Il deserto è una risorsa

Desertec.jpg
In sei ore i deserti ricevono più energia dal sole di quella consumata dall'umanità in un anno.
"Caro Beppe, sono appena tornato dalla luna di miele in Egitto e ... durante il viaggio in autobus da Assuan ad Abu-Simbel attraverso il deserto non ho fatto altro che pensare a quanta energia pulita si sarebbe potuta produrre con tali condizioni: spazi illimitati, fortissimo irraggiamento solare, totale assenza di nubi. Ho pensato al fatto che fosse molto improbabile che nessuno avesse fatto le mie stesse considerazioni. Al ritorno ho scoperto che esiste Desertec, una fondazione internazionale che promuove lo sfruttamento dell'energia solare dei deserti. Questo è il futuro! C'è un progetto immane che coinvolge Europa Nordafrica per la produzione e distribuzione dell'energia. Tutto ruota attorno al dato che basta recuperare l'energia del 3% della superficie dei deserti del mondo per il fabbisogno mondiale. La Germania si è buttata a capofitto nell'impresa che prevede un'investimento di 400 miliardi di euro. Noi investiamo su infrastrutture inutili (tipo ponti improbabili) e centrali nucleari. Bisogna diffondere assolutamente la conoscenza di questo progetto e sostenerlo, anche economicamente se possibile. Io ci metterei tutti i miei risparmi anche adesso, ma non saprei come fare. Enelgreenpower è appena entrata nel progetto, ma non credo nel sistema delle borse e non comprerei sue azioni neanche sotto tortura." Raffaele G.
Link a Desertec Foundation

Postato il 16 Gennaio 2011 alle 14:58 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta | Stampa
| Commenti (102) | Commenti piu' votati | Invia ad un amico

Tags: Desertec, Enelgreenpower, energia solare, minipost, Raffaele G.

Commenti piu' votati


Caro Grillo, a proposito di energia, sulle Tv e sui giornali gira uno spot sul nucleare accattivante e finto neutrale e credo sia utile dare un contributo alla discussione. Ho lavorato quasi 40 anni all'ENEA e parlo con cognizione di causa. Ricordo le concioni di Chicco Testa contro il nucleare...ma questa è un'altra storia. Riassumo le ragioni di fondo per cui il nucleare, oggi, e per maggiore esattezza quello che dovremmo acquistare dalla Francia (terza generazione) è, semplicemente, una follia e, chi vivrà vedrà, non si farà mai per questione di costi. Elenco rapidamente, cominciando dalla fine del ciclo, i diversi perché:

1. Resta insoluto, in tutte le nazioni del pianeta, il confinamento finale delle scorie generate dal funzionamento (combustibile) e dallo smantellamento delle centrali. Sarebbero richiesti siti geologici sicuri per milioni di anni e lasciarli in eredità alle future generazioni è pura follia;

2. L’uranio non è una risorsa né rinnovabile né sostenibile; è limitata nelle quantità e nel tempo. Se, con la bacchetta magica, moltiplicassimo per dieci il numero delle centrali esistenti al mondo, l’uranio si esaurirebbe ben prima del petrolio;

3. Il processo complessivo non è affatto senza emissione di CO2 perché ne viene prodotta per l’estrazione del combustibile (in particolare se si vorrà ricorrere ai giacimenti con meno dello 0,1% di uranio per la maggior parte delle quali occorrerebbe più energia per utilizzarle di quanto se ne ricaverebbe dai reattori);

4. Circa la sicurezza durante la gestione, preferirei vivere accanto a una centrale nucleare che non a un inceneritore. Per dire che, incidenti sempre possibili, non è la sicurezza della gestione il fattore critico;

5. Infine i costi: non è vero che il Kwh nucleare costa meno; se i calcoli comprendessero tutto il ciclo (dal minerale allo smantellamento e confinamento) i costi sono decisamente superiori.

Ecco perché sono contrario al nucleare.

Mauro Magini

Mauro Magini 16.01.11 17:26| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 12)
 |
Rispondi al commento
Discussione

Seguo il progetto DESERTEC da diversi anni e ricevo quotidianamente email ed informazioni quasi in tempo reale da Gerry Wolf (coordinatore inglese del progetto) da Michel Strausse (per quanto riguarda la Germania)e da tanti altri iscritti alla mailing list e in giro per il mondo.
Il progetto DESERTEC è molto di più di quanto si evince dai vostri commenti e a mio modo di vedere rappresenta il vero futuro sostenibile e praticabile da subito in termini di produzione di energia.
Il progetto DESERTEC nasce con i CSP, sistemi a concentrazione solare (e non fotovoltaico!) per poi innestarsi in una più grande rete extraafricana (SUPERGRID/EUMENA)connettendosi a tutte le locali sorgenti di energia alternativa:
eolico,solare fotovoltaico,idroelettrico, geotermico,maree e così via discorrendo.
Ogni paese si connette alla rete di SUPERGRID con la sua disponibilità di energia "condividendola".

L'italia possiede gran parte di queste forme di energia rinnovabile ed è per questo che è considerata dai più esperti come l'Arabia Saudita dell'Europa.
Con tale disposizione di nodi sorgente interconnessi tra loro, è facile disattivare quella zona sottoposta a problematiche ambientali ( tempeste di sabbia) o sociali (rivolte, tumulti , guerre...) senza che ne venga inibita la funzionalità in altri posti del mondo.
Tutti i paesi possono convergere nella rete di DESERTEC ampliandola fino a coinvolgere arealmente una superficie sempre più grande e sempre più efficiente.
Una così grande produzione di energia quasi gratuita e massiccia, legata agli impianti di desalinizzazione darebbe la possibilità di convertire il territorio costiero dell'Africa mediterranea in campi fertili e rigogliosi, producendo cibo e lavoro e fungerebbe quindi anche come da stabilizzatore sociale.

In Italia ma anche in tutta Europa, si avrebbe una disponibilità tale di energia che darebbe un incredibile impulso a tante realtà industriali, come per esempio lo sviluppo delle auto elettriche
Il nucleare non ha futuro...

Dario F., Milano Commentatore certificato 17.01.11 08:24| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 4)
 |
Rispondi al commento
Discussione

OK! Andiamo a fare impianti fotovoltaici nei deserti. Bello, e chi li gestisce poi? Non saranno mica sempre le solite "10 sorelle", quelle del petrolio? Ma se invece facessimo come hanno progettato e stanno per costruire nel comune di Meltina (BZ), dove il sindaco con i suoi cittadini hano deciso che ogni tetto buono esposto a sud avrà il fotovoltaico, e un prato sottoutilizzato diventerà la loro centrale fotovoltaica. Termoelettroautonomi, letteralmente "in quel posto" alle compagnie petrolifere e ai "nanimalefici nucleari". Quanti prati sottoutilizzati vi sono in Italia? Quanti tetti sono di proprietà delle varie provincie e comuni? Occhio, non alle mafie, ma ai privati cittadini, chissa perché lo "stato" Italiano (sempreloro) ha deciso di ridurre gli incentivi per chi si produce la corrente da solo. Paura che un popolo autonomo possa autonomamente anche mandarli a raccogliere le ortiche con il fondoschiena? Sarebbe bello vedere la Esso e le sue sorelle in mezzo alle ortiche.

fabio SuperPapero 17.01.11 18:02| 
 
  • Currently 4.8/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 4)
 |
Rispondi al commento

Conosco il progetto Desertec, e vorrei dire che ha vari punti di cui è opportuno discutere e su cui pensare con attenzione, prima di sbrodarsi cosí.
1- La trasmissione dell'energia generata all evarie reti nazionali (visto che il principale consumatore sarebbe l'Europa, e non è dietro l'angolo, ci sono SERI problemi tecnologici attualmente riguardo alla trasmissione di grandi quantità di energia. servono cavi enormi (costi enormi) e ci sono tali perdite, sulla lunga distanza, che fanno si che questo sia uno dei principali scogli alla effettiva realizzazione tecnica di questo progetto.
2- Si prevede in sostanza di riempire il sahara e la costa occidentale del marocco-mauritania, di pannelli e aerogeneratori. È tutto da vedere como si compenserá il fatto di utilizzare suolo di paesi del terzo mondo per produrre energía per il primo mondo. Quiei 400 miliardi che "ci mette la Germania" sono tutti soldini di imprese e fondi di investimento, che come ben saprai, non danno niente per niente. Rischio? Colonizzazione energetica.
3- Accordi internazionali. L'idea di un sistema "unico", o comunque grande quanto basta per fornire energía a tanti paesi (e prodotta ancora in altri paesi), richiede uno sforzo sovrumano di legislazione, normativa, ecc, tra innumerevoli identitá nazionali con interessi diversi, il che è un problema davvero non da poco.
dici che ci metteresti tutti i tuoi risparmi, ma non daresti un soldo a enel green power perchè "non credi nel sistema delle borse"? Forse non ti sei ben resco conto che questo progetto è PRIVATO, gestito interamente da IMPRESE PRIVATE, tutte quotate in borsa, che INVESTONO denaro per ottenere PROFITTI. Producendo energia attraverso fonti rinnovabili, questo si. Pero credimi, non c'è nessun benefattore o omino verde che sta riversando denaro in desertec SOLO per fare energia pulita. È un progetto molto interessante, ma con grossissimi ostacoli, sará di certo interessante seguirne lo sviluppo.

Davide Bauzano 17.01.11 14:12| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento
Discussione

piccolo dettaglio : dove ci sono i deserti c'e' anche il petrolio , quindi si cadrebbe dalla padella nella brace gli stessi che ci vendevano il petrolio dopo ci vendono il sole , in piu' sorvegliare chilometri quadrati di territorio da attacchi terroristici e' piu' difficile che sorvegliare un pozzo di petrolio. facendo il conto della serva il sole emette una energia a pieno sole di circa 2 kw al metro quadro . i pannelli solari attuali hanno una efficenza del 15/ 17% massima con un calo di rendimento annuo che li porta all'esaurimento in 10/20 anni. inoltre per costruire un pannello solare si consuma energia pari al 5% di quella che poi fornira' nella sua vita. inoltre ovviamente all'equatore la durata della luce e' 12 ore e il sole passa da est a ovest , quindi il rendimento varia nel giorno . per capire che il solare non ha futuro basta dire che e' calcolato che coprendo tutti i tetti a est d'italia si otterrebbe solo il 10% dell'energia richiesta dal paese (senza contare il degrado delle prestazioni col passare degli anni). dove invece ci sono ottimi margini anche per l'italia e l'eolico (se non ci mette le mani la mafia e la politica) solo che i coglioni degli ambientalisti si oppongono persino a questa tecnologia, come dire che dare buone tecnologie agli italiani e' come dare le perle ai porci. angelo

angelo mora 16.01.11 16:53| 
 
  • Currently 4.3/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento
Discussione

Che palle questo cercare di andare a cercare energia in altri paesi. Anche in italia il sole è fortissimo, e se sfruttato a dovere, forse non potremo produrre energia per tutto il mondo, ma sicuramente produrremo tutta l'energia che serve a noi, senza appoggiarci ad altri paesi.

Noi abbiamo un deserto grandissimo che nemmeno immaginate, sono i tetti di tutte le case italiane, ma che ci vuole a far ricoprire dall'enel, dall'eni o da chiunque si propone, i tetti di tutte le nostre case? In questo modo non si rubano terreni all'agricoltura, non si danneggiano paesaggi visto che il cemento già rovina da solo i paesaggi, insomma, tutti perfetto. Ovviamente non si devono ricoprire solo le abitazioni, ma tutte le fabbriche, tutte le pompe di benzina, qualunque cosa, magari anche i guard rail delle autostrade, e se si usa il solare termodinamico studiato da Rubbia, sarebbe proprio il massimo.

è così difficile? è vero che poi non si riuscirebbero a controllare tutti gli impianti, e che molti pannelli potrebbero essere rubati, ma nel deserto il rischio di questi furti è minore?

Valerio 16.01.11 17:52| 
 
  • Currently 4/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento
Discussione

Precisiamo anche che la tecnologia più utilizzata è quella di Carlo Rubbia a sali fusi in cui la Siemens ha investito copiosamente.

Gianni Bruschi 16.01.11 15:24| 
 
  • Currently 3.3/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento

Inserisci il tuo commento

Il Blog di Beppe Grillo è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Beppe Grillo

Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Non è possibile copiare e incollare commenti di altri nel proprio.
Per rispondere ad un commento è necessario utilizzare la funzione "Rispondi al commento"

Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

La lunghezza massima dei commenti è di 2000 caratteri
Se hai dei dubbi leggi "Come usare il blog".


Invia un commento

Invia un commento certificato





Memorizza i miei dati?

*Campi obbligatori




Numero di caratteri disponibili:      





Informativa Privacy (art.13 D.Lgs. 196/2003): i dati che i partecipanti al Blog conferiscono all’atto della loro iscrizione sono limitati all’ indirizzo e-mail e sono obbligatori al fine di ricevere la notifica di pubblicazione di un post.
Per poter postare un commento invece, oltre all’email, è richiesto l’inserimento di nome e cognome. Nome e cognome vengono pubblicati - e, quindi, diffusi - sul Web unitamente al commento postato dall’utente, l’indirizzo e-mail viene utilizzato esclusivamente per l’invio delle news del sito. Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sul Blog; in particolare, non ne è prevista l’aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possa essere intenzione del sito eseguire saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell’utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell’utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o  diffusione degli stessi è, dunque, prevista. In ogni caso, l’utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all’ .
Titolare del trattamento ai sensi della normativa vigente è Beppe Grillo, mentre il responsabile del trattamento dei dati è Casaleggio Associati s.r.l. , con sede in Milano, Via G.Morone n. 6, 20121.



Invia il post ad un amico


Invia questo messaggio a *


Il tuo indirizzo e-mail *


Messaggio (opzionale)


*Campi obbligatori