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Calabristan


omicidi_calabria.jpg

"La prima volta che ho assistito al funerale di un morto ammazzato avevo tredici anni. Era un martedì, lo ricordo perché quella mattina marinai la scuola per andare con gli amici al mercato settimanale del paese. Passando per una chiesa rimasi immobile a fissare una folla muta. Quando il feretro di Francesco, 17 anni, varcò il sagrato, un applauso squarciò il silenzio. Poi una dozzina di ragazzi vestiti in modo quasi identico e con le sciarpe della Reggina al collo, salutarono il loro amico con un coro da stadio: "Uno di noi, Francesco uno di noi".
La bara scivolò nel carro funebre e il rumore del legno sfregato sul metallo echeggiò nella piazza. Due donne vestite a lutto si gettarono sul feretro, si strapparono i capelli, senza più lacrime. La loro cantilena struggente me la portai dentro per giorni.
Da allora ogni volta che uccidono qualcuno, nella mia Calabria, mi torna in mente quel funerale. Un funerale al quale ero finito per caso.
Ho sempre pensato che i funerali dei morti ammazzati siano diversi dagli altri. Le parole di un prete non sono mai le stesse, hanno un altro suono. Perché verso un morto ammazzato si prova un sentimento differente e pare quasi che il destino non c'entri niente, in questi casi.
Negli ultimi tre mesi nella mia terra hanno ammazzato quindici persone (guarda l'elenco). Quindici uomini, alcuni dei quali giovanissimi, come Francesco Torcasio, 20 anni, di Lamezia Terme.
Un omicidio ogni otto giorni, un agguato mortale ogni centonovantadue ore.
La Calabria, oggi, è la terra con più morti ammazzati d'Europa, commisurando i delitti alla popolazione residente. Le faide fra clan rivali ne fanno un territorio in guerra, dove morire riempito di piombo e dannatamente semplice. I giornalisti non fanno in tempo a scrivere ogni dettaglio di un omicidio che già ce n'è un altro da raccontare. Numeri spaventosi che quasi sminuiscono quelli dei militari italiani uccisi in Afghanistan.
Eppure per il resto del Paese questo dramma non esiste. Lo vive con atarassia, quasi non gli appartenesse. Non ne trovi traccia suoi giornali nazionali, gli omicidi finiscono nelle brevi di cronaca nera, diventano roba per addetti ai lavori e basta.
Lo staccamento di alcuni territori calabresi e campani dal resto dell'Italia è drammaticamente reale. Il federalismo sembra essersi già spinto oltre, in certi limiti di purgatorio.
In molti comuni, al Sud, lo Stato è un'entità astratta. Le pattuglie dei carabinieri che di rado passano nella piazza del paese sono sfumature di una legge che non c'è. E' l'organizzazione criminale, qui, a dettare le regole. I boss hanno un'influenza metafisica sulla gente. Sono loro a decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato. In alcuni centri del reggino non puoi sceglierti neanche la ragazza, perché te la assegnano dalla nascita. E a volte anche farsi uno spinello è vietato. C'è un rigore estremo dettato dai clan. Ed è strano pensare che proprio da quei paesi, poi, arrivino i boss che gestiscono i più importanti canali internazionali del traffico di cocaina.
A Piscopio, frazione di Vibo Valentia con meno di 800 persone, nelle ultime settimane hanno ammazzato due persone. L'altro ieri il parroco, don Mario Fuscà, aveva pensato di organizzare una festa per i giovani e aveva invitato i "Kalafro", band calabrese che nelle sue melodie rap esprime un forte sentimento antindrangheta. I "Kalafro" non hanno suonato. Il service audio previsto non c'era e tutti gli altri chiamati si sono rifiutati.
Anche questo significa vivere in terra di 'ndrangheta.
Ma mentre da Lamezia a Locri, da Vibo a Crotone, si muore ammazzati, in Lombardia si stringono patti di ferro con politici e imprenditori. Si edificano palazzi, si seppelliscono rifiuti speciali, si gestiscono locali prestigiosi e si vincono le elezioni. E sono metastasi dello stesso cancro. Un cancro che sta divorando, pezzo dopo pezzo, i tessuti dell'intero Paese. E che non si può neanche pensare di combattere finché non sarà affrontato come male collettivo. Non solo dei calabresi".
Biagio Simonetta

4 Ott 2011, 14:40 | Scrivi | Commenti (53) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Negli anni 50-60, in Sardegna, interi paesi venivano stretti d'assedio nella notte, tutti gli abitanti costretti ad uscire dalle case che venivano perquisite; per stroncare il "banditismo" e l'"anonima sequestri", lo Stato non si fece scrupolo alcuno adottando metodi assolutamente ingiustificati e sproporzionati (tant'è che ancora oggi, le forze dell'ordine, nel centro Sardegna, sono guardate con un certo disprezzo); ancora recentemente, alcuni indipendentisti hanno pagato(e stanno pagando) con la galera il proprio impegno in tal senso:
non capisco (o capisco troppo bene) questa rinuncia da parte dello Stato a combattere il pericolo davvero reale dei clan mafiosi calabresi, una "piovra" con ramificazioni mondiali e certamente ben inserita nel tessuto politico- economico della Nazione...

harry haller Commentatore certificato 08.10.11 09:20| 
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e se...
facessimo una colletta?
Avete presenti quelle spie mercenarie superaddestrate? Ne potremmo assoldare una 50ina con l'ordine di fare pulizia da malavita, corruzione, ecc.
Il rischio è solo quello di rimanere oltre che puliti senza alcuna forma di governo

ciro iengo (kyrosoryk), Portici (NA) Commentatore certificato 07.10.11 12:31| 
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Viviamo in uno streano mondo ed in uno strano modo.
Ci propinano di tutto e noi beviamo ma viene poi da chiedersi... Lo facciamo perchè siamo degli idioti o perchè siamo privi di spina dorsale.
E la legge? Oggi purtroppo i luoghi deputati ad esercitarla sono diventati quasi dei teatrini da avanspettacolo.
Processi per direttissima a chi ha rubato una mela e processi senza fine per chi danneggia il popolo con sversamento di rifiuti tossici.
ed il famoso "Non mi ero accorto che mi avessero regalato una casa!"
Le intercettazioni, il bavaglio e ancora le puttane i magnaccia il denaro guadagnato rapidamente e in maniera disonesta dai nostri portafogli.
E che dire del sistema ormai collaudato di controllo dei clan malavitosi sulle elezioni politiche.
Una risposta che sento frequentemente è:
Sono stato eletto dal popolo!
Ma quale popolo?
Cosa dire forse molto altro e forse si potrebbe arrovellarsi per giorni ma fino a quando sopporteremo?
Siamo bene addestrati dalla chiesa che dice di pregare ed avere fede e nel frattempo con lo ior pratica ben altro che la fede.
Forse internet, perfetto per una comunicazione intellettuale, ha rallentato l'inevitabile processo di innovazione demandando al parlato le azioni necessarie alla nostra emancipazione o magari abbiamo usato male questo strumento così importante e potente avremmo potuto usarlo per incontrarci, riunirci, pianificare, reagire e non solo per chiacchierare e criticare in maniera retorica aspettando che un cristo ci salvi.

ciro iengo (kyrosoryk), Portici (NA) Commentatore certificato 07.10.11 12:24| 
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Bastava guardare uno sei servizi delle Iene, ieri sera, per capire che evidentemente laggiù in Calabria lo Stato non esiste, e non dev'essre mai esistito, se certi comportamenti sono così radicati. Era un servizio su Isola di Capo Rizzuto, dove le macchine e le case dei funzionari del Comune che cercano di far applicare le leggi vengono incendiate, dove la maggior parte della gente considera l'abusivismo edilizio UN DIRITTO.
Nonostante il dilagare della 'ndrangheta, al Nord costruire abusivamente é ancora abbastanza difficile, mentre in Calabria è la regola. Se non é solo assenza dello Stato credo proprio che dovremmo scomodare Darwin. Senza offesa.

antonella g. Commentatore certificato 06.10.11 21:54| 
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Il problema del sud è un problema che oramai persiste da anni, ecco perchè la gente si è arresa, ma il problema è che man man mano che il popolo si arrendeva loro si sono allargati prendendo sempre di più il sopravento con il loro potere! Bisogna lottare per questo paese, o meglio per la libertà dell'intero paese. Viviamo nel nostro piccolo e questa cosa ci sta bene, crediamo che basta "mettere il piatto a tavola" per essere a posto, ci basta star bene con noi stessi! Ma avete mai pensato al perchè? Io credo che ci sia un'unica risposta, perchè ci conviene vivere in questo stato di assoluta cecità! Ma perchè il cittadino "onesto" italiano non apre gli occhi e non inizia a pensare che magari basterebbe alzare un pò la voce per far stare bene tutti e far finire tutto questo schifo?! Sono forse pensieri esagerati, forse troppo fiabeschi, ma gente se vogliamo davvero porre la parola FINE a tutto questo, invece di scrivere commenti rimbocchiamoci le maniche, scendiamo in piazza e facciamoci sentire davvero!
Da una ragazza che sogna un italia più pulita proprio come tutti voi!

Grazia Consalvo 05.10.11 22:49| 
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Poverini...non riescono neppure a farsi uno spinellino in pace...
Ma lo spinello non è fuori legge? E poi blaterano di legalità!
Almeno un briciolo di coerenza!

Marco ., Pontremoli Commentatore certificato 05.10.11 21:47| 
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"Prima di tutto Piscopio è un paese di circa 3000 abitanti, frazione di Vibo
Valentia a circa 2 Km dalla stessa,secondo non era una festa per i giovani
ma una delle serate in onore di San Michele(patrono del paese).Dopo le
precisazioni vorrei rispondere alla cosentina (mi sembra oriene).Negli
ultimi 30 anni a cosenza c'è stata una delle più sanguinose guerre di mafia
con decine di morti....poi se uno non li vede con i propri occhi non vuol
dire che i morti non ci sono.Tutte e cinque le provincie hanno(e continuano
ad avere) almeno una guerra di mafia(qualche provincia anche più di
una)...lo stato qui non esiste(io sono calabrese)...sto per dire una
cazzata rispetto ai probelemi che ci sono, ma il marciume si vede già dalle
piccole cose.Se sei un onesto cittadino ti controllano anche i peli del
c...(nel senso guardano la cinta,se parlavi al cellulare,le gomme..ecc ) se
sei pregiudicato queste cose nemmeno le guardano(è come un visto....secondo
me il carabiniere pensa:"ma se questo spaccia o magari ha ucciso qualcuno
lo sai quanto se ne può fottere della cintura?").Questo non è un attacco al
povero carabiniere padre di famiglia che prende 2 soldi per rischiare la
vita e quando arresta qualcuno questo dopo due giorni se lo trova in giro
che lo prende anche per il c....ma gli ordini vengono dall'alto....e quando
qualcuno dice:"non tutta la calabria è cosi" in parte è vero,come si
potrebbe dire: "non tutta la lombardia è cosi".....è vero ci sono onesti
cittadini è brava gente, ma la cosa peggiore è che le situazioni rimangono
è lo stato manca......"

Fiorillo D., Vibo Valentia Commentatore certificato 05.10.11 16:44| 
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Che lo Stato sia poco presente è un dato di fatto ormai in tutta Italia... Il problema Calabria, come quello Campania è senza via di uscita. Una ignoranza e una cattiveria infinite. Fino a chè aspettano l'aiuto dall'esterno senza opporsi con forza alle loro endemiche schifezze non si tireranno mai fuori!

Flavio Burlando 05.10.11 16:27| 
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La gente non ha idea cosa significa vivere in quelle zone. QUando racconto LA VERITA' la gente rimane incantata come stessi raccontando una immane cazzata. Eccone la prova signori... il mio 21 compleanno lo faccio al nord, dove studio. Ma anche qui è arrivata... la 'Ndragheta!

Alberto Mauro 05.10.11 13:18| 
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tutto questo non finira' certo finche' nn ci sbarazziamo di tutta la classe politica che oggi abbiamo, perche loro sono al governo e proteggono i mafiosi,i cammoristi,basta vedere come negli appalti TAV pur essendo state individuate le imprese colluse, non solo nn le eliminano, ma tentano di eliminare chi li sta osteggindo!!!......bisogna dare piu forza al movimento 5 stelle ma molto di piu'uuuuuuuuuuuuuuu!!!!

carla g., padova Commentatore certificato 05.10.11 11:17| 
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E' certamente colpa di chi governa,non solo oggi, questo paese... Il Sud, la Calabria bacino di voti da utilizzare per non fare nulla e non dare nulla in cambio a quella terra;ma fuori da ogni logica il problema principale siamo noi calabresi e,forse paradossalmente,la nostra grande capacità nel bene e nel male,di ambientarci e realizzarci ovunque... Ho 40 anni e se penso a quando ho finito la scuola,ai miei compagni ed amici mi rendo conto che molti di loro,la maggior parte me incluso,sono andati a studiare e si sono realizzati ed affermati benissimo fuori dalla Calabria; è tornato a vivere giù solo chi aveva "gli agganci" per lavorare e chi ne aveva necessità familiare... Poca voglia di combattere perchè tanto siamo in grado di realizzarci anche da un'altra parte pensando così di non dare a quella gente la soddisfazione di sottometterci, ma sappiamo bene che non è così che si combatte quel sistema. E' desolante vedere paesi, cittadine che progressivamente ancora si svuotano perchè i giovani vanno a lavorare al nord,perchè la voglia di lavorare ce l'abbiamo,ancora nel 2011 accade questo.Poi però,ci si lamenta tanto per la SA-RC e non si guarda poco al di là,sulla costa ionica flagellata di morti,sulla SS 106 che da Reggio a Taranto è una strada lasciata morire per non intaccare interessi di piccoli poteri, metà regione abbandonata, o forse volutamente isolata dal resto del paese.Le FS hanno tolto il treno da Crotone a Roma, si potrà viaggiare solo con le linee di autobus,in macchina e,se ripristineranno i voli,in aereo...chi potrà permetterselo... nel silenzio generale...E' MAFIA ANCHE QUESTA, IN ALTRE FORME, MA E' MAFIA ANCHE QUESTA. e noi non ci ribelliamo, è colpa nostra e della nostra "strana ignavia", forse un giorno riusciremo ad alzare la testa e a mandare via i politicanti che ci hanno ridotto in questo stato. Per fortuna qualcosa si fa' ed il movimento 5 STELLE e L'Italia dei valori stanno producendo nuove leve molto attive. Dobbiamo solo dare una mano...

Antonio Grillo 05.10.11 10:43| 
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Avere generato la peggiore organizzazione criminale del mondo dovrebbe far pensare.
essere collusi e' brutto e brutto e' lamentarsi quando il rapporto di collusione finisce dicendo "e' stato lui'.
credo che occorra guardarsi dentro e reagire, ma partendo proprio dalla calabria.

alessandro ginesi, Genova Commentatore certificato 05.10.11 10:19| 
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Bentrovato Biagio. Il tuo racconto mi ha fatto tornare in mente tanti ricordi di infanzia, quando nel Reggino c'era la guerra. La tragica situazione del sud purtroppo non è destinata a risolversi, secondo me, perchè il sistema mafioso è entrato nella normalità e nella cultura dei luoghi. Faccio un esempio pratico: Io al sud pago il pizzo oppure rifornisco il mio magazzino dove mi vien detto di rifornirlo? Perfetto: Dormo con le porte aperte, mai una rapina, piccole questioni burocratiche si risolvono con una telefonata. Quando sento al telegiornale "tabaccaio milanese subisce 4 rapine in 3 mesi, alla quarta, esasperato, spara al ladro e va in galera" (oppure "famiglia del Nord con 2 bambini di 3 e 7 anni rapinata in villa" oppure "Ennesimo stupro alla Stazione Termini") quasi mi sento fortunato a dover pagare il pizzo a questo Stato nello Stato. Quindi la spinta popolare, già castrata dalle scarse garanzie offerte dalle istituzioni a chi si ribella, è ulteriormente castrata da questa specie di "chi si accontenta gode" che invade le mentalità del luogo. Aggiungiamo che al sud ci sono dei giornalisti che fanno veramente paura per il loro modo di scrivere. Mi capita spesso, quando sono in vacanza giù, di avere da una parte del tavolo un giornale tipicamente del sud e dall' altra un giornale di Roma e provincia. La differenza di stile e di contenuti è spaventosa. Al centro nord si scrive e si legge di tutto (scandali sessuali a tonnellate) ma nemmeno un trafiletto su i fatti sanguinosi che accadono al sud (in modo da non dover ritoccare l'ordine del giorno in parlamento, sennò sai che pa@@e?). Per tutta questa serie di cose, al di là di qualche luogo comune come matrimoni pilotati e divieto di spinelli con cui non mi trovo d'accordo, sono profondamente pessimista sul futuro del sud.

Roby1975 05.10.11 10:04| 
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La Mafia esiste perché esiste lo Stato Democratico/Capitalista (disgressione:è evidente che una cosa nega l'altra, o il popolo ha il potere o c'è capitalismo, quindi il potere di sfruttare e prevaricare di pochi ai molti, quindi una democrazia basata su un sistema economico capitalista, nn è una democrazia ma è una STRONZATA), questo è dimostrato in modo inconfutabile dalla storia della repubblica italiana, dallo sbarco degli yankee ad oggi, la mafia nn è altro che l'altra faccia della medaglia Stato-Capitalista, uno degli strumenti dell'impero per la soggiogazione della provincia italica. Siamo in mano loro, il capitalismo italiano nn può fare a meno della mafia, la mafia è organica al sistema, senza di lei fallirebbe, e ci sarebbe il famoso e auspicabile default economico. Mi piacerebbe nn sentire più parlare di lotta alla mafia da parte dei capitalisti-buonisti, è come sentire un macellaio che ti parla di veganismo...

niccolò andenna 05.10.11 09:35| 
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La Camorra ha insanguinato il centro di Napoli con decine di morti solo pochi anni fa. Mi ricordo qualcosa. Un ricordo seppellito da strati e strati di milioni di altre notizie. Il ricordo che quello fu un inverno lungo nei Quartieri Spagnoli, un natale di fuoco. Dove morirono anche innocenti. I nuovi assetti del dopo guerra hanno portato la Camorra ad avere un rapporto privilegiato con la “Nuova Prima Potenza Mondiale”, la Cina, e a controllare il porto di Napoli, che è il più grande accesso di materiale proveniente dalla Cina all'Europa. E a controllare la distribuzione della droga che importa la N'Drangheta. E l'affare dei rifiuti. E chissà quant'altro. Che poi sono tutte e tre interconnesse, ovviamente, 'ste cazzo di mafie.

Bisogna riuscire ad immaginare, per poter capire, che queste famiglie controllano quantità di denaro incredibili, si parla di MILIARDI di euro all'anno. Hanno più disponibilità economica loro di un Gheddafi qualsiasi. Potrebbero sostenere una guerra contro una grande potenza. Hanno tutto quindi. Possono comprare qualsiasi cosa.

Ma il ragionamento va un po' più in là. Chi ha disponibilità economiche così grandi? Cioè, se tu vivi sui 1000 euro al mese, ti confronti e relazioni e hai scambi economici con persone, per forza di cose, che si misurano sulle migliaia di euro al mese. Quelle che hanno i milioni nn li si vede, quelli si confrontano tra loro. Queste sono le caste del capitalismo, ovvio. Ma se tu hai MILIARDI di euro con chi li fai gli affari? Con gli stati, la chiesa cattolica romana e con le megamultinazionali. Le mafie, quindi l'economia nascosta, diciamo così, fuori dalle regole che i capitalisti si sono auto-imposti per dare una parvenza di democrazia alla nostra società, sono in realtà la via attraverso la quale il capitalismo fa tutto il lavoro sporco. Quindi le mafie sono assolutamente funzionali a questo sistema e agli stati che dicono di combatterle.

La Mafia esiste perché esiste lo Stato Democratico/Capitalista ..segue..

niccolò andenna 05.10.11 09:34| 
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In questo mondo capitalista sfrenato, secondo la Loro logica sucida di crescita infinita, noi dobbiamo essere grati alla N'Dranagheta, alla Camorra e a Cosa Nostra. Nn passerà molto che ci inizieranno a far passare il messaggio che in fondo la mafia fa bene, che è un patrimonio culturale ed economico da rispettare.
In effetti sono le uniche tre multinazionali veramente potenti che ci rimangono al mondo.
Le nostre tre mafie, sono il vero “Made in Italy” vincente. Di fatto sono l'unico motivo per il quale l'Italia nn è ancora stata cacciata del G8. Senza la mafia che cosa conteremmo ormai?

É logico che il nostro parlamento sia l'espressione di tutto ciò, l'espressione del vero potere forte di questo paese, delle grandi e potenti multinazionali italiane.

La N'Drangheta S.P.A, la Cosa Nostra Corporation e la Camorra System.

La N'Drangheta detiene il monopolio di tutto il traffico di cocaina mondiale. In quei 4 paesini di pecorari del cazzo c'è di tutto. Hanno pure carri armati e missili antiaerei nelle stalle della Locride. Se volessero potrebbero imporre una dittatura domani. Ma nn gli converrebbe, hanno già tutto ora, e sono + defilati. Perché creare problemi se la situazione adesso è già sotto controllo.

La mafia siculo-americana nell'immaginario della decerebrata collettività, è finita con il Padrino 3. Invece Cosa Nostra è continuata proprio da dove era finito il Padrino 3. Le famiglie italo-americane sono alla fine riuscite a legalizzare i loro “bisnéss”, e si sono convertite in brave persone, i figli dei padrini cruenti degli anni '70 sono i colletti bianchi di oggi, siedono nei consigli di amministrazioni delle Corporation e nn si sporcano mai le loro candide mani, ma continuano a giocare ad essere i padroni del mondo, in modo ancora + ipocrita e devastante però. Senza neanche quel romanticismo con connotati un po' libertari che ci hanno regalato i film di Coppola(il primo e il secondo ovvimente, il terzo è citato solo per convenienza narrativa...) ..segue..

niccolò andenna 05.10.11 09:29| 
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condivido in pieno il tuo giudizio su tutto quello che hai scritto sulla drammatica situazione del paese. oramai i mass media riportano solo notizie di delitti e processi che sono politicamente e socialmente innoqui fatti per "futili" motivi da persone insospettabili e creano l' evento: roba da telefilm (con tutto il rispetto per le vittime). I sono del profondo nord e ti assicuro che la situazione da noi taciuta per esempio è il disagio che si sta vivendo da anni con la chiusura di tantissime piccole e medie aziende e una crisi che sta uccidendo economicamente intere aree produttive dove poi riciclarsi è un' impresa. chi può chiude con meno debiti possibili, perchè anche chiudere e (s)vendere un' impresa è quasi impossibile.
Ogni tanto si legge di qualche persona che si toglie la vita perchè chiude l' azienda o viene licenziato, ma anche quì finisce tra la cronaca di qualche giornale locale se va bene.
Purtroppo sono convinto che le cose andranno avanti così per molto tempo non esiste volontà politica per occuparsi delle persone ai quali è stata tolta anche la qualifica di cittadini per quella di consumatori.

rosia andrea 05.10.11 09:29| 
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CONCORDO PIU' CHE PIENAMENTE CN TUTTO CIO' CHE HAI DETTO! E QUI' CHE ANDREBBERO MANDATI I SOLDATI ITALIANI, NON IN AFGANISTAN NON A SOSTENERE GOVERNI CHE NON VOGLIONO ALTRO CHE POTERE , PETROLIO E CONTROLLO MONDIALE DELL'EROINA... QUA' A COMBATTERE OGNI GIORNO LE INGIUSTIZIE CITTADINE, I CLAN , LE CORROTTE POLITICHE CHE LI SOSTENGONO ED IL MALEIMPRENDITORE, DA NORD A SUD, POI SI' CHE AVREMMO LA POSSIBILITA' DI UN'ITALIA PIU' LIBERA ,PIU' EQUA E PIU' GIUSTA!

Ivan L., Trieste Commentatore certificato 05.10.11 01:43| 
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È drammatico e spaventoso sapere tutto ciò, sono anche io di sangue calabrese e penso che il sud d'Italia sia da PRESERVARE, invece sembra di rivedere i terribili anni prima della morte dei due giudici dell'ANTI MAFIA!

Non si può aspettare lo stato, è COMPLICE, lo stato non è mia STATO!!!!

Stefano Graziani 04.10.11 23:57| 
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...amo la Mia terra, amo la Calabria come un figlio che soffre per la malattia incurabile della propria madre e altro non puó fare che stringerla forte al suo petto, fin dentro il cuore.

Felice 04.10.11 23:37| 
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Ma possibile che dopo 150 anni di Unità d'Italia e nell'era della presunta evoluzione tecnologica e, in teoria, intellettuale dell'uomo dobbiamo ancora avere le mafie e la relativa mentalità mafiosa e omertosa che regna sovrana? Ma tutta questa evoluzione dell'uomo, dov'è?

Ele B 04.10.11 23:00| 
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I morti ammazzati pe mafia sono terribili .....
Abbasso,la mafia.

pincopallo 04.10.11 22:54| 
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Vedere un morto amazzato ti segna per tutta la vita, ti lascia una paura e un risentimento che ti fa stringere il cuore ogni volta che senti parlare di fatti di mafia. Io vivo nella periferia di Palermo e visto un cadavere in una pozza di sangue quando avevo circa dieci anni una domenica mattina mentre stavo per andare a messa. E' una cosa che ti piega, che ti scoraggia per sempre, che ti rende impotente e rabbioso. Adesso per fortuna "cosa nostra" non ammazza quasi più, ma questa apparente quiete non rassicura affatto, anzi è propio il segno che hanno ottenuto il loro scopo con la loro strategia del terrore. La gente non si ribella perchè ha paura, ed io mi vergogno a dovere ammettere di essere un codardo. Aspettiamo che arrivi sempre un liberatore, un condottiero da fuori che entri a Palermo e la liberi da questa cappa che la ottenebra e ne rende l'aria irrespirabile, invivibile. Chissà se tornerà un Garibaldi capace di far insorgere questa popolazione tanto orgogliosa e fiera di sè da non essere capace di ammettere queta sua esistenza inibita.

Roberto Vaccaro, Palermo Commentatore certificato 04.10.11 22:49| 
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Insomma , dopo tutti questi anni , va bene...........non è possibile e non è corretto ma insomma come si diceva ..........se Garibaldi si fosse fermato a Roma forse sarebbe stato meglio.
Certo ora abbiamo problemi maggiori ma , posto che FALCONE e BORSELLINO sono morti per niente , cos serve il SUD all'ITALIA , è un ghigno doloroso una metastasi un inutile pozzo senza fondo di risorse di discorsi di noia di politici arraffoni motivo di esistenza e proliferazione di berlusconi e dei berluscones . Certo non possiamo fare nulla tuttavia rendiamoci conto delle origini di tantissimi mali.

pincopallo 04.10.11 22:37| 
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La Calabria non è solo i morti ammazzati! Sono cosentina..ho quasi 40anni ma non ho mai visto un morto ammazzato! il lametino così come il reggino sono una faccia (triste e poco istruita) della Calabria.. trovo però poco onesto scrivere Calabristan come se fosse SOLO il far west!

oriele 04.10.11 22:23| 
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Discussione

Io nella Calabria ci vivo. Credetemi: avete presente il film 2012 dove l'acqua sommerge tutto, ripulisce, e poi rimangono le terre ripulite?

Ci sarebbe bisogno di un intervento del genere. Tragico? Fatevi un pò un giro.

Saluti, datevi da fare sul vostro "fronte". Io dal mio.

Walter D. 04.10.11 22:20| 
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a lamezia terme ci sono anche 3 missionari di missao belem che stanno tentando di sradicare queste tipologie venefiche. sono andre', maria cidinha e paulinho. andate a trovarli!!! stanno vicino al Vescovo. fiquem com Deus!!

luigi ambrosini 04.10.11 22:17| 
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Scusate non c'entra niente col discorso del morto ammazzato ma hanno appena chiuso wikipedia italia a causa del comma 29 del DDL intercettazioni.

Flavio Sanfilippo, palermo Commentatore certificato 04.10.11 20:50| 
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Bello, forte, profondo ed emozionante. Detto da uno che vive a Lamezia, e dunque in questo clima, dà la misura della verità che sta dietro la disperazione di questa nostra società, che tu hai così bene descritto.

nicolino panedigrano 04.10.11 20:41| 
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Io sono calabrese,è vero ciò che dice Simonetta nel suo articolo,ma è anche vero che non tutta la Calabria è così.
Difatti la cosa che mi fa rabbia e che non si riesce ,perchè forse non c'è la volontà di affrontare il problema da parte di tutti,a combattere la criminalità che è circoscritta ad alcune zone della Calabria.

salvatore Difonzo 04.10.11 19:05| 
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E' UNA CRUDA REALTA' DEL NOSTRO PAESE -
LIBERARSI DALLA DITTATURA E' PIU' SEMPLICE COMUNQUE COSTOSO MA QUANDO IL PAESE E' INVASO DA UNA SUBDOLA PESTE SOTTERRANEA CHE OFFUSCA ED INDEBOLISCE LE MENTI IL PAESE HA BISOGNO DI ESSERE COMMISSARIATO NON DALLA CEE MA DALL'ONU (PETIZIONE POPOLARE) CHIEDENDO SUL PROPRIO TERRITORIO UN ESERCITO CHE UNITAMENTE AGLI ORGANI DI POLIZIA E GIUDIZIARI ITALIANI SETACCINO IL TERRITORIO METRO QUADRO PER RIPULIRE IL MARCIUME ED IL CANCRO ESISTENTE.

MI SI DICE CHE E' UTOPIA - MA QUALE MODIFICAZIONE AL MONDO IN OGNI CAMPO SCENTIFICO POLITICO ECONOMICO NON SIA PASSATO ATTRAVERSO UNA UTOPIA ?

adelmo navarra 04.10.11 18:54| 
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Come non essere d'accordo con quello che dici e da Calabrese emigrato a Roma da ormai 13 anni posso solo constatare che questa è solo una questione fra CALABRESI. E' duro ammetterlo, ma è così. Molte volte in questi anni mi sono trovato a far capire alle persone che cosa significa abitare a contatto con la mafia in un paese di poche anime, dove tutti conoscono tutti e tutto, e vi assicuro che la gente non capisce.
Non capisce perchè è un altro modo di ragionare. Quello che per noi è un vivere da eroe ( cioè contro i ragionamenti mafiosi ) per una persona, che ha sempre vissuto a Roma, è del tutto normale.
Penso che l’unica via di uscita sia nelle nostre mani, Calabresi emigrati e residenti.
Soprattutto nelle persone Calabresi che emigrano e non si liberano del retaggio ndragetista. Infatti molte volte mi sono trovato ad incontrare gente del sud che si vantava di appartenere a Tizio o Caio riproponendo a km di distanza il senso di appartenenza tipico delle mafie.
Ovviamente non sto predicando il silenzio della stampa o delle persone ma a noi Calabresi manca un Saviano Calabrese a cui affidare i nostri la nostra voce.

Cesare.

Cesare Cannata 04.10.11 18:18| 
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Pena di morte per chi si macchia di reati gravi e appartiene ad associazioni mafiose.

Questa è una guerra non è ordine pubblico... è ora che la gente lo capisca... l'Italia non può permettersi piu che quattro regioni siano controllate dalla malavita e che anche il Nord sia oramai infestato da questo schifo.

è un paese di quaraquaqua...gente che vota come presidente del consiglio un uomo che ha avuto una testa di ponte della mafia in casa per anni.... un uomo di collegamento fra la mafia e l'imprenditoria.... ma che paese è? e quando gli chiedi perchè l'ha votato la vera motivazione è che spera di continuare a far del nero col suo piccolo capannone o con la sua libera professione nel suo studiolo medico o di avvocato... ma che gente siete?

Altro che Mori ci vorrebbe oggi... ce ne vorrebbero una ventina con meno scrupoli...

Cesaria Sboccaria 04.10.11 17:58| 
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I consumatori di droga in calabria esistono e non in 30 anni di vita non hai sentito nessuno dei miei coetanei a cui è stata assegnata una fidanzata/o abito proprio da quelle parti.
Per il resto concordo in pieno

ant pa 04.10.11 17:47| 
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La cosa più spaventosa della Calabria è che non c'è mai stata una forte è prestigiosa antimafia. Intendiamoci, non intendo dire che la collusione sia totale, ma raramente si è parlato di un Paolo Borsellino catanzarese o di un Peppino Impastato reggino. Anche mediaticamente non ha mai fatto troppo rumore rispetto a Cosa Nostra, nonostante la carica e il potere criminale siano uguali.
Della mafia siciliana, forse anche per l'effetto hollywoodiano delle varie saghe di De Niro e Al Pacino, ne hanno sentito parlare anche nel più remoto angolo di mondo. La 'ndrangheta è semisconosciuta nonostante sia oggi la più potente criminalità organizzata del mondo.

dario p., palermo Commentatore certificato 04.10.11 17:20| 
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Caro Simonetta,
rimango di sasso a leggere la tua lettera-denuncia.
Non mi capacito nell'apprendere che la realtà in molti luoghi supera l'immaginazione, non riuscirei a vivere in un posto dove qualcuno mi "assegna" la ragazza/o.
Cosa dire?
L'unica cosa che mi viene in mente ora è:
scappa dalla tua terra perché non è più tua.

alfonso baroni (rrrbr) Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.10.11 17:06| 
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Discussione

CIAO BEPPE,
SIAMO SEMPRE SOTTO SCASCCO DELLA MAFIA ETC AL SUD,DOBBIAMO RIBELLARCI
ALVISE
P.S:I MIEI COMMENTI CERTIFICATI

alviseafossa 04.10.11 17:02| 
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Grazie Biagio per questo mix di emozioni, letteratura e amarezza

Giorgia Scura 04.10.11 16:59| 
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Ringrazio Biagio, hai espresso uno stato d'animo compreso da ogni Calabrese , conosco bene le zone io sono cresciuto nel triangolo filadelfia-francavilla-lamezia dove ogni giorno rischi e anche grosso, molte persone di cui tanti giovani sono scomparsi perchè per sfortuna loro hanno "visto" e testinoni in queste zone non possono essercene. A 20anni ho dovuto prender un' amara decisione o star giu' e chieder favori a qualche padroncino per un posto di lavoro, o andar via di casa e trasferirmi al nord lontano dai miei affetti!Vorrei dir a chi spende male parole per gli emigranti calabresi siciliani marocchini africani ecc. Noi abbiamo lasciato la nostra terra con le lacrime agli occhi rabbia nell'anima lontani dai nostri affetti..tutto questo perchè alla politica mafioindustriale va bene questa tratta delle vite nel 22esimo secolo, uno stato che permette lavori in nero,dove si muore senza garanzie, che permette discariche a cielo aperto di rifiuti tossici portati dalle fabbriche del nord che hanno avvelenato le nostre terre e le nostre acque; in Calabria non è la mafia che uccide ..in Calabria è lo stato che UCCIDE!!!

vincenzo pasceri 04.10.11 16:57| 
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Grazie per averci ricordato che la Calabria è Italia.

Margherita Santicchia 04.10.11 16:16| 
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Una cosa è vera, in Calabria la droga è cosa rara. Al più c'è qualcuno che si fa gli spinelli.
Quasi che la malavita volesse tener ordine e non far capire alla gente che ciò che fa è così orribile. Il traffico immenso è impercettibile da quelle parti.

Avete notato che da anni non ci sono film sulla droga? negli anni novanta ce n'era qualcuno...

Porcellum 04.10.11 16:12| 
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Confermo ogni settimana, e basta trovare confermA sui giornali locali tipo calabriaora e ilquotidianodellacalabria, c'è un morto ammazzato...nulla di tutto ciò viene detto sui tg nazionali

redrex 04.10.11 15:54| 
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squarciate le gomme al parroco

http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=108996%3Apiscopio-vv-la-ndrangheta-annulla-il-concerto-dei-kalafro-e-squacia-le-gomme-al-parroco-organizzatore&catid=43%3Avibo&Itemid=93

ultimo banco Commentatore certificato 04.10.11 15:36| 
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Pezzo meraviglioso e struggente. Perché non si leggono cose del genere sui giornaletti italiani????

Yury 04.10.11 15:22| 
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Discussione

strano! a sentire e leggere le boiate dei leghisti
pare che il ministro maroni (zannabianca) abbia arrestato tutta la mafia, la ndragheta e la camorra
dal sud al nord !

forse c'è qualcosa sotto!

che non va !

LENIN VIVE (), Roma Commentatore certificato 04.10.11 14:44| 
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