Precari laureati, politici analfabeti

Sei precario e laureato? Diventerai emigrante! Cùntent?
"Ieri ho assistito a una strepitosa puntata di Exit. La Ministr..za Meloni, alla domanda su come avesse votato sulla proposta di togliere 20 milioni ai rimborsi elettorali, che ammontano a circa 1 miliardo, per sovvenzionare borse di studio, ha risposto che ha votato NO perchè era tutta demagogia e i soldi ai partiti servono per riavvicinare i giovani alla politica. Quando é stato mostrato che i rimborsi sono 5 volte le spese sostenute dai partiti e che, grazie a una legge del 2006, i partiti prendono i rimborsi per tutti e 5 gli anni anche se la legislatura finisce prima, non ha più saputo cosa ribattere e dove guardare. Davanti agli studenti ha dovuto ammettere di non essere laureata, e alla battuta di uno studente che in un cartello scriveva che per fare i ministri non è necessaria la laurea, ma per fare il precario si, ha provato a impietosire la platea dicendo di avere smesso di studiare per lavorare, per scoprire che diversi tra i presenti erano studenti lavoratori.Ci si è messo anche il buon Sallusti che non solo ha negato le difficoltà nel trovare lavoro in Italia, ma nella sua idiozia ha detto che se un 37 enne sta ancora a casa è perchè ci sta bene perchè una famiglia con due precari arriverebbe a prendere 2.600 euro al mese, pertanto potrebbe, se ne avesse voglia, comprare casa. A questo punto bisognerebbe informarsi su che cosa consuma per avere visioni di questo tipo. Ma il clou della puntata è stato un filmato di Berlusconi a un convegno dei giovani del Pdl dove, a parte le solite pagliacciate, a domanda seria di una ragazza che chiedeva come avrebbe risolto il problema della disoccupazione, ha risposto che praticamente dovevano iniziare a cavarsela da soli, e il grande suggerimento è stato quello di andare a lavorare all'estero. Il grande statista, il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni vuole risolvere il problema della disoccupazione in italia facendo emigrare tutti i disoccupati. Applausi a scena aperta." Monica Murgia
Postato il 2 Dicembre 2010 alle 19:04 in Il commento | Scrivi |
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Tags: Berlusconi, commento, emigrazione, Exit, finanziamenti elettorali, Meloni, Monica Murgia
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Alessandro Sallusti (Como, 2 febbraio 1957) è un giornalista italiano, attuale direttore de Il Giornale.
Nato nel 1957, è nipote di Biagio Sallusti, tenente colonnello della Repubblica di Salò, giustiziato dai partigiani a causa delle sue responsabilità nella fucilazione di Giancarlo Puecher Passavalli.
Dal 24 settembre 2010 Sallusti ha assunto la carica di direttore responsabile del quotidiano di Paolo Berlusconi, mentre Feltri è nominato direttore editoriale.
Poco tempo dopo viene raggiunto da indagini giudiziarie, disposte dalla Procura di Napoli nei suoi confronti, per violenza privata nei confronti della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
Meglio Fallito che raccomandato di merda inquisito e leccaculo.
Bella trasmissione Exit l’altra sera , abbiamo visto una generazione consapevole di essere stata destinata a pagare una crisi causata dai soliti noti che non si schiodano dal potere a nessun costo, ma che risultano ogni giorno di più obsoleti e dannosi per TUTTI.
Ormai sarebbe facilissimo farne proprio a meno, così come si chiudono le fabbriche si potrebbero chiudere per inettitudine praticamente tutte queste istituzioni che, come ha ben detto Beppe l'altro giorno, non esistono se non sono credibili!
Le nuove istituzioni dobbiamo farcele da soli: la ricetta del M5S è facile: rovesciamo la piramide del potere e ricreiamo le nostre istituzioni daccapo partendo dalla realtà e facendo a meno da subito di una politica dei manganelli e delle bugie, quando non degli scandali e della corruzione.
Basta soldi alle armi e ai burocrati, basta tasse per la politica.
Basta politici di professione
Se gli togliamo i soldi andranno altrove
Basta far emigrare i nostri giovani migliori
Facciamo emigrare i politici
Basta soldi pubblici alla stampa e alle imprese per pagare stipendi milionari ai leccaculo di professione
Ognuno sia il leader di se stesso
Facciamo tutti informazione e controlliamo insieme i beni comuni
Basta energie ricavate dalla rapina e dalla guerra: via libera alla ricerca di fonti rinnovabili
La politica senza denaro (sempre Beppe) è passione e felicità: un paradiso possibile da subito, non abbiamo più niente da perdere e tutto da conquistare
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) noi nemmeno!
Ciao a tutti, aspiranti precari! Sono un prof di trent'anni che ha il demerito di essersi laureato a Torino in lettere classiche (in corso, per giunta!) e di essersi abilitato all'insegnamento di materie orrbili come il greco e il latino, che secondo il Ministro non servono più. Avete visto tutti lo scandalo di Pompei? La lasciano crollare un pezzetto alla volta mentre con un caterpillar in un giorno si farebbe piazza pulita per aprirci un outlet o un albergo per manager mafiosi. Come in centro a Roma: sai quanti parcheggi al posto di tutti quei ruderi del Foro? I Giapponesi li fotografano perché pensano che siamo matti a tenerceli! Esattamente come i vecchi prof di trent'anni e più: alla mia età ho proprio capito che sono un fallito, dovevo fare il tronista a "Uomini e donne" della De Filippi, o andare a ruttare e scorreggiare al GF. Invece che protestare davanti al Ministero (dove non c'è nessuno) o ai vari provveditorati in dismissione, perché non ci troviamo tutti un giorno presso i cancelli della fabbrica del sorriso demente di Silvio a Cologno Monzese? O davanti alla succursale RAI di Minzolingua? Dopo averci rovinati abbiamo il diritto di essere provinati e assunti tutti in quei lavori socialmente utili: i più cretini, tronisti, i semideficienti nel pubblico ad applaudire e urlare. L'Ho proposto anche a Max Bruschi, il prof della IULM (noto pensatoio della Mediaset-Endemoll)che ha suggerito a Suor Gelmini le ricette per il buon precario. Gli altri prof non mi danno retta e si ostinano con le vecchie rievocazioni storiche del '68 (quest'anno insegno a Ivrea, magari lanceremo le arance contro un bamboccio con gli occhialini da peppia e il tailleur grigio da stronza): ma se i fannulloni siamo noi (prof, studenti e lavoratori in genere), perché non andiamo tutti a lavorare, non all'estero, ma lì dove s'ammazzano di fatica dal mattino alla sera, come le "professoresse" di Carlo Conti? E' un'idea di protesta nuova, visto il fallimento delle vecchie. Ciao, Igor
Certo, ortografia e grammatica non sono il massimo. Però c'è una parte di verità in quello che dice.
Io non sono laureato, ho due diplomi (due corsi quinquennali ocn esame di stato), sono iscritto alla facoltà di giurisprudenza fuori corso. Non è corretto giudicare le persone dal curriculum degli studi, così come non lo è farlo partendo dai sacrifici fatti o non fatti per ottenere un titolo. Sono comunque un forma di razzismo.
Per chi si chiede se fare la cameriera oppure il telefonista in un call center, a dispetto di una laurea importante, vorrei suggerire la seguente riflessione: è più importante la meta oppure il viaggio? Una persona, all'inizio della mia carriera (ormai 23 anni fa) mi disse (offrendomi un posto da tuttofare in una casa editrice): "da cosa nasce cosa". Non capii, al momento. Perchè allora non volevo fare lo sguattero, il guitto. VOlevo fare quello per cui avevo studiato, anche con sacrifici. Ma nel corso degli anni ho compreso il valore di quelle parole e oggi sono un imprenditore soddisfatto del mio percorso. A mio modesto parere, ciò che alcune volte manca ai ragazzi di oggi è l'umiltà, quella vera. Non tutti, ma molti. Che poi la politica del lavoro, in Italia, faccia venire voglia di correre in bagno, è una certezza. E non è questione di sinistra, destro, centro. Ogni 100 euro che dai a un dipendente altri 75 vanno allo stato. Per poi (lo stato) non dare niente in cambio ai lavoratori. Questo poi fa salire il prezzo del prodotto finito. Risultato: lavoro nero, delocalizzazione, criminalità organizzata, e tutto quello che sappiamo. Il lavoro in Italia c'è. Ci sarebbe. Se si volesse. Lasciamoli parlare, i politici. Non facciamo il loro gioco. Non scanniamoci tra di noi. Rimbocchiamoci le maniche. Restiamo onesti. Non accettiamo compromessi. Accettiamo di ricominciare dal basso. Le aquile, per raggiungere il cielo partono dalla terra. E ad essa ritornano.
Concordo in pieno,
ma non ,i soffermerei più di tanto
sul problema dei parlamentari laureati.
Conosco molti laureati
che sono dei perfetti idioti,
e molti non laureati che sono persone validissime.
D'altronde è sotto gli occhi di tutti
l'esempio del nano presidente del consiglio.
Beh.... forse lui la laurea l'ha rubata,
come del resto, tutto quello che possiede!
Ero in manifestazione a Roma martedì e ci hanno trattato come criminali, quando fino al giorno prima ci avevano dato il libero passaggio per montecitorio. Vorrei vedere se avessero bloccato le manifestazioni della cgil se non gli sarebbero girati anche a loro i 5 minuti. Il corteo era pacifico e non ho mai visto tanti studenti tutti assieme da riuscire a riempire via Cavour fino all'Esquilino. La gente che si affacciava dagli uffici, gli operai, i pompieri e tutti per strada che applaudivano. Gli unici forse che hanno capito lo spirito del nostro dissenso e che ci hanno incoraggiato. Era un corteo senza bandiere, nè partiti politici, solo persone che erano stanche di venire prese in giro per l'ennesima volta. Ora basta, io la cultura non la mangio, la divoro.
La Ministra Meloni.
Indecente. Vergogna.
Basta, cacciati a pedate nel culo. Basta. Basta. Basta.
Reparto Pneumologia,sala di attesa visite.
Osservo parlare diversi signori anziani,tra cui un 70enne,che dice: "appena andato in pensione (6anni fa)si sono scatenati tutti i mali che ho tracurato da decenni,come le ginocchia,i problemi alla schiena,e da ultimo,l'efisema polmonare,sicuramente acquisito in tanti anni di lavoro di negoziante di macelleria(entrare e uscire in estate nella cella frigorifera ad es.)
Avevo 5 figli,mica potevo fermare l'attività di macelleria,e operarmi al ginocchio prima che degenerasse? Come facevo?
(respira con affano,fa una pausa)
E poi,a chi potevo far presente gli aspetti usuranti del mio lavoro,con cui mi sono giocato i polmoni?
Tutti pensavano che era un bene che io avessi un negozio,che pagavo le tasse,e creavo ricchezza per il Pil.
E se mi fermavo,lo Stato comunque pretendeva che io continuassi a pagare le tasse,quelle non si fermano mai,anche se sei malato".
***
Dopo che l'ho ascoltato,mi è venuto istintivo pensare per riflesso a mio padre,che dopo una vita di lavoro usurante,(8 o 9 ore al giorno in caso di straordinario)dopo pochi anni di vita da pensionato,si è quasi completamente rimbecillito,(non può nemmeno portare l'auto)
E quasi tutta la generazione di mio padre,anche lui 71enne,si ritrova più o meno nella stessa situazione,fisica,e psicologica(mio padre in vecchiaia ha conosciuto la depressione,prima mai,perchè non se lo poteva permettere)
Dunque è questa la strada che ci offre il nostro modello sociale di vita.
Cioè,l'espropriazione del proprio tempo,attraverso il "ricatto" del lavoro,che questa società ci impone.
Il lavoro,questo soggetto tanto decantato.
E' proprio grazie ad esso che paradossalmente ci estraniamo gli uni dagli altri,e da noi stessi(essere altro da se;Alienazione)
Lo so,lo so,molti darebbero non so cosa per lavorare dignitosamente (anchio) ma il problema è proprio questo,...siamo animali in gabbia.
Non decidiamo noi,quando e se uscire da questa gabbia,ma bensì,chi ha in mano il mercato del lavoro.
Chi sa fare fà. Chi non sa fare, insegna. Chi non sa insegnare, insegna ad insegnare. Chi non sa insegnare ad insegnare...fà POLITICA
quando penso a sallusti mi viene un conato di vomito
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