Stelle morenti

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Ho deciso di parlare anch’io di Welby. Di fare anch’io la mia piccola pornografia della morte. Per permettere a tutti coloro che lo desiderano di commentare una volta per tutte su Welby. Un commento come nei quaderni per i defunti nell’androne di casa. Poi lasciamolo in pace per sempre. Insieme a chi è nella sua condizione.
La televisione ha un nuovo reality, prodotto e diretto da Bonino & Pannella. Si chiama: ‘Erano stati famosi’. Ci si iscrive in punto di morte. Si diventa star nel momento del trapasso. Stelle morenti. Stelle di una TV endoscopica. Migliaia di Piergiorgio Welby, esclusi dai provini, vedono che uno di loro, assediato dai media, è alla fine staccato dal respiratore.
La morte assistita di Welby è un suicidio assistito, un omicidio del consenziente, un reato grave.
Ma i radicali sono come Lourdes… dove ci sono le sfighe ci sono pure loro.
Un mio amico, Primario di un reparto (con televisione) per pazienti in coma, ha due ricoverati come Welby. Mi ha detto che non sa più come fare! Non è facile dire che Welby non era depresso e anche il contrario. Ci vuole la fascia protetta per i disperati, potranno vedere solo la pubblicità e la messa della domenica mattina. La dignità è finita per sempre, da quando la morte ha perso la sua privacy.

Postato il 22 Dicembre 2006 alle 18:12 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Caro Beppe,
ti ringrazio per aver scatenato questa forte discussione con il tuo post "sconcertante". Era questo che volevamo Piero e io: Che si discutesse di diritti sacrosanti, di non soffrire inutilmente, di poter decidere di non prolungare un'agonia, di poter scegliere liberamente le terapie e in fine, perchè no, su come morire. Insieme abbiamo amato la vita, per noi significava anche capire che era arrivata la sua fine e con un grazie spogliarsi di un corpo che oramai era morto.



DEDICATA A PIERGIORGIO WELBY

Se fossimo dinnanzi a Cristo in croce, agonizzante, spasmodicamente morente, e la scienza fosse in grado di allungargli ancora quell’agonia, senza procurargli sollievo, ne’ garantirgli miglioramento alcuno, ma semplicemente per fargli continuare a battere il cuore, affinché noi vedendolo sanguinare potessimo rallegrarci e congratularci tra noi, per averLo ancora tenuto in vita, noi in nome di quel santo comandamento : “Ama il prossimo tuo come te stesso” avremmo il coraggio, ancora, di dirci cristiani?
Santi, asceti, mistici nella storia della Chiesa hanno dato spesso esempio di storico eroismo, lasciandosi martirizzare da sofferenze allucinanti, offrendosi, però per libera scelta, come olocausto redentore dell’umanità.
Noi non possiamo obbligare nessuno al ruolo di olocausto, neppure Dio ce lo impone, perché ogni creatura ha i suoi limiti, e noi non possiamo inventarne altri.
Se la scienza trovasse modo di prolungare in agonia gli anziani, garantendo duecento anni di vita, noi ci faremmo cavie in nome della vita a tutti i costi?
Vorremmo vivere altri duecento anni come larve?

Chi ci dice poi che la testimonianza cruda, lucida e terrificante del povero Piergiorgio non sia voluta proprio da Colui che ora intende spremere dai nostri cuori inariditi tutta quella misericordia e quell’amore, ora quanto mai indispensabili, per capire quanti sono gli esseri umani obbligati al martirio da leggi assurde?

maria petronio

maria petronio 29.12.06 00:38| 
 
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caro Beppe l'episodio di welby ha suscitato emozioni importanti tra le quali finalmente giustizia e vittoria della civiltà! Si xkè nn è possibile accanirsi su una persona ke soffre x anni come lui ed accanirsi terapeuticamente.. Nemmeno x il mio gatto adorato riuscirei a farlo soffrire così e x gli animali in fin di vita ringrazio le punture che portan il sonno e tolgon la vita. Vedi ho perso i genitori x malattia nella mia adolescenza e li ho pure assistiti!! Provare x credere!!!! Da allora chiedo al Signore di farmi morir improvvisamente nel sonno! Grazie Welby e grazie di cuore all'anestesista!! Mi spiace ma in questo caso non son d'accordo con te. Buon Lavoro x le prox battaglie

laura Olivieri 26.01.07 20:20| 
 
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Era un po' che non passavo da queste parti e ora mi imbatto in questo. Ciò che mi atterrisce del suo post sul caso Welby è la superficialità e l'assoluta mancanza di solidarietà verso un uomo che ha dovuto prostituire il suo corpo , la sua condizione e il suo dolore per far valere un suo diritto. Ha perso la privacy della sua morte non solo per lui , ma per tutti quelli come lui ( che non saranno moltissimi , per carità , ma valgono quanto me e quanto lei ). I radicali hanno cavalcato l'onda come sempre , ma come spesso è successo sono riusciti a smuovere coscienze. Se un diritto esiste quel diritto va reso disponibile. Se un diritto civile ( ad esempio quello ad una vita dignitosa ) non esiste allora va creato. Se questo serve per muovere la testa delle persone , per creare un'opinione , per far valere un diritto , allora i radicali siano in tv , sui giornali , alle radio e dove più opportuno.


Caro Beppe, su cento che ne dici, novantotto le azzecchi. Qualche volta però la fai fuori dal vaso.
Secondo me questa è una di quelle volte.
Nessuno è perfetto. Con immutata stima.

Matteo Gentile 10.01.07 22:20| 
 
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Ciao Beppe,mi chiamo paolo sono di Pistoia,seguo il tuo blog ed o letto la recensione sul caso Welby,mi domando se la chiesa faccia particolare attenzione alle propie espressioni,valutando il caso welby come caso di suicidio quindi non potendo dare i dovuti onori ecclesiastici,e del caso accaduto a Pescia in cui un disgraziato uccide la famiglia e poi si suicida e riceve normalmente le dovute onoreficenze funebri con tanto di particolare attenzione del prete,tu cosa ne penseresti.(cosi riferito dal giornale La Nazione Pistoia 03/01/07)Preciso di non sentirmi particolarmente offeso da questo,in quanto sufficentemente laico,ma questo comportamento mi sembra propio una discriminazione politica e francamente mi fa un po' schifo.

paolo francini 04.01.07 12:19| 
 
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Totalmente fuori luogo. Sono quasi sempre in linea con Grillo, ma stavolta trovo il commento assolutamente sbagliato ("un reato grave") e di cattivo gusto.

Roberto Totaro 03.01.07 14:25| 
 
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Complimenti, Grillo! Il Tuo commento sul caso Welby riesce persino ad essere peggiore di quelli dei vari Gasparri, Cesa, Binetti, ecc. Loro almeno hanno evitato battute da avanspettacolo. Se proprio ogni tanto vuoi riprovare a fare il comico, trova qualcosa di meglio: se non ce la fai, fatti scrivere i testi da qualcun altro (come hai sempre fatto, del resto), magari da Ruini o Rutelli. Grazie Welby!

Eugenio Trentin 01.01.07 17:29| 
 
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Ciao Beppe, trovo difficile dire qualsiasi cosa di fronte a un caso del genere. Purtroppo ci sono molte persone che si trovano nella situazione di Welby...Ma ciò che mi sconvolge profondamente, è questo atteggiamento collettivo di dover sempre avere un parere su tutto. Mi chiedo come sia possibile che politici (come la Bindi per citarne uno)di tutti gli schieramenti abbiano il coraggio di discutere, di interrogarsi e di cercare di regolare una cosa del genere. Quell'uomo ha espresso la sua volontà, lo ha fatto ripetutamente, e lo ha fatto con una dignità che molti non possono neanche immaginare. Dove sta la questione? Da nessuna parte. La questione nasce quando qualcuno, in casi simili, si sente in diritto di pretendere che la propria morale debba valere per tutti. Cosa fanno i giornali? Pubblicano articoli in cui si riassume la volontà di Welby, affiancati ad altri articoli in cui altri, affetti da patologie terribili, non condividono la sua scelta. Cosa significa questo? Significa che la società necessita che si stabilisca in maniera assoluta cosa sia giusto e cosa sbagliato, facendo finta di non vedere la prospettiva relativa delle cose. Anche i medici, in un eterno corporativismo di merda, devono rispondere alle loro coscienze di tutto, e si sentono in diritto di giudicare il medico, non l'uomo, che ha avuto il coraggio di compiere un simile,enorme atto d'amore. Mi viene in mente la stessa cosa per i giornalisti, che ancora annoverano Emilio Fede nel loro albo, e poi parlano di valori da rispettare se ci si vuole iscrivere ad esso. Il sonno della ragione più profondo e totale si è raggiunto alla fine, quando la Chiesa, nella sua colossale iperipocrisia, gli ha negato i funerali quando ha ritenuto giusto farli a uno come Pinochet. A questo punto uno cosa dovrebbe pensare? L'etica è la cosa più oggettiva che ci sia, e, alla luce di questo, a volte non si ha il diritto di dire una sola parola, ma si ha il dovere di rispettare la volontà e la vita degli altri.

Giacomo Gabellini 01.01.07 13:43| 
 
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Caro Beppe,
questa volta no, non sono e non posso essere daccordo con te.

Welby non è stato protagonista di un reality costretto da Bonino e Pannella.
Welby ha scelto di andare sotto i riflettori.

Nel 2002 aprì una discussione sul forum dei radicali proprio sul tema della morte assistita.
Welby era co-presidente dell'associazione che porta il nome di Luca Coscioni. Non era proprio "un provinato" anonimo per 40anni e star sul finire della vita.

No caro beppe, questa volta non condivido.

Fabio Ambrosi 29.12.06 19:13| 
 
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Beato lei, che ha gli amici primari negli ospedali quindi, in caso di necessità si potrà comprare la fine che più gradirà, con prete o meno.

L'unica pornografia nella vicenda Welby è la sua.
Quest'uomo ha sofferto in silenzio per 40 anni, poi arriva lei e parla di "reality", "provini", "reato grave"......
Le sue parole si commentano da sole.
Lei non capisce, grillo, lei non PUO' capire.

Grazie a Welby per avere tentato di dare una possibilità a tutti i disperati che non hanno voce, nè soldi, nè blog.

David Hume 29.12.06 18:25| 
 
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Ciao Beppe,

bel messaggio davvero il tuo, ti sentivi importante mentre lo scrivevi vero? Volevi un applauso? Clap Clap Clap

Superficiale, arrogante, disinformato, affrettato. Il messaggio intendo. A me capita mille volte al giorno di essere superficiale, arrogante, disinformato come tu mentre scrivevi questo messaggio.

Ti prego, non esserlo, ti prego, informati..., non parlare con il fegato, ma con il cuore...

"lasciamolo in pace insieme a chi è nella sua condizione"??? Puoi spiegare meglio questo pensiero???
Suona molto come:"la sfiga è toccata a loro, cavoli loro", che continuino ad "emettere silenzio nella disperazione" e che il resto del mondo continui a vivere nell'ignoranza... come se questa realtà non esistesse...
"Che il loro destino sia lasciato all'arbitrio assoluto dei medici che li assistono" ...
... sei proprio sicuro di pensare questo?

Ciao
Antonio

Antonio Busi 29.12.06 18:22| 
 
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Qualche giorno fa ho sentito che il Papa rivendicava una cosa tipo il diritto ad una morte naturale,allora mi sono chiesta se la morte di Welby sia stata effettivamente una naturalmorte.Nel senso che era malato,la cura non è "naturale" e in più contribuisce alla totale scomparsa della dignità,perciò dico se soffre oltre che fisicamente anche moralmente come un cane , lo tengono in vita macchine anche se dentro il suo spirito è deceduto...perche' non lasciarlo morire in santa pace? La natura ha stabilito dei limiti,ok,l'uomo è riuscito a difendersi da diversi attacchi,ok,se alla fine della cura guarisci ok ma se prolunghi l'agonia così perchè è eticamente corretto...Non so... mi sembra tutto così esagerato,forse era meglio quando c'era la selezione naturale oppure sarebbe meglio considerare l'etica da un altro punto di vista,in fondo siamo esseri umani non cavie...

Diana Dotti 29.12.06 16:38| 
 
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Ciao Beppe Grillo... spero tu stia bene..
volevo commentare con te il caso Welby e penso...
potrei dirti... è tutta colpa del fatto che in Italia abbiamo il Papa... oppure altre filastrocche e tiritere così ma.. sai che ti dico? ti confesso che un bel pò di volte ho pensato.. "Quasi quasi andrei io in ospedale a staccargli la spina..".
Senza ipocrisie... che vita è? 20 anni con tubi infilati dappertutto, violentati nel corpo e nell'anima... intrappolati in un involucro disgregato... Si Beppe... l'ho pensato... la staccherei io... e.. anzi... se capitasse a me vorrei che qualcuno lo facesse... sempre se non riuscissi io a farlo prima...
Comunque... ti saluto e.. grazie per i tuoi pensieri, per i tuoi commenti... grazie perchè esisti...
Patty

salvatrice d'amico 29.12.06 13:19| 
 
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non ho letto tutti i commenti, perchè mi è praticamente impossibile, quindi se dovessi ripetermi in un pensiero già divulgato, non faccio altro che associarmi.
non entro nel merito della scelta di Welby (che naturalmente approvo), ma entro nel merito della scelta della chiesa.
sono a dir poco sconcertata con quanta fermezza ha detto NO alla benedizione del povero Welby....e con quanta naturalezza è stata capace di benedire in un "fastoso" funerale Pinochet...
sono schifata....e spero che questo faccia riflettere tutti!!!
anna.

anna paolini 29.12.06 01:38| 
 
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