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Siamo tutti no global


no global.jpg

Etichettare in modo dispregiativo le persone, i movimenti, le idee è un vecchio metodo per annullarli.
La parola diventa insulto. L’interlocutore diventa un diverso.
No global è un esempio. Un no global è un terrorista, un anarchico insurrezionalista, un neo brigatista, un irragionevole, un pazzo, un picchiatore, un retrogrado, un anti modernista.
Non è una persona con cui parlare, va ignorata, isolata e, quando le circostanze lo permettono, anche manganellata.
Alle proteste per la privatizzazione dell’acqua, per la Tav in Val di Susa, per la chiusura degli zuccherifici è sufficiente rispondere con: no global e per incantesimo i problemi sono loro, solo loro: le persone che protestano.

I no global sono in aumento. Dopo agricoltori, valligiani, cittadini e consumatori, si sono aggiunti anche gli studiosi che scrivono per la rivista “Il Mulino” di Bologna: i pericolosi no global Edmondo Berselli, Luigi Bobbio,Bruno Manghi, Giuseppe Berta, Andrea Boitani, Marco Ponti e Antonio Tamburrini.
Il Mulino ha dedicato la copertina e un ampio servizio alla Tav, ecco alcuni giudizi:
- “l’impalcatura della Tav, fatta di incapacità e di velleità, dà segni di vistoso sgretolamento”
- “discutibile e indiscussa: l’Alta Velocità alla prova della democrazia”
- “adesione automatica e poco riflessiva ai progetti di grande dimensione e di lunga durata”
- “sulla discussa tratta Torino-Lione la capacità risulta al momento sufficiente e, comunque, con limitati interventi potrebbe essere resa abbondante”
- “la storia della Val di Susa è un esempio assolutamente emblematico del punto morto a cui conduce un certo modo, arrogante e decisionista, di pensare alle grandi opere pubbliche”.

Adesso, piano piano, tutti capiscono che non ha senso fare la Tav, e che essere no global non è un insulto, ma un complimento!

3 Mar 2006, 19:43 | Scrivi | Commenti (1678) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

VIA I COMUNISTI DALLA NOSTRA VITA

PIETRO ELIA 28.08.07 12:50| 
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Io non sono una No global, ritengo comunque che le persone prima di mettersi in piazza a protestare contro determinati progetti dovrebbero riflettere sul progresso, sul futuro e non rimanere ancorati, senza sentire altre opinioni, all'idea che progresso e male siano sinonimi... Insomma prima ci si informa, si analizzano i pro e i contro e soltanto POI si potrà criticare; c'è oramai troppa gente in Italia, anche autorità, che parla esclusivamente per dare aria ai denti!

A presto,
Vale

Vallentina T. 07.07.07 20:00| 
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Se considerarsi pacifisti vuol dire portarsi passamontagna e spranghe e lanciare sassi e bottiglie ai poliziotti (quando va bene), che devono stare li proprio grazie all'inciviltà dei no global, allora che sia guerra ai no global! La devono finire di abbattere vetrine e distruggere oggetti privati per manifestare. Purtroppo non posso proseguire con i miei pensieri di odio contro queste forme di violenza per non scendere in turpiloquio.

alberto v 11.06.07 11:45| 
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Se considerarsi pacifisti vuol dire lanciare sassi e bottiglie ai poliziotti, che devono stare li proprio grazie all'inciviltà dei no global, allora che sia guerra ai no global! La devono finire di abbattere vetrine e distruggere oggetti privati per manifestare. Tagliategli le mani a quegli stronzi!

alberto v 11.06.07 11:41| 
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Vorrei farvi capire ke ki ama le innovazioni e la magica "GLOBALIZZAZIONE",un giornò capirà ke si è sempre sbagliato a pensare ke i no global,o i comunisti o ks del genre siano sl dei barboni o disocuppati ke nn fanno nnt dalla mattina alla sera...qst sarà il giorno in cui saranno loro a essere giudicati così...qst giorno potrebbe essere dmn, dopodmn tra una settimana,ma verrà...HASTA SIEMPRE

Paolo Siotto 05.04.07 21:43| 
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In questo mondo ci sono persone che si vendono per un pugno di euro ...ma i no global NO!!!! un giorno quando l ultimo albero sara tagliato l ultimo pesce,animale sara ucciso dall inquinamento ,che voi per la vostra mania dei soldi avete causato, allora scoprirete che i soldi non si mangiano...

Marco Rampaz 06.02.07 19:47| 
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in questo mondo ci sono persone che si vendono per un pugno di euro ..ma i no global NO!!!! un giorno quando l ultimo abero sara tagliato l ultimo pesce,aminale sara ucciso dall inquinamento ,che voi per la vostra mania dei soldi avete causato, allora scoprirete che i soldi non si mangiano......

Marco Rampaz 06.02.07 19:42| 
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Io non appartengo alla razza bastarda di quelli che vanno allo stadio ad uccidere.
Ma non appartengo nemmeno alla razza bastarda di chi oggi scrive sui muri "Uno sbirro di meno" "Vendetta per Carlo Giuliani".
Conoscevo il poliziotto morto a Catania. Poteva essere vostro padre, vostro fratello...
E' inconcepibile che da un movimento che si dichiara "pacifista" escano scarafaggi capaci di scrivere frasi come quelle sui muri.

Il pacifismo è una maschera di ipocrisia che non nasconde i mostri che siete.

piccola G 03.02.07 22:43| 
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Sono NoGlobal!

Massimo Lotto 28.01.07 22:24| 
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caro beppe, non sapevo bene dove scriverti il mio problema, che è poi lo stesso dei miei 10.000 conpaesani, quindi mi aggancio al commento che i sovversivi de "Il Mulino"(essendo anch'io bolognese) hanno battezzato come sistema di gestione delle opere pubbliche arrogante e decisionista, circa 5 anni fa il mio comune ha iniziato a parlarci della necessità di ingrandire le vie d'accesso al paese, ma più che parlarne si sono presentati con progetti già approvati da provincia e regione,e col ricatto dell'esproprio dei terreni e la loro vendita a prezzi erariali, hanno costretto chi come me ha una piccola azienda agricola ha fare buon viso a cattivo gioco, vedendosi ora tagliati i campi per la bisettrice, completamente di traverso, oppure a dover convivere con una bella provinciale a poche decine di metri da casa! La cosa più bella e tragicomica è che hanno addirittura fatto una delle ciclabili più grandi d'europa, coi finanziamenti europei! ora è una cosa giustissima!La ciclabile! Così gli extracomunitari che vivono in un casermone fuori dal paese non rischiano più di essere falciati da qualche macchina sulla strada!Ma i ns dipendenti ci hanno chiesto in fretta e furia una strscia di terra proprio per la succitata ciclabile(se no niente sovvenzioni europee) non tenendo conto che la provinciale di cui sopra ci passa in mezzo!!!! ed hanno fatto anche un enorme rotonda!! percui si ha la ciclabile che ad un certo punto è bloccata dal guard-rail dello svincolo che immette nella rotonda della provinciale!! tra l'altro venendo dal vecchio stradone ed incanalandosi per andare verso bologna, la curva è completamente cieca ed i pedoni che scavalcano per attraversare diventano dei bersagli per il tiro al piccione!!! E vogliamo dire qualcosa anche per quelle povere madri, che saranno anche extracomunitarie ma sono prima di tutto esseri umani, che devono scavalcare coi passeggini!!! ma ti sembra possibile? Ho finito i caratteri e posso solo dirti di passare da Calderara di Reno!Sigh

alessandro rocchi de matteis 28.08.06 15:48| 
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Svegliamoci!
Mai l'uomo ha avuto tra le proprie mani uno strumento così potente per condizionare i governi: il petrolio.
Il petrolio è potere anche per i cittadini, global no global futbal pienibal.
Le cose si possono cambiare e ci sono anche gli strumenti, finchè dura il petrolio!

Luigi De Benedictis 21.08.06 15:50| 
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NO ! non siamo tutti NO GLOBAL

...e non tutti in VAL SUSA sono contro la TAV, anzi, esiste una maggioranza silenziosa che la approva. CERTO, si vuole, si pretende che venga fatta come si deve.

SI PUO'ed è solo questione di danaro.

...e, per piacere, smettiamola con la demagogia !

...e basta imbrattare strade e montagne con scritte fatte con bombolette rosse.

Enrico Ancona 23.06.06 10:43| 
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A proposito di aria respirabile o meno, ma che fine ha fatto il proggetto Eolo?? L'automobile che andava ad aria compressa e che sembrava essere una buona alternativa agli idrocarburi sopratutto perchè non inquinava. So che esiste un' industria anche in italia, ma stanno andando in produzione ? Sarebbe importante che qualcuno desse un pò di risalto alla faccenda perchè sembra si sia arenata o sia stata fatta arenare.

Maurilio Pulpito 14.06.06 20:28| 
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Mi sembra che la parola "NO GLOBAL" sia entrata a far parte del nostro linguaggio dopo i tragici eventi del G8 di Genova.

La mossa politica a me pare molto chiara e la riassumerei come la "caccia alle streghe" o al diverso.

Grazie al casino fatto scoppiare ad hoc dalle neo eletta destra a Genova si è potuto etichettare tutto quello che è contestazione come "no global"

La destra da allora ha sempre puntato il dito contro i diversi, No TAV, No Ponte, No Global, ossia contro chiunque abbia delle idee che vanno fuori dal coro.

La sinistra o almeno il blocco DS (che mi fa ridere chiamare sinistra), ovviamente non prende le distanze e non condanna quanto costruito dalla destra in questi anni, per un evidente tornaconto personale.

Quello che posso consigliarvi e di non stancarvi mai di cercare informazioni e di far sentire la vostra voce!

Andrea Cane 13.06.06 16:32| 
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Caro Beppe,
visto che tu sei un comico vorrei chiederti un' informazione...
Io Abito a Milano proprio sulla circonvalazione esterna al terzo piano e vorrei, dal mio balcone, esporre manifesti intelligenti e significativi contro il nostro nuovo sindaco Letiz...quella cosa insomma...o di altre ingiustizie italiane per urlarle a tutta milano,ma ho paura di eventuali ritorsioni, questa cosa che vorrie fare e' legale?
Grazie Paola

paola buccafusca 08.06.06 16:24| 
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Caro Beppe e cari voi tutti,
ho letto con molto interesse il materiale contenuto nel blog alla voce no global.Infatti sto lavorando ad una tesi di laurea in psicologia sociale sui gruppi New global,(la loro identità, i valori, i rapporti con il resto della società).Questo lavoro è un'occasione per inserire in ambito accademico dati oggettivi, reali sul Movimento dei movimenti al quale sono ben contenta di appartenere.Avete suggerimenti sul tema?...Naturalmente tra i ringraziamenti della tesi ci sarete anche voi!
Thanks
Alessandra
ps fino a quando ci saranno teste pensanti il mondo resterà un luogo molto ricco.

Alessandra Di Palma 18.05.06 16:35| 
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Caro Beppe e cari voi tutti,
ho letto con molto interesse il materiale contenuto nel blog alla voce no global.Infatti sto lavorando ad una tesi di laurea in psicologia sociale sui gruppi New global,(la loro identità, i valori, i rapporti con il resto della società).Questo lavoro è un'occasione per inserire in ambito accademico dati oggettivi, reali sul Movimento dei movimenti al quale sono ben contenta di appartenere.Avete suggerimenti sul tema?...Naturalmente tra i ringraziamenti della tesi ci sarete anche voi!
Thanks
Alessandra
ps fino a quando ci saranno teste pensanti il mondo resterà un luogo molto ricco

Alessandra Di Palma 18.05.06 16:33| 
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Caro Beppe e cari voi tutti,
ho letto con molto interesse il materiale contenuto nel blog alla voce no global.Infatti sto lavorando ad una tesi di laurea in psicologia sociale sui gruppi New global,(la loro identità, i valori, i rapporti con il resto della società).Questo lavoro è un'occasione per inserire in ambito accademico dati oggettivi, reali sul Movimento dei movimenti al quale sono ben contenta di appartenere.Avete suggerimenti sul tema?...Naturalmente tra i ringraziamenti della tesi ci sarete anche voi!
Thanks
Alessandra
ps fino a quando ci saranno teste pensanti il mondo resterà un luogo molto ricco.

Alessandra Di Palma 18.05.06 16:21| 
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Etichettare e' molto brutto e deprecabile.. si puo' anche essere PRO-TAV e a favore di altri provvedimenti ma bisogna ascoltare chi si oppone a queste opere senza mai etichettare negativamente : ho osservato, nel corso degli ultimi mesi, ad un "imbarbarimento" del modo di definire, da parte di molti personaggi nella politica, e trattare con terminologie dispregiative tutti coloro che si oppongono ad un qualche intervento di opera pubblica giudicata dubbia: allora mi ritengo "no global" anche io

Paolo Paolucci 11.05.06 13:36| 
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ETICHETTARE è COME DISCRIMINARE, ETICHETTARE è VOLER RIMARCARE LA DIVERSITA, QUANDO SI VUOL RIMARCARE LA DIVERSITA CON TANTA FORZA E TENACIA è PERCHE LA SI TEME...ALLORA FIERO DI ESSERE NO-GLOBAL...SICURAMENTE QUESTO MONDO,QUESTA VITA,QUESTO TEMPO NON MI APPARTIENE E CON OGNI FORZA LOTTERO PER CAMBIARLO...
P.S. VAI BEPPEEEEEEEEEEEEEEEEE

ANDREA TERRENI 09.05.06 20:34| 
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Nonostante il suo duro impegno al fianco del Movimento NOTAV, Schietti continua ad essere attaccato da molti suoi membri per la sua scelta chiara, senza compromessi e pubblica sulla nonviolenza. Non avendo avuto risposte chiare si è quindi dissociato dal Movimento NOTAV. Ecco il suo comunicato stampa.
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A causa dei continui attacchi nei confronti della mia persona da parte di membri del Movimento NOTAV a causa della mia scelta chiara, pubblica, senza compromessi della nonviolenza come metodologia di lotta e non avendo avuto risposte altrettanto chiare da membri ufficiali del Movimento Notav sulla posizione ideologica nei riguardi del tema della nonviolenza e della metodologia di lotta per conseguire l'obiettivo comune, mi dissocio dal Movimento NOTAV.

Continuerò ad essere contro le grandi opere e la TAV e nello stesso tempo contro la violenza e perciò inevitabilmente contro l'ideologia ambigua che caratterizza il sito Notav ed il Movimento Notav.

Nella ormai mia lunga storia personale di battaglie per i diritti di tutti, anche dei miei nemici, non sono mai sceso a compromessi con la violenza e non ho intenzione di cominciare adesso.

I mesi passano e dal mio punto di vista il Movimento NOTAV continua a tenere i piedi sia dentro le scarpe della violenza che quelle della nonviolenza.

Chiedo scusa a tutto il Movimento Notav per il disturbo che posso aver recato e lo ringrazio per avermi dato la possibilità di esprimermi all'interno del loro sito e della loro battaglia che essendo per alcuni versi simile alla mia poteva essere confusa e comunque ci ha permesso di svolgere un pezzo del cammino insieme.

Il mio cammino prosegue e son sicuro anche il loro nella speranza che ci possano essere altre situazioni in cui possa essere condiviso.

Grazie ancora e scusate del disturbo

Domenico Schietti
http://smart.tin.it/domsky/3/index.html

paolo cantelli 26.04.06 19:23| 
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mi ssono appena iscritto a "questo sistemablog" comunque dopo i miei Saluti a Tutti riguardo il post la faccenda dell'alta velocita come tante altre faccende simili dove ci sono intaressi con numeri impossibili quasi da leggere (vedi Mose cui essendo veneziano sò qualcosa di più )comincio effetivamente a pensare ormai da tempo che i Soldacci zittiscano le proteste di tutti quelli che si mettono a coda di finti eroi pronti a aizzare folle per poi guardare quanto arriva nella propia saccoccia!!! UNICASPERANZA...che non sia premeditato!! andrea dambrosi

andrea dambrosi 23.04.06 13:27| 
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Sono uno dei coglioni che contro il proprio interesse ha vinto le elezioni. Vorrei dire la mia opinione sui NO GLOBAL. Abito a Milano e conosco diverse persone che frequentano centri sociali cittadini . Queste persone non sono di serie b ma hanno idee spesso diverse dalla maggioranza di noi. Ebbene organizzano eventi, concerti, dibattiti si trovano e parlano , beveno e si divertono....a volte protestano e a volte sbagliano . Vogliamo pensare che sono persone pericolose, terroristi e pegio. Forse è il caso che prima di dare giudizi si tenti almeno di consocere le cose e ...forse il mondo andrebbe molto meglio. ciao e buona pasqua a tutti

Enzo Gazzaneo 14.04.06 11:36| 
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Sono arrivato all'articolo sui No Global cercando su Google quello che in una anticamera del dottore avevo letto e che purtroppo non ho ancora rinvenuto: un libro che rappresenta la reazione alla globalizzazione (non tradotto in italiano)di una scrittrice che non ricordo ma che è definita la guida spirituale dell'anti-globalizzazione.
Quello che si dice nel blog è da me condiviso al 100%. Io rappresento quella moltitudine silenziosa e se vogliamo vigliacca che non affolla le piazze ma ci vorrebbe essere perchè condivide le motivazioni, vede una società diretta contro un muro a tutta velocità e, proprio per questa vigliaccheria, vorrebbe che il mondo, perchè è di mondo che si deve parlare, facesse marcia indietro prima di arrivare allo scontro, alla rivolta a quello che abbiamo visto nei film di fantascienza ma che pensiamo non uscirà mai dalla sala. Nei discorsi di alcuni politici ho notato dei barlumi di lungimiranza ma non dimentichiamo che la situazione in cui ci troviamo è figlia delle multinazionali che non hanno intenzione di rinunciare ai profitti senza plafond e che per difenderli non esitano a schierare i cannoni. Noi quindi siamo carne da macello!
Complimenti sinceri per il sito
A presto
Pierluigi

Pierluigi Scarrone 07.04.06 20:42| 
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Io credo che sia impensabile continuare a considerare No global chi manifesta per dare voce alle vittime di sopprusi e abusi, ma credo che sia anche improponibile che dietro la maschera di no global si nascondano delinquenti come quelli che hanno distrutto e devastato alcune strade di milano...voglio beppe for president!!!!vai beppe candidati e ti votiamo tutti!
!

Giuse Isu 05.04.06 23:09| 
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vorrei chiedere a voi tutti perchè non si sta più manifestando contro la tav visto che essa è ancora un pericolo per tutti!
Bisogna riprendere a manifestare perchè una sospensione non basta bisogna togliere questa idea, che è nociva , ed è uno spreco di soldi.

andrea novaro 03.04.06 16:43| 
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Usare le parole per etichettare, strumentalizzare, indirizzare l'informazione e disinformare.

Si fa da sempre.

Ma allora perchè accanirci ad usare le stesse parole? E cambiamole!!! Vogliono la flessibilità? E diamogliela: ora io sono una NON GLOBALE. No, no, niente a che vedere con NO GLOBAL. Domani io sarò una LOCALE. Be', vuoi mettere... E poi???? Mi etichettano ancora? Eccomi: sono TERRITORIALE.

Insomma. Lo so, sono odiosi quando etichettano, ma noi cerchiamo di essere furbi, non identifichiamoci in una cazzo di parola.

Saluti.

Ivana Biazzi 30.03.06 13:06| 
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Periferie globalizzate.
Insieme d'edifici fatiscenti,tane per disperati,
scritte sui muri,puzza di piscio,ascensori scassati...
Bambini in strada già uomini dentro piccoli corpi.
Angeli senza le ali.
Sentinelle per spacciatori e trafficoni d'ogni
genere.
Sasà Musumeci

Salvo Musumeci 30.03.06 12:47| 
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sarebbero passibili di denuncia chi associa l'etichetta di "no global" ai violenti?

me lo chiedo perchè sono stufo di sentir simili baggianate, in questo modo potremmo seppelire berlusconi (& simili) di denunce e magari la prossima volta ci penserebbero due volte a calunniare le persone.

stefano "akiro" meraviglia 29.03.06 09:47| 
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ennesimi complimenti a Trenitalia.

"complimenti, ieri oltre alle 2h 30' per far 30 km ho dovuto chiamar casa e farmi venire a prendere a Canzago dato che i treni della linea per Gallarate-Varese erano praticamente fermi.

Invece di rimodernare la stazione di garibaldi, forse era meglio metter mano a stazioni e linee, è inutile farsi il trucco quando si è decrepiti."

inoltre, essendo abbonato ed iscritto al servizio di sms di Trenitalia, in teoria (in teoria) dovevo esser avvisato che il treno delle 18.04 subiva dei ritardi... purtroppo ho saputo solo del problema al 18.34 (secondo treno scelto).
Ottimi quindi, tutti iservizi erogati... en-plein

-____-

stefano "akiro" meraviglia 29.03.06 09:42| 
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BASTA CN QST GLOBALIZZAZIONE KE CI OMOLOGA!LA DEVONO SMETTERE D EQUIPARARE LA GENTE KE PROTESTA CN I VANDALI SPACCAVETRINA!!!!IL VERO NO GLOBAL E' PACIFICO.

matteo luca andriola 27.03.06 11:51| 
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I no global non sono quei giovani che distruggono e protestano con atti vandalici. No global è una filosofia di vita. I no global sono le persone che danno fastidio ai potenti, perchè delegittimerebbero il loro potere. Un vero no global è Massimo Fini, anzi, più che un no global. Fate un salto su www.massimofini.it e leggetevi i punti del Manifesto di Movimentozero.

Marco Iaquinta 23.03.06 20:11| 
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@ Claudio Lilli 22.03.06 23:30 -1 di 2

No Claudio chiedi una cosa normale,anzi oserei dire la più normale di tutti.

Chiedi uno stato efficiente, che premi i più meritevoli,che sia sociale nel vero senso della parola è non che dia le pensioni a quelli sani è lascia senza quelli veramente invalidi…..
Uno stato che razionalizzi le risorse,uno stato lungimirante capace di percepire in tempo i cambiamenti sociali.

In sostanza Claudio chiedi una società che sia equa è responsabile.
MA tu ti poni una domanda perché…Il perchè Claudio è il più banale di tutti, LO STATO SIAMO NOI.

Siamo noi che dovevamo vigilare sui ns amministratori (i politici), dovevamo chiedere a loro efficienza, capacità, uno stato competitivo, perché e dalla competizione che emergono i migliori.

Invece ci siamo accontentati siamo andati a farci raccomandare, accettando che nei posti che contano, non siano andati i migliori ma i raccomandati quelli senza merito, abbiamo tollerato che fra politica e cattivi imprenditori ci sia stato il consociativismo.

Non abbiamo lottato seriamente per il sistema paese e per una buona Amministrazione che doveva agire da propulsore per la società civile.

ernesto scontento 23.03.06 15:42| 
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@ Claudio Lilli 22.03.06 23:30 - 2 di 2

Se ci pensi bene basta leggere i quotidiani, le fabbriche chiudono i cittadini non arrivano a vivere dignitosamente…..MA di tutto questo quando se ne parla seriamente…
Da una parte abbiamo una DS che dice che tutto va Bene….. (onestamente non mi pare)
E dall’altra abbiamo una SN che si sta interrogando nel 2006 se deve ancora chiamarsi comunista………come se i problemi del paese fossero questi….., nessuno ancora oggi ha il coraggio di dire che i nomi contano ben poco….MA sono i contenuti è la capacità di realizzarli che devono essere il collante.
Di solito la capacità di realizzare i contenuti e tanto più probabile quanto più essi sono reali, è non mi sembra di vedere una classe politica realista , anzi vedo gente che si inventa situazioni strane solo per dire ATTENZIONE VOTATE NOI ALTRIMENTI DOMANI…?
E tutto questo per giustificare i loro interessi, per farci intendere che devono esistere, loro Claudio non hanno capito che questa non è la politica.
Ma dobbiamo capirlo noi solo allora avremmo uno Stato normale.

Ernesto

ernesto scontento 23.03.06 15:39| 
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poco costoso il call-center trenitalia...

Da telefono fisso:
Scatto alla risposta: 30 centesimi di euro (IVA inclusa)
Costo al minuto: 54 centesimi di euro (IVA inclusa)

Da telefono mobile:
La tariffa, in coerenza col proprio piano tariffario, è dipendente dal gestore di telefonia mobile.


http://nononoeno.splinder.com/1143108223#7540458

stefano "akiro" meraviglia 23.03.06 11:25| 
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L'Italia, un paese masochista
Ciao a tutti, un saluto a Beppe grillo che ringrazio x questo spazio che offre a chiunque, in nome della democrazia e del libero pensiero.
Volevo esprimere un mio parere sulla nostra nazione, che ritengo masochista, i motivi? A mio avviso tanti, prendiamo ad esempio la fuga dei cervelli dall'Italia, uno stato che invece di incoraggiare i talenti (in ogni campo, scientifico, intellettuale, artistico ecc.) nostrani li costringe ad emigrare, decreta il fallimento del nostro paese, a favore degli stati esteri. Non capisco il perchè di questo atteggiamento da parte delle istituzioni, fatto sta che molte persone che hanno studiato tanto sono costrette ad emigrare perchè l'Italia non offre loro le strutture adeguate per valorizzare il loro talento. Mi chiedo:come si può pensare che il nostro paese progredirà e si affermerà in futuro se si continua a non dare spazio a chi lo merita, se ci si pensa bene la mentalità italiana, sotto questo aspetto è, oltre che masochista anche inutilmente stupida ed arretrata, mi sembra che da noi non si voglia stare al passo con i tempi, non capisco il mio popolo e la nostra mentalità, forse mi sbaglio (lo spero davvero), vorrei un'Italia + dinamica e avanzata, chiedo troppo?

Claudio Lilli 22.03.06 23:30| 
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Ma che cazzo succede ,casini a destra e a sinistra, gente che sfascia auto, distrugge vetrine e fa la BATTAGLIA contro le forze dell' ordine...e poi se chiedi in giro e non si sa niente.
S-V-E-G-L-I-A-T-E-V-I!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Alzate quel culo pesante dal vostro cazzo di divano e smettetela a sbavare davanti alle veline ,letterine evia dicendo o rincoglionandosi
davanti al calcio e a film dove tutti sparano tutto....IL GOVERNO CI MANGIA!!!SCENDIAMO IN PIAZZA MANIFESTIAMO COME UNA VOLTA!!!!!!NO GUARDIAMO PIU' LA TV!!!!CAZZO!!!.....
IO SONO PROFONDAMENTE ARRABBIATO CON IL GENERE UMANO !!!
MOTIVI
1)PERCHE' PASSATE PIU' TEMPO DAVANTI ALLA TV ,CON GLI AMICI E SUI PORNO, INVECE DI PASSAREPIU' TEMPO CON I VOSTRI FIGLI(cosi' non diventano stupidi davanti alla tv) VOSTRA MOGLIE/MARITO(cosi non vi mette le corna)CON VOSTRO PADRE E VOSTRA MADRE (CAZZO VI HANNO MESSO AL MONDO ,NON LASCAITELI MORIRE IN UN CENTRO PER ANZIANI!!!).
2)PERCHE' NON SI MANIFESTA IN PIAZZA E SI GRIDA AL MONDO "VAFFANCULO NON CE LA FACCIO PIU' CON QUESTO GOVERNO DI MERDA(DX O SX)".
3)PERCHE' VAI IN CHIESA ,FAI BATTEZZARE I TUO FIGLI ETCC.QUANDO IL GIORNO ,NEL TRAFFICO,PER ANDARE AL LAVORO TI PRENDI IL CALENDARIO E COMINCI A BESTEMMIARE TUTTI I SANTI..

CARO BEPPE QUESTI SONO SOLO TRE MOTIVI MA DEVI SAPERE CHE NE HO ALTRI SEI MILIARDI (COME I SPERMATOZOOI CHE MI FANNO GIRARE LE PALLE)PER CUI ESSERE INCAZZATO!!!!!!

Povero Ignoto 22.03.06 20:28| 
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io non sono no global.
ma penso che il problema dei no global sia quella categoria(no global)violenta che vuole farsi sentire con la forza e IMPORRE il proprio pensiero.
questo modo di vivere questa lotta contro i G8 e le istituzioni ecc. mette in cattiva luce tutta la categoria dei no global.
penso che il loro pensiero ele loro idee vadano rispettate e ascoltate (e finchè ci saranno i violenti sarà dura), ma tutti loro devono portare rispetto a chi non la pensa come loro.
sfasciare auto attaccare i carabinieri bruciare i cassonetti ecc. non portano ad altro che a odio e altra violenza, e nel mondo credo ce ne sia già abbastanza.

filippo cesari 22.03.06 19:20| 
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Ciao Beppe,
mi chiedo perchè tante proteste sulla linea ad alta velocità...rappresenta il progresso il futuro...ti riporto un articolo che lo dimostra:

"TORINO
DISAGI E PROTESTE ENNESIMA DISAVVENTURA DEI VIAGGIATORI DELL’EUROSTAR: IL MEZZO DI SOCCORSO DI TRENITALIA SI RIVELA TROPPO PICCOLO PER OSPITARLI TUTTI(...)

22/3/2006
TORINO. (...)E’ successo ieri sera sulla linea Milano-Torino, tratto ad alta velocità appena inaugurato. Una passerella è stata utilizzata per trasferire i viaggiatori di un convoglio bloccato in mezzo ai prati su un altro treno, quello della salvezza. I fatti. Ieri sera, verso le 19, l’Eurostar 9666 diretto da Milano Centrale verso Torino Porta Nuova si ferma improvvisamente poco dopo aver imboccato il tratto della linea ad Alta Velocità.(...)
Il treno si ferma lentamente in mezzo alla campagna, fra Novara e Recetto(...) Non lo sanno ancora, ma il locomotore è collassato. Un maledetto guasto,che blocca sul binario l’ultimo degli otto treni che in questa fase viaggiano ogni giorno sulla nuova linea: quattro verso Torino, quattro verso Milano. Manco a farlo apposta, lo stop si verifica proprio sulla direttrice Novara-Torino. Avete presente? Quella su cui il treno dovrebbe acquistare velocità, finalmente emancipato dalla linea storica, con punte con punte di 300 chilometri orari(...)
Stanno lì due ore: dalle 19 (19,30, secondo Trenitalia) alle 21(...) "
articolo da "LA STAMPA WEB"

Non ho parole Andrea.

Andrea Bava 22.03.06 14:13| 
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Cari concittadini spero che non vi fate ingannare dal Movimento per L'Autonomia... e il suo segretario Nazionale... non aspira a risolvere i problemi della nostra Sicilia... ma bensì il suo potere personale... ha un bisogno di essere un leader nazionale... avere molto potere... che la gente che non arriva a fina mese a lui evidentemente non interessa... nemmeno ai suoi dipendenti... taglia di netto il 30% dello stipedio....e poi parla di lavoro e della Sicilia... è il classico politico promette... parla bene ma ha una grande riserva mentale... dicie... ma agisce diversamente...se lui dovesse prendere una marea di voto... noi torneremo indietro... è il piccolo Berlusconi... glòi abbiamo dato 5 anni per risolvere i nostri problemi... invece cosa ha fatto... nulla già mandati indietro di vari decessi... On. LOmbardo è sulla falsa riga di Berlusconi... potere per esercitarlo meglio per i suoi affari personale... si è inventato il terzo polo... poi lo avranno consigliato.. che non andava in nessuno posto... e si è inventatata l'accordo con la Lega... da noi combattuta... duramente... Siciliani svegliatevi non fatevi incantare dal Movimento per l'Autonomia. Di Costa Luigi

Luigi Di Costa 20.03.06 17:51| 
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Cari concittadini spero che non vi fate ingannare dal Movimento per L'Autonomia... e il suo segretario Nazionale... non aspira a risolvere i problemi della nostra Sicilia... ma bensì il suo potere personale... ha un bisogno di essere un leader nazionale... avere molto potere... che la gente che non arriva a fina mese a lui evidentemente non interessa... nemmeno ai suoi dipendenti... taglia di netto il 30% dello stipedio....e poi parla di lavoro e della Sicilia... è il classico politico promette... parla bene ma ha una grande riserva mentale... dicie... ma agisce diversamente...se lui dovesse prendere una marea di voto... noi torneremo indietro... è il piccolo Berlusconi... glòi abbiamo dato 5 anni per risolvere i nostri problemi... invece cosa ha fatto... nulla già mandati indietro di vari decessi... On. LOmbardo è sulla falsa riga di Berlusconi... potere per esercitarlo meglio per i suoi affari personale... si è inventato il terzo polo... poi lo avranno consigliato.. che non andava in nessuno posto... e si è inventatata l'accordo con la Lega... da noi combattuta... duramente... Siciliani svegliatevi non fatevi incantare dal Movimento per l'Autonomia. Di Costa Luigi

Luigi Di Costa 20.03.06 17:51| 
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Caro Beppe e cari cybernauti
volevo portare la vostra attenzione su un problema a molti sconosciuto ma molto importante e molto grave.
Tutti conoscete lo sfascio dell'Alitalia e di tutto il trasporto aereo italiano...sul ladrocinio statale perpetrato dal nostro governo e dalla nostra compagnia di bandiera ai danni di noi poveri cittadini italiani...ma nessuno di voi sa dello scempio che c'è al di la delle grandi compagnie.
Ci sono in italia tantissime compagnie private , compagnie dove in nome del profitto noi assistenti di volo siamo trattati come schiavi, a volte con stipendi da fame e a volte in barba alla sicurezza stessa dei voli.
Nel 2002 la UE ha varato un pacchetto di norme a tutela di tutto il sistema trasporto aereo...quindi a vostra tutela sig. ri passeggeri...l'italia che è leggermente in controtendenza ha applicato le leggi a partire da sabato us (18/03/2006) esattamente 4 anni dopo.
Bene sapete qual'è la cosa grave è che dopo che l'ente nazionale aviazione civile (ENAC) ha pubblicato un pacchetto con la nuova normativa ha lasciato alle compagnie aeree la libertà di interpretarle a modo proprio...quindi tutta una normativa che doveva tutelare i lavoratori ed i passeggeri si è risolta in una trappola che ha portato i lavoratori del settore circa 40 /50 anni indietro.
In più il Tar del lazio con una sentenza emessa in data 2/03/2006 ha detto che il lavoro degli assistenti di volo non è equiparato a quello dei piloti...insomma noi fatichiamo di meno...beh io non so i colleghi di alitalia ma tutti gli altri (quelli delle compagnie private) ci facciamo un c..o come una casa a bordo tra servizi ecc.
I piloti lavorano si..ma stanno seduti dentro una cabina..noi siamo sempre in movimento avanti e dietro per ore sull'aereo...diamo da mangiare, da bere , abbiamo compiti di primo soccorso..dovremmo garantire la sicurezza...ma mi chiedo io quale sicurezza dopo 10/12 o più ore di volo possiamo fornire.
L'italia è veramente il paese di arlecchino
Vergogna

Mike Traveller 19.03.06 18:26| 
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sono una studentessa di catania, vivo a catania e la amo ,ma catania si trova in sicilia e io vivo in sicilia e la amo ,ma la sicilia è governata dalla nuova mafia bianca che si nasconde dietro bianchi camici rassicuranti e ci distrugge dall'interno, la sicilia è un' isola da sempre e al suo interno esistono dei collegamenti stradali magici per cui per raggiungere da catania ragusa ci impieghi di più con la macchina che a piedi ovvero ca. 2.5 ore, e come per magia per raggiungere lo stesso luogo dallo stesso punto ma con un altro mezzo fantascientifico come il TRENO ci impieghi ben 5 ore circa.Ma allora mi chiedo o il ponte che vogliono realizzare sullo stretto diverrà uno stato indipendente in cui le abitazioni saranno le auto di chi è salito su e ora non sa dove andare perchè bloccato dalla totale assenza dei sistemi viari adeguati sia nella mia e nostra sicilia sia in calabria dove i cantieri sembrano la tela di penelope o davvero creare il ponte è una vera cazzata chesarà utile solo a chi ho menzionato prima cioè ai cavalieri della nobil mafia a cui sono destinate da sempre le infrastrutture e le opere pubbliche . sono indignata

giulia la ganga vasta 19.03.06 12:28| 
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Essere e non essere ..., avere e non avere il co..., il grido di rabbia di un no global

Voglio lanciare il mio grido di rabbia contro sti stronzi, riferendomi sia agli stronzi che hanno combinato un macello a Milano, sia agli stronzi che stanno al governo che vogliono far passare l'intero muovimento per un muovimenti anarchico e vandalico.
Tuttavia sono più incazzato con quelli imbecilli di Milano che credono di far sentire la loro voce facendo delle cose assurde.
L'unico modo per far sentire la propria voce è quello di coinvolgere più gente possibile in manifestazioni e cortei il più possobile civili.
Come molti ben sanno, essere un vero noglobal non significa essere contro l'evoluzione storica e integrazione internazionale, ma cercare di cambiare alcune regole che sembrano assurde, e che moltevolte sono dettate da istituzioni internazionali tipo il Fondo Monetario Internazionale (IMF), la Banca mondiale e la Organozzazione Mondiale per il Commercio (WTO).
Tutti sanno che la peggiore è la WTO qulla cazzo di riunione dove si abbuffanno a spese degli altri poveri mondiali per dettare regole che procurano vantaggio ai soliti ricchi si mi sto riferendo prprio al G8.
Per questo invito in molti a far sentire la prpria voce facendo girare in rete articoli come questo dove si spiega il vero motivo del muovimento.

Michevolo (il rivoluzionario virtuale, più forte dei mulini a vento).

Michele Loiodice 19.03.06 10:50| 
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VOLEVO DIRE A ROBI RIFLETTORE CHE BEPPE GRILLO FA' BENISSIMO E DOVREBBE CONTINUARE COSì, BEPPE, STà SVEGLIANDO L' ITALIA; DA TUTTI GLI ABUSI CHE Fà IL GOVERNO

Solinas Roberto 19.03.06 07:18| 
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I no global, fanno benissimo; sono muovimenti pacifisti; forse non avete visto che gli hanno fatto al g8, io ho visto il video amatoriale, è una vergogna!! i no global, e gli altri manifestanti che quando vedevano le forze dell' ordine mettevano le mani in alto, stavano fermi; e facevano capire benissimo che erano venuti in pace, ma le forze dell' ordine, come carabinieri e polizia convinti di essere chissà chi; li pestavano, buttavano lacrimogeni, li buttavano a terra e continuavano a manganellarli............................... non è una cosa accettabile......i carabinieri ed i poliziotti sopprattutto al g8, erano tutti pazzi; hanno pestato pure un signore che è andato a curare i feriti........ ma che mondo è questo....la stessa cosa in val di susa.....MA DOVE VIVIAMO????

Solinas Roberto 19.03.06 07:14| 
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A titolòo di chiarimento..

Vorrei spiegare a tutti che "No GlobAal" rappresenta quel gruppo della popolazione di cui anch'io condivido le idee, che non condivide il metodo attuale in cui si sviluoppa il processo di globalizzazione mondiale, ovvero sfruttando due organi internazionali (FMI e Banca Mondiale) costringe i paesi in via di sviluppo a rimanere tali..(per permettere alle multinazionali di poter sfruttare la manodopera a basso reddito e le agevolazioni varie)..la globalizzazione deve essere una possibilità di sviluppo per tutti ..ma così non è..
Ora chi sa come vanno le cose perchè oltre a leggerle da qualche Blog o sentirle a qualche spettacolo di qualche Comico (questa è per te Gianni), si informa e dopo aver ricevuto un inoput, lo elabora e fa delle ricerche e cerca di scoprire se ciò che legge o sente è vero o meno, e poi ne trae le conclusioni sposando o meno quella idea, senza informarsi e sapere come stanno lòe cose e dare giudizi solo sulle scarse informazioni dei tg o della ns ristretta cultura si commette un grossolano errore quello a cui spesso ci inducono gli spacciatori di notizie di oggi..ovvero a generalizzare tutto.
saluti e informatevi la verità ve la dovete cercare...ognuno vi dirà solo la sua.

GIANLUCA VENNERI 18.03.06 10:59| 
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Volevo spendere 2 parole sulla questione CARUSO in parlamento; ragazzi non prendiamoci in giro abbiamo visto fino alla nausea le immagini del G8 e TUTTI, anche quelli che fanno finta di vedere quello che vogliono hanno visto il Sig.Caruso ripreso da una telecamera dall'alto all'inizio di Corso Sardegna aprire il retro di un furgone e tirare fuori alcune mazze da baseball con un complice....non credo stesse andando ad una partita....ed io dovrei votare questa gente??Parlano i fatti.........c'è poco da dire e da difendere:-(

Angelo 18.03.06 01:48| 
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Circa il "siamo tutti no global" avrei qualcosa da dire, capisco l'uso distorto che ne fanno i media ed i politici per nascondere i veri problemi oppure togliersi di torno faccende sgradevoli per la loro immagine... ma da qui a sentirmi un “NO GLOBAL" NO! GRAZIE. Essere no global (per me) vuole dire essere un violento che và alle manifestazioni già organizzato con carrelli della spesa modificato a barriera paracolpi, oppure con circa mezzo metro di imbottiture su tutto il corpo pronto per la guerriglia, distruggere vetrine o auto oppure tutto ciò che si incontra lungo la strada, dare addosso alle forze dell'ordine E' ILLEGALE! Non rispettare le leggi o i vincoli imposti per le manifestazioni o per poter esporre le proprie IDEE E' ILLEGALE! Essere NO GLOBAL vuole dire essere dei DELINQUENTI pilotati politicamente, vanno puniti severamente e convinti con l’unica forma di persuasione che loro stessi applicano e conoscono, chi và alle manifestazioni per manifestare pacificamente le proprie IDEE oppure il proprio DISSENSO, al massimo PORTANO NEI LORO ZAINI ACQUA DA BERE E PANINI DA MANGIARE, non manganelli, pietre o altri oggetti contundenti per distruggere o vandalizzare e che le persone perbene (nonché GLI STESSI ORGANIZZATORI) dovrebbero denunciare, tutti coloro che usano le manifestazioni per sfogare i propri istinti violenti repressi, ed incitano a cose simili come quella “persona” ignorante ed arrogante “napoletano leader dei disobbedienti” candidato per rifondazione comunista, (P.S. sono napoletano anche io quindi niente polentone contro terrone! È solo per specificare in quanto al momento mi sfugge il nome.) queste cose sono sbagliate come il confondere le idee (poche ormai rimaste) chiare nella testa della gente, sarebbe bene mettere in guardia LE PERSONE che NON USARE più il proprio CERVELLO e lasciarsi pilotare dalla TV o da GIORNALI o RIVISTE è pericoloso, cosa succederebbe se anche lei (da unomo) sbagliasse? il cervello della gente ritornerebbe in vita? NO!

giovanni Felaco 17.03.06 16:45| 
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Trenitalia spa ha licenziato Dante De Angelis uno dei macchinisti più impegnati nel campo della sicurezza dei treni ed anche rappresentante dei lavoratori per la sucurezza (RLS). Si è rifiutato di giudare un treno al quale non era stato disattivato il "sistema di sicurezza detto dell'uomo morto". Definito non idoneo e pericoloso da molte ASL.
Questo è il metodo con cui Trenitalia vuole risolvere i problemmi della sicurezza: licenziando chi solleva il problema.
per maggiori informazioni e per esprimere la propria solidarità a Dante potete andare sul sito www.macchinistisicuri.info
Non lasciamo solo chi è stato LICENZIATO mentre faceva il suo dovere tutelando i lavoratori e gli utenti di Trenitalia

alberto pennacchi 17.03.06 14:20| 
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Mi è capitato per caso di entrare nel sito di Trenitalia...Ma pubblicizzano i biglietti per l'alta velocita tra Torino e Milano, ma se sono si e no arrivati a Novara e per il secondo tratto non sono neppure a metà delle opere civili?
Qualcuno l'ha mai visto il tratto ferroviario tra Novara e Milano?

Enrica Ippoliti 17.03.06 09:53| 
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Caro Beppe il problema è uno solo: la stupidità umana. Gente che fa dignitosamente il panettiere il commerciante il pescatore l'infermiere anche nulla nei centri sociali o il Pecoraro pretende di insinuarsi in questioni strategiche tecnologiche scientifiche economiche super specialistiche, di cui evidentemente nn può sapere un cazzo. Ma lo fa spinto dai demagoghi retoricie populisti cm tanti che si beccano denari e voti dai poveri derelitti montati e ignoranti della materia. Poi vogliono il lavoro che arriva solo dal capitale, pronti a spaccare il culo ai capitalisti. Ma vi sembra un popolo serio quello del centrosinistra?

Fausto Orazi 15.03.06 23:21| 
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CARO BEPPE ...HO LA NOTIZIA SOTTOMARINA DEL TRIMESTRE!!!

AUMENTO DEL R.C. AUTO SINO AD OLTRE IL 30%, CONFERMATA DALL'OPERATTRICE TELEFONICA CHE OGGI HO CONTATTATO CHIEDENDO SPIEGAZIONI SULLA PROPOSTA DI POLIZZA R.C. AUTO CHE MI E' ARRIVATA PER POSTA.
LA PRECITATA OPERATRICE, DURANTE IL COLLOQUI COMUNQUE IN TONO RASSICURANTE MI DICEVA CHE LA MIA COMPAGNIA..(LA ZURITEL IN QUESTIONE) ERA DA TRE ANNI CHE NON PRATICAVA AUMENTI..(UNA BALLA COSì NON L'AVREBBE RACCONTATA NEANCHE IL PORTATORE NANO DI ALLOGGI).
ALLA MINACCIA DI CAMBIARE COMPAGNIA, MI RIFERIVA CHE...L'AUMENTO C'E' STATO IN TUTTE LE COMPAGNIE (QUESTA STORIA MI SEMBRA DI AVERLA GIA' SENTITA..MHA) E CHE COMUNQUE NON ERA INFERIORE PER NESSUNO AL 20 30%, ED INFATTI A BREVE GIRO DI TELEFONATE, E DI PREVENTIVI INTERNET..ACCERTAVO LA SCONSOLANTE VERITA' DELL'AFFERMAZIONE..ACCOMPAGNATA DALLA BEFFA CHE..LA POLIZIA CONFERMAVA UN CALO DEL 25% DEGLI INCIDENTI STRADALI, E CHE L'AINES (ASSOCIAZIONE DELLE COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE)INVECE GARANTIVA UN AUMENTO DEL 4% MASSIMO.
SARA' MA IO SONO PASSATO DALLA 3^ CLASSE ALLA 2^ ED IL MIO PREMIO INVECE DI DIMINUIRE E' MAGICAMENTE AUMENTATO..CIOE' PAGAVO 313 EURO ORA IN SECONDA NE PAGO 322..OVVERO, OLTRE AI CIRCA 70 (MINIMO) EURO DI DIFFERNZA IN MENO TRA LA TERZA E LA SECONDA CLASSE CHE AVREI DOVUTO TROVARE HO AVUTO 9 EURO IN PIU' PER UN TOTALE DI 80 EURO DI AUMENTO SU UN PREMIO 313 OVVERO QUASI IL 40% (ALTRO CHE 4%).
MA AD UN CALO DEGLI INCIDENTI NON DOVEVA CORRISPONDERE UN CALO DELLE TARIFFE R.C.?
LA COSA PIU' INCREDIBILE E CHE IL TUTTO E' PASSATO...SOTTO-SOTTO...ZITTO ZITTO, LA GENTE DEVE PENSARE ALLA CAMPAGNIA ELETTORALE, MA ALMENO NOI ..ALMENO TU BEPPE..NON ABBASSARE LA GUARDIA..PARLIAMONE.
CIAO DA GIANLUCA

GIANLUCA VENNERI 15.03.06 21:32| 
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segnalo articolo pubblicato oggi Corriere del Mezzogiorno Puglia a proposito dell'incontro avvenuto ieri a Bari con Beppe e Petrella - presidente Acquedotto Pugliese. apoteosi della controinformazione.

viviana neglia 15.03.06 13:12| 
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NO GLOBAL ?
appoggio chi invita a non fare confusione tra no global e vandali, in ogni movimento c'è una deriva che non deve diventare la rappresentanza del movimento stesso.
personalmente però non mi sento NO global ma piuttosto ALTER global. In particolare non vedo perché grandi NO GLOBAL internazionali come il francese José Bové possano parlare di uguaglianza sociale nel mondo e chiedere protezionismo per i propri colleghi francesi rispetto agli agricoltori del terzo mondo (ma anche europei) che avrebbero più bisogno dei nostri di uno sviluppo equo. Globalizzazione sì, ma quella dei diritti di tutti e della possibilità per tutti di accedere almeno al necessario. per molti paesi poveri la globalizzazione può significare sviluppo, sta a noi vegliare che non sia sfruttamento. ma siamo veramente pronti a fare sacrifici per aiutare gli altri ? o preferiamo gridare contro la globalizzazione indiscriminata confondendo tra solidarità e sfruttamento economico? per quanto mi riguarda, sarei felice che un paese come il Senegal (o altro paese africano) potesse esportare i propri prodotti agricoli in Europa e sfamare i suoi, cosa contro cui si batte José Bové in patria.

Michela Malfatti 15.03.06 09:24| 
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---A mio avviso, i fatti di ieri non possono essere motivo fondamentale per cambiare idea di voto.
I disastri causati (vietati e puniti dalle attuali leggi) dai protagonisti di tali sedicenti gruppi 'no global' non possono essere motivo di cambiamento in un elettore CONSAPEVOLE e Democratico del Centrosinistra.
L'apologia di fascismo e xenofobia (vietati e puniti dalle attuali leggi) di alcuni gruppi manifestanti di estrema destra non possono essere motivo di cambiamento in un elettore CONSAPEVOLE e Democratico del Centrodestra.
In entrambi i casi possono essere decisamente diverse, e ben più RAZIONALI, le motivazioni per cambiare idea sugli schieramenti o, al limite, per spostare il proprio assenso da un partito a un altro all'interno delle rispettive coalizioni.
Marco Zamparini 12.03.06 10:27 | Rispondi al commento ---

---Ma come ???? Fino a venerdi l'unico "programma" della sinistra era "Berlusconi è un ladro" e oggi nn dobbiamo cambiare idea sul voto quando i fatti dimostrano che la stessa sinistra appoggia e, vero scandalo, candita dei terroristi ?????---
Omar Pedrini 14.03.06 12:31

Omar,
io non voto il Certodestra perchè ci sono forze fasciste ed estremiste da quella parte, nè lo voterei perchè ci sono altri delinquenti che si pongono all'estrema sinistra.
Le mie motivazioni sono ben più razionali.
E' vero, penso che l'attuale premier sia un male per la Nazione ma cerco di guardare in prospettiva e mi comporto per ambire a uno Stato dignitoso al di là del ' berlusconi' di turno.
Ambisco a un Paese dove le forze Democratiche di entrambe gli schieramenti lavorino alla soluzioni dei problemi sul terreno della legalità e dell'etica, ognuna con le proprie comprensibili differenze.
Il caos e l'emozione sono cattivi consiglieri e favoriscono solo i furbi.
Dobbiamo condannare i disordini dei manifestanti di Milano e l'apologia del fascismo senza distinzioni.
E guardare avanti.

Saluti

Marco Zamparini 14.03.06 14:36| 
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Rispetto ai fatti di sabato a Milano, sono sbalordita da quel che leggo sul blog. Ma perché vogliamo fare il gioco della destra? Ci dimentichiamo che la nostra Costituzione mette fuorilegge fascismo, nazismo e tutti i simboli che li richiamano, quali svastiche e bandiere nere? Ma perché invece non ci chiediamo come mai la legge non sia stata applicata e sia stato autorizzato quel corteo di fascisti? Perché non ci chiediamo come mai difronte a questa autorizzazione ILLEGALE nessuna forza politica di sinistra si sia opposta al corteo? Perché non ci chiediamo come mai in questo Paese la memoria storica è praticamente nulla, dato che si parla solo degli ultimi 50 anni e non di ere geologiche? Come è possibile che quel corteo sia stato autorizzato? E come è possibile che l'Italia intera, quella contraria al fascismo, non sia scesa tutta in piazza a fermare quel corteo? Come è possibile che all'indomani da quel corteo l'Italia intera non sia indignata verso la città di Milano che l'ha permesso?

Laura Manias 13.03.06 23:38| 
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Lettera di tal Silvio Berlusconi
a cura di Marco Travaglio


Ricevo una lettera firmata da tal Berlusconi Silvio, che nello stile somiglia molto al presidente del consiglio. Non potendo appurarne l’autenticità, credo di fare cosa gradita mettendone a parte coloro che ancora dubitano delle nobili motivazioni ispiratrici della Sua azione politica nei suoi primi mesi di governo. Autentica o meno che sia, la lettera, per le sue stringenti e convincenti argomentazioni, ha messo a dura prova il mio animus di “demonizzatore”. Ne faccio un omaggio agli amici di manipulite.it, affinché chi ancora brancola nel buio possa vedere finalmente la Luce.
Caro Amico delle Libertà,

purtroppo i miei impegni di statista non mi consentono di incontrarLa di persona. Ma vorrei farLe giungere ugualmente tutta la mia vicinanza. So bene, per averlo appreso da Giuliano Ferrara e Nando Adornato, quanto sia duro uscire dal tunnel della propaganda comunista, giustizialista e giacobina. Ma confido che presto, dopo la lettura di questa mia, compirà anche Lei il Grande Passo verso la Libertà, lontano dalle guerre civili che hanno insanguinato l’ultimo decennio in Italia. E in nome di quella Questione Morale che è da sempre il mio programma di vita e di governo.

Noto con piacere che Lei ricorda spesso i fiori all’occhiello dei miei primi 8 mesi di governo: rogatorie, falso in bilancio, immunità parlamentare, sanatoria per i capitali esportati illegalmente”. Anch’io, come voi, deploro “l’uso delle istituzioni per interesse privato”: pensi che i miei avversari pretenderebbero che io e i miei amici fossimo gli unici a non beneficiare di queste fondamentali riforme, approvate nell’interesse generale del Paese. E poi, si metta nei miei panni. Ho tre processi per falso in bilancio e due per corruzione in atti giudiziari: sfido chiunque, nelle mie condizioni, a occuparsi di sfida a duello e furto di bestiame.

Mi consenta ora di riepilogare brevemente la filosofia che ci ha ispirati in questi primi otto

elena turni 13.03.06 02:27| 
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Lettera di tal Silvio Berlusconi
a cura di Marco Travaglio


Ricevo una lettera firmata da tal Berlusconi Silvio, che nello stile somiglia molto al presidente del consiglio. Non potendo appurarne l’autenticità, credo di fare cosa gradita mettendone a parte coloro che ancora dubitano delle nobili motivazioni ispiratrici della Sua azione politica nei suoi primi mesi di governo. Autentica o meno che sia, la lettera, per le sue stringenti e convincenti argomentazioni, ha messo a dura prova il mio animus di “demonizzatore”. Ne faccio un omaggio agli amici di manipulite.it, affinché chi ancora brancola nel buio possa vedere finalmente la Luce.
Caro Amico delle Libertà,

purtroppo i miei impegni di statista non mi consentono di incontrarLa di persona. Ma vorrei farLe giungere ugualmente tutta la mia vicinanza. So bene, per averlo appreso da Giuliano Ferrara e Nando Adornato, quanto sia duro uscire dal tunnel della propaganda comunista, giustizialista e giacobina. Ma confido che presto, dopo la lettura di questa mia, compirà anche Lei il Grande Passo verso la Libertà, lontano dalle guerre civili che hanno insanguinato l’ultimo decennio in Italia. E in nome di quella Questione Morale che è da sempre il mio programma di vita e di governo.

Noto con piacere che Lei ricorda spesso i fiori all’occhiello dei miei primi 8 mesi di governo: rogatorie, falso in bilancio, immunità parlamentare, sanatoria per i capitali esportati illegalmente”. Anch’io, come voi, deploro “l’uso delle istituzioni per interesse privato”: pensi che i miei avversari pretenderebbero che io e i miei amici fossimo gli unici a non beneficiare di queste fondamentali riforme, approvate nell’interesse generale del Paese. E poi, si metta nei miei panni. Ho tre processi per falso in bilancio e due per corruzione in atti giudiziari: sfido chiunque, nelle mie condizioni, a occuparsi di sfida a duello e furto di bestiame.

Mi consenta ora di riepilogare brevemente la filosofia che ci ha ispirati in questi primi otto

elena turni 13.03.06 02:07| 
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Beppe questa pero' l'hai sparata proprio grossa...Noglobal un complimento???
Il problema è che il nostro paese dà la possibilità a questi CRIMINALI di avere anche un seggio in parlamento!!!!
Porca troia Beppe...proprio tu che ti batti per la pulizia alle camere credi che certi delinquenti debbano avere la possibilità di essere eletti e governare il nostro paese??Dai sù fai un esame di coscienza...ti appoggio nella maggior parte delle tue argomentazioni ma quì hai letteralmente cagato fuori dal vasetto!!

Marco Pierantoni 12.03.06 23:22| 
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Beppe sei sempre puntuale oltreche' veggente nell'affrontare i temi caldi(purtroppo sei di parte e quindi non obbietivo).All'indomani di quello che e' successo a Milano la gente si augura che quei 4 deficienti viziati dei centri sociali vengano severamente puniti(ci avrebbero pensato loro,altro che bolzaneto),chiudiamo i centri sociali e non votiamo i loro rappresentanti Fo'(eh si caro beppe...proprio il tuo amato "sindaco")RIZZO,CARUSO,DILIBERTO...

andrea bruno 12.03.06 13:44| 
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Invito tutti a una riflessione.

A mio avviso, i fatti di ieri non possono essere motivo fondamentale per cambiare idea di voto.
I disastri causati (vietati e puniti dalle attuali leggi) dai protagonisti di tali sedicenti gruppi 'no global' non possono essere motivo di cambiamento in un elettore CONSAPEVOLE e Democratico del Centrosinistra.
L'apologia di fascismo e xenofobia (vietati e puniti dalle attuali leggi) di alcuni gruppi manifestanti di estrema destra non possono essere motivo di cambiamento in un elettore CONSAPEVOLE e Democratico del Centrodestra.
In entrambi i casi possono essere decisamente diverse, e ben più RAZIONALI, le motivazioni per cambiare idea sugli schieramenti o, al limite, per spostare il proprio assenso da un partito a un altro all'interno delle rispettive coalizioni.

Un saluto

Marco Zamparini 12.03.06 10:27| 
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E allora Beppe, dopo ieri a Milano che ne dici dei tuoi amici No Global!!!
Altro che caricarli, avrebbero dovuto sparargli addosso!!!!!

andrea ad 12.03.06 10:16| 
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cve

asdsads ddsda 12.03.06 10:14| 
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Egr. Sig. Buffone, o pardon, signor censore di Berlusconi, lei che fa tanto il perbenino giudicatore di tutto e di tutti,lei che ha iniziato i primi passi grazie a quelli che va denigrando da un bel po', lei che ha fatto i soldi sulla pelle della gente, e credo proprio che mi capisca, e ancor oggi continua a farla con la scusa della denuncia, tra una denuncia e l'altra ci rifila come dice lei il filmettino, il telefonino, approposito ma non ha sempre detto che con internet si telefona gratis?
Mi fermo dicendole solo questo, caro il mio sig. Grillo, Berlusconi sara' pure, anzi sicuramente bugiardo ma non e' Pinocchio lei sara' pure un Grillo che parla parla, ma qui non siamo a Collodi,questa non e' la favola, questa e' la vita nella quale ci sono tante di quelle persone che non riescono a sbarcare il lunario fottendosene del portatore nano, del Grillo parlante e probabilmente anche di me,mentre il Silvio in un modo,lei in un'altro state comunque a fare soldi allo stesso modo ossia da veri illusionisti,carpendo le speranze altrui,chi in un verso chi in un altro.Mio caro incantatore della speranza altrui, non prendiamoci ingiro qui non deve cambiare il governo, qui deve cambiare l'UOMO, fino a quando la mattina in bagno ci mettiamo la schiuma con la scusa di farci la barba,pur sapendo che la realta' e' che la mettiamo perche' non abbiamo il coraggio di guardarci in faccia, allora nulla cambiera' i bambini faranno sempre OH, e noi tra un indice verso destra un'indice verso sinistra uno verso il Papa uno verso Bin Laaden uno verso Busch uno verso il portatore nano ecc...non indicheremo mai uno verso se. E il mondo pian piano andra' verso il segnato destino finale.
Con l'illusa speranza che possiate al piu' presto farvi la barba senza schiuma, vi saluto ricordandovi le parole che diceva un'altro Grillo parlante dei tempi andati, che pero' ha avuto piu' successo di lei, e non vendeva CD.

Chi e' senza peccato scagli la prima pietra.


Caro Grillo, iniziare dai complimenti ti sembrerà la cosa più ovvia, ma lasciamela fare perchè te li meriti tutti. Te li meriti per come ci fai pensare, presi come siamo a cercare soluzioni per andare avanti.
Ieri sera ero anch'io al PalaTriccoli, e sentendoti parlare di energie alternative e di isolamento termico mi hai fatto venire la voglia di capirci di più. Puoi darmi qualche sito dove capire "come fanno le case gli amici di Trento e Bolzano piuttosto che i tedeschi?"
grazie per quello che fai e per come lo fai!
un saluto
Carlo Polidori

Carlo Polidori 10.03.06 17:35| 
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CHIEDO AIUTO:
perchè tutte le volte che scrivo ad un politico importante, ovvero a Fazio, ecc. le e.mail mi vengono respinte?
Siamo veramente messi male, viene voglia di fuggire all'estero.
COMPLIMENTI: resistete.
delio.gaidolfi@libero.it

delio gaidolfi 10.03.06 15:42| 
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caro grillo vorrei spendere due parole riguardo due argomenti dei quali non tutti sono a conoscenza:
1-Il progetto palladium
2- cosa succede alla Ferrari

sono un ingegnere genovese ho 25 anni mi sono laureato il 22 febbraio 2005. Ho cercato lavoro a lungo ma alla fine i miei sforzi sono stati premiati riuscendo ad andare a Maranello proponendomi un periodo di stage (anche questa e' una bella cazzata del sig. Biagi cosi' loro hanno un posto coperto tutto l'anno senza pagare una lira di tasse). Durante tale periodo ho lavorato per la sperimentazione motopropulsori e quindi ho seguito lo sviluppo delle nuove macchine.
Non ti dico la riduzione costi che stanno facendo e quindi la qualita' delle macchine sara' sempre peggiore ( fra un po per risparmiare toglieranno anche il motore) e l'unico marchi italiano vero andra via via scomparendo perche la ferrari sara' una Fiat vestita da sera. Inoltre quando chiedevo le mie prospettive mi rispondevano che avrebbero fatto qualcosa per prolungare lo stage, poi un bel giorno mi hanno informato che la maserati si era staccata dalla ferrari e che quindi tutti i dipendenti maserati che lavoravano in ferrari sarebbero stati assunti dalla ferrari cosi' ad un mese della scadenza dello stage mi hanno detto che per me non c'erano i soldi per stipendiarmi.....mi domando come i dirigenti non sapessero questa cosa quando tu l'hai detta il 28 aprile 2005 ma sei un mago evidentemente come per la parmalat....ora sono disoccupato e proprio oggi sul secolo xix leggo che motezemolo ha uno stipendio di circa 4 milioni di euro all'anno.....ma dico potevano togliergli 1000 euro e darli ad un ragazzo che ha voglia di lavorare?

Lorenzo Ravano 10.03.06 15:08| 
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Adesso si discute sul moderatore tra'i due berlusconi prodi ma perche' nessuno ha pensato a Beppe.
Darebbe fastidio a tutti e due?

N.fabrizio 10.03.06 15:03| 
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Vi racconto del precariato della categoria professionale a cui appartengo: gli psicologi.
Dunque, finiti i 5 anni di psicologia (o i 3+2), si fa il tirocinio di un anno presso una ASL, dove devi lavorare una media di 20 ore settimanali senza percepire alcun rimborso spese. La ASL non paga la assicurazione professionale ai tirocinanti, percui lo psicologo deve di solito stipulare una assicurazione per i rischi professionali che ormai è cara. La recente assicurazione che ho pagato costava 400 euro annuali.
Poi, finito il tirocinio si fa l'esame di stato. Passi l'esame di stato, e ti iscrivi all'Albo degli psicologi.
A questo punto inizi il volontariato presso le ASL.
NON ESISTENDO LA POSSIBILITA' DI FARE CONCORSI NELLE ASL, POICHE' PER LA CATEGORIA "DIRIGENTE PSICOLOGO" I CONCORSI SONO BLOCCATI DA ANNI (IN CAMPANIA, REGIONE DOVE RISIEDO, NON SI FANNO CONCORSI PER LA CATEGORIA DA OLTRE UN DECENNIO), pur di rimanere allenato vedendo pazienti,firmi il contratto di voltariato. Qundi, ripaghi l'assicurazione per i rischi professionali che la ASL non paga nemmeno ai volontari, e sei li che vedi pazienti (fai psicodiagnosi, e cicli di consultazione psicologica di 8/16/24 sedute) senza beccare un soldo.
Ti apri al mondo delle cooperative non profit, cioè tutti questi enti che beccano soldi dallo stato per progetti sul disagio, e tante altre belle cose. Mandi il tuo curriculum, e succede che ti offrono di vedere giovani disagiati, ANCORA senza percepire un soldo (cosa che le cooperative chiamano STAGE), oppure ricevendo un "gettone", e cioè un compenso minimo per la prestazione professionale, che DI SOLITO ti viene pagata MESI DOPO che hai prestato servizio nel progetto perchè le cooperative stanno sempre li a dirti che non hanno soldi, che i fondi per pagare i loro operatori sociali non arrivano...
Nel settore privato, per chi lavora in zone come la mia, NAPOLI, trovare pazienti è difficile, perchè la gente è senza lavoro ed i soldi per lo psicologo non li ha!

Eleonora Capuozzo Commentatore in marcia al V2day 10.03.06 13:50| 
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Ciao Beppe,

attendiamo (un gruppo di amici) la pubblicazione dei nostri dipendenti politici inquisiti cosi ci passiamo la voce ed ognuno in linea con la sua scelta politica puo' decidere di votare oppure no quel partito che li ospita

giovanni ciancio 10.03.06 10:14| 
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grazie beppe x aver detto ogni verità,ma quante ancora ne mancano?bhè io voglio scappare mi puoi dare un consiglio sul luogo più tranquillo e pacifico del mondo dove poter vivere con la propria compagna?confido nella tua saggezza e intelligenza x una risposta k dia una speranza x un futuro sereno.ciao amico

gianni zaffaina 10.03.06 09:55| 
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cosa ne pensa il sig. grillo del corano mussulmano nella scuola cristiana ????????

paolo fronti 10.03.06 05:41

Paolo,
il punto fondamentale non è come la pensa Grillo ma come la PENSI TU.
Leggi il post 'Le mani di Dio' dove puoi trovare alcuni commenti (tra cui i miei) che possono darti, più o meno direttamente, un'idea sul tema.

Penso di averti dato spunto per le dovute riflessioni.
Se pensi di postare qualche commento su 'le mani di Dio' lo leggerò e spero di avere tempo per dialogare con te.

Buona giornata

Marco Zamparini 10.03.06 08:36| 
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"marco ho letto il tuo post da F.N. ,sei persona intelligente e razionale ,e ti piace metterti in discussione .
(…) mi ritengo ignorante (…) Cosa vuoi che cambi per una persona onesta ,simpatizzare per uno schieramento o per un altro(…) per altri invece vuol dire potere ,denaro.
L'ipocrisia è uno dei nemici più devastanti per la democrazia (…) parola al quanto pesante ,pochi la vogliono veramenta caro marco.
Autocritica,dovere,altruismo ,le basi per un mondo democratico (…)
maurizio musco


Maurizio, sono lusingato dei complimenti che mi fai… Ti chiedo solo di non crederci troppo :-)
Riguardo l'ignoranza ti consoleresti subito se tu potessi constatare quanto sia vasta la mia: diciamo che sono capace di bleffare molto bene…
L'importante è che si riescano a posizionare i pezzi del 'puzzle' nelle zone giuste, per pochi che possano essere; troppe persone 'scambiano' una porzione di mare con una di cielo e non riescono, poi, ad avere una visione d'insieme corretta anche se dispongono di più pezzi di me.
Si può immaginare la confusione…

Più volte, scoraggiato, ho pensato di non andare a votare ma, oggi più che mai, per quanto imperfetta sia la nostra scelta, sono convinto che si debba comunque dare una nostra preferenza. La mia speranza è che il maggior numero di aventi diritto al voto si esprima: molti dei 'virtuosi' della politica opportunista incomincerebbero a farsela sotto.
In più sono convinto che persone di buona volontà, nel panorama politico, ci siano.
Sono un pessimista… moderato.
Ho poco tempo per dirti altro e ti lascio con alcune parole che 'scherzando seriamente' ho scritto in occasione di un altro post ma filano bene anche adesso:

E io in verità, in verità vi dico:
stolto è colui che morirà senza aver scelto,
ma doppiamente stolto è colui che sceglie senza aver cercato prima di capire.
E che la scelta non sia la legittimazione di un disegno perverso ma l'opportunità data alla dignità dell'uomo per salvarsi dal mare dell'ipocrisia.

Un caro saluto

Marco Zamparini 10.03.06 08:28| 
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Salve a tutti.

Vorrei invitare a un minimo di riflessione tutte le persone che ancora non sono all'occorrenza sulla campagna intrapresa da molti attivisti che vede coinvolta una delle maggiori "Corporation" del mondo: "McDonald's.
Ho recentemente visto un film "Super size me" e devo ammettere che non credevo si potesse arrivare a tanto! (invito a guardarlo per chi ancora non l'avesse fatto). Dopodichè, mi sono informato sulla rete, e come per magia, ho trovato informazioni ancor più dettagliate che già erano incluse nel film: gli argomenti erano pressapoco quelli.
Bisogna ammetterlo, non ce ne rendiamo conto, ma siamo nella mani di questi signori! Bisogna distruggere loro, non il pianeta: BOICOTTIAMOLI!!!

Spero che l'argomento possa suscitare interesse per coloro che ancor oggi non ne fossero a conoscenza,

Moreno M.

Vi posto alcuni link:

http://www.mcspotlight.org/ (Inglese)
http://web.peacelink.it/boycott/multi.html (Italiano)

Moreno Murru 10.03.06 07:14| 
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TROPPI “STRUZZI”, NELLA POLITICA ITALIANA

(Ma c’è il proverbio del giorno: Ogni lungo viaggio
inizia con un piccolo passo" (proverbio cinese))


La cosa che più mi indigna della politica italiana è precisamente quella che durante i dibattiti della trasmissione televisiva intitolata “PORTA A PORTA”, verosimilmente per celare la miseria, la giustizia finta, la discriminazione sociale e l’abuso di potere sempre più dilagante, si parla di tutt’altro e poi si vuole fare credere ai telespettatori che si cerca di fare qualcosa di positivo per il nostro Paese.

Ogni volta il dibattito si svolge ignorando quasi completamente le migliaia di persone che sono in balia dell’indigenza e senza una via di scampo ai loro problemi dovuti soprattutto ai contratti di lavoro che offrono soltanto lavoretti precari ed occasionali.

Queste persone, o meglio, queste famiglie sopravvivono arrangiandosi come meglio possono. Non è difficile immaginare l’angoscia, lo sconforto e disperazione di costoro: viene occultata la sofferenza del popolo, così non viene proposto nulla per combatterla.

Il popolo italiano è molto ben diviso e contrapposto per via degli schieramenti politici molto bene preparati ed attuati, così non ci si accorge che sulla gente gravita tutto un sistematico perenne sporco raggiro generalizzato, tanto che ad intere famiglie è stata preclusa la possibilità di avere voce su stampa e televisione e pertanto di avere notizie l’una dell’altra e potersi ricongiungere negli sguardi e nel cuore.

Il popolo è sempre più diviso ed in fermento. Non gli resta altro che preservare i ricordi ed ogni volta aspettare il giorno delle elezioni politiche che poi ancora una volta però si riveleranno un fallimento e si attenderanno ancora nuove elezioni e così via dicendo. CONTINUA SOTTO APPENA E’ POSSIBILE…(2)..

Giacomo Montana 10.03.06 06:19| 
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CONTINUAZIONE:
..(2)…Ogni giorno bisogna fare i conti con l’intolleranza, la violenza occulta (con danni psico-fisici alla persona), le ipocrisie politiche, danni all’economia delle famiglie (mascherati da aiuti fasulli) ed infine come su un piatto d’argento, ci viene offerta la stupidità del governo che rifiuta di vedere la realtà ed il dolore della gente.

Il Premier Berlusconi, che pensa di riuscire a farsi proclamare paladino della libertà e della democrazia, guidato invece di fatto dall’insensibilità per via dell’avidità di accumulare ricchezze per sé e par la sua “FAMIGLIA”, persino tollera o autorizza atrocità contro il cittadino (vedi per esempio le torture psicofisiche che da anni ed ancora vengono esercitate alla Signora Giovanna Nigris, la quale per disperazione ha aperto un sito web di legittima difesa che è il seguente: http://www.mobbing-sisu.com ).

Dulcis infondo, sempre lo stesso nostro Premier oggi si può persino vantare di avere ricevuti gli elogi di un buon governo dal Presidente niente meno che degli Stati Uniti, dalla grande potenza imperiale. Al Premier, dal Presidente Americano arrivano elogi e forse anche insegnamenti sulla politica da praticare nel nostro Paese. La stessa grande potenza imperiale, da un lato predica l’integrazione economica che sta tentando di imporre a tutto il continente latinoamericano ed ai Caraibi, la cosiddetta Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA), dall’altro cerca di impedire il transito agli immigrati messicani.

Quelli che riescono a passare la frontiera vengono catturati, maltrattati ed espulsi e, nel migliore dei casi, trattati come mano d’opera a buon mercato in condizione di semischiavitù. Anche l’Italia così viene fatta ad immagine e somiglianza degli States. CONTINUA SOTTO APPENA E’ POSSIBILE…(3)..

Giacomo Montana 10.03.06 06:19| 
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CONTINUAZIONE:
..(3)…L’intolleranza e la tracotanza del potere come vediamo, non conoscono confini, e non vogliono conoscere, il diritto del popolo alla sua vera autodeterminazione e sovranità tanto che al suo posto come abbiamo visto, applicano anche qua da noi il disprezzo verso la vita umana.

Per nessun motivo al mondo avrei potuto credere che per un servizio di pubblica utilità si soffrisse così atrocemente. Oggi vedo persone che pur essendo state elette a governare il Paese, senza alcun rispetto della legge e senza dissipare alcun tipo di dubbio e di sospetto al cittadino, non si prodigano affatto per risollevare le sorti della gente più indifesa e della Nazione. Nessuno manifesta di volere sanare le distruzioni prodotte al cittadino e alla Patria, nessuno cerca di unire gli animi per costruire qualche cosa di buono. E’ così che di conseguenza non si fanno risparmiare altre lacrime e altro dolore al popolo che viene sempre più oppresso, tartassato, rovinato e ignorato.

Purtroppo vi sono anche parecchie persone che lontane dal supremo interesse della Patria, pur di accrescere stima e simpatia dai malfattori senza scrupoli, si rendono complici di qualsiasi genere d’illegalità, avvalendosi di un istituto disumano perverso e violatore di ogni sano principio. Si sente solo parlare di conflitti di interessi, di buoni e cattivi uomini politici e di reciproche frasi avvelenate, ma il bene del “cittadino” pare che non interessi più, si ricordano di esso e della sua esistenza solo quando gli si chiede il voto elettorale. CONTINUA SOTTO APPENA E’ POSSIBILE…(4)..

Giacomo Montana 10.03.06 06:18| 
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CONTINUAZIONE:
..(4)…Oggi la libertà individuale e giustizia sociale non trovano più il loro pieno equilibrio. Tutto accade in spregio alle leggi e al potere sovrano della Magistratura, perché gli uomini politici pensano anche loro solo al proprio arricchimento personale, sollevando continue questioni senza mai risolverle. Tutto questo clima violento, le contestazioni e i moti popolari minacciano l’unità nazionale e non pongono certamente le basi per vedere in futuro un’Italia libera, forte e unita.

Ci viene data una sensazione spiacevolmente, preoccupante, lontana da qualsiasi genere di conforto morale, politico e sociale. Dei frutti della fede e dei sacrifici dei nostri padri che hanno unificato l’Italia, sembra che alla stragrande maggioranza di chi ci governa, non importi proprio più nulla.Grazie di avere letto. Giacomo Montana
SEMPRE FORZA SISU! (ideologia sana naturale e indipendente)

Giacomo Montana 10.03.06 06:17| 
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cosa ne pensa il sig. grillo del corano mussulmano nella scuola cristiana ????????

paolo fronti 10.03.06 05:41| 
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Ho letto il tuo post pubblicato il 09 marzo 2006 e sno un pò dispiaciuto dai toni che utilizzi nel commentare il nano Silvio. Avrai notato pure tu che effettivamente non è stato un bel augurio di buon lavoro. Se tu fossi stato oggetto di citica circa la tua incoerenza sui condoni da te disprezzati ma furbascamente utilizzati, oppure sulle tue proposte circa libera diffusione delle opere dell'ingegno dopo che hai inserito il copyright sui tuoi prodotti, in una aula così ostile in cui il tuo intervento è disturbato dalla musica e i presenti ridono senza alcun rispetto, coma avresti reagito?
Anche io non condivito l'operato del multipresidente, e tantomeno la sua pessima battuta, però mi dispiace da tuo fan che tu ti faccia prendere dalla emotività nell'esporre certi eventi e in generale nell'imputare ad una unica persona i vari problemi che riguardano l'Italia.
Il multipresidente è stato assunto dagli italiani, in un certo qual modo ci rappresenta, avremo modo di impegnarci per non rinnovare il contratto, però ti invito con affetto a ritrovare il tuo senso critico e mettere da parte l'astio generale che si respira ogni volta che si parla di politica. Con affetto Mauro Mascia

Mauro Mascia 10.03.06 01:12| 
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15 febbraio 2006
Tempo scaduto
di Luca Ricolfi

Nei giorni scorsi due quotidiani legati alla famiglia Berlusconi, ossia «Il Giornale» e «Il Foglio», hanno riportato una curiosa notizia. Un «serio studioso» che lavora nella «severa Torino» ha pubblicato un nuovo libro sul «Contratto con gli italiani», ossia sulle famose cinque promesse che nel 2001 Berlusconi aveva fatto nel salotto di Bruno Vespa. Dal libro salterebbe fuori che ne ha mantenute 4 su 5, ossia tutte tranne quella sulla riduzione dei delitti. Risultato importante, dal momento che Berlusconi stesso aveva fatto anche una «sesta promessa», quella di non ricandidarsi alle successive elezioni politiche (quelle di oggi, 2006) nel caso non gli fosse riuscito di mantenerne almeno 4 su 5. Se ne deduce che Berlusconi può riprovarci.

C'è solo da aggiungere qualche particolare. L’autore di quello studio sono io, e nel libro - uscito venerdì presso il Mulino con il titolo Tempo scaduto - c’è scritto esattamente il contrario: le promesse certamente mantenute sono una sola (quella sulle pensioni), le altre quattro con ogni probabilità non saranno mantenute, e comunque almeno due promesse - quella di un'aliquota fiscale massima del 33% e quella di una «forte riduzione» dei reati - non potranno in ogni caso dirsi mantenute entro la fine della legislatura. Dunque, se vuole almeno in questo onorare il contratto con gli italiani, Berlusconi dovrebbe rinunciare a presentarsi alle prossime elezioni politiche.

Ho deciso di raccontare questa piccola vicenda per due distinti motivi. Il primo è che in questi stessi giorni si sta discutendo di quel che fino a poche ore fa doveva essere il secondo contratto con gli italiani, e che ora - per accontentare gli alleati - si avvia ad essere chiamato con un altro nome («programma in dieci punti», ad esempio).

Lo scheletro di tale contratto o programma è stato ricostruito qualche giorno fa da «La Stampa» mettendo in fila otto obiettivi emersi nelle dichiarazioni più recenti del premier. Ne è venuto fuori un elenco di promesse mirabolanti ma, considerate tutte insieme, assolutamente insostenibili sotto il profilo economico. Ad esempio: pensioni minime a 800 euro al mese (costo 5 miliardi all’anno), aliquote fiscali al 33% e 23% (costo 12 miliardi all’anno), abolizione dell’Irap (costo 33 miliardi all'anno), completamento dell'80% delle grandi opere (costo almeno 30 miliardi all’anno, dopo l’ultima revisione prezzi). In breve: occorrerebbe trovare risorse per circa 80 miliardi all’anno, cui vanno aggiunti almeno 10 miliardi di correzione dei conti pubblici nel 2006-2007 (stima prudente). Io trovo strano che nessuno, salvo Eugenio Scalfari domenica su «Repubblica», abbia sottolineato con forza la natura economicamente eversiva di un simile programma. E ancora più strano che, con tutte le occasioni offerte dall’ubiquità del premier, nessun giornalista o conduttore lo incalzi mai davvero sulla vera questione: che cosa lo induce a ripresentarsi alle elezioni pur non avendo rispettato il contratto con gli italiani ?

Ma c’è anche un secondo motivo per cui ho voluto raccontare questa storia. Quel che ho tentato di fare in Tempo scaduto, è di usare nel modo migliore l’opportunità che Berlusconi stesso ci aveva dato cinque anni fa, quella di poter controllare in modo obiettivo se un politico mantiene gli impegni oppure no. L’ho fatto nel modo più onesto possibile, riconoscendo anche molti meriti di questo governo, e mostrando che Berlusconi ha fatto molto di più di quanto gli italiani siano disposti a riconoscergli: più o meno il 60% di quel che aveva promesso, a fronte di un elettorato che è disposto a riconoscergli sì e no il 30%. Mi sarebbe piaciuto che, esatte o sbagliate che siano le mie valutazioni, se ne potesse discutere in modo civile e maturo, senza deformazioni, falsificazioni, faziosità. Per ripartire almeno da una ricostruzione condivisa di quel che è successo, visto che conoscere è il presupposto minimo per decidere. A quanto pare non è possibile.

Con il contratto con gli italiani Berlusconi aveva anche indicato un metodo, e al tempo stesso un principio morale: prendere impegni chiari, e dimettersi se non li si rispetta. Ora quel sogno di rinnovamento della politica sembra svanire definitivamente. Tutto fa pensare che il 9 aprile noi poveri elettori - se troveremo la forza di votare questi schieramenti - avremo di fronte solo due alternative. A destra un nuovo contratto con gli italiani, ossia un programma di pochi punti che fa promesse chiare ma irrealizzabili (o realizzabili solo con costi sociali immensi). A sinistra un lunghissimo e illeggibile libro dei buoni propositi, che fa promesse così vaghe che nessun essere razionale sarà mai in grado di stabilire se sono state rispettate oppure no. Auguri a tutti.

http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=25&ID_articolo=462&tp=C

10 febbraio 2006
IN «TEMPO SCADUTO» DI LUCA RICOLFI UN’ANALISI SENZA PREGIUDIZI DEI SUCCESSI E DEGLI OBIETTIVI MANCATI DAL GOVERNO BERLUSCONI. CON QUALCHE SORPRESA
Cavaliere, mi consenta
Il «Contratto» cinque anni dopo
di Giuseppe Berta

Nell'introduzione al suo nuovo libro (Tempo scaduto. Il «Contratto con gli italiani» alla prova dei fatti, Il Mulino, pagg. 144, e10), dedicato all’asso vincente della campagna elettorale di Silvio Berlusconi nel 2001, Luca Ricolfi ammonisce i lettori che hanno tra le mani un libro da cui facilmente verranno delusi. Non piacerà, scrive l'autore, né ai sostenitori del centrodestra né a quelli del centrosinistra e forse, in fondo, procurerà qualche amarezza anche a coloro che non sono schierati perché mantengono un’idea più alta della politica, che non vedono rispecchiata nel confronto in atto fra i due poli. Ma soprattutto non si cada nell’errore di prospettiva di saltare subito alle conclusioni di Tempo scaduto, per stabilire se, al termine di una meticolosissima disamina dello stato di effettiva attuazione del «Contratto» lanciato da Berlusconi nella trasmissione di Bruno Vespa di cinque anni fa, Ricolfi riconosca il buon diritto del Cavaliere di ricandidarsi alla guida del Paese anche nelle politiche del prossimo aprile.

In quell’epica serata televisiva a Porta a porta, Berlusconi aveva affermato che si sarebbe ricandidato soltanto se alla fine della sua esperienza di governo avesse realizzato almeno quattro su cinque dei punti del suo Contratto. Per Ricolfi i conti non tornano: dopo aver passato in rassegna le questioni fondamentali del programma di Berlusconi (la riduzione delle tasse, il contenimento dei reati, l’aumento delle pensioni minime, l’incremento dei posti di lavoro, la realizzazione delle grandi opere), sostiene che il grado di realizzazione effettiva non va al di là del 60 per cento. Dunque, se Berlusconi tenesse fede alle sue promesse, non dovrebbe riproporre la propria candidatura, avendo mancato l'obiettivo.

Ecco, forse Ricolfi avrebbe potuto suggerire ai lettori antiberlusconiani di Tempo scaduto di fermarsi qui, accontentandosi di questa verifica d'insufficienza. Ma il fatto è che Ricolfi arriva alla conclusione dopo aver sottoposto al setaccio uno per uno, sulla base di tutta l’evidenza empirica disponibile, i punti del Contratto e il suo risulta un bilancio tutt’altro che univocamente negativo. Anzi, arriva a riconoscere al governo in carica di aver colto il bersaglio almeno su due aspetti importanti come quelli della creazione di nuovi posti di lavoro e dell’elevamento delle pensioni minime alla cifra di 516 euro mensili, quel milione che Berlusconi aveva enfaticamente promesso al salotto di Vespa. Per il resto, invece, il rendiconto finale stilato da Ricolfi è assai meno positivo: la pressione fiscale non è stata affatto ridotta di un’entità significativa (il calo dell'Irpef è stato in gran parte controbilanciato dall'incremento di altre forme di tassazione); i reati non sono diminuiti e la valutazione finale dello stato delle grandi opere infrastrutturali è quantomeno controversa.

Resta tuttavia vero che, secondo i numeri elaborati da Ricolfi, almeno due delle promesse del Cavaliere non devono essere considerate mancate: le pensioni minime, giacché di esse soltanto si trattava, sono state aumentate e gli occupati sono cresciuti. Per giunta, i nuovi posti di lavoro non sono precari, temporanei e flessibili, come sostengono i detrattori della politica sociale del governo: sono posti di lavoro di quelli che si dicono veri, poiché il tasso di precarietà si è contratto rispetto al periodo in cui al governo c'era il centrosinistra. Da questo punto di vista, Ricolfi sostiene che il «pacchetto Treu» ha creato senza dubbio più precari della discussa «Legge Biagi», che s'è attirata tanti strali dal sindacato.

Ma proprio qui incominciano i problemi. Perché non è soltanto la sinistra a non riconoscere la validità della politica sociale di Berlusconi: le rilevazioni di Ricolfi non trovano riscontro nel senso comune, non solo diffuso fra la popolazione, ma fra gli operatori e i commentatori economici, in Italia come all'estero. Ben pochi, forse anche fra gli elettori del centrodestra, sono disposti ad ammettere che oggi vi sia meno precarietà nelle relazioni di lavoro e che la condizione dei pensionati poveri sia migliorata. Anche per questa ragione, probabilmente, del Contratto con gli italiani si parla poco: nelle file dell'opposizione perché lo si considera una mera mossa elettorale, ma anche presso gli ambienti di governo, che non si mostrano troppo sicuri di poter difendere con vigore il loro operato di questi cinque anni.

Peccato, commenta Ricolfi, che alcuni meriti sembra propenso a riconoscerli al Contratto di Berlusconi. In fondo, aveva posto dei criteri di giudizio dinanzi all’azione di governo. Aveva invitato, pur in maniera disinvoltamente propagandistica, a misurare il grado di efficacia delle scelte dell'esecutivo. Una lezione che, non soltanto secondo Ricolfi, sarebbe bene non dimenticare.

Eppure, resta il dilemma del motivo per cui, ottima arma nelle Politiche del 2001, il Contratto non ricompaia più nell’imminenza della nuova tornata elettorale.

Forse la causa deve essere cercata nella stessa disaffezione che si manifesta di fronte alle questioni dell’occupazione e delle pensioni. Quegli obiettivi avevano il loro significato se correlati alla promessa più grande di cui s’era fatto portatore Berlusconi, quello della crescita economica. I posti di lavoro e le pensioni non vennero colti come finalità di per sé, ma come il prodotto naturale di un’impennata nello sviluppo economico che non si è poi avuta. Berlusconi aveva evocato davanti agli occhi degli italiani un rilancio del miracolo italiano, una visione di ricchezza che si sarebbe poi sostanziata in redditi più elevati, in imposte più lievi, in un accesso più facile al lavoro. Il punto cruciale del suo Contratto era quello non enunciato, ma che sorreggeva tutto il programma: il ritorno a un velocità di crescita dell’economia che disancorasse l’Italia dalle secche recenti e tornasse a far volare il Paese.

Invece, la realtà amara è stata quella di un sistema bloccato, fermo alla crescita zero, più incerto quanto alle prospettive future, inchiodato al palo da una serie di disfunzioni strutturali. Che vale la promessa di grandi opere come il Ponte sullo stretto di Messina o il Corridoio ferroviario che, nelle parole del nostro premier, dovrebbe correre fra una ventina d’anni «dall’Atlantico al Pacifico», quando la quotidianità degli italiani è compromessa da treni che non partono e non arrivano e da aerei che non decollano?

È probabile che, nel 2001, la forza di Berlusconi e l’efficacia del suo Contratto non siano scaturite tanto dal presentare degli obiettivi specifici e circoscritti anche sotto il profilo quantitativo, ma dall’essere riuscito a evocare presso gli elettori un’immagine accattivante dell'Italia e del suo futuro possibile. Rivisitati oggi, infatti, i punti del Contratto, realizzati in tutto, in parte o per nulla, sembrano farsi evanescenti e suonano poco persuasivi. Quando diviene gioco di massa e agita le grandi competizioni elettorali, la politica - come ricorda una linea di pensiero che si snoda da Walter Bagehot a Graham Wallas fino a Joseph Schumpeter - fa leva in primo luogo sugli istinti e gli impulsi degli uomini, su componenti della natura umana che non sono incapsulabili in un nucleo razionale. Per avere successo la politica ha bisogno, più che di programmi, di capacità di visione e poi, per governare, di interventi in grado di accompagnare, passo dopo passo, l’evoluzione dell’economia e della società.

http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=53&ID_articolo=47&ID_sezione=78&sezione=

03/03/2006
Luca Ricolfi e l' "antipatia" della sinistra, ovvero: il medico pietoso rende la ferita infetta
Il saggio che Luca Ricolfi ha dedicato al "complesso dei migliori" che affligge la sinistra italiana mi è capitato tra le mani quasi per caso, ma quando l'ho letto l'ho trovato così interessante da comprare - stavolta in modo del tutto intenzionale - anche Tempo scaduto, l'analisi che Ricolfi dedica, puntigliosamente e senza animosità, al "contratto con gli italiani" proposto da Berlusconi nel 2001. Ma ora è di Perché siamo antipatici che vorrei scrivere. Innanzitutto qual è l'interesse dello studio di Ricolfi e, soprattutto, a chi si rivolge? Evidentemente parla soprattutto a elettori e simpatizzanti dei partiti di sinistra, che aiuta - con i soli mezzi del ragionamento pacato e intelligenti - a uscire, durante tutta la lettura del libro, da un habitus mentale che rischia di diventare sclerotico e a compiere una rotazione di prospettiva cercando di mostrare loro la propria parte politica con gli occhi di chi vota a destra e, soprattutto, di chi non vota, è indeciso o indifferente. Questo mutamento di prospettiva - questo uscire dalla propria pelle - è davvero benefico, e si vedrà perché. Poi è un testo assolutamente chiaro, logico, razionale: Ricolfi non si abbandona a isterismi, non pronuncia anatemi, ma analizza e descrive con rigore quello che vede - e se commette degli errori, lo fa con onestà e non con il desiderio di raggirare. Si tratta, infatti, di un libro sincero che cerca di dire una verità, anche se questa può risultare sgradevole, non curandosi del fatto che sia più o meno "opportuno" farlo (in particolare in questo momento): in questo senso è un saggio del tutto "impolitico", se per "politica" intendiamo il servire opportunisticamente la propria parte qualunque cosa essa dica o faccia, anche a costo di nascondere o mascherare la realtà. Ricolfi, infine, non si limita a sezionare certi atteggiamenti della sinistra ma, per riprendere la metafora del "medico" che sorregge implicitamente il suo discorso, propone anche una cura (utopica?), fornendo suggerimenti e passi concreti da compiere. Certo, occorrerebbe che la sinistra si facesse carico di essere altrettanto onesta.

Ricolfi parte dall'osservazione che, in Italia, i due elettorati (di centrosinistra e di centrodestra) sono sostanzialmente monolitici: due vasi non comunicanti, collegati tra loro da un magro numero di indecisi. L'avversione nei confronti del centrodestra è in gran parte provocato dalla presenza e dalla figura di Berlusconi, eppure - constata Ricolfi - esiste, negli indecisi e negli elettori del centrodestra, un'avversione per il centrosinistra. Da che cosa deriva? L'autore del saggio individua, sostanzialmente, quattro malattie che affligono la sinistra nel suo complesso. Alcune di queste si ricollegano al linguaggio usato dai politici - ahimè soprattutto a sinistra.

La prima malattia è quella che Ricolfi definisce degli schemi secondari, che servono a ridurre la dissonanza cognitiva quando si scopre che la realtà smentisce la teoria: in questo caso la realtà viene "reinterpretata" e forzata per adeguarsi a questa teoria. E' una malattia diffusa soprattutto nella sinistra di matrice (o con un passato) marxista. (A me, per esempio, vengono in mente i mille distinguo che certi politici compiono quando si tratta di parlare di Castro. Anziché dire che un dittatore è un dittatore e basta, si lanciano in sofisticherie che degenerano nel grottesco). Questa "malattia" si manifesta anche nell'abuso del primato della cornice, per cui un provvedimento ha un valore (per lo più negativo) se preso dagli avversari politici e ne ha un altro (per lo più positivo) se preso dalla sinistra, perché il "contesto" sarebbe diverso. (A me viene in mente l'esempio recente della bagarre sorta intorno a Umberto Veronesi che avrebbe commesso il delitto capitale di elogiare gli stanziamenti messi a disposizione da Storace per la ricerca: apriti cielo! Allo stesso modo, io non ho difficoltà a riconoscere al centrodestra il merito di avere abolito la leva obbligatoria, che era una costrizione che faceva rabbrividire il libertario che c'è in me).

La seconda malattia è la paura delle parole, a cui corrisponde la creazione di un "linguaggio imbelle, che arretra di fronte alla pietrosità delle cose". Alcuni personaggi se ne sono discostati in passato (Ricolfi cita, come massimo esempio, Sandro Pertini), ma non il grosso della sinistra, i cui moduli comunicativi risalgono a un'epoca precedente: "ritualità, compunzione, linguaggio codificato". Ecco, la terza malattia - che si ricollega alla seconda - è proprio l'abuso del linguaggio codificato che "manda in esilio le cose e le sostituisce con forumule astratte e parole vaghe". (Un esempio, di pochi giorni fa, è stato l'intervento di Livia Turco alla trasmissione di Ferrara dedicata al "tradimento" di Lanfranco Turci, passato alla Rosa nel Pugno: Turco ha diffuso molto fumo e ben poco arrosto. Un altro esempio - portato da Ricolfi - è la sfilata di nomi che negli ultimi dieci anni si è dato il centrosinistra, fino ad arrivare al più vago e vacuo di tutti: "Unione"). Il linguaggio codificato ha, secondo Ricolfi, la funzione da un lato di frenare la comunicazione all'esterno e, al contempo, ribadire la coesione interna del gruppo. Ma che senso ha un procedimento di questo tipo quando bisogna conquistare elettori indecisi?

E' evidente che la "seconda" e la "terza" malattia sono sintomi di un'incapacità di parlare chiaro, di fare intendere esattamente che cosa si vuole fare. Di dire sì quando c'è da dire sì, e no quando c'è da dire no. E non "forse" per accontentare entrambi e finire per scontentare tutti. (Il "compromesso" sulle unioni civili - con le sette righe di programma - è un capolavoro di ambiguità e di incapacità di dire una parola chiara al riguardo). Scrive Ricolfi: "Le cose che la destra promette sono perfettamente intelligibili, e osno tali perché sono cose e non formule. Per capirle non ci vuole l'interprete". Magari non sono condivisibili, però - sottolinea Ricolfi - un atteggiamento del genere crea anche i propri anticorpi: Berlusconi che promette cose come "meno tasse", "più sicurezza e meno reati", "innalzamento delle pensioni minimi" etc. si mette da solo il cappio al collo, perché poi qualcuno, se vuole prendersi la briga di farlo, può andare a verificare il mantenimento di quelle promesse (come, appunto, ha fatto Ricolfi). Io m'immaginavo l'elettore indeciso che, guardando Livia Turco, la sente partire per un volo pindarico citando Habermas per non rispondere alla banale domanda di Capezzone: "Quando sarete nel partito democratico, sui pacs, voterete come Fassino o come Rutelli? Dovete dirlo prima e non dopo, agli elettori". A me, ingenuamente, era parsa una domanda abbastanza semplice.

La quarta malattia, infine - e forse la più grave -, non ha a che fare con il linguaggio della sinistra, ma con il suo modo di leggere il mondo e vedere se stessa. La sinistra, in genere - scrive Ricolfi -, è afflitta da un senso di superiorità etica, che le fa guardare o con disprezzo o con condiscendenza l'elettore di destra. Il disprezzo è riservato all'elettore motivato, l'atteggiamento pedagogico (un misto di supponenza e snobismo) all'elettore - un po' stupidotto - che ha subìto il fascino delle promesse del centrodestra. Da questa superiorità morale le deriva l'idea di una missione e di un ruolo salvifico, collegati a un racconto - quasi mitologico - di una "parte sana" del paese contrapposta a una "parte infetta", una specie di "scontro delle civiltà" tra due Italie. Sembra, dice Ricolfi, che anche l'elettore di centrosinistra non riesca a credere che qualcuno abbia votato a destra in perfetta buona fede e onestà. Gli altruisti e i generosi sono tutti di qua, i pescecani e gli approfittatori tutti di là. Il centrosinistra ha insistito a rivolgersi alla "parte migliore" del paese - invece di rivolgersi a tutti, come fa il centrodestra (che disprezza e dileggia sì, ma solo la classe politica del centrosinistra). Ma il mito della superiorità morale della sinistra è proprio questo: un mito. Le vicende dell'Unipol lo hanno dimostrato, così come gli argomenti di Fassino ("ti diamo una poltrona", in sostanza) per trattenere Turci nei Ds.

Ricolfi si chiede infine se queste malattie colpiscano solo la sinistra. La risposta è negativa: se è vero che l'abuso degli schemi secondari colpisce quasi solo chi ha "il marxismo nel Dna", la paura delle parole colpisce anche i moderati di centro e i partiti più istituzionali (Ds, Margherita, Udc tendono alla compunzione totale). L'inclinazione a usare un linguaggio codificato, con formule vuote, colpisce soprattutto gli eredi delle tre grandi ideologie nazionali: cattolicesimo, comunismo e fascismo. A seconda delle varie combinazioni, Ricolfi individua quattro stili politici e propone un'utopia del quinto stile (che ancora non c'è), in cui alla chiarezza del linguaggio e al rispetto per tutti gli elettori si aggiungano anche l'understatement morale, che è la sobrietà che tiene a freno il moralismo (una caratteristica che manca a Berlusconi quando si paragona a Cristo, per esempio), e l'amore per la verità (altra dote di cui difetta l'attuale presidente del consiglio), con cui si rispettano i fatti e si rinuncia a nasconderli e a manipolarli per massimizzare il consenso. Con questo quinto stile si potrebbe superare questa antipatia suscitata dalla sinistra. Infatti, scrive Ricolfi: "Sono le sue malattie che rendono antipatica la sinistra. Perché tutte e quattro offendono il comune sentire delle persone e veicolano lo stesso genere di messaggio: tu non puoi capire (schemi secondari), tu non devi parlare come vuoi (politicamente corretto), io sì che la so lunga (linguaggio codificato), noi parliamo alla parte migliore del paese (supponenza morale)."

http://cadavrexquis.typepad.com/cadavrexquis/2006/03/luca_ricolfi_e_.html

Rik Riker 09.03.06 23:07| 
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Questa sera 9/3/06 a "Porta a Porta " RAI 1
ci sarà l'On.le Di Pietro - ITALIA DEI VALORI. Diffondete al massimo la notizia anche a mezzo telefono. Grazie.
Alex.

ALEX BRUSINI 09.03.06 22:36| 
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* IL CONTRATTO DI RICOLFI*

In "Dossier Italia", uscito un anno fa, Luca Ricolfi delineava, in un ghiotto ancorché breve paragrafo, lo stato di avanzamento dei lavori del famoso contratto siglato con gli italiani da Silvio Berlusconi. Si trattava, per la verità, di un bilancio parziale e provvisorio perché i dati coprivano solo poco più della metà della legislatura in corso. A quella data, il bicchiere poteva ancora essere considerato mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dei punti di vista ovvero delle preferenze politiche. Ma oggi che il tempo è scaduto che cosa ci dicono gli ultimi dati? Il contratto prevedeva di centrare almeno quattro dei cinque obiettivi: diminuzione delle tasse, riduzione dei reati, innalzamento delle pensioni minime, un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, apertura dei cantieri per il 40% degli investimenti del piano delle grandi opere. Con un lavoro paziente, accurato, aggiornato all'ultimo minuto, in questo nuovo volume Ricolfi esamina i singoli punti sullo sfondo delle vicende italiane degli ultimi cinque anni: un bilancio di fine legislatura senza sconti e senza facili demagogie.

*****************

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
IL FOGLIO, 16 febbraio 2006
http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/ricolfi.html

fidel castro 09.03.06 17:51| 
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LA CHIUSURA DEGLI SPAZI POLITICI E IL LAVORO DI UN CLOWN
In Italia, sembra che vi sia in corso una chiusura degli spazi politici, ma tuttavia non sono quelli che Berlusconi vuole fare passare nella la mente della gente, attraverso le sue sceneggiate televisive. Egli per ottenere l’effetto desiderato, tenta di prendere “due piccioni con una fava” si fa passare come fosse una vittima di una situazione, denigrando Prodi che in questo caso è l’unico che ne farebbe le spese per la probabile perdita di un po’ di consensi elettorali.

Il piano è semplice, Berlusconi è partito col manifestare anticomunismo posizione che ancora utilizza a suo piacimento come maschera per il suo gioco di mera mania di grandezza. Difatti, egli con la dovuta prudenza, facilita una certa chiusura degli spazi politici con conseguente carattere restrittivo ed escludente del gioco politico, dando nel contempo l’impressione al popolo che è tutta colpa del centrosinistra ma non è così.

La restrizione della partecipazione politica di una parte degli aventi diritto, poi si discute e si patteggia secondo il più personale tornaconto da Presidente del Consiglio e industriale al tempo stesso, da diversi settori del potere del nostro Paese.

Uno dei riscontri oggettivi della suddetta mania di grandezza di Berlusconi, è quello che lo stesso potere costituisce in sé una delle prove più schiaccianti di devastante immoralità, con strette relazioni di confronto e di tacito assenso dei reati, che ci sono fra potere legittimo e potere illegittimo, ( vedi ultimi fasi di stallo su vicenda Signora Giovanna Nigris nel sito: http://www.mobbing-sisu.com ) tra potere economico e potere politico e che più si prestano a fare continuare le restrizioni legali più di comodo.

La crescente repressione statale dispiegata persino contro gli oppositori della maggioranza del Parlamento, costituisce anche terreno fecondo e duraturo per la eventuale successiva CONTINUA SOTTO APPENA E’ POSSIBILE..(2)

Giacomo Montana 09.03.06 17:38| 
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CONTINUAZIONE:

..(2)…chiusura delle opzioni politiche e il probabile completamento di un regime dittatoriale in Italia. Berlusconi con tutte queste sceneggiate alquanto eloquenti mi ha dimostrato possedere delle indiscusse qualità che possono fare ricordare persino quelle di un clown.

Ricordo ai lettori che nel primo 1600 un comico italiano di nome Tabarrino di Val Burlesca dette inizio ad un gruppo storico di pagliacci che si trovava a Parigi. Molti seguirono il suo esempio che era molto per lo scherzo, il raggiro e la beffa.

Dopo la seconda metà del 1700 comparvero nella storia del circo due clown italiani Antonio Franconi e Joseph Grimaldi. Franconi. Ai Franconi, portatori nello spettacolo circense di tutte le specialità artistiche, si deve il termine Circo, che fu adottato per la prima volta nel 1807 (Circo Olimpico), riadattando di sana pianta un’antica parola romana usata per le arene.

Il clown, termine che dall’inglese potrebbe essere tradotto come sempliciotto, campagnolo, sprovveduto o quanto altro del genere, apparve agli inizi del 1800 e il suo creatore fu Joseph Grimaldi, il quale nacque in Inghilterra ma tuttavia figlio di Arlecchino italiano di Genova.
Il clown impara a tacere e a perfezionarsi da acrobata maldestro e iniziano le varie forme che prenderanno nomi diversi: Il Bianco, il Clown Nero, il Clown Politico, l’Augusto,etc.

Tra i personaggi vi era il capo, l’intelligente (finto), il “so tutto io”, il superbo, il brillante, lo spaccone ma maldestro a suo modo; ecc. ma che da lo spunto alla battuta per poter infierire e poter far ridere il pubblico. Ho letto tempo fa sulla stampa che Berlusconi qualche volta si sarebbe esibito davanti pubblico come cantante. Probabilmente se provasse ad esibirsi anche come clown ho l’impressione che avrebbe neppure bisogno di altre esercitazioni. In tal caso lo vedrei volentieri e pagherei anche il biglietto, perché sarebbe spontaneità e non ambiguità e finzione politica. Giacomo Montana


Giacomo Montana 09.03.06 17:37| 
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Mi è stato chiesto di riflettere sull'indipendenza di Grillo e i tagli di censura a senso unico praticati in questo blog…

Non mi pare che ci sia nulla nelle miei interventi precedenti che giustifichi comportamenti, veri o presunti, di Grillo o di chiunque.
A Maurizio dissi che " Metto in conto che Grillo e/o il suo staff facciano uso strumentale del blog: infatti lo utilizzo come stimolante per andare a informarmi, poi, altrove e non come scrigno delle verità."
Il buon senso mi dice che ci sono problemi REALI e Grillo li evidenzia a ragion veduta (anche se non sono sempre d'accordo con lui), ma non è l'unico in grado di farlo.
Soprattutto, il buon senso mi dice che Grillo non deve essere messo su di un piedestallo e adorato come un dio: questo fatto lo vedo sì come un errore, anzi, come un pericolo.

Riguardo ai post 'spariti' (quelli che vedevano Hugo e me protagonisti) spero che fossero considerati off-topic…
In effetti, la cosa è strana, perchè se OT erano i nostri commenti anche la metà degli altri dovrebbe essere cassata.
Tra l'altro non mi pareva di aver mosso critiche a Grillo.
Di sicuro, la regolamentazione dei commenti dovrebbe essere attuata, senza deroghe, secondo le regole prestabilite e non in base ai 'mal di pancia' di qualcuno.

Intervengo a volte sul blog di Francesco Nardi che sostiene di essere stato, a sua volta, vittima della censura di Grillo; non ho potuto constatare personalmente la cosa, perchè sono arrivato 'tardi', ma non intendo nemmeno mettere in dubbio le sue parole per partito preso (mai lo faccio!).
Nardi mi sembra una persona valida e abbiamo discusso, sul suo blog, anche quando ho messo in forse un suo punto di vista proprio su Grillo. E non mi ha censurato.

Qualsiasi forma di censura per 'reati' di opinione (che non siano apologia di violenza e discriminazione) è da considerare come sintomo di NON-Democrazia.
La Democrazia può solo andare nella direzione della estensione dei diritti non in quella della loro negazione.

Un saluto

Marco Zamparini 09.03.06 10:37| 
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dal sito di www.trenitalia.it basta cliccare sulle tratte napoli-roma o torino-milano per vedere la grande utilità dell'alta velocità, riporto alcuni dati che chiunque può andare a verificare:

napoli-roma:
alta velocità durata 1h 35m prezzo 25.00€
eurostar 1h 46m 22.21€
intercity/plus 1h 54m 17.53€

torino-milano:
alta velocità 1h 27m 15.00€
eurostar 1h 35m 15.00€
intercity 1h 42m 14.57€

l'alta velocità vi fa risparmiare ben 8-9 minuti su più di un'ora e mezza di viaggio!!!
per un simile vantaggio varrà pure la pena di forare monti, ma anche di abbatterli, è la modernità.
l'alta velocità sta rivoluzionando il trasporto su binario, migliaia di italiani con 8-9 minuti in più in tasca durante i quali potranno fare le più svariate attività, palestra, cinema, uscire con gli amici....

nel frattempo in sicilia da catania a palermo (180km) ci vogliono 3h 35m e per catania trapani (circa 200km) ci vogliono 6.40 - 8.00 ore!! presto riattiveranno le carrozze coi cavalli e i treni a carbone (occhio agli indiani!) ma ad alta velocità.

luca cola 09.03.06 10:11| 
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Buongiorno a tutti.

Stasera al mio paesello....si svolgr un incontro del comitato dell'ulivo.

Bene siccome l'altra settimana una fabbrica di alta moda dopo un anno di contratto di solidarietà ha deciso di chiudere lasciando a casa 100 persone.

Ermesto a deciso di combattere la sua piccola battaglia.

Oltre che a denunciare su questo blog ( vedi Post di vennerdi sera)il fatto:

Una grande azzienda di alta moda produce in Croazia,importa il prodotto in italia con il cartellino made in croazia, in Italia si cambia il cartellino e si manda ai negozi con il crtellino made in Italy.

Ora delle due una:

O siamo di fronte a una truffa?

O siamo di fronte ad un vuoto normativo che mette in condizioni il tessile Italiano di non poter competere ad armi pari con la conseguente perdita di migliaia di posti in tutta Italia?

- La prima è evidente i consumatori hanno il diritto di sapere quando comprano un prodotto dove viene fatto?
Inoltre sull'alta moda il valore aggiunto si chiama anche made in Italy o no?

- La seconda è un fiasco politico, nel senso che uomini politici che dovrebbero guidare i cambiamenti della società, non sono stati abbastanza illuminati da vederli?

E qui amici cari c'è ne per tutti DS è SN senno si fa solo retorica.

Siccome alla prima di questo comitato alla denuncia di questa situazione da parte di alcuni lavoratori della fabbrica, i ns rappresentanti fcevano orecchi da mercante?

Ernesto gli ha dato una mano... come oltre che sul blog la cosa lo mandata anche al giornale locale, nell'edizione di domenica è stata pubblicata in forma più coretta ( annno chiesto dettagli al sindacato secondo me)ma pubblicata....

Bene stasera siamo al secondo RAUD...

Vediamo se il vecchio Ernesto, riesce a ricordare i suoi anni di militanza politica.. sono un po arrugginito... ma riesco sempre a ruggire quando c'è ne bisogno...ORA mi sembra uno di quei casi.

Anche questo è un modo per esercitare la politica dal basso o no?

ernesto scontento 09.03.06 09:49| 
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Paolo, perchè 'urli'?

Generalmente non leggo chi scrive tutto maiuscolo: in questo caso ho fatto un'eccezione…
Non credo di essere d'accordo su come intendi alcuni temi (mi pare, almeno…) ma ci sono spunti interessanti su cui discutere.

Per cortesia, parla più piano e vieni più vicino… ;-)

Un saluto

@ Marco Zamparini 09.03.06 09:06
*******************
Buongiorno Marco

Devo dire che dal tuo stile si vede che ai una vena artistica che ti scorre dentro.....

Saluti Ernesto

ernesto scontento 09.03.06 09:16| 
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NOI CI LAMENTIAMO TANTO DELLA POLITICA ITALIANA, CI LAMENTIAMO DEI NOSTRI POLITICI, MA IN REALTA'L'UNICA COSA DI CUI CI DOVREMMO LAMENTARE E DI COME VIVIAMO NOI IN ITALIA.
SI PARLA DA PARTE DELLA SINISTRA DI REGIME, DI DITTATURA....HAHAAAHHHA...
MA COME...POSSIAMO ZOZZARE I VAGONE DELLA METRO E NESSUNO TI DICE NULLA...POSSIAMO GETTARE LA SIGARETTA IN TERRA DAVANTI AL CENTRO COMMERCIALE E NESSUNO TI DICE NULLA...ABBIAMO LA MAGGIOR PERCENTUALE DI INFRAZIONI STRADALI DA PARTE DI MOTOCICLISTI E NESSUNO TI DICE NULLA...
E POI LA PATENTE A PUNTI NO PERCHE'E'UNA COSA DI REGIME...IO VI MANDEREI A CUBA O ALTRI POSTI DICIAMO DALLA FINE DELLA GUERRA FINO ALL'89.
VIVIAMO NEL COMPLETO APPROSSIMATIVISMO E NESSUNO TI DICE NULLA....
LA TAV NO, IL NUCLEARE NO, QUELLO NO E PURE QUELLO NO....
LE CENTRALI EOLICHE LASCIAMOLE GESTIRE AI PAESI NORD EUROPEI E NEL FRATTEMPO ACQUISTIAMO ENERGIA DALL ESTERO...
DIMINUIAMO LE TASSE SUI LAVORATORI DIPENDENTI E SU PENZIONATI, OTTIMO E QUELLO CHE DOVEVAMO PRENDERE LI'LO PRENDIAMO DALLE IMPRESE CHE GUARDA CASO O CHIUDONO O AUMENTANO IN MODO VERTIGINOSO IL PREZZO DI PRODUZIONE E VENDITA E GUARDA CASO POI IL CITTADINO SI LAMENTA....
UHH...LE PICCOLE AZIENDE NON ASSUMONO PIU'GIOVANI...MA COME MAI CARO COMPAGNUCCIO DILIBERTO?????????
PAGARE DELLE TASSE CHE POI SERVIRANNO A SVILUPPARE L'EDILIZIA POPOLARE PER GLI IMMIGRATI, QUANDO AL GIORNO D'OGGI NON CI STA'UN ALLOGGIO NEANCHE PER UNA SIGNORA ANZIANA ITALIANA.....
QUA'NN SI TRATTA DI SPIRITO DI DX O DI SX QUI SI PARLA DI ITALIAAAAA......
A CHI DEVO PENSARE PRIMA AL GIOVANE ITALIANO CHE CERCA LAVORO O A ABU MASSAN?
CHI MERITA LA CASA PRIMA? LA SIGNORA PINA O LA SIGNORA KARABA MALAR?
E LE GRADUATORIE PER ASILO E SCUOLE MATERNE CHI VA'TUTELATO IL PICCOLO FRANCESCO O IL PICCOLO MARAB ABBIAS???
DATO CHE NON VOGLIO RITROVARMI A VOTARE ABBU NIDAL ALLE ELEZIONI DEL 2011 VOTO PER LA PARTE DI POLITICI CHE LA PENSA COME ME.

paolo amici 09.03.06 08:54| 
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Maurizio hai scritto: "perchè vedi di urlare sono capaci tutti ,mentre per ciò che riguarda concretizzare ,la cerchia si restringe notevolmente"

Penso che sia una sentenza buona nella sostanza: non solo parole ma fatti.

Il problema sorge quando penso a come dovrei mettere in pratica la cosa per avere risultati in…'tempi brevi'!
Infatti, il primo istinto che ho è prendere in mano un bel bastone nodoso e passare in rassegna da SINISTRA a DESTRA la quantità rilevante di teste di coccodrillo che costellano il panorama politico, e non solo. Ma così cadrei in contraddizione perchè sono metodi che non approvo…
Visto che non credo di possedere le conoscenze, l'intelligenza e il carisma sufficienti per catalizzare la spinta di uomini e donne di buona volontà, per il momento, non mi resta altro da fare che cercare di essere coerente in ogni momento della mia giornata, informarmi, aumentare la mia consapevolezza nelle scelte, individuare altri miei errori, essere giusto e onesto sempre.
Se all'improvviso la gran parte dei cittadini si preoccupasse di più degli effetti collaterali delle proprie singole azioni e non si comportasse solo per il beneficio del proprio 'orticello', avremmo immediatamente un risultato positivo e tangibile.
Bisogna adottare comportamenti meno impattanti sulla vita del prossimo e sull'ambiente; arrivare, ancor prima di fare il bene, a un comportamento 'neutro' per quanto possibile… Sarebbe già molto.
Una società del genere migliorerebbe automaticamente la caratura dei proprri legislatori e amministratori, e sarebbe nelle condizioni migliori per poter criticare, isolare e combattere le aberrazioni della società stessa.
(Purtroppo vedo spesso carte di caramelle gettate per la strada. Chi ha orecchie per intendere…)

Utopia? Forse. Io intanto sto lavorando in questo senso, e c'è ancora molto da fare.
Chi mi ama mi segua (Cribbio! Incomincio a credere di essere Gesù! Aiuto!) :-)

Saluti

Marco Zamparini 09.03.06 08:52| 
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UN NUOVO GIOCOLIERE DA CIRCO

Ieri sera in televisione, abbiamo ascoltato il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi. Ho notato che egli sovente improvvisa una certa carica di critica denigratoria sia nei confronti di Romano Prodi, sia in quelli di tutta l’Opposizione al Governo. Il metodo di Berlusconi è quello di pretendere a tutti costi che la gente si lasci incantare dalle sue teorie con enunciazioni di principio tanto forvianti quanto ingannevoli .

Un metodo vecchio quanto il cucco, per nascondere riscontri oggettivi ben più eloquenti di quanto si possa fare Berlusconi mostrando qualsiasi pezzo di carta. Quello che fa più male all’animo umano ed alla moralità e dignità dei cittadini, non è tanto il metodo o la forma ai quali getta l’ancora di salvezza per sé Berlusconi, quanto il volere considerare gli elettori italiani degli ingenui per non dire peggio.

Facendo ricorso a delle teorie, chiunque dei cittadini italiani compreso me, può essere capace di fare figurare tutto quello che vuole, persino che il più povero degli italiani è più ricco dello stesso Presidente del Consiglio. Quello che Egli tenta di fare è paradossale e comico. Ci sarebbe da ridere…se non ci fosse da piangere! Il metodo che è stato usato è semplice, si dice ciò che viene dato ma non quello che viene tolto ai lavoratori e pensionati.

Facciamo un esempio concreto ed elementare: se un lavoratore che prende mille euro di stipendio al mese (dicasi altrettanto per la pensione di un pensionato) ne deve pagare settecento per l’affitto della casa e in più deve sostenere le spese di trasporto per recarsi al lavoro, il pagamento della luce, del gas, dell’acqua, il telefono, l’imposta del pagamento dei rifiuti, il pagamento del canone televisivo e le spese di vestiario, ci può dire sua Eccellenza ONOREVOLE BERLUSCONI come può fare un lavoratore a provvedere per gli alimenti sia per sé che per la propria famiglia? CONTINUA QUI SOTTO NON APPENA E’ POSSIBILE….(2)…

Giacomo Montana 09.03.06 07:22| 
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CONTINUAZIONE:


…(2)…Tutto quello che si può fare credere come vero, con dimostrazioni apparenti come un miraggio del deserto, lo si può smontare semplicemente con delle dimostrazioni pratiche come ho appena fatto io. Io credo che a occhio e croce, noi cittadini siamo stati economicamente danneggiati almeno del sessanta per cento, rispetto a quando avevamo la Lira come moneta corrente e non era ancora nato l’Euro!

Perché Berlusconi ha paura di parlare del costo della vita e se ne guarda bene dal farlo? Su questo punto è lui che ha paura e non Prodi! Grazie di avere letto. Giacomo Montana

Giacomo Montana 09.03.06 07:21| 
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Ieri pomeriggio durante la conferenza stampa tenutasi presso l'Aula Magna dell'Ospedale di Niguarda-Milano, in occasione della festa della donna e per riconoscere l'impegno encomiabile svolto dal TELEFONO DONNA, ho conosciuto il Ministro Dott.ssa Moratti. In tale occasione ho consegnato al Ministro la grave vicenda scritta delle torture psico-fisiche subite sul posto di lavoro dalla signora Giovanna Nigris (v. sito:www.mobbing-sisu.com). Mi ha risposto che "non mi promette niente". Ho visto che è una gran brava persona ma deve avere dei potenti vincoli di potere decisionale. Giacomo Montana

Giacomo Montana 09.03.06 05:40| 
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VERITA’, GIUSTIZIA E DIRITTI UMANI NEGATI AD UNA DONNA IN ITALIA
(Il valore della coscienza degli italiani che si nascondono davanti alle proprie responsabilità)


Queste che vi sto per narrare, non sono solo parole, sono incomparabili vizi del crimine, episodi e viltà che mi sono stati fatti vivere come torture psicofisiche presso l’ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano presso il quale sono dipendente in qualità di assistente amministrativo. E’ l’altra faccia dell’Italia tra cuori di ghiaccio e crimini protetti. Questa non è una favola giornalistica, ma pura vita realmente vissuta come assistente amministrativo in un servizio di pubblica utilità a Milano.

Si vede come il valore e il rispetto per la vita viene pacificamente e crudelmente oltraggiato e con stillicidio distrutto giorno per giorno e anno per anno, paradossalmente proprio durante il servizio presso un luogo che come altri viene classificato di scienza e coscienza: l’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano.

Voglio rendere pubblica questa testimonianza per aiutare chi come me verosimilmente viene ucciso anch’egli lentamente, affinché qualcuno un giorno, faccia finire tanto orrore, tanta sofferenza, ovviamente spero in tempo, affinché anch’io possa salvarmi la vita. In questa testimonianza non vi è solo il danno alla persona prodotto dalle lesioni colpose gravissime, ma vi è pure l’evidenza dell’enorme danno di identità e soprattutto da parte mia emerge pure uno sforzo di affermazione della dignità umana.

Al di là dell’aspetto formale, il riconoscimento dei propri diritti, hanno per una donna vittima per quattordici anni del crimine e delle relative conseguenze, l’ardente desiderio di vedere ben comprendere pure le responsabilità dello Stato italiano e delle sue istituzioni che malgrado quest’ultime, siano sempre state informate dei fatti, si sono crogiolate nell’inerzia da un lato e nella più evidente protezione continua dei criminali…….. ..CONTINUA QUI SOTTO…(2)…

Giovanna Nigris 09.03.06 05:24| 
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CONTINUAZIONE:

(2)…che mi hanno danneggiata e distrutta con arroganza, cinismo, derisione e scherno.

Nel 1992 dopo avere finito il mio servizio, fui violentemente investita con tamponamento, mentre ero ferma al semaforo nella mia auto con le cinture allacciate. Dopo tre mesi di riposo e cure per il trauma cranico e traumatismo cervicale potei riprendere il mio lavoro. Al mio rientro fui chiamata subito dal mio Capo Ufficio (che era responsabile anche degli Istituti I.P.A.B. di Milano) e facendomi trovare una pistola appoggiata sulla scrivania mi disse che se io avessi parlato mi avrebbe fatto fare un volo giù dalla finestra. Dopo ciò mi intimò di tornare al mio lavoro.

Ricordo che ero talmente spaventata che non riuscii neppure a domandare a che cosa alludesse. Una volta rientrata a casa mia riflettei e mi recai da un medico curante e gli raccontai l’accaduto per farmi consigliare, ma anche lui non ci capì nulla. A questo punto mi consigliai con la mia amica che abitava al piano di sopra alla mia abitazione che, essendo moglie dell’Ispettore Capo e poi Vice Questore di Milano supponevo avrebbe potuto consigliarmi.

Anche qui riuscii solo a farmi incoraggiare, ma non si capì nulla di più. Dopo qualche tempo che sembrava tutto passato il mio Capo Ufficio fu arrestato a seguito di indagini effettuate dal tribunale (dal Pool di Mani Pulite). Subito dopo l’arresto del mio superiore fui trasferita d’urgenza a lavorare presso il servizio di accettazione del reparto di Anatomia e Istologia Patologica dello stesso Ospedale. A nulla valsero le mie proteste.. …CONTINUA SOTTO…(3)…

Giovanna Nigris 09.03.06 05:23| 
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CONTINUAZIONE:

(3)…e quelle della mia collega sul fatto che lavoravamo in ambiente contaminato e senza neppure i più elementari mezzi di protezione da contagio e infezione. Si ricevevano campioni di urine, escreati, liquidi ascitici etc. e spesso accadeva che durante la registrazione dell’accettazione dei campioni, alcuni non essendo stati chiusi bene,debordavano sui fogli che noi dovevamo registrare al computer.

Dopo avere lavorato tre anni circa in quelle schifose condizioni mi fu contagiata di tubercolosi. Pur avendo rispettato tutti i termini di legge ancora oggi, a seguito di feroci boicottaggi del diritto,mi viene negato il riconoscimento della causa di servizio e vengo derisa e schernita dai funzionari dirigenti della stessa Amministrazione dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano.

Infatti, dopo le lesioni colpose gravissime causatemi per mezzo dei seguenti ulteriori reati: omissioni di atti di ufficio, falso ideologico e violenza privata da mobbing, sono stata condannata a non beneficiare neppure dei benefici della causa di servizio che mi avrebbe permesso di curarmi a sufficienza dai numerosi postumi della tubercolosi e vengo abbandonata a me stessa così.

Dopo alcuni anni di vane attese e sospiri il processo penale per le lesioni colpose gravissime mi fu detto che i reati venivano prescritti e il processo non si celebrava più. Come è stato possibile se gli effetti dei reati sono stati pacificamente lasciati agire sino ad oggi? Tutto questo anche se contro lo stesso Ospedale ho vinto in maniera schiacciante con ben due Sentenze (compresa quella di ottemperanza).

I funzionari dirigenti amministrativi dell’Ospedale hanno violentemente eluso il giudicato, calpestando così anche il giudizio di due Giudici Amministrativi. Tutto ciò ed il resto delle violenze sono narrate e provate nel mio sito web di legittima difesa: http://www.mobbing-sisu.com Tutti gli uomini politici che sono stati informati degli sporchi fatti CONTINUA SOTTO

Giovanna Nigris 09.03.06 05:22| 
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CONTINUAZIONE:

(4)…di servizio si nascondono e fanno finta di non sapere, a cominciare dall’Avvocato Onorevole Ignazio La Russa, informato tanti anni fa anche in mia presenza, oggi del partito di Alleanza Nazionale. Ho riflettuto tanto sul motivo di cotanta bestialità e mi viene molto da pensare che fui sospettata di essere l’informatrice della magistratura, in quanto avevo ingenuamente confidato alle mie colleghe in ufficio che al piano sottostante al mio abitava un noto Giudice del Pool di Mani Pulite e al piano superiore l’Ispettore Capo e poi Vice Questore di Milano (oggi io abito in un’altra casa) della cui moglie, di quest’ultimo, quando abitavano a Milano, ero amica.

Non so che cosa dovere pensare di più, quando vedevo il via vai di persone che venivano a ritirare gli oggetti di antiquariato frutto di lasciti e donazioni al patrimonio dell’Ospedale e mi veniva detto che andavano al laboratorio dei restauri e quindi era tutto regolare. Non capisco il perché mi è stata rovinata la vita se io non ho mai fatto nulla di male e ho sempre lavorato onestamente.

Per Finire, ricordo che un giorno accompagnata da un infermiere, andai dalla segretaria dell’ex Assessore alla Sanità di Milano a chiedere il perché di queste torture ed essa in presenza del mio accompagnatore mi rispose con la seguente espressione: “il capo del personale dell’ospedale ha detto che piuttosto si fa arrestare, ma non le concede la causa di servizio”. Leggendo qua e là sento dire che il tale uomo politico o l’altro…è il migliore. …CONTINUA SOTTO (5)…

Giovanna Nigris 09.03.06 05:21| 
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CONTINUAZIONE:

(5)…A me sinceramente vengono i brividi solo a sentirlo dire dopo che ho visto tra di loro tante protezioni e pertanto l’altra faccia dell’Italia: tra cuori di ghiaccio e crimini protetti. Se gli uomini politici devono esistere solo per chiedere i voti elettorali al popolo e poi proteggere i malfattori, come mi hanno voluto dimostrare con l’inerzia nei miei confronti, mi dite che cosa ci stanno a che fare al Parlamento italiano? Mandiamoli a lavorare in altri ambienti a loro più consoni. Infine, e non di meno importanza, mi addolora anche il fatto che tante altre persone lasciano tranquillamente fare anche dopo essere stati informati dei fatti senza organizzare nessuna protesta. Giovanna Nigris

Giovanna Nigris 09.03.06 05:20| 
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Ciao

alcune amministrazioni comunali vorrebbero fermare i veicoli Euro 1 a 2 Tempi, lasciando in circolazione gli euro 1 a 4 Tempi. In realtà, l'omologazione Euro 1 per le emissioni non fa distinzioni tra motori 2T e 4T. Un motore 2T Euro 1 ha maggiori emissioni di un 4T Euro 1, ma i valori rientrano sempre nei limiti definiti per l'ossido di azoto, il monossido di carbonio e gli idrocarburi incombusti dalla Commissione europea. Quelle che cambiano sono le emissioni di particolato (il responsabile delle PM 10): un 2T Euro 1 ne emette circa 5 volte più di un 4T Euro 1 (50 g/km contro 13 g/km), ma comunque molto meno di un'autovettura diesel Euro 3 (che ha un'emissione di particolato di 66 g/km). Se bloccano le moto 2T Euro 1, dovrebbero essere fermate anche le autovetture Euro 3! E poi, perché durante i blocchi domenicali le autovetture Euro 4 (che emettono 18 g/km di particolato) possono circolare, mentre le moto 4T Euro 1 (13 g/km di particolato) restano in garage?

Cosimo Spiotta 08.03.06 23:43| 
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inutile scandalizzarsi, basta vedere che fine han fatto fare alla parola "ambientalista" !!!

http://nononoeno.splinder.com/1140043240#7181622

Stefano "akiro" Meraviglia 08.03.06 23:06| 
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Dopo aver scritto l'articolo su "Il Mulino" sul TAV, di cui parla Beppe Grillo, Bruno Manghi è stato radiato dalle liste elettorali.

Già consigliere di Chiamparino (sindaco di Torino), avrebbe dovuto candidarsi per l'Unione in Piemonte.

Prodi, seguendo il consiglio di qualcuno che ha molto a cuore il TAV in Piemonte, lo ha depennato.

ALtro che no-global, questa è no-democracy.

Giovanna Malagnino 08.03.06 22:49| 
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Si potrebbe anche presupporre che la gente in Italia è portata per il comunismo perché non ha mai assaporato uno stato funzionante. Si potrebbe anche presupporre che l’inseguire di un sogno è sempre meglio che prendersi certe responsabilità individuali. Forse si potrebbe anche presupporre che seguire il guru del momento delegando a lui la propria responsabilità è come allungare quella delegata per lungo tempo ai propri genitori.

Forse i comunisti sono troppo giovani, o forse troppo vecchi, per capire veramente gli effetti e le conseguenze di un loro voto. Godere della piena libertà e dare il proprio voto ai comunisti può essere anche solo una forma di ribellione generale.

Ma se la gente sapesse, come e cosa il comunismo realmente è, allora probabilmente cambierebbe il suo parere.

Hugo Kolion 08.03.06 20:4

Si potrebbe anche suppore che te non capisci un emerito c***o, il che è ammissibile data la tua stupidità

Rosso Fiorentino 08.03.06 21:30| 
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CIAO A TUTTI VOLEVO SEGNALARE AL GRANDE "GRILLO" CHE DURANTE LA TRASMISSIONE MATRIX DI ENRICO MENTANA DURANTE UN CONFRONTO TRA FINI E D'ALEMA, QUEST'ULTIMO SI DEFINI' COME UN ITALIANO FACENTE PARTE DEL CETO " M E D I O " !!!!!!!!!!!!!! VOLEVO QUINDI CHIDERE NN SOLO A BEPPE GRILLO MA A TUTTE LE PERSONE CHE LEGGERANNO IL MIO MESSAGGIO SE NOI POSSSIAMO VOTARE DEI "PARASSII" ( ATTENZIONE SONO ORGANISMI VIVENTI CHE SI TROVANO IN NATURA,APPUNTO, MICA E' UN'OFFESA!) CHE VANNO A DIRE DI ESSERE PERSONE NORMALI (X IL LORO SALARIO) DI AVERE UN TENORE DI VITA PERFETTAMENTE NELLA NORMA, MICA COME SAN SILVIO DA ARCORE (CHE FA IL MIRACOLO DEI SOLDI CON LA PALA ) CHE POVERETTO IN ESTATE NN SA IN CHE PORTO ATTRACCARE CON IL SUO PICCOLO CATAMARANO A VELA! VORREI CHIEDERE QUINDI COME FARE X MANDARE A CASA STI PEZZETTINI DI M... IELE CHE PIACCIONO TANTO ALLE API E AD ALTRI INSETTI ( SI SA DOVE RONZANO GLI INSETTI NO? ) QUESTA E' LA MIA IDEA SULLA POLITICA ITALIANA. VORREI SENTIRE LE VOSTRE LA MIA E-MAIL E' SCANCHY@HOTMAIL.IT CIAO "GRILLO"!

michele salimbene 08.03.06 21:23| 
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ciao volevo

michele salimbene 08.03.06 21:06| 
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Quindi se per Marxismo che contiene la democrazia intendi dire che la società attuale si è evoluta anche grazie alle lotte di SN. Ok sono d’accordo è vero

Ma Ernesto ribadisce che da questo a dire, W la Rivolusion intesa anche come dittatura del proletariato c’è ne corre


ernesto scontento

caro Ernesto ,hai centrato in pieno! a tal punto da rendere superfluo il mio successivo commento.il marxismo è un elemento di progresso quando è inserito in un contesto democratico ,non lo dico io ma lo dice la storia delle lotte dei lavoratori:contratto,orario di lavoro malattia,ecc ecc sembrano cose scontate(adesso lo sono meno) ma sono il risultato di quelle lotte.quindi si può dire di tutto su marx, invocare tutti i filosofi di qs mondo, discutere scientificamente quanto si vuole le sue opere, ma nessuno può togliergli il merito di aver sollevato una questione epocale :il conflitto capitale -lavoro.quelle lotte ke hanno spostato il piatto della bilancia riequilibrando i rapporti di forza tra capitale e lavoro(anke se a dire il vero la situazione attuale è favorevole al capitale).altra faccenda è la dittatura del proletariato:bocciata dalla storia e improponibile, in quanto abbiamo capito,reduci dal '900, ke il pensiero unico produce orrore, annienta l'uomo sia intellettualmente ke fisicamente.allora domanda: che senso ha un partito comunista oggi? ha il senso di rappresentare tutti quei soggetti ke nn sono proprietari di capitali e ke devono difendere (con mezzi democratici) il loro reddito e + estesamente i loro diritti di persone sopra la soglia della dignità(nn della sopravvivenza).come ? attraverso la contrattazione,ke può essere molto aspra(scioperi), tutti quelli ke sventolano il libro nero del comunismo o sono in malafede(si agita lo spettro rosso per spostare l'obiettivo dai problemi reali) o sono paranoici .nessuno di buon senso oggi si sognerebbe di proporre la dittatura del prol.l'uomo al primo posto e il mercato al secondo!
alla prox..buona serata!

Nicola Amoruso 08.03.06 20:35| 
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[Siamo davanti ad un lungo ciclo di lotte rivendicative, dove i lavoratori lottano per il miglioramento del loro stipendio e contro le condizioni degradate del lavoro, cercando di riappropriarsi delle conquiste perse nei decenni passati", aggiungendo che "nel momento in cui i lavoratori dell'industria e dei servizi cominciavano a fare sentire la loro voce altre voci osservavano il silenzio: quelle che avevano decretato la ‘fine del proletariato’".
Come faceva Ernesto a trovare i propri equilibri con la sua anima…]

[Guevara è stato utile per Ernesto non tanto per gli scritti del libro che tutto è tranne che un trattato di economia, ma per il rapporto tra Ernesto è i suoi collaboratori, in quanto se togli dal libro, tutto ciò che richiama all’operaio Rivol.. rimane un metodo per i rapporti personali nel mondo della produzione, esempio“l’operaio Riv.. deve essere partecipe di tutto il ciclo produttivo in quanto questo accresce la propria conoscenza è conseguente elevazione dell’uomo”

Questi semplici principi il rispetto del lavoro e del lavoratore, possono essere riportati su scala mondiale è un dovere di tutti.]

Ernesto Scontento

caro Ernesto so cosa vuoi dire anch'io sono stato un operaio,so cos'è una fabbrica e là ke ho contratto il virus del marxismo :-) e nn sai quanto mi fa rabbia sentir parlare sedicenti difensori dei lavoratori ke nn ne hanno mai preso piede ..purtroppo il tempo mi è tiranno e nn ne ho molto a disposizione ma mi sto rendendo conto ke le idee tendono a convergere...ma siamo in poki...

Nicola Amoruso 08.03.06 19:53| 
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Più viva che mai è la questione sconfinata della mafia e della sua trasformazione, in associazione e associazioni, con una dilagante degenerazione istituzionale che è sotto gli occhi di tutti. Tutti ne hanno sempre parlato, l’anno sempre sottoposta al tentativo di rimuoverla, ridimensionarla, annientarla, specialmente dopo le stagioni dei “lenzuoli bianchi” seguita alle stragi di Capaci e Via D’Amelio, ma ogni tentativo di espugnarla dalla coscienza civile, dalla vita democratica, dalla cultura, dalla politica, dall’economia, in una espressione: “dalla vita degli italiani” è sempre fallita! Sospetto che da come vanno ne cose nel nostro Paese essa sia al vertice della politica ove CRIMINE, POLITICA E SFRUTTAMENTO, imperano pacificamente indisturbati. Noi cittadini ci litighiamo per le ideologie politiche e contestualmente c’è chi si SGANASCIA soddisfatto che non è stato compreso nulla! Personalmente cari amici, ho fondati sospetti che la fonte di dimensione della politica, e la scelta di chi deve governare appartiene alla mafia, da qui vengono poi determinati gli ordini dei poteri, delle priorità e dei privilegi di ogni ordine grado e luogo. Ecco perché in Italia prende sempre più piede la giustizia finta, ecco perché diviene possibile e facile potere torturare impunemente in silenzio senza che nessuno sappia nulla col silenzio stampa(vedi torture su Giovanna Nigris, sito di legittima difesa: http://www.mobbing-sisu.com . Quanti torturati come la Nigris ci saranno in Italia? Quanti sono stati spinti al suicidio? La giustizia oggi è scomparsa e dilaga a velocità supersonica la discriminazione. Si protegge il criminale e si fa morire lentamente e crudelmente la vittima. E pensare che l’origine della mafia era legato al fatto di aiutare le vittime del crimine (LEGGI I BEATI PAOLI Casa Ed. Flaccovio di Palermo)…. CONTINUA QUI SOTTO APPENA E’ POSSIBILE…

Giacomo Montana 08.03.06 19:48| 
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CONTINUAZIONE:

(2)...Coriolano della Floresta che era il capo che si batteva per i più deboli e vittime del potere. Vedete come si capovolgono i sentimenti dell’essere umano? Vedete come ci fanno scannare a parole mentre la verità è assai più diversa e complessa? Rimango sempre neutrale e legato alla stupenda ideologia di: FORZA SISU che non dipende da nessuno. Giacomo Montana

La sofferenza di qualcuno é la sofferenza di tutti, la gioia di uno é la gioia di tutti.
--dal Codice Etico del Nativi Americani


Sono nato nella prateria,
dove il vento soffiava libero
e non c’era niente
che interrompesse la luce del sole.
Sono nato là dove ogni cosa
respirava liberamente.
--DIECI ORSI, COMANCHE

Anche qua il vento
non soffia più libero,
inseguendo la chimera
del centrodestra
si insegue la penombra,
tutto interrompe la luce del sole.
Sono nato là a Livorno,
tra mare e praterie
dove ogni cosa
respirava liberamente.
--Giacomo Jim Montana, discendente Cherokee

Non si vende la terra sulla quale la gente cammina.
(Tashunka Witko (Cavallo Pazzo))

La rana non s'ingozza mai di tutta l'acqua dello stagno in cui vive.
Proverbio Sioux Teton

(Perché Belusconi si?)

Giacomo Montana 08.03.06 19:47| 
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Oggi pomeriggio durante la conferenza stampa tenutasi presso l'Aula Magna dell'Ospedale di Niguarda-Milano, in occasione della festa della donna e per riconoscere l'impegno encomiabile svolto dal TELEFONO DONNA, ho conosciuto il Ministro Dott.ssa Moratti. In tale occasione ho consegnato al Ministro la grave vicenda scritta delle torture psico-fisiche subite sul posto di lavoro dalla signora Giovanna Nigris (v. sito:www.mobbing-sisu.com). Mi ha risposto che "non mi promette niente". Ho visto che è una gran brava persona ma deve avere dei potenti vincoli di potere decisionale. Giacomo Montana

Giacomo Montana 08.03.06 19:26| 
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http://www.adottaundeficiente.com/

DA NON PERDERE.

Leonardo Conti 08.03.06 18:20| 
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ernesto scontento 08.03.06 17:38
Sono perfettamente d'accordo. E' proprio quello che diciamo anche noi. La mondializzazione funziona solo se ci muoviamo all'unisono, o perlomeno ci proviamo.
Spero tanto che coloro che votano i DS siano più incisivi, è dà un pò di tempo che sento questi discorsi ma ancora niente, speriamo che con la nuova legislatura si possano rifare i DS. Che facciano vedere di essere ancora di sinistra.

Leonardo Conti 08.03.06 17:48| 
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Erenstino ci seiiiiiiiii.
Sono io il tuo Rosso preferito
Chi è Stefanino? Alla rosa?
Imprenditore del cazzo vai a fare in cuuuulo.

@ Rosso fionentino

****************

ROSSO TI SEI SVEGLIATO, BUON GIORNO?

ernesto scontento 08.03.06 17:45| 
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no global è sicuramente un movimento di interesse universale, gioverebbe però alla sua popolarità sbarazzarsi di facinorosi e gente facile alla distruzione assicurarsi che questi provocatori non partecipino alle manifestazioni ,io sono per le manifestazioni con comportamenti civili , se poi vogliamo arrivare al vertice dobbiamo andare a tirare le orecchie "al politico in questione " e non incediare auto e negozi a cittadini che come noi lavorano, grazie

@ franco tassone 08.03.06 17:27

******************

OK

ernesto scontento 08.03.06 17:42| 
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Che sia sceso a compromessi non c'è dubbio, la linea sociale la dirigenza DS un pò là abbandonata, il partito democratico che vogliono costruire insieme alla mergherità è tale e quale al partito Democratico USA non certo socialdemocratico.
Leonardo Conti 08.03.06 17:05
***************
Bene Leonardo che sotto certi aspetti ti posso anche condividere, non so quanto varrà ma io personalmente dopo qualche anno di apatia politica ho ricominciato a frequentare qualche riunione del comitati per l’ulivo.
Alcune le ho anche riscaldate, vista l’apatia generale dei partecipanti.
Il Partito Democratico è qualcosa di nuovo da costruire, occorre la partecipazione di tutti se lo vogliamo incanalare nella direzione giusta.
Questo per me è un momento importante sia per i cambiamenti politici intern, in atto, sia per i cambiamenti di geopolitica esterni che possiamo anche chiamare per semplicità globalizzazione.
Vedi Leonardo noi parliamo tanto di globalizz… ma poco di Europa unica, l’ Europa, della moneta l’abbiamo fatta….
Ma quella dei salari e dei pari diritti all’interno della UE NO.
Le conseguenze di questo sono, le ns fabbriche che chiudono, non solo per la concorrenza cinese, ma anche per quella interna alla UE, a causa di norme ancora da unificare.
Sai cosa rispondono a queste domande….. i politici avete ragione….
Ma le Ragioni qui sono fiaschi politici….
La competizione tra paesi si fa ad armi pari…altrimenti diventa concorrenza sleale…..
Su queste tematiche i ns politici non possono continuare a dare la colpa agli imprenditori
“attenzione io non giustifico le imprese che delocalizzano la produzione”
ma dico che ci doveva essere una lungimiranza politica, certe giustificazioni servono per coprire questi errori.
E per questo che io credo, alla partecipazione per esercitare la politica dal basso,soprattutto in questo momento.

ernesto scontento 08.03.06 17:38| 
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Erenstino ci seiiiiiiiii.
Sono io il tuo Rosso preferito
Chi è Stefanino? Alla rosa?
Imprenditore del cazzo vai a fare in cuuuulo.

Rosso fionentino 08.03.06 17:28| 
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no global è sicuramente un movimento di interesse universale, gioverebbe però alla sua popolarità sbarazzarsi di facinorosi e gente facile alla distruzione assicurarsi che questi provocatori non partecipino alle manifestazioni ,io sono per le manifestazioni con comportamenti civili , se poi vogliamo arrivare al vertice dobbiamo andare a tirare le orecchie "al politico in questione " e non incediare auto e negozi a cittadini che come noi lavorano, grazie

franco tassone 08.03.06 17:27| 
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Può darsi che tu abbia memoria berlinguerana ma non i DS. Non sto esagerando se ti dico che Fassino e D'Alema fanno il filo a Montezzemolo, che Rinaldi non è d'accordo con Epifani credo che tu lo possa leggere anche sull'Unità.
Che sia sceso a compromessi non c'è dubbio, la linea sociale la dirigenza DS un pò là abbandonata, il partito democratico che vogliono costruire insieme alla mergherità è tale e quale al partito Democratico USA non certo socialdemocratico.
Povera Italia il piano di Gelli si sta affermando anche a sinistra. Ti dice niente "eliminare le ali estreme dal parlamento". Era uno dei punti della massoneria propaganda 2, nella quale c'erano anche personaggi di sinistra. Gelli è fascista per la cronaca.

Leonardo Conti 08.03.06 17:05| 
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Perchè rifondazione si è dimostrata antidemocratica? Quando?
@ Leonardo Conti 08.03.06 15:32

Io non l’ho detto, anche se non condivido i metodi di Caruso.


*****
I DS ono hanno cambiato solo nome e simbolo, hanno cambiato anche il modo di porsi in politica.
Per quanto riguarda la democrazia all'interno del partito i DS hanno ben poco da insegnare, Fassino ha un plebiscito all'interno del partito, secondo me perchè non c'è dialogo, difatti alcuni esponenti della sn DS sono venuti via.
Ormai i DS sono attaccati hai poteri forti, come lo era il PSI di Craxi, lo sai che quasi tutta la dirigenza DS e quella del vecchio PSI?
Leonardo Conti 08.03.06 16:09
*******
Leonardo non ti sembra di esagerare…..
Comunque io credo che la svolta socialdemocratica sia la cosa migliore.

MA ATTENZIONE QUESTO NON VUOL DIRE ASSOLUTAMENTE A DISCAPITO DEI LAVORATORI O DEI CETI PI DEBOLI DELLA SOCIETA’, oggi bisogna vedere ad una vera società che sia socialmente responsabile.
Ernesto è un vecchio militante del PCI di Berlingueriana memoria…. È li che bisogna andare.
Concordo che qualcuno lo ha rinnegato, ma bisogna ritornare a guardare li con la capacità di adattarlo al ns tempo.

Ricordati che la sn In Italia non è mai stata forza di governo non ci sono mai stati i numeri, D’Alema lo ha fatto perché era nella coalizione dell’ulivo.
Per Riformare bisogna far condividere le scelte, ed essere al governo….. altrimenti si puoi manifestare, ma oggi non ci sono più leder capaci di portare in piazza un grande movimento di massa, una piccola eccezione è stato l’art 18, è sai perché ? toccava l’interessi di tutti.
Che ti piaccia o no, siamo diventati tutti più egoisti, questa è la verità Leonardo.

ernesto scontento 08.03.06 16:52| 
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Però se vuoi puoi anche smettere senza scendere a bassezze dichiarando che vuoi un mondo diverso, senza il capitale nemico di sempre e con il primato di una classe prescelta ad illuminare il resto dell’umanità. Secondo me sarebbe più sincero, il resto sono baggianate da due soldi.

Segue che alla fine volete eliminare la libertà individuale liberando l’essere dal capitale zozzo e immondo fino al midollo, regalando in cambio una libertà nuova di zecca, fatta di pace, amore e comprensione per il prossimo … naturalmente sorvegliando (o magari anche lavorando contro) la natura egoistica dell’essere, ma solo per renderla più consapevole e meno dedita alle tentazioni che la rendono disumana.

Ho capito bene o manca qualcosa? Si manca qualcosa, chi dirige l’operazione? Una classe prescelta, una nuova coscienza? Ma scusate, non si è già manifestata questa manovra? Ah, scusate, quelle montagne di cadaveri tradotte in oltre 200 milioni di vittime cos’erano? Solo un tentativo fallito? Facciamo un nuovo provino?

Senza di me, grazie per la nuova offerta sotto altre vesti :-)

Leonardo Conti 08.03.06 16:32| 
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Hugo Kolion 08.03.06 16:1

Non ti ho offeso.
Stai cercando di accreditarci cose che sono al di fuori delle nostre argomentazioni, fai finta di essere corretto, sei solo un provocatore, con la tua ironia non risolvi niente.

Leonardo Conti 08.03.06 16:25| 
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Hugo Kolion 08.03.06 15:4


Ma cosa ti credi, che io sia un figlio di papà. Guarda che sono un operai che guadagna 750 euro al mese(oggi non sono a lavoro perché malato), lo sai che “chi si lodo s’imbroda”, sei troppo indottrinato con la mentalità liberale Svizzera. Non ti sentire l’ultimo baluardo della giusti non ti si addice, mi ero fatto un’idea sbagliata di te. Sei troppo ottuso, esci dal tuo piccolo mondo, non ti rifugiare nel computer.

Leonardo Conti 08.03.06 16:16| 
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Ernesto i DS non sono più nencha socialdemocratici, da una parte fanno il filo a confindustria e dall'altra si mettono d'accordo con il capo Epifani, tirandolo in culo a tutti i lavoratori. Per fortuna Rinaldi non è d'accrndo.
I DS ono hanno cambiato solo nome e simbolo, hanno cambiato anche il modo di porsi in politica.
Per quanto riguarda la democrazia all'interno del partito i DS hanno ben poco da insegnare, Fassino ha un plebiscito all'interno del partito, secondo me perchè non c'è dialogo, difatti alcuni esponenti della sn DS sono venuti via.
Ormai i DS sono attaccati hai poteri forti, come lo era il PSI di Craxi, lo sai che quasi tutta la dirigenza DS e quella del vecchio PSI?

Leonardo Conti 08.03.06 16:09| 
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questo blog sarebbe bello, ma la discussione si è estraniata dal tema, ed ognuno sembra contento dell'etichetta che si è dato. Fra poco diventerà legge, dovremo tutti avere un'etichetta, sopra i vestiti, per riconoscersi e sapere se si è in accordo o disaccordo senza la fatica di confrontarsi. E magari farebbe piacere a tutti. Sembra che il gioco sporco denunciato da Grillo stia funzionando poerfettamente anche qui.

daniele Nosi 08.03.06 15:59| 
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@Leonardo Conti 08.03.06 15:09

Be Leonardo sicuramente tu sei più a sinistra di me.....(forse,su certi argomenti io sono alla sn di BERTINOTTI).

Ma oggi io credo che l'unica via per migliorare la società nel suo complesso passi attrverso il partito Democratico ( io lo guardo con un occhio a sn).

Certo mi sarebbe piaciuto che il mio vecchio partito dopo la svolta della Bolognina fosse rimasto compatto, portando il vecchio PCI verso un percorso socialdemocratico oggi sono convinto che alcuni problemi che riguardano il paese sarebbero stati risolti.

Ma come sai le anime di sinistra sono varie è questo è sempre stato il ns valore ma anche la ns debolezza.

Ti voglio comunque far notare che l'ttuale classe politica TUTTI bada bene, non mi sembra che si siano dannati per risolvere al meglio certe problematiche, Lavoro,sanità,casa,ecc..ecc..

Però se avrai modo di leggere il costo della Democrazia scritto da due esponenti deella sn dei DS, ti renderai conto che con i soldi dello stato tutti Hanno fatto il comodo loro ha discpito del sociale, li non si salva nessuno...anche questo una soluzione Democratica la dovrà pur trovare.


Io da tempo ormai ho scelto l mia strada, comunque auguri per la tua.

ernesto scontento 08.03.06 15:28| 
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Hugo Kolion 08.03.06 15:1

Perché i comunisti non possono essere pacifisti, anche Lenin era contro la guerra. Qui pecchi di arroganza non puoi dire che noi comunisti oggi, non possiamo essere pacifisti perché non rientrano nei tuoi schemi.
E poi cosa centra come uno si veste, stai attaccando mettendo in ballo delle stupidaggini.

Forse i film americani ti fanno male.

Leonardo Conti 08.03.06 15:27| 
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Ernesto non direi tutti, quelli liberali erano molto poco presenti. E per me è una delle migliori costituzioni.

Leonardo Conti 08.03.06 15:21| 
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ernesto scontento 08.03.06 14:42

L’esproprio proletario è una forma di lotta, per concentrare l’attenzione su quel problema. Così come occupare le casa in disuso. All’interno di rifondazione non c’è solo il movimento operaio.
Esatto credo proprio che persone come Caruso e Luxuria aumentano l’esperienza democratica del nostro paese, criticando costruttivamente. Difatti il programma dell’Unione in certi aspetti va contro i poteri forti dell’economi e del liberismo. Un esempio la TAV, non è rientrata nel programma perché si dovrà discutere su come farla e soprattutto dove.
Rifondazioni delle proprie azioni non si giustifica. Ognuno la può pensare come vuole anche in maniera estremista, in democrazia il giochino sta nel mediare, Bertinotti sa trovare un compromesso, questo non ci toglie la nostra anima marxista che ci spinge nel costruire una società migliore, una società che parte dal basso.

Leonardo Conti 08.03.06 15:09| 
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Come fai adire che in Italia il partito comunista ha frenato lo sviluppo, non esiste mica solo quello produttivo, se l’ha fatto era per il bene dei lavoratori. Devi sapere che la costituzione in Italia è stata scritta da socialisti e comunisti (48% nel 46), ripresa da quella mazziniana di 100 anni prima dove anche ad allora potarono la democrazia con uno statuto universale maschile. Come puoi sostenere che in Italia i comunisti sono antidemocratici?E’ proprio per questo che qui il partito ha toccato il 34%, mantenendo i principi marxisti pur entrando nella democrazia.

@ Leonardo Conti 08.03.06 14:56

*****

Leonardo scusa se mi intrometto, ma la costituzione è stata scritta da tutti.... nel senso che tutti i valori nazionali erano rappresentati ll'interno dell'assemblea costituente.
Erano una conseguenza di quegli scieramenti che avevano partecipato alla l'iberazione dell'Italia.

almeno se la memoria non m'inganna io ricordo cosi.

Saluti Ernesto

ernesto scontento 08.03.06 15:03| 
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Hugo Kolion 08.03.06 14:33


Il buon comunista, di che stai parlando? Duri e puri? A che gioco stai giocando?
Se concordi con la prima parte come fai a sostenere che Fausto non lo stia facendo.
L’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale in Chiapas ha portato una vera democrazia partecipata, e sono comunisti non socialdemocratici. Noi non siamo il male assoluto.
Come fai adire che in Italia il partito comunista ha frenato lo sviluppo, non esiste mica solo quello produttivo, se l’ha fatto era per il bene dei lavoratori. Devi sapere che la costituzione in Italia è stata scritta da socialisti e comunisti (48% nel 46), ripresa da quella mazziniana di 100 anni prima dove anche ad allora potarono la democrazia con uno statuto universale maschile. Come puoi sostenere che in Italia i comunisti sono antidemocratici?E’ proprio per questo che qui il partito ha toccato il 34%, mantenendo i principi marxisti pur entrando nella democrazia.

Leonardo Conti 08.03.06 14:56| 
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Leonardo Conti 08.03.06 13:44

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Scusa Leonardo tu credi veramente che canddare caruso è i suoi metodi ( esproprio proletario) facciano bene al movimento operaio?

Credi che rafforazano la colazione di centro sinistra?

Pensi che la plitica del miglioramento si possa fare dentro il coverno.. CRITICANDO CERTO MA FACENDO CRITICA COSTRUTIVA, oppure starea in parlamento o fuori ma mettendo chi ti appoggia sempre in condizioni di doverti giustificare.


Pensi che sia giusto cosi?

O pensi che sia immaturità pilitica che creafolclore per un giorno senza risolvere i problemi?

ernesto scontento 08.03.06 14:42| 
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08.03.2006

@ maurizio musco

"Ti chiedo una cosa riguardo questo blog ,che mi ha profondamente deluso ... "

Mi domando perchè tu partecipi ancora, caro Maurizio. Se il metodo non ti va, taglia corto ... ti pare? Personalmente, ho scritto contro la destra e contro la sinistra e non mi pare che mi abbiano mai tagliato alcunchè.
Ma, a titolo informativo: secondo te, quali post vengono censurati? Te lo chiedo seriamente perchè io non presto molta attenzione: contrariamente a molti, questo esercizio lo prendo piuttosto alla leggera. Se non servisse a scaricarmi, a distrarmi un po', certo che non ci metterei nemmeno il naso. Mi dici la tua opinione, allora?

giuseppe ricci 08.03.06 14:30| 
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riguardo la crescita democratica dei governi liberali(al voto erano esclusi gli operai e le donne,vero?) d'europa,del resto la ns costituzione altro nn è ke il risultato di questo compromesso.

@ Nicola Amoruso 07.03.06 22:08 - 1 di 3
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Oggi, quattro anni più tardi, l'ondata di scioperi in Argentina ha mostrato un proletariato combattivo che si presenta sul suo proprio terreno di classe e comincia a riconoscersi come tale, anche se ciò avviene ancora timidamente. Del resto, la stessa sinistra del capitale non cerca di negare l'evidenza. Così, la pubblicazione Lucha di Clases: Revista Marxista di Teoría y Política di luglio 2005, riconosce che "uno dei fatti più notevoli di quest'anno, è stato il ritorno attivo dei lavoratori al centro della scena politica argentina, dopo anni di indietreggiamento. Siamo davanti ad un lungo ciclo di lotte rivendicative, dove i lavoratori lottano per il miglioramento del loro stipendio e contro le condizioni degradate del lavoro, cercando di riappropriarsi delle conquiste perse nei decenni passati", aggiungendo che "nel momento in cui i lavoratori dell'industria e dei servizi cominciavano a fare sentire la loro voce altre voci osservavano il silenzio: quelle che avevano decretato la ‘fine del proletariato’".

http://it.internationalism.org/node/111

****

Nicola mi dispiace che ieri ci sono stati problemi di collegamento al blog , il tuo commento per Ernesto risulta Interessante è da approfondire.

Non entro in merito ai problemi ambientali perché non ho competenze specifiche in materia, mi limito ad esporre un concetto se vuoi di buon senso “ lo sviluppo deve essere sostenibile” intendendo dire che dobbiamo salvaguardare il ns pianeta anche per le generazioni future. Un pensiero diverso da questo, altro non è che un concetto egoista….

ernesto scontento 08.03.06 14:13| 
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@ Nicola Amoruso 07.03.06 22:08 - 2 di 3
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Nel senso che io uomo attuale,vivo questo tempo nel mio unico interesse senza pensare alle generazioni future.

Come avrai capito almeno credo, mi interessano di più gli argomenti che riguardano il mondo del lavoro, sicuramente questo è dovuto alla mia esperienza di vita personale, vengo da un luogo dove i lavoratori è il concetto di lavoro doveva essere rispettato come valore fondamentale per la dignità dell’individuo.

Una volta si diceva il lavoro come soddisfacimento dei propri bisogni.

Non ti nascondo che per questo qualche problema interiore nella vita lo avuto….Quando ci siamo conosciuti ti ho detto che avevo letto Economia di Ernesto Guevara ed altri. Questo perché oggi Ernesto da operaio è diventato imprenditore.

Come faceva Ernesto a trovare i propri equilibri con la sua anima…..

Guevara è stato utile per Ernesto non tanto per gli scritti del libro che tutto è tranne che un trattato di economia, ma per il rapporto tra Ernesto è i suoi collaboratori, in quanto se togli dal libro, tutto ciò che richiama all’operaio Rivol.. rimane un metodo per i rapporti personali nel mondo della produzione, esempio“l’operaio Riv.. deve essere partecipe di tutto il ciclo produttivo in quanto questo accresce la propria conoscenza è conseguente elevazione dell’uomo”

Questi semplici principi il rispetto del lavoro e del lavoratore, possono essere riportati su scala mondiale è un dovere di tutti.

Quindi se per Marxismo che contiene la democrazia intendi dire che la società attuale si è evoluta anche grazie alle lotte di SN. Ok sono d’accordo è vero.

Ma Ernesto ribadisce che da questo a dire, W la Rivolusion intesa anche come dittatura del proletariato c’è ne corre.

Non ha caso inserisco nel commento il problema Argentina, Ricordo che al ns primo incontro tu a Marco ai detto vediamo cosa accade in America Latina

ernesto scontento 08.03.06 14:10| 
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@ Nicola Amoruso 07.03.06 22:08 - 3 di 3
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Da quei siti, al vecchio Ernesto non sembra che sia cambiato molto ( l’approfondimento non è stato profondo mi riservo di verificare meglio).

Inoltre siccome sei persona dotata, sai bene che le scelte estreme, portano sempre piccoli padroni in divisa che si sostituiscono ad altri padroni senza beneficio per le masse.

Quindi concordo sul fatto che la socialdemocrazia è portatrice di un capitalismo dal volto umano, unico strumento che conosciamo (per ora) affinché ci sia più equità sociale.

Le ingiustizie sociali si combattono con l’efficienza del sistema che si ottiene con la meritocrazia, le garanzie al sistema vengono dallo stato Democratico che non è statico ma si evolve con il volere è l’emancipazione dei cittadini.

Chiunque metta in discussione o rallenti il progresso di questi principi dovrebbe essere isolato, indipendentemente dall’appartenenza politica perché frena il progresso del paese, progresso che deve essere ridistribuito su tutte le classi sociali per attuare la cosiddetta pace sociale ( il merito di MARX è di avere interpretato la società).

Nicola se fai una analisi della ns classe politica dove cogli cogli per dirla alla Livornese ti rendi conto che di etica e coerenza c’è ne poca.

Quindi come diceva Popper, il problema da risolvere è mandare a casa chi ci governa quando sbaglia prima che faccia altri danni, danni che inevitabilmente pagheranno i cittadini è cittadini siamo tutti.

Ernesto aggiunge qualcuno dovrebbe rileggersi Belinguer ed avere la capacita di adattarlo ad oggi, ci sarebbero meno conflitti sociali è più giustizia sociale.

Ma l’argomento non sembra di moda.

Non so se sono stato chiaro ma questo è quello che penso.

Saluti Ernesto

ernesto scontento 08.03.06 14:08| 
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Hugo Kolion 07.03.06 23:09

Kolion mi permetto di dissentire sul pacifismo. Il pensiero marxista è di 150 anni , non che sia superato, la critica al capitalismo è molto attuale ma le forme di lotta con il tempo cambiano come cambia la società.
Il movimento operaio deve per forza evolversi per rimanere attuale, l’esperienza ci insegna che con la lotta armata quasi sempre sfocia in un regime autoritario. Quasi sempre perché ci sono esempi come in Chiapas Messico, dove gli Zapatisti hanno portato un a vera democrazia partecipa.
La migliore forma lotta attualmente praticabile in occidente è il pacifismo, primo per segnare proprio un punto di rottura tra noi e la visione liberale della società, secondo per motivi elettorali, praticando la lotta armata non si incontrerebbe un consenso così in espansione, terzo per non dare la possibilità al capitale di usare la forza per reprimere le nostre richieste, nel caso lo facesse si ritroverebbe gran parte dell’opinione pubblica contro.
In rifondazione è stata scelta questa strada per far sopravvivere il movimento in Italia e in Europa (SinistraEuropea), per ampliare le lotta anche a voci che vanno aldilà del marxismo aumentando anche la forza critica su più aspetti, come l’ambientalismo e il femminismo, senza dimenticarsi dei proncipi marxisti.

Leonardo Conti 08.03.06 13:44| 
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MARCO ZAMPARINI

Ti chiedo una cosa riguardo questo blog ,che mi ha profondamente deluso ,io sono elettore di centro destra ,ti posso assicurare che ci sono persone che non sopporto in quello schiramento,sono contro il nostro sistema politico perchè lo ritengo una pagliacciata colossale.
Hai riportato le censure che ci sono state ,ma hai notato se percaso beppe a mai censurato persone ,che scrivono a sproposito sul centro destra ?
Te lo dico io marco ,NO.
Avevo già scritto in precedenza che beppe,e tutt'altro che neutrale ,questo mi allontana e molto dal valutare positivamente questo sito,oscurare stanze ,censurare post neanche tanto trasgressivi, non serve a niente ,dedicare la stanzina ,una volta a BERTINOTTI ,a SCANIO,a PIETRO ,non è democrazia ,beppe si sta comportando come FEDE,sta calpestando un nostro diritto ,quello di farci sentire .
I politici caro marco non devono entrare nei blog ,dovrebbe essere territorio off limits per loro ,si dovrebbero limitare solo a leggere,che forse qualcosa di buono cavano per loro stessi,ma la campagna elettorale no.
ti farei leggere una lettera di un mio caro amico che vive in america ,che ogni tanto entra e dà un'occhiata al blog di grillo,beh non ne è per niente entusiasta ,anzi ha molto da ridire,e posso assicurarti che è una persona molto equilibrata,e che critica anche duramente il prorio paese .
In italia molti si attaccano al petto medaglie al valore ,che loro stessi si fabbricano,credo che il buon beppe sia uno dei tanti.

maurizio musco 08.03.06 13:13| 
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Questa di rendere dispregiative o ridicolizzare le parole, i concetti e le persone è un insegnamento della sinistra. Grazie.

Che opinione avete di Berlusconi?

Disprezzo. Ecco. Manco sentite cosa dice.

E di Emilio Fede?

Ridicolo. Ecco. Cambiate subito canale.

Di Libero e di Feltri?

Fazioso. Non è informazione leggibile.

Di tutte le leggi del Governo di cdx?

Ad personam, tutte. Anche se non sapete neppure quante sono e quali sono nella totalità.


Se ci sono fatti per condannare i cortei no global, per essersi mischiati agli spaccavetrine, per i forum e per le idee che esprimono, NON CI SONO spesso e volentieri per condannare gli avversari politici "scomodi", che invece condannate preventivamente con dispregiativi e ridicolizzazioni.

Siete inciampati nella vostra stessa trappola. Bravi.

Beppi Menozzi 08.03.06 10:57| 
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GOVERNO CRIMINE E POVERTA’

C’è un interrogativo fondamentale che ormai ci poniamo in parecchi: quali sono i motivi e le cause che hanno reso possibile il tradimento dei personaggi politici del centro destra, ai danni della gente, sulle aspettative diffuse di buon governo?

Quali le cause che fanno tollerare persino atrocità su di me, persona ammalata grave e portatrice di handicap? (vedi mio sito web: www.mobbing-sisu.com ) Sarebbe utile, in un dibattito televisivo per arrivare a fare svelare non solo i MECCANISMI ma anche i FINI che il centro destra intende raggiungere. Che sia l’inizio di una nuova DITTATURA?

Da tempo mi viene fatta respirare “aria” di dittatura e mi viene fatta avvertire una condizione di grande pressione psicologica che, di conseguenza, compromette sempre più anche il mio stato di salute.

Una volta ero fiera di essere nata in uno stato democratico coma l’Italia, oggi sono scandalizzata e disgustata, persino di come vengono raggirate ed economicamente danneggiate le persone oneste del nostro Paese: si fa aumentare il costo della vita di “CINQUANTA” e poi si fa vedere che si sono aumentati i redditi da lavoro e le pensioni di “DIECI”.

Ciò che viene esercitato attualmente è la lenta distruzione della mia identità, basata sul continuo impoverimento assoluto e il continuo lento isolamento dal mio contesto sociale per ragioni di povertà. Pratiche completamente estranee a qualsiasi considerazione dei diritti umani e del Diritto internazionale.

Oltre a particolari ristretti interessi economici di persone privilegiate, non saranno gli svantaggi dell’alimentazione transgenica ad abbassare il grado di attenzione su alcuni cittadini che voteranno il centrodestra? Se il motivo è questo, temo che dovremo sopportare ancora un mal governo perchè potrebbero vincere ancora le elezioni. FORZA SISU! Giovanna Nigris

Giovanna Nigris 08.03.06 09:42| 
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La sofferenza di qualcuno é la sofferenza di tutti, la gioia di uno é la gioia di tutti.
--dal Codice Etico del Nativi Americani


Non si vende la terra sulla quale la gente cammina.
(Tashunka Witko (Cavallo Pazzo))

Sono nato nella prateria,
dove il vento soffiava libero
e non c’era niente
che interrompesse la luce del sole.
Sono nato là dove ogni cosa
respirava liberamente.

--DIECI ORSI, COMANCHE


Anche qua il vento
non soffia più libero,
inseguendo la chimera
del centrodestra
si insegue la penombra,
tutto interrompe la luce del sole.
Sono nato là a Livorno,
tra mare e praterie
dove ogni cosa
respirava liberamente.

--Giacomo Jim Montana, discendente Cherokee


Non si vende la terra sulla quale la gente cammina.
(Tashunka Witko (Cavallo Pazzo))

La rana non s'ingozza mai di tutta l'acqua dello stagno in cui vive.
Proverbio Sioux Teton

(Perché Belusconi si?)

Giacomo Montana 08.03.06 08:03| 
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Possibile che in italia si debbano fare ancora queste cose da debosciati adolescenti ,per imporre il proprio pensiero ?
Fate esame di coscenza ,vi manderei tutti in africa a fare volontariato ,pezzi di merda ,almeno vi rendereste utili,invece di stare qui a sparare cagate sui global e no global.
Avete ancora in camera la bandiera rosso fuoco con falce e martello ,e sotto la foto di lenin,
Vi hanno surgelati forse? e poi risvegliati?
vi dovrebbero perseguire come hanno fatto coi fascisti,ed i nazzisti,siete uguali.

diabolik .d. 08.03.06 07:37| 
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A tutte le persone serie del blog ,ci sono credo 8 virus ,che ci stanno prendendo per il culo,basta guardare gli orari in cui postano ,e come scrivono per capire chi sono ,i nomi sicuramente sono falsi,ma fanno parte tutti dello stesso movimento .
CHE SCHIFO ,SIAMO TORNATI ALL'ITALIA OCCUPATA ,CI VORREBBE UN'ALTRO GARIBALDI.

diabolik .d. 08.03.06 07:27| 
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Maria Giovanna Darco 08.03.06 06:59

Oramai ho 4 nomi sicuri del gruppo disobbedienti,vi divertite con molto poco èh....
senta maria g darco,si vada a visitare il blog CNN,quelli come voi li beccano subito siete troppo prevedibili.
Siete dei camaleonti ,però al contrario,forse siete più di otto ,chi è il vostro capo?
continuate a reclutare gente ,non fate una cazzo tutto il giorno è,comunicate tramite posta elettronica ,tanto vi becco tutti ,PAGLIACCIIIII.........

diabolik .d. 08.03.06 07:17| 
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evviva il no global ma evviva pure il villaggio globale!
evviva l'uguaglianza che vuole tutti uguali!
... ora, pian pianino, la salvezza si sbugiarda da sola ...
http://beppegrillo.meetup.com/2/boards/view/viewthread?thread=1586815

stef stef 08.03.06 07:05| 
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"il socialismo moderato è caratterizzato da un programma di riforme sociali da attuarsi all'interno dell'ordine costituito rifiutando il ricorso ai metodi rivoluzionari"

E' quello che ho detto io, avrei detto 'socialdemocrazia' ma va più o meno bene

per coerenza vorrei sapere allora perché

-i no global dovrebbero essere pericolosi rivoluzionari da respingere in modo violento?
- i no global dovrebbero essere sfasciavetrine o vandali (?)
- chi è no no global e pacifista viene aggredito come stalinista o polpottiano
-persone come Fassino, Bertinotti, Diliberto, Pecoraro o Di Pietro o Rutelli, che accolgono no global e sono inseriti nel sistema parlamentare e non vogliono il totalitarismo o la rivoluzione armata o il proletariato al potere, ma solo correttivi a uno stato di giungla permanente dominato dai più ricchi, debbano suscitare tali reazioni incontrollate, mentre non vedo critica (salvo Maria Laura) contro un Berlusc. che realizza un golpe strisciante insieme a una setta segreta e alla mafia, diminuisce le difese democratiche, usa sistemi da confessionalismo, forma un impero personale, si allea a Bush che dichiara la guerra permanente, pratica la tortura, è finanziato dalle corporation delle armi e del petrolio e diminuisce i diritti degli stessi americani (vd nuova riaffermazione del Patrioct Act)
Da che parte sta la coerenza?
E' inutile fingersi ogni tanto moderato, quando il tono costante è guerrafondaio, violento, di estrema destra, di attacco incoerente, di accuse insensate
E sono stanca di vedere come l'argomento del giorno sia ogni volta fatto a pezzi per inseguire gente che continua a fissarsi nel duello tra comunismo e anticomunismo
Essere no global col comun. che c'entra?
Il com. in Italia appartiene solo a pochi groppuscoli extraparlam. e i rappres. partitici sono tutti moderati salvo molti della Cdl che sono confessionalisti fascisti mafiosi o squali
E' Berlusconi che agita il comunismo e HK lo segue
Ma basta! ciò è cretino

Maria Giovanna Darco 08.03.06 06:59| 
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IL VALORE SOCIALE DELLA VERITA’
(Un arcobaleno politico di ingiustizie)

Il chiarimento dei fatti e il riconoscimento delle atrocità rivolte contro la mia persona da quattordici anni, sono quello che mi aspettavo dagli italiani che sono alla guida politica del nostro bene amato Paese. Invece, da parecchi anni pur chiedendo aiuto persino al nostro caro Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi anche inviando centinaia di petizioni firmate dai cittadini che hanno più spirito umanitario, vedo solo che tutti si nascondono e fanno finta che non è successo nulla.

La verità per il cittadino ha un valore sociale molto importante anche per coloro che non sono colpiti direttamente dalle violazioni di legge, dal crimine e dalle conseguenti torture d’inerzia contro tutto ciò. Sento tanto disprezzare altre popolazioni, altre culture, altre religioni e per quello che ancora mi viene fatto subire, provo tanta vergogna per gli italiani.

Sono stata ridotta in silenzio ad essere questo. Per il mio caso e chissà per quanti altri casi questa società italiana viene spietatamente sottoposta alla censura stampa, alla manipolazione dei miei fatti di servizio e di tanti altri fatti e in più io per certi aspetti, sono sottoposta all’isolamento sociale più atroce e crudele.

Mi auguro che l’avere aperto il mio sito: http//web:www.mobbing-sisu.com per legittima difesa possa contribuire a smascherare la delinquenza organizzata che mi sta ancora uccidendo privandomi illegalmente dei miei diritti di legge e di contratto per la causa di servizio, contro l’ospedale pubblico, ente datore di lavoro ove sono dipendente come assistente amministrativo e dove con la più assoluta privazione persino dei più elementari mezzi di protezione da contagio e infezione e in aperta violazione dell’art. n.2087 del codice civile, mi è stata fatta contagiare la tubercolosi che mi ha rovinato tutta la mia esistenza…CONTINUA..(2)..

Giovanna Nigris 08.03.06 06:45| 
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CONTINUAZIONE:

…(2)…La conoscenza dei fatti di servizio,la relativa crudele violenza e l’atrocità, consultando il mio sito web come da indirizzo sopra riportato, specialmente in periodo elettorale come siamo ora, può contribuire ad aumentare il livello di conoscenza su ciò che nel più assoluto silenzio avviene in Italia ai danni di una donna. Conoscere fatti orrendi nascosti di distruzione dell’essere umano, domani sarà la nostra storia, ma a cominciare da oggi per il futuro noi cittadini potremmo fare evitare che sia posta in essere qualsiasi versione falsificata della verità sostanziale di qualsiasi fatto e di qualsiasi realtà.

Ognuno per il futuro anche dei propri figli, può farsi carico impegnandosi per l’attuazione di una giusta riparazione delle vittime siano essi militari o civili che vengono distrutti e completamente rovinate durante l’adempimento dei propri doveri di servizio. E’ indicibile quello che provo quando sento promettere alla gente da noti personaggi politici che daranno un’Italia migliore, se da quello che vedo è stata ridotta nel fango di una palude di illegalità, connivenze e omertà.

Una lettrice alcuni giorni fa mi ha scritto che una disgrazia va sopportata, alludendo in questo caso alla mia, ma quella signora purtroppo non ha capito nulla della mia odissea, per me si sono tenuti ben nove anni quattro imputati di lesioni colpose gravissime (tre medici e un dirigente amministrativo) sino al raggiungimento della prescrizione dei reati, privandomi così del diritto di vederli processare.

Ti rivolgi al tribunale per ricevere giustizia, paghi cifre esorbitanti all’avvocato che ti rappresenta e poi vedi ridere gli imputati che ti guardano. Se non è fango questo il vero fango che cos’è? Guardando alla mia vicenda estremamente torbida, e a chissà a quante altre, ci si potrebbe chiedere, ma io a chi sto assegnando il voto elettorale a dei potenziali assassini che non fanno nulla per combattere e annientare il crimine..CONTINUA..(3)

Giovanna Nigris 08.03.06 06:44| 
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CONTINUAZIONE:

…(3)…e al contrario fanno proteggere i criminali amici di cordata sino a fare raggiungere i termini temporali della prescrizione dei reati? E’ questa l’Italia che vogliamo che sia anche per il futuro con quegli stessi soggetti politici? Oggi io sono in malattia grave in ossigenoterapia quotidiana domiciliare, senza neppure avere i mezzi economici per curarmi al meglio. So che si aspetta la mia scomparsa di scena per nascondere ancora meglio il tutto ma io fino all’ultimo sento il dovere di italiana di informare i miei connazionali di che risma sono i nostri amati (qualcuno li ama) politici.

Sono nata ad Auronzo di Cadore in provincia di Belluno, un meraviglioso angolo della Terra ove le Dolomiti con le Tre Cime di Lavaredo simboleggiano tutto quello che di più bello e spettacolare può esistere nel nostro pianeta. Successivamente i miei genitori (mio padre di origini friulane e mia madre di origini trentino/austriache) per motivi di lavoro - si trasferirono a Milano e qui terminai i miei studi, conseguendo il diploma di maturità classica presso l’Istituto Carducci di Milano.

Successivamente, convinta di onorare la memoria sia di mio nonno che del mio bis-nonno, i quali erano medici, decisi di andare a lavorare come impiegata amministrativa in un ospedale: l’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano. Ero orgogliosa di lavorare in un servizio di pubblica utilità, così come sono stata orgogliosa della medaglia d’oro al valor civile che ricevette mio nonno Dottor Carlo Nigris dal Comune di Saronno per meriti di servizio.

La sensibilità che mio nonno ha dimostrato di avere durante tutta la sua vita come medico io credo di averla ereditata anche per quanto concerne la composizione di poesie delle quali alcune sono pubblicate nel mio sito web: http://www.mobbing-sisu.com/poesie/poesiegio.htm . …CONTINUA..(4)…

Giovanna Nigris 08.03.06 06:42| 
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CONTINUAZIONE:

…(4)…Inoltre da pochi giorni ho aperto un Blog intitolato “Poesia e Mobbing” con il quale cerco, attraverso le esternazioni emotive delle mie poesie e anche attraverso gli scritti ed opere di Grandi Autori, di uscire dalla prigione che il mobbing ha creato intorno a me: http://sisu-g.splinder.com/. Quello che una persona impara e conosce e il proprio arricchimento interiore nessuno lo può rubare.

A parte questa parentesi purtroppo però per me dopo circa tre anni di lavoro in ambiente contaminato e privata di qualsiasi mezzo di protezione da contagio e infezione, in aperta violazione dell’art.2087 del Codice Civile, come ho già detto, mi è stata fatta contrarre la tubercolosi in servizio e per causa di servizio. Per questo i miei diretti superiori (tre medici e un amministrativo) sono stati imputati di lesioni colpose gravissime e lasciati in attesa di giudizio per alcuni anni, sino al raggiungimento dei termini di legge necessari per dichiarare la prescrizione dei reati, così come puntualmente si è verificato.

In questo modo oltre che nella mia salute psico-fisica sono stata rovinata in campo patrimoniale per la riduzione del mio stipendio a causa delle mie assenze dal servizio, dovute alla tubercolosi e persino per avere dovuto sostenere spese legali per tutto quello che il mio avvocato difensore aveva scritto al Tribunale per patrocinarmi nei miei diritti di legge e di contratto.

Oggi, con l’animo colmo di dolore, mi ribello all’ingiustizia subita, perché per tutto questo sono stata ridotta senza salute, non abbiente e pertanto nella più assoluta impossibilità economica di potermi curare i postumi della tubercolosi, ovvero potere fare fronte a tutte quelle spese mediche, farmacologiche e di laboratorio non dispensate dal Servizio Sanitario Nazionale. Anche se al Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (T.A.R.) contro l’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano ho vinto in maniera schiacciante, …CONTINUA…(5)…

Giovanna Nigris 08.03.06 06:41| 
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CONTINUAZIONE:

…(5)…i dirigenti dell’Ospedale con la più vergognosa elusione del giudicato continuano a lasciare efficaci contro di me altri reati penali di cui OMISSIONE DI ATTI DI UFFICIO, FALSO IDEOLOGICO e VIOLENZA PRIVATA DA MOBBING, così come meglio spiegato e documentalmente provato nel mio sito internet: http://www.mobbing-sisu.com .

In termini reali e non certo in termini polemici, mai avrei potuto immaginare che, come dirigenti di un Ospedale pubblico vi fossero politicamente assegnati dei malviventi che causano una lenta morte alla propria dipendente, così lontani dallo spirito dello scopo umanitario che un ospedale deve coltivare. Per nessun motivo al mondo avrei potuto credere che per un servizio di pubblica utilità si soffrisse così atrocemente.

Oggi vedo persone che, pur essendo state elette a governare il Paese, senza alcun rispetto della legge e senza dissipare alcun tipo di dubbio e di sospetto al cittadino, non si prodigano affatto per risollevare le sorti della gente più indifesa e della Nazione. Nessuno manifesta di volere sanare le distruzioni prodotte al cittadino e al proprio Paese, nessuno cerca di unire gli animi per costruire qualche cosa di buono, di conseguenza non si fanno risparmiare altre lacrime e altro dolore al popolo che viene sempre più oppresso, tartassato e rovinato.

Purtroppo vi sono anche parecchie persone che lontane dal supremo interesse del Paese, pur di accrescere stima e simpatia dai malfattori senza scrupoli, si rendono complici di qualsiasi genere d’illegalità, avvalendosi di un istituto disumano perverso e violatore di ogni sano principio. Si sente solo parlare di conflitti di interessi, di buoni e cattivi uomini politici e di reciproche frasi avvelenate, ma il bene del “cittadino” pare che non interessi più, si ricordano di esso e della sua esistenza solo quando gli si chiede il voto elettorale. CONTINUA…(6)…

Giovanna Nigris 08.03.06 06:40| 
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CONTINUAZIONE:

…(6)… Io come i miei nonni ho compiuto semplicemente il mio dovere di italiana, dedita completamente a un servizio di pubblica utilità, ma a differenza dei miei antenati, io, come compenso, pare che riceva in silenzio una lenta morte. Oggi la libertà individuale e giustizia sociale non trovano più il loro pieno equilibrio.

Tutto accade in spregio alle leggi e al potere sovrano della Magistratura, perché gli uomini politici pensano solo al proprio arricchimento personale, sollevando continue questioni senza mai risolverle. Tutto questo clima violento, le contestazioni e i moti popolari minacciano l’unità nazionale e non pongono certamente le basi per vedere in futuro un’Italia libera, forte e unita.

Ci viene data una sensazione spiacevolmente, preoccupante, lontana da qualsiasi genere di conforto morale, politico e sociale. Dei frutti della fede e dei sacrifici dei nostri padri, alla stragrande maggioranza di chi ci governa, pare che non importi proprio nulla. Che Iddio ci protegga. Giovanna Nigris

SEMPRE FORZA SISU!

Giovanna Nigris 08.03.06 06:40| 
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ernestino ho l'abbonamento in curva nord.
Rosso fionentino 07.03.06 22:09

Ernestino ma sai quanti anni ho? prima di fare il cretino dimmi il nome che se sei di livorno ti trovo.
Rosso fionentino 07.03.06 22:23
Marco Taddei e allora Maria chi mi mandi i mafielli amici di dell'Utri e Casini. Voglio prorpio vedere come fai.
Rosso fionentino 07.03.06 22:11
Ernestino i partiti politi di oggi non sono comunisti ma socialdemocratici. Questo è cambiato.
Anche se si chiamano Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, sono socialdemocratici.
Rosso fionentino 07.03.06 22:15

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Il ritardo è causato da problemi di linea…..
Se mi vuoi trovare e sei parente di Stefanino vai da lui alla rosa te lo dice lui chi è Ernestino?

Poi, quando vuoi se mi vuoi vienimi trovare….

Il fatto che tu sia delle BAL non crea nessun problema a Ernestino…

Ora fai il bravo ragazzo, se vuoi entra educatamente in discussione di la tua è lascia dire agli altri la loro.

ernesto scontento 07.03.06 23:11| 
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Ladruncolo caso mai Trotzkista

Rosso fionentino 07.03.06 22:25| 
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Ernestino ma sai quanti anni ho? prima di fare il cretino dimmi il nome che se sei di livorno ti trovo.

Rosso fionentino 07.03.06 22:23| 
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ROSSO FIORENTINO
Ma che marco taddei brutto imbecille rincoglionito ,ma chi credi di prendere per il culo ,stalinista che non sei altro ,verrò io a romperti il culo ,appena sò come ti chiami non preoccuparti.

diabolik .d. 07.03.06 22:20| 
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Ernestino i partiti politi di oggi non sono comunisti ma socialdemocratici. Questo è cambiato.
Anche se sichiamano Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, sono socialdemocratici.

Rosso fionentino 07.03.06 22:15| 
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Marco Taddei e allora Maria chi mi mandi i mafielli amici di dell'Utri e Casini. Voglio prorpio vedere come fai.

Rosso fionentino 07.03.06 22:11| 
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ernestino ho l'abbonamento in curva nord.

Rosso fionentino 07.03.06 22:09| 
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Però Ernesto, non ti sapevo così, diciamo decisamente diretto :-)

@ Hugo Kolion 07.03.06 22:05

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i PENSIERI DEVONO ESSERE MOLTI.

MA I COMORTAMENTI IN CERTE SITUAZIONI UNICI.

ANCHE QUESTO LO IMPARATO DA PICCINO C'ERANO TROPPI RAGZZI PIU' GRANDI DI ME NEL MIO RIONE.

ernesto scontento 07.03.06 22:08| 
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ben venuti a terra con un foglio di via!
nel paradiso SOCIALDEMOCRAZIA
qui niente più scioperi nè opposizione
tutti d'accordo:superproduzione!
terra di eroi e santi senza peccato di mafia P2 e stragi di stato
il futuro l'hanno già programmato:non ci saranno guai!
sotto controllo l'informazione,parola d'ordine:OMOLOGAZIONE
qui l'aria è pesante e sa di proibizionismo,la protesta è scoppiata:leghe e qualunquismo!

Hugo ,Ernesto ,dalle discussioni precedenti fatte da noi ,pare ke il sistema socialdemocratico rappresenti quel " compromesso ottimo" tra uguaglianza e libertà, per una serie di motivi.in primio luogo l'urgenza ambientale(nn c'è tempo di pensare a un sistema economico nuovo, ci vorrebbe un Einstein dell'economia e al momento nn c'è ) .del secondo aspetto vi parlerò + approfonditamente in un altro momento e riguarda il marxismo come elemento contenuto nella socialdemocrazia .adesso però voglio farvi osservare ke la socialdemocrazia(ke io definisco capitalismo "umano" ,risultante dall'introduzione di elementi maxisti) e per esteso anke il liberalismo, decretano la morte della storia, analogamente alla dottrina marxista, in sintesi:nn c'è spazio per la rivoluzione. sinceramente, la questione appare quanto meno contaddittoria se nn altro perkè il capitalismo ,come voi ben sapete,nasce da due rivoluzioni quella francese e quella industriale (guardacaso una ideale e l'altra economica).con questo voglio ribadire per l'n-esima volta ke il totalitarismo è il risultato di un pensiero unico dominante, nn importi di quale "colore" sia questo pensiero, e ke il potere,come sua natura,tende a conservarsi, e con questo mi fermo qui per il momento.dopo ripartirò proprio dalla rivoluzione industriale per parlare degli effetti positivi del marxismo(ebbene sì Hugo :-)) riguardo la crescita democratica dei governi liberali(al voto erano esclusi gli operai e le donne,vero?) d'europa,del resto la ns costituzione altro nn è ke il risultatodi questo compromesso.

Nicola Amoruso 07.03.06 22:08| 
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RAGAZZI...
Mi dite nome e cognome di quel cretino di Rosso Fiorentino? Mi ha fatto davvero incaz...!! MA AVETE LETTO QUELLO CHE MI HA SCRITTO???????????????
CHE NERVOSOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

p.s: sguinzaglierò i miei amici calabresi ;) Poverino!
AHHAHAHAHAHHAHHAHHAHAHHAHAHAHAHAH

Maria Laura Frattarelli 07.03.06 21:59| 
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Bravissimo ernestino niente da replicare. E con questo cosa vuoi dire?

@ Rosso fionentino 07.03.06 21:50

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NON FARE IL FURBO SEI TU CHE DEVI DIRE COSA E' CAMBIATO?


ernesto scontento 07.03.06 21:58| 
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Rosso Fiorentino
Tu sei il quarto della lista nera ,dei sette otto imbecilli ,soliti del blog.
ma dai dimmi dove vi trovate di solito oltre al blog ,brutto coglione ,siete 4 donne e tre uomini, per ora, tu sei il più coglione di tutti ,perchè scrivi i post più lunghi ,qual'è la vostra parola d'ordine ?
brutti merdosi ,sfruttate il blog per fare propaganda .

diabolik .d. 07.03.06 21:56| 
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Discussione

Te toscano mavaccaare!!!!!!!!!


I comunisti d'oggi e le loro idee di società non le puoi paragonare a Stalin, Mao, Pol Pot, Nikita Crusciov(o come si scrive), e tanto meno quello che Marx aveva in mente.

@ Rosso fionentino 07.03.06 21:0

*************************

A CACARE CI VAI TU E IL CULO ROTTO DI TU MA....

COSI ORA AI CAPITO CHE SONO ANCHE LIVORNESE...

LA CITTA DOVE NEL 1921 E' NATO IL P.C.I. ITALIANO.

FAI TANTI DSCORSI PERCHE' SEI SUL BLOG ALTRIMENTI TI STRAPPO LE ORECCHINE E TI STENDO FUORI DI FINESTRA CON DUE NASINI....

AI CAPITO BAMBINO........

LASCIA PERDERE ERNESTINO FAI IL RAGAZZO EDUCATO...

ernesto scontento 07.03.06 21:55| 
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@ Rosso Fiorentino

Perchè non metti il tuo nome e il tuo cognome? Che ti ritrovo e ti assicuro che non farai una bella fine brutto cretino...
E ora basta con gli insulti IDIOTA SFIGATO! Spero che vengano cancellati i tuoi commenti schifosi!

Maria Laura Frattarelli 07.03.06 21:48| 
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*RINFRESCHIAMOCI LA MEMORIA *

Socialismo, termine introdotto nel XIX secolo per indicare l'insieme delle dottrine economiche e sociali contrarie all'individualismo liberistico e all'industrialismo capitalistico; esse sostenevano la necessità di realizzare la proprietà sociale, collettiva, dei grandi mezzi di produzione per l'esigenza sociale, morale ed economica di eliminare lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo; sostenevano la necessità della lotta di classe e si presentavano come ideologie della nuova classe produttiva, il proletariato. Si distinguono due fasi nella storia del SOCIALISMO, quella "utopistica", in cui il movimento non era ancora razionalmente organizzato e i teorici non vedevano ancora con sufficiente chiarezza storica la reale situazione della classe operaia né sapevano dare gli strumenti necessari a una lotta di classe organizzata e intelligente, e la fase "scientifica" o "realistica", che inizia con Marx, con la pubblicazione del Manifesto comunista (1848).

Teorici della prima fase sono Owen, Saint-Simon, Fourier, Blanc, Proudhon;

della seconda fase Marx ed Engels. Con Marx il SOCIALISMO divenne una forza storica operante, un'altra potenza di cui bisognava tener conto. Sorsero vari partiti socialisti, che si organizzarono in una prima e poi seconda internazionale.
Nel movimento si vennero determinando due correnti fondamentali:
1 - quella rivoluzionaria
2 - e quella riformistica (o socialdemocratica) che si affermò presto in molti paesi europei, appunto perché meno pericolosa per gli interessi delle classi borghesi, e diede luogo a molti partiti.

La tendenza rivoluzionaria portò invece alla formazione dei partiti comunisti e alla Rivoluzione russa.

ernesto scontento 07.03.06 21:46| 
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Discussione

@ Rosso Fiorentino

Meritrice? Dicevi a me? Grazie tesoro... sei il mio cliente preferito lo sai? Quanti soldi ti abbiamo preso io e le mie colleghe! Mi dispiace che ora sei senza casa e senza un quattrino... povero sfigato!


hEI ROSSO FIONENTINO TI STO SMASCHERANDO ,ti ho letto in altri post ,chi sei il capo?
credo di avere in tasca il tuo nome ,quello quasi vero, brutto coglione ,ci sono quasi poi lo posterò.

diabolik .d. 07.03.06 21:18

Capi'cazz. I'm the big boss.
Sono il compagno capo commissario del blog.
Diabolik te tu ti sei bevuto i cervellino, ripigliati tu sei difori come un balcone.

Rosso fionentino 07.03.06 21:34| 
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Ho avuto modo di sentire parlare in tv uno dei massimi esponenti dei no-global, ora candidato alle prossime elezioni con rifondazione comunista, tale Caruso. Alla fine della trasmissione mi è sembrato di capire, dai suoi interventi , che tutti i problemi dell'Italia siano legati esclusivamente ai maltrattamenti dei carabinieri e polizia nei confronti dei no-global durante le manifestazioni; nessun programma, nessuna idea. Io non ho assolutamente colori politici ma finalmente ho capito per chi non votare. Grazie Caruso

walter condini 07.03.06 21:32| 
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Discussione

@ Maria Giovanna Darco Vivarelli

Ma credi che chiunque legga Marx debba diventare marxista? Ma ti rendi conto delle amenità che dici? La socialdemocrazia è nata dal Marxismo??? Perchè non riscrivi la storia contemporanea, la filosofia, le dottrine politiche, la storia delle idee, a tuo modo? Sarebbe molto divertente leggerti :)
IO ho letto e riletto MArx, ma tu hai mai sentito parlare della diatriba ideologica tra Marx e Weber? Hai mai letto la "Critica al programma di Gotha"(1875) di Marx? E' una critica feroce atta a screditare il programma socialdemocratico degli intellettuali di Gotha. Sai che in quello scritto il vostro mostro sacro giustificava la dittatura del partito? Sai che conseguenze ideologiche ha quest'affermazione? Te lo spiego brevemente: Karletto ha sempre parlato (secondo l'intellighentia di sinistra)di "dittatura del proletariato", non del partito. Da questo presupposto iniziò la critica al leninismo, allo stalinismo e al totalitarismo. Secondo i sostenitori del comunismo verace, Lenin non aveva infatti attuato il piano originale, puro, marxista perchè il partito aveva assunto il potere a scapito del proletariato, degenerando poi negli orrori riconosciuti universalmente. In questo scritto del '75 invece, Marx sostiene che nel periodo di transizione tra capitalismo e comunismo il partito deve prendere il potere, e non viene specificata la durata di tale arco di tempo. Viene così a crollare ogni tentativo di ridare un volto umano al comunismo. Il marxismo non è BUONO! PUNTO! GIUSTIFICA IL TOTALITARISMO DI UN'ELITE AL PARI DI ALTRE DITTATUTE DEL '900!



x rosso fiorentino

E non mi paragonate le dittature così dette comuniste con l’ideale comunista, e con quello che significa oggi.

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scusa ma oggi cosa significano?

io da buon toscano non ho mica capito tanto cosa vuoi dire.

ernesto scontento 07.03.06 21:00| 
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Discussione

Maria Laura
se ti conoscessi e se tu mi conoscessi, avremmo rapporti molto piu' civili e ci stimeremmo reciprocamente, purtroppo lo stile del blog è rissoso e irritante e porta a trascendere anche quando non ce n'è affatto bisogno. E non nego che io perdo le staffe per prima per colpa di qualche Kolion del tutto intollerabile.
Qui si parte con un tema, nel caso 'no global' e poi c'è chi ci fa parlare solo di lui, di comunismo e di fessate varie che non c'entrano niente con il tema proposto, ogni volta è la stessa storia, il tema principale sfugge di mano e compaiono i crimini nazisti, quelli statunitensi, quelli comunisti. MA COSA C'ENTRA QUESTO COI NO GLOBAL? (sto gridando)
Questo è uno spammatore abituale che usa questo metodo per mandare sistematicamente tutto in cacca e rovinare qualsiasi confronto e discussione. Sarà caratteriale o professionale ma l'azione di disturbo ha sempre lo stesso iter. E' il metodo di un troll della peggiore specie.
Ogni tanto tu dici delle cose molto intelligenti e ti leggo anche volentieri. Hai spesso una leggerezza che mi manca e che è moltio piacevole.
Una cosa però proprio non capisco: perché, visto che sei intelligente, devi essere così succube di uno che dice solo coglionate, anche su chi lui crede che io sia o non sia, ma credi alle stupidere che dice come fosse Vangelo? ma chi credi che sia questo Kolion? non gli stai facendo troppo onore? se lui dice che io sono Napoleone, tu mi chiami Napoleone? Correggiti! O tu sei tu o sei lui, bisogna che esseri chiari, pensa con la tua testa, io non vengo da te a chiamarti Napoleone perché lo ha detto Kolion
O no?
In quanto alle persone che hai frequentato forse erano punk bestia, io di gente come ne descrivi tu nel mondo no global, mi spiace, ma non ne conosco affatto.

Maria Giovanna Darco 07.03.06 21:00| 
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Discussione

..a parte la profonda e villana maleducazione di uno che si copia tutta l'enciclopedia e ce la schiaffa qui oltre le 2000 lettere che neanche...e se fa questo deve essere arrivato alla disperazione violenta, per cui dovrebbe essere immediatamente hiddato come rompicoglioni....

...che poi magari è lo stesso che dice a me che spammo...

...a parte che l'immediata reazione irritativa per tale violenta invasione del blog è tale che MAI il suo testo sarà letto....

...il manifesto di Marx è del 1848, cosa facciamo? Ci mettiano a copiare l'intera storia del nazismo, che almeno è più recente? o mettiamo in onda tutta la rete del fascismo contemporaneo europeo che è abbastanza lunga?

qualcuno è forse diventato matto?

...o non si è accorto che è passato mezzo secolo ed è come quei giapponesi rimasti persi nelle isole del Pacifico che non sapevano che la seconda guerra mondiale era finita?

..a parte il suo caso di cui non mi importa un fico secco..

io lavoro al computer in casa tutto il giorno e parte della notte, quando sono stanca giro su internet per distrarmi, e cosa faccio del mio tempo è affar mio e almeno non vado in giro a raccontare che faccio l'imprenditore in Svezia quando l'unica cosa che faccio nella vita è stare come un falco su questo blog a dire coglionate e a beccare la gente come comunista, io avrò rotto i coglioni su QUESTO blog per sfatare vari pregiudizi, su cui almeno sapevo qualcosa, mentre Kolion li rompe a tutti i lettori di Grillo su TUTTI i blog senza sapere nemmeno di che sta parlando
insomma.. ci sarà qualche differenza!!
E COSA CAZZO C'ENTRA JUNG????????????????
Ma siamo al manicomio?

Maria Giovanna Darco 07.03.06 20:45| 
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Diabolik ti piacciono sono le 2 canzoni che mi garbano di più

Banda Bassotti > Un'altro Giorno D'amore (Cd 1) (2001) > Luna Rossa

Il pomeriggio del 12 Dicembre in piazza del Duomo ce l'avete illuminato ma in via del Corso non ci sono le luci per l'Autunno caldo il comune le ha levate In piazza Fontana il traffico è animato c'è il mercatino degli agricoltori sull'autobus a Milano in poche ore la testa nel bavero del cappotto alzato Bisogna fare tutto molto in fretta perché la banca chiude gli sportelli oh come tutto vola così in fretta risparmi gente tutto così in fretta No, no, no, non si può più dormire la luna è rossa e rossa di violenza bisogna piangere i sogni per capire che l'unica giustizia borghese si è spenta scende Dicembre sopra la sera sopra la gente che parla di Natale se questa vita avrà un futuro metterò casa potrà anche andare Dice la gente che in piazza Fontana forse è scoppiata una caldaia la nella piazza 16 morti li benediva un cardinale No, no, no, non si può più dormire la luna è rossa e rossa di violenza bisogna piangere i sogni per capire che l'unica giustizia borghese si è spenta Notti di sangue e di terrore scendono a valle sul mio paese chi pagherà le vittime innocenti? chi darà vita a Pinelli il ferroviere Ieri ho sognato il mio padrone a una riunione confidenziale si son levati tutti il cappello prima di fare questo macello No, no, no, non si può più dormire la luna è rossa e rossa di violenza bisogna piangere i sogni per capire che l'unica giustizia borghese si è spenta Sulla montagna dei martiri nostri tanto giurando su Gramsci e Matteotti sull'operaio caduto in cantiere su tutti i compagni in carcere sepolti Come un vecchio discende il fascismo succhia la vita ad ogni gioventù ma non sentite l'urlo sulla barricata la classe operaia continua la sua lotta No, no, no, non si può più dormire la luna è rossa e rossa di violenza bisogna piangere i sogni per capire che l'unica giustizia borghese si è spenta No, no, no, non si può più dormire la luna è rossa e rossa di violenza bisogna piangere i sogni per capire che l'unica giustizia borghese si è spenta

Rosso fionentino 07.03.06 20:43| 
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Banda Bassotti > Un'altro Giorno D'amore (Cd 2) (2001) > Mockba '993

Sopra le città della gloriosa stella rossa dell'oriente non risplende più il sole che scaldava la povera gente sta cambiando l'aria il vento dell'ovest non si fermerà fino a quando guerra odio e sfruttamento si respirerà Dalle montagne fino al mare calpesteranno l'uomo i piedi della proprietà Quando tu vedrai la fame entrare nelle case della gente e ti accorgerai di te al freddo non gliene importa niente mafia et CIA polvere di stelle vite prenderà cacheranno soldi sopra la tua pelle i cani dello zar Quale giustizia e libertà costruiranno sulla fame e la povertà Ottobre vedrà volare bassi gli avvoltoi dell'occidente facce di operai al muro insieme all'uguaglianza tra la gente tra le cannonate e l'asfalto rosso Ilijc partirà andrà per il mondo cercherà il suo amore Solidarietà Sopra il fumo e le macerie un corvo bianco indosserà la camicia nera Mosca '993, signor padrone mi ricorderò di te... Come un partigiano Tovaric non si arrende col martello in mano Tovaric si difende scenderà la notte con lo sfruttamento sopra le città ma la nostra idea si alzerà ogni giorno e camminerà tra chi mangia polvere e sudore tra chi resiste tra chi non dimenticherà Mosca '993 signor padrone mi ricorderò di te

Rosso fionentino 07.03.06 20:41| 
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Per chi decanta le lodi delle dittature rosse, ecco una lista parziale dei 130 interventi militari statunitensi tra il 1890 e il 1999...
E stiamo parlando solo di USA, e non di tutto l'occidente "democratico", perchè altrimenti la lista si allungherebbe. E non vi sono nemmeno i tentativi falliti nei vari paesi.

La belle époque
Sud Dakota,1890: 300 indiani Dakota vengono massacrati dall’esercito a Wounded Knee.
Argentina,1890: Invio di truppe a Buenos aires a protezione degli interessi [nord-americani].
Cile,1891: Truppe dell’esercito e marines si scontrano con i ribelli nazionalisti.
Haiti,1891: L’esercito reprime una rivolta di lavoratori neri sull’isola di Navassa, reclamata dagli Usa.
Idaho,1892: Truppe dell’esercito schiacciano lo sciopero dei minatori dell’argento.
Hawai,1893: Invio di truppe e marina; rovesciamento del regno indipendente, annessione.
Chicago,1894: Le truppe dell’esercito spezzano lo sciopero dei ferrovieri, 34 morti.
Nicaragua,1894: Le truppe Usa occupano per un mese Bluefields.
Cina,1894-95: La marina e le truppe intervengono nella guerra cino-giapponese.
Corea,1894-96: Nel corso della guerra i marines occupano Seul.
Panama,1895: Intervento dei marines.
Nicaragua,1896: I marines sbarcano nel porto di Corinto.
Cina,1899-1900: Intervento di truppe; la rivolta dei Boxer viene combattuta da eserciti stranieri.
Filippine,1898-1910: Invio di marina e di truppe; le Filippine vengono tolte alla Spagna, 600.000 filippini uccisi.
Cuba,1898-1902: Invio di marina e di truppe; l’isola viene tolta alla Spagna, e tuttora ospita una base navale statunitense.
Portorico,1898: Intervento di marina e di truppe; l’isola viene tolta alla Spagna e l’occupazione di essa dura tuttora.
Guam,1898: Invio di marina e di truppe; l’isola è tolta alla Spagna, ed è tuttora usata come base.
Minnesota,1898: L’esercito combatte contro i Chippewa a Leech Lake.
Nicaragua,1898: I marines sbarcano nel porto di San Juan del Sur.
Samoa,1899: Invio di truppe, battaglia per la successione al trono.
Nicaragua,1899: I marines sbarcano nel porto di Bluefields.
Idaho,1899-1901: L’esercito occupa la regione mineraria di Alene.
Oklahoma,1901: L’esercito sconfigge la rivolta degli indiani Creek.
Panama,1901-1914: Invio di marina e truppe; la regione è separata dalla Colombia, nel 1903; la zona del Canale è annessa, 1914-1999.
Honduras,1903: I marines intervengono nella rivoluzione.
Repubblica dominicana,1903-4: Truppe a protezione degli interessi Usa nella rivoluzione.
Corea,1904-5: I marines intervengono nella guerra russo-giapponese.
Cuba,1906-9: I marines intervengono nelle elezioni democratiche.
Nicaragua,1907: Invio di truppe; viene istituito un protettorato della "diplomazia del dollaro".
Honduras,1907: I marines intervengono nella guerra con il Nicaragua.
Panama,1908: I marines intervengono nelle elezioni.
Nicaragua,1910: I marines sbarcano a Bluefields e a Corinto.
Honduras,1911: Le truppe intervengono per proteggere gli interessi statunitensi nella guerra civile.
Cuba,1912: Le truppe intervengono a L’Avana per proteggere gli interessi statunitensi.
Panama,1912: Le truppe e i marines sbarcano nel corso di infuocate elezioni.
Honduras,1912: Intervento di marines a protezione degli interessi economici Usa.
Nicaragua,1912-33: Intervento delle truppe, bombardamenti; 20 anni di occupazione del paese; combattimenti contro la guerriglia.
Messico,1913: Durante la rivoluzione la marina interviene per evacuare dei cittadini americani.
Repubblica dominicana,1914: La marina si scontra con i ribelli per Santo Domingo.
Colorado,1914: L’esercito spezza uno sciopero di minatori.


Crisi, guerra e rivoluzione
Messico,1914-18: Esercito e marina compiono una serie di interventi contro i nazionalisti.
Haiti,1914-34: Intervento dell’esercito, bombardamenti; dopo le rivolte, 19 anni di occupazione statunitense del paese.
Repubblica dominicana,1916-24: Intervento dei marines che occupano per 8 anni il paese.
Cuba,1917-33: Occupazione militare da parte dell’esercito, trasformazione del paese in un protettorato economico.
Prima guerra mondiale,1917-18: Intervento di truppe e della marina; navi affondate, scontro bellico con la Germania.
Russia,1918-22: Cinque sbarchi di truppe e di forze della marina per combattere i bolscevichi.
Panama,1918-20: Intervento delle truppe e misure di polizia contro una sollevazione dopo le elezioni.
Jugoslavia,1919: I marines intervengono in Dalmazia a fianco dell’Italia contro i serbi.
Honduras,1919: I marines sbarcano durante la campagna elettorale.
Guatemala,1920: Due settimane di intervento dell’esercito contro agitazioni sindacali.
Virginia dell’Ovest,1920-21: Intervento di truppe, bombardamenti; l’esercito interviene contro i minatori.
Turchia,1922: Le truppe intervengono a Smirne per combattere i nazionalisti.
Cina,1922-27: Truppe e forze della marina si dispiegano durante la rivolta nazionalista.
Honduras,1924-25: Le truppe sbarcano due volte durante il conflitto elettorale.
Panama,1925: I marines schiacciano lo sciopero generale.
Cina,1927-34: I marines stazionano nell’intero paese.
Salvador,1932: Intervento di navi da guerra statunitensi durante la rivolta di F. Marti.
Washington Dc,1932: L’esercito blocca la protesta dei veterani della prima guerra mondiale.
Seconda guerra mondiale,1941-45: Intervento militare con mezzi navali, di terra, bombardamenti, armi nucleari; guerra, per tre anni, contro l’Asse; prima guerra nucleare.
Detroit,1943: L’esercito schiaccia la ribellione dei neri.


La "pace"...
Iran,1946: Minaccia di intervento nucleare; si intima alle truppe sovietiche di abbandonare il Nord dell’Iran (l’Azerbaigian)
Jugoslavia,1946: Intervento navale statunitense in risposta all’abbattimento di un aereo Usa.
Uruguay,1947: Minaccia di intervento nucleare; dispiegamento di bombardieri come prova di forza.
Grecia,1947-49: Operazioni di commandos; gli Stati Uniti dirigono l’estrema destra nella guerra civile.
Cina,1948-49: I marines evacuano i cittadini americani prima della vittoria dei comunisti.
Germania,1948: Minaccia di intervento nucleare; bombardieri atomici sorvegliano il ponte aereo per Berlino.
Filippine,1948-54: Operazioni di commandos; la CIA dirige la guerra contro la ribellione degli Huk.
Portorico,1950: Intervento dell’esercito, della marina, bombardamenti, minacce nucleari; viene schiacciata a Ponce la ribellione per l’indipendenza.
Corea,1951-53: Gli Stati Uniti e la Corea del Sud combattono la Cina e la Corea del Nord fino a portare la guerra in una situazione di stallo; minaccia di intervento nucleare nel 1950, e nei confronti della Cina nel 1953; tuttora ci sono in Corea basi Usa.
Iran,1953: Operazioni di commandos; la CIA rovescia la democrazia e porta al potere lo Scià.
Vietnam,1954: Minaccia di intervento atomico; gli Usa offrono alla Francia l’aiuto delle proprie bombe per spezzare l’assedio.
Guatemala,1954: Operazioni di commandos, bombardamenti, minaccia di intervento nucleare; la CIA dirige l’invasione di esiliati dopo che il nuovo governo ha nazionalizzato le imprese statunitensi; bombardieri dislocati in Nicaragua.
Egitto,1956: Minaccia di intervento nucleare; all’Urss si intima di restare fuori dalla crisi di Suez; i marines evacuano gli stranieri.
Libano,1958: I marines intervengono in Libano contro i ribelli.
Iraq,1958: Minaccia di intervento nucleare; l’Iraq viene ammonito di non invadere il Kuwait.
Cina,1958: Minaccia di intervento nucleare; si intima alla Cina di non muoversi in direzione di Taiwan.
Panama,1958: Le truppe intervengono contro una protesta popolare.
Vietnam,1960-75: Intervento di truppe e mezzi navali, bombardamenti, minacce nucleari; guerra contro la rivolta in Sud Vietnam e contro il Vietnam del Nord; tra 1 e 2 milioni di morti nella più lunga delle guerre combattute dagli Usa; minaccia di bombardamenti atomici nel 1968 e nel 1969.
Cuba,1961: Operazione di commandos; l’invasione di esiliati diretta dalla CIA fallisce.
Germania,1961: Minaccia nucleare; stato di allerta durante la crisi del muro di Berlino.
Cuba,1962: Minaccia di intervento nucleare; blocco navale durante la crisi dei missili; si arriva vicino alla guerra con l’Urss.
Laos,1962: Operazioni di commandos; lancio di propaganda militare durante la guerra di guerriglia.
Panama,1964: Le truppe colpiscono dimostranti panamensi che chiedono il ritorno del Canale a Panama.
Indonesia,1965: Operazioni di commandos; un milione di indonesiani [di cui circa la metà membri del Partito comunista indonesiano] sono trucidati in un colpo di stato militare diretto dalla CIA.
Repubblica dominicana,1965-66: Intervento delle truppe, bombardamenti; i marines sbarcano durante la campagna elettorale.
Guatemala,1966-67: Operazioni di commandos; i berretti verdi intervengono contro i ribelli.
Detroit,1967: L’esercito si scontra con i neri, 43 assassinati.
Stati Uniti,1968: Dopo l’uccisione di M.L. King, oltre 21.000 soldati sono dispiegati nelle città.
Cambogia,1969-75: Bombardamenti, interventi di truppe di terra e di mezzi navali; oltre due milioni di cambogiani vengono uccisi in una decade di bombardamenti, fame e caos politico.
Oman,1970: Operazione di commando; gli Stati Uniti guidano l’invasione della marina iraniana.
Laos,1971-73: Operazioni di commandos, bombardamenti; gli Usa dirigono l’invasione dei sud-vietnamiti; bombardamenti a tappeto nelle campagne.
Sud Dakota,1973: Operazione di commandos; l’esercito assedia i Dakota a Wounded Knee.
Medio Oriente,1973: Minaccia di intervento nucleare; allerta mondiale durante la guerra in Medio Oriente.
Cile,1973: Operazioni di commandos; un golpe sostenuto dalla CIA detronizza un presidente marxista democraticamente eletto.


Verso una nuova epoca di crisi, guerra e rivoluzione...
Cambogia,1975: Intervento di truppe, bombardamenti.
Angola,1976-92: Operazioni di commandos; la CIA assiste i ribelli sostenuti dal regime sud-africano.
Iran,1980: Intervento di truppe, minaccia nucleare, bombardamenti abortiti; 8 soldati muoiono in uno scontro aereo; L’Urss è invitata a non immischiarsi nella rivoluzione.
Libia,1981: Manovre aeree; due aerei libici abbattuti.
Salvador,1981-92: Operazioni di commandos, dispiegamento di truppe e di consiglieri militari.
Nicaragua,1981-90: Operazioni di commandos e navali; la CIA dirige le invasioni di esiliati (i contras); semina di mine nei porti contro la rivoluzione.
Libano,1982-84: Intervento di mezzi navali e di truppe, bombardamenti; i marines appoggiano i cristiano-falangisti ed espellono l’OLP; le postazioni dei musulmani e dei siriani vengono bombardate.
Honduras,1983-89: Intervento di truppe e installazione di basi vicino i confini.
Grenada,1983-4: Intervento delle truppe, bombardamenti; invasione dell’isola quattro anni dopo la rivoluzione.
Iran,1984: Due aerei iraniani vengono abbattuti da aerei statunitensi nel Golfo Persico.
Libia,1986: Bombardamenti e impiego di mezzi navali nel tentativo di rovesciare il governo nazionalista.
Bolivia,1986: L’esercito Usa dà assistenza ai raid aerei sulla regione della cocaina.
Iran,1987-88: Bombardamenti e intervento delle truppe: gli Usa intervengono nella guerra a sostegno dell’Iraq.
Libia,1989: Due aerei libici abbattuti da aerei della flotta statunitense.
Isole Virgin,1989: Intervento delle truppe; sollevazione dei neri a St. Croix.
Filippine,1989: Intervento di aerei Usa a difesa del governo contro un colpo di stato.
Panama,1989-90: Intervento di truppe, bombardamenti; il governo nazionalista è rovesciato da 27.000 soldati: arrestati i capi della resistenza, oltre duemila i morti.
Liberia,1990: Invio di truppe che evacuano i cittadini stranieri nel mezzo della guerra civile.
Arabia Saudita,1990-91: Intervento di truppe e dell’aviazione; scontro con l’Iraq dopo che l’Iraq ha invaso il Kuwait; 540.000 soldati dislocati anche in Oman, Qatar, Bahrein, Emirati arabi riuniti e Israele.
Iraq, dal 1990: Bombardamenti, invio di truppe e di mezzi navali; Blocco navale e bombardamenti con oltre 200.000 morti nell’invasione dell’Iraq; creazione di una "no-fly zone"; distruzione su larga scala dell’esercito iracheno.
Kuwait,1991: Intervento di truppe e di mezzi navali, bombardamenti; la famiglia reale è reinstallata sul trono.
Los Angeles,1992: Intervento dell’esercito e dispiegamento anche della marina contro una rivolta scoppiata contro la polizia.
Somalia,1992-94: Intervento di truppe e mezzi navali, bombardamenti; l’Onu, sotto la guida degli Usa, procedono all’occupazione del paese; bombardata una delle fazioni in lotta tra loro a Mogadiscio.
Jugoslavia,1992-94: Blocco navale della Nato contro la Serbia e il Montenegro.
Bosnia,1993-95: Bombardamenti aerei; ricognizione aerea delle "no-fly zone" nel corso della guerra civile; abbattuti aerei, bombardati i serbi.
Haiti,1994-96: Intervento di truppe e di mezzi navali; blocco contro il governo militare; le truppe Usa reinstallano nel suo incarico il presidente Aristide tre anni dopo il colpo di stato.
Croazia,1995: Bombardamenti statunitensi sugli aereoporti serbi in Krajna prima dell’offensiva croata.
Zaire,1996-97: I marines intervengono nel campo di rifugiati Hutu dal Rwanda, nell’area in cui comincia la rivoluzione [?] in Congo.
Liberia,1997: I soldati statunitensi evacuano, sotto il fuoco dei ribelli, gli stranieri.
Albania,1997: I soldati statunitensi evacuano gli stranieri.
Sudan,1998: Attacco missilistico contro una fabbrica di medicinali accusata di produrre gas nervino per scopi "terroristici".
Afghanistan,1998: Attacchi contro campi di addestramento istituiti dalla CIA e usati da gruppi fondamentalisti islamici accusati di avere organizzato attentati contro ambasciate statunitensi.
Iraq, dal 1998: Bombardamenti missilistici; quattro giorni di intensi attacchi aerei dopo che l’Iraq ha opposto impedimenti alle ispezioni sui propri impianti bellici.
Jugoslavia,1999: Bombardamenti missilistici; attacchi aerei della Nato dopo che la Serbia si rifiuta di ritirarsi dal Kosovo; Occupazione Nato del Kosovo.
Per chi vuole un libro serio e approfondito sull'argomento, scritto da un ex-agente governativo AMERICANO, la miglior scelta al momento resta Il Libro Nero degli USA, di William Blum. Un capolavoro di più di mille pagine con una piccola visione dello schifo imperialista.
E non mi paragonate le dittature così dette comuniste con l’ideale comunista, e con quello che significa oggi.
Gli Stati Uniti sono sempre quelli, se non peggio anzi sicuramente.

Rosso fionentino 07.03.06 20:39| 
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@ Maria Giovanna Darco

Ascolta cara Viviana... non mi sono mai vantata di abiti e stile... in un vecchio post raccontavo la mia esperienza con alcuni no-global che, talmente aperti al dialogo, disponibili e tolleranti, appena vista mi hanno subito "allontanata" etichettandomi come "fighetta montata" solo perchè non avevo rasta, magliette larghe e pantaloni rotti. C'è una bella differenza con ciò che hai scritto. Quel mio racconto voleva proprio sottolineare l'incoerenza di chi si ritiene aperto a tutti e poi esclude e timbra negativamente una persona solo perchè "diversa" esteticamente da loro.
Ti ripeto, visto che non l'hai capito, che non mi interessa se ci sia un no-global nella lista di Di Pietro, perchè so che il ruolo di questo Moschini non sarà quello del sovversivo-rivoluzionario, insurrezionalista, bensì quello di portare una voce, sì scomoda, ma inseribile in un contesto democratico-liberale. Credi che per qualche no-global all'interno di un partito si debba mettere in discussione il nostro sistema già così sgangherato?

Maria Laura Frattarelli 07.03.06 20:32| 
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Continuo a restare perplessa:, uno si crede colto e intelligente e poi ignora che la socialdemocrazia discende da Marx e che il fascismo è il capitalismo più feroce.
Ma come si fa a parlare se mancano i termini minimi del discorso? Si spara a zero sugli altri senza avere l'ABC della politica. Si danno giudizi senza conoscere la storia dell'Europa, del liberalismo, del marxismo, dell'Italia.
Io con un marxista non mi confronto perché non sono alla sua altezza, ma almeno è uno che ha studiato, si è fatto un mazzo così sui testi durissimi di Marx, di Hengel, di Bakunin, di Trotzki, è uno preparato che sa più di me della sua materia, perché Marx è un pozzo profondo a cui io non ho attinto, ma questi pseudo liberali dell'ultim'ora non sann storia né politica, possono votare questo o quel partito ma ignorano tutto.
Questo blog può essere utile proprio perché il confronto svela le lacune.
Le socialdemocrazie nascono dalla stessa radice di Marx, eliminando la forma rivoluzionaria violenta e includendo un capitalismo emendato con progressive riforme legislative reso più equo con riformismi graduali, nel rispetto delle libertà e dei diritti dell'uomo, contro l’arbitrio del capitale, per tutelare sia i lavoratori dipendenti che le classi medie (o sfigate). Si individuano in Svezia, Danimarca e Germania, con forme di rappresentanza democratica e base parlamentare. Insomma sono ciò che Prodi intende dicendo che vuol coniugare lo stato sociale coi diritti della produzione o a cui si sta avvicinando Bertinotti che ha ripudiato la rivoluzione violenta, tutte cose che HK finge di ignorare, buttando tutto in vacca.
Il libro nero del comunismo è un'altra cosa e molti qui lo hanno detto giustamente più volte, citare le efferatezze o i morti di Stalin in relazione alla sinistra italiana è bassa macelleria politica, è antistorico e anche cretino. Io non sono comunista ma rispetto molto più loro che i parolai faziosi alla Kolion, almeno sanno quello che dicono.

Maria Giovanna Darco 07.03.06 20:31| 
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Discussione

Il Manifesto del Partito Comunista

Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi.
Dov'è il partito di opposizione che non sia stato bollato di comunismo dai suoi avversari al governo, dove il partito di opposizione che non abbia ritorto l'infamante accusa di comunismo sia contro gli esponenti più progressisti dell'opposizione che contro i suoi avversari reazionari?
Di qui due conseguenze.
Il comunismo viene ormai riconosciuto da tutte le potenze europee come una potenza.
È gran tempo che i comunisti espongano apertamente a tutto il mondo la loro prospettiva, i loro scopi, le loro tendenze, e oppongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito.
A questo scopo si sono radunati a Londra comunisti delle più diverse nazionalità e hanno redatto il seguente manifesto, che viene pubblicato in lingua inglese, francese, tedesca, italiana, fiamminga e danese.

I
BORGHESI E PROLETARI

La storia di ogni società è stata finora la storia di lotte di classe.
Uomo libero e schiavo, patrizio e plebeo, barone e servo della gleba, membro di una corporazione e artigiano, in breve oppressore e oppresso si sono sempre reciprocamente contrapposti, hanno combattuto una battaglia ininterrotta, aperta o nascosta, una battaglia che si è ogni volta conclusa con una trasformazione rivoluzionaria dell'intera società o con il comune tramonto delle classi in conflitto.
Nelle precedenti epoche storiche noi troviamo dovunque una suddivisione completa della società in diversi ceti e una multiforme strutturazione delle posizioni sociali. Nell'antica Roma abbiamo patrizi, cavalieri, plebei, schiavi; nel Medioevo, feudatari, vassalli, membri delle corporazioni, artigiani, servi della gleba, e ancora, in ciascuna di queste classi, ulteriori specifiche classificazioni.
La moderna società borghese, sorta dal tramonto della società feudale, non ha superato le contrapposizioni di classe. Ha solo creato nuove classi al posto delle vecchie, ha prodotto nuove condizioni dello sfruttamento, nuove forme della lotta fra le classi.
La nostra epoca, l'epoca della borghesia, si caratterizza però per la semplificazione delle contrapposizioni di classe. L'intera società si divide sempre più in due grandi campi nemici, in due grandi classi che si fronteggiano direttamente: borghesia e proletariato.
Dai servi della gleba del Medioevo sorse il popolo minuto delle prime città; da questo popolo minuto si svilupparono i primi elementi della borghesia.
La scoperta dell'America, il periplo dell'Africa crearono un nuovo terreno per la borghesia rampante. Il mercato delle Indie orientali e quello cinese, la colonizzazione dell'America, il commercio con le colonie, la moltiplicazione dei mezzi di scambio e delle stesse merci diedero un impulso fino ad allora sconosciuto al commercio, alla navigazione, all'industria, e quindi favorirono un rapido sviluppo dell'elemento rivoluzionario nella decadente società feudale.
L'attività industriale fino ad allora vincolata a moduli feudali o corporativi non poteva più fronteggiare le crescenti aspettative prodotte dai nuovi mercati. Al suo posto comparve la manifattura. I maestri artigiani vennero soppiantati dal ceto medio industriale; la divisione del lavoro tra le varie corporazioni scomparve di fronte alla divisione del lavoro nella stessa singola officina.
Ma i mercati continuavano a crescere e con essi le aspettative. Anche la manifattura non bastava più. Il vapore e le macchine rivoluzionavano la produzione industriale. Al posto della manifattura si affermò la grande industria moderna, al posto del ceto medio industriale apparvero gli industriali milionari, i comandanti di intere armate industriali, i moderni borghesi.
La grande industria ha creato il mercato mondiale, il cui avvento era stato preparato dalla scoperta dell'America. Il mercato mondiale ha dato uno smisurato impulso allo sviluppo del commercio, della navigazione, delle comunicazioni terrestri. Tale sviluppo ha a sua volta retroagito sulla crescita dell'industria. E nella stessa misura in cui crescevano industria, commercio, navigazione, ferrovie si sviluppava anche la borghesia. Ed essa accresceva i suoi capitali e metteva in ombra tutte le classi di origine medievale.
Noi vediamo dunque come la stessa borghesia moderna sia il prodotto di un lungo processo di sviluppo, di una serie di trasformazioni nel modo di produzione e di scambio.
Ciascuno di questi stadi di sviluppo della borghesia era accompagnato da un corrispondente progresso politico . Ceto oppresso sotto il dominio dei signori feudali, associazioni armate e autonome nell'età dei Comuni , qui repubblica cittadina indipendente , là terzo stato tributario della monarchia , poi al tempo della manifattura contrappeso alla nobiltà nella monarchia cetuale o in quella assoluta e ancora pilastro fondamentale delle grandi monarchie, la borghesia si conquistò infine l'assoluto dominio politico dopo la nascita della grande industria e del mercato mondiale nel moderno Stato rappresentativo. Il potere statale moderno è solo un comitato che amministra gli affari comuni dell'intera classe borghese.
La borghesia ha giocato nella storia un ruolo altamente rivoluzionario.
La borghesia ha distrutto i rapporti feudali, patriarcali, idillici dovunque abbia preso il potere. Essa ha spietatamente stracciato i variopinti lacci feudali che legavano la persona al suo superiore naturale, e non ha salvato nessun altro legame fra le singole persone che non sia il nudo interesse, il crudo "puro rendiconto". Essa ha affogato nelle gelide acque del calcolo egoistico i sacri fremiti della pia infatuazione, dell'entusiasmo cavalleresco, della malinconia filistea. Essa ha dissolto la dignità personale nel valore di scambio, e al posto delle innumerevoli libertà patentate e ben meritate ha affermato l'unica libertà, quella di commerciare, una libertà senza scrupoli. In una parola, al posto dello sfruttamento celato dalle illusioni religiose e politiche ha instaurato lo sfruttamento aperto, senza vergogna, diretto, secco.
La borghesia ha spogliato delle loro sacre apparenze tutte le attività fino ad allora onorevoli e considerate con pia umiltà. Essa ha trasformato il medico, il giurista, il prete, il poeta, l'uomo di scienza in suoi salariati.
La borghesia ha strappato alle relazioni familiari il loro toccante velo sentimentale per ricondurle a una pura questione di denaro.
La borghesia ha rivelato come la brutale esibizione di forza, quella caratteristica del Medioevo che tanto piace alla reazione, abbia trovato il suo congruo complemento nella più inerte pigrizia. Solo la borghesia ha dimostrato che cosa l'attività umana può produrre. Essa ha realizzato meraviglie ben diverse dalle piramidi egizie, dagli acquedotti romani e dalle cattedrali gotiche, si è lanciata in ben altre avventure che non le migrazioni dei popoli e le crociate.
La borghesia non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione, dunque i rapporti di produzione, dunque tutti i rapporti sociali. La prima condizione di esistenza di tutte le precedenti classi industriali era invece la conservazione immutata del vecchio modo di produzione. L'ininterrotta trasformazione della produzione, il continuo sconvolgimento di tutte le istituzioni sociali, l'eterna incertezza e l'eterno movimento distinguono l'epoca della borghesia da tutte le epoche precedenti8. Vengono quindi travolti tutti i rapporti consolidati, arrugginiti, con il loro codazzo di rappresentazioni e opinioni da tempo in onore. E tutti i nuovi rapporti invecchiano prima di potersi strutturare. Tutto ciò che è istituito, tutto ciò che sta in piedi evapora, tutto ciò che è sacro viene sconsacrato, e gli uomini sono finalmente costretti a considerare con sobrietà il loro posto nella vita, i loro rapporti reciproci.
La necessità di uno sbocco sempre più vasto per i suoi prodotti lancia la borghesia alla conquista dell'intera sfera terrestre. Bisogna annidarsi dappertutto, dovunque occorre consolidarsi e stabilire collegamenti.
La borghesia ha strutturato in modo cosmopolitico la produzione e il consumo di tutti i paesi grazie allo sfruttamento del mercato mondiale. Con grande dispiacere dei reazionari essa ha sottratto all'industria il suo fondamento nazionale. Antichissime industrie nazionali sono state distrutte e continuano a esserlo ogni giorno. Nuove industrie le soppiantano, industrie la cui nascita diventa una questione vitale per tutte le nazioni civili, industrie che non lavorano più le materie prime di casa ma quelle provenienti dalle regioni più lontane, e i cui prodotti non vengono utilizzati solo nel paese stesso ma, insieme, in tutte le parti del mondo. Al posto dei vecchi bisogni, soddisfatti dai prodotti nazionali, se ne affermano di nuovi, che per essere soddisfatti esigono i prodotti delle terre e dei climi più lontani. Al posto dell'antica autosufficienza e delimitazione locale e nazionale si sviluppano traffici in tutte le direzioni, si stringe una reciproca interdipendenza universale fra le nazioni. E ciò sia nella produzione materiale che in quella spirituale. Le conquiste spirituali delle singole nazioni divengono bene comune. L'unilateralità e la delimitazione nazionale diventano sempre meno possibili e dalle varie letterature nazionali e locali si costruisce una letteratura mondiale.
La borghesia trascina verso la civiltà persino le nazioni più barbariche, grazie al rapido miglioramento di tutti gli strumenti di produzione, grazie al continuo progresso delle comunicazioni. I prezzi ben calibrati delle sue merci sono l'artiglieria pesante con cui essa atterra qualsiasi muraglia cinese, con cui essa costringe alla capitolazione financo la più ostinata xenofobia dei barbari. La borghesia costringe tutte le nazioni a far proprio il modo di produzione borghese, se non vogliono affondare; la borghesia le costringe a introdurre esse stesse la cosiddetta civiltà, cioè a diventare borghesi. In una parola, la borghesia si costruisce un mondo a sua immagine e somiglianza.
La borghesia ha sottomesso la campagna al dominio della città. Essa ha creato enormi città, ha notevolmente aumentato la popolazione urbana rispetto a quella delle campagne, strappando così all'idiotismo della vita di campagna una parte importante della popolazione. Come ha reso dipendente la campagna dalla città, così ha reso dipendenti i paesi barbarici o semibarbarici da quelli civilizzati, i popoli contadini da quelli borghesi, l'Oriente dall'Occidente.
La borghesia tende sempre più a superare la frammentazione dei mezzi di produzione, della proprietà e della popolazione. Essa ha agglomerato la popolazione, centralizzato i mezzi di produzione e concentrato la proprietà in poche mani. La conseguenza necessaria era la centralizzazione politica. Province indipendenti, quasi solo alleate, con interessi, leggi, governi e dogane differenti, sono state riunite in un'unica nazione, un unico governo, un'unica legge, un unico interesse di classe nazionale, un'unica barriera doganale.
La borghesia ha prodotto, nel corso del suo nemmeno centenario dominio di classe, forze produttive più massicce e colossali di tutte le altre generazioni messe insieme. Controllo delle forze della natura, macchine, impiego della chimica nell'industria e nell'agricoltura, navigazione a vapore, ferrovie, telegrafi elettrici, dissodamento di interi continenti, navigabilità dei fiumi, popolazioni intere fatte nascere dal nulla: quale secolo passato sospettava che tali forze produttive giacessero nel grembo del lavoro sociale?
Noi però abbiamo visto che i mezzi di produzione e di scambio sul cui fondamento si è sviluppata la borghesia furono creati nella società feudale. A un certo stadio dello sviluppo di questi mezzi di produzione e di scambio, i rapporti entro cui la società feudale produceva e scambiava, l'organizzazione feudale dell'agricoltura e della manifattura, in una parola i rapporti feudali di proprietà, non rappresentavano più lo sviluppo raggiunto dalle forze produttive. Più che stimolare la produzione, tali rapporti la ostacolavano. Tanto da trasformarsi in altrettante catene. Dovevano essere spezzati e furono spezzati.
Al loro posto subentrò la libera concorrenza con la costituzione sociale e politica che le è propria, con il dominio economico e politico della classe borghese.
Simile è lo sviluppo che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. I rapporti borghesi di produzione e di scambio, i rapporti borghesi di proprietà, insomma la moderna società borghese, che ha come per incantesimo prodotto mezzi di produzione e di scambio tanto potenti, è come l'apprendista stregone incapace di controllare le potenze sotterranee da lui stesso evocate. La storia dell'industria e del commercio è ormai da decenni solo la storia della sollevazione delle moderne forze produttive contro i moderni mezzi di produzione, contro i rapporti di proprietà che esprimono le condizioni di esistenza e di dominio della borghesia. Basta citare le crisi commerciali, che nel loro minaccioso ricorrere ciclico mettono sempre più in questione l'esistenza dell'intera società borghese. Nelle crisi commerciali viene regolarmente distrutta una grande parte non solo dei prodotti ma persino delle forze produttive già costituite. Nelle crisi scoppia un'epidemia sociale che in tutte le altre epoche sarebbe stata considerata un controsenso: l'epidemia della sovrapproduzione. La società si trova improvvisamente ricacciata in uno stato di momentanea barbarie; una carestia, una guerra di annientamento11 totale sembrano sottrarle ogni mezzo di sussistenza; l'industria, il commercio appaiono distrutti, e perché? Perché la società ha incorporato troppa civiltà, troppi mezzi di sussistenza, troppa industria, troppo commercio. Le forze produttive di cui essa dispone non servono più allo sviluppo della civiltà borghese e12 dei rapporti borghesi di proprietà; al contrario, esse sono diventate troppo potenti per quei rapporti, ne sono frenate, e non appena superano questo ostacolo gettano nel caos l'intera società borghese, mettono in pericolo l'esistenza della proprietà borghese. I rapporti borghesi sono diventati troppo angusti per contenere la ricchezza che essi stessi hanno prodotto. Come supera le crisi la borghesia? Da una parte con l'annientamento coatto di una massa di forze produttive; dall'altra conquistando nuovi mercati e sfruttando più a fondo quelli vecchi. In che modo, insomma? Provocando crisi più generalizzate e più violente e riducendo i mezzi necessari a prevenirle.
Le armi con cui la borghesia ha annientato il feudalesimo si rivoltano ora contro la borghesia stessa.
Ma la borghesia non ha solo forgiato le armi che la uccidono; ha anche prodotto gli uomini che imbracceranno queste armi: i lavoratori moderni, i proletari.
Nella stessa misura in cui si sviluppa la borghesia, cioè il capitale, si sviluppa anche il proletariato, la moderna classe dei lavoratori, i quali vivono solo fin quando trovano lavoro e trovano lavoro solo in quanto il loro lavoro accresce il capitale. Questi lavoratori, che devono vendersi un poco alla volta, sono una merce come qualsiasi altro articolo in commercio e sono perciò ugualmente esposti a tutte le alterne vicende della concorrenza, a tutte le oscillazioni del mercato.
Il lavoro dei proletari ha perso ogni tratto di autonomia e quindi ogni stimolo per il lavoratore a causa dell'espansione delle macchine e della divisione del lavoro. Il lavoratore diventa un mero accessorio della macchina. Da lui si pretende solamente il più facile, il più monotono, il più elementare movimento. Il suo costo è limitato quasi esclusivamente ai mezzi di sostentamento di cui egli necessita per sopravvivere e per garantire il futuro della sua razza. Il prezzo di una merce, dunque anche del lavoro13, è però pari ai suoi costi di produzione. Più il lavoro è ripugnante, più diminuisce per conseguenza il salario. Meglio: più si sviluppano le macchine e la divisione del lavoro, più cresce il volume14 del lavoro, sia per l'aumento dell'orario di lavoro, sia per l'aumento del lavoro richiesto in un dato periodo di tempo, per la cresciuta velocità delle macchine, ecc.
L'industria moderna ha trasformato il piccolo laboratorio del maestro patriarcale nella grande fabbrica del capitalista industriale. Le masse dei lavoratori compresse nella fabbrica vengono organizzate militarmente. Come soldati semplici dell'industria esse vengono sottoposte alla vigilanza di una gerarchia completa di sottufficiali e ufficiali. I lavoratori non sono solo schiavi della classe borghese, dello Stato borghese, ogni giorno e ogni ora essi sono asserviti dalla macchina, dal sorvegliante e soprattutto dallo stesso singolo fabbricante borghese. Tale dispotismo è tanto più gretto, odioso, amaro, quanto più apertamente erige il profitto a suo ultimo scopo.
Quanto meno il lavoro manuale richiede abilità e forza, cioè quanto più si sviluppa l'industria moderna, tanto più il lavoro degli uomini viene sostituito da quello delle donne e dei bambini . Per la classe operaia le differenze di sesso e di età non hanno più alcuna rilevanza sociale. Non esistono ormai che strumenti di lavoro, distinti per il diverso costo relativo all'età e al sesso.
Se lo sfruttamento del lavoratore da parte del proprietario della fabbrica cessa nel momento in cui egli riceve il suo compenso in contanti, ecco che su di lui si gettano le altre parti della borghesia, il proprietario della casa, il bottegaio, lo strozzino, ecc.
I piccoli ceti medi, i piccoli industriali, commercianti e detentori di rendita, gli artigiani e i contadini, tutte queste classi sprofondano nel proletariato in parte perché il loro esiguo capitale non basta per mandare avanti una grande industria e quindi soggiace alla concorrenza dei grandi capitalisti, in parte perché il loro talento è svalutato da nuovi modi di produzione. Sicché il proletariato è reclutato in tutte le classi della popolazione.
Il proletariato passa attraverso diverse fasi di sviluppo. La sua lotta contro la borghesia comincia dalla nascita.
All'inizio a lottare sono i singoli lavoratori, poi i lavoratori di una fabbrica, poi quelli di un ramo produttivo in un luogo specifico contro il singolo borghese che li sfrutta direttamente. Essi contestano non solo i rapporti di produzione borghesi ma gli stessi strumenti di produzione; distruggono le merci concorrenti che provengono dall'estero, fanno a pezzi le macchine, incendiano le fabbriche, cercano di riconquistarsi17 la vecchia posizione di cui come lavoratori godevano nel Medioevo.
In questo stadio i lavoratori costituiscono una classe dispersa in tutto il paese e divisa dalla concorrenza. Una loro resistenza più massiccia ancora non deriva dalla capacità di unirsi in autonomia, ma dall'unità della borghesia, la quale per raggiungere i propri obiettivi politici deve - e ancora può - mettere in movimento l'intero proletariato. In questo stadio dunque i proletari non combattono i loro nemici, ma i nemici dei propri nemici, i residui della monarchia assoluta, i proprietari terrieri, i borghesi non industriali, i piccoli borghesi. L'intero movimento storico è in tal modo concentrato nelle mani della borghesia; ogni vittoria così ottenuta è una vittoria della borghesia.
Ma con lo sviluppo dell'industria il proletariato non solo cresce di numero; esso si coagula in grandi masse, diventa più forte e più consapevole della sua forza. Gli interessi, le condizioni di vita dei proletari diventano sempre più simili, poiché le macchine annientano le differenze nel lavoro e precipitano il salario quasi dappertutto verso una stessa modesta soglia. La crescente concorrenza tra borghesi e le crisi commerciali che ne derivano rendono il salario dei lavoratori sempre più labile; l'evoluzione delle macchine, in continuo sempre più rapido sviluppo, ne rende l'esistenza sempre più insicura; gli scontri tra il singolo lavoratore e il singolo borghese acquistano sempre più il carattere di scontro fra due classi. I lavoratori cominciano a formare coalizioni18 contro il borghese; si uniscono per difendere il salario. Fino a costituire associazioni permanenti, in modo da prepararsi per queste periodiche battaglie. In qualche caso la lotta si muta in rivolta.
Qualche volta i lavoratori riescono a vincere, ma solo provvisoriamente. Il vero risultato delle loro lotte non è il successo immediato, ma il rafforzamento dell'unità dei lavoratori. Essa è facilitata dallo sviluppo dei mezzi di comunicazione prodotti dalla grande industria, che mettono in contatto lavoratori delle più varie località. C'è bisogno di questo collegamento per dare la stessa impronta alle molte battaglie locali che esplodono un po' dappertutto, per centralizzarle in una lotta nazionale, in una lotta di classe. Ma ogni lotta di classe è una lotta politica. E i moderni proletari realizzano in pochi anni grazie alle ferrovie quell'unità che gli uomini medievali crearono nei secoli con le loro strade vicinali.
Questa organizzazione dei proletari in classe, e quindi in partito politico, viene ad ogni istante nuovamente distrutta dalla concorrenza fra gli stessi lavoratori. Ma essa rinasce sempre di nuovo, più forte, più solida, più potente. Essa impone il riconoscimento per legge di singoli interessi dei lavoratori, sfruttando le divisioni nella borghesia. È il caso della legge delle dieci ore in Inghilterra.
Gli scontri nel corpo della vecchia società favoriscono in vario modo la crescita del proletariato. La borghesia è sempre in lotta: dapprima contro l'aristocrazia; più tardi contro quelle sue stesse parti i cui interessi si rivelano di ostacolo allo sviluppo dell'industria; e perennemente contro la borghesia di tutti i paesi stranieri. In tutte queste lotte essa si sente costretta a fare appello al proletariato, a prendere in considerazione il suo aiuto e a immetterlo così nel circuito politico. La borghesia forgia così gli strumenti19 dello sviluppo del proletariato, produce cioè le armi con cui sarà combattuta.
Inoltre, come abbiamo visto, lo sviluppo dell'industria getta parti fondamentali della classe dominante nella condizione proletaria, o quanto meno ne minaccia il livello di vita. Anche queste parti di borghesia declassata offrono al proletariato una quantità di fattori di sviluppo .
In tempi in cui la lotta di classe si avvicina infine allo scontro decisivo, il processo di dissolvimento della classe dominante, dell'intera vecchia società, assume un carattere così veemente, così acuto, che una piccola parte della vecchia società se ne emancipa per unirsi alla classe rivoluzionaria, alla classe cui appartiene il futuro. Come una volta parte della nobiltà passò con la borghesia, così oggi parte della borghesia va con il proletariato, e segnatamente una parte degli ideologi borghesi, che si sono innalzati alla comprensione teorica dell'intero movimento storico.
Tra tutte le classi che oggi si contrappongono alla borghesia, solo il proletariato è una vera classe rivoluzionaria. Le altre classi vanno in rovina e tramontano con la grande industria; il proletariato ne è il prodotto più proprio.
I ceti medi, i piccoli industriali, il piccolo commerciante, l'artigiano, il contadino: tutti costoro combattono la borghesia per assicurarsi l'esistenza come ceti medi. Essi non sono quindi rivoluzionari, ma conservatori. Di più, essi sono reazionari, giacché tentano di riportare indietro la ruota della storia. Se sono rivoluzionari, lo sono in rapporto al loro prossimo passaggio al proletariato. In tal senso, essi non difendono i loro interessi attuali ma quelli futuri, e quindi abbandonano la posizione loro propria per incardinarsi in quella del proletariato.
Il sottoproletariato , questa marcescenza passiva dei ceti infimi della vecchia società, viene in qualche caso trascinato da una rivoluzione proletaria, ma per tutta la sua esistenza sarà più incline a vendersi ai reazionari intriganti.
Le condizioni di vita della vecchia società sono già distrutte nelle condizioni di vita del proletariato. Il proletario è senza proprietà; il suo rapporto con la moglie e i figli non ha più niente in comune con la famiglia borghese; il lavoro industriale moderno, il moderno assoggettamento al capitale, identico in Inghilterra e in Francia, in America e in Germania, gli ha sottratto ogni carattere nazionale. Le leggi, la morale, la religione sono per lui altrettanti pregiudizi borghesi, dietro i quali si nascondono altrettanti interessi borghesi.
Una volta conquistato il potere, tutte le classi precedenti cercarono di garantirsi le condizioni di vita appena ottenute sottomettendo l'intera società alle regole della loro conquista. I proletari possono impossessarsi delle forze produttive sociali solo eliminando il loro stesso modo di acquisizione della ricchezza e quindi l'intero modo di acquisizione della ricchezza finora vigente. I proletari non hanno nulla di proprio da difendere, devono distruggere ogni forma di sicurezza privata e di assicurazione privata esistente.
Tutti i movimenti sono stati finora movimenti di minoranze o nell'interesse di minoranze. Il movimento proletario è il movimento autonomo della stragrande maggioranza nell'interesse della stragrande maggioranza. Il proletariato, ceto infimo dell'attuale società, non si può sollevare, non può elevarsi, senza far saltare in aria l'intera costruzione dei ceti che formano la società ufficiale.
Non nel contenuto, ma nella forma, la lotta del proletariato contro la borghesia è dapprima nazionale. Per prima cosa il proletariato di ogni paese deve naturalmente far fuori la sua borghesia.
Descrivendo le fasi più generali dello sviluppo del proletariato, abbiamo osservato la più o meno nascosta guerra civile all'interno dell'attuale società fino al punto in cui scoppia un'aperta rivoluzione e il proletariato afferma il suo dominio grazie alla liquidazione violenta della borghesia.
Ogni società si è finora fondata, come abbiamo visto, sulla contrapposizione fra classi di oppressori e di oppressi. Ma per opprimere una classe, occorre assicurarle condizioni tali da permetterle almeno di sopravvivere in schiavitù. Il servo della gleba si è elevato a membro del Comune continuando a lavorare come servo della gleba, così come il piccolo borghese si è fatto borghese sotto il giogo dell'assolutismo feudale. Al contrario, il lavoratore moderno, invece di elevarsi con il progresso dell'industria, tende a impoverirsi rispetto alle condizioni di vita della sua classe. Il lavoratore diventa povero, e la povertà si sviluppa più rapidamente della popolazione e della ricchezza. Emerge così chiaramente che la borghesia non è in grado di restare ancora a lungo la classe dominante nella società e di dettarvi legge alle sue condizioni. La borghesia è incapace di governare perché non è in grado di garantire l'esistenza ai suoi schiavi all'interno del suo stesso schiavismo, perché è costretta a lasciarli sprofondare in una condizione che la costringe a nutrirli, anziché esserne nutrita. La società non può più vivere sotto la borghesia, insomma l'esistenza della borghesia non è più compatibile con quella della società.
La condizione essenziale per l'esistenza e per il dominio della borghesia è l'accumulazione della ricchezza nelle mani di privati, la formazione e la moltiplicazione del capitale. La condizione necessaria a creare il capitale è il lavoro salariato. Il lavoro salariato riposa esclusivamente sulla concorrenza fra i lavoratori. Il progresso dell'industria, di cui la borghesia è portatrice involontaria e passiva, produce, invece dell'isolamento dei lavoratori prodotto dalla concorrenza, la loro unificazione rivoluzionaria sotto forma di associazione. Con lo sviluppo della grande industria viene dunque sottratta sotto i piedi della borghesia la base stessa su cui essa produce e si appropria dei prodotti. Essa produce soprattutto i suoi propri becchini. Il suo tramonto e la vittoria del proletariato sono ugualmente inevitabili.

II
PROLETARI E COMUNISTI

Qual è il rapporto tra comunisti e proletari?
I comunisti non sono un partito a sé fra gli altri partiti dei lavoratori.
Essi non hanno interessi separati da quelli dell'intero proletariato.
Essi non propongono particolari princìpi su come modellare il movimento proletario.
I comunisti si distinguono dai restanti partiti proletari solo perché, d'un lato, nelle diverse lotte nazionali dei proletari essi pongono in evidenza e affermano gli interessi comuni di tutto il proletariato, indipendentemente dalla nazionalità; dall'altro, perché essi esprimono sempre l'interesse complessivo del movimento nelle diverse fasi in cui si sviluppa la lotta fra proletariato e borghesia.
I comunisti sono pertanto nella pratica la parte più decisa e più avanzata dei partiti operai di ogni paese, e dal punto di vista teorico essi sono anticipatamente consapevoli delle condizioni, del corso e dei risultati complessivi del movimento proletario.
Il primo compito dei comunisti è identico a quello di tutti gli altri partiti proletari: costituzione del proletariato in classe, annientamento del dominio della borghesia, conquista del potere politico da parte del proletariato.
Le formulazioni teoriche dei comunisti non riposano affatto su idee, su princìpi scoperti da questo o quel riformatore del mondo.
Essi sono solo l'espressione generale di rapporti effettivi di una lotta di classe che esiste, di un movimento storico che si svolge sotto i nostri occhi. L'eliminazione di rapporti di proprietà finora vigenti non è qualcosa di specificamente comunista.
Tutti i rapporti di proprietà sono stati soggetti nel corso della storia a un cambiamento continuo.
Ad esempio, la Rivoluzione francese abolì la proprietà feudale a vantaggio di quella borghese.
Ciò che distingue il comunismo non è l'eliminazione della proprietà in quanto tale, bensì l'abolizione della proprietà borghese.
Ma la moderna proprietà privata borghese è l'ultima e più compiuta espressione della creazione e dell'appropriazione dei prodotti fondata su contrapposizioni di classe, sullo sfruttamento degli uni da parte degli altri .
In tal senso i comunisti possono riassumere la loro teoria in questa singola espressione: abolizione della proprietà privata.
Si è rimproverato a noi comunisti di voler abolire la proprietà personale, ottenuta con il proprio lavoro; la proprietà che costituirebbe la base di ogni libertà, attività e indipendenza personale.
Proprietà guadagnata con il proprio lavoro! Parlate della proprietà piccolo-borghese, piccolo-contadina, che ha preceduto la proprietà borghese? Non abbiamo bisogno di abolirla, è lo sviluppo dell'industria che l'ha abolita e l'abolisce giorno per giorno.
Oppure parlate della moderna proprietà privata borghese?
Ma il lavoro salariato, il suo lavoro, dà al proletario una proprietà? Niente affatto. Esso crea il capitale, cioè la proprietà che sfrutta il lavoro salariato, che può accrescersi solo a condizione di produrre nuovo lavoro salariato, per sfruttarlo di nuovo. Nella sua forma attuale, la proprietà deriva dalla contrapposizione di capitale e lavoro salariato. Osserviamo i due lati di questa opposizione.
Essere capitalista significa assumere nella produzione una posizione non solo puramente personale, ma sociale. Il capitale è un prodotto collettivo e può essere messo in moto solo grazie a una comune attività di molti, anzi in ultima istanza di tutti i membri della società.
Il capitale non è quindi un potere solo personale, è un potere sociale.
Se allora il capitale viene trasformato in proprietà collettiva, che appartiene a tutti i membri della società, in tal modo non si muta una proprietà privata in una proprietà collettiva. Cambia solo il carattere sociale della proprietà. Essa perde il suo carattere di classe.
Veniamo al lavoro salariato.
Il prezzo medio del lavoro salariato è il minimo del compenso lavorativo, cioè la somma dei mezzi di sussistenza necessari a mantenere in vita il lavoratore in quanto lavoratore. Ciò di cui dunque il lavoratore si appropria attraverso la sua attività, basta appena per ricreare le condizioni minime per sopravvivere. Noi non vogliamo affatto abolire questa appropriazione personale dei prodotti del lavoro necessari a ricostituire le condizioni minime di sopravvivenza, un'appropriazione da cui non deriva alcun ricavo che potrebbe conferire potere sul lavoro altrui. Noi vogliamo solo eliminare il carattere miserevole di tale appropriazione, in cui il lavoratore vive solo per accrescere il capitale, e continua a vivere solo in quanto lo esige l'interesse della classe dominante.
Nella società borghese il lavoro vivo è solo un mezzo per accrescere il lavoro accumulato. Nella società comunista il lavoro accumulato è solo un mezzo per ampliare, arricchire e migliorare la vita dei lavoratori.
Nella società borghese è dunque il passato che domina sul presente, in quella comunista è il presente che domina sul passato. Nella società borghese il capitale è indipendente e personale, mentre l'individuo attivo è dipendente e impersonale.
E l'abolizione di questo rapporto la borghesia la chiama abolizione della personalità e della libertà! E a ragione. Si tratta però dell'abolizione della personalità, indipendenza e libertà borghesi.
Con "libertà" si intende nell'ambito degli attuali rapporti borghesi di produzione il libero commercio, la libertà di acquistare e di vendere.
Ma se scompare il traffico, allora scompare anche il libero traffico. Gli stereotipi a proposito del libero traffico, come tutte le ulteriori bravate liberali del nostro borghese, hanno un senso solo nei confronti del traffico vincolato, nei confronti del cittadino medievale asservito, ma non nei confronti dell'abolizione comunista del traffico, dei rapporti borghesi di produzione e della stessa borghesia.
Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi. Voi ci accusate dunque di voler abolire una proprietà che verte necessariamente sulla mancanza di proprietà della stragrande maggioranza della popolazione.
In una parola, voi ci accusate di voler abolire la vostra proprietà. È proprio quello che vogliamo.
Dal momento in cui il lavoro non può più essere trasformato in capitale, denaro, rendita fondiaria - in breve, in un potere sociale monopolizzabile -, cioè dal momento in cui la proprietà personale non può tramutarsi in proprietà borghese, da quel momento voi dichiarate che ad essere abolita è la persona.
Voi ammettete così di considerare come persona nient'altro che il borghese, il proprietario borghese. Epperò questa persona deve essere abolita.
Il comunismo non impedisce a nessuno di appropriarsi dei prodotti della società, impedisce solo di sottomettere il lavoro altrui per mezzo di tale appropriazione.
Si è obiettato che con l'abolizione della proprietà privata ogni attività cesserebbe e si affermerebbe una pigrizia generalizzata.
Secondo una simile interpretazione la società borghese dovrebbe essere già da tempo scomparsa per colpa dell'indolenza, giacché coloro che vi lavorano non guadagnano, e coloro che vi guadagnano non lavorano. Tutta questa riflessione porta alla tautologia per cui il lavoro salariato cessa di esistere nel momento in cui non esiste più il capitale.
Tutte le obiezioni rivolte contro il modo comunista di appropriazione e di produzione dei prodotti materiali sono state sviluppate allo stesso titolo nei confronti dell'appropriazione e della produzione dei prodotti spirituali. Come per il borghese la fine della proprietà di classe significa la fine della produzione stessa, così per lui la fine della cultura di classe è identica alla fine della cultura in quanto tale.
La cultura di cui egli lamenta la perdita è per l'enorme maggioranza la preparazione a diventare una macchina.
Ma non dibattete con noi misurando la liquidazione della proprietà borghese in base alle vostre concezioni borghesi della libertà, della cultura, del diritto e così via. Le vostre idee stesse derivano dai rapporti di produzione e di proprietà borghesi, così come il vostro diritto non è altro che la codificazione della volontà della vostra classe, volontà il cui contenuto è dato dalle condizioni materiali di esistenza della vostra classe.
Voi condividete con tutte le classi dominanti tramontate la concezione interessata grazie alla quale affermate come leggi eterne della natura e della ragione i vostri rapporti di produzione e di proprietà, frutto di rapporti storici, rapporti che evolvono nel corso della produzione. Ciò che voi intendete come proprietà antica, ciò che voi intendete come proprietà feudale, non lo potete più intendere come proprietà borghese.
Abolizione della famiglia! Persino i più radicali si indignano per questo scandaloso intento dei comunisti.
Su che cosa poggia la famiglia attuale, la famiglia borghese? Sul capitale, sul reddito privato. In senso pieno essa esiste solo per la borghesia; ma essa trova il suo completamento nell'imposizione ai proletari di non avere una famiglia e nella prostituzione pubblica.
La famiglia del borghese decade naturalmente con l'eliminazione di questo suo proprio completamento ed entrambi scompaiono con la scomparsa del capitale.
Voi ci rimproverate di voler abolire lo sfruttamento dei bambini da parte dei loro genitori? Confessiamo questo crimine.
Ma voi dite che noi aboliamo i rapporti più cari sostituendo con l'educazione sociale quella impartita a domicilio.
E forse che la vostra stessa educazione non è determinata dalla società? Dai rapporti sociali nel cui ambito voi educate, dall'interferenza più o meno diretta o indiretta della società per mezzo della scuola e così via? Non sono i comunisti a inventare l'intervento della società nell'educazione; ne cambiano solo il carattere, sottraggono l'educazione all'influsso di una classe dominante.
Gli stereotipi borghesi sulla famiglia e sull'educazione, sull'affettuoso rapporto fra genitori e figli, diventano tanto più nauseanti quanto più per i proletari vengono spezzati tutti i vincoli familiari e i figli sono trasformati in semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro.
"Ma voi comunisti volete introdurre la comunanza delle donne!", strepita in coro contro di noi l'intera borghesia.
Il borghese vede in sua moglie un puro strumento di produzione. Egli sente dire che gli strumenti di produzione devono essere sfruttati in comune e non può naturalmente fare a meno di pensare che il destino della comunanza toccherà anche alle donne.
Non gli viene in mente che si tratta proprio di abolire la posizione delle donne come puri strumenti di produzione.
D'altronde non c'è nulla di più ridicolo del moralissimo orrore del nostro borghese per la pretesa comunanza ufficiale delle donne fra i comunisti. I comunisti non hanno bisogno di introdurre la comunanza delle donne, giacché essa è quasi sempre esistita.
Non contento del fatto che le mogli e le figlie dei suoi proletari siano a sua disposizione - per tacere della prostituzione ufficiale - i nostri borghesi trovano sommo piacere nel sedurre reciprocamente le rispettive mogli.
In realtà, il matrimonio borghese è la comunanza delle mogli. Al massimo, si potrebbe rimproverare ai comunisti di voler sostituire una comunanza delle mogli ufficiale, aperta, a una comunanza ipocritamente nascosta. Eppoi va da sé che con l'abolizione dei rapporti di produzione vigenti sparisce per conseguenza anche la comunanza delle donne che ne deriva, cioè la prostituzione ufficiale e ufficiosa.
Si è inoltre rimproverato ai comunisti di voler liquidare la patria, la nazionalità.
I lavoratori non hanno patria. Non si può togliere loro ciò che non hanno. Dovendo anzitutto conquistare il potere politico, elevarsi a classe nazionale , costituirsi in nazione, il proletariato resta ancora nazionale, ma per nulla affatto nel senso in cui lo è la borghesia.
Le divisioni e gli antagonismi nazionali fra i popoli tendono sempre più a scomparire già con lo sviluppo della borghesia, con la libertà del commercio, con il mercato mondiale, con l'uniformità della produzione industriale e delle condizioni di vita che ne derivano.
Il potere proletario li farà scomparire ancora di più. L'azione comune almeno dei paesi più civilizzati è una delle prime condizioni della sua liberazione.
In tanto in quanto viene eliminato lo sfruttamento del singolo individuo da parte di un altro, svanisce anche lo sfruttamento di una nazione da parte di un'altra.
Con l'antagonismo delle classi all'interno delle nazioni cade la reciproca ostilità fra le nazioni.
Alle accuse contro il comunismo rivolte in genere sulla base di punti di vista religiosi, filosofici e ideologici non serve opporre più dettagliata risposta.
È necessario un profondo sforzo intellettuale per capire che anche le concezioni, le opinioni e i concetti - in una parola, la coscienza - di ciascuno cambiano insieme alle sue condizioni di vita, alle sue relazioni sociali, alla sua collocazione nella società?
La storia delle idee dimostra che la produzione spirituale si conforma alla produzione materiale. In ogni epoca hanno sempre dominato le idee della classe dominante.
Si parla di idee che rivoluzionano un'intera società; così non si fa che esprimere il fatto che all'interno della vecchia società si sono formati gli elementi di una società nuova, che la dissoluzione dei vecchi modi di vita va di pari passo con la dissoluzione delle vecchie idee.
Quando il mondo antico fu per tramontare, le religioni dell'antichità furono vinte dal cristianesimo. Quando, nel XVIII secolo, le idee cristiane soccombettero alle idee dell'illuminismo, la società feudale ingaggiò la sua lotta con l'allora rivoluzionaria borghesia. Le idee di libertà di coscienza e di religione non esprimevano altro che il dominio della libera concorrenza nel campo coscienziale .
Si opporrà che le idee religiose, morali, filosofiche, politiche, giuridiche, ecc., si sono modificate lungo il corso della storia. Eppure in questi cambiamenti la religione, la morale, la filosofia, la politica, il diritto si sono conservati.
Ci sono poi verità eterne come la libertà, la giustizia, ecc., comuni a tutte le condizioni sociali. Ma il comunismo liquida le verità eterne, liquida la religione, la morale, invece di dar loro nuova forma - esso dunque contraddice il corso della storia così come si è finora sviluppato.
A che cosa si riduce questa accusa? L'intera storia della società si è sviluppata finora attraverso le contrapposizioni di classe, diverse a seconda delle diverse epoche.
Ma qualunque forma assumesse, lo sfruttamento di una parte della società da parte dell'altra è un fatto comune a tutti i secoli passati. Nessuna sorpresa dunque che la coscienza sociale di qualsiasi secolo, malgrado ogni varietà e diversificazione, si muova in determinate forme comuni - forme di coscienza - che si estinguono completamente solo a seguito della totale scomparsa della contrapposizione di classe.
La rivoluzione comunista è la rottura più radicale con i rapporti tradizionali di proprietà. Non meraviglia dunque che nel suo sviluppo essa rompa nel modo più radicale con le idee tradizionali.
Ma lasciamo stare le obiezioni della borghesia contro il comunismo.
Abbiamo già visto sopra che il primo passo nella rivoluzione dei lavoratori è l'elevazione del proletariato a classe dominante, la conquista della democrazia.
Il proletariato userà il suo potere politico per strappare progressivamente alla borghesia tutti i suoi capitali, per centralizzare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello Stato, dunque del proletariato organizzato in classe dominante, e per moltiplicare il più rapidamente possibile la massa delle forze produttive.
In un primo momento ciò può accadere solo per mezzo di interventi dispotici sul diritto di proprietà e sui rapporti di produzione borghesi, insomma attraverso misure che appaiono economicamente insufficienti e inconsistenti, ma che nel corso del movimento si spingono oltre i propri limiti e sono inevitabili strumenti di trasformazione dell'intero modo di produzione.
Queste misure saranno naturalmente differenti da paese a paese.
Per i paesi più sviluppati potranno comunque essere molto generalmente prese le misure seguenti:

1) Espropriazione della proprietà fondiaria e impiego della proprietà fondiaria per le spese dello Stato.
2) Forte imposta progressiva.
3) Abolizione del diritto di successione.
4) Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e ribelli.
5) Centralizzazione del credito nelle mani dello Stato attraverso una banca nazionale dotata di capitale di Stato e monopolio assoluto.
6) Centralizzazione di ogni mezzo di trasporto nelle mani dello Stato.
7) Moltiplicazione delle fabbriche nazionali, degli strumenti di produzione, dissodamento e miglioramento dei terreni secondo un piano sociale.
8) Uguale obbligo di lavoro per tutti, costituzione di eserciti industriali, specialmente per l'agricoltura.
9) Unificazione dell'esercizio dell'agricoltura e dell'industria, misure volte ad abolire gradualmente la contrapposizione di città e campagna.
10) Educazione pubblica e gratuita di tutti i bambini. Abolizione del lavoro dei bambini nelle fabbriche nella sua forma attuale. Fusione di educazione e produzione materiale, ecc., ecc.

Una volta sparite, nel corso di questa evoluzione, le differenze di classe, e una volta concentrata tutta la produzione nelle mani degli individui associati, il potere pubblico perderà il suo carattere politico. Il potere pubblico in senso proprio è il potere organizzato di una classe per soggiogarne un'altra. Quando il proletariato inevitabilmente si unifica nella lotta contro la borghesia, erigendosi a classe egemone in seguito a una rivoluzione, e abolendo con la violenza, in quanto classe egemone, i vecchi rapporti di produzione, insieme a quei rapporti di produzione esso abolisce anche le condizioni di esistenza della contrapposizione di classe, delle27 classi in genere, e così anche il suo proprio dominio in quanto classe.
Al posto della vecchia società borghese con le sue classi e le sue contrapposizioni di classe, subentra un'associazione in cui il libero sviluppo di ciascuno è condizione del libero sviluppo di tutti.

III
LETTERATURA SOCIALISTA E COMUNISTA

1. Il socialismo reazionario

a) Il socialismo feudale

L'aristocrazia francese e inglese era spinta dalla sua posizione storica a produrre dei pamphlet contro la moderna società borghese. Nella rivoluzione francese del luglio 1830 e nel movimento riformatore inglese l'aristocrazia era stata ancora una volta sconfitta dall'aborrito nuovo venuto. Non restava più traccia di un serio conflitto politico. Restava solo il conflitto letterario. Ma sul terreno letterario i vecchi stereotipi della restaurazione28 erano diventati obsoleti. Per conquistarsi delle simpatie, l'aristocrazia doveva far finta di perdere di vista i propri interessi per formulare il proprio atto di accusa contro la borghesia nell'interesse esclusivo dei lavoratori. Si preparava così la soddisfazione di poter intonare invettive contro il suo nuovo signore, e di soffiargli nell'orecchio profezie più o meno disastrose.
Nacque così il socialismo feudale, metà lamentazione, metà libello; metà eco del passato, metà incombere del futuro; colpiva la borghesia al cuore con giudizi amari e spiritosamente laceranti, ma con un effetto curioso, derivante dalla totale incapacità di capire il corso della storia moderna.
Questi aristocratici sventolavano la proletaria bisaccia da mendicante come fosse la loro bandiera, cercando di radunare il popolo dietro le loro parole d'ordine. Ma ogni volta che seguiva il richiamo degli aristocratici, il popolo scopriva sui loro posteriori le vecchie insegne feudali e li abbandonava fra acuti e irrispettosi sghignazzi.
Una parte dei legittimisti francesi e la Giovane Inghilterra hanno espresso le punte più alte di questa messinscena.
Quando i feudatari dimostrano che il loro sistema di sfruttamento era strutturato in modo diverso da quello borghese, dimenticano però che loro sfruttavano in condizioni completamente diverse e ormai superate. Quando dimostrano che sotto il loro dominio non esisteva il moderno proletariato, dimenticano però che proprio la borghesia moderna è un erede necessario del loro ordine sociale.
D'altronde essi celano così poco il carattere reazionario della loro critica che la loro accusa principale contro la borghesia è che sotto il suo regime si sviluppa una classe che farà saltare in aria tutto il vecchio ordine sociale.
Di più, essi accusano la borghesia di produrre un proletariato rivoluzionario, non un proletariato tout court.
Nella prassi politica gli aristocratici partecipano dunque a tutte le misure di forza contro la classe lavoratrice, e nella vita quotidiana, malgrado i loro torniti stereotipi, si adattano a cogliere le mele d'oro31, e a scambiare fedeltà, amore, onore col commercio della lana di pecora, della barbabietola e della grappa .
Come il sacerdote è sempre andato d'accordo con il feudatario, così il socialismo pretesco si accompagna a quello feudale.
Non c'è nulla di più facile che dare all'ascetismo cristiano un tocco socialistico. Forse che il cristianesimo non si è mobilitato anch'esso contro la proprietà privata, contro il matrimonio, contro lo Stato? Non ha forse predicato, al loro posto, la beneficenza, la carità, il celibato e la mortificazione della carne, la vita monacale e la Chiesa? Il socialismo sacro è solo l'acquasanta con cui il sacerdote benedice l'ira degli aristocratici.

b) Il socialismo piccolo-borghese

L'aristocrazia feudale non è l'unica classe ad essere stata rovesciata dalla borghesia e le cui condizioni di vita siano deperite e poi estinte nella moderna società borghese. La piccola borghesia medievale e i piccoli contadini sono stati i precursori della moderna borghesia. Nei paesi meno sviluppati industrialmente e commercialmente questa classe continua a vegetare accanto alla borghesia in ascesa.
Nei paesi in cui si è sviluppata la civiltà moderna, si è formata una nuova piccola borghesia che oscilla fra il proletariato e la borghesia e che si ricostituisce sempre di nuovo come complemento della società borghese. Ma i piccoli borghesi vengono regolarmente risospinti dalla concorrenza verso il proletariato, anzi, con lo sviluppo della grande industria essi si avvicinano al punto in cui spariranno del tutto come elemento autonomo della società moderna e verranno rimpiazzati - nel commercio, nella manifattura e nell'agricoltura - da sorveglianti di fabbrica e da servitori.
In paesi come la Francia, dove i contadini sono assai più della metà della popolazione, era ovvio che gli intellettuali schieratisi per il proletariato contro la borghesia usassero il metro del piccolo borghese e del piccolo contadino e prendessero partito per i lavoratori dal punto di vista piccolo-borghese. Così si formò il socialismo piccolo-borghese. Il più alto esponente di questa letteratura è Sismondi , non solo in Francia ma anche in Inghilterra.
Questo socialismo ha scandagliato con somma acribia le contraddizioni dei rapporti di produzione moderni. Ha smascherato gli ipocriti abbellimenti degli economisti. Ha dimostrato irrefutabilmente gli effetti distruttivi delle macchine e della divisione del lavoro, la concentrazione dei capitali e della proprietà fondiaria, la sovrapproduzione, le crisi, il necessario tramonto dei piccoli borghesi e dei piccoli contadini, la miseria del proletariato, l'anarchia della produzione, le stridenti sproporzioni nella distribuzione della ricchezza, la guerra industriale di sterminio tra le nazioni, la liquidazione dei vecchi costumi, dei vecchi rapporti familiari, delle vecchie nazionalità.
In termini positivi questo socialismo vuole però o ricostituire gli antichi mezzi di produzione e di scambio e con essi gli antichi rapporti di proprietà e la vecchia società, o rinserrare nuovamente, di forza, entro i vincoli dei vecchi rapporti di proprietà, i moderni mezzi di produzione e di scambio che liquidano e non potevano non liquidare proprio quei vecchi rapporti. In entrambi i casi questo socialismo è reazionario e utopistico.
Corporazioni nella manifattura ed economia patriarcale nelle campagne: queste sono le sue ultime parole.
Nel suo ulteriore sviluppo questa corrente, dopo tanta eccitazione, si è spenta in una vile atonia35.

c) Il socialismo tedesco, ovverosia il "vero" socialismo

La letteratura socialista e comunista francese, sorta sotto la pressione della borghesia egemone, e che è l'espressione letteraria della lotta contro questa egemonia, fu importata in Germania proprio quando la borghesia cominciava la sua lotta contro l'assolutismo feudale.
Filosofi tedeschi, mezzi filosofi e anime belle si impadronirono avidamente di quella letteratura, solo dimenticando che le condizioni di vita francesi non erano immigrate in Germania insieme a quegli scritti. Nell'impatto con la situazione tedesca la letteratura francese perse ogni significato pratico immediato e assunse un aspetto puramente letterario, fino a dover apparire come oziosa speculazione sulla società vera36, sulla realizzazione dell'essere umano. Allo stesso modo le rivendicazioni della prima rivoluzione francese avevano avuto per il filosofo tedesco del XVIII secolo solo il senso di rivendicazioni generali della "ragion pratica", e l'espressione della volontà della borghesia rivoluzionaria francese aveva per loro il senso di leggi della pura volontà, della volontà come deve essere, della volontà veramente umana.
Il lavoro dei letterati tedeschi si risolse nell'accordare le nuove idee francesi con la loro vecchia coscienza filosofica, o anzi nell'appropriarsi delle idee francesi dal loro punto di vista filosofico.
Tale appropriazione avvenne nel modo in cui ci si impadronisce di una lingua straniera, con la traduzione.
È noto come i monaci annotassero con insipide storie cattoliche di santi i manoscritti che recavano i classici dell'antico mondo pagano. I letterati tedeschi fecero l'opposto con la letteratura francese profana. Scrissero le loro sciocchezze dietro l'originale francese. Per esempio dietro la critica francese dei rapporti patrimoniali essi scrissero "alienazione dell'essere umano", dietro la critica francese dello Stato borghese scrissero "abolizione del dominio dell'universale astratto", e così via.
Essi battezzarono questa insinuazione delle loro espressioni filosofiche nel contesto francese come "filosofia dell'azione", "vero socialismo", "scienza tedesca del socialismo", "fondazione filosofica del socialismo", ecc.
La letteratura francese socialista e comunista fu così perfettamente evirata. E poiché in mano tedesca essa cessava di esprimere la lotta di una classe contro l'altra, il tedesco era conscio di aver superato la "unilateralità francese", d'essersi fatto interprete non dei bisogni veri, ma del bisogno della verità, non degli interessi proletari, ma di quelli del genere umano, dell'uomo in assoluto, dell'uomo che non appartiene ad alcuna classe, meno che mai alla realtà, ma solo al nebuloso cielo della fantasia filosofica.
Questo socialismo tedesco, che tanto seriamente aveva preso le sue goffe esercitazioni scolastiche e tanto sguaiatamente le strombazzava, perdette tuttavia, a poco a poco, la sua pedante innocenza.
La lotta della borghesia tedesca, in particolare di quella prussiana, contro i feudatari e contro l'assolutismo regio - in una parola: il movimento liberale - divenne più seria.
Venne così offerta al "vero" socialismo l'auspicata possibilità di opporre le rivendicazioni socialiste al movimento politico, di scagliare i tradizionali anatemi contro il liberalismo, contro lo Stato rappresentativo, contro la concorrenza borghese, contro la libertà di stampa borghese, il diritto borghese, la libertà e l'uguaglianza borghese, e di predicare alla massa del popolo che essa non aveva nulla da guadagnare ma tutto da perdere da questo movimento borghese. Il socialismo tedesco dimenticò per tempo che la critica francese, di cui esso rappresentava l'ottusa eco, presuppone la società moderna borghese con le sue proprie condizioni materiali di esistenza e la corrispondente costituzione politica, tutti presupposti per la cui conquista in Germania la lotta era appena cominciata.
Il "vero" socialismo servì ai governi assoluti tedeschi con il loro codazzo di pretonzoli, maestrucoli, nobilastri e burocrati come gradito spauracchio contro la borghesia minacciosamente in marcia.
Esso rappresentò il complemento dolciastro delle aspre scudisciate e delle schioppettate con cui quegli stessi governi trattavano le sollevazioni dei lavoratori tedeschi.
Il "vero" socialismo diventava così un'arma nelle mani dei governi contro la borghesia tedesca, e allo stesso tempo difendeva anche direttamente un interesse reazionario, l'interesse della piccola borghesia tedesca . In Germania la piccola borghesia rappresenta l'effettivo bastione sociale della società attuale, una piccola borghesia costituitasi nel XVI secolo e da allora sempre riaffiorante in forme diverse.
La sua conservazione è la conservazione dell'attuale società tedesca. Essa teme di essere ineluttabilmente distrutta dall'egemonia industriale e politica della borghesia, sia per effetto della concentrazione del capitale che per il sorgere di un proletariato rivoluzionario. Le parve che il "vero" socialismo le prendesse due piccioni con una fava. Esso si diffondeva come un'epidemia.
La veste tessuta di ragnatela speculativa, ornata di fiori retorici da anime belle, imbevuta di rugiada sentimentale ebbra d'amore, questa veste di esaltazione nella quale i socialisti tedeschi avvolgevano un paio di scheletriche "verità eterne" non fece che moltiplicare lo spaccio della loro merce presso quel pubblico.
Da parte sua il socialismo tedesco riconobbe sempre più la sua vocazione di altezzoso rappresentante di questa piccola borghesia.
Esso ha proclamato la nazione tedesca nazione normale, il borghesuccio38 tedesco uomo normale. Esso ha conferito a ogni abiezione di costui un nascosto alto senso socialistico, sicché l'abiezione significava l'opposto di se stessa. Fino a trarre le estreme conseguenze, insorgendo direttamente contro la "rozza tendenza distruttiva" del comunismo e affermando la sua imparziale superiorità rispetto a tutte le lotte di classe. Con pochissime eccezioni, quanto circola in Germania di pretesi scritti socialisti e comunisti appartiene all'ambito di questa sporca indisponente letteratura39.

2. Il socialismo conservatore, ovverosia borghese

Una parte della borghesia conta di rimediare alle ingiustizie sociali per garantire l'esistenza della società borghese.
È il caso di economisti, filantropi, umanitari, miglioratori della condizione delle classi lavoratrici, benefattori, protettori degli animali, promotori di associazioni di temperanza, riformatori di ogni risma e colore. E questo socialismo borghese è stato elaborato in interi sistemi.
Come esempio prendiamo la Philosophie de la misère di Proudhon .
I socialisti borghesi vogliono le condizioni di esistenza della società moderna ma senza le lotte e i pericoli che pure ne sono necessaria conseguenza. Vogliono la società attuale ma senza gli elementi intesi a rivoluzionarla ed eliminarla. Vogliono la borghesia senza il proletariato. La borghesia si rappresenta il mondo in cui domina come il migliore dei mondi possibili. Il socialismo borghese elabora questa rappresentazione consolatoria sotto forma di un mezzo o di un intero sistema. Quando esorta il proletariato a realizzare i suoi sistemi per41 irrompere nella nuova Gerusalemme, in fondo non fa che pretendere dal proletariato di restare confitto nella società attuale rinunciando però alle odiose idee che se ne è fatto.
Una seconda forma di questo socialismo, meno sistematica e più pratica, cercava di togliere alla classe lavoratrice ogni tentazione rivoluzionaria, sostenendo che a giovarle avrebbe potuto essere non un qualsiasi mutamento politico, ma solo un mutamento delle condizioni materiali di esistenza, dunque dei rapporti economici. Per mutamento delle condizioni materiali di esistenza questo tipo di socialismo non intende però in alcun modo l'abolizione dei rapporti borghesi di produzione, possibile solo con la rivoluzione, ma miglioramenti amministrativi che restino sul terreno di questi rapporti di produzione; che dunque non tocchino affatto il rapporto tra capitale e lavoro salariato, ma che semmai nel migliore dei casi alleggeriscano alla borghesia i costi del suo dominio e semplifichino il bilancio del suo Stato.
Il socialismo borghese corrisponde al suo proprio carattere solo quando diventa pura figura retorica.
"Libero commercio!" nell'interesse della classe lavoratrice; "dazi protettivi!" nell'interesse della classe lavoratrice; "carcere cellulare!" nell'interesse della classe operaia: questa è l'ultima parola, l'unica detta sul serio, del socialismo borghese.
Il loro socialismo consiste appunto nella tesi che i borghesi sono borghesi nell'interesse della classe operaia.

3. Il socialismo e comunismo critico-utopistici

Non parliamo qui della letteratura che in tutte le grandi rivoluzioni moderne ha espresso le rivendicazioni del proletariato (scritti di Babeuf43 e così via).
I primi tentativi del proletariato di imporre il suo proprio interesse di classe in un'epoca di sommovimento generale, nel periodo della liquidazione del dominio feudale, fallirono necessariamente a causa della forma immatura del proletariato stesso, e anche perché mancavano le condizioni materiali per la sua emancipazione, appunto prodotte solo nell'età borghese. La letteratura rivoluzionaria che accompagnò queste prime apparizioni del movimento proletario è per il suo contenuto inevitabilmente reazionaria. Essa postula un ascetismo generale e un rozzo egualitarismo.
I sistemi propriamente socialisti e comunisti, i sistemi di Saint-Simon , di Fourier , di Owen , ecc., emergono nella prima e non sviluppata fase della lotta fra proletariato e borghesia, di cui abbiamo trattato sopra (si veda "Borghesi e proletari").
I fondatori di quei sistemi colgono certo la contrapposizione fra le classi, come pure l'efficacia degli elementi dissolventi in seno alla stessa classe egemone. Ma non colgono affatto l'autonomo ruolo storico del proletariato, non colgono alcun movimento politico proprio del proletariato.
Poiché lo sviluppo della contrapposizione fra le classi procede di pari passo con lo sviluppo dell'industria, essi non trovano neppure le condizioni materiali per l'emancipazione del proletariato e si lanciano allora alla ricerca di una scienza sociale, di leggi sociali utili a creare tali condizioni.
Al posto dell'attività sociale deve subentrare la loro propria inventiva personale, al posto delle condizioni storiche dell'emancipazione del proletariato devono subentrare condizioni immaginarie, al posto della graduale organizzazione del proletariato in classe deve subentrare un'organizzazione della società da loro stessi escogitata. Per costoro la storia universale a venire si dissolve nella propaganda e nella realizzazione pratica dei loro progetti sociali.
Non che essi non siano consapevoli di sostenere nei loro progetti anzitutto l'interesse della classe lavoratrice in quanto classe che soffre. Il proletariato esiste per loro solo sotto questo aspetto di classe che soffre.
Essi sono però spinti dalla forma non sviluppata della lotta di classe come pure dalla loro stessa condizione esistenziale a considerarsi molto superiori a quella contrapposizione di classe. Essi vogliono migliorare le condizioni di vita di tutti i membri della società, anche dei più agiati. Fanno perciò continuamente appello alla società intera, senza distinzioni, anzi prevalentemente alla classe dominante. Basta solo capire il loro sistema per riconoscervi il miglior progetto possibile per la migliore delle società possibili.
Sicché essi rifiutano ogni azione politica, in particolare ogni azione rivoluzionaria. Puntano a raggiungere il loro obiettivo per via pacifica e tentano di aprire la strada al nuovo vangelo sociale con il potere dell'esempio, attraverso piccoli esperimenti che naturalmente sono destinati a fallire.
Questa rappresentazione fantastica della società futura - in un'epoca in cui il proletariato è ancora pochissimo sviluppato e dunque si rappresenta la propria posizione in modo fantasioso - rispecchia il primo impulso del proletariato che presagisce una trasformazione complessiva della società.
Gli scritti socialisti e comunisti contengono però anche elementi critici. Essi attaccano tutte le fondamenta della società esistente. Hanno perciò offerto materiali molto apprezzabili per la maturazione dei lavoratori. Le loro affermazioni positive sulla società futura, cioè l'abolizione della contrapposizione di48 città e campagna, della famiglia, del guadagno privato, del lavoro salariato, l'annuncio dell'armonia sociale, la trasformazione dello Stato in pura amministrazione della produzione, tutte queste loro affermazioni esprimono semplicemente la scomparsa della contrapposizione fra le classi che proprio allora comincia a svilupparsi e che essi conoscono solo nella sua prima informe indeterminatezza. Sicché queste affermazioni hanno un senso puramente utopistico.
L'importanza del socialismo e comunismo

Rosso fionentino 07.03.06 20:31| 
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Ho Maria tu che fai il mestiere più antico del mondo, illuminaci con la tua saggezza, e guidaci verso il futuro.

Rosso fionentino 07.03.06 20:25| 
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Tappa del 1° aprile a Jesolo di Beppe Grillo.
Una considerazione sulla viabilità:
Jesolo è bellissima! sono molto orgoglioso che in questi ultimi anni si siano fatte tutte opere di qualità; il merito va anche a questa amministrazione che ha saputo dare un indirizzo di altro profilo a tutti i progetti. Lo sviluppo in altezza è da preferire a quello in larghezza , le opere fin'ora compiute hanno abbellito senza dubbio la città. Mi dispiace che alcuni i miei concittadini non sappiano apprezzare . L'unica cosa è che si dovrebbe dare piu' spazio agli albergatori,consentirgli di elevare non solo 2 piani ma anche 5 o 6 e fare parcheggi sotterranei ,e soprattutto dare sgravi fiscali. Sono loro la vera forza della località. Le opere urbanistiche in generale sono quanto di meglio si poteva fare, le rotonde sono pratiche,sicure e veloci; Anche il ponte a Jesolo paese è quasi terminato e personalmente lo trovo molto bello e pratico. Dico però a tutti i miei concittadini che non amano questa città : nessuno vi trattiene.
Saluti Piero Contarini

Piero Contarini 07.03.06 20:25| 
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Non ti permettere più di insultarmi gratuitamente, non mi sembra di averti offesa.

Leonardo Conti 07.03.06 20:15 | Rispondi al commento |

Hei leonardo ignorante non è un offesa ,a volte invece ,aiuta a fare esame di coscenza.

maurizio musco 07.03.06 20:20| 
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Don't worry, be happy...Non perderò tempo ad insultarti...ometto di tardo '800...
Maria Laura Frattarelli 07.03.06 20:18

Ti commenti da sola, sei poca cosa.

Leonardo Conti 07.03.06 20:20| 
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Maria Laura Frattarelli

Come mai in Germania nazista la cocacola vendeva la fanta creata appositamente per quel mercato, come mai avevano calcolatori IBM per schedare gli ebrei. Forse mussolini da socialista era anticapitalista, e dopo? sei sicura?
Non ti permettere più di insultarmi gratuitamente, non mi sembra di averti offesa.

Leonardo Conti 07.03.06 20:15| 
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In quanto ai riferimenti di me che sarei altre persone, non so che dire. Kolion accomuna troppe cose e persone nel suo viscerale e fobico anticomunismo così mille diventano uno, un modo come un altro per sentirsi furbo e pensarsi più forte. I moduli di espressione dei no global sono tutti simili, uno può sembrare l'altro. Ma
che pena!

Maria Giovanna Darco 07.03.06 20:04

SI si continui pure con il suo teatrino ,tanto vi smaschero tutti quando sarò sicuro di tutti i nomi della banda, allora li scriverò ,sempre che beppe non mi censuri,PAGLIACCI.

mario cataldo anzi da oggi diabolik

mario cataldo 07.03.06 20:13| 
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OH CRISTO! CHE MI TOCCA SENTIRE! C'E' ANCORA GENTE CHE NON CONOSCE LE BASI IDEOLOGICHE DELLE DITTATURE DEL '900! QUESTO PAESE E, IN PROPORZIONE, QUESTO BLOG PULLULA DI IGNORANTI E PRESUNTUOSI! ......................................................................................................................................................................................................

:( TRISTEZZA...TANTA TRISTEZZA.......... :(


Vede con un cambiamento lento fatto di riforme non si ottiene niente, l'unico modo per cambiare è una bella rivoluzione altrimenti i vecchi poteri rimangono dove sono e niante cambia. Come abbiamo visto negli ultimi decenni il liberismo è agli sgoccioli, l'economia USA senza una guerra non si muove, c'è bisogno di cambiare.

Leonardo Conti 07.03.06 20:09| 
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Rispondo con pazienza
vedo che sono arrivate le truppe a cavallo con pseudonimi zombisti e vecchi stereotipi triti come "bella figa/brutta racchia" cui segue in genere "sarai una zitellona che non ha mai avuto una famiglia", è questo il genere di scarsa 'serietà' maschile che riferivo a Maria Laura quando dicevo che le donne sono più serie (il femminismo non c'entrava niente), non ho mai sentito una donna riferirsi a blogger uomini in modo così scadente, chiamandoli "Bei fighi" o "sporchi racchioni" se le loro idee non coincidono con le sue. Pazienza! Sono stata fraintesa.
Nella fretta di irritarsi, intanto, si è persa il clou del discorso e cioè che Di Pietro è anche per me una bella persona e l'unica che potrebbe affrontare una questione morale in Italia, tuttavia il fatto che abbia come candidato del suo partito un no global come Moschini dovrebbe far pensare, a me fa piacere e lo trovo conseguente, per Maria Laura dovrebbe essere una anomalia.
Poi può sentirsi anche offesa se la valuto dal suo amore per le griffe (degli abiti curati ed eleganti si è vantata lei stessa)nulla di male ma resta un po' incoerente se manifesta amore per Di Pietro e avversione ai no global, visto che le due cose coincidono. L'idea che mi sono fatta è che lei di no global sappia poco, e il fatto che li riduca al commercio equo e solidale mi conferma. Mah, non so che dire. Troppa rabbia poca causa.
Scusatemi se mi sono dilungata (anche se prendere spazio a uno come HK francamente è un dovere civile) ma non potevo leggere quanta poca conoscenza ci fosse del movimento e quanto pregiudizio (come diceva Grillo) e dovevo intervenire.
In quanto ai riferimenti di me che sarei altre persone, non so che dire. Kolion accomuna troppe cose e persone nel suo viscerale e fobico anticomunismo così mille diventano uno, un modo come un altro per sentirsi furbo e pensarsi più forte. I moduli di espressione dei no global sono tutti simili, uno può sembrare l'altro. Ma
che pena!

Maria Giovanna Darco 07.03.06 20:04| 
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NTICAPITALISTA, ANTILIBERALE, ANTIDEMOCRATICO, ANTIPARLAMENTARE, ANTIPLURALISTA...
un po' come te insomma...... ;)

p.p.s: si avvicina al fascismo molto di piu' il tuo modo di pensare che quello di un liberale o di un socialdemocratico...ma questo non lo capirai MAI!

Maria Laura Frattarelli 07.03.06 19:04

Tu credi davvero che il fascismo e il nazismo erano anticapitalisti???

Leonardo Conti 07.03.06 20:03| 
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Maria Giovanna Darco 07.03.06 17:16

Gioia, un po’ di ritegno ci vuole, non entro in questione perché l’avrebbe dovuto fare lo staff, naturalmente solo se fuori parte, cosa che dubito non poco :-)

Comunque non andare oltre con certe affermazioni, un certo Jung che tu credi di capire ma che purtroppo non hai capito, ti avrebbe detto: vieni Viviana, vieni … (si fa per dire) … vieni che andiamo a parlare con Hugo, non scappare vieni …

E poi Hugo ti avrebbe offerto un café (senza zucchero) e regalato un sorriso e anche uno specchio, tutto qui … e poi saresti andata a casa, leggera come una piuma in primavera …

Hugo Kolion 07.03.06 19:32

Ma aspetta un'altro che ha smascherato la tribù.
LA V.V. la P.B. il G.B. ,pensi hugo, che siamo in democrazia ,credevo di essere l'unico ad aver capito ,beppe non censura mai questi 4 coglioni ,chissà perchè,ma ce ne sono altri 4 o 5 , se non di più ,è sicuramente il solito movimento insurrezionalista ,ma chi vogliono prendere per il culo?
Consiglio a tutti un giro nel blog della CNN ,quella è una cosa seria alla faccia di giovanna darco alias V.V.

mario cataldo 07.03.06 19:49| 
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Socialdemocrazia: … la dottrina e il movimento politico dei socialisti moderati; è caratterizzata da un programma di riforme sociali da attuarsi all'interno dell'ordine costituito, rifiutando il ricorso ai metodi rivoluzionari; anche socialismo democratico.

Troppo sexy la cosa, non pare anche a voi? Non è meglio una fanciulla tutta fresca al posto di una vecchia racchiona? Mi direte, che domande che fai … ne sono sicuro …

Hugo Kolion 07.03.06 19:11


hei hugo ti sei arreso al fascino della mia fata ,te l'ho detto maria laura è in gamba ,ma è innamorata di mè lascia perdere ,se vuoi ti lascio la racchia ,ha bisogno di un retaggio .

maurizio musco 07.03.06 19:32| 
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@ Maria Giovanna Darco 07.03.06 17:16


Hai molta molta molta confusione in testa. Da quando un democratico, un liberale, è un fascista? Forse sei una che pensa che essere di destra equivalga all'essere nazionalsocialista. Ti mancano le basi delle dottrine politiche, ciò che scrivi trasuda ignoranza e ottusità.

p.s:
Il fascismo era:
ANTICAPITALISTA, ANTILIBERALE, ANTIDEMOCRATICO, ANTIPARLAMENTARE, ANTIPLURALISTA...
un po' come te insomma...... ;)

p.p.s: si avvicina al fascismo molto di piu' il tuo modo di pensare che quello di un liberale o di un socialdemocratico...ma questo non lo capirai MAI!

Maria Laura Frattarelli 07.03.06 19:04| 
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Socialdemocrazia: … la dottrina e il movimento politico dei socialisti moderati; è caratterizzata da un programma di riforme sociali da attuarsi all'interno dell'ordine costituito, rifiutando il ricorso ai metodi rivoluzionari; anche socialismo democratico.

@ Robi Riflettore 07.03.06 18:44

**********************

Finlmente qualcosa di sensato.....

sapete mi ero quasi spaventato, nella stanza par concido c'è un certo PRC che vuole fre giustizia dei padroni....

qui giovanna d'arco & co sono fermi alla rivoluzione di ottobre...
Io credevo di avere sbagliato secolo?

O non sarai mica un professore...

lo zombi 07.03.06 18:50| 
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Ti sei mai chiesto poi perchè in Inghilterra e nei PAesi Scandinavi si sta tanto meglio, si è piu' ricchi e c'è piu' stabilità sociale? LA risposta è semplice: non sono mai arrivate le correnti estremiste e massimaliste. E' la dimostrazione lampante che può esserci Welfare senza Comunismo. Non trovi?

Maria Laura Frattarelli 07.03.06 18:34

Concordo, ma c’è un'altra cosa molto importante che dovrebbe venire menzionata a certi nostalgici delle lotte perdute :-\

Socialdemocrazia: … la dottrina e il movimento politico dei socialisti moderati; è caratterizzata da un programma di riforme sociali da attuarsi all'interno dell'ordine costituito, rifiutando il ricorso ai metodi rivoluzionari; anche socialismo democratico.

Comunismo: … dottrina economico-sociale che, riconoscendo nella proprietà privata dei beni e dei mezzi di produzione la causa dei contrasti e delle ingiustizie che caratterizzano la società divisa in classi, perviene a teorizzare un tipo di società senza classi in cui i beni sono di proprietà collettiva
organismo politico, a livello di partito o di organizzazione statale, che conforma la propria prassi a tali principi, combattendo per l'affermazione del proletariato e per l'avvento della società comunista.

Urge capire nel 2006 (già, avete letto bene) proprio questa di differenza, la quale tradotta in parole semplici è la stessa che c’è tra progresso e regresso …

Ci sono obiezioni o è tutto chiaro per partire alla conquista del progresso senza metodi rivoluzionari?

Robi Riflettore 07.03.06 18:44| 
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Esatto! Ti giuro che avevo scritto una cosa simile, poi l'ho cancellata per non iniziare con lei il dibattito sul senso della democrazia e sulle finalità della rivoluzione.
p.s: Ma sei un uomo...quindi, per dirla alla Giovanna Darco, la tua analisi non è seria! AHAHHAHHAHAHAHAH! :)

Maria Laura Frattarelli 07.03.06 18:20

Si sono un uomo, almeno credo :-\ e poi sai cosa mi sono chiesto parecchie volte?

In Germania, dopo le ultime elezioni … sto Schroeder, socialdemocratico … come mai avrà rinunciato a formare un governo con l’estrema sinistra (si chiamano così i comunisti da quelle parti)?

Sarà mica solo uno stolto sto Schroeder?

Robi Riflettore 07.03.06 18:27| 
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Se poi vogliamo parlare di economia c'è un'abissale differenza tra il rivoluzionare un sistema economico e il proporre delle iniziative parallele di stampo equo-solidale. Ed è in questa differenza il limite che separa chi vuole solamente distruggere e chi vuole costruire e riformare.

Maria Laura Frattarelli 07.03.06 18:03

Grande sintesi questa, e andrebbe aggiunto tutto d’un fiato usando quasi le stesse parole che …

Se poi vogliamo parlare di democrazia c'è un'abissale differenza tra il volere migliorare un sistema democratico e il proporre delle lotte in nuove vesti ma sempre estreme e di vecchio stampo (non ho detto comunista per non dividere gli animi). Ed è in questa differenza il limite che separa chi vuole solamente distruggere e chi vuole costruire e riformare.

Robi Riflettore 07.03.06 18:14| 
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@ Maria Giovanna Darco 07.03.06 07:01

Lascio perdere le tue stupide illazioni su griffe, the con le amiche e passeggiate sul corso. Ma non posso sorvolare su altre banalità che hai scritto, prima tra tutte quella secondo cui le donne farebbero analisi più serie rispetto agli uomini. Perchè continuare questa battaglia da complessate? Perchè esasperare le distanze? Io non faccio differenze tra uomini e donne, ma tra persone. Non sono frustrata a tal punto da dover dimostrare a tutti i costi di essere una "femmina intelligente", mi ritengo piuttosto un essere umano libero di pensare, al di là della mia sessualità e al pari di un uomo con la mia stessa forma mentis. Perchè continuare a farcirci la bocca di un femminismo che fa male solo a noi stesse e declassa davvero l'intelligenza femminile? Fare simili sciocche distinzioni ridicolizza la donna come essere umano. La presunzione di superiorità, come saprai, mia piccola no-global arrogante, è una forma di fanatismo, e come tale va condannata.
Per quanto riguarda il mio voto a Di Pietro, anche se non ti devo delle giustificazioni, posso dirti che apprezzo e condivido le sue battaglie a difesa della giustizia, della legalità, la sua tenacia, la sua integrità morale. Se poi vogliamo parlare di economia c'è un'abissale differenza tra il rivoluzionare un sistema economico e il proporre delle iniziative parallele di stampo equo-solidale. Ed è in questa differenza il limite che separa chi vuole solamente distruggere e chi vuole costruire e riformare.

Maria Laura Frattarelli 07.03.06 18:03| 
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@ Darco

"Non solo il tempo veramente eccessivo che dedica a questo blog, che gli impedirebbe di fare qualsiasi lavoro o curare qualsiasi famiglia ... "

Beh, nemmeno tu scherzi, quanto a tempo sul blog.

giuseppe ricci 07.03.06 17:32| 
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Scusate se mi intrometto, ma la parola lotta è ancora adeguata nel 2006? Mi pare di no.

E mi pare anche più indicato il termine dialogo, almeno in una società democratica. Ma se siamo in una società democratica come mai siamo ancora qui a parlare di comunismo e di lotte?

Non c’è ancora stata questa evoluzione qui da noi come in altri paesi democratici?

@ Robi Riflettore 07.03.06 17:08

************************

Dialogo RESPONSABILE fra le parti sociali dovrebbe essere il termine nel 2006.

Il termine Lotta serve a qualcuno per evocare un passato nostalgio ma ormai lontano.

ernesto scontento 07.03.06 17:18| 
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E' sempre più plausibile l'ipotesi che H. Kolion sia un questurino.
Non solo il tempo veramente eccessivo che dedica a questo blog, che gli impedirebbe di fare qualsiasi lavoro o curare qualsiasi famiglia o qualunque umana relazione, ma il tono poliziesco, saccente, superiore, fanatico, pericolosamente minaccioso e intimidatorio, con insinuazioni criptche del genere "tu non sai che io ti tengo d'occhio e che so di te più di quanto tu stessa ne sai", "tu non sai che io ti posso fare molto male", quel carattere fortemente egocentrico e altezzoso che solo il potere ha e che solo l'autorità di una caserma permette, per non parlare ovviamente del genere biecamente fascista ed embedded dei suoi interventi, in linea con la più destrorsa ideologia di certi uomini in divisa ancora fissi alla guerra fredda e mai evoluti da quella per dovere di servizio.
Beh, questi personaggi ci sono e non sono fantascienza, alcuni sono scelti personalmente da colui che il primo giorno del suo mandato prese sotto il suo controllo diretto i servizi segreti per sguinzagliarli secondo i piani di un certo Venerabile contro chiunque intralciasse i suoi progetti di golpe, è gente selezionata non certo per stupidità, anzi.. e che è ben riconoscibile perché ripete discorsi fissi stereotipati secondo modalità standard da addestramento(quelle, per intenderci, del Libro nero al comunismo intenderci, che il premier commissionò in 100.000 copie alla Mondadori), ligio ai più ferrei slogan della propaganda fascista, che, appunto, il cosiddetto Kolion ripete fedelmente.
Di male a questo paese gente così ne ha fatto abbastanza e ne farà ancora molta per nostra disgrazia. Dio ce ne guardi. Amen.

Maria Giovanna Darco 07.03.06 17:16| 
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Scusate se mi intrometto, ma la parola lotta è ancora adeguata nel 2006? Mi pare di no.

E mi pare anche più indicato il termine dialogo, almeno in una società democratica. Ma se siamo in una società democratica come mai siamo ancora qui a parlare di comunismo e di lotte?

Non c’è ancora stata questa evoluzione qui da noi come in altri paesi democratici?

Robi Riflettore 07.03.06 17:08| 
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L'uso improprio del termine no-global, va a fare il paio con quello della definizione "comunista", che sempre accompagna, nel suo uso più dispregiativo, le esternazioni del nostro presidente del consiglio.

@ giordano geti 07.03.06 16:09

********

QUELLO CHE TU DICI PER L'ESPERIENZA ITALIANA ..... è QUASI VERO.

La frase di Berlinguer " MARX, lENIN,L'EST, LA SPINTA CHE NON C'è PIU'" risalgono al 1981 dopo la presa del potere del generale Jaruzelski in Polonia.

Detto Questo non mi sembra che stiamo parlando di un secolo fa, inoltre il prima rimane dubbio... MA TE LO DICE ERNESTI C'ERA ERA UN PARTITO DIVISO IN DUE metà guardava da est.. l'altra guardava in Europa.

Ma siccome le battaglie per i diritti dei lavoratori erano importanti l'unita interna al partito ha fatto si che non si disgregasse, mantenendo uno dei più grandi partiti di massa della storia europea.

Detto questo però devi convenire con me che non si è mai fatto autocritica seria in merito...
solo nel 2000 Veltrini dice " Comunismo è libertà sono incompatibili" è solo nel 2004 alla pagina formazione politica del sito dei DS trovi critiche al sistema stalinista.

Il tutto pero in maniera molto sof .... ecco perchè Bella chioma (il Berlusca) si puo permettere certe cose.....

Inoltr i Partiti come RC & Co non sono mica tanto chiari sai anno digerito lenin & co ma guardano sempre a Marx come filosofia di società... tu dai cose scontate MA LO SONO VERAMENTE.... OPUURE AMMESSO CHE GLI INTENTI SIANO QUELLI... MA SIAMO SICURI CHE IN FUTURO QUEGLI INTENTI RIMANGHINO SALDI.... UNA DISCUSSIONE SERIA SUL FILOSOFARE POLITICO DEVE TENERE PRESENTE ANCHE QUESTI ASPETTI.

Comunque dai retta a me se ti giri vedi tanta ipocrisia politica nei ns leader...

Molti dando per scontato che sono Democratici?

non sono counque un bel esempio di lungimiranza è coerenza con i valori che dicono di rappresentare.
Ernesto


ernesto scontento 07.03.06 16:44| 
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@ giordano geti

Condivido. Al 100%. Mi dovresti però spiegare come mai gli italiani, dopo 50 anni di inneggiamenti alla libertà, alla lotta di classe, alla democrazia, ai diritti dei popoli e soprattutto alla resistenza, hanno poi finito per votare -mi pare abbastanza in massa- per un soggetto come Berlusconi.
Che la resistenza sia stata tinta soprattutto di rosso non è un segreto per nessuno.
E allora, come mai?
Dobbiamo darci dei co....ni?
La domanda è genuina: non è assolutamente una presa in giro.
E chi te la pone è un ex elettore di destra, che smise di votare quando l'amico di Arcore prese in mano il volante.

giuseppe ricci 07.03.06 16:29| 
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questi blog stanno diventando dei LABIRINTi... E CHI RIESCE A LEGGERE TUTTO???
se ci si limitasse a rispondere usando gli appositi spazi: PER INTENDERCI cliccando su "RISPONDI AL COMMENTO"
tutto sarebbe molto più semplice e comprensivo.
almeno in Svizzera farebbero così, ne sono proprio sicura!

:-) CIAO

laura galli 07.03.06 16:26| 
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L'uso improprio del termine no-global, va a fare il paio con quello della definizione "comunista", che sempre accompagna, nel suo uso più dispregiativo, le esternazioni del nostro presidente del consiglio.
in questo secondo caso, oltre ad esserci in comune il tentativo di demonizzarne gli appartenenti, si ignora (o si vuole ignorare) che nella nostra storia il significato della parola "comunista" non è mai stato quello storico della parola (abolizione della proprietà privata ecc..9, ma piuttosto quello di un riavvicinamento dei ceti sociali (oggi ancora più distanti).
Si vuole inoltre ignorare che in nessun partito che utilizza ancora la parola "comunismo" esiste un legame con quel significato: i programmi dei vari partiti lo confermano, insieme alla precedente gestione di governo del centro sinistra.
Qualcuno vuole continuare a paventare inesistenti "pericoli" per la democrazia al fine di distogliere la capacità di giudizio degli elettori legata alla analisi logica dei fatti.
Beh.. mi sento offeso, a nome di tutti gli Italiani, dall'idea di stupidità che costui deve avere degli elettori stessi, per continuare a vendere pericoli inesistenti e che ad oggi hanno trovato corpo solo attraverso una politica ad personam finalizzata a tutelare lui ed il suo staff di (poco)onorevoli senza dignità.
Giordano

giordano geti 07.03.06 16:09| 
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Concordo e ringrazio per la lettura, aggiungendo che il termine "comunista" viene oggi utilizzato impropriamente solo dai (poco) onorevoli rappresentanti del (centro?)destra, rifacendosi ad un significato (appunto il comunismo) che in Italia non è più compreso in nessuno schieramento politico, se mai lo è stato.
Per chi voglia ignorare che nel mantenimento del nome resiste solo un aspetto poetico, legato più alla stortia del nostro paese che al suo significato, il sospetto di "malafede" e povertà intellettuale è più che legittimo.
Giordano Geti

@ giordano geti 07.03.06 15:40

********************

Domanda:

PERCHE' I DS HANNO TOLTO LA PAROLA COMUNISTA DAL LORO PARTITO ED HANNO ANCHE RINUNCIATO ALLA FALCE E' IL MARTELLO.....

Queste acrobazie sono frutto di persone che vogliono mantenere una posizione di privilegio, giocando sul romanticismo italiano per il Passato del P.C.I. che è stato portatore di grandi battaglie di giustizia sociale.

Il Buon Berlinguer diceva che le corenti interne ai partiti sono il male degli stessi perche creano posizioni di tensione interna...

UMA COSA E' IL DISCUTERE POLITICO ALL'INTERNO DI UNA COALIZZIONE O PARTITO.... UN'ALTRA E' FARSI IL PROPRIO ORTICELLO IN POLITICA PERCHE' INDEBOLISCI IL MOVIMENTO... CREI CAOS....

La discussione è il trovare delle posizioni comuni è un grande principio Democratico....

Farsi portavoce dei movimenti richiamando a storie del passato peraltro positive in Italia, vuol dire curare IL PROPRIO ORTICELLOE BASTA... gli altri paesi Europei da anni Hanno svoltato verso una forma di Socialdemocrazia con forte Responsabilità sociale.

I DISCORSI LI PORTA VIA IL VENTO, I FATTI REALI RICADONO SUI LAVORATORI E I DISSEREDATI....

NON SI VIVE NEL PASSATO MA NEL PRESENTE...
IL PASSATO SERVE PER COSTRUIRE IL FUTURO ATTIGENDO ALLE NS. ESPERIENZE CHE FORMA LA CULTURA DI UN POPOLO.

CIAO ERNESTO

ernesto scontento 07.03.06 16:08| 
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Figurati, mi sembrava che si stesse parlando di etichette, manifestazioni contro la TAV e la privatizzazione dell'acqua... ed in tal senso sono stato più che chiaro, sono contro la TAV e la privatizzazione dell'acqua, quindi sono un no global, se poi ti viene in mente che sono anche un comunista marxista nostalgico del soviet non posso fare altro che sconsigliarti tali associazioni gratuite

daniele Nosi 07.03.06 15:57| 
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blisco jaio 07.03.06 15:45 |

Capisco il tuo legame fraterno ma contribuisci solo a farci capire che lo difenderesti anche se rubasse cento milioni. La legge é la legge. Del resto, il soggetto in questo blog non é quello dei fratelli messi in prigione in Grecia né i prezzi del caffé o dei taxi. Sei fuori anche tu.

blisco jaio 07.03.06 15:40 |

Fammi capire, per favore, con chi te la stai prendendo.

giuseppe ricci 07.03.06 15:53| 
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Muoversi per cercare una società migliore non è un delitto, e se questo, assieme ad altre realtà più o meno deprecabili, viene etichettato come no global, allora preferisco essere no global.

daniele Nosi 07.03.06 15:25

Scusa, non ho capito cosa intendi con muoversi per cercare una società migliore, parli sempre di democrazia o altre forme?

Nel caso tu parlassi di democrazia, è compatibile con il comunismo inteso alla Bertinotti? Nel caso tu non intendessi proseguire la forma democratica, ti parrebbe reale questo?

La domanda principale mi pare sia questa, con o senza democrazia, non giriamoci più intorno.

Parliamoci chiaro !

Robi Riflettore 07.03.06 15:44| 
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Il problema è però anche che adesso ci troviamo in democrazia, e dunque non sarebbe più che leggittimo continuare questa di strada che come prima ha prodotto la libertà?

il fatto è che la democrazia richiede impegno, non la puoi lasciar andare per conto suo sperando che tutto vada per il meglio. Qui in italia abbiamo conosciuto la dittatura e guarda caso non era comunista, persone di cui non ricordiamo nemmeno il nome (Pertini rimarrai sempre un punto di riferimento) hanno sputato sangue per decenni lottando per la libertà e la democrazia, hanno lottato, sperando di lasciare un insegnamento. Se credi nella libertà e nell'uguaglianza e questi ideali hanno per te un valore devi anche pensare a cosa puoi fare mantenerli e renderli ancora più veri per tutti, nel rispetto dell'uomo e dei suoi diritti. Devi pensare che i tuoi figli erediteranno questo mondo e vivranno in una società che tu più o meno consapevolmente hai contribuito a costruire. Muoversi per cercare una società migliore non è un delitto, e se questo, assieme ad altre realtà più o meno deprecabili, viene etichettato come no global, allora preferisco essere no global.

daniele Nosi 07.03.06 15:25| 
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Discussione

Per favore non confondiamo! L'uso criminale che è stato fatto nel corso del Novecento dell'ideologia marxista,la sua riduzione a religione laica, non sminuisce la visione del mondo, il "metodo" elaborato dallo zio Carlo per comprendere la società e le profonde ingiustizie che si agitano in essa.
Il problema restano gli uomini, il loro uso delle idee. Se è per questo il Cristianesimo - al di là della sua componente trascendentale, religiosa - sarebbe annullato dalle nefandezze che gli uomini - protestanti e cattolici - hanno compiuto in nome del supremo ideale di amore e solidarietà.
il comunismo ha fallito come sistema politico, ma come sistema ideale, come "metodo" mostra ancora una notevole forza nel mettere a nudo le disparità e le ingiustizie sociali.

@ Rax Meger 07.03.06 14:26 - 1 di 2
*****
Ai ragione su una cosa… che il Marxismo = Socialismo scientifico …. Significa studio scientifico della società per calarvisi dentro…. Ovvero calare dentro la società il socialismo che fino ad allora secondo il buon MARX era rimasta filosofia astratta ( vedi la storia dei movimenti sociali prima di MARX).

Comunismo = Comunione dei Beni di produzione, Ovvero abbattimento della proprietà privata in nome della proprietà collettiva gestita dallo stato…..

Domanda come mai i ns politici continuano ad inneggiare ed a mantenere la parola comunismo nei loro partiti….


Premessa se di società Responsabile si parla …. BENE ERNESTO E’ D’ACCORDO.

MA la società responsabile è portatrice di giustizia sociale…. All’interno dello stato Democratico convivenza imperfetta tra individui di idee diverse… ma La Democrazia che a come valore la libertà individuale è in parziale in questo, in quanto lascia ai cittadini il compito di adeguarla secondo i cambiamenti sociali.

RESTANO PERO’ SALDI PRINCIPI COMUNEMENTE CONDIVISI SCRITTI NELLA COSTITUZIONE…..

ANCHESSA MODIFICABILE CON MAGGIORANZE RAPPRESENTATIVE ( MEGLI A SUFFRAGIO MA LASCIAMO PERDERE).

ernesto scontento 07.03.06 15:20| 
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Rax Meger 07.03.06 14:26 - 2 di 2

*****
ORA confondere questo con il Marxismo che prevedeva la dittatura del proletariato per migliorare l’uomo dai suoi EGOISMI NATURALI ( uomo = tende solo è soltanto a migliorare se stesso, ergo: concetto egoista individualista )
Quindi migliora l’uomo coercitivamente negandone la libertà , Ergo: il Marxismo nasce illiberale in attesa di una Libertà futura…..


Marx era furbo LO DICE ERNESTO Perché sapeva che i pensieri astratti vanno ad interferire con una visione del mondo cara agli esseri umani soprattutto se ne migliora le condizioni di vita….

Infatti la frase “ LA RELIGIONE E’ LOPPIO DEI POPOLI “ E SUA.

Detto questo qualunque miglioria sociale che viene demandata ad una casta di governanti qualunque ne sia il fine ed il colore, la storia insegna che non sarà realizzata… gli uomini di potere difficilmente decideranno di lasciarlo di loro iniziativa……


Qui mi fermo ma se qualcuno vuole che facciamo anche esempi di egoismi personali della ns classe politica che si dichiara portatrice dei valori dei lavoratori.

Fatevi avanti che io sono un lavoratore è mi so difendere anche da solo….


Mia mogli è stata licenziata di recente…..

Molti politici attuali anno creato l’industria politica s.p.a. ( vedi libro il costo della Democrazia) dove lavorano in politica due o tre persone per famiglia…. Oppure sono in enti statali o locali….

I figli Degli Operai invece sono disoccupati……

Ma sempre loro danno la colpa agli imprenditori…..

FALSO LA COLPA E DI CHI E DELEGATO A GOVERNARE PER MANDATO DEMOCRATICO E NON S A

INTRPRETARE I CAMBIAMENTI SOCIALI…. QUINDI NON TROVA NEANCHE LE STRATEGIE.

Se qualcuno si sente offeso da questa riflessione si faccia avanti con critiche non demagogiche, nel rispetto della verità, che Ernesto è a disposizione.

Saluti a tutti Ernesto

ernesto scontento 07.03.06 15:19| 
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Discussione

@ Danilo Zappaterra
Ieri, appena ci hai comunicato la notizia, mi sono letteralmente tuffato a cercare di aiutarti. Ho anche parlato con un amico libanese che ha molti contatti in Grecia: ma nessuno che facesse al presente caso.
Devo dirti però che dal tuo primissimo messaggio non traspariva che tuo fratello fosse consapevole di quanto rischiava mettendosi in tasca quei cocci. Ora, invece, tu stesso stai illuminando la vicenda di una luce diversa: tuo fratello, a quanto pare, ha coscientemente commesso una violazione della legge.
Poco importa, da un punto di vista formale, se si tratta di quattro cocci: tutto è relativo. E, in questi casi, tutto è soggettivo.
Non c'è dubbio che da qui farò e, credo, faremo ugualmente di tutto per aiutarvi: ma non c'è dubbio che le cose ora appaiano un poco diverse da come le avevi presentate all'inizio.
E' difficile muoversi in Grecia, per un italiano che abbia orecchie ed occhi per captare le sfumature (e forse nemmeno troppo sfumature).
Inutile riempirsi la bocca di retorica, come fanno certi, parlando di comunanza, di solidarietà tra giovani europei, ecc. ecc. Il fatto rimane che, alcuni anni or sono, trovandomi a Creta per concludere un affare, fui invitato dal mio cliente a pranzare in un ristorante sui monti. Alle pareti erano in mostra i moschetti di soldati italiani morti lì nella seconda guerra mondiale: dei poveracci che QUALCUNO aveva mandato allo sbaraglio ... a "spezzare le reni", per l'appunto, alla Grecia. A un certo punto nel locale si fece silenzio e uno dei convitati mi apostrofò in inglese: "Visto cosa c'è lì, italiano?" Alle risate che seguirono si unirono anche parecchi giovani. E giovanissimi.
Purtroppo la memoria è lunga, a livello di popolo, e dopo certi accadimenti. E il fatto che noi italiani siamo (penso) dei clienti importanti per il turismo (greco, in questo caso), conta poco in tali frangenti.
Meglio starci attenti, ragazzo mio.

giuseppe ricci 07.03.06 15:09| 
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Per favore non confondiamo! L'uso criminale che è stato fatto nel corso del Novecento dell'ideologia marxista,la sua riduzione a religione laica, non sminuisce la visione del mondo, il "metodo" elaborato dallo zio Carlo per comprendere la società e le profonde ingiustizie che si agitano in essa.
Il problema restano gli uomini, il loro uso delle idee. Se è per questo il Cristianesimo - al di là della sua componente trascendentale, religiosa - sarebbe annullato dalle nefandezze che gli uomini - protestanti e cattolici - hanno compiuto in nome del supremo ideale di amore e solidarietà.
il comunismo ha fallito come sistema politico, ma come sistema ideale, come "metodo" mostra ancora una notevole forza nel mettere a nudo le disparità e le ingiustizie sociali.

Rax Meger 07.03.06 14:26

Il problema è però anche che adesso ci troviamo in democrazia, e dunque non sarebbe più che leggittimo continuare questa di strada che come prima ha prodotto la libertà?

Fa senso sostenere il comunismo per rendere questa libertà ancora più libera? A chi può interessare a questo punto?

Robi Riflettore 07.03.06 14:36| 
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Caro Beppe,
io apprezzo l'informazione che diffondi e le riflessione che ci proponi su tanti temi ma troppo spesso trovo le tue denuncie alquanto faziose,nel senso che nel mirino sono sempre personaggi di una determinata parte politica.Io trovo che la classe politica italiana sia terrificante su ogni fronte.Non ci sono magagne da denunciare a sinistra?Non posso crederci.Un po' piu' di equita'!
grazie e ciao

sofia corradi 07.03.06 14:32| 
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Io apprezzo l'informazione che diffondi e le riflessione che ci proponi su tanti temi ma la trovo troppo spesso faziosa,nel senso che nel mirino sono sempre personaggi di una parte politica.Io trovo che la classe politica italiana sia terrificante su ogni fronte.Non ci sono magagne da denunciare a sinistra?Non posso crederci.Un po' piu' di equita'!
grazie e ciao

sofia corradi 07.03.06 14:30| 
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o apprezzo l'informazione che diffondi e le riflessione che ci proponi su tanti temi ma la trovo troppo spesso faziosa,nel senso che nel mirino sono sempre personaggi di una parte politica.Io trovo che la classe politica italiana sia terrificante su ogni fronte.Non ci sono magagne da denunciare a sinistra?Non posso crederci.Un po' piu' di equita'!
grazie e ciao

sofia corradi 07.03.06 14:30| 
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Per favore non confondiamo! L'uso criminale che è stato fatto nel corso del Novecento dell'ideologia marxista,la sua riduzione a religione laica, non sminuisce la visione del mondo, il "metodo" elaborato dallo zio Carlo per comprendere la società e le profonde ingiustizie che si agitano in essa.
Il problema restano gli uomini, il loro uso delle idee. Se è per questo il Cristianesimo - al di là della sua componente trascendentale, religiosa - sarebbe annullato dalle nefandezze che gli uomini - protestanti e cattolici - hanno compiuto in nome del supremo ideale di amore e solidarietà.
il comunismo ha fallito come sistema politico, ma come sistema ideale, come "metodo" mostra ancora una notevole forza nel mettere a nudo le disparità e le ingiustizie sociali.

Rax Meger 07.03.06 14:26| 
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Caro Danilo,
non ci conosciamo però io e il mio compagno Eugenio conosciamo Robbi.Euge ha lavorato con lui a Zola Predosa e sono rimasti molto legati pur vedendosi di rado, così ho avuto anch'io la FORTUNA di conoscerlo e di imparare subito a volergli bene come se fosse un amico di sempre...Euge ed io siamo angosciatissimi per quanto letto su Repubblica di domenica, non sapendo come fare x avere notizie o,se mai fosse possibile,x renderci utili.Se puoi/vuoi contattaci al mio cell(349-3273003),grazie!SIAMO CON VOI,tenete duro!!UN BACIO A ROBBI.
Alessandra

Alessandra Campi 07.03.06 14:24| 
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nella ricostruzione fatta negli atti processuali la distanza tra Carlo e' la camionetta è di '4' metri, una distanza trppo grande perche' Carlo che era minuto potesse mai raggiungerla con il pesante estintore, non costituiva dunque nessun pericolo reale per quelli che erano nella camionetta

******

MA NON VI VERGOGNATE...

STRUMENTALIZARE LA MORTE DI UN GIOVANE RAGAZZO PER I VS ZOZZI FINI....

ANCHE IL PIU' NIBILE IDEA DIVENTA MERD... QUANTO SI GIOCA CON LE DISGRAZZIE ALTRUI.

L'italia fino a prova contraria è uno stato di diritto, saranno i giudici a giudicare i fatti ed a stabilire un minimo di verità.

VERGOGNATEVI.... ANCHE CHI ERA DALL'ALTRA PARTE E' FIGLIO DI MAMMA DITE DI ESSERE ISTRUITI MA RICORDATEVI PASOLINI.... ANALFABETA CHE NON SEI ALTRO.

Tu non sei analfabeta nello scrivere lo sei nelle idee sei grezza nell'anima perchè sei di parte, sei prigioniera delle tue verità assolute qundi cieca.

Comunque se i No Global sono quelli di Genova c'è da vergognarsi i fatti erano premeditati, li sento ancora i suoni dei tamburi, le vetrine sfasciate, le strade pubbliche rovinate, solo gli incivili è ignoranti arrivano ha tanto....

La cosa più triste è che dopo quei fatti il movimento no global anche se aveva qualcosa da dire ormai si è macchiato è voi con la vostra propaganda assurda continuate a farlo....

Ma sfiorate il ridicolo nel momento in cui dite di difendere l'interessi dei più deboli sfasciate tutto cosi le Amministrazioni locali devono di nuovo rifare con i soldi pubblici, che inevitabilmente andranno ad intccare quanto destinato al sociale da quella Amministrazione.

FATEVELO SPIEGARE DA BERTINOTTI QUESTA TEORIA IO LO IMPARATA NEGLI ANNI 70 NELLA SEZIONE PALMIRO TOGLIATTI DELLA MIA CITTA... NOI MANIFESTAVAMO I CONFLITTI SOCIALI NELLA DIFESA DEI LAVORATORI ERANO DURI.. IL MOTTO ERA LOTTA DURA SENZA PAURA..
Ma avevamo un limite tante che questo limite imposto dal partito in quegli anni ha dato vita anche a molte contraddizioni.

ernesto scontento 07.03.06 14:02| 
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SEGUE MARIA GIOVANNA
...e chi me lo dice che anche Grillo non stia sostenendo la tecnica del partito terzo, con la quale si vuole fare apparire un qualsiasi commento, una qualsiasi opinione come se chi la stà dicendo fosse completamente al di sopra delle parti, assolutamente non schierato, e magari anche vittima di qualche ingiustizia nel suo personale curriculum che riguarda il suo trascorso storico. Grillo queste caratteristiche le ha tutte, e prende ed attinge sempre più forza a seconda della sua necessità del momento, ogni qualvolta fa riferimento al fatto a lui accaduto in Rai da cui ne è derivata un'ingiusta espulsione a vita. Molto intelligente, anzi intelligentissimo o scaltro, dipende da come la vuoi vedere, ma da un fatto brutto non è stato a piangersi addosso a vita, ma l'ha rigirato a suo favore diventando il "Grillo" che è...poi sapientemente aiutato anche da uno staff, fa attenzione a non "bruciarsi mai la coda", quindi apprezzo l'operato di Grillo, lo seguo come seguo moltissime altre cose, o informazioni o letture ed approfondimenti che fanno in modo di aggiungere sempre più tasselli al puzzle della mia personale informazione, che tiene sempre in allerta il senso critico mettendoci la faccia ed a volte rischiando in prima persona. Quindi prudentemente tengo sempre un certo sano distacco. Comunque un grazie a Grillo...

marco penazza 07.03.06 13:42| 
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AD ERNESTO
oltre alla falsa giovanna darco ,se scorri bene i post ne troverai altri che fanno parte dello stesso movimento ,devono essere sei o sette credo se non di più .
MA CHI PENSANO DI PRENDERE PER IL CULO ,guardate che non siamo a cuba o in corea del nord pezzi di m...a ,siamo in italia ,che fino a prova contraria si trova in occidente .
porca miseria sono moderato ,ma mi viene voglia di votere per forza nuova.
non ci posso credere .

mario cataldo 07.03.06 13:41| 
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Odio e antipatia spruzzano dalle tue parole è benomale siamo sul blog.....

inoltre se permetti non sei tu il giudice che decise se una cosa è idiota o meno....

spesso tu pensi di avere ragione ma sono le tue ragioni sig.V.V.

Ernesto


ernesto scontento 07.03.06 12:40


Salve ernesto ti sei accorto anche tu ,del movimento propagandistico di rifondazione comunista ,hai ragione la nostra amica V.V. E l'altra P.B.,e pure l'amico B.G., non sono altro che 4 coglioni pagati da diliberto e bertinotti ,per creare scompiglio all'interno del blog ,ma andate a lavorare pezzi di m...a ,avete sempre perso ,e perderete ancora ,prendete per il culo gli elettori di ogni schieramento.
Lo dico a tutti ,in italia devono essere perseguite queste persone ,da tutti noi che crediamo nella democrazia ,gente per bene ,di c.desra e c.sinistra , VERGOGNATEVI, siete le nuove BR percaso ,FANNULLONI, OPPORTUNISTI, MANGIASOLDI .

mario cataldo 07.03.06 13:26|