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FIAT, la produzione crolla, il titolo sale


Sergio_Marchionne.jpg
Marchionne ha varato le due nuove Fiat in Borsa. La good company, senza l'auto, ribattezzata Fiat Industrial e la bad company, Fiat spa, con dentro l'auto. Sull'onda dell'entusiasmo della riduzione in schiavitù dei lavoratori della Fiat Auto, la Borsa ha reagito positivamente. Fiat Industrial ha guadagnato lo 3,05% e Fiat Spa il 4,91%. Numeri catastrofici per un parto finanziario e organizzativo durato anni e che saranno presto cancellati. Non è necessario essere indovini per capirlo. In Italia il calo delle vendite delle auto in dicembre è stato del 21,7%, un crollo che continua da mesi e che potrebbe aumentare di un terzo nel 2011. I salari degli operai diminuiscono, le macchine non si vendono più, ma le azioni salgono. Mistero di Marchionne, che sul futuro "Piano Fabbrica Italia" ha dichiarato "Offensivo chiedere i dettagli del Piano" e ancora: "La Fiat ha bisogno di libertà gestionale". In altre parole di farsi i cazzi suoi alla faccia degli operai e degli italiani.

3 Gen 2011, 22:41 | Scrivi | Commenti (106) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

il videogiochista Tremorti non si rende conto che la realtà non è un videogioco, con la crisi ci vanno di mezzo milioni di persone, la crisi è fatta di persone in carne ed ossa che perdono il lavoro che non hanno piu' un futuro.

paolo GALLIANo, desio Commentatore certificato 06.01.11 15:10| 
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l'ultima di Tremorti: la crisi non è finita, è come un videogioco, quando pensi di aver ucciso il mostro finale eccone venir fuori uno piu' grande e piu' forte. Chissà se il nostro ministro sta pensando al mostro del nostro debito pubblico, che ormai veleggia a vele spiegate verso i 2000 miliardi al ritmo di venti miliardi al mese. Chissà?

paolo GALLIANo, desio Commentatore certificato 06.01.11 14:46| 
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l'ultima di tremorti: la crisi non è finita, è come un videogioco, quando pensi di aver ucciso il mostro finale ecco che ne esce fuori uno piu' grande e forte. Chissà s

paolo GALLIANo, desio Commentatore certificato 06.01.11 14:41| 
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Siamo arrivati al punto che se anche azzerazzimo il costo del lavoro saremmo comunque fuori dal mercato. I costi: bancari, assicurativi, energetici, burocratici, e dell' apparato pubblico sono da due a tre volte quelli dei paesi nostri concorrenti. Insomma fuori dall'euro saremmo diventati un paese nordafricano, dentro l'euro non siamo in grado di reggere nei confronti del centro europa e la nostra classe dirigente non trova di meglio che ritornare ad uno stato clerico fascista.

guido vafrè 04.01.11 23:09| 
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Mi domando come mai un’azienda che tiene 3 settimane su 4 a casa in cassa integrazione i suoi operai pretende di togliergli il tempo anche di andare al bagno per espletare i bisogni???
Marchionne, perché tanto astio, direi che traspare odio e disprezzo verso i tuoi operai, dalle parole che ti si sentono uscire in questi ultimi mesi?
Hanno forse colpa gli operai, della qualità delle tue auto, le montano male? O dovresti pretendere maggior qualità dai fornitori di componentistica?
Sono gli operai che non ti fanno vendere automobili, o non si vendono perché la componentistica è di bassa qualità e le auto non sono stilisticamente attraenti (parlo da possessore Fiat da 3 generazioni, posso farti la radiografia di tutte le auto fiat che ho avuto, quando posso me le riparo da solo) ?
E’ colpa degli operai se non hai sviluppato pianali ed auto nel segmento D ed E? La Lancia non ha mai sostituito la gloriosa Thema, e la ottima Lybra non ha mai prodotto un SUV, l’Alfaromeo non ha ancora un erede per la 166, la FIAT non ha un SUV decente (il SUVvino 16 fa ridere ed è brutto), uno come Nissan QASQUAI o la ford KUGA è proprio impossibile per Fiat realizzarlo?
E’ colpa degli operai Italiani se stai aprendo stabilimenti in tutto il mondo credendo di poter vendere di più ed arrivare alle fatidiche 6.000.000 di automobili di cui tanto parli, non era meglio far lavorare a pieno ritmo gli stabilimenti Italiani? Ma credi realmente che le venderai ai cinesi tutte queste automobili in più, o che con la 500 conquisterai l’America? Agli americani piacciono auto grandi, molto grandi, vedremo se riusciranno ad entrare comodamente nella 500.

Roberto Gian 04.01.11 22:55| 
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un lieve e speranzoso commento. Non possiamo provare a credere che un cambiamento anche duro possa in questo particolare momento economico essere un primo passo verso una lenta rinascita? Da mesi si sente dire: c'è bisogno di cambiamenti; bisogna aumentare la produttività;se non si fanno investimenti strutturali..;. Io dico proviamo prima a riflettere positivimante. Spererei tanto di avere ragione.... Pierluigi

Pierluigi Silvestri 04.01.11 22:42| 
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I lavoratori bocceranno il piano Marcionne.......

gaeta carinucci roberto, roberto Commentatore certificato 04.01.11 22:06| 
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In merito al nuovo MM "Modello Marchionne" (..pensavo di conoscere solo la rivista Men's Health..come MM..),invito tutti i lettori di questo blog a non sottovalutare la questione nel modo piu' assoluto.E vi spiego il perche'.Io sono un lavoratore di un'azienda di Modena,per fortuna,non precario,ma proprio perche' ho il terrore di diventarlo che cerco di interessarmi sullo stato di salute delle altre realta' industriali del mio territorio.E proprio da questo mio interesse ho scoperto che c'è un'azienda Grafica di Modena,con una storia molto importante anche dal punto di vista sindacale,che sta' gia' adottando il modello Marchionne,quasi quasi prima che in Fiat..Disdetta di tutti i contratti aziendali,premio di risultato non erogato(500 euro annui a lavoratore),mancata rotazione dei lavoratori in CIGS che penalizza economicamente sempre gli stessi 25-30 lavoreatori in cassa integrazione a zero ore.Sono gia' state fatte diverse ore di scipero che non hanno sortito nessun effetto positivo,anzi,tutt'altro.
Questo era solo un esempio,ma è evidente che dietro all'MM esiste un disegno preciso che vuole disunire i lavoratori fra di loro per renderli piu' vulnerabili ancora di piu' di quanto non lo siano gia' adesso,ma soprattutto,si vuole cancellare 50 anni di Storia sindacale,con annessi tutti quei sacrosanti diritti del lavoro che costituiscono il famoso Statuto dei Lavoratori.
Un piccolo passo per cambiare le cose,ognuno di noi potrebbe gia' farlo,ossia,diffondere sempre di piu' queste notizie ad amici e/o conoscenti in modo da cancellare tutte le manipolazioni che ci vogliano gettare sulle spalle le televisioni
Buon 2011 a tutti

Fabio Burani 04.01.11 22:00| 
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La Fiat si deve dimenticare il mercato italiano perchè con marchionne e la sua politica industriale è riuscito a perdere anche buona parte dello zoccolo duro che nonostante tutto comprava sempre auto italiane per una sorta di ingenuità patriottica..... la prossima auto che acquisterò nuova sarà solamente elettrica e non sarà una Fiat. Uno dello zoccolo duro. Ciao ciao Fiat.

mauro lancioni, genova Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.01.11 21:44| 
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Firmiamo TUTTI, anche Beppe e Travaglio.

La società civile con la Fiom: "Sì ai diritti, No ai ricatti". Firma l'appello di Camilleri, Flores d'Arcais e Hack

Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata...


Primi firmatari: don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza
Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi,
Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d'Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa.

http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391202

anib roma Commentatore certificato 04.01.11 21:32| 
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PER QUELLO CHE RIGUARDA BRESCIA IL N° DI FURGONI eseguiti NON è CALATO e questo fa riflettere con molti meno dipendenti (pagati da noi con la parola cassaintegrazione) stesso n° di furgoni SECONDO ME QUELLO CHE MARCHIONNE NON DICE E CHE VUOLE MENO DIPENDENTI MA CON CAPACITA E QUALIFICHE PIU ALTE forse con meno diritti di quelli di ora io non mi sento di giudicare non sono ne sindacalista ne industriale non condivido pero che una cassaintegrazione non possa avere una data fissa di termine se non a distanza di anni una ditta dovrebbe avere la forza di sostenersi da sola non con continui aiuti dallo stato per costruire poi fabbriche all'estero con i nostri soldi

DAVIDE BONARDI 04.01.11 20:51| 
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ma quanto abbiamo dato e a quanto abbiamo rinunciato per la FIAT? Ora, con una spocchiosa alzata di spalle, il menager-dal-compenso-stratosferico-che-fa-solo-l'interesse-degli azionisti-mercato ci impone il risultato di un Referendum-farsa che o sarà come vorrà o non se ne fa di niente! MOBILITIAMOCI per una MOBILITA' SOSTENIBILE, ma intanto sarebbe opportuno anche FIRMARE l'APPELLO per raggiungere almeno le 100.000 prima dello SCIOPERO del 28 gennaio, indetto dalla FIOM....."CORNUTI e MAZZIATI" sì, ma con un briciolo di DIGNITA', almeno un accenno se fosse ancora possibile. rocLIBERACITTADINANZA

rossella rispoli 04.01.11 20:42| 
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"Fiat chi è costui?"...........
Qualche mese orsono ho inviato una mail alla Fiat per protestare sul trattamento ricevuto dalla concessionaria(che ora nn sto a spiegare ma che sicuramente ha giocato in modo scorretto e superficiale) dove ho acquistato una punto .
Ebbene dopo 7 giorni sono stato contattato telefonicamente da un'incaricata,totalmente incapace, che invece di trovare una soluzione cercava di attribuirmi responsabilità che nn avevo.
Dopo averla liquidata cortesemente ed aver messo l'anima in pace sul problema avuto con la concessionaria a distanza di qualche tempo ricevo un'altra telefonata ,sempre dell'entourage Fiat,dove chiedevano se fossi rimasto soddisfatto "dell'aiuto" ricevuto nella precedente.
Scioccato,sono rimasto scioccato,dalla inadeguatezza,incapacità...e qui mi fermo.....dimostrata dall'azienda che chiede agli altri chiarezza e responsabilità e poi nn è capace di risolvere un problemino,serio,ma nn insormontabile.
Ehhh va beh....sarà che il sottoscritto nn sia capace di capire questi geni dell'alta finanza......???
o magari è questo uno dei motivi per cui le vendite sono costantemente in discesa???
.....Fiat chi è costui?.......

il becchino 04.01.11 19:25| 
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Pertanto a decorrere dal 1° gennaio 2011, il capitale sociale di Fiat S.p.A. sarà di Euro 4.464.084.082,50, interamente sottoscritto e versato, suddiviso in n. 1.092.247.485 azioni ordinarie, n. 103.292.310 azioni privilegiate e n. 79.912.800 azioni di risparmio, tutte da nominali Euro 3,5 cadauna, mentre il capitale sociale di Fiat Industrial sarà di Euro 1.913.298.892,50, interamente sottoscritto e versato, suddiviso in n. 1.092.327.485 azioni ordinarie, n. 103.292.310 azioni privilegiate e n. 79.912.800 azioni di risparmio, tutte da nominali Euro 1,5 cadauna.

Jonni Caseri, bottanuco Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.01.11 19:20| 
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Allora, mentre Marchionne fa il solito pirata in pullover (che ci si impicchi prima o poi..), mi chiedo:

MA LA POLITICA?

MA I SINDACATI?

Perché il cittadino-suddito è inerme contro questi avvoltoi-iene-sciacalli internazionali.

Ora, se i politici hanno un senso, questo non è quello di mettere i figli, i TROTA, le mignotte e i parenti al potere!

Wallace/Gibson ai nobili scozzesi diceva: 'voi pensate che la Scozia esista per provvedere a voi la vostra posizione di nobili, io dico che voi esistete per dare alla Scozia la libertà'

Ecco. Dovrebbero essere i POLITICI a garantire la libertà ai cittadini (cittadini, non manager!) e a difenderli dalle angherie degli oligarchi!

E invece chi abbiamo? SACCONI e BRUNETTA; io non capisco come possa Sacconi avere il 61% di gradimento pur non facendo assolutamente niente se non plaudire queste maialate.

E il PD?FASSINO, D'ALEMA, MARINI, LETTA. Ricordiamoci di loro.

E i sindacati? CISL, UIL, UGL.

Alla fine gli unici in Parlamento che hanno preso le difese degli operati sono DI Pietro e l'IDV.

E gli unici sindacati che hanno fatto il loro lavoro sono quelli della FIOM.

Il resto sono tutti venduti. VENDUTI. Maledetti.

s.m. 04.01.11 19:18| 
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i sindacati sono i più grandi collusi...
lo stipendio di un operaio è inversamente proporzionale a quello di un dirigente...QUESTO E' VERAMENTE SCANDALOSO !!!
colpa del conflitto d'interesse...che permette a politici e amministratori vari di far fare alle aziende quello che vogliono!!!
non si accontentano più di averci impoverito con l' EURO...adesso vogliono farci diventare dei Cinesi...cos'ì risparmieranno pure sul "trasporto"...personalmente una cosa è sicura...se dovessi perdere il posto per colpa loro ...qualcuno ne piangerà le conseguenze!!!!!

maxi max, milano Commentatore certificato 04.01.11 19:00| 
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Sorry.. sono MACCHINE quelle?

elia rizzuti Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.01.11 18:53| 
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Al sig. " PULLOVER " gli fa scomodo prendere come esempio le case automobilistiche tedesche o francesi, che buttano fuori decine di modelli all'anno di nuova generazione, mantenendo stipendi alti, premi e soprattutto con minor orario di lavoro, con profitti sempre in crescita.Lui invece con la Panda,la Punto e la 500 ci viene a fare lezione di mercato, con percentuali di perdite di vendita pari al crac finanziario. Se la confindustria ha coraggio,dovrebbe estromettere il gruppo fiat dal sistema industria italia e allo "splendido" governo italiano di tassare al massimo tutte le auto che la fiat produce all'estero, mantenendo il marchio mady in Italy, cosi si pagherebbe la cassaintegrazione dei suoi operai. F . S. I. Fanculo . Sistema . Italiano .

fabio cascio 04.01.11 18:37| 
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ma se la bad è Fiat....
e good è industrial....

perchè la prima sale e la seconda scende?

non è che ti sbagli Beppe?!

...oppure è una trappola del sig. Marchionne?
portare i piccoli azionisti su Fiat, presi dall'euforia post-scorporo...e poi...
farla crollare...
spostando i capitali grossi su industrial...


secondo me...finisce così!

MP

lele papa 04.01.11 18:29| 
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facciamo due calcoli: il costo del lavoro, sul prodotto auto, incide per circa il 10%, dunque con questo accordo(ma si puo' definire accordo una proposta unilaterale prendere o lasciare?) il padrone,nel senso proprio letterale ed ottocentesco, Marchionne controlla questa quota...e il restante 90%? costituito dalle materie prime, il prodotto, l'apparato di vendita, ma soprattutto l'innovazione la ricerca , l'appeal ed il marketing dei modelli? ma con che spera di fare concorrenza a Mercedes Bmw Renault?, con quei cessi di modelli Punto,Bravo , che fanno vomitare solo a vederli?agli operai ed impiegati italiani si chiede di non andare a pisciare durante il lavoro, se si ammalano sono cazzi loro,niente scioperi, mentre in Germania, Francia nulla di tutto questo, con un costo del lavoro maggiore del 50-60%!!!
Se fossimo negli anni 30 ,cosi' cari al chietino Marchionne,vista la dirigenza e proprieta' attuale di Fiat, verrebbe da dire che siamo in presenza di una cospirazione pluto-giudaica per distruggere l'ultima grande fabbrica manifatturiera italiana...

martello 04.01.11 18:28| 
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Ma nn riesco a capire perchè la classe operaia deve scendere a patti per "rientrare negli stadar Europei",e ste facce di merda dei politi si ammuccano 10 mila euro al mese è per non bastare dopo 2anni è mezzo si ammuccano pure la pensione... pensassero loro di rientrare negli strandar invece di rompere i coglioni alla gente che lavora!!!!

Giuseppe V., torino Commentatore certificato 04.01.11 18:12| 
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Volevo aggiornare la quotazione di Fiat Auto: oggi ha fatto il botto.. + 6,41 % (chiusura a 7,475€)

Performance 1 mese: +26,28%
Performance 6 mesi: +109,68%
Performance 1 anno: +68,05%

Fonte: borsa italiana

rolla lorenzo 04.01.11 18:11| 
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Sta di fatto comunque che il mondo del lavoro è cambiato in tutto il mondo quindi anche in Italia. Chi non si adegua è tagliato fuori, chi ha investito anche negli anni passati ora ha i primi risultati positivi o addirittura non conosce la parola crisi, chi non usa il web è tagliato fuori. Sveglia!!!!!!!!!

Sabina M. 04.01.11 18:09| 
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Buona sera a tutti,
proposta forse troppo puerile ma rende l'idea di dove siamo finiti: perchè non decidiamo, dichiarandolo pubblicamente, tutti insieme di non comprare più Fiat se:
1)Fiat non rimane in Italia.
2)Non verranno più garantiti i diritti dei lavoratori.
3)Non verrà mostrato il piano industriale
entro il quale verrà sviluppato un piano di nuova mobilià per il futuro(basta con queste auto!)

Grazie Marcello

Marcello Toscani 04.01.11 17:45| 
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Caro Beppe,noi già lo sappiamo: ogni giorno ne commettono una. Lascia che vadano per la loro strada, che presto arriveranno al capestro. Sono sicuro che la gente li ripagherà di tutto il male che ha ricevuto.

vincenzo tuccio 04.01.11 17:21| 
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Il contratto che Marchionne ha proposto ai lavoratori si basa su concetti di riduzione dei puri costi aziendali e di aumento di produzione; la problematica inerente allo scarso andamento del mercato dell'auto sono invece da imputare a tutte pressioni fiscali a cui il nostro prodotto nazionale è soggetto.
Una volta riequilibrato il rapporto spesa pubblica\pressione (magri con un miracolo) fiscali le aziende automobilistiche dovranno far si che il loro prodotto sia qualitavamente superiore a quello della concorrenza. Aspetto a cui siamo ben lontani; in buona sostanza l'ad della fiat ha solamente fatto un semplice calcolo matematico, tenendo il coltello dalla parte del manico, facendo leva anche sulla precaria situazione occupazionale italiana.
Comunque non vedo un fututo roseo per l'italia..
Davide Tarsi

Davide tarsi 04.01.11 17:15| 
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Mai, e dico mai, mai, credere che Marx abbia scritto il capitale per noi e non per lui!

nello gala 04.01.11 16:43| 
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Ricordo a tutti che tramite lo strumento c.d. dell'"Azionariato critico" è possibile fare pressione durante le assemblee dei soci e cambiare le politiche societarie... unitevi dunque a chi già opera in tal senso... http://giannigirotto.wordpress.com/2009/05/27/i-miei-credo-azionariato-critico/

Pietro Pattini Commentatore certificato 04.01.11 16:41| 
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non che voglia difendere marchionne, ma tutti quelli che lo attaccano dovrebbero ricordarsi chi c'era prima: tale romiti....e ho detto tutto !!! in confronto il tipo con il maglione è un signore !!!! comunque vorrei solo sottolineare che , anche se non condivido la sua linea e , aimè , il suo stipendio, bisogna dargli atto che agisce alla luce del sole e senza sponde politiche ..dirette...: vorrei poi spendere (sigh sigh ) una parola per il nostro caro povero benetton, che con i soldi dei miei pedaggi và a comperare (sfrattandoli) le terre dei peones argentini: cazzo, posso scegliere se comprare fiat, ma non posso scegliere quale autostrada pagare per andare a lavorare !!!!!!!!!.....marchy non è il peggiore !!!!!!!

tina ghigliot 04.01.11 16:22| 
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Libertà gestionale un caz.zo visto che la FIAT campa coi soldi nostri da sempre

daniele m 04.01.11 15:37| 
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una realtà che tutti fanno finta di dimenticare è che in italia l'operaio che produceva un bene poteva spesso permettersi di comprarlo forte del suo stipendio "altino".

ora se chiudono le fabbrine tolgono il reddito all'operaio, che ovviamente non puo' + comprare il bene prodotto all'estero.

d'altro canto all'estero producono il bene ma gli stipendi bassi non permettono all'operaio di comprarsi il bene che costruisce.

morale: il prodotto rimane invenduto.

e questo aspetto si allargherà presto a tutti i beni di tutti i valori.

a Marchionne non rimarrà che comprarsi da solo le 500 che producono le "sue" fabbriche.

gratificante no?

ivan m. Commentatore certificato 04.01.11 15:28| 
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Trovo strano l'alto livello di scontro che Marchionne ha deciso di tenere sulla questione dei contratti Fiat. In un paese come l'Italia dove da sempre si tratta (sempre sulla pelle dei lavoratori) ma sempre di nascosto. Sarà lo stile limpido di un manager Canadese? Vuole mettersi in luce per tirare la volata a Montezemolo nel post Berlusconi? Vuole perdere per poi imputare ai massimalisti le colpe dei licenziamenti a Torino e dell'internazionalizzazione dell'azienda? Ha davvero senso investire un miliardo di euro per produrre costosi monovolume e roba simile a quella con cui Crysler stava fallendo?

Peter Amico 04.01.11 14:44| 
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gradirei sapere in percentuale quanto incide lo stipendio di marchionne su un auto, grazie

Lalla M., Arezzo Commentatore certificato 04.01.11 14:26| 
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PRIMA O POI LE PAGHERANNO TUTTE.. PIU PRIMA CHE POI
BEPPE SE DIVORZI DA TUA MOGLIE MI VUOI SPOSARE?!?!?!?

MASSIMILIANO GASCO, MILANO Commentatore certificato 04.01.11 14:16| 
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In Italia aumenta la disoccupazione e cresce l'inflazione. Il Pil reale non cresce, il debito aumenta così come gli interessi, ma la spesa corrente (con i tagli) sta diminuendo, mentre la pressione fiscale aumenta e si cercano nuovi escamotage (raschia barile) contro l'evasione.
A me sembra un buco nero.

Alessio Onofri, Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.01.11 13:52| 
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fosse per me, vista la politica dell'azienda che mira a cancellare diritti dei piu' a favore di pochi, non comprerei piu' una fiat neanche se costasse 3 euro. vorrei vedere senza i soldi dei piu' come potrebbero quei 4 cretini al vertice dell'azienda a continuare a dettar legge. un'azienda che produce cassa integrazione a danno di tutti e continua solo a sfruttare gli operai e lo stato. chiudiamola e apriamo nuove attività che rendano a chi le gestisce ma facciano vivere chi ci lavora.

giusi cappai 04.01.11 13:51| 
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Posso fare solo un piccolo commento la fiat è diventata una società pubblica statale e non è più privata.
Perché al primo problema arriva lo stato a portargli i soldi,

Manuel De Marchi 04.01.11 13:49| 
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marchionne prende 7 milioni di euro l'anno

Lalla M., Arezzo Commentatore certificato 04.01.11 13:43| 
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Mi sono chiesto come cominciare. Penso che "Azionisti Italiani, buongiorno" sia il modo più corretto. Si perchè io ho 51 anni e da quando ho la ragione, ho saputo dai mezzi di informazione e da libri letti, che siamo tutti noi Italiani i maggiori azionisti di questa azienda. Si pensi solo alle volte che abbiamo sostenuto la cassa integrazione richiesta dal Giovanni e suoi sostituti. Si pensi al prestito fatto alla Fiat ai tempi in cui si è dovuta ricomprare le azioni che aveva venduto alla Libia del amato Geddafi. Si pensi agli incentivi statali per il cambio auto, che è vero che hanno permesso a tutte le marche di vendere di più, ma che ha spalmato su tutti noi le differenze prezzo. Anche se non dovevamo cambiare auto. E questo per quanto mi ricordi io. Sono certo che ce n'è finchè se ne vuole. Ora, non sarebbe male tirare una riga e definire un bilancio tra ciò che abbiamo dato loro e ciò che loro hanno dato agli italiani. Qualcuno ha modo di recuperare i dati per impostarne un bilancio? Anche perchè sapere quanto debba essere ridato agli italiani in caso di dipartita della Fiat dall'Italia, non sarebbe male. A quel punto dopo aver pagato il conto, che se ne vadano pure. Liberare una nazione piena di cultura, arti, paesaggi, storia da grige e tristi fabbriche potrebbe essere la volta buona che scopriamo i nostri veri talenti. Magari riprendendoci il primo posto al mondo nel turismo. R

Roberto Negrini 04.01.11 13:38| 
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Questa tendenza a sua volta riduce la possibilità di contrattare eventuali aumenti salariali nei paesi più sviluppati riportando in equilibrio il mercato del lavoro e quindi senza produrre un ulteriore peggioramento del tasso d'inflazione. A questo punto una politica monetaria restrittiva risulta inefficace e quindi occorre agire piuttosto su quella fiscale, con una sensibile riduzione della spesa corrente ed una corrispondente riduzione della pressione fiscale, unica strumento efficace per stimolare i consumi e perciò la domanda aggregata di beni e servizi. La conseguente crescita economica rende quindi possibile una ripresa dell'occupazione, proprio in conseguenza della sopra citata moderazione salariale. Alle Banche centrali spetta quindi il compito di fine tuning, ovvero di equilibrare con la maggiore precisione possibile, la liquidità immessa nel sistema, in particolare attraverso una migliore allocazione della massa monetaria allargata che accompagni la ripresa dell'economia.

Alessio Onofri, Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.01.11 13:34| 
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La stagflazione fu così inizialmente contrastata, conformemente alla teoria keynesiana, con l’applicazione di politiche economiche inefficienti ed a volte persino destabilizzanti, improntate ad una forte espansione: gli effetti di queste scelte aggravarono, però, ulteriormente la tendenza, già presente nei sistemi economici, al rialzo dei prezzi dei beni per di più senza drastici cali della disoccupazione, come auspicato invece dai governi. Il fenomeno fu principalmente spiegato col prevalere di comportamenti di monopolio sia nel mercato del lavoro (per la rigidità dei salari), che in quello dei prodotti per la presenza di cartelli (in special modo nei mercati delle materie prime).

Dal momento che la teoria keynesiana non era in grado di spiegare correttamente questo nuovo fenomeno molti economisti superarono l’idea keynesiana, che fino ad allora era riuscita a spiegare e giustificare validamente i fenomeni presenti nelle economie di mercato, ritornando alle convinzioni della teoria economica classica.

Lotta alla stagflazione

Una proficua lotta alla stagflazione è particolarmente complessa, in quanto per diminuire la spinta inflazionistica le Banche Centrali dovrebbero ridurre la massa di moneta circolante e, indirettamente, contenere la domanda di beni e servizi; ma una diminuzione della domanda causata da scarsità della massa monetaria non favorisce la crescita economica e quindi il rientro della disoccupazione. Rispetto agli anni '70, oggi il fenomeno della stagflazione viene mitigato dalla mancata rincorsa prezzi/salari, ovvero ad un aumento dei prezzi, soprattutto petrolio e materie prime, non corrisponde automaticamente un adeguamento inflattivo delle richieste salariali che vengono condizionate dalla possibilità per le imprese di esportare sempre di più la produzione in paesi che hanno un costo del lavoro nettamente inferiore...........................

Alessio Onofri, Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.01.11 13:31| 
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La Fiat è sempre stata un industria statale quando era in perdita , e privata quando era in utile ... adesso tentano grazie a Marchionne di togliere tutti i diritti ai lavoratori , non solo Fiat purtroppo . Si dice colpisci uno per educare 100 , questo è il piano dei manager italiani, loro in mercedes , noi in panda . Ci vorrebbve un Ignazio a dire " io non comprerò mai più una fiat se continua a ricattare la povera gente " che vada a costruire e vendere le sue auto fuori dall'Italia se ci riesce !!!!!

Alessandro Trevi 04.01.11 13:23| 
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Stagflazione
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In economia, con il termine stagflazione (combinazione dei termini stagnazione ed inflazione) si indica la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti - su un determinato mercato - sia un aumento generale dei prezzi (inflazione), sia una mancanza di crescita dell'economia in termini reali (stagnazione economica).

La stagflazione è un fenomeno presentatosi per la prima volta alla fine degli anni sessanta, prevalentemente nei paesi occidentali; precedentemente inflazione e stagnazione si erano invece sempre presentate disgiuntamente. La contemporanea presenza di questi due elementi mise in crisi la teoria di John Maynard Keynes (e le successive teorie post-keynesiane) che, per oltre 30 anni, era stata la spiegazione più convincente per l’andamento dei sistemi economici, oltre che valido strumento di politica economica per i governi di paesi ad economia di mercato.

Milton Friedman, Nobel in Economia nel 1976, era stato tra i pochi a discostarsi dalle visioni keynesiane e roosveltiane e a prevedere, nei suoi due libri Capitalism and Freedom e Storia Monetaria degli Stati Uniti, l'avvento della stagflazione.

Nella visione keynesiana, la disoccupazione è causata da un livello non sufficiente della domanda aggregata, mentre l’inflazione è giustificata solo quando il mercato raggiunge il pieno impiego: a quel punto l’eccesso della domanda aggregata rispetto all’offerta aggregata, non potendo riversarsi sulla quantità reale (già massima e non espandibile), si riversa sui prezzi, incrementandoli e determinando un aumento del prodotto interno lordo nominale, ovvero dei prezzi e non delle quantità. Nella teoria keynesiana una situazione di disoccupazione non è compatibile invece con prezzi in aumento, ma solo con prezzi in diminuzione in linea col calo della domanda per effetto della diminuzione dei consumi cioè in regime di recessione.
.......................................

Alessio Onofri, Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.01.11 13:18| 
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Si documentano ogni movimento e ogni frase dell'AD, si sparla delle sue scelte crude e antidemocratiche...
Sono un operaio Fiat.... e ma non ho sentito mai nessun politico e imprenditore presentare un piano industriale che permetta all'ITALIA, alla Fiat e all'industria di riprendere VITA!!!

Cosa bisogna FARE!!!!!

Antonio C. 04.01.11 13:06| 
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l'uomo del maglioncino,ha studiato per anni nelle migliori universita' "scienza del frocismo col culo dell'altri" ed e' stato promosso con lode,del resto nella famiglia agnelli aveva dei buoni esempi,qualcuno della dinastia si e' fatto uomo e' sceso in terra per fare il frocio col suo deretano....

giovanni di rocco 04.01.11 12:46| 
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enzo.burzio@comune.torino
calcutta
a,se non si fosse SUICIDATO
edoardo agnelli......

enzo burzio, torino Commentatore certificato 04.01.11 12:38| 
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Se marchionne va a produrre all'estero anche gli italiani dovrebbero farsi furbi e lasciare che le venda all'estero...

Massimo Borgis, Condove Commentatore certificato 04.01.11 12:36| 
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La vedo nera.
No comment sulle strategie aziendali.
Ci sono già troppi professori.
Il professor cofferati, quello che ha insegnato a coppi e bartali ad andare in bicicletta, è tornato rivoluzionario.
A seconda di come tira il vento la gente cambia opinione: dice di andare al mare quando c'è il referendum sull'art.18, è sceriffo da sindaco, poi torna a diventare compagno.

Voglio parlare di fiat. Prima di tutto i dirigenti, per rilanciarla, dovrebbero pensare alla qualità dei loro prodotti.
Ho smesso di comprare italiano dopo aver passato vicende alla fantozzi.
Se in italia solo una macchina su tre e italiana, nel resto d'europa è solo una parte infinitesimale.
Questa estate ho viaggiato in vacanza in mezzo continente: svizzera, germania, olanda, belgio e francia.
Avrò visto si e no una ventina di macchine italiane: qualche punto, panda e 500.
Il grande successo di questi modelli è, a mio avviso una bufala propagandistica.
Chi sta attento al prodotto è vincente.
Stamani mattina ad Agorà ho sentito che la mano d'opera incide sul prodotto solo del 6/10%.
Non gli converrebbe ai padroni della ferriera aumentare questa proporzione in modo da far si che con più soldi, i lavoratori comprassero di più e muovessero l'economia?
Magari più cose utili e meno inquinanti delle automobili?

fabio mazzoli, vicarello (li) Commentatore certificato 04.01.11 12:36| 
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E' pura e semplice speculazione finanziaria. Quando tutti i pesciolini avranno abboccato ( quelli che Cuccia affettuosamente chiamava "parco buoi")e Marchionne avrà venduto le sue option il titolo crollerà ed i risparmiatori rimarranno col cerino acceso in mano. Poi ci si renderà conto che le auto FIAT non le vuole nessuno( la Fiat è l'unica fabbrica a non vendere neanche in patria)e si chiederanno nuovi incentivi che drogheranno il mercato e non risolveranno un bel niente perchè il problema Fiat è qualitativo e nessuno in Fiat vuole investire in qualità.La realtà è che nè Fiat industrial nè Fiat auto hanno un piano industriale con cui fare fronte alla concorrenza internazionale ma hanno solo un piano finanziario, a mio modesto avviso, con cui gabbare gli italiani ora come in passato.

michele 04.01.11 12:35| 
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Se le cose continuano su questa strada,dico.. speriamo che i MAYA non si siano sbagliati, perché è meglio una morte violenta che una lunga agonia per noi e per i nostri figli.... .
DIO ci ha creati liberi non schiavi !

paolo di tarso 04.01.11 12:29| 
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Nulla si crea,nulla si distrugge,ma tutto si trasforma.Schiavi moderni.

bruno d'alessandro 04.01.11 12:28| 
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buongiorno

il titolo FIAT sale in previsione di una vendita al gruppo tedesco Mercedes benz.

francesc o 04.01.11 12:17| 
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altro che uomo dell'anno, è semplicemente medievale!!!!
solo in un paese senza classe politica e senza palle può succedere tutto questo

carmelo amico 04.01.11 11:37| 
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Nessun mistero le azzioni le comprano le loro aziende nei paradisi fiscali o partener compiacenti facendo cosi salire il valore poi al momento giusto loro vendono e i meno fortunati lo prendono nel culo.

antonio 04.01.11 11:08| 
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eh bè la borsa e speculazione e raggiri e per i furbi i veri furbi o vero quelli che lasciano un mutande tutti quei poveri investitori che per una fittizia resa si investono liquidazione e risparmi di una vita.in altre parole siamo governati da un sistema economico inadatto poco ecuo e fuori da ogni regola questo a livello mondiale ma prima o poi la bolla scoppia e solamente una catena di sant antonio prima o poi si deve toccare il fondo!

franco malatesta 04.01.11 10:57| 
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sempre in italia quando si fa una porcata a danno del popolo la borsa sale!

Io invece me ne strafrego di quella borsa piena di vipere e tutti dovrebbero fare come me!

bruno bassi 04.01.11 10:54| 
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IL CUORE DI MARCHIONNE....
PER I MIEI CANI,GRAZIE!

massimiliano p., roma Commentatore certificato 04.01.11 10:47| 
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ma dove sono i sinistroidiparaculocomunistoidi...Quelli, per intenderci, che hanno sempre sostenuto/foraggiato la FIAT?...Se ci sono battano un colpo e ci spieghino...il presente...Il passato lo abbiamo già compreso!
La cosa più triste è vedere ancora operai che credono a 'sti cialtroni che si spacciano per i paladini dei "proletari"...Povera Italia!!

Davide A., MB Commentatore certificato 04.01.11 10:21| 
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se si nota, tutte le merdate che questa classe politica e imprenditoriale collusa si inventano, fanno scuola. ora sempre piu' spesso si fa uso della "bad company e good company" di alitaliana memoria.
c'e' da chiedersi alla fine chi paghera' le perdite della bad company.
brunetta, tremonti e ghedini saranno gia' all'opera per trovare la formula giusta per farci digerire questa nuova tassa e se non ci arrivano verra' in loro soccorso violante o fioroni.

francesco pace (francesco pace 51), bologna Commentatore certificato 04.01.11 10:00| 
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la fiat ha sempre fatto parte del capitalismo straccione italiano, anzi ne e' il simbolo primario.
oggi poi, oltre a vivere di assistenzialismo statalista economico, alla faccia del libero mercato, vive anche di assistenzialismo politico, cioe' fa e disfa leggi e regole anche andando contro la costituzione senza che nessuno le dica niente.
e' l'evoluzione del capitalismo straccione assistito. un'azienda vuole aumentare i profitti? semplice, non c'e' mica bisogno di aumentare le vendite, basta calare i soldi da dare ai suoi lavoratori e piu' ne ha di questi piu' aumenta il guadagno.
per le macchine invendute chiedera' aiuto a mamma stato (cioe' al denaro delle nostre tasse).

francesco pace (francesco pace 51), bologna Commentatore certificato 04.01.11 09:53| 
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Vorrei ricordare l esempio volkswagen la Fiat si deve interfacciare con quella realtà avendo una storia parallela ma "purtroppo" i numeri e le strategie maturate negli anni sono impietosi.Questo Amministratore da 4,5 milioni di euro l'anno e' la testa d'ariete su una porta ormai aperta con la sua paghetta si darebbe lo stipendio a circa 3200 dipendenti, si e' montato la testa perché il Presidente Americano lo ha chiamato, dimenticando che le imprese servono soprattutto e anche a distribuire lavoro e ricchezze ....
Per ora vince la Cina e meno male che dovevamo aiutarli a importare i diritti civili.....

Giancarlo Bartoluccio 04.01.11 09:51| 
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FORZA CREMASCHI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
VI DOVETE VERGOGNARE ( CISL, UIL ECT.)

Pettirosso Da Combattimento, Collodi 04.01.11 09:46| 
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NESSUNO NE PARLA!...

http://www.nocensura.com/2010/12/gravissimo-incidente-nucleare-in-africa.html

anib roma Commentatore certificato 04.01.11 09:14| 
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in realtà l' america ha ordinato alla fiat di comperare quello che era inutile per loro...infatti nei prossimi anni il marchio lancia sparirà quasi dall' europa per diventare chrysler, cosi per la fiat che adotterà modelli oramai datati di origine americana.Questa è l' idea di innovazione tecnologica di questi idioti...

roberto m. Commentatore certificato 04.01.11 08:59| 
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come rendere umana la delocalizzazione delle industrie private:
il motivo su cui poggia la delocalizzazione è il basso costo della manodopera nei paesi in via di sviluppo, per poter aiutare queste popolazioni occorre che anche esse si evolvano socialmente, solo se le masse dei lavoratori nei paesi più progrediti si faranno proprie delle necessità dei lavoratori in quelle regioni meno progredite potranno migliorare o stabilizzare anche le proprie condizioni .
Di contro, è già in atto l' impoverimento delle popolazioni ora dette progredite, mentre le altre, dopo un piccolo iniziale miglioramento, ora sono allo strenuo delle forze. Si moltiplicano le bidonville nei sobborghi urbani, migliaia di appartamenti sono vuoti per mancanza di fondi nelle tasche dei lavoratori, le città agglomerano le ultime pianure un tempo fonte di vita per migliaia di esseri umani per centri commerciali vuoti e autostrade ancora più vuote. Solo l' unione delle classi operaie mondiali potrà porre un rimedio all'attuale genocidio economico programmato.

io me (me io), Agorà Commentatore certificato 04.01.11 08:18| 
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Se si licenzia Marchionne forse salviamo Fiat e posti di lavoro, qualcuno dovrebbe toglierli le chiavi prima che vada a sbattere senza Air Bag. L'avvocato non sarebbe mai arrivato a tanto.

Mario Mezzini 04.01.11 07:59| 
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bisogna cominciare a riconvertire le fabbriche della fiat in italia, di auto ne vendono sempre meno, come mai marchionne fa di tutto per aumentare la produzione?? non ha senso. bisognerebbe lasciarlo andare fuori dalle palle, dove pensa di trovare schiavi più fedeli di qui (come per altro vorrebbe fare). e invece no, ci si mettono pure i sindacati a complicare le cose cercando di trattenerlo..perchè non propongono di trasformare la fiat auto in italia in produttrice di pannelli solari e pale eoliche o altre cose più utili rispetto a quelle macchinette ridicole? che poi la scusa della concorrenza cinese/russa/brasiliana non regge..la fiat è già umiliata da anni da tutti gli altri produttori automobilistici europei..

antonio oppop 04.01.11 04:40| 
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Bisogna vedere se la Fiat ha fatto profitto oppure no, e se c'è aspettativa di profitto oppure no. Questo bisogna vedere non la quantità di macchine vendute. Con l'aumento del tasso di sfruttamento operaio sicuramente si ricostruisce un margine di profitto, quindi è ovvio che il titolo cresca..
E poi Marchionne ha un paio di milioni di stock options in scadenza proprio nel 2011, questo aumento del titolo gli farà quadagnare qualche milioncino di euro extra, così tanto per gradire..
E' il mercato bellezza.

E' inutile che prima parlate come i comunisti e poi il giorno dopo parlate male dei bolscevichi, del politburo, e della pravda..

Ai tempi dei bolscevichi, del politburo, e della pravda, CERTAMENTE non c'erano 'stock options' e
se ai lavoratori veniva chiesto un sacrificio (come ai tempi di Stalin) gli veniva detto anche PERCHE', e in CAMBIO DI COSA quel sacrificio si faceva...

Josef Dzugashvili (stalin) Commentatore certificato 04.01.11 03:15| 
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.....SEMBRA CHE STIA PREGANDO IL DIO DEGLI INFERI: "GRAZIE, O PADRE,DIO DEGLI INFERI,PER COSPARGERMI DELLA TUA GRANDEZZA E PER INVESTIRMI DELL'ONORE, DI POTERLO METTERE NEL C..O A QUESTA PLEBAGLIA IMMONDA E IMMERITEVOLE DEL TUO SACRO,VAMPIRICO,AMORE" IL TUTTO, IN PERFETTA SINTONIA CON L'ASPETTO DA PRETE IPOCRITA E C.....NE..!!!NON SE NE PUO' PIU',PRIMA DI ANNIENTARCI CI VOGLIONO FARE IMPAZZIRE DI RABBIA E INDIGNAZIONE!!!!!!CHE IL SANTO E PURO CIELO LI CHIAMI A SE, LASSU', PRESTO!!!IMPEDENDOCI,COSI',DI DAR FUORI DI MATTO !!!!! AMEN.

lilli r. Commentatore certificato 04.01.11 02:14| 
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Son tornati i padroni.

alberto carosi, ascoli piceno Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.01.11 01:31| 
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Mai lette tante stupidaggini in vita mia, qui di imprenditori neanche l'ombra, e non parla certo un berluscones...ma ca..o, sembra che siano tutti figli di sindacalisti. I sindacati sono un CANCRO che inquina il mondo del lavoro, costano, producono inefficenza e inefficenti, rendono qualsiasi operazione malmostosa e improbabile, allontanano investimenti in italia. I sindacalisti sono i peggiori FANNULLONI del mondo! In Italia manca la culturale e la morale del lavoro, i GB il lavoro funziona perche se non lo sai fare ti danno un bel CALCIO NEL CULO, quindi tutti i fannulloni se ne stanno a casa e quelli bravi, che lavorano 8 ore e non 11 a fare pause caffè e cazzeggiare come qui, guadagnano e non hanno paura di perdelo il posto appunto perchè SONO BRAVI,sono una risorsa non un peso. Marchionne è uno che sa fare il suo lavoro, come ce ne sono pochi in italia e ce ne fossero di Brunetta, cosi da mandare a casa un bel po' di lavativi.Parlate di Lenin, sarebbe stato il primo a riempire di calci nel sedere tutti i mufloni italici. Vogliamo la rivoluzione? cominciamo da cio' che è giusto e cio' che è sbagliato, dal senso di responsabilità personale, dalla meritocrazia.Una volta Bertinotti disse che la meritocrazia è l'esatto opposto della democrazia...ecco allora io non sono democratico...sono un rivoluzionario meritocratico!

Filippo Cesari 04.01.11 01:06| 
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Karl Marx e la schiavitù salariata:di D.Fusaro(uno studio sul lato cattivo della storia,ed.Il Prato,Padova 2007)
***
In opposizione all’immagine gratificante che l’epoca moderna diffonde di sé come «regno della libertà» pienamente dispiegata, Marx scopre come anche nel mondo moderno sopravviva una particolare forma di schiavitù, dai contorni difficilmente percepibili:la «schiavitù salariata» di una classe sociale che, in una condizione di privazione totale, è costretta ad alienare la propria forza lavoro e a vendersi quotidianamente.
La libertà formale di cui godono i lavoratori salariati nasconde un asservimento economico dissimulato dalla «finzione giuridica» del contratto di lavoro e, per molti versi, analogo a quello dell’antico schiavo:in un coerente intreccio di filosofia della storia e di indagine economica, Marx scopre che, nonostante la diversa condizione formale, l’operaio e l’antico schiavo vengono a coincidere nell’estorsione di «pluslavoro» a cui sono soggetti.
In questo modo,tra passato e presente sussiste una forte continuità:l’antico schiavo,il servo della gleba e il moderno salariato si configurano inaspettatamente come tre proiezioni storiche della stessa figura del lavoratore asservito, come tre diverse forme della stessa sostanza schiavistica che ha accompagnato la storia in ogni sua fase; ma con una differenza decisiva:gli «schiavi del salario» costituiscono una classe potenzialmente rivoluzionaria, in grado di spezzare l’incantesimo di alienazione e sfruttamento in cui è sospeso il mondo moderno.
P.S.
Una lettura questa di Fusaro,che ci induce a voler abolire l’obbrobrio del “lavoro salariato”
Buona lettura.
http://www.filosofico.net/100talleri/schiavitu.html

Lovigio II (na) Commentatore certificato 04.01.11 00:36| 
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Caro Beppe,il problema della delocalizzazione delle fabbriche é un problema enorme,e sinceramente non vedo luce.Ma come si risolve? Io un'idea ce l'avrei,ma proprio non ti va di farti quache serata da bruno vespa cosi lo facciamo conoscere questo benedetto Movimento,e magari qualche cosa la cambiamo? dai scherzo!!(mica tanto...)

francesco cometepare Commentatore certificato 04.01.11 00:12| 
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Questo é l'atto finale di una marcia - dei Quarantamila - imiziata trentun anni fa.
Grazie ai sindacati ed al PCI che allora hanno calato le braghe davanti ai cancelli del Lingotto.
Era il momento di RESISTERE ed invece i signori sindacalisti e il sig berlinguer si sono arresi.
Questo é il risultato finale.

robert verri (la nuova italia) Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.01.11 00:08| 
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2/di/2
Facciamo al prezzo di 13,37 indicato nella deliberazione del 3 novembre 2006, per tenerci bassi, il valore complessivo lo lascio calcolare, anche a occhio, ai volenterosi lettori.
*
http://diciottobrumaio.blogspot.com/

Lovigio II (na) Commentatore certificato 04.01.11 00:05| 
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1/di/2
Relazione annuale del bilancio 2009 di Fiat Group:

In data 3 novembre 2006 il Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A.ha deliberato un piano di stock option riferito a venti milioni di azioni,approvato dall’Assemblea degli azionisti del 5 aprile 2007,della durata di otto anni,che conferisce ad alcuni dirigenti del Gruppo e all’Amministratore Delegato di Fiat S.p.A.il diritto di acquistare un determinato numero di azioni ordinarie Fiat S.p.A.al prezzo prefissato di 13,37 euro per azione.
In particolare le n. 10.000.000 di opzioni attribuite ai dipendenti e n.5.000.000 di opzioni attribuite al Dott.Marchionne hanno un periodo di maturazione di quattro anni,in quote paritetiche annuali,subordinato al raggiungimento di prestabiliti obiettivi di redditività nel periodo di riferimento.
Le opzioni relative alle quote annuali per le quali siano stati raggiunti gli obiettivi di redditività diverranno esercitabili a partire dall’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2010.
In data 23 febbraio 2009 il Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A.ha deliberato un piano di incentivazione,approvato dall’Assemblea degli azionisti del 27 marzo 2009,basato sull’attribuzione di diritti che, subordinatamente al raggiungimento di predeterminati obiettivi di performance 2009 e 2010 ed al perdurare di rapporti professionali con il Gruppo,consentono ai beneficiari di ricevere gratuitamente un corrispondente numero di azioni ordinarie Fiat per un ammontare complessivo di 8 milioni di azioni,di cui 2 milioni destinate all’Amministratore Delegato,Dott.Marchionne,ed un massimo di 6 milioni destinate a manager aventi un ruolo con significativo impatto sui risultati di business.
*
Per il raggiungimento di predeterminati obiettivi di performance 2009 e 2010,che non nutriamo dubbi sono stati ampiamente raggiunti,al dott. Marchionne sono state regalate 2.000.000 di azioni.
(continua)

Lovigio II (na) Commentatore certificato 04.01.11 00:04| 
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PENSIERI DI MARX
-
Nelle forme storiche del lavoro,come lavoro schiavistico,servile e salariato,il lavoro si presenta sempre come repulsivo,sempre come lavoro coercitivo esterno rispetto al quale il non-lavoro si presenta come “libertà e felicità”.
(K.Marx – Lineamenti fondamentali di critica dell’economia politica)
-
L’operaio è di diritto e di fatto uno schiavo della classe abbiente,della borghesia,suo schiavo al punto che viene venduto come una merce e,come una merce,sale e scende di prezzo.
(F.Engels – La situazione della classe operaia in Inghilterra)
-
Di fatto giunge all’operaio la parte più piccola e assolutamente più indispensabile del prodotto;solo quel tanto che è necessario affinchè l’operaio viva non come uomo ma come operaio,e propaghi non l’umanità,ma quella classe di schiavi,che è la classe degli operai.
(K.Marx-Manoscritti economico-filosofici del 1844)
-
L’operaio abbandona quando vuole il capitalista al quale si dà in affitto,e il capitalista lo licenzia quando crede,non appena non ricava da lui nessun utile o non ricava più l’utile che si prefiggeva.
Ma l’operaio,la cui sola risorsa è la vendita del lavoro,non può abbandonare l’intera classe dei compratori,cioè la classe dei capitalisti,se non vuole rinunciare alla propria esistenza. Egli non appartiene a questo o a quel borghese,ma alla borghesia,alla classe borghese;ed è affar suo disporre di se stesso,cioè trovare in questa classe borghese un compratore.
(K.Marx- Lavoro salariato e capitale)
-
La soggezione economica del lavoratore nei confronti dei detentori dei mezzi di lavoro,cioè delle fonti della vita,è la causa prima della schiavitù in tutte le sue forme.
(K.Marx -Indirizzo inaugurale dell’associazione internazionale degli operai)
-
P.S.
http://www.youtube.com/watch?v=612vYQInnrk
-
http://www.youtube.com/watch?v=bYR5_0SWBBA
-
http://www.youtube.com/watch?v=NFqDpjzO4jU

Lovigio II (na) Commentatore certificato 03.01.11 23:54| 
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“TERAPIA MARCHIONNE E' ACCANIMENTO TERAPEUTICO”?

Marchionne è stato descritto come un grande industriale, in realtà è un piccolo e semplice contabile, che tagliando quà e là, ha rimesso in ordine i disastrosi conti della vecchia Fiat degli Agnelli.

Poi forte di questo successo, si è lanciato alla conquista di un altro colosso automobilistico “A FINE CARRIERA” come la Chrysler, senza metterci il becco di un quattrino e con due moribondi al massimo avremo due aspiranti cadaveri.

“MA DIETRO A QUESTO NON C’È UN PIANO DI SVILUPPO CHE GUARDI ALL’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA O AI SISTEMI DI MOBILITÀ DEL DOMANI”, ci si limita ad amministrare il presente, tagliando il possibile e l’impossibile, per fronteggiare gli aggressivi, costruttori d’automobili d’India, Cina, Brasile ecc…. che partono da condizioni molto più vantaggiose che in Italia, Europa e Nord America.

“LA GUERRA È PERSA IN PARTENZA, CISL E UIL, POSSONO CALARSI LE BRACHE QUANTO SI’ VUOLE, la produzione d’automobili in queste condizioni è morta.

Si potrà ritardare per un po’ la fine, ma il destino è segnato, se non ci si riposiziona su nuovi modelli innovativi, che vadano nella direzione delle fonti rinnovabili o a nuovi sistemi di mobilità, ecc……

Ma per fare questo occorrono “CAPITALI” ed “IDEE INNOVATIVE” che ne’ Fiat, ne’ Chrysler, hanno e che a quanto sembra mancano anche al “RAGIONIERE MARCHIONNE”.

“LE RIVOLUZIONI INDUSTRIALI”, non le fanno i “COMMERCIALISTI”, al massimo sono capaci di dare una mano di vernice a quattro ferri arrugginiti che già esistono, ma il bello fuori e marcio dentro, ha vita breve.

“QUI OCCORRONO DEI VERI IMPRENDITORI, UN PO’ VISIONARI E CONCRETI ALLO STESSO TEMPO, CHE SAPPIANO DISEGNARE IL DOMANI, NON DEGLI ZOMBI DEDITI A CONSERVARE IL LORO TESORETTO, A RISCHIO ZERO”.

Paolo R. Commentatore certificato 03.01.11 23:43| 
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Quei bastardi di imprenditori della Fiat passati e presenti devono restituire fino all'ultimo centesimo i fiumi di denaro che lo stato italiano, cioè noi, ha versato nelle loro tasche in anni e anni di ricatti occupazionali. Quei imprenditori del cazzo sono stati buoni a privatizzare i guadagni e a pubblicizzare le perdite costruendo auto di infima qualità

Giuseppe Maldera, Chiavari Commentatore certificato 03.01.11 23:38| 
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Certo che se la FIAT smettesse di produrre macchine e cominciasse invece a produrre (di più, in caso lo facesse già) treni, people mover, metropolitane, autobus verdi, mini-bus verdi, biciclette, motorini elettrici, sarebbe meglio per tutti. Anche per la FIAT!

Lucio Domizio (enobarbo) Commentatore certificato 03.01.11 23:37| 
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FIAT, la produzione crolla, il titolo sale

il commento sta tutto nel titolo!

ah!

poi queste merde rivorrebbero un Battisti indietro
per carcerarlo! ....

ma che se andassero ad impiccare prima che facciano
la stessa fine delle vittime dei prossimi Battisti!

Antonio D (☭ lenin), Roma Commentatore certificato 03.01.11 23:31| 
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Sono sicuro che i lavoratori boccerano il piano Marcionne,l'unita'sindacale e'un valore che va' salvaguardato,per quanto riguarda la borsa che reagisce positivamente entreranno a breve termine in ribasso.

gaeta carinucci roberto, roberto Commentatore certificato 03.01.11 23:14| 
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CIAO BEPPE
HANNO MACELLATO ANCHE LA FIAT,DOPO L'ALITALIA,MOLTO PRESTO CI TROVEREMO SENZA NIENTE,COME INDUSTRIE E GRAZIE A QUESTI IMPRENDITORI COME MARCHIONNE CON LE PEZZE AL C...O,NEACHE E SENZA LA CORDA PER IMPICCARCI!!!!!!
POI TOCCHERA' A NOI GIOVANI RICOSTRUIRE TUTTO DA ZERO ED ANCHE MEGLIO DI QUESTI IMPRENDITORI SCHIAVISTI E P.....I!!!!!!!!!!
ALVISE

alvise fossa 03.01.11 23:09| 
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