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La crisi e le risorse "finite"


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La crisi economica di oggi ha 2 aspetti: I) è una crisi finanziaria; II) è una crisi ambientale. La prima verrà, prima o poi, superata. Ci si è indebitati (imprese, famiglie e banche, perfino Stati) troppo. Troppo per una crescita che non c'è stata e non ci sarà più. E questo ci porta al punto II. Non ci sarà perché il modo di sviluppo del capitalismo occidentale è insostenibile. Oggi il 5% della popolazione mondiale sta consumando il 20% delle risorse del pianeta. Se volessimo allargare a tutte le persone del globo il "benessere" che noi abitanti dei paesi occidentali conosciamo, ci vorrebbero altri 4 pianeti come la Terra. (Uso il termine benessere tra virgolette, perché gli economisti ci hanno abituato ad usare PIL e benessere come sinonimi, ma in realtà "il PIL non misura ciò che rende una vita degna d'essere vissuta", S.Kuznetz, l' "inventore" del PIL). E' quindi chiaro che il sentiero che noi abbiamo percorso non sarà percorribile da altri. In un mondo finito come si può pensare di crescere all'infinito? Gli economisti più ortodossi continuano a ripeterci che il progresso tecnologico, permettendo di risparmiare sulle risorse naturali ed aumentando la produttività dell'uomo, ci consentirà di evitare il problema. Purtroppo avremmo bisogno ora e subito di tale tecnologia, mentre la crescita della sola Cina, ci mette in crisi ambientale e di risorse. Occorre quindi che: I) si prenda consapevolezza del problema "crescita vs risorse finite"; II) un singolo modello di sviluppo e di vita (oggi quello concentrato sulla crescita delle merci) viene proposto ed accettato come l’unico valido; mentre bisognerebbe invece apprezzare che ogni popolazione cerchi la via meglio corrispondente alla sua storia ai suoi caratteri, alle sue circostanze e non si senta inferiore ad un’altra per il solo fatto che quella produce più merci; III) si acquisti piena consapevolezza che la crescita (del PIL) non è la crescita del benessere; infine, IV) questo nostro tipo di crescita distruggerà il futuro dei nostri figli. Percorso impegnativo: un modo diverso di vivere, altro che aumentare l'IVA al 21% o la tassa di solidarietà sui soliti noti.
Mauro Gallegati

26 Ago 2011, 16:04 | Scrivi | Commenti (50) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Come già ho avuto modo di scrivere ieri commentando il post di Brown,non sono le risorse che mancano o che in futuro scarseggeranno,ma è la distribuzione non equa di esse nel mondo.A detenere lo sfruttamento delle materie prime e le tecnologie(come giustamente mi ha fatto osservare il Dott.Orsi),sono poche Nazioni che attraverso le politiche finanziarie-economiche-commerciali-monetarie,determinano lo status dei Popoli,la loro ricchezza e il loro reddito procapite.Le diseguaglianze sono enormi,e il capitalismo mondiale per non implodere,favorisce il distacco tra i popoli "ricchi" e popoli "poveri".Il consumismo è alla base del sistema capitalistico,accompagnato dalla produzione.Con la contrazione dei consumi,si è avuta anche una forte contrazione delle produzioni,che stanno determinando l'implosione del capitalismo occidentale.Condizionato dai programmi di sviluppo dei paesi asiatici Cina in testa.Le nazioni "emergenti" allo stato,non dimostrano di avere una cultura ambientalista, anzi la sacrificano sull'altare delle produzioni intensive,non facendosi scrupoli sulle pericolose fonti d'inquinamento ne sullo schiavizzare massacrando la forza lavoro,molto spesso minorile e mal retribuita.Sono concezioni diametralmente opposte su come debba essere inteso lo sviluppo industriale.Il Pil,è l'ennesima formula per nasconde la povertà dei popoli.Un meccanismo creato a tavolino,che non può rappresentare con esatta precisione il reddito di una nazione,esso è in pratica una misura convenzionale tendente ad orientare i flussi finanziari e a condizionare la crescita dei paesi.Il crepuscolo del capitalismo,unito al fine del collettivismo,pone la ricerca di una soluzione che non può essere che una terza via,che porti ad uno sviluppo industriale-economico armonico, ed organico alle esigenze delle popolazioni che non devono essere più oggetto di ricatto da parte di un sistema finanziario mondiale.Si ha la necessità,quindi,di perseguire l'umanesimo del lavoro e della produzione.

placidodomenico di falco 04.12.12 10:49| 
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Nel 1973 il brasiliano De Castro nel suo libro La geografia della fame e nel 1975 Dumont nel suo saggio La croissance de la famine mettevano in evidenza lo scandalo dei milioni di esseri condannati dalla fame. Speravano entrambi che entro il 2000 questa piaga sarebbe scomparsa. Ebbero una evidenza mediatica che durò qualche mese; i governi dei paesi occidentali e quelli dell'Opec promisero un loro forte impegno. Poi tutto scomparve nel nulla: i progressi in agricoltura furono vanificati dall'incremento della popolazione. E poi venne l'epoca in cui molti dei paesi produttori di cereali ridussero la produzione per evitare surplus per loro economicamente dannosi. E oggi il numero di coloro che soffrono (e muoiono) per la fame nel mondo è quasi allo stesso livello di allora. E' vero però che l'aumento della popolazione mondiale ha ridotto la loro percentuale. E' una scandalosa consolazione per i nostri paesi che in compenso dedicano molte risorse alla cura degli animali domestici!

Armando d'Agostino 03.12.12 17:58| 
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vi consiglio un approfondimento su questi argomenti per comprendere anche la storia che ci ha portato (e come) a questa crisi che a ragion veduta è una crisi di pochi che ribaltano sugli altri l'assorbimento delle problematiche create... http://www.cronologiamondiale.it/index.php?title=Economia

silvio 24.02.12 10:04| 
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post capitalismo - pil -potere d'acquisto

non ho vita a sufficenza per vedere attuata questa inevitabile sequenza, ma così avverrà, o cosi o il nulla. La concorrenza sul medesimo prodotto è oggi vinta da chi lo offre al minor prezzo producendolo al minor costo possibile della mano d'opera. Oggi la Cina, fra un minuto l'India e poi i paesi piu poveri, mano a mano che i primi arricchiranno per entrare poi inevitabilmente in crisi. Allorche' il costo mondiale della mano d'opera si sarà equiparato la sola caratteristica che renderà un prodotto più appetibile sarà la durata, che diverrà il vero minor costo. Ma che fine farà la produzione industriale a mercati saturi? Esattamente quel che avviene oggi da noi, non crescerà, anzi decrescerà. Non è un'ipotesi così terribile poichè anche le nostre spese, fatti salvi i generi di prima necessità, diminuiranno, di pari passo col diminuire delle nostre entrate, ma queste avranno un maggiore potere d'acquisto rispetto ad oggi diminuendo le spese per la maggiore durata del prodotto. Certo è prematuro parlarne oggi, apparentemente prematuro poichè è oggi che si crea il domani. Se inziassimo a pensare assieme a come precorrere i tempi sicuramente spenderemo meglio le nostre energie di quanto facciamo dedicandole alla critica che, se pur necessaria, poco di nuovo inventa. Vogliamo provarci, ognuno con una idea propositiva !? Direi che sarebbe proprio il caso. Dubito che il prodotto interno lordo delle nazioni sviluppate possa ancora crescere negli anni a venire, l'apice della parabola lo abbiamo passato, ora resta la porzione discendente, non facciamoci cogliere impreparati, in quanto ai politici, da destra a sinistra, sono dinosauri del passato, non penso che il loro legame al mondo reale sia ancora presente, meglio ignorarli. Hai qualche buona e propositiva idea? Scrivi !!

Francesco Nicell 19.09.11 00:56| 
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Il problema VERO è che a questi signori non frega niente nè di noi nè del PIL.
A questi signiri frega solo "fregare" agli altri per loro stessi.
Finchè non capiremo che nel Mondo esistono le persone CATTIVE che vogliono fare il MALE ed esistono gli stronzi che li aiutano per un piccolo tornaconto personale, non capiremo MAI cosa dovremo fare e chi dovremo veramente votare ... come non capiremo MAI le cose lapalissiane dette da MAuro callegati che Robert Kennedy disse nel 1968 due mesi prima di "essere fatto fuori" dai "signori del vapore" che temevano tremendamente che si scoprisse la verità.
Aldo

AldoMoro 06.09.11 08:43| 
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Condivido pienamente. Non sono principalmente le leggi da cambiare ma il comportamento dei cittadini. Io ho già cominciato da tempo. Al supermercato prima mettevo poca roba a causa dell'euro, oggi come scelta. Bevo acqua del rubinetto, niente, o quasi, cibi conservati. Pochissima carne e derivati. Qualche pezzettino la domenica. Ed ogni volta che ho qualcosa da comprare deve rispondere a queste precise domanda: "ne ho bisogno? ne ho davvero bisogno? posso farne a meno?" Se non risponde sì a tutte e tre non entra nel carrello, non entra in casa. E sto benissimo. Ci può credere solo chi lo vive. E non solo come consumo ma anche come salute sia fisico che psichico. Cucino cose molto semplici e mangio subito o quasi quel che preparo. L'armadio non è pieno di abiti ma solo quelli che indosso. Quando si consumano ne compro altri. Siamo noi a creare il mondo, non dei psicopatici che credono di dirigerlo.

maria barberio 04.09.11 08:51| 
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il divario tra la direzione della politica e la realtà è tragicamente agli antipodi.il tappo sta saltando,dispiace che pagheremo tutti.colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che votano i partiti di governo,i nostri genitori affezionati a berluscabà e i 40 ladroni.mi son rotto i coglioni.

filippo dioguardi 30.08.11 11:48| 
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..è una vita smodata per una produzione smodata, per un capitalismo smodato, per permettere a persone smodate una vita di lusso smodato: una vera e propria follia teleguidata . .. Sarà possibile rientrare nella normalità di una vita in armonia con uomini e natura , quella natura la sola a sostenerci e che Dio ci diede per vivere e l'egoismo ci toglie per distruggerla? Perchè non gli Stati Generali dei Naturalisti per fare il punto dei disastri del capitalismo sfrenato cieco, sordo e muto?

alma gemme 28.08.11 05:03| 
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Siamo solo economisti dilettanti e visionari che si oppongono ai veri economisti?.

http://giorgio-nebbia.blogspot.com/2010/03/kenneth-boulding-padre-delleconomia.html

sergio a. Commentatore certificato 28.08.11 00:22| 
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Si parla sempre molto di ambiente, ma se ne parla anche molto a sproposito. Infatti, nonostante i tanti dibattiti, quando c'è una possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili, nessuno se ne accorge (così come nessuno si è mai accorto del più grande sperpero di risorse energetiche della Storia, quello del metano). Certo, è molto difficile oggi immaginare un'economia sviluppata che possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti ogni anno per fare la carta, e dei prodotti dell'industria chimica. Ed è altrettanto difficile immaginare una società affluente senza le montagne di rifiuti, l'inquinamento e gli altri danni all'ambiente a cui siamo da tempo abituati.
Eppure una concreta e fondata speranza esiste: questa speranza ci viene dalla canapa. Con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l'edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità. La canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall'antichità sia in Oriente che in Occidente. In Cina essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta. Nel Mediterraneo già i Fenici usavano vele di canapa per le loro imbarcazioni. E nella Pianura Padana la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall'epoca roman

Gilberto Barcella 27.08.11 22:46| 
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Concordo al 100%.
Il pil e' ormai diventato una buffonata ad uso e consumo della classe
politica collusa con un capitalismo che ci  portera'  alla rovina....spero
solo che la grande abbuffata dei capitalisti ingordi prima o poi li faccia
scoppiare !!!
Penso che ormai in tanti ci siamo resi conto che i beni a cui attribuire
valore siano altri. 
Salvare l'uomo per cio' che e' e non per cio' che ha dev'essere
l'imperativo comune di tutti noi! 
Non lasciamici sopraffare ! Forza 5 stelle !!!
Si puo' vivere lavorando  tutti quanti un po' di meno ...forse con un po'
di meno, ma tutti piu sani e felici in un ambiente piu' pulito fuori e
dentro di noi !

(leggete anche Latouche e altri pensatori sulla crescuta 
sostenibile....)  "

Fabio

Fabio B. Commentatore certificato 27.08.11 21:34| 
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Condivido a pieno le riflessioni di Mauro Gallegati. Giusto una piccola considerazione sul ruolo della tecnologia. L'idea che questa possa salvarci e' per lo meno ingenua. Come gia' notava Jevons nel 19 secolo, la disponibilita' di tecnologie avanzate che permettono di ridurre l'intensita' energetica (i.e., riduzione di una variabile intensiva) contribuiscono all'aumento complessivo della domanda di energia (i.e., aumento in una variabile estensiva); per esempio, la disponibilita' di motori piu' efficienti aumenta il costo opportunita' di non usare tali motore e quindi ne favorisce la diffusione. Non c'e' da sorprendersi del fatto che anche se l'efficienza energetica e' aumentata costantemente negli ultimi 30 anni (i.e., riduzione ad esempio della quantita' di petrolio usata per produrre un dollaro di pil), il consumo complessivo di energia e' aumentato notevolmente.

Graziano Ceddia 27.08.11 20:05| 
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Bisogna martellare su questi argomenti, non abbiamo altri quattro pianeti per poter mantenere i consumi attuali. E finiamola di usare il PIL come indicatore, come aveva proposto Robert Kennedy nel 1968. Non serve a nulla, possibile che dopo 43 -quarantatre- anni non l'abbiamo ancora capito?

Basta illuderci con la crescita "che arriverà il mese prossimo": non arriverà mai, sono tutte balle raccontate da sedicenti esperti in economia.

Gianluigi Scanferlato Commentatore certificato 27.08.11 19:49| 
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Bene Beppe, siamo sulla strada giusta.....
Grazie per aver fatto crescere da tempo e con metodica costanza la sensibilità collettiva
Finalmente anche la stampa sta aumentando l'attenzione, sugli inaccettabili, insostenibili privilegi della casta dei politici
Se le luci, i riflettori si accendono, via via ti abbagliano ed i "ladri", che si muovono solitamente al buio, senza trasparenza, sono costretti a scappare.....
È la trasparenza e la partecipazione, la terapia
Il ladro poi si acchiappa da vicino, quindi propongo che prima di tutto a livello locale si debba fare trasparenza, accendere i riflettori
Seppur è vero che la dignità è in quell'ambiente merce rara, essere additati sotto casa credo sia molto spiacevole.
I costi, gli inutili privilegi dei politici sono anche i molteplici incarichi che ricoprono al solo fine di gonfiare loro tasche personali.
Quali gli incarichi dei singoli consiglieri comunali, provinciali, regionali, nonchè la sommatoria dei compensi oltre quanto viene percepito dal datore di lavoro, quasi sempre ancora pubblico?
Sono convinto che, come proposto da Rizzo e Stella la reale totale trasparenza sia una grande medicina.
Ancora, nessun prelievo è legittimo, a mio parere, se prima non vengono estirpati, non semplicemente ridotti, gli assurdi ed inaccettabili privilegi:  vitalizi, segretari, auto blu, scorte, ed appartamenti, voli, assicurazioni, assistenze sanitarie, pasti e quant'altro, a questi mestieranti, che di politici hanno solo il nome. 
Grazie Beppe 
Fabio Felicini

Fabio Felicini 27.08.11 17:17| 
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Il capitalismo ha avuto una nascita ed avrà anche una dato di morte. Per il semplice fatto è che la teoria matematica su cui è retto, che non gli permette di esser duraturo. Il capitalismo funziona in un sistema dove le risorse sono infinite, ma in un sistema chiuso, come il pianeta Terra, dove le risorse sono finite, può andare avanti solo per un po'. Questo lasso di tempo può esser anche discretamente ampio, ma mai può esser indefinito. L'unica forma di gestione delle risorse che può perdurare per un periodo indefinito, è una gestione comunitaria, almeno in ambito matematico, che poi stati di questo genere siano naufragati per altri motivi è storia, ma forse semplicemente perchè erano una società troppo avanzata per il periodo in cui sono nati, e ciò ha portato alla fisiologica involuzione e crollo.

David C., Pistoia Commentatore certificato 27.08.11 17:13| 
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Ciao a tutti,ieri sera sono andato alla festa del PD,penso si chiami così ora,di Parma bhè non ci credevo..... 1º Nessuna raccolta differenziata dovuta alla completa assenza di contenitori idonei!
2º Uso esclusivo di posate e piatti di plastica,forse i signori non sapevano che nell'agosto del 2011 sono stati scoperti quelli biodegradabili.....
3º Si facevano pagare persino il parcheggio,un campo dietro ad una delle più importanti industrie conserviere della città,la puzza delle esalazioni emanate era uno spettacolo
E dicono e promettono di tutelare l'ambiente....siamo in una botte di ferro!!!

Marco D., Parma Commentatore certificato 27.08.11 15:49| 
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Sta iniziando la crisi delle energie.
Questo pianeta ha solo 2 strade:
1) concentrare lo sviluppo di tecnologie volte al risparmio energetico contemporaneamente sviluppare tecnologie per produrre energie pulite.
2) Riprovare con una guerra mondiale....... e vedere di nascosto l'effetto che fa!!!
Sicuramente ci sarà una ripresa economica.......

Il trevisano 27.08.11 13:01| 
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Difatti si dovrebbe usare il FIL (felicità interna lorda) per misurare il benessere di un paese...e non il PIL...

Angelo Cianciosi 27.08.11 12:47| 
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abbiamo tutti troppo (in italia), anche quelli che sono considerati poveri... figuriamoci gli altri.

ivan m. Commentatore certificato 27.08.11 12:25| 
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Situazione politica e origini della lega nord.
Il celebroleso è tra i politici più ascoltati e seguiti al nord.L'ignoranza dilaga al nord (basta vedere chi viene votato), la leganord purtroppo dilaga al nord, MOLTO spesso le tre cose coincidono.Domandarsi cosa potrebbero fare di lavoro senza la politica i parlamentari leghisti no vero?
La verità e che la lega più degli altri partiti è scesa in politica per far soldi!http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/banche35/fioraniaipm/fioraniaipm.html
Un esempio su tutti:Umberto Bossi da Cassago Magnago, provincia di Varese. Una vita da film. Ha fatto tre feste di laurea senza essersi mai laureato. Alla prima moglie racconta di essere un dottore, si finge medico dell’ospedale Del Ponte di Varese. La storia va avanti per mesi. Quando lei scopre che è tutto inventato chiede il divorzio. Qualche anno dopo l’Umberto porta anche la madre all’università di Pavia per la consacrazione ma non la fa assistere alla cerimonia: è la solita balla, lui ormai c’è abituato. All’Università per qualche anno c’era stato. Pochi esami, parecchi guai ma anche l’incontro che aveva cambiato la sua vita: quello con la politica.La Lega lombarda, i primi assessori comunali eletti in Veneto e Lombardia.Bossi cavalca Mani pulite e l’insoddisfazione del profondo Nord. Non sarà laureato ma è scaltro l’Umberto. Lavora sull’immaginario collettivo, capisce prima di tutti che l’immigrazione sposta una marea di voti che la gente ha una paura fottuta. Poi c’è il folklore: Pontida, miss Padania, la Lega che ce l’ha duro, Roma ladrona, i comizi in canottiera. La Prima repubblica crolla, nel Paese regna la confusione, il momento è propizio. Bossi alza il tiro. Annuncia la secessione, crea il Parlamento del Nord, progetta di avanzare “città per città con le baionette” è così via.Adesso per non perdere i voti rimasti dei vecchi pensionati bossoli li rassicura le pensioni non si toccano.Ci credete ?cerrrtoooo più di qualcuno in padania ci crede ancora.

Pietro T. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 27.08.11 11:23| 
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Consiglio di leggere "La decrescita felice" tanto per iniziare. La tecnologia va usata per risparmiare energia non per consumarla; edifici energeticamente efficienti, recuperatori di energia in frenata per veicoli, computer che consumano meno ma più potenti, ecco semplici esempi di alta tecnologia utile.

m r 27.08.11 10:57| 
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Verissimo ma va considerata la sostituzione dei beni fisici con quelli virtuali cosa che (escluso il cibo) è possibile per ogni altra cosa che impegna la nostra mente. Un'ora passata nella lettura di un libro o alla tv è meno dannosa per l'ambiente di un giro in barca o in auto. Quanto spreco si può tagliare grazie a simulazioni, giochi, frequentazioni virtuali? Ricordo in liguria negli anni 80, c'erano sul mare miriadi di canotti, gommoni, windsurf, moto d'acqua. I negozi erano pieni di pinne, giocattoli in plastica per bambini. Ogni mezz'ora passava sulle teste l'aereo con lo striscione di pubblicità e barche a motore ti portavano a fare mini crociere. Ora è cambiato. I bambini giocano con le playstation, gli adulti vedono sky e internet, al mare riposano, fanno il bagno o giocano con la palla. Qualcuno direbbe che è crisi, io penso sia sviluppo.

Peter Amico 27.08.11 09:50| 
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2/2)
Una fonte energetica che ha questi requisiti è la fusione nucleare (calda o fredda che sia).
Però sfortunatamente l'uomo ancora non possiede la tecnologia e le conoscenze teoriche per poter utilizzare questa fonte energetica in ambito civile.
Se facciamo un elenco dei problemi che l'umanità dovrà affrontare in un futuro più o meno lontano, avremo:
1) Risorse energetiche finite (petrolio, gas, uranio);
2) sovrappopolazione (case, alimenti);
3) inquinamento;
4) cambiamenti climatici (riscaldamento globale, era glaciale);
5) pandemie (virus);
6) possibili minacce dallo spazio (meteoriti);
ecc.
Tutte le soluzioni proposte, come: consumare meno, inquinare meno ecc. sono positive, ma spostano solo un pò più in là il problema, ma non lo risolvono.
Per esempio: l'umanità è passata da 1,5 miliardi di persone agli inizi del 1900, ai 7 miliardi di oggi.
Se anche la popolazione mondiale consumasse (in media) la metà di adesso, tra una ventina d'anni (grazie all'aumento demografico e al miglioramento delle condizioni di vita dei più poveri), i consumi sarebbero superiori a quelli attuali! Quindi il problema sarebbe solo spostato un pò più in là!
Per come la vedo io, per salvare tutti gli uomini del mondo (e non solo una parte più ricca) c'è solo una soluzione: investire in ricerca e trovare nuove fonti di energia (es. fusione fredda) che permettano di produrre energia senza inquinare e che permettano di eliminare l'inquinamento prodotto dall'uomo.
Per quanto riguarda la sovrappopolazione, la stessa ricerca dovrebbe fornirci l'energia e i mezzi per colonizzare nuovi mondi lontani! Se ciò non sarà possibile (Einstein: nessun corpo può viaggiare oltre la velocità della luce); inutile farsi illusioni, non ci sarà spazio per tutti!
Quella ristretta popolazione che eventualmente vivrebbe (sempre se non si risolvono i problemi energetici e teorici) vivrebbe solo un pò di più, perché al primo meteorite di grosse dimensioni che colpirebbe la terra, non avrebbe modo di distruggerlo.

Alessandro Pulvirenti (alexpulvct), BIANCAVILLA Commentatore certificato 27.08.11 03:14| 
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1/2) Sono pienamente d'accordo sul fatto che l'umanità sta andando incontro a una fine (prematura) se continuerà a consumare e a inquinare ai ritmi attuali; però debbo evidenziare che le soluzioni proposte, spesso sono frutto di illusioni e analisi superficiale dei problemi.
Forse non tutti hanno capito che tornare indietro NON è possibile, nel senso che: non è fattibile per l'uomo vivere dei frutti del proprio orticello!
E' un'utopia pensare di potersi fare una piccola fattoria e vivere con i beni alimentari che produce, facendo così l'uomo raggiungerebbe la sua fine molto più velocemente di quello che sta facendo adesso, per il semplice fatto che ciò era possibile quando gli abitanti del pianeta erano molti di meno e c'erano molti meno servizi. Adesso non c'è più spazio per le fattorie di 7 miliardi di abitanti del nostro pianeta!
E poi ricordo a chi propone cose del genere, che non si vive di solo cibo, ma anche di abbigliamento, casa, sanità, scuola, sicurezza (polizia, esercito, ...) e tutto questo è possibile solo grazie al fatto che c'è una coltivazione intensiva del suolo con metodi industriali.
A chi propone di sostituire il petrolio e il nucleare (fonti inquinanti) con altre fonti di energia, ricordo che questo è fattibile solo in parte, in quanto le energie alternative non sono prive di difetti.
Ad esempio:
1) Il solare
pregi: fonte infinita di energia rinnovabile;
difetti: richiede molta superficie (rubata alle eventuali coltivazioni), quindi non adatta in tutti quei casi in cui si debba consumare molta energia in poco spazio (industrie, mezzi di trasporto, CERN);
2) biocarburanti
pregi: diminuiscono la dipendenza dai Paesi produttori di petrolio;
difetti: grandi superfici terriere utilizzate per produrre energia e non per sfamare il mondo sempre più popolato.
La fonte energetica teorica ottimale dovrebbe permettere di ottenere molta energia da poco spazio/massa.

Alessandro Pulvirenti (alexpulvct), BIANCAVILLA Commentatore certificato 27.08.11 03:13| 
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Sono felice,perche ho appena trovato altre forme di vita nell'universo,che la pensano come me.
Io spendo pochissimo,se non niente,in cose superflue.Ma a che serve,se poi ci pensano mia moglie e mia figlia a spendere per me in cose assurde?,odio le scarpe,ce ne sono dappertutto,per non parlare dei capi d'abbigliamento,gli armadi sono stracolmi e ogni mese qualcosa finisce in discarica.
Sembrano drogate,in crisi di astinenza da shopping.Mia moglie è cambiata,prima non era cosi e mia figlia c'è nata in questo mondo di merda figuriamoci.
Io ho tre paia di scarpe,tre blugins,tre magliette,e tre maglie,il minimo indispensabile e mi bastano.
Ora che sono senza lavoro giro sempre in bicicletta,non fumo,non bevo, insomma sono proprio un parassita della società,se fossero tutti come me,l'Italia fallirebbe in tre giorni.
Sento che mi manca qualcosa,ma non cose materiali,
mi mancano le persone umili, quelle di una volta che erano felici anche con poco,che si aiutavano anche solo facendo due chiacchiere al bar o sedute la sera davanti a casa,semplici ma sincere.Non posso più ascoltare la televisione,specie quando ci sono quelle belle facce dei nostri politici,per non parlare poi di realiti,finction,de filippi & compani.Contribuire ad incrementare i consumi per ridurre il debito ed "aiutare" i figli,io proprio non ci riesco,sono un caso da studiare,se fossero tutti come me,il mondo avrebbe gli anni contati.
Scusatemi tanto.

sergio a. Commentatore certificato 27.08.11 01:10| 
 
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"Ah, allora non sono SOLO io che la penso in questo modo, ne sono felice.
Quando sara' che la capiremo tutti che e' proprio il modello di societa'
attualmente in uso che non puo' piu' andar bene proprio perche si basa su
un concetto, la crescita infinita, che anche un bimbo capirebbe che non
puo' continure per sempre per il semplice fatto che viviamo in un mondo
"finito" che ha precisi confini sia di spazio che di risorse.
Io penso che o gli uomini arriveranno a farsene una ragione e si metteranno
insieme a cercare soluzioni praticabili o altrimenti ci pensera'
MADRENATURA come sempre ha fatto e nuove stagioni di GUERRE DI STERMINIO
avranno inizio.
La VERA RICCHEZZA di una societa' non la si dovrebbe misurare con il PIL ma
con il tempo libero dal lavoro che potra' affrire agli individui."

Alex G. 27.08.11 00:07| 
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Quando alcuni anni or sono cominciammo a sentir dire che l'aumento del PIL non corrispondeva alla crescita del benessere, che le risorse erano limitate e altre cose affascinanti di questo tipo, un po tutti abbiamo creduto che questi uomini controcorrente e illuminati, che avevano il coraggio di divulgare queste teorie, sarebbero stati in grado di prendere per mano il mondo per condurlo verso un futuro di giustizia, di benessere e ... felicità.
Mentre gli uomini controcorrente e illuminati continuano a dire le stesse cose nei libri che vendono, nei viaggi che fanno in tutto il mondo con i soldi degli studenti delle università e dei contribuenti, le cose sono molto peggiorate, nel senso che sono sempre meno quelli che stanno meglio a danno di coloro, sempre di più, che stanno peggio.
Le teorie affascinanti sono destinate a rimanere tali se non vengono concretizzate in azioni, in esempi, in stili di vita. Gallegati, l'autore del pezzo “La crisi e le risorse finite” è stato eletto al consiglio comunale di Ancona nella lista delle 5 stelle. Dopo tre mesi si è dimesso dicendo che i movimenti come il nostro non hanno possibilità di incidere nella politica. Altro che virus inoculato! Lui ha continuato a girare il mondo per l'università di Ancona e a riposarsi nella sua villa con piscina nella zona più esclusiva e prestigiosa della città. Questo tipo di crescita non distruggerà di certo il futuro dei suoi figli!
“Chi sa fa, chi non sa insegna”. Lao Tsu (VI-V secolo A.C.)

Giovanni Maggi 26.08.11 23:45| 
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Impeccabile! grazie all'autore!

ora resta il "piccolo" problema di come
diffondere questi principi che mi verrebbe da definire elementari - nel senso che ci arriverebbe a capirli anche un bambino - ma che tanti, per interesse, per distrazione, per comodo non possono o vogliono capire

come farli arrivare a chi dovrebbe in qualche modo dargli gambe "popolari"?

perché certo ogni persona con un po' di coscienza ecol-etica fa la raccolta differenziata, cerca di rispettare la natura, non spreca, cerca di usare i mezzi pubblici e di risparmiare energia ecc. ecc. ma finché si ha la netta sensazione che questi comportamenti siano quasi quelli di una élite e quindi incidano poco.. lo sconforto non è poco..

un saluto

Paola Bassi 26.08.11 22:31| 
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Sono d'accordo con l'articolo, nella nostra società il bisogno è stato soppiantato dal superfluo per mantenere in pieid questo sistema capitalistico...però ricordiamoci che alla base c'è anche4 un gruppo di lobbysdti che impedisce usufruire delle nuove energie, delle nuove scoperte messe in un cassetto ( mi viene in mente la batteria al magnesaio per le auto o per assurdo la fusione fredda, se effettivamente poi nell'87 ci riuscirono davvero. Il problema è che siamo ormai in tutit i campi nelle mani di idnustriali senza scrupoli il cui ruolo e fare profitto..che i beni ritornino statali, del cittadino però non di corporazioni pubbliche che fanno peggio, ma del cittadino. Se si volesse davvero creare benessere ( non PIL intendiamoci) e ci fosse realmente democrazia e cura del cittadino le risorse basterebbero eccome) invece tutto questo sistema che hanno progettato da 400 anni serve solo per dominarci....una domanda...chi è oggi in grado di procurarsi cibo senza il supermercato, senza rubare a chi produce...pochi...così non sei LIBERO, ma controllato...ci lavorano da 400 anni se non più. Aboliamo la finanza, fanculo i debiti tra stati e verso le banche, ritorniamo ad un rapporto più umano tra di noi e con l'ambiente....

Donato G., Como Commentatore certificato 26.08.11 22:16| 
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Penso anchio che questo modello basato esclusivamente ,sul consumismo,non possa durare ancora per molto, noi paesi occidentali ,abbiamo molto di piu' di cio' che ci serve,Molti paesi non hanno cio che serve veramente a loro,e come modello,hanno,quelli come noi,è normale che vedano noi come popoli da imitare,e questo credo che porterà l'essere umano,scontri ferrocissimi ,per avere il cibo per tutti,

edilio montaldo 26.08.11 21:39| 
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PER LIBERARCI DALLA CRISI BASTEREBBE POCO
eliminare le lobby di potere nascoste
nello stato e nella politica
e sterminare tutti i loro amici e complici
per prima i petrolieri
CI IMPONGONO IL CONSUMO OBBLIGATORIO DEL LORO PETROLIO
fari accesi sempre perche per la nostra sicurezza ... o per consumare di piu????
inceneritori(cosa brucia un inceneritore???)
la maggorparte carta e .. un derivato riciclabilissimo del petrolio come
la PLASTICA
AUTO ELETTRICHE (NEANCHE A PARLARLE)
SOLO A BENZINA E GASOLIO (IL LORO GASOLIO)
in brasile le auto vanno con benzina prodotta con cereali
(avremmo meno dipendenze e piu campi da coltivare )
MA LORO NON CI GUADAGNEREBBERO NULLA
PERCIO NIENTE DA FARE

ELIMINAZIONE DELLE LOBBY DI BANCHIERI
DETTO BANCA DETTO TUTTO
MA
LA COSA PIU SPIETATA E BRUTALE CONTRO QUESTA GENTAGLIA PERO
sarebbe la restitiuzione e il pagamento
dei danni
OBBLIGATORIALMENTE
E SENZA SCONTI

PENSATE A PRODI CHE DEVE RISARCIRE IL REGALO (CONDONO) DEI 98MILIARDI DI EURO

PENSATE A BERLUSCA CHE DEVE RISARCIRE TUTTO
NON GLI BASTEREBE I SUOI SOLDI SOLO IL RISARCIMENTO DELLA MULTA
DI 380000EURO AL GIORNO

AVREMMO UN PARLAMENTO DI SUICIDI
E QUEI POCHI SAREBBERO ONESTI ...PER FORZA
e avremmo meno sprechi (dato che dovrebbero
risarcire)

un bel sogno vero???

stefano b., rovato Commentatore certificato 26.08.11 21:12| 
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Intanto oggi nonostante il caldo ho fatto il tragitto casa/lavoro in bicicletta come sempre quando non piove e non fa troppo freddo. Non è che mi manca l'auto, non mi mancano i soldi per la benzina.

E' bello spostarsi in bici!

Noè SulVortice Commentatore certificato 26.08.11 20:39| 
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Concordo in pieno con il sig. Gallegati, però tutte queste cose che elenca ormai sono chiare a molti. Quello che manca sono le idee, le alternative. Però credo anche che sia un'utopia credere che gran parte delle persone possa pensare di contribuire a cambiare le cose. Io credo che purtroppo dovranno passare ancora molti anni e toccare ulteriormente il fondo del barile per far si che la maggioranza delle persone riescano a responsabilizzarsi pensando ad un sistema di vita diverso da questo.
Per quanto mi riguarda ci stò provando da qualche anno.
Lorenzo

Lorenzo galli 26.08.11 19:58| 
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Post condivisibile al 100/%,
ma il problema è sempre lo stesso, e cioe:
Chi riuscirà a dissuadere i capitalisti dal
continuare a perseguire questo tipo di sviluppo?
L'errore fondamentale di tutti questi pur validi analisti, come Mauro Gallegati, è secondo me,
quello di considerare questo capitalismo di oggi come un sistema alterato, come un'aberrazione,
come un errore del software della storia,
che quindi una volta corretto possa operare
in modo più umano e rispettoso della natura.
Purtroppo non è così, questa ì la naturale evoluzione del capitalismo, anzi questo è il mondo ideale dei capitalisti, senza nemici,
senza limitazioni, con il potere finalmente di regolare endogenamente tutte le varibili
economiche.
Finchè esisterà il concetto di massimizzazione del profitto, il sistema tenderà ad essere così come è oggi, anzi l'evoluzione non è certo finita, peggiorerà!
Bisogna certamente prendere coscienza delle cose che dice gallegati, ma contemporaneamente bisogna
rendersi conto che nessun tipo di sistema capitalistico potrà mai realizzarle.
Semplicemente non può!
Esiste un sistema economico, ma anche di valori, che possa sostituire il capitalismo?
Ce n'è uno , bello e pronto, ma non sono rose e fiori, si chiama comunismo.
Fra questi due estremi non c'è nulla di nulla,
perchè entrambi i sistemi non resistono nelle posizioni intermedie, e fatalmente ritornano ad essere quelli che conosciamo, inutile farsi illusioni.
Bisogna scegliere!

l., ancona Commentatore certificato 26.08.11 19:33| 
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Ci sono diversi errori concettuali nel tuo ragionamento.
1) La crisi finanziaria non passerà, perché il debito è connaturato con l'attuale sistema monetario-finanziario, quindi non c'è alcuna soluzione al debito, e anzi tecnicamente, oggi siamo tutti falliti, tutti gli stati del pianeta lo sono. La moneta che c'è in circolazione è fasulla, è una truffa e non è coperta da nulla.
2) Questa società è fondata sul profitto e non sul benessere degli uomini. Come potete immaginare che una società fondata sul profitto si interessi di cose come la pace, la salute dei cittadini, l'ecologia e l'eguaglianza. Questa economia e questo PIL si fonda sulle guerre, sulle cure alle malattie, sull'inquinamento, sulla miseria di intere popolazioni e stati da sfruttare
3) La tecnologia può forse già oggi rivoluzionare il mondo. Ma la tecnologia, e la scienza, devono smettere di essere puttane del dio denaro, e mettersi a disposizione dell'umanità. Già oggi, eliminando denaro e profitto, la tecnologia ci potrebbe consentire di vivere avendo elettricità per tutti, automatizzando la gran parte del lavoro manuale (a pochi spetterebbe il lavoro e probabilmente sarebbe vissuto come un servizio all'umanità) e in prospettiva eliminarlo.
4) Eliminando le ragioni che in una società creano conflittualità, competizione, diseguaglianze e quindi profitto, i crimini scenderebbero radicalmente e la violenza diventerebbe del tutto inutile e non necessaria.

Insomma... si tratta di abbattere un SISTEMA e non di riformarlo per fare in modo che si riproduca all'infinito nello stesso modo.

Sono i media, le tv, i film, questa cultura che si regge e si conforma al sistema a non farci comprendere che è tutto un grande inganno.

Riflettiamoci e informatevi in rete.

Luigi B 26.08.11 19:18| 
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Da diverso tempo chiedo in giro (anche al Movimento 5 stelle ) Perchè il P.I.L. prodotto dagli extracomunitari è una risorsa(unico valore che si usa per definire la positività del fenomeno) mentre quello prodotto dagli Italiani è un insieme di tutte le sfighe?
Perchè se sono un autoctono che gira con un ibrido faccio parte di quel 20% di stronzi che consumano l'80% delle risorse mentre se uno straniero che viene in Italia gira con un Suv esprime il suo diritto a una vita migliore (o dignitosa)?
PS fino ad ora gli stranieri hanno solo contribuito ad aumentare la popolazione nei paesi del Nord(PIù persone più consumi) senza risolvere il default demografico(i bambini non nati sono stati sostituiti con degli adulti stranieri)

Nerio Cappelli 26.08.11 18:21| 
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vorrei trarre una rapida, ma non affrettata, conclusione: i popoli ricchi dovrebbero ridurre del 75% i propri consumi.
dico bene? si tratta della decrescita?

in caso affermativo penso che ci farebbe bene tornare ai consumi più bassi del passato, ma mantenendo tutti i vantaggi che ci offrono la tecnologia e la scienza attuali che, in fondo, andrebbero solo condivisi fraternamente.

Gabriele Alfano Commentatore certificato 26.08.11 18:03| 
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Bravo Mauro, finalmente qualcuno che se ne e`accorto. E ne parla. Ma economisti e politici continuano a parlare solo di "crescita" e punto, non di crescita sostenibile. Noi siamo gia`cresciuti: anche troppo. Ma i nostri figli ? Chi glielo dice che dovranno "decrescere" ?
Grazie per lo spazio e saluti,

Brunello Tombari 26.08.11 17:57| 
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finalmente un post sensato dove l`invenzione del pil
viene ridotta a quello che é, al concetto per aricchire
i già ricchi ed inpoverire i già poveri...
forse il pensiero del meno è di più riuschirà finalmente
a sfondare, essendo l`unica via possibile per non dire intelligente, basta vedere quante cose si hanno in casa
e quanto spesso le si usa o a cosa servono realmente...
e questi si credono paesi evoluti dove ci si lascia
condcondizionare da idee a dir poco astratte,
perdendo di vista l`essenziale, la vera qualità di vita...
dove l`essere prevale sul avere...

stefano b. Commentatore certificato 26.08.11 16:52| 
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la tecnologia si sta rivelando un'arma a doppio taglio:
Oggi il valore riconosciuto al lavoro è sempre minore perché molto del lavoro "a basso valore aggiunto" può essere automatizzato.
Tutto quello che può essere automatizzato riduce i costi (=riduce l'esigenza di forza lavoro).
Ma la ricchezza non viene ri-distribuita né attraverso uno stato Sociale, né attraverso il rispetto delle leggi liberali: chi è più forte (spesso più illegale, scorretto, criminale) vince e mangia tutto.
Gli altri sono costretti a vendere il proprio lavoro a prezzi sempre piu' bassi e condizioni sempre piu' sfavorevoli.
..anche perché il valore aggiunto non conta, quando ci sono di mezzo mazzette, raccomandazioni, collusioni, ecc.
Quindi l'Italia non è né di Destra (liberali con rispetto delle regole) né di Sinistra (Welfare, Stato Sociale, equità sociale).
Ce la vogliamo riprendere con la nostra intelligenza o continuiamo a farci governare da queste "intelligenze"?

Giuliano R. Commentatore certificato 26.08.11 16:29| 
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