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Gli schiavi moderni/5

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Vignetta di Emanuele Fucecchi

Ho l’impressione che i politici vivano in un mondo a parte, lontano dai cittadini. E che si cibino di intenzioni di voto, di tendenze elettorali, di poltrone e poltroncine. Ma anche una sedia a dondolo gli può bastare. L’unica realtà che conoscono è la loro e il cittadino è sempre suddito. Nessuno ha chiesto truppe in Libano, indulto, aumento della clandestinità e bavaglio alle intercettazioni. Se Prodi si fosse presentato con un programma del genere, l’originale avrebbe preso il 90% dei voti.
La legge Biagi è uno scandalo, perchè il Governo non ci ha messo mano nei primi 100 giorni? I ragazzi italiani valgono meno dei delinquenti? Che spettacolo: importiamo schiavi e li creiamo contemporaneamente a casa nostra.

Pubblico un’analisi degli effetti della legge Biagi di Roberto Leombruni di LABOR e di Mauro Gallegati della Facoltà di Economia di Ancona.

Caro Grillo,
quello che è successo all’Atesia, cui l’Ispettorato del lavoro ha imposto di assumere a tempo indeterminato 3200 collaboratori “a progetto” (le virgolette sono s’obbligo, perché il “progetto” era quello di rispondere ai telefoni di un call center), dimostra quanto sia urgente tornare su un contratto di lavoro – il contratto di collaborazione coordinata e continuativa – che è talmente precario che quando hai finito di dire come di chiama è già finito. A meno che non intervenga un giudice, appunto. Bene, dato che Prodi ha affermato più volte che la lotta al precariato è una priorità del suo governo, sarebbe una buona idea aiutare i giudici e riformare radicalmente un contratto che negli ultimi dieci anni ha tenuto milioni di giovani ai margini del mercato del lavoro – posizione dalla quale è stato più agevole un loro pacato sfruttamento.
Quanti sono veramente i collaboratori? Sì, sono milioni. Era da dieci anni che aspettavamo stime affidabili. Basti dire che l’Istat – forse pensando fossero pochi – ha atteso il 2004 prima di introdurre una domanda ad hoc nelle sue indagini, e dalle prime stime sembrava non fossero poi molti (se 400.000 vi sembran pochi). Pochi giorni fa però l’Inps ha finalmente pubblicato il suo osservatorio basato su dati reali, e ora sappiamo la verità: i collaboratori, solo nel 2004, erano quasi il triplo, erano più di un milione. Non stiamo parlando dei soli collaboratori, tenendo quindi fuori i professionisti, che di solito vengono considerati tra i salvati (ma su questo vedi più sotto, alla voce “apri la partita IVA o ti licenzio”). E anche considerando solo le persone per le quali la collaborazione è l’unica forma di lavoro, e hanno un contratto con un solo committente – categoria di solito identificata come la più debole – sempre al 2004 se ne contavano 840.000.
Perché sono da cambiare.
Per tanti motivi, che vengono fuori da tante storie che si leggono anche in questo blog. Ma il vero problema è che son nate male. Prima del ’96 l’unico modo regolare per prendere un lavoratore per un periodo breve era quella di assumerlo con un tempo determinato, pagando contributi sociali di circa il 33%, e – come in tutto il mondo civile, da un secolo a questa parte – pagandogli ferie, tredicesima e liquidazione. Esisteva però una prassi molto vicina al lavoro nero, che era quella di proporre un contratto di prestazione d’opera occasionale “e poi magari vediamo”, evitando così di pagare contributi e tutto il resto. Nel ’96 però nasce la famigerata formula della “collaborazione coordinata e continuativa”, che se ha regalato un 10% di contributi a quei lavoratori quasi in nero, di fatto ha finito per legalizzare la prassi di mascherare dei rapporti di lavoro dipendente sotto una etichetta ancora più innocente della prestazione occasionale. In assenza di controlli efficaci non c’è voluto molto perché si cominciassero a utilizzare le collaborazioni anche nei call center (l’equivalente moderno della catena di montaggio) e per lavori di durata di anni. Chi ne ha voluto approfittare si è garantito una forma di lavoro a costi stracciati – rispetto al lavoro dipendente il risparmio era di circa il 40%, meglio di un tre per due al supermercato – e una generazione di lavoratori si è trovata a lavorare per anni senza quasi mettere da parte nulla per la propria pensione, e con un livello di tutele da Inghilterra dei tempi della rivoluzione industriale. Basti pensare che solo nel 2000 è arrivata la copertura per gli infortuni e le malattie professionali. Del diritto di sciopero ovviamente ancora niente.
Perché la riforma Biagi ha peggiorato le cose.
Per la verità una riforma c’è appena stata, con la legge Biagi, ma a parte cambiare il nome in un “cocoprò” dal suono appena meno avicolo è stata una riforma per molti versi peggiorativa. Le intenzioni erano di limitare l’utilizzo improprio delle collaborazioni, e per far questo la legge richiede una forma scritta al contratto (prima non era necessaria, anche all’invenzione della scrittura ci abbiamo messo un po’ ad arrivarci), e che si identifichi uno specifico progetto. Se non si può identificare un progetto l’impresa può essere obbligata ad assumere il lavoratore con un contratto di lavoro dipendente. È questa la clausola che è stata applicata per Atesia (come è stato osservato, è poco credibile che più di tremila lavoratori di un call center abbiano ciascuno il proprio progettino specifico da svolgere).
Peccato che la stessa legge stabilisca (art. 69) che il controllo del giudice “non può essere esteso fino al punto di sindacare nel merito valutazioni e scelte tecniche, organizzative o produttive che spettano al committente”. E che con la circolare 1/2004 Maroni, come ulteriore liberalità, abbia precisato che una cocoprò può essere rinnovata quante volte vi pare.
Come dire, basta far la fatica di scrivere una volta all’anno un progetto ah hoc e si può tenere un dipendente a vita come collaboratore.
Nei fatti, la Biagi ha provocato una reazione quasi schizofrenica da parte delle imprese. In molti casi, le vecchie cococò sono state semplicemente trasformate in cocoprò. Altri, temendo la clausola citata sopra, hanno reagito con l’arma del ricatto. Lo dimostra una ricerca dell’IRES, condotta su un campione di persone che hanno aperto una partita IVA tra il 2003 e il 2004, dalla quale è venuto fuori come nel 50% dei casi questi l’hanno aperta perché gli è stato chiesto dal datore di lavoro, pena il non rinnovo del contratto. Peccato che il 40% di loro abbiano un unico committente (l’80% contando i rapporti quasi esclusivi), e continuino a essere a tutti gli effetti in quella categoria dei “collaboratori puri” che si diceva”.

Postato il 26 Agosto 2006 alle 18:36 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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In conclusione
Non vi e’ alcun interesse, da parte di entrambi gli schieramenti politici, ad abolire questa forma di schiavismo autorizzato….
Ed allora le soluzioni sono soltanto due:
1) O CI RIUNIAMO SOTTO UNA NUOVA FIRMA POLITICA E PRETENDIAMO DI ESSERE PRESENTI SIA AL GOVERNO CHE AL SENATO, AL SOLO SCOPO DI TUTELARE I NOSTRI DIRITTI, POICHE’ NESSUNO…. E DICO NESSUN PARTITO, NE SINDACATO CI STA “REALMENTE” TUTELANDO;

2) OPPURE PRETENDIAMO LA TOTALE CONVERSIONE DEI CONTRATTI “FALSAMENTE ATIPICI”, CHE VANNO OLTRE IL PERIODO DI PROVA, IN CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO CON INTEGRAZIONE DEI CONTRIBUTI GIA’ VERSATI, TFR MAI ACCUMULATO, E GLI ULTIMI 5 ANNI DI MALATTIE E FERIE NON RICEVUTI, PER RIDARCI LA DIGNITA’ DI LAVORATORE.
UNIAMOCI COMPAGNI E COLLEGHI SOLO COSI’ POTREMMO VERAMENTE ESSERE ASCOLTATI.
Con profonda solidarietà
LadySteffy

PS: MA LA FESTA DEL LAVORATORE A NOI QUANTO VERAMENTE APPARTIENE?
BISOGNERA’ CREARE LA FESTA DEL PRECARIATO,,, RETRIBUITA!!
ladysteffy@libero.it

Lady Steffy 30.04.07 11:02| 
 
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"ciao a tutti in due parole vi spiego che cosa mi e successo pochi giorni fa (io sono un precario da 9 anni circa) ho sempre lavorato per la stessa soceta una multinaziona chimica,il 31 genneio 2008 mi e finito il contratto ero convinto che mi avrebbero fatta la proroga,invece vado dal mio capo reparto e mi di dice mi dispiace ma con la nuova finanziaria non posso fare altri contratti o ti prendo fisso o ti mando via e mi ha mandato via,me lo ha comunicato 5 minuti prima che che andavo via l'ultimo giorno adesso non so che fare se qualcuno mi può consigliare qualcosa mi farebbe piacere graze a tutti
fabio fava"

Carissimo, purtroppo con i contratti a termine c'e poco da fare: TU hai firmato all'inizio del tuo rapporto di lavoro che il tuo contratto si conclude alla data prefissata, quindi hai accettato quella data!! non c'e' alcuna azione legale contro, l'unica cosa che loro non possono fare sono le nuove assunzioni a termine visto che ti hanno licenziato.
Ora pero', vorrei capire come hai fatto ad accettare per nove anni un precariato e secondo quale tipo di contratto sei rimasto li dentro per cosi' tanto tempo!! a quest'ora io avrei il cancro allo stomaco e un'embolia cerebrale, cazzo!!! e tu mi dici che eri convinto della proroga???? CONVINTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO????? come si fa ad essere convinti e sicuri quando hai gia' firmato all'assunzione il tuo licenziamento??? me lo spieghi??? qualcuno mi vuole spiegare come si fanno ad accettare contratti simili???
Io ne ho accettato solo uno in tutta la mia vita solo perche' ero in attesa di un lavoro con assunzione perenne: dopo sai cosa ho fatto del co.co.co?? o co.co.pro.? che mi avevano offerto? lo strappato davanti hai loro occhi!!! strappato, capito??
Vogliamo capire una volta per tutte che certi contratti vanno strappati???
NON DOVETE ACCETTARLIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!
ACCETTATE SOLO I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO: DOPO 2 ANNI HO ASSUNZIONE DEFINITIVA O A CASA
APRITE GLI OCCHI!!




marco c. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 07.02.08 21:05| 
 
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caro Grillo, la mia "storia "è simile a quella di tanti colleghi laureati, specializzati, pluriformati, che faticano ad essere riconosciuti all'interno del mondo del lavoro IN ITALIA!
Laureata da quasi due anni in psicologia, abilitata, iscritta alla scuola di specializzazione che mi pago da sola alla modica cifra di 4000 euro l'anno,nella speranza di poter fare il lavoro per cui ho studiato. Ho 6 anni di esperienza lavorativa nel settore delle fantastiche cooperative sociali...ora sono disoccupata, dopo che l'ente, famoso ospedale psichiatrico di Brescia, in cui ho prestato volontariato per quasi 6 mesi, e dopo un anno di trocinio (altro lavoro gratis), mi ha gentilmente dato il benservito...che dire? Facevo meglio a fare l'estetista? P.robabilmente mi sentirei meno frustrata e delusa, anche se continuo ad essere "innamorata" delle cose che studio, e per cui ho fatto tanti sacrifici; spero che le cose per noi giovani potranno cambiare, perchè non si può più andare avanti

lorenza G. Commentatore certificato 12.03.08 10:01| 
 
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ciao, anche io ero uno schiavo ma ho detto basta.Il mio contratto lavorativo prevedeva 40 ore settimanali, im nedia ne facevo 65..(ovviamente non pagate, il contratto era a forfait).Iniziavo in ditta alle 7.00 fino ad oltre le 19.30, sabato mattina compreso.Come se ciò non bastasse alla 19.30 puntuale arrivava il "padrone" che voleva che gli raccontassi cosa avevo fatto durante la giornata (giornata quasi sempre passata fuori ufficio al freddo in inverno e al caldo torrido d'estate a seguire i cantieri).
Una volta sono uscito dall'ufficio alle 18.30, il giorno dopo il capo mi ha cazziato perchè così davo il cattivo esempio agli altri colleghi,che,come schiavi, stavano in ufficio fino a oltre le 20.00 (ma loro non ce l'hanno una famiglia che li aspetta a casa ?!).
E' una vergogna, me ne sono andato e adesso sto aspettando il posto giusto (e per giusto intendo dignitoso e con orari umani, o almeno con un pò di straordinari pagati).
Che Dio ci aiuti, siamo allo scatafascio!
Dovrei fare il nome dell'azienda per evitare che altri come me cadano nel tranello...
Che Dio ci aiuti, l'Italia ormai è caduta nel baratro..
In bocca al lupo a tutti.

diego rossini 29.01.08 17:56| 
 
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CIAO a tutti.
dicono che la seconda volta è piu facile e quindi ci roprovo.
ho una domanda per tutti voi.
possibile che un grosso centro commerciale(BENNET)
NON riconosca la malattia a suoi dipendenti? addirittu per contratto !!!?

GEREMIA NARDINI 18.01.08 19:26| 
 
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Flavio Cabrini ( Direttore tecnico Mind consulting Lombardia)
I tempi moderni spingono verso un modello di impresa che focalizza l’attenzione sui capitali “Intangibili” piuttosto che su quelli “Tangibili”; alla base di questo tipo di azienda ci sono gruppi di collaboratori estremamente motivati da leader che non ripongono la loro attenzione solo sull’operatività immediata di ogni singola persona ma sul coinvolgimento emotivo e relazionale dei propri collaboratori. Secondo Flavio Cabrini, la gestione di un gruppo di lavoro può essere classificata in tre differenti tipologie: depersonificazione, dominazione e relazione.
La prima categoria (depersonificazione) è messa in pratica dal manager convinto di essere in una “posizione superiore” e fa’ sì che alle sue dipendenze ci siano persone deboli, facili da controllare e da poter sottomettere. Agisce convinto di poter migliorare le persone evidenziando i loro difetti ottenendo, in realtà, un peggioramento generale dell’ambiente lavorativo. Nel secondo metodo (dominazione) il manager crea allarmismo per ottenere obbedienza. L’imposizione di regole ferree e l’attuazione di sanzioni per eventuali mancati adempimenti, provocano turbamenti nei collaboratori e conflitti all’interno dei gruppi di lavoro. Questo è il manager che cerca di imporsi in ogni modo e nella sua azienda diventa rilevante concentrarsi sulle emergenze piuttosto che interagire al meglio per sviluppare una struttura efficiente.
Il terzo metodo (relazione) per Flavio Cabrini è quello ideale. E’ in questo caso che il manager opera utilizzando la sua carica positiva, la creatività, l’esempio e la fiducia per migliorare chi gli sta intorno, indirizzandolo così verso un livello di azione costruttiva nel tempo. Questo modo di agire mira al successo e a mantenere uno stato d’animo positivo nei propri uomini senza perdere di vista gli interessi dell’azienda. Nell’impresa contemporanea è dunque vitale che operino dirigenti in grado di rifiutare “l’autorità fine a

Flavio Cabrini Commentatore certificato 11.01.08 20:42| 
 
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OGGETTO : precariato e partite IVA

Vorrei che più di qualcuno aprisse gli occhi su quello che è avvenuto e che ancora avviene in questo paese; in particolare tutti quei " lavoratori precari " che prestano appunto la loro opera , fisica, di intelletto e spesso anche economica ( rimettendoci a volte denaro proprio ) per tutte quelle splendide aziende e società che hanno approfittato del momento, appunto precario non dei lavoratori, ma del paese tutto, per fare sempre e comunque i loro interessi - tante, a mio avviso, le aziende , le imprese e le società che si sono avvalse dell'operato dei poveri disoccupati in cerca di lavoro proponendo loro l'apertura di una posizione IVA per appunto operare ( quindi lavorare ) .... e all'ufficio Iva ??? chi c'era ?? nonsi sono mai chiesti se era il caso o meno di informare preventivamente il lavoratore " anomalo " del momento che ci sarebbero stati ina serie di adempimenti da effettuare ??? Come mai l' INPS dormiente si sveglia sempre allo scadere delle prescrizioni e manda a chiamare solo il lavoratore ( magari ora è di nuovo disoccupato!!! ) per il versamento dei contributi ?? e la società che si è avvalsa di questo?? chi la chiama?? da chi dovrebbe essere convocata per adempiere alla sua parte? IMPRENDITORI??? SI, con i soldi degli altri!! Che schifo è mai questo, ma dove sono andate a finire le persone che si battevano per i lavoratori ( tutti ) ? Come mai questi neo-imprenditori che hanno speculato sulla pelle altrui si permettono anche il lusso di continuare questa opera distruttrice? Ma perchè non si controllano tutte ( e dico TUTTE ) le attività dove persiste questo precariato? Io ho una propsta da fare : che si convochino tutti gli intestatari di partita IVA e si invitino con delle regole ferree a denunciare luogo e nome della società per cui operano al fine dell'immediato accertamento sugli adempimenti che il datore e/o committente dovrebbe effettuare!!

max 66 08.12.07 16:34| 
 
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Le recenti affermazioni offensive pronunciate dal ministro padoa-schioppa (definire "bamboccioni coloro che restano in famiglia sino alla soglia dei 30 anni) dimostrano superficialità ed una becera inconsistenza personale. Ma come devono sentirsi coloro che a 30/40 anni magari con una laurea o altro non riescono a strappare un lavoro decente? Già è penoso ed angosciante vedersi negato il proprio futuro soprattutto dopo essersi "sbattuti" ad oltranza per cercare, chiedere, proporsi continuamente fino allo sfinimento... Oltre al danno irreparabile nei confronti di un'intera generazione anche la mazzata degli insulti!!
Insulti peraltro pronunciati da una figura i cui figli ovviamente mai conosceranno la precarietà che comporta il dover sopravvivere con 4 soldi al mese.
Tutto ciò esaspera gli animi...

giorgio mazzuri Commentatore certificato 06.10.07 14:25| 
 
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Piccolo elenco di persone da evitare e posti da rifiutare qualora, da precari, vi offrano mari e monti e promesse di vario tipo a Roma e Milano in Enel:
Barbara Pes,
Fiorini Giuseppe,
Ilario Bergaglio,
Stefano Lucconi,
Antonio Anastasi.
Tutti con parenti che lavorano in Enel (naturalmente).
Consiglio spassionato: se le agenzie interinali, come ad esempio Manpower, vi offrono posizioni passando attraverso queste persone, bhe evitate gente, evitate.

Giovanna Sarti 04.10.07 06:16| 
 
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Occhio alla stabilizzazione! Sull'orlo del baratro.
Chi ha detto che i precari sono i giovani? Ho 47 anni e sono (ero) precario nei Vigili del Fuoco. Gia', ero. Nel comando di Milano dove prestavo servizio ero il precario piu' anziano e con il maggior numero di titoli. Iscritto dal 1985 come pompiere a tutti gli effetti ( stessi doveri ma non diritti ) ma per mancanza di amicizie altolocate chissa' come mai non mi hanno mai assunto. Preciso che, a prova di smentita, che nei Vigili del Fuoco si entra solo per raccomandazione. E' come essere degli artigiani, un mestiere che si tramanda da padre in figlio. Insomma ora dopo 25 anni di servizio, la stabilizzazione voluta da Amato precisa che il limite di eta' e' 37 anni! Ed io? Ho sprecato ua vita! E cosa dico ora alla mia compagna. E ai miei figli di 15 e 12 anni. Che mi devono mantenere fino a quando schiatto? Forse l'ultima cosa che devo fare e' sparire. Non gravare a 47 anni sugli altri, meglio sparire. Non esistere e' ormai l'ultima possibilita' perche' la mia famiglia non vada in rovina. Sono distrutto e deluso.

david ( mi vergogno ) 29.09.07 11:02| 
 
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Saluti a tutti,
vorrei inserire anche la mia testimonianza:
32 anni, laurea in economia a 26 anni (2001), master in marketing e solo lavori precari da quando ho terminato l'università (e pensare che sognavo pure di far carriera...).
Dopo essermi trasferito diverse volte inseguendo un lavoro temporaneo, ora ho l'ennesimo contratto di 6 mesi (che mi hanno assicurato è impossibile sia che venga prorogato, sia che mi porti ad un inserimento in azienda) con Adecco, per Enel, come impiegato. Pensate che ho sostituito un altro interinale che faceva lo stesso lavoro e che mi ha passato le consegne prima di terminare il mandato ed è una cosa che dovrò fare pure io tra alcuni mesi.
A 32 anni la mia vita è distrutta, non ho soldi da parte, per cui non posso sposarmi od acquistare casa od avere dei figli, anche perchè non potrei mantenerli.
Non posso andare in pensione, in quanto vengo da un anno e mezzo di disoccupazione, ed il futuro sarà ancora così, perchè sono troppo vecchio e costo troppo alle imprese rispetto ai contratti di apprendistato che offrono ai 24enni.
Il mio futuro è in mezzo alla strada a mendicare per sopravvivere (non vivere), oppure suicidarmi, perchè non ci sono più speranze di vita dignitosa per me, quindi meglio,decisamente, la morte al trascinarmi da un marciapiede all'altro.
Saluti,
Simone Pulichino

Simone Pulichino 23.06.07 22:56| 
 
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Dopo tanto cercare, finalmente. Questo è il mio settimo anno di lavoratore precario presso la Pubblica Amministrazione. Faccio il Vigile Urbano in un comune della Toscana(più o meno 6 mesi l'anno). Fino a quando andrà avanti sta storia? Da premettere che sono sposato con figlia di 9 anni, sono di Napoli (ogni volta un trasloco) e sono del 58!

Ciro C. Commentatore certificato 14.06.07 16:04| 
 
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Caro Beppe, sono profondamente ferito nel leggere le vicissitudini di tanti giovani e non più giovani, e allora come precario mi sento privilegiato. Ho 30 anni, sposato con figlia in arrivo, faccio un lavoro per me splendido (autista-soccorritore in un piccolo Comitato Locale della CRI), concorso pubblico, rapporto di lavoro come da CCNL ed ho un buon rapporto con colleghi e superiori, anzi posso dire di essere stimato.
Le note dolenti sono altre.
Anzitutto per fare il mutuo prima casa mi ha dovuto fare da garante mia madre, che è una correntista di lunga data per cui il direttore della banca del paese "ha usato il margine di discrezionalità che gli consente la sede centrale", insomma se non ci metteva una buona parola io me lo menavo comunque. Come tanti, ho così subito quest'umiliazione, quando ora vivo e mi pago il mutuo tranquillamente con le mie forze (e mi sto anche ristrutturando casa).
Il Comitato Locale della CRI - che è quello che mi paga stipendio e contributi, non altri - anche volendo non potrebbe assumermi a tempo indeterminato perché la legge non lo consente. MA SE FACCIO QUESTO LAVORO DA QUATTRO ANNI ED IO E L'ENTE SIAMO RECIPROCAMENTE SODDISFATTI, PERCHE' DEVO RINNOVARE IL CONTRATTO DI ANNO IN ANNO? E' come se due volessero sposarsi ma la legge gli consentisse solo di convivere...
In teoria con la finanziaria 2007 dovrei essere in pole position per il passaggio di ruolo ma... non puoi dire gatto se non ce l'hai nel sacco... A QUALCUNO PIACE PRECARIO...

Sandro Schenone 02.06.07 17:18| 
 
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Ciao a tutti, vi chiedo se qualcuno di voi abbia mai avuto a che fare con la Mind Consulting. E' importante, mi servono delle testimonianze. Nella mia azienda si stanno accadendo strane cose...
Vi chiedo una mano

Giuseppe Tatti 14.05.07 16:06| 
 
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LA NOSTRA PROFONDA SOLIDARIETA' AI COLLEGHI PRECARI DI TUTTA L’ITALIA..... ed a ciò che leggo ed avverto nel profondo dell’Anima.

A Voi LAVORATORI INVISIBILI - Amici Nostri, Amici Miei, ci aggiungiamo noi ditte esterne "PRECARI DELL'ALITALIA" che lavoriamo saltellando da co.co.co a co.co.pro da oltre 10 anni..
Siamo distribuiti, nei vari aeroporti, siamo impauriti di perdere il lavoro, pochi e dislocati ..noci in un sacco che non fanno rumore.
Ma andiamo al dunque in tempo di campagna elettorale tutti sono bravi ad incentrarla sul lavoratore precario, all’abolizione del precariato, ma poi....? E' trascorso un anno e siamo ancora qua, con l'ennesima "PROROGA A 6 e 12 MESI" ..., con il contentino di turno….
(10 ANNI DI PROROGHE????) "un progetto infinito" … ma non solo….

-10 anni di pseudo - contributi versati in una "GESTIONE SEPARATA" che già il nome dice
tutto...; e se dopo 10 anni questi contributi non sono integrabili con i contributi da lavoratore dipendente cosa vuol dire … che avremmo perso 10 anni di contribuzione?
-10 anni di “NO TFR”;
-10 anni di mancate ferie;
-10 anni di mancata malattia .. ed a tal proposito vogliamo fare una piccola considerazione???
Quanti di noi siamo sono andati a lavorare nonostante febbri alte e raffreddori stagionali in atto, quanti continuano a rinunciare di restare a casa per curarsi, solo perché non possono permettersi di perdere dalla retribuzione una e più giornate di lavoro, e quanti in quel momento (tutti) sono stati a rischio di contagio, ma io li ho capiti i colleghi e tutti noi li abbiamo capiti…
Andare in ospedale per farsi ricoverare per poi chiedere il rimborso all’ INPS , per una febbre di stagione? Hahahaha mi vien da ridere al sol pensiero delle facce degli infermieri che al pronto soccorso ti guarderebbero come si guarda un folle… ovviamente senza ricoverarti....
CONTINUA

Lady Steffy 30.04.07 10:59| 
 
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IO NON MI SENTO RAPPRESENATO DA NESSUN PARTITO IN PARLAMENTO.
FUORI DAL PARLAMENTO ESITE IL PARTITO DI "B.GRILLO" DI COLORO CHE SI SONO ROTTI I C...O DI QUESTA CLASSE POLITICA LONTANA DAI BISOGNI DELLA GENTE.

BISOGNA TORNARE NELLE PIAZZE E PARLARE ALLA GENTE IL LINGUAGGIO DELLA GENTE, POI BISOGNA FARE, CREARE AFFINCHE' LA GENTE VEDA E CI CREDA.
OCCORRE TORANRE NELLE SCUOLE RISCOSTRUIRE CIO' CHE DA ANNI LA POLITICA HA DISTRUTTO "la volonta, la motivazione nei giovani".
Abbiamo permesso TV, video giochi e ogni porcaio violento e poi al telegiornare ci fanno vedere che i ragazzini sono violenti--
Da violenza è chi autorizza e trasmettere queste informazioni senza andare a cercare le cause.
In quel posto ci sono troppi nani spicopatici e tra loro si lodano e fanno leggi incomprensibili alla razza umana.
Tutti noi siamo in attesa del giudizio universale per l'arrivo del super nano spicopatico e schizzoide.
Grazie beppe per aver creato questo blog, ti sono vicino.
Almeno come dici tu un po di merda la rimandiamo la ritiriamo indietro.

MARCO B. 20.03.07 00:21| 
 
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carissimo beppe grillo a parte la grande stima che ho per te da quando hai iniziato in tv facendo un programma sulla rai dove giravi per rio ma devo dirtio che sei un grande.Io sono augusto maiolini ragazzo di 30 anni nato a napoli,bellissima città dove nascere il problema che ho è che ci vivo ancora e naturalmente come PRECARIO.Ora già si sà che rispetto atutta l'italia a napoli è sempre peggio, io ho iniziato a avere le prime esperienze lavorative più o mreno verso i 22 anni e da allora non ho mai smesso di essere precario il fatto è che non ne vedo uscita è molto difficile per le persone dela mia generazione riuscire a progettare qualcosa ma oramai viviamo tutti più o meno a farci i conti in tasca per vedere di programmare la giornata nel senso che più di 5 euro al giorno già sono molte per vivere con lo stipendio che perndo in più sento che i soldi per gli ammortizzatori socialo sono stati usati dai nostri politici per far andare in pensione a 58 anni le altrepersone forse sperando che sarebbero stati poi i nostri genitori apreoccuparsi di noi andando prima in pensione e dandoci un pò di paghetta in più.In più spesso essendo precario rimani per mesi senza lavoro perchè non è facile quando hai delle scadenze tipo bollete da pagare e il contratto ti finisce ogni sei mesi insomma bisogna iniziare da capo sodando e rincorrendo una vita che oramai si fà sempre più di merda ,propongo la presa del governo,subito.......

augusto maiolini Commentatore certificato 09.02.08 20:48| 
 
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Segue : Partite IVA
Le splendide imprese italiane non pagano più i contributi ai lavoratori poichè il precariato è intrappolato nel meccanismo delle partite IVA - perchè non pubblicate i dati?
perchè i controlli incrociati non lo fate alle imprese / mole di lavoro-utili-personale ??

max 66 08.12.07 16:45| 
 
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Carissimo Fabio Fava spero di aver azzeccato quello che cercavi... nella finanziaria dei nostri parassiti dipendenti riguardo il lavoro viene menzionato testualmente:

"Successione di contratti a termine

Viene confermata la regola già prevista secondo la quale se il lavoratore viene riassunto a termine, entro un periodo di dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a sei mesi, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.
In caso di successione di contratti a termine, per lo svolgimento delle medesime mansioni presso lo stesso datore di lavoro e qualora il rapporto di lavoro superi complessivamente 36 mesi (comprese quindi proroghe e rinnovi) lo stesso verrà considerato a tempo indeterminato.
In deroga alle predette disposizioni risulta possibile proseguire con un nuovo contratto a termine (una sola volta) a condizione che la stipula del contratto avvenga presso la Direzione Provinciale del Lavoro e con l'assistenza di un rappresentante di un sindacato comparativamente più rappresentativo."

Intanto ti faccio i miei complimenti per aver avuto il coraggio di leggere quanto sopra, ma decisamente si capisce ben poco: qui ci vorrebbe padoa schiappa, ma son sicuro che neanche lui sa che cazzo ha scritto!!!
Pare di capire che nelle successioni di contratti a termine superata la durata di 36 mesi, l rapporto di lavoro deve considerarsi a tempo indeterminato: ma come ogni legge di sti fottuti impuniti, si parla sempre di considerazione e non di applicazione della legge....
in pratica cosa fanno i nostri dipendenti?? lasdciano l'applicazione delle regole in seno agli accordi sindacali locali e a volte sempre piu' spesso agli accordi interni aziendali, lavandosi cosi' le mani come ha fatto tempo a dietro l'infamone di pilato!!
Per il resto ti consiglio di cercarti un ottimo esperto in diritto del lavoro: c'e' solo da impazzire
ciao

marco c. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 16.02.08 00:43| 
 
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salve:
libero sfogo:
dati personali: diploma 60/60
laurea 102/110 in economia
3 anni tirocinio per diventare dottore commercialsita.
libretto del lavoro:bianco.

cv inviati:8.000.000
colloqui:300
lavori ottenuti:
2 contratti a progetto mal pagati di 6 mesi

è colpa mia???

giovanni metello 21.03.07 15:14| 
 
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finanziaria 2008
dal "sole 24 ore"

"...la stabilizzazione dei precari nella Pa, che continua a vedere contrari i diniani..."

complimenti, manteniamo la schiavitù

roberto f. Commentatore certificato 05.11.07 00:07| 
 
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Se si raccogliessero firme? una petizione? qualcosa del genere?

Silvia Mont 23.10.07 16:38| 
 
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18 Febbraio 2010

Multe napoletane


Vigili_e_abusivi.jpg
A Napoli tutto avviene in anticipo. E' un laboratorio da studiare. Dopo il condono delle multe automobilistiche e lo sciopero della fame dei vigili precari davanti al Municipio ecco l'ultimo atto. I blocchetti delle multe sono finiti, soldi per ristamparne non ce ne sono. Per settimane nessun automobilista sarà più multato per qualunque tipo di infrazione. E' il paradiso dei semafori rossi bruciati, delle vecchiette investite sulle strisce, dei contromano, dei 180 all'ora sul lungomare, delle macchine in doppia e tripla fila. Alla catastrofe con ottimismo.

18 Febbraio 2010

Il Commento:
La tazza dei baci Perugina

Made_in_China.jpg
Anche la tazza dei baci Perugina è made in China. Ma neppure la Perugina è più italiana, fa parte infatti del gruppo Nestlè.
"A San Valentino la mia fidanzata (giusto per la cronaca: 31 anni, due lauree in Scienze Ambientali con 110 e Lode e niente lavoro!) mi regala un tubo di baci Perugina con allegata una piccola tazzina da caffè con un orsetto."Che carina! Grazie amore ti amo anche io!" Mentre per farla contenta mi gusto un caffè, guardo sotto l'etichetta e che trovo scritto? MADE IN CHINA! Ma cavolo, mi domando: un Paese dove l'industria non riesce ad essere competitiva manco per produrre una tazzina di caffè ma dove CAZZO FINIRA! MA CHE COS'E' IL MADE IN ITALY?ESISTE ANCORA? CHE VERGOGNA!" Dario Crocetta



La Settimana - Vol. 5 N°5

La Settimana
GavaVenezia.it

Il Lodo Alfano è stato soppresso. Il Lodo Schifani è stato respinto ancor prima. Ma la fabbrica dei lodi prosegue instancabile. Per un pelo, o forse anche più di uno, non è ancora passato il Lodo Bertolaso....


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