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Pepsi all'italiana


Pepsi_Silea.jpg
Se l'azienda è italiana delocalizza per tagliare i costi della produzione. Se l'azienda è una multinazionale chiude gli stabilimenti italiani per aumentare il profitto. Il lavoratore italiano finisce sempre disoccupato. L'Italia si sta trasformando in un deserto nel silenzio generale.
"Beppe Grillo, le scrivo perchè penso che la sua voce possa esserci parecchio d'aiuto! Mio padre lavora alla Gatorade, la nota bevanda dissetante, lo stabilimento è nel comune di Silea in provincia di TREVISO! Nel 2002 è stato venduto il marchio alla potente multinazionale PEPSICO questa ad oggi ha deciso di chiudere e lasciare a casa più di 120 persone con mutui da pagare e famiglie da portare avanti NON per motivi di CRISI ECONOMICA ma PER MOTIVI DI BUSINESS cioè riempirsi le tasche (ancora di più) a DISCAPITO DEI LAVORATORI che tanto hanno dato a questa azienda per ricevere un "grazie ma non ci servite più"! L' amministratore delegato PEPSI Italia ha deciso di chiudere i battenti senza fornirci delle spiegazioni valide, il nostro impianto è tra i più efficienti d' Europa prima ci hanno indottrinato con le loro idee di "essere una grande famiglia Pepsi, poi con l'essere onesti chiari e leali con i colleghi per mandare avanti al meglio l'azienda ed essere una squadra" beh NOI questi valori li abbiamo rispettati al meglio ma LORO?... Alle multinazionali non frega nulla di noi, sappiamo che LEI con la sua voce può aiutarci molto in Facebook abbiamo creato un gruppo, se vuole può passare a darci un'occhiata tutti devono sapere perchè OGGI CAPITA A NOI PERO' UN DOMANI PUO' CAPITARE AD ALTRI!". Anna S.
Gruppo Facebook: "No alla chiusura dello stabilimento gatorade di Silea".

27 Ago 2010, 19:35 | Scrivi | Commenti (39) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

beppe facci una lista di tutti i prodotti che non sono piu fabbricati in italia, e noi la divulgheremo a macchia d olio, affinche la vendita si abbassi notevolmente.....

marco p., agrigento Commentatore certificato 30.08.10 16:32| 
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Ieri sera ho bevutyo pepsi; domani non più berrò pepsi.

Gianni D'Elia 30.08.10 11:29| 
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il potere capitalistico,insieme con l'inciucio politico hanno distrutto la qualita' e la quantita'lavorativa.intorno a questo fenomeno girano interessi da capogiro,oggi la politica e' legata al capitalismo piu' scellerato ,quindi diffidate dal colore politico,sono tutti li a governare per diventare ricchi e non a badare l'interesse del lavoratore che sopravvive nei limiti della sopportabilita'.oramai e' una macchia troppo grande,diffusa in tutto il mondo occidentale che fa da padrone,senza alcun rispetto per il cittadino disattento a questo problema di importanza vitale.ora che la lezione e' servita a coloro i quali hanno votato per questi partiti inutili,che hanno massacrato l'economia italiana,infischiandosene se le aziende chiudono,oppure se i giovani sono disoccupati.ora alle prossime elezione badate bene a chi date il voto,QUESTO E' UN PROBLEMA MOLTO SERIO..

alvaro napoli 28.08.10 17:39| 
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La situazione operaia è simile in tutta l'Italia: E' NECESSARIO UNIFICARE LE LOTTE.

LAURA L. 28.08.10 16:52| 
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Visto che l'italia è un grosso esportatore non gli conviene imporre dazi alle importazioni altrimenti cio' provocherebbe ritorsioni da parte dei paesi che importano i nostri prodotti. Da subito si potrebbe aumentare l'iva di uno due tre punti, aumentare la tassazione sulle secondo case, e ridurre le tasse sul lavoro.

FABER C., RIMINI Commentatore certificato 28.08.10 15:48| 
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Questa e` la giusta causa per non bere piu` ,in tutta Italia, le bevande della Pepsico. e tornare alla nostra gassosa.

pirluigi v., guaynabo pr Commentatore certificato 28.08.10 15:42| 
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come è evidente i soldi sono la infallibile cartina di tornasole sull'onestà intellettuale della nostra borghesia... osservata da un contadino!
claudio gatto

claudio gatto 28.08.10 12:51| 
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io non voglio più sentire questa frase da chi perde il lavoro "OGGI CAPITA A NOI PERO' UN DOMANI PUO' CAPITARE AD ALTRI" perchè altrimenti da buon grillino mi viene da dirti!!! "quanti di voi prima che perdessero il lavoro si erano interessati alle migliaia di lavoratori disoccupati e quanti si interessavano e si attivavano per tutti i problemi che ha questo paese? beh se in azienda eravate 120, io penso nessuno!! scusate lo sfogo e il mio pensar male ma non sopporto l'egoismo e l'indifferenza!!!

davide cavalieri 28.08.10 12:21| 
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non compriamo più prodotti pepsi.... I idacati ormai hanno perso il loro potere contrattuale... le delocalizzazioni sono all'ordine del giorno... Riconquistiamo i nostri diritti di lavoratori attraverso il potere che abbiamo come consumatori... niente piu pepsi niente piu fiat, non bisogna piu comprare prodotti di aziende che delocalizzano

Orko Rosso, Castelfranco Veneto Commentatore certificato 28.08.10 09:42| 
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Ma ormai è chiaro...ci vogliono mettere con le spalle al muro...più hai bisogno e più, sei addomesticabile)...così,con le soap politiche estive che mobilitano i parlamentari...cosa ci rimane in mano(lasciamo perdere....)nulla...il vuoto..
Ora ci sono i pastori "sardi"....poi in autunno toccherà agli operai rimontare sui tetti....poi arriveranno gli agricoltori...poi ci sarà un'altra manovra....
Ma va tutto bene...aspettando che il cavaliere torni dalla cavalcata...e prenda corpo la Santa Alleanza..per scendere in campo a marzo 2011 per la grande sfida elettorale...
Da una parte ci saranno i PDLEGALOS dall'altra i PDUEROS e SONS...poi come al solito ci saranno gli IN-CROCIATI...in ultima posizione il MOV5STARS con i suoi Rinnegati.
Comunque mi auguro di non votare...(per ragioni di rimborsi elettorali)ma se voteremo dovremo rinunciare ai rimborsi..poi i nostri eletti dovranno portare sulla giacca una spilla con su scritto(ELETTO A COSTO ZERO)..COSA NE PENSI BEPPE?

roby f., Livorno Commentatore certificato 28.08.10 09:28| 
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Registrare il marchio (sotto il ministero delle finanze)

"Made in Italy" (Registrato)

Chi vuole usarlo Paga (Concessione annuale che paga la gestione del marchio)
Chi vuole usarlo DEVE produrre in Italia
Chi vuole usarlo DEVE provare che si tratta di manufatto 100% Italiano
Chi vuole usarlo DEVE mantenere uno standar qualitativo ad alto livello

A tutti gli altri che usa no Made in Italy nel mondo senza produrre in italia...AVVOCATI ALLE CALCAGNA e multe salate!!!

BASTA prodotti che arrivano dall'estero e SOLO assemblati in ITALIA con il marchio "Made in Italy"

Siamo ancora al TOP per i consumatori di tutto il mondo...evitiamo di far diventare MERDA anche il "Made In Italy"...ne sremmo capaci!!!

Massimiliano P., Bologna Commentatore certificato 28.08.10 09:20| 
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Pultroppo in italia il problema è piu' grave rispetto agli altri paesi della cee, perchè abbiamo gli imprenditori piu' evasori d'europa, con le tasse che gravano pesantemente sul costo del lavoro, inoltre abbiamo i politici piu' ladri, che determina una carenza di infrastrutture,che ci rende meno conpetitivi.
Secondo me un rimedio è il federalismo per ridurre gli sprechi. Perche' se in alcune regioni riescono a campare ditte vedi abbigliamento a napoli grazie al lavoro in nero, in altre regioni in cui sono maggiori i controlli si devono abbassare le tasse sul lavoro.

FABER C., RIMINI Commentatore certificato 28.08.10 08:37| 
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L'UNICA COSA CERTA E' CHE CI VOGLIONO MORTI. PRIMA CI TRAMORTISCONO CON I VELENI TV E POI CON LA FINALE RANDELLATA DI REGIME TI TOLGONO IL PANE DI BOCCA E TI LASCIANO MORIRE PER LA STRADA SUL GENERE GHETTO DI VARSAVIA (CON TUTTO IL RISPETTO, MA TEMO CHE VOGLIANO PROPRIO QUESTO)

Ferrandina S. Commentatore certificato 28.08.10 00:55| 
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E' TERRIFICANTE COME NOI ITALIANI PRIVATI, DA UN GIORNO ALL'ALTRO, DEL LAVORO E TRATTATI NON DA ESSERE UMANI E NEMMENO DA BESTIE, NON REAGIAMO PIU' NE' FISICAMENTE NE' MENTALMENTE A QUESTI AGGHIACCIANTI SOPRUSI. E' DEMORALIZZANTE VEDERE CHE DOPO LE LOTTE DEL '68-'78 SIAMO TORNATI INDIETRO DI 200 ANNI. MA COME E' STATO POSSIBILE??? SARA' IL VENTO DA ARCORE?

Ferrandina S. Commentatore certificato 28.08.10 00:42| 
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La crisi economica non è crisi! E' una forma di delocarizzare sfruttando i vantaggi della globalizzazione. loro sempre più ricchi che sfruttano i paesi poveri,noi sempre più poveri per un euro sempre più caro. Sinceramente ben venga la delocalizzazione rimbochiamoci le maniche creamo movimenti capaci di autogestire autoprodurre e di non andare più a comprare nei supermercati globalizzati. Gruppo acquisto solidale.

salvino roma (com) Commentatore certificato 28.08.10 00:27| 
 
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Le aziende chiudono e lasciano a casa gli italiani,perchè dicono che c'è la crisi e non hanno alternative, dicono. Nel contempo però (dati recenti di Unioncamere) abbiamo 22.000 assunzioni di stranieri in più rispetto all' annoscorso( 180.000 nel complesso), magari provenienti dal paese in cui delocalizzano le nostre aziende. L' unica cosa sicura che mi salta fuori dalla relazione è che qualcuno mi stà prendendo per il culo.

Nerio Cappelli 28.08.10 00:27| 
 
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Purtroppo anche nella Marca gioiosa et amorosa sta arrivando la crisi...
anche i portentosi distretti economici...
rari nantes in gurgite vasto

Ashoka il Grande (detto diego), mexico Commentatore certificato 28.08.10 00:00| 
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mbe...fammi pensare... si potrebbe tassare pesantemente (40% di iva) tutto ciò che viene importato in Italia o in qualsiasi altro paese dell'unione Europea in modo da scoraggiare molto l'import e cercare di risollevare la produzione interna al paese. Il bene verrebbe quindi a costare molto di + rispetto allo stesso bene prodotto internamente. I soldi di queste tasse dovrebbero essere inoltre ridistribuiti come Cassaintegrazioni , mobilità e sussidi alla disoccupazione. Inoltre iniziare a controllare la veridicità di tutte le pensioni di invalidità.... chi non è invalido perde tutto...come per la mafia ... e sconta anche una bella condanna per truffa allo stato... facendo lavori socialmente utili :)

Francesco Basileo 27.08.10 23:41| 
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...ED IO CHE MI LAMENTAVO DI NON AVER VISSUTO IL '68.... FORSE UN GIORNO I MIEI FIGLI, SE MAI NE AVRO', PARLERANNO DELLA SECONDA DECADE DEL XXI SECOLO. BHA! ...SEMPRE + BASITO...

Francesco Basileo 27.08.10 23:40| 
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Le aziende se ne vanno perchè c'è una poltica assente al problema!!!!!!!!!!!!!!!!! Povera Italia!

annita b. Commentatore certificato 27.08.10 22:54| 
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L'unico mezzo di difesa per l'italiano è non acquistare i prodotti che non vengono prodotti in Italia, e sopratutto i prodotti delle fabbriche/industrie che hanno chiuso i battenti in Italia (per motivi che non sono ben chiari).

Problema: non tutti gli italiani fanno ciò che è giusto e non sono collettivi, quando sono al supermercato comprano solo le cose in offerta...
Non si pensa mai a chi a prodotto il bene che si acquista, siamo tutti ammaestrati dalla pubblicità.

A mia idea non acquistero più pepsi e gatorede.
Sapendo che chiudono per interessi in questo modo, hanno perso un cliente. Spero che qualc'un altro segua la mia idea. E così sia come avviso per le altre attività che hanno le stesse idee.

Simone Agnolini 27.08.10 22:38| 
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Io i miei problemi con i delocalizzatori li ho già archiviati, nel silenzio "assordante" delle istituzioni, che però non ho preteso di coinvolgere, perchè anch'io ero un bieco imprenditore, a cui gli unici che potevano dare retta, i dipendenti, non potevano saper fare altro che rimanere fregati essi stessi. Delocalizzatori sono anche le decantate trading company, che non facendo un cazzo, se non guadagnare applicando degli opportuni delta (margini), cosa ovvimente legale, salvo per le plusvalente occultabili facendo furbate diversificatamente concepibili, aprono i portoni e le finestre a chi paga poco e senza diritti, i dipendenti. Ma vallo a spiegare alle sinistre. Gli imprenditori sono tutti dei furbastri e loro tutti quanti dei puri.
Imbecilli, hanno studiuato bene le loro lezioncine, ma evidentemente non me hanno capito il senso logico di quello che leggevano. Per fare le rivoluzioni ci vogliono almeno le teste, possibilmente non di cazzo.

Mario Co. 27.08.10 22:25| 
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Producetene voi una uguale.
Avete la ricetta, abbassate il costo, la promozione la conoscete con la formazione.
Viva la frutta frescaaaa..

Emanuele Cerri (), Patong Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 27.08.10 22:10| 
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una volta tanto tempo fa c'erano i sindacati....

purtroppo TROPPO tempo fa..
sembra di essere ritornati indietro di 100 anni.

e molti operai votano berlusconi...

chissa' come mai....

molti operai votano sinistra... cissà come mai.

ivan ivan 27.08.10 22:02| 
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CIAO BEPPE
SEMPRE MEGLIO SI DELOCALIZZA,SI DELOCALIZZA E SI LASCIANO GLI OPERAI A CASA,SEMPRE DI PIU',AVANTI COSI' VERSO LA CATASTROFE,MA CON OTTIMISMO
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 27.08.10 21:09| 
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Beh che la gente rimanga disoccupata è sempre una cosa triste, però non riesco a capire perchè ce la si prende sempre con le multinazionali e con le aziende, che sono state create al solo scopo di produrre profitti, e giustamente se credono che all'Est possono farne di maggiori rispetto a quanti ne fanno in Italia, altrettanto giustamente chiudono in Italia per riaprire all'Est. Le aziende sono aziende, non sono opere di bene. Le aziende non vengono create per produrre lavoro, ma per "produrre utili attraverso la forza lavoro". Niente utili uguale niente lavoro, è un'equazione semplice. Ora, il problema non sta tanto nel fatto che le aziende o le multinazionali si preoccupano solo degli utili, che è il loro scopo. Il problema è politico. Se in Italia non conviene più aprire aziende o mantenerle aperte, la colpa non è dell'avidità delle aziende, ma di una politica del lavoro fallimentare. Quindi se le aziende chiudono, se rimanete senza lavoro, se non sapete come pagare il mututo o dare da mangiare ai vostri figli, non perdete tempo a picchettare o a scioperare davanti alle vostre aziende, ma andate piuttosto a picchettare davanti al Parlamento Italiano, davanti alle sedi di quei sindacati che dovrebbero proteggere il lavoro e i lavoratori, e invece oggi non sono nient'altro che servili leccapiedi e fiancheggiatori degli interessi dei politici e di Confindustria. Fate le cosa giusta.

Rino Zoli 27.08.10 20:45| 
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Scusami, caro amico, non so davvero cosa dire, mi sento persa. Un abbraccio sincero

maria rollo 27.08.10 20:42| 
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Se ci sono paesi dove ti costa meno produrre come fai a vietare alle ditte di andarci? Voglio dire, non ho ancora sentito nessuno proporre una qualche soluzione ragionevole al problema, ammesso che una soluzione esista. Siamo pieni di gente che denuncia i problemi ma nessuno che sia in grado di fare proposte condivisibili, realistiche, concrete, per risolverli. Quelli che non possono andare all'estero cercano extracomunitari da schiavizzare. Inoltre, siamo sicuri che sia solo (malvagia? lo scopo di una società di capitali è innnanzitutto e dichiaratamente, nel rispetto delle normative, fare soldi, sennò è qualcosa d'altro) ricerca di maggiori profitti e non una necessità per far fronte alla concorrenza di chi già produce in Cina e luoghi simili? Penso che il ragionamento sia questo: se il suo concorrente produce in Cina e guadagna di più, perché non dovrebbe imitarlo? Io una soluzione praticabile non la vedo, forse qualcun altro sì, in tal caso mi piacerebbe sentirla. L'unica mi sembra quella di iniziare a produrre cose che non possono essere fatte in Cina. Sì, ok, per esempio?


Le azxiende fanno i loro interessi, e fanno bene. Pensare che siano loro (in particolare aziende multinazionali, dove il cooperativismo non puo' funzionare) a cambiare o a creare un ambiente lavorativo migliore e' follia. Sarebbe come mettere una volpe a guardia delle galline. Guardiamo piuttosto alla realta': l'Italia non attira ne menti, ne imprese. E gli italiani hanno enormi difficolta' a essere non sool dipendenti, ma persino imprenditori. Inoltre, la FIAT e altre imprese (MOtorola, ve la ricordate?) fanno cio' che volgiono perche' sanno di avere di fronte un governo che non usa nessuna moral suasion, nessuna leva. E, d'altronde, come potrebbe?


P.S. Don Gallo e' sempre una figura di uno spessore morale enorme.

Carlo Gamurri 27.08.10 20:37| 
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Le multi-nazionali sono tutte uguali,non sono persone,e sfruttano tutte le risorse possibili,non hanno che regole di mercato,a pensare che poi la gente adora acquistare merce con il marchio per incentivare l'idolatria.
La pubblicità è sintomo di bugia!

silvio verdecchia 27.08.10 20:20| 
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