I dodici punti della Legge

La crisi richiedeva una svolta. Una posizione ferma. Prodi ha fatto quello che doveva fare. E’ stato inflessibile con i suoi alleati. Ha messo dodici punti nero su bianco. Le ha cantate chiare. Punti “non negoziabili”.
Per la scuola ha chiesto “Un impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione”.
Per il Sud: “Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza”.
Per la previdenza: “Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l'impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l'unificazione degli enti previdenziali”.
Se Mosè avesse scolpito le tavole della Legge con la stessa chiarezza il mondo sarebbe preda del caos. I segretari di partito hanno comunque accettato. Con dei punti così vincolanti possono stare tranquilli. E farsi i c...i loro.
Su una questione Prodi ha voluto essere ancora più preciso. Puntiglioso. Sulla comunicazione. Ben 2 dei 12 punti sono dedicati a Sircana. Il suo portavoce che “... per dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell’esecutivo” e: “...al presidente del Consiglio è riconosciuta l’autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo in caso di contrasto”. Si deduce che fino ad oggi Sircana parlava a titolo personale, non dell’esecutivo e, soprattutto, che in caso di contrasti taceva. Quindi sempre.
Nei dodici punti, degni della DC di fanfanirumoforlanidemita, Prodi ha inserito due cose che sicuramente farà: Afghanistan (punto 1) e Tav Torino Lione (punto 4). Sia gentile, caro dipendente del Consiglio: le ho lasciato una cartellina con i caratteri in oro. Conteneva le primarie dei cittadini. Se può me la restituisca.
Postato il 23 Febbraio 2007 alle 18:18 in Muro del pianto | Scrivi |
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Berselli definisce questa crisi “cluster”, come le bombe a grappolo, perché apre le successive.
Possiamo dire che ogni partito ormai ha perso la sua legittimità?
Che i leader sono entrambi bruciati?
Che qualcuno dovrebbe avvertire che siamo obsoleti perché in UE pensano il ritorno al proporzionale? Che il partito unico è una delle più grandi scemenze di questo secolo?
Che l’ingovernabilità di Calderoli e la litigiosità politica hanno affossato definitivamente il bipolarismo e lo hanno reso indigeribile?
Il maggioritario partì alla carlona, in modo incosciente, con una suggestione di massa, indotta da propagande menzognere sia da parte di B che da parte di D’Alema. Ma dov’era a sinistra l’antiberlusconismo? Dove i valori antagonisti? E i capitali smisurati necessari al bipolarismo? E l’uomo della Provvidenza? L’unione delle coalizioni? Ci hanno forse svelato i vizi occulti e il rovesciamento della Costituzione? Ci hanno detto che avrebbero incaprettato il Potere Giudiziario tendendo al Premierato forte?
Nessuno ci parlò di campagne elettorali permanenti, di candidati scelti dall’alto e dello strapotere delle segreterie, né disse che ogni salvaguardia democratica sarebbe saltata con la collusione dei Poli e si sarebbe teso a 2 partiti all’americana come 2 bottiglie con lo stesso contenuto ed etichette diverse
B ha portato avanti una presa di potere diretta astutamente da sette massoniche e sostenuta dai gruppi criminali, ma D’Alema? Quali furie iconoclaste lo sostengono nella cecità dei suoi scudieri, quali Erinni lo portano ad autodistruggere le risorse, i capitali ideologici e sociali della sinistra? A rinnegare radici e storia, fino ad omologare i Ds ai peggiori globalizzatori neocon?
E in UE dove si metterà, quando l’osmosi con Rutelli sarà compiuta? Nel gruppo liberale, voltando le spalle alla sinistra?
Il bipolarismo all’italiana ha mostrato tutto il suo fallimento
Solo il ritorno a un proporzionale con soglia alta di sbarramento può salvarci
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