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I paesi scomparsi del Sud


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La guerra al brigantaggio fu una guerra civile. Alcuni paesi furono quasi cancellati dalla faccia della Terra come Pontelandolfo e Casalduni.
"... ci furono le stragi nei confronti dei civili meridionali... Ho scoperto che interi paesi sono stati trucidati, tutti, indistintamente, donne, bambini, vecchi, e per semplici sospetti o per motivi banali. I sospetti erano che il paese potesse aver aiutato i briganti, i motivi banali erano che l'avevano fatto curando dei feriti che avevano chiesto aiuto a qualche disgraziato... Né più né meno come è avvenuto in Ruanda, dove alcune suore per "dovere" hanno curato dei feriti. La cosa incredibile che non è possibile capire quanti paesi hanno subito questa sorte, non c'è traccia storica se non "locale", ma locale veramente. Uno di questi paesi si trova a non più di 30 km da casa mia, sulle montagne al confine fra Benevento e Caserta e io non ne ho mai saputo nulla e l'ho scoperto per caso recandomi da quelle parti. Quanti paesi ci sono che hanno subito questa sorte? Non solo non esiste memoria storica nazionale, ma anche quella locale è sparita e sono passati solo 150 anni. Non è possibile parlare di queste cose. E siamo sereni, non poniamoci mai muro contro muro (facciamo solo il loro gioco) e se qualche informazione arriva, documentiamoci: la nostra fonte non può essere quella propinataci dai nostri politici ignoranti e aiutati da qualche professore pagato e incaricato a lavorare soprattutto sugli equivoci. Un abbraccio a tutti." Raffaele T., Ferrara

11 Dic 2010, 18:29 | Scrivi | Commenti (55) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

X Raffaele.

Ma siamo seri, quando mai è successo che 'con la speranza di salvare Napoli' o Mosca, una nave militare cambia casacca e seduta stante comincia a tirare sui suoi? Senza quel coglione di Aguissola, Garibaldi a Milazzo avrebbe perso, già presero delle mazzate tremende durante la battaglia. E poi chi ti dice che non sganciarono soldi oltre che 'generiche promesse'?

Poi, Landi mica si scoprì DURANTE la campagna che aveva quella polizza. La si scoprì DOPO. A quel punto era tardi per la 'pena di morte', che si diede apparentemente lui stesso pigliandogli un colpo.

Infine, ti garantisco che Garibaldi NON parlava, in quella lettera, della sola presenza 'fortuita' delle navi inglesi, ma diceva esplicitamente che erano stati aiutati dal loro potere di deterrenza.

Poi, in ogni caso, non credo che ci siano dubbi sulla spoliazione e i massacri (v. Fenestrelle) dopo la conquista. Né che al Volturno, per quanto combatterono sodo, non si verificò certo una Austerliz (600 morti c.a. in due giorni di battaglia), per non parlare delle perdite assolutamente risibili che si ebbero anche a Catalafimi, e la caduta senza praticamente combattere di Palermo. In effetti sì, sarebbe stato logico che Garibaldi si fermasse in Sicilia. Ma come diavolo accadde, POI, che dalla Calabria risalì senza apparentemente problemi fino a Napoli? E che lo zio del Re non lo seguì a Gaeta con la flotta? Mhh.. se non erano corrotti/voltagabbana, cos'altro potevano essere? Non esiste un Q.I. negativo. Resta il fatto che Landi andò a riscuotere la polizza e che lo Zio del Re non ne volle sapere di seguirlo. Tutto troppo sospetto. Vogliamo anche mettere in gioco, che so, la Massoneria?

S.m. 14.12.10 17:12| 
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Ciao S.m. E’ un vero piacere parlare di storia con voi.

> Preciso: 1- anche se su Wikipedia non c'é scritto,
> esiste una lettera di Garibaldi che esprime
> riconoscimento alla flotta britannica per il suo
> appoggio nella missione dei Mille.

Non lo metto mica in dubbio ma l’unico “appoggio” che ci fu è quello che ti ho detto io e che avvenne nel porto di Marsala. I due piroscafi di Garibaldi navigarono “in solitaria”, non ci fu scorta inglese, L’aiuto delle due unità inglesi fu provvidenziale ma fortuito, nessuno sapeva dove sarebbe sbarcato Garibaldi (credo neanche lui!) e comunque si misero solo in mezzo non è che minacciarono l’unità borbonica presente nel porto.

> 2- Per la Battaglia di Catalafimi vedi anche:
> http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Calatafimi ''
> Landi fu accusato di tradimento, rimosso
> da Francesco II e confinato sull'isola d'Ischia.

Ma era il minimo che poteva fare Francesco II. Ma guarda che il tradimento in ambito militare corrisponde alla non esecuzione degli ordini, e l’ordine era quello di fermare Garibaldi, mentre lui l’unica cosa che è capace di fare è di scappare in carrozza.
Se fosse stata provata la corruzione ricevuta da Garibaldi (???) l’accusa sarebbe stata di “alto tradimento militare” e credo, senza ombra di dubbio, che per questa accusa anche presso i borbonici ci fosse la pena di morte immediata

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 13.12.10 22:29| 
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(invece per il tradimento la cosa varia dall’esercito, se si è in stato di guerra o di pace, per la gravità di tradimento etc.). Ci fu un principe napoletano che affermò che Garibaldi aveva comprato per pochi soldi Landi, ma la cosa non fu mai provata. Per me Landi era solo un incapace codardo e basta.

> Landi, si recò presso la filiale partenopea
> del Banco di Napoli, per incassare una
> polizza di credito dell'ammontare di 14.000 ducati d'oro.
> La somma gli venne rifiutata in quanto trattavasi
> una polizza del valore di soli 14 Ducati,
> palesemente falsificata.

Aggiungo pure coglione oltre che incapace.
Tu poi mi parli del fatto che lui, i figli etc… passano sotto l’esercito sabaudo. Guarda che questo non significa nulla! Era la prassi. Quando un esercito passava sotto un altro regnante venivano mantenuti anche i comandanti, quelli che lo volevano. Si rifaceva il giuramento (in quanto il vecchio giuramento non aveva più valore poiché il vecchio regnante non era più in carica) e buona notte.

Nel periodo in cui leggevo di Napoleone trovavo strano che i generali di Napoleone e quelli di Luigi XVIII fossero omonimi… No! Erano gli stessi. Alla caduta del regnante il vecchio giuramento perdeva di valore. Tant’è vero che quando Napoleone ritorna in Francia nel famoso periodo dei 100 giorni alcuni ufficiali (della monarchia ma che erano già stati ufficiali di Napoleone) che dovevano fermarlo, decisero di passare di nuovo sotto Napoleone, ma il vecchio giuramento non era decaduto. Il maresciallo Nej (il prode dei prodi secondo Napoleone) era fra questi e fu per l’appunto giustiziato per alto tradimento.

Io credo che quasi tutti gli ufficiali borbonici passarono poi sotto l’esercito Sabaudo, a parte quelli che decisero di seguire e difendere il re fino alla fine nella fortezza di Gaeta.

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 13.12.10 22:24| 
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>''Fu in quel frangente che pirocorvetta Tukory giunse
>nei pressi della costa occidentale. Si trattava
>di una moderna unità della marina borbonica,
> la "Veloce", che pochi giorni prima era stata
>consegnata alla marina Sarda, dal corrotto capitano
>Amilcare Aguissola, contattato e "convinto" al
>tradimento dall'ammiraglio Persano.

E qui mi dispiace… Manco tre mesi fa ripassato quella parte dell’impresa dei mille, aspe’ che vado a prendere il libro.
Innanzitutto sono andato a vedere se su Wikipedia ci fosse proprio scritto Aguissola. No, era Anguissola e bisogna un po’ conoscere i fatti prima di cadere in facili errori.

La corruzione del capitano Anguissola consistette nel fatto che l’ammiraglio Persano gli promise che le truppe di Garibaldi si sarebbero accontentati della Sicilia e che non avrebbero attaccato Napoli. Anguissola considera la Sicilia perduta e forse considera la parola di un militare una parola d’onore.

Ma cascava male! Persano fu l’ammiraglio che subì la sconfitta nella Battaglia di Lissa (che avrai sicuramente studiato alle superiori). Ma quello che forse non sai, a parte il fatto che più che una battaglia navale sembrava una comica proprio per l’incapacità del Persano, è che al rientro dalla battaglia Persano ebbe la faccia tosta di dire che aveva conseguito una schiacciante vittoria. E via con i festeggiamenti. Ah, in quel periodo lui era pure senatore, direi degno precursore degli attuali nostri senatori.

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 13.12.10 22:17| 
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E per finire:

>Come pensate che Cesare abbia
>conquistato la Gallia, senza comprarsi
>l'appoggio di alleati come la cavalleria germanica,

Ma guarda che nella storia degli eserciti i mercenari sono sempre esistiti!
Un abbraccio

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 13.12.10 22:14| 
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I savoia avevano il mito dell'impero, questa è la verità..l'introduzione della "leva obbligatoria" serviva proprio allo scopo...
Per decenni è stato il "serbatoi" da cui attingere per Reclutare militari...dove la carriera militare è un'alternativa all'occupazione locale....Quando ho fatto il militare nelle "101 airborne" o folgore...molti ragazzi meridionali entravano come "volontari" per riscuotere qualche centomila lire...proprio per necessità economiche..
Nel 1982 iniziarono le selezioni dei volontari per la Prima Missione all'estero "Libano"...e ovviamente la paga era allettante...
Il sud a sofferto e soffre tutt'oggi di un gap economico e sociale voluto dalla politica e non sarà certo questa politica a risolvere la vera questione meridionale, ne tanto meno il ponte sullo stretto...

roby f., Livorno Commentatore certificato 13.12.10 17:06| 
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Strano no? Possibile che la Storia sia condizionata dalle mazzette? Uuuhh, chi se lo immaginerebbe mai? Come pensate che Cesare abbia conquistato la Gallia, senza comprarsi l'appoggio di alleati come la cavalleria germanica, assolutamente decisiva ad Alesia? E come fecero i 'bianchi' a conquistarsi l'America, o a fare schiavi milioni di africani? E' sempre la stessa Storia. Quella che domani vedremo ANCORA UNA VOLTA, a Montecitorio. E che già ci frutta tangenziali tossiche in provincia di Brescia, sì proprio dal posto dove partirono tanti garibaldini per 'liberare' (ahah) i meridionali. Chissà che direbbe il buon Beppe il rosso, se vedesse come la Ndrangheta sta attualmente liberando il Nord dal rispetto delle leggi!

S.m. 13.12.10 16:57| 
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Preciso: 1- anche se su Wikipedia non c'é scritto, esiste una lettera di Garibaldi che esprime riconoscimento alla flotta britannica per il suo appoggio nella missione dei Mille. 2- Per la Battaglia di Catalafimi vedi anche: http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Calatafimi ''
Landi fu accusato di tradimento, rimosso da Francesco II e confinato sull'isola d'Ischia. L'anno successivo, l'ex generale di brigata dell'esercito borbonico e fresco generale di corpo d'armata dell'esercito sabaudo in pensione Landi, si recò presso la filiale partenopea del Banco di Napoli, per incassare una polizza di credito dell'ammontare di 14.000 ducati d'oro. La somma gli venne rifiutata in quanto trattavasi di una polizza del valore di soli 14 Ducati, palesemente falsificata. Al fine di far valere le proprie ragioni o di evitare accuse di truffa, Landi dichiarò che la polizza gli era stata data da Garibaldi. La faccenda finì sui giornali suscitando un enorme scandalo che, pare, sia stata la principale causa dell'ictus che provocò la morte dell'ex generale. Nel frattempo, i cinque figli di Landi, ex militari dell'esercito borbonico, erano ufficiali dell'esercito sabaudo.''

http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Milazzo_(1860)
''Fu in quel frangente che pirocorvetta Tukory giunse nei pressi della costa occidentale. Si trattava di una moderna unità della marina borbonica, la "Veloce", che pochi giorni prima era stata consegnata alla marina Sarda, dal corrotto capitano Amilcare Aguissola, contattato e "convinto" al tradimento dall'ammiraglio Persano.

La corvetta, subito ceduta alle forze garibaldine e rinominata "Tukory", era armata con 10 potenti cannoni che, diretti personalmente da Garibaldi, presero a martellare incessantemente l'ala sinistra delle forze borboniche, impedendo ogni tentativo di contrattacco e costringendole a ritirarsi nella cittadella fortificata.''


S.m. 13.12.10 16:43| 
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Raffaele T., Ferrara

complimenti di cuore !

l'Italia dei veri italiani , non dei quaquaraquà
ti è riconoscente .

hasta

Lenintonio D (ilich), Roma Commentatore certificato 13.12.10 10:59| 
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per Er pirata

>faccio parti' 'a riflessione da 'n paio e forse più de vostre tesi:
>che 'e Du' Sicilie era 'no stato favoloso, che li garibaldini
>hanno corrotto li soldati e ufficiali borbonici

Questa è una favola messa in giro ultimamente. Non c’è nessuna prova di corruzione dei generali borbonici. Io sento dire “non è possibile che mille uomini male armati siano riusciti a sconfiggere un esercito di 30.000 mila uomini,,, è una cosa che fa riderei i polli: i generali borbonici furono corrotti”. Non l’ho mai letto e vi sfido a portarmi un testo di uno storico che adduce a queste affermazioni. Non ci sono prove.

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 13.12.10 08:28| 
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Il motivo è che i generali dell’esercito borbonico erano vecchi, malati, timorosi, la maggior parte di loro non erano mai stati coinvolti in una guerra vera e soprattutto avevano paura fottuta di Garibaldi per tutta la storia che quest’uomo si portava dietro di se.
Garibaldi andava fermato a Catalafimi. Landi, il generale borbonico, era in una posizione buona e aveva ottimi soldati. L’esercito di Garibaldi poteva contare solo su una 30 di carabinieri ben armati, il resto avevano fucili che “non sparavano”. Vi siete chiesti per chi ha studiato questa battaglia perché Garibaldi dice di “non sparare” e insiste su un attacco ad arma bianca? Garibaldi quei fucili li ha visti e sa che faranno cilecca e non vuole che gli uomini si scoraggiano sapendo che non hanno armi, praticamente. Alla fine ESSI HANNO USATO I FUCILI COME LANCE.
Prima si mossero i cacciatori napoletani che vengono bloccati da un tiro di cecchinaggio dai carabinieri di Garibaldi (posti dietro per evitare la perdita delle truppe migliori). Gia’ questo è una sorpresa… Garibaldi veniva considerato un pessimo generale perché non usava le dottrine dell’arte militare. Si, ma lui usava le dottrine che aveva imparato in Sudamerica: mentre le truppe regolari marciavano inquadrate, ad esempio, Garibaldi aveva insegnato ai suoi di andare ad “ordine sparso” molto diradati, coprendosi col terreno, mentre il cecchinaggio nascerà solo con la prima guerra mondiale, non male vero? Queste “tecniche” estemporanee facevano ridere i generali degli eserciti regolari… ma secondo voi chi aveva ragione? Cmq quella di Calatafimi era una battaglia persa.
Garibaldi capisce che non ci sono santi e tenta un atto disperato: attacco all’arma bianca. Gli studenti, distrutti dalla fatica, non si sa come, si alzano e cominciano a correre verso i napoletani. Sarà stato l’effetto sorpresa, la paura, questi disgraziati insanguinati che gridavano e correvano sta di fatto che i napoletani si ritirano, fra la meraviglia di tutti i garibaldini

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 13.12.10 08:18| 
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Ma il colpo di grazia lo da Landi, il vecchio generale napoletano. Arriva la notte, il giorno dopo sulla carta sarà un disastro per i Garibaldini ma… il giorno dopo Landi non c’è più. Si trova molto lontano da Palermo e avrà paura che qualche insurrezione alle spalle possa tagliarlo dai viveri e chiuderlo in una tenaglia, qualcuno dice che, da un punto di vista militare, ha fatto bene, io sostengo di no, ma il mio parere non vale.

>e 'a marina nun riesce a intercetta' la nave de l' garibaldini,
>seppur scortata da quelle inglesi!

Errore. I piroscafi di Garibaldi “NON FURONO” scortati dalla marina inglese. Solito culo di Garibaldi. Quando Garibaldi arrivò nelle acque di Marsala la marina napoletana incomincia a caricare i cannoni. A questo punto due fregate, mi sembra fossero fregate, inglesi che si trovavano nel porto fanno manovra e si interpongono nel tiro. Se i napoletani sparano creano l’incidente diplomatico… Lasciano stare. I mille sono descritti come male armati e senza esperienza al combattimento, un piccolo esercito di straccioni, insomma, ci penserà Landi a farli fuori una volta per tutte (era l’informativa borbonica sui i mille, quando Landi vede che non è proprio così, anche perché molti di loro cmq avevano combattuto nelle prime due guerre di indipendenza, inizia a pensare solo di salvare il suo culo e decide di scappare nella notte, per non farsi inseguire da Garibaldi). Tra parentesi è noto che Nini Bixio che aveva occhio clinico militare, a un certo punto della battaglia consiglia la ritirata perché comprende che la battaglia è persa. Da qui la famosa frase di Garibaldi “Qui o si fa l’Italia o si muore” (che pare non abbia detto, ma non possiamo saperlo) o forse la più semplice “Qui si muore” per dire che una eventuale ritirata avrebbe chiuso definitivamente le speranze dei Garibaldini e l’esperienza della spedizione (questa è una mia opinione)… tanto valeva morire ma non bisognava cedere nell’intento.

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 13.12.10 07:56| 
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dentro a sto m5s sete in tanti a risponne a li leghisti appoggiando er neorborbonismo!

Ce ne cosa che nun me riuscite a spiega'

faccio parti' 'a riflessione da 'n paio e forse più de vostre tesi: che 'e Du' Sicilie era 'no stato favoloso, che li garibaldini hanno corrotto li soldati e ufficiali borbonici e che 'a marina borbonica fosse 'na meraviglia!

Mo' me dovete spiega come fa 'no Stato del genere, cioè così favoloso, ad ave' in seno ufficiali che se fanno corrompe', contadini che credono ar primo venuto che fa promesse e 'a marina nun riesce a intercetta' la nave de l' garibaldini, seppur scortata da quelle inglesi!
Pe' caccia der tutto li austriaci avemo aspettato la Grandeguerra proprio perchè quello era 'n impero forte e solido, mentre 'e Du Sicilie cadono in 4e4_8?
E li mafiosi de oggi se vantano de esse li discendenti de li briganti!


E' ora di fare i conti...

fabrizio i., varese Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 13.12.10 01:12| 
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Cari amici,molti di noi farebbero bene a rileggersi delle pagine di storia riguardanti il risorgimento e l'unità d'Italia,ma non quelle convenzionali dove ci hanno fatto capire quello che hanno voluto loro,ma quelle pagine di storia stracciate o finite nell'oblio,dove si parlava di un fiorente Regno delle due Sicilie e di invasione delle truppe piemontesi nel meridione d'Italia,perchè a creare la famosa questione meridionale subito dopo l'unità d'Italia, furono le scelte politiche tutte a favore del nord.Un caso eclatante avvenne a Mongiana in Calabria,dove esisteva il più grande distretto siderurgico d'Italia,dava lavoro a 1500 persone e dopo l'unità venne smantellato e portato al nord,dove dovettero trasferirsi tante famiglie di quel paese,invece per tante altre la disperazione per la chiusura della fabbrica portò a creare bande di briganti laddove fino a quel giorno non c'era mai stato nè un furto nè un reato.Purtroppo ci sarebbe tanto da dire sugli eccidi di donne vecchi e bambini,intere popolazioni barbaramente sterminate con la scusa di stroncare il brigantaggio.Un giorno di ritorno dalla scuola mio figlio mi disse che stavano studiando il brigantaggio e mi fece questa domanda:pà, ma i briganti erano i cattivi? Io gli risposi:icattivi non erano i briganti, ma quelli che li avevano fatti diventare briganti.Un saluto a tutti

Annamaria I. Commentatore certificato 12.12.10 22:26| 
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E comunque, trovo che non ci sia alcuna giustificazione all'aggressione di un altro Stato sovrano. Le cazzate sulla 'democrazia' del massone Garibaldi sono quelle che si raccontava anche ai 'selvaggi' conquistati nel West e nel mondo in generale, da parte degli 'uomini evoluti' d'Europa. E sono ancora le stesse cazzate che 150 anni dopo raccontano gli americani, sul tipo 'noi si esporta la democrazia, mica si fa la guerra'. Se vai in casa d'altri a promettere una cosa, e poi non la mantieni, anzi ti freghi l'argenteria e magari ammazzi anche qualcuno che si oppone, non sei un liberatore, sei un criminale. Proprio come i savoiardi e i loro garibaldini. Molto, molto meglio sarebbe stato per il Sud e forse per il mondo (=mafie) che i Mille di Garibaldi avessero fatto la fine dei trecento di Sapri. La Storia è cambiata per via di un generale borbone che è stato truffato con una cambiale truccata, sennò a Catalafimi, dove c'erano 4.000 Borboni contro 1.500 insorti e garibaldini, la storia sarebbe finita come doveva.

S.m. 12.12.10 21:20| 
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Quando Garibaldi navigò verso la Sicilia, la marina inglese lo appoggiava.
E quando combatté la sua prima battaglia, il generale borbonico, corrotto segretamente con un falso assegno, batté in ritirata. A Milazzo una nave borbonica passò armi e bagagli ai garibaldini grazie alla corruzione dell'ammiraglio Persano. Garibaldi sbarcò come se nulla fosse in Calabria, e 20 giorni (!!) dopo era già a Napoli. Vi entrò senza scorta, mentre il Re fuggiva a Gaeta, ma lo zio, ammiraglio della flotta, non lo seguì. L'unica battaglia in cui i Borbonici si impegnarono davvero, a parte Milazzo, fu quella del Volturno, e anche così fu una guerra da operetta, con circa 600 morti più o meno equamente suddivisi, su 50.000 combattenti coinvolti. Per quel che riguarda i Borboni, all'epoca avevano la quarta marina mondiale sia civile che militare. Cantieri e centri industriali che i Savoia se li sognavano. Quando i nordisti trafugarono l'altoforno di Bagnoli, ci formarono il nucleo della siderurgia ternana. Ma se qualcuno ancora non capisce il concetto, andatevi a studiare la storia del forte di Fenestrelle, IL PRIMO CAMPO DI STERMINIO DELLA STORIA MODERNA, e modello per i Nazisti di 60 anni dopo. Là la gente veniva mandata a morire di freddo e stenti e poi sciolta nella calce viva. Era la modernità, no? Silone dei Piemontesi disse 'Hanno portato solo due cose: le sigarette, che si strozzi chi le fuma, e l'elettricità, e quella ce l'hanno poi tolta' (Fontamara).

S.m. 12.12.10 21:02| 
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Le CAZZATE CHE CI HANNO SEMPRE RACCONTATO SULL'UNITA' D'ITALIA SONO VERGOGNOSE E CHE C'E' ANCORA MOLTI INTELETTUALI CHE SOSTENGO LA BONTA' DELL'UMIDITA' D'ITALIA.
La prima Barzelletta è quella dei mille e Garibaldi che fa uno sbarco(manco fosse il D-Day)con 1000 inesperti armati di moschetto ad avancarica, senza cannoni e cavalleria(notate bene siamo nel 1860 la cavalleria e' ancora un arma micidiale)poi dall'altra parte un esercito di circa 30.000 uomini armato,addestrato ed equipaggiato, il primo scontro fu con 4000 uomini..impossibile resiste all'urto con una sproporzione del genere.
Avrebbero potuto resistere solo se fossero stati barricati in qualche forte...(esempi storici alamo).
Probabilmente le forze in campo erano molte di più di quello che ci voglio far credere, ed è possibile che vi siano stati sbarchi di soldati inglesi o mercenari, effettuati nei giorni precedenti la data ufficiale...ma prima o poi la verità verrà a galla....e chi era morto di fame prima e' rimasto morto di fame anche dopo...

roby f., Livorno Commentatore certificato 12.12.10 20:05| 
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Leggete il libro di Pino Aprile "terroni"e capirete come siamo stati trattati noi popolo del sud durante e dopo l'unita d'italia.

Nicola Macrì 12.12.10 17:54| 
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quando ho saputo di queste cose... mi è nata una tale rabbia in corpo che non immaginate.
Io sono veneto doc, ma le ingiustizie non le sopporto. E l'"unione" d'Italia è stata fatta sul sangue di miei fratelli. Sangue che urla ancora giustizia.

Paolo R., Padova Commentatore certificato 12.12.10 17:41| 
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http://it.wikipedia.org/wiki/Brigantaggio

Il brigantaggio venne fortemente combattuto nel periodo napoleonico. Con la conquista del Regno di Napoli, sorsero numerose bande antigiacobine, appoggiate dai militari napoletani. Tra i rivoltosi si distinsero il cardinale Fabrizio Ruffo e Fra Diavolo, un pluriomicida che accettò di combattere le truppe francesi in cambio di una commutazione della pena.

Durante il decennio francese, vennero attuate dure repressioni contro i briganti, soprattutto in Basilicata e Calabria, le regioni in cui si concentrò maggiormente la resistenza. Nel 1806, i generali francesi André Massena e Jean Maximilien Lamarque, saccheggiarono le città lucane di Lagonegro, Viggiano, Maratea e Lauria, ove numerosi rivoltosi vennero afforcati e fucilati senza processo.[12] Il massacro di Lauria fu probabilmente il più feroce, in cui circa 1.000 persone furono trucidate per ordine di Massena.[13]

Nello stesso anno, nel comune calabrese di Soveria scoppiò una rivolta popolare antifrancese, guidata da Carmine Caligiuri. Un gruppo di soveritani, giunti nel comune limitrofo di Scigliano, uccise 10 soldati francesi. Il giorno seguente gli insorti comandati da Caligiuri tesero un'imboscata a 200 milizie transalpine, di cui una trentina furono assassinate.[14] Il generale Verdier preparò la rappresaglia, giustiziando i ribelli e dando alle fiamme Soveria e altri comuni che appoggiarono l'insurrezione.

Durante il regno di Gioacchino Murat, è nota l'opera repressiva del brigantaggio calabro-lucano da parte del colonnello francese Charles Antoine Manhès, ricordato da Pietro Colletta per i suoi metodi violenti e crudeli. La particolare avversione dei francesi nei confronti del brigantaggio, era dovuta all'utilizzo di queste bande da parte dei nobili latifondisti allo scopo di mantenere i loro contadini in uno stato di profonda sottomissione, al tempo paragonabile alla schiavitù.


anche in Ungheria ci furono tanti BRIGANTI, al tempo dell'impero austroungarico!

MA CACACAZZI COME GLI ITALIANI DI OGGI, NON CE NE SONO!

SONO TUTTI UNITI E SOLIDALI!
chissà, sarà che saranno meno di noialtri !!!

..eppure ne hanno de roba da ricriminare...
pare che con la caduta dell'impero abbiano perso
circa DIECI MILIONI DI ABITANTI !!!!

...non so se sia un bene o un male!
Essi non ne sono molto felici !!!
ma non scassano i coglioni, come i borbonici nostrani !!!

mah

visto che la cultura "massonica" borghese nazionale non vi garba , smucinate in rete e cercate quella massonica cattolica apostolica!

ah ah ah ...dementi!

Antonio D (☭ lenin), Roma Commentatore certificato 12.12.10 17:30| 
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sei del matese e circondario ?

Carla Vigano' Commentatore certificato 12.12.10 17:01| 
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Caro Beppe,

il brigantaggio è un tema delicato e oscuro, ma che risale a 2 secoli fa e che appartiene alla storia (e senz'altro meriterebbe assai migliore visibilità nei nostri libri di storia del liceo).

Tuttavia non capisco perché vuoi affrontare il tema, specialmente in un modo così superficiale, sul tuo blog. Allora mi sorge un dubbio che ha del "maligno": non sarà che stai cercando di guadagnarti la simpatia (per consensi sul M5S) in una certa fascia dell'elettorato del sud, che è tanto sensibile al tema quanto, talvolta, infarcita di slogan? Spero proprio di sbagliarmi, il M5S non ha bisogno di questo tipo di consenso.

Con affetto,
Filippo

Filippo G. 12.12.10 16:40| 
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Caro stiamoscherzando, non si tratta di una valvola di sfogo e riconosco perfettamente gli errori della mia gente. Sono campano, e vivo a Ferrara non perché mi sia lasciato ammaliare da questa bellissima gente o per motivi di lavoro, ma semplicemente perché sono un vigliacco e ho preferito “emigrare” piuttosto che combattere contro quello che considero il vero male del meridione: l’abdicazione del mio popolo al fatalismo (alimentato, purtroppo, dalla miseria e dalla disperazione per un futuro incerto, paura che sta ora iniziando a entrare nei cuori dei nostri ragazzi nel nord).
Parlo pertanto con serenità e anche con un po’ di cognizione di causa, accetto la critica di “storicismo da 4 soldi” perché amo la storia e appena appena ti rendi conto del silenzioso lavoro di ricerca fatto da quelli che la storia la mangiano veramente, non puoi fare altro che toglierti il cappello e stare in silenzio… Ma mi ribolle il sangue quando sento parlare di storia i nostri politici e non posso fare altre che constatare l’enorme livello di ignoranza ma soprattutto la strumentalizzazione fatta sia da una parte che dall’altra.

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 12.12.10 15:03| 
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1/ Il trend è nato da:

www.beppegrillo.it/2010/12/stati_uniti_ditalia.html

dove Beppe afferma le mafie come “strumento di controllo del potere” sono “un frutto dell'occupazione del Sud” e dove parla della necessaria “predazione delle del Regno dei Borbone” per non far fallire il Regno di Sardegna “notoriamente con le pezze al culo”.
Abbiamo avuto un confronto in cui cercavo di spiegare che, relativamente alle mafie, Beppe ha *assolutamente* ragione, anche se, buttata li come frase, lascia un po’ il tempo che trova… Io ho solo cercato di spiegarne i motivi e di come effettivamente con l’unità d’Italia la mafia siciliana si trasforma in un mezzo di controllo del potere.
Adesso mi mi costringi ad approfondire un po’ anche gli altri aspetti. Beppe dice che “notoriamente” i Savoia giravano con le pezze al culo. L’affermazione mi fa sorridere… NOTORIAMENTE A CHI? E se parlo del “ricchissimo” Regno delle due Sicilie chi mi crede? Allora partiamo da qualche fatto e cerchiamo di capire esattamente cosa è avvenuto e quale era la situazione.

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 12.12.10 15:00| 
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2/ Partiamo da un esempio. Il primo tratto di ferrovia costruito in Italia va da Napoli a Portici. Su i libri si parla ancora oggi di un semplice sfizio di un ottuso re che voleva recarsi dalla reggia di Napoli a quella estiva di Portici. Non è così, ma lasciamo stare. Riflettiamo su i costi. L’ingegnere responsabile si rivolse all’industria straniera, la Locomotiva fu “trasportata” dall’Inghilterra, si costituì ad hoc di una società parigina (che provvide anche alla progettazione). 20 anni dopo Garibaldi riuscirà a vincere la sua battaglia del Volturno anche grazie alla ferrovia che, soprattutto nella piana campana, ha una buona capillarità e che sfrutterà per muovere le sue esigue truppe tra un capo del fronte all’altro (“a mo’ di truppe paracadutiste”, come viene spesso citato).
Ma questo insulso esempio non mi serve per parlare della ricchezza dei Borboni bensì di Pietrarsa. Cosa è Pietrarsa? Fu il primo sistema industriale di tutta l’Italia nato direttamente da questa esperienza (A Pietrarsa fu costruita la prima locomotiva italiana. Il primo sistema industriale, capisci? Tu casomai hai sempre pensato che l’industria sia nata a Torino o forse penserai che “…si tratterrà di un giochino…”. A metà del 1800 lo zar Nicola I visitò il sito. Rimase talmente affascinato dall’opera che fece copiare la pianta della fabbrica per poi farla riprodurre in una città russa, non ricordo quale ma non importa. Nel 1860, quando arrivano i Savoia, la fabbrica conta la bellezza di 1200 operai. Potrei parlarti delle seterie di S. Leucio di Caserta, io non conosco altra esperienza di “comune” in Italia di quelle dimensioni. Una signora fabbrica interamente gestita dagli operai stessi che, motivati, hanno prodotto delle sete rimaste famosissime per la loro qualità e la loro fattura. Gli operai abitavano in graziose abitazioni attigue alle seterie in una zona ai piedi di una collina immersa nel verde. Del resto basta guardare un atlante storico per renderti conto cosa è successo.

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 12.12.10 14:56| 
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3/ Se ne becchi uno di qualità, hai la possibilità di vedere la distribuzione degli “opifici” durante quel periodo. Ebbene, fino al 1860 vedi spuntare il tutto il meridione piccole aziende. Qualche anno dopo 1860 non c’è più niente.
E arriviamo alla questione dei soldi. Il regno dei Savoia non brillava per estensione e le entrate non erano sufficienti a ripianare i debiti contratti soprattutto per scontri contro l’Austria sostenuti durante le prime guerre di indipendenze. Il Regno delle Due Sicilie, anche per la sua dislocazione geografica, non è mai stato coinvolto in conflitti che hanno dissanguato le proprie casse. Questo in poche parole la differenza economica dei due paesi. Quando arriva Vittorio Emanuele II in Campania “preleva” il tesoro borbonico dai caveau del Banco di Napoli. Mario Menegoni parla dei 400 milioni di lire, una cifra “enorme” ma il fatto interessante era che era in oro. Allora non esisteva il problema del cambio, ovvero, il cambio, gli scambi internazionali, venivano fatti esclusivamente con l’oro (o le monete coniate in oro). Dire che i Savoia avessero in quel periodo 6 milioni di lire “in carta” significava dire che erano 6 milioni di carta straccia, senza alcun valore monetario internazionale, un prodotto di pura natura inflazionistica, insomma.
Questi soldi, non rientrarono mai più nel meridione e, meno male per loro, sono serviti anche per industrializzare il nord. Credo (ma questa è una mia opinione) che i Savoia abbiano trattato il meridione come “terra di conquista” depauperandola delle proprie ricchezze senza costruire nessun progetto per lo sviluppo di queste terre.
Ma queste sono cose che forse non sai… Ne aggiungo un’altra. Ma lo sai che l’emigrazione meridionale all’inizio del 1900 era LA PRIMA AZIENDA NAZIONALE? Non mi ricordo quale era la sua incidenza sul PIL ma se me lo chiedi vado a riprendere i documenti. In pratica la prima voce del PIL erano le rimesse, i soldi che gli emigrati spedivano alle loro famiglie.

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 12.12.10 14:49| 
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4/Questi soldi direttamente o indirettamente hanno permesso, ancora una volta, lo sviluppo economico del nord, o attraverso i circuiti bancari (chiaramente era il nord ad usufruire dei crediti, nel sud non c'era più la necessità) o attraverso la creazione di un mercato interno. Ancora una volta il meridione “ha pagato” lo sviluppo del nord.

E tutto questo per dire cosa? Che il nord deve qualcosa al sud? Che se non ci fosse stato Garibladi a questa ora non piangeremmo sulle nostre miserie?

Per carità le cose sono andate come sono andate ed è inutile piangere sul latte versato… ma io sono sicuro che se si riconoscessero queste cose, se queste cose fossero riprese e studiate su i libri di storia, forse ci sarebbe più cooperazione fra noi italiani… non credi stiamoscherzando?

E’ una coincidenza, ma io sono ancora con Beppe convinto che per salvare l’Italia noi abbiamo veramente bisogno del federalismo, così come so che a pagare il conto più salato saranno, ancora una volta, i meridionali.

Per chiudere sottolineo la mia garibaldinità. Mi fa sorridere quando sento i politici leghisti attaccare Garibaldi per la sua incompetenza militare o scarso senso polittico. Mi fa sorridere perché credo che Garibaldi sia stato il primo vero federalista post unità d’Italia. Quando Garibaldi si rende conto “da subito” dei rischi che il meridione sta correndo per l’incompetenza o l’interesse dei Savoia (ma anche per le diversità culturali), è il primo a sostenere con forza che l’Italia deve essere suddivisa in regioni con forti autonomie, parlando espressamente di nazione federalista. Così come quando si parla di Bronte… per cortesia documentatevi! I politici leghisti strumentalizzano la situazione storica per sostenere che i Garibaldini furono degli assassini ma lo storia dice ben altro.
Un abbraccio a tutti

Raffaele T., Ferrara Commentatore certificato 12.12.10 14:46| 
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Tra le popolazioni meridionali sono ancora molto usate espressioni e detti pittoreschi risalenti a quell'epoca come "ci hanno prima derubati e poi chiamati ladri" oppure la colorita "cornuti e mazziati" che riassumono la verità storica vista dall'interno.
Non si conoscerà mai, resistenti a parte, il numero reale delle vittime civili dei massacri eseguiti dall'esercito nordista perché come altri bloggers fanno notare gli archivi sono stati distrutti.
Gli storici non hanno prove certe, le ipotesi vanno da decine a centinaia di migliaia, forse più di un milione di vittime.
Né il numero reale di profughi e emigrati successivamente per la miseria nera in cui quella gente precipito' sotto la clava aguzzina dell'amministrazione del neonato stato sabaudo.
Ma li' siamo senza dubbio nell'ordine di diversi milioni di individui.
Una sola è certa : la Storia d'Italia si fonda su enormi menzogne raccontate ai cittadini senza dignità né pudore ancora oggi dalla Cultura Ufficiale.
La nazione italiana non esiste e non esisterà mai finché non esisterà la sua Storia.

Pietro Antonio 12.12.10 11:25| 
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vi invito a leggere Venga a Napoli Signor conte e Terroni libri che raccontano una parte di verita storica acquisita tramite interviste dal momento che i documenti dell epoca non ci sono o sono nascosti. Uno delle prime azioni dei piemontesi fu di rubare il tesoro dei Borboni stimato in piu di 400 milioni di lire dell epoca in oro! Le casse piemontesi contenevano 6 milioni sempre di lire dell epoca ma CARTACEI. per gli scettici sono del nord (TRIESTE) ma mimpiace informarmi prima di sputtanare qualcuno

mario menegoni 12.12.10 08:23| 
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Il nome di Bronte non vi dice davvero nulla? Hanno cominciato ad uccidere con Nino Bixio e gli "eroici" garibaldini, finanziati dalla massoneria ed aiutati dalla compravendita dei generali borbonici con oro piemontese, ed hanno continuato con la lotta la brigantaggio....

paolo b., spilamberto Commentatore certificato 12.12.10 08:10| 
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E' l'ora di fare i conti..
A me piace il movimento di liberazione 5 stelle anche perchè non fa mistero delle vergognose azioni dell'esercito piemontese nel meridione d'Italia: un vero vergognoso olocausto che grida ancora vendetta perchè i criminali sono rimasti impuniti, perchè il sistema politico da loro messo in piedi è tuttora al governo a perpetuare lo sfruttament fino all'osso del sud, dopo averlo saccheggiato e impoverito...
Occorre denunciare al Tribunale Internazionale dell'Aia per i crimini contro l'umanità il genocidio,la pulizia etnica, lo sterminio di massa e la deportazione (mascherata come "emigrazione"), nonchè la vergognosa esposizione nel museo Lombroso, oggi, a Torino dei miseri resti di eroi meridionali trucidati, esposti come esemplari di una razza inferiore da distruggere..!
Occorre urgentemente una condanna internazionale a quegli avvenimenti affinchè venga ristabilita la verotà storica, affinchè siano condannati i propositi di quel crimine compiuto per depredare il Sud ( i cui effetti durano tutt'oggi), affinchè venga restituito al Sud tutto il mal tolto e riportato ad una dignità economica pari a quella raggiunta dal Nord.. grazie al saccheggio...
Vedo che il Movimento 5 stelle raccoglie persone che amano la verità, la giustizia, l'amore sociale (.. e questo video pubblicato da Grillo ne è una riprova...)..Spero che questo argomento non cada.. che sia mantenuto sempre in evidenza..
Richiediamo tutti L'intervento del Tribunale Internazionale per i crimini contro l'umanità..
Appena sarà costituito un blog in merito facciamolo girare come informativa e per firmare la petizione...

giobatta vico 12.12.10 08:07| 
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In merito al brigantaggio, all'unità d'Italia, alla questione Meridionale, ecc., consiglio a tutti la lettura della novella di Giovanni Verga intitolata 'Libertà'. Sicuramente è più rassicurante pensare a certa storia ammantandola di un'aura di eroismo, pensare che il paese in cui si è nati sia frutto dell'opera di grandi uomini di pensiero e di azione. Ma anche tutti i morti dimenticati a volte hanno la loro storia da raccontare e non sempre quella è una storia rassicurante.

fabio emidi 12.12.10 08:02| 
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Davvero oggi, dicembre 2010, non è possibile parlare del brigantaggio? Davvero è considerato un argomento scomodo? Curioso, avrei detto il contrario. Semmai ciò di cui non si può parlare in Italia sono le questioni scottanti d'attualità, che per altro sono spesso trattate in questa sede.

Non capisco perché usare il blog per dare visibilità al tema del brigantaggio.

Marco M. 12.12.10 07:14| 
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Insistiamo collo storicismo da 4 soldi a quanto pare.

SVEGLIA!! Quale guerra di annessione non ha avuto il suo bagaglio di resistenza/guerriglia "all'invasore"?

Nel caso non ve ne foste accorti fino al 1950, cioè dopo la II guerra mondiale, le cose andavano così, si facevano le guerre di invasione, annessione etc....

E forse qualcuno le fa ancora adesso (vedi USA, Russia etc...)

E poi quale sarebbe il senso di tutto questo? Delegittimare l'esistenza stessa del paese?

O forse più opportunamente una valvola di sfogo per chi non è in grado di riconoscere che chi è causa del suo male deve pinagere se stesso?

Fatevi una spremuta di realtà......

stiamoscherzando? 12.12.10 03:21| 
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Fu quello stronzone del generale Lamarmora che ordinò di bruciare tonnellate di documenti, onde cancellare per sempre dalla memoria collettiva gli eccidi! E noi che gli dedichiamo le strade!

Lucio Domizio (enobarbo) Commentatore certificato 11.12.10 20:40| 
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Sono discendente dei briganti de Matese e non vedo l'ora di vendicarmi di chi ha trucidato i miei avi in combutta con la massoneria.

Renzo Coscia 11.12.10 20:09| 
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CIAO BEPPE
ANCHE LA NOSTRA UNITA' D'DITALIA HA LATI OSCURI,SPERO CHE PRESTO NE VENGANO FUORI ALTRI
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 11.12.10 18:57| 
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