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E' morto Giorgio Bocca, un uomo.


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E' morto Giorgio Bocca, un uomo.
Giorgio Bocca ha avuto una vita lunghissima, 91 anni. Con una vita così lunga e un carattere estremo come il suo è facile fare degli errori. Nella sua vita ha preso alcune cantonate ma addebitargli solo quelle, soprattutto la sua posizione giovanile fascista, è una porcheria. A 20 anni nel '40 erano tutti fascisti, non si può valutarlo solo per qualche articolo scritto allora. Tanto più che pochi anni dopo era tra i partigiani come combattente proprio contro i fascisti e in seguito si oppose al revisionismo di Pansa che voleva equiparare Fascismo e Resistenza. Un'altra cantonata fu travisare la Lega ai suoi albori, poi ne fu aspro critico e sarebbe ridicolo chiamarlo anche leghista. Per un po' non credette alle BR, ma anche su questo si ricredette. Qualche errore è da scusare, secondo me resta uno dei più grandi e severi giornalisti italiani. Nel 2007 disse: "Morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l’emancipazione civile dell’Italia. Sono passato per alcuni innamoramenti: la Resistenza, Mattei, il miracolo economico, il Csx. Non è che allora la politica fosse entusiasmante, però c’erano principi riconosciuti:i giudici fanno giustizia, gli imprenditori impresa. Invece mi trovo un Paese in condominio con la mafia. E il successo di chi elogia i vizi,i tipi alla Briatore". Mi dispiace che sia morto." viviana v., Bologna

25 Dic 2011, 23:09 | Scrivi | Commenti (61) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Repubblica e l'Espresso sono stati le mie sacre camene per trent'anni, non lo sono più da quando è morto Giorgio Bocca; anzi da un mese prima quando non trovai più la rubrica "l'ANTITALIANO" e " I FATTI NOSTRI.
Ho cercato, invano, un faro che lo poresse sostituire: ho provato con Travaglio, Zucconi e perfino Feltri ma con nulla di fatto.
Bocca ormai l'avevo metabolizzato sia letterariamente che biologicamente.Bocca era ineguagliabile con quel suo style country, stringato, ma duro e musicale, con la sua immediatezza delle immagine, con la sua capacità di tracciare a sommarie linee il ritratto inconfutabile dei fatti e delle persone.
Era un provinciale e come tale attaccato alla materialità: i soldi, il mangiar bene, le case la terra: quanto a dire i sogni dei provinciali poveri o microborghesi. Era un Sabaudo con la schiena dritta e non poteva sopportare i piagnisdei e gli accattonaggi per la sopravvivenza di certi Italiani del Sud che non hanno mai voluto accettare le regole di uno Stato, che sono acora attaccati al sanfedismo efferato e le tesi avvincenti ma autoassolutorie di un La Ccpria.
La sua Foto sulla seconda copertina dell'espressodell'ultima settimana di dicembre 2011 ce l'ho sul comodino , accanto a quella Verdi.
Le parole di grande italianità dell'Antitaliano e le melodie, i cori del Cigno di Busseto, mi hanno accompagnato in tutte le vicende della mia vita e continueranno a farlo finchè avrò vita!
ETERNO OMAGGIO a BOCCA
Paolo

paolo cioli 12.11.12 09:12| 
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Giorgio Bocca,un buon giornalista dal punto di vista tecnico ma sicuramente non un grande uomo!
Pieno di pregiudizii nei confronti del sud, usando parole al limite del vergognoso.
Un razzista in meno in questo mondo.......
Chissa' se incontrando Toto' all'altro mondo gli starebbe alla larga perche' napoletano.............

Nicla G. 26.10.12 14:16| 
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Mi spiace che sono arrivato tardi a leggere sul blog di questa personcina che tutti elogiano. ma che a me sinceramente stava sullo stomaco, scusate ma che cultura ha portato quest'idiota?
che sia dannato nei piu tetri inferi. Mi spiace non averlo mai incontrato per sputargli in faccia.

salvatore solaro 04.05.12 01:16| 
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Dopo la morte di Giorgio Bocca ho trovato online molte informazione che dicano solo il positivo, altre solo il negativo, poche che dicano positivo e negativo, nessuno con il suo positivo e negativo come mi sembra che doveva essere l’informormazione per un futuro migliore. Ma meglio di quello che mi sembra meglio sarebbe un lavoro collettivo per l’informazione del futuro. Cerco collaborazione per un ebook collettivo su Giorgio Bocca, storia dell’informazione del passto per inventare una migliore futura. Se vuole collaborare puù mandare un e-mail per piresportugal @ hotmail.com.

Neo-Machiavelli, Piresportugal 29.12.11 08:59| 
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Parole di Giorgio Bocca: «Durante i miei viaggi c'era sempre questo contrasto tra paesaggi meravigliosi e gente orrenda, un'umanità repellente».
Parlando di Palermo: «Una volta mi trovavo nei pressi del palazzo di giustizia. C'era una puzza di marcio, con gente mostruosa che usciva dalle catapecchie».
Parlando di Napoli «Vai in quella città ed è un cimiciaio, ancora adesso. Ci sono zone inguaribili».
Quando un giornalista gli chiede se sia grato al sud e alla sua condizione, in quanto riesce sempre a ricavarci notizie, Bocca risponde: «Grato? Come dire: sono grato perché vado a caccia grossa di belve. Insomma, non sei grato alle belve, fai la caccia grossa, non è che fraternizzi con le belve».

Fabrizio Toro 28.12.11 21:24| 
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Ho conosciuto personalmente Giorgio Bocca a Milano quando ero ragazzo. Lui teneva dei corsi di "giornalismo" in un centro sociale vicino a piazzale Corvetto (perché c'era del tenero con un'assistente sociale). Avendo saputo che mio padre era napoletano e per di più militare di carriera che dopo l'8 settembre non aveva buttato la sua divisa alle ortiche, mi cacciò a male parole dal corso. Non ho un buon ricordo di Giorgio Bocca.

Roberto Bello 27.12.11 11:50| 
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Ogni commento credo sia superfluo. E' morto un Partigiano, un Padre della nostra Repubblica democratica e antifascista. Un partigiano come mio Padre, di quelli che hanno realmente sparato ai nazisti e fascisti,senza nulla togliere a quei Partigiani che non hanno sparato ma che hanno combattutto ognuno come poteva e come sapeva battere i nazisti e i fascisti. Bocca come giornalista mi ha fatto incazzare non poco per certe sue posizioni,ma ho capito che era vero e sincero.Mai nei suoi articoli c'era mala fede, se ha sbagliato l'ho ha fatto credendo in quel che scriveva.Il Partigiano Giorgio Bocca andò a prendere il fascista Valletta (FIAT) e lo portò in fabbrica a Torino, e gli disse di mettersi a produrre con gli operai e maestranze,un Padre della Repubblica così deve fare in momenti di guerra e drammatici per il Paese,Valletta era un fascista ma sapeva come fare ripartire la FIAT, e il Partigiano Giorgio Bocca fece ciò che era giusto. Grazie Partigiano Giorgio,grazie a te e a quei Partigiani come mio padre, e sopratutti grazie a quei Partigiani che a 18-20 anni sono morti per il nostro Paese, grazie per averci regalato la democrazia per il nostro Paese,che noi vostri figli non siamo riusciti a difenderla come si deve.Sappiate però che stiamo facendo il possibile per ritornare alla democrazia. Grazie Partigiano Giorgio Bocca.

Carmine Fascella 27.12.11 08:51| 
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Concordo con Viviana : "un uomo".
Con l'aggettivo di "honestus", nella accezione latina cioè di uomo uomo, che è quello che appare.
Integralista si direbbe oggi anzichè integro come lui era.
Asciutto, a volte aspro, diretto, con i suoi errori.
Ci mancherà.

Kasap Aia, Cifre, borgo virtuale Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 26.12.11 18:45| 
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Saviano ricorda Bocca col generale Dalla Chiesa,dicevano che ciò che la mafia concedeva ai cittadini in cambio di servitù non erano privilegi,ma diritti.Se lo Stato avesse dato quegli stessi diritti,nessuno avrebbe avuto bisogno della mafia.Non erano due piemontesi che disprezzavano il sud ma due italiani che lo amavano “oltre il senso del dovere o della professione,un amore che si trasformava in denuncia,metodica e sistematica analisi di quanto il male fosse profondo nella vita della gente che non sapeva,non voleva,non poteva ribellarsi. Questo Bocca mi ha insegnato:raccontare senza avere scrupoli.Lo hanno accusato di essere razzista,antimeridionale,di odiare il Sud.Hanno detto le stesse cose di me.Bocca ha fatto dell'essere antitaliano una virtù,il metodo per non arrendersi a luoghi comuni.Da lui ho capito che non bisognava mai lasciarsi ferire,né abbassare gli occhi:gli insulti sono spinte ad andare oltre,a entrare più in profondità nei problemi."Gomorra" si è nutrito della sua lezione:guardare le cose in faccia,sbatterci contro e poi scriverne senza reticenze
Bocca lo ha sempre fatto,da fuoriclasse,fino a 90 anni con la curiosità e la tenacia di un ventenne;sempre pronto a mettersi in discussione come quel ragazzo che nel 43 salì in montagna superando il suo passato e scegliendo il suo futuro.E quando lui e Dalla Chiesa parlavano di un popolo da liberare lo facevano con l'anima dei partigiani,di chi aveva combattuto lo stesso nemico in nome dello stesso popolo.Avevano rischiato la vita e ucciso anche per consegnare un domani diverso a chi accettava passivamente la dittatura fascista e la dominazione tedesca;sono stati partigiani anche per chi non aveva il coraggio,la forza,la volontà,la possibilità o la capacità di lottare peper i propri diritti. La loro vittoria è stata la Costituzione
Essere partigiano prima con il fucile e poi per altri 65 anni con l'inchiostro significa avere la misura della libertà e saperla riconoscere ovunque.

viviana v., Bologna Commentatore certificato 26.12.11 18:36| 
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http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/29-settembre-2011/vado-caccia-grossa-notizie-sud-manon-fraternizzo-coi-meridionali-belve-1901674141469.shtml


leggi qui merdaiola comunista putrida vecchia repellente schifosa ameba che passa tutto il giorno davanti a quel cazzo di pc di merda......intervista fresca e non cose antiche, questo qua era contro i meridionali, contro il tuo amico travaglio, era pure contro i gay ed era un ex fascista che ha condannato a morte a guerra conclusa 4 soldati senza averne alcun incarico ufficiale. Vai a morire ammazzata nella stazione di bologna assassinata da un magrebino sbavoso che prima ti darà fuoco per bene in nome del suo profeta allah e li mortacci tua! capra capra capra!!


"si oppose al revisionismo di Pansa che voleva equiparare fascismo e resistenza"
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Questo è il metodo con cui il Comitato Centrale del Pcus bollava i dissidenti.
Ho letto tutti i libri "incriminati" di Pansa ed ho trovato soltanto la volontà di non lasciar cadere nel dimenticatoio dei crimini perpetrati anche dai partigiani.
Poi, se si preferisce credere all'agiografia ufficiale,non venitemi a dire che siete spiriti liberi!

gianni fiorani, Brescia Commentatore certificato 26.12.11 18:27| 
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Credevo che boffizzare la gente cioè calunniarla e demonizzarla per colpe inesistenti fosse un vizio della destra
Scopro che è un vizio anche della sinistra
E' lo stesso teorema della Lega, di chi crede di innalzare se stesso screditando qualcun altro, come qualcosa che rende gloria e successo
In realtà appare l'espediente miserevole di chi non ha di sé nulla di onorevole da presentare

viviana v., Bologna Commentatore certificato 26.12.11 18:21| 
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Paolo Flores d’Arcais
Giorgio Bocca è stato il più grande giornalista dell’Italia del dopoguerra. Odiato da tanti, tantissimi.. è stato partigiano, prima in montagna e poi sulla macchina da scrivere, come è stato nella Resistenza ..Gli dobbiamo la lucidità nella cronaca, la fulminante precisione delle domande in interviste che hanno fatto epoca, e la capacità di dissenso contro quasi tutti i conformismi che hanno avvelenato il Paese. Nel giornalismo dovrebbe essere la normalità, è stato invece un caso eccezionale.
Per denigrarlo si è arrivati a dire: “prima fascista poi antifascista”, come se un giovane cresciuto nel fascismo, e che poco più che ventenne rompe con l’unica ideologia che impregna l’orizzonte, e sceglie la montagna e il rischio della vita dalla parte della libertà, sia testimonianza di ambiguità anziché di radicalità e coerenza nelle supreme decisioni morali. La verità è che Giorgio Bocca è sempre stato detestato dai più, la gente di potere e d’ipocrisia che sempre più saldamente sta soffocando l’Italia. Le anime vili, le anime della “morta gora..Dieci, cento, mille Giorgio Bocca, e il giornalismo sarebbe giornalismo, e l’Italia sarebbe un Paese finalmente civile di giustizia e libertà. Sarebbe un’altra Italia, quella che il suo comandante Duccio Galimberti e i suoi compagni della “Repubblica partigiana” speravano di contribuire a far nascere, anche a costo della vita. Speranze che i padroni del denaro, della disinformazione e della fede hanno calpestato e calpestano, instancabilmente.

viviana v., Bologna Commentatore certificato 26.12.11 18:15| 
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sopravvalutare le persone non giova.

Senza bocca l'italia sarebbe stata uguale.


Sono altri i grandi uomini che hanno cambiato il corso della storia.

VERISSIMO 26.12.11 17:19| 
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bravissima viviana.v

pier luigi fanfera 26.12.11 17:11| 
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MOLTI DI VOI HAN LE IDEE UN PO' CONFUSE,CREDETEMI. DI VOLTAGABBANA E DI GENTE CHE DA 20 ANNI STA SUL CARRO DEL VINCITORE A TUTT'OGGI C'è PIENO. GIORGIO BOCCA NON FA PARTE DI QUESTA COMBRICCOLA,SPIACENTE. PRIMA DI VOMITARE GIUDIZI GRATUITI E SOMMARI, LEGGETEVI UN PO' DI STORIA PATRIA. E IMPARIAMO A DISTINGUERE,SE VOGLIAMO FARE UN PO' DI BENE A QUESTO PAESE. Intanto leggetevi questa recente intervista di Travaglio a Giorgio Bocca. Grazie,un saluto.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/25/giorgio-bocca-lultimo-grandi/179927/

HERMINATOR 26.12.11 15:47| 
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brutta l'usanza italiana di dire sempre che chi muore era un gran uomo...quando muoiono grandi oppressori o grandi farabutti si dovrebbe iniziare a fare festa!!!! ma festa davvero!!!! ho gia un paio di bottiglie pronte per certi ex premier....o premier in carica...apetto fiducioso;)))

davide ., solthurn Commentatore certificato 26.12.11 15:18| 
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Mah è una vergogna tutti ad elogiare quest'uomo ma ke cazzo vi prende???? SArà stato anke un grandissimo giornalista e va bene, avrà scritto libri ed articoli memorabili......ma Beppe lo sai come la pensava nei confronti di Napoli e nei confronti del Sud.....lo sai ke disse ke al sud veniva a caccia di notizie grosse ma poi non avrebbe mai familiarizzato co le bestie ke c'erano al sud??? lo sai ke se vai su youtube e scrivi "giorgio bocca su NApoli" viene fuori una bella intervista da Fabio Fazio in cui auspica all'esplosione dell'Etna e del Vesuvio per "purificare" il sud??? Non sono d'accordo questo servilismo a tutti i costi verso una grande firma del giornalismo.....io non mi piego alle convezioni.....Giorgio Bocca è stato un grande RAZZISTA oltre ke un grande giornalista....e questa non è una cantonata mio caro Beppe....questa è la pura e semplice verità riportata in video

Alessandro Esposito, Ottaviano (NA) Commentatore certificato 26.12.11 14:28| 
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GIORGIO BOCCA era un iscritto al partito fascista fin dall'università. Ha sottoscritto le leggi razziali del fascismo nel '38 per poi, subito dopo l'armistizio dell'otto settembre, cambiare fronte partecipando alla lotta partigiana. Cioè quando era ormai chiaro chi fosse il vincitore. A guerra ormai finita nel 45, come giudice del tribunale speciale partigiano, fece fucilare alla schiena un uffic...iale e quattro soldati di Salò. L'unica sua vera coerenza fu l'anticomunismo. Nella sua analisi del sistema non vide l'oppressione del sud da parte di un capitalismo nordista che, fin dalla sanguinosa unità d'Italia fatta per distruggere il meridione su mandato inglese, non ha esitato a condividere il potere con politici corrotti e organizzazioni criminali camorristiche e mafiose che hanno oppresso il sud per finanziare il nord. Se la vide, scelse di condividere la falsa storia dei vincitori che hanno lasciato il sud in mano ai mafiosi per dare poi la colpa agli stessi meridionali oppressi. Lui in questo fu un campione al punto che, noncurante di tanta povera gente onesta meridionale, si è augurato, per risolvere il problema, l'esplosione del Vesuvio insieme alla sua amica sottotraccia: la Lega.
Un finto progressista, abile polemista e scrittore, sempre al servizio del potere pur analizzandone bene i difetti evidenti e superficiali.

cosimo 26.12.11 13:27| 
 
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..Alcune fonti riportano il suo nome in un elenco di personalità che nel 1938 aderirono ufficialmente al "Manifesto della Razza" che sostenne pubblicamente le leggi razziali. Nel 2011 in un'intervista ha affermato che durante i suoi viaggi nel sud Italia "c'era sempre questo contrasto tra paesaggi meravigliosi e gente orrenda, un'umanità repellente", ricevendo da più parti accuse di razzismo anti-meridionale. Da Wikipedia

Daniele P. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 26.12.11 13:11| 
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E' una liberazione per il giornalismo italiano!! Da 50 anni pontificava con articoli inintellegibili ai piu', che lanciavano messaggi cifrati agli addetti ai lavori. Secondo me incarnava quanto c'e' di peggio nel giornalismo italiano che non sa parlare alla gente e riporta solamente i messaggi della casta per la casta.

elena ., NYC Commentatore certificato 26.12.11 13:00| 
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con la morte di questo tipo di persone sento un po' meno "protetta" l'italia. e' gente che apertamente, senza tanti giri di parole, e addirittura, quando e' servito, col fucile, si sono schierati contro i poteri malavitosi (politici e non) del tempo.

francesco pace (francesco pace 51), bologna Commentatore certificato 26.12.11 11:40| 
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Nella sua vita ha preso alcune cantonate ma addebitargli solo quelle, soprattutto la sua posizione giovanile fascista, è una porcheria. A 20 anni nel '40 erano tutti fascisti...

FRASE FALSA. Bocca è stato fascista fino all'8 Settembre 1943, cioè, come quasi tutti gli antifascisti, ha aspettato di sapere chi aveva GIà vinto. NON PRIMA.
E non era un ragazzino né prima né dopo l'8 Settembre. Nel 1943 c'era chi si arruolava per combattere per l'Italia, non per collaborare con i già vincitori, ed era, di norma, più giovane del Bocca 23nne...

luciano zippi 26.12.11 11:31| 
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troppo uomo banderuola .. che si gira al cambiare del vento .. forse un bravo giornalista avrebbe mantenuto una linea più coerente .. nonostante i tempi e le facce della politica nella Storia .. di sicuro uno che ha fatto una "carriera" da antifascista dopo esserlo stato. Se questi sono gli esempi della sinistra .. capisco il PD(menoL) .. meno per CHI li legge e li vota.
NON sentirò la sua mancanza ..

ONORE a Biagi e Montanelli .. di tutt'altra tempra

Marco B. 26.12.11 11:29| 
 
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Non è assolutamente vero che Giorgio Bocca è stato un grande, anzi un voltagabbana ed un opportunista, sì per non dire di peggio. Ma c'è sempre chi crede alle panzane che ha scritto, come si deduce dall'articolo. Pansa ha cercato di mettere una pezza alle bugie che straripano sulla Resistenza, in mezzo a mille difficoltà. Pure mio padre ha fatto la Resistenza, è ancora vivo ha 94 anni, 5 croci di guerra, ha combattuto per l'asse nei sottomarini, e dal 43 dopo mesi di riflessione ha fatto l'intelligence per la Resistenza, ma ha anche visto morire il comandante Alessi solo perché era un Comandante dei partigiani figlio di Carabiniere. (ucciso non certo dai fascisti l'ultimo giorno di guerra)

Paolo Sidoli 26.12.11 11:11| 
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prima notizia di tutti i tele/radio/giornali con ampi editoriali dei suoi compagni di casta.
e se muore il carrozziere di via Garibaldi a 54 anni a causa della vita sfiancante di lavoro? non lo ca....lcola nessuno.
so anch'io che tutti i giovani vogliono fare scienza delle comunicazioni e nessuno il carrozziere

frg435 26.12.11 10:57| 
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La vocazione fascista e per il classismo leghista non possono essere episodi estemporanei e sappiamo bene che sull'antifascismo sono state costruite carriere politiche e vite molto fortunate: però se qualcuno inneggia fino a poco prima di morire agli aguzzini sionisti del popolo palestinese, sta offendendo il senso di empatia per i deboli e gli oppressi che è caratteristico della specie e allora i conti tornano!

Gianfranco S., Chieti Commentatore certificato 26.12.11 10:51| 
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non le persone (comunque entrambi antifascisti docg), ma le dichiarazioni penso si possano accostare per cui alle parole di bocca accosterei le parole di calamandrei del dicembre 1946 sul giornale "il ponte".

"Ma ciò che sembra inesplicabile e disumana è l'indifferenza del pubblico di fronte a siffatte previsioni. Il pubblico è fatto dei milioni di umili sciagurati che portano ancora sul corpo e sull'anima le cicatricie i lutti della tortura collettivada cui sono appena usciti; eppure questi umili lettori, a sentir quelle profezie di un'altra più terribile tortura che sta per colpirli ancora, non si indignano e non inorridiscono; guardan quei titoli e passan oltre: vanno a cercare, in seconda pagina, le cronache degli adulteri e del mercato nero: "La bomba atomica? Non è affar mio". Così ragionano i lettori comuni; e c'è un partito che fa di questa indifferenza un programma politico.

Bocca diceva cose simili degli europei sotto Hitler a paragone di oggi. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. e così sarà anche della "MINORANZA CORAGGIOSA CHE CAMBI LA STORIA".
resistere, resistere, resistere.

Gabriele Alfano Commentatore certificato 26.12.11 10:48| 
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La morte di un'uomo è sempre un dispiacere.quindi il mio cordoglio per l'uomo non pùo mancare.
Altra cosa è il giudizio del giornalista il classico italiano,voltagabbana,inaffidabile, sempre pronto a saltare sul carro del vincitore.
Certi personaggi è meglio averli come nemici che come amici,rischi sempre di trovarti pugnalato alle spelle.
Giorgio Bocca giornalista? ADDIO!!!!

claudio f., savigno Commentatore certificato 26.12.11 10:33| 
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sono contento che questo commento sia qui e anche su comedonchisciotte

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9572

davide lak (davlak) Commentatore certificato 26.12.11 09:50| 
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Il più razzista d'italia, colui che si è sempre definito un anti meridionale ci ha lasciato. Adesso le sue cazzate non le sentiremo più.
Spero che qualche imbecille di amministratore del Sud( leggi sindaci e assessori quaquaraqua) non proponga di titolare qualche vicolo a questo piemontese razzista e voltagabbana.
Non ci mancherai...!

Tony Marra 26.12.11 09:41| 
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Premetto che i coccodrilli non li amo, soprattutto quando sono di parte.
Giorgio Bocca negli anni ne ha scritte di cose, è vero.
Non sono certo il tipo che si limita agli articoli del suo periodo fascista sui Savi di Sion, e tantomeno al fatto che poi divenne partigiano, o al fatto che si dichiarava omofobo (parlando di Pasolini) e razzista (VERSO IL SUD ITALIA).
Scrisse anche dei pezzi di giornalismo importanti (sul caso Teardo, "Ruba compagno Ruba" Repubblica) e di recente (2005) si dichiarò apertamente contro il TAV.
Un personaggio controverso, di sicuro. ma sul quale trovo inutile schierarsi pro e contro, ha fatto il suo mestiere e ha scritto ciò che pensava.
Per quel che mi riguarda , più di una volta ho trovato sgradevoli e poco condivisibili una serie di editoriali che sarebbe impossibile citare.
Per cui se gli riconosco un merito è di esser stato un giornalista che scriveva quello che pensava, e non quello che "andava scritto".
Non mi piaceva affatto, ma tant'è...

e poi aveva 91 anni, capita di morire.
perchè tanto chiasso?
Su queste cose sono un pò cinica, non riesco a dispiacermi per così poco,
differente è per il fatto che non si riesce mai ad avere un quadro d'insieme obiettivo su nulla.
ma siamo davvero così di parte sempre?

Ileana B, savona Commentatore certificato 26.12.11 09:03| 
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quelle che tu chiami cantonate sono in realtà le cose che lo fanno grande.

cimbro 26.12.11 08:54| 
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Brava Viviana grazie. E' morto anche uno dei pochi giornalisti critici e severi. Ce ne fossero!

silvana l., bologna Commentatore certificato 26.12.11 08:46| 
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Per fare il giornalista e lo scrittore farsi leggere dagli altri serve la passione. Ma se si vive per 90 anni e si lavora tutta la vita non ne basta una: servono tanti innamoramenti e tante passioni anche se alcune sono sbagliate, fugaci, ridicole e di segno opposto. Non va cercata la coerenza di Bocca sulle ricette politiche alle quali di volta a volta si è innamorato, ma il fatto di aver raccontato l'Italia in modo critico, cosa che molti, per convenienza, non hanno fatto per apparire coerenti quando inevitabilmente hanno dovuto cambiare casacca. Siccome non esiste e non esisterà mai una ricetta perfetta prendiamo Bocca per quello che era. Un uomo appunto, che sapeva comunicare e raccontare meglio di tanti altri.

Peter Amico 26.12.11 07:50| 
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E morto un uomo. E morto un uomo cone tanti altri
Italiani che non vogliono vedere oltre la solita retorica insegnatagli dallo stato.
Per noi meridionali uno in meno da ascoltare che dice ca...ate, tipiche del settendrione.

Antonio Montreal Canade.

Antonio farinaccio, Montreal Commentatore certificato 26.12.11 01:54| 
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pero bisogna dare merito perchè è giusto cosi, un uomo che conosceva poco, o faceva finta di conoscere poco la storia di questo paese e la provenienza dei suoi mali, vedi il video
http://www.youtube.com/watch?v=Z2CXy5wuQXY

vincenzo v. Commentatore certificato 26.12.11 01:29| 
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Complimenti Viviana, condivido.

Coco Fiandrino, Buriasco Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 26.12.11 00:09| 
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Salutiamolo senza fare l'errore di soffiare sulle fiamme. Abbiamo il ricordo delle sue parole e tanto ci basta per giudicare.

Andrea Brandi 25.12.11 23:36| 
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Dici bene "è morto un uomo".
Perchè chiamare cantonate delle scelte fatte con onestà ?

Filippo ed altri 25.12.11 23:36| 
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