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Telelavoro, km zero, contributi zero


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Il telelavoro va incentivato con detrazioni fiscali al posto della rottamazione delle automobili e della vendita delle macchine EuroQualcosa.
"Sono il titolare di una piccola azienda di sviluppo software. Siamo circa 10 persone, ma il nostro ufficio è di 35 Mq. 5 sono per i server e 5 sono per il bagno! Perché? Perchè lavoriamo TUTTI da remoto da casa. Non siamo distaccati presso nessun Cliente, ma lavoriamo tutti allo sviluppo di applicazioni sofware e ciascuno a acsa propria, con gli orari che preferisce, amministrazione compresa. A che servono i 25 Mq? A riunirci il venerdì per la consueta riunione settimanale e a mangiare i pasticcini quando c'è qualcosa da festeggiare. Ci vuole un po' di organizzazione, ma vi assicuro che TUTTE le aziende non manifatturiere che conosco potrebbero agevolamente tenere almeno il 50% dei dipendenti a casa da SUBITO, con risparmio di costi e gradimento di tutti. Contributi, incentivi? ZERO!!!!!" Eugenio P.

16 Lug 2010, 15:31 | Scrivi | Commenti (66) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Davvero un ottimo blog.. Network Marketing - Guadagno sul web

Kyani italia 01.12.14 18:53| 
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telelavoroofferte.altervista.org

Offerte di telelavoro serio per italiani e non solo accuratamente selezionate

telelavoroofferte.altervista.org

alessio c 30.08.14 00:59| 
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tutti parlano di disoccupazione giovanile ma noi quarantenni per la società non esistiamo più , non importa se siamo piu capaci ma vogliono bariste da 25 anni con diploma alberghiero e minimo 5 anni di esperienza vi sembra giusto?ho 42 anni e porto a casa 70€la settimana , non si trova lavoro almeno per quelli come me non esiste e non esssedo nemmeno stata dipendente con attivita in proprio andata male non c'e concesso nulla almeno un part time sarebbe gia tanto!!

lara f 27.02.13 21:21| 
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Salve a tutti e complimenti a Grillo.
Vorrei approfittare di questo spazio perchè cerco da un po' di tempo una situazione lavorativa che mi consenta di conciliare le mie 2 passioni, la programmazione e la musica. Studente di Ingegneria Informatica, ho un'esperienza di 2 anni in programmazione J2EE. Per chi fosse interessato a un CV puo' contattarmi via mail (diego.mereu6@gmail.com). Grazie.
Diego

Diego Mereu 02.01.13 12:04| 
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Ciao ragazzi ottimi commenti! Anche io tempo fa ero alla ricerca di un lavoro da casa, e mi ritengo fortunato ad aver trovato tale metodo Milionario Online – Google Sniper 2.0 metodo per lavorare on line da casa. Lo consiglio a tutti. Certo richiede pazienza e voglia di lavorare.


vorrei contattare Eugenio P. per sapere come va il telelavoro a che punto é . Vorrei sapere come posso mettermi in contatto con la vostra ditta ed eventualmente ampliare la vostra ditta con altri operatori . la mia email e trincaspietro@yahoo.it

Pietro Trincas 11.05.12 10:06| 
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Ottimo blog e ottimo Grillo!

Marco 27.04.12 09:55| 
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AZIENDA LEADER OFFRE SERIO LAVORO DA CASA

Azienda leader in campo internazionale, cerca collaboratori per attività autonoma part-time o full-time, da svolgere al proprio domicilio con l'utilizzo di Internet. Requisiti: personal computer, connessione internet, motivazione, capacità organizzativa. Candidature all'indirizzo web:https://sites.google.com/site/gadagnalavoraonline/home

Selena 22.12.11 07:58| 
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cerco un telelavoro perche e il futuro del lavoro
abbatte i costi la mia email e trincaspietro@yahoo.it

trincas pietro 05.01.11 12:01| 
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Discussione

Salve

Sto informandomi sul telelavoro. Attualmente sono dipendente e voglio rimanerci ma lavorando dall'estero invece che nella sede italiana.
Sulla legge bassanini non vedo riferimenti alla nazionalita' del luogo di lavoro in telelavoro. Ma comunque non riesco ad avere informazioni precise.

la domanda stringata e':
In un lavoro subordinato in italia, e' possibile svolgere telelavoro dall'estero?

grazie e vi pregherei di mandare link o riferimenti a esperienze concrete.

Ginetto

Gino Pirelli 15.09.10 18:57| 
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Io sono analista-programmatore in un CED bancario e tutti i gg per lavorare devo fare in totale 200 km di treno!
Ho provato a chiedere del telelavoro, di mettermi in un ufficio di una filiale; risposta: COSI' CREIAMO UN PRECEDENTE, POI LO POSSONO CHIEDERE ANCHE GLI ALTRI.
Oltre che politici VECCHI, abbiamo DIRIGENTI VECCHI!

Peter Monals, Las Pezia Commentatore certificato 30.07.10 20:28| 
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Discussione

Il problema della produttività del telelavoro sarebbe risolvibile se esistessero clienti/datori-di-lavoro competenti ...
Purtroppo per la mia esperienza a Roma tutti ti vogliono vedere sgobbare in sede 8 ore al giorno 5 gg a settimana... a prescindere dal fatto che porti o meno i risultati o da quanto sei bravo ... e poi ti devono far vedere al loro cliente che ti deve far vedere al suo cliente, che ti deve far vedere al suo cliente ...
E pensare che quando ho iniziato a lavorare nell'IT mi sembrava che ci fossero persone di mentalità aperta, un rinnovamento nella vita lavorativa ... ah , dimenticavo: ero in Inghilterra, e forse erano anche altri tempi ('99).

Paolo

Paolo Castelletti 26.07.10 15:54| 
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....ragione in più per cacciare sti politici devastanti (con richiesta di risarcimento alla nazione) e sostituira con gente migliore (basta poco che ce vò?!)

a qs post vorrei ricordare che ....MI HANNO AUMENTATO IL PEDAGGIO AUTOSTRADALE PER ANDARE AA LAVORARE!!!!!!!!!!!! ....FIGLI DI UNA IGNOTISSIMA !!!!!

tina ghigliot 20.07.10 08:00| 
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Ciao a tutti,
anche noi abbiamo aperto un'azienda sfruttando il collegamento remoto, stesso modello di quella citata da Eugenio. Poi per far di più abbiamo collegato anche tutti i clienti così anche un collega ipovedente può lavorare da casa.
(naturalemente non un euro di prestito dalle banche o da altro)
Ciao

Roberto T.

Roberto Taglioretti 19.07.10 17:17| 
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Buongiorno a tutti,
ho aperto un'azienda di sviluppo software con la stessa identica filosofia descritta nel post.
Se qualche sviluppatore volesse inviarmi il suo contatto credo che da settembre si possano aprire opportunità di lavoro.

rrussi@libero.it

A presto,
Raffaele

Raffaele Russi 18.07.10 17:34| 
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Sono un ingegnere informatico. Dopo 12 anni di vita da pendolare sono diventato un fan accanito del telelavoro. Vivo in un posto da favola (il Monferrato) e tutte le mattine devo abbandonarlo per raggiungere il posto di lavoro (Milano o Torino) dove passare 8 ore tra smog, inquinamento, traffico, cemento e caldo per fare un lavoro che potrei fare benissimo da casa. :-)
Tutte le volte che, grazie ad un management illuminato, ho potuto telelavorare (fatte salve le visite dai clienti e le occasionali riunioni in ufficio), sia la produttività che il morale ne hanno beneficiato, oltre al risparmio economico (derivante dal viaggio casa - ufficio e dal pranzo fuori evitati) e ai vantaggi per la comunità derivanti da un'auto in meno sulla tangenziale di Milano o Torino!
Eugenio, se ti serve un altro telelavoratore io ci sono!!! :-))))))

Antonio Cerullo 18.07.10 13:29| 
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nel 1979 conobbi un "ragazzo" in USA che lavorava da casa - faceva il consulente per conto di una multinazionale del termoplastico - riceveva richieste per verifiche e chiarimenti - organizzava i suoi contatti da casa - ogni quanto serviva, faceva il giro di visite ai Clienti - a quell'epoca non c'era internet, ma c'era già la voglia di ottimizzare le risorse

L'Italia è vecchia e limitata come la mentalità dei suoi abitanti

Pietro Careta (picareta), PAVIA Commentatore certificato 17.07.10 22:51| 
 
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Le città italiane, almeno le principali, non dispongono di trasporto pubblico.
Roma ad esempio, che si estende su una superficie di 1200km quadrati, è coperta da 2 sole linee metropolitane (peraltro fatiscenti). E' assolutamente da scongiurare la realizzazione di ulteriori linee visto che, qualora non intervengano più che sicure speculazioni di pidduisti di turno, la realizzazione di opere di questo genere ci costerebbe, in media, 4 volte quello che costa nel resto d'europa. I cittadini italiani quindi, oltre ad essere gravati da una pressione fiscale da primato mondiale (che mai, tra l'altro, si traduce in servizi), debbono sostenere l'ulteriore, inevitabile spesa del trasporto privato con annesse assicurazioni, bolli
e compagnia cantante.
Tutto ciò, chiaramente, senza voler parlare degli ulteriori aggravi di spesa che l'assenza di trasporto pubblico comporta sulla comunità: manutenzione delle strade, spesa sanitaria per l'enorme numero di morti e feriti sulle strade, tempi di percorrenza inverecondi etc...
Il Telelavoro sarebbe quindi una soluzione di buon senso che si scontra però, ancora una volta, con la somma scienza posseduta dall'istrionica (quando non apertamente criminale) classe politica del paese di pulcinella.

Alessandro Fabri 17.07.10 20:18| 
 
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Faccio da 8 anni il pendolare, vivo nella città A, lavoro nella città B, per manutenere server locati nella città C.invece di aprirmi un terminale da casa, mi faccio 45minuti di auto per aprirmi un terminale dall'ufficio.
La cosa triste è che ho pure un collega originario della città A, che vive nella città B, e lavora connettendosi alla città A. Ma il cartellino lo deve timbrare nella città B.
meraviglioso!

Pendolare stanco 17.07.10 17:12| 
 
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Bello, ti server qualcuno? sono un programmatore esperto!

massimiliano buschi 17.07.10 15:29| 
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Nessuno riflettle su una via di mezzo.
Il lavora da casa? dipende in che casa vivi.
E' certo che, conoscendo come agisce la maggior parte delle persone, stando a casa si farebbero i Cxxi propri. Ma una via di mezzo è possibile. Anche l'idea degli uffici aperti dal comune a disposizione di tutti i telelavoratori e buona idea purchè si cominci in orari dove il traffico non è congestionato.
Ma il telelavoro lo si vuole anche perchè in questo modo si ridurrebbe il traffico. E allora qui bisogna aggiungere un appunto: perché non si fanno le lezioni universitarie on line in modo da ridurre il numero di persone che si recano all'università? Tutta questa tecnologia va ovviamente equilibrata, in modo da non essere troppo asettici e allo stesso tempo guadagnare più spazio per se.
Rimane ovviamente il problema della connetività, ove se non verranno fatti interventi strutturali sulla rete, non si potrànno avere vantaggi per tutti.
Inutile dire, che bisogna decrescere, perché quello che abbiamo creato è troppo grande per noi; ritorniamo a fare cose più semplici.

samuele b. Commentatore certificato 17.07.10 14:58| 
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Il telelavoro è un'ottima modalità per lavorare risparmiando risorse, sia di spazio che di tempo che di spostamento.
Alcune aziende lo adottano, vedi Ericcson in Italia, ma di solito non sono aziende native italiane.

Io ritengo che alla base di questo atteggiamento ci sia una mentalità conservatrice e fortemente padronale di stampo ottocentesco.

Una mentalità molto diffusa , parente stretto dell'immobilismo che regna nelle aziende italiane in fatto di innovazione e ricerca.

Purtroppo, non se ne esce.

L'unica soluzione, per un dipendente classico, è mettersi in proprio riprogettando la propria vita lavorativa ex-novo.

Ciao a tutti !

Agostino2

AGOSTINO R., GENOVA Commentatore certificato 17.07.10 14:25| 
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anch'io lavoro in casa. Seguo amministrazione e realizzo siti internet.

Si può fare. Probabilemente si deve

Aldo Palmisano, Bari Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 17.07.10 11:49| 
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Perche' dovrebbe funzionare e qui in itaGlia non funziona?

- I 'manager' sono incompetenti: non capiscono se lavori o dormi in ufficio. Di lavorare per obbiettivi non se ne parla nemmeno. Per stabilire un obbiettivo in un tempo ragionevole devo capirne qualcosa.

- I 'dipendenti' sono furbetti. Ogni occasione e' buona per non lavorare. Dare il telelavoro in mano a questi personaggi e' come mandarli in ferie retribuite.

- E' sempre presente, anche di fronte a persone serie, il sospetto che il dipendente a casa non stia lavorando.

Occorre per TUTTI un cambio di mentalita'. Ma gli itaGlioti sono sempre uguali da 100 anni a questa parte.

In itaGlia il TL e' solo utopia. Come tante altre cose.

Why not? 17.07.10 10:54| 
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Ma è possibile, marco denum, che si debba sempre e solo guardare ad una mano e non a tutte e due? Risultato, si contesta che il governo sviluppi incentivi al telelavoro? Boh questo tipo di miopia è sconcertante, gli incentivi in un paese di imprenditori con le pezze al culo, che stanno all'amministrazione d'aziende come zecche succhiasangue, provenienti dall'unica scuola del risparmio che è quella del costo del lavoro e cioè licenziamenti e contatti cococoprofagi, dunque consapevoli di ciò l'unico modo di smuoverli, diciamo di illuminarli è quello di incentivarli (insegnare)a fare veri risparmi, non credi o per te sono tutti geni e sul tema siamo sempre l'ultima ruota del carro in europa e nel mondo? mi piacerebbe un sacco fare il telelavoro per non dover condividere l'ufficio con elemeti come te, sai che sollievo solo una volta a settimana e per pochissime ore?

Janek N., Gallarate Commentatore certificato 17.07.10 10:01| 
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Non vedo per quale motivo ci debba essere un incentivo, l'incentivo e' il risparmio stesso dell'azienda che dovrebbe fungere da volano principale in tutte le aziende.

In america la Dell fa lavorare tutti o quasi, comodamente da casa, dove gli vengono dati 1 telefono, 1 linea telefonica, 1 cuffia con microfono ed un computer ...perche qui da noi non lo fanno? qui lo stato c'entra veramente poco.

Lo stato invece ha veramente grosse responsabilita' sui ministeri, dove se solo attuasse un piano di telelavoro serio si risparmierebbero milioni di euro, e una citta' come Roma ridiventerebbe vivibile a livello di traffico.
A parte le persone allo sportello, mi spiegate perche' geometri, informatici, contabili ed altre centinaia di migliaia di lavoratori del governo devono muoversi da casa? nessuno fa mai un conto quanto ci costa quel lavoratore di infrastruttura oltre che del suo stipendio?

Marco Denun 17.07.10 06:41| 
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Ma susate,
forse sono stupido io e non ci arrivo... per quale ragione vi si dovrebbe dare un contributo economico per il telelavoro? Hai un ufficio grande? Bene, lo dismetti, lo affitti, lo vendi, capitalizzi, ed hai il tuo incentivo. Con quello che risparmi attrezzi il lavoratore a stare a casa.
Ma il punto qua non è l'incentivo economico. Il punto è la disonestà sistemica dell'italietto medio. Stiamo lì ad ascoltare 40 minuti a settimana Marco travaglio, e non abbiamo ancora capito cos'è l'Italia? Una mafia congenita e inguaribile tessuta nel nostro DNA , ecco cos'è.

Prima di andare all'estero ed inventare un lavoro da svolgere a casa, guadagnando per altro molto bene, io lavoravo in uno schifo di call center per 500 euro al mese.
Ci siete mai stati in un call center? In molti risponderebbero di sì. E secondo voi, la gente potrebbe svolgere il proprio lavoro da casa? C'era gente che non perdeva occasione per svignarsela, nascondersi, usare i terminali per ricaricarsi il telefono, attivare contratti ai danni del cliente per guadagnare un euro di commissione... e tu lasci sta gente a lavorare da casa?
Sì, se vuoi chiudere, forse!
Chi lo può fare il telelavoro? Un commercialista, una software house... ma sono molto pochi quelli che IN REALTA' potrebbero fare una cosa del genere.
E questo a causa di quello che siete diventati, e cioè un paese di TIFOSI e tronisti, messi uno contro l'altro da un potere che DIVIDE et impera. Ognuno a farsi i cazzi suoi ai danni degli altri.

Onore alle buone intenzioni di Beppe, ma qua c'è da rifarla daccapo, questa Italietta perduta.
Buona fortuna a tutti voi.

Valerio G., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 17.07.10 05:54| 
 
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(PARTE TERZA)
Ma soprattutto, dice Astone, Confindustria raccoglie molti fondi dalle PMI, che nel loro insieme versano 450 mln di euro (il 90% del totale della cassa), ricevendone in cambio quasi nulla, tanto in termini di rappresentanza nella cabina di comando dell’"onorata istituzione" che in termini di risposte alle loro istanze più impellenti. Poi ci sono le grandi imprese a partecipazione statale come Eni, Enel, Poste, Ferrovie, Finmeccanica che valgono il 4% della raccolta dei contributi e che giusto qualche tempo fa avevano rivendicato maggiore peso nelle decisioni confindustriali e nella elezione degli organi apicali. Non sarebbe male se il prossimo leader del “partito dei padroni” fosse espressione di una di queste società di punta che portano ricchezza al Paese e che si fanno valere sui mercati internazionali, magari con l’appoggio proprio delle piccole e medie aziende, oggi turlupinate e vessate dai masnadieri del vapore assistiti dallo Stato.
Ed, invece, è ancora la Fiat (ed i suoi compari) a fare la parte del leone nella Confindustria, servendosi della propria influenza per condizionare la politica, il governo, i parlamentari e i mezzi d’informazione. Così, rammenta Astana, uno come Montezemolo che si faceva pagare per favorire incontri con i grandi capi di Fiat, può candidamente affacciarsi sull’arena istituzionale - col suo bel carico di moralismo da quattro soldi (e coadiuvato da un parterre di “brava gente” che condivide gli stessi “facili costumi”) - per dire che lui vuole veramente cambiare il volto al paese. Roba da scompisciarsi dalle risate se il momento non fosse tragico e pericoloso.
Basterà in futuro seguire i movimenti di questo predone e della sua accolita di ladroni per interpretare al meglio le trame politiche con le quali si tenterà l'ennesimo scacco ai danni del paese. Ci proveranno con ogni mezzo perchè sono con l'acqua alla gola, siatene certi.
www.ariannaeditrice.it

Masaniello Anonimo Commentatore certificato 17.07.10 02:08| 
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(PARTE SECONDA)
Ne è venuto fuori un quadro impietoso di questa specie di società “a fottere il prossimo” diretta da despoti che predicano bene e razzolano malissimo. Per esempio sulla politica economica dove i grandi manager confindustriali elargiscono grandi visioni e stucchevoli recriminazioni, soprattutto contro lo Stato oppressore, salvo poi farsi inondare da finanziamenti pubblici. E che dire dei sermoni montezemoliani sul fare sistema, aprire sinergie, rilanciare lo sviluppo, ed altre banalità del genere che servono solo a coprire l’inconsistenza di una classe banco-industriale inabile a modernizzarsi rischiando in proprio e con i propri averi?
Tra i più influenti “partiti” italiani (può contare sulle tessere di 142.000 persone che danno lavoro a 4,9 mln di soggetti sul territorio) la Confindustria si avvale di una dotazione organica di 4000 dipendenti. Preleva dalle tasche dei suoi associati 506 mln di euro all’anno per mantenere una sede a Roma, 18 sedi regionali, 102 provinciali, 21 federazioni di settore e 258 organizzazioni associate. Salire a capo di questo organismo, con ramificazioni su tutto il territorio nazionale, non è una cosa semplice, soprattutto se non si fa parte di quei circoli dominanti ristretti che da sempre ne controllano e dirigono la struttura.
Ne sa qualcosa l’imprenditore Riello, come racconta ancora Astone, il quale voleva accedere alla Presidenza di Confindustria Verona (una delle più importanti per influenza su giornali, tv, case editrici, distributori pubblicitari ecc. ecc) ma si è ritrovato tra i piedi un dossier sul suo conto che gli ha sbarrato completamente la strada. La colpa di Riello è stata quella di mettersi contro Montezemolo dichiarando che costui non era un imprenditore vero ma solo un altro venditore di fumo che non aveva mai rischiato il proprio culo. Parole sacrosante che andrebbero incorniciate ed affisse sui muri degli uffici pubblici e privati insieme alle foto del Presidente della Repubblica.
(CONTINUA)

Masaniello Anonimo Commentatore certificato 17.07.10 02:07| 
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TELELAVORO?MA QUALE TELELAVORO.FINCHE'COMANDANO LORO,I VERI PADRONI DI QUEST'ITALIETTA,TELELAVORO COL CAZZO.

Il governo è "l'ombra proiettata dagli imprenditori sulla società"così che le modifiche all'ombra,non modificano ciò che la proietta.
NOAM CHOMSKY

(Parte Prima)
La casta di confindustria
Italia paese delle caste? Forse, ma non di tutte si parla e straparla allo stesso modo. Ci sono i partiti e i sindacati che svariate volte sono finiti sotto la lente d’ingrandimento della pubblica opinione a causa di scandali, ruberie, malversazioni, pletoricità dei rispettivi apparati e incapacità a svolgere un ruolo positivo e propositivo per il benessere del paese, essendo la loro principale preoccupazione quella di generare vantaggi per i propri drappelli dirigenti.
Ma vi è un’altra casta dominante, ugualmente ristretta e burocratizzata che si comporta secondo le stesse logiche, che pretende le medesime “congrue” e che non molla l’osso delle sue esclusive ed ormai insopportabili prerogative. Eppure essa non viene coperta da equivalente sdegno generale. Forse perchè controlla adeguatamente giornali e televisioni? La domanda è retorica quando si parla della Confindustria e del suo gruppo di comando che è lo specchio fedele del capitalismo italiano giunto al suo stadio di avanzata putrescenza. Qualche tempo fa è uscito su Il Giornale un ottimo articolo di Stefano Lorenzetto che, recensendo un libro di Filippo Astone (“Il partito dei padroni”) ed intervistando lo stesso autore, ha fatto le pulci all’organizzazione diretta da Emma Marcegaglia.
(CONTINUA)

Masaniello Anonimo Commentatore certificato 17.07.10 02:05| 
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Io lavoro da casa, sono progettista free-lance e benedetto internet , skype e compagnia bella che mi ha dato la possibilità di vivere così.

Esco solo quando ne ho voglia , allora vado a trovare personalmente i clienti , oppure qualche volta ti tocca se ci sono problemi.

Ma vuoi mettere con prima !( 15 anni da lavoratore dipendente).

Paolo Zurlo 17.07.10 01:18| 
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Ve lo dico per esperienza: non date retta a 'sté cazzate...lavorare a casa davanti al computer porta a disturbi d'ansia e stress mentale impressionanti. Questi parlano ma non sanno che è molto meglio lavorare in un contesto sociale dopo ci si può scambiare qualche parola con il collega. Credetemi ho visto gente, e nche il sottoscritto, soffrire di attacchi di panico, technostress, ansia, depressesione, fobia sociale...

Stefano webdesigner 17.07.10 01:09| 
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Per la mia esperienza di programmatore col telelavoro si produce e si guadagna di più(in virtù del risparmio sulle spese di spostamento\sostentamento che comporta l'andare a lavorare a parecchi km da casa) ovvio che può essere applicato solo alla parte del sistema produttivo legata all'informazione.
I tempi morti di trasferta, pause pranzo\caffè etc che fanno parte della giornata lavorativa potrebbero essere risparmiate lavorando da casa...

Fausto Bernardini 17.07.10 00:23| 
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Grande! Finalmente qualcuno ripropone la questione. L'unico dubbio che ho è che vi mettete contro i seguenti potentati:
Petrolieri
Industria automobilistica (e accessori)
Concessionari autostrade
Assicurazioni
Industria farmaceutica (settore ansiolitici e antidepressivi)
Concessionarie Pubblicità Radiotelevisiva (come cazzo fanno a sapere quando mandare gli spot se i consumatori non hanno più orari precisi?)

Poi magari ci manca che facciate le ferie in periodi non congestionati e allora per voi si mette proprio male: un avvertimento stile mafia non ve lo leva nessuno.....

;-))


Michele P., Bassano del Grappa Commentatore certificato 16.07.10 23:57| 
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Anche noi siamo un'azienda di sviluppatori. Spesso lavoro da casa connesso all'ufficio mediante una VPN. Addirittura con questo metodo possiamo fornire assistenza ai clienti connettendoci ai sistemi aziendali anche quando siamo in vacanza, senza doverci recare fisicamente in ufficio.
Ricordo che 2 anni fa ho risolto un problema connettendomi da Seoul a Monza!!!

Nicola Ottomano 16.07.10 21:16| 
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Anche a me capita ogni tanto di lavorare da casa, senza recarmi per forza in ufficio (viaggio di sola andata dai 90 ai 120 minuti con i potenti mezzi pubblici milanesi ATM, mica "pizza e fichi"...).
Non c'è paragone con il lavoro in ditta.
Da casa è tutto più vantaggioso.
Si lavora meglio, con più flessibilità, ottimismo, gioia... il che si traduce in risultati migliori.
Purtroppo il telelavoro non fa parte della mia quotidianità, sovente devo recarmi presso clienti per analisi e stime progettuali (anch'io lavoro per una software house).

Roberto Chiappa, Milano Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 16.07.10 20:20| 
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anch'io...........lo votero'

giacomo biagetti (biagetti.giacomo), Monteciccardo Commentatore certificato 16.07.10 19:43| 
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Ho cominciato a occuparmi dell'idea di telelavoro piu' di dieci anni fa, traducendo dall'inglese e studiando altre situazioni.
La realta' e' che la maggior parte delle aziende italiane, piccole o grandi, sono ostili.

Qualche applicazione e' possibile solo in alcune, ma molto spesso si spacciano solo call center o forme di schiavitu' al terminale come telelavoro.

Il fatto e' che la mentalita' aziendale non riesce a prevedere una valutazione pacata e obiettiva dei collaboratori basata sull'impegno e i risultati. I capi e capetti si sentirebbero spiazzati, loro sanno solo vedere chi si da' molto da fare ( o finge di) , chi fa tardi la sera (magari cazzeggiando di giorno) e simili.

Difficile accettare questa regola di buon senso, che la maggior parte del lavoro di ufficio si possa svolgere da casa.

Sul telelavoro, pero', potendo obiettare, ammetto che esiste qualche controindicazione, se svolto da casa.
Si rischia alienazione, mancanza di "stacco" tra vita lavorativa e vita familiare, interferenze continue delle attivita' domestiche, a volte una sorta di impigrimento, alimentazione disordinata, mancanza di vita sociale.

Molto meglio i telecottage: strutture attrezzate, disponibilita' offerte dai comuni per i residenti, anche se impiegati in differenti realta' aziendali, lontane geograficamente.
Cosi' i lavoratori lasciano comunque casa, anche se per raggiungere un luogo vicino, socializzano con altre persone (e senza rivalita' aziendali), si rilassano di tanto in tanto con un caffe', non perdono del tutto i ritmi adeguati di vita e lavoro.

milena d., savona Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 16.07.10 19:39| 
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La totalità del lavoro d'ufficio è relativa a informazione e quindi il telelavoro è applicabile.
Nelle società industrializzate il settore terziario cuba per circa il 50% o più.

http://it.wikipedia.org/wiki/Terziario_(economia)

Quindi circa la metà del lavoro potrebbe essere fatta da casa.
Questo porterebbe a sconvolgimenti economici *mostruosi* e ad un sovvertimento del sistema attuale.
- Riduzione enorme del consumo di carburanti dell'inquinamento, dello stress e del tempo perso
- riduzione delle malattie provocate da stress ed inquinamento e quindi del consumo di farmaci (in particolare psicofarmaci)
- riduzione drastica dagli incidenti stradali, dei morti e dei feriti
- riduzione delle importazioni di combustibili fossili
- miglioramento della bilancia commerciale.
- migliaia di palazzi-uffici vuoti e privi di valore commerciale.

In sintesi, aumento della felicità e distruzione del PIL.

That's it!

bruno c., aulla MS Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 16.07.10 18:12| 
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Il telelavoro è applicabile in tutti i casi in cui si tratta *informazione*
Per la produzione di Beni materiali (oggetti) no.

In casi particolari il telelavoro può anche essere *asincrono* (cioé lavori di notte o quando ti pare) basta rispettare le scadenze e gli abboccamenti con i colleghi.

Un addetto allo sportello per esempio potrebbe lavorare da casa (telelavoro) ma in orario di ufficio (sincrono).

bruno c., aulla MS Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 16.07.10 18:01| 
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Sarebbe il mio sogno, poter lavorare gestendo in autonomia gli orari del lavoro e le consegne! Dove lavoro attualmente c'è un modo di "vivere" l'azienda vecchio di 100 anni: il capo-padrone che sotuttoioefacciotuttoiovoinonfateuncazzo, tanto per capirsi...tratta i dipendenti come decerebrati quando il primo decerebrato è proprio lui e i miei colleghi, non appena gira l'angolo, non fanno altro che mandargli tante maledizioni. E' veramente una bruttissima situazione, alle volte vorrei scappare via e mollare questo posto ma penso che ho un figlio piccolo e sto male, non so che fare diamine! Io sono una persona che adora il proprio lavoro ma, grazie a questo personaggio, sto odiando addirittura il solo fatto di aver fatto una scelta piuttosto che un'altra...mah, speriamo in futuro...

Un tizio 16.07.10 17:55| 
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As a "veteran" of working remote via Internet, I can confirm that it can be done, also in the technical/scientific fields.

I have been working for about five years in the offshore oil and gas sector, originally for a British company and now as a self-employed here in Italy. It was difficult at the beginning, because my manager didn’t like that he could not just come over to my desk and speak with me every day. However, when it became apparent that the same work was being produced, often in less time, everyone who worked with me was satisfied. And so were the clients.

Last year, the company got a new CEO who decided that he didn’t want remote workers in the company. I was told to move to the UK or get fired. I let them fire me and started as a self-employed consultant with the same clients. It can be hard work and long days sometimes, but it lets me live my own life and not one dictated by commuting and company opening hours.

Apologies for not having the time right now to translate my thoughts into Italian.

Julie Dyer 16.07.10 17:54| 
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X Maia e tutti gli scettici:

Il telelavoro è una realtà tecnologica evidente e come tutte le novità tecnologiche andrebbe sfruttata ed incentivata. E' chiaro che, al momento chi fa lavori manufatturieri non potrà certo evitare di spostarsi da casa per produrre (anche se ultimamente Beppe ha postato un sito dove si possono costruire oggetti a distanza: http://www.thingiverse.com/), ma è altrettanto vero che comunque ne benficerebbe; provate ad immaginare solo il fatto di trovarvi la mattina quando andate al lavoro e la sera quando tornate a casa anche solo un 20% di traffico in meno.

Se i nostri amministratori anzichè costruire e progettare arterie stradali su altre (non ultima la folle idea di una nuova tangenziale a Milano a fianco di quella già esistente) COSTRINGENDOCI ad usare la macchina anche per andare a prendere il pane, iniziassero ad analizzare il flusso del traffico pendolarista e soprattutto DA CHI è formato (più del 50% da lavoratori che hanno un impiego amministrativo), ci sarebbero arrivati da soli alla conclusione che il telelavoro sarebbe stata un'opportunità in più per tutti coloro che non desiderano farsi ore e chilometri di traffico INQUINANDO e stressandosi.

C'è gente che abita vicino al posto di lavoro e che può permettersi di usare il mezzo a motore o quelli pubblici, ma c'è anche chi vive lontano e si deve alzare due tre ore prima col rischio di trovarsi ingorghi stradali e passare la propria giornata al loro interno.
Io credo che 2 3 ore in più al giorno da dedicare a sè stessi, alla propria famiglia, a vivere la propria casa e il proprio comune di appartenenza non siano altro che un passo in avanti verso la civiltà ed il benessere.

Paolo Cicerone, ★★★★★ Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 16.07.10 17:54| 
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Oh, ma che bel sistema...! ZERO contributi! E la pensione???

Pierangelo Tendas, Tempio Pausania (OT) Commentatore certificato 16.07.10 17:43| 
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Io ho lavorato un anno da casa, niente male....si produce moooolto di più e si lavora anche di +. Il bello però è che quando non hai da fare ti svaghi...senza stare forzatamente seduto su una scrivania a non fare una mazza.
Inoltre si riesce a guadagnare circa 3 orette al giorno(almeno nel mio caso) di tempo non perso nel traffico. Senza poi contare le spese in meno di benzina, manutenzione auto ed eventuali incidenti.
Serve solamente responsabilità nel fare le cose e sicuramente un po' di esperienza nel lavoro che fai. Ciao a tutti.

Francesco Basileo 16.07.10 17:33| 
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Io ho tre figli e lavoro da casa per un'azienda in UK. Li chi fà lo stesso lavoro paga pocche tasse perche il redito è basso (si guadagna a lavoro eseguito percio' + lavori + guadagni meno lavori meno guadagni)ma va bene per molte donne che vogliono fare qualcosa per contribuire alle spese di casa senza rinunciare hai figli. Un'altra mia amica fa la tradutrice sempre a casa. Questi sono modi per lavorare senza essere lontani da casa. Certo ci sono i pro e i contro ma per me é l'ideale, posso pure avviare la lavatrice durante la mia pausa caffé! Almeno quando ho bisogno di uscire di casa perche ci sono le riunioni sindacali delle maestre non devo chiedere il permesso a nessuno, basta che faccio il mio lavoro entro i tempi, non importa se mi sveglio alle 5 per combattere il caldo di questi giorni o se lavoro alle 22 quando dormono i miei figli!

lombrica p 16.07.10 17:27| 
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Ciao a tutti,
Lavoro nel mondo dei sistemi informativi aziendali da quasi tre lustri e ho sempre rotto le scatole per poter lavorare da casa. Sì: bisogna sempre rompere le scatole per ottenere il telelavoro dato che viene visto come un modo per "imboscarsi" dai manager che gestiscono i dipendenti. Ma hanno torto ! E' vero che ci sono delle difficoltà nelle relazioni a distanza, che non tutte le mansioni possono essere svolte in remoto e non tutti i dipendenti hanno la propensione a farlo, ma quando ci sono le condizioni, i vantaggi sono molto maggiori dello restare in sede.

Basti pensare che io ho cominciato alla fine degli anni '90 a telelavorare qualche giorno alla settimana (abito a Venezia ma sono dipendente di una azienda di Milano i cui clienti, sfiga... sono sempre distanti da me); poi ho telelavorato sempre di più, fino ad arrivare ai giorni nostri con tanti successi all'attivo. Per esempio ho lavorato per aziende nostre clienti dal 2004 continuativamente senza mai metterci piede dentro ! Ci sono colleghi dei quali conosco solo la voce (mai incontrati di persona, solo via telefono/Skype) e con i quali collaboro da ANNI.

Si rende di più o di meno da casa ?
Rispondo con un'altra domanda: secondo voi, finora mi avrebbero pagato (ed aumentato) lo stipendio se non avessi lavorato bene !?!

Il telelavoro spinge l'azienda ad improntare le attività per OBIETTIVI: si definisce cosa c'è da fare ed in quanto tempo. Alla scadenza si misurano i risultati. Fine. Che cosa importa se sono stati ottenuti restando in ufficio, oppure a casa propria ?

Cosa costa di più ? Una postazione di lavoro per tutti i dipendenti, il loro trasporto, gli orari da rispettare... Restando a casa ci si organizza con molto meno.

Oggi la crisi sta mettendo in seria difficoltà tutti i comparti, compreso il mio. Beh, se si vuole cercare di ottimizzare e risparmiare, io suggerisco: considerate il telelavoro e rompete le scatole perchè sempre più aziende lo adottino !

Troppo poco spazio qui...

Mario Andreato 16.07.10 17:10| 
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Scusate, siccome io sono una signora anziana e forse anche un po' rimbambita, chiedo
ma con telelavoro sarà possibile fare, per esempio un bicchiere? O fare quel monitor che vi permette di stare seduti in poltrona?
Oppure si potrà confezionare un bel piumino caldo per difenderci dal freddo?
E poi, da soli i problemi come li risolverete. Non credete che in un'ambiente di lavoro ci possa essere anche uno scambio di opinioni, di amicizie, una volta bandita la competitività, che mette gli uni contro gli altri a discapito di tutti? Quali le garanzie per la vecchiaia?
Un saluto a tutti.

Maia T., Como Commentatore certificato 16.07.10 17:10| 
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siamo interessati potrebbe inviarci la sua storia ?

Marina C. Commentatore certificato 16.07.10 16:59| 
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Eugenio, mi piaci sul serio.
E non solo per l'omonimia! :)

Ps.: fammi sapere se sei di Roma che ti passo il curriculum!

Eugenio O. Commentatore certificato 16.07.10 16:55| 
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C'è un interessante studio segnalato su un libro di Daniel Goleman (non ricordo a memoria ma se qualcuno è interessato controllo) che dimostra che questo paradigma non è affatto scontato.
Molte aziende americane avevano sposato la teoria del telelavoro, ma uno studio di una università americana ha dimostrato come, a differenza di quanto si possa credere, la produttività anziché aumentare, diminuisce.
Questo perché l'assenza di una socialità, di un confronto continuo, della necessità di rispettare orari e l'uscire dal proprio ambito famigliare alla lunga porta ad uno sfaldamento dell'autostima e della capacità di relazionarsi.
Molte aziende sono tornate, dopo questa esperienza, ad assumere in sede i dipendenti, operando con un diverso approccio per motivare e non deprimere.
Io farei molta attenzione a non banalizzare questa questione, e a non renderla troppo semplice, dato che semplice non è, anche perché siamo tutti diversi.

Luigi 16.07.10 16:35| 
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Il mio lavoro è a casa da diverso tempo, mi occupo di ecommerce e marketing online come libero professionista. Vi posso dire che molto più costruttivo, sotto molti punti di vista, poter gestire il proprio tempo come e quando si vuole. Lavorare anche di notte o sulla poltrona di casa se si desidera, basta organizzarsi. Questo è il futuro ma le aziende in Italia hanno ancora la generazione vecchia che comanda, è quella che va cambiata assieme alla mentalità costruttiva e voglia di fare. Con felicità ed entusiasmo

Sabina M 16.07.10 16:15| 
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CIAO BEPPE
SE NON CI FOSSE AL CONFINDUSTRAI ETC E SI INCENTIVEREBBE IL TELELAVORO, FORSE DICO FORSE GRANDI PASSI PER RIARICCHIRCI E PER RIMRETTERCI A LAVORARE NE AVREMMO FATTI,ALTRO CHE MERCATO DEL PRECARIATO
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 16.07.10 16:10| 
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Vi dirò anche di più: da casa si lavora meglio e più volentieri!!
http://carloruberto.blogspot.com/2010/07/brasile-berlusconi-spaventa-leuropa.html

carlo ruberto 16.07.10 15:57| 
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Io e il mio dipendente abitiamo sopra il lavoro.

Contabile e commercialista lavorano da casa con il telelavoro.

Io non ho nemmeno i server in azianda perche i programmi sono tutti ON-Line e si possono usare da qualsiasi pc in rete (una volta ho lavorato ache dalla svezia mentre ero in vacanza.)

le commissioni in cita' le faccio in bicicletta.

solo pochi anni fa...facevo 80 km al giorno par venire a lavorare.

Ora e' un sogno!
Mi e' pure passata la sciatica!

Massimiliano P., Bologna Commentatore certificato 16.07.10 15:49| 
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