Telelavoro, km zero, contributi zero

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Il telelavoro va incentivato con detrazioni fiscali al posto della rottamazione delle automobili e della vendita delle macchine EuroQualcosa.
"Sono il titolare di una piccola azienda di sviluppo software. Siamo circa 10 persone, ma il nostro ufficio è di 35 Mq. 5 sono per i server e 5 sono per il bagno! Perché? Perchè lavoriamo TUTTI da remoto da casa. Non siamo distaccati presso nessun Cliente, ma lavoriamo tutti allo sviluppo di applicazioni sofware e ciascuno a acsa propria, con gli orari che preferisce, amministrazione compresa. A che servono i 25 Mq? A riunirci il venerdì per la consueta riunione settimanale e a mangiare i pasticcini quando c'è qualcosa da festeggiare. Ci vuole un po' di organizzazione, ma vi assicuro che TUTTE le aziende non manifatturiere che conosco potrebbero agevolamente tenere almeno il 50% dei dipendenti a casa da SUBITO, con risparmio di costi e gradimento di tutti. Contributi, incentivi? ZERO!!!!!" Eugenio P.

Postato il 16 Luglio 2010 alle 15:31 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: aziende, commento, Eugenio P., incentivi, telelavoro

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nel 1979 conobbi un "ragazzo" in USA che lavorava da casa - faceva il consulente per conto di una multinazionale del termoplastico - riceveva richieste per verifiche e chiarimenti - organizzava i suoi contatti da casa - ogni quanto serviva, faceva il giro di visite ai Clienti - a quell'epoca non c'era internet, ma c'era già la voglia di ottimizzare le risorse

L'Italia è vecchia e limitata come la mentalità dei suoi abitanti

Pietro Careta (picareta), PAVIA Commentatore certificato 17.07.10 22:51| 
 
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Faccio da 8 anni il pendolare, vivo nella città A, lavoro nella città B, per manutenere server locati nella città C.invece di aprirmi un terminale da casa, mi faccio 45minuti di auto per aprirmi un terminale dall'ufficio.
La cosa triste è che ho pure un collega originario della città A, che vive nella città B, e lavora connettendosi alla città A. Ma il cartellino lo deve timbrare nella città B.
meraviglioso!

Pendolare stanco 17.07.10 17:12| 
 
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Ma susate,
forse sono stupido io e non ci arrivo... per quale ragione vi si dovrebbe dare un contributo economico per il telelavoro? Hai un ufficio grande? Bene, lo dismetti, lo affitti, lo vendi, capitalizzi, ed hai il tuo incentivo. Con quello che risparmi attrezzi il lavoratore a stare a casa.
Ma il punto qua non è l'incentivo economico. Il punto è la disonestà sistemica dell'italietto medio. Stiamo lì ad ascoltare 40 minuti a settimana Marco travaglio, e non abbiamo ancora capito cos'è l'Italia? Una mafia congenita e inguaribile tessuta nel nostro DNA , ecco cos'è.

Prima di andare all'estero ed inventare un lavoro da svolgere a casa, guadagnando per altro molto bene, io lavoravo in uno schifo di call center per 500 euro al mese.
Ci siete mai stati in un call center? In molti risponderebbero di sì. E secondo voi, la gente potrebbe svolgere il proprio lavoro da casa? C'era gente che non perdeva occasione per svignarsela, nascondersi, usare i terminali per ricaricarsi il telefono, attivare contratti ai danni del cliente per guadagnare un euro di commissione... e tu lasci sta gente a lavorare da casa?
Sì, se vuoi chiudere, forse!
Chi lo può fare il telelavoro? Un commercialista, una software house... ma sono molto pochi quelli che IN REALTA' potrebbero fare una cosa del genere.
E questo a causa di quello che siete diventati, e cioè un paese di TIFOSI e tronisti, messi uno contro l'altro da un potere che DIVIDE et impera. Ognuno a farsi i cazzi suoi ai danni degli altri.

Onore alle buone intenzioni di Beppe, ma qua c'è da rifarla daccapo, questa Italietta perduta.
Buona fortuna a tutti voi.

Valerio G., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 17.07.10 05:54| 
 
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Le città italiane, almeno le principali, non dispongono di trasporto pubblico.
Roma ad esempio, che si estende su una superficie di 1200km quadrati, è coperta da 2 sole linee metropolitane (peraltro fatiscenti). E' assolutamente da scongiurare la realizzazione di ulteriori linee visto che, qualora non intervengano più che sicure speculazioni di pidduisti di turno, la realizzazione di opere di questo genere ci costerebbe, in media, 4 volte quello che costa nel resto d'europa. I cittadini italiani quindi, oltre ad essere gravati da una pressione fiscale da primato mondiale (che mai, tra l'altro, si traduce in servizi), debbono sostenere l'ulteriore, inevitabile spesa del trasporto privato con annesse assicurazioni, bolli
e compagnia cantante.
Tutto ciò, chiaramente, senza voler parlare degli ulteriori aggravi di spesa che l'assenza di trasporto pubblico comporta sulla comunità: manutenzione delle strade, spesa sanitaria per l'enorme numero di morti e feriti sulle strade, tempi di percorrenza inverecondi etc...
Il Telelavoro sarebbe quindi una soluzione di buon senso che si scontra però, ancora una volta, con la somma scienza posseduta dall'istrionica (quando non apertamente criminale) classe politica del paese di pulcinella.

Alessandro Fabri 17.07.10 20:18| 
 
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