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I colibrì di Trieste


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"Caro Beppe, il destino dell’Amazzonia nelle mani di 80 “colibrì triestini” e del ministro Prestigiacomo. La comunità scientifica afferma che se i colibrì triestini moriranno o saranno trasferiti dal Centro colibrì di Trieste le foreste amazzoniche si trasformeranno a breve in un deserto. Il Governo della Colombia scrive alla Prestigiacomo e al G8 dell’Ambiente, e le Università di Bonn, Camerino, Udine, Boyaca e Guayaquil sottoscrivono: “Le biodiversità dell’Amazzonia rischiano di sparire non tanto per la deforestazione o il riscaldamento globale ma per la progressiva estinzione delle specie di colibrì da cui dipende la sopravvivenza delle nostre foreste”. I colibrì sono gli impollinatori dell’85% degli alberi del Sud America. La Presidenza della Repubblica dell’Ecuador ha scritto al Quirinale per sostenere i colibrì triestini e si appella alla comunità internazionale e al signor Beppe Grillo (cittadino onorario dell’Ecuador in quanto “paladino dei colibrì honoris causa”) per salvare i colibrì. Il colibrì è un uccello incredibile: vola a 100km/h in retromarcia, pesa quanto una sigaretta, muove le ali più di 80 volte al secondo, il suo cuore batte 1.260 volte al minuto e mangia un “carburante” speciale: il nettare dei fiori! L’istituzione scientifica "Centro colibrì di Trieste" è l’unica istituzione del mondo ad ospitare le ultime coppie da riproduzione di colibrì ex-situ che sono state donate dal Sud America al Governo Italiano. Dagli studi su questi colibrì si riuscirà ad allevarli anche in natura, reintroducendoli e preservandoli dall’estinzione. Unico modo per salvare l’Amazzonia, legata alla loro attività impollinatrice. Il Centro sopravvive grazie a 10 scienziati che lavorano da anni senza paga e a tempo pieno e che stanno sacrificando persino il loro patrimonio personale pur di evitare una strage. Pochi giorni fa il ministro Prestigiacomo ha dichiarato: “Basta, non daremo più un soldo per quegli uccelli!” condannando i colibrì a morte certa o ad un trasferimento che sarà comunque LETALE per questi delicatissimi animali! Ma il ministero dell’Ambiente, per mano del Corpo Forestale, ha trovato anche un modo per zittire scienziati, giornalisti e creditori impazienti: da pochi giorni ha messo sotto sequestro l’intera struttura sita nel Parco Demaniale del Castello di Miramare (con i ricercatori chiusi all’interno per mantenere in vita gli ecosistemi). Così se la Polizia Forestale tenterà uno spericolato trasferimento, con i colibrì che appena catturati gli moriranno nelle mani, non ci potrà essere nessun giornalista a testimoniarlo. Nemmeno Le Iene e la CNN potranno più entrare a documentare la loro cattura e la morte.Oltre al danno la beffa: l’Istituzione scientifica Centro colibrì che da anni chiede una Convenzione per poter sopravvivere, viene ora messa sotto sequestro dalla Forestale proprio perché non ha questa Convenzione, ma “solo” documenti di Ministri della Repubblica e quindi è “abusiva” (nonostante un Decreto Ministeriale che la riconosce Istituzione Scientifica!). C’è un modo per salvare il Centro colibrì di Trieste, l’Amazzonia e gli 80 colibrì: chiedere al ministro Prestigiacomo di cambiare idea, di chiedere alle Direzioni Generali del suo ministero di ratificare una Convenzione con il Centro triestino o di proporre un Decreto Legge. Chiediamole di non permettere che la Polizia Forestale cerchi di trasferirli condannandoli così a morte lontano dagli occhi dell’opinione pubblica."
Invia una mail al ministro Prestigiacomo per il "Centro colibrì".

6 Dic 2010, 16:19 | Scrivi | Commenti (70) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Dite pure a quella puttana della Prestigiacomo che deve scomparire dalla faccia della terra prima possibile, gli italiani sono stanchi di subire il suo perfetto ladrocinio, vedi il caso "ILVA" di Taranto. La Prestigiacomo sa solo rubare e fare favori sessuali al suo unico referente che è quel ladro di Berlusconi !

Com.te G. Stroscio
339 3298332 (24 ore al dì )
strosciogiuseppe54@gmail.com

Giuseppe Stroscio 19.01.14 23:45| 
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Scusate la lunga assenza, non mi trovavo in Italia. Ho letto con attenzione la risposta del dott. Rimoli. Mi sono convinto che la sua intenzione sia quella di fare un lavoro utile e che quello che mi aveva dato forti dubbi, ovvero lo stile di comunicazione utilizzato e le notizie fornite a uso stampa, siano dovuti alla necessità di convincere più persone possibili. Non sono del tutto convinto sui mezzi, ma condivido il fine.

Molte specie che sono state salvate dall'estinzione, lo sono state perché è stato possibile avere programmi di riproduzione in cattività. E se anche solo alcune specie di colibrì si dovessero estinguere, è possibile che siano seguiti da alcune specie di piante che impollinano: è dunque utile e necessario quello che fate (sono comunque convinto che il sito dovrebbe esprimere più chiaramente certe informazioni, a scanso di equivoci se alcune persone non esperte al 100% dell'argomento, che però sono birdwatcher e vivono in Stati Americani dove la specie locale di colibrì è presente e ogni anno se ne trovano in giardino più dell'anno prima, dovessero leggere e confutare alcune delle notizie scritte sul sito). A ogni modo spero che ve la caviate (e se la cavino i colibrì).

Gian Andrea M. 02.01.11 19:08| 
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aggiungo il link delle jene come promemoria

http://www.youtube.com/watch?v=Rvgnv5FV2N8

francesco

francesco da gaglianico 12.12.10 09:44| 
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Anche una mini donazione sarà un enorme aiuto per i colibrì. Nel sito: http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.centrocolibri.com%2F&h=88c07 tutti i dettagli. Si può fare pure con una semplice telefonata o dal cellulare o dal fisso!!!

Maria Luisa RUNTI, Trieste Commentatore certificato 11.12.10 13:05| 
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PER CHI E' INTERESSATO ALL'EMERGENZA SUI COLIBRI DI TRIESTE, NELLE DISCUSSIONI DEI PEZZI SEGUENTI HO MESSO LA VERSIONE IN INGLESE. GRAZIE DI CUORE:)

TO WHOM MAY BE INTERESTED ABOUT HUMMINGBIRDS EMERGENCY IN TRIESTE CENTRE:
IN THE FOLLOWING DISCUSSIONS THERE IS AN ENGLISH VERSION. THANKS A LOT:)

Maria Luisa RUNTI, Trieste Commentatore certificato 11.12.10 03:03| 
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EMERGENZA COLIBRI'
Ecco l'articolo comparso oggi sul "Corriere della Sera" a firma di Giovanni Caprara. Questa notte Stefano Rimoli non riesce a tenervi aggiornati sulla vicenda poichè sta preparando un'interrogazione parlamentare. Ho, abbiamo deciso di collaborare insieme per i nostri colibri, perciò lo faccio io pubblicando il pezzo in link allegato e portandovi i suoi saluti. MLR
http://www.facebook.com/?ref=home#!/photo.php?pid=5887381&o=all&op=1&view=all&subj=107647962640623&id=587247405

Maria Luisa RUNTI, Trieste Commentatore certificato 10.12.10 03:28| 
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Vi presento alcuni dei colibrì del Centro per la salvaguardia dei colibrì di Trieste.
Facciamo in modo che giornalisti, attori, cantanti, musicisti, chiunque sia personaggio pubblico nonchè amante degli animali ci dia una mano per far sentire la loro voce, per fare in modo di salvare le loro vite.
Grazie anche a nome di Stefano Rimoli, Direttore del Centro.
Maria Luisa Runti, pubblicista e regista teatrale
http://www.facebook.com/album.php?aid=250543&id=587247405&l=8fc0bc4b14

MARIA LUISA RUNTI 10.12.10 00:30| 
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Beppe, grazie per avere pubblicato questo appello!
io sono allibito...sapevo " soltanto " che un centro di alta ricerca di Trieste,che studiava i colibrì e si prefiggeva l'obiettivo di ripopolare di colibrì le zone dalle quali questi provenivano, era a rischio chiusura per la mancanza di fondi. era già una notizia tristissima di per sè...ma non sapevo che tutta l'Amazzonia rischia di sparire se non si riesce a salvare questi piccoli meravilgiosi animali! è terribile...non sapevo degli appelli di governi sudamericani. la frase della Prestigiacomo è pazzesca, non ho parole, tantopiù che lei è il nostro ministro dell'Ambiente
(..... madre de dios.... ).
Beppe, ma perchè non lanci una sottoscrizione col blog? apri un c/c per sostenere questi scienziati, su cui chi ha a cuore i colibrì si Trieste e la foresta amazzonica potrà versare quello che vuole e che può! in tempi brevi potresti forse raccogliere la cifra sufficiente per salvare questo centro di eccellenza e i suoi colibrì e la foresta pluviale amazzonica!
pensaci, Beppe! ....e comunque grazie ancora!

manuel barone 08.12.10 14:58| 
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Sono a favore della campagna per salvare i colibrì. Giuseppe Burroni

Giuseppe Burroni 08.12.10 00:23| 
 
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Vivo qui a Trieste da 18 anni e non ho mai sentito parlare di colibrì. Anni addietro ho seguito una polemica sul mantenimento della mostra delle farfalle tropicali (nel medesimo castello di Miramare) e c'erano tanti problemi da affrontare: bora, un climatizzatore costoso e la manutenzione della serra ospitante. Ciò non significa che non sussistano problematiche legate alla salvaguardia dei colibrì, come pure alla salute dei lavoratori della ferriera di Servola, allo smantellamento dei reparti dell'ospedale Maggiore, l'operazione di spurgo dei tombini in città, al rigassificatore da costruire e via così. Sono sensibile a tutti gli aiuti richiesti, ma se ci si deve rivolgere alla Prestigiacomo per avere un aiuto, beh, direi di cambiare rotta. Rr Trieste

rosanna romagnoli 07.12.10 23:33| 
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Scusate, che fine hanno fatto i colibrì dell'Amazzonia? Impagliati, catturati per essere venduti, morti per inquinamento o che?
Chi ci dice che i colibrì di Trieste non faranno la stessa fine??

gabriella laeffe 07.12.10 17:30| 
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ma è mai possibile che da sti politicanti non arrivi mai una buona notizia?! che schifo!!

pippo 07.12.10 16:34| 
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Idea: perchè il cittadino onorario dell'Ecuador, paladino del colibrì honoris causa, non destina parte dei 5/6 milioni di euro che guadagna ogni anno al Centro Colibrì di Trieste, all'Amazzonia e agli 80 colibrì "condannati a morte"? In tale modo il Ministro Prestigiacomo potrà destinare quelle somme al pagamento di stipendi a cassaintegrati, giovani senza lavoro, piccole aziende sull'orlo del fallimento ed altre urgenti utilità varie.

Volatile pn 07.12.10 15:57| 
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Grazie a Beppe ed al prof. Stefano Rimoli per aver portato alla ribalta questa notizia di cui altrimenti non si saprebbe nulla. Nemmeno qui in città a Trieste gli organi di disinformazione ne parlano ed affrontano simili argomenti. Per quanto riguarda la Prestagiacomo beh ogni commento è superfluo. Speriamo che il progetto possa continuare come merita e piuttosto di evitare gli sprechi continui dei costi dei politicanti da strapazzzo che occupano posti in parlamento risultando oltre che inutili, troppo spesso sempre più dannosi per la collettività.

Bruno Cinque (b5), Trieste Commentatore certificato 07.12.10 15:39| 
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We posted the news about you in our platform: hope cound be usefull. http://myurl.theprimate.it/MTktMjYyLTg0LTAtMA==

staff theprimate 07.12.10 15:19| 
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Buongiorno, sono il direttore dell’istituzione scientifica Centro colibrì e viste le diverse domande che mi sono giunte sull’argomento ho pensato di fornire maggiori informazioni su questi uccelli. Mi scuso se in questi momenti di emergenza rispondo un po’ in ritardo e se per la fretta commetto errori di battitura:

1)I colibrì non appartengono ad un’unica specie ma ad oltre 320 specie diverse. Alcune in imminente pericolo di estinzione, altre più comuni, ma sono tutte protette dalla Convenzione di Washington in quanto considerate a rischio. Il numero dei colibrì negli ultimi anni si è ridotto drasticamente anche se purtroppo nell’allegato 1 del CITES (altissimo rischio di estinzione) è riportata solo una specie, mentre le altre sono nell’allegato 2 (moderato rischio di estinzione). Tuttavia questi allegati CITES andrebbero aggiornati in quanto da un recente studio condotto in Colombia (firmato dall’autorità CITES del Ministero dell’Ambiente colombiano e visibile sul nostro sito da domani) ben 19 specie di colibrì sono in imminente pericolo di estinzione e con loro tutti gli alberi che impollinano. E parliamo di 19 specie nella sola Colombia!

I motivi che minacciano i colibrì sono molteplici: uso di prodotti chimici e antiparassitari che entrano nel sistema linfatico (una qualsiasi pianta da fiore comprata in un negozio ha una concentrazione altissima di sostanze letali che persistono nel nettare per settimane), disboscamento, introduzione di specie alloctone, ecc.

2) I colibrì mangiano il nettare dei fiori ma catturano anche dei piccoli insetti in volo. Gli insetti sono un’essenziale fonte proteica ed inoltre trattandosi di proteina solida, attivano la peristalsi e quindi se negli adulti sono importanti, nei piccoli sono indispensabili ed insostituibili. Purtroppo non si conosce il corretto rapporto tra quantità di insetti mangiati (proteina) e nettare di fiore (carboidrati) ingerito in natura.
...continua...clicca su "discussione" per leggere il seguito


Ottima iniziativa, devono capire il potere che ha la rete nelle mani dei semplici cittadini.

marco c. 07.12.10 14:30| 
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E poi volevo aggiungere una riflessione per tutti gli autoproclamatisi naturalisti che hanno scritto. Lo scopo di questo studio è permettere all'uomo di perseverare nel suo atteggiamento distruttivo della Natura limitando al massimo i danni (per se stesso). Attualmente, come ho detto, l'Amazzonia non è un deserto, perchè si ipotizza che lo diventi in pochi anni? Perchè l'uomo sta disboscando. Il problema non è il colibrì, il problema è l'uomo, il quale se fosse naturalista cercherebbe di adeguare il proprio stile di vita mettendolo in linea con la natura, mentre studi come questo hanno lo scopo opposto: piegare la natura alla volontà umana. State pur certi che i colibrì dell'Amazzonia non hanno bisogno di essere aiutati dall'uomo a riprodursi. Perchè paesi come Ecuador e Colombia spalleggiano questo studio, ma l'Italia e l'Inghilterra, per dirne due, no? Perchè così quei paesi possono continuare a lucrare sul disboscamento con l'alibi che se i colibrì possono essere aiutati a riprodursi dall'uomo, lo possono poi aiutare a riparare ai danni che lui casa consapevolmente, per giunta.
Mi spiace ma io non vedo nulla di naturalista in tutto ciò. Un vero naturalista ha ben chiaro il concetto che la Natura non ha bisogno di essere aiutata dall'uomo.

Filippo C. 07.12.10 13:41| 
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Evidentemente per la Prestigiacomo ci sono uccelli e uccelli...

Sergio Troisi 07.12.10 13:12| 
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Volevo segnalare ai sig. Grillo e Rimoli che dicendo mezze verità o raccontando fatti come punti di vista, è normale che la gente reagisca storcendo il naso, senza capire veramente il problema, e che alla fine volti le spalle ad una iniziativa con la quale magari sarebbe d'accordo. Per Grillo questo vale anche per le sue battaglie politiche.
Premetto che prima di oggi non sapevo niente nè di cosa fanno i Colibrì, nè di questo centro a Trieste, nè della decisione del ministro Prestigiamoci. Ad ogni modo ho letto l'articolo e ho capito la storia, e mi hanno colpito due cose: 1- l'accanimento contro la "Polizia Forestale", a partire dalla definizione. Infatti si chiama Corpo Forestale, ma si sa, chiamandolo Polizia si incita immediatamente un sentimento di opposizione nella gente comune. E poi si parla del Corpo Forestale come di perfetti imbecilli che non avrebbero alcuna speranza nel trasferire con successo con questi colibrì. Anche su questo, sig. Rimoli, ha prove inconfutabili? Vedete come con sottigliezze come "Polizia Forestale" si raccontano le cose distorcendole e di riflesso la gente storce il naso.
2- Il commento di un blogger che dice: "Ma come, se non si possono trasferire come fanno ad impollinare l'Amazzonia, da Trieste?". E' evidente che questa persona non ha capito niente ma non per colpa sua, bensì a causa delle mezze verità. Prima di tutto l'Amazzonia attualmente non ha bisogno di essere impollinata perchè non è un deserto, ma la foresta più grande del mondo. Secondo i colibrì non sono in via di estinzione come si vuol far credere. Qua si parla di uno studio per capire come l'essere umano possa controllare la crescita di questo animale. Se lo studio avrà successo non ci saranno potenziali pericoli in futuro. E' anche vero che se il centro di Trieste chiude oggi, potrebbe aprirne uno domani in Scozia senza alcun danno per l'umanità. Come mai tutte queste cose non sono state spiegate in modo accettabile per il lettore?

Filippo C. 07.12.10 12:44| 
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se sono una specie particolare e unica non vedo il motivo di chiudere la struttura, anzi è un abominio distruggere una specie vivente, ci sono svariate varietà di colibrì nel mondo e sono degli animali straordinari... se faremo sparire dalla Terra sia i Colibrì che le api... la razza umana finirà. TUTTE le piante di cui ci nutriamo si riproducono per impollinazione, forse i nostri ministri possono sopravvivere mangiando pigne? o forse dovremo ficcargliene qualcuna nel culo molto semplicemente!

Massimo Rui 07.12.10 09:35| 
 
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Una domanda: di che cifre stiamo parlando? Perché mi sembra di ricordare che la questione era già stata sollevata un paio di anni fa e che il contributo richiesto/concesso era veramente ridicolo soprattutto se paragonato ai milioni di euro sperperati per costruzioni di strade inutili, strutture che non vengono poi utilizzate ecc.!

Claudia Fabris 07.12.10 08:35| 
 
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La presticiacomo, e' incavolata con i cacciatori, le uccidono gli uccelli,..... quelli di certe dimensioni........

PRESTA NOME, firenze Commentatore certificato 07.12.10 06:11| 
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Il ministro Prestigiacomo...... Lei pensa solo ai rifiuti di napoli ed ai cacciatori......

PRESTA NOME, firenze Commentatore certificato 07.12.10 06:08| 
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vedi il destino della umanità è sempre in mano a una troia, adesso i colibri ma una volta non era una mela?

caupo sanchez 07.12.10 05:44| 
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Salve sono Stefano Rimoli del Centro colibrì. Desidero con l’occasione rispondere al gentile Gian Andrea e con l’occasione fornire informazioni un po’ più dettagliate relativamente al nostro operato.

Se tra voi c’è qualcuno che è diffidente e non crede a Beppe Grillo, a Margherita Hack (entrambi membri del CDA del Centro colibrì e nostri attivi sostenitori) o alle Università a noi convenzionate e che ci sostengono, può venirci a trovare così da vedere con i proprio occhi il Centro colibrì di Trieste.

Prima di entrare nel merito desidero fare una doverosa premessa: la principale missione del Centro colibrì non è tanto (o solo) quella di riprodurre i colibrì per poter mantenere una popolazione stabile in Europa (cosa comunque quasi impossibile!), anche perché riuscire a riprodurre o/e reintrodurre 1, 10 o 100 colibrì non cambia il “destino del mondo”. La vera missione è quella di creare un protocollo scientifico relativamente alla fisiologia, nutrizione, comportamento, allevamento che attualmente non esiste. Se oggi delle ONG o dei Governi decidono di allevare e reintrodurre dei colibrì in una riserva naturale sudamericana, anche avendo a disposizione milioni di euro, non sono in grado di farlo perché alla comunità scientifica manca un modus operandi e la conoscenza delle necessità dei colibrì.
Noi purtroppo, e sottolineo purtroppo, siamo l’unica istituzione scientifica al mondo che si occupa di questo. Non dico che nessuno abbia mai riprodotto dei colibrì, tutt’altro! Io quand’ero ancora un ragazzino passavo giorni e giorni da un allevatore tedesco e da uno olandese a vedere come cercava con amore di capire, conoscere e allevare questo uccello. Se leggiamo le riviste e le pubblicazioni degli anni ’60 scopriamo che in Europa sono stati importati migliaia e migliaia di colibrì, a volte qualcuno si è anche riprodotto (in particolare il colibrì coruscans, una specie un po’ più “facile” delle altre, ma non solo quella), ma sono sempre tutti morti!

..continua..


A me sembra tutta una bufala... anzi una bufala ben riuscita! Complimenti per tutti i finanziamenti che siete riusciti a raggranellare in questi anni.

Ho fatto un salto sul sito, non una pubblicazione scientifica, non uno straccio di dati che non siano cifre altisonanti tipo: "fra 10 anni siamo tutti morti se non salviamo 80 colibri". Ma ci rendiamo conto di quello che stiamo dicendo? Io di colibri a casa mia ne vedo almeno 1 o 2 a sera, solo sul mio balcone d'estate.

Beppe, per favore abbi un po' di senso critico e verifica le mail che ricevi. Non ti perdere nella "passione". Lo so che lo fai a fin di bene, ma un po' di senso critico a volte non farebbe male. Ci sono una ventina di lingue su wikipedia che parlano del colibri, solo in italiano si legge una frase messa li a sproposito, senza fonti ne contesto: "Il colibrì è responsabile dell'impollinazione dell'85% di tutte le piante e gli alberi presenti nel continente americano. Senza il colibrì le piante non potrebbero più riprodursi: le foreste dell'Amazzonia, quelle Andine e la Mata Atlantica, scomparirebbero nell'arco di tre generazioni, con conseguenze apocalittiche per l'intero pianeta." Chissa chi ce l'ha messa? :)

Non c'e traccia di frasi simili in francese, inglese, spagnolo e tedesco... le altre lingue non le conosco, ma questo e' gia un campione significativo. Il governo e' stato vittima di una bufala pazzesca per anni e anni. IL che non mi stupisce visto gli elementi che compongono le commissioni scientifiche. Ora si e' accorto di aver dato soldi a pseudo ricercatori e per una volta che fa la cosa giusta lo biasimi. Ma daiiii :) una volta che pisciano nel vaso! Saluti da un ricercatore (vero).


Dopo aver trovato su un sito (EBN Italia) che spesso seguo un link al centro di Trieste, ho letto con preoccupata attenzione (essendo molto a favore delle salvaguardia dell'ambiente e decisamente contro molte delle decisioni ambientali prese da questo Governo - e dai precedenti) l'avviso postato sul sito, e... ho l'impressione, purtroppo, che ci sia qualcosa che non quadra.

Innanzitutto ho ricercato le specie citate nel sito del centro colibrì (es. Eulampis jugularis) su un sito discretamente affidabile (birdlife) e scoperto ... che nessuna di quelle specie è minacciata (sono tutte classificate come "least concern"). Ho voluto pensare che magari, gli esperimenti effettuati al centro fossero importanti per proteggere specie che invece sono minacciate (un'altra cosa che non viene scritta nel sito del centro di Trieste è che esistono più di 300 specie di colibrì, alcune rarissime altre comunissime): ma poi ho trovato questo - http://www.waynesthisandthat.com/hummercare.htm, ovvero, per i non angofoni, un sito (uno di tanti) per appassionati dell'allevamento di uccelli selvatici dove si spiega come allevare i colibrì, e si scrive che è sì difficile, ma si parla anche di metodi "usati con successo dai collezionisti europei" (c'è una lunga lista di titoli e ricerche citate, in fondo all'articolo).

Ora, sono sicuro che molte specie di colibrì sono in effetti minacciate e bisognose di protezione, e anche che il centro di Trieste produce ricerche valide e utili, sono anche sicuro che sarebbe facile trovare i (relativamente pochi) soldi necessari per proteggere quelle bestioline, MA notizie, informazioni e avvisi presenti nel sito sono fornite in maniera fuorviante e il senso generale che il visitatore del sito ha è che il centro di Trieste sia una importante e unica (nel mondo!) istituzione nel suo campo, senza la quale i colibrì (e l'amazzonia) scomparirebbero.. e questo non credo sia del tutto vero.

O forse sono io a essere troppo cinico...

Gian Andrea M. 07.12.10 00:37| 
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I COLIBRI' SONO SOLO UN PICCOLO ESEMPIO DELLA PERFEZIONE DELLA NATURA, PENSATE CHE E' STATO STIMATO SCIENTIFICAMENTE CHE LE RISORSE DEL NOSTRO PIANETA SE UTILIZZATE CON RAZIOCINIO POSSONO PERMETTERE LA CONTEMPORANEA ESISTENZA DI CINQUANTA MILIARDI DI ABITANTI OLTRE A TUTTA LA FAUNA E LA VEGETAZIONE, IN COMPLETA ARMONIA E NORMALE STATO DI BENESSERE.
PURTROPPO INVECE DI STUDIARE LA PERFETTA ARCHITTETURA DELLA NATURA COME FACEVA IL GRANDE LEONARDO DA VINCI, VOGLIAMO IMPRIGIONARE LE REAZIONI NUCLEARI DENTRO DEI GROSSI CONTENITORI CHE CHIAMIANO CENTRALI NUCLEARI, SENZA COMPRENDERE CHE SE IL SOLE E' A 150.000.000 DI KM DALLA TERRA, UNA BUONA RAGIONE CI DEVE PUR ESSERE.
CERCARE DI CHIUDERE IN UN CONTENITORE DELLE REAZIONI NUCLEARI PER SFRUTTARNE PERICOLOSAMENTE L'ENERGIA E NON CAPIRE CHE NELLE PICCOLE COSE DELLA NATURA STA RACCHIUSA LA VERA SCIENZA E' DA ESSERI SPROVVEDUTI CHE FANNO UN'USO DISTORTO DELLE PROPRIE CONOSCENZE.
ESISTE, PIU' PERFEZIONE IN UN FILO DI ERBA, CHE NELLA PIU' PERFETTA SCOPERTA DEL GENERE UMANO.
DI UNA COSA SONO SICURO CHE SE CI POTESSERO VEDERE I NOSTRI AVI, LEONARDO DA VINCI, MICHELANGELO, GALILEO GALILEI RESTEREBBERO SCONCERTATI DAI FALSI OBBIETTIVI CHE SI PREFIGGE LA NOSTRA RICERCA E CAPIREBBERO CERTAMENTE CHI COME IL GRANDISSIMO ETTORE MAIORANA SPARI' NEL NULLA PUR DI NON CONTRIBUIRE AD UNA RICERCA SCIENTIFICA FINALIZZATA AL POTERE FINE A SE STESSO, CHE NON CONTRIBUISCE A RISOLVERE I PROBLEMI DELL'UMANITA' MA LI' RENDE SEMPRE PIU' INTRICATI E SENZA RISOLUZIONE.
SOLO LA CONOCENZA DELLA VERITA' DEI PRINCIPI CHE REGOLANO LA VITA SOTTO QUALSIASI FORMA NEL NOSTRO PIANETA APRIRA' NUOVI ORIZZONTI, FINO AD ORA INESPLORATI.

AL - 2012 07.12.10 00:20| 
 
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Ma scusate, se non possono essere trasferiti, in quale modo possono impollinare le piante dell'Amazzonia?

D Ben 07.12.10 00:15| 
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Cari amici, vi ringrazio di cuore per il sostegno che stiamo ricevendo in queste ore da tutti voi.

Anche la prof.ssa Margherita Hack (nota animalista e membro del Consiglio di Amministrazione del Centro colibrì di Trieste) ha registrato un videmessaggio che potete vedere nella nostra pagina di facebook http://www.facebook.com/pages/Salviamo-i-Colibri-httpwwwcentrocolibricom/107647962640623
O nella sezione approfondimenti del nostro sito www.centrocolibri.com che include diversi link anche ad altri videomessaggi.

A fondo pagina della sezione "approfondimenti" del sito www.centrocolibri.com potete vedere i documenti di referenza sottoscritti da diverse associazioni ambientaliste e da illustri professori.

Nei prossimi giorni pubblicherò inoltre le referenze e le Convenzioni con le Università che collaborano con noi in Italia ed in Sud America, e quelle della Presidenza della Repubblica dell'Ecuador e del Governo della Colombia, oltre a quella fatta dallo stesso Beppe Grillo.

Grazie ancora a tutti per il sostegno, e non esitate a contattarmi per qualunque informazione o dubbio.


Mi stupiscono tutte queste perplessità sul centro di Trieste, anche da parte della LAV...

Che strano: nessuno che si opponga ai milioni di euro pubblici spesi per mantenere i canili, e invece molti distinguo in merito alle poche migliaia di euro per preservare un animaletto preziosissimo!

Ignoranza o interesse? Qualcuno della LAV mi risponde?

antonella g. Commentatore certificato 06.12.10 23:13| 
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la prestigiacomo pensasse agli uccelli suoi...

Ronnie Ansaldo Commentatore certificato 06.12.10 22:50| 
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(... continua dal messaggio precedente ...)

Purtroppo siamo l’unica istituzione del mondo ad occuparci della realizzazione del protocollo scientifico di studio della fisiologia, nutrizione, comportamento e allevamento dei colibrì.

Questo protocollo è necessario per riprodurli in situ e la difficoltà per realizzarlo è dovuta al fatto che il colibrì è come un “ALIENO” (1260 battiti del cuore al minuto, glicemia altissima, temperatura corporea di 42 gradi, ha 2 trachee, ecc.). Tanti hanno tentato di creare questo protocollo, che sta alla base di qualsiasi progetto di reintroduzione, ma nessuno ci è riuscito, purtroppo.

Pur avendo innumerevoli Università che collaborano attivamente con noi, è estremamente complesso riuscire nella nostra missione non avendo altre strutture simili con cui confrontarsi e condividere il peso della ricerca che effettuiamo a Trieste e in Sud America (dove abbiamo realizzato delle riserve naturali, vedi sito www.centrocolibri.com).

Per maggiori informazioni non esitate a contattarmi o a visitare il nostro sito.

GRAZIE di cuore per l’interesse e per non lasciarci soli in questi tragici momenti.


Salve, sono Stefano Rimoli il direttore dell’istituzione scientifica Centro colibrì di Trieste. GRAZIE per i vostri commenti e per le innumerevoli mail di sostegno che ci sono arrivate in queste ore!

Viste le domande sull’argomento, spiego in estrema sintesi perché in Sud America l’impollinazione non è diversificata come nel resto del mondo e perché il colibrì è così indispensabile ed insostituibile. Innanzitutto premetto che il colibrì vive solo nel continente Americano. Ogni singolo individuo per sopravvivere deve mangiare al giorno una quantità di nettare pari a 8 volte il suo peso corporeo. Considerato che ogni fiore contiene pochissimo nettare, deve visitare più di 1.500 fiori al dì. Quindi immaginate il lavoro di impollinazione effettuato nel corso dell’evoluzione dalle migliaia di colibrì di ciascuna delle 320 specie esistenti. In tutti questi millenni i fiori si sono modellati per plasmarsi al becco dei colibrì.

L’impollinazione di questi uccelli è talmente esclusiva che in alcuni casi delle intere famiglie di alberi si sono evolute adattando i loro fiori ad una sola ed esclusiva specie di colibrì. Quindi se un altro colibrì (appartenente ad un’altra specie) si avvicina a quel fiore, non potrà introdurre il suo becco e impollinarlo. Ecco perché l’amazzonia non può sopravvivere senza i colibrì, al punto tale che l’estinzione anche di una sola specie di colibrì comporterà già di per se l’estinzione di intere famiglie di alberi.

Purtroppo siamo l’unica istituzione del mondo che si occupa della realizzazione del protocollo scientifico di studio della fisiologia, nutrizione, comportamento e allevamento dei colibrì. Questo protocollo è necessario per riprodurli in situ e la difficoltà per realizzarlo è dovuta al fatto che il colibrì è come un “ALIENO” (1260 battiti del cuore al minuto, glicemia altissima, temperatura corporea di 42 gradi, ha 2 trachee, ecc.).
(... continua ...)


solo un tipo di uccelli conosce quell essere immondo

enrico d., pietra ligure Commentatore certificato 06.12.10 21:38| 
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Io spero che La foresta amazzonica e l'ecosistema planetario nuoiano prima possibile, così l'uomo sparirà e magari la prossima razza dominante si comporterà meglio e con più rispetto verso la propria Madre Terra.

Marco ., Pescara Commentatore certificato 06.12.10 20:06| 
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la prestigiacomo non può più dare soldi a quegli uccelli ne deve per gli uccelli del parlamento italiano uccelli che purtroppo non volanoi più.

giovanni santeusanio 06.12.10 19:45| 
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Stavolta per favore poche chiacchiere. Mandate il link a tutti i vostri amici sensibili e se proprio siete in vena di generosità donate qualcosa. Con il telefonino ci vuole meno di un minuto.
Con umano affetto, Mara

Mara T., Oristano Commentatore certificato 06.12.10 19:17| 
 
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Discussione

Spero che non muoiano però..............
però................

insomma mi pare un po esagerato che il destino dell'Amazzonia (grande 100 volte l'Italia) sia nel becco di 80 uccelli.

e poi diciamo che il colibrì impollina l'85% delle piante dell'Amazzonia ma non è certo l'unico impollinatore altrimenti sarebbe un deserto.

La natura ha risorse che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.

a volte (ritornano) Commentatore certificato 06.12.10 19:04| 
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Discussione

certo che sembra uno scherzo...ma purtroppo non lo e'....capirai Beppe....vuoi salvare degli uccelli che pesano come una sigaretta...ma le nostre ministre sono affezzionate solo agli uccelli "paduli"...che volano all'altezza dei loro c..i

grattaveltroni evinciberlusconi, perugia Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 06.12.10 18:43| 
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salviamo i colibrì di ts e dell'amazzonia!!!

bruno celli 06.12.10 18:12| 
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Pochi giorni fa il ministro Prestigiacomo ha dichiarato: “Basta, non daremo più un soldo per quegli uccelli!”

....ehm... la faccio o non la faccio la battuta?
...ma no vah! Tanto avete capito ;)


talmente incredibile da sembrare impossibile.

pistola reale, sioux city, iowa Commentatore certificato 06.12.10 17:59| 
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Ancora per poco, il 14 dicembre si avvicina e sti idioti andranno tutti a casa, gelmini,prestigiacomo e similia sono una marea di gente incompetente che manco saprebbero come zappare la terra se non glielo spiegasse qualcuno, si attaccano a 100.000 euro e non fanno una piega su un MILIARDO di finanziamento ai partiti, idioti allo stato puro, io nel mio piccolo ho donato 5 euro pur essendo disoccupato, e sti morti di fame, con stipendi da 6.000 euro al mese tagliano tutto meno che le loro paghe e rimborsi....andate a f...ulo e cercate di non tornare più.

N3ssuno 06.12.10 17:24| 
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La ministra non sa nemmeno dove si trova l'Amazzonia..... figuriamoci se sa cosa sono i colibrì

alberto rameni, bassano del grappa Commentatore certificato 06.12.10 17:15| 
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Beppe, cosa possiamo fare?

gennaro fu 06.12.10 17:13| 
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chi è la prestigiacomo,scusatemi?

gigi fiorentino 06.12.10 17:11| 
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Discussione

"L’istituzione scientifica "Centro colibrì di Trieste" è l’unica istituzione del mondo ad ospitare le ultime coppie da riproduzione di colibrì ex-situ che sono state donate dal Sud America al Governo Italiano."

sembra incredibile con tutti i paesi più "civilizzati" e ecoresponsabili del nostro che siamo gli unici ad occuparsi di questi uccelli. Mi chiedo come mai..

Alessandro 06.12.10 16:58| 
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Discussione

CIAO BEPPE
NEANCHE UN EURO PER I COLIBRI?
ALLORA NEANCHE UN EURO PER LA PRESTIGIACOMO
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 06.12.10 16:44| 
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