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Il futuro è Rifiuti Zero


rifiutiZero.jpg
"Il ministro Clini è intervenuto a un incontro a Montecchio (RE) esprimendo preoccupazione per i finanziamenti pubblici percepiti da Iren per la costruzione dell'inceneritore di Parma. Noi ci domandiamo se un Ministro dell'Ambiente, non pensi sia più opportuno occuparsi di salute pubblica e non degli incentivi che potrebbe perdere un'azienda di diritto privato che ha costruito un impianto sotto inchiesta da parte della magistratura. Crediamo che non ci possano essere deroghe alla legalità. Non è più tempo di scendere a patti con gli interessi economici a discapito della salute dei cittadini. Ricordiamo che gli incentivi pubblici (certificati verdi) provenienti da tasse dei cittadini, percepiti da Iren sono legati per lo più alla combustione di fanghi da depurazione che potrebbero essere trattati in modo ambientalmente sostenibile e impiegati per produrre biogas. Citiamo testuali parole di Clini: "L'evoluzione della gestione dello smaltimento dei rifiuti a livello europeo se non internazionale dice che i termovalorizzatori hanno fatto il loro tempo, sono diventati sempre più marginali. Il sistema dei termovalorizzatori viene via via superato da sistemi più ecologici". Anche Iren dovrebbe prenderne atto e dismettere i progetti di costruzione o acquisto di inceneritori. Il nostro territorio ha l'occasione di procedere verso una politica di gestione rifiuti opposta a quella dell'incenerimento: raccolta porta a porta e piani di riduzione dei rifiuti. E' ora di agire. Il futuro Rifiuti Zero ci aspetta." Comunicato congiunto dei gruppi consiliari Movimento 5 Stelle di Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Torino, Genova

4 Set 2012, 11:01 | Scrivi | Commenti (54) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

http://www.stilenaturale.com/news/1321/Useranno-i-wc-vecchi-per-fare-nuovi-marciapiedi.html

pietro c., palermo Commentatore certificato 13.10.12 23:51| 
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Questo progetto vale da solo la politica italiana!

Gastone L. Commentatore certificato 10.09.12 15:30| 
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L'Italia ha bisogno di grandi cambiamenti per assicurare il futuro ai nostri figli.Lei ne propone alcuni che potrebbero essere di grande aiuto per cambiare le cose, ma è possibile cambiare le cose in questa nazione? la vedo dura. Avanti coraggio

joseph Persampieri 05.09.12 18:06| 
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Cari amici c'è un'invenzione già operativa che usa la Pirolisi (combustione in assenza di ossigeno) niente fumi di risulta non essendo l'ossigeno a bruciare , dalla scissione degli elementi esce un olio tipo biogpl che puo essere utilizzato per produrre elettricita nel rapporto di 1kg = 0.75 kw di elettricità. il residuo è una polvere ferrosa che occupa pochissimo spazio.La spazzatura diventa ricchezza.l'inventore è Salvatore Damasco della ditta www.themindecosolution.com che tra l'altro ha inventato il super alternatore..un alternatore che produce il 400% per 100 in più di corrente rispetto ad un alternatore tradizionale..ma la politica delle lobby forse non le vuole le invenzioni come queste..

piero agostini 05.09.12 16:55| 
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Rifiuti: vengo dalla Germania, dove ho vissuto per decenni. Da oltre 30 anni si pratica la raccolta differenziata. Tale tipo di trattamento dei rifiuti soliti urbani è superato da tecnologie, che fanno lo stesso lavoro, differenziare, a prezzi molto inferiori e senza disturbi per il cittadino.
A parte questo, in Germania, la differenziata ha avuto, come immediata conseguenza per i cittadini, un notevole ribasso della TARSU - è la più bassa d'Europa - in quanto i benefici del riciclo del materiale, un vero e proprio lucroso business, va a favore delle Amministrazioni e , cioè, dei cittadini. Qui da noi, anche se con un ritardo di oltre 30 anni, differnziare è divetnato il fiore all'occhiello di amministratori a tutti i livelli, i quali, per ignoranza o malafede, non si curano del lato dei benefici e aumentano allegramente la TARSU.
Ci sono esempi eclatanti del malcostume e delle assoluta leggerezza con la quale si tratta tale argomento. Dietro tutto c'è la NON-VOLONTA' di affrontare seriamente il problema, per paura di intralciare giri di affari, per lo meno, nascosti.
E' un giro di molti milioni!!!

Luigi Martelli 05.09.12 16:55| 
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La mia idea ( folle ? ) consiste nell’occupare, a Messina, P.zza Duomo, e rilanciare, con un Festival & un Laboratorio Teatrale, un’idea di Cultura, forte & necessaria …
Ma è necessario prima che mi renda conto se ho energia, sufficiente, per oppormi alle difficoltà, che, naturalmente, si presenteranno …
Il rischio, è quello, di ovviamente di non essere compreso ma il tutto verrà scongiurato dal materiale artistico, soprattutto, locale, che proverò a muovere … Materiale artistico, locale, ma non solo, che renderà l’occupazione di P.zza Duomo un viaggio esaustivo nella cultura e nella sua validità …
Sono sempre stato attratto da un’idea di Cultura, diversa, ed ho investito la mia Vita intorno all’idea di una Cultura diversa, forte, rivoluzionaria … Vorrei, veramente, scuotere la città di Messina, una scossa che possa promuovere, nella città di Messina, una rivoluzione culturale … Paradossalmente la città di Dicearco, il filosofo, Antonello, il pittore, D’arrigo, lo scrittore, Celi, l’attore, ha smesso di produrre cultura …
Creare a Messina all’interno di P.zza Duomo, uno spazio culturale, aperto a tutti, sempre, giorno & notte, non vuole essere una concessione alla moda delle occupazioni, tanto, in voga, attualmente, in Italia, piuttosto, la necessità di celebrare l’espressione artistica & culturale della realtà messinese …
Che cosa & chi m’autorizza a saltare in sella, in maniera spericolata, attraversando campi bui ?
Svegliatomi dal coma ho avuto, soltanto, bisogno di sapere se, ancora, ero, in grado, di leggere, poichè, nessuna medicina poteva tirarmi fuori dai guai tranne un buon libro e poi …
Poi, tempo & volontà … Ho avuto forti contrasti con i medici e talvolta anche degli scontri, quando, mi propinavano le varie medicine per il post – coma … Sostenevo, io, che mai nessuna medicina poteva competere con la lettura di un buon libro ed infatti chiedevo, sempre, ai miei amici più cari, di portarmi in ospedale una quantità esagerata di buoni libri e t

BONCODDO 05.09.12 14:35| 
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Concordo con Paolo Lolli!

Norman F. 05.09.12 14:26| 
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Pensate che in Piemonte nella città di Biella la raccolta porta a porta dei rifiuti si sta già facendo!! E noi, qua in Lombardia nella città di Brescia stiamo ancora discutendo se eliminare o no l'inceneritore di Brescia!!

leonardo busti 05.09.12 11:20| 
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Però vorrei fare un appunto di cui nessuno o pochissimi parlano...premetto che sono simpatizzante del M5S.
Vivo a Torino, e vedo giornalmente montagne di rifiuti date alle fiamme da comunità Rom per recuperare metalli da rivendere(senza parlare degli altri "danni" provocati dalla loro "cultura"). Posso dirlo in quanto lavoro per una nota Azienda di raccolta rifiuti, in via Germagnano.
Ma nessuno interviene in modo deciso nel far cambiare queste "abitudini".
In Europa rispettano le regole, o vengono cacciati(ce li ritroviamo poi qui da noi in numero sempre maggiore).
Da noi, per non essere considerati "razzisti", oltre ad essere mantenuti, gli si permette di danneggiare la nostra Salute(e le nostre tasche).
E noi parliamo SOLO di inceneritori...trascurando questi "focolai" continui, e senza "filtri"...

Gianluca 05.09.12 11:18| 
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Chiamiamo le cose e le funzioni con il loro nome:
Ministro del compromesso ambientale.

Mario Amabile Commentatore certificato 05.09.12 11:04| 
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PENSO CHE IL PROBLEMA DEI RIFIUTI DEBBA ESSERE AFFRONTATO IN UN'ALTRA MANIERA!
LA GESTIONE DI TUTTI I TIPI DI RIFIUTI DOVREBBE ESSERE EFFETTUATA DIRETTAMENTE DALLO STATO CON UN'ORGANO AUTONOMO E COMPETENTE IN SITI ATREZZATI E SICURI CHE SI INCARICHI DI RIDISTRIBUIRE I MATERIALI RECICLATI ALLE AZIENDE ITALIANE CHE NE HANNO BISOGNO!
I RIFIUTI SONO MATERIALI CHE TUTTI NOI ABBIAMO PAGATO E NON E' GIUSTO CHE FINISCANO IN FUMO

paolo lolli 05.09.12 10:44| 
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Riduzione degli imballaggi alla produzione e distribuzione , riuso dei contenitori per prodotti liquidi (detersivo alla spina, latte alla spina .. ecc.), rendere davvero “pura” e potabile l’acqua del rubinetto, leggere il giornale via internet, uso dei pannolini riciclabili, uso delle pile ricaricabili ….
Solo con queste accortezze i rifiuti potrebbero ridursi di molto.

Poi naturalmente fare la raccolta differenziata, che permette di valorizzare e riutilizzare il rifiuto.
Ci sono modi per poter riutilizzare praticamente tutti i rifiuti, ad esempio, il piatto o il vaso rotto, possono entrare nel ciclo dei materiali solidi da demolizione (pietriccio), che vengono frantumati e usati o nei sottofondi drenati di strade o come leganti per la creazione di malte.

Non è utopia, vi sono già realtà che hanno raggiunto livelli ottimi di raccolta differenziata, San Francisco con 800.000 abitanti, ha quasi il 70% di raccolta differenziata e obiettivo 100% entro il 2020.

Con questi accorgimenti si potrebbe arrivare quasi ai rifiuti 0, ma se anche non ci si arriva , riducendoli di oltre il 90%, si possono dismettere o non costruire il 90% degli inceneritori !

Roberto B. Commentatore certificato 05.09.12 09:58| 
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L'alternativa agli inceneritori sono gli ecocentri diffusi quasi in ogni quartiere, però ad es. a Grottaferrata mi risulta che gli abitanti hanno protestato perchè l'ecocentro vicino alle case residenziali, a Squarciarelli, puzza. Che si deve fare? Far bruciare un po' di incenso?


Si rompe una tazza di caffè in ceramica a casa non so dove andare a buttarla, ci sono altri materiali diversi dalla plastica e dalla carta che non so dove buttare, ci sono degli imballi con plastica e carta inestricabilmente uniti,non so se buttarli da una parte o dal'altra, ogni giorno cmq si producono tanti rifiuti di plastica che potrebbero essere di vetro, per questo bisogna fare una legge per la semplificazione degli imballi e poi la cacca dei cani e dei gatti fa puzzare i sacchetti in maniera spaventosa insieme ai residui del cibo che marciscono. Quindi bisogna dare delle indicazioni precise su ogni tipo di materiale.

GIANCARLO SARTORETTO, Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 05.09.12 09:12| 
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Eravamo ragazzi e ci dicevano: “Studiate, sennò non sarete nessuno nella vita”. Studiammo.
Dopo aver studiato ci dissero: “Ma non lo sapete che la laurea non serve a niente? Avreste fatto meglio a imparare un mestiere!”.
Lo imparammo.
Dopo averlo imparato ci dissero: “Che peccato però, tutto quello studio per finire a fare un mestiere?”.
Ci convinsero e lasciammo perdere.
...Quando lasciammo perdere, rimanemmo senza un centesimo. Ricominciammo a sperare, disperati. Prima eravamo troppo giovani e senza esperienza. Dopo pochissimo tempo eravamo già troppo grandi, con troppa esperienza e troppi titoli. Finalmente trovammo un lavoro, a contratto, ferie non pagate, zero malattie, zero tredicesime, zero Tfr. zero sindacati, zero diritti. Lottammo per difendere quel non lavoro. Non facemmo figli – per senso di responsabilità – e crescemmo. Così ci dissero, dall’alto dei loro lavori trovati facilmente negli anni ’60, con uno straccio di diploma o la licenza media, quando si vinceva facile davvero:
“Siete dei bamboccioni, non volete crescere e mettere su famiglia”.
E intanto pagavamo le loro pensioni, mentre dicevamo per sempre addio alle nostre.
Ci riproducemmo e ci dissero:
“Ma come, senza una sicurezza nè un lavoro con un contratto sicuro fate i figli? Siete degli irresponsabili”.
A quel punto non potevamo mica ucciderli.
Così emigrammo.
Andammo altrove, alla ricerca di un angolo sicuro nel mondo, lo trovammo, ci sentimmo bene. Ci sentimmo finalmente a casa. Ma un giorno, quando meno ce lo aspettavamo, il “Sistema Italia” fallì e tutti si ritrovarono col culo per terra.
Allora ci dissero:
“Ma perchè non avete fatto nulla per impedirlo?”.
A quel punto non potemmo che rispondere:
“Andatevene affanculo!”.

Alex P., Bilbao Commentatore certificato 05.09.12 08:40| 
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Mi ricordo uno spettacolo di Beppe Grillo di molti anni fa che incitava alla protesta contro le industrie che vendevano tante piccole confezioni di detersivo, di dentifricio, di acqua, ecc. costringendo da un lato a far spendere di più alle famiglie ed alla collettività che deve provveder a raccogliere e smaltire più rifiuti e dall'altro a sprecare anche prodotto che a volte non viene utilizzato. Sono passati alcune decine di anni ma le cose non sono cambiate anzi peggiorate. Così come per le famose spazzole tergicristallo ed il consume di semplicissime gommine.

Luigi S., Messina Commentatore certificato 04.09.12 21:57| 
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Rifiuti zero, certo visto che fra qualche tempo con l'andiamo che ce in Italia la gente non avrà più risorse per fare la spesa quotidiana, niente spesa=rifiuti zero

Gianpiero Bonacini, Parma Commentatore certificato 04.09.12 21:38| 
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la qualità della vita e le classifiche
segue ......che ogni anno ci vengono propinate dall'organo ufficiale di confindustria "il sole 24 ore" che mette in luce per utilizzi impropri la scarsa qualità della vita delle città meridionali.
la proporzionalità tra la gabbia salariale / fiscale, dovrebbe essere direttamente proporzionale alla qualità della vita, sai che ridere per le casse dello Stato/regioni/provincie/comuni, certo con l'applicazione di questo metodo si otterrebbe un dissesto finanziario per tutti quei comuni che a parità di prelievo non hanno fornito i cittadini di quei servizi che ci qualificano come società avanzate, ma (vedi concorrenza) l'abbassamento proporzionale del prelievo fiscale e degli stipendi sul territorio (vedi federalismo fiscale) attrarrebbe imprese da altre aree geografiche europee (vedi zone franche), aumentando la base dei contribuenti e permettendo ai comuni gradualmente di aumentare i servizi nel tempo e di conseguenza riallineare gli stipendi ed il prelievo fiscale agli standard delle altre regioni più organizzate (vedi risoluzione della questione meridionale) a parità di servizi parità di prelievo e di reddito. al principio di "chi più ha più deve versare all'erario", al principio di "chi più inquina più paga" aggiungerei il principio di "bassa qualità della vita basso prelievo fiscale".
in conclusione cercasi amministratori capaci per l'ammodernamento delle città del centro sud.

maiuscolo 04.09.12 19:27| 
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la qualità della vita e le classifiche
vorrei porre all'attenzione una serie di discriminanti vivendo in Sicilia da oltre venti anni pur non essendo originario del luogo, mi corre l'obbligo di valutare dal mio punto di vista la questione dibattuta in questi ultimi tempi sui cosidetti standard di spesa, vengo al fatto, in linea di principio sarei favorevole all'adeguamento degli stessi e perchè no, anche degli stipendi in base al costo della vita riferito alle varie aree geografiche del paese, ma, a condizione che il parametro di valutazione si estendesse a vari aspetti della vita di tutti i giorni ad esempio, oltre al paniere virtuale istat si potrebbero utilizzare altri parametri:
1) quanti mezzi pubblici sono al servizio dei cittadini in proporzione agli abitanti;
2) quante università di eccellenza, scuole, asili nido e della prima infanzia sono disponibili in proporzione al numero di abitanti;
3) quanti parchi, teatri, centri sportivi, parcheggi;
4) quante strade, autostrade, stazioni ferroviarie, aeroporti, porti,"ponti",
5) che tipi di servizi offre l'amministrazione locale, pulizia,
manutenzione delle strade, pulizia delle spiagge, illuminazione
pubblica, reti, consultori;
6) fiere campionarie o settoriali, tanto utili allo sviluppo di un
turismo d'affari destagionalizzato;

Potrei proseguire per ore nella elencazione delle carenze rispetto alle grandi e ricche comunità del centro nord, mi fermo solo per non farla lunga su cose che conosciamo benissimo, a queste condizioni di valutazione, gli abitanti della Sicilia e di tutto il meridione sarebbero ben disposti a rivedere il rapporto fra stipendi e costo della vita, e perchè no, anche la gabbia fiscale visto che per operare al sud per un'impresa o per un libero professionista, alla gia alta tassazione si aggiungono tutte le spese sopraelencate, per quantificare il livello degli stipendi e la conseguente pressione fiscale, non occorre stilare nuovi parametri, è sufficiente utilizzare le classificazioni che ogn

maiuscolo 04.09.12 19:24| 
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SFIDO BEPPE GRILLO AD UN CONFRONTO PUBBLICO (4 Settembre 2012)


Caro Beppe Grillo,

dichiari di respingere ogni occasione di confronto pubblico con gli avversari politici, preferendo il monologo. Capisco: il monologo consente una cornice ieratica e l'esercizio scenico. E monologhi che hanno goduto di finestre televisive aperte su milioni di persone, sono stati indubbiamente efficaci: tanto più se diretti contro il facile bersaglio di partiti di potere screditati e corrotti, impegnati in una rapina quotidiana della popolazione povera per conto degli industriali e dei banchieri. Mi verrebbe da dire: troppo facile, caro Grillo.

Ti propongo di fare una eccezione. Ti propongo un pubblico contraddittorio con l'unico partito della sinistra italiana che si è opposto a tutti i governi dei poteri forti, di centrodestra come di centrosinistra: il Partito Comunista dei lavoratori, di cui mi onoro di essere portavoce. Un partito che certo non gode delle attenzioni televisive, ma si conquista quotidianamente la stima dei lavoratori più combattivi nei loro luoghi di lavoro e nelle loro lotte. Un partito che non prende un euro dallo Stato, che non ambisce a ministri o assessori a fianco del PD, che non ha altro interesse che la lotta per una rivoluzione sociale e un governo dei lavoratori.

Certo, in un contraddittorio con il PCL dovresti cambiare repertorio. Non potresti inveire in discesa contro i “partiti ladri e corrotti”. Dovresti spiegare in salita, ad esempio, perchè difendi i ricchi evasori di Cortina, perchè chiedi l'abolizione del valore legale del titolo di studio, perchè rivendichi la privatizzazione delle ferrovie, perchè chiedi la chiusura delle frontiere dall'”invasione dei romeni”, perchè la tua “rivoluzione” si arresta di fronte ai diritti di proprietà delle grandi imprese e delle banche nel nome dell'illusione un po' truffaldina di un possibile “capitalismo popolare” in cui i piccoli azionisti diventano i re di un mercato finalmente “libero”. E molt

fausto torri 04.09.12 19:23| 
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A me sembra un'utopia, forse sbaglio, mah... un'inceneritore e' come una fabbrica, se non avessimo le fabbriche saremmo ancora a livello di medio-evo. Cosa vogliamo? Tornare allo stadio bucolico di quel tempo (fame ed epidemie stroncavano il 50% della popolazione prima dei 5 anni)

Vanni F., Trofarello Commentatore certificato 04.09.12 18:38| 
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Rifiuti Zero non è secondo me il futuro, ma semplicemente l'obiettivo da raggiungere.
Il vero futuro - forse un pò da sognatore - è reinserire in natura. Il riciclo deve essere obbligatorio, ma se troviamo un sostituto alla plastica? cosa ne facciamo di tutta questa già prodotta? oppure che fine facciamo fare a tutto questo AMIANTO che giustamente non si deve più utilizzare e che non sappiamo come trattarlo dopo lo stoccaggio. Riciclo si ma non fermiamoci a questo, ridiamo al pianeta ciò che prendiamo!!!!

Massimo Cerroni 04.09.12 18:26| 
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Abbiamo ministri duri di comprendonio. Finalmente si e' deciso. Dopo quindici anni e più in cui un comico glielo diceva tutti i giorni. E poi mi sono veramente stancato di sentire parlare del famoso comico sempre con questo senso dispregiativo e supponente. Come se il comico fosse un essere inferiore che non pensa. Ha ben dimostrato invece che si e' rotto di vedere cose ovvie e sbagliate ed e' stato costretto a smettere di allo perche chi e' pagato per fare le scelte non solo non le fa sia per incapacità che per disonesta', ma continua a nutrirsi del denaro pubblico senza freni oltraggiando tutti i giorni chi si prende delle responsabilità che devono essere le loro. Grande il comico e soprattutto grande l'uomo.

Davide Gaggini 04.09.12 16:26| 
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per risolvere il problema dei
"termovalorizzatori" credo sia sufiicente che gli incentivi del CIP6 vengano dati sulla base dell'energia fornita dagli impianti al netto di quella prelevata dalla rete invece che sulle tonnellate di rifiuti bruciati.

Gianfranco Carboni 04.09.12 16:14| 
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Beppe, la tua risposta a Schulz ha elegantemente risolto il tentativo di trascinarti nelle diatribe in cui ti vogliono trascinare i tronfi politici, siano italiani o di altra nazionalità! Bravo!!

luciana reschia 04.09.12 16:13| 
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Invece di preoccuparsi della salute e della tutela del territorio il MINISTRO DELL'AMBIENTE si preoccupa degli incentivi di stato dati ad Iren.
Se è una barzelletta non fa ridere!
Invece di sparare cazzate farebbe bene a parlare di acquisti consapevoli, raccolta differenziata e incremento del riciclo. Ma Clini pensa ad altro...

michela fabbrini, san giovanni valdarno Commentatore certificato 04.09.12 15:37| 
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CLINI RAPPRESENTA IL CLASSICO MINISTRO DELLA SALUTE ITALIANO.DAL DOPO GUERRA AD ORA NE ABBIAMO VISTI DI TUTTE LE SPECIE...MA SONO TUTTI UGUALI A DE LORENZO,
CANCRONESI.......è ASSURDO CHE IL MINISTRO DELLA SALUTE FACCIA FINTA DI NON SAPERE CHE I DATI SONO MANOMESSI,E LE RILEVAZIONI DELL'ARIA NON SONO REGOLARI!è UNO STIPENDIATO.

SIMONE ., prato Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.09.12 15:29| 
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Ah, sì, secondo voi un'azienda di filibustieri come Iren che se non paghi i rifiuti ti taglia l'acqua (anche se l'hai pagata e se c'è un codice cliente diverso per i due contratti), sono disposti a rinunciare agli inceneritori, il loro affare principe! Ah le risate amare...

Mauro Agnoli, Castel San Giovanni (PC) Commentatore certificato 04.09.12 15:12| 
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E' un piacere poter fare rete con i consiglieri di altre città... non c'è bisogno di strutture di partito per lavorare insieme, basta una mail!

Vittorio Bertola
Movimento 5 Stelle, Torino

Vittorio Bertola, Torino Commentatore certificato 04.09.12 14:55| 
 
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COncordo che se non si interviene sugli imballaggi non si riesce a risolvere il problema.
Bisognerebbe innanzitutto impedire normativamente che gli imballaggi aumentino il volume del prodotto oltre il limite necessario alla conservazione dello stesso.
SPesso gli imballaggio sono troppo volum inosi intenzionamente per dar l'impressione di aver acquistato una cosa "grossa" !!
Si potrebbero, ad esempio impedire gli imballaggi formati da più di una tipologia di materiale (carta che si sovrappone a plastica, che utilizza parti in metallo per rafforzare la struttura.
Si potrebbero limitare il numero di inchiostri che si possono utilizzrae per publicizzare il prodotto.
Si potrebbe, giusto per riassumere i punti quì di sopra, impedire che una confezione in carta si sovrappone ad un prodotto confezionato sotto vuoto e surgelato con plastica trasparente aumenti apparentemente il volume del prodotto acquistato e mostri il piatto cucinato e fumante.
POlitiche del genere aiuutano anche a mantenere bassi i costi dei prodotti.
- imballi.
- rifiuti
- costi di produzione
- costi del prodotto finito (forse !!!)
potrebbe innescarsi un feedback positivo.
In definitiva si dovrebbe eliminare alcune piattaforme di competizione fra le aziende spostando la competizione da caratteristiche illusorie a caratteristiche sostanziali.

Carlo C., Milano Commentatore certificato 04.09.12 14:51| 
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Bravi,ragazzi! Continuate così.

Ignazio Virzì 04.09.12 14:20| 
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Il Tetrapak non è riciclabile! Il tetrapak non si ricicla e inquina la raccolta differenziata! Carta, plastica e alluminio pressati insieme non si possono dividere, il tappo di plastica è di plastica, allora tanto vale che metta plastica e carta insieme. Vorrei tanto essere smentito.


Chi dice che il problema è anche a monte, negli imballaggi, fatti dalle aziende che producono e distribuiscono, ha ragione !

.. nel mio settore ho visto un incremento ESAGERATO degli imballi "a perdere", che a perdere hanno solo il nome visto che li devi pagare nell'aumento del materiale ..

prima , più di un decennio fa, il materiale arrivava sopra un bancale di legno che quando lo rendevi veniva riutilizzato e ti veniva riaccreditato per intero, se proprio si voleva esagerare, ad alcuni prodotti venivano messe delle "reggette" che altro non è che una piccola corda piatta di plastica ..

.. oggi mi arrivano gli stessi materiali con imballi in termoretraibile esagerati, bancali in legno che non posso rendere e devono andare a finire in discariche attrezzate per la loro lavorazione ..

tutti i giorni sono costretto a produrre qualche quintale di rifiuti !

ogni tanto mi lamento, con i produttori, qualcuno di loro ha messo la desinenza ECO davanti al nome del prodotto e ci marcia pure sopra dicendo che l’ azienda è ecocompatibile .. probabilmente lo sarà il prodotto, ma di sicuro non è compatibile con l’ecologia l’esagerata mole di imballi !

.. credo che questo sia un business, per questo i politici ne incoraggiano l’aumento, di sicuro con imballi si fa crescere il PIL ed anche lo smaltimento è un grande affare, solo di IREN a Parma grazie al M5S conosciamo i dati, le previsioni erano di cifre stratosferiche, che avrebbero dovuto pagare i cittadini, per ingrassare politici e faccendieri !

Roberto B. Commentatore certificato 04.09.12 13:24| 
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BEPPE E' IL NUOVO MESSIA?

Da tempi immemorabili Beppe dice che i termovalorizzatori sono superati, sono obsoleti, sono dannosi per la salute. La carta da culo dov'era? i ministri dov'erano? il presidente del consiglio dov'era? il presidente della Repubblica dov'era? i danni incalcolabili recati alla salute, all'ambiente, all'agricoltura, chi li pagherà?
Io credo che sia giusto confiscare i beni di chi si è reso responsabile di tutto questo, dietro ogni decisione ci sono nomi cognomi e partiti politici che sono diventati delle S.p.A. Confischiamo tutto e risaniamo l'ambiente!
Ci vediamo in Parlamento!

Salvo Pa Commentatore certificato 04.09.12 12:46| 
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Caro Beppe e carissimi amici del blog,

la soluzione del problema dei rifiuti sta a monte.
Cioè si producono troppi rifiuti perchè ci sono troppi imballaggi.
Molte derrate alimentari e molti prodotti per igene e cosmesi e detersivi potrebbero essere venduti sfusi e i consumatori potrebbero riutilizzare i contenitori (almeno per i prodotti non alimentari).

Perchè non si fa una legge che obbliga supermercati e grande distribuzione a vendere i prodotti sfusi ?

Proporrei una raccolta di firme per proporre la legge in parlamento.

Direi che molte confezioni di carta, cartone, polistirolo, chellopane, PVC, PET sarebbero definitivamente eliminate.

Spero che chi ne ha la capacità prenda spunto da questa proposta e da tante altre che si leggono in questo blog.

Cordiali saluti a tutti e a Beppe.

Guido Piano 04.09.12 12:26| 
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Quando ero ragazzino, al mattino alla nostra porta si presentava lo spazzino.
Abitavo al 4° piano di una palazzina di case popolari, a Napoli.
Allora prendevo la nostra pattumiera e gliela davo, lui rovesciava il contenuto, ben poca roba, nel suo sacco di juta, ed andava via.
Erano per lo più residui alimentari del giorno prima..non erano contenuti in un sacchetto biodegradabile, nessuno avrebbe saputo nemmeno il significato della parola..

Questo perché il vetro aveva una cauzione, non lo buttavi mica, e poi veniva riutilizzato per andarci a comperare il vino dal vinaio.
Scatolame se ne mangiava rarissimamente, per lo più i cibi erano comperati freschi e di stagione, e mamma faceva la spesa al mercatino ogni giorno.

La carta che girava era quella dei giornali.. mio fratello quando ne aveva messa insieme un po', se la vendeva al mercatino agli ambulanti, che la usavano per fare artistici "cuoppi" nel quale metterti il chilo di pesche.. non sono mai riuscito ad emulare la loro abilità!

Insomma, quasi zero imballi e riutilizzo, questa è la vera soluzione antica e moderna.

E la vera sfida non è convincere i cittadini ad adeguarsi, ma costringere le aziende a rispettare questo modello.

-Basta imballi
-- ogni utilizzo di un imballo deve essere approvato per il singolo prodotto
--vietare gli imballi accoppiati
--riciclo degli imballi rimanenti, che devono essere facilmente disaccoppiabili a mano

-Imposizioni sui prodotti in base ai km fra origine e consumo, per incentivare il km 0

-Riutilizzo dei contenitori ed obbligo di vendita in sfuso per categorie di prodotti

almeno, per iniziare.. ;-)

Maurizio Migliaccio 04.09.12 12:07| 
 
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Purtroppo (per fortuna) non esiste il dittatore del mondo. Il concetto di rifiuti zero può funzionare solo con politiche globali. La storiella che la raccolta differenziata salverà il pianeta è e resterà solo una storiella. A meno che non si discuta sul concetto stesso di raccolta differenziata, come dicevo prima, in senso globale. Attualmente, per come è gestita la raccolta differenziata e per come si pensa, purtroppo, a gestirla nel futuro al fine di incrementarla, non da vantaggi all'ambiente. Le uniche frazioni che ha un certo senso raccogliere e quindi poi reciclare sono i metalli in genere, il vetro (che guarda caso è un materiale quasi inesauribile in quanto generato dalla fusione della sabbia silicea) e forse, solo in minima, minimissima parte, la carta... per il resto è tutta una bufala!
La plastica ha un ciclo solo di reciclo dopo deve essere per forza o termodistrutta o sotterrata in una discarica praticamente per sempre(concetto che a mio parere risulta medioevale e di certo non aiuta l'ambiente).
La frazione umida (la più consistente in termini di peso e % rispetto al totale dei rifiuti) produce, dopo essere stata trattata adeguatamente un simil-umus, un terriccio concimante, che nessuno, a parte i pochi fondamentalisti ambientali che posseggono un giardino, vogliono usare. Non fertilizza niente rispetto ai fertilizzanti chimici usati dall'industria dell'agricoltura. E potrei continuare... Poi, cosa che TUTTI sottovalutano e non considerano MAI, quando si riempiono la bocca parlando di raccolta differenziata, è l'impatto sull'ambiente, o se la vogliamo mettere in toni tecnici, dovuto alle maggiori emissioni si CO2 generate da tutti i mezzi necessari in più per fare r.d. rispetto alla sola singola raccolta del tal quale, e di tutti gli impianti di trattamento e riciclo (dalla loro costruzione alla loro gestione), ecc..Insomma, una via sarebbe quella di limitare la produzione degli imballaggi a monte e vietare l'uso di certi materiali o prodotti..ma come?

Giuseppe Giambelluca (giambelluca), Palermo Commentatore certificato 04.09.12 12:02| 
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Bravi! E' questa la direzione da mantenere!

Tolleranza Zero in termini di Rispetto Ambientale.

Bene!

Antonio De Angelis 04.09.12 11:52| 
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Ah certo i Rifiuti Zero, chissà poi perché a Roma il M5S non si fa avanti nemmeno con un tavolo di raccolta firme per i primi referendum a Roma, denominati RomaSìMuove.
http://www.romasimuove.it/tutti-gli-8-referendum

Se non vi interessa più la democrazia diretta siete come gli altri, intenzionati solo ad occupare poltrone e potere.

E poi dite di introdurre nuovi strumenti di democrazia diretta in Costituzione etc...ma se nemmeno date una mano a chi tenta di utilizzare gli strumenti esistenti!

http://www.romasimuove.it/tutti-gli-8-referendum

Francesco D., Bologna Commentatore certificato 04.09.12 11:30| 
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Bravi !

Roberto B. Commentatore certificato 04.09.12 11:29| 
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stupendo

Piero T., Mestre Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 04.09.12 11:24| 
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