Siamo tutti borbonici

Nicola_Napolitano.jpg

E se il Borbone fosse in realtà il Savoia? E i veri patrioti i briganti? Il Regno delle due Sicilie esisteva, in modo assolutamente legittimo, da secoli. Napoli era la terza capitale d’Europa. Napoli aveva istituito la prima cattedra di economia in Europa. La prima linea ferroviaria: Napoli-Portici. Poi arrivarono i Savoia. La resistenza durò dieci anni. Qualcuno pensa che sia attiva ancora oggi. Dopo l’occupazione piemontese i capitali si trasferirono al Nord e, grazie alla tassa sul macinato, i meridionali nelle Americhe. Il Sud non fu liberato, ma consegnato al sottosviluppo. La Questione Meridionale deriva da un esproprio.
Tutto è stato oggetto di revisionismo in Italia tranne il Risorgimento. Garibaldi è l’eroe dei due mondi e Francesco II un miserabile. Le piazze nel Meridione sono intitolate agli occupanti e allo stesso tempo si dice ancora ‘cattivo come un piemontese’. Nulla contro i piemontesi, molto contro la feroce repressione del generale Cialdini. Alla guida di un esercito di più di 100.000 uomini. Un po’ come la guerra di liberazione in Iraq. Molto contro paesi incendiati e massacri. Contro deportazioni. E decine di migliaia di morti.
A scuola il Borbone è il cattivo e il Savoia il buono. Stato borbonico è sinonimo di degrado delle istituzioni. Brigante di protomafioso. Forse vanno cambiati i testi di scuola oltre al significato delle parole. Rivalutati i patrioti che persero la vita contro l’esercito piemontese. Forse dobbiamo raccontarci un’altra storia. In cui il Risorgimento è stato in parte, in gran parte, espansionismo di una dinastia. Che ci ha lasciato in eredità l’emigrazione di milioni di persone che fuggivano dalla fame, due guerre mondiali, il fascismo. E uno stato savoiardo. Quello che ci ostiniamo a chiamare borbonico.
Lo so, dopo il populismo, sto scivolando nel revisionismo.

Postato il 25 Novembre 2006 alle 20:14 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Il risorgimento è una cacata pazzesca, venitemi a smentire con dati concreti o tacete.

www.rifondazioneborbonica.splinder.com

diego d. Commentatore certificato 15.09.07 19:09| 
 
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la resistenza non e mai finita, ma e stata strumentalizata, oggi si chiama camorra, un altro regalo dell'unità, i briganti veri quelli che ancora oggi sono pronti a dare la loro vita per la libertà e la dignità, sono pochi ma decisi.
TREMATE LA BANDA CROCCO VIVE.
Ninco Nanco.
grillo sei un grande sei l'unico che ha avuto le palle di dire le cose come stanno realmente.

Ninco Nanco 28.05.07 20:12| 
 
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Ci hanno chiamato briganti ma noi volevamo solo giustizia

Ci hanno chiamato briganti ma noi volevamo solo la pace

Ci hanno chiamato briganti e stavamo solo difendendo i nostri figli

Ci hanno chiamato briganti e ci hanno fatto soldati

Ci hanno chiamato briganti e ci hanno uccisi tutti

Ci hanno chiamato briganti e amavamo il sole

Ci hanno chiamato briganti e ci hanno fatto partire

Ci hanno chiamato briganti e ci hanno strappato l'anima

Ci hanno chiamato briganti mentre loro erano i santi.

http://blog.libero.it/dinzo10/

carlos carranza 14.03.07 14:23| 
 
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Su Youtube cercate: Ilovenaples2007 e DueSicilie.

Sono due ragazzi che diffondono informazioni da tanto tempo negate ai popoli del sud.
Guardate tutti i video.

Francesco 23.11.07 21:23| 
 
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Per curiosità sono andato sul sito del comitato per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Garibaldi, ho cliccato sul link musei e notato che non esistono musei del Risorgimento nel Sud Italia, comprese le isole. Questo è sintomatico di quanto sia attuale e ancora squilibrato il discorso sull'unità d'Italia. E' anacronistico solo il fatto che continua la storiografia ufficiale a negare o quantomeno a minimizzare la portata dell'"invasione" del Sud Italia ad opera dei massoni-liberal-piemontesi. Ma siamo sempre di più a pretendere che sia restituita al Sud la verità, che siano finalmente resi pubblici i furti, le violenze e le vessazioni fisiche, economiche e morali che hanno dovuto subire i meridionali per lo sviluppo del Centro-Nord e per l'abboffarsi degli industriali. Da una parte l'emigrazione (con le cui rendite hanno creato le stesse industrie che poi hanno usufruito della seconda ondata migratoria di manodopera meridionale), il furto o la miseria, dall'altra la ricchezza diffusa e soprattutto una ingiustificata purezza morale che ha sempre giustificato e tuttora giustifica chi punta il dito verso il terrone, il cafone, il mafioso etc.
Invito a leggere Francesco Saverio Nitti per capire come il Sud sia stato distrutto economicamente e socialmente in pochi anni, anche su internet si trova qualcosa. Un saluto a tutti

Fiero meridionale 31.08.07 17:05| 
 
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i savoia sono stati estromessi dal potere da 60 anni, eppure c'è ancora chi li protegge "storicamente". E gli storici italiani repubblicani da chi sono protetti? come fanno a
far tacere la loro coscienza? e non dimentichiamoci nel 2007 verrà celebrato in tutta italia il 200esimo anniversario della nascita di un grande criminale di pace e di guerra: giuseppe garibaldi.

donato menichella 20.02.07 16:07| 
 
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E i 30 milioni di sud-italiani
morti in esilio?
E la fortezza di Fenestrelle
Un genocidio la cui portata è mitigata solo dalla fuga e dall'emigrazione forzata, nell'inesorabile comandamento di destino: "O briganti, o emigranti
A migliaia questi uomini furono concentrati dei depositi di Napoli o nelle carceri, poi trasferiti con il decreto del 20 gennaio 1861, che istituì "Depositi d'uffiziali d'ogni arma dello sciolto esercito delle Due Sicilie". Cinquemiladuecentododici condanne a morte 6564 arresti 54 paesi rasi al suolo centinaia di migliaia di morti(qualcuno azzarda 1 milione di morti).
La prima pulizia etnica del mondo occidentale (Legge Pica) Una vergogna nazionale ancora sottaciuta dalla storia ufficiale.

"E intorno a noi il timore e la complicità di un popolo.
Quel popolo che disprezzato da regi funzionari ed infidi piemontesi
sentiva forte sulla pelle che a noi era negato ogni diritto, anche la dignità
di uomini. E chi poteva vendicarli se non noi, accomunati dallo stesso
destino? Cafoni anche noi, non più disposti a chinare il capo.
Calpestati, come l'erba dagli zoccoli dei cavalli, calpestati ci vendicammo.
Molti, molti si illusero di poterci usare per le rivoluzioni.
Le loro rivoluzioni. Ma libertà non è cambiare padrone.
Non è parola vana ed astratta. E' dire senza timore, E' MIO,
e sentire forte il possesso di qualcosa, a cominciare dall'anima.
E' vivere di ciò che si ama.
Vento forte ed impetuoso, in ogni generazione rinasce.
Così è stato, e così sempre sarà."

dal Monologo finale del "Generale" Carmine Crocco, con il quale Michele Placido
conclude lo spettacolo, al Parco della Grancia,
"La storia bandita", cinespettacolo sul brigantaggio lucano.POTENZA
Ma non sarà così sempre perchè tutto cambierà
SIAMO TUTTI BORBONICI!

Massimo Orsi 20.02.07 11:30| 
 
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Innazitutto complimeti per questo tema caro Beppe.

I problemi moderni del sud cominciano con l'unita' italiana(i savoia erano solo i sovrani costituzionali in mano a potentati finaziari piuttosto scafati.puntare il dito solo contro una dinastia,comunque discutibile,non centra il problema). Come l'autorevole prof. Zitara ha evidenziato, ma non solo lui, all' unita' italiana la penisola era essenzialmente agricola come attivita' prevalente,il secondario si strutturava su una manifattura artigianale diffusa anche al sud e poca industria pesante che vedeva il sud comunque attivo grazie alle iniziative della monarchia borbonica. il sud esportava verso francia inghilterra e usa prodotti agricoli e loro trasformazioni.questo, + i consumi interni, garantivano la presenza di ottime quantita' di scorte finaziarie nei banchi di napoli e sicilia.denaro che era il frutto del lavoro dei meridionali e che circolava con le fedi di credito ed altri titoli.il regno delle 2 sicilie cioe' non era povero pur non essendo ricchissimo.era una realta' in costante crescita, magari lenta in alcuni frangenti, ma in crescita.comunque non era il regno di morti fi fame descritti dalle storielle.una realta' sociale quindi abbastanza equilibrata nelle varie componenti economiche(primario secondario e terziario del pubblico).sulle ferrovie, all' unita' vi erano circa 130 km concentrati nella provincia napoletana(campania) anche se erano gia' stati indetti gli appalti per la napoli-brindisi a la napoli-abruzzo con imprenditori e societa' meridionali .con l'unita' furono oggetto di recesso e gli appalti furono conclusi con la societa' delle ferrovie meridionali(i cui soci erano TUTTI del centro-nord,venendo esclusi i possibli investitori del sud)e furono realizzate le trivelle adriatica e tirrenica per far scendere i soldati durante la guerra del brigantaggio, poi sarebbero state usate per prendere materie prime e uomini a basso costo e per mandare giu' prodotti finiti(aspetti del colonialismo).

gigi.g. 12.02.07 20:03| 
 
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Con l'unità d'Italia il Prodittatore Giuseppe Garibaldi vietò l'uso della lingua napoletana... i mille saccheggiarono le casse del Regno ed il Banco di Napoli e violentarono le donne...

Le biblioteche meridionali non hanno più testi che si riferiscono al periodo che va dal 1850 al 1870... questi volumi dopo oltre 150 anni restano ancora secretati...

L'unità d'Italia è come la storia del DC-9 dell'Itavia...o la verità sulle stragi di Bologna... siamo un paese pieno di misteri, depistaggi e menzogne...

La storia la riscrivono i vincitori...

Un Napoletano, Gino Doria, scrisse un libro meraviglioso sulla mia Napoli...si chiama "Storia di una capitale"....quel libro spega come sia possibile che in pochi metri quadrati diu strada ci possano essere un Reggia Vanvitelliana, uno tra i teatri lirici più importanti del mondo, un patrimonio di arte dal valore inestimabile...

Le pietre parlano...gridano...molto più forte della menzogna e dell'ignoranza delle persone...

Un caro saluto...Grazie Beppe...

Giuseppe Balsamo/"Pride"

Giuseppe Balsamo 29.11.06 00:35| 
 
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caro beppe
si possono raccogliere le firme per ridurre i parlamentari da 630 a 300,e i senatori a 75,almeno limitiamo i danni......e ci incazziamo di meno...
fammi sapere se sei daccordo e se si puo-fare
ciap renato

amico renato 03.12.06 14:32| 
 
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