Schifani, basta la parola
Schifani, basta la parola - Marco Travaglio
(40:20)
Testo:
Buongiorno a tutti, torniamo in diretta dopo le vacanze, spero che siano andate bene per tutti quanti voi.
Torniamo a parlare di attualità, in particolare della seconda e terza carica dello Stato, la quarta, il Cavaliere, lasciamola un attimo da parte, perché è interessante vedere le novità che sono emerse sul presidente del Senato e sul presidente della Camera in questo mese in cui non ci siamo parlati in diretta e l'eco che le novità sui presidenti dei due rami del Parlamento hanno avuto presso la pubblica opinione. Cosa è emerso, quanto è grave e quanto se ne è saputo: c'è un'asimmetria totale sulle informazioni a proposito della seconda carica dello Stato, Schifani, e della terza Fini.
Il "caso" Fini (espandi | comprimi)
Fini, alla fine di luglio, è stato di fatto messo alla porta dal partito che aveva cofondato insieme a Berlusconi, è stato di fatto cacciato con una segnalazione ai probi viri del PDL – pare che il PDL abbia addirittura trovato dei viri probi, non si sa bene dove li abbia trovati – questi probi viri rimasti inattivi tutti questi anni, del resto non c'era materia per coinvolgere i probi viri, c'erano solo casi come quelli di Dell'Utri, Verdini, Cosentino, Brancher, Berlusconi quindi a che servono i probi viri?
Invece, appena Fini ha pronunciato la parola legalità e Granata la parola antimafia, sono stati immediatamente cacciati, perché certe parole non si dicono, non sta bene pronunciare certi vocaboli volgari e inopportuni. Quindi per eccessi di legalità e antimafia, Fini e i suoi fedelissimi, Granata, Briguglio e Bocchino, sono stati messi alla porta. E allora c'è stata la scissione: molti parlamentari, molti più di quelli che Berlusconi si aspettava, hanno seguito Fini. Sono più di trenta alla Camera e una decina al Senato, tanti quanti ne bastano per far perdere la maggioranza a PDL a Montecitorio e, può darsi, se si sganciano ancora un paio di senatori, anche a Palazzo Madama.
Berlusconi, circondato da servi, era stato rassicurato dai suoi servi, i quali non gli dicono la verità ma solo quello che vuole sentirsi dire, gli avevano garantito che intorno a Fini c'erano quattro gatti e quindi potevano essere buttati fuori senza problemi; in realtà i gatti erano 44 e così si è ritrovato praticamente con la maggioranza in crisi, anche se adesso sta cercando, con una bella campagna acquisti in perfetto stile arcoriano, di ricomprarsi qualcuno.
Da quel momento Fini è diventato il personaggio del giorno, è stato oggetto di prime pagine, tutti i giorni, sui giornali di Berlusconi o fiancheggiatori, soprattutto i soliti tre o quattro cioè il Foglio, il Giornale e Panorama e, naturalmente, su Libero che è la fotocopia, il ciclostilato del Giornale, e poi sui telegiornali delle reti Mediaset e sul TG1 del prode Minzolingua, che ha seguito amorevolmente le vicende di Fini e famiglia, in perfetta sintonia con gli house organ della ditta.
Così, per tutta l'estate tutti gli italiani praticamente, almeno una volta, hanno sentito parlare di scandali a proposito di Fini. Qual è lo scandalo? In estrema sintesi, lo scandalo sarebbe questo: Fini convive con la sua nuova compagna, Elisabetta Tulliani, già fidanzata di Luciano Gaucci, la quale Tulliani ha un fratello che quindi è il quasi cognato di Fini, di fatto il cognato di Fini, che, come la società intestata alla madre della Tulliani ha avuto qualche lavoretto alla Rai e, soprattutto, affitta, non si sa per quale cifra, un alloggio di 65 mq a Montecarlo.
Questo alloggio è il vero centro del cosiddetto caso Fini dell'estate, perché questo alloggio una dozzina di anni fa fu lasciato in eredità ad AN, cioè a Fini, da una nobildonna, la contessa Anna Maria Colleoni, discendente di Bartolomeo Colleoni, il condottiero che la leggenda vuole avesse tre palle e non solo due come noi comuni mortali; ebbene, questa signora dona varie proprietà fra le quali questo alloggetto a Montecarlo ad AN, cioè al partito di Fini.
L'alloggio viene valutato, in quel momento, da esperti a cui viene dato in esame, anche per le sue condizioni che vengono descritte piuttosto fatiscenti, 400-450 milioni di lire, una dozzina di anni fa, ripeto, dopodiché rimane improduttivo, infruttuoso per anni fino a quando, non so se due o tre anni fa, gli amministratori di AN decidono di venderlo a una società estera che ha sede nell'isola di Santa Lucia, ai Caraibi. Questa società lo paga 300.000 euro, quindi l'equivalente di circa 600 milioni di lire, più di quello che era stato valutato. Questa società lo rivende a un'altra società gemella, diciamo, che ha sede anch'essa nelle isole di Santa Lucia e questa società, lo si è scoperto quest'estate, ha affittato questo appartamento a Giancarlo Tulliani, il quasi cognato di Fini.
Immediatamente, la storia ovviamente fa notizia perché c'è il sospetto che Fini abbia dirottato questo appartamento a prezzi di favore tra le mani di suo cognato.
Fini fa un comunicato dicendo di aver saputo che la casa era stata venduta ma di non aver saputo che poi quelli che l'avevano comprata l'avevano affittata a suo cognato, e lì il Giornale, Libero, Panorama e tutta la grancassa si sono scatenati nel tentativo di smentire questa versione di Fini, e finora, devo dire, non ci sono riusciti. Sapete che hanno tentato, addirittura, di farlo con la storia di una cucina Scavolini da 4500 euro che Fini e la Tulliani comprarono in un mobilificio alla periferia di Roma, sull'Aurelia, un posto non proprio da VIP e una cucina non proprio da VIP, 4500 euro.
Cucina che, secondo un supertestimone scovato dai segugi del Giornale, un arredatore che lavorava in questo mobilificio insieme alla moglie, si diceva che fosse destinata a Montecarlo. Questa sarebbe dunque la prova che, se Fini avesse comprato la cucina per la casa di Montecarlo dove abita Tulliani, sapeva benissimo che Tulliani aveva affittato quella casa, e questa sarebbe la prova non che Fini ha rubato, ma almeno che ha mentito, che ha in qualche modo favorito il quasi cognato.
Fini ribatte che la cucina non è a Montecarlo, ma in una casa di Roma; a questo punto sta naturalmente al Giornale e a Libero dimostrare che non è vero, e non ci riescono. Anzi, questo loro supertestimone comincia a balbettare, a dire che non è sicuro, comunque non ci sono carte che dimostrino la spedizione della cucina a Montecarlo; è anche abbastanza improbabile che chi vuole arredare un appartamento a Montecarlo compri una cucina a Roma e poi spenda un sacco di soldi in spedizione. Se uno vuole arredare una casa a Montecarlo, i mobili li compra a Montecarlo o lì vicino, quindi sarebbe anche una cosa abbastanza curiosa. Insomma, il legame tra la cucina e Montecarlo non viene fuori e, anzi, si scopre un elemento piuttosto sospetto: il supertestimone, l'arredatore, dice di avere dato le dimissioni dal mobilificio, lui e la moglie perdendo così il posto di lavoro e due stipendi in una botta sola, per poter finalmente gridare la verità su Fini, che peraltro loro dicono di non conoscere perché sostengono semplicemente di aver sentito dire che la cucina andava a Montecarlo. O siamo di fronte a un eroe, a un temerario, a un martire che si immola col suo posto di lavoro e il suo stipendio al servizio della verità, oppure dobbiamo pensare che sia uno dei tanti supertestimoni, ne abbiamo visti in questi anni, che poi si sono scoperti calunniatori diciamo con la loro bella convenzienza. E voi sapete che l'impero del presidente del Consiglio non ha problemi a sistemare qualcuno dopo che ha reso i giusti servigi. Comunque, in questo caso, non sappiamo cosa ci sia dietro, sappiamo però che quella cucina non si è dimostrato che sia a Montecarlo, anzi Fini farebbe molto bene quando rientra dalle vacanze a spalancare le porte della casa dove è situata questa cucina in modo da sbugiardare, se lo può fare, i giornali che lo hanno attaccato per tutta l'estate.
Resta il fatto, naturalmente, che Fini deve completare la spiegazione: nel comunicato ha dato alcuni elementi, dicendo che al momento possedeva soltanto quelli, si spera che adesso acciuffi il Tulliani, gli faccia sputare tutta la verità su questa storia, e se Tulliani avesse avuto delle condizioni di favore danneggiando così le casse del partito, gli faccia scucire un po' di soldi a titolo di risarcimento perché pare che al Tulliani non manchino i mezzi, visto che è stato fotografato con una Ferrari.
Questo è lo scandalo Fini, naturalmente non c'è nemmeno un euro di denaro pubblico che balla in tutta questa storia, quindi è un discreto chissenefrega, forse in Scandinavia ci si potrebbe dedicare al ricamo e al merletto e quindi andare a vedere il pelo nell'uovo, perché stiamo parlando davvero di un pelo nell'uovo: è un bene privato che viene venduta a un ente privato. I partiti purtroppo non hanno una configurazione giuridica che consenta di controllare i bilanci, la gestione dei finanziamenti pubblici che ricevono, il partito lo vende a società private, la società privata affitta a un altro privato, quindi non stiamo parlando di denaro pubblico, nulla a che vedere con gli scandali delle banche o delle tangenti, dove appunto ci sono denari pubblici. E nulla a che vedere nemmeno con il caso Scajola, a cui Feltri ha tentato invano di paragonare il caso Fini-Tulliani. Il caso Scajola è un ministro che si fa pagare la casa con 900.000 euro, una casa da 250 mq sul Colosseo, da un costruttore, Anemone, senz'arte né parte, che comincia a vincere appalti su appalti dal governo, dalla Protezione Civile, dal ministero dell'Interno, quindi altroché se ci sono soldi pubblici. Mentre nella trafila dell'alloggio di Montecarlo, finito poi in affitto a Tulliani non c'è nemmeno un euro di denaro pubblico. Ma in ogni caso Fini deve spiegare, perché comunque dobbiamo sapere se è o è stato succube di questo sgomitante Tulliani e dobbiamo sapere come è stato alienato un bene del partito. Se non ha nulla da nascondere, come dice, non avrà problemi a tirar fuori tutti i passaggi e prendere ulteriormente le distanze da questo signorino troppo intraprendente che evidentemente ha speso più di una volta il cognome di Fini approfittando del fatto che si è fidanzato con sua sorella; anche se poi, alla fine, il bottino non è stato granché, stiamo parlando di un appartamentino a Montecarlo e stiamo parlando di un appaltino su Rai2 per una serata, una seconda serata. Voglio dire, visto come vanno le cose in Rai, è proprio anche lì il pelo nell'uovo. Però, ogni spiegazione richiesta va data, soprattutto se, come dice Fini, non si ha nulla da temere.
E questo è quello che è emerso a carico della terza carica dello Stato, il presidente della Camera Gianfranco Fini. Uno di questi giorni mi metterò lì e conterò quante prime pagine di Libero, del Giornale e quanti titoli dei telegiornali pubblici e privati sono stati dedicati a questa solennissima minchiata della cucina e della casa di Montecarlo. Per non parlare del linciaggio che ha subito Elisabetta Tulliani di cui ancora non si è capito quale sia il delitto, se non quello appunto di stare insieme a Gianfranco Fini, a sua volta autore del gravissimo delitto di essersi smarcato da Berlusconi, perché se Fini non si fosse smarcato da Berlusconi e fosse rimasto sotto il suo ombrello protettivo a quest'ora potrebbe andare a rapinare le banche e stuprare le minorenni e nessuno scriverebbe una riga su quello sta facendo il rapinatore e stupratore Fini, anzi ci sarebbero forbiti editoriali di Feltri e Belpietro, i quali sosterrebbero che è cosa buona e giusta stuprare le minorenni e rapinare le banche.
Schifani e l'ombrello del Cavaliere (espandi | comprimi)
Vediamo ora che cosa succede a chi rimane sotto l'ombrello protettivo del Cavaliere, per esempio la seconda carica dello Stato, Renato Schifani.Su Renato Schifani ci siamo intrattenuti più volte, sapete quello che era emerso fino a un mese e mezzo fa, anche perché ero andato a parlarne da Fabio Fazio due anni fa, perché ne avevano scritto Gomez e Lirio Abbate nel loro libro “I Complici”, perché ne aveva scritto Marco Lillo su L'Espresso, perché c'era stato detto che non erano cose gravi, c'era stato detto che non ci sarebbe stato più niente da scoprire su Schifani, quindi bisognava smetterla di parlare di Schifani.
Ricordere l'attacco che io subii dal vicedirettore di Repubblica, il quale mentre io parlavo di Schifani tirò fuori che il problema ero io, perché si diceva che io vado in vacanza a spese della mafia, e dovetti documentare che le vacanze mie me le ero pagate da solo e che non avevo mai conosciuto mafiosi in vita mia. Insomma, lasciamo perdere il pregresso di Schifani: lo conosciamo.
Ci sono novità? Sì, ci sono almeno quattro novità che sono emerse grazie a due organi di stampa, fra i pochissimi liberi in Italia, liberi di parlare della seconda carica dello Stato, sebbene sia protetta dall'ombrello del Cavaliere. Uno è Il Fatto Quotidiano, l'altro è L'Espresso.
Il Fatto Quotidiano, grazie a Marco Lillo, ha scoperto in questo mese di agosto tre fatti piuttosto importanti e gravi.
Il primo: Schifani, oltre a tutto quello che già sapevamo, ha nel suo pedigree tre iscrizioni nel registro degli indagati per associazione mafiosa, non per concorso esterno ma per associazione mafiosa, della procura di Palermo che negli anni l'ha indagato tre volte e lo ha fatto archiviare dal GIP tre volte per decorrenza dei termini delle indagini. Cos'è l'archiviazione? Non è l'assoluzione: l'assoluzione vuol dire che ho accertato che tu sei innocente o che non ci sono le prove che tu sia colpevole. Ho fatto tutto il lavoro, indagine, processo, dibattimento e ho stabilito che tu non sei colpevole. L'archiviazione è un'altra cosa: c'è una notizia di reato, iscrivo la persona che è sospettata di averlo commesso, indago, quando mi scadono le indagini non ho concluso la mia indagine e al momento non ho elementi per chiedere il rinvio a giudizio, allora chiedo al giudice di archiviare. Mettiamo in archivio, facciamo un provvedimento di archiviazione. Vuol dire che se emergono nuovi elementi possiamo riaprire quell'indagine, invece se uno viene assolto per gli stessi fatti per i quali è stato assolto non può più essere reindagato e ripreocessato, si chiama ne bis in idem. Questo è molto importante per capire la differenza. L'archiviazione può essere riaperta in qualsiasi momento, mentre l'assoluzione chiude la partita.
Schifani viene indagato, archiviato, poi indagato di nuovo, poi archiviato di nuovo, poi indagato di nuovo, poi archiviato di nuovo perché negli anni Novanta e nei primi anni Duemila emergono degli elementi che fanno ritenere che sia partecipe dell'associazione mafiosa Cosa Nostra. Poi questi elementi non bastano mai per chiedere il rinvio a giudizio, archiviazione.
La prima volta viene indagato nel 1996, era procuratore Caselli a Palermo. Si pente l'ingegner Salvatore Lanzalacco, professionista di Palermo che si occupava di appalti pubblici, era in contatto con Angelo Siino, il re degli appalti, il garante della mafia e del sistema delle imprese della politica sul tavolino della spartizione, sapete che in Sicilia le tangenti gli imprenditori non le devono pagare solo ai politici, le devono pagare anche ai mafiosi sotto forma di sub appalti alle imprese amiche di Cosa Nostra. Lanzalacco racconta l'appalto della metanizzazione del Comune di Palermo, una gara da 140 miliardi di lire, che viene aggiudicata nel 1993 a un'associazione temporanea di imprese capeggiata dalla Saipem di Milano, credo che la Saipem fosse del gruppo Eni. Secondo Lanzalaco quella gara era truccata a suon di mazzette e c'era una percentuale dell'1.5 percento per la mafia e per un suo socio. Lanzalaco racconta di essere andato a Parma a parlare con gli imprenditori della ditta Bonatti sulla spartizione dei lavori che avrebbero dovuto andare in subappalto alle imprese mafiose o amiche della mafia.
Cosa succede? Che in queste missioni al nord per parlare di quell'appalto, a Parma, dice Lanzalaco “partecipava l'avvocato Schifani” che all'epoca era un consulente del comune di Palermo e, dice Lanzalaco, “lo Schifani era a conoscenza di tutte le fasi illecite di gestione della gara e mi risulta che fosse molto inserito tra i consulenti del comune di Palermo”. Schifani viene iscritto nel registro degli indagati il 13 marzo 1996 per associazione mafiosa. Nel marzo 1998, cioè due anni dopo, massimi termini per indagare, viene archiviato perché il GICO della guardia di Finanza non ha ancora consegnato il rapporto che la procura gli ha commissionato per riscontrare le accuse di Lanzalaco.
Il rapporto arriva dopo l'archiviazione, e sulla base di questo la procura reiscrive Schifani, perché nel rapporto c'è la notizia di reato, cioè per esempio si scopre che i subappalti li ottennero per il movimento terra ditte che facevano capo al cugino del boss Cancemi, poi pentito, Vincenzo Cancemi, e una società di Vito Buscemi, poi arrestato e sottoposto a misura di prevenzione per mafia. Buscemi, tra l'altro, abita nel palazzo di Via D'Amelio costruito da una cooperativa in cui sia Buscemi che Schifani sono stati soci per un certo periodo, prima di diventare condomini di questo stabile che sta nella stessa via dove esplose la bomba contro Paolo Borsellino.
I finanzieri vanno anche a controllare se è possibile che Schifani abbia viaggiato in quel periodo in cui c'era questa spola tra Palermo e Parma, e scoprono appunto dei voli nelle date indicate da Lanzalaco tra Palermo e Bologna e tra i passeggeri di questi voli c'era appunto Schifani.
Nel 1999 comunque, non ritenendo sufficienti questi elementi per richiedere il rinvio a giudizio, la procura di Palermo chiede di nuovo l'archiviazione, quindi Schifani viene archiviato. Ma, subito dopo, viene di nuovo indagato perché si sono scoperti altri elementi, non solo per associazione mafiosa ma anche per altri nove reati, tra i quali concorso in corruzione, concussione, abuso d'ufficio, scrive la procura, “in relazione all'acquisto dei decreti di finanziamento e al pilotaggio dell'asta inerente l'appalto per la metanizzazione della città di Palermo, e in particolare agli accordi raggiunti con Cosa Nostra per l'assegnazione della gara a un gruppo di imprese collegate con l'organizzazione mafiosa e agli accordi economici successivi per l'affidamento di noli autorizzati a imprese facenti capo direttamente o indirettamente a Cosa Nostra”.
Schifani e i fratelli Graviano (espandi | comprimi)
Altri due anni di indagine, una parte degli indagati assieme a Schifani viene poi arrestata per bancarotta aggravata dal favoreggiamento alla mafia, mentre viene archiviata sempre per insufficienza di elementi utili a ottenere il rinvio a giudizio, la posizione di Schifani e il filone principale.
Scrivono i magistrati: “considerato, in base alle dichiarazioni dei collaboratori e all'attività di riscontri, il GICO non è stato possibile ricostruire in concreto quali interessi specifici o quali condotte in concreto abbia tenuto, lo Schifani – che è menzionato solo da Lanzalaco come soggetto che avrebbe fatto parte di un gruppo che a Parma avrebbe redatto i patti parasociali per il contratto di appalto – deve essere archiviato”. Il 2 marzo 2002 il GIP archivia la posizione di Schifani che nel frattempo è diventato capogruppo di Forza Italia al Senato.
A questo punto cosa succede? Altre due novità scoperte una sempre da Marco Lillo per il Fatto Quotidiano, l'altra da Lirio Abbate per L'Espresso, cioè due pentiti parlano e tirano in ballo pesantemente Schifani davanti ai magistrati di Palermo, che stanno indagando sulle dichiarazioni fatte da Spatuzza, il quale dice di aver visto un giorno Schifani in un capannone industriale frequentato dai Graviano.
Campanella è il primo pentito che parla ai magistrati e racconta che quando Schifani lo ha querelato perché Campanella l'aveva accusato di avere sistemato il piano regolatore di Villabate a seconda degli interessi della cosca di Nino Mandalà, il capomafia di Villabate che conosceva Schifani dagli anni Settanta perché erano stati soci nella Sicula Broker, Campanella dice che quando Schifani lo ha querelato ha mentito, perché ha minimizzato il suo ruolo nel mettere le mani sul piano regolatore di Villabate, mentre invece le mani ce le ha messe con diverse varianti che, a suo dire, erano state suggerite o comunque servivano agli interessi della cosca di Mandalà.
Il sindaco di Villabate presso il quale lavorava come consulente urbanistico Schifani era una cosa con il clan Mandalà, il famigerato sindaco Navetta.
Naturalmente, il comune di Villabate è stato sciolto per mafia due volte, a causa di questo grumo di interessi Navetta, prestanome di Mandaltà. Campanella perché parla? Perché era un politico dell'Udeur, ex democristiano, che faceva il presidente del consiglio comunale di Villabate, non è un mafioso che va in giro a sparare, è un mafioso col colletto bianco che si occupa di soldi e fa politica per conto della mafia, e oggi è pentito e racconta che c'erano forti interessi nel centro storico e nei terreni delle cooperative edilizie che sono stati in qualche modo risolti da Schifani nell'interesse di Mandalà, questo dice Campanella.
Naturalmente accuse tutte da verificare, noi sappiamo soltanto che Schifani è stato consulente di quel comune piuttosto puzzolente, fino a quando non è stato eletto senatore nell'aprile del 1996.
Altra novità: nuove rivelazioni di Spatuzza. Spatuzza, lo rivela l'Espresso questa settimana grazie a Lirio Abbate, è stato sentito l'anno scorso dalla procura antimafia di Firenze, dai PM che stanno indagando, sulle stragi del 1993 di Milano, Firenze e Roma, e ha detto che Schifani nei primi anni Novanta sarebbe stato decisivo per mettere in contatto Berlusconi e Dell'Utri con i fratelli Graviano. Si sa, e questo è ciò che rende non del tutto incredibile quello che dice Spatuzza, che Schifani alla fine degli anni Ottanta, lo scrive L'Espresso citando una fonte autorevole, aveva avuto già contatti con Dell'Utri, ben prima che nascesse Forza Italia. In quel periodo viaggiava spesso tra Palermo e Milano. Questa stessa fonte, scrive Abbate, rivela che Schifani veniva chiamato il “contabile” di Berlusconi. All'epoca era avvocato esperto di urbanistica, aveva tra i suoi assistiti Giovanni Bontade, fratello del boss Stefano che come è noto, secondo i giudici di Palermo, era legatissimo a Dell'Utri e Berlusconi, fu lui praticamente a battezzare l'assunzione di Vittorio Mangano nella villa di Arcore, poi questo Giovanni Bontade, il fratello del boss dei boss, è stato anche lui condannato per traffico di droga al maxiprocesso, poi è stato assassinato con la moglie nel 1988.
Altri clienti di Schifani, Domenico Federico che era socio di Bontade e un altro boss imprenditore Ludovico Visconti. Questo scrive Lirio Abbate per dire che voi sapete che il coté della mafia di Bontade è sempre stato considerato uno dei possibili flussi di finanziamento del gruppo Berlusconi negli anni Settanta, quando anche come racconta Massimo Ciancimino, la mafia investì nelle imprese e nei cantieri e nelle televisioni.
In quel periodo, dunque, sarebbe nato questo link tra Schifani e Dell'Utri che poi avrebbe portato, sempre secondo quello che dice Spatuzza, Schifani a diventare una specie di anello di congiunzione fra il clan dei Graviano e Dell'Utri e Berlusconi in un periodo nel quale poi noi sappiamo che nel 1993 i Graviano si prendono la responsabilità diretta ed esclusiva delle stragi, che secondo i magistrati e secondo molti collaboratori di giustizia servivano appunto ad accelerare, a spingere la nascita di questo nuovo soggetto politico che poi proprio Dell'Utri ha inventato e ha di fatto indotto Berlusconi a fondare tra il 1993 e il 1994.
Anche queste accuse, come quelle di Campanella, vengono da una fonte da verificare: è un mafioso, Spatuzza, che collabora con la giustizia, ma capite che essendoci stata un'inchiesta tre volte archiviata per mafia su Schifani, notizia che si è saputa dal Fatto quest'estate e che nessuno ha ripreso, adesso è probabile che i magistrati siano costretti a riaprire quest'inchiesta, perché come vi ho detto le archiviazioni, se emergono nuove notizie di reato, vengono revocate e si ricomincia a indagare. Scrive appunto Lirio Abbate che questa indagine verrà riaperta e a settembre, quindi praticamente adesso, i magistrati di Palermo interrogheranno Spatuzza e probabilmente torneranno a interrogare Campanella e tutti gli altri che hanno parlato di Schifani per vedere se c'è qualcosa di concreto e di ancora documentabile oggi su questi racconti che naturalmente risalgono a prima che Schifani entrasse in Parlamento, prima del 1996, o se c'è anche qualcosa di più recente.
Schifani e il palazzo dei mafiosi (espandi | comprimi)
La quarta e ultima novità su Schifani la racconta Marco Lillo sul Fatto Quotidiano e cioè che tra i vari clienti di Schifani c'era un certo Lo Sicco, un costruttore anche lui arrestato per mafia e condannato con sentenza definitiva nel 2008, che aveva costruito un enorme e mostruoso palazzo in piazza Leoni a Palermo, a due passi dal parco della Favorita; in quel palazzo abitavano fior di mafiosi, anche latitanti per un certo periodo.
Quel palazzo incombe e mina la solidità, la stabilità di una piccola casetta dove abitano due anziane sorelle, le sorelle Pilliu. A Palermo le conoscono tutti, perché sono state tra le ultime persone a incontrare Paolo Borsellino, in quanto già nel 1992 si lamentavano per la protervia di questo costruttore mafioso che gli aveva fatto una casa sopra la loro, e che aveva fatto crepare la loro piccola casetta per via dei lavori di questo gigantesco stabile.
Eppure, per 18 anni, vent'anni, forse di più si sono battute invano, perché non riuscivano mai ad avere ragione. Chi aveva torno, cioè il costruttore mafioso coni suoi inquilini mafiosi, era assistito da Renato Schifani ed era una potenza di fuoco tale per cui queste poverette credevano di non avere più nessuna speranza. Ma proprio quest'estate, il 21 luglio, la corte d'appello di Palermo ha confermato la sentenza di primo grado che era arrivata addirittura 8 anni fa, e ha stabilito che il palazzo del costruttore mafioso deve essere abbattuto almeno in parte perché deve arretrare di due metri e mezzo in modo da dare respiro e non minacciare più la stabilità della casetta delle sorelle Pilliu, che intanto è andata a ramengo e quindi deve essere consolidata spese dello Stato perché lo Stato non ha saputo difendere queste due sorelle dall'arroganza del costruttore mafioso e dei suoi amici, naturalmente il costruttore mafioso difeso dall'attuale presidente del Senato.
Questa è una delle poche storie a lieto a fine che si riesce a raccontare. Di tutto questo gli italiani non sanno nulla perché mentre sappiamo tutto della cucina Scavolini e dell'appartamentino a Montecarlo e della Ferrari di Tulliani e della schedina che non si sa se abbia vinto al superenalotto la Tulliani o Gaucci, e delle beghe familiari tra Gaucci e la Tulliani, non sappiamo niente di tutta questa storia che riguarda non la terza ma la seconda carica dello Stato. Perché? Perché non c'è nessun giornale, a parte l'Espresso e il Fatto, che abbia dedicato una riga a queste vicende.
Quando l'Espresso ha anticipato il suo scoop, l'unico quotidiano che ha ripreso la notizia oltre al Fatto Quotidiano è stata Repubblica che lo ha confinato in un trafiletto a pagina 25, praticamente invisibile.
Il giorno dopo Schifani ha detto: “sono indignato per questo nuove insinuazioni, ma sono pronto a farmi interrogare dai magistrati per chiarire tutto” ed è una posizione importante. Il presidente del Senato si dice pronto ad essere interrogato al più presto dai magistrati antimafia di Palermo che stanno indagando su eventuali sue partecipazioni alla mafia. Di questo stiamo parlando: stanno indagando su accuse di mafia nei confronti del presidente del Senato, lui fa un comunicato ufficiale dove dice che vuole essere sentito, è una cosa buona, magari dicesse “voglio essere sentito” e i giornali non scrivono una riga, nessuno a parte il nostro che lo mette in prima pagina. Perché? Perché chi ha censurato le accuse di Spatuzza e Campanella, chi non ha ripreso la notizia che Schifani ha avuto tre iscrizioni per mafia e tre archiviazioni per mafia non può dare conto della replica di Schifani, perché se uno legge la replica si domanda: “ma perchè Schifani vuole essere interrogato su questioni di mafia?” Se nessuno ci ha raccontato che è stato accusato di mafia da qualcuno? Se censuri la notizia devi anche censurare la replica, censura chiama censura, così, mentre da una parte tutti gli italiani sanno delle pagliuzze eventuali di Fini o di suo cognato, nessuno conosce le travi del presidente del Senato. E che differenza c'è tra Fini e Schifani? Sono tutti e due del centro destra, uno ha i capelli e l'altro no, aveva il riporto ora nemmeno quello. La vera differenza è che uno si è scostato da sotto l'ombrello protettivo del Cavaliere e hanno cominciato a sparargli a vista, e non trovandogli travi hanno cercato di inventare delle pagliuzze.
Dall'altro lato c'è un signore che ha delle travi grosse così, almeno da spiegare, non dico che le abbia fatte, ma almeno le deve spiegare, e non c'è nessuno che ne parla e nessuno che lo sa per la semplice ragione che è rimasto a corte e non si sogna nemmeno di allontanarsene. E nessuno si allontanerà da quella corte, dopo aver visto che fine ha fatto quello che se ne è allontanato quest'estate.
Questo è in fondo la migliore prova su strada del conflitto di interessi, ed è anche la migliore spiegazione del perché nessuno, a destra come a sinistra, ha mai pensato a risolverlo.
Buona settimana, passate parola.
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Postato il 30 Agosto 2010 alle 13:45 in Informazione | Scrivi |
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ATTENZIONE!
Proprio in questo momento, su quella merda di TG5 sta andando in onda un servizio pro mafia contro i magistrati INGROIA E GRATTERI.
Il servizio parte dal presupposto dell'omosessualità dei capimafia, mandando in onda interviste di repertotio dei suddetti magistrati proprio inerenti all'omosessualità all'interno delle cosche, giusto per aiutarli diventare bersagli migliori di attentati.
QUESTO E' IL TG5!
PER FAVORE, SE NON SIETE MAFIOSI VOTATE QUESTO COMMENTO E FACCIAMOGLEILO SAPERE A QUELLI I TG5 LE MERDE CHE SONO!
A me, per ora, interessa solo togliermi dai coglioni questo governo e principalmente il suo capo.
Qui stiamo a discettare se il M5S sta a destra o sta a sinistra o al centro.
Dove sta sta a me non me ne fotte una mazza.
Mi interessa solo sapere quale strategia vogliamo adottare, punto e basta!
DEll' Utri contestato a Verona e lui abbandona il palco.Che dite qualche risveglio comincia a sentirsi?
OGGI a Repubblica tv c'era Bersani, allora mi son detto; "facciamogli una bella domanda al dormiente capo dell'opposizione..."
Non prendo neanche in considerazione che i paladini della libertà di informazione di " La Repubblica " non mi facciano porre la mia domanda...certo non in linea con le altre domande dei MILITONTI piddini, ma neanche irriverente..provocatoria si ma nè turpiloquio ne altre parole che ben si meriterebbe il leader del maggior partito di FINTA opposizione..
e che mi combinano i paladini dell'art.21 ...non solo pongono la domanda a Bersani ma neanche la pubblicano insieme alle altre.....
ognuno tragga le conseguenze che ritiene più opportune..io le ho da tempo sono arrivato alla conclusione che PD & LA REPUBBLICA PARI SONO...DUE M....
ECCO IL VIDEO ;http://www.youtube.com/watch?v=0M3Ib0Iuq5U
http://informazionedalbasso.myblog.it/
sono appena rientrato e ascoltando il tg3 delle 2100, sento questa notizia che mi scalda il cuore e nel contempo mi indigna profondamente:
tunisino salva donna dallo stupro, ma viene arrestato perche' clandestino
questo paese di merda, governato da merde umane,deve trovare la forza di reagire, perche' io ne ho le palle piene di razzisti dell'ultima ora
un eroe non salva la patria, ma rincuora sapere che siami tutti esseri umani, bravi e cattivi, neri o bianchi,che la 'drangheta e' italiana e ci sono arabi assassini e arabi che salvano un'italiana
e adesso, via con le mani rosse, anzi piu' mi rossano, piu' mi vergognero' di essere italiano
Schifani , associato mafioso,
Schifani intermediario tra mafia e berlusconi
Schifani difende un potente mafioso contro due sorelle siciliane
Notizia da Espresso, Il Fatto quotidiano
Un trafiletto su La Repubblica
Schifani si dichiara pronto di essere interrigato dai Giudici di Palermo.
I giornali tacciono, eccetto Il Fatto quotidiano.
Schifani, nominato presidente al Snato fu abbracciato dalla Finocchiaro, detto la stronza.
"TRAVI...PAGLIUZZE E MACIGNI..."
"Noi del blog vogliamo sapere dove sono finiti i
98 miliardi di euro di evasione fiscale delle
concessionarie dei monopoli di stato!"
Beppe Grillo
8 settembre 2007 V-DAY Bologna
-----
"Ci siamo trovati davanti ad un muro di gomma,
ma noi non dobbiamo stancarci di chiedere,
anche a costo di sembrare ripetitivi,
dobbiamo continuare incessantemente finché
non avremo delle risposte."
Ferruccio Sansa
8 settembre 2007 V-DAY Bologna
http://www.youtube.com/watch?v=NBzM4pveHvM
-----
Allora dico io,
per quale motivo si continua a non parlare
di questa storia...?
Per quale motivo pare sia calato il silenzio,
non solo da parte dei governi Prodi prima,
e dalľ attuale poi fino ad ora,
ma anche da parte di Ferruccio Sansa e di chi
con lui portava avanti ľ inchiesta...?
Visto che ci sono persone che per quella causa,
prossima alľ udienza ad ottobre,
hanno buttato il sangue solo per fare ció che
Beppe Grillo e Ferruccio Sansa hanno gridato
quel giorno dal palco...!
Un passaparola,
un post,
o che Sansa venga a scriverci due righe per
raccontarci a che punto é ľ inchiesta...
Qualsiasi cosa é meglio del silenzio che pare
sia calato sulla vicenda,
anche da parte del blog...
Vi sarei molto grato qualora qualcuno dia una
spiegazione non solo a me ma anche e soprattutto
a quelle persone che per questa cosa ci hanno
messo sia la faccia che il tempo...!
Mi pare il minimo per rispetto dovuto a queste
persone giustamente deluse ed amareggiate...
Noi non si fa altro che fare quello che Sansa
disse quel giorno,
cioé non smettere di chiedere...!
Visto i tempi che corrono,
98 mld di euro non sono certo pagliuzze,
ne travi,
ma piuttosto MACIGNI!!!
P.S.
Vorrei che chi sporca di rosso i commenti di chi,
a pieno diritto chiede spiegazioni nel luogo
dove piú giusto farlo,
si palesasse e ne spiegasse i motivi...
Se sono in buona fede...
Altrimenti che vadano AFFANCULO...!
Grazie e buona serata
Dona
Travaglio ha le sue opinioni che si possono condividere o meno. io le condivido quasi sempre, e quelle rarissime volte che non coincidono con le mie, come nel caso delle politiche di israele, non mi sognerei minimamente di definirlo un traditore.
io.
ma del resto non esiste un giornalista o un politico di cui condivida, sempre e comunque, qualsiasi idea e pensiero. se così fosse, non sarei un essere pensante ma un legaiolo...
Mi sembra miope chi vuole vedere in questo intervento una difesa a Fini.
Il tema del post è: cosa succede a chi dissente dal B?
però è da ammirare, la coerenza leghista!
vogliono chiudere le moschee,
vogliono chiudere i kebab,
vogliono chiudere i ristoranti cinesi,
vogliono mandare via i rumeni,
e altre civili lotte!
però chissà perchè non vogliono chiudere i distributori di carburante!
non lo sanno che il 99% della benzina che mettono nella loro macchinetta (magari costruita in romania da un rumeno appena da loro rispedito a casa) arriva dai paesi arabi?
e già, poi dovrebbero andare a cavallo!
ma quelli glieli ha portati gheddafi....
allora in bicicletta, allora!
ma quelle le fanno in cina.....
a piedi, dovrebbero andare!
con gli islamici in casa , nuovi vostri padroni, vedrai i tuoi diritti dove te li ficcheranno!pirla!!
Assuntina Rossi
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Già! Con gli islamici in casa che ci dicono di convertirci all'islam, all'interno di un "circo togni" che è offensivo verso tutte le religioni, ma soprattutto verso tutti gli uomini e la loro dignità, allestito nel centro di Roma dove le odalische assunte per un tozzo di pane sculettano davanti a un dittatore africano benedetti dal VOSTRO capo e dal VOSTRO silenzio.
E io che credevo che i leghisti fossero solo dei babbei totalmente rincoglioniti capaci solo di ripetere a pappagallo gli slogan dei loro padroni imbecilli e ladroni.....
.........evidentemente li sopravvalutavo.
"Si comunica che la dignita' nazionale - temporaneamente sospesa in concomitanza con la gradita visita del rais Gheddafi in Italia - con la partenza dello stesso dal nostro Paese e' da considerarsi a tutti gli effetti ripristinata". Lo scrive in una nota Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord.
Qualcuno ha aggiunto:
Ora che si è ripristinata la dignità nazionale, si dovrebbe pensare a dividere la faccia dal culo di qualcuno. Si pensa ad una raccolta fondi per spedire CALDEROLI in Tunisia.
su rai news 24 che bello, ce sta er circo, i cavalli berberi, ce sta pure Moira Orfei, hops e' gfheddafi
Caro Marco,
torni in diretta per parlare d’attualità e ci proponi come ben tornato dalle vacanze
le stesse cose che ci hanno rotto per tutta l’estate?
Ma parliamo veramente d’attualità,
oggi ci sarà a Roma la celebrazione ufficiale dell’amicizia fra Libia e Italia.
Capisco che possa non fregare
Ma forse,
il colonnello potrebbe anche rispondere ufficialmente,
alle rogatorie fatte alla Libia nel corso delle lunghissime indagini sulla vicenda Ustica.
Dopo 30 anni ancora le informazioni sono occultate
Ma non esiste una legge che toglie il segreto di stato dopo alcuni decenni?
Lo chiedo non tanto per cercare i colpevoli
Ma almeno per sapere la verità su Ustica e Bologna
Ma forse chiedo troppo?
Dai, lo so che ti piace rovistare negli archivi di stato :)
SCHIF-ANI,BASTA LA PAROLA.
Appunto,sul Presidente del senato è già stato detto abbastanza,quello che non si capisce è il perchè sia ancora lì!
Ma il baciamano del nano è 'argomento che tiene banco oggi,foto su tutti i giornali(o quasi),il leader libico che dice all'Europa tutta di convertirsi,il trattamento delle donne,gli immigrati a pagamento.
L'OPPOSIZIONE E' IN FERMENTO!
L'OPPOSIZIONE DE CHE,LI MORTACCI VOSTRI!
SAREBBE BASTATO FARE LA LEGGE SUL CONFLITTO D'INTERESSI PER FAR SI CHE IL BACIAMANO AVVENISSE IN VILLA E NON A SPESE NOSTRE!
SAREBBE BASTATO FARE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PER NON VEDERE SERVI E LECCACULO IN PARLAMENTO.
Sarebbe bastato poco,ma non è stato fatto!
Vada affanculo l'opposizione con tutta la maggioranza!
Ah!Per opposiazione s'intende quella del Pd-L,quella dei compagnucci alla Veltroni D'Alema!
Alla Violante,che ricorda in "pubblica seduta" i favori fatti al Cavaliere!
Bentornato Travaglio,vediamo se saranno possibili azioni più concrete,di parole ne abbiamo sentite e dette già troppe,ora servono i fatti!
Arrivederci accammellato e grazie.
Nando da Roma.
.... Vedo che i ”Picciotti”
hanno ascoltato Travaglio
e cercano di screditarlo.
Ooooohhh Picciotti,
ma Schifani non vi ha istruito abbastanza?
E neanche Dell'Utri?
E neanche il Nanetto Mafiosetto?
Azzz... anche la mafia
è diventata figlia di ”Amici di Maria”....
Non c'è più religione!
:)
.
oh ma qualcuno qui è un po' di coccio!
Travaglio "non" difende Fini (anche se, visto che tutti lo danno per uno di destra, non ci sarebbe niente di strano..)
ma mette a confronto il can can che si è fatto su tutti i media sulla casa al cognato (casa che comunque tocca soldi del partito e non poubblici)
e il silenzio che tocca casi BEN PIU' GRAVI come quello di un PRESIDENTE DEL SENATO con trascorsi mafiosi!!
su, non è difficile
va bé, saluti
La provola fumante (MT)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/19/dopo-l%E2%80%99eroico-arredatore-un-po%E2%80%99-strano-il/51355/
Se c'è una cosa di cui ringrazio Grillo, Travaglio, Ricca e tanti altri (qui sul blog e fuori) è di avermi aiutato a non avere più bandiere alle quali riferirmi per poter ragionare.
Se onestamente si da un'occhiata al mondo e si intravede, (pertanto non vedere al 100%), quel che sta accadendo, le azioni da fare, siano esse progressiste, conservatrici, puritane o eticamente strane, sono poche e decisamente quelle.
Debbo dire che vedere ancora persone arroccate nei castelli di ideologie settarie (più che di classe) fa tenerezza.
Certo è che la maggioranza, per accidie consolidate, non va oltre facili ideologie che hanno le stesse età del motore a scoppio; ma almeno Beppe, Travaglio, Ricca e tanti altri mi sembra ci facciano vedere dove poter cercare e fare per essere veramente una persona migliore.
Che il destino ce li conservi a lungo ... Proteggiamoli il più possibile, non è facile trovare sostituti ... ricordiamocelo ...
Salve belli un saluto caro a tutti.
Come al solito l'Italia è divisa in due, da una parte i "terroni" gli "extracomunitari" e gli "stipendiati" che lavorano e guadagnano con il sudore della fronte, dall'altra i "leghisti" e i "berluschini" che lavorano e guadagnano con il sudore del culo, preferibilmente il culo degli altri.
Non capite un cazzo di politica estera!
La settimana prossima, il nostro scaltro premier sara' in visita ufficiale a Topolinia.
Incontrera', oltre alle autorita', Pippo, Pluto, Clarabella e il commissario Basettoni. Il suo vice Manetta, no. Il nome lo inquieta.
Pace e Bene
"In Libia le donne sono più rispettate che in Occidente"
Si vede che si è documentato su come tratta le donne il nano.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/08/30/news/dell_utri_contestato_a_parolario_il_senatore_pdl_abbandona_il_palco-6634113/
marcello con le pive nel sacco e la camicia nera abbandona il palco,
UOMO DI MERDA
Di Eber
Berlusconi: Gheddafi ha convinto tre hostess a diventare islamiche.
Niente paura. Io posso conventire trecenti islamiche a diventare hostess.
Grande Travaglio nel tg di Mentana,
questo è parlare altro che cazzi.
ma siete tutti fuori di melone????
vi state attaccando l'uno con l'atro su travaglio di destra grillo fascista eccec...
ma fermatevi un'attimo a riflettere, a nessuno di noi ce ne deve fregare del voto dell'altro? pensate a un vostro amico? vi interessa sapere se è onesto o se è di destra o sinistra?
state trasportando la discussione fuori dal tema principale!!!!
io voglio, esigo, che intorno a me ci siano persone oneste, se poi sono di destra o sinistra non me ne può assolutamente fregare un c... di niente. anche perchè visto i politici che ci sono oggi, non penso che ognuno di voi si impersonofichi in tutto e per tutto in un partito.ognuno di noi ha nella propria testa il partito e il governo ideale. quindi discutiamo sui fatti, non su quello che probebilmente si capisce se ascolti bene 20 volte il video..
ma per piacere...
Caravan petrol
caravan petrol
caravan petrol
caravan
mm'aggio affittato
nu camello
mm'aggio accattato
nu turbante
nu turbante 'a
rinascente
cu 'o pennacchio
russo e blu
cu 'o fiasco
'mmano e 'o
tammurriello
cerco 'o
ppetrolio americano
mentre abballano 'e
beduine mentre
cantano 'e ttribbu'
comme si' bello a
cavallo a
stu camello
cu 'o binocolo a
tracolla
cu 'o turbante e 'o
narghile'
hue' si' curiuso
mentre scave
stu pertuso
scordatello
nun e' cosa
cca' 'o ppetrolio
nun ce sta
allah allah allah
ma chi
t'ha ffatto fa'
comme si' bello a
cavallo a
stu camello
cu 'o binocolo a
tracolla
cu 'o turbante e 'o
narghile'
cu 'o fiasco
'mmano e cu 'o
camello
cu 'e gguardie
'nnanze e 'a
folla arreto
'rrevuta' faccio
tuledo nun se po'
cchiu' cammena'
jammo e' arrivato 'o
pazzariello
s'e' travestuto 'a
menelicche
'mmesca 'o ppepe
cu 'o ttabbacco
chi sarra'
st'ali' babba'
comme si' bello a
cavallo a
stu camello
cu 'o binocolo a
tracolla
cu 'o turbante e 'o
narghile'
hue' si' curiuso
mentre scave
stu pertuso
scordatello
nun e' cosa
cca' 'o ppetrolio
nun ce sta
comme si' bello a
cavallo a
stu camello
cu 'o binocolo a
tracolla
cu 'o turbante e 'o
narghile'
comme si' bello a
cavallo a
stu camello
cu 'o binocolo a
tracolla
cu 'o turbante e 'o
narghile'
hue' so' curiuso
mentre scave
stu pertuso
scordatello
nun e' cosa
cca' 'o ppetrolio
nun ce sta
allah allah
allaha ma chi
mm'ha ffatto fa'
comme si' bello a
cavallo a
stu camello
cu 'o binocolo a
tracolla
cu 'o turbante e 'o
narghile'
caravan petrol
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http://www.youtube.com/watch?v=hpelFwzX1aw
A me poco importa della casa di Montecarlo o delle cucine, ma che fini abbia mangiato alla greppia del porco di arcore e abbia votato, per oltre 15 anni, leggi incostituzionali e legge elettorale porcata nonchè l'antidemocratica bossi-fini questo si che mi interessa.
CHE MUOIA IL NANO E TUTTI I SUOI LECCACULO PASSATI, PRESENTI E FUTURI
CONTINUA LA DISTRAZIONE DI MASSA.
Si parla di Fini dimenticando che questo movimento va a destra perché destro è.
Di Gheddafi, dimenticando quanto è stato odiato e embargato per aver sfanculato i colonizzatori (invasori), nazionalizzato il petrolio, e giustamente ora si vendica facendo prendere per il culo il nostro primo ministro, noto fasciopiduista, mettendolo alla berlina come nessuno mai; sarebbe da stabilire chi sia più ridicolo tra i due, lui con paladrano e tenda (fascisticamente considerato sempre un subumano) o il nano (PRIMO MINISTRO, non scordiamocelo) che con una scopa cucita in testa gli appoggia una mandria di sguattere che farebbero la fila per il lettone di Putin.
Se non fosse per la vergognosa contropartita concessa sui rimpatri di poveri miserabili disgraziati, sarebbe un compagno praticamente... ma non lo è: a scanso di equivoci!
E poi Travaglio... il libero pensiero fatto giornalismo.
Beh, se Travaglio non avesse le protezioni che conosciamo starebbe a pulire le scale del Metro... non la metropolitana, ma il giornaletto che i palazzinari romani diffondono a gratis in metro. In fin dei conti è un giornalista, lasciamogli fare il suo mestiere.
Se poi aggiungiamo che quel che bonariamente diffonde lui sulla corruttela italica, a fior di giornalisti hanno tappato la bocca e rubata la vita per impedirglielo...
Ecco che l'appartamentino di Fini cade a cecio, per tutti, da Grillo al Giornale a Fini stesso, ignorando il suo DNA, di una destra che cerca di espandersi al centrosinistra (al centro c'è già)... e infine a Berlusconi, l'unico poveraccio oramai impresentabile, che come da contratto gli si concederà una sorta di uscita dignitosa... con quello che ha imparato è pure un po' pericoloso.
Se non comincia il campionato ci sarà un vuoto "culturale" nel paese per settimane, fino alla kermesse di questo straccio di movimento bancarellaro... te lo raccomando!
Hasta... G.Sodano
Gentile Signor Travaglio, può, per cortesia, dare un parere su questo argomento.
Dalle ulime tornate elettorali il risultato é stato che circa un 52% ha votato centro destra e un 48% ha votato centro sinistra.
Ma il fatto più importante é che c'é stato un astensionismo di circa un 35%.
Su 100 persone, aventi diritto al voto, quindi 35 non hanno votato.
I risultati delle campagne elettorali si basano quindi sul voto del 65% delle persone che hanno diritto al voto.
Tenendo conto di chi non ha votato, i risultati sono appunto:
35% nessun partito.
33,80% centro destra.
31,20% centro sinistra.
Vuol dire che la maggioranza degli italiani fa parte del partito del "non voto" e non si rappresenta né con il centrodestra né con il centro sinistra.
Una legge, per essere approvata, dovrebbe avere più del 50% del consenso.
Se si tenesse conto dei non votanti non passerebbe nessuna legge. Il "non voto" dovrebbe contare, eccome se dovrebbe contare.
Solo che chi la pensa diversamente non può esprimersi. Con il 30% circa dei voti quindi uno schieramento si trova a governare, questa é la realtà.
A mio avviso questo é antidemocratico. In parlamento dovrebbero esserci su 100 sedie: 34 al centro destra, 31 al centro sinistra e 35 vuote.
Se il "non voto" fosse considerato voto a tutti gli effetti nessuna legge passerebbe.
Il vantaggio sarebbe, però, quello di dare voce a tante persone che hanno tante idee che invece in questo momento non hanno nessuna possibiltà di dire la loro.
O mangi sta minestra o salti dalla finestra....
Marco Calì
www.sapienza-finanziaria.com/
come sarà possibile un Partito dell'Amore senza Bocchino..?
Oggi dissento! Perchè tutto stò riabilitare Fini e i suoi mi ha un pò scocciato....Fini e i suoi sono stati alla corte di B per 15 anni e hanno goduto di privilegi e potere chiudendo gli occhi sulle nefandezze dei loro governi....Fini e i suoi , poi, erano, e rimangono, FASCISTI! E io i fascisti li associo a Mussolini, alla dittatura....E poi sinceramente penso che Fini si sia allontanato da B perchè ha avuto un qualche sentore di risveglio e voglia di legalità della gente....tutti gli scandali della cricca, la P3 e compagnia bella gli hanno fatto paura e non voleva risultarne complice.....ma complice lo è stato comunque perchè ha taciuto per troppo tempo!
E se lui e la sua compagna hanno intrallazzato con case, cucine e soldi di partito,devono rispondere, come chiunque, delle loro azioni...
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