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"30 PALLOTTOLE PER NOVE CADAVERI. Agli attivisti fu sparato in testa da corta distanza. Nove turchi a bordo della Marmara furono uccisi con trenta colpi, a cinque fu sparato in testa(...) secondo l'autopsia effettuata dal giudice forense turco. Ibrahim Bilgen si beccò quattro tiri,nella schiena, nelle gambe al petto e in testa(...) A Fulkam Dogan, cittadino USA, furono sparati cinque colpi a una distanza di meno di 45 centimetri, due nelle gambe, una alla schiena uno in faccia e come colpo di grazia ,alla testa. (...). Dal Guardian. NESSUN GIORNALE ITALIANO HA PUBBLICATO LA NOTIZIA." don dam

5 Giu 2010, 19:00 | Scrivi | Commenti (49) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

I SOLITI PRIVILEGI, PER I SOLITI PRIVILEGIATI!

Tutti, ma proprio tutti, stanno partecipando ai grandi sacrifici che la 'patria' ci chiede? I calciatori? I grandi papaveri della Rai? I Top-manager sia del pubblico che del privato? E, yacht a parte, ci piacerebbe proprio sapere quali sacrifici sta facendo per la 'patria' PierSilvio il figlio di Silvio Berlusconi! Fin'ora gli unici sacrifici che ci è dato conoscere sono quelli imposti agli statali - le solite vittime, 'fancazzisti' incalliti, innoqui, inermi, che non hanno neppure la voglia di... 'reagire' - ai medici ospedalieri e anche i magistrati che, però, essendo 'categoria'... 'reagiscono'! La scure dei sacrifici si abbatte sempre più di qua, ma mai di là. Tant'è che qualcuno nuota felicemente in questa valle di lacrime. Gli europarlamentari si sono appena votati una leggina ”ad personas”. E’ molto semplice, e molto chiara! Prevede un aumento di stipendio di 1.500 euro al mese. La loro busta paga passerà da 17.864 a 19.364 euro. Per contro, si paventa di portare addirittura a 70 anni l'età pensionabile dei giovani! Certo, che con uno stipendio del genere tutti vorrebbero andare in pensione il più tardi possibile!

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Beppe Il Grande sostiene da sempre che nella pubblicazione delle notizie I TERMINI siano importantissimi! Chi vuole nascondere i fatti e farli apparire come meglio crede, usa i termini appropriati al suo scopo.

Ora, mi dite da dove avete tirato fuori il termine "COLPO DI GRAZIA" traducendo dal Guardian?
Questa è una mistificazione, aldilà di tutti i possibili commenti, chi ha tradotto lo ha fatto in ASSOLUTA MALAFEDE.
CHIEDO SPIEGAZIONI (LIMITATAMENTE ALLA TRADUZIONE)

don dam scrive "...una alla schiena uno in faccia e come colpo di grazia ,alla testa

Guardian scrive:"was shot five times from less that 45cm, in the face, in the back of the head, twice in the leg and once in the back.

basil ar 08.06.10 09:04| 
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10)
ben s’adatta: ciò non ha condotto certo i militari turchi a lanciarsi nella carica. Più probabilmente, li ha consigliati di ringuainare le sciabole.

Conclusioni

Quello che sta avvenendo, è soltanto la disperata ritorsione di un imperialista mancato, il quale osserva passare il tempo e, con esso, vede ogni giorno scemare le possibilità di raggiungere i suoi obiettivi di potenza, la Eretz Israel tanto agognata.
Lo stesso Olmert giunse a dire, nel Settembre del 2008, che:

“Grande Israele è finita. Essa non esiste. Chi parla in questo modo si auto-illude.” [8]

Purtroppo, dalle le treccine nere che spuntano dalle tese dei cappelli a Gerusalemme – fino alle treccine rosse di qualche giornalista nostrana – pare che la sordità stia dilagando. Consiglieremmo un buon otorinolaringoiatra: prima che sia troppo tardi e che la sordità, inesorabilmente, avanzi.


Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/06/tutto-puo-succedere-o-niente.html
1.06.2010


Salvatore. G.

salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 07.06.10 00:18| 
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9)
Ovviamente, la nave tenterà di confondere il missile inviando falsi segnali ed “oscurando” la propria posizione: in gergo tecnico, queste operazioni si chiamano ECM od ECCM, ossia contromisure elettroniche e contro-contromisure elettroniche.
Come probabilmente avrete capito, si tratta di una partita a scacchi elettronica, nella quale ciascuno dei due contendenti cerca di confondere l’avversario: potete aggiungere tutti i “contro” che desiderate.

I missili giunti sui bersagli, però, testimoniarono che l’elettronica di Hezbollah (di provenienza siriana, quindi iraniana, in definitiva software indiano o russo) ebbe la meglio su quella israeliana, di provenienza USA. Ciò allarmò, e parecchio, le alte sfere militari, di qua e di là dell’Oceano Atlantico. Mesi dopo fu programmata ed eseguita una ricognizione armata sul territorio siriano, molto probabilmente per “catturare” segnali elettronici, più che per colpire chicchessia.
Dal 2006 – nonostante le roboanti minacce all’Iran – Tzahal se n’è stato ben compreso nei suoi confini: al più, esercitano una sorta di “caccia alla volpe” sui civili palestinesi, ad esclusivo uso della propaganda interna.
Perché Israele non ha deciso – quando ancora era in carica Bush – di bombardare i siti nucleari iraniani?

Semplicemente, perché non era e non è in grado di farlo.
In tutti i casi, gli F-15 con la stella di David dovrebbero inoltrarsi per centinaia di chilometri sul territorio o sul mare nemico, e non sono in grado di farlo. Troppo rischioso, perché l’Iran non è certo Hamas. Troppo lontano, per non rischiare fiaschi ancora peggiori. Troppo pericoloso anche per scatenare Armagheddon, giacché all’attacco nucleare israeliano – i quali, ritengo, non avrebbero remore ad attuarlo – subirebbe il contrattacco con testate biologiche dall’Iran, mentre i missili Iskander siriani “ombreggiano” già oggi i siti nucleari israeliani, compresa la centrale di Dimona.
La vecchia definizione di “tigre di carta” – in fin dei conti –

segue

salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 07.06.10 00:16| 
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8)
Spieghino, gli illustri giornalisti di nazionalità israeliana o di provata “amicizia” per lo Stato d’Israele, le motivazioni di quella scelta, che è incomprensibile proprio alla luce del diritto marittimo e del buon senso: a meno che – come sopra ricordavamo – i “destinatari” di tanto clamore fossero pochi personaggi con molte stellette sulle uniformi, che attendevano un centinaio di miglia a Nord, con i piedi ben piantati sulla terraferma. I quali, hanno glissato. Qui, si apre l’altro scenario, quello militare.

L’aspetto militare

Israele ha smarrito l’icona di terrifica potenza militare nella campagna libanese del 2006, e non l’ha più ritrovata. Si limitano a bombardare ed a vessare la popolazione civile di Gaza, ma finiscono per mostrare al mondo la loro deprimente impotenza.
Perché affermiamo ciò?
Poiché se, nel 2006, Israele fosse stato la potenza militare tanto osannata, le colonne corazzate di Tzahal avrebbero dovuto innestare la marcia in Galilea e frenare nel centro dei Beirut. In realtà, non giunsero nemmeno a varcare il Litani, lasciando sul campo circa il 10% dei mezzi corazzati.
A cosa fu dovuta quella sconfitta?

Al deprimente pressappochismo dei suoi generali ed ai mezzi tecnici del nemico.
I carri israeliani furono fermati da un nuovo tipo di lanciarazzi russo a doppia carica: il primo razzo provocava lo scoppio della corazza reattiva [7], mentre il secondo penetrava il carro. Successivamente, ci furono le proteste israeliane a Mosca, ma i russi risposero con il classico “pippa”.
Ancor più significativo fu il danneggiamento o l’affondamento (ha scarsa importanza) d’alcune unità navali israeliane, ad opera dei missili antinave lanciati da Hezbollah. Qui, è necessario un approfondimento.
Un missile non colpisce per traiettoria balistica (a differenza di un razzo), bensì perché l’elettronica di cui dispone – in volo od a terra – gli consente di “trovare” da solo il bersaglio.

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salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 07.06.10 00:14| 
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7)
Se, invece, preferite un approccio meno legato ad Ezechiele e desiderate fare un po’ di Kippur per le vittime innocenti, è pronta l’altra campana – Grossmann, Levy, Lerner, ecc – i quali (essendo più intelligenti della focosa Nirenstein) hanno subito compreso che l’operazione era miseramente fallita e tentano – con una buona dose di cenere fra i capelli – di salvare almeno il salvabile, ossia che Hamas è un’organizzazione terrorista, la quale governa “illegalmente” Gaza (ma non aveva vinto le elezioni?), i terrificanti razzi palestinesi, il soldato Shalit, ecc. Leggete i loro articoli: grondano pentimento e salvatio, salvezza per quel poco che tentano di salvare.

A questi signori, imbellettati di tanto ardore democratico, poniamo una domanda che può apparire tecnica, mentre è invece profondamente politica.
Perché mai, le navi israeliane – se desideravano mantenere il blocco di Gaza – non hanno fermato il convoglio appena fosse entrato nelle acque territoriali (sedicenti) israeliane – 23 km da terra, mica sulla spiaggia – per chiedere, con tutti i crismi della legalità internazionale marittima, un’ispezione?
Vista l’ora dell’attacco e la rotta del convoglio, le navi della Freedom Flotilla avrebbero varcato la soglia delle 12 miglia nautiche all’alba: cosa ben diversa rispetto alla notte, come chiunque abbia navigato ben sa. La notte, in mare, ogni tappo di sughero si trasforma nell’Olandese Volante.
Se l’avessero fatto, nessuno avrebbe messo in dubbio il diritto israeliano d’ispezione: alla luce del sole in tutti i sensi, temporale e giuridico.
Invece?

Invece, si scende dalle funi con gli elicotteri in hovering sopra delle navi mercantili, dove la gente sta dormendo – durante “l’ora del lupo”, fra le 3 e le 4 di notte – per poi poter dire che ci sono state reazioni violente, ma le uniche dichiarazioni delle prime ore sono quelle israeliane. Quelle di una forza navale che sequestra ed imprigiona senza motivo centinaia di persone di svariate nazionalità!

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salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 07.06.10 00:10| 
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6)
Chi, in Turchia, aveva solidi rapporti con Israele?
Il perno della “strana alleanza”, fra il più popoloso paese musulmano del Mediterraneo e la “controparte” ebraica, ruota (anzi, oramai potremmo dire “ruotava”) proprio sulle collaborazioni in campo militare, le manovre congiunte, ecc. In pratica, con questa impostazione forse un po’ bislacca ma in qualche modo funzionale, Israele manteneva un piede nella staffa NATO, poiché la Turchia è da sempre il “baluardo” ad Est dell’Alleanza Atlantica.

La nuova politica di Erdogan – si veda, come prodromo della situazione di questi giorni, il mio “Solimano guarda verso Est” [6] – mette ovviamente in crisi i rapporti fra la casta militare ed Israele indebolendo, contemporaneamente, i militari all’interno e l’alleanza sul piano internazionale.
In fin dei conti, potremmo quasi affermare che l’attacco alle navi della Freedom Flotilla sia stato una “scialuppa di salvataggio” lanciata ai militari turchi, per compiere quel “quarto colpo di stato” che avrebbe riportato la politica turca su un binario più gradito a Tel Aviv. Difatti, Erdogan torna precipitosamente in Turchia dall’America del Sud (dov’era in visita) e s’affretta a cavalcare politicamente uno sfrenato antisionismo, unica sua “assicurazione” contro le mire dei militari. I quali, osservando che la popolazione è schierata all’unisono con il partito islamico, si trovano depotenziati ad agire.

E, questo, corrisponde in pieno con le due “anime” dell’informazione israeliana: quella rozza, che considerava un gioco da ragazzi scatenare la reazione interna dei militari turchi, e che oggi continua ad affossare Israele sul piano internazionale. La quale, però – contemporaneamente – riesce a “parlare” a quella parte del sionismo estremo a fini interni israeliani: giustificando l’ingiustificabile, continua a legare al carro del Likud i partiti estremisti dell’ortodossia ebraica.

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salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 07.06.10 00:08| 
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5)
Perciò, l’informazione israeliana meno “de no antri” ha scelto l’altra strada: salvare l’icona di Shalit e dei terrificanti missili di Hamas, gettando a mare (sic!) la marina di Tzahal, l’insipienza di Barak e la sfingea inconcludenza di Netanyahu.
Ma, quella che appare come una semplice scelta redazionale, nasconde in realtà due diverse impostazioni politiche per il futuro.
Qual era il vero obiettivo?

L’aspetto politico

Il vero obiettivo dell’azione militare condotta il 31 Maggio 2010 (anniversario della battaglia dello Jutland!) era la Turchia, ma non sul piano geopolitico (ossia intesa nella sua interezza): l’esito atteso era quello di far saltare gli equilibri interni turchi.
Per capirlo, dobbiamo fare un passo indietro.

Per riuscire a traghettare l’Impero Ottomano verso la moderna Turchia, Mustafà Kemal (detto Ataturk) dovette cedere l’arbitrato del suo impianto costituzionale alla casta militare. In altre parole, dal 1923 in poi, furono i militari a reggere – in pratica – il timone della politica turca.
Una reggenza a volte discreta, altre pesante, come dimostrano i colpi di stato del 1960, 1971 e 1980, ma non è probabilmente coerente chiamare “colpi di stato” le ingerenze dei militari nella vita politica turca, giacché quel diritto – che può essere inteso come una sorta di “veto” quando essi ritengano che la politica turca si discosti troppo dai loro piani – fu riconosciuto proprio da Ataturk. Al punto che la tribuna centrale del parlamento turco era riservata proprio ai militari: osservatori silenti (ma non troppo) di tutte le vicende legislative della Turchia moderna.

Ovvio che questo impianto non potrebbe mai essere accettato all’interno dell’Unione Europea – come non potrebbe mai essere accettato uno Stato come Israele, addirittura privo di una Costituzione – ed il compito del partito islamico moderato dei Gul e degli Erdogan è proprio questo: riportare l’esercito all’interno dei confini “naturali” stabiliti da tempo in Europa.

salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 07.06.10 00:06| 
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4)
Presentano bancarelle [3] multicolori dove, a Gaza, abbondano verdure d’ogni tipo: nessuno di noi, ovviamente, ha letto le statistiche di fonte ONU [4] nelle quali sono esposte le drammatiche condizioni di vita dei palestinesi nella striscia di Gaza, derivanti soprattutto dall’illegale embargo israeliano.
Costoro, in definitiva, offendono la nostra intelligenza: sarebbe come fotografare la vetrina di un autosalone zeppo di Jaguar, Bentley e Rolls-Royce a Roma e poi affermare che tutti gli italiani sono dei Paperoni.
Ehi, capataz pelato, fratello dell’editore “ammazzateli tutti”, non ti ho fornito una bella idea? Pensaci.

Poi, ci sono le disinformazioni più “tecniche” [5], dove vi fanno ascoltare l’accorato richiamo via radio di un ufficiale israeliano – a bordo della nave che poi assalirà la Freedom Flotilla – il quale pretende (ma insomma, questi pacifisti non vogliono proprio collaborare!) che le navi lo seguano in un porto israeliano. Dimenticando che, in acque internazionali, la richiesta si configura praticamente come guerra di corsa.
Noi, che ci siamo dilettati nel cercare di capire le stranezze di certi eventi storici – da Pearl Harbour ad Ustica, dal Tonchino all’11 Settembre – siamo stati tutti, ovviamente, completamente convinti dalle accorate richieste dell’ufficiale israeliano. Che, raccontano, era proprio in contatto radio con la Freedom Flotilla! Per quel che riguarda l’onere della prova, quel tizio poteva essere in uno studio televisivo a Tel Aviv e poteva parlare con il regista di là di un pannello di polistirolo.
La realtà, però, ha tagliato loro le ali.

Hanno dovuto ammettere che l’assalto è avvenuto in acque internazionali, mettendo in soffitta vecchi tentativi di ampliamento “unilaterale” delle acque territoriali: anche noi italiani potremmo ampliare unilateralmente, ad esempio, le nostre acque territoriali ad Ovest di 200 miglia. Bisognerebbe, però, sapere come la prenderebbero alla base militare francese di Tolone.

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salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 07.06.10 00:04| 
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3)
I casi 1 e 2 non possono essere presi in considerazione, giacché le navi assalitrici (israeliane) non battevano bandiera pirata e nemmeno possedevano una patente di corsa, consegnata loro dal relativo governo, nei confronti delle navi assalite.
Siccome le navi della Freedom Flotilla non avevano atteggiamento ostile, né avevano commesso atti di guerra nei confronti di chicchessia e neppure avevano attentato all’ecosistema marittimo, violando le norme relative alla conservazione degli ambienti marini la Marina Israeliana – ai sensi della normativa internazionale – ha commesso un atto di guerra nei confronti della Turchia, della Grecia e d’eventuali altre navi battenti altre bandiere.
Ai sensi della normativa internazionale, le nazioni assalite potrebbero rispondere con atti di guerra nei confronti dello Stato di Israele senza, per questo, essere accusate d’iniziare una guerra: l’atto israeliano consentirebbe loro la semplice difesa.

L’aspetto mediatico

L’assalto alla Freedom Flotilla è stata una sconfitta mediatica come mai se n’erano viste per l’apparato d’informazione israeliano: disinformativo o controinformativo che lo si voglia definire.
Interessante notare come una serie di personaggi, da Levy a Grossmann, fino al nostrano Lerner si siano smarcati da una difesa che non aveva più basi per reggere.
Rimangono sulla barricata le Nirenstein, ma questo è ovvio: se la suddivisione dell’intelligenza – per dirla con Cipolla – è una costante nella popolazione degli umani, il buon senso – per dirla con Cartesio – non fu distribuito da Dio in gran copia.
Diventa, quindi, interessante notare i “distinguo” dei commentatori “prudenti” – i quali hanno compreso che la falla fa acqua e non può essere tappata – dai pasdaran che tirano dritto come niente fosse.
Questi ultimi sono giunti al ridicolo.

salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 07.06.10 00:01| 
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2)
1) Acque internazionali. La nave pirata può essere catturata da qualsiasi Stato e sottoposta a misure repressive. Lo Stato nel cui territorio è in corso una guerra civile può visitare e catturare qualsiasi nave che si proponga di recare aiuto (in armi o armati) agli insorti;
2) Zona economica esclusiva. Lo Stato costiero può visitare e catturare navi e relativo carico per infrazioni alle proprie leggi sulla pesca o allo sfruttamento delle risorse sottomarine;
3) Mare territoriale. Rilevano i principi già analizzati del diritto di passaggio inoffensivo e della sottrazione alla giurisdizione penale dello Stato costiero dei fatti puramente interni alla nave.

Precisiamo che il conflitto arabo-israeliano non può rientrare nella casistica delle guerre civili, giacché i palestinesi non sono cittadini israeliani.
La materia è assai complessa (non tutti gli Stati hanno recepito in pieno i contenuti della Conferenza di Montago Bay), perciò consigliamo chi desiderasse approfondire l’argomento di visitare il collegamento in nota [1], dal quale è stato tratto il testo in corsivo.

Secondo le cronache inviate dai partecipanti alla missione della Freedom Flotilla [2], “L'attacco è avvenuto in acque internazionali, a 75 miglia al largo della costa di Israele, in violazione del diritto internazionale”. Le fonti israeliane non hanno smentito, ossia non hanno affermato che le navi stessero attraversando aree sottoposte alla Conferenza di Ginevra del 1958 né altre aree che consentissero ad Israele qualsivoglia diritto ad intervenire per un’ispezione.

Siccome le navi della Freedom Flotilla battevano regolarmente la bandiera dei relativi Stati, il comportamento israeliano può essere circoscritto a tre eventi:

1) atto di pirateria;
2) guerra di corsa;
3) atto di guerra nei confronti dei Paesi di provenienza (bandiera) del naviglio in oggetto.

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salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 06.06.10 23:58| 
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TUTTO PUO’ SUCCEDERE. O NIENTE.

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com

L’attacco alla Freedom Flotilla dello scorso 31 Maggio, è parso a molti come una boa senza ritorno, qualcosa che potrebbe scardinare gli attuali equilibri nell’area. Oppure che, passata l’indignazione, tutto rimarrà come prima.
Sinceramente, il mio sesto senso sta raccontando che la seconda ipotesi è la più plausibile, almeno per quel che riguarda gli aspetti esteriori, soprattutto per quelli di stampo militare. Un po’ diversa la situazione, invece, in ambito politico e, soprattutto, mediatico.

L’aspetto giuridico

Secondo la Conferenza di Ginevra del 1958, il limite nel quale uno Stato può esercitare il controllo sui natanti che vi transitano è di 12 miglia nautiche, circa 23 Km. Chi esercita la giurisdizione sulla nave?

Il principio generale è che ogni nave è sottoposta esclusivamente al potere dello Stato di cui ha nazionalità: lo Stato di bandiera o Stato nazionale ha diritto all’esercizio esclusivo del potere di governo sulla comunità navale e esercita siffatto potere attraverso il comandante (considerato come organo dello Stato).

La successiva Conferenza di Montago Bay (1982) introdusse il concetto di mare territoriale (sempre 12 miglia), estendendo però il limite a 24 miglia (46 Km circa) – in quella che è definita zona contigua al mare territoriale, calcolato dalla linea dei capi, ossia dai segmenti che uniscono i capi della costa – ma solo per le seguenti attività:

a) prevenire la violazione delle proprie leggi di polizia doganale, fiscale, sanitaria e di immigrazione;
b) reprimere le violazioni alle stesse leggi, qualora siano commesse sul suo territorio o nel suo mare territoriale.

Quali sono i casi nei quali una Marina può intervenire?

Segue

salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 06.06.10 23:57| 
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CIAO BEPPE
SONOB ARRIVATI A MENTIRE SUI MORTI E CONTUNUANO FARLO, ELIMINIAMOLI
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 06.06.10 23:31| 
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non comprerò mai più giornali italiani,
e comunque questo gesto è stata la conferma che ciò che scrive David Icke E' VERO !!!

alessandro mucci 06.06.10 20:11| 
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>Guardate che se hanno sparato da distanza ravvicinata è la prova che hanno sparato per difendersi mentre venivano presi a sprangate

quando assalti una nave in acque internazionali (si chiama pirateria ed e' punita in quasi tutti gli stati dove e' prevista con la condanna a morte) e la gente tenta di difendersi come puo', con dei bastoni e biglie il minimo che un terrorista puo' fare, se non e' VIGLIACCO, e' rispondere ad armi pari, invece i terroristi israeliani hanno risposto sparando alla schiena e in faccia piu' e piu' volte.
Questo dimostra che oltre ad essere dei terroristi vigliacchi e senza pieta' non hanno alcun rispetto per la vita umana.
Prima di questo attacco terroristico avevo difeso gli israeliani ma poi mi sono documentato meglio e' ho cambiato opinione


germano reale Commentatore certificato 06.06.10 20:04| 
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Discussione

E AVETE IL CORAGGIO DI CHIAMARE QUESTI DELINQUENTI PACIFISTI.....?????????????

SIETE SENZA VERGOGNA, QUESTI SONO UN INSULTO AI VERI PACIFISTI CHE MAI SI COMPORTEREBBERO IN QUELLA MANIERA!!!!!

basil ar 06.06.10 18:19| 
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Discussione

La disinformazione di beppegrillo.it è certe volte al livello della Corea del Nord.
Pacifisti? http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/06/foto/blitz_gaza_giornale_turco_pubblica_foto_soldati_feriti-4613350/1/?ref=HREC1-2

Buffoni! Affondarle dovevano quelle navi.

marco treccani 06.06.10 18:06| 
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Flotilla: 28 bambini rimasti orfani per via dell’attacco di Israele, i nomi dei martiri e la loro biografia.

ANKARA - 28 bambini sono rimasti senza papà a seguito dell’attacco sferrato da Israele contro la nave M.V. Mavi Marmara, la nave turca di Freedom Flotilla sulla quale sono morti 9 pacifisti; ma chi erano questi 9 pacifisti?

Secondo Radio Italia dell’IRIB, ecco i nomi e la presentazione dei pacifisti martiri e il numero dei loro bambini. Leggendo queste righe si può apprendere un’altra volta che le dichiarazioni degli israeliani sul fatto che siano stati attaccati dai pacifisti sono pura menzogna.

1. Ibrahim Bilgen 61 anni, ingegnere elettrico della città di Siirt. Era membro della Camera degli Ingegneri Elettrici della Turchia. Aveva partecipato alle elezioni parlamentari nel 2007 e nel 2009 come candidato del partito Saadet(Felicità). Era sposato ed aveva 6 figli.

2. Ali Haydar Bengi 39 anni, aveva un negozio a Diyarbakir e si occupava di riparazione di telefoni. Si era laureato in letteratura araba alla prestigiosa università egiziana Al-Azhar. Era sposato con Saniye ed aveva quattro bambini: Mehunur(15), Semanur(10), e i gemelli Mohammed e Senanur(5).

3. Cevdet Kiliçlar 38 anni, originario di Kayseri.Laureato alla Facoltà di Comunicazioni dell’Universita’ di Marmara era stato giornalista dei quotidiani turchi National Gazette e Anatolia Times. Nel 2009 era stato reporter e webmaster dell’Associazione umanitaria IHH. Sposato con Derya aveva una figlia Gülhan ed un figlio Erdem.

4. Cetin Topçuoglu 54 anni, nato ad Adana. Ex calcista dilettante e campione di taekwondo; era stato anche allenatore della nazionale turca. Si era imbarcato con la moglie Cigdem, che è sopravissuta; aveva un figlio Aytek.

5. Necdet Yildirim 32 anni, lavorava per la fondazione umanitaria IHH ed era di Malatya. Aveva sposato Refika ed aveva una figlia, Melek, di tre anni.

Continua

salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 06.06.10 17:36| 
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Discussione

27/05/2010 Restiamo umani

Un reportage di Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza, dove neanche i bambini sono al sicuro.

Gli abitanti di Beit Hanoun sono andati a dormire martedì notte e si sono risvegliati di soprassalto agli inizi del gennaio 2009.

Era infatti dai giorni del massacro di un anno e mezzo fa che a Nord della Striscia non piovevano dal cielo ordigni così devastanti come i due missili lanciati all'alba di ieri, 26 maggio 2010, da caccia F16 israeliani nel centro della città. Quindici civili palestinesi sono rimasti seriamente feriti. Obiettivo ipotetico del bombardamento una base di addestramento delle Brigate Ezzedin al Qassam, il braccio armato di Hamas. Ipotetico dicevamo, e infatti le deflagrazioni si sono occupate principalmente di ridurre in macerie un campo estivo per bambini che avrebbe dovuto aprire i battenti ai primi di giugno, comprensivo di parco giochi e piscina.

A meno che i temibili mujaheddin di Hamas non si esercitino a spazzare via Israele su scivoli e altalene, e non immaginino di invadere i porti di Ashkelon e Ashdod a nuoto in stile libero, direi che il bersaglio è stato mancato. Nel gennaio 2009 centinaia di infrastrutture per l'educazione e lo svago dei bambini di Gaza come scuole, orfanotrofi e parchi giochi sono state distrutte o seriamente danneggiate dall'esercito israeliano. Con l'assedio imposto alla Striscia Israele vieta l'entrata di qualsiasi materiale per la ricostruzione, e quegli edifici pericolanti sono rimasti tali e quali a distanza di più di un anno. La stessa sorte che toccherà al centro ricreativo di Beit Hanoun appena distrutto.

Continua + foto: http://it.peacereporter.net/articolo/22149/Restiamo+umani

Salvatore. G.

salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 06.06.10 17:25| 
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PIU’ SCHIFO DI COSI’, E’ IMPOSSIBILE FARE
carlobertani.blogspot.com

Invito i lettori a guardare lo sconcertante, sconvolgente, schifoso video realizzato in Israele per “commemorare” l’assalto alla Freedom Flotilla. Intitolato “We con the World” (Noi inganniamo il mondo), il video è stato diffuso – adesso dicono “per errore” – dal governo israeliano ed inviato alle redazioni dei principali media planetari. La mancanza di rispetto per le vittime si sposa perfettamente con la boria israeliana di considerare tutti i goim una razza inferiore.

A seguito, “We con the world: Hasbarà e negazionismo”, (Miguel Martinez, kelebek.splinder.com);

Si vergognino di esistere: aspettiamo, crediamo inutilmente, una protesta ufficiale del Governo Italiano. Nirenstein, dove sei? Commenta!

TESTO DELLA CANZONE TRADOTTO in italiano + video :

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7127

Salvatore. G.

FATE CIRCOLARE !!!

salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 06.06.10 17:18| 
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PER I LETTORI DI LINGUA INGLESE - FRANCESE - TEDESCO - AMERICANO

COPIA/INCOLLA PER LA RICERCA.
"The Israel Project’s 2009 GLOBAL LANGUAGE
DICTIONARY" pdf di 116 pagine.


MOOOOOOLTO INTERESSANTE !! UN LIBRO PER I SIONISTI, SCRITTO DA SIONISTI, PER IMPARARE A COME PRENDERE PER IL CULO(INDOTTRINARE), GLI "SPROVVEDUTI" GOYM.

IL LIBRO DICE ALL'INTERNO :"Property of The Israel Project. Not for distribution or publication. 2009." (PROPIETA` DELLA ISRAEL PROJECT. NON PER DISTRIBUZIONE O PUBBLICAZIONE)

CHISSA` COSA AVRANNO DA NASCONDERE QUESTI PARASSITI !!! CHE QUESTO "NOBEL", NON DEVE ESSERE DISTRIBUITO O PUBBLICATO(USO ESCLUSIVO)PER LORO.


Buona lettura.

Salvatore. G.

salvatore g., Manchester/UK Commentatore certificato 06.06.10 17:08| 
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Certo che se il blog di BEPPE GRILLO (viva sempre!) si mette a fare disinformazione stiamo freschi........!!!
Il termine "colpo di grazia" mi dovete dire dove lo avete trovato. O perchè ve lo siete inventati!

Beppe è il primo a dire che la disinformazione la fanno usando sapientemente i termini, non datevi la zappa sui piedi, in quell'assalto non è stato giustiziato nessuno

peace reporter 06.06.10 16:06| 
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Guardate che se hanno sparato da distanza ravvicinata è la prova che hanno sparato per difendersi mentre venivano presi a sprangate, mica che sono andati a giustiziare, eh?

Lo sparare da lontano avrebbe dimostrato che uccidevano persone disarmate, ma da vicino no,perchè si stavano difendendo dalle sprangate.

E hanno sparato 30 colpi che sono pochissimi pensando al volume di fuoco delle armi da guerra!

MI sembra che qui capite una cosa per un'altra.
è esattamente il contrario di quello che credete
Allego un video già allegato in una discussione e magari non lo vedete.
http://www.youtube.com/watch?v=gYjkLUcbJWo&feature=channel

g l 06.06.10 15:57| 
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che bugiardo, ormai questo blog è una farsa continua, non è vero che nessun giornale italiano ha riportato la notizia! la repubblica l'ha riportata eccome: http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/05/news/navepace-striscia-4587653/?ref=HRER1-1 grillo, sei davvero pronto a candidarti, di certo non sfigurerai fra i vari berlusconi, dalema, casini, bossi ecc... il livello di onestà e credibilità è lo stesso.
non è un caso che questo blog al macchia nera awards si sia guadagnato il titolo di "miglior blog andato a puttane".

mario antonelli 06.06.10 15:55| 
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WOW Grillo ha avuto più dignità del sionista Travaglio a mostrare la verità, sulla questione palestinese e sul sionismo consiglio la lettura dei libri/interventi di Paolo Barnard e Maurizio Blondet, che hanno a volte posizioni discutibili ma certamente non hanno padroni come il nostro beneamato Littorio Feltri.

Sionismo come psicopatia?
http://www.effedieffe.com/component/option,com_myblog/show,Sionismo-come-psicopatia.html/Itemid,0/

Massimiliano M. 06.06.10 14:50| 
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GOVERNO DI ISRAELE
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA

Paola Bassi Commentatore certificato 06.06.10 14:08| 
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sparare in faccia da distanza ravvicinata: esattamente come fanno i killer camorristi.

il video non è stato diffuso per sbaglio, anzi fa parte della strategia mediatica di israele, così fanno girare questa porcata su tutti i media e contemporaneamente ne prendono le distanze.
La solita tecnica della falsità e della dissimulazione di cui accusano sempre gli arabi ma che anche gli ebrei hanno ben radicata nel DNA.

davide j. 06.06.10 14:07| 
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GOVERNO DI ISRAELE
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!

Paola Bassi Commentatore certificato 06.06.10 14:06| 
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Risposta a bannatus sum

Non possiamo essere tutti perfetti e per questo non possiamo essere tutti giudei.Ma se tu dovessi eesere un`italiano con una forte crisi di identita` perche` non torni alla tua TERRA PROMESSA dal DIO direttore d`agenzia immobiliare.

pirluigi v., guaynabo pr Commentatore certificato 06.06.10 13:54| 
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LA PROVA DEFINITIVA CHE I "PACIFISTI" ITALIANI ERANO TUTT'ALTRO CHE PACIFICI...

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=34953&print=preview

LA ANGELA LANO, PACIFINTA ED INOLTRE ANTISEMITA, NEGAZIONISTA DELL'OLOCAUSTO E CON RAPPORTI CON HAMAS E TERRORISTI VARI!!!! TRAMITE IL SITO WWW.TERRASANTALIBERA.ORG INSULTANO L'OCCIDENTE ED ISRAELE! VERGOGNA!!!!!

B.a.n.n.a.t.u.s...s.u.m. 06.06.10 13:10| 
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Discussione

...si se lo avevavno fatto i cubani...l'avevano già bombardati, invasi, e impiaccati....soltanto che nel '63 i russi trasportavano missili....
Una nave in navigazione in acque internazionali e territoriali gode della propria sovranità...per cui qualsiasi azione d'intervento da parte di forze militari, deve essere legittimato giuridicamente...
In questo caso l'assalto è avvenuto in acque internazionali ed equivale ad una violazione della sovranità territoriale di uno stato, inoltre potevano pure opporre resistenza, anche armata...esercitando l'azione di legittima difesa...non è ne un atto di "pirateria" ne azione "corsara" è una atto di aggressione militare unilaterale ad un cargo Civile...senza se e senza ma.........

roby f., Livorno Commentatore certificato 06.06.10 12:15| 
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Discussione

Il blocco navale a Cuba indetto dagli stati uniti è di 500 miglia. wikipedia. il diritto navale e soprattutto quello in caso di blocco navale non è complicato... di più!!! Soprattutto se le navi avevano già confermato che avrebbero violato il blocco e avevano a bordo persone violente come AMPIAMENTE dimostrato dalle riprese video.

Non capisco perchè le flottiglie di pacifisti non facciano rotta verso Cuba dove la dittatura comunista fa dei disastri. Andare a Cuba e verificare le condizioni del popolo, parlando col popolo e sentendo le loro ragioni, non quelle della propaganda è una cosa che si puo fare.

Se hanno sparato a distanza ravvicinata capisco che è vero che si stavano difendendo e se hanno colpito lo stesso aggressore con più colpi capisco che avevano armi a raffica e normalmente i soldati le hanno. Non capisco cosa ci sia di strano.
I giornali italiani normalmente fanno disinformazione, e in un caso di disinformazione lampante hanno a loro volta disinformato,senza rendersene conto, non pubblicando niente :-)))))

giuseppe l 06.06.10 11:40| 
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E' STATO UN ATTO DI TERRORISMO VERO DA PARTE DEL GOVERNO DI ISRAELE

CARLO CHIATTI 05.06.10 23:10| 
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Se vuoi capire perché TROPPA INFORMAZIONE TI FA MALE, leggi questo articolo:

http://www.anakedview.com/mito_informazione.html

Guarda la realtà, senza fregature.
Su


www.aNakedView.com

...e poi ne riparliamo...


§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§


05/06/2010
La Rachel Corrie arrembata in acque internazionali dall'esercito di Israele. Critiche da Usa e Onu

La nave cargo Rachel Corrie carica di aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza dovrebbe trovarsi al confine Sud Ovest delle acque palestinesi.

Una nota diramata dalla marina israeliana fa sapere che la nave cargo è stata intercettata in acque internazionali, reiterando un atto di pirateria in quanto, come è chiaro, Israele in acque internazionali non gode di alcun diritto di territorialità.

Un giornalista di Al Jazeera h bordo della Rachel ci ha fatto sapere di essere stati minacciati via radio. Gli israeliani hanno l'ordine di assaltare la la nave con ogni mezzo, compresa la violenza, sei il capitano si rifiuterà di seguirli ad Ashdod, il primo porto israeliano al confine con la Striscia.

Il capitano Derreck e tutti i passeggeri, fra i quali il premio nobel Maried Maguire i parlamentari malesiani e i parlamentari irlandesi hanno categoricamente rifiutato di cambiare rotta e continuano a dirigere verso Gaza.

Sul tetto dell'edificio nel quale mi trovo, col mio binocolo, ho avvistato un'ora fa 6 navi da guerra israeliane invadere le acque palestinesi e dirigere a Sud Ovest, in direzione del punto dove dovrebbe trovarsi la Rachel Corrie.

Resta da vedere come riusciranno a bloccare una nave cargo di quella stazza, la percezione di tutti noi coinvolti in questa missione è che Israele nutra delle riserva a utilizzare anche questa volta gli elicotteri, dopo il massacro di civili di lunidi' scorso.

Vittorio Arrigoni per Peacereporter,

Porto di Gaza city.

http://it.peacereporter.net/articolo/22352/La+Rachel+Corrie+arrembata+in+acque+internazionali+dall%27esercito+di+Israele.+Critiche+da+Usa+e+Onu


Povero Luca Popper, lui che la notizia l'ha data per primo nesuno lo considera.

Eppure la notizia viene da un quotidiano come La Repubblica.

*****
[...]

L'autopsia della strage sulla Flotilla. Oggi il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato in esclusiva i risultati dell'autopsia dei nove attivisti turchi uccisi 3dalle forze armate israeliane nel corso del blitz contro la Freedom Flotilla. Le vittime sono state raggiunte da almeno una trentina di colpi d'arma da fuoco 4, pallottole da 9 millimetri, sparate in molti casi da distanza ravvicinata. Cinque delle vittime sono state colpite alla testa, scrive il medico legale turco, incaricato di effettuare le autopsie dal ministero della giustizia di Ankara. Ibrahim Bilgen, 60 anni, è stato colpito da 4 proiettili alla tempia, al petto, ai fianchi e alla schiena. Un diciannovenne, Fulkan Dogan, con cittadinanza americana, è stato raggiunto da cinque colpi sparati da meno di 45 centimetri, alla faccia, alla nuca, due volte alle gambe e una alla schiena. Altri due uomini sono stati uccisi da almeno quattro colpi ciascuno e cinque delle vittime hanno ricevuto proiettili nella schiena, ha riportato Yalcin Buyuk, vicepresidente della commissione di medicina legale.

http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/05/news/navepace-striscia-4587653/?ref=HRER1-1
*****

50 Stelle (50-stars) Commentatore certificato 05.06.10 19:39| 
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poscritto: io non ci credo per niente che il video sia stato diffuso per sbaglio.

davide lak (davlak) Commentatore certificato 05.06.10 19:25| 
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non ha forse le sue ragioni Ahmadinejad quando dice che ISRAELE deve sparire?

ho detto sparIre, non sparAre.

aggiungo un link a un ottimo articolo sul sito di movimento zero e MASSIMO FINI.

http://www.giornaledelribelle.com/index.php?option=com_content&task=view&id=721&Itemid=10

davide lak (davlak) Commentatore certificato 05.06.10 19:19| 
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