Gheddafi non olet

Il consiglio di amministrazione e gli azionisti di Unicredit non hanno mai saputo niente dei fondi di investimento libici. Non vedono, non sentono e, soprattutto, non hanno soldi. Gheddafi non olet.
"Ma chi credono di prendere per il culo! Adesso ci vogliono far credere che il CDA di unicredito non sapeva che Gheddafi era loro azionista o che aveva messo gli artigli sull'azionariato. Profumo dava fastidio ed hanno trovato la scusa per cacciarlo. Tutto il CDA si indigna ora perchè un dittatore accusato di terrorismo internazionale e genocidio aspira a sedere in un CDA di una banca Europea ma non per rimpinguargli le casse! Mentre il nostro purtroppo Primo Ministro gli allestisce un circo mediatico che se lo sogna pure Obama. Per non parlare delle giovin punzelle le cui laute parcelle da hostess sono state pagate con i soldi delle tasse dei milioni di precari, cassa integrati, famiglie oneste e salariati in genere." Carlo L., Ravenna
Postato il 22 Settembre 2010 alle 23:13 in Il commento | Scrivi |
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Tags: Carlo L., commento, Profumo, Unicredit
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La vita di Filippo Neri, in onda lunedì e martedì su raiuno, è stata una storia toccante, commovete e che lascia riflettere! Soprattutto perchè cade in un momento storico, il nostro, dove pensare agli altri, dedicare la propria vita a quelli più sfortunati di noi, ai più deboli, sa tanto di miracoloso! In una stagione densa di sfide e problemi c'è, in tutti i settori, un immenso vuoto di leadership. La politica non svolge la funzione che dovrebbe competerle. Ma analoghe carenze si riscontrano nel mondo imprenditoriale, nella comunicazione e nella cultura. Persino nella società civile e nell’associazionismo. Mancano persone capaci di offrire alla nazione obiettivi condivisi e condivisibili. Non esistono programmi di medio e lungo termine. Non emerge un’idea di bene comune, che permetta di superare divisioni e interessi di parte. Si propone un 'federalismo' che sa di secessione. Senz’anima e solidarietà! Un Paese maturo, che deve mirare allo sviluppo e alla pacifica convivenza dei cittadini, non può continuare con uomini che hanno scelto la politica per “sistemare” sé stessi e le proprie “pendenze”. Siamo ancora lontani dall’idea di concepire la politica come una forma di servizio verso la comunità, capace di aiutare tutti a crescere. In un mondo votato all’egoismo senza regole, dove il bene comune ha abdicato all’appagamento personale, «Preferisco il Paradiso» è la fulminante risposta che Filippo Neri disse quando gli fu chiesto di diventare cardinale. Umiltà, semplicità, carità, modestia e timor di Dio! Quando Filippo apprende da uno dei suoi ragazzi che gli confessa di voler diventare prete per intraprendere la carriera ecclesiastica, lo incalza domandandogli: Prete… “e poi?” Vescovo… “e poi?” Cardinale …”e poi?” Papa… “e poi?” Ma dove vogliamo arrivare, chi vogliamo diventare in questo mondo? Ma possibile che nessuno riesca a capire che siamo “tutti” di passaggio su questa faccia della terra? E tu Berlusconi… dove vuoi arrivare? Che segno lascerai nella storia?
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