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Un uomo a metà


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"Ciao Beppe, un piccolo appunto a quegli uomini cosiddetti "tutti di un pezzo" e che invece considero uomini a metà : uomini che lavorano 12 - 15 ore al giorno, col capo chino, non trovando mai il tempo, la volontà di alzare la testa, allungare lo sguardo, fermarsi a pensare, riflettere ed occuparsi della Società etica e morale che li circonda....gente che se gli aumenti il prezzo del pane non si domandano nemmeno se ha un senso, se può essere giusto o meno; l'unica cosa che sanno fare per resistere è lavorare ancora di più, quasi fossero degli animali da soma; gente che si annoia a passare qualche giorno in relax con la famiglia o gli amici. Ho sentito un lavoratore intervistato mentre stava entrando in FIAT "io sono per il lavoro"! Ma cosa vuol dire, e a che prezzo! Tu per il lavoro, i tuoi padroni (manager senza scrupoli) per il profitto. Costituita una qualche forma di Società, è dovere di tutti prendersene cura... altrimenti tanto valeva vivere nella giungla ed accettare la legge del più forte, almeno si partiva ad armi pari". Davide P., disoccupato

21 Gen 2011, 18:14 | Scrivi | Commenti (29) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Buon giorno, ho letto e condivido quello che è scritto nel senso che mi son accorto di tutto ciò e, in parte, non nascondo di subirlo. Secondo me comunque è importante "vederlo" e riuscire a salvagurdarsi: purtroppo uno deve (soprav)vivere in una società e deve accettare dei compromessi(sta a lui scegliere il quanto perché la teoria resta teoria). dall'altro lato secondo me e almeno nel tipo di socierà in cui mi trovo a vivere, son fortemente convinto che tutto ciò è voluto e per certi esemplari di ominide va bene così(basti vedere i casini che nascono nei momenti di ferie, feste o svago).

Davide Cattelan 26.01.11 10:40| 
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Io lavoro, ma approvo pienamente quanto detto da "DavideP." Lo dico per tutti quelli che lo criticano, che evidentemente sono solo asini, anzi un asino è più intelligente. Sono partito da Operaio pure io, e ho fatto dei lavori da emigrante per diversi anni; o posso anche dire lavori da deportato, visto che vivere la vita di un cantiere edile all'estero è vita davvero dura!
Quanto detto da Davide è vero, non si può vivere in una società dove ci si basa solo sul profitto o sul lavoro senza che ci si renda conto del costo che paghiamo per queste realtà. Una vita senza senso perchè fondata solo sugli utili, sull'avere, senza apprezzare più nulla, nemmeno un tozzo di pane, perchè non si sa più nemmeno che gusto ha!
Aprite gli occhi e cercate di vivere la vita per quanto breve che essa sia, ha ancora le sue bellezze, di chi ci sta vicino, degli amici, delle relazioni che abbiamo perso in questa società di capitali, di luci televisive di finti palcoscenici. Guardate la natura, quello è il nostro palcoscenico, non ha bisogno di niente, forse nemmeno di noi; ma almeno possiamo ammirarmla e capire quanto siamo stupidi perchè abbiamo scelto il capitalismo.

Andrea Della Pietra 24.01.11 20:52| 
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Quindi il mondo la' fuori e' cattivo e ingiusto, ecco perche' e' tuo diritto fare il mantenuto mentre qualche altro lavora. La pusillanimita' e l'indolenza elevati a virtu'.

Ma come fanno certi post a finire pubblicati sulla prima pagina del blog?

Diego Schiavon 22.01.11 16:37| 
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Mi spiace dirtelo ma se continui a pensarla cosi rimarrai disoccupato a vita.

Fausto Rocchi 22.01.11 14:28| 
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se è disoccupato non dovrebbe scrivere nel blog ma cercarsi un lavoro. poi quando c'e l'ha può criticare chi lavora.

danilo miatto 22.01.11 12:00| 
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Ciao Beppe. Sono un insegnante precario dal 2000, come del resto tantissimi. Volevo fare una riflessione. Sono giorni che in tutte le televisioni, si parla del caso Ruby. Ammetto che sia un fatto grave che il presidente del consiglio vada con una minorenne. Ma, la cosa grave è che tutti sono concentrati, Tg, carta stampata, politici, ecc. su questi fatti, e si lasciano in secondo piano; se non in terzo, i problemi reali. Stipendi passi e difficoltà ad arrivare a fine mese. Elezioni si, elezioni no, minacce della lega, il Pdl è pronto, il Pd pure. Altri soldi da spendere per loro??? ci siamo Beppe, siamo allo sfascio la Grecia è vicinissima. Paolo C.

Paolo Conforti 22.01.11 11:00| 
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a me invece mi sembra di essere circondato sia da gente che non gliene frega un c@@@o del lavoro che da gente che non gliene frega un c@@@@o de quello che c'è al di fuori dal lavoro. nel tuo caso specifico......... sei più contento di poter passare 24 ore al giorno con le persone che ami o di non dover dare il tuo tempo libero ad un padrone?

andrea asoni, caravaggio Commentatore certificato 22.01.11 10:18| 
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ottimo post...

vittorio perin 22.01.11 09:11| 
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Welcome to the Jungle
Scusa Davide P ma io credo che nella giungla ci siamo gia' con in aggiunta la grande mistificazione di farti credere che viviamo in una societa'. Magari mi sbaglio ma la legge della giungla non e' mica la legge del piu' forte, del chi sbaglia paga malamente e via dicendo? Penso che ci siano stati dei tentativi nel corso della storia di ridurre al minimo il tasso di anumalita' nelle relazioni umane, lasciando spazio agli istinti, salubremente direi, solo in momenti controllati. I vari tentativi piu' o meno creativi per ora sono falliti. E tu te la prendi con quelli che piccoli e pregmatici cercano di andare avanti!!
In teoria hai ragione tutti dovremmo pensare a migliorare la societa' ma poi ti ritrovi senza un soldo e magari con una famiglia a carico e che fai? Chi ti aiuta? Ti parlo per esperienza visto che ora sono disoccupato e ho paura perche' non so' come mangiare io e dar da mangiare a mia moglie ed ovviamente sono arrivato a ringraziare il cielo che non ho fatto figli... (37 anni).
Lo ho gia detto altre volte ma come atteso nulla e' accaduto. Occorre un movimento di gente che provochi un vero cmabiamento repentino. L'unione fa la forza perche' in gruppo il debole e' protetto e puo avere risorse per pensare alla comunita'. Ma quale comunita'? Quella che durante le vacanze di natale interrompe le proteste per andare in montagna? Ed io e mia moglie stiamo alavorare fino all'ultimo minuto per poter sperare di allungare i giorni in cui ci possiamo permettere unpiatto di pasta al pomodoro! Spero che tu capisca e proprio te lo dico senza rancore.

MImmo Limmo 22.01.11 08:27| 
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E’ necessario che la massa degli operai sia schiava dei suoi bisogni e non sia padrona del suo tempo,affinchè le facoltà umane (sociali)possano liberamente svilupparsi nelle classi,alle quali la classe degli operai serve unicamente come sostegno.
Questi ultimi rappresentano la mancanza di sviluppo,affinchè le altre classi rappresentino lo sviluppo umano.
Questa è realmente l’antitesi in cui si sviluppa la società borghese,e fino a oggi si è sviluppata ogni società
(K.MARX- Storia delle teorie economiche)

P.S.
E poi dicono che Marx,è morto.
Sarà pure morto,ma le sue osservazioni come si può leggere dal brano di sopra,restano più vive e attuali che mai, perchè?
Perchè, il "modo di produzione" capitalistico di oggi,è lo stesso di quello ai tempi di Marx.
Di conseguenza,la schiavitù salariata,è la stessa a distanza di 150anni.
Forse oggi,è anche peggio,perchè il divario tra ricchi (ricchissimi) e poveri,è aumentato.

Si legga:
(ANSA) - ROMA, 11 OTT
Appena l'1% della popolazione mondiale possiede il 43% delle ricchezze private.
Alla base della piramide,il 50% delle persone detiene solo il 2%.
Inoltre,secondo il Wall Street Journal, uno studio del 2008 sulla ricchezza negli Stati Uniti mostra che lo 0,01% più ricco della popolazione (un centesimo di un percento,ossia 14000 famiglie americane) possiede il 22,2% della ricchezza del paese.
Il 90% più povero,ovvero oltre 133 milioni di famiglie, ne controlla appena il 4%.
Il 9,99% restante dei ricchi vive con il 73,8% di ricchezza residuo.
Saluti.

http://www.filosofico.net/100talleri/schiavitu.html

Lovigio II (na) Commentatore certificato 22.01.11 03:09| 
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Quando capiremo che l'attuale modello sociale perpetuato da stato e chiesa va distrutto allora saremo veramente liberi. Basta con il modello della famiglia facilmente ricattabile dai padroni. Il single difficilmente lo tieni in pugno: ti manda a fanculo perché non ha nessuno da mantenere e quindi non è ricattabile. E poi i figli li devono fare solo i ricchi così un giorno metteranno solo i loro figli a lavorare e sono curioso di sapere come andrà a finire.

Giuseppe Maldera, Chiavari Commentatore certificato 22.01.11 01:12| 
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ciao oggi ho sentito un commento che ti vorrei riportare caro beppe il commento era questo
tempo indietro c'e' stata una notizia durata lo spazio di 1 giorno berlusconi in un paradiso fiscale ai caraibi avrebbe costruito un albergo per ospitare i suoi amici puttin e gheddafi poi questa notizia e' sparita nel vuoto ora viene il sospetto che puttin e gheddafi hanno il gas da vendereagli italiani e berlusconii non se ne vuole andare non da' le dimssioni che sia perche' su un metro di gas mettiamo prende un centesimo e se se ne va questo centesimo da puttin e gheddafi non lo prende piu? ciao violetta

violetta rimelli 22.01.11 00:15| 
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Ecco caro Davide...

Penso che tu abbia proprio centrato uno

dei noccioli della questione...

Hai descritto molto bene ed in poche righe

molti di coloro che,

senza rendersene conto,

moltissimi anche in buona fede,

sono entrati in una spirale cosí subdola

da non farli rendere conto piú

con obbiettivitá cos´é la realtá

fuori dalľambiente lavorativo...

Molti che non sanno piú cosa farsene del poco

tempo libero che gli resta...

Qualcuno persino se gli chiedi di esprimere

un desiderio probabilmente non sanno

nemmeno piú cosa desiderare,

cosa sognare...

Io anche ero arrivato a quel punto,

e non mi vergogno a dirlo...

Pensavo,

fin da giovanissimo,

che lavorando e lavorando mi sarei guadagnato

la mia buona dose di rispetto...

Senza rendermi conto che quel "rispetto"

guadagnato col sudore e la gran buona volontá

era direttamente proporzionale al fatto

che in buona sostanza eri in realtá

diventato il coglione che ha bisogno e vuole

lavorare,

mentre i tuoi capi il tempo per le loro famiglie

se lo godevano tutto,

insieme ai lauti profitti che quelli come

te gli procuravano...

E di essere considerato solo uno di quelli che

tirano la carretta...

Quando ho cominciato a rendermene conto,

ho alzato la testa per guardarmi intorno

gli avevo giá regalato buona parte dei miei

migliori anni..

L´importante credo che sia riuscire

prima o poi rialzare la testa,

avere ľumiltá di saper riconoscere i propri

sbagli,

non aver timore di guardarsi un giorno

allo specchio e a volte sapersi anche dare

del coglione da solo..

Non restare arroccato ad oltranza sulle proprie

posizioni..

Non aver mai paura di toccare un fondo qualsiasi

per poi poter ripartire e cominciare a cambiare

un po se stessi..

Perché il punto é che molti vorrebero cambiare

il mondo.

Ma quasi nessuno pensa prima a cominciare

da se stesso.

Buona fortuna

Saluti

D.

Donato S., Vienna Commentatore certificato 21.01.11 23:51| 
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Il lavoro è quello che ti piace fare(fosse anche filosofeggiare) e che ti da il tempo, nella società, di usufruire dei suoi vantaggi. Quell'altra cosa, quella che ti vogliono far fare oggi si chiama "schiavitù".

Alex C 21.01.11 23:26| 
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morti di fame sono e morti di fame rimangono


e fanno anche molto danno.
la rivoluzione non è mai stata in Italia.

machler marianne 21.01.11 22:01| 
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La regola giusta è che si lavori per vivere e non vivere per lavorare. Come in tutte le cose, l'equilibrio è sempre l'ideale. L'essere inseriti nel mondo del lavoro e farlo in modo utile per esistere sono il giusto per vivere bene. Qualsiasi esagerazione in più o in meno possono creare ripercusioni negative diametralmente opposte. Ovviamente non c'è una regola uguale per tutti ci sono persone che lavorano di più e persone che lavorano di meno, questo perchè non siamo tutti uguali e le varianti della vita sono diverse una dall'altro. In parole povere chi e celibe potrebbe essere diverso da chi e sposato con famiglia, generalizzare e sempre sbagliato, perchè magari ci sono persone che criticano tutti semplicemente perchè sono dei pelandroni e fanno la vita del Michelac, mange bevi e fe un cas.
Cerea nè.

Pier A. Commentatore certificato 21.01.11 21:57| 
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La schiavitù non è stata annullata ... anzi!!! é stata allargata a tutti noi...
Si dice che il lavoro nobilita l'uomo... Bella frase!
E tante altre frasi... m qui non si tratta più di lavoro ma bensi di schiavitù.. dove ti fanno credere di essere liberi dopo il raggiungimento dell'età pensionabile!
Palle! Siamo tutti schiavi....
E l'analisi è facile da fare...

David Mininno 21.01.11 20:46| 
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CIAO BEPPE
E' CHIARO CHE PIU' LAVORI PIU' TI SCHIAVIZZANO E PIU' TI VENDI,COME E' OGGI CONCEPITO IL LAVORO OGGI FA' SOLO PENA
ALVISE

alvisea fossa, nervesa della battaglia Commentatore certificato 21.01.11 19:18| 
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Sul tipo di lavoratori che vengono menzionati nel post voglio aggiungere 2 cose; 1 a volte sopportano in silenzio, soffrono allo stesso modo di chi si ribella e non chiedono niente; 2 a volte sono persone che lavorano sempre scegliendo di fare molti straordinari solo per prendere sempre più soldi, molte di questa volte sono le mogli a costringerli. Ho conosciuto entrambi questi tipi di persona.

ENRICO RICUPITO Commentatore certificato 21.01.11 19:04| 
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Il lavoro deve essere al servizio dell'uomo,
e non viceversa.
Il lavoro è una dura necessità,
ma non è mai, per un lavoratore dipendente,
un piacere.
I padroni, cioè la società capitalistica,
hanno inventato e diffuso tra di noi
il concetto di "voglia di lavorare"!
Esso è un concetto artificiale.
La voglia di lavorare non esiste!
E' per questo che si viene pagati.
Si lavora per rispettare un contratto,
per responsabilità verso un impegno preso,
per avidità, o bisogno,
ma mai perchè se ne ha voglia.
Coloro che si sono fatti lobotomizzare
da secoli di cultura prevalente (ZEITGEIST)
sono degli idioti sprovveduti, ignoranti e inconsapevoli proto-umani, che si meritano quello che subiscono.

Luigi D., Ancona Commentatore certificato 21.01.11 18:50| 
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io sono per cambiare l'art. 1 della costituzione.
Se la Repubblica fosse fondata sul benessere e la piena realizzazione del cittadino invece che sul lavoro forse le cose andrebbero diversamente.

angelo c., Torino Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 21.01.11 18:36| 
 
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