Da licenziati unilaterali a esuberi volontari

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3.900 dipendenti di Telecom Italia sono diventati "esuberi volontari", prima erano più modestamente "licenziati unilaterali". Un passo avanti fondamentale nelle relazioni tra Confindustria e sindacati. E', come ha precisato Emilio Miceli, segretario generale della Slc-Cgil: "un modello possibile di relazioni industriali e di gestione nuova, moderna, degli esuberi". In sostanza o ti manda via l'azienda o te ne vai da solo con alcuni mesi di stipendio concordato e qualche gratifica. Il capo del personale Antonio Migliardi è: "molto soddisfatto per il tipo di soluzione trovata: è un accordo pieno di valori positivi". I valori sono in particolare quelli distribuiti sotto forma di dividendi agli azionisti. L'utile netto del 2009 di Telecom è stato di 1.578 milioni di euro. Se un'azienda, pur con il colossale debito di Telecom di 34 miliardi di euro, è in utile perché deve licenziare? E' la privatizzazione all'italiana. I responsabili del più grande saccheggio aziendale del dopoguerra, politici, finanzieri e industriali con le pezze al culo sono ricchi e impuniti. Tecnici, ingegneri e informatici in mezzo alla strada.

Postato il 4 Agosto 2010 alle 17:54 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
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Tags: Antonio Migliardi, Cgil, Emilio Miceli, minipost, sindacati, Telecom Italia

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Sono stufo di queste cazzo di litanìe!Voglio sapere quando sarà colma la misura e decideremo di prendere le armi!Persone stufe e di buona volontà,partigiani,santi rivoluzionari,insurrezionalisti ed appassionati di santissime P38 cercansi,la posta è la pulizia del Paese.Scrivetemi sono con voi anche da subito.

Mario Poillucci, Sulmona Commentatore certificato 05.08.10 16:32| 
 
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Lo dico e lo ripeto anche per i leghisti di m.che navigano su questo blog.
Il celebroleso è tra i politici più ascoltati e seguiti al nord.L'ignoranza dilaga al nord (basta vedere chi viene votato), la leganord purtroppo dilaga al nord, MOLTO spesso le tre cose coincidono.Domandarsi cosa potrebbero fare di lavoro senza la politica i parlamentari leghisti no vero?
La verità e che la lega più degli altri partiti è scesa in politica per far soldi!http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/banche35/fioraniaipm/fioraniaipm.html
Un esempio su tutti:Umberto Bossi da Cassago Magnago, provincia di Varese. Una vita da film. Ha fatto tre feste di laurea senza essersi mai laureato. Alla prima moglie racconta di essere un dottore, si finge medico dell’ospedale Del Ponte di Varese. La storia va avanti per mesi. Quando lei scopre che è tutto inventato chiede il divorzio. Qualche anno dopo l’Umberto porta anche la madre all’università di Pavia per la consacrazione ma non la fa assistere alla cerimonia: è la solita balla, lui ormai c’è abituato. All’Università per qualche anno c’era stato. Pochi esami, parecchi guai ma anche l’incontro che aveva cambiato la sua vita: quello con la politica.La Lega lombarda, i primi assessori comunali eletti in Veneto e Lombardia.Bossi cavalca Mani pulite e l’insoddisfazione del profondo Nord. Non sarà laureato ma è scaltro l’Umberto. Lavora sull’immaginario collettivo, capisce prima di tutti che l’immigrazione sposta una marea di voti che la gente ha una paura fottuta. Poi c’è il folklore: Pontida, miss Padania, la Lega che ce l’ha duro, Roma ladrona, i comizi in canottiera. La Prima repubblica crolla, nel Paese regna la confusione, il momento è propizio. Bossi alza il tiro. Annuncia la secessione, crea il Parlamento del Nord, progetta di avanzare “città per città con le baionette” è così via...
LEGHISTI INVIDIA LA MIA? NO SOLTANTO NON VOGLIO ESSERE RAPPRESENTATO DA GENTE COME VOI.

Pietro T. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 05.08.10 14:13| 
 
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Una società sportiva italiana e una giapponese decidono di sfidarsi ogni anno in una gara di canottaggio con barche di otto uomini.
La prima volta i giapponesi vincono con un chilometro di vantaggio.
I dirigenti italiani pensano bene di istituire subito una commissione per individuare le cause della sconfitta.
La commissione d'inchiesta scopre che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno al timone, gli italiani al contrario ne avevano solo uno ai remi mentre gli altri sette erano al timone.
Per rimediare, i soliti dirigenti italiani incaricano una società di consulenza, di analizzare la struttura e i componenti della propria squadra. Dopo mesi e mesi di lavoro, i consulenti accertano che nella squadra italiana sono troppi gli elementi che comandano e pochissimi quelli che remano.
Allora, con una decisione tutta italiana, si decide di cambiare: nella squadra ci saranno quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei supervisori e uno ai remi.
Inoltre si introducono degli incentivi per rottamare il rematore.
Nonostante queste "riforme" nella seconda gara, i giapponesi vincono con un distacco di due chilometri.
La società italiana licenzia immediatamente il rematore per scarso rendimento togliendogli anche il trattamento di fine rapporto, ma elergisce un premio al "gruppo di comando" per il grande impegno profuso nella fallimentare sconfitta.
La solita società di consulenza sforna un nuovo studio dal quale risulta che la tattica scelta era giusta e che anche la motivazione era buona.
Questa volta però si scopre che il materiale impiegato necessitava di un adeguamento tecnico e di una programmazione più accorta.
Per questo la società italiana, si è sentita in dovere di commissionare e finanziare il progetto di una nuova barca, assumendo un altro equipaggio, ma secondo gli scommettitori, nella terza gara i giapponesi vinceranno ancora, infliggendo alla squadra italiana ben tre chilometri di distacco.

Barbara B, 04.08.10 20:28| 
 
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