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Delocalizzare, inquinare, licenziare


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Se venisse applicato il costo ambientale ai prodotti importati il mondo cambierebbe. In meglio.
"La delocalizzazione selvaggia sta provocando impatti devastanti all'ambiente (che si apprezzeranno a medio termine) ma soprattutto, a breve termine, impatti devastanti sul sociale. Penso a quello che diceva Grillo in un suo spettacolo: "La Danimarca esporta 4 milioni di biscotti negli Stati Uniti ogni anno, gli Stati uniti 4 milioni di biscotti in Danimarca ... perché non si scambiano la ricetta?". Trovo assurdo che siano concessi dalla Stato Italiano ecoincentivi sui prodotti che consumano meno, non considerando il grado di inquinamento che provocano venendo dall'altra parte del globo. Si dovrebbe riconoscere il 100% dell'ecoincentivo per i prodotti che debbono effettuare "solo" un certo numero di km per arrivare al consumatore finale, una % minore per la fascia successiva e così via fino ad arrivare allo 0%. Lo stesso per l'IVA ..... meno km fa il prodotto, meno è la % dell'IVA sul prodotto. Più sono i km e più aumenta l'IVA . Scommettiamo che non solo i ns imprenditori non delocalizzerebbero ( ... lo fanno anche per disperazione) ma ci sarebbero imprenditori stranieri che, per vendere in Italia, aprirebbero filiali da noi?" G Muccio, Bologna

19 Apr 2010, 19:38 | Scrivi | Commenti (24) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

senza dimenticare di penalizzare anche e sopra tutto i prodotti
pubblicizzati ad absurdum... dove alla fine kosta più la pubblicità che il prodotto stesso... non solo l`inquinamento ambientale va penalizzato, ma ancor di più l`inquinamento mentale...causa centrale degli sprechi, cambiando periodicamente "design"e mode... basta solo ricordare che il mercato nazionale, quindi il singolo consumatore paga come minimo l`equivalente di una finanziaria l`anno per la "promozione" dei prodotti... invogliando e molto spesso condizionando il consumatore con la megaballa di essere così qualcuno... e nascondendo che se si continua così alla fine non saremo più nessuno... sein oder haben, essere o avere, dovrebbe essere un testo, un pensiero consigliato già dall`asilo nido... dove comicia la competizione tra coetanei con valori che nulla hanno a che vedere con il valore concreto del singolo...
normale é ciò che la norma prevede o impone e non é per niente
la base del buon senso... altro che crisi, siamo passando alla fase dove meno é molto di più...
altro che la pubblicità é l`anima del commercio...!?!?
in realtà é l`anima dello spreco... del inquinamento e a fin fine del declino della società basata sul denaro come valore massimo
quindi per cambiare in meglio l`unica via porta dalla revisione totale del concetto valore, dove pochi hanno tutto e tanti hanno poco o niente... ricordando che il pianeta terra non ha valore monetario, essendo per se inpagabile... etc. etc. etc.

tema che varrebbe la pena spulciare... alla Saviano...
per battere i piranias nella vasca da bagno basta solo levar loro
l`acqua.


franco s. Commentatore certificato 20.04.10 15:30| 
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La comunita europea ha dato fondi ai coltivatori di Patate Svedesi perche promuovano le patate in Grecia.

La comunita' europea ha dato ai coltivatori Greci contributi per promuovere la loro patata in Svezia.

Per me sono tutti pazzi...certo che a mandare in europa gente come Mastella...non si puo' poi aspettarsi di meglio!

FAVOREVOLE ALL' IVA A SCALARE a seconda dei Km percorsi dalla merce!

Massimiliano P., Bologna Commentatore certificato 20.04.10 13:58| 
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Un post interessante, anche i commenti (e non un pollaio come troppo spesso accade). La teoria non fa un piega e anche molte cose dette nei commenti. Ma purtroppo da teoria a realta' ce ne passa... Premessa: vivo in vietnam e lavoro nell' import/export (in pratico SONO la globalizzazione). ANche a me questo sistema non torna da un punto di vista ambientale ma come qualcuno ricordava, e' un problema di indicatori. Se non considero le emissioni e' ovvio che conviene comprare dalla cina/india/sud-est asiatico. Ma chi ha interesse a considerare le emissioni? Paradossalmente l'unico paese nel mondo che sta valutando questa strada e' proprio la Cina. Ma a parte questo: qualcuno dice che in Thailandia (ma anche Vietnam, Cina e altri stati) l'importazione delle macchine e' tassata al 100%. Vero. Ma e' anche vero che gli e' permesso perche' paese in via di sviluppo e che deve svilupparsi. E quindi compra dall'estero i macchinari, il petrolio e tante altre risorse fondamentali. Pagandole care. Non solo: se questa misura fosse adottata dall'unione europea (l'italia da solo non puo' farlo), quello che si avrebbe sarebbe un'inflazione altissima; chi ci rimette? i poveri. Ricordatevi che l'italia e' il secondo paese per export dopo la germania (in europa). Se metti qualche forma di dazio dalla Cina, aspettati che la Cina lo quadruplichi per l'import dall'europa. Chi crollerebbe sarebbe l'economia europea, la cina perderebbe un po' ma poptrebbe sempre incentivare il consumo interno (oggi basso). Alla fine, con una crisi, chi ci rimette? sempre i poveri. Ripeto, la teoria e' giusta, applicarla a breve termine significherebbe un bagno di sangue. E chi ci rimette e' il popolo, mica chi sta bene e ha il culo parato.

Alessandro Gi. 20.04.10 12:10| 
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segnalo vecchio articolo (15 febbraio 2010) secondo cui le Banche (Goldman etc) truccano i conti di alcuni stati, tra cui grecia ed italia, per farLe apparire più solide di quel che sono.

Il modello è in crisi dobbiamo cambiare modello x sopravvivere.
Se "morissimo" il modello sarebbe comunque cambiato.
Bisogna solo vedere cosa preferiscono i cinesi (che detengono una consistente parte del ns debito pubblico) ..... se ci preferiscono falliti non credo gli verranno dei gran vantaggi.
In ogni caso il modello sarebbe basato sui KM non sui confini dello stato onde per cui ad un valdostano potrebbe convenire acquistare fragole della costa azzura piutosto che della sicilia.

G Muccio, Bologna Commentatore certificato 20.04.10 10:40| 
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Smettiamola di fare gli ingenui. La maggior parte dei nostri imprenditori non delocalizza per disperazione, ma per aumentare la mera soglia di profitto spostando la produzione in luoghi dove il costo del lavoro è bassissimo. Per disincentivare la delocalizzazione occorrono iniziative di legge che la rendano praticamente impossibile.

Pierangelo Tendas, Tempio Pausania (OT) Commentatore certificato 20.04.10 10:27| 
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Io continuo a comperare la farina macinata nel mulino del paese accanto al mio, ma mi sento un po' stupida a pagarla 1.37 € al Kg. quanto sullo scaffale del supermercato ce ne sono MOLTE a 0.50 € al Kg.

Rita Toschi 20.04.10 10:04| 
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Discussione

Non si tratta di mero protezionismo, ma di applicazione della teoria della LCA Life Cycle Assessment, ossia vedere quante risorse consuma un prodotto/servizio per essere realizzato, usato e smaltito (dalla from cradle to grave) e quindi valutarne la bontà (=sostenibilità) a prescindere dal costo effettivo di produzione/mercato. Se cominciassimo ad etichettare ogni nostro acquisto con un punteggio (ecopunteggio) le cose comincerebbero a cambiare e di molto! Se poi anche i governi incentivassero le aziende più virtuose sulla base di questo metodo, saremmo a metà dell'opera!

Ferdinando A. Commentatore certificato 20.04.10 09:44| 
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Prevedono che per il 2015 il petrolio iniziera´a scarseggiare e ovviamente il prezzo a salire vertiginosamente.
Le risorse non sono infinite.
Basta aspettare.
Il costo del trasporto sara´cosi´alto che le merci prodotte in loco saranno piu´convenienti, nonostante l´alto costo del lavoro.
Avremo meno giocattoli tecnologici, lampadine a costo zero e tutto cio´che e´prodotto in Cina.
Tutto sara´piu´caro e consumeremo meno.
Forse avremo una vita piu´povera, ma qualitativamente migliore.
Avremo due sole paia di scarpe, due vestiti per l´inverno e due per l´estate.
Avremo quindi bisogno di un solo guardaroba e meno spazio.
Consumeremo meno per riscaldare le case piu´piccole, avremo un bagno solo, ma inpiegheremo meta´tempo a fare pulizia.
Avremo meno cibo da sprecare e piu´scale da fare.
Andremo a lavorare a piedi, ma ci saranno sicuramente meno obesi.
Il futuro non sara´cosi´tragico come molti pensano...

Fulvia P. Broghammer Commentatore certificato 20.04.10 09:17| 
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nel mio piccolo,ho un'attività,cerco di comprare solo italiano,anche nel privato,preferendo prodotti biologici ma,si fatica a trovare tutto.

marina b., brescia Commentatore certificato 20.04.10 08:38| 
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L'espansionismo umano,fagocitando la natura,s'è quasi mangiato la coda ed il resto del corpo se lo sta digerendo(a fatica in effetti visto che ogni tanto la natura presenta il conto).Abbiamo un disperato bisogno di decrescita,sostenibile ma decrescita.

ANTONIO ATZENI, maserada-Tv- Commentatore certificato 20.04.10 07:37| 
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secondo il buon senso, la produzione dovrebbe essere lì dove c'è il consumo.
E non altrove.
Basta con queste merci a centinaia, migliaia di Km dal luogo di vendita o consumo.
Basta.
Alimenti, merce a Km zero.

Paolo R., Padova Commentatore certificato 20.04.10 07:21| 
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Combattere il protezionismo poteva avere senso in un tempo in cui l'economia si espandeva e non c'era tempo per occuparsi dell'igiene mondiale. Ora il senso del KmZero è molto diverso, le cose sono cambiate ed è diventato irrazionale comprare una mela del Sudamerica o una 500 che viene dalla Polonia, o peggio dare incentivi per cambiare l'auto ogni tre anni (per chi può permetterselo grazie anche alle tasse pagate da chi non può permetterselo). Dobbiamo renderci conto di quello che provochiamo con il nostro stile di vita, se siamo ancora in tempo.

andrea vagnoni milano, milano Commentatore certificato 20.04.10 03:51| 
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Noam Chomski.

Se lo conosci lo eviti

Riccardo P., San Lazzaro di Savena Commentatore certificato 20.04.10 02:40| 
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Ciao ragazzi,

l idea puo' anche sembrare buona e promettente. Purtroppo non e' attuabile. Esistono cose che si chiamano mercato unico europeo ed esistono teorie economiche datate secoli (adam smith "la ricchezza delle nazioni" a ricardo "principi di economia") che dicono che il protezionismo delle merci nazionali e' dannoso per la cresicta e lo sviluppo economico.

Ora queste teorie sn state corroborate empiricamente in innumerevoli studi, io vi cito solo che la crisi del 1929 che e' durata per 5 anni e' stata causata da un insurrezine di politiche protezioniste tipo quella tailandese citata in un commento di sotto. Le politiche protezioniste possono funzionare solo in un paese piccolo e poco competitivo internazionalmente come la tailandia ma nn funzionano in un paese industrializzato come l italia perche altri paesi attuerebbero immediatamente misure controbilancianti e spiazzerebbero l export delle merci italiane.

Il ragionamento invece fila da un punto di vista delle emmissioni di veleno nell aria, ahime' pero' nn puo' e nn sara' effettuato in realta' perche' viviamo in un mondo globalizzato dove le barriere al commercio riducono lo sviluppo.

Ernest Dautovic, London Commentatore certificato 20.04.10 01:02| 
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Premesso di essere quello che ha lanciato il messaggio.
A quanto di seguito replico
"Così non possiamo permetterci ottimi prodotti che arrivano dall'estero perchè c'è l'iva enorme.
L'idea non è del tutto cattiva... ma ci vuole un'ottimo studio sulle percentuali e sulle merci dove applicare quest'iva..."

Ovvio che ci debbono essere tutta una serie di eccezioni per i prodotti agricoli (cacao, banane caffè etc) che debbono fare molti km ..... in tal caso le distanze dovrebbero essere più larghe.
Ovvio anche che debbono essere ben valutati altri correttivi.
In ogni caso la proposta sarebbe assolutamente attuabile se ce ne fosse la volontà politica. Ma a questo deve pensare il MoVimento 5 stelle. Ricordo che l'Italia in 20 anni, per accordi CEE dovrebbe, ridurre del 20% i consumi....ebbene noi li riduciamo riducendo gli spostamenti delle merci.

Altra proposta che avrei è quella dell'utilizzo dei container a scopo di modulo abitativo.
Premesso che negli Stati Uniti con 8000 € vedi http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/container-casa/1.html e http://www.ideare-casa.com/case-realizzate-con-i-container/ adibiscono un container a casa;
premesso che ci sono migliaia e migliaia di container vuoti (si sa ripartono se sono pieni se no chi gli lo fa fare di pagarne il trasporto) che occupano il terriotrio italiano e giacciono per anni, perchè non utilizzare i container per predisporli se non come case (ma ve ne sarebbe tutta la possibilità) almeno come "carceri"...... non abbiamo un emergenza carceri??? Allora, trascorsi una serie di anni senza che il container sia ripartito.... di fronte alla constatazione che sono lì ad arrugginire con scempio del paesaggio, dovrebbero essenre confiscati (con indennizzo per il proprietario), e potrebbero essere predisposti a moduli abitativi dai carcerati stessi, che così potrebbero imparare un lavoro...... sempre meglio che una corda al collo!!!!!

G Muccio, Bologna Commentatore certificato 19.04.10 23:37| 
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La settimana scorsa è morto Michel Chartrand, un uomo coraggioso e senza peli sulla lingua che ha messo tutta la sua vita al servizio del suo paese (il Québec) Qui un film che lo ricorda http://www.onf.ca/film/homme_de_parole/
Bisognerebbe far circolare l'informazione perché Michel Chartrand ha dato l'esempio come pochi altri e ha veramente modificato alcuni settori della società, soprattutto quello della sicurezza dei lavoratori e delle loro famiglie

SERENA D., Salerno Commentatore certificato 19.04.10 22:51| 
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Così non possiamo permetterci ottimi prodotti che arrivano dall'estero perchè c'è l'iva enorme.

L'idea non è del tutto cattiva... ma ci vuole un'ottimo studio sulle percentuali e sulle merci dove applicare quest'iva...

Alessandro Pescini, San Casciano V.P. Commentatore certificato 19.04.10 22:41| 
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Sono le Persone, e non le merci, che devono girare.

Arzân 19.04.10 22:17| 
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CIAO BEPPE
L'UNICA SOLUZIONE E' L'INCENTIVO/ECOINCENTIVO AL CONTRARIO,MA NON CREDO CHE LE TESTE CHE ABBIAMO AL POTERE RECEPISCANO IMPORTANTE L'AMBIENTE ED IL SOCIALE LAVORATIVO,PRIMA VENGONO I LORO INTERESSI E NON I NOSTRI,COME QUELLI AMBIENTALI
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 19.04.10 21:40| 
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Salve a tutti,

vorrei fare notare a tutti che, in Thailandia, paese del terzo mondo di cui si parla tanto in questo momento, le auto prodotte in altri paesi ed importate sono sottoposte al 100% di tasse di importazione, mentre quelle prodotte in loco solo al 7% di iva normale. Questa misura ha fatto si che tutte le maggiori case autmobilistiche della zona (toyota, honda, isuzu, suzuki, mitsubishi, chevrolet, etc, etc) aprissero stabilimenti nel paese, assumendo locali locali e facendo girare l'ecolomia locale. Non ci voleva un genio, e stiamo parlando di un paese del terzo mondo...

Giorgio Varrasso 19.04.10 20:56| 
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Discussione

L'economia moderna è sclerotica, irrazionale, depredatrice, mafiosa. E' un incantesimo mostruoso che sta devastando il mondo e le persone, attraverso la distruzione dell'ecosistema, le guerre, la repressione, la schiavizzazione lavorativa.
Bisogna fare qualcosa subito e proporre alternative di sviluppo diverse.
Un programma ANTICAPITALISTICO mondiale dovrebbe rappresentare l'inizio di un movimento capace di creare i presupposti per una rivoluzione generale del sistema economico e sociale. Non abbiamo più tempo. Non ci sono più mezze parole da dire. Bisogna fare qualcosa subito.
Non capire questo e nascondersi dietro visioni ideologizzate della politica e della società, significa essere pienamente complici dello scempio del pianeta, della persona umana, del futuro dell'uomo.

http://francescosalistrari.blogspot.com

Francesco Salistrari, Rovito (cs) Commentatore certificato 19.04.10 20:41| 
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Logical Progression

"Una multinazionale è più vicina al totalitarismo di qualunque altra istituzione umana." - Noam Chomsky

"A mio avviso l'anarco-capitalismo è un sistema dottrinale che se dovesse realizzarsi, instaurerebbe forme di tirannia e di oppressione che nella storia umana non hanno eguali. Non c'è la minima possibilità che queste idee (a mio avviso, orrende) si realizzino, perché qualsiasi società che facesse l'errore colossale di prenderle in considerazione ne sarebbe rapidamente distrutta." - Noam Chomsky

Arzân 19.04.10 20:15| 
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