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Università chiuse per mancanza di fondi


Ricercatori_Roma.jpg
Le Università rimandano l'apertura. Quando riapriranno? A che serve studiare in un un Paese dove fanno carriera i cialtroni e i leccaculo?
"Sono iscritto all'università di Pisa, facoltà di Ingegneria. Ti scrivo per una situazione davvero insostenibile. La facoltà di Pisa come tante altre facoltà in tutta Italia, la stessa "Sapienza" di Roma ha pubblicato un comunicato sul proprio sito in cui denuncia che, nonostante i tagli effettuati in base alle disposizioni ministeriali, non ci sono i fondi necessari per dare inizio all'anno accademico sta rinviando di settimana in settimana l'inizio delle lezioni con un disagio enorme per noi studenti. Il governo dello psiconano sta distruggendo una risorsa troppo importante per uno Stato sia a livello europeo che mondiale. Il vero problema è che nessuno ne parla, nè i giornali ,nè le televisioni, NESSUNO!! Stiamo regredendo sempre di più... dall'"alto" vogliono un popolo italiano ignorante e suddito... NOI GIOVANI DOVREMMO ESSERE IL FUTURO PER L'ITALIA E QUESTO FUTURO CE LO VOGLIONO TOGLIERE!". Gianni S.

30 Set 2010, 21:54 | Scrivi | Commenti (43) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Un commento fuori tema ma non troppo -
Sento palrlare di punti di programma sicuramente condivisibili per il bene comune! Ma con vivo rammarico, non ho mai sentito parlare di un severo controllo e lotta al continuo rincaro delle bollette che taglieggiano la povera busta paga! Gas - Enel - Acqua - Rifiuti - Assicurazioni - etc etc. I preposti al controllo dove sono? Esistono uffici di garanti super pagati, ma non ho mai sentito negli ultimi 20 anni di un controllo a quanto sopra detto!

emilio sofia 01.04.13 03:07| 
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vi risulta che il copagno rettore dell'univesita' di siena sia indagato per un buco da 150 milioni di euro? l'univesita' e' di proprieta' delle lobbies dei professori, ignoranti, raccomandati, assenteisti, sprezzanti della dignita' degli studenti, e quasi tutti o ex-dc o ex-pds.
l'inivesita' e' sempre stata di sinistra ed e' sempre stata pessima...

gaetano c. 20.11.10 11:01| 
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La triste realtà è che della formazione e della ricerca in Italia frega poco o niente a quelli che contano. Ai tempi di Prodi il centrosinistra proclamava l'importanza di questi settori, ma in realtà ha fatto ben poco di buono per il sistema, sia in termini economici che normativi. Oggi il centrodestra si riempie la bocca di "meritocrazia" ma sta facendo ancor peggio, affondando il sistema attraverso tagli insostenibili e proposte di "riforma" che in pratica sono il ritorno al vecchio feudalesimo accademico italiano, molto lontano dagli obiettivi dichiarati. Che scenario prospetta infatti la riforma Gelmini contestata dalla protesta? Un assetto strettamente piramidale con al vertice un Rettore sovrano e un Consiglio di Amministrazione non più elettivo ma quasi onnipotente, al centro una casta di pochi Ordinari "principi" con poteri ancora più vasti di adesso nei propri ambiti, in basso una fascia più ampia di Associati alias professori di serie B quasi privi di peso decisionale. E alla base una gran quantità di Ricercatori "nuovo tipo" privi di qualsiasi peso e messi a fare il grosso del lavoro didattico e di ricerca, tenuti al guinzaglio con il bastone della precarietà e la carota dell'illusione della stipula dopo 3+2 anni del secondo contratto triennale, unico vincolante per poter avere alla fine una speranza di stabilizzazione (ovviamente previo concorso gestito dai "principi") in alternativa all'espulsione dal sistema. Espulsione che in realtà ci sarà inesorabilmente per la gran maggioranza, dato che l'estrema scarsità di risorse e il fatto di entrare direttamente nel ruolo di Associati renderà il loro ingresso del tutto sporadico. E agli attuali Ricercatori si prospetta un futuro a estinzione da terzi incomodi "anacronistici" in quanto titolari di posto fisso e di discreta autonomia, senza alcun riconoscimento del ruolo docente già svolto per anni ma con la certezza di future guerre tra poveri per le poche risorse disponbili per le progressioni di carriera.

Paolo B. Commentatore certificato 05.10.10 01:54| 
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Certamente non farò parte di una tanto famosa facoltà, eppure, Scienza dell'Architettura di Camerino è una tra le prime tra tutte le facoltà di Architettura d'Italia.
Ad Ascoli Piceno il Direttore della Scuola ha comunicato la notizia "I Corsi, di qualunque anno, di qualunque specializzazione, non avranno inizio il 4 Ottobre come previsto." E quando rinizieranno? NON SI SA....
Non c'è posticipo, non c'è ripresa a singhiozzi...il problema? NON C'E'....
Eppure io l'ho saputo tramite social network, per passaparola, perchè è stato scritto sul Sito. Ho saputo la stessa cosa sulla "Sapienza". E ho iniziato a fare ricerche per sapere quante altre facoltà fossero nella mia, nostra, stessa condizione. Ho acceso la Tv, ho fatto il giro di tutti i canali possibili, ho improvvisato cercando tg regionali e tg meno politicizzati. Nessuno ha neppure accennato la questione.
Faccio parte di una famiglia medio, nè troppo nè poco, ma la retta annuale ha il suo peso e mi sono stupita quando, una settimana fa, proprio il giorno prima dell'annuncio del Direttore, ho dato l'ultimo esame per completare il secondo anno. Già, tutto questo per rimanere nei tempi e non andare fuori corso, tutto questo per poter iniziare a farmi strada in un mondo tanto difficile, quale quello del lavoro. Ho fatto tanto per essere una persona qualificata per il mio futuro, e qualcuno ha deciso per me, ha deciso di privarmi della possibilità di essere una persona competente e realizzata. Qualcuno che non ha nemmeno la minima idea di cosa significhi per me, per noi, costruire, pezzo per pezzo, il nostro futuro.
Sono demoralizzata, intristita e molto, molto arrabbiata. L'unica soluzione, se le cose continueranno così, sarà andare all'estero, perchè preferisco un altro paese, che un'Università Privata. Voglio avere il DIRITTO di avere una CULTURA...
Grazie a chi ha già deciso per noi!

Sara Tirabassi 04.10.10 11:59| 
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Anche io sono studente , precisamente dell'ateneo fiorentino.La facoltà di ingegneria ha rimandato i corsi di 2 settimane.Per i corridoi della facoltà i professori non nascondono il loro dissenso per questa manovra politica che, senza puntare ad una vera efficenza del sistema ha semplicemente tolto fondi.A pagare saranno i giovani ricercatori e gli studenti...quelli già piantiati con le radici nel sistema non li tocca nessuno.

Luca ., Firenze Commentatore certificato 04.10.10 09:19| 
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più concreti di così ... si muore
http://www.campus.it/blog/2010/09/15/dottorando-senza-sbocchi-si-uccide-in-facolta/

ciro r., napoli Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.10.10 09:08| 
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[cont.] Sempre che invece non venga eliminati il tetto alle quote di iscrizione, forzando di fatto gli Atenei ad alzarle per fare cassa a spese degli studenti: non scordiamo che le Università davvero private chiedono cifre anche 10-20 volte superiori alle attuali rette medie. Per quanto riguarda le regole, ci sarebbero molti fronti su cui agire. Uno degli aspetti più inaccettabili della riforma è proprio la soluzione prospettata al problema dei "baroni". Oggi almeno nella maggior parte delle Facoltà il clima è molto diverso da quello di 40 anni fa, però senza dubbio il potere decisionale reale dei professori ordinari è ancora forte. Ed è proprio la degenerazione di questo potere ad aver portato a quegli episodi di nepotismo e corruzione che vengono sbandierati come se fossero la scandalosa normalità negli Atenei italiani, mentre per fortuna sono comunque una modesta minoranza. Con rischi di arbitrio peraltro crescenti in uno scenario di scarsità estrema di risorse, che scatena inevitabilmente dure lotte per accaparrarsi il poco disponibile. E cosa propone la Gelmini? Di ridurre in prospettiva il numero di professori ordinari e di conferire loro poteri ancora più vasti, togliendo molto peso decisionale ai professori associati e ai ricercatori: in pratica, la promozione dei "baroni" a "principi" oligarchi! Alla faccia della lotta agli abusi di potere! Che peraltro si sono manifestati soprattutto nella gestione dei concorsi, anche per via dell'ipocrisia di trattare i semplici avanzamenti di carriera come se fossero nuove assunzioni. La cosa da fare sarebbe separare le procedure in un contesto di maggiore responsabilizzazione di Dipartimenti, Facoltà e Atenei sulle decisioni prese, garantendo un livello qualitativo minimo attraverso una valutazione collegiale nazionale. In effetti la riforma prevederebbe una idoneità nazionale, ma gestita in toto da soli 4+1 "principi" per 2 anni e addirittura a livello di macro-settore, dotandoli quindi di un potere trasversale enorme!

Paolo B. Commentatore certificato 04.10.10 00:19| 
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Parliamo di cose serie. Di cosa avrebbe davvero bisogno l'Università italiana? Fondamentalmente, fondi adeguati e regole migliori. Sui fondi la realtà nuda e cruda è che quelli pubblici sono scarsi da sempre e quelli privati quasi inesistenti in confronto agli altri paesi avanzati con cui pretenderemmo di confrontarci. Siamo lontanissimi dagli investimenti degli USA, sia in assoluto che in termini di incidenza sul PIL. E con la legge 133 e seguenti è stato deciso un ulteriore taglio di circa il 20% del fondo di finanziamento ordinario (FFO). Che significa? Semplice: a parte i servizi agli studenti, già scarsi prima e destinati a ridursi ancora, nel 2011 molte Università per riuscire a pagare gli stipendi dovranno cominciare a vendere il patrimonio immobiliare. E il bello è che gli atenei in cui gli stipendi supereranno il 90% del FFO (già oggi parecchi, domani quasi tutti) saranno ulteriormente penalizzati! Ma qualcuno si salverà? Pochi, tra cui i Politecnici (a riprova che almeno nelle Facoltà di Ingegneria non si lavora poi così scriteriatamente). La sensazione è che si voglia strangolare economicamente il sistema sia per diminuire drasticamente l'organico bloccando il turn-over, sia per forzarlo ad accettare una "riforma" pesantissima con la vaga promessa di rendere meno drammatica l'agonia riducendo un po' i tagli. Forse dietro c'è anche l'idea di mandare tutto all'aria per poter poi obbligare ì docenti, che non possono essere licenziati, a raggrupparsi per discipline affini in poche sedi. Se sarà così, ad esempio uno specifico corso di laurea in Ingegneria esisterà solo in pochissime sedi e gli studenti dovranno andarselo a cercare. Ma non è dato di sapere cosa abbia in mente l'ineffabile ministro Gelmini, tutta intenta a predicare il verbo della "meritocrazia" scordandosi ovviamente che proprio lei, dopo una carriera formativa non certo brillante, è andata a prendere l'abilitazione professionale in Calabria ... dove l'esame era più serio, no?! [continua]

Paolo B. Commentatore certificato 03.10.10 22:26| 
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The Economist: "«In Italia università corrotta, fa bene il governo a cambiarla»
Proprio il periodico che alle ultime elezioni politiche italiane ha sostenuto la candidatura di Walter Veltroni, ora esprime appoggio al tentativo del governo di mettere mano al sistema universitar
Un sistema corrotto, inefficiente e mal gestito, che tuttavia resiste al cambiamento che vorrebbe portare il nuovo ministro dell’Istruzione: è un giudizio duro e pesante, quello sull’università italiana del settimanale britannico The Economist, che sottolinea la necessità di una svolta ."

L'Università italiana è ridicola viene derisa e criticata in tutto il mondo , perfino la povera Gelmini ha provato maldestramente a cambiarla .
Non cambiarla significa affossare la nazione, senza ricerca di eccellenza in un'era di globalizzazione economica si è destinati al FALLIMENTO . Ed è proprio quello che stà succedendo in Italia .

ciro r., napoli Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 02.10.10 19:19| 
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[continua x Ciro]
Anche sulla faccenda "classifica delle università" è bene fare un po' di chiarezza. Se hai lavorato in ambito scientifico sai benissimo che su questioni così complesse e variegate si può far uscire qualsiasi risultato, basta cambiare gli aspetti in esame e aggiustare i pesi. Ad esmepio, come mai al top abbondano le università USA, UK e di paesi ricchi ma di madrelingua inglese? Lasciando pure perdere l'Italia, ma Germania, Giappone ecc., tutti più scarsi? Beh, guarda caso ci sono parametri specifici che premiano la presenza di studenti e docenti stranieri. E al giorno d'oggi, secondo te, un cinese che ha già imparato l'inglese viene da noi, dove i corsi sono in italiano, o va direttamente in USA o UK? Idem i docenti stranieri, che ovviamente sono anche disincentivati dall'estrema rigidità del sistema: o dentro o fuori, la figura del "visiting professor" sostanzialmente non è prevista. E poi la difficoltà per i giovani in gamba a vedersi riconosciuti i meriti; per esempio, molti ricercatori nei fatti svolgono le stesse mansioni di un professore (io da 8 anni) senza averne nè il titolo nè lo stipendio. Ma chi decide le leggi sull'Università? Non certo io! Altro aspetto di valutazione: le strutture. Cosa offriamo agli studenti? Campus moderni con alloggi e mense interne a prezzo modico? Biblioteche ampie e sale studio informatizzate? Aule con aria condizionata e laboratori superattrezzati con postazioni individuali? Nel mondo dei sogni, con i fondi che ci danno! E gli altri come fanno? Semplice: finanziamenti cospicui pubblici e privati che noi ci sognamo e rette di iscrizione 5-10 volte più alte delle nostre. Docenti meglio pagati e strutture amministrative più snelle, non affogate dalla burocrazia come qui. Facile vincere così! Sulla qualità scientifica, invece, basterebbe l'evidenza del rispetto dei colleghi stranieri per capire che non siamo affatto così scarsi; anzi, spesso si stupiscono di cosa riusciamo a fare con così poche risorse!

Paolo B. Commentatore certificato 02.10.10 19:11| 
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No Ciro, mi spiace ma devo smentirti di nuovo.
E' evidente che devi essere capitato proprio male, ma posso confermare senza tema di smentita che non è tutto così, e di sicuro -scusami ma a questo punto lo devo dire- non lo è nel mio caso. I 2 prof. ordinari del mio settore nella mia sede non hanno fatto entrare nessun amante-parente-figliastro ecc. Né ho visto tutto questo marciume nel mio Dipartimento o nella mia Facoltà, anche se ovviamente non sto dicendo che siano tutti stinchi di santo. I casi di parenti non arrivano al 5%, e di quelli che conosco nessuno è davvero scandaloso perchè comunque sono persone in gamba, anche se forse hanno avuto una chance in più. Non metto in dubbio che i casi patologici ci siano, ma vanno denunciati e risolti individualmente. Troppo facile dire "tutto marcio, piazza pulita"! Perchè dovrei rimetterci io se in un'altro ateneo in un settore diverso si è formato un clan per via familiare? Stai certo che se si procede in modo corretto i docenti seri saranno i primi ad applaudire. E poi le "centinaia di denunce": in Italia ci sono più di 60.000 docenti universitari, se anche ci fossero 600 anomalie sarebbero l' 1% dei casi! E mandare al macero un sistema delicato come quello universitario per l'1% di anomalie (ma fosse anche il 10%, ipotesi assolutamente inverosimile) sarebbe semplicemente demenziale, vista l'importanza che ha per il futuro del paese e che ricostruirlo da zero richiederebbe almeno 15-20 anni!
[continua]

Paolo B. Commentatore certificato 02.10.10 18:44| 
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Paolo B " A Ciro e tutti quelli che pensano che l'Università italiana sia da buttare in blocco perchè popolata solo da baroni-incapaci-raccomandati-fannulloni. Scusate ma o siete in malafede o siete cascati così male che parlate a sproposito solo per vendetta "
Guardati intorno ci sono centinaia di testimonianze e denunce contro la corruzione ed il malaffare dei Baroni .
Ops...tutti vendicativi in malafede chiaramante

http://www.diariodelweb.it/Articolo/Italia/?d=20081114&id=59025

http://it.wordpress.com/tag/luniversita-degli-orrori/

http://www.universitopoli.it/home.asp?id=1

http://www.datatime.eu/concorsopoli/

ciro r., napoli Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 02.10.10 17:37| 
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Paolo B.
quello di cui parli ( ti sarai imbattuto in un Barone buono che aveva già sistemato parenti amici e commarelle ) è solo l'eccezione che conferma la regola !
Poche chiacchiere : La prima università italiana in una classifica mondiale 2010 è al 176° posto , e la maggioranza stanno agli ultimi posti!
http://www.topuniversities.com/university-rankings/world-university-rankings/2010/results

ciro r., napoli Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 02.10.10 17:08| 
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A Ciro e tutti quelli che pensano che l'Università italiana sia da buttare in blocco perchè popolata solo da baroni-incapaci-raccomandati-fannulloni. Scusate ma o siete in malafede o siete cascati così male che parlate a sproposito solo per vendetta. Come faccio a dirlo? Semplice: sono figlio di un operaio metalmeccanico e di una casalinga, nessun parente docente, nessuna raccomandazione, e con anni di impegno serio mi sono guadagnato una laurea con lode, un dottorato e alla fine, dopo congruo precariato, un posto da Ricercatore a Ingegneria. Dove tale sono ancora a 43 anni suonati, perchè grazie agli effetti dei tagli e di altre sciagurate politiche (bipartisan, ben inteso) la proposta di concorso per un posto da professore associato nella mia sede e nel mio settore, dove l'ultimo è stato fatto 14 anni fa, è "congelata" da 5 anni senza speranza. E meno male che ci sono almeno gli scatti stipendiali di anzianità grazie ai quali guadagno oggi "ben" 1800 E/mese, molti di più dei 1100 che prendevo 9 anni fa appena entrato. Per fare cosa? Ad esempio -e ovviamente non solo- per formare persone come un neo-dottore di ricerca che ho seguito da quando era tesista (ovviamente non è mio parente) e che giusto oggi finisce la sua seconda settimana da ricercatore in uno dei soli 4 centri di ricerca di una delle più importanti aziende al mondo del mio settore. Come c'è arrivato? Superando i 3 livelli di una selezione pubblica mondiale. Spinte o conoscenze? Nessuna. Quanto ha dovuto cercare dopo il consegumento del titolo? 2 mesi, vacanze incluse. Cosa gli hanno offerto? Posto a tempo indeterminato per fare esattamente ciò per cui ha studiato. Stipendio di ingresso? Quasi il doppio del mio, trasloco e 3 mesi di alloggio in omaggio. Dove? In Germania, ovviamente. Perchè? Semplice: l'Italia e le sue aziende sono piene di gente che la pensa come voi e non riesce a distinguere il marcio dalla qualità, che dove c'è spesso è di ottimo livello - mentre all'estero se ne accorgono, eccome!

Paolo B. Commentatore certificato 02.10.10 16:13| 
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E' uno schifo!! Io ho iniziato lunedì a Firenze e i professori non hanno fatto altro che dirci che da ora in poi sarà ancora più dura per gli Atenei italiani andare avanti... Alcuni rischiano addirittura la chiusura! E in Italia NESSUNO ne parla.. VERGOGNAAA!!!!

Federico Prato 02.10.10 13:00| 
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ragazzi universitari come me...dobbiamo assolutamente reagire. Non possiamo aspettare inermi e passivi sul divano a casa il giorno di inizio dei corsi, magari guardando ogni tanto cosa c'è in TV. L'università è un nostro diritto e se non ce lo danno andiamocelo a prendere. Ognuno nel suo piccolo cerchi di organizzarsi con gli altri, cerchiamo di unirci. Quello che ci stanno facendo le altre generazioni non lo avrebbero mai permesso, non possiamo essere da meno.

andrea luini 02.10.10 02:16| 
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Nell'università esiste la casta? Certo. E allora buttiamo via tutto? Forse i tredici ingegneri gestionali che si sono laureati nella mia facoltà l'altro ieri non sarebbero tanto d'accordo. Forse non lo sarebbe nemmeno il proprietario di quella azienda di Parma che ha telefonato ad un collega pochi giorni fa chiedendo un ingegnere meccanico, che ne aveva davvero bisogno. Forse non sarebbero d'accordo nemmeno tutti quelli che si rivolgono all'università per fare misure, per sviluppare una progettazione innovativa, per avere consulenze su aspetti che nessuno studio privato prenderebbe in considerazione perché privi della possibilità di una remunerazione immediata.
Prendiamo quello che non va, piuttosto, e buttiamolo via, tenendo ciò che va bene. Si Può. Certo non con il DDL Gelmini, certo non con le elemosine elargite all'università pubblica, quando ad istituti privati vanno cifre a 7 zeri, senza che nessuno sappia nemmeno che esistono e men che meno che tipo di risultati ottengono. Cerchiamo di considerare diversi aspetti delle questioni, specie quando sono complicate come quella universitaria. Cerchiamo di informarci meglio che possiamo, senza pensare che tutto il mondo è uno schifo solo perché abbiamo pestato una cacca di cane.

Franco Failli 01.10.10 19:41| 
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Che soldi servono per le lezioni ?
Capisco la ricerca pubblica! Ma le lezioni dovrebbero essere abbondantemente coperte dalla retta degli studenti che LORO e i loro genitori pagano comunque... sciopero o non sciopero...
Che fine fanno quei soldi?
Chi li risarcirà?
Se il benzinaio prende 50 euro ma tene mette 49 nel serbatoio la guardia di finanza lo piomba.
L'istruzione non è un prodotto è un bene ma pur forninto dalle scuole. Questa fornitura è un servizio! E viene pagato! Quindi dovrebbe essere erogato! Pena minima il risarcimento!
Gli studenti ci perdono comunque perkè viene negato loro un diritto... ma non vengono almeno derubati !!!!

La retta che gli studenti pagano è più che in grado di coprire gli stipendi di INSEGNANTI (e nn ricercatori!) che dovrebbero insegnare loro la materia! Luce e gas dovrebbero essere coperti...
Quale sciopero è questo?
Una protesta contro lo stato che non colpisce lo stato ma i privati (studenti) ?
Una vendetta trasversale?
(dubito che lo stato sene freghi)
Autolesionismo?

Smetteti di fornire servizi allo stato !!!
Tasse, servizi, ricerca pubblica, collaborazioni, laure ad honorem ai soliti... e date solo a chi vi paga!!

GLI STUDENTI

Loro non stanno scioperando !!!!

Dovete fare danno a chi vi danneggia non a chi vi sostiene !!!!

ai a. Commentatore certificato 01.10.10 19:40| 
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mia figlia al primo anno, università di firenze facoltà di ingegneria edile, data prevista inizio studi 11 ottobre (terzo posticipo) oggi mi ha chiesto "devo cambiare?"

Massimo Risaliti, Prato Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 01.10.10 18:55| 
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Salve, sono un professore associato della Facoltà di Ingegneria dell'Università del Sannio. Anche da noi la partenza dei corsi è slittata all'11 ottobre, salvo ulteriori imprevisti.
Desidero però precisare che il mancato avvio regolare dei corsi, in parte dovuto ai tagli per le supplenze dei docenti esterni, è aggravato dal fatto che molti ricercatori si sono rifiutati di coprire i corsi (e non sono pochi) che negli ultimi anni hanno sempre svolto GRATIS e SENZA OBBLIGHI DI LEGGE, sacrificando parte dell'attività di ricerca (che serve anche per giustificare il proprio lavoro e cercare di avanzare nella carriera) per le esigenze delle Facoltà. Tale rifiuto è in risposta al progetto Gelmini di riforma dell'Università che, sebbene proclamato come meritocratico, conferisce ai "baroni" dell'Università (i rettori ed i professori ordinari vicini all'età della pensione) maggior potere accademico e ridotto danno economico a spese, in ordine crescente, dei professori ordinari più giovani, dei professori associati e dei ricercatori. Questo, in aggiunta ad un inasprimento delle procedure burocratiche che, in nome della valutazione, il Ministero della Pubblica Istruzione e dell'Università ci impone, facendo sì che molti di noi passano buona parte del tempo a compilare moduli cartacei ed on-line anziché a fare attività di ricerca.

Buona giornata a tutti e, comunque vada, VIVA LA CULTURA!

Giovanni vito Persiano 01.10.10 17:24| 
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conosco bene anzi benissimo l'Università italiana , quando entrai nell'ufficio e misi la mia lettera di dimissioni sulla scrivania l'impiegato alzò gli occhi curioso di guardare chi fosse questo strano individuo che rinunciava ad uno stipendio d'oro alla pensione e a tutti i privilegi che il mio status da universitario mi dava . Mi guardò e accennando un piccolo sorriso disse : perchè ? Io risposi con una frase che non dava adito a discussioni : mi fà schifo frequentare questo ambiente , lo faccio per amore di me stesso !
Detto questo in sintesi voglio dire che L'Università italiana è vergognosa. Dare soldi a questi FASULLI significa sprecarli . L' Università và rifondata con regole economiche che garantiscono il merito e che combattono il nepotismo sfrenato . Questi FASULLI ( sono solo amici parenti o commarelle tranne rare eccezioni )professori oltre a rovinare tanti ragazzi con la loro scuola di corruzione e maleducazione , questi IGNORANTI essendo tali non sono in grado di effettuare una ricerca di valore ( la prima Università italiana in una classifica mondiale la troviamo al 174° posto ) , senza ricerca di eccellenza in un'era di globalizzazione economica si è destinati al FALLIMENTO . Ed è proprio quello che stà succedendo in Italia
Per chi non lo avesse ancora capito L'Università italiana è peggio della Casta . La maggioranza delle carriere sono FASULLE costruite su titoli che sono solo CARTA IGIENICA ma che vengono valutati colpevolmente come validi da una CUPOLA UNIVERSITARIA MAFIOSA

ciro r., napoli Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 01.10.10 13:21| 
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Vorrei segnalare anche le difficoltà che sta affrontando un'altra università del sud come quella della Calabria.La facoltà di ingegneria,fiore all'occhiello dell'ateneo,ha dovuto rinviare l'inizio dei corsi a data da destinarsi affronte dei tagli previsti dalla riforma gelmini.
Sento tanto parlare di questo governo come il governo delle riforme.
Beh se queste sono le riforme per far morire definitivamente un paese allora posso dire che siamo sulla buona strada.
Concordo con Beppe quando dice"dobbiamo mandarli tutti a casa questi politici"!!

Leonardo V. Commentatore certificato 01.10.10 13:00| 
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Ragazzi tanto vale perdere un anno , riprendetevi la scuola ,con tutti i mezzi.

Daniel H. Commentatore certificato 01.10.10 12:59| 
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che mondo di merda!

Papero Francese Commentatore certificato 01.10.10 12:25| 
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alla Seconda Università di napoli (provincia di Caserta) il 90% dei laureati è il primo laureato della famiglia. Non dimantichiamo che l'Università serve a far evolvere un paese. se si privilegiano Bocconi, Luiss e Politecnici del Nord, quale futuro "mentale" per i giovani del Sud?
Inoltre non tutti i ricercatori e professori sono figli di..., esisteono anche quelli che faticosamente fanno il proprio lavoro

giovanni martino 01.10.10 12:16| 
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Non bisogna guardare soltanto un lato del problema.
L'Università italiana è un altro centro di interessi in mano ad una casta. Chi dice che oggi mancano i soldi (I Rettori degli Atenei) deve anche dimostrare come ha speso quelli vecchi. Perchè se l'Università italiana non è competitiva a livello europeo e mondiale lo deve alla cricca spartitoria (un posto a me uno a mio figlio ecc.)

M. Mazzini 01.10.10 11:37| 
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Ai nostri politicanti dittatorielli da strapazzo, fa certamente piu' comodo che in Italia siano sempre piu' gli ignoranti che li potranno votare, come hanno fatto sino ad oggi. Diciamo che è l' unico programma a medio-lungo termine che hanno studiato bene.

Luca Brischetto Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 01.10.10 08:16| 
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Non tiriamo in mezzo la Sapienza, che lì si farebbe bene a chiudere e ricominciare tutto da capo(per via degli sprechi)...
Io sono iscritto a Roma3, e vi rimando a questo link:
http://www.uniroma3.it/news.php?news=1756
La nostra università è più piccola rispetto alla Sapienza, quindi i tagli avrebbero dovuto farla morire. E invece non hanno tardato l'inizio dell'anno accademico.
Forse perchè a loro importa che gli studenti si possano laureare in tempo, a differenza della Sapienza?
Grazie a Dio non mi sono iscritto alla Sapienza.

Fabio Basile 01.10.10 07:58| 
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Anchio 'vado' al primo anno a pisa, anche se non a ing. , e oggi per la seconda volta è stato rimandato l'inizio dei corsi a 'data da destinarsi'. Dovevano iniziare il 20 Settembre , poi sono stato rimandato al 4 Ottobre ed ora di nuovo rimandati a non si sa quando..

Michele Colombo 01.10.10 02:24| 
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CIAO BEPPE
CI STANNO DISTRUGGENDO,ANCHE LE UNIVERSITA'
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 30.09.10 23:52| 
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Devo dire che per mia fortuna, ho avuto la possibilità di studiare all'estero per un anno con l'erasmus, e di conoscere molte persone provenienti da altri paesi europei e non, ho avuto modo di farmi un pò un idea di come sia l'università all'estero. Per quanto riguarda la mia università (ingegneria di Modena) non ci sono più soldi, tanto che da quest'anno hanno aumentato le tasse di 200€ per ogni studente.
Inoltre non abbiamo laboratori attrezzati nel nostro istituto e per questo semestre molti corsi sono stati annullati perchè condotti da ricercatori, e per alcuni miei amici questo comporterà rinviare la tanto attesa laurea.
Per quel che mi riguarda sono incazzato come una pantera perchè credo che la mia università sia un classico esempio di spreco di denaro, hanno costruito 2 edifici solo per fare gli uffici ai professori. Ci sono professori che al posto di un ufficio anno un attico, mentre a noi ci tocca ancora fare lezione nelle aule del Dipartimento di Matematica, il quale per fortuna si trova vicino al nostro...

guglielmo pagliccia, modena Commentatore certificato 30.09.10 23:12| 
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Vero.Nel Paese delle "caste" d'altra parte non c'è interesse a far emergere i migliori ma solo amici e parenti.

La meritocrazia qui non ha alcun significato.
Se le imprese italiane non sono competitive e le istituzioni non sono efficienti è anche per questo.

Non dimentichiamo inoltre le blindature all'entrata per molte professioni in Italia: in quale Paese evoluto esistono contemporaneamente valore legale della laurea, concorso pubblico (molto spesso "truccato") e obbligo di iscrizione all'Ordine?
In un Paese libero e liberale, almeno una delle tre andrebbe abolita.

alberto arnoldi 30.09.10 22:41| 
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Non avrei saputo descrivere meglio la situazione.
Quanto vorrei contraddirti...

lestat de fiestat 30.09.10 22:03| 
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