L'ozio è rivoluzionario

L'ozio_come_stile_di_vita.jpg

E’ Ferragosto. Quale miglior regalo di un libro? E di un libro che insegna l’arte dell’ozio?
Il libro è: “L’ozio come stile di vita” di Tom Hodgkinson. Cito dalla prefazione: “Oziare significa essere liberi, e non soltanto di scegliere fra McDonald’s e Burger King o fra Volvo e Saab. Significa essere liberi di vivere la vita che vogliamo fare, liberi da capi, salari, pendolarismo, consumo, debiti. Oziare significa divertimento, piacere e gioia. C’è una rivoluzione che sta fermentando, e la cosa grandiosa è che per prendervi parte non dovete fare assolutamente nulla.”
Chi vive solo per lavorare quindi è un miserabile, chi ozia un rivoluzionario.
Paul Lafargue, genero di Karl Marx scriveva nel suo libro: “Il diritto all’ozio”: “Una strana follia possiede le classi operaie delle nazioni in cui domina la società capitalistica. E’ una follia che porta con sé miserie individuali e sociali che da due secoli stanno torturando la triste umanità. Questa follia è l’amore del lavoro, la passione esiziale del lavoro, spinta sino all’esaurimento delle forze vitali dell’individuo e della sua progenie”.
Il lavoro nobilita il capitalista, il manager, il finanziere e immiserisce il lavoratore dipendente, il precario, il cococo che assomiglia sempre più a una bestia in gabbia. Una bestia che deve sviluppare enormi quantità di lavoro per rimanere in vita.
Prendete la vostra ora di noia quotidiana, senza fare nulla, guardando fuori dalla finestra o il soffitto. E’ la vostra ora d’aria, quella che viene concessa anche ai carcerati. Insegnatela ai vostri figli, spiegategli che non far niente, non avere nessuno che ti dica cosa devi fare è importante. L’ozio è il padre e la madre di tutte le idee migliori. Andrebbe insegnato a scuola, come ora di meditazione. Siamo dentro a un meccanismo che ci impedisce di pensare, un tapis roulant dalla culla alla tomba.
Fermi! Fatelo adesso: non fate nulla.

Scarica l'ultimo numero del magazine Scarica "La Settimana" N°33
del 14 agosto 2006

Postato il 15 Agosto 2006 alle 20:20 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
Commenti (1101) | Commenti piu' votati | Invia il tuo video | Invia ad un amico
| La Settimana | Trackback (5)

Commenti

 

io sono pienamente daccordissimo sul fatto che l'ozio sia importante e che dovrebbe essere insegnato a scuola, si anche il lavoro è importante ma no da sacrificarci la vita. Io mi sento un fanatico dell'ozio e devo dire che mi fa stare bene vivere oziando. Un saluto particolare al mio compare di ozio Saro

Isidoro Birrittieri 09.02.07 17:00| 
 |
Rispondi al commento

Bellissimo il libro, tanti i consigli su come oziare creativamente. Mi permetto però di notare che per molti l'ozio è occasione per ottundere la mente e bruciare il cervello davanti alla televisione o rincoglionirsi nelle discoteche.

renato sigismondi 19.11.06 17:31| 
 |
Rispondi al commento

ciao Beppe!
Sono contentissima di interrompere il mio Ozio per scrivere nel tuo blog!
Ti "conosco" da quando son nata perchè mio papà ti ammira!Tuttavia mi sono appasionata alla tua Persona da quando hai tenuto una conferenza al "mitico" Politecnico di Torino!!!
Io ho un piccolo problema: ozio da 5 anni;ma il mio ozio non è affatto produttivo!(Forse lo definirai Apatia!!!)
brutta condizione!
Grazie di dare voce a tutti i problemi che ci circondano e che ci vengono nascosti dai "signorotti"!Non stancarti mai!
P.S.:perchè non cerchi di diventare Premier!Saresti fantastico!La nostra Italia ha bisogno di Persone come te!

Sarah Saracino 10.10.06 22:27| 
 |
Rispondi al commento

ps. dimenticavo: il grande equivoco che attraversa tutta la storia del socialismo riformista ( e anche di quello rivoluzionario-ortodosso) è che socialismo significasse lavoro, lavoro, lavoro. Non a caso, infatti, un passaggio dell'internazinale recita "guerra agli oziosi"! Che abbaglio!!

luca pusceddu 28.09.06 17:29| 
 |
Rispondi al commento

Se posso permettermi vorrei segnalare, nel mio piccolo, che il tema dell'ozio (sarebbe più preciso, se non si rischiasse di equivocare, parlare di ozio "produttivo) è uno dei temi centrali di un (fra i tanti che trattano l'argomento)libro del 1948 - aimè non sufficientemente conosciuto dal grande pubblico - di un intellettuale francese di matrice marxista (naturalemente appartenente alla corrente eretica ed eterodossa) che è Henri Lefebre e s'intitola "Critica della vita quotidiana" (l'edizione italiana è dell'einaudi, e peraltro influenzò tantissimo anche un altro testo di disarmante attualità che è "La società dello spettacolo" di Guy Debord").

luca pusceddu 28.09.06 17:22| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe Grillo, io amo il mio lavoro, dedico giornate intere al lavoro, spesso anche le mie serate e di tanto in tanto anche i miei week-end. Ma ho imparato a staccare dal lavoro, un esempio, facendo piccole pause di pochi minuti, bevendo da buon italiano un tazzina di caffé o come ho imparato dagli amici inglesi una tazza di thé. Il mio incontro, anni addietro, con un Monaco Tibetano, qualcosa mi ha insegnato, il modo di pensare e vedere la vita come il Budda e in fondo degli orientali che l'ozio non se lo fanno proprio mancare. Certo, adottando questa filosofia quando mi è possibile farlo, considerando che sono un occidentale e ho un ritmo più sfrenato di vita. Grazie per il consiglio, preso al volo, credimi. Ciao, Luca

Luca Simon Boccanegra 24.09.06 20:06| 
 |
Rispondi al commento

Grande! Io è un annetto che vado raccomendando questo libro fondamentale!

Lorenzo Gemo 16.09.06 18:56| 
 |
Rispondi al commento

il problema dell'ozio è che l'unico modo per attuarlo è lavorare meno, si lavora troppo, ma non dicevano che la tecnologia doveva permetterci di aver più tempo libero?

certo con i contratti a termine e i part-time tempo ce n'è quanto se ne vuole...
anche tra i cassintegrati e i licenziati ce ne a bizzeffe!!!

complimenti alla società

stefano "akiro" meraviglia 06.09.06 13:33| 
 |
Rispondi al commento

"Chi vive solo per lavorare quindi è un miserabile"

non vi sono dubbi, soprattutto è una persona che sul lavoro, tende a tediare il prossimo!!! si aspetta che tutti gli altri siano in linea con il suo pensiero...

SIA MAI!

stefano "akiro" meraviglia 06.09.06 13:31| 
 |
Rispondi al commento


Invia questo articolo Versione stampabile BESTIARIO
Chi non lavora fa meglio l'amore
di Giampaolo Pansa
Se Prodi ogni anno licenziasse negli uffici pubblici l'uno per cento di 'nullafacenti' scoppierebbe la rivoluzione. Guidata dai sindacati

Beppe Ti chiedo di leggere l' articolo del Pansa sull' espresso di questa settimana.
Vorrei una tua opinione al riguardo.Soprattutto quando il Pansa punta il dito sugli studenti pelandroni come una causa all' origine della moderna disoccupazione in Italia.
Allora io penso, i tuoi articoli sugli Schiavi Moderni SAREBBERO pura demagogia se in rapporto al pensiero di Pansa?

'Notte.

enrico maure 06.09.06 00:55| 
 |
Rispondi al commento

Non sono contrario all'ozio.
Ma attenzione se : - il vivere per lavorare imbrutisce l'uomo, il quale deve lavorare si ma per sopravvivere e non viceversa (come disse Giovanni Paolo II il giorno di San Giuseppe del 1986 durante la visita pastrorale a Prato mia Città, città iperlavoratrice).
E' altresì vero,come dice il vecchio saggio, che l'ozio fine a se stesso,soltanto come passatempo del bengodì, è il padre di tutti i vizzi. Infatti non è un caso che proprio nelle società più facoltose non solo hanno tanti beni ma anche tanto tempo e quando questo è usato solo per il puro divertimento godereccio e smodato è proprio li nei loro ambiente che scaturisce qualsiasi tipo di perversione.
Quindi se l'uomo non è fatto per il solo lavoro è anche vero che non è fatto neppure per il solo ozio, basterebbe comprendere che forse l'uomo è fatto per essere libero e allora il lavoro lo aiuta nella sua ricerca di libertà l'importante e che non lo trasformi nel solo scopo della sua vita ma abbia altri ideali, altri interessi a cui dedicarsi e in cui realizzarsi non ultimo l'amore per il prossimo e per il mondo intero.

david cortoni 01.09.06 16:54| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Ciao Beppe,
avevi parlato di questo anche in un tuo spettacolo precedente in cui mostravi un dialogo tra Giovanni Agnelli I, fondatore della Fiat e Einaudi, in cui si ipotizzava una migliore ed equa distribuzione del lavoro per dare più tempo libero ai lavoratori. Come sappiamo, sia il nipote che la bella compagnia non sono stati proprio in linea (....) con quanto detto dal nonno (....). L'ozio è positivo se lo si considera come lo consideravano i latini, cioè un tempo dedicato alla cura della propria persona, fisica e spirituale. Quindi non solo riposo (sonno), ma cura della salute e della pulizia (terme, ecc..) e cultura (studio, ecc...). Oggi includerei anche esercizio fisico, attività varie, ricreative. Ma anche allora all'ozio si contrapponeva il negozio, cioè la negazione dell'ozio in favore delle attività remunerative necessarie per mangiare e che consumavano la persona anzichè curarla. Oggi, nel XXI secolo sarebbe ora che il "negozio" diventasse qualcosa non solo di più coinvolgente per l'uomo, perchè non possiamo e non vogliamo più fare solo cose che a noi permettono di avere (forse) una vita dignitosa e arricchire poche persone. Ma al di là dell'aspetto economico, bisognerebbe impegnarsi per il rispetto del lavoratore, almeno quello, visto che sarà difficile che tale lavoratore si appassioni ad un lavoro che spesso lo fa sentire alienato.
ciao
Giacomo

Giacomo Guiducci 01.09.06 14:11| 
 |
Rispondi al commento

Salve, dopo aver parlato, ad un amico, del libro in questione "Ozio come stile di vita", che stò leggendo e sono arrivato a 5 a.m., mi sono sentito vivo ancora di piu quando mi ha detto che esisteva questo forum o meglio che il sito di Beppe Grillo trattase questo argomento, in verità vi dico non sono un grande frequentatore del sito.
Ma se mi permettete, come ho già fatto con altri, vi consiglio di leggere il libro dove protrete meditare su frasi "la semplicita è anche lavorare meno e acquistare meno" che la rivoluzione è iniziata con il periodo della rivoluzione industriale e che "Chiunque pratichi una non azione è occupato a non essere occupato"

CIAO A TUTTI

Angelo Risi 01.09.06 12:13| 
 |
Rispondi al commento

Salve, dopo aver parlato, ad un amico, del libro in questione "Ozio come stile di vita", che stò leggendo e sono arrivato a 5 a.m., mi sono sentito vivo ancora di piu quando mi ha detto che esisteva questo forum o meglio che il sito di Beppe Grillo trattase questo argomento, in verità vi dico non sono un grande frequentatore del sito.
Ma se mi permettete, come ho già fatto con altri, vi consiglio di leggere il libro dove protrete meditare su frasi "la semplicita è anche lavorare meno e acquistare meno" che la rivoluzione è iniziata con il periodo della rivoluzione industriale e che "Chiunque pratichi una non azione è occupato a non essere occupato".

CIAO A TUTTI

Angelo Risi 01.09.06 12:12| 
 |
Rispondi al commento

mobilitazione per l orrore in medio oriente alla donna colpevole di essersi innamorata di un russo cristiano,era incinta,senza difese,l hanno picchiata denudata frustrata.non restate ignari,l indifferenza è un male capitale

carmine apicella 01.09.06 12:06| 
 |
Rispondi al commento

Ciao a Tutti, dopo aver parlato, a un amico, il quale mi ha segnalato il forum, è stato un vero piuacere vedere che il libro in questione, che sto leggendo, e che ormai sono arrivato alle 5 a.m., chi l'ha letto o chi lo leggerà capirà, inoltre vedere che un sito come quello di Beppe Grillo, che devo ammettere, da me poco frequentato, sia attento alla grande questione che l'arrivismo porti alla macanza di libertà e che la riscoperta del io, attraverso un un comportamento "ozioso".
"Semplicità significa meno lavoro e meno acquisti"

Angelo Risi 01.09.06 12:02| 
 |
Rispondi al commento

Per un meritevole e necessario approfondimento:

L'ozio come stile di vita [Hodgkinson Tom];
Ozio lentezza e nostalgia. Decalogo mediterraneo per una vita più conviviale [Baker Christoph];
L'ozio segreto di Petrarca [Tateo Francesco];
Viva l'ozio. Abbasso il negozio. L'ozio è il padre degli sfizi [Zucchelli Federico ];
Disoccupati disorganizzati senza sussidio. Cronache di ozio forzato [Bottone Pasquale];
Economia dell'ozio [Lafargue Paul e Russell Bertrand];
Ore d'ozio [Yoshida Kenko];
Ozio creativo [De Masi Domenico: conversazione con Maria Serena Palieri];
Ozio lentezza e nostalgia. Decalogo mediterraneo per una vita più conviviale [Baker Christoph];
Le virtù dell'ozio [Torno Armando];
Ville in pianura. Architetture per un ozio senza tempo [Giovannini Arrigo];
L'arte dell'ozio [Hesse Hermann];
Schegge nell'ozio [Luescher Lelia];
Elogio dell'ozio [Russell Bertrand];
L'ozio onorato. Saggi sulla cultura letteraria italiana del Rinascimento [Beer Marina, Bulzoni];
L'ozio non è il padre dei vizi [Jolliffe Gray];
Un gentiluomo in ozio [Wodehouse Pelham G.];
Momenti d'ozio [Yoshida Kenko];
Il grande ozio [Comisso Giovanni];
I canti dell'ozio [Cimolino Pierleonida];
Psiche-L'ozio sepolto-L'Orestea-L'Olimpia (Bracciolini Francesco].

Saluti, Scheggia

Giovanni Cassai 01.09.06 10:13| 
 |
Rispondi al commento

Si, oziare è bellissimo, piace un sacco anche a me. Ma oggi la cultura dell'ozio, con l'esaltazione dell'enterteinment, sta oscurando il valore del lavoro: troppi giovani rimangono giovani così a lungo da non diventare adulti, abili al lavoro. Si pensa che dedicare tempo al divertimento sia un dovere che viene prima del lavoro: ma dove si prendono i soldi per divertirsi se non si lavora? Come sempre va seguita la via del giusto mezzo. Bisogna bilanciare ozio e lavoro, nessuno dei due è male in sè, entrambi sono indispensabili

Fabio Briguglio 30.08.06 11:44| 
 |
Rispondi al commento

Soliderietà,solidarietà,solidarietà.Invito tutti a mostrarne nei confronti di Mario Rossi che sta lottando per affermare il diritto e il valore dell'ozio.Personalmente mi stringo a te caro Mario affinchè tu possa vincere, anche nei confronti dei millantatori comunisti che in realtà si dimostrano i più retrogradi e schiavisti di quelli originali.Un appello al realismo ,invece, alla sviolinata di Flavia che ci ricorda il valore del lavoro ideale con frasi languide e commoventi.Flavia, chissà quanto si sentono nobili quelli che lavorano a nero e a mezza paga, i cococo, i bambini delle filippine,i costretti a lavorare fino a 16 ore al dì.Ti prego ritrova il senno e la serietà,scendi sulla terra e stai attenta perchè la discussione riguarda i milioni di sfruttatti, gli schiavi del lavoro che fanno 10-16 ore di lavoro al giorno, che hanno ben chiara la tua idea di lavoro,anzi la ricercano più di te.Il problema è come raggiungere questa condizione,poichè lavorando tanto e mal pagati è difficile non imbarbarirsi ed essere equilibrati e nobili.Capisci piccola Flaviuccia!

andrea bianco 28.08.06 19:35| 
 |
Rispondi al commento

Lavorare è intimamente connaturato all'uomo, è un bisogno dell'uomo che va al di là delle esigenze economiche. Il lavoro è partecipazione alla realtà sociale ed è un concetto alto e nobile. Il lavoro nobilita l'uomo

flavia ciaffardini 25.08.06 15:04| 
 |
Rispondi al commento

@ teresa celestino

Grazie Teresa della tua risposta, e soprattutto dell'articolo, scritto in modo simpatico, ma che non tratta di cose altrettanto piacevoli. Purtroppo è nota la storia del paron, e conosco casi personali di laureati che da "noi" non si sentono impiegati per le loro capacità ma che sperano di prender al volo le opportunità di scappare magari all'estero.
E conosco miei coetanei ingegneri che dopo quattro anni di lavoro nella medesima azienda debbono ancora usar i "bancali" (pallet) come tavolo

Daniele Tenente 25.08.06 11:31| 
 |
Rispondi al commento

Si Nu Mostr!!! Si Grand'!!!

Vincenzo Capasso 23.08.06 17:02| 
 |
Rispondi al commento

Life is what happens to you while you're busy making other plans!

john lennon

Patrick Vigorelli 23.08.06 15:27| 
 |
Rispondi al commento

A proposito di scelte politico energentiche, domenica scorsa mio padre ha esposto un'idea che, forse gia' esplicitata da altri, mi e' parsa molto positiva: se le autorita' comunali/regionali/statali imponessero, almeno per le nuove costruzioni, alla stregua dell'obbligo di un certo numero di posti auto, l'installazione di pannelli solari o altre fonti energetiche alternative si darebbe un impulso al risparmio di energia.
Vi risulta che da qualche parte sia in uso? che ne pensate?

Patrizia Serranti 23.08.06 08:32| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Non capisco che senso abbia il messaggio di Massimiliano Borrella su due bellone che hanno un blog insignificante.
Non credo che il luogo per questo tipo di pubblicità debba figurare nel blog di Grillo.
O sbaglio?
Sono dell'avviso che quando non si ha niente da dire sia meglio tacere.
Rossella

rossella carriero 23.08.06 00:55| 
 |
Rispondi al commento

Grande Beppe!!! E' difficile far capire agli amici quanto sia prezioso l'ozio. Dopo una dura battaglia ci sono quasi riuscito. Ho fondato un piccolo Club chiamato proprio "Me Ozio". W l'ozio soprattutto dopo 12 ore di lavoro massacrante :)

Gaetano Petrillo 22.08.06 23:49| 
 |
Rispondi al commento

http://webmailcommunicator.alice.it:80/cp/ps/Mail/ViewAttachment?fp=INBOX&d=virgilio.it&sl=1&c=yes&an=mimmodigennaro&u=mimmodigennaro&uid=1221&t=1056661d3870d59d1036&style=&l=it&s=1156282961659&id=0

domenico di gennaro 22.08.06 23:48| 
 |
Rispondi al commento

Ciao Beppe,
riguardo alla libertà, all'ozio, agli orizzonti individuali e naturali, trascrivo qui un mio piccolo articolo che ho scritto per un giornale della mia città. Racconta, in modo molto e breve, dell'avventura che sta vivendo un mio amico: si sta recando da Atri (nei pressi di Pescara) a Parigi a piedi.

Atri – Ha iniziato la sua camminata uscendo di casa, situata al centro della città di Atri, il 7 luglio per dirigersi verso Parigi. Zaino in spalla, tenda da campeggio per rifugiarsi la notte, scarpe da tennis ai piedi, un paio di sandali appesi al bagaglio: così Ugo Scaramazza è partito per circa 1800 km alla volta della capitale francese. Una vacanza e un'esperienza oggi divenute inusuali e quasi straordinarie in un'Italia dove i luoghi e le persone non si conoscono più con le proprie gambe, odorando l'aria e seguendo quel piacere che si prova nel vagabondare. Certo l'urbanità di oggi, con i suoi pericoli e i suoi ritmi, non lo consentono e altresì Ugo non vaga per le strade in modo sprovveduto, ma la sua esperienza non può non farci tornare a riflettere sul concetto complesso che è il camminare, atto della vita che Rebecca Solnit in un suo libro ha definito «una delle costellazioni del cielo della cultura umana, una costellazione formata da tre stelle: il corpo, la fantasia e il mondo aperto».

Corpo, fantasia e natura sono proprio i tre elementi che Ugo ha citato più di frequente durante la nostra conversazione telefonica. L'abbiamo contattato mentre è in un piccolo centro a circa 400 km da Parigi, Mâcon. Lì si concede un'intera giornata di riposo in un albergo. «Pianificando il viaggio avevo ipotizzato il mio arrivo a Parigi per il 7 di settembre. A quanto pare il mio obiettivo sta per essere centrato in pieno». Perché, con molta semplicità, Ugo tiene a precisare che il significato che sta dietro il suo gesto è il raggiungimento di un obiettivo, nient'altro, cresciuto nella sua testa quasi per scherzo. «Per me questa è solo la continuazione di una...

Paolo Luzi 22.08.06 19:39| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

[segue dal precedente mio post]

... passeggiata, è nata così infatti: un giorno passeggiavo con un amico da ore, non avevamo mete e gli dissi che avremmo potuto continuare così fino a Parigi».

Di aneddoti il trentatreenne atriano (nato a Roma ma da molti anni residente nella città abruzzese, di professione Web Master e programmatore ASP) ne sta raccogliendo tanti. La sua voce ha un tono entusiasta. «Ho incontrato gente che mi ha dato scarpe, da bere, da mangiare, che mi ha permesso di mettere la mia tenda nel proprio giardino; ho camminato assieme ad un ragazzo partito da Bologna e diretto a piedi a Torino; ho trascorso momenti difficili una notte in cui un acquazzone ha fatto saltare i picchetti della tenda; ho avuto un incontro bizzarro, in un campo nomadi sul confine francese, con degli zingari che non capivano perché volessi arrivare a Parigi a piedi, e tra chi mi provocava e chi rideva uno di loro si è offerto anche di accompagnarmi in macchina!...» e continua così divertito e divertendoci. Ci spiega che gli animali vedendoti camminare ti vengono incontro quasi a capire cosa fai, e ci confessa che il valico alpino del Moncenisio, che lega l'Italia alla Francia, per lui è «il paradiso terrestre, sulla cima del Purgatorio» sia per la bellezza paesaggistica sia come metafora del suo viaggio... Al termine della nostra conversazione gli chiediamo se si definisce un atleta: «No, io sono un pigro nato. Anche se ho perso sette chili e la pancia ha iniziato a perdere di volume. Puoi scrivere questo nell'articolo», continua, «che sono un pigro che si ribella alla propria natura».


Paolo Luzi

Paolo Luzi 22.08.06 19:38| 
 |
Rispondi al commento

LAvorare per viVere .Sembra scontato.Poi ti guardi alle spalle e.....
Porca miseria ma comè? Possibile che ci si debba far travolgere tutti da questa enorme ruota che accompagna il nostro quotidiano?
Ma quanti soldi ci vogliono per non fare un c...o?
E se fosse sbagliata la prospettiva?
Se cioè non fosse una questione di soldi??
Voglio dire, se io lavoro di più quadagno di più.
Però mi gira il belino perchè sono stressato dal lavoro e compro a c...o.
Così finisco il grano e mi tocca lavorare per rifarlo.
Se invece non faccio un c...o e vado a passeggiare per i boschi un giorno intero non ho speso nulla e sono rilassato come un cucciolo su un peluche.
Meno materialismo e più spiritualità?
Magari è il metodo giusto per OZIARE di +...

Costantino Dinielli 22.08.06 16:33| 
 |
Rispondi al commento

CI PREOCCUPIAMO DEGLI ANZIANI....
MA DOPO LA CASA
ASILI PUBBLICI
ASSISTENZA OSPEDALIERA
AIUTI ECONOMICI
CENTRI PER L'INSERIMENTO
TUTELA DEL CITTADINO
VOTO
CITTADINANZA
COAS GLI DAREMO PIU'
MA POSSIBILE CHE NN CI SIA TUTELA PER NOI ITALIANI...NN SONO RAZZISTA MA PENSO CHE QUALCUNO STIA DIVENTANDO NAZZISTA NEI NOSTRI COMFRONTI ABBIAMO UN DEFICIT PUBBLICO CHE AL COLLASSO E FACCIAMO ANCORA BENEFICENZA .
PARTIAMO DALLO SBARCO ARRIVANO STREMATI MORTI DI FAME BISOGNOSI DI CURE E CI VOGLIONO STRUTTURE PER OSPITARLIE OSPEDALI PER CURARLI CIBO PERCHE' SONO AFFAMATI VESTITI.POI INCOMINCIANO A CHIEDERE SOCCORSO PUBBLICO E RICEVONO ASSEGNI FAMIGLIARI PERCHE' HANNO 3/4 FIGLI ,CI VUOLE UNA CASA STATALE UNA SCUOLA GRATUITAE SERVIZIO SANITARIO.E QUESTO NEI MIGLIORI DEI CASI CI SONO POI I DELINQUENTI VANNO IN PRIGIONE GLI DIAMO DA MANGIARE ADESSO LI FACCIAMO USCIRE CON L'INDULTO NEL FRATTEMPO CI VIOLENTANO CI DECAPITANO CI PICCHIANO
ITALIANI MA COME SIAMOOO BUONI
CI PREOCCUPIAMO DELLA GUERRA IN IRAK
IN LIBANO MA LA GUERRA C'E'L'ABBIAMO IN CASA CI STANNO ESPROPIANDO E NOI SICCOME SIAMO BUONI PORGIAMO L'ATRA GUANCIA....

BARBARA TOMMASI 22.08.06 14:54| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

OT
*************************************************
Finalmente posso parlarvi di loro!

Sono arrivate!

SONO BELLE, PAZZE E SCATENATE!

E contano di diventare famose anche grazie a Voi!

Di chi parlo?

Ma ovviamente di Matilde & Valeria e del loro "pazzesco" blog!

Ecco in ESCLUSIVA PER FALLA GIRARE una loro mail di presentazione..
*************************************************
Clicca sul mio nome per entrare nel blog di Falla Girare.

Massimiliano Borella 22.08.06 14:17| 
 |
Rispondi al commento

Chissà perchè tutte le volte che sul mio posto di lavoro mi dedico ai miei cinque minuti di ozio tutti gli utenti si incazzano come bestie.
Ho provato a spiegargli che l'ozio è rivoluzionario, ma quelli si incazzano lo stesso, anche chi vota rifondazione comunista.

mario rossi 22.08.06 11:12| 
 |
Rispondi al commento

Che dire....sono perfettamente daccordo anche perchè secondo me l'ozio è uno dei momenti in cui una persona può rilassarsi nel vero senso della parola, è quel momento in cui qualcuno può stare da solo con se stesso.......quindi per me Ozio = Relax! correggetemi se secondo voi sbaglio

Luca di Trieste 21.08.06 22:30| 
 |
Rispondi al commento

Mi piace l'ozio di cui parla il meccanico alle 3 di notte. Parla di un'attività costante, a volte fisicamente pesante, ma intrisa di pensiero scientifico, spirituale, giocoso, amoroso e pieno di responsabilità poiché in tale attività l'uomo è alla scoperta dell'uomo che è, alla scoperta della grandezza umana che forse è in ognuno di noi
Se non sarà troppo perseguitato da parenti, società (in)civile, un essere simile, senza saperlo, guidato da un pensiero più alto che è in tutti noi, la nostra essenza, il nostro spirito, la nostra anima o come ognuno lo vuole chiamare questo nostro enorme mondo interiore, approderà alla gioiosa serenità che colgo in certi vecchi operosi, che sono giunti a correre lentamente. Ozio che alimenta la Vera Vita.

Al Conad incontro un vecchio salumiere che fa delle sostituzioni quando mancano degli addetti. Lui non prende un prosciutto, una mortadella per affettarla, no, lui abbraccia la mortadella, il prosciutto, riverisce la vita che questo cose portano agli uomini, riverisce pure gli uomini che, creando quei cibi operano bene per altri simili.
Molti scelgono altre strade (o sono scelti). Che vadano al diavolo in pace!

Sono sempre stati pochi uomini di quel genere, altrimenti non saremmo qui, ingrugnati e malmostosi uno verso l'altro.

Quando entro in un Ipermercato, non chiedo nulla a nessuno per non essere mutilata dal malanimo che circola negli ambienti di lavoro.
Chiamo lavoro questa colla molesta che ci circonda in ogni luogo dove operiamo per ottenere il danaro per vivere. Questa colla molesta che ci scambiamo l'un l'altro, che chiamiamo lavoro, questa cosa vuota di qualsiasi passione e che c'insudicia reciprocamente lentamente finirà.

Ora siamo tutti piccini di tre mesi che strillano e vogliono essere portati in braccio e nutriti. Cresceremo.

Sri Aurobindo indica in 500 anni il tempo della crescita. Da quando disse questo sono già passati 100 anni e in tempi cosmici 500 anni sono secondi. Coraggio!

Maria Pia 21.08.06 20:49| 
 |
Rispondi al commento

realizzare nella pratica una delle idee che ti vengono mentre stai oziando, significa continuare ad oziare perchè stai facendo una cosa che hai deciso tu e non un compito che ti è stato affidato da altri.

vincenzo cuomo 21.08.06 19:01| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe io Oh inventato l'innesta preservativi ma non posso brevettarlo per motivi economici e di conoscenza se puoi aiutarmi sarebbe una cosa buona per tutti.Se vuoi possiamo parlarne a voce 333.4280876 Fabrizio.

Fabrizio Todde 21.08.06 18:52| 
 |
Rispondi al commento

Grazie, Giovanna, la poesia.. ottimo!

mi pareva di avere insegnato tante cose, di aver dato informazioni, nozioni, cultura.. invece avevo solo perfezionato l'arte dell'ozio
Le persone arrivavano da me stanche e abbrutite dopo una dura giornata di lavoro, fasciate dei loro problemi esistenziali e io organizzavo 2 ore di relax, dove potevano prendersi una boccata di luce
La cultura era solo il contorno, il pretesto, ma la sostanza vera era che potevano prendersi 2 ore di tempo per loro stessi, per fiorire, fare poesia, lasciar vagare la mente, ridere, giocare, scherzare, cantare, mangiare, dipingere, sentir musica, confessarsi, amare, modellare creta, fare brain storming, essere creativi, inventare, connettersi..

Accadevano strane e stupende cose che destavano meraviglia e sono felice di averne goduto
Splendido lavoro che ora non so fare più.. ora che lo dovrei fare per me..
Incredibilmente rigenerante

Io non so cosa sia rimasto loro delle infinite cose che pure sono passate
ma forse la migliore era quel possesso assoluto di un tempo in cui non si è posseduti ma liberi..

Quando siamo piccoli e sani e freschi di energia nuova sembra facile fare queste stesse cose in modo del tutto spontaneo ed è la vita stessa che lo esige e fa sbocciare una attività magnifica di ozio libero e creativo, poi, cresciuti, non sappiamo più giocare, abbandonarci alle forze vere dell'energia, ci aggioghiamo a un lavoro e lo scambiamo per vita

Quante di queste lettere rivelano un totale inaridimento della creatività interna, del rapporto con se stessi o con gli altri! E spesso questo blocco comincia proprio con la scuola, là dove la scuola è concepita come lavoro da pessimi insegnanti che non sono più organizzatori di vita ma datori di fatica

.. e poi il senso del dovere e della colpa occludono tutto
..a 7 anni un bambino è già incapace di ballare, si vergogna
a 12 non sa più abbracciare sua madre
viviamo in un mondo dove si canta sempre meno, si ride sempre meno

viviana vivarelli 21.08.06 18:11| 
 |
Rispondi al commento
Discussione


Grazie Patrick, è vero...

Benedetto XVI all'Angelus:

"Troppo lavoro indurisce i cuori.
E' bene guardarsi dai pericoli di una attività eccessiva, qualunque sia la condizione e l'ufficio che si ricopre, perché le molte occupazioni conducono spesso alla durezza del cuore".

E ha fatto un richiamo a San Bernardo che dava il primato alla preghiera e alla contemplazione.

"Il raccoglimento interiore è un elemento essenziale della pietà."

"L'ammonimento vale per ogni genere di occupazioni, fossero pure quelle inerenti al governo della Chiesa."

"San Bernardo scrive: "Ecco dove ti possono trascinare queste maledette occupazioni, se continui a perderti in esse, nulla lasciando di te a te stesso". Quanto utile è anche per noi questo richiamo al primato della preghiera!"

Benedetto XVI ha poi aspicato che si possa tutti soddisfare quello che è un "difficile desiderio: trovare l'equilibrio tra l'interiorità e il lavoro necessario"

Mi pare perfetto!
Molto in tema, direi.

viviana vivarelli 21.08.06 17:55| 
 |
Rispondi al commento

Bertrand Russell scriveva queste cose circa 70 anni fa (B. Russell, "Elogio dell'ozio", Longanesi) e la sua idea veniva considerata come la provocazione di un filosofo snob e filo-comunista. C'è voluto un bel po' prima che qualcun'altro si azzardasse a riprendere la stessa tesi. Concetto improduttivo e incompatibile con la logica del profitto, l’ozio è l’unico vero tabù rimasto dei nostri tempi. Privilegio dei ricchi nell’immaginario dei poveri, oggi l’ozio è davvero un atto rivoluzionario. Arduo ma non impossibile. Basta considerarlo un diritto, conquistargli un tempo e difenderlo. Ma come? Suggerisco: e se tutte le volte che stiamo per dedicare tempo ad un acquisto inutile ci fermassimo a oziare?
Ozio contro consumismo! Quanto mi serve per comprare quella cosa di cui posso benissimo fare a meno? Un’oretta? Bene: un’oretta in mutande, liberi, a casa o sotto un’albero! Meraviglioso! E quando ci ripeteranno che per risanare l’economia bisogna rilanciare i consumi risponderemo no, grazie. Trovate un altro sistema, più sostenibile, più logico, più umano. Siete lì apposta!

mirco riccò 21.08.06 16:53| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

OT
*************************************************
Queste sono le notizie che non ti aspetti:

'In Libia non c'è libertà di stampa'...

Ad affermarlo è stato Saif al-Islam, figlio del colonnello GHEDDAFI!

Secondo la prima classifica mondiale della libertà di stampa (pubblicata da Reporter sens frontière), infatti, la Libia si trova alla 129° posizione!
*************************************************
Clicca sul mio nome per entrare nel blog di Falla Girare.


l'ozio in realta è fare ciò che piu ci aggrada.....io ho fatto qsta scelta di vita 4 anni fa....mollando un lavoro sicuro x qlkosa di altamente instabile ma assolutamente appagante.....con un po di determinazione e coraggio si puo fare....ve l'assicuro....ed è bellissimo....

seminario diego 21.08.06 11:54| 
 |
Rispondi al commento

E' vero che l'ozio è importante. La parola "scuola" viene da una parola greca; che, tradotta alla lettera, significa "ozio": il "lusso", il piacere, di poter accrescere il proprio spirito critico e la propria conoscenza (-> la propria libertà) senza essere assillati dalla necessità di sopravvivere...
Se non c'è possibilità di ozio (=non si possono accrescere la propria capacità critica e/o le proprie conoscenze) la società in cui viviamo ha qualche problema molto serio: è una spia preziosa, ci vorrebbe un vero "osservatorio dell'ozio", in questo senso.

Amedeo Bonfiglio 21.08.06 11:18| 
 |
Rispondi al commento

Siiiiiii !!!!!!!!

Evviva... io sono un maestro dell'ozio.

Grande Beppe.

Juri

juri fornalè Commentatore in marcia al V2day 21.08.06 10:32| 
 |
Rispondi al commento

Di gente che ozia ce n'è fin troppa,ed io lavoro anche la loro parte e per farli vivere in grazia di dio...
VERO GRILLO?
MA SE OZIAMO TUTTI COME LE CAMBIAMO LE COSE...?
Talvolta ho letto qua in giro alcune cose che mi fanno pensare che in fondo.....uhm ti contraddici e cadi in fallo..
NON SARA MICA UNA FURBESCA OPERAZIONI DI MARKETING ANCHE IL NTUO BLOG E QUELLO CHE DICI?
NOOO ehehehe

Marco Redaelli 21.08.06 10:18| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Dalla Repubblica di oggi "Benedetto XVI all'Angelus
>".

Che anche il Papa legga il blog? :-)

Patrick De Angelis 21.08.06 09:41| 
 |
Rispondi al commento

Beppe ha ragione! Lavoro troppo. Sono solo preso dal lavoro. Mi viene l'emicrania da ferie! Fermate il mondo, voglio scendere. Seguirò molto volentieri il consiglio. Spero solo non abbia "effetti collaterali", cioè non mi piaccia troppo per cui....... e dolce è il naufragar in questo mare (Leopardi).

Diego Bellano 21.08.06 09:22| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

LEGGERE un buon libro è OZIARE ?

sei fermo, in poltrona,
a letto, non fai altro

E mentre ti rilassi… scopri, conosci, capisci, PENSI!

WOW! Un modo “proficuo” di oziare?

E un libro di letteratura?
E’ inutile ed inattuale!

Uno spiraglio per acquisire CONOSCENZA
(Quando sei confuso, dipendi.
Quando capisci, sei pericoloso.
Tutto il grillo che conta, p.230)

proprietà di linguaggio,
per imparare a RICERCARE (p.274) e
SELEZIONARE criticamente,

esisteva,
ma ora non ha né valore culturale, né prestigio sociale,
ha un valore apparente.

Il solito piantooo? No, un quadro realistico!

Si tratta di un luogo troppo spesso attaccato e deriso
per essere poi preso sul serio da chi si sente “obbligato” ad andarci,
un luogo a cui è stato demandato l’onere di risolvere tutti i problemi sociali
rischiando così che nell’éra della grande comunicazione i giovani non sappiano “niente di niente” (p.70).
Nell’immaginario sociale, nel non detto, si comunica l’idea che studiare
sia una perdita di tempo di fronte alle mille attività alternative possibili.
E’ oziare! O troppo faticoso?

Caro Grillo, Lei sarebbe prezioso per gli studenti diciottenni:

vorrei invitarla nella scuola dove
insegno letteratura in lingua inglese
e da anni cerco di non abbandonare i ragazzi “soli davanti alla Rete”,
(grande strumento creativo e di ricerca).

Hodgkinson, tra le strategie per oziare
(regalato al più grande lavoratore
da me conosciuto: mio padre!)
suggerisce di “iniziare la giornata con una POESIA” (p.47).
e ribadisce che” bisogna lavorare per conquistare l’ozio” (p.146).


Anche lui deve aver letto, ricercato, studiato
prima di scrivere (ved. bibliografia e citazioni ).
Come fa Lei: ricerca, studio, riflessione!
Oggi si parla di lifelong learning.

Un libro illuminante:
P. Mastrocola, La scuola raccontata al mio cane, 2004, Guanda.

Perché non inserire nel blog il tema istruzione/scuola ?

I ragazzi dovrebbero essere circondati da una società
che attribuisce un valore serio alla conoscenza
perché, va ricordato ,
la conoscenza non viene trasmessa loro come se fossero dei “contenitori vuoti”,
è qualcosa che loro stessi costruiscono faticosamente ogni giorno.
Ma devono crederci!

Il diritto allo studio è un privilegio.

In fondo a scuola si coltiva l’ozio meditativo

Inglese e Internet, ricorda nulla?
si voleva ridurre da tre a due ore settimanali l’inglese alle superiori.

Giovanna Pasotti 21.08.06 09:11| 
 |
Rispondi al commento

OH BEPPE... QUESTA E' UNA CAGATA.

maurizio manca 20.08.06 22:22| 
 |
Rispondi al commento

Ho letto molti commenti a questo articolo e mi permetterei un suggerimento. Quando viene usato un termine che è facile mal interpretare poichè non se ne conosce l'esatto significato nella lingua italiana forse sarebbe meglio anche spendere due righe per descrivere tale significato poichè molte persone a quanto pare non hanno l'umiltà di aprire un dizionario prima di scrivere un commento sul blog.
Uno dei più diffusi dizionari italiani fornisce due significati della parola:
1. Prigra inoperosità, abituale e infingarda
2. Tempo libero, periodo di riposo dalle attività quotidiane.
Sono sicuro che molte delle persone che hanno scritto potrebbero cambiare opinione in base a quale dei due significati è oggetto dell'articolo.

David Baldoni 20.08.06 21:47| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Molte volte il cosidetto work fixation e' dato dal fatto che la maggiorparte della gente, spesso ignorante anche se all'apparenza magari di livello sociale elevato e magari anche con 3 lauree,HA PAURA.
Paura del domani "incerto" come dicono loro...Grazie che e' incerto non siamo mica dei maghi...
quindi si ammazzano di lavoro senza cogliere le esperienze reali che la vita ti puo' donare(per questo dicevo ignoranti ossia poveri di esperienze) ma che se sei assueffato dalla tua routine forsennata e oserei dire folle(perche' chi lavora 16 ore al giorno e' solo un pazzo)queste risultano assenti o invisibili.
paura del domani=veleno

qualcuno diceva
LA VITA E' QUELLA COSA CHE CI CAPITA MENTRE SIAMO IMPEGNATI A FARE PROGETTI PER IL FUTURO

il futuro non lo decidiamo...ci capita
concludo
come puo' capitare che ti spacchi il c...per la tua azienda e il giorno prima della pensione crepi.

daniele martini 20.08.06 21:31| 
 |
Rispondi al commento

Sul tema c'è anche un intervento di Michele Serra su La Repubblica di oggi (domenica 20 agosto). Mi sembra saggia la sua precisazione. Molti oggi non oziano perché ne hanno paura. Restare soli e guardare il nulla - un prato o un insetto - apre la mente a mille pensieri e non sempre si ha la voglia di accoglierli. Sono le occasioni in cui capita di chiedersi ma se potessi cosa farei? E provoca ansia il ritardo di una risposta.

Silvio Mini 20.08.06 16:48| 
 |
Rispondi al commento

E' chiaro che una vita equilibrata contempla il lavoro come lo svago o il riposo in giuste misure
Ma perché questo semplice assioma risulta ostico a qualcuno?

Ai lavoristi assatanati dico questo:

a Milano c'è un istituto che studia il cervello, si chiama Cyber, traduce le onde mentali dei due emisferi in fasce cromatiche visibili su uno schermo, disposte secondo la frequenza e di varia lunghezza, 64 per l'emisfero sinistro o logico-razionale, 64 per quello destro o intuitivo-creativo
La persona equilibrata e sana ha onde mentali equilibrate che formano una struttura armonica e simmetrica nei due emisferi
Ma il superlavorista mostra un rattrappimento delle onde dell'emisfero destro, e a questo si accompagnano squilibri del vivere, rattrappimento della socialità, carenze affettive, cattivo gioco emozionale, riduzione della creatività, aumento dell'egoismo.. e alla fine problemi cardiocircolatori, infarti, malattie degenerative delle cellule, disturbi del sistema nervoso, problemi epatici, patologie da stress negativo...

Io direi di farci su un pensierino

viviana vivarelli 20.08.06 15:58| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Non c'è bisogno dell'ozio o di lavorare, basta seguire ciò che veramente sentiamo e vogliamo fare qualunque cosa sia.

Roberto Bandini 20.08.06 15:49| 
 |
Rispondi al commento

Senti dell"ozio và bene ma non oziare tutta la giornata e senza pensare che se fallisce la piccola ditta và ad"oziare nel C........della s...........oppure nel C........ di qualche ditta da far oziare fino ad"oziare di nuovo nel C.........della s....... e così via fino alla depressione generale del sistema che ci gira intorno, Attenzione io dico che oziare và bene ma senza perdere il mio io nella vita, bisogna chiedersi perchè stamattina sono sceso a lavorare?
penso che dovremmo capire meglio quale è la cosa buona per noi senza intaccare la cosa buona di un"altra persona visto che stà raggiungendo uno dei suoi sogni.


N.B. Quando vuoi oziare stattente a casa con preavviso di almeno 2 giorni a non rompere il C.....O!!!

Carratù Pasquale 20.08.06 14:29| 
 |
Rispondi al commento

Einstein era un impiegato all’Ufficio di Brevetti di Berna, tecnico di seconda classe.

Se fosse rimasto ancorato al suo lavoro impiegatizio e non avesse pensato ad altro, non sarebbe stato un eccellente violinista innamorato di Mozart, e, se avesse dedicato tutto il suo tempo alla sua professione, non avrebbe goduto di quel magnifico otium in cui è sgorgata da lui la fisica della relatività.

La musica è attinente alla matematica, alla bellezza e all'ordine dell'universo.

Einstein entrava spesso in una trance in cui aveva delle visioni sui fenomeni della fisica che poi traduceva in formule matematiche.
Trattava la fisica come se fosse arte
La bellezza corrispondeva alla verità.
E la verità era semplice.
Tra due equazioni, quella più semplice era probabilmente la più vera perché era la più bella

Quando morì, il suo cervello fu conservato, nella formalina, è visibile che il solco di Silvio tra i 2 emisferi non è completo, e i neuroni, per colmare questo vuoto, hanno creato una quantità di connessioni molto più alta della norma, la regione parietale ha così sviluppato in modo anomale una serie immensa di connessioni col lobo frontale, creando un forte pensiero matematico e una ricca messe di immagini mentali. Insomma ha un cervello proprio diverso dal normale, tanto razionale che irrrazionale, un cervello completo.

Come sarà invece il cervello degli stakanovisti del solo lavoro? Mancante

Due doni ebbe Einstein dalla natura: un senso matematico ipersviluppato e l’amore per la bellezza
L'otium fu per lui una via meravigliosa, un dono del cielo per intuire l'essenza dell'universo

L'uomo può oltrepassare se stesso se usa tutto se stesso

viviana vivarelli 20.08.06 11:54| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

OFF TOPIC
+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

L'INDULTO DIABOLICO!

Vi ricordate la triste vicenda di Suor Maria Laura Mainetti?

Be', "grazie" all'indulto le sue carnefici torneranno in LIBERTA'!
*************************************************
Clicca sul mio nome per entare nel blog di Falla Girare.

Massimiliano Borella 20.08.06 11:52| 
 |
Rispondi al commento

La compulsione al lavoro è stata valutata in una percentuale tra il 6 e l'8% della popolazione italiana, è chiamata "work fixation", dipendenza da lavoro
Negli ultimi anni sembra molto accresciuta

Dice Cesare Guerreschi, pres. della Società ital. interventi sulle patologie compulsive (SIIP):
"..il soggetto si esaurisce in una continua dedizione frenetica, forsennata. Scordandosi anche chi è"

Ci sono centri apposta per curare questa malattia che rende schiava la vita e distrugge la famiglia
Più predisposti i liberi professionisti che macinano fino a 20-24 ore di fila senza interruzione, senza neppure mangiare

Col lavoro a oltranza, lo Stakanov

"soddisfa bisogni di autoaffermazione, taglia dalla propria vita ogni possibile legame affettivo, sente che gli viene riconosciuto un ruolo utile"

"Il superlavoro copre i vuoti interiori, quelli che il soggetto non sa e non vuole affrontare. Tiene a bada delle carenze latenti creando una super-autostima, almeno finché la famiglia non chiede di metter fine o la persona si trova strangolata dalla sua ossessione"

.

Ora però noto un paradosso:

a leggere questo blog sembrerebbe che la percentuale di coloro che si vergognano di stare anche un poco senza lavorare sia più alta di quell'8% di malati compulsivi

ma questi stessi 'stakanovisti' del lavoro', in tutto il tempo che impiegano a leggere questo blog e a scriverci sopra stanno appunto senza lavorare, cioè si prendono proprio quell'otium che dicono di esecrare

AHIAHI

misteri dell'incoerenza umana!

bah!

viviana vivarelli 20.08.06 09:13| 
 |
Rispondi al commento

In psicol. la compulsione da lavoro è una vera e propria malattia in cui l'ozio non può esistere ed è demonizzato

Il lavoro è visto come droga, ossessione, autogratificaz., piacere, antidepressivo, scopo totale, una dipendenza come il gioco d'azzardo, il cibo, gli acquisti. Un obbligo a cui mente e corpo non riescono a sottrarsi

E' la società capitalista a inocularci questa malattia che fa parte di uno sfruttamento iniquo del lavoratore considerato come rotella senz'anima di un meccanismo che non dovrebbe fermarsi mai

Del resto un rpesdelcons che tenta di farci lavorare fino alla morte, di abolire le domeniche e di farci diventare tutti precari senza riposo rientra in questa coazione perversa, a cui alcuni sembrano perfettamente clonati

L'ozio, la festa, il riposo, lo svago, la meditazione, il relax, il gioco, l'hobby, l'arte.. sono la parte più bella di ogni cultura

Se la nostra ha creato degli automi che riescono a concepire la vita solo come lavoro e associano il non lavoro a colpa deve essere una cultura ben triste e disumanizzata che ha creato dei mostri

Persino Dio, dopo i 6 giorni della creazione, si è riposato! dando dunque al tempo del riposo un significato necessario, sacro

Come 'otium' anche vacanza viene dal latino, 'vacare', esser privo di impegni di lavoro, avere del tempo libero, da dedicare a se stessi
Ora se uno non arriva a capire che dedicare del tempo a sé e ai suoi cari è un atto prezioso, autoconservativo e creativo.. andiamo male

La psicol. lo considera un malato

La vacanza ha in sé il recupero, il divertimento (di vertere= variare il senso dei nostri pensieri e atti), la quiete, la salute, la libertà, l'amore, la bellezza..

In una vita equilibrata ci deve essere il tempo del lavoro come ci deve essere il tempo della vacanza
quello in cui stiamo in pace con noi stessi
accarezziamo il nostro amore
giochiamo coi figli
corriamo col cane
ridiamo con gli amici
cantiamo o balliamo
dormiamo
contempliamo la vita

viviana vivarelli 20.08.06 08:58| 
 |
Rispondi al commento

Sono d'accordo con Beppe... Ognuno di noi dovrebbe concedersi al giorno un'ora di puro ozio, inteso come momento di meditazione, in cui poterci abbandonar completamente a noi stessi, senza pensare a tutti i vari problemi o angoscie che ci affliggono..
X ozio xò io nn intendo il nn voler o dover fare niente tutto il giorno.... questo x me significa essere dei nullafacenti e parassiti... Ogni cosa deve avere dei limiti...
A presto.

Laura La Versa 20.08.06 03:00| 
 |
Rispondi al commento

Coloro che disprezzano l'ozio lo vivono con sensi di colpa se un giorno sono spossati e non possono fare altro.
C'e chi si riempie la vita di mille appuntamenti pur di non scontrarsi col vuoto che hanno dentro.
E come tutte le cose basta non abusare...
Questo è quello che penso.

Ma Ru 19.08.06 21:12| 
 |
Rispondi al commento

Io non commento (chi sono io per parlarne?!) ma lascio che sia il geniale scienziato e filosofo Blaise Pascal a dirlo: "(...) ho scoperto che tutta l'infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera. (...) ho voluto scoprirne la ragione, ho scoperto che ce n'è una effettiva, che consiste nella infelicità naturale della nostra condizione, debole, mortale e cosi miserabile che nulla ci può consolare quando la consideriamo seriamentel." (Blaise Pascal, "I Pensieri"', 139)

E altre due cose dice Pascal dell' oziare (che per lui è "meditazione") e del non oziare (che per lui è "divertimento", inteso come "distrazione da sé stessi"). Egli scrive: "Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l'ignoranza, hanno deciso di non pensarci." e infine "L'unica cosa che ci consola dalle nostre miserie è il divertimento, e intanto questa è la maggiore tra le nostre miserie" Beninteso che per "divertimento" intende ogni attività che distrae da sé, e dunque sia il lavoro (o meglio, l'amore per il lavoro) che tutto il resto. Consiglio di leggere "I Pensieri" di Blaise Pascal a tutti coloro che si trovano in disaccordo con questo post di Grillo.

Paolo Carcano 19.08.06 20:56| 
 |
Rispondi al commento

Gent. Beppe Grillo,
Ho sempre considerato stupido e insignificante il contenuto dell'articolo 1 della Nostra Costituzione ("Repubblica fondata sul lavoro") in quanto il generico riferimento al lavoro non costituisce un valore dagli effetti giuridici pratici e concreti (ma sappiamo che la maggioranza dei Padri Costituenti pensarono la Costituzione più come un manifesto ideologico di intenzioni) ed è una vuota affermazione, una ovvietà che poteva, al massimo, formare parte di una buona premessa.
Leggendo il Tuo post ho avuto un'idea. Sostituire "lavoro" con "ozio": Art.1 - L'Italia è una Repubblica fondata sull'ozio".
Al che esso comincia ad avere un vero significato con effetti giuridici; fondata sull'ozio dei notai miliardari a numero chiuso, sull'ozio dei sindacalisti distaccati sindacali, sull'ozio di un numero di Parlamentari sovrabbondante(ne bastano la metà); sull'ozio dei consorzi di bonifica che bruciano e pretendono centinaia di milioni di euro senza dare alcun servizio; sull'ozio degli utili (truffati a noi utenti) di Enel, Eni, Autostrade; sull'ozio delle camere di commercio che sono burocrazia pura messa a carico delle imprese con una tassa annuale illegale; sull'ozio di patronati, sindacati e CAF che bruciano miliardi che potrebbero servire,invece, per raddoppiare le pensioni minime.
IN TAL MODO L'ART. 1 LEGALIZZA TUTTI GLI OZII CHE DOBBIAMO MANTENERE. I ROMANI OZIAVANO E FORGIAVANO LA CULLA DEL DIRITTO. I SUDDETTI OZIANO PER STUDIARE COME CONTINUARE A DERUBARCI E TENERCI SOGGIOGATI.
---------------
Spero solo, caro Grillo, che dopo questo Tuo post il Ministero degli Interni su richiesta della Presidenza della Repubblica (l'unico che in teoria dovrebbe essere autorizzato ad oziare per legge) provveda ad oscurarTi almeno potremo dichiarare aperta la guerra contro gli italiani oziosi camuffati dietro a quell'ipocrita articolo 1.
------------------
WWW.MABONLINE.ORG

Antonio De Franco 19.08.06 19:01| 
 |
Rispondi al commento

in effetti, la parola "ozio" ha significato etimologico positivo. Deriva da "otium" che per i Romani era momento di creatività e distensione, di spontaneità libera da vincoli pubblici e dal lavoro.
Significato negativo aveva il suo contrario "negotium (da "nec-otium"), da cui "negozio" inteso come attività, affari, impegno.

paolo andreoli 19.08.06 17:40| 
 |
Rispondi al commento

ridateci l'ozio.
siamo stufi di questo casino.
l'ozio serve . l'ozio è essenziale per costruire un modo di belle cose ed amore per il bello.
l'ozio è il paradiso.
certo è roba da ricchi .
al resto della popolazione senza ozio basterà ammirare i giardini e i palazzi degli ozianti.

capita avolte 19.08.06 17:30| 
 |
Rispondi al commento

beppe grillo amiko dei bankhieri
grillo ci campa col siTnoraTTio

fidelmastro andrea 19.08.06 14:24| 
 |
Rispondi al commento

OT
*************************************************
IL 17 AGOSTO HO LETTO QUESTA NOTIZIA:

"Usa, arrestato l'omicida della baby modella La reginetta di bellezza JonBenet, di 6 anni, fu trovata morta nel '96. Fermato un maestro a Bangkok: 'L'ho uccisa per disgrazia, ma l'amavo'.

OGGI VI PROPONGO DI LEGGERE QUESTO BELLISSIMO POST...
*************************************************
Clicca sul mio nome per entrare nel blog di Falla Girare.

Massimiliano Borella 19.08.06 11:09| 
 |
Rispondi al commento

monica mele 19.08.06 09:19| 
 |
Rispondi al commento

E tanti auguri di Buone Vacanze (ovviamente non pagate) e di un felice ozio a tutti i Co.Co.Co.Co. a Progetto di cui Bertinotti prima parlava spesso da Vespa e da Floris e di cui ora non parla.

P.S.
Non pagate perché i contratti Co.Co.Co.Co.Co. a Progetto non prevedono la tredicesima.

Giuliano De Santis Commentatore in marcia al V2day 18.08.06 20:15| 
 |
Rispondi al commento

@daniele " Mi spiace ma continuo a sentire il post di Beppe come elogio all'ozio indolente, mentre io rifuggo da questa passività che ci porta ad essere critici ma non proattivi. Meditazione per me è un'altra cosa, è preparazione, ottimizzazione delle proprie capacità, liberazione dalle tossine e fortificazione. E' una rampa di lancio. Non un approdo.
"

Ecco con queste tue parole mi permetti di replicare al meglio: io credo che non bisogna neppure sfuggire alla propria indolenza, credo che l'ozio forzato non sia ozio, credo che se una una persona sente la necessità di oziare deve farlo, chi non lo sente non lo faccia; penso questo perchè secondo me non ci si deve obbligare ne in un senso ne nell'altro, sarebbe alquanto sciocco.
Credo che dietro l'indolenza ci siano delle risposte e oziare nel senso di porsi in uno stato di totale intelliggente inattività possa in un qualche modo portare a certe riflessioni- ma potrebbe anche non portare a nulla.
Insomma credo nell'ozio come nel suo opposto purchè lo si faccia con consapevolezza e non perchè ci viene detto. Credo nell'ozio come nel suo opposto perchè credo che l'ascoltare se stessi sia importante per cui se il nostro corpo e la nostra mente ne necessitano evidentemente è perchè c'è un motivo e se sappiamo dare il giusto ascolto forse ne avremo anche delle risposte.

Andrea Tamani 18.08.06 19:06| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

è vero l'ozio è una bella cosa, ma io preferisco di più la lentezza, siamo sempre di corsa non abbiamo più tempo per noi e gli altri, il progresso corre e noi dietro.
Progresso che è quel famoso melo dell'Eden, abbiamo già tutto o quasi, ma non ci basta e allora prendiamoci anche il melo, due meli, tre meli....
e allora lavoriamo ci scanniamo per il melo complimenti siamo proprio dei bei volpini

ugo filippini 18.08.06 17:46| 
 |
Rispondi al commento

Questo è per me una delle discussioni più belle e vere,poter per poco tempom almeno pensare a noi stessi,fermandoci a guardare quelo che ci circonda riuscendo a vederlo,senza pensare al lavoro oai debiti o alle scadenze,forse siamo noi che rendiamo la vita più breve di quello che è trascurandoci.Azzarderei ozio e un po di egoismo sarebbe la vera vacanza.

Lucio Massidda 18.08.06 17:29| 
 |
Rispondi al commento

“ Deve esserci qualche cosa di veramente storto, nella società, se una persona in buona salute e senza carichi familiari, inoltre munita di un proprio mezzo di trasporto, può a stento sopravvivere con il sudore della fronte ” . (138) E questa cosa veramente storta non è altro che un sistema produttivo basato sullo sfruttamento, tale per cui la sua vita dipende dal sudore, le lacrime ed il sangue di una intera classe sociale. Sono “ pure lacrime umane ” (65) quelle che puliscono i pavimenti di marmo delle case della borghesia. E ’ il “ sangue del proletariato di tutto il mondo ” (66) che “ ha estratto questi marmi, tessuto i tappeti persiani fino a rovinarsi gli occhi, raccolto le mele per il centrotavola della sua deliziosa sala da pranzo, guidato i camion per rifornirla di tutto questo ben di dio, che ha costruito questa reggia e che ora si rompe la schiena per pulirgliela ” . (66) E ’ l ’“ altra America ” che si ammala di mal di schiena, artriti e crampi, che vive malata per non morire di fame, che compra il cibo in supermercati per cifre che sono una “ vera e propria estorsione ” (31), che fa arricchire gente che “ ha un sacco di tempo da perdere ” (31), che vive per la strada per consentire ai suoi strozzini di vivere in vere e proprie regge. E ’ il proletariato di tutto il mondo che viene quotidianamente strangolato, umiliato ed immiserito per far vivere i propri sfruttatori nel lusso. Ma: “ Un giorno, i poveri che lavorano si stuferanno di ricevere così poco in cambio e pretenderanno di essere pagati per ciò che valgono. Quel giorno, la rabbia esploderà e assisteremo a scioperi e distruzioni. Ma non sarà la fine del mondo e, dopo, staremo meglio tutti quanti. ” (153)

Tratto da un libro di Barbara Ehrenreich

mario Iacobelli 18.08.06 17:28| 
 |
Rispondi al commento

W L'OZIO QUANDO E' TRA NOI (SEMPRE SE SI PUO' OZIARE)!!! NON OZIAVO COSI' DA PARECCHIO TEMPO SENZA ROTTURA DI BALLE, PROBLEMI ETC.. VIVA LA VITA!!!!

giorgio spadari 18.08.06 14:58| 
 |
Rispondi al commento

sui muri di una scuola media,a caratteri cubitali:VIVA L'INTERVALLO!

ostumi luca 18.08.06 14:07| 
 |
Rispondi al commento

Forse serve che qualcuno faccia presente al Ministro Bianchi che non tutti gli italiani hanno la possibilità di viaggiare in aerobus a 800 km orari, e che forse molti italiani non riescono a rispettare il limite di velocità in quanto è impossibile tenere una velocità costante di 130km visto che le autostrade non sono strade ma cantieri perennemente aperti che mai si chuideranno.
Per risolvere il problema della sicurezza stradale,non serve sanzionare o addirittura ritirare la patente, ma servono idee concrete e coraggiose dedite a capire un unica cosa fondamentale sulla sicurezza e cioè se si vuole fare concretamente qualcosa per la sicurezza stradale,allora bisogna incominciare a migliorare le condizioni (attualmente pessime ) delle strade, altrimenti il messaggio che si dà al cittadino è solo uno, che ogni pretesto è buono per mettere le mani nelle tasche degli italiani, e....come dire siamo tutti bravi a rubare le caramelle ai bambini quandi si è grandi.....medita Ministro, medita.....

Antonio Antonino 18.08.06 13:17| 
 |
Rispondi al commento

Off Topic
=================================================
Ormai non manca molto alla riapertura delle scuole.

Tante saranno le novità approvate con la riforma del ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni.

Ma una domanda mi perseguita da sempre: LA MATURITA' E' PROPRIO NECESSARIA?
=================================================
Clicca sul mio nome e discutine nel blog di Falla Girare.

Massimiliano Borella 18.08.06 13:01| 
 |
Rispondi al commento

@Andrea Tamani

Grazie per la bella risposta, che condivido appieno e credo che completi il mio post, o meglio il mio pensiero.
Come ho evidenziato nella discussione al mio post, oziare, o come affermi tu, dedicare tempo a se stessi, interrogandosi e meditare, fa parte di quella famiglia di attività che dell'uomo che lo portano ad automigliorarsi, a confrontarsi con la società e trovare il proprio posto senza che sia il sistema a trovarglielo(come molti nei commenti riportano). Non è vero che io come tanti mi adopero per ottenere qualcosa, per confrontarmi con gli altri attarverso la ricchezza di titoli o di beni. No no no. Credo che l'adoperarsi includa sia l'ambito lavorativo, che quello dell'impegno civile e familiare, la cultura, il divertimento, ma questi sono collegati in un connubio indissolubile tra azione e pensiero.
Credo nell'operosità come il mezzo per realizzare se stessi, ma la conoscenza di sé non può non passare per un impegno frenetico (frenesia come passione interna, come quando quel che fai ti appassiona nel farlo, chi non ama agire assaporando le proprie capacità??) alternato a fasi di stacco per assaporare le proprie azioni e comprendere i propri limiti e opportunità.

Mi spiace ma continuo a sentire il post di Beppe come elogio all'ozio indolente, mentre io rifuggo da questa passività che ci porta ad essere critici ma non proattivi. Meditazione per me è un'altra cosa, è preparazione, ottimizzazione delle proprie capacità, liberazione dalle tossine e fortificazione. E' una rampa di lancio. Non un approdo.

A presto

Daniele Tenente 18.08.06 12:48| 
 |
Rispondi al commento

Egregio Sig. Beppe Grillo,
GRAZIE DI ESISTERE !!!!
Sono un lettore del vostro Blog e del relativo foglio di informazione "La Settimana", mi permetta di proporLe un mio piccolo disagio.
Leggendo i Vostri articoli sul mio PC, i vari paragrafi formato colonne, sono costretto a zigzagare su, giù,a Dx e Sx con il mouse
inoltre l'impaginazione formato colonne, riesce
a confondermi perchè mentre sono concentrato
su di un articolo mi distoglie quello di fianco ?!
e quello di fianco ancora.
Considerare un formato di impaginazione su righe,più leggibile sui computer, più immediato, l'articolo in tutta la sua estensione con un risparmio di tempo, da parte del lettore, da impiegare nella divulgazione e nella messa in pratica DEI VOSTRI BUONI CONSIGLI ETICI !!!!!

Distinti Saluti. Luigi Affatato

Luigi Affatato 18.08.06 12:09| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Sono d'accordissimo. L'ozio è l'unica arma che ci è rimasta. Le grandi multinazionali cercano in tutti i modi di sconsigliarlo, perchè se solo un essere umano si ferma sono rovinati. tanto che anche i nostri dottori di famiglia per scongiurare questo evento trasformano la parola OZIO in "SEDENTARIETA'" facendola passare per una malattia, consigliandoti invece di abbonarti per un anno in palestra.

Stefano Volpi 18.08.06 11:39| 
 |
Rispondi al commento

OT
*************************************************
Sono proprio tanti quei giornalisti che non fanno altro che esprimere GIUDIZI PERSONALI, sparare SENTENZE A RAFFICA e gettare fango a precisi SCHIERAMENTI POLITICI!

Questo sarebbe GIORNALISMO?

Non credo proprio!

Volete un esempio di FALSO GIORNALISMO?

Leggete questo articolo...
*************************************************
Clicca sul mio nome per entrare nel blog di Falla Girare.

Massimiliano Borella 18.08.06 10:53| 
 |
Rispondi al commento

L' ozio e' tra le mie maggiori "attivita'". Dopo un periodo di ozio (che puo' durare minuti o settimane) mi vengono idee che rasentano il geniale, proprio come si legge nel blog. La societa' capitalistica, con le parole d' ordine: Produttivita' e competitivita', sta sfruttando risorse che il pianeta nn ha piu'. Fermiamoli! Oziamo e convinciamo tutti che solo con l' ozio si puo' salvare la Terra. E con forti dosi di umilta' e morigeratezza dei consumi. Saluti cari

Francesco Manfredi 18.08.06 10:06| 
 |
Rispondi al commento

Il lavoro, quando va bene, è concesso come un regalo immeritato.
L'ozio è imposto, e diventa qualcos'altro, diventa stress, fatica nel cercare un nuovo lavoro, frustrazione, fallimento.

Alcuni di noi sono stati privati di tutto, della fatica vera, quella che porta anche profitto, della noia vera quella che da il tempo per pensare, del tempo, della vita.
Tutto è concesso come fosse un favore, da pregare e sudare senza mai una soddisfazione.

Nome e cognome 18.08.06 01:52| 
 |
Rispondi al commento

Se per ozio si intende semplice riposo, il discorso non ha molta importanza.

Il mio ozio, personalmente, è quello che potrebbe essere confuso con la depressione. Ci sono momenti in cui sento il bisogno di riflettere, non necessariamente su temi profondi. Ma ho bisogno di chiudere le serrande anche se fuori splende il sole e chiudermi in casa da solo per qualche giorno. Dimenticarmi orari, pasti, telefoni, impegni e dedicarmi solo alla mia vita, a cosa devo fare, a cosa sono riuscito a fare, a chi devo pensare..

Quando si è in compagnia le parole vengono prima pensate e poi filtrate dal cervello che accetta quelle "politically correct" (non c'entra niente ma da l'idea) e rifiuta quelle scomode.

Quando si è da soli, e si riesce nella riflessione, non c'è filtro. A meno che non si è davvero depressi.

(pubblicità progresso) :)
www.alterblog.splinder.com

Marco Giammari 18.08.06 01:04| 
 |
Rispondi al commento


Persino vedere l'ozio come qualcosa da
"farsi"per vincere una cosa come_______
non centra la vera essenza del discorso.
Anche l'ozio diventa qualcosa di forzato.

I momenti di ozio nella mia vita non riesco
a rimpiangerli,viceversa ricordo con
molto più piacere l'attività VITALE.

Non c'è un rivoluzinario che abbia fatto
perpetua "Siesta".Certo è che ammazzarsi
di lavoro è un subdolo congegno mentale
di fuggire la miseria della condizione
umana......


Marco Bravi 18.08.06 00:08| 
 |
Rispondi al commento

sarebbe bello beppe, ma non si può, proprio non si può! mi dici come fa uno a comprarsi l'ultimo modello di cellulare o di lettore mp3 se ozia? e poi devi pagare le canzoni, i giochini in java, un euro di qua, un euro di la, me lo dici come facciamo? certo quando posso permettermelo ozio, a ferragosto chi voleva portarmi al mare, chi voleva portarmi in montagna, chi voleva portarmi al ristorante e chi voleva portarmi al parco; invece io ho oziato tutto il giorno alla faccia loro, ho fatto male?

fabio monti 17.08.06 23:36| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

w l'ozio

ANTONIO PISTIS 17.08.06 23:05| 
 |
Rispondi al commento

Sono un dipendente pubblico e vi assicuro che...........l'ozio..........stanca!!

Nulla Facente 17.08.06 22:11| 
 |
Rispondi al commento

...continua

...senza scappare attraverso le mie vie di fuga che ci offre questa società come i divertimenti le droghe il lavoro la televisione il sesso...
Alziamo la testa ogni tanto e fermiamoci...invece no, tutti giù a testa bassa interessati solo a se stessi a raggiungere i propri scopi dimentichi di quello che ci succede attorno senza renderci conto che noi stessi stiamo creando tutto questo caos perseguendo solo i nostri obbiettivi.

Andrea Tamani 17.08.06 20:55| 
 |
Rispondi al commento

@daniele tenente. Per quanto riguarda il tuo impegno nell'usare le tue energie e quindi organizzare i tuoi impegni non posso che dirti chè cosa buona sfruttarle al massimo vista soprattutto la tua età.Quello che invece mi verrebbe da dirti è che da quello che dici non mi sembri dire nulla di nuovo nel senso che la maggior parte delle persone in questa società sono come te ovvero si rimboccano le maniche per OTTENERE ciò che vogliono. Il fatto è che mancano o ce ne sono poche di persone che spendono energie per comprendere se stessi e il mondo. Perchè vedi questo non da nulla almeno in termini di apparire. Sai tutti lottano per avere di più per essere di più per poter dire anch'io sono qualcuno in questa società per poter dire anhc'io ce l'ho fatta con le mie forze. E tutto questo non fa altro che rafforzare un sistema marcio e corrotto quale è il nostro avido di conoscenza di beni materiali del diventare qualcuno. Nessuno si pone mai la questione se quello che vogliamo lo vogliamo davvero o se vogliamo solo per paura di non essere nessuno in questa società. C'è tanta paura di non essere nessuno e questa paura ci fa conformare facendoci credere che quando otterremo quello che vogliamo allora potremmo essere al sicuro perchè soddisfatti di quello che siamo e possediamo sempre però confrontandoci. Nessuno sceglie mai strade diverse siamo tutti uguali con le costre ambizioni e nessuno si ferma mai con l'intenzione di spendere energie per mettere in dubbio se questo modo di vivere non sia proprio quello che ci stà distruggendo. Ognuno volto solo ad inseguire i propri interessi. Nessuno si guarda mai attorno o dentro, va avanti solo per soddisfare le proprie ambizioni prima che arrivi la morte a toglierci tutto. In questo senso nell' oziare per me c'è bisogno di enrgia.
Energia che tu sembri utilizzare solo per inseguire le tue mete.E' vero, occorre realmente rimboccarsi le maniche...ma su tutto..e in questo senso anche nell'oziare per affrontarci senza...continua

Andrea Tamani 17.08.06 20:51| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe,
se il tuo post riguardo "l'uso" dell'ozio fosse stato scritto a scopo provocatorio, allora mi sta più che bene, approvandotelo a pieni voti.
Sono un tuo fervente sostenitore quando affermi: " bisogna migliorarcela la vita!" E, primo passo per migliorarcela è aumentare la quantità ma soprattutto la qualità del tempo per se stessi.
Ma se lo avessi scritto con animo anarco-sinistroide (volevo dire sinistronzo, ma ti voglio troppo bene), allora perdo la pazienza e ti rammento che proprio questo animo, questa volontà di non fare un c...o, tipico di una retrocultura marxista, ci ha portato al punto in cui ci ritroviamo. Perchè se è vero come è vero che i nostri politici dovrebbero essere nostri dipendenti, come magistralmente dici nel tuo filmatino, è anche vero che la quasi totalità dei dipendenti statali (dico quasi), dovrebbero lavorare seriamente, baciando in terra, per lo Stato che dà loro lavoro,occupando invece un posto inutile, rubando fior di stipendi, appunto oziando.
Eppoi basta parlare con questi toni ottocenteschi: oggi come oggi E' IL TITOLARE DI UN'AZIENDA QUELLO CHE SI FA' IL CULO,CHE LAVORA 15 ORE AL GIORNO,CHE QUANDO HA FINITO DI LAVORARE IN REALTA' NON HA FINITO MANCO PER NIENTE,PRESO COM'E'DA MILLE PENSIERI, NON ULTIMO QUELLO DI DOVER CHIUDERE LA SUA ATTIVITA'!Con questo non voglio dire che il dipendente non meriti i suoi compensi, però smettiamola una volta per tutte di farlo passare come vittima. Se lo è, spesso lo è anche il titolare dell'azienda dov'egli lavora. Ognuno deve fare il suo dovere nel ruolo che ricopre.

Per finire, dico questo: all'inizio avevo detto di essere un sostenitore dell'ozio e lo ribadisco tuttora. Attenzione però: la parola "OZIO" non è contemplata dai cinesi, neanche nei loro ideogrammi. A buon intenditor...

MARCO ARGENTATI 17.08.06 20:31| 
 |
Rispondi al commento

L'ozio, come tutte le cose, alla lunga stanca.
Io sono di quelli k dopo 15 giorni in vacanza, sente la mancanza di casa.
Dopo aver lavorato sodo x anni, ho messo su una piccola impresa k adesso mi da una piccola rendita senza lavorare e k mi faccio bastare.
sono una specie di pensionato di 27 anni, ma dopo due anni di viaggi, passatempi vari e lunghe pennichelle, mi sono trovato un lavoro extra, non tanto per mantenere lo stile di vita al quale sono abituato, quanto al fatto k l'inattività è come una catena, meno fai e meno hai voglia di fare, così alla fine passa la voglia anche di coltivare gli hobbies per i quali prima non si trovava il tempo.
non dico il mio segreto e di cosa mi occupo...altrimenti lo farete tutti!
ehheheh

alessio quarta 17.08.06 20:16| 
 |
Rispondi al commento

Le magliette per l'ora d'ozio,come le magliette dei calciatori,hanno la scritta davanti:"My name is Bond,VagaBond".Nell'ora d'ozio si arriva a desiderare ciò che si ha,quindi a toccare con il cuore ed il raziocinio,la felicità.Il lavoro rassicura,ma porta lontano,se stai con te stesso,capisci che all'improvviso tutto ciò che hai può sfuggire in un attimo.

stefano masetti 17.08.06 19:48| 
 |
Rispondi al commento

Siamo partiti dall'opposizione otium/negotium

In fondo l'otium romano era gioco e svago
Dobbiamo pensare che questo significato sia sparito? Spero proprio di no
Cicerone parlava di un otium rivolto alle attività culturali "Che c'è di meglio di un ozio letterario?" Anche questo senso si è perso?

Ma poiché non tutti siamo attratti dalla cultura, è otium anche correre, dipingere, andare alla partita, suonare, avere un hobby, una passione, un cane, un roseto, qualcuno cui fare delle coccole...
Il negotium invece è l'attività lavorativa dura e pura per guadagno
L'otium diventa la sentina di tutti i vizi col cristianesimo che demonizza il sesso (magnifico otium!), la bellezza, il piacere..
E peggiora con Lutero con l'etica del lavoro "L'uomo è nato per lavorare" "Possedere denaro e beni è un dono di D i o). Ne nasce la feroce avidità del neoliberismo che non è proprio un bene

Le accezioni di ozio sono infinite, ognuno ha giocato quella che sentiva più sua, come in un test di proiezioni su uno stimolo generico, dove emerge in tutta libertà la posizione di ognuno verso la vita e se stesso

C'è chi l'ozio lo ha visto solo come un concetto negativo (accidia, ignavia, fannulloneria, infingardaggine, pigrizia, poltronaggine, vagabondaggine..)

chi come qualcosa di rigenerante (ricreazione, vacanza, ferie, riposo, conforto, sollievo, agio, tempo libero, svago, relax, benessere, rilassamento, recupero..)

chi in senso estremamente positivo (crescita interiore, evoluzione, bellezza, creatività, spirito, anima, connessione con l'io interiore, recupero dell'equilibrio, senso di unione col tutto..)

Spiace che siano stati così pochi quelli capaci di leggerezza o di stare bene con se stessi anche senza essere occupati da un lavoro o in grado di vedere il tempo del sé come utile e bello

Mi chiedo questi che pensano solo a lavorare che amici possono essere, che familiari, che uomini..
Mah !

Avevo un padre così, mi ha reso molto infelic

viviana vivarelli 17.08.06 19:33| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Beppe, TI QUOTO IN PIENO !
Mi sento già meglio, avere un filosofo come Hodgkinson che ha messo in 312 pagine ciò di cui da tempo SONO CONVINTO è una gran cosa.
E' evidente che siamo tutti noi cittadini e lavoratori delle rotelle di un ingranaggio che ci usa, consuma e butta via ! Siamo noi i consumatori quelli condannati a consumare poi lavorare per poter consumare ecc ecc in un tremendo circolo vizioso !
Siamo noi i lavoratori che abbiamo venduto il nostro TEMPO migliore (il tempo = VITA) a un datore di lavoro per un salario, che come i prigionieri ogni giorno dobbiamo timbrare un cartellino ...

Un ultima cosa: suggerirei di leggere anche il libro:
"Morire in bolletta e vivere felici"
Stephen M. Pollan - Mark Levine
Baldini castoldi Dalai editore

Roby Cancelli 17.08.06 19:11| 
 |
Rispondi al commento

OT
+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
ATTENZIONE: E' STATO INDETTO UN CONCORSO A PREMI PER LA REALIZZAZIONE DELLE MIGLIORI VIGNETTE SULL'OLOCAUSTO!

DOPO LE VIGNETTE SU MAOMETTO ECCO LE VIGNETTE SULLE VITTIME DELL'OLOCAUSTO!

LA STUPIDITA' NON HA LIMITI!!!
*************************************************
Clicca sul mio nome per la notizia.

Massimiliano Borella 17.08.06 19:03| 
 |
Rispondi al commento

Vabbè che è ferragosto, ma se non avevi niente da dire, potevi anche prenderti un giorno di pausa.

E per la cronaca (ma qualcuno l'ha già sottolineato) riposo, meditazione, rilassamento sono tutte attività nobili e indispensabili: misero quell'uomo che vi rinuncia.
L'ozio è un'altra cosa, e francamente non mi sembra che ce ne sia alcun bisogno.

ilBuonPeppe
------------------
www.pleonastico.it - Alla riscoperta del buon senso

Peppe Dantini 17.08.06 18:57| 
 |
Rispondi al commento

Scanziani

Il maestro tantrico Kapila era sul prato.
Lo incontrai verso il tramonto.
Lo chiamavano Kapila degli scoiattoli. Uno gli si pose sulla mano ma il volo di un falco lo indusse ad andar via

Kapila sorrise: “Lo scoiattolo - disse- non è mai testimone
V’è una favola: il Supremo foggiò l’uomo con l’argilla e lo mise in piedi, ma cadeva
Ritentò: cadeva. Per sostenerlo, gli andò dentro. Sta dentro: è il testimone”

Un altro scoiattolo gli venne vicino ed egli gli porse una mandorla, disse dello scoiattolo:
“Non è mai testimone: è sempre spinto, fame e paura”

Continuò dolcemente: “L’uomo vale, quand’è testimone. La virtù? E’ restare testimone delle proprie voracità, dei propri spaventi: staccarsene, osservarli, giudicarli, accettarli o respingerli. L’intelligenza? E’ restare testimone delle proprie idee, dei propri pensieri: staccarsene, osservarli, giudicarli, accettarli o respingerli. Chi si lascia trascinare dalla prima voracità, non ha virtù
Chi si lascia trascinare dalla prima idea, non ha intelligenza. Staccarsi, spogliarsi, indietreggiare, farsi sempre più testimone
Se ti spogli di te, sei uno sguardo”

Io dissi: “Egli ci ha forgiato con l’argilla? E’ una storia poetica, ma a che serve? Se allora era argilla, adesso è diventata granito e mi soffoca. Egli sta dentro? Ma dov’è mai, chi l’ha incontrato?”

Mi guardò fraternamente:
“Lo incontri arretrando. Egli ti abita in fondo al cuore, incombe sopra il capo. Non è una favola. Apri un varco nell’argilla. Conserva la serenità giorno e notte
Questo è il segreto. Occorre arretrare, separarsi dal pensiero comune, dal gesto abituale: guardarli. E’ un’opera paziente, da orologiaio che osserva con la lente le spirali, gli scatti, gli ingranaggi e pulisce, calibra, registra. Il segreto è arretrare in se stessi, finché si incontra una vibrazione quasi impercettibile, poi sempre più evidente, una vibrazione silenziosa, separata e calma
Chi vi si pone, ha la serenità.

Maria Monti 17.08.06 18:55| 
 |
Rispondi al commento

a vivian

«Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità.»


Nietzsche

gino serio 17.08.06 18:49| 
 |
Rispondi al commento

Quanti considerano l'ozio il contrario di una sana occupazione! Eppure siamo esseri troppo complessi per potersi appagare solo di un'attività esterna frenetica che ci porta sempre e comunque fuori di noi. Se il lavoro costringe l'uomo in un ingranaggio inarrestabile, sarà come l'asino alla catena che gira attorno alla mola

so che certe citazioni sono incongrue a questo blog.. ma

Sri Aurobindo:

"La mente è un enorme gnomo invadente che nasconde tutto e ascolta solo se stesso e che macina sempre gli stessi pensieri; noi siamo abituati a pensare sempre le stesse cose, non siamo altro che una massa intricata di abitudini. Siamo rinchiusi in una costruzione senza luce. La mente lascia passare solo certe vibrazioni e ci nasconde la multicolore realtà, l’altro noi stessi che vale ben più di quanto pensiamo. Per uscire dalla baraonda della mente dobbiamo spostare il centro di azione, trovare la nostra aspirazione, attraverso una parola d’ordine, una immagine (per es. un mare immenso e calmo). Ripetendo questo con pazienza, possiamo allargare la coscienza. E arrivare all’inimmaginabile, quando un atto di
grazia cadrà dall’alto

Occorre sgombrare il passaggio tra la mente esterna e l'essere interiore
Ma come potremmo farlo, se non ci fermiamo?

Bisogna entrare nel silenzio, imparare il non fare. E' l'unico modo per arrestare il movimento della macchina che ci rende macchine a nostra volta
Non c’è nulla di ciò che fa la mente che non possa essere fatto meglio nell’immobilità mentale e in una calma sgombra di pensieri

Per giorni restai fermo seduto a meditare, guardai i pensieri arrivare alla mente e li respinsi finché la mente non divenne ‘silenziosa come l’aria in cima a una montagna senza vento.. allora l’essere mentale in me divenne una Intelligenza libera, una Mente Universale, non limitata dalla ridda meschina dei pensieri personali ma un essere libero di scendere nell’impero della visione

E' questa la via dall'intelletto alla coscienza spiritua

viviana vivarelli 17.08.06 18:49| 
 |
Rispondi al commento

Contro citazione:

"La maggior parte degli uomini passa la vita in una quieta disperazione"

H.Hesse

viviana vivarelli 17.08.06 18:30| 
 |
Rispondi al commento

a Gino
se leggi bene, non ho scritto che Marx è il più grande ma solo che "è considerato" il più noto tra i filosofi. Certo che c'è una bella differenza! Sono d'accordo con te

Nietzsche l'ho letto, non ti preoccupare, ma mi ripugna. Un esaltato, malato di mente! E la teoria del Superuomo (der Übermensch) mi lascia di gelo

che dire di frasi come:

Solo per 3 aspetti le masse meritino uno sguardo: innanzitutto come copie evanescenti dei grandi uomini, fatte su carta cattiva e su lastre logore, poi come ostacolo contro i grandi; per il resto, che se le prenda il diavolo e la statistica !

La sventura degli uomini che vivono di fatiche e di stenti deve essere ancora aumentata, per rendere possibile ad un ristretto numero di uomini olimpici la produzione del mondo dell’arte
(ma vattenne!!!)

La schiavitù rientra nell’essenza di una civiltà
(figurati! ma fallo te lo schiavo!)

L'eroe non esita a far proprio un programma eugenetico che si spinge sino alle soglie della teorizzazione del genocidio

Dovete avere solo nemici da odiare, e non nemici da disprezzare: dovete essere orgogliosi del vostro nemico
(ecco, aumentiamoli pure!)

Vai a donne? Non dimenticare la frusta (sì, se sei masochista)

La donna è il riposo del guerriero (ma esci!)

La guerra è il lavacro dei popoli

..
Francamente questo nichilismo misogino e androcentrico pieno di veemenza antidemocratica e incentrato sull'estetica del superuomo a cui è concesso tutto e che sta sopra tutte le leggi, il maglio dei popoli (peuh), mi sembra un delirio
Un paio di anni fa ho sentito una conferenza dove il Superuomo era incarnato addirittura in B.. Da vomitare! Se questa deve essere la filosofia...I presenti erano vecchi generali inamidati e dame inizio secolo molto rinseccolite. C'era un'aria da massoneria che si spaccava col coltello

Partendo dalla storica frase "D-i-o è morto" (N.)
copio:
"Per ora è morto soltanto Nietzsche" (firmato: D-i-o)

viviana vivarelli 17.08.06 18:27| 
 |
Rispondi al commento

MEDITAZIONE, e poco ozio. Il lavoro e l'ozio vanno presi in giuste dosi, ci metterei la mano sul fuoco, sacro ai primi Romani. Buon Agosto a tutti.

andrea barcucci 17.08.06 18:07| 
 |
Rispondi al commento

Fantastico, sono pienamente d'accordo, io orso che ozia, mi viene spontaneo, è bellissimo e viaggi in te, vai a conoscerti meglio che applicando tutte le tecniche da strizzacervelli. Ma di questo nessuno se ne accorge, perchè appena ozia, se non sei esperto, sensi di colpa ti maciullano l'anima...non ti vengono...aspetta i genitori o tua moglie o tuo marito e zan..zan zan...giù maciullati da sensi di colpa! Vai con l'ozio vero sincero, ma coi tappi nell'orecchio! un saluto a tutti!

Paolo Piccinini 17.08.06 17:36| 
 |
Rispondi al commento

a vivian :-)

La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.»


Nietzsche

gino serio 17.08.06 17:03| 
 |
Rispondi al commento

Gent. Beppe Grillo,
Ho sempre considerato stupido e insignificante il contenuto dell'articolo 1 della Nostra Costituzione ("Repubblica fondata sul lavoro") in quanto il generico riferimento al lavoro non costituisce un valore dagli effetti giuridici pratici e concreti (ma sappiamo che la maggioranza dei Padri Costituenti pensarono la Costituzione più come un manifesto ideologico di intenzioni) ed è una vuota affermazione, una ovvietà che poteva, al massimo, formare parte di una buona premessa.
Leggendo il Tuo post ho avuto un'idea. Sostituire "lavoro" con "ozio": Art.1 - L'Italia è una Repubblica fondata sull'ozio".
Al che esso comincia ad avere un vero significato con effetti giuridici; fondata sull'ozio dei notai miliardari a numero chiuso, sull'ozio dei sindacalisti distaccati sindacali, sull'ozio di un numero di Parlamentari sovrabbondante(ne bastano la metà); sull'ozio dei consorzi di bonifica che bruciano e pretendono centinaia di milioni di euro senza dare alcun servizio; sull'ozio degli utili (truffati a noi utenti) di Enel, Eni, Autostrade; sull'ozio delle camere di commercio che sono burocrazia pura messa a carico delle imprese con una tassa annuale illegale; sull'ozio di patronati, sindacati e CAF che bruciano miliardi che potrebbero servire,invece, per raddoppiare le pensioni minime.
IN TAL MODO L'ART. 1 LEGALIZZA TUTTI GLI OZII CHE DOBBIAMO MANTENERE. I ROMANI OZIAVANO E FORGIAVANO LA CULLA DEL DIRITTO. I SUDDETTI OZIANO PER STUDIARE COME CONTINUARE A DERUBARCI E TENERCI SOGGIOGATI.
---------------
Spero solo, caro Grillo, che dopo questo Tuo post il Ministero degli Interni su richiesta della Presidenza della Repubblica (l'unico che in teoria dovrebbe essere autorizzato ad oziare per legge) provveda ad oscurarTi almeno potremo dichiarare aperta la guerra contro gli italiani oziosi camuffati dietro a quell'ipocrita articolo 1.
------------------
Vai su www.mabonline.org cliccando sul mio nome.

De Franco Antonio 17.08.06 16:53| 
 |
Rispondi al commento

Questo post mi piace. Fermarsi un'ora al giorno ed oziare stimola la fantasia. Invece che guardare la TV possiamo guardarci dentro con spensieratezza.

Roberto Longo 17.08.06 16:48| 
 |
Rispondi al commento

Anch'io vorrei oziare, girare il mondo, fare ciò che più mi aggrada.
Purtroppo pochi se lo possono permettere sia ai giorni nostri sia nell'antichità, perché per oziare bisogna essere ricchi!
Non credo che i disoccupati o i cococo lo siano per loro scelta e quindi non credo che per loro scelta sono costretti a restrizioni pecunarie o temporali.
Credo che questa volta, Beppe hai toppato!
Saluti Ignazio.

Ignazio Meloni 17.08.06 16:42| 
 |
Rispondi al commento

Un uomo di buoni natali nascondeva il suo lavoro quando le necessità lo costringevano a lavorare. Lo schiavo lavorava oppresso dal sentimento di fare qualcosa di spregevole. «La nobiltà e l'onore sono soltanto nell'otium e nel bellum», così suonava la voce dell'antico pregiudizio" (da La gaia scienza, Libro IV, n. 329).

Massimiliano Sforzini 17.08.06 11:17 | Rispondi al commento |

NIETSZCHE è stato un grande :-) peccato che la sua filosofia sia stata usata e distorta ,peccato veramente .

gino serio 17.08.06 16:33| 
 |
Rispondi al commento

A Gino:
Marx è universalmente considerato il più "noto" filosofo del mondo da ogni s-ondaggio, non lo dico io.

Nietzsche è un illustre sconosciuto per i più e anche nella storia della filosofia non è che brilli molto, era una persona malata e i famosi pensieri non sono nemmeno suoi ma della sorella Elisabeth.

In quanto a Bertrand Russel (grande logico-matematico) ho sempre pensato che sulla filosofia fosse un opini-onista, un divulgatore di pensiero altrui.


Freud ebbe l'indiscusso merito di trattare scientificamente materie aeree come il sogno, il lapsus e la dimenticanza ma la sua categoria dell'inconscio non è mai stata presa sul serio dalla medicina ufficiale. L'Oriente lo ignora, mentre conosce Yung (non Young !) che invece è ignorato dall'Occidente.


viviana vivarelli 17.08.06 14:44 | Rispondi al commento |

beh dolce vivian ti ripeto che non sò dove tu abbia letto la panzana di marx ,comunque se tu lo consideri il più grande di tutti i tempi ,rispetto il tuo pensiero ,ci mancherebbe :-)

Le tue succesive analisi ,sono pareri tuoi personali e nientaltro :-)

Russel è riuscito come nessun altro a decrivere il pensiero :-)

Nietzsche probabilmente non l'hai mai letto :-) nietzsche dolce vivian aveva un'idea della massima elevatura dell'uomo come nessun altro ,poi purtroppo si ammalò di sifilide e li la causa della sua perdizione ,la sorella usò i suoi testi in maniera criminale accostando la filosofia del povero nietzsche al nazionalsocialismo tedesco :-)

Marx è stato il filosofo che più di tutti ha saputo affondare il coltello nella piaga ,lo hanno seguito in molti stolti ,e i risultati sono sotto il naso di tutti .

in più dolce vivian tu avevi detto che marx è stato il più GRANDE di tutti i tempi e io ti ho giustamente redarguito ,ora dici che è il più NOTO ,se permetti ci passa una bella differenza non credi ?

ciao dolce vivian

gino serio 17.08.06 16:18| 
 |
Rispondi al commento

si dice che "l'ozio è padrone di tutti i vizi" e condivido in pieno il significato di questo detto.
c'è anche una frase di un monaco indiano "é la sofferenza la vera medicina della vita" non credo che l'ozio possa essere esempio compagno di vita!forse si di chi riempie , in senso negativo le pagine dei giornali ogni giorno!!!!

cera maurizio 17.08.06 15:35| 
 |
Rispondi al commento

A GIANNI ROSA :
Bravo, 6 1 dei pochi intelligenti. Ma x esserlo ancora di + devi sapere che ogni volta che percepisci il tuo corrispettivo ( stipendio ),dai una parte di soldi all'INAIL,- malattia -. Allora se tu a fine anno fai la somma di qnt soldi hai versato a qst INAIL ti renderai conto che hai regalato qualche bel soldino ad una struttura che boh ! Chi sono qst persone ?
Consiglio? Bene, fingiti ammalato ogni 3 mesi, x 2/3 sett. tanto 6 pagato; ps. 6 pagato cn i tuoi soldi, ed è tuo diritto consumarli. Se da una parte lo stato ci ruba anni della nst vita obbligandoci al lavoro, dall'altra ci ruba denaro, qst sono le somme tirate. Ho sentito molte persone dire: se vivi in America paghi tutto, i ricoveri li paghi, se 6 malato paghi le cure, io ho risposto : in italia paghi anche quando nn 6 ammalato, L'INAIL ti aiuta quando vuoi, ma devi pagarlo ogni mese. Allora, chi è l'ammalato + convenzionato l'italiano o l'Americano ? CIAO :))))

pierfranco pagnoncelli 17.08.06 15:25| 
 |
Rispondi al commento

Se il lavoro è un'attività prestata in cambio di un compenso, l'ozio è il suo opposto.
A buon diritto possiamo iscrivervi
VAN GOGH .
Considerato un signor nessuno dai contemporanei, nei suoi 37 anni di vita non guadagnò mai nulla e visse a spese del fratello.
In 10 anni dipinse più di 2000 quadri, ne vendette solo uno e ci ricavò pure poco.
La sua opera più nota, I Girasoli, fu acquistata nell'87 da una assicurazione giapponese per 40.000 dollari, la cifra più alta mai pagata a quel tempo per un quadro.
Se voi lo aveste incontrato strada, malvestito,
barbuto, straniero, con una tela sulle spalle e gli occhi sbarrati, non credo vi avrebbe ispirato grande simpatia.
Però è e resta uno dei più grandi spiriti del mondo.

viviana vivarelli 17.08.06 14:57| 
 |
Rispondi al commento

A Gino:
Marx è universalmente considerato il più "noto" filosofo del mondo da ogni s-ondaggio, non lo dico io.

Nietzsche è un illustre sconosciuto per i più e anche nella storia della filosofia non è che brilli molto, era una persona malata e i famosi pensieri non sono nemmeno suoi ma della sorella Elisabeth.

In quanto a Bertrand Russel (grande logico-matematico) ho sempre pensato che sulla filosofia fosse un opini-onista, un divulgatore di pensiero altrui.

Socrate è figura mitica a cui non sappiamo gran che, non lasciò niente di scritto e ne supponiamo qualcosa solo attraverso la rivisitazione dell'allievo P latone che, attraverso lui nei Dialoghi, espone pensiero proprio (Socrate era uno proprio senza lavoro, ozioso puro).

Freud ebbe l'indiscusso merito di trattare scientificamente materie aeree come il sogno, il lapsus e la dimenticanza ma la sua categoria dell'inconscio non è mai stata presa sul serio dalla medicina ufficiale. L'Oriente lo ignora, mentre conosce Yung (non Young !) che invece è ignorato dall'Occidente.

viviana vivarelli 17.08.06 14:44| 
 |
Rispondi al commento

"Il lavoro nobilita l'uomo" è stato inventato dai padroni parassiti per ingannare il lavoratore ingenuo e farlo lavorare anche per loro. Non abboccate! L'uomo per vivere non ha bisogno di lavorare, devo solo bere e mangiare. Già Platone scrisse che coloro che non riuscivano a staccarsi dai beni di consumo, dovessero lavorare per loro e per gli altri. In questa società capitalistica di merda chi gode dei beni di consumo in larga parte, è colui il quale fa lavorare gli altri per sé. Sveglia!

marcello malloni 17.08.06 14:13| 
 |
Rispondi al commento

Lacrime...
Bellissimo discorso

Luca Cabri 17.08.06 13:54| 
 |
Rispondi al commento

Mi permetto di citare questa bella canzone del buon Max Gazzè.


La tua realtà
(testo e musica: Max Gazzè/ Francesco Gazzè)

Pensa se domani quando sarai sveglio
nessuno ti dirà quello che devi fare
pensa ancora a come inizieresti meglio

ad organizzare il tuo giorno
intorno duemila soldati
in abito blu

forse riusciresti ad ammucchiare il tempo
nel buco che lascia il loro sguardo vuoto
e ti diranno sbrigati sei troppo lento

ma non devi muovere un dito
fin quando non l'avrà deciso
la tua volontà

pensa se di colpo tutte le paure
finissero a terra come fanno le mele
qualcuno le ha spinte o le ha lasciate cadere

oppure è soltanto che tu
intanto avrai maturato
la tua realtà

tu dormi
dormi quanto vuoi...

Alfio Falanga 17.08.06 11:55| 
 |
Rispondi al commento

OT
*************************************************
NON E' CHE IL FAMOSO ALLUNAGGIO DEL 1969 NON SIA MAI AVVENUTO?

IN MOLTI SOSTENGONO QUESTA TESI.

IN MOLTI CREDONO CHE SIA STATA TUTTA UNA MESSA IN SCENA!

VOLETE DELLE PROVE?
*************************************************
Clicca sul mio nome per entrare nel blog di Falla Girare.

Massimiliano Borella 17.08.06 11:49| 
 |
Rispondi al commento

Ciao a tutti,
inizio dichiarandomi contrarissimo a quanto detto da beppe in questo post.

Ho 23 anni, studio all'università con profitto, e questo non per grazia ricevuta ma perché cerco costantemente di programmare impegni e divertimenti, amici e ragazza, genitori e indipendenza.
Ovviamente questo non sarebbe possibile con un atteggiamento ozioso e tendente al risparmio delle energie. Proprio perché sono giovane ritengo che le medesime energie vanno spese al massimo e non credo che stando a letto tutto il giorno otterrei qualcosa. A letto, è vero, nessuno ti dà ordini, ma nel letto non si può controllare l'incedere della vita, a meno che non si sia un ereditiere che comanda mille servi.

Vengo dal ricco Nord Est, esempio di forse forsennata operosità, ma soprattutto esempio mondiale (studiato nelle università d'Europa) di contraddizione della legge di conservazione della materia. Qui dal nulla molto moltissimo è stato creato. Il mio paesino una volta si chiamava Grisolera, un richiamo alla conformazione paludosa , ricoperta di canne e zanzare poco simpatiche. Ora fa parte di quel litorale in cui Jesolo (l'ha visto anche Beppe), Caorle, Cavallino, Lignano ecccetera sono dei capisaldi del turismo e dell'imprenditorialità.

Il mio non vuole essere un inno al capitalismo, ma confuto questo stupendo favoleggiare su società ideali in cui tutti hanno tutto senza chiederlo ma lo ottengono per diritto di nascita.
Si provi a tirarsi su le maniche. Poi si vedranno i risultati, questo è un metodo da insegnar ai figli.

Daniele Tenente 17.08.06 11:43| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Egr. sig.GRILLO,
da tempo mi concedo delle ore di ozio, mi sono sempre trovato bene e sovente spiego ai miei amici che non vale lòa pena correre, correre, correre e poi scoprire che ti trovi al punto di partenza.
Forse il doce far niente serve anche a far riflettere su chi siamo cosa vogliamo e dove andiamo e.....
cordiali saluti
Franco

franco porta 17.08.06 11:36| 
 |
Rispondi al commento

Sono un sostenitore dell'ozio.
la società ci impedisce di oziare perchè l'ozio lascia tempo all'individuo di pensare e un uomo che pensa può esser pericoloso per quei simpatici LADRI che stanno al governo.
L'ozio come forma creativa è importante ma la società si guarda bene da questo, cerca di farti sentire impegnato in ogni secondo della tua vita e ti regala infinite possibilità di pagamenti a rate così che dalla mattina successiva tu possa sentirti in debito e di conseguenza costretto a correre.

Grazie Grillo per il tuo input a pensare.

christian locchini 17.08.06 11:35| 
 |
Rispondi al commento

(segue)
Se esiste ancora un piacere nello stare in società e nelle arti, è un piacere quale se lo sanno procurare schiavi stremati dal lavoro. Che vergogna, questa parsimonia della «gioia» nei nostri uomini colti e non colti! Oh, che vergogna questo crescente venire in sospetto di ogni gioia! Il lavoro ha sempre di più dalla sua tutta la buona coscienza: l'inclinazione alla gioia si chiama già «bisogno di ricreazione» e comincia a vergognarsi di se stessa. «È un dovere verso la nostra salute», si dice quando si è sorpresi durante una gita in campagna. Anzi, si potrebbe ben presto andare così lontano da non cedere a una inclinazione alla vita contemplativa (vale a dire all'andare a passeggio, con pensieri e amici), senza disprezzare se stessi e senza cattiva coscienza. Ebbene! Una volta era tutto in contrario: era il lavoro ad aver su di sé la cattiva coscienza. Un uomo di buoni natali nascondeva il suo lavoro quando le necessità lo costringevano a lavorare. Lo schiavo lavorava oppresso dal sentimento di fare qualcosa di spregevole. «La nobiltà e l'onore sono soltanto nell'otium e nel bellum», così suonava la voce dell'antico pregiudizio" (da La gaia scienza, Libro IV, n. 329).

Massimiliano Sforzini 17.08.06 11:17| 
 |
Rispondi al commento

OT
*************************************************
Se la poteva risparmiare!

Di cosa sto parlando?

Della passeggiatina a "braccetto" del ministro degli esteri Massimo D'Alema con il deputato Hezbollah Hussein Haji Hassan.

Voi cosa ne pensate?
*************************************************
Clicca sul mio nome per entare nel blog di Falla Girare.

Massimiliano Borella 17.08.06 11:14| 
 |
Rispondi al commento

Una pagina di profetica di Nietzsche (1882!)

"C'è una selvatichezza tutta indiana, tipica del sangue pellerossa, nel modo con cui gli americani anelano all'oro; e il loro furibondo lavoro senza respiro - il vizio peculiare del nuovo mondo - comincia già per contagio a inselvatichire la vecchia Europa e a estendere su di essa una prodigiosa assenza di spiritualità. Ci si vergogna già oggi del riposo, il lungo meditare crea quasi rimorsi di coscienza. Si pensa con l'orologio alla mano, come si mangia a mezzogiorno appuntando l'occhio sul bollettino di Borsa; si vive come uno che continuamente «potrebbe farsi sfuggire» qualche cosa. «Meglio fare una qualsiasi cosa che nulla» - anche questo principio è una regola per dare il colpo di grazia a ogni educazione e ogni gusto superiore. E come tutte le forme vanno visibilmente in rovina in questa fretta di chi lavora, così anche il senso stesso della forma, l'orecchio e l'occhio per la melodia dei movimenti, vanno in rovina. La prova di ciò sta nella grossolana chiarezza oggi pretesa ovunque, in tutte le situazioni in cui l'uomo vuol essere onesto con l'uomo, nei rapporti con amici, donne, parenti, bambini, insegnanti, scolari, condottieri e principi: non si ha più tempo né energia per il cerimoniale, per i giri tortuosi della cortesia, per ogni esprit nella conversazione, e sopratutto per ogni otium. Poiché la vita a caccia di guadagno costringe continuamente a prodigarsi fino all'esaurimento in un costante fingere, abbindolare o prevenire: la virtù vera è ora fare qualcosa in minor tempo di un altro e così ci sono molto raramente ore di consentita onestà; in queste, tuttavia, si è stanchi e non ci si vorrebbe soltanto lasciare andare, ma buttare distesi pesantemente in lungo e in largo. [...] Se esiste ancora un piacere nello stare in società e nelle arti, è un piacere quale se lo sanno procurare schiavi stremati dal lavoro. (continua...)

Masismiliano Sforzini 17.08.06 11:08| 
 |
Rispondi al commento

VIVA L'OZIO, ANZI L'OTIUM.

IL NON LAVORARE, IL NON FAR NULLA APPARENTEMENTE, MA DEDICARSI A SE STESSI. MEDITARE. LO DICEVANO ANCHE I PRESOCRATIIC, IN GRECIA.

E LI CHIAMANO PURE MAESTRI DEL LAVORO, SONO CRESCIUTO A PANE E LAVORO, DICONO I PREMIATI. CHE CULO! TUTTA LA VITA A SGOBBARE NELLA FABBRICHETTA, IL CAPANNONE A PINA TERRA E LA STANZA DA LETTO AL PIANO SUPERIORE. IN CAPANNONE FINO A 80 ANNI. EROI DEL LAVORO? NO, SFIGATI!

rossella santini 17.08.06 10:48| 
 |
Rispondi al commento

Messaggio n°99 del 16/08/2006

UNABOMBER DOVE SEI?

E' vero che in italia qualcosa sta cambiando.
Dopo la risonanza avuta dall'omicidio della ragazza pachistana da parte del padre, si pensa per motivi socio-culturali-religiosi, non è ancora comparso il signor Unabomber a combinarne una delle sue.
Davvero strano.
Di solito questo fantomatico personaggio appare subito dopo efferati delitti commessi da extracomunitari per distrarre il popolino e fare scrivere ai giornali gonfi d'orgoglio che "anche gli italiani commettono crimini efferati".
Sarà l'effetto Fottilitalia!
Ma non disperino i benpensanti!
Vedrete che qualcosa inventeranno, faranno saltare fuori qualche padre manesco dal comasco, varesotto o trevigiano tanto da accostarlo al padre pachistano.
Saranno capaci di trasformare qualche ceffone in un tentato omicidio.
State a vedere che succederà e ... attenti ai vostri padri!

Canna-Power Team

http://www.fottilitalia.com/
il sito anti-italiano per eccellenza

resoli giuseppe 17.08.06 10:30| 
 |
Rispondi al commento

Da notare come il lavoro sia considerato un valore positivo assoluto dalla maggior parte delle ideologie politiche e religiose, come se la famiglia e il tempo libero fossero secondari. Avete mai sentito un sacerdote o un sindacalista dire: "cercate di lavorare meno e dedicare più tempo a voi stessi?"
Forse NON VOGLIONO DARCI IL MODO DI PENSARE.
Negli ultimi 150 anni abbiamo inventato ogni tipo di macchine e sistemi per velocizzare i processi produttivi e per migliorare la qualità della vita. ALLORA PERCHE'DOBBIAMO, NEL 2006, ANCORA LAVORARE 8-10 ORE AL GIORNO????

andrea bottura 17.08.06 09:45| 
 |
Rispondi al commento

Salve. Sono un medico del lavoro. Dal momento che di lavoro ce n'è sempre meno, sto immaginando come potrebbe essere la giornata di un medico dell'ozio. Vi farò sapere.

Riccardo Falcetta 17.08.06 09:03| 
 |
Rispondi al commento

Gent. Beppe Grillo,
Ho sempre considerato stupido e insignificante il contenuto dell'articolo 1 della Nostra Costituzione ("Repubblica fondata sul lavoro") in quanto il generico riferimento al lavoro non costituisce un valore dagli effetti giuridici pratici e concreti (ma sappiamo che la maggioranza dei Padri Costituenti pensarono la Costituzione più come un manifesto ideologico di intenzioni) ed è una vuota affermazione, una ovvietà che poteva, al massimo, formare parte di una buona premessa.
Leggendo il Tuo post ho avuto un'idea. Sostituire "lavoro" con "ozio": Art.1 - L'Italia è una Repubblica fondata sull'ozio".
Al che esso comincia ad avere un vero significato con effetti giuridici; fondata sull'ozio dei notai miliardari a numero chiuso, sull'ozio dei sindacalisti distaccati sindacali, sull'ozio di un numero di Parlamentari sovrabbondante(ne bastano la metà); sull'ozio dei consorzi di bonifica che bruciano e pretendono centinaia di milioni di euro senza dare alcun servizio; sull'ozio degli utili (truffati a noi utenti) di Enel, Eni, Autostrade; sull'ozio delle camere di commercio che sono burocrazia pura messa a carico delle imprese con una tassa annuale illegale; sull'ozio di patronati, sindacati e CAF che bruciano miliardi che potrebbero servire,invece, per raddoppiare le pensioni minime.
IN TAL MODO L'ART. 1 LEGALIZZA TUTTI GLI OZII CHE DOBBIAMO MANTENERE. I ROMANI OZIAVANO E FORGIAVANO LA CULLA DEL DIRITTO. I SUDDETTI OZIANO PER STUDIARE COME CONTINUARE A DERUBARCI E TENERCI SOGGIOGATI.
---------------
Spero solo, caro Grillo, che dopo questo Tuo post il Ministero degli Interni su richiesta della Presidenza della Repubblica (l'unico che in teoria dovrebbe essere autorizzato ad oziare per legge) provveda ad oscurarTi almeno potremo dichiarare aperta la guerra contro gli italiani oziosi camuffati dietro a quell'ipocrita articolo 1.
------------------
Vai su www.mabonline.org cliccando sul mio nome.

De Franco Antonio 17.08.06 09:01| 
 |
Rispondi al commento

consiglio anche il libro "ozio, lentezza e nostalgia" di Baker. Stupendo! Riappropriamoci del nostro tempo e non permettiamo al lavoro di interfenire troppo sul nostro tempo libero! Isa.

Isabella Bianchi 17.08.06 07:49| 
 |
Rispondi al commento

De otio (Seneca)

A Seneca si deve un trattato che s’intitola: De otio, nel quale l’ assume gradatamente i tratti della contemplazione pura.
Vale riportare alcune idee caratteristiche di questo trattato. Secondo Seneca vi sono due Stati: l’uno, grande e privo di limiti esteriori e contingenti, abbraccia ad un tempo gli uomini e gli Dei; l’altro è quello particolare, terreno, al quale si appartiene attraverso la nascita.
Ora, dice Seneca, vi sono uomini che servono i due Stati ad un tempo, altri che servono soltanto quello più grande, altri ancora che servono unicamente quello terreno. Lo Stato più grande lo si può servire anche nell’ozio, per non dire: meglio nell’ozio – nell’investigare in che consiste la virtus, la forza e la dignità virile: hui maiori rei publicae et in otio deservire possumus, imno vero nescio an in otium melius, ut quae-remus quid sit virtus. L’otium viene strettamente connesso alla tranquillità d’animo del saggio, a quella calma interiore che permette di raggiungere gli apici della contemplazione:
la quale contemplazione, se intesa nel senso giusto, tradizionale, non significa evasione dal mondo e divagazione, bensì approfondimento interiore e elevazione fino alla percezione di quell’ordine metafisico che ogni vero uomo non deve cessare di avere in vista nel suo stesso vivere e lottare in uno Stato terreno.

continua...


Come compensazione al e reattivo al logorio di una vita abrutentesi in un vano agire e produrre, l’uomo moderno non conosce, infatti, l’otium classico, il raccoglimento, il silenzio, lo stato di calma e di pausa in cui si torna a se stessi e si ritrova se stessi.
No: egli conosce soltanto la “distrazione” (nel senso letterale, distrazione vuol dire dispersione): cerca sensazioni, cerca nuove tensioni cerca nuovi eccitanti quasi in un quadro di stupefacenti psichici. Tutto, pur di sfuggire a se stessi, pur di non trovarsi soli con se stessi, isolati dal frastuono del mondo esterno e dalla promiscuità col proprio “prossimo”.
Donde radio, televisione, cinema, crocere, frenesia di meetings sportivi o politici in un regime di massa, bisogno di udire, caccia al fatto nuovo o sensazionale, “tifi” di ogni genere e via dicendo.
Ogni espediente sembra messo diabolicamente in opera a che qualsiasi vita veramente interiore sia distrutta, a che ogni difesa interna della personalità sia impedita d’anticipo, a che, quasi come un essere artificialmente “galvanizzato”, l’individuo si lasci portare dalla corrente collettiva la quale, naturalmente, secondo il cosiddetto “senso della storia”, va avanti in un illimitato progresso.

Era il 1968, J.E. “l’arco e la clava”


...continua


Grande Beppe,sei energia allo stato puro!!
parlare di ozio in questi tempi e'molto molto giusto,ne abbiamo bisogno tutti,grazie per ricordarlo!!! sei un grande!!

gargani antonio 17.08.06 03:45| 
 |
Rispondi al commento

Da sempre al prendere coscienza di possibili verità scomode si preferisce ignorare e ridicolizzare se non punire i fautori di dette opinioni, anche il solo accenno di sospetto che si metta in forse una o più delle verità acquisite provoca sgomento.
Così si continuano ad ignorare segnali, fatti, avvertimenti, e persino prove ormai evidenti della possibile erroneità di ,fatti e, certezze, date per acclarate dalle persone o dalle stesse comunità dalla "intelligenza" moderna.

Non ci sono più aisberg negli oceani, i ghiacciai si fondono più velocemente del solito come la calotta polare, il clima ci sorprende con i suoi imperscrutabili cambiamenti, neve nel sud africa, la notizia è di oggi. Alcuni popoli premono su altri popoli per sfruttarli ANCORA, anche se, OGGI, la ragione dice di condividere le risorse del pianeta TRA TUTTI NOI. Altri popoli fuggono dai loro territori spinti dalla loro trascurata disperazione alla quale, anche le potenze del mondo non trovano rimedi nonostante le risorse enormi spese per scopi certamente meno urgenti e importanti, infatti cosa c'è più importante della vita di un uomo o di un popolo?
Non lo so noi cerchiamo momenti di evasione, e ne abbiamo tutto il diritto, ma ogni tanto, forse, un pò di serie riflessioni enunciate, anche fermamente, da molti, ci consentirebbero, forse, di spostare, tutti assiemime, un pò di più di attenzione ai gravissimi problemi che investono, volenti o nolenti tutti noi. Ciao

Francesco


f.marletta 17.08.06 02:35| 
 |
Rispondi al commento

OT
*************************************************
Come si può uccidere una ragazza (mi riferisco a Hina Saleem) solo perchè innamorata di un uomo di religione differente?

Come possiamo permettere di applicare la "Sharia" nel nostro paese (ma non solo nel nostro paese..)?

Non sapete cos'è la SHARIA?

Beh, allora leggete...
*************************************************
Clicca sul mio nome per saperne di più.

Massimiliano Borella 17.08.06 00:41| 
 |
Rispondi al commento

Bisognerebbe insegnare agli esportatori di democrazia, chiunque essi siano, ad oziare invece di spaccare i c.....ni a chi sta buono e fermo a casa sua ed ha come unica colpa di avere qualche milione di galloni di idrocarburi sotto casa...povero.

Adolfo Trinca 17.08.06 00:33| 
 |
Rispondi al commento

Bisognerebbe

Adolfo Trinca 17.08.06 00:31| 
 |
Rispondi al commento

Beppe ma lavorano solo i lavoratori dipendenti i questo paese? sembra che solo loro fanno una vita di merda! ci sono TANTI lavoratori autonomi che costano 0% allo stato, che si fanno un culo tutto il giorno,70 ore alla settimana per 4000 euro lorde mensili.
Lavoratore Autonomo = clandestino
Ci sono tanti lavoratori dipendenti invece che in rapporto alle ore che fanno e il lavoro in se per se.. portano in proporzione anche di più di un lavoratore autonomo.

EHI LA MORATTI DAVVERO FARà PAGARE IL TICHET DI INGRESSO PER MILANO? SPERIAMO..TUTTI A PIEDI E IN BICICLETTA,TAXI,E MEZZI PUBBLICI...

andrea colagiacomo 17.08.06 00:04| 
 |
Rispondi al commento

Gent. Beppe Grillo,
Ho sempre considerato stupido e insignificante il contenuto dell'articolo 1 della Nostra Costituzione ("Repubblica fondata sul lavoro") in quanto il generico riferimento al lavoro non costituisce un valore dagli effetti pratici (ma sappiamo che la maggioranza dei Padri Costituenti pensarono la Costituzione come un manifesto di intenzioni) ed è una vuota affermazione, una ovvietà che poteva, al massimo, essere messa in una premessa.
Leggendo il Tuo post ho avuto un'idea. Sostituire "lavoro" con "ozio" Art.1-L'Italia è una Repubblica fondata sull'ozio".
Al che esso comincia ad avere un vero significato; fondata sull'ozio dei notai miliardari a numero chiuso, sull'ozio dei sindacalisti distaccati sindacali, sull'ozio di un numero di Parlamentari sovrabbondante(ne bastano la metà); sull'ozio dei consorzi di bonifica che bruciano e pretendono centinaia di milioni di euro senza dare alcun servizio; sull'ozio degli utili (truffati a noi utenti) di Enel, Eni, Autostrade; sull'ozio delle camere di commercio che sono burocrazia pura messa a carico delle imprese con una tassa annuale illegale; sull'ozio di patronati, sindacati e CAF che bruciano miliardi che potrebbero servire,invece, per raddoppiare le pensioni minime.
QUANTI OZII DOBBIAMO MANTENERE. ALMENO I ROMANI OZIAVANO PER FORGIARE LA CULLA DEL DIRITTO. COSTORO OZIANO PER STUDIARE COME CONTINUARE A DERUBARCI E TENERCI SOGGIOGATI.
---------------
Spero solo, caro Grillo, che dopo questo Tuo post il Ministero degli Interni su richiesta della Presidenza della Repubblica (l'unico che in teoria dovrebbe essere autorizzato ad oziare per legge) provveda ad oscurarTi almeno potremo dichiarare aperta la guerra contro gli italiani oziosi camuffati dietro a quell'ipocrita articolo 1.
www.mabonline.org

De Franco Antonio 16.08.06 23:47| 
 |
Rispondi al commento

AAHAHAHHAHAHAHHHA!! E' vero! Se volete fare qualcosa per un mondo migliore non fate alcuna cosa. La nostra società è ossessionata dall'avere. Chi ha è. Più accumuli più sei. Si migliore, sei importante, sei libero.
Non è un cretino Cristo quando dice: "non affnnatevi per cibo e vestiti... non vedete gli uccelli del cielo? ..." La beneficenza serve solo a giustificare la propria coscienza sporca. Nella nostra società solo i ricchi hanno la possibilità di fare il bene. I poveri sono solo gente sacrificabile la cui presenza è necessaria per farci sentire buoni.
Le persone dovrebbero avere il diritto di vivere per il semplice fatto che vivono e non per meriti concessi da ricchi che si raccomandano a vicenda.

Angelo Tateo 16.08.06 23:38| 
 |
Rispondi al commento

Avrebbe dovuto cominciare ad oziare prima di scrivere il libro,cosi ci saremmo evitati queste scemenze.Leggete qua:http://it.news.yahoo.com/14082006/2/salute-i-disoccupati-muoiono-prima-l.html

Giuliano Guglieri 16.08.06 23:25| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

AGGIUNGO ANCHE "ELOGIO DELL'OZIO"
BERTRAND RUSSEL

LUKAZ

Gianluca Fossanova 16.08.06 23:22|