Cerca il meetup della tua città
Iscriviti al M5S
Partecipa alla scrittura delle leggi del M5S

Salvare la Terra dalla bancarotta ecologica


footprint.jpg
L'umanità sta vivendo da tempo sopra le proprie possibilità. Il prezzo da pagare per continuare su questa strada è la fine della civiltà.

Intervista a Wackernagel, Pollard, Al Mubarak e Quirola del Global Footprint Forum 2010:

Mathis Wackernagel: "Salve, sono Mathis Wackernagel del Global Footprint Network. Il nostro quartier generale è a Auckland, California, ma siamo presenti anche in Europa. Ora abbiamo il nostro Global Footprint Forum! Il forum sull’impronta ecologica 2010, in Toscana.
Il tema è molto semplice: ci rendiamo conto che il Pianeta sta diventando troppo piccolo rispetto al nostro appetito.
Attualmente stiamo utilizzando un pianeta e mezzo. Vale a dire che la Terra impiega un anno e cinque mesi circa per rigenerare le risorse che l’umanità utilizza in un solo anno.
Quando sono nato io, nel 1962, l’umanità utilizzava circa la metà delle risorse rinnovabili dalla Terra. Possiamo permetterci di sforare il budget per qualche tempo, ma prima o poi ciò porterà all’erosione del capitale ecologico e ad un ritorno forzato entro i limiti della capacità di rigenerazione del Pianeta. Possiamo scegliere tra una via comoda o una decisamente meno comoda per rientrare entro i limiti del budget ecologico.
L’impronta ecologica è uno strumento per capire a che punto si è. Proprio come il denaro: quando guadagni e quanto spendi. Certo, puoi spendere più delle tue disponibilità per qualche tempo. Lo stesso vale per le risorse naturali. Quante ne abbiamo e quante ne utilizziamo. Tutto qui, semplice!"

Studiare il mondo prima che questo muoia
Duncan Pollard: "Sono Duncan Pollard e sono il direttore del dipartimento Conservation Practice & Policy per WWF International. Partecipo al Forum perché WWF è uno dei più attivi utilizzatori dello strumento dell’impronta ecologica come indicatore dello stato di salute del Pianeta. Utilizziamo poi un altro strumento, una serie storica, che si chiama Living Planet Index che misura lo stato di salute della biodiversità. È un trend decrescente da quando lo misuriamo, dal 1970. Nel mondo è decresciuto di circa il 30% nel totale della popolazione di animali, piante, uccelli, anfibi, rettili ... Nei paesi tropicali la perdita è anche maggiore, intorno al 50%, in particolare dove si registra un rapido sviluppo economico, come nel sud-est asiatico. "

Blog: "Quali paesi stanno adottando lo strumento dell’impronta ecologica e perché sembra essere così difficile l’adozione da parte dei governi?"

Duncan Pollard: "È uno strumento nuovo e credo vedremo un numero sempre crescente di paesi che adotteranno questo approccio per disporre di una lente per osservare lo stato della biodiversità, dell’economia, dello sviluppo e della biocapacità. Sta prendendo piede lentamente, ma ci sono degli interessanti sviluppi negli Emirati Arabi Uniti e in Ecuador, e ora stiamo osservando progressi interessanti in Galles. Ci sono poi tentativi di produrre studi accurati in Giappone, Turchia, Guyana in Sud America. C’è interesse a diversi livelli. In Europa paesi come la Svizzera e i Paesi Bassi stanno cominciando ad adottare."

Negli Emirati Arabi si pianifica il futuro
Razan Khalifa Al Mubarak: "Sono Razan Khalifa Al Mubarak, direttrice dell’associazione Emirates Wildlife Society, una organizzazione non governativa ambientalista che lavora con partner diversi, compresa il Footprint Network, il WWF e il governo degli Emirati Arabi per conoscere la nostra impronta ecologica. Questo è stato il primo obiettivo del nostro lavoro.
Qual è il percorso che abbiamo intrapreso? Abbiamo fatto noi stessi calcoli con un processo di verifica dei dati e di revisione della metodologia. Questo ci ha consentito di effettuare i calcoli per il Footprint Network negli Emirati Arabi Uniti.
È stato un lavoro enorme. L’impronta ecologica osserva seimila dati. È stato complicato, ma molto utile per accrescere il livello di comprensione della nostra impronta ecologica. L’accresciuto livello di comprensione ha generato un impulso positivo: ora che abbiamo gli strumenti per capire la nostra impronta ecologica e conosciamo i nostri stili di consumo, cosa facciamo?
Questo ha trasformato il nostro lavoro portandoci a indagare quali fossero gli interventi politici nazionali necessari per ridurre l’impronta ecologica.
La questione dell’acqua negli Emirati Arabi Uniti è sempre stata prioritaria per il semplice fatto che non abbiamo acqua. L’acqua è la fonte della vita ed è necessario ordinare le priorità e adottare un approccio strategico alla materia. Parallelamente, per noi la questione dell’acqua è direttamente collegata alla questione energetica. Dal momento che disponiamo di riserve d’acqua dolce estremamente limitate, quasi il 100% dell’acqua che consumiamo è ottenuta attraverso processi di desalinizzazione. La desalinizzazione è un processo che ha una grande impronta ecologica. L’utilizzo della tecnica dell’impronta ecologica per studiare questa questione e conoscere l’impatto ecologico dell’acqua che utilizziamo è stato estremamente utile per gli Emirati Arabi Uniti.
Abbiamo identificato l’acqua come parte del processo energetico. Al momento stiamo lavorando su modelli per capire i nostri stili di consumo dell’acqua futuri, l’impatto di questi consumi sull’impronta ecologica e le politiche che si rendono necessarie per ridurla. "

Il regalo dell'Ecuador al mondo
Dania Quirola: "Sono Dania Quirola, consulente a Sumak Kawsay i Ecuador per il ministero della Pianificazione e Sviluppo. Faccio parte dello staff tecnico che si occupa di sostenere l’iniziativa Yasunì ITT, una iniziativa per cambiare la storia.
Abbiamo scoperto che il 20% delle riserve petrolifere del Paese si trovano all’interno di un parco naturale, il parco Yasunì. Una riserva della biosfera tutelata dall’UNESCO. In questa zona abbiamo colto la possibilità di fare un regalo al pianeta: la prospettiva di una riduzione significativa del cambiamento climatico. Abbiamo deciso di mantenere il petrolio nel sottosuolo. Si tratta di 846 milioni di barili di petrolio equivalenti a 407 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Ciò significa che oltre alle discussioni internazionali a livello politico, che pure dobbiamo continuare a sostenere, c’è una risposta concreta di un piccolo paese sudamericano. Questo contribuirà a un cambiamento nella matrice energetica. Stiamo cercando a livello internazionale collaborazioni per condividere questo sforzo planetario e raccogliere circa 3.400 milioni di dollari, circa il 50% dell’introito della vendita del petrolio, per conservarlo nel sottosuolo. "

Rivoluzionare alimentazione e mobilità

Duncan Pollard: "Ci sono almeno tre cose che i singoli possono fare. La prima è certamente far capire ai politici che questi sono temi che ci stanno a cuore. E ci sono diversi modi per farlo. Uno di questi è andare sul sito del WWF, e altre organizzazioni, e utilizzare gli strumenti per il calcolo dell’impronta ecologica e calcolare la propria. Se migliaia, milioni di persone lo fanno, i politici si renderanno conto che si tratta di una questione con la quale dovranno avere a che fare.
A un livello diverso ci sono altre azioni che i singoli possono fare riconoscendo che il cibo e l’energia hanno un enorme impatto sull’impronta ecologica.
Per quanto riguarda il cibo dobbiamo certamente assicurarci di non sprecarne - in Europa circa il 30% del cibo prodotto non viene consumato - e tutti possiamo giocare un ruolo importante nell’assicurarci di mangiare il cibo che acquistiamo e di non gettarlo via. L’altra comportamento rispetto al cibo richiede che se vogliamo avere tutti una dieta bilanciata entro l’anno 2050 dobbiamo consumare significativamente meno carne di quanto ne consumiamo oggi, specialmente in Europa. La dieta italiana per esempio, che è stata indicata come la dieta media europea in termini di apporto calorico da carne, va resa simile alla dieta malese o a quella del Costa Rica. E ciò potrebbe significare ad esempio consumare carne solo 2 o 3 volte la settimana, non sette volte la settimana.
L’altra grande operazione che si può fare è cambiare gli stili di spostamento. Utilizzare l’auto il meno possibile e ridurre il numero di spostamenti. Se sono proprio necessari, si utilizzino i mezzi pubblici, la bicicletta o si cammini."

Studiare il mondo prima che questo muoia
Duncan Pollard: "Sono Duncan Pollard e sono il direttore del dipartimento Conservation Practice & Policy per WWF International. Partecipo al Forum perché WWF è uno dei più attivi utilizzatori dello strumento dell’impronta ecologica come indicatore dello stato di salute del Pianeta. Utilizziamo poi un altro strumento, una serie storica, che si chiama Living Planet Index che misura lo stato di salute della biodiversità. È un trend decrescente da quando lo misuriamo, dal 1970. Nel mondo è decresciuto di circa il 30% nel totale della popolazione di animali, piante, uccelli, anfibi, rettili ... Nei paesi tropicali la perdita è anche maggiore, intorno al 50%, in particolare dove si registra un rapido sviluppo economico, come nel sud-est asiatico. "

Blog: "Quali paesi stanno adottando lo strumento dell’impronta ecologica e perché sembra essere così difficile l’adozione da parte dei governi?"

Duncan Pollard: "È uno strumento nuovo e credo vedremo un numero sempre crescente di paesi che adotteranno questo approccio per disporre di una lente per osservare lo stato della biodiversità, dell’economia, dello sviluppo e della biocapacità. Sta prendendo piede lentamente, ma ci sono degli interessanti sviluppi negli Emirati Arabi Uniti e in Ecuador, e ora stiamo osservando progressi interessanti in Galles. Ci sono poi tentativi di produrre studi accurati in Giappone, Turchia, Guyana in Sud America. C’è interesse a diversi livelli. In Europa paesi come la Svizzera e i Paesi Bassi stanno cominciando ad adottare."

Negli Emirati Arabi si pianifica il futuro
Razan Khalifa Al Mubarak: "Sono Razan Khalifa Al Mubarak, direttrice dell’associazione Emirates Wildlife Society, una organizzazione non governativa ambientalista che lavora con partner diversi, compresa il Footprint Network, il WWF e il governo degli Emirati Arabi per conoscere la nostra impronta ecologica. Questo è stato il primo obiettivo del nostro lavoro.
Qual è il percorso che abbiamo intrapreso? Abbiamo fatto noi stessi calcoli con un processo di verifica dei dati e di revisione della metodologia. Questo ci ha consentito di effettuare i calcoli per il Footprint Network negli Emirati Arabi Uniti.
È stato un lavoro enorme. L’impronta ecologica osserva seimila dati. È stato complicato, ma molto utile per accrescere il livello di comprensione della nostra impronta ecologica. L’accresciuto livello di comprensione ha generato un impulso positivo: ora che abbiamo gli strumenti per capire la nostra impronta ecologica e conosciamo i nostri stili di consumo, cosa facciamo?
Questo ha trasformato il nostro lavoro portandoci a indagare quali fossero gli interventi politici nazionali necessari per ridurre l’impronta ecologica.
La questione dell’acqua negli Emirati Arabi Uniti è sempre stata prioritaria per il semplice fatto che non abbiamo acqua. L’acqua è la fonte della vita ed è necessario ordinare le priorità e adottare un approccio strategico alla materia. Parallelamente, per noi la questione dell’acqua è direttamente collegata alla questione energetica. Dal momento che disponiamo di riserve d’acqua dolce estremamente limitate, quasi il 100% dell’acqua che consumiamo è ottenuta attraverso processi di desalinizzazione. La desalinizzazione è un processo che ha una grande impronta ecologica. L’utilizzo della tecnica dell’impronta ecologica per studiare questa questione e conoscere l’impatto ecologico dell’acqua che utilizziamo è stato estremamente utile per gli Emirati Arabi Uniti.
Abbiamo identificato l’acqua come parte del processo energetico. Al momento stiamo lavorando su modelli per capire i nostri stili di consumo dell’acqua futuri, l’impatto di questi consumi sull’impronta ecologica e le politiche che si rendono necessarie per ridurla. "

Il regalo dell'Ecuador al mondo
Dania Quirola: "Sono Dania Quirola, consulente a Sumak Kawsay i Ecuador per il ministero della Pianificazione e Sviluppo. Faccio parte dello staff tecnico che si occupa di sostenere l’iniziativa Yasunì ITT, una iniziativa per cambiare la storia.
Abbiamo scoperto che il 20% delle riserve petrolifere del Paese si trovano all’interno di un parco naturale, il parco Yasunì. Una riserva della biosfera tutelata dall’UNESCO. In questa zona abbiamo colto la possibilità di fare un regalo al pianeta: la prospettiva di una riduzione significativa del cambiamento climatico. Abbiamo deciso di mantenere il petrolio nel sottosuolo. Si tratta di 846 milioni di barili di petrolio equivalenti a 407 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Ciò significa che oltre alle discussioni internazionali a livello politico, che pure dobbiamo continuare a sostenere, c’è una risposta concreta di un piccolo paese sudamericano. Questo contribuirà a un cambiamento nella matrice energetica. Stiamo cercando a livello internazionale collaborazioni per condividere questo sforzo planetario e raccogliere circa 3.400 milioni di dollari, circa il 50% dell’introito della vendita del petrolio, per conservarlo nel sottosuolo. "

Rivoluzionare alimentazione e mobilità

Duncan Pollard: "Ci sono almeno tre cose che i singoli possono fare. La prima è certamente far capire ai politici che questi sono temi che ci stanno a cuore. E ci sono diversi modi per farlo. Uno di questi è andare sul sito del WWF, e altre organizzazioni, e utilizzare gli strumenti per il calcolo dell’impronta ecologica e calcolare la propria. Se migliaia, milioni di persone lo fanno, i politici si renderanno conto che si tratta di una questione con la quale dovranno avere a che fare.
A un livello diverso ci sono altre azioni che i singoli possono fare riconoscendo che il cibo e l’energia hanno un enorme impatto sull’impronta ecologica.
Per quanto riguarda il cibo dobbiamo certamente assicurarci di non sprecarne - in Europa circa il 30% del cibo prodotto non viene consumato - e tutti possiamo giocare un ruolo importante nell’assicurarci di mangiare il cibo che acquistiamo e di non gettarlo via. L’altra comportamento rispetto al cibo richiede che se vogliamo avere tutti una dieta bilanciata entro l’anno 2050 dobbiamo consumare significativamente meno carne di quanto ne consumiamo oggi, specialmente in Europa. La dieta italiana per esempio, che è stata indicata come la dieta media europea in termini di apporto calorico da carne, va resa simile alla dieta malese o a quella del Costa Rica. E ciò potrebbe significare ad esempio consumare carne solo 2 o 3 volte la settimana, non sette volte la settimana.
L’altra grande operazione che si può fare è cambiare gli stili di spostamento. Utilizzare l’auto il meno possibile e ridurre il numero di spostamenti. Se sono proprio necessari, si utilizzino i mezzi pubblici, la bicicletta o si cammini."

1 Lug 2010, 17:41 | Scrivi | Commenti (33) | listen_it_it.gifAscolta
| Invia ad un amico | Stampa

Commenti

 

Ho un'idea superba. Per tutti quelli che il cemento non lo vogliono, vogliono risolvere il problema della sovrapopolazione, e del falso problema del riscaldamento globale (come i dati dimostrebebbero prima che vengano ritoccati per dimostrare il contrario) potrebbero fare quanto segue: eunuchizzarsi, fare in modo da iniziare una nuova gurra mondiale in maniera da decimare la popolazione vivente (che produce scorie e co2), vivere in capanne di paglia e fango (prodotti facilmente reperibili anche se potrete riciclare ben poco dato che la prima volta che c'e' maltempo verra' distrutta) senza acqua corrente ed elettricita', vivere fuori citta', le strade dovranno essere esclusivamente di terra battuta (non potendo usare la pietra sia per rispetto alle montagne che per il fatto che non e' possibile usare ne macchinari ne schiavi), non usare ne' wifi e ne' telefoni cellululari (le radiazioni sono dannose), per scaldarsi vi consiglierei di mettere nella vostra nuova abitazione gli animali (mucche e maiali da usare solo per il riscaldamento in quanto uccederli per mangiarli e vestirsi e' abominevole) perche' accendere un fuoco oltre che emettere co2 brucerebbe il preziosissimo legname. E comodo per voi pensare che il resto della terra non meriti il nostro stile di vita, iniziate a condividerlo. Io voglio che tutti gli abitanti della terra debbano vivere meglio. La verita' e' che ci sono in gioco forze fisiche nei fenomeni terrestri che sono decisamnte piu' grandi di quelli che 6 miliardi di esseri umani possono causaree che la terra potrebbe ospitare senza problemi 4 volte la popolazione attuale della terra.

Saluti

salvatore cerone 07.07.10 08:12| 
 |
Rispondi al commento

non viene fatto alcun accenno al CUORE del problema, l'aspetto demografico, Se non si frena l'aumento della popolazione mondiale non c'è possibilità di salvare la terra.
Non vi è alcun accenno alla urgenza di pianificare campagne di contenimento delle nascite attraverso la contraccezione. E' in tale direzione che devono essere diretti gli impegni dei governi. Non è assolutamente sufficiente conoscere quanto consuma l'impronta ecologica, ben sapendo che l'incremento demografico porta a ulteriore peggioramento se non si pone all'ordine del giorno una campagna mondiale sul rimedio principe del contenimento delle nascite. Tutto il resto è utile, ma non risolutivo.
E viene fuori il problema dei problemi: le varie religioni si oppongono al contenimento delle nascite attraverso la contraccezione, ma non vengono additate come responsabili della situazione anche se gli affamati ed i morti per fame crescono quotidianamente.

paolo de gregorio Commentatore certificato 02.07.10 16:12| 
 |
Rispondi al commento

1) bisogna ricontertire il mod. economico abbassando notevolmente l'impatto ambientale;
2) ridurre i consumi secondari (decrescita) aumentando la qualità dei consumi primari e sviluppando una maggiore s piritualità;
3) favorire la cultura gay;
4) ridurre al massimo la spazzatura e aumentare le depurazioni;
5) se un miliardo di persone di mattina presto accendono contemporaneamente l'automobile produranno un certo smog e un certo surriscaldamento; se invece di un miliardo sono 6 miliardi che accendono l'automobile tutto si moltiplicherà per 6.

giancarlo sartoretto 02.07.10 15:09| 
 |
Rispondi al commento

Il Consiglio Comunale di Milano si appresta ad adottare il Piano di Governo del Territorio (PGT), che prevede di aggredire Milano con 23 milioni di metri cubi di cemento (220 grattacieli Pirelli) distribuiti in tutte le aree della città dove potranno essere trasferiti a pagamento i diritti di costruzione assegnati alle aree agricole del Parco Sud, che non li avevano.
Salveremo forse il Parco Sud, ma tutti gli abitanti di Milano rischiano di essere ancor più accerchiati dal cemento - molti cittadini si troveranno un grattacielo davanti alla propria casa - in una città già troppo densa, anche a causa degli imponenti progetti in fase di realizzazione, che il PGT vuole densificare ulteriormente.
Milano ha bisogno di verde e di importanti quote di edilizia sociale.
D’altra parte il Comune non avrà neppure i fondi per dotare questi nuovi insediamenti dei servizi necessari perché le spese previste supereranno gli incassi per 9 miliardi di euro.
Le opposizioni, unitariamente, in Consiglio Comunale hanno condotto per mesi una battaglia dura e utile ottenendo alcuni risultati concreti che non rendono, però, il PGT ancora compatibile con gli interessi generali della città.
Contro l’adozione di questo PGT si sono già espresse personalità di grande rilievo del mondo accademico, professionale e culturale di Milano.

L’Associazione Vivi e Progetta un’altra Milano
invita a manifestare l’ opposizione a questo piano
Lunedì 5 luglio alle ore 18
in Piazza Scala davanti a Palazzo Marino

Aderiscono:
Rete dei Comitati Milanesi - Comitato “ I MILLE” Isola - Comitato Cittadinanza Metropolitana - Partito Democratico - Italia Dei Valori - Sinistra Ecologia Libertà - Federazione della Sinistra - Lista FO - Milano Civica - Un'Altra Provincia

liliana sacchi 02.07.10 13:14| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Nessuno vuole rinunciare al benessere. E' necessario introdurre benessere senza sprecare risorse. E' difficile godere del benessere senza sprecare piuttosto del contrario ma e' in gioco l'umanita. Non credo che ci sia una svolta, al momento non ci sono iniziative concrete, come ogni essere vivente che ha abitato il pianeta azzurro anche noi ci estingueremo. E' il potere della terra: ti offre tutto quello che ha fino all'esaurimento. Finite le risorse finita la causa che le ha esaurite e inizio di una nuova era. Meno male che noi umani abbiamo sempre pensato che i dinosauri erano stupidi.

luca fornari 02.07.10 11:38| 
 |
Rispondi al commento

ho visitato il sito
http://www.teslamotors.com/
84000 euro per un'auto elettrica??? Preferisco la bici!

Michele Tomasiccio 02.07.10 11:20| 
 |
Rispondi al commento

Caro Beppe, a proposito di Fiat e Panda si o Panda no, cassa integrati ecc. ecc. Mentre si affannano a decidere, la Fiat sarà morta e sepolta. Date un occhio a questo sito e non lasciateci il cuore.
Ciao e buona vita.
http://www.teslamotors.com/

albert m 02.07.10 10:34| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Se è vero questo, non ci resta che cambiare pianeta

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1665943&codiciTestate=1

Anna Cola 02.07.10 08:26| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Sveglia, la causa maggiore dell' aumento dell' impronta ecologica si chiama Immigrazione. Stiamo parlando di milioni di persone che fanno molti figli, per aumentare la loro rilevanza sociale,ma anche una vita migliore (nel senso da spreconi come la nostra). L'America passa da 200 a 300 milioni di abitanti a causa dell' immigrazione facendo si che tutta questa gente invece di 1 consumi 10 a livello globale quanto è aumentato il consumo? Lo stesso vale per l'Europa e pure l'Italia la popolazione stà aumentando (ma non ringiovanendo in quanto gli immigrati sono più vecchi dei bambini non nati che dovrebbero sostituire)I nuovi arrivati se ne sbattono dei consumi perchè convinti che questo gli sia dovuto in quanto non ne hanno usufruito fino ad ora. Ma nesuno gli andrà a dire qualcosa perchè rischia di essere accusato di razzismo (mi è successo ad un raduno del movimento 5 stelle). gli stranieri che lavorano in Italia autoinvitatosi, che spesso ti fà concorrenza sul lavoro, fanno risultare la loro impronta al loro paese di origine o all' Italia. Quando si tratta di mettere la faccia di chi consuma troppo ci metteranno solo la mia o anche dei nuovi venuti!

Nerio Cappelli 02.07.10 02:05| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

1) l'aumento della temperatura per causa antropica non è dimostrato.
Sono stati beccati ricercatori che falsificavano spudoratamente i dati.

2) Si parla di questi argomenti con dei DATI

3)la decrescita felice mettetela nel qlo ad Al Gore che vive da nababbo in una magione.
Per quale motivo un cinese non può aspirare ad avere una villa e a consumare quanto noi?
Bisogna riconvertire semplicemente il modello economico... non far collassare l'economia con la decrescita.
Bisogna puntare su risorse rinnovabili,risparmio,nuovi servizi e meno industria pesante.... tutto questo non significa DECRESCITA!!!!
Sono i potenti che controllano multinazionali e banche che vogliono la decrescita perchè la decrescita colpirebbe il popolino... i meno abbienti... persone che si sono appena affacciate sul mondo del lavoro...
SVEGLIAAAAA

Riccardo P., San Lazzaro di Savena Commentatore certificato 02.07.10 00:27| 
 |
Rispondi al commento

C'è un concetto che ancora non è chiaro.
la terra non ha bisogno di essere salvata.
la terra è superiore a tutti i cambiamenti climatici che l'uomo stà producendo , però la terra da in cambio quello che riceve.
Le specie animali sono tutte morte in più occasioni , il dinosauro che una volta era il dominatore assoluto della terra si è estinto , ma la terra è sopravissuta.
In modo ciclico la terra preme il pulsante reset , riparte e l'ultimo che esce chiuda la porta.
Pertanto non dobbiamo salvare la terra , dobbiamo salvare noi stessi dalla sua terribile risposta.
E' come tirare un boumerang e aspettare che torni , ma dopo un pò ti giri convinto che non ritorni e alla fine te lo becchi sulla nuca.

Giampaolo S., Belluno Commentatore certificato 01.07.10 22:58| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento

Mariuana terapeutica, Ass. Coscioni: perquisita casa di uno nostro dirigente malato di sclerosi multipla

30/06/2010
Andrea Trisciuoglio

Nella giornata di ieri, martedì 29 giugno, i carabinieri perquisiscono l'abitazione di Andrea Trisciuoglio, dirigente dell'Associazione Luca Coscioni che porta avanti a livello nazionale la battaglia per la cannabis terapeutica.

Dichiarazione di Andrea Trisciuoglio, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni

A nulla sono serviti gli articoli sui quotidiani nazionali (vd. Venerdì di Repubblica, Terra/Agenda Coscioni, siti internet); a nulla è servito rappresentare localmente, a Foggia, un'associazione così importante; a nulla è servito avere purtroppo una malattia cronica come la mia: la sclerosi multipla. Di fronte all'evidenza dei fatti (trovavano cannabis ma era il Bediol che ricevo mensilmente dalla mia Asl) e non potendomi contestare nulla, dopo una mattinata infernale trascorsa tra sveglia di prima mattina con 5 carabinieri che entrano nella mia abitazione, mia moglie e mio figlio terrorizzati (con annessi pianti del bimbo), mani in tutti i cassetti, trasporto in caserma, concludono con uno "scusateci per il disturbo"... Oggi è stato veramente tutto incredibile. La lotta per la cannabis terapeutica per i tanti malati che come ne hanno bisogno è la mia battaglia che, da radicale, con l'Associazione Luca Coscioni porteremo avanti senza farci intimidire. Criminalizzare l'uso terapeutico di una pianta è proprio di uno stato etico e ascientifico, non di uno stato di diritto.

Salve a tutti. Mi permetto di inviarvi questa e-mail per raccontarvi questa assurdità che mi è capitata. Già alcuni onorevoli rappresentanti di questo governo hanno presentato interrogazioni parlamentari per fare chiarezza sulla questione. Vorrei che fosse divulgata la notizia perchè non accada mai più tutto questo anche agli altri pazienti che, spesso, sono inchiodati ad una SAR.
Saluti

Andrea Trisciuoglio 01.07.10 22:31| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento

Vox clamantis in deserto..

Le poche Cassandre che sono consapevoli del disastro imminente non ce la faranno a convincere i molti. Per almeno 2 motivi

1) La tendenza naturale degli uomini a non rinunciare a qualcosa che hanno a portata di mano per la convinzione che se ci si rinuncia qualcun altro se ne approprierà. Questo perché non c'è un'etica comune condivisa che qualifichi come molto gravi i comportamenti anti-ecologici.
2) L'ossessione dei governi e dei governanti per il PIL. Un PIL che cresce consentirà loro prima di tutto di essere rieletti e poi garantisce al popolo il benessere a cui siamo abituati che non è benessere vero ma solo un abuso della natura e delle sue risorse.

Siamo certi che il conto verrà presentato presto e sarà salatissimo.

Hard Rock 01.07.10 21:54| 
 |
Rispondi al commento

La cosa è molto seria...prima di tutto c'è l'aumento demografico che pesa notevolmente sulle risorse naturali, acqua cibo,etc...poi c'è il consumo di energia....petrolio etc..in forte crescita, anche per i ritmi produttivi di alcuni paesi come India e Cina...
La mobilità e l'industria del 1 mondo, è energivora, troppo tempo è passato senza applicare l'energie alternative e procedere con la ricerca..troppo obsoleto e inquinante...
Il nostro paese, ha una popolazione superiore alle capacità produttive alimentari, energetiche, etc..rispeto a paesi come Francia e Germania...
Per quanto riguarda la raccola fondi come proposto dalla signora...sarebbe forse meglio investire denari nella ricerca per implementare la ricerca su energie alternative.

roby f., Livorno Commentatore certificato 01.07.10 20:06| 
 |
Rispondi al commento

PER TUTTI GLI IGNORANTI DEL NORD'ITALIA.LEGGERE PREGO CERCANDO DI COMPRENDERE.
Voi del nord non vi chiedete come mai molti militanti leghisti siano così riconoscenti nei confronti del bossi, esempio vedi Zaia, cota, bricolo l'amico dei puffi. Domandarsi cosa potrebbero fare come lavoro senza la politica i parlamentari leghisti no vero?
Un esempio:Umberto Bossi da Cassago Magnago, provincia di Varese. Una vita da film. Ha fatto tre feste di laurea senza essersi mai laureato. Alla prima moglie racconta di essere un dottore, si finge medico dell’ospedale Del Ponte di Varese. La storia va avanti per mesi. Quando lei scopre che è tutto inventato chiede il divorzio. Qualche anno dopo l’Umberto porta anche la madre all’università di Pavia per la consacrazione ma non la fa assistere alla cerimonia: è la solita balla, lui ormai c’è abituato. All’Università per qualche anno c’era stato. Pochi esami, parecchi guai ma anche l’incontro che aveva cambiato la sua vita: quello con la politica.La Lega lombarda, la propaganda, i primi assessori comunali eletti in Veneto e Lombardia.Bossi cavalca Mani pulite e l’insoddisfazione del profondo Nord. Non sarà laureato ma è scaltro l’Umberto. Lavora sull’immaginario collettivo, capisce prima di tutti che l’immigrazione sposta una marea di voti che la gente ha una paura fottuta. Poi c’è il folklore: Pontida, miss Padania, la Lega che ce l’ha duro, Roma ladrona, i comizi in canottiera. La Prima repubblica crolla, nel Paese regna la confusione, il momento è propizio. Bossi alza il tiro. Annuncia la secessione, crea il Parlamento del Nord, progetta di avanzare “città per città con le baionette”. L’Umberto corre spedito in bilico sul precipizio. La magistratura potrebbe muoversi da un momento all’altro. C’è chi accusa i leghisti di eversione, razzismo, banda armata, colpo di Stato: roba da ergastolo.BOSSI QUELLO CHE DIFENDE LA FAMIGLIA TRADIONALE ANDANDO A LETTO CON UNA SHOWGIRL(Luisa Corna) e ricevendo in cambio un ictus!

Pietro T. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 01.07.10 19:30| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

L'ecologia di cui parlate è affare della natura che prima o poi ci restituirà con gli interessi tutto quello che noi abbiamo portato.
Pensiamo alla nostra ecologia interiore, chi è sporco dentro non può parlare di pulire il pianeta, nessun riferimento personale perchè noi siamo tutti sporchi dalla punta dei piedi fino all'ultimo dei capelli.
CLaudio

Claudio Badoglio 01.07.10 18:53| 
 |
Rispondi al commento

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Vogliono che restiate in casa, impauriti, senza pensare. Non vogliono cambiare perché in pochi guadagnano sulla distruzione del nostro ecosistema.

Leggi qua

www.anakedview.com/noi_vi_amiamo.html
e ribellati!

Per vedere la realtà, senza fregature, visitate il sito:

http://www.anakedview.com/

Troverete articoli di psicologia, comunicazione politica, riflessioni sulla società e molto altro...
Buona Lettura

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§


(Terza ed ultima Parte)
Forzare la mano con le popolazioni, portarle a credere che la soluzione proclamata sia la soluzione, usare allo scopo lo shock, la ridondanza mediatica, la persuasione anche con soggetti di valore scientifico riconosciuto, vedi le affermazioni di Veronesi a “che tempo che fa”, portare le scolaresche a visitare l’inceneritore di Vienna. Nascondere ed occultare la verità, negare che ci sia una reale alternativa. Usare le parole d’ordine degli antagonisti come spot pubblicitari tesi a svuotale del reale significato e allora promuovere le giornate del riciclo della riduzione, fumo negli occhi ai cittadini spettatori, manipolazioni da prestigiatore.
Ma quanto ci costa in termini economici, ambientali sanitari tutto questo? Quanto ci costa in termini culturali?

Luigi(Napoli) 01.07.10 18:42| 
 |
Rispondi al commento

(Parte Seconda)
NEGLI ULTIMI 60 ANNI ABBIAMO CONSUMATO L’EQUIVALENTE DEI PRECEDENTI 200.000 ANNI!
E SIAMO IN ACCELERAZIONE, VISTO CHE PAESI COME LA CINA, IL GIAPPONE E L’INDIA SONO IN CRESCITA
2 MILIARDI E MEZZO DI PERSONE CHE VOGLIONO IL NOSTRO STESSO SVILUPPO!
CI SERVONO ALMENO 5 PIANETI COME IL NOSTRO!
OGNI GIORNO: 40 MILA ETTARI DI DISBOSCAMENTO!
OGNI GIORNO: 30 MILA ETTARI DI DESERTO IN PIU’!
OGNI GIORNO CONSUMIAMO:
85 MILIONI DI BARILI DI PETROLIO con una crescita del 2,3%
OGNI GIORNO: SCARICHIAMO IN ATMOSFERA 100 MILIONI DI TONNELLATE DI CO2
OGNI GIORNO: 150 SPECIE ANIMALI SI ESTINGUONO
OGNI GIORNO SIAMO 250 MILA ESSERI UMANI IN PIU

QUESTO MODELLO DI SVILUPPO PRODUCE:
OGNI GIORNO: 10 MILIARDI DI TONNELLATE DI RIFIUTI!
Ma il rifiuto è la cartina di tornasole del sistema, è la prova provata dell’errore di progettazione che sta alla base di questa concezione di sviluppo illimitato ed esponenziale.
Il problema della gestione dei rifiuti nemmeno esiterebbe in un modello ecologico di tipo circolare.
Come racconta molto bene Naomi Klein nel suo libro la Shock Economy,la strategia è attendere il verificarsi di una grande crisi o di uno grande shock collettivo per ottenere un guadagno personale ( lobbistico), sfruttare le risorse dello stato quando gli abitanti sono ancora disorientati per poi agire rapidamente per rendere “permanenti” le riforme.
Friedmann in uno dei suoi saggi afferma che soltanto una crisi , reale o percepita, genera il vero cambiamento; e quando la crisi si genera le azioni che si intraprenderanno dipendono dalle idee che circolano. Il controllo dei mass media, delle televisioni e dei giornali è estremamente funzionale allo scopo di manipolare le idee che circolano. Non a torto l’Italia è tra i primi posti dei paesi “semi liberi” per quanto riguarda la libertà di stampa, anche se il premier,ha affermato che da noi “ c’è troppa libertà”.

Luigi(Napoli) 01.07.10 18:40| 
 |
Rispondi al commento

(Parte Prima)

Noi non siamo degli economisti, siamo degli osservatori, ma l’osservazione degli eventi ci impone una riflessione anche di tipo economico.
Quella che ci presentano oggi come una crisi economica è una crisi di sistema, la crisi di un modello, quello del capitalismo d’assalto, del capitalismo bulimico, divoratore di Ambiente, di Territorio, di Partecipazione e di Democrazia.
Ecco perché la crisi attuale è soprattutto crisi ambientale e crisi democratica.
L’economia convenzionale, come dice Vladimiro Giacchè, ha l’esigenza di mantenere inalterati i consumi, ecco perché è così difficile attuare politiche di buon senso di riduzione dei rifiuti, perché il dictat economico va in altra direzione: la produzione ed i consumi devono crescere, a tutti i costi! Anche a fronte del fatto che i redditi calino e la disoccupazione aumenti. L’obbiettivo utopico è: abbassare i salari e aumentare i consumi. Non a torto il nostro premier si rivolge ai cittadini italiani chiamandoli testualmente “consumatori” invitando i telegiornali a non spaventarli inutilmente con dichiarazioni economiche catastrofiche. Si incentiva così l’indebitamento con il miraggio che i consumi portino la ripresa economica, si incoraggia la cementificazione del territorio e l’abusivismo edilizio, quando oramai il nostro territorio è saturo, al collasso (dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento).
Ma il Modello attuale, del capitalismo vampiro ha fallito, è un modello irrazionale di tipo lineare che tende a consumare le risorse in maniera bulimica come se queste fossero inesauribili, e non lo sono; grava sull’ecosistema in maniera oramai insostenibile ad una crescita esponenziale generando un impronta ecologica cinque volte superiore alla capacità della terra di rigenerare la risorse consumate.

Luigi(Napoli) 01.07.10 18:29| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

CIAO BEPPE
NOI DOBBIAMO CAMBIARE,DA UN PO' DI GIORNI MI SONO ISCRITTO COME EDUCATORE ECOLOGICO PER LEGAMBIENTE,I BAMBINI DI CITTA' VANNO SENSIBILIZZATI, GLI HO VISTI SPRECARE L'ACQUA, SOLO PERCHE' VOLEVANO L'ACQUA PIU' FRESCA,DOBBIAMO PARTIRE AD LI' SE VOGLIAMO UN MONDO MIGLIORE
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 01.07.10 18:28| 
 |
Rispondi al commento
Discussione



Inserisci il tuo commento

Il Blog di Beppe Grillo è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Beppe Grillo

Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Non è possibile copiare e incollare commenti di altri nel proprio.
Per rispondere ad un commento è necessario utilizzare la funzione "Rispondi al commento"

Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

La lunghezza massima dei commenti è di 2000 caratteri
Se hai dei dubbi leggi "Come usare il blog".


 

Invia un commento

Invia un commento certificato





Memorizza i miei dati?

*Campi obbligatori




Numero di caratteri disponibili:      




 



Informativa Privacy (art.13 D.Lgs. 196/2003): i dati che i partecipanti al Blog conferiscono all’atto della loro iscrizione sono limitati all’ indirizzo e-mail e sono obbligatori al fine di ricevere la notifica di pubblicazione di un post.
Per poter postare un commento invece, oltre all’email, è richiesto l’inserimento di nome e cognome. Nome e cognome vengono pubblicati - e, quindi, diffusi - sul Web unitamente al commento postato dall’utente, l’indirizzo e-mail viene utilizzato esclusivamente per l’invio delle news del sito. Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sul Blog; in particolare, non ne è prevista l’aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possa essere intenzione del sito eseguire saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell’utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell’utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o  diffusione degli stessi è, dunque, prevista. In ogni caso, l’utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all’ .
Titolare del trattamento ai sensi della normativa vigente è Beppe Grillo, mentre il responsabile del trattamento dei dati è Casaleggio Associati s.r.l. , con sede in Milano, Via G.Morone n. 6, 20121.




Invia il post ad un amico


Invia questo messaggio a *


Il tuo indirizzo e-mail *


Messaggio (opzionale)


*Campi obbligatori