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Gli schiavi moderni/2


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Il post “Gli schiavi moderni” ha raggiunto i 3227 commenti. Hanno scritto ventenni, trentenni, quarantenni da tutta Italia. Situazioni critiche, penose, di mobbing, di salarielemosina.
Leggere i commenti fa stringere un po’ il cuore, soprattutto per ragazzi e ragazze con diploma, laurea, master che si ritrovano a lavorare, se ci riescono, sottopagati, senza garanzie, per pochi mesi. Senza nulla.

La legge Biagi va abolita, è una legge pensata dalla sinistra e approvata dalla destra. Una legge bipartisan.
Una legge che esternalizza il rischio dall’imprenditore al dipendente, ora trasformato in co.co.co e co.co.pro.
L’azienda va male? Il sottoccupatosottopagato va a casa.
L’azienda va bene? Altri tre mesi di sottoccupazione.

Nei commenti il principale lavoro disponibile per i neo laureati è il call center (a 3/5 euro all’ora) che, tradotto in italiano, vuol dire rompere le b..e a qualcuno al telefono per vendergli servizi non richiesti.
E’ questo il futuro che vogliamo? Fare i centralinistipiazzisti?
Basta con le vendite telefoniche. Basta con le prese per il c..o.

Cosa stiamo facendo? Esportiamo le industrie in Cina e ci teniamo i call center? Ma facciamo il contrario piuttosto.
Biagi è diventato un martire, un santino della sinistra usato dalla destra, ma questo da solo non è un buon motivo per tenerci una pessima legge con il suo nome.

Invito chi non l’avesse ancora fatto a raccontare la sua storia in questo nuovo post che rimarrà permanente con una bandierina sulla destra del blog.
Oltre ad inviare un estratto ai segretari di partito (avete notato che nessuno vuol parlare di questa legge?), sceglierò le testimonianze più importanti e le renderò disponibili gratuitamente sotto forma di libro on line con il titolo: “Gli Schiavi Moderni”.
Che spero diventi un best seller.


Ps:
Scarica o acquista il libro Schiavi Moderni

8 Mar 2006, 18:55 | Scrivi | Commenti (2766) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Lo so di andare un pò controtendenza, ma io penso che il "precariato" non è del tutto un errore, il vero problema è che bisognerebbe essere rivisto in alcuni punti.
Certo essere precari in questa economia moderna non è certo il massimo per i giovani di oggi, anch'io sono uno di quelli ho appena 23 anni e sono sul punto di laurearmi e di immettermi nel mondo del lavoro, bisogna tener conto però che il precariato è un'opportunità per i giovani che potrebbe dare la possibilità di formarli e consentire di avere quelle esperienze lavorative che consentirenno agli stessi giovani di poter ambire a grandi aziende, quindi io suggerire di non mollare mai a tutti i giovani e di non scoraggiarsi perchè le opportunità ci saranno per tutti.
Il vero problema,quindi, io penso non è il precariato, ma i comportamneti dei nostri "industriali" che invece di creare posti di lavoro all'interno del nostro paese tendono a delocalizzare parte dei cicli produttivi in paesi in cui il lavoro costa molto di meno e poi vanno a lamentarsi alla comunità europea che i cinesi importano prodotti a basso prezzo e pretendono dazi per questi prodotti di provenienza cinese.
Ed infine io direi di smetterla di puntare la nostra economia sul settore dell'abbigliamento, oramai questo è un settore che non ci appartiene più, puntiamo invece sulla ricerca, sui prodotti ad alta tecnologia, oppure cercare di rafforzare gli impianti turistici, puntiamo sui nostri prodotti alimentari, puntiamo su tutto ma non sull'abbigliamento.

Biagio Raimo 23.03.06 14:54

CATTIVI PENSIERI
Non ho voglia di scrivere cosa faccio, cosa studio e cosa voglio dal mondo del lavoro e dalla vita in generale perchè tanto è inutile, non porto niente di nuovo alla causa per cui dobbiamo iniziare seriamente a combattere.Basta sapere che ho 21 anni e, se non altro, ho ancora la speranza.
E' inutile perchè questo della politica (parlo di parti consistenti di entrambi gli schieramenti;mi ricordo infatti che quando avevo circa 13 anni grandi slogan tipo "lavorare tutti, lavorare meno" già non mi avevano convinto più di tanto) è un tentativo chiaro di annichilire un' intera generazione, di indebolire qualsiasi forza critica e propositiva del paese (i giovani), tramite la precarietà.La precarietà si vive oggi non solo nel lavoro, ma anche negli affetti,nelle amicizie e nel divertimento.Quello che mi spiazza non è tanto questo tentativo,visto che non mi aspetto nulla da chi ha sensibilità completamente diverse dalla mia, ma il fatto che non si riesca a organizzare un vero movimento di lotta contro questo sistema che parta dal basso,cioè da noi. Credo però che la sinistra abbia capito che il calderone sta per scoppiare e voglia fare un passo indietro.Dall' altra parte, vedo invece continui tentativi di alimentare la fiamma, come a voler forzare la situazione e destabilizzare definitivamente il paese.Mi sembra quasi si siano ribaltati i ruoli,con una sinistra impegnata a mantenere una certa "pax" e una destra (contro)rivoluzionaria.Fatemi capire dove sbaglio!!!grazie W Grillo

Crstiano Frosini 23.03.06 11:59

Ciao Beppe,
Sono una ragazza ho 23 anni ed è la prima volta che scrivo al suo blog, anche se lo seguo costantemente…
Vorrei denunciare velocemente quanto mi è accaduto all’incirca due settimane e mezzo fa. No, anzi partiamo da un po’ prima.
A settembre 2005 comincio con una scuola elementare(G. Leopardi di Foggia) un progetto nell’ambito del Pof.
Sorvoliamo sul fatto che fin dall’inizio ho ricevuto un trattamento poco consono all’ambiente nel quale operavo.( ho firmato ho contratto solo dopo varie sollecitazioni, in pratica 4 mesi dopo! Mi hanno risposto: “Scusi, ma a lei cambia qualcosa firmare un contratto o meno”…, in più non volevano che lo leggessi… e, infatti, era tutto sbagliato, un accozzaglia di pezzi presi qua e la su un libro dove vi erano elencati dei contratti(l’ho visto con i miei occhi)…loro hanno assemblato insieme i pezzi che più li convenivano e tirato fuori il mio contratto!ecc Ma la cosa più grave, secondo il mio punto di vista e che da cinque anni a questa parte viene regolarmente stipulato questo contratto e nessuno mai evidentemente si è posto il problema di leggerlo prima di firmarlo!
Infine mi è stato anche recesso, come le dicevo due settimane fa, perché “sfortunatamente” ho avuto una febbre che mi ha costretto a letto per due giorni!
Attenzione si tratta di MALATTIA!!! Un alienabile diritto umano!
Per di più certificato regolarmente!
Secondo il dirigente scolastico, non sono previste assenze sul contratto….
Sono sconcertata, ma com’è possibile che tutto questo avvenga in un istituzione pubblica e sotto gli occhi di tutti!
Io mi rivolgerò ad un sindacato, e non so se riuscirò a risolvere qualcosa per lo meno non voglio starmi zitta!
Credo che se tutti cominciassimo davvero ad urlare per tutto quello che di sbagliato c’è nel mondo davvero qualcosa potrebbe cambiare… o almeno mi piace crederlo!
Infine vorrei ringraziarla per tutto quello che fa, per la forza d’animo, la tenacia e la costanza che ha, nel proseguire fino in fond

Laura Pupillo 22.03.06 23:30

Infine vorrei ringraziarla per tutto quello che fa, per la forza d’animo, la tenacia e la costanza che ha, nel proseguire fino in fondo i suoi obbiettivi. Se ci sarà un mondo migliore sarà grazie a quelli come lei.

Laura Pupillo 22.03.06 23:28

Sono una studentessa all'ultimo anno di liceo.
Vorrei che questi grandi statisti che ci governano mi spiegassero come faccio a scegliere l'università.
Sono cinque anni di secrifici per me e la mia famiglia, che affronteremmo anche volentieri se sapessimo che questo mi desse l'opportunità di avere un lavoro non dico dignitoso, ma almeno sicuro.
Invece uno si ritrova a scegliere l'università sapendo che sarà fortunato se troverà un lavoro, figuriamoci se riuscirà a fare lo professione per cui si è laureato facendosi il c..o per cinque o sei anni, è più facile che Bossi diventi comunista.
A tutti dovrebbe essere garantito un lavoro sicuro che permetta di sopravvivere, laureati o no.
Personalmente trovo vergognoso che dopo anni di studio una persona non possa trovare il lavoro per cui ha affrontato così tanti sacrifici.

grazie per l'opportunità di poter esprimere le mie idee.
Beppe sei un grande!

Erica Gedda 22.03.06 23:10

Scrivo la storia di mio nipote che è un po' quella di tutti i ragazzi in cerca di lavoro , di una vita dignitosa e magari anche di una casa( in affitto!). Adesso lui ha ventinove anni, è venuto qui a Firenze un po' per scelta e un po' per disperazione visto che da diversi anni faceva lavoretti sottopagati nella sua città..L'intenzione era anche quella di iscriversi ad un corso di specializzazione e nel frattempo lavorare per mantenersi... Che ridere. E' a Firenze, dove io vivo, da cinque anni ed ha continuato a fare lavoretti a termine della durata di tre mesi (legge San Biagi!), forse rinnovabili o forse no. Sfruttato negli alberghi di lusso, nei bar e ristoranti alla moda ecc. Assunto sempre nei periodi critici: natale, agosto quando il personale vero è in ferie e bisogna rimpiazzare. Nemmeno un giorno di ferie, non è previsto niente di La cosa più interessante è che alla fine dell'anno con questo sistema il conto da pagare allo Stato è salato perchè con le diverse "liquidazioni" a conti fatti ti tocca sborsare un sacco di soldi di dichiarazione dei redditi!!. Non parliamo poi della casa. Lui vive con la sua ragazza che studia e lavora la sera in un ristorante. La casa come si dice, "piccola ma accogliente" con vista del cupolone, sporgendosi dal parapetto. Inutile dire quanto piccola , e inutile dire quanto cara! Qui si specula sulle case in affitto in modo esagerato. La città è ricca, ci sono i turisti e gli studenti americani che pagano.
Insomma, niente contratto, pagare sull’unghia e magari con garanzia dei genitori perchè “’un si fidano”. O così, o sennò camminare. Quindi lo stipendio va quasi tutto lì. Per farla corta, il ragazzo sfinito riesce comunque ad iscriversi a un corso serale riconosciuto dalla Provincia. Corso professionale con tutte le garanzie, ma pagato la bellezza di 3.500 Euro!(con l’aiuto dei genitori) Non entro nel merito, Questi ragazzi partono già amareggiati, senza speranza e voglia di combattere e senza sogni. Grazie Beppe!

clara carboni 22.03.06 21:37

ho 26 anni e sono quasi certa che non mi sposerè mai e figurati fare dei figli che nascono già con 2 miliardi di debbiti ... creare una famiglia con la paura che dopo tre mesi di contratto devi chiedere l ' elemosina..QUESTO MAI! e per parlare delle tante opportunità per i giovani.. lo chiamano prestito d' onore ma se non hai già i soldi in banca non te li da nessuno ammeno che non sei figlio di papà ! La chiamano Italia libera , SI! ... LIBERA DI MORIRE DI FAME!

Erika Rossi 22.03.06 20:43

Secondo me l'italia non sta attraversando un bel periodo, ma nello stesso tempo penso che se va al governo la sinistra, beh allora possiamo chiudere e andare a casa....anzi...morire di fame. Il ritorno al governo della sinstra sarà il colpo di grazia ad una italia messa gia male per i cavoli suoi. Spero tanto che perdano e che se ne stiano all'opposizione ad ammirare come si tiene un governo unito, termine che gli esponenti del centrosinistra conoscono solo come nome al partito (unione) ma che certo non sono capaci di avere quando sono al comando. Italiani per favore non facciamo andare al governo questa banda di comunisti e verdi....APRITE GLI OCCHI

STEFANO DESTRA 22.03.06 19:35

Ho gia' scritto molte volte ma non ho avuto risposte, spero sia la volta giusta.E' stata indetta una gara d'appalto dall'ASL NA4 per la consegna a domicilio di ausuli x incontinenza, tale gara e'stata vinta dalla SILC S.p.a. .Iniziamo a lavorare alla fine del mese di giugno (in nero in una struttura pubblica), percependo 9 Euro l'ora per 4 ore al giorno.Finita l'enorme mole di lavoro, una collega e' stata licenziata e le nostre ore di lavoro sono passate a tre (una miseria i pratica). Inoltre l'azienda parla di ulteriori tagli(praticamente ci dobbiamo autolicenziare).Vi domando allora si puo' permettere all'azienda di fare i loro comodi? Loro guadagnano sempre lo stesso e noi dobbiamo fare i burattini? Senza un centesimo in piu' x tredicesima e nemmeno ferie pagate? L'unica notizia che ho ricevuto e' che debbo aprirmi la partita iva. Ma si puo' essere liberi professionisti e guadagnare una miseria? Facciamo qualcosa tutti insieme e quanto prima prima, dobbiamo modificare le leggi perche' solo le aziende hann usufruito di leggi "ad personam".

Eugenio Porciello 22.03.06 14:03

Per Francesco Giorza e tutti quelli che vorrano aderire all'iniziativa della manifestazione

Grazie mille. Stavo già intravedendo la sconfitta. Questo format va benissimo, a mio avviso. Ti dispiacerebbe introdurlo anche nel post di oggi "Gli schiavi moderni 3"? Scriverò anch'io un messaggio più tardi per rinnovare l'invito alla nostra proposta. Bisogna insistere con la propaganda di quest'idea e far capire che non si tratta di una boutade. Bisogna fare sul serio. Ancora grazie.

sabina marceca 22.03.06 12:57

Ciao a tutti! Il precariato purtroppo non è fatto solo di stage, pregotti e tempi determinati. Sono una di quelle lavoratrici a cui il contratto a progetto appare come un miraggio. La realtà è la "prestazione occasionale" prevista dalla legge Biagi. Sa di meretricio. Mi sono laureata che dovevo ancora compiere i 25 anni. Ho iniziato con il servizio civile in un servizio culturale di un comune, in una provincia, in una regione, tutte di sinistra (regione più al nord rispetto alla mia di nascita). Non mi lamentavo: poco più di 400€ al mese regolari. Ci campavo: vitto e alloggio in un appartemento in coabitazione e tanto basti. Continuano a chiamarmi ma a prestazione occasionale: con il co.co.co dovrebbero pagarmi il 18% di contributi,con il meretricio no. Continuo a non lamentarmi, sono sempre soldi con cui mi mantengo. Poi mi fanno dichiarare a inizio anno che non supererò i 5000€ di reddito. A parte l'evidente falsità (non sfere di cristallo per conoscere il futuro), mi hanno minacciato di ricorso qualora gli avessi fatto pagare il 18% in più per i miei contributi. Vado al sindacato, protesto, i miei colleghi spuntano un co.co.co., io licenziata. Cerco di tirare avanti, sempre con prestazioni occasionali, se non non lavoro proprio, oppure in nero con i privati, i lavori fatti quest'estate ancora me li devono pagare, sono tornata a chiedere soldi ai miei quando non ce la faccio, spendo tempo ed energie a propormi, aggiornarmi, prepararmi. A 27 anni vorrei andare a vivere con il mio compagno ma lui ha un contratto a tempo determinato per sostituire una maternità. Al buon cuore della coraggiosa. Sono stufa di non lamentarmi più sperando così di collaborare all'uscita da questa comune situazione di crisi: non credo più sia il modo migliore di risolvere il problema. Parliamone, muoviamo le acque, scendiamo in piazza ma basta con il silenzio. Se c'è da scendere in piazza io ci sono.
Ciao a tutti e un enorme grazie a Beppe Grillo per la sua attività e questa opportunità.

Elisa Tomassini 22.03.06 12:03

E' da un po' che non partecipo alle discussioni che nascono e crescono sul blog ed il motivo è perchè sono stato occupato dal laurearmi in giurisprudenza a Padova. Ora il mio percorso scolastico è arrivato ad una tappa fondamentale e credo che proseguirà con il tentativo di esercitare la professione (sono diversi che mi dicono che ne sono tagliato). Quello che più mi spaventa non è tanto la legalizzazione dei due anni di lavoro gratis nei confronti di avvocati che di certo non hanno bisogno di un coolaboratore gratuito, essendo io disposto al sacrificio (e soprattutto i miei genitori) di fare questa gavetta obbligatoria, se poi la prospettiva che mi si potrebbe aprire innanzi sarà rosea. Ma questo non è. Proprio come sento dire da diversi politici non si può togliere ai giovani neo-lavoratori-disoccupati il diritto al futuro. Questa è una colpa dell'economia e della politica che non sono state lungimiranti negli anni scorsi e che hanno semplicemente preso atto delle situazioni patologiche che ereditiamo da decenni addietro. Se la politica non avesse concentrato i suoi sforzi per rendere sempre più efficiente quella fabbrica di clientelismi e posizioni di privilegio che rappresenta. Se l'economia non avesse dirottato le migliori menti a servizio dell'escogitare l'inganno e la frode ai danni della vera produzione. Ora quello che secondo me ci resta è sperare che la tendenza cambi o saremo costretti anche noi a cambiare paese, emigrando. Oggi ho trent'anni (so benissimo che sono rimasto indietro di qualche anno), la mia morosa ne ha 36 ed è architetto da quando ne ha 30 (ora lavora in regione con un contratto in scadenza per i primi nove mesi e spera nel rinnovo per altri nove mesi), vorremmo cominciare una vita assieme, ma con quali certezze?

gianluigi maculan 22.03.06 10:05

Per SABINA e tutti coloro i quali sono interessati ad intervenire per migliorare le nostre (già pessime) condizioni di vita lavorativa.


ADESIONE per RACCOLTA FIRME x FAR CONOSCERE E SAPERE LE NOSTRE CONDIZIONI LAVORATIVE
E DIVULGARE IL PIU POSSIBILE
(Da Far Pervenire allo Staff di Beppe Grillo..in
modo tale da intasare la e-mail...)


Nome e Cognome

_________________


Via/Corso/Piazza

_________________


Cap Città

____________________________________________


Data Firma

____________________________________________


Conclusioni (informare le proprie condizioni di lavoro e, se possibile, scrivere la nostra precarietà e il nostro salario)

STAMPATE O RIFATELO IN EXEL O WORLD E SPEDIAMOLO!!

P.S. QUESTO E'SOLO UN ESEMPIO (Ma potrebbe essere un buon inizio...)

SE QUALCUNO HA ALTRE IDEE, BEN VENGANO!!!!

Tanti saluti a tutti
FRANCESCO

FRANCESCO GIORZA 22.03.06 09:59

ciao Beppe,
io studio ancora all'Università ma sono, come tutti, preoccupato per il mio futuro. Sarebbe interessante un conronto pubblico sul tema, magari con i cittadini, docenti universitari, e i politici che sostengono questa riforma o comunque la sua logica. Occorre capire, capire perchè la piccola e media impresa italiana non riesca a decollare nonostante abbia ottenuto questo taglio contributivo pazzesco proprio grazie a questa riforma che, come ricordavi, è bipartisan (la continuazione della legge Treu).
grazie

Simone Grillo 22.03.06 09:10

Ciao Beppe, quanto è amaro toccare l'argomento studio-lavoro. Anche la mia situazione riflette quella di molti ragazzi che come me si avvicinano alla meta della laurea e mentre getto uno sguardo nel mondo delle offerte di lavoro, trova il buio totale.Rispetto tutte le categorie di lavoro,ma è giusto che un futuro agronomo, che affronta tanti sacrifici,sia economici sia di ore passate davanti ai libri,debba poi fare un lavoro(SE C'E'...)che non c'entra nieinte con quello per cui ha studiato? gettare al vento i propri sforzi?...Dal livello culturale dei programmi televisivi e dal successo che hanno, mi vien da pensare che per qualcuno è più facile governare un popolo incapace di pensare con la propria testa. Beppe,io sono stanco di una socità così,di plastica,tutto finto e niente di veramente utile. Il lavoro ci vuole, ma con lo stipendio che danno serve per pagare le tasse e se vuoi avere una famiglia... Beh! Meglio non pensarci, cosi faccio risparmiare il Sig. Mario STATO (come lo chiamo io...)sugli assegni familiari... Ciao Beppe e ...buon lavoro a tutti.

Marco Frizza 21.03.06 21:30

Fabrizio Ferrari, ciò che dici lo pensiamo in molti, perchè siamo in molti ad essere contro il becero assistenzialismo all'italiana. L'idea che a gente incompetente e fankazzista e senza qualità debba ricevere uno stipendio "di diritto" fa venire il voltastomaco. Eppure dovresti capire che in questa fase è in atto uno sfruttamento GENERAZIONALE che prescinde da tutte le altre questioni di: valore, professionalità, impegno, preparazione, e anche dal fatto che un giovane a inizio carriera guadagni poco per definizione. TUTTE QUESTE ISTANZE SONO AL CONTRARIO usate come raggiro retorico-ideologico per giustificare il BLOCCO DELLE ASSUNZIONI e contemporaneamente lo sfruttamento del nostro lavoro. La maggior parte dei commenti di questo blog è scritta da laureati con master e trafila di stage alle spalle: non è colpa nostra se non raggiungiamo i mille euro al mese, o della nostra professionalità ma di un sistema politico/imprenditoriale che sta pianificando il SUICIDIO della nostra economia. Perchè non possiamo sposarci, avere figli, comprare casa, far "girare i soldi" tramite queste tappe naturali. Il costo dello STARE IN VITA in occidente è aumentato a dismisura e il potere di VIVERE DIGNITOSAMENTE è tutto nelle mani della generazione adulta che non cede nulla. Solo gli adulti possono fare progetti, loro che i loro traguardi li hanno già raggiunti (e spesso SELZA ALCUN MERITO!! altro che francesi: i giovani francesi VOGLIONO LAVORARE! alla loro età gli attuali strapensionati sessantenni di oggi si imbottivano di lsd ai concerti dei led zeppelin & co). Tutto questo per dirti che i nostri non sono capricci di viziati (altra mossa retorica, la più umiliante) ma un ALLARME VERO sul destino di un'Italia dove due trentenni donne su tre non possono avere figli perchè ciò significherebbe fare la fame. Intanto le ex sessantottine del cazzo spendono milioni per i lifting e le vacanza in barca. Insomma non puoi capire se affronti "in piccolo" un problema di tale portata.

Marco Esposito 21.03.06 19:58

Salve ! E da almeno 20 anni che lavoro in Svizzera. Ho studiato all'universita', a Losanna, perche non mi andava di portarmi una sedia da casa per entrare in un'aula italiana. E non mi andava di dover mettere la Kefia e il reporter, senno' mi menavano. A me sono sempre piaciuti i Loden. Con un prestito bancario che un banca Svizzera (non quella di Consorte) mi ha dato sull'onore, e che ho rimborsato. Nonostante per fortuna ormai va tutto bene professionalmente, io non trovo niente di strano ad essere licenziato con tre mesi di preavviso, e senza "giusta causa". Premetto ancora che la disoccupazione massima che riceverei sarebbe meno del 30 % del mio stipendio. Mi possono licenziare semplicemente se non lavoro a sufficienza. Al mio datore di lavoro basta una lettera. Qualcuno mi spiega perche in Italia non e' possibile licenziare qualcuno semplicemente se non e' produttivo ? Qualcuno mi spiega perche gli studenti francesi stanno facendo tutto sto' casino ? Cosa c'e' di anornmale nell'essere licenziati se non si lavora ? La sicurezza dell'impiego uno se la crea con la sua reputazione e col suo professionalismo. Parlando 4 lingue. Sapendo utilizzare un computer. Non pretendendo sempre ma essendo generoso. E non facendo scioperi per la Palestina, per la Pace in Irak o per solidarieta' coi piccioni. Perche' durante i Governi di Sinistra (quando non va mica meglio di quanto vada siotto quelli di destra, solo c'e' piu' demagogia) la gente non sciopera mai ? Saluti dalla Svizzera

Fabrizio Ferrari 21.03.06 18:01

Chi era quell'imprenditore che ieri sera a 'le iene' ha sostenuto che il lavor c'è ma che i giovani non hanno voglia di lavorare e soprattutto spostarsi? Perchè, visto che lui ha capito tutto della vita, non ci dà un po' del suo stipendio?

prima di un'eventuale risposta, ritengo quell'imprenditore un fottuto pappone!

Giacomo Feno 21.03.06 17:52

... Molti di noi ricordano ancora le ultime parole famose: "Siete la classe dirigente di domani!" Cosi' ci dicevano al liceo classico, e poi all'universita'. Stupidaggini. Guadiamo negli occhi la classe dirigente di ieri e di oggi. Mentre i concorsi pubblici richiedono un punteggio di laurea non inferiore ai 105/110, abbiamo: Rutelli con un diplomino di liceo classico; D'Alema, giornalista, con un diplomino non si sa' di cosa, e senza laurea; Matteoli con un diplomino di ragioneria; Bossi, con un diplomino della scuola radio elettra. Ma anche chi e' laureato non eccelle. Calderoli, ad esempio, e' un dentista. Questi non sono sindaci di provincia; sono ministri e capi di partito! Molti di questi "rappresentanti" non hanno le basi per amministrare una struttura complessa come lo Stato, eppure sono tutti candidati alle prossime elezioni, e saranno tutti rieletti, indipendentemente da chi le vince, con una bella pensione che li aspetta, quando saranno vecchi e stanchi.
Nel frattempo, l'ipocrisia del 110 e lode continua a dilagare, e per noi "pensione" e' semplicemente una parola che non fa parte del dizionario; abbiamo problemi a sufficienza con il presente da non poter fare piani a sei mesi.

Luca dellaPenna 21.03.06 17:07

Copio e incollo dalla sezione OFFERTE DI LAVORO, da un noto sito dedicato al mondo della comunicazione, che dovremmo tutti ringraziare per il servizio che ci offre. Pronto il taccuino per segnare i riferimenti? Non fate a gara però, che poi intasate i server delle spett. aziende.

Società di Head Hunting
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Stagista Risorse Umane

Ania
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Segretaria (stagista)

Consolo Prosuzioni&consulenza
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Assistente di produzione eventi - stage di 3 mesi

Alma Tipografica
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Grafico free-lance

Edizioni Ariminum
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Redattore junior (stagista)

Opera adv
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Account junior su Firenze

Account Executive
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Stage per posizione di supporto al team per ciò che riguarda la rassegna stampa. Durata: 3 mesi

Gruppo Boscolo il Collocamento Privato
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Stage area ufficio stampa (a Padova)

Il Quotidiano Siciliano.it
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Redattori on line per collaborazione gratuita su Catania
Venditori pubblicità online per la Sicilia

Polo tecnico
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1 stagista campagna elettorale segreteria e pr

QbGroup
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Web project manager

Ucodep
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Stagiaire grafica

Coop-Soc-A.la.t.Ha.-Onlus
ricerca:
Collaboratori scientifici a titolo gratuito


Eccetera eccetera eccetera
Il nulla...........................

Marco Esposito 21.03.06 17:07

Per Francesco Giorza e per quanti hanno aderito all'idea della manifestazione

Sì, si potrebbe fare qualcosa del genere, creare una sorta di elenco cioè in cui ognuno possa scrivere il proprio nome a titolo di adesione. Io non saprei da dove iniziare. E comunque, essendo ospiti del sito, bisognerebbe che a farlo sia lo staff del blog di Grillo, insomma lo stesso Grillo se avesse voglia di prendere sul serio l'iniziativa. Non sono neanche certa che li legga, questi commenti. Non sono d'accordo sul fatto di sottoporre qualunque cosa al Parlamento o a chi per esso. Come ho detto nella precedente email, questa manifestazione/dibattito deve appartenere ai manifestanti: non c'è nessun permesso o autorizzazione da chiedere. Fuori i partiti e fuori i sindacati. Vorrei portare queste nostre discussioni fuori dal computer e collocarle al centro di una piazza. Questa è la mia idea. Sì, bisogna stilare un elenco. Altri suggerimenti?

Sabina

sabina marceca 21.03.06 17:00

PER SABINA

HAI PERFETTAMENTE RAGIONE, DOBBIAMO FARE IL PIU' IN FRETTA POSSIBILE...MA COME FACCIAMO??? NEL SENSO PER FAR ADERIRE LE PERSONE INTERESSATE ALLA TUA INIZIATIVA DOBBIAMO RACCOGLIERE FIRME??? CHE SOLUZIONE AVRESTI TU???
(SCUSA SE TI DO DEL TU...MI E' VENUTO SPONTANEO)

PERCHE' QUALCUNO (PIU' COMPETENTE DI ME!!!) NON FA UN MODULO DI ADESIONE PER RACCOGLIERE LE FIRME QUI IN QUESTA PAGINA DEL SITO DOVE TUTTI NOI POSSIAMO STAMPARCELA OPPURE LASCIARLA IN MODO CHE SIA VISIBILE A TUTTI E POI INOLTRARLA (SPERANDO CON L'AIUTO DEL NOSTRO BEPPE GRILLO PER LE ENORMI CONOSCENZE)ALLO STAFF CHE CI PENSI LUI DI CONSEGUENZA AD INOLTRARLA IN PARLAMENTO??

Tanti cari saluti a tutti
FRANCESCO

Francesco Giorza 21.03.06 16:41

Il debito pubblico e' l'eredita' dei padri per i figli; un'eredita' pesante, che avremmo voluto non avere. Lasciateci lavorare. Metteteci in condizioni di farlo.

Luca dellaPenna 21.03.06 16:36

bollette dell'acqua, devo continuare? Deve esistere un limite! E deve esistere eguaglianza! Il codice tributario deve essere riformato. La mia idea? IRPEF al 30% ed IVA al 20%, per tutti. Non un euro di piu'. Se lo Stato ha bisogno di maggiori entrate significa che e' mal gestito. Lo Stato non puo' e non deve spendere piu' di quanto incassa. Piuttosto che fare debiti, per poi chiedere altre tasse, lo Stato deve eliminare le spese inutili. Ci sono tanti esempi. Stipendi d'oro e pensioni di platino dei politici, ad esempio. Le provincie, i cui servizi possono essere erogati direttamente dai comuni e dalla regione. Le comunita' montane, che servono solo agli ex sindaci che non hanno trovato posto in provincia. Il "contributo" dello Stato ai giornali, come se la pubblicita' non fosse gia' sufficiente a condizionarne il contenuto. Il monopolio dei tabacchi da una parte, e le spese sanitarie contro i tumori da tabacco dall'altra. Il finanziamento pubblico alle aziende private, come la FIAT. Esistono molte voci del bilancio pubblico che sono come i rami selvatici di un albero: devono essere potati per consentire all'albero di sopravvivere. L'intervento del prossimo governo deve essere su tre fronti. (1) Potare l'albero delle spese dello Stato. (2) Potare il codice tributario, che deve essere ridotto ad una manciata di tasse, semplici a tal punto che chiunque puo' farsi le tasse da solo. Le societa' avranno ancora bisogno del commercialista. (3) I primi due punti sono essenziali per creare un ambiente favorevole ad una nuova economia in cui tutti lavorano con soddisfazione. Un'Italia sana, che lavora seriamente e che si presenta bene, non manchera' di attirare investimenti dall'estero. Resta il problema del debito pubblico, e della mafia che strangola l'economia del sud. Le forze dell'ordine hanno bisogno di risorse per combattere il crimine organizzato. Devono avere queste risorse. Il debito pubblico e' l'eredita' dei padri per i figli; un'eredita' pesante, che avremmo vo

Luca dellaPenna 21.03.06 16:33

La sinistra vuole tassare le rendite finanziarie, la destra e' contenta di come sono andate le cose a Ricucci e vuole continuare sulla stessa strada. Resta il fatto che sono sempre i soliti noti a pagare le tasse, mentre gli altri scappano con la cassa. I fatti devono cambiare. Tutti devono pagano le tasse, ed i capitali devono restare a casa. Problema: i soliti noti non ce la fanno piu', mentre chi e abituato ad "eludere" continua a farlo (vedi Ricucci ed i suoi compagni di merende, che mandano le mogli in America a fare shopping di real-estate). In mezzo vi e' lo Stato, una macchinetta mangia-soldi, che piu' ne ha e piu' ne vuole. I grandi assenti sono i capitali esteri, che si guardano bene dall'entrare in Italia. Credo che in un paese democratico, lo stato non puo' e non deve schiavizzare i cittadini, ne' puo' essere irragionevole a tal punto da terrorizzare gli investitori esteri da una parte, e costringere quelli interni a fuggire. Tutto questo e' causato della cattiva amministrazione di una comunita' produttiva che e' stanca di essere spremuta come un limone. Lo Stato e' una struttura di servizio, ed i suoi costi devono essere sotto controllo. Le persone hanno necessita' del loro prodotto, per vivere, per godersi l'unica vita che hanno. Non tutti si chiamano Ricucci o Berlusconi, che possono "eludere" le tasse e dunque vivere in un mondo parallelo, e gridare "Ma dove e' la crisi?". Tutto e' relativo. Se si calcola la percentuale totale di tasse pagate in un anno, imposte dirette ed indirette, si arriva al 60%. Il conto e' facile, basta sommare l'imposta diretta sui redditi personali e quella indiretta sul valore aggiunto. A questo si deve aggiungere la marea di tasse varie: marche da bollo, bollo auto, tassa sui rifiuti, tassa sul reddito della prima casa (quello che non esiste, perche' ci vivi), tassa comunale sugli immobili, tassa ogni volta che ricarichi il telefono, tassa governativa sul conto bancario, tassa sulla tassa nelle bollette dell'acqua, devo co

Luca dellaPenna 21.03.06 16:29

Mi sono laureato in economia, uscito dalla facoltà mi sono quasi subito reso conto che tutti i miei sforzi sono stati vani, tutto quello che ho appreso in anni di studio si è rilevato del tutto ininfluente ed inadeguato rispetto alla realtà del mondo lavorativo di NAPOLI. Tentare la libera professione e come voler arrivare ad ITACA!! ok allora ho cercato subito di impiegarmi in qualche azienda crcando di spendere le mie conoscenze, acquisite in anni di praticantato, ma qui le cose funzionano solo in modo clientelare, e non è un luogo comune!!!!! comunque ho trovato una azienda con il buon cuore che mi ha assunto, ovviamente grazie agli sgravi e con un inquadramento da terza media. Quando in questi giorni ho sentito gli interventi fatti alla convention della confindustria mi si è accapponata la pelle ho sentito qualche "imprenditore" dire che i laureati non vogliono lavorare o peggio vogliono stare sotto le gonnelle di mammà: vorrei spiegargli che ognuno deve svolgere il suo ruolo, forse lui non sà qual'è la definizione di imprenditore data da Schumpeter o da Ford o da altri teorici, non li avrà studiati, l'industria sara stata del nonno, so solo che qui in Italia l'imprenditore è concepito come colui il quale SFRUTTA il lavoro altrui, non ha collaboratori e pretende dallo STATO sovvenzioni e sgravi, ma che classe imprenditoriale è la nostra: PROFITTI=IMPRENDITORE / COSTI=STATO LAVORATORI=ABBANDONATI A LORO STESSI.

GLAUCO IERARDI 21.03.06 16:29

Ricordo il primo giorno alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo. Era il 1998, eravamo tutte matricole un po' stordite e piene di buona volontà e speranze. Ci hanno riempito la testa di fandonie, che la Laurea in Lingue sarebbe stata una chiave che avrebbe aperto molteplici porte...ambasciate, consolati, scuole...
Gli anni sono passati e a dicembre 2003 mi sono laureata: 110 e lode. Mi sono illusa di avere imboccato la strada giusta, ho vinto una borsa di studio all'estero che mi ha tenuto tre mesi in Spagna.
Sono tornata e giorno dopo giorno ho ripreso contatto con la vera realtà. Quella dei tantissimi laureati in lingue che non riescono ad aprire nessuna di quelle porte così pittorescamente delineate dai baronetti della mia Università.
Ho trovato un lavoro come tutor. Ma grazie alla legge Biagi si tratta di una collaborazione a progetto. Lavoro 7 mesi all'anno per solo 9 giorni al mese, senza potermi permettere il lusso di farmi venire un malanno. Ma che lavoro è? E poi disoccupata. E poi si riprende, e così via. Quest'anno sarà il mio ultimo anno, perchè il progetto scade, e i tagli ai finanziamenti non consentono altri progetti. E poi? Non avrò nemmeno diritto all'indennità di disoccupazione perchè non raggiungo le giornate di lavoro necessarie.
Ma fosse solo questo...
Perchè non si parla pure della presa per il c... dello stage? Questi stage che tanto vanno di moda nelle aziende, chissà perchè...Lo sappiamo benissimo il perchè! Per loro significa manodopera gratis o quasi, per noi stagisti esperienza a perdere, cioè sfruttamento. Quanti dopo uno stage vengono assunti? Io non sono di certo fra questi. Voglio precisare inoltre che in Sicilia lo stage è quasi sempre NON RETRIBUITO. Sfruttamento autorizzato insomma. E io stagista, sono quindi una masochista. E poi, una volta che ti spremono le 150 ore, ti buttano via come una lattina vuota e ne stappano un'altra...
Ho quasi 26 anni e per me le parole "matrimonio, mutuo, pensione" sono già fantascienza.

Manuela Anania 21.03.06 15:56

Per Sabina Marcece

Ecco che mi aggiungo anche io!!!!
(Forse dovremmo incontrarci in molte città, magari con i Meetup delle varie città e poi successivamente una sola città per tutti)

TUTTI DOBBIAMO FAR SAPERE IN QUALI CONDIZIONI "LAVORIAMO" (QUELLI CHE "LAVORANO")

NON MI INTERESSA UN C...O I "NUMERI FALSI" DELL'ISTAT (è normale che per determinate persone ci siano piu' posti di lavoro...tutti lavorano per 1-2-3-max 6 mesi..ma tali lavori sono TUTTI e dico TUTTI DI PRECARIETA' con prospettive di futuro disastrose!!!!!!)

OLTRE A LEGGERE E A SCRIVERE LE NOSTRE DRAMMATICHE VICENDE, E' GIUSTO FARCI SENTIRE DA COLORO CHE VOGLIONO SOLO "OSCURCI NEL NULLA" E FAR FINTA DI NON SENTIRE...FACCIAMOGLI SENTIRE LA NOSTRA VOCE "DA STADIO" CON ESTREMA CIVILTA' CUI SOLO NOI "ITALIANI" SIAMO IN GRADO DI FARE...

IO SONO PRONTO ALLA TUA INIZIATIVA!!!!!

PER UNA VITA PIU' SERENA E DIGNITOSA!!!!
(ANDIAMO AVANTI COSI!!!!!)

Saluti
FRANCESCO

Francesco Giorza 21.03.06 15:31

VIRUS DELL'INFLUENZA SUPERATO ORA SPERIAMO CHE SIA UNA BELLA ESTATE!
No! non sono pazzo è solo che lavoro in una società sportiva tutto l'anno in inverno faccio il tutto fare e l'estate lavoro nel centro sportivo di Tennis da loro gestito. I miei orari di lavoro vanno dal lunedì al lunedì(tutti i giorni quindi) e faccio circa 8/9 ore giornaliere per euro 5 a ora!
Straordinari non esistono ferie non so cosa siano se sto male non prendo un euro se d'estate piove non prendo un euro perchè non si lavora!
Quello che non sopporto e che quando chiedo una settimana di ferie(cosa che capita una volta l'anno e in più non pagata)il mio datore di lavore o "padrone" si arrabbia. Il lavoro apparte le ore non è pesante forse a volte anche divertente.I miei amici dicono che sono matto a continuare a lavorare lì forse hanno ragione..

Carlo Topo 21.03.06 15:08

IO sono in un momento molto critico....sto per laurearmi in Ingegneria Gestionale e ho 23 anni...in questo periodo mi sto informando per un eventuale stage....leggo e vedo quello che succede nella vicina Francia...magari ci fosse una situazione così in Italia, sarebbe già qualcosa....non mi entusiasma l'idea di lavorare in Italia, l'ideale sarebbe andare all'estero, ma che triste, comunque questo è il mio paese, e l'idea di essere praticamente obbligata ad andare a lavorare fuori solo perchè in tutti questi anni di studio ci hai creduto...e ci stai credendo ancora perchè la "speranza è l'ultima a morire" e siamo giovani e con altre mille possibilità davanti, e io voglio vedere i frutti di ore e ore passate a studiare...è così deprimente e demotivante......

Milena Gaurino 21.03.06 12:10

ciao beppe sono una ragazza di 27 anni all aricerca disperata del lavoro,sono rimasta folgorata dal tuo spettacolo la settimana scorsa a bari e così ho deciso di scriverti per raccontarti la mia storia.dopo aver lavorato 4 anni in uno studio di rappresentanza a 350€al mese,mi sono decisa a trovare un'altro lavoro così sono finita in uno studio legale come segretaria full time, il quale mi ha chiesto almeno un mese di prova,ed io ho accettato.le cose sembravano mettersi bene e dopo due settimane,il titolare mi ha chiesto di andare presso il centro per l'impiego per il certificato di disponibilità per conoscere la mia anzianità di disoccupazione necessaria per gli sgravi fiscali.così sono andata nel centro che dovrebbe aiutare i disoccupati a trovare un lavoro,e ho scoperto che pur essendo iscritta dal 1999,purtroppo non avendo timbrato nel 2003,anno della riforma del collocamento,ho perso tutta la mia anzianità.e così il mio datore di lavoro,l'unico che in questi anni di co.co.pro. e contratti fasulli simili,voleva darmi il tempo indeterminato,mi ha mandato via dopo un mese con 150€ con la scusa che senza gli sgravi gli sarei costata troppo!!!!
ma possibile che noi lavoratori non abbiamo nessun diritto?!?cmq la situazione è davvero tragica:faccio molti colloqui nei call center do ve ti pagano da 1.30€ a massimo 4€ all'ora!!!!sto pensando di fare la colf:di sicuro guadagneri di più!!!ti abbraccio forte
una desperate Unemployed

daniela de fano 21.03.06 12:02

salve a tutti, vista la lunga fila di risposte mi pare giusto contibuire con quella che è stata la mia epserienza fino ad oggi.
Lavoro da 4 anni e mezzo, ho fatto tre anni e mezzo da impiegato presso una società di informatica, e per tutto quel primo periodo ho lavorato esclusivamente con contratti di collaborazione prima, e a progetto dopo la famigerata "riforma biaggi". Dopo i tre anni e mezzo, naturalmente senza ne ferie ne malattie pagate, senza buoni pasto, senza un centesimo in più se facevo una trasferta, e senza straordinari pagati (le ora in più le recuperi, ma non più di quattro alla volta perchè non si può !!!), mi è stato proposto, a quasi 27 anni, un contratto di FORMAZIONE per i due anni successivi !!
Fortunatamente a quel punto avevo trovato un altro posto di lavoro, con infinite promesse di contratto a tempo indeterminato e mille agevolazioni. Da allora è passato più di un anno, e ancora sono qui con il solito contratto a progetto, rinnovato ogni sei mesi se la ditta continua ad andare bene, e ad ogni rinnovo la promessa è sempre la stessa : "Ci sono OTTIME possibilità di un contratto a tempo indeterminato fra sei mesi"...dov'è che l'ho già sentita questa ? Eppure mi suona familiare !!
E così sono quasi 5 anni che tiro avanti così, ho fatto vari colloqui, e tutti propongono ormai esclusivamente contratti del genere...avanti così e fra non molto cercherò un occupazione all'estero, se le cose non cambiano stare in Italia equivale a condannarsi ad affondare...è triste, ma è così purtroppo !! :(

corrado riva 21.03.06 09:41

Buongiorno. Nella mia email di ieri proponevo di organizzare, partendo dal blog di Grillo, una manifestazione a livello nazionale per meglio far conoscere la piaga della precarietà in Italia e non solo. Oggi rilancio l'offerta!
Vi invito a rileggere il mio messaggio. Se non ritenete la mia proposta troppo populista, e fine a se stessa, vi invito a valutare seriamente l'opportunità di organizzare questa manifestazione. Non è difficile. L'ideale sarebbe che anche Grillo "sponsorizzasse" la cosa. Come detto già ieri, bisogna solo decidere una data e una città.
La manifestazione che ho in mente io deve essere anche dibattito, deve essere anche discussione, ma soprattutto deve essere Apartitica e Asindacalista. Cosa ne pensate?
Vedo che qualcuno ha risposto positivamente al mio suggerimento. Bene. E gli altri?

sabina marceca 21.03.06 09:35

Caro Beppe, è un pò di tempo che non scrivo, ma non ho mai smesso di leggere il bolg.

Mi chiamo Fabio, ho 33 anni, mi sono laureato in Scienze Geologiche con 110 e lode, alternando gli studi a qualche piccolo lavoretto (cameriere, barista, ecc), successivamente inoltre ho conseguito un diploma di specializzazione come disegnatore cad con ottima votazione, e ho cercato lavoro.
Come prima esperienza ho trovato impiego presso un impresa che operava nel mio settore, pur di lavorare alternavo il lavoro da geologo a quello di operaio utilizzando, senza alcun rimborso spese, la mia auto, praticamente “guadagno zero”, pero l’esperienza mi è stata “estremamente utile”, ora va meglio...!
Lavoro in uno studio professionale, come segretario portaborse, portaposta, portapacchi, scrivilettere, fotocopiatore, ecc. senza contratto, senza malattia, senza ferie, senza contributi e senza giorno di paga fissa (infatti la mia retribuzione viene stabilita a seconda “dell’umore” del “padrone”!) e la cosa bella è che sono stato obbligato ad aprire una partita iva, quindi la mia misera paga di 1000 euro lorde, viene cosi suddivisa:
€ 230 di tasse;
€ 80 di commercialista;
€ 150 circa di benzina (considerando il tragitto di andata e ritorno ) quindi facendo una semplice sottrazione il mio stipendio netto ammonta a € 550.
Considerando che anch’io come molti ho il vizio di MANGIARE e BERE, insomma di sopravvivere, ogni mese ciò che riesco a risparmiare per costruirmi un dignitoso futuro, ammonta a €0,00.

Dice un famoso proverbio “la speranza è l’ultima a morire”,
io non mollo
e voglio continuare a credere che prima o poi grazie a persone come te
il nostro mondo diventi migliore.

FABIO GALIE' 21.03.06 09:09

E se fanno come in FRANCIA? Licenziamento senza giusta causa sotto i 26 anni? Cioè dopo l'affossamento delle 36 ore , chi impedisce a lor signori di fare come i cugini francesi?...
ci scommetto...qui non succede niente..o meglio se ne parla finchè le televisioni ne parlano poi tutti
,come ora, con la testa bassa..
ho 25 anni fuori corso a Scienze Politiche , perchè fuori corso? Perchè sfiduciato...studio cose che non hanno a che vedere con quello che faro' un domani(Operatore dei Servizi Sociali, ma i corsi sono strutturati da schifo..il 90% degli esami da sostenere non riguarda il ruolo di Operatore...) mettici pure che devi campare in una famiglia di 5 persone con altri due fratelli che studiano e un solo stipendio da impiegato in famiglia...qualche soldo lo devi pure tirare su...ma sempre per pochissimo tempo, poi siamo sempre li'...senso di colpa perchè non riesci a finire gli studi o semplicemente perchè hai rimandato la data di un esame, illusione che vada meglio ..poi di nuovo nel limbo dell'incertezza.
Noi giovani viviamo cosi'..nel limbo dell'incertezza..dico per quanto altro tempo?poi vedi, che so' i tuoi amici o il tuo vicino di casa della tua stessa eta' che si "sistema" perchè conosce chi deve conoscere e magari è na testa de c....! Questa estate vado a fare l'istruttore di tennis...c..o! uno sport da ricchi! Mi sa che aumenteranno gli infortuni soprattutto per certi personaggi( avvocati.dottori,commercialisti...)che di solito fanno gli snob affollando i campi da tennis! Piccole rivincite..chiamiamole pure "di classe"...un abbraccio a tutti quelli che cme me ci provano,nonostante tutto

Pasquale Ninni 21.03.06 03:22

Nella mia vita mi è successo di tutto e sempre a causa della mia inesperienza o irresponsabilità.Ma ho fatto tesoro delle mie esperienze negative x cercare di migliorare.
tutto questo serva di LEZIONE ( governo attuale sitazione economica ecc ecc )Le cose brutte o belle servono l'importante è non dimenticare!!
Le strade dell'abuso portano verso la cattedrale della saggezza ( se non muori prima ).
é giusto portare le propie esperienze alla luce per dare una mano a chi ancora non ci è passato.
Bisogna essere consapevoli della propia realtà e cercare dove è possibile di migliorarla,per se e per gli altri.

Mauro Borghi 20.03.06 23:40

La mia storia come le vostre su quello che sentiamo ogni giorno sulla nostra pelle, passando attraverso master truffa ecc.
"Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo, in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare” I.Sikorsky

Sono un calabrone e fino a poco tempo fa volavo anch’io.
Ora tutti gli autorevoli testi e statistiche cercano di convincermi che strutturalmente non lo posso più fare.
Mi hanno temporaneamente catturato con il retino, ma sogno ancora di continuare a volare.
Ho 27 anni in un’Italia da un’età media molto più alta.
Sono laureata con inglese ed esperienza all’estero: un esubero.
Gli ultimi dati del consorzio Almalaurea, per quanto calcolati con difetto, parlano chiaro.
Non c’è lavoro per i futuri dirigenti della società.
Strutturalmente non vado bene.
Sono disoccupata: improduttiva, praticamente uno zombie nel mondo che corre.
Caldamente mi consigliano per “inserirmi” :
Devi interessarti ma non coinvolgerti
Devi conoscere ma solo quel che basta
Devi amare ma non appassionarti
E se proprio vuoi volare, non farti vedere.
Ho cercato di seguire anche altri consigli per trovare il nettare e continuare a mangiare.
Bastava seguire i punti:
1. Essere flessibile significa adattarsi: ho chiesto di fare la segretaria ma le ditte, quando hanno scoperto che avevo ancora le ali, e che malgrado le teorie, da calabrone un giorno sarei potuta volare via, hanno rifiutato.
2. Conosci qualcuno: quelli che ho conosciuto avevano le ore di volo contate
3. Cambia la tua struttura: ho dato ascolto a tutte le voci, ho nascosto le mie ali, mi sono mascherata da ape
Il mio essere calabrone è rispuntato fuori, ogni volta troppo presto.
4. Fai uno stage: si offre del lavoro gratuito in cambio di conoscenze
Solo dopo ho capito che ne ho già troppe di conoscenze e che non sono quelle a fare la differenza per “inserimi”.

Cristina Di Fino 20.03.06 21:50

Ho pubblicato un sondaggio sul mio blog, in merito al fatto di avere o meno realizzato le aspettative professionali che si avevano durante gli studi, i risultato sono sconcertanti, comunque invito chi non lo avesse ancora fatto ad esprimere la propria preferenza...
www.bloggers.it/movimentolaureati/

Paolo Ares Morelli 20.03.06 16:21

La lettura dei vostri commenti è diventata ormai un'abitudine quotidiana dolorosa, ma necessaria. Trapela da tutti, è evidente, un bisogno pruriginoso di far sentire la propria voce. Di "scendere in piazza", come si diceva una volta. Di manifestare, se ha ancora un senso farlo. E allora mi domando? Perché non farlo, ora? Perché non organizziamo una manifestazione ora, adesso, subito? Siamo tutti incazzati? Siamo tutti d'accordo che non si può accettare uno stipendio da parlamentare a 20.000 euro al mese, mentre c'è gente che ogni mese tira a campare con 800 di EURI!! Perché non stabilire una luogo e una data in cui incontrarsi tutti Grillo incluso? Un incontro nazionale che sia anche dibattito in cui ognuno possa raccontare/urlare ad alta voce la propria storia rivolgendosi agli altri, a chi fa finta di niente, a chi dice che "va tutto bene", a chi se ne sta comodamente seduto in poltrona a bersi le balle che gli raccontano. Perché non fare qualcosa partendo da qui?

sabina marceca 20.03.06 14:40 | Rispondi al commento | Chiudi discussione
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Tra un po' è il Primo Maggio, festa del lavoro...
Direi che è la data ideale....

nicola rullo 20.03.06 15:33

La lettura dei vostri commenti è diventata ormai un'abitudine quotidiana dolorosa, ma necessaria. Trapela da tutti, è evidente, un bisogno pruriginoso di far sentire la propria voce. Di "scendere in piazza", come si diceva una volta. Di manifestare, se ha ancora un senso farlo. E allora mi domando? Perché non farlo, ora? Perché non organizziamo una manifestazione ora, adesso, subito? Siamo tutti incazzati? Siamo tutti d'accordo che non si può accettare uno stipendio da parlamentare a 20.000 euro al mese, mentre c'è gente che ogni mese tira a campare con 800 di EURI!! Perché non stabilire una luogo e una data in cui incontrarsi tutti Grillo incluso? Un incontro nazionale che sia anche dibattito in cui ognuno possa raccontare/urlare ad alta voce la propria storia rivolgendosi agli altri, a chi fa finta di niente, a chi dice che "va tutto bene", a chi se ne sta comodamente seduto in poltrona a bersi le balle che gli raccontano. Perché non fare qualcosa partendo da qui?

sabina marceca 20.03.06 14:40

Vorrei consigliare a tutti coloro che cercano lavoro il sito: www.jobespresso.net. Sicuramente molti di voi lo conoscono già. E' un motore di ricerca che "ricerca" su tutti i classici siti di ricerca del lavoro, tipo monster, corrierelavoro, etc. Forse ne esistono altri ma questo mi sembra che funzioni veramente bene. Chi cerca lavoro sa bene quanto tempo si perde a navigare tra le varie offerte dislocate nei vari siti.
Se fossi copywriter e se lavorassi per la jobespresso - dalla qual cosa mi separano esclusivamente il fatto di non essere copywriter e di non lavorare per loro - proporrei il seguente slogan pubblicitario:
Jobespresso, il metodo più veloce per sapere che il lavoro che state cercando non esiste. Jobespresso: se non sapete come impiegare il tempo libero che da oggi avrete a disposizione, scriveteci. Il nostro stuff sarà lieto di darvi suggerimenti.

Massimo Cocuzza 20.03.06 14:22

Maniere forti si, ma non violente però...ricordate cosa è successo al Sig. Marco Biagi. E cosa è cambiato? nulla! La violenza non paga mai....

www.laplife.com

Nicola De Rossi 20.03.06 14:14

Visto che sono arrivata quasi ai 30 e mio marito ai 33 ultimamente mi viene da chiedermi se avrò mai dei figli.
Ma come si fa con un contratto a progetto o a tempo determinato?
Finito il contratto(se non trovano la maniera di sbatterti fuori prima), chi lo trova un altro lavoro?
Ci facciamo mantenere dalle belle parole dei nostri politi e Papa associato?
Ci hanno tolto la nostra libertà, la capacità di guardare, ma anche solo di sbirciare al nostro futuro.
Se domani finalmente, bastoni alla mano, decidesse di scendere in piazza finalmente, bhè ci sarei senza ombra di dubbio anch' io.

Sara Minuzzo 20.03.06 14:08


Ilaria precaria ha ragione. Ci sarebbe bisogno di un moto di “solidarietà nazionale” perché sono in giovo le sorti del futuro del paese. E invece che succede? Gli attuali adulti 50/60 se ne fottono ampiamente, anzi sono proprio loro che incentivano lo sfruttamento, il clientelarismo, la rovina (quelli al governo, nei sindacati, a capo delle industrie).

Negli anni ’60 gli studenti in realtà erano una frangia che si aggiungeva alla grande protesta collettiva degli operai (ERANO ALLEATI DEI LORO PADRI NELLA LOTTA) e TUTTI INSIEME lotavano per cambiare le cose. Oggi diciamo la verità, i nostri genitori godono di privilegi che noi ci sognamo, molti sono andati in pensione dopo 20 anni di lavoro mettendosi poi in proprio o lavorando in nero o a consulenza. Questa è colpa dei sindacati, che hanno così creato una voragine di debito pubblico immane che noi dobbiamo adesso ripianare, e contemporaneamente continuare a pagare anche le loro pensioni.

Possiamo scendere in piazza, MA PURTROPPO DA SOLI, perchè non avremmo mai la complicità di chi, per venire in contro alle nostre esigenze, dovrebbe mettere in discussione i pripri privilegi, e rinunciare a gran parte delle spettanze che gli giungono da anni per lo più immeritatamente. La generazione dei 50/60 enni è stata favorita da tutte le condizioni possibili, e ora si rivela avida, meschina, approfittatrice. Non parlo dei tanti genitori che hanno fato mille sacrifici per farci studiare per darci un futuro migliore. Parlo dei tanti che continuano ad approfittarsi della situazione in un colpevole silenzio. Il silenzio degli ignavi, che Dante non mette nemmeno nell’Inferno.

Elia Foscari 20.03.06 13:55

Lasciate un commento anche su
www.storiedilavoro.it

Grazie.

raffaelloo rapinese 20.03.06 13:26

Ho letto nei post che qualcuno si chiede cosa stiamo aspettando per seguire l'esempio dei francesi mentre qualcun altro ci accusa di non avere le palle di lottare. Al primo rispondo che stiamo ancora aspettando un pò perchè non ancora ci rendiamo conto di quanto siamo nella merda un pò perchè senza accorgerci come e perchè ci siamo ritrovati soli; è questa la cosa più triste, siamo isolati l'uno dall'altro ma soprattutto ci hanno resi inconsapevoli del nostro potere perchè sarò anche in'idealista ma penso che il popolo unito può molto e i francesi ce lo stanno dimostrando. Al signore che ci dice che sappiamo solo lamentarci rispondo che le botte io le piglierei volentieri e non una volta sola se solo qualcuno in piazza con me ci scendesse; voi che siete i nostri genitori e avete vissuto quel periodo siete stati i primi a venderci il sogno della laurea, del posto sicuro e del benessere quantomeno ora dovreste essere i primi a spronarci a lottare e i primi a scendere per strada con noi! Comunque rendetevi conto che se non ci mettiamo per strada tutti insieme (non solo i 30enni precari ma anche i 40enni precari, i 50enni che non arriveranno mai alla pensione e gli studenti che si ritroveranno presto in questa merda)da qua non se ne esce.
Rifletteteci su, quando ci sarà da prender botte io sarò pronta.

ilaria precaria 20.03.06 13:26

A proposito di contributi statali per la famiglia
Avete presente (certo che avete presente) quanto costa “metter su famiglia”?

Ecco le voci:

mutuo (compresi interessi bancari, più spese condominiani, più extra imprevisti)
mobili (rigorosamente Ikea: diventano indecenti dopo qualche mese)
bollette (luce, gas, telefono e tutte le compagnie di quest’ultimo ogni mese ti fottono qualcosa) spese bancarie (sembra poco, ma ogni mese ti fottono qualcosa)
auto (benzina, assicurazione, bollo, MULTE ingiuste degli ausiliari e cartelle esattoriali arretrate, e poi sperate che non si inceppi qualcosa perché le officine applicano il 300% di tariffe)
cibo (ma qui abbiamo tutti deciso di tagliare i costi)
vestiti (anche qui, abbiamo tutti deciso di tagliare drasticamente i costi)
sanità (perché non siamo robot: e curatevi bene i denti perché per un “ponte” lasciate al dentista tre mesi di stipendio).
Escluse vacanze e svaghi e tutto ciò che permette di gustarsi la vita (questa voce non si pone nemmeno perché non ci spetta)

SAPETE QUANT’E’ IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE LOMBARDIA PER LE GIOVANI COPPIE?

5000 euro, con graduatoria: molto, molto difficile ottenere anche quelli.

Mio padre (classe 1940) a 29 anni ne aveva già due. Il suo turno di lavoro da impiegato assunto in un grande gruppo editoriale era di 6, dico 6 ore. Stipendio ragionevole. L’azienda gli offrì anche una casa negli anni ’80 (il dipendente era considerato una persona): 80 mq quando aveva la mia età li pagò 21 milioni di lire. La sua vita aveva un senso. Cresceva giorno dopo giorno e lui ammetteva pure che non si sbatteva più di tanto. A cinquant’anni era già in pensione, ha lavorato ancora. Finchè una malattia se l’è portato via.

E noi? Con le nostre 800 euro mensili, a trenta anni, ci guardiamo attorno e abbiamo un’unica certezza: CHE NON C’E’ FUTURO, CHE NON POSSIAMO PRENDERE ALCUNA DECISIONE, CHE CI E’ TUTTO PRECLUSO.

A QUESTO PUNTO POSSIAMO SOLO USARE LE MANIERE FORTI

Elia Foscari 20.03.06 10:42

Difesa delle famiglia, la vita come valore ecc. ecc. Non mi sembra che nessuno dei due schieramenti abbia un'idea chiara dell'abbandono in cui sono lasciate le donne che fanno la scelta-coraggiosa, poco avveduta- non m'interessa alcuna definizione da parte di nessuno, di tenersi il figlio. Ho due amiche che lo hanno fatto. Una ora si è ammalata di ernia del disco. L'impresa per cui lavorava- pulizie- l'ha licenziata nonostante il contratto a tempo indeterminato commettendo un illecito e nonostante l'ernia sia causata in gran parte dal peso eccessivo dei pacchi di lenzuola che doveva trasportare da una stanza all'altra.La cosa più aberrante è che in attesa che la causa di lavoro arrivi a una soluzione ha chiesto aiuti agli assistenti sociali, in quanto deve pagare l'affitto e mantenere la sua bambina di sei anni.Non ci sono fondi a quanto pare. Di nessun tipo. Neppure cinquanta euro mensili per mangiare. L'altra sta pressochè nelle stesse condizioni: fa qualche lavoretto, se ne trova, è aiutata un poco dalla madre pensionata e stop. Non è il primo caso che sento.SE le altre stanno meglio è perchè la famiglia ha fatto qualcosa per loro. Lo Stato nulla. Mai. Voglio ringraziare Governo, Chiesa ed enti locali per questa politica di tutela della vita come valore e della famiglia come nucleo fondamentale.Grazie per la difesa dell'embrione.Davvero. Che importa se tanti bambini nati, reali, dotati della capacità di sentire e soffrire sono abbandonati e così le loro mamme?

stefania martani 20.03.06 09:30

LETTERA SCRITTA TEMPO FA
Cari amici,
desidereremmo sapere se esiste un elenco e/o un limite di mansioni che devono svolgere gli “addetti al ricevimento” diurni e quelli notturni (cosiddetti “portieri di notte”). La domanda è diventata doverosa dal momento che negli alberghi, ormai, i datori di lavoro ci obbligano a svolgere mansioni illimitate di segreteria, contabilità, controllo, organizzazione, ecc. ecc. a fronte di stipendi che non superano i 1.100,00 € (per i portieri di notte; i colleghi di giorno arrivano a prenderne anche solo 800 …!).
Noi li si chiama col loro vero nome: unmilionecentomilalire e OTTOCENTOMILA LIRE visto il costo della vita (e quello delle camere d’albergo….!) che rimangono raddoppiati. Bella la conversione fatta! Altroché colpa dell’euro!
E i nostri PADRONI piuttosto che aumentare anche di un cent, - o peggio: quando hanno il sentore che qualcuno potrà azzardare una così “proletaria” richiesta -, ti rendono il lavoro ancora più insostenibile e ti creano attorno una schifosissima arietta di negatività che pervade ogni ambiente. Questo perché così tu, una volta arrivato al quasi esaurimento nervoso, decidi di licenziarti da solo.
Quanti colleghi CAPACI, persone carinissime, grandi lavoratori, amici hanno LASCIATO andar via. Tanto: “Tutti sono utili, nessuno è indispensabile!”.

Franco Zecchini 20.03.06 05:46

Personalmente sono iscritto alla FILCAMS/CGIL dagli anni ’80, ma siamo in tanti. Ciononostante la nostra categoria rimane una di quelle meno prese in considerazione dai punti di vista sopraelencati: MANSIONI + STIPENDI.
I nostri cari datori di lavoro ci considerano solo dei “mangiasoldi” cioè persone (?) che “non hanno nulla da fare se non preparare chiavi” ultimo modello elettroniche e non si accorgono che se gli alberghi vanno avanti è proprio grazie al nostro lavoro di “front e back-office”finalizzato alla soddisfazione dei clienti. Sono arrivati al punto di paventare l’idea di metterci sotto cooperativa per non avere più personale tra i piedi.
Quando gli alberghi sono pieni (manifestazioni fieristiche, opere liriche, gruppi, sale riunioni ecc.) spesso si trova un solo collega di giorno a dover sostenere tutta quella mole di lavoro. Per non parlare poi del portiere di notte che, a quanto mi risulta, sarebbe addetto al controllo dell’incolumità dei clienti, alla struttura, ed all’invio agli Uffici preposti (Questura, Enit) della rilevazione presenze. Invece deve anche controllare TUTTA la situazione contabile del giorno, prendere prenotazioni, controllare qualsiasi tipo di addebito, stampare/controllare gli incassi del giorno, giornali d’albergo, codici di addebito, salire anche fino all’ultimo piano a piedi (il facchino non c’è più da ore!) per risolvere i soventi problemi nelle camere dei clienti, magari servire al bar dopo che il personale addetto lo ha chiuso pena le spesso urlate lamentele dei clienti (i bar/ristoranti sono per la maggior parte dati in gestione ad altri…), fare check-in di tutti i clienti che ancora devono arrivare, dare spiegazioni su orari treni, orari Messe, percorsi stradali per raggiungere “x” località, avere responsabilità di cassa ecc. ecc. Fino alla noia. Il tutto fatto da una sola persona…!

Franco Zecchini 20.03.06 05:45

Beh, siamo stufi! Siamo veramente stufi e quindi incazzati.
Sono andato alla Categoria per esporre questi problemi ma ogni volta si fa riferimento solo al CCNL che non dice proprio NULLA. Mi dicono che le mansioni vanno concordate (sic!) tra i lavoratori ed il datore di lavoro.
P.S. Nella nostra struttura stanno facendo lavori di ristrutturazione e perciò hanno addirittura spento l’aria calda del piano terra (dove lavoriamo noi..).
Ormai stiamo tornando alla schiavitù! Siamo sottoposti a ricatti con tutti ‘sti maledetti contratti a termine e precariato vari.
BASTA! Se è vero che una delle prime e più importanti risorse che fanno andare avanti il nostro paese (il minuscolo è voluto!) è il Turismo, quando ci si deciderà a fare qualcosa per cambiare questo tipo di situazioni ormai al limite della sopportazione? Magari anche eliminando quei funzionari di Categoria venduti ai padroni. Magari anche facendo sentire la voce dei veri proprietari delle strutture alberghiere chiamati “dipendenti” e non solo quella dei Metalmeccanici.
Capisco che siano una unica/sola grande azienda, ma perché noi che lavoriamo per aziende a conduzione familiare (il vero e/o unico motivo per cui nulla si può cambiare?) non possiamo chiedere di lavorare come esseri umani anziché come uomini/donne bionici?
BASTA! BASTA! BASTA!
In tanti aspettiamo da voi una risposta, una presa di posizione, una vera incazzatura che faccia abbassare un bel po’ le arie e l’arroganza di questi arricchiti (ripeto: grazie al nostro lavoro) schiavisti!
In ogni caso raccoglieremo TANTISSIME firme per far sì che le cose cambino e far sentire la nostra voce; e denunciare il silenzio di chi non ci da’ ascolto!
Sperando anche in voi, un saluto da TUTTI GLI ALBERGHI!

Franco Zecchini 20.03.06 05:44

Salve , sono attualmente un disoccupato di 28 anni cha ha visto il suo contratto di lavoro, rigorosamente a tempo determinato, con una ditta di pulizie, terminato senza valide argomentazioni.Alla mia domanda sul perchè di una tale decisione , mi sono sentito rispondere che non avevano più bisogno della mia collaborazione: dopo un anno di lavoro durante il quale venivo chiamato continuamente per ore supplementari,per mansioni che non mi spettavano , spesso in pessime condizioni di sicurezza e (ed anche questo è importante) dopo aver sviluppato un affiatamento con la mia squadra che le permetteva di funzionare a dovere. Non parlo di amicizie sul lavoro , che sono comunque importanti , ma della sincronia in un gruppo di lavoratori che ha imparato ad operare
insieme.Sono stato licenziato PER TELEFONO e quando mi sono recato nell'ufficio della suddetta ditta per le pratiche ed il ritiro del T.F.R. il principale era "momentaneamente" assente.
Cosa faccio ora? Controllo le liste delle agenzie interinali , cerco lavori che possa svolgere mentre studio ( sto cercando con molta fatica di laurearmi ), e la maggior parte dei lavori disponibili non è nemmeno a tempo determinato e per qualche mese , ma collaborazioni per manovalanze saltuarie di pochi giorni , come svuotare magazzini e simili.E l'onnipresente call-center con i suoi tranelli.
Sembra proprio che la migliore possibiltà per un lavoratore odierno sia quella del microcosmo dei favoritismi , chiedere a qualche amico o conoscente di "infilarti" da qualche parte.Ma per chi non ha (oppure non vuole) questa opzione? Anche alla luce delle manifestazioni francesi (marzo 2006) e della considerazione del lavoratore in questa Europa contemporanea , sono sempre più preoccupato.Ma per fortuna io vivo in Italia , e sapete che lavoro svolgevo prima delle pulizie? Lavoravo in catena all'interno di uno zuccherificio.Visto come è ridotto anche quel settore , fortunatamente ho cambiato lavoro , altrimenti avrei scritto prima.

Federico Casali 20.03.06 01:54

Mai avere relazioni con colleghi. Io con una mia ex collega ci ho fatto addirittura due figlie. E' per questa cosa "indecente" sono stato minacciato e poi licenziato. Stessa sorte sarebbe dovuta toccare alla mia compagna ma, per compromesso raggiunto, lavora ancora. E' continuamente e pesantemente mobbizzata ma lavora. Ero un'impiegato che, prima dei fatti, veniva additato a modello. Avevo un contratto a tempo indeterminato in un'azienda con più di 20 dipendenti. Nonostante questo anche il giudice nella prima udienza mi ha dato a intendere che sarebbe stato meglio travare un accordo. La causa sarebbe stata lunga defatigante e dall'esito incerto. Così, dopo aver subito anche delle fortissime "pressioni", ho abbandonato ogni velleità anche perchè sembri che chi lotti per far valere i propri diritti sia considerato ignobile. Anzi dovrei ringraziare i miei ex datori di lavoro che mi hanno permesso di lavorare per 6 anni. La verità è che non ci sono più garanzie per nessun lavoratore. Le aziende fanno ciò che vogliono. Qualunque tipo di contratto tu abbia. E usano qualsiasi mezzo. Legittimo o discutibile. Sarebbe meglio abolire queste garanzie virtuali. Almeno la prepotenza la dovremmo subire da una legge di Stato e visto che siamo abituati, soffriremo meno.
Per opportuna conoscenza di qualche politico che leggerà questi post ecco un metodo spesso usato dalle aziende per aggirare alcuni vincoli legati al numero di persone impiegate. Aprono 3, 4, 5 o all'occorrenza 6 società di comodo (ma con stessa proprietà) ed assumono meno di 15 dipendenti per ogni società. Le persone saltano come un grillo (scusami Beppe) da una società all'altra con diversi contratti (a seconda della convenienza del momento ma principalmente contratti di apprendistato o a termine). Possono rimanere così apprendisti per un bel pò di tempo pur facendo sempre lo stesso lavoro. E rimangono precarie a vita.

Grazie per lo spazio ch offrite a chi non ha voce in capitolo.

Raffaele Romano 20.03.06 00:52

La questione importante è che siamo in un’oligarchia e non in una democrazia. Finita la prima repubblica ci siamo ritrovati le stesse faccie da c… per più di un (cupissimo) decennio e state tranquilli ce li ritroveremo per molti altri anni a venire. Dobbiamo batterci per l’abolizione di qualsiasi forma di proporzionale. A destra e a sinistra (e su questo sono tutti d’accordo state tranquilli) hanno fatto di tutto per decidere dai vertici dei partiti chi come e quando debba sedere in parlamento. Non so voi ma io in una democrazia vorrei scegliere attraverso il mio voto e quello di milioni di italiani chi mi debba rappresentare e chi debba andare a casa. Con l’attuale legge elettorale mi sento veramente preso per il c… ad andare a votare e lo faro solamente perché mi sembra razionale passare “Dalpeggio” al “MenoPeggio” ma ripeto cosi’ è una presa per il c… Per come stanno le cose ad oggi ci sono tutti i presupposti perche mi rappresenti un nostro dipendente, che bene che vada è stato inefficente e se va male è divenuto nel corso della sua carriera un pregiudicato. Non so voi ma io certe persone le vorrei mandare a casa a tempo indeterminato. Ma questo non puo accadere in un’oligarchia…

Gabriele Rossi 19.03.06 22:20

Salve sono un giornalista pubblicista del gruppo POLIGRAFICI EDITORIALE (La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno). E' allucinante. Già siamo retribuito con tariffe 10 volte inferiore quelle indicate dall'ordine (rispettivamente io vengo pagato a seconda degli articoli anche scritti sul fasciolo nazionale de La Nazione ad esempio:
10,33 euro, 6,2 euro, 4,13.
Ora a noi tutti collaboratori, giornalisti free lance, pubblicisti sta arrivando a casa una lettera dove si informa che le tariffe (che non sono aggiornate da ben 20 anni non sto scherzando) subiranno una DIMUNUIZIONE (quello da 10 passa a 9 l'altro a 6 euro netti e l'articolo da 4,13 passa a 2 euro) e che oltre
i 50 articoli mensili dal 51° in poi tutti gli articoli saranno retruibiti la bellezza di DUE EURO! Il tutto scusate mi ero dimenticato al LORDO delle tasse!
Questo si chiama schiavismo. L'editore è il signor RIFFESER amico del dipenente CASINI.
RIFFESER SCHIAVISTA. Molti collaboratori stanno pensando ad una causa collettiva contro l'editore, Beppe fai qualcosa, i giornalisti collaboratori sono gente libera, non sono i paraculi dei piani alti, quelli come Vespa tanto per non far nomi!
E' SCHIAVISMO QUESTO 2 Euro li pagano nei Campi di Lavoro della Cina! RIFFESER LADRO

GIORNALISTI ANTISCHIAVISMO 19.03.06 22:02

Sarò breve. Visto che all'imprenditore, mio datore di lavoro, è data la facoltà di pagarmi 120 GIORNI dopo la pubblicazione dei miei articoli (che consegno con due mesi di anticipo e i per i quali, dunque, sono retribuita esattamente SEI MESI DOPO) PERCHE' QUALCUNO NON DA' A NOI LA FACOLTA' DI PAGARE AFFITTO, LUCE, GAS, TELEFONO, ACQUA, IMMONDIZIA ETC. A 120 GIORNI? EH? PERCHE'?
E qualcuno me lo spiega grazie a quale mente eccelsa abbiamo questo democratico sistema che è iniziato anni fa con una retribuzione a 30, poi a 60, poi a 90 e ora a 120 giorni? Inutile dirvi che, dopo dieci anni, guadagno ESATTAMENTE la stessa cifra a cartella. Che Bel Paese: grazie Italia.

alessia giovannini 19.03.06 20:34

Ho 31, città del profondo sud, laureato da 6 anni, e da 6 anni sono al limite della disperazione.Laurea in scienze politiche, come dire che so fare tutto e nulla allostesso tempo..ho pensato" faccio un master e mi specializzo"..ecco fatto, master col botto, altro anno solare più stage , altro tempo e tasse a qs stato, altri giorni della mia gioventù sprecati per nulla, il master nn ah portato nullas se n illusioni, ho comunque cercato in tutti i settori lavorativi più disparati, ho lavorato ovunque ma mai per più di 3 mesi, sono stanco e incazzato, ora lavoro da 2 mesi nella segreteria di presidenza di una facoltà dell'università della mia città, prendo 300 euro al mese ma mi pagheranno solo alla fine dei 3 mesi (rinnovabil al max altre 2 volte!)e perciò nel frattempo vivo con i pochi euro accumulati sin qui..in pratica il prssimo "stipendio" mi servirà a coprire tuttew le spese accumulate fino a quel giorno; è vera però una cosa: ci sappiamo solo lamentare, dovremmo fare come in argentina anni fa o come in qs giorni a parigi, noi invece zitti e muti a subire le quotidiane angherie umilianti di qs italia ormai maledetta, e la cosa che mi fà più rabbia è che una mia amica è scappata a londra e dopo 2 (DUE) giorni un job centre qualsiasi le ha trovato un lavoro con tanto di premi incentivi e quant'altro (ovviamente tutto in regola figuriamoci) nonostante per loro fosse primo impiego..siamo noi il terzo mondo d'europa!

Pierre Drieu 19.03.06 20:12

Ecco come si comporta un paese VIVO

Da Corriere.it: "Dopo le manifestazioni di protesta che ieri hanno portato circa un milione e mezzo di persone in piazza in tutto il Paese, i sindacati francesi hanno dato un ultimatum al governo perché ritiri il controverso provvedimento sul contratto di primo impiego: «Governo e Presidente della Repubblica hanno 48 ore di tempo per decidersi». Altrimenti, minacciano, si andrà ad un’escalation delle proteste. I sindacati hanno anche anticipato che lunedì alle 17 ci sarà una nuova grande riunione presso la sede del Cftc (il sindacato più rappresentativo). Il presidente del sindacato studenti Unef Bruno Julliard ha dichiarato: «se il governo non avesse capito che siamo determinati ad andare avanti per la nostra strada lunedì decideremo come proseguire la protesta nelle università, nei licei, tra i lavoratori salariati ecc. e probabilmente decideremo nuove date per forme di protesta comuni».

Mi chiedo noi cosa stiamo aspettando.

Sergio Carso 19.03.06 18:10

cari amici voglio intervenire in merito all'argomento di discussione anche se quello che vi descrivero' in breve è da valutare per quello che è la figura professionale in merito!! IL FISIOTERAPISTA. Io sono un laureato in fisioterapia, precisamente dal 2004, e pensavo che un lavoro come il mio con grandi responsabilita' in quanto SANITARIO, ovvero che ha legame con la salute del cittadino, fosse remunerato adeguatamente!!!! e invece state a sentire: un medico fisiatra (figura esistente solo in italia e forse spagna" soprattutto nei centri privati, visita il paziente GUARDANDOLO e percepisce dai 150,00 alle 300,00 euro all'ora!!!!!!!!!!!!!!!!! per non parlare degli ortopedici che li percepiscono a visita!!(all'ora 4-5 pazienti FATE VOBIS).. Il povero fisioterapista cosi' come il sottoscritto ne percepisce 7 euro all'ora trattando in media due pazienti!!!!!! e alla fine chi rieduca riabilita e fa stare meglio, vivere meglio il paziente è il fisioterapista!!! QUINDI BISOGNEREBBE INNANZI TUTTO REGOLAMENTARE I SIG. DOTTORI DANDO DEI LIMITI O MEGLIO DARE A CESARE QUEL CHE E' DI CESARE, PAGANDO ADEGUATAMENTE LE PRESTAZIONI RIABILITATIVE!!! N.B. IN ITALIA NON ESISTE UN PROFILO CONTRATTUALE SPECIFICO PER I FISIOTERAPISTI COSI'CCHE' QUESTI VENGONO PAGATI TANTO QUANTO E NON ME NE VOGLIA NESSUNO, UN ADDETTO ALLE PULIZIE DELLE SCALE!!!!!!! VI SEMBRA GIUSTO??????
IL BRUTTO DELLA STORIA CHE IN QUESTE CONDIZIONI UN LAVORO CHE PER ME E' PASSIONE ME LO STANNO FACENDO ODIARE, DETESTARE E IN QUESTE CONDIZIONI PURTROPPO NON TUTTE LE VOLTE SI RIESCE A TRATTERE AL MEGLIO IL PAZIENTE SOPRATTUTTO PERCHE' TROPPO POCO GRATIFICATI DA DOTTORI, CAPI E ECONOMICAMENTE!!!!!

Grazie per l'attenzione Michele

Rebella Michele 19.03.06 18:06

Mi chiedo: come è stato possibile, in pochi anni, perdere tutte le conquiste faticosamente raggiunte nel campo dei diritti civili e sindacali in secoli di lotte. I danni provocati da questi governanti inetti(di sinistra) e avvoltoi(di destra) all'etica di una nazione intera è ben superiore a quelli economici che pur ci attanagliano. Come si riuscirà a recuperare una dignità individuale e collettiva se i soprusi ormai sono accettati in nome del "si salvi chi può". La pericolosità di quest'ultimo governo non è percepita in tutta la sua gravità. Il modello di società subdolamente imposto, anche e soprattutto, grazie alle televisioni berlusconiane, è quanto di più osceno si sia mai immaginato. L'unica forza che nei tempi passati era in grado di organizzare la protesta ormai è allo sbando. I sindacati (coinvolti nella corruzione di interessi privati o semplicemente incapaci di affrontare il nuovo nemico di classe) sono impotenti e inadeguati. Siamo di fronte ad un doppio ed opposto pericolo: da una parte l'impotenza del singolo, dall'altra la ribellione caotica di groppuscoli che spesso sono (consapevoli o no) strumento della repressione reazionaria. Che disastro!

Calogero Carbone 19.03.06 14:24

Ah. Dimenticavo: Beppe Grillo sei un grande! Grazie per tutto quello che fai!

Renato ROja 19.03.06 12:59

LAVORO....basta scrivere,pronunciare o semplicemente pensare la parola lavoro perche'abbia inizio un sistema di pulsioni emotive che nel loro complesso conducono un soggetto o ad una "gloriosa autoesaltazione" ovvero ad una "incessante sudorazione da controserenita' cronica"(il piu' delle volte la prima e'esclusiva della persona in questione...la seconda potrebbe,invece,minare la stabilita'di un sistema di persone..per esempio una famiglia)!!Ora..mentre sono discutibili i motivi per i quali esiste una sostanziale differenziazione di possibilita' economiche tra diverse persone,non mi riesco a spiegare,perche'una spiegazione non c'e',da quale sorgente deriva la concezione,addirittura regolamentata(vedi legge trenta),che possa esistere una differenziazione cosi netta di stati d'animo nel proprio essere sociale!! Non sogno il mondo di Amelie dove tutti sono felici,ma e'impensabile un paese dove lo strapotere di pochi determina l'infeleicita' di molti!!!Ho appena sentito dire ad un nostro "dipendente" che "l'Italia deve riappropiarsi della propria identita' cristiana"......e mi sta venendo da vomitare!!!

Rosario Lo Forte 19.03.06 12:57

BERLUSCONI IERI A VICENZA. RIVOLTO ALLA CONFINDUSTRIA:


“Siate positivi, siate ottimisti. Non è vero che c'è la crisi, è una invenzione dei giornali della sinistra. Siamo tra i primi in Europa per numero di automobili, di telefonini, lo saremo presto per i computer. La Borsa è salita del 54%, il valore delle case del 40%, abbiamo aumentato le nascite ma anche la radio di Confindustria (Radio 24) tutte le mattine non fa altro che attaccare il governo. C'è qualcosa che non va".

Io invito tutti a chiedersi per un attimo, ricordandosi di com'era l'italia soltanto dieci anni fa (partendo anche solo dal "gusto" della vita quotidiana), come si è arrivati a dover leggere sui giornali che il presidente del consiglio eletto dai cittadini arrivi a dire queste cose, a negare ogni evidenza, a disprezzare la realtà dei fatti, a sputare sulla dignità e sulle fatiche quotidiane della popolazione, a pensare che tutti debbeno per forza credere nel "migliore dei mondi possibili" che ci vuole vendere da dieci anni come prodotto da reclame. Se non ci sbarazziamo di quest'uomo siamo veramente, ma veramente fottuti. INDIPENDENTEMENTE dal valore e dalle capacità di coloro che lo sostituiranno.

Fabio Ascari 19.03.06 12:14

Sui sindacati dobbiamo a mio parere aver chiara una cosa: essi difendono i diritti dei lavoratori, e infatti non è di loro competenza la tutela degli stagisti e dei precari in genere, in quanto entità formalmente al di fuori di ogni regolamentazione. Il ruolo del sindacato, cioè di tutelare i diritti dei lavoratori non ha retto al mutare dei tempi e all’insorgere di nuove categorie estromesse ab origine da ogni forma di rappresentanza.

E’ legittimo accusare il vecchio apparato sindacale: esso in piena complicità con il potere, ha trattato noi generazioni nate negli anni ’70 come pura merce di scambio, per ottenere risultati in favore dei propri iscritti.

MA DOBBIAMO CAPIRE UNA COSA FONDAMENTALE, AL POSTO DI RIVENDICARE E BASTA: Il sindacato non è nato dal nulla ma è il risultato di un percorso di lotte che hanno regolato la lunga fase di passaggio da un’economia industriale a quella post-industriale (dal dopoguerra ad oggi). Divenute marginali per l’economia le categorie produttive protagoniste in quella fase (gli operai), si sono fatte anacronistiche anche le forme di tutela plasmate sulle loro esigenze, che si perpetrano oggi come puri privilegi. E state certi che la stragrande maggioranza degli assunti (in primis gli statali) ha una ben lunga coda di paglia su quento è stato il suo REALE impegno lavorativo nel corso degli anni.

L’eredità di principi e tutele sindacali sono ormai inapplicabile alle condizioni dei giovani lavoratori specializzati. EBBENE IL COSTO DI QUESTI PRIVILEGI, GARANTITI DAI SINDACATI, GRAVA SULLE NOSTRE SPALLE, LO STIAMO PAGANDO NOI, CON LA NOSTRA PRECARIETA’. L'ITALIA E' STATA PER DECENNU UNA NAZIONE DI MANTENUTI, ECCO CHE ORA "IL CONTO" PER TUTTI I LORO SBAGLI PASSATI (CHE NON AMMETTONO) LO HANNO PRESENTATO A NOI GIOVANI. VITTIME SACRIFICALI.

LA MORALE E’ QUESTA: Nessuno ci verrà in aiuto, dobbiamo lottare noi in prima persona per i nostri diritti, Solo così potremo OTTENERE GIUSTIZIA. Costi quel che costi.

Lorenzo Errico 19.03.06 11:56

Sonia, Daniele, Emanuele
una donna un uomo e il loro bambino, una "famiglia di fatto".
Daniele ragioniere informatico dopo varie assunzioni presso società di servizi di telefonia e annessi sempre come figura commerciale, decide di realizzare un suo progetto. Prepara la relazione si informa alla Regione Lazio per gli aiuti alle nuove imprese che presentino progetti innovativi. Devo dire senza alcuna raccomandazione abbiamo ricevuto l'approvazione della Regione. Ci assegnano un ufficio nell'incubatore "ISI" di Bracciano. All'inizio ci sembrava di aver avuto finalmente un aiuto. Ma poi... L'aiuto si concretizza in una stanza all'interno della struttura, completamente vuota, senza allaccio della rete telefonica, senza riscaldamenti, senza lampadari e con 250 euro di affitto da pagare(che sono comunque mezzo milione delle vecchie lire). Per poter affrontare le spese di allaccio dei vari servizi, mobilio essenziale(scrivania, computer,fax,stampante e... lampadari.. e magari una sedia) abbiamo dovuto accendere un prestito in banca. Quindi come aiuto ci siamo ritrovati un prestito bancario da pagare e un affitto più bollette. Faccio presente che abbiamo acquistato una casa perchè vivevamo in un monolocale e mio figlio non aveva neanche il suo lettino. Quindi dobbiamo fare fronte anche al mutuo. Poi ho sentito un politico in televisione dire che le coppie che non si sposano non vogliono fare fronte ai loro doveri non si vogliono prendere le responsabilità............
non voglio commemtare!Si commenta da solo.
Ma la domanda è: "E questi aiuti alle nuove imprese?". All'interno del nostro edificio di bracciano quasi tutte le imprese stanno chiudendo o tutte. Gli stipendi dei tre segretari che gestivano l'ISI vengono pagati con gli affitti pagati dalle imprese "incubate" quindi il risultato? Noi che cercavamo lavoro abbiamo pagato gli stipendi di tre persone fatto girare soldi e abbiamo debiti che prima non avevamo. Grazie!alle leggi fatte dai ladri per i ladri.Sonia

Sonia Moscatelli 19.03.06 10:50

Secondo voi come può sentirsi un padre il cui figlio di 33 anni,che dopo 8 anni di lavoro con contratto fisso, è stato mandato a casa; e a seguito di una nuova ricerca di lavoro per lo stesso tipo d'impiego gli è stato detto che è :(al limite di eta' per l'assunzione a tempo indeterminato):
La legge Biagi deve essere assolutamente abolita cosi come tutta qusta vergognosa destra .

Roberto Pulcinella 19.03.06 09:36

Bla bla bla bla...a parte lagnarvi sempre delle condizioni di lavoro non sapete fare altro????
continuate cosi ,le cose non potranno che peggiorare ...siete in migliaia a scrivere condizioni di lavoro allucinanti, provare a scendere in piazza e fare casino???? troppo rischioso???oppure credete che siano sempre gli "altri" a rivolvere i vostri problemi?..siete patetici e noiosi, ricordandovi he negli anni 60/70 moltissimi lavoratori hanno preso un sacco di botte dalla Polizia x lottare a favore dei propi' diritti x difendere salari dignitosi ecc.. ecc...poi anno dopo anno grazie all'apatia ed alla vigliaccheria degli attuali lavoratori, ci troviamo senza più diritti e salari degni di essere chiamati "stipendi"..
invece di stare qui' a scrivere,scendete in piazza e fate vedere che ci siete realmente..perchè sembrate "finti"...virtuali e basta..in Francia i coglioni li tirano fuori alla bisogna, in Italia sapete solo farli i coglioni..eppure mosci..sono stufo di sentire tutti giorni gente che si lamenta e basta..non ha più senso, ci lavoro tutti i giorni in mezzo a precari mal pagati e trattati come merdine..
che però stranamente non si fanno mai mancare l'ultimo modello di cellulare ..magari più costoso del loro stesso stipendio..preso a mini rate..siete ridicoli e dei pessimi consumatori..
stando cosi le cose chi comanda si diverte pure.
ho preso un sacco di manganellate x difendere i miei diritti negli anni 70, sono stato pure licenziato..MA LOTTAVO; ....adesso solo bla bla bla bla bla...siete inesistenti..solo un branco di chiacchere...le vostre condizioni di lavoro sono figlie della vostra passività...
molti sono anche laurerati e diplomati, ma parole come DIGNITA' ORGOGLIO LOTTARE REAZIONE, forse non sapete cosa vogliono dire..!!!!!!

Domenico Rinaldi 19.03.06 08:29

Sono molto contenta di vedere come i giovani in Francia si stiano battendo contro il nuovo contratto di assunzione che permette tra le altre cose il licenziamento senza giusta causa per tutti i giovani fino a 26 anni. La flessibilità del lavoro, in cui rientra questa norma, è l'attacco contro la parte più debole, il lavoratore appunto, e un sistema di sfruttamento organizzato e legalizzato. Qui in Italia il sistema degli stage ad esempio assicura forze fresche ogni tre-sei mesi per tutte quelle figure in cui non ci sia bisogno di una professionalità eccessivamente specializzata. Pochi, pochissimi, vengono poi effettivamente assunti.Perchè, se ci sono altre leve a sostituire quelle che vanno via? Le direttive europee dicono che uno stage deve avere una retribuzione minima di 500 euro, ma nessuna azienda si fa carico sia pure di un rimborso spese. Si acquista sì una professionalità, ma poi non si sa come spenderla. E' il caso ad esempio delle scuole di giornalismo universitario dove i ragazzi vengono chiamati dai giornali solo l'estate, quando i giornalisti vanno in ferie, e impediscono, di fatto, ai poveri giornalisti disoccupati, di effettuare almeno le sostituzioni cui avrebbero diritto.
Le aziende chiedono un mercato del lavoro più flessibile per ragioni di competitività: ma se le multinazionali che delocalizzano o Paesi come la Cina violano o non hanno i diritti sindacali acquisiti in decenni di lotte in Europa, forse è meglio esportare certi modelli e giocare sull'innovazione piuttosto che importare o imitare alla peggio il loro e sfasciare qui tutto il sistema di protezione duramente conquistato. Se esiste il mercato globale non esiste ancora un sindacato mondiale che faccia da contropartita. Allora se per democrazia si intende solo libertà di da parte del mercato e non libertà da per i lavoratori, allora, forse, Marx non aveva tutti i torti. E' un errore? E allora facciamogli pagar caro il tentativo di violare i diritti. Lavoratori di tutto il mondo unitevi

stefania martani 18.03.06 23:51

Abbiamo superato il limite della decenza, dell’umiliazione, della vergogna. Mi riferisco alla puntata di 8 e 1/2 di eri sera, ospiti in studio un giovane di rifondazione, un economista, Salvini e Aldo Nove. Io spero per la salute dei vostri nervi che nessuno di voi abbia visto la puntata. SAPETE COSA HA AVUTO IL CORAGGIO DI SOSTENERE FERRARA CON QUEL SORRISO DA DISPENSATORE DI MORTE? Che noi, cari collechi precari, siamo tutti dei FANNULLONI, proprio così, non abbiamo voglia di lavorare, che dovremmo alzarci alle 7.30 e sgobbare come fanno gli immigrati. Dopo laurea e master e dieci anni di ricerca incassante di lavoro, che significa lavorare a pieno ritmo in cambio di manciate di euro, noi abbandonati a noi stessi da tutti (politici, sindacati), EBBENE NOI ORA DOVREMMO PRENDERE ESEMPIO DAGLI IMMIGRATI, perché quelli sì che si sbattono. Ecco la coscienza civile della generazione che comanda oggi in Italia. Ecco la distanza siderale da cui parlano queste menti DECREPITE rigurgito del maledetto ’68, che non hanno capito nulla di ciò che ci sta accadendo. Non hanno capito che dopo anni di illusioni e delusioni continue i sogni dei giovani italiani SULLA PROPRIA VITA stanno morendo. Quelli di molti sono già morti. Tra un po’ del destino dell’italia non ce ne frgherà più nulla, le energie morali stanno finendo. L’avete capito, ricercatori, architetti, avvocati, ingegneri, giornalisti, popolo dei 500 euro al mese APRITE BENE LE ORECCHIE: Per Ferrara precarietà vuol dire “GENTE CHE NON SI VUOLE INTEGRARE PERCHE’ NON ACCETTA IL SISTEMA”. Così ha detto. Siete come i comunistelli dei centri sociali, i viziatelli di corso buenos aires a Milano. Non riusciremo MAI a far capie che inferno sono stati per noi questi anni. Per questo si tornerà allo scontro frontale. Tutto ormai deve passare per il ferro e per il fuoco, come sta accadendo in Francia. E lo studio di Ferrara è la prima cosa che farei saltare.

In francia si sono mossi, ORA DOBBIAMO muoverci anche noi.

Lorenzo Errico 18.03.06 23:24

Perchè, come stanno facendo in Francia, non scendiamo in piazza?
Credo sia perchè noi italiani non capiamo mai cosa sta per succederci, ma subiamo dopo. E dopo, normalmente è tardi per capire; si subisce e basta. E questo è ancora più penoso.
Credo che può giustificare la presenza di buffoni, al governo e all'opposizione.
E' che a noi piacciono le luci scintillanti! Ci attirano! Come i pesci. E allora, se ci lessano in padella, ci sta bene.
Io ho sempre sentito dire, da molti giovani che il sindacato non serve a molto, non fa nulla per i lavoratori. Diciamo che ci sono certi sindacalisti che non hanno ragione di esistere.Ma il sindacato sono i lavoratori. Se fossimo più uniti, e scendessimo in piazza con i metalmeccanici, pur essendo chimici, se invece di dire: è un problema non mio, e cominciassimo a valutare che forse se migliora la qualità di vita del mio vicino di casa, migliora anche la mia, perchè ho come vicino di casa una persona felice.A molti, hanno detto che esiste il dottore, l' ingegnere, e che il resto è umile lavoro, e che lui, dopo qualche anno di gavetta, di stages, farà carriera, ma solo se fa il bravo e rispettoso. E molti ci credono. O sono obbligati a crederci. Io vengo dal disastro Volare, ho vissuto la morte di una compagnia aerea, L'AirEurope, le fasi disgustose, della nascita e morte di volare (la crescita non c'è mai stata). All'inizio sembrava impossibile, perchè eravamo tutti in piazza;poi,l'amministratore delegato, Vincenzo Soddu, ci ha divisi;ha prima promesso ai piloti,e loro si sono staccati dalla contestazione;poi ha promesso agli assistenti di volo,e così via.Fino a che, dopo due anni di sfruttamenti del personale,la compagnia aerea è fallita. Non può esistere una classe privilegiata tra sfruttati.Puoi sentirti meno sfruttato.Ma che privilegio è? E allora, c'è solo una parola d'ordine: solidarietà.Altrimenti vincono loro, e tu diventi schiavo.

Renato Roja 18.03.06 18:26

Ciao Beppe,volevo raccontare la mia storia che non ha niente di speciale e solo una storia di ordinaria precarietà e sfruttamento(ebbene si uso ancora questa parola SFRUTTAMENTO E NON MI RITENGO AFFATTO UN UOMO DELL'OTTOCENTO).Sono originario di Angri(SA)ma da settembre mi sono trasferito a Como e finalmente sono riuscito a trovare un lavoro(inizio lunedì)naturalmente per tre mesi.Sono laureato il scienze politiche e l'anno scorso ho lavorato per un'azienda del mio paese per un mese e mezzo.Il mio turno di lavoro era dalle 7:30 fino a dopo le 18 il ke vuol dire che si poteva arrivare a lavorare anche fino alle 21(ed è capitato), con un'ora e mezzo per andare a mangiare.Il mio lavoro consisteva nell'accompagnare i padroni(scusate se uso questa parola vetero marxista, ma nn mi viene voglia di chiamarli imprenditori)ovunque volessero andare ed in più dovevo fare dei servizi per la fabbrica(una volta uno di loro mi mandò al supermercato per comprare i pannolini per il suo bambino).Tutto questo per solo 400 euro al mese,naturalmente in nero.Ah dimenticavo di dirvi che si lavorava anke il sabato,però mezza giornata(se andava bene uscivo alle 16).Mi sentivo una merda e depresso ma sapevo che sarebbe finita.Ma la cosa + buffa fu il giorno del licenziamento.testuali parole del padrone"Senti Raffaele mi dispiace doverti licenziare, ma il tuo stipendio in questo momento la fabbrica non se lo può permettere".Pensai che il mese precedente si era sbagliato a darmi 400E e che il mio stipendio doveva essere forse di 10000E. E in effetti cosa fà?armato di calcolatrice dice:"quanti giorni ai lavorato?22?ok 400/30 ti spettano 13E al giorno e visto che hai lavorato 22 giorni ti spettano 286E.Mi domando è possibile che io nel 2006 ho lavorato a meno di 1 euro all'ora?La risposta è si.Quindi io sono andato oltre la legge 30, per me la legge nn è stata ancora scritta.
ps:anke io ho visto la trasmissione di Ferrara ed in + ho rotto anke il telecomado scagliandolo a terra con rabbia
CIAO

Raffaele attanasio 18.03.06 16:48

NON ci sono dubbi che il costo del lavoro precario sia competitivo rispeto al costo del lavoro a tempo determinat, ma la propsta ventilata da PRODO di aumentare la tassazione sui contratti di lavoro a progetto e CO.CO.DE' vari può essere poco competitiva rispetto all'aumento della paga oraria del lavoratori atipici che sono quelli che soffrono l'instabilitàdella posizione.

La differenza tra un Libertarian e un Communista è sostazzialmente questa: i comunisti fanno cassa anche sugli sfigati più sfigati degli sfigati che difendono.Poi si può anche stare seduti sulla poltrona di sinistra.

Harry Steed 18.03.06 14:14

Ciao Beppe,ti vorrei raccontare la mia esperienza di lavoro precario.
Ho 25 anni e sono di Como da quando ho 18 anni lavoro, lavori sicuri ben 5 anni e mezzo di esperienza in una importante azienda con contratto a tempo indeterminato...e mi dirai qual'è il problema?
Il mio cuore mi ha portato qui a Roma (storia di 10 anni) e NON mi pento di essere qui, ma i problemi nascono proprio qui.Attualmente lavoro per una grossa società di commercio del Nord, bricolage.La mia esperienza è ai limiti dell'onestà e della correttezza ed essendo un "gran nome"mi sono voluta fidare...3 colloqui con test psico attitudianli, matematici per giornate intere, poi un mese di formazione tutta spesata a Palermo dove tutto sembrava rosa e fiori e poi....allestimento del negozio con queste condizioni: dal lunedi alla domenica con un pomeriggio di riposo dalle 8 alle 19.30 con un'ora di pausa per ben 57gg consecutivi fino a quando sono svenuta...apertura del negozio in tempi regord,grazie eravamo schiavi, pulizie, montaggio di scaffali, riempimento della merce, al freddo, senza riscaldamento.
non abbiamo avuto nemmeno la gioia di avere una festa per l'innaugurazione perchè "le cose non erano in regola" ma si apriva lo stesso...
apriamo il negozio e poi dopo mesi con contratti di 1 e 3 mesi finalmente penso che avrò le mie soddisfazioni dopo lo strazio...contratto di 30 ore settimanali, 5^livello del commercio per 3 mesi...le mie esperienze non sono state minimamente riconosciute, ho un buon curriculum,appena 10 giorni fa mi scade il contratto e che fanno...mi si dice chiaramente che non ci sono soldi che per legge me ne devo stare a casa per 10 gg (non retribuita) e al rientro avrrò un'altro contratto per 5 mesi.
il motivo dello stacco è che sarebbero obbligati a darmi l'indeterminato.
Il personale interno dal direttore ai responsabili è pessimo con atteggiamenti di mobbing.Tante mie colleghe se ne sono andate proprio per frasi e mansioni che davano al ridicolo.grazie bacio

Francesca Cavallari 18.03.06 14:05

LEGGENDO DI UN PROSSIMO CONCERTI DI JOAN BAEZ MI E' TORNATO IN MENTE CHE:

Eric Berne, il padre della Analisi Transazionale ( e, da vivo, consulente di Joan Baez) nell'analisi dei Giochi messi in atto nell'ambito delle Relazioni Umane, racconta di come in popolazioni primitive (della Nuova Guinea, mi pare) ancora 30 anni fa, probabilmenteanche oggi ci sia l'abitudine di “incastrare” nel matrimonio per lungo periodo i giovani maschi comprandogli una moglie “preziosa” a credito costringendolo a restituire l'importo anticipato gradualmente nel tempo.

Berne dice che negli USA ci fosse, 30 anni fa ma forse anche oggi, una variante del Gioco con le stesse finalità: i Parenti gli comprano una casa, a prezzi folli, incastrando il giovane per il resto della vita o quasi.

Con i prezzi che girano, le nuove proposte di case per le giovani coppie in CONDIZIONE DI PRECARIATO fatte dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO somigliano molto al GIOCO TRAGICAMENTE LIBERTICIDA di cui sopra: ogni azione in un momento in cui il valore delle case è DROGATO in primis dalle AGEVOLAZIONI fiscali degli untimi anni, e occorre DIRLO CHIARO, dal momento che il costo della casa non è dato dal costo della materia prima, ma dal costo del terreno, vale a dire dal COSTO DELLA CONCESSIONE EDLIZIA (la terra non costa un c..o) che è un ALTRO COSTO PARASSITARIO DELLA MACCHINA POLITICA che rende non compentitivo il costo del lavoro (Come c..o fai ad essere competitivo quando paghi un lavoratore 1000 euro perche deve pagarne 800 di mutuo per 20 o 30 anni).
L'Edilizia è una macchina parassitaria gestita dalla Politica che toglie competitività al Sistema Operativo su cuisviluppiamo i nostri programmi di vita.

E INUTILE CHE CI PRENDIAMO PER IL C_ _O

in Fede

UN PROPRIETARIO DI CASA PAGATA

Hary Steed 18.03.06 14:04

Per un vostro contributo, vorrei segnalarvi:

www.storiedilavoro.it

Diamo voce al nostro disagio!
Grazie.

raffaello rapinese 18.03.06 13:18

Sono un ragazzo di 24 anni italiano. Questo sicuramente è già un cattivo inizio.

Dopo molte difficoltà adolescenziali, i miei hanno deciso di iscrivermi ad una scuola professionale regionale di 3 anni. Io, senza sapere a cosa andavo incontro ho accettato.

Ora mi ritrovo diplomato di 3 anni solo per la regione Lombardia; significa che per qualsiasi altra regione io ho la terza media.

Dopo 3 anni di scuola, per l'Italia ho la terza media.

Sono sempre più convinto che questo federalismo, se verrà accettato, rovinerà l'italia per sempre insieme a molti altri giovani come me.
Un giorno infatti, stufo di studiare economia e commercio per i fatti miei, ho deciso di continuare la scuola per iscrivermi successivamente all'università.

Tutti gli enti statali e regionali a cui ho chiesto (giri informativi alluncinanti, che mi hanno rubato due anni della mia vita) hanno allargato le braccia dicendomi che avrei dovuto ricominciare dalla prima superiore.

Però dovevo lavorare, perchè, per forza o per amore, sono dovuto andare a vivere da solo.

Precarietà e sfruttamento, ovviamente, sono sempre state le parole d'ordine, insieme ad uno stipendio da fame che a malapena mi ha permesso (almeno fino ad oggi) di poter pagare il mio mutuo.

La soluzione ci potrebbe anche essere, le scuole serali, ma le uniche presenti nell amia città sono:

Liceo classico
Liceo scientifico
Liceo sociopsicopedagogico

Nessun corso di ragioneria, nessun istituto tecnico, nessuna scuola un pò meno pesante del liceo e che possa aiutarmi, nessuna speranza.

Ora sono costretto a cercarmi un lavoro con turni pomeridiani o serali per tentare la scalata della montagna dei cinque anni, sperando, come so che probabilmente accadrà, di non arrivare alla laurea troppo vecchio e troppo inesperto per entrare nel mondo del lavoro.
I cittadini parlano con un muro; federalismo, illegalità, sfruttamento, precarietà sono gli unici referenti con i quali un giovane italiano deve avere a che fare.

Simone Loconte 18.03.06 12:16

Caro Beppe,inanzitutto vorrei complimentarmi con te per il Blog,vorrei,se mi permetti dire la mia:dove è finita la classe opraia? Forse dietro uno schermo al plasma a guardare programmi di tv
spazzatura.Ho 44 anni e mio padre, quand'ero un bambino mi portava alle manifestazioni tenendomi
per mano e ti assicuro che in piazza scendeva tanta ma tanta gente ....... Genova, tu dovresti saperlo, è stata per tanto tempo una città "rossa"
dove la bandiera del pci sventolava sulla statua in piazza De Ferrari, ora l'ultima manifestazione
in cui ho visto gente motivata è stata per il G8
dopodichè il movimento si è perso....
Siamo tutti delusi e arrabbiati ma in piazza non scende più nessuno, scriviamo sui blog, ci lamentiamo ma non lottiamo perchè alle spalle non abbiamo nessun partito valido.
L'altra sera Maroni al confronto con Bertinotti ha fatto presente che era il suo compleanno e siccome Bertinotti è una persona educata gli ha porto i suoi auguri......quanti operai lavorano il giorno del loro compleanno senza lamentarsi per portare a casa un magro stipendio? Quanti disoccupati non possono neppure festeggiarlo il compleanno, ma i poveri non hanno una televisione a disposizione per lamentarsi e forse neppure le piazze!

sergio pascardetta 18.03.06 11:54

Continua la mia battaglia sul blog, affinché molti di noi possano unirsi e far sentire la propria voce. Il sistema cambierà se noi lo vorremo. I francesi reagiscono anche alla minima ingiustizia, noi siamo assuefatti, ma non possiamo subire in eterno, uniamoci:
www.bloggers.it/movimentolaureati/

Paolo Ares Morelli 18.03.06 11:45

In quanti paesi europei ci sono i precari?

Me lo chiedo perche' quando sono arrivata a Londra un anno e mezzo fa, mi hanno offerto un lavoro a contratto indeterminato. Ero quasi spiazzata.

Spiazzata perche' avevo sempre pensato che in Italia eravamo fuori dal mondo tanti anni fa, quando c'erano i contratti indeterminati. Pensavo che eravamo gli ultimi dinosauri della storia e che per andare avanti, bisognava accettare a denti stretti il precariato.

E quando il mio capo e' venuto in Italia per aprire degli affari, ha detto che non ci capisce nulla, che i contratti italiani fanno schifo e che non si sente tutelato.
Siamo un'azienda informatica, e lui ha detto: "come faccio ad assumere una persona per 6 mesi? Io ho bisogno di poggiare su qualcuno, altrimenti come faccio a portare avanti il mio business? Sembra che in Italia siete completamente fuori dall'Europa in quanto a contratti"

Nella mia totale ignoranza, non sapevo cosa dirgli. Ma se dovessi fare una rivoluzione contro il precariato, cercherei di capire almeno come sta girando per il resto dell'Europa.
Un saluto affettuoso, Nicoletta

Nicoletta Landi 18.03.06 10:14

Caro Beppe, mi rivolgo a chi ha letto il programma di Prodi per sapere se sono previste modifiche alla attuale legislazione sulle pensioni, in concreto viene abolita l'età dei 60 anni dal 2998? Un saluto. Cesare

cesare beccaria 18.03.06 10:11

Ciao.Cosa fate il primo maggio?Pizzettina...birretta...forse suona un mio amico non so se vado...bastaaaaaa!!!!Dobbiamo esserci,organizzarci,parlarci.SIAMO RESPONSABILI DELLA NOSTRA SITUAZIONE!L'ABBIAMO FAVORITA CON LA NOSTRA APATIA,CON LA NOSTRA COLPEVOLE DISTRAZIONE,CON IL NOSTRO DISINTERESSE E DICIAMOLO CHIARO CON LA NOSTRA COMPLICITA'.Basta SUBIRE TUTTO,GIRARE LA TESTA DALL'ALTRA PARTE E FAR FINTA DI ESSERE SANI O AL MASSIMO ATTACCARSI A QUESTA CAZZO DI TASTIERA CHE CI ISOLA CONSOLANDOCI.(SCUSATE LE MAIUSCOLE SI è BLOCCATO IL TASTO).COMUNQUE DICEVO MILANO:1 MAGGIO MAYDAY PARADE,INCONTRIAMOCI ,ORGANIZZIAMO UNA RESISTENZA.UN SALUTO AI RAGAZZI FRANCESI.UM32-12@HOTMAIL.IT

Giampiero Fabiani 18.03.06 04:36

L’università è divenuta un’istituzione che sfida ogni tentativo della logica di darle un senso. Io farei un appello alle famiglie di tutta italia affinchè non facciano l'errore di dare i figli in pasto agli squali.

LA GRANDE DERIVA DELL'UNIVERSITA' ITALIANA

Cos'è oggi l'università? Un circolo vizioso:


Migliaia di giovani si cimentano in un estenuante percorso formativo nell’illusione di accedere in futuro a ruoli di prestigio, tramite il possesso di un titolo che però si rivelerà completamente inutile a tale scopo, perchè quel lavoro non lo troveranno mai. E tuttavia per ottenere quel titolo gli sventurati sono costretti ad applicarsi e faticare per anni attorno ad argomenti il più delle volte eccentrici rispetto all’ambito professionale di riferimento, il cui grado di approfondimento viene valutato in sede di esame DA NEOLAUREATI nel ruolo di assistenti precari e sottopagati, a loro volta coordinati da docenti che SONO I PRIMI a mettere in discussione la valenza dell’intera istituzione accademica, a denunciarne la completa deriva, al punto da preferire di gran lunga dedicarsi ad altre attività rispetto all’insegnamento, PUR CONSERVANDONE il ruolo e lo stipendio.

Che senso ha tutto ciò?

Marco Perego 18.03.06 04:09

SI parla tanto del ruolo dei sindacati ma nessuno capisce che sta succedendo: gli imprenditori non hanno interesse a estinguere il potere sindacale ma a ridefinirne il ruolo in modo da renderlo funzionale alle proprie strategie.

ATENZIONE: Esso deve contunuare a esistere così come la categoria da esso tutelata (i lavoratori assunti con Contratto Nazionale), affinchè le nuove leve in ingresso CARNE DA MACELLO continuino ad aspirare a tale inquadramento e ad illudersi di poterlo raggiungere grazie ai propri meriti e al proprio operato. Non c’è nulla di onesto in questo: l’onestà, in qualunque forma, non esiste più. Per le imprese è un vantaggio che un sindacato miope continui tutelare la (divenuta) minoranza degli assunti perché ciò conserva l’appetibilità di tale categoria agli occhi della (divenuta) maggioranza di lavoratori non tutelati. Funziona da puro incentivo.

Cosa accade allora? Che un soggetto tradizionalmente antagonista si trasforma in alleato inconsapevole. Si neutralizza così anche la conflittualità interna all'azienda, grazie all’ampio margine di disponibilità che gli imprenditori possono ora concedere ai sindacati (e ai dipendenti), a patto che non mettano becco sui maneggi inconfessabili che attuano nel sottobosco sulle spalle di migliaia di lavoratori parasubordinati privi di tutele, gli SCHIAVI MODERNI.

Nulla di stano: sono semplici automatismi di un sistema che si riequilibria costantemente secondo la regola aurea del maggio profitto ottenuto e gestito da sempre meno individui. Che sognano un potere illimitato sulle vite degli altri uomini.
Abbiamo 30 anni, svegliamoci!

Franco Merisi 18.03.06 03:54

LA GENERALE IGNORANZA
LA GENERALE AVIDITA'

L’economia si basa su equilibri che si ridefiniscono sul lungo periodo, ma noi non siamo più in grado di concepire nulla che non abbia riscontri immediati. Questa società ci ha reso tutti dementi. Il compenso non riconosciuto oggi a tanti giovani corrisponde al denaro che questi risparmieranno domani sull’acquisto dei prodotti svalutati. Ogni decisione individuale ha ricadute a livello dell’intera società e della sua economia, anche se nessuno si fa carico di questa evidenza. L’apparente guadagno su manodopera gratuita o sottopagata, che in tanti imprenditori alimenta una sprovveduta sensazione di una furbizia messa a segno, con la complicità di leggi consenzienti, determina un progressivo riequilibrio verso il basso del sistema complessivo, un generale impoverimento. Quel poco che le aziende oggi guadagnano alle spalle degli stagisti, lo perderanno domani quando si troveranno con meno acquirenti. Ogni stagista o precario è un dipendente in meno oggi, ma è al contempo un cliente in meno domani.

State in guardia, giovani italiani: ancora poco tempo e si scatenerà la battaglia. Siate pronti.

Enrico Lovetro 18.03.06 03:43

Io ho 29 anni,ho una laurea in Filosofia e al fine di dimostrare pragmaticamente il concetto aristotelico di continuum, mi sono data all'ippica...lavoro 7 giorni su 7, dividendo le giornate fra una sala corse e un'altra,(non sia mai che si faccia un turno superiore alle 5 ore in un posto solo),nonostante questa massima disponibilità,guadagno scarsi 800 euro mensili e sono una lavoratrice a progetto,(quale?). inutile dire che a domeniche,festivi e turni notturni(da giugno a settembre i cavalli corrono fino a 1/2 notte-povere bestie-)non viene riconosciuta alcuna "straordinarietà";ferie e malattia retribuite sono un sogno;nessuna indennità di cassa;nessuna tutela dall'irascibilità dei "clienti" e, fra l'altro nessuna seppur vaga certezza circa i turni della settimana successiva:ti chiamano quando e per quanto gli servi...si passa da settimane full time a 10 ore totali per la settimana successiva,ma è necessario garantire massima disponibilità, e per mandarti via non devono spendere nemmeno i soldi della rccomandata:non ti chiamano più e basta.
volevo raccontare la mia storia perchè,purtroppo,non ci sono solo i call center...

sabrina di lella 18.03.06 00:37

Caro Beppe, dopo quasi 25 anni che ti seguo e raramente ti vedo (se non in DVD su qualche canale satellitare) dico la mia sulla situazione economica italiana. Premetto che sono un ispettore della G.di F. e che domattina affronterò la tesi in scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione. Per farlo ho studiato l'economia italiana e, caso strano, ma non troppo, tutto quello che dici è sindacato nei libri di testo, scritti tra l'altro, da economisti della Banca d'Italia o professionisti di alto profilo. Voglio dire, tutti sanno che le cose vanno veramente malissimo, lo si studia pure, e nessuno fa nulla ? Altro che problema Cina. Diciamo pure che tra ingiustificabili more temporali il legislatore italiano ha introdotto regolamenti e leggi comunitarie con anni di ritardo, che i gruppi piramidali italiani, quotati e non, appartengono alle stesse persone, che Mediobanca ha le mani in pasta dappertutto, che....ci vorrebbe un'"enciclopedia del non senso" per inserire tutto quanto non funziona nell'economia, come in quasi la totalità dei settori in Italia.Continua la tua "battaglia per l'informazione" che anche io nel mio piccolo informerò le persone. Sono stufo di vedere dilapidare il mio Paese da venditori di fumo.
Saluti.

Giuseppe Porcacchia 17.03.06 22:52

Abbiamo superato il limite della decenza, dell’umiliazione, della vergogna. Mi riferisco alla puntata di 8 e 1/2 di eri sera, ospiti in studio un giovane di rifondazione, un economista, Salvini e Aldo Nove. Io spero per la salute dei vostri nervi che nessuno di voi abbia visto la puntata. SAPETE COSA HA AVUTO IL CORAGGIO DI SOSTENERE FERRARA CON QUEL SORRISO DA DISPENSATORE DI MORTE? Che noi, cari collechi precari, siamo tutti dei FANNULLONI, proprio così, non abbiamo voglia di lavorare, che dovremmo alzarci alle 7.30 e sgobbare come fanno gli immigrati. Dopo laurea e master e dieci anni di ricerca incassante di lavoro, che significa lavorare a pieno ritmo in cambio di manciate di euro, noi abbandonati a noi stessi da tutti (politici, sindacati), EBBENE NOI ORA DOVREMMO PRENDERE ESEMPIO DAGLI IMMIGRATI, perché quelli sì che si sbattono. Ecco la coscienza civile della generazione che comanda oggi in Italia. Ecco la distanza siderale da cui parlano queste menti DECREPITE rigurgito del maledetto ’68, che non hanno capito nulla di ciò che ci sta accadendo. Non hanno capito che dopo anni di illusioni e delusioni continue i sogni dei giovani italiani SULLA PROPRIA VITA stanno morendo. Quelli di molti sono già morti. Tra un po’ del destino dell’italia non ce ne frgherà più nulla, le energie morali stanno finendo. L’avete capito, ricercatori, architetti, avvocati, ingegneri, giornalisti, popolo dei 500 euro al mese APRITE BENE LE ORECCHIE: Per Ferrara precarietà vuol dire “GENTE CHE NON SI VUOLE INTEGRARE PERCHE’ NON ACCETTA IL SISTEMA”. Così ha detto. Siete come i comunistelli dei centri sociali, i viziatelli di corso buenos aires a Milano. Non riusciremo MAI a far capie che inferno sono stati per noi questi anni. Per questo si tornerà allo scontro frontale. Tutto ormai deve passare per il ferro e per il fuoco, come sta accadendo in Francia. E lo studio di Ferrara è la prima cosa che farei saltare.

GIURO CHE NON AVREI MAI PENSATO CHE UN GIORNO SAREI ARRIVATO A SCRIVERE

Lorenzo Errico 17.03.06 16:59

SONO SEMPRE IL RAGAZZO CHE HA SCRITTO SOTTO E CHELAVORO AL CONTACT CENTER ASSOCIATO INPS-INAIL. I RESPONSABILI HANNO LETTO IL BLOG E ORA SONO SUPER IMPEGNATI A STANARMI...... NON CREDO CHE FAREBBERO TROPPI COMPLIMENTI PER CACCIARMI VIA.... SAPETE,A NOI LAVORATORI A PROGETTO BASTA MANDARE UNA RACCOMANDATA CON I QUINDICI GIORNI DI PREAVVISO E SIAMO FUORI..... E NON POSSIAMO NEANCHE LAMENTARCI....

proce francesco 17.03.06 16:51

Sono una ragazzo che lavora nel “Contact Center Integrato INPS-INAIL” nella sede di Bitritto in provincia di Bari; con me lavorano quasi 200 ragazzi. Un Contact Center molto importante, come potete ben immaginare, perchè di pubblica utilità che cerca di dare risposte alle migliaia di chiamate che ci arrivano tutti i giorni da parte di cittadini con problemi di pensione, contributi, malattia, infortuni, maternità, assicurazione casalinghe, autoliquidazione del premio inail e moltissimo altro; materie e problematiche molto importanti che assillano praticamente tutti i cittadini italiani. La maggiorparte di noi sono laureati o laureandi nelle più svariate materie; per fare un lavoro del genere bisogna avere menti capaci e di cultura superiore perchè le problematiche che si presentano tutti i giorni sono veramente impegnative. E in effetti siamo tutti molto capaci, disponibili, cortesi e ormai anche molto competenti nel campo previdenziale. Sapete come trattano contrattualmente una categoria di lavoratori così importante per tutti gli utenti inail e inps?
1) Contratto a progetto rinnovabile ogni anno (mentre in altre parti d'Italia fanno lo stesso lavoro ma con contratto di subordinazione normale)
2) 6.37 Euro per ora per massimo 6 ore al giorno (non di più perchè probabilmente ci dovrebberò pagare i buoni pasto) che porta a uno stipendio netto al giorno di (udite cari estimatori della legge Biagi) 30 euro che fanno un massimo di 700 euro circa se lavori 24 giorni al mese
3) Dobbiamo sottostare ad orari e a ordini come un qualsiasi lavoratore subordinato
4) Non abbiamo indennità di cuffia, malattia, ferie e ci viene riconosciuto l'infortunio solo in caso di ricovero ospedaliero
5) Non possiamo andare troppe volte in bagno e dobbiamo sottostare ad orari anche per andare in pausa
6) Dulcis in fundo, abbiamo cercato di far entrare i sindacati e siamo stati minacciati di licenziamento
Avrei tante altre cose da dire ma non ho più spazio...
E bello lavorare da schiavi

proce francesco 17.03.06 15:56

Salve, sono Francesca, ho 29 anni e ho lavorato per una societa' internazionale a Roma per due anni e tre mesi.Il posto era sicuro, tutti si chiesero perche' lo volevo lasciare e tutti mi presero per una cretina, mia madre compresa.Be', vi dico solo che adesso vivo in America da 2 anni e mezzo.Non che sia meglio dell'Italia, ma almeno il costo della vita e' proporzionato.Ho la grande fortuna di poter stare a casa con mia figlia di 7 mesi, cosa che in Italia non sarebbe assolutamente possibile;e, se lavorassi, starei fuori casa piu' di 12 ore (pendolare Civitavecchia-Roma).Ho una "laurea" in interpreti e traduttori e a Roma mi pagavano pochissimo,dato che il mio titolo era di segretaria ma ovviamente facevo di tutto!(anche traduzioni orali e scritte, legali e non), mi pagavano talmente poco che dopo aver vissuto per 10 mesi col mio ragazzo a Ladispoli (a Roma gli affitti sono impossibili), appena lui se ne torno' nel suo Paese (USA), io dovetti tornare dai miei. Ma certo che gli Italiani sono dei mammoni, e restano a casa fino a oltre 30 anni; come sarebbe possibile altrimenti? Il mio stipendio mi bastava giusto giusto per pagarmi le spese del treno e l'affitto, ma ci rendiamo conto?Ma e' vita questa?Ma io ero fortunata perche' non dovevo lamentarmi, avevo un posto fisso!Mi alzavo la mattina alle 6.30 e tornavo a casa alle 20.30. Una volta chiesi un aumento di stipendio e mi dissero che non potevano permetterselo; mi venne da ridere, o meglio, da piangere. Quasi ogni giorno andavano a pranzo in ristoranti spendendo quel che io guadagnavo in un mese. Nonostante tutto, il mio sogno e' quello di tornare nel mio bel paese, anche se leggendo la Settimana ogni lunedi mi sta un po' passando la voglia. Cambiamo le leggi, facciamo qualcosa per apprezzare le risorse che abbiamo. Grazie per questa possibilita' di scrivere e sfogarsi un po'.

Francesca Bogani 17.03.06 15:05

Vorrei, cortesemente, invitarvi a visitare il blog www.storiedilavoro.it per lasciare un vostro commento ed una vostra testimonianza.
Grazie

raffaello rapinese 17.03.06 14:54

AGGIORNAMENTI DELL'ULTIM'ORA ALLA MIA STORIA

Ieri una ditta che formazione mi ha contattata, in seguito all'invio del mio CV: "sono 4 anni che cerchiamo una persona con il tuo background, cv favolo ecc", insomma, lodi sperticate alla mia formazione e alle mie esperienze lavorative. Serve loro una figura per tutto un settore, dovrei studiare per ampliare ad altri sw le mie competenze e tenere dei corsi (fino alle 10 di sera). Praticamente, mi hanno offerto di lavorare tutto il giorno, fino alle 20 anche in una sede che non sia quella centrale, ma almeno in regione, avendo un periodo di prova fino ad agosto, e poi un co.co.pro.(ovviamente gli straordinari me li sogno) paga da contratto nazionale... E' questa l'offerta da farsi ad una persona che interessa loro così tanto??? Se fossi stata senza esperienza cosa mi avrebbero proposto? Di essere pagati perchè andassi a lavorare da loro??????????
Non voglio ficcarmi la mia dignità sotto el scarpe... :(
Ciao a tutti

barbara colaiocco 17.03.06 12:45

Penso che la generazione nata negli anni 70 sia quella che ha più difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Magari lusingati dai sogni dei nostri genitori abbiamo deciso di frequentare l'università e dopo anni di sacrifici( perchè oggi le università non le frequentano più i figli dei ricchi, anzi!) siamo giunti alla laurea con in tasca tanti sogni: un buon lavoro e un buon stipendio, mettere su casa, magari dei figli... e invece? ti trovi a lavorare tutto il giorno a dover star attento anche alla spesa alimentare e al sentirti sempre INADEGUATO.
per quanto mi riguarda non posso neppure dire di essere sfortunata; dopo la laurea in Giurisprudenza ho svolto il periodo di praticantato presso uno studio legale (la prima esperienza è stata drammatica ma fortunatamente ho avuto il coraggio di perseverare) e ora finalmente l'avvocato mi ha riconosciuto un fisso di €. 500,00.Però io convivo da 5 mesi con il mio ragazzo che da circa un anno si è messo a fare l'artigiano e non guadagna quasi nulla perchè la ditta è giovane. quindi stiamo dando fondo a tutti i nostri risparmi... spero che chi vincerà le elezioni ( e mi auguro non sia più il centro destra) possa far sperare ancora la generazione degli anni 70...

chiara gennari 17.03.06 11:40

Denuncio con forza gli sfruttatori: ADV Express società di comunicazione di Milano nelle persone di Salvatore Sagone e Giulio Bortolussi, professionisti improvvisati e truffatori di mestiere. Attraverso "cani da guardia" mobbizzano pesantemente il personale che licenziano senza motivo umiliandole il più possibile.

Tina Vale 17.03.06 11:07

Ciao, ho 36 anni, sono laureata in filosofia con esperinza nella computer grafica e l'anno scorso avevo trovato lavoro come impiegata IV liv., con contratto a tempo determinato di un anno, full time, presso un noto studio legale della prov. di Venezia.
Dopo aver "scoperto", tra le altre cose, (al momento della firma della lettera di assunzione) che la retribuzione era inferiore al minimo tabellare del CCNL (minimo tabell. CCNL lordo: € 1.117,31, minimo lordo percepito: € 830,00, al netto € 700,00) e dopo aver chiesto invano un propsetto di paga "autentico", che non fosse cioè "carta traccia" datami tanto per farmi contenta, ho rassegnato le dimissioni, esaurita, pur non avendo al momento un'altra opportunità di lavoro.
Non mi resta che fare una vertenza sindacale, sofferta perchè non è giusto il modo in cui mi hanno sfruttata, perchè non pensavo di arrivare a questo punto, con il timore di subire ulteriori danni (oltre a quelli materiali e morali già patiti), visto che si tratta di un noto studio legale.

Olivia Cucinotta 17.03.06 10:26

PER MARIELLA CERRUTO

Hai fatto bene!!! Anzi benissimo. Come continuo a ripetere chi si sente leso nei suoi diritti ha il diritto-dovere di agire. E' inutile chiedere nuove regole se poi quelle che si sono sono disattese da tutti e nessuno ha il coraggio di alzare la testa per pretendere che vengano rispettati. Il giusto sarebbe che venissero rispettati spontaneamente, ma se ciò non avviene..... L'Ispettorato del Lavoro esiste tutt'ora ed è denominato Servizio Ispettivo e fa capo alla Direzione Provinciale ( o Reg) del Lavoro. Ti assicuro che lavorano e anche bene (almeno nella mia realtà) e ultimamente hanno anche il potere di conciliare direttamente le parti in sede di ispezione attraverso la Conciliazione Monocrativa (solo per i diritti patrimoniali). E' un istituto nuovo e interessate che francamente finora non ho avuto occasione di vedere in atto anche perchè è recente..... Ovviamente il Servizio Ispettivo non riesce a fare controlli capillari su tutte le attività ma si può presentare denuncia ad essi per far partire l'ispezione (in sede di ispezione non possono rivelare il nome di chi ha sporto denuncia). Faccio però presente che non possono fare più di tanto se viene simulato un contratto (ad esempio un contratto co.pro al posto di uno di lavoro dipendente) se il lavoratore lo conferma con le sue dichiarazioni (dicendo ad esempio che è vero che svolge il lavoro in autonomia, che non deve rispettare orari, ecc...). Ovviamente sempre che la cosa non sia palesemente falsa. Ciao belli!!

Maria Belli 17.03.06 09:59

PER MARIELLA CERRUTO

Hai fatto bene!!! Anzi benissimo. Come continuo a ripetere chi si sente leso nei suoi diritti ha il diritto-dovere di agire. E' inutile chiedere nuove regole se poi quelle che si sono sono disattese da tutti e nessuno ha il coraggio di alzare la testa per pretendere che vengano rispettati. Il giusto sarebbe che venissero rispettati spontaneamente, ma se ciò non avviene..... L'Ispettorato del Lavoro esiste tutt'ora ed è denominato Servizio Ispettivo e fa capo alla Direzione Provinciale ( o Reg) del Lavoro. Ti assicuro che lavorano e anche bene (almeno nella mia realtà) e ultimamente hanno anche il potere di conciliare direttamente le parti in sede di ispezione attraverso la Conciliazione Monocrativa (solo per i diritti patrimoniali). E' un istituto nuovo e interessate che francamente finora non ho avuto occasione di vedere in atto anche perchè è recente..... Ovviamente il Servizio Ispettivo non riesce a fare controlli capillari su tutte le attività ma si può presentare denuncia ad essi per far partire l'ispezione (in sede di ispezione non possono rivelare il nome di chi ha sporto denuncia). Faccio però presente che non possono fare più di tanto se viene simulato un contratto (ad esempio un contratto co.pro al posto di uno di lavoro dipendente) se il lavoratore lo conferma con le sue dichiarazioni (dicendo ad esempio che è vero che svolge il lavoro in autonomia, che non deve rispettare orari, ecc...). Ovviamente sempre che la cosa non sia palesemente falsa. Ciao belli!!
PS: mi scuso se per caso ho inserito due volte lo stesso messaggio ma non riesco a trovarlo...

ciao belli 17.03.06 09:56

PER MARIELLA CERRUTO

Hai fatto bene!!! Anzi benissimo. Come continuo a ripetere chi si sente leso nei suoi diritti ha il diritto-dovere di agire. E' inutile chiedere nuove regole se poi quelle che si sono sono disattese da tutti e nessuno ha il coraggio di alzare la testa per pretendere che vengano rispettati. Il giusto sarebbe che venissero rispettati spontaneamente, ma se ciò non avviene..... L'Ispettorato del Lavoro esiste tutt'ora ed è denominato Servizio Ispettivo e fa capo alla Direzione Provinciale ( o Reg) del Lavoro. Ti assicuro che lavorano e anche bene (almeno nella mia realtà) e ultimamente hanno anche il potere di conciliare direttamente le parti in sede di ispezione attraverso la Conciliazione Monocrativa (solo per i diritti patrimoniali). E' un istituto nuovo e interessate che francamente finora non ho avuto occasione di vedere in atto anche perchè è recente..... Ovviamente il Servizio Ispettivo non riesce a fare controlli capillari su tutte le attività ma si può presentare denuncia ad essi per far partire l'ispezione (in sede di ispezione non possono rivelare il nome di chi ha sporto denuncia). Faccio però presente che non possono fare più di tanto se viene simulato un contratto (ad esempio un contratto co.pro al posto di uno di lavoro dipendente) se il lavoratore lo conferma con le sue dichiarazioni (dicendo ad esempio che è vero che svolge il lavoro in autonomia, che non deve rispettare orari, ecc...). Ovviamente sempre che la cosa non sia palesemente falsa. Ciao belli!!

ciao belli 17.03.06 09:52

Ragazzi c'è ancora troppa omertà ingiustificata...tanta rabbia e disprezzo hanno nome e cognome.Ci sono neoschiavisti che approfittano della nostra incapacità di denunciare...Capisco chi è ancora in ballo ma chi ha chiuso i rapporti con alcuni di questi stronzi faccia nomi e cognomi...sputtanarli è importante!Si può evitare a molti di cascarci...Io parlo del call-center ATESIA di Roma e del suo direttore Marchiori,dei suoi metodi,dei suoi licenziamenti per chi non piega la testa...Documentiamo con precisione chi e quando,come e perchè...se vi accorgete di avere paura chiedetevi perchè e chiedetevi se una certa indifferenza fin qui tollerata non sia una malattia da debellare totalmente dal nostro agire quotidiano...un saluto ai ragazzi francesi in lotta.Ciao!

Giampiero Fabiani 17.03.06 02:25

Salve a tutti, anche io faccio parte della categoria dei co.pro. esattamente dal mese scorso, ho 33 anni e faccio un mestiere per sua natura irregolare, il tecnico del suono, sono uno di quelli che in occasione di feste, concerti, spettacoli, si vedono indaffarati a faticare, spesso per un numero di ore vicino all'intero arco della giornata per consentire al pubblico di godere dell'evento. Faccio questo da circa 5 anni, prima quasi come un passatempo poi sempre più come un vero e proprio lavoro, ho frequentato due corsi di specializzazione per un ammontare di circa 2000 ore! L'ultimo dei quali mi ha portato a lasciare la mia cara Sardegna per vivere per circa 8 mesi, a mie spese, in un piccolo paesino del cuneese, al termine del corso un bello stage a Torino di 3 mesi presso un'azienda importante del settore che mi ha fruttato la bellezza di 550 euri e la promessa di essere richiamato in caso di bisogno, cose che si è verificata in occasione delle Olimpiadi invernali: ben un mese e mezzo di lavoro con contratto a progetto, che manna per uno abituato a lavorare prevalentemente d'estate e soprattutto in nero! Ora che le luci si sono spente sul questo meraviglioso, e costosissimo, evento oltre al bel assegnino e ad una calorosa stretta di mano mi è stato chiesto cosa farò per il periodo estivo che magari un altro bel co.pro. non me lo leva nessuno. E nel frattempo? Potrei anche raccontare di un infortunio occorsomi circa due anni fa per il quale sono dovuto stare un mese con un braccio appeso al collo, e quando ho chiesto al datore di lavoro (nero) un risarcimento per il danno subito mi è stato negato senza troppi problemi o timori, tanto denunciare significherebbe farsi terra bruciata intorno e non lavorare più per nessuno tacciato come un crumiro! Mi scuso per l'abbondanza di parole e insomma ci sono anche i fonici in questo marasma selvaggio.

Nicola Salaris 17.03.06 01:34

Questo è uno sfogo, stasera ho 1pò le palle girate + del solito...la cosa + frustrante secondo me nella situazione di un laureato che non trova nessuno ke gli dia la possibilità di lavorare seriamente è quella di vedere altre persone che dopo la scuola non si sono mai posti il problema, ke felicemente grazie ad una delle 1000 raccomandazioni del cazzo lavorarano beati...si costruiscono il loro futuro gioviale,si comprano la makkina, si fanno i week-and...magari crescono anche professionalmente e si danno delle arie, fino a ke...non ci svegliamo tutti e si fà una fottuta rivoluzione!

Daniele Panza Commentatore in marcia al V2day 17.03.06 00:17

Caro Beppe,
dopo aver letto l'articolo pubblicato su repubblica.it il 15/3/06 “Turismo on-line, 45 milioni di euro per il sito internet che non esiste” di Gianvito Lo Vecchio(http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/cronaca/porfan/porfan/porfan.html)abbiamo sentito l’irrefrenabile bisogno di raccontare la nostra esperienza di “giovani laureate” specializzate e quasi dottorate, la cui professionalità e competenza è stata ancora una volta sottostimata, sottopagata (nella migliore delle ipotesi) e bistrattata: il 19/9/2005 la società Denaro S.r.l. ci ha proposto attraverso intermediari la traduzione dall’italiano verso il tedesco di parte del portale per il turismo Italia.it. Il lavoro si presentava impegnativo soprattutto per i tempi di consegna serratissimi imposti dal committente. La traduzione era misurata in cartelle tra 500 e 1000 battute, al prezzo già minimo di 7 € lordi a cartella. Data la mole di lavoro e i tempi tanto ristretti (20 gg in tutto) abbiamo deciso di accettare l’offerta. Dopo aver ricevuto le bozze del contratto, il 22/09 abbiamo ricevuto le prime 100 cartelle. Assieme agli altri traduttori coinvolti (circa 30 nelle diverse comb. ling.), siamo state convocate il 26/09 per firmare il contratto non ancora controfirmato, ma su garanzia degli intermediari abbiamo firmato ugualmente, consegnato la prima tranche di lavoro e cominciato la 2° con consegna il 28/9. Il 27 sera però riceviamo l'allegra notizia che le condizioni economiche pattutite erano cambiate: la metà del prezzo per il doppio del lavoro (0,0038 cent. a carattere!) e vincolati per 2 anni. Un'offerta da non perdere! Ovviamente abbiamo rifiutato tutti, o quasi. Risultato: lavoro perso, tempo perso, salute persa, soldi persi (ovviamente non ci hanno pagato perché il contratto non è valido). Intanto siamo emigrate in Germania, almeno qui hanno un pò più di rispetto per il lavoro altrui e la professionalità non è considerata aria fritta.
Con affetto, tue affezionate, Agata e Loredana

Loredana Stendardo e Agata Marchetti 16.03.06 23:03

Sono una signora i 52 anni che ha una figlia di 22 anni. Sono quindi molto preoccupata per il futuro lavorativo dei giovani. Navigando in internet ho trovato un sito interessante: www.Precariarestanca.it. Si parla di aderire alla campagna nazionale per la lotta al lavoro precario e di firmare una proposta di Legge di iniziativa popolare per cambiare la Legge "Biagi". Quindi mi è sembrato giusto portare a conoscenza di tutte le persone che navigano e scrivono sul blog di Beppe Grillo questa iniziativa. Comunque per maggiori informazioni si può telefonare allo 06/67605311 oppure inviare una e-mail a: info@precariarestanca.it

Fiorella Ciampa 16.03.06 22:18

Salve, ho 39 anni sono un docente supplente precario dal 1999, sono stato un programmatore di computer con i fiocchi per quasi 12 anni, poi cassintegrazione e mobilità, da allora non sono più riuscito ad avere un lavoro decente, dal 1996 ho fatto molti lavori, ho lavorato persino per il portatore nano di democrazia, per le sue reti televisive seguivo il settore dei musicisti, mi occupavo degli aspetti amministrativi presso una falsa coop. pilota, dove 500 musicisti vengono trattati come soci lavoratori, ma dove in realtà l'unico vantaggio è della rete RTI perchè non paga un cazzo di contributi... e poi lui stesso si scaglia sulle coop, è il massimo. Ma veniamo alla scuola.
la Moratti quest'anno ha messo in atto un decreto che istituisce i corsi speciali per i docenti precari affinchè possano accedere alla possibilità di passare di ruolo, cioè un posto fisso garantito... oggi vengo assunto ad ottobre, licenziato a giugno e riassunto ad ottobre, rilinceziato a giugno... etc....

Bene sapete quale è la figata? Ho dovuto cacciare 1800 euro se voglio partecipare al corso, se non ci partecipo non solo non prendo il posto di lavoro stabile, ma tutti quelli che sono dietro di me in graduatoria e fanno il corso mi sorpassano e prendono il posto che come precario adesso ricopro. Ma non è la guerra dei poveri, ma ho 39 anni, ma come ca....zzzo si fa... Non vi dico come è fatto il corso, non serve a un ca-, anzi guardate la pensata: sono corsi speciali, pensate che ci abbiano fatto un corso appositamente per noi? Solo per la mia classe di concorso siamo 500 solo a milano. Beh! No, ci fanno frequentare le classi insieme agli studenti del primo anno dell'università, esatto 1800 a costo zero. L'università li incassi puliti senza fare il minimo sbattimento di preparare un corso...

ciao!

tomas anderson 16.03.06 21:15

Salve a tutti,
sono un ragazzo di quasi 24 anni, ho la speranza sotto le suole delle scarpe:
-mi sono diplomato nel 2001 (perito industriale), ho fatto 100km al giorno per 3 anni per 800€/mese (quando andava bene...)
-Mi hanno "allontanato" causa ristrutturazione aziendale.
-Dopo un anno di mobilità (senza trovare nulla), ho provato ad aprire un sito di e-commerce, giusto per vedere se, dato che di lavoro non se ne trova, riuscivo a crearmelo. Il sito è ancora nella fase iniziale, quindi è un po' presto per fare bilanci.
-Oggi sono stato ad un colloquio, mi hanno proposto 6 mesi di stage alla paga di 300€ al mese, per poi passare ad un contratto di tempo determinato per 18 mesi, poi FORSE sarà possibile avere un contratto normale. Questa è una multinazionale del settore dell'abbigliamento.
Cosa dovrei fare? I miei risparmi sono praticamente finiti, non ho più un euro nemmeno per andare a fare una passeggiata...
Non ho più speranza, ma la mia testardaggine mi dice di tenere duro, facendo salti mortali, che un giorno le cose dovranno andare meglio...dovranno.
Scusate lo sfogo, ma sono proprio triste, triste e deluso...

P.S. In tutti questi anni ho continuato a studiare all'università, con buoni risultati.

maxmilian scolari 16.03.06 21:10


Ho 29 anni, sono laureato in Farmacia e abilitato alla professione. E' 1 anno che sono disoccupato.
Sono stato preso in giro dall'Università'che mi ha venduto un sogno, mi ha rubato i soldi delle tasse, mi ha espropriato il sonno prima degli esami, mi ha anche detto alcune volte:”lei non è molto preparato torni la prossima volta”, mi ha raccontato, illudendomi, che una volta laureato non sarai più un morto di fame, domani cambia tutto! Infine mi ha scippato, convincendomi che è necessario, con l'esame di abilitazione alla professione.
...Poi, un bel giorno, finalmente, una “buona” notizia, è arrivata la donna della provvidenza!
Letizia Moratti: “l'eletta"!
E “l’eletta” ha fatto la riforma!
Ooh! Proprio quello che ci voleva!
In sintesi la Moratti con la riforma ha voluto trasmettere un nuovo messaggio :

"CHE CAZZO STUDIATE A FARE CHE POI NON C'E' LAVORO!!!"

P.S. non lamentatevi se fra non molto i giovani smetteranno di parlare e faranno cantare le molotov

giovanni roberto 16.03.06 21:07

Beh, io ho 35 anni, laureata in Lettere da più di due nemmeno la"fortuna"di essere precaria.
Sto pensando seriamente se piantarlà lì direttamente di cercare da lavorare, tanto non vai mai bene:
o sei troppo giovane e "sana" per rientrare in certe categorie di disgraziati, o troppo vecchia, o troppo qualificata o troppo poco, insomma come la giri sei comunque fuori...e io non ho"santi in paradiso"che mi diano un calcio...nemmeno come donna delle pulizie, dove mi sono ritrovata a dover"combattere"con altre 6 concorrenti agguerrite.
Non che io sia ricca, magari, ma semplicemente STANCA di tutto e di tutti.
Tanto anche se dovesse diventare ministro un genio dell'economia non potrebbe di certo fare miracoli e per poter vedere un cambiamento ci vorrebbero almeno 3 o 4 anni....e dove diavolo vai a 40 anni?
Gli unici "buoni"consigli che ho ricevuto sono stati:
"Fai un figlio cosi'poi rientri nelle categorie ragazze-madri e sei più favorita", oppure"Trovati uno ricco e sposati", lasciamo perdere le mie risposte....
Dico solo questo a quelli che ci hanno ridotto così:
posso perdonarvi tutte le porcate che avete fatto e farete, i soldi che avete rubato e ruberete, l'unica cosa che non vi perdonerò MAI, è di averci tolto la SPERANZA di poterci costruire una vita nostra.
Rosanna.

rosanna bigoni 16.03.06 19:23

Sono tornata dall'ennesimo colloquio di lavoro: non vado bene perchè sono donna, quindi a rischio maternità, e laureata. Ma che c***o devo fare per trovare lavoro? Sono stufa di aspettare!!! Dopo il contratto interinale scaduto e non rinnovato ormai è passato più di 1 anno e non ho trovato niente di decente, a parte i soliti call-center.

Ma con quale grinta potrò affrontare altri colloqui se ogni giorno che passa la depressione aumenta?

vale mar 16.03.06 17:29

Ciao Beppe,
ciò che mi spaventa di più non è tanto la situazione attuale, ma ciò che succederà fra 10/15 anni quando questi "RAGAZZI PRECARI" diverrano "UOMINI PRECARI": cosa possono aspettarsi dal futuro? Si ritroveranno a 40 anni senza un lavoro? Che Italia gli si prospetta in futuro?
E' veramente triste il panorama che si apre all'orizzonte...

Riccardo Tomassetti 16.03.06 17:11

Ciao,
da oggi è attivo il nuovo blog Nidil CGIL, dedicato ai lavoratori precari della provincia del Sulcis Iglesiente. Vi aspettiamo numerosi per proposte contributi e suggerimenti.
L'indirizzo è http://nidil.blog.tiscali.it

Giorgio Lunardi 16.03.06 17:07

caro beppe...
mi chiamo claudio, ho 25 anni sono di milano e lavoro in ufficio che si occupa di phone collection, per una società di recupero crediti....caro beppe ovviamente il mio contratto è a progetto...basta!!! faccio il dipendente ma non sono un dipendente!!! è una cosa assolutamente oscena! devo rispettare gli orari, subire una turnazione, se rimango a casa il giorno dopo ti guardano male...e non mi devono neanche pagare!!!! basta!!! ti prego beppe facciamo qualcosa, facciamo delle magliette una sottoscrizione ma aboliamo questo fottuto precariato!!! non se ne può piu!!! dobbiamo farlo alla nostra classe politica il contratto a progetto, contratto che si può recedere in qualsiasi momento, cosi appena fanno una cazzata li mandiamo a casa! salviamo l'italia beppe!!! c'è chi può e chi non può...TU PUO'!!!!!!!!! UN ABBRACCIO...KLA

CLAUDIO IONIO 16.03.06 16:34

Non è solamente la categoria dei giovani ad essere penalizzata in questo Paese, sono anche gli "ANZIANI" (se così posso definirmi). Ho 40 anni e lavoro dal 1988. Mi sono dovuta trasferire per motivi personali da Milano a Roma e adesso mi trovo nella schiavitù del co.co.pro. Ho perso i diritti, il salario, la tutela acquisiti negli anni. Non ho più ferie, non sono tutelata per eventuali assenze da malattia, devo seguire l'orario di lavoro dei colleghi con contratto a tempo indeterminato, devo fare straordinari non pagati e lavorare il sabato gratuitamente. Vado avanti con rinnovi di 3 mesi in 3 mesi con un contratto SCANDALOSO!

Milena Panizzi 16.03.06 15:37

-RIVENDICATE I VS DIRITTI- RIVOLGETEVI AL SINDACATO-
DOPO 3 ANNI DI CO.CO.CO I MIEI DATORI DI LAVORO(GENTE ONESTA E PER BENE DELLA SERIE CENE DI BENEFICENZA-LAVORO E CHIESA, PRETI INTORNO ECC..E VOGLIAMOCI TUTTI BENE), MI PROPONGONO ALLA PRERSENZA DI UN CONSULENTE DI LAVORO UN NUOVO CONTRATTO, NON PIU'CO.CO.CO.BENSI' A PROGETTO(PREMETTO CHE PER UNA COMMESSA COME ME CHE APRE L'ESERCIZIO LA MATTINA E LO CHIUDE LA SERA E' PROPRIO IMPROPONIBILE POICHE' NON E' QUELLO CHE IL SUDDETTO CONTRATTO PREVEDE. A QUESTO PUNTO CHIEDO COME MAI DOPO TANTE PROMESSE MI VIENE PROPOSTO UN ALTRO CONTRATTO DEL TIPO LAVORO A NERO " LEGALIZZATO " CIOE' SENZA TFR, FERIE, MALATTIA 13.ma, 14.ma. IL DATORE DI LAVORO MI RISPONDE CHE L'AZIENDA E' STATA MESSA A DURA PROVA DALL'ENTRATA DELL'EURO E TANTE ALTRE CA...TE SIMILI.DELUSA FACCIO UGUALMENTE LE MIE RICHIESTE E ESCO DA QUELL'INCONTRO COSTRETTA A FIRMARE IL CONTRATTO MA CON LA PROMESSA DI RINCONTRARCI AD ANNO NUOVO PER RIDISCUTERE IL TUTTO. A FEBBRAIO RICHIAMO I MIEI " PADRONI " ALL'ATTENZIONE DEL MIO CASO. CI RIINCONTRIAMO SEMPRE ALLA PRESENZA DEL LORO CONSULENTE. MI DICONO SUBITO CHE NON POSSONO ACCETTARE LE MIE RICHIESTE E SENZA ALCUNO SCRUPOLO MI LICENZIANO. FINISCO IL MIO ULTIMO MESE DI LAVORO(APRILE), PER SODDISFARE FINO ALLA FINE LE LORO ESIGENZE AZIENDALI, MA LA RABBIA CHE HO DENTRO NON RIESCO PROPRIO A METABOLIZZARLA, COSI' MI RIVOLGO AL SINDACATO CISL DI EMPOLI E FACCIO PARTIRE UNA VERTENZA NEI LORO CONFRONTI (MAGGIO 05). A FEBBRAIO 2006 OTTENGO GIUSTIZIA E MI VENGONO RICONOSCIUTI TUTTI I DIRITTI RELATIVI AD UN VERO E PROPRIO CONTRATTO DI LAVORO SUBORDINATO.PURTROPPO PER ESIGENZE ECONOMICHE HO ACCETTATO 10.OOO ANZICHE' 22.000 EURO COME DA CALCOLO DEL SINDACATO.ECCO IL SISTEMA X OTTENERE GIUSTIZIA.P.S.SONO SICILIANA E DOPO 10 ANNI DI LAVORO IN TOSCANA E FRIULI RITORNO IN SICILIA.W L'ILLEGALITA' LA SCHIAVITU' E LE DIFFERENZE SOCIALI. W L'ITALIA ISOLE COMPRESE.A PROPOSITO BEPPE CHE FINE HA FATTO L'ISPETTORATO DEL LAVORO?

mariella cerruto 16.03.06 15:00

sono un ragazzo di 21 anni della provincia di lecce iscritto al secondo anno di giurisprudenza... dopo gli entusiasmi iniziali per aver iniziato il percorso di studi che da sempre sognavo mi ritrovo molto malinconico, triste e spaesato.. di laureati in giurisprudenza e anche di altre facoltà ne vedo veramente tanti ma purtroppo nn riescono a trovare una sistemaione adeguata che gli permetta di vivere dignitosamnete in un paese che sembra stia andando sempre più alla deriva... inizio a pormi tante domande proprio sul mio futuro e mi chiedo veramente se valga la pena continuare a studiare e rischiare quasi di impazzire per poter conseguire una laurea che con i tempi che corrono forse nn mi sevirà quasi a niente!!! ho sempre sognato di poter fare l' avvocato ma ora, tra milioni di avvocati presenti in tutta Italia, tirocini nn retribuiti che mi aspettano, scuole di specializzazione ed esami di Stato che dovrò sostenere per riuscire a scrivermi all' albo degli avvocati e quindi coronare il mio sogno passeranno chissà quanti anni e oltre tutto senza avere la minima garanzia di riuscire un giorno a guadagnare qualcosa... e una famiglia di questo passo quanndo la metto su?? anke se decidessi di andare a lavorare nn riuscirei mai a trovare un posto "fisso"... grazie legge biagi!!! grazie Italia!!!

adolfo pepe 16.03.06 14:57

Ciao Beppe, ciao a tutti. Dopo aver letto tutti questi messaggi di ragazzi e ragazze che tristemente riescono solo a CAMPARE dopo aver speso tanti anni e tanti soldi per studiare e laurearsi, beh non mi sento più tanto solo. Sapevo che la precarietà è ormai condizione di tanta gente ma qui c'è proprio da mettersi le mani nei capelli, ci sarebbe il tanto di farci un bel partitino, il PPI!! Proprio per quello che ho letto qua mi sembra di non scrivere niente di nuovo o di strano ma lo scrivo ugualmente sia per solidarizzare con gli altri e sia per sfogarmi un po..Lavoro nel sociale, in Sardegna, e si sa che nel nostro settore le cose non sono quasi mai andate benissimo, se c'è da tagliare per recuperare qualche soldino noi siamo sempre i primi. Faccio l'educatore e per tirar su uno stipendietto di 800eu che mi permette di CAMPARE mi divido in tre e cioè faccio ben tre lavori, uno in nero, uno con cocopro e l'altro con contratto a termine.AIUTO! Anch'io mi sto velocemente trasformando in prototipo di lavoratore del terzo millennio..non è tutto, la mia paga oraria equivale alla metà di quello che spetterebbe ad un educatore professionale laureato( circa 11eu lordi) infatti per il lavoro a progetto mi danno 28eu lordi per sei ore di lavoro e per il contratto a termine prendo neanche 5eu nette all'ora. Logicamente non ci si può neppure lamentare perchè il ricatto "o cosi o niente tanto c'è un sacco di gente che cerca lavoro" è sempre valido.Ora le nostre speranze le affidiamo alla Mortadella poi si vedrà. Hasta siempre precarios, atipicos e flessibiles

paolo meloni 16.03.06 14:35

ALLA C.A. DEL SIG. DUCCIO BORGHI

C'E' LA MIA RISPOSTA NELLA DISCUSSIONE DA LEI APERTA CIRCA IL COMMENTO: OVER 45

Maria D'Angelo 16.03.06 11:15

Legge Biagi in merito al p.t.
Sono una mamma di Como (tra l'altro è proprio a metà dello spettacolo di Grillo a Como nel 2001 che ho perso le acque e mi è nato ,quella sera il 2° figlio )che lavora a Milano, in una grossa concessionaria di pubblicità. Mentre ero a casa per la seconda maternità c'era il martellamente pubblicitario di questa nuova legge (chissà cosa avranno speso). Molto speranzosa (poichè ho sempre chiesto il p.t. ma non mi è mai stato concesso)sono andata su Intrenet a leggermi la legge. Totale delusione, nulla è cambiato anzi ho trovato un peggioramento. Trovo che questa legge abbia solamente messo per iscritto tutta una serie di cose che già da prima si potevano fare: p.t. verticale, orizzontale ecc.ecc. Nel pubblico i p.t. li davano prima e continuano ad attuarli ora, nel privato il datore di lavoro decideva, prima della legge, se concedertelo oppure no (tutto dipendeva se l'azienda andava male o bene cioè se aveva bisogno di risparmiare o meno)ed ora è esattamente uguale anzi peggio, qualora riesci ad ottenerlo, possono cambiarti l'orario dalla mattina al pomeriggio con nate l'anticipo di soli due giorni e ciò per una mamma è una catastrofe, se ti appoggi alle strutture, spesso chiudono alle 16 e se hai una baby sitter trovata dopo mille colloqui e con un non semplice inserimento con il bambino, non è detto che la stessa sia disponibile a cambiare l'impegno di lavoro. Inoltre le aziende usano questa forza per farti licenziare così che possono poi prendere liberamente persone interinali con le quali non hanno più nessun impegno.Da 4 anni a questa parte l'azienda per la quale lavoro li utilizza moltissimo, vengono sfruttati per due lire e poi a casa . Le motivazioni che l'azienda porta sono che il p.t.è di difficile gestione e che costa più di un tempo pieno, mi domando ma nel resto dell'europa del nord come faranno? Purtroppo tante donne sono costrette a licenziarsi e poi dopo qualche anno se sono fortu trovano solo piccoli lavori interina

luisa masuelli 16.03.06 11:03

un ovvio suggerimento a chi come Francesca Strafino.

Si sposti ( tanto per non dire sempre emigri) in un' altra parte dell' europa o del mondo ( anche temporaneamente)se ha un laurea e non trova lavor in Italia.E' piu complesso il pensarci che quando l' ha fatto.CREDETEMI.SE CONOSCE LA LINGUA DEL POSTO POI...

enrico maure 16.03.06 11:02

Mi dispiace tantissimo che si sia arrivati a questo, ossia che noi laureati rischiamo di fare la fame ed una lunga gavetta.
Noi, che, un tempo, eravamo le colonne portanti della società, stiamo diventando l'ultimo gradino della scala sociale.
Almeno l'operaio un posto lo trova sempre, l'Italia ha un'alta concentrazione di fabbriche medie o grandi. Per non parlare dell'emigrazione dal Sud a Nord, un tempo erano i poveri a partire con la valigia con lo spago, oggi sono i laureati a prendere l'intercity con un bel trolley al seguito. E poi, quando arrivi in città, bo-bom! Batoste per gli affitti di casa, altissimi.
Io ho molta paura per quelli che, come me, hanno dai 25 ai 40 anni. Non è la mobilità che mi spaventa oppure un lavoro non fisso per tutta la vita, quanto la mancanza di posti veri di lavoro.
Le aziende oggi fanno il comodo loro, non assumono subito, non pagano e ti mandano via come se niente fosse.
Marco Biagi doveva tenere le mani a posto, certo, come persona non meritava una fine del genere, ma l'esasperazione di chi non sopporta le leggerezze ha fatto il suo corso.
Io ho quasi 26 anni e una laurea in lingue da dicembre, sono da poco giornalista, ma se penso a tutta la gavetta che dovrò fare, specie perchè vengo da uan regione sconosciuta e senza futuro, il Molise, mi vien voglia di spararmi.Io, come tanti, sarà costretta all'emigrazione e voglio tutela per la mia dignità di persona giovane e con la voglia di fare.SArà il tempo, forse, ad abbrutirmi...
BEPPE FOR PRESIDENT!

francesca strafino 16.03.06 10:43

Caro Beppe,

vorrei sapere la tua opinione sul Movimento Solidarieta'in Italia.
www.movisol.org
Pensi che le loro "scoperte" siano veritiere?
Ti trasmetto un articolo che ho trovato interessante ma non so se corrisponda alla realta' dei fatti.
Perdonami per l' ignoranza nel settore.
http://www.nwo.it/rothschild_soros.html

Un abbraccio
Enrico

enrico maure 16.03.06 10:15

Ma non si starebbe meglio se si tornasse a zappare i campi? Sul serio, chi me lo fa fare di andare a lavorare in fabbrica, sfondandomi la salute per "guadagnare"? Non sarebbe meglio rinunciare a tutte quelle minchiate che ci propongono(tv, cellulari, macchine, ecc...) e ridiventare autosufficienti? Se proprio devo spaccarmi la schiena preferisco farlo all'aria aperta e vedere poi i frutti del mio lavoro. Viene da dire:"E' una vitaccia quella del contadino! L'orto vuole il contadino morto"
Perchè, il lavoro in "catena" non vuole forse l'operaio in "catene"?
Grazie alle catene industriali non siamo più in grado di costruire qualcosa, perchè ognuno si è specializzato solo nel suo pezzo.
Non dobbiamo aver paura di faticare, e questo è più che giusto, ma almeno voglio un minimo di soddisfazione da ciò che faccio. E' come se io mi allenassi per tutta la vita in uno sport senza vedere nessun miglioramento e anzi vedendo che giorno dopo giorno io sia sempre più rincoglionito, non avrebbe senso allenarsi.
Però lo so che parlare è facile. Pensarla così è solo un modo per non abbattermi.
Ciao a tutti e spero di passare oggi l'esame di "Psicologia dello Sport"(scienze motorie di Firenze).

Alessandro Tognoni 16.03.06 10:12

Ciao Beppe, da 4 anni e mezzo sono una ''schiava moderna''per un azienda che di certo non ha un piccolo nome. False promesse, false assunzioni,rinnovi prima a 6 mesi poi siamo scesi a 3 mesi,il fatto è che per le banche non sono nessuno quindi non posso chiedere un mutuo senza nessuna garanzia,lavoro a Milano ma ho la casa in affitto fuori dal mondo dove i prezzi sono ancora decenti,ho una figlia che oggi in un modo o nell'altro riesco ancora a mantenere e un compagno che sono costretta a vedere solo nel week end dato che lui lavora regolarmente nel paesino sperduto dove ho la casa,Beppe sono incavolata neraaaaaaa per non dire di peggio quando poi mi guardo attorno e vedo dipendenti fissi che si infrattano,che non fanno una mazza e invece io che ho dato anima e corpo sono cornuta e mazziata beh non mi stà proprio bene! Continuo a lottare sperando che un giorno la sedia sulla quale mi siedo ogni mattina diventi mia! A tutte le persone nelle mie condizioni posso dire semplicemente di non mollare mai e di non subire ma difendersi con le unghie e con i denti!Grazie Valentina Arcidiacono

Valentina Arcidiacono 16.03.06 09:35

Queste cose a Roma capitano tutti i giorni:

http://precarichefare.altervista.org/avvocato_no_mamma.html

A chi dice che ha fatto i figli dopo i quarant'anni chiedo di leggere bene la lettera: non penso che la signora che ha scritto ne abbia meno di 36:per un cvsimile ci vogliono 10 anni!

A chi dice chei ragazzi italiani non vogliono sporcarsile mani, lo invito a fare un giro e a leggere unpo' di annunci di lavoro.
Io VOGLIO sporcarmi le mani, ne parlavo ieri sul bus con una signora russa che fa la domestica, lei mi ha chiesto perchè non mi prendano per quei lavori... non ho avuto il coraggio di dirle la verità: mi rispondono che candidature da italiani proprio non le prendono in considerazione. (Se chiedo perché mi chiudono il telefono in faccia, conservo ancora un numero di cellulare, se non fosse reato lo metteri a disposizione per provare...). Non le ho detto la verità perchè temevo sembrasse una provocazione verso di lei- e io gli stranieri che vengono in Italia li capisco benissimo, se mio padre fosse sano anche io me ne andrei: è naturale cercare un futuro migliore! - ma con chi ci mette in questa situazione.
Ora faccio la segretaria "a progetto" - a dire la verità sono ancora in nero, il progetto ancora non l'ho firmato - per 300€ al mese, e siccome sono troppo pochi ho dovuto contrattare per col datore di lavoro il permesso di svolgere un secondo lavoro almeno per un mese, visto che lui chiede disponibilità assoluta e incondizionata.. alla faccia del progetto!
Vorrei chiudere con questa storia, mettermi in proprio, ma non so dove prendere i soldi.

tengo, a quetso punto, a specificare una cosa in più: vivo fuori casa da quando avevo 18 anni, ne ho 28, e mi sono laureata a 23 anni in legge, con il vecchio ordinamento. La laurea mi penalizza perché nei posti di lavoro dove "ci si sporca le mani" non mi assumono, non mi vogliono proprio, nei posti da laureata mi chiedono unaspinta. Quando ero all'Università guadagnavo di più... ora l'affitto lo devo ai mie

Sonia Morganti 16.03.06 08:03

ho solo la licenza media ho 30 anni e non ho mai smesso di lavorare da quando ne avevo 14 non ho avuto la fortuna di essere aiutato da i miei e sono cresciuto lavorativamente ottenendo ottimi risultati ma se avessi studiato come tanti di voi oggi mi chiederei vale la pena combattere un sistema marcio per poi entrarci o sarebbe meglio usare le mie capacità e conoscenze per per cambiare per non trovarsi inevitabilmente dall'altra parte di una scrivania che adesso suscita tanto disdegno e domani probabilmente sarà una coquista da difendere con tutte le armi che possiedi.il futuro bisogna crearlo se lo si vuole migliore, adattarsi a questo presente non cambia niente perciò bisogna fare delle scelte

gaspare falco 16.03.06 01:29

Quando inizialmente mi dissero che la nuova frontiera italiana del mercato del lavoro, sarebbe diventata la "flessibilità"...mi misi a ridere! Il bel paese che comincia a crescere, e creare prospettive di carriera per i giovani e le persone che vogliono cambiare, perchè trovano di "meglio"...niente più viaggi a "LONDRA", pensai.
Ma poi capii, che era soltanto un'illusione; perchè la "lap-life" che stava per stravolgere il nostro "modus vivendi" era ben altro, di ciò che avevo sperato!
Precarietà, sfruttamento, "schiavitù", mobbing e tanto altro...
Ecco cosa c'era da aspettarsi dal Paese "del Sole, degli spaghetti e del mandolino"...chiunque abbia il "coraggio" di definirsi "L.A.P." (per me sono i più coraggiosi coloro che ammettono di vivere uno stato sociale, in cui è violato ogni diritto di un qualsiasi lavoratore europeo alle porte del terzo millennio!!!), si confronti pure con la nostra realtà in www.laplife.com
Lavoratori a progetto facciamoci sentire!!!

Nicola De Rossi 16.03.06 01:12

(segue)Dopo un triste periodo in cui facevo la promoter il venerdì e il sabato e durante la settimana lavoravo due o tre giorni in una SNAI come Co.co.co.,finalmente,il miracolo:alla SNAI mi hanno assunta a tempo indeterminato(anche perchè,risultando disoccupata da due anni e rientrando nella legge 407/90,il datore di lavoro aveva diritto a forti sconti sui contributi se mi assumeva a patto che mi prendesse fissa).Inutile dire che ho toccato il cielo con un dito...ora lavoro lì da due anni ma, dopo l'entusiasmo iniziale,mi viene fatto di chiedermi:una studia all'università per fare la cassiera in una sala scommesse,per svolgere un lavoro che è quasi al livello di quello del call-center,perché deve litigare tutti i giorni coi clienti(per di più gente grezza,schifosa,volgare),tutti i sab,le domeniche,le feste(anche qui per 950 euro)...quando poi mi sento dire:"Ma tu lavori qui/lì dentro(da colleghi e/o da gente di fuori)...ma sei sprecata"mi sento salire la rabbia e mi sento una fallita,come se fosse colpa mia...è vero,vorrei trovare di meglio, ma come faccio a lasciare un posto fisso,coi tempi che corrono,per un contratto,che so?,di due o tre mesi in un'impresa,che per giunta di solito cerca gente esperta?Si parla tanto bene del lavoro precario come un modello da imitare dei paesi anglosassoni,ma almeno lì i datori di lavoro ti danno più elasticità,per assumerti non chiedono duecento requisiti(titoli vari,esperienza,presenza,corsi,ecc.per giunta in cambio di uno stipendio al di sotto dei 1000 euro),e almeno se lasci o perdi un lavoro hai la sicurezza che ne troverai subito un altro:qui non ti danno la possibilità di imparare a meno che non hai 18 anni,e allora ti sfruttano,mentre quelli che hanno esperienza non vengono valorizzati...è uno schifo...cmq, beppe,sei sempre un genio,ti seguo da quand'ero piccola e ti venero come un guru...continua ad essere il paladino di noi lavoratori e consumatori...ciao,Paola

Paola Pian 16.03.06 00:49

(segue)dicevo,questa simpatica signora mi ha spedito dopo una settimana(dopo avermi perfino presa a schiaffi)aggiungendo come commento che "non ero capace lavorare"(avrei voluto vederla LEI alle prese con una traduzione).Come prima esperienza,insomma,non c'è male,debbo dire.Poi ho ripreso a spedire curricula a destra e a manca,e sono andata avanti per circa 2 anni, barcamenandomi con le ripetizioni...Due anni,naturalmente,costellati di colloqui con le interinali che puntualmente si rivelavano dei buchi nell'acqua,perchè io,essendo troppo "vecchia",allora,(27 anni)per fare l'apprendista,e troppo "laureata" per avere esperienza,venivo inevitabilmente snobbata da questi CAPORALATI che chiamano agenzie di collocamento private:saranno anche l'anticamera per entrare nel mondo del lavoro per qualcuno...sì,ma x qualcuno che ha già lavorato, visto che cercano sempre gente già "capace"di tenere la contabilità,"esperta"in fatturazione,ecc...ma più volte nel corso di questi colloqui fantozziani mi è sorta spontanea(nella mia mente)la domanda:"ma se l'esperienza NON CE LA FATE FARE,come diavolo faccio ad averla??Me la costruisco col Pongo???"Morale della favola:non potendo aspettare all'infinito un lavoro sicuro,io e il mio ragazzo 5 anni fa ci siamo sposati e abbiamo tirato a campà faticosamente col suo stipendio da operaio(950 euro...e quel ragazzo che ha sostenuto che i giovani d'oggi non vogliono sporcarsi le mani anche se guadagnano tanto mi dovrebbe dare l'indirizzo della fabbrica dove lavora,così facciamo domanda tutti e due, ché non ho ancora sentito di un operaio che prenda 1200 euro al mese!),da cui dovevamo detrarre un affitto di 400 euro più tutte le spese, finchè io finalmente non ho trovato un lavoro(in nero) come cameriera in un bar,dove il padrone mi sfruttava in modo vergognoso,facendomi fare praticamente la sguattera per circa 50 ore alla settimana e costringendomi pure a subire le sue schifose molestie...dopo un mese non ho resistito più e me ne sono andata

Paola Pian 16.03.06 00:30

Salute a tutti, sono una 32enne astigiana laureata in lingue... stasera stavo dando una scorsa a tutti questi commenti, e devo dire che mi sono sentita un po' meno fallita perché mi sono resa conto di non essere l'unica sfigata a non aver trovato il lavoro e a non avere la situazione economica che si aspettava (e che sperava) dopo una carriera universitaria... Vi racconto la mia storia: dopo la laurea mi sono apprestata ad affrontare il mondo del lavoro piena di ottimismo e di entusiasmo, convinta - ahimè - che un lavoro coi fiocchi fosse lì ad aspettarmi dietro l'angolo... Il primo "colloquio" che ho avuto è stato quello con la titolare di un'agenzia di traduzioni a cui io avevo presentato il mio curriculum sperando in un'assunzione sicura; ero tutta sicura del fatto mio, con la mia tesi di traduzione (103/110), i miei viaggi all'estero e le mie, seppure sporadiche, esperienze di traduzioni private, e questa mi ha prontamente galvanizzata dicendomi che "la modestia è la prima dote di un traduttore" e che poi "assumeva solo gente esperta in traduzioni di manuali tecnici", e dal momento che io non avevo dimestichezza con le macchine, non ero all'altezza. Questa, comunque, è stata la più gentile; le altre agenzie non hanno nemmeno risposto alle mie domande, e lo stesso destino è toccato a tutti i curricula che ho spedito alle agenzie di viaggio, a quelle immobiliari, di assicurazioni, agli studi di avvocati, di notai, di architetti, ai commercialisti ecc. che ho contattato battendo letteralmente tutta la guida del telefono... l'unico che è andato a buon fine è stato quello ricevuto da una commercialista che mi ha convocata però nel periodo di maggio (!) per farmi dare una mano a fare 730 e 740... peccato che non abbia tenuto conto che se una persona deve imparare a fare i 730 e i 740 non può farlo in 2 giorni e per di più nel periodo di maggio... per giunta mi ha riservato un trattamento mobbistico che non ho denunciato solo per evitare grattacapi, dal momento che do

Paola Pian 16.03.06 00:13

Io penso che se uno finisce la scuola secondaria e si iscrive all'università e si prende poi una laurea, significa che ha fatto un certo tipo di percorso...dopo deve avere la possibilità di crescere professionalmente nel settore che ha scelto, "tantissimo di cappello" per gli operai che sono grandi lavoratori e risorsa essenziale per il nostro Paese, mio padre lo è stato, a casa "mancano i soldi", avrei dovuto cominciare a lavorare ank'io dopo la scuola, ma se ho scelto di conseguire una laurea e fatto sacrifici è stato per avere una marcia in più per un futuro discretamente migliore, non voglio fare i miliardi, ma cazzarola quando ti confronti con questo mondo del lavoro padroneggiato dal clientelismo e dalla precarietà ti vien voglia di fare la rivoluzione!

Daniele Panza Commentatore in marcia al V2day 16.03.06 00:12

La vita precaria è peggio dell'aviaria!

Visita

http://www.lavorivariabili.it/lv/

http://precarinews.blogspot.com/

Ciao!

Ferdinando Massetto 16.03.06 00:05

Concordo che la legge Biagi sia una vera catastrofe, però devo dire che in Italia troppi giovani non hanno più la voglia di sporcarsi le mani. Io lavoro in acciaieria, turnista al forno fusorio e ho visto molti neoassunti scappare dopo pochi giorni, x' l'ambiente è sporco, x' lavorare il sabato notte e la domenica pomeriggio è dura, x' d'estate si suda...Alcuni ragazzi con cui ho parlato non vogliono neanche metter piede in una fabbrica. Invece di prendersi uno stipendio fisso di 1200/1300 € al mese come primo impiego(senza esperienza), preferiscono barcamenarsi in attesa di lavori più comodi. Io in pochi anni sono diventato caporeparto e adesso guadagno 30.000 € netti l'anno e non me ne frega niente di finire il turno sporco e sudato!

lucio muniz 15.03.06 23:29

DA ben un anno cerco di fare l'insegnante. DI inglese. Col mio liceo linguistico, diploma di laurea in inglese, soggiorni in inghilterra ecc, e esperienze lavorative con i bambini...per fare ciò dovrei fare i numeri a colori.(graduatorie sis sos ecc)

Così ho deciso di provare le scuole private.
Un buon uomo generoso mi ha assunto dicendomi che aveva molto lavoro, contratto co co co, 13 euro l'ora.
Mi scusi ma quante ore mi date? che ne so 2 al giorno? e lui: 'si spera di più signorina''.
''mi deve dare diponibilità signorina, più disponibilità mi dà, più ore di lezione le do''
E io gli do disponibilità.
Lo stronzo aveva trovato un sistema perfetto: tu gli dai la tua disponibilità e la giornata a sua disposizione. Lui ti colloca un numero di ore di lezione dalle 9 alle 21 della sera. Ore che programma il lunedì per la settimana successiva quindi non c'è possibilità di organizzarsi.
Ma quante ore? guardo la tabella e vedo che oggi ho 3 ore, da 45 minuti. Una alle 9, una a mezzo giorno e una alle 8 della sera. Così non ho modo di tornare a casa e trovare una altro lavoro. E sono costretta a trascorrere lì tutto il gio
Stipendio: 700€, a volte 600€ a volte 500€ .


Anche se le ore aumentano, lui assume ancora insegnanti. E uno si chiede: ma come , ma io oggi ho solo 3 ore di lezione e questo assume ancora? SI. Grazie ai contratti co co co di merda e a progetto del cazzo. Quale PROGETTO? Quello dello stronzo del capo di questa scuola e della moglie stronza Well Street di PAdova del cazzo.
Oltre il danno la beffa: le ore a 13 € non sono di 60 minuti ma di 45 minuti, pagate perciò al minuto...LADRO
Aspettate non finisce qui: lo stronzo organizza delle feste a scopo pubblicitario, invitando gli insegnanti a fare un dolce. Il vincitore del concorso dolce più buono vince un televisore USATO. Così alla festa pubblicitaria il rinfresco è fatto a spese degli insegnanti. I clienti mangiano e sono contenti e il capo ingrassa...

Lena Buongiorno 15.03.06 22:53

Ho visto il CUD di quest'anno e non c'è la cifra alla voce TFR. Ho chiesto informazioni, dice che dalle disposizioni del ministero non è più obbligatorio. Sono soldi miei caxxo avrò il diritto di sapere quanto mi ruberanno con queste nuove leggi.

maurizio fioravanti 15.03.06 21:35

Abbiamo aperto un forum per mettere in produzione e regalare un motore di schietti ad ogni precario del mondo:
http://www.forumcommunity.net/?c=38259

carletto sauro 15.03.06 21:15

Salve a tutti ...mi chiamo Stefania, Vi scrivo dalla provincia di Ancona... ho 39 anni e sono una "operatrice nel settore tecnologico trainante" ovvero OPERAIA. Lavoro da circa 22 anni in quelle fabbriche di confezioni di abbigliamento che stanno scomparendo a vista d'occhio.Ne ho girate diverse. Non sono qui a lamentarmi dello stipendio perchè percepisco circa 900 euro al mese ma per la paura che, con l'esportazione all'estero di lavoro per il minor costo di manodopera, il mio e di tante altre donne come me andrà scomparendo. Attualmente mi trovo presso una ditta fasonista, lavoriamo per Armani e fino a poco tempo fa ci sentivamo in una botte di ferro in quanto il made in Italy era una sorta di garanzia ma abbiamo sentito un'intervista in televisione di Giorgino (Armani) in cui sosteneva che avrebbe presto anche lui investito in Cina. Ho assistito allo spettacolo di Beppe Grillo sabato 4 marzo 2006 a Pesaro dove ha affermato che noi italiani non possiamo competere con i cinesi perchè loro sono abituati a fare 200 ore la settimana solo di straordinari....non sapete quanto sia vero..Vi racconto cos'e successo poco tempo fa: la nostra ditta dà a sua volta lavoro ad una piccola ditta di cinesi che si trova qui....LA CINA E' VICINA! Una sera si è presentato il loro capo portandoci le fodere di cappotti che stavamo confezionando...300 capi tutti SBAGLIATI! La nostra capo reparto gli ha spiegato che ci sarebbero servite la mattina seguente e loro hanno lavorato tutta la notte riportandoci il lavoro ben fatto la mattina seguente alle 7.30 come avevano promesso! Possiamo competere con loro? No di certo...senza considerare il fatto che ogni 2 anni noi operaie PERDIAMO 3 stipendi, la tredicesima mensilità, le ferie e la liquidazione perchè le ditte fanno finta di fallire così ci iscrivono alla lista di mobilità......ci mandano a casa senza prendere un centesimo poi riaprono sotto altro nome..... ci riassumono con la lista di mobilità per non pagare i contributi perchè ce li paga lo stato e chi se la prende in quel pertugio recondito siamo sempre noi! Tutte le fabbriche in Italia stanno scomparendo.....vivremo davvero solo ed esclusivamente di turismo??????????? Complimenti per il lavoro che state svolgendo! Baci da Ancona.

Stefania Canonico 15.03.06 20:04

Qualche tempo fa parlando con un giovane ingegnere albanese che era venuto in Italia subito dopo Gran Casino ed era riusito a trovare un lavoro regolaremi disse: - Io torno a casa perchè qui in Italia guadagno 900 Euro e ne spendo 600 per l'affitto e il telefono, a Casa ne guadagnerei 300 Euro e ne spenderei 50 tra utenze e affitto(che però non pago perchè lì la casa è mia).

Sempre 300 Euro mi restano per vivere ! ... e allora me ne vado ! -

Quello che considero importante notare non è l'alto costo degli affitti italiani ma il fatto che chi non paga l'affitto in realtà non è in condizione migliore *** Oggi in Italia solo pochi (20%) pagano 600 Euro per la casa, in realtà i più fortunati pagano 800/1200 Euro al mese per un mutuo di 25/30 anni con cui si sono “comprati” (quando un giorno lontano sarà loro) la casa. E' una illusione ***

Questo fa capire che in Italia non è il costo del lavoro che è alto ma il costo dello “Stare in Italia” che rende conveniente andare a produrre da altre parti. E' come se un imprenditore pagasse 300 Euro per il lavoro (non puoi mica dar di menoa uno che lavora) e altri 600 Euro per farlo in Italia, voglio dire che non è il costo del lavoro ad essere elevato ma il costo di quello che chiamiamo “Sistema Paese” che fa sballare i conti, proprio quel “coso” che vogliamo esportare.

Ci rendiamo conto che i Rumeni, con le nostre vecchie e osolete macchine per il tessile, senza saper lavorare, senza la nostra cultura del lavoro, senza soldi, senza accesso al credito, riescono a essere più competitivi di noi quando produciamo in Italia. Gli Imprenditori Italiani quando vanno Lì sono competitivi e qui in Italia non ci riescono.

Il PROBLEMA NON E' IL COSTO DEL LAVORO - MA IL SISTEMA PAESE - CHE GONFIA IL COSTO DEL LAVORO.

E il modo i fare le cose che determina il costo delle cose

Harry Steed 15.03.06 20:00

caro beppe, cari tutti...ho già scritto in questo post della mia attuale esperienza lavorativa, in nero ovviamente...il fatto è che leggendo le moooltissime altre, un po' mi son fatta coraggio(si sa, tra sfigati..), ma la situazione è nerissima..nonostante ciò, vi invito, di cuore, a farvi due risate su una mia esperienza lavorativa di 3anni fa: faccio un colloquio come commessa in un negozio di abbigliamento,e, forte di una mia precedente esperienza in villaggio turistico, mi prendono! porto i documenti per l'assunzione!commessa part time, paga discreta, due titolari pedanti, ma va beh!inizio...e devo pulire tutto il negozio, bagno compreso, ma nn c'è problema..le titolari mi dicono che piano piano dovrò vestirmi con abbigliamento acquistato nel loro negozio, usufruendo del 10% di sconto(tra l'altro vendevano solo abbigliamento di marca!)!!ma il bello doveva venire: dopo una settimana, la titolare mi chiama prima della chiusura del negozio, io e lei sole solette(senza testimoni), e mi dice che il nostro rapporto di lavoro si risolve lì. io chiedo come mai, se ho sbagliato qualcosa, e lei mi fa"no,non è il lavoro...è a causa della tua insormontabie difficoltà.."..."cioè?" le chiedo io, e lei"be, si tratta della tua altezza...nei periodi di grosse vendite..insomma non arrivi bene agli scaffali..rallenteresti tutto..." ero ALLIBITA!con gli occhi lucidi, le chiedo come hanno fatto a non accorgersi di come sono....non sono riuscita ad insultarla dall'alto dei miei 150cm. (e lei non era poco più alta di me!)ho chiesto alla CGIL se fosse possibile una cosa del genere, ma pare che nei primi 15gg.di lavoro ti possano discrimanare per razza, religione...e, STATURA!ragazzi,sono sarda,vado fiera dei miei 150cm, ma è stata dura digerire la cosa.però mi hanno pagato la settimana...si sono susseguite altre esperienze di lavoro diverse ma altrettando "edificanti".è dura, ma non deprimiamoci...male che vada io mi trasferisco da zapatero! ciao beppe, ciao tutti!!!!

manu lai 15.03.06 18:55

Ciao a tutti,volevo solo raccontare la mia storia lavorativa attuale.Lavoro da 5 anni a Pavia in un agenzia immobiliare,il mio titolare non ha mai pensato di assumermi ho sempre lavorato in nero come si dice,dopo svariati tentativi sono riuscito ad ottenere un co. co.co.piuttosto che niente meglio piuttosto ho 36 anni stavo pensando di metter sù famiglia ma quando l' detto in giro tutti mi hanno dato del pazzo.La mia compagna ha un'anno in più e anche lei come me ha un lavoro precario è un insegnante di sostegno con nomine annuali,ritornando al mio caso io guadagno 800,00 euro mensili dalle quali devo detrarre le spese per la benzina che uso per andare in giro a fare gli appuntamenti totale circa 250,00 mensili, dimenticavo ho anche delle provvigioni che mi vengono pagate al raggiungimento di un certo fatturato cioè circa 7000,00 euro mensili.Dopo tutti questi anni lavorando in queste condizioni mi è stato detto che non sono più la persona che fà per loro,una precisazione in 5 anni ho acquisito circa 800 proprietari più tutte le responsabilità del caso.Ciao grazie dello sfogo e un saluto particolare a te beppe a il mio titolare è genovese è proprio vero quello che si dice.

Giuseppe Carotenuto 15.03.06 18:51

Dal Kunta Kinte di Daniele Silvestri:

"L'unico miracolo politico riuscito in questo secolo
e avere fatto in modo che gli schiavi si parlassero
si assomigliassero
perché così faceva comodo per il mercato unico e libero.

Però così succede che gli schiavi si conoscono, si riconoscono
magari poi riconoscendosi
succede che gli schiavi si organizzano
e se si contano allora vincono."

Venite sul mio blog, scrivetemi, uniamoci per cambiare il sistema, per renderlo più giusto:
www.bloggers.it/movimentolaureati/

Paolo Ares Morelli 15.03.06 18:41

caro beppe, vorrei solo precisare una cosa, stavo dando una mano alla mia ragazza per la sua tesi in giurisprudenza sulla legge Biagi, e avevo intenzione di fare un pezzo di rottura critica su questa legge tanto bistrattata, allora mi è venuto in mente di criticare in prima persona Marco Biagi che intanto purtroppo era deceduto, allora ho fatto richiesta di tutte le discussioni a cui aveva partecipato Biagi in commisione per estrapolare sue parole e sono andato molto affondo richiedendo addirittura non i sunti ma le pagine stenografate parola per parola e mi sono inbattuto in una realtà completamente differente da quello che è il testo di questa legge, ti assicuro che Biagi non aveva in testa questo, e questa non è la legge partita sotto il ministero Bassolino, il nome di Biagi è stato usato e lo scandalo è che da sinistra nessuno ha rinnegato ciò,molto probabilmente perchè nessuno aveva realmente studiato Biagi. le domande quindi sono due: chi ha totalmente rivoluzionato le idee di Biagi da destra usando il nome e le credenziali di quest'ultimo usandolo come parafulmini? e chi da sinistra ha realmente intenzione di avere una vera riforma del lavoro visto che non conoscono neanche i contenuti della bozza della loro legge Biagi?

federico cordua 15.03.06 18:31

Egregio Signor Beppe Grillo,

ho visto il suo spettacolo registrato in DVD dello scorso anno.

Lei ha detto che i Bond sono cambiali,
ed è vero, i Bond sono cambiali.

Una menzogna ancora più grande
che ci viene raccontata da quando siamo piccini
è che noi uomini maneggiamo il danaro:

la verità è che maneggiamo banconote,
ed esse sono cambiali proprio come i Bond.

Il corso forzoso ha reso banconote tali cambiali.

La ringrazio e La bacio per lo spazio che mi ha concesso.

Federico

federico benvenuto 15.03.06 18:31

Gentile Beppe,

è questa una riflessione che faccio ormai da tempo.

Ho paura. Ho paura che tutto questo non sia colpa del NANO. Ho paura che tutto questo sia un primo passo di una crisi globale!

Spero. Spero che sia stato il NANO a rovinare l'Italia. Perchè se no siamo veramente nella m...a!

Voi che ne pensate?

Giacomo Feno 15.03.06 18:30

non so dove ho mandato la mail riguardante il colloquio fatto ad ikea il 2 marzo e siccome non è in coda mi sono convinto di aver sbagliato, un po stupido. ho 26 anni, da 5 lavoro, adesso ho un contratto part-time a tempo indeterminato in ditta per detersivi e macchine per la pulizzia, fo fatturazione, gestione merce, consegna e anche un po di facchinaggio per il datore in quattro ore (mi paghi la bolletta!. ma ringrazia sempre) 540.00 528.00 531.00 così un mese dopo l'altro. il 2 marzo appunto, colloquio ad ikea di afragola, tra le ultime nate, non bastano 250 negozi nel mondo. (speranze) 9 persone, laureati, diplomati, poveri cristi. "vi offriamo uno stage" dice il collaudato e salito di grado fedele dipendente, tre mesi dalle 8 alle 5 tutti i giorni, non vi paghiamo e non c'è nemmeno la possibilita di integrarvi nel personale, forse. Ho rifiutato, è troppo, in cinque anni sono passato da 500 mila lire a 700 euro poi tre anni a prestazione (cioè mi chiamavano e mi rendevo disponibile per 10, 20 giorni di notte anche qui tutto fare dalla lampadina al montaggio allestimento a 19 metri d'altezza in galleria centri comerciali), poi 500 euro, poi messo apposto, contratto nazionale 800 giù di li, in busta paga! ma 600 in mano + straordinario notturno 5 euro, bello è!?, Mi licenzio?, accompagno il figlio a basket, una collaboratrice schiena al posto della tastiera, tienimi il gioco. fott..i, ciai pure la sindrome di Peterpan. io facevo 16 ore sul trabbattello elettrico lui dormiva Mi licenzio, caco troppo male. poi 600 euro in nero, poi accetto part-time, almeno mangio cucinato. auguri a tutti e sforza italia, abbiate il coraggio di rifiutare tanto non evete niente da perdere, mi sento una mosca bianca, mettetevi anche voi le tutine monouso ad ogni nuovo colloquio. anto

castaldo antonio 15.03.06 18:29

Ciao Beppe,

ti racconto la mia storia...Laureata con 110 e lode in lettere e filosofia, master in giornalismo (perchè fare un Master in Italia...!), certificato di web&graphic designer, ottima conoscenza dell'inglese. Risultato: 4 anni di lavoro in nero nell'organizzazione di eventi culturali, 2 di giornalismo non pagato per riviste specializzate di musica, 2 anni a progetto in aziende private, (due diverse ovviamente)...però non ho mai lavorato in un call center!

Adesso mi sono trasferita negli Stati uniti, dove mio marito sta facendo un PHD in economia - per "ovvie" ragioni fare il ricercatore obbliga chiunque a scappare dall'Italia - e devo dire che, senza pensarci un attimo, ho accettato l'idea di lasciare il mio paese, il mio lavoro "precario"...evidentemente senza gradi speranze. Meno facile è stato lasciare amici e famiglia!

Ultima cosa, ho dovuto spostare la mia residenza in una città straniera per avere il diritto di votare nel mio Paese, c'è qualcosa che non va?

syl

silvia minguzzi 15.03.06 18:23

caro Beppe ma non parli mai di quel pagliaccio di E Fede che ci propina tutti i giorni atroci cazzate come se lui vivesse in un altro paese?Ha imparato bene dal suo padrone a raccontare fregnacce.Tu risponderai cambia canale,ma cosi' i miei nipotini chi li fa ridere?Mi dispiacerà che dopo il 10 Aprile (Prodi volendo) lo dovremo cercare sul satellite,ma per i nipoti si fa questo ed altro.Tanti auguri.Sei UNICO.

pino benigni 15.03.06 17:48

La legge 30 è stata certo ideata da Biagi, ma voluta da chi?
Di Biagi non si può dire che fosse uno sprovveduto, essendo egli oltremodo ampio conoscitore delle tematiche del lavoro. Per ciò, mi pongo la suddetta domanda!
Leggendo tra le righe la legge 30 ci si rende conto che questa mercifica le persone rendendole contrattabili, una vera e propria "human resource" (risorse umane). Questo termine rende la persona, l'uomo, uno strumento un mezzo di cui le aziende si servono per il raggiungimento dei propri obbiettivi, inquadrandolo in un archetipo industriale che poco ha a che vedere con la sua natura. Il considerare una persona in tal senzo produce, da parte di chi viene chiamato a rendere produttivo il sistema, "l'anomalia" che la legge 30 è.
In questo contesto mi chiedo: può una persona come Biagi non essersi resa conto delle conseguenze di questa legge? Certo che no. Egli, a mio modo di vedere, ha raggiunto un obbiettivo che da più parti gli veniva indicato, trasferendo tecnicamente una idea in legge, nulla di più. Da questo punto di vista egli ha compiuto il lavoro che era stato chiamato a fare. Piuttosto, viene da chiedersi, essendo questa legge in questa forma voluta dalla sinistra e utilizzata dalla destra, che immagine hanno i nostri dipendenti dei propri datori di lavoro?
Non so dare una risposta, certo di fatto è paradossale che dei dipendenti, dicano al proprio datore di lavoro, come egli debba organizzarsi esprimersi, come condurre insomma la propria attività. Eppure tutto ciò accade sotto i nostri occhi giorno dopo giorno, frase dopo frase.
Vorrei solamente che i nostri politici avessero una più alta considerazione di chi li ha eletti e mantenuti in quell'oblio in cui tutto deve cambiare affinchè tutto resti uguale.

Ciao Beppe.

Sebastiano Amato 15.03.06 17:29

CONTINUA......OVER 45
le bollette ed ogni spesa fissa per non parlare del grave danno arrecato al percorso pensionistico.
Di questa grave situazione si parla nei salotti TV facendo moralismo e mea culpa psicologico se non dopo che a qualcuno ridotto ai limiti dell'indigenza e della disperazione capiti un giorno di .............ordinaria follia.
Quello che chiede la gente nelle mie condizioni
e semplicissimo: o un LAVORO o la pensione che gli spetta SUBITO!

MARIA D'ANGELO 15.03.06 16:52

OVER 45: VECCHI PER IL LAVORO, GIOVANI PER LA
PENSIONE
Io sono una ex lavoratrice, oggi disoccupata di lunga durata. Dopo 18 anni di lavoro, sono stata licenziata nel '97 (durante tangentopoli) per fallimento aziendale e, da allora non non ho mai più recuperato il posto di lavoro, nè con gli LSU
(ed in questo caso a parità di requisiti con altri lavoratori il governo adotta 2 pesi e s misure) nè sono mai stata convocata, nemmeno per un semplice colloquio di orientamento dal centro per l'impiego (ed in questo caso non riesco a capire a che cosa servono).
Oggi appartengo alla categoria dei "troppo vecchi per lavorare e dei troppo giovani per andare in pensione" e la cosiddetta legge Biagi ha dato un corposo contributo a tutto ciò, con le seguenti modalità:
- le richieste di lavoro al SUD (laddove ci sono, sporadiche e rare) si stanno livellando sempre di più verso un'età massima di 35 anni con prospettive di occupazione fino a 6 mesi e con requisiti a dir poco paradossali, come la pretesa del diploma o della conoscenza dell'inglese nel caso di un operaio
- le poche richieste di lavoro al NORD (sempre per i limiti di età) da parte delle fantomatiche agenzie interinali (che ti vogliono sul posto) si azzerano nell'equazione con gli astronomici affitti delle case
- le decine di domande con i curriculum rimangono
senza alcuna risposta (perchè in Italia difficilmente si risponde......figurarsi per la richiesta di un lavoro).
Come se non bastasse i strapagati politici non parlano mai della questione (perchè....sazi loro,
tutto il resto è noia) ed i SINDACATI sottacciono
credo, deliberatamente, questo grave problema che oramai interessa milioni di ex lavoratori.
Ora la risoluzione (e non ci vuole certo uno scienziato per confermarlo) di questi gravi problemi dovrebbe essere prioritara e non a lunga scadenza perchè si sa che ogni persona necessita di mangiare tutti i giorni, allo stesso modo mantenere i figli a scuola, pagare
CONTINUA.................

MARIA D'ANGELO 15.03.06 16:35

La mia situazione è analoga a quella di tanti altri giovani italiani diplomati e laureati.
Ho trascorso sei mesi come lavoratore interinale: poiché ho dimostrato di essere più che all'altezza del mio lavoro, non mi hanno più rinnovato il contratto alla scadenza.
Dopo ho frequentato un corso di formazione per adulti disoccupati della regione finanziato dalla provincia, con la speranza che avere una specializzazione servisse ad un'eventuale assunzione e invece sono finita in uno studio come stagista e poi al termine dello stage chi s'è visto s'è visto!!
Dopo questa meravigliosa esperienza ho lavorato come Co.co.co e poi Co.co.pro. per due anni in una scuola di formazione professionale della regione (in cui il 90% delle persone assunte sono tutte raccomandate dalla CISL - poiché anche questo sindacato ha la sua influenza in questo ente - e si può ben immaginare la loro preparazione professionale).
Questa volta la decisione di abbandonare il posto di lavoro è stata mia, perché stufa di venire pagata due volte all'anno e vedere assunzioni a destra e a manca di personale non qualificato (per i motivi già citati).
La mia attuale situazione è quella di Collaboratore occasionale a part-time a 5€ all'ora in una copisteria (dove l'affluenza maggiore di clientela si aggira attorno alle 3/4 persone al giorno), e sono convinta di stare gettando via la mia professionalità, duramente acquisita, e i miei titoli di studio.
Maria Anelli.

Maria Anelli 15.03.06 16:30

Sento parlare di Legge Biagi,Non va bene, non è valida.Io sono un neolaureato in ingegneria delle telecomunicazioni che dopo anni di studi tra microonde e campi elettromagnetici, non trova un’occupazione che dia un senso a tali studi. Ho visto i ricercatori del CNR sbattuti ai piedi del Vesuvio in delle villette che saranno state costruite abusivamente dalla camorra, ed ora è sede del più alto organo di ricerca italiano… io ho detto no… mi hanno offerto stage per 6 mesi a 500euro lordi al mese(sono di Benevento e lo stage era a Milano!!!) Io ho detto no. Il lavoro non c’è, è tutto saturo e la legge non funziona, ma ora ti parlo dell’altra faccia della medaglia lavorativa. Quella che viene vista sempre come la parte ricca che fotte e se ne strafotte. Mio padre ha una piccola impresa edile artigiana da 30 anni,e sono 30 anni che sopravvive.Sai perché???? Perché è un piccolo imprenditore, lavora tanto ma non viene quasi mai pagato regolarmente, spesso non viene pagato e sai da chi?… dai lavoratori che tutti tutelano,quelli che fanno la fame. E’ un anno che aspetta la chiusura di un cantiere,lavoro completato , il direttore dei lavori non firma la chiusura(mancia??????), l’amministratore del condominio non paga senza la firma del direttore,ai condomini va bene così e la mia famiglia fa la fame da un anno…senza soldi come fai ad aprire altri cantieri? Come fai a pagare gli operai? Il Fisco bussa e vuole le tasse per soldi non presi e la tutela non esiste. Ho fatto una ricerca in rete, non esiste nessun organo che tuteli situazioni simili, a chi mi rivolgo, MONTEZEMOLO? troppo piccoli per la confindustria, ad un avvocato? l’ultima causa civile che abbiamo affrontato per una situazione simile è durata 15 anni.Ma la mia è una famiglia sana, mio padre ha laureato due figli e fanculo tutti… perché noi siamo liberi….

tullio forgione 15.03.06 16:25

E' confermato: I CENTRI PER L'IMPIEGO SONO INUTILI.
ADECCO, invece, lavora benissimo ( e ci straguadagna).
In poche parole: anche per le Elezioni 2006 si sperimenta (in Liguria almeno) l'invio telematico dei risultati degli scrutini. Per fare questo servono degli operatori: un lavoro occasionale (2giorni), ma sempre utile per chi non naviga nell'oro.
Recluta gli operatori ADECCO e lo fa in silenzio, senza avvisi sul sito internet.
In questo modo, chi lo sa per primo è avvantaggiato...non vengono chiamati gli studenti, i disoccupati, o i lavoratori in mobilità...Chi primo arriva trova il lavoro (ovviamente sono già al completo, hanno già tutti gli operatori di cui avevano bisogno).

I CENTRI PER L'IMPIEGO NON FANNO NIENTE, quando avrebbero a disposizione una corposa banca dati di disoccupati &C., essendo uffici preposti a questo ed essendo GIA' PAGATI DALLA COLLETTIVITA', mentre ADECCO è un intermediario che fornisce il servizio A PAGAMENTO.

In sostanza: lo STATO (cioè noi, no?) PAGA un PRIVATO perchè svolga la funzione di intermediario al posto di UN APPARATO STATALE che invece, NON FUNZIONA.

Mi sembra una vergogna!
Chi me lo giustifica questo meccanismo?
A chi devo chiedere spiegazioni?

Chi ci sta guadagnando di più?????

Io l'ho chiesto lo scorso anno ad un consigliere regionale in diretta tv, ma ha solo allargato le braccia sconsolato.

Voi cosa ne pensate?

Paola Rossi 15.03.06 16:22

E' confermato che i

Paola Rossi 15.03.06 16:00

Sono stata tra gli ultimi (nel 2001) ad essere assunta a tempo indeteminato nella mia ditta, infatti ora sono mobbizzata sperando di farmi andare via. Lo farei anche volentieri, che non mi diverto in questo posto di maschilisti schiavisti. Ma guarda un po': non mi vuole nessuno, non trovo proprio niente. E dire che sei anni fa, appena laureata, hanno fatto la fila per offrirmi un lavoro.
Ora la ditta sta veramente esagerando: non vuole rappresentanti sindacali perché "rompono le palle", non è possibile fare sciopero (quei pochi che osano si trovano le ore detratte dalle ferie e la carriera stroncata), ora ci ha anche negato la una tantum dei metalmeccanici perché ci hanno dato 500 euro di premio produzione a natale, che vogliamo di più. E tutto questo nella indifferenza dei più. Io sto protestando, tanto non ho molto da perdere e spero di andarmene al più presto, ma mi sembra di combattere contro i mulini a vento.
Cambieranno le cose? Sto anche pensando a mettermi in proprio, come ha suggerito qualcuno (grazie del consiglio).

Chiara

chiara simonelli 15.03.06 15:39

Organizziamo una risposta,smettiamola di compatirci, per i residenti in emilia romagna contattare il sito www.atipicirer.org.Su la testa!Ciao!

Giampiero Fabiani 15.03.06 15:32

PRODI MI HA CONVINTO A NON VOTARE PER BERLUSCONI

BERLUSCONI MI HA CONVINTO A NON VOTARE PER PRODI


LA MUSSOLINI MI HA CONVINTO CHE
“E' PEGGIO ESSERE FASCISTA CHE ESSERE ETEROSESSUALE”

BOSSI MI HA CONVINTO CHE
“LA LEGA PADANA NON E' LA LIGA VENETA”

CASTELLI MI HA CONVINTO CHE
“E' MOLTO MEGLIO EMIGRARE DALL'ITALIA CHE IMMIGRARE IN ITALIA”

e POI da sempre

I FINI NON GIUSTIFICANO I CASINI
E
I CASINI NON GIUSTIFICANO I FINI


E SE OCCORRE FARE UNA SCELTA DI CAMPO:
allora O ROMANIA O SANTO DOMINGO !!??)

Haqrry Steed 15.03.06 14:47

Anch'io, come molti di voi, mi chiamo Precaria...vivo ancora con mamma e papà(ho 24 anni),lei in cassa integrazione da 5 anni(...con Postalmarket sai uso la testa...), lui agricoltore da quando aveva 14 anni(dipendente!), io educatrice precaria. Lavoro 4 ore al gg., non vengo pagata come Educatrice Professionale, ma come Assistente Educatore, che per la legge non esiste(!)...2 settimane al mese lavoro anke il ven notte sab e la dome(per un'altra cooperativa), niente contratto, stipendio ogni 3 mesi!
Guadagno poco più di ciò che spendo per la benza, di una macchina veccchia, che da qualche giorno mi ha pure lasciata sola in tangenziale. Amo il mio lavoro, ma ogni tanto tutto questo mi fa perdere le staffe e la speranza...
il mio invito è di andare a votare il 9aprile e di continuare a rompere i coglioni come società civile, perkè è un nostro diritto e un nostro dovere!
qualcuno diceva...dai diamanti non nasce nulla dal letame nascono i fiori...dopo tanta merda la speranza è che l'Italia torni ad essere un paese dignitoso e rispettoso dei suoi cittadini!

sara pagani 15.03.06 14:44

E perchè no, Beppe, aggiungi pure questa! 28 anni, laureata da due in medicina veterinaria. Dopo essermi fatta un mazzo così per scavalcare quei 78200 esami (e come me, tutti e ribadisco tutti i miei colleghi, che nessuno si azzardi a dire che fare il veterinario è una cosa da nulla!) sognavo di poter finalmente essere almeno un pochino utile a queste creature che sono costrette a convivere con noi, quasi sempre nella maniera più sbagliata per loro, dal LORO punto di vista! Negli ultimi due anni di università ho dovuto andarmene di casa per motivi seri e ho vissuto a spese del mio compagno, mio coetaneo, il quale tutt'ora dopo 7 anni di lavoro (per fortuna a tempo indeterminato!)non guadagna più di 800 euro al mese (call center pure lui!). Abbiamo fatto i salti mortali per vivere in due con quella cifra e una volta laureata, anche se mi sarebbe piaciuto tanto, non potevo permettermi di andare a lavorare in una clinica veterinaria dove ti pagano 20 euro al giorno in nero, 12 ore di lavoro continuato, notti e festivi compresi! Perchè è questo quello che ci offrono; le cliniche veterinarie se ne fregano della qualità e della cura del paziente; gli frega solo di avere manodopera a basso costo! Tanto se l'animale sta male, il padrone ci va lo stesso a visita, e paga comunque, che tu sia bravo o no! Dove finiscono quelli come me? Quelli che dopo una laurea si devono mantenere e che non hanno i soldi per aprirsi un'attività? O a vendere farmaci e/o alimenti per le multinazionali, o se proprio proprio sei fortunato, con una borsa di studio (neanche cococo/pro che pagherebbero un pochino meglio!) da fame a fare ricerca spesso inutile e giurassica, dovendo a volte assistere a veri e propri sacrifici degli animali! Tanto per dormire bene la notte!!!!! Il risultato è che non solo fai fatica a mantenerti e non sai per quanto durerà quel lavoro, ma inoltre per lavorare devi andare contro tutti i tuoi principi, altrimenti la panza non la riempi!

Letizia Moro 15.03.06 14:34

Sono uno studente laureato in scienze della comunicazione in quella ''fabbrica mangiasoldi'' che e'l' universita' italiana. Al momento ho accettato un tirocinio all' Agenzia ANSA di Ancona, sapendo sin dall' inizio che non ci sarebbero state prospettive e che alla fine dei tre mesi sarei tornato a casa. Precario, come la gran parte delle persone laureate fra i 23 e i 40 anni.

Credo sia interessante riferire di un' esperienza che mi e' capitata nei mesi di dicembre e gennaio a causa di una lunga serie di colloqui, ovviamente finiti male, per un posto di 'esperto di prodotto junior' in Seat-P.G. su Bologna.

Il primo step e' stato un colloquio con un' agenzia di lavoro interinale (Adecco) che, preso atto delle mie attitudini dopo aver visionato il mio curriculum, mi ha spedito a Roma (ovviamente le spese di viaggio erano a mio carico) per la seconda fase del colloquio.
Questa e' andata bene (a detta del mio selezionatore), e dopo un mese circa sono stato ricontattato per un terzo colloquio con un manager di Seat per verificare ulterirmente le mie qualita'logicamente ponendomi sempre le stesse domande - parlami di te in 10 min, dimmi quant'e' in percentuale la tua parte razionale e quella istintiva - 'molto utili' ai fini di una valutaziona globale della mia figura professionale.

Per il quarto colloquio mi viene riferito da Adecco che devo andare a Torino, che siamo rimasti in 2 per due posti e che quindi ci sarebbero state buone probabilita'... al momento nessuno mi ha ancora contattato e non credo che lo faranno piu'.

La sensazione di essere stato trattato come una merce su cui 2 aziende hanno speculato risparmiando su tutto (niente rimborsi) ritrovandomi con un pugno di mosche e senza nemmeno ricontattarmi per farmi sapere l' ormai ovvia conclusione della vicenda. Per fortuna mi ritengo una persona degna di questo nome e come tutti coloro che sono nella mia situazione, cerco di non mollare e di guardare al futuro con realismo.

Un saluto
Luca

Luca Garavini 15.03.06 13:34

....riguardo ieri sera.....siamo nella merda più nera...quelli erano due coglioni senza argomentazioni....ed io nei sondaggi fatti agli Italiani ascolto...:"..era più simpatico Prodi...però Berlusconi...".Intanto ho 34 anni e sono disoccupato....e ancora nulla è cambiato....Buona notte Italia..buona notte Italiani...ed i coglioni non erano più due...ma milioni...!!!
Luke.

Luke Fortuna 15.03.06 13:11

Ciao a tutti sono una studentessa di 24 anni e volevo raccontarvi due mie recenti esperienze lavorative..
Dopo quasi 4 anni di lavoro come impiegata in 1 azienda di Milano (esperienza molto positiva, ho incredibilmente trovato persone davvero speciali), sono tornata a udine, la mia città.
1°lavoro trovato:tramite agenzia interinale, come receptionist in un centro abbronzatura. Dopo 1 mese in nero(con tutto il mio impegno e ottimi riscontri con i clienti)mi chiama la proprietaria dicendomi di portare finalmente i documenti x l'assunzione, ma a fine giornata il marito mi dice che si era sbagliata e di non tornare più grazie..in quel posto si può assistere a 1 improbabile rinnovo del personale..E' il SOLE&SOLE di P.le Cella a Udine...vi prego evitatelo perchè è un luogo di SFRUTTAMENTO (e devi pure sorbirti le attenzioni viscidamente maniacali del vecchio!!)
Demoralizzatissima e anche giusto 1po innervosita, mi metto alla ricerca di un altro impiego x mantenermi..Ma a parte improponibili contratti x lavori di telefonista (già provato, poi devi litigare per essere pagata...)o simili..
2° lavoro: sempre come receptionist nel +rinomato salone acconciature di Udine...ovvero da ANTONY..faccio i nomi perchè è famoso, simpatico, storico direi visto che è li dagli anni70 quindi lo conoscono tutti.i prezzi da lui sono alti si sa ma del resto lui è 1 artista..Mi sono impegnata tantissimo anche li, e anche li sono soddisfatta di quello che ho fatto, la sera mi studiavo la linea di prodotti che vendevano per essere superpreparata..ma anche li ho avuto 1spiacevole sorpresa..dopo 2 settimane di lavoro (in nero, ma va!)mi arriva la paga..3€ all'ora,e la mia collega apprendista parrucchiera..udite udite..1,50€ ovvero poco+ di 10€ al giorno, per 8 ore di lavoro..e allora addio Antony..Ricordatevelo signore quando gli poggiate 150€ per 1 ora di lavoro, che i gentili ragazzi che vi servono sono SFRUTTATI!
Ecco,questa è la mia esperienza...SPERIAMO CHE IN FUTURO VADA MEGLIO! CIAO S

Silvia Virgili 15.03.06 12:23

Butto li', giusto per ridere, la situazione mia e della mia compagna: lei ha 27, laureata 110 e lode in lettere antiche, master Bocconi in public management (9000 euri, abbiamo fatto un mutuo di 6 anni), master Bocconi in bilancio sociale e gestione finanziaria degli enti locali, attualmente iscritta ad economia come seconda laurea. Prende la bellezza di 600 euri lordi al mese, con partita iva (che diventano circa 380 netti), per un lavoro che a tutti gli effetti è di dipendente, in uno studio privato pieno di soldi, ma che evidentemente ne vuole di più...
Io in confronto non mi posso lamentare: 1000 Euroni puliti al mese, naturalmente senza contratto, senza ferie, senza malattia, senza nulla insomma. Per fare cosa?
Il direttore responsabile di un giornale locale, 10 ore al giorno per 7 giorni la settimana...
P.S. ho strappato la tessera elettorale tanti anni fa, e non me ne sono mai pentito...
in cambio qualche soddisfazione me la prendo, però, perchè nei miei editoriali posso sfogarmi contro il mondo politico, e adesso che son tutti in fregola per le elezioni è una vera pacchia vedere le loro facce quando denuncio le loro porcherie.
Magra consolazione...;-)

Marco Pagani 15.03.06 12:11

1. Le offerte di lavori precari/sottopagati aumenteranno (predatori) fino a quando continuerà a crescere il numero di lavoratori disponibili ad accettarle (prede). Ogni contratto genera due precari: Chi accetta il lavoro e quello che verrà licenziato perché c’è un precario più economico di lui.
Per far diminuire una popolazione di predatori la si affama, togliendogli le prede.

3. Il dipendente fornisce il proprio lavoro in cambio di stabilità; Il datore di lavoro fornisce i capitali e l’organizzazione, corre i rischi e trattiene il valore eccedente.
Il precario riceve due soldi, punto e basta. No stipendio, no pensione, prossimamente no sanità. Il datore di lavoro precario non fornisce capitali, non organizza (chi c’è sa com’è) e non corre rischi.

2. Il pericolo più immediato è chi ci convince che è abbastanza magnanimo da farci suoi schiavi e che, da soli, non sapremmo cavarcela. Generalmente è una persona tra i 35 e i 50 anni, con posto fisso e di responsabilità, a prima vista brillante. Non è intelligente: Ha sfruttato molte persone intelligenti. Non è brillante: Manipola. Non offre opportunità: Recluta schiavi.
Ricordate: siamo capaci di fare qualcosa di buono, altrimenti non ci vorrebbero.

4. Non caschiamoci! Abbiamo delle alternative! Noi siamo quelli che fanno il lavoro: Facciamolo per noi stessi!
Se sopravviviamo in un call centre, avremo sicuramente successo in un’attività commerciale: apriamo una bancarella al mercato, un mercatino dell’usato o un sito di e-commerce.
Se lavoriamo su progetti finanziati concorriamo noi stessi per i finanziamenti.
Se facciamo un lavoro manuale passiamo all’artigianato: Le attività di riparatore di piccoli elettrodomestici, imbianchino, giardiniere, ecc.. non richiedono investimenti.

In Italia l’arbitro è cieco, il presidente è scappato all’estero, l’allenatore è negli spogliatoi con la barista ... Noi possiamo decidere chi gioca: Alziamoci dalla panchina e corriamo dietro a quella palla!

Gabriele Venturi 15.03.06 12:08

ECCOVI LA TRISTE STORIA (METAFORICA) DI UN LAUREATO ITALIANO:

Dopo gli anni di studio, il laureato entra in borsa (il mondo del lavoro) e si accorge che il titolo su cui ha investito anni di vita nessuno intende comprarlo. Si da da fare, ma nulla, viene snobbato come carta straccia. Entrano in scena a quel punto “brocker” specializzati nel consolare il laureato in difficoltà. Secondo i nuovi trend, gli dicono, il titolo non è più sufficiente: serve specializzazione. Frequenta perciò un anno di master, e torna in borsa. Ma l’indice è ancora in negativo. Si vergogna, si sente abbandonato, non sa cosa fare. Ma ha un’enorme energia e non la vuole sprecare.

Si accoda quindi all’ufficio stage. Lì trova esperti finazieri che danno opportuni consigli: “Noi siamo interessati ad acquistare il Suo titolo” gli dicono “ma vogliamo una PROVA DI DISPONIBILITA’: Lei deve comprare una parte delle nostre azioni, del valore di QUALCHE MESE DI LAVORO GRATUITO. Abbia fiducia, investa sul futuro”. Così compra un pacchetto di azioni, nella forma di sei mesi di lavoro non retribuito. Prende parte alle attività, fa sfoggio del prorpio capitale. I finanzieri riconoscono i pregi del suo patrimonio. Finchè arriva il gran giorno dell’assunzione.

All’appuntamento non trova nessuno. Solo un biglietto: “Caro stagista, con sommo rammarico non ci è possibile ora procedere all’acquisto del Suo titolo. Lei ha acquistato nostre azioni: ma noi in cambio l’abbiamo resa protagonista, per un certo periodo. E’ il massimo che possiamo renderLe in questo momento difficile. Grazie di tutto e arrivederci”. Capisce allora che all’università, al master, all’uffico stage tutti hanno solo chiesto e preso denaro e si sono dileguati. L’unico ad aver sempre fornito un valore reale (la fatica) era lui, ma inutilmente.

Prima di andarsene, incrocia un giovane entusiasta: “Perdoni” gli dice “mi manda l’ufficio stage, ho appena comprato alcune azioni della vostra azienda, eccole qui. Devo palare con lei?”

Fabio Ascari 15.03.06 11:59

....riguardo ieri sera.....siamo nella merda più nera...quelli erano due coglioni senza argomentazioni....ed io nei sondaggi fatti agli Italiani ascolto...:"..era più simpatico Prodi...però Berlusconi era impettito..e rigido..."...intanto ho 34 anni e sono disoccupato....e ancora nulla è cambiato....Buona notte Italia..buona notte Italiani...ed i coglioni non erano più due...ma milioni...!!!
Luke.

Luke Fortuna 15.03.06 11:48

Sempre l'ILLUMINATO SOPRANOMINATO PROFESSOR BRUNETTA dichiarò al costanzo show e anche a ballarò che ha tentato di fare questa proposta ai suoi colleghi, nel momento in cui capì che la legge Biagi non era poi così tanto da andarne fieri:
dare qualche diritto in più ai co.co.co. e compagnia bella, e TOGLIERE QUALCHE DIRITTO AI CONTRATTI DEI DIPENDENTI, e gli avrei voluto chiedere a questo punto a cosa avrebbe rinunciato, percependo lui uno stipendio da professore universitario e da parlamentare.
Perchè invece di blaterare questa gente non si preoccupa di fare i controlli attraverso l'ispettorato del lavoro, che tante aziende, pur proponendo i vari contratti co.co.co. e co.co.pro. quindi da lavoratore indipendente, pretendono un comportamento sul lavoro da lavoratore DIPENDENTE, pretendendo quindi la puntualità al lavoro, contando i minuti e addirittura facendo timbrare il cartellino!!!!
Ci sono dei grandi furbi che addirittura ti danno il badge da timbrare, sapendo che tanto nessuno li controlla e nessuno si ribella perchè c'è una fame nera di lavoro al punto che si accettano cose....................come quando questa legge non c'era.
MA IN FONDO COSA E' CAMBIATO DA QUELLO SKETCH DELLA SMORFIA in cui Troisi faceva la Madonna che andava a cercare lavoro a Napoli ed ogni volta le rispondevano:
- questo è un lavoro a nero;
- questo è un lavoro a cottimo.
E allora la Madonna-Troisi chiede, "scusate ma un lavoro e basta a Napoli non c'è?"
Se potessi un giorno vorrei dire a Brunetta e alla premiata ditta Berlusconi che anche loro potrebbero rimanere vittime della flessibilità:
dopo aver disseminato disastri per la premiata ditta non cì sarà più posto qui sulla Terra e saranno costretti ad andare in esilio volontario su Marte: ora sto capendo il perchè si spegono tanti soldi per cercare qualche forma di vita da quelle parti.
Sarebbe divertente vederli partire.
Beh, io me lo auguro! a presto.

Laura Liberati 15.03.06 11:47

...Per la grande eccitazione, quasi dimentica che nessuno lo ha ancora acquistato, ma non importa: nel corso dei tre mesi, i finanzieri UNANIMEMENTE riconoscono i pregi del suo patrimonio ed egli pure ha la sensazione che tale valore sia inequivocabile. Finchè arriva il gran giorno ed egli si reca all’appuntamento con i finanzieri per ottenere il suo contratto. Ma non vi trova nessuno. Sul tavolo c’è però un biglietto per lui: “Caro stagista, purtroppo la borsa oscilla, per noi questo non è un momento favorevole, e con sommo rammarico, non ci è possibile procedere all’acquisto del Suo titolo, nonostante il suo inequivocabile valore. Sappiamo che Lei ha generosamente accettato di acquistare alcune nostre quote. In cambio noi l’abbiamo resa protagonista, per un certo periodo. Non è molto, ma è il massimo che noi possiamo renderLe in questo momento difficile. Grazie davvero di tutto e arrivederci”. Egli pensa a tutto il suo percorso. Pensa ai broker che lo stimolavano all’università: hanno preso il denaro e si sono dileguati. Pensa a quelli che lo hanno convinto a frequentare il master: hanno preso il denaro e si sono dileguati. Pensa alle promesse dei finanzieri che gli hanno chiesto di compreare azioni: hanno preso il denaro e si sono dileguati. Capisce che ha sempre e soltanto camminato in una bolla finanziaria nella quale l’unico a fornire un valore reale (la fatica) era lui, in cambio di illusioni. Immerso in questi pensieri, nei corridoi dell’azienda, incrocia un giovane dall’aria entusiasta, pieno di vita, che lo scambia per un professionista (perché lo è, in realtà): “Perdoni” gli dice “mi manda l’ufficio stage, ho appena comprato alcune azioni della vostra azienda, eccole qui. Devo palare con lei?”

Fabio Ascari 15.03.06 11:15

Scusate non ho il dono della sintesi!Ho pensato che per 900 euro al mese,rischiando la pelle in autostrada,senza nemmeno un grazie per aver a volte lavorato anche due notti di fila x finire dei lavori,non ne valeva davvero la pena!Me ne sono andata,confortata dal mio legale. Altro lavoro in una ditta di hw,qualche mese, vicino casa.La situazione è che ormai sei un esecutore materiale,non hai nulla da inventare..."E' già stato tutto inventato, dovete solo farlo funzionare": a questa frase mi son sentita cadere le braccia a terra.Motivazione a zero, al termine dell'ultimo contratto a tre mesi,non l'abbiamo rinnovato.E' vero, la ricerca in Italia è morta,anche per le grandi come la STM... Nessuna possibilità, nemmeno a Milano, quindi. Com'è finita? Sto facendo un corso di interior designer, cambio radicalmente settore, torno alla mia adolescenziale passione per il disegno e le altri figurative.Peccato aver perso i miei anni migliori a studiare cose che non mi son servite per nulla, cercando di eccellere per aver migliori possibilità nel mondo del lavoro o della ricerca... Peccato per le illusioni, venute giù una dopo l'altra. Ora sono a spasso, e cercando lavoro in questo nuovo settore, nel leggere il mio CV quasi mi ridono in faccia. Convivo da quasi 4 anni, e di figli, secondo voi, con me a spasso e lui con un lavoro a singhiozzo si può parlare?
A proposito di ieri sera, della situazione dell'Italia meravigliosa descritta dal centro-destra: sapete che vuol dire non poter accedere ad un mutuo con un contratto di tre mesi? Le analisi voi le fate? Se si, sapreste che le file d'attesa son lunghissime, e le analisi costano sempre di più!! Mettetevi una mano sulla coscienza, prima di parlare!
Una trentenne che avrebbe tanta voglia di andarsene dall'Italia!!

barbara colaiocco 15.03.06 11:03

E' un po' che leggo, allibito, questi commenti. Ho 43 anni, una laurea in Ing. Meccanica, un lavoro "normale" decentemente pagato ( non so se dopo 16 anni guadagnare circa 2.400 Euri è poco o tanto, visto che mi pare sempre poco). La situazione dei giovani è scandalosa, anche dei Laureati, ma voglio ricordarvi che anche prima era così, che anche io quando ho cominciato ( fine anni 80 ) guadagnavo 1milione e 300. La mia prima azienda FALLI' dopo 2 anni e me ne scappai prima della cassa integrazione. Non si trovava quasi niente, feci un concorso e entrai qui dove sono adesso (ora non fanno più i concorsi, assumono direttamente gli amici dei politici e dei mafiosi). Mia moglie fa l'insegnante, non abbiamo casa nostra, ma un caro affitto. E'dura per noi, non so come fate, avete tutta la mia stima e solidarietà. Condivido chi vi consiglia di non abbassare la testa, perchè come scoprirete la propria dignità non ha prezzo ( se si è persone per bene).

In Italia c'è il 12% di laureati, pochissimi rispetto agli altri paesi, ma siccome questi laureati non trovano lavoro, allora in Italia non ce n'è abbastanza, è inutile che si dica che ci vogliono più lauree! E' un falso.

L'italia nostra è rigidissima, divisa in caste di privilegiati, quando sentite lodi sperticate ai valori della famiglia è alla "Famiglia" che si riferiscono, e i valori di cui parlano ve li potete immaginare da soli.

Forse cambierà qualcosa, anche se nei miei quasi 20 anni di lavoro non è successo niente di nuovo.

Vi faccio tanti auguri, di vite meno difficili e appassionate, come sarebbe giusto per tutti noi. Questo è quello che ho imparato dai miei ( ex contadini) e che loro hanno sempre detto essere il "Comunismo".

Infine l'ultimo augurio per qualche manipolo di magistrati: che vi riesca di arrestare Berlusconi e la sua mafia.

AB

Andrea Bianchi 15.03.06 10:51

Sono una ragazza di 30 anni, nel 2002 mi sono laureata con lode in ingegneria elettronica all'università di Ancona.Al termine delle superiori avrei voluto fare fisica, ma un prof. dell'uni dell'Aquila, amico di famiglia, disse: "In Italia se sei un fisico finisci per fare l'insegnante,le possibilità di ricerca esistono all'estero,te la senti a 19 anni di prendere una decisione così vincolante per il tuo futuro?". L'alternativa fu proprio ingegneria,il cui biennio era molto simile a quello di fisica.I primi due anni sono andati infatti lisci.Il triennio è stato molto duro, perchè ho scperto che non era quello che avrei voluto fare da grande...Sei in gioco, devi giocare: "saresti l'unico ing. della famiglia, vedrai che poi il lavoro ti piacerà...". Finalmente ce la faccio, e bene anche, visto che ii risultati sperimentali della mia tesi vengono pubblicati in un articolo sulla IEEE.Inizia l'odissea lavorativa:tre mesi in una piccola ditta di progettazione hardware,la ditta è in crisi,fallisce,e mi viene retribuita la metà di quanto dovuto.Questo il primo lavoro,dopo 8 mesi di attesa.Dopo un mese trovo un altro lavoro,presso un BP dell'IBM.Mi occupo di sw, stavolta, ma nell'ambito meccanico.Ho un contratto formazione lavoro.Dovrei essere formata,invece, dopo due settimane di studio,inizio l'iter per tutt'Italia: sono io che formo con dei corsi le persone,e faccio assistenza ai clienti.Il più vicino è a 330 km da casa mia, il più lontano a 640 km... Mi stufo, per compensare la frustrazione mi viene offerto di occuparmi anche di un altro sw, accetto.Alla fine questo ha comportato un aumento del lavoro,alle stesse condizioni contrattuali(della serie: straordinari non pagati, nessun extra per le trasferte ecc).Chiedo un aumento,o quantomeno una riduzione del carico lavorativo,che con il licenziamento di un altro ragazzo nel frattempo era aumentato.Al no,dico che mi licenzio:vengo minacciata di pene legali,non potendo rescindere il contratto prima del termine a mio piacere

barbara colaiocco 15.03.06 10:44

Leggo in molti commenti che in Italia non siamo capaci ad azioni di protesta sullo stile francese perche'stiamo troppo bene


Basta con la storia che in Italia stiamo bene
Il tenore di vita in francia e' senz'altro superiore a quello italiano.
La differenza sta tutta nel fatto che in francia
non sono stati RINCOGLIONITI per 25 anni dalle
televisioni di un asservito alla loggia P2
SVEGLIA MASSA DI RINTRICIULLITI

era de maggio 15.03.06 09:09

Libertà libertà libertà...
Non faccio altro che sentire questa parola, ma pensandoci un attimo mi pare che le uniche cose libere siano gli animali selvatici! Altro che i cittadini!
Questo tipo di società sta cercando in tutte le maniere(forse nemmeno volontariamente) di farci credere che ormai non c'è più niente da scoprire, che ormai le cose vanno così e non ci sono sistemi per migliorarle. Stesso dicasi appunto per il lavoro; non fanno altro che offrirci "Lavori confezionati" dove per il mio sudore io trovo solo un "megaguadagno" per pochi e un "bitguadagno" per molti(usando termini informatici).
Cominciare un'attività commerciale "propria" che rispetti l'ambiente e che possa competere a prezzi con le multinazionali è cosa quasi impossibile.
Ma allora che cosa dobbiamo fare?
Io dò la "mia" risposta a questa domanda poi voi fate come volete:
Secondo me dovremmo trovare(inventare) un mestiere che non venga a contatto con questi grandi imperi del male(lato oscuro); dovremmo fare qualcosa che non possa essere strumentalizzato da questi Darth Vader del guadagno; ma la cosa più importante di cui dobbiamo prendere coscenza è che sia sbagliato pensare solo al guadagno; Lao Tsu, il libro del Tao: "chi capisce che quel basta è abbastanza, ne avrà sempre a sufficienza". In pratica anche se sò che non diventerò mai ricco con quel mestiere inventato, devo capire quando ciò che guadagno mi basta. Per quanto mi riguarda credo che la mia salvezza stia nel "Kung Fu tradizionale". Non esistono macchine in grado di sostituire un grande Maestro, e nemmeno puoi svenderlo al supermercato; viene offerta un'arte di difesa che dà anche salute psicofisica; questo tipo di ragionamento potrebbe essere portato in tutti quei campi dove non c'è sistema migliore di quello tradizionale(cucina, agricoltura, fino ad arrivare alla produzione di energia con acqua, vento, sole, ecc...
Questi sono solo alcuni esempi.
Comunque, Grande Beppe! Se fossi candidato ti voterei! Ciao!

Alessandro Tognoni 15.03.06 09:04

PRODI – BERLUSCONI (Partita del 14 marzo 2006)

TRE a ZERO -questo perché:

PRIMO parlava col cuore e non solo con la mente;

DUE era pacato, sintetico, profondo e convincente;

TRE ha fatto fallire tutte le provocazioni srumentali dell’avversario;

Chiedo a chi era presente alla trasmissione televisiva in diretta, di commentare questi risultati. Giacomo Montana

Giacomo Montana 15.03.06 08:56

Per favore basta con l'omertà !Il blog è pieno di denunce verso situazioni di vero e proprio neoschiavismo e quasi nessuno fa nome e cognome di questi bastardi!Capisco chi è ancora all'interno di queste situazioni ma chi ne è stato estromesso faccia almeno una denuncia pubblica circostanziata con i nomi delle aziende che hanno avuto atteggiamenti così odiosi!Io comincio citando il call-center Atesia di Roma e il suo direttore Marchiori.Continuate voi.Su la testa!Ciao a tutti.

Giampiero Fabiani 15.03.06 08:22

TRADIMENTO, DANNI E BEFFE ADDOLCITE IN MILLE MANIERE

Cinque anni di governo con Berlusconi ed è ancora crisi dello Stato Sociale.

Allora bisognerebbe comprendere le ragioni di questa crisi, la crisi non nasce da sola è sempre colpa di qualcuno, i disoccupati sono disoccupati perché i capitalisti non vogliono occuparli,e i personaggi politici non fanno nulla per evitarlo, pensano solo alla strumentalizzazione delle simpatie degli elettori come strumento di arricchimento per sé stessi e basta.

Agli elettori serbano solo delusioni, e particolarmente agghiaccianti sono le amarezze, le frustrazioni e la povertà dilagante che ci viene fatta subire. Persino il dovere fare una vacanza per ritemprarci la salute, diviene sempre più proibitivo per le enormi difficoltà economiche a cui siamo ridotti. Deridere e schernire con fatti scandalosi il popolo, dopo le elezioni pertanto diviene il più vile e torbido tradimento della fiducia della gente che si possa mai pensare.

I capitalisti pensano solo al profitto e non pensano al benessere della società,ma gli uomini politici che danno loro “carta bianca” in questo modo vengono traditi i lavoratori elettori e le loro famiglie.

Vengono esercitate inerzie prive di intervento a tutela dei posti di lavoro stabili e si accetta che vi siano solo occupazioni di carattere occasionale che è una vera vergogna nazionale soprattutto ai danni dei giovani.

In questo modo proprio ai giovani gli si toglie ogni speranza di sicurezza del lavoro e del futuro unitamente alle loro famiglie.
Dopo la disoccupazione ci sono le pensioni con la riduzione del loro tasso di rendimento. Sulle proposte sindacali, scopriamo che vi è un graduale cedimento. Graduale soltanto per salvare “la faccia” e continuare ad usufruire della sempre più redditizia fiducia della gente. …CONTINUA QUI SOTTO APPENA E’ POSSIBILE…(SISU 2)…

Giacomo Montana 15.03.06 08:17

CONTINUAZIONE:

…(SISU 2)…Così si distribuiscono peggioramenti per i lavoratori nel tempo, tanto è vero che l'inizio dell'intero forte processo di peggioramento risale al governo Amato, in quanto fu proprio allora che sottoscrissero l’inizio dei blocchi della pensioni con i relativi slittamenti, di potere usufruire delle pensioni di anzianità.

Questo è senza dubbio grave perché chi si trova a beneficiare del benessere in contrapposizione del processo di impoverimento sono quattro categorie: CAPITALISTI, PARLAMENTARI, SINDACALISTI E MALVIVENTI. (tanto per citare un esempio di come vengono premiati i malviventi nella Pubblica Amministrazione e sempre più torturata una donna che lavora onestamente vittima di reati, vedi sito web: http://www.mobbing-sisu.com Tutti gli ONOREVOLI che andiamo a votare e informati dei fatti criminali fatti subire per 14 anni fino ad oggi a quella stessa donna, hanno sempre lasciato proseguire la consumazione del crimine e tutte le relative conseguenze. Potrei mai votarli io?

Per le persone oneste che si prestano a dare fiducia agli attuali parlamentari che sono al governo e ai sindacalisti, ci sono solo danni e beffe anche se addolcite in mille maniere. Da cittadini si dovrebbe esigere un ricambio con sostituzione generale di tutti con persone che come dice Beppe Grillo, devono dimostrare di lavorare seriamente per il popolo italiano e non solo per i propri interessi.

La vergogna cambiala come vuoi ma resta sempre vergogna, specialmente quella di fare sistematicamente abbassare il livello di vita a lavoratori e pensionati. Vogliamo preferire che continui tutto questo? Allora votiamo ancora il cavaliere Berlusconi ma senza il mio voto e di tutti quelli che hanno capito molto bene anche la sua arroganza!
La paralisi delle coscienze potrebbe fare subire tutto quanto sopra esposto. Sempre FORZA SISU! L’ideologia indipendente e pulita. Giacomo Montana

Giacomo Montana 15.03.06 08:16

In Francia non ci hanno messo un secondo...cosa aspettiamo?Il prossimo "governo Biagi" di qualsiasi colore sarà non ci farà uscire da questa situazione...bisogna uscire dalla rassegnazione,incontrarsi al di là di queste tastiere rese ancora più nere dalla nostra impotenza, autorganizzarsi,riscoprire il piacere di dire no,di opporsi con fierezza,di tirare fuori se non l'orgoglio almeno la dignità perduta...se non avete contatti cercateli il primo maggio alla May Day di Milano lì saremo tanti e potrete contattare tutte le realtà del movimento e renderlo più forte e ascoltato...siamo prigionieri di un sistema perverso ma ricordiamoci che il dovere di ogni prigioniero è tentare la fuga...la paura del vuoto non può esistere per chi come noi è stato recluso così a lungo.Ciao!!

Giampiero Fabiani 15.03.06 07:49

Forse non rientro nella fascia di laureati che aspirano ad avere un posto fisso, ma ho comunque una storia da raccontare che mi vede occupata da circa tre anni con contratti -ballerini-.

Avevo un'occupazione a tempo indeterminato ma, stoltamente, mi licenziai per farmi assumere da delinquenti che, dopo pochi mesi, mi lasciarono in mezzo a una strada. Vi direte: perchè? Perchè le promesse dei miei datori di lavoro non vennero mantenute e quando pretesi che mi venissero pagati gli assegni familiari arretrati, nonchè le ferie, mi vidi presentare una lettera di dimissioni che dovetti firmare sotto ricatto, se volevo percepire lo stipendio del mese maturato. E vi direte ancora: perchè non li hai denunciati? Perchè, signori miei, quando mi rivolsi ai sindacati venni gentilmente invitata a desistere, poichè i delinquenti in questione risultavano dei nullatenenti e degli imbroglioni. Perchè, essendo in difficoltà economiche, non potevo permettermi nemmeno un avvocato. Perchè avevo bisogno urgente di quello stipendio per tirare a campare.
Ecco perchè.

Ora lavoro di nuovo nel "vecchio" posto, anche se le mie presenze sono saltuarie o a chiamata.
Tuttavia, percepisco quasi tutto in nero; risulta solamente una ridicola busta paga calcolata su circa dieci ore di lavoro settimanale. In pratica anche il vecchio datore è diventato -furbo- e se ne approfitta di chi ha bisogno.

Quello che però ho elaborato dopo tutte queste fregature è: perchè chi offre un'occupazione ha diritto a garanzie e curriculum dettagliati, mentre noi poveri aspiranti dipendenti che vogliamo magari progredire, non abbiamo il diritto di sapere a CHI presteremo la nostra opera?
Esigo un curriculum anch'io, prima di mettermi nelle mani sbagliate...

Alessandra Partese 15.03.06 02:49

perchè nessuno parla della macchina ad ARIA?!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

nutricati luca 14.03.06 23:55

ad un'amica pochi giorni fa è accaduto questo:
la chiama l'agenzia interinale per fissarle un colloquio di lavoro. lei va al colloquio. è un lavoro da segretaria presso l'ufficio di una ditta, sostituzione maternità per 6 mesi, 8 ore al giorno più eventuali straordinari, orario 9/13 - 14/18, dal lunedì al venerdì.
la mia amica ha un curriculum di tutto rispetto, è al sicuro dalla maternità (per ora è single), conosce benissimo l'inglese e sa usare bene il pc (ha conseguito la patente europea del computer). supera il colloquio.
il giorno della firma del contratto all'agenzia interinale scopre dov'è la fregatura ... le faranno un co.co.pro!!! si permette di dire che non ci sono le caratteristiche per un contratto del genere, che è illegale e poi lei ci perde le ferie e altri diritti che avrebbe con un contratto da dipendente a tempo determinato (quello che sarebbe il contratto giusto!).
prologo: hanno preso un'altra.

sara degre 14.03.06 23:01

Ciao Beppe… ti scrivo da Palermo
Mentre i nostri futuri governatori si attaccano vicendevolmente negli studi televisivi di tutte le emittenti , io a 31 anni , dopo aver perso mia madre mentre attraversava la strada , investita da un ragazzo della mia età ,con precedenti penali , anche per droga , a cui nessuno ha mai fatto gli esami per accettarsi che non fosse sotto l’effetto di stupefacenti , visto i precedenti, e a cui non è mai stata neanche ritirata la patente ; dove gli ultimi 6 anni della mia vita , passati a lavorare per una serie di studi di consulenza , percependo cifre che mi vergogno pure a citare , ovviamente sempre in nero , perché in Sicilia il contratto di lavoro è veramente un UTOPIA, sembra che qui nessuno lo conosca se non quando ovviamente conviene a loro , ovviamente senza la giusta retribuzione.
Bene , adesso , per aver creduto che una Azienda del Nord , ci avrebbe trattato come esseri umani , ora mi ritrovo senza una mamma , senza lavoro e con l’esigenza di dover prendere la decisione più importante della mia vita, trasferirmi al nord , cambiare la mia vita , staccarmi dai miei amici, e ricominciare da capo ……ma soprattutto riuscire a trovare la forza per farlo… e dovrei avere fiducia in una classe politica che non fa altro che : blà …blà …blà …blà
Ma che vadano tutti a quel paese !!!!!!!!!!
Questa è la Sicilia! Niente legalità , solo lavoro in nero non sotto pagato , di più! E credetemi quì le cose peggiorano di giorno in giorno.

P.S. forse sono stata troppo lunga e poco chiara ma è esattamente questo che volevo dire magari avrei potuto essere più chiara ma….grazie a tutti ciao

Maria Cristina Pensante Commentatore in marcia al V2day 14.03.06 22:57

Lavoro da un anno e mezzo per la stessa società, con un contratto a progetto rinnovato ogni tre mesi: non ho mai avuto migliorie economiche né contrattuali, questo anche perché non ho avanzato le mie richieste in modo volitivo (come alcuni mi consigliano di fare, e forse hanno ragione: io ho sempre semplicemente avuto paura di eventuali rappresaglie). Ad ogni modo, compilo ogni mese due rapportini di giorni/ore lavorate: questo perché l'azienda che mi paga non è la stessa per la quale in realtà lavoro. La prima paga me a progetto e si occupa banalmente di fornire manodopera, la seconda compra risorse (in questo caso me) sbordando un tot per ogni "giornata lavorata", dando per inteso che ogni giornata è costituita da 8 ore.
Ecco, il problema è che sul mio contratto è scritto chiaramente che io, collaboratore, non sono tenuta a rispettare orari da dipendente! In qualche colloquio di lavoro presso altre aziende mi hanno addirittura detto che il contratto avrebbe avuto una clausola sul numero massimo di giorni di ferie consentiti, quando le ferie nei cocopro NON ESISTONO per definizione. Oppure mi hanno proposto contratti a progetto con pagamento SOLO PER I GIORNI DI LAVORO REALE, quando invece la cifra che il collaboratore percepisce è definita all'inizio ed è indipendente dalle assenze.
Insomma, ci sono un sacco di porcherie: e il problema a mio avviso non è tanto l'esistenza del contratto a progetto, che migliora, non c'è dubbio, alcuni aspetti del precedente co.co.co: il dramma è proprio che i co.pro, come prima i co.co.co, sono per la stragrande maggioranza persone a cui viene richiesto di lavorare come un dipendente, senza i privilegi però del posto fisso.

maddalena finetti 14.03.06 22:46

Al figlio di un operaio non basta una laurea in architettura per fare l'architetto: farà l'equivalente della bestia da soma in uno studio di architettura. Idem per laureati in giurisprudenza, economia e commercio, ingegneria...

Ecco la mia storia. Ai tempi dell'università lavoravo i weekend al Mc Donald's fino alle tre di notte per pagarmi gli studi, sgrassavo griglie roventi incrostate di carne di manzo. La sera quando rincasavo appendevo i vestiti fuori dalla finestra perché puzzavano di cucina e di fritto. Dopo la laurea ho fatto due anni di pratica legale. L'avvocato mi disse: "non ti pago, ma ti do modo di imparare il mestiere". La pratica legale è solo un modo per avere manodopera sacrificabile a costo zero.
Dopo la pratica legale ho lavorato per una compagnia di assicurazioni, una delle 10 società per azioni più importanti d'Italia tanto per intenderci. Vendevo assicurazioni porta a porta.
Io penso questo:
1) Io conosco bene i mercato assicurativo. I nostri datori di lavoro si comportano da padroni non da imprenditori, pensano di farti un favore ad assumerti. Non hanno ambizioni: pensano a tagliare i costi, risparmiare sulla manodopera. Per loro crescita aziendale significa: porta a porta e telemarketing. Manodopera cinese, prezzi italiano.
2) La meritocrazia non fa parte della nostra cultura: siamo per le scorciatoie, i favoritismi, i clientelismi, le raccomandazioni. Per questo gli stranieri (Francesi in testa) ci tratteranno sempre come una terra da saccheggiare e da colonizzare. Non avranno mai rispetto.
3) Se un'impresa non sta in piedi, allora non merita di esistere: inutile farle dei regali sulla pelle dei lavoratori. Chi non sa stare sul mercato deve sparire. E' una legge della natura: evoluzione o estinzione.

Oggi ho un nuovo lavoro, sempre in ambito assicurativo. E' dura, bisogna stringere i denti, ma almeno stavolta ne vale la pena. A voi tutti dico: tenete duro e non fatevi togliere la dignità e il rispetto. Mai.

Giammarco Pacione Di Bello 14.03.06 22:23

DANNI E BEFFE ADDOLCITE IN MILLE MANIERE

Cinque anni di governo con Berlusconi ed è ancora crisi dello Stato Sociale.

Allora bisognerebbe comprendere le ragioni di questa crisi,la crisi non nasce da sola è sempre colpa di qualcuno, “i disoccupati sono disoccupati perché i capitalisti non vogliono occuparli,e i personaggi politici non fanno nulla per evitarlo.

I capitalisti pensano solo al profitto e non pensano al benessere della società,ma gli uomini politici che danno loro “carta bianca” in questo modo vengono traditi i lavoratori elettori e le loro famiglie.

Vengono esercitate inerzie prive di intervento a tutela dei posti di lavoro stabili e si accetta che vi siano solo occupazioni di carattere occasionale che è una vera vergogna.

In questo modo si toglie la sicurezza ai giovani ed alle loro famiglie.
Dopo la disoccupazione ci sono le pensioni con la riduzione del loro tasso di rendimento. Sulle proposte sindacali,scopriamo che vi è un graduale cedimento,soltanto per salvare “la faccia”.

Così si distribuiscono peggioramenti per i lavoratori nel tempo,tanto è vero che l'inizio dell'intero forte processo di peggioramento risale al governo Amato,in quanto fu proprio allora che sottoscrissero l’inizio dei blocchi della pensioni con i relativi slittamenti,di potere usufruire delle pensioni di anzianità.

Questo è senza dubbio grave perché chi si trova a beneficiare del benessere in contrapposizione del processo di impoverimento sono quattro categorie:PARLAMENTARI,SINDACALISTI,CAPITALISTI E I MALVIVENTI. (per esempio vedi sito web: http://www.mobbing-sisu.com

Per le persone oneste che si prestano a dare fiducia ai primi due della lista ci sono solo danni e beffe anche se addolcite in mille maniere.

La vergogna cambiala come vuoi ma resta sempre vergogna,(compresa quella di abbassare sistematicamente il livello di vita a lavoratori e pensionati).

La paralisi delle coscienze fa subire tutto questo. FORZA SISU! Giacomo Montana

Giacomo Montana 14.03.06 21:08

Ho sentito che in Francia voglio approvare una legge che prevede che le domande di assunzione presso aziende o enti pubblici che fanno richiesta di personale dovranno essere rigorosamente anonime e solo con il curriculum professionale. Questo eviterebbe che si possano fare assunzioni basate sulle solite raccomandazioni. qualcuno sa qualche cosa di più in proposito?

Franco Tossini Commentatore in marcia al V2day 14.03.06 20:44

Ciao Beppe, solo due righe da aggiungere a schiavi moderni, ho una laurea presa a 24 anni in psicologia e una specializzazione presa a 28 in psicologia clinica e psicoterapia. Premessa d'obbligo per dirti che sono 4 anni che lavoro in una delle tante scuole post-universitaria con un contratto da bidello firmando referti e facendo il lavoro per cui ho studiato. Quando mi sono permessa di dire la prima volta che non mi sembrava corretto uno stipendio di 4.5 euro netti l'ora mi è stato detto di passare ad un contratto a progetto, detto questo io ho un marito ed il desiderio di avere dei figli, quindi la maternità pagata mi sembra una garanzia a cui non è il caso di rinunciare, dopo un paio di anni ripropongo l'annosa questione e mi dicono ok hai ragione ti passiamo ad un livello piu' alto, ma siccome ci costi troppo di dimezziamo le ore di lavoro. Perfetto ora ho molto piu' tempo libero, ma non riesco a levarmi di dosso la sgradevolissima sensazione di essere stata presa in giro. Sai cos'e' la cosa piu' triste, quando sono andata al caf per chiedere cosa si poteva fare mi hanno detto che era stata una mia scelta quella di accettare quelle condizioni e che visto che avevo un contratto a tempo indeterminato non mi potevo lamentare visto quello che c'era in giro. Come dire, cornuta e mazziata. IO amo il mio lavoro e vedo un sacco di persone gratis che non si possono permettere la terapia, ma credo che a lungo andare tornero' a fare la segretaria, cinque anni fa guadagnavo il doppio di adesso e dulcis in fundo, vogliono che in metà tempo io faccia lo stesso lavoro che facevo prima e quando non ci riesco me lo devo portare a casa, perchè sono contornata da colleghi senza una vita personale che rimangono al lavoro ad oltranza, infatti noi non abbiamo gli straordinari nè riconosciuti, nè pagati e quindi divento sempre quella che no è disposta a fermarsi un po' di piu' o a dare la disponibilità durante i week-end... So che molti stanno peggio di me, però te lo volevo dire.Ciao

Maria Cardini 14.03.06 20:37

Della legge Biagi non sapete un tubo di niente. Ad esempio i cococo sono ben precedenti e la legge Biagi ha cercato di eleminarli prevedendo l'istituzione dei cocopro. Tanto è inutile spiegarvi tecnicamente le differenze o i lati positivi della Biagi.... siete prevenuti perchè tutti vi hanno detto che è colpa di quella legge se non trovate un lavoro decente. Cazzate!!!! Anzi...mega-cazzate! Il problema sono i furboni in Italia non le leggi. Non c'è legge che tenga, non è sbaglita la legge Biagi bensì noi che appena possiamo lo mettiamo nel c... al prossimo. Il lavoro come esisteva una volta non esiste più e non può più esistere, c'è un sistema nuovo, una legge nuova e buona (so che non siete d'accordo ma non sapete neanche di cosa state parlando). Se chi di dovere vigilasse sulla corretta applicazione della Biagi non ci sarebbero tutti questi abusi.Abolire la Biagi significa farne una nuova. Migliorare si può sempre, ma rincominciare ogni volta da capo è un suicidio. Lasciate stare.... non si può abrogare una legge così per sentito dire.
Ciao

ciao belli 14.03.06 19:38

Salve a tutti, ho 28 anni, ho da poco perso un lavoro con contratto interinale presso una prestigiosissima azienda (dello stato) di informatica, dopo 3 rinnovi contrattuali (in tutto 18 mesi) io ed altri 15 ragazzi più o meno della mia età siamo stato sostituiti da altri 15 ragazzi di 19/20 anni assunti con contratto a tempo inderminato. Il tutto come da democrazia italiana...

In 8 anni di lavori ne ho cambiato una ventina, di tutti tipi, dignitosi e non, regolari e scandalosi, ho sempre dato il massimo ho fatto la gavetta talmente tanto che forse potrebbero farmi papa o presidente della repubblica, invece mi ritrovo a casa a guardare il muro ed il soffitto perchè mi sono proprio rotto b...e di cercare lavoro e di impegarmi, 8 anni fa avevo una forza spaventosa, adesso se la mela casca me la magno altrimenti me moro de fame, almeno finisco i problemi...

"Ho imparato a comprendere quello che molti reputano incomprensibile"

Massimiliano Gentile 14.03.06 19:30

La novità che il blog ha rappresentato lo ha portato a diventare pian piano da strumento di informazione dinamica ad archivio a senso unico di notizie non sempre filtrate ed esposte esaurientemente, col risultato che qualche argomento venga affrontato con leggerezza. Risulta a beppe il fatto che alcune leggi e circostanze sono state prese a riferimento in modo radicale da alcuni esponenti della politica italiana? risulta che il PdCI, Rifondazione e i Verdi hanno posto come contributo al programma dell'Unione la abrogazione "senza se e senza ma" della legge 30 (BIAGI), della riforma Moratti, della BOSSI-FINI, il ritiro delle truppe dall'IRAQ e quant'altro?
La politica poi è fatta di pesi: chi si è schierato su quelle posizioni? chi ha contribuito ad aumentare quel peso?
VA RICONOSCIUTO IL MERITO DELLA COERENZA E DEL CORAGGIO DI QUELLE FORZE (PERALTRO ESIGUE)CHE HANNO PRESO POSIZIONI COSì NETTE. LA MEDIAZIONE CHE SEGUE POI RISENTE DEL PESO CHE HAI.
DOPO TANTO PARLARE ED ARGOMENTARE A 360 GRADI VA FATTA UNA SINTESI, BISOGNA SCHIERARSI: NON ESISTONO UOMINI PER TUTTE LE STAGIONI!

daniele baldassarre 14.03.06 18:59

Beppe prima dei tuoi spettacoli prova ndare nella zona dove in genere ci son i tir con la gente che scarica e si spacca la schiena prova chiedere loro se son in regola prova chiedere loro quante ore fanno o se qualkuno s interessa della loro schiena rotta per 6 euro all ora con pasto al mc donald bè allora capirai che in ITALIA (BEL PAESE DIMERD)non ci son santi!!!e quindi anke tu direttamente o indirettamente ,questo sta a te saperlo,hai gente che lavora per te in nero senza nessun tipo di assicurazione!!!!!!!!!(spettacoli a Bellinzona(facchini venuti dall italia) e a Milano
Cordialmente
Cordialmente

luca 33 14.03.06 18:59

ma perchè se in francia fanno una legge che ai cittadini non piace fanno a ferro e fuoco una città ed in italia ci sorbiamo tutto, abbassando la testa, senza colpo ferire. ora non voglio dire che dobbiamo incendiare le macchine per la strada e fare la guarriglia urbana. ma è possibile che non riuscimo a smuovere il nostro culo dalla sedia e scendere per strada indipendentemnete dal partito che legifera?? è possibile che si vedono centinaia di migliaia di persone solo quando ad organizzare una manifestazione è un partito???

andrea re 14.03.06 17:19

A Parigi la protesta degli studenti contro la controversa riforma del lavoro giovanile si e' spostata dalla Sorbona al College de France, uno degli istituti di ricerca d'elite del Paese. Centinaia di giovani hanno cercato nel pomeriggio di occupare la sede della prestigiosa istituzione nel quartiere latino. Una dozzina di studenti sono riusciti ad entrare nell'edifico prima di essere respinti dalla polizia, che ha fatto ricorso anche al lancio di candelotti lacrimogeni. I giovani hanno bersagliato le forze dell'ordine con sassi e lattine contro e una cinquantina di loro hanno cercato di restare all'interno del College de France. La situazione e' tornata alla calma solo poco dopo le 18.
La vicina Sorbona, gia' teatro delle proteste del maggio 1968, e' ancora presidiata dalla polizia, che venerdi' scorso aveva fatto sgombrare con la forza i locali dell'universita', occupata da alcune centinaia di studenti.
I giovani, appoggiati dal sindacato, chiedono il ritiro della legge sul Contratto di Primo Impiego, fortemente voluta dal primo ministro Dominique de Villepin, e hanno respinto tutte le offerte del governo di aprire un confronto. La norma prevede l'assunzione dei giovani sotto i 26 anni per due anni, durante i quali i datori di lavoro sono liberi di licenziare i neo assunti senza giusta causa.

era de maggio 14.03.06 17:07

potrei tranquillamente parlare all'infinito e testimoniare ogni minimo cambiamento subito da questi contratti. prima in nero, poi interinale rinnovato di mese in mese, poi co.co.co, poi ancora lap e infine di nuovo a tempo determinato ma con scadenze ad 8 mesi.
dopo 6 anni di lavoro (dove si raggiungono anche le 12 ore lavorative giornaliere) non ho accumulato che una minima parte di risparmi e contributi. rimango scioccato e con ogni probabilità cambierò stato dove vivere e lavorare. sicuramente qualsiasi realtà presente nella cara ue sarà meglio di questa. e al diavolo quei cani che si fanno chiamare politici.

Riccardo Croce 14.03.06 17:05

Non so se la mia storia sia più o meno diversa da altre..ma sono oramai 4 anni che la voglio raccontare. in breve...in capo a mille fatiche, un anno di naja buttato e un anno passato a risolvere problemi familiari seri mi laureo in ingegneria elettronica. A 27 anni, ebbene sì un po' in ritardo. Voto normale, 90/110. Specializzazione Optoelettronica, settore Telecomunicazioni laser in fibra ottica. Dopo la laurea passo 6 mesi a fare il ricercatore al politecnico di Torino..in italia siamo pochi a seguire questo tipo di specializzazione..tant'è che la legge moratti mi viene incontro e il posto dopo 6 mesi, anzichè essere confermato, salta per mancanza di fondi (ebbene sì,prendevo ben 600 euro al mese..). In Italia nessuno accetta il mio curriculum nè tantomeno una celebre compagnia di telecomunicazioni che all'atto del colloquio definisce "senza futuro" il sistema di telecomunicazioni da me studiato (Utilizzando il laser su fibra ottica per farla breve si può trasmettere QUALSIASI SEGNALE A QUALSIASI DISTANZA con una potenza dissipata pari circa a 1/50 della potenza attualmente utilizzata dai sistemi su doppino, RJ45 o antenna o GSM). In breve o vado in america o cerco un'altra strada. Ma io voglio pensare che in italia ci sia una strada per me...in breve..prima faccio il commesso alla FNAC di TOrino, settore informatica..poi Vado a contratto di formazione lavoro presso una ditta che installa macchine a raggi X per il controllo qualità alimentare grazie alla quale perdo ogni mio contatto sociale perchè sono in trasferta continua per un anno a 1000 euro mensili..ora sono System Administrator in una ditta che sta fallendo e sto di nuovo cercando lavoro...in 4 anni ho cambiato 4 lavori, il contratto migliore che ho ricevuto è stato un tempo determinato a 1100 euro al mese..forse non sarò così sfortunato...ma a chi mi viene ancora a dire che gli ingegneri guadagnano bene io rido in faccia...un riso purtroppo molto amaro.

Giulio Boero 14.03.06 16:12

"...Una legge che esternalizza il rischio dall’imprenditore al dipendente, ora trasformato in co.co.co e co.co.pro.
L’azienda va male? Il sottoccupatosottopagato va a casa.
L’azienda va bene? Altri tre mesi di sottoccupazione..."

Ehi Beppe, ancora una volta hai colpito nel segno. In Italia la situazione di precariato per i giovani sta raggiungendo livelli assurdi. Beppe, non si può andare avanti un anno e mezzo (io, magari altri di più) senza sapere se e quando avrai un contratto a 3,5 € l'ora!!! Vedo che su queste cose siamo tutti d'accordo. Bene, allora facciamo qualcosa!! Mandiamo a casa tutti e manifestiamo fino a che non arriva qualcuno che ci dice chiaramente che cosa vuol fare del futuro dell'Italia. NON se ne può più della demagogia e della retorica fatta sulla pelle dei giovani. Uno slogan della sinistra recita: "Oggi contratto con gli italiani, domani italinai col contratto"...Alzi la mano chi ci crede....

Filippo Baule 14.03.06 16:04

A proposito di schiavi moderni: lavoro in un ente pubblico da 13 anni e da tredici anni mi incazzo come una bestia per l'incompetenza, incapacità e menefreghismo dei dirigenti, che occupano le loro poltrone solo per il possesso della tessera giusta del partito giusto. Molti dei miei colleghi anziani ingannano il tempo in attesa di un'immeritata pensione, eppure c'è ancora qualcuno che crede nel proprio lavoro, lo fa con passione, serietà e competenza: sono i miei giovanissimi colleghi Co.Co.Co o Pro., che con la loro voglia di lavorare, con l'entusiasmo di chi ancora crede di poter essere utile alla società, di avere l'obbligo morale ed il dovere civico di dare il meglio di se se stessi, danno un senso alla mia professione. A tutti loro un grazie di cuore e l'augurio che gli italiani si sveglio dal torpore: mandiamo a casa i "vecchi fannulloni"ed i politici incompetenti che li tutelano e facciamo largo a questi validissimi ed ONESTI giovani!!! DIAMO LAVORO A CHI HA VOGLIA DI LAVORARE!!!!!!

Silvia Cerea 14.03.06 15:51

Sabato sera ho sentito Diliberto e ha detto chiaramante che la legge Biagi va abolita senza se e senza ma!! almeno qualcuno lo dice!!!

Marco Veltri 14.03.06 15:51

22 anni, laureata con 110 in scienze delle comunicazioni. Che futuro, che opportunità ho qui in Italia? Nessuna. Allora vado in Inghilterra, dove almeno gli stagisti li pagano.
E poi si stupiscono della fuga di cervelli

Valantina Caiazzo 14.03.06 15:32

Fino a 2 mesi fa ero anche io un SUPER-schiavo-moderno. Oggi mi sento solo uno schiavo-moderno.
1) Mi sono laureato a 25 anni in Sociologia, ho iniziato a lavorare presso un Istituto di ricerca diretto da uno di quei menbri dell'intellighenzia suprema del Paese:
-uno di quelli che va in televisione a parlare di Lavoro senza aver mai letto la legge Biagi,
-uno di quelli che dice di avere un'impresa artigiana a rete e non paga(o paga da fame) i collaboratori,
-uno di quelli che per pagare meno tasse dichiara di essere un'azienda senza scopo di lucro (quando gli fa comodo!) mentre accumula milioni di Euro di Consulenze Pubbliche acquisite in maniera clientelare (I fondi europei dei prossimi anni ammonteranno a briciole in confronto a quelli degli anni passati, quindi si cerca di accaparrarsi le ultime briciole: progetti fittizzi, taroccature all'italiana, connivenze sospette),
-uno di quelli che conosce "quelli che contano" e che sui quotidiani più letti del Paese scrive editoriali autocelebrativi, viscidi, decantando virtù e arguzie degli amici di turno,
-uno di quelli che non investe nella tecnologia perchè non capisce l'effettiva esigenza dei collaboratori, salvo osannare in televisione o in radio la necessità del Paese si rendersi competitivo tramite l'innovazione tecnologica,
-uno di quelli che che non ringrazia mai e che non sa cos'è il rispetto e l'educazione,
-uno di quelli CHE COMANDA IN QUESTO PAESE ALLO SFASCIO.
ho stretto i denti per quasi 2 anni e poi non ce l'ho fatta a resistere.
Oggi NON mi sento Un SUPER-schiavo-moderno ma solo uno schiavo-moderno: lavoro a termine, 973 Euro/mese, eventuale rinnovo tra 6 mesi.

2) IL PENDOALRISMO SETTIMANALE O IMMIGRAZIONECORTA che dir si voglia NON ESISTE SOLO SULLA TRATTA sud-nord del paese... ma dalle vallate alpine siamo in tanti a doverci recare nelle città ricche (!) della pianura. Costi sociali inclusi!

ANDREA RATTI 14.03.06 15:10

Gentile Beppe,

ho 27 anni e da due anni sono in cerca di occupazione, anche se devo dire che un anno me l'ha rubato spudoratamente lo Stato con il militare (Stato infame)!

Le agenzie interinali non m'hanno ancora assunto (per fortuna?) e ho visto che, per trovare un lavoro considerato non proprio bello (come muratore o operaio [per carità, sono sempre lavori dignitosi e ammiro fortemente coloro che li fanno]) è meglio spacciarsi per stranieri!

Nel mio curriculum ho più volte tolto la laurea nella speranza di superare la diffidenza di molti datori di lavoro nei confronti dei laureati, adesso sto pensando di scrivere di essere un rumeno (va a loro il mio totale rispetto) nella speranza di trovare un lavoro in cantiere!

Continua imperterrito il boom del telemarketing e del porta-a-porta (non la trasmissione del vespone) che, a mio giudizio, è l'unica strategia di vendita che hanno le aziende poco serie e al confine della criminalità, poichè credo che le aziende di qualità non abbiano paura di presentare i propri prodotti nei negozi senza, come lei ha detto, "rompere le p...e"!

In questo continuo peggioramento del lavoro e dell'imprenditoria italiana considero la LEGGE BIAGI un vero e proprio crimine contro l'umanità! Coloro che l'hanno pensata e approvata meritano il tribunale dell'Aja!

Sembra che lo sfortunato Professore abbia sì sviluppato il concetto di flessibilità (a cui personalmente non sono contrario) ma che abbia anche precisato la necessità di adeguati ammortizzsatori sociali affinchè non emergesse l'equazione flessibilità=precarietà (per alcuni dovrebbe chiamarsi LEGGE MARONI [in qualunque senso]!)!

P.S. Sono grato a qualunque commento e critica.

Giacomo Feno 14.03.06 15:05

Plurimae leges, corruptissima Respublica (Tacito)

stefano tarallo 14.03.06 14:54


maiuscole

PRETENDERE UN LAVORO SICURO EQUIVALE PRETENDERE CHE UN'AZIENDA FUNZIONI SEMRRE BENE.NON CAPITE CHE VI PRENDONO IN GIRO,CHE BEPPE GRILLO GRIDA CONTRO LA DESTRA E FA QUELLO DI SINSTRA PERCHE' GLI FA COMODO COSI'.PERCHE' HA 5 FIGLI DA MANTENERE E NON HA ALTRA SCELTA.NON VEDETE CHE LA DESTRA E' UNA MINORANZA?L'ITALIA E' DIVISA IN DUE BLOCCHI.L'ESSERE UMANO E' DIVISO IN DUE BLOCCHI.SE VUOI UN LAVORO SICURO TE LO DEVI CREARE.IPOTIZZIAMO CHE LA FIAT TI ASSUMA A VITA...CHI TI GARANTISCE CHE DOMANI GLI INVESTITORI NON DECIDANO DI CHIUDERE?NON ESISTE IL LAVORO SICURO.MAI.IL DIPENDENTE,ANCHE A TEMPO INDETERMINATO,DEVE SEMPRE SPERARE CHE L'AZIENDA LAVORI,CHE PRODUCA UTILI E CHE RESISTA ALLA CONCORRENZA.CHI VUOLE UN LAVORO,CHI PRETENDE UN FUTURO,SI RIMBOCCHI LE MANICCHE E SI GUARDI ATTORNO.

YURY PASTORE 14.03.06 14:49

Finalmente anche i media cominciano a prestare attenzione a questo vergognoso fenomeno chiamato precarietà!

http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scuola_e_universita/servizi/giovanilavoro/precariocomunicaz/precariocomunicaz.html

michele congia 14.03.06 14:47

Lavoro quante bugie (2)
Seconda bugia: la disoccupazione tra il 2001 ed il 2005 si è ridotta dal 9,1% del 2001 al 7,7% del 2005 (III trimestre, ultimo dato disponibile). Verità statistica ma bugia socio-economica. Infatti come correttamente spiega l'Istat (commento alla III e ultima Rilevazione sulle forze di lavoro) "la disoccupazione cala per la rinuncia a intraprendere concrete azioni di ricerca di lavoro". La prova? Crescono gli inattivi 15-54 anni di ben 294mila unità tra 2005 e 2004. O gli italiani diventano "sfaticati" o i posti di lavoro non si cercano perché non ci sono.
Terza bugia: cresce il tasso di occupazione, cioè la quota di occupati sulla popolazione in età di lavoro (15-64 anni), dal 55,9% del 2001 al 57,4% del 2005 (III trimestre, ultimo dato noto).
Il tasso di occupazione è cresciuto leggermente dal 2001 al 2003, essendo misurato con gli occupati delle forze lavoro (quelli che «fanno almeno una ora di lavoro nella settimana di riferimento») grazie allo spalmamento delle ore di cui si è scritto. Ma dal 2003, esaurite le potenzialità dello spalmamento, il tasso di occupazione si riduce (2003 III trimestre 57,9%, 2004 III trimestre 57,7%, 2005 III trimestre 57,4%), con una riduzione elevata soprattutto nel Mezzogiorno,
In conclusione l'aumento di occupazione di 1.100.000 unità dal 2001 al 2005 è dovuto per metà all'aumento di popolazione da regolarizzazione immigrati e per metà ad uno spalmamento del monte ore lavorate tra un numero maggiore di precari. Dal 2001 ad oggi c'è stato un chiaro scambio tra sottoccupazione e sottosalario, provato dal fatto che il monte salari (redditi da lavoro dipendente) sul Pil non è aumentato come avrebbe dovuto se l'aumento di occupazione fosse stato accompagnato da un parallelo aumento delle ore lavorate. Senza contare che dal 1993 al 2003, malgrado l'aumento di occupazione dipendente, il peso dei redditi da lavoro dipendente sul Pil si è ridotto di ben 4 punti, a vantaggio di profitti e rendite esentasse

sergio revello 14.03.06 14:03

Lavoro quante bugie
di N. Cacace (1^ parte
Quanti sanno che per l'Istat è occupato «chi ha fatto almeno un’ ora di lavoro retribuito nella settimana di riferimento»? E che è disoccupato solo chi cerca concretamente lavoro?
Quanti sanno che da tre anni il tasso di occupazione (quota di occupati sulla popolazione in età da lavoro 15-64 anni) cala continuamente in Italia, soprattutto a Sud, mentre cresce in Europa? Quanti sanno che in Italia, malgrado la grancassa sui successi occupazionali, gli unici a crescere veramente sono i cosiddetti «inattivi». Cioè i cittadini 15-64 anni che non lavorano e non sono neanche considerati disoccupati perché, come spiega correttamente l'Istat, soprattutto a Sud «rinunciano ad intraprendere concrete azioni di ricerca di un lavoro che non c'è»?

Quanti sanno che la tanto declamata riduzione del tasso di disoccupazione italiano, dal 9,1% del 2001 al 7,7% del 2005 è verità statistica ma bugia socio-economica per il fenomeno della rinuncia a cercare un lavoro che non c'è. Perciò, come ben sanno gli esperti, il più corretto indicatore dello stato di salute dell'occupazione è il "tasso di occupazione", cioè la quota di cittadini in età di lavoro, occupata, quota che dal 2003 si riduce pur essendo ancora inferiore alla media europea.

Prima bugia: tra il 2001 ed il 2005 l'occupazione è cresciuta di quasi un milione e 100mila unità (da 21.468mila a 22.542mila), cioè del 5%. E' vero, ma questo è avvenuto quasi a parità del totale ore lavorate, come provato dal fatto che a fronte del milione di occupati in più, le "unità standard di lavoro", cioè gli equivalenti occupati a tempo pieno, sono rimasti quasi fermi intorno ai 24 milioni. E nel 2005 si sono addirittura ridotte di 102mila unità rispetto al 2004. Cioè lo stesso monte ore di lavoro è stato semplicemente spalmato su un numero più grande di lavoratori. Grazie alla frantumazione del lavoro, si è semplicemente realizzato uno scambio tra occupazione precaria e sottosalari

Sergio Revello 14.03.06 14:00

Sono laureato in chimica industriale, lavoro come tecnico analista in un laboratorio privato e faccio analisi di emissioni gassose, rifiuti, acque, fanghi, ecc. Ma il laboratorio lavora principalmente con gli alimenti, pesticidi in frutta e verdura, alfatossine in latte e cereale, ogm, ormoni nelle carni. Questo implica che il mio contratto, ovviamente a tempo determinato, non è quello da chimico, ma da tecnico dell'industria alimentare. Così il direttore paga meno contributi e stipendi più bassi.
Per intenderci io dopo essermi fatto un gran mazzo all'università prendo lo stesso stipendio della salumiera del supermercato....Ma allora cosa c...o si studia a fare?

marcello moruzzi 14.03.06 13:47

Ho letto qua e là tutti questi contributi e mi viene da chiedermi tante cose, ma di dirne alcune..

Sono laureata con il massimo dei voti anch'io ed ho scelto un settore di interesse più di nicchia di altri ed in minor modo considerato dalla società, volevo fare la bibliotecaria, e ci sono riuscita. C'è stata una buona dose di fortuna, ma anche tanta ricerca per ottenerlo, un continuo tirarsi su le maniche perchè la mia famiglia di operai monoreddito non poteva sostenermi come altre... Dai 16 anni la mia vità è stata costruita da tanti frammenti lavorativi: nelle estati prima dell'università, in birreria durante gli anni dell'università e anche dopo, nonostante un lavoro l'avessi già. Ripeto mi sento fortunata, ma credo di meritare ciò che ho e di meritare molto altro ancora. Vivo il perenne rammarico di lavorare presso diversi enti pubblici e di non avere nè le tutele, nè le posizioni contrattuali, nè i guadagni (seppur non alti ma migliori dei miei attuali) di un dipendente pubblico... ma vivo nel continuo miglioramento professionale, nel continuo investimento in questo, cosa che purtroppo non ho trovato in tanti colleghi con il posto assicurato. Forse siamo noi, figli di un benessere ereditato che di fronte alla difficoltà di emergere aspettiamo che tutto ci venga creato, adatto alle nostre esigenze e non siamo in grado di capire che i tempi sono altri, che per congiunture sociali, politiche ed economiche c'è da ricostruirsi un futuro... e allora non va tutto bene, rimaniamo in parte sfruttati da un sistema che non ci tutela ma forse anch'esso è derivato da situazioni ben altrove radicate... E' tempo di camminare con le nostre gambe e non lamentarsi e piangere in continuo prendendosela con delle istituzioni (politiche, statali, sociali) che non ci danno un biberon pronto per essere bevuto. ormai è tempo di fare, non di aspettare.

Catrin Zulian 14.03.06 13:43

A PROPOSITO DI GIUSTIZIA:
PICCOLO ESEMPIO DI "BONSAI" DI CIO' CHE STA' ACCADENDO NELLA POLITICA ITALIANA.

LAVORO E HO LAVORATO IN UNA DITTA NEL NORD ITALIA CHE SI OCCUPA DI COSTRUZIONI INDUSTRIALI:
LA PROPRIETA' E' ESTERA E HA AFFIDATO LA GESTIONE AD UN AMMINISTRATORE UNICO A PIENI POTERI NEL 1999.

QUESTO S'E' FATTO I CAZZI SUOI, HA MANGIATO E FAVORITO CHI NE AVEVA VOGLIA PER BIECHI INTERESSI PERSONALI.
NEL 2004, VISTO LE CATTIVE ACQUE IN CUI NAVIGAVA LA DITTA, HA MESSO AL SUO POSTO UN SUO "COMPARE" IL QUALE HA SPADRONEGGIATO PURE LUI A DX E SX, COMPRANDO E USANDO IN ESCLUSIVA AUTO LUSSUOSE CON LEASING AZIENDALI, CENE, ZOCCOLE AL SEGUITO..ETC... HA PRESO PER IL CU.O DIPENDENTI, FORNITORI, CLIENTI E CHI NE HA PIU' NE METTA.
HA FATTO PENARE E SOFFRIRE TANTI DIPENDENTI, CASSE INTEGRAZIONI, FERIE IMPOSTE, MOBBING, STIPENDI IN RITARDO DI 2-3-4 MESI.....
NEL 2005 LA PROPRIETA' SI E' SVEGLIATA E LO HA ALLONTANATO...
NOI TUTTI STIAMO UN PO' MEGLIO, ALMENO SOTTO IL PUNTO DI VISTA MORALE..
SAPETE I DANNI SUBITI? DAL 2000 AL 2006 LA DITTA HA UN BUCO TRA DEBITI CON BANCHE, FISCO E FORNITORI DI 12 MILIONI DI EURO..
VI CHIEDERETE: CHE FINE HAN FATTO I BRAVI AMMINISTRATORI??
IL PRIMO E' ALL'ESTERO A CURARE GLI INTERESSI DI UNA DITTA CONCORRENTE,
IL SECONDO SI E' BUTTATO IN POLITICA!!!!!
PAZZESCO!!!!!! IL TUTTO NELLA QUASI INDIFFERENZA DELLA BUROCRAZIA DELLA GIUSTIZIA.. LUNGA, FARAGGINOSA, MACCHINOSA E CHI PIU' NE HA PIU' NE METTA...
ESEMPIO LAMPANTE CHE PIU' UNO E' STRONZO, PERFIDO, EGOISTA... PIU' NE TRAE VANTAGGIO.
IMPUNITO.
FURBESCAMENTE.
RIDENDO PURE DIETRO ALLA GENTE ONESTA.
CHE VIVE CON UNO STIPENDIO ANNUALE PARI ALLO STIPENDIO MENSILE DI QUESTE "BRAVE" PERSONE...

DA QUESTO SI PUO' TRARRE INSEGNAMENTO CHE, APPARANTEMENTE, LA MORALITA' E L'ONESTA NON PAGANO...
SPERO CHE ALLA LUNGA NON SIA COSI'...

Andrea Villimpeni 14.03.06 13:21

"Però, invece di dare sempre la colpa a Governo e Legge Biagi, forse Beppe dovresti anche guardare un pochino alle colpe del Sindacato, che protegge solo gli interessi dei lavoratori garantiti e protetti, lasciando allo sbando queste centinaia di migliaia di lavoratori non garantiti. E facendo così, rendendo assolutamente inamovibili ed illicenziabili i lavoratori garantiti, ingessa il mercato del lavoro e costringe a restarne fuori i lavoratori non garantiti.

Pensiamoci....."

Questa è una leggenda metropolitana da sfatare. Il sindacato protegge il lavoratore in quanto tale. Non si può pensare che i diritti sindacali acquisiti siano la causa dell'ingessamento del mercato del lavoro. Sono le imprese che cercano in tutti i modi di evitare di estendere tali diritti ai neoassunti. Forse se la smettessero di considerare sacro ed intoccabile il profitto, si potrebbero trovare soluzioni adeguate. Essere ricco non è un diritto, è un'opportunità. Avere un lavoro invece è un diritto. Sancito dall'art. 24 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, e dalla nostra costituzione. Il nostro codice civile dice che la proprietà è pubblica o privata. E che la legge può porre dei limiti all'esercizio del diritto di proprietà affinche sia svolta la funzione sociale che è insita nel diritto di proprietà. Questo dovrebbe far riflettere chi ritiene che sia giusto arricchirsi anche calpestando la dignità degli altri!

Clemente Carlucci 14.03.06 13:21

"MA se andrej al nord, troverej subito lavoro e sistemazione?"

Forse, caro Agostino. Il problema è che data la forte domanda di lavoro, anche le aziende del Nord cominciano a pagare il minimo indispensabile. E se con 800 € al mese a Napoli riesci a malapena a campare, a Bologna o a Verona o a Milano non se ne parla neppure. In linea di massima, le imprese del Nord sono più corrette (o meno scorrette!) di quelle del Sud. E quelle grandi, dato che sono sottoposte a maggiori controlli, sono preferibili alle piccole e medie imprese, che non controlla nessuno. Io lavoro dal 90, e l'unica volta che ho avuto tutti i miei diritti rispettati è stato quando ho lavorato in formazione lavoro per un'azienda che occupava 500 persone! Nel resto dei casi: lavoro nero, straordinari non pagati, ore di lavoro non pagate in assoluto, rimborsi sull'uso della macchina del tutto insufficienti, orari a cazzo, ferie a cazzo. Sono in causa da due anni e mezzo con una delle ultime aziende per cui ho lavorato. Avanzo la liquidazione (TFR), tre stipendi, la tredicesima del 2003, le ferie non godute... Spero che quel Qualcuno continui ad aiutarci. Ho quasi 39 anni e vivo ancora con i miei. Mah!

Cordialmente!

Clemente Carlucci 14.03.06 13:02

Sono pienamente d'accordo:ho 28 anni e grazie alla "flessibilità" (tutta italiana quindi precarietà) del mondo del lavoro, mi ritrovo ad aver cambiato decine di lavori senza aver maturato esperienze significative in nessun settore; di aver una situazione contributiva pessima;il mio curriculum cresce di mese in mese con lo stupore di chi trovandosi dall'altra parte della scrivania durante un colloquio di lavoro mi chiede"signorina ma perchè ha cambiato tutti qs lavori?" ma ci rendiamo conto?!? e vogliamo parlare della vita privata? ogni volta che si cambia "Posto di lavoro" ci si deve riabituare a nuovi colleghi, nuovi contesti,con il rammarico di non rivedere le persone che dividevano il tuo quotidiano fino a quel momento! anche io avevo in mente di mettere su carta il dolore di qs mia generazione: privata dei suoi sogni, dei suoi progetti, delle sue certezze...

ORNELLA GRILLO 14.03.06 12:44

Rispondo a Daniela Rinchiusa:

"Non sarà forse che le capacità e l'impegno fanno la differenza tra chi lavora e chi rimane nel girone dell'interinale???"

Non credo. La tua esperienza non è emblematica della situazione attuale; ne rappresenta una gradevole eccezione. Il lavoro interinale è uno strumento utilizzato dalle imprese per appiattire i salari verso il basso, sfruttando la grande domanda di lavoro esistente. Vale la pena di notare che chi rimane precario non è il meno capace od il meno impegnato, ma il meno qualificato. La formazione, purtroppo, non è una questione di impegno e di capacità personali, ma di opportunità. Tu ed io abbiamo avuto occasioni per studiare e formarci, ma tieni conto che un operaio generico molto spesso questa opportunità non l'ha avuta. E' giusta causa per farlo rimanere precario?

"ahhh vi dico altre due cose: mie mamma è una statale, guadagna + di me nonostante abbia solo la terza media e lavori un terzo (tra "malattia" e scioperi)! FORSE PERCHE' IL SINDACATO LO PERMETTE?"

No! Perchè la legge lo permette! Ho visto mia madre, collaboratrice domestica al nero lavorare col gesso ancora fresco al piede, perchè altrimenti le "padrone" non la pagavano! La malattia è un diritto dei lavoratori, non una concessione delle aziende. Tua madre guadagna di più perchè ha maturato un'anzianità di servizio e, grazie alle lotte sindacali, il suo salario è parzialmente (purtroppo!) agganciato all'inflazione. E' giusto che sia così!

"mio padre licenziato all'età di 40 anni, si è alzato le maniche, fatto i debiti e comprato un'attività garantendo una vita più che dignitosa alla sua famiglia, anzichè piangersi addosso, dare la colpa all'azienda e aspettare un sussidio statale."

Onore a tuo padre! Per sua fortuna ha avuto l'opportunità di farlo, oltre che la ferrea volontà e l'amore per la sua famiglia. Tutti quelli che non lo fanno, secondo te, amano meno la propria famiglia e sono deboli? Evidentemente gli è mancata quell'opportunità!

Cordialmente!

Clemente Carlucci 14.03.06 12:43

Io ho 25 anni, sono diplomato, ho avuto esperienze come: segretario c/o commercialista, pagato come "mazzetta" 50.000 lire (luglio/dic 2001). Prima sono stato un mese c/o una ditta di parrucche e prodotti x capelli; 1 mese e poi liquidato x mezzo milione. E il titolare era anche aficionado di Berlusconi (Maggio 2001).

Dopo da febbraio a maggio 2002 passo x una ditta edile. 3 mesi un pò di cacca. Maltrattato, a volte pure preso a pugni. Poi da ottobre a maggio 2003 facci oil rappresentante x una ditta di siti web. non sono maj riuscito a prendere una quota fissa di mensile, anke se promessa.

nel frattempo faccio un pò l'idraulico, adesso un pò l'asfatista di guaine e cemento cellulare...

Abito nella zona nord di napoli, a confine con la provincia di Caserta.

E chi va avanti, va avanti non xké è stato capace (raramente succede dalle mie parti), ma xké ha avuto qlk "occasione piovuta dal cielo", ke è raro succeda a me o qualcun altro (secondo me è meglio lavorare come operaio edile o zappatore anke se a me non dispiace + di tanto, ma così non vale; ke skifo!).

Un falso amico mi diceva ke non ero all'altezza delle mie capacità (lui aveva solo la terza media); rammento ke lui è idraulico ed ha una casa xké il suo suocero l'ha data x lui e su figlja (ovvio e pur giusto).

Eppure posso dire che non ho maj mollato del tutto, SONO ORMAJ ALLA ROTTURA DI P...E, Sscusate, Ho sempre avuto il sostegno morale-emotivo di Qualcuno (con la "Q" majuscola, capitelo voi di chi k'è facile)e sono sempre superiore di dignità rispetto a ki mi ha trattato male. Ricordate la storia biblica di Giobbe?
A volte ci ritroviamo in lui...
MA se andrej al nord, troverej subito lavoro e sistemazione?

Agostino Pedata (16:9) 14.03.06 12:31

"sono un commerciante, non mi sento un avvoltoio e se continuo a lavorare significa che chi compra non si sente spennato. Tiro fine mese come tutti, ho un mutuo sull'appartamento in edilizia convenzionata, ho una macchina di sette anni comprata usata due mesi fa ed una di 22 anni,se va bene faccio una settimana di ferie, malattie ed infortuni non sono comprese nel mio linguaggio anche perchè, pur pagando inps ed inail non ho il diritto di ammalarmi ed essere retribuito e la mia settimana lavorativa e ben più lunga delle trentasei ore. basta?????
Giuseppe Colombo 13.03.06 19:07 | "

Basta e n'avanza! Ma dovresti sottolineare che, a fronte del rischio imprenditoriale, hai la possibilità di guadagnare di più. E' la tua scelta da imprenditore. Nessuno te la nega! Hai eluso però il discorso relativo all'aumento indiscriminato dei prezzi. Causato dai mancati controlli del governo e da un eccesso di mentalità speculativa degli imprenditori. Chissà perchè in Italia gli aumenti sono stati più consistenti che negli altri paesi UE!
Chissà perchè negli altri paesi le tasse le pagano tutti, anche in misura maggire che da noi (vedi i paesi scandinavi) e questo permette allo Stato di fornire servizi essenziali a tutti. Chissa perchè gli imprenditori danesi o svedesi non prendono la pressione fiscle come un affronto sul piano personale... Civiltà? Cultura? Chissa perchè in quei paesi il lavoro nero è pressochè inesistente e i diritti dei lavoratori vengono rispettati...
Civiltà? Cultura? Quegli imprenditori che pagano anche l'80% di tasse sono meno furbi dei corrispondenti italiani? O sono più civili?

Clemente Carlucci 14.03.06 12:29

Ho 39 anni sono displomata in ragioneria.Sono una "fortunata" nel senso che ho un esperienza lavorativa, acquisita in molteplici settori, di 20 anni ma...dopo aver dovuto accettare negli ultimi anni di lavorare anche per poche"lire" e rigorosamente in nero adesso ho un lavoro che ho trovato 3 anni fa dopo quasi un anno che ne cercavo uno.Lavoro in agenzia di rappresentanza che va molto bene nonostante crisi di settore pero' sono riuscita solo da pochi mesi a raggiungere i 900 euro mensili (sono unica resp. ufficio) ma in nero...Avendo contatti con amici che vivono a Milano (io sono a Bari)mi sono resa ancora una volta conto che purtroppo, nonostante neanche su al nord ci sia da essere contenti, qui da noi richiedono massima esperienza massima elesticità e disponibilità ma sopratutto richiedono massimo silenzio su qualsiasi richiesta di diritto. Alla stragrande maggioranza degli imprenditori del territorio in cui vivo, non interessa risparmiare detraendo costi del personale ma detraendo direttamente dal personale. In confronto a tanti altri incasso uno stipendio da nababbi ma non sono piu' disposta a guardare chi sta peggio di me per sentirmi meglio...il sogno...vorrei che tutti potessimo stare decisamente meglio.
grazie per la possibilità del piccolo sfogo

luciana Perfetto 14.03.06 11:52

è vero che ci sono delle leggi assurde,è vero che quello di oggi è un governo fatto di politici corrotti e avidi;ma è pur vero che la generazione di oggi(ci sono anch'io,siciliano 28 anni,trasferitosi a firenze per cercare lavoro,ospitato dagli zii,trovato lavoro come fattorini,oro lavoro dopo aver studiato,come grafico con contratto di 6 mesi con possibilità di rinnovo--buona azienda,comprensivi-830 euro al mese netti),è lavativa.conosco tanti miei coetanei che preferiscono grattarsi con il benestare dei genitori piuttosto che fare sacrifici o accettare un lavoro che non corrisponde la loro "prospettive".generazione marcia,il problema oltre le leggi,è da ricercare nella gioventù(che preferisce lamentarsi e bivaccare piuttosto che svolgere un lavoro che possa dare una vita più dura ma sicuramente autonoma).

rosario follone 14.03.06 11:47

Salve,
la mia ragazza ha letto una offerta di lavoro su questo sito http://www.infojobs.it/empresa/pEmpresa.ij/sPerfilCodi=E4CF33A7-E7EA-DEE7-79869270077F3DD2
Si e’ presentata, ha fatto un breve colloquio dove l’hanno informata che il lavoro consiste nel telefonare ad alcune persone, il cui numero e’ fatto in automatico da un computer, e cercare di vendere, per conto della Telecom il telefono Aladino e altri servizi.Dopo un breve cosro di un giorno ha iniziato a lavorare, non le hanno fatto firmare nessun tipo di contratto, e credo che ovviamente non le saranno versati i contributi.Deve lavorare dalle ore 11.30 alle 17.00 La pausa pranzo consiste in solo 15 minuti, deve lavorare anche il sabato e la domenica. Questa situazione e’ la stessa per centinaia di ragazze.Mi chiedo se tutto cio’ sia previsto dal contratto nazionale del lavoro, ma non credo, e se e’ giusto approfittare cosi’ della necessita’ delle persone.
Credo questa sia una nuova forma di schiavitù.
Vi chiedo di fare qualche cosa per fermare questo sfruttamento indegno di un paese che si definisce civile.

Andrea Spiezia 14.03.06 11:29

Sono laureato in ingegneria e da due mesi ho scelto il lavoro che più mi piace.Si, avete letto bene: scelto.Questi post mi provocano il disgusto. Gente che si lamenta, non hanno fatto nulla per emergere e pretendono che dall'alto gli venga dato qualcosa. Io per distinguermi dai miei coetanei mi sono fatto il mazzo per tutta la mia (breve) vita.Ogni estate loro andavano in ferie o se ne stavano a casa ad oziare,io invece ho cambiato ogni estate un lavoro diverso,per fare esperienza e guadagnare pure qualcosa.Ho lavorato in fiere all'estero, ho fatto il modellista, il venditore porta a porta e pure il cameriere,imparato due lingue.Sono tutte cose che scrivi nel curriculum,ma che al primo colloquio si vedono,le ho interiorizzate.Per non parlare della scelta dell'università.Al liceo andavo piuttosto bene in tutte le materie:le uniche due con cui ero solo sufficiente erano matematica e fisica.Ho scelto ingegneria perchè credevo mi potesse offrire più possibilità in futuro,conscio delle maggiori difficoltà che avrei (e che ho)incontrato. Purtroppo per questi lamentosi il mondo del lavoro che io ho trovato è REALMENTE meritocratico,guardo i miei colleghi e hanno tutti la mia età,e tutti si sono sbattuti come me per arrivare a poter fare il lavoro che desiderano,per essere gratificati da quello che fanno.
Il mio contratto è di un anno,ma se darò risultati a fine anno mi confermeranno a tempo indeterminato, e credo sia giustissimo in quanto mi rendo conto di quanto l'azienda stia investendo in me,e concordo che se da qui ad un anno dovessi dimostrarmi non all'altezza di questo ruolo,debba scegliermene un altro.
Ora forse siete entrati nel mio ordine di idee ed iniziate a capire perchè mi dia fastidio il lamento di questi figli di papà che hanno sempre scelto la via più facile,che si trovano a 27-28 anni laureati in Scienze Politiche,con un Master in SticaXXi totalmente inutile e non "trovano il lavoro per loro". Eh no amici,io mi lascio sfuggire un bel "se lo meritano"

marcello bianchin 14.03.06 11:29

Sono laureato in ingegneria e da due mesi ho scelto il lavoro che più mi piace.Si, avete letto bene: scelto.Questi post mi provocano il disgusto. Gente che si lamenta, non hanno fatto nulla per emergere e pretendono che dall'alto gli venga dato qualcosa. Io per distinguermi dai miei coetanei mi sono fatto il mazzo per tutta la mia (breve) vita.Ogni estate loro andavano in ferie o se ne stavano a casa ad oziare,io invece ho cambiato ogni estate un lavoro diverso,per fare esperienza e guadagnare pure qualcosa.Ho lavorato in fiere all'estero, ho fatto il modellista, il venditore porta a porta e pure il cameriere,imparato due lingue.Sono tutte cose che scrivi nel curriculum,ma che al primo colloquio si vedono,le ho interiorizzate.Per non parlare della scelta dell'università.Al liceo andavo piuttosto bene in tutte le materie:le uniche due con cui ero solo sufficiente erano matematica e fisica.Ho scelto ingegneria perchè credevo mi potesse offrire più possibilità in futuro,conscio delle maggiori difficoltà che avrei (e che ho)incontrato. Purtroppo per questi lamentosi il mondo del lavoro che io ho trovato è REALMENTE meritocratico,guardo i miei colleghi e hanno tutti la mia età,e tutti si sono sbattuti come me per arrivare a poter fare il lavoro che desiderano,per essere gratificati da quello che fanno.
Il mio contratto è di un anno,ma se darò risultati a fine anno mi confermeranno a tempo indeterminato, e credo sia giustissimo in quanto mi rendo conto di quanto l'azienda stia investendo in me,e concordo che se da qui ad un anno dovessi dimostrarmi non all'altezza di questo ruolo,debba scegliermene un altro.
Ora forse siete entrati nel mio ordine di idee ed iniziate a capire perchè mi dia fastidio il lamento di questi figli di papà che hanno sempre scelto la via più facile,che si trovano a 27-28 anni laureati in Scienze Politiche,con un Master in SticaXXi totalmente inutile e non "trovano il lavoro per loro". Eh no amici,io mi lascio sfuggire un bel "se lo meritano"

marcello bianchin 14.03.06 11:27

L'occupazione in Italia è aumentata... l'ho appreso dai quotidiani, l'ho letto su internet, l'ho sentito in programmi televisivi, l'ho ascoltato in convegni e comizi, cosa c'è che non va?
Io sono un ingengere elettronico di 29 anni, la mia futura sposa è una biologa di 28 anni ed entrambi aiutiamo le statistiche che dicono che l'occupazione in Italia è aumentata perché da circa 3 anni entrambi siamo nel "mondo del lavoro" e, da circa 3 anni, ogni 6 mesi, ogni 8 mesi, ogni anno (quando siamo fortunati) abbiamo un nuovo contratto (sempre con le stesse misere condizioni economiche) che ci dice che tra 6 mesi, tra 8 mesi o tra un anno (quando siamo fortunati) dovremo sperare che ci sia prima la volontà di chi deve decidere e poi che ci siano i fondi o ci siano stanziamenti finanziari per poter pagare il nostro prossimo contratto, cosa c'è che non va?
Io e la mia futura sposa non lavoriamo nello stesso posto ma siamo trattati nello stesso modo sia nel "mondo del lavoro" sia nel "mondo finanziario", la banca a entrambi ha detto che col nostro contratto di lavoro non potevamo accendere un mutuo a meno che non ci fossero stati dei garanti, cosa c'è che non va?
Io e la mia futura sposa abbiamo amici laureati che dopo un anno di ricerca hanno trovato lavoro per 6 mesi, 8 mesi o un anno (quando sono stati fortunati), cosa c'è che non va?
Io ora sono un Co.Co.Pro., la mia definizione di prima era Co.Co.Co. e coi tempi che corrono ora con l'influenza aviaria sento di avere fatto un passo avanti, ora mi sento meno pennuto di prima, cosa c'è che non va?
Io e la mia futura sposa godiamo di ottima salute, per fortuna, perché non possiamo ammalarci, se no... ma lasciamo stare tanto non capita (questo ci è stato detto), cosa c'è che non va?
La mia sposa quando mi darà un figlio (se glielo permetteranno al lavoro) dovrà lavorar il più possibile se no, con uno stipendio solo, il mutuo come si paga? Così non posso far crescere la mia famiglia con serenità, ecco cosa c'è che non va!

Andrea Laboranti 14.03.06 11:22

C'era una volta la laurea, traguardo ambito dagli appassionati della propria disciplina, a cui hanno insegnato che l'università è anche un trampolino importante per la carriera e per il riscatto sociale. Ma dopo i confetti rossi, la delusione. Non solo per gli irrisori guadagni che non si capisce con quale coraggio ti propongano, ma anche per la scarsa considerazione di te, del tuo valore! Lavoro con gente che ha master e doppie lauree...per fortuna io mi sono fermata prima! cmq forza ragazzi, mai arrendersi! verranno tempi migliori, che ripagheranno i nostri sforzi! GRAZIE beppe! ciao

ilaria sala 14.03.06 10:57

Ovviamente la ditta che “compra” i lavoratori nel frattempo, grazie all’ambiguità della legge, applica ai lavoratori tutte le condizioni di peggior favore possibile…..
Nel frattempo si prova a cercare un altro lavoro, ma la precarizzazione del mondo del lavoro rende questa ricerca un miraggio. Ci si rende conto che a quasi quaranta anni, anche se si ha la fortuna di avere un buon curriculum, le aziende non ti vogliono, perché gli costeresti troppo, perché con quello che dovrebbero pagarti preferiscono prendere al posto tuo due persone, più disgraziate di te, (tipo fustino, prendo due e pago uno) che accettano qualsiasi tipo di fantasiosa forma contrattuale prevista da quel capolavoro che è la Legge 30. Alla fine chi è precario rimane tale perché le aziende non sono affatto obbligate a trasformare il loro contratto in un tempo indeterminato, chi sta cercando d cambiare lavoro non riesce. Il risultato è una stagnazione, una staticità sociale di cui prima o
(2 parte)
poi si pagherà il conto.
I sacerdoti di questo neoliberismo sfrenato continuano ad implorare la “flessibilità” in deroga a diritti civili acquisiti che dovrebbero invece essere dei postulati indiscutibili. La Legge 30 è il loro vangelo.
Come dobbiamo guardare al futuro, ai nostri progetti di vita?
Perché nessuna forza politica fa “qualcosa di sinistra”? Perché il Sindacato è così remissivo? Perché non fare un Refendum per abrogare questa legge?
Perché non si affrontano questi temi scomodi? Perché ci si rifugia dietro a slogan demagogici?
A che serve il bonus bebè? I nostri figli non nasceranno proprio perché nel futuro non ci crediamo più, perché stiamo molto peggio dei nostri genitori 30 o 40 anni fa, perché oggi, anno 2006 d.c., se si ri

Roberta Sidoni 14.03.06 10:42

A PROPOSITO DI CHI PRECARIO LO E’ DIVENTATO DOPO
Del cosiddetto “Trasferimento di Ramo di azienda”.

Caro Beppe,
leggendo il tuo blog mi sono riconosciuta con grande amarezza nella similitudine della schiavitù.
A me è successo di perdere la stabilità. La società per la quale lavoravo, una multinazionale americana farmaceutica, mi ha letteralmente “venduta”, appunto come se fossi una schiava, ad un’altra azienda insieme ad altri quattordici sventurati colleghi. Elegantemente questo commercio viene chiamato “outsorcing”. Neologismo anglofono, elegante, ma tanto spietatamente arcaico nella sostanza.
Il giochino, grazie all’art. 2112 del c.c. e reso più semplice da una serie di modifiche legislative tra cui anche la legge Biagi, funziona così: l’azienda cedente individua un ramo di azienda, in pratica un gruppo di lavoratori, anche piccolissimo (metaforicamente foglie più che rami), che ha la sola colpa o la sola sfiga di lavorare in un settore che l’azienda non ritiene strategico (informatica, amministrazione, servizi generali, uffici che sono considerati servizi), grazie allo zelo di un direttore delle Risorse Umane la cui mancanza di scrupoli va ben oltre un immaginario personaggio uscito da un film di Ken Loach, e li cede ad un’altra azienda in cambio di un contratto di fornitura in genere pagato a peso d’oro. Passano un paio di anni è il nuovo “padrone”, che nel frattempo ha perso l’appalto, licenzia o sposta ad altra sede o altre mansioni i lavoratori acquistati. In pratica il trasferimento di ramo di azienda è solo un licenziamento effettuato per conto di altri. L’azienda che vende elimina personale in genere con un’anzianità aziendale medio alta e a costo zero in modo da favorire il turn over, l’azienda che compra si assicura un appalto pagato a peso d’oro. Il paradosso è che questi passaggi figurano anche come nuova occupazione!!!! (segue..)

Roberta Sidoni 14.03.06 10:22

Ciao a tutti, sono un neolaureato geologo. Premetto che non mi posso lamentare della mia condizione economica lavorativa poichè mi sono laureato solo 3 mesi fa e sto cominciando a lavoricchiare con contratti di collaborazione occasionale presso alcune aziende...è gia tanto questo!!!! Ma penso alle persone laureate che prima di 2 o 3 anni non trovano nessuna occupazione neanche provvisoria...mi ha sconvolto il fenomeno IKEA che si sta verificando in questi giorni: per pochi posti da commesso sono pervenute migliaia di domande!!!!E magari molte sono di gente che ha passato anni sui libri per laurearsi con l'illusione poi di trovare un posto di lavoro migliore...macchè...w gli idraulici e gli elettricisti, quelli onesti però!!!
Il vero problema è che sta cavolo di flessibilità, oltre a precarizzarti a vita o quasi, impedendoti di progettare la tua vita, ti impedisce anche di godere di alcuni beni di consumo importanti (come per esempio quello di comprarti una maccchina per andare a lavoro) e ti priva così di alcuni diritti....quello dell'autosufficienza e della autonomia personale: non ti puoi comprare un cazzo a rate perchè sei precario e le finanziarie ti scartano.
Dunque se il mercato del lavoro è cambiato è rimasto tale e quale quello del credito, mettendolo a quel posto a tutti i lavoratori precari come me.

Mario Marangi 14.03.06 10:21

ABOLIRE LA LEGGE BIAGI CHE E' LA LEGGE DEI PADRONI. LA LEGGE CHE LEGALIZZA LO SFRUTTAMENTO!

ABOLIRLA E TARTASSARE CONTINUAMENTE I POLITICI CHE DI QUESTO NON PARLANO MAI!
MANIFESTARE - SCRIVERE - CHIEDERE A CHI DI DOVERE METTENDOLI IN CONDIZIONE DI PARLARNE, DI AFFRONTARE L'ARGOMENTO.

FANNO FINTA DI NIENTE LORO....BRAVI BRAVI

Fabio Ripp 14.03.06 10:02

Ciao a tutti/e.
Ho gia' scritto nell'altro post sugli schiavi moderni descrivendo cio' che e' capitato a me e sono felice che sia stato inserito questo post "fisso" sempre in evidenza nel blog.
Per riassumere brevemente:
30 anni, laurea in ingegneria elettronica (gia' esperienza), contratto interinale presso una grossa ditta 12mesi + 4mesi fino alla fine della commessa, acquisizione nel mio ufficio di ruolo non dico indispensabile ma quasi e infine... BRAVO, SEI IN GAMBA ma purtroppo dobbiamo assestarti un bel calcio nel di dietro.
Quello che voglio aggiungere e che piu' e' preoccupante e' che l'azienda sta involvendo su se stessa.
Mi spiego.
Ho avuto modo di parlare con gente dell'ufficio
personale che si stupiscono della drastica diminuzione degli investimenti dell'azienda sui giovani (neo assunzioni, anche tirocini orientati all'assunzione, tesisti, ecc ecc).
Cioe' per essere piu' precisi, la stragrande maggioranza dei giovani che gravitano nell'azienda son TUTTI consulenti (magari di ditte esterne, ma soprattutto interinali...). Con la scadenza scritta sopra e che a tutti gli effetti sono alla stessa stregua della carta per la fotocopiatrice. Sono dei costi.
Ma hanno il vantaggio di farsi un mazzo tanto perche' hanno la spada di Damocle che penzola sopra la testa... e questo si sa! Come altrettanto bene si sa che "alcuni" che hanno il posto fisso non si impegnano molto.
In questa realta', ma penso anche in molte altre aziende sia lo stesso, non si pensa al futuro.
Cioe' i giovani "lavoratori" (cioe' precari) non hanno futuro, ma neanche le aziende che non assumono giovani non ne hanno.
Come andra' a finire di questo passo?!?!

Riccardo Notari 14.03.06 10:02

LA LEGGE BIAGI E LA PIU GROSSA CAVOLATA MAI REALIZZATA DA UN GOVERNO.PERSINO UN TIRANNO AVREBBE PIU' CUORE VERSO I SUOI PERSEGUITATI.
DARE IL POTERE DI DECIDERE COSA FARE DELLA VITA DI UN UOMO O DONNA ALLE PERSONE CHE OFFRONO LAVORO??
MA SIAMO PAZZI!! QUESTO E' SCHIAVISMO SIAMO TORNATI AI TEMPI DEI CONQUISTADORES, SE TI AMMALI TI LASCIO MORIRE, SE NON FAI TUTTO QUELLO CHE DICO STAI PER MORIRE, SE VUOI FAR VALERE I TUOI DIRITTI SEI GIA' MORTO.
CON LA SCUSA DEL LIBERALISMO STIAMO MASSACRANDO UN POPOLO CHE NON HA PIU' POTERE.

marco baldi 14.03.06 09:22

48 anni, donna, sposa e madre di due figli con diploma di ragioneria. Ho sempre lavorato dal 1979 con pause di diversi mesi da un lavoro all'altro: sono circa 26 anni che vivo sulla mi pelle altro che la legge biagi!! Mi dispiace dirvelo ma è servita solo per legittimare un comportamento che già c'era in italia nel mondo del lavoro. Ho sempre guadagnoto meno di un uomo con le mie stesse mansione. Vogliamo parlare di come la donna viene vista sul lavoro: "Bona e puttana" se bella: fa carriera perchè scopa con il capo ;
"Brutta e grumira" se brutta: fa carriera perchè non scopa con nessuna e dedica tutto al lavoro.
Che tristezza è ancora oggi così
E per la legge Biagi : facciamo attenzione sbandierare certi slogan di comodo a qualcuno! le leggi si possono cambiare il 9 aprile lo possiamo fare :DOBBIAMO ANDARE A VOTARE , NON DISERTARE perchè solo così si ha la possibilità di decidere sulle modifiche da apportare.
In ultimo vorrei dire che la legge Biagi , pagata a caro prezzo, come tutte le leggi del nostro paese, vengono elasticizzate all'uso che si vuole fare:e se volete usarla male .....purtroppo c'è chi lo fà la maggioranza degli imprenditori.
Questa parola imprenditori forse è da qualificare un pò di più e non affibiarla così al primo scarza cani che si presenta sul mercato.
Buon giornata a tutti

monica giuiani 14.03.06 09:20

L’APICE DELLA DELUSIONE DELLA VERITA’ E DELLA FRANCHEZZA.


Solo chi non vuole vedere e sapere può dire che il governo di Berlusconi ha portato sollievo all’Italia.


I fatti però sono testimonianze che restano tanto vergognose quanto indelebili nella storia d’Italia.


Il tempo non potrà mai attenuare l’inganno operato verso il popolo con le promesse mai mantenute.


Troppe inerzie, illusioni, simulazioni, dissapori persino in scandali nazionali si sono verificati in mezzo a furie bestiali di offesa dei diritti della dignità dei cittadini che si sono penalizzati e umiliati, calpestando persino la nostra buona fede.


Dobbiamo renderci conto che questo comportamento è sempre stato facilmente possibile per il confluire di forze politiche e non politiche, legali ed illegali apparentemente tutte eterogenee e staccate ma in effetti legate e saldate tra di loro da tutta una serie di fili invisibili.


Un sistema per mezzo del quale talvolta, da un lato vengono premiati i malviventi dopo la violazione di reati gravi con le impunità più vergognose e lasciati persino in posti di dirigenza e di responsabilità nella Pubblica Amministrazione di un ospedale pubblico e dall’altro vengono distrutte e continuamente rovinate, derise e schernite per lunghissimi anni, persone fatte ammalate e divenire disabili in servizio e per causa di servizio.


Tutto lo scandalo e relative gravi conseguenze vengono pacificamente continuate e tacitamente accettate dal Governo Italiano anche dopo due vittorie avanti al Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia.


Chi viene protetto dal subire un regolare processo penale per lesioni colpose gravissime, con la prescrizione dei reati e poi ancora per falso ideologico, omissione di atti di ufficio e violenza privata da mobbing, come se ancora tutto ciò ancora non bastasse, gli viene dato persino il consenso di calpestare due sentenze..CONTINUA QUI SOTTO APPENA E’ POSSIBILE.(2)

Giacomo Montana 14.03.06 02:00

CONTINUAZIONE:


..(2)… di due Giudici Amministrativi del T.A.R. La signora Giovanna Nigris da vittima del crimine e i suoi aguzzini che le hanno rovinato la salute, la vita, l’esistenza pacifica e dignitosa, la vita di relazione e il suo patrimonio, ne sono divenuti degli inconfutabili e lampanti esempi così come meglio narrato e provato nel sito web di legittima difesa della stessa signora: http://www.mobbing-sisu.com .

Sono sempre rimasto estremamente sconvolto e scioccato, dal dovere constatare tutto questo marciume proprio in Italia, ove sono nato, lo avrei capito se fosse successo nel terzo o quarto mondo, ma che succeda pacificamente in Italia nel terzo millennio non mi da pace.


Non mi da pace vedere morire lentamente una donna sotto la morsa della violenza e della connivenza, dell’omertà e complicità. Chiedo scusa a tutti se non mi faccio gli affari miei ma proprio non ci riesco e non mi do pace.


Chiunque credo, proverebbe quello che provo io davanti a tutte queste torture tacitamente accettate da chi è stato informato dei fatti.


A fronte di tutta questa vergogna, da quando so che anche l’Italia manda le sue truppe ad esportare la civiltà e la democrazia rabbrividisco e mi vergogno di avere il Governo presieduto dal cavaliere Berlusconi che vede la civiltà e la democrazia ad un livello che in Italia da quello che abbiamo visto, con lui in realtà non esiste.


E’ da un sistema di movimento in vasi capillari di interessi economici a tutto campo che col governo di Berlusconi viene fatto raggiungere alla gente, l’apice della delusione e della amarezza senza precedenti e i più sconcertanti dal dopo guerra ad oggi.


Si mettono in circolazione in Italia e si diffondono sostanze tossiche fatte di ingiustizia senza fine da una parte e di inerzia senza soluzione di continuità dall’altra, sistematicamente, pacificamente, senza temere nessuna giustizia terrena, perché è risaputo che la giustizia vera. CONTINUA QUI SOTTO

Giacomo Montana 14.03.06 01:58

CONTINUAZIONE:


..(3)… oggi in Italia non esiste. Tutto il peggio di quello che poteva capitare è accaduto in cinque anni tra la vegetazione e la penombra di una molteplicità di combinazioni di circostanze, capaci di paralizzare il buon senso e la ragione.


Speriamo che dopo le elezioni saranno possibili dei percorsi promettenti e senza inganni, speriamo anche che alimentino e facciano forza al nostro amor proprio, per mettere a fuoco il rapporto che intercorre tra fenomeni di offesa dei diritti e della dignità dei cittadini e la paralisi indotta della coscienza, sconfinati incredibilmente nell’assurdo di una società che malgrado tutto abbiamo l’enorme coraggio di chiamare ancora società civile. PER L’ITALIA:

SEMPRE FORZA SISU!

Giacomo Montana 14.03.06 01:57

*****Ciao beppe e tutti coloro che leggono questo blog.******
----------------------------------------------
Mi chiamo Tino ho 23 anni ed un lavoro di 350 euro al mese. quest'anno sosterrò l'MPA per avere un lavoro da 750 euro mensili....
viviamo un brutto momento per questo vi chiedo di riflettere il 9 nove aprile non votate per nessuno! vi giuro che le cose cambieranno......

AGATINO ZIGNALE 14.03.06 01:36

ciao Beppe, domani mi laureo! anche se guardando i post mi sa che non servirà a molto il mio pezzo di carta. Ho sempre lavorato oltre a studiare, dalla consegna delle pizze (in nero! ma vabbè, ero ancora alle superiori) alle agenzie di scommesse ippiche (quando il co.co.co non c'era ancora). Ultimamente stol lavorando nei CAF, quei posti dove gli italiani portano a compilare la loro dichiarazione dei redditi, perlopiù gestiti dai sindacati. Si tratta di un lavoro a tempo determinato, ma il più delle volte è normale che sia così, perchè dovuto ad una necessità di operatori che coprano solo un certo periodo dell'anno, da marzo a giugno.
Purtroppo anche in questo campo ci sono società serie, che ti avvisano del carattere temporaneo del tuo contratto e dei tuoi diritti/doveri, e altre meno serie, che sentono di farti un favore ad offrirti un lavoro.
Ed è presso una di queste ultime società che ho passato un anno e mezzo circa: un contratto co.pro di 4 mesi, agosto a casa (non pagato), un altro co.pro di 4 mesi, assunzione a tempo determinato di 6 mesi. La società, che si chiama Confcommercio, mi ha assunto tramite altre società alle sue dipendenze; il bello è che ho lavorato con 3 società diverse (ogni contratto era a sè stante) e non mi sono mai mosso dal mio ufficio (al massimo per una pausa caffè). Peculiarità dell'ultimo contratto era assumermi al 5°livello (ccnl commercio, centralinista) mentre in raltà fornivo assistenza fiscale ai clienti: in pratica ero pagato solo per dire :"Pronto? Subito, gliela passo", mentre in pratica dovevo compilare a pagamento dichiarazioni 730. Quando facevo notare l'ingiustizia di fondo la risposta era sempre la stessa: "Non ti va bene? Vai pure, tanto ne trovo un altro come te".
Me ne sono andato, convinto del fatto che non troverà tanto facilmente qualcuno come me. Alla fine è comunque un lavoro di responsabilità: se sbagli arrivano multe, e pesanti. Lavoro diverso è fare il centralinista.

federico blarasin 14.03.06 00:12

Ciao Beppe! sono Michela dalla provincia di Pisa, 27 anni,geometra,mi mancano 5 esami alla laurea in scienze agrarie.
Dal diploma in poi la mia storia è la seguente:
-2 anni di tirocinio post-diploma(compenso: nessuno, tranne i rimborsi spese).
-iscrizione (tardiva) all'università e per due anni mi sono dedicata solo a quella dando 14 esami con la media del 25(costo:1000€ l'anno se va bene!)
-1 anno e 1/2 di lavoro presso l'ufficio tecnico del mio comune:contratto co.co.co. (compenso:1000€ senza alcun diritto)
-6 mesi di lavoro presso lo stesso ufficio,ma dovendo ritirare la P.IVA ed il timbro, con tutti gli annessi e connessi che comporta (iva e tasse varie, commercialista, iscrizione all'albo, pagamento della cassa di previdenza ecc)tutto ciò perchè il governo aveva tagliato i fondi ai comuni che non mi potevano tenere più nemmeno come co.co.co.(compenso:1200€ iva compresa!)
bene...il suddetto comune mi aveva garantito una continuità di collaborazione che non ha mantenuto.Ovvero.La collaborazione è terminata dopo 6 mesi!Mai avrei aperto una partita iva per 6 mesi con tutto quello che costa!Io non ho clienti e quindi non ho entrate mie! Ma agli occhi del mondo del lavoro sono un "libero professionista"...senza clienti però!quindi per i sondaggi del Cav.Berlusca sono "OCCUPATA"
In questo momento collaboro CONTINUATIVAMENTE (ovvero come una dipendente) con un geometra che mi tratta come se fossi sua dipendente solo per il lavoro ma al momento di pagare mi da 800€ mensili,gli devo fare anche le fatture (la partita iva ce l'ho ancora per questo motivo)Come si fa a mettere 2€ da parte x il futuro?Ho dovuto cambiare anche la macchina causa incidente e quindi ho le rate da pagare.Quest'anno non mi sono nemmeno iscritta all'università perchè non me la posso permettere!Domani mattina ho un colloquio di lavoro. magari vengo a scrivere com'è andata:ci sarà un segno di miglioramento o sentirò l'ennesima ca--ta?
Grazie Beppe per questo spazio!
In bocca al lupo a tutt

Michela Montagnani 14.03.06 00:10

Bah
Pure il sole fatica a spuntare nel nostro bel paese, in bocca al lupo Italia.

emanuel guarniero 14.03.06 00:04

Intanto sono perfettamente d'accordo con Marcello Peruzza...hai sintetizzato un concetto che altri per dirlo spendono parole e parole, ma le origini "del male" sono li anche secondo me...
Ora però io fossi in voi farei un giro per capire che "popò" di sforzi hanno fatto questi qui http://www.bacchialadino.it/novita_ita.htm e andate ad aprire il link più sotto "Qualcuno vuole cambiare le carte in tavola... Perchè ?" e guardatevi tutta la ricostruzione dei fatti, MA ALLORA DICO IO SE C'E' UNA VERA E PROPRIA AZIONE COORDINATA PER "INSABBIARE" LE REALI SOLUZIONI AI PROBLEMI DELL'ITALIA CHE CAVOLO DOBBIAMO FARE????????????????????????, se rendessero navigabili i fiumi...PO, Tevere, Arno ecc...tutti NAVIGABILISSIMI i TIR/Camion si dimezzerebbero almeno nell'arco di 5 anni e ti immagini che sollievo per noi autisti....INVECE NO NO NO NON SI FA...PER LE OLIMPIADI E' STATO FATTO TUTTO RAPIDAMENTE, PER IL GIUBILEO IDEM, PER LA VISITA DI BUSH PURE...ALLORA NON C'E' INTERESSE A RISOLVERE I PROBLEMI DELL'ITALIA.
Lo ripeto non serve la violenza, ci vuole un forte interesse di qualcuno di immagine e di potere (attori/imprenditori/politici/medici di moda...), vanno irritati come loro fanno con noi, bisogna diventare fastidiosi tutti insieme, come le formiche, piccole ma incredibilmente EFFICACI E FORTI, MOLTO FORTI, vanno messi sotto pressione da gruppi uniti di cittadini, MA SENZA VIOLENZA!!!!!!!!!!!!!!! ALLORA VOLETE FARE QUALCHE PROPOSTA PRATICA????????? IO CI STO PENSANDO

Alessio Pacchini 13.03.06 23:03

Ciao Beppe. Comincio a lavorare, intendo con busta paga, quattro anni fa. Sono oggi una donna di 35 anni, mamma per due volte, separata già da prima di lavorare. Il mio vero lavoro non è l'autista di trasporto pubblico locale, quello che svolgo, ma conciliare la mamma con il lavoro. Una fatica assurda riuscire a trovare soluzioni per ogni stagione, quando dice bene, guardando in faccia continuamente questa presa in giro. Quale? Quella delle pari opportunità, quella della tutela delle mamme lavoratrici.. Voglio lavorare ma non guadagno abbastanza soldi per pagare qualcuno che accudisca i miei figli quando io non ci sono. Stare io con loro non è possibile perché morirei di fame. Non parliamo dei centri estivi poi... Cifre assurde! Da che sono donna e mamma ho sempre avuto problemi. Prima perché fidanzata potevo avere l'assurda idea di sposarmi. Una volta sposata potevo pensare di fare dei figli. Fatti i figli non pensavo di trovarmi ogni tanto a desiderare di vederli crescere in fretta per farli essere autonomi. Ma la sòla più concreta è che dopo quattro anni "questi" hanno deciso di mandarmi a "visita d'assunzione!" Dopo 4 anni di lavoro logorante per le condizioni in cui lo svolgiamo. Niente sospensioni sugli autobus né sui sedili, freni..quasi quasi. Luci varie qualche volta. Freddo, caldo. Forse tutto questo serve per portarmi da qualche altra parte, che fa più per me... chissà... Cinzia. Ciao Beppe.

Vincenza Perna (Cinzia) 13.03.06 22:38

Ciao a tutti,
Ho 25 anni, ho una laurea triennale e dopo quasi due anni passati cercando una specialistica che mi potesse piacere, a settembre mi iscriverò all'unica specialistica decente del mio indirizzo.
Intanto lavoro in un micronido guadagnando 850 euro al mese, dove le mie colleghe (non laureate) guadagnano più di me. Quindi non dovrei lamentarmi visto che è un lavoro a tempo indeterminato. Il punto è che mi lamento. Perchè ho sempre pensato di dover finire di studiare per trovare il "lavoro dei miei sogni". Ingenua e idealista venticinquenn. Era quello che pensavo, fin quando non ho letto i vostri commenti. Pensavo che specializzandomi e facendo sacrifici ,avrei potuto trovare il lavoro che mi potesse soddisfare sia a livello personale che a livello economico.
Che tristezza la realtà!!

Lara Cucchi 13.03.06 22:23

Ma secondo voi questa situazione non ha qualche relazione col fatto che l'Italia è uno dei paesi con la maggiore densità di popolazione in Europa e pure al mondo?
Forse era il caso che i notri genitori ci pensassero meglio prima di mettere al mondo tanti figli senza assicurarsi che avessero di che vivere BENE? Io se penso ai mini-assegni, al debito pubblico che sale, a tangentopoli con i lanci di monetine, o anche solo all'aumento vertiginoso del traffico, non mi viene voglia di mandare un figlio allo sbaraglio, come se l'evento nascita avesse un valore in sè, che possa controbilanciare le brutture del mondo. Non è affatto scontato.

Marcello Peruzza 13.03.06 22:06

Solo 2 parole di Terzani tratte da un'intervista del 1987 alla TV svizzera (perché anche lui, come Grillo, in Italia non era molto "capito"): Terzani diceva: "bisogna uscire dagli schemi soliti con cui si è abituati a concepire il mondo degli adulti.. e lo vedo avendo dei figli.. l'unica lezione che io do a loro è questa: non cercarti un posto in queste gabbiette di piccione che sono già lì pronte: il banchiere, l'avvocato, il medico, il funzionario delle poste. Inventatelo un ruolo tuo, cercatelo, fattelo.. Non c'è la buca dove puoi mettere la testa? Fattene un'altra da un'altra parte. Questo è quello che mi ha spinto, questo mestiere che non è un mestiere ma un modo di vivere mica esisteva, non è che c'era questo posto da coprire e ci sono andato io. Me lo sono inventato. Quando io ho cercato lavoro sono andato in giro per tutti i giornali d'Europa, perchè gli italiani non mi offrivano un lavoro... allora io ho preso tutta la famiglia e ho detto: "vado a stare a Singapore" e me lo sono inventato.. poi la fortuna.. è venuta, stimolata a forza di calci, mi è venuta incontro". (http://www.tizianoterzani.com)

Caro Beppe, la prova che ciò che diceva Terzani non sono solo parole sei tu! Sei stato un grande! Da disoccupato RAI ti sei inventato un lavoro / modo di vita che prima non esisteva e adesso per molti di noi sei un guru della comunicazione! (a parte l'Italia, ma guarda che lo fanno perché senno ti riduci ancora con gli yogurt... :-).

A parte gli scherzi, oltre alla Legge Biagi, forse potremmo dare anche altre risposte alla situazione attuale del mondo del lavoro, per esempio incominciare a parlare dell'impoverimento morale e creativo, di incapacità cronica di una società post-opulenta a trovare soluzioni a problemi complessi, che ne dite?

Massimiliano Di Benedetto 13.03.06 21:39

caro Beppe, cari Tutti,
io sono certamente un pazzo, uno che ha scelto di fare cultura rifiutando le regole del "mercato" legate all'arte, uno che crede che non si faccia bene a chiamare "prodotti" i propri spettacoli, che non parla del proprio "target", che non strizza l'occhio all'attualità di mercato. Per questo sono più precario di ogni precario.
Vivo in una piccola città della provincia sarda, lavoro dove posso (scuole, laboratori, piccoli spettacoli), i miei temi sono: Leopardi, Dante, Ariosto, Campana, Luzi, Montale etc. roba vetusta e fuori moda direte voi, certo, ma queste sono le basi della nostra (eppur non vaga) identità culturale di italiani: chi se ne occupa più? Beh, nessuno, ovvio. Sapreste dirmi chi promuove "questi" valori culturali con progetti stabili? Quindi uno come me, un pazzo appunto, che crede nel valore del "canto" di questi versi come atto di "resistenza identitaria", è di fatto emarginato da ogni luogo (a sinistra e a destra) e da ogni futuro (disse un assessore: Basta con questa cultura! Avete rotto il c..o!).
Il mio precariato è oltre l'immaginabile, come la mia povertà, dignitosa quanto cocente: non c'è inquadramento, non c'è tutela, non c'è nemmeno il "contratto temporaneo" (magari!), non c'è nulla, solo pochi spiccioli da racimolare per tirare avanti alla meglio con moglie e figlio (però lo stato mi chiede la stessa aliquota iva di un professionista rampante!!).
Nel nostro paese, credere in un Valore culturale non vale nulla, soprattutto se si crede che non si deve sculettare e ammiccare per recitare versi, ma solo studiarli seriamente e dar loro una confezione che possa parlare al pubblico odierno.
Lo sconforto si palesa soprattutto ai complimenti del pubblico dopo gli spettacoli, quando questi si confrontano con l'ostracismo degli organizzatori e dei colleghi più scaltri (quelli che sanno prendere fondi pubblici per farsi le seconde case, quelli che per la cultura non rischiano nemmeno un caffè).

Matteo Gazzolo, Alghero

matteo gazzolo 13.03.06 21:22

Scusate l'intrusione, sono uno dei fortunati con il posto fisso (addirittura statale!), ottenuto vincendo uno dei famosi mega-concorsi (solo due anni e mezzo fra le prove e l'assunzione..).Leggere le testimonianze dei giovani laureati e non precari e depressi, è per me un esercizio consolante nel senso che alla fine posso dire di essere forunato. Spero che il 9 aprile il cav. B vada a casa o alle bermude o dove vuole, ma sono conscio che la contingente situazione socio economica non permetta di essere molto ottimisti. Anche per me che guadagno 1300 euro al mese e che dovrei acquistare una casa, sarà dura..immagino quindi la situazione dei precari e la sfiducia che ripongono nel futur. Secodo me siamo e lo saremo sempre più in una vera emergenza sociale. Per ora noi giovani possiamo fare affidamento, per lo più, sull'appoggio dei nostri genitori, sopratutto per l'acquisto della casa (mi fanno ridere i sociologi che sproloquiano sul mammismo degli italiani!)..ma quando anche questi non ci sono o verranno meno sarò curioso di vedere come farà l'taliano medio a vivere con poco più di 1000 euro al mese, pagare un mutuo o l'affitto, mantenere una famiglia, pagare le bollette, pagare e mantenere un'automobile, vestirsi, mangiare e magari ogni tanto anche fare una vacanza..Se il prossimo governo non riuscirà a far recuperare potere d'acquisto ai ceti basso e medio, potremo avere seri problemi di coesistenza sociale. Il vero problema della nostra società, a parte l'inettitudine dei alcuni politici e amministratori, siamo noi stessi. MI riferisco sopratutto alla massa di approfittatori che albergano in molte categorie: commercianti, banche, assicurazioni, politici, amministratori..tutti pensano al proprio tornaconto cercando di spremere più possibile da chiunque capiti a tiro se non peggio rubare o appropriarsi indebitamente di soldi e risorse che si hanno in gestione per scopi privati o pubblici. Occorrerebbe una spinta etica che sovvertisse l'andazzo ma chi avrà voglia?

edmondo marcio 13.03.06 20:57

fortunatamente non mi trovo in questa situazione ma ho un lavoro stabile e ben pagato. Pero' devo dire che certe cose mi fanno ribollire il sangue semplicemente perchè non è corretto e non è umano arricchirsi alle spalle di veri e propri schiavi

Mario Rossi 13.03.06 20:29

Noi apparteniamo tutti a una categoria ibrida di disoccupati-occupati, composta dalle prime generazioni abituate fin dall’università a concepire il proprio lavoro come non degno di riconoscimento economico, cioè privo di valore.

L’abuso sistematico degli stage è un’aberrazione, ormai palese agli occhi di tutti La flessibilità è stata da noi rivisitata come al solito “all’italiana”, e fatta pesare, totalmente sulle spalle di un’unica categoria sociale, quella più debole, formata dai giovani laureati trasformati in “giovanotti” preparati, sì, “ma mai abbastanza”. Ed ecco il coup de théatre: l’ulteriore “formazione” che viene loro offerta tramite gli stage, coincide in toto con prestazioni lavorative gratuite, i cui utili si riversano puliti nelle tasche di impenditori.

Una mole ormai incalcolabile di ore di lavoro qualificato, del valore di milioni di euro, che intere generazioni in ogni parte d’Italia regalano ogni mese al sistema produttivo senza riceverne alcun tornaconto, e prima di avervi ottenuto un qualunque ruolo ufficiale, inesistenti dal punto di vista contributivo e previdenziale. Laureati che lavorano da anni senza che vi sia alcuna attestazione ufficiale del loro impegno.

Si sta verificando un colossale passaggio di proprietà dalla generazione più giovane a quella più adulta, dove la prima, che dovrebbe mettere le basi al proprio futuro, lavora allo scopo di consolidare il presente della seconda. Ogni mese di stage sottrae ai giovani una lista di possibilità di scelta che passano direttamente nell’orizzonte degli adulti.

E TUTTO QUESTO E’ STATO PIANIFICATO A LIVELLO POLITICO, TRASFORMATO IN LEGGE CAZZO!!!!!!!!
RENDIAMOCENE CONTO: L’ATTUALE GENERAZIONE ADULTA STA VIVENDO SULLE NOSTRE SPALLE. LA NOSTRA MISERIA STA SOSTENENDO IL LORO BENESSERE, LE LORO MEGAPENSIONI (CHE PPRENDONO DAI QUARANT'ANNI), LA LORO MAFIA, LA LORO INDIFFERENZA, LE LORO INCAPACITA’. GLI ATTUALI IMPRENDITORI/POLITICI (CHE COINCIDONO) SONO DEI MOSTRI.

Fabio Ascari 13.03.06 19:57

Posso? Posso scrivere sul serio, non è che poi mi modificate tutto e fate credere che tutto va bene, che l'occupazione è in crescita etc..? sai, va di moda....parliamo allora dei 40enni e oltre che si trovano a spasso in 5 secondi liquidati da grosse aziende che, con la scusa che la piccola aziendina con meno di 15 dipendenti in cui lavoravi era stata "acquisita" e non faceva realmente parte della multinazionale più grossa possono mandarti a casa dal giorno alla notte "e siamo stati anche gentili perchè potevamo fare a meno di avvisarvi e mandarvi la lettera di licenziamento a casa"?
Lo sapete che dopo i 40 anni la possibilità di trovare un altro lavoro si riduce notevolmente , se sei donna poi... e allora ti rimbocchi le maniche, anche se hai una laurea in ingegneria, accetti precariato..ops, scusate,flessibilità, ti adegui, cominci a conoscere infinite realtà come le tue, aguzzi l'ingegno, mandi giù quando le amiche "statali" o "bancarie" si lamentano, e ti viene in mente quando il governo di sinistra era caduto causa Bertinotti che voleva orari di 35 ore (?!) o senti politici che si stupiscono che la gente non guadagni come loro (troppo aggiungo io, un mese in miniera per tutti quanti)...e allora cosa ti viene da pensare? Parolacce non ne voglio dire, ma posso solo dire che si vergognino e che per la prima volta mi vergogno io stessa di essere italiana, anche se amo il mio paese.

Manfrin Cristina 13.03.06 19:49

Ho già scritto ieri ma mi sento in dovere di esprimere un'opinione in quanto "bancario fortunato" avendo trovato lavoro subito, anzi anche prima della laurea.
Non voglio spiegare a nessuno il significato della parola imprenditore così come espresso codice civile ma il mio punto di vista privilegiato mi permette di vedere quanto i cosiddetti imprenditori siano solo dei bottegai almeno qui nel nordest.
Sapete qual è il grado di patrimonializzazione di una azienda mediamente? Ve lo dico io circa il 10%! Per chi non lo sa vuol dire che i soldi ce li mettono le banche, non gli "imprenditori" cosi' se la ditta va arotoli ci rimettono poco o niente. Però chiudono l'esercizio in perdita e non pagano quasi nulla di tasse ( chiedetelo al buon Tremonti ,che essendo un fiscalista, si ingegna a trovare modi per eludere il fisco e noi gli affidiamo il compito di combattere l'evasione.....) e girano in macchinoni da paura.
Non sono assolutamente comunista, e stimo chi riesce a fare isoldi legalmente, quello che mi urta è che ci sia gente che li fa a spese di tutti gli altri l'inganno! Di fatto siamo un paese senza più etica sociale!
Ribadisco il consiglio: firmate per l'esercito (attenzione non carabinieri o polizia che rischioano la pelle)non farete niente di utile, fregherete lo stato e vivrete tranquilli all'ingrasso (ho fonti certe lavorando una cara amica in una mensa di una caserma).
In bocca al lupo a tutti!

Andrea Collantin 13.03.06 18:38

Io devo dire di essere fortunata, perchè ho vari contratti di collaborazione e il lavoro me lo gestisco io, in base a quanto è lo stipendio netto e non lordo. Ne ho la possibilità certo, anche se poi vengo pagata dai 9 mesi ai 12 mesi dopo che il lavoro è terminato. I primi tempi era dura, perchè soldi da parte non ne avevo e sopratutto stupidamente pensavo che il netto fosse sempre superiore a quello che era in realtà. Adesso vado avanti, stando attentissima ad avere sufficienti soldi da parte per quando non lavoro o aspetto che le istituzioni mi paghino. Per farlo ho scelto di vivere in un angustissimo monolocale con bagno fuori casa. Non posso essere schiava di un normale alloggio che qui a Milano ha prezzi esorbitanti.
La prima volta che mia madre è venuta a vederlo si è fatta il segno della croce. Mi ha detto che lei, immigrata dalla Sicilia 30 anni fa, aveva fatto di tutto per cercare ALMENO una casa con il bagno dentro. Una questione di dignità personale, sostiene lei. Per lo stesso motivo io preferisco vivere qui e non chiedere sostegni economici ai miei genitori. Preferisco poter fare il lavoro che mi piace a costo di privazioni, piuttosto che rinunciare dopo tanti anni di studio, perfezionamenti, tirocinii gratuiti, il tutto pagati facendo la cameriera la sera. Sarebbe un fallimento per me rinunciarci.
La cosa che più mi intristisce pensare è come siamo riusciti ad arrivare a questa situazione: senza mutua, senza permessi, senza ferie, sottopagati, senza sicurezze (neanche quella di percepire in tempi ragionevoli il compenso che ci è dovuto?) Che ne è di tutte le lotte fatte 30 anni fa per un trattamento più dignitoso? Tutti i diritti che eravamo faticosamente riusciti ad ottenere, come abbiamo fatto a farceli togliere così sotto al naso, in poco tempo, senza proferir parola? Scusate la retorica.

Rosa Scozzaro 13.03.06 18:31

"BERLUSCONI CON TUTTE LE SUE BUONE INTENZIONI SI E' TROVATO DIFRONTE AL RADDOPPIO DEI PREZZI.."

@ PIETRO LASCALA
Chiunque tu sia: quali buone intenzioni? Berlusconi era al governo quando l'Euro è entrato in vigore (gennaio 2002) ed aveva il dovere di vigilare sui commercianti e sulla grande distribuzione affinchè non trasformassero un momento di transizione in una feroce speculazione. Le buone intenzioni del sig. Berlusconi erano quelle di difendere la speculazione a danno dei meno abbienti. Infatti i controlli non sono mai stati fatti. Col risultato che avvoltoi con la partita iva, volgarmente definiti commercianti, hanno raddoppiato i prezzi. Senza contare il vantaggio ottenuto da lorsignori con i vari condoni fiscali. Informati prima di aprire quel cesso che hai al posto del cervello. La puzza si propaga via ip.
Un'altra cosa: hai rotto i coglioni con l'invettiva anticomunista. Sei un fottuto fanatico! Ti dovresti vergognare. Se sei un borghese sei perfetto nel tuo ruolo, quello che difende i privilegi di una classe a scapito di un'altra. Se sei povero... sei solo un ignorante!

Clemente Carlucci 13.03.06 18:15

ciao a tutti,
il mio messaggio vuole essere un ventata di positività e di ottimismo ma anche una leggera provocazione.
Premetto che la mia realtà (quella di Milano) può forse non essere considerata la "media Italiana" ma lascio a chi legge i commenti.
Mi sono diplomata a giugno del 98 e ad agosto ho trovato lavoro come impiegata. Dopo 1 anno e mezzo di contratto di formazione lavoro mi hanno assunto dandomi ogni anno dei piccoli aumenti per il mio impegno. Dopo un anno mi sono licenziata perchè l'azienda non mi offriva prospettive di carriera e sono rientrata nel mondo del lavoro COME INTERINALE (6 MESI) in una multinazionale americana. Neanche finito il contratto mi hanno assunto a tempo indeterminato e dopo 4 anni sono responsabile del mio reparto.
Non sarà forse che le capacità e l'impegno fanno la differenza tra chi lavora e chi rimane nel girone dell'interinale???
ahhh vi dico altre due cose: mie mamma è una statale, guadagna + di me nonostante abbia solo la terza media e lavori un terzo (tra "malattia" e scioperi)! FORSE PERCHE' IL SINDACATO LO PERMETTE?
mio padre licenziato all'età di 40 anni, si è alzato le maniche, fatto i debiti e comprato un'attività garantendo una vita più che dignitosa alla sua famiglia, anzichè piangersi addosso, dare la colpa all'azienda e aspettare un sussidio statale.

IO CE L'HO LA SOLUZIONE AL "PRECARIATO": se le aziende potessero licenziare forse assumerebbero con più facilità. Io dormirei sonni tranquilli perchè so di ricambiare l'azienda nella misura in cui sono pagata.
E' indubbio che la regola del profitto a volte sia spietata ma bisogna anche farsi un'esame di coscienza e pensare ai propri doveri oltre che ai prorpi diritti.

RICHIUSA DANIELA 13.03.06 18:10

Eccomi qua, 31 anni, laureata in Storia contemporanea col massimo dei voti. Nel corso dei miei studi universitari ho potuto accumulare esperienza in qualsiasi settore della ristorazione (inutile dire che raramente ho percepito più di 6 euro all'ora, pur lavorando la domenica e spesso fino a notte inoltrata). Come la maggior parte dei neolaureati ho fatto il classico stage non retribuito, adesso lavoro (che parolona!!) per un Istituto di Ricerca, attraverso delle lettere di incarico (lavoro occasionale). Non riesco nemmeno a quantificare quanto percepisco con questi incarichi. So che da giugno 2005 sto lavorando per un obiettivo che si allunga sempre di più e che alla fine della fiera non mi frutterà più di 2500 euro!!! Mio marito in compenso è insegnante, in una scuola privata, percepiamo una media di 900-1000 euro mensili, e ne dobbiamo pagare circa 600 di mutuo! Il risvolto più bello della storia?? Aspettiamo anche un bambino!! E non credo sia necessario aggiungere che non mi spetterà nessuna indennità di maternità, se non forse un piccolo assegno da parte del nostro comune di residenza!! La beffa: quest'anno il bonus bebè andrà solo ai secondogeniti!!! Credo che spingerò mio figlio a fare l'elettricista!!!

Elena sartori 13.03.06 18:06



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