Il massacro dei cervi in Veneto

I cervi in Veneto danno fastidio, ce ne sono troppi. Quando uno si avvicina alle montagne è un fiorire di cervi da tutte le parti che disturbano i veneti e i turisti. Per questo verranno abbattuti 1000 cervi nel parco del Gran Cansiglio tra Belluno e Treviso. La città di Cervinara in provincia di Avellino ha chiesto di accogliere i cervi per ripopolare le montagne irpine. Deciderà l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), ente sottoposto al Ministero dell’Ambiente.
"Un'altra devastazione contro la natura. Evidentemente la lezione della alluvione, ai veneti, non è bastata. Stanno per abbattere 1000 cervi. Ma andate a caccia della vostra materia grigia e sparategli, ammesso che riusciate a trovarla. Pace e Bene." Luca Popper, Milano
Invia una mail all'ISPRA per salvare i cervi.
Postato il 19 Novembre 2010 alle 18:08 in Il commento | Scrivi |
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Tags: caccia, cervi, Cervinara, commento, ISPRA, Luca Popper, Veneto
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Ieri ho letto da qualche parte che il comandante del corpo di polizia municipale di non so quale paese ha dichiarato che è l'alluvione del Veneto è colpa delle volpi.
Perchè scavano le tane e gli argini cedono: e con questa "giustificazione" ha detto apertamente che si devono uccidere.
Che schifo.....
Premessa: sono totalmente contro la caccia praticata per divertimento e come passatempo. La concepisco solo come mezzo per controllare squilibri ecologici, seguendo regole e metodi scientifici.
Ci sono situazioni in cui gli abbattimenti sono necessari per prevenire, appunto, gli squilibri di cui sopra. Ci vorrebbero i nemici naturali che controllino le popolazioni di cervi, cinghiali...ecc.... ovvero lupi, linci e compagnia. Mancando, per il momento questi, siamo obbligati ad intervenire con abbattimenti.
Spostare i cervi da altre parti non ha molto senso. Introdurre specie o esemplari in un ecosistema è un processo complesso e delicato. Non è come spostare dei mobili.
Ritengo che questo articolo crei molta confusione. In questi ambiti puntare sulla pura emotività non ha senso. I cervi in eccesso non disturbano solo i turisti. Causano soprattutto gravi problemi ai boschi.
Io sono bellunese, abito a 10 km dal Bosco del Cansiglio.
Non amo la caccia, anzi!
Però il Cansiglio (come altre zone spettacolari ed emozianti nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi) è devastato dal gran numero di cervi, ce ne sono veramente troppi!
Il piano di contenimento sottoscritto tra i vari enti competenti lo scorso ottobre stabilisce infatti che i cervi in Cansiglio non possano superare le 1.500 unità, così da garantire all’ecosistema un equilibrio. Per questo nelle settimane scorse si era parlato di abbattere oltre mille cervi.
Ora, se Cervignano li vuole, va benissimo caspiterina! Solo non oso pensare il costo della cattura e del trasporto di 1000 bestioni come lo sono i cervi fino in Campania...
Per favore amici veneti intervenite e scrivete che voi NON LA PENSATE COME GLI IDIOTI CHE HANNO FATTO QUESTA PROPOSTA. Sono sicuro che la stragrande maggioranza di voi la pensa così - e mettiamo fine alla polemica!
Vedo che il baco del "no alla caccia", del fare da scudi umani a Bambi costi quel che costi, non ve lo siete ancora tolto e probabilmente non ve lo toglierete mai... speriamo che subiate una cocente sconfitta e che la cosa vi serva di lezione... dove li volete mettere? Dove li volete spostare? Dove non sono endemici? Come quando proposero di inserire i lupi quì in Sardegna? Se una specie viene introdotta in un'area dove non è endemica, o da cui manca da troppo tempo, fa soltanto danni. Il ripopolamento di una specie minacciata, o si fa nelle SUE zone e PER TEMPO, oppure non si fa. E quando una specie in una data zona è in sovrannumero, non ci sono santi: va ridotta.
Aspettate un momento prima di buttare la croce addosso.
Prima di tutto: non c'e' persona che possa amare la Natura piu' di quanto la ami io.
Abito negli Appennini, in provincia di Bologna, dove i cervi, i daini e i cinghiali sono ormai diventati un FLAGELLO. Sono centinaia, migliaia e aumentano di parecchie decine anno dopo anno, distruggono tutto, mangiano tutto, fieno, raccolti interi. Aumentano perche' non hanno gli antagonisti naturali che ne tengono costante il numero.
Non si contano piu' gli incidenti stradali che causano, soprattutto d'inverno quando il ghiaccio, la neve e la fame li spinge verso i centri abitati a branchi numerosi, oppure d'autunno quando sono in amore e sono letteralmente rincoglioniti al punto da non vedere dove vanno.
Natura si, RISPETTO anche, ma coesistenza pure.
Da noi c'e' un Parco, il Parco dei Laghi, e il numero degli ungulati in eccesso e' stato calcolato in 3000 esemplari che pero' nessuno tocchera'. Il Parco e' diventato troppo piccolo per tutti e gia' se ne vedono alle propaggini di Bologna.
Non so cosa stiano facendo in Veneto, ma prima di partire a testa bassa, pensateci e informatevi.
E' solo il mio parere.
Bravo Pierangelo!! Senza un fattore che autoregoli l'equilibrio, l'ecosistema è destinato destabilizzarsi e crollare.
Il cervo non ha predatori se non l'uomo, quindi non c'è nessun controllo sulla popolazione che possa selezionare la specie limitando l'impatto nell'ambiente in cui vive.
Lo spostamento di un animale in un altro sistema che non prevede la sua esistenza crea più danni che benefici, perchè si innesca una competizione con gli altri animali endemici, modificando in modo irreversibile l'equilibrio del sistema stesso.
Questi scherzetti poi si pagano cari..
Chi dice che non bisogna ridimensionare il numero dei cervi evidentemente abita in città e probabilmente non ha minimamente idea neanche di quale problema si affronti.
La soluzione migliore sarebbe quella di spostarne una parte in un luogo in cui non ci sono come proposto sopra: altrimenti la soluzione unica è l'abbattimento. Io sono una di quelle persone che non ama la caccia e ama la natura frequentando molto la montagna e sa che il problema va affrontato. In una certa superfice di territorio non possono vivere animali in un numero infinito, finirebbero per uscire dall'area selvatica e avvicinarsi alle zone antropizzate provocando danni e incidenti stradali. Avete poi mai visto come riducono il bosco i cervi d'inverno? Se la neve è alta e non riescono a trovare il cibo a terra iniziano ad abbassarsi di quota verso i centri abitati, oppure cominciano a mangiare la corteccia degli alberi devastando ettari di bosco: le piante, come gli abeti, una volta scorticati rischiano di morire provocando un grave danno. Senza contare il rischio di contagio di malattie.
Per fare un esempio, due anni fa, in provicia di Belluno una malattia chiamata rogna sarcoptica ha decimato la popolazione di stambecchi e di camosci (gli animali muoiono letteralmente scorticandosi sui massi cercando di liberarsi dagli acari che li assalgono). L'estendersi della malattia è stato anche incentivato dal numero elevato di animali rispetto al territorio disponibile, per cui si sono contagiati facilmente. Molti probabilmente non saranno d'accordo con me ma una caccia di selezione controllata che abbatta gli animali più deboli va fatta per il bene della specie (altra cosa è la caccia fatta da bracconieri senza scrupoli che uccidono magari femmine gravide).
Alcune associazioni di cacciatori due inverni fa hanno addirittura pagato l'elicottero per portare fieno per sfamare gli animali che altrimenti sarebbero di sicuro morti
Prima di parlare a vanvera bisogna conoscere tutti gli aspetti del problema
Concordo con quanto scritto da Matteo Barattieri, l'articolo crea confusione e segue la dilagante moda dell'anticaccia sempre e comunque. Un Parco naturale non deve proteggere solo gli animali, ma l'ecosistema nel suo insieme (compresi boschi, fiumi, laghi, specie vegetali e perchè no, le attività umane tipiche del luogo). L'Italia è uno dei paesi con la più alta densità umana e ,pertanto, le aree naturalisticamente integre sono poche e ridotte. Una popolazione di cervi che ecceda così fortemente la capacità portante di un ecosistema è capace di avere effetti devastanti sui boschi che occupa. Mangiano infatti gli apici vegetativi degli alberi (grazie ai quali questi si sviluppano in altezza); ciò comporta che il bosco evolverà in uno costituito da alberi vecchi e da una serie di giovani "bonsai", continuamente consumate. Ciò comporta che il bosco ,che il Parco ha il dovere di proteggere, verrebbe completamente rovinato.
Senza parlare degli incidenti stradali (ma tanto la perdita di vite umane sarebbe un giusto tributo alla causa e magari spingerà i montanari ad andarsene da casa loro (o dei cervi?)) e danni all'agricoltura (ma anche gli agricoltori hanno invaso i territori dei cervi, che vadano a vivere e fare il loro lavoro a Milano!).
Ridicola poi l'idea di portarli a Cervinara: bella trovata pubblicitaria (qualcuno ricorda i caprioli piemontesi che si volevano portare in Calabria dove esiste una sottospecie endemica italiana?) e assoluto abominio conservazionistico. Innanzitutto i cervi non sono cagnolini e catturarli è difficile, costoso, e la sopravvivenza degli animali durante il trasporto in camion o affini è quantomeno dubbia (mai sentito parlare di stress?).E quando anche l'ecosistema avellinese non sarà in grado di sostenerli? Dove li porteremo?
Concludendo l'ISPRA è un organo tecnico ed estremamente rigoroso: se gli abbatimenti non sono SCIENTIFICAMENTE giustificati rigetterà la richiesta.
A proposito di alcuni commenti che ho letto.
Se come asserite bisogna controllare il numero dei cervi in veneto,bè seguendo il vostro pensiero,potrei dire che ci sono al mondo troppi esseri umani,che facciamo GLI ABBATTIAMO?
asta siempre
se i cervi sono davvero troppi si possono narcotizzare e trasportare da un'altra parte ma questo costa, così invece fanno felici gli assassini-cacciatori e li fanno sparare.
Semmai c'è una sola specie sul globo terrestre in grado di rappresentare un vero e proprio pericolo per la vita del pianeta e per l'ecosistema: l'uomo!!! che con la sua autopresunzione delirante sta devastando tutto e non rispetta nulla....
....evidentemente al "popolo" veneto è arrivata la ritorsione preventiva della natura prima di commettere quest'enorme CAZZATA !!!!!!!!
Sono pienamente d'accordo con chi scrive che non dobbiamo farci problemi a riequilibrare l'ecosistema quando una specie lo altera o diventa troppo numerosa...
...con l'uomo quando si comincia?
Siamo noi essere umani ad aver invasi il loro territorio...
Sono ambientalista e spererei che per i cervi si trovasse un'altra soluzione che non sia quella della morte. Sono veneta, iscritta al blog di Grillo da quando ero ancora in fasce. La uso un pò come credenziale perchè vedo lanciare critiche al "popolo veneto" come avessimo tutti le facce dei leghisti xenofobi. Sono veneta e non padana, sono anni luce lontana da quegli idioti campanilisti che pensano di risolvere i loro problemi chiudendosi tra i confini padani. Credo nel rispetto dell'altro, di qualunque fede e religione, razza .... e trovo ingiusto che alcune persone in questo blog dia giudizi negativi agli abitanti di questo territorio generalizzando esattamente come fanno i leghisti verso tutti quelli che stanno al di là del Po!!! Attenzione, state facendo il loro gioco. Qui c'è tanta gente che non la pensano come loro!! E tanti non si sentono per niente rappresentati da loro. Per cui invece di dividerci, che loro godono, cerchiamo di unirci. Baci a tutti gli amici del Sud!!
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