Lotta di classe

La lotta di classe dura e senza paura. Quella che riempiva le piazze negli anni ’70. Quella lotta non c’è più. Perchè, alla fine, una sola classe ha vinto. E’ la classe del potere. Che non sta più solo nel Palazzo di Pasolini. Si è diffusa come un contagio. E’ ovunque ci sia una carica pubblica o parapubblica. Ovunque ci sia un nostro dipendente in carriera.
E’ una classe ubiqua. Ci sono gli ex sessantottini in carriera nei media e nei ministeri. E con loro i post fascisti, ora anche post democristiani. E anche i post comunisti, ora post e basta. E’ una classe vischiosa. La sua ragnatela passa dalle banche, arriva alle municipalizzate, occupa i media, si estende ai consigli comunali. E’ una classe unica che ha ottenuto il rovesciamento delle parti. Non è più al servizio dei cittadini. I cittadini sono al suo servizio.
Se il cittadino non capisce è ottuso. Se si ribella è un no global, anche se ha settant’anni. Se si lamenta è arrogante. Il cittadino non ha diritto di critica. Non è informato se sul SUO territorio vengono fatte le porcate più immonde. Inceneritori, stoccaggi di gas, buchi nella montagna, inquinamenti di fiumi e laghi, centri commerciali al posto di parchi, parcheggi al posto di piste ciclabili, Pm10 al posto di alberi.
Per sapere che in Campania lo Stato non c’è più si può contare solo sul coraggio di Saviano che ha scritto Gomorra. Che ha chiarito che lì c’è il Sistema, e i politici locali sono ornamenti di cattivo gusto da vetrina elettorale. Per sapere cosa succede in Sicilia, dove ormai Stato e Antistato convivono, come affermava il Pacs Lunardi, bisogna aspettare un passaggio televisivo di Travaglio. E quando la notizia puzza, puzza veramente. E non si può metterla a tacere. Come per le intercettazioni Telecom. Se ne parla solo quanto basta e poi si confida nell’Alzheimer del popolo italiano.
Oggi in Italia ci sono due classi. I cittadini e chi amministra la cosa pubblica in loro nome, ma per proprio conto. Oggi in Italia le scelte della classe unica sono impopolari e ci viene detto pure in faccia. Come per l’indulto. La classe unica è fiera di essere impopolare. Ma, se è il popolo che le ha dato il mandato, DOVREBBE essere invece popolare. Oppure andare a casa. Il prossimo dipendente che si vanterà di fare una scelta impopolare va preso a calci nel c..o e licenziato. E’ tempo di una democrazia diretta. Alcuni strumenti ci sono, altri verranno. Una democrazia che parta dal territorio. Da dove le persone possono esercitare il controllo. Dai comuni. RESET!
Postato il 7 Gennaio 2007 alle 19:35 in Politica | Scrivi |
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