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Primarie dei cittadini: sanità



Fino ad oggi le primarie le hanno fatte i nostri dipendenti.
E’ arrivato il momento che le primarie le facciano i datori di lavoro.
Oggi pubblico una bozza di proposta sulla sanità, per cui ringrazio Partecipasalute, che sarà integrata con i vostri commenti prima di diventare definitiva.
I post saranno mantenuti visibili sulla barra di destra sotto il titolo: “Primarie dei cittadini” insieme ai vostri commenti fino alle elezioni.
Invito anche i rappresentanti dei partiti ad inviare a questo blog il loro punto di vista sui diversi aspetti trattati per pubblicarlo.

Proposte per la sanità.

Garantire l’accesso gratuito al Servizio Sanitario Nazionale.

Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, in genere più sicuri e meno costosi delle copie “di marca”.

Proibire gli incentivi economici agli informatori “scientifici” sulle vendite e perseguire, anche con nuove leggi, la corruzione dei medici.

Separare le carriere dei medici pubblici e privati. Non consentire ad un medico che lavora in ospedale di operare anche nel privato.

Valutare sistematicamente le liste di attesa e rendere pubblici on line i risultati ai cittadini.

Allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare eliminare gli ostacoli culturali e burocratici all’uso degli oppiacei (morfina e simili).

Attuare una politica sanitaria nazionale di tipo culturale, fondata sull’informazione e la comunicazione sociale, che miri a promuovere scelte di consumo il più possibile consapevoli ed adeguate e a sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie) e l’automedicazione semplice.

Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute in particolare legate alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori "puri".

Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare di quelle che concernono i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione.

Monitorare gli effetti della “devolution” sull’equità d’accesso regionale alle prestazioni e ai servizi e adattare gli investimenti per strutture, tecnologie e ricerca alle disparità regionali per garantire sempre un livello adeguato di assistenza.

Primo ps: I prossimi temi delle primarie dei cittadini saranno l'economia e l'informazione.
Secondo ps: scorrete il mouse sulla mia immagine.

Postato il 15 Febbraio 2006 alle 18:32 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Salve,
Le scrivo anche se forse sono fuori con il tema da lei trattato, le sembra possibile che ad una donna di 39 anni dopo un errore medico subendo un intervento chirurgico con asportazione totale dell'apparato riproduttivo facendo la richiesta di un'invalidità civile le venga attribuito solo il 15% d'invalidità?

deborah moretti 21.01.10 17:27| 
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Salve a tutti.
Chiedo scusa se vado in leggera controtendenza... non ho potuto leggere ogni singolo commento e, ad ogni modo, sono pienamente d'accordo col programma delle nostre - finalmente - primarie. E condivido anche i commenti che sono riuscita a scorrere. Ma da umile "serva della sanità" aggiungerei una piccola postilla sul "curarsi troppo", o "curare i sani", come preferite. Lavorando in ospedale, in pronto soccorso, in radiologia constato ogni giorno che il novanta per cento degli accertamenti eseguiti risultano del tutto negativi. Vuol dire che il novanta per cento delle radiografie e tac che ho fatto non hanno dato risultati, se non quello di esporre a radiazioni inutilmente i pazienti, che a volte sono bimbi. Io credo che vada riinstaurato il rapporto vero medico-paziente... sembra banale, forse è per via degli altissimi numeri, forse per questioni medico-legali, ma medici e pazienti non parlano più. Nessun medico, o pochissimi e in pochissimi casi, si prende la responsabilità di dire ad una persona che sta bene e non ha bisogno di esporsi ad accertamenti e terapie invasive e rischiose (le radiazioni possono provocare tumori e leucemie, oltre a malformazioni fetali nelle donne incinte). Credo che in caso di ragionevole dubbio debba essere fatto tutto il possibile, ma liquidare i casi con troppa superficialità rischia di far ammalare i sani. I medici di famiglia sono fondamentali, in questo: il medico che ti tocca, ti ausculta, ti palpa e magari ti chiede anche "come va la vita? tutto bene in famiglia?" Il tuo medico, tuo. Ma un medico non può avere in cura dieci o quindicimila persone. Quindi proporrei un numero limitato di assistiti a medico, e servizio di pronta disponibilità (a turni ragionevoli, ovviamente... se no bisogna ricoverare i medici di base!) 24h, anche a domicilio.
Oh, e anche l'assistenza domiciliare a pazienti anziani o malati terminali, perchè è unatristezza vederli spaesati nelle corsie... un vecchino muore meglio a casa sua...

Francesca Rizzotti 27.09.09 11:07| 
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Sono felice di questa iniziativa,perchè genuinamente democratica cioè espressione di un popolo che tenta di appropriasi del potere che la Costituzione gli attribuisce ma che in questi 60 anni dalla sua approvazione subdulamente gli è stato estorto dalla partitocrazia, costingendolo a pagare un debito mozza fiato e quel che peggio sempre in crescita. Spero che a tutti noi popolo di elettori ci serva la lezione.Dobbiamo smetterla con i personalismi, o rincorrere i furbi.Gli elettori statunetensi,inglesi, francesi,spagnoli,olandesi ecc...l'hanno capito da un bel pò.Quando vanno a votare sono ben consapevoli di poter mandare a casa chiunque si sia dimosrtato furbo o ladro.Anzi,questo potere è talmente temuto che se qualcuno è scoperto di non pagare secondo la legge la badante,lui stesso si dimette.Vi rendete conto, si o no, che quando votiamo spesso pensiamo solo all'interesse personale, consistente in una qualche promessa da qualcuno colluso o ha a che fare con la mafia o con la giustizia.Diamoci una svegliata,smettiamola a farci prendere per il naso.Lo sapete che gli attuali eletti si permettono, in barba alla crisi di spendere oltre 27 miliardi per oltre 624000 auto blu contro la legge 1991 che limita l'uso delle auto blu esclusivamente a Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali.Gli Stati Uniti ne dispongono 72000 circa 2000 in meno dell'anno scorso.

riccardo nogara 14.09.09 14:00| 
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La mia proposta riguarda la situazione di quei cittadini costretti a vivere in prossimità di impianti di raccolta o smaltimento rifiuti già esistenti o di prossima realizzazione, con il rischio salute che tali strutture comportano.
In questi casi a quanti abitano in un territorio interessato da emissioni nocive, entro un raggio di estensione definito sulle risultanze di lavori scientifici attendibili,il comune deve assicurare:
1) Assistenza sanitaria gratuita (cioè abolizione di qualsiasi ticket) a vita, senza limitazione di patologie sia nella diagnostica che nel trattamento.
2) Monitoraggio periodico annuale o anche più frequente secondo i casi, attraverso tutti gli accertamenti di diagnosi e di prevenzione collegati al rischio specifico; anche questo diritto viene esercitato per l'intera vita del titolare.
3) Nessuna compensazione monetaria alle amministrazioni comunali competenti, ma agevolazioni ai singoli cittadini nei servizi locali quali asili e buoni libri scolastici o forme di detassazione.

gianluigi placella 22.03.09 20:03| 
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Siamo messi male in tutto.Mi vengono i brividi al solo pensare che l ospedale in teoria dovrebbe essere la cosa più sicura ma nn è così.In Italia ammalarsi con un sistema come il nostro nn è certo rassicurante sia pressati da troppe cose...il Vaticano,le leggi incomprensibili,le strutture difettose,i costi.Poi dicono che vengono dall estero a curarsi da noi.

Fabien V. Commentatore certificato 05.01.08 19:51| 
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HAMER
www.nouvamedicina.com

INFORMATEVI

corrado femia (coxx62) Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 23.10.07 10:31| 
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ciao atutti e ate beppe che sei il migliore. ti scrivo quanto la malasanità a Varese è incalcolabile. mi è capitato di avere un ascesso facciale con altissima febbre in questa sett. allora preoccupato della mia situazione faccio chiamare dalla mia compagna la guardia medica e la suddetta scocciata mi ha prescritto una terapia senza voler uscire a visitarmi. dopo 2 giorni (sabato) mi reco in ospedale per farmi vedere e vengo subito accolto a visitato al pronto soccorso che poi mi portano dall'otorino per un controllo - problema 1: non c'è un tunnel che conduca dal nuovo ps alla vecchia struttura aperto al pubblico o passi da fuori o cavoli tuoi. (problema 2)accompagnato dal personale percorro un tunnel escusivamente dedicato a loro con aria condizzionata a manetta , e alla mia febbre nessuno ci pensa? poi siamo passati dai sotterranei tutte le porte aperte che danno verso l'esterno. wow!! ora riassumo un po : mi hanno fatto fare una flebo con un medicinale dicendomi che avrei dovuto farne ancora a casa ma non mi hanno dato ne medicinale ne ricetta , anzi mi indirizzano alla guardia medica per farmi fare la ricetta medica. al mio arrivo la mia compagna vede un manifesto con su scritto che:"la guardia medica non prescrive farmaci a gente che provviene dal ps" allora vado dal mio farmacista di fiducia ma il farmaco non me lo danno perche hanno paura che ne faccio scorta. torno in ospedale e mi dicono che loro non lasciano ricette per farmaci ma ci deve pensare il mio medico o la guardia medica , ma la guardia medicica non fà nulla per conto dell'ospedale. in poche parole sono stato in giro 5 ore con 39gradi di febbre e per avere il farmaco ho dovuto penare . ora che posso dire...........Giuseppe Ing. Grillo aiutaci tu perche noi poveri pazienti veniamo presi solo in giro e basta mentre la sanita lotta tra di lei e non pensa a noi cittadini . grazie e scusate il mio sfogo

dario monza 07.05.07 12:02| 
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Per la sanità oltre al taglio degli sprechi per farmaci inutili e costosi occorrerebbe varare anche alcuni provvedimenti chiave.

*Costringere i costosissimi medici di base a fare prevenzione e non ricette (tra il raffreddore e l'ospedale non c'è nulla)

*specializzare gli ospedali territoriali policlinici che hanno numeri di interventi troppo bassi e coordinarli su base territoriale al fine di creare un sistema oltre che diffuso efficiente ed efficace.

*Sottoporre il personale medico ed infermieristico a periodici controlli professionali fiscali (come avviene per i piloti ecc.)

*umanizzare il rapporto con i pazienti in base al principio di cura dell'individuo e non della malattia.

*Incentrare la diffusione di strutture sul territorio sui poliambulatori e sulle strutture di pronto soccorso ed emergenza con annessi dipartimenti di terapia intensiva al fine di evitare inutili e costosi ospedali da usare solo per i ricoveri programmati e le lungodegenze.

*diffondere le pratiche dell'assistenza domiciliare meno costosa di quella ospedaliera.

*diffondere l'uso di strutture protette per anziani,neonati e malati cronici non assistibili a casa o in ospedale.
Franco Di Antonio
Ladispoli

Franco Di Antonio 04.05.07 09:52| 
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Sulla SANITA' vorrei sottoporre alla vostra atttenzione il problema del sistema dei NUCLEI DI VALUTAZIONE e della FINTA, FINTISSIMA, gestione per obiettivi legata alla retribuzione di dirigenti, medici e infermieri ... una vera porcheria e un buco nero mangiasoldi a discapito del diritto alla salute di tutti noi!!!

ERIKA CONTI Commentatore certificato 06.02.07 00:20| 
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ciao peppe visto che ci troviamo ne approfitto per denunciare anche il metodo ed il rapporto fra la distribuzione della carta stampata dei prodotti editoriali e la rete di vendita, "un rapporto basato sulla fiducia" ma a senso unico praticamente i distributori "sopratutto quelli del sud" rubano a loro piacimento e se le cose non ti stanno bene ti sospendono le forniture, e non si puo' rivolgersi ad altro distributore perche hanno il monopolio, ladri autorizzati, il sindacato tutti corrotti.

Maurizio D' Avino 28.11.06 18:26| 
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ciao peppe voglio complimentarmi con te per questo programma politico ed economico, spero che tutti come me possano leggere approvare e sostenere queste primarie e sopratutto arrivare al traguardo di applicarlo il prima possibbile per limitare i danni di questo paese governato da parassiti che distruggeranno come un cancro questo paese, anche sono ancora tanti altri i probblemi da affrontare non citati nelle primarie. Beppe Grillo "SANTO" subito.

Maurizio D' Avino 28.11.06 18:08| 
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PROPOSTA ECONOMICA IN SANITA'

E' una vergogna che in questo paese un Infermiere debba essere remunerato con soli 1200 euro al mese. E' una vergogna sia per le conoscenze che ha acquisito durante il suo iter di studi universitari, sia per le grandissime responsabilità che ha nei confronti dei pazienti e della struttura presso cui lavora. E' una vergogna che abbia lo stipendio più basso di tutta europa, soprattutto se pensiamo al fatto che in Italia l'Infermiere è considerato più un factotum del medico e dei vertici sanitari piuttosto che un professionista; quando invece ha propria autonomia gestionale e decisionale ed e considerato dalle leggi italiane (dal Codice Civile)un "Intellettuale"!!!

Vergogna!!! Beppone, spero che nei prossimi spettacoli che farai parlerai anche un po' del disagio che vivono gli Infermieri in questo Paese...

Ciao.

Gabriele Cataldi 18.09.06 17:07| 
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Ciao beppe e buona giornata a tutti,un altra cosa che io proporrei sono i farmaci in confezione monodose.Io vivo per sei mesi lanno in thailandia ed ho imparato molte cose dai cosi detti PAESI POVERI. In italia Se io voglio un panino compero un panino,se voglio una fetta di prosciutto compero una fetta,ma se voglio una pastiglia per il mal di testa ne devo comperare venti.ma se io in thailandia voglio una pastiglia per qualsiasi cosa,una me ne danno e una quindi ne pago.Oltre al risparmio evitiamo lo smaltimento farmaci scaduti.Io voglio comperare una pastiglia.CAPITO? salutoni silva

silva bernardi Commentatore in marcia al V2day 20.03.06 14:09| 
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Io volevo proporre l'istituzione della "visita urgente": ogni ambulatorio, asl, ospedale dovrebbe riservare un tot di posti per visite di ogni tipo per casi urgenti che vengono identificati dal medico di base con un codice.
In realtà ieri sera ho visto il reportage di Iacona su rai 3 e questo tipo di visita esiste già nel bellissimo ospedale di Forlì, dove in 5 giorni un paziente a rischio viene visitato e esce con una diagnosi precisa! Questo è un modo per fare prevenzione!

Laura di Blasio 20.03.06 10:09| 
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Salve

Sono un umile candidato al senato per un partito non certo amato in questo blog: l'Udeur.
Nelle precedenti elezioni regionali per l'Emilia Romagna del 2005 avevo proposto la possibilità di prenotare prestazioni diagnostiche e ritirare gli esiti direttamente presso i medici di base.
Se può servire ad altri ben venga.
Fraternamente.

gianluca scacco 17.03.06 17:03| 
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Ciao a tutti. Propongo che il servizio sanitario nazionale offra un contrllo completo periodico (4-6 anni, lo decideranno gli esperti del settore) ad ogni cittadino, al fine di prevenire tante malattie che spesso portano alla morte, ma se fossero state curate in tempo avrebbero salvato la vita di numerosi concittadini. Penso che questa soluzione, oltre ad essere conveniente dal punto d vista sociale, lo sia anche dal punto di vista economico.

Giovanni Mauro 17.03.06 14:54| 
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Ieri, 16 marzo, in via Pacchiarotti, Roma, muore un uomo. Il figlio e la vicina di casa disperati, chiamano due ambulanze all’insaputa l’uno dell’altra. 118.
Il figlio, ha quindici anni.
Il portantino ha avuto il coraggio di chiedere al ragazzo, davanti al padre, morto, trenta euro per la doppia chiamata con fare, potrei dire, da ombrellaro di Ostia. Non soddisfatto del suo gesto eroico, quando il ragazzo gli porge cinquanta euro, il portantino fa per prendere i soldi dicendo: ‘non ho il resto’.
Il ragazzo, quindici anni, ritrae la banconota e ripete: ‘ho solo cinquanta euro’.
Il portantino (bestia) sopreso dall’inaspettata audacia del ragazzo, dice; testuali parole: ‘allora ti vado a prendere venti euro’.
Primo: non immaginavo che la chiamata al 118 fosse a pagamento.
Secondo: immaginavo che esistessero italiani di questa spregevolezza, e Lui è uno di questi.
Terzo: i trenta euro se li è intascati il testadiminchia sopracitato, senza lasciare ricevuta, quindi estorzione a un minore, che ha davanti a sé il padre morto oltretutto.


Caro Peppino,
Maroni alfiere del nuovo rinnovamento contrattuale perche' non modifica le disposizione sui suoi colleghi, visto che un deputato o senatore basta che varchino il portone della camera a cui appartengono hanno diritto ad una pensione, e che pensione. Mentre lui si accanisce a far lavorae gli altri per 40 anni. Purtroppo l'infermita' mentale di questi soggetti ha creato questo terremoto nel mercato del lavoro da una parte, dall'altra permettono anche a quelle aziende che hanno ricevuto aiuti negli anni precedenti di andarsene all'estero a produrre.

GIANFRANCO CARUCCI 16.03.06 15:20| 
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aiutooooooo ho scritto un altro con l'apostrofo!!!!! chiedo venia :(! Ma non è possibile editare i post?????
Leti

Letizia Moro 15.03.06 15:35| 
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Posso proporre un'altro punto?
Secondo me dovrebbe esserci la possibilità di prenotare una visita in ospedale anche via web. Non è possibile che ogni volta io debba telefonare ad un numero che mi fa stare al telefono almeno 15 minuti (quado va bene!!) prima di poter parlare con un operatore, e poi magari in quel quarto d'ora d'attesa scade l'orario per le prenotazioni e avanti così giorni per prenotare una visita! In questo modo tra l'altro, se mi dovesse capitare un imprevisto, potrei disdire (sempre via web e in pochi minuti)la mia prenotazione e lasciare il posto libero, permettendo così ad altri di iscriversi al mio posto, in una specie di "prenotazione last-minut".
Ciao da Leti

Letizia Moro 15.03.06 15:28| 
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Approfitto dello spazio concesso per fare una riflessione e una proposta che va bene per la sanita' come per altre strutture pubbliche (scuola, comune, polizia).
Se ognuno di noi cittadini si trovasse a vivere per qualche giorno a contatto con la realta' sanitaria, penso che questo cambierebbe la visione e l'attenzione verso le strutture, i pazienti e gli sprechi/investimenti. Propongo quindi una specie di servizio civile brevissimo (1 settimana?) all'interno delle strutture o comunque in ambito sanitario in base alle proprie capacita' (dalle pulizie alla segreteria, al portantino, al tecnico., ecc). Questo puo' servire anche come "incentivo" al personale fisso.
mi fermo qua. ma il discorso si puo' ampliare anche ad altre realta' pubbliche.
ciriciao

Fabiano Gaffo 08.03.06 11:27| 
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Per quanto riguarda i medici che, pur lavorando in ospedale, esercitano la libera professione io avrei un suggerimento: facciamoglielo fare come dice Di Pietro ma facciamogli pagare il noleggio delle attrezzature e dei locali che utilizzano nelle strutture pubbliche in maniera proporzionale all'uso che ne fanno ed all'usura che ne deriva in modo da aggiungere una fonte di reddito alle ASL. Collegato a questo mi piacerebbe sapere perchè gli altri operatori sanitari (come gli infermieri) non possono esercitare la libera professione con le proprie mansioni: mia moglie è infermiera e le è vietato di esercitare la propria professione al di fuori della struttura nella quale opera e degli orari di lavoro stabiliti dall'ASL, perchè ciò non si applica anche ai medici?

Paolo Caoduro 07.03.06 12:05| 
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Caro Beppe grazie, condivido i contenuti della tua proposta, vorrei però indicarti un'altro dei malefici filoni di interesse che appestano la sanità, i mitici ECM cioè la formazione e aggiornamento continuo obbligatorio dei medici, che seppur partita da un concetto anche condivisibile è immediatamente approdata(forse l'hanno fatta proprio per questo)ad un magna magna pantagruelico a scapito della stragrande maggioranza dei medici (che pagano) ma che per aggiornarsi non hanno certo bisogno dell'intervento della politica, e ancora di più a scapito della collettività alla cui salute i soldi della sanità dovrebbero servire, soldi quelli degli ECM che finiscono regolarmente nelle tasche degli amici docenti di questo o quell'altro direttore generale , i famosi efficienti manager, per corsi o consulenze,che il più delle volte non sono utili o richieste e delle quali si può tranquillqmente fare a meno sia da parte dei medici liberi professionisti che del servizio pubblico.
Dai un occhio anche a questo, grazie.

Marco Pederzoli 06.03.06 20:08| 
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Ciao Grillo…

Vorrei porre l’attenzione sulla medicina cosiddetta alternativa (anche se in realtà la vera medicina alternativa è quella ufficiale, trovatemi un farmaco che non ha almeno 5 o 6 controindicazioni o effetti collaterali o effetti indesiderati, queste non sono medicine ma veleni non letali in tempi brevi, che a volte possono far cessare temporaneamente un sintomo di malessere).
Io, per esempio, e tutta la mia famiglia, moglie e due figli, usiamo l’omeopatia da anni, e ci troviamo benissimo, a parte il fatto che in italia costa dalle due alle dieci volte di più che negli altri paesi europei.
Conosco altre famiglie con bambini che si curano con l’omeopatia, per le quali tornare ai farmaci tradizionale sarebbe quasi un suicidio.

Ma il punto è che il Consiglio Superiore di Sanità e il Ministero della Salute stanno praticamente cercando di emarginare la medicina alternativa, in primo luogo l’omeopatia, con campagne informative devianti e con delle norme e delle restrizioni assurde basate sulle ultime direttive europee. Caso unico in tutta Europa, dove negli altri paesi le direttive per la sperimentazione di farmaci non vanno a compromettere minimamente le medicine alternative.
In Italia invece è l’esatto contrario.

Questa è una limitazione della libertà bella e buona.

Ed è a mio avviso una questione che non può e non deve passare inosservata.

Buon lavoro Beppe.

Alessandro Calzola 06.03.06 17:04| 
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Caro Beppe , ti sei dimenticato alcune cose circa la sanità:
1)La prevenzione, fatta a tutti i livelli e obbligatoria fino a 75 anni
2)I controlli della sicurezza sul lavoro:muore 1 operaio al giorno in Italia
3)La ricerca sulle malattie rare, che proprio per il loro nome non viene sovvenzionata dalle associazioni farmaceutiche
4)Una gestione laica dei consultori.Non è necessario abortire, cosa sempre traumatica, ma le pillole del giorno dopo e quant'altro eviti interventi all'interno del corpo della donna devono essere liberalizzati. E' ad ogni modo la donna che deve poter decidere
5)l'assistenza territoriale deve essere assicurata dal servizio pubblico.In Piemonte è assai carente

Ornella Terracini 06.03.06 00:54| 
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vorrei sapere perche' alle prossime elezioni io come altri privati cittadini non possano scegliere il proprio candidato da mandare al senato o alla camera e i nostri deputati debbano essere scelti dalle segreterie dei vari partiti.mi sembra una grossa ingiustizia nei confronti della democrazia che viene dal popolo.

adelino tescaroli 05.03.06 21:25| 
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Ora si rilegge....

marisa pareto 05.03.06 12:29| 
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Ciao Beppe,ieri ho parlato con Grazia C. della Asl di Termoli ,del filmato delle Iene e del giornale Primonumero che riportava moltissimi articoli circa il livello della Asl locale,stamattina su questo giornale non si legge più nulla ma io lo ricordo bene.....spero che tanti lo abbiano letto,ormai bisogna "cogliere la prima mela",abbasso la censura e certi partiti tentacolati.

marisa pareto 05.03.06 11:20| 
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Vorrei dare la mia modesta approvazione ai punti indicati per la riforma sulla sanità, li condivido e li approvo, magari qualche politico avesse proposto qualcosa di altrettanto ragionevole, ma che io sappia non è stato fatto, a quanto pare ultimamente sono più impegnati a dire banalità su 6 diverse televisioni.
Sono uno studente di biologia, e come tale mi stanno molto a cuore non solo i problemi sanitari, ma anche i problemi ambientali, aspetto quindi di leggere presto le proposte per cominciare a risolvere tali problemi, sulle quali farò volentieri un commento.
Grazie Beppe!.
Leonardo

Leonardo Tognoni 05.03.06 09:38| 
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Ancora, per quanto riguarda gli specializzandi, provate a leggere questo:

http://www.specializzandi.org/federspecializzandi/news.php?id=13

Grazie Beppe!!!

Luca Di Paolo 04.03.06 19:30| 
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Ancora, per quanto riguarda gli specializzandi, provate a leggere questo:

http://www.specializzandi.org/federspecializzandi/news.php?id=13

Grazie Beppe!!!

Luca Di Paolo 04.03.06 18:56| 
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Non so come si possa sconfiggere questa mentalità che premia i disgraziati,me lo sono chiesta più volte,siamo in mano a persone che ammazzano e la gente evidentemente è troppo ignorante per preoccuparsene,qualcosa si è rotto nella nostra società con la collaborazione di molte istituzioni che non sanno identificare i problemi e le priorità,chi è onesto viene punito,tutti se ne fregano e vanno a chiedere i favori al mafioso,solo che così sta crollando tutto.A tutti gli abitanti di Termoli: se amate i vostri figli preparategli un domani dignitoso scegliendo le persone oneste e non un domani incerto e da servi mandate via queste persone.Ciao Grazia,la mafia prospera perchè è la gente comune che glielo permette questo purtroppo l'ho scoperto anch'io!

marisa pareto 04.03.06 17:25| 
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Per MARISA PARETO
Hai ragione.
Non faccio fatica a credere che la corruzione sia ovunque, vista la situazione del nostro attuale governo... Però qui l'hanno fatta sporca e la cosa più raccapricciante è che molte persone fanno fatica a ribellarsi, nonostante siano state informate. Per anni si è negata l'evidenza. Le stesse persone erano indagate da anni, per primi il sindaco e la moglie, la De Palma, e tutti lo sapevano. Anni fa si era trattato di traffico illegale di bambini, poi è scomparso un ecografo dall'ospedale che la DOTTORESSA utilizzava nel suo studio privato a San Severo (A questo proposito ti invito ad andare sul sito de Le Iene: http://www.iene.mediaset.it/ricerca.shtml?termoli), prima ancora il sindaco è stato indagato per tangentopoli...
Le persone devono aprire gli occhi e non fare sempre finta di niente e continuare a rispettare questi delinquenti solo per paura o per chiedere dei favori. Quando si tratta di ignoranza l'informazione purtroppo non basta. E' giusto informare ma in alcuni casi bisognerebbe andare oltre e pentrare nella coscienza delle persone.
Ho sempre creduto nella voce della gente, ma in questo caso ho dovuto realizzare che sono veramente poche le persone con principi sani.
ciao e buona giornata

Grazia C. 04.03.06 11:55| 
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Sempre a proposito delle leggi sui disabili e invalidi mi spingeri oltre nel dire:
perchè voler far finta di voler restituire la dignità del lavoro alle persone con ridotta capacità sottoponendole ad estenuanti accertamenti e adempimenti burocratici, alla pubblicità della malattia, ai controlli anche successivi sulla compatibilità mansioni-stato di salute, (magari assegnandola poi ad un ufficio informazioni quando la sua patologia è proprio in sede verbale),quando tutti sanno che spesso c'è discriminazione e compatimento sui luoghi di lavoro? Infatti le persone che accedono al mercato del lavoro con la 68/99 lo fanno attraverso l'imposizione che la legge attua nei confronti delle aziende per cui è previsto l'obbligo di assunzione con determinate percentuali. E seppur siano previsti incentivi e sgravi fiscali, alla lunga per l'azienda gestire una situazione patologica o un handicap anche durante la sua evoluzione nel tempo, diventa burocraticamente complesso con l'attuale impianto legislativo(si pensi solo al fatto che per un'azienda di 51 persone è prevista una quota di assunzioni obbligatorie del 7%)
E allora azzardo perchè non dare piuttosto una sana e cospicua pensione con la quale la persona può dedicarsi dignitosamente alle sue attività preferite, anche sociali se desidera?
Magari un pò meno cospicua per coloro che hanno una bassa riduzione della capacità lavorativa
Ne godrebbe anche lo Stato risparmiando un sacco di denaro ed eviterebbe le solite ipocrisie.
Questo non impedirebbe a quelle persone di poter concorrere (tante volte inutilmente), come sempre è stato, alle pubbliche selezioni, ma almeno non dovrebbero più concorrere solo fra di loro e attraverso un percorso creato ad hoc.
Si deve anche considerare che attualmente non è assicurato che le persone che si iscrivono all'elenco relativo dei centri per l'impiego trovino sicuramente un impiego e in modo duraturo, infatti tale elenco viene organizzato attraverso pubblica graduatoria...

giliola rubaldi 04.03.06 02:07| 
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Riterrei molto utile apportare modifiche alla legge 68/99 e alle correlate leggi sanitarie affinchè il disabile o invalido interessato al proprio inserimento nel mondo del lavoro attraverso il "collocamento mirato" attuato dai centri per l'impiego, possa presentarsi ai relativi sportelli con una certificazione della commissione medico-sanitaria attestante il grado di invalidità e le relative mansioni da svolgere compatibili con il suo stato di salute, senza nominarvisi le patologie.
Cosi facendo si eviterebbe:
1)la mortificazione di dover sottoporre alla visione degli impiegati del centro per l'impiego le patologie (attualm c'è un vuoto legislativo per cui l'applicazione della legge pone in deroga le più elementari norme sul particolare diritto alla tutela dei dati sulla salute), nonchè l'assoggettamento ad un ulteriore visita da parte dell'affollatissimo Comitato TECNICO (ISITUITO IN SENO ALLA COMMISSIONE PROVINCIALE DI CONCERTAZIONE),
2)lo spreco di pagare il COMITATO TECNICO che sentite qui è costituito da: funzionari ed esperti nel settore sociale e medico-legale con compiti di valutazione della residua capacità, nonchè del settore psico pedagogico, dei rappresentanti della Commissione
Provinciale di concertazione ed esperti delle organizzazioni competitive più rappresentative.

ATTUALMENTE Tutte queste persone devono supervisionare l'individuo e mettere in moto una serie di strumenti per l'integrazione sul luogo di lavoro con la partecipazione ulteriore delle associazioni , della famiglia, delle parti sociali, delle istituzioni(Legge regionale 14/00)...
Se consideriamo che un medico che effettua visite fiscali per l'INPS guadagna 2000 euro al mese (1 ora di lavoro per cinque giorni che lasciano ampio spazio per ulteriori attività) vi rendete conto quanto ci viene a costare questo comitato tecnico e l'applicazione della legge nel suo impianto completo con integrazioni e modifiche? con un foglietto aggiuntivo rilasciato dalla 1a commissione medica ..

giliola rubaldi 04.03.06 01:12| 
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...Ho visto morire mia nonna...
83 anni di vita spesa bene. Donna estroversa, testarda come pochi ma rispettosa del prossimo. Ha lasciato qualcosa di buono a tutti, anche a quelli che ha "combattuto".
Diceva sempre "non ho paura di morire, ma non vorrei soffrire..."
Purtroppo ha sofferto, e tanto.
L'ho vista spegnersi lentamente, umiliata dalla malattia... lei voleva solo morire con dignità.
Vi racconto le sue ultime ore di vita. Si lamenta, soffre indicibilmente e ci ripete ossessivamente "aiutatemi". Noi abbiamo il ghiaccio fin giù nelle viscere e facciamo il possibile. La prima ambulanza arriva dopo mezzora e ci risponde che tanto è inutile portarla all'ospedale, non le daranno la morfina... e se ne va.
Chiamiamo la Guardia Medica, questa volta la D.ssa se la prende a cuore e ci spiega che senza la richiesta del medico curante, nessuno potrà somministrarle la morfina... Telefona personalmente in ospedale e spiega la situazione, dice: "è una signora anziana, sta per lasciarci, ha bisogno di morfina... fate qualcosa!".
Arriva la seconda ambulanza e noi le diciamo "stai tranquilla adesso ti aiuteremo". Passano le ore e lei rimane li agonizzante nel corridoio, in attesa che qualcuno faccia qualcosa per farla soffrire meno, per farle salutare in pace questa terra, ma anche dire addio alla vita con serenità è diventata un'utopia... dobbiamo essere raccomandati pure per questo!
L'orologio fa tic toc, e capiamo che di tempo non ne è rimasto molto... decidiamo di riportarla nel suo letto. Almeno sarà circondata solo da noi, e se dovrà urlare noi le terremo la mano. Si arriva a casa e per ore ci ripete "aiutatatemi, aiutatemi, aiutatemi... aiutatemi" fino alla fine... fino a che finalmente si lascia andare e scivola via... ora non ha più bisogno di nessuno. Tutto questo è successo a Milano.
Racconto quest'esperienza per far capire che oppiacei e simili NON SERVONO SOLO AGLI SBALLONI ma anche a gente onesta che ha il DIRITTO A MORIRE CON DIGNITA'!

Alessia Bolognesi 03.03.06 17:39| 
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Caro Beppe, ho letto con attenzione le proposte per la sanità che trovo tutte giustissime. Non vi è cenno però alla sovvenzione per le medicine alternative come omeopatia, agopuntura chiropratica osteopatia ecc. Mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero a riguardo. Personalmente posso dirti che io evito sempre di ricorrere ai medicinali se non strettamente necessario, perchè sono convinta che se ti fanno bene a una cosa, ti fanno male da qualche altra parte. Sono convinta che i migliori medici siamo proprio noi stessi, così quando non riesco più a reggere un mal di schiena o un qualsiasi altro disturbo a cui la medicina ufficiale non riesce a dare risposte ( e, credimi, ce ne sono...), ricorro al portafoglio e mi affido alla medicina alternativa. Ma non ai ciarlatani, ATTENZIONE, bensì a medici che hanno scelto di curare le persone in una maniera più umana, e di considerarle, appunto, persone e non pazienti....che ormai la pazienza l'hanno persa!
Quello che mi dispiace è' di dover aspettare di non poterne più dal dolore, proprio per il discorso di dover ricorrere al portafoglio. Non sono stata mai delusa dalla medicina alternativa e potrei raccontarne di esperienze personali, ma non voglio dilungarmi oltre, ma solo sottolineare il fatto che l'inserimento di questo tipo di cure nel sistema sanitario nazionale darebbe solo vantaggi, soprattutto in termini di risparmio sull'uso dei medicinali. Un ciclo di sedute di agopuntura per il mal di schiena, fa risparmiare l'uso di analgesici e di medicinali tanto "miracolosi", quanto velenosi, tipo il Voltaren (per non fare nomi), che curano il sintomo, ma non la causa del disturbo. E' ovvio che un medico di buon senso, anche se ti cura con la medicina alternativa, SA quando è il caso di prescrivere farmaci tradizionali e sa quando deve indirizzare il suo paziente verso indagini ed esami accurati. Anzi è il medico di famiglia che dovrebbe fare questo. Ma forse il mio è solo un sogno! Aspetto di conoscere il tuo pensiero. Ciao.

Stefania Bacci 03.03.06 16:44| 
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Caro Beppe, ho letto con attenzione le proposte per la sanità che trovo tutte giustissime. Non vi è cenno però alla sovvenzione per le medicine alternative come omeopatia, agopuntura chiropratica osteopatia ecc. Mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero a riguardo. Personalmente posso dirti che io evito sempre di ricorrere ai medicinali se non strettamente necessario, perchè sono convinta che se ti fanno bene a una cosa, ti fanno male da qualche altra parte. Sono convinta che i migliori medici siamo proprio noi stessi, così quando non riesco più a reggere un mal di schiena o un qualsiasi altro disturbo a cui la medicina ufficiale non riesce a dare risposte ( e, credimi, ce ne sono...), ricorro al portafoglio e mi affido alla medicina alternativa. Ma non ai ciarlatani, ATTENZIONE, bensì a medici che hanno scelto di curare le persone in una maniera più umana, e di considerarle, appunto, persone e non pazienti....che ormai la pazienza l'hanno persa!
Quello che mi dispiace è' di dover aspettare di non poterne più dal dolore, proprio per il discorso di dover ricorrere al portafoglio. Non sono stata mai delusa dalla medicina alternativa e potrei raccontarne di esperienze personali, ma non voglio dilungarmi oltre, ma solo sottolineare il fatto che l'inserimento di questo tipo di cure nel sistema sanitario nazionale darebbe solo vantaggi, soprattutto in termini di risparmio sull'uso dei medicinali. Un ciclo di sedute di agopuntura per il mal di schiena, fa risparmiare l'uso di analgesici e di medicinali tanto "miracolosi", quanto velenosi, tipo il Voltaren (per non fare nomi), che curano il sintomo, ma non la causa del disturbo. E' ovvio che un medico di buon senso, anche se ti cura con la medicina alternativa, SA quando è il caso di prescrivere farmaci tradizionali e sa quando deve indirizzare il suo paziente verso indagini ed esami accurati. Anzi è il medico di famiglia che dovrebbe fare questo. Ma forse il mio è solo un sogno! Aspetto di conoscere il tuo pensiero. Ciao.

Stefania Bacci 03.03.06 16:41| 
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ciao Grazia copio qui solo un passo di quella serie di articoli sull'Asl di Termoli:
Stefano Fortugno, informatore scientifico della Meditec ammette: "Per lavorare con l’ospedale di Termoli non bastava il normale iter, bisognava dare qualcosa di più". Il ginecologo Occhionero, collaboratore di Patrizia De Palma, punta il dito sulla "sudditanza gerarchica che vigeva in reparto".
Vedo però che lì le cose stanno venendo allo scoperto,in alta Italia riescono solo a coprire meglio ma ti assicuro che la corruzione ha toccato livelli forse peggiori c'è solo silenzio,la coscienza è diventata un privilegio di pochi perchè tutti pensano di poter sopravvivere solo diventando sudditi e imitatori di queste persone.L'unica soluzione a mio parere è l'informazione perchè quelli che hanno ancora principi si uniscano e le cose non cadano nel nulla!

marisa pareto 03.03.06 12:50| 
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ciao Marisa,
grazie per l'appoggio a tutti gli abitanti di termoli e ai tuoi consigli.
il problema però è che ho sentito il perere proprio di alcuni abitanti di termoli (per i miei gusti parecchi!) che hanno ancora il coraggio di giustificare le azioni di questi mafiosi. sì, perchè questa è mafia bianca! spero tu abbia letto gli articoli su "primonumero". basta poco per rendersi conto che non esiste nessuna legittimazione per quello che hanno fatto. Eppure c'è ancora chi ha il coraggio di giustificarli.
Se le persone continuano a dormire e a votare certe persone (il sindaco di termoli ha avuto a che fare con tangentopoli!) è difficile cambiare le cose.
ciao e buona giornata.

Grazia C. 03.03.06 11:19| 
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ho letto i commenti precedenti e consiglio a tutti quello di Grazia C e quello di Santa Sanità,tutto il mio appoggio ai carabinieri di Termoli e ai suoi abitanti e un calcio dove dico io a quelli che hanno contratti d'oro alla faccia di chi lavora senza essere pagato.Puliamo il parlamento...attenzione alle liste di proscrizione che usciranno e ai partiti che assomigliano a mostri tentacolati.....

marisa pareto 03.03.06 09:46| 
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Ieri per dovere di cronaca è iniziata la campagna elettorale del
Prof. Arch. Adriano Cemento.
Davanti ad un Palasport gremito dagli spettatori di Beppe Grillo, Adriano come l'Imperatore, ha parlato e presentato il suo programma di governo, lista elettorale UNITI nel CEMENTO. Dalla realizzazione degli splendidi Faraglioni Mosè in cemento al Ponte sullo stretto di Messina, Adriano è passato ad elencare i progetti per Firenze e la Toscana.
Nella Regione Rossa per eccellenza ha promesso il completamento della TAV nel Mugello.
Per il capoluogo fiorentino un grande TUBONE in cemento armato si farà strada sotto le viscere della città d'arte, trapanerà la graziosa collinetta di Fiesole per sbucare nella piana di Castello dove sarà accolto, il TUBONE o ECOVIA che tutte le macchine porta via, da una gettata di 1 milione ed 800 mila metri cubi di materia grigia la preferita del Cemento.
E via così, betoniera dopo betoniera andremo avanti perchè l'Adriano è la realtà che costruisce il tuo futuro.

Vai col TUBONE!

Prof. Arch. ADRIANO CEMENTO
docente di Teoria e Tecniche di Cementificazione di Massa.

UNITI nel CEMENTO si vince!

adriano cemento 03.03.06 09:09| 
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Credo che il separamento delle carriere sia un tema centrale: perchè devo pagare una "mazzetta" ad un professore medico nel suo studio privato per riuscire ad essere ricoverato in tempi ragionevoli in un ospedale pubblico?

So che le cose vanno così, ma almeno che non sia legale!

Spaziani Virgilio 03.03.06 08:25| 
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Buongiorno BEPPE mi chiamo Giuliana Scialla e sono una ragazza di 40 anni ,abito a Cremona , da 12 anni soffro di SCLEROSI MULTIPLA ed usufruisco dei servizi messi a disposizione della sede dell’A.I.S.M. (ASSOCIAZIONE ITALIANA SCLEROSI MULTIPLA).Mio malgrado le persone nelle mie stesse condizioni sono numerose e temo che le esigue risorse finanziarie dell’associazione presto si esauriscano,impedendo quindi alla nostra sede di soddisfare tutte le necessità degli ammalati,e sono davvero tante e quotidiane!!Chi scrive può almeno camminare,anche se per brevi tratti,rispetto alle persone costrette sulla sedia a rotelle e comunque ho bisogno come tutti gli iscritti di fisioterapia ,trasporti per visite in ospedale,assistenza domiciliare e altre necessità quotidiane,che purtroppo solo adesso che sono ammalata mi rendo conto di quanto siano importanti. Per questo motivo ti chiedo se tu possa organizzare una esibizione gratuita a Cremona allo scopo di raccogliere fondi per l’Associazione. Immagino che le persone che si rivolgono a te per esigenze simili siano davvero tante,nonostante ciò ti chiedo di mettere una mano sul cuore per aiutarci in questa iniziativa :OSO TROPPO SE TI CHIEDO DI VENIRE A CREMONA PER FARE UN TUO INERVENTO PER BENEFICIENZA?Confido in un tuo cenno di riscontro e per ultimo vorrei segnalarti che dal 13 al 21 Maggio si svolgerà a livello nazionale la settimana della sclerosi multipla. P.S. L’indirizzo postale della nostra sede è A.I.S.M. Via dell’Annona,1/3 26100 CREMONA quello del computer è invece aismcr@aismcr.it

MI PERMETTO DI PRECISARTI CHE SE TU RITENESSI OPPORTUNO VENIRE FAREMMO INTERVENIRE ANCHE LA RETE LOCALE DELLA TELEVISIONE

TI PREGO DI FARMI RISPONDERE ANCHE SE MALAUGURATAMENTE PER DIRMI UN NO. GIULY

Il mio indirizzo è giuly

GIULIANA SCIALLA 03.03.06 06:53| 
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http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/blackhole.php

oppure dal sito del programma televisivo "Le Iene"

http://www.iene.mediaset.it/ricerca.shtml?termoli

questo è quanto è successo nella A.S.L. del Basso Molise

Grazia C. 02.03.06 17:04| 
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ACCESSO GRATUITO PER TUTTI
è molto bello e anche semplice ma mi sembra assai difficile da realizzare visto lo stato dei conti pubblici.
Sui bilanciregionali,la sanità rappresernta circa l'80% del totale: che cosa resta per tutto il resto, visto che il costo del personale e dei consiglieri forse supera il restante 20% ?
Io non credo che sia così scandaloso che chi dispone di un reddito discreto possa contribuire personalmente pagarsi le normali medicine ed un'assicurazione , dal costo di circa 1000 Euro( un abbonamento a SKY costa circa € 600), e che concorra con questo a
finanziare la spesa sanitaria.
il problema vero sta nell'individuare, in un paese di evasori fiscali, il reddito da cui partire.
Ma se non si procede da questi punti non si andrà da nessuna parte e si alimenterà il solito populismo
aldo biagini majani

Aldo Biagini Majani 02.03.06 14:15| 
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ciao Beppe, ti scriviamo per dirti che stiamo preparando serate e corsi sull'importanza
dell'ironia nella vita (In Riso Veritas e il gioco che guarisce) ed il convegno sul Ritalin
(21 maggio 2006), sugli psicofarmaci e bambini (con il comitato giù le mani dai bambini), sul pensiero olistico di Alix e del dott. Kremer su cancro, AIDS e vaccinazioni... in quanto mi chiedesti di tenerti informato su questi importanti temi. Per dettagli: www.NaturaOlistica.it
Un caro saluto

Samuele Canestri 02.03.06 13:27| 
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QUI PER RITIRARSI SU BISOGNA RITORNARE AL " FEUDO " ED AL " BARATTO " !!!
BUONA SERATA A TUTTI
CIAO PEPPE
ANDREA

andrea giallanza 01.03.06 19:39| 
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leggete cosa è successo nella A.S.L. del Basso Molise

Grazia C. 01.03.06 18:48| 
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Caro Beppe credo che quello che tu dici quasi come un qualunquista della strada sia efficace e puntuale come lo sono i bisogni dei cittadini. La sanità pubblica e gratuita è un sogno. Certo si può migliorare molto. considera che il giro di affari mondiale della sanità è tale da far aguzzare le antenne della truffa ai più truffaldini tra governanti, politici, medici, operatori della sanità imboscati in uffici asl.
L'unica soluzione possibile per il finanziamento e il controllo della spesa sanitaria credo che sia quella di considerare veramnete la sanità un bene costituzionalmente garantito ai cittadini e trasformarla da istituto di cura della malattia a prevenzione della malattia con un bugget finanziario che sia prescindente dalla nota spese del DRG e calcolato da operazioni di fiscalità generale, abolendo le convenzioni con il privato e garantendo alla struttura pubblica il massimo del finanziamento per ricerca e aggiornamento.

Alessandro Alessandrini 01.03.06 17:43| 
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Messaggio per chi vuole vincere le prossime elezioni politiche! Possibile che amici e conoscenti abbiano dilapidato risparmi e tutta la liquidazione per pagare le spese del dentista?
In politica vincerà le elezioni chi dichiarerà di portare l'Italia al pari di quello che fanno molti altri stati europei a tema "D E N T I S T A ". Per quale motivo non riesco ad avere interventi odontoiatrici su un dente cariato, nel servizio pubblico, mentre non pago una lira se devo fare le emorroidi?
Attenzione che per mantenere in vita una "casta" eletta, si rende scontento un intero popolo. Tanti giovani medici potrebbero finalmente lavorare. Ricordo che troppe strutture di zona sono state fatte chiudere. Bisogna fare campagne mirate al cittadino e cambiare rotta.

fabio aldeghi 01.03.06 16:59| 
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Può sembrare banale ma...
RESISTI!!!
sono con te!!!

Marcello M. 01.03.06 16:34| 
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Lavoro in una A.S.L. e quindi, ahimè consco bene quale è la situazione! Giustissimo separare medici pubblici da medici privati. Se uno fa studio sia nel pubblico che nel privato può essere "tentato" di portarsi nello studio privato i pazienti che lo contattano grazie al suo impiego pubblico (magari senza far loro neppure la ricevuta).
Volevo poi segnalare un'altra cosa: ci sono medici che lavorano nei pubblici ambulatori da anni senza essere dipendenti; come? Come liberi professionisti con contratti da capogiro pagati dalle ASL e spesso contestati dai loro stessi colleghi medici ospedalieri. Ma se per anni fai stesso orario nello stesso posto, perchè mi vuoi far credere di essere un consulente e quindi sei pagato il doppio di un medico dipendente? E' una lobby potentissima che ogni volta che rinnova il contratto organizza una festa esclusiva nei migliori locali delle città (altro che i 30 euro lordi di aumento medio per i contratti dei dipendenti ASL!!!) Vi segnalo infine che ai dipendenti delle ASL che si fermano oltre il loro orario (cosa sempre più diffusa, vista il blocco delle assunzioni) non viene pagato neppure un centesimo poichè non vi sono fondi!!! Sappiate che se un infermiere ospedaliero o territoriale si ferma a lavorare oltre il proprio orario non riceve un centesimo, può solo sperare di recuperare un giorno quelle ore con ore di congedo. E contestualmente gli sprechi continuano!!
Si potrebbero fornire buoni servizi a costi minori ma ahimè occorrerebbe privare potenti lobby della loro fetta di torta (ma questo significherebbe esporsi e rinunciare alla propria seppur piccola fettina!!!)

P.S. scusate se per scrivere ho usato uno pseudonimo ma come detto lavoro in una A.S.L. e ho già dovuto subire pesanti ritorsioni per aver detto cose scomode.
Forza Beppe teniamo duro!

Santa Sanità 01.03.06 15:42| 
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Ma come si fa a parlare di "equità d’accesso regionale alle prestazioni e ai servizi e adattare gli investimenti per strutture, tecnologie e ricerca alle disparità regionali per garantire sempre un livello adeguato di assistenza"?
I tagli ai fondi della sanità destinati alle regioni non solo colpiscono i ceti più deboli ma anche le regioni più deboli. Io sono molisana, di Termoli, e vorrei innanzi tutto invitarvi tutti a leggere gli ultimi scandali della A.S.L. 4 Basso Molise:

primonumero

In secondo luogo vorrei far presente che in molte regioni d'Italia, del sud d'Italia, le persone sono costrette ad "emigrare" per farsi curare.
A dicembre mi hanno diagnosticato un carcinoma infiltrante alla mammella . Mi sto curando (non nel MOLISE) e per fortuna sta andando tutto per il verso giusto. Da 8 anni vivo a BOLOGNA, lavoro qui e quindi è stato possibile curarmi al Sant'Orsola. Nel Molise non mi sono fatta visitare da nessuno. Lì ho sentito cose incredibili. In alcune regioni rifiutano di fare certe cure perché troppo costose. Conosco tanta gente che per il mio stesso problema è costretta a venire a Bologna, o a Brescia, a Milano, ecc. e non solo dal Molise, anche da altre regioni, fino alle Marche. Conosco tante persone che con il mio stesso problema sono costrette a farsi curare in ospedali inadeguati perché non hanno la possibilità di andare altrove. Dov'è l'EQUITÀ?
È giusto che una persona non abbia il diritto di essere curata opportunamente solo perché nata nel Molise? Dove sono stati appena arrestati dipendenti e dirigenti della A.S.L., accusati di aborti illegali o di aver falsificato le pensioni di invalidità, le stesse persone che anni fa furono arrestate per traffico illegale di bambini. Tra queste persone c’è il primario di ostetricia, nonché moglie del sindaco di Termoli. Chi di voi si farebbe curare da uno di questi delinquenti?

Grazia C. 01.03.06 13:31| 
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Ok al riconoscimento delle cure omeopatiche e detrazione delle relative spese per l'acquisto di prodotti, a patto che il medico non sia un "semplice" omeopata, ma un medico chirurgo che pratiche anche la medicina convenzionale, medicina da utilizzare comunque nei casi più gravi

Stefano Rosati 01.03.06 13:08| 
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Salve a tutti,
solo un commento sulla separazione delle carriere pubblico/privato: credo, in base a ciò che so circa le persone che conosco che lavorano nel pubblico, che sia ...economicamente indispensabile!... affiancare all'attività pubblica quella privata. Inoltre, le persone a cui mi riferisco fanno orari di lavoro abbastanza pesanti (7:30-14:00 in ospedale e tutto il pomeriggio nello studio privato),ma nulla toglie che orari e effettiva presenza di chi lavora nel pubblico dovrebbero essere controllati.
Saluti

stella cerchia 01.03.06 10:41| 
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E' questo il problema principale .. la connivenza tra politica e amministrazione sanitaria, ma la risposta sull'editoriale di Mario Pirani (repubblica 27/2/2006) di tre signore sinistrorse che si occupano di sanità (repubblica 28/2/2006) è molto deludente e quindi risposte alle tue domande non ci sono.

carla esposito 01.03.06 00:55| 
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Seguire il sudafrica nella lotta all'aids: non somministrare più farmaci letali ai malati..
Sul caso c'è una sentenza choc della corte suprema di Dortmund....
http://www.virusmyth.net/aids/news/kkletter.htm

alexis padova 28.02.06 17:35| 
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Carissimo Beppe,
propongo di aggiungere alla proposta per la sanità anche l'inserimento delle cure osteopatiche tra quelle mutuabili del SSN e altrettanto l'inserimento dei farmaci omeopatici nella lista di quelli rimborsabili, come per esempio già avviene in Francia, dando così un minimo di libertà di curarsi ognuno come crede più opportuno. Istituire nelle facoltà di medicina anche la formazione in medicina osteopatica.
Grazie
Gianluca

Gianluca Di Lauro 27.02.06 23:52| 
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Signori,

nel dicembre 2005 alla Camera dei Deputati e in gennaio 2006 alla Camera dei Senatori è stata approvata la legge secondo cui gli ex Parlamentari e ex Consiglieri Regionali possono diventare direttori generali, amministrativi e sanitari presso le Asl locali.
Ex politici senza specifiche competenze in materia di Sanità possono andare a dirigere questo comparto della nostra Società che ha un bisogno impellente di gente competente e preparata.
Siamo di fronte all'ennesima spartizione politica e ad ulteriori sprechi di denaro pubblico. Gli stipendi di questi manager sono sproporzionati di fronte ai risultati conseguiti e intanto le strutture della Sanità restano di una obsolescenza inaudita.

Chi possiamo votare in Parlamento, chi possiamo eleggere nostro portavoce nei confronti di questi lavoratori politici poco propensi ad attenersi alla loro mansione di pubblico servizio?
Conoscete qualche esponente attuale nella rosa dei Partiti che si sia distinto per un ridimensionamento dell'indice di prepotenza politica verso i cittadini Italiani?
Mi sembra che Di Pietro sia lunico a parlare della eleggibilità dei parlamentari ad un max di due legislature, si sentono proposte per ridimensionare gli stipendi stratosferici in Parlamento e nelle cariche dirigenziali Statali?

marco sturaro Commentatore in marcia al V2day 27.02.06 22:52| 
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Ciao Beppe, Ciao a tutti,
Penso che in Italia ognuno di noi, datori di lavoro, abbia il diritto ad un assistenza medica di qualità uguale per tutti. Penso che i favoritismi di qualsiasi tipo non debbano esistere, e sappiamo bene che nel nostro paese non è così. Penso che ci voglia più buon senso, da parte di tutto, più informazione, più analisi concrete, dei casi per esempio che non sono ancora inseriti nelle liste per le pensioni di invalidità, che ci voglia più interesse da parte del governo nel volere una vita migliore per tutti e non solo per alcuni, che pensano solo al potere,al petrolio, alla guerra come dei bambini che giocano a Risiko. Una seria riforma della sanità, a partire dall'efficienza, dalla qualità, che va detto, non è sempre scadente come tanti dicono, ma che trova nette disparità tra Nord, Centro e Sud del paese. La gente non può morire perchè non ci sono ambulanze!!! La gente non può avere paura dei polli perchè non c'è un'accurata informazione!!! Questi nostri dipendenti, di destra, di sinistra, di centro e di "periferia" pensano che siamo veramente cretini? Solo perchè non abbiamo scelta non vuol dire che ci vada bene tutto! Code interminabili nelle accettazioni, liste di attesa lunghissime per un'operazione, la pulizia che non esiste, scambi di flebo, morti per colpa di disattenzioni, no, così non va. Un posto di lavoro in ospedale è una bella cosa, ma chi ce l'ha deve rendersi conto che lavora con la salute della gente e a quanto ne so, la salute prima di tutto. Insomma, non ho detto niente di specifico, solo che ci vorrebbe un gran giro di vite ma non solo nella sanità!
Grazie e ciao di nuovo a tutti!
Andtrea Pelizzi

Andrea Pelizzi 27.02.06 18:27| 
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..cara valeria, sono perfettamente d'accordo con te su tutta la linea..lavoro come infermiere e penso di poterti spiegare il motivo per cui i medici in genere (quasi, ma non tutti) sono scettici o contrari alla medicina alternativa e all'omeopatia: questa posizione si basa sull'effettiva mancanza di dati clinici e sperimentali a carico di tali sostanze ma soprattutto sulla provenienza delle materie prime utilizzate per produrle; questo mercato, seppur florido, occupa una fetta troppo ridotta perchè si instauri un sistema di certificazione e controllo dal produttore al consumatore..con il rischio (esistono casi documentati..) di danni più o meno gravi e più o meno tardivi a causa di sostanze patogene, tossiche o cancerogene presenti nei preperati omeopatici.
ATTENZIONE!!! questa è, per la mia esperienza, la versione ufficiale che la medicina occidentale fornisce per motivare lo scettiscismo verso le cure alternative...ma il mio pensiero corre molto velocemente a quei personaggi che vedo quotidianamente comparire in reparto o in ambulatorio, armati di campionario, giacca (o, molto più spesso, minigonna) e cravatta con il solo scopo di ingraziarsi il medico di turno, garantendogli svariati privilegi e premi a patto che, al momento della compilazione della ricetta, egli preferisca il suo prodotto ad un altro, soffermandosi solo di sfuggita ad illustrare i dati clinici di efficacia, ammesso che siano reali...non voglio generalizzare, ma da "interno" della sanità questa è la realtà che avverto e me ne rammarico..credo nella farmacologia e nella tecnologia, ma credo anche che si siano persi i valori, gli ideali ed i principi etici che dovrebbero governare il loro sviluppo ed il loro potenziale di cambiare le nostre vite...vabbè vado a rispondere ad un campanello...saluti dalla cardiologia di baggiovara e...FORZA BEPPE!!

andrea bellucci 27.02.06 03:24| 
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Il sistema sanitario nazionale sta diventando qualcosa di scandaloso.
Ultimamente si sentono troppo spesso notizie di "morti improvvise" ,soprattutto tra i bambini, dovute ad inefficenze del sistema sanitario.
Ormai bisogna sperare di sopravvivere non tanto alla malattia, quanto al trattamento di cura.
Per la parte della proposta riguardante i farmaci generici sono del parere che non srà facile convincere le persone a "cambiare" abitudine.
Per quel che riguarda la ricerca scientifica, devo ammettere di essere profondamente ferito dal fatto che gente nelle cui mani poniamo le nostre speranze per una vita migliore, tradiscono i loro stessi ideali (o quantomeno quelli che dovrebbero derivare dalla loro professione) in nome del "Dio Denaro".
Mi sento profondamente ferito in merito.

Davide Garavaglia 26.02.06 15:43| 
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...molto interessante il blog sulla sanità ed i commenti esposti. Penso che si debba fare più attenzione agli effetti psicosomartici di una malattia oltre che solo quelli fisici. E' ovvio che il medico, in quanto tale, non può assolvere compiti di psicologo o ricercatore farmaceutico. Ognuno dovrebbe attenersi alla propria specifica disciplina professionale ma integrare una collaborazione comunicativa e pratica con le altre figure (così forse ci sarebbe anche più lavoro per tutti?). Che l'assistenza sanitaria dovrebbe essere un diritto accessibile di ogni cittadino, al di là dell'estrazione "finanziaria", sarebbe una cosa magnifica, ma il bussiness che gira attorno è impressionante! Mi chiedo se abbiamo diritto a stare bene. Perchè non insegnare ad autoguarisi? Perchè la "naturopatia" o rimedi alternativi non vengono guardati di buon occhio da quasi tutti i medici? Per "medici" posso rimpicciolire il campo nominando quelli curanti (di famiglia, per esempio), che ti fanno spendere una legittima in prescrizioni, sicuramente vantaggiose per loro stessi. ...Metti quelli che ti prescrivono un farmaco, invece che un altro, solo per vincere il viaggio ai caraibi... Ora, io penso, che la nostra società, così com'è strutturata "mentalmente", preferisca farci ammalare piuttosto che aiutarci a trovare nuove e meno dispendiose soluzioni di guarigione. Il corpo, ci si dimentica spesso, è composto soprattutto di psiche e a volte si curano solo gli effetti e non la causa di un male. La medicina cinese insegna tra le tante cose a conoscere il proprio corpo e i propri mali interiori, che sono molto spesso epressione esplicitata nel fisico. Bisogna puntare molto sulla comunicazione e sulla presa di coscienza, perchè la verità, secondo il mio umile giudizio, è che i farmaci (di conseguenza il bussiness farmaceutico, la mala sanità di strutture e pseudo assistenza umana) decidono la nostra malattia, facendoci diventare delle cavie sperimentali gratuite. Avere coscienza è essere liberi.

valeria mazzeo 25.02.06 22:03| 
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Buongiorno a tutti stamattina sono molto felice, perchè stasera vado a vedere Beppe Grillo a Milano!!
Scrivo per integrare alcuni punti della 'Bozza di proposte per la sanità'.

Punto 2: "Promuovere l'uso di farmaci generici e fuori brevetto..."
Commento: Togliere alle case farmaceutiche il diritto al brevetto dopo 2 al massimo 3 anni di commercializzazione del farmaco. No al diritto di brevetto per i farmaci salva-vita.

Punto 4: "Separare le carriere dei medici pubblici e privati..."
Commento: L'esperienza mi dici che 'trovata una legge, trovato l'inganno' inoltre intravedo il rischio che medici eccelenti fuggano dagli ospedali per conseguire compensi più remunerativi magari in ambito privato. Secondo voi c'é questa possibilità?.

Punto 7: "Attuare una politica sanitaria nazionale di tipo culturale fondata sull'informazione..."
Commento: Integrerei anche il dare una informazione approfondita sul cibo e sul movimento fisico come medicina preventiva alla malattia.

Punto 8: "Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute...dando priorità ai ricercatori 'puri'"
Commento: Preciserei che 'ricercatori puri'sono per me coloro che hanno l'idea condivisa di 'porre la vita al centro' (visione biocentrinca-Prof.Rolando Toro creatore del sitema di integrazione umana 'Biodanza') e non solo l'uomo e i suoi interessi economici (visione antropocentrica). Le cose più gustose e belle della vita come l'amore, il provare desiderio, avere dei sogni, l'amicizia sono ancora gratuite!

Per tutti gli altri punti sono d'accordo.

Sandra Valentini 25.02.06 11:03| 
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Ciao, due proposte nell'ambito della sanità fatte e rifatte, ma ritenute utopiche sono queste:
1) permettere a qualsiasi farmacista di aprire una farmacia e quindi abolire il numero limite di farmacie aperte in un paese.
2) obbligare i medici a prescrivere il principio attivo o la composizione di essi utile per la terapia del paziente, ma non il prodotto commerciale come è adesso.
Basterebbero queste due riforme per far risparmiare sia al cittadino che alla sanità, altro che l'immissione dei farmaci nelle cooperative o nelle grandi distribuzione, idea che secondo me è contraria ad ogni visione etica del settore.
ciao

gian luigi mandolini 25.02.06 10:19| 
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Per chi ha scritto i due messaggi precedenti:io credo che la medicina insieme ad altre categorie di professionisti che quando lavorano si vestono di nero....dovrebbero prima preoccuparsi di problemi più importanti che l'empatia e l'allopatia,se scorrete i mesaggi che sono stati lasciati anche da altri appartenenti al mondo della sanità capirete che non ci si può aspettare empatia e allopatia da chi non ha prima qualità auspicabili per qualsiasi essere umano,il che comprende fra l'altro in questo caso una giusta relazione con l'ambiente delle case farmaceutiche e metodi per ricoprire incarichi importanti trasparenti,una società che non sa controllare la mafia non può insegnare niente... neanche l'empatia e l'allopatia.

marisa pareto 25.02.06 07:59| 
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Ciao Beppe, questo si che sarebbe un bel modo di vivere la sanità... solo una cosa: che ne direste di sollecitare uno sviluppo di competenze comunicative, relazionali ed empatiche per la classe medica? è vero che queste non sono le prime qualità che un buon medico o infermiere dovrebbe avere, ma credo che siano ugualmente importanti.

Elena Piacentini 25.02.06 00:14| 
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Ciao, mi piace la tua proposta. Vorrei anche permettermi di ricordarti della prevenzione, non solo quella allopatica, ma quella che considera l'uomo come un tutt'uno con le emozioni, dove equilibrio fisico non si discosta da quello emotivo e mentale... ma forse in questo momento sarebbe già tanto realizzare i punti che ci hai sottoposto.

Ariella Monti 24.02.06 22:37| 
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Come disse il Conte Ugolino..."Poscia più che il dolor potè il digiuno!" però non tutti i padri sono come il Conte Ugolino....penso che tanti abbiano scelto di morire di fame aspettando una giustizia che ha punito loro invece che i veri colpevoli!

marisa pareto 24.02.06 20:37| 
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Che cosa è successo agli insegnanti che hanno denunciato uso di droga da parte di minorenni nelle scuole?Da una ricerca dell'Istituto San Raffaele di Milano risulta che il 42% dei ragazzi italiani fra i 14 e i 19 anni fa uso di stupefacenti il 34% si droga a scuola,Mariolina Moioli,direttore generale del Ministero della Pubblica Istruzione ritiene che la cifra reale sia più alta.Questo studio risale al 2004 ed è stato pubblicato solo da "Svegliatevi"dei testimoni di Geova (8 giugno 2004)-Chissà che lezioni meravigliose,che partecipazione e che risposte intelligenti!Sarà per questo che hanno cambiato i programmi?Gli insegnanti non si accorgono di niente?Quelli che ci sono ora no!Quelli che c'erano prima avevano grossi problemi interpretativi che dovevano rapidamente risolvere con l'aiuto di professionisti di vario tipo.....

marisa pareto 24.02.06 20:06| 
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Non le sentite queste grida?Io non le posso sopportare!100mila ragazzi dell'Alta Italia che gridano da sottoterra.....di chi sarà mai la colpa?

marisa pareto 24.02.06 19:37| 
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I NOSTRI RAPPRESENTANTI SI METTONO LA COSTITUZIONE SOTTO I PIEDI.

Altro che programmi politici che s'impegnino ad applicare (al posto che ostacolare) la Costituzione che già staremmo meglio tutti.
Siamo cittadini della Repubblica Italiana vige la Costituzione della Repubblica Italiana, è nostro diritto che i nostri rappresentanti la applichino.
Leggetevi gli articoli e contate quanti vengono sistematicamente elusi.


LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 5.

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Art. 6.

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8.

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 10.

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.
Art. 11.

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
PARTE I
DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
TITOLO I
RAPPORTI CIVILI
Art. 13.

La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
Art. 14.

Il domicilio è inviolabile.

Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.
Art. 15.

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.

La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
Art. 16.

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.
Art. 17.

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.

Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
Art. 18.

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.
Art. 19.

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Art. 20.

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Art. 22.

Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.
Art. 23.

Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.
Art. 24.

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.

La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
Art. 25.

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.

Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.

Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.
Art. 26.

L'estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali.

Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici.
Art. 27.

La responsabilità penale è personale.

L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.
Art. 28.

I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.
TITOLO II
RAPPORTI ETICO-SOCIALI
Art. 29.

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.
Art. 30.

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.
Art. 31.

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Art. 33.

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
TITOLO III
RAPPORTI ECONOMICI
Art. 35.

La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.

Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.
Art. 36.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
Art. 37.

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.
Art. 38.

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.

Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

L'assistenza privata è libera.
Art. 39.

L'organizzazione sindacale è libera.

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
Art. 40.

Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.
Art. 41.

L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Art. 42.

La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.

La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.

La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.
Art. 43.

A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
Art. 44.

Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.

La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.
Art. 45.

La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.

La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato.
Art. 46.

Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.
Art. 47.

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.

Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
TITOLO IV
RAPPORTI POLITICI
Art. 48.

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
Art. 49.

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Art. 50.

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
Art. 51.

Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.

La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.

Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
Art. 52.

La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.

L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.
Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Art. 54.

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
PARTE II
ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA
TITOLO I
IL PARLAMENTO
Sezione I
Le Camere.
Art. 55.

Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.
Art. 56.

La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

Il numero dei deputati è di seicentotrenta.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per seicentotrenta e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
Art. 57.

Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno.

La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
Art. 58.

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.

Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.
Art. 59.

È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.

Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.
Art. 60.

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.

La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.
Art. 61.

Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.

Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.
Art. 62.

Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.

Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.

Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l'altra.
Art. 63.

Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l'Ufficio di presidenza.

Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l'Ufficio di presidenza sono quelli della Camera dei deputati.
Art. 64.

Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.

Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.

I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.

Art. 65.

La legge determina i casi di ineleggibilità e incompatibilità con l'ufficio di deputato o di senatore.

Nessuno può appartenere contemporaneamente alle due Camere.
Art. 66.

Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.
Art. 67.

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Art. 68.

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazione, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.
Art. 69.

I membri del Parlamento ricevono un'indennità stabilita dalla legge.
Sezione II
La formazione delle leggi.
Art. 70.

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.
Art. 71.

L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.

Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
Art. 72.

Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.

Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza.

Può altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.

La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.
Art. 73.

Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione.

Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.

Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.
Art. 74.

Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.

Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
Art. 75.

È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
Art. 76.

L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principî e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
Art. 77.

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
Art. 78.

Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari.
Art. 79.

L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.

La legge che concede l'amnistia o l'indulto stabilisce il termine per la loro applicazione.

In ogni caso l'amnistia e l'indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge.
Art. 80.

Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
Art. 81.

Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.

L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese.

Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.
Art. 82.

Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.

A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria.
TITOLO II
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Art. 83.

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.

All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
Art. 84.

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici.

L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
Art. 85.

Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.

Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.
Art. 86.

Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.

In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.
Art. 87.

Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.

Può inviare messaggi alle Camere.

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Presiede il Consiglio superiore della magistratura.

Può concedere grazia e commutare le pene.

Conferisce le onorificenze della Repubblica.
Art. 88.

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.
Art. 89.

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
Art. 90.

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.

In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
Art. 91.

Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
TITOLO III
IL GOVERNO
Sezione I
Il Consiglio dei ministri.
Art. 92.

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.
Art. 93.

Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Art. 94.

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
Art. 95.

Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l'attività dei ministri.

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.
Art. 96.

Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
Sezione II
La Pubblica Amministrazione.
Art. 97.

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.

Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
Art. 98.

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.

Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all'estero.
Sezione III
Gli organi ausiliari.
Art. 99.

Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.

È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.

Ha l'iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.
Art. 100.

Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell'amministrazione.

La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito.

La legge assicura l'indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di fronte al Governo.
TITOLO IV
LA MAGISTRATURA
Sezione I
Ordinamento giurisdizionale.
Art. 101.

La giustizia è amministrata in nome del popolo.

I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Art. 102.

La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario.

Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura.

La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia.
Art. 103.

Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.

La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge.

I tribunali militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla legge. In tempo di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze armate.
Art. 104.

La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.

Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.

Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.

Il Consiglio elegge un vice presidente fra i componenti designati dal Parlamento.

I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili.

Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
Art. 105.

Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
Art. 106.

Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.

La legge sull'ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.

Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati all'ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d'esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.
Art. 107.

I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso.

Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare.

I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni.

Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
Art. 108.

Le norme sull'ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge.

La legge assicura l'indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all'amministrazione della giustizia.
Art. 109.

L'autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.
Art. 110.

Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Sezione II
Norme sulla giurisdizione.
Art. 111.

La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.

Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.1

Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.1

Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore.1

La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.1

Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.

Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra.

Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.
Art. 112.

Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale.
Art. 113.

Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.

Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti.

La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.
TITOLO V
LE REGIONI, LE PROVINCIE, I COMUNI
Art. 114.

La Repubblica si riparte in Regioni, Provincie e Comuni.
Art. 115.

Le Regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella Costituzione.
Art. 116.

Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla Valle d'Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo statuti speciali adottati con leggi costituzionali.
Art. 117.

La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l'interesse nazionale e con quello di altre Regioni:

ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dalla Regione;

circoscrizioni comunali;

polizia locale urbana e rurale;

fiere e mercati;

beneficenza pubblica ed assistenza sanitaria ed ospedaliera;

istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica;

musei e biblioteche di enti locali;

urbanistica;

turismo ed industria alberghiera;

tranvie e linee automobilistiche di interesse regionale;

viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale;

navigazione e porti lacuali;

acque minerali e termali;

cave e torbiere;

caccia;

pesca nelle acque interne;

agricoltura e foreste;

artigianato.

Altre materie indicate da leggi costituzionali.

Le leggi della Repubblica possono demandare alla Regione il potere di emanare norme per la loro attuazione.
Art. 118.

Spettano alla Regione le funzioni amministrative per le materie elencate nel precedente articolo, salvo quelle di interesse esclusivamente locale, che possono essere attribuite dalla leggi della Repubblica alle Provincie, ai Comuni o ad altri enti locali.
Lo Stato può con legge delegare alla Regione l'esercizio di altre funzioni amministrative.

La Regione esercita normalmente le sue funzioni amministrative delegandole alle Provincie, ai Comuni o ad altri enti locali, o valendosi dei loro uffici.
Art. 119.

Le Regioni hanno autonomia finanziaria nelle forme e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica, che la coordinano con la finanza dello Stato, delle Provincie e dei Comuni.

Alle Regioni sono attribuiti tributi propri e quote di tributi erariali in relazione ai bisogni delle Regioni per le spese necessarie ad adempiere le loro funzioni normali.

Per provvedere a scopi determinati, e particolarmente per valorizzare il Mezzogiorno e le Isole, lo Stato assegna per legge a singole Regioni contributi speciali.

La Regione ha un proprio demanio e patrimonio, secondo le modalità stabilite con legge della Repubblica.
Art. 120.

La Regione non può istituire dazi d'importazione o esportazione o transito fra le Regioni.

Non può adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose fra le Regioni.

Non può limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la loro professione, impiego o lavoro.
Art. 121.

Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo presidente.

Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere.

La Giunta regionale è l'organo esecutivo delle Regioni.

Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica.
Art. 122.

Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.

Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un ufficio di presidenza.

I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta.
Art. 123.

Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i princìpi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.

Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non è richiesta l'apposizione del visto da parte del Commissario del Governo. Il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione.

Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.
Art. 124.

Un commissario del Governo, residente nel capoluogo della Regione, sopraintende alle funzioni amministrative esercitate dallo Stato e le coordina con quelle esercitate dalla Regione.
Art. 125.

Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi della Regione è esercitato, in forma decentrata, da un organo dello Stato, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica. La legge può in determinati casi ammettere il controllo di merito, al solo effetto di promuovere, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione da parte del Consiglio regionale.

Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l'ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione.
Art. 126.

Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.

Il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione.

L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio.
Art. 127.

Ogni legge approvata dal Consiglio regionale è comunicata al Commissario che, salvo il caso di opposizione da parte del Governo, deve vistarla nel termine di trenta giorni dalla comunicazione.

La legge è promulgata nei dieci giorni dalla apposizione del visto ed entra in vigore non prima di quindici giorni dalla sua pubblicazione. Se una legge è dichiarata urgente dal Consiglio regionale, e il Governo della Repubblica lo consente, la promulgazione e l'entrata in vigore non sono subordinate ai termini indicati.

Il Governo della Repubblica, quando ritenga che una legge approvata dal Consiglio regionale ecceda la competenza della Regione o contrasti con gli interessi nazionali o con quelli di altre Regioni, la rinvia al Consiglio regionale nel termine fissato per l'apposizione del visto.

Ove il Consiglio regionale la approvi di nuovo a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il Governo della Repubblica può, nei quindici giorni dalla comunicazione, promuovere la questione di legittimità davanti alla Corte costituzionale, o quella di merito per contrasto di interessi davanti alle Camere. In caso di dubbio, la Corte decide di chi sia la competenza.
Art. 128.

Le Provincie e i Comuni sono enti autonomi nell'ambito dei principi fissati da leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni.
Art. 129.

Le Provincie e i Comuni sono anche circoscrizioni di decentramento statale e regionale.

Le circoscrizioni provinciali possono essere suddivise in circondari con funzioni esclusivamente amministrative per un ulteriore decentramento.
Art. 130.

Un organo della Regione, costituito nei modi stabiliti da legge della Repubblica, esercita, anche in forma decentrata, il controllo di legittimità sugli atti delle Provincie, dei Comuni e degli altri enti locali.

In casi determinati dalla legge può essere esercitato il controllo di merito, nella forma di richiesta motivata agli enti deliberanti di riesaminare la loro deliberazione.
Art. 131.

Sono costituite le seguenti Regioni:

Piemonte; Valle d'Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzi; Molise; Campania;
Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna.
Art. 132.

Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d'abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.

Si può, con referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra.
Art. 133.

Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.

La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.
TITOLO VI
GARANZIE COSTITUZIONALI
Sezione I
La Corte Costituzionale.
Art. 134.

La Corte costituzionale giudica:

sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni;

sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni;

sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione.
Art. 135.

La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.

I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d'esercizio.

I giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati.

Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dall'esercizio delle funzioni.

La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall'ufficio di giudice.

L'ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l'esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.

Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica, intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.
Art. 136.

Quando la Corte dichiara l'illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.

La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.
Art. 137.

Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d'indipendenza dei giudici della Corte.

Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costituzione e il funzionamento della Corte.

Contro le decisioni della Corte costituzionale non è ammessa alcuna impugnazione.
Sezione II
Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali.
Art. 138.

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Art. 139.

La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
I

Con l'entrata in vigore della Costituzione il Capo provvisorio dello Stato esercita le attribuzioni di Presidente della Repubblica e ne assume il titolo.
II

Se alla data della elezione del Presidente della Repubblica non sono costituiti tutti i Consigli regionali, partecipano alla elezione soltanto i componenti delle due Camere.
III

Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i deputati dell'Assemblea Costituente che posseggono i requisiti di legge per essere senatori e che:

sono stati presidenti del Consiglio dei Ministri o di Assemblee legislative;

hanno fatto parte del disciolto Senato;

hanno avuto almeno tre elezioni, compresa quella all'Assemblea Costituente;

sono stati dichiarati decaduti nella seduta della Camera dei deputati del 9 novembre 1926;

hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni in seguito a condanna del tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato.

Sono nominati altresì senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i membri del disciolto Senato che hanno fatto parte della Consulta Nazionale.

Al diritto di essere nominati senatori si può rinunciare prima della firma del decreto di nomina. L'accettazione della candidatura alle elezioni politiche implica rinuncia al diritto di nomina a senatore.
IV

Per la prima elezione del Senato il Molise è considerato come Regione a sé stante, con il numero dei senatori che gli compete in base alla sua popolazione.
V

La disposizione dell'art. 80 della Costituzione, per quanto concerne i trattati internazionali che importano oneri alle finanze o modificazioni di legge, ha effetto dalla data di convocazione delle Camere.
VI

Entro cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tribunali militari.

Entro un anno dalla stessa data si provvede con legge al riordinamento del Tribunale supremo militare in relazione all'articolo 111.

VII

Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull'ordinamento giudiziario in conformità con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme dell'ordinamento vigente.

Fino a quando non entri in funzione la Corte costituzionale, la decisione delle controversie indicate nell'articolo 134 ha luogo nelle forme e nei limiti delle norme preesistenti all'entrata in vigore della Costituzione.
VIII

Le elezioni dei Consigli regionali e degli organi elettivi delle amministrazioni provinciali sono indette entro un anno dall'entrata in vigore della Costituzione.

Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio delle funzioni statali attribuite alle Regioni. Fino a quando non sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle funzioni amministrative fra gli enti locali restano alle Provincie ed ai Comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le Regioni deleghino loro l'esercizio.

Leggi della Repubblica regolano il passaggio alle Regioni di funzionari e dipendenti dello Stato, anche delle amministrazioni centrali, che sia reso necessario dal nuovo ordinamento. Per la formazione dei loro uffici le Regioni devono, tranne che in casi di necessità, trarre il proprio personale da quello dello Stato e degli enti locali.
IX

La Repubblica, entro tre anni dall'entrata in vigore della Costituzione, adegua le sue leggi alle esigenze delle autonomie locali e alla competenza legislativa attribuita alle Regioni.
X

Alla Regione del Friuli-Venezia Giulia, di cui all'art. 116, si applicano provvisoriamente le norme generali del Titolo V della parte seconda, ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche in conformità con l'art. 6.
XI

Fino a cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell'elenco di cui all'art. 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell'articolo 132, fermo rimanendo tuttavia l'obbligo di sentire le popolazioni interessate.
XII

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

In deroga all'articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.
XIII

I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive.

Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale.

I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di Casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.
XIV

I titoli nobiliari non sono riconosciuti.

I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome.

L'Ordine mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge.

La legge regola la soppressione della Consulta araldica.
XV

Con l'entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, sull'ordinamento provvisorio dello Stato.
XVI

Entro un anno dall'entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione e al coordinamento con essa delle precedenti leggi costituzionali che non siano state finora esplicitamente o implicitamente abrogate.
XVII

L'Assemblea Costituente sarà convocata dal suo Presidente per deliberare, entro il 31 gennaio 1948, sulla legge per la elezione del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali speciali e sulla legge per la stampa.

Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l'Assemblea Costituente può essere convocata, quando vi sia necessità di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, primo e secondo comma, e 3, comma primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98.

In tale periodo le Commissioni permanenti restano in

nicola lombardi 24.02.06 13:32| 
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Gino Strada ha riassunto in tre caratteristiche come dovrebbe essere la sanità (ed io le condivido nel più profondo dell'anima):
1) pubblica (di tutti e per tutti, a cominciare dalla ricerca medica fino al produttore di siringhe);
2) gratuita (accessibile da chiunque, anche dai "barboni", soprattutto dai "barboni");
3) di alta qualità (non che BerlusconiProdiCasiniFassino trovano medici di serie A ed il "barbone" di prima uno di serie B, ma tutti possono avere la stessa cura e lo stesso trattamento).
Basta pensare solo al denaro: non se ne può più!

Giampiero Suzzi 24.02.06 13:25| 
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Caro Beppe,ti ringrazio per questo post che riporta tante verità scomode sulla situazione della sanità attuale e non solo,mi aggrego ad Alessandro e a Gianluca che hanno inserito nel loro commento alcuni punti essenziali,vorrei segnalare a tutti una fatto scioccante di cui sono venuta a conoscenza contattando un portale segnalato da Isabella,come possono avvenire queste cose?E come mai la notizia non è diffusa?Ve ne prego guardate anche voi...facciamo il possibile perchè queste cose non succedano più,facciamo in modo che la corruzione degli ambienti toccati da questa disgrazia non impedisca di fare chiarezza su quello che è successo e si faccia giustizia!Se avete difficoltà a entrare nel sito insistete!http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

marisa pareto 24.02.06 06:55| 
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Questo significa ragionare!
Condivido a pieno le proposte, è l'unico modo per occultare la fin troppo vergognosa questione sanitaria del nostro bel paese, ad esempio esempio perchè i ns "dipendenti" (o qualsiasi vituoso come loro) quando accusano un lieve malore corrono a curarsi in Svizzera o i Francia?...o se lo fanno in Italia si rivolgono presso le più blasonate strutture private? In quanto agli informatori scentifici ho avuto modo di costatare personalmente che tantissimi farmaci ormai non vengono più prescritti per curare le malattie, bensì per approvvigionare somme di danaro o, ai medici meno esigenti, un breve viaggio ai Caraibi!!
Per non parlare appunto dei medici: ieri il mio mi ha detto che ho le tonsille gonfie...poi è svenuto quando gli ho spiegato che me le hanno operate ben 17 anni fà!!
Io mi chiedo dove viviamo, nel paese dei balocchi?
Perciò "suppongo sia il caso" di reagire e optare per una maggiore civiltà, per il vero progresso e per una migliore della qualità della vita, e penso che queste belle proposte altro non siano che la soluzione a tutti i disagi scaturiti dalla ns "malsana sanità"!
Grazie per avermi dato voce.
Alessandro.
Ps: in quanto a te "Grillo Parlante", continua così, noi ci siamo!!!

Alessandro Lopardo 24.02.06 05:24| 
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SPERIAMO CON TUTTO IL CUORE CHE QUALCUNO DI SINISTRA COPI QUESTO PROGRAMMA (ED ANCHE GLI ALTRI LO DICO IN ANTICIPO) ANZICHE' PARLARE SEMPRE DEI CONFRONTI TV
nON CI ABBANDONARE
SARA' DURA FINO AL 9 APRILE SOPPORTARE TUTTO

Emilia Miarelli 23.02.06 17:16| 
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Caro Beppe,

forza così, vai avanti che sei l'unico!

Ho sentito dire che le nomine dei manager della Sanità sono politiche e dipendono dal governo regionale (adesso capisco perchè le cose non vanno bene). Ho anche sentito dire, siccome lavoro proprio a contatto con gli operatori della Sanità, che gli onorari dei manager locali o consulenti sono stratosferici. Rispetto a chi si fa in quattro nelle corsie e negli ambulatori, loro straguadagnano e gli altri operatori sgobbano in ambienti male organizzati (e spesso malsani) e con poca motivazione a fare bene perche si sentono prigionieri di un sistema sanitario fossilizzato.
Spesso penso che invece di ristrutturare gli edifici degli Ospedali, sarebbe più economico costruirne uno nuovo e sarebbe meglio distribuire i super stipendi dei manager in risorse da destinare agli operatori che così lavorerebbero più volentieri e non vedrebbero i malati come un fastidio in più da affrontare nella giornata.

Cordiali saluti

marco sturaro Commentatore in marcia al V2day 23.02.06 15:05| 
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L'unica proposta - sanitaria- seria oltre alle tue,caro beppe, è quella dell'assessore alla sanita' della regione piemonte, mario valpreda.
In poche parole, la prevenzione,.. il controllo della ipertensione, diabete, trigli..colesterol ecc...quindi campagne serie di prevenzione per migliorare la salute di tutti noi.
L'informazione conta ora più che mai... vedi cosa riescono a combinare due telegionali serali sulla bufala aviaria, mettono in crisi un settore da 180.000 posti di lavoro!!!! per favore usiamo i mezzi d'informazione per crescere civilmente.
complimenti per il blob..mi sento meno solo a combattere i colleghi medici!!!!

piero brachet cota 23.02.06 14:42| 
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volevo segnalare a tutti questo blog:
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/
è incredibile..nn sapevo nulla,le televisioni nn dicono niente,parlano di milioni di minkiate ripetutamente.
ma dov'è la giustizia??

isabella longarini Commentatore in marcia al V2day 23.02.06 13:41| 
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Sono in India per approfondendire i miei studi di "omeopata autodidatta" ora iscritta ad una scuola di omeopatia e in processo di arrivare ad avere un pezzo di carta che non varra' nulla in italia ,volevo dire che nel terzo mondo indiano la Medicina omeopatica e' non solo riconosciuta dal governo ma anche supportata ed ogni ospedale avra' tra non molto oltre al reparto allopatico quello omeopatico e molti sono gia' in funzione da tantissimi anni, inoltre i college di omeopatia sono tanti quanto quelli di medicina "ufficiale" per finire direi che abbiamo molto da imparare dal terzo mondo. Grazie MILVIA

milvia terenzi 23.02.06 11:45| 
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Oltre alle primarie dei cittadini,sarebbe opportuno dotarci di un'altro strumento efficace.
Come possiamo fare per obbligare i nostri dipendenti parlamentari a varare leggi utili al cittadino ma scomode per loro ? E'chiaro che oggi la quasi totalita' dei parlamentari non voterebbe mai una legge tendente a togliere privilegi.Mi riferisco ai loro esorbitanti stipendi,alla messa in discussione della loro poltrona,ai benefici assurdi relativi al godimento della pensione dopo una sola legislatura,ecc.ecc.
Forse potendo usufruire di un referendum propositivo,si potrebbero cambiare regole "eccezionali",subordinando il godimento dei summensionati benefici a quelli dei lavoratori dipendenti del pubblico impiego.
Se un parlamentare decide di tagliare le pensioni,o anche di procrastinare la data del godimento,o non rinnovare un contratto,deve anche lui essere soggetto alle medesime regole che approva.Solo cosi' si possono avere garanzie sulla giustezza dei provvedimenti.Solo assoggettando chi decide ,alle proprie decisioni.
In poche parole : chi vuole una guerra vada per primo in battaglia!

Alfredo pierucci 23.02.06 10:32| 
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Se avete tempo andate al mio nuovo Blog di poesia, arte e varie
http://sisu-g.splinder.com/
La mia intenzione è stata quella di aprire un mio spazio personale che riguarda l’arte in genere e in particolare la poesia che amo molto e che mi aiuta a sopravvivere in questa prigione, anzi galera, che mi ha creato il mobbing da parte dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, ma anche da parte dei Partiti Politici e delle Istituzioni di questo...bel paese...

Giovanna Nigris 23.02.06 07:58| 
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LA LUNGA MARCIA DI UNA DONNA VERSO LA CIVILTA’
La gravissima vicenda lavorativa della signora Giovanna Nigris narrata e documentalmente provata
nel seguente sito web di legittima difesa: http://www.mobbing-sisu.com è un’opera coraggiosa dalla quale se ne può benissimo ricavare un romanzo psicologico e sociologico in cui la violenza occulta contro una donna in un pubblico servizio, nella fattispecie è un ospedale pubblico, è particolarmente sondata persino nei reconditi risvolti più dannosi e malati che si annidano nella psiche occidentalizzata.

Non è solo la mera tortura fisica e psichica a ferire maggiormente l’autrice dello stesso sito web che peraltro, per disperazione, ha imparato a gestirsi da sola come fosse lei stessa un web master, ma gli atti e i fatti criminali e i relativi reati penali, continuamente anche essi occultati all’opinione pubblica e tutto ciò che l’infido, perverso, falso e cinico spirito dell’uomo è riuscito pacificamente a costruirci attorno (annose le diatribe tra la morale come giustizia finta e la giustizia finta come morale) per fare passare inosservata una donna fortemente danneggiata moralmente, nel fisico, (lesioni colpose gravissime), nella psiche, nell’economia e nella vita di relazione.

Tutto ciò accade pacificamente da oltre dieci anni con le relative conseguenze, è pertanto anche dopo che alla signora Giovanna Nigris le è stata fatta contagiare la tubercolosi in servizio e per causa di servizio facendola lavorare in aperta violazione dell’art. n. 2087 del codice civile e più in particolare lavorando in ambiente contaminato con la più assoluta mancanza di mezzi di protezione da contagio e infezione. Tutto questo è sempre stato sistematicamente mascherato e forviato ad hoc, con la metodica della più brutale privazione alla vittima, del diritto al riconoscimento della causa di servizio. Privazione questa, imposta dal potere politico culturalmente dominante. CONTINUA QUI SOTTO…

Giacomo Montana 23.02.06 06:16| 
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CONTINUAZIONE….

Viene fatto pagare un prezzo troppo alto ad una vittima già duramente provata dalla tubercolosi e relativi postumi per fare falsamente apparire che in quello stesso ospedale, non è mai successo nulla di irregolare o peggio di illecito. C’è una sostanziale differenza di salute e igiene mentale tra l’applicazione della vera e sana morale e l’intenzione malata di non lasciare traccia dei crimini commessi distruggendo e sopprimendo lentamente una vita umana, una donna, una madre di famiglia, una lavoratrice. Tutto questo succede ancora in un moderno e attrezzato ospedale, dotato di funzionari dirigenti che hanno imparato molto bene la “lezione” di come si può nascondere la verità sostanziale dei fatti di servizio, ovviamente grazie al fatto che si ricevono ininterrottamente coperture ed appoggi esterni da personaggi persino insospettabili.
Una donna che è costretta a subire tutto questo, francamente, credo che, non potrà mai stancarsi di raccontarlo al mondo intero per tutta la vita. Prima o poi devono cedere i criminali e non la vittima!! Grazie per avere letto. Giacomo Montana

Giacomo Montana 23.02.06 06:15| 
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ave Beppe..volevo sapere quale è il sito da cui si puo' vedere le partite senza dare una lira a murdock o come minchia si chiama...
ciao caro !!

matteo pierami 22.02.06 23:13| 
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La giustizia...
a volte si avvera,
si materializza,
in ritardo, ma arriva...
quasi solenne...
Oggi ha fatto la sua comparsa emettendo un gemito di vergogna di fronte ad un Signore, tale Geronzi, che nel sistema bancario ne ha fatte di tutti i colori.
L’hanno finalmente interdetto dal lavorare con le banche…
Sono quasi commosso.
Se ne sono accorti senza l’aiuto di Grillo!
È straordinario!
Allora la Giustizia c’è, esiste…
E chissà se allora useranno il medesimo provvedimento per il Signor De Bustis che lavorava al Monte dei Paschi di Siena e che aveva ideato lo strabiliante pacchetto FOR YOU.
Subito riciclato alla velocità della luce in un altro istituto di “brava gente”
C…o 4 anni fa mi hanno centrato come un tordo!
Ci sono cascato, peccato volevo mettere via 2 soldi per mia figlia.
Alla fine ho dovuto pagare per uscire dal fondo, finanziamento o quel c…o che era.
Morale: -4.000 € in saccoccia.
Pollo, tordo, coglione…può essere, ma mi sono fidato del Direttore di allora.
I Signori come questi dovrebbero essere esiliati da questo paese, punto e basta, invece poi ce li ritroviamo da un’altra parte e la musica continua.
Se penso ai ragazzi che sono alle Olimpiadi e che come tutti noi si fanno un culo così ogni giorno per arrivare al loro obiettivo, sputando sangue, faticando …
allora m’incazzo e mi piacerebbe vedere almeno il loro sacrificio non solo onorato con una medaglia ma con una giusta pensione a vita di qualche migliaio di €, (non l’elemosina fatta dal CONI).
Loro hanno portato lustro a questo bellissimo Paese sperando di non essere abbandonati come gli Abbagnale dopo qualche settimana.
Invece noi tutti paghiamo fior si soldi per banchieri e politici che sono la VERGOGNA di questo Paese ai quali l’unica emozione che ci daranno sarà quando verranno messi in esilio.
Buona notte a tutti, io vado a vedere mia figlia nel sonno: la cosa più bella che ho mai avuto.

Ferdinando Giordano 22.02.06 22:56| 
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Una domanda molto semplice.Perche' io come cittadino italiano dovrei augurarmi una rielezione del Dr.Ciampi al Quirinale? Ovviamente non ho nulla contro la persona, ma non riesco a vedere quello che ha fatto di tanto straordinario. Sicuramente e' stato "superpartes", ma non dimentichiamo che la sua elezione e' stata fatta come una delle tante cose "all'italiana" per salvare capre e cavoli cioe' per accontentare tutti. O forse e' un "altissimo" merito quello di aver imposto alle nostre Forze Armate di cantare l'"orribile"(nel testo e nella musica)Inno di Mameli, nelle grandi occasioni? (100.000 volte meglio il verdiano Va Pensiero) E poi ancora. Perche' non ha eletto Senatore a vita Oriana Fallaci? Aveva paura di inimicarsi il mondo islamico?

Armando Grisani 22.02.06 22:16| 
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Ciao Mi chiamo Antonio, questa è la mia storia di precario.
Ho 43 anni e per un po di tempo ho fatto il musicista a tempo pieno suonando nei locali e nelle feste di piazza,da un anno a questa parte mi sono attivato per trovare un lavoro e mi hanno assunto come autista scuolabus gia in tre comuni diversi tenendomi impegnato dal lunedì al sabato dalla mattina alle 7,00 alle 14,00 e due giorni alla settimana fino alle 18,00 con uno stipendio che varia, a seconda dei mesi (quando nevica,c'è sciopero del personale docente o vacanze natalizie, pasquali o elezioni) da € 650 - a € 800. Bello stipendio per una patente D + cap. Nel Primo comune dove sono stato assunto per 4 mesi oltre che l'autista facevo anche il manutentore e lo stipendio "era normale" ma nonostante la mia l'efficenza (opinione dei dipendenti che si chiedevano come mai visto che finalmente si era trovata una persona con questi requisiti il sindaco non avvese bandito il concorso per l'assunzione) non mi è stato rinnovato il contratto ed hanno assunto un ragazzo extracomunitario che ha tutto il diritto di lavorare anche lui come me ma anch'io come lui. Perchè questa scelta? pensando male si potrebbe supporre che essendo in quella posizione di svantaggio è più ricattabile per quanto riguarda il lavoro. Perciò mi chiedo, ma se i comuni devono dare il servizio, visto che è obbligatorio ma perchè continuano a sfruttare queste situazioni così meschine e giacchè hanno bisogno del lavoratore e lo tengono impegnato tutto il giorno, non lo impiegano in qualche altro servizio e per adeguare lo stipendio al caro vita e ad un certo punto dargli una continuità? Tutto questo è davvero VERGOGNOSO!!!! non degno di un paese civile.

Ciao. Antonio Carta

Antonio Carta 22.02.06 21:42| 
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Caro Beppe, quello che dici è veramente bello ma c'è un punto su cui non sono d'accordo, il primo: accesso gratuito al SSN e ti dico subito il perchè con un esempio, prova a mettere un banchetto in strada con su delle caramelle e un cartello che dice gratis, in un secondo tutte le caramelle vengono arraffate e c'è chi ne prende anche più di una per volta, lo stesso vale per i servizi sanitari, la gente fa esami su esami, per cose insignificanti si fanno pile di esami e di mille altre cose. Sarebbe bellissimo dare a tutti un servizio sanitario gratuito ma purtroppo le persone non sono capaci di autoregolarsi, basta anche solo far pagare una minima somma, anche 5 euro e buona parte delle persone sane eviterebbe di gravare sulle tasse mie, tue e di tutti gli italiani e inoltre le liste d'attesa diminuirebbero. Quando dici di insegnare l'autogestione mi dispiace dirlo ma è irrealizzabile, quello che è gratis non si paga e se non si paga si può abbondare.

Luciano Bisoffi 22.02.06 20:51| 
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Sondaggio politico:
Bush e Blair decidono di consultare a turno i parlamentari europei presso la residenza del presidente degli Stati Uniti di Camp David per decidere sulla guerra. Al ritorno in Patria dei parlamentari italiani però per un’avaria ai motori viene attuato un atterraggio di fortuna in una piccola isola deserta e “fortunatamente” si salvano tutti. Tu ti trovi a passare di là con una piccola imbarcazione. Li vedi e ti dicono che da lì non riescono a chiamare i soccorsi.
Per farli tornare in Italia su quella tua piccola imbarcazione hai la possibilità di caricarne soltanto 7 (sette), chi sceglieresti? Chi non vorrebbe salvare nessuno di loro è ovvio che non deve rispondere.

FORZA SISU!

Giovanna Nigris 22.02.06 20:41| 
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Dopo 2 mesi di hospedale,tornato a casa, cerco di utilizzare il viasat della mia auto.sorpresa non funziona per la mancata ricarica annuale alla TIM per il ritardo di 2 giorni circa.mi hanno annullato il numero telefonico,sono senza copertura furto ed ancor rifare l'impianto per inserire la nuova sim.Il mio credito sulla sim scaduta è di 125 euro circa.sento il furto della TIM .UN VOSTRO AIUTO anche per gli altri che subiscono vessazioni.
Grazie e buon lavoro Antonio Biancardi

Antonio Biancardi 22.02.06 19:30| 
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Caro Beppe, oggi mi è venuta un’altra idea spontanea. Quelle certo non mi mancano. Ho aperto un Blog di poesia e arte al seguente link: http://sisu-g.splinder.com/
Ho iniziato mettendo alcune mie poesie.
La mia intenzione è stata quella di creare un mio spazio personale che riguarda l’arte in genere e in particolare la poesia che amo molto e che mi aiuta a sopravvivere in questa prigione, anzi galera, che mi ha creato il mobbing dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano. Giovanna Nigris

Giovanna Nigris 22.02.06 19:28| 
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T I S U P P L I C O B E P P E C A N D I D A T I !!!!!
ABBIAMO BISOGNO DI TE.

luigi castrica 22.02.06 19:06| 
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Carissimi tutti,
forse lo sapete giá, ma vi vorrei mandare un link interessante. Votatelo !!!

http://www.impeachbush.org/site/PageServer

Un saluto ed un augurio di un futuro migliore . . .

G. Supertino

Giuseppe Supertino 22.02.06 18:19| 
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Sono un medico ospedaliero ... ho oltre 500 ore di straordinario alle spalle, che non mi verranno mai pagate, oltre a tutte le ferie del 2005 in arretrato: faccio questo lavoro per passione ma questo non vuole dire che devo essere disposto a vivere in ospedale per smaltire liste d'attesa (per esami o terapie non sempre necessarie...) visto che ho anch'io una famiglia come voi che non credo lavoriate (qualunque sia la vostra occupazione...) fino alle 22 per fare andare un'apparecchiatura (la TAC, diceva qualcuno ...).

Roberto Luraghi 22.02.06 17:25| 
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PER TUTTI QUEI RAGAZZI CHE MANIFESTANO L’INTENZIONE DI NON ANDARE A VOTARE

**************************************
DOBBIAMO MANIFESTARE IL NOSTRO CONSENSO O DISSENSO CON IL VOTO IN QUANTO DIRITTO ACQUISITO E IRRINUNCIABILE PER RISPETTARE IL SACRIFICIO DEI NOSTRI PADRI E CHE CI CONSENTE DI VIVERE IN UNA DEMOCRAZIA.
UN MIO VECCHIO PROFESSORE DICEVA :
“ Chi non vota non può neanche lamentarsi per quello che non gli và, non ha espresso cosa voleva”.

**************************************
*LIBERIAMOCI DAI SIMBOLI POLITICI, IMPARIAMO A VEDERE SOLO LOGHI *
(Solo per essere più liberi nelle nostre scelte, ragionando con la nostra testa per capire la verità dell’immagine riflessa. Nella società moderna il logo identifica la storia e la qualità di un prodotto: noi cambiamo prodotto quando non soddisfa più i nostri bisogni interiori ed esteriori senza rimpianti o conflitti. Vedere loghi al posto di simboli vuol dire essere più liberi e rispettare noi stessi ).

**************************************

IN DEMOCRAZIA RAGAZZI……..
l’astensione al voto può avere come conseguenza che una minoranza di cittadini governi e decida per la maggioranza.

ANDIAMO TUTTI A VOTARE LIBERI DI MENTE

**************************************

IN DEMOCRAZIA RAGAZZI , LA RIVOLUZIONE SI FA CON LA PARTECIPAZIONE: L’ARMA E’ IL VOTO .
**************************************
N.B.
Il presente invito al voto libero sarà bloggato a intervalli regolari su tutti i POST indipendentemente dal tema, visto il numero di persone indecise a manifestare il loro diritto di intervenire sulle scelte politiche del paese in cui vivono. Data inizio 10/01/06 Data Fine Invio 09/04/06

Da oggi tutti i commenti del sottoscritto avranno come intestazione il terzo paragrafo del presente commento, indipendentemente dal contenuto.

**************************************

I BUGIARDI CI SONO E CI SARANNO SEMPRE BASTA ESSERE PRAGMATICI E LIBERI DI MENTE

ernesto scontento 22.02.06 16:33| 
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Caro Beppe,
perchè, se per guarire, necessito, per esempio, di 10 pastiglie di un farmaco, devo comprarne una confezione che ne contiene 20? Non è forse uno spreco di soldi? Inoltre, quando il farmaco scadrà dovrò anche preoccuparmi di smaltirlo.
All'estero è già da molto tempo che i farmaci si vendono sfusi e, in base alla necessità del paziente.

Silvia Gandolfi 22.02.06 15:06| 
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Caro Beppe,
perchè in Italia per andare dal dentista bisogna essere milionari? Esistono i dentisti mutuabili è vero ma quanti sono? non dovrebbero essere garantito un servizio indispensabile a tutti? lo stesso discorso dovrebbe valere per la fisioterapia.
ciao
enrico

enrico cioni 22.02.06 12:02| 
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Discussione


Gentile On. Sacconi,

abbiamo molto apprezzato il Suo grande impegno nel portare avanti il
progetto REACH, proposto dalla Commissione Europea. Tale impegno è infatti
rivolto ad un settore che fino ad oggi era stato scandalosamente
trascurato: la tutela, con una reale prevenzione, della salute pubblica e
dell’ambiente, entrambi messi a grave rischio dalle sostanze chimiche che
sempre più inquinano il nostro ambiente di vita.

Tuttavia, il nostro apprezzamento è forzatamente legato alla effettiva
capacità che ha REACH di soddisfare il compito di tutela che si è prefisso.
E’ abbastanza evidente infatti che l’aspetto più delicato di questa
meritevole iniziativa è il livello di affidabilità della valutazione di
tossicità delle sostanze, livello che deve essere tale da produrre dati
attendibili e precisi.

I metodi di sperimentazione proposti nella prima bozza di REACH si valgono
in grande parte del “modello animale”. Questo non riflette il pensiero
scientifico aggiornato del XXI° secolo. I test sugli animali non possono
essere considerati metodi affidabili per valutare in maniera significativa
il rischio tossico, a causa delle infinite differenze che intercorrono tra
le specie. Tale opinione è stata espressa in svariate riviste scientifiche
di rilievo, tra le quali, in un editoriale importante di Alison Abbott, dal
n° di “Nature” del 10/11/05, che, parlando proprio dei test di tossicità
che si rendono necessari per l’attuazione del progetto REACH, definisce la
sperimentazione animale “cattiva scienza”, in quanto non predittiva per
l’uomo, ed auspica la sua sostituzione con “metodi che abbiano reale valore
predittivo”
L’uso degli animali porterebbe dunque alla vanificazione del progetto REACH.

Gli sviluppi recenti della biologia hanno condotto a metodi scientifici che
possono fornire una valutazione di tossicità di gran lunga più affidabile di
quella fornita dai test su animali; ad esempio, la tossicogenomica, sviluppata negli anni ’90 e

susanna penco 22.02.06 10:43| 
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Sondaggio politico:
Bush e Blair decidono di consultare a turno i parlamentari europei presso la residenza del presidente degli Stati Uniti di Camp David per decidere sulla guerra. Al ritorno in Patria dei parlamentari italiani però per un’avaria ai motori viene attuato un atterraggio di fortuna in una piccola isola deserta e “fortunatamente” si salvano tutti. Tu ti trovi a passare di là con una piccola imbarcazione. Li vedi e ti dicono che da lì non riescono a chiamare i soccorsi.
Per farli tornare in Italia su quella tua piccola imbarcazione hai la possibilità di caricarne soltanto sette, chi sceglieresti? Chi non vorrebbe salvare nessuno di loro è ovvio che non deve rispondere.


Giovanna Nigris 22.02.06 05:32| 
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Primarie: sanità
la Pubblica Amministrazione è divorata dal cancro del Clientelismo elettorale che affonda le radici nel fascismo della "tessera". In ottanta anni il male è diventato endemico. Tanto più è importante e delicato l'incarico, tanto più giova ad emeriti professionisti, rinunciando ai sopiti principi dell'etica, essere indicati "in quota" a questo o a quel partito. Nella Sanità e nell'Università il fenomeno è caratterizzato da due altre forme di perversione : "i baroni" ed "il nepostismo".
Propongo una moratoria. Per due legislature e comunque non meno di dieci anni, per qualunque incarico, dal Primario al portantino,dal Rettore all'Usciere, tra i candidati in possesso dei requisiti prefissati, i vincitori verranno indicati per sorteggio!

Raffaele Paragona 21.02.06 20:06| 
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RU-ini 486
esemplare della sanità in via di sviluppo in Italia. Aborto farmacologico considerata tecnica efficace e sicura dall'OMS e dal Royal College. Inutili ulteriori approfondimenti. NON SERVE FARE SPERIMENTAZIONI. Si usa da 10 anni nel mondo. In Eu solo BANANILANDIA e Irlanda non la utilizzano. Chi sono gli estremisti? Nel sistema papale bisogna un pò farle penare quelle peccatrici? DONNE siete più del 50% della popolazione. Chi fa le leggi? Per non parlare delle pene inutili che fanno passare a chi ha problemi di fertilità che non possono favorire della conservazione degli ovociti.

Facciamo qualcosa! tipo portare tutti un televisore da mollare davanti a Montecitorio.

Ciao, michele, ginecoloo

michele parodi 21.02.06 19:45| 
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Discussione

Caro Beppe,

se non ricordo male, durante la scorsa legislatura, era stato fatto una direttiva dell'allora Ministro Bindi, con il quale si imponeva al medico di scegliere ogni anno se esercitare nel pubblico oppure nel privato. Che cosa è successo poi?

Luca Imprugas 21.02.06 19:43| 
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il tema SALUTE è da sempre una questione un pò mistica: casi di mala sanità, liste d'attesa infinite,santoni che operano in fantomatiche cliniche private, cittadini sempre più rissosi agli sportelli...insomma la classica pubblica amministrazione italiana!
Comunque credo che sarà soprattutto importante valutare le conseguenze che avrà l'attuazione della devolution su questo servizio.
Sarà che sono una veneta e quindi, magari un pò "polentona", ma sinceramente credo che chi sceglie la professione di medico non lo faccia per caso o perchè si è appassionato guardando un telefilm. Credo sia una vera scelta di vita, inequivocabile! Quindi a prescindere dal pubblico o dal privato, la qualità offerta dal sevizio dovrebbe essere identica! E' bene non confondere le lunghe attese con l'incompetenza...certo sarà necessario regolare il sistema, ma credo sia troppo radicale chiedere a un medico di scegliere se esercitare nel pubblico o nel privato!

francesca zigliotto 21.02.06 19:17| 
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Riguardo al fatto che i medici siano dei prediletti è un dato di fatto, non mi risulta che esista altra professione, che lavorando con contratto in struttura pubblica, possa anche esercitare la professione in privato, facendo concorrenza alla struttura dove è inpiegato. Poi si parla di malasanità,di lista di attesa, ecc, mi domando, che interessi ha, un medico, a far funzionare una struttura pubblica, quando se quest'ultima dovesse funzionare bene si ridurrebbe il lavoro alle strutture private? quindi per loro le lunghe liste di attesa garantiscono un forte ritorno economico. Allora caro Beppe bisognerebbe fare un po di