrei fare delle considerazioni sul post di Diego D'Agostino. Credo sia molto riduttivo e controproducente cercare solo nell'imprenditoria e nei governi le colpe di questo stato di cose;certamente le organizzazioni sindacali hanno contribuito a far si che questo avvenisse decidendo di non fare o meglio spesso,purtroppo, hanno mostrato collusione con il sistema "imprenditoriale". Nel mio ruolo di quadro aziendale ho quotidianamente contatti con le r.s.u. e credo assolutamente che coloro i quali sono chiamati a rappresentare le persone che compongono l'azienda debbano godere di rapporti trasparenti. Dall'altro lato però non possiamo negare una assoluta inadeguatezza in termini di preparazione dei quadri sindacali ai nuovi scenari che il mondo (nel senso più ampio possibile del termine) del lavoro ci propone. Credo molto nel potere di ogni singolo individuo e nella sua autodeterminazione;non mi piace però l'idea che anche le organizzazioni sindacali abbiano fatto dell'ignoranza degli iscritti un' arma di potere. Dove lavoro,in una delle mie riunioni mensili con tutto il reparto, ho fatto fare un corso sugli elementi delle busta paga perchè troppo spesso le persone si limitano a verificare se il netto in busta pù o meno corrisponde alle aspettative,al di là di come gli arriva:per questo le oo.ss. mi hanno "attaccato" dicendo che era compito loro La gestione del personale non può basarsi solo ed esclusivamente sul dio quattrino ma soprattutto sulla condivisione di principi; alle mie persone persone ho sempre spiegato che sapere rende liberi e che un'azienda sana non deve aver paura di persone di spessore o quantomeno informate. Ecco,mi piacerebbe che anche le oo.ss. non ne avessero timore e che non limitassero il loro potere sul numero di tessere che hanno. Scusatemi se sono stato un pò caotico nell'esposizione ma, purtroppo, sto perdendo l'abitudine a scrivere;spero che questo blog mi aiuti a ritrovare anche questa capacità.

Marco Antonini 25.12.05 21:35| 
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Caro Beppe Grillo, ma siete proprio sicuri di quello che affermate.

Siete gli unici detentori della verità ?

Eppure si muove dico io.

Perche siete cosi aggressivi.
La giustizia trionfa sempre eppure il comunismo perde sempre.

Non ve la prendete Cristo era un vero comunista LUIIIII ed finito sulla croce per salvarci.

Nel 68 vi siete accaniti contro la religione poi visto che gli ideali rossi sono cascati avete detto diventiamo cristiani anche noi

Con tutta umilta da povero ignorante che sono dico.

Quando esisteva il comunismo eravate comunisti ma non volevate governare ora che non siete piu comunisti volete governare in nome del comunismo.

A voi il coraggio non manca e la testa nemmeno cio che vi frega il senso di sacrificio e il rispetto.

Voi avete sempre ragione e se non l'avete ve la prendete.
Scusate sono solo un infermo di mente.

Giorgio del Forte 25.12.05 20:38| 
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Da fortunato con lavoro a tempo indeterminato, nonché delegato sindacale da anni, osservo ciò che la classe imprenditoriale sta facendo per l'Italia ed in particolare per i giovani d'Italia.
Con l'appoggio dei "nostri dipendenti", imprenditori e dirigenti delle aziende italiane hanno fatto "tutto il loro possibile" per poter disporre dei laureati italiani, con contratto di apprendistato per tempi che sono a volte superiori alla laurea stessa.
Non bastasse, hanno preteso ed ottenuto di disporre completamente gratis o con miseri oboli, dei laureati italiani come stagisti, utilizzandoli poi per finti progetti, esistenti solo sulla carta.
Non parliamo poi del precariato imposto col ricatto della necessità di flessibilità.
Hanno preteso di scardinare tutto il sistema lavoro per la flessibilità, qualcuno può portare un esempio di flessibilità che abbia portato un'impresa italiana a diventare la migliore d'Europa o del mondo?
Hanno precarizzato i cervelli d'Italia, li umiliano costantemente, moralmente ed economicamente.
Neanche se tutti i corsi laurea avessero come materia obbligatoria la giurisprudenza del lavoro dal '70 ad oggi, questi giovani riuscirebbero a difendersi da un sistema imprenditoriale predatorio e truffaldino.
Le cronache all'ordine del giorno danno evidenza di questo sistema di furbi, cinici, arroganti, ricattatori e sfruttatori.
Le aziende italiane vanno male semplicemente perché abbiamo una classe imprenditoriale schiavista, sorretta da una classe politica molto arretrata.
Gli orizzonti politici italiani vanno dal fare concorrenza alla Cina, svendere i tesori d'Italia ad imPrenditori senza scrupoli all'intendere tutto e tutti dipendenti dall'economia e dalla finanza.
Nessuno crede ed investe nei giovani e men che meno nelle donne, se delle aziende fanno ricerca la fanno sfruttando i ricercatori e per mero fine di lucro, elevato ed immediato, chi non ci sta e può va via.
Saluti

diego dagostino 25.12.05 20:07| 
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Ho visto il programma di Riccardo Iacona , W la ricerca e pensavo se in qualche maniera si potesse fare una raccolta di denaro , dà investire nei progetti dei ricercatori citati nel video , in particolar modo per il ricercatore che tenta di sviluppare un trasformatore di energia dà vibrazione ad elettrica , brevettare il tutto , ulteriore investimento per tirar sù una piccola fabbrica , e dà quest'ultima , con ricavi investire in altri ricerche .

Annino Bizzarri

Annino Bizzarri 25.12.05 19:46| 
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Temo di dire qualcosa di poco popolare e mi avventuro in una considerazione. Sento e leggo di tante persone che in varie parti del blog si lamentano dell'Italia, che è uno schifo di Paese, che la classe politica è vergognosa e truffaldina, e così via. Tutte queste opinioni sono comprensibili ma sembrano nate da persone che sono arrivate in Italia ed hanno trovato lo sfascio di cui sopra. C'è qualcuno che pensa che gli unici che possono fare qualcosa per l'Italia siano gli italiani? C'è qualcuno che pensa che questa classe dirigente che si è impadronita del paese va cacciata con la stessa grinta che hanno avuto loro nell'occuparla? E, infine, c'è qualcuno che pensa che scappare è comprensibile ma che si potrebbe fare anche in un modo diverso, magari "sporcandosi" con la politica?
Un abbraccio a tutti e un augurio con grinta a chi decide di non mollare.

Stefano Paolillo 25.12.05 17:25| 
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Andiamo bene.....e pensare che io (laurea in giurisprudenza, master per giuristi internazionali conseguito a Roma con relative spese per vivere un annetto là, due anni di pratica legale appena terminata) meditavo di andarmene dalla Sardegna per approdare a Milano e dintorni, convinto che lì qualcosa di dignitoso si trovasse sicuramente.....Bisognerà per forza espatriare?
A me(27 anni) dicono tutti: "Tranquillo tanto tu sei ancora giovane, si tratta solo di un brutto momento per il mercato del lavoro e come tutti i momenti anche questo passerà". Non è che per caso se aspetto che passi arrivo a 50 anni lavorando gratis?
Piena solidarietà per chi- lo riconosco- sta peggio di me non avendo dietro una famiglia abbastanza abbiente da potergli pagare le spese necessarie per andarsene da casa e cercare opportunità altrove.
Buon Natale a tutti!!

Marco Mereu 25.12.05 17:01| 
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La situazione del mercato del lavoro in Italia è assurda. A prescindere che tu sia laureato oppure no. Che tu abbia esperienza oppure no. Che tu sia altamente qualificato oppure no. Passato il momento delle grandi multinazionali (fallite, fuse, ridimensionate, trascloccate ecc.) non rimane molto da scegliere. Le aziende italiane sono malate di nanisno congenito e guidate da persone che pensano inanzitutto e prima di tutto "alla barchetta, alla macchinona & alla velina".
Che dire, mi ritrovo a 45 anni con 20 anni di esperienza internazionale e un bel contratto a progetto: mica male come prospettiva! E non mi consola sapere che nella sola provincia di Milano almeno 35 mila (35.000 !) persone siano messe come il sottoscritto se non addiruttura peggio. Se avessi vent'anni di sicuro me ne andrei da questo paese ingrato e provinciale. Non vale la pena sprecare tempo ed energia qui.
In Italia pare che esista solo la mediocrità: i cervelli pensanti fanno paura, destabilizzano e fanno un sacco di domande.
Anzi, se mi capita l'occasione sono disposto ad andarmene anche subito: così faccio un regalo ai miei figli. Che almeno loro abbiano una possibilità vera.
Buon Natale a tutti !

Franco Lana Commentatore in marcia al V2day 25.12.05 16:19| 
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Sottoscrivo in pieno il commento di Enzo Berardi. In Italia manca, prima di tutto, una CULTURA DEL LAVORO. Finchè i nostri imprenditori continueranno a considerare l'investimento in capitale umano come un'inutile perdita di tempo, il nostro Paese non rivedrà mai la luce. Cina, India, Nord Europa, Spagna, USA, ormai tutti si sono accorti che per contrastare la crisi economica occorre usare, prima di tutto, il cervello. E mentre questi Paesi corrono, il nostro sta ancora a fare i "conticini" su come risparmiare sul costo del lavoro... Tristezza.

Lorenzo Marra 25.12.05 15:06| 
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Sono venuta a dottorarmi in Spagna. Non mi stipendiano, ma almeno posso pagarlo. In Italia sono 5.000 euro all' anno. Qua sono 185.
Buon Natale.

cristina memo 25.12.05 13:22| 
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Che dire sono anni che i nostri ricercatori vanno all'estero non possono fare altrimenti,
I nostri sistemi di giudizio si basano sulle raccomandazioni sul baronismo,sulla familiarità ecc.
Siamo un paese di perdenti.
Ci lasciamo sfuggire il futuro,e stiamo sprofondando nel passato tecnologico.

Ciao e Buon Natale

paolo manenti Commentatore in marcia al V2day 25.12.05 12:10| 
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vorrei rispondere a enzo berardi ,sono un imprenditore veronese e mi sono fatto le ossa quasi da solo , e capisco la tua delusione verso il nostro sistema , purtroppo però in italia ci sono più dottori che cani ,quello che voglio dire è che in italia purtroppo tutte le lauree hanno lo stesso peso a volte un laureato con 110 , che si è fatto un culo tanto si vede soffiare il posto ,da un paraculato e pure ignorante e purtroppo come tu sai, queste persone sono quelle che ci dovrebbero guidare ,poi vengono a galla gli scandali sanitari ,gli scandali finanziari,perchè questi parassiti combinano solo disastri .
ma dissido da te nel pensare che il nostro paese sia finito io sono certo del contrario ,sono ancora certo che siamo un grande paese ,abbiamo insegnato tanto e abbiamo ancora tanto da dare .
ciao e buon natale

maurizio musco 25.12.05 11:49| 
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Che dire, ci sarebbe da scrivere un libro sulla situazione dell'università e della ricerca in Italia, un libro nero! Se vuoi stare in Università devi sottostare ad un sistema fatto di baronie, ricatti, umiliazioni, e tanto altro ancora. La nostra Università è pubblica, rispetto ad altri stati costa meno, ma poi se vuoi restare per studiare, per ricercare, devi avere le spalle grandi, devi restare in casa con mamma e papà a lungo (popolo di mammoni), insomma non sei indipendente. Per 4 anni con una mirabolante borsa di studio di 9 milioni (vecchie lire ovvio) l'anno, con tutte le spese a nostro carico, ovvio. Nessun diritto: la mensa ospedaliera, le divise per l'ospedale, e chi più ne ha più ne metta. E dovevi pure ringraziare, la frase tipica era "non sai quanti ce ne sono che sono pronti a pagare per stare al tuo posto quindi se non ti va quella è la porta". E' vero vai all'estero e magari (come qualcuno ha scritto) dopo qualche anno ti mandano via (veramente raro!). Ma se resti cosa fai? Ti devi allontanare dalla ricerca, se vuoi vivere e fare cose banali tipo metter su famiglia, magari un figlio. E che nessuno venga a dire che è possibile arrangiarsi, rimboccarsi le maniche.Lo abbiamo fatto tutti! Oltre il,limite della decenza.Poi però sei costretto a guardarti allo specchio a riconoscere che esiste la tua dignità e decidi di difenderla, o meglio di farla esistere (e non più resistere!). Poi la rabbia passa, la vita riprende , ma che delusione, che amarezza.Che commento sconclusionato...ma è quello che mi è venuto di scrivere.
Buon Natale a tutti.

Gianluca Ghiselli 25.12.05 11:45| 
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In tema di Università vorrei capire una cosa che da anni mi tormenta.

Perchè chi può permettersi di frequentare università private e relative rette stratosferiche deve anche poter godere della detrazione del 19% delle tasse pagate ?

LORIS FERRARI 25.12.05 10:44| 
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Mi autodenuncio.
Sono un esportatore di cervelli, e neanche clandestino. E nonostante quello che possiate pensare ne sono fiero.
Sono fiero di dare a queste persone la possibilità di vivere mettendo a frutto le loro capacità. Sono contento che possano vivere meglio e con migliori prospettive di come vivrebbero in Italia.
Io stesso, nonostante la non più verde età, se potrò, andrò via e farò in modo di non tornare più indietro.
Non mi importa nulla del declino dell'Italia e non mi importa dell'Italia in generale che considero una nazione irrecuperabile, buona solo per trascorrervi un po' di vacanza.
Il governo attuale ha distrutto la ricerca in Italia, mentre il governo precedente si è limitato a mantenerla in coma vigile.
Non c'è speranza alcuna di risorgere.
Siamo una nave che non si risolleverà più. Si salvano alcune strutture che pur operando tra molte difficoltà, hanno e manterranno una produzione scientifica di valore mondiale. Il resto assomiglia ad un elettroencefalogramma piatto. Come quello dei consiglieri dell'attuale dannoso ministro Moratti.

Un saluto a tutti.
vb

Enzo Berardi 25.12.05 10:32| 
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Questa lettera è una delle tante e struggenti testimonianze di come la nostra Università stia cadendo...e di come non si veda la fine di questa caduta. Tra l'indifferenza dei più è, tra l'altro, passata il mese scorso una legge per il riordino dello stato giuridico dei Professori e dei Ricercatori, che al di là dell'aver abolito il ruolo dei ricercatori a tempo inderminato non ha fatto nulla, assolutamente nulla per ovviare allo sconcio, madre di tutti gli sconci della nostra Università, che sono i concorsi a Cattedra. Assisteremo ancora per lungo tempo alla cooptazione nei ruoli chiave per lo sviluppo del nostro Paese di soggetti che raramente sono l'espressione di meriti scientifici, ma che più frequentemente rappresentano la sintesi di accordi che si stringono tra le varie scuole accademiche ed i vari settori scientifo-disciplinari. E' vitale che il prossimo Governo consideri seriamente l'abolizione del valore legale della laurea e che finanzi esclusivamente le Università che producano innovazione e cultura a livelli internazionali. Così è in tutto il mondo, ma stranamente non da noi ove nei consigli di facoltà non raramente siedono fianco a fianco nonni, padri e figli testimoni delle anomalie del riclutamento dei docenti in questo povero Paese.

antonio carrassi 25.12.05 09:54| 
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L'economia progredisce grazie all'innovazione e l'innovazione necessita della ricerca. Permettere ad una persona di studiare significa investire in formazione, nel momento in cui i laureati non vengono impiegati, come avviene in Italia, significa che esiste un grandissimo spreco di risorse. Lo spreco di risorse intellettuali è altrettanto grave dello spreco di risorse materiali, per questo vorrei fondare un movimento per cercare di cambiare le cose. Non lo faranno i partiti politici esistenti, perché sono preoccupati di mantenere i loro privilegi, i vecchi non faranno niente per i giovani, se esiste ancora la democrazia allora saremo noi a cambiare le cose, scrivetemi:

http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=78497

Paolo Morelli 25.12.05 09:45| 
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Caro Marcello desidero dirti "PORTAMI CON TE ".. NON SOLO IN CALIFORNIA ma in tutti i luoghi della terra diffondi il mio sito www.adrianabattist.org
esso è nato per quelli come te, per darvi borse di studio, per migliorare la conoscenza e creare la solidarieta'.
Anch'io sono un poco delusa, a modo mio non sono stata capita, tu porti via la famiglia a me in qualche modo la malattia ha portato via tutto eccetto la dignità e la fede.Con questi ingredienti ti auguro buona fortuna e.. TORNA !! chissà ..
adriana battist

adriana battist 25.12.05 08:19| 
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Siamo zero in tutto.....apparte la ricerca in cui li siamo sotto zero. Vi basti sapere che la facolta di Ingegneria di Bologna mette a disposizione degli studenti in tutta la facolta 15 postazioni di computer collegati a internet. Niente di strano fin qui....
Il piccolo problemino risiede nel fatto che queste 15 postazioni devono servire più di 10000 studenti!!

Sembra una barzelletta, ma purtroppo non lo è.

Ho fatto l'erasmus in Portogallo ad Aveiro (40Km a Sud di Porto), paese il Portogallo che agli occhi della stragrande maggioranza è arretrato, beh...hanno dei laboratori in quantita e qualita che noi qua ce li sognamo!!!
Aperti dalle 8 del mattino fino a mezzanotte, wirless che copre tutte le facoltà, mi sembrava di essere sulla luna per la quantità dei servizi.

Cosa voglio dire? Che non c'è bisogno di andare a guardare tanto il là (la ricerca) per capire che l'università in italia è mal messa, basta guardare cose piu semplici, come l'organizzazione minima.
E nonostante tutto le università Italiane sfornano laureati, che come si dice da mè in Romagna, danno da bere a tutti gli altri equigraduati Europei e Americani.
Quanto Potenziale buttato nel cesso....piu sento parlare i politici e piu mi sale il vomito.

Tutti a casa e mettiamo su un governo di tecnici con le palle che abbia conoscenze e capacita di gestione, non un branco di gente impreparata e invischiata in interessi personali (giusto per citarne uno il simpatico Lunardi)!

Lorenzo Spadoni 25.12.05 04:34| 
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Concordo pienamente con Marcello Romano, io ho 36 anni da 24 studio e lavoro appassionato per le nuove tecnologie.
L'Italia ha avuto dei grandi personaggi anche in tempi relativamente recenti: Adriano Olivetti, Federico Faggin (emigrato nella Silicon Valley dove ha dato origine al PRIMO microprocessore per PC).
Quando la Telecom era un'altra cosa è nato al suo interno l'algoritmo di compressione video MPEG che adesso è noto a tutti coloro che vedono una video clip sul proprio PC.

Adesso ci troviamo in Italia tra il notevole problema del DIGITAL DIVIDE, le università che sono al 99% lontanissime dalla produzione e dal mercato, gli studenti che sono GLI UNICI CLIENTI PAGANTI A NON AVERE MAI RAGIONE!!!!

Si, noi studenti siamo utili solo per mantenere organizzatori di Corsi dai nomi innovativi ed altisonanti... quando poi i docenti sono sempre gli stessi, CON LA STESSA FORMAZIONE senza apportare significative evoluzioni in metodi o contenuti.

Certo non si può generalizzare, ma di sicuro se ci sono delle buone proposte non ricevono alcun merito da chi dovrebbe invece sostenerle (i soliti politici).

Vorrei concludere citando un recente convegno a Firenze all'interno della "Settimana dell'Innovazione". E' stato giustamente sottolineato che: >

Appena superato il mio ultimo esame del CdL in Media e Giornalismo, cercherò di trasferirmi a Toronto (dal Direttore del Centro McLuhan Derrick De Kerckhove) oppure in California tra la Stanford e la Berkeley University.

Per me è fondamentale la possibilità di crescere come individuo, all'interno di un riconoscimento di impegno, passione, conoscenze e quindi crescita professionale.

La mia generazione è vissuta con i genitori che ti propinano giornalmente il mito del "Posto Fisso" in un ufficio pubblico dove entri e non esci più... "Fai quel concorso che poi...".

Francesco
Visual69@email.it

Francesco Bellini 25.12.05 03:39| 
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sono un ragazzo laurato in Economia e Commercio e mi ritengo molto fortunato nell'aver trovato lavoro in una impresa italiana che mi ha offeto la direzione di un suo stabilimento in Mexico. Vi dico solo che l'ho fatto per farmi una breve esperienza all'estero e già sono 3 anni che mi trovo molto bene e integrato in un paese straniero dove l'Italia è vista come il paese più bello del mondo. Torno in Italia ogni 4 mesi e posso notare che in questi 3 anni la situazione economica e sociale è sempre più peggiorata e non ci sono segnali di ripresa. Non voglio istigare la gente ad abbandore l'Italia ma vi posso garantire che ci sono delle alternative all'estero molto valide e non riesco a capire chi critica le scelte delle persone che emigrano. Ognuno ha il diritto di fare le scelte personali che desidera. Penso che il sig.Marcello non abbia rubato il suo diritto allo studio e questo suo diritto non includeva un obbligo a regalare il suo tempo allo Stato italiano. Il nostro amato paese è allo sbando e ognuno egoisticamente fa le sue scelte personali secondo le sue convinzioni.
Diamo pure la colpa ai nostri dipendenti, ma vi posso assicurare che qualsiasi dipendente va alla guida del paese le cose non cambieranno. La burocrazia e la mentalità della stessa non si cambierà mai e poi mai. Ultima follia: la persona e la figura di Fazio:si dovrebbe vergognare ad avere ridicolizzato l'unica, mio avviso, vera figura istituzionale che avevamo come prestigio, quella di Governatore della Banca d'Italia, sia con i suoi accordi sottobanco che con la sua insistenza a rimare sulla poltrona. Incredibile. Fate memoria dei predecessori nel ruolo e vi potete dare conto (ultimo Ciampi). Era l'unica fonte di giudizio, a livello economico-sociale, a cui fare riferimento per credibilità. Quest'imbecille (scusate la parola) per pura ambizione personale e ingordigia l'ha rovinata. Immaginate cosa possa accadere nelle altre istituzioni. Vi saluto vi dico una cosa: non illudetevi con la politica. Accanitevi pure con Berlusconi, ma vi ricordo che Prodi ha governato il paese e non ha risolto un bel niente, mentre a livello imprenditoriale ha regalato i gioielli dell'IRI ai privati......
Chiedo solo al mitico Beppe Grillo di impegnarsi politicamente per poter sperare in un cambiemento, almeno a livello morale.

mirko svampa 25.12.05 03:24| 
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Mi sento un po' nel caso visto che studio ingegneria anche io... effettivamente messa così la situazione forse lo farei anche io e proverei lo stesso dispiacere.
Comunque io vedo lo stesso tanta gente che guadagna comunque bene facendo l'ingegnere o ruole imprenditoriale relativo e sta sempre in Italia.
Ad ogni modo è comunque noto che qua in Italia come ricercatore vai poco lontano.
Io di solito vedo persone che sono professere-ricercatore-imprenditore tutto in uno e mi sembra, almeno mi sembra poi non so nello specifico che non stiano malaccio.
Quelli che mi sembrano a soffrire sono quelli che sono solo ricercatori e per come l'ho vista io mi sambra che sia come un tot di anni da fare a stipendio da fame per vedere se riesci a diventare come chi ti comanda, i prof.
Credo che sia ad ogni modo ingiusto, cioè il discorso è sicuramente vero.
Un ricercatore che è già ingegnere non deve comunque prendere un tozzo di pane.
Sicuramente la ricerca pura non ha mai pagato in sé stessa, ma deve essere applicata a qualcosa.
Io non me ne intendo e probabilmente sto dicendo una montagna di boiate.
Ad ogni modo non so se ho capito bene ma l'ultima riforma fa in modo che la ricerca venga più applicata e finanziata per le aziende.
Ci vuole qualcosa di simile comunque cioè la ricerca deve produrre qualcosa va creato un circolo fruttuoso che frutti sia per tutti che per il singolo ricercatore che va pagato.
Se no succedono questi casi qui e comunque altrimenti tocca a fare altro.
bè buon natale comunque ehe!

Roberto Bandini 24.12.05 20:59| 
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Ciao a tutti. Già qualche tempo fa spedii una mail al blog per accontare la mia esperienza allucinante nel campo della ricerca, peraltro comune a quella di tanti altri, basta leggere gli oltre 1000 commenti al testo del ricercatore italiano emigrato negli U.S.A.
Si, è vero, a volte ci si è nascosti dalle proprie responsabilità di denunciare il sistema, sperando che lo stesso prima o poi cooptasse al suo interno. Altre volte, però, proprio il non voler essere parte integrante di quel sistema ma volerlo cambiare in qualche modo dall'interno, ha precluso sviluppi di carriera importanti, come nel mio caso all'Università di Cagliari. Ogni caso è diverso ma la regola generale è quella: non c'è spazio per le voci di rinnovamento nell'Università italiana, nè quando ti nascondi, per voler poi migliorare le cose dopo, né, tantomeno, quando denunci in prima persona, e allora sei un rompiscatole da tenere lontano, un'anomalia da eliminare, con discrezione o con metodi più sordidi...
Cagliari si inserisce coerentemente in tutto questo: è una colonia di altre facoltà, perché i locali non difendono le proprie scuole, anzi, come nel mio caso (Storia Medioevale) non le creano e ci si fa ridere dietro dal resto del mondo accademico; non si produce assolutamente nulla; si è tagliati fuori dai grandi temi di discussione storiografica. forse, a questo punto, starne fuori è quasi un vanto. Solo che lì dentro bisogna entrare, in qualsiasi modo, per poter migliorare, almeno un poco, il quadro di per sé già desolante. Purtroppo in molti restano ai margini, si rodono il fegato mentre i mediocri stanno lì al loro posto, senza combinare assolutamente niente ma tronfi del piccolo potere conquistato... Corrado Zedda, 39 anni, Dottore di ricerca in Storia Medioevale, 6 monografie, 50 pubblicazioni, anni di tirocinio e collaborazioni universitarie a Cagliari, Palermo, Barcellona ecc. ecc.

corrado Zedda 24.12.05 20:10| 
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a quarant'anni mi trovo, per una crisi del mio settore di lavoro, a dover trovare un nuovo lavoro: quelli di basso livello ti richiedono troppe qualità: esperienza, titoli di studio, disponibilità a orari impossibili e stipendi poco dignitosi: ho puntato in alto e... sono arrivato alle selezioni finali con le poche carte che mi posso giocare (in particolare oltre una ventennale esperienza nello stesso settore di attività del nostro amico, oramai, californiano). Speriamo bene... la fortuna dopo tanti soprusi girerà anche a mio favore?

Bob Caprai 24.12.05 19:56| 
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Ho appena cominciato l'università e mi attende un lungo percorso al cui termine mi troverò con laurea triennale in filosofia, laurea specialistica... probabilmente un dottorato... e emigrarò nel nord europa, o da qualche altra parte. non vorrei farlo, amo il mio paese anche se a volte odio profondamente i suoi governanti, e gli italiani in generale. Probabilmente quando cercherò di diventare ricercatore da noi saremo scesi talmente tanto come retribuzione che andando a fare l'operatore ad un call center guadagnerei di più... una parola a chi nei commenti precedenti criticava il ragazzo del post: non c'è niente di male ad andare in un altro paese per fare il lavoro che si vuole fare, che si ha studiato per fare, se il proprio ti caccia a calci nel sedere. A pensare di rimanere in italia, avrò le condizioni economiche sufficienti per mantenere dei figli più o meno a 40 anni... sinceramente, vorrei costruirmi una mia vita, un poco prima...

Violetta Salfa 24.12.05 19:33| 
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Ho 18 anni e sto finendo il liceo con grandi ambizioni per il mio futuro e fiducia delle mie possibilità. D'altro canto voglio essere molto realista e i commenti che ho letto su questo blog hanno confermato ciò che già sapevo. Che senso ha iscriversi all'università? e sia ben chiaro che è l'idea che sento ricorrere in tutti i maturandi.
Datemi una motivazione valida -VALIDA- per iscrivermi alla facoltà di biologia all'università di padova.

Ieri ho seguito parte della conferenza stampa di Berlusconi e mi sono sentita presa in giro come mai quando ha dichiarato che gli studenti italiani sanno parlare fluidamente 2 lingue e usare bene internet. Seppuer io stia frequentando un ottimo liceo del 'ricco' nord-est' parlo decentemente l'inglese grazie soprattutto ad interesse personale e internet a scuola non l'ho mai usato.

Comunque sia, buone vacanze a tutti!

Marina Gasparini 24.12.05 18:50| 
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ma che a cambio con gli USA ci volete fare quando cazzo vi pare a voi !!!. .

Io preferisco COMUNQUE l' Italia sottopagato . .
datevi da fare e non state sempre a piangere . .
Speriamo che il caro ragazzo fra due anni non ci debba scrivere che l' hanno cacciato a calci nel culo anche se operava egregiamente . .

saluti e buon natale

Emanuele Pignotti 24.12.05 18:15| 
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...Per favore non iniziate anche voi con la storia dei cervelli che emigrano come dei "severgnini" qualsiasi (spero che ciò non sia troppo offensivo)...dove erano questi famosi cervelli quando da studenti universitari ignoravano qualsiasi forma di protesta a un sistema universitario italiano allucinante...forse erano chiusi a studiare nelle loro piccole stanze o
,intenti a leccare il culo ai professori-baroni giudicando con disprezzo coloro che invece avevano le idee già chiare su quale sarebbe stato il loro futuro precario in questo schifo di paese...saluti

Davide Liguori 24.12.05 18:10| 
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Intervengo ancora in questo blog e me ne scuso, ma faccio semplicemente osservare che la politica Italiana sta illudendo gli Italiani stessi che va tutto bene, che l'economia tira e simili.

Non mi pare che l'economia tiri. E' parte significativa della cultura Italiana che sta tirando... le cuoia.

La destra accusa la sinistra di essersi accaparrata la cultura. Faccio allora osservare che quando in un gruppo di persone alcune non hanno niente da dire (o preferiscono tacere perchè hanno diversi interessi che non partecipare alla discussione) ecco che chi ha bisogno di comunicare con il mondo le parole le fa uscire di bocca.

Bene, la sinistra ha comunicato con gli Italiani.
La destra semplicemente non aveva da dire se non il rimpianto di un passato glorioso che non c'era mai stato, in tempi recenti, se non nella demagogia di qualcuno.

Certo, la sinistra ha sbagliato spesso perchè ha comunicato modernità paradossalmente (proprio lei) identificandola con ciò che accadeva oltreoceano, svendendo la nostra cultura e il nostro umanesimo.

Ma non di meglio avevano fatto i Savoia svilendo e ridicolizzando la modernità dei Borbone, senza esserne credo all'altezza, archiviando inoltre un sistema di leggi (quelle di ispirazione Austriache) che mi dicono modernissime per l'Ottocento.

Oggi una parte della sinistra ha capito l'importanza della tecnologia e della scuola.
La destra appare preferire ancora il ritorno al passato umanistico, riproducendo errori già fatti e consegnando nei fatti l'Italia ad un colonialismo dall'estero, oltre che al ritorno ad uno "Stato della Chiesa" (nei fatti se non nel diritto).

Certo è più facile controllare una massa di ignoranti.
Ma il fatto è che non credo che gli uomini di cultura italiani vogliano tornare nel nostro medioevo.
Da ciò il fatto che la destra non ha speranza di convincere molti circa la sua proposta "culturale".

Cara destra, visto che sei al potere, assegna agli operatori culturali le risorse che vuoi gettare nel ponte di Messina e in Val di Susa e forse se ne riparla.

Rosario Vesco 24.12.05 17:41| 
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Se volete cambiare questa nazione di fasolari non dovete soltanto giudicare gli altri, bisogna rimetterci del proprio,come fecere in un contesto diverso i partigiani italiani, adesso presi come se fossero degli assassini dimenticando, che aiutarono a liberare l'italia spero che voi sappiate da chi.
In una nazione composta da mafiosi,associazioni di categoria che sembrano peggio delle mafie, le associazioni dei professori che tutti i laureati sanno cosa fanno con le loro tesi!!! il governo composto DEMOCRATICAMENTE da farabutti che pensano solo al loro tornaconto (sia di destra che di sinistra) con una stranissima ragniatela di controlli ramificati che intrecciano in tutto quel contesto di cui sopra citavo, tirate voi le somme.
Buon natale a tutti.

Matteo di lella 24.12.05 16:52| 
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Il tunnel del precariato permanente

Secondo Istat ormai un quarto dei lavoratori sono atipici (24% del totale contro un 76% di lavoratori con contratto standard).La metà dei neoassunti,nel periodo 1993-2003 è precaria.Una delle ragioni che vennero strombazzate dai governi,sia di destra che di “sinistra”,sulla necessità della flessibilità era che il mercato del lavoro era troppo “rigido”,che era necessario renderlo più flessibile almeno in entrata.Il tutto avrebbe favorito l’occupazione e,dopo un breve periodo a termine,le imprese avrebbero stabilizzato i neoassunti.

Queste erano le favole che a partire dagli anni 90 furono costruite per giustificare le varie figure di contratti atipici,interinali/cococo/part-time...ecc.che anche i sindacati concertativi hanno accettato grazie ai vari pacchetti Treu e Legge 30.

Come stanno andando le cose?I due terzi dei precari,intervistati da Eurispess in un recente sondaggio,non ha mai avuto un contratto stabile. Siamo al 60% per la fascia di età tra i 26 e 39 anni.L’83% dei precari con laurea ha avuto solo contratti atipici,il 56% per chi ha un master.Quanto al fatto della possibile stabilizzazione il 60% dei precari lavora con la stessa azienda da più di un anno.Il 20% da più di 3 anni.Metà di quel 20% ha addirittura un’esperienza professionale di più di 10 anni:il precariato è permanente.Il 75% dei precari guadagna meno di 1000 euro al mese e solo il 70% viene pagato ogni mese.Un terzo viene pagato ogni 2-3 mesi o alla fine del “progetto”.La stragrande maggioranza (71%) non è in grado di farsi un mutuo/casa.Solo il 6,5 % ha figli.Solo il 10% è sposato o convive.La maggioranza dei precari lamenta la difficoltà a stipulare un contratto di affitto e la maggioranza deve convivere con i genitori.

La precarietà è un dramma ed una vergogna:un dramma per chi è costretto suo malgrado a viverla,una vergogna per tutti coloro,governi di centrodestra,o di centrosinistra,sindacati concertativi,che l’hanno voluta e la difendono.


Dopo il commento del mago Alfonso sono più tranquillo.
Adesso sò in cosa sperare nel lotto e nella magia!Auguri a tutti

Piazza Antonio 24.12.05 16:43| 
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Salve e Buon Natale a tutti.
Io sono un modesto Mago di provincia, ed emetto regolare fattura, e guadagno discretamente e pago il dovuto in tasse. Non serve il titolo di studio "ufficiale", con le basi apprese a scuola dell'obbligo, ci si puo' costruire una buona cultura leggendo e curiosando su cio' che piace di più a ciascuno di noi. E poi se uno ha dei fluidi o dei poteri come il sottoscritto, li metto a servizio del popolo con onorari equissimi.
UN APPELLO AI DOTTORANDI E AI LAUREATI IN MATEMATICA: studiate la numerologia e le leggi pascaliane del caso, e applicatele bene al Lotto ed al Superenalotto. E' un OTTIMO investimento! Un mio amico semianalfabeta, con dei piccoli grafici, è riuscito a FARE UN TERNO SECCO SU NAPOLI, vincendo 21.000 Euro! E ORA viaggia con una Porsche d'epoca del '74, e campa bene con la pensione sociale che ha.

AUGURI AUGURI AUGURI A TUTTI, DA MAGO ALFONSO Z.

Mago Alfonso Zufolo 24.12.05 16:24| 
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io ho studiato come geometra.poi mi sono laureato in ingegneria per l'ambiente e il territorio. 450 domande di assunzione evase. 2 risposte - che non c'era posto. ora faccio uno stage non pagato presso un'istituzione statale. pago e ricevo calci in culo. italia scoppia!

moreno gennaro 24.12.05 16:00| 
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Chi scrive è un'ex dottoranda in filosofia della scienza... dico "ex" perché ho dovuto mollare. Già, perché se vuoi farti strada nel mondo universitario non basta impegnarsi, non bastano le ore di studio rosicchiate dopo ore a lavorare come telefonista, non bastano lezioni e seminari, e non basta neppure la passione, neanche se ne hai talmente tanta da vendere: è come accendere un fuoco sotto una pioggia torrenziale. Dicono tutti che è meglio andarsene, ma almeno nel mio settore (a me piace chiamarla la base della ricerca di base, almeno in particolari ambiti del sapere), devi avere la raccomandazione anche per andartene in America a studiare. E non solo: devi avere tanti soldi, perché le università non prendono chi non ha i soldi per pagarsi gli studi, se non sei tanto fortunata da avere chi ti spalleggia, chi ti trova i fondi. Ma se non hai la borsa di studio, tutto questo ti è precluso: il tuo resterà un dottorato di serie B, e tu non sarai mai la ragazza di belle speranze che darà un nuovo contributo alla disastrata ricerca filosofica italiana (ferma ancora a Benedetto Croce e al secondo Schelling): sarai la sguattera, quella che lavora gratis. E allora mi dispiace tanto, ma io non ci sto.
Spero solo di trovare uno straccio di lavoro part time, perché l'unica cosa che adesso ho intenzione di concepire non sono più teorie sulla freccia del tempo e il suo legame con la fisica, la filosofia e la teoria della percezione, ma figli, creature in carne ed ossa, che possano vivere vezzeggiati dal miglior padre del mondo e che non farà mancare loro nulla: costruisce le case, lui. Se rinasco faccio il geometra.
Buon Natale a tutti coloro che avranno avuto la pazienza di leggere, perché pur nell'amarezza non ci manchi mai la speranza.

Beatrice Vivoli 24.12.05 15:52| 
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Hai perfettamente ragione ed io ti dico una cosa che a questo punto mi sono rotto proprio i coglioni d'essere preso per il culo da tutti!
Ma vorrei sapere una cosa,perchè dobbiamo assistere sempre impotenti alle violenze del capitalismo democratico,pagare le tasse,le percentuali false dei conti correnti e stiamo tutti zitti (questa è anche un'autocritica),dobbiamo sorbirci tutte le cazzate di tutti,la sinistra che non esiste più.
Quindi aspettiamo cosa,di ridursi a soldati nella guerra fra poveri,prima ci impoveriranno e poi ci manderanno al fronte uno contro l'altro nelle guerre mediatiche in un'unica legge di mercato che ci garantirà una fame dignitosa.
SE NON VOGLIAMO CHE TUTTO QUESTO ACCADA RIVOLTIAMOCI DAVVERO,COMINCIANDO TUTTI A PAGARE QUELLO CHE CI SEMBRA GIUSTO E DIGNITOSO PERCHE' CI PERMETTA DI "VIVERE"! BASTA CON LE PAROLE E LE MANIFESTAZIONI PASSEGGIATA,TANTO QUANDO VOGLIONO CI MAZZIANO COME VOGLIONO E COMMENTANO COME GLI TORNA PIU' COMODO AL MOMENTO.SE SAREMO UN ESERCITO DI PERSONE COSCENTI E CORAGGIOSE GLIELA FAREMO PAGARE A QUESTI BASTARDI.IO SONO PRONTO ANCHE A MORIRE PER QUESTO,MA DOBBIAMO ESSERE TANTI E UNITI.VITA DURA A QUESTA ELITE',PERCHE' SE DEV'ESSERE DURA PER NOI DEV'ESSERLO ALTRETTANTO PER LORO. GIULIANO DA FIRENZE

Giuliano Ciapetti 24.12.05 15:45| 
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Certo che la sinistra la legge Biaggggi la dovrebbe buttare nel cassonetto (elezioni vinte permettendo), purtroppo temo non sarà così e, allora, teniamoci contratti da precari che garantiscono tutto alle aziende, anche di poterti cacciare a calci quando vogliono, e niente a noi.

Roberto De Giuli 24.12.05 15:42| 
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Forse già citato ma vi segnalo "Il Bollettino dei Concorsi" scritto da Roberto Perotti di IGIER-Università Bocconi. Già dai primi capoversi si scopre che su 23 idonei nei concorsi universitari italiani solo 9 hanno pubblicazioni sulle prime 70 riviste economiche e che in una università citata la commissione ha ritenuto INIDONEA una canditata con pubblicazioni su American Economic Review e Journal of Political Economy mentre il totale delle pubblicazioni di tutti i componenti della commissione e ovviamente dei candidati idonei è uguale a ZERO. Mi chiedo perchè una cosa così interessante non sia sulle prime pagine dei giornali. Cmq per chi vuole farsi del male il Link è http://www.igier.unibocconi.it/perotti oppure
http://www.igier.unibocconi.it/whos.php?vedi=1653&tbn=albero&id_doc=177

Matteo Gaspari 24.12.05 15:40| 
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Ciao,
io dico che non andrei orgolglioso di lavorare nel settore della ricerca in campo MILITARE, in nessun caso. Piuttosto rinuncio alla mia laurea (ingegneria elettronica).
Nella mia breve eseprienza professionale mi accorgo che nelle piccole aziende che fanno "ricerca", talvolta anche "avanzata" ci sono degli autentici ciarlatani. Il problema è che loro hanno solo i soldi e qualche forma di esperienza!

Marco Naccini 24.12.05 15:06| 
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@ marco unia

Ciao, io sono perfettamente d'accordo con te, oggi non c'è accesso al lavoro per meritocrazia, ma solo per le cazzo di raccomandazioni.
Noi giovani dobbiamo svegliarci prima che sia troppo tardi.
Ma dico, cosa abbiamo da perdere, il cellulare? la Playstation? I Mac Donald's?
Suvvia, ma ci rendiamo conto che viviamo come dei lobotomizzati e non abbiamo un briciolo di coraggio?
Ho 27 anni e non me ne frega più niente di questo modo di vivere, ci è stato insegnato per anni che se studiavamo, che se ci impagnavamo, saremmo stati ricompensati con un lavoro e un calcio nel culo.
Adesso c'è solo un calcio, ma nelle palle!
Rivoltiamolo come un calzino , questo paese gestito da gente disonesta, da politici che non hanno un briciolo di coerenza e dove l'ideologia non esiste più, non c'è più un sogno da vivere, non ci sono speranze.

Mi incazzo quando leggo che ci sono persone fiere di andare negli Stati Uniti per lavorare, ma cazzo ci sono persone che si fanno il culo in Italia e voi ve ne andate? Bebe, restateci in America, io vi leverei pure il diritto di voto.
Vivere è difficile, ma se invece di lottare con altre persone, preferite pensare al vostro stipendio e alla vostra famiglia, allora è bene che salpiate, non vi meritate una società migliore.

Buon Natale comunque.

Francesco Guasconi 24.12.05 14:55| 
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salve, ragazzi il nostro caro fuggitivo, ha detto una cosa giusta dopa la laurea s'incontra disoccupazione e precariato e altro...
La situazione è vermante critica.
io per penso che l'italia sia un paese pieno di risorse, ed abbiamo attivato l'associazione Laureati Italiani ALI.
l'unione fa la forza.
quindi inscrivetevi alla mailing list:

http://it.groups.yahoo.com/group/graduate_scientists/
o mandando una meil a:

graduate_scientists-subscribe@yahoogroups.com

saluti
enzo


Vincenzo Masullo 24.12.05 14:53| 
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Classe dirigente a chi? ma non hai capito che il problema è che la classe dirigente è diventata una oligarchia delle solite facce note, dei figli dei figli, senza meriti, senza capacità, senza talento?
Che le persone che qui scrivono si lamentano proprio perchè non c'è nessun accesso meritocratico nei quadri dirigenti della società, dei partiti?
se vuoi davvero che le cose cambino dovresti chiedere ai ragazzi un altro coraggio che però ha un nome che spaventa: rivoluzione. Ma tu hai il coraggio di pronunciare questa parola? PErchè con l'aria che tira anche il 68 ci viene presentato come un momento cupo della storia...figurati il resto..eppure qui tutto andrebbe rifatto da capo, non resta più niente da salvare...

marco unia 24.12.05 14:08| 
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penso abbia quache ragione il sig. Daniele Martini che si lamenta che 37 anni di contributi sono stati inutilmente versati per creare una nuova classe dirigente, migliore delle precedenti (l'Italia ha sempre avuto grandi talenti, ma una classe dirigente penosa, in perfetto ossequio alla legge di Parker). L'Italia per certi versi è molto simile agli USA, lì la classe dirigente è ricca e potenzialmente criminale; qui invece raccomandati e potenzialmente imbecilli. Se su un piatto della bilancia possiamo mettere gli Orso Maria Corbino (quello che ha costituito il gruppo dei Ragazzi di Via Panisperna), gli Enrico Mattei, e un'infinità di altre persone geniali e operose, ma che per un verso o un altro non riescono mai ad esprimere totalmente il loro potenziale, sull'altro piatto della bilancia abbiamo i vari nani malefici di politica, finanza che utilizzano le leve del potere per ostacolare la parte attiva del nostro paese. Penso che tutto ha origine dall'incapacità de nostri nani politici di riformare lo stato con un criterio dettato da logica e conoscenza dei problemi, mentre si limitano all'emissione di leggi di comodo che hanno ridotto l'Italia alla repubblica delle banane. Non penso necessiti Einstein per capire se l'Italia poggia su una giungla di leggi e leggine in contrasto tra loro, senza logica alcuna e fatte ad arte perchè i furbetti possano prosperare, si da la possibilità di prosperare solo ai su detti furbetti, mentre le menti più geniali tenderanno alla fuga; se restano qua è solo perchè qualche affetto le trattiene. Evitiamo di stare al gioco degli imbecilli che da destra e sinistra non si risparmierenno le invettive per essere rieletti; mandiamoli a casa tutti e senza alcuna buonuscita. Cerchiamo di crearci una classe dirigente seria e forse le nostre menti rimarranno in Italia. Occorre sicurezza sociale, ricerca, innovazione per il miglioramento della vita di tutti; al bando quindi globalizzazione e mercificazione dei servizi e altre idiozie.

Paoluccio Anafesto 24.12.05 13:54| 
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fosse solo un problema dei ricercatori!!!

e i professori delle scuole superiori (anzi di ogni ordine e grado)???

quanto vengono retribuiti i responsabili e i fautori dell'educazione e dell'istruzione nel nostro paese?

1200 euro mensili se gli va bene!!!!!

ma non è solo una questione di soldi!!

quanta professionalità e qualità vi è nel settore dell'istruzione? quanto prestigio sociale gode un professore di liceo?

pochissimo!

in italia vanno bene i politicanti specialmente se furbi, le veline sciocche purchè mostrino i loro attributi, i vip televisivi purchè stupidi e senza cervello.....

quanto vale l'istruzione nel nostro paese???

ormai quasi niente!!

è da qui che il pesce inizia a puzzare, dalla testa, da un sistema educativo in degrado e degradante.

se vogliamo uscire da questa crisi bisogna cominciare a comprendere l'importanza dell'educazione e dell'istruzione, elementi fondanti per la democrazia e dunque investire fortemente in questi settori. investimento di idee, valori e anche di denaro.

ma attenzione, istruzione pubblica non privata, altrimenti la democrazia va a farsi benedire....

e cosa fa invece il governo??
leggetevi questo articolo...

http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuoleprivat/scuoleprivat/scuoleprivat.html

Luca Frangella 24.12.05 13:15| 
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Ho letto con dolore la lettera di Marcello e la mia incazzatura aumenta: Mia figlia si è laureata tre anni fà in Chimica con 110 e lode, conosce benissimo inglese e Spagnolo (scritto e parlato ), dopo tre anni di Dottorato di ricerca non ha nemmeno la certezza di poter continuare a lavorare in Università, che è il suo sogno.
Pensa, spero, che con i tagli che questo governo ha fatto, sia costretta a volare lontano da questo paese, per il suo bene.
Umberto

Umberto De Luca 24.12.05 13:00| 
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@Peter Ferrari

Il mondo è invaso da prodotti che vengono da quel mondo "post-comunista"
che giustamente non ti piace, come non piace a me, ma questo è il dato di fatto.

L'ex Russia Comunista... l'ex Cina Comunista
ci fanno "il culo" bello mio... è credici o no li governano EX COMUNISTI!!

Idee... ci vogliono idee nuove...
se non conti un c**o non ti verrano mai in mente!

Luca Tani 24.12.05 12:48| 
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a proposito di riforme morattiane:
-vinco un concorso ordinario per insegnare ai licei e dopo un anno mi piazzano davani tutti gli specializzandi delle Siss ( sui cui corsi l'università può guadagnare)e non faccio più una supplenza. Titolo inutile e da cestinare.
- vinco un dottorato di ricerca dopo aver vagato per l'Italia e aver sfiorato più volte la vittoria contro gli invincibili "candidati interni"
- dopo tre anni spesi solo a studiare, mi dicono che non ci sono soldi per la ricerca.Titolo inutile e da cestinare.
- avendo lavoratoro negli uffici stampa mi ributto nel settore, ma ora per le aziende sono troppo vecchio e troppo qualificato, un vero orrore. Risorsa umana inutilizzabile e da cestinare.
Morale: bisogna studiare il meno possibile e finire prima possibile, perchè ogni altro titolo è tempo perso e conduce alla disoccupazione.Mi consolo pensando che tra qualche decennio l'Italia sarà finita in una situazione terzomondista e si pentirà dei suoi errori...e finalmente sarò un povero come tutti gli altri...


marco unia 24.12.05 12:47| 
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Mah...anche se non servirà il mio pensiero.. non ho letto tutti gli intervnti e forse quello che dico sarà gia' stato detto..
Credo che l'Italia abbia una crisi storica, la nostra storia comune è recente ed il nostro appartenere ad una identità è sempre stato legato a qualcosa: risorgimento prima, imperialismo (da marionette) poi, in seguito il fascismo, poi la lotta al fascismo, la ricostruzione dopo la guerra, il raggiunto benessere (con un po' d'orgoglio) e alla fine c'è stato lo strappo nel velluto che chiudeva il nostro paese dei quasi balocchi.
Noi non siamo italiani.. siamo queste idee che si sono alternate negli anni.. pero' gli italiani esistono.. e all'estero ci individuano bene, sta a noi ricrearci questa nostra Italia magari cercando di essere un po' meno gli italiani dello stereotipo e pensando che noi siamo anche stati Leonardo, Dante e Giulio Cesare. (Ho la febbre, divento un po' patetico!)
Saluti a tutti e buon Natale!

Luca Lume 24.12.05 12:42| 
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