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G100


Avanti di questo passo e presto l'Italia potrà dirsi felice se riuscirà a sedere al tavolo del G100.
"Per rimanere nel discorso lavoro, quella del decentramento delle fabbriche in altri paesi è sporchissima. E porta solo svantaggi alla nazione.
Andrebbe quindi frenata con leggi ad hoc. Ad es con il divieto di mettere il marchio "Made in Italy" per manufatti prodotti da altre parti. Se l'Indesit produce in Cina, deve vendere come "Made in China", e possibilmente mettere sull'oggetto il costo di produzione realmente sostenuto. Non si puo' spendere 10 e rivendere a 100." francesco pace, francesco pace 51

19 Ott 2009, 16:38 | Scrivi | Commenti (20) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

La globalizzazione e il capitalismo sarebbero buone cose se non fossero state rese mostruose e strumentalizzate da persone avide e interessate soltanto alla propria ricchezza personale.
Un qualsiasi imprenditore italiano che fino a qualche anno fa produceva la sua merce in italia vendendola a 10, spendeva 6 per produrre il suo prodotto e i restanti 4 rimanevano a lui portandogli ottimi guadagni.
Da un po di anni, l'imprenditore ha spostato la produzione in Cina dove invece di spendere 6 per lo stesso prodotto adesso spende 3 guadagnando 7 invece di 4 e trovando moltooo piu facile evadere le tasse grazie alla quasi totale assenza di controlli.
Visto che la fabbrica italiana non gli serve più, l'imprenditore ha deciso di chiudere mandando a casa gli operai italiani che hanno lavorato per lui per anni, ma a lui questo non interessa perchè adesso guadagna 7 invece di 4 mentre ci sono tante persone in mezzo a una strada.
Se tutti gli imprenditori italiani facessero cosi, nel giro di pochi anni ci ritroveremo a vivere in un paese dove 1% della popolazione è fatta da ricchissimi imprenditori "italiani" che sfamano solo operai cinesi sfruttati e sottopagati e il restante 99% sarà costituito da noi, che saremo disposti a metterci in ginocchio per avere un posto di lavoro precario.

Luca Luca 25.10.09 18:18| 
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Ragazzi.... che dire ??? è tutto verissimo!!! andiamo sempre nel campo della concorrenza sleale... lì lavorano 18 ore al giorno!!!! non c'è competizione come costo del lavoro...! e inoltre la qualità, non credo, sarà all'altezza del vero made in italy (trascurando il fatto che non è FATTO in Italy)!!! la globalizzazione dovrebbe esportare non solo le fabbriche ed i loghi ma anche i diritti, quelli del lavoratore in questo caso!!! e allora a parità di condizione valuteremo il costo, la qualità ed il made.... ciao

giovanni l., napoli Commentatore certificato 20.10.09 10:59| 
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completamente d'accordo!

enrico v., plentzia Commentatore certificato 20.10.09 10:18| 
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La globalizzazione in sé e per sé è un concetto positivo, il problema è che negli ultimi anni politici poco lungimiranti e industriali ingordi l'hanno trasformata in un mostro. Ciò che doveva essere chiaro ai politici dei paesi industrializzati è che se apri delle fabbriche in paesi poveri e paghi la manodopera a prezzi ridicoli in confronto a quelli dei paesi ricchi, non aiuti lo sviluppo dei paesi poveri, come infatti non è avvenuto, mentre sottrai quel lavoro al tuo paese, che perciò vedrà ridurre la sua ricchezza. Invece di esportare ricchezza il risultato finale è stato d'avere importato povertà. Abbiamo quindi realizzato lo spauracchio della famosa frase di Agnelli, che peraltro con le fabbriche fiat in Brasile e nell'est Europa ha contribuito non poco, e cioè: "Se gli operai guadagnano poco, le auto che fabbricano chi se le compra?". Adesso i nostri operai sono senza lavoro, quelli che lavorano nei paesi sottosviluppati hanno stipendi ridicoli, quindi i frigoriferi, i televisori, le lavatrici, eccetera invecchiano sugli scaffali dei negozi.

Mario Vitale Commentatore in marcia al V2day 20.10.09 09:42| 
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G100...
attenzione che la terra trema...

Gabriele ., roma Commentatore certificato 20.10.09 09:31| 
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Non mi trovo del tutto d'accordo con il discorso di Francesco Pace a proposito del spendere 10 per produrre e rivendere a 100. Questo é piú che lecito e non lede nessuno! Perché non dovrebbe essere possibile?? Se il prodotto é buono e i costi di produzione sono bassi, tanto meglio per il produttore!! Piuttosto la questione é "vanno salvaguardati i diritti del lavoratore ovunque esso si trovi: in Cina o in Italia"!!Mi trovo d'accordo riguardo l'uso del marchio MADE IN ITALY!!

livia galassi 20.10.09 09:29| 
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comunque ha ragione il berlusca
qui in italia tutto va bene la crisi ... e un invenzione dei comunisti

giro per la ricca brescia e vedo le tante fabbriche del posto e quasi tutte sono in festa QUASI TUTTE HANNO LE BANDIERE SUI CANCELLI DI TANTI COLORI ROSSE (CGIL) VERDI (CISL) ELTRE SIGLE SINDACALI
sono li per dimostrare che tutto va bene e che le fabbriche sono in salute
anzi alcune scoppiano di salute e gli operai addirittura salgono sulle torrette e ci stanno per settimane .....ALTRI ADDIRITTURA LE OCCUPANO PER INTERE SETTIMANE CON LE FAMIGLIE DAL TANTO CHE SI TROVANO BENE IN UN MONDO MIGLIORE DEL SIGNOR DALLE BRAGHE BIANCHE........

stefano b., rovato Commentatore certificato 20.10.09 03:36| 
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post eccezzionale
considerato i tempi che viviamo sarebbe il massimo che potremmo avere dallo stato ... il rispetto delle regole
chi produce in china abbia il marchio made in china
certamente avrebbe un calo delle vendite
non tutti sarebbero d accordo di comperare cinese al prezzo italiano
MA SAREBBE GISTIZIA
COMPRARE CINESE CON IL MARCHIO ITALIANO E UNA TRUFFA
e dato che si sta facendo la guerra ai falsi dI MARCHI ITALIANI non vedo perche sequestrare prodotti abusivamente contraffati (quelli dei vu cunpra per esempio)
e lasciare libero la vendita di prodotti di CONTRAFFATTI PROVENIENZA
io di base la indesit e una ditta MORTA E SEPOLTA
ha licenziato operai italiani per mero interesse
economico
e DOVREBBERO ESSERE I SOLDI DEI OPERAI ITALIANI CHE SI DEVONO SPENDERE PER AQUISIRE I LORO PRODOTTI ... CONTRAFFATTI....?????
LA PADRONA DELLA INDESIT E ANCHE UNA PARLAMENTARE VOTATA DEI OPERAI ( E DI SINISTRA)
almeno finche durera il suo tempo
poi vedremo se avra ancora il consenso e il voto degli operai che ha tradito .....

stefano b., rovato Commentatore certificato 20.10.09 02:52| 
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che strano ..
quando l'economia andava bene e c'era tanto lavoro da fare , lo slogan era lavorare meno x lavorare tutti - e si lottava x fare - ore
ora che l'economia va male e c'e' poco da fare bisogna lavorare di + per - e fare piu ore se si e' fortunati ad avere lavoro
non dovrebbe essere il contrario ?
queste righe solo x farvi riflettere !!!
per quanto riguarda il tema x limitare l'importazione di merci straniere e rendere + realistico il mercato globale basterebbe tassare il carburante delle navi ed arei ( 80% ) che ora sono esentasse !!!, in tal modo si riequlibrerebbe tutto . (trasportare in camion da roma a milano costa di + che da cina a roma !!!)
purtroppo cio non sara mai fatto da qualsiasi governo !!!
tutti i governi sono alimentati dalle grandi imprese e loro in questo contesto stanno bene !!
x loro lavoratore italino = lavoratore cinese

Renzo Piano 19.10.09 23:38| 
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"Se ho offeso Mesiano, mi scuso con lui" sono le parole di Claudio Brachino direttore di VideoNews nonché conduttore di Mattino Cinque."Mi scuso"? Da quando a un direttore di testata è permesso uscire indenne da un errore professionale tanto grave con un semplice "mi scuso"?Sono giornalista pubblicista e autrice televisiva e per quanto ormai l'uno e l'altro siano diventati lavori poco qualificati, prima di pubblicare un articolo o un servizio, il diretto interessato che li realizza e il responsabile della testata li controllano: né la giornalista a contratto determinato né il direttore Brachino si sono resi conto che la notizia sulla stravaganza del giudice Mesiano non sussisteva? Ed è possibile che la prima e unica dichiarazione di Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana sia la totale, piena, incondizionata solidarietà alla collega Annalisa Spinoso,autrice del servizio? Se si tratta di solidarietà umana,posso anche capire. Ma solidarietà professionale,no. E' una vicenda che sembra una barzelletta,come ormai capita troppo frequentemente nelle vicende del nostro paese. Una giornalista (per quanto precaria) che non si rende conto che non sta raccontando un fatto, dunque non sta dando nessuna notizia e presumibilmente non sa quello che sta facendo e soprattutto non si chiede perché e per chi lo sta facendo.Un capo redattore e un direttore di testata che mandano in onda un servizio che non racconta nessuna notizia, ma probabilmente loro sanno perché, per chi e per cosa è funzionale.Un presidente, quello della FNSI e che dunque dovrebbe rappresentare la categoria di chi per PROFESSIONE raccoglie i fatti e elabora le notizie che, come unica reazione, dice "sono solidale".Essere giornalisti seri è diventata solo una scelta interiore, una scelta etica soggettiva? La deontologia professionale è diventa un surplus.Essere giornalisti è come essere buddisti, ambientalisti, praticare la raccolta differenziata?

Emme Emme 19.10.09 23:22| 
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CIAO BEPPE,
COME SI FA' AD ANDARE COSI' ALL'ULTIMO MINUTO CAMBIARE BANDIERA, MI RIVOLGO A TREMORTI,DICO SOLO CHE NEL NOSTRO PAESE SIAMO IN SCHIZOFRENIA TOTALE
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 19.10.09 22:11| 
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in fin dei conti i vari g7,g8,g20 sono una truffa messa in piedi da persone senza alcun potere esecutivo(es:non hanno il potere di finanziare economicamente niente,al massimo possono avere un idea da far vagliare all'ONU, ma nulla più).ma è risaputo che queste riunioni sono solo una bella vetrina per mettersi in mostra....per dare aria ai denti

devis q. Commentatore certificato 19.10.09 21:22| 
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Francesco@ 51

Una'ltro ..DI QUELLI Famosi.....

:)

Piconi Paolo (madreitaliana), Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 19.10.09 21:15| 
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Discussione

La delocalizzazione non dovrebbe essre vietata con delle leggi: sarebbe pericolos. Meglio invece sarebbe fare leggi che non consentano di dare denari pubblici a imprese che o delocalizzano o che hanno gia delocalizzato (ricordiamoci dei famosi stabiliment in Romania pagati da noi...). Inolter, attraverso strutture domestiche energetiche piu effcienti e leggi che sanzionino un prodotti che arrivano da 1000 km di distanza si potrebbe giungere a rislutati soddisfacenti. Infine, l' Italia deve rifondarsi in fase produttiva: inutile concorrere con i cinesi nella produzione di rubinetti. Loro sono di piu', hanno piu' risorse minerarie e lavorano per meno. Punto.

Marcello Graziano 19.10.09 19:50| 
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Oggi ho fatto la spesa.
Detersivo bio, fagioli, pasta, latte, yogurt, pepe, biscotti; tutto ALLA SPINA E A CHILOMETRI 0.Il tutto al distributore automatico furi dal mio supermercato di fidicia, perchè ero sul tardi.Ho fatto benzina alla pompa del supermercato, POI MI SONO SVEGLIATO...

Dalzocchio Paolo, Rovereto Commentatore certificato 19.10.09 18:56| 
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QUESTO E' UNO DEGLI SVANTAGGI DELLA GLOBALIZZAZIONE CONTRO CUI PROTESTARONO AL G8 DI GENOVA.
MA TI DIRO' DI PIU', BEPPE, ANCHE PER LE ESORTAZIONI NON SOLO DI TUTTI I PRODOTTI MADE IN ITALY VENDUTI ALL'ESTERO SOLO IL 20% E' DAVVERO MADE IN ITALY MA CI SONO PRODOTTI CHE NON SONO MADE IN ITALY MA CHE TRAGGONO IN INGANNO I CONSUMATORI STRANIERI POICHE' HANNO NOMI E LOOK ITALIANI A VOLTE PERFINO RIDICOLI E UMORISTICI TIPO "MACARONI VOLARE".

Via dall'italia mafiosi e leghisti Commentatore certificato 19.10.09 18:03| 
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verissimo, non solo aggiungerei la posizione nelle best companies, il come trattano i loro dipendenti. Con tanto di bollino rosso per le peggiori e la messa al bando delle medesime dalla grande distribuzione... ah già, ma la grande distribuzione include l'Slunga... http://www.senzasoste.it/lavoro-capitale/esselunga-cassiera-picchiata-3.html :|

umberto pelliccia, Milano Commentatore certificato 19.10.09 18:00| 
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