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Stock 84 lascia l'Italia


Stock_84.jpg
I fondi ci portano a fondo.
Dal sito della Stock 84: "Nel maggio del 1995 la Stock venne acquisita dalla Eckes A.G. ... successivamente diventa proprietà del fondo americano “Oaktree Capital Management”. Dall’inizio del 2009 la società sposta l’organizzazione commerciale ai nuovi uffici di Milano... mantenendo lo stabilimento produttivo nella zona industriale di Zaule. Da qui continua a sviluppare il proprio “business export” che è sempre stato un pilastro dello sviluppo dell’azienda e... ha contribuito al successo del suo prodotto forse più significativo: Stock 84."
"E dopo la birra Dreher... Trieste addio: un altro storico pezzo dell’industria storica cittadina, che vi affondava le radici fin dai tempi dell’Impero austroungarico, se ne va. La Stock Spirits Group ha annunciato improvvisamente oggi la chiusura della storica fabbrica nel capoluogo giuliano e il trasferimento da giugno della produzione nello stabilimento in Repubblica Ceca. Almeno il caffé Illy ce lo lasceranno? mah...". dario del sogno, trieste

12 Apr 2012, 21:48 | Scrivi | Commenti (25) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

salve beppe dopo l'ennesima industria che scappa dall'italia e dopo anni che io mi dedico ad una indagine in rete sulla crisi mondiale sono convinto che dietro a tutto ci sia una regia,piu indago e piu la mia indagine si fa oscura possibile che tutti i governi che adottano le misure di risanamento dettate dall'europa non si rendano conto che non funzionano allora mi sorge un dubbio che tutto cio sia un disegno gia scritto per portare l'intera europa ad un livello di poverta dove poi i registi potranno fare quello che vogliono, navigando in internet mi sono imbattuto nella poco famosa fondazione bilderberg e da li i miei timori si sono fatti sempre piu forti. non vorrei che in nome dell'europa consegnassimo le nostre nazzioni in mano ad un gruppo di massoni che vogliono fare dell'intero mondo cio che vogliono che sono in grado di far fallire uno stato o di scatenare una guerra. aproposito di guerra non so se ai fatto caso che apparte alcune notizie sporatiche non si parla piu nei telegiornali e nei giornali di medio oriente io navigando nei siti di gionali stranieri russi istrailiani palestinesi mi sono imbattuto in notizie non certo rassicuranti del tipo grossi addensamenti di truppe aviotrasportate russe ai confini con l'iran batterie antimissile ecc ecc altre notizie tipo istraele attachera instalazioni iraniane o notizie tipo portaerei americane davantialle coste dell'iran con movimenti di truppe americane.non vorrei che una volta messa l'europa col culo per terra i sopra indicati registi facciano quello che vogliono.si parla tanto di un nuovo ordine mondiale che sia questo.gradirei una tua risposta e anche di altre persone che diano un parere sulla mia teoria saluti mauro 61

Mauro M., Fabrica di Roma Commentatore certificato 18.04.12 18:28| 
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Quando passo vicino all'OMSA a Faenza e vedo quel megastabilimento industriale che paga le stesse tasse di ICI come quando era attivo ed "occupava" centinaia di lavoratori, pur rimanendo improduttivo, mi girano a 1000.

SI DOVREBBE TASSARE CON UN ICI 1000 VOLTE SUPERIORE A QUELLO ATTUALE (esempio) E LA DIFFERENZA USARLA PER RIDURRE LE TASSE SUL LAVORO..... CI METTI SU PANNELLI FOTOVOLTAICI? LE TASSE SI ABBASSANO A 500 VOLTE(esempio), VISTO CHE ALMENO UNA CERTA UTILITà SOCIALE IL CAPANNONE IN QUESTO MODO LA HA.

Ovvio che poi se la OMSA (di turno) vuole togliere di mezzo anche lo stabilimento, oltre che i lavoratori, ripristinando lo stato di fatto di campagna produttiva, ovvero cederlo ad altra attività produttiva, non dovrà pagare nulla..... ma gli conviene?

Altrettanto ovviamente questo sistema di colpire l'occupazione di territorio improduttiva può essere declinato in modo diverso per colpire, ad esempio, le attività produttive a forti impatto ambientale in modo da consigliargli di ridurre l'impatto con accorgimenti tecnologici ovvero delocalizzando l'attività in altri paesi(1) (con gli effetti di cui sopra sulla tassazione del bene improduttivo) ovvero in luoghi del paese dove l'impatto è minore (come nel caso di coesistenza tra attività produttive ed abitative).

Ricordo l'art 42 comma 2 della Costituzione: "La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, DI GODIMENTO E I LIMITI ALLO SCOPO DI ASSICURARNE LA FUNZIONE SOCIALE e di renderla accessibile a tutti." . OVVIAMENTE LA MODIFICA GRAFICA è MIA.(1) Ovviamente non possiamo intervenire in questi paesi imponendo la ns soluzioni, anche se lo scopo è quello anche di dare l'esempio e farci copiare. 

G Muccio, Bologna Commentatore certificato 16.04.12 16:17| 
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La Stock 84 ci lascia...di questo passo, chissà che non ci lasci anche il Vaticano!

Ireneo G., Fermo Commentatore certificato 15.04.12 16:01| 
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Dove prendere i soldi velocemente per riabilitare un paese alla deriva non lo insegna Monti..Li prendi dove sei sicuro che ci siano, e cosi' pagano sempre i soliti..Il perchè si arriva a questo..beh, basta guardare la politica fiscale degli ultimi 5 anni in Italia per poter capire che tutto è stato fatto per poter permettere a chi i soldi li aveva di poterli nascondere proprio per questi periodi neri!! Ed allora ben vengano investimenti stranieri sulla nostra creativa produzione, ed il made in Italy sarà per un marchio straniero...I nostri marchi vanno a produrre all'estero?..Vorrà dire che, ricordo che volenti o nolenti si vive in una società basata sul libero commercio, sapro' comprare prodotti Tedeschi prodotti in Italia piuttosto che prodotti italiani prodotti all'estero.
Saper consumare purtroppo è diventata un'arma letale...usiamola!!fra

Rossi F., Genova-Parma Commentatore certificato 15.04.12 03:49| 
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Chi delocalizzare deve pagare un dazio altissimo
Mo' chi lo dice a Monti che non e colpa del articolo 18 perché questi salutano e arrivederci quindi con o senza non cambia nulla le aziende si spostano dove conviene i dazzi doganali ad aziendam chiudiamo le porte a questi prodotti una volta per tutte

Riccardo Garofoli 14.04.12 18:03| 
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La realtà è una sola, lo Stato si comporta come un condensatore quando c'è da aumentare la pressione fiscale cioè carica e aumenta la tensione. Poi, quando il mercato si sgonfia, l'azienda deve fare i conti con la crisi e si scarica ovvero perde competitività e valore, mentre lo Stato stacca la spina e lascia invariata la pressione fiscale. Lo Stato non ci sente a diminuire la pressione fiscale, quando va bene aumenta allineando ai migliori la tassazione e ignorando i falliti, mentre quando va male ignora tutti e mantiene alte le tasse. Lo Stato italiota e burocratliota è a senso unico, cioè prende sempre e spesso in anticipo, e quando da lo fa in ritardo e vuole guadagnarci. Qualcosa non va, cari miei e non si tratta di efficienza del sistema pubblico, ma proprio di filosofia e logica della società e della gestione di essa che si chiama politica.

mario mario Commentatore certificato 13.04.12 16:41| 
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Da fonte più che autorevole sono venuto a conoscenza della vera ragione: spostando il Cekia la produzione la stessa quantità di prodotto avrà il costo dello stesso più che dimezzato. E' ovvio che con queste condizioni e guardando al profitto la scelta sia fin troppo ovvio specie nel caso in cui la proprietà non è più nemmmeno italiana. E pensare che gli attuali lavoratori sono considerati eccellenti e che la vendita del prodotto è ad ottimi livelli. Ciò nonostante dopo ben 128 anni un'impresa che nacque ancor sotto l'impero austro-ungarico (fosse rimasto qui non avremmo di questi problemi) fa le valigie e se ne va da una terra dove tutto chiude (vedi per l'appunto la birreria Dreher) e viene abbandonata, ormai terra del no se pol (e no se vol).

In ogni caso finchè l'Italia sarà guidata da una simile classe politica le aziende chiuderanno per due ragioni: per insolvenza nei confronti dello stato sanguisuga e conseguente bancarotta, oppure in caso che gli affari vadano bene per trasferimento della produzione in posti più competitivi. Il panorama che abbiamo davanti è più che buio, ed i sapientoni come il tiranno Monti fanno finta di niente rispondendo non alla volontà del popolo in teoria sovrano di fatto suddito, ma a quella dei loro datori di lavoro, le banche e la micidiale trojka.

Bruno Cinque (b5), Trieste Commentatore certificato 13.04.12 16:08| 
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Un'altra ditta che ne ha piene le palle dello Stato, del Fisco e dei sindacati. Ma fà bene ad andarsene! Spero che molte altre la seguano e ci lasciano disoccupati.
Non hanno piu' fiducia dell'Italia e dei lavoratori: scioperi che procurano buchi millionari al giorno, fisco pescecane e stato e finanziatori totalmente assenti per uscire dalla crisi.
Fanno bene ad andare dove la gente vuole lavorare e non scioperare
dove hanno una certa sicurezza imprenditoriale e dove le banche e lo stato ci sono per loro
Vaff Italia

sandrolibertini 13.04.12 14:00| 
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BASTA PRENDERSELA CON IMPRENDITORI, ARTIGIANI E COMEMRCIANTI... SARA' L'ORA DI APRIRE GLI OCCHI SU CHI CI HA GOVERNATO FINO A IERI E NON PRENDERSELA SEMPRE CON L'ULTIMO, QUANDO COMANDANO SEMPRE GLI STESSI ?
LE IMPRESE VANNO DOVE SI GUADAGNA, E' LA POLITICA CHE DEVE CREARE PRESUPPOSTI PERCHE RESTINO NEL PAESE.... VEDI USA

riccardo 13.04.12 13:07| 
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Ha annunciato IMPROVVISAMENTE??
Ma chi vogliono prendere per il culo??
Sono almeno 5 anni che avevano in progetto di andarsene fuori all'estero! E lo spostamento degli uffici a Milano era solo una scusa PER LICENZIARE personale, visto che ai reparti amministrativi c'era gente di una certa età. Dalla sera alla mattina gli hanno detto: o vieni a lavorare a Milano o te ne vai. E secondo voi un triestino poteva farsi 450 km solo andata ogni giorno? o pagarsi col misero stipendio un minilocale per i giorni lavorativi? o trasferire tutta la famiglia?
Qualcuno ha dovuto lasciare. E solo su questo contavano.
Hanno ridotto l'organico almeno al 50%. E adesso, ultima tappa di un percorso premeditato: spostano la produzione. Qui volevano arrivare.
E non c'entra nulla l'articolo 18. Come vedete, articolo 18 o no, l'organico l'hanno ridotto lo stesso! E adesso spostano la produzione.
Scriveranno ancora MADE IN ITALY?? Ne avranno il coraggio??

Barbara B. Commentatore certificato 13.04.12 11:26| 
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Italia e Germania sono i paesi europei con il più basso tasso di presenza di aziende straniere. Può essere letto in negativo, poca attrattività agli investimenti stranieri. Così ce la dipingono i giornali, vedi articolo 18. Oppure può essere letta in positivo, siamo noi a esportare lavoro, vedi globalizzazione, internazionalizzazione delle imprese, sistemi di finanziamento all'espansione etc. Italia e Germania sommano più impiegati nell'industria privata di tutti gli Stati Uniti. Siamo, assieme alla Germania e fatte le debite proporzioni, praticamente le uniche potenze industriali e manufatturiere rimaste in Europa, con una propria classe imprenditoriale privata dinamica e creativa, nonostante tutto. Noi, ancora oggi e nonostante tutto, con una cultura propria, un'immagine ed una tecnologia da vendere al mondo. Quando arrivano i fondi e le finanziarie non sono cattivi ma vanno dove conviene di più. Cioè, quando arrivano loro, ti mettono sullo stesso piano della Romania e della Polonia, con rispetto parlando. E che ti fa Monti? Va in Cina a cercare proprio questo tipo di investitori. Invece di lasciare in pace quegli italiani che già ci sono e ancora si darebbero da fare e che non chiederebbero altro che di essere lasciati in pace per lavorare e inventarsi qualcosa di nuovo, lo scemo va in cerca di altri finanziatori DEL TERZO MONDO AUTORITARIO E DITTATORIALE che ci metterebbero sullo stesso piano del Vietnam e della Cambogia, con rispetto parlando. Siamo in mano ad una banda di scimmie sceme. E' stato già detto un milione di volte, a casa tutti, questi ci portano al disastro pur di salvarsi il cadreghino, peggio di Hitler nel bunker.

Alberto S., pordenone Commentatore certificato 13.04.12 10:58| 
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GLI OPERAI ITALIANI DEVONO LOTTARE TUTTI UNITI PER IMPEDIRE LO SFACELO DELLA NOSTRA INDUSTRIA, LE PICCOLE LOTTE AZIENDALI NON PORTANO ALCUN FRUTTO.
SOLO COSI' POTRA' UNIRSI ANCHE IL POPOLO ITALIANO TUTTO.

emma s. 13.04.12 10:42| 
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Notare che, e mi è venuto in mente ora, qualche giorno fa qualcuno ha denunciato Napolitano, Monti e la sua banda e i parlamentari per alto tradimento!!! Cosa mai avvenuta dall'inizio dell'italia repubblicana!!! Prima volta nella storia!!!! Nessuno ne parla. Inquadrano le solite facce presenti da 30 anni, che magari per l'occasione hanno indossato i pannoloni della festa e messo la dentiera bella, ma di questa notizzia non si dice nulla. "....bisogna fare... la direzione giusta.... rinunciare ai rimborsi... " e cose simili.
Addirittura ieri sera un servizio su un sindaco che si dimette perchè impossibilitato a proseguire il mandato per la mafia, e cosa vediamo? Bersani attorniato da una decina di poliziotti in divisa (più scorta in borghese) che ci legge il solito sermone di circostanza.
Incredibile.
Nessun cenno all'esposto alla magistratura per alto tradimento.

Mah....

Gian A 13.04.12 08:47| 
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Siamo noi che travisiamo le cose o c'è qualcuno che l'evidenza la scambia per "normale avvicendamento"? No perchè è da parecchio che le aziende italiane fuggono all'estero, ma qui ci sono i menefreghisti della Costituzione italiana e i maestri dell'ignoranza economica che ci dicono che il problema è l'evasione fiscale, l'art. 18, la riforma del lavoro e palle di questo tipo. La colpa è nostra. In paesi come francia o germania la banda monti sarebbe già affossata da qualche parte. E quel che è peggio, è che non c'è contraddittorio: il "servizio" (!) pubblico televisivo non ha un giornalista serio che controbatte, che mette in prima pagina la morte delle aziende. No, non lo fa. Il canone ( e non solo) serve per pagare i viaggi in un'isola sconosciuta ma per famosi, o sciocchezza di questo tipo. e c'è pure gente che, pare, vede queste cose. Rivoglio la censura che c'era all'alba della nostra televisione.

Gian A 13.04.12 08:38| 
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Speriamo di toccare presto il fondo, così ci guarderemo tutti in faccia l'uno con l'altro e forse ci daremo un mossa sul da farsi.
Ciao Giuliano, Cellino S.m. (Br)

GIULIANO D'ORONZO 13.04.12 08:36| 
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Che se ne vadano pure, ci sarà più da fare per chi resta.

Elena Lisdero, Pinerolo Commentatore certificato 13.04.12 02:43| 
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Salve a tutti, provo a buttare li' un'idea:
se il governo italiano "non riesce" a frenare l'esodo produttivo di alcune aziende nostrane in paesi di questa fragile europa piu' economici in termini di costi di risorse umane, allora li' potremmo agire noi come semplici consumatori;
senza sfoderare inutili patriotismi possiamo discretamente decidere se acquistare un prodotto o meno.. e come?..beh, semplicemente se si tratta di un articolo di una ditta italiana ed è prodotto all'estero potremmo lasciarlo sullo scaffale e scegliere un articolo in base alla nazione di produzione.
E' fondamentale in questo processo di libera scelta l'efficienza di un'etichetta trasparente che dev'essere tutelata da nostro governo.
Ricordiamoci che spesso la velocità dello sviluppo economico di un paese è maggiore degli adeguati diritti dei lavoratori dello stesso, e la differenza noi la conosciamo bene: pochi ricchi e troppi poveri.
Quello che suggerisco è un' acquisto critico, non in base al nome della ditta ma dettato dal paese di produzione; poco importa se il prodotto è tedesco se è prodotto in Italia...anzi.. ben venga..vedi la multinazionale d'arredamento svedese che preferisce investire in produzione italiana ed il loro prodotto continua ad avere un nome cosi' strano, e siccome non si tratta di una onlus credo proprio che dobbiamo credere nei nostri prodotti e magari un po' meno nel marchio pubblicizzato!!!
Responsabiliziamoci quando consumiamo...consumare meno e con criterio!!
Leggete bene dov'è prodotto e poi comprate!! Grazie phra Genova

Rossi Francesco 13.04.12 00:21| 
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Finisce che ci rimarrà solo il Chinotto.......

harry haller Commentatore certificato 12.04.12 23:37| 
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ma come proprio adesso che hanno fatto una riforma del lavoro che serve alla crescita del paese e a nuove assunzioni questi vanno via ..... colpa della cattiva informazione in Italia???? La riforma non è stata compresa ??? Potete licenziarci quando volete, ah ! Non vi interessa. Forse il problema sono le troppe tasse??? le difficoltà burocratiche la lentezza delle amministrazioni ???? ( scusate l'amara ironia e massima solidarietà ai lavoratori che rimarranno a casa )

Maria Rosa 12.04.12 23:26| 
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CIAO BEPPE,
SEMPRE PEGGIOSPERIAMO DI SVEGLIARCI PRIMA CHE SIA DAVVERO TROPPO TARDI
ALVISE

alvise fossa 12.04.12 23:18| 
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EVVAI!!! Un'altra ditta che abbandona la nostra (magnifica) regione!!! Dopo lo stillicidio di aziende locali per colpa della crisi in Fincantieri............... evviva evviva evviva.................................

Fabio Declich 12.04.12 22:46| 
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Ecco! Un'altra fabbrica in meno da taglieggiare... NO! Da tassare, volevo dire: da tassare!

Gabriele Serrelli, Roma Commentatore certificato 12.04.12 22:21| 
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