Stiglitz, Greenwald e il futuro della crisi

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Mauro Gallegati in trasferta alla Columbia University, ha intervistato per il blog, il professore Bruce Greenwald, considerato "il guru dei guru di Wall Street", e Joe Stiglitz, premio Nobel per l'economia, sulla crisi attuale.

Mauro Gallegati: La crisi attuale pone molti problemi: quale teoria economica abbiamo a disposizione, è possibile un paragone col 1929, quanto durerà?
Greenwald/Stiglitz: La crisi che inizia nel 2007 ha contribuito a mettere in luce molti dei problemi dell’ideologia liberista, in particolare l’idea che il libero mercato possa risolvere tutti i problemi economici mediante una efficiente allocazione delle risorse per mezzo della "mano invisibile". Così il fondamentalismo del mercato, grazie all’idea che una liberalizzazione dei mercati finanziari avrebbe portato ad una divisione del rischio (con i derivati), ha condotto il sistema economico ad assumere più debiti di quanti sarebbe poi riuscito ad onorare. La teoria economica dominante, dopo un iniziale disorientamento, sta riguadagnando le vecchie posizioni. Non è difficile prevedere che, passata la crisi, tornerà a dominare il pensiero economico, incurante dello scacco intellettuale subito.
La crisi è però dovuta, contrariamente a quanto si ritiene, non tanto alla crisi dei sub prime quanto all’eccessivo indebitamento delle famiglie americane, del debito pubblico e del deficit del commercio internazionale statunitense. E’ come se i cinesi stessero finanziando la crescita americana. Qualcuno può credere davvero che questo processo possa andare avanti per sempre?
Un aspetto solitamente trascurato riguarda la disoccupazione, cioè su chi paga davvero la crisi. Negli USA, il numero di lavoratori senza lavoro è molto più alto di quanto riportano le statistiche ufficiali che non considerano gli scoraggiati: se includessimo questi, stimiamo un tasso di disoccupazione attorno al 15%.
Salvare il sistema finanziario è certo importante, ma le vere cause della crisi rimarranno irrisolte: Wall Street andrà meglio, le banche torneranno a far profitti, ma il lavoro no e l’economia della tipica famiglia americana si riassesterà con grande lentezza. Il sistema finanziario riuscirà dunque a sopravvivere (fino alla prossima crisi finanziaria) mentre i costi ricadranno sui lavoratori e sui contribuenti. Per le famiglie dell’Europa mediterranea? Sperate che l’euro tenga! Per ora, obtorto collo (facendo pagare alla Grecia interessi sugli aiuti finanziari molto elevati), la Germania lo farà. Si ripeterà però quando anziché alla Grecia, toccherà ad un altro (grande) Paese?
Mauro Gallegati: La globalizzazione spaventa molti e incoraggia altri. Quali sono le vostre idee per il futuro della globalizzazione?
Greenwald/Stiglitz: La paura che un cinese ti ruberà il lavoro è diffusa quanto irrazionale. Questo perché le economie sono diverse nelle loro strutture. L’agricoltura assorbiva la maggior parte dell’occupazione americana nel 1850; ora ne occupa meno del 2%. La manifattura è stata importante per oltre un secolo, ma ora negli USA ci sono più occupati legati allo sport che operai. Lavorano le macchine.
La globalizzazione finirà perché si va verso una società post-industriale in cui dominano i servizi, spesso non esportabili (se vi si rompe l’auto in Italia, non andrete a farla riparare in Bulgaria perché lì costa meno). E non è arduo ipotizzare che educazione e sanità saranno i settori guida del futuro: qui si può guardare con ottimismo agli USA, e meno a Cina, Giappone e Germania, le cui economie sono ancora pesantemente legate all’industria. E’ ormai ora che un Paese come l’Italia si attrezzi per sfruttare in pieno il patrimonio di arte, tradizione e cultura, capace di muovere milioni di turisti. Attenzione però; i tre Paesi sopra citati stanno investendo molto in ricerca e si preparano al salto. Salto non indolore, ma necessario perché senza ricerca non ci sarà futuro.

Postato il 25 Aprile 2010 alle 19:42 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: Bruce Greenwald, Columbia University, Grecia, Joe Stiglitz, Mauro Gallegati

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10, 100, 1000, PIERO RICCA.

il fatto (quotidiano), Roma Commentatore certificato 25.04.10 23:17| 
 
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Greenwald/Stiglitz:

La manifattura è stata importante per oltre un secolo, ma ora negli USA ci sono più occupati legati allo sport che operai. Lavorano le macchine.

...Attenzione però; i tre Paesi sopra citati stanno investendo molto in ricerca e si preparano al salto. Salto non indolore, ma necessario perché senza ricerca non ci sarà futuro....
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Gajardo... ah ah ah... guarda che t'ha scoperto 'sta cima!

E allora? Che proponi? Tutti a fare ricerca? Tutti a lucidare i sanpietrini? Tutti a traghettare turisti nella grotta azzurra?

Dico dico... ma ti venisse in mente per caso di redistribuire non tanto il capitale, che come possiamo vedere è carta straccia, basta una cordata di paesi canaglia che ti mette al governo ceffi addestrati alla liquidazione e il gioco è fatto, sei carne da macello, tu e le tue bellezze archeologiche artistiche... redistribuire, dicevo, non tanto il capitale quanto la PROPRIETA' dei mezzi di produzione, visto che alla costruzione della macchina, che a sua volta concorrerà alla costruzione di altra macchina che libererà l'uomo dalla schiavitù del lavoro, contribuiscono in quasi totalità i lavoratori, tutti, dai ricercatori agli operai.

Senza la riappropriazione dei mezzi di produzione non se ne verrà mai fuori.

Questo è pacifico, ma è troppo comunista, nevvé???.

P.S. Per la sòra Polverini sarebbe bene precisare che nessun fascista può pretendere di presentarsi in piazza in nome di una riconciliazione a parole.
Prima i fatti, e cioé l'abiura totale non solo del fascismo come fatto storico ma anche come contenuti.
Contenuti i quali lei e i suoi compari si guardano bene dallo sputarci sopra, non a caso li usano come strumenti di governo ancora oggi e contano di proseguire su questa linea.

Infatti non lo faranno mai, quindi... affanculo nelle loro tane!!!

Giorgio Sodano Commentatore certificato 25.04.10 20:44| 
 
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Mamma mia che catastrofismo cosmico “a buon fine”….oramai il mondo è pieno di questi personaggi che, essendo riconosciuti come grandi esperti di economia mondiale” se ne vanno in giro a dir cose….. le cause della crisi, secondo loro, non sarebbe dovuta a gli innumerevoli milioni di posti di lavoro che, con l’apertura delle frontiere?! si stanno trasferendo lentamente ma, inesorabilmente da, i paesi Europei, “noi compresi” in altre zone del pianeta dove, ad attenderli a bocca aperta, ci sono i nuovi aspiranti schiavi che s’accontentano di 4 $oldi…del resto, anche in America, nell’1800, la maggior parte dei posti di lavoro era nell’agricoltura..dopo però ad un certo punto basta….noi in Italia, per esempio, potremmo sostituire la vecchie ed obsolete occupazioni, puntando sul turismo e sulle svariate opere d’arte che abbiamo qui da noi….geniale!! con la speranza che, nel frattempo, tutte le altre nazioni in crisi abbiano ovviato anche loro al problema e abbiano i $oldini per venire a fare le vacanze in Italia ammirando la nostra arte…. È proprio vero caro Grillo, la bocca è un bello strumento!

ps: qualcuno dirà: gli hanno dato il premio nobel...se è per questo, l'hanno dato anche a Obama!

andrea panparana (bella panpa), roma Commentatore certificato 25.04.10 20:57| 
 
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Se passa queSta iniziativa , LE BANCHE SALTANO!

SVEGLIATEVI E NON FATE FINTA DI NULLA COME FANNO I POLITICI!!!!!!!!!!!

Tanti parlano, parlano, parlano e poi non fanno nulla.

Qui c'é qualcosa di molto concreto.

Se passa questa iniziativa le banche saltano, eccome se saltano! Votate questo commento in modo da dargli più visibilità possibile.

FERMIAMO I GUADAGNI DELLE BANCHE !
C'é documento PDF nel quale trovi tutte le informazioni.


Il link é http://sapienzaforex.altervista.org//Fermiamo_i_guadagni_delle_banche.pdf

In facebook il gruppo aumenta sempre più

Facebook il gruppo "Fermiamo i guadagni delle banche" al seguente link
http://www.facebook.com/?ref=home#!/group.php?gid=118886434794937&v=info&ref=ts

Giustina . Commentatore certificato 25.04.10 21:00| 
 
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La società post-industriale?

E' da un pezzo che siamo nella società pot-industriale, sia nell'accezione defunita dalla perdita del primato dell'industria rispetto al terziario e sia in quella che considera il mutamento nelle relazioni sociali e di potere, passato totalmente nelle mani di un'oligarchia di grandi finanzieri.
E' da un pezzo che siamo nella società post-industriale ed anche post-moderna, dove il nichilismo, nella società, ha superato persino i maestri del nichilismo, e dove anche il pensiero debole ha preso prepotentemente il posto del pensiero forte.
Anche la crisi non è che è piovuta da qualche pianeta lontano: si capiva benissimo che il sistema del debito era come una specie di palloncino che si gonfiava sempre di più, ed è bastato che qualcuno ci andasse vicino con un piccolo spillo per farlo scoppiare.
La Grecia?
La Grecia è solo l'antipastino del banchetto finale.

sancho . Commentatore certificato 25.04.10 23:34| 
 
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@@ AnSia NewSSS:Il ..Copyright cancellato @@

1)Quante volte noi di Ansia abbiamo scritto che senza la vera passione che emoziona e che rinnova la speranza...tutto finisce in merda?
10,100,1000 volte?
#
Ieri sera,da Fazio,Vendola ci ha rubato il concetto.
Fregandosene -giustamente- del Copyright,ha anche lui evidenziato che...
"Se l'offerta politica non é più capace di suscitare emozioni,passioni e speranze dal berluskazzionismo non risorgeremo mai".
#
Cavolo,questo Vendola finirà che lo nominerò inviato "specialissimo" alla pari del Cardinal Mendoza.
#@#

2)E' confermato dalla natura,la "proprietà privata" é un gran furto.
#
Una tortorina "rossiccia" ha scelto il mio balcone come...casa di campagna.
Detta tortorina ha creato,in un vaso di fiori,il suo nuovo nido e li ha covato.Ora sta tranquillamente accudendo i suoi due piccoli.
#
La tortorina "rossa",occupando quel vaso senza chidermi l'autorizzazione,mi ha ricordato che la "proprietà privata" é un gran furto.
(((( W la tortorina e i suoi due piccoli ))))
Cam.(L'inviato,direttore e "spazzacessi" di AnSia NewSSS)

P.s.
Signor tenente ho saputo che "Putin" é sceso in Italia...
Secondo Lei Putin "visiterà" solo la camera in cui il suo letto é finito o andrà anche a "far visita" al presidente della Camera dei deputati?

Camillo Sesmoulin Commentatore certificato 26.04.10 11:36| 
 
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ma il prof, Gallegati ha intervistato Greenwald e Stiglitz insieme?
forse sono un po' tarda io, ma le risposte (o forse la loro traduzione) non mi è molto chiara..

- a parte la necessità di sviluppare il turismo (e fin qui c'ero arrivata pure io)
- e il fatto che si va verso una de-industrializzazione e una crescita dei servizi (vera che non si può mandare l'auto a riparare in Bulgaria perché lì costa meno, ma tante cose si continuerà a produrle in Bulgaria o comunque all'estero, finché non ci saranno chiare norme che impediscano o almeno limitino la DELOCALIZZAZIONE..

ma questa ipotesi, con i chiari di luna di questo governo e con questa opposizione soft, è solo un bel sogno

Paola Bassi Commentatore certificato 25.04.10 23:06| 
 
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CARO BEPPE, HAI ROTTO IL CAZZO! TU, E QUESTI ECONOMISTI CHE, EVIDENTEMENTE IN MALAFEDE, NON PARLANO DEL VERO PROBLEMA, DELLA MADRE E PURE DEL PADRE DI TUTTI I PROBLEMI: LA SOVRANITA' MONETARIA REGALATA DAGLI STATI AI BANCHIERI.
IL DEBITO PUBBLICO E'FIGLIO E GLI INTERESSI SULLO STESSO "FIGLIASTRI" DELLA SOVRANITA' MONETARIA "PRIVATA". TU CHE L'HAI "ACCENNATO" NEI TUOI SPETTACOLI, NON PUOI IGNORARE CHE L'UNICA "SPERANZA DI FUTURO" STA NEL RIAPPROPRIARCI DELLA "NOSTRA" MONETA, CHE E' CREDITO E NON DEBITO!
E L'UNICO MODO PER FARLO E' INFORMARE LA GENTE SU COME FUNZIONA VERAMENTE L'EMISSIONE MONETARIA, COS'E' IL SIGNORAGGIO, LA RISERVA FRAZIONARIA, LA POLITICA "CAMERIERA" DEI BANCHIERI, L'UNIONE EUROPEA SOLO "MERCATO" E PURE PRIVATO...
I POLITICI MARIONETTE NELLE MANI DEI PLUTOCRATI PARLANO DI NIENTE E TU E TRAVAGLIO GLI ANDATE DIETRO "SPARLANDO" DI CONSEGUENZA!
E'PERICOLO MA FONDAMENTALE "COINVOLGERE" IL POPOLO, IGNORANTE E TELE-DEFICIENTE, PER INFORMARLO SULLE CAUSE VERE DELLE "CRISI". TU "LO PUOI", BEPPE!

enzo raffaele 26.04.10 12:36| 
 
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