Fiat: aiuti di Stato da esportazione

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Ieri sera sono riapparso in televisione a Anno Zero. Ho ribadito che gli aiuti di Stato vanno impiegati per creare il futuro, non per tenere in vita dei fossili industriali come la Fiat. Soldi per le rinnovabili, non per le auto a petrolio. E i soldi alle aziende, si chiamino Fiat o Pinco Pallo, vanno dati solo se vengono reinvestiti in Italia. Altrimenti è meglio consegnarli direttamente ai dipendenti per lavori socialmente utili. L'Italia è un immenso parcheggio e di macchine ne abbiamo per le prossime tre generazioni, è sufficiente qualche pezzo di ricambio. La crisi non ci ha insegnato nulla. Chi è stato premiato? Banche, petrolieri, società automobilistiche: quelli che l'hanno causata. Chi è rimasto a casa? I lavoratori.

Postato il 8 Gennaio 2010 alle 23:05 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: Beppe Grillo. Fiat, minipost

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salve:
sono un ragazzo di 36 anni,
ho lavorato in fabbrica per 12 anni, da settembre stò in cassa integrazione,(ora straordinaria) stò seguendo questo BLOG da pochi mesi, e mi sono inscritto al MOVIMENTO CINQUE STELLE.

Ero più che abbattuto, in settambre, però nel seguire il blog di Beppe stò Vedendo il mondo ITALIANO in modo Diverso, "non penso che le persone che seguono Questo Blog " le cose le possono vedere in modo diverso dalle Parole di Beppe. spero di vederlo Più spesso in TV, DA SANTORO, Con Marco travaglio, e far aprire gli OCCHI A TUTTI QUELLI che non hanno che stanno in difficoltà, e abbondonare Le CHIACCHIERE del SINDACATO di Turno. che sono solo POlitici, senza POLTRONA.
MASSIMO CIFELLI

max c. Commentatore certificato 09.01.10 10:08| 
 
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Hai ragione Beppe. Gli aiuti di Stato invece che a questi industriali ricchi e imbroglioni sarebbe meglio distribuirli a tutti gli inoccupati e disoccupati sotto forma di sussidio e di cassa integrazione.

oreste soria 09.01.10 09:26| 
 
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E' da mesi che disperatamente cerco di acquistare un'auto elettrica.
Mi sono reso conto, facendo delle ricerche in proposito, di alcune realtà che, ovviamente, vengono taciute dalle fonti di "informazione" nostrane.
I Paesi che hanno deciso di produrre in maniera massiva auto elettriche (Cina ed India giusto per citarne un paio) non riescono, con la produzione, a star dietro alle richieste, tanto del mercato interno che di quello estero. Viceversa, da parte italiana, oltre a mancare (per precise volontà aziendali) una produzione di veicoli elettrici vi sono una serie di ostacoli burocratici che rendono di fatto impossibile l'acquisto dell'auto direttamente presso questi Paesi.
Addirittura vi è un produttore italiano, con fabbrica localizzata in Cina, che, pur vendendo vetture elettriche in Usa, Europa, Australia, non riesce a trovare un distributore italiano per le sue vetture!
E' trascorso il 2009 e tutti gli incentivi destinati al settore auto sono stati esclusiva delle auto termiche per l'impossibilità di acquistare veicoli elettrici nella terra di Marchionne e Moratti.
A dire di questi "imprenditori" l'introduzione delle auto elettriche provocherebbe perdita di posti di lavoro....Rispondo di si, perdita di posti di lavoro nel settore delle pompe funebri, che grazie a petrolio ed inceneritori sta vivendo un momento di forte espansione.
Sempre più schifato dall'italia....

Vincenzo Femia 09.01.10 08:40| 
 
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Buongiorno Grillo,
l'ho ascoltata ad Anno Zero con grande piacere, e per quanto poco ne capisca di politica, economia, industria e così via, da modesto studente di Scienze Politiche, direi che con le sue parole incisive ha fatto centro, come al solito per altro. Soltanto una sua conclusione mi ha lasciato basito. Non perchè non la condivida, ma perchè non l'ho proprio capita. Mi saprebbe dire, dall'alto della sua esperienza, cosa significherebbe "congelare il debito"? Anch'io sono molto preoccupato per il debito pubblico del nostro Paese che rischia di farci fare la stessa fine della Grecia, che ormai è in default, ma vorrei capire quali soluzioni si possono adottare per riuscire a risanare i conti e tornare finalmente ad adottare politiche che ci permettano di ridurlo progressivamente fino ad una soglia accettabile, come è in Gran Bretagna o Germania. La ringrazio per l'attenzione.
PS: ho visto che anche un altro utente le ha posto questo quesito. Quindi, per favore, ci risponda!!
Con stima,
Roberto Bordi

Roberto Bordi, Genova Commentatore certificato 09.01.10 10:33| 
 
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