Pedalare Prodi, pedalare...

L’Unione ha vinto, dopo qualche sobrio spumantino chiediamo al nostro dipendente Romano Prodi di mettersi subito al lavoro da domani mattina iniziando dagli inceneritori.
Pedalare Prodi, pedalare...
“ Gentile Presidente del Consiglio Romano Prodi,
La produzione di energia attraverso l'incenerimento dei rifiuti, caso unico e contestato in Europa, oggi è fortemente sovvenzionata dallo Stato, perché beneficia impropriamente del cosiddetto contributo Cip 6, destinato alle fonti "energetiche rinnovabili" che paghiamo nella della bolletta elettrica: senza il Cip6 la produzione di energia da rifiuti non presenterebbe alcun vantaggio economico rispetto alle fonti rinnovabili.
La stessa Commissione Europea, che Lei ha presieduto, nel 2003 con il Commissario Commissario UE per i Trasporti e l’Energia, Loyola De Palacio, in risposta ad una interrogazione dell’ europarlamentare Monica Frassoni, in data 20.11.2003 (risposta E-2935/03IT) ha ribadito il fermo no dell’UE all’estensione del regime di sovvenzioni europee per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, previsto dalla Direttiva 2001/77, all’incenerimento delle parti non biodegradabili dei rifiuti. Queste le affermazioni testuali del suo Commissario all’energia nel 2003: “La Commissione conferma che, ai sensi della definizione dell’articolo 2, lettera b) della direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità, la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile”.
Uno studio dell'Università Bocconi del 2005 ha dimostrato che il costo di 1 MWh prodotto da un medio impianto idroelettrico è pari a 66 euro che scende a 63 se viene prodotto all'eolico, sale a 121 se prodotto da biomasse e arriva a 280 se si tratta di fotovoltaico. L'incenerimento di rifiuti solidi urbani con “recupero energetico”, senza considerare il costo di gestione e trattamento dei rifiuti ed i danni alla salute umana causati dalle nanoparticelle, prima che arrivino all'inceneritore, è di 228 euro MWh.
Questo significa che se il Cip6, che noi paghiamo nelle nostre bollette Enel, andasse alle fonti veramente rinnovabili in Italia ci sarebbe convenienza ad andare sul solare, non sugli inceneritori!
Se il contributo statale venisse destinato alle fonti veramente rinnovabili e non ai rifiuti, la produzione elettrica dal cosiddetto Cdr (Combustibile da rifiuti) e tramite Inceneritori chiamati impropriamente e solo in Italia "Termovalorizzatori" non avrebbe nessun vantaggio economico. Né per il cittadino né per le aziende che scelgono di produrre energia attraverso questo sistema o di smaltire rifiuti tramite l'incenerimento.
Inoltre gli inceneritori, specialmente quelli di nuova generazione, come hanno dimostrato gli studi del dottor Stefano Montanari e della dottoressa Antonietta Gatti, producono pericolosissime nanoparticelle inorganiche (Pm 2,5 fino a Pm 0,01) che penetrano nel sangue e da lì si depositano negli organi del corpo umano e sono causa di gravi malattie, tra queste il cancro. Sono le cosiddette nanopatologie.
Queste nanopolveri si creano tramite le altissime temperature che si generano. Una storia già vista anche presso la centrale Enel ad olio combustibile di Porto Tolle (dove Tatò,Scaroni ed Enel sono stati condannati a risarcire tre milioni di euro), tra i reduci della Guerra del Kossovo e in Irak (la cosidetta "Sindrome del Golfo" causata dai proiettili ad uranio impoverito o al tungsteno), nel crollo delle Torri Gemelle a New York e nelle zone industriali. Anche alcuni Filtri Antiparticolato sono fortemente sospettati di produrre le pericolose nanoparticelle.
Come primo atto del suo governo le chiediamo quindi di:
- rispettare i dettati europei ed abolire immediatamente i finanziamenti all'incenerimento dei rifiuti in quanto non sono fonte d'energia rinnovabile. Come succede in altri paesi d'Europa l'incenerimento dei rifiuti va tassato e, diciamo noi, vietato
- abolire la "Legge Delega" sull'Ambiente del Governo Berlusconi che prevede tra l'altro un inceneritore in ogni provincia oltre all'eliminazione di tantissimi vincoli a tutela dell'ambiente e quindi della salute
- puntare decisamente, per gestire l'intero ciclo di gestione dei rifiuti, a: riduzione alla fonte, tassare chi produce più imballaggi ed incentivare chi punta su riutilizzo e riduzione rifiuti, raccolta differenziata obbligatoria in tutta Italia come è in Germania e per il trattamento del residuo utilizzare i moderni sistemi di Trattamento Biologico "a freddo", cioè senza incenerimento già sperimentati in altre realtà europee e a Sidney in Australia, che oltre a non produrre nanopolveri costano circa il 75% in meno degli impianti di incenerimento
- riconoscere per legge la pericolosità delle nanoparticelle (inferiori a Pm 2,5 fino a Pm 0,01) come già diversi studiosi da tutta Europa stanno chiedendo alla Commissione ed al Parlamento Europeo.
Vogliamo cambiare. Lei ha, per ora, la nostra fiducia”.
Beppe Grillo e i blogger
Postato il 10 Aprile 2006 alle 15:35 in Energia | Scrivi |
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...(segue)...O li bruciamo (pardon termovalorizziamo) oppure li interriamo (leggi discarica) ed incrociamo le dita fischiettando e facendo finta di niente sperando che loro i rifiuti non interagiscano con il terreno, possiamo chiederglielo, ma... si convinceranno? Mah?!!!
Per completezza aggiungo che non sono un manicheo, non mi spingerei mai a dire che con gli scarichi di un termovalorizzatore mi farei le inalazioni, anzi chiederei ai progettisti dell'impianto di ottemperare alle più rigide norme sulle emissioni utilizzando tutte le tecniche in nostro possesso per limitare i danni. Credo anch'io che con la salute dei cittadini non si possa scherzare.
E' tutto...
Saluti e buone feste!
Giovanni Mascellaro
VI POSTO CIO' CHE DICE IL SITO DELLA SOCIETA' SORGENIA, QUELLA CHE VEDIAMO IN QUESTI GIORNI (LUGLIO-AGOSTO-2006)NELLE PUBBLICITA' IN TV SULLE FONTI RINNOVABILI:
"Col termine "biomassa" si intende ogni sostanza organica che derivi direttamente o indirettamente dalla fotosintesi clorofilliana, il processo attraverso cui le piante assorbono anidride carbonica (CO2) e acqua, trasformandole in materiale organico utile alla loro crescita e liberando ossigeno.
Energia dalle biomasse
I principali impieghi delle biomasse a fini energetici sono la produzione di energia (bioenergia) e la sintesi di carburanti (biocarburanti).
Le biomasse utilizziate provengono di solito da apposite coltivazioni o da colture oleaginose. Possono anche essere costituite da scarti di attività agricole e/o industriali, come la legna da ardere, i residui agricoli e forestali, gli scarti dell'industria agroalimentare, i reflui degli allevamenti e i rifiuti urbani.
L'uso di questi materiali come fonti energetiche consente allo stesso tempo di eliminare i rifiuti delle attività umane e di produrre energia elettrica, riducendo la dipendenza dalle fonti di natura fossile, come il petrolio.
Dal punto di vista delle emissioni, l'anidride carbonica emessa dagli impianti alimentati a biomasse è la stessa quantità che viene assorbita dai vegetali per produrre un'uguale quantità di biomassa.
In questo ciclo energetico, infatti, l'assorbimento di biossido di carbonio (CO2) da parte delle piante è pari a quello emesso durante la combustione necessaria a produrre energia.Altri indiscutibili vantaggi delle biomasse sono la loro abbondanza, la facile reperibilità, il basso costo, la rinnovabilità.Dal punto di vista ambientale, non contribuiscono all'effetto serra, hanno basso tenore di zolfo e, quindi, non contribuiscono alla produzione di piogge acide. Infine, il loro fine ciclo costituisce un potenziale fertilizzante.Inoltre, loro impiego a fini energetici crea opportunità di sviluppo e occupazione"
Egr. Sig. Grillo leggo il suo forum da qualche tempo con interesse perchè spesso contiene spunti per approfondire temi a me cari.
Per quanto concerne i termovalorizzatori devo però dissentire con la sua opinione.
Dividerei i due aspetti del problema termovalorizzatori.
Il primo economico.
Il secondo ambientale.
Lo studio da lei citato si riferisce solo al primo aspetto, ma non considera la globalità del meccanismo d'azione di un impianto.
Descrivere un termovalorizzatore come un impianto che nasce esclusivamente per la produzione di energia e confrontarne i costi con impianti analoghi è come decidere di comprare un'auto confrontandola con un condizionatore solo perchè all'interno dell'abitacolo ne è istallato uno...
Mi scusi, ... il paragone non regge!
Diciamo piuttosto che il termovalorizzatore serve a eliminare bruciando i rifiuti e che è costruito per avere un'efficienza energetica positiva (bruciando i rifiuti si ottiene più energia di quella spesa per avviare la combustione).
Il conto economico di un termovalorizzatore è quindi il seguente:
valore aggiunto per la produzione di energia + beneficio economico dell'eliminazione dei rifiuti. A questo punto i numeri cambiano completamente!
Parimenti, per quel che concerne l'impatto ambientale occorre confrontare un termovalorizzatore NON con una centrale eolica o fotovoltaica, è chiaro che quest'ultima risulteranno più "pulite" ma considerare che il termovalarorizzatore produce energia ed elimina i rifiuti, quindi l'impatto ambientale sarà di gran lunga inferiore rispetto all'accoppiata discarica + centrale di produzione di energia, anche se l'energia venisse prodotta dal vento o dal sole.
Facendo infomazione occorre valutare il problema nella sua globalità e chi non vuole un termovalorizzatore "nei pressi" di casa deve chiedersi voglio al suo posto una discarica?
Poichè i rifiuti non si smaterializzano e quelli che non riusciamo a riciclare vanno da qualche parte...
O li bruciamo...(segue)...
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