Le mani di Dio

I miei figli vanno a catechismo. Qualche domenica accompagno la mia famiglia a messa alla chiesa di Sant'Ilario.
Non sono un cattolico osservante, posso definirmi un credente, un simpatizzante di Gesù.
E’ un fatto mio, privato.
Se credessi a Odino o a Buddha sarebbe comunque qualcosa che riguarda solo me.
Quello in cui credo non deve interferire con lo Stato, le istituzioni, le leggi, la stampa, le vignette satiriche, i partiti, le scienze. Insomma con tutto il resto.
Durante il mio spettacolo “Incantesimi” ho fatto vedere una breve scena di Submission, il film per cui è stato ucciso Theo Van Gogh e che chiunque può vedere in Rete con un un’applicazione P2P, come eMule o Kazaa.
L’ho fatto per affermare la libertà di espressione, quella che non sta bene agli integralisti di ogni religione.
Fosse per me abolirei l’otto per mille, i crocifissi nei luoghi pubblici, i simboli religiosi nei partiti, l’uso della fede a scopi elettorali, personali, economici.
Abolirei ogni influenza di mullahcardinalirabbini sullo Stato e punirei con leggi molto severe l’incitamento all’odio religioso.
Non riesco a credere, anche sforzandomi parecchio, che esistano popoli eletti (gli altri cosa sono?), popoli da sottomettere alla propria religione, che un Dio giustifichi la violenza dell’uomo sull’uomo. No, non riesco a crederci.
Ma adesso? Beh, spero che i musulmani abbiano un minimo di senso dell’umorismo (per la mia incolumità, belin) e che il cardinal Ruini abbia il senso del ridicolo e si astenga da dichiarazioni elettorali (per l’incolumità degli italiani).
Postato il 6 Febbraio 2006 alle 17:34 in Politica | Scrivi |
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1. Caro Beppe Grillo,
ti mando un mio articolo satirico sul tema "Le mani di Dio" a proposito di due "cattolici di destra". Ho cercato di farlo pubblicare da alcuni "portali cattolici" ma si sono affrettati a censurarlo. Conoscendoti, sono sicuro che non censurerai proprio niente e ti ringrazio per questo (oltretutto, non c'è niente di illegale). Divido l'articolo in più parti, si intitola "Critiche costruttive e commenti edificanti".
CRITICHE COSTRUTTIVE E COMMENTI EDIFICANTI (PARTE PRIMA)
Sono andato a rileggere un vecchio numero del giornale Pepe, il terzo dell’anno quarto (mese settembre-ottobre 2006). La cara Giovanna Jacob scrive a proposito del male. L’articolo, buono nel complesso dal punto di vista della storia del pensiero umano, non lo è secondo il pensiero divino, almeno interamente. Veniamo ai punti da contestare. Premesso che secondo lo scrivente gli scritti filosofici cattolici di chi non ha raggiunto la santità servono solo a traviare i cardinali, dissento da alcune considerazioni, che cito testualmente con annesso relativo commento. Nel giornale si legge: « A livello teorico il male non produce piacere perché il piacere coincide con l’essere mentre il male è il non-essere ». Questa è una proposizione erronea, sia nella frase principale sia in quella causale. Riguardo alla prima: il male produce piacere, ed è questo il motivo per il quale la gente lo compie. Riguardo alla seconda: il male è essere, puro spirito. Negarlo consiste nell’incappare in un’eresia. (continua)
Gianpiero Asara Cottu www.asara.tk
2. Caro Beppe Grillo,
ti mando un mio articolo satirico sul tema "Le mani di Dio" ... Divido l'articolo in più parti, si intitola "Critiche costruttive e commenti edificanti"...
CRITICHE COSTRUTTIVE E COMMENTI EDIFICANTI (PARTE SECONDA)
« La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto » si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica (nell’ottima seconda edizione della Libreria Editrice Vaticana, ristampata nel 2003). Altro che Compendio. E ancora: « Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura ». Detto questo, possiamo proseguire nell’analisi dell’articolo. Un’altra frase colpisce. Scrive Jacob: « L’inferno è il luogo dove la distruzione dell’essere avviene eternamente ». Giustissimo. Semplicemente perfetto. Le facciamo i complimenti. Ma si è contraddetta! Prima si afferma che il male è non-essere, e poi che brucia come essere nell’inferno. Comunque la conclusione del discorso, alla fine, è esatta. (continua)
Gianpiero Asara Cottu www.asara.tk
3. Caro Beppe Grillo,
ti mando un mio articolo satirico sul tema "Le mani di Dio" ... Divido l'articolo in più parti, si intitola "Critiche costruttive e commenti edificanti"...
CRITICHE COSTRUTTIVE E COMMENTI EDIFICANTI (PARTE TERZA)
Proseguiamo a leggere l’articolo. Jacob cita Lewis: « Così Lewis, immedesimandosi nel diavolo tentatore, ne svela i trucchi: "Quando il piacere presente arriva al peccato (che è la sola cosa che c’interessa) è già finito. Il piacere è appunto la parte del processo che ci dispiace e che escluderemmo, se lo potessimo senza perdere il peccato"». Questa è proprio un’imbecillità. E’ l’esatto contrario. Tutti noi rinunceremmo al peccato, se lo potessimo, senza perdere il godimento. Durante il peccato c’è il piacere, e piacere reiterato, per tutta la durata del peccato! Il pentimento arriva solo dopo, quando il godimento è scomparso e ci rendiamo conto bene dell’errore commesso, perché ormai la mente è libera dalla seduzione del piacere. Finiti gli errori, veniamo alle semplici imprecisioni. Sono due. Jacob cita Dante, a proposito de « il giusto amore delle cose ». Casomai è meglio dire « il giusto amore per le creature ». Infatti, l’amore per gli oggetti è una passione retriva e tipicamente idolatra. Evidentemente la frase è da intendere in senso lato e non, specifica poi la stessa Jacob (che ben lo sa), come idolatria. Infatti, qui si discetta di semplice imprecisione terminologica. Meglio parlare di « giusto godimento delle cose ». L’amore va dato solo a Dio e alle sue creature, mai agli oggetti. (continua)
Gianpiero Asara Cottu www.asara.tk
4. Caro Beppe Grillo,
ti mando un mio articolo satirico sul tema "Le mani di Dio"... Divido l'articolo in più parti, si intitola "Critiche costruttive e commenti edificanti"...
CRITICHE COSTRUTTIVE E COMMENTI EDIFICANTI (PARTE QUARTA)
Veniamo alla seconda imprecisione. Scrive Jacob: « Non scandalizziamoci di noi stessi. Anche i santi cadono ». Corretto l’incoraggiamento, meglio evitare di alimentare (anche se non vi è l’intenzione) la leggenda metropolitana che si può essere santi anche commettendo qualche peccato. Quando anche i santi cadono, non lo sono più. Non sono più nessuno, finché ritornano a non cadere, nel loro stato stabile di grazia. O forse pensate che Enoch e Elia, entrambi assunti in Cielo prima della morte fossero santi ma avessero ancora i loro peccati? Mi rendo conto che tutte queste cose sono molto intricate ed è facilissimo sbagliare. Ecco perché preferisco fare lo scrittore satirico. Quanto a Lewis avrebbe fatto meglio a darsi all’ippica. Quanto a me, oltre a leggere i trattati psicologici di Antonio Iannaccone leggo i testi di Antonio Cornacchione. Lo cito (Antonio Iannaccone è il direttore di Pepe) perchè mi ha spedito una email dicendo che condivide il pensiero di Jacob. Buonanotte. (fine)
Gianpiero Asara Cottu www.asara.tk
Caro Beppe,
ti invio un mio articolo "satirico" sul tema "Le mani di Dio", a proposito di alcuni "cattolici di destra". Ho cercato di farlo pubblicare da alcuni portali "cattolici" ma si sono affrettati a censurarlo. Conoscendoti, sono sicuro che non censurerai proprio niente e ti ringrazio per questo. Divido l'articolo in tre parti, si intitola "Critiche costruttive e commenti edificanti".
CRITICHE COSTRUTTIVE E COMMENTI EDIFICANTI (1).
Sono andato a rileggere un vecchio numero del giornale Pepe, il terzo dell’anno quarto (mese settembre-ottobre 2006). La cara Giovanna Jacob scrive a proposito del male. L’articolo, buono nel complesso dal punto di vista della storia del pensiero umano, non lo è secondo il pensiero divino, almeno interamente. Veniamo ai punti da contestare. Premesso che secondo lo scrivente gli scritti filosofici "cattolici" di chi non ha raggiunto la santità servono solo a traviare i cardinali, dissento da alcune considerazioni, che cito testualmente con annesso relativo commento. Nel giornale si legge: « A livello teorico il male non produce piacere perché il piacere coincide con l’essere mentre il male è il non-essere ». Questa è una proposizione erronea, sia nella frase principale sia in quella causale. Riguardo alla prima: il male produce piacere, ed è questo il motivo per il quale la gente lo compie. Riguardo alla seconda: il male è essere, puro spirito. Negarlo consiste nell’incappare in un’eresia. « La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto » si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica (nell’ottima seconda edizione della Libreria Editrice Vaticana, ristampata nel 2003). Altro che Compendio. E ancora: « Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura ». Detto questo, possiamo proseguire nell’analisi dell’articolo. (fine parte prima)
Gianpiero Asara Cottu www.asara.tk
Beppe, io penso sia utile iniziare una protesta comune nei confronti di Alitalia che sembra abbia intenzione di cancellare tutte le miglia non utilizzate al 31-12-2007. Cosa ne pensi?
Caro Beppe Grillo, sei forte! condivido molte tue battaglie.
Però caro Beppe, sulla tua visione della religione e della Chiesa, qualche dubbio io l'avrei, e spero di farne venire qualcheduno anche a te. Cominciamo allora: ma perchè mai quello in cui credo non dovrebbe interferire in nessun modo con lo stato? se io credo che è giusto che tutti paghino le tasse, questo forse non deve interferire con lo stato? se io credo che nessuno debba essere messo a morte questo non deve interferire con lo stato? se io credo che gli animali non debbano essere torturati e che dobbiamo salvare le balene questo non deve interferire con lo stato? e se io credessi che le unioni omosessuali meritano di essere riconosciute come famiglie dallo stato, questo non deve interferire con lo stato?. Tu non credi che lo stato debba permettere agli individui di esprimere liberamente le cose in cui credono, e di agire tramite la politica per creare un paese in cui vedono realizzati i valori in cui credono?! Io penso che la tua risposta sia si. Ora, Tu lo sai caro Beppe che i valori di una persona si formano in famiglia, oppure a scuola, oppure attraverso l'esperienza di vita, o magari seguendo il tuo blogo, etc... Ma nascono anche dalla religione o no? Allora che forse valgono solo i valori di chi si è formato in una famiglia o in una scuola senza religione, o che non ha mai letto il vangelo o il corano? Quale la condizione per interferire con lo Stato?: quella di non avere nessun retroterra religioso?, di non aver nessun valore che nasca dall'essere affascinati da Gesù, dall'aderire a lui? Ma scusa caro Beppe, non esiste l'arcigay e molte altre associazioni di omosessuali che fanno sentire la loro voce? non esistono green peace e altre associazioni che, come le precedenti interferiscono con lo stato attraverso loro organi istituzionali e di rappresentanza? Perchè questo non deve valere anche per la chiesa? e, a proposito di libertà di espressione, perchè tutti possono esprimersi e la chiesa no?
Caro Grillo.
Mi sarebbe piaciuto intevenire un po' a questo intervento sul tuo blog, ma mi ci sono appassionato da poco.
Tu dici che il proprio credo religioso non deve interferire con le proprie idee politiche. Ma allora mi domando: Questa è effettivamente fede?.
Se uno crede in qualche religione, qualsiasi essa sia, è impossibile separare completamente il proprio credo politico da quello religioso, nel tuo subconscio, se la tua fede religiosa e/o politica sono sincere, ci sarà sempre qualche meccanismo psicologico automatico quasi involontario che ti farà vedere la politica con gli occhi del tuo credo religioso e viceversa. Questo è un meccanismo quasi istintivo.
Il credo politico e quello religioso di una persona sono due parti della mente dell'individuo che non sempre possono essere messe da parte a propria discrezione a seconda delle situazioni, essi ti accompagnano e condizionano tutte le scelte importanti della tua vita qualsiasi esse siano.
La Soka Gakkai non è iscritta all'UBI perché non è un ente religioso. L'ente religioso è la Nichiren Shoshu, che ha settwecentocinquant'anni di storia. La Soka è nata negli anni trenta per "appoggiare" il buddhismo della Nichiren Shoshu. Però nel 1991 il suo Kapo (Ikeda) è stato scomunicato e allontanato dalla Nichiren Shoshu. In séguito tutta l'assockiazione Soka è stata scomunicata e allontanata. Oggi questa associazione Soka Gakkai è un Ente che ha esclusivi fini di lucro per Ikeda. Infatti utilizza un oggetto di culto (Gohonzon) falso, di cui possiede il prototipo di stampa ma non l'autorizzazione del Patriarca (Nichinyo Shonin). Quindi, per chi ci crede quell'oggetto non vale niente dal punto di vista "mistico". Inoltre ha alterato, abbreviandoli, i mantra che sono il cuore di questo buddismo. Infine ha alterato tutte le "preghiere silenziose" che chiudono i mantra, in modo che il credente preghi per sant'Ikeda e i suoi compari (Tsunesaburo Mkiguchi e Toda). Queste preghiere silenziose sembrano create da Walt Disney, come ha scritto qualcuno. In poche parole, la gente pratica questo buddismo Nichiren perché si sa che porta mitracoli eclatanti (benefici). Ma la Soka Gakkai, alterando mantra e preghiere, usando un oggetto di culto falso e non approvato dal patriarca buddista, colpita anche dalla scomunica, PORTA SOLO SFIGA! QUANTA SFIGA HO VISTO TRA GLI ADEPTI!!! E NON CONSENTE DI ATTINGERE AL "DECIMO MONDO" (BUDDITA'), MA STIMOLA SENZ'ALTRO IL TERZO MONDO (STUPIDITA'). DA CONOSCITORE PROFONDO DEL BUDDISMO NICHIREN, DEI SUOI MANTRA, DEGLI EFFETTI MIRACOLOSI DI TALI MANTRA E DELLA SFIGA CHE INVECE PORTA LA SOKA, RITENGO CHE L'ERESIA A 360 GRADI DELLA SOKA E LE CONSEGUENZE DI SFIGA E STUPIDITA' DEGLI ADEPTI SIANO PIU' GRAVI DI TUTTI I CRIMINI POLITICI E I PLAGI DI CUI LA SOKA SEMBRA ESSERE PORTATRICE! BEPPE, TI AMO. MA, PAZIENZA! SIAMO IN TANTI A TRIBUTARTI UN AMORE INCONDIZIONATO, VISCERALE E ADOLESCENZIALE. NON TI AVRO' MAI (SCHERZO). NAM MYO HO REN GE KYO
Buongiorno.
Ho appena finito di guardare incantesimi 06.
è per questo che sono stimolato.
E le rimando un suo slogan , caro Grillo: quello che conta oggi è la conoscenza, se si conosce si giudica (sulla tomba di mia cugina, eccellente studentessa di cinese, morta a 21 anni di malattia, c'è la stessa frase. E' scritta in cinese, quindi i cinesi lo sanno che la conoscenza importa)
Le posso assicurare che lei conosce poco della Chiesa cattolica, del cristianesimo e di Gesù Cristo. Altrimenti certi giudizi resterebbero indigesti anche a lei (il "lei" non è per un distacco, ma per educazione).
La fede non può essere un fatto privato. Questa è una fantasia politically correct che sa un pò di massoneria. Non capire che può esistere un popolo eletto è comprensibile, far passare per idioti quelli che ci credono è discutibile.
Oggi non ho tempo di dire altro (immagino che non si accontenti di questo ma voglia qualche prova)
la saluto
Paolo Facchini
http://www.madredelleucaristia.it/indexit.htm
È stato svelato integralmente il terzo segreto di Fatima?
Qual è l'interpretazione giusta del frammento del segreto svelato?
Le risposte sono accluse nella lettera che abbiamo scritto ai Cardinali di tutta la Chiesa e nei messaggi che Gesù e la Madonna ci hanno dato.
Signor Cardinale,
ci rivolgiamo a V.E. con amore e rispetto, coscienti di compiere un servizio importante, delicato e richiesto dall'Alto: farle conoscere la verità sul terzo segreto di Fatima.
Ciò che le esponiamo è contenuto nei messaggi soprannaturali già dati alle stampe e diffusi sul nostro sito internet: www.madredelleucaristia.it e nei colloqui intercorsi tra Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo e la Madonna da una parte e il vescovo Claudio Gatti e la veggente Marisa Rossi dall'altra. Quest'ultima, a cui da molto tempo il terzo segreto è stato rivelato dalla Madre dell'Eucaristia, recentemente l'ha comunciato al Vescovo, per ordine di Dio.
Noi non conosciamo la terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova d'Iria-Fatima ai tre pastorelli, ma sappiamo che non è stata integralmente diffusa e fatta conoscere all'opinione pubblica. Il suo contenuto più importante e sconvolgente non è stato rivelato e se continuerà ad essere nascosto dalla competente Autorità Ecclesiastica, verrà fatto conoscere, nel momento stabilito da Dio, dalle persone a cui da tempo è stato affidato.
Inoltre l'interpretazione fornita prima dal Segretario di Stato il 13 maggio 2000 e successivamente dal Prefetto e dal Segretario della Congregazione della Dottrina della Fede il 26 giugno successivo è sbagliata. Poiché il frammento fatto conoscere della terza parte del segreto è una rivelazione simbolica, necessita di una illuminata interpretazione per essere compreso nei dettagli.
Chi meglio di Dio, autore del segreto, e della Madonna, che l'ha affidato ai tre pastorelli, può dare l'esatta interpretazione?
Dio e la Madonna in colloqui con il V....
Ciao Beppe, il problema, come tu sai, non è se Dio vuole la morte degli uomini mettendoli l'uno contro l'altro, si sa nei testi sacri non compare nulla di tutto questo. Il problema è, come affermava pure il Cristo, che ci sono uomini che vogliono tenere per le palle le persone inventandosi cose, canoni, dogmi, ecc. Se penso a questo mi dico beh al diavolo la fede; invece no, al diavolo le religioni, o meglio gli uomini religiosi. Si rappresentano come ministri di Dio, ma sono marci, non vogliono che pensi troppo (ecco il feeling con la destra). Per quanto riguarda la chiesa, se tutti i cattolici leggessero davvero la Bibbia, il vaticano chiuderebbe i battenti perchè si accorgerebbero che non hanno bisogno di loro. Se pensi che sia tutto qui, che basta leggere la Bibbia, lascia che ti dica una cosa, è vero che non è una cosa semplice leggere le Scritture (non stai leggendo topolino), ma ci sono dei punti in cui versi e cattolicesimo non c'entrano una mazza!
Di nuovo parole a-p-p-a-r-e-n-t-e-m-e-n-t-e inopportune e involontarie di un religioso - stavolta il "nostro" Pastore Tedesco - e giù ancora a gettarsi odio addosso in nome di qualche dogma religioso offeso o non rispettato... io non ne posso davvero più! Stamani una mia amica mi ha detto: fondiamo un movimento: Uniti Contro le Religioni, UCR, suona benone! Se proprio vogliono o hanno bisogno di credere in qualcosa di soprannaturale, lo facciano in privato e la smettano di rovinare questo mondo in nome di Allah, Cristo, Jahvè, Budda, lo Yin e lo Yang, Quelo... il mondo si rovina già abbastanza da sé! Se davvero ci tengono ai principi di solidarietà e amore che ipocritamente stanno alla base di queste religioni, si accorgano che nelle mani dell'uomo esse non sono servite ad altro che al sopruso, all'ingiustizia, alla violenza e all'odio...insomma, la smettano di romperci le scatole con queste k di religioni!!
"non credi?perchè?". Spesso esseri fiduciosi guardano con occhi curiosi lo sfortunato uomo senza dio. E un assurdo logico ti "costringe" a spiegare perchè non credi dio. A volte sarebbe semplice dire che non credi nemmeno alla befana e che quindi la colpa è proprio della tua scarsa "vision". Secoli di cultura e di vita baciata da dio fanno sembrare "nano", "handicappato" colui che non crede. Essere definito per privazione: a-teo, a-gnostico. Si dovrebbe partire dalle parole: un nuovo termine per definire in maniera positiva colui che non crede: illuminato? gioioso? coraggioso? Si perchè si tratta anche di coraggio: affrontare la vita senza sperare in salvataggi ad opera di terzi, vivere fino in fondo la vita senza rinviare nulla ad un fantastico aldilà. Consiglio a tutti "trattato di ateologia": un bel libro tosto sulle grandi religioni monoteiste. Si pone un obiettivo ambizioso di impostazione di un sistema di pensiero post - cristiano. W la befana.
Voglio farvi una domanda: secondo voi quante probabilità c'erano che la polizia di Londra decidesse nel 2005 di fare una esercitazione antiterrorismo, immaginando degli attacchi con esplosivi piazzati proprio nelle stesse stazioni in cui poi gli attacchi sono realmente avvenuti, nello stesso giorno e alla stessa identica ora? La risposta è semplice: le stesse probabilità che c'erano, nel 2001, che la difesa aerea americana e la CIA decidessero di simulare un attacco a palazzi e grattacieli, con aerei civili dirottati, proprio nel giorno e nell'ora in cui i veri attacchi sono avvenuti...
Non ci credete?
E' tutto documentato sul mio sito, su www.xander.it/verità11settembre.htm e su http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3048
Stamattina un gran via vai di aerei sulla pianura padana con vistose scie chimiche oggi pomeriggio come previsto una strana nuvolaglia…
perchè Beppe Grillo non se ne occupa ?
invito tutti a leggere l'articolo
"speciale SCIE CHIMICHE" su
http://www.fottilitalia.com/
che si definisce "il sito anti-italiano per eccellenza"
Mi permetto di esprimere la mia -sicuramente impopolare e contestata- opinione: la fine della religione è la necessità per la pace. Le religioni hanno da sempre instillano un senso di appartenenza che mette l'uno contro l'altro (il mio dio contro il tuo), sono innaturali, pretendendo che l'uomo ami il proprio dio al di sopra di ogni altra cosa (al di sopra dei figli, dei mariti,dei fratelli)ma se invece di rimandare la nostra coscienza ad une essere trascendente, amassimo gli altri uomini sopra ogni altra cosa, non si vivrebbe in un mondo di gran lunga migliore? La religione si muove su dogmi che prevedono una bella dose di oscurantismo e cozzano con i valori etici e morali oggi più largamente diffusi negli uomini (laici o meno). Ogni uomo ha il diritto alla propria spiritualità, naturalmente,ma dovrebbe essere una scelta libera, autonoma, non dettata da istituzioni secolari che pretendono di farsi portatori di verità assolute ma che pure sono legati ad un preciso momento storico. Oppure qualcuno è ancora disposto ad ammettere che le donne sono inferiori agli uomini? Quanti di voi credono realmente che l'ostia dell'eucarestia sia davvero il corpo di Cristo e non piuttosto lo simboleggi? Perchè se credete che lo simboleggi, siete protestanti e non cristiani cattolici.
Dopo lunghi studi e lunghe riflessioni ed esperienze dolorose, sostengo l'ateismo.
Ma se decidete di affidarvi alla fede, dovete a voi stessi di avere ben chiaro in cosa credete e quanti contraddizioni costellano la vostra religione. Religione che , comunque, deve scomparire dallo Stato e restare un fatto di coscienza individuale.
mi scuso se inserisco il mio commento qua ma non trovo piu' il tema sulla religione islamica.In particolare volevo rispondere al commento del Signor Nick Parodi.XX
Mi associo a quanti criticano il comportamento di tanti "mariti" musulmani nei confronti delle donne.Mi associo a quanti pensano che in paesi islamici come la Turchia c'e' una forte disparita' di diritti tra chi e' musulmano e chi non lo e'.
E concordo con chi dice che ultimamente i musulmani moderati non hanno una presenza forte e ATTIVA nel dibattito contro il terrorismo e nel proporre soluzioni,idee.
Con cio'non ritengo di scusare, giustificare l' invasione di americani e europei sul suolo di paesi musulmani e uccidere innocenti.La guerra oggipiu'cchemai non e' piu' un proteggersi contro l' INVASIONE,IL MALE, POPOLI OSTILI..
e' semmai INVASIONE, MALE, ESSERE OSTILE.
GASARE BAMBINI,UCCIDERE GIORNALISTI CON FUOCO AMICO NON FA CHE ALIMENTARE DI PIU' IL TERRORISMO.
Insomma, non voglio fare retorica percio' dico che anche gli islamici ne hanno passate e ne passano di brutte da parte di noi cristiani e ebrei "PORTATORI DI PACE EGIUSTIZIA.(?)".
Certo, purtroppo ha ragione persino silvio quando rivendica "il diritto alla paura".
ma non andiamo alla paranoia(Vale anche verso l' "invasione" economica cinese).
ma non siamo troppo orgogliosi nell' affermare?:
"sono i musulmani che il dialogo non lo vogliono"
INIZIAMO NOI IL DIALOGO ALLORA!
I MUSULMANI MODERATI SONO TANTI AL MONDO (spero anche in Italia, dove non risiedo piu' da tempo).
STANIAMO I CINESI!NON ISOLIAMOLI!
E BASTA INFINE A DIRE "I CINESI"SON COSI' "I MUSULMANI" SON COSA'ED ETICCHETTARE TUTTI ANCHE LORO.
a proposito dei Cinesi.. chi si ricorda cosa accennava Grillo in un suo recente show a Roma?
la fede e' la cosa piu' bella,senza aver visto credere.uno nasce e piccolo e crede nei principi dell amore e della fraternita'-Gesu' ha detto ama il tuo prossimo come te stesso.poi si cresce e molte volte si rifiuta cio' che Gesu' tramite la CHIESA ci ha insegnato.tutto perche' iniziamo a vedere con gli occhi di adulto,si inizia a guardare la ricchezza degli altri,l odio ,e il resto.poi quando pensiamo di essere forti iniziamo a criticare la Chiesa guardando i lati negativi di Essa,perche cio' ci fa piu' comodo,e non guardando cio' che Essa fa di positivo,vedi missioni x i poveri,l aiuto a chi soffre , etcc. -poi ogniuno e' libero di fare pensare come vuole,Gesu' ha dato la liberta' a tutti di fare cio' che si vuole.ma i Suoi comandamenti restano ,e son oi principi del vivere la gionata di oggi e di domani.al punto di morte ogniuno rispondera ' di che uso avra' fatto del grande dono che ha ricevuto.anke se la vita e' dura.l odio porta odio-amore porta amore-l invidia porta ad odio.la Chiesa e fatta di uomini come noi,ma ci ha insegnato i valori di Gesu'. si dice la Chiesa e' ricca etcc. ecco l invidia e l odio,di gente che non conosce quello che fa di buono tale Istituzione .poi x il resto uno va a votare ed e' libero di far quello che vuole.io voto per chi mi aiuta,chi aiuta la famiglia i lavoratori.ciao buona giornata .alal fine vincera' il bene e la pace.ciao un bacio a tutti.
Leggo in prima pagina della "Repubblica" le parole del papa "dio punirà chi uccide in suo nome". Attenendomi all ultime vicende umane spero proprio che inizi da Bush. e.t.
Caro Beppe,il mio commento è in ritardo rispetto alla data del blog, ma l'argomento religione è sempre d'attualità. Infatti dall'inqualificabile gesto dell'incredibile calderoli siamo in piena orgia.Come posso, tento di esprimere la mia opinione.
Le religioni che più ci toccano da vicino sono la cristiana,l'ebraica e la musulmana. le tre religioni discendono da un unico ceppo quello di Abramo. Ammettendo l'esistenza e la unicità di Dio ed estendendo a tutte tre le religioni l'inizio del vangelo secondo Giovanni " In principio era la Parola, e la parola era presso Dio, e Dio era la Parola" il "verbo" di Dio per quello che può significare dovrebbe essere lo stesso in tutti i tempi in tutti i luoghi ed eguale per tutte le religioni. Invece l'esperienza ci dice che niente di tutto questo è più lontano dalla verità. Fatti a noi lontani e vicini,cito le crociate,l'inquisizione,l'attuale e tremenda Shoa.Le ambigue parole di Dio possono essere citate da ogni falso profeta a sostegno della propria ideologia. Ecco la Shoa: ignobili folli crimini commessi da ariani cristiani belli biondi celtici? di qualità scelta ed ogni loro soldato aveva un cinturone con una bella borchia con su scritto "Got mitt uns". Dio è con noi. E tutti i papi nel periodo del lungo terrore buoni zitti e consenzienti. Da parte del papato l'unica dimostrazione di non ingerenza nei fatti dello stato. Stringendo al massimo vengo alla guerra in Iraq. Bush ha detto che è stato Dio a volerlo come presidente. E per fugare ogni dubbio circa l'origine divina della guerra ha aggiunto "Dio mi ha ordinato di attaccare Saddam, cosa che io ho fatto". Mi chiedo perchè valenti psichiatri tutte le volte che una persona incaricata di altissime responsabiltà,dichiara di sentire le "voci" specialmente quella di Dio, non la fanno internare subito? L'unico papa che ha detto la verità è stato Leone X parlando al cardinale Bembo "La storia ci insegna quanto ci abbia fruttato la favola di Cristo". Con amicizia imperitura. e.t
Caro Beppe, a parte il fatto che volevo farti i complimenti per l'Incantesimo che ho vissuto dal vivo mercoledì 15/02 durante il tuo spettacolo, mi piacerebbe parlare di una cosa che mi rimane pesante,insopportabile, e sinceramente inopportuna. In ogni telegiornale si rimarca il commento del papa o di alcuni dei suoi galoppini in merito a ogni episodio di rilievo che succede in Italia o nel mondo.Io non sono un cattolico praticante, ne tantomeno credo nella chiesa come istituzione, e sinceramente mi da un'enorme fastidio il fatto che papa,cardinali, vescovi o semplici preti di parrocchia intervengano o facciano propaganda politica in una sede che mi sembra la meno adatta. L'anno scorso la mia nipotina ha fatto la prima comunione e mi ha schifato il fatto che il parroco, durante la celebrazione della 1° Comunione, quindi in un momento che rimane impresso nelle persone presenti in quanto è un momento di gioia per tutti i bambini, si è messo a commentare e dare indicazioni su come andare a votare per il referendum sulla fecondazione assistita, con tanto di volantini distribuiti da volontari all'uscita della chiesa.
Visto che siamo in periodo di elezioni ed esiste la legge sulla Par Condition , e visto che la chiesa ha particolamente a cuore gli sviluppi della politica, propongo di attivare la par condition a livello mediatico anche alla figura del papa pastore tedesco,del colonnello Ruini e di tutti i loro sargenti di ferro, così bravi a guardarsi intorno e ancor più bravi a far si che nessuno possa guardare cio' che succede a casa loro.
Beppe, un grande saluto e ricorda che la tua battaglia è anche la nostra.
Un abbraccio Fabrizio da Roma
Ho lavorato per 7 anni con contratti co.co.co, ritenuta d'acconto, progetto, mi occupavo di informnatica, i miei datori di lavoro erano aziendine sub-appaltate da aziende più grandi che lavoravano per banche come il monte paschi di siena, banca intesa, banca caboto, Enel, Epson, Regione Lombardia.
E' incredibile notare che sono i gruppi più grandi e solidi ad utilizzare strumenti come il co.co.co o il contratto a progetto. Sopratutto è veramente allarmante che lo utilizzi la Regione Lombardia!
che lo stato utilizzi lavoratori co.co.co, demandando sulla carta la responsabilità ad aziendine esterne è credo indecoroso. La minaccia in tutti i posti di lavoro dove sono stato era il licenziamento in tronco per un qualsiasi motivo... perchè non gli piaceva come ti "presentavi", per un calo improvviso di lavoro, perchè il nuovo IT Manager "chissa poi con quale criterio!??!?" ha deciso di servirsi di un'altra azienda, così l'azienda dove tu lavori chiede alla nuova azienda appaltatrice di entrare come sub-subappaltata, e riduce ancora più la tua paga... perchè di personale queste aziende non ne hanno e si servono delle aziendine che recuperano forza lavoro con annunci sul giornale o via web, per dare il servizio. Vendono senza prima avere... e a chi? alle banche, alla Regione Lombardia, alle multinazionali...
insomma ormai sono tutti sullo stesso piano... tutto legalizzato... e se poi il contratto che ti fanno è completamente fuori dalle righe, che importa... te lo fanno lo stesso, e se non accetti sei licenziato... io mi auguro che la situazioni peggiori ancora molto, perchè chi mi fa veramente arabbiare non sono gli aprofittatori ma i lavoratori che per le bricciole si pugnalano. Credo che sia questo quello che pensano i datori di lavoro di noi... che accettiamo l'inaccettabile! e quindi non valiamo nulla... che loro al nostro posto avrebbero mandato tutto all'aria!
Bravi datori di lavoro,
ma quando la penseremo anche noi cosi?
Ho lavorato per 7 anni con contratti co.co.co, ritenuta d'acconto, progetto, mi occupavo di informnatica, i miei datori di lavoro erano aziendine sub-appaltate da aziende più grandi che lavoravano per banche come il monte paschi di siena, banca intesa, banca caboto, Enel, Epson, Regione Lombardia.
E' incredibile notare che sono i gruppi più grandi e solidi ad utilizzare strumenti come il co.co.co o il contratto a progetto. Sopratutto è veramente allarmante che lo utilizzi la Regione Lombardia!
che lo stato utilizzi lavoratori co.co.co, demandando sulla carta la responsabilità ad aziendine esterne è credo indecoroso. La minaccia in tutti i posti di lavoro dove sono stato era il licenziamento in tronco per un qualsiasi motivo... perchè non gli piaceva come ti "presentavi", per un calo improvviso di lavoro, perchè il nuovo IT Manager "chissa poi con quale criterio!??!?" ha deciso di servirsi di un'altra azienda, così l'azienda dove tu lavori chiede alla nuova azienda appaltatrice di entrare come sub-subappaltata, e riduce ancora più la tua paga... perchè di personale queste aziende non ne hanno e si servono delle aziendine che recuperano forza lavoro con annunci sul giornale o via web, per dare il servizio. Vendono senza prima avere... e a chi? alle banche, alla Regione Lombardia, alle multinazionali...
insomma ormai sono tutti sullo stesso piano... tutto legalizzato... e se poi il contratto che ti fanno è completamente fuori dalle righe, che importa... te lo fanno lo stesso, e se non accetti sei licenziato... io mi auguro che la situazioni peggiori ancora molto, perchè chi mi fa veramente arabbiare non sono gli aprofittatori ma i lavoratori che per le bricciole si pugnalano. Credo che sia questo quello che pensano i datori di lavoro di noi... che accettiamo l'inaccettabile! e quindi non valiamo nulla... che loro al nostro posto avrebbero mandato tutto all'aria!
Bravi datori di lavoro,
ma quando la penseremo anche noi cosi?
Il portatore nano di democrazia va a fare visita a F. Totti a Villa Stuart (sic!), ma non si sogna neanche di venire a Bari, per essere vicino ai parenti delle vittime della sciagura aerea verificatasi al largo della Sicilia nell'estate 2005. Grande Silvio.....
Vito da Bari
...è assurdo...la religione,qualunque religione,è una delle invenzioni più assurde..tra l'alrto talmente manipolate da non avere più qualcosa di veramente buono...io credo, ma non in qualòche dio , credo e basta,non è fede cieca, ma fiducia...in se,nel mondo,in qualcosa di superiore, di energico...ed è si qualcosa di personale , ma anche di impersonale dal momento che ci vengono imposte delle immagini che nessuno riuscirà più a cavarsi dalle testa....tipo omino con barba bianca sulle nuvole....e questo ci rende governabili e senza possibilità di scelta personale.... a tal punto da difendere il proprio credo in modo possessivo..dovremmo rispettare le scelte degli altri e non interferire con magliette e azzi vari,ma allo stesso tempo RIDEREEEEEEEEEEE!...basta usare la religione come scusa per "litigare" religione! ..Abbiamo già tanti casini...sono millenni che si fanno guerre con la scusa della religione...ma la gente non si rende conto che ormai è una cosa da medioevo?!
...ma andate al bar a farvi una partita a rubamazzo...
Caro Beppe
avevo registrato la email per ricevere i post ma poste italiane non mi fa ricevere i tuoi post da quando poste è di mediolanum.
La censura è arrivata anche in italia non solo in cina.
Prova a scrivermi e vedrai cosa succede fabio.menci@poste.it
Le mani di Dio.
Se esistono popoli eletti?
Si esistono popoli eletti che credono in un Dio che giustifica la violenza dell'uomo su l'uomo promettendo un cielo a luci rosse.
Meglio del nostro no? Nel nostro c'e' solo la luce di Dio che ci da la pace! Vuoi mettere?
Noi siamo poveracci nei confronti di quello che e' riservato al popolo eletto.
Le mani di Dio.
Se esistono popoli eletti?
Si esistono popoli eletti che credono in un Dio che giustifica la violenza dell'uomo su l'uomo promettendo un cielo a luci rosse.
Meglio del nostro no? Nel nostro c'e' solo la luce di Dio che ci da la pace! Vuoi mettere?
Noi siamo poveracci nei confronti di quello che e' riservato al popolo eletto.
Le mani di Dio.
Se esistono popoli eletti?
Si esistono popoli eletti che credono in un Dio che giustifica la violenza dell'uomo su l'uomo promettendo un cielo a luci rosse.
Meglio del nostro no? Nel nostro c'e' solo la luce di Dio che ci da la pace! Vuoi mettere?
Noi siamo poveracci nei confronti di quello che e' riservato al popolo eletto.
Moderazione e tolleranza, concetti oscuri all’Islam
In questi giorni di martellamento mediatico sulle «offese» rivolte all’Islam con una manciata di vignette satiriche, in questi giorni di quasi overdose da immagini di scontri di piazza in Iran, Palestina e via dicendo, mi sono chiesto un po’ di cose. Per cominciare, forse mi sbaglio, ma noi abbiamo un «San Pietro» che in televisione recita con un Bonolis e un Laurenti, come abbiamo un Forattini che disegna il Papa in mutande o in croce (e scrivo da cattolico credente e praticante), eppure, nessuno si indigna; anzi, un po’ tutti sorridiamo nel vederli. Per non parlare di Adam Smith, e delle sue gravi offese al Crocifisso!!! Quella è forse libertà di pensiero e di religione? Secondo: gli islamici, vengono in Europa, e pretendono (non chiedono) moschee, e noi, li accontentiamo, mentre i nostri missionari vengono uccisi, mentre nelle Filippine, un villaggio di cattolici viene passato al setaccio con un mitragliatore. Terzo: in Israele, ci sono attentati suicidi (non kamikaze, perché sono tutto fuorché eroici),la Palestina finisce nelle mani di un gruppo terroristico che organizza quegli stessi attentati. Quarto: l’Islam moderato. Dov’è?! In tanti dicono che quelle di questi giorni sono le reazioni di pochi, ma che esiste un Islam moderato. Forse i cartoni animati con personaggi degli attentatori sono l’espressione di questa moderatezza? L’Iran, ai tempi dello Scià era uno dei Paesi Arabi più moderati (e lo testimoniano le foto dell’epoca), e oggi, lo vediamo tutti cos’è diventato quel Paese. Nei prossimi 50 anni,visto il precedente, potrà formarsi un Paese arabo che si possa definire moderato?
LETTERA di
LUCA COSCIONI
Orvieto-Bruxelles, Febbraio 2001
Scrivo a Lei e a molti altri uomini di scienza per proporLe un impegno comune. Mi chiamo Luca Coscioni. Sono laureato in economia e commercio e dottore di ricerca in economia ambientale. Ho insegnato politica economica alla Facoltà di economia di Viterbo.
Sono impegnato, in prima persona, nella lotta per la libertà della scienza e delle terapie, in particolare della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Oggi in Italia quella ricerca è proibita, e con essa è proibita la speranza per milioni di persone affette da gravissime e diffusissime patologie, per le quali oggi non esistono terapie realmente efficaci. Per questo ho bisogno, ora, del Suo e del Vostro sostegno.
Se potesse incontrarmi, non potrebbe sentire la mia voce. Cinque anni fa sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. E' una malattia neuromuscolare oggi incurabile, che rende chi ne è colpito paralitico e incapace di parlare con la propria voce. Per comunicare utilizzo un computer con un programma di sintesi vocale. E' il sistema che usa il professor Steven Hawking, il celebre fisico inglese colpito dalla stessa malattia. L'incontro con la sclerosi laterale amiotrofica, che colpisce una persona su diecimila, è decisamente sconsigliabile. Purtroppo, però, non si conoscono ancora le cause che ne determinano la patogenesi, e così è impossibile prevedere quali siano i soggetti e i comportamenti a rischio. Si può dire solo che, nel corso del 2001, i nuovi casi di sclerosi laterale amiotrofica saranno, in Italia, alcune centinaia, e complessivamente faranno i conti con questa malattia, italiano più, italiano meno, alcune migliaia persone.
Ma questa malattia può, forse, essere curata ricorrendo alle cellule staminali. Se e come, ce lo potrebbe dire la ricerca scientifica. Però questa possibilità di cura è preclusa alle migliaia di concittadini che, come me, lottano quotidianamente per la propria sopravvivenza. Perché? Per l'ingerenza della Chiesa cattolica notoriamente contraria alla clonazione terapeutica e all'utilizzo di embrioni sovrannumerari a fini di ricerca. Questi ultimi sono embrioni comunque destinati ad essere distrutti, ma se fossero impiegati nella sperimentazione potrebbero invece contribuire a salvare la vita a milioni di persone. Secondo il Rapporto Dulbecco sulle cellule staminali (il documento che contiene le raccomandazioni dei 25 Saggi incaricati dal Ministro della Sanità di fare chiarezza sulla materia) sono infatti 10 milioni gli italiani, che potrebbero essere curati e anche guarire, se trattati con terapie basate su tali cellule. Sono i malati affetti da diverse patologie, e tra queste: morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, atrofia muscolare spinale, lesioni traumatiche del midollo spinale, distrofia muscolare, tumori e leucemie, diabete, infarto, ictus. Sono tutte persone sofferenti in attesa di una legge sulla clonazione terapeutica.
Mentre, 6 mesi fa, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno detto sì alla clonazione terapeutica, oggi in Italia stiamo ancora discutendo se sia etico o meno utilizzare embrioni congelati, prossimi alla scadenza, se non già inutilizzabili. A quanto pare, possono essere distrutti, senza suscitare alcuno scandalo, ma non posso essere utilmente impiegati nella ricerca. E così, mentre sono partiti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna le sperimentazioni, in studi pre-clinici, da noi in Italia, invece, si alzerano le nebbie della demonizzazione e della disinformazione. E, nel fitto di queste nebbie, non sarà difficile per il governo e la maggioranza parlamentare continuare a proibire, fra le altre cose, anche la clonazione terapeutica, negando così a centinaia di migliaia di malati italiani una concreta speranza di guarigione e costringendoli ad un odioso turismo sanitario.
Ecco, di fronte a questo scenario disarmante, è necessario, indispensabile essere presenti in Parlamento. La Lista Bonino ha predisposto una proposta di legge di iniziativa popolare recante norme in materia di procreazione medicalmente assistita, clonazione terapeutica e di ricerca sugli embrioni umani, di cui ho l'onore di essere il primo firmatario.
Lottare, anno dopo anno, mese dopo mese, giorno dopo giorno, ora dopo ora, contro la malattia che mi ha colpito, non ha dato un senso alla mia vita. Una malattia, e la sofferenza che ne deriva, non hanno mai un senso. Il senso, alla mia vita, lo sto dando io, vivendola, come mi è consentito di viverla. Amando, odiando, facendo politica, una delle mie passioni.
Per questo ho deciso di candidarmi alle elezioni politiche, insieme ad Emma Bonino, nella lista che porta il suo nome, dando corpo alla lotta per difendere la libertà di ricerca scientifica, la libertà di cura, la libertà di scegliere come e quando morire, in caso di malattia incurabile e foriera di atroci sofferenze.
Nel mondo civile e avanzato, il confronto nasce e si sviluppa sulle idee. In Italia, invece, non si può nemmeno discutere. L'imperativo è proibire, proibire, proibire...
Mi appello a Lei, a tutti Voi a cui scrivo, Premi Nobel e uomini di scienza, per chiedere il vostro sostegno, ad una causa che è mia, ma che è anche e soprattutto Sua, Vostra. Io sono un esempio concreto di come il diritto alla vita e la libertà della scienza coincidano, e diventino una cosa sola.
Se il mio Paese continuerà ad essere vittima dell'oscurantismo antiscientifico, milioni di cittadini come me continueranno ad essere condannati dall'irresponsabilità della politica prima che dalla gravità delle malattie. Per questo, Le chiedo di inviarmi un messaggio di sostegno alla battaglia e all'appello contro l'attacco alla libertà di ricerca e pratica scientifica, e in particolare contro il bando alla sperimentazione sugli embrioni e alla clonazione terapeutica.
La ringrazio, Vi ringrazio, esprimendo il mio ringraziamento alla Scienza, che è Conoscenza. Alla Scienza, che è, anche, tecnologia informatica, mediante la quale l'oceano di conoscenza e di ignoranza, di disperazione e di speranza, di amore e di odio, oceano che è in me, che è me, e che il caso avrebbe voluto costringere al silenzio, nello spazio angusto di una bottiglia, può, invece, rifluire, seppur lentamente, verso Voi tutti.
Luca Coscioni é morto oggi, a 39 anni.
Ciao Luca, ciao bello ciao
Grazie
Mattia
Caro Beppe,
la fede e´una cosa privata che riguarda l´individuo e nessuno puo´arrogarsi il diritto di frapporsi tra l´essere umano e Dio.
Eppure e´molto diffuso che il frequentare una Chiesa sia come una sorta di legittimazione della propria Fede,come se un credente in Dio non fosse tale se non riconoscesse l´autorita´terrena di una organizzazione religiosa.Credo che l'essere umano sia preso in trappola gia´nel profondo della sua psiche e che non sia veramente libero se non riesce ad affrancarsi da simili schiavitu´.
Purtroppo anche tra coloro che si battono per la liberta´sia fisica che intellettuale di ogni individuo sulla terra e´presente questa componente ed il profondo condizionamento in cui
siamo intrappolati ci impedisce di rendercene conto.La Fede di ogni persona va profondamente rispettata,ma chiunque,a qualsiasi titolo, voglia gestirla,anche se in buona fede,anche se per ottimi fini,e´da ritenersi un plagiatore.
Dio non ha bisogno di rappresentanti ,poiche´e´capace di fare meglio e di piu´di qualsiasi essere umano.
E´l'uomo che ha bisogno di Lui e spesso Lo usa per i propri fini sottomettendo altri esseri umani
al punto di scatenare gli uni contro gli altri nel Suo nome e nella Sua gloria.
Egli non ha bisogno di essere pregato,osannato,glorificato.Queste vanita´appartengono alla debolezza umana molto sensibile alle lusinghe.
Grazie per la disponibilita'
Alfredo Pierucci.
Comunque ricordo a tutti i battezzati che la domenica è obbligatorio andare a messa...
Ciao eh!
La vostra religione, é credere con infinita fiducia, e con un adesione pressochè totale,che l'occidente sia la porzione di mondo più emancipata.
Occidente che al contrario dei paesi Islamici è riuscito ad avere ragione dei dogmi religiosi.
Ma siete così sicuri di essere i migliori?
Siamo nella società della depressione e nonostante questo tutti si sentono supereroi.
Un Ragazzo su 50 si suicida, e voi parlate di progresso. COme minimo vi ammazzate dentro i condomini per 2 c..zate, e poi vi girano le p.lle se i musulmani se la prendono per le vignette.
Simone
Caro Mattia (Ronzelli),
io sono molto moderato nei modi ma, come ho già scritto, intransigente nella sostanza (finchè qualcuno non trova il modo, con il ragionamento, di farmi cambiare idea).
E nella sostanza sono d'accordo con te.
Ma dopo aver letto il delirante commento di autocompiacimento apparso su Avvenire mi viene la voglia di essere molto, ma molto, meno delicato…
Si tratta della questione 'Crocifisso in aula'.
Se non l'hai letto, ecco qua:
http://www.uaar.it/news/index.php?m=02&y=06&d=17&entry=entry060217-162828
Un saluto
PERMETTEMI UNA piccola PUNTUALIZZAZIONE
molto molto IMPORTANTE!!
----piccola parentesi----(Ciao Marco Zampa -carissimo- ho "riveduto" il testo in maniera tale da non essere troppo "distruttivo" ----> Ps Anche l´eccesso di "potenza" é un problema, che te´ credi?! eheh, si scherza naturalmente)
"A Voi questi questi 4-5 minuti di aria fresca, diamantina, pura, salubre, intonsa e inconfutabile, che discende dalle alte montagne dove ancora regna la "legge di natura" e dove le menzogne dell´uomo contro l´uomo non potranno mai attecchire.."----fine piccola parentesi----
..devo rispondere a tutti questi amici credenti di fede cristiana che si "disgustano" (giustamente) per le reazioni "eccessive" delle frangie piú radicali del mondo islamico per via delle "VIGNETTE".
MA, (c´é un MA..)
Mi rivolgo a tutti i cristiani o credenti o cattolici o cmq tutti coloro i quali fanno un PARALLELISMO davvero poco calzante e assolutamente FALSO (Calderoli era uno di questo).
Mi spiego meglio, mi é capitato di leggere (ripetutamente) che quando il dio "cristiano" o Gesú o (etc etc) furono o sono "vittime" di situazioni imbarazzanti o offese da parte di "terzi", situazioni simili (o peggio) a quelle in cui oggi si é ritrovata la comunitá "mondiale" musulmana con le "vignette", i CRISTIANI non abbiano o non hanno reagito cosí violentemente e in maniera del tutto irrazionale, come invece é accaduto in diversi paesi, per mano soprattutto di frangie islamiche radicali.
ECCO ORA VIENE IL BELLO:
ossia, perché questo non é accaduto o meglio non accade piú oggi in Europa, quando si prendono in giro i "valori cristiani"?
..la risposta é "semplice", un attimo di pazienza,
che i cristiani siano piú "ACCONSENZIENTI" e "LUNGIMIRANTI"?
see.. ..la risposta é veramente "semplice":
Va considerato che la "religione cristiana" nel corso degli ultimi 2-3 secoli, diciamo a partire dalla rivoluziona francese (1789) e con lo sviluppo dell´Illuminismo e con esso della Scienza si é trovata in "braghe di tela", é stata "sgonfiata", é stata "sconfitta", relegata ad un piano di second´ordine (sfortunamente meno in Italia), un pó come é accaduto in maniera notevolmente piú sensibile per le monarchie europee.
-Quando si parla di "Europa-evoluta" ci si rivolge ovviamente agli stati piú "rodati" e democratici (diritti, leggi, libertá, societá, insomma tutte queste cosine di "secondopiano"), vedi ad esempio: Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, (ora bisogna aggiungere con piacere anche la Spagna) e con "riserve" Francia e Inghilterra.-
Questi 2-3 secoli di "rivoluzioni straordarie" come é ben risaputo, non sono avvenuti nei paesi mussulmani, per migliaia di differenti RAGIONI (e non si puó sapere se mai ne godranno, non di certo "esportandole"), ma questi fenomeni non dipendono in SÉ (!) dalla religione cristiana o musulmana, o di un "chiccessiá di metafisico-superstizios-teologico", (tutt´altro le religioni in quanto "organi" ultra-conservatori e reazionari da sempre osteggiano tutto ció che é miglioramento-cambiamento-elevazione) rivolgendosi sempre ai soliti triti "valori tradizionalistici" che fanno breccia tra le genti incolte e impreparate.
MA AL CONTRARIO
come dicevo, queste rivoluzioni dipendono dagli intellettuali (anche gente comune, si intende), da "pochi uomini che si accorgono" del malaffere, di questa violenza silente (e non) e col tempo e la fortuna riescono a DISINNESCARE queste "bombe" metonomicamente tradotte come "religioni", trasmettendo poi il sapere, la cultura appunto al "popolo", che se illuminato si ribellerá (cosa quanto rara, tanto straordinaria), dalla gogna delle "religioni". Appare evidente che le "rivoluzioni" dipendano quindi da situazioni congenturali tremendamente piú profonde, delicate e ramificate che dal semplice e brutale concetto (invenzione) di "dio".
I "cristiani" non "reagiscono" oggi nelle stesse modalitá estremistiche di alcune frangie mussulmane, non certamente "GRAZIE" alla religione cristiana e ai suoi "PRECETTI", mi spiace tanto ma la ragione é antropologicamente-socialmente-storicamente-e-persino-quasi-fisiologicamente diversa, chi dice il CONTRARIO, si é mangiato a colazione CAFFÈ e GLI ULTIMI 5 SECOLI DI STORIA" (!).
I CRISTIANI NON REAGISCONO
perché hanno "SUBITO" "indirettamente" tutti quegli "eventi positivi" correlati a queste "rivoluzioni-evoluzioni-europee" (si sono inconsciamente I-N-G-E-N-T-I-L-I-T-I) e questo perché risiedono in Europa, se fossero fisicamente stati in un´altra zona del globo, o meglio se il cristianesimo si fosse "sviluppato" in medioriente invece che in Europa, sarebbero nelle "simil-condizioni" dei fanatici che si fanno saltare in aria sorridendo (alla base ci sono -talvolta- anche ragioni condivisibili, ma questo é un altro discorso).
Senza la sfortunata (per le genti atee e mentalmente libere) "coincidenza" dello sviluppo della religione cristiana in europa, i cristiani sarebbe "rimasti" esattamente come sono messe oggi (nel bene e nel male) le nazioni arabe, che basano la loro costituzione sui precetti coranici. Ed é quindi (MOLTO) probabile che non avrebbero "usufruito" (i cristiani) di queste straordinarie "rivoluzioni-evoluzioni" unicamente UMANE (!): in due parole sarebbero (quantomeno le frange piú estreme) conciate come questi stessi estremisti islamici che bruciano dei palazzi "stranieri" e si ammazzano per qualche "disegnino", o forse peggio, chi puó dirlo?
Certo con questo non voglio "santificare" la Scienza o quant´altro, non voglio sostituire nessun dio decrepito con un dio nuovo di zecca, la mia intenzione é solo quella di fare una DOVEROSA puntualizzazione su ció che é un FALSO STORICO, SOCIALE e compagnia bella.
PUNTO!
Concludo; va considerato che se non fosse stato per questi fenomeni straordinari (rivoluzioni varie, Scienza, Politici e Filosofi, etc etc), ma fosse DIPESO dalle religioni in particolare quella CRISTIANA, in Europa saremmo ancora nel "piacevole" medioevo, con la TERRA QUADRATA, i ROGHI DI PIAZZA, le INDULGENZE, il BUE e l´ASINELLO etc etc , si creperebbe ancora per un attacco di diarrea e altro che cercare il vaccino per l´influenza aviaria (..seee) si creperebbe ancora (a milioni e milioni) di appendicite , con buona pace del "pastore tedesco":
R-a-t-z-i-n-g-e-r
Grazie
Mattia
Simone wrote: "(non possiamo dire) ognuno viva i propri valori", perchè un semplice principio che dovresti sapere, è che le regole "formano i valori"
Se la proposizione 'le regole formano i valori' è corretta, dovrei accettare che il valore sia generato da una o più norme antecedenti al manifestarsi, nella mia coscienza, del valore medesimo (ammesso che si manifesti).
Forse ciò può accadere nelle menti più superficiali.
Ma se, concettualmente, si volesse intendere che, per esempio, l'onestà esiste perchè a monte sono state emanate leggi che mi dissuadono dal rubare o truffare o commettere falso ideologico, facendo di me un uomo onesto per timore di una punizione, non sono d'accordo.
Perchè, a questo punto, parliamo solo di OBBEDIENZA; mentre un valore etico, deve essere ereditato in CONSAPEVOLEZZA.
E la consapevolezza si può maturare solo attraverso l'ESPERIENZA (anche solo intellettuale) e l'EMANCIPAZIONE dell'individuo.
Baget Bozzo scrive di J.Guitton: "… è un teologo a cui l'obbedienza ha dato le ali della libertà."
Magari sarà vero nel suo rapporto privato con Dio. Contento lui…
Ma se vedo il rispetto delle norme nella socialità, temo che spesso si arrivi a sacrificare l'amore, la compassione e la comprensione per il prossimo sull'altare dell'amore per le regole.
A fronte di un divieto o un obbligo io mi sento in dovere di riflettere se, rispettandolo incondizionatamente, le mie azioni risulteranno sempre benefiche o no.
E se infrangendo quella regola in determinati casi otterrò un beneficio senza, allo stesso tempo, ottenere un danno o potrò scegliere il male minore tra due, ne sono certo, la infrangerò.
Sul concetto 'ognuno viva i propri valori', purtroppo, è una realtà di fatto che sia così.
Per esempio, se per te il fatto di arrivare casto al matrimonio o di non masturbarti rappresenta un valore ma per me no, non vedo quale norma comune (che non sia una limitazione della libertà individuale) potrebbe fare da 'globalizzatrice'.
Un saluto
se credenti allora accettare i punti positivi dell'islamismo:la sobrieta',il teismo puro il credo semplice e intelligente.Ma anche la degradazione delle donne,dei non mussulmani,lo stereotipare dele leggi e della scienza.
il rivolgersi al passato piuttosto che al futuro.
In un tempo non toppo distante l'accettazione della schiavitu' el'obbligo di distruggere gli infedeli.
Vorrei anche chiedere dove sono tutti i pensatori, ospiti , tavolorotondisti??
Sembra che nessuna delle "grandi menti" o firme abbia niente da dire in proposito.
Sono tutti latitanti.
Il grande timoniere aveva ragione
(certo non spesso) quando diceva che la religione e' l'oppio dei popoli.
Un triste saluto
Il credente ha tutto dalla sua:
ha i santi che lo proteggono;
se l'Eterno esiste, sarà ricompensato;
può compiere o essere complice di azioni terribili, in nome di Dio, tanto non subirà nessuna condanna se Egli non esiste.
Nell'aldilà potrà tormentare il suo vicino di casa (non credente) con " Te l'avevo detto, io!", per l'eternità.
Come credente ho tutto da perdere:
non c'è nessuno che, dall'alto, mi aiuta;
ho la scarsa considerazione, se non il disprezzo, della maggioranza delle persone;
quando morirò, se Lui esiste, mi prenderò una lavata di capo, che lévati!
Ma soprattutto, nel momento del supremo Addio, non avrò neppure una frazione di secondo per andare dal mio vicino (credente) e dirgli: "Visto che non avevi capito un cacchio?"
Comprendo bene il tuo discorso Mattia. Sono un cristiano, cattolico (per chi ancora non lo avesse capito, tuttavia comprendo bene ciò che vuoi spiegare.
Senti, però una domanda te la devo fare.
Ma conosci solo il cristianesimo impositivo-dogmatico-crociato-fondamentalista-ignorante-oscurantista-conservatore-retrogrado?
Ma che da piccolo t'hanno menato le suore?
Scusa eh...
Ciao Simone
PERMETTEMI UNA PUNTUALIZZAZIONE
molto molto IMPORTANTE!!
..devo rispondere a tutti questi amici credenti di fede cristiana che si "disgustano" (giustamente) per le reazioni "eccessive" delle frangie piú radicali del mondo islamico per via delle "VIGNETTE".
MA, (c´é un MA..)
Mi rivolgo a tutti i cristiani o credenti o cattolici o cmq tutti coloro i quali fanno un PARALLELISMO davvero poco calzante e assolutamente FALSO (Calderoli era uno di questo).
Mi spiego meglio, mi é capitato di leggere (ripetutamente) che quando il dio "cristiano" o Gesú o (etc etc) furono o sono "vittime" di situazioni imbarazzanti o offese da parte di "terzi", situazioni simili (o peggio) a quelle in cui oggi si é ritrovata la comunitá "mondiale" musulmana con le "vignette", i CRISTIANI non abbiano o non hanno reagito cosí violentemente e in maniera del tutto irrazionale, come invece é accaduto in diversi paesi, per mano soprattutto di frangie islamiche radicali.
ECCO ORA VIENE IL BELLO:
ossia, perché questo non é accaduto, o meglio non accade piú oggi in Europa quando si prendono in giro i "valori cristiani"?
..la risposta é "semplice", un attimo di pazienza,
che i cristiani siano piú "ACCONSENZIENTI"?
see.. ..la risposta é "semplice":
Va considerato che la "religione cristiana" nel corso degli ultimi 2-3 secoli, diciamo a partire dalla rivoluziona francese (1789) e con sviluppo dell´Illuminismo e con esso della Scienza, si é trovata in "braghe di tela" é stata "sgonfiata", é stata "sconfitta", relegata ad un piano di second´ordine (sfortunamente meno in Italia), un pó come é accaduto in maniera notevolmente piú sensibile per le monarchie.
Voglio sottolineare che quando parlo di Europa mi rivolgo ovviamento agli stati piú evoluti e democratici (diritti, leggi, libertá, societá, insomma tutte queste cosine di "secondopiano"), vedi ad esempio: Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, (ora bisogna aggiungere con piacere anche la Spagna) e con "riserve" Francia e Inghilterra.
L´"unica" differenza é che i paesi mussulmani non hanno ancora "goduto" di queste stesse rivoluzioni, per migliaia di differenti RAGIONI (e non si puó sapere se mai ne godranno, non di certo "esportandole"), ma questo non dipende in SÉ (!) dalla religione cristiana o musulmana, "chiccessiá",
MA
dipende dagli intellettuali, dal popolo, da situazioni congenturali tremendamente piú profonde e ramificate del semplice e brutale concetto (invenzione) di "dio".
I "cristiani" non "reagiscono" oggi nelle stesse modalitá estremistiche di alcune frangie mussulmane, non certamente "GRAZIE" alla religione cristiana e ai suoi "PRECETTI", mi spiace tanto ma la ragione é antropologicamente-socialmente-storicamente-e-persino-quasi-fisiologicamente diversa, chi dice il CONTRARIO, si é mangiato a colazione CAFFÈ e GLI ULTIMI 5 SECOLI DI STORIA" (!).
I CRISTIANI NON REAGISCONO
perché hanno "SUBITO" "indirettamente" tutti quegli "eventi" correlati a queste "rivoluzioni-evoluzioni" e questo perché risiedono in Europa, se fossero fisicamente stati in un´altra zona del globo, o meglio se il cristianesimo si fosse "sviluppato" in medioriente invece che in Europa, sarebbero nelle "simil-condizioni" dei fanatici che si fanno saltare in aria sorridendo (alla base ci sono anche ragioni condivisibili, ma questo é un altro discorso).
Senza la sfortunata (per le genti atee e mentalmente libere) "coincidenza" dello sviluppo della religione cristiana in europa i cristiani sarebbe "rimasti" esattamente come sono messe oggi (nel bene e nel male) le nazioni arabe che hanno nella costituione le leggi coraniche. Ed é quindi (MOLTO) probabile che non avrebbero "usufruito" (i cristiani) di queste straordinarie "rivoluzioni-evoluzioni" unicamente UMANE (!): in due parole sarebbero (quantomeno le frange piú estreme) conciate come questi stessi estremisti islamici che bruciano dei palazzi "stranieri" e si ammazzano per qualche "disegnino", o forse peggio, chi puó dirlo?
Certo con questo non voglio "santificare" la Scienza o quant´altro, non voglio sostituire nessun dio decrepito con un dio nuovo di zecca, la mia intenzione é solo quella di fare una DOVEROSA puntualizzazione su ció che é un FALSO STORICO, SOCIALE e compagnia bella.
PUNTO!
Concludo; va considerato che se non fosse stato per questi fenomeni straordinari (rivoluzioni varie, Scienza, Politici e Filosofi, etc etc), ma fosse DIPESO dalle religioni in particolare quella CRISTIANA, in Europa saremmo ancora nel "piacevole" medioevo, con la TERRA QUADRATA, i ROGHI DI PIAZZA, le INDULGENZE, il BUE e l´ASINELLO etc etc , si creperebbe ancora per un attacco di diarrea e altro che cercare il vaccino per l´influenza aviaria (..seee) si creperebbe ancora (a milioni e milioni) di appendicite , con buona pace del "pastore tedesco":
R-a-t-z-i-n-g-e-r
Grazie
Mattia
Vi pongo una domanda:
Calderoli sarebbe una delle espressioni della nostra civiltà emancipata, laica e libera, perchè capace di ironizzare sempre e su tutto?
Io sono di Roma... ti pare a te che per uno s....zo che fa lo splendido in tv io ora devo avere paura per la mia famiglia?
Scusate il mio sfogo
I figli non sono proprietà dei genitori.
Nel caso di un bambino deforme o cerebroleso non puoi prenderti la briga di decidere se vive o no se no facciamo come gli spartani..allora anche i down finiscono con la punturina come il cane o un bimbo cieco o il cugino di mia madre che ha avuto la sfiga di avere una mamma che s'è presa la rosolia durante la gravidanza..anche lui tutti con la punturina..
Ma qui religione non c'entra nulla..ma poi il feto non ha l'anima e quindi l'aborto ok..il bambino l'anima non ce l'ha e quindi ok..ma l'anima a quale età cresce?Io parlo di anima perchè ne hai parlato tu non guardare i cavilli.
Democrazia
Tu che cosa proponi?Che ognuno fa quello che ritiene giusto e basta?Non è giusto se ci pensi..a questo eliminiamo i referendum le proposte di legge e il resto e si fa quel che cavolo si vuole..basta agire secondo coscienza..allora ok omicidi volontari girare in macchina ai 360..tanto sono secondo coscienza.Qua non c'entra davvero nulla la religione.
Non m'hai detto secondo te cos'è il peccato.
E' inutile che ti scervelli per capire Dio..Dio non è una cosa da capire come può essere la forza centrifuga.Perchè tu ami i tuoi figli?
Il dio che non c'è
L'ateo che continuamente cerca le prove della sua non esitenza
Il dio con la barba
Il dio con la spada
Il dio usato dall'uomo per le sue efferratezze
Il dio che ci umilia
Il dio che ci castiga
Il dio che non si fa scoprire.
I molti scenziati divisi sul dilemma chiamato DIO.
Io riporto una frase di ZECHICHI grande fisico contemporaneo ,"DIO NON POTRA' MAI ESSERE SCOPERTO DALLA SCIENZA ,PERCHE' DIO E' LA SCIENZA ".
Nessuno arriva a CAPIRE Dio.
La conoscenza di Dio è un discorso lungo e tortuoso se affrontato filosoficamente,
per me una delle espressioni più intelligenti la disse Ockam :"Dio si lascia conoscere quel tanto che basta per amarlo".
La "conoscenza di Dio" è riconoscibile nell'amore.
Mamma mia come sono bravo!
Ciao.
Riflessione.
Ritengo di essere in grado di capire molte cose, con un poco di studio e un minimo approfondimento.
Io posso arrivare a CAPIRE la musica pur non essendo un musicista;
posso arrivare a CAPIRE la pittura pur non essendo un pittore;
posso arrivare a CAPIRE la poesia pur non essendo un poeta;
posso arrivare a CAPIRE gli obiettivi di una scienza pur non essendo uno scienziato.
Però, NON posso arrivare a capire Dio senza essere un credente.
Mi nasce forte il sospetto che qui c'è qualcosa che non quadra...
hiamarla semplicemente "cosa che non so"?
Fa lo stesso tanto il suo valore non cambia."
Questo per dire che puoi chiamarlo Dio, caso..tanto dove sta la differenza?
Tu hai dei valori no?L'importante è averli e se i tuoi si scontrano con quelli di qualcunaltro..è giusto che sia così.Nessuno sa la verità.
Be', non mi dilungo se parliamo poi di nascituri affetti da gravi patologie. Puoi immaginare la mia idea.
Io no me la spieghi?
Sono l'unico che sia alle medie che alle superiori ha seguito lezioni di educazione sessuale all'asl?Non credo..daccordo che la Chiesa è ristretta da quel punto di vista però ora si esagera.
Nella scuola cattolica della mia città si insegna l'unico metodo accettato dal Vaticano che sarebbe quello di contare i giorni..praticamente è una presa in giro su quello che dicono.Comunque è un altro argomento.
Se domani si facesse un referendum per l'abrogazione dell'omicidio volontario come reato..tu che risponderesti?No spero!E perchè?Perchè tu hai dei valori e questi ti dicono che uccidere non è giusto tranne che per certe situazioni..o no?La mia etica mi impedisce per esempio di andare a fare il giustiziere negli USA o, nel mio campo, mi impedirebbe di sterilizzare una gatta incinta.Capisci ognuno ha i suoi punti di vista per le cose.
Tanti pensano che un embrione abbia l'anima vuoi perchè contagiati dal papa vuoi per morale cattolica o vuoi per morale personale (tanti atei non vogliono l'aborto) e quindi è giusto così.
Siamo in democrazia e quindi se la maggioranza vuole quello..mi spiace.
Il papa incide per carità ma poi ognuno decide secondo coscienza.
Per te la vita è sacra e non ci sono dubbi ma per qualcuno è molto più sacro viverla anche se in condizioni disperate piuttosto che rinunciarci.
Quel libro non credo che lo leggerò per mancanza di tempo più che altro perchè credo sia una lettura interessante..credo che parli di confessioni e peccati.
Ma, secondo te, cos'è il peccato?Mi piacerebbe sentire la versione di chi "sta al di fuori dei giochi".
Ti riporto una frase di De Crescenzo:
"Puoi dire di essere sicuro che esiste Dio?
NO.
Puoi dire con sicurezza che non esiste?
No.
Ammetti appunto che esiste qualcosa che non sai.
Si.
Allora usami la cortesia di chiamare "DIO" quella cosa che ammetti di non sapere.
E se voglio c
Quoto:
>>> Giordano Bruno Guerri è il meno qulificato per partlare della Chiesa; il nome stesso che porta indica il motivo della sua esistenza: parlare comunue e sempre male della Chiesa.
Mario Cambuli 17.02.06 15:48 <<<
Mario, scusa: hai letto il libro a cui mi riferivo, 'Io ti assolvo'?
Ciao
Ciao MArco.
Ho buttato lì quell'argomento tanto per riaprire la discussione...
Si. Volevo dirti che parli di ciò che "deve fare lo stato" in modo molto dogmatico, io da libero cittadino vorrei uno stato che si chiedesse se Dio esiste o no. E ciò non significa fare enormi trattati metafisici, ma decidere semplicemente se della vita noi possiamo disporre come vogliamo... Eutanasia? Vedi BENE il caso Terry Schiavo...
Dell'aborto non voglio neanche parlare.
Devo dirti la verità... Anch'io, anche se cristiano, ammetto un certo tipo di eutanasia,
ma non è certo quello che propone Pannella o i filosofi filo-edonisti di oggi. E', credo davvero un problema lungo e serio, da non risolvere con un veloce: "ognuno viva i propri valori", perchè un semplice principio che dovresti sapere, è che le regole "formano i valori", io ci sono arrivato, spero che anche altri ci arrivino!
Ciao Marco.
A uno Stato laico (quello che desidererei e, cioè che non si ispira direttamente a filosofie dogmatiche e ai loro simboli) non deve interessare se Dio esiste o no. E soprattutto, quale Dio esiste, come e perchè.
Personalmente, e lo ribadisco ancora, non sono assolutamente intenzionato a pormi il problema. E nemmeno lo Stato deve.
I problemi da risolvere sono quelli generati dalle forzature della pressione religiosa sullo Stato di Diritto e sui principi Democratici che, mi spiace deludere qualcuno, non sono solo l'espressione di 'quello che sceglie la maggioranza'.
Infatti, la scelta per 'maggioranza' è strumentale e serve solo per non paralizzare il potere decisionale dello Stato.
In realtà, una maggioranza scevra da convenienze faziose e privatistiche (siano morali o materiali) non dovrebbe mai limitare la libertà ma garantirla.
E soprattutto, farsi garante delle minoranze.
Purtroppo, sulla società civile italiana incombe, come un'aureola di piombo, il peso dell'incapacità di molti ad AMMETTERE che la LORO è solo un'opinione e non è la VERITA' INCONFUTABILE.
Il fatto di credere o no ad alcune concezioni metafisiche è il risultato di semplici OPINIONI.
Se tali opinioni non collidono con le LIBERTA' del prossimo, sono degne di rispetto.
Se tali opinioni non impongono una limitazione A PRIORI nelle scelte di chi non le condivide, sono degne di rispetto.
Io rispetterò il credente che mi permette di AVVALERMI dell'eutanasia, per esempio, perchè egli dimostrerà rispetto di quelli che sono i MIEI valori, così come io rispetto i SUOI.
E le regole dello Stato devono essere tali che i VALORI degli uni non siano IMPOSTI agli altri.
Senza questa RECIPROCITA' non c'è Democrazia.
Si tratta di DITTATURA.
Mi sembrano semplici principi.
Li capisco io. Strano che molti non li capiscano.
Un saluto
"Con chi non crede che Dio c'è, io non parlo. Per me è un folle."...
Lungi dall'essere un tentativo di "imposizione" di una credenza, questa frase di S.Bonaventura apre un certo scenario...
La filosofia è la scienza che aiuta l'uomo a porre le domande, alla religione compete il compito di dare risposte. Nel momento in cui viene detto "Dio non c'è", la religione non ha più motivo di essere, e così alla filosofia viene dato l'arduo compito di porre le domande e di rispondere ad esse.
Veramente libero (per S. Bonaventura) è quindi l'uomo che riconosce il proprio limite. L'uomo che "sa di non sapere", e attende così dal di fuori una risposta...
Ora la chiesa con i suoi interventi (a volte forse anche inopportuni) vuole ricordare questo:
"che Dio c'è", che il "totalmente altro" si è fatto conoscere, e che solo a partire da questa consapevolezza noi possiamo dirci liberi...
L'ateismo odierno è assolutamente di bassa lega. C'è chi spacciandosi per discepolo di Nietzsche cerca di attaccare la realtà storica di Gesù, o pone il concetto di Dio come qualcosa creato dalle religioni (vedi Michel Onfray).
Ancora, c'è chi afferma che la religione è dannosa perchè aliena l'uomo...
A tutto questo rispondo velocemente che:
1) La realtà storica dell'uomo Gesù è accertata da fonti bibliche ed extrabibliche, e ormai nessuno storico di una certa competenza si spinge ad affermare la possibilità che Gesù non sia effettivamente esistito.
2) Il concetto di Dio nell'antica Grcia era già presente prima dell'arrivo del giudaismo e del cristianesimo.
3)S.Francesco e Madre Teresa bastano da soli a dimostrare che la religione non aliena nessuno.
L'unico ateismo ancora possibile a mio modesto parere (ma tu guarda se un credente deve consigliare una via per l'ateismo..) è quello che da Eraclito in poi mette in una sana crisi ogni buon credente, e cioè quello che parte dal discorso sul male :
"Perchè se c'è Dio c'è il male?"
Solo qui il discorso si farebbe davvero interessante...
& glocal
http://www.themeatrix.com/italian/index.html
"Take the red pill"
Un saluto.
Ciao!Ho sempre come sito preferito questo tu blog :)* vabbe hai sentito del nuovo film che uscirà in germania fra poco con titolo BYE BYE BERLUSCONI?Uscirà a berlino nei prossimi giorni.Solo che non c'è nessuna casa editrice che abbia il coraggio, o che comunque voglia, metterlo in commercio anche qui, dove risiede il nostro "beneamatoberlusconi".
Proverò in qualche modo di averlo dalla germania, penso sia qualcosa di serio, non troppo comico e penso che sia stato fatto con dati reali e idee comuni.
Grazie di tutti i tuoi bellissimi articoli, mi fanno sempre piacere.
Ciao!
Ho letto il tuo bell'articolo "le mani di Dio" e mi è piaciuto molto: mi trovo d'accordo(come sempre!) su tutto quello che dici e mi piace quella tua definizione di "simpatizzante di Gesù". Siccome anch'io ho sempre trovato molto bella la figura di Gesù, volevo chiederti cosa ne pensi dell'ultima dichiarazione(o banfata, se preferiamo) del signor Berlusconi, secondo la quale lui sarebbe nientepopodimenoche "il Gesù Cristo della politica"... Non è una bestemmia questa?
D'altra parte questa non è certo un'anomalia, se guardiamo ad esempio a Bush, che dichiara che Dio è dalla sua parte mentre prepara nuove guerre...
Sono cose risapute e non ho nemmeno voglia di tirarla per le lunghe!
Ti saluto e ti faccio i miei più cari auguri per il blog!
Grazie per tutto quello che fai...
Rimango senza parole per l'articolo letto sul blog. L'On. Antonio Di Pietro ha tutta la mia solidarietà in merito allo spiacevole situazione creatasi per colpa del dipendente Casini in merito a dichiarazioni "discutibili". Per fortuna che esistono ancora politici come il Sig. Di Pietro che prima ancora di proporsi con programmi o convinzioni personali ascoltano le esigenze della gente comune.
Libero stato con libere chiese. Voglio parlare della Soka Gakkai italiana, Ente Religioso legalmente riconosciuto da un lustro. In attesa dell'Intesa, cioè dell'otto x mille, dell'esenzione Ici, della possibilità di mettere su scuole, università (già fatto in America), cimiteri. Chissenefrega diranno i lettori del blog. Oltretutto si tratta di un umanissimo buddhismo in pace col mondo. No. La Soka Gakkai non appartiene all'area pacifista e umanistica del buddhismo ( non è riconosciuta come tale dall'UBI - Unione Buddhistica Internazionale) ma se ne fa un manto d'onore per nascondere i veri fini politici ed economici che la caratterizzano. Questo, sotto gli occhi di tutti,ma assolutamente ignorato dagli italiani poichè è un piccolo marginale fenomeno che riguarda meno di 40mila persone. Quindi non fa notizia. Ogni tanto ci scappa il morto ma si gira lo sguardo verso altri integralismi religiosi. E questo non va bene poichè se un cardinale cattolico inveisce -e gli si da fiato attraverso le TV- contro l'aborto o l'uso del profilattico, non vedo perchè non si debba prestare massima attenzione a sette religiose ben più pericolose che "plagiano" individui e coinvolgono in azioni oggettivamente dannose per tutti e non solo per gli affiliati.
La prima cosa che afferma la Soka Gakkai è che il buddhismo è libertà. Poi in effetti è vietato tutto anche pensare con la propria testa. Quindi si sostituisce la presenza di un Dio con una immagine apoclittica di un "destino" che ti sarà sempre avverso su ogni cosa che ti succederà a meno che - ovviamente - non partecipi all'unisono con i dettami che ti vengono imposti.
Quindi altro che crocifisso nelle aule, è in gioco il concetto di "plagio", di "libertà religiosa", di pensiero libero.
E ogni tanto ci scappa un morto, ogni sempre qualcuno ci esce di testa...
Ho finito i caratteri disponibili ma non la voglia di andare fino in fondo a questa denuncia.
enzo mario chianese, genova
Scusate, non ho finito.
Mi ero perso la replica di Mattia (Saccenti) perchè molto più in giù...
Scrive: 'Ognuno può offrire agli altri ciò in cui crede e che fa parte di sè. Io non posso portare valori non miei…' (non è un copia e incolla, l'ho ribattuto).
Sono assolutamente d'accordo.
Il problema è che capita il caso, guarda un po', che io non possa declinare.
Devo ACCETTARE.
Sono di fronte a un'offerta che non posso RIFIUTARE.
Se io fossi un malato terminale, per esempio, sarei costretto a una sofferenza fine a se stessa, SENZA scopo, in cambio di una TEORICA vita nell'aldilà.
Ma scusate, visto che ci si crede tanto nell'altra vita, perchè non agevolare il MIO trapasso in condizioni così DRAMMATICHE?
Democrazia...
Spero che tu e nessun altro debba trovarsi in una democrazia dove la maggioranza ha deciso di praticare l'aborto COATTO, l'eutanasia COATTA, il divorzio COATTO. Ho gli incubi solo a pensarlo...
E comunque, da quand'è che la MAGGIORANZA ha sempre RAGIONE?
La storia insegna a diffidare delle opinioni che vanno per la maggiore.
C'è una maggioranza? Bene. Essa, dignitosamente, deve sapersi fare carico non solo dell'interesse delle minoranze, ma soprattutto del singolo.
Una maggioranza priva di frustrazioni non deve prevaricare sui temi della libertà di autodeterminazione dell'individuo quando, se emotivamente stabile, sceglie solo per sè senza arrecare un danno CERTO al prossimo.
Per me non esistono nè filosofie, nè identità culturali, nè identità nazionali che possano giustificare una simile limitazione.
Finchè i credenti, pure quando dotati di una parvenza di buon senso, continueranno a pensare di avere la VERITA' dalla loro parte, le ingiustizie saranno perpetrate senza soluzione di continuità.
un augurio sincero di pace e prosperità
Marco
P.S.: se da qualche parte, su questa terra o altrove, c'è qualcuno che spezza l'Eucarestia, prepara un filtro d'amore o lancia il malocchio per me, devo deludere tutti: non ci credo, quindi non può funzionare.
In ultima, e poi mi do una calmata, suggerisco una lettura interessante (di parte laica naturalmente):
IO TI ASSOLVO di Giordano Bruno Guerri.
Tesi: quanto può essere dannoso socialmente l'insegnamento veicolato durante la confessione.
Soprattutto se praticata da sacerdoti conformisti e ignoranti.
Andrea,
provo a fare ordine in due commenti separati
1) Una precisazione.
Qualsiasi legge dello Stato sorge nel contesto di uno STATO di DIRITTO che presuppone a monte una questione ETICA (se c'è un'avvocato da queste parti, mi smentisca).
Non mi azzarderei mai a separare gli aspetti normativi da quelli etici ed è innegabile che è su questo campo, il campo dell'etica, che si gioca la 'partita'.
Per esempio e a maggior ragione, la legge sull'aborto non è una mera regola - come dire - 'igienica'. Coinvolge profondamente il senso etico delle persone e necessita della massima serenità e libertà di pensiero perchè non diventi un meccanismo irrimediabilmente perverso.
2) Nel merito.
Non ho utilizzato la questione aborto per ridiscutere, in senso ampliativo, l'applicazione della legge.
Era un pretesto per tornare sul nocciolo della questione: la volontà della Chiesa di colonizzare la morale, o meglio l'etica, secondo i suoi insindacabili (SIC!) precetti. E, mi perdonerai, ma il fatto che parte dei credenti non la segua 'pienamente' non attenua il fenomeno (almeno, per ora).
NON SOLO! Il pretesto mi serviva per evidenziare le distorsioni che i dogmi di una religione creano (es.: 'Vita sempre!) nel momento in cui essi non sono rivolti ESCLUSIVAMENTE ai suoi adepti.
In realtà, alla chiesa non interessa minimamente di evitare forzature perchè è impegnata a salvaguardare se stessa. Per questo, come ha sempre fatto per secoli, oltre a praticare 'giochi di potere' in seno allo Stato, continua la sua opera di 'persuasione' sulla massa facendo leva sui temi che più toccano le ataviche paure e le problematiche umane: la vita, la morte, il peccato, il sesso.
Alla fine, penso che nelle alte sfere del Vaticano, sia convinzione diffusa che i fedeli sono pedine. Pedine sacrificabili in nome della Chiesa stessa, anche contro la loro volontà.
Purtroppo, la religiosità espone il popolo dei credenti a una quantità notevole di attacchi intellettuli e fisici praticati proprio da chi dovrebbe tutelarne la spiritualità.
E' chiaro che un pensiero libero, in questo contesto, è PERICOLOSISSIMO.
Esso deve essere disincentivato, ostacolato, delegittimato. E demonizzato.
Con tutti i mezzi, leciti o illeciti.
Ti sembrerà roba da Guerra Fredda, ma è proprio così.
Niente a che vedere con il genio di grandi uomini che hanno usato l'intelletto per aiutare l'umanità veramente. Gesù, o chiunque fosse, in testa.
Uomini che non si sarebbero sentiti SUPERIORI di fronte a me, che non mi avrebbero trattato come un BAMBINO.
Semplicemente, mi avrebbero dimostrato di vedere molto più in là del sottoscritto.
Un caro saluto
Marco Zamparini 15.02.06 18:31
Per legge civile (che lo so che è un termine brutto) intendevo la legge dello Stato che a volte non ha niente a che vedere con la legge "morale".Ma qua guardi i puntini sulle i però..
La religione guarda la moralità ma comunque nel codice è previsto l'aborto fino al terzo mese..mi sembra che sia una soglia abbastanza grande.Vuoi che si estenda al nono?Io non ragiono secondo il Rotwyler ma secondo una mia moralità e credo che il 3 mese sia bello che sufficiente dato che al feto oltre ai polmoni funziona tutto.
La chiesa (che è sempre il Vaticano) cerca di imporre i suoi canoni ma basta non ascoltarli se c'è chi li ascolta..mi spiace ma siamo in democrazia tanto anche se potessi tappargli la bocca troverebbero il modo per parlare lo stesso.
ijimiaz galir 15.02.06 16:43
Volevo prima chiederti una cosa..ti schiami sul serio così?Non ti offendere è perchè tanti mettono nomi a muzzo..
A parte questo anch'io credo che la chiesa vada ridimensionata ma secondo me non bisogna tapparle la bocca!
E' vero che tenta di imporre le sue ideologie come dice Marco però non ha ancora minacciato la "marcia su Roma" (e spero che non lo faccia se no sono il primo a picchiare il Rottwyler).
Ruini & co non li ha scelti nessuno perchè si scelgono fra di loro..per esempio a Torino c'è card Sederino Culetto (perchè siamo in simpatia) e una volta quando andavo ad animare i bimbi all'Oratorio li abbiamo dovuti portare ad una parrocchi vicina perchè li voleva incontrare (come fa il signor Burns dei Simpsons)..una parrocchia del circondario era assente e s'è inalterato dicendo "poi glene devo andare a dire quattro perchè non sono venuti a salutare il loro vescovo".E io lì avrei voluto essere un comunista per mangiarlo (ovviamente scherzo ma sul fatto che me lo sarei mangiato no).
Con questo cosa voglio dire..che mentre noi animatori e qualche altro adulto s'è leggermente alterato qualche altra vecchietta ha iniziato a inveire sulla parrocchio assente..quindi non è la chiesa da ridimensionare anche se qualche taglio del personale ci starebbe bene, ma è la testa dei credenti da cambiare e questo lo possono fare o i preti (dato che le voci da fuori non arrivano) o io speravo nel nuovo Papa..non in questo perhè lo volevo più giovane e magari africano..invece è arrivato il Furer..va be!
Però con queste ultime sviolinate qualcosa s'è mosso e se non sbaglio il 60% dei cattolici ha iniziato a girare le spalle e ad estromettersi..in più il fatto che molti cambino religione è il segno tangibile che trasmettono segnali sbagliati..sono dei telefoni rotti.
Anche a me piacerebbe avere una comunità multietnica ma finchè si continua a dare retta ai signori dagli anelli non si cambierà mai.
Ciao!
Per Ijimiaz,
che replicava più giù nei commenti (l'ho visto adesso): "Parlavo della coerenza 'sulla' mia posizione non 'della' mia posizione. Solo per chiarire."
Sì, sì, certo... E' la mia testa che ha incominciato a volare per altri lidi e ha fatto pipì fuori dal vasino. ;-)
Un saluto carissimo
Ragazzi,
andate a leggere un'estratto della sentenza della Corte di Stato che 'giustifica' la presenza del crocifisso nelle scuole.
Eppoi c'è qualcuno che cade dalle nuvole quando gli si dice che la Chiesa non condiziona le scelte dello Stato e, di conseguenza, indebolisce le libertà dell'individuo.
Tra l'altro mi chiedo (visto che di simbolo religioso si tratta), con quale metro di giudizio i giudici abbiano stabilito i 'valori civilmenti rilevanti' che tutti noi, credenti e non, dovremmo leggere in esso.
Buona lettura.
http://www.uaar.it/news/index.php?entry=entry060215-144312
IL PREZZO DEL CONCORDATO: E TUTTO IL RESTO
«L’Italia è un paese cattolico». Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere per giustificare un’attenzione particolare, da parte dello Stato, alle esigenze della Chiesa cattolica e una disparità di trattamento rispetto alle altre confessioni? Un inventario dei principali benefici di cui godono le istituzioni cattoliche in Italia.
Uno degli aspetti più problematici connessi a quel principio di laicità dello Stato che è assurto per merito della giurisprudenza della Corte costituzionale a momento supremo dell’ordinamento italiano, è certamente rappresentato dalle modalità di stanziamento e dalla quantità dei finanziamenti pubblici destinati alle Chiese ed agli istituti ad esse afferenti. Se, infatti, la laicità si configura non come indifferenza dello Stato davanti al fenomeno religioso, ma come garanzia di imparzialità ed equidistanza dei pubblici poteri dinanzi alle comunità religiose strutturate, in un contesto caratterizzato da pluralismo confessionale e culturale, allora il modo con cui viene strutturato il loro finanziamento pubblico e articolato il quadro delle agevolazioni fiscali loro concesse diviene del tutto centrale.
Quanto questo principio di equidistanza fatichi ad affermarsi in concreto nell’orizzonte del nostro paese lo dimostrano non solo la ritrosia ad accettare senza polemica le numerose sentenze della magistratura amministrativa con cui, per il rispetto delle altrui sensibilità religiose, è stato stabilito che non fossero applicabili le norme di epoca fascista che imponevano alla collettività l’ossequio alle manifestazioni della religione di Stato, o ancora il perdurare di formule cerimoniali che continuano a prevedere la partecipazione di alti prelati alle manifestazioni dei vari livelli istituzionali, ma anche e soprattutto il quadro complessivo dei finanziamenti pubblici destinati a vantaggio delle strutture della religiosità dominante, finanziamenti che, lungi dal poter essere annoverati solo come una congrua corresponsione a fronte di una indiscutibile funzione sociale da esse esercitata, arrivano perlopiù a configurare situazioni di anacronistico privilegio.
UNA CHIESA "PIÚ UGUALE" ALLE ALTRE
Anche la più superficiale delle analisi consente infatti di rilevare la considerevole disparità di trattamento che lo Stato riserva alla Chiesa cattolica rispetto alle altre confessioni religiose beneficiarie di Intesa, laddove mentre le seconde possono godere pressoché solo dei vantaggi derivanti dalle rispettive Intese – dagli sgravi fiscali alla possibilità di essere ammesse al riparto dei fondi dell’otto per mille delle dichiarazioni dei redditi – l’universo cattolico italiano trae beneficio dalle misure legislative più disparate, un coacervo di disposizioni non solo di natura concordataria che rende gravoso anche solo individuare in modo del tutto approssimativo il totale dei fondi pubblici che a vario titolo ad esso sono destinati.
Furono gli stessi costituenti ad ammettere in modo implicito, sia pure in un contesto votato al pluralismo e alla piena tutela della libertà di coscienza e di religione, una diversità di attenzione nei confronti della Chiesa cattolica; con l’articolo 7 della nostra Carta costituzionale, la cui approvazione fu resa possibile dall’appoggio del Partito comunista di Togliatti, si volle «costituzionalizzare» non già i Patti lateranensi, pur richiamati come fondamento dei rapporti bilaterali, ma la modalità di definizione dei rapporti Stato-Chiesa, e ciò in considerazione del peculiare ruolo riconosciuto alla gerarchia ecclesiastica vaticana e alla fede cattolica nella storia e nella coscienza del popolo italiano.
Per un immanente senso di colpa o di minorità nei confronti della cattolicità, sfigurata dalla privazione violenta del suo potere temporale ad opera delle truppe italiane, o per un sincero sentimento di riconoscenza verso l’universo culturale e religioso da essa rappresentato, o ancora per un tornaconto talvolta di infimo livello che denota quantomeno scarsa lungimiranza, la classe politica italiana è sempre stata incline a manifestare tendenze risarcitorie nei confronti delle autorità vaticane: già la cosiddetta «legge delle guarentigie», approvata nel maggio del 1871 e peraltro mai compiutamente attuata per la ferma opposizione pontificia, pur concepita nel solco del pensiero di Cavour, che era fautore di una netta separazione dei due ambiti, volle conservare a favore della Santa Sede la dotazione annua, già iscritta nel bilancio dello Stato ecclesiastico, di 3.225.000 lire. Nel 1929 fu poi Mussolini, desideroso di accreditarsi agli occhi dell’opinione pubblica italiana come l’uomo capace di ricomporre la frattura dei rapporti fra lo Stato e la Chiesa, a promuovere la stipula dei Patti lateranensi, strumento che, nella parte relativa alla convenzione finanziaria, disponeva l’obbligo per l’Italia di versare alla Santa Sede 750 milioni di lire in contanti e un miliardo di lire in titoli azionari quale risarcimento per gli ingenti danni subiti a seguito della perdita del Patrimonio di San Pietro, mentre nel Concordato accordava tutta una serie di esenzioni ai numerosi istituti afferenti l’universo del cattolicesimo italiano, tale da garantirgli negli anni immediatamente successivi una enorme accumulazione di beni e risorse sull’intero territorio nazionale.
I MOLTI PRIVILEGI ANCORA IN VIGORE
Quanto ancora oggi pesi sulla vita del paese, condizionandone scelte e visioni, questo legato culturale, sociale e politico esercitato dalla Chiesa cattolica e dall’episcopato italiano è sotto gli occhi di tutti. Meno noto è, viceversa, il quadro dei finanziamenti di cui attualmente il mondo cattolico continua a beneficiare. Per tracciarne una sintesi che, senza alcuna pretesa di esaustività ed escludendo i fondi destinati al sostegno degli organismi cattolici di carità o impegnati nella cooperazione allo sviluppo, dia conto delle principali misure di sostegno finanziario che la legislazione italiana, a livello statale, ha garantito alla Chiesa cattolica e agli enti ad essa legati in un anno recente preso a riferimento, è possibile avvalersi del documento di contabilità pubblica che reca gli impegni di spesa per l’esercizio finanziario 2004, nonché delle misure concretamente stabilite dalla Finanziaria 2004 e da altre disposizioni normative approvate nel corso del 2003 e degli anni precedenti.
Occorre preliminarmente diversificare le misure di sostegno economico che derivano, in modo più o meno diretto, dal Concordato, ovvero da quell’accordo bilaterale che, firmato nel 1984 e recepito nel nostro ordinamento dalla legge 121/1985, nel rinnovare i Patti lateranensi costituisce ad oggi la fonte principale di disciplina dei rapporti fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, dalle altre misure che sembrano, viceversa, non direttamente correlate al contenuto di quell’accordo.
OTTO PER MILLE E FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE PRIVATE
Il principale degli strumenti di derivazione concordataria è certamente rappresentato dall’otto per mille del gettito derivante dalle dichiarazioni dei redditi: nel 2004 la Chiesa cattolica si è vista destinare oltre 310 milioni di euro per scelta espressa dei contribuenti italiani, beneficiando altresì del riparto successivo dei fondi relativi alle scelte non espresse per ulteriori 472.594.000 di euro, per un totale complessivo di oltre 782.700.000 euro. A questa cifra deve essere aggiunta anche la quota dell’otto per mille che, destinata dai contribuenti italiani allo Stato, è stata da quest’ultimo stornata, sotto forma di finanziamento per la conservazione dei beni culturali, alla Chiesa cattolica attraverso opere di ristrutturazione di chiese, conventi, università confessionali, istituti di cultura religiosa, e che ammonta a 9.410.989 euro, su di un totale di 20.517.592 euro a disposizione dello Stato.
In materia di insegnamento della religione cattolica, altra voce di derivazione concordataria, occorre annoverare, come previsioni di spesa per l’anno 2004, 477.735.207 euro; a questa cifra deve altresì aggiungersi il costo relativo alla equiparazione a tutti gli effetti degli insegnanti di religione cattolica agli altri docenti di ruolo, disposto dalla legge 186/2003 e pari a 19.289.150 euro.
Vi è quindi il tema, annoso e controverso, della parità scolastica. Per garantire agli studenti delle scuole private le medesime condizioni godute da quelli delle strutture pubbliche, lo Stato ha impegnato nel 2004, ai sensi della legge 62/2000, 30 milioni di euro, erogabili sotto forma di buoni scuola; di questa cifra si può stimare, stando ai dati del Centro studi scuole cattoliche e relativi al numero degli alunni delle scuole cattoliche sul totale degli studenti delle scuole non statali, che almeno il 59% sia andato a vantaggio delle strutture cattoliche, per una somma pari a circa 17.700.000 euro.
Ma lo Stato, nonostante l’articolo 33 della Costituzione preveda che la libertà degli enti e dei privati di istituire scuole ed istituti di educazione debba essere pienamente garantita ma senza oneri per la collettività, non si limita al finanziamento dei soli buoni scuola, ma stanzia annualmente ed in modo diretto anche fondi per le scuole non statali; nel 2004, ai sensi di una circolare del Ministero per l’Istruzione, l’università e la ricerca, il totale di detti fondi è stato pari a 527.474.474 euro, il 49% dei quali può stimarsi essere stato destinato alle scuole cattoliche, per un ammontare di 258.462.492 euro.
AIUTI DIRETTI E INDIRETTI: ICI, ORATORI, OSPEDALI, UNIVERSITÁ, etc etc
Sempre di derivazione concordataria, anche se ufficialmente prevista solo dalla legge 222/1985 nonché dal D.P.R. 917/1986, risulta essere la previsione circa la deducibilità fiscale delle donazioni private a favore della Chiesa cattolica. Stando alle indicazioni fornite dall’Istituto centrale per il sostentamento del clero cattolico, si può arrivare a stimare che nel 2004 il totale delle offerte volontarie destinate ai prelati cattolici sia stato pari a 18 milioni di euro. Calcolando in modo approssimativo il mancato introito fiscale da parte dello Stato su questa cifra, ricorrendo per il calcolo del prelievo dovuto ad una fascia di contribuenti donatori dal reddito medio lordo compreso fra i 20.000 ed i 32.600 euro annui, si può arrivare ad una stima, per il solo 2004, di 5.580.060 euro.
Da ultimo, fra gli strumenti in qualche modo riferibili al quadro concordatario e concretamente previsti dalla legge 222/1985, vi è il Fondo per la costruzione degli edifici di culto che, per il 2004, è stato pari a 1.807.599 euro.
L’esame delle altre disposizioni che, pur non riferibili al quadro tracciato dal Concordato, stabiliscono misure economiche a favore del mondo cattolico, inizia da alcune munifiche leggi del 2003. In particolare la legge 206/2003 – approvata a larghissima maggioranza – ha previsto il finanziamento diretto degli oratori parrocchiali, riconoscendone esplicitamente la valenza sociale, per 2.500.000 euro annui. A sua volta, la legge 244/2003, nel ratificare e dare esecuzione ad una Convenzione sottoscritta fra la Santa Sede e la Repubblica italiana nel 2000, ha disposto l’erogazione, per il 2004, di 9.397.000 euro per la sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari.
Se poi la legge 293/2003 ha concesso un contributo aggiuntivo per il 2004 di 1.500.000 euro in favore dell’Istituto di studi politici san Pio V di Roma, anche la Finanziaria 2004 (legge 350/2003) non è stata avara di provvidenze per la Chiesa: essa ha tra l’altro previsto il finanziamento per 5 milioni di euro dell’ospedale Casa Sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo, il rifinanziamento per 20 milioni di euro dell’Università campus-biomedico (Cbm), e, curioso a sapersi, l’integrale esborso per la fornitura dei Servizi idrici dello stato della Città del Vaticano per un importo, limitatamente al 2004, pari a 25.000.000 di euro.
Delle quattordici università non statali ammesse al finanziamento pubblico ai sensi della legge 243/1991, che complessivamente hanno potuto beneficiare per il solo 2004 di uno stanziamento pari a 124.149.000 euro, si può stimare che le cinque università cattoliche abbiano percepito fondi per 44.338.929 euro.
Fra i contributi pubblici forse meno conosciuti a favore del mondo cattolico vi è poi l’onere per i circa 200 stipendi erogati a favore dei cappellani militari presenti nel Paese, onere che, previsto dalla legge 512/1961 a totale carico dello Stato, si può stimare essere stato, per il solo 2004 e stando alla rielaborazione dei dati rinvenibili sul sito web dell’Ordinariato militare in Italia, a circa 8 milioni di euro.
In materia previdenziale, ai sensi delle leggi 791/1981 e 903/1973, è da annoverare anche il Fondo di previdenza per il clero, che, per il solo 2004 e relativamente ai fondi erogati a favore della componente cattolica, può attendibilmente stimarsi in 6.713.253 euro.
Da ultime, relativamente al 2004, sono da ricordare anche misure che, destinate al finanziamento di strutture legate all’organizzazione ecclesiastica o all’esenzione di particolari soggetti dal pagamento dei tributi dovuti, impongono un ulteriore onere economico per lo Stato, ma che, stanti gli attuali strumenti di rendicontazione pubblica, non possono essere quantificabili. Oltre alle esenzioni dall’Iva e dalle dichiarazioni dei redditi per gli enti ecclesiastici – di cui rispettivamente al dpr 633/1972 e al dpr 917/1986 – sono in tal senso da annoverare soprattutto i fondi pubblici erogati a favore degli ospedali, delle strutture di ricovero e dei policlinici cattolici; si tratta certamente di una cifra davvero ragguardevole, dal momento che costituiscono una parte non secondaria del totale dei finanziamenti pubblici destinati alla sanità convenzionata (non necessariamente di tipo confessionale), che, per il 2004 assommava a circa 1.500 miliardi di euro.
Se il prospetto dei finanziamenti pubblici ha dovuto considerare, per esigenze di equilibrio e di completezza, il 2004 come anno di riferimento, le misure disposte da leggi successive a questa data contribuiranno piuttosto ad aumentare la cifra totale degli aiuti pubblici destinati alla Chiesa cattolica, che non a diminuirne la portata. Solo per limitarsi agli ultimi – molto discussi – provvedimenti, l’esenzione totale degli immobili ecclesiastici dal pagamento dell’Ici (Imposta comunale sugli immobili) – disposta da una norma interpretativa contenuta nella legge 248/2005 – comporterà, stanti le previsioni dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), un ammanco per le già magre casse degli enti comunali per 700 milioni di euro, a quasi esclusivo vantaggio della Conferenza episcopale italiana.
Alla prodigalità dello Stato nei confronti della Chiesa cattolica, si è peraltro aggiunto anche il particolare favore con cui le Regioni, pur gravate da incipienti deficit di bilancio, hanno continuato a dispensare a suo favore contributi pubblici sotto forma di ulteriori buoni scuola o di generosi finanziamenti al comparto della sanità convenzionata.
Non è il caso di tracciarne qui un profilo completo; resta tuttavia l’interrogativo, del tutto legittimo e di certo non mosso da rigurgiti anticlericali, se lo Stato abbia inteso sostenere in un modo tanto generoso la Chiesa perché consapevole e compartecipe della missione spirituale e sociale di questa o abbia viceversa, abdicando largamente ai propri doveri di solidarietà anche nei confronti di quei cittadini che non si riconoscono in quel quadro di valori, continuato ad alimentare le casse vaticane per ragioni di convenienza politica. Se un’azione di Governo ed un quadro legislativo improntati a ragioni di equidistanza e di imparzialità rispetto ai fenomeni religiosi possono secondo taluni essere ricondotti a forme di inaccettabile relativismo etico, è certo che lo stretto sostegno economico e la contiguità con i poteri pubblici di cui i numerosi istituti cattolici beneficiano rischiano letteralmente di svuotare di significato quel principio, faticosamente desunto in via giurisprudenziale, della laicità dello Stato, condizione essenziale perché la libertà di tutti possa essere pienamente rispettata.
E non sembra valere la considerazione che il cattolicesimo resti la religione largamente dominante nel paese per giustificare acriticamente questo copioso fiume di denaro, dal momento che è lecito presumere come sia proprio la scarsa conoscenza dei meccanismi e dei volumi di finanziamento di cui gode la Chiesa cattolica a non indurre una seria riflessione sull’argomento da parte dell’opinione pubblica. Una riflessione che, alla vigilia delle elezioni politiche, nessuno degli schieramenti candidati alla guida del paese avrà probabilmente interesse a sollevare.
Gianluca Polverari
fonte: confronti.net
Cari amici,
mi permetto di sollevare una questione a 'ombrello' del dialogo in corso.
Sarebbe più utile che le dichiarazioni del tipo 'il tale FA quello' o 'la tale NON FA questo' fossero sostenute da un'argomentazione articolata e corredata, se possibile, da esempi tangibili.
Non è possibile prendere per dato di fatto affermazioni a PRESCINDERE da ciò.
Idem, se si ritiene che nel contraddittorio qualcuno non sia pertinente, dopo averlo fatto notare, lo si deve DIMOSTRARE con un dialogo circostanziato.
Grazie a tutti
1-La chiesa non impone nulla.Esprime opinioni ma siccome tanti hanno il cervello da bambini e credono che Dio parli per bocca del Papa (era meglio quando parlava dai cespugli in fiamme)e quindi o come dice lui o inferno..e quindi cavolata paurosa!
2-Ora come ora l'aborto c'è ma qui stai facendo confusione tra legge civile e "morale".
Un saluto a tutti
Visto che mi sono portato avanti col lavoro,ieri ;-)
sento forte il desiderio di esprimere un pensiero. Se qualcuno vuole commentare con dovizia di ragionamento, leggerò con interesse...
Norberto Bobbio sostiene che va garantito il DIRITTO alla nascita del CONCEPITO (il diritto del concepito è FONDAMENTALE mentre i diritti della donna e della società sarebbero DERIVATI).
A questo punto, io dico, che a un bambino che cresce garantiamo, poi, una serie di diritti: diritto allo STUDIO, diritto alla SALUTE, diritto all'ATTIVITA' FISICA, diritto al GIOCO.
Però lui non percepisce tutti di questi diritti come una cosa 'BUONA', lui vorrebbe solo GIOCARE. E, infatti, sappiamo tutti della fatica che fa un genitore come me...
Noi adulti IMPONIAMO, quindi, questi 'diritti' al bambino perchè sulla base della nostra esperienza (e sul fatto che non se ne può rendere conto da solo) lo garantiranno in FUTURO.
E SCEGLIAMO PER LUI.
Arriviamo a due domande che definirei DEBOLE e FORTE.
La Debole.
Magari la CHIESA ha un'esperienza 'SUPERIORE' della mia che lo ritiene in dovere di trattarmi come un BAMBINO e a decidere per ME?
La Forte.
Se scegliamo per un bambino che tutto sommato - anche in modo rudimentale - può ESPRIMERE la propria opinione, perchè, come genitore, non posso farlo per un embrione oppure (evento nefasto) per un feto di poche settimane, di cui posso intravvedere il FUTURO?
Buona giornata a tutti
Per questioni di coerenza con la posizione che ho tenuto nel discorso non posso non riaffermare il sacrosanto diritto di libero culto: ognuno professi liberamente il proprio credo, quale più sente compatibile con la propria realtà interiore ma nel rispetto della "umanità" di ciascuno. Lo stato sia garante di questo rispetto.
Politeismo e modernità: http://www.google.it/search?client=firefox-a&rls=org.mozilla%3Aen-US%3Aofficial_s&hl=it&q=Politeismo+e+modernit%C3%A0&meta=&btnG=Cerca+con+Google
Un saluto a Mattia, Marco, Simone, Andrea ... anf! anf! ... a tutti insomma!
THE ANTICHRIST
by Friedrich Nietzsche
Published 1895
This eternal accusation against Christianity I shall write upon all walls, wherever walls are to
be found— I have letters that even the blind will be able to see.... I call Christianity the one great
curse, the one great intrinsic depravity, the one great instinct of revenge, for which no means are
venomous enough, or secret, subterranean and small enough,— I call it the one immortal blemish
upon the human race....
e ribadisco che oltre al nichilismo....c'e solo magia magia magia....vedi i riferimenti....di striscia la notizia....striscia il serpente...
....e ...cmq le religioni fanno schifo...e sveglia su ... un covo di crisriani anticristi....un chip se si vuole controllare la gente ormai siamo nel 2012...
un bacio a tutte le fiche del mondo..bye
Quoto in pieno
XX
Con la mia condanna del cristianesimo non vorrei avere fatto torto a una religione affine che addirittura giunge a superarlo in quanto a numero di fedeli: il buddhismo. Entrambe, essendo religioni nichilistiche, sono correlate, sono religioni della décadence; ma si differenziano l'una dall'altra in modo sorprendente. Il critico del cristianesimo è profondamente grato ai saggi indiani, giacché ora è possibile comparare queste due religioni. Il buddhismo è cento volte più realista del cristianesimo, ha ereditato un modo freddo e oggettivo di porsi i problemi; nasce dopo un movimento filosofico durato centinaia di anni; appena esso sorge, il concetto di «Dio» è già eliminato. Il buddhismo è l'unica religione veramente positivistica che la storia ci mostri, anche nella sua teoria della conoscenza (un rigoroso fenomenalismo); esso non parla più di «lotta contro il peccato» bensì, e in ciò dando del tutto ragione alla realtà, di «lotta contro il dolore». Si è già lasciato alle spalle, e questo lo distingue profondamente dal cristianesimo, l'autoinganno dei concetti morali; si trova, per esprimere il concetto con parole mie, al di là del bene e del male. I due fatti fisiologici su cui si fonda e sui quali concentra il suo sguardo sono: innanzi tutto un'eccessiva eccitabilità della sensibilità che si esprime con una raffinata capacità di soffrire, e in secondo luogo un eccesso di intellettualismo, una vita spesa troppo a lungo sui concetti e sulle procedure logiche, sotto i quali l'istinto personale ha subito il male a vantaggio dell’«impersonale» (due condizioni che, come me, almeno alcuni dei miei lettori, gli «obiettivi», conosceranno per esperienza). Sulla base di tali condizioni fisiologiche si sviluppa un stato di depressione: contro essa Buddha prende delle misure igieniche. Vi oppone la vita all'aria aperta, la vita in movimento; la moderazione e la scelta dei cibi; la cautela verso tutte le bevande alcooliche, come pure verso tutti i sentimenti che producono bile e riscaldano il sangue; nessuna preoccupazione né per sé né per gli altri. Egli esige pensieri che diano o quiete o allegria, e trova il modo per disabituarsi a quelli di altro tipo. Intende la bontà, l'essere buoni, come vantaggioso alla salute. La preghiera è esclusa, come pure l'ascetismo; nessun imperativo categorico, soprattutto nessuna costrizione, nemmeno nelle comunità monastiche (si è liberi di andarsene) : tutto ciò sarebbe un modo per accrescere quell'eccessiva eccitabilità. Sempre per questa ragione pretende che non si combatta contro coloro che hanno un modo diverso di pensare; il suo insegnamento si oppone più di ogni altra cosa al sentimento di vendetta, di avversione, di ressentiment («l'inimicizia non cessa con l'inimicizia», è questo il commovente ritornello di tutto il buddhismo). E a ragione: queste emozioni sarebbero del tutto dannose rispetto al principale obiettivo dietetico. Combatte la stanchezza spirituale che egli trova e che si esprime con eccessiva «obiettività» (vale a dire con una diminuzione dell'interesse dell'individuo, con una perdita del baricentro, dell'«egoismo»), con un severo ritorno anche agli interessi più spirituali, alla, persona. Nella dottrina di Buddha l'egoismo diviene un dovere: il principio «una sola cosa è necessaria», il «come ti puoi liberare dalla sofferenza» regolano e circoscrivono tutta la dieta spirituale (si rammenti quell'ateniese che in modo analogo muoveva guerra alla «scientificità» pura, si ricordi Socrate, il quale elevò l'egoismo individuale alla dignità di principio morale persino nel regno dei problemi).
XXI
La condizione per il buddhismo è un clima assai dolce, una grande mitezza e liberalità nei costumi, nessun militarismo; assieme al fatto che il movimento ha il suo focolare nelle classi più elevate e colte. Si ambisce alla serenità, alla tranquillità, all'assenza di desideri come meta suprema e si raggiunge tale meta. Il buddhismo non è una religione in cui si aspira semplicemente alla perfezione: la perfezione è la norma.
Nel cristianesimo gli istinti di chi è sottomesso e oppresso sono in primo piano: le classi inferiori sono quelle che vi cercano la salvezza. Qui la casistica del peccato, l'autocritica, l'inquisizione della coscienza è praticata come occupazione, come rimedio specifico contro la noia; qui è costantemente tenuto in vita un rapporto affettivo con un potente chiamato «Dio» (con la preghiera) ; il più elevato viene considerato irraggiungibile, un dono, una «grazia». Qui manca anche un luogo che sia pubblico: i luoghi nascosti, le stanze buie sono cristiani. Qui si disprezza il corpo, si ripudia l'igiene come forma di sensualità; la Chiesa si oppone alla pulizia (la prima misura presa dai cristiani dopo la cacciata dei mori fu la chiusura dei bagni pubblici, mentre la sola Cordova ne possedeva 270). È cristiano un certo senso di crudeltà verso sé stessi e verso gli altri, è cristiano l'astio per coloro che la pensano differentemente, è cristiana la volontà persecutoria. Idee tetre ed eccitanti sono in primo piano; gli stati spirituali più desiderati e designati con i nomi più eccelsi sono quelli epilettoidi; la dieta viene scelta in modo da favorire fenomeni morbosi e sovreccitare i nervi. È cristiana l'ostilità mortale contro i dominatori della Terra, contro i «nobili», e nello stesso tempo una competizione più nascosta e segreta (si lascia loro il corpo, si vuole solo l'«anima»). È cristiano l'odio per lo spirito, l'orgoglio, il coraggio, la libertà, il libertinaggio spirituale; è cristiano l'odio per i sensi, per la gioia dei sensi, l'odio per la gioia in generale...
XXII
II cristianesimo, quando lasciò il suo luogo d'origine, le classi più umili, i bassifondi del mondo antico, quando cercò il potere fra popoli barbari, non si trovò davanti uomini stanchi, ma uomini dall'animo selvaggio, che si distruggevano tra di loro, uomini forti eppure malriusciti. L'insoddisfazione di sé, il dolore di sé stessi, non sono, come per i buddhisti, un'eccessiva eccitabilità e la facoltà di soffrire, ma, al contrario, il desiderio predominante di nuocere, di sfogare una tensione interiore attraverso azioni e idee ostili. Per dominare sui barbari il cristianesimo aveva bisogno di valori e di concetti barbari: il sacrificio del primogenito, il bere sangue alla comunione, il disprezzo per lo spirito e la cultura, la tortura in ogni sua forma, fisica e spirituale, una grande pompa nel culto pubblico. Il buddhismo è una religione per uomini più . maturi, per razze divenute più benevoli e miti, straordinariamente spirituali, sensibili al dolore (l'Europa non è neppure lontanamente matura per esso) : il ricondurre alla pace e alla serenità, a una dieta nelle cose dello spirito, a un certo irrobustimento del corpo. Il cristianesimo invece vuole dominare sulle belve; il suo rimedio è renderle malate, indebolire è la ricetta cristiana per addomesticare, per condurre alla «civiltà». Il buddhismo è una religione per la fine, per la stanchezza della civiltà, il cristianesimo non ne incontra una dinanzi a sé, eventualmente la fonda.
XXIII
II buddhismo, ripetiamolo, è cento volte più freddo, più veritiero, più oggettivo. Non ha più bisogno di rendere dignitoso il suo dolore, la sua capacità di soffrire, attraverso l'interpretazione del peccato: dice semplicemente ciò che pensa: «io soffro». Invece per il barbaro il dolore in sé non è decoroso: egli come prima cosa ha bisogno di un'interpretazione del dolore per ammettere a se stesso che soffre (il suo istinto lo induce piuttosto a negare le sofferenze, spingendolo a sopportarle in silenzio). In questo caso la parola «diavolo» fu un beneficio: si aveva un nemico schiacciante e terribile, non bisognava vergognarsi di soffrire a causa di un simile nemico. Nel fondo del cristianesimo sono riscontrabili alcune sottigliezze che appartengono all'Oriente. Innanzi tutto sa che è assolutamente indifferente che una cosa sia vera in se stessa, ma che è della massima importanza quanto essa sia creduta vera. La verità e la fede che qualcosa sia vero: due mondi di interesse totalmente diversi, quasi antitetici, ai quali si giunge percorrendo due strade completamente differenti. Essere sapienti a tale riguardo è sufficiente in Oriente per rendere un uomo saggio: così la pensano i brahmani, così ritiene Platone, così intendono gli studiosi di scienza esoterica. Se, per esempio, la felicità consiste nel credersi redenti dal peccato, per un uomo non è necessario, come condizione, essere un peccatore, ma sentirsi peccatore. Però, se è indispensabile soprattutto la fede, allora si dovranno screditare la ragione, la conoscenza e la ricerca: la via per la verità diviene una via proibita. Una forte speranza è uno stimulans per la vita, più grande di ogni singola felicità che si realizzi effettivamente. È necessario sostenere chi soffre, con una speranza che nessuna realtà possa smentire, che nessuna realizzazione possa vanificare: una speranza nell'aldilà. (Fu proprio a causa di questa capacità di tenere in sospeso gli infelici che i greci consideravano la speranza il male dei mali, il male più insidioso: quello rimasto in fondo al vaso del male). Perché l'amore sia possibile, Dio deve essere una persona; affinchè gli istinti più bassi abbiano voce, Dio deve essere giovane. Per soddisfare l'ardore delle donne si pone in primo piano un santo di bell'aspetto, per appagare quello degli uomini una Maria. Ciò si fonda sul presupposto che il cristianesimo intendeva dominare su un terreno dove il culto di Afrodite e Adone aveva già determinato il concetto di culto religioso. La pretesa della castità rafforza la veemenza e l'intensità interiore dell'istinto religioso, rende il culto più caldo, più fanatico e spiritualmente più intenso. L'amore è la condizione in cui l'uomo il più delle volte vede le cose come non sono. La forza illusoria raggiunge qui il suo apice, come pure quella che mitiga e trasfigura. Nell'amore si sopporta di più, si tollera tutto. Si trattava di rintracciare una religione nella quale l'amore fosse possibile: con essa ci poniamo al di sopra degli aspetti peggiori della vita, non lo si vede nemmeno più. E così è per le tre virtù cristiane: fede, speranza e carità: io le definisco i tre stratagemmi cristiani. Il buddhismo è troppo maturo, troppo positivistico per essere ancora tanto astuto.
FWN
http://www.antoniodipietro.it/
http://www.radicali.it/
http://www.radicali.it/view.php?id=52476
Scusa Luisella se ti sottopongo queste osservazioni:
1) Sarai spesso delusa dalla Politica e dai politici.
2) Le dittature? Quelle fasciste/naziste sono nate con quegli obbiettivi, le comuniste sono nate con obiettivi ancora oggi attuali e condivisibili. Il problema è che i vari statisti non sono stati in grado di applicare queste idee. Pertanto non penso siano la stessa cosa.
Altro? Votare per il Sig. Casini che ha avallato per 5 anni tutte le nefandezze di questo governo che certamente non Ti saranno sfuggite, mi pare un premio troppo grande.
Se mi permetti un consiglio, il governo attuale ha fallito: promesse e bugie, meglio provarne un'altro anche se non ti convince del tutto.
Cosa ne pensi?
Ciaoooo e buon voto.
Andrea
Un Saluto a tutti Voi ed a te Beppe :-)
Io sono per carattere assai accomodante, permissivo e comprensivo... fino a quando, pero',
mi trovo di fronte a situazioni che meritano un tale atteggiamento!
Inizialmente, anni fa, nutrivo simpatia per questi popoli sfortunati, capiamoci...
per sfortunati intendo che si son trovati fuori da un processo di progresso non solo tecnologico ma soprattutto sociale!
quando frequentavo l'universita' capitava spesso di conoscere ragazzi palestinesi, iraniani e nord africani che raccontavano le loro tragiche vicissitudini nei loro rispettivi paesi.
Il primo sentimento era sicuramente quello di solidarieta' e subito dopo subentrava la rabbia verso la nostra societa' capitalistica che permetteva tutto cio'!
Alcuni di questi Paesi erano (ed indirettamente lo sono ancora...) ex colonie Europee quindi una certa responsabilita' diretta sulla loro situazione era ed e' sospettabile!
c'e' una cosa, pero', che non riesco piu' a comprendere... ed e' tutto questo "ODIO" latente da parte di questi popoli Mussulmani nei confronti di tutto l'Occidente ed in particolare verso gli Stati Uniti!
Faccio un esempio pratico,
in questi giorni sto seguendo l'evolversi della situazione scatenata da qualche "Vignetta" satirica uscita su un giornale Danese...
Gia' e' incredibile il fatto che l'intera comunita' Mussulmana mondiale segua la stampa Danese (la dice lunga sulla "globalizzazione"),
ma poi perche' prendersela con gli Stati Uniti?
(il link di seguito da la notizia...)
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo295184.shtml
Vorrei capire come e' possibile muovere tali masse di persone (spero prima o poi pensanti...) in cosi' tanti posti diversi per geografia, lingua e costumi...
Concludo con una speranza...
la speranza che questi popoli diano inizio a quel processo di progresso sociale che in occidente e' partito spontaneamente circa 1000 anni fa...
forse sono un pò in ritardo ma...io non credo in nessun dio,condivido alcuni,forse molti, "insegnamenti" della chiesa cattolica,ma credo siano di normale rispetto per gli altri essere umani che coabitano insieme a noi,nulla derivato da dio!!magari sto dicendo una gran cavolata,ma credo che alla fine tutte le religioni si assomiglino,stesse giustificazioni simili modi di fare...simili ricorrenze, stesso motivo che porta le persone a credere in qualcosa...nonostante io nn creda,credo sia giusto nn ironizzare sula fede altrui,è qualcosa di privato e toccare i valori di una perona per me è mancanza di rispetto...tanto più se fatta verso il popolo islamico...nn voglio fare di tutta un'erba un fascio,nn credo che tutto il popolo islamico la pensi così,ma alcuni personaggi sono particolarmente..suscettibili...e magari aizzano facilmente altre persone...per loro la guerra di religione è un qualcosa d'attualità, un qualcosa di giusto...e io ci tengo alla mia pelle...voglio libertà d'espressione,ma anche rispetto per i valori altrui...
Caro Beppe, mi sei sempre stato simpatico e le tue battute quando facevi televisione oltre a piacermi mi facevano anche riflettere.
Ora per queste elezioni politiche sono a un bivio e cioè o continuare a non dare il mio voto come ho fatto in questi ultimi anni oppure fare il mio dovere da cittadina!!!!
Dammi un consiglio sui tre o quattro politici che già a malapena conosco.
Non mi piace Berlusconi ride sempre e sul suo volto ha sempre stampato questo sorriso da cretino (per non dire cose peggiori), Fini non mi convince forse perche figlia di un partigiano me lo ricorda ancora come partito fascista, anche se devo ammettere che lui come la guerra non l'ha cissuta.
Prodi, non mi fido lo trovo ambiguo e falso.
La sinistra mi fa paura forse anche perche la paragono comunista = dittatura, l'associo a dei racconti di una signora conosciuta tanti anni fà, scappata dall'Est dove mi raccontava il regime comunista cosa faceva nel suo paese.
Altri politici che fanno parte di tanti simboli che non conosco ma che alla fine sono sempre quelli che girano cambiando poltrona con gli uni o con altri ma sempre quelle facce.
Mi resta Casini che così a pelle potrebbe piacermi, ma non riesco a capire il suo gioco mi pacerebbe capire e conoscere come uome e come politico.
Chi devo votare???????
Aiutami tu a fare chiarezza nelle mie idee.
Forse è meglio non andare a votare?
Ho una piccola azienda a conudione famigliare e credimi non conosco altro che sacrifici, se non ci fosse una misera pensione di mio marito dopo quarantanni di lavoro (€ 855 netti) non saprei come tirare la fine del mese visto che da 2 anni lo stipendio dalla ditta è saltuario, le banche ti prosiugano per me sono loro i primi strozzini.
Ciao, scusa se mi sono lasciata andare con le mie lamentele, ma sai forse c'è da capire ane se non giustifico le persone che in questi giorni si sente parlare di omicidio e suicidio a livello famiglire.Depressi?
I nostri politici capisconi come riducono queste famiglie? ciao.
PER TUTTI QUEI RAGAZZI CHE MANIFESTANO L’INTENZIONE DI NON ANDARE A VOTARE
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DOBBIAMO MANIFESTARE IL NOSTRO CONSENSO O DISSENSO CON IL VOTO IN QUANTO DIRITTO ACQUISITO E IRRINUNCIABILE PER RISPETTARE IL SACRIFICIO DEI NOSTRI PADRI E CHE CI CONSENTE DI VIVERE IN UNA DEMOCRAZIA.
UN MIO VECCHIO PROFESSORE DICEVA :
“ Chi non vota non può neanche lamentarsi per quello che non gli và, non ha espresso cosa voleva”.
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*LIBERIAMOCI DAI SIMBOLI POLITICI, IMPARIAMO A VEDERE SOLO LOGHI *
(Solo per essere più liberi nelle nostre scelte, ragionando con la nostra testa per capire la verità dell’immagine riflessa. Nella società moderna il logo identifica la storia e la qualità di un prodotto: noi cambiamo prodotto quando non soddisfa più i nostri bisogni interiori ed esteriori senza rimpianti o conflitti. Vedere loghi al posto di simboli vuol dire essere più liberi e rispettare noi stessi ).
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IN DEMOCRAZIA RAGAZZI……..
l’astensione al voto può avere come conseguenza che una minoranza di cittadini governi e decida per la maggioranza.
ANDIAMO TUTTI A VOTARE LIBERI DI MENTE
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IN DEMOCRAZIA RAGAZZI , LA RIVOLUZIONE SI FA CON LA PARTECIPAZIONE: L’ARMA E’ IL VOTO .
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N.B.
Il presente invito al voto libero sarà bloggato a intervalli regolari su tutti i POST indipendentemente dal tema, visto il numero di persone indecise a manifestare il loro diritto di intervenire sulle scelte politiche del paese in cui vivono. Data inizio 10/01/06 Data Fine Invio 09/04/06
Da oggi tutti i commenti del sottoscritto avranno come intestazione il terzo paragrafo del presente commento, indipendentemente dal contenuto.
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I BUGIARDI CI SONO E CI SARANNO SEMPRE BASTA ESSERE PRAGMATICI E LIBERI DI MENTE
Per Mattia (Ronzelli),
non che la mia approvazione sia fondamentale, tutt'altro,
ma così va MOOOOLTO meglio!
Ciao
P.S.: ma come diavolo fai a scivere tutta quella roba?
Io ho dovuto fare i salti mortali per essere sintetico.
E questo, comunque, è sicuramente un bene ;-)
Carissimi,
come avrete notato, sono intervenuto spesso sul tema da risultare persino pedante.
Ora, il mio obiettivo è evitare che i ritardi del mio lavoro diventino preoccupanti e scrivo un'ultima riflessione.
Se qualcuno volesse diventare 'amico di penna', lascio in calce il mio indirizzo.
Due premesse.
La prima, è che mi rimane OSCURO come, dopo argomentazioni dettagliate DI MOLTI, non si riesca a concepire i 'perchè' di un REALE Stato laico.
La seconda è essenziale: ho smesso da tempo di cercare di capire la FEDE come spinta di un impulso INTERIORE; non penso la questione si ponga in questi termini; analizzo solo i fenomeni SOCIALI, conseguenza di tale IPOTIZZATO impulso.
Ecco come vedo io la 'disputa' su certi temi. Uso una metafora, tanto utile a volte.
Dobiamo erigere un muro (NON per dividere, intendo).
Il credente dice: 'Ho in mente un muro bellissimo, perpendicolare, che forma un angolo di 90° PERFETTO'.
Io gli dico: 'Guarda che, per quanto possiamo, sarà PRECISO non perfetto.'
Il credente incalza: 'Ma sì, ce l'ho chiarissimo nella MENTE, come puoi non capire cosa è un'angolo RETTO?'
E, allora io (che sono bastardo dentro): 'Ho capito, ma purtroppo, un'imprecisione ci sarà SEMPRE… vuoi per gli strumenti che usiamo, vuoi per la materia stessa…'.
E via, all'infinito.
Ognuno può costruire il muro che vuole in casa propria: c'è chi lo vedrà PERFETTO e chi lo vedrà PRECISO.
Non imponiamo a NESSUNO regole 'etiche' per costruirlo. L'importante e che non cada sulla testa di qualcuno.
E vi lascio una cosetta che ho scritto (credendo di essere Gesù!) a commento di un altro post ma che, penso, funzioni anche qui.
"E io in verità, in verità vi dico:
stolto è colui che morirà senza aver scelto,
ma doppiamente stolto è colui che sceglie senza aver cercato, prima, di capire.
E che la scelta non sia la legittimazione di un disegno perverso ma l'opportunità data alla dignità dell'uomo per salvarsi dal mare dell'ipocrisia."
Un saluto a tutti.
graphicpro@libero.it
credere fa scgifo,,,,sul net c'e tanta roba di magia ...e anche su italia uno....
fanculov in culo alle religioni pallose x gente lorda....
Il peccato non è uscire dai 10 comandamenti ma è un'azione cattiva fatta per fare del male.
Certo se si fanno le cose dei 10 comandamenti..è grave perchè vuol dire che hai fatto qualcosa di quasi imputabile dal codice penale..il peccato è anche tutte quelle volte che potevi fare del bene e invece per egoismo non l'hai fatto.
Io se dovessi riprogettare tutto farei un misto fra buddismo e cattolicesimo..il cristiano vive per far del bene in funzione del prossimo ma prima di curare il male degli altri deve curarsi il proprio.
Il cristiano trae piacere non dall'essere peccatore perchè così si fa assolvere e non è nemmeno tutto dolore e frustrazioni..il cristiano è gioia e cura delle persone frustrate che stanno male esoffrono.Chi si dice cristiano ma vive in funzione di se stesso non è cristiano ma un buffone.
Io credo che a questo ideale di cristiano non ci si possa opporre..purtroppo nessuno è perfetto e la perfezione avverrebbe se la mamma ci insegnasse a ragionare con il proprio cervello, se qualcuno ci lasciasse la libertà di scegliere la religione che più ci aggrada e se si eliminassero ste tradizioni orrende come il battesimo..inutile!
Il buddismo volendo non è proprio "classificabile" come religione ma come stile di vita.Non si ha il culto di nessun Dio ma si crede a Buddha che ha anche una bella storia alle spalle.
Per molti aspetti (ora non voglio scatenare le ire dei buddisti) è molto simile alla cultura raggae..e questo estratto di Nietzsche lo dimostra.Anche se quest era un personaggio un po' particolare che finì la propria vita in un manicomio a bersi l'urina dai suoi stivali..una vita un po' strana anch'essa.E poi uno che si ritiene superiore è da prendere mmolto con le molle.
Secondo me ci sono tutta una serie di cavolate da filosofi in questo pezzo..ma anche questo è stato un uomo e l'uomo non possiede certo le chiavi della verità anche se le vorrebbe.
E così anche la Chiesa il papa i preti nessuno sa la verità.La vita dopo la morte è un mistero e anche la fede è un mistero.Se vai da un qualsiasi prete (con i controcxxxi) anche lui ti darà che ha sempre dubbi riguardo la fede.
E' insito nella natura dell'uomo porsi delle domande e darsi delle risposte più logiche possibili.Io sinceramente non ho mai ricondotto niente a Dio nonostante sia credente..credente a metà?Non so e nessuno lo sa..io credo in un Dio che è infinito amore punto.Da qui non si scappa.Amore ovviamente inteso come azioni e dimostrazioni ecc..
La chiesa non possiede la verità..nessuno sa se la verità è quella della Bibbia o quella del Corano o quella del nulla.Si nasce,si vive,si muore e stop..non lo so e per ora non mi interessa.
Io non mi ritengo sfortunato per avere una cultura cattolica..anzi mi ritengo fortunato e credo che se tutti vivessero come Cristo (non necessariamente i credenti) sarebbe un mondo migliore.Ma questa è utopia.
Certo non è cercando di distruggere la fede altrui ce si cambia il mondo..ma cercando di abbattere i muri mentali di ognuno cristianimusulmaniebreibigotti e via dicendo.
Molti dottori si rifiutano di prescrivere la pillola del giorno dopo ma Dio non sanno quasi cos'è.
CONTINUA
Scusate ho postato due volte consecutivamente:
le parole straordinarie di questo "estratto" provengono da "L´Anticristo" di
Friedrich Wilhelm Nietzsche,
un filosofo (inaggettivabile), il quale pensiero é stato (come é tristemente ben noto) manipolato dai nazisti per scopi ai quali questo individuo "superiore" (per sua stessa ammissione) non aveva assolutamente mirato.
L´intera opera (L´Anticristo), ho scoperto (stasera) é leggibile a questo indirizzo:
http://www.filosofico.net/nietzanticristotesto.htm
Ps
In ogni caso le sue opere (compresa questa ovviamente) si trovano in tutte le migliori biblioteche e l´acquisto di un suo libro (specialmente in versione economica) costa pochi euri:
come tutte le cose fondamentali e indispensabili della vita hanno un prezzo "ridicolo", bassissimo.
Considero questo mio gesto, come un gesto d´"amore" verso chi é (per una serie di ragioni) stato meno "fortunato" (lo dico con il massimo rispetto e senza la benché minima traccia di meschina-retoricita´) e sente una necessitá di "crescita" di "trasvalutazione di valori".
Per chi invece non ha "dubbi", é ed "felice" della propria "dogmaticitá" e ritiene "intoccabili" le proprie "credenze", non importa, non sentiatevi offesi e con tutto il rispetto statevene pure alla larga.
Cordialmente
Mattia Ronzelli
XX
Con la mia condanna del cristianesimo non vorrei avere fatto torto a una religione affine che addirittura giunge a superarlo in quanto a numero di fedeli: il buddhismo. Entrambe, essendo religioni nichilistiche, sono correlate, sono religioni della décadence; ma si differenziano l'una dall'altra in modo sorprendente. Il critico del cristianesimo è profondamente grato ai saggi indiani, giacché ora è possibile comparare queste due religioni. Il buddhismo è cento volte più realista del cristianesimo, ha ereditato un modo freddo e oggettivo di porsi i problemi; nasce dopo un movimento filosofico durato centinaia di anni; appena esso sorge, il concetto di «Dio» è già eliminato. Il buddhismo è l'unica religione veramente positivistica che la storia ci mostri, anche nella sua teoria della conoscenza (un rigoroso fenomenalismo); esso non parla più di «lotta contro il peccato» bensì, e in ciò dando del tutto ragione alla realtà, di «lotta contro il dolore». Si è già lasciato alle spalle, e questo lo distingue profondamente dal cristianesimo, l'autoinganno dei concetti morali; si trova, per esprimere il concetto con parole mie, al di là del bene e del male. I due fatti fisiologici su cui si fonda e sui quali concentra il suo sguardo sono: innanzi tutto un'eccessiva eccitabilità della sensibilità che si esprime con una raffinata capacità di soffrire, e in secondo luogo un eccesso di intellettualismo, una vita spesa troppo a lungo sui concetti e sulle procedure logiche, sotto i quali l'istinto personale ha subito il male a vantaggio dell’«impersonale» (due condizioni che, come me, almeno alcuni dei miei lettori, gli «obiettivi», conosceranno per esperienza). Sulla base di tali condizioni fisiologiche si sviluppa un stato di depressione: contro essa Buddha prende delle misure igieniche. Vi oppone la vita all'aria aperta, la vita in movimento; la moderazione e la scelta dei cibi; la cautela verso tutte le bevande alcooliche, come pure verso tutti i sentimenti che producono bile e riscaldano il sangue; nessuna preoccupazione né per sé né per gli altri. Egli esige pensieri che diano o quiete o allegria, e trova il modo per disabituarsi a quelli di altro tipo. Intende la bontà, l'essere buoni, come vantaggioso alla salute. La preghiera è esclusa, come pure l'ascetismo; nessun imperativo categorico, soprattutto nessuna costrizione, nemmeno nelle comunità monastiche (si è liberi di andarsene) : tutto ciò sarebbe un modo per accrescere quell'eccessiva eccitabilità. Sempre per questa ragione pretende che non si combatta contro coloro che hanno un modo diverso di pensare; il suo insegnamento si oppone più di ogni altra cosa al sentimento di vendetta, di avversione, di ressentiment («l'inimicizia non cessa con l'inimicizia», è questo il commovente ritornello di tutto il buddhismo). E a ragione: queste emozioni sarebbero del tutto dannose rispetto al principale obiettivo dietetico. Combatte la stanchezza spirituale che egli trova e che si esprime con eccessiva «obiettività» (vale a dire con una diminuzione dell'interesse dell'individuo, con una perdita del baricentro, dell'«egoismo»), con un severo ritorno anche agli interessi più spirituali, alla, persona. Nella dottrina di Buddha l'egoismo diviene un dovere: il principio «una sola cosa è necessaria», il «come ti puoi liberare dalla sofferenza» regolano e circoscrivono tutta la dieta spirituale (si rammenti quell'ateniese che in modo analogo muoveva guerra alla «scientificità» pura, si ricordi Socrate, il quale elevò l'egoismo individuale alla dignità di principio morale persino nel regno dei problemi).
XXI
La condizione per il buddhismo è un clima assai dolce, una grande mitezza e liberalità nei costumi, nessun militarismo; assieme al fatto che il movimento ha il suo focolare nelle classi più elevate e colte. Si ambisce alla serenità, alla tranquillità, all'assenza di desideri come meta suprema e si raggiunge tale meta. Il buddhismo non è una religione in cui si aspira semplicemente alla perfezione: la perfezione è la norma.
Nel cristianesimo gli istinti di chi è sottomesso e oppresso sono in primo piano: le classi inferiori sono quelle che vi cercano la salvezza. Qui la casistica del peccato, l'autocritica, l'inquisizione della coscienza è praticata come occupazione, come rimedio specifico contro la noia; qui è costantemente tenuto in vita un rapporto affettivo con un potente chiamato «Dio» (con la preghiera) ; il più elevato viene considerato irraggiungibile, un dono, una «grazia». Qui manca anche un luogo che sia pubblico: i luoghi nascosti, le stanze buie sono cristiani. Qui si disprezza il corpo, si ripudia l'igiene come forma di sensualità; la Chiesa si oppone alla pulizia (la prima misura presa dai cristiani dopo la cacciata dei mori fu la chiusura dei bagni pubblici, mentre la sola Cordova ne possedeva 270). È cristiano un certo senso di crudeltà verso sé stessi e verso gli altri, è cristiano l'astio per coloro che la pensano differentemente, è cristiana la volontà persecutoria. Idee tetre ed eccitanti sono in primo piano; gli stati spirituali più desiderati e designati con i nomi più eccelsi sono quelli epilettoidi; la dieta viene scelta in modo da favorire fenomeni morbosi e sovreccitare i nervi. È cristiana l'ostilità mortale contro i dominatori della Terra, contro i «nobili», e nello stesso tempo una competizione più nascosta e segreta (si lascia loro il corpo, si vuole solo l'«anima»). È cristiano l'odio per lo spirito, l'orgoglio, il coraggio, la libertà, il libertinaggio spirituale; è cristiano l'odio per i sensi, per la gioia dei sensi, l'odio per la gioia in generale...
XXII
II cristianesimo, quando lasciò il suo luogo d'origine, le classi più umili, i bassifondi del mondo antico, quando cercò il potere fra popoli barbari, non si trovò davanti uomini stanchi, ma uomini dall'animo selvaggio, che si distruggevano tra di loro, uomini forti eppure malriusciti. L'insoddisfazione di sé, il dolore di sé stessi, non sono, come per i buddhisti, un'eccessiva eccitabilità e la facoltà di soffrire, ma, al contrario, il desiderio predominante di nuocere, di sfogare una tensione interiore attraverso azioni e idee ostili. Per dominare sui barbari il cristianesimo aveva bisogno di valori e di concetti barbari: il sacrificio del primogenito, il bere sangue alla comunione, il disprezzo per lo spirito e la cultura, la tortura in ogni sua forma, fisica e spirituale, una grande pompa nel culto pubblico. Il buddhismo è una religione per uomini più . maturi, per razze divenute più benevoli e miti, straordinariamente spirituali, sensibili al dolore (l'Europa non è neppure lontanamente matura per esso) : il ricondurre alla pace e alla serenità, a una dieta nelle cose dello spirito, a un certo irrobustimento del corpo. Il cristianesimo invece vuole dominare sulle belve; il suo rimedio è renderle malate, indebolire è la ricetta cristiana per addomesticare, per condurre alla «civiltà». Il buddhismo è una religione per la fine, per la stanchezza della civiltà, il cristianesimo non ne incontra una dinanzi a sé, eventualmente la fonda.
XXIII
II buddhismo, ripetiamolo, è cento volte più freddo, più veritiero, più oggettivo. Non ha più bisogno di rendere dignitoso il suo dolore, la sua capacità di soffrire, attraverso l'interpretazione del peccato: dice semplicemente ciò che pensa: «io soffro». Invece per il barbaro il dolore in sé non è decoroso: egli come prima cosa ha bisogno di un'interpretazione del dolore per ammettere a se stesso che soffre (il suo istinto lo induce piuttosto a negare le sofferenze, spingendolo a sopportarle in silenzio). In questo caso la parola «diavolo» fu un beneficio: si aveva un nemico schiacciante e terribile, non bisognava vergognarsi di soffrire a causa di un simile nemico. Nel fondo del cristianesimo sono riscontrabili alcune sottigliezze che appartengono all'Oriente. Innanzi tutto sa che è assolutamente indifferente che una cosa sia vera in se stessa, ma che è della massima importanza quanto essa sia creduta vera. La verità e la fede che qualcosa sia vero: due mondi di interesse totalmente diversi, quasi antitetici, ai quali si giunge percorrendo due strade completamente differenti. Essere sapienti a tale riguardo è sufficiente in Oriente per rendere un uomo saggio: così la pensano i brahmani, così ritiene Platone, così intendono gli studiosi di scienza esoterica. Se, per esempio, la felicità consiste nel credersi redenti dal peccato, per un uomo non è necessario, come condizione, essere un peccatore, ma sentirsi peccatore. Però, se è indispensabile soprattutto la fede, allora si dovranno screditare la ragione, la conoscenza e la ricerca: la via per la verità diviene una via proibita. Una forte speranza è uno stimulans per la vita, più grande di ogni singola felicità che si realizzi effettivamente. È necessario sostenere chi soffre, con una speranza che nessuna realtà possa smentire, che nessuna realizzazione possa vanificare: una speranza nell'aldilà. (Fu proprio a causa di questa capacità di tenere in sospeso gli infelici che i greci consideravano la speranza il male dei mali, il male più insidioso: quello rimasto in fondo al vaso del male). Perché l'amore sia possibile, Dio deve essere una persona; affinchè gli istinti più bassi abbiano voce, Dio deve essere giovane. Per soddisfare l'ardore delle donne si pone in primo piano un santo di bell'aspetto, per appagare quello degli uomini una Maria. Ciò si fonda sul presupposto che il cristianesimo intendeva dominare su un terreno dove il culto di Afrodite e Adone aveva già determinato il concetto di culto religioso. La pretesa della castità rafforza la veemenza e l'intensità interiore dell'istinto religioso, rende il culto più caldo, più fanatico e spiritualmente più intenso. L'amore è la condizione in cui l'uomo il più delle volte vede le cose come non sono. La forza illusoria raggiunge qui il suo apice, come pure quella che mitiga e trasfigura. Nell'amore si sopporta di più, si tollera tutto. Si trattava di rintracciare una religione nella quale l'amore fosse possibile: con essa ci poniamo al di sopra degli aspetti peggiori della vita, non lo si vede nemmeno più. E così è per le tre virtù cristiane: fede, speranza e carità: io le definisco i tre stratagemmi cristiani. Il buddhismo è troppo maturo, troppo positivistico per essere ancora tanto astuto. XX
Con la mia condanna del cristianesimo non vorrei avere fatto torto a una religione affine che addirittura giunge a superarlo in quanto a numero di fedeli: il buddhismo. Entrambe, essendo religioni nichilistiche, sono correlate, sono religioni della décadence; ma si differenziano l'una dall'altra in modo sorprendente. Il critico del cristianesimo è profondamente grato ai saggi indiani, giacché ora è possibile comparare queste due religioni. Il buddhismo è cento volte più realista del cristianesimo, ha ereditato un modo freddo e oggettivo di porsi i problemi; nasce dopo un movimento filosofico durato centinaia di anni; appena esso sorge, il concetto di «Dio» è già eliminato. Il buddhismo è l'unica religione veramente positivistica che la storia ci mostri, anche nella sua teoria della conoscenza (un rigoroso fenomenalismo); esso non parla più di «lotta contro il peccato» bensì, e in ciò dando del tutto ragione alla realtà, di «lotta contro il dolore». Si è già lasciato alle spalle, e questo lo distingue profondamente dal cristianesimo, l'autoinganno dei concetti morali; si trova, per esprimere il concetto con parole mie, al di là del bene e del male. I due fatti fisiologici su cui si fonda e sui quali concentra il suo sguardo sono: innanzi tutto un'eccessiva eccitabilità della sensibilità che si esprime con una raffinata capacità di soffrire, e in secondo luogo un eccesso di intellettualismo, una vita spesa troppo a lungo sui concetti e sulle procedure logiche, sotto i quali l'istinto personale ha subito il male a vantaggio dell’«impersonale» (due condizioni che, come me, almeno alcuni dei miei lettori, gli «obiettivi», conosceranno per esperienza). Sulla base di tali condizioni fisiologiche si sviluppa un stato di depressione: contro essa Buddha prende delle misure igieniche. Vi oppone la vita all'aria aperta, la vita in movimento; la moderazione e la scelta dei cibi; la cautela verso tutte le bevande alcooliche, come pure verso tutti i sentimenti che producono bile e riscaldano il sangue; nessuna preoccupazione né per sé né per gli altri. Egli esige pensieri che diano o quiete o allegria, e trova il modo per disabituarsi a quelli di altro tipo. Intende la bontà, l'essere buoni, come vantaggioso alla salute. La preghiera è esclusa, come pure l'ascetismo; nessun imperativo categorico, soprattutto nessuna costrizione, nemmeno nelle comunità monastiche (si è liberi di andarsene) : tutto ciò sarebbe un modo per accrescere quell'eccessiva eccitabilità. Sempre per questa ragione pretende che non si combatta contro coloro che hanno un modo diverso di pensare; il suo insegnamento si oppone più di ogni altra cosa al sentimento di vendetta, di avversione, di ressentiment («l'inimicizia non cessa con l'inimicizia», è questo il commovente ritornello di tutto il buddhismo). E a ragione: queste emozioni sarebbero del tutto dannose rispetto al principale obiettivo dietetico. Combatte la stanchezza spirituale che egli trova e che si esprime con eccessiva «obiettività» (vale a dire con una diminuzione dell'interesse dell'individuo, con una perdita del baricentro, dell'«egoismo»), con un severo ritorno anche agli interessi più spirituali, alla, persona. Nella dottrina di Buddha l'egoismo diviene un dovere: il principio «una sola cosa è necessaria», il «come ti puoi liberare dalla sofferenza» regolano e circoscrivono tutta la dieta spirituale (si rammenti quell'ateniese che in modo analogo muoveva guerra alla «scientificità» pura, si ricordi Socrate, il quale elevò l'egoismo individuale alla dignità di principio morale persino nel regno dei problemi).
XXI
La condizione per il buddhismo è un clima assai dolce, una grande mitezza e liberalità nei costumi, nessun militarismo; assieme al fatto che il movimento ha il suo focolare nelle classi più elevate e colte. Si ambisce alla serenità, alla tranquillità, all'assenza di desideri come meta suprema e si raggiunge tale meta. Il buddhismo non è una religione in cui si aspira semplicemente alla perfezione: la perfezione è la norma.
Nel cristianesimo gli istinti di chi è sottomesso e oppresso sono in primo piano: le classi inferiori sono quelle che vi cercano la salvezza. Qui la casistica del peccato, l'autocritica, l'inquisizione della coscienza è praticata come occupazione, come rimedio specifico contro la noia; qui è costantemente tenuto in vita un rapporto affettivo con un potente chiamato «Dio» (con la preghiera) ; il più elevato viene considerato irraggiungibile, un dono, una «grazia». Qui manca anche un luogo che sia pubblico: i luoghi nascosti, le stanze buie sono cristiani. Qui si disprezza il corpo, si ripudia l'igiene come forma di sensualità; la Chiesa si oppone alla pulizia (la prima misura presa dai cristiani dopo la cacciata dei mori fu la chiusura dei bagni pubblici, mentre la sola Cordova ne possedeva 270). È cristiano un certo senso di crudeltà verso sé stessi e verso gli altri, è cristiano l'astio per coloro che la pensano differentemente, è cristiana la volontà persecutoria. Idee tetre ed eccitanti sono in primo piano; gli stati spirituali più desiderati e designati con i nomi più eccelsi sono quelli epilettoidi; la dieta viene scelta in modo da favorire fenomeni morbosi e sovreccitare i nervi. È cristiana l'ostilità mortale contro i dominatori della Terra, contro i «nobili», e nello stesso tempo una competizione più nascosta e segreta (si lascia loro il corpo, si vuole solo l'«anima»). È cristiano l'odio per lo spirito, l'orgoglio, il coraggio, la libertà, il libertinaggio spirituale; è cristiano l'odio per i sensi, per la gioia dei sensi, l'odio per la gioia in generale...
XXII
II cristianesimo, quando lasciò il suo luogo d'origine, le classi più umili, i bassifondi del mondo antico, quando cercò il potere fra popoli barbari, non si trovò davanti uomini stanchi, ma uomini dall'animo selvaggio, che si distruggevano tra di loro, uomini forti eppure malriusciti. L'insoddisfazione di sé, il dolore di sé stessi, non sono, come per i buddhisti, un'eccessiva eccitabilità e la facoltà di soffrire, ma, al contrario, il desiderio predominante di nuocere, di sfogare una tensione interiore attraverso azioni e idee ostili. Per dominare sui barbari il cristianesimo aveva bisogno di valori e di concetti barbari: il sacrificio del primogenito, il bere sangue alla comunione, il disprezzo per lo spirito e la cultura, la tortura in ogni sua forma, fisica e spirituale, una grande pompa nel culto pubblico. Il buddhismo è una religione per uomini più . maturi, per razze divenute più benevoli e miti, straordinariamente spirituali, sensibili al dolore (l'Europa non è neppure lontanamente matura per esso) : il ricondurre alla pace e alla serenità, a una dieta nelle cose dello spirito, a un certo irrobustimento del corpo. Il cristianesimo invece vuole dominare sulle belve; il suo rimedio è renderle malate, indebolire è la ricetta cristiana per addomesticare, per condurre alla «civiltà». Il buddhismo è una religione per la fine, per la stanchezza della civiltà, il cristianesimo non ne incontra una dinanzi a sé, eventualmente la fonda.
XXIII
II buddhismo, ripetiamolo, è cento volte più freddo, più veritiero, più oggettivo. Non ha più bisogno di rendere dignitoso il suo dolore, la sua capacità di soffrire, attraverso l'interpretazione del peccato: dice semplicemente ciò che pensa: «io soffro». Invece per il barbaro il dolore in sé non è decoroso: egli come prima cosa ha bisogno di un'interpretazione del dolore per ammettere a se stesso che soffre (il suo istinto lo induce piuttosto a negare le sofferenze, spingendolo a sopportarle in silenzio). In questo caso la parola «diavolo» fu un beneficio: si aveva un nemico schiacciante e terribile, non bisognava vergognarsi di soffrire a causa di un simile nemico. Nel fondo del cristianesimo sono riscontrabili alcune sottigliezze che appartengono all'Oriente. Innanzi tutto sa che è assolutamente indifferente che una cosa sia vera in se stessa, ma che è della massima importanza quanto essa sia creduta vera. La verità e la fede che qualcosa sia vero: due mondi di interesse totalmente diversi, quasi antitetici, ai quali si giunge percorrendo due strade completamente differenti. Essere sapienti a tale riguardo è sufficiente in Oriente per rendere un uomo saggio: così la pensano i brahmani, così ritiene Platone, così intendono gli studiosi di scienza esoterica. Se, per esempio, la felicità consiste nel credersi redenti dal peccato, per un uomo non è necessario, come condizione, essere un peccatore, ma sentirsi peccatore. Però, se è indispensabile soprattutto la fede, allora si dovranno screditare la ragione, la conoscenza e la ricerca: la via per la verità diviene una via proibita. Una forte speranza è uno stimulans per la vita, più grande di ogni singola felicità che si realizzi effettivamente. È necessario sostenere chi soffre, con una speranza che nessuna realtà possa smentire, che nessuna realizzazione possa vanificare: una speranza nell'aldilà. (Fu proprio a causa di questa capacità di tenere in sospeso gli infelici che i greci consideravano la speranza il male dei mali, il male più insidioso: quello rimasto in fondo al vaso del male). Perché l'amore sia possibile, Dio deve essere una persona; affinchè gli istinti più bassi abbiano voce, Dio deve essere giovane. Per soddisfare l'ardore delle donne si pone in primo piano un santo di bell'aspetto, per appagare quello degli uomini una Maria. Ciò si fonda sul presupposto che il cristianesimo intendeva dominare su un terreno dove il culto di Afrodite e Adone aveva già determinato il concetto di culto religioso. La pretesa della castità rafforza la veemenza e l'intensità interiore dell'istinto religioso, rende il culto più caldo, più fanatico e spiritualmente più intenso. L'amore è la condizione in cui l'uomo il più delle volte vede le cose come non sono. La forza illusoria raggiunge qui il suo apice, come pure quella che mitiga e trasfigura. Nell'amore si sopporta di più, si tollera tutto. Si trattava di rintracciare una religione nella quale l'amore fosse possibile: con essa ci poniamo al di sopra degli aspetti peggiori della vita, non lo si vede nemmeno più. E così è per le tre virtù cristiane: fede, speranza e carità: io le definisco i tre stratagemmi cristiani. Il buddhismo è troppo maturo, troppo positivistico per essere ancora tanto astuto.
PREMESSA FONDAMENTALE:
Nel cristianesimo, né la morale né la religione hanno punti in contatto con la realtà. Nient'altro che cause immaginarie («Dio», «anima», «io», «spirito», «libero arbitrio», ovvero il «non libero arbitrio»): solo effetti immaginari («peccato», «redenzione», «grazia», «castigo», «remissione dei peccati»).
Un rapporto tra esseri immaginari («Dio», «spiriti», «anime»); una scienza naturale immaginaria (antropocentrica; una totale mancanza del concetto di cause naturali); una psicologia immaginaria (soltanto autofraintendimenti, interpretazioni di sentimenti generali piacevoli o spiacevoli, per esempio degli stati del nervus sympathicus, con l'ausilio del linguaggio di segni dell'idiosincrasia religioso-morale: «pentimento», «rimorso di coscienza», «tentazione del demonio», «cospetto di Dio»); una teleologia immaginaria (il «regno di Dio», il «giudizio universale», la «vita eterna»).
Questo mondo puramente fittizio con suo grande svantaggio si distingue dal mondo dei sogni per il fatto che quest'ultimo rispecchia la realtà, mentre il primo la falsifica, la svaluta e la nega. Dopo che il concetto di «natura» è stato inventato come antitetico al concetto di «Dio», il termine «naturale» è diventato sinonimo di «deprecabile»; tutto questo mondo fittizio ha le sue radici nell'odio per il naturale (la realtà!) ed è l'espressione di un profondo disagio davanti al reale... Ma ciò spiega tutto.
Chi è il solo ad aver motivo di astrarsi dalla realtà con le menzogne? Colui che ne soffre. Ma soffrire a causa della realtà significa essere un fallimento... La preponderanza del sentimento di dispiacere su quello di piacere è la causa di questa morale e di questa religione fittizie: ma una tale preponderanza offre pure la formula della décadence...
FWN
Ciao Marco.
quando forse in modo un pò rude ti dico che non conosci la materia, è solo per dirti che la fede la si comprende dal di dentro. I dogmi della chiesa sono certezze che nascono dall'unica vera sicurezza: Cristo. Non voglio difendere la chiesa, perchè non ne ha bisogno, ti dico solo che se ne fai parte ti accorgi che la chiesa ammette il dubbio. Se leggi TUTTI i discorsi del papa, ti accorgi che la chiesa ammette il dubbio, se vai a messa nella mia parrocchia, dal mio parroco cicciottello di campagna, ti accorgi che la chiesa ammette il dubbio.
Se fai un cammino di fede serio, ti accorgi che la chiesa ammette il dubbio.
Ma lo capisci sempre dal di dentro.
Il problema è accettare la chiesa, e il fatto che essa è un' istituzione divina perchè voluta da Cristo, nonostante le mancanze degli uomini che ne fanno parte. Questo è un discorso lungo però.
Sono d'accordo con te quando dici che la morale cristiana non può essere imposta, questo è vero anche leggendo la fede dall'interno,
ma capisci che questo è legato profondamente all'atteggiamento di chi sta davanti ai microfoni, gente te lo assicuro che sopportiamo poco anche noi, aiutateci a tollerarla.
Ciao Marco
Simone,
sotto il profilo 'tecnico-teologico' sarò scarso ma uso il buon senso.
Per me, già è indifendibile l'asserzione 'L'infallibilità non vuol dire che ogni parola che dice il papa è verità assoluta'.
Perchè rovesciata risulta: 'Alcune parole del papa sono infallibili'. Discutibile.
E poi, se qualche parola è VERITA', quale lo è e quale no?
Questioni teologiche (Viste dal… popolo).
La Chiesa usa le proprie argomentazioni a 'scalare' in base al fatto di essere messa o meno in difficoltà.
(Niente a che vedere con le 'semplici' - non semplicistiche - frasi attribuite a Gesù, in cui ho sempre scorto una limpidezza cristallina).
Il senso della predica è: 'Dio esiste, ci mancherebbe altro!' (questa è in sintesi la tesi e segue l'accettazione INCONDIZIONATA del suo volere); salvo trovare, poi, che se un filosofo preparato (non io!) dialoga con un Cardinale, oplà, salta fuori che la Chiesa 'ammette il dubbio'. O un limbo. O l'inferno prima pieno di dannati e poi… No, anche se c'è l'inferno sarà sicuramente vuoto per la bontà di Colui che è.
Quindi, AMMETTE IL DUBBIO?
Allora, perchè non lo si divulga ai credenti così apertamente? E' una questione di elite?
Non mi sembra che sia un concetto accessorio così difficile da capire, neppure per il più semplice degli uomini. Non mi sembra che si stia parlando di Essere 'necessario' e Essere 'contingente'…
Perchè privare il credente dell'opportunità di crescere sulla strada della 'ricerca interiore'?
Perchè non è INTERESSATA a farlo.
La consapevolezza di essere MOLTO ignorante mi mette al riparo, almeno in parte, dalle facili convinzioni, sulle quali le ideologie fanno leva.
Io so solo che uno scienzato, un pensatore o un artista non possono essere trattati come un Galileo solo perchè il loro pensiero è 'eretico'.
A meno che tu non pensi che gli ecclesiastici del tempo non fossero stupidi e non percepissero il BENE o il MALE che facevano a quell'uomo.
Apprezzo la tua disponibilità al confronto.
Ciao
Il discorso laicista è affettato.
Togliere i crocifissi è una soluzione rapida e poco saggia, legata ad un errato concetto di libertà. Abbiamo una storia alle spalle e chi da essa si sente emancipato e crede di poter insegnare qualcosa agli altri dovrebbe provare a rispettare chi a quella storia è profondamente legato, i nostri genitori, i nostri nonni e tanta gente semplice che vive nel nostro amato paese...
Avete paura della religione, ma se studiate un pochino, non è mai esistito un popolo senza religione, il laicismo poi ha regole più dure e ingiuste di tante religioni. Vedi la Francia.
La religione c'è, qualcosa l'uomo adora sempre, fosse anche la sua povera intelligenza, nessuno per favore si creda un essere superiore.
Andrea,
visto che sono già iniziate le pratiche per la mia santificazione, ti rispondo.
Ijimiaz, prendi nota ;-)
La Chiesa e i credenti POSSONO esprimere qualunque pensiero. Anzi! DEVONO.
Se ciò non fosse concesso sarei qui a battermi per questa libertà.
Hai capito bene: mi adopererei perchè la libertà di esprimersi della Chiesa di fosse garantita.
Ma attualmente, la stessa libertà non è garantita a chi non ne fa o non ne vuole fare parte.
Le ingerenze del Vaticano nella vita pubblica sono reali e fanno male, ancor prima che al non credente, al fedele che si ritrova come 'guide spirituali' una gerarchia impegnata a salvaguardare se stessa, piuttosto che a salvare le anime dei suoi adepti.
Ti riporto quello che ho scritto a Simone (se non l'hai letto).
E scusa se mi cito, ancora.
"La Chiesa condiziona PESANTEMENTE le scelte decisionali delle istituzioni usando tutti gli strumenti di 'persuazione' di cui dispone. Strumenti radicati e potenti. Se non vedi questo, be', sono perplesso...
Io ho già scritto che la Chiesa, principalmente, non ti vieta di prendere decisioni tue ma, subdolamente, lavora per impedire che la TUA scelta sia REALE.
Non faccio un esempio su un fatto specifico, perchè sennò qualcuno prende la palla al balzo e allarga troppo il discorso, e ti sottopongo una 'parabola' (passami il paragone)
Diciamo che io non voglio che la gente si sieda sulle panchine dei giardinetti perchè il mio dio dice così.
Allo stesso tempo, so che avrei difficoltà a ottenere questo perchè qualcuno potrebbe ostacolarmi, perchè qualcuno su quelle panchine ci si vuole sedere.
Allora che faccio? Mi intrufolo nell'amministrazione che gestisce il parco e, voilà, TOLGO le panchine.
Ecco cosa fa la Chiesa: toglie le panchine, toglie la possibilità di decidere se sedersi o no.
Questo non è bello..."
ciao