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Moka alla rumena


Bialetti_caffettiera.jpg
L'omino con i baffi trasloca in Romania. Moka rumena. La Bialetti chiude gli stabilimenti di Crusinallo in Piemonte aperti nel 1919. I 120 dipendenti andranno in mobilità, l'anticamera del licenziamento. L'azienda si sposta dove il lavoro costa meno e, nel farlo, raggiunge migliaia di fabbriche italiane sovvenzionate con i soldi della UE. In realtà soldi nostri versati alla UE e trasferiti ai nuovi Paesi entrati nella Comunità per facilitarne lo sviluppo. I nostri imprenditori vanno là dove batte il portafoglio. Sovvenzionati dalla UE con le nostre tasse: circa 12/13 miliardi di contributi UE annui, di cui ci viene restituito il 60/70% con il risultato di mettere gli operai italiani in mezzo a una strada. Una follia economica che nessun partito condanna, chissà perché. Oltre al danno, arriva puntuale come una firma di Napolitano, anche la beffa. Infatti, le imprese che spostano la produzione quasi sempre vendono comunque il prodotto con il marchio "Made in Italy". Bisogna incentivare le aziende italiane a rimanere in Italia e proibire l'uso del Made in Italy a chi sposta la produzione all'estero.

8 Apr 2010, 19:24 | Scrivi | Commenti (198) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

http://www.modena5stelle-beppegrillo.it/
leggete cosa succede a Modena, leggete leggete...

Modena, la candidata 5 Stelle Sandra Poppi.....
Beppe Grillo non si fa sentire.....

il PDL scrive lettera a favore di Sandra Poppi....

http://linformazione.e-tv.it/archivio/20100412/05_MO1204.pdf


soncini emanuela 14.04.10 10:52| 
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Io sono un imprenditore e mi permetto di insistere come da mio precedente
post. Il problema non è di non comprare più la moka Bialetti. Io entro in
un negozio e compro quello che mi sembra che mi convenga di più. Cosa
faccio secondo voi? non compro più Bialetti e magari pago la moka 5 euri di
più? Lasciamole fare a Tafazzi queste cose. Il problema è che qui in Italia
c'è un attimo più del necessario di gente che magna beve e non fa una mazza.
E non parliamo di politici ma di baby pensionati, pensionati in fasce,
statali paraculati sui 50 anni che prendono il doppio del loro compagno di
scrivania di 30 anni, solo perchè loro sono nati prima. Vogliamo parlare di
anziani insegnanti che rubano lo stipendio e obbligano i nostri figli ad
andare a ripetizione? Quanto prendono di più dell'insegnante precario di 30
anni che magari ci crede ancora? Abbiamo 2 milioni di statali in più del
necessario che sono lì a rompere i foglioni agli altri, altrimenti poi uno
si accorge che non servono a niente. Loro a casa magari con la cassa
integrazione e tutti gli altri che lavorano per davvero respirerebbero
meglio. Forse in Romania succede così, non vi viene il sospetto? Altro che
rete in fibra ottica, le caffettiere si fanno soprattutto con le presse e
l'energia elettrica, e poi si mettono sui camion che devono trovare
l'autostrada. Su questo blog si insiste GIUSTAMENTE tanto sul fotovoltaico.
Io sono ingegnere e posso garantire che tutto l'ambaradàn all'italiana è
concepito più per far girare la carta che per fare i kilowatt. Quindi soldi
per i professionisti e "impiego" nei vari enti pubblici coinvolti. Poi
l'extra costo della fuffigna del fotovoltaico ce lo ritroviamo nella
bolletta (mi pare sia la voce "G3", la stessa delle finte fonti rinnovabili di Moratti) e la Bialetti se ne va in Romania sennò non regge.

Giorgio Piselli 14.04.10 10:23| 
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Discussione

Io ho conoscenze tecniche e già con la produzione italiana Bialetti per le macchine elettriche tipo mokona fà prodotti che vi lascio immaginare la qualità e sicuramente comprava dei semiassemblati chissà da dove in quanto ti danno caldaie complete come ricambio anzichè singoli componenti adesso poi... gli faro' la propaganda che merita.

Bruno P., Guidonia Montecelio Commentatore certificato 13.04.10 17:49| 
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ho trovato questo gruppo su facebook.
http://www.facebook.com/group.php?gid=116505538366759#!/group.php?v=wall&gid=116505538366759
Credo sia appena nato perché ha pochi iscritti. Se ognuno di noi segnala le ditte che hanno chiuso nella propria zona per portare la produzione all'estero possiamo fare molto. A Vicenza hanno portato all'estero la Dainese (abbigliamento per motociclisti) e la Campagnolo (cambi per biciclette)

Anna Pilastro 13.04.10 12:21| 
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la mia prossima moka di sicuro non sarà bialetti, seguiranno a ruota le altre ditte che speculano all'estero,appoggio la richiesta di pubblicare elenco di ditte delocalizzate.
fancoil bialetti del caxxo oltretuttto le tue moka fanno schifo.

tinaus de tinaus 10.04.10 14:42| 
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Bravo Cristiano Cicali, era quello che anche io volevo postare, ma aggiungerei: Fuori l'azienda, fuori i propietari, in Italia da turisti.

Marco Masini

marco masini 10.04.10 12:14| 
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abbiamo tanto da fare.
mettiamo una soluzione, discussa nel blog, da inserire nel Programma 5 ***** !

paolo c. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 10.04.10 10:20| 
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Non è solo la globalizzazione che vanifica gli sforzi fatti in questi anni per affrancare gli europei dalla povertà, ma è l'Europa stessa che pone alla base della sua nascita "Il mercato" non "l'uomo". Questa Europa ci renderà tutti schiavi con pochi privilegiati...i soliti. No a questa Europa al servizio solo dei poteri economici e dei burocrati, in cui i cittadini sono solo dei consumatori.

Ferdinando S., Roma Commentatore certificato 09.04.10 23:05| 
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Io non compro più nessun prodott di aziende italiane che hanno delocalizzato la produzione, propongo di mettere sul web l'elenco di tutte queste aziende in modo che tutti possano fare altrettanto se vogliono.

Ciao

Cristiano Cicali 09.04.10 22:39| 
 
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Non vedo come si possa evitare il tutto senza
una totale riforma della burocrazia (leggi tas
se, licenze, e ingorghi vari)e senza chiudere
le frontiere al libero passaggio delle merci..
uscita dalla ue...

kkk kkk Commentatore certificato 09.04.10 22:15| 
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Non sono solo gli operai a costare meno ma, tutta una serie di agevolazioni, come sono state già enumerate, a rendere la Romania o la Polonia "meglio" dell'Italia. Ormai in Romania un operaio prende cifre quasi decenti, se paragonate al costo della vita, non quanto da noi ma, vive dignitosamente. Il sistema sindacale in qualche modo funziona e, se consideriamo quanto conta nella piccola e media impresa da noi (ovvero niente), funziona pure meglio. In sostanza, il risparmio sul costo dell'operaio è tutto sommato marginale. Il problema sono tutti i costi che un imprenditore da noi si deve sobbarcare, le porcherie, il malaffare e l'inefficenza.
La Romania, ancora prima dell'Italia, era cablata quasi interamente in fibra ottica. Potete non crederci ma, quando noi andavamo con le dial-up da 56K li si andava in banda larga su fibra ottica.
Le tasse, manco a dirlo, costano niente. In sostanza, economicamente e burocraticamente parlando, è tutto meno esasperante.
Dal punto di vista delle risorse umane, e potete averne a male ma, considerato che da sempre i regimi comunisti hanno favorito l'istruzione, i romeni sono infinitamente più preparati rispetto agli italiani.
Non solo il livello culturale è molto più alto ma, un titolo equipollente qui vale un gradino in meno rispetto a un titolo li.
Inoltre sono persone abituate a lavorare e anche molto e bene. Molte aziende da noi devono pagare 2 persone per il lavoro di 1 e, diciamo le cose come stanno, tante volte la qualità non è al massimo dei livelli.
Detto questo, come imprenditore, che valore ha per me il made in Italy? Sovvenzionare le famiglie e indebitarsi con le banche per pagarle oppure chiudere uno sforzo di una vita? Uno spunto di riflessione.

Rai Mondo 09.04.10 21:31| 
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Discussione


Mi spiace per i dipendenti tutti della bialetti ma

non comprerò più nessun loro prodotto

e butterò, rispedirò a loro, quelli che ho in casa.

Chissà se rispedendo indietro tutte le moca e gli altri elettrodomestici ci ripenseranno?

simonetta machiavelli 09.04.10 21:24| 
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E qui devo far ragione alla Lega: Dazi doganali ! Li applicano in USA non vedo perchè non dovremo applicarli anche noi. Follia ?
Allora altra proposta: parificare le condizioni di vita del pianeta al fine di produrre il bene ove venga prodotto !
Utopia ?
Allora andate al diavolo: La rivoluzione francese è stata niente in confronto a quello che succederà tra qualche generazione a livello planetario ! Garantito, noi non la vedremo, un vero peccato !!

roby b., Trieste Commentatore certificato 09.04.10 21:05| 
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Lo stato per la crisi ha dato i nostri soldi alle Banche per aiutare le imprese, le Banche con i soldi ricevuti creano lucro ,dando prestiti alle imprese ..allora mi domando come lo stato ha aiutato le imprese?
1° punto : Le ha aiutate ad indebitarsi di più pagando interessi sempre più alti alle Banche.
2° punto : Le ha aiutate non facendo nessuna legge a favore delle imprese che ogni volta che lavorano si sentono dire ... non ho soldi per pagarti.
3° punto : Le ha aiutate penalizzandole a rateizzare i debiti con lo Stato ad interessi da strozzino ..interessi su interessi e pagando anche cifre mostruose alla Gerit che recupera il credito.
4 ° punto : Le ha aiutate a costringere le imprese a lavorare sottocosto per cercare di salvare il salvabile, facendo arricchire sempre di più le LORO AZIENDE.( Coop Rosse nere e bianche e le solite aziende legate ai partiti politici )
5° punto : Le ha aiutate a licenziare i lavoratori non avendo più liquidità per pagare i salari.
6° punto : Le ha aiutate creando una vita piena di stress a tutti imprenditori e lavoratori onesti.
7° punto : Le ha aiutate a fallire e sentirsi perseguitati nel resto della loro vita ( i debiti con le banche si devono pagare a vita )
8° punto : Ha aiutato i soliti furbi ad aprire all’estero con i nostri soldi.

Insomma che bel papà abbiamo... un papà chiamato stato che invece di proteggere i loro figli.. li massacra come il più terribile aguzzino.

Beppe la cosa è seria le aziende le famiglie non c'è la fanno piu'.
Dedica un post a questo argomento la cosa è seria va modificato il sistema attuale e solo con regole serie e limpide ci sarà forse un futuro per la gente che lavora onestamente.
Lavoratori e imprenditori ( onesti ) credo sia arrivato il momento di lottare insieme.

franco f. Commentatore certificato 09.04.10 20:43| 
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Purtroppo questa e' una tendenza per tutto il mondo occidentale, io vivo in Irlanda e la mia ditta si sta trasferendo nelle Filippine.

Stefano Irish 09.04.10 20:39| 
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Ma io penso che occorra cominciare a pubblicizzare quelle aziende che hanno chiuso in Italia ma vendono Made in Italy. Fare un passaparola che non faccia acquistare quei prodotti. Intanto sarebbe una prima risposta.

GIORGIO Z., CIVITAVECCHIA Commentatore certificato 09.04.10 20:34| 
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In italia non c'è futuro per gli impreditori seri,
l'italia è un paese per chi truffa.
Io avevo una società creata con sacrifici, mi hanno fatto fallire perchè i soliti furbi non pagavano e non avendo piu' liquidità, non potevo piu pagare i fornitori mi hanno fatto un decreto ingiuntivo e fatto fallimento.
La cosa piu' brutta e umiliante è stata quella di passare io da " Mostro " mentre chi doveva darmi i soldi da Santi. Mi hanno tolto tutto, chiusa un'impresa che lavorara e dava lavoro a 15 persone , ma non riusciva a incassare perchè in italia le leggi tutelano chi ha i soldi e si puo' permettere di fare quello che vuole.
Ora sta tutto in mano al curatore fallimentare.. che invece di recuperare i soldi si accanisce contro di me.. ogni giorno mi umilia, mi toglie la dignità mi fà passare per ladro, ma contro i furbi non fa nulla, perchè chiaramente loro tramite i loro avvocati hanno fatto opposizione al pagamento..quindi perdono tempo e attendono un concordato per chiudere il loro debbito. Io intanto insieme ai miei ex dipendenti siamo nella merda, senza lavoro senza un euro e senza piu' dignità.
In italia devono cambiare le regole.. le piccole imprese devono essere tutelate.. i pagamenti devo essere regolari e non " forse ti pago " o prova domani.. ora non ho soldi.
Sto vivendo un incubo.. le banche che vogliono soldi.. mi ritrovo senza lavoro... il curatore che si accanisce contro di me.. pensando che sono un ladro.. sono stanco.. stanco.. credetemi.
Non è possibile.. che chi ruba gode, mentre chi lavora onestamente muore.
Lo stato deve fare leggi che i pagamenti vanno fatti a presentazione fattura..altrimenti se non paghi.. vai in galera.. perchè oltre a far fallire le imprese , questo modo di fare massacra, umilia, uccide chi veramente ogni mattina si sveglia per lavorare onestamente.
Possiamo parlare ..scrivere fiumi di cose su questo argomento.. ma alla fine non si risolve nulla.. perchè ai potenti non frega un cazzo di chi lavora onestamente.

franco f. Commentatore certificato 09.04.10 20:24| 
 
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A nessuno viene in mente che forse in Italia sono in troppi a non fare un cazzo prendendo lauti stipendi? Non parlo mica dei politici eh? Chiamate un ufficio comunale in una giornata come oggi, diciamo un venerd' tiepido di sole. Le aziende devono andare dove si guadagna di più altrimenti NON stanno in piedi. Se poi in Italia guadagnano meno, magari è perchè c'è un sacco di gente che beve, magna e non fa un cazzo rubando lo stipendio. Io sto aspettando una cartuccella da un ufficio ministeriale da Novembre 2009, e senza qualla cartuccella io non lavoro. Indovinate dov'era oggi quell'impiegato ministeriale: IN FERIEEEE!!!!! OSTIA DE UNA MADONNAAAAA ........ ma possibile che nessuno vede che c'è gente che non ha i soldi per mangiare e a fianco c'è gente che vive meravigliosamente senza fare un cazzo e senza nessun merito? WIWA LA BIALETTI

giorgio piselli 09.04.10 19:49| 
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QUANDO CI SARA'UN SINDACATO EUROPEO, CHE IMPEDISCA LO SFRUTTAMENTO DELLA MANO D'OPERA NEI PAESI STRANIERI, PERCHE' I RUMENI NON PRENDONO UNO STIPENDIO COME IL NOSTRO E POI CHI CAZZO COMPRA I PRODOTTI SE NOI RESTIAMO SENZA LAVORO E I RUMENI PRENDONO 300 EURO AL MESE.

tulipano blu 09.04.10 19:38| 
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vorrei sapere che fine a fatto il telescopio che con i soldi donati da tanti cittadini montanati e sua moglie dovevano utilizzare.

perche questo telescopio non è stato consegnato a montanari??

perche' grillo non parla piu di questa cosa???

io come tantissime migliaia di persone vorremmo una risposta.

grazie, saluti.

MATTEO PIRO 09.04.10 19:07| 
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oggi è toccato alla bialetti domani chiuderanno la fiat di Pomigliano perchè è impensabile che un' azienda investi,come ci vogliono far credere,centinaia di milioni di euro per produrre la Panda quando la stessa vettura oggi viene prodotta in Polonia con un costo del 50% in meno e quindi maggior profitto.
Io, purtroppo, queste cose le ho vissute di prima persona essendo ex metalmeccanico gruppo ILVA.
E' inutile che il governo e il sindacato ci vengono a raccontare frottole.I posti di lavoro si perdono anche perchè Loro non fanno più niente
e quando fanno qualcosa fateci caso è perchè ci sono elezioni in vista
saluto

nando ercole, pomigliano d'arco Commentatore certificato 09.04.10 19:07| 
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Io non posso aspettare treanni minchia TRE ANNI !!!!!!!!
Tre anni un cazzzzzzo sono esasperato porcatroia CONTIAMOCI tutti fin da ora.
Nomi e cognomi una volta per tutte.
Persone, associAzioni, partiti(per dove), esperti, filosofi, giornalisti, checazzoneso'chialtro..... Ora non fra tre anni minchia tre anni siamo morti tutti !!!!!!
Anche i kirzikistAn o come cazzo si scrive si ribellano !
Massimo Maselli

Massimo Maselli 09.04.10 19:03| 
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1)togliamo il MADE IN ITALY a chi non produce in Italia.
2)rendere pubblica la lista di aziende che portano il lavoro all'estero cosi da poter essere memorizzata dal grande pubblico che potra decidere se rendersi complice o meno di questa strage di posti di lavoro.
3)se è come penso io massimo 5 anni e anche in quei paesi europei dove vanno a delocalizzare i capitani coraggiosi (sulla pelle degli altri)gli operai cominceranno a chiedere condizioni piu sociali ed economiche piu umane e in quel caso chi e andato all'estero,per legge non dovra piu tornare a produrre in Italia avanti con una classe di imprenditori.
4)aumentare le aliquote per chi delocalizza.

dudek p., bergamo Commentatore certificato 09.04.10 18:39| 
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la nuova specie degli "imprendiroditori".

Fedele Maurano 09.04.10 18:24| 
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VAFFA...ALLA BIALETTI, PASSERO' ALLA NAPOLETANA.

Carolina G., Bacoli Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 09.04.10 18:12| 
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io mi chiedo cosa rimarrà dell' Italia e degli italiani. Nel futuro prevedo che saremo tutti ballerini, cantanti, pensionati, scommettitori, disoccupati, spacciatori, prostituti e guardoni di TV...aiuto!!!

marco l. Commentatore certificato 09.04.10 18:06| 
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Hanno cominciato a parlare di presidenzialismo alla francese ma modificato su misura per Berlusconi. In pratica questo parlamento abusivamente nominato da pochi segretari di partito pensa di imporre al paese la propria concezione di governo o di dittatura che dir si voglia. Cosa si fa, si sta a guardare ???

Alfio Mazzocchio 09.04.10 17:31| 
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Caro Beppe bisogna presentare un proposta di Legge popolare, a quelle aziende che delocalizzano non sia riconosciuto il Made in Italy e che i prodotti che rientrano im Italia abbiano una tassazione aggiuntiva e naturalmente non usufruiscano di trattamenti fiscali particolari.

geremia pellegrini 09.04.10 17:21| 
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Non solo proibire l'utilizzo del marchio made in italy.
Anche chiedere che l'azienda contribuisca alle esternalità causate dalla delocalizzazione.
Le imprese che delocalizzano (e spesso prima ricevono incentivi di ogni tipo) causano alcune indesiderate esternalità quali:
CIG e mobilità che paghiamo subito;
disoccupazione e depauperamento di competenze e capacità professionali;
blocco dello sviluppo economico di un territorio;
rallentamento dei consumi e dell'economia.
L'Unione Europea è governata da burocrati che sventolano ad ogni piè sospinto la bandiera della concorrenza e lo fanno sulla pelle di tutti, dei nostri che vanno a casa, e dei polacchi, rumeni, sloveni verso i cui territori esportiamo sfruttamento puro in nome di un finto sviluppo.
Bialetti è probabilmente un piccolo imprenditore schiacciato dalla concorrenza delle macchinette a cialda che oltretutto fanno un caffè orrendo. Bisognerebbe aiutarlo a restare o chiedergli un prezzo per andare.
Maria Teresa Azzoni
http://senzaverso.blogspot.com



Almeno si trasferisse l'altro omino con i baffi, quello di Gallipoli che ha svenduto anche sua madre pur di stare a capo della cosiddetta opposizione.

Beppe Da Monaco (odio la mafia) Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 09.04.10 17:08| 
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INFORMARE
secondo me bisogna inserire sia sul fatto quotidiano e su questo blog una lista di aziende italiane che si trasferiscono all estero, poi dal movimento 5 stelle e dal idv far fare una legge dove dice max puoi produrre il 10/20% fuori dall italia e non al contrario come succede adesso se vuoi il marchio made in italy, altrimenti l etichetta giusta sarebbe (l' idea è made in italy)

marco m., napoli Commentatore certificato 09.04.10 16:49| 
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Anche la RockWool di Assemini Sardegna,di proprietà danese.Dopo finiti i contributi italiani,ha messo in cassaintegrazione gli operai sardi,ed ha aperto in Croazia,nonostante gli affari andavano benissimo,qui ad Assemini!!!

giovanna m. 09.04.10 16:45| 
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Grillo, il comico che sui mali della politica italiana ha costruito il suo business, si gode a Malindi una 'vittoria-elettorale' a ‘Cinque Stelle’!

>>> VAI A COMMENTARE L'ARTICOLO SU: http://liberalvox.blogspot.com


Crimini nel nome della "Globalizzazione" cioè produrre a basso costo nei paesi del terzo mondo merci che saranno consumate nei paesi più ricchi. Tutto qua.Che schifo, questa “enorme” conquista dei “grandi economisti” è responsabile dell’attuale crisi economica mondiale e di…. qualche decina di conflitti armati in giro per il pianeta. Con questo sistema produttivo di beni e servizi (compresi i geniali prodotti finanziari quali edge-fund, future, mutui subprime e altro ancora) la ricchezza creata non si ripartisce proporzionalmente tra i soggetti che l’hanno prodotta (pur con le sue diseguaglianze ovviamente) ma tende ad accentrarsi nelle “mani” di un numero sempre più ristretto di figure che vedono aumentare incredibilmente i propri patrimoni.
Semplicemente, aumentano i super-ricchi, sparisce la classe media (o media borghesia), aumenta il numero di persone che vive sotto la soglia della povertà. Il risultato è che il 2% della popolazione adulta possiede il 50% della ricchezza mondiale!

Piccolo Drago 09.04.10 16:20| 
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ATTENZIONE!!!
Beppe, teniamo d'occhio ciò che sta accadendo o potrebbe accadere in Grecia:
se ci dovessero essere CODE agli sportelli per ritirare i soldi..... noi italiani dovremmo essere informati: e prepararci...

Dal Fatto Quotidiano di oggi:
"Così rischiamo l’effetto domino

La Grecia non crede più in se stessa e i mercati non credono alla Grecia. Una situazione prevedibile di fronte ai dinieghi della Germania di un intervento serio e a basso costo per salvare il Paese balcanico dall’abisso.
===>>>>>
La popolazione greca sta ritirando i soldi dalle banche e, se non ci saranno segnali di una inversione di tendenza, lunedì potremmo vedere file davanti agli sportelli delle banche greche.
<<<<<====
Il segnale che una crisi di finanza pubblica si è trasformata in una crisi bancaria."

Paul R., Padova Commentatore certificato 09.04.10 15:49| 
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Beppe,
hai assolutamente ragione. Sono stanca di comprare cianfrusaglie estere! Sto facendo di tutto per boicottare la produzione all'estero: compro solo made in italy, latte alla spina a km 0, detersivi alla spina a km 0. Ma le etichette made in italy sono FALSE! E' inutile che mi dicano questa scarpa è fatta in Italia: arriva la scarpa senza lacci o senza suola, gli appiccano la suola (operazione banale) e poi dicono che è made in italy! Idem con l'abbigliamento! Manca un bottone, un polsino...solo facendo questa lavorazione all'1% del prodotto, si fregiano del made in italuy. Dobbiamo boicottare tutte le aziende che importano assemblati quasi finiti dall'estero, UE compresa.
Sai qual'è il problema? CHE QUESTE AZIENDE NON SONO TRACCIABILI.
Non si sa chi siano. Ho cercato e ravanato in internet a più non posso, ma non si riesce a sapere il nome del marchio finito che in realtà è prodotto fuori, non c'è modo!
Gli unici, che lo possono sapere, sono i (pochi) impiegati in Italia. Andrebbe quindi aperta una specie di sottoscrizione anonima, dove chiunque può inserire dati relativi alla propria azienda che produce all'estero e non in italia, con riferimenti oggettivi e verificabili (una volta che si sa, si fa presto a vedere se è vero).
L'informazione ce la dobbiamo creare noi!

Barbara B 09.04.10 15:45| 
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Io vorrei capire una cosa.
I rumeni vengono a cercare lavoro in Italia e l'Italia porta il lavoro in Romania !!!!!
I rumeni devono ringraziare che l'India è troppo
distante ??????
Adesso si capisce perché Confindustria cristonava
che il costo del lavoro in Italia è troppo alto.
Vuole pagare stipendi rumeni a costi italiani !!!!

basilio grabotti 09.04.10 15:42| 
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FUORIPAGINA 09/04/2010 | Andrea Palladino
Aprilia, l'acqua torna pubblica

Nelle sede del comitato acqua pubblica di Aprilia oggi ci sono almeno una trentina di persone in attesa. Una fila paziente, silenziosa, con le cartelline in mano, davanti al lungo tavolo bianco dove i militanti del comitato preparano le contestazioni della gestione di Acqualatina. Una scena che si ripete da quattro anni, da quando settemila famiglie decisero di non pagare l'acqua al gestore privato, ma di versare i soldi sul conto corrente del Comune. Poi fu una valanga: contestazione della bolletta inviata dai privati e, contestualmente, pagamento dell'acqua al Comune, con le tariffe che erano state decise dal consiglio comunale.
Oggi, però, è una giornata differente e in molti sorridono. Mostrano le decine di assegni firmati Acqualatina, simboli dei tanti ricorsi già vinti dal comitato, dalle settemila famiglie, avendo come controparte un colosso come Gerit Equitalia, il riscossore che sta cercando di recuperare i soldi per conto di Acqualatina.
Ma c'è di più. Il presidente del consiglio comunale ha convocato le principali tre commissioni, con all'ordine del giorno «la riconsegna dell'impianto idrico comunale da parte di Acqualatina S.p.a.». L'amministrazione comunale - fatta di liste civiche elette un anno fa dopo un lungo governo del centrodestra - ha dunque deciso: la prossima settimana chiederà indietro le chiavi dell'acquedotto al gestore partecipato dalla multinazionale francese Veolia. E loro, i settemila firmatari delle contestazioni, che per anni hanno denunciato le conseguenze della gestione privata dell'acqua, continuando a pagare a quel comune fatto di rappresentanti eletti e non nominati dai consigli di amministrazione francesi, hanno raggiunto un traguardo neanche immaginabile fino a poco tempo fa...(fonte il Manifesto)

Tiziana Biagioli 09.04.10 15:34| 
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Caro Beppe, questa Storia delle Aziende che si trasferiscono all'estero e' veramente deprimente.
Non dobbiamo piu' comprare prodotti che non sono fatti interamente in Italia!! Io lo sto già facendo e per quante informazioni io possa conoscere, cerco sempre di capire la vera provenienza. C'è assolutamente bisogno di maggiore informazione , e sensibilizzare la gente a fare continue ricerche di verità su tutte le informazioni che ci propinano.
Per esempio cominciare con una lista di cose che non dovremmo mai comprare , potrebbe essere un inizio.
Forza!Tutti insieme ce la possiamo fare!!
Stellona

EDI C., NERVIANO Commentatore certificato 09.04.10 15:17| 
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Bisogna cominciare veramente a guardare Dove producono le cose prima di comprarle.

Io lo faccio sempre con Frutta e verdura...ma bisogna farlo con tutto il resto!!!

Non servono liste on line...nel prodotto e' scritto tutto.

COMPRATE SOLO QUELLO CHE VIENE PRODOTTO IN ITALIA!

Massimiliano P., Bologna Commentatore certificato 09.04.10 15:17| 
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Veramente il 90% dei prodotti Bialetti è prodotto in Cina. Ho comprato delle padelle Bialetti è si vantavano "Design italiano, sito di produzione in Cina".

Massimiliano Vessi Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 09.04.10 15:11| 
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L'idea di togliere il Made in Italy a chi produce fuori dall'Italia è illuminante. Se venisse accettata, salveremo il lavoro a migliaia di persone: scarpe e pelletteria varia, vestiti,alimentari, vino ed olio, frutta e quant'altro.
Sarebbero prodotti ad un prezzo più alto ma finalmente varrebbero il prezzo al quale vengono venduti.
Un grazie a chi ha votato 5 stelle. Una speranza.
S.S.

S.S. 09.04.10 15:11| 
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aggiorno la lista sull'altro post

Paola Bassi Commentatore certificato 09.04.10 15:10| 
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Già nel 2004 ben 13000 imprese italiane erano registrate in Romania e 2500 di queste erano già operative; dopo sei anni di ulteriore spoliazione del patrimonio industriale, ci si rende conto del danno irreparabile causato all'economia ed al tessuto sociale, ma ancora non si fa nulla: Furbissimi Itagliani, ve lo meritate proprio, il Nano arrapato, tenetevelo stretto.

harry haller Commentatore certificato 09.04.10 15:05| 
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Non dimentichiamo anche l'indotto; spesso se ne và anche quello!

Roby F. Commentatore certificato 09.04.10 14:54| 
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Anche la INDA di Varese che produce arredo-bagno ha trasferito praticamente tutta la sua produzione in Cina e scrive made in P.C.R. (maledetti).
Oltretutto, i prodotti sono carissimi come fossero fatti qui da noi, insomma, lo fanno solo per profitto non perché sarebbero fuori mercato.
Io mi sono riproposto di non acquistare più prodotti della INDA per completare la mia casa, ho ancora due bagni da finire e loro non avranno i mie soldi e spero che molte persone facciano lo stesso.

Angelo Bosi Commentatore certificato 09.04.10 14:45| 
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carissimo beppe dopo tutto quello che si vede e si sente in giro, mi viene da pensare che non abbiamo via di scampo,tutto sotto i nostri piedi si sfrantuma, si dice di essere ottimisti ma chi lodice penso sia senza problemi;...( con la pancia piena ), forse faremo bene a seguire l'esempio di chi ci amministra;..(r.u.bbb.aa..e la faccio finire a te che lo stai denunciando da anni,io come genitore mi sto inventando il lavoro da idraulico sono passato a inventore di ricette gastronomiche brevettate... una che considero un figlio sono propio i rigafritti sono 15 anni che li ho inventati sono buonissimi.. o girato per tutte le aziende di surgelati da findus eccc.. ma sono tutti delle sole come si dice a roma ..sto provando a emergere da solo ma mistanno facendo stancare nel nostro paese non c'e' spazio per linnovazioni, o perchi dice la verità come te ti seguo da anni spero non sia vana questa battaglia , lodico per amore del nostro paese e dei nostri figli ne ho 3. un saluto da un tuo fan . * grazie di avermi ascoltato.www.irigafritti.com se li vui assagiare casa mia e aperta per te .

pasquale grillo 09.04.10 14:43| 
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In effetti i soldi UE che sono versati da ciascun contribuente europeao
sono destinati anche a favorire la crescita, lo sviluppo, la "coesione"
degli stati membri che più ne hanno o dovrebbero avere bisogno, tra cui,
evidentemente, la Romania. E' il "patto di solidarietà" che è uno dei
capisaldi dell'Unione europea. Forse non piace, ma è così e chi non
condivide questo principio dovrebbe forse domandarsi come mai l'allora
presidente della Commissione europea Romano Prodi fortissimamente volle - e
ottenne - un allargamento dell'Unione non già a 10 ma a 12 paesi, Romania e
Bulgaria incluse, dunque

Andrea Simonelli

Andrea Simonelli 09.04.10 14:30| 
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Aggiungo che questa della produzione in romania è forse solo l'ultima cronologicamente, da tempo ormai Bialetti fa produrre in cina, scrivendo in piccolo made in p.r.c. (scrivere direttamente cina è troppo evidente, prc invece ....)e in grande "srogettazione italiana" Invito a verificare sulle padelle con rivestimento in ceramica che appunto arrivano dalla cina....

Claudio Bedogni 09.04.10 14:22| 
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La globalizzazione è un affare solamente per gli imprenditori di un certo livello che producono dove non ci sono diritti e benessere e vendono dove (finchè dura) ci sono più diritti e benessere....il gigantismo è la rovina di tutti i sistemi economici serve solo ai capitalisti ad accumulare più denaro impoverendo le masse e livellandole verso il basso. Il principio è lo stesso preciso dei vasi comunicanti si va tutti verso il livello più basso di reddito tranne i grandi manovratori.....non servono grandi economisti masturbatori di regimi per capire questo elementare principio....

mauro lancioni, genova Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 09.04.10 14:13| 
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Ecco un'altro pezzo di storia industriale dellla mia zona che se ne va!...
Dopo la fuga delle aziende di filati nel biellese, il ridimensionamento delle rubinetterie del Lago d'Orta ecco il trasferimento Bialetti!...
La prossima quale sarà? La Lagostina? L'Alessi? F.lli Frattini?... Mah...

Marco Tacconi 09.04.10 14:11| 
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E' la UE che rende possibile questi spostamenti!
Se dovessero spostarsi con i loro capitali non potrebbero farlo, schiatterebbero. E quando qui si diventerà come la Romania di 10 anni fa, torneranno qui, sempre con gli aiuti della UE se non crepano prima loro e tutto il loro sistema schifoso. BOICOTTAGGIO all'infinito!

Alina F., Varese Commentatore certificato 09.04.10 14:05| 
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Penso che il povero tremonti non sappia più che pesci pigliare, tra quel pazzoide del suo capo che ne combina di tutti i colori ed un' economia italiana volta solo alla corruzione, imprenditoria selvaggia e pirata, mafia, chiesa e centri di potere ruffiani. Un debito pubblico da far paura...il sud in mano alla mafia...è un masochista. Quasi mi fa pena

franco castelli 09.04.10 14:05| 
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pure la Bialetti!!!
la caffettiera con l'omino coi baffi...
un simbolo dell'Italia praticamente!!

scusate perché dobbiamo aspettare, come suggerito da qualcuno, che la lista la faccia Grillo?

cominciamo noi, con tutti i nomi di società che sappiamo delocalizzate con tanto di licenziamento di lavoratori italiani
e poi apriamo un bel gruppo su FACEBOOK con la proposta finale di Grillo in fondo al post.

Ognuno pensi almeno a un paio di società


1) Bialetti - Crusinallo
2) Omsa - Faenza
3) Alcoa - Portovesme
4)
5)

Paola Bassi Commentatore certificato 09.04.10 14:03| 
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Vorrei , se legalmente possible, che questo Blog si facesse promotore di un ainiziativa volta al boicottaggio di tutti i marchi che hanno dislocato e messo così in miseria tanti lavoratori.
L'avete già fatto suggerendo di non comprare alcune marche di benzine e allora perchè per Bialaeti, Omsa, FIAT, ecc.?

NERIO M., n.matteucci@tiscali.it Commentatore certificato 09.04.10 13:43| 
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Il mio ragazzo in cassa integrazione da un anno, ora in straordinaria prende una schifezza di stipendio... mio fratello in cassa integrazione con la sua ditta che fa fare il lavoro in romania... ecco che ore sono! e diamo incentivi alle imprese che aprono all'estero... ma chi pensano che poi compri la merce se in italia siamo sempre piu' poveri? che bravi economisti che abbiamo al governo! Fanculo tutti!!!

simona s., bologna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 09.04.10 13:35| 
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Ogni giorno una notizia aberrante...
Blocchiamo questa fuga di aziende...facciamo qualcosa!
Così perderemo tutto.. e chi ci va sotto sono sempre i comuni mortali. Senza lavoro e senza un soldo..

carlo strino 09.04.10 13:30| 
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ECCONE UN'ALTRO CHE SE VA DOVE IL SOLE DEL GUADAGNO BRILLA PIù ALTO. ECCO UN'ALTRO CHE PENSA DI POTER FARE COME GLI PARE E CIOE' METTERE IN MISERIA CENTINAIA, A VOLTE MIGLIAIA, DI LAVORATORI TOGLIENDO LORO IL LAVORO E POI PROPORRE AGLI STESSI DI ACQUISTARE ANCORA IL SUO PRODOTTO. BENE A QUESTI RISPONDO COL C.... CHE COMPRERO' ANCORA UNA BIALETTI O UN QUALSIASI ALTRO PRODOTTO EX ITALIANO.
FACCIAMOLO TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

NERIO MATTEUCCI Commentatore certificato 09.04.10 13:26| 
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UN PROVEDDIMENTO A PROVA DI IMBECILLE ?

Sgravi fiscali , benefici sui costi del personale a chi produce in italia , con sede legale e produttiva qui'? Nonchè accesso a finanziamenti europei per IL VERO MADE IN ITALY

MADE IN ITALY : fatto , prodotto in italia ....TRADUZIONE LETTERALE

Non made in Italy by Cina , Corea , Romania ecc

troppo difficile per i NOSTRI ESPERTI DELLA MINCHIA....

si limitano a fare i PROFETI...feltriani...

Tinazzi

tinazzi ., Albano Laziale Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 09.04.10 13:24| 
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E anche Beppe Grillo ha scoperto che l'Unione Europea è un covo di banchieri che sposta l'economia dove più gli fà comodo, che l'Euro è una moneta coniata su misura della Germania, che viene deliberato l'uso degli OGM penalizzando i prodotti di qualità dell'agricoltura Italiana e tante altre belle cosine...
Grillo ste cose c'è gente che le sostiene da 20 ANNI!!!
Adesso la News te la dò io, un amico imprenditore che ha fatto il "salto" verso la Romania mi ha detto che prevedono di tornare in Italia per il 2011-2012 in quanto la Romania è ormai ben avviata ed i finanziamenti europei dovrebbero spostarsi qui.
Tratta in un settore un pò particolare (lecito comunque), ma non si sa mai che abbia ragione.

Donato Tobi () Commentatore certificato 09.04.10 13:23| 
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Attenzione però perchè anche da noi abbiamo molti casi di multinazionali estere che a loro volta avevano delocalizzato la produzione in Italia, grazie ai tappeti rossi stesi dalla politica a suon di incentivi. E ora che stanno chiudendo uno dopo l'altro questi stabilimenti ci strappiamo le vesti gridando allo scandalo e accusandoli di ingratitudine.

Come vedete in un mercato senza regole e senza etica prima o poi ognuno diventa la Romania di qualcun altro. Quando ha fatto comodo a noi esserlo nessuno si è scandalizzato. Ora tocca a qualcun altro.

Forse era meglio lasciare le multinazionali fuori dalla porta senza cedere ai loro ricatti in cambio di manodopera a basso costo, e rafforzare l'economia locale, dimostrando che spostare le produzioni è un principio sbagliato.
Ma ovviamente nessuno ha voglia di dare per primo il buon esempio.

Cristina M., Leifers Commentatore certificato 09.04.10 13:09| 
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sarei curiosa di sapere dove produce CARPISA marchio di borse e valige scoppiato in tutta italia nel giro di pochi mesi, (chi lo aveva visto prima si faccia avanti)che vende borse spesso di plastica, non ne sono sicura, mai entrata nei negozi. in particolare mi stupisce la capacità di apparire in tutta italia con negozi dedicati, improvvisamente in questo modo.

Lalla M., Arezzo Commentatore certificato 09.04.10 13:06| 
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Aggiungete anche i marchi del gruppo Miroglio nella lista delle firme da boicottare: Elena Mirò, Caractere, Fiorella Rubino, MOTIVI.... e scusate se non li ricordo tutti....

Alessandro Vitale (dr.mhouse), Taranto Commentatore certificato 09.04.10 13:02| 
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tempo fa proposi su questo blog di attuare una forma
di boicottaggio nei confronti di chi delocalizza la
produzione,qualcuno mi rispose"capirai che proposta"
cosa disse quella operaia della OMSA

alfio trolese (bastardo senza gloria) Commentatore certificato 09.04.10 12:41| 
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In effetti, ditte come la Nike (con questo non voglio assolutamente elogiare la Nike) almeno sono oneste scrivendo sui prodotti "Made in India" o "Made in Nicaragua" etc...
Chiedo a voi, ma non esiste in Italia (o in Europa) una legge che obblighi a scrivere il "Made in..." reale? Penso che qualcosa esista,sapreste indicarmi quale legge regola il "Made in..."? Giusto per studiarsela un pochettino e magari fare delle proposte attraverso i nuovi consiglieri regionali (Davide Bono in Piemonte,...). Cominciando dalle regioni e' gi' un primo passo.

Luca Di Luzio 09.04.10 12:37| 
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boicotteremo anche bialetti


Il consumatore ha una sola arma: boicottare l'acquisto delle aziende che spostano la produzione all'estero.

Negli USA questo aspetto ha portato alla rovina della gran parte dei consumatori americani, che senza reddito hanno smesso di consumare mandando spesso in rovina le stesse aziende che erano convinte di far lievitare i guadagni.

La furbizia degli imbecili disonesti e stupidi autolesionisti ha colpito ancora.

Non spereranno mica di vendere in Romania quello che gli italiani non possono più permettersi di comprare in Italia ?

aldo p., Milano Commentatore certificato 09.04.10 12:19| 
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Sono completamente d'accordo, si deve fare qualcosa per far sì che il lavoro e le industrie rimangano in Italia. Questo governo + il pd -l non hanno uno straccio di politica economica che vada in questo senso. Pensano solo alla sdemocratizzazione del paese.

Fan Culo 09.04.10 12:15| 
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Chi ruba il lavoro agli italiani?
Bravo Grillo, occorre dare la massima informazione possibile su chi sono i veri LADRI del lavoro italiano.L'unica arma che abbiamo è il BOICOTTAGGIO, sarebbe molto utile un buon elenco de falsi made in Italy.

renzo f. Commentatore certificato 09.04.10 12:02| 
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IN QUESTO MOMENTO DELLA NOSTRA STORIA STIAMO VIVENDO QUESTA MIGRAZIONE DI AZIENDE CHE,ATTIRATE DAI MINOR COSTI DI PRODUZIONE,PORTANO LE LORO FABBRICHE IN QUESTI NUOVI PARADISI ECONOMICI A DISCAPITO,COME SEMPRE,DI OPERAI CHE PERDONO IL POSTO DI LAVORO CON CUI PRIMA RIUSCIVANO,ANCHE A FATICA,A MANTENERE LA FAMIGLIA.MA COME MAI I NOSTRI POLITICI STANNO LI A DISCUTERE DI ALTRO,E NON FANNO NULLA PER QUESTO CHE è UN PROBLEMA SERIO CHE CI RIGUARDA TUTTI? GLI ITALIANI DOVREBBERO APRIRE GLI OCCHI!!!SVEGLIATEVIIIIIII!!!!!!1

Miki c. 09.04.10 12:00| 
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Vanno in Romania a produrre pero' partecipano al Career day nelle universita' italiane a raccogliere CV dei ragazzi a far che?!
poco pagati e qualificati ora e nuovi cassa integrati domani, quando i rumeni saranno anche Dottori...
(Bergamo il prox 20 aprile)
ETICA E MORALE non esistono piu'!!!
VERGOGNA tutti: Bialetti, Universita' di BG, Istituzioni locali, Sindacati, mass media...

Miche miche 09.04.10 12:00| 
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Nero Giardini, Benetton, Versace, diesel e altri 100 grandi imprenditori (falsamente italiani) producono all'estero con il marchio made in italy da una vita, tra l'altro fanno produrre a bambini poveri per un pezzo di pane ammuffito, a questi si è aggiunta la FIAT che era una delle più grandi aziende Europee, idem la Omsa e altre che negli ultimi anni hanno seguito il percorso e ci stiamo a impressionare per la Bialetti? Se dobbiamo tirare in ballo il sistema facciamo tutti i nomi e diciamo il perchè realemente il perchè scappano. Diciamo anche quanti familiari di uomini politici ci sono nei consigli di aministrazione di queste aziende, quanti banchieri e quanti soldi hanno fatto girare dentro queste "lavatrici aziendali".
Gettando un piccolo sasso in un enorme lago non possiamo mai sperare in uno tsunami.

Gianluigi M. Commentatore certificato 09.04.10 11:23| 
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Certa e' una cosa: o il fare italiano vogliono distruggerlo per poi impiccarsi da soli o questo manipolo di imprenditori hanno fame di troppa carta colorata. Come disse un brano musicale oggi contano le pecore col fucile. Mi tengo stretto cio' che ho imparato e del resto fucilatevi.

elia rizzuti Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 09.04.10 10:43| 
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....bisogna avere un certo pelo sullo stomaco...

Matteo M. Commentatore certificato 09.04.10 10:40| 
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Non riesco a capire?
Ma se gli imprenditori trasferiscono la produzione.
Gli operai perdono lo stipendio.
A chi vendono i prodotti?
C'è qualcuno che me lo può spiegare?

Roberto Donati 09.04.10 10:39| 
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Sono perfettamente d'accordo che il marchio "Made in Itay" dovrebbe essere solo per quei prodotti effettivamente costruiti in Italia e non all'estero come ormai accade da diversi anni.

Massimo G. Commentatore certificato 09.04.10 10:10| 
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Purtroppo la realtà dei fatti è che non ci sono più margini per noi in Italia.
Io sono un piccolo imprenditore del tessile e continuo a produrre tutto in Italia, ma sinceramente non so per quanto ci riuscirò ancora.
Abbiamo clienti in tutto il mondo che comprano sempre di meno, crolli delle vendite negli ultimi anni del 50/60 %, ripercussioni sulle nostre famiglie e sui nostri dipendenti che non riusciamo più a mantenere anche perchè non abbiamo accesso alla cassa integrazione essendo una azienda artigiana.
Il mercato interno nazionale composto da persone che possono spendere sempre meno e, quindi, cercano prodotti economici da importazione.
Come potremo continuare???
Con la qualità??? E quanti ancora sono in grado di pagarla???
Sono solo sciocchezze buone per le aziende posizionate nell'altissimo livello di mercato che producono articoli estremamente costosti rivolti alle fasce ricchissime e che continueranno ad essere ricchissime.
Il ceto medio... nostro cliente tipo in tutto il mondo è diventato povero e porta i suoi pochi spiccioli nelle varie catene vendimmondizia tipo Oviesse, Zara, etc.
La questione "orientale" si può risolvere solo a livello internazionale (WTO) regolamentando il lavoro anche nelle aree povere evitando di far giocare una partita commerciale globalizzata dove siamo perdenti senza neanche cominciare a giocare.
Regolamentare il "made in italy" è un'altra sciocchezza perchè ho visto con i miei occhi fare cose incredibili a dispetto della legge che già esiste... credo, con cognizione di causa, che gran parte dei prodotti "made in italy" siano effettivamente prodotti all'estero (soprattutto tessile).
E potremo discutere ancora.
Dalla mia esperienza posso dire che, soprattutto, è necessario ridare potere d'acquisto agli italiani che non hanno mai disdegnato il prodotto nazionale di qualità, fino a quando potevano permetterselo.
Per il resto, aspettiamoci cose ancora peggiori!


Sono d'accordo con il Sig. Bellazzani, bisognerebbe boicottare chi porta la produzione all'estero (anche perchè verosimilmente il prezzo dei prodotti non viene abbassato. Altra proposta : aumentare le tasse a chi trasferisce la produzione licenziando in Italia

Salvatore Interlici 09.04.10 10:00| 
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Io abito nel nord est e quando vedo le colonne di camion in autostrada, penso ai soldi che si spenderanno per realizzare terze corsie, al conseguente aumento dei pedaggi (altri soldi che dovremmo cacciare)e all'aumento dell'inquindamento che questi mezzi producono, il tutto per trasportare, molto spesso, merce che viene prodotta da stabilimenti trasferiti dall'Italia ai paesi dell'est con conseguente aumento dei licenziamenti e della mobilità nel nostro paese. Meditate...

stefano b. 09.04.10 09:59| 
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Come la Omsa anche la Bialetti sarà inserita nella mia lista nera e non ne comprerò più i prodotti.
Gli imprenditori di questo genere son peggio dei Cinesi xké tradiscono il proprio Paese e la propria gente nel modo più facile senza lottare contro un governo che non sa far altro che aumentare le tasse ai pochi onesti che ancora le pagano e non investe nei controlli di chi ancora evade indisturbato, forse perché a qualcuno conviene...
Io mi chiedo dove arriveremo!

L. A. 09.04.10 09:57| 
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In Italia non si può più fare imprenditoria seria. Abbiamo uno stato che ti porta via mediamente il 50-60% del guadagno e ti impone degli adempimenti burocratici molto costosi e altrettanto inutili. Ormai lavorare qui è redditizio solo per pochi, a questo punto voi cosa fareste se foste imprenditori? Immagino la stessa cosa che fa Bialetti. Le aziende non si fidano più del sistema Italia e emigrano, fra un po' inizierà anche la delocalizzazione della popolazione, ormai inevitabile.

Massimo Toni, Sassuolo Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 09.04.10 09:51| 
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ciao, sto alle prese del mod unico. 8% e 5%? sono soldi nostri e mi impongono di dare 8% a delle "aziende" religiose? e il 5% a enti sicuramente meglio dei primi ma relativamente. L'unico che vedo utile e' "finanziamento alla richiesta scientifica e sanitaria. attenzione solo il 5% mentre l'8 va ai parassiti. Ma perche' non sono mai chiari!!! ciao

fabio evangelista 09.04.10 09:48| 
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Il problema è che gli imprenditori italiani sono costretti a delocalizzare a causa della concorrenza sleale dei paesi emergenti. Criminalizzare Bialetti non serve a nulla, bisogna tutelare la produzione italiana (anche con misure protezionistiche) e definire Made in Italy solo ciò che è effettivamente prodotto in Italia.

Francesco Peretti 09.04.10 09:38| 
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Una controricetta sarebbe quella di delocalizzare anche i diritti sindacali,legge sicurezza sul lavoro,leggi ambientali,40h settimanali,ferie,pensioni...esportiamo,per buona misura,anche la democrazia disarmata.Scommettiamo che l'imprenditore la pianta e dove produrre non conta?Questo è creare concorrenza.

ANTONIO ATZENI, maserada-Tv- Commentatore certificato 09.04.10 09:17| 
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Io ho inviato alla bialetti la stessa email del sig.
Michele Bellazzini(a cui versero' i diritti d'autore...eheheheh)...Facciamolo tutti.Al sig. Bialetti,verra' un coccolone...

Sergio Ambrosi 09.04.10 09:16| 
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A onore del vero non è che sono tutte così, delocalizzano i furbi come al solito e i truffaldini, per esempio la Dernier Natìf che fa gioielli a proprio marchio e anche per terzi è nata nel 1928 in Francia e sbarcata in Italia nel 49 è rimasta ed è in Italia producendo con il made in italy senza contributi da nessuno, queste sono d'accordo con il post sono le aziende da salvaguardare perchè con le condizioni economiche che girano fanno poi presto ad andarsene via e come si fa a dargli torto con il governo che abbiamo e con un TREMORTI ministro.

Gianluigi M. Commentatore certificato 09.04.10 09:15| 
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Un urlato vaffanculo alla bialetti!

Tomaso Mainardi 09.04.10 09:04| 
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Hanno riempito l'Italia di falsi, di merci e di alimenti contraffatti. Sono tutti complici. La Lega, i sindacati, la sinistra, la destra, il centro, TUTTI.
Nessuno la racconta giusta.
Hanno mandato affanculo la produzione di qualità tutta italiana.

M. Mazzini 09.04.10 08:56| 
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BOICOTTARE BOICOTTARE BOICOTTARE.
A me viene facile, avendo imparato a guidare in una 500 mi sono detto da subito, che mai e poi mai avrei acquistato una FIAT, ed ora che fanalino di coda hanno superato finalmente, l'idea dello spartano, adottata sin alla nuova 500, visto che non la producono in Italia ciccia! Il ritardo doloso nello specificare con dovizia un elenco di obblighi che permettano di accedere al marchio made in italy, che potrebbe attirare investimenti anche stranieri, oltre ad obbligare aziende come la omsa le bialetti ed altre a rimanere in italia di chi è responsabilità e cosa centra l'europa? Diciamoci che il marchio è una presa per il culo come questo paese, radicata su quella sana ironia italiana, che trasforma tutto in tarallucci e vino, non siete un popolo, siete una barzelletta a partire dal vostro marchio made in italy una barzelletta! Ieri ci raccontavano la favola degli imprenditori che vogliono ribadire che sono qui e non se ne vanno attraverso il grande scarparo italico che nel frattempo investe in quei potentati per assurgere frà le "famiglie" 50 o poco più che detengono il 45% della ricchezza del paese, ma vaffanculo!

Janek N., Gallarate Commentatore certificato 09.04.10 08:52| 
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Non bevo caffè da 27 anni, fa assai male alla salute!

Francesco N 09.04.10 08:42| 
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sono molto d'accordo con chi chiede una lista delle aziende italiane che delocalizzano,affinchè noi consumatori decidiamo da chi comprare.e poi mi piacerebbe saperne di più sulle delocalizzazioni fatte con i soldi pubblici,chi mi può fornire informazioni?ciao blog.

bella swan 09.04.10 08:41| 
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cari amici, vi ricordate quando a seattle nei giorni della globalizzazione tutti quei ragazzi in corteo vennero presi a manganellate in faccia? In tv vennero definiti terroristi dei centri sociali di tutto il mondo riuniti. Bene quei ragazzi volevano evitare che la bialetti emigrasse in romania.
La globalizzazione fa si che la ricchezza si sposti dai paesi piu' sviluppati a quelli meno sviluppati, questo deve essere fatto perche' l'attuale capitalismo/monetarismo basato sulla crescita continua del pil e' una sorta di schema di ponzi in cui bisogna trovare sempre nuovi mercati e nuove sempre nuove risorse.
Mettetevelo in testa, scordatevi il benessere degli anni 50-80, siamo destinati a diventare poveri ma questo non sara' un male se riusciremo a sfruttare bene quel poco che l'italia (che non ha materie prime) ha da offrire e a ricostruire un tessuto sociale di solidarieta'.

Buona fortuna a tutti


vicolo stretto, europa Commentatore certificato 09.04.10 08:39| 
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Grazie al blog che ci informa di queste aziende che spostano la produzione all'estero perchè da parte mia non avranno + un euro (osma in testa).
Che vendano i loro prodotti di m.... dove li producono (Romania Polonia etc....).
Luciano

LUCIANO TASSONI 09.04.10 08:34| 
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avete voluto questa chiavica di europa ? l'avete tifata ? queste sono le normali semplici conseguenze.

prodi e il suo seguito sinistro con il silenzio dei sindacati , perche' ,a suo tempo, non ha fatto capire i danni ma parlava solo di opportunita e soldi a palate per tutti ?

questi sono i risultati, non lamentiamoci,

mettiamoci il cuore in pace, i politici ci hanno svenduto ai banchieri... e arrivermo al pari della moldavia e romania: vorra dire che ci ruberemo il pane lasciato davanti alla porta. (sempre se qualche rom, non ve lo fotte prima)

personalmente quando tolsero i dazi tra le nazioni europee nei primi anni 90... vedevo gia' buio

maria incoronata cardone Commentatore certificato 09.04.10 08:27| 
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io sono una donna di 47 anni con tanta esperienza lavorativa alle spalle e fino al 2006 disoccupata
sono stata giudicata troppo vecchia per lavorare e troppo giovane per andare in pensione....unico lavoro trovato....un grande magazzino di abbigliamento cinese con un titolare italiano e uno cinese....cosa devo fare? Io sono molto d'accordo con quanto scritto sopra ma sopravvivere con 800 euro al mese e un affitto da pagare è dura....credo che mi terrò il mio misero lavoro e quando verrà il vero made in italy mi darò da fare per cambiare lavoro. RICORDATE ALMENO NELL'ABBIGLIAMENTO IL MADE IN ITALY NON ESISTE PIù GUARDATE L'ETICHETTA DEI VOSTRI ABITI

maria c. Commentatore certificato 09.04.10 08:21| 
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Dove la Lega(Sega) Nord è più forte in Piemonte, trasloca in Romania uno dei marchi italiani più prestigiosi, ma non sono loro il partito più radicato nel territorio? I paladini del prodotto locale? Più lavoro agli italiani e meno agli stranieri? Quelli che vanno nei mercati a parlare alla gente?
TUTTE CAZZATE ed è 20 anni che lo dico, TUTTE CAZZATE.
La Sega Nord è un partito da Bar dello Sport(è li che è nato), è ben radicato nelle osterie e nei bar di provincia, al mercato, se ci vanno, ma io lo dubito, al massimo possono trovare le mogli, pensionate, dei loro amici di bevute.
Hanno solo il merito, che cavalcando l'odio per gli extracomunitari, hanno raccolto un notevole numero di consensi, ma alla loro ossessione per lo straniero, non corrisponde una pari attenzione per gli italiani,
CIAO BIALETTI.

Gerry P. Commentatore certificato 09.04.10 08:19| 
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C'è una ragione valida, per comperare ancora questa caffettiera?

Basta Moka? No Moka!

Gigliola Mazzali 09.04.10 08:11| 
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Noi consumatori possiamo informare l'azienda bialetti che, se andrà a produrre i propri prodotti all'estero, noi smetteremo di comprarli.
RICATTIAMOLI, DIVENTIAMO NON CONSUMATORI!!!
PROTEGGIAMO IL LAVORO ITALIANO!!!

Genjo Sanzo Oshi (sanzo78) Commentatore certificato 09.04.10 07:40| 
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Bisogna fare resistenza, diventiamo consumatori attivi. Non facciamo prendere per i fondelli e boicottiamo i prodotti falsi. Cominciamo subito. Non compriamo più i prodotti bialetti, non compriamo la fiat 500, non compriamo le calze omsa. Combattiamoli sul loro stesso terreno: l'economia.
Creiamo un grande movimento di boicottaggio, cominciamo con un prodotto e poi un'altro e poi un'altro ancora, facciamogli vedere che non siamo un popolo bue.

mauro benassi 09.04.10 07:39| 
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oibò ...questa è bella , pure i ricchi si delocalizzano a seconda della convenienza....

http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=0&idc=40616

vedere x credere
ps: nel servizio c'è anche una casettina del nostro amato truffolo !!!!!

capitan harlock 09.04.10 07:11| 
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"Trasferire le proprie attività produttive in paesi dove sia presente un costo del lavoro più basso, anche per interposta persona e/o azienda, è punito con la pena della restituzione dei sovvenzionamenti ricevuti per l'attività stessa (più una mora e addizionale per danno economico)e con 10 anni di carcere."
Vorrei una legge così

massimiliano rupalti 09.04.10 07:05| 
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fanculo bialetti..." V" la bialetti
la mia idea è semplicissima, utilizzare gli ex operai della bialetti e la loro esperienza per ricomporre la Bialetti II, o "V"ialetti

siamo tantissimi ad usare questa macchinetta. Finanziamo la produzione di un prodotto identico, o mogliore, facendo lavorare gli stessi operai mandati a casa. La prossima volta che compreremo una caffettiera non saremo costretti a farlo tappandoci il naso.
C'è in ascolto qualcuno capace di mettere su questo progetto?
possibile che ci debbano sempre fottere?
noi siamo tantissimi. il Sig. Bialetti, non so quanti ne sono, ma comunque meno, molti meno di noi.

Gianni P. 09.04.10 05:52| 
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Sono belle le Moka di Alessi


Beh Grillo. I 120 lavoratori avranno guai seri, è vero. Anche perchè non si potranno permettere di comprarsi ville in Svizzera, in caso di "oscuramento" del posto di lavoro, o di scegliere Malindi come luogo di meritato "riposo".
Al contrario, tu, che predichi bene per il proletariato, ma razzoli male nelle vita privata, facendo figuracce poco qualsificanti, queste possibilità non te le fai mancare.
Mi chiedo che differenza ci sia fra un predicatore come te, che può permettersi di spendere milioni di euro come fossero centesimi, e colui che definisci lo psiconano che può fare altrettanto. Ma , se non altro, il secondo evita di fare il guitto diseredato investendo le sue capacità e la sua forza economica in un governo di maggioranza che, ti piaccia o no, è stato eletto da quel popolo che spesso chiami in adunanza alle tue chermes perché mandi a fanculo lui e metta te al suo posto.
Non sono berlusconiano, Grillo, intendiamoci. Qui è solo questione di ipocrisia. Tu vuoi apparire come stella tra i puri, e dall'alto del tuo Olimpo additi Berlusconi come mentitore matricolato. Pare, però, che tu non sia da meno. Cambiano solo le modalità
La sostanza è la stessa.
Buone vacanze.

Giuseppe Martorana 09.04.10 03:43| 
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Ora finalmente ho capito come funziona la globalizzazione: Tu puoi produrre in qualsiasi parte del mondo perchè c'è libero scambio, lo stipendio invece rimane fermo in tutto il mondo. Bella sta globalizzazione, mi fa venire in mente la storiella dell'avvocato con il cliente; quando c'è da prendere sono in due, quando c'è da dare il cliente rimane solo. Globalizzazione o no mi sembra che da millenni il sistema è sempre lo stesso!

Alex p 09.04.10 02:06| 
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SONO D'ACCORDO CON COLORO CHE DICONO CHE I PRODOTTI DI MARCHIO ITALIANO CHE SONO TRASFERITI E PRODOTTI NEI PAESI ESTERI CON COSTI INFERIORI E A DANNO DELLA MANO D'OPERA ITALIANA, VADANO CANCELLATI DALLA LISTA ETICA DEGLI ACQUISTI. CHE LI COMMERCINO DOVE LI PRODUCONO OPPURE CHE LI VENDANO IN BASE AI COSTI.
QUESTA POTREBBE ESSERE UNA CAMPAGNA DA DIVULGARE. DOPOTUTTO CHISSA' QUANTI PRODOTTI SONO SOSTITUIBILI CON MERCI EQUIVALENTI ANCORA CONFEZIONATI IN ITALIA !

carla rossi 09.04.10 00:46| 
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L'imprenditoria italiana così rischia di scomparire. E' assurdo che l'UE incentivi le nostre imprese a spostarsi nei Paesi dell'est europa mandando così centinaia di operai a casa. Tra l'altro se lo Stato cercasse di incentivare le imprese italiane a rimanere, rischierebbe di incorrere in sanzioni proprio da parte della stessa UE. L'Italia non può andare avanti chiudendo fabbriche importanti come la Bialetti!

Trovo giustissimo che il marchio "Made in Italy" sia applicato solo alle imprese che producono (almeno per la maggior parte della produzione) qui nel nostro Paese.

Giovanni Tonetti 09.04.10 00:29| 
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sbaglio o nel passaggio lira euro 1000lire sono diventate 1 euro = 2000lire ma 1milione dilire di stipendio invece è diventato 500 euro;

sbaglio o unici al mondo pagavamo 10euro una carta telefonica ma con soli 8 euro di traffico e si sono dovuti muovere i cittadini con una petizione per cambiare le ocose;

ora è la stessa cosa:
chi va all'estero
1) lascia i macchinari in Italia
2) puo' rivendere da noi solo se se nella nuova fabbrica ci sono le stesse regole , stipendi etc
a quelli della nazione (Italia) in cui vuole vendere i prodotti
3) i cinesi o staranierei che vengono da noi possono aprire fabbriche solo se assumono almeno 50% di italiani e no che si portano gli operai dalla cina

i politici non sanno cosa significa lavorare


inoltre scopo della politica è tutelare i propri cittadini e non farsi i c...i propri;
inoltre i politici devono portare in parlamento anche e soprattutto proposte dei cittadini: per ora solo il movimento 5 stelle ha tale regola.


aggiungo:Cota a "la 7" giorni fa ha detto che è per il nucleare ma quello di Obama di nuova generazione e sicuro; pero' jha detto che in Piemonte non si puo' fare perchè non ci sono le condizioni (strano se è sicuro qual'è il problema)


aldo bianchi 09.04.10 00:06| 
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Esiste un "gioco psicologico", perchè trattasi di un vero e proprio gioco, in cui ci sono 2 squadre, in 2 stanze separate. A questi vengono dati 2 fogli, uguali, con le regole da seguire.

In sostanza, si scelgono o A o B e dalla mescolanza delle 2, si ottengono punti positivi o negativi per l'una o l'altra squadra. Questo va effettuato per 10 "giocate".

Ci sono giocate rischiose, che fanno perdere molto a una squadra e guadagnare l'altra. Ci sono scelte che fanno guadagnare in parità e altre che fanno perdere in parità. Non sapendo le relative scelte, si può solo sperare nella buona fede dell'altra.

Ovviamente vince chi fa più punti e qui si vede la meccanica psicologica malefica.

Se prendiamo le squadre 1 e 2, la squadra 1 scegliendo A ottiene che o vince 6 e fa perdere 6 oppure fa vincere 3 a entrambi. Mettendo B o fa vincere 6 e perde 6 o fa perdere a entrambi 3 punti. Ribaltato per la squadra 2, la condizione migliore è di perdere 3 entrambi, se vince almeno 1 volta.

Sta di fatto che alla fine, in genere, si ottiene che i punteggi vanno sempre in pesante negativo.
Provatelo, è carino e rivelatore.

Rai Mondo 08.04.10 23:33| 
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Ho scritto cosi':

E-mail: info@bialettiindustrie.it

Gentile ditta Bialetti

apprendo con dolore dalla stampa che codesta azienda intende chiudere lo stabilimento di Crusinallo
per spostare la produzione in Romania, lasciando in mobilita' i 120 dipendenti. Prendo atto di questa vostra
scelta industriale e concludo che non potro' piu' fidarmi dei vostri prodotti: non comprero' certamente una moka
fatta in Romania per farmi un caffe' italiano. Un prodotto Bialetti non avra' piu' valore di un prodotto qualunque. Se gli operai italiani non vanno bene per voi, neanche i soldi degli italiani
vanno bene per voi.

sperando che recediate dall'insano gesto

vi invio i miei saluti

Michele Bellazzini, Bologna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 08.04.10 23:33| 
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La mobilità non è l'anticamera del licenziamento: è il licenziamento

Patrizia L. 08.04.10 23:13| 
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Dite ciao ciao alla Bialetti

E-mail: info@bialettiindustrie.it

che possiede anche i marchi: aeternum, Rondine, Bialetti, Girmi, CEM

Michele Bellazzini, Bologna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 08.04.10 23:12| 
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Boicottare e' cosa ottima. Ricordate anche la OMSA (e sottomarche) che ha lasciato Faenza. Sarebbe bene anche farglielo sapere.

Michele Bellazzini, Bologna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 08.04.10 23:05| 
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chi sposta tutto all'estero ,licenziando e chiudendo, non solo non puo' mettere il made in italy, ma deve pure scegliere la nazionalità. se vai in romania,via il passaporto italiano e tutte le assistenze sociali,sanitarie,elettorali etc.etc.. se le prende direttamente in romania.

tommy boy 08.04.10 22:44| 
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Sottoscrivo in pieno Ferdinando e se non sarà possibile, si lanci una campagna di boicottaggio delle aziende che delocalizzano la produzione ma vendono in Italia ai prezzi di prima.

Renzo S., padova Commentatore certificato 08.04.10 22:30| 
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Giustissimo,
mi sono rotto a essere preso in giro, bast con i prodotti che vengono dall'estero e si fregiano del titolo "Fatto in Italia".
Scrivici fatto in Romania o deve catso vuoi.

Beppe Da Monaco (odio la mafia) Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 08.04.10 22:28| 
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Purtroppo questo non e' solo un fenomeno italiano ma globale. Anche qui in Inghilterra sta succedendo la stessa cosa e nessun partito dice nulla. Ho chiesto al probabile nuovo primo ministro britannico Cameron, visto che siamo in campagna elettorale, cosa avrebbe fatto per proteggere I'll lavoro dei britannici da quello piu' economico proveniente da altri paesi e la sua risposta e' stata di non iniziare una nuova era di protezionismo simile a quella della grande depressione degli anni 30, dove con la crisi delle banche gli stati si sono chiusi con I'll protezionismo.

luca boscolo 08.04.10 22:23| 
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Questo post dovrebbe avere più risalto.
Non acquistiamo più ciò che non viene prodotto effettivamente in Italia. Le etichette made in italy vanno applicate solo se tutta la lavorazione viene svolta in Italia. Vanno chieste modifiche alla disciplina attuale che consente l'etichettatura del made in Italy quando essa viene solo assemblata in Italia ma prodotta altrove. Oggi veniamo truffati e il lavoro emigra all'estero a costi inferiori ma pagato dagli Italiani come se fosse prodotto in Italia. Il made in Italy solo quando esso viene tutto eseguito in Italia.

Ferdinando S., Roma Commentatore certificato 08.04.10 22:23| 
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Per Rai Mondo
L'unica cosa chiara in questo paese è la liquidazione della produzione e del lavoro in generale, e, come sempre, sono gli operai i primi ad andare a casa senza diritti, tranne per alcuni la cassa integrazione a tempo determinato. Il terziario, ovvero gli impiegati e i laureati a maggioranza con contratti a termine, a progetto ecc - sono ridotti a stipendi da fame rispetto ai loro simili in Europa. Quanto alla nostra cosiddetta imprenditoria, rimango convinta che, nonostante la crisi economica planetaria di cui si approfitta,sia in larga parte (non tutta per la verità) composta da svariati elementi con le pezze al culo!
In considerazione di quanto sopra, l'attuale governo che fa??? si preoccupa del legittimo impedimento, parla di semi-presidenzialismo, bacia le mani al pastore tedesco che copre la miseria dei suoi pedofili, prevede il federalismo fiscale (?) con tanti saluti all'unità del paese ecc ecc ecc
Finchè gli italiani saranno masochisti come 80 anni fa' ci attendono lunghi tempi bui.......

angela s., Milano Commentatore certificato 08.04.10 22:03| 
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I boicottaggi mi convincono poco. Prima di tutto mettere d'accordo abbastanza gente in modo da fare in modo che l'azienda se ne accorga è impossibile.
Poi, se non compri le Bialetti rumene, finisci per comprare qualche altra marca fatta in Cina.
L'unica soluzione per ridare fiato alla produzioni locali sarebbe quella di chiudere le frontiere alle merci estere. Ma sappiamo che è impossibile. Quindi quello che ci aspetta è minori redditi, minore stato sociale, peggiori condizioni di vita, peggiori anche di quelle rumene. Perché se è vero che in Romania c'è corruzione e malaffare è vero che qui ce n'è di più e di dimensioni spaventosamente maggiori e che non ce la possiamo togliere perché ha in mano le leve del potere. Ci succhieranno il sangue finché ce ne sarà.

Think Again 08.04.10 21:57| 
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Bisogna evitare che tali aziende usino ancora il marchio Made in Italy.Tale marchio dovrebbe essere tutelato e dato in uso soltanto alle aziende che operano in Italia,che pagano le tasse in Italia e soprattutto che danno lavoro in Italia.C'è una legge in discussione in parlamento che vuole regolare tale materia,ma siccome il governo è troppo impegnato dalle leggi ad-personam,per tutto il resto non c'è tempo.Nel frattempo la nostra economia scivola sempre piu' in basso e i nostri distretti industriali non esistono piu'.Ci vuole maggiore etica e moralita' da parte degli imprenditori e grande attenzione a questi temi da parte dei politicanti italiani,ammesso che ne siano capaci e che abbiano la voglia di salvare la nostra povera Italia.Intanto,a livello economico siamo tornati indietro di 20 anni,alla faccia del governo che doveva riportare l'Italia ai fasti degli anni 60!

angelo moreschini 08.04.10 21:55| 
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BOICOTTAGGIO.

Abbiamo solo un grande potere che non sfruttiamo, abbiamo i mezzi e la conoscenza per dirigere i nostri consumi affinche si penalizzino certe aziende e si premino altre.

INIZIAMO?

l antidemagogo Commentatore certificato 08.04.10 21:41| 
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Tanto per cominciare, nessuno compri più le Moka.. che se le venda in Romania. una proposta seria potrebbe essere (vale anche per altri "emigranti" come Benetton e simili) di vendere in Italia solo a prezzo romeno (o cinese). Ovvero: se un maglione griffato costava 100 euro se prodotto in Italia, una volta prodotto in Cina, a costi infimi, dovrà essere venduto in Italia a 10 euro. Prendere o lasciare, altrimenti fuori dai maroni.

paolo zonno 08.04.10 21:30| 
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mah,sarò un poco tardo ma i misteri dell'alta finanza nn li capisco... o meglio capisco solo che i ricchi si fanno gli affaracci loro a spese di noi polli che,in buona parte, siamo predisposti ad assorbire ogni genere di minchiata proposta.
esempio?
-una mucca di merda(prima era un canarino) sul display del telefono al modico prezzo di 5 euro settimana
-4 babbei che ti forniscono i numeri vincenti del lotto ad 1,5/2 euro minuto
-il pizzo-canone privato per vedere la champions i film ultimo grido una vagonata di pentole in offerta e un montone di altre minchiate a 25- 30 euro al mese
-le promozioni telefoniche che al prezzo di 5 euro settimana ti offrono 5ooooooooooooo di nanosecondi di conversazione telefonica solo agli stessi abbonati mentre se chiami il "nemico" viaggi a 40 centesimi al minuto
e certo,di modi per farci fottere ne scovano ogni giorno di nuovi....basterebbe nn abboccare
MA IL MISTERO PIU' MISTERIOSO E' LA BENZINA,CHE ORMAI VIAGGIA QUASI AGLI STESSI PREZZI DELL'ULTIMA CRISI........TRANNE CHE ORA IL PREZZO DEL PETROLIO SIA AD 80 DOLLARI MENTRE 2 ANNI FA ERA A 150.
chi avesse la voglia,l'interesse e la capacità di spiegarmi seriamente il fenomeno mi farebbe un piacere immenso.
C'E' DA CAPIRE SE SONO STRONZI LORO CHE FANNO FAGOTTO E SE NE VANNO O SE SIAMO COGLIONI NOI CHE GLIELO PERMETTIAMO.

il becchino 08.04.10 21:27| 
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Vabbè, non riesco a mettermi in contatto con Tremonti così gli dico qui quello che pensiamo in tanti:
gioia, se tu volessi abbassare le tasse basterebbe farle pagare agli imprenditori padani,
in generale a quelli che vi hanno eletti. Ma tu NON vuoi.

Ace Gentile, torino Commentatore certificato 08.04.10 21:23| 
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boicottiamo tutte le aziende che delocalizzano...Creiamo una lista di tutte le aziende che spostano la loro produzione all'estero, non compriamo più i loro prodotti...
Questi furbissimi imprenditori se li colpiamo nel portafogli li facciamo davvero male

Alberto De Sio 08.04.10 21:21| 
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Basta aspettare ancora un pò, diamo il rempo ai rumeni di finire di arrivare, mancano ancora dei figli ma non poi così tanti...
A parte gli scherzi, così ci va a fare una cazzo di caffettiera? Fosse un aereo capirei... forza create un marchio e fate concorrenza a quel porco che vi lascia a casa, reagite, prenoto 240 caffettiere, almeno i prossimi "santo natale" avranno un senso.

Ace Gentile, torino Commentatore certificato 08.04.10 21:18| 
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togliere la cittadinanza a tutti gli imprenditori famelici che delocalizzano, e confiscafe i beni a loro e a tutti i famigliari.

chavez lo farebbe, lula lo farebbe, castro lo farebbe, ma loro sono i nemici dell'occidente, mentre i nostri affamatori hanno la benedizione della chiesa.

mondo di MMMEDRDA

davide lak (davlak) Commentatore certificato 08.04.10 21:12| 
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TREMONTI: "OCCORRONO 5 MILIARDI PER ABBASSARE LE TASSE" (!!!)

con la miseria che c'è in giro mi chiedo dove li possano trovare questi 5 miliardi di tremonti... presso i precari e i cassintegrati? dai disoccupati?

certo hanno aspettato il dopo elezioni. questa "manovra correttiva" da 5 miliardi mi sembra in linea con l'abbassamento delle tasse berlusconiana!

la grecia è alle porte!?!

sconfiggeremo il cancro entro il 2013 ma intanto nel dopo-elezioni servono 5 miliardi di euro per abbassare le tasse. sono chiamati a contribuire in nome della solidarietà giovani, precari e cassaintegrati. soprattutto i nuovi disoccupati che dovrebbero scendere dai tetti di santoro e scomparire senza far chiasso. ottimismo!

come è tradizione dopo una campagna elettorale in cui si illustrano i progetti per abbassare le tasse al risveglio si chiedono nuove tasse.
la società se ne deve fare una ragione di tanto ottimismo. la società deve contribuire

solidarmente fra giovani, precari, pensionati, cassaintegrati e chi non cerca più un lavoro.
l'italia ce la farà!

l'ottimismo gronda dai pori del premier oggi nel senese per comprare una tenuta.
solito pessimismo dell'antipolitica! poi tremonti smentisce la manovrina (o manovrona) da 5 miliardi di euro che avrebbe depresso ulteriormente la già agonizzante economia con la disoccupazione che s'incrementa e le spese familiari che scompaiono sotto il tappeto.

secondo gli entusiasti filo-governativi la smentita è giunta troppo repentina perchè nel nome dell'interesse nazionale, s'erano già viste torme di giovani precari e vecchi pensionati al minimo pronti a contribuire per la patria!

persino chi s'era inopportunamente messi a protestare sui tetti delle fabbriche e delle gru aveva deciso di desistere solidarmente per sostenere le prioritarie riforme istituzionali.
il premier da siena pare abbia fatto sapere che dopo aver acquistato la splendida tenuta potrà lavorare per il bene del Paese. ora che è impedito dalla legge ad personam.

gennaro esposito 08.04.10 21:07| 
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Apro una discussione su una proposta che riguarda uno sconto fiscale (50% ?)su tutti i prodotti creati e venduti nella stessa provincia e valido per tutte le aziende del territorio nazionale.. Questo sconto verrebbe applicato a tutti i prodotti commercializzati nella stessa provincia dove vengono prodotti. In questo modo si può tentare di riaprire un canale commerciale che sembra ormai chiuso ed una maggiore sensibilizzazione verso le persone conterranee ed inoltre si fà prevalere la logica del Km 0(o quasi) per quanto riguarda il trasporto riducendo un pochino l'inquinamento. Il cittadino normale è prtato a comprare la cosa che costa meno per evidenti problemi economici e se venisse realizzata questa proposta non servirebbe un "sabotaggio" dei supermercati da parte di pochi temerari ma si andrebbe nella situazione nella quale sarebbero gli stessi supermercati ad avere la necessità di proporre prodotti locali per rientrare nello sconto fiscale. La logica della grande produzione di massa per l'abbassamento dei costi e la ricerca di fette sempre più grandi di mercato verrebbe parzialmente sostituita da una logica fiscale che colpisce con parsimonia e favorisce il territorio. Non solo. Con il tempo anche le aziende più grandi avranno necessita di produrre il maggiorn numero di prodotti possibili nella stessa provincia e quindi forzatamente dovranno "diramarsi" in ognuna dando lavoro vero alla provincia interessata.
la riduzione fiscale non è a carico delle imprese ma dello stato che avrà quindi una riduzione del gettito fiscale.
Se si trovasse la copertura finanziaria per questo progetto si potrebbe attuarlo anche subito.

Inoltre ,voglio far notare che questa mia proposta è l'estremo opposto di quella che riguarda i dazi doganali per la difesa dell'economia europea e nazionale.
Infatti i dazi aumentano il costo delle merci straniere mentre questo sconto fiscale va a diminuire il costo di quelle nazionali partendo da confini provinciali.

Giampaolo S., Belluno Commentatore certificato 08.04.10 21:07| 
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Ma la Bialetti non chiuderebbe comunque prima o poi, se non si spostasse dove la manodopera costa meno?
Qui da noi produrre costa molto (almeno rispetto a lì) perché vivere costa di più e quindi chi lavora deve essere pagato di più.
Non è detto quindi, che un operaio qui viva meglio di un operaio là, anzi. Sembra paradossale ma per vivere male qui si deve guadagnare molto di più che per vivere dignitosamente là. Analizzare i perché ed i percome è complesso. Certamente qui da noi c'è un esteso stato sociale (che però, per molti, è un costo e basta, visto che, ad esempio, se voglio farmi visitare dal medico della mutua devo aspettare mesi e perdere diverse giornate di lavoro per prenotazioni e code varie), vasti settori pubblici poco o nulla produttivi i cui privilegi non sono messi in discussione, sistemi corporativi che si difendono a suon di lobby in parlamento da qualsiasi ipotesi di apertura, un debito pubblico da capogiro che ci costa 100 Miliardi di euro all'anno solo di interessi, un'evasione fiscale da paura che, a causa di una corruzione altrettanto spaventosa, stimata in 60/70 miliardi di euro all'anno, non si riuscirà mai a contenere. Tutto questo costa moltissimo e i soldi si devono prendere dalle tasse o dalla svendita del patrimonio dello stato. Le tasse si mettono sui dipendenti o sugli autonomi onesti che quindi vengono tassati senza pietà e in molti casi perdono il lavoro perché non ci stanno dentro loro o le aziende per cui lavorano.
Si dovrebbero prima di tutto eliminare questi costi superflui mper recuperare competitività ma se questo non è possibile, in poche parole, siamo fottuti signore e signori..
La cosa migliore sarebbe andarsene finchè si può.

Think Again 08.04.10 21:06| 
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Un conto è dare addosso alla Fiat, che ha preso contributi statali poi, come nella tradizione delle migliori multinazionali, ha preso baracca e burattini e ha deciso di spostarsi. Un conto è la Bialetti che, non mi risulta abbia mai chiesto contributi dallo Stato.

Abbiamo un mercato che già anni fa era uno dei peggiori, se togliamo quello della telefonia e della televisione. Se guardi le aziende che non sono morte in Italia, guarda caso, sono tutte quelle che hanno più del 50% del loro mercato nel resto del mondo. Quelle che hanno mercato interno, tolte le imprese edilizio-mafiose, sono barcollanti e pronte a chiudere.

Con uno stipendio medio da noi, vivi all'estremo, mangi e sopperisci ai bisogni primari, a volte non arrivando nemmeno in pari a fine mese. Ti risulta un mercato concorrenziale questo? Tolti quelli che vengono sostentati da mamma e papà (ma, per quanto ancora?), chi farà mercato da noi tra qualche anno? Questo è il vero problema.

E la figura della politica, che dovrebbe mediare e porre freni, per proprio interesse in primo luogo, tra l'altro, favorisce chi prende troppo. E' un gioco al massacro degno da "Conquistador" spagnoli. Assorbire ogni cosa, fintanto che non finisce, senza adottare politiche di ripresa, di vera innovazione e di fiducia verso un'istituzione malata.

E' per questo che ho votato il M5S, sperando che per una volta valga un voto a qualcosa.
Non avevo ancora commentato ma, a tutti quelli che criticavano l'idea del Movimento, di lasciare il denaro alle Regioni. Be' questo è davvero un passo importante e fondamentale. La politica serve a far politica, non ad attingere soldi, anche se si potevano sfamare i disoccupati, per assurdo. Non capire questo significa non aver capito il movimento.

Rai Mondo 08.04.10 21:05| 
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Se voi sareste un imprenditore in uno stato che in tre anni ti toglie dal portafoglio 100.000,00 euro . In Italia parla chi guadagna soldi e chi guadagna più di tutti comanda, e loro se ne fregano di tutto il resto , allora prendi i soldi e scappa prima che sia troppo tardi. Il rimedio non facciamo governare chi ha i soldi.

salvino roma (com) Commentatore certificato 08.04.10 20:58| 
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Beppe, per favore, metti tre elenchi:
- aziende che hanno delocalizzato
- aziende che stanno delocalizzando
- aziende che prevedono la delocalizzazione
almeno noi potremo farle fallire con più comodo,
non comprando più i loro prodotti "made in Italy".
Cominciamo subito dalla Omsa (e brand collegati, tipo Golden Lady, correggetemi se sbaglio) e dalla Bialetti.
E poi con tutte le altre.
Mhm... mi sa che dovremmo andare via nudi.
Forza Beppe, con questi elenchi.
Noi ti possiamo dare una mano cercando notizie sulle medesime aziende.

Paolo R., Padova Commentatore certificato 08.04.10 20:55| 
 
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QUELLO CHE MI FA PIU INCAZZARE è CHE ABBIAMO UN COSTO DEL LAVORO ALTISSIMO E SALARI DA FAME!!...

governo ladro e imprenditori senza scrupoli e questo è il risultato!!...

QUANTO CAXXO MANCAAAAAAAAAAAAAAAAAA??!!!!

william v., rovereto (TN) Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 08.04.10 20:49| 
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a questo punto che ragione c'e' comprare italiano
l'unica cosa da fare non comperare piu' nulla , ritornare come quando ero piccolo io, si reciclava quasi tutto non si buttava via niente , anzi si cercava di riparare. devo dire semplicemente che i nostri imprenditori sono tutto tranne che italiani ,viva se si ritorna agli anni 70 80 quando il popolo operaio gli facevano cagare addosso. sono tutti uguali, dei vigliacchi.vorrei essere offensivo ma visto i tempi che corrono, achtung.
dei grillo ce ne vorrebbero uno per regione allora si .!!!!!....

sergio ragni 08.04.10 20:45| 
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QUESTO POST MERITA LA POSIZIONE CENTRALE NEL BLOG.
E' uno scandalo e una vergogna che, nel più colpevole silenzio-assenso della politica, il ns sistema produttivo sia distrutto e che migliaia di cittadini si ritrovino senza lavoro e stipendio.
Se sono queste le conquiste dell'Europa unita ne facciamo volentieri a meno.
Oltre al danno della perdita dei posti di lavoro, la beffa delle sovvenzioni alle imprese che delocalizzano per sfruttare manodopera a basso costo.
Un'altra vergogna nascosta dai media di regime.

Nicola Nicolini Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 08.04.10 20:45| 
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D'altra parte se gli italiani non fossero un popolo pecorone al quale basta nutrirsi di calcio e reality-show (che di reale non hanno un ceppo di minchia) per farselo mettere in quel posto ed esserne felici, sarebbero già stati organizzati boicottaggi di massa contro le aziende traditrici.
Fino a quando si incazzeranno SOLO se gli azzurri perdono, è giusto continuare così!

Marco F. Commentatore certificato 08.04.10 20:44| 
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Se Maometto non va alla montagna la montagna può andare a Maometto.
Ergo, se non è possiblie imporre la coerenza dell'iscrizione con il luogo geografico di produzione; potrebbe essere un'idea obbligare le imprese che delocalizzano a togliere almeno una lettera all'iscrizione. La "e"; e scrivere sui prodotti delle delocalizzazioni: "Mad in Italy".

Alessandro C. Commentatore certificato 08.04.10 20:41| 
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oltre "made in italy" servirebbe anche una nuova etichetta:"made by italian (e/o in italy)"

daniele N 08.04.10 20:38| 
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Resta sempre il fatto, protezionismo o no, che con un sistema come il nostro, dove poter pensare, NON SOLO di aprire un'azienda ma, di tenerne aperta una consolidata, è controproducente.

Quindi bisognerebbe incazzarsi con chi rende l'imprenditoria impossibile qui. Macchine che funzionano (non funzionano) preistoriche sindacaliste, interessi di pochi a scapito di tutti.

Per chi non lo sapesse, in Romania, per quanto la loro situazione non sia delle migliori, i diritti sociali, svenduti da sinistra e/o sindacati sono ancora presenti come la "scala mobile".

Un dipendente da noi costa di più all'azienda e tira a campare con quei soldi di meno o alla pari di un romeno. Con chi bisogna prendersela allora?

Ad ogni modo, ed è un mio parere personale, penso che un popolo come i Romeni, che con il loro sangue si sono guadagnati la libertà, meriti un risorgimento economico, più di quanto non lo meritiamo "noi", che non solo non diamo sfiducia a chi ci sta portando nel baratro ma, gli diamo pure la maggioranza.

Rai Mondo 08.04.10 20:23| 
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Boicotterò Bialetti e farò loro la peggiore pubblicità

Alessandro I. Commentatore certificato 08.04.10 20:22| 
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Questa storia vergongnosa mi fa venire in mente la campagna pubblicitaria per il lancio della nuova FIAT 500: "Il grande orgoglio italiano!", recitava in un crescendo retorico con le immagini di Pertini e del papa.
Si, la cara vecchia 500 è un proprio un grande orgoglio italiano. Peccato che venga prodotta in Polonia............

Cittadino Incazzato della Repubblica Italiana, milano Commentatore certificato 08.04.10 20:16| 
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Non solo questi "industriali" si trasferiscono all'estero con i contributi UE nostri e lucrano sulle paghe (ancora)più basse che non in Italia, e mettono il "made in Italy" sui loro prodotti, alla faccia della dabbenaggine di noi italiani, ma - oltre a ridurre drasticamente i posti di lavoro qui da noi - hanno anche la sfacciataggine di vendere i prodotti allo stesso prezzo dei manufatti effettivamente prodotti in Italia, conseguendo lautissimi guadagni, alla faccia dell'idea di "comperare italiano".

Vince M. Commentatore certificato 08.04.10 20:11| 
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Quando l' amministrazione Obama si è insediata al governo uno dei primi provedimenti di politica industriale è stato quello di legare il marchio "made in USA" sui prodotti alla produzione interna, un modo per difendere la manodopera americana. Oggi per avere il marchio "made in USA" i componenti di un prodotto devono essere almeno per il 50% fabbricati in America. Nella patria del liberismo globalizzato si pratica il protezionismo. Chissà perchè, forse perchè la crisi distrugge posti di lavoro a milioni?

NdR 08.04.10 20:07| 
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Ma svegliatevi e smettetela di sminchiare e smartellare le palle con compagni, lotte di classe e tutti termini da rivoluzione industriale. Se non l'avete ancora capito, stiamo diventando come gli Stati Uniti ma, un abominio del loro sistema, perchè fatto all'italiana. Made in Italy? Da italiano cosa significherebbe made in Italy? Prodotti costosi, scadenti e che quando li hai comprati e sono difettosi ti attacchi al cazzo?

Ad ogni modo, è meglio se tutti iniziassero a studiare e a imparare a fare o lavori artigianali, o lavori d'ufficio perchè, come dicevo prima, il modello futuro sarà zero produzione (tutta delocalizzata) e gran servizi.

Uno sfogo personale, leggendo questo blog, che spero venga letto e discusso. Ma perchè si parla sempre dei poveri OPERAI precari, che soffrono e subiscono quando, gli IMPIEGATI, sottopagati per le loro competenze, sottostimati e con con contratti da terzo mondo, stanno peggio e spesso prendo quanto o anche meno di un operaio?

Per quale motivo questo paese di merda paga gli operai quanto, non so, un progettista o un softwarista o una persona addetta al customer care? Basta parlare di operai. Hanno avuto e hanno ancora tanti e tali di quei diritti, che non c'è davvero più ragione di protestare.

Bisogna stare al proprio posto. Dare a chi ha competenze e dare il giusto a chi fa l'operaio, che non ha responsabilità, fa il suo lavoro meccanico, marca il cartellino e torna a casa.

Smettiamola di parlare degli OPERAI per favore, e parliamo degli IMPIEGATI invece, che subiscono ogni possibile pressione, sfrontatezza e abuso. Poi ditemi voi se si è mai sentito parlare di OPERAI con contratto a progetto alla Fiat, Iveco o altro.

Rai Mondo 08.04.10 20:03| 
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boicottiamoli almeno quello.

alfio trolese (bastardo senza gloria) Commentatore certificato 08.04.10 20:00| 
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E de magistris dove è???? questa non è una delle cose sulel quali ci doveva informare... direi che de magistris se ne può andare a fare in culo anche prima degli altri.

fabrizio z., Costa Volpino BG Commentatore certificato 08.04.10 19:42| 
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Grazie ora lo so e non comprerò più i loro prodotti.

nicola mikulak 08.04.10 19:41| 
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Beppe, non si potrebbe fare sul blog una lista di prodotti italiani " delocalizzati " in modo da boicottarne l'acquisto ?
Sarebbe già qualcosa no ?

Paolo 1957 08.04.10 19:41| 
 
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Una pollotola in testa a chi "delocalizza" e a chi lo permette.
Il Komunismo(proletari unitevi) nacque proprio per fermare le "delocalizzazioni" di allora.

Camillo Sesmoulin Commentatore certificato 08.04.10 19:36| 
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Discussione

Insomma... gira e rigira questi fanno quello che cazzo vogliono, lottiamo per inostri diritti e la legalità e loro cosa fanno?
I CAZZI LORO......BASTA SAREBBE ORA DI REAGIRE.

Costa Andrea, Reggio Emilia Commentatore certificato 08.04.10 19:34| 
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