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Siamo tutti borbonici

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Nicola_Napolitano.jpg

E se il Borbone fosse in realtà il Savoia? E i veri patrioti i briganti? Il Regno delle due Sicilie esisteva, in modo assolutamente legittimo, da secoli. Napoli era la terza capitale d’Europa. Napoli aveva istituito la prima cattedra di economia in Europa. La prima linea ferroviaria: Napoli-Portici. Poi arrivarono i Savoia. La resistenza durò dieci anni. Qualcuno pensa che sia attiva ancora oggi. Dopo l’occupazione piemontese i capitali si trasferirono al Nord e, grazie alla tassa sul macinato, i meridionali nelle Americhe. Il Sud non fu liberato, ma consegnato al sottosviluppo. La Questione Meridionale deriva da un esproprio.
Tutto è stato oggetto di revisionismo in Italia tranne il Risorgimento. Garibaldi è l’eroe dei due mondi e Francesco II un miserabile. Le piazze nel Meridione sono intitolate agli occupanti e allo stesso tempo si dice ancora ‘cattivo come un piemontese’. Nulla contro i piemontesi, molto contro la feroce repressione del generale Cialdini. Alla guida di un esercito di più di 100.000 uomini. Un po’ come la guerra di liberazione in Iraq. Molto contro paesi incendiati e massacri. Contro deportazioni. E decine di migliaia di morti.
A scuola il Borbone è il cattivo e il Savoia il buono. Stato borbonico è sinonimo di degrado delle istituzioni. Brigante di protomafioso. Forse vanno cambiati i testi di scuola oltre al significato delle parole. Rivalutati i patrioti che persero la vita contro l’esercito piemontese. Forse dobbiamo raccontarci un’altra storia. In cui il Risorgimento è stato in parte, in gran parte, espansionismo di una dinastia. Che ci ha lasciato in eredità l’emigrazione di milioni di persone che fuggivano dalla fame, due guerre mondiali, il fascismo. E uno stato savoiardo. Quello che ci ostiniamo a chiamare borbonico.
Lo so, dopo il populismo, sto scivolando nel revisionismo.

25 Nov 2006, 20:14 | Scrivi | Commenti (1322) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Egregio Grillo, la stimo e la seguo, ma queste dei neo borbonici sono fesserie per chi non conosce la storia. È ora di dire basta alla divulgazione di assurdità sbagliate e diffuse senza alcuna base o fonte storica. Che il movimento ti si tenga lontano da simili pagliacciata leghiste!!!!

Barbara 17.10.15 06:54| 
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..."il sud non fu liberato...", come se avessero dovuto pensarci altri a liberarlo, e non sarebbero stato lo stesso sud a farlo! Solo in quel caso l'annessione si sarebbe trasformata in liberazione, recuperando onore, dignità, lungimiranza; che avrebbero avuto un gran peso nel tavolo delle trattative post unitarie. Invece, da come sono andate le cose, i meridionali, e i siciliani in particolare, nel 1° parlamento poterono portarci solo i padrini di cosa nostra! E la stessa cosa fecero dopo la Resistenza (fatta anche stavolta dalle popolazioni del centro-nord). Non è con gli altri che ve la dovete sempre prendere, ma con voi stessi.

turi migliore 17.04.15 17:06| 
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Hanno distrutto un regno per pagarsi i debiti, hanno bruciato, fucilato, torturato, stuprato senza distinzione di età e di sesso, i savoia della legge Pica e del bombardamento di Genova hanno fatto l'Italia, hanno rubato le industrie, le scuole, la zecca di Napoli, hanno speso i miliardi al nord e i milioncini al sud e dopo tutto oggi ci accusano di mafia. Voglio la vera storia sui libri perchè come tutti i popoli sconfitti (indiani d'America, ebrei, Irlandesi) il meridione merita il rispetto e la memoria storica, nel nome di Angelina Romano, dei contadini seppelliti vivi, dei soldati borbonici coperti con la calce, delle donne stuprate e bruciate vive, nel nome dei nostri eroi contadini trasformati in briganti dalla legge,di quella classe monarchica e di quei cittadini umiliati da scrittori piemontesi salariati per scrivere propaganda, nel nome della brigata Catanzaro, contadini calabresi barbaramente fucilati sulle colline del nord-est (1915) cosi ringraziati dopo aver cacciato via il nemico austriaco, da questo stato traditore che invece di dare il congedo versò il loro sangue su quelle colline. Nel nome di tutti quelli che hanno subito ingiustizia e ancora oggi non vengono onorati. Disonore a statue di assassini (Savoia,Cialdini,Cavour,Garibaldi,Mazzini) e onore agli eroi del meridione.

Dan R., Cariati Commentatore certificato 11.07.13 18:47| 
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VOGLIAMO L'APERTURA DEGLI ARCHIVI! VOGLIAMO LA VERITA` STORICA SUL "RISORGIMENTO"!
CMQ GRAZIE.

Giuseppina Marrone 02.06.13 03:05| 
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Caro Grillo, i libri scolastici italiani diranno pure, o meglio non diranno (perché non le dicono, o non le dicono sempre e come dovrebbero) delle cose che, invece, andrebbero dette: e cioè che il Sud fu depredato da una guerra di conquista sovrapposta ad una guerra di "liberazione" in quel lontano autunno del 1860. Ma fatti dire che la storia che racconti tu è un'altra favola uguale e contraria, quella dei neoborbonici; per parafrasarti alla rovescia: togliamo Savoia e mettiamo Borbone. Il Regno delle Due Sicilie aveva molti pregi, che sono stati ingiustamente celati per giustificarne viepiù l'invasione e l'annessione (vista come "civilizzazione" per varie teste illuminate del Nord). Ma non nascondiamoci dietro al dito: alcuni dei problemi meridionali erano antecedenti l'Unità (o l'Unificazione che dir si voglia) e non tutto quanto di male ci fu nel Napoletano e nella Sicilia diventate succursali meridionali del Regno sabaudo d'Italia venne grazie alla croce di Re Vittorio Emanuele. L'analfabetismo che nel 1861 era superiore l'85% in tutte le regioni appartenute alla Real Casa di Borbone, non fu una invenzione dei Savoia. Il problema dell'istruzione obbligatoria, della quasi totale mancanza di una classe media borghese imprenditoriale e degli interessi dei grandi e piccoli latifondisti: tutte queste robe esistevano già sotto i Borbone. I quali, per carità, fecero molto per il popolo, ma al contempo erano loro a fare "ministri" i vari Liborio Romano, e tutto questo ben prima che il nizzardo in camicia rossa arrivasse da Quarto a chiedergli aiuto a Napoli. Lo so, i meridionali hanno bisogno di orgoglio, dopo decenni di "fallimenti" unitari. Ma c'è modo e modo. Non revisionismo o, anche qua, populismo. Semmai metà animo e metà demagogia. Ripuliamo questa seconda metà perdio!

Luigi Fattorini 12.01.13 01:07| 
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BASTA CON LA QUESTIONE MERIDIONALE.
Qualche demente e sciagurato ignorante prima di parlare di questione meridionale, parlasse della rapina economica-culturale fatta all'intero meridione, quando questo all'atto della sua forzata e violenta unificazione ai vandali padani era il 3° stato piu' efficiente, moderno e ricco d'europa.


Vi prego,vi scongiuro di perdere 5 minuti per leggere quello che ho scritto e di pensarci.E vi chiedo scusa in anticipo per la molteplicità delle cose che ho scritto,ma ho scritto con il cuore e non con la ragione.

Io sono un liceale e porterò come argomento della tesina di maturità "La questione meridionale".Sto analizzando tutte le cause che hanno portato al degrado del sud italia,sto cercando tutti i documenti "nascosti" per ricostruire una vera Storia!E non quella che si impara a scuola.Non sono un meridionalista nè un nordista.A me sta a cuore solo il mio paese che è stato fecondato bene ma è nato in maniera sbagliata.L'italia non si è unita,si è espanso il Piemonte!Ora sono passati 150 anni!Le verità devono essere messe alla luce,ma sopratutto deve finire l'egemonia del nord sul sud italia.Si deve,dopo aver analizzato le cause trovare la soluzione al problema!Non ci si può solo lamentare.Il passato è passato.Ora si deve guardare avanti e creare i presupposti per uno sviluppo del sud italia.Questo con politiche economiche serie,e cercando di eliminare l'ignoranza che c'è nel sud italia.Bisogna riformare le scuole meridionale e cambiare la mentalità di molti.L'italia deve rinascere e ha bisogno del sud italia per farlo.L'italia intera si deve raccogliere e lottare per un italia veramente unita.Dove un milanese e un napoletano hanno ,nelle loro rispettive città,la stessa speranza di acculturarsi e lavorare e diventare importanti.Mi dispiace se vi ho fatto perdere tempo leggendo quello che ho scritto.Ma quello che volevo intendere è:Diciamo veramente com'è andata la storia;studiamo le cause della "questione meridionale;ma sopratutto risolviamola!I meridionali sono gente acuta,intelligente,ma a volte si lasciano prendere dal sentimento di vittimismo.Tirate fuori i coglioni!anzi,tiriamoli fuori..tutti insieme!

Gianluca D'Angelo 26.03.11 00:04| 
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GRAZIE, GRAZIE E ANCORA GRAZIE!!!
PER AVER PROMULGATO UNA STORIA DI CUI GLI STESSI NAPOLETANI HANNO PAURA E SI SENTONO COLPEVOLI. MA, PIù DI TUTTO, GRAZIE PER LA CORRETTA INFORMAZIONE CHE DAI A TUTTI COLORO CHE ANCORA NON SANNO (COMPRESI MOLTI NAPOLETANI STESSI). DEL RESTO, è NORMALE CHE NESUNO SAPPIA NULLA: DOPO L'UNITà ITALIANA LE SCUOLE AL SUD FURONO CHIUSE PER 20 ANNI DAI SAVOIA, PERCHè NESUNO SAPESSE! I NOSTRI MERIDIONALI SONO STATI SCIOLTI NELLA CALCE, PERCHè NESSUNO SAPESSE...
MA ORA LA STORIA STA RIEMERGENDO, CON FORZA E DIGNITà! PROMULGHIAMO, INFORMIAMO E DIFFONDIAMO: FORZA NAPOLETANI ALZIAMO LA TESTA!!!

raffaella vergiulo 26.11.10 15:02| 
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grazie a internet tutte le virità di questo mondo stanno venendo fuori....anche la verità dell'oppressione del suditalia e della finta unità d'italia

le coscienze si stanno svegliando...ma cè troppa gente che dorme ancora!

stefano sticchi 25.11.10 11:51| 
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La storia si racconta dall'inizio. Oggi c'è la tendenza a partire dalla fine, così si parla del massacro dei "vinti" dopo la fine della guerra, ma non si parla di ciò che ha fatto il fascismo in Italia e nel resto d'Europa. In Italia il fascismo ha messo fuori legge i partiti politici, ha sminuito il parlamento, ha introdotto leggi speciali, ha condotto un genocidio in Libia dal 1922 al 1931, ha aggredito l'Etiopia nel 1935 utilizzando anche i gas, nel 1936 la Spagna, nel 1939 l'Albania, nel 1940 la Francia, l'Inghilterra e la Grecia, nel 1941 la Jugoslavia, la Russia e gli Stati Uniti. Ha condotto la guerra civile rastrellando, fucilando e impiccando, fiancheggiando le truppe d'occupazione tedesche. Solo dopo aver raccontato ciò si può parlare delle fucilazioni dei fascisti dopo il 25 aprile.
La stessa cosa può dirsi del regno borbonico, oppressivo, con una dinastia spergiura che aveva per ben 4 volte giurato sulla costituzione e poi l'aveva ignorata. Si finiva i galera per aver letto un libro vietato, per aver la barba da liberale, o solo per essere sospettato. I briganti, cosiddetti partigiani legittimisti, fecero orrendi massacri, ruberie e violenze contro i loro stessi compaesani, e ciò si può leggere dalle stesse memorie del capo massa Crocco. Quindi viva Mazzini, viva Garibaldi, viva la democrazia, viva la repubblica.

domenico anfora 11.03.10 18:36| 
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Caro Beppe Grillo, senza darti la patente di nuovo Masaniello, vorrei chiederti di farti portavoce di un'esigenza : "Vogliamo che il segreto militare sia tolto da tutti i documenti sull'esercito italiano dal 1859 al 1871, e poi di poter avere uno storico neutrale che esamini e pubblichi quello che è interessante. Un'ultima cosa. grazie.
angelo frungillo

angelo frungillo 26.01.10 16:50| 
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Questa versione mi sembra più attendibile di quella di Bennato

Brigante se more

(testo: Anonimo )

Ammo pusato chitarre e tamburo
pecchè 'sta musica s'adda cagnà.
Simmo briganti e facimm' paura,
e cu 'a scupetta vulimmo cantà.

E mo cantammo 'sta nova canzone,
tutta la gente se l'adda 'mpara.
Nun ce ne fotte d'o re Burbone
ma 'a terra 'a nostra e nun s'adda tucca.

Tutte e paise d'a Basilicata
se so scetati e vonno luttà,
pure 'a Calabria mo s'è arrevotata;
e stu nemico 'o facimmo tremmà.

Chi a visto o lupo e s'è miso paura,
nun sape buono qual'è verità.
O vero lupo ca magna 'e creature,
e 'o piemontese c'avimma caccià.

Femmene belle ca date lu core,
si lu brigante vulite salvà;
nun 'o cercate scurdateve 'o nome;
cai ce fà guerra nun tene pietà.

Omo se nasce, brigante se more,
ma fino all'ultimo avimma sparà.
E se murimmo menate nu fiore
e na bestemmia pe' 'sta libertà.

Alessandro 09.12.09 01:23| 
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"INNO DEI BRIGANTI"
----------- LIBERTA' -----------
Amme pusato chitarra e tammure,
pecche' sta musica s'adda cagna',
simme briganti e facimme paura,
e cu' 'a scuppetta vulimmo canta'.
E mo'cantamme 'na nova canzona,
tutta la gente se l'adda 'mpara',
nuie cumbattimmo p' 'o rre burbone,
e 'a terra nosta nun s'adda tucca'.
Chi ha visto 'o lupo e s'e' mmiso paura,
nun sape buono qual e' 'a verita',
'o vero lupo ca magna e creature,
e' 'o piemuntese c'avimma caccia.'
Tutt' 'e paise d' 'a Basilicata,
se so' scetate e vonno lutta',
pure 'a Calabria s'e' arrevutata,
e stu nnemico 'o facimmo tremma'.
Femmene belle ca date lu core,
si lu brigante vulite aiuta',nun 'o cercate,
scurdateve 'o nomme,
chi nce fa guerra nun tene pietà.
Ommo se nasce,
brigante se more,
e fino all'urdemo avimma spara',
ma si murimmo menate nu sciore,
e 'na preghiera pe sta liberta'.

W IL REGNO DELLE DUE SICILIE.
W IL RE!!!!
DA UN NAPOLETANO EMIGRANTE...
O FORSE MEGLIO BRIGANTE !!!

Pasquale Parisi 28.07.09 01:32| 
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sono romano ma di origine meridionale. Preferendo l'istituzione monarchica a quella repubblicana, ho mantenuto la fedeltà a Casa Savoia secondo gli insegnamenti ricevuti dalla mia gioventù. Ora che sono diventato anziano ed ho più tempo per approfondire il tema del mezzogiorno, sto rivalutando l'operato dei Borbone, riconoscendo la validità di quel Regno perduto. In contrapposizione alle ridicole richieste della Lega Nord, perchè non si crea un grande movimento meridionalista che avrebbe oltre tuttoi una ragione storica ? Se nascesse un altro Masaniello, certamente i "vaccari" del Nord non avrebbero vita facile. Troviamolo !!!
Per quanto riguarda poi Garibaldi c'è da pensare che esiste ancora una associazione reduci garibaldini (penso sovvenzionata dallo Stato), i cui adepti sicuramente dovranno avere duecento anni (si vede che la camicia rossa fa bene alla salute). E finiamola con queste carnevalate !!!
Cordialmente FRANCO

FRANCO SACCONE 25.04.09 15:35| 
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grazie peppe grillo che ci hai ricordato che napoli e i campani siamo schiavi del nord dal 1861 - nel tuo mday del 24 in piazza dante- molti di quei napoletani pero' volevano conoscere cialdini- del quale fai menzione- ha ragione del boca che dice che dobbiamo riscrivere la storia per evitare nuovi colonialismi- w il kosovo libero- w il sud indipendente

CUONO GAGLIONE 25.02.08 21:26| 
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approfitto della ghiotta occasione ... per ricordare che dopo la fine della seconda guerra mondiale, re Umberto II, ormai esiliato in Portogallo, decise di mettere la parola fine alla storia dei Savoia.
Infatti quando muore, nel 1983, si porta nella tomba il sigillo del casato, a voler significare che nessun altro "Savoia" potrà essere re, dopo di lui.
Perché?
Cosa aveva scoperto di così importante da fargli prendere una tale decisione?
Beh, lo racconto in un libro (Una labile traccia indelebile) che uscirà il 13 dicembre!
Paolo Federici
p.s.: non c'è bisogno di comprarlo, potete anche leggerlo "interamente" in anteprima direttamente sul web www.paolofederici.it/labile/incipit.htm

click

paolo federici 02.12.07 22:29| 
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Alla luce degli ultimi avvenimenti (richiesta di 260 Ml di euro di risarcimento)mi viene da pensare che gli ex reggenti dovrebbero essere grati all'ingenutià di permettergli di ritornare in Italia ma non bisogna tirare troppo la corda!!! Emanuele Filiberto, addirittura, non esclude che il suo "colorito" movimento diventi un partito politico, quando dovrebbero essere interdetti dalla politica!!! Ma mi viene un'idea: se alla luce delle malefatte documentate perpetuate dai Savoia, perchè non si promuove un'azione legale contro di loro per ottrenere risarcimenti per gli enormi danni causati dalle loro azioni!!!!!

Ugo Giammarco 26.11.07 21:37| 
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Su Youtube cercate: Ilovenaples2007 e DueSicilie.

Sono due ragazzi che diffondono informazioni da tanto tempo negate ai popoli del sud.
Guardate tutti i video.

Francesco 23.11.07 21:23| 
 
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una considerazione sul grande odio dei Savoia verso i Borbone, odio che continuò a manifestarsi con imponenti azioni di cancellazione di ogni memoria, perpetrata con la distruzione dei monumenti, delle lapidi e della toponomastica che li ricordava. Pensate che ancora oggi,non esiste un cimitero,un luogo,dove si possano ricordare i soldati napoletani ,i Borboniani del Volturno,di Caiazzo,di Gaeta,sono senza ricordo…In Italia esiste ancora per esempio, la Galleria Estense a Modena, mentre il Real Museo Borbonico è stato immediatamente ribattezzato Museo Nazionale. E cito a mo' di esempio il Corso Maria Teresa ribattezzato Corso Vittorio Emanuele,in nome di un rozzo Re,che mentre criticava la dinastia Borbone per gli usi di corte,sposava morganaticamente Rosina,figlia di una guardia di palazzo ,che elevo’ al rango di contessa di Mirafiori….
Non esistono quasi più monumenti, statue e ogni nome borbonico è sparito da tutte le città dell’antico Regno. (ndr.mi pregio di essere stato il fautore ad Ischia dell’intitolazione della piazza del porto a Ferdinando II.).
Unica consolazione…Il gioco del destino ha voluto che Vittorio Emanuele,discendente di quei Savoia che misero a ferro e a fuoco soprattutto la Basilicata ,si sia fatto un periodo di carcere nel suo capoluogo,Potenza…...
Ma alle nuove generazioni, ai nostri figli, ai figli dei nostri figli, occorrerà raccontarla la verità , occorrerà che sia raccontata e ricordata, affinché sia recuperato il nostro passato che è un passato di grandezza, di cui andare orgogliosi .


nicola forte (borboniano) Commentatore certificato 05.11.07 15:57| 
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Una considerazione sul grande odio dei Savoia verso i Borbone, odio che continuò a manifestarsi con imponenti azioni di cancellazione di ogni memoria, perpetrata con la distruzione dei monumenti, delle lapidi e della toponomastica che li ricordava. Pensate che ancora oggi,non esiste un cimitero,un luogo,dove si possano ricordare i soldati napoletani ,i Borboniani del Volturno,di Caiazzo,di Gaeta,sono senza ricordo…In Italia esiste ancora per esempio, la Galleria Estense a Modena, mentre il Real Museo Borbonico è stato immediatamente ribattezzato Museo Nazionale. E cito a mo' di esempio il Corso Maria Teresa ribattezzato Corso Vittorio Emanuele,in nome di un rozzo Re,che mentre criticava la dinastia Borbone per gli usi di corte,sposava morganaticamente Rosina,figlia di una guardia di palazzo ,che elevo’ al rango di contessa di Mirafiori….
Non esistono quasi più monumenti, statue e ogni nome borbonico è sparito da tutte le città dell’antico Regno. (ndr.mi pregio di essere stato il fautore ad Ischia dell’intitolazione della piazza del porto a Ferdinando II.).
Unica consolazione…Il gioco del destino ha voluto che Vittorio Emanuele,discendente di quei Savoia che misero a ferro e a fuoco soprattutto la Basilicata ,si sia fatto un periodo di carcere nel suo capoluogo,Potenza…...
Ma alle nuove generazioni, ai nostri figli, ai figli dei nostri figli, occorrerà raccontarla la verità , occorrerà che sia raccontata e ricordata, affinché sia recuperato il nostro passato che è un passato di grandezza, di cui andare orgogliosi .


nicola forte (borboniano) Commentatore certificato 05.11.07 15:53| 
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LO
Dovunque, incontro meridionali scemi che si onorano di tutte le stronzate che dicono in tv a proposito di Napoli e del Sud; ma si può essere così ignoranti a dire non siamo buoni, fanno bene a chiamarci terroni, meglio che ci nascondiamo.
Io vorrei fare, se mi è permesso, un cazziatone a tutti i Napolitani, intesi come meridionali, che non si sentono Duosiciliani pronti a pigliare a pesci in faccia questa italietta di merda. Io dico BASTA, è venuto il momento di fare qualcosa di grande per svegliare il nostro popolo dormiente e così mi sono inventato un volantino di protesta che sto pensando di divulgare:

NAPOLITANI!

POPOLO DEL SUD DELLA PENISOLA,

E’ ORA DI RISVEGLIARCI.

Molti politici del nord ci accusano di essere dei nullafacenti e che siamo in grado di esportare solo camorra e mafia (come sostengono alcuni leghisti), ma non sono altro che ignoranti falsi, perché la storia insegna che i camorristi e i mafiosi, prima dell’unità d’Italia non erano altro che dei prepotenti qualsiasi e che nessun nesso avevano con il sistema politico, cosa, questa, a cui ha provveduto quel ladro e pirata di Garibaldi che per farsi aiutare a depredare il Regno felice del Sud, prometteva cariche importanti, e peggio ancora fecero i piemontesi venuti subito dopo con il loro re bastardo che nemmeno conosceva la lingua italiana, bensì lui e tutti i suoi accoliti generali parlavano francese e fecero nel sud della penisola una tale carneficina e distruzione che questo popolo non aveva mai subito, dai Vandali ai nazisti, i quali non avevano per niente inventato loro i campi di sterminio, ma li avevano copiati dai piemontesi 100 anni prima; si veda Fenestrelle, nel cui campo sparirono migliaia di soldati napolitani sciolti nella calce viva solo perché non giurarono per Vittorio Emanuele II.

Per toglierci la nostra identità nazionale che avevamo da ben ottocento anni, ci hanno divisi in regioni, inculcandoci che facevamo parte di un popolo nuovo, quello italiano; e poi ci hanno divi

CUONO GAGLIONE 24.09.07 21:37| 
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Il risorgimento è una cacata pazzesca, venitemi a smentire con dati concreti o tacete.

www.rifondazioneborbonica.splinder.com

diego d. Commentatore certificato 15.09.07 19:09| 
 
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Per curiosità sono andato sul sito del comitato per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Garibaldi, ho cliccato sul link musei e notato che non esistono musei del Risorgimento nel Sud Italia, comprese le isole. Questo è sintomatico di quanto sia attuale e ancora squilibrato il discorso sull'unità d'Italia. E' anacronistico solo il fatto che continua la storiografia ufficiale a negare o quantomeno a minimizzare la portata dell'"invasione" del Sud Italia ad opera dei massoni-liberal-piemontesi. Ma siamo sempre di più a pretendere che sia restituita al Sud la verità, che siano finalmente resi pubblici i furti, le violenze e le vessazioni fisiche, economiche e morali che hanno dovuto subire i meridionali per lo sviluppo del Centro-Nord e per l'abboffarsi degli industriali. Da una parte l'emigrazione (con le cui rendite hanno creato le stesse industrie che poi hanno usufruito della seconda ondata migratoria di manodopera meridionale), il furto o la miseria, dall'altra la ricchezza diffusa e soprattutto una ingiustificata purezza morale che ha sempre giustificato e tuttora giustifica chi punta il dito verso il terrone, il cafone, il mafioso etc.
Invito a leggere Francesco Saverio Nitti per capire come il Sud sia stato distrutto economicamente e socialmente in pochi anni, anche su internet si trova qualcosa. Un saluto a tutti

Fiero meridionale 31.08.07 17:05| 
 
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Io si che no ho letti di libri sul 'Vero Risorgimento'tra cui: 'I Savoia ed il massacro del Sud'...Risorgimento si, ma del Nord..L'unità d'Italia si è fatta solo per risanare le casse dei Savoia(ricordo che la regione 'Savoia' fu venduta dalla stessa casata alla Francia).Prima dell'unità il Sud, ovvero, REGNO DELLE DUE SICILIE era la terza potenza marinara del mediterraneo...Perchè elogiamo tanto quel mercenario di Garibaldi ed i Mille (anche Cavour lo disse)...un anticlericale, così come i Savoia..non è vero che erano Mille...Ma come fanno mille persone a conquistare un territorio che andava dalle marche alla sicilia?...Ma fatemi il piacere...!!A Napoli c'è Piazza del Plebiscito!Ma quale Plebiscito?Fu una costrizione (coi fucili) dei garibaldini a votare per il nuovo 'Re'..Perchè vengono commemorati soltanto gli stermini fatti dai nazist e non quelli fatti dal Generale Cialdini e dai Bersaglieri alle popolazioni inermi del Sud ? (bambini e anziani compresi)..a titolo di informazione rammento le stragi di Casalduni(BN), Carbonara(oggi Aquilonia)(AV), e tanti altri paesi dell'entroterra campano e lucano...se non altro del lager savoiardo delle Finestrelle...
Inoltre i Briganti non erano 'terroristi' erano PATRIOTI, gente che lottava per la propria terra - se fossero nati nel 1940 li avrebbero chiamati Partigiani...La Storia del Risorgimento non è quella che ci hanno insegnato a scuola, perchè la storia viene, spesso, scritta dai vincitori...documentatevi su cosa hanno fatto i Borbone per il Sud..per noi figli della Magna Graecia, di Federico II, di Carlo III di Borbone, di Ferdinando...Cosa ha fatto per noi meridionali l'Italia??? Emigrazione..Territori Aggrediti da Piani Industriali sbagliati!..Io non sono un anti-italiano, però vorrei che almeno venissero riconosciuto i meriti dei Borbone e il prezzo che ha pagato il Sud per l'Unità. Infine, perchè in TV non è mai stato trasmesso il film di P.Squitieri: 'Li chiamorono Briganti'?Perchè è un film che 'Scotta'!!

simone voccia 20.08.07 00:39| 
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per riparare ad un errore ho appena scritto "Ho inciato un contributo a puntate più incasiato dell'Italia"
Che dire se non che la fretta fa brutti scherzi. Ciao a tutti

Vincenzo Alongi 25.07.07 11:29| 
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Ho inciato un contributo a puntate più incasiato dell'Italia.
Chi vuol capirci qualcosa legga, per favore, le "puntate" nel seguente ordine:
I°- Giorni or sono
II°- I governanti delle altre Nazioni
III°- *A tutti, ai beceri
IV°- E i beceri della
TREditre saltatelo in quanto rano finale inviato due volte.
Mi scuso, auguro buone ferie a tutti e grazie ancora a Beppe e a Voi.

Vincenzo Alongi 25.07.07 11:22| 
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CHE CASINO HO COMBINATO!!!
Giorni or sono hanno festeggiato in sordina Giuseppe Garibaldi, il controverso Eroe dei due Mondi. L’immancabile Siculo e l’immancabile “Padano” la grana sulle celebrazioni, a dire il vero poco sentite dai più, l’hanno depositata. In Parlamento.
Fu vera gloria? Ai Posteri l’ardua sentenza.
Non si capisce però perché l’Italia Unita non debba essere considerata una grande opportunità di riscatto per gli Italiani. Da secoli eravamo succubi delle “grandi” Nazioni europee le quali quando non riuscivano a risolvere le loro crisi economiche e sociali (vedi disoccupazione ed ingiustizie) si dichiaravano guerra ed invadevano militarmente il nostro territorio, rapinavano le nostre risorse, devastavano il nostro tessuto sociale.
Chi ci ha guadagnato con l’unità d’Italia? Uomini, re, banchieri, ecc. intraprendenti e capaci a spese di uomini, re, banchieri, ecc. inetti e mediocri. Ci ha guadagnato chi ha fiutato l’affare, chi aveva grandi capitali da investire, chi non aveva nulla da perdere.
Ci ha guadagnato il Nord e meno il Sud al quale sono state sottratte molte industrie. Alla fine non sta bene il Sud per mancanza di fabbriche, non sta bene il Nord per eccesso di esse.
Agli Italiani morti nelle guerre, per unire prima e salvare dopo, la Patria” è andata molto male, agli altri meglio.
Nel 1870 avevamo un debito pubblico enorme. Nel 2007 il debito pubblico è colossale.
Gli “scandali bancari” che “nel 1892-3 travolsero sudati risparmi della nazione, credito di grandi istituti finanziari, riputazione di uomini politici, fiducia nel Governo e nei suoi organi che avevano permesso, anzi incoraggiato e imposto, operazioni finanziarie illegali e rovinose” si sono ripetuti ciclicamente fino ai nostri giorni (vedi “affaire” Parmalat o bond argentini).
Il becero del Nord se la prende con i Terroni, il becero del Sud con i Polentoni. Entrambi, così, dimostrano l’esattezza della formula “Sporco terrone + ottuso polentone = popolo coglione”.

Vincenzo Alongi 25.07.07 11:07| 
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E i beceri della Nordonia continuano ad esaltarsi offendendo i “terroni”, se ne stanno nella trepida attesa dell’immancabile “ ‘fanculo polenta” e si sentono appagati. I beceri della Sudonia, idem cum patata. L’ottusità unita ai problemi personali fa sempre e solo danni, a sé e agli altri. Destinatari comunque dei miei per lo più semiseri contributi inviati in questo Blog sono di fatto le agenzie di statistica, senz’altro presenti dietro le quinte. A loro auguro buon lavoro. Salute e buona fortuna ai lettori del Blog, beceri compresi ai quali consiglio di tifare per questo nostro Bel Paese non SOLO quando 11 strapagati adulti in mutande rincorrono un pallone!!
Il Bel Paese merita di essere amato anche se ha forma di stivale e si è nati, come me, nella bella e tormentata Sicilia. Grazie Beppe. valongi@libero.it

Vincenzo alongi 25.07.07 10:58| 
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*A tutti, ai beceri soprattutto, raccomando la lettura del breve saggio (13 facciate!) di V. Mathieu (La strana storia dell’Unità d’Italia) presentato per il CIDAS da Sergio Ricossa con il titolo “Breve corso di storia patria ad uso dei non politicamente corretti”, Leonardo Facco ed., MI.
*Gioacchino Volpe, “Vittorio Emanuele III”, Officine Industrie Grafiche Nicola e C., 1939, Varese, MI (dal quale ho tratto la citazione sugli scandali bancari del 1892-3)
*Titta Madia, Storia terribile del Parlamento italiano, Corbaccio Dall’Oglio ed., MI, 1942 (Dice del Parlamento quello che, nel 2007!, i bravi Rizzo e Stella dicono nel best seller “La Casta”).
*Gino Cucchetti, Italia – Germania, G.B. Palumbo ed., Palermo, 194° (Perché si evince con chiarezza che Mussolini ha dichiarato guerra e ha inguaiato noi Italiani “motu proprio” e che quindi la democrazia parlamentare, per quanto sgangherata, è sempre un male minore. Di tale forma di governo dobbiamo essere grati ai nostri alleati USA anche se (da alleati) ci hanno … bombardato tutti, ma proprio tutti, i centri abitati; così hanno messo fine ad un triste periodo della nostra storia patria fatta anche di soprusi degli Alleati della Grande Guerra che hanno agevolato la fine della democrazia parlamentare, che ci hanno imposto le sanzioni delle Nazioni Unite per aver osato conquistare ciò che loro avevano conquistato da secoli.

TREditre: … Più o meno le stesse “Grandi Potenze” che avevano deciso che l’Italia dovesse essere unificata dai Savoia, con un potere centralizzato come la secolare Francia e non come chiesto da Cattaneo prima e da Gramsci, Salvemini, Lussu, Silvio Trentin ed altri, dopo. Un’Italia Federata, cioè come la giovane Germania della quale spero i nostri Parlamentari si decidano finalmente a copiare pari pari non solo il sistema di governo, ma anche quello elettorale e quello istituzionale.

Vincenzo Alongi 25.07.07 10:53| 
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I Governanti delle altre Nazioni (non solo quelle del “Terzo Mondo”) conoscono questa formula e ci accollano (fino ad oggi non militarmente) il disagio sociale ed economico dei loro sudditi, non contrastando l’espatrio dei loro disperati disposti a tutto pur di lavorare o di delinquere.
E ringraziano il buonismo dei nostri Governi che troverebbero disdicevole pretendere da loro il “diritto alla reciprocità” che consenta a noi Italiani di fare altrettanto avendone gli stessi benefici.

DUEditre: E intanto più i beceri della Polentonia e della Terronia (Isole comprese) si becchettano tra loro, come i capponi di manzoniana memoria, prima l’Italia verrà inglobata nella nascente Eurafràsia dove i nostri nipoti saranno meno bianchi dei bianchi, meno neri dei neri, con gli occhi un po’ più a mandorla e un po’ meno bovini, forse sorrideranno della stupidità dei loro nonni italici e forse vivranno un presente meno ansiogeno.
Qui ci vorrebbe un “’sticazzi!” parafrasando il Maestro ‘Sticazzi del programma radiofonico “sei uno zero” (610 mh). Ma preferisco ringraziare le molte persone perbene del Blog che mi hanno insegnato qualcosa sull’argomento, quanti hanno fatto notare che non si dice “i Borboni” ma “i Borbone” e quelli che hanno inviato bibliografie a supporto delle loro opinioni.
Ricambio consigliando:
*Francesco Crispi; Pensieri e profezia, Casa ed. Tiber, Roma, 1920. (definisce le Nazioni europee per come le percepiva: briganti!).
*La lettura dei verbali delle sedute del Parlamento della Repubblica Siciliana dai quali risulta evidente che essa non poteva sopravvivere perché governata da persone incapaci.
*La lettura degli ultimi giorni della Serenissima Repubblica di Venezia dalla quale risulta evidente che essa non poteva sopravvivere per lo stesso motivo.

Vincenzo Alongi 25.07.07 10:47| 
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TREditre: … Più o meno le stesse “Grandi Potenze” che avevano deciso che l’Italia dovesse essere unificata dai Savoia, con un potere centralizzato come la secolare Francia e non come chiesto da Cattaneo prima e da Gramsci, Salvemini, Lussu, Silvio Trentin ed altri, dopo. Un’Italia Federata, cioè come la giovane Germania della quale spero i nostri Parlamentari si decidano finalmente a copiare pari pari non solo il sistema di governo, ma anche quello elettorale e quello istituzionale.
E i beceri della Nordonia continuano ad esaltarsi offendendo i “terroni”, se ne stanno nella trepida attesa dell’immancabile “ ‘fanculo polenta” e si sentono appagati. I beceri della Sudonia, idem. L’ottusità unità ai problemi personali fa sempre e solo danni, a sé e agli altri. Destinatari comunque dei miei per lo più semiseri contributi inviati in questo Blog sono di fatto le agenzie di statistica, senz’altro presenti dietro le quinte. A loro auguro buon lavoro. Salute e buona fortuna ai lettori del Blog, beceri compresi ai quali consiglio di tifare per questo nostro Bel Paese non SOLO quando 11 strapagati adulti in mutande rincorrono un pallone!!
Il Bel Paese merita di essere amato anche se ha forma di stivale e si è nati, come me, nella bella e tormentata Sicilia. Grazie Beppe. valongi@libero.it

Vincenzo Alongi 25.07.07 10:08| 
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Beppe sei grande.....

Lisa Puddu 17.07.07 09:06| 
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Discussione

“Io sono un principe italiano illegalmente spogliato del suo potere, è qui l’unica casa che mi è rimasta, qui è un lembo della mia patria, qui sono vicino al mio Regno ed ai sudditi miei…..vengono chiamati assassini e briganti quegli infelici che difendono in una lotta diseguale l’indipendenza della loro patria e i diritti della loro legittima dinastia. In questo senso anche io tengo per un grand’onor di essere un brigante…per ciò che concerne la mia fortuna confiscata…quando si perde un trono, importa ben poco perdere anche la fortuna…sarò povero come tanti altri che sono migliori di me ed ai miei occhi il decoro ha pregio assai maggiore della ricchezza”

SE MAI DOVESSI RIAVERE ANCHE SOLO PARTE DI QUELLO CHE E' DOVUTO ALLA MIA FAMIGLIA DA OLTRE 100 ANNI PROMETTO DI INVESTIRE TANTO NEL RECUPERO DI QUELLO CHE FU UN MAGNIFICO REGNO...
DIEGO

DIEGO D. 02.07.07 11:38| 
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“Io sono un principe italiano illegalmente spogliato del suo potere, è qui l’unica casa che mi è rimasta, qui è un lembo della mia patria, qui sono vicino al mio Regno ed ai sudditi miei…..vengono chiamati assassini e briganti quegli infelici che difendono in una lotta diseguale l’indipendenza della loro patria e i diritti della loro legittima dinastia. In questo senso anche io tengo per un grand’onor di essere un brigante…per ciò che concerne la mia fortuna confiscata…quando si perde un trono, importa ben poco perdere anche la fortuna…sarò povero come tanti altri che sono migliori di me ed ai miei occhi il decoro ha pregio assai maggiore della ricchezza”

SE MAI DOVESSI RIAVERE ANCHE SOLO PARTE DI QUELLO CHE E' DOVUTO ALLA MIA FAMIGLIA DA OLTRE 100 ANNI PROMETTO DI INVESTIRE TANTO NEL RECUPERO DI QUELLO CHE FU UN MAGNIFICO REGNO...
DIEGO

DIEGO D. 02.07.07 11:35| 
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Un consiglio A TUTTI: guardatevi il film censurato
" LI CHIAMARONO BRIGANTI "

Un film di Pasquale Squitieri. Con Claudia Cardinale, Enrico Lo Verso, Giorgio Albertazzi, Roberta Armani, Branko Tesanovic, Carlo Croccolo, Paul Müller, Salvatore Billa, Franco Nero, Victoria Zinny, Luigi Montini, Giuseppe Marrocu, Remo Girone, Franco Javarone, Lina Sastri, Francesco Capitano, Carlo Mucari, Santo Bellina, Francesca Chiarantano, Emanuela Garuccio, Ennio Coltorti, Salvatore Puntillo. Genere Storico, colore 129 minuti. - Produzione Italia 1999.

recepibile solo con Emule

Daniel Tiano 28.06.07 20:15| 
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armonia , bellezza, anche di fronte all’universo, nel tentativo di raggiungere, contattare, e presentarsi a civiltà aliene, non può fare a meno di attingere dalla cultura partenopea, inviando nello spazio, tra le sue massime espressioni di civiltà umana, “ ‘O sole mio” la più celebre canzone del mondo.
Mi piace ricordare che la mia città è innanzitutto la città di Masaniello, di Gennarino, lo scugnizzo che ha sacrificato la sua vita contro un nemico che faceva paura al mondo intero, espressioni simbolo di un popolo che resiste, reagisce, combatte e vince contro le ingiustizie e contro le inciviltà! Come diceva Pasolini: “preferisco la povertà dei napoletani al benessere della repubblica italiana, preferisco l’ignoranza dei napoletani alle scuole della repubblica italiana, preferisco le scenette, sia pure un po’ naturalistiche, cui si può assistere nei bassi napoletani alle scenette della televisione della repubblica italiana”. “Napoli è ancora l’ultima metropoli plebea, l’ultimo grande villaggio (e per di più con tradizioni culturali non strettamente italiane): questo fatto generale e storico livella fisicamente e intellettualmente le classi sociali. La vitalità è sempre fonte di affetto e ingenuità. A Napoli sono pieni di vitalità sia il ragazzo povero che il ragazzo borghese” […]
Pasolini insegna, dunque. A 360 anni esatti dalla rivoluzione di Masaniello, voglio chiudere “cedendogli parola,” perchè nessuno rappresenta meglio, il fiero, instancabile e glorioso popolo napoletano!
“ Popolo mio, viva il re, a morte il mal governo…Popolo! Chi ha dato foco alla cappella? Sono Stato io. Popolo mio. Io adesso vado a parlare con sua eccellenza e fra un’ora, o al massimo domani mattina, torno qua e porterò buone notizie per tutti. Però mi raccomando, state qua, calmi, io mi farò sentire. Se per domani mattina non torno qua, voi rompete tutto e mettete a ferro e fuoco la città!”
Antonio Avano

Antonio Avano 13.06.07 13:04| 
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NAPOLI
A prescindere dai potenti che si sono avvicendati nel corso della storia.

La storia della mia città è la forza che da fierezza al mio sguardo, da coraggio alle mie azioni e orgoglio alla mia identità!
La storia della mia città mi rende consapevolmente superiore e pertanto immune da ogni sorta di attacco alla cultura a cui appartengo; sia essa avversione gratuita, misera, sfregio ignorante, sia esso abuso di potere, grave, presuntuoso, investito da autoritarismo istituzionale!
Alle aggressioni, alle accuse ignoranti, rispondo, con la storia, anzi, risponde direttamente la storia, di una città e dei suoi abitanti che sempre si sono battuti con coraggio contro l’omologazione, contro l’ignoranza barbara, la superbia di chi con il potere, re, papa, nobile, borghese, ricco, nazista, fascista, camorrista, politico ecc… ha cercato con la violenza, di piegare, sotto la propria volontà Napoli e le sue espressioni culturali.
L’assedio vigliacco, o peggio ancora la sottile perfida infamia nascosta dietro la falsa emergenza di turno, per aiutare, risolvere, aggiustare, migliorare, correggere; tutti pretesti usati in realtà per distruggere, depredare, speculare, a vantaggio proprio e della casta e/o del partito, di cui costoro facevano e fanno parte.
Napoli e i napoletani, sono stati i primi a creare una repubblica, i primi a fare una rivoluzione ribellandosi contro un re, contro un sistema, contro un regime; i primi a resistere e rigettare in mare i barbari, ad opporsi a tutte le omologazioni possibili ed immaginabili, primi ed unici nella propria solitudine, senza l’aiuto di nessuno.
Soli a difendere la propria identità che resiste ancora, nei secoli.
Napoli resiste, da sola, come sempre, rimanendo ancora, nonostante tutto, quel faro di civiltà e di creatività, unica, libera, nel mondo, quel mondo che le sputa in faccia ma che quando si racconta ( racconta la propria umanità ) volendo trasmettere le sue manifestazioni migliori di civiltà, progresso, armonia

Antonio Avano 13.06.07 13:01| 
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L'Italia è una truffa per il SUD!
Ci hanno spogliato di tutto e continuano a farlo ripetutamente!

E ora di dire BASTA con l'Italia!!
solo Regno delle Due Sicilie!!!

W il separatismo rivoluzionario!
W il SUD LIBERO!

Il mio mito?? Prof. NICOLA ZITARA (storico)
GRAZIE NICOLA!!!!!!!!!!!!!

Si...Siamo tutti Borbonici!
Sempre,fino alla morte!
Omme se nasce Brigante se more!

INFO: www.eleaml.org

Daniel Tiano 10.06.07 12:11| 
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L'Italia è una truffa per il SUD!
Ci hanno spogliato di tutto e continuano a farlo ripetutamente!


W il Separatismo rivoluzionario!
W il SUD LIBERO!

SI,SIAMO TUTTI BORBONICI!!

INFO: www.eleaml.org

Daniel Tiano 10.06.07 10:15| 
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SIMME BRIGANTI E FACIMME PAURA A TERRA E' A NOSTA E NUN S'ADDA' TUCCA'!!!!

Luca Sorgente detto il brigante 02.06.07 03:11| 
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Ammo pusat chitarr e tammorre pecchè sta musica s'addà cagnà, simme Brigante e facimme paura e ca scuppetta vulimme sunààààà.... Che il Risorgimento Italiano sia stato soltanto una presa in giro per nascondere la dominazione piemontese ormai nn è una novità, nn ti preoccupare Beppe anche se i libri di storia continueranno a dire solo un mare di str......ate chi avrà un pò di cervello nn ci metterà molto a capirlo, ma la cosa che più mi fa rabbia è la falsità storica con cui sono stai demonizzati i Briganti dove addirittura molti libri di storia li definiscono i diretti predecessori dei Camorristi... Quello che so non sono stati Carmine Crocco e la banda Pilone a dividersi i Capitali ed i Fondi stanziati per il Mezzoggiorno, come hanno fatto i nostri cari Boss nel nostro secolo insieme a politici ed imprenditori... alla fine è sempre stato così i veri criminali sono coloro che costituiscono un potere....

Luca Sorgente detto il brigante 02.06.07 02:46| 
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la resistenza non e mai finita, ma e stata strumentalizata, oggi si chiama camorra, un altro regalo dell'unità, i briganti veri quelli che ancora oggi sono pronti a dare la loro vita per la libertà e la dignità, sono pochi ma decisi.
TREMATE LA BANDA CROCCO VIVE.
Ninco Nanco.
grillo sei un grande sei l'unico che ha avuto le palle di dire le cose come stanno realmente.

Ninco Nanco 28.05.07 20:12| 
 
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Purtroppo in Italia non s'e' voluto chiarire tutta una serie di cose riguardo al sottosviluppo nel Sud. Io che sono nato al Nord ma che ho abitato due anni al Sud mi chiedo spesso di questo divario economico che ci mettera' anni a cambiare, ovviamente con la globalizzazione tante cose cambieranno prima: meno male! Una cosa che pero' mi fa "incazzare" e' la mentalita' di certi balordi nordisti ormai gia' in pensione che non riconoscono al Meridione le proprie peculiarita' di una cultura e di una capacita' imprenditoriale. Ecco perche' dicono che esistono due Italie. Ciao

carlo ricci 14.04.07 04:27| 
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Ci hanno chiamato briganti ma noi volevamo solo giustizia

Ci hanno chiamato briganti ma noi volevamo solo la pace

Ci hanno chiamato briganti e stavamo solo difendendo i nostri figli

Ci hanno chiamato briganti e ci hanno fatto soldati

Ci hanno chiamato briganti e ci hanno uccisi tutti

Ci hanno chiamato briganti e amavamo il sole

Ci hanno chiamato briganti e ci hanno fatto partire

Ci hanno chiamato briganti e ci hanno strappato l'anima

Ci hanno chiamato briganti mentre loro erano i santi.

http://blog.libero.it/dinzo10/

carlos carranza 14.03.07 14:23| 
 
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E' tutto vero.Io sono un ragazzo di caserta iscritto a ingegneria elettronica asalerno.quando andavo alle superiori,nel mio ultimo anno partecipai a un progetto teatrale che si chiamava "terra bruciata",diretto dal prof. guido cecere di italiano e storia.il progetto consisteva in una ricerca sul campo delle conseguenze che i garibaldini e il regno di savoia hanno portato nel sud italia in genere,con testimonianze scritte enon nei comuni,soprattutto capua e dintorni (ric. teano).i risultati della ricerca poi sono serviti a mettere in scena un "musical",appunto "TERRA BRUCIATA...", diretto e interpretato a fine anno scolastico dal gruppo di noi studenti dell'ITIS g.c. falco di capua.il tema principale dell' "opera", si riversa nella speranza dei paesani di risolvere la situazione economica e politica sotto i borboni in nuive proosppettive verso il futuro.le varie figure paesane,il maestro,il sindaco..i luoghi di convivenza,la festa del paese,la casa del brigante,la campagna...sono state tutte notizie riportate grazie alle testimonianze di bisnonni ,che erano poco più di bambini,anzi non era no ancora nati,ma che avevano sentito parlare a loro volta dai nonni ,scritti di notai e avvocati dell'epoca.ad esempio posso raccontare l'episodio della povera "trapanarella",una ragazza che era stata adescata da un garibaldino che le prometteva di portarsela al nord,dove la vita era più agiiata, dove avrebbe condotto la vita della "signora"...e invece..la ragazza è rimasta incinta...lui è scappato....e il paese,data la mentalità redrograda dell'epoca,l'incolpava di essere una "zoccola"!la scena è seguita da una canzone della nuova compagnia di canto popolare,o di bennato non ricordo bene,come del resto molti altri pezzi inseriti nel progetto..suonati dal sottoscritto e il "suo collega" michele rega,e cantate da TUTTI durantye la messa in scena.Appunto questa voleva essere una forma di protrest CORALE per cercare di non dimenticare cosa siamo e perchè lo siamo...grazie beppe

emmanuel granatello 26.02.07 14:31| 
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i savoia sono stati estromessi dal potere da 60 anni, eppure c'è ancora chi li protegge "storicamente". E gli storici italiani repubblicani da chi sono protetti? come fanno a
far tacere la loro coscienza? e non dimentichiamoci nel 2007 verrà celebrato in tutta italia il 200esimo anniversario della nascita di un grande criminale di pace e di guerra: giuseppe garibaldi.

donato menichella 20.02.07 16:07| 
 
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E i 30 milioni di sud-italiani
morti in esilio?
E la fortezza di Fenestrelle
Un genocidio la cui portata è mitigata solo dalla fuga e dall'emigrazione forzata, nell'inesorabile comandamento di destino: "O briganti, o emigranti
A migliaia questi uomini furono concentrati dei depositi di Napoli o nelle carceri, poi trasferiti con il decreto del 20 gennaio 1861, che istituì "Depositi d'uffiziali d'ogni arma dello sciolto esercito delle Due Sicilie". Cinquemiladuecentododici condanne a morte 6564 arresti 54 paesi rasi al suolo centinaia di migliaia di morti(qualcuno azzarda 1 milione di morti).
La prima pulizia etnica del mondo occidentale (Legge Pica) Una vergogna nazionale ancora sottaciuta dalla storia ufficiale.

"E intorno a noi il timore e la complicità di un popolo.
Quel popolo che disprezzato da regi funzionari ed infidi piemontesi
sentiva forte sulla pelle che a noi era negato ogni diritto, anche la dignità
di uomini. E chi poteva vendicarli se non noi, accomunati dallo stesso
destino? Cafoni anche noi, non più disposti a chinare il capo.
Calpestati, come l'erba dagli zoccoli dei cavalli, calpestati ci vendicammo.
Molti, molti si illusero di poterci usare per le rivoluzioni.
Le loro rivoluzioni. Ma libertà non è cambiare padrone.
Non è parola vana ed astratta. E' dire senza timore, E' MIO,
e sentire forte il possesso di qualcosa, a cominciare dall'anima.
E' vivere di ciò che si ama.
Vento forte ed impetuoso, in ogni generazione rinasce.
Così è stato, e così sempre sarà."

dal Monologo finale del "Generale" Carmine Crocco, con il quale Michele Placido
conclude lo spettacolo, al Parco della Grancia,
"La storia bandita", cinespettacolo sul brigantaggio lucano.POTENZA
Ma non sarà così sempre perchè tutto cambierà
SIAMO TUTTI BORBONICI!

Massimo Orsi 20.02.07 11:30| 
 
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Innazitutto complimeti per questo tema caro Beppe.

I problemi moderni del sud cominciano con l'unita' italiana(i savoia erano solo i sovrani costituzionali in mano a potentati finaziari piuttosto scafati.puntare il dito solo contro una dinastia,comunque discutibile,non centra il problema). Come l'autorevole prof. Zitara ha evidenziato, ma non solo lui, all' unita' italiana la penisola era essenzialmente agricola come attivita' prevalente,il secondario si strutturava su una manifattura artigianale diffusa anche al sud e poca industria pesante che vedeva il sud comunque attivo grazie alle iniziative della monarchia borbonica. il sud esportava verso francia inghilterra e usa prodotti agricoli e loro trasformazioni.questo, + i consumi interni, garantivano la presenza di ottime quantita' di scorte finaziarie nei banchi di napoli e sicilia.denaro che era il frutto del lavoro dei meridionali e che circolava con le fedi di credito ed altri titoli.il regno delle 2 sicilie cioe' non era povero pur non essendo ricchissimo.era una realta' in costante crescita, magari lenta in alcuni frangenti, ma in crescita.comunque non era il regno di morti fi fame descritti dalle storielle.una realta' sociale quindi abbastanza equilibrata nelle varie componenti economiche(primario secondario e terziario del pubblico).sulle ferrovie, all' unita' vi erano circa 130 km concentrati nella provincia napoletana(campania) anche se erano gia' stati indetti gli appalti per la napoli-brindisi a la napoli-abruzzo con imprenditori e societa' meridionali .con l'unita' furono oggetto di recesso e gli appalti furono conclusi con la societa' delle ferrovie meridionali(i cui soci erano TUTTI del centro-nord,venendo esclusi i possibli investitori del sud)e furono realizzate le trivelle adriatica e tirrenica per far scendere i soldati durante la guerra del brigantaggio, poi sarebbero state usate per prendere materie prime e uomini a basso costo e per mandare giu' prodotti finiti(aspetti del colonialismo).

gigi.g. 12.02.07 20:03| 
 
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Commento ad articolo di Beppe Grillo
Antonio
martedì, dicembre 19, 2006, 11:16 (continuo...)

c'è la storia di un paese che...se pur "solo" attraverso uno spaccato di televisione e comicità ci sta tutto!
A mio avviso non è un caso che Beppe Grillo abbia rotto con la televisione- e con quel sistema che stava dietro e dentro la televisione - proprio nel 1990, anno di svolta epocale, politicamente, economicamente, culturalmente, dunque storicamente.
Prima di chiudere il mio commento ci tengo a complimentarmi con Andrea Cinquegrani per il suo articolo "Il nostro Polonio quotidiano".
Chiudo con una breve personale osservazione politica.
I movimenti meridionalisti non hanno bisogno di contatti, alleanze, simpatie...con movimenti politici di stampo leghista, la direzione da seguire non è (con) a destra, né (con)a sinistra ma a SUD! Guardiamo sempre e solo a SUD!
Anche Beppe Grillo da Genovese quale è riesce a guardare a SUD, e lo fa meglio di molti altri che sono del SUD e che DOVREBBERO essere meridionalisti.
Antonio Avano

Antonio Avano 09.02.07 01:10| 
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Commento ad articolo di Beppe Grillo
Antonio
martedì, dicembre 19, 2006, 11:16
Tempo fa, non molto tempo fa, si parlava della necessità di "reperire" un meridionalista di notevole spessore culturale, non i soliti (o il solito), senza nulla togliere ai soliti (o al solito); un personaggio da poter invitare, coinvolgere in dibattiti incentrati sulle tematiche più care al mondo meridionalista.
Bene, lo si è trovato. Il personaggio che si stava cercando è Beppe Grillo!
Rispondendo a certi commenti, relativi a presunte strumentalizzazioni, devo citare Beppe Grillo per ricordarne lo spessore.
Beppe Grillo ha scritto: " Vent' anni fa ho fatto una pubblicità. Ma poi ho capito alcune cose sulla pubblicità. Quindici anni fa me la prendevo con i politici. Ma poi ho capito alcune cose sull'economia. Dieci anni fa finivo i miei spettacoli sfasciando un computer a mazzate. Ma poi ho capito alcune cose sui computer e su internet. Oggi la pubblicità mi sembra uno dei mali peggiori, l'economia la vera padrona della politica, internet uno dei pochi spiragli per difendersi e per ridare alla politica lo spazio che l'economia le ha rubato".
Come si fa a strumentalizzare un personaggio così!
Ritengo che sia impossibile. Ha le idee troppo chiare, con uno spessore fatto di conoscenza e criticità impenetrabile.
Personalmente, dopo aver letto l'articolo "Siamo tutti Borbonici", penso veramente che Beppe Grillo abbia raggiunto l'apice, l'eccellenza della capacità critica; ne ha fatta di strada da quando il suo autore era Ricci.
Mi permetto di aggiungere..." trent'anni fa era solo un comico che recitava, pezzi scritti da Ricci, nella televisione pubblica per un pubblico italiano ignorante. Ma poi ha capito alcune cose sulla comicità, su Ricci, sulla televisione pubblica, sul pubblico italiano e sull'ignoranza".
Se si rilegge il tutto, passaggio per passaggio, c'è tutto, c'è la storia di un paese che...se pur "solo" attraverso uno spaccato di televisione e comicità

Antonio Avano 09.02.07 00:59| 
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LA RESISTENZA CONTINUA!
IL CANTODI RISCOSSA DEI BRIGANTI
www.brigantaggio.net
LIBERTA'
Ammu pusato chitarra e tammure
pecche' sta musica s'adda cagna'
simmo briganti e facimmo paure
e cu' 'a scuppetta vulimmo canta'

E mo'cantammo 'na nova canzona
tutta la gente se l'adda 'mpara'
nuie cumbattimmo p' 'o rre burbone
e 'a terra nosta nun s'adda tucca'

Chi ha visto 'o lupo e s'e' miso paure
nun sape buono qual e' 'a verita'
'o vero lupo ca magna e criature
e' 'o piemuntese c'avimm' a caccia'

Tutte 'e paise d' 'a Basilicata
se so' scetate e vonno lutta'
pure 'a Calabria s'e' arrevotata
e stu nemico facimmo tremma'

Femmene belle ca date lu core
si lu brigante vulite aiuta'
nun lo cercate, scurdateve 'o nomme
chi ce fa guerra nun tene pieta'

Ommo se nasce, brigante se more
e fino all'urdemo avimm' a spara'
ma si murimmo menate nu sciore
e 'na preghiera pe sta liberta'


Massimo Calabrese 06.02.07 08:48| 
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come stavo dicendo la storia è lunga ma chiara purtroppo, perchè cavour uno alla volta si comprò vari generali napoletani l'appoggio della nobiltà e la connivenza anglosassone, infatti quando arrivarono i mille le navi inglesi li coprivano erano pochi e scalcagnati ma ben presto ebbero armi e munizioni arrivati chissà come(francia, piemonte, inghilterra) e cominciarono a combattere,all'inizio ebbero grosse difficoltà perchè incontrarono reparti napoletani poi miracolosamente i napoletani si ritirarono verso palermo seguendo gli ordini di generali, si traditori di un regno che era stato attaccato da irregolari e quindi briganti, che tennero fermi ventimila uomini e lasciarono campo libero a garibaldi che prese palermo senza sparare.
si va verso messina che non si arrende perchè il generale che comandava non era venduto e la pagò cara in termini di morti visto che nel frattempo tanti si erano uniti a garibald credendo alle sue chiacchiere.
a reggio calabria ci furono furiosi combattimenti ma i garibaldini passarono e poi via verso salerno e fino a napoli mentre i generali facevano ritirare le truppe senza sparare, non tutti però, profittando di ministri corrotti che sviavano francesco II che arriva al punto di lasciare napoli per non esporla a un bombardamento che l'avrebbe distrutta, attestandosi nelle campoagne casertane dove da battaglia e quasi la spunta, con tanto di ferimento di garibaldi.
la fine è vicina ma il re cerca almeno di salvare la faccia accerchiato da garibaldini e piemontesi che nel frattempo hanno invaso il suo regno senza dichiarare guerra, e, attestandosi a gaeta resiste fin che può,
altro che vittorio emanuele III che lasciò l'italia allo sbando fuggendo a brindisi, dopo averci dato alla II guerra mondiale.
che romanzo che ho scritto ma come finale vorrei dire che so due nomi per cominciare: GEN.PIANELL E LIBORIO ROMANO gli altri li possono fare i tanti che conoscono la verità, per non dire dei risvolti del dopo-unità!
meglio che mi fermo

giovanni giacon 04.02.07 16:07| 
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bhè caro beppe da quel che vedo sai sempre sollevare vespai, comunque ho letto che ci sono persone che si domandano come, quando e perchè...
semplice, se uno staterello per oltre cento anni fa guerra in media ogni dieci anni con tutti i tuoi vicini e anche di più, non ti bastano più le femmine di famiglia da dare in pegno agli altri regnanti, prima o poi ti ritrovi ad essere lo staterello più indebitato d'europa con le campagne spopolate perchè i contadini sono morti col fucile in mano, servo di regni che a vienna hanno spadroneggiato e sottoposto alle lotte di potere secolaridi potere tra francia e inghilterra.
non è un caso che navi inglesi han stazionato nei golfi di napoli e palermo con i cannoni sempre puntati per anni, già nel 1799 e nel 1806 c'era lo zampino di francesi e inglesi...
tornando a noi ricordate che la mamma di francesco II era una savoia data sì in garanzia(di debiti?, di buon vicinato?), eppure i savoiardi han tramato per buoni trenta anni contro le due sicilie, perchè?
per motivi economici perchè le materie prime del sud erano tante e si vendevano di più, perchè le navi napoletane arrivavano a new york portando in esclusiva il grano dello zar e questo dava fastidio a mezza europa, perchè al sud c'erano le fabbriche, anche se dirette da svizzeri, e al nord no!!
poi c'era il risultato finale di tale gestione un po' feudale sì ma attiva, il regno delle due sicilie era il più ricco d'europa in oro dopo l'impero britannico , non conosceva la leva militare, la disoccupazione, la fame atavica del nord, checchè si dica oggi, aveva un sistema pensionistico corporativo e primati industriali di accialerie e fonderie etc etc, non aveva è vero un buon sistema viario e ferroviario ma il resto d'italia stava peggio e usava le navi di piccola stazza.
a napoli si dice che si stava meglio quando si stava peggio.
quindi all'epoca dei fatti cavour e vittorio emanuele già tramavano da anni coperti da francia e inghilterra per impadronirsi di tutto ciò
segue

giovanni giacon 04.02.07 15:47| 
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Caro Beppe,
quello che hai detto è la sacrosanta verità.
Il Regno delle due Sicilie era non solo più grande, ma anche più ricco del Piemonte, che lo ha saccheggiato in lungo e in largo con una vera e propria guerra d'occupazione e depauperamento.
Ma c'è una cosa che non capisco: come sia stato possibile la vittoria di Garibaldi contro un esercito vero e proprio come quello del regno di Napoli.
Devono esserci state delle manipolazioni, dei tradimenti, l'appoggio dell'Inghilterra che desiderava la scomparsa del Regno di Napoli.
Se c'è qualcuno che ne sa di più, batta un colpo.
Siamo tutt'orecchi!
A prescindere da ripensamenti.
Oramai l'Italia è fatta!
E gli italiani...

Giuseppe Tafuri 29.01.07 14:14| 
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Discussione

Seconda Parte
Le canzoni all'improvviso parlano di tanti emigranti e partendo i bastimenti lasciano qui dolore e pianti
Nei pensieri della gente ci sono ancora i bei ricordi di quando tutti stavan bene e la gente non andava via
Ma chi ha fatto tutto questo? Mi potrò fidar di Lui? No, No chist' ci'ann acciso L'amma fa fess pè nun murì
Ma adesso si ho capito sai c'è una Storia che va riscritta ormai
Questo perché bisogna dire a chi non ricorda il perché si comporta così
Passa il tempo nella Storia da un Monarca a un Presidente il Ricordo si disperde Resta solo quel che sei
Non ti fidi dello Stato ma non ricordi più il perché non accetti le sue leggi e respingi la polizia
Ma può esser proprio un caso che l'antistato è proprio al Sud con quattro cupole perenni accettate dalle genti
Ma adesso si ho capito sai c'è una Storia che va riscritta ormai
Questo perché bisogna dare a chi ha paura per se una via per uscir
Quanti danni abbiam subito e quanti ancora ne verranno Prima che un grande Stato abbia il coraggio di parlare
non con soldi ma rispetto che la verità ci può ridare raccontando alle sue genti La vera Storia come andò
Nelle scuole e nelle piazze bisogna dirlo con chiarezza per non essere più un peso e per far la nostra parte
Ma adesso si ho capito sai c'è una Storia che va riscritta ormai
Questo perché bisogna dire a chi non sa ancora perché il Sud è sempre cosi

Giancarlo Chiari1 24.01.07 12:28| 
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Seconda Parte
Le canzoni all'improvviso parlano di tanti emigranti e partendo i bastimenti lasciano qui dolore e pianti
Nei pensieri della gente ci sono ancora i bei ricordi di quando tutti stavan bene e la gente non andava via
Ma chi ha fatto tutto questo? Mi potrò fidar di Lui? No, No chist' ci'ann acciso L'amma fa fess pè nun murì
Ma adesso si ho capito sai c'è una Storia che va riscritta ormai
Questo perché bisogna dire a chi non ricorda il perché si comporta così
Passa il tempo nella Storia da un Monarca a un Presidente il Ricordo si disperde Resta solo quel che sei
Non ti fidi dello Stato ma non ricordi più il perché non accetti le sue leggi e respingi la polizia
Ma può esser proprio un caso che l'antistato è proprio al Sud con quattro cupole perenni accettate dalle genti
Ma adesso si ho capito sai c'è una Storia che va riscritta ormai
Questo perché bisogna dare a chi ha paura per se una via per uscir
Quanti danni abbiam subito e quanti ancora ne verranno Prima che un grande Stato abbia il coraggio di parlare
non con soldi ma rispetto che la verità ci può ridare raccontando alle sue genti La vera Storia come andò
Nelle scuole e nelle piazze bisogna dirlo con chiarezza per non essere più un peso e per far la nostra parte
Ma adesso si ho capito sai c'è una Storia che va riscritta ormai
Questo perché bisogna dire a chi non sa ancora perché il Sud è sempre cosi

Giancarlo Chiari 24.01.07 12:07| 
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Questo è il mio contributo alla "questione" realizzata in bozza in 3 ore nel gennaio 2005 dopo circa 8 anni di incubazione e studi.
Questione Meridionale© di Giancarlo Chiari
Prima parte
Lo stivale in lungo e in largo ho vissuto intensamente e dovunque sono andato ho incontrato tanta gente
Si dicevan tante cose Ma poi chissà perché Si finiva col parlare della Questione Meridionale
Non sapevo cosa dire Non sapevo dire perché Sembravamo cosi strani a chi non era come noi
Ma adesso si ho capito sai c'è una Storia che va riscritta ormai
Questo perché c'è una guerra che si combatte sai proprio dentro di noi
C'era una volta un gran paese Invidiato dalla gente Dove vivere er’un piacere Ricco Prospero e Vincente
C'eran tante cose belle che nessuno aveva ancora industrie grandi e produttive da restare nella Storia
e poi venne all'improvviso un enorme terremoto che durò dieci anni almeno e distrusse tutto ahimè
Ma adesso si ho capito sai c'è una Storia che va riscritta ormai
Questo perché senza la verità nessun ricorda quello che c'ha dentro il suo DNA
Se qualcuno ti fa male e lo fa solo a te con il tempo te lo scordi e qualcuno ti aiuterà
Ma se il male lo riceve un'intera popolazione Nessun amico ti consola e l'odio ti travolgerà
Ti hanno tolto proprio tutto nel nome di un’Unità che portò morti e dolore e un’incredibile povertà
Ma adesso si ho capito sai c'è una Storia che va riscritta ormai
Perché non sai perché non ti fidi di chi ora c'è anche se colpa non ha di quello che hai nel DNA

Giancarlo Chiari 24.01.07 12:06| 
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In uno scritto dal titolo "Bilancio dello Stato dal 1862 al 1897", raccolto negli "Scritti sulla questione meridionale" pubblicati a Bari nel 1958, Francesco Saverio Nitti esamina analiticamente le leggi finanziarie dal 1862 al 1897. Egli, con cifre ufficiali, potè provare che il Meridione, in rapporto alle sue capacità, diede allo Stato un contributo di imposte e di tasse nettamente superiore a quello del nord:
"L'esame dei bilanci e le cifre ufficiali dell'Ufficio di Statistica provano che il Mezzogiorno contribuiva assai più del Settentrione alle entrate dello Stato, poiché possedendo il 27% della ricchezza pagava il 32% delle imposte".
Vero è che il nuovo Stato si assunse i debiti degli altri Stati italiani, ma, osserva il Nitti, mentre il Regno delle Due Sicilie ne presentò circa 35 milioni, il Piemonte, molto più piccolo per superficie e per popolazione, ne aveva circa 61 milioni di Lire; inoltre il 65% di tutta la moneta circolante in Italia era del Sud ed in pochi anni, in conseguenza delle nuove imposte e della vendita dei beni demaniali ed ecclesiastici, emigrò al Nord e fu impiegata per lavori pubblici nel Settentrione. In conclusione, il Sud, entrato nel nuovo Stato, fu privato dei suoi capitali ad esclusivo vantaggio del Nord, fu esautorato nelle sue risorse finanziarie e si trovò nell'impossibilità di poter provvedere a se stesso.

Francesco Saverio Nitti fu politico esponente della sinistra liberale e studioso. Nacque a Melfi in provincia di Potenza nel 1868 e morì a Roma nel 1953. Fu parlamentare, ministro e presidente del consiglio nel 1919-20. Oppositore del Fascismo, trascorse gli anni della dittatura in esilio in Svizera e Francia.
Ferdinando Corradini

Ferdinando Corradini 21.01.07 22:05| 
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Siamo stati un grande popolo, abbiamo una grande storia.
Non c’era alcun bisogno che arrivasse Garibaldi per insegnarci la libertà, sapevamo difenderla per antiche virtù, l’avevamo difesa in cento passaggi della storia. Siamo stati grandi quanto gli altri, qualche volta più degli altri. Siamo stati civili quanto gli altri, qualche volta più degli altri. Il nostro passato non è lontano millenni, come si racconta, ma solo centocinquant’anni.
E’ necessario che la coltre di bugie che circonda la nostra identità collettiva sia fugata. La consapevolezza del passato ci aprirà gli occhi e ci permetterà di guardare al futuro.
Nicola Zitara, 22 dicembre 2006

carmine napoli 11.01.07 19:01| 
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Ho conosciuto a Milano africani che votano Calderoli perchè dicono che il problema dell'Italia sono i terroni perchè non hanno voglia di lavorare.

Ho conosciuto a Milano filippini che dicono lo stesso e che non scenderebbero al di sotto di Roma.

Conosco a Napoli africani che detestano Calderoli perchè è ignorante e non capisce l'essenza di Napoli.

Cambiano le razze ma non i problemi.

La storia non si cambia con un innesto genetico.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 11.01.07 13:16| 
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Sono contenta che finalmente se ne parli non solo in chiave "borbonica". Sono un'insegnante di Italiano e Storia presso l'Istituto Statale d'Arte "SAn Leucio" di Caserta. Da qualche anno, con grande fatica ma con forte convinzione, sto "riscrivendo" con le mie studentesse e i miei studenti la storia della mia terra, quella del regno di Napoli che appunto era un Regno molto prima di quello sabaudo e aveva tutto il diritto di continuare ad esserlo. A scanso di equivoci, i soliti, sono una donna di sinistra, seguo le vicende politiche con appassionata indignazione e non sono né filoborbonica né neoborbonica. Sono semplicemente una docente stanca di leggere, e insegnare, storie falsate e filtrate. Per favore, impariamo a leggere i documenti e lasciamo che la STORIA la facciano gli storici non gli storiografi di parte. Qualsiasi sia la loro parte.

nadia verdile 10.01.07 18:28| 
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3- Dopo 150 anni, stringe un po’ il cuore percepire un generale orgoglio di appartenenza a questa Nazione solo quando 11 scalmanati in mutande rincorrono un pallone guadagnandoci miliardi (di vecchie lire) e una “coppa del mondo”. E’ ancora più penoso sentire un gruppo di ben remunerati parlamentari dileggiare il Tricolore, nella sostanziale indifferenza o peggio vigliaccheria dei più.
Qualcuno dice che l’Italia non riuscirà a rimanere nell’Euro. I milioni di extra comunitari che la stanno popolando non ne sono molto turbati. I loro governanti pure e intanto scaricano sull’Italia il disagio sociale di questi loro sudditi, disoccupati o delinquenti. Manovalanza a bassissimo costo disposta a tutto anche a farsi sfruttare gli uni, ad uccidere gli altri. Per pochi soldi.
Concordo con quanti prevedono che gli Italiani dello Stivale Unito (o forse frazionato) saranno mulatti con gli occhi a mandorla e che I SOLITI “COGLIONI” CONTINUERANNO A RINFACCIARSI DI ESSERE TERRONI O POLENTONI. valongi@libero.it
Grazie Beppe

Vincenzo Alongi 10.01.07 08:38| 
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1- A discussione ormai purtroppo di fatto esaurita, desidero suggerire il libro di Gualtiero Castellini (“Crispi”, ed. G. Barbera, 1924, Firenze). Ho la possibilità così di ringraziare quanti hanno fornito bibliografie sull’unificazione dell’Italia. Trattasi di un libro scoperto per caso tra gli scaffali di una biblioteca scolastica. Trovo soprattutto il capitolo quarto pieno di spunti per chi in buona fede e per desiderio di conoscenza voglia farsi un’idea più fedele della Storia dell’Unità d’Italia che nel bene e nel male considero provvidenziale nonostante: le tante ombre; i tanti squilibri sorti o accentuatisi negli anni tra Nord e Sud; i tanti privilegi dei tanti politici sempre più sgangherati che selezioniamo a rappresentarci in Parlamento; i tanti insopportabili sprechi; le tante rapine finanziarie di allora come di oggi che rimarranno sempre impunite e che rendono più povera e più fragile l’Italia.
2- In effetti si dice “ i Borbone” non “i Borboni”! Insistere nel dire “i Borboni” significa derubarli anche del nome. E non penso che meritino cotanta rapina per essersi appoggiati ad alleati sbagliati e soprattutto per aver organizzato e mantenuto un Esercito ed una Marina zeppi di traditori. D’altra parte avesse almeno fatto partire dalla sua flotta un paio di bordate, anche a salve!, di riprovazione, contro le navi inglesi e francesi che facevano da palo mentre altri gli fregavano il regno!!!

Vincenzo Alongi 10.01.07 08:30| 
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Alla fine ci sono riuscito!! Mi scuso ancora una volta per la confusione dovuta ad imperizia mia e a qualche filtro tecnico.
La sequenza esatta pertanto è:
1861 – 2061…
Eppure il Popolo cui …
Grazie soprattutto …
E intanto godiamoci …
Dimenticavo: a- spero di cuore che Napoli ritorni ad avere il posto che aveva tra le città europee prima dell’Unità d’Italia (o prima che fosse attaccata a tradimento, senza dichiarazione di guerra.
b- Spero che Beppe Grillo, per il suo bene, dimagrisca un po’.

Vincenzo Alongi 29.12.06 18:03| 
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Eppure il Popolo cui appartenevano era riuscito nei secoli ad essere protagonista, a modellare e a condizionare nel bene e nel male la cultura dell’intero Occidente. Grazie ai loro Morti ammazzati nelle varie guerre, grazie all’intelligenza ed all’operosità dei loro Padri, nonostante l’invadenza secolare razziatrice delle nazioni europee, pur privi di materie prime. Si chiedono perplessi e sostanzialmente annoiati perché non preferiscano impelagarsi ad indagare sul sesso degli angeli piuttosto che litigare per appurare se ai Savoia che se la sono svignata nel momento del pericolo erano da preferire i Borboni con le loro modernissime quanto inefficaci e per nulla fedeli armate e, peggio, con i loro forzieri stracolmi (sembra) di danaro ma inutilizzato per il benessere dei propri sudditi. Se la Storia è Maestra di vita, noi Italiani (e non solo!) siamo dei pessimi scolari. Grazie soprattutto ai tromboni che ce la raccontano come vogliono i loro padroni.

Vincenzo Alongi 29.12.06 17:45| 
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Per un arcano tecnico è uscito un invio disordinato ed incompleto. Mi scuso.

Vincenzo Alongi 28.12.06 14:18| 
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1861 – 2061. Si festeggia il duo-centenario dell’Unità d’Italia. Gli Euroafroasiatici che popolano l’Italia (e il resto d’Europa) partecipano per educazione e per svago ai festeggiamenti ormai solo folkloristici legati a tale anniversario ma è evidente che non sono attratti dagli avvenimenti storici del cosiddetto Risorgimento italiano. Essi sfoggiano la loro naturale, invidiata abbronzatura color caffèlatte e con lo sguardo reso enigmatico dalle forme orientaleggianti degli occhi, ridono un po’ divertiti un po’ sfottenti della insulsa diatriba campanilistica, ancora per nulla sopita, tra ottusi polentoni e sporchi terroni. A nessuno di loro interessa sapere se il Nord è stato famelico e rapace né se il Sud (Isole comprese) è piagnone e incapace.

Vincenzo Alongi 28.12.06 14:11| 
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E intanto godiamoci la fortuna di vivere in questa Nazione nonostante le malefatte impunite dei malfattori che stanno distruggendo la nostra economia e la nostra cultura. Certo è comprensibile una maggiore voglia di federalismo fiscale anche per ripicca verso i Partenopei che hanno riconfermato gli stessi politici che non hanno saputo o voluto affrontare il problema spazzatura accollando anche a noi non Partenopei i relativi maggiori costi di confezionamento e spedizione altrove di tale loro spazzatura. Così come non si può non bofonchiare qualche improperio contro il becero di turno che scrive “Forza Etna” durante l’eruzione di quella che per noi Etnei è “la montagna”, la Madre come per i Veneti lo è “la” Piave.
Giusto per lanciare, come si suole dire, un segnale forte di inversione di marcia sarei d’accordo con quanti vorrebbero togliere i nomi dei Savoia da vie, viali, corsi, piazze e sostituirli con nomi di personaggi famosi locali, italici e, perché no?, euroafroasiatici.
P.s. La presa del Potere da parte dei Comunisti per vie democratiche iniziata con Togliatti: c’è o non c’è? E’ vero che Sindacati e partiti di sinistra per una manciata di voti hanno finito col conquistare tutte le leve del Potere politico, sindacale, giudiziario, economico, e sociale? E’ vero che hanno instaurato un Regime plutocattocomunista buonista anticlericale? E’ vero che questo Governo è il più vicino alle lobby bancarie e finanziarie italiane ed estere, un po’ come ai tempi dell’Unificazione politica ed economica dello Stivale? Chi paga adesso i loro immensi profitti? valongi@libero.it : Sono di cultura cristiano cattolica, sono iscritto ad un sindacato di sinistra, sono da sempre un socialista liberale prima e dopo Craxi (che se ladro era, è stato l’unico grande politico a pagare!). Un sincero, caloroso Buon anno a tutti.

Vincenzo Alongi 28.12.06 13:26| 
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Grazie soprattutto ai tromboni che ce la raccontano come vogliono i loro padroni. Non sapremo mai nomi e cognomi di quanti ad oggi hanno rapinato con sfacciata continuità le casse dello Stato e le tasche dei cittadini sicuri di farla sempre franca; non sapremo chi ha ordinato ed eseguito le stragi che hanno martoriato corpi e sentimenti di quello che per qualche decennio si usava chiamare Popolo Italiano; non sapremo mai se Enrico Mattei è stato bruscamente atterrato dalla mafia o dalla distrazione di un meccanico; ma sappiamo nomi e cognomi di cosche mafiose, rituali più o meno macabri di affiliazione (boccacceschi bacinbocca compresi) ma molti continueranno a sostenere che la mafia è un’invenzione di Roma e Milano (“fituse bottane”) per fregare la Sicilia impedendone lo sviluppo economico e non solo; molti continueranno a definire tutti i Partigiani voltagabbana e vigliacchi ma molti altri continueranno a trattarli da eroi; molti sputeranno alla memoria dei Repubblichini altri diranno che sono stati dei veri soldati, fedeli all’impegno preso con la Germania. Tutti continueremo a chiamare “alleati” chi ci ha bombardato le città, i paesi, i villaggi. Tutti, penso, dobbiamo ringraziare questi alleati se non siamo finiti sotto la dittatura di Hitler o di Stalin. La Storia è Maestra di vita. Purtroppo la Storia è fatta di tante storie. A volte vere a volte false e tutte filtrate dal temperamento, dalla buona o mala fede, cultura, condizione psicofisica economica sociale di chi la racconta e di chi la sente raccontare.
Tutti concorderanno finalmente nel descrivere l’Italia sommersa di debiti alla sua nascita e dopo duecento anni annegata in un mare di debiti ancora più stratosferici. I soliti a caccia di qualcuno sul quale scaricare le proprie frustrazioni daranno la colpa all’altro, del Nord o del Sud.
E intanto godiamoci la fortuna di vivere in questa Nazione nonostante le malefatte impunite dei malfattori che stanno distruggendo la nostra economia e la nostra cu

Vincenzo Alongi 28.12.06 13:21| 
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Carlo Bertani da disinformazione.it :

Per gli amanti della Storia, possiamo citare alcuni eventi che illuminano quanto sia pieno di sfumature e contraddizioni ciò che ci raccontano.
Garibaldi fu il conquistatore del Regno delle Due Sicilie? E come fece a raggiungere Marsala – con due piroscafi praticamente rubati – se a contrastarlo c’era la Marina Partenopea , ossia la più forte ed organizzata Armata Navale italiana dell’epoca? Come mai le navi di Francesco II non fecero a pezzi il Piemonte ed il Lombardo?

Semplicemente perché nel porto di Marsala erano ormeggiate – casualmente – due fregate britanniche. Quando le navi borboniche giunsero nel luogo dello sbarco, non riuscirono a far molto per il timore di colpire i due legni inglesi – che a loro volta avrebbero chiamato qualche “fratello maggiore” della Flotta del Mediterraneo britannica – e Garibaldi riuscì ad inoltrarsi nell’interno indisturbato. Successivamente, parecchi alti ufficiali borbonici si fecero corrompere – ma qui entriamo già in aree dubbie – mentre la presenza delle due navi inglesi è inconfutabile. Molti, però, continuano a ritenere l’impresa dei Mille una semplice combinazione di coraggio e fortuna, mentre dietro all’impresa c’era la precisa volontà britannica, che vedeva in un futuro (e relativamente debole) stato italiano un contrasto all’espansione francese nel Mediterraneo.

Francesco Cabiddu 22.12.06 11:42| 
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Recentemente sono rimasto sconvolto dal fatto che la via principale di Mamoiada (Mamujada), paese barbaricino famoso per la tradizione millenaria dei Mamuthones, abbia la via principale intitolata nientemeno che a Vittorio Emanuele III! quel ridicolo nano astioso, colluso con il fascismo e con la più becera chiesa cattolica........proprio a Mamoiada non me lo sarei aspettato!

Francesco Cabiddu 22.12.06 11:38| 
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Discussione

Ormai quel che è fatto è fatto.....e lo dico da Sardo orgoglioso. Visto che noi, prima di tutti in Italia (piemontesi e liguri a parte)abbiamo avuto sul groppo questa banda di ladri e delinquenti (i Savoia appunto) posso parlare. La cosiddetta Italia è una realtà (politica) da 145 anni, e ne abbiamo viste di tutti i colori......non so se a noi sarebbe convenuto rimanere con la Spagna (a vederla oggi forse sì), ma certo a chi ha perso il governo austriaco non ha guadagnato nulla, e così è per il sud. La storia ufficiale è ridicolmente ingessata....non siamo in grado di liberarcene e di studiare davvero. Certo i Borbone non saranno stati la dinastia più illuminata d'Europa, la bigotteria e sistemi di produzione arcaici saranno stati più diffusi che al nord, ma "la conquista" sabauda non ha certo migliorato la situazione.....la Sardegna è stata spogliata di buna parte delle sue foreste in cambio di nulla, o quasi. Le ferrovie sono attualmente quasi inesistenti e per viaggiare in treno da Cagliari a Sassari ci impieghi oggi, nel 2006, quasi tre ore e mezzo salvo complicazioni. Per quale motivo la Sardegna conta il 60% del demanio militare italiano? forse perchè i Savoia l'hanno sin dall'inizio considerata come una colonia da sfruttare. E così è per il Sud. Che fare? Per togliermi un infantile piccola soddisfazione mi piacerebbe far pagare all'attuale signor Savoia, per tutte le nefandezze dei suoi avi. E ce ne sarebbe d'avanzo!

Francesco Cabiddu 22.12.06 11:32| 
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Settima Parte)

Giacinto de’ Sivo (da “Storia delle Due Sicilie”):
-“La Patria nostra era il sorriso del Signore./La Provvidenza/la faceva abbondante e prospera,/lieta e tranquilla,gaia e bella,/aveva leggi sapienti,morigerati costumi/e pienezza di vita,/aveva esercito,flotta,/strade,industrie,opifici,/templi e regge meravigliose,/aveva un sovrano nato napoletano/e dal cuore napoletano./L’invidia,l’ateismo e l’ambizione/congiurarono insieme per abbatterla e spogliarla”. Caro lettore,mi rivolgo a te,consigliandoti di leggere,se hai tempo,la Storia in modo obiettivo,per poter scorgere al di là delle deformazioni,la Verità,riscoprendo,così, la nostra storia,quella che ci fa onore e ci fa essere orgogliosi di essere meridionali.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 21.12.06 03:09| 
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Sesta Parte)

Mi riesce difficile apprezzare i Savoia di allora. Anche oggi sono imbarazzanti non più di ieri. Le leggi razziali partono da lontano. Ai Savoia l’invenzione dei primi veri gangsters contemporanei, nonni dei Lucky Luciano e degli Al Capone, strutturati come una massoneria di bravi da tenere al potere delle regioni invase, per “portare ordine” alle colonie da spogliare, senza disturbo. Da menzionare anche l’invenzione del marchio da attaccare sulla spalla degli ebrei ad opera di Amedeo VIII di Savoia (Chambery 1383 Ginevra 1451) anticipatore dei nazisti. Inoltre, sempre per continuare il glorioso filo continuo della Casa, inventarono i primi lager moderni, prima ancora dei russi o dei tedeschi, con calce viva per sciogliere e far sparire i cadaveri dei soldati borbonici catturati e ostili al nuovo assetto. Come i mafiosi di oggi che usano l’acido. Furono uccisi decine di migliaia di meridionali nella calce in grandi vasche sul retro della chiesa che è nel forte di Fenestrelle, a duemila metri di altezza sulle montagne piemontesi, dove morivano di stenti, freddo e fame in celle senza finestre con i ceppi alle caviglie. Ma la cosa odiosa era che i prigionieri meridionali dovevano leggersi anche la scritta che è ancora visibile su un muro entrando: “Ognuno vale non in quanto è, ma in quanto produce”. E’ lì che nasce l’ancora in uso: “Ma và a lavorer, terun”, ma il più inquietante, “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi) all’ingresso del campo di sterminio nazista di Auschwitz. Non fu il solo campo con queste caratteristiche. Altri furono a S. Maurizio Canavese, nel Forte S. Benigno in Genova, a Bergamo, ad Alessandria, a Milano, al Forte di Priamar vicino Savona.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 21.12.06 03:06| 
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Quinta Parte)

Liborio Romano era al soldo di Casa Savoia. Contatti massonici, vero referente di Cavour, è la base della strategia di Don Liborio. Dove non c’era in realtà reale consenso alla rivoluzione unitaria, ossia la maggior parte dei cittadini napoletani e dell’intero Regno, ci fu pressione camorristica per garantire il plebiscito. L’ordine ed il consenso all’unità fu garantito con la prima organizzazione criminale moderna che la storia ricordi così esplicitamente al governo di una nazione, l’Italia.

I guappi allora erano personaggi da duello rusticano. Erano a quel tempo in varie forme simili in Europa e in quasi tutta Italia, addirittura a Milano. Di storie di avventurosa carboneria mista a mala ne era piena la penisola e non solo. Passatori, primule e ribelli non si contavano. Basta leggere o ascoltare le antiche canzoni di mala. Ma mai delinquenti furono resi così organizzati e potenti, mai così in alto. Mai nella nostra storia più recente si sono visti così potenti e vincenti, mai così e come inevitabilmente avvenne, “virtuoso esempio” da emulare. Questa vittoria savoiarda ha distrutto il Sud dall’interno, ha rovinato talune mentalità, quelle più esposte a questo tipo di “rispettabili” condizionamenti.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 21.12.06 02:51| 
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Quarta Parte)

Si è parlato di tradimenti. Un traditore celebre del quale secondo me fa riferimento Re Francesco II è certamente Liborio Romano. Questo Don Liborio è significativamente connesso alla caduta del Regno per vari motivi, non ultimo quello di appartenere alla nascente forza carbonara di liberazione nazionale contro i Borbone chiamata “Bella Società Riformata”, oppure con un termine entrato lentamente in uso in alcuni verbali giudiziari, nei primi anni del ‘900: Camorra. La Bella Società Riformata nasce durante i moti napoletani del 1820-21 e realmente comincia a nuocere all’assetto del governo borbonico dal 1848-50, durante le forti pressioni internazionali sulle concessioni per la Costituzione da Ferdinando II. Cosi controllando perfettamente a comando i suoi amici, Don Liborio dimostrò bluffando, sapendo a priori la soluzione, particolari doti poliziesche e riuscì ad imporsi con l’inganno come credibile prefetto di Polizia. Appena caduto il Regno di Napoli, divenne addirittura ministro dell’interno e di Polizia, lavorando immediatamente al fianco di Garibaldi, facendo insediare per la prima volta nella storia di Napoli, i camorristi suoi affiliati nei commissariati e nella spartizione delle proprietà requisite alla Chiesa, comprese quelle strutture di beneficenza e carità. Insieme al supereroe, naturalmente il nizzardo.

Lezione questa appresa in forma diversa ma a pieno titolo dagli Americani quando sbarcarono in Sicilia, grazie anche all’aiuto "utilissimo" di Lucky Luciano, poi premiato abbondantemente nel pieno controllo del potere. Ancora una volta criminalità "legalmente" al potere.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 21.12.06 02:38| 
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Terza Parte)

Contrariamente alla romantica leggenda, “commuovente” direi, di un’Italia forte, temuta e rispettata perché unita, ma anche con ambiguità tutta italiana i più dimenticano che l’Italia è da tutti considerata all’estero come la ruota di scorta folcloristica ed inguaiata dell’Europa unita, anche se esagerano strategicamente, da vecchi coloni razzisti, come fanno i polentoni e i bauscia con i terroni.

Con l’Unione Europea così fatta, Unione delle Banche, l’Italia tutta, è già pronta per essere razziata, come il nostro meridione è stato deturpato e annesso per giochi di potere e di finanza.

Ritornando ai Supereroi si è parlato della povertà di Garibaldi. Anche Mussolini è morto povero, questo non ci fa dire che è provata dimostrazione scientifica che tutti sono unilateralmente d’accordo con il suo operato. La povertà di un dittatore come Garibaldi non è prova della sua ragionevolezza. La figura di Garibaldi, che non starò qui ad analizzare, è piena di ombre pesanti, come è logico per un fanatico avventuriero e mal gestito mercenario oltre che ladro invasato e scafista.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 21.12.06 02:18| 
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Seconda Parte)

Già nel 1876 la tesi razzista fu pienamente avallata dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulla Sicilia che concluse: «la Sicilia s’avvicina forse più che qualunque altra parte d’Europa alle infuocate arene della Nubia; in Sicilia v’è sangue caldo, volontà imperiosa, commozione d’animo rapida e violenta». Cioè le stesse caratteristiche «psico-genetiche» che, con lo stesso identico linguaggio, i razzisti di tutto il mondo attribuivano alla cosiddetta «razza» nera. E di questo erano accusati i mediterranei: di essere «meticci», discendenti di popolazioni preistoriche di razza africana e semitica.
Questo clima determinò tre cose:
1. Subito fin dall’unità fu attuata una politica di tipo coloniale nei confronti del sud (spesso descritto nei giornali dell’epoca come l’«Africa italiana»), che ha portato quello che prima dell’unità era lo stato più ricco e sviluppato d’Italia (il Regno delle Due Sicilie) alla povertà quasi assoluta.
2. Il sud fu politicamente abbandonato alla criminalità poiché essa venne considerata inestirpabile, essendo intrinseca a una cultura inferiore e primitiva, frutto di un popolo che oltre ad essere «reo» di avere avuto influenze genetiche negroidi e semitiche era un popolo di «criminali nati» secondo la terminologia del Lombroso.
3. Furono smantellate molte industrie e infrastrutture del sud per poi ricostruirle al nord. Questo anche perché si riteneva che i settentrionali, per indole razziale, clima, temperamento e superiore civiltà «bianca» fossero più idonei a comprendere e gestire l’economia della nazione.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 21.12.06 02:10| 
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Prima Parte)

Noi italiani ci sentiamo i più furbi, definiamo con “simpatica arroganza”, “fessi o mona” quelli che vengono travolti da interessi e comportamenti ingiusti o criminali. Anche per quelle piccole ingiustizie da fare ai “fessi” di tutti i giorni, ammirando le gesta dei fasulli supereroi letti nei propagandistici libri di scuola. Addirittura secondo qualcuno dovremmo ammirare i Savoia.

Poi c’è l’Italia cinica e pappona che ha paura di perdere posizioni di privilegio acquisite con la truffa. Ed infine l’Italia dei segreti e degli scheletri negli armadi e delle cospirazioni massoniche particolari, fondata palesemente sull’abuso criminale nei pilastri portanti della sua stessa storia. E’ l’Italia. E poi c'è l'Italia della gente onesta, silenziosa e laboriosa e che subisce e soffre sempre.

Non si è fatto ancora nulla per riscattare un popolo. In fondo è il punto di questa lunghissima discussione.

Il risentimento di noi meridionali che rompono i coglioni è quello di sapere con certezza che la sopraffazione è avvenuta e avviene tuttora su pianificate leggi e provvedimenti razzisti, mai realmente estinti. Qualsiasi ricerca sul “razzismo in Italia” porterà a vedere come personaggi quali Lombroso, misurando il cranio dei calabresi e dei briganti, costruivano le basi scientiste alla persecuzione della “razza mediterranea” a favore di quella “padana e ariana”. La “razza mediterranea” nell’ Italia di allora era identificata geograficamente in Liguria, nel Regno delle Due Sicilie e Sardegna. Anche in internet sono presenti le mappe delle razze di epoca savoiarda.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 21.12.06 02:05| 
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Alcuni passi di studiosi che hanno sostenuto l’unità d’Italia e non certamente il governo borbonico.

Giustino Fortunato a Pasquale Villari(2-IX-1899):-“L’unità d’Italia (…..) è stata,purtroppo, la nostra rovina economica.Noi eravamo,nel 1860,in floridissime condizioni per un risveglio economico,sano e profittevole.L’unità ci ha perduti.E come se questo non bastasse,è provato,contrariamente all’opinione di tutti,che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari alle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali(…..)

”Gaetano Salvemini (1900):-“Sull’unità d’Italia il Mezzogiorno è stato rovinato,Napoli è stata addirittura assassinata(…..)è caduta in una crisi che ha tolto il pane a migliaia e migliaia di persone(…..)

”.Giustino Fortunato a Benedetto Croce:-“Non disdico il mio “unitarismo”.Ho modificato soltanto il mio giudizio sugli industriali del Nord.Sono dei porci più porci dei maggiori porci nostri.E la mia visione pessimistica è completa”.

Giuseppe Garibaldi ad Adelaide Cairoli(1868):-“Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili:Sono convinto di non aver fatto male,nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale,temendo di essere preso a sassate,essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”.

Antonio Gramsci(da “Ordine Nuovo” 1920):-“Lo stato italiano(leggasi sabaudo)è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole,squartando,fucilando,seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti”.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 21.12.06 01:39| 
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Se qualche masochista ha voluto gratificarmi della sua attenzione, gli chiedo ', sinceramente, scusa per la tortuosa prolissità del mio pensiero sul tema in oggetto e … mi raccomando, se proprio s'ha da dividere lo Stivale, ... : Nordonia, al Nord; Centronia, al Centro, Sudonia al Sud; Sicilia e Sardegna. La Corsica se la sono venduta, uomini e animali compresi!
Buon Natale, a Cristiani. Cordiali saluti agli altri. valongi@libero.it

Vincenzo Alongi 17.12.06 19:52| 
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mi chiedo se i profitti siano andati alle banche (estere soprattutto) o alle genti del Nord o del Sud dell’Italia.
Alla fine ‘sta benedetta Italia Unita continua a non piacere a troppa gente. Chiesa (di allora!), Stati limitrofi timorosi di un concorrente finalmente temibile, beceri di adesso in guerra col mondo intero (cioè con se stessi),ecc. ecc.
A parte quelli del periodo risorgimentale e fascista, tutti i tromboni di regime non fanno che mettere in rilievo o inventarsi differenze etniche tra italiani per distrarci dalle ruberie e dai privilegi dei loro padroni.
E INTANTO il debito pubblico dagli 8 miliardi e 300 milioni di lire del 1870 è passato nel 2006 a TRE MILIONI E MEZZO DI MILIARDI DI LIRE (Alessandro Ercoli, blog di Beppe Grillo). “Metà del debito pubblico italiano è in mano estere”, commenta Alessandro Ercoli (stesso blog).
E INTANTO a pag. 6 de “Il Sole 24 Ore di Giovedì 14 Dicembre 2006, Riccardo Sorrentino nell’analisi dal titolo “Così il Golfo tassa l’Occidente” si chiede perplesso perché ci spaventa la Cina con i suoi mille miliardi di riserve e non avvenga altrettanto con i 633 miliardi di dollari di riserve dei Paesi Arabi. Sommando tali articoli alle insensate leggi sull’immigrazione a favore di tutti gli extracomunitari del mondo (Stati Uniti e Russia compresi) potenziali futuri nostri concittadini, è molto realistico immaginare che fra qualche decennio esisterà in Italia (forse in tutto l’Occidente) una sola razza con la pelle caffèlatte e con gli occhi a mandorla, una sola religione (che non dico per lasciare un po’ di suspence) ed una sola lingua. A chi è amante del Pensiero Unico ciò non può non far piacere. A quelli che percepiscono tale evento come un grosso problema consiglio una lettura approfondita della Bibbia. In essa troveranno la soluzione. Mi riferisco all'episodio della Torre di Babele ... e si ricomincia!

Vincenzo Alongi 17.12.06 19:45| 
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nulla, le industrie del Sud; nulla, i Liguri che si sono beccati le cannonate di tal Bava Beccaris; nulla, coloro che volevano il ritorno dei Borboni assimilati ai “briganti” e come tali trucidati; nulla, i valorosi soldati di Gaeta che avevano giurato fedeltà al loro sovrano e non hanno tradito; molto, gli ufficiali e i soldati borbonici che avevano giurato fedeltà al loro sovrano e hanno tradito; nulla, tutti i morti ammazzati nelle guerre mondiali; molto, moltissimo gli Italiani sopravvissuti alle guerre o nati dopo . Non risponde al vero, a mio parere, che i libri di testo parlino in maniera acritica e solo a favore delle genti settentrionali. C’E’ DA CHIEDERSI INVECE PERCHE’ NON PARLINO DELLE BANCHE E DEI GRANDI POSSESSORI DI CAPITALI ITALIANI ED ESTERI CHE SONO STATI I SOLI A LUCRARE ENORMI PROFITTI senza rischiare né spargere una goccia del loro sangue. Ciò con le guerre prima e dopo l’Unità d’Italia; con i numerosi scandali finanziari a cominciare dal fallimento della Banca Romana di fine ‘800 sù sù fino alle cicliche rapine di Borsa; con le cicliche vendite delle azioni spazzatura; con i ciclici saccheggi delle Casse dello Stato, complici i politici.Nessuno però che si indigni per l’esistenza, davvero immorale, dei “paradisi” fiscali: Staterelli opportunisti, parassitari, paraculi con i nostri evasori e spocchiosi con i nostri connazionali emigrati là per lavoro.
Quando leggo che il problema che assillava la destra, appena unificata l’Italia, era il grave indebitamento del nuovo Stato che si era trovato di fronte il dissesto degli antichi Stati Italiani (.. quali?).. che la spesa da 570 milioni nel 1859 passasse a 1.022 milioni nel 1870; .. e che il debito pubblico da circa 2.4 miliardi salisse al termine del decennio a 8 miliardi e 300 milioni con un carico di interessi ecc. (Il capitalismo nelle campagne, 1861-1900, Einaudi, Torino, 1968, E. Sereni) mi chiedo se i profitti siano andati alle banche (estere soprattutto) o alle genti del Nord o del Sud ...

Vincenzo Alongi 17.12.06 19:41| 
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DEI SAVOIA (non quelli di adesso che a farsi male ci pensano loro) non si può non lodarli per aver dimostrato spirito imprenditoriale nel rischiare regno, soldi, terra natìa (la Savoia) alla fine guadagnandoci l’intero Stivale e le due Isole (non la Corsica che era già stata venduta con gli uomini e gli animali che l’abitavano alla Francia).

SE AGGIUNGIAMO il proclama di Francesco secondo di borbone, ultimo re delle “due” Sicilie (cioè: del regno di Napoli). “ ... Voi da mesi combattete con impareggiabile coraggio. IL TRADIMENTO INTERNO,l'assalto di rivoluzionari stranieri,l'aggressione di uno stato che dicevasi amico, niente v'ha domato né stancato. Affrontando tradigioni piu' terribili del ferro e del piombo, siete venuti a Capua e a Gaeta, segnando di eroismo le rive del Volturno e le sponde del Garigliano. Per voi e' salvo l'onore dell'esercito delle due Sicilie”.

CREDO CHE SI POSSA AFFERMARE che grazie ad un tradimento e grazie a degli squattrinati l’Italia è stata unificata e finalmente non è più stata merce di scambio e campo di battaglia delle Nazioni europee, sempre in guerra tra loro. E’ stata un’impresa ammirevole a spese dei possedimenti temporali della Chiesa Cattolica, dei potenti del Sud e del Nord che non hanno saputo adeguarsi (vedasi “Il Gattopardo”) e del regno dei Borboni (detto “delle due Sicilie”) che pur dotato di un esercito e di una marina “potentissimi” ha fatto la figura del mona (“fesso”). E’ stata anche un’impresa sanguinosa in cui il sangue versato è stato per lo più sangue meridionale. Non è stata una discussione salottiera come la nostra né una buona azione da dame di S. Vincenzo. Oltre ai Savoia, ci hanno guadagnato: molta gloria e poco danaro, Garibaldi; molto, Crispi; moltissimo, la Francia le sue banche le sue industrie; molto, le industrie settentrionali del Piemonte della Lombardia della Liguria); nulla, le industrie del Sud; ...

Vincenzo Alongi 17.12.06 19:37| 
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Tema: 1861, nasce l’Italia unita. 2061, l’Italia non sarà abitata da sporchi terroni e ottusi polentoni di fede laica o cristiana ma “da gente con la pelle caffèlatte e gli occhi a mandorla, che parlerà una lingua euroafroasiatica e che professerà una nuova religione che non dico perché ho fifa”

Svolgimento
PREMESSO CHE A PROPOSITO di G. Garibaldi, eroe dei due Mondi o spiantato idealista, cito da “L’arresto di Garibaldi nel settembre 1849” (Corrado De Biase, Felice Le Monnier, FI):
“11 settembre 1849
In seguito ad autorizzazione avuta con autografo del sig. ministro dell’interno in data 9 corr. mese, io richiedo V. S. Ill.ma di volermi far sborsare da questa tesoreria provinciale L. 2000. ond’io le faccia rimettere alla famiglia del sig. Giuseppe Garibaldi a titolo di grazioso sussidio che il governo si degna accordarle. La Marmora”

“Genova, li 11 settembre 1849.
Io sottoscritto dichiaro d’aver ricevuto la somma di franchi duemila in tanti biglietti da cinquanta franchi. G. Garibaldi” (op. cit.)

“Genova, 16 settembre 1849.
Il sottoscritto dichiara d’aver ricevuto dal Luogotenente Generale Alfonso La Marmora la somma di Mille lire duecento (1200), la quale corrisponde alla paga dei quattro mesi in ragione di L. 300 p. mese di settembre, ottobre, novembre e dicembre 1849. G. Garibaldi” (op. cit.)

PREMESSO CHE A PROPOSITO di Francesco Crispi, Gualtiero Castellini scrive:” … ed esercita sempre la professione di avvocato, senza troppa fortuna benché con generale riconoscimento del suo valore. Dalla famiglia riceve ogni anno una pensione corrispondente a un migliaio di lire o poco più.” (p.8) “… aveva un impiego modesto di segretario comunale a Verolengo…; … e dovrà vivere qualche giorno con con l’elemosina di poche sterline di Mazzini, l’uomo che disporrà fra anni di milioni di fondi segreti!” (p.xxv) (“Crispi”, G. Castellini, G. Barbera editore, FI).

Vincenzo Alongi 17.12.06 19:34| 
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scusatemi se continuo a parlare dei tagli totali fatti ai miei interventi in questo sito.
I miei interventi sono spariti anche da questo blog a commento dell'ottimo libro di Roberto Saviano. Ma proprio di quella pagina provate a guardare la prima delle ultime - Discussione - che si clicca da:

Nicola Cellamare 28.11.06 17:06
uscirà un intervento che non commento ... ... e che è di ben oltre le 2000 battute a firma

michele Schilzer 02.12.06 13:05 |

BAH!

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 15.12.06 19:19| 
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con tutto rispetto per gli anziani ;ma quando li sento raccontare dell'epoca di mussolini ,della guerra ,delle battaglie e del dopoguerra ,e vedo i loro occhi illuminarsi di orgoglio ,credo che se non fossero stati italiani a loro sarebbe toccata tutta un altra sorte e starebbero raccontando tutta un altra storia.sicuramente migliore .Onore agli anziani meridionali che diedero la vita per la bandiera ,e poi l'italia rinnego' e rinnega quei sacrifizii.Non sono assolutamente fascista ma vi sembra giusto che un tipo come mussolini inganna l'uomo meridionale a schierarsi dalla sua parte e per i suoi ideali, e nel 1946 si rinnegano e si cancellano i 20 anni fascisti.Ditemi come si fa a non diventare diffidenti al sud nei confronti della storia e dela politica italiana .

giovanni di domenico 15.12.06 12:37| 
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Sulla base di questi savissimi saggi, mi pare evidentissimo che il pregevole uso di armi bianche, armi da fuoco, polvere da sparo, calce viva e calce morta, armi improprie e fantasiosi utilizzi di qualsivoglia utensile, sia stato da mafiosi, camorristi, 'ndraghetisti ed affini tratto dall'ingegno e l'inventiva dei savoiardi.
Lo stesso dicasi per la concezione dello Stato di Diritto.
Credo che i tempi siano maturi per l'instaurazione di borboniche Università: laddove si adotti il metodo scientifico, e quindi per la ricerca storica, di sanfedista scuola.
Un piccolo spunto: mai nessuno che osservi che il primissimo, in assoluto, atto di Italica Unità Nazionale lo compirono proprio i Borboni, mercè il Congresso di Vienna e la compiacente solidarietà delle Potenze Europee, allorquando Ferdinando IV, bellamente e disinvoltamente annichilendo capitale e parlamento palermitani, unì Regno di Napoli e Regno di Sicilia nel novello Regno delle Due Sicilie, regalando alla Trinacria il delizioso appellativo del reame nel mentre ne cassava otto secoli di storia e governo autonomi.
Saluti reazionari.

Plinio Il Giovanissimo 15.12.06 09:56| 
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Discussione

la tragedia della Rivoluzione francese: Google

Giuseppe Erminio Ciuffreda 14.12.06 23:47| 
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Interessante da leggere, su Google:

Giuseppe Erminio Ciuffreda 14.12.06 23:45| 
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AA.VV., La storia proibita. Quando i Piemontesi invasero il Sud, Controcorrente Edizioni, Napoli 2001.
BIFFI Giacomo, Risorgimento, stato laico e identità nazionale, Piemme, Casale Monferrato 1999.
DEL NOCE Augusto, Rivoluzione, Risorgimento, Tradizione (a cura di Francesco Mercadante), Giuffrè, Milano 1993.
DE SAUCLIÈRES Hercule, Il risorgimento contro la Chiesa e il Sud. Intrighi, crimini e menzogne dei piemontesi, Controcorrente Edizioni, Napoli 2003.
MESSORI Vittorio, Un italiano serio. Il beato Francesco Faà di Bruno, Paoline, Milano 1990.
MOZZARELLI Cesare (a cura di), Identità italiana e cattolicesimo. Una prospettiva storica, Carocci, Roma 2003.
O'CLERY Patrick Keyes, La rivoluzione italiana. Come fu fatta l'unità nazionale, Ares, Milano 2000.
PAPPALARDO Francesco, Il mito di Garibaldi, Piemme, Casale Monferrato, 2002.
RINALDI Gustavo, Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità, Controcorrente Edizioni, Napoli 2001.
TOPA Michele, Così finirono i Borbone di Napoli. Splendori e decadenza di un'antica dinastia, Fiorentino, Napoli 1990.
Revisionismo storico DEL NOCE Augusto, L'interpretazione transpolitica della storia contemporanea, Guida, Napoli 1982.
MESSORI Vittorio, Pensare la storia. Una lettura cattolica dell'avventura umana, Paoline, Milano 1992.
MESSORI Vittorio, La sfida della fede. Fuori e dentro la Chiesa: la cronaca in una prospettiva cristiana, Paoline, Milano 1993.
MESSORI Vittorio, Le cose della vita, Paoline, Milano 1995.
NEGRI Luigi, La Chiesa nel mondo, Itaca, Faenza 1993.
NEGRI Luigi, Controstoria. Una rilettura di mille anni di vita della Chiesa, San Paolo, Torino 2000.
NEGRI Luigi, False accuse alla Chiesa. Quando la verità smaschera i pregiudizi, Piemme, Casale Monferrato 1997.

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 13.12.06 20:24| 
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12 - Luisa Sangiuolo".
"Il brigantaggio nella Provincia di Benevento", DE Martini Ed. Benevento 1975
13 - Carlo Margolfo:
"Mi toccò in sorte il numero 15", Ed. a cura del Comune e della Pro Loco di Delebio, Sondrio, 1992
14 - Michele Topa:
"I briganti di Sua Maestà" Casa Ed. dei Fratelli Fiorentino di Fausto Fiorentino, Napoli 1993
15 - Edoardo Spagnuolo:
"La rivolta di Montefalcione" Ed. Nazione Napoletana, Napoli 1997
16 - Antonio Ciano:
"I Savoia e il massacro del Sud" Grandmelò Roma 1996
"Le stragi e gli eccidi dei Savoia" Graficart Formia 2006
17 - Gigi Di Fiore:
"1861-Un massacro dimenticato", Ed. Grimaldi & C Editori 1998
18 - Patrick Keys O'Clery:
"La Rivoluzione Italiana", Ed. Ares, Milano 2000
19 - Charles Garnier:
"Giornale dell'Assedio di Gaeta" 1860-68 Ed. C.R.T. Pistoia 1998
20 - A. Amati:
"Dizionario corografico dell'Italia" vol IV Milano 1868 pag. 8
21 - Pasquale Troncone:
"Legislazione penale dell'emergenza Italia" Jovene Editore, Napoli 2001
22 - Diego Novelli:
"Amor di Patria" Daniele Piazza Editore, Torino 1998
23 - Istituto Centrale di Statistica, Sommario di Statistiche Storiche d'Italia 1861-1965
24 - Michele de Sangro:
"Storia di Napoli" 1735-1861 - Luca Torre Ed. 1994

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 13.12.06 20:16| 
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1 - Archivio Centrale dello Stato di Roma (patrimonio ancora parzialmente inesplorato)
"Tribunali Militari per il brigantaggio" Busta numero 55, fascicolo 735
"Tribunale Militare di Guerra di Caserta, cartella N. 30-37 Processo N. 153
2 - Antonio Gramsci: "Sul Risorgimento" 1929 - 1935
"La questione meridionale" 1927
Vari testi sulla questione meridionale dal settimanale di cultura socialista "L'Ordine Nuovo" 1920 circa
3 - Giacinto De Sivo:
"Storia delle Due Sicilie" Ed. Brenner Cosenza, copia anastatica
4 - Carlo Alianiello:
"La conquista del Sud" Rusconi Ed. Libri 1994
5 - "La Civiltà Cattolica", Serie IV, volumi. VIII - IX - XI anno 1860-61 Roma
6 - Timoteo Galanti:
"Dagli Sciaboloni ai Piccioni" Edigrafital SpA S.Atto (Teramo) 1990
7 - Pietro Calà:
Unione, non unità d'Italia, Argo Lecce 1998
8 - Salvatore Scalia:
"Processo a Bixio, Giuseppe Maimone Editore, 1991
9 - Alco De Jaco:
"Il brigantaggio meridionale" Editori Riuniti, Roma 1969
"Diario di guerra" 1860-61 Del Bianco Editore
10 - Vincenzo Grimaldi:
La reazione di Gioia del Colle ed il sergente Romano" Stab. Tipog. Pansini 1901-09
11 - Franco Molfese:
"Storia del brigantaggio dopo l'unità" Feltrinelli Ed. Milano 1983

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 13.12.06 20:13| 
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Intervengo nuovamente con Antonio Gramsci.

Ancora inspiegabile la distruzione di tutti i miei interventi precedenti. Non che fosse importante la mia presenza, naturalmente. Inoltre Grillo è a casa sua e legittimamente può farlo, ci mancherebbe, ma perchè questo taglio? Posso solo dire che avendo innumerevoli volte citato brani di Gramsci non ho avuto problemi, neanche quando ho reso un vasto elenco storiografico relativo letture a mio avviso non convenzionali sul Risorgimento. Ma l'aver inserito, come corretta informazione e senza commenti personali, un proclama Reale di Francesco II di Borbone, integrale, relativo l'andamento dell'unità quasi compiuta, è arrivata la ... censura. Parola grossa. Strano, ma è così. Sicuramente mi sbaglio, non capisco ne voglio credere alla censura in questo sito. Chissà, forse è semplicemente un insignificante guasto tecnico e questo che dico non è certamente significante, ma coincide. Solo una coincidenza? Certamente. Appena inserito Francesco II di Borbone... zak, il taglio integrale.
Mistero. Ma non importa, io conto niente.
Grazie comunque all'ottimo Beppe Grillo e buon lavoro.


Da Antonio Gramsci: Lo stato "unitario" italiano, ... è stata una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti.

Antonio Gramsci da: "Sul Risorgimento" 1929 - 1935
"La questione meridionale" 1927
oltre che "L'Ordine Nuovo" 1920

marco caro (lumiere) Commentatore certificato 13.12.06 12:18| 
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Libro di
Giancarlo Padula
-VERGOGNA!-
Questa è la vera
storia d'Italia
Edizioni Segno
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685.000 persone uccise nel meridione, 500.000 arrestate, molti delle quali deportate nei lager sabaudi a Fenestrelle, località a 2000metri in Piemonte, dove i prigionieri venivano sciolti nella calce viva; 62 paesi distrutti e incendiati. Tutti gli ordini religiosi soppressi da una legge dello Stato. Persecuzioni ai cristiani.
Questo è stato il Risorgimento italiano.
E' bene finalmente sapere che il Risorgimento è stata un'invenzione a tavolino della massoneria internazionale e che i veri eroi dell'Italia non sono stati i vari Garibaldi, Vittorio EmanueleII e Cavour, ma, se di eroi si deve parlare, questi furono gli insorgenti del Sud, invaso dalle orde massoniche dello stato sabaudo. Una vicenda taciuta, offuscata e manipolata, di cui ancora l'Italia paga durissime conseguenze.

Giuseppe Erminio Ciuffreda 11.12.06 22:45| 
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Ringrazio Grillo per l'ospitalità sin ora dimostrata, ma ho trovato inspiegabile l'aver cancellato tutti e dico tutti i miei interventi. Non capisco ma mi adeguo, considerato che sono ospite a casa sua.

Grazie ancora ...

marco caro Commentatore certificato 11.12.06 20:05| 
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Con il Patriota MORETTI GAETANO di Apricena, condannato alla pena capitale della fucilazione in San Marco in Lamis nel 1862, interrompo la trascrizione per non togliere lo spirito critico e l'interesse storico della vicenda a chi sia interessato al libro:
LA CAPITANATA FRA BRIGANTI E PIEMONTESI
di GIOVANNI SAITTO

Giuseppe Erminio Ciuffreda 11.12.06 14:30| 
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continuando il commento precedente :
il tradimento fa parte della guerra ,cosi' come la corruzione ,la gente alla fine guarda i fatti).Cosi' il simpaticone di garibaldi si era proclamato dittatore ,E conservando i privilegi dei ricchi,ed promettendo la terra ai contadini ,e dicendo magari che l'unita' d'italia era partita da li' dalla sicilia pionera della nuova unita' nazionale,riusci' a conquistare la simpatia dei siciliani ,di cui molti passarono nel suo esercito per andare a conquistare il resto del regno .Ma garibaldi trovo' deserto dinanzi a se tanto che entro' a napoli senza sparare un colpo, e metre lui si proclamava dittatore a napoli mando' i suoi luogotenenti a combattere a capua .Ma da torino gli intimavano l'alt dicendogli di consegnare i territori conquistati ed unirsi alle truppe piemontesi che sarebbero arrivate nel sud .Cosi' stette un altro poco nel sud e poi se ne ando' via consapevole di essere stato fin troppo usato sopratutto dai piemontesi.e l sud divenne savoia ,con quei sovrani che con qualche viaggetto di rado al sud ricordavano di essere i loro sovrani,tra quella gente che forse si era illusa davvero nel sud fautore dell'inita' d'italia magari con palermo o napoli capitale ,invece a loro si era mentito tutto per realizzare il disegno oscuro di cavour che si servi' dela gente del sud per abbattere dei poteri ed instituire quelli dei savoia

giovanni di domenico 11.12.06 14:20| 
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"che cosa fu il brigantaggio" e' una domanda che ancora chiede una risposta analitica adeguata.Oggi troviamo una enorme quantita' di giudizi storici ,che sicuramente non danno dignita' e credibilita' ad un fenomeno storico .percio' credo che bisogni dare un a visione unitaria al brigantaggio.Beppe credo che tu abbia fatto bene a rievocare una pagina che ancora oggi suscita tanti enigmi ed interrogativi ,dietro ad romantiche interpetrazioni dell'unita' d'italia bisogna fare i conti con una enorme quantita' di morti,di tradimenti e di complotti internazionali.Inanzitutto permettetemi di fare una piccola osservazione:la parola "unita'" prevede che i soggetti ad attuarla sono mossi da intenti comuni ,che attraverso ripetuti incontri si stabilisce la nascita di una stato unitario che non grava su nessuna fetta di territorio.Ora ciascun stato possiede il suo rappresentante legittimo .Per il regno delle due sicilie era il re borbone, legittimato dal congresso di vienna a governare .Ora il re aveva sicuramente acquistato una riconoscena sia dai grandi signori che dalla popolazione facendosi garante delle antiche consuetudini di quella gente .Ora con questa geografia politica :austriaci al nord est ,papa al centro e borboni al sud ,(oltre ai savoia ) nel nord ovest ,o si costruiva una stato federale dove si conservavano i vecchi poteri per quei territori,od uno di questi poteri prendesse l'iniziativa ad abbattare quei poteri per estendere il suo ,ed ecco la genialata di cavour ,ecco "l'unita' d'italia secondo cavour".Un uomo che ha passato gran parte della sua vita a preparare ed attuare il suo progetto ,a costruirsi le alleanze necessarie per realizzare l'italia che voleva .la presa per il culo piu' grande la hanno avuta i meridonali,da noi venne inviato garibaldi ,che riusci' ad catturare la simpatia dei siciliani riuscendo a sconfiggere un esercito di 30000 uomini con la leggenda dei suoi 1000(molti diranno che fugrazie al tradimento ,ma il tradimento fa parte della

di domenico giovanni 11.12.06 13:50| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemantesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie)
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MASTROLITTO LUIGI: di Torremaggiore, ucciso il 7 dicembre 1863 presso Montefalcone (BN).
MASTROMATTEO GIUSEPPE: alias SPACCANTE, di Felice, di Vico, dov'è fucilato il 13 agosto 1861.
MAZZAMURRO ANGELO: fu Matteo, di Monte Sant'Angelo, dov'è fucilato il 12 ottobre 1862.
MEGOLA GIUSEPPE: di Apricena, fucilato nel giugno 1863 a San Severo.
MELCHIORRE DOMENICANTONIO: di Busso(CB), fucilato il 13 marzo 1862 a Torremaggiore.
MERLA GIUSEPPE: di Apricena, fucilato il 23 aprile 1863 in San Marco in Lamis.
METTA CARMINANTONIO: di Torremaggiore, fucilato nel 1863 a Poggio Imperiale.
MEZZACAPPA GIOVANNI: fu Antonio di Campobasso, fucilato il 13 marzo 1862 a Torremaggiore.
MIMMO MATTEO: di San Marco in Lamis, dov'è fucilato il 23 aprile 1863.
MINELLI DOMENICO: alias TUPPOROSSO, fu Vincenzo, di Casalnuovo, ucciso nel maggio del 1862 in Santagata.
MINISCHETTI ANTONIO: di San Severo, dov'è fucilato nel 1862.
MINOTTI LUIGI: di Santagata Croce di Magliano (CB), fucilato in agosto del 1861 a Serracapriola.
MIUCCI ANTONIO: alias VACCAIO, di Apricena, fucilato il 5 marzo 1863 a San marco in Lamis.
MIUCCI GIAMBATTISTA: di Monte Sant'Angelo, fucilato a Torremaggiore il 13 marzo 1862.
MODULA DOMENICO: di Biccari, fucilato a Lucera il 25 gennaio 1863.
MODULA MICHELANGELO: di Biccari, dov'è fucilato il 13 gennaio 1863.
MOFFA MICHELE: di Giuseppe, di Riccia (CB),fucilato il 5 luglio 1862 a san marco la Catola.
MONACO GIUSEPPE: di Nicola, di Castelvetere (CB), fucilato a Deliceto il 1° aprile 1862.
MONTAGNO GIOVANNI: di Celenza, fucilato il 13 marzo 1862 a Torremaggiore.
MONTEFORTE ANGELO: del fu Gregorio, di Volturino, dov'è fucilato il 17 luglio 1861.
MORALE VITO: di Carbonara (BA), fucilato il 19 dicembre 1861 ad Ascoli.
MORETTI GAETANO: di Apricena, dov'è fucilato nel novembre 1862.
----->segue

Giuseppe Erminio Ciuffreda 11.12.06 12:26| 
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Il commento sottostante al titolo del libro di Giovanni Saitto LA CAPITANATA FRA BRIGANTI E PIEMONTESI, è mio e personale parere; mi scuso per la mancata precisazione nel precedente messaggio, grazie
Giuseppe Erminio Ciuffreda

Giuseppe Erminio Ciuffreda 11.12.06 09:51| 
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Dal libro di Giovanni Saitto LA CAPITANATA FRA BRIGANTI E PIEMONTESI Edizioni del Poggio, tel 0882.996033
A fronte alta i nostri Avi si batterono per la difesa dell'antico Regno delle Due Sicilie, i patrioti caduti sotto le fucilate dell'esercito savoiardo-piemontese, ancora attendono l'onore delle armi, ancora attendono degna e cristiana sepoltura, ancora attendono che i loro nomi vengano trascitti sull'altare di una Patria perduta: il Regno delle Due Sicilie. L'onore di questi uomini, chiamati briganti dalla storiografia ufficiale, rimasti ancora fedeli a Ferdinando II, a Francesco II e alla Bandiera Gigliata delle Due Sicilie, è ancora ignorato da questa Italia, che cerca di cancellare la memoria di un intero popolo: quello del Sud, orgoglioso e superbo!
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MARASCHILLO MICHELANTONIO: di Cagnano, fucilato il 13 marzo 1862 a Torremaggiore.
MARASCO DOMENICO: di Vietri (PZ), fucilato il 10 novembre 1861 a Santagata.
MARINACCIO MICHELE: fu Michele, di Savignano (AV), fucilato il 25 aprile 1862 ad Ascoli.
MARRAFINO MICHELE: alias LUPACCHIO,di Volturara, dov'è fucilato il 16 luglio 1861.
MARRONE GIUSEPPE: di Riccia (CB), fucilato il 23 aprile 1863 a San Marco in Lamis.
MARRONE GIUSEPPE: alias PASSARELLO, di Apricena, fucilato il 5 marzo 1864 a San Marco in Lamis.
MARTINO FRANCESCO: di Emiddio, di Isernia, fucilato il 2 ottobre 1862 a San Severo.
MARTINO VINCENZO: di Isernia, fucilato il 13 marzo 1862 a Torremaggiore.
MARUCCI DOMENICO: di Michelangelo, di Ripabottoni (CB), fucilato il 21 giugno 1862 a Serracapriola.
MASCHILI MICHELANGELO: fu Fortunato, di San Paolo, dov'è fucilato il 17 gennaio 1863.
MASCOLO MATTEO: di Sannicandro, fucilato il 13 marzo 1862 a Torremaggiore.
MASTROIANNI VINCENZO: di Castelnuovo, fucilato il 16 luglio 1861 a Casalnuovo.
MASTROLITTI GIORGIO: di Nicola, di San Paolo, fucilato in San Marco in Lamis.
MASTROLITTO DOMENICO: fu Pasquale, di Torremaggiore, dov'è fucilato il 24 marzo 1863.
--->segue elenco

Giuseppe Erminio Ciuffreda 11.12.06 09:41| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua elenco di patrioti caduti nella difesa del regno delle Due Sicilie)
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LONGO SAVERIO: di Rignano, fucilato il 6 marzo 1863 a Foggia.
LOTTI GIOVANNI: di Torremaggiore, fucilato il 24 marzo 1863 a Bovino.
LOTTI GIUSEPPE: fu Francesco Paolo, di Torremaggiore, dov'è fucilato il 24 marzo 1863.
LUCA MICHELE: di Montefusco (AV), ucciso il 24 marzo 1863 a Bovino.
LUCIANO GIUSEPPE: di Castelvetere (BN), fucilato a Bovino il 24 Marzo 1863.
LUISO FRANCESCO: fu Domenico, di san Giorgio la Molara (BN), fucilato il 25 aprile 1862 ad Ascoli.
MADONNA NICOLA: di Casalnuovo, domiciliato in San Severo dov'è fucilato nel 1861.
MAGNATTA PASQUALE: fu Francescantonio, di Bovino, dov'è fucilato il 24 febbraio 1863.
MAINARDO LORENZO: di Sannicandro, fucilato a Torremaggiore il 13 marzo 1862.
MALAMISURA ANTONIO: di Sannicandro, fucilato il 13 marzo 1862 a Torremaggiore.
MALCONGI TOMMASO: fu Leonardo, di Cerignola, fucilato il 25 aprile del 1862 ad Ascoli.
MANCINI ANTONIO; di San Giuliano (CB), fucilato il 17 giugno 1862 a Serracapriola.
MANDUZIO MICHELE: di Matteo, di Sannicandro, fucilato il 13 gennaio 1863 a Rodi.
MANELLI GIUSEPPE: alias LUPO, di San Marco la Catola, fucilato nel luglio 1861 a Torremaggiore.
MANES MERCURIO: di Domenico, di Portocannone, ucciso il 16 marzo 1863 presso la masseria Rivolta, in agro di Lesina.
MANES VINCENZO: di Giuseppe, di Ururi (CB), ucciso il 25 febbraio 1863 nel Bosco Isola di Marina di Lesina.
MANGIACAVALLO NICOLA: di Portocannone (CB), ma domiciliato a Campomarino (CB), ucciso presso la masseria Rivolta, in agro di Lesina, il 16 marzo 1863.
MANGIACOTTO ANTONIO: di San Giovanni Rotondo, fucilato il 18 maggio 1862 a San marco in Lamis.
MANSUETO NICOLA: di Montefalcone (BN), fucilato il 25 gennaio 1863 a Lucera.
MARANO GAETANO: fu Domenico, di Montaguto (AV), fucilato il 25 aprile 1862 ad Ascoli.
----> continua

Giuseppe Erminio Ciuffreda 10.12.06 11:30| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie)
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LAVIANO DOMENICO: fu Gaetano, di Santagata, dov'è fucilato il 10 novembre 1861.
LAVIANO GAETANO: fu Antonio, di Santagata,dov'è fucilato il 10 novembre 1861.
RUGGIERO NICOLA: di San Marco in Lamis, dov'è ucciso il 21 marzo 1863.
LENNA FRANCESCO: di Avellino, fucilato il 24 marzo 1863 a Bovino.
LEUZZI FRANCESCO: di Vincenzo, di San Paolo, fucilato nel settembre 1862 a San Severo.
LICURCI LEONARDO: di Casalnuovo, fucilato il 24 marzo 1863 a Bovino.
LEONARDO NICOLA: fu Donato, di Volturara, dov'è fucilato il 3 agosto 1861.
LISBONA ANTONIO: alias FERRARIELLO, di Baselice (BN), ucciso il 25 marzo 1861 presso Biccari.
LO MASTRO GIOVANNI: di Alberobello (BA), fucilato il 31 ottobre 1862 ad Alberona.
LOMBARDI ANTONIO: di baselice (BN), ma domiciliato a San Severo, ucciso nel 1862 presso Apricena.
LOMBARDI GIUSEPPE: di San Marco in lamis, fucilato il 24 marzo 1863 a Bovino.
LOMBARDI LUDOVICO: di Pietra, ucciso il 6 marzo 1863 presso Serracapriola.
LOMBARDI PASQUALE: fu Girolamo, di Casalnuovo, fucilato il 4 agosto 1862 in Castelnuovo.
LONGO CARMINE ANTONIO: di Pietra, fucilato il 16 marzo 1863 in San Marco in Lamis.
LONGO MICHELE: di felice, di San Paolo, dov'è fucilato il 14 Giugno 1863.
LONGO RAFFAELE: di Felice, di San Paolo, dov'è ucciso nel 1863.

Giuseppe Erminio Ciuffreda 10.12.06 10:47| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti caduti per la difesa del Regno delle Due Sicilie)
-----
GUGLIELMO PASQUALE: alias VULPIANO: di Santa Croce di Magliano(CB), ucciso nel 1862 presso Lucera.
GUIDONE FRANCESCO: alias ANDREONE, di Apricena, ucciso il 17 agosto 1863 presso San Marco in Lamis.
IACONELLI GRAZIANO: di Canosa(BA), fucilato il 2 settembre 1862 in San Paolo.
IACOVANGELO FRANCESCO: fu Vitantonio, di Vico dov'è fucilato il 7 settembre 1861.
IACOVANGELO PIETRO: alias IL PEZZENTE, fu Vitantonio, di Vico, nel cui tenimento è ucciso il 2 settembre 1862.
IACOVELLI GIANFILIPPO:fu Michele, di Casalvecchio, ucciso nei pressi di San Paolo il 2 settembre 1862.
IADAROLA GIANBATTISTA:di Pietramontecorvino, ucciso l'11 febbraio 1863 presso Castelnuovo dalla banda Caruso, della quale faceva parte.
IAMARINO SERAFINO: alias SPEZZAFERRO, di Pietra, fucilato il 2 settembre 1862. a Castelnuovo.
IANNANTUONO LIBERATO: di Casalvecchio, fucilato il 2 settembre 1862 presso Castelnuovo.
IANZITO BALDASSARRE: di Molinara(BN), ucciso il 7 dicembre 1863 nei pressi di Montefalcone (BN).
LACCONE GIUSEPPE MARIA: di Michele, di Celenza, fucilato il 18 gennaio 1862 a San Marco la catola.
LA CROCE MARTINO: di Apricena, fucilato il 6 marzo 1863 a San Marco in Lamis.
LALLO FABIANO: di San Marco in Lamis, dov'è ucciso il 2 luglio 1862.
LANGUZZI GIUSEPPE: fu Domenico, di Bovino, dov'è fucilato il 6 luglio 1861.
LANZILLI PELLEGRINO: fu Domenico, di Monte Sant'Angelo, fucilato il 24 marzo 1863 a Torremaggiore.
LANZONE DOMENICO: di san Severo, ucciso il 17 agosto 1863 presso San Marco in Lamis.
LANZONE SEVERO:di San Severo, ucciso nel 1863 presso San Marco in Lamis.
LA SERPE MICHELE:di San Paolo, ucciso il 29 settembre 1863 a San Marco in Lamis.
LA TORRE DOMENICO:fu Leonardo, di Monte Sant'Angelo, dov'è fucilato il 29 gennaio 1862.
-->(segue elenco di patrioti caduti nella difesa del Regno delle due Sicilie)

Giuseppe Erminio Ciuffreda 10.12.06 09:51| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti caduti per la difesa del Regno delle Due Sicilie)
-----------
GAMMINO GERARDO: di Melfi (PZ), fucilato il 12 settembre 1862 a Vieste.
GAUDIOSO LEONARDO: di sant'Andrea (AV), fucilato il 17 aprile 1862 a Serracapriola.
GENICOLO SEVERO: fu Antonio, di San Severo, dov'è fucilato l'8 marzo 1862.
GIAMBATTISTA VINCENZO: fu LUIGI, di Alberona, dov'è fucilato il 16 agosto 1861.
GIANDOMENICO GIUSEPPE: di Giuseppe, di Lecce nei Marsi (AQ), fucilato il 18 gennaio 1863 a Cerignola.
GILIBERTI GIACOMO: di Nicola, di Trani (BA), fucilato il 25 aprile 1862 ad Ascoli.
GIONA SALVATORE: di Castelnuovo, fucilato il 1° giugno 1862 in Serracapriola.
GIORDANO GIUSEPPE: di Monte Sant'Angelo, fucilato l'11 agosto 1861 a Gambatesa (CB).
GIORDANO MICHELE: del fu Luca, di Mattinata, fucilato il 12 settembre 1862 a Vieste.
GIOTTARIELLO VITO: di Laviano (SA), fucilato il 12 settembre 1862 a Vieste.
GIROLAMO LUIGI: di Santagata, fucilato il 12 settemre 1862 a Vieste.
GISONNI MARCO: fu Nicola,di Bovino, dov'è fucilato il 10 febbraio 1862.
GOLINO GIUSEPPE: di ragusa, fucilato il 12 settembre 1862 a Vieste.
GRAMPONE DOMENICO: di Motta, fucilato il 12 settemrbe 1862 a Vieste.
GRANATA GIUSEPPE MARIA: di Michele, di San Paolo, fucilato il 14 luglio 1862 a Castelnuovo.
GRASSI NICOLA: di Santagata, fucilato il 12 settembre 1862 a Vieste.
GRAZIANO LUIGI: di San Marco in Lamis, fucilato il 12 settembre 1862 a Vieste.
GRIMALDI MICHELE: di Giovanni, di Cagnano, fucilato nell'ottobre 1862, in monte Sant'Angelo.
GROSSO MICHELANTONIO: di Nunzio, di Carpino, fucilato il 16 luglio 1863 in Monte Sant'Angelo.
GUALANO MICHELE: di San Marco in Lamis, nel cui tenimento è ucciso il 17 agosto 1863.
GUERRIERI POTITO: fu Francesco, di Candela, ucciso in contrada Canestrello il 9 ottobre 1861.
----->segue elenco di patrioti caduti nella difsa del Regno delle Due Sicilie


Giuseppe Erminio Ciuffreda 09.12.06 12:54| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti caduti per la difesa del Regno delle Due Sicilie)
---------
FALCONE MATTEO: fu Giovanni, di Monte Sant'Angelo, fucilato a Vico nel 1862.
FARASCO ANTONIO: di Ariano (AV), fucilato il 14 dicembre 1862 a Troia.
FARSA PASQUALE: di Vallata (AV), fucilato il 20 maggio 1862 a Torremaggiore.
FASCIA FEDELE: di Casalvecchio, fucilato l'11 febbraio 1863 a castelnuovo.
FAVALA CLEMENTE: di Cerignola, fucilato il 20 maggio 1862 a Torremaggiore.
FAVATA' PASQUALE: di Candela, fucilato nel 1862 a Cerignola.
FERRANTE PASQUALE: di Castelnuovo, fucilato il 20 maggio 1862 a Torremaggiore.
FERRUCCI VINCENZO: fu Vincenzo, di Castelnuovo, dov'è fucilato l'11 febbraio 1863.
FESTA FEDELE: di Montecalvo(AV), fucilato ad Ascoli il 25 Aprile 1862.
FIORILLO ANTONIO: di San Bartolomeo (BN), fucilato nel 1861 a San Severo.
FIORINO NICOLA: di Francesco, di Messina, fucilato il 30 luglio 1862 a Manfredonia.
FIORITO ANTONIO: di San Giuliano (CB), fucilato il 23 luglio 1861 a San Paolo.
FORTEZZA GIUSEPPE: di Ascoli, fucilato il 7 settemre 1862 ad Alberona.
FRANCAVILLA SAVINO: di San Ferdinando, fucilato il 28 aprile 1862 a manfredonia.
FRANCHINI GIUSEPPE: di Merì (ME), fucilato l'11 agosto 1862 a Manfredonia.
FULGARO LIBORIO: di San Marco in Lamis, ucciso il 7 settemrbe 1862 nel tenimento di Apricena.
FUSIANI LUIGI: di Torremaggiore, dov'è fucilato il 20 maggio 1862.
GAGGIANO CARLO: di San Marco in Lamis, dov'è fucilato il 16 aprile 1861.
GAGGIANO CARLO: alias CORLICIELLO, di San Marco in Lamis, nel cui tenimento viene ammazzato il 19 dicembre 1862.
GALA FABIANO: di San Marco in Lamis, fucilato a Cagnano nel settembre 1862.
GALLO ANTONIO: fu Donato, di Carpino, dov'è fucilato il 18 luglio 1863.
GAMBUTO DOMENICO: fu Silvestro, di Monte Sant'Angelo, fucilato il 9 ottobre 1862 a Manfredonia.
-->segue l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie

Giuseppe Erminio Ciuffreda 09.12.06 11:15| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti immolatisi per la difesa del Regno delle Due Sicile)
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DIAMANTE NICOLA: fu Michele, di Sannicandro, fucilato nel febbraio 1862 a San Marco in Lamis.
DI CARLO MATTEO: di Motta, fucilato a Lucera il 26 gennaio 1862.
DI CECCO MICHELE: di Alberona, fucilato il 17 luglio 1861 a Volturino.
DI COSTANZO FRANCESCO: di Savino, di San Severo, dov'è fucilato l'8 marzo 1862.
DI DONATO EVANGELISTA: di Pietramontecorvino, fucilato nel febbraio 1862 a San marco in Lamis.
DI FINE FRANCESCO: di Pietro, di Vico dov'è fucilato nel febbraio 1862.
DI FURIA GIUSEPPE: di Ariano (AV), fucilato ad Ascoli il 25 aprile 1862.
DI GREGORIO POTITO: fu Filippo, di Ascoli, fucilato a Santagata il 27 dicembre 1861.
DI IORIO BALDASSARRE: di Carlantino, fucilato nel maggio 1862 nel carcere di Lucera.
DI IUZZI FRANCESCO: di Vincenzo, di san Paolo, fucilato il 2 ottobre 1862 a San Severo.
DI MARIA DONATANTONIO: fu Marco, di Alberona, dov'è fucilato il 16 agosto 1861.
DI MATTIA VINCENZO: alias MARTINIELLO, fu Francesco, di Bovino, dov'è fucilato il 24 febbraio 1863.
DI PAOLA DOMENICO: di Macchiagodena (IS), fucilato il 22 febbraio 1863 a Serracapriola.
DI PUMPO MICHELE: di Torremaggiore, dov'è fucilato nel maggio 1862.
D'ONOFRIO ANTONIO: di Montefalcone (BN), fucilato il 31 giugno 1863 a Caserta.
ESPOSITO ANTONIO: alias BRIELLA; di Apricena, dov'è fucilato il 2 marzo 1862.
ESPOSITO MATTEO: di Guardia Lombardi (AV), fucilato il 13 febbraio 1863 a san Severo.
ESPOSITO VINCENZO: alias LAVIANO, di Apricena, dov'è fucilato il 4 Marzo 1863.
FALCETO FEDELE: di Castelluccio Valmaggiore, fucilato il 12 gennaio 1863 a Lucera.
FALCONE GIAMBATTISTA: di Vico, fucilato il 20 maggio 1862 a Torremaggiore.
FALCONE GIUSEPPE: fu Giovanni, di Monte Sant'Angelo, fucilato il 26 settembre 1861 a San Giovanni Rotondo.
->segue l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie

Giuseppe Erminio Ciuffreda 09.12.06 00:36| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti immolatisi per la difesa del Regno delle Due Sicile)
---
DIAMANTE NICOLA: fu Michele, di Sannicandro, fucilato nel febbraio 1862 a San Marco in Lamis.
DI CARLO MATTEO: di Motta, fucilato a Lucera il 26 gennaio 1862.
DI CECCO MICHELE: di Alberona, fucilato il 17 luglio 1861 a Volturino.
DI COSTANZO FRANCESCO: di Savino, di San Severo, dov'è fucilato l'8 marzo 1862.
DI DONATO EVANGELISTA: di Pietramontecorvino, fucilato nel febbraio 1862 a San marco in Lamis.
DI FINE FRANCESCO: di Pietro, di Vico dov'è fucilato nel febbraio 1862.
DI FURIA GIUSEPPE: di Ariano (AV), fucilato ad Ascoli il 25 aprile 1862.
DI GREGORIO POTITO: fu Filippo, di Ascoli, fucilato a Santagata il 27 dicembre 1861.
DI IORIO BALDASSARRE: di Carlantino, fucilato nel maggio 1862 nel carcere di Lucera.
DI IUZZI FRANCESCO: di Vincenzo, di san Paolo, fucilato il 2 ottobre 1862 a San Severo.
DI MARIA DONATANTONIO: fu Marco, di Alberona, dov'è fucilato il 16 agosto 1861.
DI MATTIA VINCENZO: alias MARTINIELLO, fu Francesco, di Bovino, dov'è fucilato il 24 febbraio 1863.
DI PAOLA DOMENICO: di Macchiagodena (IS), fucilato il 22 febbraio 1863 a Serracapriola.
DI PUMPO MICHELE: di Torremaggiore, dov'è fucilato nel maggio 1862.
D'ONOFRIO ANTONIO: di Montefalcone (BN), fucilato il 31 giugno 1863 a Caserta.
ESPOSITO ANTONIO: alias BRIELLA; di Apricena, dov'è fucilato il 2 marzo 1862.
ESPOSITO MATTEO: di Guardia Lombardi (AV), fucilato il 13 febbraio 1863 a san Severo.
ESPOSITO VINCENZO: alias LAVIANO, di Apricena, dov'è fucilato il 4 Marzo 1863.
FALCETO FEDELE: di Castelluccio Valmaggiore, fucilato il 12 gennaio 1863 a Lucera.
FALCONE GIAMBATTISTA: di Vico, fucilato il 20 maggio 1862 a Torremaggiore.
FALCONE GIUSEPPE: fu Giovanni, di Monte Sant'Angelo, fucilato il 26 settembre 1861 a San Giovanni Rotondo.
->segue l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie

Giuseppe Erminio Ciuffreda 09.12.06 00:35| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti immolatisi per la difesa del Regno delle Due Sicile)
---
DIAMANTE NICOLA: fu Michele, di Sannicandro, fucilato nel febbraio 1862 a San Marco in Lamis.
DI CARLO MATTEO: di Motta, fucilato a Lucera il 26 gennaio 1862.
DI CECCO MICHELE: di Alberona, fucilato il 17 luglio 1861 a Volturino.
DI COSTANZO FRANCESCO: di Savino, di San Severo, dov'è fucilato l'8 marzo 1862.
DI DONATO EVANGELISTA: di Pietramontecorvino, fucilato nel febbraio 1862 a San marco in Lamis.
DI FINE FRANCESCO: di Pietro, di Vico dov'è fucilato nel febbraio 1862.
DI FURIA GIUSEPPE: di Ariano (AV), fucilato ad Ascoli il 25 aprile 1862.
DI GREGORIO POTITO: fu Filippo, di Ascoli, fucilato a Santagata il 27 dicembre 1861.
DI IORIO BALDASSARRE: di Carlantino, fucilato nel maggio 1862 nel carcere di Lucera.
DI IUZZI FRANCESCO: di Vincenzo, di san Paolo, fucilato il 2 ottobre 1862 a San Severo.
DI MARIA DONATANTONIO: fu Marco, di Alberona, dov'è fucilato il 16 agosto 1861.
DI MATTIA VINCENZO: alias MARTINIELLO, fu Francesco, di Bovino, dov'è fucilato il 24 febbraio 1863.
DI PAOLA DOMENICO: di Macchiagodena (IS), fucilato il 22 febbraio 1863 a Serracapriola.
DI PUMPO MICHELE: di Torremaggiore, dov'è fucilato nel maggio 1862.
D'ONOFRIO ANTONIO: di Montefalcone (BN), fucilato il 31 giugno 1863 a Caserta.
ESPOSITO ANTONIO: alias BRIELLA; di Apricena, dov'è fucilato il 2 marzo 1862.
ESPOSITO MATTEO: di Guardia Lombardi (AV), fucilato il 13 febbraio 1863 a san Severo.
ESPOSITO VINCENZO: alias LAVIANO, di Apricena, dov'è fucilato il 4 Marzo 1863.
FALCETO FEDELE: di Castelluccio Valmaggiore, fucilato il 12 gennaio 1863 a Lucera.
FALCONE GIAMBATTISTA: di Vico, fucilato il 20 maggio 1862 a Torremaggiore.
FALCONE GIUSEPPE: fu Giovanni, di Monte Sant'Angelo, fucilato il 26 settembre 1861 a San Giovanni Rotondo.
->segue l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie

Giuseppe Erminio Ciuffreda 09.12.06 00:35| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti immolatisi per la difesa del Regno delle Due Sicile)
---
DIAMANTE NICOLA: fu Michele, di Sannicandro, fucilato nel febbraio 1862 a San Marco in Lamis.
DI CARLO MATTEO: di Motta, fucilato a Lucera il 26 gennaio 1862.
DI CECCO MICHELE: di Alberona, fucilato il 17 luglio 1861 a Volturino.
DI COSTANZO FRANCESCO: di Savino, di San Severo, dov'è fucilato l'8 marzo 1862.
DI DONATO EVANGELISTA: di Pietramontecorvino, fucilato nel febbraio 1862 a San marco in Lamis.
DI FINE FRANCESCO: di Pietro, di Vico dov'è fucilato nel febbraio 1862.
DI FURIA GIUSEPPE: di Ariano (AV), fucilato ad Ascoli il 25 aprile 1862.
DI GREGORIO POTITO: fu Filippo, di Ascoli, fucilato a Santagata il 27 dicembre 1861.
DI IORIO BALDASSARRE: di Carlantino, fucilato nel maggio 1862 nel carcere di Lucera.
DI IUZZI FRANCESCO: di Vincenzo, di san Paolo, fucilato il 2 ottobre 1862 a San Severo.
DI MARIA DONATANTONIO: fu Marco, di Alberona, dov'è fucilato il 16 agosto 1861.
DI MATTIA VINCENZO: alias MARTINIELLO, fu Francesco, di Bovino, dov'è fucilato il 24 febbraio 1863.
DI PAOLA DOMENICO: di Macchiagodena (IS), fucilato il 22 febbraio 1863 a Serracapriola.
DI PUMPO MICHELE: di Torremaggiore, dov'è fucilato nel maggio 1862.
D'ONOFRIO ANTONIO: di Montefalcone (BN), fucilato il 31 giugno 1863 a Caserta.
ESPOSITO ANTONIO: alias BRIELLA; di Apricena, dov'è fucilato il 2 marzo 1862.
ESPOSITO MATTEO: di Guardia Lombardi (AV), fucilato il 13 febbraio 1863 a san Severo.
ESPOSITO VINCENZO: alias LAVIANO, di Apricena, dov'è fucilato il 4 Marzo 1863.
FALCETO FEDELE: di Castelluccio Valmaggiore, fucilato il 12 gennaio 1863 a Lucera.
FALCONE GIAMBATTISTA: di Vico, fucilato il 20 maggio 1862 a Torremaggiore.
FALCONE GIUSEPPE: fu Giovanni, di Monte Sant'Angelo, fucilato il 26 settembre 1861 a San Giovanni Rotondo.
->segue l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie

Giuseppe Erminio Ciuffreda 09.12.06 00:35| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti immolatisi per la difesa del Regno delle Due Sicile)
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DIAMANTE NICOLA: fu Michele, di Sannicandro, fucilato nel febbraio 1862 a San Marco in Lamis.
DI CARLO MATTEO: di Motta, fucilato a Lucera il 26 gennaio 1862.
DI CECCO MICHELE: di Alberona, fucilato il 17 luglio 1861 a Volturino.
DI COSTANZO FRANCESCO: di Savino, di San Severo, dov'è fucilato l'8 marzo 1862.
DI DONATO EVANGELISTA: di Pietramontecorvino, fucilato nel febbraio 1862 a San marco in Lamis.
DI FINE FRANCESCO: di Pietro, di Vico dov'è fucilato nel febbraio 1862.
DI FURIA GIUSEPPE: di Ariano (AV), fucilato ad Ascoli il 25 aprile 1862.
DI GREGORIO POTITO: fu Filippo, di Ascoli, fucilato a Santagata il 27 dicembre 1861.
DI IORIO BALDASSARRE: di Carlantino, fucilato nel maggio 1862 nel carcere di Lucera.
DI IUZZI FRANCESCO: di Vincenzo, di san Paolo, fucilato il 2 ottobre 1862 a San Severo.
DI MARIA DONATANTONIO: fu Marco, di Alberona, dov'è fucilato il 16 agosto 1861.
DI MATTIA VINCENZO: alias MARTINIELLO, fu Francesco, di Bovino, dov'è fucilato il 24 febbraio 1863.
DI PAOLA DOMENICO: di Macchiagodena (IS), fucilato il 22 febbraio 1863 a Serracapriola.
DI PUMPO MICHELE: di Torremaggiore, dov'è fucilato nel maggio 1862.
D'ONOFRIO ANTONIO: di Montefalcone (BN), fucilato il 31 giugno 1863 a Caserta.
ESPOSITO ANTONIO: alias BRIELLA; di Apricena, dov'è fucilato il 2 marzo 1862.
ESPOSITO MATTEO: di Guardia Lombardi (AV), fucilato il 13 febbraio 1863 a san Severo.
ESPOSITO VINCENZO: alias LAVIANO, di Apricena, dov'è fucilato il 4 Marzo 1863.
FALCETO FEDELE: di Castelluccio Valmaggiore, fucilato il 12 gennaio 1863 a Lucera.
FALCONE GIAMBATTISTA: di Vico, fucilato il 20 maggio 1862 a Torremaggiore.
FALCONE GIUSEPPE: fu Giovanni, di Monte Sant'Angelo, fucilato il 26 settembre 1861 a San Giovanni Rotondo.
->segue l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie

Giuseppe Erminio Ciuffreda 09.12.06 00:35| 
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In questi ultimi tempi sono stati messi e restaurati monumenti ai caduti delle guerre savoiarde anche nei paesi del subappennino dauno in via di estinzione a causa dell'emigrazione di intere famiglie: qui in Capitanata non c'è economia trainante, quelli che restano appartengono al ceto dominante, il quale richiede manodopera senza tutele e a prezzi di fame: questa è l'Italia piemontesizzata che avanza in questo Sud, arroccando l'economia in poche famiglie tricolorate...mai in nessuna guerra si è vista la sconfitta così persistente di un popolo, che ormai accetta la diaspora come avvenire per i propri figli.
Per cui continuo a trascrivere l'elenco di chi ha combattuto per la difesa del Regno delle Due Sicilie: voglia essere un monito e un "monumento" a tutti i meridionali di quest'Italia, che abbiano a cuore la REDENZIONE della propria Dignità e della propria Terra.
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco di patrioti immolatisi per la difesa del Regno delle Due Sicilie)
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DE NISI ALESSANDRO: di San Marco in Lamis, dov'è fucilato il 15 luglio 1862.
DE NITTIS MICHELE: di San Marco in Lamis, fucilato il 26 aprile 1863 a Monte Sant'Angelo.
DE PAOLA CARMINANTONIO: alias SARDELLO, del fu Sebastiano, di Casalanguida (CH), fucilato il 30 aprile 1863 ad Apricena.
D'ERRICO PASQUALE: di Mattinata, fucilato nel 1862 a Monte Sant'Angelo.
DE SIMONE BERARDINO: fu Francesco, di Mirabella (AV), fucilato il 25 aprile 1862 ad Ascoli.
DE SIMONE FRANCESCO: alias FAMMILUCE, di Apricena, morto nella masseria Pontone, in agro di Lesina, il 7 novembre 1862.
DE STEFANO NICOLA: di Savino, di Rocchetta,fucilato il 13 novembre 1861 a Cerignola.
DE TROIA ANTONIO: di Nicola, di San Ferdinando, fucilato a Canosa (BA) il 24 aprile 1861.
DIAMANTE GIUSEPPE: di San Marco im Lamis, ucciso il 27 febbraio 1863 in tenimento di San Marco.
--->segue elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie

Giuseppe Erminio Ciuffreda 08.12.06 23:41| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie)
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D'ALOIA LEONARDO:detto L'ALOIA, di Nicola,di Poggio Imperiale, ucciso il 7 novembre 1862 in agro di Poggio Imperiale.
D'AMATO GAETANO: di Monteleone, fucilato il 25 aprile 1862 ad Ascoli.
D'AMBROSIO PASQUALE: fu Biase, di Pietramontecorvino, fucilato a Castelnuovo il 3 ottobre1863.
D'AMICO GIUSEPPE: fu Antonio, di Carpino, fucilato ad Ischitella il 22 Aprile 1862.
D'ANDELE MICHELE: di Torremaggiore, fucilato a Troia il 23 marzo1863.
D'ANGELI MICHELE: di Sessano (IS), fucilato a Troia il 23 marzo1863.
D'ANGELO NICOLA: di Tommaso, di Reino (BN), fucilato il 20 luglio 1861 a Chieuti.
DANIELE COSIMO: alias BUCHICCHIO, di San marco in Lamis, ucciso l'8 gennaio 1862 nel tenimento di Carpino.
D'AUDISIO LEONARDO: di Serracapriola, fucilato il 23 Marzo 1863 a Troia.
D'AULISIO FERNANDO: di Rocchetta, fucilato a Torremaggiore l'8 luglio 1862.
DE CAROLIS EMANUELE: di San Marco in Lamis, fucilato a Torremaggiore il 20 maggio 1862.
DE FELICE ANGELO MARIA: di San Marco in Lamis, ucciso il 7 settembre 1862 in tenimento di Rignano.
DE FINIS LEONARDO:di Antonio, di Vieste dov'è fucilato il 12 settembre 1862.
DEL CONTE RAFFAELE: di Torremaggiore, fucilato il 1° gennaio 1863 a San Marco in Lamis.
DEL GROSSO GIUSEPPE:fu Francesco, di Santa Croce di Morcone (BN), fucilato il 14 luglio 1862 a Castelnuovo.
DEL NOBILE GIUSEPPE: alias CARMOSINO,del fu Michele, di Monte Sant'Angelo, dov'è fucilato il 26 aprile 1863.
DEL SAMBRO ANTONIO:alias U'ZAMBR, di San marco in Lamis, dov'è fucilato il 29 giugno 1862.
DE MARIA GIUSEPPE: di Sebastiano, di Santa Croce di Morcone (BN),fucilato il 5 luglio 1862 a San Marco la Catola.
DE MEO SALVATORE:alias NARDILLO, di Torremaggiore, ucciso il 7 dicembre 1863 nei pressi di Montefalcone(BN).
--->continua l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie

Giuseppe Erminio Ciuffreda 08.12.06 14:13| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai Piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie)
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COLUCCI DOMENICO: fu Michelangelo, alias GIARDINO, di Casalnuovo dov'è fucilato il 21 giugno 1862.
COLUCCI GIUSEPPE: fu Domenicangelo, di Casalnuovo dov'è fucilato il 24 febbraio 1862.
CONSA DOMENICO: fu Pietro, di Volturino, fucilato a Volturara il 16 luglio 1861.
CONSOLETTI COSIMO: di Pietramontecorvino, ucciso a Baselice (BN) l'11 febbraio 1863.
CONTE MATTIA: fu Michele, di Deliceto, fucilato ad Ascoli il 25 Aprile 1862.
CONVERSI SALVATORE: di Saline, fucilato il 28 aprile 1862 a Nanfredonia.
CORNO FRANCESCO: fu Emanuele, di Casalvecchio uccisol'8 novembre 1862.
CORRIDORE VINCENZO: di Donato, di Ruvo (BA), fucilato a Bovino il 23 gennaio 1862.
CORSINO LORENZO: di Vallata (AV), fucilato ad Ascoli il 25 aprile 1862.
CORVELLI MICHELE: di Alberona, ucciso il 28 luglio 1861 a Biccari.
COTTURELLI GIUSEPPE: alias COPPOLA ROSSA, di Castelnuovo, fucilato a Foggia il 12 dicembre 1863.
CROCE LEONARDO: di Panni, fucilato a Bovino nel 1863.
CURCI ACHILLE: di Candela, fucilato il 20 maggio 1862 a Torremaggiore.
CURSI SAVERIO: di San Marco in Lamis, fucilato a San Severo il 26 febbraio 1862.
D'ADAMO FRANCESCO: fu Matteo, di San Paolo, fucilato il 28 maggio 1863 a Candela.
D'ADAMO GIOVANNI: di Serracapriola, fucilato a Troia il 23 marzo 1863.
D'AGOSTINO PASQUALE: di Giovanni, di Celenza dov'è fucilato il 19 gennaio 1862.
D'AIUTO BENIAMINO: di San Bartolomeo, fucilato il 25 marzo 1864 a Lucera.
D'AIUTO GIOVANNI: di Torremaggiore, fucilato il 23 marzo 1863 a Troia.
D'ALESSANDRO LUIGI: di Monte Sant'Angelo, fucilato il 23 marzo 1863 a Troia.
D'ALESSIO GIUSEPPE: fu Francesco, di Alberona, fucilato il 20 aprile 1862 a Biccari.
D'ALOIA GAETANO: di Apricena, fucilato il 23 marzo 1863 a Troia.
--->segue l'elenco degli insorgenti caduti in difesa del Regno delle Due Sicile

Giuseppe Erminio Ciuffreda 08.12.06 12:50| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco dei patrioti caduti nella difesa del Regno delle Due Sicilie)
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CERRETO MICHELE: di Torremaggiore, dov'è ucciso il 1° gennaio 1863.
CERRITO RAFFAELE: di Torremaggiore, dov'è fucilato il 1° gennaio 1863.
CERUCCI LEONARDO: fu Raffaele, di Casalnuovo dov'è fucilato il 21 giugno 1862.
CERULLO DOMENICO: di Rocco, di Cerignola, dov'è fucilato il 23 agosto 1863.
CESARIELLO ANGELO: di Rocchetta, fucilato il 21 Aprile 1862 ad Ascoli.
CHIULLI RAFFAELE: di Castiglione Messer Marino (CH), ucciso in tenimento di Lesina il 2 febbraio 1862.
CIABORRI SALVATORE: di Castelnuovo, fucilato in Torremaggiore il 20 maggio 1862.
CIANCI PAOLO: fu Gennaro, di San Giuliano (CB), fucilato il 25 luglio 1861.
CIARAMELLA GAETANO: di Giovanni, di Bovino, dov'è fucilato il 24 marzo 1863.
CILLA ANDREA: fu Michelangelo, di San Paolo, fucilato il 14 giugno 1863 a Castelfranco (BN).
CILLA AURELIA: di San Paolo, fucilata a Torremaggiore il 20 maggio 1862.
CILLA GIUSEPPE: alias ZECCHINO, fu Matteo, di San Paolo, fucilato il 14 giugno 1863 a Castelfranco.
CIMAGLIA MICHELE: fu Domenico, di Bovino, dov'è fucilato il 24 marzo 1863.
CIOFFARELLO MICHELE: fu Alessandro, di Laviano(SA), fucilato il 25 aprile 1862 ad Ascoli.
CIUFFREDA DOMENICO: di Torremaggiore, fucilato nel 1862 a Manfredonia.
CIUFFREDA PASQUALE: di Monte Sant'Angelo, fucilato il 28 aprile 1862 a Manfredonia.
CIVITAVECCHIA LUIGI: alias CIANNARELLA, di San Marco in Lamis, fucilato ad Ischitella l'8 dicembre 1861.
CODIANNI GIUSEPPE: alias BUFALARO, di Castelnuovo, fucilato il 20 Maggio 1862 a Torremaggiore.
CODIPIETRO SALVATORE: di Torremaggiore, dov'è fucilato il 6 gennaio 1862.
COLACCHIO ANTONIO: di Celenza, fucilato il 23 luglio 1861 a San Paolo.
COLANGELO MICHELE: di Rocchetta, fucilato a Serracapriola il 17 gennaio 1863.
COLANTONIO PIETRO: di Casalanguida, (CH), ucciso in agro di Lesina il 2 febbrio 1862.
--->

Giuseppe Erminio Ciuffreda 08.12.06 08:51| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elecnco dei patrioti caduti per la difesa del Regno delle Due Sicilie)
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CAPOBIANCO ANTONIO: di Motta, fucilato nel giugno 1863 a Castelfranco (BN).
CAPOSSIO DOMENICO PELLEGRINO: di San Severo, fucilato il 20 maggio 1862 in Torremaggiore.
CAPOZZO GIOVANNI: fu Giuseppe, di Volturara, fucilato a Roseto il 26 settembre 1862.
CAPUTO PASQUALE: fu Francesco, di Monte Sant'Angelo dov'è fucilato il 7 febbraio 1862.
CAPUTO SIMONE: di Giuseppe, di Cerignola,fucilato il 19 dicembre 1862 a Trinitapoli.
CARAFFA ANGELO: di San Marco in Lamis, fucilato a Torremaggiore il 20 maggio 1862.
CARDASCIA SERAFINO: fu Giuseppe, di Serracapriola dov'è fucilato il 17 gennaio 1863.
CARDINALE VINCENZO: di Panni, fucilato a Bovino nel 1863.
CARLOZZA FRANCESCO: di Celenza, fucilato il 23 luglio 1861 a San Paolo.
CAROZZA GIOVANNA: di Carlantino, fucilata nel carcere di Lucera nell'ottobre del 1861.
CARUSIELLO ANTONIO: di Faeto, fucilato a Torremaggiore il 20 maggio 1862.
CARUSO DOMENICO: di Sant'Agata, dov'è fucilato il 3 gennaio 1863.
CARUSO MICHELE: alias OCCHIOSCARCIATO, fu Vincenzo, di Torremaggiore, fucilato il 13 dicembre 1863 a Benevento.
CASSASCO NICOLA: fu Raffaele, di Casalvecchio, fucilato l'8 novembre 1862 a Caserta.
CASTALDI LUIGI: di Carlo, di Campomarino (CB), fucilato a Serracapriola il 1° luglio 1862.
CATERINO ALFONSO: di Torremaggiore, fucilato nel 1863 a San Marco in Lamis.
CECI VINCENZO: fu Pietro, di San Severo, dov'è fucilato il 19 marzo 1863.
CELESTE SALVATORE: di Torremaggiore dov'è fucilato nel 1863.
CELESTE VINCENZO: fu Matteo, di Torremaggiore, dov'è fucilato nel 1863.
CENTOFANTI ANTONIO: di Tirolo, fucilato a Serracapriola nel 1863.
CESARE FEDERICO: di Vincenzo, nativo di Castelnuovo, fucilato il 1° luglio 1862 a Serracapriola.
CERRETO MICHELE: di Castelnuovo, fucilato il 21 giugno 1862 a Serracapriola.
--->continua elenco dei martiri

Giuseppe Erminio Ciuffreda 08.12.06 08:11| 
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Discussione

Finiamola di definirci i > d'Europa, e
nessuno dei nostri fratelli del Nord venga a
lamentarsi delle stragi naziste. Le SS del 1860 e
degli anni successivi si chiamarono, almeno per
gli abitanti dell'ex Regno delle Due Sicilie,
Piemontesi.
Perciò smettiamo di sbarrare gli occhi, di spa-
lancare all'urlo le bocche, a deprecare violenze
altrui in questo e in altri continenti.
Ci bastino le nostre, per sentire un solo brivido di pudore.
Noi abbiamo saputo fare di più e di peggio.
(Carlo Alianello)
Vittorio Emanuele II, criminale di guerra
Camillo Benso di Cavour, criminale di guerra
Bettino Ricasoli, criminale di guerra
Ferdinando Pinelli, criminale di guerra
Pietro Fumel, criminale di guerra
Gaetano Negri, criminale di guerra
Carlo Melegari, criminale di guerra
Alfonso Ferrero La Marmora, criminale di guerra
Giacomo Durando, criminale di guerra
Carlo Pellion di Persano, criminale di guerra
Giuseppe Garibaldi, criminale di guerra
Nino Bixio, criminale di guerra
Francesco Nullo, criminale di guerra
Stefano Turr, criminale di guerra
(dal libro di Antonio Ciano -I SAVOIA e il MASSACRO DEL SUD- by GRANDMELO', Via S.Calepodio,29 Roma, Tel.06-5619549)

Giuseppe Erminio Ciuffreda 08.12.06 00:51| 
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BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi nel
1861 - 1862 - 1863 -1864
(continua l'elenco di patrioti immolatisi per la difesa del Regno delle Due Sicilie)
------------
BIANO FRANCESCO: di Acquaviva (CB), fucilato il 21 maggio 1863 a Palata (CB).
BILANCIA LEONARDO: di Volturara, fucilato il 4 luglio 1863 in Castelnuovo.
BISACCIA SALVATORE: di Panni, fucilato a Bovino nel 1862.
BISCOTTI MATTEO: di Vico, fucilato nel 1862 a Sannicandro.
BISCOTTI NICOLA: fu Giuseppe, di San Marco in Lamis, fucilato nel 1862 in Sannicandro.
BONFITTO MATTEO: di Acquaviva (CB), fucilato il 21 maggio 1863 a Palata (CB).
BORRACCINO RUGGIERO: fu Domenico, di Barletta (BA), fucilato il 15 aprile 1862 in Ascoli.
BORRELLI MICHELE: di Torremaggiore, fucilato a Foggia il 9 gennaio 1863.
BRIGADIERE DOMENICO: di Torremaggiore, ucciso il 7 dicembre 1863 presso Montefalcone (BN).
BRUNO DOMENICO: di Apricena, ucciso il 21 marzo 1863 in tenimento di Castelnuovo.
BUCASSO DOMENICOANTONIO: di Csalvecchio, fucilato il 21 aprile 1863 a Torremaggiore.
BUCCINO ANIELLO: di Antonio, originario di Bagnoli, fucilato a Troia il 19 marzo 1862.
BUCCINO MICHELANGELO: fu Francesco, di Bovino dov'è fucilato il 10 febbraio 1862.
CAGNANO FRANCESCO: di Celenza, fucilato il 24 marzo 1863 a Torremaggiore.
CALICI NICOLANGELO: di San Marco in Lamis, dov'è fucilato il 13 maggio 1863.
CALO' GIOVANNI: di Gennaro, di Montefalcone (BN), fucilato il 20 aprile 1862 a Biccari.
CAMARCA ANGELO: di Mirabella (AV) ma domiciliato a San Severo, fucilato il 24 febbraio 1863 a San Severo.
CAMARCO ANGELO: di San Severo, fucilato a Torremaggiore il 20 maggio 1862.
CAMEROTTA URBANO: di Troia, fucilato a Lucera il 12 maggio 1863.
CAMPANOZZI ANTONIO: fu Matteo, di Serracapriola dov'è fucilato il 12 agosto 1862
CAMPESE RUGGIERO: fu Ignazio, di Barletta (BA), fucilato in Ascoli il 25 aprile 1862.
--->continua l'elenco dei guerriglieri fucilati senza processo, dagli invasori piemontesi.

Giuseppe Erminio Ciuffreda 07.12.06 23:34| 
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Caro Beppe, scusa se approfitto dello spazio che gentilmente ci metti a disposizione per scrivere una
LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
insegno “da sempre” Disegno e storia dell’arte nei licei scientifici ed annoto una caratteristica del programma di prima liceo che crea non poche difficoltà in ordine al proseguimento degli studi di storia dell’arte nelle classi successive per quanto riguarda l’interdisciplinarietà e la pluridisciplinarietà:
La disciplina “Disegno e Storia dell’arte” è, almeno in teoria, trainante, nel curricolo degli studi superiori ad indirizzo scientifico, poiché si assume il compito di contribuire al carattere multi e pluridisciplinare, della formazione di una cultura di base solida e ben strutturata quale deve essere quella di un giovane che si prepara all’esame di Stato, vecchio o nuovo che sia. Un buon insegnante di disegno tenderà al potenziamento della sensibilità estetica ed alla promozione dell’esperienza estetica quale importante modalità di conoscenza del reale. Per quanto riguarda il disegno occorre non dimenticare che l’essere umano “vede” in prospettiva, ma che, se non guidato nell’uso di tale tecnica, non associa mentalmente la sua visione alle chiare linee di un inserimento ambientale, sia all’aperto che al chiuso. L’uomo non ha “istintivamente” la capacità di “vedere” la linea d’orizzonte ed i punti di fuga. Non è capace, dunque, di organizzare lo spazio e riconoscerne i principi in una foto, in un’opera d’arte o nella sua stessa realtà. Allo scopo di rendere possibile quest’abilità, un BUON insegnante di disegno “immerge” l’allievo sia nell’abilità manuale del disegno che, in contemporanea potremmo dire, nella conoscenza dell’arte, in tutte le sfumature possibili, di modo che lo spazio “interiore” dell’allievo, “corrisponda” consapevolmente, a quello del messaggio visivo sia nella vita quotidiana sia nella lettura dei messaggi in immagine. Continua…

Bianca Fasano 07.12.06 12:09| 
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proclama di francesco secondo di borbone,ultimo re delle due sicilie alle sue trupPe assediate a gaeta.
"generali,soldati,e ufficiali di gaeta.la sorte delle guerra ne separa.Combattuto insieme cinque mesi per l'indipendenza della patria,sfidando e sofferendo gli stessi pericoli e disagi,debbo in questo momento mettere fine ai vostri eroici sacrifizii.La resistenza divenuta era impossibile.Se il desio di soldato spingevami con voi a difendere l'ultimo baluardo delle monarchia,sino a caderne sotto le mura crollanti,il dovere di re e l'amore di padre oggi mi comandano di risparmiare tanto generoso sangue, la cui effusione oggi non sarebbe che l'ultima manifestazione di inutile eroismo.Per voi ,miei fidi compagni,per il vostro avvenire,per premiare la vostra lealta' costanza e bravura,per voi rinunzio al bellico vanto di respingere gli ultimi assalti d'un nemico che questa piazza difesa da voi non avrebbe presa senza seminare di cadaveri il cammino.Voi da mesi combattete con impareggiabile coraggio.IL TRADIMENTO INTERNO,l'assalto di rivoluzionari stranieri,l'aggressione di uno stato che dicevasi amico,niente v'ha domato ne stancato.Affronatanto tradigioni piu' terribili del ferro e del piombo,siete venuti A capua e a gaeta,segnando di eroismo le rive del volturno e le sponde del garigliano.Per voi e' salvo l'onore dell'esercito delle due sicilie,per voi il vostro sovrano puo' tenere il capo alto,e nella terra dell'esiglio,dove aspettera' la giustizia di dio,il ricordo della vostra eroica lealta' gli sara'dolcissima consolazione nelle sventure.sara' distribuita una medaglia speciale che ricordi l'assedio;e quando i miei cari soldati torneranno in seno alle loro famiglie,gli uomini d'onore si inchineranno al loro passaggio e le madri mostreranno a' figliuoli come esempio i prodi difensori di gaeta.Generali ,soldati, io vi ringrazio;a tutti stringo le mani con affetto e riconoscenza;non vi dico addio ma a rivederci.
GAETA 14 FEBBRAIO 1861

giovanni di domenico 07.12.06 09:31| 
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I BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA dai piemontesi
nel 1861 - 1862 - 1863 - 1864
(continua l'elenco dei patrioti immolatisi per la difesa del Regno delle Due Sicilie)
----------------
BIANCO NICOLA: di Agostino, nativo di Casalvecchio, fucilato a Torremaggiore il 21 aprile 1863.
BIANO FRANCESCO: di Acquaviva (CB), fucilato il 21 maggio 1863 a Palata (CB).
BILANCIA LEONARDO: di Volturara, fucilato il 4 luglio 1863 in Castelnuovo.
BISACCIA SALVATORE: di Panni, fucilato a Bovino nel 1862.
BISCOTTI MATTEO: di Vico, fucilato nel 1862 a Sannicandro.
BISCOTTI NICOLA: fu Giuseppe, di San Marco in Lamis, fucilato nel 1862 in Sannicandro.
BONFITTO MATTEO: di Acquaviva (CB), fucilato il 21 maggio 1863 a Palata (CB).
BORRACCINO RUGGIERO: fu Domenico, di Barletta (BA), fucilato il 15 aprile 1862 in Ascoli.
BORRELLI MICHELE: di Torremaggiore, fucilato a Foggia il 9 gennaio 1863.
BRIGADIERE DOMENICO: di Torremaggiore, ucciso il 7 dicembre 1863 presso Montefalcone (BN).
BRUNO DOMENICO: di Apricena, ucciso il 21 marzo 1863 in tenimento di Castelnuovo.
BUCASSO DOMENICOANTONIO: di Casalvecchio, fucilato il 21 aprile 1863 a Torremaggiore.
BUCCINO ANIELLO: di Antonio, originario di Bagnoli, fucilato a Troia il 19 marzo 1862.
BUCCINO MICHELANGELO: fu Francesco, di Bovino dov'è fucilato il 10 febbraio 1862.
CAGNANO FRANCESCO: di Celenza, fucilato il 24 marzo 1863 a Torremaggiore.
CALICI NICOLANGELO: di San Marco in Lamis, dov'è fucilato il 13 maggio 1863.
CALO' GIOVANNI: di Gennaro, di Montefalcone (BN), fucilato il 20 aprile a Biccari.
CAMARCA ANGELO: di Mirabella (AV) ma domiciliato a San Severo, fucilato il 24 febbraio a San Severo.
CAMARCO ANGELO: di San Severo, fucilato a Torremaggiore il 20 maggio 1862.
CAMEROTTA URBANO: di Troia, fucilato a Lucera il 12 gennaio 1863.
CAMPANOZZI ANTONIO: fu Matteo, di Serracapriola dov'è fucilato il 12 agosto 1862.
CAMPESE RUGGIERO: fu Ignazio, di Barletta (BA), fucilato in Ascoli il 25 aprile 1862
---> segue elenco

Giuseppe Erminio Ciuffreda 07.12.06 08:28| 
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La Capitanata
fra
briganti e piemontesi
Giovanni Saitto
EDIZIONI DEL POGGIO
Tel. 0882.996033
I BRIGANTI UCCISI IN CAPITANATA NEGLI ANNI
1861 - 1862 - 1863 - 1864
--------------
ABRUZZESE Donato: di Sannicandro, ucciso a Monte Sant'Angelo il 18 Marzo 1862.
ALESSIO TEODORO: di Casalnuovo, fucilato il 23 marzo 1863 a Troia.
ALTIERI LEOPOLDO: fu Giovanni, di Celenza ma domiciliato in Torremaggiore. Fucilato il 15 febbraio 1863 a San Severo.
ALTIERI MARIANTONIA: di Castel Baronia (AV), fucilata a Sant'Agata il 7 agosto 1862.
ANDREACCIO FRANCESCO: di San Fele (PZ) fucilato il 6 aprile 1863 a Deliceto.
ANDREANO VINCENZO: di Francesco, originario di Casalvecchio, fucilato il 7 febbraio 1863 ad Acquaviva Collecroce (CB).
ANGELILLIS MICHELE: di Sannicandro, fucilato nel 1862 a Monte Sant'Angelo.
APRILE GIOVANNI: alias CHIARODDA, fu Domenico, di Vico dov'è fucilato il 23 agosto 1861.
ARGENTINO PIETRO: di San Marco in Lamis dov'è fucilato il 28 giugno 1862.
ARMIENTO GIOVANNI: di Pasquale, nativo di Monte Sant'Angelo dov'è fucilato il 18 marzo 1862.
AUCELLO PIETRO: di San Marco in Lamis, dov'è fucilato il 6 luglio 1862.
BARONE NICANDRO: alias LICANDRUCCIO, di Apricena, ucciso il 4 giugno 1863 in contrada Valle Farina, presso Apricena.
BARTOLETTI MATTEO: di Torremaggiore, ucciso il 7 dicembre 1863 presso Montefalcone (BN).
BARTUCCI FELICE: di Francesco, di Trani (BA), fucilato il 15 aprile 1862 in Ascoli Satriano.
BARTUCCI FILIPPO: di Castiglione, fucilato a Serracapriola nel 1862.
BASSO VINCENZO: fu Vincenzo, di Rodi Garganico dov'è fucilato il 3 giugno 1862.
BECCIA MICHELE: di Casalnuovo, fucilato a Serracapriola nel 1862.
BIANCO NICOLA: di Agostino, nativo di Casalvecchio, fucilato a Torremaggiore il 21 aprile 1863.
BIANO FRANCESCO: di Acquaviva (CB), fucilato il 21 maggio 1863 a Palata (CB).

Giuseppe Erminio Ciuffreda 07.12.06 00:35| 
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Ciao Beppe
volevo rigirati un invito..non so se già conosci Ulderico Pesce, credo ti piacerà(www.uldericopesce.com)

TESTO VINCITORE DEL PREMIO MARISA FABBRI 2005 – sez. PREMIO RICCIONE TEATRO
F I A To sul collo
I 21 giorni di lotta degli operai della Fiat di Melfi
di e con
ULDERICO PESCE
Indagini sonore dei TÊTES DE BOIS e incursioni di Andrea Satta e Rodolfo Maltese.
Il Premio Marisa Fabbri, sezione del Premio Riccione Teatro, è destinato a indicare un’opera particolarmente impegnata nella ricerca di un linguaggio aperto e poetico ed è stato attribuito a “FIATo sul collo” di Ulderico Pesce con la seguente motivazione:
Dal cuore della Basilicata, il racconto irridente e appassionato, in forma di monologo e nel solco del teatro di narrazione, di una vita costruita sulla speranza di un lavoro che mina ogni legame e sicurezza. Voci, pensieri e sentimenti intrecciati in una scrittura che parte da una base leggera e ironica per affondare nella crudezza cronachistica degli scioperi alla Fiat di Melfi e nella disperazione delle prospettive future. Il testo s’infiamma per via e sarebbe piaciuto a Marisa Fabbri per il suo impegno e il gusto con cui s’inventa parole e personaggi, tanto da supporre che le sarebbe piaciuto interpretarlo in abiti maschili.

da martedì 28 novembre a sabato 23 dicembre 2006
Teatro Piccolo Jovinelli
via Giolitti, 287 Roma – tel. 06.4434

monica mancuso 06.12.06 20:14| 
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Caro Beppe, ti ringrazio per questa opportunità.
L'invasione piemontese del Regno delle Due Sicilie fu un crimine verso l'umanità: Vittorio Emanuele II di Savoia, Camillo Benso di Cavour, Nino Bixio, Enrico Cialdini, il gen. Sacchi, il col. Milon, il col.Pietro Fumel, il gen. Trivulzio Pallavicino, il gen. Ferdinando Pinelli, costoro e altri che la storiografia ufficiale li esalta come "liberatori" del Sud, nel 1860 si macchiarono di una grave colpa: GENOCIDIO, per tale reato non è prevista alcuna prescizione, per cui sono tutti da condannare. Inoltre è bene che vengano tolti tali nomi ed altri, dalla nostra toponomastica per ripristinare quelli preesistenti; sia concesso l'onore delle armi all'Esercito delle due Sicilie, e siano messe in sito tutti le lapidi dei caduti nella difesa della nostra antica Nazione: il REGNO delle DUE SICILIE. Grazie per l'attenzione
Giuseppe Erminio Ciuffreda

Giuseppe Erminio Ciuffreda 06.12.06 09:18| 
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Non mi meraviglia che una persona nota come Beppe Grillo abbia affrontato un tema così scottante per i risorgimentalisti; d'altronde anche i genovesi pagarono e non poco. Sono arcicontenta e mi auguro che un sito come quello di Beppe Grillo possa essere visitato da tantissimi e che queste considerazioni possano far nascere a qualcuno - soprattutto meridionali - il sospetto che le condizioni socio-economiche meridionali attuali hanno una sola paternità: politica savoiarda post-unitaria.

Alessia De Mascellis 05.12.06 16:51| 
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FENESTRELLE IL PRIMO LAGER EUROPEO
SAVOIA- GARIBALDI - BIXIO - CAVOUR - PINELLI - CIALDIMI VIA DALLE PIAZZE E STRADE DEL REGNO DELLE DUE SICILIA - RIDATECI I NOSTRI DUCATI E LE NOSTRE BRACCIA DEGLI EMIGRANTI- GRAZIE PEPPE GRILLO FINALMENTE QUALCUNO CHE DICE LA VERITA' SUL FALSO RISORGIMENTO !!!!! VERGOGNA A CHI CI TIENE ANCORA NASCOSTE LE VERITA'- VITTORIO EMANUELE II IL RE DEI PORNOMANI E DELLE RUBERIE.

CUONO GAGLIONE 05.12.06 14:42| 
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Penso che l'obiettivo di una rivisitazione storica sui fatti del 1799 e sull'Unità d'Italia (meglio chiamarla "annessione al Piemonte")non sia quello di pubblicizzare l'epopea dei Borboni ma quello di promuovere l'identità e le radici culturali del sud. La cosa si rivela ancora più importante in quanto attualmente, in un processo di globalizzazione, si tende ad omologare anche le diverse culture. Il popolo del sud, insorgendo, non ha fatto altro che difendere la propria terra, le proprie tradizioni e con essa la sua cultura millenaria.
Briganti di frontiera - musica popolare dell'Italia del Sud

Pierluigi Moschitti 05.12.06 10:00| 
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A cominciare da quelli offerti dalla Chiesa, abbiamo visto svariati esempi, negli ultimi tempi, di processi di revisionismo storico, laddove, in tutta onestà, si riconoscevano errori, rendendo, sia pure a posteriori e in molti casi anche troppo tardi, giustizia (vedi Sacco e Vanzetti ad es.). E' vero anche che la Storia la scrivono i vincitori. Ma si può mai definire questa Italia, così cm'è oggi, a quasi 150 anni dall'unità, il risultato di una vera vittoria? Grazie, Beppe, per questa ennesima prova di obbiettività, ma tanto ancora c'è da sudare perchè la verità trovi il giusto posto nella nostra storiografia ufficiale. Pensa solo che l'unico paese ad aver intitolato ai nostri giorni una strada all'ultimo Re Borbone, il nemico, il cattivo, è Arco, in provincia di Trento, dove il Francesco II si spense in esilio.


ettore pannitti

Ettore Pannitti 05.12.06 08:50| 
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un altro soggetto che potrebbe essere ottimo per un film e' quello dell'assedio di gaeta ,secondo me se prodotto a dovere ne uscirebbe un capolavoro del cinema

giovanni di domenico 04.12.06 15:41| 
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non so se e' una notizia attendibile ,ma si dice che mel gibson stia pensando di girare un film nel sud italia sul brigantaggio,beh se e' cosi' chi si impegna viene a conoscenza della realta' dei fatti .

giovanni di domenico 04.12.06 15:38| 
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continuando il commento precedente:
ma ditemi chi e' che rinuncerebbe mai ad una fetta di popolo cosi' immobile capace di non entrare in concorrenza ,rendita sicura per le vostre tasche ,molti al nord vogliono che il sud rimanga cosi' perche' hanno una fetta di nazione a loro vantaggio ,questo e' il nuovo colonialismo,ma intanto pensano come possiamo non farli ribellare : E' con le organizzazioni malavitose si acquista la mentalita' che al sud e' difficile emergere quindi meglio andarsene al nord , poi ci sono i posti pubblici e la piccola impresa ,cosi' una parte del sud non emigrera' e infine e' importante il sentimento italiano, ed ecco la nazionale italiana e valentino rossi simbolo dela nostra identita' nazionale poi se vogliono andare a pescare dalla storia c'e la storia risorgimentale e dei fratelli d'italia ,la colonizzazione e' ben riuscita signori miei un gran bel progetto massonico.

liccardo giuseppe 04.12.06 13:05| 
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siamo stati colonizzati ?signori miei siamo tutt'ora una colonia ,tutti i nostri soldi vanno ad arricchire le tasche dei settendrionali e quelle degli scagnozzi che hanno qua .Banche ,assicurazioni .gruppi finanziari ,prodotti gastonomici etc etc ,e in piu' si rubano i nostri cervelli ,laureati che subito inglobano nelle loro grandi aziende Guardate le strade del sud sono fatte apposta per portare le loro merci qua e far viaggiare i nostri cervelli e inostri soldi da loro ,nessun piano regolatore ha mai interessato ad collegare bene tutto il sud ,i borboni lo stavano facendo ,perche' quello era un cervello che pensava per il sud.Le leggi fiscali che propone uesto stato sono state regolate sempre in base alle esigenze del nord ,ma poi vengono estese anche al sud .Ma non sono adatte allo sviluppo del nostro commercio fatto di gastronomia ,artigianato ,manufatti etc etc subito c'e' la piovra dello stato a prelevare dalle tasche dei meridionali.questo i borboni non lo facevano .E poi c'e la mafia e la camorra che non permette al sud di svilupparsi beh ora ci vorrebbe una legge pica .

liccardo giuseppe 04.12.06 12:55| 
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Sull'onda dello sdegno suscitata in molti amici meridionali dal mio primo scritto ritengo doveroso aggiungere altre considerazioni. Il limite di 2000 caratteri ha in effetti reso la mia analisi più dura di quanto intendessi. Sono vere molte obiezioni riportate. Dopo la conquista il trattamento riservato a molti reduci borbonici fu vergognoso e gli sperati miglioramenti sociali non ebbero luogo. Vi fu l'introduzione della leva obbligatoria ed un aumento di tasse che per molti versi peggiorò la situazione delle classi più disagiate alimentando il fenomeno del brigantaggio. Questo del resto ebbe una rivendicazione legittimista solo nelle prime fasi e presto si trasformò in criminalità allo stato puro. Fu represso è vero con ferocia, ma si trattò di una guerra spietata da ambo le parti, feroce anche perché ebbe le caratteristiche di guerra civile all'interno della stessa popolazione meridionale divisa tra fazioni liberali e legittimistico/criminali poi. L'errore della classe governante piemontese fu di lasciare la gestione del potere alla stessa classe che aveva governato in precedenza senza affrontare in alcun modo il tema delle riforme. Il discorso poi diventa lungo, ma ricordo che Crispi era siciliano e che a lungo andare non si può sempre incolpare il passato per la propria situazione attuale. Il meridione nel dopoguerra ha avuto la sua classe dirigente ed ha beneficiato di finanziamenti enormi dalla stessa sperperati, rubati ecc. Il problema della criminalità e della spazzatura a Napoli è colpa dei napoletani stessi e solo loro possono risolverlo. i coglioni ed il talento gli avete, tirateli fuori e dimostrate con i fatti e non con discorsi che lasciano il tempo che trovano che i polentoni del nord hanno torto!

Marco Gretler 04.12.06 11:05| 
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arrivera' il giorno in cui i polenton quando verrano al sud si toglieranno il cappello e smetteranno di farla da padroni.Prima lo fecero mettendo in fiamme il sud con i loro bersaglieri assassini ora lo fannno con la beneficienza e l'assistenza ,ma il riscatto arrivera' .Nel frattempo si prepareranno le coscienze alla verita' dei fatti e per sfatare le favole risorgimentali.
W I CADUTI DEL VOLTURNO E DI GAETA NOSTRI GRANDI EROI

giuseppe liccardo 04.12.06 10:24| 
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Dispiace leggere contributi offensivi come quello del sig. Giuseppe Liccardo che inizia con un deciso quanto fastidioso “polenton dagli elmi cornificati di scipio l'italia e' nata in quela parte che oggi chiamate sud italia mentre i vostri avi erano tutti barbari i nostri erano eminenti filosofi, scienzati, dottori” ecc. ecc.

Né d’altra parte fa certo piacere leggere le altrettanto offensive discettazioni linguistiche, del sig. Galimberti là dove scrive “a me viene da rispondere, con cortesie ma con fermezza: ma va' a dar via i c...app (per chi non conoscesse un idioma del Settentrion, posso tradurre in italiano: rendi disponibile a chiunque la parte nei pressi dell'osso sacro per permettere ai sopramazionati di dilettarsi a piacimento con tale parte anatomica).

Preferisco brani quali:” … le varie divisioni della terra danno a ciascun popolo una diversa Patria. Ma il mondo abitato offre a tutti gli uomini, capaci di amicizia, una sola casa comune: la Terra” (Diogene di Enoanda, seguace di Epicureo. Da “Storia della filosofia greca”, Luciano De Crescenzo, Oscar Mondatori,, p.166)

Continuo ad essere dell’opinione che è un madornale errore continuare a beccarsi vicendevolmente come i polli di manzoniana memoria mentre i soliti noti continuano da decenni a sollazzarsi a spese nostre e … riderne. Per non parlare poi degli smisurati problemi dovuti alla globalizzazione che l’Italia deve affrontare.

Rinnovo l’invito affinché mi vengano suggeriti libri non specialistici, di agevole lettura (di ogni opera bastano solo il nome dell’autore, il titolo e l’anno di edizione) scritti da autori possibilmente storici non giornalisti, credibili e scevri da sacro furore dimostrativo. Grazie

Alongi Vincenzo 03.12.06 21:55| 
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Chi, come me vede attuare la violazione della legge contro una donna con sistematiche impunità a causa di forti protezioni politiche, non si può aspettare un futuro migliore del Paese se rimangono gli stessi vili soggetti politici che fanno finta di non sapere. I moderni sistemi di controllo del crimine contengono talune potenzialità di sviluppo verso nuove mostruosità all'occidentale, ai danni delle parti lese e dei familiari di questi ultimi. Con la fine della Guerra Fredda, in una situazione di profonda recessione economica, in cui le più importanti nazioni industrializzate non hanno nemici esterni contro cui mobilitarsi, viene permesso di violare la legge a chi è amico dei signori della politica. Come per esempio, si vedono sistemi fuori legge a Milano contro una donna già martoriata di nascosto da tanto tempo, tanto da fare accapponare la pelle. In questo modo la si elimina dall'ordinaria vita sociale un segmento consistente: la sua salute e lentamente la sua completa vita. Ho visto trasformare in lei ciò che altrimenti sarebbe stata la parte più attiva della sua vita. Per questi motivi, ho ben compreso che in Italia non esiste nessuno che possa ritenersi con sicurezza completamente immune dalla potenzialità di divenire soggetto a subire violazioni di legge. Dico tutto questo da testimone ma anche perché ciò possa fungere da monito e quindi anche come un atto di un certo ottimismo credendo fiducioso nella possibilità di un cambiamento in meglio. La vicenda e le pro ve le troverete dopo avere ciccato sotto, sul mio nome, in questo modo si arriverà al sito internet della martirizzata donna.

Alba nascente 03.12.06 21:02| 
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cari polenton dagli elmi cornificati di scipio l'italia e' nata in quela parte che oggi chiamate sud italia mentre i vostri avi erano tutti barbari i nostri erano eminenti filosofi, scienzati, dottori.Roma venne a conoscenza della cultura greca attraverso la magna grecia e tanto che erano pigri i romani al posto di creare una nuova cultura si servirono di quella greca .Poi mentre tra voi arrivavano strani popoli delle steppe dell'asia tipo visigoti e ostrogoti e passava per quelle terre attila l'unno,dalle nostre parti avveniva il contatto con delle culture fiorenti del mediterraneo ,arabi e bizantini,creando una societa' multietnica da stati unita d'america.Poi ecco i magnifici comuni di cui tanto ne andate fieri tante cape diverse in un territorio piccolo,eccezione a quel che succedeva nel resto d'europa grandi famiglie feudali iniziavano ad estendere il loro dominio su un territorio vasto seme della nascita delle grandi monarchie e successivamente degli stati nazionali,cio' avvenne anche nel sud italia dove prima i normanni e poi gli svevi costituirono una monarchia unitaria ,la storia andava di pari passo con quello che accadeva nel resto d'europa piccola scaramuccie tra sicilia e parte continentale e nuove famiglie che volevano metere le mani sul territorio ma cco la novita' napoli capitale del regno aragonese che comprendeva anche una parte della spagna .Poi le guerre di religione napoli e il sud erano cattolici quindi erano con la spagna e inizio' il periodo del viceregno che' duro' per ben due secoli altro che repentini cambi di dinastia mentre tra di voi si facevano guerre in piccolo borghetto e tra paesini limitrofi.Napoli stette con la spagna fino a quando questa fu una grande monarchia ,ma con la discesa del prestigio della monarchia spagnola il regno di napoli penso' bene di assicurare le proprie sorti piu' che ad un altro regno al proprio ed ecco l'ascesa dei borboni ,regno che duro' per ben 127 anni con due grandi imperatori carlo di bornone e fer.

liccardo giuseppe 03.12.06 19:30| 
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AVVISO DI LIBERAZIONE AI SENZA POTERE, AI NON GARANTITI, AI NON PRIVILEGIATI:

Elenco degli acquisiti (o privilegiati) appartenenti all'esercito corporativo dei parassiti statalisti:
- notai e farmacisti
- professori universitari
- burocrati dei sindacati
- manager delle imprese a capitale pubblico
- senatori e deputati
- cooperative rosse e bianche
- dirigenti ministeriali (vedi INPS)
- dirigisti parastatali (con finanz. editoria, 5xmille, incentivi pubblici, finanz. sindacati)
--
QUESTI,IL 5% DELLA POPOLAZIONE ASSORBONO IL 40% DELLA RICCHEZZA NAZIONALE AFFAMANDOCI CON LA COLLABORAZIONE DI UN 10% DI MANUTENGOLI MORTI DI FAME CHE SI ACCONTENTANO DELLE BRICIOLE.
-
Hai l'opportunità per toglierti d'avanti alcuni parassiti.Come?
DISDETTA IL CANONE RAI
HAI TEMPO SINO AL 31-12-2006 SBRIGATI
per sapere come si fa vai su
w-w-w . m-a-b-o-n-l-i-n-e .o-r-g /c-a-n-o-n-e-r-a-i . p-h-p
DISDETTA IL CANONE RAI
HAI TEMPO SINO AL 31-12-2006 SBRIGATI
per sapere come si fa vai su
w-w-w . m-a-b-o-n-l-i-n-e .o-r-g /c-a-n-o-n-e-r-a-i . p-h-p
DISDETTA IL CANONE RAI
NON FINANZIARE IL DIRIGISMO STATALISTA
per sapere come si fa vai su
w-w-w . m-a-b-o-n-l-i-n-e .o-r-g /c-a-n-o-n-e-r-a-i . p-h-p
DISDETTA IL CANONE RAI
HAI TEMPO SINO AL 31-12-2006 SBRIGATI
per sapere come si fa vai su
w-w-w . m-a-b-o-n-l-i-n-e .o-r-g /c-a-n-o-n-e-r-a-i . p-h-p
DISDETTA IL CANONE RAI
ALZA LA TESTA,RIPRISTINA LO STATO DI DIRITTO
per sapere come si fa vai su
w-w-w . m-a-b-o-n-l-i-n-e .o-r-g /c-a-n-o-n-e-r-a-i . p-h-p
DISDETTA IL CANONE RAI
HAI TEMPO SINO AL 31-12-2006 SBRIGATI
per sapere come si fa vai su
w-w-w . m-a-b-o-n-l-i-n-e .o-r-g /c-a-n-o-n-e-r-a-i . p-h-p
DISDETTA IL CANONE RAI
NON FINANZIARE I GARANTITI DEI DIRITTI ACQUISITI
per sapere come si fa vai su
w-w-w . m-a-b-o-n-l-i-n-e .o-r-g /c-a-n-o-n-e-r-a-i . p-h-p
DISDETTA IL CANONE RAI
HAI TEMPO SINO AL 31-12-2006 SBRIGATI
per sapere come si fa vai su
w-w-w . m-a-b-o-n-l-i-n-e .o-r-g /c-a-n-o-n-e-r-a-i . p-h-p

Antonio De Franco 03.12.06 16:16| 
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caro beppe ho avuto modo di vedere un tuo video in cui neghi l'esistenza dell'AIDS. Mi disoiace tu non abbia tempo per fare un giro nei reparti infettivi di alcune oncologie d'Italia e magari spegarlo ad alcuni malati terminali di AIDS che esso non esiste . ciao

alberto bottos 03.12.06 14:37| 
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caro beppe
si possono raccogliere le firme per ridurre i parlamentari da 630 a 300,e i senatori a 75,almeno limitiamo i danni......e ci incazziamo di meno...
fammi sapere se sei daccordo e se si puo-fare
ciap renato

amico renato 03.12.06 14:32| 
 
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Parole spontanee e guiste quelle di Grillo. Si pensi, ad esempio, alla rivoluzione del "sette e mezzo", che quasi non mandò via i Savoia dalla Sicilia. Tutto taciuto dalla storia ufficiale. C'è chi ha fatto, anche e sopratutto, del revisionismo su quelle vicende. Era Mario Spataro. Chi può, si procuri il suo "I Primi Secessionisti", edito per l'Editore Controcorrente nel 2001.

www.siciliaindipendente.org

Roman Clarke 03.12.06 12:32| 
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E' tutto vero quello che hai scritto, forse , anzi molto di più, si potrebberi scrivere libri su questo argomento.
Purtroppo il potere di oggi ha calcolato tutto , perchè scrivere. divulgare questa verità , la controstoria, nell'immaginario collettivo vieni frainteso e interpretato come un nostalgico monarchico, perciò non avrà effetto sulle teste pensanti dei creativi che tendono a creare degli eserciti di creativi. Per capire come vanno le cose oggi e far si chè si possa fare meglio, occorre che gli opinionisti dello sport si dedichino alla storia del meridione d'italia e del mondo

giampaolo sardella 03.12.06 01:50| 
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Tutta l'Italia deve sapere quello che succede in sicilia (2°puntata)

WWW.RIBERAONLINE.BLOGSPOT.COM

alessandro del monte 03.12.06 00:38| 
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VIOLENZA DI STATO!
Vilolenza-di-stato! Violenza di stato è una storia vera dell'ingiustizia e d'abuso di potere, che i suoi fatti sono accaduti realmente a Roma del 1990 fin qui, dove proseguiva ancora senza nessun motivo tranne quello causato della follia fascista e razzista di ("alcuni operatori della legge e una parte degli operatori dello stato anti l'interesse comune ! Inoltre è stato fatto tutto per controllare questo delitto tra gli amici come facevano gli operatori della legge e lo stato, che mi perseguitavano perchè ero una persona scomoda fin dove sono diventato un corpo di reato da far sparire, ed esempio il caso del comandante dei servizi segreti romani Lussese Vincenzo, cha ha ordinato ai sui fedeli di distruggermi nel 1990/1, grazie ai suoi fedeli in azione da molti anni per liberarsi di me in un modo illegale! Ma in questa parte di questo delitto le cose si sono peggiore, perchè si è scoppiato lo scandalo nelle loro mani causando un caos nel mondo dei servizi segreti e il servizio dell'ordine romano! Inoltre questa storia di corruzione e ingiustizia privata non è più un segreto tra gli amici come si faceva del 1990, per questo credo che sia giusto condividerla con gli italiani per bene, giacchè non mi dispiace se gli stranieri sappiano i sui particolari per rendesi conto della giustizia della giungla che li ha riservato lo stato e il sistema in cui vivevano! In fine vorrei ricordare che il comandante C.l maggiore dei SERVIZI SERGRETI romani, il "mitico" LUSSESE VINCENZO, sostenuto dai sui fedeli sono impegnati per chiuede questo blog dopo il mio e-mail, che non piace agli umani di regime in questa città in cui mi perseguitavano e violentavano la mia persona da 16 anni! Chiudere il mio blog non mi dava fastidio, perchè faceva parte della guerra e violenza di stato contro di me, ma una iniziativa del genere significa molto per me, poichè rimette in discussione il sistema del comandante e...

www.lemin.splinder.com

marco castellani 02.12.06 23:34| 
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Lo stesso ardore nel difendere la memoria storica del sud, andrebbe veicolata nel far nascere un grande movimento meridionalista, ma e come far passare un asino nella cruna di un ago; l'atavico individualismo di noi meridionali c'è lo impedisce,mentre se si viene toccati del proprio orticello...diventiamo delle bestie. Ci meritiamo tutto il male del mondo.Vogliamo il riconoscimento , la legittimità storica da persone( quelli del centro-nord) , che tranne eccezzioni, sono piu ignoranti di quanto si possa immagginare.

alias ciccio 02.12.06 15:43| 
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--- 8 DICEMBRE ---

Giorno dell' Immacolata Concezione,
Santa Patrona delle Due Sicilie.


Come da tradizione verrà esposta in ogni balcone
la bandiera Borbonica.


per scaricare la bandiera in alta risoluzione, ottima per stampe, cliccare su:

http://www.crwflags.com/fotw/images/i/it)2s.gif

Giulio Salvarenato 02.12.06 14:56| 
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IL TERRORISMO PEGGIORE CHE ANNIENTA LA PERSONA, E' QUELLO PROTETTO, OSCURATO E NASCOSTO
Autore: Giacomo Montana


La definizione di terrorismo, sta a significare l'uso illegale della forza e della violenza esercitate in mille maniere diverse con meccanismi perversi, contro persone o proprietà a fini intimidatori, discriminatori o denigratori. Persino il solo terrorismo fiscale ben camuffato e nascosto riesce a distruggere lentamente la vita di molti cittadini onesti.

Generalmente ci viene dato ad intendere che il terrorismo è quello attuato piazzando una bomba o comunque uccidendo qualcuno con modi simili. La mia esperienza diretta di vita invece, mi ha convinto che il terrorismo peggiore è quello che viene attuato su una vittima e poi le violenze vengono protette e nascoste da qualcuno che ne ha tutto l'interesse strategico politico ed economico: così si distrugge la salute, sempre più la vita e infine impedisce di potere avere una morte naturale. Questa è una potente criminalità nuova con una interminabile catena di amici di cordata, che riscontra nel suo successo le ragioni stesse del suo continuare ad esistere e del suo progressivo dilagare.

Questo è il peggiore sistema criminale che a velocità supersonica ci allontana da un autentico sviluppo dell'uomo e della società. Così non si promuoverà mai la persona in tutte le sue realtà! Il vero sviluppo non può essere fatto rientrare nella accanita accumulazione di ricchezza dei privilegiati, raggiunta da questi, col risultato di dovere fare applicare una giustizia finta, infinita discriminazione e pertanto la privazione dello stato di diritto e la mancanza della necessaria considerazione sul piano sociale, culturale e spirituale. CONTINUA IN Sisu2....

Agi Murad Commentatore certificato 02.12.06 12:54| 
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CONTINUAZIONE Sisu2.....

Meno male che la maggiore parte degli italiani sono delle brave persone, perché altrimenti, i cittadini violentemente esclusi dal diritto positivo ( le leggi dello Stato), potrebbero domandarsi: perché non rispondere con la violenza a quanti ci trattano per primi con discriminazione, raggiro e violenza? Sappiamo benissimo, e la storia ce lo insegna, che il battersi per disperazione con mezzi di fortuna, è tipico delle resistenze. .

Infine, un altro costo viene fatto pagare alla gente per raggirarla con più facilità: la frammentazione, delle ideologie prodotta con lo strumentalismo politico, esercitato dai dirigenti degli stessi partiti politici, per portare avanti i loro stessi interessi economici personali. Se per molta gente in questo modo non viene attuata, né democrazia, né imparzialità, le funeste conseguenze non saranno mai impedite dai cardini dell'intendimento morale, e dai pilastri dell'orientamento verso una vita sana e decorosa.

CHI DESIDERA AVERE ESEMPI E PROVE SUL TERRORISMO PROTETTO E NASCOSTO, CLICCHI QUI SOTTO SUL MIO NOME E CONSTATERA' QUELLO ESERCITATO DA PARECCHI ANNI A MILANO, NEI CONFRONTI DI UNA DONNA CHE IO ASSISTO COME MEGLIO POSSO, COL MIO LAVORO DI VOLONTARIATO.

Agi Murad Commentatore certificato 02.12.06 12:53| 
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Strano dopo il mio Post precedente è tornato tutto nella norma. Un saluto a tutti da Gio

Giovanna Nigris Commentatore certificato 02.12.06 12:24| 
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Si possono leggere delle notizie interessanti in un sito la cui pubblicazione qui viene impedita. Mi viene vigliaccamente impedito anche di postare con il mio nome e con il bollino verde!!!E' una vergona, si predica bene e si razzola male nello staff di questo blog e non credo assolutamente che sia il titolare, ma qualcuno vuole fare sospettare che lo sia.
Nel mio sito web potrete trovare tante prove documentali. Se volete informarvi cliccate su “Jenny Gio” . Grazie e buon giorno a tutti.

Jenn y G io 02.12.06 12:13| 
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Il sud povero, emigrante, mafioso, lo ha creato lo stato unitario,italiano e non i borboni(visto che questa cose erano praticamente inesistenti prima dell'unita')Lo stato unitario a sud con l'esportazione di ricchezze ,la chiusura di fabbriche ,l'imposizione di ingiuste leggi fiscali ,la leva forzata etc etc manteneva l'ordine pubblico con i loro scagnozzi politici alleati con alcuni picciotti e guappi.quando poi per la malavita e' finita questo ruolo istituzionale i guappi si diedero ad altre attivita' tipo l'estorsione ,il contrabbando ,e da li anche la nascita di vari clan per il controllo dei territori.Cio' nonostante lo stato italiano ha ricorso al supporto della mafia in varie occasioni nel corso della prima repubblica conservando questa antica alleanza che molto servi' all'unita' d'italia.

giovanni di domenico 02.12.06 11:56| 
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http://cronologia.leonardo.it/storia/a1864e.htm

pietro desantis 02.12.06 10:39| 
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E' UNA SCOMODA VERITA' PER LA SUPPONENZA DEI POLENTA

purtroppo è andata proprio così. altro che meridionali parassiti. siamo stati derubati ed occupati. e come al solito nessun parlamentare meridionale ci difende dagli insulti dei ladri razzisti e seccesionisti.

pietro desantis 02.12.06 01:09| 
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DISDETTA IL CANONE RAI
HAI TEMPO SINO AL 31-12-2006 SBRIGATI
per sapere come si fa vai su
w-w-w . m-a-b-o-n-l-i-n-e .o-r-g /c-a-n-o-n-e-r-a-i . p-h-p
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Antonio De Franco 01.12.06 23:20| 
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A scuola la chiamano ancora:’la liberazione’. Chi ha liberato chi? E da che cosa? I soldati morivano, i briganti morivano, i contadini morivano. E chi ci campava? I briganti no… sono morti uccisi, carcerati, uccise le famiglie, bruciati i paesi, in Calabria, in Basilicata, Campania, Puglia, Sicilia. Le deportazioni hanno portato decine di migliaia di giovani a costruire il nuovo nord. Strappati alle famiglie pena la fucilazione e il carcere. Il Generale Cialdini, in una sola leva, ne deportò forzatamente circa 12000. Prima di diventare italiani, i contadini andavano liberi per i boschi demaniali e padronali. Andavano per legna, per pascolo, per caccia… era la legge. Poi i piemontesi hanno fatto l’Italia. Hanno promesso le terre. E poi non le hanno date più. E hanno messo le tasse. Basterebbe guardare i contributi delle regioni per costituire il fondo monetario nazionale: 400 milioni il regno meridionale e 8 la Lombardia. Il parlamento decide le tasse. Un parlamento eletto (all’epoca) da 500.000 cittadini contro 20 milioni di italiani. E i contadini senza terra, e i padroni senza contadini e tutti rivogliono i borboni e i soldati sparano e i contadini si armano con quello che possono, pronti a scannare i buzzurri piemontesi! E i poveri soldati del nord morivano mentre cercavano di ammazzare altri infelici, che credevano che l’Italia sarebbe stata terra e lavoro, pronti a combattere, a volere l’Italia anche loro. Anche al Sud erano insorti, avevano combattuto per cacciare i borboni, e poi sono corsi al Volturno, a Gaeta. Se avessero saputo cosa li aspettava… le tasse hanno strangolato i ricchi, i ricchi hanno strangolato i poveri e i poveri sono diventati Briganti. Se il meridione dovesse chiedere i danni di quel’olocausto sia economici che morali (circa un milione di vittime fra deportati, carcerati, fucilati, impiccati ecc) e magari con gli interessi, ci sarebbe da ridere. Altro che la Venere di Morgantina dal Getty Museum.

Antonio Minelli 01.12.06 21:54| 
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Caro Beppe,quando al nord ogni "provincia" era uno stato ed erano in guerra gli uni contro gli altri il regno di Napoli era uno degli stati più avanzati di Europa.Perciò ci hanno invaso,io sarei anche disposto a fare un referendum per la creazione di due stati Nord e Sud e sono convinto che dopo qualche anno si vedrebbero dei buoni risultati.

Enzo Marciano 01.12.06 21:04| 
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Sino a quando l'esistenza stessa degli individui sarà legata al concetto di lavoro i fenomeni di sfruttamento perdureranno.Il lavoro deve essere un'attitudine dell'uomo non una necessità, il sistema di sfruttamento si regge sulle concezioni Marxiste del lavoro come fattore di produzione oggi del tutto inappropriate, infatti possediamo la tecnologia e le conoscenze adeguate per permettere l'uscita dalla condizione di necessita delle nostre comunità, ovviamente a scapito delle lobby economiche che oggi governano il mondo.

Valerio Farris 01.12.06 20:16| 
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L'argomento riguardante l'ex Regno delle Due Sicilie, e la consequenziale storia del Sud, è stato affrontato con opinioni e argomentazioni diverse (sfavorevoli o non ad esso, condivisibili o meno) da Don Benedetto Croce e tanti altri. Oggi di questi ultimi esistono pivelli replicanti di cattivi e lontani maestri (vedi Bocca!). Esistono però pure numeri, dati e cifre, in quanto tali poco manipolabili, da cui scaturisce un'oggettività rispetto alla quale non v'è opinione che tenga!
Che studino, vadano negli archivi, dopodichè se hanno la faccia da culo simil Bocca poi possono anche dire cose oggi permesse agli "stronzobossisti" dei leghisti.
Grazie Beppe..e vai così!!!
Andrea Balìa

Andrea Balìa Commentatore in marcia al V2day 01.12.06 19:32| 
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Anche oggi la tradizione salumaria rimane viva a ROMA, citta' che puo' ancora, nonostante il mutare dei tempi e della realta' economica e ambientale, vantare un primato nel campo della lavorazione delle carni suine. Oggi LA OFFICINA QUI SI MAGNA SEMPRE DELLO STABILIMENTO PALAZZO MADAMA CON UFFICI A PALAZZO CHIGI E UFFICI NELLO STATO ESTERO CITTA DEL VATICANO E S.MARINO.. famosa per la regina delle mortadelle, la "DUE BAFFETTI ", continua a tenere alta la bandiera della tradizione alimentare ROMANA ed a produrre le tipiche specialita' salumarie STATALI per la gioia dei buongustai di tutti i partiti amici e parenti La mortadella STATALE infatti è' prodotta con le piu' moderne tecnologie ma nel pieno rispetto delle tradizioni; BUSTARELLE E CONSULENZE la versione moderna del prodotto e' un impasto finissimo di carne suina magra e di pregiati lardelli di gola o di guancia incorporati come cubetti. Miscelato, insaccato in idonei involucri,MAZZETTE, E CONSULENZE aromatizzato con sale, pepe nero e spezie secondo l'antica ed originale ricetta ROMANA. Si passa poi alla cottura che varia, a seconda delle dimensioni; infine la mortadella viene raffreddata ed inviata nei punti vendita pronta.CANTIERI E UFFICI STATALI COOPERATIVE COMPRESE DI SX E DX per essere gustata in tutta la sua fragranza.



Chi conosce la storia sa che nel regno delle due sicilie, la popolazione rurale era ridotta allo stremo, ma la conquista piemontese peggiorò la situazione, insabbiò i porti di Napoli e Palermo, smantellò intere fabbriche per ricostruirle nel nord-est, istituì la leva obbligatoria che tolse braccia lavoranti alle famiglie che invece ne avevano bisogno... tutto il meridione fu abbandonato a se stesso, aprendo le porte alla mafia... ma questo ovviamente non tutti lo sanno.

Beppe Provenza (fight club) Commentatore certificato 01.12.06 17:58| 
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IL TERRORISMO PEGGIORE E' QUELLO PROTETTO E NASCOSTO
Autore: Giacomo Montana


La definizione di terrorismo, sta a significare l'uso illegale della forza e della violenza esercitate in mille maniere diverse con meccanismi perversi, contro persone o proprietà a fini intimidatori, discriminatori o denigratori. Persino il solo terrorismo fiscale ben camuffato e nascosto riesce a distruggere la vita di molti e difficilmente, si verrà a sapere della loro fine violenta.

Generalmente a tutti noi cittadini ci viene dato ad intendere che il terrorismo è quello attuato piazzando una bomba o comunque uccidendo qualcuno con modi simili con armi da fuoco. La mia esperienza diretta di vita invece, mi ha convinto che il terrorismo peggiore è quello che viene protetto e nascosto da qualcuno che ne ha tutto l'interesse strategico politico ed economico: esso distrugge la salute, sempre più la vita e impedisce così, una morte naturale.

Questo è il peggiore sistema criminale che a velocità supersonica ci allontana da un autentico sviluppo dell'uomo e della società. Così non si promuoverà mai la persona in tutte le sue realtà! Il vero sviluppo non può essere fatto rientrare nella accanita accumulazione di ricchezza dei privilegiati, raggiunta da questi, col risultato di dovere fare applicare una giustizia finta, infinita discriminazione e pertanto la privazione dello stato di diritto e senza la necessaria considerazione sul piano sociale, culturale e spirituale.

I cittadini violentemente esclusi dal diritto positivo ( le leggi dello Stato), potrebbero domandarsi: perché non rispondere con la violenza a quanti ci trattano per primi con discriminazione, raggiro e violenza?...CONTINUA IN Sisu2.....

Giacomo Montana 01.12.06 16:33| 
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Informazione per tutti gli apprendisti storici:
Si dice Borbone e non Borboni.
Voi cosa dite Savoia o Savoi?

Domenico Giordano 01.12.06 14:30| 
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Mi chiedo perchè Ferdinando II che ha bombardato messina viene chiamato Re bomba e Vittorio Emanuele II che ha fatto borbandare Genova da Lamarmora No?
Perchè per circa 10 anni è rimasta in vigore la legge marziale al sud? perchè Pietrarsa è un museo e l'Ansaldo è tuttora attiva (anche se a partecipazione statale)? perchè il mio professore delle superiori, pemontese d.o.c. mi ha insegnato che i conti dello stato unitario sono stati risanati grazie soprattutto alle popolazioni e alla dote in termini di lire-oro portate dalle popolazioni del sud, vessate da una tassazione decisamente maggiore rispetto al resto d'italia?
Io a nome di tutti i meridionali rigrazio Cavour i Savoia e i Bersaglieri e tutti quelli che pensano che le condizioni dei meridionali siano migliorate dal 1861 in poi. Grazie a voi la mafia è stata sconfitta, Napoli è una città con i più alti standard di vita, i meridionali non devono più emigrare e possono essere orgogliosi delle loro origini.
Grazie Grazie e ancora Grazie!

Domenico Giordano 01.12.06 13:48| 
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Beppe, da te non me la sarei mai aspettata una cantonata così pazzesca... Non posso credere che hai ceduto a tutti i paignistei meridionalisti e pro-borbonici che ho sentito in questi anni! si vede che piagnucolare (e non fare nulla per cambiare) serve a qualcosa! sai come si dice a Napoli.. chiagni e fotti! La Napoli borbonica: hai presente Versailles? così era la vita alla Reggia di Caserta, però a Napoli la popolazione non ha fatto come in francesi nel 1798. Il Regno di Napoli era una società feudale, dove i latifondisti controllavano territori enormi e spesso abbandonati, i nobili avevano ricchezze immense ma non c'era nessun intervento pubblico dello Stato in infrastrutture di qualsiasi tipo, la popolazione era rurale, arretrata, non istruita e non per colpa loro ovviamente. Hai presente Verga? hai presente De Roberto? La famosa prima ferrovia, ovviamente, era stata costrutira per puro svago del Re, e non per nessun altro motivo. Francesco II non sarà (forse) un miserabile, ma il padre Ferdinando II (il re bomba) ordinò di cannoneggiare Messina per paura dei moti mazziniani. quanto al brigantaggio, parliamone, ma non ti risulta forse che sia il fenomeno alla base della mafia?spero di essere smentito. spero, Beppe, che chiarirai questa tua posizione

Elio Adriano 01.12.06 12:42| 
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A proprosito dell'articolo sui Borboni aggiungerei che in alcune zone del sud si definisce con il vezzeggiativo "alla garibaldina" l'affrontare una situazione in maniera goffa e pasticciata.

fabio Felline 01.12.06 09:39| 
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il revisionismo storico e' una relata' all'interno degli addetti al settore .Ma non si tratta di un revisionismo riguardanti specifici argomenti tipo l'unita' d'italia ,il fascismo ,o la resistenza .Il revisionismo riguarda il filtro con il quale la storia viene letta ,si tratta di un filtro culturale, politico, o filosofico.Faccio un breve esempio:quanti di noi sonostati formati con il concetto del medioevo di eta' buia senza mobilita' sociale e dominata dalla figura opprimente della chiesa .Questa e' una storia scritta con il filtro illuministico che vedeva nel medioevo un'eta' da cancellare .Ma togliendo questo filtro si puo' ammirare il medioevo nella sua realta' e perche' no anche nel suo splendore .Oppure se ci imbattiamo nella storia come susseguirsi di classi sociali nascenti ,tramontanti o in lotta tra di loro ci imbattiamo in una storia scritta con filtro marxista .Per quel che riguarda l'unita' d'italia per anni i nostri libri hanno cercato di giustificare le differenze tra nord e sud italia attraverso la formazione dei comuni progressisti a l nord e la monarchia arretrata del sud, . Molti ancora oggi dicono "a se il sud avesse avuto i comuni",Beh erano tutte affermazioni forzate per ceare un'unita' tra soggetti differenti ed e' una concezione completamente anacronistica .Oggi questa storia e' in fase di riscrittura.Immaginatevi che oggi si faccia l'unita' della palestina e i nuovi storici israeliani scrivano" ah ma se i palestinesi avessero girato il mondo come noi ".

giovanni di domenico 01.12.06 09:21| 
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non si tratta d revisione storica, una storia che non e' stata mai raccontata ,la cronaca veritiera di quel periodo non e'stata mai scritta .Fino a pochi anni fa si studiava ancora sui libri dove gli autori a riguardo della prima battaglia dei mille a calatafimi contro l'esercito napoletano scrivevano:"garibaldi incoraggiava i suoi di tutto cuore e gridava di evitare di uccidere il nemico se non era il caso, ricordandogli che erano anche loro italiani", roba da bambini ,da libro cuore.Ma quando i piemontesi bombardarono tutta la citta' di capua uccidendo centinaia di civili,quando commisero l'eccidio di bronte ,quando durante la repressione del brigantaggio diedero alle fiamme molti comuni del mezzogiorno,quando portarono tutti i ex soldati borbonici a morire a 2000 metri d'altezza per il freddo e poi li sciolsero nella calce viva etc .etc .non sembra si siano comportati da fratelli.E' questa storia i nostri libri non la raccontano .Oggi preferirei vivere in uno stato dove ci siano i vecchi poteri legittimi dello stato pontificio e del regno delle due sicilie piuttosto che in uno fondato da massoni .E quale eroe del risorgimento non lo fu il piu' puzzolente e ignorante delle camicie rosse lo fu.E gli inglesi capirono bene che mettendo tutta l'italia nelle mani di questi potenti alleati avrebbero avuto vita facile nel mediterraneo delle nuove conquiste coloniali .Ma prima bisognava eliminare il regno delle due sicilie.

liccardo giuseppe 30.11.06 23:02| 
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I SAVOIARDI ORA STANNO PAGANDO TUTTE LE LORO MALEFATTE, SONO DIVENTATI COLONIA DI AFRICANI, CINESI, ARABI E ALBANESI.
VIVA I BORBONE. GIUSTIZIA E' FATTA.

Dario Circon 30.11.06 21:16| 
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Evviva il Beppe che, finalmente, scopre che quello che diceva (e dice) la LEGA NORD da anni è vicino alla realtà: era meglio non andare nel sud e LASCIARLI PROGRDIRE VELOCEMENTE VERSO IL LORO LUMINOSO FUTURO (Viste le citate premesse di grande sviluppo ottocentesco)... Purtroppo adesso ce li abbiamo a casa nostra che ci rompono le scatole con il loro modo di essere "più sviluppati".. Ahi Ahi Ahi il risorgimento, che brutta cosa per il Nord.

Marco Padoan 30.11.06 20:59| 
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Marco Gleter,
dove hai letto quelle notizie sui Borbone? forse su un sussidiario che si usava durante il fascismo o nel primo dopoguerra. Hanno ben saputo lavarti il cervello, ma possibile che non fai niente per sanare la tua mente ormai geriatrica? La prima ferrovia fu fatta perchè quella zona era piena di industrie, solo a Gragnano vi erano 200 ( duecento) pastifici, a Pietrarsa la più grande fabbrica metalmeccanica d'Italia con 1000 operai e settemila di indotto. A Castellammare di Stabia vi erano cantieri navali che costruivano navi in ferro con motori potentissimi, e vi lavoravano duemila operai.Se non ci credi vai a consultare gli archivi di Napoli o gli stassi cantieri oggi quasi in disuso grazie al governo del nord ( Destra -sinistra) che da 150 anni difende solo l'economia padana avendo depauperato quella del sud. Ne fece un sol boccone.

antonio scorzelli 30.11.06 20:47| 
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Be! Stavolta sei proprio scivolato sul revisionismo!
Rimpiangere i Borbone non mi sembra un giusto modo di fare storia.
Il regno delle due sicilie era arrivato al capolinea; la prova è che crollò in poco tempo.
Sono d'accordo che i piemontesi furono simili a dei rapinatori, ma noi meridionali ce l'abbiamo mesa tutta per aiutarli.
Arrivederci, Giosuè

giosuè scotto 30.11.06 20:22| 
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il vero problema non sara' quello di riportare i borboni a napoli e di costruire una monarchia costituzionale molti ti direbbero ma sei impazzito vuo tornare secoli indietro le monarchie sono ricordi del passato che solo le pessime ficton italiane possono riproporre ,eppure la danimarca l'inghilterra ,la svezia e tanti ancora compresa la thailandia hanno ancora il loro re e la loro regina e si sentono rappresentati da quelle persone.A napoli e'stata risevata un ' altra regalita' quella del folklore italiano ,della passionalita' e delle lacrime napulitane e della rassegnazione alla condizione presente .Tutte le generazioni dal 1860 ad oggi sono cresciute con questa italiana napoletaneita' ,e prima del 1860?sud nelle mani dell'inavasore straniero ,dei feudatari e dell'arretratezza economica,ma come si poteva dire che era staniero un re che parlava napoletano e mangiava le lasagne ed era completamente inserito nei costumi napoletani .La verita' deve essera raccontata signori miei che prima del 1860eravamo una nazione ,avevamo un inno un esercito ,una bandiera e delle istituzioni ben radicate sul terreno nazionale che rappresentava la gente del sud .e poi bisogna dirlo una volata si diceva che la bandiera italiana rappresentava il bianco delle alpi il verde della pianura padana e il rosso delle terre di puglia .in verita' quel rosso e' il sangue dei meridionali conquistati e poi disprezzati e privati di memoria storica

giuseppe riccardo 30.11.06 19:41| 
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Caro Beppe,
beh! in effetti anch'io ho una percezione di una scivolata (scivolatina?) verso qualche -ismo un po' pericoloso!
Però la vita reale, spesso, ti porta a pensare in termini di -ismi che, a mente fredda, terresti lontani. Fa parte del gioco: l'importante è avere la mente sgombra da pregiudizi e continuare a pensare con le proprie meningi.
Riguardo al tema del revisionismo Borboni/Savoia ti segnalo un libro di Pasquale Amato, appena uscito presso l'editore Città del Sole, dal titolo
"Il Risorgimento oltre i miti e i revisionismi
Da Napoleone a Porta Pia (1796-1870)" che si propone proprio una rilettura di quel periodo senza cadere in agiografie dei vincitori o esaltazione dei vinti.
Ciao

Antonio Durante 30.11.06 13:53| 
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Ma perché continuiamo a dare motivo ai meridionali di fare le vittime? Diamoci un taglio per favore!

Alessandro Melerato 30.11.06 13:30| 
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Ma perché continuiamo a dare motivo ai meridionali di fare le vittime? Diamoci un taglio per favore!

Alessandro Melerato 30.11.06 13:29| 
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Volevo solo aggiungere che i libri e la storia è scritta, di solito, da chi ha il potere e i mezzi per farlo...spesso coincidono con i vincitori.
A tal titolo sarei curioso di sapere cosa viene scritto sugli attuali testi di storia a proposito delle recenti guerre. Nazioni potenti che opprimono popoli e culture o nazioni potenti che liberano popoli bisognosi...

Ciao;-)

Massimo Aulicino 30.11.06 11:44| 
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Da appassionato della storia del risorgimento non posso fare a meno di intervenire.La pagina d'introduzione al blog,con la descrizione del regno borbonico prima dell'annessione è infatti del tutto fantasiosa. Al tempo dei Borboni la ricchezza agricola era in mano a pochi latifondisti che sfruttavano in maniera indegna la manodopera contadina ridotta a vivere in condizioni pietose ai limiti dello schiavismo. La scarsa industria era in mano o straniera o delle solite famiglie ed a parte una sparuta ricca borghesia non si era nè voluto nè riusciti a creare una classe media. La burocrazia imperava sovrana foraggiando una classe parassitaria che si trasmetteva i privilegi in via ereditaria. La famosa ferrovia di Portici fu costruita unicamente quale svago per gli spostamenti di corte da Napoli alla residenza di campagna. Mai vi fu l'interesse a creare una reale rete ferroviaria utile per il paese. Lo stato era oppresso già prima dell'Unità da un endemico brigantaggio represso spesso ferocemente da truppe austriache e mercenarie al servizio dei Borboni. Napoli, città splendida, ma sfortunata era in mano alla criminalità già allora, tanto che l'ammiraglio Nelson agli inizi dell'800 la definiva la città d'Africa che preferiva. In Sicilia nel 1848 vi era stata una sollevazione generale repressa quella sì con metodi "iracheni" e che non fu mai perdonata. La chiesa poi era strumento d'oppressione al servizio dei potenti ed aveva tutto l'interesse a mantenere la popolazione nell'ignoranza più nera. Forse non tutti sanno, che il vaiolo negli stati della chiesa rimase a livello endemico fino all'Unità in quanto il vaccino era considerato dalle illuminate autorità papaline diabolico in quanto mescolato ad umori animali! Ricordo che Garibaldi sbarcò si con mille uomini, ma che non sarebbe mai riuscito ad arrivare a Napoli senza l'aiuto di migliaia di valorosi volontari meridionali che evidentemente non erano proprio soddisfatti del proprio governo.
Ciò per la precisone storica

Marco Gretler 30.11.06 09:55| 
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@@@@@ antonio scorzelli 28.11.06 21:30

Beh, anche gli Stati Uniti di oggi sono una grande potenza economica, ma questo non significa che gli americani se la passino bene (credo sia superfluo scendere nei dettagli).

Una mia riflessione.
Anche se riportassimo alla luce la verità su un passato di ruberie e spoliazioni da parte dei Piemontesi (non c'è n'è bisogno, dite voi - d'accordo) e restituissimo al Regno Borbonico la dignità che molto probabilmente merita, cosa ci guadagneremmo, in concreto?
Quello che più scandalizza è il DOPO. Dall'Unità in poi. Io non posso credere che i problemi del mezzogiorno siano soltanto il risultato di quella (mi esprimerò coi vostri termini) conquista. E nemmeno l'effetto di un perfido disegno politico, prima monarchico, in seguito repubblicano, votato all'emarginazione di metà del paese! E' un'ipotesi ASSURDA!

Mettiamoci una mano sul cuore, e ammettiamo tutti, uno per uno, le nostre responsabilità (sono meridionale anch'io). A me pare che la vostra difesa strenua di certe posizioni sia sollecitata non tanto da un bisogno di verità, quanto da un inconsistente narcisismo campanilistico.
Io vi dico: nessuno mette in dubbio che Napoli era, e sarà sempre, una città di importanza fondamentale per i destini del nostro paese. Pensiamo al futuro, tuttavia...
Come per il caso del revisionismo in atto riguardo alla Resistenza, anche questo è un voler rimestare una Storia sporca. Gli italiani hanno bisogno, ora più che mai, di digerire (non ho detto dimenticare) gli errori del passato e
incamminarsi verso la riconciliazione, senza la quale la ricostruzione morale e politica del paese è praticamente impossibile.

Alberto Mazza 29.11.06 22:42| 
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Tutta l'Italia deve sapere quello che succede in sicilia (1°puntata)

WWW.RIBERAONLINE.BLOGSPOT.COM

alessandro del monte 29.11.06 22:01| 
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Credo che sia solo una perdita di tempo; e come parlare ad un muro. Questi non sanno nemmeno la differenza trà viceregno spagnolo e monarchia borbonica. Confondono ferdinando di borbone con federico di svevia! Li sopravvalutate gli "itagliani".

napoletano scippato 29.11.06 13:56| 
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furono invece gli scrittori siciliani che vissero a cavallo tra i due secoli a mettere per iscritto il fallimento del Risorgimento, dell'Unità d'Italia (con buona pace di Bossi e Maroni).
Verga parlò delle prime forme di mafia nel Mastro Don Gesualdo, e del fallimento dell'impresa garibaldina nella novella Libertà (non liberazione bensì nuova forma di repressione). Era poi chiaro e ben visibile a questi intellettuali che i Savoia, per controllare il Sud, avevano bisogno di mantenere in vita le vecchie gerarchie.
Andiamo avanti:
De Roberto nei Viceré, nelle figure del duca d'Oragua e di Consalvo Uzeda, fa vedere come l'antica nobiltà non sia scomparsa ma si sia semplicemente trasformata e adeguata alla nuova situazione. Tutta la tematica politica (demagogia, loggie antelitteram ecc) dei Viceré sarà poi ripresa, ai limiti del plagio, nel Gattopardo.
I Viceré proseguono nell'Imperio dove De Roberto mostra la comprensione immediata del trasformismo depretisiano e della sua necessità per "rimanere a galla".
Infine il più ottocentesco lavoro di Pirandello, il romanzo I vecchi e i giovani, dove si parla della repressione dei vespri siciliani e degli scandali della Banca Romana: Tangentopoli prennunciata circa ottant'anni prima.
Questi artisti avevano capito tutto in anticipo.
Chisà se Bossi ha letto i Viceré? (domanda retorica)

Marco Salucci 29.11.06 13:36| 
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Vorrei ricordare a qualcuno che siamo sul blog di Beppe Grillo non su quello di Calderoli! Che significa? Forse che bisogna mettere da parte certezze granitiche e luoghi comuni? Forse che bisogna leggere attentamente e prima di scrivere valutare le proprie reali conoscenze sull'argomento? Pensiamo bene a cos'è la storia, la maestra di vita! Chi vorrebbe una maestra falsa e tendenziosa? Chi affermerebbe che è inutile fare la storia dei lager nazisti perché ormai i morti sono morti e queste sono solo scuse degli israeliani per avere il loro tornaconto? Chi direbbe che è inutile fare la storia degli indiani nativi americani perché ormai ci sono i bianchi e sono tutte scuse degli indiani per non lavorare e prendere sussidi? Signori, conoscere la verità storica è interesse supremo dell'Umanità! Dopo aver saputo cosa è veramente stato il Risorgimento potremo dare maggior valore alla Resistenza con la ragionevole certezza che pur tra i tanti errori compiuti da "buoni" nessuno potrà mai venire a dirci che Hitler era 'nu buono guaglione

Bruno Edeal 29.11.06 10:48| 
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Da anni una corrente di storici sta dicendo le stesse cose pubblicando libri che sono stati messi all''indice' dalla cultura dominante, una per tutti: Barbara Pellicciari.
L'occupazione dell'Italia ebbe però un secondo atto, quello che riguardò l'eliminazione dello Stato della Chiesa, ancora più antico, legittimo e moderno del Regno delle due Sicilie.
Signor Grillo, che ne direbbe di denunciare anche questo di crimine?

Luigi Borlenghi 29.11.06 10:39| 
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Beppe... adesso poniamo da parte per un attimo la retorica e passiamo ai fatti....rispettiamo i martiri veri..dedicando a loro quelle strade, piazze, viali, scuole...ke adesso sono dedicate a Cavour, re Vittorio, Cialdini, La marmora, Garibaldi....per sostiturli con Donatello Crocco, Borges, Francesco II, gli eorri di Gaeta, Messina e Civitella.....ecc ecc....
Ho girato in lungo e in largo in Centro e Sud America e vi assicuro..che nnon ci sono monumenti (almeno così mi è parso) dedicati a Hernan Cortez e Francisco Pizarro.......come se tenessimo in Italia.anzi in Europa luoghi pubblici dedicati a Hitler Mussolini, Franco, Kappler, RSI, Priebke ecc ecc....
Beppe..L' Italia è bella com' è..unita , nonostante le enormi diversità....ma se il Brasile è un continente in pratica ricco di sfumature, gneti, etnie e culture differenti è ununico paese..perchè non dovremmo esserlo noi?....quindi....cosìaffianco ai Pellico, Maroncelli, Flli Bandiera, Pisacane, Micca....mettiamo i nostri eroi.

ADESSO MI ASPETTO UN GESTO DA GRILLO....PER RACCOGIERE PETIZIONI PER RINOMINARE I LUOGHI PUBBLICI ALMENO DEL SUD.....

ASPETTERO' FIDUCIOSO


E forza.. anzi viva la vera Italia

raffaele lavolpe 29.11.06 10:01| 
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Errata corrige: Non è esatto affermare che "tutti gli extracomunitari del mondo saranno cittadini italiani. Molti non vorranno esserlo. ma quanti hanno convenienza ad esserlo lo saranno.
Serenamente, con spirito veramente amichevole, mi permetto di suggerire a quanti odiano la nostra Patria di andare a vivere per alcuni mesi (meglio anni) all'estero. Anche nei cosiddetti Paesi più progrediti e poi vengano a ridare in buona fede il loro contributo. Il fatto è che l'Italia di Mazzini e di Cattaneo (quest'ultimo sostenitore del federalismo e non di uno Stato centralistico alla francese) faceva paura alla Francia ed all'Inghilterra. E' stata, mi sembra, la conquista di un'intera Nazione da parte di uno staterello francofono e di un avventuriero (o eroe?) alla fine francese anche lui strapagatasi con il tesoro del Regno di Napoli e con gli espropri dei vasti possedimenti della Chiesa a beneficio dei malfattori del nord del sud e delle Nazioni "amiche" (definite da Crispi, che non amo, "rapaci briganti) ma alla fine anche dell'Italia nel suo insieme. Scandalo della Banca Romana sù sù fino alle rapine odierne dei Bond argentini, della Cirio, della Parmalat unite agli sprechi, alle inefficienze ed all'incapacità di programmazione dei nostri politici hanno portato alla distruzione nei decenni del tessuto culturale, economico, sociale: del Sud per scarsa industrializzazione, del Nord per eccessiva industrializzazione. Di chi la colpa? Ma dei nostri padri e di tutti noi. O No? "Ognuno ha il governo che si merita" recita un detto.
E quindi? Ma VIVA L'ITALIA NONOSTANTE TUTTO.
Mi scuso per il mio logorroico contributo.
Ringrazio soprattutto quanti hanno messo a disposizione le loro conoscenze storiche, opinabili o meno.

Alongi Vincenzo 29.11.06 04:24| 
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"Sudicio terrone + ottuso polentone = popolo coglione"? No, piuttosto "= popolo ignorantone". Ai beceri del Nord e del Sud bisogna ricordare che "il mercato ciò che ha, vende" Se ha ignoranza, malanimo, paura, psicopatologie più o meno manifeste, "vende" ignoranza, malanimo, paura, psicopatologie più o meno manifeste.
"Fratelli d'Italia" recita il nostro Inno nazionale. Ma ... allora è vero che "parenti serpenti"! Non cito il brano dei capponi di manzoniana memoria che continuano a beccarsi tra loro prima di finire entrambi in pentola. A quei pochi beceri del nord e del sud che si augurano la fine di questa magnifica ma sempre più disastrata Nazione raccomando un nìnì (picca picca, pochino pochino) di pazienza. Con le nuove norme sui permessi di soggiorno e sulla cittadinanza tutti gli extracomunitari del mondo (USA, Russia, Cina compresi) dopo qualche anno saranno nostri concittadini. Loro maggioranza e noi insulsi italioti minoranza. Non posso non concludere con un'altra citazione (spero esatta)tratta da una commedia di un tale di Firenze, bella ma turbolenta città per troppo poco tempo capitale d'Italia: "Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello". Per fortuna voi beceri siete una minoranza. Chiassosa, rissosa, fastidiosa, ottusa, ma sempre una minoranza. Ringrazio quanti con grande disponibilità e garbo hanno risposto alla mia richiesta di chiarimenti circa il luogo comune che vuole il Regno di Napoli" chiamato "Regno delle due Sicilie". Per me siculo "verace" di Sicilia ce n'è stata e ce ne sarà solo UNA e sentir parlare di "DUE SICILIE" è come sentir parlare del giuoco delle tre carte: sento puzza di fregatura borbonica, partenopea, napoletana. A proposito hanno ragione i Napoletani di far notare che Napoli prima della guerra (non dichiarata) franco-anglo-savoiarda era fra le prime 5 più belle città d'Europa.
Ma il loro esercito e la loro tanto decantata marina che .azzo ci stavano a fare?

Alongi Vincenzo 29.11.06 03:23| 
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Con l'unità d'Italia il Prodittatore Giuseppe Garibaldi vietò l'uso della lingua napoletana... i mille saccheggiarono le casse del Regno ed il Banco di Napoli e violentarono le donne...

Le biblioteche meridionali non hanno più testi che si riferiscono al periodo che va dal 1850 al 1870... questi volumi dopo oltre 150 anni restano ancora secretati...

L'unità d'Italia è come la storia del DC-9 dell'Itavia...o la verità sulle stragi di Bologna... siamo un paese pieno di misteri, depistaggi e menzogne...

La storia la riscrivono i vincitori...

Un Napoletano, Gino Doria, scrisse un libro meraviglioso sulla mia Napoli...si chiama "Storia di una capitale"....quel libro spega come sia possibile che in pochi metri quadrati diu strada ci possano essere un Reggia Vanvitelliana, uno tra i teatri lirici più importanti del mondo, un patrimonio di arte dal valore inestimabile...

Le pietre parlano...gridano...molto più forte della menzogna e dell'ignoranza delle persone...

Un caro saluto...Grazie Beppe...

Giuseppe Balsamo/"Pride"

Giuseppe Balsamo 29.11.06 00:35| 
 
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Consiglio a tutti gli amici meridionali di lasciar perdere; questi non sanno nemmeno la differenza trà viceregno spagnolo e dinastia borbonico! Ma di cosa vogliamo parlare?
Hanno letto i soliti libri.

Timeo hominem unius libri


napoletano scippato 28.11.06 23:26| 
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Se volete visitare un sito ben strutturato sul brigantaggio potete farlo.
www.brigantaggio.net
Per i poveri di spirito, per coloro che non credono alla spoliazione del Sud si legga questa tabella presa dal libro di Antonio Ciano" I Savoia e il massacro del Sud" edizione Grandmelò di Roma dell'anno 1996.
Le monete degli antichi Stati al momento dell'annessione ammontavano a 668 milioni così ripartiti:
REGNO DELLE DUE SICILIE......MILIONI 443,2
Lombardia................... >> 8.1
Ducato di Modena............ >> o,4
Parma e Piacenza............ >> 1,2
Roma........................ >> 35,3
Romagna-Marche-Umbria....... >> 55,3
Regno di Sardegna........... >> 27,0
Toscana..................... >> 85,2
venezia..................... >> 12,7
per un totale di 668,4 Milioni di lire piemontesi.
Il regno delle Due Sicilie aveva una ricchezza pari a due volte quella degli altri stati e quattro volte quella dei piemontesi, la Lombardia era la regione più povera, tanto che gli austriaci ritenevano il popolo lombardo fiacco. Il piemonte aveva sì 27 milioni di lire, ma un debito pubblico spaventoso ( oltre un miliardo e duecento milioni di lire del tempo) debito che scaricò sul Sud. I napoletani si trovarono a pagare il malgoverno di Cavour, una vera frana come ministro delle finanze.
L'industria nel Regno delle Due sicilia occupava
1,600,000 operai contro il milione e cento del resto d'Italia, i poveri nel sud non esistevano perchè accolti negli alberghi dei poveri, a Torino la polizia perseguitava anche Don Bosco che accudiva i ragazzi sfortunati.
Napoli era una delle capitali più popolate e civili d'Europa con i suoi 500 mila abitanti ed il suo immenso parimonio industriale e museale.
La disoccupazione era parola inesistente nel vocabolario del Regno, c'era l'occupazione piena, molti piemontesi emigravano nel Sud per trovare lavoro.

antonio scorzelli 28.11.06 21:30| 
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Grazie per il tuo intervento: è la dimostrazione vivente che il revisionismo storico sta facendo enormi passi avanti verso la totale e definitiva riscoperta delle Nostre radici, della Nostra cultura, del Nostro Orgoglio e della Nostra dignità.
Per "Nostro" intendo di Noi Duosiciliani o ben più noti meridionali, ma questa seconda accezione non mi piace più di tanto.
Grazie ancora e non fermarti qui, VAI AVANTI!!!

Lorenzo Degl'Innocenti 28.11.06 21:22| 
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A questo proposito vi prego di leggere un bellissimo romanzo; "L'eredità della priora" di Carlo Alianello, un grande romanzo e un grande scrittore dimenticati in questa Italia ormai preda dello sfascio culturale e intellettuale. In questo romanzo, scritto negli anni 60 e che è un romanzo storico, basato su documenti serissimi, c'è la vera storia della conquista del Regno di Napoli da parte di questi affamatissimi Savoia, che fecero così tanti danni da lasciarne traccia per sempre. Le ingiustizie, le stragi, le ruberie, le connivenze d'ogni tipo. Leggete e poi vedrete come è diversa la storia da come ce la raccontano sui libri. E mi fa molto piacere che Beppe Grillo dica una cosa del genere. Non dimentichiamo che a quell'epoca il nord era povero e arretrato e il sud ricco e al centro della vita europea. I Savoia non li voleva nessuno, eppure....

Francesca Diano 28.11.06 20:40| 
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Caro Beppe la foto che hai messo è emblematica e chiarisce il grande "amore" che l'esercito piemontese aveva per noi.La ferita tra le due Sicilie e il resto della penisola italica è profonda e si allarga sempre di più come il divario economico finanziario.
Consiglio la lettura dei seguenti testi:
La conquista del Sud di Alianiello.
I Borbone di Napoli di Acton
I lager dei savoia e tanti altri la cui diffusione è fortemente ostacolata.
Apprezzo molto la tua posizione molto obbiettiva.
Purtroppo stiamo perdendo le nostre radici e la nostra storia come si erano prefissi gli INVASORI!!! Ma resistiamo da 145 anni e homme se nasce Briganti se more!!!!
Le Due Sicilie ce la faranno quando cominceranno, a difendere la loro economia e contare solo sulle proprie forze perchè l'invasore non ci aiuterà mai!!!
Meglio non toccare il tasto legha perchè non merita la nostra attenzione e li conosciamo bene.
Cordiali saluti.

Tobia Naddeo 28.11.06 19:48| 
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La ferrovia napoli portici e la prima cattedra di economia non sono gli unici primati del regno duosiculo pre unitario:
il primo battelo a vapore
Napoli la prima città italiana illuminata a gas
La prima sperimentazione di illuminazione elettrica a Napoli - Capodimonte
la prima flotta navale italiana la terza in europa
...
Per non parlare dei quattrini portati all'unità di Italia (circa 3 volte il patrimonio portato dal resto di Italia)
Per non parlare dei non primati dei savoia:
I Savoia hanno inventato il debito pubblico , nel loro regno la cartamoneta circolante era tre volte riserve economiche.Invece nel regno delle Due Sicilie non esisteva la cartamoneta e la moneta circolante era di metalli preziosi oro argento bronzo.
C'è tanto di dire !!!
Non si tratta di revisionismo ma di restituire la storia ad un popolo.
Grazie Beppe

marcello pragliola 28.11.06 19:40| 
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Sono una cittadina italiana, ma anche una napoletana fiera di essere tale.
Ho sempre pensato che noi non siamo stai annessi al regno di sardegna, ma conquistati. In fondo il regno borbonico era un ghiotto bocconcino sia per la sua posizione geografica che per le conquiste sociali ed economiche del tempo.. non voglio il federalismo ma spero che questo meridione ritorni alla'antico splendore.
...Beppe ti ho sempre ammirato ma dopo questo
articolo ti adoro!!

angela nocera 28.11.06 19:16| 
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che le regioni meridionali chiedano i danni causati a quell'emerita testa di ........savoia di vittorio emanuele che nella sua vita di cazzate, avrà fatto almeno una cosa buona ? io penso di no

marcella ariodante 28.11.06 18:29| 
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Non ho nessun commento da fare. I due libri (poco letti dagli storici) che segnalo hanno già spiegato molto bene la questione.
Nicola Zitara, L'unità d'Italia: nascita di una colonia, Jaca Book, Milano.
E.M.Capecelatro-A.Carlo, Contro la "questione meridionale", Savelli, Roma 1975.

Rossi Maurizio 28.11.06 17:45| 
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A PAOLO ROSSI


Un giorno,fra qualche anno o domani,un dolore improvviso.Una sensazione nuova,nuovi pensieri.L'impegnativa dal dottore,l'ago che entra nel braccio,il sangua dentro la provetta.Una settimana d'attesa,per te,ancora sereno.Ancora per poco.Arrivano i risultati.Ti dirigi in ospedale,nel tragitto rispondi al telefono,scherzi,canticchi,cerchi nuove ispirazioni.Parcheggi,sali le scale.-Che puzza d'ospedale!".Buongiorno sig Rossi,mi dispiace,ma credo sia necessario eseguire una tac.Ci sono valori sballati.Inizia qui il tuo monologo migliore,urlato per la strada,in mezzo alla gente che non sa se ridere o aver paura.Ti applaudono mentre piangi.Allora ecco il mancamento.Ti accasci per terra,panico e monetine.Gli hai fatti piangere dal ridere,tu piangerai.Sipario.

YURY PASTORE 28.11.06 17:42| 
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Che lo stato borbonico sia sinonimo di "degrado delle istituzioni", lo testimonia anche il fatto di quanto si dimostrò "molle" nel cedere ad un manipolo di soli 1000 "scalcinati" garibaldini...

Massimo Bertoni 28.11.06 17:41| 
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luisa romagnoli 28.11.06 17:41| 
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Noo, ti prego Beppe! Non ci cascare anche tu in questo revisionismo-rovescismo da Cieelle (CL)! Che le cose siano più complicate nel rapporto nord-sud e che la formazione dello Stato nazionale sia stata un percorso meno idilliaco di quello della oleografia liberale è vero, ma fermiamoci lì. Ci sono serie biblioteche di studi in merito. Non è possibile, come sul tema resistenza, affermare che siamo all'anno zero! Questo rovescismo sul meridione è funzionale solo a un negativo e autolesionistico compiangimento del sud (invaso e colonizzato) che non porta da nessuna parte e che le persone del Sud, per prime, dovrebbero respingere. Quindi, caro Beppe, non cadere in questi trappoloni e non c'indurre in tentazione....

Gianmarco Vescovi 28.11.06 17:30| 
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Caro Beppe,
questo è il miglior post che hai fatto in tutta la tua vita.
La storia, vera, che si racconta, sia pur velinata, negli istituti universitari parla di un Regno che era fra i più ricchi stati della Terra.
Con una vita culturale che faceva concorrenza a quella francese, una solidità finanziaria migliore di quella inglese ed un tessuto industriale manifatturiero che, strano a dirsi, occupava oltre un milione di operai.
La repressione ci fu in tutta Italia, ma nell'ex Regno fu più dura e sistematica.
Lo consentiva la lontananza dall'Europa.
Ma il danno più grosso non fu tanto lo smantellamento delle aziende, quanto l'annichilimento delle elites culturali, da cui deriva la mediocrità, il mandarinismo che impedisce, ancora oggi, di far emergere talenti originali nel territorio.
Una brutta, sporca storia che viene contrabbandata per tradizione gloriosa.
P.s.: è ammirevole che un genovese parli di queste cose.
Un'impresa genovese, la Bastogi, fu la principale beneficiaria della distruzione dell'industria ferroviaria borbonica, fiore all'occhiello del Regno.

Francesco De Lauro 28.11.06 17:00| 
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OFFERTA DI LAVORO DA CASA!

TRUFFA IN ATTO!

(PASSAPAROLA!, REPLICATE QUESTO MESSAGGIO OVUNQUE)

DITTA: ZALES PREZIOSI (E ALTRE)

GIRANO IN TUTTA ITALIA SUI GIORNALI ANNUNCI DI LAVORO DA CASA PER CONFEZIONARE BRACCIALETTI.

IL RISULTATO DI UNA RICERCA IN INTERNET CONFERMA LA TRUFFA! MOLTE PERSONE HANNO PAGATO LA CAUZIONE DI CIRCA 60-75 € PER RICEVERE IL PRIMO PACCO DA LAVORARE.
HANNO RISPEDITO IL MATERIALE LAVORATO MA SENZA RICEVERE SOLDI.
ADESSO SUI FORUM QUESTE AZIENDE STANNO LASCIANDO FALSI MESSAGGI DI PRESUNTI LAVORATORI SODDISFATTI.
I BRACCIALETTI "CAMPIONE" NON SONO ALTRO CHE GLI STESSI LAVORATI DAI TRUFFATI E RIUTILIZZATI PER LE NUOVE TRUFFE! NON FACCIAMOCI FREGARE!
HO RICERCATO E TELEFONATO A PERSONE CHE ABITANO NELLO STESSO STABILE O A QUELLO DI FIANCO AGLI INDIRIZZI DELLA DITTA CITATA MA DICONO CHE NON ESISTE UNA CON QUEL NOME ED ADDIRITTURA A ROMA NEMMENO ESISTE QUELLA VIA!
HO TELEFONATO ALLA GUARDIA DI FINANZA (117) MA DICONO CHE BISOGNA ESSERE PRIMA FREGATI O AVERE MATERIALE COME PROVA.
RICORDO VAGAMENTE DI AVER SENTITO QUESTA DITTA SU "STRISCIA" E "AL VOSTRO POSTO" SU RADIO 24.
IL CORRIERE è ARRIVATO PROPRIO ORA CHE VI SCRIVO... HO RIMANDATO IN DIETRO IL PACCO!

ECCOVI L'IMMAGINE DEL DOCUMENTO CHE HO RICEVUTO:

http://img296.imageshack.us/img296/2884/zalesmj4.jpg

ECCOVI UN FORUM DOVE SE NE PARLA:

http://forum.alfemminile.com/forum/f202/__f365_p2_f202-Info-zales-preziosi.html

I SITI CHE HO USATO PER LE MIE RICERCHE:

www.telextra.com
www.infoimprese.it

TRUFFA della ZALES 28.11.06 16:58| 
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la SARDEGNA fu concessa ai savoia da un trattato fasullo.La Sardigna ha resistito ai piu'temibili eserciti della storia dell'umanita', a partire dagli antichi romani fino ai SABOIA;quindi resistette anche ai nuovi invasori,i quali davano l'appellativo di BANDITI alla maggioranza della gente dell'isola.I banditi erano il popolo sardo che si ribellava al nuovo invasore.Ma la Sardegna era ormai stanca da mille anni di guerra ,dopo la rivoluzione angyoina,soffocata nel sangue di diciannovemila sardi,il popolosardo si addormenta in un sonno mortifero e rassegnato.siamo la prima colonia D'itaglia,sfruttatae derisa.il sessanta per cento delle basimilitari itagliote sono giu'da noi.abbiamo ancora una OCCUPAZIONE MILITARE,grazie alla quale ancora si muore(vedi salto di Quirra ,uranio impoverito,nano particelle,scorie radioattive)Che vi piaccia o no ,NOI NON SIAMO ITALIANI

matteo aresu 28.11.06 16:24| 
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Qua si stanno evocando dei fantasmi.

Voi parlate di come si stava a Napoli, o a Palermo, ma nemmeno una parola sulla condizione delle popolazioni rurali di Calabria e Basilicata. Gente condannata per nascita alla schiavitù. La (non) distribuzione della proprietà, di stampo feudale. L'analfabetismo. I baroni del latifondo che esercitavano il furto legalizzato non meno di quanto facciano oggi gli amministratori locali "liberamente eletti".
Certe piaghe non sanano mai, rimangono impresse nello spirito di un popolo per generazioni e se ne possono misurare gli effetti a distanza di secoli.
Ecco perchè non riusciamo a eleggere rappresentanti degni del loro incarico, a liberarci della malavita organizzata, a fare a meno di succhiare le mammelle avvizzite dell'assistenzialismo.
Considerato ciò, era sempre meglio il feudalesimo e l'ignoranza che non l'ipocrisia dell'attuale "democrazia". Non è cambiato niente, da allora.
Qua nessuno ha veramente voglia di cambiare... e si guarda al passato, perchè guardare al futuro fa troppa paura.

Alberto Mazza 28.11.06 16:19| 
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Leggendo il post di Beppe Grillo ovviamente non ho potuto che trovarmi in accordo col messaggio di fondo espresso,tuttavia vorrei dire che ,nonostante io abbia soli 19anni(quindi solo la maturità scientifica),le fonti storiche capaci di dimostrare la "VERA STORIA D'ITALIA" le ho trovate nel modo più semlice:sul mio libro di storiografia.
Quello che voglio dire è la solita predica banale: basterebbe leggere le tesi di chi se ne intende veramente per capire e non essere indottrinati!
Rinrgazio pubblicamente il mio straordinario Prof. per avermi insegnare a studiare la storia,non ad impararla a memoria !

Guardare per credere:
Storia degli italiani(La terza ,G.Procacci)

Mazzini e Bakunin,12anni di movimento operaio in italia(1860-1872Einaudi,Rosselli)

Nuova antologia della questione meridionale(Comunità,A.Desideri,autore Brano interessato:Dorso)

Alessandro Raso 28.11.06 16:02| 
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Sono d'accordo, io sono Romagnolo ma appoggio pienamente la lotta per la libertà dei popoli del meridione d'Italia. Cerchiamo finalmente di fare una secessione in modo da lasciare il nord ai suoi problemi senza dovere pagare casse per il mezzogiorno, parlamenti regionali con 1000 persone come quello siciliano o viaggi da milioni di euro per partecipare al Columbus Day ed altre innumerevoli amenità colonialiste che hanno solo arricchito noi del nord. Lasciamo finalmente libero il sud di andare verso il proprio luminoso avvenire al quale fino ad ora noi del nord con le nostre tasse abbiamo tarpato le ali. Beppe organizza una raccolta di firme per la secessione così possiamo finalmente agire. Viva il sud libero dal nord evviva i Borbone esempio mirabile di regime illuminato.

enrico pallazzo 28.11.06 15:57| 
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IL PARTITO DEL SUD
è NATO A GAETA IL PRIMO GENNAIO DEL 2001.
E' nato per una unica esigenza, difendere gli interessi del Sud.
Oggi tutta l'economia staziona al Nord: Le compagnie telefoniche, le compagnie di assicurazione, la distribuzione,la grande e piccola industria, la Finanza, e soprattuto le banche. Anche l'antico e glorioso Banco di Napoli è stato assorbito dal San Paolo Imi di Torino. Ci son voluti 145 anni ma si è coompletata per intero l'opera di colonizzazione iniziata nel 1860 dal liberal massonico Cavour, ritenuto da noi di Gaeta un vero macellaio e criminale avendo distrutto la nostra città con 160 mila bombe, SENZA DICHIARAZIONE DI GUERRA.
Il Partito del Sud è nato non per dividere l'Italia ma per unirla, ma ci pensate se avessimo una economia veramente nazionale? oggi la ricchezza industriale e commerciale staziona solo al Nord, se dessimo la possibilità al nostro Sud di crescere l?Italia sarebbe veramente la nazione più ricca d'Europa, invece questa destra e questa sinistra pensano ( legittimamente) a difendere il loro grande orticello. La Sinistra difende gli interessi tosco-emiliani( Coop, unipol, Mps, con collegamenti con la Confindustria; la Destra difende gli interessi economici del Lombardo -Veneto( legittimamente) con La Lega Nord tesa a difendere gli industrialotti lumbard, per lo più evasoti fiscali, ma li difende bene e viene votata, vuoi per antimeridionalismo becero e vuoi perchè si fa promotrice dei loro bisogni.
Abbiamos entito l'esigenza strutturale di esistere per questi motivi, e affondando nella storia abbiamos coperto che tutto il male ha un nome e cognome, il RISORGIMENTO PIEMONTESE FATTO PASSARE PER ITALIANO, COME OGGI VIENE FATTO PASSARE PER ITRALIANA L'ECONOMIA NAZIONALE ESSENDO SOLO PADANA. AL Sud è stata solo potenziata la MANDRACA (Mafia 'Ndranghta e Camorra)
Se volete notizie scrivere a:
ilpartitodelsud(chiocciola)libero.it
tel.347-6929952

antonio scorzelli 28.11.06 15:53| 
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Beppe hai colto nel segno !!!

Io,da buon partenopeo(che mi onoro di essere)non
posso che sdegnarmi quando vedo che nei bei nostri
testi scolastici si falsifica la storia con grande
ipocrisia.
Il "Risorgimento" e "l'Unita'" hanno portato squallore e poverta' per il meridione.
Come hai detto prima Napoli era una capitale ed eramolto ricca.
Sotto la grande dinastia borbonica(era una delle
migliori) si sta NA' BELLEZZA.
Avevamo i cantieri navali,la prima ferrovia europea...il real albergo dei poveri.
Basta con la menzogna

Willy Bruschi 28.11.06 15:34| 
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Grazie Beppe,
sono anni che persone come me e il Movimento Neoborbonico vanno in giro per divulgare la verità storica. Finalmente una voce autorevole che ci dà ragione. Siamo stufi dei soliti pennivendoli schierati col regime, viva la libertà, onore ai nostri padri morti per conquistarla.

Nicola Calvano

www.neoborbonici.it

Nicola Calvano 28.11.06 15:34| 
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La notizia potrebbe essere vera, ma anche no!!! Ci sono molti studiosi che fondano l'arretratezza del sud sulla mancanza di politiche di tipo Listiano, cioè con l'applicazione dei dazi sulle importazioni. Il Regno dei Savoia le stava applicando nei suoi possedimenti e di fatto si ebbe lo sviluppo del triangolo industriale Torino-Genova-Milano; come del resto della Germania patria natale di List. Il sud invece non applicava i dazi e gli spagnoli hanno depredato il regno delle 2 sicilie esportando grano a buon mercato ed importando prodotti ad alto valore aggiunto. Un pò come si comportano oggi i paesi del terzo mondo che hanno deciso di aderire alle politiche economiche del FMI. Ecco dove stà la spiegazione, che dovrebbe essere verificata e può essere certamente criticata come del resto mi sono proposto di fare con il post del Grillo!!!!

Bacci Giacomo 28.11.06 15:27| 
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Mamma mia di fondo c'è la solita manfrina.
Quelli del sud accusano altri delle loro disgrazie.
Quelli del nord tendono a generalizzare sulla cultura del sud.
BASTA ! RESET !

Alessandro Benni 28.11.06 15:23| 
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Il filone neo-borbonico non è una novità nel panorama revisionista italiano..ovviamente, pur esistendo da anni, non ha avuto nessun tipo di visibilità fuori dai confini campani.
Solo per avallare la tesi di Beppe, che andrebbe approfondita un bel pò, vorrei ricordare che il primo re del Regno d'Italia si chiamò Vittorio Emanuele II...quel "II" stava ad indicare la chiara volontà dei Savoia di sottolineare la continuità del Regno con quello precedente. Se si fosse trattato di un Nuovo Stato, allora sarebbe stato più logico avere un Nuovo Re. Invece si trattò di una invasione con conseguente annessione di territori stranieri. Successivamente si chiamò brigantaggio una vera e propria guerra civile di resistenza e si riuscì a sanare, in parte, il debito pubblico utilizzando le casse (ricche) dell'ex Regno delle Due Sicilie..

Gabriele Frasca 28.11.06 15:16| 
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Un saluto a Dario, ingegnere napoletano emigrato come me...bella cosa 'o blog 'e Beppe Grillo ;-)

Una domanda semplice semplice: e' colpa nostra se il lavoro lo dobbiamo cercare al Nord e sempre più all'estero?

Immagino che sarà anche per questo che cresce in noi la rabbia nel sentire tanti stupidi commenti da parte di chi generalizza e dice che al Sud non abbiamo voglia di fare sacrifici, poi quando vediamo tanti romani o milanesi o veneti o toscani che non si vogliono spostare a piu' di qualche decina di km da casa ci incazziamo ancor di più, per noi e' "naturale" emigrare per loro no...e poi noi siamo quelli che non vogliono lavorare?

Cornuti e mazziati si dice a Napoli...

Info per tutti i meridionali, da poco io e alcuni amici napoletan-toscani abbiamo un forum

http://meridionali.forumfree.net/

visitatelo e discutetene con noi...capirete ben presto che non siamo solo dei "nostalgici" o quelli che "si rassegnano alle cause storiche"...

RISCOPRIRE LA VERA STORIA E COMPRENDERE IL PASSATO PER COSTRUIRE IL FUTURO!

Enzo Riccio

Enzo Riccio 28.11.06 15:02| 
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Penso sia un errore molto comune quello di credere che nella storia ci siano solo due alternative: bush o saddam, i savoia o i borbone.
Ecco perche' vorrei ricordare, nel gioco al revisionismo risorgimentale, chi forse potrebbero essere i nostri eroi di quegli anni, condivisi da tutti: Carlo Pisacane, ad esempio, che mirava non ad invadere il sud ma a farlo sollevare contro la monarchia al fine di fondare una repubblica come la seconda repubblica romana, (9 febbraio 1849), breve esperienza di vera democrazia nella nostra penisola, cui presero parte lo stesso pisacane, mazzini e garibaldi.
Nella costituzione di questa effimera repubblica venne espresso per la prima volta nella storia il rifiuto della pena capitale.
C'e' anche un grazioso film italiano che ne parla "in nome del popolo sovrano"
http://www.imdb.com/title/tt0099836/

Davide Mamone 28.11.06 15:01| 
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ALLE ORE 10,01 DEL 27 NOVEMBRE 2006 E' STATO DA ME POSTATO UN INTERVENTO SUI PROBLEMI LEGATI ALLA CITTA' DI NAPOLI, ED IN PARTICOLARE HO PARLATO DELL'INIZIATIVA DEL MEETUP AMICI DI BEPPE GRILLO DI NAPOLI, PER LA CREAZIONE DI UNA MONETA COMPLEMETARE DENOMINATA "LO SCONTO CHE CAMMINA". QUESTO POST E' STATO CANCELLATO, IMMAGINO, SPERO, PER UN ERRORE TECNICO, VI PREGO DI RIPRISTINARLO, ONDE EVITARE CHE SI POSSA PENSARE A CENSURA DELL'ARGOMENTO MONETARIO.

GRAZIE - Nello De Gennaro

Aniello De Gennaro 28.11.06 14:44| 
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Sono un ragazzo di 20 anni, attualmete in Spagna x Erasmus, ma non riesco a non pensare alla mia Napoli...le cose lontane, sembrano migliori mi dicono...e forse e' cosi'...

Da poco ho letto questo post sui borbone...
Beppe Grillo che parla dei Borbone e dell'orgoglio (ormai sepolto x molti)di essere Napoletani!!!
Ho sempre pensato ad un Beppe Grillo che parlasse del Risorgimento ma da Napoletano no da Italiano!!! Il massimo!!!


Spero che nn rimanga solo un post, un argomoneto del giorno, come tanti...parlane in tutta Italia, ma soprattutto a Napoli
durante i tuoi spettacoli...cerca almeno tu di attenuare questa vergogna insensata che il "napoletano" si porta dietro...
Non dico "salva Napoli", ma credo che potresti fare molto...

Dario Pironti 28.11.06 14:34| 
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Forse Vincenzo Lamanna perla della SUA meridionalità e della SUA Campania. Per fortuna non è sempre e dovunque così. Ci son anche posti dove, nononstante le difficoltà, la disoccupazione e l'inefficienza statale si può ancora vivere. Magari non riccamente come al Nord, ma vivere, questo si.

Daniele Satta 28.11.06 13:46| 
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Io sono meridionale, ma vivo al nord da 10 anni e non tornerei mai giu'.
Gran parte delle persone che vivono giù (io vengo da un paese della campania) cercano solo di tirare avanti.Mille espedienti e nessuna voglia di cambiare, mille reati e tanta omertà.Io mi sento Italiano, ma che vergogna essere meridionale.

vincenzo lamanna 28.11.06 13:39| 
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Non voglio assolutamente contestare che il Regno d'Italia abbia fatto tante pessime cose nel Sud, pero` detta cosi` sembra che il Regno delle 2 Sicilie fosse all'avanguardia. Per quel che riguarda le Ferrovie su Wikipedia si legge:

"Alla vigilia dell'unità d'Italia , la rete piemontese assommava a 850 Km, quella del Lombardo-Veneto a 522 Km, quella Toscana a 257 Km, quella del Regno delle due Sicilie a 99 Km e quella dello Stato Pontificio era in costruzione. La Sicilia avrà la sua prima, brevissima, ferrovia solo nel 1863 con la Palermo-Bagheria."

Arcangelo Malvi 28.11.06 13:22| 
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Sono d'accordo, non trascinate questo post in uno sterile litigio tra italiani del Nord e del Sud. Senza dubbio c'è del vero in quello che dice Beppe, ma il brigantaggio è un fenomeno troppo complesso e articolato per poterlo definire brevemente. Trovo inesatto definirlo un movimento di liberazione o di resistenza. Spesso si trattava di delinquenti comuni dediti alla rapina. Altre volte si trattava di bande reclutate e fomentate dai signorotti locali o da figure importanti del clero (si pensi al cardinale Ruffo) per combattere il diffondersi delle idee napoleoniche e ugualitarie. E' facile dirigere il malcontento delle masse ignoranti verso i propri scopi, facendo credere loro che stanno lottando per la propria libertà. ACCADE ANCORA OGGI.

Alberto Mazza 28.11.06 13:07| 
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Carissimi compatrioti!

Carissimi Savoiardi!

Potete forse voi spiegare al popolo italiano come mai SOLO dopo l'annessione di un territorio allo stato sabaudo in quel territorio è cominciata l'emigrazione di massa.

Le prime migrazioni verso le americhe furono infatti quelle dei liguri, ingiustamente e senza alcuna legittimazione, piombati da una Res Publica sotto il giogo di una monarchia assoluta. Man mano che altri territori venivano annessi, questi si spopolavano, o per fucilazione (100.000 morti nel Sannio) o per deportazione, come accadde ai volontari papalini e lombardo-veneti o per emigrazione.

In effetti chi se ne andò non erano solo straccioni, o se così era non lo erano sempre stati, perchè sennò se ne sarebbero potuti andare anche prima. Quelli che lasciarono in particolare la zona Ligure-Toscana e quelle veneziana e Napoletana-Siciliana era il "KNOW HOW" la media borghesia che se lo poteva permettere, che si poteva permettere di scappare e di mettere in salvo la propria attività, una vita di lavoro e le conoscenze di una classe lavoratrice che portò la propria esperienza (anche e soprattutto quella repubblicana) a far grandi altri paesi nel nuovo mondo.

Dopodichè partirono quelli che, seppur non ricchi, vivevano della terra o del commercio (che avveniva in gran parte su carri trainati da muli) e che si videro sequestrare i muli e chiamare i figli (a otto anni) per combattere guerre sempre perse sul campo con grandi perdite di giovani.

In terza istanza vi erano i nemici politici, i nostalgici (dei vecchi regimi che non li impoverivano), i repubblicani (condannati a morte ed in esilio), tutti quei cittadini che sopravvivevano alle stragi perpetuate dai generali sabaudi, incapaci sul campo di battaglia ma valorosissimi contro civili inermi, come il Bava Beccaris a Milano o il La Marmora a Genova.

Genova e Venezia erano repubbliche neutraliste e Genova, in particolare, non aveva un esercito regolare.

Viva Savoia, Viva l'Italia!

Filippo Noceti 28.11.06 12:53| 
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Caro Beppe,
la ringrazio tantissimo per aver sollevato una questione che sta molto a cuore a me e a molti meridionali affamati di verità.
Sono un cittadino lucano che vive ogni giorno, con immensa rabbia e tristezza, il dissanguamento della propria terra.
L'occupazione del mezzogiorno, a mio avviso, non è solo una pagina nascosta della storia, ma una amara realtà.
La Lucania, ricca della sua acqua e dei suoi giacimenti petroliferi, si vede espropriata della sua più grande ricchezza: i giovani.
La maggioranza dei giovani lucani è costretta ad emigrare verso nord da 150 anni, abbandonando per sempre questa terra.
Le conseguenze dell'occupazione le viviamo tuttora.

Filippo Matera 28.11.06 12:34| 
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Grazie Beppe. Noi meridionali lo abbiamo sempre saputo. L'abbiamo pagata cara per esserci fidati dei settentrionali. E loro ci hanno spazzato via anche la MEMORIA STORICA...ma ricordatevi che la TRADIZIONE non muore mai!
Utriusque Siciliae

Marco Barone 28.11.06 12:14| 
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Il post e' degenerato nella divisione nordisti sudisti.
Ragazzi, smettiamola perche' cosi' non si va da nessuna parte.
Ho letto delle grandi verita' storiche.
Ma se queste verita' vengono usate per il nazionalismo-campanilismo, be sappiate che il confronto in questo modo si esaurisce solo a schioppetate.

emilio camera 28.11.06 12:05| 
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Per correttezza storica, vorrei solo aggiungere che la conquista del sud avvenne senza neanche una dichiarazione di guerra, ma bensì mandando avanti un gruppo di "briganti" ed aspettando di vedere come va (tipico atteggiamento storico dei Savoia). Inoltre la lungimiranza piemontese invece di sfruttare quello di buono che c'era nello stato borbonico ha provveduto per gelosie di corte ad annientarlo - vedi ad esempio la marina militare borbonica che nel mediterraneo era seconda solo a quella inglese

Fabio Lombardo 28.11.06 11:58| 
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Cari meridionali, va bene revisionare la storia, ma dire che il Piemonte era più povero del sud è fuori dal mondo. Non inventate la storia! La vecchia Lira (moneta Piemontese) ai tempi dell'unità era la moneta d'oro usata per i traffici inernazionali. Qui abbiamo il catasto da molto prima dell'unità d'italia. Al sud con i Borboni le tasse si pagavano per simpatia e sevivano solo per far vivere bene i vostri amati regnanti. Il Brigantaggio è sempre esistito da voi, i briganti, quelli che vivono al di fuori della legalità sono i vostri eroi di sempre. Per questo c'è gente da voi che pensa che Provenzano sia un galantuomo. La regione sicilia è la regione che produce di meno e che costa di più, con questo tutto è detto...

Stefano Paletta Commentatore in marcia al V2day 28.11.06 11:48| 
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Napoli è ok ma tutto il resto del regno? senza legge e in mano ai nobilotti latifondisti che facevano il bello e il cattivo tempo....mentre al nord esistevano le piccole casse rurali e alcuni istituti bancari che favorivano una certa imprenditoria nel regno tutto cio' era osteggiato e quindi inesistente.I borboni certo non erano i cattivoni che la storia fatta dai vincitori ci ha tramandato ma altrettanto è certo che furono conservatori e "strafottenti"

massimo murolo 28.11.06 11:47| 
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Caro Beppe,
ti ricordi "1984" di Orwell?
Continuamente chi vince tenta di riscrivere la storia: oggi lo si fa con, film, telenovelas, sceneggiati e colossal.
Antichi romani, antichi greci ecc........ che si comportano come americani: fa ridere, ma ce lo beviamo.
Se una coalizione di potenze straniere ci invadesse militarmente, per aiutarci a combattere la mafia e la camorra, li chiameremmo eroi della pace?
Il crollo dell'economia americana e stato scongiurato(per il momento) dalle due guerre in Iraq. Perchè continuare a pagare i quotidiani che invece raccontano favole?
La lista sarebbe infinita.
Il problema è che ognuno è singolarmente e personalmente chiamato a crescere, a cercare il discernimento, la sapienza, la Verità.
E' un lavoro che ci tocca, diventare Uomini.

Luigi De Benedictis 28.11.06 10:56| 
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Condivido in pieno il post di Beppe, non c'è stata nessuna leiberazione del Sud ma una feroce guerra di conquista verso uno stato legittimo e non bellicoso (tantè che bastarono mille camice rosse per conquistarlo).Poi le cose sono andate come sono andate, forse con i borboni sarebbe stato peggio, ma certo la retorica della liberazione è bene farla passare. I Savoia ci hanno regaleto due guerre mondiali, un fascismo ed eredi sparacchisi e invischiati in storie non propio edificanti.

tommaso mobilia 28.11.06 10:03| 
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Bravo Beppe! Post azzeccato. Per fortuna, dopo le cagate scritte da Denis Mack Smith sulla storia d'Italia, ci sono parecchi storici seri che hanno cominciato negli ultimi anni a smentirlo. Dopo 150 anni finalmente la verità non viene più nascosta.

Clemente Carlucci 28.11.06 09:59| 
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Mi rallegro per il post di Beppe, cionodimeno non posso non rilevare che la maggior parte degli interventi di chi vive al nord denotano un'ignoranza tale che giustifica persino l'infinita arroganza. Poverini. Se l'Italia non fosse stata riunificata il nord non sarebbe affatto stato come la Svizzera, come qualche sprovveduto garzoncello ha scritto qui, provate a leggervi quello che gli austriaci pensavano e scrivevano di veneti e lombardi un paio di secoli fa. Studiate, gente, studiate.

Ettore Fieramosca 28.11.06 09:45| 
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Il polo siderurgico di Mongiana (con annessa fabbrica d'armi), in Calabria, era il piu' progredito ed avanzato d'Italia; l'officina meccanica di Pietrarsa era l'unica a produrre locomotive in Italia. Entrambe furono smembrate all'indomani dell'annessione (perche' di annessione si e' trattato!). L'economia del Regno delle Due Sicilie era di gran lunga piu' florida rispetto al Piemonte (altrimenti perche' i Savoia avrebbero cercato di annetterselo?). L’occupazione piemontese del Sud ha avuto davvero i connotati della pulizia etnica (la legge Pica docet…): moltissimi soldati ed ufficiali del vecchio esercito del Regno delle Due Sicilie furono deportati a Fenestrelle, in quello che fu un vero e proprio campo di concentramento ed è assolutamente tutto da dimostrare che il fenomeno che i libri di storia etichettano come “Brigantaggio” non sia stato in effetti una vera e propria lotta di liberazione del popolo meridionale all’indomani dell’occupazione. I plebisciti per l’annessione sono stati una farsa e non tutti sanno che mafia e camorra, così come il fenomeno dell'emigrazione, non esistevano prima dell’annessione. Ma questi sono fatti ormai abbastanza noti. La cosa piu' amara e' che ci hanno tolto anche l'orgoglio di essere eredi di una grande tradizione; hanno corrotto la nostra classe politica. Napoli era la terza citta' d'Europa: guarda come l'hanno ridotta!!! Vie d'uscita praticabili? Francamente non ne vedo anche se un revisionismo che riporti a galla la verita' puo' alla lunga aiutare almeno a capire da dove veniamo e che non dobbiamo vergognarci di essere meridionali. Vedere nelle nostre citta' strade vie e piazze intitolate a Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele II fa male (a chi conosce la storia con un minimo di obiettività…). Perche' qualche coraggioso amministratore meridionale non prende finalmente l'iniziativa di dedicare strade, piazze, universita' a Ferdinando II, Carlo III, Bernardo Tanucci invece che agli occupanti? Grazie Grillo per la tua onesta'

Claudio Traino 28.11.06 09:38| 
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Beppe, le tue osservazioni mi hanno ricordato la rilettura di un secolo di storia italiana operata da Don Lorenzo Milani e dai suoi ragazzi. Credo che sarebbe interessante per te e per molti lettori di questo blog andarsela a rileggere: loro la scrissero più di 40 anni fa.
La trovi qui: http://www.liberliber.it/biblioteca/m/milani/l_obbedienza_non_e_piu_una_virtu/html/milani_d.htm
(Lettera ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell'11 febbraio 1965)

Sandra Biondo 28.11.06 09:06| 
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Dopo tante discussioni ci siamo però scordati di dire chi sono oggi i NEOBORBONICI.

Ovvero non chi vuole il ritorno dei Borbone, ma chi vuole che il Sud torni ad essere grande come una volta.

WWW .NEOBORBONICI. IT

Giulio Salvarenato 28.11.06 08:41| 
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ATTENZIONE: IL 31-12 SI AVVICINA. RICORDATI DI FARE LA DISDETTA DEL CANONE RAI E SMETTI DI PAGARLO.
Misuriamo la forza concreta del blogg di Beppe Grillo disdettando e diffondendo la disdetta del canone rai.
Ripristina lo stato di diritto:disdetta il canone rai
Alza la testa e apri gli occhi:disdetta il canone rai
Fai valere la Tua dignità di cittadino:disdetta il canone rai
Smetti di finanziare il dirigismo delle burocrazie sindacali, dei partiti, dei ministeri e parastatali: disdetta il canone rai.
---
Per sapere come si fa il reset del canone rai va su:
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FAI DISDETTARE IL CANONE RAI.
DISDETTA IL CANONE RAI
DISDETTA IL CANONE RAI
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Antonio De Franco 28.11.06 08:29| 
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Dico ai leghisti e a tutti gli italiani, berlusconiani compresi di leggere questo volume.

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LE STRAGI E GLI ECCIDI DEI SAVOIA
( ESECUTORI E MANDANTI )
DI
ANTONIO CIANO


IL LIBRO PIU’ATTESO E PIU’ SCONVOLGENTE
CHE SIA STATO MAI SCRITTO CONTRO I COSIDDETTI PADRI DELLA PATRIA. ANTONIO CIANO PORTA ALL’ATTENZIONE 85 ANNI DI STRAGI ED ECCIDI NASCOSTI ALL’OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E ALLA STORIA. NEL 1849 GENOVA SI RIBELLO’ A CASA SAVOIA, I GENOVESI VOLEVANO LA REPUBBLICA, FURONO MASSACRATI BEN 700 CITTADINI. NEL 1860 GARIBALDI FECE FUCILARE CONTADINI ED OPERAI A BRONTE IN SICILIA. BIXIO DA SOLO FECE ESEGUIRE BEN 700 FUCILAZIONI. GLI ECCIDI CONTINUARONO A GAETA CON LA CITTA’ RASA AL SUOLO SENZA DICHIARAZIONE DI GUERRA, I MORTI FURONO 2000.

Furono eccidiate le campagne del Teramano ed i morti furono 526 e 147 in provincia dell’Aquila. Poi furono incendiate e distrutte: Vena Martello, San Vito, Pagese, San Martino, Paranesi, Leofaro ed altre 50 città del Sud. Una ecatombe che i libri di storia non hanno mai raccontato, un vero genocidio.

A Vieste centinaia furono i morti.

A Gioia del Colle, 159

A Montecillone, 60 fucilati.

Ad Auletta, 45 morti.

A Pietrelcina, 45 morti.

A Paduli altri fucilati.

A Nola i morti fucilati furono 232.

A Scurcola, 140 morti.

A Casamari, 47 partigiani fucilati.

A Montefalcione, 150.

A Pontelandolfo, forse un migliaio.

A Casalduni, centinaia.

A Gaeta, oltre 2000.

A Torino, 500 morti nel 1864.

In Calabria, vi fu fino al 1970.

In Sicilia forse 5000 morti nel 1866.

Nel 1869, per la tassa sul macinato,vi furono morti e feriti in Emilia Romagna. In tutta Italia i morti furono oltre 250.

In Sicilia, nel 1893 centinaia di morti per i fasci siciliani.

Nel 1998 Bava Beccarsi, su ordine di Umberto I di Savoia, massacrò a Milano oltre 300 operai.

Oltre 50 mila impiccati in Libia.

antonio scorzelli 28.11.06 08:14| 
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Caor Beppe,
leggo qui anche commenti di leghisti straccioni, niente a che vedere con i lombardi laboriosi e colti. In passato vi sono stati scrittori che avevano messo mano al "revisionismo" e deputati che in parlamento avevano contestato la storia che ci fanno studiare a scuola, parlo del risorgimento piemontese che fanno passare per italiano e di una unità territoriale fatta dai savoia. I Savoia hanno sventrato non solo il Sud ma anche parti del Nord con stragi ed eccidi. In epoca recente, grazie ad Antonio Ciano di Gaeta, sono stati pubblicati libri come "I Savoia e il massacro del Sud" che ha venduto oltre 150 mila copie e chissà perchè non lo abbiamo mai visto nelle classifiche editoriali. Ciano è stato seguiti anche da scrittori del Nord, come Lorenzo del Boca e Gilberto Oneto ( leghista). Qui non si vuole il ritorno dei Borbone, ma dare a questa repubblica lo status di repubblica. Purtroppo abbiamo ancora leggi fasciste e savoiarde non cancellate ( lo stesso Ciano è stato processato, volevano bruciare il suo libro a Pontelandolfo, città tra le tante messe a fuoco dal generale Cialdini); abbiamo strade e piazze, ospedali e scuole intitolate a quei criminali nostri massacratori.A Gerusalemme la strada principale non è intitolata ad Hitler, a Gaeta è intitolata a Cavour che ha raso al suolo quella città massacrando 5 mila gaetani. E poi, erano monarchici e massoni e liberali ( come Berlusconi. i loiberali, partito che dovrebbe essere soppresso per legge, nel 1860 mandarono nel Sud 150 mila soldati, oggi Berlusconi, con le sue televisioni sta facendo molte più vittime. I morti nel 1860 4e dintorni furono un milione, gli emigranti 24 milioni in 83 anni di regno, oggi le menti ormai geriatriche vengono mortificate da una iindecorosa tv commerciale che è servita al Piduista, massone, liberale Berlusconi a prendere il potere. Se a scuola insegnassero chi ha causato il massacro strutturale del Sud, chi lo ha depauperato,avremmo altra geografia politica.
A.Scorzelli

antonio scorzelli 28.11.06 08:09| 
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Non c'ero e non posso giudicare, visto che nemmeno ho potuto sentire le FONTI dirette, visto che non ho l' eta' per aver conosciuto la generazione che ha vissuto i fatti, pero' problemi come il brigantaggio c'erano gia' allora in misura maggiore rispetto al NORD e soprattutto credo che un freno allo sviluppo sia il CALDO : onestamente mi e' difficile pure a me , grande lavoratore, riuscire a concentrarmi con 40.o ...

max lanzani 27.11.06 23:52| 
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Discussione

La questione mi coinvolge moltissimo da decenni ormai, visto che mi laureai sul brigantaggio del 1860 - 1870 e che ebbi come maestri Tommaso Pedio e Franco Molfese, i due maggiori studiosi sull'argomento.La lotta politica fu tra i democratici(garibaldini e mazziniani tra loro spesso divisi), moderati (Cavour ) e clerico borbonici (Pio IX e Francesco II). Le decine di migliaia di contadini briganti furono massa di manovra nella lotta di potere.Gli stessi briganti contadini nella parte finale del grande brigantaggio (1863 -1864)si scannarono tra loro: le bande di contadini briganti (quella di Crocco raggiunse più di 2000 uomini) inseguite e sbaragliate ferocemente dai conquistatori piemontesi spesso infierirono sulle ormai impaurite masse contadine, mosse soprattutto alla ribellione per le tasse e il servizio militare obbligatorio imposte da Vittorio Emanuele II.Pisacane che nel suo diario del 1857 poco prima di morire fu chiaro: si batteva per la liberazione delle masse contadine meridionali ma non certo per i Savoia che riteneva peggiori di gran lunga dei Borboni.I conquistatori hanno fatto il resto:
colonizzazione del Sud, emigrazione di milioni di meridionali per recuperare dalle rimesse degli emigranti i soldi per le politiche interne e internazionali.Altra responsibilità è quella degli asserviti intellettuali:salvo casi eccezionali ( Antonio Gramsci nelle sue note), tra i cantori della falsa unità, lombrosiani, fascisti, istituti risorgimentali e quant'altro poco si è saputo fino allo studio straordinario di Franco Molfese (Storia del Brigantaggio dopo l'Unita). Molfese ritrovo i 2/3 del fondo della Commissione Parlamentare d'Inchiesta del 1863 gettati e parzialmente distrutti in uno scantinato di Montecitorio. Dopo lo studio del Molfese nulla di maggior rilievo è apparso salvo fondi archivistici nazionali ma non quelli militari secretati per decenni, tra i neocrociani Scirocco e Galasso obliano la complessità del br. Siti:
eleaml.org, brigantaggio.net. sg

Sebastiano Gernone 27.11.06 23:52| 
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In Italia il nuovo che avanza è peggio del vecchio che rimane

WWW.RIBERAONLINE.BLOGSPOT.COM

alessandro del monte 27.11.06 23:48| 
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quella che segue è la presentazione di uno spettacolo che sarà in giro per l'italia (roma, firenze, cosenza, lameziaT) a partire da dicembre... non voglio fare pubblicità in maniera scorretta e quindi non metto il titolo ma magari i curiosi potranno darsi da fare...

Quattro sedie, quattro uomini. Sullo sfondo potrebbe esserci una porta, la porta di una bottega in cui si vende vino (in una qualsiasi strada di paese).
I quattro uomini stanno davanti a questa porta immaginaria, e parlano di un tema a caduta libera: il brigantaggio. Ne parlano dispiegando le loro conoscenze e con i modi di cui sono capaci, ne parlano mischiando la Grande Storia dell’Unità d’Italia con le storie riportate da testimonianze inedite o inventate, intrecciando cronache agiografiche, calunnie, leggende, materiali fotografici e documentari e un po’ di spensierato “sentito dire”.
Il testo è una polifonia che tiene in conto sia le voci contro e sia quelle a favore del brigantaggio, con l’obiettivo di svelare i limiti presenti in una lettura manichea del fenomeno. I briganti non erano solo farabutti ma neanche solo eroi da leggenda, erano innanzitutto uomini che avevano scelto, o erano stati costretti a scegliere, di stare fuori della legge e dalla cosiddetta comunità civile, pagandone poi il prezzo più alto. Accanto a storie note e divenute parte della cultura popolare, ci sono storie di tanti senza nome, che si sono fatti briganti per seguire un sogno, un’ideale, per una vendetta, un motivo d’onore, o solo per sfuggire la fame.
Il racconto dispiega così una storia frammentata e contraddittoria, che si sviluppa parallelamente a quella ufficiale e alle vicende della Calabria contemporanea. Il dialogo fra passato e presente è continuo, la cronologia netta degli eventi cede il passo alla poesia, i documenti storici sconfinano nei deliri e nei sogni di chi il brigantaggio l’ha vissuto per interposta persona, senza agire, senza scegliere, ma continuando a raccontarlo, in qualche maniera, a can

ernesto orrico 27.11.06 23:35| 
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s ign ora ggi o

gianluca pagani 27.11.06 23:16| 
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Ho studiato attentamente e accuratamente il fenomeno del brigantaggio. E'molto più articolato di quanto si pensi. Ho studiato su documenti del Parlamento che contenevano verità a dir p